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GABRIO ANDENA - ROSA CAROTTI - DANALII


FRANCESCO DIMITRI - ROSALBA FORMATO - GABRIELLA GALZIO
FRANCESCA C. HOWELL - DAVIDE MARR - VALENTINA MINOGLIO
OSSIAN - SHAKINH - DANIELE TRONCO

LESSE
ESSEN
NZA DEL

NEOPAGANESIMO
a cura di Davide Marr

CIRCOLO DEI TRIVI


2

PROGETTO AURORA

Anno della cultura pagana

Graca di copertina e impaginazione di Daniele Massarotto


www.unclonable.it . info@unclonable.it
Propriet letteraria riservata 2008

A chi capace di amare,


a chi capace di ridere e di piangere,
a chi capace di sognare
e soprattutto a coloro che ne sanno raccontare

Associazione di volontariato

CIRCOLO DEI TRIVI


via Oxilia 13, Milano
www.athame.it
circolodeitrivi@athame.it

Stampato in Gennaio 2008 per Circolo dei Trivi da Global Print Srl
5

INDICE
CAP V Suggestioni artistiche

CAP I Il Neopaganesimo
Alla ricerca di una denizione
pag. 10
Quale religione?
14
Luno e i molti - Politeismo, monoteismo o duoteismo?
16

Discesa nella selva


Allombra del Dio sconosciuto

72
84

CAP VI - Neopaganesimo ed ecologia


CAP II Movimenti religiosi neopagani
Neodruidismo
Wicca
Asatru
Tradizione Romana
Stregoneria tradizionale
Discordiani

Come il Neopaganesimo potr salvare il mondo


22
27
33
35
37
39

85

CAP VII - Neopaganesimo esoterico


Larte della magia e lessere nel mondo
La teurgia come magia neopagana?
La Wicca e lesoterismo neopagano
Chaos Magick

92
94
96
98

CAP IIl Il divino femminile


La rinascita della spiritualit femminile
Sulle tracce della Grande Dea
Essere una sacerdotessa

43
48
54

CAP IV - Radici losoche e culturali del Neopaganesimo


Dal nichilismo al Neopaganesimo
Psicanalisi e psicologia analitica
6

66
68

CAP VIII - Confronto con altre religioni


Neopaganesimo e Cristianesimo
Neopaganesimo e religioni orientali

102
109

Note
Bibliograa
Biograa autori

114
116
122
7

INTRODUZIONE

Se cinque anni fa mi avessero detto che avrei curato un libro del


Circolo dei Trivi mi sarei messo a ridere; invece, ora che questo
libro (grazie ai suoi autori) ha preso lentamente forma tra le mie
mani, con un misto di stupore e di meraviglia che lo osservo, pur
ridendo ugualmente, in uno stile un po discordiano
Non il caso di tessere in questo contesto le lodi di questa
Associazione e neppure mio compito, da una parte perch ne sono
Presidente e perch in questi anni ho cercato di dare forma alle sue
ambizioni e ai suoi scopi utilizzando una grandissima selettivit e
spesso anche altrettanta severit nei confronti di coloro che ne hanno
fatto parte e che sono state le sue braccia, i suoi occhi e soprattutto
il suo cuore e la sua mente. Malgrado i successi e il grande lavoro
che siamo riusciti a svolgere, ci siamo dati pochissimo tempo per
crogiolarci sugli allori e goderci il frutto del nostro successo, anche
se i momenti di profondo divertimento credo non siano mai mancati
a chi li ha saputi cogliere. Non sono affatto pentito di questo, anche
se mi costato, talvolta, lamicizia e lapprezzamento persino di
persone che tanto hanno dato al Circolo.
8

Eppure questo libro, pubblicato e distribuito gratuitamente grazie


ai fondi regionali concessi al Progetto Aurora, un piccolo regalo
degli Di e anche la dimostrazione che, al di l degli inevitabili
errori, la strada percorsa n qui era quella giusta, o quantomeno non
proprio quella sbagliata... meglio in questi casi restare sul vago.
Un libro scritto a pi voci e da autori che sono delle punte di
eccellenza nel panorama culturale del Neopaganesimo, in una
polifonia che stata sempre il contrassegno di tutte le nostre attivit,
tese a mostrare proprio la multiformit del Neopaganesimo, la sua
variet, oso dire il suo politeismo di fondo.
Non mi resta quindi che ringraziare, con molta umilt
(atteggiamento che normalmente mi abbastanza estraneo!), quelli
che adesso sono qui, ma anche chi non c pi e inne chi un giorno si
unir al nostro cammino. Il ridere, il piangere, la gioia e lamarezza,
tutto valso la pena, poich se diceste mai s ad un piacere o, amici
miei, allora diceste s anche a tutto il male. [] Se diceste mai mi
piaci, felicit! Sofo! Attimo!, allora volete indietro tutto!1.
Davide Marr Cronos
Rescaldina, 10 gennaio 62
9

CAP. I IL NEOPAGANESIMO
ALLA RICERCA DI UNA DEFINIZIONE
di Davide Marr

Paganesimo
Con il termine paganesimo si designa linsieme delle religioni
e delle civilt del mondo antico greco-romano3 e per estensione
un culto, religione, credenza non cristiani4. Dalla prospettiva
della cultura occidentale, in particolare quella cristiana, e con
il particolare riferimento alle religioni dellantichit, il termine
pagano sostituisce il termine di origine giudaica gentile e
indica una persona che pratica una fede, credenza o religione che
non appartenga al ceppo del monoteismo abramitico di cui fanno
parte il Cristianesimo, lIslam e lEbraismo. Questo termine pu
essere applicato con cautela, per estensione, anche alle religioni
non cristiane che dallantichit si sono sviluppate in particolare al
di fuori della cultura occidentale, come lInduismo, lo Shintoismo e
le religioni etniche in generale che abbiano conservato una linea di
continuit con il passato e non derivino da un semplice recupero di
tradizioni. In Europa e ovunque il Cristianesimo si sia diffuso prima
dellet moderna, le religioni etniche sono pressoch inesistenti,
poich tutte le religioni etniche si sono dovute sostanzialmente
confrontare con la repressione operata dal Cristianesimo e solo
nellet contemporanea hanno potuto ritrovare una nuova forma di
libera espressione.
Pagano deriva dal latino pagus, villaggio, poich gli abitanti dei
villaggi si convertirono molto dopo al cristianesimo rispetto agli
abitanti delle citt.
Come il termine paganesimo nellarco dei secoli andato a
denire unampia variet di religioni del passato che venivano a
trovarsi a contatto con il Cristianesimo, allo stesso modo il termine
Neopaganesimo viene oggi utilizzato per designare una vasta
10

variet di nuovi movimenti religiosi e religioni vere e proprie,


inuenzate dal paganesimo antico, spesso molto diverse tra di loro.
Lo stesso termine paganesimo viene spesso utilizzato per
indicare sia il paganesimo antico che il paganesimo moderno.
Spesso alcuni pagani moderni preferisco lutilizzo di questa parola a
quella di Neopaganesimo perch sentono la necessit di sottolineare
il legame con lantichit, manifestando il desiderio di sentirsi parte
di un passato e di una tradizione che ha subito uninterruzione lungo
larco della storia. Interruzione che per molti assai difcile da
accettare.
Una parte delle correnti ricostruzioniste si ritrova infatti nella
posizione di sforzo continuo per stabilire un legame con il passato
attraverso la ricostruzione, appunto, di pratiche e tradizioni che spesso
hanno pi una funzione di rievocazione nostalgica che una reale
funzione spirituale. Questo atteggiamento, quando non moderato
da una sana consapevolezza che ai greci (e nemmeno ai celti, ai
germani o ai romani n.d.a.) non si torna5, diventa un tentativo di
fuga dalla modernit (parte per di uno spirito del tutto moderno)
e conduce solitamente alla totale mancanza di confronto con le
problematiche del mondo contemporaneo che chi vive invece nella
dimensione pi propria del Neopaganesimo non manca di affrontare.
Un atteggiamento che pi che neopagano dovrebbe essere denito
veteropagano, in totale antitesi con lo spirito del Neopaganesimo e
la sua collocazione nella post-modernit, connotato da un elemento
nostalgico e spesso intollerante e integralista, nei confronti delle altre
religioni, che tante volte ha portato in alcuni momenti della storia
contemporanea a collegare il Neopaganesimo con alcune correnti
politiche tristemente note. Inclinazione che in totale contrasto
sia col paganesimo antico sia rispetto ad una modalit autentica di
intendere il paganesimo nel mondo contemporaneo.
Ovviamente stiamo parlando di una frangia, quella dei
veteropagani, attualmente poco signicativa del movimento pagano
contemporaneo, anche se talvolta molto chiassosa. Ma necessario
sottolineare, proprio a partire da questa distinzione, che tra coloro
che oggi chiamano se stessi pagani (termine che coloro che
11

praticavano le religioni dellantichit neppure conoscevano), pur


essendo tutti neopagani, esiste una grande distinzione: da una parte
coloro che sono consapevolmente neopagani e accettano, guardando
al futuro e alle sde della modernit, leredit del proprio passato,
dallaltra coloro che dalla modernit vorrebbero fuggire per rifugiarsi
in una visione nostalgica e spesso molto ideale, di un passato che
non c pi. E bench tutti abbiano diritto di cittadinanza nellampio
universo del paganesimo, solo al primo di questi gruppi sar rivolta
la nostra attenzione nelle pagine che seguono.
Neopaganesimo
Il Neopaganesimo nella sua pi propria specicit non riuta
la tradizione, ma ne possiede una visione matura: in altri termini,
antropologica. La tradizione, gli usi e i costumi legati alla
trasmissione della cultura, non sono infatti un blocco monolitico e
fossilizzato che non varia, ma lesatto contrario, cio ci che pur
tramandandosi ha la capacit di rinnovarsi e di far fronte ai problemi
della civilt.
Le tradizioni sono infatti modelli culturali e spirituali dinamici
che si confrontano continuamente con lesigenza di una societ e di
una civilt che muta in modo dinamico.
Il Neopaganesimo, in quanto parte della spiritualit postmoderna, si sente libero di sintetizzare elementi da tutte le fasi
della storia in qualsiasi forma o modo che soddis i suoi propositi.6
I neopagani usano il termine neopagano o pagano in riferimento a
se stessi proprio perch fanno riferimento ad una ben precisa fase
della storia, quella del confronto con il Cristianesimo che port alla
dissoluzione, spesso in modo cruento, delle spiritualit non cristiane
in occidente, in primo luogo perch questo confronto si ripropone
oggi per coloro che vivono in una societ ancora fortemente
inuenzata dal Cristianesimo. Questo certamente non per mera
contrapposizione, poich il Cristianesimo e il Cattolicesimo delle
origini assunsero una moltitudine di simboli del paganesimo antico
e fecero propria larga parte della sua cultura, e neppure per segnare
una totale discontinuit, ma piuttosto per sottolineare come anche
12

a noi spetti una parte delleredit di quel passato, da incastonare in


una visione nuova delletica, della cultura e della spiritualit.
In secondo luogo questi termini ci rimandano al loro signicato
originario da pagus, villaggio. Dopo secoli in cui luomo si trovato
a vivere nelle citt e nelle metropoli spesso isolato e alienato da
buona parte dellumanit, quando persino dalla sua stessa comunit,
i nuovi mezzi di comunicazione ci hanno introdotto in un nuovo
villaggio: quello globale. Non un caso che il Neopaganesimo
abbia ricevuto il suo pi grande impulso proprio nellera di Internet,
lo strumento che ha maggiormente favorito la creazione di questo
villaggio globale.
Ci non signica in alcun modo che come neopagani siamo
favorevoli alla globalizzazione nella sua totalit, ma piuttosto lesatto
contrario: viviamo con la consapevolezza di appartenere sempre di
pi ad un mondo globale, ma siamo perfettamente coscienti che
molti dei fenomeni e delle forze che spingono verso una sempre
maggiore globalizzazione devono essere contrastati e che questo
villaggio globale non pu essere costituito solo da casermoni di
cemento da una parte e da villette a schiera tutte uguali dallaltra, ma
al contrario deve fare delle differenze che sussistono al suo interno
la sua ricchezza. Come neopagani viviamo il villaggio globale
esaltando e preservando la diversit e contrastando lappiattimento
della globalizzazione.
Il Neopaganesimo nato sulla cultura della differenza: proprio
partendo dal dato di fatto che esistono Di diversi, o quantomeno
aspetti diversi della Divinit, vede in ogni manifestazione della
diversit un dato positivo e nel confronto tra le diversit lessenza
stessa del suo essere. Le religioni pagane dellantichit, come il
Neopaganesimo, e a differenza sia del veteropaganesimo a cui si
accennato prima sia delle religioni monoteiste, si basavano sulla
simbiosi tra luomo e il cosmo, articolato come mondo degli Di,
con il quale luomo poteva stabilire una relazione comunicativa
attraverso il culto.7 Sostanzialmente, le varie Divinit di un popolo,
di una civilt o di un gruppo potevano essere paragonate a quelle di
un altro, anzi potevano essere tradotte le une nelle altre.8
13

Un altro tratto distintivo che possibile cogliere nellessenza


di un paganesimo autentico, a differenza di altre correnti che pur
richiamandosi al paganesimo propongono un modello in cui un leader
detentore della verit oppure solo gli Di di un dato gruppo sono
veri, e naturalmente a differenza dei monoteismi che collegandosi
allidea di rivelazione rendono impossibile questa traducibilit,
si basa di fatto su un concetto debole di verit, secondo il quale
tutti gli Di i propri esattamente come quelli degli altri sono
veri.9 Questa concezione ancora oggi la linea di demarcazione
tra Neopaganesimo e religioni abramitiche, ma anche la dimensione
pi propria in cui possibile vivere autenticamente la spiritualit
neopagana: lintolleranza (da non confondersi per con la critica)
o linsulto verso modelli spirituali diversi, non appartengono al
Neopaganesimo.

QUALE RELIGIONE?
di Davide Marr

Ovviamente non ci fu mai una religione pagana nellantichit,


ma semplicemente ci furono un gruppo di religioni che oggi noi
chiamiamo, un po impropriamente, visto lorigine del termine,
pagane. Certamente un druido del I secolo a.E.C.10, non sapeva
di essere un pagano, come non ne era consapevole limperatore di
Roma. Tutto questo per dire che quando parliamo di paganesimo
antico stiamo parlando di un insieme di religioni che furono
considerate pagane in quanto non-cristiane, allo stesso modo quando
parliamo di Neopaganesimo parliamo di una spiritualit connotata
da molte religioni.
Questo un punto fondamentale: il Neopaganesimo non
una religione, ma piuttosto un movimento spirituale in cui stanno
prosperando diverse religioni. Per fare un semplice e un po
grossolano parallelo, il Cristianesimo non una religione, ma
certamente una religione il Cattolicesimo.
Abbiamo gi visto come sia abbastanza difcile focalizzare
14

i tratti principali del Neopaganesimo senza scadere in una


generalizzazione grossolana di nessuna utilit e per questo stato
necessario soffermarsi proprio sui termini pagano e neopagano ed
operare dei distinguo non solo tra di loro, ma anche al loro interno.
Nel precedente paragrafo siamo andati in cerca di una
denizione e abbiamo scoperto che la stessa denizione del termine
Neopaganesimo sfugge alla presa, muta a seconda della prospettiva,
un fenomeno a cui non siamo abituati se pensiamo alle religioni
secolarizzate.
Ci troviamo quindi di fronte alla necessit di denirci e trovare la
nostra identit di Pagani (neopagani) attraverso una denizione, ma
al contempo di sfuggire ad una etichettatura troppo semplicistica.
Se le denizioni infatti ci mettono spesso al riparo dalla confusione,
cio dallessere confusi con diversi movimenti spirituali che hanno
poco a che vedere con ci che sono i neopagani, allo stesso tempo
ci imbrigliano e spesso ci limitano. Per questo dobbiamo denirci,
ma al contempo non lasciarci imprigionare da ci che diciamo
di noi stessi. Un compito davvero arduo a cui tuttavia dobbiamo
assolvere.
Ho appena affermato che il Neopaganesimo non una religione,
piuttosto un movimento spirituale dove stanno prosperando
diverse religioni, ma anche questo non del tutto vero. La rinascita
del paganesimo stata un fenomeno culturale che si coagulato
principalmente attorno al neoclassicismo, agli studi sul celtismo
e sul druidismo e sulle religioni teutoniche, ma anche al contatto
con lInduismo e il Buddismo e la proliferazione delle correnti
dellesoterismo occidentale, ed inne attorno alla nascita (o rinascita)
della Wicca. Questi nuovi movimenti religiosi hanno delimitato uno
spazio in cui possibile essere semplicemente dei nuovi pagani
senza per questo essere n Wiccan, n Neoellenici, n Druidi e cos
via.
Pu sembrare una situazione paradossale, eppure non lo . I nuovi
pagani colgono innanzitutto una suggestione, uno zeitgeist, cio uno
spirito del tempo, di questi tempi in cui ognuno di noi immerso,
che pu essere formulata brevemente in uno schema: abbiamo un
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paganesimo senza tragedia e un bisogno di salvezza senza fede.11


Per questo ci troviamo davanti ad un Neopaganesimo fatto prima
di tutto delle suggestioni di questo zeitgeist, e intorno a noi che ci
consideriamo consapevolmente neopagani e che abbracciamo una
delle religioni che oriscono in questo terreno, ci sono una moltitudine
di persone che vivono lo spirito neopagano di questo tempo, spesso
lasciandosene persino travolgere. Una volta conosciuta la morte di
Dio ad alcuni non resta che il mondo, abbandonata la trascendenza
nellesperienza del mondo, nellimmanenza, che possibile udire
nuovamente una musica, un suono, loltre, una visione diversa
dellUno e dei Molti

LUNO E I MOLTI - POLITEISMO,


MONOTEISMO O DUOTEISMO?
di Gabrio Andena

16

La religione si congura sempre come rapporto col Divino. Nella


religione si agisce tramite una specica prassi, che pu prendere la
forma del rituale, della preghiera o della meditazione, per entrare
in rapporto con questo Divino, rinsaldare il legame fra luomo e
la divinit. La religione si caratterizza altres come fenomeno
comunitario, che coinvolge un gruppo che nella pratica religiosa
trova una parte della sua identit.
quindi essenziale, nella religione, avere una comprensione,
che pu essere pi o meno trasparente, pi o meno concettuale o
consapevole, di che cosa sia il Divino e, nel caso il Divino si dia
come persona, di chi sia.
Il Neopaganesimo, sempre eccentrico rispetto a queste tematiche
per via del ruolo problematico che la vita religiosa riveste nella nostra
civilt e per via della particolare genesi cui sono sottoposte tutte le
nuove religioni, non pu fare a meno di confrontarsi con queste
domande. Mancando istituzioni che legiferino su cosa neopagano
e cosa non lo , e vista lassenza di testi sacri o profeti, chiaro
che impossibile arrivare ad una posizione concorde. Tuttavia, pur
nella variabilit di assunti sulla natura del Divino, emergono qua e

l alcune linee di interpretazione e, soprattutto, alcune esperienze


paradigmatiche che sono sufcienti per fare della percezione che i
singoli neopagani hanno del loro Divino un fenomeno che presenta
tratti unitari.
In particolare la prospettiva da cui vorrei avvicinarmi a questa
tematica squisitamente teologica ruota attorno alla questione
delluno e dei molti: ossia cercare di rispondere alla domanda che
cos il Divino? rispondendo innanzitutto alla domanda quanti
sono i Divini?.
LEterno Femminino: il duoteismo
La caratteristica che balza agli occhi nel Neopaganesimo la
presenza, quasi costante, di un Divino femminile. Non intendo
riferirmi ad una Dea, che sia specica o solo un archetipo del
Femminile. Piuttosto allesigenza, profondamente sentita, di
completare la polarit: in reazione alle religioni patriarcali, rivelate,
spirituali e incentrare sul maschile sia come sacerdozio che come
rappresentazioni del divino il Neopaganesimo si fa araldo della
necessit di far sentire laltra campana, di esperire un divino che sia
femminilit, terra-corpo-natura, istinto.
Questo il duoteismo caratteristico della Wicca: la venerazione
di un Dio e una Dea. Il rapporto fra il Dio e la Dea costituisce il
centro della pratica religiosa, che trova nel Grande Rito e nella
Libagione il suo compimento. Le celebrazioni stagionali vengono
intrecciate ad un racconto mitico che narra degli amori e della morte
del Dio e della Dea. C gi la chiara consapevolezza per che il Dio
e la Dea si mostrano in molti modi, in molti volti.
Il Dio e la Dea, nel duoteismo, sono concepiti come opposti
complementari. Essi rappresentano serie di qualit opposte:
maschile/femminile, estate/inverno, luce/ombra, vita/morte e cos
via, che unendosi e alternandosi generano il mondo e tutto ci che
esiste e cos come generano, portano alla morte. Sono la trama e
lordito che attraversano ogni cosa nel mondo, ogni evento, ogni
esperienza. La loro complementarit signica da un lato che non c
un lato buono e uno cattivo, ossia che il duoteismo non sfocia in
un dualismo di principi contrapposti; dallaltro che, poich il Dio e
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la Dea esistono solo nel rapporto reciproco delluno con laltra, non
neppure possibile attribuire le coppie di opposti univocamente alla
polarit maschile o a quella femminile. Ci che voglio dire che
ciascuna delle coppie di opposti si pu trovare sia nel Dio che nella
Dea, talvolta persino il maschile e il femminile stesso (si pensi alle
divinit androgine): il Dio non la luce e la Dea lombra, e neppure
viceversa; il Dio non il Sole e la Dea la Luna (sebbene questa
sia la rappresentazione prevalente), perch possibile incontrare
sfumature in cui il Dio lunare (Thoth) e la Dea solare (Sekhmet).
Il Dio e la Dea sono cos strettamente intrecciati, nel contesto del
duoteismo, da non essere strettamente parlando neppure due entit
distinte: ci che davvero esiste, lunica cosa che davvero esiste in
assoluto la relazione fra i due, allinterno di cui ogni cosa diventa
ci che .
Maschera e Volto: politeismo esoterico
Uno dei pi noti passi liturgici wiccan, lIncarico della Dea
(Charge of the Goddess), cos incomincia: Ascoltate le parole della
Grande Madre; Lei che anticamente era chiamata fra gli uomini
Artemide, Astarte, Atena, Dione, Melusine, Afrodite, Cerridwen,
Dana, Arianrhod, Iside, Bride e con molti altri nomi ancora.
Qui viene introdotta lidea che il Dio e la Dea abbiano molti
volti o aspetti diversi. Ogni Dio o Dea dellantichit pagana un
aspetto del principio maschile o di quello femminile, un suo lato, una
sua manifestazione. come se alla domanda Qual il volto del Dio
o della Dea? non si potesse che rispondere moltiplicando allinnito
questo gioco di maschere e specchi, indicando continuamente nuove
Divinit, nuove entit.
Tuttavia permane alla radice lidea che, come insegnava Dion
Fortune, tutti gli Dei sono un unico Dio e tutte le Dee sono ununica
Dea. quello che potremmo denire una sorta di politeismo
esoterico, legata alla concezione, teosoca prima e magica poi, delle
forme-pensiero. Esistono delle forze cosmiche e il nostro pensiero
e la nostra immaginazione rivestono queste forze di una forma,
dandogli laspetto delle Divinit storicamente esistite e venerate
18

nel paganesimo antico. Ma queste forme, questi volti, non sono che
interfacce che luomo usa per relazionarsi alle vere forze cosmiche
che stanno dietro la maschera. Seguendo questa linea di pensiero
persino dubbio che il Dio e la Dea siano delle persone divine: pi
probabilmente sono forze impersonali mentre sono personali i vari
volti che assumono per via del nostro relazionarci ad essi. Poich
siamo esseri umani, la relazione privilegiata quella personale,
dunque siamo portati a vedere la Polarit primordiale come una
coppia di persone divine.
La Grande Dea e il Grande Spirito: prospettive monoteistiche
Il passo successivo piuttosto semplice e pu essere compiuto
da pi versanti. Da quello esoterico, completando lassioma di
Dion Fortune con la sua conclusione: e c un solo Iniziatore.
Ossia: dietro alla Polarit c unUnit pi alta, un mistico Uno al
di l della comprensione che garantisce il riposo da ogni tensione,
la pacicazione di ogni contrasto. Oppure, come storicamente
avvenuto, si pu compiere il passo verso il monoteismo dalla
protesta sociale: cos ha fatto il femminismo neopagano, asserendo
che esiste soltanto una Dea.
Insomma, da qualunque lato vi si arrivi, il passo pare essere
quasi obbligato: se gli Dei e le Dee non sono che maschere di Forze
superiori impersonali, giocoforza supporre lesistenza, peraltro
attestata da buona parte delle religioni esistenti, di un qualche Uno
superiore da cui il Dio e la Dea sgorgano.
Spingono in questa direzione anche molte speculazioni New Age
sullEnergia e in generale luso (e labuso) dellEnergia in tutti gli
ambiti dellesoterismo, che porta ad un ritorno ad una concezione
che, sebbene raramente arrivi al monoteismo, di certo assume
laspetto di un monismo: esiste ununica sostanza di cui tutto e tutti
sono composti questo il Divino.
Poich per luomo ha la necessit di relazionarsi a questo
Divino, che francamente pare un po freddo e meccanico, ecco che
sullEnergia Cosmica si proietta una coscienza, una personalit ed
ecco che ci si riaggancia a idee orientali, strappate dal loro contesto,
19

di coscienza cosmica e consapevolezza universale.


Sciamani, animali-guida, spiriti di natura & co.: politeismo
animistico
Si assiste per negli ultimi anni ad un nuovo orientamento: la
diffusione massiccia dello sciamanesimo e della comunicazione con
gli spiriti di natura attraverso il channeling e pratiche afni mostra
la tendenza a riportare ancora una volta lago della bilancia ad una
concezione pi politeistica e, francamente, animistica. Ogni cosa
animata, ogni oggetto, ogni pietra, ogni albero ha il suo spirito.
Il Divino, che sembrava essere stato ricondotto allUno della
Grande Dea o della Grande Energia cosmica, torna a moltiplicarsi,
dandosi alluomo in forma ancora pi parcellizzata, ma molto pi
personalizzata.
In questa prospettiva necessario distinguere categorie di esseri
non umani. Fra luomo e gli Dei esiste una gerarchia pi o meno ben
denita di entit, spiriti, maestri, guardiani che fungono da mediatori
fra la Grande Energia e il singolo individuo.
La Bilancia dellEsperienza: la dialettica delluno e dei molti
Il panorama complesso e qui si voleva darne solo quale schizzo
paesaggistico. Ma non posso esimermi ora dal tirare qualche
conclusione, che individui quelle linee comuni interpretative che
sono proprie del Neopaganesimo.
Innanzitutto il Neopaganesimo non pu fare a meno di un Divino
Femminile, comunque venga poi interpretato. La femminilit, nella
cultura occidentale, stata rimossa o svalutata per troppi secoli:
necessario, in nome di unesistenza pi completa, riportare in vita
questa met del mondo, dandole il suo giusto peso. E attribuire
anche al Divino una natura Femminile di sicuro una valida mossa
per riscoprire la dimensione sacra di tutto ci che femminilit e
corpo e materia.
Il Neopaganesimo non pu neppure fare a meno di una molteplicit
di enti divini, almeno sul piano pragmatico. Si pu discutere quanto
si vuole dellUno e della Coscienza Cosmica, ma ogni neopagano,
20

quando si giunge alla pratica, vi dir che c una bella differenza fra
Artemide, Morrigan e Iside. Il riconoscimento di questa molteplicit
insita nel Divino stesso, la grande ri-scoperta del Neopaganesimo.
Laddove la maggior parte delle religioni tendono alla conciliazione
e a placare tutti i conitti rivolgendosi dunque ad una prospettiva
ultramondana il Neopaganesimo recupera in maniera originaria e
originale la spinta del paganesimo antico a riconoscere nel mondo
il Divino in tutte le cose e dunque a rappresentarsi il Divino come
radice della variet della vita: esso stesso conittuale, molteplice e,
per certi versi, confuso.
Inne, poich anche lUno vuole la sua parte, il Neopaganesimo
non pu nemmeno credere in un insieme arbitrario di enti divini
distinti. Si sente che sotto c qualcosa di unitario. Solo che invece
che tagliare il nodo gordiano, si cerca di salvare la dialettica dellUno
e dei Molti, mantenendosi in questa feconda tensione. LUno non
una realt altra rispetto agli Dei o al mondo concezione che
produrrebbe un malsano dualismo che nega la vita. LUno non
Unit ma Armonia dei molteplici Dei, degli uomini e del mondo,
armonia fra i distinti. Questo ci che garantisce al Neopaganesimo
la sua lungimiranza, la tolleranza per il diverso (che rende il
Neopaganesimo una religione cos adatta ad una societ multietnica
e globale) e, soprattutto, la spinta ad un costante mutamento, che lo
lascia fresco, vitale e legato allesperienza piuttosto che alla fede
cieca.

21

CAP II MOVIMENTI RELIGIOSI


NEOPAGANI

NEODRUIDISMO

di Ossian Luigi DAmbrosio


Per molti parlare oggi di druidismo pu essere un argomento
piuttosto anacronistico, ma questo vale solamente se consideriamo
questa religione nel contesto esclusivo del druidismo storico.
Come ben sappiamo i druidi, antichi sacerdoti di probabile origine
celtica, e le loro dottrine muoiono tutti con la conquista romana dei
territori delle antiche Gallie e di quelli pi a nord: non eliminati per
questioni religiose ma piuttosto per linuenza politica che avevano
sui Rix del loro popolo.
Naturalmente con loro muore anche la tradizione magicoreligiosa a cui erano legati, in quanto si sa che gli antichi druidi non
usavano la scrittura per tramandare la loro conoscenza, ma solo la
trasmissione orale e la memoria.
Ci viene quindi naturale chiederci oggi come sia possibile che
siano nati alcuni movimenti sia religiosi che prettamente spiritualisti
in epoca moderna che si deniscono ancora come druidismo.
Conveniamo che tutto ci che si cela sotto laspetto del druidismo
antico coperto da una sorta di nebbia, che a tratti lascia trasparire
degli spiragli per ricostruzioni ed ipotesi, soprattutto perch pare
che in epoca medioevale molti codici siano stati sincretizzati in
racconti, miti, canti e soprattutto scritti religiosi da parte (per questi
ultimi) di monaci cristiani che hanno ereditato una conoscenza
antica, ma soprattutto hanno loro stessi abbracciato la nuova
religione del deserto in cambio della vita stessa.
Sono stati anche i poeti e musici o, come meglio amiamo
denirli, i bardi che nei loro canti hanno lasciato una sorta di
memoria storica che (con una adeguata conoscenza dei simbolismi
22

ed una buona interpretazione) hanno permesso che giungessero sino


ad oggi molte immagini di quelli che erano i riti ed alcune essenze
del pensiero druidico antico.
Non meno importanti furono gli scritti degli storici classici
come Giulio Cesare, Pomponio Mela, Plinio il Vecchio, Strabone,
Diodoro, ecc., ma essendo molti di loro appartenenti al popolo
conquistatore delle popolazioni delle Gallie antiche e quindi di
parte, personalmente prenderei molti dei loro scritti con una buona
dose di scetticismo, consapevole di scontrarmi con il pensiero di
molti accademici attuali.
In ultimo, ma per questo non meno importanti, vi sono i reperti
muti dei ritrovamenti archeologici. Qui, personalmente, sono
dellidea che siamo dinanzi ad una continua evoluzione nella
storia antica, con delle conferme e delle clamorose smentite delle
ricostruzioni dellera romantica.
Con lo studio dei siti archeologici, in continua evoluzione,
possibile riavvicinarsi lentamente e ricostruire quelle che potevano
essere alcune pratiche religiose degli antichi druidi: vorrei qui
riportare come esempio il ritrovamento della tomba del druido
sacricatore vicino al tempio celtico di Gournay-sur-Aronde in
Francia, completo di oggetti rituali ed altre suppellettili molto
importanti per la sua datazione e la connotazione religiosa.
Cosa vuol dire, per, praticare il druidismo nel secolo attuale?
Innanzitutto sarebbe del tutto anacronistico rievocare la religiosit
del druidismo antico, sia per questioni pratiche che etiche e morali.
A questo punto necessario ripercorrere brevemente i passi del
Neodruidismo o Druidismo moderno, che poi tanto moderno non
in quanto un accenno alla ricostruzione di tale pensiero si ebbe nel
lontano 1700.
Naturalmente non stiamo parlando di un druidismo collegato
al Neopaganesimo ma piuttosto ad un organo di stampo piuttosto
framassonico e nazionalista che per precisione nasce in Inghilterra
con lAntico Ordine Druidico di Jon Toland, ulteriori sviluppi si
hanno poi con Henry Hurle nel 1834, ma chi ispir molto di pi e
caratterizz il druidismo di quellepoca fu Edward Williams che in
23

seguito assunse il nome bardico di Iolo Morgannwg.


Il druidismo inizia ad avere un forte interesse verso una visione
pi pagana della spiritualit solamente intorno al 1940 quando
The Church of Universal Bond, fondata nel 1912 da George Watson
MacGregor Reid, riesce a catalizzare diversi aspetti ideali e spirituali
presi sia dalla societ Teosoca che dalla Golden Dawn, ipotizzando
che il druidismo possa essere un veicolo capace di unire diverse
discipline e credi spirituali: si trasforma nellAntico Ordine dei
Druidi e due personaggi ad esso collegati iniziano a focalizzare e a
far crescere un grande interesse verso il paganesimo, stiamo parlando
di G.Gardner, che si avvicina allordine, e Ross Nichols che in
seguito alla morte di G.Gardner si stacca da questo e fonda lOBOD,
cio lattuale ordine inglese dei Bardi, Ovati e Druidi, una delle pi
grandi organizzazioni che ha anche ispirato molti ordini mondiali e
che si sforza di risvegliare il druidismo interiore, con un programma
di istruzione che afanca le preoccupazioni ambientalistiche e
artistiche a quelle spirituali e promuove luguaglianza dei sessi ed
incoraggia lo sviluppo di gruppi autonomi.
Diversamente dallOBOD, negli USA, nel 1963 viene fondato
il RDNA - Reformed Druids of North America in seguito ad una
protesta studentesca che negli anni assume connotazioni sempre pi
spiritualiste creando un incredibile mix (tra misticismo cristiano a
meditazioni Zen sino a preghiere dedicate alla Madre Terra) tipico
del disagio e dello squilibrio spirituale e religioso di quegli anni.
solo con lADF ((N Draocht
ocht F
Fin di r - Il nostro spirito druidico)
fondato nel 1986 da Isaac Bonewits (il quale rimane ad oggi uno
dei massimi esponenti del movimento druidico statunitense, oltre
che per tutto il movimento neopagano) che si crea non un percorso
spirituale ma una vera liturgia, disconoscendo ogni divinit che non
abbia una radice indoeuropea.
Diverso anche il Movimento Druidico Bretone denito nella
Gorsedd de Bretagne dove viene pi che altro evidenziato lo spirito
indipendentista del paese, con una forte connotazione patriottica,
artistica, poetica e musicale e che si discosta dallidea del druidismo
moderno pagano-politeista in quanto tutti possono far domanda per
24

entrare nellordine a patto di saper parlare il bretone.


In accordo con i maggiori esponenti mondiali del druidismo
moderno tra cui Isaac Bonewits, Philip Car Gomm ed Emma Restal
Orr, posso permettermi di dare una nuova denizione a questo
percorso spirituale. Convengo che il Neodruidismo oggi si ricollega
al druidismo antico solo per una questione sciamanica e per un
collegamento attraverso lo studio della storia e della mitologia di
stampo indoeuropeo. Per questo anche il pantheon delle divinit si
collega esclusivamente alla territorialit celtica. Le pratiche religiose
sono lespressione di un condizionamento temporale tra ben precise
e radicate tradizioni di magia cerimoniale e pratiche sciamaniche,
che cercano di centrare luomo moderno con gli spiriti della natura
per collocarlo e radicarlo con le energie del territorio che lui abita.
Il movimento non spirituale per via di unintesa pi animistica
di questo termine, ma diventa tale solo perch la pratica religiosa
incondizionatamente collegata con linterazione e la conoscenza del
mondo degli spiriti della natura e dei propri antenati.
Ecco che il moderno druido diventa anche ecologista ed
ambientalista in quanto non solo cerca di preservare le tradizioni
della propria patria con gli studi della storia e della mitologia, ma
anche preservando il proprio ambiente, o meglio Madre Terra, da un
declino ecologico.
Tutto ci lo porta inevitabilmente ad un culto politeista
verso archetipi e Divinit legate allantica tradizione celtica e
indoeuropea.
Nel nostro secolo non sufciente autodenirsi, o autoincensarsi,
con il termine di Druido: esserlo ed appartenere veramente a
questo percorso sancito dal fatto che tutti i giorni bisogna vivere
il druidismo nel modo pi profondo della sua denizione, Druido
chi Druido lo fa.
Riguardo alla ritualit vado in modo piuttosto breve ad illustrare
quali sono le pi importanti festivit druidiche, divise in quattro
solari e quattro lunari, o feste del fuoco, le quali sono prettamente
legate ad una celebrazione del ciclo animale, mentre quelle solari
sono legate al mondo vegetale.
25

Percorrendo la ruota dellanno celtica iniziamo con la prima


festivit, Samonios, che cade tra il 31 di Ottobre ed il 2 di Novembre
(anche se queste date si basano su di un calendario solamente solare
gregoriano e non luni-solare come quello di Coligny): festa dedicata
oggi alla riunione del gruppo-clan ed alla celebrazione della memoria
degli spiriti e degli antenati.
Il 21 di Dicembre si celebra il Solstizio dInverno o Alban Arthan
(la Luce di Art
Art): festa della morte- rinascita e del nuovo ciclo del
sole che trionfa sulle tenebre dellinverno.
Seconda festivit del fuoco Brigantia-Imbolc-Oimelc, che cade
intono al 2 di Febbraio: festa del risveglio e della Dea bianca.
Il 21 di Marzo festeggiamo lEquinozio di Primavera, Alban Eilir
(la luce della Terra), dove luce e tenebre sono in equilibrio, dove si
celebra la rinascita del mondo vegetale ed i semi germogliano.
Terza festivit del fuoco rappresentata da Beltane che si celebra
i primi giorni di Maggio, festa della fertilit e inizio della stagione
luminosa.
Il 21 di Giugno abbiamo il secondo Solstizio, quello dEstate Alban Hen (la luce della punta), festa del trionfo del sole ma anche
inizio del suo decadimento, una delle celebrazioni pi importanti
per tutte le comunit neo-druidiche attuali.
Sei settimane pi tardi troviamo intorno al 1 di Agosto la
festivit di Lugnasa, festa del sole e del raccolto ed inne al 21
di Settembre giungiamo allequinozio dAutunno Alban Elfed (la
luce dellacqua), festa nuovamente di equilibrio ma anche di ne
raccolto e nella quale la cerimonia ricorda anche lentrata del portale
delle tenebre, e con Samonios il cerchio si chiude.
Vi sono cerimonie molto lunghe e complesse ed altre pi brevi e
semplici, tutte sono molto ispirate e assolutamente non dogmatiche:
lispirazione divina e il druido diventa un canale di questa energia,
il potere non in lui ma negli spiriti del luogo dove celebra.
La via druidica iniziatica e si pu essere iniziati attraverso gli
insegnamenti del druido anziano, inizialmente, e completati solo ed
esclusivamente dagli spiriti.
In Italia il movimento druidico non organizzato in un unico
movimento, ma molte singole persone o piccoli gruppi percorrono
26

indistintamente la propria via druidica.


Nasce solo nel 2007 lidea di riunire alcuni pensieri o meglio
principi del druidismo italiano in alcune mie pubblicazioni sul sito
www.druidismo.it .

WICCA

di Rosalba Formato (tratto dallIntervento del 5 ottobre 2003


al convegno sulla Wicca di Massazza)
Fino agli anni 60, la Wicca si congurava come movimento
occultista, esoterico, cos come si era sviluppato nellarco del
secolo. Ricordiamo che la Wicca si manifesta ed esce allo scoperto
soprattutto grazie allabolizione della legge contro la stregoneria, il
cosiddetto Witchcraft Act, abrogata in Gran Bretagna nel 1951
ad opera del Governo Churchill (e, beninteso, rimpiazzata nello
stesso anno con il Fraudolent Mediums Act, ossia la legge contro
luso fraudolento delle cosiddette arti magiche). Nel 1944 si era
registrata lultima condanna in un processo per stregoneria in Gran
Bretagna (nove mesi di carcere ad Helen Duncan accusata, tra
laltro, di evocare gli spiriti dei morti).
Dagli anni 70 la letteratura comincia ad espandersi ed i libri
britannici arrivano negli Stati Uniti (il primo, nel 1971, Witchcraft
from the Inside di Raymond Buckland). E ci arrivano in un
momento storico particolare dal punto di vista sociale. Sono gli anni
delle contestazioni studentesche, del femminismo (chi non ricorda
il famoso motto usato dalle femministe anche in Italia? Tremate,
tremate, le streghe son tornate!).
proprio in questo momento storico ed in questo ambito che
la Wicca assume un nuovo aspetto. Il movimento femminista si
appropria dei discorsi relativi allesistenza di una divinit di
sesso femminile, del suo culto in qualche modo tramandato tramite
le cosiddette streghe nel corso dei secoli (la teoria di Margaret
Murray). Li trova consoni al proprio percorso.
Lesistenza della Dea offre la possibilit di sviluppare e coniugare
laspetto spirituale, trascendente, a quelle che sono le lotte politiche

27

e sociali per laffermazione delle donne.


In questo ambito la Wicca si libera della divinit maschile,
non esistono pi uomini a capo delle congreghe. La Wicca diventa
dichiaratamente femminile ed in questo modo che ritorna a noi
in Europa.
Poco importa se le teorie della Murray sono state successivamente
confutate. Quando un movimento rivoluzionario quanto lo quello
femminista si trova allo stato nascente, la febbre del cambiamento
travolge ogni cosa
Questa nuova Wicca femminile ottiene un discreto successo
negli Stati Uniti gi in quegli anni, coinvolgendo sempre pi
attiviste. Suscita linteresse di psicologhe junghiane. avviato il
percorso psico-mitologico. Vengono pubblicati molti libri.
E la stragrande maggioranza delle autrici sono donne. Ma non
solo! Anche i gruppi gay cominciano ad interessarsi a questa forma
di spiritualit. La Wicca comincia negli anni 70, soprattutto ad
opera di autrici statunitensi, ad assumere la forma che venuta nota
a noi in Italia soltanto alla ne degli anni 90.
Dagli anni 70 in avanti si assiste ad una crescita continua del
movimento, che attrae molte persone, non pi solo donne. Tuttavia
osservare la crescita e levoluzione della Wicca negli Stati Uniti pu
essere un interessante modo per comprendere ed interpretare anche
la crescita e lo sviluppo di questo credo allinterno di ognuno di
noi.
Io per prima ho iniziato aderendo alla corrente detta dianica,
udendo ed interpretando la Voce della Dea soprattutto come
unopportunit in pi per affermare un certo modo di porsi al
femminile in ambito sociale, culturale, psicologico e politico.
Inoltrandomi via via lungo il percorso che avevo intrapreso, ed
apprezzando sempre pi il meraviglioso messaggio che il sentiero
della Dea offre ad ognuno di noi, ho compreso che si tratta di una
Voce che trascende il genere. E dunque sarebbe oltremodo riduttivo
limitare un messaggio cos straordinario e rivoluzionario alle sole
donne
La Dea, com nella sua Natura, si rivolge a tutti, ma proprio
28

a tutti. E non fa differenze. Donne e uomini, indipendentemente


dal proprio orientamento etico, sessuale, politico, possono trovare
lungo il sentiero della Dea ci che la loro anima reclama. Una
dimensione spirituale aperta ed accogliente, non punitiva, n
misericordiosa. Non ne abbiamo bisogno. Noi siamo espressione
della divinit che immanente, dunque nel mondo, non gi
trascendente, ossia al di sopra ed al di ll del mondo. Per questo non
possiamo essere espressione di un peccato, originale o copiato
(eheh!), n portarlo con noi per doverlo scontare lungo questa o
altre esistenze
Tuttavia il momento femminile, la riessione sullimportanza
di una visione del mondo che privilegi lapproccio cosiddetto
femminile stata, ed , importantissima. Amo sempre citare in
questo senso un testo a mio avviso fondamentale, tradotto in italiano
con il titolo Il sorriso della leonessa, opera dello psicoanalista
junghiano Edward C. Whitmont (ed. Piemme):
La Dea la custode dellinteriorit umana. Il patriarcato
regolava gli aspetti esteriori del comportamento delluomo, ma
svalutava listinto, il sentimento, lintuizione dellindividuo e le
profondit del femminile, eccetto che se in funzione di un servizio
alla collettivit. signicativo il fatto che il termine effeminato sia
stato coniato con senso dispregiativo. Nel nuovo orientamento ogni
individuo deve scoprire la fonte perenne dellautentica coscienza e
dellindirizzo spirituale, la divinit che dentro di lui.
Phyllis Curott, nel suo primo libro (il celeberrimo Il Sentiero
della Dea - ed. Sonzogno) non cita mai il Dio e per questo stata
criticata.
Eppure per le donne questa fase importante: necessario
e siologico rompere gli schemi radicalmente per poi poter
recuperare le parti belle ed importanti del maschile. Il Dio che
Phyllis Curott ci invita ad onorare nel suo secondo libro (LArte
della Magia - ed. Sonzogno) un Dio che danza la Vita. Mai dare
una spada ad un uomo che non sappia danzare: un antico detto
scozzese e ci aiuta a comprendere quanto anche gli uomini abbiano
perso della loro sfolgorante e multiforme personalit abdicando
29

ad alcune caratteristiche tradizionalmente considerate femminili


e quindi deboli, da evitare.
Queste fasi comportano dolore, sofferenza (le grandi
trasformazioni, per denizione, non possono mai essere indolori),
ma anche una grande crescita. Mano a mano che la Wicca si
espande e si sviluppa da un punto di vista religioso e ritualistico,
parallelamente crescono gli studi psico-sociologici orientati al
mito ed allimportanza del recupero di questo per unarmoniosa e
consapevole crescita individuale ed, in ultima analisi, collettiva.
Esemplari in tal senso i testi della psicoanalista junghiana nippoamericana Jean Shinoda Bolen (Le Dee dentro la donna e Gli Dei
dentro gli uomini, entrambi editi da Astrolabio). La Bolen propone
un approccio terapeutico basato sui miti greci ancora al giorno doggi
depositari, secondo la visione dellinconscio collettivo di Jung, di
un forte potere archetipico e di guarigione nelle nostre esistenze.
Dunque la Wicca cresce ed evolve lungo tre linee fondamentali:
1. trascendente e manifestazione spirituale-ritualistica;
2. psico-mitologica;
3. sociale.
certamente molto importante conoscere i precedenti, gli
eventi allinterno dei quali la nostra cultura affonda le radici
come quel terribile capitolo della nostra storia noto come la caccia
alle Streghe.
Ma a noi, OGGI, richiesto di fare un passo OLTRE.
La Wicca con la quale noi abbiamo a che fare un movimento
NUOVO. Rivoluzionario.
Abbiamo gi affrontato il discorso della Wicca come eminente
manifestazione spirituale e percorso psico-mitologico. Ma c di
pi. Starhawk, nel 1979, pubblica The Spiral Dance, tradotto in
italiano un paio di anni fa ed edito con il titolo La Danza a Spirale
(Macroedizioni).
Proprio la nostra considerazione della divinit immanente, ossia
dentro il mondo, ci invita a vedere con occhi nuovi la realt che
30

ci circonda. La Terra , prima di tutto, una Divinit. Cos come la


Natura nel suo complesso. Dunque non pu non essere oggetto di un
rispetto ed una cura particolari. Limpegno nel sociale, in particolare
nei movimenti ecologisti, animalisti, tuttuno. Il nostro essere
Wiccan non pu prescindere da questo.
Ecco uno degli aspetti pi innovativi. Anzi, ribadisco:
rivoluzionario.
Mi piace considerare la Wicca e, pi in generale, il movimento
neo-pagano come una sorta di No Global dello spirito. Anche
nei nostri gruppi esistono innite correnti, punti di vista, posizioni,
ispirazioni a questa o quella tradizione antica, associazioni, coven,
congreghe... Ma tutti siamo accomunati da un respiro comune e
dalla capacit di poterlo modulare insieme.
nostra responsabilit. Vivere no in fondo questo momento che
ci dato. E condurre la trasformazione. Ogni giorno. In ogni campo
della nostra vita. Non siamo qui per caso e lo sappiamo tutti molto
bene. Siamo impegnati su pi fronti: culturale/losoco, teologico,
sociale, psicologico... La Wicca pu aiutarci a vivere nel quotidiano.
E noi possiamo portarla nella nostra quotidianit.
Beninteso: la Wicca non una terapia. Non mi stancher mai
di ripeterlo. Ci aiuta, ma occorre che noi siamo centrati. Ci
guarisce, ma richiede il nostro impegno. Ci accompagna, ma esige
che diveniamo consapevoli della nostra importanza e, pi ancora,
dellimportanza del compito che ci demandato.
Noi viviamo qui. Qui ed Ora. la nostra testimonianza nella vita
quotidiana che fa la differenza. Perch la forza del nostro credo, nella
presenza immanente della Divinit, una leva potentissima. E...
vuoi vedere che ce la facciamo veramente a cambiare il mondo?
Per poter scegliere come comportarci nella vita occorra, prima di
tutto, essere centrati, in equilibrio ed armonia.
Guardare dentro se stessi, invitare la propria divinit interiore ad
esprimersi per guidarci nelle nostre scelte, nel nostro agire.
Vivere senza paura.
Questo, per me, vivere Wicca. Ogni giorno, in ogni
situazione.
31

Mi dispiace, ma non credo ai messaggi che arrivano dallesterno.


Lavoce con cui la Dea si manifesta allinterno di noi. dellUniverso.
la Natura che pulsa, dal nucleo ferroso contenuto al centro della
Terra, no alle pulsazioni del nostro battito cardiaco, no al pulsare
delle stelle nellUniverso... e chiss n dove noi non possiamo
nemmeno immaginare! Pulsazioni tutte coordinate alla medesima
frequenza. Incredibile, ma vero. Dimostrato scienticamente!
E quando rallentiamo, quando ci disponiamo ad ascoltare
questo battito costante, il suono primordiale dellUniverso, le
risposte arrivano. E magari sono anche completamente diverse da
ci che pensano tutti gli altri, da ci che viene comunemente messo
in pratica. Da ci che pensavamo noi stessi venti minuti prima...
Per me vivere Wicca signica anche sforzarsi di imparare un nuovo
modo per vedere le cose.
Per me la Wicca prima di tutto unOPPORTUNIT.
Lopportunit di darsi il permesso di conoscere meglio se stessi
ed il mondo che ci circonda. E se cogliamo lopportunit, la Wicca
diventa CONSAPEVOLEZZA.
Consapevolezza dellimportanza di noi persone allinterno di un
mondo che scopriamo essere, essenzialmente, Natura.
E con la consapevolezza, la Wicca si trasforma in PERCORSO.
Un percorso che ha pi sentieri, dove possiamo esplorare la
profondit dellanimo umano, con gli strumenti della psicologia
e del mito, e la meraviglia del mondo che ci circonda, studiando
e conoscendo la Natura, uniformandoci ai suoi ritmi, riscoprendo
saperi ed usanze antiche.
Il percorso, allora, ci introduce alla Wicca quale SAPERE.
Un sapere arcaico, e quindi profondamente connesso con
la Natura. E quindi, in ultima analisi, con laspetto originario
dellessere umano. Il sapere comincia a portarci lontano eppure cos
profondamente in noi stessi.
Fino al punto di scoprire che la Wicca MAGIA.
Perch tutto lUniverso ne intriso, e quindi anche noi stessi, che
siamo parte del tutto.
Ma la Magia richiede attenzione, quindi la Wicca anche CURA
32

E GUARIGIONE.
Cura, guarigione ed attenzione prima di tutto verso se stessi e
verso a nostra Madre Terra, smeraldo incastonato nellUniverso, che
continua generosamente a sostenerci, nonostante le angherie cui la
sottoponiamo.
Cura e conoscenza ci mostrano, inne, la Wicca come
TRASCENDENZA. Mondo e Natura si ampliano e si proiettano
in altri mondi inniti, e come noi partecipiamo dei primi siamo
parte anche degli altri piani, cui tendiamo dalla nostra imperfezione
iniziale per arrivare a riconoscere la deit che alberga dentro di noi.
E che (era ora!) non pu che identicarsi con una Divinit splendida
e forte, ed amorevole e terribile, e quotidiana ed universale, e lunare
e solare, e giovane e madre e vecchia, ma FEMMINA, nalmente!
Perci ecco una mia denizione di Wicca e Strega:
UN PERCORSO TRASCENDENTE E MAGICO CHE CI
OFFRE LOPPORTUNIT DI GIUNGERE AD UN SAPERE
FEMMINILE CONSAPEVOLE, TRAMITE LA CURA E LA
GUARIGIONE DELLA NATURA.
COLORO I QUALI PERCORRONO QUESTA VIA
UNIFORMANDOSI AI RITMI NATURALI, ONORANDO I
CAMBI DI STAGIONE, STUDIANDO GLI ANTICHI CULTI
DELLA DEA E LE MITOLOGIE SUCCESSIVE, RICERCANDO
LA DEA ALLINTERNO DI S PER PORTARLA OGNI GIORNO
NEI PROPRI MONDI, EBBENE QUESTE PERSONE SONO
STREGHE.

ASATRU

di Davide Marr (revisione da Cap IX Il Neopaganesimo in


Il Paganesimo di L. Rangoni)
Asatru il termine tradizionale con cui si denisce la religione
basata sulla riscoperta del pantheon germanico-scandinavo e
sassone. Asatru signica fedelt agli Asi, gli Asi sono la stirpe
divina di Odino, il Dio nordico cieco da un occhio e signore del
33

Valalla, a cui vennero rivelate le Rune, per questo lAsatru anche


conosciuta come Odinismo. In Islanda lAsatru dal 1972 una
religione riconosciuta grazie allopera del poeta islandese Gothi
(lalto sacerdote) Sveinbjorn Beinteinsson e trova anche oggi le
sue radici storiche nellEdda, testo di Snorri Sturluson che visse in
Islanda dal 1178 al 1241 ed in cui vengono narrate le gesta degli Dei
nordici e la cosmogonia secondo i popoli nordici.
Dagli anni settanta in avanti questa religione va incontro ad
una espansione molto rapida soprattutto negli stati scandinavi e in
Germania e oggi anche negli Stati Uniti. Storicamente il paganesimo
nordico si trov legato al partito Nazionalsocialista tedesco e
attualmente esistono dei gruppi neonazisti che si autodeniscono
Asatru, questo malgrado sia nei paesi scandinavi che altrove
la maggior parte degli aderenti a questa religione manifestino
esplicitamente dei principi antirazzisti e antinazisti e siano quindi
pi vicini a quello spirito neopagano che abbiamo delineato prima,
a differenza dei nostalgici ricostruzionisti veteropagani.
NellAsatru risalta un concetto di individualismo in relazione
al rapporto che lindividuo ha con la sua famiglia, con i suoi
amici, con il suo popolo e con la sua stirpe, per cui un individuo
tale in funzione dei legami che stringe con le altre persone che
rappresentano il clan. Viene riutato ogni dogmatismo e c un
riuto netto, qui pi che altrove, del Cristianesimo e del Giudaismo.
La libert della persona viene esaltata, insieme allappartenenza
tribale, per cui non sono ammessi stranieri, cio cristiani e nonEuropei. Luniversalismo, nel senso delluniversale diffusione di
valori e ideali comuni, riutato categoricamente e il richiamo alla
tradizione contro lo spirito progressista costante in buona parte dei
gruppi aderenti. I suoi valori sono il coraggio, la sincerit, lonore,
la fedelt, la disciplina, lospitalit, loperosit, la perseveranza che
si applicano ad un ottica spirituale guerriera che esalta il valore
dellamicizia e del cameratismo.
Nel nostro paese lAsatru in forma pi o meno organizzata
presente dal 1994, anno in cui viene costituita la Comunit Odinista
che ha le sue origini ideali in Islanda, ma che opera marginalmente
34

in Italia, richiamandosi alle radici tribali longobarde, bench


storicamente il paganesimo germanico a cui si richiama fu presente
in Italia per appena due secoli dall 800 al 1000.

TRADIZIONE ROMANA

di Davide Marr (revisione da Cap IX Il Neopaganesimo in


Il Paganesimo di L. Rangoni)
La nascita della Via Romana avvenuta in Italia prevalentemente
durante il periodo fascista e vede in Arturo Reghini e Julius Evola
due dei suoi maggiori esponenti. Tuttavia un primo interesse per le
tradizioni romane risale gi al rinascimento e le opere di Giorgio
Gemisto Pletone e Pomponio Leto restano un punto di partenza per
gli sviluppi odierni.
Nel 1924 Reghini dar inizio alla pubblicazione di Atanor e
successivamente di Ignis, mentre Evola pochi anni dopo si trover
a dirigere il Gruppo di Ur, una cerchia di persone in cui conuivano
vari elementi esoterici oltre alle suggestioni legate alla romanit.
Ad ogni modo in entrambi gli autori appare chiarissima la volont di
dare al fascismo unanima pagana riferita appunto al suo pantheon
di Dei, tuttavia almeno in questa prima fase ci si riferisce a Giano
come al Dio supremo, mentre gli altri Dei sono considerati entit di
grado inferiore, alla stregua di angeli.
Il tentativo di paganizzazione del fascismo fallisce e la Via
Romana cadr nellombra per ricomparire negli anni sessanta
allinterno di Ordine Nuovo, un gruppo di estrema destra, da cui
per si distaccher presto per coagularsi nel Gruppo dei Dioscuri
che avr una chiara matrice evoliana ed a sua volta andr ad ispirare,
dopo la sua ne, il gruppo Arx di Messina che dar vita nel 1984 al
trimestrale La Cittadella. Parallelamente a questo gruppo operano
negli anni ottanta in Italia il Centro Studi Claudio Flavio Giuliano,
lIstituto Siciliano di Studi Tradizionali di Travia e il Centro Studi
Giorgio Gemisto Pletone a Riccione, che daranno vita con Arx,
attraverso apporti differenti, ad un movimento comune, nato tra il
35

1985 e il 1988 a seguito di una serie di incontri (I, II e III Conventum


Italicum): il Movimento Tradizionalista Romano. Dal 1998 questa
organizzazione diventata Movimento Tradizionale Romano e tra
defezioni, riorganizzazioni e evoluzioni di correnti interne, dal 2001
prosegue la pubblicazione de La Cittadella oltre ad organizzare una
serie di incontri e convegni divulgativi. Non possibile non citare
inoltre la rivista di studi tradizionali Arthos diretta da Renato Dal
Ponte che fu protagonista nel 1981 di un primo momento di incontro
delle varie anime della Via Romana a Cortona.
Negli ultimi anni accanto ai gruppi legati al Movimento
Tradizionale Romano, altri gruppi emergenti hanno cominciato
a far sentire la loro voce, ne un esempio Radio Tradizione, una
radio che trasmette esclusivamente online e che, come dice il
nome stesso, pur vicina alla tradizione romana si apre anche alle
varie forme di paganesimo tradizionale presenti in Italia. Per sua
stessa denizione, essa nasce dalle Corporazioni Studi Filologici
ed Archeologia Sperimentale, Ouroboros, Roma Invicta e Piana
gallica e dalla Compagnia delle Armi e delle Arti di Bologna
e si propone di essere una fonte di informazioni e divulgazione
degli aspetti tradizionali del popolo Italiano, dei costumi storici,
dellinsegnamento sapienziale e della Tradizione Guerriera.
Anche allestero si sono costituiti dei gruppi che si rifanno alla
romanit, in Nova Roma troviamo la riproposizione pi articolata
di questo ritorno, nata negli Stati Uniti si costituita nel 1997 come
nazione virtuale ed ha costituito anche una provincia italiana.
Se questultima, pi lontana da un movimento spirituale ma
piuttosto movimento culturale, pi vicina ad un modello pi
sinceramente neopagano, il tradizionalismo romano invece per certi
versi lincarnazione stessa di un veteropaganesimo ricostruzionista,
cos come labbiamo precedentemente delineato.
Gli elementi comuni e in generale condivisi del paganesimo
romano sono lo studio e la restaurazione della cultura romana, che
comprende naturalmente la riproposizione della religio romana.
Grande attenzione posta sulla applicazione delletica, delle virt
virt
romane come ideali a cui tendere e delle losoe romane, compresa
36

la losoa epicurea e stoica. Il concetto di patria come elemento


sacrale, di appartenenza allimperium romanum in senso elitario
e lapertura alle tradizioni barbare che inuenzarono la tarda
romanit sono elementi chiave per capire questa forma di paganesimo
che si discosta dagli elementi naturalistici tipici del Neopaganesimo
a favore appunto del concetto di civilt romana.
I principi che in generale la Via Romana persegue non si
esauriscono esclusivamente nel riproporre il culto del pantheon
romano, ma nel riproporre globalmente la cultura legata alla civilt
della Roma antica: un paganesimo pi silenzioso che riuta
lesposizione e che ha scelto la strada della proposta culturale e
dellelitarismo, attraverso lorganizzazione di convegni legati alla
storia e al costume del mondo romano, proponendo inoltre la rilettura
delle fonti letterarie e storiche del mondo romano e una rivisitazione
delle tematiche esoteriche legate in particolare allopera di Evola ed
arricchite da spunti losoci.

STREGONERIA TRADIZIONALE

di Davide Marr (revisione da Wicca: la Nuova Era della


Vecchia Religione, Aradia edizioni)
Il termine stregheria sostanzialmente moderno, lo utilizza
quasi esclusivamente Girolamo Tartarotti12, la cui opera a met
del XVIII secolo si pu a ben ragione considerare come il
punto di arrivo del pi che secolare ripensamento sulla questione
della stregoneria13. Successivamente il termine presente nel
Vocabolario Piemontese Italiano di Michele Ponza del 1859, per
la cronaca un sacerdote, nel Vocabolario Bolognese - Italiano di
Carolina Coronedi Berti (1874), nel Nouveau dictionnaire italienfrancais et francais-italien di Costanzo Ferrari e Arthur Enkenkel
(1900), dove il termine stregoneria e stregheria hanno due diverse
connotazioni: il primo si riferisce sostanzialmente allarte di operare
incantesimi e maleci, mentre il secondo ad una forma organizzata
di stregoneria legata al sabba, un distinzione forse utile, ma anche
37

ttizia, e che sia nel Vocabolario della lingua italiana di Zingarelli


che nel DevotoOli, viene abolita, in quanto il termine stregoneria
nella sua prima accezione (e anche storicamente) connesso ad
operazioni di rituali sinistri (appunto il sabba) ed in senso estensivo
alla pratica di incantamenti e maleci. La parola ricompare in E.
Verga nel 189914, riferendosi a due casi di stregoneria avvenuti
nel milanese, ma in sostanza il termine stregheria torner in uso
grazie a Raven Grimassi15, noto autore americano (di incerte origini
italiane) che ha pubblicato una serie di libri sulla stregheria, di
discutibile attendibilit, in cui stregheria sta ad indicare pressoch
esclusivamente la Vecchia Religione di Leland.
Il fenomeno della stregheria, parte proprio da una moda americana,
in cui davanti alle critiche mosse alla Wicca riguardo alle sue
origini, ha spinto alcuni a ricostruire la stregheria come culto pi
tradizionale e connesso a delle autentiche radici storiche, ossessione
tipica dellatteggiamento del veteropaganesimo ricostruzionista,
con lunico risultato di vedersele contestate: lo stesso Grimassi
stato in pi occasioni sbugiardato, e gli stata contestata persino
litalianit della sua famiglia. Si tratta in sostanza di una moda postgardneriana che ha spinto allinterno e allesterno della Wicca ad
una sorta di corsa alloro in merito alla propria autentica origine
tradizionale.
Negli Stati Uniti chiunque avesse origini europee (andando
indietro nel tempo la pi ampia maggioranza della popolazione)
poteva vantare una strega in famiglia e una certa ereditariet...
Quando si parla di Stregheria si tenta anche qui in Italia,
ma in maniera ben pi grossolana, lo stesso procedimento che
aveva tentato Gardner, ricostruire un culto da pochi elementi. La
differenza principale che mentre la Wicca si congurata come
uno dei culti pi autenticamente neopagani, grazie al suo spirito
rivoluzionario e innovatore, la stregheria si ripropone appunto come
un ricostruzionismo veteropagano. Ovviamente necessario operare
dei distinguo perch esistono delle forme di riproposizione della
Vecchia Religione di Leland che anzich avvolgere nella cortina di
fumo delle autentiche origini il proprio percorso, lo esaminano
38

alla luce di un consapevole confronto con un passato che appunto


passato.
Una delle fonti principali di tutti i testi sulla stregheria o
stregoneria tradizionale infatti Aradia: il Vangelo delle Streghe,
oltre ad Etruscan Roman remains, di C. G. Leland (ricordiamo
che Gardner e la Valiente, oltre a conoscere questi testi, li usarono
nella ristrutturazione della Wicca). Quello che pu infastidire
la costante accusa che viene fatta alla Wicca, da alcuni praticanti
di queste cosiddette vie pi tradizionali, di essere una sorta di
corrente di rango inferiore che non ha nessuna tradizione alle spalle.
Se andiamo a vedere la stregheria pi da vicino vediamo che nella
pratica ci ritroviamo col pentacolo, le invocazioni ai quattro elementi,
lAthame diventato qualcosaltro, il Libro delle Ombre e persino gli
otto sabba. Se per quanto riguarda i primi elementi possiamo sforzarci
di pensare che siano un retaggio della stregheria italiana, altrettanto
non possiamo fare per il pentacolo e soprattutto per gli otto sabba.
Nella stregoneria italiana, si veda Ginzburg e altri, compaiono
piuttosto le quattro tempora! Un certo tipo di stregheria, in sostanza,
pur sputando nel piatto in cui mangia, la Wicca, ad ogni modo
perfettamente Wiccan almeno nella concezione.

DISCORDIANI

di Francesco Dimitri
Lord Omar Kayyham Ravenhurst, noto anche come lex-marine
Kerry Thornely, e Malaclypse the Younger, altres detto Gregory
Hill, furono i fondatori della Societ Discordiana. Alla ne degli anni
Cinquanta i due amici ebbero svariate esperienze mistiche, durante
le quali compresero, nalmente, la Verit Ultima Di Tutte Le Cose:
che il mondo un gran macello e lordine, per usare le loro parole,
soltanto la prevalente forma di chaos. Malaclypse (forse assieme al
Lord) scrisse quindi un libro destinato a inuenzare profondamente
la storia del Neopaganesimo e della magia occidentale: Principia
Discordia, or, How I found the Goddess and what I did to Her when
39

I found Her. In Italiano suona Principia Discordia [I Princpi


pi della
Discordia], o, Come ho trovato la Dea e cosa Le ho fatto quando
Lho trovata. La Da in questione Eris, Signora della Discordia,
divinit suprema di questa nuova religione. Il suo nemico, il vero e
proprio diavolo, noto come mr. Greyface, un essere il cui peggior
peccato la mancanza di senso dellumorismo: il suo perverso
lavoro consiste nel convincere le persone che il mondo noioso
quanto lui. Per diletto e lavoro, spinge a credere che il riso abbondi
solo sulla bocca degli sciocchi.
Parlare in modo serio della Societ Discordiana difcile e a
tratti imbarazzante. Il principale nemico di questo strano gruppo
proprio la seriet, quella seriet mortifera che trasforma il pi bel
rito religioso, la pi nobile idea politica, in un tran tran ripetitivo, in
unortodossia che rinuncia a essere creativa. Lo scherzo, il disturbo,
il gesto inutile ma divertente, la surrealt: sono questi i cardini
della Societ. Leggere i Principia Discordia (disponibili freeware
su Internet) unesperienza simile a un bizzarro trip: allinizio
Malaclypse e Omar Kayyham raccontano di aver ricevuto la
rivelazione nale in una sala da bowling, e che a portargliela fu uno
scimpanz saggio e maestoso. Uno scimpanz. Ed solo linizio.
La domanda che, tra animali sapienti e giochi di parole, i Principia
fanno venire in mente, : ma si tratta di un vero libro sacro, o
soltanto una parodia? La risposta discordiana che i Principia sono
luno e laltro. La rivelazione data dallo scimpanz richiama in modo
evidente le rivelazioni dei vari profeti (cristiani e non), e il libro
vide la luce in un periodo in cui i fermenti religiosi abbondavano.
Erano gli anni in cui anche la Wicca si andava consolidando, ed
probabile che la scelta di una Da casinista sia una strizzata
docchio alla Da madre gardneriana. Ma dire questo signica
soltanto grattare la supercie. Eris un archetipo, un trickster che i
discordiani accolgono e cercano di incorporare.
Lo scherzo dei Discordiani irriverente perch ogni buono
scherzo lo , e perch lo anche lUniverso. Questultimo, come
insegnava Charles Fort, dotato di un grande sense of humour
quando gli esseri umani diventano troppo sicuri di qualcosa,
40

lUniverso li smentisce. Ma lo scherzo pu anche essere, a suo


modo, del tutto serio, una degnissima via per lilluminazione.
Il Disordine di Eris (che per un periodo ha lavorato come
maitresse, secondo la teologia discordiana) gioioso e creativo,
offre innite possibilit a chi le sa cogliere. Possiamo ottenere i
pi grandi risultati solo se siamo disposti a non prendere troppo sul
serio n noi stessi n le nostre credenze: dopotutto la rivelazione
divina, la pi grande e pura, stata data da uno scimpanz. Gli stessi
Malaclypse e Omar Kayyham hanno avuto difcolt a venire a patti
con questo modo radicalmente nuovo (almeno per lOccidente) di
intendere la spiritualit. Omar ha ammesso che, allinizio, n lui n
Malaclypse credevano davvero in Eris ma le cose sono cambiate
con il tempo. Allinizio, ha dichiarato Malaclypse pensavo che
stessi facendo lo stronzo con Eris, ora mi rendo conto che Eris che
sta facendo la stronza con me. La profezia si autoavvera, il gioco
diventa serio, lo scherzo diventa sacro. La Societ Discordiana non
solo una nuova religione, (al pari della pi o meno contemporanea
Wicca, ma in modo diverso) un nuovo tipo di religione. Si pu
cazzeggiare con gli Di, ma solo a patto che si sia pronti a vedere
loro che cazzeggiano con noi. Si pu (si deve) scherzare su tutto,
prendere in giro chiunque, ma solo a patto che si sia disposti a farlo
anche con noi stessi. Tutto questo perch lUniverso non ha un vero
senso, tutto questo perch non esiste una Verit Ultima. LUniverso
un gran casino. E, checch ne dica il diabolico Greyface, un
casino divertente. Una maitresse come Eris sa organizzare grandi
feste.
Il Discordianesimo una religione seria, pur non essendolo
affatto paradosso, questo, che si dimostrato estremamente vitale.
difcile misurare il suo successo in termini numerici, perch la
Societ priva di qualsiasi organizzazione. Per diventarne membri
basta dire di esserlo. Per essere promossi a sacerdoti occorre seguire
una procedura astrusa e surreale. Molto pi semplice diventare
direttamente papi: basta stampare la tessera da papa (o scaricarla
da Internet) e iniziare a scomunicare quanti pi papi avversari
possibile. La presenza di Eris si fa sentire anche nellappartenenza
41

al gruppo non sono ammesse gerarchie che non siano ironiche, e


il gruppo stesso non altro che un network di persone unite da
idee simili.
Se impossibile capire quanti discordiani ci siano in giro (anche
perch non ha alcun senso, nella logica di Eris, distinguere tra un
vero discordiano e uno falso), pi semplice seguire le inuenze
della Societ sulle culture successive. A renderla famosa presso
il grande pubblico sono stati Robert Anton Wilson, discordiano
della prima ora, e Robert Shea, che hanno scritto a quattro mani la
Trilogia degli Illuminati, capolavoro di fantascienza visionaria che
mescola occultismo, complottismo, delni saggi e puro e semplice
cazzeggio. In Italia stata pubblicata dalla Shake!, e tutti e tre i
volumi dovrebbero essere facilmente reperibili. Pi dei libri per a
portarla nel nostro Paese ha contribuito Internet, dove il saluto Heil
Eris! si diffuso n dagli anni Novanta.
Il singolo effetto pi importante della societ discordiana per
la nascita della Chaos Magick, la cosiddetta magia postmoderna,
croce e delizia delloccultismo dagli anni Settanta in poi. Lidea
che lUniverso non segua alcuna regola (neppure quelle dei
maghi), quella che gli Di siano entit con cui giocare, e quella
che non esista un ordine naturale delle cose, hanno profondamente
inuenzato una generazione di occultisti, che ha preso in parola
Eris e ha interpretato in modo nuovo tutta la tradizione esoterica
occidentale. Anche se la magia del chaos non deriva direttamente
dalla Societ Discordiana, difcilmente sarebbe esistita senza di
essa: il grimorio discordiano (o Liber Nice) contenuto nel libro
Prime Chaos, di Phil Hine, una lettura obbligata per chi voglia
comprendere (condividendoli o meno) alcuni trend fondamentali
del paganesimo del nuovo millennio.

42

CAP III IL DIVINO FEMMINILE


LA RINASCITA DELLA SPIRITUALIT FEMMINILE
LE DONNE TORNANO A DANZARE

di Chiara (Shakinh)

Una Donna cammina solitaria tra gli Alberi di un Bosco...le


Foglie secche frusciano sotto i suoi piedi, bisbigliando Parole e
Nomi antichi ed eterni...i passi della Donna, avvolta in un mantello
nero ed incappucciata, hanno come unica guida la Luce nitida della
Luna piena, che splende perfetta, serena ed immutabile nel Cielo
freddo dInverno, tra i Rami nudi come dita stanche...
Il Sentiero nascosto tra le Foglie del Tempo appena visibile,
eppure - parrebbe - tracciato da innumerevoli orme. La Donna
lo percorre cantilenando in un sussurro, sottile come il Respiro
condensato nel freddo, un sussurro di saggia dolcezza.
Si perde ebile, la sua Voce, nel riverbero sordo del Silenzio,
come minuscoli sono i passi negli spazi incommensurabili di una
cattedrale. Silenzio che le riempie le orecchie, le culla la mente,
gravida di intenzioni, come Semi di Potenzialit,
, Semi di Creativit,

di Consapevolezza, di Cambiamento.
Ma il sacro Silenzio della Notte in ascolto viene dolcemente
increspato da un altro sussurroed un altroed ancora. Alza lo
sguardo, la Donna, e sorride nel vedere chi si avvicina da numerosi
Sentieri limitro. Altre Donne, nei loro mantelli, ognuna sussurrando
il suo Canto.
Si scorgono lun laltra ed ognuna lascia che il proprio Canto
da un sussurro si apra negli spazi tra gli Alberi, per giungere alle
orecchie delle Sorelle sugli altri Sentieri: ognuna con il suo timbro,
ognuna con le sue Paroleeppure tutte intonano lo stesso Canto, che
si innalza al Cielo notturno, mentre si avvicinano ad una radura.
I Sentieri convergono come ampi raggi ricurvi, verso lo spazio
sgombro dagli Alberi al cui centro si erge un Menhir di pietra. Le
43

Donne si conoscono e si riconoscono, si incontrano e si sorridono,


si prendono per mano senza arrestare i loro passi, ma proseguendo
il cammino in un andamento spiraleggiante. Ecco che il Canto si fa
Danza, la Danza a Spirale: la forma delle Galassie, nel loro moto
innito nel Grembo dellUniverso, la forma della stessa Vita, la
forma del Tempo, che torna eppure cambia.
Danzando le Donne si guardano: sono Fanciulle, sono Madri,
sono Anziane, sono tante e sono Una. I loro Corpi sono plasmati
dalla Madre di tutte le Madri: Gaia, la Terra. Le loro Menti
splendide e complicate sono ispirate da una Brezza di creativit
creatrici le Donne, che intessono Storie, Trame, Parole, Vite, creano
lArte, creano la Vita I loro Cuori ammeggiano della passione
per questa Vita, dalla quale amano a volte lasciarsi stupire o a
volte costrette a rimanere deluse ma solo per ritornare poi a
combattere vigorose e guerriere. Il loro Ventre racchiude i Misteri
dellAmore e della Vita nella dolcezza dellAcqua. La loro Anima
respira a fondo lo Spirito che le sospinge nella Spirale Sono come
Stelle: ciascuna bellissima, ognuna diversa, ognuna importante
per trovare la Strada o una Strada. Ma sanno brillare insieme, in
una grande Costellazione dove ognuna ha il suo ruolo, ognuna la
sua posizione ed il suo spazio: ognuna rimane se stessa, ma tutte
insieme sono altro.
Le Fanciulle, le Madri e le Anziane si muovono come in un
vortice, ed i loro sguardi si incrociano, si intrecciano, tessono la
Consapevolezza. Consapevolezza che guardare le altre come
guardare in uno specchio, uno specchio del Presente, del Futuro
e del Passato che anche il nuovo Futuro, perch la Spirale non
abbia mai neperch la Spirale non ha mai ne. Sono tutte diverse,
le Donne, e sono Donne, partecipi di questa identica condizione
proprio per il fatto di essere diverse ed uniche.
Ed il Canto si innalza pi fortee la Danza prosegue pi veloce,
i mantelli uttuano ampi, come grandi ali di uccelli notturni. LAria
fredda intrisa di Energia palpabile entra nei Respiri, uisce nel
Sangue, riempie il Cuore e scatena le risa, acute come campanelli
cristallini.
44

Improvvisamente, tutte insieme, ognuna per se ma come fossero


Una, le Donne si fermano, ansimanti, sorridenti, ogni tanto ancora
scosse da una risata, accaldate. I mantelli ricadono pesanti a
ricoprire le spalle ed i Corpi delle Fanciulle, delle Madri e delle
Anziane. Ma si innalzano ora le Mani al Cielo, alla Luna, cos che
la Gioia ed il Ringraziamento giungano allUniverso, un piccolo
Dono in cambio di innumerevoli preziosissimi Doni.
Le Donne sono ora stanche, di nuovo cominciano a sentire il
freddo della Notte e del Bosco al di la dei confortevoli mantelli.
Rimangono vicine, riunite in un grande Cerchio, dove tutte sono
uguali, tutte si guardano in viso. Oscillano dolcemente, i lunghi
mantelli come Onde del Mare che si susseguono incessanti. Ma
ora i Canti sono terminati, ora rimangono le mille Sensazioni
dellebbrezza che ha investito tutte e fatto a ciascuna un Dono
personale: una Risposta forse, o una nuova Ispirazione, un nuovo
Canto, una Conferma I Doni sono Sensazioni sottili, preziose,
intime, da accogliere con riconoscenza e le Donne dimostrano il
loro rispetto scegliendo il Silenzio. Sul Bosco torna dunque il sacro
Silenzio, la Luna nel suo andare sulla ruota del Cielo si mostra
frammentata tra i Rami.
Non c pi bisogno di Parole, le Donne si salutano con gli
sguardi, consapevoli dei sentimenti e delle sensazioni di tutte
e di ciascuna e, voltandosi, si allontano dalla radura, ognuna
nuovamente lungo il suo Sentiero
Le Donne stanno tornando a riscoprire se stesse e questo non solo
da un punto di vista strettamente legato allaspetto del femminismo.
Stanno tornando a capire cosa si cela nei loro cuori spesso cos
difcili da comprendere persino per loro stesse, tornano a conoscersi
nel loro intimo e reciprocamente le une con le altre.
Sempre di pi le Donne rialzano la testa, anche se a volte questo
non basta nella totalit della vita (ma questo breve saggio non
il luogo per una speculazione che attraversi la storia, la politica,
la religione, il mondo del lavoro, quello famigliare ecc), ma pu
bastare perch si guardino semplicemente allo specchio, osservando
45

attentamente nei loro occhi per capire cosa si nasconda oltre le


maschere indossate ogni giorno.
Per quello che interessa noi, qui ed ora, le Donne stanno
riscoprendo la loro Spiritualit, che in alcune cose non diversa da
quella maschile, eppure allo stesso tempo, pu anche esserne cos
distante da essere veramente altro...o meglio, altra. Soprattutto,
quello che le Donne stanno scoprendo, anche coadiuvate e sostenute
da altre Donne in questo faticoso lavoro, che la loro Spiritualit
ha delle declinazioni unicamente, squisitamente femminili. Il modo
tutto particolare che le Donne hanno di intendere certe cose della Vita
anche le pi banali e che le differenzia dagli uomini, inuenza
anche laspetto spirituale.
Cos lottica delle Donne cerca e scava soprattutto nel Mistero
legato alla Terra e alla Vita perch son cose che appartengono loro
nel profondo...
Nessuno stupore, dunque, che le Donne sul Sentiero pagano/
neopagano siano ancor pi sospinte in questa ricerca del Se
profondo, in questo riappropriarsi delle proprie sensazioni, per
sentirsi nuovamente e pienamente Dee, degne di Fiducia, Rispetto,
Valore. Come da sempre sono le Streghe, donne indipendenti, non
per questo perfette, ma consapevoli della loro femminilit e di tutto
quello che questo comporta nella Vita. La spiritualit delle Donne,
il loro Istinto, il loro Intuito, Sciamane, Creatrici ed Artiste per
eccellenza: elementi un tempo profondamente rispettati e quasi
temuti in un alone di misterica e magica soggezione davanti alla
Forza della Vita che esse incarnavano ed interpretavano.
La statura spirituale delle Donne nellantichit pu quasi stupire,
anche se solo si pensa agli oracoli del mondo greco-romano: tutte
Donne. Ma in un niente questo iniziale stupore svanisce facendo
mente locale proprio su quanto delle Donne si sa e si dice. Anche
oggi normalmente si parla di intuito femminile: rendiamoci
dunque pienamente conto che non si tratta di una denizione
vuota. E si pensi al ruolo biologico della Donna e come si diceva
poco sopra a quale timor reverenziale essa doveva ispirare per
la sua unica, insostituibile capacit di creare la Vita. Una creatura
46

preziosa, essenziale, sacra, la Donna. Una creatura che resa ancor


pi sensibile ed intuitiva proprio per i continui magici cambiamenti
legati alla Luna che la Natura opera in lei ogni mese: la Donna
cambia il suo corpo, cambia il suo umore, cambia la sua sensibilit
e la sua capacit di percezione. Inoltre noto come in antichit si
usassero principalmente calendari lunari per scandire il trascorrere
del tempo, quindi un ciclo biologico evidentemente legato alla Luna
ovviamente era considerato sacro.
Tutto questo ha sempre facilitato le Donne nel ruolo di Sciamane,
un ruolo per loro quasi naturale, istintivo, appunto. Gli esempi che
si potrebbero portare sono numerosi, ma crediamo ne basti uno
particolarmente signicativo, raccontato da Vicky Noble nel suo
libro Il Risveglio della Dea.
Per meglio comprendere in cosa consista il legame tra listintivit
delle Donne ed il mondo dello Sciamanesimo basti spiegare come
le pratiche sciamaniche siano sempre profondamente istintuali,
nellancestrale ducia che quanto lUniverso ci indica e che noi
percepiamo ed interpretiamo, sia ci di cui, in quel momento,
abbiamo bisogno. La pratica sciamanica indissolubilmente
legata al mondo naturale e degli animali (Animali Guida, Animali
di Potere) e da questo risulta derivare un carattere radicalmente
intuitivo-istintuale. Lo sciamano (o la sciamana), allinterno del
nucleo sociale, ricopre svariati ruoli, che vanno dal consigliere e
legislatore (con lausilio della divinazione o dei messaggi ricevuti
dai viaggi sciamanici) al guaritore, ruolo che in realt risulta
preponderante nello sciamanesimo. Lo sciamano un uomo potente,
profondamente riverito e rispettato. Il suo intervento importante,
per la societ, come quello di un guerriero. E non si pu negare che
lo sciamano sia, in un modo molto particolare, un guerriero: molti
viaggi sciamanici di visione e guarigione sono esperienze forti e a
volte quasi dolorose e violente, ma necessarie.
Impossibile a questo punto non notare come la gura, il
ruolo dello sciamano a livello umano e spirituale si rispecchi
meravigliosamente nellarchetipo della Donna/Dea Triplice: la
Fanciulla guerriera, la Madre amorevole (guaritrice, creatrice di Vita),
47

lAnziana saggia e rispettata... ed il Cerchio torna a chiudersi...


Il breve pseudo-racconto iniziale ovviamente allegorico: inutile
sviscerare quali e quanti siano i riferimenti simbolici allAntica
Religione, tanto sono lampanti.
Il gruppo Soteira, sezione puramente femminile del Circolo dei
Trivi, fa suo questo valore in uno straordinario esperimento n qui
egregiamente riuscito di incontro, confronto, scambio, supporto
reciproco. Un gruppo di Donne, persino non tutte Streghe, con
esperienze e conoscenze diverse, con Percorsi, Sentieri e Tradizioni
diverse che sanno dar vita ad un vero grande Calderone ribollente
dove la meta la profonda condivisione. E visto che il viaggio la
cosa pi importante, ecco che questa condivisione gi sussiste lungo
il tragitto: rituali di Tradizioni miste, nati da intuizioni spontanee ed
estemporanee, incontri su svariate tematiche dove ognuna mette sul
piatto quel che sa e che ha da dare...
Le Donne stanno rialzando il volto, dunque, verso le Stelle,
della cui materia tutti siamo fatti, verso la pallida, splendida Luna
che veglia da sempre sulla loro femminilit. Sono forse i primi
timidi passi, ma nutriti di profondo entusiasmo, passione, voglia di
scoperta e sete di conoscenza di quellUniverso che vortica fuori
da noi in profonda assonanza allUniverso che vive dentro di noi:
Come Sopra Cos Sotto.

SULLE TRACCE DELLA GRANDE DEA


di Chiara (Danaliit)

What is True is True


and what is True
will remain
Marija Gimbutas
Il matrismo
Possibile che fra la storia dei nostri progenitori ancestrali e la
48

comparsa delle prime grandi civilt, lumanit non abbia lasciato


alcuna traccia di s?
Eppure io sentivo che mancava un tassello importante...
Quando incontrai la Wicca, quel lungo periodo incognito si
svel grazie alleminente archeologa Marija Gimbutas, la prima a
sostenere la tesi del matrismo.
La Gimbutas, di origini lituane, si interess n dalla giovent
giovent alla
storia della sua terra e intraprese una prestigiosa carriera universitaria
nei campi del folklore, dellantropologia e dellarcheologia.
Fu lei a porsi la fatidica domanda: Chi e che cosa cera prima
delle popolazioni Indo-Europee?
Nel 1963 inizi gli scavi che sarebbero durati 15 anni in
Jugoslavia, Grecia ed Italia, portando alla luce numerosissimi reperti,
alcuni con motivi ricorrenti, come le Dee Uccello o le Dee Serpente.
Tutte queste esperienze formarono il suo primo, rivoluzionario libro:
Gods and Goddesses of Old Europe.
Nella societ matrista, a differenza di quello che si potrebbe
pensare, le donne non soverchiavano gli uomini: essi avevano la loro
giusta posizione sociale e infatti si ritrovano sia Dee sia Dei. La Dea
aveva comunque un ruolo predominante poich era considerata la
Creatrice: le statuine dai seni enormi, dai anchi e glutei abbondanti
sono il simbolo concreto di questo potere di fertilit e prosperit, cos
diverso dai nostri modelli femminili anoressici, androgini e sterili;
confronto stridente fra le due visioni dellessenza del femminino.
Le societ matriste non erano n monoteiste n politeiste: la Dea
era una sola ma venerata in molte forme; il riesso di questo fatto
si ritrova nella Wicca moderna, dove la Dea venerata nei suoi tre
aspetti principali: la Fanciulla, la Madre e la Vecchia.
La religione della Dea era direttamente collegata con il ciclo
della vita: nascita, morte e rigenerazione e non solo con i riti di
fertilit, a dimostrazione che il livello di evoluzione raggiunto da
queste popolazioni era molto elevato. La Gimbutas fa inoltre notare
come la produzione artistica sub un tracollo con il passaggio al
patriarcato.
Laspetto religioso era quindi fondamentale nel matrismo e
49

aveva certamente caratteri sciamanici: fra i resti archeologici


sono stati ritrovati semi di papavero e di altre piante che avevano
probabilmente effetti di alterazione della coscienza, quelle tecniche
dellestasi che si ritrovano anche in altre civilt a noi ben note, come
la greca o la romana.
Ma ora immaginate di tornare indietro nel tempo...scorrete nella
vostra mente la Storia della razza umana come lavete sempre
conosciuta, no alle pi remote civilt. Civilt guerriere, della
spada, dominate dai maschi...non forse questa la Storia che avete
appreso?
State pronti a incontrare una societ umana che denireste
puramente utopica, ma che invece stata reale, presente per migliaia
di anni...
........una pianura inondata dai raggi del sole, campi di grano
dorato, maturi e pronti per il raccolto. Il cielo terso, azzurro, e
un gruppo di uomini e donne stanno mietendo le messi, cantando
allegramente. Le loro vesti sono molto semplici, ma di una foggia
a voi sconosciuta. Latmosfera di grande armonia. I bambini
corrono qua e ll,, giocando. Al calar della sera, il piccolo gruppo si
avvia verso un villaggio. Non ci sono mura di protezione, le capanne
sono semplici, fatte di canne intessute, dalla pianta circolare. In
mezzo ad esse vi un altare adornato con ori e frutta fresca.
Una statua che rappresenta una donna dalle forme abbondanti,
rozzamente intagliata nel legno, completa il tutto. La gente prepara
un grande fuoco e si appresta a consumare un pasto a base di
cereali e latte di capra. I bambini vengono mandati a riposare, gli
adulti si dipingono i corpi con colori vivaci e iniziano a danzare
nudi sotto le stelle, invocando il nome della Grande Madre. I canti
e le danze divengono sempre pi frenetici, accompagnati dal suono
dei tamburi, nch tutto si ferma allimprovviso. Cala il silenzio
assoluto e una donna ssa le amme parlando con voce alterata,
la Voce della Dea, profetizzando come andr la prossima stagione
invernale.......

50

La caduta dei popoli della Dea


La Gimbutas ipotizz che le prime popolazioni Indo-Europee
giunsero in Europa dal Sud della Russia intorno al 5.000 a. C.: gli
invasori erano popolazioni semi-nomadi che avevano addomesticato
il cavallo e si spostavano velocemente, predando ed uccidendo.
Il passaggio dal matrismo al patriarcato fu quindi uno scontro
violento fra due culture completamente differenti e le prove
archeologiche raccolte da Marija provano infatti che vi fu un
cambiamento repentino. Questo sta ad indicare come il matrismo
non si sarebbe mai potuto sviluppare in quella direzione culturale,
poich le differenze erano troppo forti.
Le bellicose trib a cavallo imperversarono sulla pacica civilt
agricola, che venne cos annientata in poco tempo.
La Gimbutas traccia il background della societ Proto-IndoEuropea: la sua struttura era patriarcale, patrilineare, guerriera,
lineare e non ciclica; ogni loro Dio era quindi un guerriero. I tre
principali erano: il Dio del Cielo Scintillante, Il Dio dellOltretomba
ed il Dio del Fulmine. Le Dee perdono il loro potere individuale,
indipendente dal Dio e divengono solo mogli, glie o madri, gure
in secondo piano, il cui unico attributo considerato la bellezza
esteriore e la capacit di generare gli maschi guerrieri.
Con leclissi della Dea, pare che loscurit avvolga anche lanima
e lo spirito della razza umana.
Il rapporto uomo-donna si deteriora e le donne seguono il
destino delle loro Dee: esse divengono madri, mogli, glie di
qualcuno, dipendenti, sottomesse, senza alcun potere. I loro ruoli
di guide, sacerdotesse, governanti, sciamane, sagge svaniscono
allimprovviso, relegandole nellambito chiuso della casa, della
famiglia e dei gli. Nulla di pi.
Questo brusco cambiamento ideologico si ritrova anche in molte
mitologie: le Grandi Dee, potenti e temute, vengono detronizzate
allimprovviso da mariti, fratelli e gli.
Nella mitologia atzeca la Dea della Luna viene fatta a pezzi e
sparpagliata nel cielo dal fratello minore; in quella nipponica la Dea
del Sole Amaterasu si auto-esilia in una caverna dopo essere stata
51

insultata dal fratello, il Dio della Tempesta Susanoo. Nella mitologia


greca e romana troviamo molto spesso episodi di violenza contro
le donne: molti Dei seducono o tentano di sedurre donne mortali
che vengono punite se non soggiacciono alla loro volont, come nel
famoso episodio di Apollo e Dafne ne Le Metamorfosi di Ovidio,
Anche nella storia biblica di Adamo ed Eva ritroviamo il
passaggio dal matrismo al patriarcato: la prima moglie di Adamo era
Lilith, la Dea Uccello della Morte e della Rigenerazione, larchetipo
primordiale della strega, dotata di grande potere, Colei che in
origine era la Dea sumera delle Stelle, Ishtar. Adamo non riusciva a
controllarla e Lilith lasci il Giardino dellEden, andando in esilio
sulle coste del Mar Rosso; il nuovo Dio Unico cre allora dalla sua
costola una nuova compagna, mite ed ubbidiente, Eva, che gli diede
gli maschi.
Inizi cos la campagna diffamatoria contro la Dea e quindi
contro le donne e il loro potere: il patricarcato le temeva, temeva il
loro potere di creatrici e distruttrici, la loro stessa natura di nutrici e
portatrici di vita che poteva rovesciare il sistema basato sulla guerra
, sulla prevaricazione, sulla forza bruta.
Piccoli gruppi di iniziati conservarono in segreto la venerazione
per la Madre e di nascosto, nelle ombre, si tramandarono oralmente
gli Antichi Misteri, le tecniche per contattare il Divino senza
intermediari e la saggezza della Natura, con il timore costante di
venire perseguitati e distrutti.
Ma sarebbe dovuto passare molto tempo prima che la Dea
riemergesse dal suo lungo oblio...e questo avvenne non molto tempo
fa, quando lumanit, con le guerre mondiali ed i conitti nucleari,
fu davvero sullorlo di auto-distruggersi, ormai completamente
accecata dalla sete di distruzione e violenza senza senso.
La Dea oggi
Spontaneamente, apparentemente dal nulla, nel secolo scorso
nascono movimenti spirituali basati sulla Terra, religioni adogmatiche, politeiste, dove la grande Maestra di nuovo Lei, la
Terra, dopo migliaia di anni.
52

Sempre Lei, antica, serena, come la Luna nel cielo, che guarda gli
umani che ogni giorno la offendono e la maltrattano come bambini
capricciosi che non vogliono imparare la lezione.
Se Gaia avesse voluto, ci avrebbe gi distrutto.
Oggi la venerazione per la Dea non pu essere identica a quella
dellantichit: noi purtroppo dobbiamo fare i conti con un pianeta
in crisi ecologica profonda; molti neopagani sono costretti loro
malgrado a vivere in citt. quindi molto pi difcoltoso sentire
la voce della Terra ed armonizzarsi di nuovo con i suoi cicli, ma
bisogna assolutamente tentare in ogni modo di riaccostarsi a Lei.
E come nellantichit la Dea aveva molto forme, cos al giorno
doggi le streghe moderne possono fare riferimento ai diversi
pantheon mitologici: grazie ai moderni mezzi di comunicazione e
soprattutto alla rete Internet, ci si pu documentare ed informare
sulle Dee di tutto il mondo: dalla tradizione egizia a quella indiana;
dalle nordico-celtiche alle americane ed australiane. Ogni civilt e
cultura ha prodotto le proprie speciche divinit, i propri racconti e
leggende dalle quali si pu imparare moltissimo, poich sono storie
archetipe che toccano i grandi temi della vita umana.
Ma come fare a sentire la Dea oggi? Oltre a stare in mezzo alla
Natura, in solitudine, e riscoprire la sua saggezza, una donna ha un
lungo percorso davanti a s: deve superare tutti gli schemi mentali
e sociali acquisiti, liberarsi dellinconscio collettivo accumulato per
millenni e combattere ogni giorno per avere di nuovo un rapporto
paritario con gli uomini: risaputo che il riconoscimento sociale
della donna ancora inferiore rispetto agli uomini, basti pensare a
chi occupa i posti di potere.
Una donna deve interiorizzare i concetti rivoluzionari che ho
esposto sopra: essere libera, indipendente, avere prestigio, potenza,
ed essere consapevole di averli dentro di s.
Quante donne possono affermare questo al giorno doggi?
difcile liberarsi della cultura patriarcale nella quale una
donna deve avere un compagno, un marito che la mantenga e le stia
accanto.
Una donna deve innanzitutto sperimentare il potere di Artemide,
53

la Dea Selvaggia dei Boschi, che vive indipendente e si procaccia da


vivere da sola. Quante volte una donna entra in relazioni sentimentali
distruttive poich ha poca autostima? Artemide fa sentire di nuovo
la erezza , la forza e lorgoglio di essere attive ed indipendenti.
Il secondo passo quello di riscoprire la propria femminilit e
dolcezza, che troppe volte dobbiamo mettere da parte in un mondo
governato dalle logiche del denaro, dellegoismo, dello sfruttamento.
Madre Gaia ci abbraccia e ci fa sentire di nuovo amate, noi che
siamo sempre portate a sacricarci per gli altri e a mettere da parte
quello che proviamo e non dare importanza alle nostre esigenze.
Gaia ci scalda di nuovo il cuore e lanima, riempiendoli di luce ed
amore.
Pi avanti nel cammino, dobbiamo iniziare ad affrontare le
nostre paure, conoscere noi stesse, esplorare in profondo ci che
siamo, la nostra essenza: Ecate, Regina della Luna Nera e Saggia
ci conduce dentro noi stesse, a fronteggiare i nostri demoni interiori
e ad evolverci come esseri umani, a fronteggiare il lato oscuro
dellesistenza: dolore, sofferenza, lutti, malattie e la nostra morte.

ESSERE UNA SACERDOTESSA


di Valentina Minoglio

Vero sine mendacio, certum et verissimum


Quod est superius est sicut quod est inferius
et quod est inferius est sicut quod est superius
ad perpetranda miracola rei unis
Come sopra, cos sotto. Questo principio della Tavola di Smeraldo
permea tutto lesoterismo occidentale. E accompagna giorno dopo
giorno la vita di una Sacerdotessa. Il volere degli Dei si dispiega
nei singoli eventi della vita quotidiana. Ci sono momenti unici,
eccezionali e fuori del tempo, i momenti in cui il sacro irrompe
nella nostra vita e le d il respiro delleternit. Ma una Sacerdotessa
impara a riconoscere il disegno degli Dei, o del particolare Dio a
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cui devota, anche in eventi meno emozionanti. Impara a scorgere


una trama dietro il tessuto della vita ordinaria. A ricostruire una
costellazione che unisce Stelle apparentemente lontane. A vedere
il volto di un dio nel volo di un uccello, nelle foglie di un albero
che si muovono allimprovviso, in un libro che cade allimprovviso,
proprio mentre stavi formulando una domanda.... Impara a
distinguere quale uccello, quale albero, e spesso non una sorpresa
raccogliere quel libro e vedere che ancora un volta si aperto sulle
pagine che parlano della divinit a cui si devoti. Impara a scorgere
segni della divinit in fatto apparentemente casuali ma che con il
Tempo si legano e prendono una Forma.
La Wicca una religione che offre lopportunit a tutti di
essere Sacerdoti e Sacerdotesse. Anche se non una Via facile. Ma
Sacerdoti e Sacerdotesse Wiccan sono gli dei sacerdoti antichi.
Vediamo brevemente quale era il loro ruolo e il loro compito, per
comprendere meglio qual il nostro, oggi.
Intanto, nella Wicca ci sono Sacerdotesse donne. Chi erano
anticamente le sacerdotesse?
Grecia Antica
In Grecia non esiste un gruppo sacerdotale chiuso. Durante ogni
manifestazione cultuale per presente qualcuno che diriga, inizi,
pronunci la preghiera, compia la libagione.
Il santuario propriet del Dio, ma vi una responsabile
preposta, hiereia, sacerdotessa. Il sacerdozio non una condizione
generale, nessuno sacerdote come tale, ma sacerdote di una
Divinit in particolare. Le cariche sacerdotali sono spesso ereditarie,
ma lassegnazione pu valere come manifestazione della volont
divina. La sacerdotessa porta la grande chiave del tempio ed
onorata come una Dea fra la gente.
In genere sacerdotesse servono le Dee e sacerdoti gli Dei maschi,
ma ci sono moltissime eccezioni: Pallade Atena ha un sacerdote,
come vi sono sacerdoti maschi nel culto di Demetra, e Dioniso,
Apollo e lo Zeus di Dodona hanno sacerdotesse.
Il celibato a vita non esiste. Si devono rispettare divieti per certi
55

cibi, osservare digiuni, e per mantenere la purezza, corrispondente


al sacro, la sacerdotessa deve evitare il contatto con i morti, per
esempio.
Il santuario lo Spazio per il divino, la festa il suo Tempo. Ci
sono giorni distinti dagli abituali, che cominciano la notte prima, e
il contrasto con labituale pu esprimersi nella gioia e nel piacere,
nellornamento e nella bellezza, ma anche in qualcosa di minaccioso
e terricante.
Vi sempre un corteo, verso il santuario, e processioni, dal
santuario, che interrompono un periodo di puricazione.
Non esiste alcuna festa rituale senza la danza, che si svolgono
nel santuario, diverse per ogni divinit (a Delo si svolgeva una
danza labirintica, danze con scudi erano in onore di Atena, fanciulle
danzano per Artemide).
Per celebrare una divinit i Greci istituivano anche delle gare,
per qualsiasi cosa: sportive, di poesia, danza, bellezza, musica le
prove di forza hanno anche carattere iniziatico.
Le sacerdotesse presiedono riti del fuoco: il fuoco legato alle
divinit soprattutto ctonie e preolimpiche, e non vi comunque
rito senza fuoco: un fal, una processione con accole. Il fuoco
che divampa manifesta la presenza del Dio e il profumo del fuoco,
sprigionato da legni sacri o incensi, divino (il sacro coinvolge tutti
i sensi).
La sacerdotesse offrono anche doni agli dei che li richiedono:
soprattutto cereali, ori, primizie, o si fanno testimoni di unofferta
votiva: un voto.
La libagione latto pi sacro: si pu versare completamente il
liquido (per gli dei ctonii) o bere e versare, la libagione anche una
forma di invocazione. La libagione la forma pi pura e rafnata di
rinuncia: non si pu pi raccogliere ci che si versato. Rappresenta
lelevazione della speranza attraverso una serena dissipazione.
dissipazione
Le sacerdotesse si occupano anche della preghiera: le devozioni
richiedono le giuste parole. Ogni parola errata, rozza o lamentosa
blasfema. Oppure vegliano sul Silenzio sacro.
I riti culminavano spesso nelle nozze Sacre, gli hieros gamos,
56

il congiungimento sessuale dei sacerdoti che indica lunione del


Dio e della Dea. La tradizione antica: il re sumerico lamante
della Grande Dea, la somma sacerdotessa di Tebe la donna del dio
Amon, Astarte la sposa dei sacerdoti di Cipro. I culti misterici di
Dioniso prevedevano una iniziazione sessuale. E il culto di Afrodite
con le sue sacerdotesse, le etere, prevedeva lunione sessuale: in quel
modo la Dea, che si nutre di amore, si manifestava agli uomini.
Il sacro appare come lextra-ordinario, il totalmente altro,
perci le esperienze in stato alterato di coscienza sono il supporto
essenziale della religione. Questa esperienza pu derivare da una
predisposizione individuale, da una tecnica apprendibile o dalluso
di droghe.
Comunque la Sacerdotessa vede, sente e vive ci che per gli altri
non dato, e instaura un rapporto diretto con la divinit.
Entheos quando una persona parla con voce strana o in maniera
incomprensibile, si muove con movimenti inconsulti. Il Dio pu
possedere o rapire il suo sacerdote. Nellestasi la persona abbandona
la via abituale, la razionalit.
Nel culto di Dioniso furore ed estasi sono normali: esperienza
divina e appagamento. Ma ci sono anche forme di rapimento
sobrio.
Apollo induce una follia profetica, un entusiasmo poetico.
Dioniso uno erotico e losoco. Zeus invece sta nel limpido spazio
del pensiero assennato.
Interessante notare che Platone chiamava losoa lamore
della sapienza, sapienza che era esistita in un mondo arcaico, in
cui esistevano appunto i sapienti. Non c uno sviluppo continuo
e omogeneo fra sapienza e losoa. Sono Apollo e Dioniso gli
Dei della sapienza greca. A Del, sede delloracolo di Apollo, si
manifesta la vocazione dei greci per la conoscenza. Sapiente per
non Odisseo: sapiente chi getta luce nelloscurit,
, chi scioglie
i nodi, chi manifesta lignoto, chi precisa lincerto. Ai nottivaghi
ai magi ai posseduti da Dioniso alle menadi agli iniziati dedicato
un testo fondamentale della sapienza, Dellorigine di Eraclito. La
conoscenza delloracolo appartiene alla sapienza, le sacerdotesse di
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Del sono connesse con la sapienza. sempre Platone, nel Fedro, a


indicarci come: non verace il discorso che ad un innamorato si
debba preferire chi non ama, con il pretesto che luno delira e laltro
invece sano e saggio. Ci sarebbe detto bene se il delirio fosse
invariabilmente un male; ora invece i pi grandi doni ci vengono
proprio da quello stato di delirio, datoci per dono divino. Perch
appunto la profetessa di Del, le sacerdotesse di Dodona, proprio
in quello stato di esaltazione, hanno ottenuto per la Grecia tanti
beneci, sia agli individui che alle comunit; ma quando erano in s
fecero poco o nulla.
I sogni vengono dagli Dei, e nei sogni gli Dei indicano agli
uomini la via da seguire, e le sacerdotesse, soprattutto di Apollo,
li interpretano: per trovare linterpretazione convincente, esente
da dubbio, necessario un dono carismatico, una ispirazione. Per
questo le indovine sono considerate sagge (anche se, ancora, la
parola mantis, indovino, ricorda mania, follia). Larte di interpretare
diventa una tecnica quasi razionale. Segno pu essere qualsiasi
fenomeno non del tutto ovvio: si osservano il volo degli uccelli, il
comportamento dellanimale sacricato
I segni favorevoli vanno accolti con un voto, quelli sfavorevoli
mutati con una puricazione: non tanto importante prevedere, sapere
prima cosa accadr, ma decidere, con laiuto della sacerdotesse,
cosa fare o non fare.
In certi Luoghi gli dei danno maggiori segni: sono chiamati
Oracoli.
Qui il dio parla direttamente tramite un medium, che cade in
stato di entusiasms.
A Dodona tre sacerdotesse , chiamate colombe, parlavano per
Zeus: cadono in trance e poi non ricordano pi nulla.
A Didima, oracolo di Apollo, vi era una fonte sacra: la sacerdotessa
cadeva in estasi tenendo la verga di alloro del dio, immergendo i
piedi nella fonte e ispirandone i vapori.
A Patara, in Licia, la sacerdotessa passava la notte nel tempio, e
su di lei veniva il Dio in forma di sogno e il vaticinio.
Il pi famoso oracolo Del, dove Apollo avrebbe sostituito
58

un precedente culto ctonio dedicato a Gaia (o alla Dea Serpente:


Apollo infatti scongge Pitone, ma le sue sacerdotesse lo ricordano
nel nome): vi erano tre Pizie che durante tutto lanno si dedicavano
al dio. Dopo un bagno nella fonte Castalda la Pitia entra nel tempio,
fa bruciare farina dorzo e foglie dalloro sul fuoco sempre acceso
e discende nella parte nale del tempio. Qui cera lomphals,
sopra unapertura circolare nel terreno (dalla quale recenti studi
hanno vericato uscissero vapori di etilene, una sostanza che
provoca, a piccole dosi, euforia, leggerezza, allucinazioni), con
sopra un calderone. Seduta sullorlo dellabisso, avvolta dai vapori
che salgono e agitando un ramo di alloro, la Pitia cade in trance.
Secondo alcune versioni, il Dio possiede la Pitia anche in senso
sessuale (anche nei misteri di Eleusi il rapimento da parte del Dio
sia sessuale che estatico).
Come le Pitie erano le Sibille.
LAntichissima Dea Serpente
Le Pitie erano eredi delle antiche Pitonesse, messaggere della
Grande Dea la cui voce, scaturita dalle profondit della terra e
conosciuta tramite il potere del Serpente, parlava attraverso di loro.
Le pitonesse o drakaine erano profetesse. Il culto del serpente
era legato a valori femminili ancestrali. Le sacerdotesse, con la sua
maschera sul viso, impersonavano la Dea Serpente.
Giungevano a un simile stato solo coloro che in seguito a un
lungo cammino avevano accolto lAbbandono e accettato la
Trasformazione.
La Dea Serpente in grado di trasformare. Il suo potere risiede
nei suo occhi: incrociare lo sguardo, guardare negli occhi un
gesto che richiede coraggio. Signica accettare la sda dellaltro.
Guardare negli occhi la Dea signica abbandonarsi a quello stato di
follia sacra che porta conoscenza. (probabilmente anche a questo
si riferisce Huson quando parla dello sguardo di basilisco delle
streghe).
Il culto della Dea Serpente era diffuso a Creta, studiato dalla
Gimbutas. La civilt minoica la culla della civilt europea, e la
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Dea Madre era venerata a Creta, poi il culto diviene secondario con
larrivo degli Dei micenei. Le donne avevano un ruolo importante
a Creta, non solo le sacerdotesse. Le statuette della Dea sono
moltissime: la Dea dellOmphalos, con le braccia alzate, la Dea dei
Serpenti Le pitture rafgurano sacerdotesse con abiti eleganti
intente a rituali sacri.
Dalle sacerdotesse della Dea serpente e dalle Pitie deriva la
topologia della Sacerdotessa della Dea che ancora oggi, nella Wicca,
molte donne incarnano.
I Celti
Le sacerdotesse celtiche sono citate storicamente da Pomponio
Mela. Sena nel mare britannico degna di nota per loracolo
della divinit gallica le cui sacerdotesse sono nove, vergini perpetue.
Essecon i loro canti e i loro singolari artici calmano i mari
in tempesta e i venti e si trasformano in qualsivoglia animale.
Sanno guarire quello che altri non sanno guarire e sanno predire il
futuro.
La donna nella societ celtica riveste ruoli importanti: guerriere,
sacerdotesse, profetesse.
Storicamente documentata unorganizzazione religiosa
femminile, quella delle 9 vergini dellIle de Seine. Erano chiamate
Bandrui ed erano divise in tre categorie: le sacerdotesse che
vivevano sullisola perennemente, osservavano il voto di castit e
alimentavano il sacro fuoco perenne in onore delle divinit femminile
a cui erano consacrate. Le sacerdotesse che potevano sposarsi
ma dovevano servire la Dea, parlavano con la gente, compivano
profezie e leggevano il futuro sulle foglie del vischio. Quelle della
classe pi alta accedevano al loro ruolo solo dopo molti anni di
studio e un rito di passaggio, potevano circolare liberamente nel
mondo, avevano il compito di mantenere vive le tradizioni religiose,
praticavano lastrologia, conoscevano le erbe e le pietre, curavano le
malattie, si occupavano delle nascite, accompagnavano a una dolce
morte e compivano incantesimi damore. La Sorellanza delle Nove
era devota alla Dea della luna. Queste donne erano vergini nel senso
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antico, cio orenti, verdeggianti: non un sinonimo di castit, ma di


libert: sceglievano quando e come amare un uomo.
Avalon
Alle sacerdotesse celtiche si ispirato il Ciclo di Avalon di
Marion Zimmer Bradley che ha tracciato il ruolo della moderna
Sacerdotessa in modo preciso e ispirato molta parte della Wicca.
Le sacerdotesse di Avalon, le glie della Dea, avevano precisi
poteri: il Volo, la Profezia, la Guarigione, il Potere sugli Elementi,
il Manifestare la Dea. Ad Avalon il mondo sottile e quello reale,
non erano separati, ma coesistevano (come ogni strega sa, possiamo
essere fra i mondi nel Cerchio, creare un Doppio Astrale di oggetti,
persone e situazioni). Le donne di Avalon possono viaggiare
liberamente da un reame allaltro ricavandone Conoscenza (come
le antiche Pitonesse) e risultati materiali. lo scambio continuo fra
realt ordinaria e incantata era simboleggiato dalla capacit delle
sacerdotesse di far diradare le nebbie dalla barca e far apparire
Avalon.
Secondo la descrizione storica, le druidesse potevano volare: il
Volo quello magico, astrale.
Potevano prendere la forma di animali: una capacit comune a
tutti gli antichi sciamani, che viaggiavano fra i mondi assumendo la
forma di animali Totem.
Le sacerdotesse di Avalon hanno la Vista: la percezione
dellinvisibile, e la capacit di vedere il magico in ogni cosa.
Grazie alla Vista le sacerdotesse possono guarire: la malattia
una disarmonia che nasce nellanima e si manifesta con sintomi. Per
guarire, bisogna ricercare lanima, vedere lenergia sottile e dove
disequilibrata. E poi intervenire sul corpo con il corpo con i rimedi
che la Natura ci offre: la terra il corpo della Dea, e il nostro corpo
sacro, i suoi cicli, le sue stagioni, sono anche i nostri cicli, amare
e rispettare la natura anche amare noi stesse, e usare il potere del
nostro corpo (le mani per esempio) per guarirci e guarire. Lecologia
da sempre custodita soprattutto dalle donne, che sentono forse
maggiormanete lidenticazione con Gaia e ne sentono le ferite
61

62

come fossero initte al proprio corpo.


La Profezia: incarnando la voce della Dea, le sacerdotesse
uscivano dallo Spazio e dal Tempo e potevano viaggiare nel passato
e nel futuro e penetrare il senso del presente.
Le sacerdotesse di Avalon potevano attraversare le acque:
simbolo del viaggio dentro di s per conoscere se stesse. Conosci
te stesso scritto sul portale di Del. La discesa della Dea o del
Dio nella Sacerdotessa le permette innanzitutto di conoscere se
stessa. Di discendere nei propri abissi (come nei Misteri di Eleusi)
scoprendo la propria luce.

assenza del maschio prevaricatore. Tale stato implicava innanzitutto


una radicale autonomia di fronte alluomo, lassenza di qualsiasi
tipo di vincolo o soggezione nei confronti di esso e niente affatto
unestraneit alla dimensione erotica. Anzi, la Verginit magica
rappresentava una condizione di gioia e libert femminile estreme e
senza limiti che consentiva ad alcune fortunate donne di conservare
e custodire la forza, il mistero, la bellezza e la purezza delle foreste
vergini selvagge, inviolate e sconosciute agli uomini, covando
costantemente nel profondo di s stesse una perpetua divina,
naturale, languida ed erotica ebbrezza.

Poteri magici in chiave femminile


Nel libro La Dea doppia, Vicki Noble parla dei poteri delle
sacerdotesse cos: Se avessimo ancora la capacit di camminare
sullacqua, di volare nellaria come sarebbe la nostra vita oggi?
La moderna tecnologia forse qualcosa di diverso dallantica magia
messa in atto per millenni da daini, sciamane, menadi? Forse, quelle
magie erano basate sulla terra e sul corpo, e volte a una conoscenza
costruttiva che privilegia la guarigione e il benessere del corpo e
dellanima, il sapere come percezione e comprensione della realt
innita che ci abita, la beatitudine, lestasi E ci insegnano a
combattere e a salvare ci che amiamo, come devono aver sempre
fatto le guerriere e le sacerdotesse dei tempi passati.
Un pensiero condiviso anche dal libro Le vergini Arcaiche
ovvero di come le antiche Donne custodissero la Libert, lEbbrezza
e la Gioia:
Nei miti del passato sono protagoniste le donne (le Yogini
seguaci di Durga in India, le nordiche sciamane al seguito della
Dea Freya, le Baccanti del corteo dionisiaco, le custodi del fuoco
greche, britanniche e romane quali le Vestali, le Sibille delle pi
diverse civilt); miti che pur venendo da luoghi lontani e da popoli
profondamente diversi nascondono un unico lo conduttore che
conserva, come una medicina, la traccia dellepoca della Grande
Madre, fonte di felicit e beatitudine per le donne; unepoca nella
quale verginit non voleva dire, come ora, assenza del maschio, ma

Dion Fortune
Dion Fortune, nei romanzi con protagonista Morgan Lilith Le
Fay, tratteggia una splendida gura di Sacerdotessa, di Iside in
questo caso, e ne chiarisce un aspetto: c una grande differenza tra
il sensitivo e ladepto; perch il sensitivo un sensitivo e nientaltro,
ma ladepto, per essere degno di questo nome, deve essere anche un
mago, vale a dire che deve essere in grado di esercitare i poteri dello
spirito sia obiettivamente che soggettivamente.
La Wicca
Siamo vicinissimi alla concezione di ruolo sacerdotale che si ha
nella Wicca, dove la Sacerdotessa chi ha la capacit, lattitudine
e la volont di essere tramite fra il mondo Divino e quello Umano.
La Magia unattitudine e una capacit che viene afnata con
lesperienza e la dedicazione, e cos la capacit di portare su un
piano umano e tangibile lesperienza del Divino. Nella Wicca
tradizionale, come ci viene tramandato, il ruolo della Sacerdotessa
ben preciso: sua la facolt di canalizzare la manifestazione della
Divinit attraverso il rituale noto come Drawing Down the Moon. La
qualica di Sacerdotessa appannaggio delliniziata n dal primo
Grado: laccolita viene proclamata A Priestess and a Witch.
Come dicevamo, per, essere una Sacerdotessa oggi signica
non solo manifestare la Divinit ma anche coglierne la Volont nella
vita quotidiana.
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E vivere le caratteristiche della divinit nella propria vita, viverne


il Potere.
La Wicca offre un pantheon quasi illimitato, e questa la
caratteristica pi interessante del Neopaganesimo: dare alle donne
dei modelli vari e altrettanto validi.
Ci sono diverse correnti nella Wicca. In alcune si venera una
unica Dea (e tutte le dee sono il volto di ununica Dea, come
sosteneva Dion Fortune), in altre si cercano e si celebrano le Dee
mantenendone le caratteristiche uniche e la personalit. Le
varie Dee sono al contempo fuori e dentro di noi. Cos possiamo
scorgere lo sguardo combattivo di Freya quando una donna decide
di dare battaglia per vincere in una situazione difcile. Sentiamo il
fruscio dei veli blu dellabito di Yemaya quando una mamma culla il
proprio bambino. Scorgiamo gli occhi dorati di Hathor quando una
donna vuole circondarsi di cose belle e preziose, sentiamo il respiro
di Gaia nel gesto semplice di cogliere un ore o allevare un animale,
percepiamo la leggerezza del volo di Sarasvati nel canto o nel suono
di uno strumento, sentiamo il profumo di Afrodite avvolgere una
donna decisa a sedurre luomo (o la donna) che le piace, arretriamo
di fronte alla rabbia immaginando che vi sia Sekhmeth la terribile
a ispirarla, sappiamo che c Iside a ispirare le visioni e le parole
misteriose che spesso ci sorprendono. Possiamo immaginare
che vi sia Ecate a guidare il risveglio di una coscienza femminile
addormentata o repressa per lunghissimo tempo.
Ma da tutte le Dee una strega e una Sacerdotessa riceve un
grande dono, il comprendere che non esiste un modello unico di
femminilit. La femminilit tradizionale viene messa in crisi. I ruoli
sociali si arricchiscono, le donne possono scegliere il modo di essere
donna che preferiscono e che sentono pi vicino alla propria natura
in una legalizzazione della libert che laspetto pi rivoluzionario
della Wicca.
Uno degli aspetti pi rivalutati quello della donna consapevole.
La stessa parola strega ha unetimologia che richiama la saggezza
e la consapevolezza. Una consapevolezza di se stesse che si forma
nel silenzio e nellattesa di segni della Dea. Soteira, il gruppo
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femminile del Circolo dei Trivi, nato proprio pensando a questo


modello di femminilit.
Una Dea e la sua Sacerdotessa
E interessante, molto interessante, notare il ruolo della divinit
nella genesi di questo gruppo: il nome Soteira stato scelto da me,
dimpulso, attribuendolo alla Dea di cui sono Sacerdotessa, Ecate,
una Dea molto vicina al Circolo. Qualche settimana dopo mi stato
fatto notare che avevo sbagliato: Soteira un attributo di unaltra Dea,
Atena e non ci sono testi in cui venga usato in riferimento a Ecate.
Dopo mesi per abbiamo scoperto che Ecate viene denita Soteira
in testi esoterici e in uno studio. Ho scoperto questo celebrando un
Esbat di Luna Nera e pochi minuti dopo aver posto limmagine della
Dea sullaltare, dopo che per mesi lavevo tolta. Mi piace pensare
che Ecate abbia sussurrato uno dei suoi nomi segretamente, e solo
con il tempo abbia mostrato alla sua Sacerdotessa il legame con
lei.
Nella vita di una Sacerdotessa questi sono i Segni della divinit.
Questi e altri. Una Dea o un Dio che chiamano e a volte reclamano
e pretendono attenzione, che insegnano a riconoscerli e in questo
modo liberano la psiche da dogmi e schemi e offrono possibilit
impensate. Seguirli una via misteriosa, che obbliga ad abbandonare
sentieri gi tracciati (perch nel Paganesimo non esiste lappiglio
rassicurante della volont divina rivelata e a volte nemmeno quello
delle esperienze condivise, ma si faccia a faccia con il Dio, in rari
e benedetti casi in compagnia di fratelli e sorelle che hanno lo stesso
sentire e gli stessi segni). La Dea illumina questo sentiero con la
luce non ssa della accola, a volte con un fuoco, e quando impari
a decifrarle con la luce delle Stelle, che sono il nostro specchio
nelluniverso e attraverso il cui disegno (con lastrologia) gli dei
possono comunicare con noi. Ogni uomo e ogni donna una Stella,
diceva Crowley, e Fa ci che vuoi signica Vedere la forma della
propria costellazione, riconoscerla. E diventarla, magicamente.
Come dice Maria Zambrano Ogni vita un segretoEsistono dei
nuovi, che aprono un cammino no ad allora chiuso. Sono potenze
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soteire che conducono luomo verso una condizione in cui ormai


non avr nulla da temere; divinit delliniziazione. Comportano
una saggezza speciale. non sono oggetto di contemplazione.
La relazione con loro di partecipazione sacra. Dei non delluno,
ma della trasmigrazione e della pluralit
pluralit, liberano i tanti che
sonnecchiano imprigionati sotto lapparenza immutabile della
condizione umanadonano il coraggio di esprimersi.

CAP IV - RADICI FILOSOFICHE


DAL NICHILISMO AL NEOPAGANESIMO
di Davide Marr

Dio morto scriveva Friedrich Nietzsche ne La gaia


scienza nel 1882, inaugurando la lunga stagione, che trover la
sua pi compiuta espressione in Al di l del bene e del male, del
nichilismo, del declino dei valori delloccidente che verranno messi
in crisi non solo dalla storia, ma anche e proprio da questo losofare
col martello, al ne di scardinare le certezze di un universo culturale
chiuso e arrogante.
Ma un Dio moralizzatore, il Dio della legge delloccidente,
non muore cos facilmente e spesso la sua una lunga agonia con
momenti di morte apparente e di inaspettate riprese: perch gli Di
potessero tornare e rinascere rinnovandosi, la morte di Dio doveva
per essere in qualche modo sancita, bench prematuramente. Non
mi riferisco alla morte del Dio cristiano (il Cristianesimo ha per la
verit pi di un Dio) e nemmeno a quello ebraico o islamico, ma a
quel Dio particolare che ha determinato la storia delloccidente, la
nostra storia e la sua morale esclusiva.
Quando una civilt cambia inevitabile che anche il suo Dio (o
i suoi Dei) muoia e in un certo senso si sacrichi trasformandosi,
come gi accaduto molte volte nel passato.
I loso del nichilismo, come corrente losoca della negazione,
negazione dei valori e negazione della realt, non sono altro che i
profeti di un mondo che si appresta ad un radicale cambiamento, ad
un tramonto dellOccidente come no ad ora stato inteso, e ad un
ampliarsi dellorizzonte della prospettiva. Quali siano i cambiamenti
di un mondo che si ritrova, in questo lungo passaggio, senza valori
e punti di riferimento, sono visibili a tutti, come bene visibile il
prezzo (guerre globali, inquinamento, genocidi, ecc.).
Eppure questi profeti hanno spesso proposto una prospettiva che
66

67

andasse oltre la stessa assenza di valori (che di per se diventa a sua


volta il valore di un epoca di transizione): per lo stesso Nietzsche era
la trasvalutazione di tutti i valori: se debbo essere compassionevole,
non voglio per chiamarmi tale; e se lo sono, allora meglio di
lontano16.
Un cammino difcile e irto di ostacoli in una notte che Heidegger
identic come la notte dellEssere. Eppure una notte necessaria,
poich, per parafrasare Maria Zambrano, nella notte del senso (il
senso dei valori, della vita, ecc.) che germina lAurora e che una
nuova alba pu essere intravista, un alba in cui la libert (che poi
sempre libert di amare) sar il volto pi maestoso in cui il divino
si presenter a noi.
difcile dire in che punto, tra la notte e il giorno, siamo ora,
ma quello che conta che su questo cammino non siamo soli, gli
di, ben prima di noi, si erano ritirati in questa notte e sono pronti
ad aiutarci a volte con dei bruschi scossoni che ci riportano sulla
strada maestra, altre volte facendoci stendere pi comodamente,
magari proprio sul lettino di uno psicanalista

PSICANALISI E PSICOLOGIA ANALITICA A CONFRONTO


NEOPAGANESIMO: LE RADICI MITICHE DELLANIMA

COL

di Gabrio Andena

La psicanalisi ha la sua preistoria nel mesmerismo. I mesmeristi


ritenevano che gli esseri viventi sprigionassero un particolare
uido, chiamato magnetismo animale, che poteva essere manipolato
tramite particolari procedure e strumenti, ma soprattutto da alcuni
individui particolarmente versati nel percepirlo e dirigerlo. Si narra
che i magnetizzatori compissero grandi prodigi di guarigione e che
potessero produrre quello stato che oggi noi deniamo ipnotico.
interessante che una disciplina come la psicoanalisi, che con Freud
si propone come scienza svolta a guarire e a smascherare le illusioni
che gli esseri umani si fanno sulla loro vera natura (sostanzialmente
animale), nasca da un ambito che colluso cos pesantemente con
68

lesoterismo e con la magia: difatti alcune pratiche proprie del


mesmerismo sono in pratica indistinguibili da un rituale magico.
Dal mesmerismo si passa alla psicoanalisi e ai primi studi
sullisteria. Qui Freud trova il suo terreno ideale. Ebreo ateo di
formazione medico-scientica, Freud coglie leredit essenziale del
mesmerismo: comprende che ci che davvero cura la relazione
fra il medico e il paziente, non presunti uidi magnetici o altro, la
semplice relazione che per un colto intellettuale quale egli era,
prendeva la forma della parola.
Freud pose al centro della vicenda di sviluppo del bambino, quale
snodo cruciale, il celebre complesso di Edipo: in nuce, il bambino o
la bambina si innamora del genitore dello stesso sesso e rivaleggia
col genitore del sesso opposto. dunque il complesso di Edipo che
viene rivissuto nella relazione con lanalista e in questo riviverlo
si ha una occasione di superarlo.
Qui non ci interessa una storia della psicanalisi, solo rilevare che
laddove Freud si immerge nella psiche e scende nelle sue profondit,
in zone antiche e oscure, sente il bisogno di avvalersi, come metafora
descrittiva, di un mito: il mito di Edipo. Un altro celebre mito
introdotto da Freud come spiegazione del disagio psichico quello
di Narciso, da cui viene il narcisismo. come se Freud, usualmente
tanto razionale e pacato nel suo scrivere, sentisse qui il bisogno di
ricorrere a immagini mitiche per via della loro idoneit a descrivere i
processi pi intimi che costituiscono la genesi di un essere umano.
Carl Gustav Jung, formatosi come psichiatra, fu discepolo di
Freud per alcuni anni. Il loro rapporto di maestro-discepolo (Freud
voleva Jung come suo erede alla testa del nascente movimento
psicoanalitico) venne messo in crisi dallo sviluppo indipendente che
le idee di Jung seguirono.
Jung coni il concetto di inconscio collettivo, parte della psiche
umana comune a tutti, che costituito dagli archetipi. Gli archetipi
sono degli schemi innati nella psiche, modi di reazioni tipici a
determinate situazione chiave della vita (amore, morte, nascita,
paura). Nella loro essenza sono inconoscibili: noi percepiamo solo
69

il loro particolare manifestarsi nelle singole vite, non il loro essere


in s. Gli archetipi si svelano alluomo con tratti spesso personali,
ossia come persone che compaiono in sogni, visioni, fantasie e con
cui lio pu dialogare e relazionarsi.
Gi da questi pochi cenni salta allocchio la vicinanza fra gli
archetipi e il modo in cui il Neopaganesimo intende gli Dei:
essenzialmente inconoscibili, si mostrano in molti volti, molti
aspetti.
I paralleli si inttiscono se approfondiamo le teorie junghiane.
La psicologia analitica, la disciplina fondata da Jung, si basa su
polarit, ossia su coppie di opposti complementari, che interagendo
fra loro costituiscono la vita psichica, individuale e collettiva. Ogni
vita segnata dal processo di individuazione che, cosciente o meno,
la tensione naturale della psiche a comporre i dissidi in una totalit
armonica, attraverso la creazione spontanea di simboli unicatori
che leghino insieme gli opposti, mantenendoli allo stesso tempo
come distinti: questa totalit ideale, mai pienamente raggiunta, il
S, di cui lIo non che una parte. In quanto totalit, il S contiene
sia laspetto maschile che femminile; nellinconscio di ciascuno c
una particolare gura archetipica, lAnima per gli uomini e lAnimus
per le donne, che la propria controparte sessuale inconscia. Dunque
in ciascuno ci sono sia il maschile che il femminile si vede bene
quanto sia prossimo questo discorso al duoteismo proprio della
Wicca, il Dio e la Dea sono in ognuno.
Jung si dedic sempre agli insegnamenti esoterici, in particolare
allo gnosticismo e allalchimia. Le denominazioni d a lui applicate
agli archetipi, cos barocche, hanno un gusto davvero gnostico:
uno strano teatro, la psiche, in cui si muovono lIo-Eroe, lOmbra,
lAnima/Animus, il Vecchio Saggio, la Grande Madre, il Puer
Aeternus e poi croci, cerchi, leoni, alberi del mondo, serpenti, giganti
e fate. Linconscio collettivo pare, nella pratica, indistinguibile da
ci che gli esoteristi chiamano piano astrale, quel livello della realt
in cui la psiche assolutamente reale. Del resto Jung stesso, sebbene
forse con presupposti metasici diversi, insisteva proprio su questo
punto: la realt della psiche, delle immagini che vediamo nei sogni
70

e nelle visioni e nelle fantasie, il loro diritto ad essere considerati


tanto reali quanto gli oggetti che ci circondano.
Analizzando e riettendo sempre pi a fondo sulla natura degli
archetipi, Jung giunse alla conclusione che avessero probabilmente
una natura psicoide. Con questo termine voleva indicare che gli
archetipi non sono propriamente n interni n esterni, n mentali n
materiali, ma qualcosa a met strada. molto cauto nei suoi scritti
nellesprimere queste concezioni, pi palese invece nelle trascrizioni
dei seminari che possediamo. Jung giunse a questa conclusione
elaborando lidea di sincronicit, denita come un nesso acasuale
ma psichicamente signicativo, insomma come una coincidenza.
Jung not che quando lanalisi di un paziente, esaurito linconscio
personale (lOmbra), si spostava verso i territori dellinconscio
collettivo, incrociava sempre pi spesso episodi sincronici:
lesterno, giunti a certe profondit della psiche, sembrava essere
perfettamente speculare allinterno, macrocosmo e microcosmo
sembravano integrarsi alla perfezione, additando una radice comune
gli archetipi.
Nel Neopaganesimo la sincronicit una delle dottrine favorite
come spiegazione della magia. Gli effetti di un incantesimo di fatto
assumono laspetto di eventi sincronici, in cui avviene esattamente
ci per cui operavamo tramite il nostro rituale senza che ci sia
alcuna connessione causale evidente, dal punto di vista scientico,
fra il nostro rito e, ad esempio, la proposta di lavoro ricevuta o la
guarigione improvvisa da una malattia.
Gli archetipi, come accade sovente nei sogni, assumono laspetto
di Dei. E, come il maestro Freud che ricorreva a Edipo e Narciso, cos
anche Jung usa abbondantemente il materiale mitologico e religioso per
leggere la psiche dei suoi pazienti, amplicandone la psiche personale
no a metterli in contatto con la psiche collettiva. Anzi, per leggere la
psiche, punto e basta, perch quando si nellinconscio collettivo, di
psiche ve n una sola, per tutti. Ci che si fa in unanalisi junghiana,
ad un certo punto, non pi curare un disagio, ma consentire ad una
persona di scoprire il proprio destino personale o, se si vuole porla in
termini religiosi, il divino che in s.
71

CAP V SUGGESTIONI ARTISTICHE


DISCESA NELLA SELVA

di Gabriella Galzio (dagli atti inediti di Trivia 2006)


[] Rientra nella prassi del sentirmi dentro una circolarit
relazionale, di affetti e di energie, che pone tutti sullo stesso piano,
attivi e ricettivi insieme, in una prassi antiautoritaria e comunitaria
che ho sempre cercato di praticare in quanto vissuta come un valore,
e che mi sembra di poter ascrivere ad una sensibilit e ad una prassi
neopagane, sostanzialmente estranee alle logiche del dominio della
stessa prassi, o forse pratica rituale, lavere scelto la sera della vigilia
del solstizio destate per compiere lo sforzo di una nuova sintesi
allinterno di un mio percorso che giunge da lontano, ma che mai
come ora si era trovato a una impasse; abbiate dunque lindulgenza
che si accorda ai primi passi di un bambino, incerti e discontinui
Molti di noi [] condividiamo e pratichiamo gi ritualit
connesse alla sacra ruota delle 8 feste dellanno solare, di cui il
solstizio destate costituisce il culmine della luce, ma altri forse non
sanno di questa ruota, di questa ciclicit, di questo imbragamento
cosmico; personalmente ritengo il fondamento cosmologico,
il perno di ogni possibile rivoluzione copernicana, il prius e
il principio per ripensare il nostro stesso stare al mondo. Non si
pu non ricominciare dal riportare al centro il cosmo, dal quale ci
siamo progressivamente sganciati no a rovesciare in un colpo di
hybris o delirio di onnipotenza - i termini della relazione stessa con
il cosmo, arrivando a pensare di poterlo sottomettere, asservire, ad
esso sostituirci nel 2000, con il titolo Navdanya 9 semi, lanciai
un manifesto (riportato poi in introduzione al mio libro Apocalissi
fredda17), in cui denunciavo il tentativo in atto di preparare una
seconda genesi. In questo delirio di gigantismo abbiamo reso
sempre pi minuscoli gli oggetti, cosmo compreso, e abbiamo perso,
insieme agli oggetti megalitici del passato, anche ogni senso di
72

qualcosa di pi grande di noi, ogni apertura allo stupore, al mistero,


alla trascendenza18 non abbiamo pi soglie sacre e inviolabili.
Da questo senso di sgomento, nasceva la ribellione in versi alla
hybris contemporanea19:
A quel ragioniere della psiche che si nega, essere poeta no in
fondo
fuori della galassia, portatelo fuori, nelle minute carcerine del
suo utero!
Non ero stata violentata per nulla, non ero andata da lui per
nulla cosa
se non per essere tratta, dai parlatoi dei confessionali, dagli
spogliatoi
dei medici incattedrati, dai rituali danticamera, dai santi
appretati, No.
Volevo un uomo davvero selvatico, mavesse tratto le braccia
dai rovi
e baci baci no, gli uomini si appellano allordine degli uomini.
Ma ci che in natura troviamo legge e acqua pura
quella per noi non sarebbe legge, pi dura? Pi salsa
da bere? quando si aprono nella terra vene acquifere e auree
e i maremoti sollevano catene di monti e rotoli di onde
quando salgono i purgatori dalle bocche piene di petrolio
e pennuti galleggianti nel catrame, e banchi daragoste
raggianti
sulla spiaggia non certo aurora, Aurora piangi, cos gli umani
Presto ci porteranno in zone protette, ci chiameranno humani
o specie nova a ripopolare le aree dismesse del pianeta. E il
mare?
ci accoglier in un altro verdeggiare o blu indaco o celeste. E l
saremo eccelsi
in quello stridere di freni, in quella hybris vieta
faremo ressa, colore, rosso, giallo, algido corallo
del pi folto albero del mare. E tu poeta, in questo acqueo
lmpo
avrai la tua eternit, il tuo sublime tocco naturale, la tua santit
73

in festa.
Sarai il nuovo incarnato, il labbro duva, il succo del papavero.
Qui in poca chiosa
una nuova tempesta, io ti dico che la vita parla!
dura perla, rosa rosa rosa selvatica e antica
fra le tue dita, a te
stringila forte

Noi non proviamo pi il senso del numinoso, non proviamo pi


lo Schauder, il brivido, che si avverte nellincedere grave, epicolirico, dei versi del Faust di Goethe (brivido del numinoso, salvato,
nella traduzione, solo da Andrea Casalegno per le edizioni Garzanti,
per chi fosse incuriosito)20.
Autore assolutamente pagano, Goethe, artista, ma anche uomo
di scienza, fu sostenitore di quella intelligenza sensibile o dei sensi
che purtroppo la cultura dominante ha mandato sul rogo insieme a
milioni di corpi sensibili di guaritori e guaritrici, cosiddette sagge
donne, che si tramandavano quella conoscenza acquisita attraverso i
sensi e per via orale vale la pena ricordare, per chi non lo sapesse
che con listituirsi della casta medica, venne attuato un duplice
atto di dominio e di sterminio, la cancellazione di ogni tradizione
orale-sensoriale-sensitiva e dunque basata sul corpo senziente
e intelligente, e insieme lesclusione di un intero genere, quello
femminile, dallesercizio dellarte della guarigione, il che fa pensare
che quel modo di guarire fosse proprio nativo delle sagge donne.
Sta di fatto che da un certo momento in poi, la medicina venne
decretata scritta e maschile (o, sarebbe meglio dire, patriarcale!). Le
conseguenze di quella barriera allentrata le vediamo ancora adesso

Ma torniamo alla ruota delle 8 feste sacre dellanno, in quanto


perno cosmologico, del tempo ciclico entro cui siamo alloggiati
nel nostro viaggio cosmico prima che mondano. Nella seconda
met del 900 sorta la cronobiologia21 che, su basi scientiche,
ci ha restituito ci che, su basi mitiche, gli antichi gi sapevano,
74

quando invocavano il kairos, il tempo propizio: e cio che siamo


inseriti, io dico imbragati, in una rete di cicli temporali, dal pi
grande (come lanno solare) al pi piccolo cui abbiamo saputo
dare un nome (ciclo ultradiano, i classici 90 minuti di una partita
calcistica); in realt noi saremmo regolati da una tta maglia di
cicli cosmici, se solo avessimo lintelligenza sensibile di ascoltarli:
in breve, anche solo larco della giornata non retta da un tempo
lineare vetero positivista tanto consono alla dimensione produttiva,
ma si snoda lungo un serpentone o sinusoide di tempi e frequenze
donde cerebrali, energeticamente, qualitativamente, diversi, che
conosce, ad esempio, tra le undici e le dodici il suo picco massimo
denergia creativa e, tra le quattordici e le sedici (quello della siesta
per intenderci), il suo picco denergia, minimo per creare, ma tra i
migliori, io sospetto, per procreare uno dei momenti migliori
per fare lamore ma, ahim, pare che anche lappassionata Spagna
abbia deciso di abolire la siesta, e dunque di modernizzare il
tempo ciclico, segandosi, in un impeto di autocastrazione! (fuori
dagli equivoci, non sono contraria ad unaccorta modernizzazione,
ma al rullo compressore della globalizzazione).
Se il tempo ciclico del solstizio ha costellato la stesura di questo
discorso, il luogo stato altrettanto importante, perch ho scelto di
scriverlo nella casetta in pietra di torrente in cui abito nellOltrepo,
situata in un villaggio di 70 anime, un pagus, dunque un sito pagano,
alle pendici di un monte sovrastante il torrente, in cima al quale vi
un antico sacrario, pagano; testimoni ne sono infatti una pietra
circolare prospiciente un dirupo, e la classica cappelletta dedicata a
San Lorenzo (che ha sostituito la Dea Luna), dove ancora si celebra
la messa in agosto la notte di San Lorenzo.
Nei 18 anni che sono trascorsi da quando andai ad abitarvi, tante
cose sono accadute, nel senso del meraviglioso, ma solo oggi, ho
avuto intuizione che quella pietra posta sullaltura fosse con molte
probabilit un omphalos, come tutti gli ottagoni (la ruota delle 8
feste sacre, chiss?) su cui si ergono basiliche cristiane, come quella
di San Lorenzo a Milano, a ridosso della quale, in Piazza Vetra si
75

consum uno dei tanti roghi dellinquisizione, e dove, curiosamente,


andai ad abitare sempre 18 anni fa, in Corso di Porta Ticinese.
Perch anticamente stato dato il nome di ombelico a questi luoghi,
senzaltro tellurici, della terra? Non sar stato forse perch vivo
era il sentire di essere appartenenti a una madre, alla madre terra,
e che anchessa, la terra, fosse a sua volta legata a unaltra madre,
il pi vasto cosmo? Tra un omphalos nella campagna dellOltrepo
e un altro omphalos nella citt di Milano, cercando di ristabilire i
nessi spezzati tra citt e campagna, tra la selva e la corte come
Merlino, il mago - in quei 18 anni (9 di citt + 9 di campagna)
andavo intanto consumando in me un processo irreversibile che ho
chiamato discesa nella selva, che ha nito per produrre anche una
sua poetica, per certi versi ereticale, al punto da dare il titolo a una
sezione di uno dei miei libri di poesia22.
Ce ne torneremo e, come noi, la vita
nel suo fulgore, gli alberi ingialliti
i tronchi sfatti nel trascinarsi delle acque
blu, viola, un porticciolo, il sole
avremo gli, forse, e un angolo di orto
una nuova povert invader il mondo
vuoteranno le corti, affrancheranno gli eretici
beato chi non si interna nel labirinto
beata me stretta a un osso di me
una vita orita, qui nelle stanze ventilate
di rade pietre, un esile linguaggio
aggiusta una parola di selva
per il tuo palato cortigiano.
Ma io, come Merlino, il mago
sto, fra la selva e la corte
nel luogo sottile del trapasso
nella soglia ombratile del bosco
al limitare, unarte di fuoco
76

dentro formule. Meglio celarsi


- dietro la poesia ti puoi nascondere
che venire allo scoperto, dire il mondo
in un sorso, berlo
e il volo che stenti a compiere
sognarlo, rientrando in te
come da furia un folle
solca nellaria un desiderio di verit
e inalterata fede salda, bianca e inalberata
stagione dei passeri, ha il candore.23
Questo processo si dunque rivelato irreversibile perch mi ha
cambiato nellessere, oggi non potrei pi fare a meno di vivere in
campagna, anche se per giorni sento lesigenza di trattenermi in
citt lOltrepo un territorio felice perch in parte coltivato a
vite, solare, ridente, collinare, in parte rimasto selvatico, terra di
cinghiali, scoiattoli, lepri, fagiani, civette che ho spesso visto e udito,
dando vita a una poetica della selva che ha fortemente inuenzato
la mia poesia.
qui che ho scoperto come la siesta non sia un fatto personale,
ma un evento cosmico corale, una repentina sospensione del tempo,
dove tutto intorno improvvisamente tace, in un unico abbraccio di
quiete, in un unico assopirsi, di animali e umani. Non improbabile
che vi sia un cambio di frequenze, da onde beta, ad alfa, a theta,
induttrici del sonno, ossia ipnotiche.
qui che ho com-preso, con il corpo, con i sensi, come la
rottura dellappartenenza allunit del cosmo, sia signicata anche
la rottura dellappartenenza alla comunit del pagus. E comprendo
che se vogliamo ritrovare questa unitariet della comunit pagana,
non possiamo prescindere da una ritrovata appartenenza al cosmo e
alle sue frequenze energetiche temporali. Non c progetto di civilt
nuovo, se non alloggiato nellalveo naturale del pi ampio respiro
cosmico.
nel villaggio che ho cominciato a conoscere le erbe selvatiche,
a curarmi, ma anche a cucinarle, ce ne sono di commestibili
77

buonissime - tarassaco, farinaccio, germogli di equiseto-, ormai


sconosciute agli stessi abitanti della zona, anche questo, un processo
lento e graduale, prima con il supporto dei libri, poi per via sensibile,
azzardando ad assaggiare, vedendo le piante dico vedendo e non
guardando le piante perch lo stesso vedere sensitivo che vivo
in poesia me ne resi conto denitivamente, quando un giorno a
ridosso del muro di casa, dove poco discosta gi viveva allo stato
selvatico una rosa antica bellissima e profumatissima (la stessa della
poesia), scorsi una pianta nuova, mai vista prima di allora, che mi
trasmise una sorta di timore; sentii che era pericolosa, velenosa, mai
lavrei assaggiata, era una pianta arcaica, stra-ordinaria il cervello
rettile mi stava segnalando unesperienza fuori dalla percezione
ordinaria. Corsi ai miei libri nch scoprii che si trattava di una datura
stramonio, pianta rigogliosa dai ori meravigliosi, notturnamente
meravigliosi chi mi aveva detto che quella pianta era velenosa, o
fuori dallordinario, io che prima dallora ne ignoravo lesistenza?
Chi se non quella intelligenza sensibile di cui parlava Goethe, quel
corpo che sente, vede e intende, poich sintonizzato col cosmo?
Quello stesso che sente, vede e intende anche in poesia perch parte
di ununica natura?
Quel cervello rettile spodestato, rimosso dal monopolio
della corteccia cerebrale! Quellemisfero destro, esautorato
dallunilateralit del sinistro! Di questo processo di discesa nella
selva stato parte il lento riapprendistato delle facolt sensitive e della
mente bicamerale, la rimessa al centro del corpo erotico e sensitivo
con conseguente ridimensionamento del logocentrismo occidentale,
il rientro nellalveo cosmico e nella sensibilit sincronica, la
riallocazione del mondo entro il cosmo, come del tempo lineare
entro le maglie del tempo ciclico in ununica spirale, della coscienza
di veglia entro le irruzioni stupefacenti della transe.
Stupefacente fu anche lincontro con Mario Polia, uno dei
maggiori antropologi studiosi di sciamanesimo andino, il quale mi
disse: secondo gli sciamani, le piante che vengono ad abitare presso
la tua casa, sono quelle che ti corrispondono e di cui hai bisogno, lo
78

stramonio apparso presso la tua casa una huaca, unapparizione,


appunto, o unepifania, per dirla con terminologia cristiana pi
tardi scoprii che lo stramonio, maschio, , insieme alla cannabis,
femmina, una delle due piante dellestasi sacra24. Non ho fatto nulla.
Da allora aspetto ogni anno che rispunti a maggio, orisca magnico
in agosto, e stecchisca in inverno no a sparire. Ma fra le presenze
pi preziose del mio habitat.
E veniamo dunque a quella forma di trance che chiamiamo
inspirazione poetica, o volo estatico della poesia. Tutta lattuale teoria
e prassi letteraria dominante nega questo dato evidente. Viceversa ha
ridotto la poesia da processo estatico (di transe) a prodotto estetico
(di mestiere), tout court, a ction. Da esperienza di transe, e dunque
di trans-cendenza, di apertura al mistero, del soggetto, a creazione,
quando non di manipolazione, delloggetto. Ma questo non altro
che il risultato di un processo di decadenza. Non solo lo sapeva un
Garcia Lorca nei suoi scritti sul Duende, quellentit che irrompe
nellispirazione della cantora andalusa e getta il suo canto fuori dalle
regole, facendone qualcosa di straordinario; non solo lo sapeva il
visionario Yeats, la cui moglie peraltro era medium, e non solo i poeti
maledetti che assumevano assenzio, ben sapendo comunque che il
primo psicotropo naturale la stessa psiche; ma possiamo risalire
almeno no a Platone (ma che a sua volta riceve questa tradizione
da chi lo precede) quando formula la teoria della 4 forme di mania
(o di transe), una delle quali era appunto linspirazione delle Muse.
Credo, dunque, che riportare la poesia nel suo alveo naturale della
transe costituisca non solo un gesto di rifondazione della sensibilit
pagana, ma un atto dovuto nei confronti della verit poetica.
Ma veniamo alla scaturigine della transe poetica, e dunque alla
scaturigine del ritmo cosmico che innerva la poesia imprimendole
la sua andatura. Al cuore dellafricania, e quindi della cubania
(mutuo i termini dallopera di Fernando Ortiz25), troviamo le claves,
uno strumento a percussione che consta di due elementi percussivi,
considerati a torto uguali e neutri; ma questi non sono n uguali
79

(poich uno dei due cavo e pi grande), n neutri, perch uno


maschio e laltro femmina. Bene, allorigine dello sprigionarsi
del ritmo, c dunque la grande metafora sessuale dellincontro tra
maschile e femminile, c il traboccamento di unenergia erotica.
Nellinspirazione poetica quel traboccamento di energia erotica
vitale, che urge dentro, e che da s prende forma nel verso portata
dal metro, dalla misura ritmica; misura tuttaltro che arbitraria,
e viceversa mutuata dalle onde ritmiche del cosmo, tant che le
ritroviamo nella poesia, come nella musica, e nella danza, ch anzi
in origine, formule magiche venivano cantate e danzate nellambito
del medesimo contesto rituale (cos ancora nella tradizione
africana). La transe poetica si annuncia con la chiamata, ossia
con linstaurarsi di una banda ritmica che trasmette i primi uno,
due versi; qui, il poeta pu rispondere alla chiamata, disporsi alla
ricezione, oppure no; se si dispone allascolto, rimarr in quella
tensione ricettiva dei versi che seguono, sdoppiandosi fra Io di
transe e Io testimone (per mutuare le categorie di Lapassade26),
sino allesaurirsi di quella energia; nei casi di maggiore intensit
energetica, allesaurirsi dellenergia, avr come la sensazione di
atterrare da un volo, e di riaprire gli occhi. Poeti come Yeats, Lorca,
i maledetti, tra quelli citati, senzaltro i pi visionari, sapevano che
il traboccamento erotico della psiche sprigiona il volo estatico, la
visione estatica dellinvisibile. Per cogliere quellinvisibile, il corpo,
ridotto a voce, ha cessato di esistere, non ha pi sentito n fame, n
sonno, n ha visto scomparire la luce del giorno, che ormai sera.
Poi sopravvengono la fame, i rumori esterni e la voglia di uscire in
strada.
Se dunque riportiamo lesperienza poetica entro il vissuto della
transe, possiamo nalmente riconoscere la vera natura, psicosica,
dei metri ritmici della versicazione. Come esiste un nesso,
infatti, fra i ritmi musicali del tamburo e i ritmi delle nostre onde
cerebrali tipicamente il theta-drumming induttore di transe nelle
cerimonie sciamaniche -, cos esiste un nesso tra i metri ritmici
della poesia e i ritmi delle nostre onde cerebrali, qualcosa che ho
80

potuto constatare io stessa nella mia personale esperienza di quello


che ho chiamato dodecasillabo ipnotico (chi avesse curiosit di
approfondire largomento sul theta-drumming, un articolo scritto
delletnomusicologo C. Haas e sul dodecasillabo ipnotico sotto il
prolo metricologico scritto da me -, pu prendere in visione il 3
numero della rivista Fare anima 27 []).
Di questi dodecasillabi vorrei darvi qualche esempio, per
trasmettervene la sonorit, landamento sinusoidale, appunto
ipnotico: sii scura miniera agli altrui sogni oppure gli aromi
cannabis stramonio lapilli oppure di olii, di fermenti, llsciti,
sciti,
unguenti E non credo pi che sia un caso, che in tutti e tre questi
versi, alle caratteristiche formali corrisponda, sul piano dei contenuti
della narrazione, un chiaro riferimento al sonno ipnotico. I versi
dodecasillabici nella tradizione italiana, del resto, sono molto rari
e rimandano a una metrica antica forse ad unepoca arcaica in
cui poesia e psicotropi naturali erano parte integrante di ununica
magia rituale, poiesis, nella sua accezione pi antica, operazione
magica. Parte di quei misteri che sarebbe stato sacrilego sondare, e
solo possibile propiziare.
Parte di questo mistero e di questa magia, furono alcuni versi che
mi vennero portati dal selvatico, e in particolare da una narrazione
(che mi giunse mitica) di un contadino dellOltrepo su quella che
anticamente era lusanza di fare i fuochi fra le vigne prima che li
vietassero (diciamo) per ragioni di sicurezza! Ricordo che rimasi
colpita dallidea olfattiva del profumo della vite quando brucia e
il mio cervello rettile dovette ridestarsi, insieme alle sagge donne. In
questi versi le sagge donne non erano pi soltanto le herbaderas del
Mesoamerica o le guaritrici dellOltrepo di cui il contadino ricordava
la presenza nel paese, esse erano insieme le insorgenti donne
contemporanee, di cui le guaritrici, con un residuo gesto di erezza
alzando le polveri avevano preservato dai conquistatori ogni
memoria antica; eravamo noi, le tante sagge donne contemporanee,
presenti nelle diverse tradizioni etniche, portatrici di una sovranit,
in corale rapporto col sacro.
81

Ma se ho valicato mondi, replicante


non stato per ritrovarmi fra voi
incolume fra i vostri versi.
Ho acceso le colonne dellalto mare
ben prima di conoscervi, di gareggiare
nella quarta velocit, straniante
ho liquidato purezze per la
purezza impaludabile, affondabile
dei polsi fra i vostri
inchiostri di educandi
ho sciolto le mani ai muri
i calcinacci in bocca la perla
ho liberato a una lenta sassaiola
celeste in corsa selvatica fuori
dalle corsie preferenziali.
Ho partorito maestri, generato padri
i soli possibili al mio statuto di ffmmina
scrive eluard Hanno gli
che saranno padri duomini non glie
non padri di donne e niente voli
un docile morto al sorriso
non ho concesso profondit
acquifera di vene
a quel padre dorfana
e le donne poi
mi hanno salutato come un cane la rogna
gli uomini, vellutata innocuit
mutante afferro a ferro e fuoco
per la fanciulla della razza nuova
lacquifera vena della carne
il salino bagliore della pupilla
82

e grandi svettavano i fuochi


prima che li vietassero fra le vigne
gli aromi cannabis stramonio lapilli
gli occhi delle donne fra balze
di terra ottanti fra le acque prime
che alzassero le polveri le sagge donne
epocalmente vostra mi congedo
in prima e corale
persona mi distacco
da unumiliante pace, senza lmpi28
Se i lampi erano proverbialmente quelli dei surrealisti, i polsieri
(in ferro e rame) che indosso ancora oggi, nacquero da quellinsorgere
a ferro e fuoco del verso poetico, magico talismano e segno di un
processo artistico continuo, fortemente intrecciato, col corpo, alla
vita.
Bene, avvicinandoci alla conclusione, vorrei riassumere insieme
a voi i passi di questo percorso: abbiamo tentato di accennare a
una cosmologia pagana simbolizzata dalla sacra ruota , a una
mitologia pagana che ci vuole legati a un omphalos-, a unestetica
pagana che situa larte nellalveo estatico della transe-, a una
poetica pagana a una poetica della selva e persino a una metrica
pagana del dodecasillabo ipnotico- che avvicina lars dictandi al
theta-drumming sciamanico; vorrei aggiungere a unutopia pagana,
cosmico-politica, che avvicini la teoria al rituale e alla prassi sono
solo accenni, ma lasciano aforare una visione nuova, che riporta la
psiche nel corpo, il corpo nella comunit, la comunit nel cosmo, e
alla loro arcaica integrit corale e vibrante alla gioia della festa!
E se vero che i trinari sparano, e sparano a festa, allora
mutante afferro a ferro e fuoco/
per la fanciulla della razza nuova!
83

ALLOMBRA DEL DIO SCONOSCIUTO


OMAGGIO A MARIA ZAMBRANO

di Rosa Carotti (poesia vincitrice della I edizione del concorso


La voce delle Muse)

84

Vivono in me che le precedo e a tratti


soro il lembo
Nina, Diotima, Antigone, Eloisa
e incedono
con lieve passo solenne
Figure dellAurora
momento sacro
che partorisce la Luce.
E sono voci sospiri canti
sommesse invocazioni grida
che dal vaso dallurna dal convento
dalla tomba si levano
a reclamar parola.
E i loro corpi sotterrati e vivi
chiedono
che con umile pazienza
io smuova la terra no al cuore
del germoglio.
Cos delle donne la fatica
piegate su ci che tace nel profondo
chiamate al segreto della oritura.
Le vedi chine e invece ere
non sarrestano a ci che appare
a ci che si rivela.
Stanno nel silenzio del mattino
attente
al fremito delle radici
al pianto delle canne
alla dolorosa rivelazione della spina.
Non solo rosa splendore ed evidenza
ma rovo oscurit e mistero.

CAP VI - NEOPAGANESIMO
ED ECOLOGIA

COME IL NEOPAGANESIMO POTR


POTR SALVARE IL MONDO

di Francesca Ciancimino Howell trad. D. Tronco


(gi pubblicato in diversa forma dalla Naropa University del
Colorado, USA)
In profonde caverne gli Antichi Dei dormono,
ma gli alberi ancora ricordano il loro Signore.
il auto di Pan che suona la melodia nelle oscure ore del
bosco
Vivianne Crowley
Oh, che il mio canto possa inneggiare come si conviene la lode
alla Dea,
Una Dea a cui son dovuti inni di lode altissimi
Ovidio, Le Metamorfosi
Mentre scrivo questo titolo provocatorio e forse curioso, un
sensuale crepuscolo dinverno si stempera su una Milano in attesa
del Solstizio. Antichi vicoli e piazze sono rinfrancati dallabbraccio
della notte che si avvicina, e nel tepore delle braccia amorevoli
che circondano la loro casa, gli spiriti ancestrali che qui abitano
mi sorridono ed incoraggiano. S, glia dei gli, sappiamo che tu
sei una fra coloro che non hanno dimenticato! O cos mi pare di
sentirli dire.
No, noi neopagani non abbiamo dimenticato. Dimenticato
cosa?, si star domandando qualcuno fra i lettori. E riecheggia
nelletere anche E torniamo a quel titolo arrogante e bizzarro!.
La denominazione Neopaganesimo, e non Paganesimo,
quella oggi scelta pi di frequente per identicare le religioni precristiane e le pratiche spirituali che si stanno affermando, o meglio
riaffermando, ad onorare la Terra come sacra e come Madre; che
onorano i cicli mutevoli della Luna e delle stagioni; e che spesso
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venerano vari e differenti pantheon di Dee e Dei antichi. una


denominazione che vuol mostrare come la nostra sia una religione
rinata, che si sviluppa da radici molto antiche ma che non
interamente modellata su queste. Il Neopaganesimo include molte
tradizioni dalle origini molto differenti, come il Druidismo, la
Wicca, lAsatru, alcuni lignaggi Sciamanici Europei, le Stregonerie
tradizionali (fra cui quelle Italiane), il Candombl Afro-Brasiliano,
pi altre da ogni continente e cultura mondiale.
Ora, chi non abituato a simili discussioni potrebbe chiedersi
come un ritorno di tutto ci possa salvare il mondo, e trovare
francamente sconcertante unidea di questo tipo. Ci si potrebbe
chiedere, ad esempio: abbiamo bisogno di tornare a preoccuparci,
timorosi, di propiziare Dei famelici e capricciosi? Alle pratiche
violente di culture arcaiche come i sacrici di sangue? O, peggio,
umani? Come potr mai aiutarci a salvare la Terra una regressione
ad espressioni primitive come queste, in questera postmoderna?
Pratiche di questo tipo potrebbero effettivamente essere viste
da alcuni come primitive, da altri premoderne; certamente si
basano sulle necessit e sulle tradizioni di re passate e culture
differenti. Tuttavia, aspetti come il sacricio di sangue non rientrano
normalmente, nella mia esperienza pi che ventennale di pratica
Wiccan, nellambito del Neopaganesimo postmoderno. Al contrario,
molti fra i Wiccan da me incontrati nel corso dei miei anni di pratica
nel nuovo continente, nelle isole britanniche ed in tutta Europa,
interpretano letteralmente il precetto Wiccan fondamentale Non
nuocere a nessuno dedicandosi al vegetarianesimo totale o parziale.
Molti (come me) sono impegnati per i diritti degli animali o attivisti,
e certamente sono fortemente consci e coinvolti nelle tematiche
ambientaliste. (Ovviamente, altri interpretano differentemente
linsegnamento di non nuocere a nessuno.) Ho assistito in America
Centrale a rituali che comprendevano sacrici di sangue (di pollame),
ma non posso dire di poterne scrivere con cognizione. Il retaggio di
questi molto diverso dalle tradizioni tendenzialmente pan-europee
a cui dedicato questo saggio, quindi sarebbe improprio includerli
in questa breve disamina del Neopaganesimo.
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Gli elementi del Neopaganesimo che potrebbero certamente


modicare e forse migliorare lo stato di crisi ecologica e planetaria in
cui viviamo, come anche gli stati critici dellumanit a ci connessi,
possono delinearsi come quattro speciche sfaccettature religiose,
fra di loro collegate:
1. Riscoprire a livello mondiale la devozione al Divino Femminile,
che dona un maggior equilibrio alle pratiche religiose nel mondo
ed alle relazioni fra i sessi;
2. Ritornare a comprendere ed onorare la Terra come sacra e come
Madre;
3. La rinata relazione fra lumanit e gli spiriti di Natura, che
spesso in ambito Wiccan deniamo Elementali o talvolta
Signori degli Elementi;
4. Uno stile di vita sostenibile che modelli questi aspetti di culto.
Posso affermare questa tesi apparentemente stravagante con
sicurezza, e non perch vado gloricando una qualche era passata in
cui le societ matriarcali sarebbero vissute in armonia con la Terra
ed in pace con gli umani loro prossimi. Purtroppo queste idilliache
pretese di vita paradisiaca dei millenni passati sono stati ampiamente
smontati dallarcheologia recente. (Come autrice Wiccan, e
quindi neopagana, mi sento di affermare che una parte degli studi
affrettatamente pubblicati negli ultimi decenni da periodici ed
editori New Age e neopagani responsabile di un disservizio.
Fortunatamente molti accademici anche neopagani hanno ribattuto
con studi approfonditi negli anni pi recenti, nellambito di ricerche
di dottorato, post-dottorato o personali.)
essenziale chiarire che affermando la necessit del ritorno del
Divino Femminile per il futuro dellumanit io non intendo sostenere
il matriarcato. Gli estremismi sono estremismi, ed abbiamo sofferto
abbastanza sotto loppressione mondiale dei patriarcati. La devozione
al Divino Femminile non esclude il Divino Maschile! Piuttosto, pu
restituirci un equilibrio ed una via di mezzo che stata perduta
dalle religioni unilateralmente patriarcali. Come pu sopravvivere
87

il mondo senza la Madre? Come potr guarire e risanarsi il cuore


degli uomini, senza la Sua compassione, la Sua grazia, il Suo
amore? La perpetua devozione a Maria nel Cattolicesimo ci mostra
con abbagliante chiarezza questo bisogno doloroso. Il defunto
Papa Giovanni Paolo Secondo, che preferisco ricordare con il suo
nome originale di Karol Wojtyla, den questo nuovo Millennio il
Millennio di Maria. Il Suo richiamo immancabile ha rotto la stretta
vaticana, apparentemente impenetrabile, e lantico poeta ancora
vivo in Karol Wojtyla lha udita.
Come affermano lEco-Femminismo ed altre losoe e scienze
sociali di recente ascesa, loppressione delle donne andata
frequentemente di pari passo con la negazione dellesistenza
di un Sacro Femminile, negazione che a sua volta segue a ruota
lapprottarsi della Natura e della Terra. Si potrebbe affermare
che ci siamo trovati su questa via, che porta al potenziale disastro
ecologico per la civilt occidentale, n da quando le Sacerdotesse
adoratrici di Gaia di Del, Cuma e ogni altro luogo nel mondo
classico vennero soppiantate dai Sacerdoti di Apollo Spogliate
del vero potere oracolare e trasformate in portavoci di una struttura
sempre pi urbana e dominata dagli uomini.
Ho cos toccato i primi due punti delle mie affermazioni
apparentemente bizzarre. Ora torner su ci che i Genius Loci e gli
spiriti di Natura della Lombardia in particolare amerebbero che noi
Pagani non dimenticassimo. Com viva, e sacra, la Terra, cos
lo linterezza della Natura, della vita, popolata (per cos dire)
di miriadi di esseri che noi umani, con la nostra frenetica andatura
urbana o suburbana, non vediamo n sentiamo. E come potremmo
vederli o sentirli se la nostra cultura cristiano-giudaica ne nega la
stessa esistenza? Il Popolo Fatato, gli Eserciti dei Sidhe, il Piccolo
Popolo, i Deva, i Drala della cultura Tibetana per citarne solo
alcuni sono relegati agli antichi racconti o alle abe da narrare
attorno al fuoco. Tuttavia, essi sono reali Ed attendono che ancora
una volta ci accorgiamo di loro. Sono sgusciati via dal nostro mondo
umano, ossessionato dal progresso e dalla tecnologia, per rifugiarsi
ancora pi in profondit nei recessi selvaggi che ancora rimangono.
88

Dimorano quieti, in attesa ed in osservazione, anche nelle plaghe


inesplorate della mente e del cuore nostri. Sono le nostre stesse
cellule a serbare il ricordo Ed i nostri sogni a richiamarlo.
Limmaginario di J.R.R. Tolkien, con la morte della cultura
gloriosamente magica degli El nella Terra di Mezzo quando essi
si imbarcano per allontanarsene, pi reale di quanto molti di noi
vorrebbero credere. Anche laffermazione di James Barrie in Peter
Pan, che le fate muoiono ogni volta che un bambino afferma di non
credere in loro, scaturisce da antiche verit nascoste. Tuttavia, noi
possiamo riaccendere e ristabilire questi legami e queste antiche
relazioni in effetti ci che dobbiamo fare se vogliamo trovare una
via per risanare lumanit su questo pianeta! cruciale non solo per
noi stessi, ma anche per le innumerevoli e preziose specie con cui
qui condividiamo la vita. Le creature Elementali sono nostre alleate
tanto nel salvare la Terra quanto nel far crescere, semplicemente,
un giardino pi verde e rigoglioso.
I primi tre principi qui sopra delineati formano parte degli
aspetti pi fondamentali della religione neopagana. Il quarto
la mia aggiunta ad essi, la dedizione ad una vita sostenibile, che
traggo dalla mia tradizione, dal mio insegnamento e dalla mia
stessa pratica. Se la nostra spiritualit pu far rinascere in questo
millennio una nuova consapevolezza, lumanit e la Madre che
il nostro pianeta potranno avere lopportunit di un futuro pi sano
ed armonioso. Dobbiamo per cominciare da ora, in casa, al lavoro,
nel nostro quotidiano. dalle piccole cose, e nei piccoli passi,
che scaturiscono la consapevolezza e la coscienza superiore. Non
c tempo da perdere, come afferm Al Gore nel Dicembre 2007
ricevendo il premio Nobel per il suo lavoro ecologico, non un solo
minuto.
Uno stile di vita neopagano sostenibile, attento e consapevole
pu guarire ed aiutare fortemente tutti noi, come il pianeta, se
ci apriamo ad esso nella maniera pi attenta e sostenibile. La
nostra non una religione di proselitismo, n di crociate. Tuttavia,
se noi neopagani riuscissimo a trovare la ducia ed il coraggio
per scuoterci di dosso secoli di oppressione interiorizzata e per
89

emergere dallombra, se riuscissimo a trovare la forza e la disciplina


per resistere i mali che minano la cultura sviluppata occidentale,
potremmo guidare con il nostro esempio e modellare unarmonia
ecologica nutrendoci da radici profonde. LItalia una cultura
antica, con radici pagane nello stesso territorio radici che sono
solo state ricoperte dalle culture e dalle religioni successive. Se
quelli di noi che godono del lusso di vivere in questa bellissima
penisola si fermassero per un istante, ed imparassero ad ascoltare le
voci silenziose sotto gli strepiti della vita postmoderna, udiremmo
ci che i nostri progenitori e la Dea sanno insegnarci riguardo la
Terra. Sapremmo riconoscere le voci del Popolo Fatato, e dei
Genius Loci italici. Queste radici ancestrali hanno degli esempi nel
passato, incentrati sulla Terra: i misteri Eleusini, i culti Isiaci, le
diffuse comunit Druidiche, lo Stoicismo, i Pitagorici e molti altri.
Fra questi molti messaggi possiamo trovare ci che ci viene detto
a Yule nella mia tradizione Wiccan: che dobbiamo essere luci nella
tenebra. Una realt inquietante e difcile che il clima con il suo
mutamento ci porta verso un massiccio cambiamento ecologico a
livello globale, richiedendoci un grande coraggio per essere quella
guida e quella luce.
Ora, non intendo sostenere che i nostri antenati Pagani vivessero
in modo sostenibile tuttaltro! Anche i Nativi Americani sono
stati molto pi distruttivi nelle Americhe di quanto si pensasse in
precedenza possibile che alcune trib siano state responsabili
dellestinzione locale di intere specie. Tuttavia, in termini Europei,
pare che ci che talvolta sembriamo voler emulare nel mondo
occidentale sviluppato siano la crudelt e gli eccessi del tardo
Impero Romano, contrapposto allEquilibrio nel Tutto sostenuto
dai Greci. Uno degli scopi che dobbiamo perseguire lEquilibrio
nelle nostre vite e nella nostra relazione con la Terra e con gli
Elementali. Il Neopaganesimo che noi portiamo avanti un sentiero
di illuminazione e compassione, proprio di questa era e non uno
che ripeta gli errori del passato.
Le sfumature rosee e violacee si cullano sopra la citt,
delineando dolcemente i tetti. Nella campagna lombarda, e del
90

vicino Piemonte, una nuova notte spietatamente bella si avvolge


sinuosa alle montagne. Il dolce crepuscolo ammaliatore terminato,
trasformandosi nella profondit notturna e risvegliando sensi nuovi.
Che tutti noi riusciamo a scuoterci di dosso il nostro letargo, la
nostra apatia urbana, e nalmente a risvegliarci ancora una volta
udendo le molteplici voci che ci parlano, che risuonano nelle
nostre cellule, che turbano i nostri sogni e chiamano i nostri sensi
pi atavici. Madre Gaia, in tutte le Sue innumerevoli e magiche
diversit, attende il nostro ritorno.

91

CAP VII - NEOPAGANESIMO ESOTERICO


LARTE DELLA MAGIA E LESSERE NEL MONDO
di Gabrio Andena

La magia indubbiamente nella nostra civilt larte pi bistrattata


e incompresa. Latteggiamento verso la magia fa emergere in tutto il
suo dissidio le polarit della nostra cultura. Da un lato viene derisa
e accantonata senza neppure un pensiero in nome degli ideali della
scienza. Dallaltro lato, una parte consistente della nostra societ si
rivolge, in maniera oserei dire patologica, al magico, in particolare
con la divinazione, lastrologia, lincanto damore, con levidente
intento di arginare langoscia data da un mondo che non pi a
misura umana e di cui si teme la labilit.
La magia, se rettamente compresa, invece proprio un collocarsi
in questa labilit. Quando si entra nei suoi territori si cede molto
pi potere di quanto non se ne ricavi, perch il mondo del singolo
si amplia ad includere nuovi piani di realt e nuove entit con cui
necessario confrontarsi, rinunciando a parte della propria libert in
nome di una vita pi piena.
Trovo che una buona chiave di lettura per comprendere la magia
sia la losoa esistenziale. Nellesistenzialismo lessenza dellessere
umano viene trovata nellesistenza: esistenza assume un signicato
assai preciso qui ed indica il mondo della possibilit. La pietra, la
pianta, lanimale non vivono nel mondo della possibilit, sono quel
che sono, seguono la loro natura. In un certo qual modo questo
li rende anche pi vicini agli Dei, perch non possono sbagliare.
Lessere umano diverso: noi decidiamo di momento in momento
che cosa saremo, siamo nel nostro fondo storici. Noi siamo ci
che facciamo fra la nascita e la morte, le due soglie che segnano
la nostra nitezza, noi siamo la nostra storia. Agendo plasmiamo il
nostro tempo, determinandoci e dandoci una forma, e costantemente
superandola, perch lessere umano trascende sempre s stesso:
nch vivo, non concluso, con la sua ultima azione pu cambiare
92

il senso di tutta la sua vita.


Questo il primo passo per comprende luniverso della magia,
concepire il mondo come uido reame della possibilit, piuttosto
che come regno fatto soltanto di leggi ferree e meccaniche.
Lessere umano anche essere-nel-mondo. Ossia ogni uomo
nasce sempre in un mondo e vive in un mondo. Il mondo non va
inteso come uno spazio neutro, un contenitore in cui lessere umano
si trova collocato. Il mondo fa parte dellessere di ciascuno di noi,
ciascuno porta con s il suo mondo. Lessere umano apre un mondo
ed essendo lui ad aprirlo, lo determina anche con le sue decisioni,
donandogli senso, interpretazione e forma.
Se questa concezione viene seguita con coerenza no allestremo,
eccoci giunti alla magia. Il mondo parte di noi e noi siamo parte
di lui, ci coimplichiamo sempre; non siamo due cose separate una
a anco allaltra, ma una intrecciata nellaltra: lantica idea,
riproposta in una chiave di lettura diversa, del rispecchiarsi di alto e
basso, interno ed esterno, macrocosmo e microcosmo.
Nella magia lessere umano supera la contrapposizione fra lio
(il soggetto) e il mondo (loggetto), per arrivare a quel punto che
la sorgente dei due. Coscientemente chi pratica magia dissolve il
conne fra s come presenza, come essere autocoscienze e presente
a s stesso come distinto dalloggetto altro da s. Ma questo conne
non viene dissolto in una direzione mistica di fusione. Si abbatte il
conne fra io e non-io per ridenirlo. come se un muro dovesse
essere abbattuto per ricostruirne un altro in una posizione pi adatta.
Questo un momento essenziale della magia, il ritorno dalla confusione fra io e non-io, il ritorno alla presenza, ma ad una presenza a
s che ha nel frattempo riplasmato il mondo per i suoi scopi.
Ma, bisogna aggiungere, lessere umano anche nito, non si
conosce no in fondo, sempre opaco rispetto a s. Dunque capita
sovente che sia il mondo a ridenire il soggetto, ossia che quando
si opera un incantesimo ci si trovi fra le mani con un effetto diverso
da quello che ci si aspettava. Questo un limite salutare al nostro
senso di onnipotenza, alla nostra idea fallace di volont e alla nostra
arroganza di poter decidere tutto di noi stessi e di quello che ci
93

circonda.
La magia ovviamente ben distante dallonnipotenza. Le leggi
naturali difcile infrangerle, ammesso che sia possibile. La magia
non opera in maniera cos volgare, con effetti speciali da cinema.
unarte rafnata, il cogliere le sottile tonalit del mondo,
toccarne alcune corde segrete, di una realt pi profonda. Essa
agisce sostanzialmente ricorrendo a ci che gi c nel mondo, ma
indirizzandolo in modo da creare strane e francamente inspiegabili
serie di coincidenze. Non escludo che i limiti della magia possano
stendersi ben pi in l. In fondo la scienza, il cui dogma oggi domina
la nostra parte di mondo, limita molto i fenomeni magici, perch
ci impedisce di percepirli e persino di farli accadere: infatti la
mancanza di credenza che danneggia soprattutto la magia. Non che
la magia sia nutrita di fede cieca, anzi molto pi afni alla scienza
di quanto non lo sia una religione dogmatica. Ma la magia compare
laddove si lascia alluniverso la capacit di stupirci, dove si lascia
che il possibile emerga come essenza stessa della realt.

LA TEURGIA COME MAGIA NEOPAGANA?


di Gabrio Andena

La teurgia, orita nel cuore della losoa neoplatonica, era


un insieme di pratiche volte ad invocare una Divinit allinterno
di un praticante, facendo s che si fondesse con lessenza divina
e che parlasse con la voce del Dio. In effetti si presentava con
tutti i caratteri di una possessione da parte del Dio, per ni di
evoluzione spirituale, profetici e probabilmente anche magici. La
ricca pratica teurgica nella tarda et imperiale romana ha prodotto i
famosi Oracoli Caldaici, di cui si sono conservati solo pochi brani e
frammenti: questi oracoli, che rivelano la natura del cosmo, si pensa
siano stati ottenuti proprio per via teurgica. Dobbiamo considerare
che in quei tempi la ricerca spirituale individuale difcilmente
trovava soddisfazione nella religione ufciale. Chi agognava ad
unesperienza diretta del divino si rivolgeva ai misteri oppure alla
94

losoa. La losoa era intesa infatti come una via spirituale, un


cammino di evoluzione e il conoscere la struttura del cosmo, latto
di contemplazione, equivalevano ad uno stato di beatitudine.
Vi sono molti altri tipi di teurgia che sono apparsi nel corso della
storia. Ma le radici della teurgia caratteristica del Neopaganesimo,
ed in particolare della Wicca, sono qui.
La Wicca nata come magia prima, rapidamente tramutatasi in
una religione misterica. Si era Wiccan se si riceveva una iniziazione
in una congrega. Questa iniziazione veicolava un passaggio di
potere (oltre che di conoscenze, acquisite sul campo osservando la
pratica rituale) e consentiva di sperimentare i misteri. Poi nel corso
dei decenni la Wicca si largamente trasformata, ma ha conservato
questo nocciolo misterico.
Questa duplice natura della Wicca, forma di magia e percorso
religioso, ne fanno un interessante unicum nel panorama delle attuali
religioni occidentali. Solo nellantichit era possibile riscontrare
qualcosa di analogo. La Wicca annulla la distinzione fra magia e
religione, fondendo una nellaltra. Il risultato di questa fusione
precisamente una forma di teurgia: ogni atto magico invocazione
degli Dei e ogni celebrazione degli Dei anche atto magico. La
teurgia dunque una forma di magia specicamente neopagana.
La base teorica limmanenza del divino. Se gli Dei sono davvero
presenti in tutto, allora viene scardinata la classica distinzione fra
alta magia, volta allevoluzione spirituale, e bassa magia, volta a
scopi materiali: ogni atto neopagano teurgico.
Teurgia signica etimologicamente lavoro degli Dei. Sono gli
Dei che agiscono e luomo agisce in quanto non c parte di lui che
non sia degli Dei, come insegnavano gli antichi misteri.
Latto centrale della pratica teurgica linvocazione. Nella Wicca
esiste una tecnica chiamata in inglese Drawing Down the Moon,
che tradotto signica approssimativamente tirar gi la luna. Si
riferisce alla leggenda secondo cui le streghe della Tessaglia (una
regione della Grecia) avessero il potere di tirar gi la luna con i
loro incanti. Questa notizia stata interpretata come una forma di
invocazione, in cui la discesa della luna rappresentava la discesa
95

della Dea lunare Ecate fra le sue adoratrici. Col Drawing Down un
Sacerdote invoca la Dea su una Sacerdotessa. Invocare signica
chiamare dentro, opposto ad evocare che vuol dire chiamare
fuori: si invoca quando lentit chiamata deve scendere in una
persona, dentro un essere umano, prendendone in qualche modo
possesso. Naturalmente possibile ribaltare la prospettiva e asserire
che la Dea interiore, intima natura di ognuno, che emerge e
permette cos allindividuo di mostrare la sua vera natura.
Questa pratica teurgica centrale nella Wicca perch ne costituisce
una peculiarit: nello spazio sacro dove avviene la celebrazione,
grazie allinvocazione, gli Dei sono realmente presenti per tutta la
durata del rituale, avvertibili, visibili sotto le sembianze di un ben
preciso essere umano ed possibile interagire con loro.
Possiamo estendere questa esperienza al di l dellambito Wiccan,
no a farne un fondamento dellintero movimento neopagano. Da
qualunque prospettiva il Divino deve essere avvertito come presenza
interiore, presenza interiore che sconna con lidentit: luomo nel
Neopaganesimo in qualche modo deicato, perch si armonizza ad
un ordine profondo che attraversa la realt tutta e che rappresentato
dagli Dei. Il sentire neopagano vive di questa visione, la visione del
Divino in ogni essere, e si alimenta di essa. Letica neopagana segue
questo tracciato: il lavoro di costruzione di un rapporto personale
con una Divinit a cui ci si avvicina per conoscere meglio s stessi
e il mondo, per ritrovarla in s e trovare la giusta distanza rispetto a
questo lato delluniverso.

LA WICCA E LESOTERISMO NEOPAGANO


di Gabrio Andena

La Wicca nasce come forma di magia. Gardner davvero non


pensava ad una religione, ma, come accade quando gli Dei sono
coinvolti, il destino lha trasformata fra le sue mani, trasgurando
un gruppetto di distinti gentiluomini inglesi che praticavano magia
rituale negli iniziatori di una delle pi originali e feconde religioni
96

dellOccidente.
La Wicca deve quindi molto alla magia e i suoi diretti predecessori
sono sicuramente lOrdine Ermetico dellAlba Dorata (Golden
Dawn) e due fra i suoi pi brillanti rampolli, Aleister Crowley e
Dion Fortune.
dalla Golden Dawn che Gardner ha preso ispirazione per
elaborare il Drawing Down, oltre che dagli scritti di Margaret
Murray. In quellordine magico infatti i membri si addestravano a
visualizzare se stessi sotto forma di divinit egizie, condividendone
in questo modo lidentit e i poteri. Solo cos i rituali potevano avere
senso, solo se erano compiuti da esseri divini, non semplici esseri
umani. Molti altri elementi sono afuiti dalla magia cerimoniale:
luso del pentacolo, delle quattro armi elementali, la tracciatura
del cerchio con le quattro direzioni tutta una serie di conoscenze
sia pratiche che teoriche che Gardner, probabilmente ispirato da
qualche Divinit, ha magistralmente plasmato in una nuova sintesi,
integrando ad esse la venerazione per il mondo naturale e per i suoi
cicli propria del druidismo dei suoi tempi e, soprattutto la presenza
essenziale di una Dea.
Se nella Wicca vi una Dea, il debito anche verso Crowley.
Troppo spesso si parla a vanvera su questo personaggio
contraddittorio, che, io ritengo, fu di sicuro un grande mastro
spirituale, che si condivida o meno la sua strada. Nel Thelema, altra
strana sintesi, molto meno riuscita della Wicca a mio giudizio, fra
magia e religione, il Femminile Divino ha un ruolo chiave. Nuit, la
Dea della volta stellata egiziana, viene elevata a principi cosmico
abbracciante e ad amante divina di ogni ente che da lei procede. Il
lavoro magico per Crowley ruotava attorno ad una gura femminile,
la Donna Scarlatta, una sorta di Sacerdotessa, che si offriva come
canale per le forze invisibili. Molto di tutto questo e del complesso
lavoro occulto che vi dietro rimasto nella Wicca, in particolare
nelle sue forme iniziatiche.
Sicuramente per il debito maggiore v a Dion Fortune.
stata lei la grande ispiratrice della Wicca, forse la sua pi grande
matriarca inconsapevole. In un periodo della sua vita la grande
97

occultista lavor intensamente con le forze magiche che lei deniva


del raggio verde, ossia con una magia neopagana. Fu lei a porre
limpidamente al centro della pratica magica la polarit maschilefemminile, sia in chiave di principi metasici (tramite la cabala), sia
in chiave di lavoro occulto fra Sacerdote e Sacerdotessa. In Crowley
il rapporto fra maschile e femminile ancora fortemente squilibrato,
i ruoli non sono paritari, anche se assai difcile chiarire quale abbia
il sopravvento. In Dion Fortune invece si riconosce una specularit
perfetta: il mondo suddiviso in diversi piani di esistenza, secondo
linsegnamento della teosoa, e luomo e la donna si alternano nei
ruoli attivo-proiettivo e passivo-ricettivo su ogni piano, invertendoli
ad ogni gradino della scala. Questo, secondo la Fortune (e il fatto
che fosse donna e che il marito lavesse piantata ha forse inuito in
questo giudizio), giusticava che la donna, nel lavoro magico, fosse
colei che davvero teneva le redini.
I suoi romanzi, come Il Dio dal Piede Caprino o La
Sacerdotessa del Mare, sono storie assai istruttive su come in
concreto possa svolgersi questo esoterismo neopagano. Gli antichi
Dei vengono identicati con le varie Sephirot dellAlbero della Vita
cabalistico. Eppure, ed questo che rende i suoi romanzi affascinanti,
si ha la sensazione che qualcosa strabordi dallo schema cabalistico,
che gli Dei si presentino con una personalit ed un inusso che non
possono essere ignorati. Soprattutto che si presentino in tutta la loro
individualit e specicit, mostrando la loro concreta vicinanza
allessere umano.

CHAOS MAGICK

di Francesco Dimitri
Esistono due modi per guardare al chaos. Uno quello di
considerarlo lassenza di ogni regola, laltro di considerarlo la
possibilit di ogni regola. Pensate a un mazzo di carte. Una volta
mescolate, sono un insieme caotico, disordinato, in cui un due di
picche segue un cinque di cuori, senza alcuna logica apparente.
98

Durante una partita per necessario ordinare le carte, creare


una logica, per fare punti e vincere: una sequenza di un certo tipo
(per esempio, tutti gli Assi) pu essere utile a poker ma non in un
altro gioco. La stessa carta, o lo stesso insieme di carte, utile se
decidiamo di seguire alcune regole, del tutto inutile se decidiamo
di seguirne altre: il mazzo in s contiene un numero (quasi) innito
di possibilit, sono i giocatori a scegliere quali considerare utili e
quali no. Se immaginate per un istante che il mazzo sia un modello
dellintero universo, avrete colto il senso della chaos magick, o
magia del chaos. Confusi? Chiariamo.
Il principio di base esposto in una frase attribuita ad Hasani Sabah, fondatore degli ashashin: nothing is true, everything is
permitted, niente vero, tutto permesso. Lidea che lUniverso
non risponda a nessuna regola precisa: soltanto un mazzo di carte,
senza una rigida logica di fondo. Niente vero. compito del mago
inventare un ordine, delle regole, che gli permettano di giocare la
partita che preferisce. Per, poich tutte le regole sono inventate,
non esistono regole migliori o peggiori in assoluto. Bisogna trovare
quelle pi adatte a se stessi, o alla situazione. Tutto permesso.
La chaos magick si pone al di l e al di sopra dei vari paradigmi
magici, e viene denita spesso un metaparadigma. I paradigmi
tradizionali hanno un modello cosmologico pi o meno ben denito.
Nel Thelema esiste un preciso concetto di successione eonica. In
ciascuna tradizione Wiccan ci sono almeno il riconoscimento
di una polarit maschile/femminile e unattenzione particolare
allimmanenza del divino. Per la chaos magick lunica realt di fondo
il chaos: in altre parole una realt di fondo non esiste, esiste solo
un mazzo di carte, luniverso, che viene mescolato e rimescolato di
continuo dai giocatori, gli esseri umani. Le varie tradizioni magiche
e religiose sono i giochi (parola intesa nel senso pi nobile) che con
questo mazzo possibile fare.
Laddestramento pi importante di un mago del chaos (o
caota) consiste nel cosiddetto paradigm shift, il cambiamento di
paradigma: il mago pu essere oggi Wiccan, domani thelemita,
dopodomani cattolico. E usare gli strumenti magici che i vari
99

paradigmi offrono: una versione moderna della dottrina delle


segnature, un concetto di Volont potente e malleabile, le preghiere ai
santi. Non esistono contraddizioni tra i sistemi, perch i sistemi sono
solo regole, convenzioni, e cambiare gioco sempre possibile.
Il rischio principale quello della supercialit. un rischio
che molti praticanti riconoscono, ma che un buon addestramento
dovrebbe evitare. Un mago del chaos che decida di dedicarsi, per
esempio, alla Wicca Gardneriana, dovrebbe riuscire a farlo anima
e corpo, credendo, almeno nch li pratica, che i suoi rituali siano
efcaci e belli. E se domani vorr passare alla cabala, dovr studiarla
a fondo, e convincersi della sua intima verit. evidente che il
paradigm shift non facile e richiede grande disciplina.
Lapproccio libero e creativo della chaos magick ha spinto nuove
generazioni di occultisti a cercare fonti magiche nella letteratura, nei
fumetti, nei giochi di ruolo, ovunque. Uno dei modelli chaotici pi
noti, quello degli otto colori della magia proposto da Peter Carroll,
esplicitamente ispirato ai romanzi comico-fantasy di Terry Pratchett.
E il fumettista Grant Morrison, in un articolo storico comparso su
unantologia pubblicata da Disinformation Company, ha aperto
ufcialmente il campo alla pop magic, una forma di magia basata
sulla cultura pop.
La chaos magick ha due nonni nobili, Aleister Crowley e Austin
Osman Spare, linventore della tecnica dei sigilli, fondamentale al
punto da essere la singola tecnica magica che pi denisce questo
metaparadigma. Un sigillo un incantesimo che consiste nel legare
il proprio desiderio (per esempio: ritrovare le chiavi di casa) a
unimmagine, per poi operare mentalmente con limmagine stessa.
Su Internet, e nella bibliograa acclusa, possibile trovare parecchi
dettagli su questa tecnica.
Se Crowley e Spare furono i nonni, i padri, o almeno i padrini,
della chaos magick furono Peter Carroll e Ray Sherwin, assieme
agli SNS (Stoke Newington Sorcerors), un gruppo di maghi inglesi,
negli anni Settanta: per pi di un motivo, tra cui il periodo in cui
nacque, la chaos magick un po la glia punk della tradizione
esoterica occidentale.
100

Il pi inuente Ordine chaotico al mondo quello degli IoT,


Illuminati di Thanateros, fondato dallo stesso Carroll. C chi pensa
che un Ordine chaotico sia una contraddizione in termini, e quindi
molti praticanti preferiscono restare da soli o riunirsi in network
informali che comunicano via Internet. Qui possiamo citare almeno
la gigantesca raccolta di testi presente su Chaos Matrix (www.
chaosmatrix.org) e litaliano Ottarino (www.ottarino.com), una
webzine e una mailing list in cui possibile trovare (e chiedere)
altre, chaotiche, informazioni.

101

CAPITOLO VIII CONFRONTO


CON LE ALTRE RELIGIONI

NEOPAGANESIMO E CRISTIANESIMO: DAL GIARDINO


ALLA FEDE, DALLALTARE AI MISTERI,
IPOTESI DI RAFFRONTO FRA IL CRISTIANESIMO E LA WICCA
di Daniele Tronco

Il Giardino immerso in una luce soffusa, quasi ambrata.


Unalba eterna, perch questa lalba del mondo. La Donna,
scioltasi dallamplesso gioioso col suo compagno che ora
assopito nella liquida atmosfera dellInizio, si scuote dal torpore
e si alza ad esplorare il Giardino che il suo regno e la sua casa.
Accanto a lei, nel mattino del mondo, dorme pacico il placido
leone che lha scaldata nel suo sonno, raggomitolate fra le
zampe possenti una coppia di lepri che al suo passaggio aprono
un occhio per poi richiuderlo, serene. E, accanto a lei, striscia
il Serpente che nel suo breve sonno le ha parlato e con cui lei
sente di avere tanto in comune. Muovendosi quasi a caso, senza
una meta precisa, la Donna si ritrova al centro del Giardino.
Ed il Serpente, ora guizzando nel sottobosco, ora sorandola
con le morbide spire, la segue nel suo vagabondare, sempre
sussurrandole nella mente ed allorecchio. Che sia veramente
cos?, si chiede la Donna. Gli Alberi sono di fronte a lei, e sul pi
vicino di essi si insinua il Serpente, fra i rami frondosi, a spiccare
un frutto che cade dolcemente ai suoi piedi. Lei lo raccoglie da
terra, col sussurro sibilante che dallAlbero scende sul suo corpo
e che la colma della vibrante curiosit del proibito. Osserva la
perfezione del frutto. Ne assapora laroma. E lo morde.
Il resto, credo, lo sappiamo tutti. La tentazione dellUomo,
la vergogna, la cacciata, la condanna. Nulla di nuovo, nulla di
sconcertante. Lo sappiamo tutti perch labbiamo sentito decine di
volte. Eppure, forse non tutti ci siamo soffermati ad analizzare i
102

temi di fondo introdotti e ssati da un passo poetico di tremila anni


fa, in modo cos deciso e penetrante che (letteralmente) miliardi di
persone nel mondo nascono, vivono e muoiono per e con gli ideali
che da questo sono germinati. Certo, c molto altro: c la Legge,
c il Patto e per la grande maggioranza di quei miliardi c la
Redenzione. Ma tutto nasce, e tutto in funzione, di quellatto cos
apparentemente sconsiderato, di quel morso fatale da cui nascono il
Peccato, il Tempo, la Morte ed inne (felix culpa) la Grazia.
Questo, di poco rimaneggiato, non il fulcro della religione
ebraica e men che meno di quella cristiana. un buon punto di
partenza, tuttavia, per un breve viaggio a confronto fra la realt
religiosa dominante nel paese in cui viviamo (in realt si dovrebbe
intendere: nel primo mondo, in quella fetta di privilegio
istituzionalizzato in cui ha la fortuna di essere nato chi sta leggendo
queste righe) ed unespressione spirituale cos radicalmente diversa
come le diverse forme di Neopaganesimo ed in particolare la Wicca.
Perch le differenze, spietatamente radicali nonostante chi vorrebbe
il contrario, stanno tutte in questi aspetti fondamentali e vitali: il
Peccato, il Tempo, la Morte, la Grazia.
Partiamo innanzitutto dal Peccato. Molto semplicemente, nella
Wicca non esiste questo concetto. Certo, tutti sappiamo che al mondo
vi sono persone malvagie, che vengono compiuti atti di violenza
(sica, mentale, emotiva) che molti vorrebbero etichettare come
disumani scordandosi che sono invece proprio, disperatamente,
umani; sappiamo anche che le sofferenze dovute allegoismo
(nostro, spesso e volentieri) sono innite come inniti sono gli atti
di fondamentale ingiustizia. Nessuno di noi stupido (cos amo
pensare) e nessuno vuole negare che al mondo vengono compiute
molte azioni cattive. Quello che fortunatamente manca, in un contesto
Wiccan, lidea di peccato originale. Luomo non viene visto
come fondamentalmente fallace e corrotto. La donna non sentina
dei vizi e non causa di una supposta caduta da uno stato di felicit
ineffabile alloscurit sanguinosa del presente. Non c, insomma,
la necessit di giusticare lesistenza di un corpo con le sue fragilit
contrapponendolo ad uno Spirito che, pur nella sua imperfezione,
103

discende direttamente dal Divino. Questo atteggiamento, in cui


corpo ed anima sono egualmente sacri ed in cui non vi in alcun
modo il riuto della corporeit, distingue i Neopaganesimi odierni
non soltanto dalla totalit delle denominazioni cristiane, ma anche
da molte losoe antiche (neoplatonismo e relative correnti
gnostiche in testa). Questo dovrebbe far pensare chi vorrebbe vedere
il paganesimo come un unicum che storicamente si contrappose
(e contrappone) allavanzata cristiana, oltre che spingere tutti noi
ad approfondire, come sarebbe salutare e procuo, le radici del
presente.
Torniamo allumana imperfezione, ed al peccato. La massima
espressione dellatteggiamento abramitico in merito il Decalogo:
quei comandamenti che sono tanto integrati nella nostra cultura
occidentale che solo recentemente nella legislazione del nostro paese
alcuni comportamenti (ladulterio, il divorzio, laborto, la dote, la
disparit fra i sessi, solo per citare i casi che pi ci paiono oggi
eclatanti) sono stati rivalutati. E tanto integrati nella vita quotidiana
che molti faticano a comprendere come nella Wicca non vi sia
spazio per una morale al negativo, un tu non farai serializzato
a stigmatizzare ed a condannare. Come risaputo, ma non sempre
compreso appieno, c tuttaltro tipo di approccio, esemplicato dal
Rede.
Finch non nuoce a nessuno, fa ci che vuoi un consiglio
etico (rede sta letteralmente per consiglio, massima, dal Middle
English) che contrappone unetica positiva (fai e non non fare)
allesplicita negazione dei comandamenti imposti dallalto. Va
detto, in questo contesto, che la condizione di peccato in cui luomo
sarebbe immerso senza possibilit di salvezza se non dallalto
alquanto pi esplicita e pessimista secondo la visione di confessioni
cristiane come il Luteranesimo o il Calvinismo, piuttosto che per il
tanto esecrato credo cattolico romano.
Letica Wiccan comporta, inoltre, un altro aspetto di fondamentale
importanza com quello della responsabilit personale non solo per
gli atti compiuti, ma anche per lautovalutazione degli atti stessi.
Sta a noi decidere cosa sia nuocere, sta a noi decidere chi sia
104

nessuno, sta a noi decidere cosa implichi il fare ci che si vuole.


una responsabilit che non tutti si sentono di affrontare, e questo
il motivo per cui tanti rifuggono da essa, mal interpretando come
fosse una legge morale il (saggio e semplicissimo) consiglio del
Rede.
Non essendoci un giudizio di ordine superiore, o non esplicitandosi
questo in un assetto legislativo, perdono ovviamente di valore
minacce come la dannazione eterna, che sia lontananza da Dio o
eternit di torture siche, o ancora (come da interpretazione biblica
letterale) cessazione dellesistenza dellanima. Non abbiamo un
inferno, sebbene questo non impedisca ad alcuni di noi di concepire
un paradiso temporaneo (le terre dellestate) o eterno (lestasi della
Dea) dopo la ne della presente incarnazione. Mi esprimo cos in
quanto molti fra i Wiccan coltivano la consapevolezza che il nostro
tempo su questa Terra non sia limitato ad una sola occasione, ma al
contrario vi possa essere un ritorno. Questo una delle tante idee
acquisite principalmente da inussi orientali, sebbene vi siano state
storicamente concezioni di questo tipo anche in area mediterranea.
uno dei punti di dicotomia insanabile con la totalit delle confessioni
cristiane odierne, tuttavia, e non solo per limpossibilit di accostare
un ritorno ciclico dellesistenza con un processo lineare nascitavita-morte-giudizio.
La ciclicit della Vita e della Morte che la Wicca trova cos
congeniale solo un aspetto del pi ampio spiraleggiare del
tempo che vede lassenza di un Inizio e di una Fine, nelleterno
rigenerarsi della Ruota dellAnno come si rigenerano gli Dei stessi
e come noi rinasciamo, sempre progredendo verso mete che non
sappiamo, ora, neppure identicare. Come non ci sar un Giudizio
(o un Ragnarok), cos non vi fu mai una creazione, o quantomeno
non una Creazione primigenia: alcuni di noi amano pensare al Big
Bang come una eccellente metafora per una diastole cosmica, in
nessun modo denitiva, in attesa del prossimo battito del cuore
delluniverso. Ma tutto ci solo uninterpretazione assolutamente
personale, ovviamente Perch la mancanza di una Sacra Scrittura
che vorrebbe essere il paradigma universale ci pone nella posizione
105

di doverci creare una escatologia (ed una teologia) di cui siamo,


ancora una volta, responsabili senza alcun imprimatur divino a
giusticare le nostre posizioni.
Lultimo aspetto che scaturisce dallapologo (o poema, come viene
denito oggi da parte cattolica: fortunatamente non viene interpretata
come una verit letterale, al contrario di altre confessioni cristiane)
della caduta di gran lunga il pi complesso da affrontare.
Le teologie cristiane sono concordi nellaffermare che
lincarnazione divina in Ges di Nazareth sia la chiave tramite
cui luomo peccatore, intrinsecamente corrotto e contaminato
dalloriginale fallo di Eva, pu aspirare alla salvezza. Ci pu
avvenire con modalit differenti a seconda della teologia in questione:
dal mistero divino luterano, al fondamentale pessimismo calvinista,
alla celebrazione cattolica del divino amore. E le differenze
divengono fondamentali nel momento in cui si affrontano le questioni
chiave del rapporto fra Divino ed Umano. Da parte cattolica, ad
esempio, viene affermata lessenzialit della successione apostolica
perch questo rapporto venga mantenuto: il sacerdozio cattolicoromano depositario esclusivo della relazione con Dio. Ben diversa
la posizione luterana in cui il sacerdozio universale, perch
tale relazione appannaggio dellintera comunit dei credenti, e
pastori sono semplicemente coloro per cui la comunione con Dio
diventata esperienza quotidiana ed attivit professionale.
Come si colloca la Wicca su questi aspetti? Qui, molto pi che
in tutte le altre sfaccettature della vita spirituale, si allarga il baratro
che segrega una religione naturale da una rivelata. Prima di
tutto necessario puntualizzare che come molti sono consapevoli
non si sta parlando di una Divinit trascendente e separata dalla
propria creazione, ma di unimmanenza che intride le pi intime
bre della realt sensibile: il Divino non sar mai al di sopra,
mentre pu essere visto al contrario nel profondo della materia
e del mondo conosciuto. Fondamentalmente diverso quindi il
ruolo sacerdotale, che diviene necessariamente operativo e, a mio
personale giudizio, pi vicino a ci che era ed in societ animiste
e cosiddette primitive.
106

I Cristianesimi sono fondati su una concezione deistica


dellesperienza religiosa in cui non prevista la percezione del
Divino da parte del singolo, ma laccettazione supina della Sua
presenza in particolari momenti come (per il Cattolicesimo romano)
la consacrazione eucaristica, la confermazione, il conclave. Il contatto
diretto con la Divinit, comunque sia intesa, non viene richiesto n,
di norma, incoraggiato. Le eccezioni esistono, certamente: vi sono
sette cristiane che vanno ricercando questo particolare stato estatico
(chi profetizza, chi maneggia serpenti, chi impone le mani) alcune
di esse presenti anche nel nostro paese ed in sorprendente, bench
difcile, non belligeranza con lortodossia dominante. Come vi
sono stati mistici in grado di entrare in comunione profonda con
la Divinit, che per questo si sono sempre posti ai margini della
religiosit ortodossa, e la storia li ricorda differentemente a seconda
delle condizioni esterne: scismatici, eretici, eresiarchi o, in qualche
caso molto fortunato, santi.
Nella Wicca possiamo affermare con tranquillit che non
essendovi cesura fra il mondo umano e quello Divino, ma avvenendo
questo passaggio con una gradualit talora sconcertante, il ruolo
del Sacerdote lo stesso, ma le implicazioni della sua attivit sono
radicalmente divergenti. Sacerdoti e Sacerdotesse, le quali (giova
ricordare) sono primae inter pares nel Cerchio e nella gestione della
Congrega, hanno il compito di assicurare la presenza Divina durante
la celebrazione. Il riconoscimento di tale impresa (tuttaltro che
automatico e garantito da una qualche ordinazione episcopale) non
afdato alla fede cieca degli astanti, a cui si richiede una percezione
anche sica della speciale situazione in cui si vengono a trovare nel
Cerchio. Da notarsi il fatto che sono necessari una consapevolezza
ed un potenziale ben sviluppati per riuscire a partecipare no in
fondo ad un rituale Wiccan. In effetti, e ci si discosta decisamente
anche dal sacerdozio universale della Riforma, possiamo denire
agevolmente la Wicca nella sua espressione originale come una
religione priva di uno stato laicale, in cui Sacerdote o Sacerdotessa
chi in grado di invocare e canalizzare il Divino, e tale potenzialit
viene richiesta a chiunque partecipa ad un Cerchio. possibile
107

essere cristiani senza essere Santa Teresa, come possibile essere


mussulmani senza essere susti. Non si pu essere Wiccan senza
essere Sacerdoti, o quantomeno tendere a questo ne. Conseguenza
prima che non c una assemblea dei fedeli che partecipa alla
celebrazione come soggetto passivo e come batteria energetica
per chi sullaltare sta celebrando i Misteri. C o ci dovrebbe
essere una comunit attiva di partecipanti consapevoli di quanto
sta avvenendo, consapevoli che la Manifestazione ha anche loro
come protagonisti, disposti ad una disamina anche spietata, quasi
scientica, delle sensazioni provate e generate.
Certo, non una capacit di tutti, n un caso che la Wicca nasca
come Via iniziatica ai Misteri, un esoterismo intimista ed assieme
comunitario (e non il contrario, come si potrebbe forse dire del
Cattolicesimo), il punto di intersezione fra il misticismo della santa
(e della strega) con il potere magico del sacerdote (e del mago).
Difcile da comprendere, per chi ragiona in termini di cieca fede,
meno difcile per chi ha provato, nellestasi, la vicinanza degli
angeli ed il Potere divino.
I Cristianesimi ed i Neopaganesimi non saranno mai rivali,
nonostante quanto vorrebbe qualcuno: si rivolgono a persone molto
differenti, che non possono dire, in coscienza, di aver scelto luno
o laltro Sentiero. Certo, ci sono decine di sedicenti Wiccan che
sono rimasti cristiani nellanimo (n sarebbe stato per loro possibile
altrimenti), come ci sono migliaia di cristiani che sono dotati di
quella scintilla di consapevolezza necessaria alla comprensione
intima del divino mistero. Sono, purtroppo, pessimi Wiccan e cattivi
cristiani. Ci va molto coraggio per cambiare le proprie concezioni di
nascita, ma ne serve molto di pi per guardarsi dentro e riconoscerci
consapevolmente per ci che si .
Fedeli o esploratori, glie di Eva o serpenti ribelli, angeli o
streghe. Tutti noi siamo su una Via verso il Mistero Ultimo. Sta a
noi riconoscere il nostro sentiero, aprire gli occhi e con un profondo
respiro muovere il primo passo.

108

Neopaganesimo e religioni orientali


Neopaganesimo e Buddismo
di Gabrio Andena
Non semplice individuare connessioni fra il Neopaganesimo e il
Buddhismo. forse pi agevole, oltre che pi procuo, individuare
i punti di dissonanza.
Esistono molti buddhismi; qui ci si riferir a dei principi generali,
degli orientamenti di base di questo percorso, che stento a denire
religione, semplicando inevitabilmente il discorso.
La differenza essenziale secondo me che il Neopaganesimo
una religione della presenza, della pienezza del mondo; il
Buddhismo una religione dellassenza, dellinconsistenza del
mondo. Meriterebbe una valutazione a parte il Buddhismo Chan
(da cui poi il Buddhismo Zen).
Lessenza del Buddhismo, compendiata nelle quattro Nobili
Verit, che la vita dolore, che la vita dolore perch tutto
impermanente (soprattutto il S) e che la via per lestinzione del
dolore il Nirvana. Sebbene il Neopaganesimo possa probabilmente
concordare sul fatto che il mondo sia impermanente, relativo,
in costante mutamento la valutazione di fondo che muta: il
Neopaganesimo accetta il dolore come parte della vita, parte del
ciclo, mira anzi ad inserirsi in pieno in questa ciclicit, ad entrare in
perfetta armonia con essa. Il Buddhismo, daltra parte, chiama, come
noto, samsara il ciclo della nascita, morte, rinascita e attribuisce ad
esso un valore negativo: lobiettivo il nirvana, il luogo che non
un luogo in cui il ciclo cessa e si gode della beatitudine perpetua.
Letica del Buddhismo imperniata sulla consapevole attenzione
e sulla compassione (accentuata in particolare nelle scuole del
Mahayana, il Grande Veicolo). I due ideali presentati dal Buddhismo
solo quello dellArhat, il Santo, per lHinayana, il Piccolo Veicolo,
ossia lindividuo che si distacca dalla brama e da ogni legame per
giungere al nirvana; laltro grande ideale, proprio del Mahayana,
il Bhodisattva, colui che vive per la grande compassione e mira
109

a salvare tutti gli esseri (le cose sono pi complicate di cos,


poich al livello di un Bhodisattva propriamente non esistono
pi esseri da salvare e neppure un salvatore). Gli esseri tutti sono
fondamentalmente impermanenti, dunque nella loro essenza irreali
o almeno non reali in un senso assoluto: ogni cosa che esiste c per
un riunirsi di concause, che al loro termine non lasciano nulla.
Letica del Neopaganesimo invece radicalmente ambigua,
per via della molteplicit di volti che il divino assume. Di sicuro
difcile proporre in un contesto neopagano unilluminazione o
una ne della ciclicit. Ma il senso del mondo che cambia: il
senso di una presenza limmanenza degli Dei nel mondo signica
che ogni cosa riconosciuta nella sua sacralit, nella sua divinit
e dunque, in un certo senso, ad ogni cosa individuale assicurata
una sua assolutezza, fosse pure quella di un istante. Soprattutto
nel Neopaganesimo la dimensione della brama, della passione e in
genere di tutto ci che piacere, corpo e che lega non svalutata,
ma allopposto innalzata. Il mondo ci lega a s in inniti legami e
non possibile pensare ad alcun distacco.
Neopaganesimo e Taoismo
di Gabrio Andena
Il Taoismo, religione autoctona della Cina, a differenza del
Buddhismo, invece assai vicino allo spirito del Neopaganesimo.
Il pensiero cinese connotato da un notevole grado di concretezza,
attaccamento al mondo, coinvolgimento soprattutto nella vita sociale
e politica (come mostra il confucianesimo). Quando il Buddhismo
giunge in Cina subisce infatti un notevole mutamento proprio ad
opera di inussi taoisti e si afferma lidea che il Buddha la natura
essenziale di tutti gli esseri, la loro pi intima essenza.
Il Taoismo imperniato sul Tao, questo inesprimibile principio,
che fa s che ogni cosa uisca e segua la sua natura. Essere nel Tao
signica anzitutto essere in armonia con la propria intima natura
unetica di spontaneit, sottesa dal concetto di mente naturale
e di natura originaria dellessere umano, viziata dalla civilt. Il Tao
110

si manifesta come Uno e poi come due principi complementari,


Yang e Yin, il Maschile e il Femminile. La vicinanza con la Wicca
strettissima.
I due principi danno poi luogo allUomo e ai Cinque Elementi,
che generano le diecimila cose, ossia il mondo. Ecco unaltra
afnit: gli Elementi come pilastri del mondo. Sebbene diversi da
quelli occidentali, si deve rilevare che vi sono numerose afnit:
questi Elementi, chiamati i Cinque Agenti, sono collocati ai quattro
punti cardinali e la Terra al centro. Dunque come nella liturgia
Wiccan. Il sacerdote taoista traccia il cerchio e chiama gli Elementi
per ricreare simbolicamente luniverso intero e poterlo cos rendere
armonico o armonizzarsi con esso. In fondo la Wicca assomiglia
moltissimo ad un Taoismo occidentale, il che abbastanza
sorprendente se si considera che non vi sono state inuenze storiche
dirette, poich le pratiche taoiste erano poco note nella prima met
del secolo scorso.
Gli Dei non hanno un gran ruolo nel Taoismo, sono decisamente
poco personali e rappresentano pi che altro simboli di principi
impersonali, ad uso e consumo dei pi che non possono coglierne
la vera essenza. C per un intensissimo lavoro magico legato
agli spiriti: esorcismi e incantesimi erano allordine del giorno nel
mondo taoista e la magia era unarte rafnata e molto avanzata.
La natura ha un ruolo preminente, come luogo di manifestazione
privilegiato del usso del Tao, cos come nel Neopaganesimo, in
cui gli Dei si mostrano anzitutto nei cicli naturali. Lideale sociale
taoista anarchico e utopico: piccole comunit rurali separate le une
dalle altre. I personaggi esaltati negli scritti taoisti non sono i grandi
meditatori o gli spirituali, ma i piccoli artigiani, che sanno fare bene
il loro lavoro, in perfetta armonia col Tao, tanto che le loro azioni
sono perfette proprio perch istintive e spontanee. Inoltre, anche i
monaci taoisti e gli eremiti non mirano allilluminazione o ad una
fuga dal mondo: lo scopo ultimo delle pratiche meditative taoisti
la lunga vita, la vita prospera, in salute e serena. Lalchimia taoista
ha come ne il conseguimento dellimmortalit, nel qui e ora. Un
ideale ben aderente allo spirito del Neopaganesimo.
111

Neopaganesimo e Induismo
di Davide Marr
Con lInduismo che pure un entit di difcile denizione vista la
variet di forme e tradizioni in cui si rappresenta, il Neopaganesimo
condivide il concetto di identit tra divinit e devoto, bench
questultimo termine non sia in molto in uso nel Neopaganesimo
per via della sua connotazione. Per essere pi precisi anche nel
Paganesimo degli ultimi cinquantanni, troviamo sempre pi forte e
denita quella concezione per cui lessenza di una persona, il suo
vero S (atman), identico allessenza del cosmo (brahman)29.
Alcune divinit dellInduismo vengono invocate in alcune
musiche e celebrazioni neopagane, in particolare le divinit
femminili, ma non ovviamente possibile denire lInduismo come
una religione neopagana, anche se la parola Induismo entrata
in uso nel diciannovesimo secolo per denire un insieme di culti e
pratiche spesso molto diversi tra di loro.
Ovviamente il confronto che possibile tracciare brevemente
in questa sede tra il Neopaganesimo (e i suoi culti) e lInduismo
moderno che a sua volta comprende un gran numero di culti
differenti che solo in un periodo recente sono entrati a far parte della
denominazione unitaria di Induismo.
I culti ind
ind sono per un lungo periodo della storia culti legati
allIndia e solo verso la ne del periodo coloniale lInduismo
assumer la vocazione di religione mondiale grazie a personaggi
come Ramakrishna, Vivekananda e Gandhi.
I principi predicati da questi santi ind
ind congurano lInduismo
moderno e le sue correnti, ma esercitano un enorme inusso
sullesoterismo occidentale (attraverso la teosoa) e attraverso
questo sul Neopaganesimo.
Elemento condiviso tra Induismo e la quasi totalit delle correnti
neopagane il ciclo di morte e rinascita, cio la reincarnazione,
seppure con una visione differente. In molte correnti neopagane
penetrato inoltre anche il concetto di kharma, la legge causa effetto
112

che regola il ciclo della reincarnazione.


Anche il concetto di una verit che si presenta sotto molteplici
apparenze, e che porta (nella maggioranza dei casi) ad uno spirito di
tolleranza nei confronti di punti di vista diversi, una prassi molto
diffusa sia nellInduismo che nel Neopaganesimo. Immediatamente
conseguente a questo il fatto che entrambe queste correnti religiose
non sono legate ad un insieme denito di concetti losoci.
Inne il concetto induista del divino e della/e Divinit e
assolutamente speculare a quello neopagano, si va dl concetto di
un Uno originario, il Divino, Brahman che si manifesta in varie
forme, ma che impersonale e indenibile, no a concezioni pi
puramente politeiste.
Ovviamente nel Neopaganesimo questi principi hanno spesso
ricadute differenti che nellInduismo: la reincarnazione non vista
come un fatto negativo e non presente un concetto di salvezza,
assente anche una morale pi o meno rigida legata al concetto di
dharma.
Non c dubbio, al di l di alcune profonde differenze, che tutto il
Neopaganesimo sia stato profondamente inuenzato dalla diffusione
su scala mondiale dellInduismo e che negli anni futuri il dialogo tra
queste due correnti di pensiero potr avere sviluppi interessanti.

113

La poesia Ho atteso un amore nel senso storico contenuta nel


mio libro inedito La discesa alle Madri. In essa fatto riferimento
a disastri ecologici ambientali su cui invocata la pietas della
Dea Aurora; la rosa goethiana e la nuova tempesta alludono al
desiderio di un nuovo Sturm und Drang neoromantico che spazzi
via laridit della nostra epoca materialista.
20
J.W. Goethe, Faust Urfaust, a cura di Andrea Casalegno, ediz.
Garzanti.
21
S. Perry e J. Dawson, Le ore del corpo, ed. Eco, Milano, 1996.
22
La sezione Discesa nella selva contenuta nel mio libro
inedito La discesa alle Madri.
23
La poesia reca il titolo Fra la selva e la corte ed contenuta
nel mio libro inedito La discesa alle Madri. Il simbolo del labirinto
rinvia ulteriormente a Paracelso e al suo Labirinto dei Medici.
24
Christian Raetsch, Le piante dellamore, Gremese Editore, 1991.
25
Fernando Ortiz, La africania de la musica folklorica de Cuba,
Editora Universitaria, La Habana, 1965.
26
George Lapassade, La transe, ediz. Sensibili alle foglie.
27
Fare anima. Semestrale di poesia, poetica e cultura, 3 n., ediz.
Studio dAutore.
28
La poesia Fanciulla della razza nuova contenuta nel mio
libro inedito La discesa alle Madri e fa riferimento a Viaggio a
Montevideo del poeta visionario Dino Campana. LIo poetico si
manifesta qui come Io corale, di primo coreuta, rispetto al coro
delle sagge donne.
29
Linduismo di Gavin Flood, trad M. Congedo, Piccola
Biblioteca Einaudi
19

NOTE
F. Nietzsche, Cos parl Zarathustra, Newton
Ho deciso di misurare, un po ironicamente, il tempo dalla
fondazione del Circolo avvenuta nel dicembre del 2002,
considerando il 2003 come anno 1, il 2008 quindi lanno 6.
3
Vocabolario della Lingua Italiana di Nicola Zingarelli, ed.
Zanichelli
4
ibid.
5
I nuovi pagani di Salvatore Natoli, Il saggiatore, pag. 21
6
Hermetic Magic di Stephen Edred Flowers, Weiser Books, pag.
14
7
Non avrai altro dio di Jan Assmann, trad. F. Rigotti, ed. Il
Mulino pag. 9
8
ibid.
9
ibid. pag 11
10
a.E.C: ante Era Comune
11
Salvatore Natoli, I Nuovi Pagani, Il Saggiatore
12
Del Congresso notturno delle Lammie libri tre di Girolamo
Tartarotti, 1749
13
da La Stregoneria diavoli, streghe, inquisitori dal trecento al
settecento di S. Abbiati, Oscar Mondadori
14
Intorno a due documenti inediti di stregheria milanese del
secolo XVI, in Rendiconti del R. Istituto storico lombardo di
scienze e lettere, n. 32, 1890
15
The way of Strega di Raven Grimassi, 1994
16
F. Nietzsche, Cos parl Zarathustra, Newton
17
Gabriella Galzio, Apocalissi fredda, Agor Edizioni, La Spezia,
2001
18
Ipotizzo che la vera transcendenza scaturisse dalle pratiche
magico rituali di transe, precedenti le forme teologiche della
religiosit patriarcale fondata sul logos che n per oscurare il
corpo sensitivo.
1
2

114

115

BIBLIOGRAFIA
CAPITOLO I
Jan Assmann, Non avrai altro Dio, ed. Il Mulino
Martin Heidegger, Introduzione alla Metasica, Adelphi
Salvatore Natoli, I nuovi pagani, Il saggiatore
Fernando Savater, Degli dei e del mondo, Frassinelli

CAPITOLO II
Neodruidismo
Emma Restall Orr, I principi del Druidismo, Armenia ed.
Jean Markale, Il druidismo, Ed. Mediterranee
P. B. Ellis, Il segreto dei Druidi, Ed. Piemme
Wicca
Christian Bouchet, Wicca Storia, Teoria, Pratica, ed. LEt
dellAcquario
Cronos, Wicca La Nuova Era della Vecchia Religione, Aradia
Edizioni
Raymond Buckland, Il libro delle streghe, Armenia
John J. Coughlin, Out of the shadows An exploration of Dark
Paganism and Magick
Vivianne Crowley, Wicca The Old Religion in the New
Millennium, Thorsons
Phyllis Curott, Il sentiero della Dea, Sonzogno
Stewart Farrar, What Witches Do, Phoenix
Janet e Stewart Farrar, A Witches Bible, Phoenix
Janet Farrar e Gavin Bone, Progressive Witchcraft, New Page
Books
116

Ed Fitch, Il libro segreto delle arti magiche, Hera


Gerald B. Gardner, Witchcraft Today, Mercury Publishing
The Meaning of Witchcraft, Mercury Publishing
Philip Heselton, Wiccan Roots, Capal Bann
Charles G. Leland, Aradia: il Vangelo delle Streghe a cura di L.
Menegoni, Leo S. Olschki Editore
Starhawk, The Spiral Dance, Harper San Francisco
Doreen Valiente, Witchcraft for Tomorrow, Phoenix
An ABC of Witchcraft, Phoenix
Asatru
Snorri Sturluson, Edda, Rusconi editore
Gianna Chiesa Isnardi, I miti nordici Rusconi editore
Brian Bates, La via del Wyrd, ed. Rizzoli
Gualtiero Ciola, Noi , Celti e Longobardi, Edizioni Helvetia
Paolo Diacono, Storia dei Longobardi, Historia langobardorum,
Biblioteca Universale Rizzoli
Diana Paxon, Essential Asatru: Walking the Path of Norse
Paganism, Citadel
Tradizione Romana
Manifesto del Movimento Tradizionalista Romano, Orientamenti
per i tempi a venire, Arx, Messina 1993 Renato del Ponte, Il
movimento tradizionalista romano nel Novecento. Studio storico
preliminare, SeaR, Scandiano 19872.
Stregoneria tradizionale
Raven Grimassi, Ways of strega, Paperback
Dragon Rouge, La Vecchia Religione, Aradia Edizioni
Sheanan e Ardathlili, Il sabba italiano
Laura Marianna Vatta e Ottaviano Spinelli, Fronde dellAntico
Noce, ed librarie Franco Spinardi
Discordiani
Adler Margot, Drawing down the moon, Penguin books, New York
117

& Londra, 1986.


Hine Phil, Prime Chaos, New Falcon, Tempe, 1999.
Malaclypse the Younger, Principia Discordia, or, How I found the
Goddess and what I did to Her when I found Her, quinta edizione,
1991, versione html.
Shea Robert & Wilson Robert Anton, The Illuminatus! Trilogy,
Constable & Robinson, Londra, 1998.

CAPITOLO III
Vicky Noble Il Risveglio della Dea, Ed. Tea
Michael Harner, La via dello sciamano, Ed. Mediterranee
Marija Gimbutas, Il linguaggio della Dea, Longanesi
Marija Gimbutas, The civilization of the Goddess: the world of old
Europe, Harper
Riane Eisler, Il calice e la spada, Saggi Frassinelli
Devon Scott, Tradizioni perdute, Ur-Lunaris
Ada DAries, La voce dellantica Madre, Edizioni della Terra di
Mezzo
Enciclopedia della mitologia, Gribaudo-Parragon
Kris Waldherr, The book of Goddesses, Abrams
D.J. Conway, Magick of the Gods and Goddesses, Crossing Press
W. Burkert, La religione greca, Jaka Book
Dion Fortune, La Sacerdotessa del mare, Venexia
M.Z.Bradley, Le nebbie di Avalon, Tea
R. Graves, I miti greci, Longanesi
L.Morpurgo, Il convitato di pietra, Longanesi
K. Waldherer, La dei interiore, Xenia
J. Bolen, Le dee dentro la donna, Astrolabio

CAPITOLO IV
Dal nichilismo al Neopaganesimo
Martin Heidegger, Che cos metasica, Adelphi
Nietzsche, Cos parl Zarathustra, Newton
118

Maria Zambrano, Luomo e il divino, Il lavoro


Neopaganesimo e Psicologia Analitica
AA.VV. (a cura di Carotenuto Aldo), Trattato di Psicologia
Analitica, UTET, 1997
Bolen Jean, Le Dee dentro la Donna, Astrolabio, 1991
Bolen Jean, Gli Dei dentro lUomo, Astrolabio, 1994
Ellenberger Henri, La Scoperta dellInconscio, Boringhieri, 1976
Hillman James, LAnima del Mondo e il Pensiero del Cuore,
Adelphi, 2002
Hillman James, Re-Visione della Psicologia, Adelphi, 1992
Hillman James, Saggio su Pan, Adelphi, 1977
Jacobi Jolande, La Psicologia di C.G. Jung, Boringhieri, 1973
Jung Carl Gustav, Opere 8: La Dinamica dellInconscio,
Boringhieri, 1994
Jung Carl Gustav, Opere 9/1: Gli Archetipi dellInconscio
Collettivo, Boringhieri, 1997
Jung Carl Gustav, Opere 9/2: Aion Ricerche sul Simbolismo del
S, Boringhieri, 1997
Jung Carl Gustav, Opere 14: Mysterium Coniunctionis,
Boringhieri, 1991
Jung Carl Gustav, LIo e lInconscio, Boringhieri, 1985
Jung Carl Gustav, Sogni, Ricordi, Riessioni, Rizzoli, 1998
Jung Carl Gustav, Visioni, Ma.Gi., 2004
Neumann Erich, La Grande Madre, Astrolabio, 1981
Neumann Erich, Storia delle Origini della Coscienza, Astrolabio,
1976
Vegetti Finzi Silvia, Storia della Psicoanalisti, Mondatori

CAPITOLO V
Gli dei amano in silenzio
Napoleone mio dolcissimo, Giuseppina amica mia (Bompiani
1989)
LAltro (Bompiani 1991);
119

Sette Madri (Bompiani 1993);


Luna dAmore (Fogola 1994);
Eterna Luna (Alpha Dimensione Vita 2000)
Il sofo della luna (Psiche 2007).
Plenilunio dautunno (2003)
Lo specchio e il sogno (2004)
Virt dei vizi (2006),
Virt
Eresie erotiche (2007)
Pesco in ore (2007)
Discesa nella selva
Fondali (1993),
La buia preghiera (Campanotto,1996),
Soa che genera il mondo (I Quaderni del Battello ebbro, 2000)
Apocalissi fredda (Agor, 2001)
Ishtar dagli occhi colmi (Moretti & Vitali, 2002)
La discesa alle Madri (in pubblicazione)

CAPITOLO VI
Francesca C. Howell, Gaia Magia della Terra, Venexia

CAPITOLO VII
Crowley Aleister, Magick, Astrolabio, 1976
De Martino Ernesto, Il Mondo Magico, Boringhieri, 2007
Fortune Dion, La Cabala Mistica, Astrolabio, 1974
Fortune Dion, Il Dio dal Piede Caprino, Venexia, 2001
Fortune Dion, La Sacerdotessa del Mare, Venexia, 2002
Fortune Dion, Magia Applicata, Venexia, 2004
Fortune Dion, La Magia della Luna, Venexia 2007
Fortune Dion, The Esoteric Philosophy of Love and Marriage, Red
Wheel, 2007
Gilber R.A., Golden Dawn: Twilight of the Magician,Aquarian
Press , 1983
120

Grant Kenneth, Aleister Crowley e il Dio Occulto, Astrolabio,


1975
Hutton Ronald, The Triumph of the Moon, Oxford University
Press, 2001
Introvigne Massimo, Il Cappello del Mago, Sugarco, 2003
Regardie Israel, La Magia della Golden Dawn, Mediterranee, 1991
Symonds John, La Grande Bestia, Mediterranee, 2006
Sutin Lawrence, Fa Ci che Vuoi, Castelvecchi, 2006
Carroll Peter, Liber Null & Psychonauts, Weiser, Boston 1987.
Carroll Peter, Liber Kaos, Weiser, Boston 1992.
Hine Phil, Condensed chaos, New Falcon, Tempe 2003.

CAPITOLO VIII
Neopaganesimo e Cristianesimo
Nietzsche, LAnticristo, Newton
Neopaganesimo e Religioni Orientali
Canone Buddhista (2 vol.), UTET, 1997
Le Rivelazioni del Buddha: il Grande Veicolo, Mondadori, 2004
Laozi, Einaudi, 2004
Le Opere dei Padri del Taoismo, Mondadori, 1981
Cheng Anne, Storia del Pensiero Cinese (2 vol.), Einaudi, 2007
Gavin Flood, LInduismo, Piccola Biblioteca Einaudi
Robinet Isabelle, Storia del Taoismo, Astrolabio, 1993
Robinet Isabelle, Laozi e il Tao, Borla, 2000
Schipper Kristofer, Il Corpo Taoista, Astrolabio, 1983
Shantideva, La Via del Bodhissatva, Chiara Luce, 1999
H.von Glasenapp, Le Religioni dellIndia, 1996
Williams Paul, Il Buddismo Mahayana, Astrolabio, 1990
Wong Eva, Il Grande Libro del Tao, Mondadori, 1998
www.vedanta.it

121

BIOGRAFIA AUTORI
Gabrio Andena (Gabriel), losofo ermeneuta, counsellor junghiano e
segretario del Circolo dei Trivi. Pratica da alcuni la Wicca nellalveo
della Tradizione Alexandriana e Gardneriana, afancandola alla
magia cerimoniale.
Rosa Carotti vive e lavora a Cremona, dove nata. Da anni conduce
gruppi di donne su miti e archetipi del femminile. Scrive da che ne
ha memoria.
Chiara (Shakinh) ha ricevuto questo nome durante un viaggio
attraverso le sette soglie superate, nel mito, dalla Dea Inanna: un
nuovo nome dopo essere stata spogliata di tutta se stessa. una
Strega Eclettica e (semi-) Solitaria. Il suo percorso, iniziato con
lincontro con la Wicca, vario, ma improntato fortemente allo
sciamanesimo e alla spiritualit celtica. Ha partecipato ad incontri,
conferenze e seminari con Francesca Ciancimino Howell, Vivianne
e Chris Crowley, Phyllis Curott, Janet Farrar e Gavin Bone, Lorenza
Menegoni etc. Recentemente si occupa della organizzazione
logistica degli eventi del Gruppo Soteira.
Chiara (Danaliit) percorre le Antiche Vie da qualche anno. Ha
frequentato workshop e seminari sulla Wicca e sullo Sciamanesimo.
Ha pubblicato larticolo I volti della Dea sulla rivista Athame
nellambito del gruppo Soteira. Recentemente ha tenuto una giornata
di incontro sullo sciamanesimo con Chiara (Shakinh) ed Emanuele
del Clan del Lupo, sempre per il gruppo Soteira.
Francesco Dimitri vive e lavora a Roma, anche se si sposta volentieri
in altre parti del mondo (di recente stato avvistato a Londra e in
Transilvania). un esperto di magia, Neopaganesimo e cultura
pop, ha una particolare passione per Papa Legba e per lavoro fa lo
122

scrittore. Tra le altre cose, ha scritto Neopaganesimo Perch gli


d i sono tornati, e ha curato ledizione italiana della biograa di
d
Aleister Crowley scritta da Lawrence Sutin, Fai quel che vuoi. Il
suo prossimo libro, un romanzo, parla del dio Pan, ed in uscita a
giugno.
Rosalba Formato (Mnemosyne), laureata in Economia e Commercio,
maestra di Yoga, scrittrice ed esperta di terapie alternative, ha seguito
il percorso wiccan per poi trasferirsi a Sidney dove vive tuttora
e dove ha proseguiito il suo cammino di ricerca della spiritualit
femminile, lideatrice e la moderatrice della pi grande mailing
list wiccan e pagana italiana lemusenellarete.
Gabriella Galzio, poeta, ha fondato e diretto Fare anima. Semestrale
di poesia, poetica e cultura. Ha partecipato a programmi RAI sulla
poesia, presente in antologie, stata tradotta negli USA per Le
acque di Hermes (Univ. Charleston, 1999) e in Germania per la
rivista Matrix(2007). Traduzione e curatela: Divano occidentaleorientale di J. W. Goethe (Rizzoli, 1997). Per lEnciclopedia
tematica aperta, vol. Il Comico, a cura di Carlo Sini, ha curato Il
comico nella letteratura tedesca (Jaca Book, 2002). Per il Centro
Internaz. Studi Romantici (Univ. di Bologna), Double Tongue
(La Questione romantica, 2005 Ideazione e regia di eventi di
poesia a Milano, con lAss. Cult. Studio dAutore da lei fondata e
diretta: Midsummernight festa-animazione (2004) e Laccendersi
dei luoghiper la Primavera di S. Lorenzo (2005).
Francesca Ciancimino Howell, Grande Sacerdotessa di Terzo Grado,
autrice di Gaia, magia per il Pianeta, in corso di pubblicazione
ad inizio 2008 dalla Venexia Editrice. Nel suo libro si possono
trovare meditazioni, rituali e varie tecniche magiche. Francesca sta
compiendo una ricerca qui in Italia nalizzata ad un dottorato in
Studi Religiosi. Il suo sito web personale www.magicwithgaia.
com

123

Davide Marr (Cronos), counselor di orientamento esistenziale,


giornalista, saggista, Presidente dellAssociazione Circolo dei
Trivi e direttore della rivista di Wicca e Paganesimo Athame;
ex-Coordinatore nazionale della Pagan Federation International. Ha
pubblicato Wicca: la Nuova Era della Vecchia Religione, Aradia
Edizioni, e La psicologia esoterica, Xenia.
Valentina Minoglio Morgan Wiccan di Tradizione alessandriana.
Ha seguito seminari di Phillys Curott, Lorenza Menegoni, Janet
Farrar. vicepresidente del Circolo dei Trivi, scrive per Athame
e ha tenuto alcuni seminari sulla Wicca tra i quali quello che ha
dato vita al gruppo Soteira. unastrologa e studia il rapporto fra
astrologia e paganesimo.
Chicca Morone, ricercatrice, cromoterapeuta, grafologa,
giornalista, scrittrice e poetessa, autrice, tra gli altri, di Sette
Madri ed Bompiani, Eterna Luna, Plenilunio dAutunno
e Tra le ali dellangelo. Presidente dellAssociazione culturale
Il Mondo delle Idee, dirige le collane Artemide e Le Muse
inquiete per Sagat Editrice, ha realizzato numerose esposizioni e
mostre darte curandone i cataloghi.
Ossian (Luigi DAmbrosio), Presidente dellAssociazione culturale
Antica Quercia con sede a Biella, che pubblica la rivista Vento tra
le fronde. Si occupa da anni di neodruidismo, uno degli ideatori
del Convegno Nazionale sulla Wicca di Biella e organizzatore di
numerosi eventi tra cui lannuale Festa di Beltane.
Daniele Tronco (Elaphe) praticante Wiccan da anni e cofondatore
dellassociazione di volontariato Circolo dei Trivi. Da sempre
dedito alla sperimentazione in campo esoterico e magico, si muove
nellambito della Tradizione Alexandriana e Gardneriana.

124

125

Copia non in vendita, distribuita gratuitamente


dal Circolo dei Trivi
Supplemento rivista Athame anno 2008

Stampato in Italia
Milano - Gennaio 2008

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