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23/4/2013

Universit degli Studi di Torino Istituto di Fisica

LAMPI NEL BUIO

Ernest Rutherford, il primo alchimista | Gabriele Gaetano Fronz

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Sommario
Lampi nel Buio ..................................................................................................... 2 Mister X ............................................................................................................... 5 Radiazioni............................................................................................................. 7 Foglie dacero ...................................................................................................... 9 Ancora Lampi nel Buio ........................................................................................ 11 Molto Superiore ................................................................................................ 14 Una Mosca in una Cattedrale ............................................................................ 16 Un erede doro .................................................................................................. 18 Bibliografia ........................................................................................................... 20

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Lampi nel Buio

Osservare un lampo e contare i secondi di ritardo con i quali arriva il tuono. Un esperimento che presto o tardi si impara a fare, magari come gioco proposto dai genitori quale distrazione per gli infantilmente spaventosi fenomeni che accompagnano le tempeste. Quanta scienza c in un esperimento come questo. Tra le onde (sonore ed elettromagnetiche) e la percezione dei due segnali da parte di noi, esseri umani, potremmo far rientrare lintera storia della fisica . Proprio da questo semplice esperimento parte il viaggio alla scoperta del Darwin dellatomo, del primo vero alchimista, cio del brillante scienziato Ernest Rutherford. Perch, dunque, citare un esperimento ormai cos sciocco per iniziare a raccontare luomo del complesso microcosmo? Semplice. In un giorno non troppo ben precisato degli anni 70 dellottocento, e forse in pi giorni di quegli anni, una tempesta, di quelle affatto rare in Nuova Zelanda, stava per investire una piccola e verdeggiante cittadina. Spring Grove il suo nome, poi cambiato nella traduzione del nome aborigeno del vicino fiume: Brightwater 1. Ebbene, in quel giorno non meglio precisato un bambino di circa dieci anni osservava il cielo dal giardino di casa. Un lampo. Secondi di pausa. Il tuono. Ed eccolo correre in casa, caracollare in cucina e gridare felice ai genitori la sua prima misura: la stima della distanza del lampo dalla loro casa, quindi quella del temporale 2. Ernest stava per iniziare la scuola. Quel che certo che in quei momenti di prime scoperte il libro di scienze consegnatogli per la didattica era diventato suo compagno di avventure. Dopo averlo letto in poco tempo, e l aver probabilmente appreso

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Dalla pagina di Wikipedia. Fantasia basata su fatti realmente avvenuti e documentati.

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il segreto della valutazione della distanza dei lampi 3, inizi sempre pi spesso a riprodurre in piccolo qualsiasi marchingegno scorgesse in fotografie od illustrazioni. O pi semplicemente costruiva qualche curioso oggetto del quale aveva sentito parlare, forse inventando, o facendosi aiutare dai suoi fratelli o dai famigliari, che per lepoca rappresentavano una notevole eccezione quanto ad erudizione. Di padre scozzese di origine, arrivato in Nuova Zelanda a quattro anni, divenuto carradore e lavoratore in linificio, e madre insegnante, Ernest ed i suoi undici fratelli iniziarono tutti la scuola precocemente, tutti ugualmente capaci di scrivere e di fare di conto. Ernest segu il fratello maggiore al College di Nelson, unica possibilit di studi superiori al suo tempo. Malgrado la perdita in un naufragio di due fratelli minori, il giovane Ernest brill nelle discipline scientifiche, in particolare nello studio della matematica. Il suo impegno e la sua dedizione (e partecipazione alla vita scolastica: divenne capo-scuola con il nomignolo di Quack) gli valsero una borsa di studio per proseguire ulteriormente gli studi al Canterbury College, tra partite a rugby e partecipazioni a gare di dialettica tra studenti. Durante la sua carriera di studente raggiunse notevoli livelli di maestria in quasi tutte le discipline. Pur primeggiando nella Fisica, nella Matematica Pura ed Applicata e nelle scienze in generale non manc di superare i BA 4 in Latino, Francese ed Inglese. Dopo la laurea al Canterbury College di Christchurch ottenne una speciale borsa di studio, unica in tutta la Nuova Zelanda, che gli permise di seguire un ulteriore anno di master nel quale si sofferm sullo studio della Fisica e della Matematica. in questo periodo che conosce un bizzarro professore, libero pensatore ben conosciuto allepoca, Alex Bickerton5, che diviene suo mentore. Nellambito del corso di fisica dovette proporre una nuova ricerca. Influenzato dai lavori di Nikola Tesla6 si sofferm sullo studio del magnetismo del ferro sollecitato da correnti ad altissima frequenza. Dovette sviluppare da s un meccanismo in grado di eseguire lo scambio di due circuiti di alimentazione in appena
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condo, oltre un rilevatore di campi magnetici molto reattivo in grado di rilevare variazioni magnetiche piccole e rapide. Nato nel 1871, ad appena ventidue anni ottenne il First Class Honours, in Mathematics and Mathematical Physics and in Physical Science (Electricity and Magnetism). Di l a poco si spos con una giovane vedova, Mary Newton, suffragetta capo del gruppo locale, e nella medesima ottima annata la Nuova Zelanda concesse il voto alle donne, acquisendo il primato mondiale.

Assumendo come immediata la trasmissione del lampo, i secondi di ritardo del tuono, moltiplicati per la velocit del suono in aria, erano una buona stima di quanto lontana si trovasse la perturba zione. 4 Esami finali negli stati del Welfare Inglese 5 Bizzarro professore di chimica al Canterbury College, entusiasta nella sua attivit di insegnamento, ipotizz la Teoria dellimpatto Parziale, relativa alla collisione tra due stelle originante un terzo astro brillante. (Bickerton, 1901) 6 Inventore, ingegnere e fisico serbo naturalizzato negli USA. Invent ed introdusse la corrente alternata, la distribuzione elettrica polifase e svariate altre applicazione elettriche e magnetiche sul trasporto e la distribuzione di energia elettrica.

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Lanno seguente si iscrisse nuovamente a corsi di chimica e di geologia. Per riuscire ad aggiudicarsi una borsa di studio imperiale, unica e presente solo negli anni pari per i laureandi neozelandesi, doveva essere studente e presentare un progetto valutato da unautorevole commissione. Fu cos che prosegu i suoi studi sulla magnetizzazione del ferro sottoposto ad altissime frequenze, utilizzando sorgenti pi potenti, come Bottiglie di Leida7 e Oscillatori Hertziani8, riuscendo a smagnetizzare un ago di ferro, avvolto in un filo percorso dalla corrente di scarica degli apparati, semplicemente corrodendone una superficie irrisoria utilizzando acidi9. Ernest ed un altro candidato inviarono il proprio lavoro alla commissione, che scelse per la borsa di studio il secondo, ovvero James MacLaurin10. Il vincitore dovette rifiutare per altri impegni sopraggiunti nel frattempo, cos Ernest Rutherford pot partire alla volta della Cambridge University in Inghilterra, dove, giunto con la reputazione di un giovane brillante ed innovatore, incontrer qualcuno che sapr spingerlo l dove la sua abilit dar piena mostra di s.

Il prototipo di condensatore, costruito originariamente da Pieter van Musschenbroek (fisico olandese professore alluniversit di Leida) e Ewald Jrgen Georg von Kleist (ex studente della stessa) composto da un ago inserito in una bottiglia di vetro ricoperta da uno strato di pellicola metallica. 8 Generatori di radiazione di dipolo. Consistono in due condensatori collegati da due fili non uniti (con un gap per la scintilla) che, una volta raggiunta la giusta differenza di potenziale, vedono alcune cariche elettriche rimbalzare tra i due trasformando il gap in un dipolo quasi ideale. 9 Questa fu effettivamente una delle migliori verifiche sperimentali dellesistenza dell effetto pelle, cio di quel fenomeno grazie al quale tutti i fenomeni elettromagnetici sui metalli e in generale sui conduttori, risultano avvenire su una sottile pelle e non nel volume del materiale. 10 Fratello del futuro Preside dellMIT

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Mister X

Ernest giunse a Cambridge allet di trentasei anni. Era intraprendente e pronto a spendersi per la ricerca: le onde senza fili sulle quali gi in Nuova Zelanda si era dato da fare rimanevano un suo enorme interesse, e il Cavendish Laboratory 11 era esattamente il genere di posto che faceva per lui. Lelettromagnetismo lo aveva sempre affascinato. Sia il bimbo che osservava i lampi prima di un temporale, sia lormai uomo sposato che costruiva rilevatori di onde senza fili12 sempre pi precisi, erano stati rapiti dagli straordinari fenomeni luminosi ed elettrici della teoria di Maxwell. Adesso, oltre ai suoi compiti di insegnamento, poteva liberamente progettare e costruire le sue antenne ed i suoi generatori, sotto la guida e la supervisione di Joseph John Thomson, illustre Fisico che viene da tutti ricordato per la scoperta dellelettrone. Quel giorno fu il primo giorno che fu visto allIstituto. Saliva le scale percorrendo tre gradini alla volta e gettando scompiglio nei professori che quasi altezzosamente percorrevano nei due versi le gradinate. Anche se allinizio chi lo osservava ne rimaneva impressionato, ben presto il suo modo di fare semplice, diretto e pratico gli valse una notevole reputazione e gli permise in breve tempo di instaurare un buon gruppo di lavoro, di quelli che nei dieci anni seguenti avrebbero raggiunto un successo inimmaginabile. Ernest era il capo del gruppo, la mente, il giudizio scientifico dello stesso, ma, soprattutto, ne era il cuore.

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Il dipartimento di fisica della Cambridge University da sempre aveva accolto i pi eminenti pensatori inglesi e non, offrendo un approdo sicuro e propizio per chi volesse applicarsi allo studio della Fisica. Fondato dal Duca del Devonshire e inizialmente diretto da James Clerk Maxwell, divenne e rimase a lungo un polo di cultura ed alta scienza, dalla fisica nucleare alla biologia. 12 Presto chiamate Onde Radio.

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Passarono ben pochi mesi prima che il suo lavoro in terra britannica iniziasse a dare i suoi frutti. Egli mise a punto ben presto un rivelatore di onde senza fili molto pi progredito di qualunque altro dispositivo omologo allora esistente. Ad Ernest, nato da una famiglia povera e contadina, parve possibile trarvi profitto, brevettandone il progetto. Tuttavia il suo spirito di uomo di scienza gli fece decidere di lasciare liberi gli schemi dellapparato. Qualche anno dopo litaliano Guglielmo Marconi invent un simile strumento, guadagnando fama mondiale e unaltrettanta m ondiale fortuna. Ernest per non lo invidi mai: la scienza, libera e quanto pi vera possibile era il suo unico scopo professionale. Fu in quegli anni che per la prima volta si pot osservare lo scheletro di una mano perfettamente integra. L8 Novembre 1895 Wilhelm Rntgen 13 osserv per la prima volta un nuovo tipo di radiazione, generata dallapplicazione di una grande differenza di potenziale ai capi di un tubo a vuoto. I Raggi Rntgen 14, prima ancora di ricevere un proprio nome, permisero ad un inconsapevole marito, di scattare la prima radiografia alla mano della moglie, grazie allimpressione di una lastra fotografica. Dopo sei settimane di esperimenti, per verificare la costanza del fatto, Wilhelm invi a tutti i pi eminenti fisici dellepoca una busta con delle copie della foto della mano della moglie e di altre radiografie di oggetti inanimati. In circa un anno quarantanove libri e migliaia di articoli scientifici e divulgativi vennero pubblicati a proposito della neonata radiazione X15. Thomson era impaziente di incominciare i suoi studi sulle nuove radiazioni, poich quel che si vociferava (prima che gli articoli originali di Rntgen venissero pubblicati in lingua inglese) era che tali raggi rendessero un gas un conduttore semplicemente incidendovi.16 Essendo impegnato nella ricerca sulla conduzione elettrica nei gas questa svolta era sicuramente di suo enorme interesse. Pertanto il Cavendish Professor 17 diede al novellino, Rutherford, il compito di investigare gli effetti che oggi diremmo ionizzanti di tali radiazioni nei gas. Fu da questa iniziativa di JJ18 che Ernest pubblic nel giro di un anno quattro articoli di notevole rilevanza e visibilit, guadagnandosi cos una buona notoriet e la certezza di aver superato la precaria, ma stimolante, fase delle borse di studio per tirare avanti: ormai era certo che la sua notoriet sarebbe stata il suo biglietto da visita per gli anni a venire.

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Cinquantenne professore di Fisica allUniversit di Wrzburg. Alla domanda di cosa avesse pensato al momento della scoperta rispose Non pensavo, indagavo (Keller, 1983). 14 Poi Raggi X. 15 Lalta energia dei fotoni che compongono i raggi X permette loro di essere poco assorbiti, in generale. Tuttavia la differenza di densit e composizione tra ossa e muscoli, ovvero carne, fanno s che lassorbimento (o meglio il passaggio) degli stessi nei vari tessuti umani non sia omogeneo, permettendo lo sviluppo di fotografie molto profonde. 16 Proprio per la loro alta energia i raggi X risultano mediamente sufficienti alla ionizzazione di alcuni tra i gas pi leggeri. Un gas ionizzato diventa, in effetti, un conduttore, mentre allo stato neutro risulterebbe piuttosto inefficiente da questo punto di vista. 17 Appellativo dei docenti al Cavendish Institute di Cambridge. 18 Come docenti e studenti chiamavano Thomson.

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Notorious

In quegli anni Henri Becquerel stava studiando la radioattivit naturale a Parigi. Pochi scienziati si curavano della sua ricerca. A dire il vero neppure lui era troppo convinto dei risultati evidenziati dalle sue prove: le radiazioni venivano emesse, a quanto pareva, solo dai co mposti dellUranio, elemento chimico la cui attivit radiativa era nota19. Ultimamente per gli esperimenti di Henri iniziavano a dare dei risultati particolari. Ispirato dai lavori di Rntgen 20, che divor non appena pubblicati, Ernest inizi a miscelare i due setup sperimentali, cio cerc di studiare il potere di penetrazione delle radiazioni nei materiali ed i loro effetti sulla conducibilit dei gas. La quantit di energia rilevata al di l di uno spessore di tombacco21 aveva un andamento a salti. Se allinizio la decrescita era abbastanza visibile, dopo un certo ennesimo strato la decrescita si arrestava. La trasmissione rimaneva costante, per poi ricominciare a diminuire dopo laggiunta di ulteriori schermi. Ernest era al corrente di quanto Bequerel stava investigando e scoprendo. Non esit a replicarne gli esperimenti. Alla fine non aveva pi dubbi sullo strano assorbimento a salti che avevano osservato, e la sua spiegazione fu la pi ragionevole possibile. Quelle emesse e misurate erano necessariamente particelle di due tipi.

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Fu Henri Becquerel a scoprirla. Dopo essersi cimentato in studi di ottica, chimica ed assorbimento di luce nei cristalli scopr per puro caso la radioattivit naturale. Analizzando le propriet di fosforescenza dei sali di uranio lasci inavvertitamente in un cassetto tali Sali e delle pellicole fotografiche vergini. Estratte dopo un po di giorni evidenziarono unimp ressione, necessariamente attribuita alla presenza delluranio. 20 Pare che il matematico suo omonimo Henri Poincar gli avesse consigliato di confrontare quanto evidenziato con i raggi X di Rntgen. 21 Lega di Rame e Stagno detta metallo olandese.

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Le prime, chiamate , penetravano solo pochi strati di materiale. Le seconde, chiamate , invece, transitavano inalterate per spessori considerevoli prima di venire influenzate dai materiali utilizzati come schermatura. Anche se ormai per noi evidente come allappello delle tre ben note radiazioni manchino solo i raggi gamma, la loro scoperta non nacque dal nulla e non avvenne che per un caso fortuito. Ernest, nella pedanteria di chi prova una sconfinata passione per il proprio mestiere, decise di verificare che quanto Becquerel aveva osservato nei composti dellU ranio fosse tale anche per quelli del Torio22. Quello che si trov davanti fu una situazione simile a quella analizzata dal collega francese. Tutte le caratteristiche spettrali evidenziate dal parigino erano s presenti, ma qualcosa di nuovo, pi energetico e penetrante, non veniva arrestato dagli schermi a disposizione di Ernest. Furono queste nuove radiazioni a prendere il nome di raggi gamma, e fu, al contrario di quanto notorio 23, proprio il neozelandese a dar loro questo nome. Fu cos che di l a pochi anni moltissimi passi avanti vennero fatti. Dallintroduzione da parte dei coniugi Curie dei termini radioattivo e radioattivit allattribuzione di tale propriet a qualche effetto nucleare, effettuata da Marie Curie. La bufera era in atto. Mai prima di allora in pochi anni erano stati scoperti tanti nuovi aspetti riguardanti la vita degli atomi . Lemissione di energia, la presenza di elettroni in orbita intorno ai nuclei, i tre tipi disomogenei di radiazioni. Insomma mai prima di allora, per un giovane e brillante scienziato come Ernest, il momento era propizio per viaggiare e formare una propria nuova e moderna scuola. Raggruppare tutti coloro le cui abilit di fisici avrebbero potuto portare vantaggio alla ricerca di cosa ci fosse sotto, era ormai un prerogativa, perch oltre la facciata ben nota era ormai certo che si trovasse qualcosa di pi profondo e pronto a prestarsi ad indagini, le pi approfondite possibile.

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Il fisico tedesco Gerhard Schmidt da poco aveva rilevato radioattivit naturale anche per i minerali contenenti torio. Il punto cruciale della radioattivit naturale, sappiamo oggi, che alcuni elementi, o meglio, alcuni stati nucleonici, sono pi stabili di altri e che la radioattivit quel processo grazie al quale tutte le specie chimiche instabili tendono a diventare ferro, cio ad avvicinarsi alla valle di stabilit che sancisce larresto del decadimento. 23 La scoperta dei raggi gamma viene storicamente attribuita a Paul Villard, nel 1900. Tuttavia in un articolo del gennaio 1899 di Ernest Rutherford gi si parla di tale nuovo tipo di radiazione.

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Foglie dacero

Ormai la carriera di Ernest era ben in vista tra colleghi ed uomini di scienza. I quattro articoli che aveva pubblicato raggiunsero presto una grandissima risonanza. Malgrado ci egli aveva appena ventisette anni, e con ben poche speranze aveva inviato una presentazione per il bando di una cattedra vacante alla McGill University di Montreal, in Canada. JJ Thomson fece seguire una lettera di raccomandazione. Non ho mai avuto uno studente entusiasta e capace come il Signor Rutherford. Sono certo che se nominato formerebbe unillustre scuola di Fisica a Montreal e reputo altamente fortunata qualsiasi istituzione che si possa avvalere dei suoi servigi quale Professore di Fi sica.24 La risposta, manco a dirlo, fu positiva. La volont, da parte dei canadesi, di togliere il primato agli yankee, per quanto riguardava lavanzamento della ricerca scientifica, era grande ed Ernest era sicuramente luomo giusto. Fu cos che gli ven ne affidata la cattedra. Gi prima del viaggio le aspettative dei suoi committenti erano chiare e pressanti. Da lui ci si aspettava una gran numero di scoperte e la coltura di un promettente vivaio di fisici. Pass poco tempo dalla sua salita in cattedra, e la prima scoperta non tard a materializzarsi. Nel laboratorio in cui lavorava, Ernest trov una legge che al giorno doggi ben nota. Osservando lattivit 25 di un campione di Torio, egli scopr che questa dimezzava in un certo intervallo di tempo, e che, a periodi della stessa entit, il dimezzamento si ripresentava. Landamento era evidentemente esponenziale, pertanto pot scrivere lequazione detta legge di sopravvivenza 26 che regola

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Da un estratto della lettera nella raccolta (Eve, 1939) a pagina 55. Si tratta del numero di particelle emesse dal campione, oppure dellintensit registrata, poich le due grandezze sono legate. 26 () = ()

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landamento nel tempo del decadimento di sostanze radioattive. La cos a pi particolare, che ebbe modo di evidenziare poco tempo dopo, il fatto che ogni elemento chimico attivo presenta un suo proprio tempo di dimezzamento 27. In quel periodo Ernest conobbe un chimico che lavorava nella medesima Universit. Frederick Soddy, britannico di nascita, divenne immediatamente amico e collaboratore di Ernest Rutherford. Insieme iniziarono ad investigare la neonata scoperta dellattivit radiativa degli elementi, giungendo alla conclusione che valse il Premio Nobel a Rutherford e che, qualche anno pi tardi, port Soddy alla scoperta che permise anche a lui di entrare nella ristretta cerchia dei premiati a Stoccolma. - Ernest, questa cosa sembra una trasmutazione! - Abbassa la voce, Soddy, o ci prenderanno per alchimisti e ci taglieranno la testa!28 I due ormai amici avevano capito la vera natura della radioattivit: lemissione delle radiazioni che anni prima Ernest aveva individuato altro non era che la trasformazione di un elemento in un altro. Senza sapere cosa fossero in realt le particelle e , il loro ragionamento era basato sullosservazione sperimentale. Sebbene la spiegazione fosse stata freddamente recepita da chi aveva letto larticolo , la forza dei dati sperimentali la accreditava, e fin per farla accettare come la pi corretta. Gli elementi chimici, alcuni pi di altri, erano instabili. La loro essenza cambiava col tempo, e la misura di ci era esattamente lemivita con cui Ernest aveva gi avuto a che fare. Il legame tra radioattivit e trasmutazione era chiaro, sotto gli occhi di tutti, ma era ora che si apriva la strada della spiegazione vera e propria di quanto accadeva agli atomi radioattivi durante lemissione. Dopo nove anni di ricerca e di lavoro a Montreal, dopo aver ricevuto lironico Premio Nobel per la Chimica29 per linterpretazione della radioattivit come trasformazione di un elemento in un altro, con i dubbi (e le intuizioni) sulla natura delle particelle 30, Ernest Rutherford ottenne una cattedra alla Manchester University e vi si precipit, conscio che li avrebbe avuto il tempo e la compagnia di cui aveva bisogno per andare avanti nel suo lavoro epocale.

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Grazie a strumenti matematici avanzati, come il metodo WKB od altre approssimazioni numeriche, oggi sappiamo dare una spiegazione. Ogni elemento presenta una barriera di potenziale coulombiano propria, quanto ad entit, a causa della sua unica configurazione elettrica interna. Ci implica che leffetto tunnel di particelle originate dal decadimento, attraverso tale barriera, sia probabile con un certo rateo per ogni singolo elemento e che quindi il tempo di dimezzamento, variabile macroscopica legata alla probabilit di questo effetto, corrisponda univocamente in una relazione del tipo tempo elemento. 28 Pagina 83 di (Howorth, 1958) 29 Lattribuzione del Nobel per la Chimica a chi da sempre affermava Tutta la scienza che non Fisica raccolta di francobolli risulta infatti piuttosto buffa. 30 Mentre le particelle erano state individuate come elettroni veloci gi da JJ Thomson (che aveva misurato il loro rapporto carica-massa trovandolo uguale a quello degli elettroni, dei quali gi erano note alcune caratteristiche fondamentali) le particelle non erano ancora state interpretate come atomi di Elio totalmente ionizzati. Ernest scrisse nei suoi diari e memorie che gi da tempo cre deva che si trattasse di Elio ionizzato, avendone misurata una carica doppia rispetto a quella dellelettrone. Tuttavia la certezza arriv solo pi tardi.

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Ancora Lampi nel Buio

Rutherford fece il suo ritorno in Gran Bretagna e si insedi subito a Manch ester. Qui conobbe Hans Geiger, giovanissimo tedesco assegnatogli come assistente, con il quale in pochissimo tempo verific la sua ipotesi sulla natura delle particelle . Infatti, con un affascinante strumento composto da un tubo a vuoto e vari filtri per fermare le particelle lente, ed una sorgente di Carbonio, misurarono le caratteristiche della particella, arrivando ad identificarla come un nucleo di Elio-4. La scoperta appena effettuata aveva gettato un po pi di luce su tutto ci che Ernest aveva osservato gi in precedenza. Poco prima di tornare in Inghilterra, durante un altro esperimento, aveva osservato come le particelle attraversassero quasi incolumi un foglio di mica. Il quasi era il vertice della sua osservazione. Quel che ci si aspettava era che tutte le particelle interagissero allo stesso modo con gli atomi. Ci che tutti a Montreal, e non solo, si sarebbero aspettati era che le particelle avrebbero attraversato senza problemi il bersaglio. Le vie di mezzo non erano contemplate n ammesse dal modello di Thomson, accettato in quel periodo. Tale modelo descriveva latomo come un panettone di impasto di carica positiva (distribuita uniformemente) e con gli elettroni a mo di uvetta. Non cera, in questa interpretazione, alcun motivo per aspettarsi deviazioni delle particelle attraverso i materiali. Ciononostante sulla pellicola al di l del foglio di mica la figura che si era formata era tuttaltro che a fuoco. Risultava anzi priva di contorni e bordi netti, ad indicare il fatto che alcune delle particelle attraversassero il foglietto risultando leggermente deviate rispetto alla traiettoria rettilinea che avrebbero dovuto presentare. Questa scoperta, o meglio questa strana osservazione, preoccupava e gettava le basi per i dubbi e la curiosit che portarono Ernest a non fermarsi. La collaborazione con Geiger era stimolante e port entrambi ad una notevole maturazione intellettuale. Grazie al periodo di lavoro con Ernest, il giovane aiutante

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tedesco ide il contatore che ancora oggi porta il suo nome 31. E fu proprio grazie ad alcuni sviluppi embrionali di questa tecnologia che i due poterono ideare quellesperimento che oggi viene studiato in tutto il mondo come lesperimento di Rutherford-Geiger. I due fisici idearono un setup nel quale una sorgente di particelle potesse essere posta in maniera tale da irradiare un sottile foglio bersaglio. Tale bersaglio venne scelto in Oro, poich la duttilit del metallo permetteva di ridurre al minimo la possibilit che una particella, incidendovi, fosse oggetto di due urti consecutivi su altrettanti atomi. Al di l del bersaglio, opposto alla particella e su un basamento rotante, uno schermo ricoperto di una sostanza fosforescente 32 avrebbe emesso luce qualora colpita da una particella, rilevando cos lavvenuto passaggio attraverso il foglio ed indicandone la traiettoria. Fondamentalmente, quel che i due fisici, primi tra tutti, fecero, fu ideare il metodo moderno per lo studio del microcosmo. Utilizzando le particelle come sonde, osservandone leventuale deviazione dalla traiettoria rettilin ea, volevano ottenere una fotografia di quel che accadeva a livello microscopico. Al giorno doggi, al fine di studiare oggetti sempre pi piccoli (o meglio sempre pi energetici, in quanto il concetto di dimensione viene mano a mano abbandonato), si utilizzano enormi acceleratori, che, facendo scontrare tra loro o su un bersaglio fasci pi o meno densi di particelle, permettono di ricostruire una fotografia tridimensionale di quanto accaduto durante gli urti. Era per necessario stare tutta la notte ed il giorno ad annotare i dati, contando i flash grazie ad un cannocchiale. Come Ernest scrisse tempo dopo: Geiger era bravissimo in quel lavoro e riusciva a contare con qualche interruzione per una notte intera senza che la sua equanimit ne risentisse. I risultati non si fecero attendere, anche se effettivamente fu una mossa azzardata e senza alcun apparente motivo a permettere ai due colleghi di ottenere quel che inconsciamente stavano cercando. Un giorno Rutherford chiese a Geiger di verificare che non ci fossero particelle riflesse ad angoli pi grandi di quelli osservati finora. Ormai era appurato che le particelle al di l del bersaglio presentavano talvolta deviazioni piccole, dellordine di uno o due gradi. Quello che nessuno si aspettava era appunto che alcune di esse rimbalzassero nelloro, risultando riflesse ad angoli considerevoli rispetto alla traiettoria iniziale. Intanto nel gruppo era appena arrivato un novellino. Marsden, omonimo di Rutherford, era un giovane e promettente studente inglese, arrivato a Manchester da poco tempo. Geiger propose a Ernest di incaricare il nuovo arrivato di verificare se cerano segnali ad angoli via via maggiori.

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Il contatore Geiger, appunto, un semplice quanto geniale rilevatore di attivit radioattiva. Graz ie ad un tubo metallico (riempito di gas a bassa pressione) provvisto di un filamento interno, ed una forte differenza di potenziale applicata alle due armature, il passaggio di radiazioni ionizzanti (che appunto ionizzano il gas, rendendolo conduttore) casa lo scocco di una scintilla, che pu essere rilevata, facendo registrare attivit radioattiva. 32 Solfuro di Zinco. Un materiale fosforescente assorbe energia tramite l eccitazione dei suoi elettroni pi esterni. In seguito lenergia immagazzinata dallassorbimento di particelle (prive o meno di massa) viene emessa sotto forma di fotoni visibili ad occhio nudo.

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Quando Marsden osserv il fenomeno ad angoli sempre pi grandi, al limite di un angolo di centottanta gradi, ovvero una riflessione perpendicolare, e fu sicuro di quanto aveva visto, corse dai colleghi. Rutherford descrisse quanto avevano appena scoperto come se una palla di cannone da 381 fosse sparata attraverso un pezzo di carta telata, vi avesse rimbalzato e fosse tornata al mittente. Aveva appena ricevuto il Premio Nobel per la Chimica e, tornato in patria, non aveva potuto neppure tirare il fiato per ricominciare a cercare una giustificazione per quanto avevano osservato nel loro esperimento. Ancora legati al modello a panettone di Thomson, i tre fisici non sapevano come affrontare il problema e trovare una giustificazione per quanto avevano osservato. Ernest sapeva che i suoi proiettili erano carichi elettricamente, ma non riusciva a capacitarsi delle forze elettriche o magnetiche necessarie a causare un tale fenomeno di deviazione sulle particelle , che sapeva essere molto veloci e piuttosto pesanti. Se gli atomi erano davvero strutturati come dei panettoni di carica positiva uniforme come poteva esserci un centro di carica cos forte da far deviare o addirittura rimbalzare allindietro le sue sonde? Nel 1909 Geiger e Marsden pubblicarono, sotto indicazione di Ernest Rutherford, un articolo, riportando i dati raccolti e niente di pi. Non azzardavano alcuna ipotesi, alcun commento. Nei mesi trascorsi dalle prime prove avevano ripetuto lesperimento con dei fogli di vari metalli. Confrontando la quantit di particelle rimbalzate sullOro con quante tornavano indietr o su bersagli di Argento, Alluminio, Platino ed altri osservarono che questa misura non era affatto costante.

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Molto Superiore

Fino al XIX secolo i fisici avevano potuto dubitare dellesistenza dellatomo. Non erano ancora state fornite prove inequivocabili che lo ponessero al centro della fisica del microscopico. Nel 1909 questa tendenza era cambiata. Dopo i lavori di molti, ma, soprattutto, dopo larticolo di Albert Einstein sul Moto Browniano 33 e la scoperta delle trasmutazioni 34 di Rutherford nessuno abbastanza ragionevole da essere preso in considerazione poteva negare lesistenza degli atomi. Da diverso tempo il modello atomico di JJ Thomson era quello ritenuto pi valido. Il Plum Pudding era un bizzarro e funzionale modello di atomo che spalmava la carica elettrica positiva in un globo, i cui bordi erano quelli dellatomo medesimo. Tenendo in conto la neutralit elettrica degli atomi fin da subito si sapeva che cariche negative avrebbero in qualche modo dovuto partecipare allimpasto. Quanto Sir Thomson scopr gli elettroni il discorso divenne piuttosto completo e rassicurante. La struttura degli atomi era chiara. Con lintroduzione degli elettroni, disposti nel globo su gusci sferici concentrici, si potevano spiegare propriet periodiche degli elementi. Lipotesi era che la massa degli atomi fosse dovuta al numero, quindi alla massa, degli elettroni ivi contenuti. Poich la massa dei singoli elettroni era gi stata calcolata era noto il fatto che in ogni atomo dovessero trovarsi moltissimi elettroni, almeno alcune migliaia negli atomi pi leggeri.

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Da tempo si conosceva il fenomeno che portava granuli di polline in una gocciolina dacqua a muoversi casualmente con traiettorie aggrovigliate ricche di cambi repentini di direzione. Sebbene Brown avesse gi escluso la via biologica per spiegare il fenomeno, ancora non si conosceva la ragione di tale fatto sperimentale. Fu Einstein, durante il suo periodo allufficio brevetti di Zurigo, nel 1905, a pubblicare un articolo recante la dimostrazione che tale moto fosse causato dagli urti casuali dei granelli in sospensione con gli atomi, in agitazione termica. 34 Linterpretazione della radioattivit come la trasformazione di un elemento chimico in un altro.

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Dalton, allinizio del XIX secolo, dopo aver ipotizzato che fosse il peso atomico il discriminante tra i vari elementi chimici, aveva misurato sperimentalmente i pesi relativi dei vari tipi di atomo, utilizzando come unit di misura il peso ignoto dellatomo di idrogeno, posto pari a 1. Thomson seppe di aver commesso un grande errore nel formulare la sua ipotesi quando, studiando i raggi X da poco scoperti 35, si rese conto che il limite superiore di elettroni per atomo era nettamente inferiore a quanto da lui ipotizzato. Infatti comprese che tale limite era il numero atomico proprio dellelemento, quantit assegnata dai chimici alle varie specie, il cui significato ancora non era associato ad alcuna propriet atomica. Per esempio lIdrogeno, con numero atomico 1, non pu che avere un solo elettrone. LElio, che ha invece 4, pu avere da uno a quattro elettroni. Ed avanti di questo passo per ogni altra specie chimica. Sebbene questa idea, questo dato sperimentale, in un certo senso definisse un taglio netto con quanto creduto fino a quel momento, immediatamente gran parte della comunit scientifica accett tale interpretazione come un passo avanti verso la comprensione degli atomi. Questa nuova interpretazione spostava la massa dagli elettroni alla parte carica positivamente dellatomo. Quella componente positiva fino ad ora snobbata e considerata secondaria agli elettroni diventava fondamentale per determinare la massa di tutta la materia allora conosciuta. Secondo Ernest era proprio quella componente positiva, anche se certamente non fatta a globo, la responsabile della diffusione delle sue particelle . Cos inizio a pensare ad un modello di atomo tutto suo. Un modello molto superiore a quello del suo vecchio mentore Thomson.

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Nel senso che, utilizzando le particell e , facendole incidere sugli atomi, le vide diffuse ad angoli variabili difficilmente spiegabili con una distribuzione di elettroni densa.

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Una Mosca in una Cattedrale

Signor Geiger, ora so esattamente com fatto latomo! Probabilmente fu questa la frase con cui Ernest esord in una fredda mattinata del dicembre 1910, quando finalmente descrisse un modello atomico che riuscisse a spiegare ogni osservazione fatta fino ad allora. Limmagine di una massa blu o grigia puntinata di rosso alla quale era stato abituato a credere non aveva pi senso. Il nucleo dellatomo, che raggruppava tutte l e cariche positive presenti, doveva necessariamente essere grande meno di un centomillesimo della dimensione totale del sistema atomico. Il motivo di una tale deduzione risiedeva nella necessit di dare una spiegazione alle osservazioni effettuate da Geiger e Marsden. Se la maggior parte delle particelle attraversava senza disturbo alcuno il volume occupato dagli atomi bersaglio, allora la parte di nucleo che poteva defletterle in maniera tangibile non poteva che occupare una porzione irrisoria dello spazio atomico. Era come cercare di sparare ad un moscerino in volo nella Albert Hall di notte e cio come sparare ad una mosca in una cattedrale. Il modello proposto da Ernest sarebbe stato fin da subito di importanza epocale, ma la sua cautela nella pubblicazione dei risultati gli fece attendere di avere la conferma da parte di Geiger. La sezione durto Rutherford descriveva perfettamente la distribuzione angolare di particelle raccolte dopo lurto sul bersaglio doro. Ad ogni angolo segnali pote vano essere raccolti, malgrado il picco evidente si trovasse in direzione della congiungente tra sorgente e bersaglio. Ma nella globalit di tale discorso la pi grande innovazione delleccentrico e brillante neozelandese risiede proprio nella introduzione di un nuovo approccio con cui spiegare i fenomeni particellari.

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Il concetto di sezione durto, ampliato negli anni, presenta infatti basi geometriche inoppugnabili e logiche. La sezione durto, geometrica o differenziale, utilizza come argomenti il flusso di proiettili e la densit di bersagli per sancire a priori in che modo i due soggetti dellinterazione comunicheranno, ed in che modo tale comunicazione si rifletter nella posizione in cui essi stessi verranno ad essere rivelati. Tale concetto, con espansioni ed integrazioni di altri tipi di interazioni, nonch linserimento di termini nuovi al fine di limitare determinati comportamenti, permise il progredire della comprensione della fisica nucleare ed ormai subnucleare. Le sezioni durto Mott e Ro senbluth, basilari ed abbastanza intuitive, avrebbero poi lasciato il posto alla teoria dei campi ed alle ben pi complesse sezioni durto di regolazione di decadimenti e processi sempre pi specifici. Tornando a quanto si diceva poco prima, il 7 marzo 1911 Ernest comunic alla presentazione di una memoria la sua scoperta. Pochi giorni dopo fu William Bragg a segnalare come alcuni mesi prima un fisico giapponese, Hantaro Nagaoka, avesse elaborato un modello atomico con un grosso centro positivo 36 . Il giapponese aveva fatto visita ai maggiori centri di ricerca europei di ricerca alcuni anni prima, e i contatti con Rutherford erano stati importanti. Il fisico neozelandese non manc di riconoscere come una prima ispirazione al suo modello saturniano fosse in un certo qual senso derivante dalle idee di Nagaoka, malgrado levoluzione e le separazioni rispetto alla versione embrionale fossero tangibili ed importanti. Sebbene alcuni aspetti del modello fossero ancora da chiarire, come per esempio la stabilit di un tale sistema, classicamente inconcepibile, Rutherford aveva gettato le basi della microscopia particellare. Lanalisi dei dati relativi agli scattering di particelle note su particelle non meglio conosciute divenne lunico metodo valido per la modellizzazione degli oggetti pi piccoli e fondamentali mai ipotizzati.

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Nagaoka si era ispirato a quanto James Clerk Maxwell aveva formulato per affrontare il notevole problema della stabilit degli anelli di saturno. Sebbene per il giapponese, come nel caso planetario, le orbite elettroniche si sviluppassero su un piano (orbite circolari) e non nello spazio (orbitali sferici) lidea era certamente avveniristica, seppur complessivamente errata.

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Un erede doro

Il gruppo di ricerca di Cambridge di Rutherford ottenne nuovo impulso quando un ricercatore precedentemente assoldato da Thomson raggiunse il nostro protagonista. Niels Bohr era un giovane danese che tutti appellavano con lattributo di danese doro. Brillante ed intuitivo, era un fisico teorico interessato alla fisica delle particelle. Ernest non aveva mai amato i fisici teorici, che a suo parere avevano alzato la cresta e che a tal proposito gli esperimentalisti avrebbero dovuto fargliela abbassare. Non pass molto tempo prima che Bohr scoprisse qualcosa di nuovo. In quei primi anni della fisica atomica e delle speci e chimiche cera una sovrabbondanza di elementi. Praticamente ogni elemento pesante decadeva originando nuove specie sconosciute, inseparabili da altre, che quindi risultavano poco studiabili. Uranio-X, attinio-B, torio-C e molti altri erano questi strani elementi che neppure Soddy, lex collega di Ernest, riusciva a studiare. Soddy fomentava come in realt si trattasse di tante facies del medesimo elemento chimico, che appariva in varie forme diverse proprio a causa del decadimento radioattivo. Fu per Nie ls a dedurre unargomentazione semplice ed efficace in grado di spiegare lidea di Soddy. Se un atomo complessivamente neutro, allora devono esserci tante cariche positive quante negative. Se la componente di carica positiva risiedeva nel piccolissimo nucleo, come risultava dalle osservazioni di Ernest, e generalmente la proporzionalit tra massa atomica e carica elettrica nucleare era di 2:1, allora le caratteristiche fisiche degli elementi non erano definite tanto dalla loro distribuzione di massa quanto dallo stato delle cariche elettriche in essi contenute. Il concetto di isotopo aveva appena visto la sua genesi, laddove sotto linsieme degli isotopi di un determinato elemento erano raggruppate tutte le facies che presentavano la medesima carica nucleare, malgrado la massa tra una e laltra potesse fluttuare anche di molto.

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Bohr era intraprendente. Il suo modo strano di parlare misurando ogni singola parola, in danese, inglese o tedesco, le lingue che conosceva, lo fece apprezzare a Rutherford. Le idee proposte da Niels non sempre convincevano il suo tutore. Ernest pi volte, a torto o a ragione, sugger al danese doro di non pubblicar le. Ci non accadde quando Niels Bohr volle impugnare il malandato modello atomico classico dedotto da Rutherford alcun i anni prima. Linstabilit dellatomo non poteva essere lasciata a se stessa. Gli elettroni erano molti di meno di quanto non ci si aspettasse, e ci impediva di utilizzare lidea di coefficiente di schermatura per mitigare almeno in parte la perdita di e nergia dovuta allorbita (se lattrazione elettrostatica pi piccola, lequilibrio raggiunto a velocit orbitali minori ed accelerazioni centripete inferiori) . Se allinizio la massa atomica fosse determinata tanto dal nucleo quanto dagli elettroni, ora si sapeva che gli elettroni erano in alcuni casi un millesimo di quanto fino a quel momento si era immaginato. Ci li obbligava ad orbitare ancora pi speditamente intorno al loro nucleo e proprio la formula di Larmor obbligava quel modello di atomo a morire troppo presto: gli atomi erano tangibili e certamente non potevano decadere cos velocemente come le equazioni suggerivano. Niels aveva trovato il modo di migliorare il modello di Rutherford. Il sentore di una tale evoluzione era nato dai lavori che nellEuropa continent ale Einstein e gli altri quantizzatori, per lo pi tedeschi, stavano svolgendo. A livello microscopico, ormai, la fisica sembrava raggiungere un nuovo tipo di comportamento, dettato dalla presenza di livelli separati e non continui, almeno per quanto riguardava le situazioni in cui un potenziale confinava le particelle studiate. Questa sar per gli ann i seguenti, fino al giorno doggi, la direzione in cui tutta la fisica, che ora chiamiamo moderna, si sarebbe mossa. E questa lidea che porter un Niels Bohr molto pi adulto e maturo alla fondazione di una scuola per giovani fisici tra le pi promettenti della storia, insieme, ovviamente a quel grande primo esperimento che fu e sempre sar figlio di Ernest Rutherford.

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Bibliografia
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