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Ising.

Una modestia magnetica


(di Giuseppe Mussardo)
Le transizione di fase sono tra i fenomeni piu’ affascinanti della Natura. Il mondo sarebbe
terribilmente piatto e noioso se non esistessero le diverse fasi della materia e se non ci fosse il
flusso continuo delle loro trasformazioni. Un fatto alquanto straordinario e’ che queste metamorfosi
si evidenziano, molto spesso, solo al variare la
temperatura: piu’ questa si abbassa, piu’ si entra in un
mondo ricco di sorprese e di comportamenti
sorprendenti.
Se vivessimo, ad esempio, sulla superficie del sole,
non sapremmo dell’esistenza di moltissimi aspetti del
mondo naturale: a quelle temperature, infatti, l’unico
stato stabile della materia e’ quello gassoso, e non
avremmo modo di osservare ne’ l’esistenza dei liquidi
ne’ quella dei solidi, ne’ tanto meno di stupirci della
bellezza dei fiocchi di neve. Di fatto, e’ solo
abbassando la temperatura su scale umane che si
iniziano ad apprezzare i molteplici stati di
aggregazione della materia, quali la fluidita’ dell’acqua
o le meravigliose forme regolari dei cristalli. Ma
questo e’ solo l’inizio: la Natura dispiega infatti tutta la
sua ricca gamma di possibilita’ solo scendendo a valori
sempre piu’ bassi della temperatura. Intorno a -200º (e
per valori inferiori), molti materiali diventano per
esempio superconduttori, in grado cioe’ di sostenere
indefinitamente una corrente elettrica in assenza di una
Fenomeno a fontana dell’elio superfluido differenza di potenziale e di espellere dal loro interno
ogni possibile campo magnetico. L’elio liquido, portato
a temperatura di -260°, presenta invece straordinari fenomeni di superfluidita’, riuscendo a
traboccare spontaneamente dai recipienti o esibendo, se posto in rotazione, delle strutture regolari di
vortici. Abbassando ulteriormente la temperatura, fino a raggiungere il cosidetto zero assoluto, in
alcuni gas si evidenziano infine fenomeni peculiarissimi di collasso della materia, predetti
teoricamente all’inizio del secolo in maniera geniale da Bose ed Einstein. Il dato comune a tutte
queste trasformazioni di fase – e diciamo pure, l’aspetto a prima vista piu’ misterioso - e’ la natura
cooperativa dei processi che avvengono in corrispondenza di alcuni punti critici della temperatura,
valori che variano a secondo della sostanza. Come fanno milioni di milioni di molecole d’acqua a
sapere quasi simultaneamente come organizzarsi nella forma cristallina regolare del ghiaccio
quando si raggiunge la temperatura di 0º? Similmente, come fanno atomi ad allinearsi
simultaneamente tutti in una direzione quando un pezzo di ferro si magnetizza scendendo al di sotto
dei 1300º?
L’analisi del comportamento macroscopico di un sistema, sulla base delle leggi che regolano la
dinamica microscopica degli atomi, vanta una lunga tradizione in Fisica. Questo, in particolare, e’ il
campo di battaglia di una delle sue discipline piu’ di punta, la Fisica Statistica. A partire dal suo
principale promotore, Ludwig Boltzmann, essa ha fornito via via nel corso degli anni un incredibile
numero di sorprese teoriche, consentendoci di giungere in tal modo ad una piena comprensione di
molti fenomeni fisici. Nello studio delle transizioni di fase che avvengono nei materiali
ferromagnetici, un ruolo privilegiato e’ svolto dal modello di Ising. La sua popolarita’ tra i fisici (e
non solo), si evince lasciando parlare semplicemente i numeri: dal 1969 al 2005 sono stati circa
14.000 gli articoli scientifici che, in un modo o nell’altro, hanno fatto riferimento ad esso, per
problemi riguardanti la meccanica statistica, le reti neurali, l’avvolgimento delle proteine,
l’ottimizzazione di risorse e quant’altro. Questo numero e’ destinato, tra l’altro, ad aumentare, visto
che ogni anno in media il modello di Ising va capolino in circa 800 articoli. Alla luce di questi dati,
appare dunque paradossale che la straordinaria notorieta’ di questo modello non sia accompagnata
da un’analoga fama dello scienziato a cui esso deve il suo nome. Chi era Ising? Certamente non uno
scienziato famoso come Einstein o Schröendiger, tuttavia c’e’ qualcosa di interessante nella sua
storia. E’ la storia, infatti, di uno scienziato, umile e modesto, divenuto famoso quasi per caso e
rimasto ignaro della sua notorieta’ per molti anni della sua vita. In un certo senso, quel che segue
vuol essere un omaggio al lavoro di tutti quegli scienziati che, lontani dai fari della notorieta’ e dalla
sete di arrivismo, svolgono ogni giorno con dignita’ il loro lavoro, contribuendo in ogni caso al
progresso della scienza. Una loro idea, un loro
articolo – chissa’ – potrebbe essere domani il
punto di svolta di un nuovo campo di ricerca.
Ernst Ising nacque a Colonia il 10 Maggio del
1900. La famiglia, di origine ebraica, si sposto’
successivamente a Bochum in Westfallia dove
Ernst completo’ i suoi studi liceali. Nel 1919
inizio’ a Gottingen i suoi studi universitari in
matematica e fisica per muoversi
successivamente ad Amburgo. Qui, sotto la
supervisione di Wilhelm Lenz, comincio’ lo
studio del modello dei ferromagneti presentando
i risultati relativi al caso unidimensionale nella
sua tesi di laurea, discussa nel 1924. I risultati di
questo lavoro furono poi pubblicati a suo nome
nel 1925 sulla rivista Zeitschrift fur Phyisk, il
prestigioso giornale scientifico su cui Einstein
aveva pubblicato nel 1905 i lavori che gli hanno
poi dato fama imperitura. Dopo aver conseguito
il dottorato, Ising ando’ a vivere a Berlino e tra il
Ernst Ising a 25 anni
1925 e il 1926 lavoro’ all'Ufficio Brevetti della
Allgemeine Elektrizitatsgesell Schaft, seguendo
curiosamente anche in questo le orme di Einstein. Non soddisfatto di questo impiego, decise pero’
di intraprendere la carriera di insegnante e per un anno lavoro’ in una scuola a Salem, vicino al
Lago di Costanza. Nel 1928 ritorno’ all'Universita’ di Berlino per studiare filosofia e pedagogia.
L’attrazione fatale dei tedeschi per Goethe e’ notoria: vuoi per questo, vuoi per il retaggio dei suoi
studi scientifici, il secondo e ultimo articolo pubblicato da Ising ha come titolo Goethe as a
Physicist, avente come tema la teoria dei colori del sommo poeta.
Dopo il matrimonio con Johanna Ehmer nel 1930, Ising si trasferi’ a Crossen per ricoprire il ruolo
di insegnante nel liceo locale. Tuttavia, con la presa del potere di Hitler nel 1933, i cittadini di
origine ebraica furono allontanati dai posti pubblici e Ising perse cosi’ il lavoro nel marzo di
quell'anno, rimanendo disoccupato per circa un anno. Dopo un breve periodo trascorso a Parigi
come insegnante in una scuola per bambini immigrati, nel 1934 trovo’ un nuovo impiego come
docente presso una scuola aperta dalla comunita’ ebraica presso Caputh, una cittadina vicino a
Potsdam, e nel 1937 ne divenne il preside. Il 10 Novembre del 1938 dovette pero’ assistere
impotente alla devastazione dei locali della scuola da parte dei ragazzi e degli abitanti di Caputh,
incitati dalle autorita’ del posto a seguire l'esempio del pogrom generale in atto contro la comunita’
ebrea in tutta la Germania.
Nel gennaio del 1939 Ernst Ising fu prelevato dalla Gestapo ed interrogato per ore. Una volta
liberato, non ci misero molto, lui e la moglie, a capire che era il caso di mollare tutto e di scappare.
Raggiunto il Lussenburgo con l'intento di emigrare negli Stati Uniti, si videro pero’ respinta la
domanda a causa dei limiti posti sui flussi d'immigrazione. Decisero di rimanere li’ in attesa del
visto ma l'anno successivo, proprio nel giorno del suo quarantesimo compleanno, i tedeschi
invasero il Lussenburgo: con la conseguente chiusura di tutti gli uffici consolari svani’ anche ogni
loro possibilita’ di espatrio. Catturato nuovamente dai nazisti, Ernst Ising riusci’ a scampare alla
sorte atroce di molti altri ebrei per il solo motivo di essere sposato ad una donna ariana. In cambio
della vita, fu costretto pero’ ai lavori forzati per smantellare le fortificazioni della linea Maginot.
Sopravvissuti agli orrori della guerra, a due anni dalla sua fine, Ising e famiglia riuscirono
finalmente ad imbarcarsi su una nave da carico diretta negli Stati Uniti. Qui insegno’ inizialmente
presso lo State Teacher's College di Minot per poi passare alla Bradley University, dove dal 1948
fino al 1976 fu titolare della cattedra di Fisica. Divenuto cittadino americano nel 1953, nel 1971
Ising fu premiato quale migliore insegnante d'America. La morte lo ha colto il giorno successivo al
suo novantottesimo compleanno, l'11 Maggio del 1998, nella sua casa a Peoria, nello stato
dell'Illinois.
Come molti altri fisici tedeschi, la vita e la carriera di Ernst Ising furono dunque seriamente segnate
dagli eventi della dittatura nazista e dai drammatici episodi della Guerra Mondiale. Dopo la sua tesi
di laurea, egli non ritorno’ piu’ alla ricerca attiva, rimanendo cosi’ per molti anni all'oscuro degli
sviluppi scientifici dell'epoca. Diversa e’ stata invece la sorte del suo articolo. Citato per la prima
volta in un lavoro di Heisenberg del 1928, ha consolidato poi la sua fama grazie ad un celebre
articolo di Peierls del 1936, dal titolo, Sul Modello di Ising per i Ferromagneti. Da quel momento in
poi, la letteratura scientifica ha visto la proliferazione ininterrotta di un gran numero di
pubblicazioni su questo modello, cresciuta enormemente soprattutto dopo la soluzione ingegnosa
del caso bidimensionale proposta da Lars Onsager nel 1944. Per dare l’idea dell’importanza di
questo risultato, basti citare lo scambio epistolare tra Wolfgang Pauli e Hendrik Casimir, avvenuto
subito dopo la seconda guerra mondiale: alla missiva di Casimir, in cui esprimeva l’amarezza di
essere ignaro di quanto era avvenuto in Fisica Teorica durante la guerra, faceva seguito la risposta
lapidaria di Pauli “Non e’ successo niente di importante, tranne la soluzione esatta del modello di
Ising bidimensionale da parte di Lars Onsager”, tralasciando di menzionare la fissione dell’atomo,
il controllo delle forze nucleari, la bomba atomica e persino il Nobel ricevuto dal Pauli nel 1945!
In chiusura, val la pena di aggiungere che fu solo nel 1949 che Ising scopri’ - con una certa sorpresa
- la notorieta’ del suo lavoro e la fama del suo nome all'interno di una vasta comunita’ scientifica.
La sua modestia lo porto’ pero’ a precisare in una lettera al suo biografo Sigismund Kobe “Vorrei
sottolineare che il modello dovrebbe essere chiamato, correttamente, il modello di Lenz-Ising. E’
stato il mio supervisore, il Prof. Wilhelm Lenz che ha avuto infatti l’idea del suo studio e che mi
propose di analizzarne il contenuto matematico come mio lavoro di tesi”. Chapeau, Herr Ising, per
questa sua ultima lezione, una lezione di signorilita’...
Ulteriori letture
G. Mussardo, Il Modello di Ising. Introduzione alla Teoria dei Campi e delle Transizioni di Fase,
Bollati-Boringhieri (Torino), 2007.
S. Brush, History of the Lenz-Ising Model. Reviews of Modern Physics, 39: 883-93 (1967).
K. Mendelssohn, Sulla via dello zero assoluto, Il Saggiatore, Milano, 1996.
T. Schachtman, Zero assoluto, la conquista del freddo, Sperling & Kupfer, Milano, 2001.

Il modello di Ising fornisce uno degli esempi piu’ semplici di sistema statistico con una transizione
di fase. Il modello consiste in un reticolo a d-dimensioni, con variabili a valori ± 1 definite sui suoi
siti: il valore +1 puo’ essere pensato come una freccia che punta verso l’alto, mentre il valore -1 ad
una che punta verso il basso. Queste variabili (dette spin) hanno la tendenza a minimizzare la loro
energia orientandosi tutte nello stesso verso. Questa loro ricerca dello stato di minima energia e’
tuttavia contrastata dall’azione della temperatura: quest’ultima tende infatti a disordinare il sistema
ed a rendere ciascuno spin una variabile indipendente dalle altre, cioe’ con uguale probabilita’ di
puntare verso l’alto o il basso. Per reticoli in dimensione maggiore di 2, il sistema passa da una fase
completamente disordinata, per valori di alta
temperatura, ad una fase ordinata per valori
sufficientemente bassi della stessa. Questa
transizione di fase avviene bruscamente ad
uno specifico valore critico della temperatura.
A dispetto della sconcertante semplicita’ del
modello, esso ha rivelato una straordinaria
versatilita’ nel descrivere varie situazioni
fisiche ed ha mostrato di possedere, non di
meno, una sorprendente ricchezza teorica e
matematica. Esso ha consentito progressi
notevoli nella comprensione delle transizioni
di fase e l’analisi delle sue proprieta’
matematiche ha impegnato un gran numero di
ricercatori sin dal 1920, anno in cui fu
originariamente introdotto da Wilhelm Lenz. I
Configurazione degli spin di Ising bidimensionale primi risultati teorici noti su questo modello si
sopra la temperatura critica,il colore blu riferito hanno nel 1925 con Ernst Ising, la cui analisi
agli spin con valore -1, il colore rosso a quello esatta del caso unidimensionale mostro’ –
con valori +1. ironicamente - l’assenza di una transizione
dalla fase paramagnetica a quella
ferromagnetica. Sin da allora, il modello e’ universalmente conosciuto in letteratura come il
modello di Ising.
Dopo il lavoro di Peirls del 1936, che evidenzio’ in maniera elementare l’esistenza di una
transizione di fase nel caso di reticoli planari, e il lavoro di Kramers-Wannier del 1941 sulle loro
sorprendenti proprieta’ di dualita’ (che permise la determinazione esatta del valore critico della
temperatura), occorrera’ attendere il 1944 per imbattersi nel fondamentale contributo di Lars
Onsager, una vera e propria pietra miliare nel campo delle transizioni di fase. Da allora in poi, si
sono accumulati rapidamente una serie di risultati concernenti la soluzione relativa ad altri reticoli
bidimensionali, il calcolo della magnetizzazione spontanea, della suscettibilita’ magnetica e, infine
la determinazione delle funzioni di correlazione degli spins. In anni recenti si sono registrati
notevolissimi progressi nell’analisi dei modelli bidimensionali mediante le tecniche provenienti
dalla Teoria dei Campi Quantistici e dalle mappe conformi dell’analisi complessa. Un problema
aperto e’ quello dell’esistenza o meno di una soluzione esatta del caso tridimensionale, da molti
considerato una delle questioni piu’ interessanti della Fisica Teorica.