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Fotografia Macro

Con la fotografia macro scoprirete un mondo completamente nuovo di creature


bizzarre, colorate e affascinanti, che spesso ci sfuggono a occhio nudo: come
esplorare un altro pianeta! Soggetti per la fotografia macro possono essere
trovati un p ovunque, e non serve attrezzatura particolarmente sofisticata:
tutte le reflex attuali hanno abbastana risoluzione e rumore contenuto (almeno
alle sensibilit basse; la maggior parte delle mie macro sono scattate tra ISO
50 e 400). Tuttavia, per ottenere buoni risultati necessario conoscere la
tecnica, e avere molta pazienza!

Farfalle - Canon EOS 1Ds Mark III, Canon EF 180mm f/3.5 L USM, 2" f/16, iso
100, treppiede. Sesto Fiorentino, Italia.
Obiettivi macro
Ci sono diversi modi per scattare foto macro. La soluzione pi facile
comprare un obiettivo dedicato: un'ottica "macro" pu mettere a fuoco molto
pi vicino di un "non macro", e solitamente raggiunge il rapporto di
riproduzione 1:1. La maggior parte delle ottiche macro ha un'ottima qualit
d'immagine, con grande contrasto, nitidezza eccellente e aberrazioni ridotte o
inesistenti; spesso si ottengono risultati molto buoni anche con moltiplicatori
1.4x e 2.0x.

Attualmente, tutte le ottiche macro hanno autofocus, e alcune hanno


addirittura motori AF ultrasonici (Come il Canon 180 Macro USM, il Sigma 180
HSM, il Nikkor 105 VR AF-S), ma l'AF relativamente lento perch deve cercare
il punto di messa a fuoco tra una gamma di distanze molto ampia; potete
velocizzare un p l'autofocus utilizzando il limitatore di messa a fuoco, che
riduce la gamma di distanze, oppure pre-focheggiando manualmente (grazie al
full time manual focus possibile passare da AF a MF in qualsiasi momento).
Detto questo, il 99% delle mie foto macro scattato in messa a fuoco
manuale, quindi non d molta importanza all'AF in un obiettivo macro.
La lunghezza focale molto importante. I macro vanno da 50 a 200mm di
focale; anche se tanto un 50 Macro come un 180 Macro raggiungono lo stesso
ingrandimento (1:1), l'obiettivo pi lungo d uno sfondo pi sfocato e una
maggiore distanza di lavoro. Quando leggete le caratteristiche tecniche di un
obiettivo macro, dovete fare attenzione sia alla minima distanza di messa a
fuoco che alla distanza di lavoro. La distanza di fuoco, come gi saprete, la
distanza pi breve a cui potete mettere a fuoco: ma questa non la distanza
reale tra l'obiettivo e il soggetto, solo la distanza tra il piano di messa a fuoco
(il sensore) e il soggetto. Nella fotografia macro, molto importante conoscere
la distanza di lavoro - cio la distanza tra l'elemento frontale dell'obiettivo e il
soggetto. Per esempio, con un 50mm Macro avete una minima distanza di
fuoco di 19 centimetri, ma in realt la distanza tra l'elemento frontale e il
soggetto solo 7 cm, e se montate anche il paraluce, la distanza
ulteriormente ridotta a 4-5 centimetri. Come potete immaginare, non facile
avvicinarsi cos tanto a una farfalla o ad altri animali: questo uno dei motivi
per preferire una focale lunga per la macro. La tabella seguente elenca la
distanza di fuoco e distanza di lavoro per le ottiche macro pi diffuse.
Distanza di
Distanza di lavoro a 1:1 (senza
Lunghezza focale messa a fuoco a
paraluce)
1:1
50 mm 19.0 centimetri 7.0 centimetri
60 mm 22.0 centimetri 9.1 centimetri
70 mm 25.7 centimetri 10.7 centimetri
90 mm 29.0 centimetri 12.0 centimetri
100/105 mm 31.0 centimetri 14.0 centimetri
150 mm 38.0 centimetri 18.8 centimetri
180 mm 46.0 centimetri 23.8 centimetri
200 mm 50.0 centimetri 25.2 centimetri
250mm (180 +
54.0 centimetri 30.1 centimetri
1.4x)
360mm (180 +
64.5 centimetri 37.3 centimetri
2.0x)

Un altro vantaggio delle focali lunghe il collare per treppiede: quando


l'obiettivo montato sul treppiede, il collare offre un quarto asse di
movimento, che di grande aiuto, in particolare per le foto in verticale.

La maggior parte degli obiettivi macro ha un diaframma tra f/2.8 e f/4. A mio
parere, il diaframma pi ampio non ha molta importanza in un obiettivo macro,
dato che a questi ingrandimenti solitamente si chiude almeno a f/8 per avere
una buona profondit di campo.

Moltiplicatori di focale (TC)

Sigma 180mm f/3.5 Macro EX con moltiplicatore Sigma 2.0x, montato sulla
vecchia Canon 20D.
In passato ho usato molto i moltiplicatori nella foto macro; attualmente, li uso
raramente, ma in alcune situazioni possono tornare utili. I moltiplicatori
aumentano la lunghezza focale, e non influenzano la minima distanza di messa
a fuoco: per esempio, se mettete un 2x sul 180 Macro (che raggiunge l'1:1 e
ha una minima distanza di fuoco di 46cm), ottenete un 360mm con capacit
macro 2:1, sempre alla minima distanza di fuoco di 46cm.
Il maggiore ingrandimento non l'unico vantaggio dei moltiplicatori (se amate
gli ingrandimenti estremi, un obiettivo dedicato, come il Canon MP-E 1x-5x
una scelta migliore, da una qualit d'immagine superiore e ingrandimenti
molto spinti che non si possono raggiongere neppure con i TC). Due altri
vantaggi sono maggiore sfocatura dello sfondo e maggiore distanza di lavoro.
Con un 360mm pi facile ottenere uno sfondo piacevolmente uniforme che
con un 180; l'angolo di ripresa pi ristretto inquadra una porzione di sfondo pi
piccola dietro al soggetto. La distanza di lavoro, anche se non viene
raddoppiata come si potrebbe pensare, molto migliorata, quindi pi facile
avvicinarsi al soggetto senza farlo scappare.

Quali sono gli svantaggi dei TC? Si perde l'autofocus (ma non un problema
nella macro) e tutti i moltiplicatori portano a una perdita di qualit d'immagine,
ma se li utilizzate su obiettivi professionali come il 180mm, la qualit si
mantiene molto buona, chiudendo almeno a f/8 (col TC 1.4x) o f/11 (col TC
2.0x). Ho provato per diversi mesi il Sigma 180 Macro col TC 2x e la qualit
d'immagine notevole, questa combinazione d foto veramente nitide!

Soluzioni insolite: teleobiettivi con tubi di prolunga e grandangolari


Ci sono vari metodi per scattare foto macro. Alcuni tele hanno rapporti di
riproduzione abbastanza buoni: sia il Canon che il Nikon 300 f/4 hanno un RR di
1:4 alla minima distanza di fuoco di 1.5 metri. Potete ridurre questa distanza,
per aumentare l'ingrandimento, tramite i tubi di prolunga: si tratta
semplicemente di tubi vuoti che si montano tra l'obiettivo e la fotocamera. Non
contengono elementi ottici - il loro scopo solo aumentare la distanza tra
obiettivo e sensore: si perde la possibilit di mettere a fuoco all'infinito, ma si
pu focheggiare a distanze pi ridotte di quelle normalmente consentite.
Ronnie Gaubert (www.pbase.com/ronnie_14187), uno dei migliori macro-
fotografi del mondo, utilizza un 300 f/4 con tubi per un'estesione fino a 68mm,
e i risulatti sono semplicemente spettacolari! Il tele d una grande distanza di
lavoro e un'ottima separazione tra soggetto e sfondo.

I tubi di estensione sono relativamente economici (Kenko propone un set di tre


tubi, 12, 20 e 36mm, a circa 160 euro); anche se preferisco un macro vero e
proprio, i tubi sono una buona alternativa se non volete affrontare la spesa per
un macro oppure se volete utilizzare un tele o supertele per la macro. Potete
addirittura abbinare all'obiettivo sia tubi di prolunga che moltiplicatori, per
aumentare ulteriormente l'ingrandimento - un 300 f/4 decisamente nitido
anche col TC 1.4x.

Un approccio completamente diverso consiste nell'utilizzare


supergrandangolari. La maggior parte dei grandangolari Canon e Nikon hanno
capacit macro piuttosto scarse, ma Sigma offre diversi grandangolari con
rapporto di riproduzione tra 1:3 e 1:4, come il Sigma 15mm f/2.8 Fisheye, il
Sigma 10mm f/2.8 Fisheye e il Sigma 24mm f/1.8 Macro. Con questi obiettivi,
invece di separare il soggetto dallo sfondo, si ritrae il soggetto nel suo
ambiente: una soluzione originale, pi difficile della classica "macro col tele",
ma in alcuni casi d risultati eccezionali. Fabio Pupin (www.herpfolio.net) uno
dei migliori fotografi che usano questa tecnica; visitate il suo sito per vedere
alcune eccezionali macro scattate col Sigma 15mm Fisheye.

Treppiede e testa per la macro


Un buon treppiede per la macro deve essere stabile e ben costruito, non serve
neppure una grande altezza massima - la maggior parte dei soggetti macro si
trova vicino al suolo - mentre fondamentale l'altezza minima: pi si pu
abbassare, meglio .

Un vantaggio della testa Manfrotto 410 la grande piastra rapida. Se montate


la vite 3/8" (inclusa) in posizione capovolta, potete renderla ancora pi stabile,
impedendo la rotazione del "piede" dell'obiettivo.
Dopo aver provato vari treppiedi, ho comprato il Manfrotto 055XWNB per
l'utilizzo in macro. Pesa 2.3kg, lungo 61cm e ha una portata di 7kg; inoltre,
pu appiattirsi sul suolo, il che molto utile nella macrofotografia. Ha piedini
puntati in acciaio, che sono ideali per l'utilizzo sul campo, e non troppo
costoso (circa 170 euro). Io preferisco lo 055XWNB ai treppiedi Gitzo - il
Manfrotto ha un sistema di bloccaglio migliore, e costa meno dei Gitzo (che, a
mio parere, hanno prezzi veramente esagerati).
Un'alternativa pi economica il Manfrotto 190PROB (120 euro), che offre
prestazioni simili, ma un p pi piccolo e leggero (pesa 1.8 kg ed lungo
57cm). A volte uso ancora il compattissimo 190 MF4 come treppiede
principale, ma consiglio questo modello solo se dovete davvero ridurre al
minimo peso e ingombro.

Quale testa? Se la macro la vostra passione, vi consiglio una testa a


cremagliera, come l'eccellente Manfrotto 410. Questa testa offre grande
precisione, e permette di comporre attentamente l'inquadratura, anche agli
ingrandimenti pi spinti. E' abbastanza lenta da utilizzare, non certo una
testa per tutte le occasioni - io la uso esclusivamente per la macro, mentre
preferisco una testa a sfera o la Wimberley WH-200 per altri campi della
fotografia naturalistica.

Per maggiori informazioni sui treppiedi, vi consiglio di leggere


l'articolo Treppiedi e teste.

Accessori
Anche se cerco sempre di ridurre gli accessori che porto con me, ci sono
alcune cose che trovo molto utili e che consiglio.

Il Wimberley Plamp un braccio snodato che pu essere usato per vari scopi.
Come dichiarato da Wimberley, "un'estremit del Plamp si aggancia al vostro
treppiede mentre l'altra blocca il soggetto. Potete usare il Plamp per
stabilizzare soggetti mossi dal vento, per regolare l'angolazione del vostro
soggetto, o per spostare vegetazione nello sfondo. Potete anche usare il Plamp
per sostenere pannelli riflettenti. Basta un giorno sul campo col Plam per
comprendere il suo potenziale." Io utilizzo spesso il Plamp per posizionare e
stabilizzare soggetti macro, e in divese situazioni veramente utile, permette
di scattare foto che altrimenti sarebbero impossibili a causa del vento o della
posizione del soggetto!

L'unico svantaggio del Plamp che se attaccate un'estremit al treppiede


principale, come viene mostrato sul sito Wimberley, e la usate per sostenere il
soggetto, trasmetto ogni minima vibrazione, ed difficile fare regolazioni
precise della distanza fotocamera-soggetto. La soluzione attaccare il Plamp a
un secondo treppiede: quando possibile, porto con me un piccolissimo
treppiede 190 MF4 (ma vi consiglio il Manfrotto 715 SHB se volete un treppiede
solo per questo scopo), che uso esclusivamente per il Plamp. In questo modo,
inquadrare il soggetto veramente facilissimo, e non avrete nessun problema
di vibrazioni dovute alla fotocamera!

Canon 1DsIII con 180 Macro, montata sul Manfrotto 055XWNB, mentre
inquadra una farfalla su uno stelo d'erba, messo nella posizione perfetta grazie
al Plamp. Il Plamp attaccato sul mio piccolo, ma robusto, treppiede 190 MF4
personalizzato.

Un altro accessorio che porto sempre nella mia borsa durante le escursioni
macro una piccola forbice per tagliare gli steli d'erba: a volte trovo farfalle e
altri insetti che riposano tra i cespugli o tra l'erba alta. In questo caso, invece
di schiacciare tutta l'erba attorno al soggetto per avere uno sfondo pulito,
taglio semplicemente lo stelo d'erba dove posato il soggetto e lo sposto in un
punto dove posso inquadrarlo contro uno sfondo distante, facile da sfocare.
Ovviamente, questa tecnica ha alcune limitazioni: la si pu usare solo al
mattino presto, quando gli insetti non scappano, e la si pu usare solo se il
soggetto posato su steli d'erba - non pensate neppure di tagliare un'orchidea
o una pianta rara! (invece non mi sento in colpa a tagliare i poveri steli
d'erba ;-) voi vi dispiacete quando tagliate l'erba nel vostro giardino?) Utilizzo
la forbice, invece di spezzare lo stelo con le mani, perch permette di tagliare
lo stelo senza creare forti vibrazioni, quindi c' meno rischio di far scappare
l'insetto.

Non uso pi il mirino angolare e il telecomando. In passato usavo molto il


mirino angolare perch permetteva di inquadrare la foto da angolazioni
particolari e di mettere a fuoco con cura, ma attualmente, grazie al live view,
non pi necessario. Il live view permette di inquadrare con facilit la foto da
qualsiasi angolazione, e si pu addirittura ingrandire l'immagine di 10x o
anche pi per una messa a fuoco molto precisa (il mirino angolare invece
aveva solo ingrandimento 2.5x). Tenendo conto che il mirino angolare era
costoso, scomodo e lento da usare, sono veramente felice di avere il live
view! :-) Inoltre, in alcune fotocamere il live view sostituisce il sollevamento
specchio: dato che queste funzionalit sono di grande importanza nella macro,
vi consiglio di leggere l'articolo Live View e sollevamento specchio, che spiega
in dettaglio il funzionamento del live view.

Il telecomando ancora un accessorio utile, anche col digitale, ma ha un


grande svantaggio: il cavo davvero troppo lungo, e quando vado in giro con
la reflex, spesso si impiglia nei cespugli e nei rami. Dopo aver perso il mio
telecomando, ho deciso di non comprarne un altro, e di usare invece
l'autoscatto 2 secondi.

Alcuni accessori che non utilizzo, ma che potrebbero interessarvi, sono:


pannelli riflettenti e diffusori (aiutano a rendere l'illuminazione pi soffice, ma
scatto tutte le mie macro al mattino presto quindi ho gi una luce naturale
soffice), cartoncini colorati da usare come sfondo (ho provato in passato, ma a
meno di creare centinaia di "sfondi artificiali", tutte le vostre foto finiranno per
avere lo stesso sfondo! Preferisco creare sfondi piacevoli usando una focale
lunga che sfoca lo sfondo); "spruzzini" o vaporizzatori pieni d'acqua per creare
"finta rugiada" (non sono necessari...basta uscire di prima mattina per trovare
insetti coperti di rugiada; e se non trovate rugiada...nessun problema! Non
necessario avere sempre un soggetto coperto di rugiada!).

Flash e macro
Gocce d'acqua - Canon EOS 20D, Sigma 180mm f/3.5 EX APO Macro HSM,
1/200 f/11, iso 400, treppiede, flash Canon 580 EX.

In alcuni casi, fotografare in luce ambiente non possibile, o non d i risultati


desiderati. Se state fotografando un soggetto molto attivo, non avrete il tempo
di montare il treppiede e vi serve un qualche sistema per "congelare" tanto i
vostri movimenti quanto i movimenti del soggetto. La soluzione il flash.

La luce del flash molto breve: pu durare da 1/2,000 a 1/50,000, e permette


di congelare i movimenti, a patto di usarla come luce principale. In altre
parole, dovete escludere completamente la luce ambiente, altrimenti avrete
un "effetto fantasma": la foto diventa una specie di doppia esposizione, con
un'immagine nitida del soggetto (creata dal flash) e una mossa (creata dalla
luce ambiente). Per utilizzare il flash come luce principale, impostate la
fotocamera in modalit M, impostate gli ISO sul valore pi basso e chiudete a
f/11 o f/16. Per ridurre la quantit di luce naturale che raggiunge il sensore,
sceglierete il tempo di scatto pi rapido utilizzabile col flash a piena potenza
(cio il tempo sincro-x, che in genere 1/200 o 1/250).

Per ottenere un'illuminazione uniforme, necessario usare un flash esterno,


come il Canon 580 EX II o il Nikon SB900: il flash incorporato solitamente d
una luce troppo dura e ombre marcate. Idealmente, dovreste usare due flash,
uno a ogni lato della fotocamera: un flash funziona come luce principale, l'altro
schiarisce le ombre create la primo flash. Se questo setup non possibile,
potete ottenere buoni risultati anche con un solo flash: posizionatelo ad un
angolo di 30-45 gradi dal soggetto.
Un problema comune della fotografia col flash lo sfondo nero. Dato che il
flash regolato per esporre propriamente il soggetto, lo sfondo diventa
sottoesposto, e se lo sfondo molto distante pu diventare cos sottoesposto
da essere completamente nero. Ad alcuni questo effetto piace, io lo trovo
abbastanza "artificioso" perch - a parte qualche eccezione - d un aspetto
"notturno" alle foto. Ci sono principalmente tre modi per evitare lo sfondo nero.
Potete cercare di inquadrare il soggetto contro uno sfondo vicino, per ridurre la
sottoesposizione; potete inquadrarlo contro uno sfondo luminoso (ad esempio
un campo in pieno sole); potete dirigere un secondo o un terzo flash sullo
sfondo per uniformare l'esposizione.

Profondit di campo, diaframma e tempo di scatto


La profondit di campo una delle difficolt principali della fotografia macro.
Sono necessari diaframmi relativamente chiusi per avere abbastanza
profondit, ma se il diaframma troppo chiuso la foto peggiora a causa del
tempo di scatto lento, sfondo poco piacevole e diffrazione.

In genere, scatto le mie foto macro con diaframmi tra f/8 and f/16; utilizzo f/22
solo quando mi serve veramente il massimo della profondit di campo. E'
meglio evitare diaframmi pi chiusi di f/16, perch portano a una grande
perdita di nitidezza e contrasto, a causa della diffrazione. Pi l'ingrandimento
spinto, pi sono evidenti fli effetti della diffrazione: a 1:1 o 2:1 c' gi una forte
diffrazione anche a f/16 (ma le foto sono ancora utilizzabili), mentre a 3:1
dovete utilizzare f/8 o max f/11 per avere una nitidezza decente. A 5:1, la
nitidezza ok a 5.6, e le foto sono appena accettabili a f/8. Ricordatevi che
tutti gli obiettivi soffrono di diffrazione ai diaframmi chiusi, e non pu essere
evitata, dato che la diffrazione un fenomeno fisico e non un difetto
dell'obiettivo.

Come avrete capito, vi trovate a fronteggiare due necessit contrastanti: da


una parte si vorrebbe utilizzare diaframmi aperti per evitare la diffrazione, e
ottenere uno sfondo pulito e un tempo di scatto rapido, ma dall'altra
necessari utilizzare diaframmi chiusi per avere una buona profondit di campo.
Ci sono varie "strategie" per ottenere i risultati desiderati. Quando possibili,
cercate di fotografare il soggetto da un punto di ripresa basso, per inquadrarlo
contro uno sfondo distante: uno sfondo ravvicinato tende ad essere fastidioso,
mentre uno sfondo distanza in genere pi uniforme e non distrae l'attenzione
dal soggetto. Inoltre, utilizzare una focale lunga aiuta ad avere uno sfondo
sfocato anche a f/11 o f/16: la stessa foto ha uno sfondo pi sfocato se
scattata con un 180mm invece che con un 50mm. La profondit di campo la
stessa per ogni obiettivo - a f/16, avete la stessa profondit tanto con un
50mm che con un 360mm - ma il 360mm ha un angolo di campo pi ristretto,
quindi inquadra una porzione di sfondo pi ridotta, e il soggetto si staglia
contro uno sfondo pi uniforme.

Per ottimizzare la profondit di campo, metto la fotocamera il pi possibile


parallela al soggetto. Dopo aver scattato la foto, controllo la nitidezza e la
messa a fuoco sullo schermo LCD della fotocamera, utilizzando la funzione di
ingrandimento - anche se l'anteprima non accuratissima, sufficente a
capire se la foto nitida e se non c' del mosso dovuto al vento o da
movimenti del soggetto.

In alcuni casi, mettere la reflex perfettamente parallela al soggetto non


possibile, o non sufficente per avere l'intero soggetto a fuoco, anche a f/16.
Ci sono due possibilit. La soluzione pi semplice utilizzare la messa a fuoco
selettiva: invece di chiudere il diaframma per cercare di avere l'intero soggetto
a fuoco, si sceglie il punto pi significativo (in genere gli occhi, nel caso di
insetti) e si scatta con diaframmi relativamente aperti per sfocare tutto, tranne
l'area selezionata.
Se, invece, siete determinati ad avere tutto a fuoco, potete utilizzare la tecnica
delle foto combinati per estendere la profondit di campo, descritta in questo
articolo: Estendere la profondit di campo.

Ovviamente, il diaframma non influenza solo la profondit di campo -


determina anche il tempo di scatto. Quando possibile, io cerco di utilizzare ISO
50 o 100, perch d la migliore qualit d'immagine. A sensibilit cos basse, in
genere i tempo di scatto vanno da 1" a 1/20 con diaframmi come f/11 o f/16,
dato che fotografo in poca luce, nelle prime ore del mattino. Per evitare il
mosso, la reflex montata sul treppiede, e utilizzo IL sollevamento specchio; i
movimenti del soggetto non sono un problema, perch al mattino presto gli
insetti sono abbastanza fermi. Il vento, invece, un problema serio: anche la
minima brezza sufficente per togliere nitidezza alla foto. Per ottenere i
risultati migliori, scatto la foto nelle brevi pause tra una folata di vento e
l'altra, e scatto varie esposizioni della stessa scena per aumentare le
probabilit di avere almeno una foto nitida.

Se il vento non permette di ottenere foto nitide al tempo di scatto che sto
usando, aumento la sensibilit ISO di uno o due stop. Se, anche a 400 o 800
ISO, il tempo di scatto ancora troppo lento, apro il diaframma per aumentare
la quantit di luce che raggiunge il sensore. La profondit diventa pi ridotta,
ed essenziale focheggiare selettivamente gli elementi pi importanti del
soggetto.

Il flash, quando viene utilizzato come luce principale, permette di congelare i


movimenti, ma io preferisco utilizzare esclusivamente la luce naturale: in
genere, d un contrasto pi "soft" e colori migliori del flash. Se sapete
utilizzare il flash veramente bene potete ottenere buoni risultati, ma
difficilmente si potr eguagliare la bellezza della luce calda e delicata
dell'alba.

Le prime ore del mattino e la luce

Libellula - Canon EOS 1Ds Mark III, Canon EF 180mm f/3.5 L USM, 1/20 f/11, iso
800, treppiede. Florida, USA.

Le prime ore del mattino sono il "momento magico" per la fotografia macro. Le
farfalle e gli altri insetti sono coperti di rugiada e stanno fermi, in attesa dei
primi raggi di sole per asciugare le ali. E' abbastanza facile avvicinarvi senza
spaventare il vostro soggetto, e avete molto tempo per comporre la foto con
attenzione e per ripetere l'esposizione se non siete soddisfatti dei risultati. Io
scatto la maggior parte delle mie foto macro da 30 minuti prima dell'alba a 1-2
ore dopo.

Inoltre, la luce dell'alba calda e "soffice"; crea colori molto piacevoli e ombre
chiare. Durante il giorno, invece, la luce diventa progressivamente pi arida, e
a mezzogiorno ci sono ombre intense e un contrasto decisamente eccessivo.
Se trovo un soggetto interessante in luce dura, cerco di fargli ombra col mio
corpo, ma questo medoto funziona solo con i fiori o insetti poco sfuggenti (non
cercate di far ombra a una farfalla - volerebbe via subito). Inoltre, bisogna
mettere in ombra sia il soggetto che lo sfondo: se fotografate un soggetto in
ombra contro uno sfondo illuminato, otterrete risultati molto scadenti.

Molti fotografi pensano che i giorni soleggiati siano l'ideale per le foto, ma in
realt i giorni nuvolosi sono molto meglio, per la foto macro: le nuvole
agiscono come un immenso diffusore, e avrete un luce soffice, senza contrasto
eccessivo e ombre profonde. La luce diffusa d meno contrasto e colori pi
piacevoli - in alcuni casi potreste notare una dominante azzurra, ma pu
essere facilmente eliminata con Photoshop, e con un poco di elaborazione
otterrete un'ottima foto, con colori intensi e vividi, che non avreste avuto in
sole diretto.

Un altro modo per ottenere buone foto riprendere il soggetto in controluce.


Questo tipo di illuminazione fa risaltare i margini del soggetto; gocce d'acqua e
di rugiada brillano, quando fotografate in controluce. Tuttavia, dovete fare
attenzione all'esposizione, altrimenti il soggetto potrebbe essere sovraesposto
o sottoesposto. Controllate sempre l'istogramma e lo schermo alte luci; in
alcuni casi, un leggero colpo di flash aiuta a schiarire un poco il soggetto.

La composizione
La composizione di una foto macro dipende dal soggetto; in genere dovete
seguire le stesse "regole" che si applicano anche per la fotografia di animali:
evitate le composizioni centrate o troppo strette; lasciate un p di spazio in
fronte al soggetto; inseriti i punti focali nei terzi del fotogramma. Inoltre,
potete usare linee diagonali ed elementi grafici per creare composizioni pi
efficaci.

Un soggetto centrato da una composizione statica. In genere, meglio lasciare


pi spazio in fronte che dietro al soggetto.
Non dovete mai tagliare le estremit di ali, code, fiori: la composizione non
deve essere eccessivamente stretta.

Gli esempi qui sopra mostrano lo stesso soggetto con diverse composizioni. Il
primo esempio mostra la differenza tra una foto centrata e una composizione
pi bilanciata e ravvicinata. La seconda foto ha molto meno spazio vuoto
(senza essere eccessivamente stretta); c' pi spazio in fronte al soggetto che
dietro di esso.

La seconda foto mostra un altro errore frequente dei principianti: in alcuni casi
con un obiettivo macro e un soggetto collaborativo si tentati di stringere
molto l'inquadratura, ma cos il soggetto sembra "intrappolato" e le estremit
delle ali sono state tagliate fuori. Nella seconda foto, molto migliore, ho
inquadrato il soggetto diagonalmente, lasciando il giusto spazio tutt'attorno.
Se volete fare inquadrature strette, vi consiglio di fare un "ritratto": se il taglio
chiaramente voluto, spesso d una composizione efficace.

Da sinistra a destra: composizione asimmetrica, composizione simmetrica,


composizione diagonale.

Ovviamente, ci sono molti modi per comporre bene una foto. Se il soggetto ha
una forma simmetrica (come molti fiori), una composizione centrale funziona
bene; mentre per soggetti assimetrici potete seguire la regola dei terzi. La
prima immagine un esempio di composizione asimmetrica: c' pi spazio
"dietro" al fiore (in questo caso, sul lato destro) che "in fronte" (lato sinistro).
Questa di gran lunga la composizione pi comune per fiori e piante. Nella
seconda foto, invece, il fiore ha una forma molto simmetrica e l'asse di
simmetria posto al centro del fotogramma.

La composizione diagonale un'altra possibilit per avere una foto piacevole e


bilanciata. Le linee diagonali sono un potente elemento compositivo;
permettono di creare immagini pi dinamiche e piacevoli. Potete usare linee
evidenti (es. uno stelo diagonale) o implicite (es. una serie di oggetti
posizionati diagonalmente) per ottenere vari effetti. Le diagonali possono
portare l'attenzione su un particolare elementi che volete far emergere;
possono creare un "flusso" della composizione; possono intersecarsi con linee
orizzontali o verticali per creare contrasti ed elementi grafici.

Non facile trovare subito la composizione giusta al primo tentativo. Spesso,


fotografo il soggetto da diverse angolazioni, per poi scegliere la foto migliore
una volta scaricate le immagini sul PC. Inoltre, ci vuole un p di tempo, e molta
pratica, per sviluppare un buon occhio per le composizioni! Un buon modo per
migliorare osservare le foto dei migliori fotografi; oltre ai gi citati Ronnie
Gaubert e Fabio Pupin, vi consiglio di visitare il sito della mia amica Daniela
Pipitone (www.fotografainerba.com)... ha un occhio eccezionale, e molte volte
quando fotografiamo gli stessi soggetti sono sorpreso dalle composizioni che
trova. Non si finisce mai di imparare! :-)

Lo sfondo
Lo sfondo un elemento essenziale di ogni foto - pu veramente fare la
differenza tra una foto buona e una foto eccezionale. In genere, un buono
sfondo non deve distrarre l'attenzione dal soggetto: per questo motivo, cerco
sempre di ottenere uno sfondo uniforme, molto sfocato. Uno sfondo "confuso"
invece distrae l'osservatore e toglie al soggetto.

Lo stesso soggetto fotografato con uno sfondo fastidioso (a sinistra) e con uno
sfondo piacevole (a destra).

Le due immagini qui sopra mostrano la differnza tra una foto con uno sfondo
poco piacevole e una con sfondo pulito: il soggetto lo stesso, ma la seconda
foto molto pi riuscita. Ci sono principalmente tre cose che determinano
l'aspetto dello sfondo: la lunghezza focale, il diaframma e la distanza dal
soggetto. Entrambe le foto sono state scattate a f/11, ma per la prima ho
utilizzato un 50mm, mentre l'altra scattata a 300mm: le lunghe focali
permettono di essere molto selettivi con lo sfondo grazie all'angolo di campo
ristretto. In altre parole, se scattate due foto con lo stesso diaframma, quella
scattata con la focale pi lunga ha uno sfondo pi sfocato.

Usare un diaframma relativamente aperto contribuisce ad evitare sfondi poco


piacevoli. Detto questo, soggetti di piccole dimensioni come i fiori richiedono
pi profondit di campo di soggetti grandi, quindi non potete scattare al
diaframma pi aperto, dovete chiudere almeno a f/5.6 o f/8. La distanza
soggetto-sfondo la terza variabile. Uno sfondo distante pi sfocate di uno
sfondo vicino: quando possibile, vi consiglio di usare un angolo di ripresa basso
per inquadrare il soggetto contro uno sfondo distante.
Macro Fotografia | 8 consigli per realizzare foto spettacolari
(REVISIONATO)

1) Cavalletto obbligatorio
Data la distanza ravvicinata e il tipo di soggetto ripreso, nella fotografia macro lutilizzo
del cavalletto davvero obbligatorio. E non solo per tenere immobile la fotocamera in
fase di scatto ma anche perch, una volta individuato il soggetto, spesso si dovr attendere
molto prima di trovare lo scatto giusto.

2) Lavorare in priorit di diaframma


Come nei ritratti, anche nella macro lo sfondo sfuocato un elemento che ci aiuta molto a
mettere in risalto il nostro soggetto. Per avere un piacevole effetto bokeh possiamo
lavorare alla massima apertura possibile, cosa che ci aiuter anche ad avere tempi di
scatto pi rapidi. Chi non avesse praticit con la fotocamera e non se la sentisse di lavorare
totalmente in manuale (M), pu pensare di utilizzare ilprogramma a priorit di
diaframma (Av o A). Questo gli permetter di impostare lapertura, lasciando alla
fotocamera il compito di aggiustare il tempo di scatto. Altre info in merito le potete
trovare a questo link:
http://www.fotocomefare.com/fotografia-macro-per-principianti-impostare-
apertura/

[REVISIONE]
Ovviamente questo vale se siete allinizio e magari non avete ancora unattrezzatura
altamente specializzata. In caso contrario, se per esempio avete una lente macro, un
solido cavalletto e magari anche una slitta per la messa a fuoco, potete decidere di
utilizzare diaframmi pi chiusi, tipo f/8 o anche f/16. Lo sfondo, data lestrema vicinanza
con il soggetto, risulter ugualmente sfuocato e, con la macchina ben salda sul cavalletto,
non avrete problemi a utilizzare tempi un po pi lunghi. Cos facendo, avrete per non
pochi vantaggi in fase di messa a fuoco e soprattutto nel fattore di nitidezza della vostra
foto.
3) Occhio alla composizione
Comporre limmagine nel modo corretto fondamentale in questo genere fotografico.
Avere un soggetto troppo lontano o una foto sbilanciata, far s che questa non renda al
meglio. Un ottimo punto di inizio potrebbe essere, ad esempio, quello di applicare
la regola dei terzi.

4) La luce
Affidarsi alla luce naturale in questo genere fotografico risulta spesso una scelta sbagliata.
Per ottenere risultati eccellenti dobbiamo obbligatoriamente affidarci a fonti di luce
supplementi, quali flash anulari olampeggiatori esterni (magari anche fatti in casa!).
Questo ci aiuter anche a bloccare il soggetto in fase di scatto. Ricordatevi per che pi
vicini siete al soggetto e pi facile sar avere dei fastidiosi riflessi; in questo caso luci a led
e diffusori potranno esservi di aiuto.

5) Messa a fuoco
La messa a fuoco nella fotografia macro sicuramente la parte a cui si deve dedicare
pi attenzione. Essendo molto vicini al soggetto e utilizzando un diaframma aperto,
la profondit di campo sar minima e sbagliare la messa a fuoco sar molto facile. In
tal senso, la prima cosa da dire che lavorare con il fuoco in automatico ci potrebbe creare
non pochi problemi, quindi si consiglia di passare sempre allamessa a fuoco in
manuale. A questo punto dobbiamo concentrarci sulla parte che sappiamo essere quella
pi importante, solitamente gli occhi (o magari le ali) del nostro insetto e porre la nostra
totale attenzione al punto di messa a fuoco.
6) Attrezzatura
Comprare un obiettivo macro dedicato non il solo modo di ottenere questo tipo di scatti.
In questo genere fotografico, possiamo avvalerci anche di molti altri espedienti e
accessori.Un classico esempio sono linversione delle lenti e i tubi di prolunga che,
se applicati anche a una lente non marco, vi permettono di poter mettere a fuoco un
soggetto molto pi da vicino di quanto vi farebbe fare il vostro obbiettivo. A questo
proposito vi rimando a questo link per un piccolo approfondimento:
http://www.fotocomefare.com/fotografia-macro-risparmiare/

7) Quando scattare
Ovviamente i periodi migliori sono la primavera e lestate. Ma in qualsiasi caso lideale
svegliarsi prima dellalba per essere sul posto al sorgere del sole, quando gli insetti
sono ancora abbastanza statici e magari anche coperti dalle gocce della brina mattutina.

8) Avere pazienza
Rispetto ad altri generi fotografici, la macro probabilmente quella che richiede pi
pazienza e passione. Se davvero volete cimentarvi in questo genere fotografico allora
preparatevi ad alzarvi presto la mattina, a tornare a casa sporchi di fango e a passare ore e
ore nella stessa posizione prima di ottenere lo scatto che vi soddisfa davvero!
La regola dei terzi | Tutorial Composizione Fotografica

La regola dei terzi forse quella pi conosciuta in fotografia. Riguarda


la composizione dellimmagine allinterno del fotogramma, cio come il soggetto, lo
sfondo e tutti gli altri elementi, devono essere posizionati nella nostra foto perch questa
risulti pi efficace. Ovviamente, non certo la sola che riguarda questo argomento e ogni
situazione andrebbe gestita con una sua regola specifica. Diciamo per che questa regola
quella che meglio si adatta alla maggior parte delle situazioni.

La regola dei terzi consiste, in sostanza, nel dividere idealmente il fotogramma in terzi
verticali e orizzontali per individuare dei punti fissi allinterno della nostra immagine dove
preferibilmente dovremo posizionare i soggetti principali delle nostre foto. Queste zone
sono dette punti di forza o punti di fuoco. Proviamo ad esempio ad applicare questa
regola alla foto sopra: ecco cosa otteniamo.

Come si vede, la ragazza in primo piano (soggetto principale della foto) posizionata
proprio su uno deiquattro punti di forza generati dallincrocio delle linee orizzontali e
verticali che dividono la foto in terzi.

La suddivisione in terzi, aiuta anche a sistemare la linea dellorizzonte. Questa


infatti non dovr mai essere posizionata al centro della foto, ma bens su una
delle due righe orizzontali di questa ipotetica griglia. Anche in questo caso la foto
sopra corretta, in quanto abbiamo il soggetto posizionato nel terzo in basso, il panorama
in quello di centro e il cielo nel terzo in alto. In pratica, la linea dellorizzonte, anche se
non proprio dritta in quanto definita dalla collina sullo sfondo, quasi del tutto
coincidente con la riga orizzontale superiore della griglia.

Per venirci in aiuto durante lo scatto, alcune fotocamere hanno la possibilit


di visualizzare questa griglia nel mirino o sul display LCD. Allinizio, per fare
locchio a questa regola, potrebbe risultare utile attivare questa funzione. Poi, con il
passare del tempo, vedrete che, nella maggior parte dei casi, vi verr naturale comporre
limmagine seguendo istintivamente questa fantomatica griglia.