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Aggressivit: meglio prevenire che curare

Giovanni Padrone 3 marzo 2012 Etologia-Psicologia canina 7 Commenti


di GIOVANNI PADRONE Il fresco episodio di aggressione avvenuto un paio di giorni fa in Toscana,
nel quale alcuni cani (inizialmente ritenuti randagi, ma in realt pare fossero intestati al proprietario
del terreno dove avvenuto il fatto) avrebbero ucciso a morsi un camionista, riporta alla mente
analoghi episodi come quello occorso qualche anno fa a Modica in cui dei randagi assalirono e
feriron dei turisti fino ad uccidere un bambino.
Si tratta di fatti che sconcertano, poich siamo abituati a pensare al cane come ad un nostro fedele
alleato.
Se questo pu essere vero nella maggioranza dei casi, vi sono per alcune eccezioni che portano a
ragionare su cosa si possa fare in presenza di un cane aggressivo. La cosa diventa molto
problematica se i cani sono diversi, probabilmente neanche un bravo esperto cinofilo riuscirebbe ad
uscirne fuori.
Insomma, voglio essere onesto: uno o due cani in qualche modo si possono affrontare, quando
parliamo di 5 o pi cani irosi ed affamati credo che nessuno di noi avrebbe possibilit, per la semplice
ragione che il cane non teme luomo. I numeri da circo che qualche esperto cinofilo televisivo
produsse allindomani dei fatti di Modica servono solo per fare spettacolo e non a mantenere lonest
intellettuale che per quanto mi riguarda cerco di portare avanti ogni qualvolta si deve parlare
seriamente di qualcosa. E questo mi fa dire che di fronte ad un gruppo di cani affamati un uomo solo,
anche se ben piazzato, non pu nulla se non armato.
Dunque, la prima regola in presenza di un cane sconosciuto non farsi prendere dalla frenesia di
accarezzarlo, abbracciarlo o baciarlo, perch la sua risposta potrebbe essere molto violenta.
Quindi meglio prevenire i comportamenti aggressivi piuttosto che stimolarli.
Ma pu capitare, in situazioni normali, di trovarsi malauguratamente a dover affrontare un cane
aggressivo; a questo punto cosa meglio fare? Sicuramente, ancora una volta, non stimolare
ulteriormente la sua aggressivit come tentare di sorprenderlo simulando una aggressione, gridando,
guardandolo negli occhi o fuggendo.
sicuramente meglio restare immobili e zitti, tenendo lo sguardo abbassato ma vigile, attendere le
sue azioni e magari utilizzare qualche rituale sociale canino e appena possibile cercare di
indietreggiare molto lentamente come se si fosse in una slow motion (questo pu permettere un
maggior controllo delle azioni del cane rispetto alla fuga e inoltre lancia un segnale di non
belligeranza al cane).
Non farsi mai prendere dalla foga di scappare finch il cane in vista.
Detto questo, va riconosciuto il fatto che la mordacit non costituisce la norma nel comportamento
canino ed legata strettamente a patologie comportamentali e problemi di vario genere (neurologici
e fisiologici). Ora, non mi pare il caso di stare qui a farne lelenco, ma vorrei rappresentare soltanto il
fatto che laggressivit pu presentarsi ad un certo punto nella maggior parte delle patologie stesse
durante il loro percorso involutivo (poich queste evolvendo tendono a peggiorare).
Al di l delle competenze del veterinario comportamentalista, il quale si occupa di verificare lo stato
del cane, stabilire una diagnosi ed una prognosi e leventuale terapia farmacologica, alleducatore
cinofilo spetta la parte pratica, quella cio in cui si cerca di elaborare una serie di iniziative che
permettano al cane di tornare col tempo a condizioni di relativa normalit. Ci sono due fattori
fondamentali che devono partecipare per ottenere risultati positivi: le capacit delleducatore nel
trasmettere le proprie esperienze ed eventualmente di variarle se queste si rivelano inefficaci e la
partecipazione della componente umana (che si dovr occupare di proseguire nel lavoro
delleducatore per tutto il tempo necessario).
Ad esempio voglio riportare due dei vari casi che mi sono capitati negli anni. Il primo, un meticcio

dissocializzato (appena nato fu adottato dai proprietari perch mor la madre) ed il secondo un cane
da canile (un meticcio con forti problemi di aggressivit da irritazione).
Chiameremo questi due cani Pixy e Dixy.
Pixy, meticcio di 6 kg di peso, non conobbe mai la madre e perci non sub limprinting che gli
avrebbe permesso molto probabilmente di diventare un cane normale. Gi intorno al terzo mese
presentava forti problemi di aggressivit, in quanto rispondeva a qualsiasi stimolo con laggressione.
Quando mi fu presentato aveva 5 anni. Posto sotto farmaco dal veterinario comportamentalista gi
da un paio di mesi, i proprietari si rivolsero a me perch durante un contatto ravvicinato della
proprietaria egli le aveva morsicato il naso. Non solo. Tendeva spesso (questo lo fece alcune volte
anche in mia presenza) a ringhiare alla propria coda e subito dopo se la inseguiva per poi morderla.
Dixy un meticcio incrocio fra Sharpei e Chow Chow che ad un certo punto (a quanto pare per una
spazzolatura del pelo un po troppo brutale) prese di mira nonna, mamma e figlia. Al canile, prima del
mio intervento, ebbe comportamenti di minaccia nei confronti delle inservienti e quando io me ne
occupai era da un anno rinchiuso nel suo box e alimentato attraverso una feritoia.
Perch ho accomunato questi due cani? Perch, nonostante si trattasse di due problemi differenti, la
soluzione da me trovata stata analoga. Infatti, nelluno e nellaltro caso i due cani non gradivano il
contatto o, per meglio dire, Pixy lo cercava solo a volte e leccesso ne causava laggressivit, mentre
Dixy, anche nel caso degli inservienti del canile, non gradiva il contatto forzato (dal suo punto di
vista).
In parole povere, i due casi si sono risolti lavorando attraverso tre step successivi: nel primo step
erano previste lunghe passeggiate col cane che saltuariamente si avvicinava e veniva rinforzato in
quel comportamento attraverso la gratificazione orale, senza enfatizzare o eccitare il cane (nel caso
del canile avveniva tutto allinterno dellampio sgambatoio).
Nello step successivo attendevo che fosse il cane a cercare il contatto, per cui, ad esempio, mi
facevo annusare le mani e lo accarezzavo brevemente sul petto; infine, nellultimo step, cercavo la
collaborazione dei cani facendo fare loro qualche semplice esercizio come richiamarli o attendere
che si sedessero per poi gratificarli.
Solo con Pixi, dopo circa 6 mesi, ho avviato un ulteriore step facendomi coadiuvare da Taniusha, la
mia zwergpinscher, come cane regolatore, in modo che egli potesse apprendere i fondamenti minimi
della relazione e del linguaggio canino.
Durante il periodo di terapia comportamentale ero seguito nel primo caso dai proprietari, nel secondo
caso da una lavorante ed una volontaria del canile.
In tal modo, dopo un anno Pixi e dopo 8 mesi Dixi, i due cani sono stati recuperati ed ora conducono
una vita abbastanza decente, sicuramente molto meglio di quando erano sullorlo della follia.
Naturalmente, non esiste ununica soluzione per tutti i problemi, anzi spesso bisogna sbizzarrirsi nel
cercare nuove soluzioni allo stesso problema perch una tecnica consolidata nelle tabelle
accademiche risulta poco o per nulla efficace.
Credo in questo di essere stato molto aiutato dalla conoscenza dei miei cani i quali, volontariamente
o no, mi hanno sempre dato un buon aiuto nel capire le dinamiche sociali, relazionali e
comportamentali dei loro simili, soprattutto le volte in cui ho chiesto il loro aiuto (Taniusha ed
Opalino, in particolare) con cani poco comunicativi ed insicuri, come il piccolo Pixi.
Alla fine, se si eccettuano le patologie ereditarie e neurologiche (come la sindrome distimica del
cocker spaniel, o del pastore tedesco e del bull terrier) o quelle dovute allinvecchiamento ed al
deperimento organico, per le quali purtroppo non vi nulla da fare a livello preventivo, la cosa
migliore per evitare di avere un cane aggressivo utilizzare tutti quei comportamenti che rendono un
cane equilibrato:

1 Far socializzare i cuccioli con numerose tipologie di persone (inclusi i bambini), con altri cani ed
atri animali domestici con cui da adulti eventualmente potrebbero trovarsi a convivere; eventualmente
far frequentare un corso per puppy class. 2 Educare costantemente il cane in modo che gli sia
facile crescere tranquillamente nellambiente domestico. A tal scopo pu essere utile, oltre al normale
lavoro sulla condotta di base, utilizzare gli aspetti ludici che stimolano le iniziative cognitive del cane
come i cosiddetti giochi di attivit olfattivo-mentale o tecniche di apprendimento alternative al
condizionamento come lapprendimento sociale che utilizza la relazione fra cane e proprietario come
gratificazione.
3 Studiare con un educatore di riferimento situazioni che possono avvenire nel corso della giornata
in modo da rendere il cane consapevole dellambiente in cui vive. Ad esempio, andare a passeggiare
in centro, portare il cane al parco, viaggiare con lauto e via dicendo.

Aggressivit tra cani


Eleonora Mentaschi 4 maggio 2011 Vita col cane 0 Commenti
Pi del novanta per cento delle lotte tra animali che a noi accade di osservare si svolgono tra animali
della stessa specie, e per la maggior parte tra maschi (Timbergen, 1971).
Come in molte altre specie, infatti, la competizione tra i maschi per le femmine, il cibo e il territorio
scatenano spesso conflitti che possono anche portare allaggressione dellavversario.
Gli animali per hanno sviluppato spesso delle forme di comunicazione che permettono di evitare
attacchi e lotte inutili e pericolose per lindividuo stesso.
La selezione, infatti, non favorisce i maschi pi valenti nel combattimento, ma quelli che pi
efficacemente si battono per il controllo di una situazione determinante ai fini della riproduzione.
Il maschio che ha pi successo non il rissoso ad oltranza, ma quello in cui linclinazione alla lotta e
alla fuga si equilibrano.
Non il comportamento aggressivo quindi, ma un equilibrato sistema aggressione-fuga provvede a
quella distribuzione territoriale che impedisce dannose interferenze (Timbergen, 1971).
I cani, animali sociali gerarchici, possiedono forme di comunicazione atte a dimostrare la
sottomissione o la dominanza nei confronti dei conspecifici: attraverso la loro postura essi
comunicano la loro posizione sociale.
Due cani che si incontrano prima si annusano e si studiano: il dominante mostrer la coda dritta,
orecchie in avanti, il corpo rigido, lo sguardo fisso verso gli occhi dellavversario ed eventualmente i
canini in mostra e i peli della schiena ritti, ma se laltro cane assumer un atteggiamento sottomesso,
cio coda tra le gambe, orecchie allindietro, sguardo rivolto altrove o addirittura si butter a terra
mostrando il ventre e la gola, allora, normalmente, non verr attaccato poich la postura designa da
sola la gerarchia tra i due.
A volte per i cani attaccano un loro simile e questo pu essere relativamente normale oppure pu

essere un comportamento anomalo dovuto ad una scorretta socializzazione, a paura, a precedenti


esperienze negative o altre cause che verranno in seguito analizzate.
AGGRESSIVIT DA DOMINANZA
diretta verso altri cani ed in particolare tra cani che vivono nella stessa casa.
Laggressivit da dominanza diretta verso altri cani pu manifestarsi in entrambi i sessi, ma la pi
comune quella di un maschio verso un altro maschio, classificata come aggressivit intrasessuale
(OFarrel, 1992).
Laggressivit gerarchica frequente tra cani che vivono nella stessa casa. Pu capitare, infatti, che
uno dei due, generalmente il cane pi giovane, una volta raggiunta la maturit sociale (10-24 mesi),
voglia arrivare a prendere la posizione pi elevata, cio dominare laltro cane.
Laggressivit tra cani della stessa casa pu essere anche causata da una non chiara gerarchia.
In questo caso si ha una certa ambiguit, i cani non riescono a stabilire la gerarchie e continuano a
lottare per determinarla.
La causa principale spesso lintervento del proprietario, che non favorisce, come invece dovrebbe
fare, lindividuo pi dominante, peggiorando ulteriormente la situazione.
Come riconoscerla
Questi tipi di aggressivit si riconoscono per la postura adottata dallanimale che vuole essere il
dominante: coda alta, orecchie dritte, pelo rizzato, corpo rigido, canini ed incisivi in mostra, sguardo
fisso negli occhi dellavversario.
Inoltre il cane dominante tenta di posizionare il muso o le zampe sulla schiena dellaltro, cercando
talvolta di montare il cane che vuole sottomettere.
I boxer in esposizione vengono presentati luno di fronte allaltro: laggressivit da dominanza,
stimolata dal fatto che gli avversari si trovano al guinzaglio, fa assumere loro una posizione fiera
che permette agli handler di esibirli alla massima espressione di potenza espressivasenza
rischiare ovviamente nulla, visto che i contendenti, a causa del guinzaglio, non possono passare
alle vie di fatto.
Ci sono poi atteggiamenti pi sottili.
Ad esempio, il cane dominante si interpone sul percorso dellaltro, cercando di impedirgli il
passaggio.
Soprattutto se uno dei due cani che vivono insieme ha raggiunto la maturit sociale ed i proprietari
tentano di trattare ugualmente i due individui, la diagnosi diviene pi chiara. Unaltra situazione che
deve indurre a considerare questa diagnosi quella in cui uno dei due cani che vivono insieme, dopo
essere stato per qualche giorno fuori casa, rientra e si scatena lattacco: i cani devono ristabilire le
reciproche posizioni gerarchiche.

Cause possibili
Sono stati evidenziati i seguenti fattori causali:
1. Fattori sessuali: laggressivit intrasessuale pi frequente nei cani maschi interi (Borchelt, 1983;
Line e Voith, 1985; OFarrell, 1992).
2. Fattori genetici: gli esemplari di alcune razze hanno la tendenza ad essere pi dominanti rispetto ai
soggetti appartenenti ad altre razze (Fatj y Manteca, 1999; Guy et al.,2001).
3. Problemi di socializzazione: i cani, nel cosiddetto periodo critico, apprendono a riconoscere i loro
cospecifici e a comunicare nel modo corretto con essi. Se questo non avviene, il cane pu non
interagire in modo adeguato con gli altri cani ed essere aggressivo in situazioni che normalmente non
lo richiederebbero.
4. Allontanamento di uno dei due cani che vivono insieme: vedi sopra.
5. Scorretto comportamento dei proprietari di cani che vivono insieme: essi non favoriscono il
dominante (vedi sotto, nella terapia) (OFarrell, 1992, Overall, 2001).
Terapia comportamentale
Lo scopo della terapia comportamentale per i cani con aggressivit da dominanza verso soggetti
estranei quello di diminuire il pi possibile laggressivit del paziente e questo pu essere raggiunto
attraverso il condizionamento operante.
Imprescindibile per questo trattamento che il cane obbedisca ai comandi che il padrone gli
impartisce.
In questo modo il proprietario potr controllare il suo cane evitando incidenti pericolosi e allo stesso
tempo rinforzare la sua dominanza sullanimale.
Spesso infatti i soggetti con problemi di aggressivit da dominanza verso altri cani sono animali che
mostrano aggressivit da dominanza anche verso le persone del suo nucleo famigliare. In questo
caso, i due tipi di aggressivit dovranno essere entrambi trattati e, possibilmente, in modo
contemporaneo.
Una volta che il cane sar assolutamente ubbidiente al padrone, si potr passare alla terapia vera e
propria.
La tecnica del contro-condizionamento consiste nel premiare il cane ogni volta che si mostra non
aggressivo di fronte ad altri cani.
In questo modo il soggetto collegher il suo atteggiamento calmo alla presenza di un conspecifico al
premio, ossia ad unesperienza gratificante ed apprender a reagire con questo comportamento
piuttosto che con laggressivit.
Molto utile risulta la desensibilizzazione sistematica: lo stimolo, in questo caso la presenza di altri
cani, viene presentato secondo un gradiente di intensit crescente.
Per i cani che vivono nella stessa casa indispensabile non trattare allo stesso modo i due cani.

Per evitare conflitti allora necessario che i proprietari diano priorit al cane dominante o a quello
che probabilmente lo diventer: il pi giovane ed il pi forte.
Per priorit si intende: dare il cibo, le carezze, le uscite e tutte le risorse prima al dominante e, solo in
seguito, al sottomesso (rimandiamo allarticolo del mese di marzo per ulteriori chiarimenti).

AGGRESSIVIT PROTETTIVA, TERRITORIALE E POSSESSIVA-COMPETITIVA


Laggressivit territoriale ha per scopo la difesa dello spazio che il cane percepisce come suo, sia
esso la casa in cui vive o il parco in cui esce. Il cane ringhia, abbaia o aggredisce chi tenta di
invadere questo territorio.
Femmina in atteggiamento difensivo nei confronti dei cuccioli: se un altro cane si avvicinasse
potrebbe scatenare unaggressivit di tipo protettivo da parte della cagna. Laggressivit protettiva ha
invece lo scopo di difendere il proprietario. Questa si pu manifestare per strada, quando unaltra
persona od un cane gli si avvicina, ma anche in casa per proteggere il soggetto prediletto dagli altri
membri della famiglia (OFarrell, 1992).
Laggressivit territoriale generalmente associata a quella da dominanza e da irritazione,
realizzando cos una triade aggressiva (Pageat, 1999).
Laggressivit possessiva-competitiva si manifesta, appunto, per la competizione su una particolare
risorsa.
I cani litigano esclusivamente per il cibo, per un osso o per una determinata aerea di riposo.
In questa categoria possiamo far rientrare anche laggressivit materna: la femmina che ha partorito
o che soffre di gravidanza isterica difende i propri cuccioli o gli oggetti che crede lo siano.
Generalmente il problema svanisce dopo lo svezzamento, magari qualche tempo pi tardi.
Come riconoscerla
Nellaggressivit territoriale le sequenze sono abbastanza tipiche. Il difensore va incontro allintruso
abbaiando e ringhiando, poi si arresta a qualche metro di distanza e lo fissa. Se lavversario accetta il
confronto, il difensore gratta il suolo con i quattro arti e urina ripetutamente sollevando un arto
posteriore. Quando questa fase di intimidazione non sufficiente, si ha lattacco dellintruso (Pageat,
1999).
Laggressivit protettiva si riconosce proprio perch il cane aggressivo solo se vicino al
proprietario, altrimenti si comporta normalmente.
Quella possessiva e competitiva si scatena solo ed esclusivamente per determinati oggetti o persone
su cui competere.
Cause possibili
1. Apprendimento: generalmente questo un fattore determinate. I proprietari, nella speranza di
avere un cane che faccia la guardia, possono aver rinforzato i comportamenti aggressivi, magari

verso alcuni intrusi. Ma un cane pu avere difficolt poi a distinguere verso chi essere aggressivo e
chi non esserlo: come pu sapere che il ladro da aggredire, ma il vicino non lo ?! Per questo.
Laddestramento deve sempre essere effettuato da professionisti del settore.
2. Fattori sessuali: stato dimostrato che gli androgeni, assieme al progesterone, hanno un ruolo in
queste risposte comportamentali. I maschi tendono a difendere maggiormente il territorio, anche se
non da escludere che una femmina possa comportarsi esattamente allo stesso modo (Pageat,
1999).
3. Fattori genetici: i cani da guardia potrebbero essere pi predisposti ad esprimere un
comportamento territoriale e protettivo eccessivo (Overall, 2001)
4. Problemi di socializzazione
Terapia comportamentale
Anche in questo caso imprescindibile che il cane obbedisca ai comandi che il padrone gli
impartisce. In questo modo il proprietario potr controllare il suo cane evitando incidenti pericolosi.
Si potr passare poi, come descritto per laggressivit da dominanza, alla desensibilizzazione ed al
contro-condizionamento. La punizione, soprattutto quella remota, se correttamente applicata, pu
risultare utile.

AGGRESSIVIT DA PAURA
I cani, di entrambi i sessi, possono essere aggressivi anche per paura. Generalmente non
distinguono tra maschi e femmine e laggressione non preceduta da alcun preliminare sociale
(avvicinarsi, annusarsi, ecc.).
Alcuni mostrano questo comportamento solo ed esclusivamente nei confronti di determinate razze
specifiche, probabilmente perch sono stati vittima di un cane di razza simile.
Come riconoscerla
Il cane aggressivo verso entrambi i sessi o una razza particolare. In alcuni casi facilmente
riconoscibile dalla postura sottomessa (vedi articolo di febbraio): in questo caso il cane cerca la fuga,
ma se lavversario si avvicina, per difendersi, attaccano.
Cause possibili
Esperienze precedenti negative: alcuni cani morsicati da altri conspecifici mostrano in seguito
aggressivit, a volte solo verso determinate razze.
Problemi di socializzazione: soprattutto i cani cui non stata data la possibilit di incontrare altri cani
nel periodo della socializzazione (vedi articolo di febbraio) possono in seguito diventare aggressivi
per paura.
Fattori genetici: stato dimostrato che la paura un fattore ereditabile.

In parte questo anche dovuto ad un apprendimento del cucciolo: la madre, essendo paurosa dei
cani, pu aver insegnato questo atteggiamento anche ai suoi piccoli.
AGGRESSIVIT PREDATORIA
Laggressivit predatoria pu essere diretta verso qualsiasi cosa o animale, compresi luomo e gli altri
cani, soprattutto se questi sono di taglia piccola.
E tipico di questaggressivit che essa si manifesti contro soggetti in movimento.
Spesso per lanimale abbandona il suo scopo prima di averlo raggiunto, esso insegue la preda per
un tragitto ma se nallontana ancora prima daverla attaccata: probabilmente lo stimolo non era
abbastanza forte da stimolare il cane a mettere in atto tutta la sequenza predatoria.
Relativamente spesso, per, il soggetto si limita a fermarsi ad una certa distanza e ad abbaiare
contro la preda senza avvicinarsi ulteriormente. Questo accade probabilmente perch, da una
distanza pi ravvicinata, ci sono certi aspetti della preda che inibiscono lattacco: la forma anatomica
o la pericolosit dellavversario. Labbaiare unattivit di sostituzione prodotta dal conflitto (OFarrell,
1992).
Il gioco tra questi due bull terrier mima la predazione: uno dei due viene raggiunto e aggredito
dallaltro
Come riconoscerla
Lattacco generalmente preceduto dallindividuazione di una vittima in movimento.
Per le prede di piccola taglia la sequenza considerevolmente costante da un cane allaltro: salta a
piedi uniti, coda posta verticalmente, orecchie dritte, pelo della regione dorso-lombare eretto e si
lascia cadere con i due arti anteriori sulla preda.
Il salto ripetuto pi volte, apparentemente fino a quando la preda viene immobilizzata. Essa viene
poi afferrata con le mascelle e scossa vigorosamente (Pageat, 1999).
Cause possibili
1. Fattori genetici: alcune razze, come quelle da caccia, sembrano pi predisposte a presentare
questo tipo di problema (OFarrell, 1992)
2. Parametri fisiologici: in tutti i casi, la predazione viene scatenata dalla stimolazione dellipotalamo
laterale. Sembra che questa stimolazione sia per facilitata dalla fame, dal momento che esistono
connessioni tra il centro della saziet e le regioni ipotalamiche qui implicate (Pageat, 1999).
3. Addestramento alla caccia (Pageat, 1999).
4. Imitazione dei conspecifici (Pageat, 1999).
5. Scorretta socializzaione: il cane non riconosce i piccoli cani come cospecifici.
Trattamento comportamentale
Si possono combinare diversi trattamenti (OFarrell, 1992).
Prima di tutto bisogna aumentare la dominanza ed il controllo del padrone sul cane. Il proprietario

deve soprattutto essere in grado richiamare a s il suo cane, ma questo comando deve essere
eseguito in modo tempestivo: prima che il cane veda la preda o nel momento stesso in cui lha
individuata, altrimenti il soggetto sar troppo eccitato perch obbedisca.
Anche la desensibilizzazione utile: lo scopo del trattamento quello di insegnare al cane a stare
calmo di fronte allo stimolo scatenante (vedi sopra).
Questa una situazione in cui la punizione pu essere un metodo efficace per eliminare il
comportamento, specialmente in cani con una personalit stabile. Importante che la punizione
sopraggiunga in uno dei seguenti momenti: primo quando il cane avvista la preda e secondo quando
si sta avvicinando ad essa. Lanimale dovr allora essere distratto con uno stimolo avversativo, come
un rumore violento, e subito dopo verr presentato al cane uno stimolo alternativo, ad esempio una
pallina.
Questo tipo di aggressivit difficile da curare perch (OFarrell, 1992):
Coinvolge spesso vittime, quali animali o bambini piccoli, il cui comportamento difficilmente
alterabile.
E un comportamento innato che non necessita di un rinforzo: i cani inseguono uccellini o gatti
anche se non sono mai riusciti a catturarne uno.
Gli effetti possono essere cos disastrosi che il trattamento fallisce se il comportamento si
ripresenta ancora in altre situazioni.
ALTRO
Vi sono altri tipi di aggressivit, anche se meno frequenti.
In alcuni casi, soprattutto se il cane sembra irritato o se laggressivit appare improvvisamente,
bisogner indagare che non vi siano malattie organiche o problemi fisici nel cane.
E in ogni caso sempre necessario rivolgersi ad uno specialista il prima possibile.

Aggressivit? S, ma quale?
Stefano Morandotti 21 aprile 2011 Addestramento, Expo, sport, attivit 1 Commento
Molti sono i modi per stimolare laggressivit del cane.
Chiaramente un buon professionista tender ad enfatizzare alcune doti naturali finalizzandole solo ed
esclusivamente al morso sulla manica del figurante, prevista dai regolamenti vigenti nel nostro sport.
In tutti i campi daddestramento nei quali si pratica lutilit e difesa si cerca di formare cani che
esprimano un morso convincente ed efficace.
I parametri principali vengono indotti dai giudici di gara, che togliendo o dando punti qua e l durante
le gare creano orientamenti molto precisi riguardo al lavoro ottimale da ricercare nel cane.
Oggi viene chiesto un tipo di attacco forte, preciso e dinamico.

Solo a queste condizioni vengono assegnati i massimi punteggi; infatti questo sport si esasperato a
tal punto che nelle gare pi importanti le differenze si giocano sul filo del singolo punto.
Ma quali sono i meccanismi necessari per raggiungere i risultati migliori?
Tale obiettivo si raggiunge nel momento in cui il preparatore riesce a stimolare il cane nel giusto
modo.
Come detto in precedenza le modalit sono molteplici e la diversificazione filosofica portatrice dello
stile di addestramento di un professionista piuttosto che di un altro. Personalmente credo in tutte le
tecniche (a patto che rispettino il cane), in quanto valide se applicate al cane giusto.
La stimolazione dellaggressivit pu avvenire principalmente tramite processi di predazione,
combattivit, possessivit o autodifesa.
Ognuna di queste leve pu portarci dritti allo scopo se utilizzata in modo consono ed appropriato.
Partendo dal mio modo di vedere largomento (che peraltro strettamente personale) ogni singolo
cane portatore di doti psicofisiche soggettive e la scelta della leva da stimolare avviene
semplicemente come conseguenza di un approfondita analisi del soggetto.
Quindi, se un cane risulta prevalentemente predatorio e non diffidente, la leva giusta da toccare la
stimolazione della predazione.
Ipotizzando un caso differente, quindi un cane sprovvisto di predazione ma molto diffidente, la leva
giusta lautodifesa.
Questi esempi rappresentano soltanto due delle centinaia di possibili combinazioni riscontrabili in un
cane, ma sono indicative per la scelta del tipo di addestramento.
Credo nella variet tecnica anche per i risultati ottenuti nelle gare ad alto livello da cani addestrati con
sistemi opposti: infatti nei campionati multirazza i soggetti vincenti sono spesso provenienti da scuole
differenti.
Per capire come lavorare un cane bisogna possedere una buona sensibilit personale e una buona
capacit manuale.
Il cane un animale che fortemente influenzabile dal punto di vista emotivo, quindi solo capendo i
suoi stati danimo possibile trarne uninterpretazione logica e coerente.
E importante fare queste valutazioni soprattutto quando gli proponiamo degli stimoli come straccetti
in movimento, rumori ecc.
Laggressivit in un cane un istinto molto complesso e articolato, infatti le sue componenti sono
concatenate luna allaltra: per esempio schematizzare o separare troppo predazione, combattivit,
autodifesa e possessivit un errore, il tutto si miscela non sempre con armonia ma pur sempre con
una logica naturale.
In questo periodo storico si pensa erroneamente che i fini giustifichino i mezzi e laddestramento del
cane avviene sempre e soltanto con lunico scopo di fare pi punti in gara.

I professionisti sovente si canalizzano sul singolo risultato trascurando completamente la stabilit


psicofisica che un cane sportivo deve avere per lunghi anni.
Un vero cane da gara deve rimanere costante nel tempo, non ottenere un unico buon risultato fine a
se stesso!
Anche se pu sembrare paradossale, oggi queste sono situazioni abbastanza frequenti.
Molti conduttori sacrificano lequilibrio dei loro cani pur di ottenere un riconoscimento personale.
Ci avviene quando si esasperano oltremodo i parametri di sopportazione agli stress: pi
semplicemente possiamo parlare di cani demoliti dal programma addestrativo.
Il modo con il quale ci si relaziona allaggressivit di un cane pu essere valido solo se salvaguarda il
suo equilibrio.
Negli sport umani come latletica leggera, il ciclismo e molti altri, il problema doping risulta essere un
vero cancro in quanto gli atleti vengono spremuti in modo innaturale per raggiungere risultati sempre
pi soddisfacenti.
Come conseguenza si arriva a patologie molto gravi che possono provocare anche la morte.
Anche se in modo diverso questo avviene nei cani quando si esasperano gli stati di stress.
E stato scientificamente provato che cani sottoposti a stress psicofisici troppo alti hanno avuto
conseguenze molto negative.
Detto ci consiglio sempre di valutare la longevit di un metodo addestrativo, che deve
permettere al cane di praticare lo sport per anni e non solo per una stagione.
Un altro aspetto di fondamentale importanza, quando si vanno a toccare le leve dell aggressivit,
sono i tempi tecnici che bisogna assolutamente rispettare, in quanto bruciare le tappe pu risultare
estremamente deleterio.
Laggressivit va sempre stimolata con modalit progressive per dare al cane la possibilit di
crescere allenamento dopo allenamento, in modo corretto e non a tappe brevi per la fretta di andare
in gara.
Anche questa pu sembrare unaffermazione scontatama evidentemente non lo , perch
abbastanza frequente trovare cani distrutti mentalmente da programmi troppo rapidi.
Gli sport cinofili sono nati per far divertire sia noi che i cani: non dimentichiamocelo mai!

Socializziamo anche con qualche cane antipatico


Valeria Rossi 24 agosto 2015 Etologia-Psicologia canina 13 Commenti

di VALERIA ROSSI Una lettrice, nei ticket del supporto cinofilo, mi racconta di avere un hovawart,
maschio adulto, poco amichevole con i suoi simili e di trovarsi in difficolt con un golden
retriever che viene lasciato costantemente libero e che approccia il suo in modo troppo diretto,
andandogli incontro dritto per dritto anzich fare la classica curva o lavvicinamento laterale.
Cos, ogni volta, lhowy si sente sfidato e reagisce ringhiando in modo molto convincente: solo a quel
punto laltro capisce lantifona e si allontana, ma il giorno dopo la storia si ripete nello stesso identico
modo.
Il proprietario del golden ha accusato la signora di non aver socializzato abbastanza il suo cane: io
penso, invece, che sia stato lui a socializzare male il suo (oltre a non rispettare la legge e a non
tenerlo al guinzaglio, il che gi lo predispone ad avere qualche brutta sorpresa, prima o poi).
Perch parlo di aver socializzato male il cane?
Perch evidentemente il golden crede che il mondo sia tutto peace & love: approccia cos
direttamente perch convinto che tutti i suoi simili vogliano fare amicizia e giocare.
Questo abbastanza tipico dei cani socializzati esclusivamente con altri cuccioli o cuccioloni, che
non incontrano mai cani adulti e/o meno paciocconi di loro.
Il risultato che questi soggetti diventano un po dei Forrest Gump a quattro zampe: troppo ingenui,
troppo fiduciosi e, come tali, ad alto rischio. Perch purtroppo il mondo canino, proprio come il
nostro,non fatto esclusivamente di paciocconi-giocherelloni.
In parte dipende da come i cani sono stati allevati e gestiti (e socializzati, ovviamente), ma in parte
anche questione di razza, e quindi di selezione. E evidente che in un cane da compagnia o da
caccia (come appunto il golden, per esempio) non sarebbe stato gradito un carattere rissoso:
quindi la selezione ha lavorato, per secoli, per ridurre laggressivit intraspecifica. In altri casi
successo esattamente lopposto: vedi per esempio i cani da combattimento, nei quali laggressivit
intraspecifica era ricercata e considerata una dote preziosa.
In diverse razze, poi, la cosa stata completamente ignorata: per esempio la maggior parte dei cani
da utilit e difesa, il cui compito sempre stato quello di stare appiccicatissimi al loro umano e non
quello di fare vita da branco, allegra ed amichevole con gli altri cani fino a un annetto circa,
dopodich dipende, perch la cosa varia da soggetto a soggetto.
Qualcuno pu restare cos per sempre, ma la stragrande maggioranza dei maschi adulti, una volta
raggiunta la maturit sessuale, si comporta come gli dice il suo DNA ancestrale e quindi non
sopporta pi la presenza di altri maschi.
Nelle femmine le percentuali delle amichevoli per sempre sono sicuramente pi alte, ma anche qui
non che ci si possa fidare al cento per cento (specie se le due signore vanno in calore
contemporaneamente). E tutto questo avviene indipendentemente dalla socializzazione effettuata sui
cuccioli.

Ovvio che un cucciolo non socializzato non sar mai in grado di comunicare efficacemente con i suoi
simili, neppure in giovane et, e quindi potrebbe perdersi una parte importante della sua vita
sociale ma anche il cucciolo pi socializzato del mondo, se appartiene ad una razza in cui NON sia
stata selezionata la bassa o nulla aggressivit intraspecifica, una volta cresciuto potrebbe cambiare
drasticamente atteggiamento.
Detto questo, torniamo al punto: e cio al fatto che, durante la fase di socializzazione, il cucciolo non
dovrebbe incontrare sempre e solo coetanei (ovviamente giocherelloni per definizione, trattandosi di
cuccioli), ma anche adulti. E in particolare adulti capaci di insegnargli quello che io chiamo il galateo
canino. Capaci, insomma, di rifilare anche qualche sonora sgridata quando serve.
A maggior ragione questi incontri si rendono necessari se il cucciolo non stato allevato da entrambi
i genitori (o dalla madre pi un qualsiasi maschio adulto), ma solo dalla mamma: infatti ad insegnare
il galateo dovrebbe sempre essere il padre, ma il padre spesso non presente e quindi al piccolo
vengono a mancare insegnamenti importanti.
ATTENZIONE! Viste le difficolt di comprensione del testo che spesso emergono da certi commenti,
specifico una cosa che dovrebbe essere lapalissiana ma non si sa mai: NON sto certo parlando
di far interagire un cucciolo con un adulto aggressivo!
Sto parlando invece di adulti che siano bravi educatori, oregolatori, ovvero equilibratissimi ma
anche capaci di dare uno stop convinto e severo al cucciolo quando esagera e/o quando si
comporta in modo poco consono alle regole della convivenza canina (per esempio rubare oggetti,
infilare il naso nelle ciotole altrui o, appunto, approcciare in modo ineducato).
Agli occhi degli umani, molto spesso, questi cani capaci di mostrare i denti al cucciolo sembrano
antipatici (nella migliore delle ipotesi) o addirittura cattivi (sigh): quindi vengono spesso evitati,
specie dagli umani tutti coccole e distintivo che pensano di vivere in un film di Walt Disney salvo
svegliarsi poi bruscamente quando scoprono che la realt un po diversa (e magari il loro
tesorodimamma sta in clinica a farsi ricucire: nel qual caso daranno sempre e solo la colpa al cane
che lha morso e mai e poi mai al proprio, che magari lha approcciato da perfetto cafone).

Volete un cane sereno? Fatelo lavorare!


Francesca Brunello 12 giugno 2015 Vita col cane 11 Commenti
di FRANCESCA BRUNELLO Dellarticolo Il mio bambino peloso mi tiene in ostaggio mi ha colpita
la frase Questo NON il normale comportamento di un animale sociale e pacifico come il cane:
questo frutto di stress, di nervosismo o addirittura di nevrosi e queste nevrosi sono legate,
davvero in moltissimi casi, alla bambinizzazione.
Vero, verissimo, impossibile da negare.

Aggiungo che, secondo me, la maggior parte dello stress nei cani che vedo dipende dal fatto che non
fanno abbastanza esercizio.
Non lavorano, non hanno un ruolo nel branco, non sono mai stanchi.
Far lavorare un cane utile principalmente per due ragioni: si costruisce un rapporto solido nel
binomio proprietario-cane e il cane stanco e appagato.
Quante volte sento gente che va dal comportamentista o dalleducatore, dalladdestratore, perfino dal
veterinario per un qualsiasi problema (tira al guinzaglio, quando a casa da solo distrugge tutto,
ringhia, abbaia) e torna dicendo s mi ha detto che devo fare cos cos e cos.
Ora, non metto in dubbio che se il cane tira al guinzaglio dobbiamo cambiare qualcosa per evitare di
stare agganciati stile bandierina, ma quello che mi fa diventare di tutti i colori (in sequenza: rossa,
viola, nera, blu blu perch devo trattenere il fiato per non rispondere, perch io non ho qualifiche
per dire la mia) che nessuno sembra aver mai detto: guardi signora, questo cane non fa un
accidenti dalla mattina alla sera, si scelga un piano di lavoro e scolli il suo jack russell dal divano.
I pi furbi di solito cercano di parare con lo porti qui una/due volte a settimana.
Niente di sbagliato, ci mancherebbe altro, il loro lavoro.
Ma poi, quando incontro nuovamente il proprietario in questione qualche tempo dopo e quello mi dice
eh si, io lho anche portato l andata bene per un po ma poi ha ricominciato/non avevo
tempo/costa troppo la mia reazione di solito quella di ripassare i colori dellarcobaleno con la
faccia e le lettere dellalfabeto con le sopracciglia.
Cosa c di sbagliato? Qual lingranaggio che si inceppa?
NON si pu lavorare con un cane su un problema mirato se il cane ha accumulato tutto quello stress
ed nervoso al punto tale che quello stesso problema diventato la sua valvola di sfogo, senza
dargli la possibilit di scaricarsi in altro modo. Non si pu, non ci sono scorciatoie, nessun metodo
miracoloso coercitivo o gentilista che sia o farmaco che tengano.
Non tutti i cani hanno bisogno dello stesso tipo di esercizio e neanche della stessa quantit. Non si
pu portare un San Bernardo in agility esattamente come non si pu portare un carlino a saltare le
palizzate dellUD.
Ogni razza selezionata per avere un certo quantitativo di energia e una propensione ad una o pi
attivit.
Vi siete messi in casa un beagle perch buonissimo con tutti? Santo Cielo, fategli fare giochi di
fiuto prima che diventi un comodino grosso, grasso e quadrato: un cane da caccia.
Avete deciso che un malin il miglior cane da guardia per i tulipani del vostro giardino? Benissimo,
ma fatelo giocare con il salamotto prima che decida che larea dedicata ai tulipani pi bella sterrata.
E ancora, avete un Labrador perch dolcissimo con i bambini? Meraviglioso, ma abituatelo al
riporto (magari in acqua) prima che un bambino lo innervosisca a tal punto da farsi pinzare.

A tutti quelli che mi dicono un cane un grosso impegno rispondo sempre che no, non un grosso
impegno, un impegnocontinuativo, 24h/24. Il vero impegno far diventare tutto una routine e
seguirla con costanza.
Non si tratta di preparare indistintamente tutti i cani allo ZTP, ma di trovare un modo collaborativo per
farli stancare.
Non ne posso pi di sentire eh, ma allarea cani si stanca perch vero che si stanca interagendo
con gli altri cani, ma quello non un lavoro in cui coopera con noi.
Il riporto, esercizi semplici come seduto terra e resta, imparare ad andare al guinzaglio, iniziare
uno sport insieme QUESTI SONO I MODI PER FAR LAVORARE UN CANE.
Questo lABC, non si scappa.
In tutti i video che ho visto su YouTube dei vari trainer americani, quando arriva il proprietario canemunito con un problema, la prima cosa che dicono probabilmente non fa abbastanza esercizio
fisico, quanto tempo dedica alle attivit che fate insieme?.
Qui casca sempre lasino.
chiaro che problemi di aggressivit, dominanza, iperattivit non si risolvono sempre e subito
lanciandogli un paio di volte la pallina: ma a prescindere da questo, che problemi abbiamo noi in
Italia, se lavorare con un cane non sappiamo nemmeno cosa significa?
Smuoviamo sedere e jack russell dal divano, inventiamoci attivit da fare insieme a lui,
INSEGNAMOGLI qualcosa di nuovo.
Non deve essere per forza uno sport cinofilo, ma possiamo pensare in grande perch da questo
punto di vista i cani sono come i bambini: imparano.
Imparano sia a tirare al guinzaglio che a portare il telecomando; imparano a mangiare dal tavolo
come imparano il resta, il no e il lascia; imparano a scavare quando si annoiano allo stesso modo in
cui apprendono a chiudere le porte o spegnere la luce quando richiesto.
Possiamo far imparare al cane cose utilissime, come essere un buon cane da difesa, o cose
inutilissime come portarci le ciabatte: ma la cosa straordinaria che il cane ha uno spirito
collaborativo innato e a qualsiasi livello si lavori con la nostra bestiaccia di casa, questa sar sempre
disposta a imparare cose nuove. Sempre, finch sta con noi.
Se avete il privilegio di avere un cane, sfruttate ogni momento libero per farlo cooperare con voi, che
siete i suoi leader.
Dategli dei compiti, cos che lui abbia il suo ruolo nel branco: addetto alla vostra difesa o
portaciabatte che sia.

I perch cinofili: perch i cani sono razzisti?


Valeria Rossi 12 maggio 2015 I perch cinofili commenti

di VALERIA ROSSI I cani sono molto spesso razzisti: ma non nel senso che a volte abbaiano alle
persone di colore perch questo dipende esclusivamente da come stato socializzato il cucciolo.
Se un cane non ha mai visto nessuno con la pelle nera, probabile che non lo identifichi subito come
appartenente alla categoria umani (e quindi quasi conspecifici, come ci considera grazie
allimprinting): ma lo stesso succede con persone in divisa, preti, suore, bambini e con tutti coloro che
non rientrano nellimmagine che il cane si fatto della nostra specie durante i periodi sensibili.
Se la socializzazione stata incompleta, per, sempre possibile spiegare al cane, facendogliele
conoscere, che anche queste persone un po diverse da noi sono, appunto, persone: dopodich il
cane le accetter come tali e smetter di avere manifestazioni di paura o aggressivit.
Il cane, dunque, non affatto un vero razzista nei confronti degli umani: invece lo molto spesso nei
confronti dei suoi simili.
Fine anni 70, raduno nazionale SAS: pi di trecento cani iscritti. Ci sono anchio, alle primissime armi
e con uno dei miei primissimi cani. Lemozione cos forte che quasi non faccio caso al fatto che
regni un silenzio davvero stupefacente, in presenza di cos tanti cani: ma i pastori tedeschi sono tutti
molto fissati sui loro conduttori e quasi non guardano neanche in faccia i colleghi a quattro zampe.
Quando capita che si incrocino, se si tratta di un maschio e di una femmina, si scambiano
unannusatina e via: solo in rarissimi casi si sente qualche ringhiotto (si sono incrociati due maschi),
subito messo a tacere dai conduttori. I cani vengono allontanati e tutto finisce l.
Passa unoretta, unoretta e mezza ed ecco che arriva linfiltrato.
In realt non si potrebbe entrare con cani non iscritti alla manifestazione, ma linfiltrato c quasi
immancabilmente, ad ogni esposizione canina. Non si sa come riesca a passare, ma ci riesce.
In questo caso linfiltrato un anziano signore che porta al guinzaglio un meticcetto di et incerta (ma
quasi sicuramente avanzata), di colore indefinito e dal carattere tranquillissimo: uno di quei cani che
nella vita hanno gi visto tutto e che non si scompongono di una virgola in qualsiasi ambiente e
situazione. Lometto non sembra avere ben capito di essersi infilato in un raduno cinofilo: quanto al
cane, lui non degna neppure di uno sguardo i suoi simili, continuando a trollerellare impettito accanto
al suo proprietario.
Ma appena sono gli altri a vedere lui, scoppia una cagnara (di nome e di fatto) allucinante.
Parte un tripudio di BAUBAUBAUBAU!!!, praticamente da tutti e trecento i cani; tutte le teste puntano
verso linfiltrato; tutte le orecchie sono drittissime e minacciose; tutti i denti brillano come sciabole al
sole.
Il cane dellinfiltrato si gira verso il padrone e gli appare un fumetto con scritto Mi sa che siamo
capitati nel posto sbagliato, concetto rafforzato dal fatto che uno degli organizzatori raggiunge
lanziano signore e lo prega di allontanarsi.

Appena uscita la coppia, torna a regnare il silenzio; ed io guardo il mio cane e gli/mi chiedo, per la
prima volta in vita mia: Ma sarete mica un po razzisti, per caso?
Col passare degli anni la risposta (SI! Lo sono!) diventata via via pi convinta: perch pi cani
conoscevo, pi balzava agli occhi questa loro palese preferenza per gli esemplari della stessa razza.
Non solo: a volte perfino nei meticci si pu trovare una tendenza a fare pi facilmente amicizia con
soggetti morfologicamente simili a loro, o viceversa una vera antipatia verso chi si discosta molto
dal loro aspetto fisico (per esempio: meticci lupoidi che temono i molossoidi, e viceversa).
In alcuni casi questa sorta di razzismo sembra avvicinarsi ad un vero e proprio snobismo: per
esempio i levrieri guardano palesemente dallalto in basso i non-levrieri; gli Akita si ritraggono spesso
schifati (oppure mostrano i denti) se si avvicina loro un cane di altra razza.
Ma la cosa vale un po per tutti: Samba, che cresciuta giocando con tutti i tipi di cane che possano
venirvi in mente, visto che al campo lho fatta giocare con tutti i cuccioli che lo frequentavano se
vede un altro rottweiler comincia a pigolare di gioia a cinquecento metri. Se vede un cane diverso
scodinzola lo stesso, ma con moooolto meno entusiasmo.
A che cosa dovuto questo che definisco scherzosamente razzismo, ma che ovviamente non va
inteso nel senso umano (vergognoso e incivile) del termine?
Principalmente allimprinting materno, del quale spesso tendiamo a dimenticarci concentrandoci
molto di pi sullimportanza dellimpregnazione sulluomo.
Eppure limprinting materno c, ed fortissimo: ed proprio questo, nei cani di razza pura, a fissare
nella mente del cucciolo limmagine di un cane che senti vicino pi degli altri, quello di cui ti puoi
fidare, con cui puoi fare amicizia, con cui giochi pi volentieri.
Molto semplicemente, questo cane quello che somiglia alla mamma: ovvero quello che richiama il
primo, fortissimo legame affettivo che ha coinvolto i sentimenti del cucciolo e che permane anche in
et adulta.
In misura minore, nel fenomeno del razzismo coinvolta anche la comunicazione, in particolare la
mimica facciale e corporea: cani morfologicamente molto diversi (lupoidi, molossoidi, graioidi)
hanno modi diversi di comunicare, spesso perch impossibilitati a fare diversamente proprio a causa
della loro conformazione fisica (un bull terrier non potr mai essere particolarmente espressivo,
neanche volendo!).
Questo fa s che le loro mimiche a volte non vengano neppure riconosciute dagli esemplari di razza
(o di tipo) diverso e che quindi nascano delle incomprensioni.
In alcuni soggetti la tendenza a preferire i propri simili pi forte che in altri (e questo avviene
soprattutto nelle razze molto tipicizzate): ma un po c sempre, e bisogna stare attenti soprattutto a
non far diventare questa tendenza un problema.
In allevamento, infatti, spesso si tende a pensare che il cucciolo sia perfettamente socializzato nei

confronti degli altri cani solo perch, dopo quelli con la famiglia di origine, ha avuto contatti anche con
altri soggetti, cuccioli e adulti: ma se sono tutti della stessa razza c il serio rischio che il cucciolo
identifichi solo quelli come cani, e in seguito mostri timore o aggressivit verso i suoi simili
non troppo simili a lui.
Per questo consigliabile far conoscere ai cuccioli anche cani molto diversi da loro quando si
trovano in fase di socializzazione (da due a quattro mesi circa): prendere questa abitudine in
allevamento potrebbe evitare molti futuri casi di aggressivit.

Malinois azzanna seriamente proprietario: di chi la colpa?


Valeria Rossi 8 gennaio 2015 Allevamento - Cuccioli, News 13 Commenti
di VALERIA ROSSI Non ha passato una bella Epifania il maestro di religione azzannato dal suo
cane: forse non ha mai rischiato davvero di perdere il braccio (nelle primissime righedellarticolo su
La Stampa si dice che stata subito scongiurata lamputazione), ma lattacco stato sicuramente
serio e con un cane come il malinois, che non va in presa ma morde ripetutamente, c poco da
scherzare.
Ora, naturalmente, si parla (tanto per cambiare) di nuova razza pericolosa, generalizzando (tanto
per cambiare) con grande gioia dei media che forse erano un po stufi di parlare sempre e solo di pit
bull erottweiler. Di che abbiamo il nuovo mostro da sbattere in prima pagina: ovviamente il cane,
tout court, senza starsi a fare troppe domande sul perch e il percome sia stata sfiorata questa
nuova tragedia.
Nellarticolo si legge che il cane aveva gi morso in passato e che per questo era stato confinato in
un recinto: dopodich ci spiegano che era trattato bene, nutrito correttamente, non sottoposto a
trattamenti violenti. Quindi una delle agenti di polizia conclude: Probabilmente ha avuto un raptus.
Embe, su questo non ci piove. Qualsiasi cane che di punto in bianco aggredisca un umano
ha sicuramenteavuto un raptus: ma un raptus de che? Di follia, o soltanto di energie represse che
prima o poi un cane deve sfogare in qualche modo?
Chiunque conosca anche solo un pochino questa razza dovrebbe sapere che un malinois non pu
vivere sempre e solo in un recinto: un cane attivissimo, super-dinamico, con un carico di energia
veramente pazzesco. Non basta non picchiarlo e dargli da mangiare per farne un cane sereno e
tranquillo: questi sono cani da lavoro, selezionati da sempre per scopi di utilit e quindi con un vero
e proprio carico di doti caratteriali che devono trovare unapplicazione. Sono super-cani, che si
stanno distinguendo in tutto il mondo per le loro performance in numerosissime discipline: come
cavolo si fa a pensare di prendere uno e di ficcarlo in un recinto, portandogli semplicemente da

mangiare e non maltrattandolo? Perch nessuno sembra capire che il maltrattamento, per un cane
cos, sta gi nel recinto?
Ma non tutto qui, ovviamente: perch non sta scritto da nessuna parte che un cane che si annoia,
si rompe le palle ed ha un carico di energie represse debba scagliarsi contro il proprietario e tentare
di staccargli un braccio. Ci mancherebbe altro. Un cane che vive in una situazione di stress pu
reagire in moltissimi altri modi, nessuno dei quali manda i suoi umani allospedale: perch si arrivi ad
un attacco cos deve esserci anche qualche problema (serio) a livello genetico. Devesserci dietro
una selezione sbagliata o nessuna selezione, il che pu essere pure peggio.
Da quel che si potuto capire da varie discussioni su FB, questo cane nato da una cucciolata fatta
da privati: questo ovviamente non significa che privato sia sinonimo di persona che alleva cani
schizzati per diciamolo una buona volta, e mettiamocelo bene in testa, checi sono razze pi
impegnative di altre(altro che i cani sono tutti uguali, dipende solo dal padrone!) e che queste
razze andrebbero allevate SOLO da chi le conosce perfettamente e sa esattamente cosa sta
facendo.
Basta dire che andrebbero gestite solo dagli allevatori?
No. Magari fosse cos!
Bisogna specificare: vanno gestite da allevatori competenti.
Perch non soltanto il cagnaro dichiarato (che magari ha anche un affisso, visto che ormai per
averne uno basta pagare), ma anche lallevatore commerciale, che produce cucciolate solo per
venderle, senza interessarsi pi di tanto del materiale genetico che sta manipolando, sono ad
altissimo rischio di produrre cani schizzati.
Se poi aggiungiamo che queste persone non si preoccupano neppure di controllare che i loro cani
vadano nelle mani giuste allora la frittata completa.
E ribadisco che le mani giuste in cui far finire un malinois sono le mani di persone che lo fanno
lavorare. Che lo portano al campo. Che gli fanno mordere la manica, non per stimolare la sua
aggressivit ma per poterla gestire in modo corretto: altrimenti poi c il caso che il cane morda ad
capocchiam.
In casi come questi, le colpe (se cos vogliamo chiamarle: ma il termine pi corretto mi
sembrerebbe quello di responsabilit) sono sempre molteplici: non si pu dire solo il cane
pazzo, non si pu dire solo che stato allevato male (anche se pare che sia proprio cos, visto che
un altro cane della stessa cucciolata mostra qualche problemino di equilibrio), non si pu dire
neppure che tutta colpa dei proprietari che non lhanno saputo gestire.
Sono tutti questi fattori riuniti, a causare le tragedie. Ma soprattutto il fatto che alleffetto devastante
di questa serie di fattori non si pensi quasi mai. Ognuno tende a puntare lindice sul responsabile che
gli torna pi comodo: lallevatore lo punta sul privato, il privato dice che colpa dei proprietari, i

proprietari cadono dal pero e dicono che loro il cane lhanno tenuto benissimo e ne sono convinti al
cento per cento, perch magari prima del malinois (o del pit bull, o del rottweiler, o del dogo: non mi
sto riferendo solo a questo specifico caso, sia chiaro!) hanno avuto il meticcetto che nel recinto ci
stava sereno e tranquillo e dormiva tutto il giorno.
Siamo ormai pieni zeppi di gente che blatera (a vanvera) sul fatto che i cani siano cani e basta: e
questa cinofilia da parchetto si sta diffondendo a macchia dolio, perch divulgata anche da diversi
guru che vorrebbero far sparire secoli, e a volte millenni, di selezione.
Ma i cani NON sono e NON saranno mai tutti uguali.
Non sono cani e basta e non dipende tutto e solo dal proprietario. I soggetti squilibrati esistono, cos
come esistono gli umani incompetenti: uno solo dei fattori magari non basta a far scattare la tragedia,
ma quando si uniscono entrambi il risultato pu essere devastante.
Conclusioni? Presto dette. La prima che ci sono cani e cani e che la gente questo deve saperlo.
Deve essere ben chiaro a tutti che un pastore del Caucaso NON si pu gestire come un chihuahua.
Non perch esistano razze pericolose, clamorosa cazzata a cui possono credere solo i politici, ma
perch esistono razze impegnative. Razze che richiedono capacit e competenze, punto e basta.
Seconda conclusione: queste razze vanno allevate da persone altrettanto capaci e competenti. La
cosa dovrebbe valere per qualsiasi razza, evidente: ma se ci si improvvisa allevatori di barboncini o
di maltesi si faranno danni soltanto ai cani. Se ci si improvvisa allevatori di malin, o di rottweiler o
di dobermann(eccetera, eccetera, eccetera) si rischia di mandare la gente allospedale.
Terza conclusione (ovvia): quando si acquista un cane bisogna prima di tutto informarsi a fondo sulla
razza, poi farsi un profondissimo esame di coscienza e chiedersi se saremo davvero in grado di
tenerlo bene, ovvero di dargli ci di cui ha realmente bisogno (che non MAI soltanto una ciotola e
due coccole), infine cercare un allevatore davvero competente, esperto, profondo conoscitore della
razza da tutti i punti di vista. Uno capace di descriverti per filo e per segno tutti i possibili aspetti
caratteriali, e non soltanto di parlarti di quante coppe e coppette ha vinto suo nonno.
Non ci vorrebbe molto: basterebbe un po di buon senso (aridaje sembra che ultimamente io non
parli daltro: ma se ne parlo perch ne sento clamorosamente la mancanza in cinofilia) e un
minimo, ma proprio un minimo di cultura cinofila. Cultura, e cio conoscenza, informazione: non
cinofilosofia.
Perch comodo raccontare che i cani sono tutti uguali e poi lavarsi la coscienza pensando che
quando un cane diverso manda qualcuno allospedale sia tutta colpa del padrone.
Le responsabilit ce lhanno, e dovrebbero sentirsele sul groppone, anche certi personaggi che
stanno diffondendo unidea assolutamente falsata della cinofilia.
N.B.: Le foto sono tratte da google immagini e hanno il solo scopo di corredare larticolo: ovviamente
i cani ritratti non hanno alcun legame con il caso in oggetto.

Ho delle ansie ansiose


Redazione 8 gennaio 2015 Vita col cane 14 Commenti
di VALERIA ROSSI Il titolo una dotta citazione: di Charlie Brown, che essendo lumanino di
Snoopy rientra a pieno titolo tra i cinofili famosi.
Le ansie ansiose, per, Charlie Brown ce le aveva in prima persona: io invece ho continuamente a
che fare con persone convinte che a vivere in perenne stato di ansia sia il cane.
Non che lo pensino direttamente loro, in realt: glielo dicono. Educatori, comportamentalisti,
animalisti tutti a tirare in ballo ansie, disagi, perfino depressioni.
Il cane si tromba tutti quelli che entrano in casa? Poverino, ansioso.
Il cane morde il postino? Santa bestiolina, a disagio.
Il cane azzanna tutti gli altri maschi del circondario? Amoredizzia, sar depresso.
Diciamo subito che in alcuni casi il cane ha davvero un problema di questo tipo: ma nove volte su
dieci le ragioni del suo comportamento sono altre.
A volte pura e semplice noia (e questa pu essere anche definita un disagio, per carit ma la
proviamo tutti, non ha mai ammazzato nessuno e non mi sembra il caso di dare le capocciate nel
muro se il cane ogni tanto si rompe un po le scatole); altre volte dominanza (vedi le monte coatte:
ma siccome di moda dire che la dominanza interspecifica non esiste, allora raccontiamo allumano
che ha il cane depresso, cos si deprime pure lui); molto, ma moltospesso il cane semplicemente
ineducato, sprovvisto della minima regola e abituato a fare lo stracavolaccio che vuole.
Quando mi si raccontano gesta (solitamente reiterate) in confronto alle quali Attila era un principiante,
immancabilmente io chiedo: Ma tu, un cazziatone, glielhai mai fatto?
A quel punto, se lumano ce lho davanti in carne ed ossa, vedo occhi sgranati ed espressioni da
noncipossocredere: allora temo di essere stata fraintesa, e spiego che per cazziatone intendo una
normalissima sgridata.
Magari un po scenografica, ma senza alcuna violenza. Non sto parlando di botte, frustate,
impiccagioni: sto parlando di un NOOOO, NON SI FAAAA!!! detto in modo che il cane si renda
proprio conto di averla fatta grossa e abbia ben chiara la nostra riprovazione.
E sapete cosa cambia, a quel punto?
Niente.
Gli occhi rimangono sgranati, lespressione rimane la stessa allibitissima espressione di prima.
Qualcuno comincia a trovare scuse per salutarmi e andarsene (non sopportando evidentemente pi
la presenza di cotanta feroce maltrattatrice di cani); qualcun altro, coraggiosamente, mi spiega che
non ha mai fatto una cosa simile e che non si sognerebbe mai di farla, perch il Guru Tale o Talaltro

gli ha spiegato che al cane non si deve mai dire neppure un timido No!, altrimenti va in ansia o
direttamente si traumatizza.
Lultimissima frontiera, raccontatami da una ragazza che conosco, la seguente: Il cane deve
sentirsi sempre approvato, apprezzato, deve sentirsi il pi figo del mondo qualsiasi cosa faccia.
Il suo, nella fattispecie, le si attacca alle caviglie e morde di gusto: la poveraccia un livido vivente.
Ma il suo Guru le ha detto che quando fa cos lei deve approvarlo incondizionatamente, dicendogli
Bravoooo!!! S! Superrrr!!!, perch in questo modo accrescer la sua autostima.
S, ok. Perfettamente daccordo. E giusto far crescere il pi possibile lautostima del cane. Un cane
sicuro di s, un cane che si sente fighissimo sar sempre pi sereno, pi collaborativo, pi
performante di uno insicuro.
Ma con i miliardi di modi diversi che esistono per accrescere la sicurezza in un cane, dovrei proprio
scegliere di sacrificargli le mie caviglie? Dovrei lasciarmele rosicchiare fino a restare coi moncherini,
cos poi finisco allangolo della chiesa a chiedere la carit, col cartello: Immolata sullaltare
dellautostima del cane?
Ora ve lo dico nel modo pi educato, civile e sobrio possibile: ma voi siete fuori come poggioli!
Restando nel mondo dei Peanuts: avete urgente bisogno di Lucy Van Pelt!
No, perch qui non pi questione di confronto, di idee diverse, di metodi diversi: qui siamo alla follia
pura. Al fanatismo pi becero e bacato.
Perch oltretutto non basta, a questi signori, insegnare alla gente come rovinare i cani: ci mettono
anche il carico da undici, criminalizzando i proprietari.
Se il povero cucciolotto ha le ansie ansiose, colpa dellumano. Se depresso, perch ha un
padrone di merda. Se un po stronzo, perch il proprietario ce lha fatto diventare facendo
cose orribili come dargli delle regole o sgridarlo quando lo prende per il naso.
Per carit, a volte anche vero: molti comportamenti indesiderati dei cani sono il frutto di errori
umani. Per anche vero che lerrore pi frequente (e pi grave) proprio quello di diventare i suoi
schiavetti e di lasciarlo nella pi assoluta anarchia.
Quindi questi cinofili new age prima ti insegnano come rovinare il cane, e poi ti accusano di
averlo rovinato.
Ormai incontro quasi quotidianamente, dal vivo, per email o su FB, persone psicologicamente
devastate perch si sentono colpevoli di non aver dato abbastanza al proprio cane, di avergli fatto
del male, di averlo traumatizzato con un AHO! Che fai?!?, una pressione troppo forte sul
guinzaglio o addirittura (puro panico DOC!) una pacca sul sedere.
Credo di averne gi parlato in passato, ma lo ripeto: un tizio mi scrisse, qualche tempo fa, dicendomi
chenon dormiva da una settimana, attanagliato dai sensi di colpa, per aver dato una pacca sul culo al
suo cane (un pastore tedesco, eh: mica un chihuahua). Era convinto di aver rovinato per sempre il

loro rapporto.
Di casi come questo, anche se forse un filino meno eclatanti, ne sento in continuazione: ed io resto
sempre pi basita, specie quando poi le stesse persone vengono al campo portandosi dietro il
figlioletto, e se quello si mette a fare il cretino gli tirano urlacci belluini (o addirittura gli rigirano sonori
scapaccioni) senza fare una piega.
Non parliamo poi dellaggressivit o della vera e propria cattiveria che molti cinofili new age
dimostrano su Facebook e dintorni.
Dopo aver predicato dolcezza, bont e gentilezza al punto che te li immagini seduti su una nuvoletta,
con le alucce e circondati da tenere colombe se per caso osi contestargli un concetto o
semplicemente una frase ci mettono un nanosecondo ad augurarti di crepare fra mille tormenti, te e
possibilmente tutta la tua discendenza.
Ma possibile che nessuno veda la clamorosa contraddizione di questi atteggiamenti?
Sia chiaro: io non dico che i cani vadano educati a calci in culo, strattonate e urlacci sul muso. Non
certamente il mio genere, non lo mai stato e non approvo minimamente chi lo fa.
Ma non riesco neppure a concepire che se ti scappa un NOOOO! poi tu debba sentirti in dovere di
inginocchiarti sui ceci. Che se ti parte una pacchetta da esasperazione poi tu senta lesigenza di
tagliarti via la mano.
E per lennesima volta mi chiedo: ma il normale buon senso, il normale senso della misura
dove sono finiti?
Quale perverso meccanismo sta facendo s che la gente perda completamente il lume della ragione,
facendo del cane il fulcro della propria vita e permettendogli di diventare un vero e proprio tiranno a
cui tutto dovuto e che non pu essere neppure vagamente redarguito senza sentirsi delle merde
umane confesso, non lo so.
Non lo so e non lo capisco, ma anche vero che non sono mai riuscita neppure a comprendere i
meccanismi che hanno consentito alle Vanne Marchi o ai santoni delle varie Scientology di ottenere i
clamorosi successi che hanno ottenuto.
Non sono e me ne vanto! esperta in manipolazione delle menti umane.
Non faccio il motivatore e non ho neppure il master in PNL e me ne rivanto.
Certo, una vaga idea di quello che sta succedendo ce lho: in un mondo che non d pi certezze, che
riempie tutti noi di insicurezze e paure, che non ci d troppe speranze nel domani forse il cane pu
diventare davvero un punto di riferimento. Qualcuno che non ci tradir mai, che non ci lascer (come
fanno invece i figli), che d a noi quellancora di salvezza, quel punto fermo che non riusciamo a
trovare da nessunaltra parte.
Da qui a sentire lesigenza di dargli tutto, di concedersi a lui anima e core, il passo breve: e
presumo che sia abbastanza facile, per gli abili manipolatori di coscienze, speculare su questi

sentimenti e costruirci sopra business milionari. Proprio come Vanna Marchi speculava sulle
disgrazie e sulle paure.
Per, signori miei, qui si rovinano cani e persone.
I sensi di colpa, le angosce, le ansie ansiose (degli umani, non dei cani) non fanno il bene di
nessuno: e farli venire alle persone significa anche contagiare i cani, notoriamente empatici e
ipersensibili alle nostre variazioni di umore.
Lo sapete quanti casi di problemi comportamentali ho risolto semplicemente dicendo ai proprietari:
Ma prendetevela un po pi calma, divertitevi col vostro cane senza farvi tutte ste paranoie!?
Tantissimi. Anzi, troppi.
Decisamente troppi perch troppe sono queste situazioni malate, questi rapporti basati proprio
sullansia (da prestazione) anzich sulla gioia di stare insieme.
Santo cielo, state un po pi sereni!
Se non siete i migliori umani del mondo per il vostro cane, pazienza! Nessuno perfetto: perch
dovreste esserlo proprio voi?
Se avete commesso qualche errore, pazienza! Li facciamo tutti. Si prende atto e si cerca di
rimediare, ma senza bisogno di strapparsi i capelli.
E se siete incappati nelle scientology cinofile, trovate la forza di ragionare, di rendervi conto che vi
stanno bellamente intortando: dopodich scappate pi lontano che potete, per il bene del vostro
cane prima ancora che per il vostro.
Lo so che spesso le alternative sembrano devastanti: o il cinofilosofo new age o il macellaio, il
domatore di cani armato di fruste e collari elettrici.
Sembra non esistano pi le vie di mezzo, e probabilmente se mi trovassi di fronte a queste due
strade finirei anchio in bocca al guru di turno. E normale.
Per non sempre e solo cos: anche se queste due figure attualmente sono le pi diffuse, ce ne
sono moltissime altre capaci di insegnarvi ad avere un rapporto rilassato, sereno e piacevole con il
vostro cane.
Ci sono, ve lassicuro: basta cercarle.
Il problema sta nel fatto che queste realt non sono mai strapubblicizzate come le altre, quindi una
ricerca superficiale probabilmente non le far emergere: ma se vi impegnate un po pi a fondo, ne
salteranno fuori a decine.
Se davvero amate cos tanto il vostro cane vi prego, fatelo.
Imparate proprio da lui, che ha un fiuto della madonna e che un cacciatore nato: e insieme a
lui andate a caccia di buon senso.
Non ve ne pentirete, ve ne assicuro: e finalmente le ansie ansiose potrete lasciarle solo a Charlie

Brown, perch voi non le avrete pi e probabilmente scoprirete che il vostro cane non le ha mai
avute.

I cinofobi mi stanno facendo perdere la fiducia nel mio cane


Valeria Rossi 27 ottobre 2014 Vita col cane 89 Commenti
di VALERIA ROSSI Ho ricevuto unemail che mi ha reso un po triste. No, nessuna tragedia, niente
cani malati o morti: solo le considerazioni di una proprietaria che credeva di poter vivere
serenamente la sua condizione di neo-cinofila, ma che si scontrata con lignoranza sempre pi
dilagante in materia di cani.
Ecco cosa mi scrive:
Sono al mio primo cane, ma nonostante questo ho passato cinque anni ad informarmi leggendo,
guardando documentari sulla razza, sui cani in generale, sulla psicologia e sulleducazione prima di
prenderne uno ed da quando lei ha tre mesi e mezzo che abbiamo iniziato un bellissimo percorso
di addestramento (prima educazione di base, poi agility).
Insomma, per non sbagliare con lei, ho deciso di non perdere tempo e rivolgermi subito a degli
esperti che mi accompagnassero nel nostro percorso di crescita ed educazione. I risultati sono stati
sorprendenti (alla faccia di tutti quelli che mi davano della pazza quando sapevano che avevo preso
un Weimaraner!).
Ora, essendo appunto una neo-padrona, ho avuto un po di difficolt per ci che riguarda le regole
da rispettare quando si va in giro con il cane.
Ogni giorno che scendo con lei, incontro gente terrorizzata che cambia marciapiede o che guarda
schifata me e il cane, genitori che prendono i loro bambini e li spiaccicano al muro quando passiamo
(ovviamente la mia sta sempre al guinzaglio!), addirittura una signora del mio palazzo, mentre
uscivamo dallascensore, mi ha detto che sono una delinquente perch non metto la museruola al
mio cane, perch il mio cane potrebbe mordere i bambini!
Visto che in fatto di leggi riguardanti museruola e guinzagli mi ero gi informata, le ho risposto che la
museruola se la doveva mettere lei (s, forse ho esagerato, ma ero arrivata al limite!). E ti scrivo
proprio perch sono arrivata al limite
Premetto che la mia cucciolona non ha mai morso nessuno (certo, ci non vuol dire che non lo far
mai), adora i bambini (passa moltissimo tempo con mia nipote di quattro anni che le fa di tutto e di
pi), affettuosa con tutti e sempre pronta a giocare con gli altri cani (maschi o femmine che siano).
La mia domanda questa: possibile che nel 2014, anzich andare avanti, con tutti i mezzi di
informazione che abbiamo, stiamo regredendo in fatto di conoscenza dei cani? Possibile che la gente
sia sempre di pi impaurita dei nostri amici a quattro zampe e che addirittura i genitori riescano a

trasmettere volutamente questa paura ai bambini (ho sentito madri dire non lo toccare che morde!)?
Io non ci credo che i bambini nascano con la paura dei cani, quando io ero piccola ne giravano
tantissimi, liberi ovunque e io ne sono sempre uscita indenne! Perch?
Il problema che vedendo la gente terrorizzata, la paura sta venendo anche a me.
Non mi sento pi libera di godermi la mia piccola come vorrei, fare una passeggiata in serenit,
senza dover stare attenta ad avvicinarmi alla gente a meno di un metro di distanza, perch hanno
tutti paura e sono sicura che lei tutto questo lo sente. Domanda stupida: non che un giorno
diventer come tutti quei cani aggressivi che ci sono diventati a causa delle paure dei loro padroni?
Io non voglio essere cos
Questa lettera mi ha intristito perch la stessa domanda, ultimamente, ho cominciato a farmela
anchio.
La mia Samba ha sei mesi, quindi cucciola inside e come tale vorrebbe fare miliardi di feste a tutti
quelli che incontra. Purtroppo, fino a pochi mesi fa, tutti quelli che incontravamo erano altrettanto ben
disposti nei suoi confronti e ben felici di ricevere le sue attenzioni: ma ora non pi.
Ormai si capisce che un rottweiler, quindi qualcuno comincia a tenersi a distanza di sicurezza e
qualcun altro comincia a borbottare di cani pericolosi, di museruole e cos via.
Per evitare di mandare affanculo una trentina di persone al giorno, sono costretta a trattenere il
cane: dei trecentoventitremila NO! che le dico ogni giorno, almeno il settanta per cento ormai teso
ad impedire che faccia la feste a qualche sconosciuto (il restante trenta per cento diviso tra scarpe,
ciabatte, calze e affini). Ma ogni volta che la blocco mentre lei smania per andare a baciare in bocca
il passante di turno, mi domando: Non che alla fine la far diventare umanofoba?
Fortunatamente, pensandoci a mente fredda la risposta no.
Comprendo perfettamente i dubbi e lamarezza della lettrice, che teme che la sua weimaraner possa
sentire il suo imbarazzo e il suo nervosismo di fronte alle orde di cinofobi che ormai si incontrano ad
ogni pi sospinto ma non dobbiamo perdere la fiducia nei nostri cani, perch loro non perderanno il
loro amore per gli umani, se sono stati ben socializzati e che si sono convinti che tutti sono loro
amici.
Personalmente ho limmane fortuna di lavorare in un campo cinofilo, pieno di cinofili disposti a farsi
saltuariamente ammazzare di baci e abbracci: ma anche il proprietario normale di cane riuscir
sicuramente a trovare qualche amico che possa mantenerne e consolidarne la socializzazione.
Per il resto, lunica soluzione utilizzare lobbedienza per far s che i nostri cuccioli capiscano
che non obbligatorio, per salutare qualcuno, mettergli le zampe in spalla e la lingua in bocca. Un
seduto, fermo non avr soltanto lo scopo di moderare le effusioni del cane, ma servir anche a far
pensare alla maggior parte dei cinofobi che un cane cos ben educato non possa essere pericoloso.
Insegnare al cane a salutare dando la zampa fa simpatia e cancella la paura.

Se poi proprio abbiamo a che fare con orde di cinofobi, insegnare al cane a portare la museruola
(come scrissi gi in questo articolo) non difficile, non ammazza nessuno e neppure tortura nessun
cane: una piccola seccatura, sicuramente, ma spesso sufficiente a far guardare al nostro amico a
quattro zampe con maggior benevolenza.
Io sto insegnando a Samba ad indossarla senza drammi: siamo ancora al work in progress, ma
presumo che quando lei la sopporter senza problemi, se dovr fargliela indossare, le metter al
collo anche un cartello con una scritta tipo: Non porto la museruola perch mordo, ma per
tranquillizzare quelli che hanno paura di me. Tutti gli altri sono pregati di coccolarmi, perch adoro le
coccole.
Chiss forse se girassimo tutti con messaggi di questo genere, qualcuno potrebbe aprire gli occhi.
Qualcun altro, sicuramente, non lo far mai e continuer ad essere terrorizzato dai cani: ma sono
cavoli suoi, non sa cosa si perde.
Limportante che noi ci mettiamo in condizione di poter vivere sereni con i nostri cani, senza avere
continuamente voglia di spedir gente a quel paese: perch vero, non bello, non ci fa vivere bene
e probabilmente danneggia anche il nostro cane, che empatico e quindi si accorge che siamo
nervosi.
E vero, esistono cani che sono diventati aggressivi per colpa dei proprietari: ma quelli, di solito, non
sentono la paura dei loro umani. Ne sentono proprio laggressivit.
Se facciamo in modo di stare tranquilli noi, staranno tranquilli anche i nostri amici pelosi: e se questa
tranquillit richieder un piccolo sacrificio, facciamolo. S, facciamolo noi, perch lidea della
museruola d molto pi fastidio a noi che ai cani.
Il cane, una volta che ci si abituato, alla museruola non ci pensa neppure pi: basta che sia un
modello che gli consente di respirare liberamente, la porter con la massima disinvoltura: siamo noi a
doverci convincere che non si tratta di un maltrattamento, e a dover superare i nostri blocchi mentali
per accettare di usarla.
Se per proprio non ci riusciamo allora non ci resta che evitare i luoghi in cui gi sappiamo che
incontreremo madri cretine, vecchiette isteriche e cuggini di vario grado. Purtroppo vero che il
mondo ormai pieno di cinofobi (e rendiamo grazie a giornali e TV per lo splendido servizio che ci
hanno reso con i loro titoloni ad effetto): ma cambiare il mondo difficile. A volte pi facile (e
sicuramente pi rilassante) cambiare strada.
P.S.: c una nota stonata nella lettera della nostra amica. La frase passa moltissimo tempo con mia
nipote di quattro anni che le fa di tutto e di pi mi ha messo qualche brividino addosso.
Spero anzi, sono quasi certa che fosse solo un modo di dire, e che in realt la bambina sia
educata al rispetto per i cani: per mi fa un po paura questo genere di frasi, perch temo sempre che
qualcuno possa prenderle alla lettera e permettere quindi ai bambini di dare il tormento ai cani,

rendendoli in questo modo assai meno ben disposti verso di loro.


Una preghiera (per tutti, non soltanto per chi ha scritto la lettera): non usiamo pi frasi come il mio
cane da mio figlio si lascia fare di tutto.
E vero che una frase fatta e che quel di tutto magari corrisponde solo a qualche coccola ma
per evitare che la gente comune abbia paura dei cani sarebbe bello, per esempio, che nessun cane
si rigirasse mai contro un bambino.
Ed vero che un tempo questo non succedeva, mentre oggi succede un po troppo spesso (e poi i
media ingigantiscono anche la pinzatina ma se non ci fosse stata neanche quella non ci sarebbe
stato nulla da scrivere): ma un tempo non succedeva perch, semplicemente, ai bambini veniva
insegnato a non infastidire i cani.
Proviamo a trasmettere gli stessi insegnamenti anche oggi, e non lasciamo mai pensare a nessuno
che i bambini possano usare i cani come giocattoli: perch qualche giocattolo, a volte, si incazza e
qualche bambino si prende un morso. Ma la gente comune non capisce che magari era un morso
meritatissimo: lo vede come un abominio, punto e basta.
Se non vogliamo che la cinofobia continui a dilagare, dunque, cominciamo a pesare anche le parole:
perch purtroppo diventato necessario.

Impulso predatorio: normale, ma bisogna controllarlo


Valeria Rossi 7 ottobre 2014 Bambini & ragazzi, Vita col cane 37 Commenti
di VALERIA ROSSI Nel clima di cinopanico seguito allepisodio di Fiano Romano, sempre pi
persone mi scrivono o telefonano segnalandomi episodi di nessunissimo rilievo (tipo il mio cane ha
preso la mano di mio figlio invece della pallina: stato solo uno sbaglio o sta diventando
aggressivo? che se la risposta fosse la b, dovrei far sopprimere Samba allistante, vista loverdose
di buchi, buchetti e lividi che mi ha gi fatto giocando e sbagliando mira) e
con nessunissimaconseguenza, che per causano preoccupazione, almeno in questo momento
storico.
Tra le molte email ricevute, una in particolare mi sembra degna di interesse e pure di pubblicazione:
perch in questo caso qualcosa successo, anche se non c stata nessuna conseguenza.
La riporto qui sotto:
Ho una cucciolona di Dobermann di 6 mesi e mezzo, alla quale dedico molto tempo (dato che ho la
fortuna di lavorare da casa e quindi oltre alla compagnia quotidiana, posso permettermi di portarla al
parco un paio di volte al giorno facendo lunghe passeggiate e giocando con cani di ogni eta tipo e
taglia, oltre che il campo di addestramento dellaiad).
E un soggetto MOLTO aperto, con una buona propensione al lavoro (a detta degli addestratori a cui

mi sono rivolto), certamente molto socializzata sia con i cani (con i quali mai ha dato segni di
aggressivita deliberata, salvo le baruffe in risposta a provocazioni fatte sempre e solo con coetanei e
comunque molto rare) e con le persone, soprattutto i bambini (la porto da sempre a prender mia figlia
a scuola, fa le elementari) ed il cane dovrebbe essere abituato alla presenza dei bimbi che la
carezzano (ora un po meno visto che ormai e grandicella ed a molti incute timore) inoltre a casa
nostra spesso vengono persone con le quali il cane assolutamente buono e festoso, senza aver
MAI manifestato segni di aggressivit, neanche quando dorme o mangia.
Veniamo al dunque. Qualche giorno fa, nellarea cani recintata dove tutte le mattine vado a piedi (1
km e mezzo di passeggiata) e dove il cane gioca con tutti, entrata una signora con un meticcio
(conosciutissimo dal cane) assieme ai due nipotini. La signora, che conosce il mio cane e sa che non
d problemi, entra io avviso i due bimbi (2 e 5 elementare) che la Zoe quando fa le feste ha il vizio
di saltare addosso per leccare il viso (vizio che ahim ancora non siamo riusciti a stemperare,
anche perch non a tutti, anzi quasi a nessuno, piace essere oggetto di queste attenzioni benevole
per alcuni esperti mi dicono che dimostra un buon carattere del cane) spiego loro che non c da
aver paura, che possono spingerla via col ginocchio ecc., dando per scontato che essendo con un
cane abbiano un minimo di confidenza
Errore! Il bimbo (10 anni) ha proprio paura (ma allora perche lo porta dentro unarea cani con cani
liberi?) e per di piu ha in mano il pallone!!!
Per farla breve: dopo qualche festa il bimbo inizia a correre calciando il pallone; il cane si illumina e
gli corre dietro (il desiderio di correre dietro ai bimbi, ma in generale alle persone, una cosa che ha
manifestato da sempre ed ho sempre pensato che sia una cosa normale, coadiuvato dalle molte
letture fatte, soprattutto a questa et).
Il ragazzino si volta, la vede, inizia ad urlare e saltellare con la palla sopra la testa il cane si esalta
e lo prende per un lembo della tuta tirandolo (io, da padrone, ho visto senza ombra di dubbio il gioco:
anche se ogni volta che lo fa con me, la riprendo sempre con un NO! capisco che lo fa per giocare)
Nessun danno a nulla ma il bimbo terrorizzato urlava Aiuto!
Io ero quattro metri, raggiungo la scena del crimine, sgrido sonoramente il cane, gli do una sberla e
torno dal bambino che intanto era corso dalla nonna piangendo Mi ha morsooo!
Se avessi potuto sparire lo avrei fatto
Ovviamente poi gli ho fatto di nuovo accarezzare il cane, lho fatto metter seduto con tanto di
crocchetta, gli ho spiegato e tutto e finito bene, con la nonna che si rammaricava sorridendo (!!!) di
averlo fatto entrare nonostante abbia paura dei cani e con un pallone, aggiungerei io!
Il mio quesito pe questo (dato che mi considero un grande appassionato di cinofilia, a dispetto
della non molta pratica il secondo cane che ho ed il primo di questo tipo sono piuttosto erudito e
leggo moltissimo, frequento campetti di addestramento e di socializzazione canina ecc insomma

non sono certo il tipo che ha un cane senza sapere che tipo di impegno e responsabilit comporta,
senza considerare che il cane per noi a tutti gli effetti un membro della famiglia): normale cio
che e accaduto?
Era evitabile?
Qualcuno mi ha detto: devi controllare sta cosa del cane che morde i bambini ed io mi sono sentito
malissimo, perch ho lavorato davvero tanto per rendere il cane socievole ed equilibrato e sentirmi
dire questo mi ha quasi ferito.
Facendo appello alla cultura che mi sono fatto, io mi direi: Si! E normale!
Il cane ha fatto il cane (giovane) ed un dobermann ha certamente un predatorio alto; se avessi voluto
un cane che non correva dietro a nessuno avrei dovuto scegliere unaltra razza limportante che
non sia aggressivo in modo inconsulto (e questo Zoe NON lo MAI stata almeno finora: non con il
cibo, non con i suoi oggetti, non a seguito delle attenzioni dei miei figli o degli amici MAI mai mai!)

Chiedendo al campo di addestramento mi stato detto che insegnargli a non fare quel che ha fatto
(compreso il saltare addosso, cosa su cui ho per qualche dubbio) implicherebbe un lavoro che in
parte sminuirebbe la capacit del cane di lavorare (cosa che a livello hobbistico certamente mi
piacerebbe fare), per cui avrei fatto meglio ad avvisare e magari impedire al cane di trovarsi nella
condizione di dare fastidio (per esempio andando via o legandolo).
A me vien da pensare che piu che inibire certi istinti sia importante saper controllare le azioni del
cane, cosa sulla quale sto lavorando (ma non essendo un professionista, pur se assistito da
professionisti, ancora non sono in grado di fare: tanto pi che il cane ha sei mesi e mezzo). Mi
piacerebbe avere una tua opinione al riguardo.
Be la mia prima opinione, anzi il mio primo pensiero, leggendo questa email, stato: God save the
grandmother!
Anche se sta nonna stata indiscutibilmente un po pirla, perch il bambino fobico NON si fa entrare
in area cani, tantomeno col pallone (anzi: col pallone non ci si fa entrare nessun bambino, a meno
che lunico cane presente non sia il suo). Per ha reagito rammaricandosi sorridendo, e questo la fa
salire di mille punti.
Detto questo, di errori ne sono stati commessi diversi: il primo, appunto, stato quello di far
interagire questo bambino con una cucciola di sei mesi. Non si fa per nessun motivo al mondo!
I bambini che devono superare la paura dei cani devono approcciare soggetti adulti, meglio ancora
se anziani, e tranquillissimi. I cuccioli e peggio ancora i cuccioloni sono dei veri e
propri cinghiali incapaci di contenersi: saltano addosso, baciano in bocca, danno zampate certo,
per manifestare gioia e affetto: ma questo il bambino non lo capisce. Lui si sente aggredito e quindi,
istintivamente, scappa scatenando cos il predatorio del cane. Dopodich il bambino pu sentirsi

davvero morso anche se a rimetterci stata solo la tuta o la felpa: questo pu essere un vero
trauma per lui e pu accentuare i suoi timori nei confronti dei cani.
Errore numero due: punire il cane. Non perch abbia fatto bene a prendere in bocca la tuta, ma
perch lintervento non stato abbastanza immediato da fargli capire che veniva punito per il morso
(tra virgolette, perch di morso non si pu certo parlare). Il cane potrebbe aver pensato che era una
brutta cosa giocare con un bambino ammesso che abbia fatto un collegamento qualsiasi: pi
probabile che non ne abbia fatto alcuno e che non abbia ancora capito adesso per quale motivo il
suo umano ha dato in escandescenze (cosa che fa perdere punti allumano).
Molto corretto, invece, stato quello che stato fatto dopo: tranquillizzare la cagnina, metterla
seduta, riavvicinarle il pupo, dare spiegazioni (il bambino ha dieci anni ed in grado di capire, anche
se continuo a pensare che lesperienza non sia stata positiva per il suo rapporto con i
quattrozampe): per fare le cose giuste dopo pu andar bene solo in casi come questo, quando
in realt non successo niente.
Se il bambino avesse ricevuto anche solo un graffietto, o se la nonna fosse stata meno sportiva, a
questora potremmo avere una denuncia, un cane segnalato come pericoloso e magari un ben
linciaggio mediatico, con titoli tipo Dobermann assassino semina il panico in area cani (che peraltro
si son visti anche in casi dove successo ancora meno di questo).
La mia opinione, dunque, che questi episodi vadano semplicemente prevenuti, evitando le
situazioni a rischio di equivoco come quella che si verificata, specie se il proprietario del cane ne
ben conscio (da quanto scrive nellemail, lui sapeva che il pallone sarebbe stato un fattore di
rischio: e allora perch non lha detto subito alla nonna?), ma anche insegnando al cane a
comportarsi in modo pi educato.
Non concordo con lopinione espressa al campo, e cio che dare una regolata ai comportamenti di
gioco significhi sminuire la capacit di lavorare.
Ma stiamo scherzando?
E vero che il predatorio non va inibito, perch proprio su questo che si basa laddestramento al
morso sportivo (ovvero, si basa sul gioco e non sul maltrattamento!): ma anche vero che un
cucciolone perfettamente in grado di capire che con i bambini non pu permettersi di esagerare,
che non permesso saltare al collo di chiunque si incontri e cos via.
Non che sia facile ottenerlo da un cane di sei mesi (ne so qualcosa, visto che Samba li ha appena
compiuti e che anche lei, avendola voluta socializzare al massimo, tende ad abbracciare e baciare il
mondo intero): per giusto lavorarci e di sicuro il cane in grado di discernere perfettamente tra
lavoro e vita quotidiana.
Ed pure importante lavorarci, perch non ci sono soltanto nonne comprensive e sorridenti: anzi! E
non esistono solo umani che semplicemente non apprezzano le feste del cane: ci sono anche quelli

che ci marciano biecamente e che cercano di spillar soldi ai proprietari dei cani (proprio pochi giorni
fa ho ricevuto lemail infuriata di un signore il cui cane saltato addosso a una donna per farle le
feste, e questa si inventata di essere stata morsa ed andata al Pronto Soccorso dove, per
fortuna, lhanno fatta filare, visto che non aveva neanche un segnetto. Ma se lavesse avuto, magari
causato da una zampata giocosa chiss come sarebbe finita).
E vero, verissimo, stravero che Zoe ha fatto il cane (anzi, ha fatto il cucciolo): ma il cane, non
dimentichiamolo, un carnivoro predatore.
Avrebbe fatto il cane anche se il bimbo lavesse morso: il che non significa di certo che sia giusto
permetterlo.
Per questo, oltre a tener presente che il cane un predatore, bisogna anche ricordare che il cane
un animale sociale e gerarchico, che come tale pu e deve rispondere agli ordini del suo leader.
Se si fosse trattato di un adulto, avrei detto che Zoe non abbastanza educata (soprattutto al
richiamo): siccome una cucciolona, dico che c ancora da lavorare come giusto che sia, a
questa et ma che nel frattempo vanno evitate accuratamente tutte le situazioni in cui non siamo
sicuri di avere il cane perfettamente sotto controllo.

Cos normale, nei rapporti tra cani, e cosa non lo


Valeria Rossi 25 settembre 2014 Vita col cane 43 Commenti
di VALERIA ROSSI E un argomento che ho gi trattato pi volte, in realt: ma non ho mai scritto un
articolo solo su questo e quindi faccio un po un riassuntino di varie cose gi dette, ma forse non
lette o non recepite da tutti (anzi, leviamo pure il forse, visti alcuni commenti e alcune domande che
mi vengono poste spessissimo).
In ordine assolutamente sparso:
E normale che il cane adulto, specie se maschio, non abbia pi voglia di essere amico di tutti gli altri
maschi.
Meglio ancora: normalissimo che voglia tenerli fuori dal suo territorio e da quella che lui ritiene la
sua distanza di sicurezza, e che possa anche litigarci se i suoi spazi vengono invasi. Vale anche
per le femmine nei confronti delle altre femmine, ma in misura minore: ce ne sono molte di pi che
vanno daccordo con tutti. In compenso quelle litigiose solitamente fanno sul serio: se i maschi
spesso ritualizzano (che lo facciano molto o poco, dipende anche dalla razza), le femmine, quando
decidono per la rissa, menano proprio per far male.
Attenzione: la tendenza a restare o a non restare amichevoli verso i conspecifici dello stesso
sesso anche in et adulta dipende moltissimo dalla razza (mentre per i meticci, ovviamente, un
terno al lotto ed impossibile prevederla).

Pensiero personale: volere a tutti i costi il cane pacioccone, il cane che gioca con tutti, e forzare la
sua natura per ottenere questo risultato, imponendogli fin da cucciolo autocontrolli e inibizione di
qualsiasi atteggiamento diverso da quello desiderato, a mio avviso un vero e proprio
maltrattamento.
In diversi casi ho visto letteralmente spegnere, o addirittura distruggere le doti naturali di un cane pur
di ottenere che lo si potesse portare al parchetto. Mi domando perch i proprietari di questi cani non
abbiano scelto, magari, una razza diversa fin dallinizio, anzich sprecare tutto quel tempo per
snaturare il proprio cane.
Non normale che un cane dia letteralmente di matto quando vede un altro cane a duecento metri
di distanza, che si alzi su due zampe e cominci a sbraitare senza neppure sapere se laltro maschio
o femmina, cucciolo o adulto; che rischi di strappar via un braccio al suo umano per lanciarsi contro
laltro cane.
Se si ha un cane cos caldamente consigliabile rivolgersi quanto prima a persone esperte che siano
in grado di metterci una pezza: parlo di pezze perch i cani che non sono stati socializzati allet
corretta sono assai difficili da riabilitare completamente. Per, male che vada, si pu ottenere
almeno o con laiuto di altri cani (regolatori, teaching, tutor o quel che siano) o semplicemente
attraverso lobbedienza di poter andare in giro senza rischiare la rissa (o la facciata per terra
dellumano) ad ogni cane che si incrocia.
Non normale invece chiudersi in casa, o relegare in giardino un cane di questo genere: un
tentativo, almeno, bisogna farlo per ridargli un minimo di senso sociale, visto che il cane un
animale sociale.
Non normale che un maschio adulto attacchi femmine e cuccioli.
O c un problema (molto grave) di socializzazione, o c un problema genetico (e quindi di
selezione, se il cane di razza. Se non lo , si tratta di pura sfiga DOC).
E normalissimo che una femmina si incazzi, si rigiri, mostri i denti quando un maschio cerca di
montarsela, o comunque fa avances di tipo chiaramente arrapato, quando lei non in calore.
Quasi sempre le sceneggiate che ne conseguono sono puramente dimostrative, ma pu anche
scapparci il morso e in questo caso il maschio imparer forse a comportarsi in modo un po pi
urbano.
E purtroppo normale (almeno entro certi limiti: gli assatanati cronici proprio normalissimi non sono)
che un maschio specie se ha gi montato, ma a volte anche no ci provi, pure con una certa
insistenza, con tutte le femmine che incontra.
Invece non normale che continui a provarci anche dopo che la femmina gli ha spiegato che non
c trippa per gatti. I cani esageratamente fissati con il sesso (proprio come i corrispettivi umani)
vivono male, in continue situazioni di stress, e sarebbe il caso di pensare alla castrazione (almeno a

quella chimica) per il loro bene, perch vivranno molto pi sereni.


Purtroppo con gli umani non si pu fare la stessa cosa, ma non si pu avere tutto dalla vita.
Nota: la castrazione, al contrario, non risolve quasi mai i problemi di aggressivit intraspecifica non
legati al sesso ma alla dominanza, alla territorialit e cos via, che sono di gran lunga i pi diffusi.
Ultimamente la castrazione diventata di moda e si tagliano via allegramente palle come se
fossero ciliege. Questo non mi sembra corretto, specie nei casi in cui palese che non si risolver
nulla (vedi la maggior parte dei casi di aggressivit interspecifica). Perch vero che per il cane non
un dramma, vero che non subisce alcuno stress fisico n psicologico ma gli studi pi recenti
sostengono che la castrazione nel cane troppo giovane, anzich essere una valida prevenzione
sanitaria come in quello anziano, pu aumentare il rischio di patologie come losteosarcoma o i
tumori alla prostata. Quindi un minimo di scrupolo nei confronti degli attributi maschili sarebbe il caso
di farselo.
Ancora a proposito di castrazioni, ma viste dal lato umano (s, lo so, fuori tema ma ci terrei a
dirlo): normale che canili e rifugi sterilizzino o obblighino i nuovi proprietari a sterilizzare le
femmine.
Per loro la castrazione sempre e solo positiva dal punto di vista sanitario (previene una marea di
patologie peraltro diffusissime) ed assolutamente necessario intervenire cos per evitare la
proliferazione di cucciolate ad capocchiam.
Non altrettanto normale, a mio avviso, che si renda obbligatoria la castrazione dei maschi
giovani: un po per i motivi sanitari visti sopra e un po perch un maschio basta tenerlo sotto
controllo per evitare che vada in giro ingravidando cagnette.
Alla femmina pu capitare che il maschio (magari randagio) zompi in giardino e faccia il patatrac:
manessuna femmina va cercando maschietti che se la trombino (le basta aspettare, e ne arrivano a
frotte: perch mai dovrebbe scappare di casa per cercarli?).
Se un adottante non viene ritenuto in grado di controllare il suo cane, non vedo perch il cane gli si
debba dare. Se invece ritenuto in grado, allora a cosa serve castrare il cane?
E normale che il cucciolo socializzatissimo-che--sempre-andato-daccordo-con-tutti, una volta
diventato adulto, cambi atteggiamento.
Non normale insistere fino allo sfinimento (o meglio, fino alla rissa grave, perch di solito va a
finire cos) per continuare a socializzarlo.
I cani si socializzano entro i quattro mesi di vita, punto: dopo non si pu pi parlare di
socializzazione ma di incontri, di comunicazione, di gioco, di tutto quello che vi pare e che va tutto
benissimo, se il cane daccordo. Ma se questi momenti conviviali non gli piacciono pi, bisogna dire
BASTA e sostituirli con altri che vedano protagonisti soltanto i partner giusti: di sesso opposto,
oppure cuccioloni che non vengano vissuti come una minaccia, oppure dello stesso sesso ma amici

da sempre con i quali non c mai stato alcun conflitto.


Attenzione, per: non c mai stato non significa non ci sar mai. Pu succedere, e non il caso
di farne un dramma a meno che i due amiconi-da-sempre non pesino uno due chili e laltro
sessanta: in questi casi occorre molta, ma molta attenzione.
E normale che il cucciolo socializzatissimo, anche se appartiene ad una razza tendenzialmente
amichevole con tutti, se non vede pi nessun cane per mesi o anni, si desocializzi (passatemi il
termine) del tutto o in parte.
I cani dovrebbero continuare a frequentare altri cani anche dopo let giovanile, se vogliamo davvero
che restino amichevoli.
No, questo non contrasta con ci che ho detto pocanzi: perch il cane devono continuare a
frequentare gli amici giusti per lui, e non tutti i cani del mondo, come purtroppo molti pensano.
E normale, normalissimo, IPERnormale che i cani, giocando, ringhino e facciano sceneggiate
napoletane.
Dovrebbe essere molto poco normale, invece (e invece, ahim, proprio la norma o quasi) che i loro
umani non sappiano distinguere un gioco da una rissa vera.
Perfino con i cuccioli si vedono fraintendimenti assurdi: ad ogni santissima puppy class a cui
partecipo o a cui assisto trovo sempre almeno una Sciuramaria che sbianca in volto e comincia a
strillare: Oddio, ma si fanno male! quando i cani cominciano a scaldarsi e quindi ringhiano come
leoni e sembrano volersi staccare pezzi di orecchie, di zampe o di coda.
In realt quello il momento in cui cominciano a divertirsi sul serio, perch hanno preso confidenza
lun laltro: ma anche il momento in cui, giocando, imparano tecniche di lotta, di caccia e tutto ci a
cui il gioco serve in realt. Lasciateli giocare in pace e vedrete che orecchie, zampe e code
torneranno indietro sane e salve.
NOTA: anche il fatto che qualcuno faccia un CAIN! non significa che si debba correre in clinica
veterinaria. Giocando ci si pu anche fare un po male: succede. La vittima dice cain e laltro si
accorge che ha esagerato, quindi impara anche a regolare il morso la volta successiva.
Se fermiamo il gioco ad ogni uggiolio, nessuno imparer mai un accidenti di niente.

Chi ha paura del cane cattivo (che lecca)?


Valeria Rossi 11 agosto 2014 Discussioni 45 Commenti
di VALERIA ROSSI Su LaStampa TV-video viene pubblicato il video graziosissimo di un
neonato che ride come un pazzo mentre la pit bull di famiglia lo lecca da capo a piedi: ed ecco che
fioccano i commenti negativi sulla pagina FB, equamente suddivisi tra chi grida alla scarsa igiene e
chi si dice preoccupato di vedere un cane di una razza come il pit bull con un bimbo cos vicino

(troppo).
Poi c quello che unisce le due cose (per la serie non facciamoci mancare niente), commentando
cos: Siamo arrivati allassurdo, tra igiene e il fatto che poi ogni tanto ci lascia la pelle un bambino.
Vivere normalmente? No non fa spettacolo. Ps. Premetto che io adoro gli animali, ma vivere in
questo modo mi sa di UOMINI TROGLODITI (tutto maiuscolo).
Un P.S. che mi ricorda un po quelli che scrivono cose come: io non sono razzista, ma sti negri
dovrebbero starsene a casa loro. Giusto a proposito di trogloditi.
Boh, che dire? Ovviamente che non c fine allignoranza umana.
Che a nulla servono le continue scoperte scientifiche che parlano dellimmenso valore non soltanto
psicologico, ma anche sanitario del vivere a stretto contatto con un animale (si stimolano le difese
immunitarie).
Che dire che ogni tanto ci lascia la pelle un bambino, come se fosse roba che succede un giorno s
e un giorno anche, significa aver dato un po troppo retta a troppo giornalismo allarmista (e cinofobo).
Il tipo che si preoccupa del cane di una razza come il pit bull (che evidentemente ignora il fatto che
questa razza quella con la minore aggressivit interspecifica in assoluto) fa anche un discorsone
sul fatto che se la cagna sviluppa troppa protettivit nei confronti del bimbo: poi son problemi
lunico modo per riavere o toccare il bimbo distrarla.
E sostiene di averlo anche provato personalmente: per con un gatto.
Ecco, proprio a questo vorrei dedicare oggi due righe: al fatto che molti cani di qualsiasi razza
diventino iperprotettivi verso i loro bambini.
Presumo che nessuno (neppure il preoccupato commentatore) si preoccuperebbe del fatto che il
cane impedisse ad un malintenzionato di rapire il bambino: l la protettivit tornerebbe buona e il
cane diventerebbe automaticamente un eroe.
Per vero che molti cani tendono a proteggere il bimbo anche dai genitori o dai nonni: anche il mio
Ektor, il pastore tedesco che ha allevato mio figlio come se fosse un suo cucciolo, si metteva in
mezzo mugolando disperato ogni volta che lo sgridavo e abbaiava direttamente in faccia a mia
madre se ci provava lei.
E una tragedia?
Bisogna davvero distrarre il cane per riavere il bambino (il che suona pure un po inquietante),
altrimenti lo tiene in ostaggio a vita?
Direi proprio di no: non nego a priori che possa succedere (anche se non ho mai sentito che nessuno
arrivasse a questi estremi), ma di sicuro, se capitasse, ci sarebbe un serio problema gerarchico in
famiglia.
Se invece il cane si limita a manifestare il suo disappunto perch qualcuno osa sgridare il suo
bimbo allora io la considero solo una bellissima forma di amore canino (e mi chiedo per quale

motivo il commentatore di cui sopra si preoccupi da un lato dellincolumit del piccolo e dallaltra
dellincolumit dei genitori: se il cane ama il bambino al punto di volerlo difendere dal mondo intero,
troverei quantomeno curioso che poi pensasse anche di mangiarselo).
Per carit: se la protettivit diventa possessivit vera e propria, allora non va bene.
Per davvero difficilissimo che si arrivi a casi simili: molto pi frequente la possessivit verso
unadulto umano (di solito la donna), che ha spesso una connotazione sessuale.
Il cane, che si autoeletto maschio alpha della famiglia (con lampia complicit di chi gli ha
permesoso di diventarlo), pensa di essere lunico possibile partner per la sua umana e quindi arriva
anche ad aggredire chi prova a contendergli i suoi favori (solitamente il marito).
Nel caso in cui il cane difenda il bambino, invece, il ruolo interpretato quello del padre di famiglia
(o della madre) che protegge i cuccioli del branco: cosa che trovo buona e giusta e che
personalmente non ho mai cercato di inibire.
Concludendo: le leccate del cane di casa non comportano alcun problema per un bambino.
Magari si pu evitare che il cane gli pianti proprio la lingua in bocca (ma anche la mamma del video
sposta il piccolo quando la cagna sta per farlo, circa a met video e poi di nuovo alla fine, quando le
dice proprio Not in the mouth): ma anche se succede, quando si tratta di un animale sano, il
bambino non corre nessunissimo rischio. Diversi commenti fanno riferimento al cane che ahhh che
schifo, avete presente cosa tocca con la lingua?. Io domando: avete presente cosa toccano gli
umani con le mani? Pensate soltanto ai soldi, che sono la cosa pi sporca del pianeta eppure
nessuno grida allo scandalo se un umano fa una carezza al pupo e se gli permette di succhiare un
suo dito.
La protettivit, se non arriva ad eccessi che comunque non si verificano praticamente mai, una
cosa che personalmente preferisco approvare, piuttosto che limitare o inibire, visto che potrebbe
essere di grande utilit in questo mondo popolato sicuramente pi da umani che da cani pericolosi.
Sar troglodita, perch no: ma intanto, come ho gi scritto altre volte, mio figlio ha sempre
regolarmente diviso il biberon prima e le merendine poi con tutti i nostri cani e ha sempre preso
quintalate di leccate in faccia.
Bene: non solo non mai stato sbranato, ma non si mai preso neppure un raffreddorino, almeno
finch non ha cominciato ad andare a scuola.
Mi piacerebbe sapere se questi commentatori indignati e/o preoccupati possano dire altrettanto: ma
mi piacerebbe anche solo sapere come riescono a trovare da ridire, da criticare e da sparar sentenze
di fronte a un bimbo che ride e si diverte come forse loro e i loro figli non sono mai stati capaci di
fare.
Sar forse invidia?

Se amore vuol dir gelosia


Valeria Rossi 29 settembre 2011 Etologia-Psicologia canina, Vita col cane 40 Commenti
Il mio cane non mangia pi da quando abbiamo avuto un bambino. Potrebbe essere geloso?
Ho preso un secondo cane per fare compagnia al primo, ma il primo diventato irritabile, aggressivo
e si rimesso a sporcare in casa come quando era cucciolo: perch fa cos?
Quando viene a trovarci una mia amica con il suo cane, il mio gioca con lui e sembra tutto felice, ma
quando laltro esce lui mi distrugge la casa: cosa pu significare?
Quasi ogni giorno sento domande di questo genere, da parte di persone che a volte hanno quasi il
timore di pronunciare la parola gelosia perch non vogliono farmi pensare che antropomorfizzino
troppo il loro cane: ma non bisogna avere alcuna remora di questo tipo, perch la gelosia uno dei
molti sentimenti che il cane prova esattamente come gli umani con laggravante di non poterlo
affrontare in modo culturale, ragionandoci sopra e cercando di autoregolarsi (non che gli umani ci
riescano sempre, eh).
Per il cane la gelosia una fonte di forte stress a cui reagisce in modo spontaneo ed istintivo,
sfogandosi come pu (abbaio, comportamento distruttivo, comportamento aggressivo) oppure
chiudendosi in una sorta di depressione che pu portarlo ad essere apparentemente svogliato nel
lavoro o nel gioco, o addirittura a rifiutare il cibo.
Proprio stamattina abbiamo pubblicato un articolo sullo stress nel cane, dove si dice che la prima
cosa da fare sarebbe sempre rimuovere la causa, quando questa stata identificata: ovviamente,
per, non proprio possibile rimuovere un nuovo cuccioloe tantomeno un nuovo bambino!
Che fare, dunque?
Innanzitutto si deve fare la stessa identica cosa che si fa quando in una casa con bambini arriva un
fratellino nuovo: e cio convincere quelli che cerano prima che il nuovo arrivato NON toglier
loro laffetto, le cure e le attenzioni dei genitori. Certo, si dir: con un bambino pi facile,
perch gli si pu parlare!
Ma non sempre cos, perch la gelosia si innesca anche nei bambini piccolissimi, che ancora non
sono in grado di capire un discorso: e soprattutto, del tutto inutile spiegare ad un bambino che
mamma e pap gli vogliono bene esattamente come prima, se poi i loro comportamenti suggeriscono
lesatto contrario!
I discorsi sono una bella cosa: ma il bambino proprio come il cane molto pi sensibile ai FATTI
che non alle parole. E proprio come il cane, sensibilissimo al linguaggio del corpo (crescendo,
purtroppo, perde questa sensibilit perch il nostro mondo fatto di parole: ma sono proprio queste a
mettere nei guai la nostra specie, perch le parole possono essere menzognere, ingannatrici e cos
via, mentre il linguaggio del corpo non mente mai).

Tradotto in pratica: si pu benissimo parlare anche con il cane, in un linguaggio che lui
capisca.
Quindi, quando arriva un nuovo elemento che possa scatenare la gelosia (altro animale o bambino
che sia), la prima cosa da fare quella di raddoppiare le attenzioni verso il primo cane. E non parlo
solo di coccole, carezzine e vizietti vari, ma soprattutto di rapporto: dargli pi cose da fare, uscire di
pi con lui, farlo lavorare o giocare di pi.
Se il nuovo arrivato un animale, non gli importer nulla di ricevere meno attenzioni rispetto al cane:
ancora non sa quale sia il suo posto in famiglia e quel che arriva va tutto bene, quindi la
controgelosia non pu nascere.
Se il nuovo arrivato un bambino, diventa un po difficile dargli meno attenzioni, visto che le
richieder non solo affettivamente, ma anche dal punto di vista pratico: per possibile anzi, si
dovrebbe sempre fare! coinvolgere il cane in tutto quello che facciamo, responsabilizzando anche
lui verso il bambino.
Per esempio, gli si pu chiedere di fare la guardia al bimbo anche se il cane uno yorkshire, va
bene lo stesso o di portarci il pannolino di ricambio, o fargli trainare la carrozzella insieme a noi
insomma, tutto va bene purch il cane pensi che il bambino non un suo rivale, ma un nuovo
membro del branco piccolo, indifeso, da accudire tutti insieme.
Se vi comporterete cos, lunico rischio (da tenere sotto controllo) sar quello che il cane diventi
iperprotettivo verso il bambino: ma non succeder MAI che ne sia geloso e tanto meno che diventi
aggressivo nei suoi confronti.
Tanto utile e positivo questo atteggiamento, tanto deleterio quello contrario, ovvero lemarginare il
cane per paura che danneggi il bambino anche involontariamente: il cane che viene portato in
unaltra stanza ad ogni poppata, per esempio, diventer immancabilmente geloso (e come dargli
torto?).
Nel caso di un secondo cane adulto che entri in famiglia, alla normale gelosia si aggiungeranno i
timori di una rivoluzione gerarchica: checch ne dicano i cinofilosofi dellultima ora, infatti, le
gerarchie per il cane sono sempre di basilare importanza.
Quindi non solo bisogner convincere il nostro amico che il nuovo arrivato non gli porter via
attenzioni ed affetto, ma bisogner anche convincerlo che non intaccher la sua posizione gerarchica
(fosse anche quella di ultima ruota del carro).
In questi casi, ovviamente, non basta quello che pensiamo NOI: bisogna anche vedere cosa ne
pensa il nuovo cane.
Per fortuna i cani hanno sempre un certo rispetto per chi cera prima di loro: quindi molto facile che
il cane numero 2 (anche fosse un molossone di cinquanta chili) non metta affatto in discussione il
cane numero 1 (fosse anche un chihuahua).

Chi rovina tutto, molto spesso, sono gli umani, che si mettono a prendere le parti delluno o dellaltro
in caso di piccoli conflitti per esempio una ringhiata sulla ciotola sgridando a prescindere il cane
che sta facendosi le proprie ragioni, anche quando in realt ha tutto il diritto di farsele.
Sentendosi appoggiato dagli umani, ovviamente laltro cane si sentir pi sicuro e comincer a
pensare di mettere in discussione le gerarchie, cosa che senza lintervento umano non gli sarebbe
mai passata per la testa.
Quindi, consiglio generale: se due cani litigano, lasciate che si chiariscano da soli (intervenite
SOLO se vi accorgete che le cose stanno diventando davvero pericolose per uno dei due, ma senza
dare limpressione di fare il tifo per luno o per laltro. Separateli e stop).
Se poi proprio non riuscite a farvi gli affari vostri e dovete metter becco, mettetelo sempre e solo per
appoggiare loperato del cane numero 1, quello che cera prima, consolidando cos la sua posizione
gerarchica (e migliorando sicuramente i rapporti tra i due, perch se un cane non pensa che laltro
voglia scalzarlo, non avr molti motivi per litigare con lui).
E se il nostro cane, allarrivo di un nuovo membro della famiglia (ovvero, ai suoi occhi, di un intruso,
umano o animale che sia!), invece di litigare con lui se la prende con noi, con la casa
(comportamento distruttivo) o con se stesso (comportamento depressivo)?
Allora pu essere il caso di ricorrere ai vari rimedi naturali (feromoni calmanti, prodotti naturali
omeopatici, fiori di Bach per chi ha fiducia in essi) o artificiali (tipo il giubbottino antistress), che
per devono essere sempre e solo coadiuvanti del nostro comportamento corretto, che sar
sempre quello di attivare il pi possibile il cane e di dargli attenzioni positive e fattive. Al cane le
coccole piacciono, ma non servono a nulla come antistress! Quello che gli serve lavorare, rendersi
utile, sentirsi parte attiva del suo branco.
Unaltra cosa indispensabile condizionarlo a pensare positivo nei confronti del nuovo arrivato.
La buona vecchia routine del buon umore del dottor Campbell mi ha aiutato a risolvere centinaia
di casi di gelosia, semplicemente dando al cane limpressione che ci sia una festa ogni volta che
appare il nuovo arrivato.
Ridere forte, saltare, giocare, fare letteralmente gli scemi (compreso il rotolarsi per terra e fare la lotta
con i cani) ogni volta che il vecchio e il nuovo si trovano insieme un metodo quasi infallibile per
eliminare le gelosie: certo, si fa la figura dei pazzi furiosi ma siccome lo facciamo in casa nostra,
non che dobbiamo invitare tutto il vicinato. Quindi diamoci pure dentroe al massimo, se i vicini ci
sentiranno ridere dal mattino alla sera, poi dovremo curare la loro invidia!
PILLOLE ANTI-GELOSIA:
se possibile scegliere, sempre pi facile far convivere animali di sesso opposto (e se si temono
le cucciolate indesiderate basta sterilizzare la femmina, proteggendola cos da un sacco di possibili
patologie);

il primo incontro sempre bene che avvenga in campo neutro, senza dare al cane numero 1 lidea
di un'invasione del suo territorio da parte di uno sconosciuto. Se due cani fanno amicizia al parco,
poi molto pi semplice far accettare al numero 1 che laltro entri in casa sua: sar geloso lo stesso,
ma almeno non di un perfetto sconosciuto. Anzi, di qualcuno che in fondo gli simpatico (e la
differenza si vedr);
allora dei pasti, serviamo prima il cane numero 1 e poi il nuovo arrivato (anche se si tratta di un
bambino: prima di ogni poppata del neonato possibilissimo mettere qualcosa nella ciotola del cane,
fosse anche un singolo bocconcino).
Idem per le coccole: sempre prima al cane numero 1 e poi al numero 2 (o al gatto, o al figlio);
ciotole abbastanza lontane e separate per i due cani , o per cane e gatto: e che nessuno si
permetta MAI di mettere il muso nella ciotola altrui (neanche il cane numero 1) perch il Capo
Supremo (ovvero lumano) lo vieta. Punto. Con fermezza, dolcezza e coerenza, ma lo vietasempre.
Ognuno mangia nella ciotola sua: si stabilisce questa regola e non se ne parla pi. A fine pasto, le
ciotole spariscono: anche perch la velocit di aspirazione della pappa non dovrebbe avere grandi
differenze neppure se i due cani sono di taglia e peso diversissimi: il cane piccolo manger anche
meno, quindi ci metteranno pi o meno lo stesso tempo.
Pu esserci una differenza sensibile se uno dei due anziano e quindi mangia molto pi lentamente:
in questo caso si possono anche dare i pasti in stanze separate.
In ogni caso, la supremazia dellumano e il fatto che sia LUI a gestire la risorsa-cibo non dovrebbero
essere messi in discussione da nessuno, quindi questo non pu disturbare le gerarchie
intraspecifiche (mentre semmai chiarisce meglio al nuovo arrivato quelle inter-specifiche);
MAI far giocare i cani con una sola pallina, almeno finch i rapporti non si sono consolidati e non
nata unamicizia (personalmente ci sto abbastanza attenta anche dopo: le amicizie a volte si
rompono, per una pallina contesa). Si possono invece far condividere i giocattoli che possono essere
presi in bocca da due parti (salamotti, stracci, bastoni ecc.): anzi, questi giochi in comune rafforzano
le amicizie;
per lo stesso motivo, e almeno per i primi tempi di convivenza, i giochi da rosicchiare, gli ossi e
altresicure fonti di rissa vanno bandite.
Si potranno reintrodurre progressivamente in un secondo tempo, quando i rapporti si saranno fissati
e consolidati, sempre chiarendo a tutti che ognuno pu rosicchiare le cose SUE, ma che quelle altrui
sono tab;
a passeggio si va sempre insieme: gestire due cani al guinzaglio non la cosa pi semplice di
questo mondo, ma con un po di esperienza ci si riesce benissimo. Portare fuori i cani a turno

significa suscitare la gelosia delluno ogni volta che si esce con laltro: scordiamoci che il cane riesca
a pensare s, vabbe, ma dopo tocca a me, o viceversa s, adesso esce con lui, ma prima uscito
con me. Il cane vive nel presente: il prima e il dopo vengono sempre in secondo piano rispetto
all'adesso;
in generale, dimentichiamo anche i concetti di equit e di giustizia che applicheremmo,
per esempio, a due bambini umani: nel caso dei cani sempre meglio pendere dalla parte del
dominante, dandogli qualche attenzione in pi e privilegiandolo.
Il secondo cane non avr assolutamente la sensazione di un'ingiustizia, ma solo una conferma
della sua posizione gerarchica inferiore, che accetter molto serenamente. E, semmai, il contrario
che lo metterebbe in confusione: essere trattato alla pari, o addirittura meglio, quando lui,
essendo lultimo arrivato, trova normalissimo essere messo in secondo piano.
Questo pu causare conflitti gerarchici che senza gli umani non sarebbero mai nati.. e che alla
psiche canina fanno molto peggio della presunta non equit. Quello dell equit un concetto che
appartiene alla cultura umana, ma il cane non lo concepisce proprio;
in caso di litigi, intervenire meno possibile. Se i cani sono equilibrati e ben socializzati, le dispute si
risolveranno quasi sempre con tanta scena e nessuna ferita (e se ci scappa un graffietto, non muore
nessuno). Se i cani NON sono equilibrati, magari perch provengono da storie difficili, prima di
costituire un branco bisognerebbe sempre cercare di migliorare le loro capacit sociali;
dare sempre tempo al tempo.
Normalmente i cani, se equilibrati, impiegano tre-quattro giorni a fare unesclation mentale di questo
genere: Chi lha chiamato, questo? Se ne vuole andare o no? Uffa, non se ne va proprio
Okay, rassegnamoci: questo ormai fa parte del branco, bisogna conviverci.
Qualcuno pu impiegare anche una settimana-dieci giorni, difficilmente di pi.
Se in questo periodo gli umani si comportano in modo corretto, i tempi si accorciano e lamicizia o
almeno la tolleranza, perch non si pu pretendere che i cani si amino per forza quasi sempre
prende il posto del sospetto (e dello stress) iniziale.
Non arrendiamoci MAI solo perch, nei primi 5 minuti, il cane numero 1 ha ringhiato o ha piantato i
musi o ha pisciato contro il muro. Larrivo di un nuovo membro della famiglia SEMPRE uno choc e
uno stress: diamogli un po di tempo per affrontarlo, digerirlo e infine superarlo.
ricordiamo che anche il secondo cane (o gatto: bambino si spera di no!) sotto stress: stato
sottratto allambiente in cui vissuto fino a quel momento e trapiantato di peso in un nuovo mondo.
Quindi anche lui avr diritto a molta comprensione, ma ricordiamoci che a lui vengono aggiunte
cose, rispetto alla sua vita precedente, e che lo stress da nuovi stimoli comunque pi positivo dello
stress da sottrazione (di importanza, di attenzioni, di tempo).

Lequilibrio, quasi sempre, si trova semplicemente osservando, pazientando e tenendo presenti le


semplici regolette di cui abbiamo parlato fin qui: se per la situazione diventasse proprio pesante
anche solo per NOI, che a volte interpretiamo i comportamenti del cane alla luce dei nostri sensi di
colpa, che non mancano mai! potremo sempre appoggiarci ad un esperto in comportamento, che
comunque ci dar quel senso di fiducia che talora ci fa vedere le cose con occhio pi serenoe
come per magia, fa ridiventare sereni anche i nostri animali!
Non dimentichiamo MAI quanto essi siano empatici.
Lidea fissa che un cane sia geloso, che soffra, che non sopporti il nuovo arrivo eccetera, talora rende
gli umani talmente nervosi che il cane lo recepisce e diventa nervoso a sua volta: cos noi pensiamo
che sia colpa della gelosiae si instaura un circolo vizioso che non finisce pi.
Per questo insisto sempre molto sulla routine del buon umore: perch ridere e giocare anche
se lo si fa forzatamente, di solito poi ci sente cos scemi che si comincia a ridere per davvero! a
volte basta a scaricare la nostra tensione e a rendere pi serena latmosfera generale, cosa che
serve pi di mille feromoni messi insieme;
avvertimento forse superfluoma esperienze passate mi suggeriscono di non tralasciarlo: la
gelosia una vera e propria malattia, ma non detto che sia lunica. Se un cane manifesta
segnali di disagio particolarmente forti dopo larrivo di un nuovo membro della famiglia, e se questi
permangono anche dopo il tempo fisiologico di accettazione, potrebbe darsi che la gelosia non
centrasse nulla, o fosse solo una parte del problema: quindi una visita veterinaria per escludere
eventuali patologie concomitanti sempre consigliabile.

Ma se non posso prenderlo in braccio che faccio, se un cagnone attacca il mio


cagnolino?
Valeria Rossi 21 luglio 2014 Vita col cane 54 Commenti
di VALERIA ROSSI Lho gi scritto, credo, un milioncino di volte: prendere in braccio un cane
piccolo se questi viene avvicinato da uno vistosamente pi grosso di lui ad altissimo rischio.
I motivi dovrebbero essere abbastanza evidenti (ma forse non lo sono, visto che i cagnolini vengono
presi continuamente in braccio di fronte ai cagnoloni):
a) vedersi sottrarre da sotto il naso loggetto della sua attenzione stimola limpulso predatorio nel
cane pi grande. E una legge naturale, non si scappa.
Quando vogliamo invitare un cucciolo ad afferrare uno straccetto per gioco, e non sufficiente
farglielo strisciare per terra davanti al muso, il modo pi sicuro per invitarlo a prenderlo con i denti
quello di sollevarlo in aria. Lo sanno tutti, probabilmente ci hanno anche provato tutti eppure si
continuano a prendere in braccio i cagnolini a mo di yo-yo, pensando di salvarli;

b) a qualsiasi cane dalla media taglia in su (se pi piccolo non fa paura, quindi lo yo-yo non si
fa)basta alzarsi sulle zampe posteriori per arrivare a mordere comodamente un canetto tenuto
in braccio da qualsiasi umano che non sia verde e non si chiami Hulk (o non sappia volare come
Superman: per Superman non un umano).
E se proprio non gli basta, gli sufficiente un saltello.
Quindi, cosabbiamo risolto? Che oltre al canetto abbiamo messo a rischio anche le nostre
braccia.
S, magari proteggiamo il cagnolino, ma prendiamo un bel morso noi e quando si viene morsi,
difficilmente si riesce a tenere ancora il canetto tra le braccia. E molto pi normale che si molli tutto
(e che ci si metta a sbraitare, scatenando cos lulteriore aggressivit del cane grosso).
Nonostante questo, come dicevo, i cani piccoli vengono continuamente presi su.
E i cani grandi, immancabilmente, tentano di afferrarli.
Lultimo caso stato quello del poliziotto vittima (si fa per dire, vista lentit della sua ferita) di un
pit bull che tentava di prendersela con il Cavalier di famiglia.
Anche in questo caso, come in mille altri, la signora ha preso in braccio il cagnolino e il cagnolone
scattato: e se qui la cosa si risolta con un graffietto, in altri casi purtroppo il cagnolino ha fatto una
brutta fine e/o gli umani sono finiti allospedale.
Perch lo facciamo, pur sapendo benissimo che non si fa?
Forse la ragione sta tutta nellimpulso epimeletico, che poi lo stesso che induce le persone a
scegliere cani di piccola/piccolissima taglia: ovvero la spinta a prendersi cura, a proteggere, ad
accudire chi ha laspetto di un esserino tenero e indifeso (la natura ha dotato gli animali sociali di
questo impulso per proteggere i neonati; il marketing cinofilo lha sfruttato per creare razze come
Carlini, Cavalier ed altri cani dallaspetto eternamente cucciolesco; una societ umana incapace di
gestire correttamente il panorama cinofilo fa s che a volte, per colpa di questo impulso, succedano le
tragedie); in parte, per, i cani piccoli si tirano su perch non si hanno alternative, o si crede di non
averle.
Infatti, quando dico ai proprietari di cani piccoli che non devono farci lo yo-yo, mi sento
immancabilmente rispondere: Eh, ma allora che faccio? Lascio ammazzare il mio cane?
Santo cielo, no. Ovviamente no!
Vi pare davvero che potrei consigliare a chicchessia di restar l a guardare mentre il suo amico viene
sbranato?
Per non neppure il caso di fare pazzie pi o meno eroiche, come quella di prendere in braccio il
cagnolino o quella ancora pi rischiosa di mettersi in mezzo ad una rissa gi scatenata.
Lalternativa pi sensata quella di mettersi in mezzo PRIMA che il cane grosso abbia modo di

pensare che quello piccolo possa essere attaccato: ovvero, mettersi il cagnolino dietro le gambe e
interporsi tra lui e il cagnone.
Ancora prima di fare questo, per, sarebbe il caso di esaminare la situazione con calma e senza
panico (cosa che normalmente NON fanno le Sciuremarie cagnolino-munite).
Perch cane grosso NON significa automaticamente kanekiller, santapupazza!
E poi a volte non c neppure bisogno che sia davvero grosso, per mandare in ansia gli umani. A me
capita almeno un paio volte al giorno, quando sono in giro con la Bisturi, di vedere cagnolini tirati in
braccio al nostro solo apparire, nonostante la mia cagna sia: a) al guinzaglio; b)
indiscutibilmente tappa ( poco pi grossa di un gatto e in un mondo normale forse sarei io a doverla
prendere in braccio: ma siccome chalafacciadapizzbull, fa paura a prescindere).
Ora, per carit, le sciure non sono tenute a sapere che la Bisturi la cagna pi paciosa e amichevole
di questo mondo. Ma anche senza questa informazione (che comunque basterebbe chiedere
allumana di turno, visto che attaccata al guinzaglio ci sono sempre anchio) non vedo sinceramente il
motivo di yo-yo-eggiare un cane quando un suo simile gli si avvicina tranquillo, senza traccia di
aggressivit, con la codina che va a mille.
Un paio di giorni fa un volpinotto stato tirato su anche allapparire di Samba (tre mesi e mezzo
oggi), al guinzaglio.
E lei la facciadapizzbull non ce lha. Magari avr quella da ruzzvailer, tra qualche mese: ma per ora
giuro che ha solo la faccia da cucciola. Eppure qualcuno teme perfino lei, il che mi fa pensare che in
almeno sette/otto casi su dieci leffetto yo-yo (o limpulso epimeletico, se preferite) scatti senza alcun
vero motivo.
Il cane grande (o semplicemente un po pi grande) del proprio visto automaticamente come una
minaccia.
Ma avete mai pensato alleffetto che tutto questo avr sul cane piccolo?
Se ogni volta che incontra un suo simile superiore ai tre chili viene sollevato di peso, il piccoletto:
a) non socializzer MAI;
b) non imparer il galateo canino;
c) si convincer che i cani grandi siano davvero pericolosi (aiutato, in tutto questo, dallansia della
proprietaria, che lui recepisce benissimo perch i cani sono notoriamente empatici anche quando
sono piccoli).
Risultato?
Sar molto, ma molto facile che sia proprio lui a sfidare, o addirittura aggredire, qualsiasi cane
grande che gli si sia avvicinato magari con le intenzioni pi amichevoli di questo mondo.
Dopodich, ovviamente, sar lui a rischiare la pelle ma i giornali immancabilmente titoleranno:
Kanekiller sbrana piccolo angelo peloso innocente.

A me piacerebbe proprio leggere di casi come questi trasferiti in campo umano. Mi piacerebbe
vedere come titolerebbero.
Che so, arriva un ometto alto uno e sessanta, che pesa cinquanta chili, e tira un cazzotto a Tyson: se
cinque minuti dopo finisse allospedale, cosa scriverebbero i giornali? Probabilmente qualcosa come
Nano cretino sfida gigante e le busca.
Invece, quando la stessa identica cosa succede tra due cani, si parla sempre dellimmonda
bestiaccia che ha sbranato il povero piccino.
Detto questo, sia chiaro che non ce lho con i cani piccoli.
Mi piacciono i cani piccoli, ho avuto cani piccoli e purtroppo ho vissuto anche un caso di aggressione
di cane medio-grosso a cane piccolo, entrambi miei (husky vs maltese, che ha rimediato due costole
rotte): quindi so come ci si sente quando si vede sparire il microcane tra le fauci del pi grande ed
qualcosa che non auguro sicuramente a nessuno, perch si perde qualche annetto di vita.
Per questo non autorizza, per prevenire guai, a creare canetti assatanati pronti a sfidare qualsiasi
colosso perch tanto la mamma mi mette in salvo.
E sbagliatissimo ed pericolosissimo.
I cani piccoli vanno socializzati come tutti gli altri; devono imparare a comunicare, ad emettere
segnali calmanti, a sottomettersi quando il caso, anzich partire allattacco a testa bassa.
Un tempo tutte queste aggressioni di cani grandi ai cani piccoli, sui giornali, non si leggevano: un po,
forse, perch vi si dava meno peso (una rissa tra cani, anche se con esito drammatico, non valeva
due righe: oggi va in prima pagina, o quasi, solo perch cambiato il sentimento umano verso i cani.
I giornali scrivono quello che la gente vuole leggere), ma un po anche perch e ne sono piuttosto
certa, bazzicando cani da quarantanni di questi fatti ne succedevano meno.
Ma perch ne succedevano meno?
Perch il cane era meno bambinizzato, meno viziato, meno preso in braccio.
Cerano in giro anche meno microcani, per carit: la dannatissima moda del cane della Polistil
arrivata solo a partire dagli anni 90. E cerano in giro meno terrier di tipo bull, che sono i maggiori
protagonisti di questi episodi perch sono (in linea di massima, e con parecchie eccezioni) i cani
meno amichevoli verso i loro simili.
Per c anche da dire che cerano in giro molti pi cani sciolti, quindi i piatti della bilancia sarebbero
dovuti tornare in pari. Invece no: i piccoli cani feriti o uccisi sono cresciuti esponenzialmente
negli ultimi tempi, e questo a mio avviso da attribuire, pi che ad ogni altra cosa, al fatto
che non si permetta loro di socializzare e di imparare a comunicare in modo corretto.
Chiaramente lo stesso vale per cani grossi, i cui proprietari talora godono nel vederli aggressivi (e
non solo verso i cani, ma anche verso le persone): gente cos, inutile dirlo, non dovrebbe vedere un
cane neanche in fotografia mentre sono proprio questi personaggi che vanno a scegliersi il pit bull

o il rottweiler o il dogo, penso per sopperire con le dimensioni del cane alla carenza di altre
dimensioni personali (sicuramente una cosa molto piccola ce lhanno: il cervello. Sul resto preferisco
non indagare).
E abbastanza diffuso anche il malcostume di lasciare liberi cagnoni truzzi e poco o nulla
socializzati, e qui purtroppo c poco da fare: sono le istituzioni che dovrebbero intervenire con
forza impedendo il dilagare di questa scellerata abitudine.
Dopotutto le leggi gi ci sono: e basterebbe sicuramente qualche bella multa a far rinsavire parecchia
gente ma le forze dellordine hanno sempre altro a cui pensare e non intervengono pressoch
mai spontaneamente.
Per possibile farle intervenire, facendo esposti e/o denunce quando si conoscono i personaggi
che lasciano vagare liberamente cani a rischio: lasciar sempre correre, e poi lamentarsi quando
succede il disastro, un po troppo comodo e denota uno scarso senso civico.
Rovescio della medaglia: non neppure giusto considerare a rischio i cani che non lo sono,
soltanto per il loro aspetto fisico o la loro razza di appartenenza: ma anche in questo caso si pu
chiedere il sostegno delle istituzioni.
Qualche giorno fa ho ricevuto copia (con qualche cancellazione salva-privacy) dellesposto che
unamica di FB, proprietaria di due cani buonissimi e regolarmente discriminati, ha inviato alla Polizia
di Roma, unitamente ad altri proprietari nelle stesse condizioni: uniniziativa a cui plaudo fino a
spellarmi le mani.

Come sempre accade, il mondo spaccato in due: chi ha cani grandi e buoni gradirebbe non essere
discriminato (o, come in questo caso, fatto addirittura oggetto di minacce), mentre chi ha i cani piccoli
vorrebbe che tutti i cagnoni vivessero appesi a guinzagli da trenta centimetri, possibilmente anche
con una bella museruola stile Hannibal Lecter.
Ben pochi si pongono il problema del rispetto per i diritti altrui (sia umani che canini), ed
indubbio che la politica latiti alla grande su quelli che sono i piccoli ma diffusissimi problemi
quotidiani, occupandosi solo di ci che fa audience e che quindi potrebbe portare voti.
La situazione tuttaltro che allegra e lunico invito che mi sento di fare quello di farsi
sentire (come ha fatto lamica di cui sopra) nelle sedi giuste, anzich limitarsi a mugugnare al bar.
Nel frattempo, ai proprietari suggerisco:
a) di non dare per scontato che cane grosso significhi cane pericoloso, perch cos non ;
la stragrande maggioranza dei cani, quando ne incontra un altro, mosso pi dal desiderio di fare
amicizia che non da quello di scannarsi;
b) di socializzare a dovere tutti i cani, dal microbo al gigante, perch la maggior parte dei casi di
rissa dovuta proprio ad errori umani. A cani a cui non mai stato permesso di fare i cani. Eppure

basta scegliere i partner con un po di attenzione, e anche il pi piccoletto del mondo pu imparare a
comunicare in modo corretto;
c) di non commettere neppure lerrore opposto, ovvero quello di pretendere che tutti vogliano
giocare con tutti. Ricordiamo che nor-ma-le, soprattutto per i maschi adulti (anche quelli ben
socializzati) non avere nessuna voglia di interagire con altri maschi adulti. Tra femmine meno
frequente che scatti la rissa, ma non che ne siano totalmente esenti.
In ogni caso, la domanda che si deve fare al proprietario dellaltro cane non (o non solo)
Maschio o femmina? ma soprattutto Come si comporta verso i suoi simili?
d) in caso di incontri dubbi, con cani non controllati, liberi o in presenza di proprietari
distratti/menefreghisti, di NON prendere in braccio il cane ma di interporsi tra lui e laltro
animale. Soprattutto i terrier di tipo bull sono normalmente molto rispettosi verso gli umani e quindi ci
penseranno due volte prima di lanciarsi su un cagnolino protetto dalle gambe del proprietario.
e) se proprio si terrorizzati alla solo idea di incontrare un cane grande, o se si sa gi in partenza
che nella propria zona-passeggiata c il rischio di incontrare un cane pericoloso allora
suggerisco di girare armati.
No, non sono ammattita e non parlo certo di andare a spasso con pistole o pugnali (e neanche con il
famigerato spray al peperoncino): le armi di cui parlo possono essere un ombrello, un bastone da
passeggio (da usare SOLO in caso di vera emergenza, e non certo preventivamente perch se
fossimo noi ad aggredire il cane, allora lui avrebbe tutte le ragioni del mondo per contrattaccare). Ma
ancora pi semplicemente portatevi dietro una giacca, o una maglia di lana. Ricordate che
qualsiasi cane al mondo, quando scatta per mordere, morder sempre per prima cosa ci che gli
viene presentato davanti al muso. Quindi una semplicissima giacca arrotolata potr servire da
ammortizzatore del morso e darci tutto il tempo di salvare il nostro cane e/o di far intervenire il
proprietario dellaltro.
E se tutto questo non fosse sufficiente?
Se incontrassimo, ahinoi, un vero kanekiller, pericoloso, aggressivo, magari libero e senza
proprietari in vista, che se ne infischia se ci siamo messi a fare da scudo e si butta ugualmente
addosso al nostro cagnolino? Se se ne frega del mio bastone, e pur avendo azzannato la giacca la
sputa subito e punta di nuovo il cane?
In quel caso, purtroppo, non ci sono ricette magiche: lunica cosa sensata sarebbe che la presenza
di un simile pericolo pubblico venisse segnalata prima che possa accadere lirreparabile ma
chiedere cosa si possa fare nel caso di unaggressione come questa un po come chiedere cosa
faccio se un automobilista perde il controllo della macchina e punta dritto su di me, senza che io
abbia la possibilit di spostarmi?
Ovviamente lunica risposta possibile prega!: perch esistono, purtroppo, situazioni accidentali

che non si pu far nulla n per prevenire, n per uscirne senza danni.
Per, oggettivamente, si tratta di situazioni davvero rare: e sono profondamente convinta che se tutti
evitassero almeno di provocarle, queste situazioni, le tragedie si ridurrebbero immensamente di
numero.
In ogni caso credetemi, vi prego: prendere i cani piccoli in braccio uno dei metodi pi sicuri
per provocare disastri.

Fai la cosa sbagliata? E io ti coccolo


Valeria Rossi 15 luglio 2014 Educazione, Vita col cane 56 Commenti
di VALERIA ROSSI Lapprovazione sociale dei comportamenti sbagliati uno degli errori pi
comuni che capita di incontrare in cinofilia: la prima volta che venni a contatto con questo problema
ero unaddestratrice alleprimissimissime armi, che aveva letto lunico libro esistente allepoca
sulladdestramento e che, dopo i suoi cani personali, aveva lavorato con due o tre cani di amici e
forse con uno o due veri e propri clienti. Insomma, esperienza vicina allo zero e conoscenze
teoriche ancora meno, visto che di etologia e psicologia canina proprio non si parlava, allepoca.
Il cane era un alano arlecchino di nome Al, grande e grosso (ovviamente, essendo un alano), ancora
cucciolone ma mordace ad capocchiam: ovvero, passeggiando per strada ogni tanto decideva che
il passante X gli stava antipatico e lo pinzava al volo.
Con la boccuccia di rosa che si ritrovava aveva gi fatto un bel po di danni, anche perch aveva gi
pinzato un paio di bambini (la foto tratta da google e non centra nulla, visto che si sta parlando di
un cane vissuto negli anni 70: sembra perfetta per illustrare questa storia, ma lalano non lui e
spero proprio che non abbia cattive intenzioni verso il bambino!).
Io non avevo mai affrontato casi di mordacit prima di allora, ma con tutta lincoscenza dei ventanni
(scarsi) andai a visitare cane e proprietario a casa loro: il cane si comport benissimo, buono, allegro
e festaiolo.
Poi ci avventurammo per strada. Tempo dieci minuti, il cane scatt verso una persona e lumano,
immediatamente, si mise ad accarezzarlo dicendogli No, stai buono, non fare cos.
Non sapendo un accidenti di rinforzi positivi e negativi, n di approvazione sociale n di altro, io
pensai comunque Ma che cavolo: se lo accarezza, il cane penser di aver fatto bene!.
Quindi mi feci passare il guinzaglio, continuammo la passeggiata e appena Al tent di partire verso
un altro passante gli urlai un NOOOOO! che paralizz, penso, mezza Savona. E giusto per gradire gli
ammollai una botta in testa tipo Bud Spencer (metodo gentile! Ma intanto mano di ragazzina vs
capoccia di alano, mi feci sicuramente pi male io).
Il cane mi guard con due occhi cos e il fumetto che diceva: Ah, non vuoi che lo faccia? Strano, al

mio umano piace comunque ok, mi adeguo.


E per tutto il resto della passeggiata non si sogn pi di attaccare nessuno.
Caso risolto in tre secondi netti: una volta spiegato al proprietario che non doveva premiare il cane,
ma sgridarlo quando faceva cos, lalano smise completamente di aggredire la gente per strada.
Certo, mi and assolutamente di lusso: come minimo avrei potuto beccarmi una rediretta (presumo
che mi abbia salvato il fatto che si trattava di un cucciolone di tredici mesi) e comunque non che i
casi di aggressivit si risolvano a pugni in testa, per carit. Per il concetto di spiegare al cane che
quel comportamento non era gradito lo trovo ancora giustissimo.
E ancora oggi, invece, mi capita continuamente di vedere persone che, con i loro
gesti, approvanocani ringhiosi, mordaci, aggressivi.
Cos come mi capita di vedere rinforzati comportamenti di paura (Ma no, stai tranquillo, non succede
niente e gi carezze e coccole), con lovvio risultato di far pensare al cane faccio bene ad aver
paura.
Ovviamente il cane che ha paura non va neppure corretto e tanto meno punito (serve dirlo? Vabbe,
diciamolo): per non va assolutamente rinforzato! E le coccole, le carezze, lapprovazione sociale
espressa in qualsiasi modo sono un rinforzo: ovvero, qualcosa che induce la ripetizione di un
comportamento.
Se facile dire un bel NO! convinto al cane che ringhia, abbaia o tenta di mordere, meno facile
capire quale sia il comportamento giusto con il cane che mostra paura, e ancor meno facile capire
come comportarsi in caso di paura che sfocia in atteggiamenti aggressivi. Ovviamente non esiste una
ricetta magica buona per tutti e quindi non posso darvi consigli specifici perch bisognerebbe vedere
il singolo cane e cercare di capire le cause prima di trovare i rimedi ma una cosa certa: rinforzare
sbagliato.
Quindi il cane timoroso, o pauroso/aggressivo, non va assolutamente accarezzato/coccolato. In linea
di massima posso dire che latteggiamento giusto quello rilassato e tranquillo: dobbiamo fargli
vedere che noi per primi affrontiamo il presunto pericolo (che si tratti di una persona o di un
sacchetto di nylon svolazzante, non cambia nulla) con sicurezza e serenit, e poi invitarlo a seguire il
nostro esempio senza forzarlo, ma convincendolo con parole pacate e gesti sicuri.
Non diciamo mai bravo (il cane sa benissimo cosa significa, se sta con noi da pi di una settimana),
ma diciamogli, per esempio: Di, vieni, in tono suadente.
Soprattutto, non accarezziamo MAI il cane per calmarlo: questa una cosa che pu funzionare
con un bambino o con uno scimpanz (i primati si accarezzano tutti tra loro), ma i cani non sono
bambini n scimmie e per loro la carezza significa sono contento di te, fai bene a fare cos.
Certo, questo concetto pu anche avere un effetto calmante secondario ma il primo effetto sar
sempre quello di fargli pensare che quel comportamento gradito e che quindi faranno bene a

ripeterlo.
Teniamolo presente, quando il nostro DNA da primati tende a prendere il sopravvento:
ricordiamocene, perch con il rinforzo sociale si fa prestissimo a creare cani paurosi o, peggio
ancora, cani morsicatori.

I cani sono armi? Se lo dice lo zoologo


Valeria Rossi 9 giugno 2015 Discussioni 24 Commenti
di VALERIA ROSSI Oggi ho deciso di scrivere qualcosa di diverso: sempre cani, sempre cani e
che noia, cambiamo un po!
Parliamo un po anche degli animali marini, che sono tantissimi: e alcuni di loro possono essere
anche addomesticati, quindi in fondo qualche legame con la cinofilia lo si pu anche trovare.
Dunque, ecco il mio articolo:
Gli animali marini sono per la maggior parte vertebrati e molti di essi sono mammiferi. I mammiferi
marini sono facilmente domesticabili: per esempio i delfini, appartenenti alla famiglia degli
echinodermi; ma si possono addomesticare anche alcuni pesci, per esempio le orche, e perfino
alcuni molluschi, come il polpo che uno degli animali pi intelligenti del pianeta.
Stop!
Mi fermo qui e vi chiedo: quanti di voi si sono accorti che ho sparato un mare di stronzate?
In realt gli invertebrati marini sono in numero immensamente superiore ai vertebrati; i delfini non
centrano una beata cippa con gli echinodermi (che sono, per esempio, le stelle marine), lorca non
un pesce ma un mammifero. Se qualcuno ha pensato mavala! a proposito del polpo intelligente,
invece, ha pensato male: perch quella lunica cosa vera.
E adesso immagino che vi chiederete dove voglio arrivare, con questa buffonata: ve lo spiego subito.
Mi stato segnalato da pi parti, proprio in tutte le salse (sulla pagina FB di questo sito, in email, sul
mio profilo privato) un articolo, questo (vi ho linkato la versione online pubblicata sul Secolo XIX),
che evidentemente ha fatto tanto colpoperch stato scritto da un esimio professore
dellUniversit del Salento.
Professore di zoologia, per che magari, per i meno esperti in materie accademiche, significa uno
che sa tutto sugli animali e quindi anche sui cani.
Invece no!
La zoologia normalmente non si occupa di animali domestici e tantomeno di cani; e in generale non
si occupa neppure di comportamento individuale, ma solo di grandi sistemi zoologici.
La verit che il dottor professor Ferdinando Boero, autore dellarticolo, di psicologia canina pu
saperne poco pi della Sciuramaria: e infatti ragiona nello stesso modo.

Ne sa allincirca quanto ne so io di biologia marina (che il suo effettivo campo di studi e di lavoro): e
quando parla di cani pu sostenere le stesse sciocchezze che io ho sostenuto nel mio finto incipit
masenza che nessuno o quasi se ne accorga, perch cultura cinofila e biologia marina sono
entrambe materie che pochi conoscono davvero a fondo.
La differenza, per, sta nel fatto che se io scrivo scemate sulla biologia marina, anche se sono in
pochi a sgamarmi, nessuno d per scontato che siano vere: perch io non sono un luminare della
scienza, sono una pirla qualsiasi. Se il dottprof scrive scemate sui cani, al contrario, in molti pensano
che quella sia la Verit Infusa: perch lui appunto un luminare, uno che ne deve sapere per forza
perch fa lo zoologo.
Stesso errore che spesso si compie nei riguardi dei veterinari, chiamati a dare giudizi sul
comportamento canino e perfino sulla purezza delle razze: materie che non esistono proprio
aVeterinaria, ma che possono essere apprese solo con corsi di studio successivi.
Ora, quello che mi domando : Per quale motivo una persona, chiamata a disquisire su un giornale
di una materia che non conosce,non dovrebbe sentirsi in dovere di dirlo chiaramente, che non
la conosce?
La risposta temo sia proprio insita nellitalianit: qui siamo tutti allenatori di calcio e tutti esperti
cinofili.
Io credo che allestero, se a uno zoologo venisse chiesto di parlare di comportamento canino,
risponderebbe Ma anche no, non la mia materia e non ne so nulla.
Qui tutti si sentono in dovere di salire in cattedra su qualsiasi argomento. E la conseguenza che si
finisce per dire, o per scrivere, grosse sciocchezze.
E il prof Boero ne scrive a iosa, a partire dal paragone tra cani che difendono il proprietario
uccidendo un malvivente e cani che invece attaccano bambini e anziani.
Ma meno male, eh! Che sono rarissimi i malviventi uccisi.
Stiamo scherzando?
In Italia la pena di morte sarebbe stata leggerissimamente abolita da qualche secolo. Se per
andiamo a contare i cani che hanno messo in fuga un malvivente, abbaiandogli contro o al limite
rifilandogli un morsetto dimostrativo (e salvando comunque il loro proprietario e/o i suoi beni), il
numero sale esponenzialmente e diventa immensamente pi alto di quello dei bambini/anziani
attaccati.
Ma poi, perch andare solo a fare paragoni tra diversi tipi di aggressione? Io il paragone lo farei tra i
cani morsicatori e cani da pet therapy, da protezione civile, da soccorso eccetera eccetera: perch ha
senso paragonare cani che si comportano male e cani che si comportano bene, non certo
paragonare cane mordace con cane mordace (o il prof crede davvero che per un cane faccia

differenza mordere un cattivo o mordere un bambino? Il cane morde perch sa farlo; morde perch
ha i denti; morde perch quella lunica arma che ha. Ma non ha un senso morale).
Il prof continua paragonando il pit bull a una katana.
Per met articolo va avanti con questa similitudine, per poi concludere (smentendosi da solo): Ma
un cane non come una spada. Una spada non uccider mai nessuno se non sar impugnata da
qualcuno. Ma un cane ha una sua volont indipendente e pu fare cose che il proprietario non
vorrebbe mai che facesse.
WOW! Ma davvero?
In effetti, questo lo sa anche la Sciuramaria o almeno dovrebbe saperlo.
Ed proprio questo il motivo per cui cani e bambini piccoli da soli NON-SI-LASCIANO, per
nessun motivo: specie quando non sono neppure conviventi, ma si conoscono appena o non si
conoscono affatto.
Perch i cani possono reagire, s, di loro volont a stimoli di vario tipo. Anche quando sono
buonissimi ed educatissimi e socializzatissimi (per quanto, ovviamente, le probabilit in questi casi
diminuiscano di molto).
E se danno al bambino anche solo una morsicatina di avvertimento, possono fare danni gravissimi.
Quindi, di chi la colpa se un cane morde un bambino? DEI GENITORI, punto.
Che si sono fidati troppo. O che non hanno sorvegliato abbastanza il figlio.
Invece, secondo il prof Boero, la colpa di chi ha selezionato i cani fino a ottenere certe razze, e
anche di chi pensa che queste razze possano essere tenute come un qualunque altro cane, se
allevate con amore e senza istigazioni alla violenza.
Certo, come no. E i delfini sono echinodermi.
Le razze non centrano un accidenti con la possibilit di essere morsi: lhanno detto, ripetuto e
provato migliaia di scienziati in tutto il mondo. Lo provano le statistiche, lo prova il fatto che tutti i
Paesi che hanno introdotto delle liste nere non hanno migliorato la situazione di una virgola.
E il cane che pu mordere, ed verissimo che pu farlo indipendentemente da come stato
allevatose si commettono gravi sciocchezze come quella di lasciarlo in balia di un bambino.
Guarda caso, poi, nessuno mai presente quando succedono gli episodi pi tragici (nel caso di
Pordenone cera solo una cuginetta di otto anni, in quello della bambina che ci ha rimesso un piedino
a Lecce e a cui si riferisce il dottprof non cera nessuno; anche nel caso della bambina uccisa a
Roma lanno scorso non cera nessuno): per si traggono conclusioni.
Il prof sostiene che il cane potrebbe aver reagito al fatto che la bimba gli abbia fregato il posto sul
divano e che poi si sarebbe potuto eccitare alle sue urla: non escluso, ci sta
(possessivit/territorialit nei confronti di un intruso, morsetto di avvertimento che diventa pi serio
quando il morsicato si comporta da preda e quindi innesca limpulso predatorio del cane) ma non

sono escluse neppure possibilit diverse, per esempio che la bambina abbia causato
(volontariamente o meno) dolore al cane e che questi si sia difeso.
Se nessuno ha visto, come si fa a conoscere la verit?
In una sola cosa sono daccordissimo col prof: sul fatto che i cani possono mordere.
Ma non ci vuole una laurea, n in zoologia n in altre materie, per capirlo: basta il comune buon
senso, proprio quello che viene a mancare quando gli adulti lasciano da soli bambini e cani.
Dare la colpa ad altri, prendersela con una razza, pensare alle black list solo un comodo
escamotage per evitare di dare degli irresponsabili agli adulti che permettono, con la loro
superficialit, che questi episodi succedano.
Certo, brutto, sgradevole, irrispettoso prendersela con chi gi sta vivendo un brutto momento o
addirittura una tragedia: ma prendersela con chi NON ha alcuna responsabilit ancora peggio.
E una vera vigliaccata, non giustificabile neppure dai sentimenti di commozione e di empatia verso le
vittime.

Cani paurosi: come aiutarli, in pratica?


Valeria Rossi 8 aprile 2014 Etologia-Psicologia canina 16 Commenti
di VALERIA ROSSI Sono appena tornata da un seminario in Veneto in cui ho trattato il tema dei
problemi comportamentali pi diffusi (soprattutto aggressivit e fobie), e le solite curiose
coincidenze! mi ritrovo, tra email e Facebook, ben quattro messaggi di proprietari di cani timidi (o
addirittura fobici) che mi chiedono come poterli aiutare in pratica. Infatti, pur avendo gi letto diversi
articoli miei ed altrui sullargomento, vorrebbero qualche suggerimento pi concreto.
Eh, lo so: parlare in generale dei rimedi classici (desensibilizzazione, controcondizionamento,
abituazione e tutto il cucuzzaro) lascia un po il tempo che trova.
Ma come si fa a proporre rimedi concreti o soluzioni pratiche che vadano bene per cani che non si
sono mai visti e conosciuti?
Una delle frasi che mi sono resa conto di usare pi spesso, nelle risposte a chi mi chiede consigli, :
purtroppo non ho la sfera di cristallo! che a volte mi ci vorrebbe proprio.
In ogni caso posso provarci, a dare (o ridare, perch molte di queste cose le ho gi scritte in altri
articoli: ma ripeterle non nuoce) qualche consiglio pratico: fermo restando che si parla sempre di un
cane generico che ha proprio poco senso pratico, perch i cani non sono tutti uguali. Perch
ognuno di loro un individuo con i suoi pensieri, i suoi sentimenti, le sue reazioni.
Confrontarsi con un cane fobico una cosa molto personale: i tentativi di recupero vanno mirati sul
singolo soggetto, basandosi sulle sue reazioni a situazioni e stimoli diversi.
Per, in linea di massima, possiamo dire che:
a) la prima cosa che bisogna ottenere la fiducia verso il proprio umano.
Se il cane non si fida di quella che dovrebbe essere la sua figura di riferimento, figuriamoci quanto
potr fidarsi del resto del mondo!
Quindi bisogna fargli capire che quando sta con noi non pu succedergli nulla di male; che insieme

possiamo scalare qualsiasi montagna; che siamo in grado di passargli tutte le competenze che al
momento non ha e che gli possono permettere di affrontare tutto ci che ora lo terrorizza.
Come si ottenga, in pratica, questa fiducia lho gi spiegato molte volte: si devono presentare al
cane ostacoli che a lui sembrano insormontabili (dipende dal cane: c quello che ha paura delle
griglie per terra, quello che teme i sacchetti svolazzanti, quello che ha il sacro terrore degli altri
cani), e dobbiamo essere noi a superarli e a fargli vedere che ne usciamo indenni: infine dobbiamo
invitarlo a seguirci, mostrandogli come si fa.
Con qualche cane ci vorranno giorni, con altri mesi: dipende. Per la sua stima nei nostri confronti
crescer e ogni volta che lui stesso riuscir a superare un piccolo stress ne sar gratificato e salir
anche la sua autostima;
b) la seconda cosa da fare ingaggiare il cane su di noi.
Anche di questo abbiamo gi parlato, ma riassumo brevemente: il cane deve convincersi che stare
con noi la cosa pi interessante del mondo.
Dobbiamo catturare la sua attenzione con qualsiasi mezzo e riuscire a tenerla focalizzata su di noi. Il
cibo pu essere il primo approccio, ma NON la soluzione (dobbiamo essere dei leader, non dei
dispenser di wurstel o crocchette!).
Aggiungo che il cibo non crea neppure fiducia, n rispetto: pensare di conquistare un cane a suon
di bocconcini pia illusione.
Il cibo un tramite, quasi uno specchietto per le allodole, che serve inizialmente per attirare il
cane: dal cibo si dovr poi passare al gioco sempre e solo interattivo e comunque sia il cibo che il
gioco non devono essere il fine, ma un mezzo per arrivare a fare qualcosa con noi.
Lingaggio si ha quando il cane pensa che stare con noi sia pi interessante, pi piacevole,
pi gratificante di qualsiasi rinforzo/premio/stimolo.
Se il cane non ingaggiato, se non siamo noi il centro del suo interesse, non si pu costruire nulla:
n leducazione, n laddestramento, n il recupero comportamentale.
Obiezione classica: Ma il mio cane non sa giocare!.
Questo non , semplicemente, possibile.
Tutti i cani sanno giocare e tutti i cani amano giocare: alcuni smettono di farlo perch sono stati inibiti,
altri non hanno avuto modo di imparare (cani deprivati); i cani fobici spesso non giocano perch gli
stimoli circostanti li impauriscono troppo e quindi non riescono a concentrarsi sul gioco.
In questultimo caso, dopo aver conquistato la fiducia del cane vedi punto a) dovremo cominciare
ad appassionarlo al gioco (ci sono diverse tecniche e mezzi che qualsiasi addestratore potr
sicuramente mostrarvi: spiegarle tutte per iscritto sarebbe impossibile) inizialmente in luoghi
tranquillissimi, dove il cane si senta sicuro.
Si pu cominciare anche dentro casa: poi, gradualmente, si passer a luoghi esterni inizialmente privi
di stimoli, inserendo con mooooolta gradualit dei nuovi elementi.
c) la terza cosa da fare far divertire il pi possibile il cane.
Dopo che saremo riusciti ad insegnargli (o re-insegnargli) a giocare, e lavremo fatto appassionare
moltissimo al gioco (con noi, lo ripeto e lo sottolineo: lanciare palline NON giocare col cane, ma
comportarsi nuovamente da dispenser. Giocare col cane significa giocare insieme: alla lotta, al
tiramolla, a nascondino, a un quasiasi sport ma ancora una volta, il fulcro del divertimento
dobbiamo essere NOI), approfitteremo della sua passione per farlo divertire anche in presenza degli
stimoli che gli hanno sempre fatto paura. Giusto al seminario di ieri abbiamo avuto una dimostrazione
pratica con una cagnina che non si avvicinava a meno di dieci metri dal nostro gruppo di persone
senza mettersi ad abbaiare furiosamente: ho chiesto allora alla sua umana di cominciare a farla

giocare al tiramolla a distanza di sicurezza da noi, e poi di avvicinarsi un po alla volta, continuando
a giocare. La cagna arrivata a due metri da noi prima di accorgersi che ceravamo e anche
quando se ne resa conto, ha continuato a giocare. Appena il giocattolo stato messo via, lei si
rimessa ad abbaiare contro tutti, ricordandosi di aver paura ma intanto aveva fatto un notevole
progresso sul quale, sicuramente, ha avuto modo di rimuginare la sera (sono arrivata a due metri da
quel mucchio di gentee non mi successo niente!). Questi sono ragionamenti che i cani fanno, e
che aiutano molto il recupero.
Certo, non che un cane fobico guarisca solo perch, circuendolo col gioco, lo freghiamo e lo
facciamo avvicinare allo stimolo che lo spaventa: per lui poi ci ripensa, elabora la cosa.
I cani sono cognitivi. Pensano e traggono le loro conclusioni. Certamente le fobie, a volte, sono pi
forti di qualsiasi ragionamento (chiunque abbia la fobia dei ragni, o dei serpenti, sa bene che non
basta sapere razionalmente che quel ragno o quel serpente del tutto innocuo ce la facciamo
sotto lo stesso quando lo vediamo): e infatti al gioco bisogna aggiungere anche la
desensibilizzazione.
d) la quarta cosa da fare desensibilizzare.
Il che significa, tecnicamente, sottoporre il cane agli stimoli che innescano la sua fobia partendo
dallintensit che non causa la reazione fobica ed aumentandola gradualmente (con
molta, moltaattenzione e sensibilit).
In pratica: il cane ha paura delle persone? Si comincia a fargliene vedere una lontana cento metri.
Mostra timore? La allontaniamo ancora di pi. Non mostra timore? La facciamo avvicinare di dieci
metri. Poi di venti. Poi di venticinque, e cos via, fino ad ottenere che la reazione fobica scompaia
anche quando la persona vicinissima a noi.
Ogni volta che si innesca la fobia, faremo un passo indietro. Ad ogni reazione indifferente,
avvicineremo lo stimolo di un passo.
Lo stesso si pu fare con qualsiasi tipo di stimolo: altri cani, macchine, moto qualsiasi cosa che
provochi la reazione fobica.
Bastano questi quattro step a recuperaresicuramente un cane pauroso? Mi piacerebbe rispondere
di s ma non affatto detto che bastino. E detto, invece, che aiutino: questo s, sempre.
Cos come possono aiutare molti altri espedienti e tecniche che per sarebbe inutile elencare, perch
finirei per fare una lista infinita e poco sensata, visto che per ogni cane ci sono cose che funzionano
e altre che proprio no.
Questi quattro passi soprattutto i primi due sono quelli di base, che vanno sempre e
comunque percorsi, perch se non si ottiene la fiducia del cane e se non si riesce ad ottenere
lingaggio inutile provare a fare qualsiasi altra mossa: non si arriverebbe a nulla.
In alcuni casi questi step possono portare dritti al traguardo: in molti altri, purtroppo, saranno solo i
primi passi di un cammino molto pi lungo e complesso.
E questo tutto ci che posso dirvi sul cane fobico generico: tutto il resto soggettivo, quindi altri
consigli si possono dare (e altri tentativi si possono fare) solo mirandoli al singolo caso che
ovviamente bisogna conoscere dal vivo.

Il tira-molla: gioco proibito o gioco che crea rapporto ed educazione?


Valeria Rossi 11 dicembre 2013 Addestramento, Educazione, Vita col cane 47 Commenti
di VALERIA ROSSI Ne abbiamo gi parlato in passato, soprattutto dal punto di vista tecnico, in
questo articolo di Davide Cardia: ma vorrei tornare sullargomento perch continuo a sentire persone
che, quando chiedo loro se il cane sa giocare al tira-molla, mi guardano come se gli avessi chiesto se
al loro cane piace la roulette russa.
Fino a poco tempo fa, infatti, questo gioco era considerato proibito da tutto il comparto gentilista,
che lo accusava di stimolare laggressivit e la possessivit e quindi di essere un gioco capace di
creare conflitti e di rovinare rapporti.
Oggi, grazie al cielo, alcuni gentilisti (ma solo alcuni) hanno riscoperto il tira-molla come gioco che,
al contrario, crea rapporto, aiuta nelleducazione, permette di insegnare pi agevolmente gli
autocontrolli eccetera.
Ovviamente, pur di non ammettere di aver toppato per anni, qualcuno pone delle riserve:
giochiamoci, s, MA senza pretendere che il cane a lasci a comando, perch non si divertirebbe pi;
giochiamoci, MA senza che il cane prenda la cosa troppo sul serio; giochiamoci, MA smettiamo se
il cane comincia a ringhiare. E cos via.
Ovviamente proprio questo il modo sbagliato di giocare a tira-molla: ovvero intenderlo solo come
uno sfogo fine a se stesso.
Non che si facciano grandi danni, per carit, se il cane gioca solo per divertirsi: per non serve a
niente. A quel punto, tanto varrebbe tirargli una pallina.
Il tira-molla ha senso SE educativo, SE ha delle finalit ben precise, SE il cane gioca davvero con
noi anzich considerare il conduttore come un semplice reggi-salamotto.
Dunque, brevemente:
1 Quali sono le finalit educative?
Innanzitutto il fatto che il cane impari a lasciare a comando: cosa indispensabile in tutti gli sport di
morso, ma anche stra-utile nella vita di tutti i giorni.
Lasciare a comando collaborazione, riconoscimento del conduttore come leader, ma soprattutto
fiducia: un cane che non si fida di noi non ci moller mai alcunch, perch penser sempre che
vogliamo rubargli il gioco. Se lascia perch ha fiducia nel fatto che giocheremo ancora, ma
anche rispettoso dei ruoli e accetta che siamo noi a gestire la risorsa-gioco.
Non c, per, soltanto il lascia: c anche una corretta gestione di aggressivit, possessivit,
predazione. Tutte cose che le madri insegnano (giocando) ai loro cuccioli, perch il cane le ritiene
indispensabili per la sopravvivenza.
E verissimo che questo gioco stimola aggressivit e possessivit: ma bisogna anche finirla di
pensare che questi siano difetti.
Queste sono DOTI caratteriali, fondamentali nel cane perch lui un predatore naturale: se non
fosse aggressivo verso le sue prede, e se non fosse in grado di difendere ci che ha catturato, in
natura morirebbe di fame.
Il cane non pi un lupo? Il cane non ha pi bisogno di predare/aggredire/difendere alcunch? Sar
anche vero (almeno entro certi limiti): ma lui non lo sa.
Lui ha proprio nel suo corredo genetico lesigenza di imparare a far bene tutte queste cose: e se noi
gliele inibiamo, si sente un cane incompleto e insicuro (cosa che spesso sfocia poi in problemi
caratteriali).

2 Con quali cani si pu fare?


Con tutti, perch piace a tutti. Piccoli e grandi, cuccioli e adulti, bulli e pupe.
Liberate insieme un gruppo misto di cani di qualsiasi razza (ovviamente che vadano daccordo tra
loro!), mettete loro a disposizione uno straccio, un salamotto, un bastone e vedrete che presto a
tardi cominceranno tutti a giocare al tira-molla.
E veramente incredibile che molti educatori o presunti esperti cinofili continuino a demonizzare
lunico gioco umanizzabile tra quelli che i cani svolgono anche tra di loro (avete mai visto un cane
tirare una pallina a un altro? O nascondergli un bocconcino per farglielo cercare?), nonch lunico
gioco in cui il cane pu divertirsi con noi esattamente come si diverte con i suoi simili (o
pensate forse di essere allaltezza di un compagno canino quando giocate alla lotta, o a rincorrervi?).
Il tira-molla piace a tutti, ma a qualcuno piace ancora di pi e proprio se avete uno di questi cani
troverete sicuramente chi vi dir NOOO!!! Con quello l non lo devi fareeeee!.
Esempi tipici: amstaff, pit bull (e in generale tutti i terrier di tipo bull), rottweiler, malinois insomma,
tutti i cani nati per mordere, selezionati a questo scopo da centinaia di anni.
Queste sono proprio le razze in cui pi frequentemente viene sconsigliato il tira-molla: ma
perch?!?
Sarebbe come dire: Ahhh tuo figlio ha un talento naturale per il disegno e la pittura: a cinque anni
gi un piccolo Raffaello. Mi raccomando, nascondigli tutti i pennarelli, pennelli, fogli e tele che
dovessi avere per casa!.
Indubbiamente una scelta geniale.
3 Come si deve fare?
Nel modo giusto, come tutte le cose. Non finir mai di ripetere che la cinofilia prima di tutto amore
e passione, ma subito dopo tecnica.
Vedo molto spesso errori clamorosi durante questo gioco, ma quello che vedo pi spesso in assoluto
lo sbattimento sul muso dello straccetto o del salamotto. Mettetevi un attimo nei panni del cane:
se qualcuno vi sbatte in faccia uno straccio pi e pi volte, cosa vi viene pi istintivo di fare?
Afferrarlo o scacciarlo con la mano?
Vi garantisco che la risposta giusta la b): il gesto pi istintivo quello di proteggersi la faccia, quindi
di allontanare (e non di prendere) loggetto che la sta minacciando. Solo che il cane non ha le
mani e non pu allontanare ci che gli stiamo sbattendo contro: vorrebbe, ma non pu. Allora,
vero, cerca di afferrarlo con i denti: ma mica perch si diverte. Solo perch lunico modo che ha di
proteggersi il muso. E questo NON E GIOCO (il gioco devessere divertente!), ma un tentativo di
autodifesa.
Il tiramolla deve sempre e solo iniziare con il salamotto che si muove come una preda: e la
preda scappa, non va addosso al predatore!
Il salamotto deve essere mosso a terra, eventualmente legato ad un guinzaglio se il cane (specie
quando si tratta di un cucciolo) un po in soggezione per la nostra presenza.
Facendogli mimare i movimenti della preda incuriosiremo il cane e stimoleremo il suo predatorio
ma nello stesso tempo lo incanaleremo verso loggetto giusto: evitando cos che il cane, sentendo
dentro di s un impulso che non sa come sfogare, finisca poi per indirizzarlo verso biciclette, gatti o
automobili.
Lo scopo delleducazione/addestramento di un cane non deve mai essere quello di inibire le sue
doti naturali (comprese quelle pi difficili da gestire), ma quello di tenerle sotto il nostro e anche
sotto il suocontrollo.
Un cane da presa, per esempio, ha nel suo DNA un fortissimo impulso a mordere, stringere,

trattenere: non permettiamogli mai di farlo, e prima o poi succeder che lui sfoghi questo impulso nel
momento sbagliato e sul bersaglio sbagliato. Facciamolo giocare al tiramolla, e quando lui sente il
bisogno (perch di vero bisognosi tratta) di affondare i denti dentro qualcosa, sapr trattenersi
perch sa che prima o poi arriver il momento del gioco che gli permetter di soddisfare questa sua
esigenza.
Altro errore diffuso: comprare il primo salamotto che capita.
I salamotti non sono tutti uguali, e quelli con una sola maniglia, per esempio (che, non so per quale
motivo, sono i pi diffusi in assoluto nei pet-shop, mentre quelli con due maniglie sono difficilissimi da
trovare), non vanno bene perch non permettono limmobilizzazione delloggetto, indispensabile per
insegnare il lascia. Di maniglie ce ne vogliono due.
Bisogna stare attenti anche al materiale: per un cucciolo il salamotto devessere pi morbido, per un
adulto pi rigido, ma non troppo, perch tenere in bocca una specie di blocco di ghisa non affatto
divertente. Se il salamotto troppo morbido, invece, si potrebbe creare lindesiderato effetto
chewing gum, deleterio nei cani da lavoro (se il gioco solo ludico, non un problema se il cane
mastica: ma se propedeutico ad un lavoro di morso bisogna evitarlo assolutamente).
E ancora: attenzione che le maglie non siano troppo larghe (un dente potrebbe incastrarcisi dentro, il
cane sentirebbe dolore e ci saremmo giocati il caso di dirlo leffetto divertimento: ci sono stati
cani completamente rovinati di un salamotto di cattiva qualit).
4 A che et si pu cominciare?
Subito, a due mesi, appena si prende il cucciolo. Prima si comincia e meglio , e se si comincia con il
cucciolo tutto sar pi facile (anche il lascia).
PERO ci si deve fermare allepoca del cambio dei denti: vero che in questo periodo (3 1/2 -6
mesi circa) il cane ha fastidio in bocca e proprio come i bambini vorrebbe mordere tutto e in
continuazione, ma anche vero che durante il tira-molla il cucciolo potrebbe farsi male e non
detto che siamo NOI a sbagliare. Qualche addestratore sostiene che non il caso di fermarsi durante
la dentizione, perch basta sapersi muovere nel modo giusto e non si potr mai fare male al cane:
non sono daccordo, perch i cuccioli sono appunto cuccioli, e come tali completamente pazzi e
incoscienti. A volte sono loro stessi a dare strattoni insensati, sensa cognisiun (si vede che sto
diventando piemontese? Anche se, a dire il vero, questa frase me la diceva sempre mio nonno, che
era piemontese davvero, quando da bambina agivo in modo scriteriato): quindi potrebbero strapparsi
via un dente, sentire male ed abbinare questo dolore al gioco, con conseguente patatrac
educativo/addestrativo.
Per tutto il resto vi rimando allarticolo linkato allinizio, dove ci sono anche diversi video esplicativi.
Qui mi interessava soprattutto ribadire che il tiramolla un gioco piacevole, divertentissimo e
soprattutto utile a gestire e non certo ad aumentare in modo esponenziale e fuori controllo
alcune preziose doti caratteriali del cane. Ovviamente, se non siete sicuri di saper giocare nel modo
pi corretto, il consiglio sempre quello di rivolgervi ad un buon centro cinofilo anche solo per farvi
spiegare come si fa e anche per il semplice cane da famiglia: dopodich potrete continuare da soli.
Si ringrazia Monica Cavaliere per le foto del cucciolo di boxer

Come tentare di far uccidere un bambino da un cane buonissimo

Valeria Rossi 11 novembre 2013 Vita col cane 131 Commenti


VALERIA ROSSI Che io sappia non ci sono (ancora) riusciti, questi genitori: non solo a farlo
uccidere, ma neppure a farlo mordere. Verrebbe da dire peccato, se non fosse che il bimbo, povera
stella, innocente esattamente come il cane.
Di cosa sto parlando?
Di questo video:
Quello che succede al cane spiegato molto dettagliatamente dalle didascalie (anche chi non
sapesse linglese, comunque, non credo fatichi a vedere tutti i segnali prima di calma e poi
di stress che manda il povero rott).
Quello che NON succede al bambino un miracolo.
Mi verrebbe da dire che la prova che Dio esiste ma in realt, no: se esistesse davvero avrebbe
fatto in modo che il cane si scrollasse di dosso il bambino e si mangiasse entrambi i genitori.
Quello che manca al video un commento al comportamento dei genitori, che gradirei esprimere con
leggiadra eleganza, per esempio cos:
IMBECILLI DEFICIENTI DEMENTI RINTRONATI CRETINI EBETI
IDIOTI COGLIONI!
E potete andare avanti ad libitum, se vi vengono in mente altri insulti: tanto li meriterebbero tutti.
Ma la cosa peggiore che, purtroppo, di video simili su Youtube se ne trovano a valangate. Forse
non fino a questi punti, ma molti ci picchiano vicino.
Anzi, non neppure questa la cosa peggiore, in verit: il vero dramma sono gli ahahah!, i cuoricini, i
fantastico! che si leggono nei commenti al posto dei sacrosanti vaffanculi che andrebbero indirizzati
alle famiglie.
Poi questi sono i cani che inspiegabilmente, ogni tanto, danno una pinzata di pura esasperazione al
bambino di turno, ovviamente lo mandano allospedale con la faccia scatafasciata (perch una
pinzatina di rottweiler o di cane dalla mole equivalente pi che sufficiente per fare danni enormi)
e vengono soppressi perch impazziti, perch non avevano mai fatto cos prima, perch chiss
quale misterioso motivo ha fatto scattare la loro aggressivit.
Questi sono i genitori che dopo gli incidenti piangono disperati e che dicono che non riescono a
spiegarsi cosa sia successo, che il bambino al cane non ha fatto nulla: perch, per loro, quello che
si vede nel video nulla.
E tutto normale.
Il giorno in cui il cane si rompe sempre sacrosantamente le palle e si libera di questa tortura a
dentate, loro cascano dalle nuvole e spiegano al giornalista di turno che il cane improvvisamente
impazzito.
E davvero non sanno perch: davvero non se lo spiegano.
Personalmente non mi spiego, invece, come faccia un qualsiasi cane a subire un simile trattamento
senza reagire.
Siamo circondati da cani santi & martiri e non ce ne rendiamo neppure conto.
Non so perch sto scrivendo queste cose su Ti presento il cane: mi auguro davvero che tutti i miei
lettori siano perfettamente consci che questi genitori sono da prendere per il coppino e mandare dritti
in ospedale psichiatrico.

Per forse non fa male ripetere per la millemillesima volta che I CANI NON SONO GIOCATTOLI, che
non si comprano per divertire i bambini, che anche il pi santo dei cani (e il rottweiler del video
palesementeun santo) ha un punto di rottura e che quando quel punto viene raggiunto il bambino
rischia di fare una brutta fine, specialmente quando il cane grande: non perch i cani grandi siano
pi cattivi, ma perch proprio come la nonna di Cappuccetto Rosso hanno bocca grande e denti
grandi.
Anche quando succedono tragedie legate alla deficienza totale dei genitori arriva il cacciatore, sotto
forma di veterinario, ad uccidere il povero lupo innocente, sempre come in Cappuccetto Rosso:
peccato che per dalla sua pancia non fuoriesca mai un bambino tutto intero, come la nonna della
favola.
I bambini, sempre se sono ancora vivi, pagano per tutta la vita lignoranza e limbecillit di genitori
come questi, rimanendo sfregiati o dovendo passare anni ed anni a farsi gradualmente ricostruire la
faccia dai chirurghi plastici.
Poi, certo, si parler di cane impazzito che per pura sfiga ha dato i numeri proprio in quel momento
l: ma ci possono credere giusto i giornalisti affamati di splatter.
I cinofili sanno che la verit, nove volte su dieci, ben altra.