Sei sulla pagina 1di 676

Walter Isaacson

EINSTEIN
sua vita, il suo universo

M ONBADOM

Traduzione di Tullio Cannillo

ISBN 978-88-04-58308-0
Copyright 2007 by Walter Isaacson
2008 Amoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano
Titolo dell'opera originate:
Einstein. His Life and Universe

I edizione ottobre 2008

INDICE

3
7
14

Personaggi principali
I A cavallo di un raggio di luce
II Infanzia. 1879-1896
Lo svevo, 14 - Monaco, 16 - Scuola, 20 - Aarau, 29

37

III II Politecnico di Zurigo. 1896-1900


Lo studente sfrontato, 37 - L'aspetto umano, 42 - Mileva Marie,
46 - Laurea, agosto 1900,51

54

IV I fidanzati. 1900-1904
Vacanze estive, 1900, 54 - II primo articolo pubblicato di Ein
stein, 59 - Angoscia da disoccupazione, 61 - Lago di Como,
maggio 1901, 66 - Dispute con Drude e altri, 70 - Lieserl, 74 ~
L'Ufficio brevetti, 79 - LAkademie Olympia, 81 - Matrimonio
con Mileva, 86

91

V L'anno miracoloso. Quanti e molecole, 1905


L'alba del nuovo secolo, 9 1 - 1 quanti di luce, marzo 1905,94 La dissertazione di dottorato sulle dimensioni delle molecole,
aprile 1905,101 - II moto browniano, maggio 1905,103

107

VI La relativita ristretta. 1905


II retroterra, 107 - II percorso verso la relativita, 112- Induzione
e deduzione in fisica, 115 - I due postulati, 118 - I1 passo,
122 - L'elettrodinamica dei corpi in movimento, 126 - La sua
partner, 134 - L'appendice del settembre 1905: E = me2, 136

139

VII II pensiero piu felice. 1906-1909


Riconoscimento, 139 - L'equivalenza di gravita e accelerazione,
143 - Diventare professore, 147 - La luce pud essere onda e
particella, 153

157

VIII II professore errante. 1909-1914


Zurigo, 1909, 157 - Praga, 1911,161 - II Congresso Solvay del
1911,167 - Entra in scena Elsa, 170 - Zurigo, 1912,173 - Berlino,
1914,181

187

IX La relativita generale. 1911-1915


Luce e gravita, 187 - La matematica, 190 - II taccuino di Zurigo,
1912,193 - VEntwurfe il secchio di Newton, 1913,195 - Freundlich e l'eclissi del 1914,199 - La prima guerra mondiale, 202 - II
fronte domestico, 1915, 206 - La corsa alia relativita generale,
1915,208

221

X Divorzio. 1916-1919
L'angusto vortice dell'esperienza personale, 221 - La trattativa, 228 - II socialdemocratico, 234 - Matrimonio con Elsa,
237

243

XI L'universo di Einstein. 1916-1919


Cosmologia e buchi neri, 1917,243 - L'eclissi, 1919,249

256

XII Fama. 1919


La luce va tutta storta, 256 - II paradosso della pubblicita,
260 - Viaggiatore solitario, 266 - Le onde prodotte dalla rela
tivita, 269

273

XIII II sionista errante. 1920-1921


Consanguineita, 273 - Weyland, Lenard e gli antirelativisti, 275
- Einstein in America, 1921,280 - II cattivo tedesco, 292 - Asia
e Palestina, 1922-1923,296

299

XIV II premio Nobel. 1921-1927


II premio del 1921,299 - II secchio di Newton e l'etere reincarnato, 305 - Niels Bohr, i laser e il caso, 309 - Salti quantici,
315 - Dio non gioca a dadi, 322

325

XV Teorie unitarie dei campi. 1923-1931


La ricerca, 325 - 1grandi dibattiti Solvay, 1927 e 1930,332 - Strappare i principi alia natura, 338 - II suo piu grosso sbaglio?, 341

345

XVI Oltre i cinquant'anni. 1929-1931


Caputh, 345 - Compagne, 348 - Di nuovo in America, 355 - II
pacifismo di Einstein, 363 - Gli ideali politici, 365 - II carteggio
Einstein-Freud, 368

371

XVII II Dio di Einstein

381 XVIII II profugo. 1932-1933


Uccello migratore, 381 - Pasadena, 1933,388 - 1 fald, 392 - Le
Coq sur Mer, 1933,396 - La fine del pacifismo, 400 - Addio, 403

411

XIX America. 1933-1939


Princeton, 411 - Svaghi, 420 - La morte di Elsa, 426 - La politica
prima della guerra, 430

433

XX U entanglement quantistico. 1935


Fantomatica azione a distanza, 433 - II gatto di Schrddinger,
438 - Fisica e realta, 445 - Controcorrente, 450

455

XXI La bomba. 1939-1945


La lettera, 455 - II cittadino Einstein, 462 - Timori atomici, 466

470

XXII Cittadino del mondo. 1945-1948


II controllo degli armamenti, 470 - La Russia, 477 - I dossier
dell'Fbi, 482 - Le idee politiche di Einstein, 486

490 XXIII Pietra miliare. 1948-1953


La ricerca senza fine, 490 - II leone d'inverno, 497 - La presidenza di Israele, 501
505 XXIV Paura rossa. 1951-1954
I
Rosenberg, 505 - William Frauenglass, 507 - Resistenza passiva, 510
516

XXV La fine. 1955


Presagi di mortalita, 516

525

Epilogo. II cervello di Einstein e la mente di Einstein

533

Note

619

Bibliografia

633

Ringraziamenti

637

Fonti iconografiche

639

Indice dei nomi

EINSTEIN

A mio padre,
Vuomo piii simpatico, intelligente
e onesto che io conosca
La vita e come una bicicletta.
Per mantenere l'equilibrio
bisogna continuare a muoversi.
ALBERT EINSTEIN, 5 febbraio 193Q1

PERSONAGGI PRINCIPAL!

MICHELE ANGELO BESSO (1873-1955). L'amico piu intimo di Einstein. Inge-

gnere brillante ma dispersivo, conobbe Einstein a Zurigo e poi lo segui


all'Ufficio brevetti di Berna. Fu suo primo referente per l'articolo del
1905 sulla relativita ristretta. Sposo Anna Winteler, sorella della prima
fidanzata di Einstein.
NIELS BOHR (1885-1962). Danese, pioniere della teoria quantistica. A1 Congresso Solvay del 1927 e in altri confronti intellettuali controbatte le
appassionate obiezioni di Einstein alia sua interpretazione della meccanica quantistica (interpretazione di Copenaghen).
MAX BORN (1882-1970). Fisico e matematico tedesco. Ebbe una vivace e
intima corrispondenza con Einstein durata quarant'anni. Tento di
convincerlo a riconciliarsi con la meccanica quantistica; sua moglie
Hedwig affrontava con Einstein i problemi personali.
HELEN DUKAS (1896-1982). Fedele segretaria di Einstein e guardia arcigna
come un Cerbero, abito nella sua casa dal 1928 fino alia morte del fisico,
e in seguito fu custode del suo lascito e delle sue carte.
ARTHUR STANLEY EDDINGTON (1882-1944). Astrofisico britannico e fautore
della relativita. Le sue osservazioni sull'eclisse del 1919 confermarono
in modo spettacolare la predizione di Einstein della misura in cui la
gravita deflette la luce.
PAUL EHRENFEST (1880-1933). Fisico di origine austriaca, appassionato e
tormentato, si lego ad Einstein durante una visita a Praga nel 1912 e
divenne poi professore a Leida, dove ospito spesso Einstein.
EDUARD EINSTEIN (1910-1965). Secondo figlio di Mileva Marie e Einstein.
Intelligente e di tempera mento artistico, era ossessionato da Freud e
sperava di diventare uno psichiatra, ma poco piu che ventenne cedette
ai propri demoni schizofrenici e fu ricoverato in una casa di cura in
Svizzera per quasi tutto il resto della vita.
ELSA EINSTEIN (1876-1936). Prima cugina di Einstein e sua seconda moglie.
Madre di Margot e Ilse Einstein, nate dal suo primo matrimonio con
il commerciante di tessuti Max Lowenthal. Dopo il divorzio, nel 1908,

Einstein

riprese insieme alle figlie il cognome da nubile, Einstein. Sposo Albert


nel 1919. Piu intelligente di quanto volesse apparire, sapeva come trattare con lui.
HANS ALBERT EINSTEIN (1904-1973). Primo figlio di Mileva Marie e Einstein,
si ritrovo in un ruolo difficile che svolse con garbo. Studio ingegneria
al Politecnico di Zurigo. Nel 1927 sposo Frieda Knecht (1895-1958), da
cui ebbe due figli, Bernard (1930-) e Klaus (1932-38); la coppia adotto
anche una figlia, Evelyn (1941-). Si trasferi negli Stati Uniti nel 1938 e
alia fine divenne professore di ingegneria idraulica a Berkeley. Dopo la
morte di Frieda, nel 1959 sposo Elizabeth Roboz (1904-1995). Bernard ha
cinque figli, gli unici pronipoti di Albert Einstein che si conoscano.
HERMANN EINSTEIN (1847-1902). II padre di Einstein, di famiglia ebraica
originaria della campagna sveva. Con il fratello Jakob gesti diverse
compagnie elettriche prima a Monaco e poi in Italia, ma senza grande
successo.
ILSE EINSTEIN (1897-1934). Figlia di primo letto di Elsa Einstein. Ebbe una
relazione sentimentale con lo spregiudicato medico Georg Nicolai e nel
1924 sposo il giornalista letterario Rudolph Kayser, che in seguito scrisse
un libro su Einstein servendosi dello pseudonimo di Anton Reiser.
LIESERL EINSTEIN (1902-?). Figlia di Einstein e Mileva Marie nata prima
del loro matrimonio. Con ogni probability Einstein non la vide mai.
Verosimilmente fu data in adozione a Novi Sad, citta natale della madre
serba, e forse mori di scarlattina verso la fine del 1903.
MARGOT EINSTEIN (1899-1986). Figlia di primo letto di Elsa Einstein. Scultrice di temperamento riservato. Sposo nel 1930 il russo Dimitri Marianoff, che in seguito scrisse un libro su Einstein. I due non ebbero figli.
Margot divorzio nel 1937, si trasferi da Einstein a Princeton, e rimase
al 112 di Mercer Street fino alia morte.
MARIA MAJA EINSTEIN (1881-1951). L'unica sorella di Einstein e tra i suoi
piu intimi confidenti. Sposo Paul Winteler, non ebbe figli, e nel 1938 si
trasferi da sola dall'Italia a Princeton, per vivere con il fratello.
MILEVA EINSTEIN, nata MARIC (1875-1948). Studentessa di fisica serba al
Politecnico di Zurigo, divenne la prima moglie di Einstein. Madre
di Hans Albert, Eduard e Lieserl. Appassionata e determinata, ma
anche iritroversa e progressivamente depressa, riusci a superare molti
degli ostacoli che all'epoca si opponevano a una donna che aspirasse
a diventare una fisica, ma non tutti. Si separo da Einstein nel 1914 e
divorzio nel 1919.
PAULINE EINSTEIN, nata K O CH (1858-1920). Volitiva e concreta madre di
Einstein. Figlia di un facoltoso commerciante ebreo di granaglie originario del Wiirttemberg. Sposo Hermann Einstein nel 1876.
ABRAHAM FLEXNER (1866-1959). Promotore della riforma del sistema di
istruzione americano. Fondo l'lnstitute for Advanced Study di Princeton
e vi chiamo Einstein.

Personaggi principali

FRANK (1884-1966). Fisico austriaco e amico di Einstein, cui succedette sulla cattedra dell'Universita tedesca di Praga; in seguito scrisse
tin libro su di lui.
M A RCEL GROSSMANN (1878-1936). Diligente compagno di studi al Politecnico di Zurigo, prendeva gli appunti di matematica per Einstein e piu
tardi lo aiuto a ottenere un posto all'Ufficio brevetti. Da professore di
geometria descrittiva al Politecnico, introdusse Einstein alia matematica
di cui aveva bisogno per la relativita generale.
FRITZ HABER (1868-1934). Chimico tedesco e pioniere dell'uso bellico dei
gas, contribui a far chiamare Einstein a Berlino e medio tra lui e la
Marie. Ebreo convertito al cristianesimo nel tentativo di essere un buon
tedesco, predico ad Einstein le virtu deU'assimilazione, finche i nazisti
presero il potere.
CONRAD HABICHT (1876-1958). Matematico e inventore dilettante, membro
dell'Akademie 01ympia, il gruppo di discussione a tre di Bema, e
destinatario nel 1905 di due famose lettere di Einstein che annunciavano
le memorie di prossima pubblicazione.
WERNER HEISENBERG (1901-1976). Fisico tedesco. Pioniere della meccanica quantistica, formulo il principio di indeterminazione cui Einstein
resistette per aruni.
DAVID HILBERT (1862-1943). Matematico tedesco che nel 1915 fu in gara con
Einstein per la scoperta delle equazioni matematiche della relativita
generale.
BANESH HOFFMANN (1906-1986). Matematico e fisico che collaboro con
Einstein a Princeton e piu tardi scrisse un libro su di lui.
PHILIPP LENARD (1862-1947). Fisico magiaro-tedesco le cui osservazioni
sperimentali sull'effetto fotoelettrico furono spiegate da Einstein nel
suo articolo del 1905 sui quanti di luce. Divenne un antisemita, nazista
e acerrimo avversario di Einstein.
HENDRIK ANTOON LORENTZ (1853-1928). Geniale e saggio fisico olandese
le cui teorie prepararono il terreno per la relativita ristretta. Fu per
Einstein una figura paterna.
ROBERT ANDREWS MILLIKAN (1868-1953). Fisico sperimentale americano
che confermo la legge dell'effetto fotoelettrico di Einstein e lo chiamo
al Caltech come professore visitatore.
HERMANN MINKOWSKI (1864-1909). Insegnante di matematica di Einstein
al Politecnico di Zurigo, lo defini un fannullone, e in seguito escogito
una formulazione matematica della relativita ristretta in termini di
spaziotempo quadridimensionale.
GEORG FRIEDRICH NICOLAI, nato LEWINSTEIN (1874-1964). Medico, pacifista, avventuriero e seduttore. Amico e medico di Elsa Einstein, e probabilmente amante di sua figlia Ilse, nel 1915 scrisse un opuscolo pacifista
insieme ad Einstein.
PH ILIPP

Einstein

ABRAHAM PAIS (1918-2000). Fisico teorico di origine olandese che divenne

collega di Einstein a Princeton e ne scrisse una biografia scientifica.


MAX PLANCK (1858-1947). Fisico teorico prussiano che fu tra i primi sostenitori di Einstein e contribui alia sua chiamata a Berlino. Le sue tendenze
conservatrici, sia nella vita che in fisica, lo mettevano in contrapposizione ad Einstein, ma i due rimasero in rapporti leali e cordiali finche
i nazisti presero il potere.
ERWIN SCHRODINGER (1887-1961). Fisico teorico austriaco che fu un pioniere della meccanica quantistica ma si uni ad Einstein nell'esprimere
disagio per le indeterminazioni e le probability che stanno al cuore
della teoria.
MAURICE SOLOVINE (1875-1958). Studente di filosofia romeno a Berna,
fondo l'Akademie 01ympia con Einstein e Habicht. Fu l'editore francese di Einstein e suo corrispondente per tutta la vita.
LEO SZILARD (1898-1964). Fisico di origini ungheresi, affascinante ed eccentrico, che conobbe Einstein a Berlino e brevetto un frigorifero insieme a
lui. Concepi la reazione nucleare a catena e fu coautore della lettera che
nel 1939 Einstein invio al presidente Franklin Roosevelt per attirare la
sua attenzione sulla possibility di una bomba atomica.
CHAIM WEIZMANN (1874-1952). Chimico di origini russe che emigro in
Inghilterra e divenne presidente dell'Organizzazione sionista mondiale.
Nel 1921 condusse Einstein in America per la prima volta, servendosene
come di un richiamo per una campagna di raccolta di fondi. Fu il primo
presidente di Israele, e alia sua morte la carica fu offerta ad Einstein.
LA FAMIGLIA WINTELER. Einstein visse a pensione da loro quando era
studente ad Aarau in Svizzera. Jost Winteler era il suo insegnante di
storia e di greco; sua moglie Pauline divenne una seconda madre. Dei
loro sette figli, Marie fu la prima ragazza di Einstein; Anna sposo il
miglior amico di Einstein, Michele Besso; e Paul sposo la sorella di
Einstein, Maja.
HEINRICH ZANGGER (1874-1957). Professore di fisiologia all'Universita
di Zurigo, fu amico di Einstein e della Marie e cerco di mediare i loro
dissapori fino al momento del divorzio.

I
A CAVALLO DI UN RAGGIO DI LUCE

Ti prometto quattro articoli scrisse all'am ico il giovane analista di


brevetti. La lettera - sarebbe apparso chiaro piu tardi - era latrice di
alcune delle piu importanti notizie della storia della scienza, ma la sua
natura epocale era mascherata da un tono sbarazzino che era tipico
dell'autore. Dopotutto, si era appena rivolto all'am ico chiamandolo
balena congelata e si era scusato di aver scritto una lettera che era
una ciarla insignificante. Soltanto quando era passato a illustrare
gli articoli che aveva scritto nel tempo libero aveva dato segno di
percepirne l'im portanza.1
I1 prim o ha per oggetto la radiazione e le proprieta energetiche
della luce ed e decisam ente rivoluzionario spiegava. Si, era davvero rivoluzionario. Sosteneva che la luce poteva essere considerata
non soltanto come un'onda ma anche come un flusso di minuscole
particelle chiamate quanti. Le implicazioni che alia fine sarebbero
derivate da questa teoria - un cosmo privo di una rigorosa causalita
e di certezza - lo avrebbero inquietato per il resto della vita.
I1 secondo articolo e una determinazione delle dimensioni effettive degli atomi. Sebbene l'esistenza stessa degli atomi fosse ancora
in discussione, questo era il piu semplice degli articoli, il che spiega
perche in seguito il giovane decise di puntare su di esso nel suo ultimo
tentativo di vedersi accettata una tesi di dottorato. Stava rivoluzionando la fisica, ma era stato ripetutamente frustrato nei suoi sforzi
di ottenere un incarico accademico o anche solo un dottorato, che
sperava gli consentisse di essere promosso da esperto di terza classe
a esperto di seconda classe all'Ufficio brevetti.
II terzo articolo spiegava il m oto di agitazione delle particelle
m icroscopiche in un liquido servendosi di un'analisi statistica degli
urti casuali. La trattazione stabiliva, fra l'altro, che atomi e m olecole
esistono effettivamente.

Einstein

I1 quarto articolo e soltanto un abbozzo iniziale a questo punto,


ed e un'elettrodinam ica dei corpi in movimento che fa ricorso a una
m odificazione della teoria dello spazio e del tem po. Be', era di certo
qualcosa di piu di una ciarla insignificante. Basando l'analisi esclusivam ente su esperim enti m entali - effettuati cioe nella sua testa
invece che in laboratorio - il giovane aveva deciso di mettere da parte
i concetti newtoniani di spazio e tempo assoluti. La teoria avrebbe
preso il nome di relativita ristretta (o speciale).
Cio che non diceva all'armco, perche non ci aveva ancora pensato,
era che quell'anno avrebbe prodotto una quinta memoria, una breve
appendice alia quarta, che postulava una relazione tra energia e massa.
Ne sarebbe derivata l'equazione piu famosa di tutta la fisica: E = me2.
Riconsiderando a posteriori un secolo che sara ricordato per la
sua aspirazione a spezzare i legami classici, e guardando in avanti
a un'era che cerca di coltivare la creativita necessaria per l'innovazione scientifica, e'e una personality che spicca come icona suprema
della nostra epoca: il mite rifugiato in fuga dall'oppressione, con la
sua aureola di capelli arruffati, gli occhi pensosi, la sua accattivante
umanita e la brillante intelligenza, che hanno fatto del suo volto un
simbolo e del suo nome un sinonimo del genio. Albert Einstein era
un artigiano con il dono dell'im m aginazione, guidato dalla fede
nell'armonia dell'operato della natura. La sua storia affascinante, una
testimonianza del legame tra creativita e liberta, rispecchia i trionfi e
i tumulti dell'era modema.
Ora che i suoi archivi sono stati messi pienamente a disposizione
degli studiosi, e possibile analizzare com e la dim ensione privata
di Einstein - la personality nonconformista, gli impulsi da ribelle,
la curiosita, le passioni e la sprezzatura - si intrecciasse con la sua
dimensione politica e con quella scientifica. La conoscenza dell'uomo
ci aiuta a comprendere le scaturigini della sua scienza, e viceversa. II
carattere, l'im m aginazione e il genio creativo erano tutti connessi tra
loro, quasi fossero parti di un campo unitario.
A dispetto della sua fam a di uom o distaccato, Einstein era in
realta appassionato sia nelle vicende personali sia nel perseguimento
degli obiettivi scientifici. A ll'universita si innamoro perdutam ente
dell'unica donna del suo corso di fisica, una serba cupa e riflessiva
di nome Mileva Marie. Ebbero una figlia illegittima, poi si sposarono
ed ebbero altri due figli. M ileva servi da banco di prova delle idee
scientifiche di Albert e contribui al controllo dell'aspetto m atem atico delle sue m em orie, ma alia fine il loro rapporto si disintegro.
Einstein le propose un accordo. Prima o poi avrebbe vinto il premio

A cavallo di un raggio di luce

Nobel, disse; se lei gli avesse concesso il divorzio, lui le avrebbe dato
il denaro del premio. M ileva ci penso per una settim ana e accetto.
A causa dell'estrem a radicalita delle teorie di Einstein, soltanto
a diciassette anni di distanza dalla m iracolosa fioritura maturata
all'U fficio brevetti gli fu attribuito il prem io e M ileva incasso il
denaro.
La vita e 1'opera di Einstein rifletterono lo sconvolgimento delle
certezze sociali e degli assoluti morali che contraddistinse l'atmosfera
protesa alia modernita dell'inizio del XX secolo. II nonconformismo
dell'im m aginazione era nell'aria: Picasso, loyce, Freud, Stravinskij,
Schonberg e altri stavano infrangendo i vincoli tradizionali. Ad alimentare questa atmosfera fu una concezione dell'universo in cui lo
spazio, il tempo e le proprieta delle particelle sembravano dipendere
dalle bizzarrie delle osservazioni.
Einstein, pero, non fu veramente un relativista, sebbene in questo
senso fosse interpretato da molti, compresi alcuni il cui disprezzo
era venato di antisemitismo. Alla base di tutte le sue teorie, e anche
della relativita, c'era una ricerca di invarianti, di certezze e di assoluti.
Soggiacente alle leggi dell'universo, secondo Einstein, c'era una realta
armoniosa, e lo scopo della scienza era di scoprirla.
La sua ricerca ebbe inizio nel 1895, allorche sedicenne cerco di immaginare che effetto avrebbe fatto muoversi a cavallo di un raggio di luce.
Un decennio piu tardi venne il suo annus mirabilis, descritto nella lettera
citata sopra, nel quale furono gettate le basi dei due grandi progressi
della fisica del XX secolo: la relativita e la teoria quantistica.
Dopo un altro decennio, nel 1915, strappo alia natura il suo trionfo
supremo, una delle piu belle teorie di tutta la scienza, la teoria della
relativita generale. Come nel caso della relativita ristretta, la sua riflessione si era sviluppata grazie a degli esperimenti mentali. Immaginiamo di trovarci in un ascensore completamente chiuso che accelera
verso 1'alto nello spazio, aveva congetturato. Gli effetti che aw ertiremmo sarebbero indistinguibili da quello della gravita.
La gravita, intui, era una curvatura dello spazio e del tempo, e da qui
trasse le equazioni che descrivono come la dinamica di tale curvatura
deriva dall'interazione tra materia, moto ed energia. Cio pud essere
illustrato ricorrendo a un altro esperimento mentale. Immaginiamo di
far rotolare una palla da bowling sulla superficie bidimensionale di un
tappeto elastico. Poi facciamoci rotolare delle palle da biliardo. Queste
si muoveranno verso la palla da bowling non perche essa eserciti qualche misteriosa attrazione ma a causa del modo in cui essa incurva la
struttura del tappeto. Ora immaginiamo che cio accada nella struttura

10

Einstein

quadridimensionale dello spazio e del tempo. D'accordo, non e facile,


ma questa e la ragione per cui noi non siamo Einstein e lui lo era.
II punto medio esatto della sua carriera fu raggiunto un decennio
dopo, nel 1925, e fu un punto di svolta. La rivoluzione quantistica che
aveva contribuito ad avviare stava portando a una nuova meccanica
basata sulle indeterminazioni e le probability. In quell'anno Einstein
diede il suo ultimo grande contributo alia meccanica quantistica, ma
al tempo stesso comincio ad avversarla. Avrebbe dedicato i tre decenni
successivi, fino al letto di morte sul quale ancora, nel 1955, scarabocchiava equazioni, a criticare testardamente quella che considerava
l'incom pletezza della meccanica quantistica, tentando al contempo
di includerla in una teoria unitaria dei campi.
Sia durante i suoi trent'anni da rivoluzionario, sia durante i suc
cessivi trent'anni da oppositore, Einstein rimase coerente nella sua
scelta di essere un solitario, sereno e divertito, a proprio agio nell'andare controcorrente. Forte della sua indipendenza di pensiero, era
sospinto da un'im m aginazione che superava i confini del senso
comune. Apparteneva alia strana specie dei ribelli riverenti, guidato com 'era da una fede - vissuta con leggerezza e con un guizzo
di divertim ento negli occhi - in un Dio che non gioca a dadi e non
consente percio che le cose accadano per caso.
La vena nonconformista di Einstein si manifestava anche nel suo
atteggiamento personale e politico. Pur riconoscendosi in ideali socialisti, era troppo individualista per apprezzare un eccessivo controllo
dello stato o un'autorita centralizzata. La sua innata sfrontatezza,
che gli fu cosi utile nei primi passi della carriera scientifica, lo rendeva allergico al nazionalism o, al militarismo e a qualunque cosa
che sapesse di mentalita gregaria. E finche Hitler non lo indusse a
rivedere le sue equazioni geopolitiche, fu un pacifista istintivo che
esaltava la resistenza alia guerra.
La sua vicenda racchiude l'intero arco della scienza m oderna,
dalFinfinitesimo all'infinito, dall'em issione dei fotoni all'espansione
del cosmo. A un secolo di distanza dai suoi grandi trionfi, viviamo
ancora nell'universo di Einstein, definito su scala macroscopica dalla
sua teoria della relativita e su scala microscopica da una meccanica
quantistica che si e dimostrata duratura pur senza smettere di essere
sconcertante.
Le sue im pronte digitali sono su tutte le tecnologie del giom o
d'oggi. Cellule fotoelettriche e laser, energia nucleare e fibre ottiche,
viaggi spaziali e perfino i semiconduttori risalgono tutti alle sue teorie.
Firmo la lettera a Franklin Roosevelt che aw ertiva della possibility

A cavallo di un raggio di luce

11

di costruire una bom ba atomica, e le lettere della sua famosa equazione che connette energia e massa ci turbinano in mente quando ci
imm aginiam o la nube a fungo che ne derivo.
L'ingresso di Einstein nel tempio della fama, che si verified quando
le misure effettuate durante un'eclissi del 1919 confermarono la sua
predizione della m isura in cui la gravita deflette la luce, coincise
con l'alba di una nuova era della celebrita, e vi contribui. Einstein
divenne una supernova scientifica e un'icona umanista, uno dei volti
piu famosi del pianeta. La gente, che si scervellava senza risparmio
sulle sue teorie, ne fece oggetto di un vero e proprio culto del genio
e lo canonizzo come un santo laico.
Se non avesse avuto quell'aureola di capelli che sembravano elettrizzati e quegli occhi penetranti, sarebbe ugualmente diventato la piu
popolare figura da poster di tutta la scienza? Supponiamo, per fare un
esperimento mentale, che avesse avuto l'aspetto di un M ax Planck o
di un Niels Bohr. La sua fama sarebbe rimasta paragonabile alia loro,
quella di un semplice genio scientifico? Oppure sarebbe ugualmente
assurto al pantheon abitato da Aristotele, Galileo e Newton?2
Credo che comunque sarebbe stato fra i grandi. La sua opera aveva
un carattere assai personale, un'im pronta che lo rendeva riconoscibile, proprio com e e riconoscibile un Picasso. Com piva dei veri e
propri salti speculativi e arrivava a scorgere grandi principi mediante
esperimenti m entali piuttosto che mediante m etodici processi induttivi basati su dati sperimentali. Le teorie che ne derivavano erano a
volte sorprendenti, misteriose e controintuitive, eppure contenevano
concetti capaci di affascinare 1'immaginazione popolare: la relativita
dello spazio e del tempo, E = me2, la deflessione dei raggi luminosi e
la curvatura dello spazio.
Ad accrescere l'aura che lo avvolgeva era la sua semplice umanita.
La sua sicurezza interiore era temperata dall'um ilta che viene dal
timore reverenziale nei confronti della natura. Poteva essere distac
cato e distante da coloro che gli erano prossimi, ma verso l'umanita
in generale manifestava una vera bonta e una compassione piena di
delicatezza.
Eppure, nonostante tutta la sua grande popolarita e l'apparente
accessibility, Einstein venne anche a simboleggiare 1'intuizione che
la fisica moderna fosse qualcosa che il comune profano non poteva
comprendere, il territorio di esperti sim ili a sacerdoti, per dirla
con le parole del professore della Harvard Dudley Herschbach.3 Non
era sempre stato cosi. Galileo e Newton erano entrambi grandi geni,
ma la loro spiegazione meccanica del mondo in termini di causa ed

12

Einstein

effetto era qualcosa che la m aggior parte delle persone propense alia
riflessione era in grado di comprendere. Nel XVIII secolo di Benjamin
Franklin e nel XIX di Thomas Edison, una persona istruita poteva
avere una certa fam iliarita con la scienza e perfino occuparsene a
tempo perso come dilettante.
Avendo a mente le esigenze del XXI secolo, si dovrebbe, se possi
b le , restituire al pubblico generico la capacita di cogliere il significato
dell'impresa scientifica. Cio non significa che ogni studente di lettere
debba seguire un corso annacquato di fisica o che un avvocato che si
occupa di diritto societario debba essere al corrente della meccanica
quantistica. Significa piuttosto che una com prensione dei m etodi
della scienza e una risorsa utile ai fini di una cittadinanza responsabile. Quello che la scienza ci insegna di veramente significativo e la
correlazione tra prove fattuali e teorie generali, qualcosa che trova
ampia illustrazione nella vita di Einstein.
Inoltre la capacita di apprezzare i successi della scienza e una fonte
di gioia per una societa sana. Ci aiuta a conservare un rapporto con
quella fanciullesca disponibilita alia meraviglia di fronte a cose normali come le mele che cadono e gli ascensori, che e una caratteristica
di Einstein e di altri grandi fisici teorici.4
Questa e la ragione per cui pud valere la pena di studiare Einstein.
La scienza e una nobile fonte di ispirazione, e il suo perseguim ento
e una m issione affascinante, com e ci ricordano le saghe dei suoi
eroi. Nei suoi ultim i anni ad Einstein fu chiesto dal dipartimento
d elllstru zione dello Stato di New York a che cosa, secondo lui, le
scuole dovessero dare m aggior rilievo. N ell/insegnam ento della
storia rispose si dovrebbe discutere ampiamente di personality che
hanno apportato benefici all'um anita grazie alia loro indipendenza
di carattere e di giudizio.5 Einstein senza dubbio rientra in questa
categoria.
In un'epoca in cui, di fronte alia competizione globale, si tende ad
attribuire grande importanza all'istruzione scientifica e matematica,
si dovrebbe prestare attenzione anche alTaltra parte della risposta di
Einstein. Le osservazioni critiche degli studenti andrebbero accolte
in spirito di amicizia diceva. Si dovrebbe evitare che l'eccesso di
impegni e nozioni soffochi l'autonom ia dello studente. La societa
trarra un vantaggio competitivo non dal modo in cui le sue scuole
insegnano la tavola pitagorica e la tavola periodica, ma dal modo in
cui stimolano 1'immaginazione e la creativita.
In questo sta, a mio parere, la chiave per comprendere sia la vivacita
d'ingegno di Einstein sia le lezioni della sua vita. Da studente non

A cavallo di an raggio di luce

13

ebbe mai grandi risultati nello studio mnemonico. E in seguito il suo


successo come teorico non venne dalla forza bruta della sua capacita
di elaborazione mentale ma dall'immaginazione e dalla creativita. Era
in grado di formulare equazioni complesse, ma, cosa piu importante,
sapeva che la matematica e il linguaggio di cui la natura si serve per
descrivere le sue meraviglie. Cosi riusciva a formarsi un'immagine
mentale di come le equazioni si riflettono nella realta: di come, per
esempio, le equazioni del campo elettromagnetico scoperte da James
Clerk M axwell si manifesterebbero a un ragazzo che cavalcasse un
raggio di luce. Com e afferm o una volta, rim m aginazione e piu
importante della conoscenza.6
Questo atteggiam ento ne faceva inevitabilmente un nonconformista. Evviva la faccia tosta! scrisse con esultanza alia fidanzata,
che poi sarebbe diventata sua moglie. E il mio angelo custode in
questo mondo. M olti anni piu tardi, quando altri pensavano che
la sua riluttanza ad accettare la meccanica quantistica dimostrasse
che la sua perspicacia era venuta meno, si lamento: Per punirmi
del mio disprezzo nei confronti dell'autorita, il fato fece di me stesso
un'autorita.7
II suo successo derivo dalla propensione a mettere in discussione
l'opinione prevalente, a sfidare l'autorita, a meravigliarsi di misteri
che ad altri parevano banali. Cio lo condusse a una visione morale
e politica basata sul rispetto delle m enti libere, degli spiriti liberi,
degli individui liberi. Provava repulsione per la tirannia, e vedeva
nella tolleranza non soltanto una virtu gradevole m a una condizione necessaria per una societa creativa. E importante promuovere
l'individualita disse perche soltanto l'individuo puo produrre le
nuove idee.8
Questo atteggiamento fece di Einstein un ribelle con una profonda
riverenza per Farmonia della natura, un uomo dotato della miscela di
immaginazione e conoscenza atta a trasformare la nostra concezione
dell'universo. Tali tratti sono altrettanto vitali per questo nuovo secolo
di globalizzazione, in cui il nostro successo dipendera dalla nostra
creativita, quanto lo furono per l'inizio del XX secolo, allorche Einstein
contribui a inaugurare l'era m odem a.

INFANZIA
1879-1896

Lo svevo
Comincio tardi a parlare. I miei genitori erano cosi preoccupati
rammento in seguito che consultarono un dottore. Anche dopo che
ebbe iniziato a usare le parole, a piu di due anni, prese una strana
abitudine che indusse la domestica ad affibbiargli il nomignolo der
Depperte, lo stupidello, e altri della famiglia a definirlo quasi ritardato. Ogni volta che aveva qualcosa da dire, la provava tra se sussurrandola finche non gli sembrava abbastanza a posto da pronunciarla
ad alta voce. Ogni frase che diceva, ha raccontato la sua adorante
sorella minore per quanto abituale fosse, la ripeteva tra se a bassa
voce, muovendo le labbra. Era una cosa decisamente preoccupante,
secondo Maja. Aveva una tale difficolta con la lingua da far temere
ai suoi cari che non avrebbe mai imparato a parlare.l
II lento sviluppo mentale si combind con un'insolente ribellione
all'autorita che spinse un insegnante a cacciarlo via e un altro a rendersi ridicolo di fronte alia storia affermando che non avrebbe mai
combinato nulla. Questi tratti fecero di Albert Einstein il santo patrono
degli scolari disattenti di tutto il mondo.2 Ma contribuirono anche
a fare di lui, con ogni evidenza, il genio scientifico piu creativo dei
tempi moderni.
La sua impertinente noncuranza dell'autorita lo porto a mettere
in discussione la conoscenza acquisita come i ben addestrati seguaci
dell'accademia non avrebbero mai pensato. Quanto alia lentezza nell'acquisizione delle capacita verbali, si convinse che quel ritardo gli avesse
consentito di osservare con senso di meraviglia i fenomeni quotidiani
che altri davano per scontati. Quando mi chiedo come sia accaduto
che proprio io abbia scoperto la teoria della relativita, mi sembra che sia
dipeso dalla seguente circostanza spiego una volta Einstein. L'adulto
normale non si arrovella sui problem! dello spazio e del tempo. Queste

Infanzia

15

sono cose a cui ha pensato da bambino. Ma il mio sviluppo mentale fu


cosi lento che cominciai a interrogarmi sullo spazio e il tempo soltanto
quando ero gia cresciuto. Di conseguenza, approfondii il problema
assai piu di quanto avrebbe fatto un qualsiasi bambino.3
I problemi dell'eta evolutiva di Einstein sono stati probabilmente
esagerati, forse anche da lui stesso, dato che abbiamo alcune lettere
dei suoi nonni che lo adoravano in cui si afferma che era intelligente
e affettuoso come ogni altro nipotino. Ma per tutta la vita Einstein
ebbe una forma blanda di ecolalia, che gli faceva ripetere tra se le frasi,
due o tre volte, specialmente se lo divertivano. E in generale preferiva
pensare per im m agini, in particolare nei suoi fam osi esperim enti
mentali, come quando immaginava di osservare dei colpi di fulmine
da un treno in moto o di sentire gli effetti della gravita stando in un
ascensore in caduta. Io penso assai di rado con parole: disse piu
tardi a uno psicologo prima ho un pensiero, e solo in seguito posso
cercare di esprimerlo in parole.4
Einstein discendeva, sia da parte di padre che da parte di madre,
da com m ercianti e venditori ambulanti ebrei che, per almeno due
secoli, si erano guadagnati da vivere modestamente nei villaggi rurali
della Svevia, nella Germania sudoccidentale. A ogni generazione essi
si erano progressivamente assimilati, o almeno cosi credevano, alia
cultura tedesca che amavano. Pur essendo ebrei per identita culturale
e tradizione familiare, mostravano scarso interesse per la religione
e i suoi riti.
Einstein d'abitudine minimizzava il ruolo che la sua origine aveva
svolto nel determinare quello che era diventato. Uindagine sui miei
antenati disse a un amico nei suoi ultimi anni non porta da nessuna
parte.5 Cio non e del tutto vero. Aveva la fortuna di essere nato in
una famiglia con una tradizione di intelligenza e liberta di pensiero,
che apprezzava la cultura, e la sua vita fu certamente influenzata, in
modi sia belli che tragici, dall'appartenenza a una comunita religiosa
che aveva una spiccata tradizione intellettuale e una storia cui non era
certo estranea la condizione di intruso ed errante. Naturalmente, il
fatto che gli fosse capitato di essere ebreo in Germania all'inizio del
XX secolo fece di lui un intruso e un errante piu di quanto avrebbe
voluto; ma anche questo divenne parte integrante della sua identita
e del ruolo che avrebbe svolto nella storia mondiale.
II padre di Einstein, Hermann, era nato nel 1847 nel villaggio svevo
di Buchau, la cui fiorente comunita ebraica stava giusto allora cominciando a godere del diritto di esercitare qualunque professione. Her
mann dimostrava una spiccata inclinazione per la matematica,6 e

16

Einstein

la sua famiglia riusci a mandarlo al liceo a Stoccarda, 120 chilometri


piu a nord. Ma non poterono permettersi di mandarlo all'universita,
che in ogni caso era per lo piu preclusa agli ebrei, e cosi Hermann
tom o a casa a Buchau per dedicarsi al commercio.
Qualche anno piu tardi, nell'am bito della generale m igrazione
degli ebrei della Germania rurale verso i centri industrial^ che ebbe
luogo nell'ultim a parte del XIX secolo, Hermann e i suoi genitori si
spostarono di una cinquantina di chilometri nella piu prospera citta
di Ulma, che profeticamente aveva come proprio motto Ulrnenses
sunt mathematici (gli abitanti di Ulma sono matematici).7
La divenne socio dell'azienda di un cugino che trattava materassi
di pium e. Era estrem am ente alia m ano, m ite e saggio avrebbe
raccontato suo figlio.8 Con una cortesia che confinava con la remissivita, Hermann doveva dimostrarsi poco abile come uomo d'affari e
irrimediabilmente privo di senso pratico nelle questioni finanziarie.
Ma la sua m ansuetudine lo rendeva perfettamente adatto al ruolo di
gioviale uomo di famiglia e buon marito di una donna volitiva. All'eta
di ventinove anni sposo Pauline Koch, di undid anni piu giovane.
II padre di Pauline, Julius Koch, aveva fatto una considerevole fortuna come commerciante di granaglie e fornitore della corte reale del
Wiirttemberg. Pauline ne aveva ereditato il senso pratico, ma in lei il
severo temperamento del padre era ravvivato da un'arguzia pungente
venata di sarcasmo e da una risata che poteva essere contagiosa ma
anche offensiva (tratti che avrebbe trasmesso al figlio). Secondo tutte
le fonti, quello tra Hermann e Pauline era un matrimonio felice, in
cui la forte personality di lei si combinava in modo perfettamente
armonico con la passivita del m arito.9
II loro primo figlio nacque alle 11 e 30 antimeridiane di venerdi
14 m arzo 1879, a Ulma, che era entrata di recente a far parte, con
tutta la Svevia, del nuovo impero tedesco. Inizialmente Pauline e
Herm ann avevano pensato di chiamare il figlio Abraham , come il
nonno paterno. Ma poi considerarono, come riferi in seguito Einstein,
che il nome suonava troppo ebreo.10 Cosi mantennero la A iniziale
e lo chiamarono Albert.
Monaco
Nel 1880, un anno esatto dopo la nascita di Albert, la ditta di mate
rassi falli, e Hermann si lascio convincere a trasferirsi a Monaco dal
fratello Jakob, che vi aveva aperto un'impresa di fom iture di gas ed
elettricita. Jakob, il minore di cinque fratelli, a differenza di Hermann

Infanzia

17

era riuscito a compiere studi superior! ed era diventato ingegnere.


Nell'azienda, che cercava di aggiudicarsi contratti per la fornitura di
generatori e di impianti di illuminazione elettrica ai municipi della
Germania meridionale, jakob si occupava delFaspetto tecnico mentre
Hermann contribuiva con un minimo di competenza commerciale
e, cosa forse piu im portante, con finanziam enti provenienti dalla
famiglia della m oglie.11
Nel novembre 1881, Pauline e Hermann ebbero una seconda e ultima
figlia, che fu chiamata Maria ma per tutta la vita uso il diminutivo Maja.
Quando gli fu mostrata per la prima volta la nuova sorellina, Albert
credette che fosse una specie di bellissimo giocattolo con cui avrebbe
potuto divertirsi. La sua reazione fu di guardarla ed esclamare: Si,
ma dove sono le ruote?.12 Pud non essere stata la piu perspicace delle
domande, ma comunque dimostra che nel terzo anno di vita le sue
difficolta linguistiche non gli impedivano di fare osservazioni memorabili. Nonostante qualche lite infantile, Maja sarebbe diventata la piu
intima confidente, l'anima gemella, di suo fratello.
Gli Einstein si stabilirono in una casa confortevole con grandi
alberi e un elegante giardino in un sobborgo di Monaco, dando inizio
a quella che doveva essere, almeno per gran parte dell'infanzia di
Albert, una rispettabile esistenza borghese. Monaco era stata abbellita
architettonicamente dal re folle Ludwig II (1845-1886) e dotata di una
profusione di chiese, gallerie d'arte e sale da concerto per creare un
ambiente favorevole alle opere di Richard Wagner, che vi risiedeva.
Nel 1882, poco dopo l'arrivo degli Einstein, la citta contava circa
300.000 abitanti, dei quali 1'85% erano cattolici e il 2% ebrei, e fu sede
della prima esposizione tedesca di elettricita, in occasione della quale
1Illum inazione elettrica fu introdotta nelle strade della citta.
II giardino sul retro della casa degli Einstein era spesso brulicante
di cugini e di altri bambini. Ma Albert non si univa ai loro giochi
turbolenti e preferiva dedicarsi ad attivita piu tranquille. Una istitutrice lo soprannomino padre noia. In generale tendeva a starsene
da solo, una tendenza che sostenne di prediligere per tutta la vita,
sebbene il suo fosse un distacco di tipo particolare che si mescolava a
un gusto del cameratismo e del sodalizio intellettuale. Sin da bam
bino fu incline a star separato dai ragazzi della sua eta per perdersi
in fantasticherie e in raccoglimenti meditativi a quanto dice Philipp
Frank, uno scienziato che fu a lungo suo collega.13
Amava dedicarsi ai rompicapo, erigere complesse strutture con le sue
costruzioni, giocare con una macchina a vapore che gli aveva dato suo
zio e fare castelli di carte. Secondo Maja, Einstein riusciva a costruime

18

Einstein

di alti fino a quattordici piani. Anche a voler prendere con riserva i


ricordi di una giovane sorella affascinata dalla figura del fratello, probabilmente c'era molto di vero nella sua affermazione che perseveranza
e tenacia erano gia palesemente parte del suo carattere.
Era anche incline, almeno nella prima infanzia, ad accessi d'ira. In
quei m omenti impallidiva, la punta del naso gli diventava bianca e
perdeva il controllo di se racconta Maja. Una volta, a cinque anni,
afferro una sedia e la scaglio contro un'istitutrice, che fuggi e non si
fece piu vedere. La testa di Maja divenne bersaglio di vari oggetti
contundenti. Ci vuole un cranio solido celio lei piu tardi per fare
la sorella di un intellettuale. Se perseveranza e tenacia rimasero tra
le caratteristiche di Einstein, 1'irascibilita alia fine fu superata.14
Per usare il linguaggio degli psicologi, la capacita del giovane
Einstein di sistematizzare (comprendere le leggi che governano un
sistema) era molto maggiore della sua capacita di imm edesimarsi
(intuire cio che gli altri esseri umani sentono, e preoccuparsene), il
che ha indotto alcuni a chiedersi se non si manifestassero in lui blandi
sintomi di qualche turba evolutiva.15 E pero importante rilevare che,
nonostante l'atteggiam ento riservato e a volte ribelle, era in grado
di stringere amicizie e di avere rapporti solidali sia con i colleghi che
con l'um anita in generale.
Le grandi illuminazioni che hanno luogo nell'infanzia solitamente
vengono cancellate dalla memoria. Ma nel caso di Einstein ci fu verso
i quattro o cinque anni un'esperienza che doveva cambiargli la vita e
rimanere per sempre impressa nella sua mente, oltre che nella storia
della scienza.
Un giorno era a letto malato, e suo padre gli porto una bussola. In
seguito ricordo di essere stato talmente eccitato mentre ne esaminava
le m isteriose proprieta da essersi m esso a tremare e a rabbrividire. II
fatto che l'ago m agnetico si comportasse come se avvertisse l'azione
di qualche campo di forza nascosto, invece che secondo la piu familiare m odalita meccanica implicante l'urto o il contatto, produsse in
lui un senso di meraviglia che gli sarebbe stato di stimolo per tutta la
vita. Ricordo ancora - o almeno mi sembra di ricordare - che questa
esperienza mi fece un'im pressione duratura e profonda scrisse in
una delle numerose occasioni in cui racconto l'episodio. Dietro alle
cose doveva esserci un che di profondamente nascosto.16
E una storia iconica, ha osservato Dennis Overbye in Einstein
innamorato il ragazzo che coglie I'invisibile ordine dietro una realta
caotica. Una storia che e ripresa nel film Genio per amore (IQ), in cui
Einstein, impersonato da Walter Matthau, porta la bussola appesa

Infanzia

19

al collo, e che e al centro di un libro per ragazzi, Rescuing Albert's


Compass (Salvare la bussola di Albert), di Shulamith Oppenheim, il cui
suocero la senti raccontare da Einstein nel 1911.17
Dopo essere stato ipnotizzato dalla sudditanza dell'ago della bus
sola a un campo invisibile, Einstein avrebbe maturato una devozione
destinata a durare tutta la vita per le teorie di campo come modo di
descrivere la natura. Le teorie di campo utilizzano grandezze matematiche, quali numeri o vettori o tensori, per descrivere il modo in
cui le condizioni esistenti in ciascun punto dello spazio influenzano la
materia o un altro campo. Per esempio, in un campo gravitazionale o
elettromagnetico ci sono forze che potrebbero agire su una particella
in qualsiasi punto, e le equazioni di una teoria di campo descrivono
il modo in cui queste variano quando ci si sposta all'intem o della
regione. II primo capoverso della grande memoria di Einstein del 1905
sulla relativita ristretta comincia con una considerazione sugli effetti
dei campi elettrici e magnetici; la teoria della relativita generale sibasa
su equazioni che descrivono un campo gravitazionale; e nell'ultim o
periodo della sua vita Einstein ancora scarabocchiava ostinatamente
equazioni di campo nella speranza che potessero costituire la base di
una teoria del tutto. Come ha rilevato lo storico della scienza Gerald
Holton, Einstein considerava il concetto classico di campo come il
massimo contributo alio spirito scientifico.18
Piu o m eno nello stesso periodo, sua madre, un'abile pianista, gli
fece un altro dono che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Gli
fece prendere lezioni di violino. In un primo tempo Albert si irritava
per la disciplina meccanica imposta dall'insegnamento. Ma una volta
conosciute le sonate di M ozart, la musica divenne per lui fonte di
magia e di commozione. Credo che l'amore sia un maestro migliore
del senso del dovere, affermo almeno per m e.19
Ben presto fu in grado di suonare duetti di Mozart, con l'accompagnamento di sua madre al piano. La musica di Mozart e cosi pura
e meravigliosa che la vedo come un riflesso della bellezza recondita
dell'universo stesso disse piu tardi a un amico. Naturalmente,
aggiunse in un'osservazione che rispecchiava l'idea che aveva della
m atem atica e della fisica oltre che di M ozart com e ogni grande
bellezza, la sua musica era semplicita pura.20
La m usica non era un semplice diversivo. Al contrario, lo aiutava
a pensare. Ogni volta che sentiva di essere finito in un vicolo cieco
o di essere di fronte a un passaggio difficile nel suo lavoro ha detto
suo figlio Hans Albert cercava rifugio nella m usica e vi trovava
una soluzione a tutte le sue difficolta. II violino cosi si dimostro

20

Einstein

utile durante gli anni in cui visse da solo a Berlino, alle prese con
la relativita generale. Suonava spesso il violino in cucina a notte
fonda, im provvisando m elodie mentre rifletteva su com plicati pro
b le m ^ ha raccontato un amico. Poi all'im provviso, mentre stava
suonando, annunciava eccitato: "C i sono!". Come per ispirazione,
la soluzione del problema gli balenava in mente nel bel m ezzo della
musica. 21
L'amore per la musica, e specialmente per Mozart, forse era un
riflesso del suo senso dell'arm onia dell'universo. C om e osservo
Alexander Moszkowski, che negli anni '20 scrisse una biografia di
Einstein basata su conversazioni con il fisico, la musica, la natura e
Dio si m escolavano in lui in un complesso di sentimenti, in un'unita
morale, la cui impronta non svani mai.22
Per tutta la vita Albert Einstein avrebbe mantenuto l'intuito e il
timore reverenziale di un fanciullo. Non perse mai il suo senso di
m eraviglia di fronte alia magia di fenomeni naturali - campi magnetici, gravita, inerzia, accelerazione, raggi lum inosi - che gli adulti
trovano cosi banali. Conservo la capacita di considerare nella propria
mente due pensieri simultaneamente, di rimanere perplesso quando
essi confliggevano, e di meravigliarsi quando riusciva a percepire
un'unita piu profonda. Persone come te e me non invecchiano mai
scrisse piu tardi a un amico. Noi non smettiamo mai di essere come
bambini curiosi davanti al grande mistero in cui siamo nati.23
Scuola
Da adulto Einstein raccontava una vecchia storiella su uno zio
agnostico che era 1'unico m em bro della fam iglia a frequentare la
sinagoga. Quando gli chiedevano perche lo facesse, lo zio rispondeva:
Ah be', non si sa mai. I genitori di Einstein, viceversa, erano completamente irreligiosi e non sentivano alcuna necessita di mettersi
al riparo dai rischi. Non si attenevano alle norme kosher sul cibo e
non frequentavano la sinagoga, e suo padre parlava dei rituali ebraici
come di vecchie superstizioni.24
Di conseguenza, quando Albert compi sei anni e fu il momento di
mandarlo a scuola, i genitori non si preoccuparono che non ve ne fosse
una ebraica vicino a casa. Lo iscrissero alia grande scuola cattolica del
loro quartiere, la Petersschule. Unico ebreo tra i settanta studenti del
suo anno, Einstein segui le normali lezioni di religione cattolica e fini
per apprezzarle immensamente. Anzi, andava cosi bene nello studio
del cattolicesimo da aiutare i suoi compagni di classe.25

Infanzia

21

Un giorno il suo maestro porto in classe un grosso chiodo. I chiodi


con cui Gesu fu inchiodato sulla croce erano come questo disse.26
Einstein in seguito affermo di non essersi sentito discriminato dagli
insegnanti. I maestri erano senza pregiudizi e non facevano distinzioni sulla base delle confessioni scrisse. I compagni di scuola, perd,
erano un'altra cosa. Tra i bambini della scuola elementare, l'antisemitismo era assai diffuso ricordava.
1 dileggi che subiva per strada andando a scuola e tornando a casa,
basati su caratteristiche razziali di cui i bambini erano stranamente
consapevoli, contribuirono a rafforzare in lui la sensazione di essere
un estraneo, sensazione che l'avrebbe accompagnato per tutta la vita.
Le aggressioni fisiche e gli insulti sulla via del ritorno da scuola
erano frequenti, ma nella m aggior parte dei casi non troppo cattivi.
Cio nonostante, erano sufficienti a consolidare, anche in un fanciullo,
una viva sensazione di essere un estraneo.27
Compiuti i nove anni, Einstein passo a una scuola media non lontana dal centro di Monaco, il Luitpold Gymnasium, che aveva fama
di istituzione illuminata, dove, accanto al latino e al greco, trovavano
ampio spazio la matematica e le scienze. Inoltre la scuola metteva a
disposizione un insegnante incaricato di dare un'istruzione religiosa
a lui e altri ragazzi ebrei.
Nonostante la laicita dei genitori, o forse proprio per questa ragione,
Einstein d'im provviso conobbe una fase di appassionato fervore
religioso per il giudaismo. Tale era l'ardore dei suoi sentimenti che
osservava per proprio conto i rigidi precetti religiosi ebraici in ogni
particolare ha raccontato la sorella. Non mangiava maiale, seguiva
le norme dietetiche kosher e obbediva alle regole sul sabato, tutte cose
piuttosto difficili da fare visto che il resto della famiglia mostrava
per simili ostentazioni una mancanza di interesse che rasentava il
disprezzo. Compose perfino degli inni per la glorificazione di Dio,
che cantava tra se mentre tornava da scuola.28
E molto diffusa la convinzione che da studente Einstein sia stato
rimandato in matematica: l'affermazione, spesso accompagnata dalle
parole come tutti sanno, compare in dozzine di libri e in migliaia di
siti web che vorrebbero rassicurare gli studenti svogliati, E arrivata
perfino nella famosa rubrica giornalistica di Robert Ripley Believe
It or Not! (Che ci crediate o no).
Ahime, l infanzia di Einstein non maned certo di deliziosi episodi
ironici, ma fra essi questo non c'e. Nel 1935 un rabbino di Princeton
gli mostro un ritaglio della rubrica di Ripley con il titolo II massimo
matematico vivente fu rimandato in matematica. Einstein rise. Non sono

22

Einstein

mai stato rimandato in matematica rispose. Prima dei quindici anni


padroneggiavo il calcolo differenziale e integrale. Ed era la verita.29
In realta era stato un ottimo studente, almeno dal punto di vista
intellettuale. Alla scuola elementare era fra i migliori della classe. Ieri
Albert ha ricevuto la pagella riferi sua madre a una zia quando aveva
sette anni. Ancora una volta e il primo della classe. Al ginnasio non
gli piaceva lo studio meccanico di lingue come il latino e il greco, un
problema aggravato da quella che in seguito defini la sua cattiva
memoria per le parole e i testi. Ma anche in queste m aterie Einstein
aveva regolarmente ottimi voti. Anni dopo, quando festeggio il suo
cinquantesim o com pleanno e si favoleggiava di quanto il grande
genio andasse male al ginnasio, il preside della scuola dell'epoca si
senti in dovere di pubblicare una lettera in cui rivelava come in realta
i suoi voti fossero stati brillanti.30
Per d o che riguarda la matematica, lungi dall'essere rimandato, era
molto piu avanti di quanto richiedessero i programmi della scuola.
A dodici anni, ha raccontato sua sorella, gia si divertiva a risolvere
complicati problemi di aritmetica applicata e decise di provare a
portarsi avanti imparando per proprio conto la geometria e 1'algebra.
I suoi genitori gli acquistarono i libri di testo in anticipo in modo che
potesse avvantaggiarsene durante le vacanze estive. Einstein non si
limito a imparare le dimostrazioni che c'erano nei libri, ma affronto
le nuove teorie cercando di darne una sua dimostrazione. Giochi e
compagni di gioco furono dimenticati racconta Maja. Per giorni e
giorni rimase seduto da solo, immerso nella ricerca di una soluzione,
e non si arrendeva prima di averla trovata.31
Lo zio Jakob Einstein, l'ingegnere, lo introdusse alle delizie dell'algebra. E una scienza allegra spiegava. Quando non possiamo afferrare l'anim ale che stiamo cacciando lo chiamiamo x per il momento
e continuiamo a dargli la caccia finche non lo abbiamo afferrato. E
continuava a dare al ragazzo problemi sempre piu difficili, ricorda
Maja, mettendo bonariamente in dubbio la sua capacita di risolverli.
Quando Einstein ne veniva a capo, come accadeva invariabilmente,
era sopraffatto dalla grande felicita, ed era fin da allora consapevole
della direzione in cui i suoi talenti lo stavano conducendo.
Tra i concetti che lo zio Jakob gli propose c'era il teorema di Pitagora (la somma dei quadrati delle lunghezze dei cateti di un triangolo
rettangolo e pari al quadrato della lunghezza dell'ipotenusa). Con
molta fatica riuscii a "dim ostrare" il teorema servendomi della similitudine dei triangoli racconto poi Einstein. Ancora una volta stava
pensando per immagini. Mi sembro "evidente" che il rapporto fra i

Infanzia

23

lati dei triangoli rettangoli dovesse essere completamente determinate)


da un solo angolo acuto.32
Maja, con 1'orgoglio di una sorella minore, defini la dimostrazione
pitagorica di Einstein nuova e del tutto originale. Pur essendo forse
nuovo per lui, e difficile immaginare che il metodo di Einstein, che
era di certo analogo a quelli consueti basati sulla proporzionalita dei
lati dei triangoli simili, fosse completamente originale. Nondimeno
esso mostrava effettivamente come gia in gioventu Einstein si rendesse conto che teoremi eleganti possono essere dedotti da assiomi
sem plici... e come non fosse certo a rischio di essere bocciato in mate
matica. Quando ero un ragazzo di dodici anni, scoprii con grande
emozione che era possibile trovare la verita con il solo ragionamento,
senza l'aiuto di alcuna esperienza esterna disse all'intervistatore
di un giornalino di liceo a Princeton, molti anni dopo. Mi convinsi
cosi sempre piu che la natura poteva essere interpretata come una
struttura matematica relativamente semplice.33
II piu rilevante stim olo intellettuale venne ad Einstein da uno
studente di medicina squattrinato che aveva l'abitudine di cenare
con la sua famiglia una volta alia settimana. Era una vecchia consuetudine ebraica quella di invitare uno studioso di religione indigente
a condividere il pasto del sabato; gli Einstein avevano modificato la
tradizione ospitando invece uno studente di medicina il giovedi. Si
chiamava Max Talmud (in seguito, quando emigro negli Stati Uniti,
cambio il cognome in Talmey), e inizio le sue visite settimanali quando
aveva ventun anni e Einstein ne aveva dieci. Era un ragazzo grazioso
con i capelli scuri ricordera poi Talmud. In tutti quegli anni non lo
vidi mai leggere un libro per passatempo, ne lo vidi mai insieme a
compagni di scuola o ad altri ragazzi della sua eta.34
Talmud gli portava libri di argom ento scientifico, tra i quali i
volumi di una collana divulgativa illustrata intitolata Libri popolari di
scienza naturale, un'opera che lessi con vivissim a attenzione, disse
poi Einstein. I ventuno volum etti erano scritti da Aaron Bernstein,
il quale sottolineava le interrelazioni tra biologia e fisica e riferiva
con dovizia di particolari gli esperim enti scientifici che venivano
effettuati all'epoca, specialm ente in Germ ania.35
Nel paragrafo iniziale del primo volume Bernstein trattava la velo
city della luce, un argomento che evidentemente lo affascinava. Infatti
vi ritomava ripetutamente nei volumi successivi, e nell'ottavo e'erano
ben undid saggi sul tema. A giudicare dagli esperimenti mentali di cui
Einstein si servi piu tardi nella formulazione della teoria della relativita,
sembra che i libri di Bernstein abbiano avuto un'influenza rilevante.

24

Einstein

Per esempio, Bernstein chiedeva al lettore di immaginare di essere


su un treno in corsa. Se un proiettile viene sparato dall'esterno verso
un finestrino, sembrera che sia stato sparato in una direzione obliqua, perche il treno si sara mosso tra Fistante in cui il proiettile e
entrato da un finestrino e quello in cui e uscito dalla parte opposta.
Per un'analoga ragione, a causa della velocita con cui la Terra si
muove nello spazio, deve accadere lo stesso alia luce che attraversa
un telescopio. Cio che appariva sorprendente, a detta di Bernstein,
era che gli esperimenti davano lo stesso risultato indipendentemente
dalla velocita con cui si muoveva la sorgente della luce. In una frase
che, per via del suo rapporto con le famose conclusioni tratte piu tardi
da Einstein, sembra aver fatto su di lui una notevole impressione,
Bernstein affermava: Poiche ogni tipo di luce risulta avere esattamente la medesima velocita, la legge della velocita della luce pud ben
essere definita la piu generale di tutte le leggi di natura.
In un altro volume Bernstein conduceva i suoi giovani lettori in un
viaggio immaginario nello spazio. II mezzo di trasporto era Fonda
di un segnale elettrico. I suoi libri celebravano le gioiose m eraviglie
dell'indagine scientifica e non mancavano di passi enfatici come il
seguente, dedicato alia riuscita predizione della posizione del nuovo
pianeta Nettuno: Sia lodata questa scienza! Siano lodati gli uomini
che la fanno! E sia lodata la mente umana che vede piu nitidamente
delFocchio umano.36
Bernstein era ansioso, come sarebbe stato piu tardi Einstein, di
connettere tra loro tutte le forze di natura. Per esempio, dopo avere
discusso come tutti i fenom eni elettromagnetici, quali la luce, potessero essere considerati onde, ipotizzava che lo stesso potesse valere
per la gravita. Una profonda unita e semplicita, scriveva Bernstein,
stava sotto tutti i concetti chiamati in causa dalle nostre percezioni. La
verita nella scienza consisteva nella scoperta di teorie che descrivessero questa realta sottostante. In seguito Einstein avrebbe rievocato
tale rivelazione, e l'atteggiam ento realista che essa aveva instillato
in lui da ragazzo: Fuori c'era questo enorm e m ondo, che esiste
indipendentemente da noi, esseri umani, e che ci sta di fronte come
un grande, eterno enigm a.37
A nni dopo, quando si rividero a New York durante la prim a
v isita di E in stein n egli Stati U n iti, Talm ud gli ch iese che cosa
pensasse, retrospettivam ente, d ell'opera di Bernstein. Un ottim o
libro rispose. Ha esercitato una grande influenza su tutta la mia
form azion e.38
Talmud aiuto Einstein anche a continuare nell'esplorazione delle

Infanzia

25

m eraviglie della m atem atica dandogli un m anuale di geometria


due anni prim a di quando era previsto lo studio di tale disciplina
a scuola. Piu tardi Einstein lo avrebbe definito il sacro libretto di
geom etria e ne avrebbe parlato con profondo rispetto: C'erano
delle asserzioni, ad esem pio quella che le tre altezze di un triangolo si intersecano in un sol punto, che - pur non essendo affatto
evidenti - potevano tuttavia essere dim ostrate con tanta certezza
da elim inare qualsiasi dubbio. Q uesta lucidita e certezza mi fecero
un'indescrivibile impressione. Anni dopo, in una conferenza tenuta
a Oxford, Einstein osservo: Chi nella sua prim a giovinezza non ha
provato un senso d'entusiasm o davanti a quest'opera non e nato
per essere uno scienziato.39
Q uando Talm ud arrivava ogni giovedi, Einstein era felice di
m ostrargli i problem i che aveva risolto in quella settimana. A ll'inizio Talmud era in grado di aiutarlo, ma presto fu superato dall'allievo. In capo a poco tem po, qualche m ese, aveva letto tutto il
libro racconto Talmud. Dopo di che si dedico a m atem atica di
livello superiore ... Ben presto il suo genio m atem atico void cosi
in alto che non potei piu seguirlo.40
Cosi lo studente di medicina, messo in difficolta, decise di introdurre Einstein alia filosofia. Gli raccom andai la lettura di Kant
scrisse. A quell'epoca era ancora un bam bino, aveva solo tredici
anni, eppure sembrava che le opere di Kant, incomprensibili per i
comuni mortali, fossero chiare per lui. Kant divenne, per qualche
tempo, il filosofo preferito di Einstein, e la sua Critica della ragion pura
fini per condurlo ad approfondire anche David Hume, Ernst Mach e
la questione di cio che e possibile conoscere della realta.
Intorno ai dodici anni il contatto con la scienza produsse in Einstein
una reazione repentina contro la religione, proprio mentre avrebbe
dovuto prepararsi per il bar-mizva. Bernstein, nei suoi libri di divulgazione scientifica, aveva riconciliato la scienza con la propensione
religiosa. Per dirla con le sue parole, la propensione religiosa consiste
neirindistinta consapevolezza radicata negli esseri umani che tutta
la natura, compresi gli esseri umani, non e in alcun modo un gioco
casuale, ma e un'opera soggetta a leggi, e che c'e una causa fondamentale di tutta l'esistenza.
In seguito Einstein si sarebbe avvicinato a questo punto di vista.
Ma a quell'epoca il suo rifiuto della fede era radicale. Attraverso
la lettura di libri di scienza popolare mi ero convinto ben presto che
molte delle storie che raccontava la Bibbia non potevano essere vere.
La conseguenza fu che divenni un accesissimo sostenitore del libero

26

Einstein

pensiero, accomunando alia mia nuova fede l'impressione che i giovani fossero coscientemente ingannati dallo Stato con insegnamenti
bugiardi; e fu un'im pressione sconvolgente.41
Cosi Einstein si tenne alia larga dalle cerimonie religiose per il resto
della vita. Nacque cosi [in lui] una vera avversione per le pratiche
ortodosse della religione ebraica, come di qualsiasi altra religione
tradizionale, e una vera insofferenza ad assistere a qualsiasi servizio
religioso, che egli non ha piu perduto osservo piu tardi l'am ico Phi
lipp Frank. Ma della fase religiosa della sua infanzia conservd una
profonda riverenza per l'armonia e la bellezza di quella che chiamava
la mente di Dio, quale si esprimeva nella creazione dell'universo e
nelle sue leggi.42
La ribellione di Einstein contro il dogma religioso ebbe un effetto
profondo sul suo atteggiamento nei confronti del giudizio prevalente.
Gli inculco una reazione allergica contro tutte le forme di dogma e di
autorita, reazione che doveva influenzare sia le sue idee politiche sia la
sua attivita scientifica. Da questa esperienza trassi un atteggiamento di
sospetto contro ogni genere di autorita ... e questo atteggiamento non
mi ha mai piu abbandonato affermo piu tardi. In effetti, sarebbe stato
questo sentirsi a proprio agio nel ruolo di nonconformista a definire
sia la sua scienza che il suo pensiero sociale per il resto della sua vita.
In seguito, una volta riconosciuto come un genio, sarebbe riuscito
ad attenuare questo spirito di contraddizione con un garbo che in
generale risultava accattivante. Ma le cose non andavano cosi bene
quando era soltanto un allievo impertinente nel ginnasio di Monaco.
Era m olto a disagio a scuola secondo sua sorella. Trovava ripugnante il metodo di insegnamento, caratterizzato da continui esercizi
di memoria e intolleranza per le domande. La connotazione militare
della scuola, con la sistematica educazione al culto dell'autorita che
si riteneva dovesse abituare gli allievi alia disciplina militare gia in
giovane eta, era particolarmente sgradevole.43
A nche a M onaco, dove pure lo spirito bavarese generava uno
stile di vita m eno irreggim entato, la glorificazione prussiana della
dim ensione m ilitare aveva preso piede, e a m olti bam bini piaceva
giocare ai soldati. Q uando le truppe sfilavano, accom pagnate da
pifferi e tam buri, i ragazzi si riversavano nelle strade per unirsi
alia parata m arciando al passo. Ma non Einstein. G uardando un
sim ile sp ettacolo, una volta si m ise a piangere. Q uando sard
grande, non voglio essere com e uno di questi poveretti disse ai
genitori. Com e spiego piu tardi, che un uom o trovi piacere nel
m arciare per quattro al suono di una banda e quanto basta per

Infanzia

27

m eritargli il m io disprezzo. C ostui solo per errore ha ricevuto un


cerv ello.44
La ripulsa che provava per ogni tipo di irreggimentazione rese
i suoi studi al ginnasio di Monaco sempre piu sgradevoli e conflittuali. L'apprendim ento m eccanico che vi si praticava, secondo le
rimostranze di Einstein, gli sembrava piuttosto consono ai metodi
dell'esercito prussiano, dove una disciplina meccanica era ottenuta
mediante l'esecuzione ripetuta di ordini senza senso. In anni suc
cessive avrebbe paragonato i suoi insegnanti a membri dell'esercito.
I maestri della scuola elementare mi sembravano sergenti, disse i
professori del ginnasio mi sembravano tenenti.
Una volta domando a Charles Percy Snow, lo scrittore e scienziato
britannico, se conoscesse la parola tedesca Zwang. Snow rispose di
si: significava coazione, costrizione, obbligo, coercizione. Perche?
Nella scuola di Monaco, rispose Einstein, aveva fatto il suo primo
sciopero contro lo Zwang, e quel gesto aveva contribuito a definirlo
per il resto della vita.45
Autonomia di giudizio e resistenza all'opinione prevalente divennero un tratto distintivo della sua esistenza. Come dichiaro nel 1901 in
una lettera a Jost Winteler, un amico che era quasi un secondo padre,
la cieca obbedienza all'autorita e il peggior nemico della verita 46
Durante tutti i sei decenni della sua carriera scientifica, sia quando
era alia testa della rivoluzione quantistica, sia quando piu tardi vi si
opponeva, questo atteggiamento contribui a dare forma all'opera di
Einstein. I1 suo sospetto verso l'autorita che, dopo la fanciullezza,
non lo avrebbe mai abbandonato del tutto, doveva rivelarsi di importanza decisiva scrisse Banesh Hoffmann, che fu un suo collaboratore
negli anni della maturita. Infatti, senza di esso Einstein non sarebbe
riuscito a pervenire alia formidabile indipendenza intellettuale che
gli diede il coraggio di sfidare radicate convinzioni scientifiche e, di
conseguenza, di rivoluzionare la fisica.47
Questa noncuranza nei confronti dell'autorita non gli procurd certo
la simpatia dei tenenti tedeschi che insegnavano nella sua scuola.
Cosi uno dei professori dichiaro che la sua insolenza lo rendeva
poco gradito in classe. Quando Einstein rispose che non aveva fatto
nulla di male, il professore ribatte: Si, e vero. Ma te ne stai seduto li,
nell'ultim o banco, e sorridi, e cio offende il senso di rispetto che un
insegnante esige dalla classe.48
II disagio di Einstein degenero in depressione, forse al limite di
un esaurim ento nervoso, allorche l'im presa di suo padre subi un
im provviso rovescio. II tracollo fu repentino. Per gran parte della

28

Einstein

carriera scolastica di Albert, la compagnia dei fratelli Einstein era


andata a gonfie vele. Nel 1885 aveva duecento dipendenti e aveva
fornito le prim e luci elettriche per FO ktoberfest di M onaco. N egli
anni successivi aveva vinto Fappalto per Felettrificazione del quartiere di Schw abing, un sobborgo di Monaco con diecim ila abitanti,
e aveva garantito la fornitura m ediante m otori a scoppio che facevano girare dinam o gem elle progettate dagli Einstein. Jakob aveva
ottenuto sei brevetti per m iglioram enti apportati alle lam pade ad
arco, agli interruttori autom atici e ai contatori elettrici. L'azienda
era pronta a com petere con la Siem ens e con altre com pagnie elet
triche che si stavano sviluppando in quel periodo. Per raccogliere
capitali i due fratelli ipotecarono le loro case, presero a prestito
oltre 60.000 m archi al tasso di interesse del 10%, e si indebitarono
pesantem ente.49
Ma nel 1894, quando Einstein aveva quindici anni, la compagnia
falli avendo perso le gare d'appalto per l'illuminazione del centro di
Monaco e di altre zone. I genitori e la sorella di Albert, insieme alio zio
Jakob, si trasferirono in Italia - prima a Milano e poi a Pavia - dove i
soci italiani della compagnia pensavano vi fosse una situazione piu
promettente per una piccola azienda. La loro elegante abitazione fu
abbattuta da una societa immobiliare per costruire un grande condominio. Einstein fu lasciato a Monaco, in casa di un lontano parente,
per portare a termine il triennio conclusivo degli studi.
Non e ben chiaro se Einstein, in quel triste autunno del 1894, venisse
veramente costretto a lasciare il Luitpold Gymnasium o soltanto cortesemente incoraggiato ad andarsene. Anni dopo racconto che l'insegnante che aveva detto la tua presenza qui mina il rispetto della classe
per me aveva continuato esprimendo il desiderio che io lasciassi la
scuola. Un libro scritto in tempi non sospetti da un familiare affermava che era stata una sua decisione.Albert maturo gradualmente la
decisione di non rimanere a Monaco ed escogito un piano.
II piano consisteva nel procurarsi una lettera del medico di famiglia,
il fratello maggiore di Max Talmud, il quale certificava che il ragazzo
soffriva di esaurimento nervoso. Einstein se ne servi per giustificare
l'allontanam ento dalla scuola in occasione delle vacanze natalizie
del 1894 e il m ancato ritorno. Prese un treno che lo porto oltre le
Alpi in Italia e informo gli allarmati genitori che non sarebbe mai
piu tom ato in Germania. Promise che invece avrebbe studiato per
suo conto e cercato di ottenere Fammissione a una facolta tecnica di
Zurigo Fautunno seguente.
C'era forse un altro fattore che pesava nella sua decisione di lasciare

Infanzia

29

la Germania. Se fosse rimasto fino al compimento del diciassettesimo


anno, di li a poco piu di dodici mesi, sarebbe poi stato costretto a
prestare servizio militare, una prospettiva che, a detta di sua sorella,
considerava con terrore. Cosi, oltre ad annunciare che non sarebbe
tom ato a Monaco, presto avrebbe chiesto a suo padre di aiutarlo a
rinunciare alia cittadinanza tedesca.50
Aarau
Einstein trascorse la primavera e l'estate del 1895 con i genitori nel
loro appartamento di Pavia, collaborando alia gestione dell'azienda di
famiglia. Nel frattempo riusci ad acquistare una discreta confidenza
con il funzionamento dei magneti e delle bobine e con la generazione
dell'elettricita. Le sue capacita colpirono molto la famiglia. In un'occasione lo zio Jakob era in difficolta con alcuni calcoli relativi a una
nuova macchina, e cosi Einstein si mise al lavoro sul problema. Dopo
che il mio assistente tecnico e io ci eravamo spremute le meningi per
giorni, quel pivellino ha risolto la questione in non piu di un quarto
d'ora riferi Jakob a un amico. Sentirai ancora parlare di lui.51
Con il suo amore per la solitudine sublime delle montagne, Einstein
passo giorni a vagabondare sulle Alpi e sugli Appennini, compiendo
anche un'escursione da Pavia a Genova per far visita al fratello di
sua madre, Julius Koch. Dovunque si recasse nellTtalia settentrionale
era incantato dalla cordialita non tedesca e dalla delicatezza delle
persone. La loro naturalezza contrastava con la poverta spirituale
e l'obbedienza meccanica degli automi tedeschi, stando ai ricordi
della sorella.
Einstein aveva promesso alia famiglia di studiare per suo conto
per entrare al Politecnico di Zurigo.52 Cosi acquisto tutti e tre i volumi
dell'im pegnativo testo di fisica di Jules Violle, e ne riempi i margini
annotandovi le sue idee. Le sue abitudini di lavoro, secondo la sorella,
davano prova della sua capacita di concentrarsi. Anche in una compagnia folta e decisamente rumorosa, era capace di isolarsi sul divano,
prendere carta e penna, mettere il calamaio in precario equilibrio sul
bracciolo, e immergersi cosi totalmente in un problema da essere piu
stimolato che disturbato dalle voci della conversazione. 53
Quell'estate, all'eta di sedici anni, scrisse il primo saggio di fisica
teorica, che intitolo Indagine sullo stato dell'etere in un campo magnetico. L'argomento era importante, dal momento che il concetto di etere
avrebbe svolto un ruolo cruciale nella carriera di Einstein. All'epoca
gli scienziati concepivano la luce come un'onda ordinaria, e quindi.

30

Einstein

assum evano che l'universo contenesse una sostanza onnipresente


ma invisibile in cui si produceva 1'increspatura che consentiva la
propagazione delle onde, proprio come l'acqua e il mezzo che oscilla
su e giu dando luogo alia propagazione delle onde nell'oceano. Que
sta sostanza era chiamata etere, e Einstein (almeno per il momento)
condivideva l'ipotesi. Come scrisse nel saggio, una corrente elettrica
mette l'etere circostante in una sorta di moto transitorio.
Nel m anoscritto di quattordici capoversi si coglievano echi del
testo di Violle oltre che di alcune notizie apparse su riviste di divulgazione scientifica e relative a recenti scoperte di Heinrich Hertz sulle
onde elettromagnetiche. Einstein proponeva alcuni esperimenti che
avrebbero potuto spiegare il campo magnetico che si forma intom o
a una corrente elettrica. Cio sarebbe stato di grande interesse, affermava, perche Fesplorazione dello stato elastic dell'etere in questo
caso permetterebbe di dare uno sguardo alia natura enigmatica della
corrente elettrica.
II liceale mancato ammetteva apertamente che i suoi erano semplici
suggerimenti che non sapeva dove potessero condurre. Poiche non
disponevo affatto di m ateriali che mi consentissero di approfondire Fargomento al di la della mera riflessione personale, chiedo di
non interpretare questa circostanza come un segno di su p erficiality
scriveva.54
Spedi il saggio alio zio Caesar Koch, un mercante che viveva in Belgio ed era uno dei suoi parenti preferiti, oltre ad assumere occasionalmente il ruolo di mecenate. E piuttosto semplice e imperfetto, come
ci si potrebbe aspettare da una persona giovane come me confessava
Einstein con falsa modestia. Aggiungeva che il suo obiettivo era di
iscriversi Fautunno seguente al Politecnico di Zurigo, ma che era preoccupato per non avere Feta minima richiesta. Dovrei avere almeno
due anni di piu.55
Per aiutarlo a superare lo scoglio del requisito di eta, un amico di
famiglia scrisse al rettore del Politecnico chiedendogli di fare un'eccezione. II tono della lettera puo essere desunto dalla risposta del
rettore, che esprimeva scetticismo sulFammissione di questo cosiddetto ''bam bino prodigio". Nondimeno ad Einstein fu consentito di
sostenere Fesame di ammissione, e cosi nell'ottobre 1895 il giovane
prese il treno per Zurigo con un senso di motivata sfiducia.
Com e c'era da aspettarsi supero facilm ente la parte delFesame
relativa alia matematica e alle scienze. Ma non riusci a superare la
parte generale, che comprendeva prove di letteratura, francese, zoologia, botanica e politica. II piu autorevole professore di fisica del

Infanzia

31

Politecnico, Heinrich Weber, suggeri che Einstein rimanesse a Zurigo


e seguisse le sue lezioni. Viceversa Einstein decise, su consiglio del
rettore, di completare la preparazione per un anno alia scuola cantonale della cittadina di Aarau, quaranta chilometri piu a ovest.56
Era una scuola perfetta per Einstein. L'insegnamento era basato
sulla filosofia di un riformatore svizzero dell'istruzione delFinizio
del XIX secolo, Johann Heinrich Pestalozzi, il quale credeva che gli
studenti andassero incoraggiati a formarsi immagini mentali. Pensava
anche che fosse importante coltivare la dignita interiore e la per
sonality di ciascun bambino. Agli studenti doveva essere consentito,
secondo Pestalozzi, di raggiungere le loro conclusioni seguendo un
percorso che iniziava con attente osservazioni e poi proseguiva con
le intuizioni, il pensiero concettuale e le immagini visive.57 In quel
modo era possibile imparare - e comprendere veramente - anche le
leggi della matematica e della fisica. L/esercizio meccanico, la memorizzazione e le nozioni ingurgitate a forza erano da evitare.
Ad Einstein piacque Aarau. Gli allievi erano seguiti individualmente ha raccontato sua sorella. Si dava piu importanza al pensiero
indipendente che al nozionismo, e i giovani vedevano nell'insegnante
non un sim bolo dell'autorita, ma un uomo di personality definita
che stava accanto agli studenti. Questa esperienza era l'opposto dei
metodi educativi tedeschi che Einstein aveva odiato. A confronto con
i sei anni di scuola in un autoritario ginnasio tedesco disse piu tardi
Einstein mi fece comprendere con chiarezza quanto sia superiore
un metodo educativo basato sulla liberta d'azione e la responsabilita
personale rispetto a uno che poggi sull'autorita esteriore.58
L'intuizione visiva dei concetti, posta in primo piano da Pestalozzi
e dai suoi seguaci di Aarau, sarebbe diventata un aspetto significativo
del genio di Einstein. L'intuizione visiva e il m ezzo essenziale e
1'unico vero per insegnare a giudicare le cose correttamente scriveva
Pestalozzi e l'apprendim ento dei numeri e della lingua deve essere
senz'altro subordinato a essa.59
Non c'e da sorprendersi che in questa scuola Einstein abbia concepito per la prima volta l'esperimento mentale basato sulla visualizzazione che avrebbe contribuito a fare di lui il massimo genio scientifico
della sua epoca: il tentativo di immaginare che effetto avrebbe fatto
muoversi a cavallo di un raggio di luce. Ad Aarau compii i miei primi
e piuttosto infantili esperim enti m entali che avevano un rapporto
diretto con la teoria ristretta disse in seguito a un amico. Se una
persona potesse inseguire un'onda luminosa con la medesima velo
cita della luce, si avrebbe una configurazione dell'onda che potrebbe

32

Einstein

essere completamente indipendente dal tempo. Naturalm ente una


cosa del genere e impossibile.60
Questo tipo di esperimenti mentali basati sulla visualizzazione - o
Gedankenexperiment - divenne un tratto caratteristico della carriera di
Einstein. Nel corso degli anni avrebbe immaginato cose svariate come
colpi di fulmine e treni in corsa, ascensori che accelerano e imbianchini
che cadono, coleotteri bidim ensionali ciechi che avanzano su rami
curvi, e ancora una varieta di congegni destinati a individuare con
precisione, almeno in teoria, la posizione e la velocita di elettroni in
rapido movimento.
Ad Aarau Einstein era a pensione presso i Winteler, una famiglia
m eravigliosa i cui membri avrebbero a lungo fatto parte della sua
vita. C era n o Jost Winteler, che insegnava storia e greco nella locale
scuola; sua moglie Pauline, che ben presto Einstein comincio a chiamare Mamerl, mammina; e i loro sette figli. Di questi, Marie sarebbe
diventata la prima ragazza di Einstein. Un'altra figlia, Anna, avrebbe
sposato il miglior amico di Einstein, Michele Besso. E Paul avrebbe
sposato la diletta sorella di Einstein, Maja.
Papa Jost Winteler era un uomo di idee progressiste che condivideva Fallergia di Einstein al militarismo tedesco e al nazionalismo in
generale. La sua rigorosa integrita e il suo idealismo politico contribuirono a dare forma alia filosofia sociale di Einstein, che, come il suo
mentore, sarebbe diventato un sostenitore del federalismo mondiale,
dell'internazionalism o, del pacifismo e del socialismo democratico,
con una profonda devozione per la liberta individuale e la liberta di
espressione.
Cosa piu importante, nel caldo abbraccio della famiglia Winteler,
Einstein divenne piu sicuro e socievole. Sebbene ancora si considerasse un solitario, i Winteler lo aiutarono a maturare dal punto di
vista emotivo e ad aprirsi alia confidenza. Aveva un grande senso
delFumorismo e a volte rideva di cuore ha raccontato Anna. La sera
talvolta studiava, '<ma piii spesso rimaneva seduto con la famiglia
intorno alia tavola.61
Einstein era diventato un ragazzo molto attraente, dotato, secondo
una donna che lo conobbe, di un'avvenenza maschile del tipo che
faceva furore verso la fine del secolo scorso. Aveva capelli scuri
ondulati, occhi espressivi, fronte alta e contegno disinvolto. La parte
inferiore del suo viso avrebbe potuto essere quella di un edonista cui
non mancassero le ragioni per amare la vita.
Un compagno di scuola, Hans Byland, in seguito diede una sorprendente descrizione dello svevo sfrontato che tanto Faveva colpito.

Infanzia

33

Sicuro di se, con il suo cappello di feltro grigio buttato indietro sui folti
capelli neri, camminava con passo energico su e giu al ritmo rapido,
potrei dire folle, di uno spirito inquieto che porta in se un mondo intero.
Nulla sfuggiva alio sguardo acuto dei grandi e vivaci occhi castani.
Chiunque gli si avvicinasse rimaneva affascinato dalla sua personality
superiore. Una smorfia ironica della sua bocca camosa con il labbro
inferiore sporgente dissuadeva i filistei dal fratemizzare con lui.
Soprattutto, aggiungeva Byland, il giovane Einstein era di un'arguzia impertinente, talvolta intimidatoria. I1 suo atteggiamento verso
lo spirito del mondo era quello del filosofo irridente, e il suo brillante
sarcasmo sferzava senza pieta ogni vanita e ogni posa.62
Einstein si innamoro di Marie Winteler alia fine del 1895, pochi mesi
dopo essere andato ad abitare presso la sua famiglia. Marie aveva
appena terminato un corso di tirocinio airinsegnamento e viveva a casa
nell'attesa di cominciare a lavorare in un paese vicino. Stava per compiere diciotto anni, mentre lui ne aveva solo sedici. L'idillio commosse
entrambe le famiglie. Albert e Marie mandarono gli auguri per l'anno
nuovo alia madre di lui, che rispose con calore: La sua letterina, cara
signorina Marie, mi ha fatto immensamente piacere.63
L'aprile seguente, tom ato a casa a Pavia per le vacanze primaverili,
Einstein scrisse a Marie la sua prima lettera d'am ore di cui abbiamo
notizia:
Amore mio!
tante tante grazie, amore, per la tua deliziosa letterina, che mi ha
fatto immensamente felice. Era cosi bello poter stringere al cuore quel
pezzo di carta che i tuoi occhietti tanto cari hanno guardato amorevolmente e su cui le tue delicate manine sono incantevolmente scivolate
avanti e indietro. Adesso capisco, angioletto mio, che cosa significhino
nostalgia e desiderio struggente di chi non c'e. Ma l'amore da molta
felicita... molta piu della sofferenza che da il desiderio...
Anche mia madre si e affezionata a te, pur non conoscendoti; le ho
solo fatto leggere due delle tue incantevoli letterine. E lei mi prende
sempre in giro perche non sono piu attratto dalle ragazze che si pensava
mi piacessero tanto in passato. Tu significhi per la mia anima piu di
quanto prima significasse il mondo intero.
Q ui sua madre aggiunse un poscritto: Senza aver letto questa
lettera, le mando i miei piu cordiali saluti!.64
Sebbene gli piacesse la scuola di Aarau, Einstein si rivelo uno
studente discontinuo. 11 giudizio di ammissione rilevava che aveva
bisogno di lavoro di recupero in chimica e aveva grandi lacune
nella conoscenza del francese. A meta delFanno scolastico, doveva

34

Einstein

ancora continuare con le lezioni private di francese e chimica, e


la riserva relativa al francese rimane[va] in vigore. Suo padre la
prese con ottimismo quando Jost Winteler gli invio la pagella di meta
anno. Non tutti i giudizi sono all'altezza dei miei desideri e delle
mie aspettative, scrisse ma con Albert mi sono abituato a trovare
voti mediocri insieme a voti ottimi, e percio non ne sono del tutto
scoraggiato.65
La passione per la musica non era venuta meno. Nella sua classe
c'erano nove violinisti, e il loro insegnante osservava che mostravano
qua e la una certa rigidita nella tecnica dell'archetto. Ma Einstein
era citato come eccezione lodevole: Uno studente, di nome Einstein,
e stato addirittura brillante eseguendo con profonda sensibilita un
adagio di una sonata di Beethoven. In occasione di un concerto nella
chiesa locale Einstein fu scelto per suonare come primo violino un
pezzo di Bach. La sua incantevole intonazione e il suo ritmo incomparabile impressionarono il secondo violinista, che gli chiese: Ma
conti le battute?. Einstein rispose: Cielo no, ce 1'ho nel sangue.
II
compagno di scuola Byland rammentava di aver udito Einstein
eseguire una sonata di Mozart con tale passione - Che fuoco c'era
nella sua esecuzione! - che sembrava di sentire il compositore per la
prima volta. Ascoltandolo, Byland si era reso conto che l'apparenza
spiritosa e sarcastica di Einstein era un guscio che racchiudeva nell'intimo un animo piu sensibile. Era una di quelle personality divise
che sanno come proteggere, per mezzo di un'esteriorita spinosa, il
regno delicato della loro intensa vita emotiva.66
L'avversione per le scuole autoritarie e per l'atmosfera militarista
della Germania indusse Einstein a desiderare di rinunciare alia cittadinanza tedesca. Trovo sostegno in Jost Winteler, che disprezzava
tutte le forme di nazionalismo e instillo in lui l'idea che ci si dovesse
considerare cittadini del mondo. Cosi Einstein chiese a suo padre di
aiutarlo ad abbandonare la cittadinanza tedesca. La domanda fu accolta
nel gennaio 1896, e per il momento Einstein si ritrovo apolide.67
Al contempo perse qualsiasi attribuzione religiosa. N ell'istanza
di rinuncia alia cittadinanza tedesca, suo padre aveva scritto, presumibilmente su richiesta di Albert, confessione religiosa: nessuna.
Era una dichiarazione che Albert avrebbe ripetuto anche qualche anno
dopo, al momento della domanda di cittadinanza a Zurigo, e in varie
occasioni nei due decenni successivi.
La rottura con il periodo di ardente adesione al giudaismo della
sua fanciullezza, unita al senso di estraneita che provava per gli ebrei
di Monaco, lo avevano allontanato dalle sue radici. La religione dei

Infanzia

35

padri, come la conobbi a Monaco durante la mia istruzione religiosa


e in sinagoga, invece di attrarmi mi respinse spiego piu tardi a uno
storico ebreo. Gli ambienti ebraici borghesi con cui entrai in contatto
negli anni giovanili, con la loro ricchezza e la mancanza di senso della
comunita, non mi offrivano nulla che sembrasse di valore.68
In seguito, a com inciare d agli anni '20, quando dovette confrontarsi con virulente m anifestazioni di antisem itism o, Einstein
avrebbe iniziato a ristabilire rapporti con la sua identita ebraica.
Non c'e nulla in me che possa essere descritto com e una "fede
eb ra ica ", afferm o tuttavia sono felice di essere un membro del
popolo ebraico. Piu tardi avrebbe espresso la m edesim a idea in
m odi piu coloriti. E ben noto ... che una lum aca pud disfarsi del
suo guscio senza con cio cessare di essere una lum aca. L'ebreo che
abbandona la sua fede disse una volta ... si trova in una posizione
sim ile. Resta un ebreo.69
II
ripudio del giudaismo nel 1896 andrebbe quindi visto non come
una netta rottura ma com e parte di un'evoluzione durata tutta la
vita dei suoi sentimenti nei confronti della sua identita culturale. A
quell'epoca non avrei neppure compreso che cosa potesse voler dire
abbandonare il giudaismo scrisse a un amico 1'anno prima di morire.
Ma ero pienamente consapevole della mia origine ebraica, sebbene
non mi rendessi pienamente conto del significato dell'appartenenza
al popolo ebraico se non molto piu tardi.70
Einstein concluse il suo anno alia scuola di Aarau in un modo che
sarebbe sembrato straordinario per chiunque non fosse uno dei grandi
geni della storia, ottenendo la seconda miglior votazione della sua
classe. (Purtroppo il nome del ragazzo che supero Einstein e ignoto
alia storia.) Su una scala da 1 a 6, 6 essendo il punteggio massimo,
ottenne 5 o 6 in tutte le discipline scientifiche e matematiche oltre che
in storia e italiano. II voto peggiore fu un 3, in francese.
Pote quindi sostenere una serie di esami, scritti e orali, che gli
avrebbero permesso, se li avesse superati, di entrare al Politecnico di
Zurigo. N ell'esam e di tedesco tratteggio un profilo piuttosto superfi
c i a l di un dramma di Goethe e ottenne un 5. In matematica commise
un errore di distrazione, chiamando immaginario un numero, mentre voleva dire irrazionale, ma ottenne ugualmente il voto massimo.
AU'esame di fisica arrivo tardi e se ne ando presto, completando la
prova per cui erano previste due ore in un'ora e quindici minuti; e
ottenne il voto massimo. Nel complesso termind con un punteggio
di 5,5, il migliore tra i nove studenti che sostennero gli esami.
L'unica m ateria in cui non ando bene fu il francese. M a il suo

36

Einstein

componimento in tre capoversi rappresenta, per noi oggi, la parte


piu interessante di tutti i suoi esami. L'argomento era Mes projets
d'avenir, i miei progetti per il futuro. Sebbene il francese non fosse
proprio ineccepibile, le riflessioni personali erano queste:
Se avessi la fortuna di superare gli esami, andrei al Politecnico di
Zurigo a studiare, per quattro anni, matematica e fisica. Penso a me come
a un futuro insegnante di queste branche della scienza, preferibilmente
nei loro aspetti teorici.
Quanto alle ragioni che mi hanno indirizzato verso tale progetto,
metterei al primo posto una certa attitudine al pensiero astratto e matematico ... E stata una scelta dettata anche dai miei desideri. II che e
naturale: si preferisce sempre fare cose per le quali si hanno le capacita.
Nella professione scientifica vi e poi una certa indipendenza che mi
attira non poco.71
N ell'estate del 1896 I'azienda elettrica dei fratelli Einstein falli di
nuovo, questa volta perche non erano riusciti a ottenere i permessi
necessari per costruire un impianto idroelettrico a Pavia. La societa
fu sciolta in modo amichevole, e Jakob trovo impiego come ingegnere
in una grande ditta. Ma Hermann, il cui ottimismo e il cui amor pro
prio tendevano a sopraffare qualsiasi prudenza, insistette per aprire
un'altra azienda per la produzione di dinamo, questa volta a Milano.
Albert era talmente scettico sulle possibility di suo padre che ando dai
parenti e suggeri loro di non finanziarlo, ma non fu ascoltato.72
H erm ann sperava che il figlio un giorno si sarebbe unito a lui
nell'azienda, ma Albert era ben poco attratto dall'ingegneria. In
origine era previsto che diventassi un ingegnere, scrisse piu tardi a
un amico ma il pensiero di dover spendere la mia energia creativa su
cose che rendono ancor piu raffinata la vita pratica di ogni giorno, con
la deprimente prospettiva di una rendita da capitale come obiettivo,
mi era insopportabile. Pensare per il piacere di pensare, come per la
musica!73 E con queste idee se ne ando al Politecnico di Zurigo.

Ill
IL POLITECNICO DI ZURIGO
1896-1900

Lo studente sfrontato
II Politecnico di Zurigo, con 841 studenti, era un'istituzione che preparava principalmente insegnanti e tecnici quando il diciassettenne
Albert Einstein si iscrisse nell'ottobre 1896. Era meno prestigioso della
vicina Universita di Zurigo e delle Universita di Ginevra e Basilea,
che potevano tutte conferire dottorati (uno status che il Politecnico,
ufficialm ente denom inato Eidgenossische Polytechnische Schule,
avrebbe conseguito nel 1911, allorche divenne l'Eidgenossische Technische H ochschule, o ETH). Nondim eno, il Politecnico aveva una
solida reputazione nel campo dell'ingegneria e della scienza. II capo
del dipartimento di fisica, Heinrich Weber, si era di recente procurato
un nuovo e grande edificio, finanziato dal magnate dell'elettrotecnica
(e concorrente dei fratelli Einstein) Werner von Siemens. Vi erano
ospitati laboratori d'avanguardia famosi per le loro misurazioni di
precisione.
Einstein era una delle undici matricole iscritte al corso che formava insegnanti specializzati in matematica e fisica. Viveva in una
camera d'affitto per studenti grazie a un assegno mensile di cento
franchi svizzeri messo a disposizione dai parenti Koch. Ogni mese
ne risparmiava venti per mettere insieme il danaro occorrente per le
pratiche di naturalizzazione come cittadino svizzero.1
Negli anni successivi al 1890 la fisica teorica cominciava ad afferm arsi come disciplina accademica autonoma, e in tutta Europa
proliferavano le cattedre nel settore. I pionieri della nuova disciplina
- come Max Planck a Berlino, Hendrik Lorentz in Olanda e Ludwig
Boltzmann a Vienna - combinavano la fisica con la matematica per
suggerire percorsi dove gli sperimentali dovevano ancora inoltrarsi.
Percio la matematica era considerata una parte rilevante del piano
di studi obbligatori di Einstein al Politecnico.

38

Einstein

Einstein, pero, aveva un'intuizione piu lucida per la fisica che per
la m atematica, e non si rendeva ancora conto di quanto intimamente
le due discipline sarebbero state connesse nell'elaborazione di nuove
teorie. N ei quattro anni trascorsi al Politecnico ottenne votazioni
com prese tra 5 e 6 (su una scala da 1 a 6) in tutti i corsi di fisica
teorica, ma ottenne soltanto dei 4 nella maggior parte dei corsi di
matematica, specialmente in quelli di geometria. Da studente non
capivo molto bene ammise poi che la possibility di conoscere piu
profondamente i principi fondamentali della fisica e legata ai metodi
matematici piu complicati.2
Tale consapevolezza si affaccio un decennio piu tardi, quando fu
alle prese con la geometria della sua teoria della gravitazione e si trovo
costretto a ricorrere alTaiuto di un professore di matematica che in
passato lo aveva definito un fannullone. Ho sviluppato un grande
rispetto per la m atem atica, scrisse a un collega nel 1912 la parte
piu sottile della quale finora nella mia ingenuita avevo considerato
come un puro e semplice lusso. Verso la fine della sua vita espresse
un analogo rammarico in una conversazione con un amico piu gio
vane. AH'inizio della mia carriera diedi per scontato che un fisico di
successo debba conoscere soltanto la matematica elementare disse.
Ma in seguito, con grande rincrescimento, mi resi conto che il mio
presupposto era completamente sbagliato.3
II
suo principale professore di fisica era Heinrich Weber, che un anno
prima era rimasto impressionato cosi favorevolmente da Einstein che,
nonostante il ragazzo non avesse superato l'esame di ammissione al
Politecnico, lo aveva incoraggiato a rimanere a Zurigo e a seguire le sue
lezioni come uditore. Nei primi due anni di Einstein al Politecnico, la
loro reciproca ammirazione rimase intatta. Le lezioni di Weber erano
tra le poche che gli parevano significative. Weber ha esposto la teoria
del calore con grande maestria scrisse nel secondo anno. Lezione
dopo lezione, mi piace. Lavorava nel laboratorio di Weber con fervore e passione, segui quindici corsi con lui (cinque di laboratorio e
dieci di teoria), ed ebbe buoni voti in tutti.4
Ma gradualm ente Einstein perse il suo entusiasm o per Weber.
Pensava che il professore si concentrasse troppo sui fondamenti storici della fisica e non si occupasse molto delle frontiere della ricerca
contemporanea. Tutto d o che era venuto dopo Helmholtz era semplicemente ignorato lamentava un coetaneo di Einstein. Alla fine
dei nostri studi, sapevamo tutto del passato della fisica, ma nulla del
presente e del futuro.
In particolare mancava nelle lezioni di Weber qualsiasi esame dei

II Politecnico di Zurigo

39

grandi progressi compiuti da James Clerk Maxwell, il quale, a cominciare dal 1855, aveva elaborato profonde teorie ed eleganti equazioni
matematiche che descrivevano la propagazione delle onde elettromagnetiche come la luce. Attendemmo invano una presentazione della
teoria di Maxwell scrisse un altro compagno di studi. Einstein piu
di tutti era deluso.5
Sfrontato com'era, Einstein non nascondeva le sue opinioni. E dato
il suo senso della dignita personale, Weber si irritava del malcelato
disprezzo di Einstein. Alla fine dei quattro anni passati insieme i due
erano orm ai antagonisti.
L'irritazione di Weber era un ulteriore esem pio di come la vita
scientifica oltre che personale di Einstein risentisse profondamente
dei tratti distintivi del suo animo svevo: la disinvolta propensione a
contestare l'autorita, l'atteggiam ento sprezzante di fronte all'irreggim entazione e la scarsa riverenza per Fopinione prevalente. Per
esempio, tendeva a rivolgersi a Weber in una maniera piuttosto informale, chiamandolo Herr Weber, signor Weber, invece che Herr
Professor, signor professore.
Quando infine la frustrazione ebbe la meglio sull'ammirazione,
il professor Weber gli parlo in termini assai simili a quelli dell'esasperato insegnante del ginnasio di Monaco. Lei e un ragazzo molto
in gamba, Einstein gli disse Weber. Un ragazzo estremamente in
gamba. Ma ha un grande difetto: non le si pud mai dire nulla.
C'era qualcosa di vero in quella valutazione. Ma Einstein doveva
dimostrare che, nel tormentato mondo della fisica della fine del XIX
secolo, la disinvolta capacita di ignorare il giudizio prevalente non
era il difetto peggiore che si potesse avere.6
La sua impertinenza mise Einstein nei guai anche con l'altro profes
sore di fisica del Politecnico, Jean Pem et, che era incaricato delle esercitazioni sperimentali e di laboratorio. Nel suo corso di esperimenti
di fisica per principianti, Pem et assegno ad Einstein un 1, il voto piu
basso possibile, cosi guadagnandosi il privilegio di passare alia storia
per aver bocciato Einstein in un corso di fisica. La stroncatura era
dovuta in parte al fatto che il nostro di rado si faceva vedere al corso.
Su richiesta scritta di Pernet, nel marzo 1899 Einstein fu oggetto di
una reprimenda ufficiale da parte del rettore per la scarsa diligenza
mostrata nel corso pratico di fisica.7
Perche si specializza in fisica, chiese un giom o Pem et ad Einstein,
invece che in un cam po com e la medicina o magari il diritto? La
ragione rispose Einstein e che ho ancor meno attitudine per quelle
discipline. Perche non dovrei almeno tentare la sorte con la fisica?8

40

Einstein

Nelle rare occasioni in cui Einstein si degnava di farsi vedere nel


laboratorio di Pernet, il suo atteggiamento a volte lo metteva nei guai,
come quel giorno in cui gli fu dato un foglio di istruzioni per un particolare esperimento. Con la sua consueta indipendenza, riferisce il
suo amico e biografo della prima ora Carl Seelig Einstein getto il foglio
nel cestino della carta straccia. E procedette a eseguire 1'esperimento a
modo suo. Che gliene pare di Einstein? chiese Pem et a un assistente.
Fa sempre qualcosa di diverso da quello che ho ordinato.
E vero, signor professore, rispose l'assistente ma le sue soluzioni
sono giuste e i metodi di cui si serve sono di grande interesse.9
Alla fine, a questi metodi dovette pagare uno scotto. Nel luglio
1899 causo nel laboratorio di Pernet un'esplosione che gli procuro
una seria lesione alia mano destra e lo costrinse ad andare in una
clinica a farsi dare dei punti. La lesione gli rese difficile scrivere per
almeno due settimane e gli impedi di suonare il violino per un periodo
anche piu lungo. Ho dovuto mettere da parte il mio violino scrisse a
una donna con cui aveva suonato ad Aarau. Sono sicuro che si stara
chiedendo perche non viene mai estratto dalla sua custodia nera. Probabilmente pensera di essere finito in mano a un patrigno.10 Riprese a
suonare il violino, ma l'incidente parve accrescere la sua propensione
al ruolo di teorico piuttosto che a quello di sperimentale.
Benche si concentrasse piu sulla fisica che sulla matematica, l'insegnante che alia fine avrebbe avuto l'influenza piu positiva su di lui fu
il professore di matematica Hermann Minkowski, un ebreo di origine
russa di bell'aspetto e con la mascella squadrata, che era poco sopra
la trentina. Einstein apprezzava il modo in cui Minkowski collegava
la matematica alia fisica, ma evitava i piu impegnativi dei suoi corsi,
il che spiega perche Minkowski lo definisse un fartnullone: Non si
e mai minimamente preoccupato della matematica.n
Einstein preferiva studiare, seguendo i propri interessi e le proprie
passioni, con uno o due am id .12 Anche se ancora si vantava di essere
un vagabondo e un solitario, cominciava a passare il tempo nei caffe
e a partecipare a serate musicali con una simpatica folia di bohemien,
sue anime gemelle e compagni di studi. Nonostante la fama di per
sona distaccata, a Zurigo strinse amicizie intellettuali durevoli che
divennero legami important! nella sua vita.
Tra questi am id c'era Marcel Grossmann, un mago della m atem a
tica, di famiglia ebraica medio-borghese, il cui padre possedeva una
fabbrica vicino a Zurigo. Grossmann prendeva copiosi appunti che
condivideva con Einstein, meno diligente in fatto di frequenza alle
lezioni. I suoi appunti avrebbero potuto essere stampati e pubbli-

II Politecnico di Zurigo

41

cati decanto piu tardi Einstein alia moglie di Grossmann. Quando


arrivava il momento di prepararmi per gli esami, mi prestava sempre
queste note, che erano la mia salvezza. Preferisco non pensare neppure a che cosa avrei fatto senza quei quaderni.
Insieme Einstein e Grossmann fumavano la pipa e bevevano caffe
ghiacciato discutendo di filosofia al Cafe Metropole in riva al fiume
Limmat. Questo Einstein un giomo sara un grand'uomo predisse
Grossmann ai suoi genitori. In seguito avrebbe contribuito a far a w erare la predizione procurando ad Einstein il suo primo lavoro, all'Ufficio brevetti svizzero, e poi aiutandolo con la matematica di cui aveva
bisogno per trasformare la teoria della relativita ristretta in una teoria
generale.13
Dal momento che molti docenti del Politecnico sembravano scarsam ente aggiornati, Einstein e i suoi amici leggevano per proprio
conto i teorici piu recenti. Marinavo spesso le lezioni e studiavo con
sacro zelo i maestri della fisica teorica a casa racconto poi. Tra questi
c'erano Gtistav Kirchhoff per la radiazione, H erm ann von H elm
holtz per la termodinamica, Heinrich Hertz per l'elettromagnetismo
e Ludwig Boltzmann per la meccanica statistica.
Einstein fu influenzato anche dalla lettura di un teorico meno
noto, August Foppl, il quale nel 1894 aveva scritto un testo divulgativo intitolato Einfuhrung in die Maxwell'sche Theorie der Elektrizitdt
(Introduzione alia teoria dell'elettricita di Maxwell). Come ha sottolineato
lo storico della scienza Gerald Holton, il libro di Foppl e pieno di
concetti che presto sarebbero riecheggiati nell'opera di Einstein. Vi si
trova un paragrafo suirElettrodinamica dei conduttori in moto, che
inizia mettendo in discussione il concetto di moto assoluto. L'unica
maniera per definire il moto, osserva Foppl, e relativamente a un altro
corpo. Di li, l'autore passa a considerare una questione concernente
l'induzione di una corrente elettrica da parte di un campo magnetico: se sia la stessa cosa che un magnete si muova in vicinanza di
un circuito elettrico in quiete o che sia questo a m uoversi mentre il
magnete e in quiete. Einstein avrebbe cominciato il suo articolo del
1905 sulla relativita ristretta sollevando la medesima questione.14
Nel tempo libero, Einstein lesse anche Henri Poincare, il grande
matematico ed erudito francese che sarebbe andato incredibilmente
vicino a scoprire i concetti essenziali della relativita ristretta. Verso
la fine del primo anno di Einstein al Politecnico, nella primavera del
1897, si tenne a Zurigo un congresso di matematica in cui avrebbe
dovuto prendere la parola il grande Poincare. All'ultim o momento il
francese si trovo impossibilitato a essere presente, ma fu letto un suo

42

Einstein

articolo che conteneva quella che sarebbe divenuta una famosa affermazione: Ne lo spazio assoluto, ne il tempo assoluto, e neppure la
geometria euclidea, sono condizioni da imporre alia m eccanica.15
L'aspetto umano
Una sera che Einstein era a casa con la signora Winteler, senti qualcuno che eseguiva una sonata per piano di Mozart. Quando chiese
chi fosse, la padrona di casa gli disse che era un'anziana signora
che viveva nella soffitta della porta accanto e dava lezioni di piano.
Afferrato il violino, Einstein corse fuori senza mettersi ne colletto ne
cravatta. Non pud andare cosi, Herr Einstein gli grido la padrona
di casa. Ma lui la ignoro e si precipito nella casa accanto. L'insegnante
di piano sollevo gli occhi, sbigottita. Continui a suonare supplied
Einstein. Qualche attimo dopo Faria si riempi del suono di un violino
che accompagnava la sonata di Mozart. Piu tardi l'insegnante chiese
chi fosse rintruso che l'aveva accompagnata. Soltanto un innocuo
studente la rassicuro la vicina.16
La musica continuava a incantare Einstein. Non era tanto un'evasione, quanto piuttosto una relazione: con l'armonia alia base dell'universo, con il genio creativo dei grandi com positori, e con le altre
persone che si sentivano a proprio agio legandosi con qualcosa di
piu delle sole parole. Sia nella musica sia nella fisica, Einstein era
profondamente colpito dalla bellezza delle armonie.
Suzanne Markwalder era una ragazza di Zurigo la cui madre ospitava delle serate musicali in cui si eseguiva prevalentemente Mozart.
Suzanne suonava il pianoforte mentre Einstein suonava il violino.
Era molto paziente con i miei difetti ha raccontato la ragazza. Alla
peggio mi diceva: "Eccoti, bloccata come l'asino sulla m ontagna", e
indicava con l'archetto il punto in cui dovevo entrare.
Q uello che Einstein apprezzava in M ozart e Bach era la chiara
struttura architettonica che faceva sembrare la loro musica deterministica e, come le sue teorie scientifiche preferite, strappata all'universo piuttosto che com posta. Beethoven creava la sua m usica,
disse una volta Einstein, ma la musica di Mozart e cosi pura che
sembra essere stata sempre presente nell'universo. Cosi contrapponeva Beethoven a Bach: Mi sento a disagio ascoltando Beethoven.
Penso che sia troppo emotivo, quasi nudo. Datemi Bach, piuttosto,
e poi ancora Bach.
Ammirava anche Schubert per la straordinaria abilita di esprimere
l'emozione. Ma in un questionario che una volta compilo, si mostro

II Politecnico di Zurigo

43

critico nei confronti di altri com positori in m odi che riflettevano


alcune delle sue concezioni scientifiche: Handel aveva una certa
superficiality ; M endelssohn dimostrava un talento considerevole,
ma anche un'indefinibile superficiality che spesso porta alia banalita;
Wagner risentiva di una mancanza di struttura architettonica [che
considero] un segno di decadenza; e Strauss era dotato di molto
talento, ma [privo di] verita interiore.17
Einstein prese anche ad andare in barca a vela, un'attivita piu
solitaria, sugli splendidi laghi alpini intorno a Zurigo. Me lo ricordo
ancora che, quando la brezza cadeva e le vele si afflosciavano come
foglie avvizzite, tirava fuori il suo taccuino e cominciava a scarabocchiare ha raccontato Suzanne Markwalder. Ma appena c'era un alito
di vento era immediatamente pronto a rimettersi a veleggiare.18
I sentimenti politici che aveva nutrito da ragazzo - disprezzo per
l'autorita arbitraria, aw ersione al militarismo e al nazionalismo, rispetto per l'individualita, disdegno dello spreco borghese e della ricchezza ostentata e desiderio di giustizia sociale - erano stati incoraggiati
dal suo padrone di casa e secondo padre di Aarau, Jost Winteler. Ora,
a Zurigo, conobbe un amico di Winteler che divenne un mentore poli
tico dello stesso genere: Gustav Maier, un banchiere ebreo che aveva
contribuito a organizzare la prima visita di Einstein al Politecnico. Con
il sostegno di Winteler, Maier aveva fondato la filiale svizzera della
Societa per la cultura etica, e Einstein fu spesso ospite delle riunioni
informali che si tenevano in casa di Maier.
Einstein ebbe occasione di conoscere e di apprezzare anche Frie
drich Adler, il figlio del leader socialdemocratico austriaco, che studiava a Zurigo. In seguito Einstein lo defini l'idealista piu puro e
fervente che avesse m ai conosciuto. Adler cerco di convincerlo a
entrare nel partito socialdemocratico. Ma non era nello stile di Einstein
dedicare tempo a riunioni di istituzioni organizzate.19
II suo contegno distratto, l'aspetto trasandato, l'abbigliamento logoro
e la smemorataggine, che piu tardi ne avrebbero fatto un'icona del pro
fessore con la testa fra le nuvole, erano gia evidenti quando era studente.
Era famoso per dimenticare gli indumenti, e a volte anche la valigia,
quando viaggiava, e la sua incapacity di ricordarsi delle chiavi divenne
oggetto di scherzo continuo con la padrona di casa. Una volta ando in
visita da amici di famiglia e, raccontava, me ne andai dimenticando
la valigia. "Codesto giovanotto" disse l'ospite ai miei genitori "non
combinera mai grandi cose perche non riesce a ricordare nulla."20
La vita spensierata da studente era offuscata dai ripetuti rovesci
finanziari di suo padre, che, contro il parere di Einstein, continuava

44

Einstein

a cercare di impiantare proprie attivita invece di andare a lav or are


alle dipendenze di una azienda solida, come lo zio Jakob alia fine si
era risolto a fare. Se fosse dipeso da me, papa avrebbe cercato un
lavoro dipendente due anni fa scrisse a sua sorella in un momento
particolarmente cupo nel 1898, quando la ditta del padre sembrava
destinata a un nuovo fallimento.
La lettera aveva toni insolitamente disperati, con ogni probability
piu di quanto la situazione finanziaria dei genitori effettivamente
giustificasse:
Cio che mi deprime piu di ogni altra cosa e la malasorte dei miei
poveri genitori, che da tanti anni non hanno un momento felice. Per
di piu, mi ferisce profondamente il fatto che, pur essendo adulto, non
posso che stare a guardare senza poterci fare assolutamente nulla. Non
sono altro che un peso per la mia famiglia... Sarebbe sicuramente meglio
se addirittura non fossi al mondo. Solo il pensiero che ho sempre fatto
cio che era nelle mie modeste possibility e che non mi concedo mai un
divertimento, una distrazione, a parte cio che mi offrono i miei studi,
mi aiuta a tirare avanti e a volte mi mette al riparo dallo sconforto.21
Forse tutto questo era soltanto un attacco di angoscia adolescenziale. In ogni caso, il padre parve superare la crisi con il consueto
ottimismo. Prima del febbraio successivo aveva vinto gli appalti per
fornire l'illum inazione stradale a due piccoli centri presso Milano.
Sono felice al pensiero che per i nostri genitori i guai peggiori siano
alle spalle scrisse Einstein a M aja. Se tutti vivessero in questo
m odo, cioe com e me, l'arte di scrivere rom anzi non sarebbe mai
stata inventata.22
La nuova vita da bohem ien e il suo solito carattere chiuso rendevano im probabile la continuazione della sua relazione con Marie
W inteler, la dolce e un po' superficiale figlia dei suoi padroni di
casa ad Aarau. In un primo momento, continuo a mandarle a mezzo
posta cesti di biancheria che lei lavava e poi gli restituiva. A volte
non c'era neppure un bigliettino allegato, ma la ragazza cercava
premurosamente di accontentarlo. In una lettera gli scrisse di aver
attraversato i boschi sotto una pioggia battente per andare all'ufficio
postale a rispedirgli i partni puliti. Invano ho aguzzato gli occhi per
cercare un bigliettino, ma la semplice vista della tua amata calligrafia
nell'indirizzo e bastata a rendermi felice.>>
Quando Einstein le faceva sapere che aveva in mente di andarla
a trovare, Marie impazziva di gioia. Ti sono davvero grata, Albert,
della decisione di venire ad Aarau, e non c'e bisogno che ti dica che

II Politecnico di Zurigo

45

contero i minuti fino a quel m omento gli scriveva. Non potrei mai
descrivere, perche non ci sono le parole, quanto mi senta felice fin
da quando la tua cara anima e venuta a vivere e a intrecciarsi con la
mia. Ti amo per tutta l'etem ita, tesoro.
Ma lui voleva porre fine alia relazione. In una delle prime lettere
dopo l'arrivo al Politecnico di Zurigo, proponeva di non scriversi piu.
Amore mio, non capisco bene un punto della tua lettera rispose
Marie. Tu dici che non vuoi piu che ci scriviamo, ma perche, amore?
... Devi essere proprio seccato con me se riesci a essere cosi duro.
Poi cercava di buttarla sul ridere: Ma aspetta, ti tocchera una bella
sgridata quando arrivo.23
Nella lettera successiva Einstein era ancora meno cordiale e protestava per l'invio di una teiera. I1 fatto che ti abbia m andate quell'insignificante piccola teiera non deve farti piacere per forza, purche ti ci
faccia del buon te rispose Marie. Smetti di fare quella faccia arrabbiata che mi guarda da tutti i lati e gli angoli della carta da lettera.
C'era un ragazzino nella scuola dove lei insegnava che si chiamava
Albert e che gli assomigliava. Gli voglio un gran bene diceva. Mi
fa uno strano effetto quando mi guarda e mi sembra sempre che sia
tu a guardare il tuo piccolo amore. 24
Poi le lettere di Einstein cessarono, nonostante le preghiere di
Marie. La ragazza scrisse anche alia madre di Albert chiedendole
consiglio. I1 briccone e diventato terribilmente pigro rispose Pauline
Einstein. Sono tre giorni che aspetto invano sue notizie; dovro fargli
una bella ramanzina quando verra qui.25
Alla fine Einstein dichiaro finita la relazione in una lettera alia
madre di Marie, in cui diceva che non sarebbe venuto ad Aarau per
le vacanze accademiche di quella primavera. Sarebbe piu che spregevole da parte mia comprare qualche giorno di felicita al prezzo di
nuovo dolore: ne ho gia causato troppo alia cara ragazza per colpa
mia scriveva.
Proseguiva dando una valutazione straordinariamente introspettiva - e memorabile - di come aveva cominciato a evitare la sofferenza
dei coinvolgim enti em otivi e le distrazioni di cio che chiam ava il
puramente personale, rifugiandosi nella scienza:
Mi riempie di soddisfazione di un tipo peculiare il fatto che ora
debba provare io stesso un po' del dolore che ho procurato alia cara
ragazza a causa della mia noncuranza e ignoranza della sua delicata
natura. Accanito lavoro intellettuale e osservazione deila natura di Dio
sono gli angeli riconciliatori, fortificatori ma inflessibilmente rigorosi
che mi guideranno attraverso tutte le traversie della vita. Se solo fossi

46

Einstein
capace di trasmettere un po' di questo alia buona ragazza. Eppure, che
modo peculiare e questo di resistere alle tempeste della vita ... in molti
momenti di lucidita mi sembra di essere come uno struzzo che nasconde
la testa nella sabbia del deserto per non vedere il pericolo.26

La freddezza di Einstein nei confronti di Marie Winteler pud sembrare, dal nostro punto di vista, crudele. Ma le relazioni, specialmente
quelle tra adolescenti, sono difficili da giudicare da lontano. Erano
molto diversi, soprattutto dal punto di vista intellettuale. Le lettere di
Marie, in particolare quando si sentiva insicura, scadevano spesso in
ciarle. Sto scrivendo un sacco di stupidaggini, vero, e finira che non
arriverai neppure alia conclusione (ma questo non lo credo) scrisse
in una. In un'altra diceva: Non penso a me stessa, amore, questo
e proprio vero, ma l'unica ragione di cio e che non penso affatto,
salvo quando si tratta di qualche calcolo terribilmente stupido che
richiede, tanto per cambiare, che dimostri di sapem e un po' piu dei
miei alunni.27
Chiunque fosse da biasimare, ammesso che l'uno o l'altra lo fosse,
non c'e da sorprendersi che abbiano preso strade differenti. Dopo la
fine del suo rapporto con Einstein, Marie cadde in una depressione
nervosa, assentandosi spesso da scuola, e qualche anno dopo sposo il
direttore di una fabbrica di orologi. Einstein, da parte sua, usci dalla
relazione per cadere tra le braccia di una persona che era quanto di
piu diverso da Marie si potesse immaginare.
M ileva M arie
Mileva Marie era la figlia primogenita e prediletta di un ambizioso
agricoltore serbo che era entrato nell'esercito, si era sposato con una
donna m oderatamente ricca, e poi si era impegnato a fare tutto il pos
s ib le perche la sua brillante figlia riuscisse ad affermarsi nel mondo
maschile della matematica e della fisica. Mileva trascorse gran parte
della sua infanzia a Novi Sad, una citta serba allora soggetta all'Ungheria,28 e frequento una serie di scuole sempre piu impegnative, in
ciascuna delle quali era invariabilmente la prima della classe, finche
suo padre riusci a convincere i responsabili del liceo classico esclusivamente maschile di Zagabria a permetterle di iscriversi. Dopo essersi
diplomata li con i massimi voti in fisica e matematica, parti alia volta
di Zurigo, dove divenne, alia vigilia dei ventun anni, l'unica donna
del corso di Einstein al Politecnico.
Di oltre tre anni maggiore di Einstein, affetta da una lussazione

II Politecnico di Zurigo

47

congenita dell'anca che la faceva zoppicare, e incline ad attacchi di


tubercolosi e di depressione, M ileva Marie non spiccava ne per la
sua bellezza ne per la sua personality. Molto intelligente e seria,
minuta, delicata, bruna e tutt'altro che bella e la descrizione che ne
diede un'am ica di Zurigo.
Ma aveva delle qualita che Einstein, almeno negli anni romantici
degli studi, trovava attraenti: una passione per la matematica e la
scienza, una profondita pensierosa e una personality accattivante. I
suoi occhi profondi erano di un'intensita ammaliante, sul viso aleggiava una nota seducente di malinconia.29 Nel corso degli anni sarebbe
diventata la musa di Einstein, la compagna, l'am ante, la moglie, la
bestia nera e la sua avversaria, e avrebbe creato un campo emotivo
piu potente di quello di chiunque altro nella sua vita. Lo avrebbe a fasi
altem e attratto e respinto con una forza cosi intensa che uno scienziato
puro come lui era non sarebbe mai stato in grado di sondare.
Si conobbero quando entram bi entrarono al Politecnico, nell'ottobre 1896, ma la loro relazione ebbe inizio soltanto qualche tempo
dopo. Non c'e alcun indizio nelle loro lettere e nei loro ricordi che
fossero qualcosa di piu che compagni di corso durante il primo anno
accademico. Decisero comunque di andare a fare un'escursione insiem e nell'estate del 1897. Q uelFautunno, spaventata dai nuovi
sentimenti che stava provando a causa di Einstein, la Marie decise
di allontanarsi temporaneamente dal Politecnico e di seguire invece
dei corsi all'Universita di Heidelberg.30
La sua prima lettera ad Einstein giunta fino a noi, scritta qualche
settimana dopo la partenza per Heidelberg, mostra barlumi di un'attrazione sentimentale ma mette anche in evidenza la sua noncuranza e
sicurezza di se. Si rivolge ad Einstein con il pronome formale Sie (lei,
in tedesco) e non con il piu intimo du. A differenza di Marie Winteler,
sottolinea puntigliosam ente di non essere ossessionata dal pensiero
di lui, che pure le aveva scritto una lettera insolitamente lunga. E
passato ormai un po' di tempo da quando ho ricevuto la sua lettera
dice e avrei risposto immediatamente ringraziandola del sacrificio
di scrivere quattro lunghe pagine, e le avrei anche parlato della gioia
che m i ha procurato con la nostra gita insieme, ma ha detto che avrei
dovuto scriverle in un giorno in cui mi capitasse di essere annoiata.
E io sono m olto ubbidiente, e ho aspettato e aspettato che venisse la
noia; ma finora la mia attesa e stata vana.
A distinguere ancor piu la Marie da Marie Winteler era Fintensifa
intellettuale delle sue lettere. In questa prim a m issiva, esprimeva
entusiasm o per le lezioni di Philipp Lenard cui aveva assistito. Le

48

Einstein

lezioni di Lenard, che allora era assistente a H eidelberg, vertevano


sulla teoria cinetica, che spiega le proprieta dei gas attribuendole
alle azioni di milioni di singole molecole. Oh, era tutto molto chiaro
nella lezione di ieri del professor Lenard scriveva. Sta parlando
della teoria cinetica del calore e dei gas. Ne risulta che le m ole
cole di ossigeno si m uovono con una velocita di oltre 400 m etri al
secondo, e allora il buon professore ha fatto calcoli su c a lc o li... e alia
fine si e visto che quantunque le m olecole si m uovano con questa
velocita, percorrono una distanza pari a solo 1/100 dello spessore
di un capello.
La teoria cinetica non era ancora stata pienamente accettata dalla
comunita scientifica ortodossa (anzi, non lo era stata neppure l'esistenza di atomi e molecole), e la lettera della Marie indicava che non
aveva una profonda com prensione dell'argom ento. Per una triste
ironia della sorte, Lenard sarebbe stato uno dei prim i ispiratori di
Einstein, ma in seguito sarebbe diventato uno dei suoi piu odiosi
persecutori antisemiti.
La Marie faceva anche dei com m enti sulle idee di cui Einstein
l'aveva messa a parte nella precedente lettera, in merito alia difficolta
che i mortali hanno nel comprendere l'infinito. Non credo che si
debba attribuire alia struttura del cervello umano il fatto che l'uom o
non riesce ad afferrare l'infinito scriveva. L'uomo e perfettamente
in grado di immaginare la felicita infinita, e dovrebbe essere capace
di comprendere anche l'infinita dello spazio: credo anzi che questo
dovrebbe essere molto piu facile. C 'e qui una vaga eco dell'idea di
Einstein della fuga dal puramente personale per rifugiarsi nella
sicurezza della riflessione scientifica: appare piu facile immaginare
lo spazio infinito che la felicita infinita.
Tuttavia la Marie, come risulta chiaramente dalla sua lettera, stava
pensando ad Einstein anche in termini piu personali. Aveva parlato di
lui perfino al suo adorante e protettivo padre. Papa mi ha dato del
tabacco da portare con me perche glielo consegnassi personalmente
scriveva. Desiderava tanto stimolare il suo interesse per il nostro
piccolo paese di fuorilegge. Gli ho detto tutto di lei: deve assolutamente venire a casa mia un giorno o l'altro. Voi due avreste davvero
un sacco di cose di cui parlare! II tabacco, a differenza della teiera
di Marie Winteler, era un regalo che Einstein avrebbe probabilmente
apprezzato, ma la Marie diceva in tono canzonatorio che non glielo
avrebbe mandato. Dovrebbe pagare un diritto doganale su di esso,
e poi mi maledirebbe.31
Questa mescolanza contraddittoria di giocosita e serieta, di non-

II Politecnico di Zurigo

49

curanza e intensita, di intimita e distacco - cosi peculiare ma pure


cosi evidente anche in Einstein - dovette esercitare un'attrazione
su di lui, che la esorto a tornare a Zurigo. Intom o al febbraio 1898
Mileva decise in questo senso, e Einstein entro in uno stato di grande
eccitazione. Sono sicuro che non rimpiangera la vostra decisione
le scrisse. Dovrebbe tornare al piu presto possibile.
Le diede un cenno di come ciascun professore si stava comportando (ammettendo di trovare quello che insegnava geometria un
po' impenetrabile), e le promise di aiutarla a rimettersi in pari con
l'aiuto degli appunti che lui e Marcel Grossmann avevano preso alle
lezioni. L'unico problema era che probabilmente non sarebbe riuscita
a riavere la sua vecchia bella stanza alia vicina pensione. Ben le
sta, piccola fuggitiva!32
In aprile Mileva era di ritom o, alloggiata in una pensione a pochi
isolati da quella di Einstein, e ora i due formavano una coppia. Condividevano libri, entusiasmi intellettuali e intimita, e avevano accesso
l'uno alia camera dell'altra. Una volta in cui aveva di nuovo dimenticato la chiave ed era chiuso fuori di casa, Einstein ando da lei e prese
in prestito la sua copia di un testo di fisica. Non sia in collera con
me le scrisse nel biglietto che le lascio. Piu avanti in quello stesso
anno, un analogo biglietto per lei aggiungeva: Se non ha niente in
contrario, m i piacerebbe venire a trovarla questa sera per leggere
insieme.33
Gli amici erano sorpresi che un uomo sensuale e di bell'aspetto
come Einstein, che avrebbe potuto far innamorare di se quasi qualunque donna, si ritrovasse con una serba piccola e scialba che zoppicava
e spirava malinconia. Non avrei mai il coraggio di sposare una donna
che non fosse assolutamente sana gli disse un compagno di studi. E
Einstein rispose: Ma ha una voce cosi bella.34
La madre di Einstein, che aveva adorato Marie Winteler, era anche
lei perplessa sulla cupa intellettuale che ne aveva preso il posto. La
sua fotografia ha fatto un grande effetto sulla mia vecchia signora
scrisse Einstein da Milano, dove era in visita dai genitori nelle vacanze
di prim avera del 1899. Mentre lei la studiava con attenzione, ho
detto con slancio: "Si, si, e proprio una in gam ba". Ho gia dovuto
sopportare molte prese in giro per questo.35
E facile capire perche Einstein sentisse affinita per la Marie. Erano
anime gemelle che si sentivano studiosi isolati ed estranei al mondo
che li circondava. Un po' ribelli alle aspettative borghesi, erano entrambi intellettuali che cercavano nell'amore qualcuno che fosse anche
un compagno, un collega e un collaboratore. Comprendiamo cosi

50

Einstein

bene i segreti dell'anima l'uno dell'altra, e a tutti e due piace bere caffe
e mangiare salsicce, eccetera le scrisse Einstein.
Lui sapeva come dare un senso malizioso agli eccetera. Chiuse un'altra lettera con: I migliori auguri eccetera, soprattutto questi ultimi.
Dopo essere stato lontano per qualche settimana, elencava le cose che
gli piaceva fare con lei: Presto sard di nuovo con il mio amore e potro
baciarla, abbracciarla, farmi il caffe con lei, sgridarla, studiare con lei,
ridere con lei, passeggiare con lei, chiacchierare con lei, e all/infinito!.
Si facevano un vanto di condividere la loro eccentricita. Sono lo stesso
mascalzone che sono sempre stato, le scrisse Einstein pieno di stravaganze e di malizia, e lunatico come sempre !36
Soprattutto Einstein amava la Marie per la sua mente. Come sard
fiero di avere per innamorata una piccola dottoressa le scrisse a un
certo punto. Scienza e idillio sembravano intrecciarsi. Mentre era in
vacanza con la famiglia nel 1899, Einstein lamentava in una lettera
alia Marie: Quando ho letto Helmholtz per la prima volta non riuscivo - e ancora non ci riesco - a credere che lo stavo facendo senza
averla seduta accanto a me. Mi piace lavorare insiem e e lo trovo
tranquillizzante e anche meno noioso.
In effetti la maggior parte delle loro lettere m escolava effusioni
romantiche con entusiasmi scientifici, spesso dando il maggior risalto a
questi ultimi. In una lettera, per esempio, Einstein prefigurava non sol
tanto il titolo ma anche alcuni concetti della sua grande memoria sulla
relativita ristretta. Sono sempre piu convinto che relettrodinamica
dei corpi in movimento come viene presentata oggi non corrisponda
alia realta e che sara possibile presentarla in un modo piu semplice
scriveva. L'introduzione del termine "etere" nelle teorie dell'elettricita ha condotto alia concezione di un mezzo il cui moto pud essere
descritto, credo, senza che si possa attribuirvi significato fisico.37
Anche se questa miscela di vicinanza intellettuale ed emotiva gli
piaceva, di tanto in tanto Einstein tom ava ad avvertire l'attrattiva
del piu semplice desiderio rappresentato da Marie Winteler. E con
la mancanza di tatto che ai suoi occhi passava per onesta (o forse a
causa del suo malizioso desiderio di tormentare gli altri), lo faceva
capire alia Marie. Dopo le vacanze estive del 1899, decise di portare
la sorella a iscriversi alia scuola di Aarau, dove viveva Marie. Scrisse
alia Marie per assicurarle che non avrebbe trascorso molto tempo con
la sua ex fidanzata, ma la promessa era formulata in un modo da
risultare, forse intenzionalmente, piu inquietante che rassicurante.
Non andro tanto spesso ad Aarau ora che la ragazza di cui ero cosi
follemente innamorato quattro anni fa sta tom ando a casa diceva.

II Politecnico di Zurigo

51

In generale mi sento abbastanza al riparo nella calm a della mia


roccaforte. Ma so che se la vedessi qualche altra volta certamente
impazzirei. Di questo sono sicuro, e lo temo come il fuoco.
La lettera proseguiva, fortunatamente per la Marie, con una descrizione di cio che avrebbero fatto quando si fossero rivisti a Zurigo,
un passo in cui Einstein rendeva ancora una volta chiaro perche la
loro relazione fosse cosi speciale. La prima cosa che faremo e scalare l'Utliberg diceva, riferendosi a un'altura alle porte della citta.
La avrebbero potuto divertirsi a tirar fuori i ricordi delle cose che
avevano fatto insieme in altre escursioni. Gia mi immagino come
ce la spasseremo scriveva. Infine, con uno svolazzo che soltanto
loro avrebbero potuto apprezzare pienamente, concludeva: E poi
affronteremo la teoria elettromagnetica della luce di Helmholtz.38
Nei m esi seguenti le loro lettere divennero ancora piu intime e
appassionate. Einstein com incio a chiam arla Doxerl (bambolina),
oltre che mia sfrenata birbantella e mia monella di strada; lei lo
chiamava Johannzel (Giovannino) e mio piccolo dispettoso amore.
A irinizio del 1900 erano passati al confidenziale du, un processo che
era iniziato con un bigliettino di Mileva del seguente tenore:
Mio piccolo Johannzel,
siccome mi piaci cosi tanto e sei cosi lontano che non posso darti
un bacetto, ti scrivo questa lettera per chiederti se io ti piaccio tanto
quanto tu piaci a me. Rispondi immediatamente.
Mille baci dalla tua
Doxerl39
Laurea, agosto 1900
Anche dal punto di vista accademico le cose andavano bene per
Einstein. N egli esam i di fine biennio dell'ottobre 1898 era stato il
migliore del suo corso, con una media di 5,7 su un massimo di 6.
Secondo con la media del 5,6 era stato il suo amico addetto a prendere
gli appunti di matematica, Marcel Grossmann.40
Per laurearsi Einstein doveva fare una tesi di ricerca. Inizialmente
propose al professor Weber l'esecuzione di un esperimento per la
misura della velocita del moto della Terra attraverso l'etere, l'ipotetica sostanza che consentiva la propagazione delle onde luminose
nello spazio. L'opinione corrente, che Einstein avrebbe poi demolito
con la sua famosa teoria della relativita ristretta, era che se la Terra
fosse stata in m ovimento attraverso l'etere, sarebbe stato possibile
rilevare una differenza nella velocita osservata della luce, a seconda

52

Einstein

che il moto fosse in direzione della sorgente del raggio luminoso o


in direzione opposta.
Durante la sua visita ad Aarau al termine delle vacanze estive del
1899, lavoro su questo argomento con il preside della sua ex scuola. Mi
e venuta una buona idea per indagare la maniera in cui il moto relativo
di un corpo rispetto all'etere influenza la velocita di propagazione
della luce scrisse alia Marie. La sua idea prevedeva la costruzione
di un apparato con degli specchi disposti ad angolo in modo che la
luce proveniente da un'unica sorgente venga riflessa in due direzioni
differenti, e una parte del raggio fosse inviata nella direzione del moto
della Terra mentre l'altra parte del raggio si propagava nella direzione
perpendicolare. In una conferenza su come aveva scoperto la relativita,
Einstein raccontd poi che la sua idea era di dividere un raggio luminoso,
farlo riflettere in direzioni diverse, e verificare se c'era una differenza
di energia a seconda che la sua direzione fosse o no quella del moto
della Terra attraverso l'etere. Si poteva fare, premetteva, utilizzando
due pile termoelettriche per determinare la differenza tra le quantita
di calore generate in esse.41
Weber respinse la proposta. Einstein non si rendeva pienamente
conto che esperim enti analoghi erano gia stati effettuati da m olti
altri, tra i quali gli americani Albert Michelson ed Edward Morley,
e che nessuno era riuscito a rilevare alcuna prova dell'esistenza del
problematico etere o della dipendenza della velocita della luce dal
moto dell'osservatore o della sorgente luminosa. Dopo aver discusso
la questione con Weber, Einstein lesse una memoria pubblicata l'anno
precedente da Wilhelm Wien, in cui erano brevemente descritti tredici
esperim enti, com preso quello di Michelson-M orley, effettuati per
rivelare l'etere.
Einstein invio al professor Wien la sua memoria speculativa sull'argom ento e gli chiese di rispondergli. Mi scrivera al Politecnico
pronostico alia Marie. Se vedi una lettera per me da quelle parti,
aprila pure. Non risulta che Wien abbia mai risposto.42
La successiva proposta di ricerca avanzata da Einstein prevedeva
l'indagine sul legame tra le capacita di diversi materiali di condurre
il calore e di condurre l'elettricita, un legame che era suggerito dalla
teoria dell'elettrone. A quanto pare, neppure questa idea piacque a
Weber, e cosi Einstein fu costretto, insieme alia Marie, a condurre uno
studio esclusivamente sulla conduzione del calore, che era uno dei
settori di competenza di Weber.
In seguito Einstein liquido la tesi di laurea come priva di interesse
per me. Weber diede a lui e alia Marie i due voti piu bassi di tutto

II Politecnico di Zurigo

53

il corso, un 4,5 e tin 4,0 rispettivamente; Grossmann, invece, ottenne


un 5,5. Aggiungendo al danno la beffa, Weber affermo che Einstein
non aveva steso la sua copia sulla prescritta carta regolamentare, e
10 costrinse a ricopiare l'intera tesi.43
Nonostante il voto basso sulla tesi, Einstein riusci a cavarsela con
una media del 4,9 nella valutazione finale, classificandosi al quarto
posto su cinque nel suo corso. Anche se il delizioso mito che sia stato
bocciato in matematica alia scuola superiore e smentito dalla storia,
questa ci offre almeno come consolazione la divertente circostanza
che si sia laureato quasi con i voti peggiori del suo corso.
Se non altro si laureo. La sua media del 4,9 era appena sufficiente
a fargli conseguire il diploma, cosa che ebbe luogo ufficialmente nel
luglio 1900. Mileva Marie invece ottenne solo un 4,0, di gran lunga
11 voto piu basso del corso, e non pote laurearsi. Decise che avrebbe
ritentato l'anno seguente.44
Come e facile immaginare, gli anni di Einstein al Politecnico furono
contraddistinti dalla orgogliosa affermazione del proprio nonconformismo. I1 suo spirito di indipendenza si manifesto un giorno in
aula quando il professore cito una blanda misura disciplinare appena
assunta dalle autorita scolastiche ha raccontato un com pagno di
studi. Einstein protesto. La premessa fondamentale di ogni processo
educativo, secondo lui, era l'esigenza di liberta intellettuale.45
Per tutta la vita Einstein avrebbe parlato con affetto del Politecnico
di Zurigo, ma avrebbe anche sottolineato che non gli era piaciuta la
disciplina che era implicita nel sistema di esami. I1 guaio era, naturalmente, che, piacesse o no, bisognava ammucchiare tutta quella roba
nella testa per gli esam i scrisse. Questa coercizione ebbe un effetto
cosi deprimente su di me che, quando ebbi dato l'ultimo esame, per un
anno intero qualsiasi problema scientifico mi parve disgustoso.46
In realta questa reazione non era ne possibile ne vera. Nel giro di
qualche settimana era guarito e, quando alia fine di luglio di quell'anno
raggiunse la madre e la sorella per le vacanze estive sulle Alpi svizzere,
fini per portare con se alcuni libri scientifici, compresi testi di Gustav
Kirchhoff e Ludwig Boltzmann. Ho studiato molto, scriveva alia
Marie soprattutto le famose ricerche di Kirchhoff sul moto del corpo
rigido. E ammetteva che il suo risentimento per gli esami era gia
svanito. I miei nervi si sono calmati a sufficienza perche io possa di
nuovo lavorare con piacere scriveva. Come stanno i tuoi?47

IV
I FIDANZATI
1900-1904

Vacanze estive, 1900


Fresco di laurea, portando con se il suo Kirchhoff e altri libri di
fisica, Einstein arrivo alia fine di luglio del 1900 a Melchtal, un paesino
annidato sulle Alpi svizzere tra il lago di Lucema e il confine con l'ltalia, per trascorrere le vacanze estive con la famiglia. Al seguito aveva
la terribile zia, Julia Koch. Alla stazione ferroviaria vennero loro
incontro sua madre e sua sorella, che lo coprirono di baci, dopodiche
si stiparono tutti su una carrozza e si aw iaron o verso la montagna.
Giunti in prossimita dell'albergo, Einstein e la sorella scesero per
continuare a piedi. Maja gli confidd di non aver osato discutere con
la madre la sua relazione con Mileva Marie, che era nota in famiglia
come affare Doxerl, dal nomignolo con cui lui la chiamava, e gli
chiese di andarci piano con la mamma. Ma non era nella natura di
Einstein tenere chiusa la mia grande bocca, come poi si espresse
nella lettera a Mileva sulla scenata, e neppure era nella sua natura
proteggere i sentimenti della Marie risparmiandole tutti i particolari
drammatici di cio che segui.1
Ando nella stanza di sua madre che, dopo essersi informata dei suoi
esami, gli chiese: E allora, che ne sara della tua Doxerl adesso?.
Diventera mia moglie rispose Einstein, cercando di ostentare la
medesima noncuranza con cui lei gli aveva fatto la domanda.
Sua madre, racconto poi Einstein, si getto sul letto, sprofondo
la testa nel cuscino, e pianse come un bambino. Alla fine riusci a
ritrovare la calma e passo all'attacco. Stai rovinando il tuo futuro e
distruggendo le tue opportunita disse. Nessuna famiglia rispettabile la ricevera. Se rimane incinta sarai davvero nei guai.
A quel punto tocco ad Einstein perdere la calma. Ho negato con
forza che avessimo vissuto nel peccato riferi poi alia Marie e l'ho
rimproverata duramente.

Ifidanzati

55

Proprio mentre stava per precipitarsi fuori, entro un'am ica della
madre, nna piccola e vispa signora, una vecchia pettegola della spe
cie piu amabile. Prontamente passarono ai consueti argomenti insi
g nificant: il tempo, i nuovi ospiti delle terme, i bambini maleducati.
Poi uscirono per andare a pranzo e a fare musica.
Cosi si altemarono per tutta la vacanza periodi di bufera e di calma.
Di tanto in tanto, proprio quando Einstein pensava che la crisi fosse
rientrata, sua madre tom ava sulla questione. E un libro, come te,
ma tu avresti bisogno di una moglie polemizzo una volta. Un'altra
volta si appiglio al fatto che la Marie aveva ventiquattro anni e lui solo
ventuno. Quando avrai trent'anni, lei sara una vecchia strega.
II
padre di Einstein, che era ancora a Milano a lavorare, intervenne
con una lettera moralistica. II senso generale della tesi dei genitori
- almeno quando si trattava di Mileva Marie e non di Marie Win
teler - era che una moglie fosse un lusso che un uomo si poteva
permettere soltanto quando aveva un tenore di vita agiato. Ho una
pessim a opinione di questa concezione del rapporto tra un uomo
e sua m oglie, disse Einstein alia Marie perche rende la m oglie
distinguibile da una prostituta solo in quanto la prima e capace di
assicurarsi un contratto a vita.2
Nei m esi successivi vi furono momenti in cui parve che i genitori
avessero deciso di accettare la loro relazione. La mamma sta lentamente rassegnandosi scrisse Einstein alia Marie in agosto. Analogamente in settembre: Sembra che si siano arresi all'inevitabile.
Credo che a entrambi finirai per piacere moltissimo una volta che ti
conosceranno. E di nuovo in ottobre: I miei genitori hanno battuto
in ritirata, con riluttanza ed esitazione, ora che hanno visto che la
battaglia di Doxerl la perderanno.3
Ma a piu riprese, dopo ogni periodo di rassegnazione, la loro resistenza tom ava a divampare, con im prevedibili sussulti di crescente
frenesia. La mamma piange di continuo disperatamente e non ho
un solo momento di pace scrisse alia fine di agosto. I miei genitori
piangono per me quasi come se fossi morto. E continuano a dire che
con la mia devozione nei tuoi confronti mi sono attirato la sventura.
Pensano che tu non sia sana.4
La costem azione dei genitori di Einstein aveva poco a che fare con
la circostanza che la Marie non fosse ebrea, dal momento che neppure
Marie Winteler lo era, e neppure con il fatto che fosse serba, sebbene
cio di certo non aiutasse la sua causa. Sembra che fondamentalmente
la considerassero una moglie inadeguata per molte delle ragioni per
cui la consideravano tale anche alcuni degli amici di Einstein: era

56

Einstein

maggiore di eta, un po' malaticcia, zoppicava, era di aspetto ordinario


ed era un'intellettuale appassionata ma non eccezionale.
Tutta questa pressione non faceva che alimentare gli istinti ribelli
di Einstein e la passione per la sua sfrenata monella di strada, come
la chiamava. Soltanto adesso mi rendo conto di quanto pazzamente
sono innamorato di te! II loro rimase, per quanto appare dalle lettere,
un rapporto in uguale misura intellettuale e sentimentale, ma il sentimento adesso ardeva di un fuoco che non ci si sarebbe aspettato da
un sedicente solitario. Mi sono accorto che non ti bacio da un mese
intero, e ti desidero terribilmente scrisse lui a un certo punto.
Durante una rapida puntata a Zurigo compiuta in agosto per verificare le prospettive di lavoro, si ritrovo a camminare in giro come
inebetito. Senza di te mi manca la fiducia in me stesso, non trovo
piacere nel lavoro, ne nella vita... in poche parole, senza di te la vita
non e vita. Tento perfino di dedicarle una poesia, che iniziava: Oh
santo cielo! Questo Johannzel! / Cosi pazzo di desiderio / mentre
pensa alia sua Doxerl. / II suo cuscino prende fuoco.5
La loro passione pero aveva qualcosa di elevato, alm eno nelle
loro menti. Con un atteggiamento elitario da giovani tedeschi frequentatori di caffe che hanno letto una volta di troppo la filosofia di
Schopenhauer, tracciavano con disinvoltura la distinzione m istica
tra i loro spiriti rarefatti e i piu bassi istinti e bisogni delle masse.
Nel caso dei miei genitori, come in quello della m aggior parte delle
persone, i sensi esercitano un controllo diretto sulle emozioni scrisse
Einstein a Mileva nel bel mezzo delle battaglie familiari di agosto.
Nel nostro caso, grazie alle circostanze fortunate in cui viviamo, il
godimento della vita e enormemente dilatato.
A onor del vero, Einstein rammentava alia Marie (e a se stesso) che
non dobbiamo dimenticare che molte esistenze come quella dei miei
genitori rendono possibile la nostra. Gli istinti semplici e schietti di
persone come i suoi genitori avevano consentito il progresso della
civilta. Cosi sto cercando di salvaguardare i miei genitori senza compromettere nulla che sia importante per me... e d oe te, amore mio!
Nel tentativo di compiacere la madre, Einstein prese a comportarsi
come un figlio modello nel grand hotel di Melchtal. Trovava esagerati
gli interminabili pasti e indolenti e viziati i clienti vestiti con troppa
ricercatezza, ma suonava ubbidiente il violino per gli amici della
madre, conversava educatamente e simulava buon umore. Funziond.
La mia popolarita tra gli ospiti di qui e i miei successi musicali hanno
l'effetto di un balsamo sul cuore di mia madre.6
Quanto al padre, Einstein decise che il miglior modo di rabbonirlo,

I fidanzati

57

oltre che di disinnescare parte della carica emotiva generata dalla sua
relazione con la Marie, fosse quello di fargli visita a Milano, fare un
giro delle sue nuove centrali elettriche e informarsi sull'azienda di
famiglia in modo da poter prendere il posto di papa in caso di emergenza. H erm ann Einstein ne parve cosi compiaciuto che promise di
portarlo a Venezia al termine del giro di ispezione. Parto per llta lia
sabato per condividere i "san ti sacram enti" am m inistrati da mio
padre, ma il prode svevo7 non ha paura.
La visita al padre ando bene, in m assima parte. Figlio distante ma
premuroso, si era profondamente crucciato per ogni crisi finanziaria
della famiglia, forse piu di suo padre. Ma gli affari andavano bene
per il mom ento e Hermann Einstein era su di morale. Mio padre e
un uomo completamente diverso ora che non ha piu preoccupazioni
economiche scrisse Einstein alia Marie. Soltanto una volta l'affare
Doxerl si intromise tra loro tanto che Albert considero l'eventualita
di interrompere la visita, ma questa minaccia allarmo a tal punto suo
padre che Einstein decise di attenersi al programma iniziale. Sembrava lusingato che suo padre apprezzasse sia la sua compagnia sia
la sua disponibilita a occuparsi dell'azienda di famiglia.8
Sebbene Einstein a volte parlasse in termini tutt'altro che positivi
dell'idea di fare l'ingegnere, sarebbe stato possibile che intraprendesse
quella carriera alia fine dell'estate del 1900, specialmente se, durante la
gita a Venezia, suo padre glielo avesse chiesto, o se fosse intervenuto
il destino a imporgli di prenderne il posto. Dopotutto era un laureato
di prim o livello in un corso universitario per insegnanti e non aveva
un incarico di insegnamento, non aveva titoli come ricercatore e di
certo non aveva protettori accademici.
Se avesse fatto una simile scelta nel 1900, con ogni probability Einstein
sarebbe diventato un ingegnere abbastanza bravo, ma verosimilmente
non un grande in quel campo. Negli anni seguenti si sarebbe dilettato di
invenzioni e avrebbe tirato fuori qualche buona idea per dispositivi che
andavano dai frigoriferi silenziosi a un congegno per la misura di tensioni
elettriche molto basse. Ma nessuna di queste si rivelo un importante progresso tecnologico o un successo di mercato. Anche se sarebbe diventato
un ingegnere piu brillante di suo padre o di suo zio, non e affatto certo
che avrebbe avuto un maggior successo finanziario.
Tra le m olte circostanze sorprendenti della vita di Albert Einstein
ci fu la difficolta che incontro per ottenere un incarico accademico.
In effetti sarebbero dovuti passare, incredibilmente, nove anni dalla
sua laurea al Politecnico di Zurigo nel 1900 - e quattro dall'anno
miracoloso in cui non solo sovverti la fisica, ma riusci finalmente a

58

Einstein

farsi accettare una dissertazione di dottorato - prima che gli venisse


offerto un posto di professore incaricato.
II ritardo non dipese da una scarsa motivazione da parte sua. Alla
meta di agosto del 1900, tra la vacanza in famiglia a Melchtal e la visita
al padre a Milano, Einstein fece una puntata a Zurigo per verificare la
possibility di ottenere un posto di assistente al Politecnico. Era normale
che ogni laureato trovasse, se lo desiderava, un posto del genere, e
Einstein era fiducioso che le cose sarebbero andate cosi. Nel frattempo
rifiuto l'offerta di un amico che voleva aiutarlo a trovare un posto in
una compagnia di assicurazioni, liquidando quell'occupazione come
una giomata di otto ore di lavoro noioso e ripetitivo. Come disse alia
Marie, si devono evitare attivita che istupidiscono.9
II problema era che i due professori di fisica del Politecnico erano
perfettamente consapevoli della sua sfrontatezza ma non del suo genio.
Ottenere un posto con il professor Pernet, che lo aveva rimproverato,
era fuori questione. Quanto al professor Weber, aveva sviluppato una
tale allergia nei suoi confront! che, non essendo disponibile nessun altro
laureato del dipartimento di fisica e matematica per il posto di assi
stente, assunse piuttosto due studenti della sezione di ingegneria.
Non rimaneva che il professore di m atem atica, Adolf Hurwitz.
Q uando uno dei suoi assistenti ottenne una cattedra in un liceo,
Einstein manifesto la sua esultanza alia Marie: Questo significa che
andro alle dipendenze di Hurwitz, a Dio piacendo. Purtroppo aveva
saltato la maggior parte dei corsi del professore, un affronto che a
quanto pare non era stato dim enticato.10
Alla fine di settembre Einstein era ancora dai suoi genitori a Milano
e non aveva ricevuto nessuna offerta di lavoro. H o in m ente di
andare a Zurigo il primo ottobre per parlare di persona con Hurwitz
del posto disse. Di certo e meglio che scrivere.
Una volta la, progettava anche di verificare la possibility di dare lezioni
private in modo da riuscire a tirare avanti mentre Mileva si preparava
per ripetere gli esami finali. Non importa che cosa accadra, faremo la
vita piu meravigliosa del mondo. Lavoro piacevole e stare insieme; e
quel che piu conta, adesso non rispondiamo a nessuno, possiamo essere
indipendenti e goderci a pieno la giovinezza. Chi potrebbe desiderare
di meglio? Quando avremo raggranellato denaro sufficiente, potremo
comprarci le biciclette e fare un giro in bici ogni due settimane.n
Einstein alia fine decise di scrivere a Hurwitz invece di andarci di
persona, e fu probabilmente un errore. Le sue due lettere non sono
modelli da proporre alle future generazioni perche imparino a formulare una domanda di lavoro. Einstein ammetteva senza difficolta

Ifidanzati

59

di non essersi fatto vedere alle lezioni di calcolo infinitesimale di


Hurwitz e di essere stato interessato piu alia fisica che alia matema
tica. Poiche la mancanza di tempo mi ha impedito di prendere parte
al seminario di m atem atica, diceva alquanto goffamente non c'e
nulla in mio favore salvo il fatto che ho seguito la maggior parte delle
lezioni proposte. Non senza una certa arroganza, affermava di essere
ansioso di ricevere risposta perche la concessione della cittadinanza
a Zurigo, per la quale ho fatto dom anda, e condizionata alia mia
capacita di dimostrare che ho un posto di lavoro fisso.12
La fiducia di Einstein non era inferiore alia sua impazienza. Hurwitz non mi ha ancora scritto, disse tre soli giorni dopo aver inviato
la sua lettera ma sono quasi certo che otterro il posto. Non fu cosi. In
effetti, riusci a essere l'unico laureato nella sua sezione del Politecnico
cui non fu offerto un lavoro. Fui improvvisamente abbandonato da
tutti ricordo in seguito.13
Alla fine di ottobre del 1900 Einstein e la Marie erano entrambi di
ritomo a Zurigo, dove trascorrevano la maggior parte delle giomate
nell'appartam ento di lei a leggere e scrivere. Quel mese, sulla sua
domanda di cittadinanza, Einstein rispose nessuna alia domanda
sulla sua appartenenza religiosa, e quanto all'occupazione scrisse: do
lezioni private di matematica nell'attesa di ottenere un posto fisso.
In tutto quell'autunno riusci a trovare soltanto otto sporadiche
lezioni, mentre i suoi parenti avevano posto fine al loro sostegno
finanziario. Ma Einstein assunse un atteggiamento ottimistico. Ci
manterremo con le lezioni private, se mai riusciremo a trovame, il che
e ancora molto dubbio scrisse a un'am ica della Marie. Non e forse
una vita da operaio a giom ata, o addirittura da zingaro, questa? Ma
credo che conserveremo ugualmente il nostro buon umore, come sem
pre.14 Cio che lo teneva su di morale, oltre alia presenza di Mileva,
erano gli articoli teorici che stava scrivendo per suo conto.
II primo articolo pubblicato di Einstein
II primo di questi articoli verteva su un argomento familiare alia
maggior parte degli scolari: l'effetto capillare che, tra le altre cose, fa
aderire l'acqua alia parete di una cannuccia e la fa risalire verso l'alto.
Sebbene in seguito Einstein lo definisse privo di valore, e interessante dal punto di vista biografico. Non soltanto e il suo primo articolo
pubblicato, ma ci mostra il giovane fisico pienamente convinto di
un'importante premessa - non ancora universalmente accettata - che
sarebbe poi stata al centro di buona parte del suo lavoro nei cinque

60

Einstein

anni successivi: quella che le molecole (e i loro atomi costituenti) esistono realmente, e che molti fenomeni naturali possono essere spiegati
analizzando come queste particelle interagiscono tra loro.
Durante le vacanze dell'estate 1900 Einstein aveva letto l'opera di
Ludwig Boltzmann, il quale aveva elaborato una teoria dei gas basata
sul comportamento di innumerevoli molecole che rimbalzano in tutte
le direzioni. Boltzmann e assolutamente splendido disse entusiasta
alia Marie in settembre. Sono fermamente convinto della correttezza
dei principi della sua teoria, e cioe del fatto che nel caso dei gas abbiamo
realmente a che fare con particelle discrete di ben definite dimensioni
finite che si muovono conformemente a certe condizioni.15
Per comprendere la capillarita, pero, era necessario considerare le
forze che agiscono tra le molecole in un liquido, e non in un gas. In
un liquido le molecole si attraggono reciprocamente, il che spiega,
oltre alia capillarita, la tensione su p erficia l di un liquido o il fatto
che le gocce stanno insieme. L'idea di Einstein era che queste forze
potessero essere analoghe alle forze gravitazionali di Newton, in virtu
delle quali due corpi si attraggono mutuamente in misura direttamente proporzionale alle loro masse e inversamente proporzionale
al quadrato della loro distanza.
Einstein si chiese se Feffetto capillare m anifestasse un'analoga
relazione con i pesi atomici di varie sostanze liquide. Incoraggiato da
un primo esame, decise di vedere se fosse possibile trovare dei dati
sperimentali che verificassero ulteriormente la teoria. I risultati che
ho ottenuto di recente a Zurigo sulla capillarita sembrano essere com
pletamente nuovi nonostante la loro semplicita scrisse alia Marie.
Quando saremo di nuovo a Zurigo cercheremo di ottenere dei dati
empirici su questo punto ... Se cio ci portera a una legge di natura,
invieremo i risultati agli "A nnalen".:*16
Alla fine, nel dicembre 1900, invio davvero la memoria agli Annalen der Physik, la piu importante rivista di fisica d'Europa, che la
pubblico nel marzo seguente. Scritta senza l'eleganza o la verve dei
suoi articoli successivi, la memoria comunicava quella che tutt'al piu
era una conclusione alquanto vaga. Ho preso le mosse dalla semplice
idea di forze attrattive agenti tra le molecole, e ne ho verificato sperimentalmente le conseguenze scriveva. Ho preso come analogia le
forze gravitazionali. Alla fine dell'articolo dichiarava in modo non
troppo convincente: Se e come le forze in esame siano connesse alle
forze gravitazionali e questione che deve pertanto essere lasciata del
tutto aperta per il momento.17
L'articolo non suscito commenti e non contribui minimamente alia

Ifidanzati

61

storia della fisica. L'ipotesi di base era sbagliata, dal momento che
la dipendenza dalla distanza non e la stessa per differenti coppie di
molecole.18 Ma per la prima volta Einstein aveva pubblicato qualcosa.
II che significava che ora aveva un articolo stampato da allegare alle
lettere di richiesta di un lavoro con cui stava cominciando a subissare
i professori di tutta Europa.
Nella lettera alia Marie aveva usato il pronome noi discutendo
i progetti di pubblicazione dell'articolo. In due lettere scritte il mese
successivo alia pubblicazione, Einstein parlo della nostra teoria
delle forze m olecolari e della nostra indagine. Cosi furono poste
le prem esse di un dibattito storico su quale m erito vada attribuito
alia M arie per il suo con tributo all'elaborazion e delle teorie di
Einstein.
In questo caso, sembra che abbia partecipato alia ricerca di alcuni
dati. Le lettere di Einstein presentavano le sue piu recenti riflessioni
sulle forze molecolari, mentre quelle di lei non contenevano considerazioni scientifiche degne di nota. E in una lettera alia sua migliore
arnica, la Marie sembrava aver assunto il ruolo di fidanzata solidale
piuttosto che quello di collaboratrice scientifica. Albert ha scritto un
articolo di fisica che sara probabilmente pubblicato molto presto sugli
"A nnalen der Physik" scriveva. Puoi immaginare quanto sia fiera
del mio tesoro. Non si tratta semplicemente di un articolo qualsiasi,
ma di qualcosa di molto importante. Tratta la teoria dei liquidi.19
Angoscia da disoccupazione
Da quasi quattro anni Einstein aveva rinunciato alia cittadinanza
tedesca, e da allora era rimasto apolide. Ogni mese metteva da parte
un po' di denaro per raggranellare la somma che avrebbe dovuto
pagare come tassa per diventare cittadino svizzero, come desiderava
dal profondo. Una delle ragioni era che ammirava il sistema svizzero,
il suo carattere democratico e il mite rispetto per gli individui e la
loro vita privata. Amo gli svizzeri perche, in linea generale, sono
piu umani degli altri popoli tra i quali ho vissuto disse piu tardi.20
Ma e'erano anche delle ragioni pratiche: per poter lavorare come
dipendente pubblico o come insegnante in una scuola statale, avrebbe
dovuto essere un cittadino svizzero.
Le autorita di Zurigo lo sottoposero a un esame piuttosto approfondito e addirittura richiesero a Milano un rapporto sui suoi genitori.
Nel febbraio 1901 si ritennero soddisfatte e Einstein fu naturalizzato.
Avrebbe m antenuto la cittadinanza svizzera per tutta la vita, pur

62

Einstein

accettando poi quelle della Germania (di nuovo), dell'Austria e degli


Stati Uniti. Anzi, era cosi ansioso di diventare cittadino svizzero che
mise da parte i sentimenti antimilitaristi e si presento, come richiesto,
per prestare servizio militare. Fu riform ato a causa dell'eccessiva
sudorazione dei piedi (hyperidrosis pedis), dei piedi piatti (pes
planus) e delle vene varicose (varicosis). L'esercito svizzero era, a
quanto pare, piuttosto discriminatorio, e cosi sul suo stato di servizio
militare fu apposto il timbro inabile.21
Qualche settimana dopo che ebbe ottenuto la cittadinanza, pero, i
suoi genitori cominciarono a insistere perche tomasse a Milano a vivere
con loro. Avevano deciso, alia fine del 1900, che non sarebbe potuto
rimanere a Zurigo oltre la Pasqua a meno che non trovasse un lavoro
li. Quando arrivo la Pasqua, Einstein era ancora disoccupato.
La Marie, non irragionevolmente, supponeva che la chiamata a
Milano fosse dovuta all'antipatia dei suoi genitori nei confronti di lei.
Cid che mi deprimeva profondamente era che la nostra separazione
dovesse avvenire in un modo cosi innaturale, sulla base di calunnie
e intrighi scrisse all'am ica. Con una svagatezza che avrebbe poi
reso proverbiale, Einstein dimentico a Zurigo la camicia da notte, lo
spazzolino da denti, il pettine, la spazzola per i capelli (ne usava una
a quell'epoca) e altri oggetti da toilette. Fai avere tutto a mia sorella
com unico alia Marie in m odo che lo porti a casa con se. Q uattro giorni dopo aggiunse: Tieniti il mio ombrello per il momento.
Vedremo che cosa fam e piu avanti.22
Sia a Zurigo sia poi a Milano, Einstein produceva in gran numero
lettere sempre piu supplichevoli ai professori di tutta Europa, con
richieste di un posto. Allegava il suo articolo sull'effetto capillare, che
non sembrava pero fare un'impressione particolare; di rado ricevette
anche solo la cortesia di una risposta. Presto avro onorato della
mia offerta ogni fisico dal Mare del Nord all'estremita m eridionale
deiritalia scrisse a M ileva.23
N ell'aprile del 1901 Einstein si ridusse a comprare un mazzo di
cartoline con risposta pagata nella vana speranza di ricevere almeno
una risposta. Nei due casi in cui queste cartoline di supplica sono
sopravvissute, sono diventate, circostanza alquanto divertente,
apprezzati pezzi da collezione. Una di esse, inviata a un professore
olandese, oggi e in mostra nel M useo di storia della scienza di Leida.
In nessuno dei due casi il tagliando di risposta fu usato; Einstein non
ottenne neppure la cortesia di un rifiuto. Non lascio nulla di intentato
e non rinuncio al mio senso deirum orism o scrisse all'am ico Marcel
Grossmann. Dio creo l'asino e gli diede una pelle dura.24

I fidanzati

63

Tra i grandi scienziati cui Einstein scrisse c'era Wilhelm Ostwald,


professore di chimica a Lipsia, i cui contributi alia teoria delle soluzioni gli sarebbero valsi il premio Nobel. Le sue ricerche sulla chimica
generale mi hanno ispirato nello scrivere l'articolo accluso diceva
Einstein. Poi l'adulazione lasciava il posto a toni piu lamentosi allorche chiedeva se potesse esserle utile un fisico matematico. Einstein
concludeva supplicando: Sono senza denaro, e soltanto un posto di
questo genere mi consentirebbe di continuare i miei studi. Non ebbe
alcuna risposta. Scrisse di nuovo due settimane piu tardi prendendo
il pretesto che non sono sicuro di aver accluso il mio indirizzo nella
lettera precedente. I1 suo giudizio sul mio articolo conta moltissimo
per me. Di nuovo non ci fu risposta.25
II padre, con cui Einstein viveva a Milano, condivideva in silenzio
l'angoscia del figlio e tento, in un modo penosamente premuroso,
di aiutarlo. Quando non giunse risposta neppure alia seconda let
tera a Ostwald, H erm ann Einstein si senti in dovere di compiere,
all'insaputa del figlio, un tentativo inconsueto e goffo, ma soffuso di
straziante commozione, di convincere Ostwald:
La prego di perdonare un padre che ha l'audacia di rivolgersi a lei, stimato Herr Professor, nell'interesse del proprio figlio. Albert ha ventidue
anni, ha studiato per quattro anni al Politecnico di Zurigo e ha superato
brillantemente gli esami Testate scorsa. Da allora sta cercando senza
successo di ottenere un posto come assistente addetto all'insegnamento,
che gli consentirebbe di continuare la sua formazione in fisica. Tutti
coloro che sono in grado di esprimere un giudizio ne lodano le capacita;
io posso assicurarle che e straordinariamente studioso e diligente e che
porta un grande amore alia sua scienza. Per questo e profondamente
amareggiato della sua attuale condizione di disoccupato, e giomo dopo
giomo cresce in lui la sensazione di aver sbagliato carriera. Inoltre lo
opprime il pensiero di essere un peso per noi, gente di pochi mezzi.
Siccome e lei che mio figlio sembra ammirare e stimare piu di ogni altro
studioso di fisica, e a lei che mi sono preso la liberta di rivolgermi con
l'umile richiesta di leggere il suo articolo e di scrivergli, se possibile,
qualche parola di incoraggiamento, in modo che possa ritrovare la gioia
di vivere e di lavorare. Se, oltre a questo, lei potesse procurargli un posto
di assistente, la mia gratitudine non conoscerebbe confini. Le chiedo di
perdonarmi per la sfrontatezza che ho di scriverle, mentre mio figlio e
del tutto all'oscuro del mio passo inusitato.26
Ostwald non rispose neanche questa volta. Eppure, per una felice
ironia della storia, nove anni piu tardi sarebbe stato il primo a proporre Einstein per il premio Nobel.

64

Einstein

Einstein era convinto che dietro le difficolta ci fosse la sua bestia


nera al Politecnico di Zurigo, il professore di fisica H einrich Weber.
Oltre ad aver assunto come assistenti due ingegneri al posto suo, a
quanto pareva ora stava dando referenze sfavorevoli sul suo conto.
Dopo aver fatto dom anda per un posto con il professor Eduard
Riecke di Gottinga, Einstein esprimeva il suo pessimismo alia Marie:
Do piu o meno per perso quel posto. Non posso credere che Weber
si lascerebbe sfuggire una cosi buona occasione senza fare qualche
cattiveria. La Marie gli consiglio di scrivere a Weber, affrontandolo
in modo diretto, e Einstein le riferi di averlo fatto. Dovrebbe almeno
sapere che non pud fare queste cose alle mie spalle. Gli ho scritto
che so che la mia nom ina ora dipende solo dal suo parere.
Non funziono. Einstein fu di nuovo respinto. I1 rifiuto di Riecke
non mi ha sorpreso scrisse alia Marie. Sono del tutto convinto che
la colpa e di Weber. Ne fu talmente scoraggiato che, almeno per il
momento, ritenne inutile proseguire la ricerca. In queste condizioni
non ha piu senso continuare a scrivere ai professori, dato che, se mai
le cose dovessero procedere quanto basta, di sicuro si rivolgerebbero
tutti a Weber, e lui darebbe di nuovo un parere negativo. Con Gross
m ann si lamento: Avrei potuto trovare un lavoro molto tempo fa se
non fosse stato per le mene di Weber.27
Fino a che punto in tutto cio aveva un ruolo l'antisem itismo? Ein
stein si convinse che era un fattore rilevante, e questo lo indusse a
cercare lavoro in Italia, dove pensava che non fosse cosi forte. Qui e
assente uno degli ostacoli principali che rendono difficile ottenere un
posto, e cioe l'antisem itism o, che nei paesi di lingua tedesca e tanto
sgradevole quanto di intralcio scrisse alia Marie. Questa, a sua volta,
si lamentava con la sua arnica delle difficolta del compagno. Sai che
il mio amore ha una lingua tagliente e per di piu e un ebreo.28
Nel tentativo di trovare lavoro in Italia, Einstein pote giovarsi
dell'aiuto di uno degli amici che si era fatto mentre studiava a Zurigo,
un ingegnere di nome Michele Angelo Besso. Come Einstein, Besso
proveniva da una famiglia ebrea del ceto medio che aveva vagato per
l'Europa e alia fine si era stabilita in Italia. Era sei anni piu anziano
di Einstein, e al tempo in cui si erano conosciuti si era gia laureato
al Politecnico e lavorava per una societa di progettazione. Besso e
Einstein strinsero una profonda amicizia che sarebbe durata per il
resto della loro vita (morirono a distanza di poche settimane l'uno
dall'altro, nel 1955).
Nel corso degli anni Besso e Einstein condivisero tanto le piu
intime confidenze personali quanto le piu elevate idee scientifiche.

Ifidanzati

65

Come scrisse Einstein in una delle 229 lettere intercorse tra loro che
sono giunte fino a noi, nessun altro mi e cosi vicino, nessuno mi
conosce cosi bene, nessuno e cosi ben disposto nei miei confronti
come te.29
Besso aveva un'intelligenza che incantava, ma mancava di concentrazione, di energia e di assiduita. Come Einstein, una volta era stato
invitato a lasciare la scuola superiore a causa del suo atteggiamento
insubordinato (aveva inoltrato una petizione in cui si lamentava di
un insegnante di matematica). Einstein defini Besso una persona
terribilmente debole ... che non riesce a risolversi ad alcuna azione,
nella vita come nella creazione scientifica, ma che ha una mente straordinariamente acuta, il cui funzionamento, per quanto disordinato,
osservo con grande piacere.
Ad Aarau Einstein aveva fatto conoscere Besso alia sorella di Marie
Winteler, Anna, che poi lo aveva sposato. Nel 1901 Besso si era trasferito a Trieste con lei. Quando Einstein riprese contatto con lui, lo trovo,
come sempre, brillante, divertente e svagato in modo esasperante.
Di recente il suo capo gli aveva richiesto di ispezionare una centrale
elettrica e lui aveva deciso di partire la sera prima per essere sicuro
di arrivare in orario. Ma aveva perso il treno, poi non era riuscito ad
arrivare sul posto il giom o successivo, e infine era arrivato il terzo
giorno... ma si era accorto con orrore di aver dimenticato che cosa
doveva fare. Cosi aveva spedito una cartolina all'ufficio chiedendo
che gli inviassero le istruzioni. Era opinione del capo che Besso fosse
del tutto incapace e quasi squilibrato.
La valutazione di Einstein su Besso era piu affettuosa. Michele e
un terribile schlemiel riferi alia Marie, servendosi della parola yiddish che significa pasticcione sfortunato. Una sera Besso e Einstein
passarono quasi quattro ore a parlare di scienza, e in particolare delle
proprieta del misterioso etere e della definizione di quiete assoluta.
Queste idee sarebbero fiorite in modo prorompente quattro anni dopo,
nella teoria della relativita che Einstein avrebbe concepito facendo
di Besso il suo referente. E interessato alia nostra ricerca, scrisse
alia Marie anche se spesso perde di vista il quadro generale preoccupandosi di questioni insignificanti.
Besso aveva delle relazioni che, nelle speranze di Einstein, pote
vano tornare utili. Suo zio era professore di matematica al Politecnico
di Milano, e il piano di Einstein era di farsi presentare dalTamico:
Lo prendero per il bavero e lo trascinero da suo zio, e li faro da me
il mio discorsetto. Besso riusci a convincere lo zio a scrivere delle
lettere a favore dell'am ico, ma non ne sorti nulla. Cosi Einstein passo

66

Einstein

gran parte del 1901 destreggiandosi tra supplenze temporanee come


insegnante e qualche lezione privata.30
Fu un altro amico intimo di Einstein dei tempi di Zurigo, il suo
com pagno di corso specializzato nel prendere appunti di m atem a
tica, Marcel Grossmann, ad aiutarlo a ottenere finalm ente un posto
di lavoro, anche se non del tipo che ci si sarebbe aspettato. Pro
prio quando Einstein stava com inciando a disperare, Grossm ann
gli scrisse che probabilm ente c'era un'opportunita per un posto di
analista all'U fficio brevetti svizzero con sede a Berna. II padre di
Grossmann ne conosceva il direttore ed era disposto a raccomandare
Einstein.
Sono rimasto profondamente commosso dalla tua devozione e
com passione, che non ti hanno fatto dimenticare il tuo sfortunato
amico rispose Einstein. Sarei felicissimo di avere un posto cosi bello
e ti assicuro che non risparmierei nessuno sforzo per fare onore alia
tua raccomandazione. Alla Marie scrisse esultante: Pensa che posto
meraviglioso sarebbe questo per me! Saro pazzo di gioia se dovesse
venim e fuori qualcosa.
Ci sarebbero comunque voluti mesi, lo sapeva bene, prima che
il posto all'Ufficio brevetti si materializzasse, ammesso che mai la
cosa si verificasse. Cosi accetto una supplenza di due m esi in un istituto tecnico di Winterthur, sostituendo un insegnante richiamato al
servizio militare. L'orario sarebbe stato impegnativo e, quel che era
peggio, avrebbe dovuto insegnare geometria descrittiva, ne allora ne
in seguito il suo punto di forza. Ma il prode svevo non ha paura proclamava, ripetendo una delle sue espressioni poetiche preferite.31
Nel frattem po lui e M ileva avrebbero avuto l'occasione di fare
una vacanza romantica insieme, vacanza che avrebbe avuto fatali
conseguenze.
Lago di Como, maggio 1901
Devi assolutamente venire a trovarmi a Como, mia piccola strega
scrisse Einstein alia Marie alia fine di aprile del 1901. Vedrai tu stessa
come sono diventato vivace e allegro e come tutto il mio aggrottare
le ciglia sia finito.
Le dispute in famiglia e la frustrazione della vana ricerca di un
lavoro lo avevano reso irritabile, ma assicurava che era tutto passato.
Era solo per nervosismo che ero cattivo con te si scusava. Per farsi
perdonare, proponeva un appuntamento romantico e sensuale in uno
dei luoghi piu romantici e sensuali del mondo: il lago di Como, il piu

Ifidanzati

67

celebre dei laghi alpini incastonati sul confine tra Italia e Svizzera,
dove all'inizio di maggio il fogliame spunta lussureggiante sotto vette
maestose incappucciate di neve.
Porta la mia vestaglia blu in modo che possiamo aw olgerci in
quella diceva. Ti prometto una gita come non ne hai mai viste.32
La Marie accetto prontamente, ma poi cambio idea; aveva ricevuto
una lettera dalla famiglia a Novi Sad che mi toglie ogni desiderio,
non solo di divertirmi, ma anche di vivere. La gita avrebbe dovuto
farsela da solo, disse imbronciata. Sembra che io non possa avere
nulla senza essere punita. Ma il giorno successivo cambio di nuovo
idea. Ieri ti ho scritto un biglietto mentre ero del peggiore degli umori
a causa di una lettera che ho ricevuto. Ma quando ho letto la tua oggi
mi sono un po' rasserenata vedendo quanto mi ami, e quindi penso
che nonostante tutto quella gita la faremo insieme.33
E cosi nella prima mattinata di sabato 5 maggio 1901 Albert Ein
stein era alia stazione ferroviaria di Como ad aspettare Mileva Marie,
a braccia aperte e con il cuore che batteva. Passarono la giom ata
la, ammirando la cattedrale gotica e la citta vecchia cinta da mura,
poi presero uno dei m agnifici battelli bianchi che vanno da un paese
all'altro lungo le sponde del lago.
Si fermarono a visitare Villa Carlotta, la piu splendida di tutte le
famose dimore che punteggiano la riva, con i suoi soffitti affrescati,
una copia della scultura erotica di Antonio Canova Amore e Psiche e
cinquecento varieta di piante. La Marie in seguito scrisse a un'am ica
quanto avesse amm irato lo splendido giardino, che mi e rimasto
nel cuore, tanto piu perche non era consentito cogliere neppure un
fiore.
Dopo aver trascorso la notte in una locanda, decisero di salire in
montagna, ma trovarono neve alta fino a sei metri. Cosi noleggiarono
uno slittino del tipo in uso li, che ha posto appena sufficiente per due
persone innamorate, mentre il conducente sta dietro, in piedi su una
tavoletta, chiacchiera tutto il tempo e ti chiama //signora" scrisse la
Marie. Puoi immaginare qualcosa di piu bello?
La neve cadeva allegramente a perdita d'occhio, tanto che questa
immensita fredda e bianca mi fece venire i brividi e strinsi forte il
mio amore tra le braccia sotto i cappotti e gli scialli che ci coprivano.
Lungo la discesa, camminavano con passo pesante e prendevano a
calci la neve per produrre piccole valanghe, in modo da spaventare
a morte il mondo sottostante.34
Qualche giorno dopo Einstein ricordava come e stato bello l'ultima volta che mi hai lasciato stringere la tua cara piccola persona

68

Einstein

contro di me in quel modo naturalissimo.35 E in quel modo naturalissimo, Mileva Marie rimase incinta di Albert Einstein.
Tomato a Winterthur, dove aveva una supplenza, Einstein scrisse
alia Marie una lettera che faceva riferim ento alia sua gravidanza.
Stranamente - o forse non del tutto stranamente - cominciava affrontando questioni scientifiche piuttosto che personali. Ho appena letto
un m agnifico articolo di Lenard sulla generazione di raggi catodici
m ediante luce ultravioletta iniziava. Sotto l'influenza di questo
bellissim o contributo sono colmo di una tale felicita e gioia che devo
dividerne un po' con te. Di li a poco Einstein avrebbe rivoluzionato
la scienza basandosi sull'articolo di Lenard per formulare una teoria
dei quanti di luce che spiegava l'effetto fotoelettrico. Nondimeno,
e alquanto sorprendente, o almeno divertente, che l'entusiasmo di
dividere felicita e gioia con la sua fidanzata da poco in attesa di un
figlio si riferisse a un articolo relativo a fasci di elettroni.
Soltanto dopo questa manifestazione di esultanza scientifica veniva
un breve accenno al figlio che aspettavano, di cui Einstein parlava
al maschile: Come stai cara? Come sta il bambino?. Continuava
mostrando di avere una strana idea di che cosa avrebbe significato
allevare un figlio: Riesci a immaginare quanto sara bello quando
potrem o tom are a lavorare, del tutto indisturbati, e con nessuno
intorno a dirci che cosa fare!.
Soprattutto cercava di essere rassicurante. Avrebbe trovato un
lavoro, prometteva, anche se avesse voluto dire entrare nel mondo
delle assicurazioni. Insieme avrebbero creato un ambiente familiare
confortevole. Stai serena e non ti crucciare, cara. Io non ti lascero e
faro in modo che vada tutto bene. Devi solo avere pazienza! Vedrai
che le mie braccia non sono cosi male per affidarvisi, anche se le cose
stanno cominciando in modo un po' difficile.36
Mileva si stava preparando a ripetere gli esami di laurea, e sperava
di proseguire conseguendo un dottorato e diventando una fisica.
Sia lei che i suoi genitori nel corso degli anni avevano fatto enormi
investimenti, in termini tanto emotivi quanto finanziari, in vista di
quell'obiettivo. Avrebbe potuto, se lo avesse voluto, interrompere la
gravidanza. Zurigo era allora il centro di una fiorente industria del
controllo delle nascite, e vi aveva sede anche una ditta che vendeva
per corrispondenza farmaci abortivi.
Viceversa decise che voleva avere il figlio di Einstein, anche se lui
non era ancora pronto o disposto a sposarla. Avere un figlio fuori dal
m atrimonio era una scelta ribelle, data la loro educazione, ma non
fuori del comune. Le statistiche ufficiali mostrano che a Zurigo nel 1901

lfidanzati

69

il 12% delle nascite erano illegittime. Le residenti che erano suddite


austro-ungariche, inoltre, avevano molte piu probability di avere una
gravidanza senza essere sposate. Nell'Ungheria meridionale il 33%
delle nascite erano illegittime. I serbi avevano il tasso piu elevato di
nascite illegittime, gli ebrei quello di gran lunga piu basso.37
La decisione costrinse Einstein a concentrare l'attenzione sul futuro.
Cercherd un posto immediatamente, non importa quanto umile sia
le disse. I miei obiettivi scientifici e la mia vanita personale non mi
impediranno di accettare anche il lavoro piu subordinato. Decise di
rivolgersi al padre di Besso oltre che al direttore della locale compagnia
di assicurazioni, e promise di sposarla appena avesse avuto un posto
stabile. Allora nessuno potra tirare sassi sulla tua cara testolina.
La gravidanza avrebbe potuto anche risolvere - o almeno cosi sperava - i problemi che avevano con le famiglie. Quando i tuoi genitori
e i miei saranno messi di fronte a un fatto compiuto, non potranno
fare altro che rassegnarsi come meglio potranno.38
Mileva, costretta a letto a Zurigo da una gravidanza difficile, era
commossa. Allora, amore, vuoi cercare un lavoro immediatamente?
E vuoi che mi trasferisca da te! Era una proposta vaga, ma lei si
disse subito felice di accoglierla. Naturalmente non deve implicare che tu accetti un posto davvero brutto, caro aggiungeva. Mi
farebbe sentire terribile. Su suggerim ento di sua sorella, cerco di
convincere Einstein a fare visita ai suoi genitori in Serbia durante
le vacanze estive. Mi farebbe tanto felice supplicava. E quando
i miei genitori ci vedranno fisicamente davanti a loro, tutti i dubbi
scompariranno.39
Ma Einstein, con grande costernazione di Mileva, decise di passare
ancora una volta le vacanze estive con sua madre e sua sorella sulle
Alpi. Di conseguenza, non era presente ad aiutarla e incoraggiarla
alia fine del luglio 1901, quando ripete gli esami. Forse a causa della
gestazione e della situazione personale, Mileva fini per essere bocciata
la seconda volta, ottenendo di nuovo 4,0 su 6 e risultando l'unica del
suo gruppo a non superare la prova.
Fu cosi che Mileva Marie dovette rassegnarsi a rinunciare al sogno
di diventare una scienziata. Ando a trovare i suoi in Serbia - da sola - e
mise al corrente i genitori del suo fallimento accademico e della sua
gravidanza. Prima di partire, domando ad Einstein di mandare una
lettera a suo padre descrivendogli i loro progetti e, presumibilmente,
impegnandosi a sposarla. Ti dispiacerebbe spedire la lettera a me in
modo che possa leggere che cosa hai scritto? gli chiese. Presto gli
diro quello che deve sapere, comprese le notizie spiacevoli.40

Dispute con Drude e altri


La sfrontatezza e il disprezzo per le convenzioni - tratti che venivarto incoraggiati dalla Marie - si palesavano nell'attivita scientifica
di Einstein oltre che nella sua vita personale nel 1901. In quell'anno
il giovane entusiasta, ma ancora disoccupato, si impegno in una serie
di dispute con autorita accademiche.
Le dispute dimostrano che Einstein non aveva scrupoli a sfidare i
detentori del potere. Anzi la circostanza sembrava infondergli allegria. Nel bel mezzo delle tenzoni di quell'anno, aveva scritto a Jost
Winteler: la cieca obbedienza all'autorita e il peggior nem ico della
verita. Questo si sarebbe dimostrato un valido credo, adatto a essere
inciso sul suo blasone, se mai ne avesse voluto uno.
Le tenzoni di quell'anno rivelano anche qualcosa di piu sottile sul pen
siero scientifico di Einstein: aveva un bisogno imperioso - anzi compulsivo
- di unificare concetti di diverse aree della fisica. Da una sensazione
stupenda scoprire l'unita di un insieme di fenomeni che a prima vista
sembrano completamente distinti scrisse all'amico Grossmann quella
primavera, mentre intraprendeva un tentativo di connettere il suo lavoro
sulla capillarita con la teoria dei gas di Boltzmann. Quella frase, piu di
qualsiasi altra, esprime in sintesi la fede che era alia base della missione
scientifica di Einstein, dal suo primo articolo fino alle ultime equazioni
di campo scarabocchiate sul letto di morte, e che lo guidava con la stessa
sicurezza che aveva mosso l'ago della bussola della sua infanzia.41
Tra i concetti potenzialmente unificanti che stavano ipnotizzando
Einstein, e buona parte del mondo della fisica, e'erano quelli che scaturivano dalla teoria cinetica, che era stata elaborata nell'ultim a parte
del XIX secolo applicando i principi della meccanica a fenomeni quali
la trasmissione del calore e il comportamento dei gas. Questa teoria
implicava di considerare un gas, per esempio, come un insieme di
un numero enorme di minuscole particelle - in questo caso molecole,
costituite di uno o piu atomi - che si muovono liberamente in tutte
le direzioni e di tanto in tanto collidono tra loro.
La teoria cinetica stimolo lo sviluppo della meccanica statistica, che
descrive il comportamento di un gran numero di particelle servendosi di calcoli statistici. Era impossibile, natura lmente, seguire ogni
molecola e ricostruire ogni collisione in un gas, ma la conoscenza
dell'andamento statistico fomiva una descrizione utilizzabile di come
miliardi di molecole si comportano in condizioni variabili.
Gli scienziati procedettero ad applicare questi concetti non soltanto
al comportamento dei gas, ma anche a fenomeni che si verificavano nei

Ifidanzati

71

liquidi e nei solidi, comprese la conduzione elettrica e la radiazione.


Si apri la possibility di applicare i metodi della teoria cinetica dei gas
ad aree completamente diverse della fisica scrisse piu tardi l'armco
Paul Ehrenfest, esperto del ramo. Soprattutto la teoria venne applicata
al moto degli elettroni nei metalli, al moto browniano di particelle di
dimensioni microscopiche in sospensione e alia teoria della radiazione
di corpo nero.42
Mentre molti scienziati stavano servendosi dell'ipotesi atomica per
esplorare le loro aree specialistiche, Einstein se ne avvaleva per fare
delle connessioni ed elaborare teorie unificanti, tra varie discipline.
Nell'aprile del 1901, per esempio, modified le teorie molecolari che
aveva utilizzato per spiegare l'effetto di capillarita nei liquidi e le
applied alia diffusione delle molecole di un gas. Ho avuto un'idea
estremamente felice, che rendera possibile applicare la nostra teoria
delle forze molecolari anche ai gas scrisse alia Marie. E a Grossmann
dichiaro: Ora sono convinto che la mia teoria delle forze atomiche
attrattive possa essere estesa anche ai gas.43
Quindi comincio a interessarsi alia conduzione del calore e dell'elettricita, che lo porto a studiare la teoria elettronica dei metalli di Paul
Drude. Come osserva lo studioso di Einstein Jurgen Renn, la teoria
elettronica di Drude e la teoria cinetica dei gas di Boltzmann non
sono due argomenti qualsiasi che per caso interessavano Einstein,
ma condividono invece un'im portante proprieta con parecchi altri
temi delle sue prime ricerche: sono due esempi dell'applicazione di
idee di tipo atomistico a problemi fisici e chimici.44
La teoria elettronica di Drude postulava che nei metalli vi siano
delle particelle che si muovono liberamente, come le molecole di un
gas, e quindi conducono sia il calore sia l'elettricita. Quando Einstein
la esamino a fondo, la trovo per molti versi soddisfacente. Ho per le
mani uno studio di Paul Drude sulla teoria dell'elettrone che e scritto
come piace a me, anche se contiene alcune cose decisamente sciatte
disse alia Marie. Un mese dopo, con la consueta mancanza di deferenza per l'autorita, dichiaro: Forse scrivero a Drude privatamente
per segnalargli i suoi errori.
E cosi fece. In una lettera a Drude del giugno, Einstein puntualizzo
quelli che gli sembravano due errori. Difficilmente avra qualcosa di
ragionevole con cui confutarmi, disse con gioia maligna a Mileva
perche le mie obiezioni sono molto chiare. Forse nell'ingenua illusione che indicare a uno scienziato eminente i suoi presunti errori
sia un buon metodo per ottenere un posto di lavoro, Einstein incluse
nella sua lettera una richiesta in questo senso.45

72

Einstein

Sorprendentemente Drade rispose. Non sorprendentemente, liquido


le obiezioni di Einstein, il quale ne fu offeso. E una prova cosi manifesta
della pochezza del suo autore che non richiede alcun ulteriore commento da parte mia disse inoltrando alia Marie la risposta di Drude.
D'ora in poi non mi rivolgero piu direttamente a personaggi del genere,
e invece li attacchero senza pieta sulle riviste, come meritano. Non c'e
da meravigliarsi che a poco a poco uno diventi un misantropo.
Al tempo stesso Einstein diede sfogo alia sua frustrazione con Jost
Winteler, la figura patem a di Aarau, in una lettera in cui compariva
anche la sua affermazione secondo la quale la cieca obbedienza all'autorita e il peggior nemico della verita. Mi risponde sottolineando che
un altro suo collega "infallibile" condivide la sua opinione. Presto gli
rendero la vita difficile con una pubblicazione magistrale.46
Gli scritti di Einstein pubblicati non dicono chi sia questo collega
infallibile citato da Drude, ma alcune indagini svolte da Renn hanno
portato alia luce una lettera da cui risulta che si trattava di Ludwig
Boltzmann.47 Cio spiega perche Einstein passo a uno studio approfondito delle opere del fisico austriaco. Sono stato assorbito nella
lettura degli scritti di Boltzmann sulla teoria cinetica dei gas scrisse
a Grossmann in settembre e in questi ultimi giorni ho scritto io stesso
un breve articolo che fom isce la chiave di volta mancante alia catena
di dimostrazioni iniziata da lui.48
Boltzmann, che allora insegnava all'Universita di Lipsia, era il piu
autorevole esperto di fisica statistica in Europa. Aveva contribuito a
elaborare la teoria cinetica e ad awalorare l'idea che atomi e molecole
esistano realmente. Nel far questo aveva ritenuto necessario ripensare
il fondamentale secondo principio della termodinamica. Tale legge ha
molte formulazioni equivalent!. Afferma, per esempio, che il calore fluisce spontaneamente dai corpi caldi a quelli freddi, e non viceversa. Un
altro modo di esprimere il secondo principio e in termini di entropia,
la grandezza che misura il grado di disordine e casualita di un sistema.
Qualunque processo spontaneo tende ad aumentare l'entropia di un
sistema. Per esempio, le molecole di profumo uscendo da una boccetta
aperta si spargono in una stanza ma, almeno nella nostra esperienza ordinaria, non si radunano spontaneamente per rientrare nella boccetta.
II problema per Boltzmann era che, secondo Newton, i processi
meccanici, come i moti e le collisioni delle molecole, potevano tutti
essere invertiti. Quindi una dim inuzione spontanea dell'entropia
sarebbe stata, alm eno in teoria, possibile. L'assurdita di supporre
che le molecole di profumo diffuse potessero raccogliersi di nuovo
in una boccetta, o che il calore potesse fluire da un corpo freddo

Ifidanzati

73

a uno caldo in m odo spontaneo, veniva ritorta contro Boltzm ann


dai suoi avversari che, come Wilhelm Ostwald, non credevano alia
realta di atomi e molecole. L'asserzione che tutti i fenomeni naturali possano in ultima analisi essere ricondotti a fenomeni meccanici
non puo essere ammessa neppure come un'utile ipotesi di lavoro: e
semplicemente un errore proclamava Ostwald. L'irreversibilita dei
fenomeni naturali dimostra l'esistenza di processi che non possono
essere descritti mediante equazioni meccaniche.
Boltzm ann rispose riform ulando il secondo principio in modo
che non esprim esse un'im possibilita assoluta m a sem plicem ente
una quasi-certezza statistica. In teoria era possibile che milioni di
molecole di profumo si muovessero casualmente in ogni direzione in
modo da rientrare tutte a un certo momento in una boccetta, ma era
enormemente improbabile, m agari trilioni di volte meno probabile
della possibility che un mazzo di carte nuovo mescolato cento volte
finisca per tornare nell'esatto ordine iniziale, con le carte divise per
seme e disposte in sequenza.49
Quando Einstein nel settembre 1901 affermo piuttosto immodestamente che stava fornendo una chiave di volta che mancava nella
catena di dimostrazioni di Boltzmann, disse che intendeva pubblicare
subito tale contributo. Ma prima invio agli Annalen der Physik
un articolo che riguardava un metodo elettrico per studiare le forze
molecolari, che si serviva di calcoli derivati da esperimenti eseguiti
da altri con soluzioni saline e un elettrodo.50
Poi pubblico la sua critica delle teorie di Boltzmann. Einstein osservava che funzionavano bene per spiegare la trasmissione del calore
nei gas, ma non erano ancora state generalizzate in modo appropriato
per altri domini fenomenici. Per quanto grandi siano stati i risultati
conseguiti dalla teoria cinetica del calore nell'am bito della teoria dei
gas, scriveva la scienza della meccanica non e ancora riuscita a
produrre una fondazione adeguata per la teoria generale del calore.
II suo proposito era di colmare questa lacuna.51
Tutto cio era alquanto presuntuoso per un semplice studente del
Politecnico che non era riuscito a ottenere ne un dottorato ne un
posto di lavoro. Einstein stesso in seguito ammise che quegli articoli
aggiungevano poco al corpo della conoscenza fisica. Ma essi ci danno
un'idea di che cosa stesse al cuore delle sue sfide del 1901 a Drude e a
Boltzmann. Le loro teorie, a suo giudizio, non erano all'altezza della
massima che aveva enunciato a Grossmann qualche tempo prima,
vantando quanto fosse stupendo scoprire un'unita sottostante in un
insieme di fenomeni che sembrano completamente distinti.

74

Einstein

Nel frattempo, nel novembre 1901, Einstein aveva presentato una


proposta di dissertazione di dottorato al professor Alfred Kleiner
dell'Universita di Zurigo. La dissertazione non ci e giunta, ma la Marie
disse a un'am ica che tratta la ricerca sulle forze molecolari nei gas
servendosi di vari fenomeni noti. Einstein era fiducioso. Non osera
respingere la mia dissertazione disse di Kleiner. In caso contrario,
quest'uom o miope mi sara di scarsa utilita.52
A dicembre Kleiner non aveva neppure risposto, e Einstein comincio a preoccuparsi che m agari la fragile dignita del professore
potesse rendergli malagevole accettare una dissertazione che attaccava l'opera di maestri come Drude e Boltzmann. Se osera respingere
la mia dissertazione, pubblichero il testo del suo rifiuto insieme alia
mia memoria e lo ridicolizzero disse Einstein. Ma se la accettera,
vedremo che cosa avra da dire il buon vecchio Herr Drude.
Stanco di aspettare una risposta, decise di andare di persona da
Kleiner. Piuttosto inaspettatam ente l'incontro ando bene. Kleiner
ammise di non avere ancora letto la dissertazione, e Einstein gli disse
di prendersi il tempo di cui aveva bisogno. Poi passarono a discutere
varie idee che Einstein stava elaborando, alcune delle quali avrebbero
alia fine trovato sviluppo nella teoria della relativita. Kleiner promise
ad Einstein che avrebbe potuto contare su di lui per una raccomandazione la prima volta che si fosse reso disponibile un incarico di
insegnam ento. Non e affatto stupido come avevo pensato fu il
verdetto di Einstein. Inoltre e una brava persona.53
Kleiner poteva anche essere una brava persona, ma la dissertazione
di Einstein non gli piacque quando infine riusci a leggerla. In particolare
era a disagio per l'attacco di Einstein all'apparato scientifico. Cosi la
respinse; piu precisamente, invito Einstein a ritirarla volontariamente,
il che permise al giovane fisico di recuperare i suoi 230 franchi di tassa.
Secondo un libro scritto dal marito della figliastra di Einstein, l'azione
di Kleiner era motivata dal riguardo per il collega Ludwig Boltzmann,
lo sviluppo del cui ragionamento Einstein aveva severamente criticato.
Privo di un'analoga sensibilita, Einstein si lascio persuadere da un
amico a inviare l'attacco direttamente a Boltzmann.54
Lieserl
Marcel Grossmann aveva detto ad Einstein che era probabile si
rendesse disponibile per lui un posto all'Ufficio brevetti, ma que
sto non si era ancora concretizzato. Cosi cinque mesi dopo Einstein
ricordo cortesemente all'am ico che aveva ancora bisogno di aiuto.

Ifidanzati

75

Leggendo sul giom ale che Grossmann aveva vinto una cattedra in un
liceo svizzero, Einstein espresse la sua grande gioia e poi aggiunse
in tono lamentoso: Avevo inoltrato domanda anch'io per quel posto,
ma lo avevo fatto soltanto per non dover dire a me stesso di essere
stato troppo timido per farlo.55
N ell'autunno del 1901 Einstein accetto un lavoro ancora piu umile
come precettore in una piccola scuola privata a Sciaffusa, una cittadina sul Reno una trentina di chilom etri a nord di Zurigo. II lavoro
consisteva soltanto nel fare il ripetitore di un ricco allievo inglese
che viveva li. Ricevere lezioni private da Einstein un giorno sarebbe
parso un affare a qualunque prezzo. Ma a quell'epoca era il titolare
della scuola, Jacob N iiesch, a fare l'affare. Si faceva pagare dalla
fam iglia del ragazzo quattrom ila franchi all'anno, mentre Einstein
riceveva soltanto centocinquanta franchi al m ese, oltre a vitto e
alloggio.
Einstein continuava a promettere a M ileva che avrebbe avuto un
buon marito appena fosse stato possibile, ma ormai disperava del
posto all'Ufficio brevetti. I1 posto a Bem a non e ancora stato bandito
e cosi sto perdendo le speranze.56
Mileva desiderava stare con lui, ma la gravidanza rendeva loro
im possibile m ostrarsi insiem e in pubblico. Cosi passo la maggior
parte di novembre in un piccolo albergo di un paese dei dintomi.
I loro rapporti stavano facendosi tesi. N onostante le insistenze di
Mileva, Einstein andava soltanto di rado a trovarla, spesso sostenendo
che non aveva danaro disponibile. Di sicuro mi farai una sorpresa,
vero? lo im ploro lei dopo aver ricevuto l'ennesim o biglietto che
annullava una visita. Suppliche e collera si alternavano, spesso nella
medesima lettera:
Se solo sapessi che terribile nostalgia sento, verresti sicuramente.
Sei davvero senza soldi? Questa e bella! Guadagna centocinquanta
franchi, ha vitto e alloggio garantiti, e alia fine del mese non ha un
centesimo in tasca!... Non prenderlo come scusa per domenica, per
favore. Se non trovi del danaro prima di allora, te ne manderd io un
p o '... Se solo sapessi quanta voglia ho di rivederti! Penso a te tutto il
giorno, e ancor piu di notte.57
L'insofferenza di Einstein per l'autorita presto lo mise in contrasto
con il titolare della scuola. Tento di persuadere il suo allievo a trasferirsi a Bema con lui e a pagarlo direttamente, ma la madre del ragazzo
si oppose. Poi Einstein chiese a Niiesch di pagargli il pasto in contanti
in modo da non essere costretto a mangiare con la sua famiglia. Lei

76

Einstein

sa quali sono le nostre condizioni rispose Niiesch. Non c'e alcuna


ragione per discostarcene.
A muso duro, Einstein m inaccio di trovarsi un'altra sistemazione,
e Nuesch furibondo fece marcia indietro. In una riga che potrebbe
essere considerata un'altra massima della sua vita, Einstein, dopo aver
raccontato la scena alia Marie, concludeva in tono esultante: Evviva
la faccia tosta! E il mio angelo custode in questo mondo.
Quella sera, sedendosi per l'ultim o pasto in casa Nuesch, trovo
accanto al piatto di minestra una lettera. Era del suo angelo custode
nella vita reale, Marcel Grossmann. II posto all'Ufficio brevetti, scri
veva Grossmann, stava per essere bandito, ed era sicuro che sarebbe
andato a lui. Di li a poco le loro vite sarebbero cambiate splendidamente in meglio, scrisse alia Marie un Einstein tutto eccitato. Sono
pazzo di gioia quando ci penso diceva. E sono ancor piu felice per
te che per me stesso. Insieme saremmo di certo le persone piu felici
della terra.
Restava aperta la questione di che cosa fare del bambino, che doveva
nascere di li a meno di due mesi, all'inizio di febbraio del 1902. L'unico
problema che rimarrebbe da risolvere sarebbe quello di come tenere
con noi la nostra Lieserl scrisse Einstein (che aveva cominciato a parlare del nascituro come di una bambina) alia Marie, che era tomata in
patria per dare alia luce il bambino nella casa dei genitori a Novi Sad.
Non vorrei essere costretto a rinunciare a lei. Era una nobile intenzione da parte sua, ma sapeva che gli sarebbe stato difficile presentarsi
a Bem a per il nuovo lavoro con un figlio illegittimo. Chiedi a tuo
papa; e un uomo di esperienza, e conosce il mondo meglio del tuo
affaticato e poco pratico Johannzel. Ad ogni buon conto, affermava
che la bambina, una volta nata, non avrebbe dovuto essere ingozzata
di latte di mucca, perche la cosa avrebbe potuto renderla ottusa. II
latte di Mileva sarebbe stato piu nutriente, diceva.58
Pur essendo disposto a consultare la famiglia della Marie, Einstein
non aveva nessuna intenzione di far sapere alia propria fam iglia
che i peggiori timori di sua madre in merito alia sua relazione - una
gravidanza e un possibile matrimonio - si stavano avverando. Sua
sorella parve rendersi conto che Albert e Mileva stavano progettando
in segreto di sposarsi e ne parlo con i Winteler ad Aarau. Ma nessuno
di loro diede il minimo segno di sospettare che ci fosse di mezzo un
bambino. La madre di Einstein apprese del presunto fidanzamento
dalla signora Winteler. Siamo risolutamente contrari alia relazione
di Albert con Fraulein Marie, e non vogliamo neppure avere qualcosa
a che fare con lei lamentava Pauline.59

Ifidanzati

77

Pauline prese anche la singolare iniziativa di scrivere una sgradevole lettera, firmata anche dal marito, ai genitori della Marie. Questa
signora si lamento la Marie con un'amica a proposito della madre di
Einstein sembra essersi data come obiettivo nella vita di avvelenare
quanto piu possibile non soltanto la mia esistenza ma anche quella
di suo figlio. Non avrei mai pensato che potessero esserci persone
cosi insensibili e apertamente malvagie! Non si sono fatti scrupolo
di scrivere una lettera ai miei genitori in cui mi insultavano in una
maniera vergognosa.60
L'annuncio ufficiale che pubblicizzava la disponibilita del posto
all'Ufficio brevetti apparve finalmente nel dicembre 1901. II direttore,
Friedrich Haller, a quanto pare formulo i requisiti su misura in
modo che fosse Einstein a ottenere il posto. I candidati non erano
tenuti ad avere un dottorato, ma dovevano avere una competenza
meccanica e dovevano conoscere la fisica. Haller ci ha messo questo
a mio vantaggio disse Einstein alia Marie.
II direttore scrisse ad Einstein una lettera amichevole in cui chiariva
che era lui il candidato principale, e Grossmann passo a trovarlo per
congratularsi. Non ci sono piu dubbi scrisse Einstein esultante
alia Marie. Tra poco sarai la mia felice mogliettina, vedrai. Adesso i
nostri guai sono finiti. Soltanto ora che mi sono tolto questo terribile
peso dalle spalle mi rendo conto di quanto ti amo ... Presto potro
prendere tra le braccia la mia Doxerl e dire che e mia davanti a tutto
il mondo.61
Le fece promettere, pero, che il m atrim onio non li avrebbe trasformati in un'agiata coppia borghese: Lavoreremo assiduamente
insieme sulla scienza e cosi non diventeremo dei vecchi filistei, vero?.
Anche sua sorella, secondo lui, stava diventando cosi grossolana
nell'atteggiam ento verso le comodita materiali. Farai bene a non
diventare cosi disse alia Marie. Sarebbe terribile. Devi rimanere
sempre la m ia strega e la m ia m onella di strada. Tutti all'infuori
di te mi sem brano estranei, com e se da me li separasse un muro
invisibile.
In vista dell'assunzione all'Ufficio brevetti, Einstein si congedo
dallo studente cui faceva da istitutore a Sciaffusa e si trasferi a Bem a
alia fine di gennaio del 1902. La gratitudine nei confronti di Gross
mann, che avrebbe continuato ad aiutarlo in vari modi negli anni
successivi, non sarebbe mai venuta meno. Grossmann sta scrivendo
la sua dissertazione su un argomento che ha a che fare con la geo
metria non euclidea scrisse Einstein alia Marie. Non so che cosa
sia di preciso.62

78

Einstein

Q ualche giorno dopo l'arrivo di Einstein a Berna, M ileva, che


era a casa dei genitori a Novi Sad, diede alia luce una bambina, che
chiamarono Lieserl. Avendo avuto un parto particolarm ente diffi
cile, Mileva non pote scrivere al compagno, e fu suo padre a dare ad
Einstein la notizia.
E sana, e piange come si deve? scrisse Einstein alia Marie. Come
sono i suoi occhi? A chi di noi due assomiglia di piu? Chi la allatta? Ha
fame? Sara completamente senza capelli. La amo cosi tanto e ancora
non l'ho nemmeno vista! Ma 0 suo amore per la loro bambina appena
nata sembrava esistere piu che altro in astratto, dato che non fu neppure
sufficiente a indurlo a fare il viaggio in treno fino a Novi Sad.63
Einstein non parlo della nascita di Lieserl ne con la madre, ne con
la sorella, ne con nessuno dei suoi amici. Anzi, non c'e alcun indizio
che abbia mai parlato di lei con loro. Neppure una volta la nomind
pubblicamente o anche solo ammise che esisteva. Nessuna menzione
di lei si trova nella corrispondenza, fatta eccezione per alcune lettere
tra Einstein e la Marie, e queste furono fatte sparire e rimasero nascoste fino al 1986, quando gli studiosi e i curatori delle opere del fisico
appresero con grande sorpresa dell'esistenza di Lieserl.64
Ma la bambina fece emergere il lato ironico di Einstein, come mostra
la lettera a Mileva immediatamente successiva alia nascita di Lieserl.
Sara certo gia capace di piangere, ma per molto tempo non sapra
ridere diceva. E in questo c'e una profonda verita.
La paternita lo mise di fronte alia necessita di guadagnare un po'
di denaro mentre attendeva di essere assunto all'Ufficio brevetti. Cosi
il giom o successivo su un giom ale comparve un'inserzione: Lezioni
private di m atem atica e fisica ... impartite nel modo piu accurato
da Albert Einstein, insegnante diplomato al Politecnico federale ...
Lezioni di prova gratuite.
Con la nascita di Lieserl Einstein manifesto un desiderio di costruirsi
un nido dom estico che non era emerso in precedenza. Trovo una
grande stanza a Berna e ne fece uno schizzo per Mileva, completo
di diagrammi che rappresentavano il letto, sei sedie, tre m obiletti, se
stesso (Johannzel) e un divano contrassegnato con guarda!.65 Ma
Mileva non sarebbe andata ad abitare li con lui. Non erano sposati e
un aspirante impiegato statale svizzero non avrebbe potuto coabitare
apertamente con una donna. Invece, dopo qualche mese, la Marie
tom o a Zurigo ad aspettare che fosse assunto e, come promesso, la
sposasse. Non porto con se Lieserl.
A quanto pare Einstein e sua figlia non posarono mai gli occhi l'uno
sull'altra. Come vedremo, la piccola, nella corrispondenza giunta fino

lfidanzati

79

a noi, avrebbe meritato soltanto una breve menzione meno di due anni
dopo, nel settembre 1903, e poi non sarebbe piu stata nominata. Nel
frattempo fu lasciata a Novi Sad con parenti o amici di sua madre,
in modo che Einstein potesse mantenere sia il suo stile di vita libero
sia la rispettabilita borghese di cui aveva bisogno per diventare un
funzionario svizzero.
C'e un vago indizio che Lieserl fosse stata presa in custodia dall'amica
intima della Marie, Helene Kaufler Savic, che Mileva aveva conosciuto
nel 1899 quando vivevano nella medesima pensione a Zurigo. La Savic
era di una famiglia ebraica Viennese e aveva sposato un ingegnere di
origine serba nel 1900. Durante la gestazione, Mileva le aveva scritto una
lettera in cui si sfogava di tutte le sue pene, ma l'aveva stracciata prima di
spedirla. Era contenta di averlo fatto, spiego ad Einstein due mesi prima
della nascita di Lieserl, perche penso che non dovremmo dire nulla di
Lieserl per il momento. Aggiunse che Einstein avrebbe dovuto scrivere
alia Savic qualche parola di tanto in tanto. Ora dobbiamo trattarla molto
bene. Dovra aiutarci in qualcosa di importante, dopotutto.66
L'Ufficio brevetti
Un giorno, mentre era in attesa del posto, Einstein incontro un
conoscente che gia lavorava all'Ufficio brevetti. II lavoro era noioso,
si lamento l'uom o, osservando che il posto che Einstein aspettava
di occupare era al livello piu basso, cosicche almeno non doveva
preoccuparsi che qualcun altro ne facesse domanda. Einstein non
si lascio impressionare. Certa gente trova tutto noioso disse alia
Marie. Quanto a disdegnare il gradino piu basso, le disse che avreb
bero dovuto pensarla proprio all'opposto: Non c'im porta niente di
essere in cima!.67
II posto alia fine arrivo il 16 giugno 1902, quando una seduta del
Consiglio federale svizzero lo nom ino in via provvisoria esperto
tecnico di terza classe all'Ufficio federale per la proprieta intellettuale
con uno stipendio annuo di 3500 franchi, che in realta era piu di
quanto avrebbe guadagnato un professore a inizio carriera.68
II suo ufficio, nel nuovo palazzo delle Poste e telegrafi di Berna,
era vicino alia famosa Torre dell'orologio che sovrasta la porta della
citta vecchia (v. inserto). Girando a sinistra all'uscita dal suo appartamento, Einstein ci passava ogni giorno andando al lavoro. L'orologio
fu costruito originariamente poco dopo la fondazione della citta nel
1191, e un congegno astronomico che rappresenta la posizione dei
pianeti vi fu aggiunto nel 1530. Ogni ora l'orologio metteva in scena

80

Einstein

il suo spettacolo: venivano fuori un giullare che ballava suonando


dei cam panelli, poi una sfilata di orsi, un gallo che cantava e un
cavaliere in armatura, seguiti da Padre Tempo con il suo scettro e la
clessidra.
L'orologio fom iva l'ora ufficiale alia vicina stazione ferroviaria, e
con esso erano sincronizzati tutti gli altri orologi posti lungo i marciapiedi. I conduttori dei treni che arrivavano dalle altre citta, dove l'ora
locale non era sempre coordinata, regolavano gli orologi guardando
la Torre di Berna mentre entravano in citta.69
Cosi Albert Einstein avrebbe finito per passare i sette anni piu creativi della sua vita - anche dopo aver scritto le memorie che impressero
un nuovo corso alia fisica - arrivando al lavoro alle otto del mattino,
sei giorni alia settimana, ed esaminando richieste di brevetto. Sono
terribilmente occupato scrisse a un amico qualche mese dopo. Ogni
giorno passo otto ore in ufficio e faccio alm eno un'ora di lezioni
private, e poi, in aggiunta, un po' di lavoro scientifico. Ma sarebbe
sbagliato pensare che l'esam e delle domande di brevetto fosse un
lavoro ingrato. Mi piace moltissimo il mio lavoro in ufficio, perche
e singolarmente vario.70
Presto si rese conto che il lavoro sulle richieste di brevetto poteva
essere svolto con rapidita tale da permettergli di ritagliarsi del tempo
per la riflessione scientifica durante la giom ata. Riuscivo a fare il
lavoro di un giom o intero in due o tre ore soltanto racconto poi. I1
resto del tempo lo dedicavo all'elaborazione delle mie idee. II suo
direttore, Friedrich Haller, era un uomo di uno scetticismo brontolone
e bonario e di un umorismo gioviale che ignorava benevolmente i
fogli di carta che ingombravano la scrivania di Einstein e scomparivano nel suo cassetto quando qualcuno veniva a parlare con lui.
Ogni volta che qualcuno passava da me, chiunque fosse, cacciavo
i miei appunti nel cassetto della scrivania e facevo finta di lavorare
sulle carte dell'ufficio.71
In effetti, non dovremmo dispiacerci per Einstein pensando che si
sentisse in esilio dai chiostri della scienza accademica. Si convinse
invece che, piu che un inconveniente, era un vantaggio per la sua
attivita scientifica lavorare in quel chiostro terreno dove covavo le
mie idee piu belle.72
Ogni giom o compiva esperimenti mentali basati su premesse teoriche, cercando di farsi un'idea delle realta sottostanti. La concentrazione su problemi della vita reale, disse piu tardi, mi stimolo a
scorgere le implicazioni fisiche dei concetti teorici.73 Tra le idee che
doveva prendere in esame per possibili brevetti c'erano dozzine di

I fidanzati

81

nuovi metodi per sincronizzare gli orologi e coordinare le misure di


tempo mediante segnali lanciati alia velocita della luce.74
Inoltre il suo direttore, Haller, aveva un principio che era utile per
un teorico creativo e ribelle non m eno che per un analista di brevetti.
Devi rimanere con il tuo senso critico sempre vigile. Metti in dubbio ogni premessa, sfida l'opinione prevalente e non accettare mai la
verita di qualcosa semplicemente perche tutti gli altri la considerano
ovvia. Non essere credulo. Quando prendi in mano una richiesta
erano le istruzioni di Haller pensa che qualunque cosa dica quell'inventore sia sbagliata.75
Einstein era cresciuto in una famiglia che creava brevetti e tentava
di utilizzarli negli affari, e trovava il compito appagante. Quell'attivita rafforzava una delle sue doti d'ingegno: la capacita di condurre
esperimenti mentali in cui riusciva a farsi un'idea intuitiva di come
una teoria avrebbe funzionato in pratica. Lo aiutava anche a scartare
i fatti non pertinenti che stavano intorno a un problem a.76
Se invece fosse stato relegato in un posto di assistente di un pro
fessore, avrebbe potuto sentirsi in dovere di produrre pubblicazioni
innocue in quantita e forzato a essere eccessivamente cauto nel mettere in discussione le idee accettate. Com e osservo piu tardi, originalita e creativita non erano risorse primarie per salire i gradini
della scala accademica, specialmente nel mondo di lingua tedesca, e
certo lui avrebbe avvertito la pressione che spingeva a conformarsi
ai pregiudizi o ai punti di vista prevalenti dei suoi protettori. Una
carriera accademica in cui si e costretti a produrre memorie scientifiche a profusione genera un pericolo di superficiality intellettuale
affermd.77
Di conseguenza, il caso che lo fece approdare su uno scanno all'Ufficio brevetti svizzero, invece di farne un assistente nell'am biente
accadem ico, probabilm ente rafforzo alcuni dei tratti destinati ad
assicurargli il successo: un gaio scetticism o su cio che compariva
sulle pagine che aveva davanti e un'indipendenza di giudizio che gli
consentiva di mettere in discussione presupposti fondamentali. Tra
gli analisti di brevetti non c'erano pressioni o incentivi a comportarsi
altrimenti.
L'Akademie Olympia
M aurice Solovine, un romeno che studiava filosofia all'Universita
di Berna, un giorno durante le vacanze pasquali del 1902, mentre
faceva una passeggiata, compro un giornale e noto l'annuncio con

82

Einstein

cui Einstein offriva lezioni di fisica (lezioni di prova gratuite).


Azzimato e vivace dilettante con i capelli tagliati corti e una vistosa
barbetta a punta, Solovine era di quattro anni maggiore di Einstein,
ma doveva ancora decidere se voleva diventare un filosofo, un fisico o
qualcosa d'altro. Cosi ando all'indirizzo dell'annuncio, suono il campanello, e un attimo dopo dall'interno rimbombo una voce stentorea:
Avanti!. Einstein gli fece subito una forte impressione. Rimasi
colpito dalla straord inaria luminosita dei suoi grandi occhi ha raccontato Solovine.78
La loro prima discussione duro quasi due ore, dopodiche Einstein
segui Solovine in strada, dove continuarono a parlare per un'altra
m ezz'ora. Concordarono di vedersi il giorno successivo. Al terzo
incontro Einstein annuncio che conversare liberamente era piu divertente che fare lezione a pagamento. Non hai bisogno di lezioni di
fisica disse. Vieni semplicemente a trovarmi quando vuoi e sard ben
contento di chiacchierare con te. Cosi decisero di leggere insieme i
grandi pensatori e poi di discuterne le idee.
Alle loro sedute si uni Conrad Habicht, figlio di un banchiere ed
ex studente di matematica al Politecnico di Zurigo. Prendendosi un
po' gioco delle pompose associazioni erudite, decisero di chiamarsi
Akademie Olympia. Einstein, pur essendo il piu giovane, fu nominato
presidente, e Solovine preparo un attestato con un disegno in cui compariva un busto di Einstein di profilo sotto una filza di salsicce. Un
uomo perfettamente e limpidamente eradito, impregnato di mirabile,
sottile e raffinata cultura, permeato della scienza rivoluzionaria del
cosmo proclamava la dedica.79
In generale le loro cene erano pasti frugali a base di salsicce, gruviera, frutta e te. Ma per il compleanno di Einstein, Solovine e Habicht
decisero di fargli una sorpresa m ettendo sulla tavola tre piatti di
caviale. Einstein era assorbito in un'analisi del principio di inerzia
di Galileo, e parlando inghiotti boccone dopo boccone il suo caviale
senza accorgersene. Habicht e Solovine si scambiavano occhiate fur
tive. Ti sei accorto di quello che hai mangiato gli chiese alia fine
Solovine.
Per l'am or del cielo! esclamo Einstein. Cosi quello era il famoso
caviale! Tacque un momento, e poi soggiunse: Be', se offrite cibo
da buongustai a uno zoticone come me, sapete che non potra essere
apprezzato.
Dopo le loro discussioni, che potevano durare anche tutta la notte,
a volte Einstein suonava il violino e d'estate occasionalmente salivano
su una montagna nei dintom i di Berna per ammirare il sorgere del

Ifidanzati

83

sole. La vista delle stelle scintillanti ci faceva una grande impressione e ci induceva a discussioni di astronomia ricordava Solovine.
Ci riempivamo di m eraviglia mentre il sole saliva lentamente verso
l'orizzonte e infine appariva in tutto il suo splendore inondando le
Alpi di un mistico rosa. Poi aspettavano che aprisse il baretto di montagna per bere caffe nero prima di scendere e andare a lavorare.
Solovine una volta salto una riunione prevista nel suo appartamento perche era allettato da un concerto di un quartetto ceco. Quale
dono di riconciliazione lascio, come proclamava il suo biglietto scritto
in latino, uova sode e un saluto (amicis carissimis ova dura et salutem).
Einstein e Habicht, sapendo quanto Solovine odiasse il tabacco, si
vendicarono fumando pipe e sigari nella sua stanza e ammucchiando
mobili e stoviglie sul letto. A m ico carissimo fum um spissum et salu
tem (al carissimo amico fumo denso e un saluto) risposero su un
altro biglietto. Solovine dice che al suo ritorno fu quasi sopraffatto
dal fumo. Credevo di soffocare. Spalancai la finestra e cominciai a
togliere dal letto il cumulo di cose che toccava quasi il soffitto.80
Solovine e H abicht sarebbero diventati am ici di Einstein per la
vita, e Einstein molti anni dopo avrebbe rievocato con loro la nostra
allegra "accadem ia", che era meno infantile di quelle rispettabili che
poi ho conosciuto da vicino. Rispondendo a una cartolina che i due
amici gli avevano mandato da Parigi per il suo settantaquattresimo
com pleanno, Einstein le rese omaggio: I tuoi mem bri ti crearono
per burlarsi delle Accademie tue sorelle, istituite da lungo tempo.
Con quale precisione le loro burle colpivano il segno ho imparato ad
apprezzarlo appieno in lunghi anni di attente osservazioni.81
L'elenco delle letture dell'Akademie Olympia comprendeva alcuni
classici i cui temi Einstein poteva apprezzare, come YAntigone, l'emozionante tragedia di Sofocle sulla sfida all'autorita, e il Don Chisciotte,
l'epopea di Cervantes sull'ostinazione a combattere contro i mulini
a vento. Ma soprattutto i tre accademici leggevano libri che indagavano sull'intersezione tra scienza e filosofia: il Trattato sulla natura
umana di David Hume, L'analisi delle sensazioni e La meccanica nel suo
sviluppo storico-critico di Mach, YEtica di Baruch Spinoza e La scienza
e Vipotesi di Henri Poincare.82 Fu con la lettura di questi autori che il
giovane analista di brevetti comincio a formarsi una propria filosofia
della scienza.
II piu influente tra loro, disse piu tardi Einstein, era stato l'empirista
scozzese David Hume (1711-1776). Seguendo le orme di Locke e di
Berkeley, Hume era scettico su qualsiasi conoscenza distinta da cio
che poteva essere percepito direttamente dai sensi. Perfino le evidenti

84

Einstein

leggi della causalita erano sospette ai suoi occhi, semplici abitudini


della mente; una palla che ne colpiva un'altra poteva comportarsi nel
modo predetto dalle leggi di Newton innumerevoli volte, eppure,
a rigore, cio non costituiva una ragione per credere che si sarebbe
com portata nello stesso modo la volta successiva. Hume vide chiaram ente che alcuni concetti, come ad esempio quello di causalita,
non si possono dedurre con metodi logici dai dati dell'esperienza
osservo Einstein.
Una versione di questa filosofia, chiam ata a volte positivism o,
negava la validita di qualunque concetto che andasse al di la delle
descrizioni dei fenom eni di cui abbiam o esperienza diretta. Essa
piaceva ad Einstein, almeno inizialmente. La teoria della relativita
si propone in m odo naturale nel contesto del positivismo disse.
Questa linea di pensiero ebbe una grande influenza sul mio lavoro,
e in modo particolare la ebbe Mach, e ancor piu Hume, il cui Trattato
sulla natura umana studiai con passione e con ammirazione poco prima
di scoprire la teoria della relativita.83
Hume aveva applicato il suo rigore scettico al concetto di tempo.
Non aveva senso, diceva, parlare del tempo come se avesse un'esistenza assoluta, indipendente dagli oggetti osservabili i cui movimenti
ci permettevano di definirlo. Dal succedersi delle idee e impressioni
ci form iam o l'idea di tem po, scriveva H ume la quale, senza di
esse, non fa mai la sua apparizione nella m ente. Questo concetto
che non esista nulla di simile al tempo assoluto avrebbe poi trovato
un'eco nella teoria della relativita di Einstein. Ma le considerazioni
particolari del filosofo scozzese sul tempo ebbero su Einstein meno
influenza dell'intuizione piu generale di Hume che e pericoloso par
lare di concetti che non siano definibili in term ini di percezioni e
osservazioni.84
Le idee di Einstein su Hume erano bilanciate dal suo apprezzam ento per il pensiero di Immanuel Kant (1724-1804), il metafisico
tedesco cui era stato introdotto, quando ancora era uno scolaro, da
Max Talmud. Kant occupo la scena della filosofia con un'idea c h e ...
costitui un progresso verso la soluzione del dilemma di Hume disse
Einstein. Alcune verita rientrano in una categoria di conoscenza
assolutamente certa che e radicata nella ragione stessa.
In altre parole, Kant distingueva tra due tipi di verita: (1) le proposizioni analitiche, che discendono dalla logica e dalla ragione stessa
piuttosto che dall'osservazione del mondo; per esempio, tutti i celibi
non sono sposati, due piu due fa quattro, e la somma degli angoli di un
triangolo e sempre pari a 180 gradi; e (2) proposizioni sintetiche, che

Ifidanzati

85

sono basate sull'esperienza e le osservazioni; per esempio, Monaco


e piu grande di Bem a, tutti i cigni sono bianchi. Le proposizioni sintetiche potrebbero subire modifiche a opera di nuovi dati empirici,
ma non cosi le proposizioni analitiche. Possiamo scoprire un cigno
nero ma non un celibe sposato, ne (almeno cosi pensava Kant) un
triangolo i cui angoli hanno somma di 181 gradi. Come disse Einstein,
nella prima categoria di verita si ritiene rientrino, per esempio, le
proposizioni della geometria e il principio di causalita. Questi e certi
altri tipi di conoscenza... non devono essere preventivamente ricavati
dai dati sensoriali, in altre parole sono conoscenza a priori.
Da principio Einstein trovo meraviglioso che certe verita potessero
essere scoperte mediante la sola ragione. Ma presto comincio a mettere
in discussione la rigida distinzione tra verita analitiche e sintetiche.
Mi sembrava che le cose di cui tratta la geometria non fossero essenzialmente diverse da quelle che si percepiscono coi sensi ricordava
poi. E in seguito avrebbe respinto la distinzione kantiana. Io sono
convinto ... che questa distinzione sia erronea scrisse. Una proposizione che sembra puram ente analitica - come quella che la somma
degli angoli di un triangolo e pari a 180 gradi - poteva rivelarsi falsa
in una geometria non euclidea o in uno spazio curvo (per esempio,
nel caso della teoria della relativita generale). Come disse piu tardi
dei concetti della geometria e della causalita, oggi tutti sanno, naturalmente, che tali concetti non contengono nulla della certezza, della
intrinseca necessita, che Kant aveva attribuito a essi.85
L'empirismo di Hume fu spinto un passo piu avanti da Ernst Mach
(1838-1916), il fisico e filosofo austriaco i cui scritti Einstein lesse
su sollecitazione di Michele Besso. Mach divenne uno degli autori
preferiti dell'Akadem ie Olympia e contribui a instillare in Einstein
lo scetticismo sull'opinione prevalente e le convenzioni accettate che
sarebbe diventato un segno distintivo della sua creativita. Piu tardi
avrebbe proclamato, con parole che avrebbero potuto essere usate
anche per descrivere lui stesso, che il genio di Mach era dovuto in
parte al suo scetticismo incorruttibile e [alia] sua indipendenza.86
L'essenza della filosofia di M ach era questa, nelle parole di Ein
stein: I concetti hanno senso soltanto se possiam o indicare gli
oggetti a cui si riferiscono e le regole m ediante le quali sono riferiti
a questi oggetti.87 In altri term ini, perche un concetto abbia senso
ne occorre una definizione operativa, che descriva come si osserverebbe il concetto in term ini di operazioni. Q uest'idea avrebbe dato
i suoi frutti quando, qualche anno dopo le letture dell'A kadem ie,
Einstein e Besso discussero su quale osservazione avrebbe dato

86

Einstein

significato al concetto a prim a vista sem plice che due eventi si


verificano sim ultaneam ente.
La cosa piu importante che Mach abbia fatto per Einstein fu l'applicazione di questo punto di vista ai concetti newtoniani di tempo
assoluto e di spazio assoluto. Era impossibile definire tali con
cetti, sosteneva Mach, in termini di osservazioni che fosse possibile
compiere. Pertanto essi erano privi di significato. Mach ridicolizzo
la mostruosita concettuale dello spazio assoluto di Newton, definendolo una cosa puramente ideale che non puo trovare riscontro
neiresperienza.88
L'ultim o eroe intellettuale dell'A kadem ie O lym pia era Baruch
Spinoza (1632-1677), il filosofo ebreo di Amsterdam. La sua influenza
fu principalm ente religiosa: Einstein fece proprio il suo concetto
di un Dio amorfo che si riflette nella bellezza che incute riverenza,
nella razionalita e nell'unita delle leggi di natura. Ma, come Spinoza,
Einstein non credeva in un Dio personale che premiasse e punisse e
intervenisse nella nostra vita quotidiana.
Inoltre Einstein trasse da Spinoza la fede nel determinismo: l'idea
che le leggi di natura, una volta che fossimo in grado di sondarle,
stabiliscano cause ed effetti immutabili, e che Dio non giochi a dadi
consentendo a qualsiasi evento di essere casuale o indeterminato.
Tutte le cose sono determinate dalla necessita della divina natura
affermava Spinoza, e anche quando la meccanica quantistica parve
mostrare che cio era falso, Einstein continuo a credere risolutamente
che fosse vero.89
M atrimonio con Mileva
Era destino che Hermann Einstein non vedesse suo figlio diventare
qualcosa di piu di un analista di brevetti di terza classe. N ell'ottobre
del 1902, quando le sue condizioni di salute cominciarono a declinare,
Einstein ando a Milano per essergli accanto negli ultimi giorni. Da
molto tempo il loro rapporto era una miscela di estraneita e di affetto,
e su quella stessa nota si concluse. Allorche la fine fu prossima
racconto in seguito Helen Dukas, la segretaria di Einstein, Hermann
chiese a tutti di allontanarsi per morire da solo.
E instein avverti per tutta la vita un senso di colpa per quel
m om ento, che rappresentava sim bolicam ente la sua incapacity di
stabilire un vero legam e con la sua fam iglia. Per la prim a volta
si senti inebetito, sopraffatto da un senso di desolazion e. In
seguito defini la m orte di suo padre il colpo piu duro che avesse

Ifidanzati

87

m ai subito. L'evento, pero, risolse un'im portante questione. Sul


letto di m orte, H erm ann Einstein diede finalm ente il suo consenso
al m atrim onio con M ileva M arie.90
I
colleghi di Einstein dell'Akadem ie Olympia, Maurice Solovine e
Conrad Habicht, si riunirono in seduta speciale il 6 gennaio 1903 per
fare da testimoni nella minuscola cerimonia che ebbe luogo nell'ufficio dello stato civile di Bem a, dove Albert Einstein e Mileva Marie si
sposarono. Nessun familiare - ne la madre o la sorella di Einstein, ne
i genitori di Mileva - venne a Bem a. I membri del ristretto cenacolo
intellettuale festeggiarono in un ristorante quella sera, e poi Einstein
e Mileva tom arono insieme nell'appartam ento di lui. Com 'era prevedibile, Einstein aveva dimenticato la chiave e dovette svegliare la
padrona di casa.91
Be', adesso sono un uomo sposato e vivo una piacevolissima e
confortevole vita con mia moglie riferi a Michele Besso due settimane
piu tardi. Lei si prende ottimamente cura di ogni cosa, cucina bene
ed e sempre di buon umore. Da parte sua la Marie92 fece il proprio
resoconto alia sua m igliore arnica: Sono, se possibile, ancora piu
legata al mio tesoro di quanto non lo fossi nei giorni di Zurigo. A
volte partecipava anche lei alle riunioni dell'Akademie Olympia, ma
per lo piu come osservatrice. Mileva, intelligente e riservata, ascoltava attentamente ma non interveniva mai nelle nostre discussioni
ricordava Solovine.
N ondim eno, com inciavano ad addensarsi delle nubi. Le mie
nuove mansioni stanno esigendo il loro tributo disse la Marie riferendosi ai lavori domestici e al ruolo di semplice spettatrice quando
si discuteva di scienza. Gli amici di Einstein avvertivano che stava
diventando piu cupa. A volte sembrava laconica, e anche sospettosa.
E Einstein, almeno cosi affermo retrospettivamente, era gia diven
tato a sua volta diffidente. Aveva provato un'intima resistenza al
matrimonio con la Marie, affermo piu tardi, ma l'aveva superato per
senso del dovere.
Mileva presto comincio a cercare dei modi per restituire magia al
loro rapporto. Sperava che sarebbero sfuggiti alia routine borghese che
sembrava connaturata alia vita di un funzionario pubblico svizzero
e che, invece, avrebbero avuto qualche opportunity di recuperare la
loro vecchia vita da universitari nonconformisti. Decisero - o almeno
cosi Mileva sperava - che Einstein avrebbe trovato un posto da inse
gnante da qualche parte molto lontana, magari vicino alia loro figlia
abbandonata. Tenteremo dovunque scrisse alia sua arnica in Serbia.
Pensi che, per esempio, a Belgrado gente come noi potrebbe trovare

88

Einstein

qualcosa? La Marie sosteneva che avrebbero accettato qualunque


cosa avesse a che fare con lo studio, anche insegnare tedesco in una
scuola superiore. Vedrai che abbiamo ancora quel vecchio spirito
di avventura.93
Per quanto ne sappiamo, Einstein non ando mai in Serbia a cercare
un lavoro o a vedere la sua bambina. Qualche mese dopo il matrimonio, nell'agosto 1903, la nube segreta che incombeva sulle loro
vite d'im provviso proietto su di loro una nuova ombra. Mileva ebbe
notizia che Lieserl, che allora aveva diciannove mesi, si era ammalata
di scarlattina. Prese un treno per Novi Sad. Durante una fermata a
Salisburgo com pro una cartolina illustrata con l'im m agine di un
castello del posto e butto giu qualche riga, che poi spedi durante la
fermata di Budapest: Tutto procede velocem ente, ma male. Non
mi sento affatto bene. E tu, a cosa stai lavorando, piccolo Johannzel?
Scrivimi presto, capito? La tua povera Doxerl.94
A quanto pare, la bambina fu data in adozione. L'unico indizio
che abbiamo in proposito e un'enigm atica lettera che Einstein scrisse
alia Marie in settembre, quando lei era a Novi Sad da un mese. Sono
molto dispiaciuto di quanto e successo a Lieserl. La scarlattina spesso
lascia tracce permanenti. Se solo tutto andasse bene. Come e registrata
Lieserl? Dobbiamo stare molto attenti, perche non sorgano difficolta
per la bambina in futuro.95
Q ualunque m otivazione possa avere avuto Einstein per fare la
domanda, non risultano sopravvissuti ne i documenti di registrazione
di Lieserl ne alcun'altra traccia docum entale della sua esistenza.
Vari ricercatori, sia serbi che americani, compreso Robert Schulmann
dell'Einstein Paper Project e M ichele Zackheim , che ha scritto un
libro sulla ricerca di Lieserl, hanno inutilmente perlustrato chiese,
anagrafi, sinagoghe e cimiteri.
Tutti gli indizi relativi alia figlia di Einstein sono stati accuratamente cancellati. Quasi tutte le lettere scambiate tra Einstein e la Marie
nell'estate e nell'autunno del 1902, molte delle quali presumibilmente
avevano a che fare con Lieserl, furono distrutte. Quelle scambiate tra
la Marie e la sua arnica Helene Savic durante quel periodo furono
intenzionalmente bruciate dalla famiglia della Savic. Per il resto della
loro vita, anche dopo il divorzio, Einstein e sua moglie fecero tutto
quanto potevano, con sorprendente successo, per nascondere non solo
il destino della loro prima bambina, ma la sua stessa esistenza.
Uno dei pochi fatti emersi da questo buco nero della storia e che
Lieserl era ancora viva nel settembre 1903. La preoccupazione espressa
da Einstein nella sua lettera a Mileva di quel mese, circa potenziali

Ifidanzati

89

difficolta per la bambina in futuro, parla chiaro. La lettera indica


anche che la bimba era ormai stata data in adozione, dato che Einstein
auspicava di avere un bambino in sostituzione.
Ci sono due ipotesi plausibili sul destino di Lieserl. La prima e che
sia sopravvissuta alia scarlattina e sia stata allevata da una famiglia
adottiva. In un paio di occasioni nel corso della sua vita, quando
delle donne si fecero avanti sostenendo (falsamente, come risulto poi)
di essere sue figlie illegittime, Einstein non escluse su due piedi la
possibility, anche se, dato il numero di relazioni che ebbe, non vuoi
dire che pensasse potesse trattarsi proprio di Lieserl.
Una possibility, sostenuta da Schulmann, e che l'amica della Marie,
Helene Savic, abbia adottato Lieserl. In effetti la Savic allevo una figlia,
Zorka, che era cieca dalla prima infanzia (forse in conseguenza della
scarlattina), che non si sposo mai e che un nipote provvide a tenere
al riparo da coloro che volevano intervistarla. Zorka mori negli anni
successivi al 1990.
II
nipote che protesse Zorka, Milan Popovic, respinge questa pos
sibility. In un libro che scrisse suH'amicizia e la corrispondenza in
tercorse tra la Marie e sua nonna Helene Savic, In Albert's Shadow
(.All'ombra di A lbert), Popovic ha affermato: E stata avanzata una
teoria secondo la quale mia nonna adotto Lieserl, ma un esame della
storia della mia famiglia mostra che e infondata. Tuttavia Popovic
non ha prodotto nessuna prova documentale, come per esempio il
certificato di nascita di sua zia, per sostenere questa tesi. Sua madre
brucio gran parte delle lettere di Helene Savic, comprese tutte quelle
che avevano a che fare con Lieserl. La teoria di Popovic, basata in
parte sui racconti di famiglia rievocati da uno scrittore serbo di nome
Mira Aleckovic, e che Lieserl sia morta di scarlattina nel settembre
1903, dopo la lettera di Einstein. Michele Zackheim, nel suo libro che
descrive la caccia a Lieserl, giunge a una conclusione analoga.96
Comunque siano andate le cose, la tristezza di Mileva ne fu accresciuta. Poco tempo dopo la morte di Einstein, Lin autore di nome
Peter M ichelmore, che non sapeva nulla di Lieserl, pubblico un libro
basato tra l'altro su conversazioni avute con il figlio di Einstein, Hans
Albert. Riferendosi all'anno successivo al matrimonio, Michelmore
osservava: Era accaduto qualcosa a quei due, ma Mileva si limitava
a dire che era una questione "profondamente personale". Qualunque
cosa fosse, lei ci andava rimuginando sopra, e sembrava che Albert
ne fosse in qualche modo responsabile. Gli amici incoraggiavano
Mileva a parlare del suo problema e a mettere le cose in chiaro. Ma lei
insisteva che era una cosa troppo personale e mantenne il segreto per

90

Einstein

tutta la vita: un particolare essenziale nella storia di Albert Einstein


che rimane ancora a w o lto nel mistero.97
II malessere di cui la Marie si lamentava nella cartolina spedita da
Budapest era probabilmente dovuto all'attesa di un bambino. Quando
scopri di essere incinta, temette che il marito andasse in collera. Ma
Einstein, nell'apprendere la notizia che presto sarebbe arrivato un
sostituto della loro figlia, espresse grande gioia. Non sono assolutamente arrabbiato del fatto che la povera Doxerl stia covando un
nuovo pulcino scrisse. Anzi, ne sono felice e mi ero chiesto se non
dovessi fare in modo che tu abbia una nuova Lieserl. Dopotutto non
dovrebbe esserti negato quello che e un diritto di ogni donna. 98
Hans Albert Einstein nacque il 14 maggio 1904. II nuovo venuto sollevo il morale di Mileva e riporto un po' di gioia nel suo matrimonio,
o cosi alm eno lei disse all'am ica Helene Savic: Fai un salto a Berna
in modo che possa rivederti e mostrarti il mio piccolo tesoro, che si
chiama anche lui Albert. Non so dirti quanta gioia mi dia quando ride
cosi allegramente o quando scalcia mentre gli faccio il bagno.
Einstein si stava comportando con dignita patema disse la Marie,
e dedicava del tempo a costruire per il suo bambino piccoli giochi,
come una funivia ricavata da scatole di fiammiferi e spago. Era uno
dei piu bei giocattoli che avessi allora, e funzionava ricordava ancora
Hans Albert quando era ormai adulto. Con un po' di spago, delle sca
tole di fiammiferi e poco altro sapeva fare le cose piu incredibili."
Milos Marie fu talmente felice della nascita di un nipote che venne
in visita e offri una considerevole dote, che secondo la leggenda
fam iliare (probabilm ente un po' esagerata) am m ontava a 100.000
franchi svizzeri. Ma Einstein, racconto in seguito Milos con le lacrime
agli occhi, l'aveva rifiutata, affermando che non aveva sposato sua
figlia per denaro. In effetti Einstein stava cominciando a cavarsela
abbastanza bene da solo. Dopo piu di un anno all'Ufficio brevetti, da
funzionario in prova era diventato funzionario di ruolo.100

V
L'ANNO MIRACOLOSO
Quanti e molecole, 1905

L'alba del nuovo secolo


In fisica non c'e nulla di nuovo da scoprire ormai. Cosi pare
abbia dichiarato il venerato Lord Kelvin alia British Association for
the Advancement of Science nel 1900. Tutto cio che resta da fare sono
m isurazioni sempre piu precise.1 Ma si sbagliava.
Le fondam enta della fisica classica erano state gettate da Isaac
N ew ton (1642-1727) verso la fine del XVII secolo. Basandosi sulle
scoperte di Galileo e di altri, N ewton aveva form ulato delle leggi
che descrivevano un universo meccanico altamente intelligibile: una
mela che cade e una luna in orbita sono govem ate dalle medesime
leggi della gravita, della massa, della forza e del moto. Le cause producono effetti, le forze agiscono sui corpi e in teoria tutto pud essere
spiegato, determinato e predetto. E il matematico e astronomo PierreSimon Laplace (1749-1827) aveva esultato: un'Intelligenza che, per
un dato istante, conoscesse tutte le forze da cui e animata la natura e
la situazione rispettiva degli esseri che la compongono, se per di piu
fosse abbastanza profonda per sottom ettere questi dati all'analisi,
abbraccerebbe nella stessa formula i movimenti dei piu grandi corpi
dell'universo e dell'atom o piu leggero: nulla sarebbe incerto per essa,
e l'aw en ire, come il passato, sarebbe presente ai suoi occhi.2
Einstein ammirava questa causality rigorosa, che defini la caratteristica piu profonda dell'insegnam ento di Newton.3 E riassunse
ironicamente la storia della fisica in questi termini: In origine (se origine vi fu) Dio creo le leggi del m oto di Newton insieme con le masse
e le forze necessarie. A colpire in modo particolare Einstein erano le
conquiste della meccanica in campi che apparentemente non avevano
nulla a che fare con essa, come la teoria cinetica da lui analizzata, che
spiegava il com portam ento dei gas in termini delle azioni di miliardi
di m olecole che si muovono e si urtano caoticamente.4

92

Einstein

Verso la meta del XIX secolo alia meccanica newtoniana si aggiunse


un altro grande progresso. 11 fisico sperimentale inglese Michael Fara
day (1791-1867), figlio autodidatta di un fabbro, scopri le proprieta dei
campi elettrici e magnetici. Faraday mostro che una corrente elettrica
produce forze magnetiche, e poi che un campo magnetico variabile
puo generare una corrente elettrica. Quando un magnete viene fatto
muovere in vicinanza di una spira metallica, o viceversa, si produce
una corrente elettrica.5
Le ricerche di Faraday sulTinduzione elettromagnetica permisero a
imprenditori inventivi come il padre e lo zio di Einstein di concepire
nuovi modi di combinare aw olgim enti metallici rotanti e magneti
mobili per costruire generatori elettrici. Di conseguenza, il giovane
Einstein aveva dei campi di Faraday una profonda intuizione fisica
e non soltanto una comprensione teorica.
II fisico scozzese dalla folta barba James Clerk Maxwell (1831-1879)
in seguito escogito delle splendide equazioni che specificavano, tra
le altre cose, com e i cam pi elettrici variabili creano cam pi m agne
tici e com e i cam pi m agnetici variabili generano cam pi elettrici. In
effetti un cam po elettrico variabile puo produrre un cam po m agne
tico variabile che, a sua volta, pud produrre un cam po elettrico
variabile, e cosi via. II risultato di questo accoppiam ento e un'onda
elettrom agnetica.
Proprio come Newton nacque nell'anno in cui mori Galileo, cosi Ein
stein nacque nell'anno in cui mori Maxwell, e considerava parte del suo
compito estendere l'opera dello scozzese. In Maxwell vedeva un teorico
che si era liberato dai pregiudizi dominanti, si era fatto condurre dalle
melodie matematiche in territori sconosciuti e aveva trovato un'armonia
basata sulla bellezza e la semplidta di una teoria dei campi.
Per tutta la vita Einstein fu affascinato dalle teorie dei campi, e descrisse
lo sviluppo del concetto in un testo che scrisse con un collega:
Un nuovo concetto - l'invenzione piu importante dal tempo di New
ton in poi - s'introduce nella fisica e cioe il concetto di campo. Occorreva una potente immaginazione scientifica per discemere che nella
descrizione dei fenomeni elettrici non sono ne le cariche, ne le particelle
che costituiscono l'essenziale, bensi lo spazio interposto fra cariche e
particelle. II concetto di campo si dimostra fertilissimo e conduce alia
formulazione delle equazioni di Maxwell, descriventi la struttura del
campo elettromagnetico.6
In un prim o tem po la teoria del cam po elettrom agnetico sviluppata da M axw ell parve com patibile con la m eccanica di Newton.

L 'anno miracoloso

93

Per esempio, M axwell credeva che le onde elettromagnetiche, di cui


fa parte la luce visibile, potessero essere spiegate dalla meccanica
classica, a condizione di am m ettere che ru niverso fosse pervaso
da un certo invisibile e sottile etere luminifero>>, ritenuto il mezzo
m ateriale che, increspandosi e oscillando, consentiva la propagazione delle onde elettrom agnetiche, con un ruolo paragonabile a
quello che l'acqua svolge per le onde dell'oceano e l'aria svolge
per le onde sonore.
Verso la fine del XIX secolo, pero, nelle fondamenta della fisica
classica avevano cominciato ad aprirsi delle crepe. Uno dei problemi
era che gli scienziati, per quanto si sforzassero, non riuscivano a trovare nessuna prova del nostro moto attraverso questo ipotetico etere
luminifero. Lo studio della radiazione - di come la luce e le altre onde
elettromagnetiche vengono emesse dai corpi fisici - sollevo un altro pro
blema: strane cose accadevano al confine dove le teorie newtoniane, che
descrivevano la meccanica delle particelle discrete, interagivano con la
teoria dei campi, che descriveva tutti i fenomeni elettromagnetici.
Fino ad allora Einstein aveva pubblicato cinque memorie che ave
vano suscitato scarsa attenzione. Non gli avevano procurato ne un
dottorato ne un posto di insegnante, sia pure in una scuola superiore.
Se avesse abbandonato la fisica teorica a quel punto, la comunita
scientifica non se ne sarebbe accorta, e lui avrebbe forse salito la scala
gerarchica aU'Ufficio brevetti svizzero diventandone direttore, un
ruolo in cui probabilmente si sarebbe fatto d aw ero molto onore.
Nulla lasciava presagire che fosse sul punto di scatenare un annus
mirabilis quale la scienza non aveva piu visto dal 1666, quando Isaac
Newton, rintanato nella casa della madre nel villaggio rurale di Woolsthorpe per sfuggire alia peste che imperversava su Cambridge, creo
il calcolo infinitesimale, esegui un'analisi dello spettro della luce e
formulo la legge di gravitazione.
Ma la fisica era pronta a subire un nuovo capovolgimento, e Ein
stein aveva le carte in regola per essem e l'autore. Aveva l'esuberanza necessaria per rimuovere gli strati di conoscenze acquisite che
nascondevano le crepe aperte nelle fondamenta della fisica, e la sua
immaginazione visiva gli consentiva di compiere i salti concettuali
che erano fuori della portata di pensatori piu tradizionali.
I
progressi spettacolari che compi in un periodo frenetico di quattro
mesi tra il marzo e il giugno del 1905 furono annunciati in quella che
sarebbe diventata una delle piu famose lettere personal! della storia
della scienza. Conrad Habicht, il suo compagno di scorrerie filosofiche
nelTAkademie Olympia, se n'era appena andato da Berna, il che, per

94

Einstein

la fortuna degli storici, diede ad Einstein una ragione per scrivergli


verso la fine di maggio.
Caro Habicht,
tra noi e scesa una cappa di silenzio cosi solenne che mi sembra
quasi di commettere un sacrilegio spezzandola con qualche ciarla insignificante...
Allora, che stai combinando, balena congelata, razza di spirito affumicato, rinsecchito, inscatolato?... Perche non mi hai ancora mandato la
tua dissertazione? Non sai, miserabile, che sono una delle 1V2 persone
che la leggerebbero con interesse e piacere? Ti prometto in cambio
quattro articoli. II primo ha per oggetto la radiazione e le proprieta
energetiche della luce ed e decisamente rivoluzionario, come vedrai se
prima mi mandi il tuo lavoro. II secondo articolo e una determinazione
delle dimensioni effettive degli atomi ... II terzo dimostra che corpi
dell'ordine di grandezza di 1/1000 di millimetro, in sospensione nei
liquidi, devono gia compiere un moto casuale osservabile che e causato
dall'agitazione termica. Tale movimento dei corpi in sospensione e stato
effettivamente osservato dai fisiologi che lo chiamano moto molecolare
browniano. 11 quarto articolo e soltanto un abbozzo iniziale a questo
punto, ed e un'elettrodinamica dei corpi in movimento che fa ricorso
a una modificazione della teoria dello spazio e del tempo.7
I quanti di luce, marzo 1905
Come si vede, a m eritare la qualifica di rivoluzionario secondo
Einstein, era il primo di questi articoli del 1905, e non Tultimo, la
famosa memoria che esponeva una teoria della relativita. In effetti, il
primo contiene forse lo sviluppo piu rivoluzionario della storia della
fisica. L'ipotesi che la luce si presenti non soltanto sotto forma di onde
ma anche di minuscoli pacchetti - quanti di luce che in seguito furono
chiamati fotoni - ci immerge in strane nebbie scientifiche che sono
di gran lunga piu tenebrose, e anzi piu spettrali, degli aspetti anche
piu bizzarri della teoria della relativita.
Einstein ne dava conto gia nel titolo un po' insolito che diede all'articolo, presentato il 17 m arzo 1905 agli Annalen der Physik: Un
punto di vista euristico relativo alia generazione e alia trasformazione della
luce.8 Punto di vista euristico? Significa un'ipotesi che serve da guida
e indica una direzione per la soluzione di un problema, ma non e da
considerarsi dimostrata. Da queste primissime parole sulla teoria dei
quanti fino all'ultima frase, che comparve in una memoria esattamente
cinquant'anni dopo, poco prima della sua morte, Einstein considero
il concetto di quanto e tutte le sue inquietanti implicazioni come euri-

L'anno miracoloso

95

stico, nel migliore dei casi: provvisorio, incompleto e non pienamente


compatibile con le sue concezioni della realta fondamentale.
Al centro dell'articolo c'erano gli interrogativi che stavano tormentando la fisica al volgere del secolo, e che in realta lo hanno sempre
fatto dal tempo degli antichi greci fino a oggi. L'universo e fatto di
particelle, come gli atomi e gli elettroni? oppure e un continuo ininterrotto, come sembrano essere un campo gravitazionale o un campo
elettromagnetico? E se entrambi i modi di descrivere la realta sono di
volta in volta validi, che cosa accade quando essi si intersecano?
Fin dagli anni successivi al 1860 i fisici stavano esplorando proprio
uno di questi punti di intersezione: la radiazione di corpo nero.
Come sa chiunque abbia giocato con un fom o o con un becco a gas, un
materiale come il ferro cambia colore man mano che si scalda. All'inizio sembra irraggiare principalmente luce rossa; quando diventa piu
caldo, la luce tende a un colore piu aranciato, poi diventa bianca e
infine blu. Per studiare questa radiazione, Gustav Kirchhoff e altri
si servivano di un recipiente di m etallo chiuso con un m inuscolo
forellino da cui potesse uscire un po' di luce. Poi tracciavano un grafico dell'intensita di ciascuna lunghezza d'onda quando il dispositivo
raggiungeva l'equilibrio a una certa temperatura. Qualunque fosse
il materiale e qualunque fosse la form a delle pareti del recipiente, i
risultati erano gli stessi: la forma dei grafici dipendeva soltanto dalla
temperatura.
Ma c'era, ahim e, un problem a. N essuno riusciva a spiegare in
modo soddisfacente la base della formula matematica che produceva
l'andam ento a forma di collina di questi grafici.
Quando Kirchhoff mori, la sua cattedra all'Universita di Berlino fu
assegnata a Max Planck. Nato nel 1858 da un'antica famiglia tedesca
di grandi studiosi, teologi e giuristi, Planck era molte cose che Ein
stein non era: con i suoi occhiali a pince-nez e il suo abbigliamento
meticoloso, era orgogliosamente tedesco, piuttosto riservato, inflessibile nella sua determinazione, conservatore per istinto e formale
nel modo di fare.
difficile immaginare due uomini piu diversi nei
loro atteggiamenti disse piu tardi il loro comune amico Max Bom.
Einstein, cittadino del mondo intero, poco attaccato alia gente che
gli stava intom o, indipendente dallo sfondo emotivo della societa in
cui viveva; Planck profondamente radicato nelle tradizioni della sua
famiglia e della sua nazione, ardente patriota, fiero della grandezza
della storia tedesca e consapevolmente prussiano nel suo atteggia
mento verso lo stato.9
Conservatore com 'era, Planck dava poco credito all'atom o e in

96

Einstein

generale alle teorie delle particelle (contrapposte alle onde e ai campi


continui). Com e scrisse nel 1882, nonostante il grande successo
finora goduto, la teoria atomica finira per essere abbandonata a favore
dell'ipotesi della continuity della materia. Per una delle piccole ironie
del nostro mondo, Planck e Einstein avrebbero condiviso il destino
di gettare le fondamenta della meccanica quantistica, per poi tirarsi
indietro entrambi quando divenne chiaro che minava alia base i con
cetti di causalita rigorosa e di certezza che tutti e due veneravano.10
Nel 1900 Planck, in parte ricorrendo a quella che chiamo una congettura fortuita, pervenne a un'equazione che descriveva la curva
delle lunghezze d'onda della radiazione a ciascuna tem peratura.
Nel farlo prese atto che i metodi statistici di Boltzmann, cui si era
opposto, erano nonostante tutto corretti. Ma l'equazione aveva una
strana caratteristica: richiedeva l'uso di una costante con un valore
inspiegabilmente piccolo (all'incirca 6,62607 x 10-34 joule secondi),
che doveva essere inclusa per ottenere un risultato giusto. Essa fu
ben presto chiamata costante di Planck, h, e oggi e considerata una
delle costanti fondamentali di natura.
Da principio Planck non aveva la minima idea di che significato
fisico avesse questa costante matem atica, ammesso che ne avesse.
Ma poi form ulo una teoria che, a suo modo di vedere, si applicava
non alia natura della luce ma all'azione che si verificava quando la
luce veniva assorbita o emessa da un frammento di materia. Postuld
che qualunque superficie che irraggiasse calore e luce - come per
esempio le pareti di un corpo nero - contenesse molecole vibranti
o oscillatori arm onici, sim ili a piccole m olle vibran ti.11 Q uesti
oscillatori arm onici potevano assorbire o emettere energia soltanto
nella form a di pacchetti discreti. Tali pacchetti potevano contenere
solam ente quantita fisse di energia, determ inate dalla costante di
Planck, e non potevano essere divisibili ne avere una gamma continua di valori.
Planck considerava la sua costante un semplice espediente di calcolo che spiegava il processo di emissione o assorbimento della luce
ma non si applicava alia natura fondamentale della luce. Nondimeno,
la dichiarazione che pronuncio alia Societa di fisica di Berlino nel
dicembre 1900 fu di vasta portata: Pertanto consideriamo - e questo
e il punto essenziale dell'intero calcolo - l'energia composta di un
numero perfettamente definito di pacchetti finiti uguali.12
Einstein comprese subito che la teoria dei quanti poteva minare alia
base la fisica classica. Tutto cio mi fu assolutamente chiaro subito
dopo la pubblicazione dell'opera fondamentale di Planck scrisse piu

L 'anno miracoloso

97

tardi. Tutti i miei tentativi di adattare le basi teoriche della fisica a


queste nuove acquisizioni fallirono completamente. Era come se ci
fosse m ancata la terra sotto i piedi, e in vista non vi fosse alcun punto
fermo su cui poter costruire.13
Oltre al problema di spiegare il significato della costante di Planck,
c'era anche un'altra particolarita della radiazione che richiedeva una
spiegazione: l'effetto fotoelettrico, e d o e l'em issione di elettroni da
una superficie metallica quando questa viene colpita dalla luce. Nella
lettera a Mileva del maggio 1901, appena saputo della gravidanza,
Einstein aveva m ostrato entusiasm o per un bellissimo scritto di
Philipp Lenard che analizzava questo fenomeno.
GU esperim enti di Lenard avevano m esso in evidenza qualcosa di
inatteso. Quando il fisico aumentava lafrequenza della luce - passando
dal calore infrarosso e dalla luce rossa a quella violetta e all'ultravioletto - gli elettroni emessi si muovevano con energia molto maggiore.
Poi Lenard aumentava Yintensita della luce usando una lampada ad
arco a carbone la cui luminosita poteva essere variata di un fattore
1000. Q uesta luce piu brillante, piu intensa, conteneva molta piu
energia, e quindi sembrava logico che gli elettroni emessi avessero
un'energia m aggiore e si allontanassero con una velocita piu elevata.
Ma non era cosi. Una luce piu intensa produceva piu elettroni, ma
l'energia di ciascun elettrone rimaneva la stessa: un fenomeno che la
teoria ondulatoria della luce non spiegava.
Einstein aveva riflettuto sul lavoro di Planck e di Lenard per quattro
anni. Nel suo ultimo articolo del 1904, La teoria molecolare generale del
calore, aveva discusso come fluttua l'energia media di un sistema di
molecole. Aveva poi applicato il risultato a una regione di spazio riempita di radiazione, e aveva constatato che i relativi dati sperimentali
erano confrontabili. La frase conclusiva era stata: Credo c h e ... questa
coincidenza non possa essere attribuita al caso.14 Come aveva scritto
all'amico Conrad Habicht subito dopo aver terminato la memoria del
1904, ora ho trovato in un modo semplicissimo la relazione tra le
dimensioni dei quanti elementari di m ateria e le lunghezze d'onda
della radiazione. Cosi, a quanto sembra, era preparato a formulare
una teoria in cui il cam po di radiazione fosse costituito di quanti.15
Nell'articolo del 1905 sui quanti di luce, pubblicato un anno dopo,
fece precisamente questo. Prese l'espediente matematico scoperto da
Planck, lo interpreto alia lettera, lo mise in relazione con i risultati
di Lenard sull'effetto fotoelettrico, e analizzo la luce come se fosse
realmente costituita di particelle puntiformi - che chiamo quanti di
luce - invece di essere un'onda continua.

98

Einstein

Einstein inizio la memoria descrivendo la grande distinzione tra


teorie basate sulle particelle (come la teoria cinetica dei gas) e teo
rie che implicano funzioni continue (come i campi elettromagnetici
della teoria ondulatoria della luce). Fra le descrizioni teoriche che i
fisici si sono formati dei gas e di altri corpi ponderabili, e la teoria di
Maxwell dei processi elettromagnetici nel cosiddetto spazio vuoto,
vi e una profonda differenza osservava. Mentre, infatti, lo stato di
un corpo si considera completamente determinato dalla posizione e
dalla velocity di un numero finito, anche se grandissimo, di atomi
e di elettroni, per la determinazione dello stato elettromagnetico di
uno spazio si utilizzano funzioni spaziali continue.16
Prima di prendere posizione in favore di una teoria corpuscolare
della luce, Einstein sottolineava che cio non avrebbe reso necessario
l'abbandono della teoria ondulatoria, che avrebbe continuato a essere
utile. La teoria ondulatoria della luce basata su funzioni spaziali
continue si e dimostrata eccellente per la descrizione dei fenomeni
puram ente ottici e non sara certo mai sostituita da un'altra teoria.
II suo modo di conciliare una teoria ondulatoria e una corpuscolare
prendeva le mosse dal rilievo, di carattere euristico, che l'osservazione delle onde comporta medie statistiche delle posizioni di quelle
che potrebbero essere innumerevoli particelle. Si deve tuttavia tener
presente scriveva che le osservazioni ottiche si riferiscono a valori
medi temporali, e non gia a valori istantanei.
Seguiva quella che forse e la frase piu rivoluzionaria mai scritta
da Einstein, in cui suggeriva che la luce fosse costituita di particelle
discrete o pacchetti di energia: Secondo l'ipotesi ch e sara qui considerata, quando un raggio luminoso uscente da un punto si propaga,
l'energia non si distribuisce in modo continuo in uno spazio via via piu
grande; essa consiste invece in un numero finito di quanti di energia,
localizzati in punti dello spazio, i quali si muovono senza dividersi e
possono essere assorbiti e generati solo nella loro interezza.
Einstein esplorava questa ipotesi verificando se un volum e di
radiazione di corpo nero, che ora assumeva formato di quanti discreti,
potesse in realta com portarsi com e un volume di gas, che sapeva
formato da particelle discrete. Cominciava considerando le formule
che descrivevano come varia l'entropia di un gas quando varia il suo
volume. Poi confrontava il risultato con il modo in cui varia l'entropia
della radiazione di corpo nero quando varia il suo volume. E giungeva
alia conclusione che l'entropia della radiazione varia con il volume
secondo la stessa legge con cui varia l'entropia di un gas perfetto.
Quindi effettuava un calcolo servendosi delle form ule statistiche

L'anno miracoloso

99

di Boltzmann per l'entropia. La m eccanica statistica che descriveva


un gas rarefatto di particelle era da un punto di vista matematico
identica a quella valida per la radiazione di corpo nero. Cio lo conduceva ad affermare che la radiazione sotto il profilo della teoria del
calo re... si comporta come se consistesse di quanti di energia, tra loro
indipendenti. E ne ricavava anche un modo per calcolare l'energia
di una particella di luce a una particolare frequenza, energia che
risultava in accordo con quanto aveva stabilito Planck.17
Einstein procedeva poi a mostrare come l'esistenza di quanti di
luce potesse risolvere i problemi sollevati da quello che cortesemente
chiamava il lavoro rivoluzionario di Lenard sull'effetto fotoelettrico.
Se la luce era formata da quanti discreti, l'energia di ciascun quanto era
determinata semplicemente dalla frequenza della luce moltiplicata per
la costante di Planck. Se si ammette, suggeriva Einstein, che un quanto
di luce ceda tutta la sua energia a un singolo elettrone/ ne deriva che
una luce di frequenza piu elevata farebbe si che gli elettroni siano
emessi con piu energia. D'altro canto, aumentare l'intensita della luce
(ma non la frequenza) significherebbe semplicemente che sarebbero
emessi piu elettroni, ma l'energia di ciascuno sarebbe immutata.
Questo era esattam ente cio che Lenard aveva scoperto. Con un
pizzico di umilta o di esitazione, unito a un desiderio di mostrare
che le sue conclusioni erano state dedotte per via teorica piuttosto
che ricavate interamente per via induttiva dai dati sperimentali, Ein
stein dichiarava a proposito della tesi del suo articolo che la luce sia
costituita da m inuscoli quanti: La nostra impostazione, a quanto
mi e dato di vedere, non e in contrasto con le proprieta dell'effetto
fotoelettrico osservate da Lenard.
Soffiando sulle braci del lavoro di Planck, Einstein ne aveva fatto
scaturire una fiamma che avrebbe consumato la fisica classica. Quale
risultato, di preciso, faceva si che la memoria di Einstein del 1905
rappresentasse un salto discontinuo - quantico, si sarebbe tentati di
dire - oltre le ricerche di Planck?
In effetti, come osservo Einstein in una memoria dell'anno successivo, il suo ruolo era quello di aver esplicitato il significato fisico di
cio che Planck aveva scoperto,18 Planck, un rivoluzionario riluttante,
considerava il quanto un artificio matematico in grado di spiegare come
l'energia veniva emessa e assorbita quando interagiva con la materia,
ma non ne riconosceva l'attinenza con una realta fisica inerente alia
natura della luce e del campo elettromagnetico. Si pud interpretare la
memoria di Planck del 1900 rilevando che in essa l'ipotesi del quanto e
usata soltanto come un espediente matematico introdotto per calcolare

100

Einstein

una distribuzione statistica, e non come una nuova ipotesi fisica scrivono gli storici della scienza Gerald Holton e Stephen Brush.19
Einstein invece considerava il quanto di luce come un aspetto della
realta: una stranezza del cosmo imbarazzante, fastidiosa, misteriosa
e a volte esasperante. Per lui, i quanti di energia (che nel 1926 furono
chiamati fotoni)20 esistevano anche quando la luce si stava propagando nel vuoto. Vogliam o... dimostrare che la determ inazione dei
quanti elem entari data da Planck e, in certa misura, indipendente
dalla teoria da lui elaborata per la radiazione di corpo nero scrisse
nel 1905. In altre parole, Einstein sosteneva che la particolare natura
della luce era una proprieta della luce stessa e non semplicemente una
descrizione del modo in cui la luce interagisce con la m ateria.21
Anche dopo la pubblicazione dell'articolo di Einstein, Planck non
accetto questo salto. Due anni piu tardi, Planck ammoni il giovane
impiegato delTUfficio brevetti che si era spinto troppo lontano, e che i
quanti descrivevano un processo che aw eniva durante l'emissione o
l'assorbimento, e non una proprieta reale della radiazione nel vuoto.
Io non cerco il significato del "quanto di azione" (quanto di luce) nel
vuoto ma nel luogo delTassorbimento e delTemissione avvertiva.22
La resistenza di Planck all'idea che i quanti di luce avessero una
realta fisica persistette. Otto anni dopo la pubblicazione della memoria
di Einstein, Planck lo propose per un ambitissimo seggio all'Accademia prussiana delle scienze. La lettera che sottoscrisse con altri sostenitori della proposta era piena di elogi, ma Planck aggiungeva: Che
possa a volte aver mancato il bersaglio nelle sue congetture, come
per esempio nel caso delTipotesi del quanto di luce, non dovrebbe
essere considerato demerito troppo grave.23
Poco prima di morire, Planck riflette sul proprio lungo rifiuto delle
implicazioni della sua scoperta. I1 mio vano tentativo di adattare in
qualche modo il quanto di azione nella teoria classica continuo per un
certo numero di anni, e mi costo parecchia fatica scrisse. Molti dei miei
colleghi videro in questo qualcosa che confinava con la tragedia.
Ironia della storia, parole analoghe sarebbero state usate in seguito
in riferim ento ad Einstein, il quale progressivam ente si trasse in
disparte col suo scetticism o sulle scoperte quantistiche cui pure
aveva aperto la strada, come disse di lui Bom. Molti di n o i ... considerano [questa] una tragedia.24
Dalla teoria di Einstein derivo una legge dell'effetto fotoelettrico
che era sperimentalmente controllabile: l'energia degli elettroni emessi
dipendeva dalla frequenza della luce secondo una semplice formula
matematica che conteneva la costante di Planck. La formula in seguito

L'anno miracoloso

101

risultd corretta. II fisico che effettud l'esperimento cruciale fu Robert


Millikan, che piu tardi avrebbe diretto il California Institute of Tech
nology (Caltech) e cercato di assumervi Einstein.
Eppure, anche dopo aver verificato le formule fotoelettriche di Ein
stein, Millikan continuo a respingere la teoria. Nonostante il successo
apparentemente completo dell'equazione di Einstein, dichiaro la
teoria fisica della quale essa doveva essere Tespressione simbolica
risulta a tal punto insostenibile che Einstein stesso, credo, non vi aderisce piu.25
Millikan si sbagliava nell'affermare che la teoria di Einstein dell'effetto fotoelettrico era stata abbandonata. In realta era precisamente
per la scoperta della legge dell'effetto fotoelettrico che ad Einstein
sarebbe stato assegnato il suo unico premio Nobel. E con l'avvento
della meccanica quantistica negli anni '20 la realta del fotone divenne
parte fondamentale della fisica.
Tuttavia, in senso lato Millikan aveva ragione. Einstein avrebbe trovato le strane implicazioni del quanto - e del dualismo onda-particella
relativo alia luce - sempre piu profondam ente inquietanti. In una
lettera che scrisse verso la fine della sua esistenza all'am ato amico
Michele Besso, dopo che la meccanica quantistica era stata accettata da
quasi tutti i fisici viventi, Einstein si sarebbe lamentato: Tutti questi
cinquant'anni di continuo almanaccare non hanno affatto aw icinato
la risposta alia domanda: "C he cosa sono i quanti di luce?".26
La dissertazione di dottorato sulle dimensioni delle molecole, aprile 1905
Einstein aveva scritto un articolo destinato a rivoluzionare la
scienza, ma non era ancora riuscito a ottenere un dottorato. Cosi
tento ancora una volta di farsi accettare una dissertazione.
Si rese conto di aver bisogno di un argomento innocuo e non di
uno controverso per la sua radicalita come i quanti o la relativita,
e cosi scelse la seconda memoria su cui stava lavorando, intitolata
Una nuova determinazione delle dimensioni molecolari, che completo il
30 aprile e presento all'Universita di Zurigo in luglio.27
Forse per cautela e per deferenza verso l'im postazione conservatrice del suo relatore, Alfred Kleiner, in generale evito la fisica statistica
innovativa utilizzata nei suoi articoli precedenti (nonche in quello sul
moto browniano, completato undid giorni dopo) e si baso invece prevalentemente sulTidrodinamica classica.28 Eppure riusci ugualmente
a mettere in luce come il comportamento di innumerevoli particelle
minuscole (atomi, molecole) si m anifest! nei fenomeni osservabili,

102

Einstein

e viceversa come i fenomeni osservabili ci possano dire molto sulla


natura di quelle minuscole particelle invisibili.
Quasi un secolo prima, lo scienziato italiano Amedeo Avogadro
(1776-1856) aveva formulato l'ipotesi - corretta, come risulto poi - che
uguali volumi di gas qualsiasi, nelle stesse condizioni di temperatura
e pressione, contengano il medesimo numero di molecole. Ne derivo
un difficile compito: determinare quale fosse questo numero.
II volum e solitamente scelto e quello occupato da una mole del
gas (un numero di grammi pari al peso molecolare del gas), che e di
22,4 litri in condizioni norm ali di temperatura e pressione (0 C e 1
atmosfera). II numero di molecole in tali condizioni fu chiamato in
seguito numero di Avogadro. Determinarlo con precisione era, ed e
ancora, piuttosto difficile. Secondo una stima attuale, il suo valore e
approssimativamente 6,02214 x 1023. (Un numero enorme: tanti chicchi di granoturco non soffiati basterebbero a coprire l'intero territorio
degli Stati Uniti di uno strato alto 15 chilometri.)29
La maggior parte delle misurazioni relative alle molecole erano
state effettuate studiando i gas. M a, com e Einstein osservo nella
prima frase della sua memoria, i fenomeni fisici che si osservano
nei liquidi finora non sono stati utilizzati per la determinazione delle
dimensioni delle molecole. Con questa dissertazione (dopo che in
seguito vi furono apportate alcune correzioni nei calcoli e nei dati),
Einstein fu il primo a ottenere un risultato apprezzabile basandosi
sui liquidi.
II suo metodo si serviva di dati sulla viscosita, che e una misura
della resistenza che un liquido oppone al moto di un corpo al proprio
intemo. II catrame e la melassa sono esempi di liquidi ad alta viscosita.
Se si scioglie dello zucchero in acqua, la viscosita aumenta man mano
che la soluzione diventa piu sciropposa. Einstein immagino le m ole
cole dello zucchero che diffondevano gradualmente tra le molecole
d'acqua, che sono piu piccole, e riusci a ricavam e due equazioni che
contenevano entrambe le due variabili incognite che stava cercando
di determinare: le dimensioni delle molecole di zucchero e il numero
di tali molecole presenti nell'acqua. Pote poi risolvere le equazioni
determinando le incognite, e in tal modo ottenne per il numero di
Avogadro il valore 2,1 x 1023.
Tale valore, purtroppo, non era molto preciso. Quando Einstein
presento il suo articolo agli Annalen der Physik, subito dopo che
era stato accettato com e tesi dall'U niversita di Zurigo, il direttore
Paul Drude (che per fortuna non era a conoscenza della precedente
intenzione di Einstein di ridicolizzarlo) ne sospese la pubblicazione

L'anno miracoloso

103

perche era al corrente di alcuni dati m igliori sulle proprieta delle


soluzioni zuccherine. Servendosi dei nuovi dati, Einstein ottenne un
risultato che era piu vicino a quello corretto: 4,15 x 1023.
Qualche anno piu tardi, uno studente francese sottopose a verifica il
procedimento a livello sperimentale e scopri qualcosa che non andava.
Cosi Einstein chiese a un suo allievo di Zurigo di rivedere da capo la
memoria, e questi vi trovo un errore secondario. Una volta corretto
1'errore, si ottenne un valore di 6,56 x 1023, che risulto decisamente
soddisfacente.30
In seguito Einstein racconto, forse in tono semischerzoso, che quando
aveva presentato la sua tesi, il professor Kleiner l'aveva respinta con
la motivazione che era troppo corta, cosi le aveva aggiunto una frase,
ed essa era stata im m ediatam ente accettata. Di questa circostanza
non c'e alcuna prova documentale 31 A ogni modo, la tesi divenne in
effetti una delle sue memorie piu citate e di massima utilita pratica,
con applicazioni in campi svariati come i miscugli di cemento, i prodotti caseari e gli aerosol. E anche se non gli consenti di ottenere un
incarico accademico, gli permise almeno di diventare, finalmente, il
dottor Einstein.
II moto broumiano, maggio 1905
Undici giorni dopo aver terminato la sua dissertazione, Einstein
completo un altro articolo che investigava gli indizi di oggetti invisibili. Com e aveva fatto fin dal 1901, si baso sull'analisi statistica
delle azioni casuali delle particelle invisibili per mostrare come esse
si riflettevano nel mondo visibile.
Cosi facendo, Einstein spiego un fenom eno, noto com e moto
browniano, che sconcertava gli scienziati da quasi ottant'anni: perche
quando si osservano delle piccole particelle in sospensione in un liquido
come l'acqua, si vede che esse si muovono a piccoli scatti in tutte le
direzioni? E di conseguenza stabili in modo pressoche definitivo che
atomi e molecole esistono effettivamente quali oggetti fisici.
II moto browniano deve il suo nome al botanico scozzese Robert
Brown, il quale nel 1828 aveva pubblicato un resoconto delle sue
minuziose osservazioni, compiute con un potente microscopio, su
minuscole particelle di polline in sospensione nell'acqua da cui risultava che le particelle si muovono in modo caotico. Le osservazioni
erano state ripetute con altre particelle, comprese polveri tratte dalla
Sfinge, ed erano state proposte diverse spiegazioni. Forse il fenomeno

104

Einstein

aveva a che fare con minuscole correnti d'acqua o con l'effetto della
luce. Ma nessuna teoria si era dimostrata plausibile.
Con l'ascesa, negli anni successivi al 1870, della teoria cinetica,
che si serviva dei moti casuali delle molecole per spiegare cose come
il com portamento dei gas, alcuni avevano tentato di utilizzarla per
chiarire la natura del m oto browniano. Ma siccome le particelle in
sospensione erano 10.000 volte piu grandi di una molecola d'acqua,
sembrava che una molecola non potesse avere l'energia necessaria
per smuovere una particella piu di quanto una palla da baseball possa
spostare un corpo del diametro di un chilometro.32
Einstein dimostro che, anche se una singola collisione non poteva
spostare una particella, l'effetto di m ilioni di collisioni casuali al
secondo poteva spiegare la danza osservata da Brown. In questo
lavoro annunciava nella prima frase faremo vedere come, secondo
la teoria cinetico-molecolare del calore, particelle in sospensione in un
liquido compiano, in conseguenza del moto termico delle molecole,
movimenti di ampiezza tale che li si puo agevolmente osservare al
microscopio, purche, beninteso, la dimensione delle particelle stesse
sia accessibile alio strumento.33
Einstein proseguiva con un'affermazione che appare, a prima vista,
un po' sconcertante: il suo articolo non era un tentativo di spiegare le
osservazioni del moto browniano. In effetti, procedeva come se non
fosse neppure sicuro che i moti che deduceva dalla sua teoria fossero
identici a quelli osservati da Brown: Puo darsi che i moti che qui
saranno considerati coincidano con il cosiddetto "m oto molecolare
browniano"; tuttavia i dati che ho potuto ottenere su quest'ultimo sono
cosi imprecisi che non mi e stato possibile formulare alcun giudizio
in merito. In seguito nego ancor piu nettamente che il suo lavoro
volesse essere una spiegazione del moto browniano: Scoprii che, in
base alia teoria atomica, doveva esserci un movimento di particelle
microscopiche sospese, accessibile all'osservazione, senza sapere che
le osservazioni relative ai moti browniani erano gia da lungo tempo
n o te^34
A un primo sguardo, l'afferm azione che non stava trattando del
moto browniano sembra strana, perfino insincera. Dopotutto, aveva
scritto a Conrad Habicht qualche mese prima: Tale m ovimento dei
corpi in sospensione e stato effettivamente osservato dai fisiologi, che
lo chiam ano moto m olecolare browniano. Eppure l'afferm azione
di Einstein era non solo vera ma anche significativa: l'articolo non
prendeva le mosse dai dati osservativi sul moto browniano e non
mirava a una sua spiegazione. Era invece una continuazione della sua

Vanno miracoloso

105

precedente analisi statistica di come le azioni delle molecole potevano


manifestarsi nel mondo visibile.
In altre parole, Einstein voleva asserire di aver formulato una teoria
che era dedotta da principi e postulati generali, e non una teoria
costruita prendendo in esame dati fisici (proprio come aveva chiarito che il suo articolo sui quanti di luce non prendeva le mosse dai
dati sull'effetto fotoelettrico raccolti da Philipp Lenard). Era una
distinzione che avrebbe tracciato, com e vedremo tra breve, anche
insistendo che la sua teoria della relativita non derivava semplice
mente dal tentativo di spiegare i risultati sperimentali sulla velocita
della luce e l'etere.
Einstein si rendeva conto che l'urto di una singola molecola d'ac
qua non avrebbe potuto far m uovere una particella di polline in
sospensione a sufficienza perche il moto fosse visibile. Tuttavia, in
ogni dato momento, la particella veniva urtata da tutte le parti da
migliaia di molecole. In alcuni momenti casualmente molti piu urti
si sarebbero verificati su una particolare faccia della particella. Poi,
in un m om ento successivo, sarebbe stato un altro lato a subire la
scarica piu violenta.
Ci sarebbero stati dunque dei piccoli scarti casuali che avrebbero
prodotto quella che viene chiamata una passeggiata aleatoria. II miglior
modo per farcene un'idea e immaginare un ubriaco che parte da un
lampione e barcollando fa un passo ogni secondo in una direzione
casuale. Dopo due sbandamenti puo ritrovarsi vicino al lampione
essendosi mosso avanti e indietro. Oppure puo aver fatto due passi
nella stessa direzione. O ancora puo aver fatto un passo verso ovest e
uno verso nordest. Una semplice tabulazione matematica e una rappresentazione grafica di una tale passeggiata aleatoria ne rivelano
una proprieta interessante: statisticamente, la distanza dell'ubriaco
dal lampione risulta proporzionale alia radice quadrata del numero
di secondi che sono trascorsi.35
Einstein comprese che non era ne possibile ne necessario misurare
ciascuno zigzag del moto browniano, e neppure misurare la velocita
della particella in un qualsiasi momento. Ma era piuttosto facile misu
rare le distanze totali delle particelle che si muovevano in questo moto
caotico via via che le distanze aumentavano con il tempo.
Einstein voleva ottenere predizioni concrete che potessero essere
verificate, e cosi si servi sia della sua conoscenza teorica sia dei dati
sperim entali relativi alia viscosita e alle velocita di diffusione per
pervenire a predizioni precise in merito alia distanza che una parti
cella deve percorrere a seconda delle sue dimensioni e della tempera-

106

Einstein

tura del liquido. Per esempio, predisse, nel caso di una particella del
diametro di un millesimo di millimetro sospesa in acqua a 17 gradi
Celsius, che lo spostam ento m edio in un m inuto sarebbe [stato]
dunque di circa 6 micron.
Questa previsione poteva essere verificata, e con conseguenze della
massima importanza. Se il moto in questione si potra effettivamente
osservare, scriveva ... la termodinamica classica non sara piu da
considerare esattamente valida. Piu abile nella teorizzazione che nel
condurre esperimenti, Einstein termino l'articolo con un'esortazione
deliziosa: E sperabile che qualche ricercatore riesca, tra non molto, a
risolvere il problema qui suggerito, che e cosi importante in relazione
alia teoria del calore!.
Nel giro di qualche mese, un fisico sperimentale tedesco di nome
Henry Seidentopf, servendosi di un potente microscopio, confermo
le predizioni di Einstein. A tutti gli effetti, la realta fisica di atomi e
molecole era ormai stabilita in modo conclusivo. A irepoca atomi
e m olecole erano ancora ben lontani dall'essere considerati reali
rammento piu tardi il fisico teorico Max Bom . Secondo me, queste
ricerche di Einstein hanno contribuito piu di qualsiasi altro lavoro a
convincere i fisici della realty degli atomi e delle molecole. 36
Per sovrappiu, la mem oria di Einstein fom i un m odo ulteriore
per determinare il numero di Avogadro. E zeppa di nuove idee ne
disse Abraham Pais. La conclusione finale, secondo cui il numero
di Avogadro pud sostanzialmente essere determinato tramite osser
vazioni con un comune microscopio, non manca m ai di provocare
im attimo di stupore anche in chi abbia letto in precedenza l'articolo
e ne conosca quindi la battuta finale. 37
Un punto di forza della mente di Einstein era che poteva giostrare
spericolatamente svariate idee nello stesso momento. Anche mentre
rifletteva sulla danza delle particelle in un liquido, stava cimentandosi con una diversa teoria che aveva a che fare con i corpi in moto
e la velocita della luce. Un giom o o poco piu dopo aver spedito
l'articolo sul moto browniano, stava parlando con l'am ico Michele
Besso quando ebbe una nuova ispirazione im prow isa, che avrebbe
prodotto, come scrisse a Habicht nella famosa lettera di quel mese,
una modificazione della teoria dello spazio e del tempo.

VI
LA RELATIVITA RISTRETTA
1905

II retroterra
II
concetto essenziale della relativita e semplice: le leggi fondamentali della fisica sono identiche qualunque sia lo stato di moto
delTosservatore.
Per il caso speciale di osservatori che si muovono con una velocita
costante, questa idea e abbastanza facile da accettare. Si immaginino
un uomo seduto in poltrona a casa e una donna su un aeroplano che
vola in alto senza scosse. Ciascuno di loro puo versarsi una tazza di
caffe, far rimbalzare una palla, puntare una lampadina tascabile o
riscaldare un dolce in un fom o a microonde constatando che valgono
le m edesime leggi fisiche.
In realta non c'e alcun m odo per stabilire chi di loro e in moto e
chi e in quiete. L'uomo in poltrona potrebbe considerare se stesso in
quiete e l'aereo in moto. E la donna sull'aereo potrebbe considerare se
stessa in quiete e la terra che le scorre sotto in moto. Non c'e nessun
esperimento che possa decidere chi ha ragione.
Anzi, non c'e una ragione assoluta. Tutto quanto si puo dire e che
ognuno di loro si muove relativamente all'altro. E naturalmente entrambi si muovono assai rapidamente rispetto agli altri pianeti, alle
stelle e alle galassie.1
La teoria della relativita ristretta (o speciale) che Einstein elabord
nel 1905 vale solo per questo caso speciale (da cui il nom e): una
situazione in cui gli osservatori si m uovono a velocita costante l'uno
rispetto all'altro - uniformemente in linea retta e con un valore della
velocita che non cam bia - di cui si parla com e di un sistem a di
riferimento inerziale.2
E piu difficile sostenere la tesi piu generale che una persona che
sta accelerando, ruotando su se stessa o intom o a un altro punto, o
frenando bruscam ente o muovendosi in modo arbitrario, non sia in

108

Einstein

una qualche forma di moto assoluto, dal momento che per questa
persona il caffe scende dal bricco e le palle rotolano via in maniera
diversa da quanto accade per le persone che si trovano su un treno,
un aereo o un pianeta che si muovono uniformemente e senza scosse.
Ad Einstein sarebbe occorso un altro decennio, come vedremo, per
arrivare a una teoria, che chiamo relativita generale, che includesse il
moto accelerato in una teoria della gravita e tentasse di applicarle il
concetto di relativita.3
La storia della relativita comincia nel 1632, allorche Galileo formulo
il principio che le leggi del m oto e della m eccanica (le leggi dell'elettromagnetismo non erano ancora state scoperte) sono identiche in tutti
i sistemi di riferimento con velocita costante. Nel suo Dialogo sopra i
due massimi sistemi del mondo, Galileo si proponeva di sostenere l'idea
di Copem ico che la Terra non e immobile al centro dell'universo con
ogni altra cosa che le ruota intom o. Gli scettici affermavano che se
la Terra fosse in movimento, come diceva Copem ico, ce ne accorgeremmo. Galileo confuto questa tesi con un esperimento mentale di
grande chiarezza in cui ci si immaginava di essere nella cabina di un
bastim ento che navigava regolarmente e senza scosse:
Riserratevi con qualche amico nella maggiore stanza che sia sotto
coverta di alcun gran navilio, e quivi fate d'aver mosche, farfalle e
simili animaletti volanti; siavi anco un gran vaso d'acqua, e dentrovi
de' pescetti; sospendasi anco in alto qualche secchiello, che a goccia
a goccia vadia versando dell'acqua in un altro vaso di angusta bocca,
che sia posto a basso: e stando ferma la nave, osservate diligentemente
come quelli animaletti volanti con pari velocita vanno verso tutte le
parti della stanza; i pesci si vedranno andar notando indifferentemente
per tutti i versi; le stille cadenti entreranno tutte nel vaso sottoposto; e
voi, gettando all'amico alcuna cosa, non piu gagliardamente la dovrete
gettare verso quella parte che verso questa, quando le lontananze sieno
eguali; e saltando voi, come si dice, a pie giunti, eguali spazii passerete verso tutte le parti. Osservate che avrete diligentemente tutte
queste cose, benche niun dubbio ci sia che mentre il vassello sta fermo
non debbano succeder cosi, fate muover la nave con quanta si voglia
velocita; che (pur che il moto sia uniforme e non fluttuante in qua e
in la) voi non riconoscerete una minima mutazione in tutti li nominati
effetti, ne da alcuno di quelli potrete comprender se la nave cammina
o pure sta ferma.4
Non c'e migliore descrizione della relativita, o almeno di come il
principio si applica a sistemi che si muovono con velocita costante
l'uno rispetto all'altro.

La relativita ristretta

109

Dentro la nave di Galileo e agevole avere una conversazione, per


che l'aria che trasm ette le onde sonore si m uove uniform em ente
insieme alle persone presenti nella cabina. Analogamente, se uno dei
passeggeri di Galileo lasciasse cadere un sasso in un catino d'acqua,
le increspature si propagherebbero nello stesso modo in cui lo farebbero se il catino fosse in quiete sulla riva; questo perche l'acqua che
permette la propagazione delle increspature si muove uniformemente
insieme al catino e a tutte le altre cose presenti nella cabina.
Le onde sonore e quelle sulla superficie dell'acqua possono essere
spiegate senza difficolta dalla m eccanica classica. Sono semplice
mente una perturbazione che si propaga in un certo mezzo. Questa
e la ragione per cui il suono non puo propagarsi nel vuoto. Ma puo
propagarsi attraverso mezzi come l'aria o l'acqua o il metallo. Per
esempio, le onde sonore si muovono nell'aria a temperatura ambiente
come una perturbazione vibratoria che comprime e rarefa l'aria alia
velocita di circa 1200 chilometri l'ora.
Anche sul fondo della nave di Galileo il suono e le onde sull'acqua
si comportano come fanno in terraferm a, perche l'aria nella cabina
e l'acqua nei catini si m uovono con la stessa velocita dei passeg
geri. Ma ora im m aginiam o di salire sul ponte e di osservare le onde
dell'oceano, o di m isurare la velocita delle onde sonore emesse dalla
sirena di un'altra nave. La velocita con cui queste onde si aw icin ano
a noi dipende dal nostro moto rispetto al mezzo (l'acqua o l'aria) che
ne consente la propagazione.
In altre parole, la velocita con la quale un'onda marina ci raggiunge
dipende da quanto rapidamente ci stiamo muovendo nell'acqua in
direzione della sorgente delle onde o in direzione opposta. La velocita
di un'onda sonora rispetto a noi dipende analogamente dal nostro
moto rispetto all'aria che permette la propagazione dell'onda.
Tali velocita relative si sommano. Immaginiam o di essere fermi
in mare mentre le onde ci vengono incontro alia velocita di 20 chilo
metri l'ora. Se saltiamo su un acquascooter e puntiamo frontalmente
verso le onde a 60 chilom etri l'ora, le vedrem o avanzare verso di
noi e sfrecciare accanto a noi a una velocita (rispetto a noi) di 80
chilom etri l'ora. Im maginiam o analogam ente che delle onde sonore
si stiano avvicinando a noi provenendo dalla sirena di una nave
lontana, propagandosi nell'aria ferm a a 1200 chilom etri l'ora verso
la riva. Se saltiam o sul nostro acquascooter e ci dirigiamo verso la
sirena a 60 chilom etri l'ora, le onde sonore si m uoveranno verso di
noi e ci passeranno accanto a una velocita (rispetto a noi) di 1260
chilom etri l'ora.

110

Einstein

Tutto cio portava a una domanda su cui Einstein stava riflettendo


fin dall'eta di sedici anni, quando aveva im m aginato di andare a
cavallo di un raggio di luce: la luce si comporta nello stesso modo?
Newton aveva concepito la luce fondamentalmente come un flusso
di particelle emesse dai corpi. Ma ai tempi di Einstein la maggior parte
degli scienziati aderiva alia teoria rivale, proposta dal contemporaneo
di Newton, Christiaan Huygens, secondo la quale la luce andrebbe
considerata un'onda.
Alla fine del XIX secolo, un'am pia gamma di esperimenti aveva
confermato la teoria ondulatoria. Per esempio, Thomas Young aveva
effettuato un famoso esperimento, che oggi viene replicato dagli stu
denti di liceo, in cui si mostrava come la luce passante attraverso due
fenditure produca una figura di interferenza che assomiglia a quella
delle onde d'acqua che passano attraverso due aperture. In entrambi
i casi, le creste e i cavi delle onde uscenti da ciascuna apertura si
rinforzano reciprocamente in certi punti e si elidono reciprocamente
in altri punti.
James Clerk Maxwell aveva contribuito a consacrare la teoria ondu
latoria quando aveva ipotizzato con successo una connessione tra
luce, elettricita e magnetismo. Era cosi pervenuto a delle equazioni
che descrivono il com portamento dei campi elettrici e m agnetici, e
che quando venivano com binate predicevano l'esistenza di onde
elettromagnetiche. Maxwell aveva scoperto che le onde elettromagne
tiche dovevano propagarsi a una ben determinata velocita: all'incirca
300.000 chilometri al secondo.5 Questa era la velocita che gli scienziati
avevano gia misurato nel caso della luce, e ow iam ente non si trattava
di una semplice coincidenza.6
Divenne chiaro che la luce era la manifestazione visibile di un intero
spettro di onde elettrom agnetiche. Tale spettro com prende quelli
che oggi chiamiamo radiosegnali AM (a m odulazione di ampiezza,
con una lunghezza d'onda intom o ai 300 metri), radiosegnali FM (a
modulazione di frequenza, con lunghezze d'onda intom o ai 3 metri)
e m icroonde (3 centim etri). Quando la lunghezza d'onda diventa
minore (e la frequenza dei cicli dell'onda quindi aumenta), si ha lo
spettro della luce visibile, che si estende dal rosso (0,76 micrometri)
al violetto (0,39 micrometri). Lunghezze d'onda ancora minori corrispondono ai raggi ultravioletti, ai raggi X e ai raggi gamma. Quando
parliamo di luce e di velocita della luce, ci riferiamo a tutte le
onde elettromagnetiche, e non soltanto a quelle che sono visibili ai
nostri occhi.
Tutto cio sollevava alcuni grandi interrogativi: qual era il mezzo

La relativita ristretta

111

che consentiva la propagazione di queste onde? E la loro velocita di


300.000 chilometri al secondo era una velocita relativa a che cosa?
Parve che la risposta dovesse essere che le onde luminose erano una
perturbazione di un mezzo invisibile, che fu chiamato etere, e che la
loro velocita era relativa all'etere. In altre parole, l'etere era per le onde
luminose qualcosa di simile a cio che l'aria era per le onde sonore.
Sembrd allora fuor di dubbio che la luce si dovesse interpretare come
un fenomeno vibratorio d'un mezzo elastico e inerte che riempie tutto
lo spazio dell'universo osservo piu tardi Einstein.7
L'etere, purtroppo, doveva avere molte proprieta sconcertanti. Poiche la luce proveniente dalle stelle lontane e in grado di raggiungere la
Terra, l'etere doveva pervadere l'intero universo conosciuto. Doveva
essere cosi impalpabile e, verrebbe da dire, cosi etereo da non aver
alcun effetto ne sui pianeti ne sulle piume che fluttuassero in esso.
Eppure doveva essere abbastanza rigido da consentire a un'onda di
propagarsi vibrando attraverso di esso a una velocita enorme.
Tutto questo condusse alia grande caccia all'etere dell'ultima parte
del XIX secolo. Se la luce era davvero un'onda che si propagava
attraverso l'etere, si sarebbero dovute vedere le onde procedere a una
velocita maggiore quando ci si m uoveva attraverso l'etere verso la
sorgente luminosa. Gli scienziati escogitarono ogni sorta di ingegnosi
dispositivi e di esperimenti per rilevare tali differenze.
Facendo svariate supposizioni su ll'eventuale com portam ento
dell'etere, lo cercarono nell'ipotesi che fosse immobile e la Terra vi
si muovesse attraverso liberamente. Lo cercarono nell'ipotesi che la
Terra ne trascinasse parte sotto forma di una bolla, come fa con l'atmosfera. Presero in considerazione perfino l'inverosim ile possibility
che la Terra fosse l'unica cosa in quiete rispetto all'etere, e che tutto
quanto d'altro c'e nel cosmo fosse in rotazione, compresi gli altri pia
neti, il Sole, le stelle e, presumibilmente, anche il povero Copem ico
nella sua tomba.
Un esperimento, che in seguito Einstein defini molto importante
anche per la teoria della relativita ristretta,8 fu effettuato dal fisico
francese H ippolyte Fizeau, che cerco di m isurare la velocita della
luce in un mezzo in movimento. Fizeau suddivise un raggio di luce
mediante uno specchio semiargentato disposto obliquamente rispetto
al raggio, che ne inviava una parte attraverso un flusso d'acqua e
l'altra parte nella direzione opposta al flusso. Le due parti del raggio
venivano poi ricombinate. Se uno dei due percorsi avesse richiesto un
tempo maggiore, le creste e i cavi delle onde che lo avevano seguito
sarebbero risultati sfasati rispetto alle creste e ai cavi delle onde che

112

Einstein

avevano seguito l'altro percorso. Gli sperimentatori avrebbero potuto


stabilire se cio accadeva osservando la figura di interferenza che si
formava quando le onde venivano ricombinate.
Un esperimento diverso e assai piu famoso fu effettuato a Cleve
land nel 1887 da Albert Michelson ed Edward Morley. Essi costruirono
un dispositivo che suddivideva in modo analogo un raggio di luce
e ne inviava una parte verso uno specchio posto alTestremita di un
braccio orientato nella direzione del moto della Terra, in modo che
la luce lo percorresse avanti e indietro, e una parte lungo un altro
braccio, che veniva anch'esso percorso avanti e indietro, formante
un angolo di 90 gradi con il primo. Anche in questo caso le due parti
del raggio venivano poi ricombinate e la figura di interferenza veniva
analizzata per verificare se il raggio che si muoveva contro 0 presunto
vento d'etere impiegasse piu tempo.
Indipendentem ente da chi compisse le osservazioni, o da come
cercasse l'etere, o da quali ipotesi facesse in merito al suo compor
tamento, nessuno riusci a rivelare la sfuggente sostanza. Qualsiasi
cosa si m uovesse e in qualunque modo lo facesse, la velocita della
luce risultava all'osservazione esattamente la stessa.
Cosi gli scienziati, non senza qualche imbarazzo, rivolsero l'attenzione ai tentativi di spiegare perche l'etere esisteva ma era im possible
da rivelare in qualsiasi esperimento. In modo particolare, negli anni
immediatamente successivi al 1890, Hendrik Antoon Lorentz - l'amabile e cosmopolita olandese, che era una sorta di figura patem a della
fisica teorica - e, in modo indipendente, il fisico irlandese George
Fitzgerald proposero l'ipotesi che i corpi solidi si contraessero leggermente quando si m uovevano attraverso l'etere. La contrazione di
Lorentz-Fitzgerald avrebbe accorciato ogni cosa, compresi i bracci
di misurazione usati da Michelson e Morley, e lo avrebbe fatto pro
prio nella misura esatta necessaria per rendere inosservabile l'effetto
dell'etere sulla luce.
Einstein pensava che la situazione fosse assai deprimente. Gli
scienziati si ritrovarono incapaci di spiegare l'elettrom agnetism o
mediante la concezione puramente meccanicistica della natura di
Newton, disse, e si giunse a un dualismo nei principi che, alia lunga,
divenne intollerabile.9
11 percorso verso la relativita
Una nuova idea si presenta all'improvviso e in un modo piuttosto
intuitivo disse una volta Einstein. Ma si affretto ad aggiungere

La relativita ristretta

113

l'intuizione non e altro che la conseguenza di una precedente esperienza intellettuale.10


La scoperta della relativita ristretta da parte di Einstein comporto
un'intuizione basata su un decennio di esperienze intellettuali oltre
che personali.11 La piu importante e o w ia , credo, fu la sua profonda
conoscenza e com prensione della fisica teorica. Fu aiutato anche
dalla sua capacita di immaginare esperimenti mentali, che era stata
favorita dal periodo di formazione trascorso ad Aarau. C'era inoltre
il suo retroterra filosofico: da Hume e Mach aveva tratto uno scetticismo di fondo sulle cose che non si potevano osservare. E questo
scetticismo era acuito dalla sua innata tendenza ribelle a mettere in
discussione l'autorita.
Parte della miscela - e probabilmente elemento che rafforzava la
sua capacity sia di visualizzare le situazioni fisiche sia di andare al
cuore dei concetti - era anche lo sfondo tecnologico della sua vita:
l'aiuto prestato alio zio Jakob nel perfezionare gli aw olgim enti mobili
e i magneti di un generatore; il lavoro in un ufficio che era subissato
di dom ande di brevetto per nuovi m etodi di coordinazione degli
orologi; l'avere un capufficio che lo incoraggiava ad applicare il suo
scetticism o; il vivere vicino alia Torre dell'orologio e alia stazione
ferroviaria e giusto sopra l'ufficio telegrafico di Bem a proprio men
tre l'Europa stava servendosi di segnali elettrici per sincronizzare
gli orologi nell'am bito dei fusi orari; e infine l'avere come banco di
prova l'amico ingegnere Michele Besso, che lavorava con lui all'Ufficio
brevetti a esaminare dispositivi elettrom eccanici.12
L'ordine di importanza di queste influenze e naturalmente una
questione di giudizi soggettivi. Dopotutto neanche Einstein stesso
era sicuro di come fossero andate le cose. Non e facile parlare di
come sono arrivato alia teoria della relativita disse. C'erano tante
complessita nascoste a stimolare la mia riflessione.13
Una cosa che possiamo registrare con una certa sicurezza e il punto
di partenza principale di Einstein, il quale disse ripetutamente che il
suo percorso verso la teoria della relativita era iniziato con l'esperimento mentale compiuto all'eta di sedici anni, in cui si chiedeva che
effetto avrebbe fatto muoversi alia velocita della luce insieme a un
raggio luminoso. Ne era emerso un paradosso, disse, che lo aveva
tormentato per i successivi dieci anni:
Se io potessi seguire un raggio di luce a velocita c (la velocita della
luce nel vuoto), il raggio di luce mi apparirebbe come un campo elettro
magnetico oscillante nello spazio, in stato di quiete. Ma nulla del genere

114

Einstein

sembra possa sussistere sulla base dell'esperienza o delle equazioni di


Maxwell. Fin dal principio mi sembro intuitivamente chiaro che, dal
punto di vista di un tale ipotetico osservatore, tutto debba accadere
secondo le stesse leggi che valgono per un osservatore fermo rispetto
alia Terra. Altrimenti, come farebbe il primo osservatore a sapere, cioe
come potrebbe stabilire, di essere in uno stato di rapidissimo moto
uniforme? chiaro che in questo paradosso e gia contenuto il germe
della relativita ristretta.14
Questo esperim ento m entale non m inava necessariam ente alia
base la teoria dell'etere per le onde luminose. Un teorico dell'etere
avrebbe potuto immaginare un raggio di luce congelato. Ma la cosa
era in contrasto con l'intuizione di Einstein che le leggi dell'ottica
dovessero conform arsi al principio di relativita. In altre parole, le
equazioni di Maxwell, che specificano la velocita della luce, dovrebbero essere identiche per tutti gli osservatori in moto con velocity
costante. L'accento che Einstein poneva su questo ricordo indica che
l'idea di un raggio di luce congelato - ossia di onde elettromagnetiche
congelate - gli sembrava istintivamente sbagliata.15
Inoltre l'esperimento mentale lascia pensare che Einstein aw ertisse
un conflitto tra le leggi della meccanica di Newton e la costanza della
velocita della luce nelle equazioni di Maxwell. Tutto cio instilld in lui
uno stato di tensione psichica che trovava profondamente snervante. AlTinizio, quando la teoria della relativita ristretta comincio
a germinare in me, ero tormentato da conflitti nervosi di tutti i tipi
ricordo in seguito. Quando ero giovane, mi capitava di entrare in
uno stato di confusione che durava per settimane.16
C'era anche un'asimmetria piu specifica che cominciava a preoccuparlo. Quando un magnete si muove rispetto a una spira metallica,
in questa si produce una corrente. Come Einstein sapeva grazie alia
sua esperienza con i generatori dell'azienda di famiglia, l'entita di
corrente elettrica e esattamente la stessa sia che il magnete si muova
mentre la spira sembra rimanere in quiete, sia che la spira si muova
mentre il magnete sembra rimanere fermo. Aveva anche studiato un
libro del 1894 di August Foppl, Introduzione alia teoria dellelettricita di
M axwell, che conteneva un paragrafo specifico sull'elettrodinamica
dei conduttori in moto, dove ci si chiedeva se, quando si verifica
l'induzione, si dovrebbe fare una qualsiasi distinzione a seconda che si
dica che e il magnete oppure la spira conduttrice a essere in m oto.17
Ma secondo la teoria di M axwell-Lorentz ricordava Einstein
l'interpretazione teorica del fenomeno e assai diversa nei due casi.
Nel prim o caso, la legge dell'induzione di Faraday affermava che il

La relativita ristretta

115

moto del m agnete attraverso l'etere creava un campo elettrico. Nel


secondo caso, la legge della forza di Lorentz stabiliva che una corrente
veniva generata dal m oto della spira conduttrice attraverso il campo
magnetico. L'idea che questi due casi dovessero essere sostanzialmente diversi era inaccettabile per me disse Einstein.18
Einstein era in lotta da anni con il concetto di etere, che dal punto di
vista teorico determinava la definizione di quiete in queste descrizioni dell'induzione elettrica. Da studente al Politecnico di Zurigo,
nel 1899, aveva scritto a Mileva Marie che l'introduzione del termine
"etere" nelle teorie dell'elettricita ha condotto alia concezione di un
mezzo il cui moto puo essere descritto, credo, senza che si possa attri
b u t e a esso significato fisico.19 Eppure in quello stesso mese era in
vacanza ad Aarau e lavorava con un insegnante della sua ex scuola
sui modi per rivelare l'etere. Ho avuto una buona idea per studiare
il modo in cui il moto relativo di un corpo rispetto all'etere influenza
la velocita di propagazione della luce aveva riferito alia Marie.
II
professor Weber gli aveva detto che la sua impostazione era poco
pratica, e, probabilmente su suggerimento del professore stesso, Ein
stein allora aveva letto un articolo di Wilhelm W ien che descriveva
i risultati nulli di tredici esperim enti volti alia rivelazione dell'etere,
compresi quelli di M ichelson e M orley e di Fizeau.20 Era venuto a
conoscenza delTesperimento di Michelson-Morley anche leggendo, in
qualche momento prima del 1905, il libro di Lorentz del 1895 Tentativo
di una teoria dei fenom eni elettrici e ottici nei corpi in movimento. In questo
libro, Lorentz esaminava vari tentativi falliti di rilevare l'etere come
premessa alio sviluppo della sua teoria delle contrazioni.21
Induzione e deduzione in fisica
Ma allora quale effetto ebbero su Einstein, che stava incubando
le sue idee sulla relativita, i risultati di Michelson-Morley, che non
mostravano alcuna prova della presenza dell'etere e nessuna differenza nella velocita m isurata della luce in qualunque direzione si
muovesse l'osservatore? A sentire quanto dice Einstein stesso, quasi
nessuno. Anzi, a volte avrebbe perfino raccontato (sbagliando) di non
esser neppure stato a conoscenza delTesperimento prima del 1905. Le
affermazioni contraddittorie di Einstein nei successivi cinquant'anni
sulTinfluenza delTesperim ento di M ichelson-M orley sono utili in
quanto ci ramm entano la cautela che bisogna usare quando si scrive
la storia basandosi su ricordi che si affievoliscono.22
La serie di affermazioni contraddittorie di Einstein comincia da

116

Einstein

una conferenza che tenne a Kyoto nel 1922, quando osservo che la
mancata rilevazione dell'etere da parte di M ichelson era stata la
prima traccia che mi porto a quello che oggi si chiama principio di
relativita ristretta. In un brindisi in onore di M ichelson durante un
banchetto svoltosi a Pasadena nel 1931, Einstein si mostro cortese con
l'em inente fisico sperimentale, eppure sottilmente circospetto: Lei
mise in evidenza un serio punto debole della teoria della propagazione della luce nell'etere, cosi com 'era allora, e stimolo le riflessioni
di Lorentz e Fitzgerald, dalle quali ebbe origine la teoria della rela
tivita ristretta.23
Einstein descrisse i suoi processi mentali in una serie di colloqui
con il pioniere delle psicologia della Gestalt, Max Wertheimer, il quale
in seguito defini gli esperimenti di Michelson-Morley cruciali per la
riflessione di Einstein. Ma, come ha mostrato Arthur I. Miller, questa
asserzione era probabilmente motivata dall'obiettivo di Wertheimer
di servirsi del racconto di Einstein per illustrare i principi della psi
cologia della Gestalt,24
Einstein confuse ulteriormente le carte negli ultimissimi anni della
sua vita rilasciando una serie di dichiarazioni sull'argomento a un
fisico di nome Robert Shankland. In un primo tempo disse che aveva
letto dell'esperim ento di M ichelson-Morley soltanto dopo il 1905, poi
affermo che ne era venuto a conoscenza tramite il libro di Lorentz
prima del 1905, e infine aggiunse: Credo di aver sem plicem ente
considerato o w io l'esito dell'esperim ento.25
L'ultima considerazione e la piu significativa perche Einstein la
ripete spesso. Semplicemente, nel periodo in cui aveva cominciato a
lavorare in modo serio sulla relativita, dava per scontato che non vi
fosse alcun bisogno di passare in rassegna tutti gli esperimenti sul
vento d'etere perche, sulla base dei suoi presupposti di partenza, tutti
i tentativi di rilevare l'etere erano condannati al fallimento.26 Ai suoi
occhi, il significato di questi risultati sperimentali era di rafforzare cio
di cui era gia convinto: che il principio di relativita di Galileo valesse
per le onde luminose.27
Questo pud spiegare la scarsa attenzione che presto agli esperimenti
nella sua memoria del 1905. Non m enziono mai l'esperim ento di
Michelson-Morley, anche dove sarebbe stato pertinente, e neppure
l'esperim ento di Fizeau che utilizzava l'acqua in movimento. Invece,
subito dopo aver discusso la relativity dei moti del magnete e della
spira, si lim ito a inserire una frase sui tentativi falliti di indivi
d u a l un qualche m ovimento della Terra relativamente al "m ezzo
lum inifero".

La relativita ristretta

117

Alcune teorie scientifiche dipendono in modo essenziale dall'induzione: viene analizzato un gran numero di dati sperimentali e poi si
cercano teorie che spieghino le regolarita empiriche. Altre dipendono
prevalentem ente dalla deduzione: si parte da principi e postulati
eleganti che vengono accettati come sacri e poi se ne deducono le
conseguenze. Tutti gli scienziati m escolano i due procedimenti in
diverse proporzioni. Einstein aveva una notevole capacita di apprezzare le osservazioni sperimentali e si serviva di tale conoscenza per
individuare certi punti fissi su cui poter costruire una teoria.28 Ma
dava la massima importanza al procedimento deduttivo.29
Si rammenti come nella mem oria sul moto browniano minimizzasse in modo cosi strano, eppure esatto, il ruolo che i dati speri
mentali svolgevano in quella che era essenzialmente una deduzione
teorica. C e r a una situazione simile nel caso della teoria della rela
tivita. Cio che aveva sottinteso a proposito del moto browniano lo
disse esplicitam ente a proposito della relativita e dell'esperim ento
di M ichelson-M orley: Ero praticam ente sicuro della validita del
principio prima di venire a conoscenza di questo esperim ento e dei
suoi risultati.
In effetti, tutti e tre i suoi articoli epocali del 1905 cominciano con
l'affermazione del suo intento di seguire un'impostazione deduttiva.
Einstein inizia ciascuno di essi mettendo in evidenza qualche anomalia causata da teorie che entrano in conflitto, piuttosto che qualche
insieme di dati sperimentali in attesa di spiegazione. Quindi postula
principi assai general!, minimizzando nel contempo il ruolo svolto
dai dati, si tratti del m oto browniano come della radiazione di corpo
nero o della velocita della luce.30
In un articolo del 1919 intitolato Induzione e deduzione in fisica, Ein
stein descrisse la propria preferenza per il secondo procedimento:
L'immagine piu semplice che ci si puo fare della creazione di una
scienza empirica e quella di un procedimento che segue un metodo
induttivo. I singoli fatti vengono selezionati e raggruppati in modo da
rendere evidenti le leggi che li connettono... Tuttavia, i grandi progressi
nella conoscenza scientifica soltanto in misura modesta si sono prodotti
in questo modo... I progressi veramente grandi nella nostra comprensione della natura si sono determinati in un modo quasi diametralmente
opposto all'induzione. La conoscenza intuitiva degli elementi essenziali
di un vasto complesso di fatti porta lo scienziato a postulare in via
ipotetica una o piu leggi fondamentali. Da queste leggi, egli deduce
le sue conclusions31

118

Einstein

La sua preferenza per questa impostazione si sarebbe accentuata


con il tempo. Quanto piu a fondo penetriamo e quanto piu ampie
diventano le nostre teorie avrebbe dichiarato verso la fine della sua
vita tanto meno la conoscenza empirica e necessaria per determinare
tali teorie. 32
All'inizio del 1905 Einstein aveva cominciato a fare affidamento
sulla deduzione piu che sull'induzione nel suo tentativo di spiegare
relettrodinam ica. A poco a poco incominciai a disperare della pos
sibility di scoprire le vere leggi attraverso tentativi basati su fatti
noti disse piu tardi. Quanto piu a lungo e disperatamente provavo,
tanto piu m i convincevo che solo la scoperta di un principio formale
universale avrebbe potuto portarci a risultati sicuri.33
1 due postulati
Ora che Einstein aveva deciso di costruire la sua teoria procedendo
dall'alto verso il basso, deducendola d oe da postulati generali, aveva
da fare una scelta: da quali postulati - da quali assunti fondamentali
di principio - partire?34
II
suo prim o postulato era il principio di relativita, il quale affermava che tutte le leggi fondam entali della fisica, comprese le equa
zioni di M axw ell che govem ano le onde elettrom agnetiche, sono
identiche per tutti gli osservatori in moto con velocita costante l'uno
rispetto all'altro. Detto in termini piu precisi, sono identiche per tutti
i sistemi di riferimento inerziali, identiche per chi e in quiete rispetto
alia Terra e per chi viaggia a velocity costante su un treno o un'astronave. Einstein aveva coltivato la sua fede in questo postulato fin dal
suo esperim ento mentale in cui im m aginava di m uoversi a cavallo
di un raggio di luce: Fin dal principio mi sembrd intuitivamente
chiaro che, dal punto di vista di un tale ipotetico osservatore, tutto
debba accadere secondo le stesse leggi che valgono per un osserva
tore fermo rispetto alia Terra.
Quanto a un secondo postulato relativo alia velocita della luce,
Einstein aveva almeno due opzioni:
- Poteva scegliere una teoria dell'em issione, in cui la luce venisse
espulsa dalla sorgente come delle particelle da u n'arm a da fuoco.
N on ci sarebbe stato bisogno di un etere. Le particelle di luce
avrebbero potuto sfrecciare nel vuoto. La loro velocity sarebbe
stata relativa alia sorgente. Se la sorgente fosse stata in rapido
aw icinam ento, la sua emissione sarebbe giunta all'osservatore piu
rapidamente che se fosse stata in allontanamento. (Si immagini un

La relativita ristretta

119

lanciatore del baseball che riesce a tirare una palla a 150 chilometri
l'ora. Se ve la lancia da un'autom obile che procede rapidamente
verso di voi, la palla vi raggiungera con una velocita maggiore
che se ve la lancia da un'autom obile che si allontana.) In altre
parole, la luce stellare sarebbe emessa da una Stella alia velocita di
300.000 chilom etri al secondo; ma se la Stella stesse aw icinandosi
alia Terra alia velocita di 20.000 chilom etri al secondo, la velocita
della sua luce sarebbe di 320.000 chilom etri al secondo rispetto a
un osservatore terrestre.
- U n'altem ativa era quella di postulare che la velocita della luce
fosse una costante pari a 300.000 chilometri al secondo indipendentemente dal moto della sorgente che la emetteva, il che era piu
coerente con una teoria ondulatoria. Infatti, nel caso analogo delle
onde sonore, il suono della sirena di un veicolo dei pompieri non
vi arriva piu rapidam ente se l'autopom pa sta accorrendo nella
vostra direzione che se e invece ferma. In entrambi i casi il suono
si propaga nell'aria a 1200 chilometri l'ora.35
Per un momento Einstein esploro la via della teoria dell'emissione.
Questa impostazione era particolarmente attraente se si pensava che
la luce si comportasse come un flusso di quanti. E, come si e visto nel
capitolo precedente, il concetto di quanti di luce era precisamente cio
che Einstein aveva proposto nel marzo 1905, proprio mentre era alle
prese con la teoria della relativita.36
Ma questa impostazione poneva dei problemi. Sembrava implicare
l'abbandono delle equazioni di Maxwell e della teoria ondulatoria. Se
la velocita di un raggio lum inoso dipendeva dalla velocita della sor
gente che lo aveva emesso, l'onda luminosa doveva in qualche modo
contenere codificata in se questa informazione. Ma gli esperimenti e
le equazioni di M axwell indicavano che non era cosi.37
Einstein tento di trovare dei modi per modificare le equazioni di
Maxwell in maniera che si adattassero a una teoria dell'emissione, ma
la ricerca si rivelo frustrante. Questa teoria richiede che dovunque
e in ciascuna direzione fissata siano possibili onde luminose con una
differente velocita di propagazione riferi piu tardi. E forse impos
s ib le costruire una teoria elettromagnetica ragionevole che riesca in
questa impresa.38
Inoltre gli scienziati non erano riusciti a trovare alcuna prova di una
dipendenza della velocita della luce da quella della sua sorgente. La
luce sembrava arrivare con la medesima velocita da qualsiasi stella
provenisse.39
Quanto piu Einstein rifletteva su una teoria dell'em issione, tanti

120

Einstein

piu problemi incontrava. Com e spiego all'am ico Paul Ehrenfest, era
difficile immaginare che cosa sarebbe accaduto quando la luce proveniente da una sorgente in moto fosse stata rifratta o riflessa da
uno schermo in quiete. Inoltre, in una teoria dell'em issione, la luce
emessa da una sorgente che accelera potrebbe ritom are sui propri
passi sovrapponendosi a se stessa.
Cosi Einstein respinse la teoria dell'em issione in favore del postu
lato che la velocita di un raggio di luce fosse costante a prescindere
da quanto rapidamente si m uovesse la sua sorgente. Mi convinsi
che in ogni caso la luce dovesse essere definita soltanto dalla fre
quenza e dall'intensita, in m odo del tutto indipendente dal fatto
che provenisse da una sorgente lum inosa in m oto o in quiete disse
a Ehrenfest.40
Ora Einstein aveva due postulati: il principio di relativita e que
sto nuovo asserto, che chiamo il postulato della luce, e che defini
con precisione: Supporremo ... che la luce, nello spazio vuoto, si
propaghi sempre con una velocita determinata, V, che non dipende
dallo stato di moto del corpo che la emette.41 Per esempio, quando
si misura la velocita della luce emessa dal fanale di un treno, questa
avra sempre il valore costante di 300.000 chilometri al secondo, anche
se il treno si sta aw icinand o o allontanando da noi a tutta velocita.
Purtroppo il postulato della luce sembrava incompatibile con il
principio di relativita. Perche? Piu tardi Einstein si servi del seguente
esperimento mentale per sciogliere l'apparente contraddizione.
Im m aginiam o che un raggio di luce venga inviato lungo la
banchina di una linea ferroviaria, disse. Un uomo fermo sulla banchina che m isurasse la velocita del raggio mentre gli sfreccia accanto
troverebbe che essa e di 300.000 chilometri al secondo. M a ora imma
giniamo una donna che viaggi su un vagone ferroviario velocissim o
che si allontana dalla sorgente luminosa a 3000 chilometri al secondo.
Ci aspetteremmo che osservi il raggio sfrecciarle accanto alia velocita
di 297.000 chilometri al secondo soltanto. La velocita di propagazione di un raggio di luce relativamente al vagone sara cosi inferiore
scrisse Einstein.
Questo risultato e pero in contrasto col principio di relativita
aggiunse. Infatti, come ogni altra legge generale della natura, la legge
di propagazione della luce nel vuoto deve, secondo il principio di
relativita, essere uguale tanto per il vagone ferroviario assunto come
corpo di riferimento, quanto per le rotaie, intese anch'esse come corpo
di riferimento. In altre parole, le equazioni di Maxwell, che determinano la velocita con la quale la luce si propaga, dovrebbero operare

La relativita ristretta

121

nello stesso modo nel vagone in m ovimento come sulla banchina.


Non dovrebbe esistere alcun esperimento, compresa la misurazione
della velocita della luce, che consenta di distinguere quale sistema
di riferimento inerziale sia in quiete e quale sia in moto con una
velocita costante.42
Era una conclusione strana. Una donna che corresse lungo le rotaie
aw icinandosi alia sorgente di un raggio luminoso o allontanandosene
dovrebbe vedere quel raggio sfrecciarle accanto esattamente con la
stessa velocita con cui lo vedrebbe passare un osservatore fermo sulla
banchina. La velocita relativa della donna rispetto al treno varierebbe,
a seconda che stesse correndo verso di esso o in direzione opposta. Ma
la sua velocita relativa al raggio luminoso proveniente dal fanale del
treno sarebbe invariante. Tutto cio rendeva, secondo Einstein, i due
postulati apparentemente incompatibili. Come spiego in seguito
in una conferenza sul modo in cui era giunto alia teoria, la costanza
della velocita della luce non e com patibile con la legge di addizione
delle velocita. II risultato fu che rimasi bloccato per quasi un anno in
riflessioni infruttuose.43
Combinando il postulato della luce con il principio di relativita,
ne derivava che un osservatore, m isurando la velocita della luce,
troverebbe lo stesso valore sia che la sorgente si muovesse verso di
lui o in direzione opposta, sia che lui si muovesse verso la sorgente o
in direzione opposta, sia che si m uovessero entrambi o nessuno dei
due. La velocita della luce sarebbe la stessa qualunque fosse il moto
sia dell'osservatore sia della sorgente.
Questo era il punto a cui stavano le cose alTinizio del maggio 1905.
Einstein aveva abbracciato il principio di relativita e lo aveva elevato
al rango di postulato. Poi, con un pizzico di trepidazione in piu, aveva
adottato come postulato l'asserto che la velocita della luce fosse indipendente dal moto della sua sorgente. E si scervellava sull'apparente
contraddizione costituita dal fatto che un osservatore in rapido moto
lungo un binario verso una sorgente lum inosa vedrebbe il raggio
giungergli con la m edesim a velocita con cui lo vedrebbe arrivare
se si allontanasse dalla luce, e con la medesima velocita con cui lo
vedrebbe qualcuno che stesse fermo sulla banchina.
Di fronte a tale dilemma pare che non vi sia modo di uscim e se
non abbandonando o il principio di relativita o la semplice legge di
propagazione della luce nel vuoto scrisse Einstein.44
Poi accadde qualcosa di m eraviglioso. A lbert Einstein, m entre
conversava con un amico, compi uno dei piu eleganti balzi di immaginazione della storia della fisica.

Il passo
Era una bellissima giom ata a Berna, racconto piu tardi Einstein,
quando era andato a prendere il suo miglior amico Michele Besso,
l'ingegnere brillante ma dispersivo che aveva conosciuto allorche
studiava a Zurigo e che poi aveva fatto assumere all'Ufficio brevetti
svizzero a lavorare con lui. Molto spesso facevano insieme a piedi il
tragitto verso l'ufficio e in quell'occasione Einstein parlo dell'aporia
che lo affliggeva.
Sto per arrendermi disse a un certo punto. Ma mentre discutevano, racconto Einstein, im prow isam ente compresi qual era la
chiave del problema. II giom o successivo, quando vide Besso, Ein
stein era in uno stato di grande eccitazione. Senza neanche salutare
l'amico dichiaro immediatamente: Grazie, ho completamente risolto
il problema.45
Soltanto cinque settimane trascorsero tra il momento dell 'eureka e il
giomo in cui Einstein spedi il suo articolo piu famoso, L'elettrodinamica
dei corpi in movimento. Non conteneva alcuna citazione di memorie
altrui, non faceva menzione del lavoro di nessun altro, e non conte
neva ringraziamenti eccetto quello incantevole dell'ultima frase: Per
finire vorrei rivolgere un ringraziamento all'am ico e collega M ichele
Besso per avermi assistito mentre lavoravo a questi problemi, fom endomi anche alcuni preziosi suggerimenti.
Dunque, qual era l'intuizione che gli era balenata in mente mentre
parlava con Besso? Un'analisi del concetto di tempo fu la mia soluzione disse poi Einstein. H tempo non pud essere definito in modo
assoluto, e c'e una relazione inscindibile tra il tempo e la velocita dei
segnali.
Piu precisamente, l'intuizione decisiva era che due eventi i quali
sembrano essere simultanei a un osservatore non appariranno tali a
un altro osservatore che si muove rapidamente. E non c'e modo di
dire che uno degli osservatori ha realmente ragione. In altre parole,
non c'e m odo di dire che i due eventi sono veramente simultanei.
Einstein in seguito spiego questo concetto servendosi di un espe
rimento mentale in cui comparivano dei treni in moto. Supponiamo
che due fulmini colpiscano la banchina della linea ferroviaria in due
punti distanti A e B. Se affermiamo che sono arrivati simultaneamente,
che cosa significa?
Einstein comprese che occorreva una definizione operativa, che
si potesse effettivamente applicare e che tenesse conto della velocita
della luce. La sua risposta fu che definiremmo i due fulmini simultanei

La relativita ristretta

123

se noi fossimo fermi esattamente a meta strada tra i due punti e la


luce di entram bi ci giungesse esattam ente nello stesso istante.
Ma ora immaginiamo come appare l'evento a un passeggero di un
treno che si muove rapidamente lungo il binario. Nel libro scritto nel
1916 per spiegare la teoria ai profani, Einstein si servi del seguente
disegno, in cui il lungo treno e rappresentato dalla riga superiore:
v

~^ = 4A = EM

-----

. treno

1 = banchina
^-

Supponiamo che nell'istante esatto (dal punto di vista della per


sona sulla banchina) in cui i fulmini cadono nei punti A e B, ci sia
un passeggero nel punto m edio del treno, M l, che passa davanti
all'osservatore che si trova a terra nel punto medio lungo le rotaie, M.
Se il treno fosse fermo rispetto alia banchina, il passeggero a bordo
vedrebbe la luce dei fulmini simultaneamente, proprio come l'osservatore sulla banchina.
Ma se il treno si muove verso destra rispetto alia banchina, l'osservatore a bordo si avvicinera rapidam ente al punto B m entre i
segnali luminosi si propagano. Cosi al m omento in cui la luce arriva
sara posizionato un po' a destra; di conseguenza, vedra la luce proveniente dal fulmine nel punto B prima di vedere quella proveniente
dal fulmine nel punto A. Quindi affermera che il fulmine ha colpito
B prima di colpire A, e che i due fulm ini non erano simultanei.
Perveniamo cosi al seguente importante risultato: gli eventi che
sono simultanei rispetto alia banchina non sono simultanei rispetto
al treno, scrisse Einstein. U principio di relativity afferma che non
c'e modo di stabilire che la banchina e in quiete e il treno e in
moto. Possiamo dire soltanto che essi sono in m oto relativo l'uno
rispetto all'altra. Quindi non c'e una risposta reale o giusta. Non
c'e alcun modo per dire che due eventi qualsiasi sono in assoluto
o realmente simultanei.46
E un'idea sem plice, ma anche radicale. Significa che non esiste
un tempo assoluto. Al contrario, tutti i sistemi di riferimento in moto
hanno un proprio tempo relativo. Sebbene Einstein si astenesse dal
dire che questo salto era veramente rivoluzionario com e quello che
aveva compiuto a proposito dei quanti di luce, in realta esso cambid
la faccia della scienza. Costitui una trasformazione nelle basi stesse
della fisica: una trasformazione inaspettata e assolutamente radicale
che richiese tutto il coraggio di un genio giovane e rivoluzionario

124

Einstein

osservo W em er H eisenberg, che piu tardi contribui a un'im presa


analoga con il suo principio deU'indeterminazione quantistica.47
Nella sua m em oria del 1905, Einstein si servi di un'im m agine
vivida, che possiamo figurarci sia stata concepita mentre guardava i
treni entrare nella stazione di Berna passando davanti alle schiere di
orologi sincronizzati con quello in cima alia famosa torre della citta.
Tutti i nostri giudizi in cui interviene il tempo sono sempre giudizi su
eventi simultanei scrisse. Se io per esempio dico: "Quel treno giunge
qui alle ore 7", cio equivale a dire, in pratica: "II posizionamento
della lancetta del mio orologio sul 7 e l'arrivo del treno sono eventi
sim ultanei". Ancora una volta, perd, osservatori che si muovono
rapidamente l'uno rispetto all'altro avranno idee diverse in merito
alia simultaneity di due eventi distanti.
II concetto di tempo assoluto - ossia di un tempo che esiste in
realta e scorre ticchettando in m odo indipendente da qualsiasi
osservazione che se ne faccia - era sempre stato un fondamento della
fisica fin da quando Newton ne aveva fatto una premessa dei suoi
Principia, 218 anni prima. Lo stesso valeva per lo spazio assoluto e la
distanza. I1 tempo assoluto, vero, matematico, in se e per sua natura
senza relazione ad alcunche di estem o, scorre uniformemente sono
le celebri parole di Newton contenute nelle Definizioni con cui si
aprono i Principia. Lo spazio assoluto, per sua natura senza relazione
ad alcunche di estem o, rimane sempre uguale e immobile.
Ma perfino Newton pareva a disagio di fronte al fatto che a que
sti concetti non poteva corrispondere un'osservazione diretta. D
tem po assoluto non e un oggetto di percezione am m etteva. Per
uscire dall'im passe non poteva che fare affidamento sulla presenza
di Dio. La divinita dura sempre ed e presente ovunque, ed esistendo
sempre e ovunque, fonda la durata e lo spazio.48
Ernst Mach, i cui libri avevano influenzato Einstein e i suoi colleghi
della Akademie Olympia, bollava la nozione newtoniana di tempo
assoluto come inutile concetto metafisico che non pud essere commisurato all'esperienza. Newton, secondo Mach, non aveva mantenuto il proposito di attenersi al fattuale 49
Anche Henri Poincare rilevo la debolezza del concetto newtoniano
di tempo assoluto nel suo libro La scienza e Vipotesi, un'altra delle
opere predilette dall'Akademie Olympia. Non soltanto non abbiamo
alcuna intuizione diretta dell'uguaglianza di due intervalli di tempo,
scrisse non ne abbiamo neppure della simultaneity di due eventi che
si verificano in luoghi diversi.50
Sia Mach sia Poincare contribuirono, a quanto sembra, a fom ire

La relativita ristretta

125

una base alia grande svolta di Einstein. Ma questi trasse ispirazione


ancor maggiore, come disse in seguito, dallo scetticismo del filosofo
scozzese David Hume nei confronti dei costrutti m entali separati
dalle osservazioni puram ente fattuali.
Dato il numero di volte in cui nei suoi articoli Einstein ricorre a
esperimenti mentali dove intervengono treni in movimento e orologi
distanti, e logico supporre anche che fosse aiutato a tradurre in immagini i suoi pensieri e ad articolarli dai treni che passavano accanto
alia Torre dell'orologio di Bem a e alle file di orologi sincronizzati sul
marciapiede della stazione. In effetti si racconta di una volta in cui
discuteva della sua nuova teoria con degli amici, indicando (o almeno
citando) gli orologi sincronizzati di Bem a e l'orologio non sincronizzato di un campanile visibile nel vicino paese di M uri.51
Peter Galison propone uno stimolante studio del contesto tecnologico nel suo libro Gli orologi di Einstein, le mappe di Poincare. Imperi
del tempo. La coordinazione degli orologi era nell'aria a quell'epoca.
Bem a aveva inaugurato una rete urbana di orologi sincronizzati
elettricamente nel 1890, e un decennio piu tardi, quando era arrivato
Einstein, trovare modi per renderli piu precisi e coordinarli con gli
orologi di altre citta divenne una passione degli svizzeri.
Inoltre, il principale com pito di Einstein all'U fficio brevetti, in
collaborazione con Besso, era la valutazione di dispositivi elettromeccanici. Cosi sotto i loro occhi passava una pletora di domande
di brevetto di sistem i per sincronizzare orologi m ediante segnali
elettrici. Tra il 1901 e il 1904, rileva Galison, a Bem a furono rilasciati
trentotto di questi brevetti.
Uno di essi, per esempio, era definito Installazione con orologio centrale per indicare la simultaneita temporale in luoghi distanti l'uno dall'altro. Una richiesta analoga pervenne il 25 aprile, solo tre settimane prima
che Einstein avesse la sua conversazione decisiva con Besso; riguardava
un orologio con un pendolo controllato elettromagneticamente che poteva
essere coordinato con un altro orologio simile mediante un segnale elet
trico. Cio che queste richieste avevano in comune era il fatto di utilizzare
segnali che si muovevano alia velocita della luce.52
Bisogna fare attenzione a non sopraw alutare il ruolo svolto dal
contesto tecnologico dell'Ufficio brevetti. Per quanto gli orologi facciano parte della descrizione che Einstein diede della sua teoria, il
punto essenziale per lui erano le difficolta che osservatori in moto
relativo hanno nel servirsi dei segnali luminosi per sincronizzarli, cosa
che non interessava coloro che richiedevano brevetti.53
Nondimeno, e interessante notare che i primi due paragrafi della

126

Einstein

memoria sulla relativita sono quasi interamente dedicati a un esame


diretto e ricco di particolari pratici (cosi diverso nello stile dagli scritti, per
esempio, di Lorentz e Maxwell) dei due fenomeni tecnologici del mondo
reale che conosceva meglio. Einstein parla della generazione di conenti
elettriche della stessa intensita dovuta a un moto relativo di conduttori e magneti che sia lo stesso nei due casi, e dell'uso di un segnale
luminoso per essere certi che due orologi siano sincronizzati.
Come Einstein stesso affermo, il tempo trascorso all'Ufficio brevetti
lo stimolo a scorgere le implicazioni fisiche dei concetti teorici.54
E Alexander M oszkow ski, che nel 1921 scrisse un libro basato su
conversazioni avute con Einstein, osservo che il fisico riteneva vi
fosse una precisa connessione tra la conoscenza acquisita all'Ufficio
brevetti e i risultati teorici.55
Lelettrodinam ica dei corpi in movimento
Ora esaminiamo come Einstein articolo tutto questo nel famoso
articolo che gli Annalen der Physik ricevettero il 30 giugno 1905.
Nonostante la sua importanza cruciale, questo articolo e forse uno dei
piu audaci e godibili di tutta la storia della scienza. La maggior parte
delle intuizioni vengono comunicate in parole e mediante semplici
esperim enti m entali piuttosto che in com plesse equazioni. C 'e un
po' di matematica, ma prevalentemente di livello comprensibile a un
bravo studente dell'ultimo anno di liceo. In realta, l'intero testo e una
dimostrazione del potere del linguaggio semplice di farsi tramite di
idee profonde e fortemente innovative dice il giornalista scientifico
Dennis Overbye.56
L'articolo prende le mosse dall'asimmetria per cui un magnete
e una spira conduttrice inducono una corrente elettrica attribuibile
esclusivamente al moto relativo dell'uno rispetto all'altra, mentre fin
dal tempo di Faraday c'erano state due differenti spiegazioni teoriche
della corrente prodotta, a seconda che fosse il magnete o il conduttore
a essere in moto.57 I1 fenomeno osservabile dipende, in questo caso,
solo dal moto relativo di magnete e conduttore, scrive Einstein laddove la concezione usuale contempla due casi nettamente distinti, a
seconda di quale dei due corpi sia in movimento.58
La distinzione tra i due casi si basava sull'idea, di cui molti scien
ziati erano ancora convinti, che vi fosse qualcosa come uno stato di
quiete rispetto all'etere. Ma l'esempio del magnete e del conduttore,
insieme a tutte le osservazioni compiute sulla luce, suggeriscono che
i fenomeni elettrodinamici, al pari di quelli meccanici, non possie-

La relativita ristretta

127

dono proprieta corrispondenti all'idea di quiete assoluta. Cio induce


Einstein a elevare al rango di postulato il principio di relativita, il
quale afferma che le leggi della meccanica e dell'elettrodinamica sono
identiche in tutti i sistemi di riferimento che si muovono con velocita
costante l'uno rispetto all'altro.
Einstein proseguiva proponendo l'altro postulato su cui la sua
teoria era fondata: la costanza della velocita della luce, che non
dipende dallo stato di m oto del corpo che la emette. Poi, con un
noncurante tratto di penna, e la m irabilm ente spensierata parola
superflua, l'analista di brevetti ribelle liquidava un dogma scien
t i f i c consolidatosi nel corso di due generazioni: L,introduzione
di un "etere lum inifero" si manifestera superflua, tanto piu che la
concezione che qui illustreremo non avra bisogno di uno "spazio
assolutamente stazionario".
Servendosi di questi due postulati, Einstein spiegava il grande
passo concettuale che aveva compiuto durante la sua conversazione
con Besso. Eventi giudicati simultanei in un certo sistema di coor
dinate, in un altro sistema che sia in moto rispetto a esso non son piu
da considerare tali. In altri termini, non esiste nulla di simile alia
simultaneity assoluta.
Con parole cosi semplici da risultare seducenti, Einstein osservava
che il tempo stesso pud essere definito soltanto riferendosi a eventi
simultanei, come il posizionamento della lancetta piccola di un orologio sul 7 mentre il treno arriva. L'ovvia ma pur sempre sbalorditiva
conclusione: non essendoci nulla di simile alia simultaneity assoluta,
non esiste nulla di simile al tempo reale o assoluto. Come disse piu
tardi, non c'e un ticchettio udibile ovunque nel mondo che possa
essere identificato con il tempo.59
Inoltre, questa presa d'atto comportava anche il rovesciamento dell'altro assunto che Newton aveva posto all'inizio dei suoi Principia. Ein
stein dimostrava che se il tempo e relativo, lo sono anche lo spazio e la
distanza: Se la persona che si trova sul vagone percorre in un'unita di
tempo - misurata dal treno - Tintervallo w, non e detto che questo intervallo - misurato dalla banchina - risulti anch'esso uguale a w.60
Einstein spiegava questo punto suggerendo di immaginare un'asta
rigida che abbia una certa lunghezza se misurata quando e in quiete
rispetto all'osservatore. Ora si immagini che l'asta sia in movimento.
Quanto e lunga?
Un modo per stabilirlo e quello di muoversi insieme all'asta, alia
medesima velocita, e di mettervi sopra un regolo di misura. Ma quanto
risulterebbe lunga l'asta se venisse m isurata da qualcuno che non

128

Einstein

fosse in moto insieme a essa? In tal caso, un modo per misurare l'asta
in movimento sarebbe di determinare, in base a orologi stazionari
sincronizzati, l'esatta ubicazione di ciascuna delle estremita dell'asta
in uno specifico istante, per poi utilizzare un regolo stazionario per
misurare la distanza tra questi due punti. Einstein dimostrava che
questi metodi portano a risultati differenti.
Perche? Perche i due orologi stazionari sono stati sincronizzati da
un osservatore in quiete. Ma che accadrebbe se un osservatore che
si muove con la stessa velocita dell'asta tentasse di sincronizzare gli
orologi? Li sincronizzerebbe in modo diverso, perche avrebbe una
differente percezione della simultaneity. Com e scriveva Einstein,
osservatori in moto insieme con l'asta troverebbero allora che i due
orologi non sono sincronizzati, laddove osservatori nel sistema sta
zionario dichiarerebbero che essi lo sono.
Un'altra conseguenza della relativita ristretta e che una persona
ferma sul marciapiede vedra il tempo scorrere piu lentamente su un
treno che gli passa accanto a gran velocita. Immaginiamo che sul treno
ci sia un orologio formato da uno specchio sul pavimento e uno
sul soffitto e da un raggio di luce che rimbalza dall'uno all'altro. Dal
punto di vista di un passeggero sul treno, la luce sale verticalmente e
poi scende sempre verticalmente. Ma dal punto di vista di una per
sona ferma sul marciapiede, sembra che la luce parta dal basso ma
muovendosi in diagonale per raggiungere lo specchio sul soffitto, che
nel frattempo si e spostato in avanti di un piccolissimo tratto, e poi sia
riflessa verso il basso sempre in diagonale per raggiungere lo specchio
sul pavimento, che a sua volta si e spostato di un piccolissimo tratto in
avanti. Per entrambi gli osservatori la velocita della luce e la stessa (que
sta e la grande acquisizione di Einstein). La persona sul marciapiede
vede la distanza che la luce deve percorrere piu lunga di quanto non
appaia al passeggero sul treno. Quindi, dal punto di vista della persona
sulla banchina, il tempo scorre piu lentamente nel treno in corsa.61
Questo punto puo essere illustrato in un altro modo ricorrendo alia
nave di Galileo. Immaginiamo un raggio di luce inviato dalla cima
dell'albero verso il ponte. Per un osservatore che si trovi sulla nave,
il raggio di luce percorrera esattamente la lunghezza dell'albero. Ma
per un osservatore a terra il raggio di luce percorrera la lunghezza
dell'albero aumentata della distanza che la nave ha percorso in avanti
(e una nave veloce) nel tempo che la luce ha impiegato per andare
dalla cima al piede dell'albero. Per entrambi gli osservatori la velocita
della luce e la stessa. Per quello a terra, la luce ha percorso un tratto
piu lungo prima di raggiungere il ponte. In altre parole, il medesimo

La relativita ristretta

129

evento (un raggio di luce inviato dalla cima dell'albero a colpire il


ponte) e durato piu a lungo se visto da una persona a terra che se
visto da una persona sulla nave.62
Questo fenomeno, chiamato dilatazione del tempo, porta a quello
che e noto come paradosso dei gemelli. Se un uomo rimane sulla
Terra mentre sua sorella gemella parte su un'astronave che percorre
lunghe distanze a una velocita prossima a quella della luce, quando
questa ritom a sara piu giovane di lui. Ma poiche il moto e relativo,
sembra che siamo di fronte a un paradosso. La sorella sull'astronave
potrebbe pensare che sia suo fratello sulla Terra a viaggiare velocemente, e quando si riincontrano si aspetterebbe di vedere che sia lui
a essere invecchiato poco.
E possibile che ciascuno di loro si ritrovi piu giovane dell'altro?
N aturalmente no. II fenomeno non puo operare in entrambe le direzioni. Siccome l'astronave non viaggia a una velocita costante, ma deve
fare un giro, e la gemella sull'astronave, e non suo fratello rimasto a
terra, a invecchiare piu lentamente.
II fenomeno della dilatazione temporale e stato confermato a livello
sperimentale anche usando orologi di controllo a bordo di aerei com
mercial!. Ma nella vita normale non ha effetti pratici, perche il nostro
moto rispetto a qualsiasi altro osservatore non si aw icin a m ai minimamente alia velocita della luce. In effetti, se passaste quasi tutta la
vostra vita su un aereo, al ritom o sareste invecchiati soltanto 0,00005
secondi circa m eno del vostro gemello rimasto a terra, un effetto che
sarebbe con ogni probability controbilanciato (abbondantemente!) da
una vita trascorsa a mangiare cibo da compagnia aerea.63
La relativita ristretta ha molte altre manifestazioni curiose. Si pensi
a quelTorologio a raggio di luce sul treno. Che cosa accade quando
il treno si aw icin a alia velocita della luce rispetto a un osservatore
sul m arciapiede? Ci vorrebbe un tem po quasi infinito perche un
raggio di luce sul treno sia riflesso dal pavimento al soffitto in movi
mento e poi di nuovo verso il pavimento in moto. Quindi il tempo
sul treno sarebbe quasi fermo dal punto di vista di un osservatore
sul marciapiede.
Quando un corpo si aw icin a alia velocita della luce, anche la sua
massa apparente aumenta. La legge di Newton secondo la quale la
forza e pari al prodotto della massa per l'accelerazione continua a
valere; ma, siccome la massa apparente aumenta, una forza sempre
maggiore produrra un'accelerazione sempre minore. Non e possi
bile applicare una forza sufficientemente intensa da spingere anche
solo un sasso a una velocita superiore a quella della luce. Questa e

130

Einstein

la velocita limite fondam entale dell'universo, e nessuna particella


cosi come nessuna informazione pud m uoversi a velocita superiore,
secondo la teoria di Einstein.
Dopo tutto questo parlare di distanza e durata come grandezze
relative che dipendono dal moto dell'osservatore, qualcuno potrebbe
essere tentato di chiedersi: ma allora quale osservatore ha ragione?
L'orologio di quale osservatore segna il tempo reale trascorso? Qual
e la lunghezza reale dell'asta rigida? Chi ha la corretta nozione
di simultaneity?
Secondo la teoria della relativita ristretta, tutti i sistemi di riferimento inerziali sono ugualmente validi. Non si tratta di stabilire se
le aste si contraggono realmente o se il tempo rallenta effettivamente;
tutto quanto sappiamo e che osservatori in differenti stati di moto
otterranno misure diverse delle grandezze. E ora che ci siamo liberati
dell'etere in quanto superfluo, non c'e nessun sistema di riferimento
definito in quiete che sia privilegiato rispetto a qualsiasi altro.
Una delle spiegazioni piu chiare che Einstein diede di quanto
aveva fatto si trova in una lettera al collega Solovine dell'Akademie
Olympia:
La teoria della relativity pud essere delineata in poche parole. In contrasto con il fatto, noto fin dai tempi antichi, che il movimento e percepibile soltanto come movimento relativo, la fisica si basava sulla nozione di
movimento assoluto. Lo studio delle onde luminose aveva presupposto
che un singolo stato di movimento, quello dell'etere luminifero, fosse
distinto da tutti gli altri. Tutti i moti dei corpi erano considerati relativi
all'etere luminifero, che era l'incamazione della quiete assoluta. Ma
dopo che i tentativi di rivelare lo stato di moto privilegiato di questo
ipotetico etere mediante gli esperimenti erano falliti, parve che il pro
blema dovesse essere riformulato. Questo e quanto fece la teoria della
relativita. Essa assunse che non vi siano stati fisici di moto privilegiati
e si chiese quali conseguenze si potessero trarre da cio.
L'idea di Einstein, cosi come la spiego a Solovine, era che si debbano
scartare i concetti che non hanno legame con l'esperienza, come
quelli di simultaneita assoluta e di velocita assoluta.64
E della massima importanza notare, pero, che la teoria della rela
tivita non significa che tutto e relativo. Non significa che tutto e
soggettivo.
Significa piuttosto che le misure di tempo, sia quelle di durata
sia quelle di simultaneity, possono essere relative, dipendendo dal
moto dell'osservatore. Altrettanto vale per le misure di spazio, come
distanza e lunghezza. Ma c'e un'unione di spazio e tempo, che pos-

La relativita ristretta

131

siamo chiamare spaziotempo, la cui misura rimane invariante in tutti


i riferimenti inerziali. Del pari, ci sono cose come la velocita della luce
che rimangono invarianti.
In effetti, Einstein considero per qualche tempo la possibility di
chiamare la sua creazione teoria deirinvarianza, ma il nome non
prese mai piede. M ax Planck uso il termine Relativtheorie nel 1906, e
nel 1907 Einstein, in una lettera aH'amico Paul Ehrenfest, la chiamava
ormai Relativitdtstheorie.
Per rendersi conto di come Einstein parlasse di invarianza, e non
proclamasse affatto che tutto e relativo, basta chiedersi quale distanza
percorrerebbe un raggio di luce in un dato periodo di tempo. La
distanza sarebbe data dal prodotto della velocita della luce per l'intervallo di tempo durante il quale essa si e propagata. Se fossimo su
un marciapiede e osservassimo il percorso del raggio in un treno in
corsa, il tempo trascorso ci apparirebbe piu breve (il tempo sembra
scorrere piu lentamente sul treno in moto), e la distanza apparirebbe
minore (i regoli appaiono contratti sul treno in moto). Ma c'e una
relazione tra le due grandezze - una relazione tra le misure di spazio
e di tempo - che rimane invariante, qualunque sia il nostro sistema
di riferimento.65
Un metodo piu complesso per renderci conto di cio e quello introdotto da H erm ann M inkow ski, l'ex insegnante di m atem atica di
Einstein al Politecnico di Zurigo. Nel riflettere sull'opera di Einstein, a
Minkowski sfuggi l'espressione di meraviglia mista a indulgenza che
ogni studente poco apprezzato vorrebbe sentire dal suo professore.
Fu un'enorm e sorpresa, perche quand'era studente Einstein era un
fannullone disse Minkowski al fisico Max Bom. Non si preoccupava
mai minimamente della m atem atica^66
Minkowski decise di conferire una struttura matematica formale
alia teoria. La sua impostazione era la stessa suggerita dal viaggiatore nel tempo nella prima pagina del grande romanzo di Herbert
George Wells La macchina del tempo, pubblicato nel 1895: Vi sono
in realta quattro dim ensioni: tre sono quelle che chiam iam o i tre
piani dello spazio; la quarta e il tempo. II professore convert! tutti
gli eventi in coordinate m atem atiche in quattro dimensioni, con il
tempo come quarta dimensione. Cio permetteva che si verificassero
trasformazioni, ma le relazioni matematiche tra gli eventi rimanevano
invarianti.
Minkowski presento con una certa solennita la sua nuova impo
stazione matematica in una conferenza del 1908. Le concezioni dello
spazio e del tempo che intendo presentarvi hanno le loro radici nella

132

Einstein

fisica sperimentale, e qui sta la loro forza disse. Sono concezioni drastiche: d'ora innanzi lo spazio in se e il tempo in se sono condannati a
dissolversi in nulla piu che ombre, e solo una specie di congiunzione
dei due conservera una realta indipendente.67
Einstein, che non era ancora innamorato della matematica, liquido
il lavoro di M inkowski come erudizione superflua e celio: Da
quando i matematici si sono impadroniti della teoria della relativita, io
stesso non ci capisco piu nulla. Ma in realta fini per ammirare l'opera
di Minkowski e le dedico un paragrafo del suo libro divulgativo del
1916 sulla relativita.
Che splendida collaborazione avrebbe potuto essere la loro! Ma
alia fine del 1908 Minkowski fu ricoverato in ospedale, colpito da
una peritonite che gli fu fatale. La leggenda vuole che sospirasse:
Che peccato che io debba morire proprio nel periodo che vedr& gli
sviluppi della relativita^68
Una volta di piu, vale la pena di chiedersi perche Einstein scopri
una nuova teoria e i suoi contemporanei no. Sia Lorentz sia Poincare
erano gia pervenuti a molti degli elementi della teoria di Einstein.
Poincare aveva perfino messo in discussione la natura assoluta del
tempo.
Ma ne Lorentz ne Poincare compirono il salto decisivo: affermare
che non c'e alcuna necessita di postulare un etere, che non esiste la
quiete assoluta, che il tempo e relativo, dipendendo dal moto dell'osservatore, e che lo stesso vale per lo spazio. Entrambi, secondo il fisico
Kip Thome, procedevano a tentoni verso la medesima revisione delle
nozioni di spazio e di tempo compiuta da Einstein, ma brancolavano
attraverso una nebbia di fraintendimenti che derivavano loro dalla
fisica newtoniana.
Einstein viceversa riusci a liberarsi delle errate concezioni newtoniane. La sua convinzione che l'universo ami la semplificazione
e la bellezza, e la sua disponibilita a farsi guidare da questa convin
zione, anche se significava distruggere le fondam enta della fisica
newtoniana, lo condussero alia sua nuova descrizione dello spazio
e del tempo, con una chiarezza di pensiero che altri non potevano
uguagliare.69
Poincare non stabili mai la connessione tra relativita della simul
taneity e relativita del tempo, e si ritrasse quando era sul punto di
comprendere a pieno le implicazioni delle sue stesse idee sul tempo
locale. Perche esito? N onostante le sue interessanti intuizioni, era
troppo tradizionalista in fisica per esibire la vena ribelle connaturata
invece alio sconosciuto analista di brevetti.70 Quando si tratto di

La relativita ristretta

133

compiere il passo decisivo, il coraggio venne a mancargli e si attacco


alle antiche abitudini del pensiero e alle concezioni familiari dello
spazio e del tempo scrisse Banesh Hoffmann di Poincare. Se questo
sembra sorprendente, e soltanto perche sottovalutiamo l'audacia di
Einstein neirenu nciare il principio di relativita come un assioma
e nel modificare, m antenendosi fedele a esso, le nostre nozioni di
tempo e spazio.71
Una chiara illustrazione dei limiti di Poincare e dell'audacia di
Einstein e fom ita da Freeman Dyson, uno dei successor! di Einstein
come fisico teorico allTnstitute for Advanced Study di Princeton:
La differenza essenziale tra Poincare e Einstein stava nel fatto
che il primo era per temperamento conservatore e il secondo era per
temperamento rivoluzionario. Nella sua ricerca di una nuova teoria
dell'elettromagnetismo, Poincare tento di salvare quanto piu possibile
di quella vecchia. Amava l'etere e continuo a credervi, anche quando
la sua stessa teoria mostro che era inosservabile. La sua versione della
teoria della relativity era una specie di trapunta a pezze multicolori.
La nuova idea di tempo locale, dipendente dal moto dell'osservatore,
fu messa come una toppa sulla vecchia struttura dello spazio assoluto
e del tempo assoluto, definita da un etere rigido e immobile. Einstein,
viceversa, considerava la vecchia struttura ingombrante e non necessaria ed era felicissimo di liberarsene. La sua versione della teoria era
piu semplice e piu elegante. Non c'erano ne spazio assoluto ne tempo
assoluto, e non c'era nessun etere. Tutte le complicate spiegazioni delle
forze elettriche e magnetiche come sforzi elastici nell'etere finirono
nella pattumiera della storia, insieme ai professori vecchi e famosi
che ancora vi credevano.72
Di conseguenza, Poincare formulo un principio di relativita che
presentava analogie con quello di Einstein, ma ne differiva per un
aspetto fondam entale. Poincare continuava a credere all'esistenza
dell'etere, e la velocita della luce era, per lui, costante soltanto se
misurata da osservatori in quiete rispetto al presunto sistema di riferimento dell'etere.73
Ancor piu sorprendente, e rivelatore, e che Lorentz e Poincare non
riuscirono m ai a fare il salto di Einstein neppure dopo avem e letto
l'articolo. Lorentz si aggrappo all'esistenza dell'etere e del suo sistema
di riferimento in quiete. In una conferenza del 1913, che ristampo
nel libro del 1920II principio di relativita, disse: Secondo Einstein, non
ha senso parlare di moto rispetto all'etere. Alio stesso modo Einstein
nega l'esistenza della simultaneity assoluta ... Per quanto riguarda
chi vi parla, ho una certa preferenza per le interpretazioni precedenti,

134

Einstein

secondo le quali l'etere possiede almeno una qualche esistenza reale,


lo spazio e il tempo possono essere nettam ente separati, e si pud
parlare di simultaneity senza ulteriori specificazioni.74
Per parte sua, Poincare sembra non aver mai pienamente compreso
la svolta di Einstein. Ancora nel 1909 insisteva che la teoria della
relativita richiedeva un terzo postulato, quello secondo il quale un
corpo in moto traslatorio subisce una deformazione nella direzione
in cui si sposta. In realta, la contrazione delle aste rigide non e, come
Einstein aveva dimostrato, un'ipotesi distinta che comporta una reale
deformazione, ma semplicemente la conseguenza dell'accettazione
della teoria della relativita di Einstein.
Fino alia sua morte nel 1912, Poincare non rinuncio mai al con
cetto di etere o all'idea di quiete assoluta. Parlo invece dell'adozione
del principio di relativita secondo Lorentz. N on com prese mai
pienamente ne accetto la base della teoria di Einstein. Poincare si
mantenne saldo nella sua posizione asserendo che nel mondo delle
percezioni c'e un'assolutezza di sim ultan eity osserva lo storico della
scienza Arthur I. Miller.75
La sua partner
Come sard felice e fiero quando noi due insieme avremo portato
a termine il nostro lavoro sul moto relativo! aveva scritto Einstein
alia sua fidanzata Mileva Marie nel lontano 1901.76 Adesso era stato
portato a termine, e Einstein era talmente esausto quando concluse
la prima stesura in giugno che era ridotto uno straccio e si mise a
letto per quindici giomi, mentre la Marie controllava e ricontrollava
l'articolo.77
Poi fecero qualcosa di insolito: festeggiarono insieme. Subito dopo
aver finito tutti e quattro gli articoli che aveva promesso nella sua
memorabile lettera a Conrad Habicht, spedi all'ex collega dell'Akademie Olympia un'altra missiva, questa volta una cartolina firmata
anche dalla moglie. Diceva: Siamo, ahime, tutti e due ubriachi fradici
sotto il tavolo.78
Qui si apre una questione piu sottile e controversa di quelle che
riguardano le influenze di Lorentz e Poincare: quale fu il ruolo di
Mileva Marie?
Q uell'agosto Einstein e la Marie andarono in vacanza insieme in
Serbia per far visita ad amici e parenti di Mileva. Durante il soggiomo
la Marie si mostrava fiera e anche desiderosa di vedersi riconoscere
parte dei meriti. Abbiamo appena portato a termine un lavoro assai

La relativita ristretta

135

importante che dara a mio marito fama mondiale disse a suo padre,
stando a quanto si raccontava in seguito li. II loro rapporto pareva
ristabilito, almeno per il m omento, e Einstein era ben felice di fare
gli elogi del contributo di sua moglie. Ho bisogno di lei diceva agli
amici serbi di Mileva. Mi risolve tutti i problemi matematici.79
Alcuni hanno sostenuto che la Marie fosse una collaboratrice a
pieno titolo, e per qualche tempo giro anche una versione, in seguito
screditata,80 secondo la quale su un primo abbozzo della memoria
sulla relativita compariva anche il nome di lei. In occasione di un
congresso celebrato nel 1990 a New Orleans, l'Am erican Association
for the Advancement of Science tenne una tavola rotonda sulla que
stione, nella quale Evan Walker, un fisico del Maryland impegnato
nella ricerca sul cancro, si confronto con John Stachel, il responsabile
dell'Einstein Papers Project. W alker produsse le varie lettere che
parlavano del nostro lavoro, e Stachel ribatte che tali espressioni
erano chiaramente forme di cortesia da innamorati, e che non c'era
assolutam ente alcuna prova che la Marie avesse contribuito con
qualche idea originale.
La controversia, comprensibilmente, affascino sia gli scienziati che
la stampa. La curatrice della rubrica scientifica del Boston Globe,
Ellen Goodman, scrisse un ironico articolo di commento in cui esponeva giudiziosamente le prove, e l'Economist pubblico un servizio
intitolato L'importanza relativa della signora Einstein. Nel 1994 vi fu
un altro convegno all'Universita di Novi Sad, dove l'organizzatore,
il professor Rastko Maglic, sostenne che era tempo di mettere in
rilievo il contributo di Mileva per assicurarle il posto che merita nella
storia della scienza. II dibattito pubblico culmino nel 2003 con un
documentario della PBS, Einstein's Wife, che in generale era piuttosto
equilibrato, anche se dava un credito ingiustificato alia voce che il
nome di Mileva comparisse sul manoscritto originale.81
Stando a tutti gli indizi disponibili, la Marie fu una sorta di banco
di prova, sebbene non cosi importante come Besso. Contribui anche
a controllare la matematica di Einstein, benche non risulti che abbia
formulato qualcuno dei concetti matematici. Inoltre, lo incoraggio e
(cosa che a volte era piu difficile) lo sopporto.
Se si volesse puntare sugli aspetti pittoreschi della storia e sulla
loro risonanza emotiva, sarebbe divertente poter andare al di la di
questo. Ma noi dobbiamo seguire la linea meno eccitante di attenerci
alle prove. Nessuna delle numerose lettere scambiate tra Einstein e la
Marie o con i loro amici fa menzione di un solo esempio di idea o di
concetto creativo attinente alia relativita che sia venuto dalla Marie.

136

Einstein

E lei stessa non sostenne m ai - nemmeno con la sua famiglia e le


amiche intime nei m omenti piu amari del loro penoso divorzio - di
aver dato un qualsiasi contributo sostanziale alle teorie di Einstein.
Suo figlio Hans Albert, che le fu sempre molto attaccato e visse con
lei durante il divorzio, diede la sua versione, riportata in un libro
di Peter Michelmore, che sembra riflettere cio che Mileva disse al
figlio: Mileva lo aiutava a risolvere alcuni problemi di matematica,
ma nessuno poteva aiutarlo nel lavoro creativo, nella ricerca di idee
nuove.82
In realta, non c'e alcun bisogno di esagerare i contributi della Marie
per ammirarla, renderle onore e simpatizzare con lei per il suo ruolo
pionieristico. Riconoscerle meriti che vanno al di la di quanto mai
rivendico, afferma lo storico della scienza Gerald Holton, significa
solo sminuire il suo ruolo reale e significativo nella storia e la tragica
delusione delle sue speranze e attese giovanili.
Einstein ammirava il coraggio e l'audacia di un'esuberante fisica
che era venuta da un paese dove alle donne in generale non era
consentito di entrare in quel campo. O ggi, m entre le stesse questioni ancora si riverberano attraverso un secolo di storia, il coraggio
m ostrato dalla Marie entrando e com petendo nel mondo dominato
dai maschi della fisica e della matematica dovrebbe assicurarle un
posto circondato dall'am m irazione negli annali della storia scienti
fica. Questo merita, senza bisogno di esagerare l'im portanza della
sua collaborazione nella form ulazione della teoria della relativita
ristretta.83
L'appendice del settembre 1905: E = me2
Einstein aveva alzato il sipario sul suo anno m iracoloso nella
lettera al collega dell'A kad em ie O lym pia C onrad H abicht, e ne
celebro il culm ine con la cartolina di una riga scritta da ubriaco. In
settem bre scrisse un'altra lettera a H abicht, questa volta cercando
di convincerlo a venire a lavorare con lui all'U fficio brevetti. La
reputazione di E instein com e lupo solitario era tutto som m ato
infondata. Forse sarebbe possibile farti entrare qui tra gli schiavi
dei brevetti diceva. Probabilm ente lo troveresti abbastanza piacevole. Saresti davvero pronto e disposto a venire? Tieni presente
che oltre alle otto ore di lavoro, ogni giorno ci sono anche otto
ore di gradevoli ozi, e poi c'e pure la dom enica. M i piacerebbe
averti qui.
Come era accaduto nella sua lettera di sei mesi prima, Einstein pro-

La relativita ristretta

137

seguiva annunciando con la massima noncuranza un fondamentale


progresso scientifico, che avrebbe poi trovato espressione nella piu
famosa equazione di tutta la scienza:
Mi e venuta in mente anche un'ulteriore conseguenza dell'articolo
sull'elettrodinamica. E cioe che il principio di relativita, insieme alle
equazioni di Maxwell, richiede che la massa sia una misura diretta
dell'energia contenuta in un corpo. La luce trasferisce massa. Nel caso
del radio dovrebbe esserci un'apprezzabile riduzione della massa. L'idea
e divertente e seducente; ma per quanto ne so il buon Dio potrebbe
avermi messo su una strada sbagliata ed essere li che ride di tutta la
faccenda.84
Einstein sviluppo l'idea con una m eravigliosa semplicita. L'articolo che fu ricevuto dagli Annalen der Physik il 27 settembre
1.905, L'inerzia di un corpo dipende dal suo contenuto di energia?, comprendeva solo tre passaggi, che occupavano a m alapena tre pagine.
Riferendosi alia sua memoria sulla relativita ristretta, affermava: I
risultati di una ricerca elettrodinam ica pubblicata da me su questa
rivista portano a una conclusione molto interessante, che ora intendo
dedurre.85
Ancora una volta deduceva una teoria da principi e postulati, non
cercando di spiegare i dati empirici che i fisici sperimentali impegnati
nello studio dei raggi catodici avevano cominciato a raccogliere in
merito alia relazione tra massa e velocita delle particelle. Coniugando
la teoria di M axw ell con la teoria della relativita, inizio (cosa che
certo non sorprende) con un esperim ento mentale. Calcolo cioe le
proprieta di due impulsi di luce emessi in direzioni opposte da un
corpo in quiete. Quindi calcolo le proprieta di questi impulsi di luce
quando vengono osservati da un sistema di riferimento in moto. Di
qui pervenne alle equazioni che descrivono la relazione tra velocita
e massa.
II risultato era un'elegante conclusione: massa ed energia sono
manifestazioni diverse della medesima entita. C 'e una fondamentale
intercambiabilita tra esse. Come disse nel suo articolo, la massa di
un corpo e una misura del suo contenuto di energia.
La formula di cui si servi per descrivere questa relazione era a sua
volta sorprendentemente semplice: Se un corpo emette un'energia L
sotto forma di radiazione, la sua massa diminuisce di L/V2. Einstein
uso la lettera L per rappresentare l'energia fino al 1912, quando la
cancello in un manoscritto e la sostitui con la piu comune E. Utilizzo
anche la V per indicare la velocita della luce, prima di passare alia

138

Einstein

piu consueta c. Cosi, sostituendo le lettere che ben presto divennero


di uso comune, vediamo che Einstein era pervenuto alia sua memorabile equazione:
E = me2
L'energia e pari al prodotto della massa per il quadrato della velo
cita della luce. La velocita della luce, ovviamente, e enorme. Elevata al
quadrato e ancora piu grande, in misura quasi inconcepibile. Questa
e la ragione per cui una minuscola quantita di m ateria, se convertita
integralmente in energia, ha un effetto enorme. Un chilogrammo di
massa si convertirebbe in circa 25 miliardi di chilowattora di elettricita. In termini piu intuitivi: l'energia contenuta nella m assa di
un'uvetta potrebbe soddisfare gran parte della domanda giom aliera
di elettricita di New York City.86
Come di consueto, Einstein concluse proponendo metodi sperimentali per verificare la teoria che aveva appena dedotto. Non e
da escludere scrisse che la teoria trovi conferma nel caso di corpi
a contenuto energetico fortemente variabile, come i sali di radio.

VII
IL PENSIERO PIU FELICE
1906-1909

Riconoscimento
L'esplosione di creativita di Einstein nel 1905 fu sbalorditiva. Aveva
escogitato una rivoluzionaria teoria quantistica della luce, contribuito
a dim ostrare l'esistenza degli atom i, spiegato il moto browniano,
capovolto la concezione di spazio e tem po e proposto quella che
sarebbe diventata l'equazione piu fam osa di tutta la scienza. Ma
in un primo momento parve che non fossero in molti a rendersene
conto. Secondo sua sorella, Einstein aveva sperato che la sua raffica
di m em orie pubblicate su una rivista autorevole lo avrebbe tolto
dalToscura posizione di analista di brevetti di terza classe e gli avrebbe
assicurato qualche riconoscim ento accadem ico, m agari anche un
incarico accademico. Ma fu amaramente deluso scrisse Maja. Alla
pubblicazione segui un silenzio glaciale.1
Questo non era del tutto vero. Un piccolo ma qualificato drappello
di fisici presto prese atto delle m em orie di Einstein, e uno di essi
risulto essere, per buona sorte, il piu im portante am m iratore che
avrebbe potuto guadagnarsi: Max Planck, il riverito monarca della
fisica teorica europea, la cui m isteriosa costante matematica capace
di spiegare la radiazione di corpo nero Einstein aveva trasformato in
una realta radicalmente nuova della natura. Nel suo ruolo di membro
del comitato di redazione degli Annalen der Physik responsabile
per le proposte teoriche, Planck aveva esaminato attentamente gli
articoli di Einstein, e quello sulla relativita aveva attratto immediatamente il suo interesse, come ricordo piu tardi. Subito dopo la sua
pubblicazione, Planck aveva tenuto una conferenza sulla relativita
all'Universita di Berlino.2
Planck fu il primo fisico a sviluppare la teoria di Einstein. In un
articolo pubblicato nella primavera del 1906, affermo che la relativita
era conforme al principio di minima azione, un principio basilare della

140

Einstein

fisica il quale stabilisce che la luce o qualsiasi corpo che si muovano


tra due punti devono seguire il cammino piu agevole.3
L'articolo di Planck non soltanto contribui alio sviluppo della teoria
della relativita; contribui anche a legittimarla tra gli altri fisici. Se
Maja Einstein aveva scorto della delusione in suo fratello, questa si
dissipo. I miei articoli sono assai apprezzati e stanno dando origine
a ulteriori ricerche scrisse esultante Einstein a Solovine. I1 professor
Planck di recente mi ha scritto in proposito.4
Ben presto l'orgoglioso analista di brevetti inizio uno scambio di
lettere con l'em inente professore. Quando un altro teorico mise in
discussione la tesi di Planck che la teoria della relativita si conformasse
al principio di minima azione, Einstein si schiero con Planck e gli
spedi una cartolina per comunicarglielo. Planck ne fu compiaciuto.
Finche i sostenitori del principio di relativita formano una schiera
cosi ristretta, rispose ad Einstein e doppiamente importante che
siano d'accordo tra loro. Aggiunse che sperava di andare a Bem a
l'anno successivo e di conoscere Einstein di persona.5
Alla fine Planck non ando a Bem a, ma mando il suo coscienzioso
assistente, Max Laue.6 Einstein e Laue avevano gia avuto una corrispondenza a proposito dell'articolo di Einstein sui quanti di luce, e
Laue aveva detto di essere d'accordo con la sua concezione euristica
secondo la quale la radiazione puo essere assorbita ed emessa solo
in ben determinati quanti finiti.
Tuttavia Laue insisteva, proprio com e aveva fatto Planck, che
Einstein si sbagliava nell'assum ere che i quanti fossero una caratteristica della radiazione in se. Afferm ava invece che erano sem
plicem ente una descrizione del modo in cui la radiazione veniva
em essa e assorbita dalla materia. Questa non e una caratteristica
dei processi elettrom agnetici nel vuoto, ma piuttosto della materia
emittente o assorbente, scriveva Laue e quindi la radiazione non &
formata da quanti di luce come si dice nel sesto paragrafo della sua
prima m em oria.7 (In quel paragrafo Einstein aveva sostenuto che
la radiazione si comporta come se consistesse di quanti di energia,
tra loro indipendenti.)
Nel preparare la sua visita, nell'estate del 1907, Laue ebbe la sorpresa di scoprire che Einstein non era all'U niversita di Bem a ma
lavorava airU fficio brevetti al terzo piano del palazzo delle Poste
e telegrafi. L'incontro che vi ebbe con Einstein non diminui la sua
meraviglia. I1 giovane che mi venne incontro mi fece un'im pressione cosi inattesa che non credetti potesse essere il padre della teoria
della relativita, disse poi Laue cosi lasdai che passasse oltre. Un

11 pensiero piu felice

141

momento dopo, Einstein fece un altro giro nella sala d'aspetto, e Laue
si rese finalmente conto di chi fosse.
Camminarono passeggiando per ore, e a un certo punto Einstein
offri un sigaro che, ricordava Laue, era cosi cattivo che lo lasciai
"inavvertitam ente" cadere nel fiume. Le teorie di Einstein, in compenso, gli fecero una buona impressione. Durante le nostre prime
due ore di conversazione demoli la meccanica e relettrodinam ica in
blocco raccontava Laue. In effetti ne fu cosi affascinato che nel corso
dei quattro anni successivi avrebbe pubblicato otto articoli sulla teoria
della relativita di Einstein, diventandone un amico intimo.8
Alcuni teorici trovavano il profluvio di articoli che usciva dall'Ufficio brevetti fastidiosam ente astratto. Arnold Som merfeld, che in
seguito sarebbe diventato amico di Einstein, fu tra i primi a insinuare
che ci fosse qualcosa di tipicamente ebraico nella sua impostazione
teorica, un tema questo piu tardi ripreso dagli antisemiti. Essa mancava del dovuto rispetto per le nozioni di ordine e di assoluto, e non
sembrava solidamente fondata. Per quanto notevoli siano le memorie
di Einstein, scrisse a Lorentz nel 1907 continua a sembrarmi che
vi sia qualcosa di quasi malsano in questo dogma incomprensibile
e di cui e im possibile form arsi un'idea intuitiva. Difficilmente un
inglese ci avrebbe potuto dare questa teoria. Pud darsi che anche qui,
come nel caso di Cohn, si esprima il carattere concettuale astratto
dei semiti.9
Nessuno di questi interessamenti rese Einstein famoso, ne gli pro
curd un'offerta di lavoro. Sono rimasto sorpreso di leggere che deve
lavorare in un ufficio per otto ore al giom o scrisse un altro giovane
fisico che aveva in animo di fargli visita. La storia e piena di brutti
scherzi.10 Ma siccom e aveva finalm ente conseguito il dottorato,
se non altro era stato promosso da esperto tecnico di terza classe a
esperto tecnico di seconda classe alTUfficio brevetti, il che comportava
un sostanzioso aumento di mille franchi, portando il suo stipendio
annuale a 4500 franchi.11
La sua produttivita era sorprendente. Oltre a lavorare sei giorni
alia settimana all'Ufficio brevetti, dava seguito al suo profluvio di
articoli e rassegne: sei nel 1906 e altri dieci nel 1907. Almeno una volta
alia settimana suonava in un quartetto d'archi. Ed era un buon padre
per il figlio di tre anni che aveva orgogliosamente definito impertinente. Come scrisse Mileva all'am ica Helene Savic, mio marito
passa spesso il suo tempo libero a casa semplicemente giocando con
il bambino.12
A cominciare dall'estate del 1907, Einstein trovo anche il tempo di

142

Einstein

dilettarsi di quella che avrebbe potuto diventare, se il destino fosse


stato piu dispettoso, una nuova carriera: quella di inventore e venditore di apparecchi elettrici, come suo zio e suo padre. Lavorando
con il membro dell'Akademie Olympia Conrad Habicht e suo fratello
Paul, Einstein realizzo una macchina per am plificare piccolissim e
cariche elettriche in modo che potessero essere misura te e studiate.
II dispositivo aveva una finalita piu accademica che pratica; l'idea
era di creare un apparecchio di laboratorio che permettesse lo studio
di piccole fluttuazioni elettriche.
La base concettuale era semplice. Quando due strisce di m etallo si
avvicinano, una carica elettrica localizzata su una di esse induce una
carica opposta sull'altra. L'idea di Einstein era di usare una serie di
strisce su cui la carica venisse indotta died volte, e poi trasferirla su
un disco. II procedimento sarebbe stato ripetuto finche la minuscola
carica originaria non fosse stata moltiplicata per un grande numero,
e fosse quindi facilm ente m isurabile. Tutto stava a far funzionare
effettivamente il congegno.13
Data la sua tradizione familiare, la sua formazione e gli anni passati all'Ufficio brevetti, Einstein aveva le basi per diventare un genio
dell'ingegneria. Ma, come si vide poi, era piu adatto all'attivita teorica.
Fortunatamente Paul Habicht era un bravo meccanico, e nell'agosto
1907 un prototipo della Maschincheti, o macchinetta, era pronto per
l'inaugurazione. Sono sbalordito della velocita fulminea con cui ha
costruito la M aschinchen scrisse Einstein. Mi faro vivo domenica.
Purtroppo non funzionava. Sono animato da una curiosita micidiale
di sapere a che punto siete scrisse ancora un mese piu tardi, mentre
cercavano di sistemare le cose.
Per tutto il 1908 tra Einstein e gli Habicht ci fu un andirivieni di
lettere piene di complessi diagrammi e di un fiume di idee su come far
funzionare il congegno. Einstein ne pubblico una descrizione su una
rivista, che procurd, momentaneamente, un potenziale finanziatore.
Verso ottobre Paul Habicht riusci a costruire una versione migliore,
che pero aveva problemi a tenere la carica. Porto la macchina a Bema,
dove Einstein requisi un laboratorio in una delle scuole e arruolo a
forza un meccanico del posto. Entro novembre parve che la macchina
funzionasse. Ci voile un altro anno o giu di 11 per ottenere un brevetto
e cominciare a costruire qualche esemplare per la vendita. Ma anche
allora non si affermo mai ne trovo un mercato, e alia fine Einstein vi
perse interesse.14
Queste imprese di tipo pratico potevano essere divertenti, ma lo
splendido isolamento di Einstein rispetto alia casta dei fisici accade-

II pensiero piu felice

143

miei stava cominciando ad avere piu inconvenienti che vantaggi. In un


articolo che scrisse nella primavera del 1907, comincio manifestando
un'allegra sicurezza di se a proposito del fatto di non avere ne una
biblioteca ne rinclinazione a sapere che cosa avevano scritto sull'argomento altri teorici. Altri autori hanno forse gia chiarito parte di
cio che mi accingo a dire scrisse. Ho creduto di potermi risparmiare
una ricerca bibliografica (che sarebbe stata molto fastidiosa per me),
tanto piu che ci sono buone ragioni per sperare che altri colmino
questa lacuna. Tuttavia, quando fu incaricato di scrivere per una
im portante rivista una rassegna sulla relativita, piu avanti in quello
stesso anno, si mostro un po' meno sfrontato, avvertendo il direttore
di non essere forse al corrente di tutta la letteratura in proposito.
Purtroppo non sono in grado di informarmi su tutto cio che e stato
pubblicato suirargom ento, scrisse dato che la biblioteca e chiusa
nelle ore in cui sono libero.15
Q uell'anno fece dom anda all'U niversita di Berna per un posto
di Privatdozent, il gradino iniziale della scala accademica, che comportava di dare lezioni raccogliendo una piccola quota da chiunque
avesse voglia di assistere. Per diventare professore nella m aggior
parte delle universita europee poteva essere utile sottoporsi a un
simile tirocinio. Alla sua domanda Einstein accluse diciassette articoli
che aveva pubblicato, com presi quelli sulla relativita e sui quanti
di luce. Era previsto che allegasse anche una memoria inedita nota
come Habilitationsschrift, tesi di abilitazione, ma decise di non darsi la
pena di scrivem e una, dal m omento che a questa condizione a volte
si derogava per coloro che avevano altri titoli eccezionali.
Soltanto un professore del consiglio di facolta si pronuncio a favore
della sua assunzione pur in mancanza della nuova tesi, in considerazione degli im portant! risultati scientifici di Herr Einstein. Gli
altri dissentirono, e non ci fu deroga alia regola. Com'era prevedibile,
Einstein considero la cosa divertente. Non scrisse la prevista tesi
e non ottenne il posto.16
L'equivalenza di gravita e accelerazione
II percorso di Einstein verso la relativita generale inizio nel novembre 1907, mentre era alle prese con una scadenza entro la quale doveva
terminare un articolo per una rivista scientifica, in cui spiegava la sua
teoria della relativita ristretta. Due limitazioni di tale teoria ancora lo
preoccupavano: si applicava soltanto al moto a velocita costante (le
cose si presentavano e si comportavano in modo diverso se la velocity

144

Einstein

o la direzione del moto cambiavano), e non includeva la teoria della


gravitazione di Newton.
Ero seduto su una sedia aH'Ufficio brevetti di Bem a quando d'imp ro w iso mi baleno in mente un pensiero raccontd poi. Se una per
sona e in caduta libera, non avverte il proprio peso. Quel pensiero,
che lo fece sobbalzare, lo a w i6 su un arduo percorso lungo otto
anni la cui meta era la generalizzazione della sua teoria della relati
vita ristretta, e lo spinse verso una teoria della gravitazione.17 Piu
tardi l'avrebbe definito con una certa enfasi il pensiero piu felice18
della mia vita.19
La storia delTuomo che cade e diventata una sorta di icona, e in
alcune version! comprende realmente un imbianchino che era caduto
dal tetto di un condom inio vicino all'U fficio brevetti.20 In effetti,
probabilmente come altre grandi leggende legate alia scoperta della
gravitazione - Galileo che lascia cadere gravi dalla Torre di Pisa, e
la mela che cade in testa a Newton21 - fu abbellita dalla tradizione
popolare ed era piuttosto un esperim ento m entale che un evento
reale. Nonostante la tendenza di Einstein a concentrarsi sulla scienza
piuttosto che sul puramente personale, e improbabile che perfino lui,
vedendo un essere umano reale precipitare da un tetto, potesse pen
sare alia teoria della gravitazione, e ancor meno che potesse definirlo
il pensiero piu felice della sua vita.
Einstein affino il suo esperimento mentale immaginando che l'uomo
in caduta fosse in un ambiente chiuso, come un ascensore in caduta
libera al di sopra della Terra. In questo ambiente in caduta (almeno
fino al momento dello schianto), l'uomo si sentirebbe privo di peso. Se
estraesse dalla tasca un qualsiasi oggetto e lo lasciasse andare, questo
fluttuerebbe accanto a lui.
Considerando la cosa in altro m odo, Einstein immagino un uomo
in un ambiente chiuso, una cassa, che fluttua nello spazio profondo
a grande distanza da astri e da altre masse di grandezza apprezzabile. Questi avrebbe le medesime sensazioni di assenza di peso. Per
questo osservatore non esiste naturalmente alcuna gravitazione. Egli
deve assicurarsi con corde al pavimento, altrimenti il minimo urto lo
farebbe salire lentamente verso il soffitto.
Poi Einstein immagino che una fune venisse agganciata al coperchio della cassa e tirata verso l'alto con una forza costante. La cassa
insieme all'osservatore comincia a muoversi "verso l'alto" di un moto
uniformemente accelerator L'uomo all'intem o si sentira spinto verso
il pavimento. Egli sta dunque in piedi nella cassa esattamente come
chiunque sta in piedi in una stanza di una casa sul nostro pianeta.

II pensiero piu felice

145

Se tira fuori di tasca un oggetto e lo lascia andare, questo cade sul


pavimento con un moto relativo accelerato che e lo stesso qualun
que sia il peso del corpo, proprio come Galileo aveva scoperto che
accade nel caso della gravita. La persona nella cassa giungera cosi
alia conclusione di trovarsi, insieme con la cassa, in un campo gravi
tazionale ... Naturalmente per un momento si chiedera con stupore
come mai la cassa non cade in questo campo gravitazionale. Proprio
allora pero, egli scopre il gancio nel mezzo del coperchio e la corda
che vi e attaccata, e di conseguenza ne conclude che la cassa e sospesa
immobile nel campo gravitazionale.
Dobbiamo sorridere di questa persona e dire che sbaglia nelle
conclusioni che trae? chiedeva Einstein. Proprio come nel caso della
relativita ristretta, non si trattava di una percezione giusta o sbagliata. Dobbiamo invece ammettere che il suo modo di concepire la
situazione non contrasta ne con la ragione ne con le leggi note della
meccanica. 22
Einstein affronto questa stessa questione in un m odo, correlato
al prim o, che era tipico della sua ingegnosita: prese in esam e un
fenomeno che era talmente noto da essere stato di rado oggetto di
riflessione da parte degli scienziati. Ogni corpo ha una massa gravitazionale, che determina il suo peso sulla superficie della Terra
o, piu in generale, la forza che agisce tra esso e qualsiasi altro corpo.
Ha anche una massa inerziale che determina quanta forza gli deve
essere applicata per farlo accelerare. Come aveva osservato Newton,
la massa inerziale di un corpo e sempre identica alia sua massa gra
vitazionale, sebbene le due grandezze siano definite in modi diversi.
Questa ow iam en te era qualcosa di piu di una semplice coincidenza,
ma nessuno ne aveva spiegato esaurientemente la ragione.
Insoddisfatto di una situazione in cui c'erano due spiegazioni per
quello che sembrava essere un unico fenom eno, Einstein cerco di
approfondire l'equivalenza tra massa inerziale e massa gravitazionale
servendosi del suo esperimento mentale. Se si immagina che l'ascensore chiuso venga accelerato verso l'alto in una regione dello spazio
estemo dove non c'e gravita, la forza diretta verso il basso che aw erte
la persona all'intem o (ow ero la forza che tira verso il basso un corpo
appeso con una corda al soffitto) e dovuta alia massa inerziale. Se
invece si immagina che l'ascensore chiuso sia in quiete in un campo
gravitazionale, la forza diretta verso il basso avvertita dalla persona
all'intem o (o w ero la forza che tira verso il basso un corpo appeso
con una corda al soffitto) e dovuta alia massa gravitazionale. Ma la
massa inerziale e sempre uguale alia massa gravitazionale. Da questa

146

Einstein

corrispondenza scrisse Einstein segue che e impossibile scoprire


sperimentalmente se un dato sistema di coordinate e accelerato o se
... gli effetti osservati sono dovuti a un campo gravitazionale. 23
Einstein chiamo questa proposizione principio di equivalenza.24
Gli effetti locali della gravita e dell'accelerazione sono equivalenti.
Questa divenne una base del suo tentativo di generalizzare la teoria
della relativita in modo che non fosse ristretta ai soli sistemi in moto
con velocita costante. L'intuizione fondamentale che avrebbe sviluppato nel corso dei successivi otto anni era che gli effetti che ascriviamo alia gravity e gli effetti che ascriviamo alTaccelerazione sono
entrambi prodotti da un'identica struttura.25
D modo in cui Einstein affronto la relativita generale mostra ancora
una volta come tendeva a lavorare la sua mente:
- Era inquieto quando c'erano due teorie apparentemente prive di
correlazione per lo stesso fenomeno osservabile. Cosi era stato per
il caso del conduttore in moto e del magnete in moto che producevano la medesima corrente elettrica osservabile, e quel caso lo
aveva risolto con la teoria della relativita ristretta. Adesso era il
caso delle differenti definizioni della massa inerziale e della massa
gravitazionale, e comincio a risolverlo basandosi sul principio di
equivalenza.
- Era parimenti insoddisfatto quando una teoria faceva distinzioni
che non si potevano osservare in natura. Cosi era stato per gli
osservatori in moto uniforme: non c'era modo di determinare quale
fosse in quiete e quale fosse in moto. E a quanto pareva, non era
possibile neppure nel caso di osservatori in moto accelerato: non
c'era modo di stabilire quale stesse accelerando e quale fosse in
un cam po gravitazionale.
- Era ansioso di generalizzare le teorie e non si accontentava di
vederle limitate a un caso particolare. Non dovrebbe esserci, pensava, un insieme di principi validi per il caso particolare del moto
a velocita costante e un insieme differente per tutti gli altri tipi di
moto. La sua vita era una costante ricerca dell'unificazione delle
teorie.
Nel novembre 1907, mentre lavorava alle prese con la scadenza
im postagli dallo Jahrbuch der Radioaktivitat und Elektronik, Ein
stein aggiunse al suo articolo sulla relativity un quinto paragrafo che
delineava le sue nuove idee. Finora abbiamo applicato il principio
di relativita... soltanto a sistemi di riferimento non accelerati cominciava. E concepibile che il principio di relativita sia valido per sistemi
che sono accelerati l'uno rispetto alTaltro?

II pensiero piu felice

147

Im maginiam o due ambienti, diceva, uno che viene accelerato e


l'altro in quiete in un campo gravitazionale.26 Non c'e nessun esperi
mento fisico che si possa effettuare per distinguere queste situazioni.
Nella discussione che segue, am m etterem o pertanto la completa
equivalenza fisica di un campo gravitazionale e di una corrispondente
accelerazione del sistema di riferimento.
Utilizzando vari calcoli matematici che si possono fare su un sistema
accelerato, Einstein procedette a mostrare che, se le sue idee erano
giuste, gli orologi dovevano marciare piu lentamente in un campo
gravitazionale piu intenso. Pervenne anche a molte predizioni suscettibili di verifica, comprese quelle che la luce sarebbe stata deflessa dalla
gravita e che la lunghezza d'onda della luce emessa da una sorgente
con una grande massa, com e il Sole, sarebbe aumentata leggermente
nell'effetto che ha poi preso il nome di redshift (o spostamento verso il
rosso) gravitazionale. Sulla base di alcune riflessioni che, per quanto
audaci, hanno qualche punto a loro favore, sono giunto alia conclusione che la disomogeneita gravitazionale potrebbe essere la causa
dello spostamento verso l'estremita rossa dello spettro spiego a un
collega. Da queste argomentazioni deriva anche una deflessione dei
raggi di luce da parte della gravita. 27
Ci sarebbero voluti altri otto anni, fino al novem bre 1915, per
che Einstein elaborasse i principi fondam entali di questa teoria e
trovasse gli strum enti m atem atici per formularla. Poi d sarebbero
voluti ancora quattro anni perche la piu spettacolare delle sue pre
dizioni, la misura in cui la gravita deflette la luce, venisse verificata
da storiche osservazioni. Ma alm eno Einstein ora aveva una visione,
un'idea capace di metterlo sulla strada che conduceva a una delle piu
eleganti e im ponenti conquiste dell'intera storia della fisica: la teoria
della relativita generale.
Diventare professore
A ll'inizio del 1908, proprio quando orm ai lum inari accadem id
come M ax Planck e Wilhelm Wien gli scrivevano per conoscere le
sue idee, Einstein aveva ridimensionato le sue aspirazioni a diventare professore universitario. Che lo si creda o no, aveva cominciato
invece a cercare un lavoro come insegnante di scuola media superiore. Questo desiderio disse a Marcel Grossmann, che lo aveva
aiutato a ottenere il posto all'Ufficio brevetti, deriva soltanto dalla
mia grande voglia di poter continuare il mio lavoro sdentifico privato
in condizioni piu agevoli.

148

Einstein

Era perfino desideroso di tornare airistitu to tecnico di W inter


thur, dove anni prima aveva sostituito per breve tem po un inse
gnante. Come si procede al riguardo? chiese a Grossmann. Dovrei
forse presentarm i di persona da qualcuno e convincerlo a parole
delle mie mirabili qualita di insegnante e cittadino? Non rischierei
di fargli una cattiva impressione (niente dialetto svizzero-tedesco,
fattezze semitiche eccetera)? Aveva scritto delle memorie che stavano mutando radicalmente la fisica, ma non sapeva se sarebbe stato
d'aiuto. Avrebbe senso che io decantassi i miei lavori scientifici in
quell'occasione? 28
Rispose anche a un annuncio per un posto di insegnante di mate
matica e geometria descrittiva in un liceo di Zurigo, precisando nella
domanda: sarei disposto a insegnare anche fisica. Alla fine decise
di allegare tutti gli articoli che aveva scritto fino a quel momento,
compreso quello sulla teoria della relativita ristretta. C'erano ventuno
candidati. Einstein non entro neppure nel gruppo dei tre finalisti.29
Cosi finalmente mise da parte l'orgoglio e decise di scrivere una
tesi per diventare Privatdozent a Bema. Come spiego al suo protettore,
che lo aveva sostenuto li, la conversazione che ho avuto con lei nella
biblioteca cittadina, insieme al consiglio di diversi amici, mi ha indotto
a mutare la mia decisione per la seconda volta e a tentare, nonostante
tutto, la sorte con una Habilitationsschrift all'Universita di Bem a.30
La memoria che presento, un'estensione del suo rivoluzionario
articolo sui quanti di luce, fu prontamente accettata, e alia fine del
febbraio 1908 fu nom inato Privatdozent. Aveva finalm ente scalato
le m ura, o alm eno la cinta piu estem a, dell'accadem ia. Ma il suo
posto non garantiva una retribuzione sufficiente e non era abbastanza
importante perche rinunciasse al lavoro all'Ufficio brevetti. Le lezioni
all'U niversita di Bem a divennero cosi per lui sem plicem ente una
cosa in piu da fare.
L'argomento del suo corso per l'estate del 1908 era la teoria del
calore, e le lezioni, che avevano luogo il martedi e il sabato alle sette
del mattino, inizialmente attrassero solo tre frequentatori: Michele
Besso e altri due colleghi che lavoravano nel palazzo delle Poste.
Nella sessione invemale passo alia teoria della radiazione, e ai suoi tre
colleghi si aggiunse un vero studente di nome Max Stem . N ell'estate
del 1909 Stem rimase l'unico frequentatore e Einstein annullo il corso.
Nel frattempo aveva iniziato ad assumere il suo aspetto professorale:
capelli e vestiario divennero vittime della tendenza della natura alia
casualita.31
Alfred Kleiner, il professore di fisica dell'Universita di Zurigo che

II pensiero piu felice

149

aveva aiutato Einstein a conseguire il dottorato, lo aveva incoraggiato


a ottenere la posizione di Privatdozent.32 Aveva anche intrapreso una
lunga lotta, conclusasi vittoriosam ente nel 1908, per convincere le
autorita di Zurigo ad accrescere il prestigio dell'universita creando
un nuovo incarico di fisica teorica. Non si trattava di una cattedra
di ruolo, ma di un posto di professore associato alle dipendenze di
Kleiner.
L 'o w io destinatario delTincarico era Einstein, ma c'era un ostacolo.
Kleiner aveva in mente un altro candidato: il suo assistente Friedrich
Adler, un pallido e appassionato attivista politico che aveva fatto
amicizia con Einstein quando erano entrambi al Politecnico. Adler, il
cui padre era il leader del partito socialdemocratico austriaco, era piu
incline alia filosofia politica che alia fisica teorica. Cosi una mattina
del giugno 1908 ando a trovare Kleiner, e insieme conclusero che
Adler non era adatto all'incarico e Einstein lo era.
In una lettera a suo padre, Adler racconto la conversazione e disse
che Einstein non aveva la minima idea di come com portarsi con
le persone ed era stato trattato dai professori del Politecnico con
aperto disprezzo. Ma, diceva Adler, meritava il posto in virtu del suo
genio ed era probabile che lo ottenesse. Hanno la coscienza sporca
per il modo in cui l'hanno trattato in precedenza. Comincia a fare
scandalo non solo qui ma anche in Germania che un uomo simile
debba lavorare all'Ufficio brevetti.33
Adler si assicuro che le autorita di Zurigo, e chiunque altro, sapessero che stava ufficialmente facendosi da parte in favore dell'amico.
Se e possibile avere un uomo come Einstein nella nostra university,
e assurdo nom inare me scrisse. Cio risolse la questione politica
per il consigliere responsabile dell'istruzione, che era un militante
socialdemocratico. Em st avrebbe voluto Adler, perche era un suo
compagno di partito spiego Einstein a Besso. Ma le affermazioni di
Adler su se stesso e me hanno reso la cosa impraticabile.34
Cosi, alia fine di giugno del 1908, Kleiner ando da Zurigo a Berna
per assistere a una delle lezioni del Privatdozent e, come disse Einstein,
valutare la bestia. Ma, ahime, non fu un grande spettacolo. In
effetti non feci una lezione divina, lamento Einstein con un amico
in parte perche non mi ero preparato bene, e in parte perche essere
sotto esame mi dava un po' sui nervi. Kleiner si sedette ad ascoltare
con la fronte corrugata, e dopo la lezione informo Einstein che il suo
stile di insegnamento non era adeguato a qualificarlo per il ruolo di
professore. Einstein sostenne tranquillamente di considerare l'incarico
niente affatto necessario.35

150

Einstein

Kleiner tom o a Zurigo e riferi che Einstein faceva dei m onologhi ed era ben lontano dalTessere un docente. Cio parve precludergli d efinitivam ente ogni possibility. Com e A dler disse al
suo influente padre, la situazione e dunque cam biata, e l'affare
Einstein e chiu so. Einstein per parte sua Simulava baldanza. La
faccenda del posto di professore e andata a m onte, ma a m e sta
benissim o scrisse a un am ico. Ci sono abbastanza insegnanti
anche senza di me.w36
In realta era turbato, e lo fu ancora di piu quando venne a sapere
che la critica di Kleiner alle sue capacita di insegnante stava circolando
in lungo e in largo, perfino in Germania. Cosi scrisse a Kleiner, rimproverandolo aspramente per aver diffuso voci sfavorevoli su di
lui. Stava gia incontrando difficolta a ottenere un incarico accademico
adeguato, e il giudizio di Kleiner avrebbe reso la cosa im possible.
La critica di Kleiner non era priva di fondamento. Einstein non
fu mai un insegnante ispirato, e le sue lezioni furono considerate
tendenzialmente disorganizzate finche non fu la celebrita a garantire
che ogni suo passo falso fosse trasformato in un aneddoto delizioso.
N ondim eno Kleiner si add old e rispose che sarebbe stato lieto di
aiutarlo a ottenere il posto a Zurigo se solo fosse riuscito a dimostrare
una qualche capacita di insegnamento.
Einstein replied con la proposta di venire a Zurigo a tenere una
conferenza in piena regola (e presumibilmente ben preparata) alia
locale societa di fisica, cosa che fece nel febbraio 1909. Sono stato fortunato riferi poco tempo dopo. Contrariamente alle mie abitudini,
ho fatto una bella lezione in quelToccasione.37 Quando in seguito
ando a far visita a Kleiner, il professore gli fece capire che un'offerta
di lavoro sarebbe presto arrivata.
Qualche giorno dopo il ritom o di Einstein a Bema, Kleiner formulo
la sua raccomandazione ufficiale al corpo docente dell'Universita di
Zurigo. Oggi Einstein figura tra i fisici teorici piu importanti, com 'e
stato am piam ente riconosciuto fin dal suo lavoro sul principio di
relativita scrisse. Quanto alle sue doti di insegnante, disse nel modo
piu garbato possibile che erano pronte a un miglioramento. I1 dottor
Einstein dimostrera il suo valore anche come docente, perche e troppo
intelligente e troppo coscienzioso per non essere aperto ai consigli
ove necessario.38
Un punto in questione era il fatto che Einstein fosse ebreo. Alcuni
membri del consiglio di facolta consideravano questo un potenziale
problema, ma fu loro assicurato da Kleiner che Einstein non presentava le sgradevoli peculiarita che si presumevano associate con gli

II pens iero pi il felice

151

ebrei. La conclusione dei docenti offre un colpo d'occhio rivelatore sia


- sull'antisem itism o dell'epoca sia sui tentativi di elevarsi al di sopra
del pregiudizio:
Queste valutazioni del collega Kleiner, basate su anni di conoscenza
personale, sono state assai preziose per il consiglio e in generale per il
corpo docente: il dottor Einstein infatti e un ebreo, e proprio agli studiosi
israeliti vengono attribuite (in molti casi non del tutto a torto) qualita
sgradevoli di ogni genere: in particolare l'invadenza, l'arroganza e una
visione da bottegai del loro ruolo accademico. Va peraltro detto che
anche tra loro vi sono persone che non presentano la minima traccia
di queste spiacevoli qualita, e che non e giusto quindi escludere un
candidato solo perche casualmente e ebreo. In effetti anche tra gli stu
diosi non ebrei si trovano a volte individui che, quanto alia concezione
mercantile e all'utilizzazione della loro professione accademica a fini
commercial^ sviluppano proprio quelle qualita che sono di solito con
siderate tipicamente giudaiche. Di conseguenza il consiglio e il corpo
docente tutto harrno considerato incompatible con la propria dignita
eleggere l'antisemitismo a principio politico.39
II voto segreto del consiglio di facolta alia fine del marzo 1909 vide
dieci favorevoli e un astenuto. Ad Einstein fu offerta la sua prima cattedra, quattro anni dopo che aveva rivoluzionato la fisica. Purtroppo
lo stipendio previsto era inferiore a quello che riceveva all'Ufficio bre
vetti, per cui rifiuto. Infine le autorita di Zurigo aumentarono l'offerta,
e Einstein accetto. Cosi ora anch'io sono ufficialmente membro della
corporazione delle prostitute disse esultante a un collega.40
Fra coloro che lessero su un giom ale l'annuncio della nomina di
Einstein ci fu una casalinga di Basilea di nome Anna Meyer-Schmid.
Dieci anni prima, quando era una ragazza nubile di diciassette anni,
si erano conosciuti durante una delle vacanze trascorse da Einstein
con sua madre all'Hotel Paradies. La maggior parte degli ospiti erano
sembrati ad Albert filistei, ma Anna gli era piaciuta, e aveva perfino
scritto una poesiola nel suo diario: Cosa potrei scrivere qui per te?
/ Potrei pensare a molte cose / fra cui un bacio / sulla minuscola boccuccia. / Se questo ti fa arrabbiare / non metterti a piangere / invece la
migliore punizione / e darmene uno. E si era firmato: I1 tuo amico
briccone.41
A una cartolina di congratulazioni di Anna, Einstein rispose con
una lettera cortese e lievem ente sconveniente. Probabilm ente il
ricordo delle deliziose settimane che mi e stato concesso di passare
accanto a te al Paradies e piu caro a me che a te scrisse. Cosi ora
sono diventato un professore talmente importante che il mio nome

152

Einstein

viene perfino menzionato sui giomali. Ma sono rimasto un tipo semplice. Fece presente di aver sposato l'amica dei tempi dell'universita,
Mileva Marie, ma diede ad Anna l'indirizzo del suo ufficio. Se mai
capitassi a Zurigo e avessi tem po, vieni a trovarm i li; mi farebbe
molto piacere.42
Che Einstein avesse conferito intenzionalmente o no alia propria
risposta una nota di ambiguita tra innocenza e allusione, gli occhi di
Anna a quanto pare la lessero sotto quest'ultima luce. Scrisse un'altra
missiva, che pero la Marie intercetto. La gelosia si risveglio in Mileva,
che spedi una lettera al marito di Anna in cui affermava (esprimendo
piu un suo desiderio che la verita) che Einstein era offeso dalla lettera inopportuna di Anna e dal suo sfacciato tentativo di riallacciare
una relazione.
Ando a finire che Einstein dovette calmare le acque con delle scuse al
marito. Sono molto spiacente se le ho causato disagio con il mio comportamento sconsiderato scrisse. Ho risposto troppo cordialmente al
biglietto di congratulazioni che sua moglie mi ha mandato in occasione
della mia nomina, e cosi ho risvegliato l'antico affetto che avevamo
l'uno per l'altra. Ma cio non e stato fatto con intenzioni disoneste. II
comportamento di sua moglie, per la quale ho il massimo rispetto, e
stato del tutto onorevole. 6 stato un errore di mia moglie - scusabile
soltanto in considerazione della sua estrema gelosia - comportarsi - a
mia insaputa - come ha fatto.
Anche se l'episodio in se fu di scarsa importanza, segno una svolta
nel rapporto di Einstein con la Marie. Agli occhi di lui la gelosia
rancorosa la stava rendendo piu cupa. Decenni piu tardi, ancora
amareggiato dal comportamento di Mileva, scrisse alia figlia di Anna
affermando, con brutale franchezza, che la gelosia di sua moglie era
stata un vizio patologico tipico di una donna di cosi inconsueta
bruttezza.43
La Marie era effettivamente di temperamento geloso. Si risentiva
non soltanto dei flirt di suo marito con altre donne, ma anche del
tempo che passava con i colleghi maschi. Adesso che lui era diven
tato professore, Mileva soffriva anche di una gelosia professionale
comprensibile alia luce della sua carriera scientifica troncata. Con
quel tipo di fama, non gli rimane molto tempo per sua moglie scrisse
all'am ica Helene Savic. Mi hai scritto che devo essere gelosa della
scienza. Ma cosa vuoi farci? A qualcuno tocca la perla, a qualcun
altro l'astuccio.
In particolare la Marie si preoccupava che la fama di suo marito
lo rendesse piu freddo ed egocentrico. Sono veramente felice del

II pensiero piu felice

153

suo successo, perche d aw ero se lo merita scrisse in un'altra lettera.


- Spero solo che la fama non eserciti su di lui un influsso negativo dal
punto di vista umano.44
Per un verso, le preoccupazioni di M ileva si dim ostrarono infondate. Anche quando la sua fama crebbe esponenzialmente, Ein
stein conservo una sobrieta personale, uno stile semplice, e almeno
un'apparenza di cordiale umilta. Ma osservandolo da un diverso
sistema di riferimento, ci furono trasformazioni profonde nel suo lato
umano. A un certo punto, intom o al 1909, comincio ad allontanarsi
dalla moglie. La sua resistenza alle catene e ai legami lo spinse a
rifugiarsi progressivamente nel lavoro assumendo un atteggiamento
di distacco nei confronti di cio che liquidava come il puramente
personale.
Uno degli ultimi giorni in cui Einstein lavorava all'Ufficio brevetti
ricevette una grossa busta con un foglio coperto di quelle che sem
bravano parole latine scritte con elegante grafia. Parendogli qualcosa
di strano e impersonale, lo getto nel cestino della carta straccia. In
realta si trattava di un invito a presenziare, con altri destinatari di un
dottorato onorario, alia commemorazione della fondazione dell'Universita di Ginevra che si sarebbe tenuta nel luglio 1909, e le autorita
locali alia fine riuscirono a far si che un suo amico lo persuadesse a
intervenire. Einstein si era portato soltanto una paglietta e un abito
informale, e cosi quella sera spiccava con un'aria un po' bizzarra sia
nel corteo che all'opulento banchetto ufficiale. Divertito dell'intera
situazione, si rivolse al patrizio ginevrino che gli sedeva accanto e,
pensando all'austero leader della Riform a protestante che aveva
fondato l'universita, gli chiese: Sa che avrebbe fatto Calvino se fosse
stato qui?. II gentiluomo, perplesso, rispose di no. E Einstein riprese:
Avrebbe eretto un enorme rogo e ci avrebbe bruciati tutti per la nostra
peccam inosa prodigalita. Come racconto in seguito, quell'uomo
non mi rivolse mai piu la parola.45
La luce pud essere onda e particella
Sempre alia fine dell'estate del 1909 Einstein fu invitato a parlare
all'annuale conferenza della Gesellschaft Deutscher Naturforscher und
Arzte (Societa dei naturalisti e medici tedeschi), la piu importante
riunione degli scienziati di lingua tedesca, che si teneva quell'anno
a Salisburgo. Gli organizzatori avevano messo all'ordine del giom o
sia la relativita sia la natura quantistica della luce, e si aspettavano
che il giovane fisico parlasse della prima. Invece Einstein decise che

154

Einstein

era preferibile dare risalto a quella che considerava la questione piu


urgente: come interpretare la teoria dei quanti e riconciliarla con la
teoria ondulatoria della luce che Maxwell aveva formulato in modo
cosi elegante.
Dopo il suo pensiero piu felice della fine del 1907 sul modo in
cui l'equivalenza tra gravita e accelerazione poteva condurre a una
generalizzazione della teoria della relativita, Einstein aveva messo
da parte tale argomento per concentrarsi su quello che chiamava il
problema della radiazione (ossia la teoria quantistica). Quanto piu
pensava alia sua idea di carattere euristico che la luce fosse costituita di quanti, o pacchetti indivisibili, tanto piu si preoccupava di aver
messo in moto, insieme a Planck, una rivoluzione che avrebbe demolito le fondamenta classiche della fisica, e specialmente le equazioni
di Maxwell. Sono giunto a questa visione pessimistica soprattutto
in seguito ai continui e vani tentativi di interpretare ... la costante di
Planck in un modo intuitivo aveva scritto a un collega fisico all'inizio
del 1908. Dubito seriamente perfino che sara possibile mantenere la
validita generale delle equazioni di Maxwell.46 (Come risulto poi, il
suo amore per le equazioni di Maxwell era ben riposto. Queste sono
infatti tra i pochi elementi della fisica teorica a non essere inficiati ne
dalla relativita ne dalle rivoluzioni quantistiche che Einstein aveva
contribuito ad aw iare.)
Quando Einstein, non ancora ufficialmente professore, arrivd alia
conferenza di Salisburgo nel settembre 1909, conobbe finalmente Max
Planck e altri giganti con cui aveva avuto rapporti soltanto epistolari.
II pomeriggio del terzo giorno si alzo di fronte a oltre cento famosi
scienziati e tenne un discorso che Wolfgang Pauli, futuro pioniere
della meccanica quantistica, piu tardi defini una pietra miliare nello
sviluppo della fisica teorica.
Einstein comincio spiegando come la teoria ondulatoria della luce
non fosse piu completa. La luce (come qualsiasi radiazione) poteva
essere considerata, disse, alia stregua di un fascio di particelle o di
pacchetti di energia, il che secondo lui era vicino a quanto aveva
postulato Newton. La luce ha certe proprieta fondamentali che possono essere comprese piu facilmente dal punto di vista della teoria
newtoniana dell'emissione che dal punto di vista della teoria ondulatoria dichiaro. Credo pertanto che la prossima fase delTevoluzione
della fisica teorica ci dara una teoria della luce che potra essere interpretata come una specie di fusione della teoria ondulatoria e della
teoria dell'em issione.
La combinazione della teoria corpuscolare con quella ondulatoria,

II pensiero piu felice

155

aw erti, avrebbe portato a un profondo cambiamento. Non sarebbe


stata una cosa positiva, temeva. Avrebbe potuto minare alia base le
certezze e il determinismo connaturati alia fisica classica.
Per un momento Einstein considero l'eventualita che una simile
sorte potesse essere evitata accettando l'interpretazione piu limitata
che dei quanti aveva dato Planck: che essi fossero cioe caratteristiche
soltanto del modo in cui la radiazione veniva emessa e assorbita e non
caratteristiche dell'onda luminosa reale quale si propagava attraverso
lo spazio. Non sarebbe possibile si chiedeva mantenere almeno le
equazioni valide per la propagazione della radiazione e concepire in
modo diverso solamente i processi di emissione e assorbimento? Ma
dopo aver confrontato il comportamento della luce con quello delle
molecole di gas, come aveva fatto nel suo articolo del 1905 sui quanti
di luce, Einstein concluse che, ahime, cio non era possibile.
Di conseguenza, disse Einstein, si doveva ritenere che la luce si
comportasse sia come un'onda oscillante sia come un flusso di parti
celle. Queste due proprieta strutturali esibite simultaneamente dalla
radiazione affermo alia fine del suo intervento non dovrebbero
essere considerate reciprocamente incompatibili.47
Fu la prima enunciazione esplicita del dualismo onda-particella per
la luce, ed ebbe implicazioni altrettanto profonde quanto le precedent!
svolte teoriche di Einstein. possibile combinare i quanti di energia
e i principi ondulatori della radiazione? scrisse in tono scherzoso a
un amico fisico. Le apparenze ci dicono di no, ma l'Onnipotente - a
quanto pare - ha trovato il modo di farlo.48
AlTintervento di Einstein segui una vivace discussione, condotta
da Planck stesso. Ancora riluttante ad accogliere la realta fisica sottostante alia costante matematica che aveva introdotto nove anni prima,
o ad accettare le implicazioni rivoluzionarie concepite da Einstein,
Planck ora si atteggiava a difensore del vecchio ordine. Ammetteva
che la radiazione comportasse quanti discreti, che vanno concepiti
come atomi di azione. Ma insisteva che questi quanti esistevano
soltanto come parte del processo in cui la radiazione veniva emessa
o assorbita. I1 punto e dove cercare questi quanti disse. Secondo il
signor Einstein sarebbe necessario ritenere che la radiazione libera nel
vuoto, e quindi le onde luminose stesse, siano fatte di quanti atomistici, il che ci costringerebbe a rinunciare alle equazioni di Maxwell.
Questo mi sembra un passo che non e ancora necessario fare.49
Di li a due decenni, Einstein avrebbe assunto un ruolo analogo
di difensore del vecchio ordine. In effetti era gia alia ricerca di modi
per sfuggire ai misteriosi dilemmi sollevati dalla teoria dei quanti.

156

Einstein

Sono assai fiducioso di poter risolvere il problema della radiazione,


e di poterlo fare senza i quanti di luce scrisse a un giovane fisico
con cui collaborava.50
Ma la situazione era fin troppo confusa, almeno per il momento.
Cosi, mentre scalava la gerarchia accademica nelle universita di lingua
tedesca di mezza Europa, torno a rivolgere l'attenzione alia teoria che
era esclusivamente sua, la relativita, e per qualche tempo divenne un
esule in fuga dal paese delle meraviglie dei quanti. Come lamento
con un amico, piu la teoria dei quanti ha successo, e piu sembra
sciocca.51

VIII
IL PROFESSORE ERRANTE
1909-1914

Zurigo, 1909
Da diciassettenne sicuro di se, Einstein si era iscritto al Politecnico
di Zurigo e vi aveva conosciuto Mileva Marie, la donna che avrebbe
sposato. Ora, nell'ottobre 1909, all'eta di trent'anni, stava ritornando
con lei in quella citta per assumere l'incarico di professore associato
nell'attigua universita.
II ritorno a casa restitui, almeno temporaneamente, un po' di poesia
al loro rapporto. Mileva era eccitatissima di ritrovarsi nel luogo dove
avevano nidificato in origine, ed entro la fine del loro primo mese a
Zurigo rimase di nuovo incinta.
L'appartam ento che affittarono, come scoprirono con gioia, era
nell'edificio dove vivevano Friedrich Adler e sua m oglie, e fra le
due coppie si stabili un'am icizia ancora piu stretta. Fanno una vita
da bohemien scrisse Adler a suo padre in tono di approvazione.
Piu parlo con Einstein, e piu mi rendo conto che la mia favorevole
opinione su di lui era giustificata.
Spesso la sera i due uom ini discutevano di fisica e di filosofia,
ritirandosi nell'attico dell'edificio di tre piani in modo da non essere
disturbati dai bambini o dalle mogli. Adler fece conoscere ad Einstein
Topera di Pierre Duhem, il cui libro del 1906, La theorie physique, Adler
stesso aveva appena pubblicato in tedesco. Duhem proponeva un
modo di intendere il rapporto tra teorie e dati sperimentali piu olistico
di quello di Mach, e tale im postazione parve influenzare Einstein
mentre tracciava il contorno della sua filosofia della scienza.1
Adler nutriva una particolare ammirazione per l'estrem a indipendenza della mente di Einstein. C'era in lui, disse a suo padre,
una vena nonconformista che rifletteva una sicurezza interiore priva
pero di arroganza. Ci troviamo d'accordo su questioni che la maggior
parte dei fisici non comprenderebbe neppure si vantava Adler.2

158

Einstein

Einstein cerco di convincere l'am ico a concentrarsi sulla scienza


invece di farsi attrarre dalla politica. Abbi un po' di pazienza
gli diceva. Sarai di certo il m io successore a Zurigo un gio m o .
(Evidentem ente Einstein presum eva gia di trasferirsi in un'universita piu prestigiosa.) Ma Adler ignoro il consiglio e decise di fare
il redattore del giornale del partito socialdem ocratico. La fedelta a
un partito, a giudizio di Einstein, im plicava una rinuncia a parte
della propria indipendenza di pensiero. Un sim ile conform ism o lo
sconcertava. Come un uomo intelligente possa aderire a un partito
e per me un com pleto m istero lam ento piu tardi a proposito di
Adler.3
Einstein era di nuovo insieme anche all'ex compagno di corso - e
addetto a prendere appunti - Marcel Grossmann, che lo aveva aiutato
a ottenere il posto all'Ufficio brevetti e adesso era professore di mate
matica al Politecnico. Einstein gli faceva spesso visita dopo pranzo
per chiedergli aiuto in merito ai complessi concetti di geometria e di
calcolo infinitesimale di cui aveva bisogno per estendere la relativita
facendone una teoria di campo piu generale.
II giovane fisico riusci anche a stringere amicizia con l'altro eminente professore di matematica del Politecnico, di cui a suo tempo
aveva spesso saltato le lezioni, Adolf Hurwitz, il quale aveva poi
respinto la sua richiesta di un posto di lavoro. Einstein divenne un
assiduo frequentatore dei recital musicali della domenica a casa di
Hurwitz. Un giorno, durante una passeggiata, questi gli disse che
sua figlia era in difficolta con un problema di matematica che le era
stato assegnato come compito, e Einstein nel pomeriggio si presento
a casa loro per aiutarla a risolverlo.4
Come aveva predetto Kleiner, le capacita didattiche di Einstein
migliorarono. Le sue non erano lezioni raffinate, ma sapeva utilizzare
a proprio vantaggio il clima informale. Quando lo vedemmo salire in
cattedra con il suo abbigliamento trasandato e i pantaloni troppo corti,
eravamo scettici ha raccontato Hans Tanner, che segui gran parte delle
lezioni di Einstein a Zurigo. Invece di appunti, usava una strisciolina
di carta grande come una carta da gioco, coperta di scarabocchi. Cosi
gli studenti potevano vedere i suoi pensieri svilupparsi mentre parlava. Ci facevamo un'idea della sua tecnica di lavoro disse Tanner.
Di certo l'apprezzavamo piu di qualunque lezione stilisticamente
perfetta.
A ogni passo del ragionamento Einstein si soffermava per chiedere agli studenti se lo stavano seguendo, e permetteva perfino le
intermzioni. Questo rapporto cameratesco tra insegnante e studenti

II professore errante

159

era un fatto raro a quei tempi secondo Adolf Fisch, un altro dei
partecipanti alle lezioni. A volte faceva una pausa e permetteva agli
studenti di radunarsi intom o a lui e conversare in modo informale.
Con un modo di fare impulsivo e naturale prendeva gli studenti per
il braccio per discutere con loro ricordava Tanner.
Una volta, durante una lezione, Einstein si trovo per un attimo in
difficolta con i passaggi necessari per completare un calcolo. Deve
esserci qualche stupida trasformazione matematica che al momento
mi sfugge disse. Qualcuno di voi, signori, la vede? Come c'era
da aspettarsi, nessuno la vedeva. Cosi Einstein continud: Allora
lasciate un quarto di pagina. Non staremo a perderci del tempo. Dieci
minuti dopo si interruppe nel bel mezzo di un altro ragionamento
ed esclamo: Ci sono!. Come constatava piu tardi con meraviglia
Tanner, durante il complicato sviluppo della sua argomentazione
aveva ancora trovato il tempo di riflettere sulla natura di quella par
ticolare trasformazione matematica .
Spesso al termine delle sue lezioni serali Einstein chiedeva: Chi
viene al Cafe Terasse?. La, in un piccolo gruppo senza formalita,
su una terrazza affacciata sul fiume Limmat, chiacchieravano fino
all'ora di chiusura.
Una volta Einstein chiese se qualcuno voleva seguirlo nel suo
appartamento. Questa mattina ho ricevuto un lavoro di Planck in
cui deve esserci un errore disse. Potremmo leggerlo insiem e. Tan
ner e un altro studente accettarono l'invito e lo seguirono a casa. Li
si im m ersero tutti nella lettura dell'articolo di Planck. Guardate
se riuscite a individuare l'errore mentre io faccio del caffe disse
Einstein.
Dopo un po' Tanner rispose: Deve essersi sbagliato lei, signor
professore, non ci sono errori.
Si che ce n'e uno insistette Einstein, indicando alcune discrepanze
nei dati, perche altrimenti questo e questo diventerebbero cosi e
cosi. Era un esem pio lampante del grande talento di Einstein: la
sua capacita di guardare una complessa equazione matematica, che
per altri era soltanto un'astrazione, e immaginare la realta fisica che
le stava dietro.
Tanner era sbalordito. Scriviamo al professor Planck propose e
diciamogli dell'errore.
Einstein a quel punto aveva acquisito un po' piu di tatto, specialmente nei confronti di coloro che, come Planck e Lorentz, aveva
posto su un piedistallo. Non gli faremo notare che ha commesso
un errore disse. I1 risultato e corretto, ma la dimostrazione e im-

160

Einstein

perfetta. Gli scriveremo dicendogli semplicemente come dovrebbe


andare la vera dimostrazione. La cosa principale e il contenuto, non
la matematica.5
Nonostante il lavoro sulla macchina per la misura della cariche
elettriche, Einstein era diventato un teorico im penitente e non un
fisico sperimentale. Quando durante il suo secondo anno di insegnamento gli fu chiesto di sovrintendere a delle attivita di laboratorio, era
costernato. Osava a malapena, disse a Tanner, prendere in mano un
apparecchio, tanto era il timore che potesse saltare in aria. A un altro
eminente professore confidd: Le mie paure relative al laboratorio
erano piuttosto giustificate.6
Mentre stava terminando il suo primo anno accademico a Zurigo,
nel luglio 1910, la Marie diede alia luce, di nuovo con difficolta, il
loro secondo figlio, cui fu dato il nome di Eduard, ma che veniva
chiamato Tete. Mileva rimase malata per settimane dopo il parto. II
suo medico, sostenendo che era sovraffaticata, suggeri che Einstein
trovasse il modo di guadagnare di piu e pagasse una cameriera. La
Marie ne fu contrariata e assunse un atteggiamento protettivo. Non
lo vedono tutti che mio marito quasi si ammazza di lavoro? disse.
Invece fece venire sua madre da Novi Sad ad aiutarla.7
Nel corso della sua vita Einstein si mostro a volte distaccato nei
confronti dei suoi due figli, specialmente di Eduard, che crescendo
soffri di un'inferm ita mentale sempre piu grave. Ma durante la loro
infanzia, tendeva a essere un buon padre. Quando mia madre era
indaffarata per casa, papa metteva da parte il suo lavoro e badava
a noi per ore, facendoci saltellare sulle sue ginocchia racconto piu
tardi Hans Albert. Mi ricordo che ci raccontava delle storie e spesso
suonava il violino nel tentativo di tenerci buoni.
Uno dei suoi punti di forza come uomo di pensiero, se non come
genitore, era la capacita di isolarsi - e la tendenza a farlo - da tutte
le distrazioni, una categoria che per lui a volte comprendeva i suoi
figli e la sua famiglia. Neppure gli urli piu acuti di un bambino
sembravano disturbare papa disse Hans Albert. Poteva continuare
a lavorare completamente indifferente al rumore.
Un giom o il suo studente Hans Tanner gli fece visita e lo trovo nel
suo studio davanti a un mucchio di carte. Scriveva con la mano destra
e teneva con la sinistra Eduard. Hans Albert stava giocando con i suoi
cubetti e cercava di attirare la sua attenzione. Aspetti un attimo, ho
quasi finito disse Einstein a Tanner, dandogli da tenere Eduard e
continuando a scarabocchiare le sue equazioni. Cosi mi feci un'idea
disse poi Tanner della sua immensa capacita di concentrazione.8

Praga, 1911
Einstein era a Zurigo da m eno di sei m esi quando, nel m arzo
1910, ricevette un invito a prendere in considerazione un posto piu
prestigioso: una cattedra di professore ordinario nella sezione tedesca
dell'Universita di Praga. Sia l'universita che la posizione accademica
rappresentavano un passo in avanti; tuttavia, un trasferimento dalla
familiare e accogliente Zurigo alia meno congeniale Praga sarebbe
stato dirom pente per la sua famiglia. Ma agli occhi di Einstein le
considerazioni di carattere professionale pesavano piu di quelle
personali.
Stava di nuovo passando un periodo difficile a casa. I1 cattivo
umore che hai a w ertito in me non aveva nulla a che fare con te
scrisse a sua madre che ora viveva a Berlino. Fissarsi sulle cose che
ci deprimono o ci fanno andare in collera non ci aiuta a superarle.
Bisogna venim e a capo da soli.
II lavoro scientifico, viceversa, gli dava grande piacere, e parlava
con eccitazione della nuova possibile opportunity. E molto probabile che mi venga offerta la posizione di professore ordinario in una
grande universita, con uno stipendio migliore di quello che percepisco ora.9
Quando a Zurigo si sparse la voce del possibile trasferimento di
Einstein, quindici dei suoi studenti, su iniziativa di Hans Tanner,
firmarono una petizione che chiedeva alle autorita di fare quanto
possibile per trattenere questo eminente ricercatore e docente nella
nostra universita. I firmatari sottolineavano l'im portanza di avere
un professore di questa disciplina di recente introduzione, la fisica
teorica, e lo lodavano a livello personale in termini entusiastici. I1
professor Einstein ha la straordinaria capacita di presentare i problemi
piu ardui della fisica teorica in modo cosi chiaro e comprensibile che
per noi e un grande piacere seguim e le lezioni, ed e altrettanto bravo
a stabilire un rapporto perfetto con chi lo ascolta.10
Le autorita di Zurigo erano talm ente ansiose di trattenerlo che
gli aumentarono lo stipendio dai precedenti 4500 franchi, che erano
pari a quanto riceveva all'Ufficio brevetti, a 5500 franchi. Coloro che
cercavano di attrarlo a Praga, d'altro canto, stavano incontrando
delle difficolta.
II consiglio di facolta a Praga aveva indicato Einstein come prima
scelta e inoltrato la segnalazione al ministero dell'Istruzione a Vienna.
(A quell'epoca Praga faceva parte dell'impero austro-ungarico, e una
nomina del genere doveva essere approvata dall'imperatore Fran

162

Einstein

cesco Giuseppe e dai suoi ministri.) La relazione era accompagnata


dalla raccomandazione piu significativa possibile, proveniente dalla
massima autorita possibile, Max Planck. La teoria della relativita di
Einstein probabilmente supera in audacia tutto quanto si e raggiunto
finora nel campo della scienza teorica proclamava Planck. Questo
principio ha determinato una rivoluzione nella nostra rappresentazione fisica del mondo, che puo essere paragonata soltanto a quella
prodotta da Copem ico. In un commento che piu tardi ad Einstein
sarebbe potuto sembrare preveggente, Planck aggiunse: La geome
tria non euclidea e al confronto un gioco da bambini.11
L'imprimatur di Planck avrebbe dovuto essere sufficiente. Ma non
lo fu. II ministero decise che era preferibile il candidato in seconda
posizione, Gustav Jaumann, il quale aveva due punti a suo favore:
era austriaco, e non era ebreo. Non ho avuto la nomina a Praga si
lamentava Einstein con un amico in agosto. Ero stato proposto dal
consiglio di facolta, ma a causa della mia origine semitica il ministero
non ha dato la sua approvazione.
Jaum ann pero scopri ben presto di essere la seconda scelta del
consiglio di facolta, e diede in escandescenze. Se Einstein e stato
proposto come prima scelta perche si crede che abbia al suo attivo
risultati piu rilevanti, dichiaro non voglio avere nulla a che spartire
con un'universita che insegue la modemita e non apprezza il merito.
Cosi nell'ottobre 1910 Einstein poteva fiduciosamente affermare che
la sua nomina era quasi certa.
Ci fu un ulteriore intoppo, che aveva a che fare di nuovo con la
religione. Essere un ebreo era uno svantaggio; ma essere un ateo che
non professava nessuna religione era motivo di esclusione. L'impero
esigeva che tutti i suoi dipendenti, compresi i professori, appartenessero a qualche confessione religiosa. Sui moduli ufficiali Einstein
aveva scritto che non apparteneva a nessuna. In casi come questo
e sprovveduto com e un bambino osservo la moglie di Friedrich
Adler.
Come si vide poi, il desiderio di Einstein di ottenere il posto superava la sua testarda m ancanza di praticita. Accetto di scrivere nel
formulario che la sua fede era quella mosaica, e accetto pure la
cittadinanza austro-ungarica, a condizione che gli fosse consentito di
rimanere anche cittadino svizzero. Tenendo conto della cittadinanza
tedesca cui aveva rinunciato ma che presto gli sarebbe stata nuovamente imposta, cio significava che all'eta di trentadue anni aveva
avuto, in successione, tre diverse cittadinanze. Nel gennaio 1911
ricevette la nomina ufficiale alia cattedra, con uno stipendio doppio

II professore errante

163

di quello che aveva percepito prima del recente aumento. Concordo


di trasferirsi a Praga nel marzo di quell'anno.12
Einstein aveva due eroi scientifici che non aveva mai incontrato
- Ernst Mach e Hendrik Lorentz - ed ebbe occasione di tar visita a
entrambi prima del suo trasferimento a Praga. Giunto a Vienna per
la presentazione formale ai ministri, ando a trovare Mach che viveva
in un sobborgo della citta. L'anziano fisico e profeta dell'empirismo,
che aveva cosi profondam ente influenzato l'Akadem ie Olympia e
instillato in Einstein lo scetticismo nei confront! dei concetti privi di
corrispettivo osservabile, come quello di tempo assoluto, aveva una
barba ispida e una personality ancor piu pungente. Per favore, mi
parli ad alta voce abbaio quando Einstein entro nella sua stanza.
01tre alle mie altre spiacevoli caratteristiche, sono sordo quasi come
una campana.
Einstein voleva convincere Mach della realta degli atomi, che l'an
ziano collega aveva a lungo respinto come costrutti immaginari della
mente umana. Supponiamo che ammettendo l'esistenza degli atomi
in un gas fossimo in grado di predire una proprieta osservabile di
questo gas che non potrebbe essere predetta sulla base della teoria
non atomistica chiese Einstein. In tal caso accetterebbe un'ipotesi
simile?
Se con l'aiuto dell'ipotesi atomica si potesse effettivamente stabilire una connessione tra diverse proprieta osservabili che senza di essa
rimarrebbero isolate, allora direi che questa e un'ipotesi "economica "
rispose con riluttanza Mach.
Non era un'accettazione piena, ma era sufficiente per Einstein.
Come osservo il suo am ico Philipp Frank, al m om ento Einstein
rimase soddisfatto. Tutta via comincio ad allontanarsi dallo scettici
smo che Mach nutriva per qualunque descrizione teorica della realta
che non fosse basata su dati direttamente osservabili. E sviluppo, a
detta di Frank, una certa avversione per la filosofia machiana.13 Era
I'inizio di un'im portante conversione.
Immediatamente prima di trasferirsi a Praga, Einstein si reed nella
citta olandese di Leida per fare la conoscenza di Lorentz. Mileva lo
accompagno, e la coppia accetto un invito a casa del famoso fisico e
di sua moglie. Einstein scrisse che era impaziente di avere una con
versazione sul problema della radiazione, aggiungendo: Vorrei
assicurarle fin d'ora che non sono il teorico ortodosso del quanto di
luce per il quale mi prende.14
Da molto tempo Einstein idolatrava Lorentz da lontano. Poco prima
di andare a trovarlo scrisse a un amico: Ammiro quest'uomo come

164

Einstein

nessun altro; potrei quasi dire che lo amo. Questo sentimento si rafforzo quando finalmente si incontrarono. Rimasero alzati fino a tardi
il sabato sera a discutere questioni come la relazione tra temperatura
e conducibilita elettrica.
Lorentz penso di aver trovato un piccolo errore m atem atico di
Einstein in uno dei suoi scritti sui quanti di luce, ma in realta, come
osservo Einstein, si trattava semplicemente di una svista precedente
in cui aveva tralasciato un fattore %, che era poi stato aggiunto
nell'articolo.15 L'ospitalita e lo stimolo scientifico ricevuti resero
Einstein espansivo nella lettera successiva. Lei irradia tanta bonta e
benevolenza scrisse che l'idea spiacevole di non meritare la grande
gentilezza e gli onori non mi e potuta neppure passare per la mente
durante la mia permanenza a casa sua.16
Lorentz divenne, nelle parole di Abraham Pais, l'unica figura
paterna nella vita di Einstein. Questi, dopo la piacevole visita a Leida,
sarebbe ritornato a casa di Lorentz ogni volta che avesse trovato un
pretesto per farlo. L'atmosfera di questi incontri e stata descritta dal
loro collega Paul Ehrenfest:
La poltrona migliore veniva collocata con cura vicino al grande
tavolo da lavoro, per il suo stimato ospite. Gli veniva offerto un sigaro,
e poi Lorentz cominciava tranquillamente a formulare domande relative
alia teoria di Einstein della deflessione della luce in un campo gravi
tazionale ... Mentre Lorentz parlava, le boccate di fumo che Einstein
traeva dal suo sigaro cominciavano a farsi meno frequenti, e lui si
sprofondava con aria ancor piu intenta nella sua poltrona. E quando
Lorentz aveva finito, Einstein si chinava sulla striscia di carta su cui
l'altro aveva scritto delle formule matematiche. II sigaro era spento, e
Einstein si awolgeva pensosamente il dito in una ciocca di capelli sopra
l'orecchio destro. Lorentz guardava sorridendo un Einstein completamente perso in meditazione, proprio nel modo in cui un padre guarda
un figlio particolarmente amato: pieno di fiducia che il ragazzo verra
a capo del problema che gli ha dato, ma impaziente di vedere come.
D'improvviso la testa di Einstein si drizzava gaiamente: c'era arrivato.
Ancora un po' di tira e molla, interrompendosi a vicenda, un parziale
disaccordo, un rapidissimo chiarimento e una completa comprensione
reciproca, e poi gli occhi dei due cominciavano a spaziare raggianti
sulle magnifiche ricchezze della nuova teoria.17
Alla morte di Lorentz, nel 1928, Einstein avrebbe detto nel suo elogio funebre: Parlo sulla tomba del piu grande e piu nobile uomo dei
nostri tempi. E nel 1953, per la celebrazione del centesimo anniversario della nascita di Lorentz, Einstein scrisse un saggio sull'importanza

II professore errante

165

del suo ruolo. Tutto cio che veniva dalla sua mente superiore era
lucido e bello al pari di un'opera d 'a rte... Personalmente ha significato
per me piu di chiunque altro abbia conosciuto nella mia vita.18
La Marie era tutt'altro che felice del trasferimento a Praga. Non
sono contenta di andarci e mi aspetto ben poco di piacevole scrisse a
un'amica. Ma per un po', finche la sporcizia e lo snobismo della citta
non cominciarono a sembrarle opprimenti, la loro vita fu abbastanza
gradevole. Per la prima volta avevano la luce elettrica in casa, e lo spa
zio e il denaro necessari per potersi permettere una domestica fissa.
Le persone qui sono arroganti, preoccupate di salvare le apparenze
o servili, a seconda della sorte toccata loro nella vita disse Einstein.
Ma molte di loro hanno un certo garbo.19
Dal suo studio all'universita Einstein aveva una vista su un bellissimo parco con alberi ombrosi e giardini assai curati. Al mattino
il parco si popolava solo di donne e nel pomeriggio solo di uomini.
Alcuni passeggiavano da soli apparentemente immersi in profondi
pensieri, noto Einstein, mentre altri formavano capannelli impegnati
in animate discussioni. Alla fine il fisico chiese che parco era. Gli fu
detto che apparteneva a un manicomio. Nel mostrare questo spettacolo all'amico Philipp Frank, Einstein commento mestamente: Quelli
sono i matti che non si occupano della teoria dei quanti.20
Gli Einstein fecero la conoscenza di Bertha Fanta, una donna meravigliosamente colta che ospitava in casa sua un salotto letterario e
musicale frequentato dall'intellighenzia ebraica di Praga. Einstein
era la preda ideale: uno studioso in ascesa che era pronto, con pari
entusiasmo, a suonare il violino o a discutere di Flume e di Kant, a
seconda del clima dell'occasione. Fra gli altri frequentatori abituali
e'erano il giovane scrittore Franz Kafka e il suo amico Max Brod.
Nel suo romanzo Tycho Brahe e il suo cammino a Dio, sembra che Brod
si sia servito di Einstein (pur avendolo in qualche occasione negato)
come modello per il personaggio di Giovanni Keplero, il brillante
astronomo che era stato assistente di Brahe a Praga tra il 1600 e il 1601.
II personaggio e votato alia ricerca scientifica ed e sempre desideroso
di liberarsi delle idee correnti. Ma nella sfera personale a proteggerlo
dalle aberrazioni del sentimento e la sua aria distaccata e assente.
Non aveva cuore e percio non aveva nulla da temere dal mondo
scrisse Brod. Non era capace di emozioni o di am ore. Quando il
romanzo usci, uno scienziato suo collega, Walther Nernst, disse ad
Einstein: Questo Keplero e lei.21
Non era proprio cosi. Nonostante l'immagine che a volte dava di se
come di un solitario, Einstein continuava a stringere, come aveva fatto

166

Einstein

in precedenza a Zurigo e a Berna, amicizie intime e legami affettivi,


in particolare con i colleghi scienziati e pensatori. Uno di questi amici
era Paul Ehrenfest, un giovane fisico ebreo di Vienna che insegnava
airU niversita di San Pietroburgo ma si sentiva professionalmente
ostacolato la a causa delle sue origini. All'inizio del 1912 intraprese
un viaggio per l'Europa alia ricerca di un nuovo posto di lavoro, e
sulla via di Praga prese contatto con Einstein, con cui era stato in
corrispondenza a proposito della gravita e della radiazione. Fermati
senz'altro a casa mia in modo che possiamo far buon uso del tempo
gli rispose Einstein.22
Quando Ehrenfest arrivo in un piovoso venerdi pom eriggio di
febbraio, ad accoglierlo alia stazione ferroviaria trovo un Einstein che
fumava il solito sigaro e sua moglie. Se ne andarono tutti in un caffe e
si misero a far confronti tra le grandi citta europee. Quando la Marie si
allontano, la discussione si sposto sulla scienza, e in particolare sulla
meccanica statistica, e i due fisici continuarono a chiacchierare mentre
raggiungevano a piedi lo studio di Einstein. Sulla via dell'istituto,
prima discussione su tutto annoto Ehrenfest nel suo diario dei sette
giorni che trascorse a Praga.
Ehrenfest era un uomo timido e insicuro, ma la sua sete di amicizia
e il suo amore per la fisica gli resero facile stringere un legame con
Einstein.23 Sembravano entrambi smaniosi di discutere di scienza,
e Einstein piu tardi disse: Nel giro di poche ore eravam o amici
come se la natura ci avesse creati l'uno per l'altro. I loro intensi
dibattiti continuarono il giom o successivo, quando Einstein si mise
a spiegare i suoi tentativi di generalizzare la teoria della relativita. II
sabato sera si rilassarono un po' suonando Brahms, con Ehrenfest al
piano e Einstein al violino, mentre il settenne Hans Albert cantava.
Si, saremo amici scrisse Ehrenfest sul suo diario quella sera. Sono
stato terribilmente felice.24
Einstein stava gia pensando di lasciare Praga, e propose l'am ico
come suo successore. Ma, lamentava, Ehrenfest rifiuta risolutamente
di dichiarare una qualsiasi affiliazione religiosa. A differenza di lui,
che era stato disposto a cedere e a scrivere mosaica sui moduli
ufficiali, Ehrenfest aveva abbandonato il giudaism o e non voleva
dichiarare il contrario. I1 tuo ostinato rifiuto di riconoscere una qual
siasi affiliazione religiosa mi irrita veramente gli scrisse Einstein in
aprile. Lascialo perdere per amore dei tuoi figli. Dopotutto, una
volta diventato professore qui potresti tornare a questo tuo strano
chiodo fisso.25
Alla fine la vicenda si risolse felicemente, allorche Ehrenfest accetto

II professore errante

167

l'offerta, che Einstein aveva ricevuto in precedenza e declinato, di


sostituire il venerato Lorentz, il quale stava riducendo il suo impegno
di insegnamento a tempo pieno all'Universita di Leida. Einstein era
entusiasta, perche cio significava che ora la avrebbe avuto due amici
da visitare regolarm ente. Per lui divenne quasi una seconda casa
accadem ica e un m odo per sfuggire all'atm osfera oppressiva che
avrebbe trovato piu tardi a Berlino. Per i due decenni successivi, fino
al 1933 quando si trasferi in America ed Ehrenfest si suicido, quasi
ogni anno Einstein avrebbe compiuto un regolare pellegrinaggio a
trovare i due amici a Leida o nelle localita balneari vicine.26
II Congresso Solvay del 1911
Ernest Solvay era un chimico e industriale belga che aveva messo
insieme una fortuna grazie all'invenzione di un metodo per produrre
la soda. Siccome voleva fare qualcosa di speciale ma utile con il suo
denaro, e aveva anche alcune strane teorie sulla gravita cui voleva
che gli scienziati dessero ascolto, decise di finanziare una riunione di
elite dei massimi fisici europei. Prevista per la fine di ottobre del 1911,
la riunione fini per dare origine a una serie di importanti incontri,
noti come Congressi Solvay, che furono tenuti a intervalli irregolari
negli anni successivi.
Venti dei piu famosi scienziati europei si presentarono al Grand
Hotel Metropole di Bruxelles. Con i suoi trentadue anni, Einstein era il
piu giovane. C'era no Max Planck, Henri Poincare, Marie Curie, Ernest
Rutherford e W ilhelm Wien. II chim ico Walther N em st organizzo
l'evento e fece da accompagnatore dell'eccentrico Ernest Solvay. II
mite e cortese Lorentz svolgeva le funzioni di presidente, come disse
il suo am miratore Einstein, con incom parabile tatto e incredibile
virtuosismo.27
Al centro del congresso c'era il problema dei quanti, e ad Einstein
fu chiesto di presentare una memoria sull'argomento, il che fece di
lui uno degli otto membri particolarmente competenti a essere cosi
onorati. Ma espresse un certo fastidio, forse piu simulato che reale,
per il prestigioso incarico. Defini l'imminente riunione il sabba delle
streghe, e si lamento con Besso: Sono assillato dalla sciocchezza che
preparo per il congresso di Bruxelles.28
L'intervento di Einstein era intitolato Lo stato attuale del problema
dei calori specifici. II calore specifico - la quantita di energia necessaria
per aumentare in misura definita (1 grado) la temperatura di una
massa unitaria di una data sostanza - era stato una speciality dell'ex

168

Einstein

professore e avversario di Einstein al Politecnico di Zurigo, Heinrich


Weber. Q uesti aveva scoperto alcune anom alie, specialm ente alle
basse temperature, nelle leggi che si riteneva governassero i calori
specifici. A com inciare dagli ultim i m esi del 1906 Einstein aveva
proposto quella che definiva un'impostazione quantizzata del pro
blema, congetturando che gli atomi in ciascuna sostanza potessero
assorbire l'energia soltanto in pacchetti discreti.
Nel suo intervento al Congresso Solvay del 1911 Einstein inseri tali
questioni nel contesto piu ampio del cosiddetto problema dei quanti.
Era possibile, si chiese, evitare di ammettere la realta fisica di queste
particelle atomistiche di luce, che erano come proiettili diretti al cuore
delle equazioni di Maxwell e, anzi, di tutta la fisica classica?
Planck, che era stato il pioniere del concetto dei quanti, continuava a insistere che i quanti entravano in gioco soltanto quando
la luce veniva em essa o assorbita. N on erano una caratteristica
reale della luce, affermava. Einstein, nel suo discorso al congresso,
obietto m estam ente: Queste discontinuity, che rendono la teoria
di Planck tanto difficile da accettare, sembrano esistere veram ente
in natura.29
Esistere veramente in natura. Era, per Einstein, una strana formulazione. Per im sostenitore puro di Mach, o quanto a questo di Hume,
la com binazione di parole esistere veramente in natura era priva
di un chiaro significato. Nella sua teoria della relativita ristretta Ein
stein aveva evitato di ammettere l'esistenza di entita quali il tempo
assoluto e la distanza assoluta, perche sembrava senza senso dire
che esistevano veramente in natura quando non potevano essere
osservate. Ma da qui in poi, nel corso degli oltre quattro decenni in cui
avrebbe espresso il suo disagio nei confronti della teoria quantistica,
sarebbe apparso sempre piu come un realista scientifico, convinto
che in natura esistesse una realta fondamentale indipendente dalla
nostra capacita di osservarla o di misurarla.
Quando ebbe concluso, Einstein dovette affrontare un fuoco di fila
di obiezioni da parte di Lorentz, Planck, Poincare e altri. Parte di cio
che aveva detto, si alzo a puntualizzare Lorentz, sembra del tutto
incompatibile con le equazioni di Maxwell.
Einstein convenne, forse troppo in fretta, che l'ipotesi dei quanti
ha carattere provvisorio e che non sembra potersi conciliare con
le conseguenze verificate per via sperimentale della teoria ondulatoria. In qualche modo era necessario, rispose ai suoi interlocutori,
applicare sia l'im postazione ondulatoria sia quella corpuscolare alia
comprensione della luce. Accanto alle indispensabili equazioni di

II professore errante

169

Maxwell dobbiamo diinque introdurre, in una qualche forma, un'ipotesi come quella dei quanti.30
Non era chiaro, neppure ad Einstein, se Planck fosse convinto della
realta dei quanti. Sono in gran parte riuscito a persuadere Planck
della correttezza della m ia concezione, dopo che l'ha com battuta
per tanti anni scrisse Einstein all'am ico Heinrich Zangger. Ma una
settimana piu tardi, diede a Zangger un'altra versione: Planck si e
ostinatamente fissato su certi preconcetti indubbiamente sbagliati.
Quanto a Lorentz, Einstein continuo ad ammirarlo come sempre:
Un'opera d'arte vivente! A mio avviso era ancora il piu perspicace
fra i teorici presenti. Mentre Poincare, che gli aveva prestato scarsa
attenzione, fu liquidato con una brusca battuta: Poincare era in
generale del tutto ostile e, nonostante la sua acutezza, dimostrava
scarsa comprensione della situazione.31
N el com plesso Einstein diede una valutazione piuttosto negativa dell'incontro, dove gran parte del tempo era stato dedicato a
lamentarsi invece che a chiarire la minaccia della teoria dei quanti
alia meccanica classica. I1 congresso di Bruxelles faceva l'effetto delle
lamentazioni sulle rovine di Gerusalemme scrisse a Besso. Non ne
e uscito niente di positivo.32
Per Einstein ci fu un interessante evento secondario: la storia d'amore
tra Marie Curie, che era vedova, e Paul Langevin, che era sposato.
Austera e consacrata alia ricerca, Madame Curie era stata la prima
donna a ricevere il premio Nobel, che aveva condiviso nel 1903 con 0
marito Pierre e Antoine Henri Becquerel, per il lavoro sulla radioattivita. Tre anni piu tardi, suo marito era stato investito e ucciso da una
carrozza a cavalli. Marie era desolata, e altrettanto lo era il protetto di
suo marito, Langevin, che insegnava fisica alia Sorbona con i Curie.
Langevin era intrappolato in un matrimonio con una moglie che lo
maltrattava fisicamente, e presto inizio una relazione con Marie Curie
che incontrava in un appartamento di Parigi. Sua moglie riusci a farvi
entrare qualcuno che rubo le loro lettere d'amore.
Proprio mentre stava iniziando il Congresso Solvay, cui dovevano
partecipare sia la Curie sia Langevin, le lettere rubate cominciarono
ad apparire su un rotocalco parigino come preannuncio di un sensazionale caso di divorzio. Per di piu, in quello stesso momento, ci fu
l'annuncio che la Curie aveva vinto il premio Nobel per la chimica
per la scoperta del radio e del polonio.33 Un membro deU'Accademia
svedese le scrisse suggerendole di non presentarsi alia cerimonia,
dato il clamore suscitato dalla sua relazione con Langevin, ma lei
rispose freddamente: Credo che non vi sia alcun rapporto tra il mio

170

Einstein

lavoro scientifico e i fatti della vita personale. Ando a Stoccolma e


ritiro il premio.34
Tutto questo scalpore sembrava stupido ad Einstein. E una persona
semplice e onesta affermo, con una brillante intelligenza. Giunse
anche un po' brutalmente alia conclusione che non era abbastanza
attraente da distruggere il matrimonio di chicchessia. Nonostante il
suo carattere appassionato, non e abbastanza bella da rappresentare
un perieolo per nessuno.35
Piu cortese era la lettera di risoluto appoggio che le invio piu avanti
in quello stesso mese:
Non rida di me se le scrivo senza avere nulla di significativo da dirle.
Ma sono cosi indignato per il modo spregevole in cui il pubblico sta
attualmente osando mettere il naso nelle sue vicende che devo assolutamente dare sfogo a questo sentimento. Sento la necessita di dirle
quanto ammiro la sua intelligenza, la sua energia e la sua onesta, e che
mi considero fortunato di averla conosciuta personalmente a Bruxelles.
Chiunque non si annoveri tra questi rettili e certamente felice, ora come
prima, che tra noi vi siano personaggi come lei, e come Langevin, gente
genuina con cui ci si sente privilegiati di essere in rapporto. Se la feccia
continua a occuparsi di lei, si limiti a non leggere quelle porcherie, ma
le lasci ai rettili per cui sono state confezionate.36
Entra in scena Elsa
Mentre Einstein girava per l'Europa tenendo conferenze e beandosi
della sua fama crescente, sua moglie era rimasta a Praga, una citta
che odiava, a rimuginare sul fatto di non far parte degli ambienti
scientifici in cui in passato aveva tentato di entrare. Mi sarebbe
piaciuto essere la ad ascoltare un po', e a vedere tutta questa bella
gente gli scrisse dopo una delle sue conferenze nell'ottobre 1911. E
passato tanto di quel tempo da quando ci siamo visti che mi chiedo
se mi riconoscerai. E si firmo deine alte D, la tua vecchia D, come
se fosse ancora la sua Doxerl, sebbene un po' piu vecchia.37
Le sue condizioni, forse combinate con una predisposizione innata,
la fecero diventare m alinconica, e perfino depressa. Quando Philipp
Frank la incontro per la prima volta a Praga, penso che potesse essere
schizofrenica. Einstein era della stessa opinione, e in seguito disse a
un collega che la sua malinconia era senza dubbio riconducibile a
una disposizione genetica alia schizofrenia ereditata dalla famiglia
di sua madre.38
Cosi il matrimonio di Einstein era ancora una volta in uno stato

II professore errante

171

instabile quando ando da solo a Berlino durante le vacanze pasquali


del 1912. La rinnovo la conoscenza con una cugina tre anni piu anziana
di lui, che aveva frequentato da bambino.
Elsa Einstein39 era la figlia di Rudolf (il ricco) Einstein e Fanny
Koch Einstein. Era cugina di Albert sia da parte materna che patema.
Suo padre era primo cugino del padre di Albert, Hermann, e aveva
contribuito a finanziarne le iniziative industriali. Sua madre era la
sorella della madre di Albert, Pauline (il che rendeva Elsa e Albert
prim i cugini). Dopo la m orte di H erm ann, Pauline era andata ad
abitare per qualche anno con Rudolf e Fanny Einstein, aiutandoli
nella conduzione della casa.
Da bambini Albert ed Elsa avevano giocato insieme nella casa dei
genitori di lui a Monaco e in un'occasione avevano condiviso una
prima esperienza artistica all'opera.40 In seguito Elsa si era sposata,
aveva divorziato, e ora, all'eta di trentasei anni, viveva con le sue due
figlie, Margot e Ilse, nel m edesimo condominio dei suoi genitori.
II
contrasto con la moglie di Einstein non avrebbe potuto essere piu
netto. Mileva Marie era atipica, intellettuale e complicata. L'opposto di
Elsa, che invece era una donna di una bellezza tradizionale e amante
delle comodita domestiche, che sapeva offrire agli altri. Prediligeva
i pesanti cibi tradizionali tedeschi e il cioccolato, che tendevano a
conferirle un aspetto piuttosto corpulento e matronale. II suo viso era
simile a quello del cugino, e la loro somiglianza sarebbe diventata
sorprendentemente ancora piu stretta con il passare degli anni.41
Ein stein era alia ricerca di nuova com pagnia, e in un prim o
m om ento flirto con la sorella di Elsa. Ma prim a della fine della sua
visita pasquale si era deciso per Elsa, che sem brava prom ettere il
benessere e le attenzioni cui ora aspirava. L'am ore che cercava, a
quanto sem bra, non era l'avventura tum ultuosa ma un sostegno e
un affetto privi di com plicazioni.
Ed Elsa, che venerava il cugino, era ansiosa di dargli cio che cer
cava. Quando Albert torno a Praga, gli scrisse subito, inviando la
lettera non a casa ma airindirizzo del suo studio, e proponendogli di
corrispondere in segreto. Com'e bello da parte tua non essere troppo
orgogliosa per comunicare con me in questo modo! rispose Einstein.
Non so da che parte cominciare a dirti quanto mi sono affezionato a
te in questi pochi giom i. Elsa gli chiese di distruggere le sue lettere,
e lui lo fece. Da parte sua, lei conservo le risposte di Einstein per tutta
la vita in una cartella che teneva legata e in seguito contrassegno con
la dicitura Lettere particolarmente belle dei giorni migliori.42
Einstein si scuso per aver civettato con la sorella di Elsa, Paula. Mi

172

Einstein

e difficile capire come io possa essermi invaghito di lei affermd. Ma


in realta e semplice. Era giovane, era una ragazza, e compiacente.
Dieci anni prima, quando scriveva a Mileva le sue lettere d'amore
che celebravano il loro rapporto rarefatto e bohem ien con la vita,
Einstein probabilmente avrebbe messo in blocco parenti come Elsa
nella categoria dei borghesi filistei. Ma ora, in lettere che erano
quasi altrettanto calorose come quelle che aveva scritte alia Marie,
dichiarava la sua nuova passione per Elsa. Devo avere qualcuno da
amare, altrimenti la vita e miserabile scriveva. E questo qualcuno
sei tu.
Elsa sapeva come smuoverlo: lo prese in giro sostenendo che era
succube della Marie e che lei lo tiranneggiava. Come forse sperava,
Einstein rispose che le avrebbe dimostrato che non era cosi. Non
pensare a me in questi term ini! scrisse. Ti assicuro in modo categorico che mi considero un maschio cresciuto. Un giom o o l'altro avro
forse Topportunita di dartene prova.
Spinto dal nuovo amore e dalla prospettiva di lavorare nella capitale mondiale della fisica teorica, Einstein comincio a desiderare di
trasferirsi a Berlino. Le possibility che io sia chiamato a Berlino sono,
purtroppo, scarse ammise con Elsa. Ma in occasione della sua visita
aveva fatto quanto in suo potere per aumentare le proprie chances di
ottenere prima o poi un posto la. Nel suo taccuino c'e l'elenco degli
appuntam enti che era riuscito a ottenere con im portanti autorita
accademiche, tra le quali gli scienziati Fritz Haber, Walther N em st
ed Emil Warburg.43
II figlio di Einstein Hans Albert racconto piu tardi che subito dopo
il suo ottavo compleanno, nella primavera del 1912, si era accorto che
il matrimonio dei suoi genitori stava andando a pezzi. Ma dopo il
ritom o a Praga da Berlino, Einstein parve farsi degli scrupoli. Tento,
in due lettere, di porre term ine alia relazione con la cugina. Ne
verrebbero soltanto confusione e sventura, se dovessimo cedere alia
nostra reciproca attrazione scrisse a Elsa.
Verso la fine dello stesso mese tento di essere ancora piu definitivo.
Non ne verra alcun bene per noi due, oltre che per gli altri, se il
nostro rapporto diventera piu stretto. Cosi ti scrivo oggi per l'ultim a
volta e di nuovo mi rassegno all'inevitabile, e tu devi fare lo stesso.
Tu sai che non e la durezza di cuore o l'assenza di sentimento a farmi
parlare in questo modo, perche sai che, come te, porto la mia croce
senza speranza.44
Einstein e la Marie concordavano su un'unica cosa: sentivano che
vivere nella comunita del ceto medio tedesco a Praga era diventato

II professore errante

173

pesante. Questa non e gente di sentimenti genuini disse Einstein


a Besso. Erano persone che rivelavano una peculiare mescolanza
di snobismo e servilismo, senza alcuna traccia di benevolenza nei
confronti del loro prossimo. L'acqua era imbevibile, l'aria era piena
di fuliggine, e nelle strade un lusso ostentato conviveva con la miseria. Ma cio che scandalizzava maggiormente Einstein erano le arti
ficial! divisioni di classe. Quando arrivo all'istituto lam entava
un uomo servile che puzza di alcol si inchina e dice "servo vostro
um ilissim o".45
La Marie si preoccupava che l'acqua, l'aria e il latte cattivi potessero
far male alia salute del loro figlio minore, Eduard, che aveva perso
l'appetito e non dormiva bene. Inoltre adesso era chiaro che a suo
marito stava a cuore la scienza piu della famiglia. Lavora instancabilmente sui suoi problemi; si puo dire che vive solo per essi disse
all'am ica Helene Savic. Devo confessare con una punta di vergogna che noi siamo privi di importanza per lui e veniamo sempre al
secondo posto.46
Cosi Einstein e sua m oglie decisero di tornare nell'unico luogo che
pensavano potesse rimettere in salute il loro rapporto.
Zurigo, 1912
II
Politecnico di Zurigo, dove Einstein e Mileva avevano felicemente messo in com une i loro libri e unito le loro anime, nel giugno
1911 era stato elevato al rango di universita a tutti gli effetti, con il
nuovo nome di Eidgenossische Technische Hochschule ( e t h ), ossia
Istituto federale svizzero di tecnologia, con diritto di conferire tutti i
livelli di laurea. A ll'eta di trentadue anni e ormai abbastanza famoso
nel mondo della fisica teorica, Einstein avrebbe dovuto essere un can
didate naturale e ovvio per una delle nuove cattedre disponibili.
Se n'era discusso gia un anno addietro. Prima di partire per Praga,
Einstein aveva fatto un accordo con le autorita di Zurigo. In privato
ho promesso che li avrei avvisati prima di accettare un'altra offerta
da qualche altra parte, in modo che l'amministrazione del Politecnico
potesse farmi un'offerta se l'avesse trovato opportuno disse a un
professore olandese che cercava di reclutarlo per Utrecht.47
L'offerta venne nel novembre 1911, o almeno cosi sembrava, e di
conseguenza Einstein aveva declinato l'invito ad andare a Utrecht.
Ma la questione non era del tutto definita, perche alcuni funzionari
zurighesi preposti all'istruzione avevano delle obiezioni. Sostenevano che un professore di fisica teorica era un lusso, che non c'era

174

Einstein

abbastanza spazio nei laboratori per ospitame uno e che Einstein non
era un buon docente.
Heinrich Zangger, un amico di vecchia data che era ricercatore a
Zurigo nel campo della medicina, intervenne in favore di Einstein.
Un fisico teorico adeguato e una necessita oggigiom o scrisse in
una lettera a uno dei piu autorevoli consiglieri elvetici. E sottolineo
anche che in tale ruolo Einstein non ha bisogno di alcun laborato
r ie s Quanto alle doti di Einstein come insegnante, Zangger fom i una
descrizione ricca di splendide sfumature e illuminante:
Non e un buon insegnante per signori mentalmente pigri che desiderano soltanto riempire un quaderno di appunti e poi impararlo a
memoria per un esame; non e un oratore fluente, ma chiunque voglia
imparare sul serio a sviluppare le proprie idee nell'ambito della fisica
in modo onesto, dal profondo, e a prendere in esame attentamente
tutte le premesse e a scorgere tutti i trabocchetti e i problemi presenti
nelle proprie riflessioni, trovera in Einstein un docente di prima classe,
perche tutto questo si esprime nelle sue lezioni, che costringono gli
ascoltatori a pensare insieme a lui.48
Zangger scrisse ad Einstein esprimendogli la sua indignazione per
le incertezze di Zurigo, e Einstein rispose: E le care persone di Zurigo
possono baciarmi i l ... [und die lieben Zuricher konnen mich auch ... (le
ellissi sono nella lettera originale)]. Disse a Zangger di non insistere.
Lascia il Politecnico49 alle mosse imperscrutabili di Dio.50
Einstein tuttavia decise di non lasciar cadere ma di fare pressione
sul Politecnico mediante un piccolo trucco. Le autorita dell'Universita di Utrecht erano sul punto di offrire il loro posto libero a un'al
tra persona, Peter Debye, quando Einstein chiese loro di rinviare.
Mi rivolgo a voi con una strana richiesta scrisse. II Politecnico di
Zurigo era parso da principio molto ansioso di reclutarlo, disse, e
aveva proceduto rapidamente per paura che andasse a Utrecht. Ma
se venissero a sapere nel futuro prossimo che Debye sta andando a
Utrecht, il loro zelo verrebbe subito meno e mi terrebbero in sospeso
per sempre. Vi chiedo percio di attendere ancora un po' per l'offerta
ufficiale a Debye. 51
Sembra strano, ma Einstein si trovo ad avere bisogno di lettere di
raccomandazione per assicurarsi un posto nella sua alma mater. Marie
Curie ne scrisse una. A Bruxelles, dove ho preso parte a un congresso
scientifico cui partecipava anche il signor Einstein, ho potuto ammirare la lucidita del suo intelletto, l'ampiezza della sua informazione
e la profondita della sua conoscenza osservava la scienziata.52

II professore errante

175

Per maggiore ironia, l'altra principale lettera di raccomandazione


venne da Henri Poincare, colui che era quasi arrivato alia teoria della
relativita ristretta ma che non l'aveva ancora accettata. Einstein era
una delle menti piu originali che io abbia conosciuto disse. Colpisce
soprattutto il brano in cui elogia la disponibilita di Einstein - proprio
una dote di cui lui difettava - a compiere radicali salti concettuali:
Cid che ammiro in lui e in particolare la facilita con cui si adatta a
nuovi concetti. Non e legato ai principi classici, e, quando si trova
di fronte un problema fisico, ne considera immediatamente tutte le
possibili soluzioni. Poincare, pero, non pote fare a meno di affermare,
forse avendo in mente la relativita, che Einstein poteva non essere
nel giusto in tutte le sue teorie: Dal momento che indaga in tutte le
direzioni, e prevedibile che le vie che sta battendo condurranno per
lo piu a vicoli ciechi.53
Presto tutto si sistemo. Einstein si sarebbe trasferito di nuovo a
Zurigo nel luglio 1912. Ringrazio Zangger per averlo aiutato a supe
rare tutte le circostanze avverse, ed esulto: Sono immensamente
felice del fatto che saremo di nuovo insieme. Mileva era entusiasta.
Pensava che il ritom o avrebbe contribuito a salvare sia la sua salute
mentale che il loro matrimonio. Anche i bambini sembravano felici di
lasciare Praga e tornare alia citta dove erano nati. Come disse Einstein
in una cartolina inviata a un altro amico, grande gioia per noi vecchi
e per i due orsacchiotti.54
La sua partenza causo una piccola controversia a Praga. Alcuni arti
coli di giom ale rilevarono che l'antisem itism o presente all'universita
poteva aver avuto un ruolo nella vicenda. Einstein si senti costretto
a rilasciare una dichiarazione pubblica. Contrariamente a tutte le
congetture, affermo non ho aw ertito ne mi sono accorto di alcun
pregiudizio religioso. La nomina di Philipp Frank, un ebreo, come
suo successore, aggiunse, confermava che considerazioni simili non
erano state determinanti.55
La vita a Zurigo avrebbe dovuto essere splendida. Gli Einstein
poterono permettersi un m odem o appartamento di sei stanze con
piu esposizioni. Erano di nuovo insieme ad amici come Zangger e
Grossmann, e c'era perfino un aw ersario in meno. I1 coriaceo Weber
e morto, e cosi sara molto piacevole da un punto di vista personale
scrisse Einstein del loro professore di fisica e persecutore degli anni
dell'universita, Heinrich Weber.56
Ricominciarono le riunioni musicali a casa del professore di mate
matica Adolf Hurwitz. I program m i comprendevano non soltanto
Mozart, il preferito di Einstein, ma anche Schumann, che era quello

176

Einstein

di Mileva. La domenica pomeriggio Einstein si presentava alia porta


con la moglie e i due ragazzini e annunciava: Ecco arrivato il pollaio
Einstein al completo.
N onostante il ritorno agli am ici e ai divertim enti di un tempo,
la depressione di Mileva continuava a peggiorare, e la sua salute a
deperire. I dolori reumatici le rendevano difficile uscire, specialmente
d'inverno, quando le strade erano ghiacciate. Partecipava meno alle
riunioni da Hurwitz, e quando si faceva vedere la sua malinconia
era sempre piu evidente. Nel febbraio 1913, per indurla a uscire, la
famiglia Hurwitz organizzo una serata tutta dedicata a Schumann.
Lei partecipo, ma sembrava paralizzata dal dolore, sia mentale che
fisico.57
Cosi l'atmosfera era matura perche la gia instabile situazione familiare arrivasse al punto di rottura. II catalizzatore si presento sotto
forma di una lettera. Dopo quasi un anno di silenzio, Elsa Einstein
scrisse al cugino.
II
maggio precedente, quando aveva dichiarato che le scriveva
per l'ultim a volta, Einstein le aveva comunque dato l'indirizzo di
quello che sarebbe stato il suo nuovo ufficio a Zurigo. Ora Elsa decise
di inviargli gli auguri per il suo trentaquattresimo compleanno, e
aggiunse la richiesta di una sua fotografia e di un consiglio per un
buon libro sulla relativita che lei fosse in grado di leggere. L'arte della
lusinga non le era certo sconosciuta.58
Non c'e nessun libro sulla relativita che sia comprensibile al profano rispose Albert. Ma a che serve avere un cugino relativista? Se
mai dovessi capitare a Zurigo, faremo una bella passeggiata (senza
mia moglie, che purtroppo e molto gelosa), e ti parlero di tutte quelle
cose curiose che ho scoperto. Poi si spinse un po' piu avanti. Invece di
mandarle una fotografia, non sarebbe stato meglio vedersi di persona?
Se vuoi rendermi davvero felice, fai in modo di passare qualche
giorno qui, prima o poi.59
Alcuni giorni dopo le scrisse di nuovo, informandola che aveva
dato istruzioni a un fotografo di spedirle un suo ritratto. Aveva lavorato alia generalizzazione della sua teoria della relativita, riferiva, ed
era stato estremamente faticoso. Come un anno prima, si lamento
di essere sposato con la Marie: Che cosa non darei per poter pas
sare qualche giom o con te, ma senza la mia croce!. Chiese a Elsa se
sarebbe stata a Berlino piu avanti nell'estate. Mi piacerebbe venire
per una breve visita.60
Non c'e quindi da sorprendersi che Einstein fosse assai ben disposto quando, qualche mese piu tardi, due delle colonne dell'istituzione

II professore errante

177

scientifica berlinese - M ax Planck e W alther N ernst - giunsero a


Zurigo con una proposta allettante. Erano rimasti impressionati da
Einstein al Congresso Solvay del 1911 e avevano gia sondato i colleghi
sulla loro proposta di farlo venire a Berlino.
L'offerta che portavano con se, quando arrivarono con le loro
mogli sul treno della notte dalla capitale tedesca, I 'l l giugno 1913,
aveva tre elementi di grande effetto: Einstein sarebbe stato eletto a un
ambitissimo posto vacante all'Accademia prussiana delle scienze, che
avrebbe comportato un cospicuo stipendio; sarebbe diventato diret
tore di un nuovo istituto di fisica; e sarebbe stato nominato professore
all'Universita di Berlino. II pacchetto comprendeva parecchio denaro,
e non implicava affatto tutto il lavoro che a prima vista si sarebbe
potuto pensare. Planck e Nernst chiarirono che Einstein non avrebbe
avuto alcun obbligo di insegnamento all'universita ne reali compiti
amministrativi all'istituto. E sebbene gli venisse richiesto di accettare
nuovamente la cittadinanza tedesca, avrebbe potuto mantenere anche
la cittadinanza svizzera.
I
due scienziati esposero ogni dettaglio durante una lunga visita
nel luminoso studio di Einstein al Politecnico. Einstein rispose che
aveva bisogno di qualche ora per pensarci su, anche se e probabile
che sapesse benissim o che avrebbe accettato. Cosi Planck e Nernst
portarono le loro m ogli a fare un'escursione in funicolare su una
delle montagne circostanti. Con il suo consueto gusto per lo scherzo
impertinente, Einstein disse che avrebbe atteso il loro ritorno alia
stazione con un segnale. Se avesse deciso di rifiutare avrebbe portato
una rosa bianca, e se invece avesse avuto intenzione di accettare una
rosa rossa (secondo altre versioni il segnale sarebbe stato un fazzoletto
bianco). Quando scesero dal treno, Planck e Nernst appresero con
gioia che aveva accettato.61
Cio significava che Einstein sarebbe diventato, all'eta di trentaquattro anni, il membro piu giovane dell'Accadem ia prussiana. Ma
prima Planck doveva farlo eleggere. La lettera che scrisse, firmata
anche da Nernst e da altri, conteneva la memorabile ma erronea concessione, gia citata in precedenza, che Einstein potesse a volte aver
mancato il bersaglio nelle sue congetture, come per esempio nel caso
dell'ipotesi del quanto di luce. Ma il resto della lettera era cosparso
di lodi sperticate per ciascuno dei suoi numerosi contributi scientifici.
Tra i grandi problemi di cui abbonda la fisica moderna, non ce n'e
praticamente nessuno cui Einstein non abbia dato un contributo di
primo piano.62
Einstein si rendeva conto che i berlinesi stavano assum endosi

178

Einstein

un rischio. Lo stavano reclutando non per le sue capacita di insegnamento (dato che non avrebbe insegnato), e neppure per quelle
amministrative. E sebbene fosse venuto pubblicando abbozzi e articoli
che descrivevano i suoi continui sforzi di generalizzare la relativita,
non era chiaro se sarebbe riuscito nell'impresa. I tedeschi stanno
scommettendo su di me come farebbero su una gallina da premio,
disse a un amico mentre uscivano da una festa ma non so se sono
ancora in grado di deporre uova.63
Einstein stava del pari assumendosi un rischio. Aveva un posto
sicuro e ben retribuito in una citta e in una societa che lui, sua moglie
e la sua famiglia amavano. L'ambiente svizzero gli si confaceva. Sua
m oglie aveva un'avversione tipicam ente slava per tutto cio che
sapeva di teutonico, e lui pure aveva un'analoga avversione che
si era radicata durante l'infanzia. Da ragazzo era fuggito dal clima
prussiano delle parate e dalla rigidita tedesca. Soltanto l'opportunita
di essere piacevolmente vezzeggiato nella capitale mondiale della
scienza avrebbe potuto indurlo a compiere una mossa simile.
Einstein trovava la prospettiva eccitante e anche un po' divertente.
Vado a Berlino come uomo da accademia senza obblighi, piu o meno
come una mummia vivente scrisse al collega fisico Jakob Laub. Gia
non vedo l'ora di iniziare questa difficile carriera!64 Con Ehrenfest
ammetteva: Ho accettato questa strana sinecura perche fare lezione
mi da sui nervi.65 Ma con il venerando Lorentz in Olanda, Einstein
assunse un atteggiamento piu serio: Non ho potuto resistere alia
tentazione di accettare un posto in cui sard sollevato da ogni responsabilita e quindi potro dedicarmi completamente alia riflessione.66
C'era ow iam en te un altro fattore che rendeva allettante il nuovo
posto di lavoro: la possibility di essere vicino a sua cugina e suo nuovo
amore, Elsa. Come avrebbe ammesso piu tardi con l'am ico Zangger,
lei, sai, fu la ragione principale del mio trasferimento a Berlino.67
La sera stessa in cui Planck e N em st ripartirono da Zurigo, Einstein
scrisse a Elsa ima lettera piena di eccitazione in cui descriveva l'onore
colossale che gli avevano proposto. A1 piu tardi la primavera prossima verro a Berlino per sempre esultava. Gia sono felice pensando
ai bellissimi momenti che passeremo insiem e!
Nella settim ana seguente le invio altri due biglietti di analogo
tenore. Gioisco al pensiero che presto verro da te scrisse nel primo.
E qualche giom o dopo: Ora saremo insieme e gioiremo l'uno dell'altra!. E impossibile sapere per certo quale peso relativo vada assegnato a ciascuno dei fattori che lo attiravano a Berlino: la comunita
scientifica insuperata che vi si trovava, gli onori e i benefici accessori

II professore errante

179

della posizione che gli veniva offerta o la possibility di stare con


Elsa. Ma, almeno con lei, sostenne che prevalente era quest'ultima.
Proprio non vedo l'ora di essere a Berlino, soprattutto perche non
vedo l'ora di stare con te.6S
In realta Elsa aveva cercato di aiutarlo a ottenere l'offerta. Nei primi
mesi di quell'anno, di sua iniziativa, aveva fatto visita a Fritz Haber,
che dirigeva il Kaiser Wilhelm-Institut fur Chemie di Berlino-Dahlem,
e gli aveva comunicato che suo cugino avrebbe potuto essere interessato a un incarico che lo portasse nella capitale tedesca. Quando
apprese dell'intervento di Elsa, Einstein ne fu divertito. Haber sa con
chi ha a che fare. Sa apprezzare l'influenza di una cugina amichevole
... La disinvoltura con cui ti sei introdotta da Haber e puro stile Elsa.
Ne hai parlato con qualcuno, o ti sei consultata soltanto con il tuo
cuore favoloso? Se solo avessi potuto assistere alia scena!69
Ancor prima che Einstein si trasferisse a Berlino, lui ed Elsa cominciarono a scriversi come se fossero una coppia. Elsa si preoccupava
della sua stanchezza e gli mando una lunga lettera che prescriveva
piu esercizio fisico, riposo e una dieta piu sana. Albert rispose che
aveva intenzione di fumare come una ciminiera, lavorare come un
mulo, mangiare senza darsi pensiero, fare una passeggiata soltanto
in compagnia veramente piacevole.
Chiari, comunque, che Elsa non doveva aspettarsi che abbandonasse sua moglie: Tu e io possiam o benissimo essere felici insieme
senza che lei debba soffrire.70
hi effetti, perfino in m ezzo a questo turbine di lettere d'amore con
Elsa, Einstein cercava ancora di essere un buon padre di famiglia. Per
le vacanze di agosto del 1913, decise di portare la moglie e i ragazzi
a fare un'escursione con Marie Curie e le sue due figlie. L'idea era di
girare per le montagne della Svizzera sudorientale per poi scendere
sul lago di Como, dove lui e Mileva avevano trascorso i loro momenti
piu appassionati e romantici dodici anni prima.
Ma Eduard, a causa della sua salute precaria, non era in grado di
partecipare alia gita, e Mileva rinvio la partenza di qualche giorno
per sistemarlo presso degli amici. Poi raggiunse gli altri mentre si
aw icin avan o al lago di Como. Durante le escursioni, la Curie sfidava Einstein a dirle il nome di tutte le vette. Parlavano anche di
scienza, specialmente quando i bambini correvano avanti. A un certo
punto Einstein si fermo all'improvviso e afferro il braccio della Curie.
Capisce, io ho bisogno di sapere che cosa succede esattamente alle
persone chiuse in un ascensore quando questo casca nel vuoto disse,
riferendosi alle sue idee sull'equivalenza tra gravita e accelerazione.

180

Einstein

Come osservo piu tardi la figlia della Curie, una cosi commovente
preoccupazione fa scoppiar dalle risa la giovane generazione.71
Poi Einstein accompagno la Marie e i figli a far visita alia famiglia
di lei a Novi Sad e nella casa estiva di Kac. L'ultima domenica del loro
soggiom o in Serbia, Mileva, senza il marito, fece battezzare i figli.
Hans Albert in seguito ricordava i bellissimi canti; suo fratello Eduard,
che aveva solo tre anni, fece una gran confusione. Quanto al padre,
parve tranquillo e perplesso, dopo. Sa qual e il risultato? disse a
Hurwitz. Sono diventati cattolici. Be', per me fa lo stesso.72
La facciata di armonia familiare, pero, m ascherava il deterioramento del matrimonio. Dopo la visita in Serbia e una tappa a Vienna
per la sua annuale comparsa alia conferenza degli scienziati di lingua
tedesca, Einstein prosegui alia volta di Berlino, da solo. La si ritrovo
con Elsa. Ora ho una persona cui posso pensare con gioia pura e per
cui posso vivere le disse.73
La cucina casalinga, un piacere che Elsa gli prodigava in abbondanza come una madre, divenne un tema ricorrente delle loro let
tere. La loro corrispondenza, cosi come la loro relazione, era in netto
contrasto con quella che c'era stata tra Einstein e Mileva dodici anni
prima. Albert ed Elsa tendevano a scriversi di agi domestici - cibo,
tranquillita, igiene, gusti - piu che di romantica felicita e di b ad , o di
intimita dell'anim a e intuizioni dell'intelletto.
Nonostante questi interessi ordinari, Einstein si illudeva ancora
che la loro relazione potesse evitare di im m iserirsi in uno schema
banale. Come sarebbe bello se uno di questi giorni potessim o con
durre insiem e un po' di vita da bohem ien scrisse. Tu non hai idea
di quanto possa essere incantevole una vita simile con modestissime
esigenze e senza grandeur!74 Quando Elsa gli diede una spazzola
per capelli, inizialm ente si vanto dei suoi progressi nella cura per
sonale, m a poi tom o ad abitudini piu sciatte e le disse, scherzando
solo a meta, che bisognava guardarsi dai filistei e dalla borghesia.
Erano parole che aveva usato anche con Mileva, ma in modo piu
convinto.
Elsa non voleva soltanto addomesticare Einstein, voleva sposarlo.
Ancora prima che si trasferisse a Berlino, gli scrisse per esortarlo a
divorziare dalla Marie. Questa sarebbe diventata una schermaglia
continua per anni, sinche alia fine lei la ebbe vinta. Ma per il momento
Einstein resisteva. Pensi le chiedeva che sia cosi facile ottenere un
divorzio se non si ha alcuna prova della colpa dell'altra p arte? Elsa
doveva accontentarsi della separazione di fatto da M ileva, anche
se il divorzio non era in programma. Tratto mia moglie come una

II professore errante

181

dipendente che non posso licenziare. Ho la mia camera da letto ed


evito di rimanere da solo con lei. Elsa era scontenta e temeva che
una relazione illecita potesse avere un'influenza negativa sulle sue
figlie, ma Einstein insisteva che andava tutto per il meglio.75
La M arie era com prensibilm ente depressa alia prospettiva del
trasferimento a Berlino. La avrebbe dovuto avere a che fare con la
madre di Einstein, cui non era mai piaciuta, e con sua cugina, che a
buon diritto sospettava di essere una rivale. Inoltre Berlino era stata
talvolta meno tollerante con gli slavi di quanto non lo fosse perfino
con gli ebrei. Mia m oglie si lam enta in continuazione con me di
Berlino e del suo timore dei parenti scrisse Einstein a Elsa. Be', non
ha tutti i torti in questo. In un'altra lettera, dopo aver osservato che
Mileva aveva paura di lei, aggiunse a ragione, spero!.76
In effetti, a questo punto tutte le donne della sua vita - sua madre,
sua sorella, sua moglie e la sua ormai intima cugina - erano in guerra
l'una con l'altra. Con l'avvicinarsi del Natale 1913, Timpegno di Ein
stein per generalizzare la relativita acquisi l'ulteriore attrattiva di
essere un modo per evitare gli scompigli familiari. E fu una nuova
eloquente dimostrazione di come la scienza potesse affrancarlo dal
puramente personale. L/amore della scienza fiorisce in queste circostanze, disse a Elsa perche mi innalza in modo impersonale dalla
valle di lacrime alle sfere della serenita.77
Con l'approssimarsi della primavera del 1914 e del trasferimento a
Berlino, Eduard si prese un'infezione all'orecchio che obbligo Mileva
a portarlo in una localita alpina per la convalescenza. C'e un lato
positivo disse Einstein a Elsa. Inizialmente sarebbe andato a Berlino
da solo e, per gustare la cosa, decise di saltare una conferenza a
Parigi in modo da arrivare prima.
Una delle ultime sere a Zurigo, Albert e Mileva si recarono a casa
Hurw itz per una serata m usicale di com m iato. Ancora una volta
il programma prevedeva Schumann, in un tentativo di sollevare il
morale di Mileva. Ma non ebbe effetto. Lei se ne stette seduta da sola
in un angolo e non parlo con nessuno.78
Berlino, 1914
Prima della fine dell'aprile 1914 Einstein si era sistemato in uno
spazioso appartamento appena a ovest del centro di Berlino. La Marie
lo aveva scelto quando aveva visitato la citta durante le vacanze di
Natale, e arrivo alia fine del mese, dopo che l'infezione all'orecchio
di Eduard era passata.79

182

Einstein

Le tensioni nella vita domestica di Einstein erano esacerbate dal


superlavoro e dallo sforzo mentale. Si stava adattando a un nuovo
posto di lavoro - anzi a tre nuovi posti di lavoro - ed era ancora
alle prese con i suoi spasmodici tentativi di generalizzare la teoria
della relativita e di renderla compatibile con una teoria della gravita.
All'inizio di quell'aprile a Berlino, per esempio, si era impegnato in
un'intensa corrispondenza con Paul Ehrenfest sui modi di calcolare
le forze che agiscono sugli elettroni rotanti in un campo magnetico.
Inizio a formulare una teoria per tali situazioni, poi si accorse che
era sbagliata. L'angelo si e svelato a meta nella sua magnificenza,
disse a Ehrenfest poi quando si e svelato ancora un po' e apparso
uno zoccolo caprino e sono fuggito.
Ancor piu rivelatore, forse al di la delle sue stesse intenzioni, fu il
commento sulla sua vita personale a Berlino contenuto nella lettera
a Ehrenfest. Mi danno grande gioia i miei parenti di qui, riferiva
specialmente una cugina della mia eta.80
Quando Ehrenfest venne in visita alia fine di aprile, la Marie era
appena arrivata e la trovo malinconica e nostalgica di Zurigo. Einstein,
dal canto suo, si era immerso nel lavoro. Aveva l'impressione che
la famiglia gli stesse sottraendo un po' troppo del suo tempo, e che
fosse suo dovere concentrarsi completamente sul lavoro racconto
piu tardi suo figlio Hans Albert a proposito di quella fatale primavera
del 1914.81
I
rapporti persona li coinvolgono le forze piu m isteriose della
natura. I giudizi dall'estem o sono facili da dare ma difficili da verificare. Einstein si lamento molte volte con tutti i loro amici comuni
- specialmente i Besso, gli Haber e gli Zangger - dai quali si sarebbe
aspettato che cercassero di vedere il fallimento del suo matrimonio
dal suo punto di vista, e non solo le sue colpe.
Probabilmente e vero che la colpa non era solo sua. La crisi del
matrimonio era stata una spirale discendente. Albert si era chiuso a
livello affettivo, Mileva era diventata ancora piu cupa e depressa, e
l'una cosa aveva accentuato l'altra. Einstein tendeva a evitare i dispiaceri immergendosi nel lavoro. La Marie, da parte sua, era amareggiata
dal crollo dei suoi sogni e sempre piu risentita per il successo del
marito. La gelosia la rendeva ostile a chiunque fosse vicino ad Ein
stein, compresi sua madre (il sentimento era reciproco) e i suoi amici.
La sua diffidenza era, comprensibilmente, un effetto del distacco di
Einstein, ma ne era anche una causa.
AU'epoca in cui si trasferirono a Berlino, la M arie aveva avuto
a sua volta alm eno una relazione, con un m atem atico di Zagabria

II professore errante

183

di nom e V ladim ir Varicak, che aveva m esso in discussione l'interpretazione della relativita ristretta applicata a un disco rotante
sosten uta da E in stein. E in stein ne era al corrente. Aveva con
mia m oglie una specie di relazione, di cui non si puo far colpa a
nessuno dei due scrisse a Zangger in giugno. La cosa mi faceva
soltanto avvertire in m odo doppiam ente penoso il mio senso di
isolam ento.82
L'epilogo si ebbe in luglio. Nel pieno della bufera, la Marie prese
i due ragazzi e si trasferi in casa di Fritz Haber, il chimico che aveva
reclutato Einstein e dirigeva l'istituto dove si trovava il suo studio.
Haber aveva esperienza diretta della discordia domestica. Sua moglie
Clara avrebbe finito per suicidarsi l'anno seguente, dopo uno scontro sulla partecipazione di Haber alia guerra. Ma per il momento
era l'unica arnica di Mileva Marie a Berlino, e Fritz Haber divenne
il m ediatore quando lo scontro tra gli Einstein esplose in cam po
aperto.
Tramite gli Haber, alia meta di luglio Einstein fece pervenire alia
Marie un brutale elenco di condizioni ultim ative per il cessate il
fuoco. Era nella forma di una proposta di contratto, in cui il freddo
atteggiamento scientifico di Einstein si combinava con la sua ostilita
personale ed estraniazione emotiva, producendo un documento sor
prendente. Eccone il testo integrale:
Condizioni
Ti assicurerai
1) che i miei indumenti e la mia biancheria siano tenuti in ordine;
2) che io riceva i miei tre pasti regolarmente nella mia camera-,
3) che la mia camera da letto e lo studio siano mantenuti puliti, e
soprattutto che la mia scrivania sia riservata al mio uso esclusivo.
Rinuncerai a qualsiasi rapporto personale con me se non in quanto sia
strettamente necessario per ragioni sociali. La particolare rinuncerai
1) a che io stia a casa con te;
2) a che esca o viaggi con te.
Ti atterrai ai seguenti punti nei tuoi rapporti con me:
1) non ti aspetterai nessuna intimita da me, e nemmeno mi rimprovererai in alcun modo;
2) smetterai di parlarmi se lo richiedero;
3) uscirai immediatamente dalla mia camera da letto o dallo studio
senza protestare se lo richiedero.
Non cercherai di sminuirmi davanti ai nostri figli, ne con le parole
ne con il tuo comportamento.83

184

Einstein

La Marie accetto le condizioni. Quando Haber consegno la sua


risposta, Einstein insistette per scriverle ancora in modo che ti sia
perfettamente chiara la situazione. Era disposto a tom are a vivere
insieme perche non voglio perdere i ragazzi e non voglio che loro
perdano me. Che potesse avere un rapporto amichevole con lei
era fuori questione, ma avrebbe mirato a un rapporto d'affari. Gli
aspetti personali devono essere ridotti a un residuo trascurabile
disse. In cambio, ti garantisco un comportamento corretto da parte
mia, quale riserverei a qualunque donna in quanto estranea.84
Soltanto allora M ileva si rese conto che il rapporto non era ricuperabile. Si incontrarono tutti un venerdi in casa Haber per elaborare
un accordo di separazione. Ci vollero tre ore. Einstein si impegno
a fornire alia Marie e ai figli 5600 marchi all'anno, poco meno della
meta del suo stipendio principale. Haber e la Marie andarono da un
avvocato per far redigere il contratto; Einstein non li accompagno,
ma invio in sua vece 1'amico Michele Besso, che era venuto da Trieste
per rappresentarlo.85
Einstein usci dalla riunione a casa Haber e ando direttamente a
casa dei genitori di Elsa, che erano anche sua zia e suo zio. Questi,
tornando tardi da ima cena, lo trovarono la, e accolsero le notizie sulla
situazione con una leggera contrarieta. Nondimeno Albert fini per
rimanere a casa loro. Elsa era sulle Alpi bavaresi per le vacanze estive
con le due figlie, e Einstein le scrisse per informarla che dormiva nel
suo letto, nell'appartam ento al piano superiore. E strano come si
diventi sentimentali in modo imbarazzante le disse. E soltanto un
letto al pari di qualsiasi altro, come se tu non ci avessi mai dormito.
Eppure lo trovo confortante. Elsa lo aveva invitato a farle visita
nelle Alpi bavaresi, ma lui rispose che non poteva, per timore di
danneggiare ancora la tua reputazione.86
La via del divorzio adesso era aperta, le assicuro, e lo defini un
sacrificio che aveva fatto per lei. Mileva sarebbe tom ata a Zurigo e
avrebbe avuto la custodia dei due figli, e quando i bambini sarebbero
venuti a far visita al padre lui li avrebbe ricevuti soltanto in campo
neutro, cioe non in una casa che condividesse con Elsa. Questo e
ragionevole, ammise Einstein con la cugina perche non e giusto
che i bambini vedano il padre con una donna diversa dalla m adre.
La prospettiva di separarsi dai figli era sconvolgente per Einstein.
Si mostrava indifferente ai sentimenti personali, e a volte lo era. Ma
diventava profondamente sensibile quando immaginava la sua vita
lontano dai figli. Sarei un vero mostro se mi sentissi in qualsiasi altro
modo scrisse a Elsa. Ho portato in giro questi bambini giom o e

II professore errante

185

notte innumerevoli volte, li ho porta ti fuori in carrozzina, ho giocato


con loro in m ille modi, ho scherzato con loro. Strillavano di gioia
quando arrivavo; il minore lo faceva ancora adesso, perche era troppo
piccolo per afferrare la situazione. Ora saranno lontani per sempre, e
l'im magine che hanno del loro padre si sta rovinando.87
M ileva e i due bam bini partirono da Berlino, accompagnati da
Michele Besso, sul treno del mattino per Zurigo, mercoledi 29 luglio
1914. Haber ando alia stazione con Einstein, che pianse come un
neonato tutto il pomeriggio e la sera. Fu il momento piu straziante
della sua vita, per un uomo che si faceva un vanto perverso di evitare
ogni coinvolgimento affettivo. Nonostante tutto, era stato follemente
innamorato di Mileva Marie e legato ai suoi figli. Fu una delle poche
volte nella sua vita adulta in cui si ritrovo a piangere.
II giorno successivo ando a trovare sua madre, che lo consolo. A
lei Mileva non era mai piaciuta, ed era felice che se ne fosse andata.
Oh, se il tuo povero papa fosse vissuto abbastanza per vedere questo
momento! disse della separazione. Pauline si disse anche contenta
per Elsa, sebbene a volte si fossero scontrate. E anche i genitori di
Elsa sembravano abbastanza felici della decisione, pur ritenendo che
Einstein era stato troppo generoso dal punto di vista economico con
la Marie, il che significava che il reddito rimanente per lui ed Elsa
sarebbe stato forse un po' scarso.88
Nel complesso la prova lascio Einstein cosi esaurito che, nonostante
cio che aveva detto a Elsa soltanto una settimana prima, decise che
non era pronto a risposarsi. Cosi non sarebbe stato costretto a forzare
la mano sulla questione del divorzio legale, cui la Marie si opponeva
accanitamente. Elsa, ancora in vacanza, fu amaramente delusa dalle
notizie. Einstein cerco di rassicurarla. Per me non c'e altra creatura
femminile oltre a te le scrisse. Non e una mancanza di vero amore
che mi fa ritrarre spaventato ogni volta di fronte alia prospettiva del
matrimonio! E il timore della vita confortevole, del bell'arredamento,
dell'astio di cui mi carico, o anche di diventare una specie di borghese
appagato? Non lo so neppure io; ma vedrai che il mio attaccamento
a te resistera.
Insistette che lei non doveva vergognarsi o lasciarsi com patire
dalla gente perche frequentava un uomo che non l'avrebbe sposata.
Avrebbero fatto delle passeggiate insieme e ci sarebbero stati l'uno
per l'altra. Se lei avesse scelto di offrirgli di piu, gliene sarebbe stato
grato. Ma non sposandosi, si sarebbero messi al sicuro dal rischio
di cadere in un'esistenza da borghesi appagati e avrebbero impedito che il loro rapporto diventasse banale e si indebolisse. Per

186

Einstein

lui il matrimonio era una limitazione, uno stato cui istintivamente


resisteva. Sono contento che il nostro delicato rapporto non debba
sprofondare in un gretto stile di vita provinciale.89
Ai vecchi tempi, Mileva era stata l'anim a gemella che corrispondeva a simili sentimenti da bohemien. Ma Elsa non era quel genere
di persona. Una vita confortevole con un arredamento confortevole
la attraeva. E altrettanto la attraeva il matrimonio. Avrebbe accettato
la sua decisione di non sposarsi per qualche tem po, m a non per
sempre.
Nel frattempo Einstein fu trascinato in uno scontro a distanza con
Mileva sul denaro, sulla mobilia e sul modo in cui lei stava, secondo
Albert, avvelenando i loro figli contro di lui.90 E tutto intom o a loro
una reazione a catena stava sprofondando l'Europa nella guerra piu
inconcepibilmente sanguinosa della sua storia.
Non c'e da sorprendersi che Einstein reagisse a tutto questo tumulto
gettandosi nel lavoro scientifico.

IX
LA RELATIVITA g e n e r a l e
1911-1915

Luce e gravita
Dopo aver form ulato la teoria della relativita ristretta nel 1905,
Einstein si era reso conto che era incompleta almeno sotto due aspetti.
In prim o luogo, postulava che nessuna interazione fisica potesse
propagarsi a una velocita superiore a quella della luce; e cio era in
contrasto con la teoria della gravitazione di Newton, la quale concepiva la gravita come una forza che agisce istantaneamente tra corpi
distanti. In secondo luogo, valeva solo per moti con velocita costante.
Cosi per i successivi dieci anni Einstein si impegno in un complesso
sforzo per giungere a una nuova teoria di campo della gravita e per
generalizzare la teoria della relativita in modo che valesse per il moto
accelerato.1
II primo importante passo concettuale era venuto alia fine del 1907,
mentre stava scrivendo un articolo sulla relativita per un annuario
scientifico. Come si e detto in precedenza, un esperimento mentale
relativo a cio che aw ertirebbe un osservatore in caduta libera lo aveva
indotto ad abbracciare il principio che gli effetti locali di un'accelerazione e di un campo gravitazionale sono indistinguibili.2 Una persona
che si trovi in un ambiente chiuso e privo di finestre non potra dire se
i suoi piedi premono sul pavim ento perche l'am biente e nello spazio
estem o e viene accelerato verso l'alto oppure perche e in quiete in
un campo gravitazionale. Se estrae di tasca una monetina e la lascia
andare, questa cadra verso il pavim ento con un moto accelerato in
entrambi i casi. Per converso, una persona che si accorge di fluttuare
nell'am biente chiuso non sapra se e perche l'am biente e in caduta
libera oppure perche si libra in una regione dello spazio estem o
priva di gravita.3
Cio condusse Einstein alia formulazione di un principio di equivalenza che guidasse la sua ricerca di una teoria della gravita e il suo

188

Einstein

tentativo di generalizzare la relativita. Mi resi conto che avrei potuto


estendere o generalizzare il principio di relativita in modo che valesse
per sistemi accelerati oltre che per quelli in moto con velocita costante
spiego piu tardi. E nel farlo mi aspettavo che sarei stato in grado di
risolvere contemporaneamente il problema della gravitazione.
Proprio come sono equivalenti la massa inerziale e la massa gra
vitazionale, cosi c'e un'equivalenza, comprese Einstein, fra tutti gli
effetti inerziali, quali la resistenza all'accelerazione, e gli effetti gravitazionali, come il peso. La sua intuizione fu che entrambi sono manifestazioni della medesima struttura, che oggi viene a volte chiamata
campo inerzio-gravitazionale.4
Una conseguenza di questa equivalenza e che la gravita, come
aveva rilevato Einstein, dovrebbe deflettere un raggio di luce. Cio si
pud facilmente illustrare ricorrendo all'esperimento mentale dell'ambiente chiuso. Si immagini che tale ambiente - una cassa - venga
accelerato verso l'alto. Un raggio laser entra attraverso un forellino
praticato in una parete. Al momento in cui raggiunge la parete opposta e un po' piu vicino al pavimento, perche la cassa si e mossa rapidamente verso l'alto. Se fosse possibile tracciame la traiettoria attraverso
la cassa, questa risulterebbe curva a causa dell'accelerazione verso
l'alto. II principio di equivalenza afferma che questo effetto sarebbe
identico sia che la cassa stia accelerando verso l'alto sia che si trovi in
quiete in un campo gravitazionale. Percio, quando la luce si muove
attraverso un campo gravitazionale, la sua traiettoria dovrebbe apparire incurvata.
Per quasi quattro anni dopo aver postulato questo principio, Ein
stein ne fece ben poco. Si concentro invece sui quanti di luce. Ma
nel 1911 confesso a Michele Besso di essere stanco di preoccuparsi
dei quanti, e torno a occuparsi della possibility di form ulare una
teoria di campo della gravitazione che lo aiutasse a generalizzare la
relativita. Era un'impresa che gli avrebbe richiesto quasi altri cinque
anni, e avrebbe raggiunto il culmine in un'esplosione di genialita nel
novembre 1915.
In un articolo che invio agli Annalen der Physik nel giugno 1911,
L'effetto della gravitazione sulla propagazione della luce, riprese la sua
intuizione del 1907 e le diede espressione rigorosa. Alla domanda se
la gravita abbia un effetto sulla propagazione della luce ho gia cercato
di dare risposta in una memoria comparsa tre anni fa inizio. Ora
vedo ... che una delle conseguenze piu im portant! di quelle considerazioni e accessib le alia verifica sperimentale. Al termine di una
serie di calcoli, Einstein pervenne a una predizione relativa alia luce

La relativita generale

189

che passa attraverso il campo gravitazionale in prossimita del Sole:


Un raggio di luce che passasse nelle vicinanze del Sole subirebbe
dunque una deviazione di 0,83 secondi d'arco.5
Ancora una volta stava deducendo una teoria da principi e postulati
generali, per poi derivarne alcune predizioni che gli sperimentali
potevano procedere a verificare. Come in precedenza, concluse la
memoria sollecitando proprio una tale verifica. Poiche le stelle fisse
situate nella zona di cielo prossima al Sole diventano visibili durante
le eclissi totali di Sole, questa conseguenza della teoria e confrontabile
con 1'esperienza ... Sarebbe quanto mai auspicabile che del problema
si occupassero gli astronomi.6
Erwin Finlay Freundlich, un giovane astronomo deirosservatorio
deH'Universita di Berlino, lesse la memoria e si appassiono all'idea di
effettuare questa verifica. Ma non era possibile farla finche non ci fosse
stata un'eclissi, che avrebbe reso visibile la luce stellare in vicinanza
del Sole, e non erano previste eclissi idonee per altri tre anni.
Cosi Freundlich propose di fare il tentativo di misurare la deflessione della luce stellare causata dal campo gravitazionale di Giove.
Ma, ahime, Giove non era abbastanza grande per lo scopo. Se soltanto
avessimo un pianeta veramente m olto piu grande di Giove! scherzo
Einstein con Freundlich alia fine di quell'estate. Ma la natura non ha
ritenuto che tocchi a lei facilitarci la scoperta delle sue leggi.7
La teoria secondo la quale i raggi di luce potevano essere deflessi
condusse ad alcuni interessanti interrogativi. L'esperienza quotidiana
mostra che la luce si propaga in linea retta. I carpentieri oggi si servono
di livelle laser per tracciare linee rette e costruire case in piano. Se un
raggio di luce si incurva quando passa attraverso regioni in cui il campo
gravitazionale varia, come si puo determinare una linea retta?
Una soluzione potrebbe essere quella di paragonare il percorso
del raggio di luce attraverso un campo gravitazionale disomogeneo
a quello di una linea tracciata su una sfera o su una superficie curva.
In casi simili, la linea piu breve tra due punti e curva, e cioe una geodetica come un arco di cerchio massimo o un tratto di gran circolo sul
nostro globo. Forse la deflessione della luce significava che la strut
tura dello spazio attraverso il quale il raggio di luce si propagava era
incurvata dalla gravita. II percorso piu breve attraverso una regione
dello spazio che sia incurvata dalla gravita potrebbe avere un aspetto
del tutto diverso dalle linee rette della geometria euclidea.
C'era un altro indizio del fatto che poteva rendersi necessaria una
nuova forma di geometria. Esso apparve chiaro ad Einstein quando
considero il caso di un disco rotante. Mentre un disco gira, la sua

190

Einstein

circonferenza sarebbe contratta nella direzione del suo moto, se osservata dal sistema di riferimento di una persona che non ruoti insieme
a esso. Ma il diametro del disco non subirebbe alcuna contrazione.
Quindi il rapporto fra la circonferenza del disco e il suo diametro
non sarebbe piu dato da pi greco. La geometria euclidea non sarebbe
applicabile in questi casi.
II m oto rotatorio e una form a di accelerazione, perche in ogni
istante un punto sul bordo del disco subisce un cambiamento della
direzione, il che significa che la sua velocita (la quale dipende sia
dal valore numerico sia dalla direzione) sta subendo una variazione.
Poiche per descrivere questo tipo di accelerazione sarebbe necessaria
la geometria non euclidea, secondo il principio di equivalenza essa
sarebbe necessaria anche per la gravitazione.8
Purtroppo, come si era visto al Politecnico di Zurigo, la geometria
non euclidea non era il punto forte di Einstein. Ma per fortuna era il
punto forte di un suo vecchio amico e compagno di corso a Zurigo.
La matematica
Quando Einstein tom o a Zurigo da Praga nel luglio 1912, una delle
prime cose che fece fu di andare a trovare Marcel Grossmann, l'amico
che gli passava gli appunti quando si assentava dai corsi di matematica
al Politecnico di Zurigo. Einstein aveva ottenuto una votazione di 4,25
su 6 nei due corsi di geometria al Politecnico. Grossmann viceversa
aveva ottenuto un 6 pieno in entrambi i corsi, aveva fatto la sua tesi
sulla geometria non euclidea, aveva pubblicato sette articoli su quell'argomento, e adesso era il direttore del dipartimento di matematica.9
Grossmann, mi devi aiutare altrimenti impazzisco gli disse Ein
stein. E gli spiego che aveva bisogno di un sistema m atematico che
esprimesse - e magari lo aiutasse anche a scoprire - le leggi che governano il campo gravitazionale. Si illumino all'istante di entusiasmo
racconto poi Einstein della reazione di Grossmann.10
Fino ad allora, il successo scientifico di Einstein si era basato sull'eccezionale capacita di individuare al fiuto i principi fisici fondamentali
di natura. Aveva lasciato ad altri il compito, che gli sembrava meno
elevato, di trovare le espressioni matematiche migliori di tali prin
cipi, come aveva fatto il collega di Zurigo Minkowski nel caso della
relativita ristretta.
Ma in tom o al 1912 Einstein si era convinto che la m atem atica
poteva essere uno strumento per scoprire - e non soltanto per descri
vere - le leggi di natura. La matematica era il copione della natura.

La relativita generale

191

L'idea centrale della relativita generale e che la gravita derivi dalla


curvatura dello spaziotem po afferm a il fisico Jam es Hartle. La
gravita e geom etria.n
A1 momento sto lavorando esclusivam ente sul problema della
gravitazione e credo che, con l'aiuto di un amico matematico di qui,
superero tutte le difficolta scrisse Einstein al fisico Arnold Sommerfeld. Ho maturato un enorme rispetto per la matematica, la parte
piu sottile della quale avevo finora considerato, nella mia ignoranza,
un puro lusso!12
Grossmann se ne ando a casa a riflettere sulla questione. Dopo aver
consultato il materiale bibliografico disponibile, torno da Einstein e
gli raccomando la geometria non euclidea che era stata inventata da
Bernhard Riem ann.13
Riemann (1826-1866) era stato un bam bino prodigio che aveva
inventato un calendario perpetuo all'eta di quattordici anni per
fare un regalo ai genitori, e aveva poi studiato nel grande centro
di ricerca matematica di Gottinga, in Germania, con Carl Friedrich
Gauss, pioniere della geometria delle superfici curve. Era stato questo
l'argom ento che Gauss aveva assegnato a Riemann per una tesi, e il
risultato avrebbe cambiato il volto non soltanto della geometria ma
anche della fisica.
La geometria euclidea descrive le superfici piane. Ma non vale
sulle superfici curve. Per esempio, la somma degli angoli interni di
un triangolo su una pagina piatta e pari a 180. Ma guardiamo un
mappamondo e im m aginiam o un triangolo formato dall'equatore
come base, dall'arco di meridiano che unisce l'equatore al Polo Nord
passando per Londra (longitudine 0) come secondo lato, e dall'arco
di meridiano che unisce l'equatore al Polo Nord passando per New
Orleans (longitudine 90) come terzo lato. Se lo si osserva sul map
pamondo, si vede che tutti e tre gli angoli di questo triangolo sono
angoli retti, il che e naturalmente impossibile nel mondo piatto di
Euclide.
Gauss e altri avevano elaborato differenti tipi di geometria che
erano in grado di descrivere la superficie delle sfere e altre superfici
curve. Riemann si spinse ancora piu in la, escogitando un modo per
descrivere una superficie in qualunque maniera cam biasse la sua
geometria, anche se variava da sferica a piana a iperbolica passando
da un punto a quello contiguo. Ando anche oltre la considerazione
della curvatura di superfici semplicemente bidimensionali e, estendendo i risultati di Gauss, esploro i vari modi in cui la matematica

1
*j
j
j;
;j
!j
jj

192

Einstein

poteva descrivere la curvatura dello spazio tridimensionale e perfino


di quello quadridimensionale.
E questo un concetto impegnativo. Possiamo immaginare una linea
curva o una superficie curva, ma e difficile farci un'idea dell'aspetto
che avrebbe uno spazio tridimensionale curvo, per non parlare di uno
quadridimensionale curvo. Ma per i matematici estendere il concetto
di curvatura in un numero diverso di dimensioni e semplice, o per lo
meno fattibile. Cio comporta l'uso del concetto di metrica, che specifica
come calcolare la distanza tra due punti nello spazio.
Su una superficie piana dove siano date soltanto le normali coor
dinate x e y , qualunque studente che conosca l'algebra della scuola
media superiore, con l'aiuto del vecchio Pitagora, pud calcolare la
distanza tra i punti. Ma im m aginiam o una carta geografica piana
(del mondo, per esempio) che rappresenta posizioni su quello che
in realta e un globo curvo. Le regioni appaiono dilatate e deformate
in prossimita dei poli, e la misura diventa piu complessa. Calcolare
la distanza effettiva tra due punti sulla carta situati in Groenlandia e
diverso dall'analogo calcolo per punti vicini all'equatore. Riemann
escogito dei modi per determinare matematicamente la distanza tra
i punti dello spazio a prescindere da quanto questo fosse arbitrariamente incurvato o contorto.14
Per ottenere questo risultato si servi di un'entita chiamata tensore.
N ella geom etria euclidea, un vettore e una grandezza che (come
una velocita o una forza) ha un'intensita e una direzione e quindi
richiede per la sua descrizione piu di un unico numero semplice. Nella
geometria non euclidea, dove lo spazio e curvo, occorre qualcosa di
piu generale - una specie di vettore potenziato dagli steroidi - che
incorpori, in modo matematicamente ordinato, piu componenti. Un
ente di questo tipo e chiamato tensore.
Un tensore metrico e uno strumento matematico che ci dice come calco
lare la distanza tra i punti in un dato spazio. Per le carte bidimensionali,
un tensore metrico ha tre componenti. Per lo spazio tridimensionale
ha sei componenti indipendenti. E quando si ha a che fare con quella
maestosa entita quadridimensionale che e nota come spaziotempo, il
tensore metrico richiede dieci componenti indipendenti.15
Riemann contribui a elaborare questo concetto di tensore metrico,
che era denotato con il simbolo
(si legge gi-mu-nu). Esso aveva
sedici componenti, delle quali dieci indipendenti l'una dall'altra, che
potevano essere usate per definire e descrivere una distanza in uno
spaziotempo quadridimensionale curvo.16
L'aspetto utile del tensore di Riemann, come pure di altri tensori che

La relativita generale

193

Einstein e Grossmann trassero dalle ricerche dei matematici italiani Gre


gorio Ricci-Curbastro e Tullio Levi-Civita, e che essi sono generalmente
covarianti. Questa era una proprieta importante per Einstein nel suo
tentativo di generalizzare la teoria della relativita. Significava che le relazioni tra le loro component! rimanevano immutate anche quando c'erano
variazioni o rotazioni arbitrarie nel sistema di coordinate spaziotemporali.
In altre parole, l'informazione codificata in questi tensori poteva subire
una varieta di trasformazioni associate a un cambiamento del sistema
di riferimento, ma le leggi fondamentali che govemavano la relazione
reciproca tra le componenti rimanevano le stesse.17
Lo scopo di Einstein nella costruzione della teoria della relativita
generale era di trovare le equazioni matematiche che descrivono due
processi complementari:
- quello in cui un campo gravitazionale agisce sulla materia, dicendole come muoversi;
- quello in cui la m ateria, a sua volta, genera i campi gravitazionali
nello spaziotempo, dicendogli come incurvarsi.
La sua sorprendente intuizione fu che la gravita poteva essere
definita come la curvatura dello spaziotempo, e quindi poteva essere
rappresentata da un tensore metrico. Per oltre tre anni avrebbe spasm odicam ente ricercato le equazioni appropriate per compiere la
sua m issione.18
Anni dopo, quando suo figlio minore Eduard gli chiese perche fosse
cosi famoso, Einstein rispose servendosi di una semplice immagine
per descrivere la grande intuizione che la gravita e la curvatura della
struttura dello spaziotempo. Quando un coleottero cieco striscia sulla
superficie di un ramo curvo, non si accorge che il percorso che ha
coperto in realta e curvo disse. Io ho avuto la fortuna di accorgermi
di quello di cui il coleottero non si accorge.19
II taccuino di Zurigo, 1912
Fin dall'estate del 1912 Einstein si impegno nei tentativi di formulare le equazioni del campo gravitazionale utilizzando i tensori
secondo i criteri elaborati da Riemann, Ricci e altri. La prima fase di
questa grande fatica e documentata in un taccuino per appunti. Nel
corso degli anni, questo rivelatore taccuino di Zurigo e stato sviscerato e analizzato da un gruppo di studiosi tra i quali Jurgen Renn,
John D. Norton, Tilman Sauer, Michel Janssen e John Stachel.20
Einstein seguiva una duplice impostazione. Da una parte, si impegnava in quella che e stata chiam ata una strategia fisica, in cui

194

Einstein

cercava di costruire le equazioni corrette muovendo da un insieme


di condizioni dettate dal suo intuito fisico. Al tempo stesso, seguiva
una strategia matematica, in cui tentava di dedurre le equazioni
corrette da requisiti m atematici piu formali, servendosi dell'analisi
tensoriale raccomandata da Grossmann e da altri.
La strategia fisica di Einstein prendeva le mosse dalla missione
che si era data di generalizzare il principio di relativita in modo che
valesse per osservatori in moto accelerato o com unque arbitrario.
Qualunque equazione del campo gravitazionale escogitasse avrebbe
dovuto soddisfare i seguenti requisiti fisici:
- Avrebbe dovuto ridursi alia teoria newtoniana nel caso particolare
di cam pi gravitazionali deboli e statici. In altre parole, in certe
condizioni normali, la teoria avrebbe descritto le familiari leggi di
Newton della gravitazione e del moto.
- Avrebbe dovuto salvaguardare le leggi della fisica classica, in primo
luogo la conservazione dell'energia e della quantita di moto.
- Avrebbe dovuto soddisfare il principio di equivalenza, il quale
afferma che le osservazioni compiute da un osservatore che accelera uniformemente sarebbero equivalent! a quelle compiute da un
osservatore in quiete in un campo gravitazionale confrontabile.
La strategia matematica di Einstein, d'altro canto, faceva pem o
sull'uso della conoscenza matematica generica in merito al tensore
metrico per trovare un'equazione del campo gravitazionale che fosse
generalmente (o almeno ampiamente) covariante.
II procedimento operava nei due sensi: Einstein esaminava equazioni
che erano desunte dai suoi requisiti fisici per verificam e le proprieta
di covarianza, e del pari esaminava equazioni che derivavano da
eleganti formulazioni m atem atiche per verificare se soddisfacevano
i requisiti fisici da lui imposti. Pagina dopo pagina del taccuino,
affrontava il problema da entrambi i lati, qui scrivendo espressioni
suggerite dalle condizioni fisiche del limite newtoniano e della con
servazione dell'energia-quantita di moto, la scrivendo espressioni
suggerite in m odo naturale dalle grandezze generalm ente covarianti fornite dalla m atem atica di Ricci e Levi-Civita scrive John
N orton.21
Ma si verificava qualcosa di scoraggiante. I due gruppi di requisiti
non erano compatibili. O almeno Einstein pensava che non lo fossero.
Non riusciva a fare in modo che i risultati prodotti da una delle due
strategie soddisfacessero i requisiti dell'altra.
Mediante la strategia matematica dedusse alcune equazioni assai
eleganti. Su suggerim ento di Grossmann, aveva com inciato a uti-

La relativita generale

195

lizzare un tensore proposto da Riemann e poi uno piu appropriato


proposto da Ricci. Da ultimo, verso la fine del 1912, aveva escogitato
un'equazione di campo che si avvaleva di un tensore che era, come
risulto poi, abbastanza vicino a quello che avrebbe usato alia fine nella
sua trionfante formulazione del tardo novembre 1915. In altri termini,
nel taccuino di Zurigo era pervenuto a qualcosa che era molto vicino
alia soluzione giusta.22
Ma poi lo rigetto, e sarebbe rimasto nel mucchio dei suoi scarti
per piu di due anni. Perche? Tra le altre considerazioni, riteneva
(abbastanza erroneamente) che questa soluzione non si riducesse,
in un campo debole e statico, alle leggi di Newton. Quando tento di
utilizzarla in un modo differente, non soddisfaceva il requisito della
conservazione dell'energia e della quantita di moto. E se introduceva
una condizione sulle coordinate che consentiva che l'equazione soddisfacesse uno di questi requisiti, essa risultava incompatibile con le
condizioni necessarie per soddisfare l'altro requisito.23
Di conseguenza Einstein perse fiducia nella strategia matematica.
Era una decisione di cui piu tardi si sarebbe pentito. In effetti, essendo
infine tornato alia strategia matematica e avendo questa consentito
un successo spettacolare, avrebbe da allora in poi proclamato le virtu
- sia scientifiche sia filosofiche - del formalismo matematico.24
L'Entwurf e il secchio di Newton, 1913
Nel maggio 1913, avendo scartato le equazioni derivate dalla stra
tegia matem atica, Einstein e Grossm ann proposero una sommaria
teoria altem ativa basata prevalentem ente sulla strategia fisica. Le
equazioni erano costruite in modo da conformarsi ai requisiti della
conservazione dell'energia-quantita di moto e della compatibility con
le leggi di Newton in un campo statico debole.
Sebbene queste equazioni non sembravano realizzare l'obiettivo di
essere adeguatamente covarianti, Einstein e Grossmann pensavano
che fossero quanto di meglio potevano fare per il momento. II titolo
che diedero alia loro memoria rifletteva la loro esitazione: Abbozzo di
una teoria generalizzata della relativita e di una teoria della gravitazione.
Cosi la memoria divenne nota come YEntwurf, che era la parola tede
sca che avevano usato per abbozzo.25
Per qualche m ese dopo la pubblicazione delYEntw urf, Einstein
si senti soddisfatto ed esaurito. Ho finalmente risolto il problema
qualche settim ana fa scrisse a Elsa. Si tratta di un'ardita estensione della teoria della relativita, unita a una teoria della gravita-

196

Einstein

zione. Ora devo concedermi un po' di riposo, altrimenti finiro fuori


combattimento. 26
Ma presto comincio a mettere in discussione cio che aveva fatto. E
piu rifletteva sulYEntwurf, piu si rendeva conto che le sue equazioni
non realizzavano l'obiettivo di essere generalm ente o anche solo
ampiamente covarianti. In altre parole, il modo in cui le equazioni si
applicavano a osservatori in moto accelerato arbitrario poteva non
essere sempre lo stesso.
La sua fiducia nella teoria non migliord quando si m ise a studiare con il vecchio amico Michele Besso, che era venuto a trovarlo
nel giugno 1913, le implicazioni della teoria delYEntwurf. Insieme
produssero, piu o meno meta per ciascuno, oltre cinquanta pagine
di appunti sulle loro riflessioni, che analizzavano come YEntwurf si
accordasse con alcuni fatti singolari che si conoscevano circa l'orbita
di Mercurio.27
Fin dagli anni successivi al 1840 gli scienziati avevano dovuto fare
i conti con una piccola ma inesplicata anomalia dell'orbita di Mercu
rio. II perielio e il punto dell'orbita ellittica di un pianeta in cui esso
e piu vicino al Sole, e nel corso degli anni questo punto dell'orbita
di M ercurio si era spostato di una piccolissima quantita - circa 43
secondi d'arco per secolo - in piu di quanto fosse previsto dalle leggi
di Newton. In un primo tempo si era supposto che un pianeta non
ancora scoperto esercitasse una forza attrattiva su Mercurio, con un
ragionamento analogo a quello che aveva portato in precedenza alia
scoperta di Nettuno. II francese che scopri l'anom alia di Mercurio
calcolo perfino dove doveva trovarsi tale pianeta sconosciuto, e lo
chiamo Vulcano. Ma il pianeta non c'era.
Einstein sperava che la sua nuova teoria della relativita, quando
le equazioni del campo gravitazionale fossero state applicate al Sole,
avrebbe spiegato il moto orbitale di Mercurio. Purtroppo, dopo moltissimi calcoli, errori e correzioni, ottenne con Besso, per l'entita della
deviazione del perielio di Mercurio, un valore di 18 secondi d'arco
per secolo, che non era neppure la meta del valore corretto. Questo
risultato insoddisfacente convinse Einstein a non pubblicare i calcoli
relativi a Mercurio. Ma non lo convinse a scartare la teoria delYEnt
wurf, almeno non ancora.
Einstein e Besso si chiesero anche se la rotazione potesse essere
considerata una form a di m oto relativo secondo le equazioni della
teoria delY Entw urf. In altre parole, im m aginiam o che un osserva
tore stia ruotando e quindi avvertendo l'inerzia. E possibile che
questo sia un altro caso di m oto relativo e sia indistinguibile dal

La relativita generale

197

caso in cui l'osservatore e in quiete e il resto dell'universo ruota


intorno a lui?
II piu famoso esperimento mentale lungo queste linee era quello
descritto da Newton nella parte introduttiva dei Principia. Immagi
niamo un secchio appeso a una fune, e supponiamo che cominci a
ruotare. All'inizio l'acqua contenuta nel secchio rimane sostanzialmente ferma e la sua superficie rimane piatta. Ma ben presto l'attri to
con la parete del secchio fa in modo che l'acqua cominci a ruotare con
esso, e la sua superficie assume una forma concava. Perche? Perche
l'inerzia fa si che l'acqua in rotazione prema verso l'estem o e quindi
saiga lungo la parete del secchio.
Si, ma se noi supponiamo che tutti i moti siano relativi, ci chiediamo: rispetto a che cosa l'acqua sta ruotando? Non rispetto al sec
chio, perche l'acqua assume la forma concava quando ruota insieme al
secchio, e anche quando il secchio si ferma ed essa continua a ruotare
all'intem o per un po' di tempo. Forse l'acqua ruota rispetto a corpi
circostanti quali la Terra, che esercitano la forza gravitazionale.
Ma immaginiamo il secchio che ruota nello spazio profondo dove
non c'e gravita ne vi sono punti di riferimento. Oppure immaginiamolo
in rotazione, isolato in un universo per il resto vuoto. Ci sarebbe
ancora l'inerzia? Newton pensava di si, per la ragione che il secchio
ruotava rispetto alio spazio assoluto.
Quando entro in scena, alia meta del XIX secolo, l'eroe della gioventu di Einstein, Ernst Mach, demoli questo concetto di spazio asso
luto e sostenne che l'inerzia esisteva perche l'acqua ruotava rispetto
al resto della materia dell'universo. In effetti, disse, si osserverebbero
i medesimi effetti se il secchio fosse in quiete e il resto dell'universo
gli ruotasse intom o.28
La teoria della relativita generale, sperava Einstein, avrebbe avuto
come una delle sue pietre di paragone quello che egli stesso chia
mava principio di Mach. Con sua grande gioia, quando analizzo
le equazioni della teoria dell'Entw urf, concluse che esse sembravano
veramente predire che gli effetti sarebbero stati gli stessi sia che un
secchio ruotasse sia che fosse immobile mentre il resto dell'universo
gli girava intom o.
O, almeno, cosi pensava Einstein. Insieme a Besso fece una serie
di calcoli assai ingegnosi volti a verificare se effettivamente le cose
stavano in questo modo. Nel loro taccuino Einstein annoto una piccola
esclamazione di gioia per quella che sembrava la conclusione positiva
di questi calcoli: E giusta!.
Sfortunatam ente avevano com m esso alcuni errori. Einstein li

198

Einstein

avrebbe scoperti due anni piu tardi, rendendosi conto che purtroppo
la teoria delYEntw urf n on soddisfaceva il principio di Mach. Con ogni
probability, Besso lo aveva gia a w ertito che poteva essere cosi. In un
appunto che a quanto pare aveva scritto nell'agosto 1913, Besso suggeriva che una metrica di rotazione in effetti non era una soluzione
permessa dalle equazioni del campo contenute nell'Entwurf.
Ma Einstein, in varie lettere scritte a Besso e anche a Mach e ad altri,
respingeva questi dubbi, almeno per il momento.29 Se gli esperimenti
avvaloreranno la teoria, le sue brillanti ricerche sui fondamenti della
m eccanica riceveranno una splendida conferma scrisse Einstein a
Mach qualche giorno dopo la pubblicazione delYEntwurf. Infatti esso
dimostra che l'inerzia ha origine in qualche specie di interazione tra i
corpi, in perfetto accordo con la sua argomentazione sull'esperimento
del secchio di Newton. 30
Cio che m aggiorm ente preoccupava Einstein n ell'E n tw u rf era,
comprensibilmente, che le relative equazioni matematiche non risultavano generalmente covarianti, cosi venendo meno al suo obiettivo
di assicurare che le leggi di natura fossero, per un osservatore in moto
accelerato o arbitrario, le stesse che per un osservatore in moto con
velocita costante. Purtroppo, l'intera questione e ancora talmente
complicata che la mia fiducia nella teoria e tuttora piuttosto esitante
scrisse in risposta a una calorosa lettera di congratulazioni di Lorentz.
Le equazioni gravitazionali stesse sfortunatamente non hanno la
proprieta della covarianza generale.31
Presto riusci com unque a convincersi che cio fosse inevitabile.
In parte giunse a questa conclusione m ediante un esperim ento
m entale, che divenne noto com e argom ento del bu co,32 e che
sem brava suggerire che il santo G raal, l'ob iettiv o di rendere le
equazioni del cam po gravitazionale generalm ente covarianti, fosse
im p o ssibile da raggiun gere, o quanto m eno privo di interesse
dal punto di vista fisico. I1 fatto che le equazioni gravitazionali
non siano generalm ente covarianti, che per qualche tem po mi ha
decisam ente disturbato, e inevitabile scrisse a un am ico. Si puo
dim ostrare senza difficolta che una teoria con equazioni general
m ente covarianti non puo esistere se si pone la condizione che
il cam po sia com pletam ente determ inato in term ini m atem atici
dalla m ateria.33
Pochissimi fisici accettarono la nuova teoria di Einstein, e molti
si fecero avanti a contestarla.34 Lui si mostrava compiaciuto di constatare che l'argomento della relativita fosse almeno ripreso con la
dovuta animazione, come disse all'am ico Zangger. Mi divertono

La relativita generale

199

le controversie. Sono nello stato d'anim o di Figaro: "Se vuoi ballare,


Signor Contino, il chitarrino le suonero".35
Intanto continuava a cercare di salvare l'impostazione delYEntwurf.
Riusci a trovare modi, o almeno cosi credeva, di ottenere covarianza
sufficiente a soddisfare la maggior parte degli aspetti del suo princi
pio relativo all'equivalenza di gravita e accelerazione. Sono riuscito
a dimostrare che le equazioni gravitazionali valgono per sistemi di
riferimento in moto arbitrario, e quindi che l'ipotesi dell'equivalenza
dell'accelerazione e del campo gravitazionale e assolutamente corretta scrisse a Zangger all'inizio del 1914. La natura ci mostra solo
la coda del leone. Ma non ho dubbi sul fatto che dietro vi sia il leone,
anche se non puo mostrarsi tutto a un tratto. Lo vediamo soltanto nel
modo in cui lo vedrebbe un pidocchio che gli stesse addosso.36
Freundlich e l'eclissi del 1914
C'era un modo per fugare i dubbi, sapeva bene Einstein. Spesso
aveva concluso i suoi articoli suggerendo futuri esperim enti che
avrebbero potuto confermare cio che aveva appena proposto. Nel
caso della relativita generale, gia nel 1911 aveva specificato con una
certa precisione di quanto, secondo lui, la luce proveniente da una
stella sarebbe stata deviata dalla gravita del Sole.
Sperava che questa deviazione si potesse misurare fotografando le
stelle visibili in prossimita del Sole e stabilendo se vi fosse un picco
lissimo spostamento apparente rispetto alia loro posizione quando la
loro luce non passava vicino al Sole. Ma questo esperimento si poteva
fare durante un'eclissi, quando la luce delle stelle era visibile.
Cosi non c'e da stupirsi se, con tutti gli attacchi rumorosi che la
sua teoria suscitava tra i colleghi e i dubbi segreti che sollevava nella
sua stessa m ente, Einstein sviluppo un acuto interesse per cio che
avrebbe potuto essere scoperto durante la successiva eclissi totale di
Sole favorevole alle osservazioni, che era prevista per il 21 agosto 1914.
Si rendeva quindi necessaria una spedizione in Crimea, la regione
della Russia da dove sarebbe stata visibile l'eclissi.
Einstein era cosi ansioso che la sua teoria venisse verificata durante
l'eclissi che, quando parve che potessero non esserci fondi per finanziare la spedizione, si offri di pagare egli stesso parte dei costi. Erwin
Freundlich, il giovane astronomo berlinese che aveva letto le predi
zioni sulla deflessione della luce nell'articolo di Einstein del 1911 e
da allora era impaziente di dimostrare che erano corrette, era pronto
ad assum ere il com ando della spedizione. Sono m olto contento

200

Einstein

che abbiate preso cosi a cuore la questione della deflessione della


luce gli scrisse Einstein all'inizio del 1912. Nell'agosto del 1913 stava
ancora tempestando l'astronom o di incoraggiamenti. Non c'e piu
nulla che possano fare i teorici scriveva. In questa faccenda siete
soltanto voi astronomi a poter rendere, l'anno prossimo, un servizio
semplicemente inestimabile alia fisica teorica.37
Freundlich si sposo nell'agosto 1913 e decise di passare la sua luna
di miele sulle montagne intorno a Zurigo, nella speranza di poter
incontrare Einstein. Funziond. Q uando in una lettera descrisse il
programma della sua luna di miele, Einstein lo invito a fargli visita.
E meraviglioso perche si concilia bene con i nostri progetti scrisse
Freundlich alia fidanzata, la cui reazione alia prospettiva di passare
parte della luna di miele con un fisico teorico che non aveva mai
conosciuto non e passata alia storia.
Quando gli sposini arrivarono alia stazione ferroviaria di Zurigo,
ad accoglierli c'era un Einstein con i capelli in disordine sotto un
grande cappello di paglia, come ha raccontato la moglie di Freund
lich, e con il paffuto chimico Fritz Haber al suo fianco. Einstein condusse il gruppo in una cittadina dei dintorni dove doveva tenere
una conferenza, dopodiche li porto a pranzo. Com 'era prevedibile
aveva dimenticato di portare con se del denaro, e un assistente che
li aveva accompagnati gli allungo una banconota da cento franchi
sotto il tavolo. Per gran parte della giom ata, anche quando il gruppo
fece un'escursione in campagna, Freundlich discusse di gravita e di
deflessione della luce con Einstein, lasciando la giovane sposa ad
ammirare il panorama da sola.38
Quel giorno, durante la sua conferenza, che era sulla relativita
generale, Einstein addito Freundlich al pubblico e lo defini l'uomo
che l'anno prossim o verifichera la teoria. II problem a, pero, era
quello di raccogliere i fondi. All'epoca Planck e altri stavano cercando
di attirare Einstein da Zurigo a Berlino perche divenisse membro
dell'Accadem ia prussiana, e Einstein approfitto del corteggiamento
per scrivere a Planck sollecitandolo a procurare a Freundlich il denaro
necessario per organizzare la spedizione.
In effetti, il giorno stesso in cui accetto form alm ente il posto a
Berlino e l'elezione all'A ccadem ia - il 7 dicembre 1913 - Einstein
scrisse a Freundlich con l'offerta di pagare di tasca propria. Se 1'Accademia si mostrera riluttante, ci faremo dare quei quattro soldi dai
privati diceva Einstein. E se proprio tutto andasse male, paghero
io stesso con i miei modesti risparmi, almeno i primi 2000 marchi.
L'essenziale, insisteva Einstein, era che Freundlich procedesse con

La relativita generale

201

i preparativi. Vada avanti, ordini le lastre fotografiche, e non lasci


passare il tempo a causa del problema del denaro.39
Alla fine le donazioni private, soprattutto da parte della Fondazione Krupp, furono sufficienti a rendere possibile la spedizione.
Puo ben im m aginare quanto io sia felice che le difficolta esterne
della sua impresa ora siano piu o meno superate scrisse Einstein a
Freundlich. E aggiunse una nota di ottimismo in merito a quanto si
sarebbe scoperto: Ho esaminato la teoria da ogni lato, e ho molta
fiducia in essa.40
Freundlich e due suoi colleghi partirono da Berlino il 19 luglio
per la Crim ea, dove furono raggiunti da un gruppo proveniente
dairosservatorio di Cordoba in Argentina. Se tutto fosse andato bene,
avrebbero avuto due minuti per scattare le fotografie utili a verificare
se la luce stellare era deflessa dalla gravita del Sole.
Ma non ando tutto bene. A venti giorni dall'eclissi l'Europa precipito nella prim a guerra m ondiale e la Germ ania dichiaro guerra
alia Russia. Freundlich e i suoi colleghi tedeschi furono catturati
d all'esercito russo, e il loro equipaggiam ento fu confiscato. C om 'e
facile im m aginare, non riuscirono a convincere i m ilitari russi che,
con tutte le loro potenti m acchine fotografiche e i loro dispositivi
di localizzazione, erano dei sem plici astronom i che volevano osservare le stelle per m eglio com prendere i segreti dell'universo.
Ma anche se fosse stato loro consentito di muoversi liberamente,
con ogni probability le osservazioni non sarebbero riuscite. II cielo era
nuvoloso durante i minuti dell'eclissi, e un gruppo americano presente
nella regione non riusci a scattare alcuna fotografia utilizzabile.41
Eppure il fallim ento della missione sull'eclissi ebbe un risvolto
positive. Le equazioni delY E ntw urf d i Einstein erano sbagliate. La
misura della deflessione della luce da parte della gravita, secondo la
teoria di Einstein di quel periodo, era la stessa predetta dalla teoria
dell'emissione della luce di Newton. Mentre, come Einstein avrebbe
scoperto un anno dopo, la misura corretta era doppia di quella di
Newton. Se Freundlich avesse avuto successo nel 1914, Einstein
sarebbe forse stato colto pubblicamente in errore.
I1 mio amico astronomo Freundlich, invece di fare l'esperienza
di un'eclissi solare in Russia, ora fara l'esperienza della prigionia la
scrisse Einstein all'amico Ehrenfest. Sono preoccupato per lui.42 Non
c'era di che preoccuparsi. II giovane astronomo fu liberato nel giro di
qualche settimana grazie a uno scambio di prigionieri.
Einstein, pero, aveva altre ragioni per essere preoccupato nell'agosto 1914. II suo m atrim onio era appena andato in frantumi. La sua

202

Einstein

teoria capolavoro era tutt'altro che definita. E ora il nazionalismo e il


m ilitarismo del suo paese natale, tratti che aveva aborrito fin dall'infanzia, avevano precipitato la Germ ania in una guerra che avrebbe
fatto di lui uno straniero in terra straniera. E, com e si sarebbe visto
poi, in Germ ania era una posizione in cui era pericoloso trovarsi.
La prima guerra mondiale
La reazione a catena che spinse l'Europa in guerra nell'agosto
1914 infiammo l'orgoglio patriottico dei prussiani, e, in una reazione
uguale e opposta, il pacifismo viscerale di Einstein, un uomo cosi mite
e riluttante al conflitto da non amare neppure il gioco degli scacchi.
L'Europa nella sua follia ora si e impelagata in qualcosa di incredibilmente irrazionale scrisse a Ehrenfest quel mese. In tempi come
questi si vede a quale deplorevole razza di bruti apparteniamo.43
Fin da quando da scolaro era fuggito dalla Germania e aveva subito
l'influenza del limpido internazionalismo di Jost Winteler ad Aarau,
Einstein aveva nutrito sentimenti che lo disponevano al pacifismo, al
federalism ^ mondiale e al socialismo. Ma in generale aveva evitato
l'attivism o pubblico.
La prima guerra mondiale modified questo atteggiamento. Einstein
non avrebbe mai abbandonato la fisica, ma da quel momento in poi,
per la m aggior parte della vita, avrebbe preso posizione pubblica
senza imbarazzo a sostegno delle sue idee politiche e sociali.
L'irrazionalita della guerra convinse Einstein che in realta gli scien
ziati avessero uno speciale dovere di impegnarsi negli affari pubblici.
Noi scienziati in particolare dobbiam o incoraggiare l'internazionalismo disse. Purtroppo abbiamo dovuto subire gravi delusioni
anche tra gli scienziati a questo riguardo.44 Era particolarm ente
inorridito dalla mentalita bellicista e inquadrata dei tre colleghi a lui
piu vicini, coloro che lo avevano indotto ad andare a Berlino: Fritz
Haber, Walther N em st e Max Planck.45
Haber era un chimico, piccolo, calvo e azzimato, che era di famiglia
ebraica ma aveva tentato con ogni mezzo di assimilarsi convertendosi, facendosi battezzare e adottando l'abbigliamento, il contegno
e perfino gli occhiali a pince-nez di un vero prussiano. Direttore
dell'istituto di chimica dove Einstein aveva il suo studio, aveva fatto
da mediatore nella guerra tra questi e la Marie, proprio mentre in
Europa stava scoppiando la guerra piu vasta. Aveva sperato di essere
nominato ufficiale dell'esercito, ma, essendo un accademico di origine
ebraica, aveva dovuto accontentarsi del grado di sergente.46

La relativita generale

203

Haber riorganizzo il suo istituto per lo sviluppo delle armi chimiche


per la Germania. Aveva gia trovato il modo di sintetizzare rammoniaca
a partire dall'azoto, il che permetteva ai tedeschi la produzione su vasta
scala di esplosivi. Rivolse poi la sua attenzione alia produzione di un
letale gas a base di cloro, che, piu pesante dell'aria, sarebbe calato nelle
trincee e avrebbe asfissiato i soldati bruciando loro la gola e i polmoni. La
modema guerra chimica fu inaugurata nell'aprile del 1915, allorche circa
cinquemila soldati francesi e belgi andarono incontro a quel destino di
morte a Ypres, mentre Haber sovrintendeva personalmente all'attacco.
(Per un'ironia che forse non sarebbe stata apprezzata dall'inventore della
dinamite, che aveva finanziato il premio, Haber nel 1918 vinse il Nobel
per la chimica per il processo di sintesi dell'ammoniaca.)
II suo collega e a volte rivale accademico Nernst, occhialuto cinquantenne, comincio esercitandosi nella marcia e nel saluto davanti
a casa, e facendo controllare il proprio stile dalla moglie. Poi prese la
sua automobile privata e si presento sul fronte occidentale nella veste
di autista volontario. Tomato a Berlino, condusse esperimenti con il
gas lacrimogeno e altri irritanti che potevano essere utilizzati come
mezzo piu umano per snidare il nem ico dalle trincee, ma i generali
decisero che preferivano il metodo letale seguito da Haber, e Nernst
prese parte a quelToperazione.
Anche il venerato Planck sosteneva quella che chiamava la giusta
guerra della Germania. Come disse ai suoi studenti che partivano
per il fronte, la Germania ha sguainato la sua spada contro il terreno
di coltura dell'insidiosa perfidia.47
Einstein riusci a evitare che la guerra scavasse un solco personale
tra lui e i suoi tre colleghi, e durante la primavera del 1915 diede
lezioni di matematica al figlio di Haber.48 Ma quando essi firmarono
una petizione in difesa del m ilitarismo tedesco, si senti costretto a
rompere politicamente con loro.
La petizione, pubblicata nell'ottobre 1914, era intitolata Appello
al mondo colto e divenne nota come Manifesto dei 93, dal numero
degli intellettuali che la sottoscrissero. Con scarso riguardo per la
verita, essa negava che l'esercito tedesco avesse commesso qualsiasi
aggressione contro i civili in Belgio e continuava proclamando che la
guerra era necessaria. Se non fosse stato per il militarismo tedesco,
la cultura tedesca sarebbe stata spazzata via dalla faccia della terra
asseriva. Noi condurremo questa lotta fino alia fine come nazione
colta, come nazione che considera l'eredita di Goethe, Beethoven e
Kant non meno sacra del focolare e della casa.49
Non era una sorpresa che tra gli scienziati firm atari vi fosse il

204

Einstein

conservatore Philipp Lenard, famoso per le ricerche sull'effetto fotoe


lettrico, che piu tardi sarebbe diventato un rabbioso antisemita pieno
di odio per Einstein. La cosa dolorosa era che avessero firmato anche
Haber, Nernst e Planck. Sia come cittadini che come scienziati essi
avevano un istinto naturale che li spingeva a condividere i sentimenti
degli altri. Einstein invece mostrava spesso un'inclinazione naturale
a non condividere, inclinazione che a volte lo avvantaggiava sia come
scienziato sia come cittadino.
Un simpatico avventuriero e medico a tempo perso di nome Georg
Friedrich Nicolai, che era nato da famiglia ebraica (il suo nome originario era Lewinstein) ed era amico sia di Elsa sia di sua figlia Use, collaboro con Einstein a scrivere una risposta pacifista. II loro Appello
agli europei invocava una cultura che trascendesse il nazionalismo e
attaccava gli autori del primo manifesto. Hanno parlato in uno spi
rito di ostilita scrissero Einstein e Nicolai. Le passioni nazionaliste
non possono giustificare questo atteggiamento, che e indegno di cio
che il mondo ha finora chiamato cultura.
Einstein suggeri a Nicolai che Max Planck, pur essendo stato uno
dei firmatari del manifesto originario, potesse essere disposto a sottoscrivere anche il loro contromanifesto in virtu della sua ampiezza
di vedute e buona volonta. Diede anche il nome di Zangger come
possibile aderente. Ma nessuno dei due, a quanto pare, era disposto a
lasciarsi coinvolgere. A riprova del clima dell'epoca, Einstein e Nicolai
riuscirono a raccogliere soltanto altre due adesioni. Cosi abbandonarono il loro tentativo, e il m anifesto non fu pubblicato.50
Einstein divenne anche uno dei primi membri del progressista e
cautamente pacifista Bund Neues Vaterland, un'associazione che si
batteva per una pace immediata e per l'istituzione di una struttura
federale in Europa che evitasse futuri conflitti. II Bund pubblico un
opuscolo intitolato La creazione degli Stati Uniti d'Europa, e contribui
a far circolare la letteratura pacifista nelle prigioni e in altri luoghi.
Elsa ando con Einstein a qualche riunione del lunedi sera finche il
gruppo fu messo fuori legge all'inizio del 1916.51
Uno dei pacifisti piu in vista durante la guerra era lo scrittore fran
cese Romain Rolland, che aveva tentato di promuovere l'am icizia tra
il suo paese e la Germania. Einstein gli fece visita sulle sponde del
lago di Ginevra nel settembre 1915. Rolland annoto nel suo diario
che Einstein, il quale parlava il francese con fatica, imprimeva una
piega divertente agli argomenti piu seri.
Mentre erano seduti sulla terrazza di un albergo in mezzo a sciami
di api che saccheggiavano le viti in fiore, Einstein scherzo sulle riu-

La relativita generale

205

nioni di facolta a Berlino, dove ognuno dei professori si tormentava


chiedendosi perche noi tedeschi siamo odiati nel mondo?, salvo poi
tenersi con grande attenzione alia larga dalla verita. Audacemente,
forse perfino avventatamente, Einstein disse senza mezzi termini che
pensava che la Germania non potesse essere riformata e che pertanto
sperava nella vittoria degli alleati, che avrebbe spezzato il potere
della Prussia e abbattuto la dinastia.52
II mese seguente Einstein ebbe un aspro scambio di idee con Paul
Hertz, un illustre matematico di Gottinga che era, o era stato, un amico.
Hertz era con Einstein un membro associato del Bund Neues Vaterland,
ma aveva evitato di diventare membro effettivo quando l'associazione
aveva incontrato le prime ostilita. Questo tipo di cautela, il non levarsi
a difesa dei propri diritti, e la causa di tutta quest'infelice situazione
politica lo rimprovero Einstein. Lei ha quel tipo di mentalita valorosa
che le forze dominant! amano tanto nei tedeschi.
Se lei avesse dedicato altrettanta cura alia com prensione delle
persone quanta ne ha dedicata alia comprensione della scienza, non
mi avrebbe scritto una lettera ingiuriosa rispose Hertz. Era un argo
m ento efficace, e vero. Einstein era piu bravo ad approfondire le
equazioni m atematiche che quelle personali, come ben sapeva la sua
famiglia, e lo ammise nella sua lettera di scuse. Deve perdonarmi,
soprattutto perche - com e lei stesso sa perfettam ente - io non ho
dedicato a comprendere le persone la stessa attenzione che ho messo
nel comprendere la scienza scrisse.53
In novem bre Einstein pubblico un articolo di tre pagine intitolato La mia opinione sulla guerra, che si muoveva sul filo di cio che
era ammissibile dire in Germania, anche per un grande scienziato.
Congetturo che esistesse un tratto biologicamente determinato del
carattere m aschile che era una delle cause delle guerre. Quando
l'articolo fu pubblicato quello stesso mese dalla Goethe Gesellschaft,
alcuni passi furono soppressi per ragioni di sicurezza, e fra questi
un attacco al patriottismo come potenziale ricettacolo dei requisiti
morali dell'odio bestiale e dell'om icidio di m assa.54
L'idea che la guerra avesse una base biologica nell'aggressivita
maschile era un argomento che Einstein analizzo anche in una lettera
all'am ico di Zurigo Heinrich Zangger. Che cosa porta le persone
a uccidersi e a m utilarsi reciprocamente con tanta ferocia? si chiedeva. Io penso che sia il carattere sessuale del maschio a condurre
a esplosioni cosi selvagge.
L'unico m odo per contenere questa aggressivita, sosteneva, era
un'organizzazione mondiale che avesse poteri di polizia sugli stati

206

Einstein

membri.55 Era un tema che avrebbe ripreso diciotto anni dopo, negli
spasmi finali del suo pacifismo puro, quando si impegno in uno scambio pubblico di lettere con Sigmund Freud sulla psicologia maschile
e la necessita del governo mondiale.
Ilfron te domestico, 1915
I
primi mesi di guerra nel 1915 resero la separazione di Einstein da
Hans Albert e Eduard piu difficile, sia dal punto di vista affettivo sia
da quello logistico. I ragazzi volevano che andasse a trovarli a Zurigo
per la Pasqua di quell'anno, e Hans Albert, che stava per compiere
undid anni, gli scrisse due lettere con l'intento di fare appello al suo
cuore: Penso soltanto che a Pasqua sarai qui e noi avremo di nuovo
un papa.
In una successiva cartolina scrisse che suo fratello minore gli aveva
detto di aver sognato che papa era qui. Gli spiego anche come era
bravo in matematica. Mamma mi assegna dei problemi; abbiamo
un librettino; potrei fare lo stesso anche con te.56
La guerra rese impossibile il viaggio a Pasqua, ma Einstein rispose
alle cartoline prom ettendo ad Hans Albert che sarebbe andato in
luglio per una vacanza di escursioni nelle Alpi svizzere. In estate
faro una gita solo con te per due o tre settimane scrisse. Questo
accadra ogni anno, e anche Tete [Eduard] potra venire quando sara
abbastanza grande.
Einstein espresse anche la sua gioia per il fatto che suo figlio avesse
preso gusto alia geometria. Era stata il suo passatempo preferito
quando aveva all'incirca la stessa eta, disse, ma io non avevo nes
suno che mi dimostrasse le cose, e cosi dovetti impararla dai libri.
Desiderava essere accanto al figlio per contribuire a insegnargli la
matematica e dirgli tante cose belle e interessanti sulla scienza e molto
altro. Ma cio non sarebbe sempre stato possibile. Forse avrebbero
potuto comunicare per posta? Se mi scriverai ogni volta che cosa sai
gia, ti manderd un bel problemino da risolvere. Invio un giocattolo
a ciascuno dei suoi figli, insieme alia raccomandazione a lavarsi bene
i denti. Io faccio lo stesso e ora sono molto contento di avere ancora
dei denti abbastanza sani.57
Ma la tensione in famiglia si aggravava. Einstein e la Marie si
scambiarono lettere in cui litigavano sia sul denaro sia sulla scelta
dei tempi per le vacanze, e alia fine di giugno da Hans Albert arrivo
una gelida cartolina. Se sei cosi mai disposto verso di lei, diceva
riferendosi a sua madre io non voglio venire con te. Cosi Einstein

La relativita generale

207

annullo il previsto viaggio a Zurigo e ando invece con Elsa e le sue


due figlie nella localita balneare di Sellin sul Baltico.
Einstein era convinto che Mileva gli stesse mettendo contro i figli.
Sospettava, probabilmente a ragione, che vi fosse la sua mano dietro
le cartoline che Hans Albert gli mandava, sia quelle lamentose che
10 facevano sentire in colpa per non essere a Zurigo, sia quelle piu
aspre che rifiutavano le escursioni delle vacanze estive. I1 mio meraviglioso ragazzo gia da alcuni anni e stato allontanato da me a opera
di mia moglie, che ha un atteggiamento vendicativo lamentava con
Zangger. La cartolina che ho ricevuto dal piccolo Albert era stata
ispirata, se non addirittura dettata, da lei.
Chiese a Zangger, che era un professore di medicina, di controllare
11 piccolo Eduard, che aveva sofferto di infezioni alle orecchie e di
altri disturbi. Per piacere, scrivimi che cosa non va nel mio bambino
implorava. Gli sono particolarm ente affezionato; era ancora cosi
tenero e innocente.58
Fu soltanto all'inizio di settem bre che riusci ad andare in Sviz
zera. M ileva pensava che sarebbe stato appropriate che andasse a
stare con lei e i ragazzi, nonostante la tensione. Dopotutto erano
ancora sposati. Aveva speranze di riconciliazione, ma Einstein non
mostrd alcun interesse a stare con lei. Si stabili invece in un albergo
e passo m oltissim o tempo con gli amici M ichele Besso e H einrich
Zangger.
Ando a finire che ebbe modo di vedere i suoi figli soltanto due
volte in tutto nelle tre settimane in cui rimase in Svizzera. In una
lettera a Elsa, ne diede la colpa alia moglie ormai separata: La causa
fu il timore della madre che i piccoli divenissero troppo dipendenti
da me. Hans Albert fece sapere al padre che l'intera visita lo aveva
fatto sentire a disagio.59
Dopo il ritorno di Einstein a Berlino, Hans Albert fece una visita
a Zangger. II premuroso professore di medicina, amico di entrambe
le parti in lite, cerco di mettere a punto un accordo in modo che Ein
stein potesse vedere i figli. Anche Besso fece da mediatore. Albert
avrebbe potuto vedere i figli, notified Besso in una lettera formale
che scrisse dopo essersi consultato con la Marie, ma non a Berlino e
non in presenza della famiglia di Elsa. La cosa migliore sarebbe stata
di farlo, inizialmente solo con Hans Albert, in una buona locanda
svizzera, dove avrebbero potuto passare del tempo da soli e senza
alcuna distrazione. Per Natale Hans Albert progettava di far visita
alia famiglia di Besso, e Michele suggeriva che forse Einstein avrebbe
potuto venire in quell'occasione.60

La corsa alia relativita generale, 1915


La raffica di eventi tum ultuosi sia politici sia personali dell'autunno 1915 e particolarmente degna di nota perche mette in risalto
la capacita di Einstein di concentrarsi sui suoi obiettivi scientifici,
suddividendoli in com partim enti, nonostante tutte le distrazioni.
Durante quel periodo si impegno, con grandi sforzi e ansia pro fond a,
in una corsa com petitiva a quella che piu tardi defini la massima
realizzazione della sua vita.61
Fin da quando si era trasferito a Berlino nella primavera del 1914, i
suoi colleghi avevano supposto che avrebbe messo in piedi un istituto
e attratto dei seguaci a lavorare sul problema piu urgente della fisica:
le implicazioni della teoria dei quanti. Ma Einstein era decisamente
un lupo solitario. A differenza di Planck, non desiderava un gruppo
di collaboratori o protetti, e preferiva concentrarsi su quella che era
nuovamente diventata la sua passione personale: la generalizzazione
della sua teoria della relativita.62
Cosi, dopo la partenza della moglie e dei figli per Zurigo, lascid il
vecchio appartamento e ne affitto uno che era piu vicino a Elsa e al
centro di Berlino. Era un rifugio da scapoli spartanamente ammobiliato, ma ancora piuttosto spazioso: sette stanze al terzo piano di un
nuovo edificio a cinque piani.63
Nel suo studio a casa c'era un grande scrittoio in legno ingombro
di pile di articoli e riviste. Aggirandosi in questo eremo, mangiando e
lavorando a qualsiasi ora gli capitasse, dormendo quando non poteva
fam e a meno, ingaggio la sua lotta solitaria.
Per tutta la prim avera e Testate del 1915 Einstein fu alle prese
con la sua teoria delYEntwurf, che perfezionava e difendeva contro
numerose sfide. Comincio a chiamarla la teoria generale e non piu
semplicemente una teoria generalizzata, ma cio non ne mascherava
i problemi, che continuava a cercare di sviare.
Sosteneva infatti che le sue equazioni avevano la massima quantita di covarianza com patible con il suo argomento del buco e con
altre restrizioni fisiche, ma comincio a sospettare che cio non fosse
vero. Si impegno anche in un estenuante dibattito con il matematico
italiano Tullio Levi-Civita, il quale metteva in evidenza alcuni pro
blemi connessi con il suo modo di trattare il calcolo tensoriale. E c'era
sempre Tenigma del risultato sbagliato che la teoria fom iva per lo
spostamento dell'orbita di Mercurio.
Se non altro la teoria dell'E ntw uif s p iegava in modo soddisfacente o almeno cosi Einstein ritenne per tutta Testate del 1915 - la rotazione

La relativita generale

209

come forma di moto relativo, vale a dire un moto che poteva essere
definito soltanto rispetto alle posizioni e ai moti di altri corpi. Le sue
equazioni di campo, pensava, erano invarianti per trasformazione a
coordinate rotanti.64
Aveva fiducia nella sua teoria quanto bastava per fam e sfoggio a
una serie di conferenze della durata di due ore ciascuna che prosegui
per una settimana, a cominciare dagli ultimi giorni di giugno del 1915,
presso l'Universita di Gottinga, che era diventata il principale centro
di ricerca sull'aspetto m atematico della fisica teorica. Soprattutto, tra
i geni presenti c'era David Hilbert, e Einstein era particolarm ente
ansioso - anche troppo, come sarebbe risultato poi - di spiegare a lui
tutte le complicazioni della relativita.
La visita a Gottinga fu un trionfo. Einstein racconto esultante a
Zangger che aveva fatto la piacevole esperienza di convincere pienam ente i m atem atici del posto. Su H ilbert, anche lui pacifista,
aggiunse: L'ho conosciuto e ne sono stato entusiasta. Qualche set
timana piu tardi, dopo aver nuovamente riferito di essere riuscito a
convincere Hilbert della teoria della relativita generale, lo defini un
uomo di stupefacente energia e indipendenza. In una lettera a un
altro fisico, Einstein era ancora piu raggiante: A Gottinga ho avuto
il grande piacere di constatare che ogni cosa veniva compresa fin nei
particolari. Sono assolutamente affascinato da Hilbert!.65
Hilbert era altrettanto affascinato da Einstein e dalla sua teoria.
Tanto che im m ediatam ente decise di provare a precedere Einstein
sull'obiettivo di ottenere le corrette equazioni del campo. Nel giro
di tre mesi dalle sue conferenze di Gottinga, Einstein dovette fare
i conti con due scoperte inquietanti: che la sua teoria delY Entw urf
aveva effettivamente qualcosa che non andava, e che Hilbert stava
lavorando febbrilmente per ottenere per proprio conto le formulazioni corrette.
La consapevolezza che il nodo della sua teoria delY E n tw u rf si
stava sciogliendo venne ad Einstein da un progressivo accavallarsi
di problemi. Ma giunse al culmine con due eventi decisivi all'inizio
di ottobre del 1915.
II primo fu che, ricontrollandole, Einstein scopri che le equazioni
delY Entw urf non rendevano realmente conto della rotazione come
aveva pensato.66 Sperava di dimostrare che la rotazione poteva essere
concepita semplicemente come un'altra forma di moto relativo, ma
risulto che YEntwurf non dimostrava effettivamente questo. Le equa
zioni delYEntwurf non erano, come aveva creduto, covarianti rispetto a
una trasformazione che m otava uniformemente gli assi coordinati.

210

Einstein

Besso lo aveva avvertito in un appunto del 1913 che questo sem


bra va un problema. Ma Einstein lo aveva ignorato. Adesso, rifacendo
i calcoli, vide con sgomento tale pilastro abbattuto. Questa e una
vistosa con trad dizione si lamento con l'astronomo Freundlich.
Einstein suppose che questo stesso errore spiegasse anche l'incapacita della sua teoria di giustificare pienamente il moto dell'orbita di
Mercurio. Ma disperava di riuscire a individuare il problema. Non
credo di essere in grado di trovare da solo l'errore, perche su questo
punto la mia mente e troppo fossilizzata.67
Inoltre si rese conto di aver commesso un errore nel suo cosiddetto
argomento deU'unicita, secondo il quale gli insiemi di condizioni
imposti dalla conservazione dell'energia-quantita di moto e da altre
restrizioni fisiche conducevano in modo univoco alle equazioni di
campo delYEntwurf. Scrisse a Lorentz spiegandogli nei particolari le
sue precedenti asserzioni erronee.68
In aggiunta a questi problemi c'erano quelli di cui era gia consapevole: le equazioni dell'Entwurf non erano generalmente covarianti, il
che significava che non rendevano realmente relative tutte le forme
di moto accelerato e non uniforme, e non spiegavano pienamente
l'anoinalia dell'orbita di Mercurio. E ora, mentre l'edificio si sgretolava, gli sembrava di sentire i passi di Hilbert che da Gottinga stava
guadagnando terreno su di lui.
Una componente del genio di Einstein era la sua tenacia. Poteva
rimanere fedele a un insiem e di idee anche di fronte a un'apparente contraddizione (come aveva detto nell'articolo del 1905 sulla
relativita). Inoltre aveva una fede profonda nella propria percezione
intuitiva del mondo fisico. Lavorando in un modo piu solitario della
m aggior parte degli altri scienziati, si affidava alle sue capacita istintive, nonostante le inquietudini altrui.
Ma per quanto fosse tenace, non era irragionevolmente ostinato.
Quando alia fine decise che la sua im postazione d elY E n tw u rf era
insostenibile, fu pronto ad abbandonarla di colpo. Questo accadde
nell'ottobre 1915.
Per sostituire quella teoria ormai condannata, Einstein distolse la
sua attenzione dalla strategia fisica, che metteva in primo piano la sua
sensibilita per i principi fondamentali della disciplina, e tom o a fare
maggiore affidamento su una strategia matematica, che si serviva dei
tensori di Riemann e di Ricci. Era un'impostazione cui si era attenuto
nel taccuino di Zurigo e che poi aveva abbandonato, ma facendovi
ritorno scopri che poteva fom ire un modo per generare equazioni
del cam po gravitazionale generalm ente covarianti. I1 dietrofront

La relativita generale

211

di Einstein scrive John Norton separd le acque e lo condusse dalla


schiavitu nella terra promessa della relativita generale.69
Naturalmente la sua impostazione rimase, come sempre, una miscela di entrambe le strategie. Per seguire una rediviva strategia mate
matica, doveva rivedere i postulati fisici che costituivano la base della
teoria delYEntwurf. Era precisamente questo il genere di convergenza
di considerazioni fisiche e matematiche che era mancato ad Einstein
nel taccuino di Zurigo e nel suo lavoro sulla teoria dell'Entwurf scrivono Michel Janssen e Jurgen Renn.70
Cosi torno all'analisi tensoriale, di cui si era servito a Zurigo, concentrandosi sull'obiettivo di trovare equazioni che fossero general
mente covarianti. Una volta venuto meno anche 1'ultimo barlume di
fiducia nelle precedenti teorie, disse a un amico vidi chiaramente
che era soltanto m ediante la teoria della covarianza generale, cioe
con il covariante di Riemann, che era possibile trovare una soluzione
soddisf acente.71
II risultato furono quattro convulse, estenuanti settimane durante
le quali Einstein combatte con una successione di tensori, equazioni,
correzioni e aggiornamenti che si affretto a presentare all'Accademia
prussiana in una raffica di quattro conferenze del giovedi. II tutto
culmino con la trionfale revisione dell'universo di Newton, alia fine
del novembre 1915.
Ogni settim ana i circa cinquanta m em bri dell'Accadem ia prus
siana si riunivano nell'aula magna della Biblioteca di Stato prussiana
nel cuore di Berlino, si rivolgevano l'un l'altro chiamandosi vostra
eccellenza e ascoltavano i colleghi profondere la propria scienza. La
serie di quattro conferenze di Einstein era stata messa in calendario
settimane prima, ma finche non ebbe inizio - e anche dopo che era
iniziata - l'autore continuo a lavorare freneticamente sulla sua teoria
riveduta.
La prima delle conferenze fu tenuta il 4 novembre. Per tutti questi
ultimi quattro anni esordi Einstein ho tentato di edificare una teoria
della relativita generale basata sull'assunto della relativita anche del
moto non uniforme. Riferendosi alia sua teoria delYEntwurf, ormai
abbandonata, disse che credeva effettivam ente di aver scoperto
l'unica legge di gravitazione che si accordava con le realta fisiche.
Ma poi, con grande franchezza, descrisse nei particolari tutti i pro
blemi che la teoria aveva incontrato. Per tale ragione ho perso comple
tamente la fiducia nelle equazioni di campo: quelle che aveva difeso
per piu di due anni. Invece ora, disse, era tom ato all'impostazione di
cui si era servito nel 1912 insieme al suo assistente matematico, Marcel

212

Einstein

Grossmann. Cosi sono ripartito dal requisito di una covarianza piu


generale delle equazioni di campo, che avevo abbandonato soltanto
a malincuore quando lavoravo con il mio amico Grossmann. In realta
eravamo giunti gia allora molto vicino alia soluzione.
Einstein era tornato ai tensori di Riemann e di Ricci cui Gross
m ann lo aveva introdotto nel 1912. Pochissim i tra coloro che vera
mente la comprendono possono resistere al fascino di questa teoria
disse nella conferenza. Essa rappresenta un vero trionfo del metodo
del calcolo fondato da Gauss, Riem ann, Christoffel, Ricci e LeviC ivita.72
Questo metodo lo porto molto piu vicino alia soluzione corretta,
ma le sue equazioni del 4 novembre non erano ancora generalmente
covarianti. Per questo ci sarebbero volute ancora tre settimane.
Einstein era nel pieno di uno dei piu concentrati parossism i di
creativita scientifica della storia. Stava lavorando, disse, con un'intensita spaventosa.73 Nel bel mezzo di questa prova, stava ancora
facendo i conti anche con la crisi personale aperta nella sua famiglia.
Riceveva sia da sua moglie sia da Michele Besso, che agiva per conto
di lei, lettere che insistevano sui suoi obblighi finanziari e discutevano
i criteri per i suoi contatti con i figli.
Lo stesso giorno in cui presento la sua prima memoria all' Accademia, il 4 novembre, scrisse un'angosciata - e penosamente toccante
- lettera ad Hans Albert, che era in Svizzera:
Cerchero di stare con te per un mese ogni anno in modo che tu abbia
un padre che ti sta vicino e pud volerti bene. Da me potrai imparare
molte belle cose che nessun altro puo offrirti. Le cose che ho ricavato
da tanto strenuo lavoro dovrebbero avere un valore non solo per gli
estranei ma soprattutto per i miei ragazzi. Negli ultimissimi giorni ho
portato a termine uno dei piu begli articoli della mia vita. Quando sarai
piu grande, te ne parlero.
Concluse con delle brevi scuse per la sua apparente distrazione:
Spesso sono cosi immerso nel mio lavoro che mi dimentico di fare
pranzo.74
Einstein sottrasse del tempo alia frenetica revisione delle sue equa
zioni anche per impegnarsi in un goffo balletto con l'am ico - fino a
poco tempo prima - e ora concorrente David Hilbert, che stava gareggiando con lui nella ricerca delle equazioni della relativita generale.
Einstein era stato inform ato che il m atem atico di Gottinga aveva
individuato i difetti delle equazioni delYEntwurf. Temendo di essere
preceduto, scrisse a Hilbert una lettera in cui diceva di aver scoperto

La relativita generale

213

lui stesso i difetti quattro settimane prima, e vi allego una copia della
conferenza del 4 novembre. Sono curioso di vedere se accogliera bene
questa nuova soluzione chiedeva Einstein un po' sulla difensiva.75
Hilbert, oltre a essere superiore ad Einstein come matematico puro,
aveva anche il vantaggio di non essere un fisico altrettanto bravo.
Non si faceva prendere, come Einstein, dalla smania di accertarsi che
qualunque nuova teoria si riducesse alia vecchia teoria di Newton
in un campo statico debole, o che obbedisse alle leggi di causalita.
Invece di una strategia duplice basata su matematica e fisica, Hilbert
seguiva prevalentemente una strategia matematica, concentrandosi
sulla ricerca di equazioni che fossero covarianti. Hilbert amava dire
scherzando che la fisica era una cosa troppo complicata per essere
lasciata ai fisici osserva Dennis Overbye.76
Einstein presento la sua seconda memoria il giovedi successivo,
11 novembre. In essa uso il tensore di Ricci e impose alle coordinate
nuove condizioni che permettevano di avere equazioni generalmente
covarianti. Come si vide poi, cio non migliorava di molto la situazione. Einstein era sempre vicino alia soluzione definitiva, ma faceva
pochi progressi.77
Ancora una volta invio la memoria a Hilbert. Se la mia attuale
modifica (che non cambia le equazioni) e legittima, la gravitazione
deve svolgere un ruolo fondamentale nella composizione della materia diceva Einstein. La mia stessa curiosita interferisce con il mio
lavoro !78
La risposta che Hilbert gli mando il giorno successivo deve aver
innervosito Einstein. II matematico diceva di essere quasi pronto a
offrire una soluzione assiomatica al suo grande problema. Aveva
previsto di rinviarne la discussione finche non ne avesse esplorato piu
a fondo le implicazioni. Ma dal momento che lei e cosi interessato,
vorrei esporre la mia teoria in ogni particolare il prossimo martedi,
che era il 16 novembre.
Hilbert invitava Einstein a recarsi a Gottinga e ad avere il dubbio piacere di ascoltarlo di persona mentre esponeva la soluzione.
L'incontro sarebbe iniziato alle sei pom eridiane, e H ilbert forniva
prem urosam ente ad Einstein gli orari di arrivo dei due treni del
pomeriggio da Berlino. Mia moglie e io saremmo felici se lei si fermasse da noi.
Poi, dopo aver firmato, Hilbert si senti in dovere di aggiungere
quello che di certo deve essere apparso un poscritto allettante e sconcertante. Per quanto capisco della sua nuova m emoria, la soluzione
data da lei e completamente di versa dalla mia.

214

Einstein

Einstein il 15 novembre, un lunedi, scrisse quattro lettere che danno


un'idea del perche soffrisse di dolori alio stomaco. A suo figlio Hans
Albert disse che gli sarebbe piaciuto venirlo a trovare in Svizzera
intom o a Natale e Capodanno. Forse sarebbe meglio se stessimo
da soli in qualche posto, come una locanda appartata, propose al
figlio. Che ne pensi?
Scrisse anche alia moglie separata una lettera conciliante dove la
ringraziava per la sua disponibilita a non minare i miei rapporti
con i ragazzi. E riferi all'am ico comune Zangger: Ho m odificato la
teoria della gravita, essendom i reso conto che le mie dim ostrazioni
precedenti presentavano una lacu n a... Sard lieto di venire in Svizzera
alia fine dell'anno per vedere il mio caro ragazzo.79
Infine rispose a Hilbert declinando l'invito ad andare a Gottinga il
giom o dopo. La lettera non nascondeva l'apprensione: La sua analisi
mi interessa enormemente ... Gli accenni che me ne ha fatto nei suoi
messaggi suscitano la m assima aspettativa. Tuttavia devo astenermi
dal venire a Gottinga per il momento ... Sono stanco morto e afflitto
da dolori di stomaco ... Se possibile, per favore, mi mandi una bozza
del suo studio per attenuare la mia impazienza.80
Per sua fortuna, l'apprensione fu in parte alleviata quella settimana
da una scoperta che lo riempi di gioia. Pur sapendo che le sue equa
zioni non erano in forma definitiva, decise di verificare se la nuova
impostazione che stava seguendo avrebbe fom ito i risultati corretti
riguardo a quanto si sapeva del moto dell'orbita di Mercurio. Poiche
in passato insieme a Besso aveva gia fatto i calcoli (ottenendo un risultato deludente), non gli ci voile molto tempo per rifarli servendosi
della teoria riveduta.
La risposta ottenuta, che annuncio trionfalmente nel corso della
terza delle sue quattro conference di novembre, era giusta: 43 secondi
d'arco per secolo.81 Questa scoperta credo abbia costituito l'esperienza emotiva di gran lunga piu intensa di tutta la vita scientifica di
Einstein, e forse anche di tutta la sua esistenza in generale ha detto
in seguito Abraham Pais. Era cosi emozionato da avere palpitazioni
cardiache, come se gli fosse scattato qualcosa dentro. Ero fuori di
me per la gioia e l'eccitazione scrisse a Ehrenfest. A un altro fisico
disse esultante: I1 risultato relativo al moto del perielio di Mercurio
mi riempie di grande soddisfazione. Come ci e utile la pedante precisione dell'astronomia, che io in segreto tendevo a deridere!82
Nella m edesim a conferenza riferi anche di un altro calcolo che
aveva effettuato. Quando aveva mosso i primi passi nella formulazione della relativita generale, otto anni prima, aveva affermato

La relativita generale

215

che una sua implicazione era che la gravita avrebbe deflesso la luce.
Aveva calcolato in precedenza che la deflessione della luce da parte
del campo gravitazionale in prossimita del Sole sarebbe stata di circa
0,83 secondi d'arco, il che corrispondeva a quanto sarebbe stato predetto dalla teoria di N ewton una volta che la luce fosse stata trattata
come una particella. Ma ora, usando la sua nuova teoria riveduta,
Einstein calcolo che la deflessione della luce da parte della gravita
sarebbe stata doppia di quel valore, a causa dell'effetto prodotto dalla
curvatura dello spaziotempo. Pertanto la gravita del Sole avrebbe
deviato un raggio di luce di circa 1,7 secondi d'arco. Si trattava pero di
una predizione che, per essere verificata, avrebbe dovuto attendere la
successiva eclissi propizia alle osservazioni, lontana piu di tre anni.
Quella stessa mattina, il 18 di novembre, Einstein ricevette la nuova
memoria di Hilbert, quella di cui era stato invitato a sentire la presentazione a Gottinga. Rimase sorpreso, e un po' spaventato, vedendo
quanto simile fosse al suo lavoro. La risposta a Hilbert fu concisa,
un po' fredda, e chiaramente rivolta ad affermare la priorita dei suoi
risultati:
II sistema che lei propone si accorda esattamente - per quanto posso
capire - con cio a cui sono pervenuto nelle ultime settimane e che
ho presentato all'Accademia. La difficolta non consisteva nel trovare
delle equazioni generalmente covarianti... in quanto questo si ottiene
facilmente con il tensore di Riemann ... Tre anni fa con il mio amico
Grossmann avevo gia preso in considerazione le uniche equazioni
covarianti che, come ora si e dimostrato, sono quelle giuste. Ce ne
eravamo allontanati, con riluttanza, perche mi era sembrato che la
discussione fisica portasse a un'incongruenza con la legge di Newton.
Oggi presentero all'Accademia una memoria in cui deduco in termini
quantitativi dalla relativita generale, senza alcuna ipotesi guida, il
moto del perielio di Mercurio. Nessuna teoria della gravita ha ottenuto
questo risultato finora.83
Hilbert rispose cortesemente e con una certa generosita il giorno
successivo, senza rivendicare nessuna priorita per se. Cordiali congratulazioni per la conquista del moto del perielio scrisse. Se fossi
altrettanto rapido nel fare calcoli, l'elettrone dovrebbe capitolare di
fronte alle mie equazioni e l'atom o di idrogeno dovrebbe presentare
le sue scuse per il fatto che non irraggia.84
Ma il giorno dopo, il 20 novembre 1915, Hilbert fece pervenire a
una rivista scientifica di Gottinga un articolo in cui presentava la sua
versione delle equazioni della relativita generale. II titolo scelto per
l'articolo non era modesto: Lefondam enta della fisica.

216

Einstein

Non e chiaro con quanta attenzione Einstein avesse letto l'articolo che Hilbert gli aveva inviato ne che cosa in quell'articolo abbia
influenzato la sua riflessione - se pure qualcosa vi fu - mentre preparava alacremente la sua epocale quarta conferenza all'Accadem ia
prussiana. Comunque siano andate le cose, i calcoli che aveva effettuato la settimana precedente su Mercurio e sulla deflessione della
luce lo aiutarono a comprendere che poteva fare a meno dei vincoli e
delle condizioni sulle coordinate che aveva imposto alle sue equazioni
del campo gravitazionale. E cosi riusci a formulare in tempo per la
sua conferenza finale - Le equazioni di campo della gravitazione, del 25
novembre 1915 - un insieme di equazioni covarianti che coronarono
la sua teoria della relativita generale.
II risultato non era certo di impatto cosi immediato per il profano
come, per esempio, nel caso dell'equazione E = me2. Eppure, se ci si
serve delle notazioni condensate dei tensori, in cui estese complessita
possono essere compresse in piccoli indici sottoscritti, l'essenziale
delle equazioni di campo definitive di Einstein risulta abbastanza
compatto da poter essere usato per decorare, come effettivamente e
spesso accaduto, le magliette di orgogliosi studenti di fisica. In una
delle sue molte variazioni,85 si pud scrivere come:

R)lv- ^ g tiVR = 8nT^v


II prim o membro dell'equazione inizia con il termine R ^, che e il
tensore di Ricci che Einstein aveva adottato in precedenza. II termine
g uv e il fondamentale tensore metrico, e il termine R e la traccia del
tensore di Ricci chiamata scalare di Ricci. Nell'insieme, questo primo
membro dell'equazione - che oggi e noto come tensore di Einstein
e pud essere scritto semplicemente come Guv - condensa in se tutta
l'inform azione sul m odo in cui la geometria dello spaziotem po e
deformata e incurvata dai corpi.
II secondo membro descrive il movimento della materia nel campo
gravitazionale. L'interazione tra i due membri mostra come i corpi curvano lo spaziotempo e come, a sua volta, questa curvatura influenza
il moto dei corpi. Nelle parole del fisico John Wheeler, la materia
dice alio spaziotempo come incurvarsi, e lo spazio curvo dice alia
materia come muoversi.86
Cosi la scena e pronta per un tango cosmico, come suggerito da
un altro fisico, Brian Greene:
Spazio e tempo diventano attori nell'evoluzione del cosmo, e assumono per cosi dire vita propria. La materia presente qui causa una

La relativita generale

217

distorsione dello spazio li, la quale a sua volta muove la materia laggiu, il che provoca un'ulteriore distorsione dello spazio, e cosi via. La
relativita generale e, in sostanza, la coreografia della danza cosmica che
vede quali protagonisti spazio, tempo, materia ed energia.87
Finalmente Einstein aveva equazioni che erano veramente cova
rianti e quindi una teoria che includeva, almeno per quanto lo riguardava, tutte le forme di m ovimento, sia inerziale che accelerato, rotazionale o arbitrario. Com e proclam o nella presentazione formale
della sua teoria che pubblico il marzo seguente sugli Annalen der
Physik, Le leggi generali della natura debbono potersi esprimere
m ediante equazioni che valgano per tutti i sistem i di coordinate,
siano cioe covarianti rispetto a qualunque sostituzione (covarianti
in modo generale).88
Einstein era eccitato dal successo, ma alio stesso tempo era preoc
cupato che a Hilbert, il quale aveva presentato la sua versione cin
que giorni prima a Gottinga, venisse riconosciuto parte del merito
della teoria. Soltanto uno dei colleghi l'ha veramente capita, scrisse
all'amico Heinrich Zangger e sta cercando di nostrificarla (espressione di Abraham) con una certa abilita. L'espressione nostrificare
(nostrifizieren), che era stata utilizzata dal fisico matematico formatosi
a Gottinga Max Abraham, si riferiva alia pratica con la quale le uni
versity tedesche convertivano lauree conferite da altre universita in
titoli propri. Nella mia esperienza personale raramente mi e capitato
un esempio migliore della natura m iserabile del genere umano. In
una lettera a Besso, qualche giorno dopo aggiunse: I miei colleghi si
stanno comportando in modo odioso in questa vicenda. Ti farai una
bella risata quando te ne parlerd.89
Ma allora in realta a chi spetta il merito principale delle equazioni
matematiche definitive? La questione della priorita Einstein-Hilbert
ha prodotto un dibattito storico circoscritto ma intenso, che a volte
sembra m otivato da passioni che vanno al di la della mera curiosita
scientifica. Hilbert propose una versione delle sue equazioni nella
conferenza del 16 novembre e in un articolo che dato 20 novembre,
prima che Einstein presentasse le sue equazioni definitive il 25 novem
bre. Tutta via un gruppo di studiosi di Einstein nel 1997 scopri alcune
pagine delle bozze dell'articolo di Hilbert su cui il matematico aveva
fatto delle correzioni che poi aveva rispedito all'editore il 16 dicembre.
Nella versione originaria, le equazioni di Hilbert differivano per un
aspetto limitato ma importante dalla versione finale di Einstein del
25 novembre. In effetti non erano generalmente covarianti, e Hilbert

218

Einstein

aveva saltato un passo che consisteva nella contrazione del tensore


di Ricci e neU'inserimento del termine di traccia che ne derivava,
lo scalare di Ricci, nell'equazione. Einstein fece questo passo nella
conferenza del 25 novembre. A quanto pare, H ilbert aveva introdotto
una correzione nella versione rivista del suo articolo, per adeguarla
alia versione di Einstein. La correzione, abbastanza generosamente,
quando si riferiva ai potenziali gravitazionali, comprendeva anche
la frase introdotti per la prima volta da Einstein.
I sostenitori di Hilbert (e detrattori di Einstein) rispondono con varie
argomentazioni, tra le quali quella che le bozze sono incomplete e
quella che il termine di traccia in questione era o superfluo o ovvio.
E giusto dire che entrambi gli scienziati - in una certa misura in
modo indipendente, ma essendo anche ognuno a conoscenza di cio
che stava facendo l'altro - dedussero nel novembre 1915 equazioni
m atem atiche che davano espressione formale alia teoria generale.
A giudicare dalle correzioni di Hilbert alle sue bozze, sembra che
Einstein abbia pubblicato per primo la versione definitiva delle equa
zioni. E alia fine anche Hilbert riconobbe il merito e la priorita di
Einstein.
In ogni caso, senza dubbio, le equazioni formalizzavano la teoria
di Einstein, quella teoria che Einstein aveva spiegato a Hilbert nel
tempo trascorso insieme a Gottinga quell'estate. Anche il fisico Kip
Thom e, che e tra coloro che attribuiscono a Hilbert il merito di aver
formulato le equazioni di campo corrette, nondimeno afferma che il
merito della teoria sottostante alle equazioni va riconosciuto ad Ein
stein. Hilbert compi gli ultimi passi verso la sua scoperta in modo
indipendente e quasi contemporaneamente ad Einstein, ma a questi
va attribuito quasi tutto cio che precedette quei passi osserva Thome.
Senza Einstein le leggi general-relativistiche della gravita forse non
sarebbero state scoperte se non decenni piu tardi. 90
Hilbert, con magnanimita, la pensava nello stesso modo. Come
affermo chiaramente nella versione finale pubblicata del suo articolo,
le equazioni differenziali della gravitazione che si ottengono sono, a
quanto mi sembra, in accordo con la magnifica teoria della relativita
generale formulata da Einstein. Da allora in poi avrebbe sempre
riconosciuto che Einstein era l'unico creatore della teoria della rela
tivita (cosi togliendo argomenti a coloro che volevano servirsi di lui
per sminuire Einstein).91 Qualunque ragazzo nelle vie di Gottinga
ne capisce piu di Einstein in fatto di geometria quadridimensionale
avrebbe detto. Ma, nonostante questo, e stato Einstein a fare il lavoro
e non i matematici.92

La relativita generale

219

In effetti i rapporti tra Einstein e Hilbert tom arono presto amichevoli. Hilbert gli scrisse in dicembre, poche settimane dopo la conclusione della loro corsa alle equazioni del campo, per comunicargli
che con il suo appoggio era stato eletto all'Accadem ia di Gottinga.
Einstein gli rispose ringraziando e aggiunse: Mi sento in dovere di
dirle qualcosa d'altro. E spiego:
C'e stato un certo malanimo tra di noi, la cui causa non voglio analizzare, Ho lottato contro un sentimento di amarezza che ne e derivato
con pierio successo. Penso a lei con intatto senso di amicizia e la prego
di cercare di fare lo stesso nei miei confronti. Sarebbe un peccato se due
veri amici che si sono in qualche misura affrancati da questo mondo
meschino non dovessero godere l'uno dell'altro.93
Ripresero la loro regolare corrispondenza, si scambiarono idee e
si diedero da fare per procurare un posto all'astronomo Freundlich.
Entro febbraio Einstein era perfino tornato a Gottinga e si era fermato
a casa di Hilbert.
L'orgoglio di Einstein per la paternita della teoria era comprensibile.
Appena ebbe a disposizione delle copie delle sue quattro conferenze,
le spedi agli amici. Non mancare di dare loro una bella occhiata
disse a uno di essi. Sono la scoperta piu preziosa della mia vita. A
un altro fece no tare: La teoria e di incomparabile bellezza.94
A ll'eta di trentasei anni, Einstein aveva prodotto una delle piu
fantasiose e spettacolari revisioni dei nostri concetti sull'universo
che la storia ricordi. La teoria della relativita generale non era sol
tanto l'interpretazione di alcuni dati sperim entali o la scoperta di
un insieme di leggi piu precise. Era un modo interamente nuovo di
considerare la realta.
Newton aveva lasciato in eredita ad Einstein un universo in cui
il tempo aveva un'esistenza assoluta e scorreva ticchettando indi
pendentemente dai corpi e dagli osservatori, e in cui anche lo spazio
aveva un'esistenza assoluta. La gravita si pensava fosse una forza
che le masse esercitavano l'una sull'altra attraverso lo spazio vuoto
in modo piuttosto misterioso. A ll'intem o di questa cornice i corpi
obbedivano a leggi meccaniche che si erano dimostrate straordinariamente precise - quasi perfette - nello spiegare ogni cosa, dalle orbite
dei pianeti alia diffusione dei gas, fino ai moti convulsi delle molecole
e alia propagazione delle onde sonore (ma non della luce).
Con la teoria della relativita ristretta Einstein aveva m ostrato che
spazio e tempo non avevano esistenze indipendenti, ma costituivano
la stm ttura unica dello spaziotempo. Ora, con la versione generale

220

Einstein

della teoria, la struttura dello spaziotempo divenne qualcosa di piu


di un semplice contenitore di corpi ed eventi: un'entita dotata di
una propria dinamica, che era determinata dal moto dei corpi al suo
interno, e a sua volta contribuiva a determinare tale moto, proprio
come la superficie di un tappeto elastico si curva e si increspa quando
una palla da bowling e alcune palle da biliardo rotolano su di esso,
mentre a sua volta la curvatura e increspatura dinamica della super
ficie del tappeto determina la traiettoria delle palle che rotolano e fa
si che le palle da biliardo si m uovano verso quella da bowling.
II curvarsi e incresparsi della struttura dello spaziotempo spiegava
la gravita, la sua equivalenza all'accelerazione e, a detta di Einstein,
giustificava la relativita generale di tutte le forme di moto.95 Secondo
Paul Dirac, il premio Nobel pioniere della meccanica quantistica, que
sta era probabilmente la massima scoperta scientifica mai fatta. Un
altro dei giganti della fisica del XX secolo, Max Bom , la defini la piu
grande impresa del pensiero umano per la conoscenza della natura,
la piu ammirevole commistione di acume filosofico, d'intuito fisico
e di abilita m atematica.96
II
lungo travaglio aveva sfinito Einstein, ma lo aveva lasciato in
uno stato di esaltazione. II suo matrimonio era andato in frantumi e
la guerra stava devastando l'Europa, ma lui era felice come non mai.
I miei sogni piu arditi ora si sono avverati disse esultante a Besso.
La covarianza generale. II moto del perielio di Mercurio spiegato con
m eravigliosa precisione. E si firmo appagato ma distrutto 97

X
DIVORZIO
1916-1919

L'angusto vortice dell'esperienza personale


Da giovanotto Einstein aveva predetto, in una lettera alia madre
della sua prima fidanzata, che le gioie della scienza sarebbero state un
rifugio dalle dolorose emozioni personali. E cosi fu. La conquista della
relativita generale si dimostro piu facile della ricerca delle formule
per governare le forze che im perversavano nella sua famiglia.
Quelle forze erano complesse. Nel momento stesso in cui stava
dando forma definitiva alle sue equazioni di campo - l'ultim a settimana del novembre 1915 - suo figlio Hans Albert stava dicendo a
Michele Besso che voleva passare del tempo da solo con suo padre
durante il periodo natalizio, preferibilmente sul monte Zugerberg o
in qualche altro posto altrettanto isolato. Ma contemporaneamente il
ragazzo scriveva al padre una lettera dispettosa in cui diceva di non
volere affatto che venisse in Svizzera.1
Come spiegare la contraddizione? La mente di Hans Albert a volte
sembrava manifestare una certa ambivalenza - dopotutto il ragazzo
aveva solo undici anni - e atteggiamenti fortemente contrastanti nei
confronti di suo padre. La cosa non sorprende. Einstein era profondo e
affascinante, e a volte carismatico. Ma era anche distaccato e distratto
e si era allontanato, fisicamente e affettivamente, dal figlio, che era
sotto la custodia di una madre adorante che si sentiva umiliata.
L'insofferenza di Einstein nei confronti delle complicazioni per
sonali era pari airostinata pazienza che dimostrava quando aveva a
che fare con problemi scientifici. Cosi annuncio al ragazzo che stava
annullando il viaggio. I1 tono sgarbato della tua lettera mi indispone
moltissimo scrisse pochi giorni dopo aver concluso la sua ultima
conferenza sulla relativita generale. Vedo che la mia visita ti darebbe
ben poca gioia, e quindi penso che non valga la pena di stare in treno
per due ore e venti m inuti.

222

Einstein

C 'era anche la questione del regalo di Natale. H ans Albert era


diventato un piccolo appassionato di sci, e la Marie gli aveva preso
un equipaggiamento che costava settanta franchi. La mamma me
l'ha comprato a condizione che anche tu contribuisca scrisse. Lo
considero un regalo di N atale. Q uesto non piacque ad Einstein,
che rispose promettendo di mandargli un dono in denaro. Ma io
penso proprio che un regalo di lusso del costo di settanta franchi non sia
adeguato alle nostre modeste condizioni economiche scrisse, sottolineando
la frase.2
Besso, per m ediare, assunse il suo atteggiam ento pastorale,
come usava chiamarlo. Non dovresti offenderti seriamente con il
ragazzo disse. La causa dell'attrito, secondo lui, era la Marie, ma
Besso chiedeva all'am ico di ricordare che Mileva era fatta non solo
di meschinita ma anche di bonta. Einstein avrebbe dovuto cercare di
capire, insisteva Besso, quanto fosse difficile per Mileva trattare con
lui. I1 ruolo della moglie di un genio non e mai facile.3 Nel caso di
Einstein questo era certamente vero.
L'apprensione che circondava la progettata visita di Einstein era
dovuta in parte a un equivoco. Einstein aveva supposto che l'incontro
con suo figlio a casa dei Besso fosse stato predisposto perche quella
era la volonta di Mileva e Hans Albert. Invece il ragazzo non aveva
nessuna voglia di fare da spettatore mentre suo padre e Besso discutevano di fisica. Proprio il contrario: voleva suo padre tutto per se.
Alla fine M ileva scrisse una lettera per chiarire la questione, e
Einstein apprezzo la cosa. Ero anch'io un po' contrariato di non
poter avere Albert per me solo ma soltanto sotto la protezione di
Besso rispose.
Cosi Einstein ritom o al suo progetto di andare a Zurigo, e promise
che ci sarebbero state molte altre visite come quella, per vedere suo
figlio: [Hans] Albert4 adesso sta entrando nell'eta in cui io posso
significare m olto per lui scrisse. Voglio soprattutto insegnargli
a pensare, a giudicare e a valutare le cose in modo obiettivo. Una
settimana piu tardi, in un'altra lettera alia Marie, riaffermo di essere
felice di fare il viaggio, perche c'e una vaga possibility che io faccia
piacere ad Albert venendo. Ma aggiunse piuttosto esplicitamente:
Fai in modo che mi accolga con un po' di buon umore. Sono molto
stanco e affaticato, e non sono in grado di sopportare altre agitazioni
e contrarieta.5
Ma le cose non dovevano andare secondo i progetti. L'esaurimento
di Einstein si protrasse, e la guerra rendeva difficile attraversare il
confine tra Germania e Svizzera. Due giorni prima del Natale 1915,

Divorzio

223

quando avrebbe dovuto partire per Zurigo, Einstein scrisse invece una
lettera al figlio. Ho lavorato cosi duramente negli ultimi mesi che
ho urgente bisogno di riposare durante le feste di Natale diceva. A
parte questo, la possibility di passare il confine al momento e molto
incerta, visto che di recente e stato quasi sempre chiuso. Ecco perche
devo purtroppo rinunciare a venirti a trovare ora.
Einstein passo il Natale a casa. Quel giorno tiro fuori dalla sua
cartella alcuni disegni che Hans Albert gli aveva mandato e scrisse al
ragazzo una cartolina in cui gli diceva quanto li apprezzasse. Sarebbe
venuto per Pasqua, promise, e si disse molto contento che a suo figlio
piacesse suonare il piano. Forse puoi esercitarti su qualcosa in cui
accompagni il violino, cosi poi potremo suonare a Pasqua quando
saremo insiem e.6
D opo la separazione dalla M arie, inizialm ente Einstein aveva
deciso di non chiedere il divorzio. Una delle ragioni era che non
aveva nessuna voglia di sposare Elsa. Un'am icizia senza impegno gli
andava benissimo. I tentativi di costringermi al matrimonio vengono
dai genitori di m ia cugina e sono da attribuirsi principalm ente alia
vanita, anche se il pregiudizio morale, che e ancora molto vivo nella
vecchia generazione, ha una sua parte scrisse Einstein a Zangger
il giorno dopo la presentazione della m em oria conclusiva del 25
novembre 1915. Se mi lasciassi intrappolare, la mia vita diventerebbe
complicata, e soprattutto sarebbe probabilmente un duro colpo per
i miei ragazzi. Percio non devo farmi commuovere ne dalle m ie predilezioni ne dalle lacrime, ma devo rimanere come sono. Era una
decisione che ripete anche a Besso.7
Besso e Zangger erano d'accordo che non avrebbe dovuto chiedere
il divorzio.
importante che Einstein sappia che i suoi piu sinceri
amici scrisse Besso a Zangger considererebbero il divorzio e un
nuovo matrimonio come un evento terribile, anzi una calamita.8
M a Elsa e la sua famiglia continuavano a fare pressioni. Cosi nel
febbraio 1916 Einstein scrisse alia Marie proponendole - anzi, pregandola - di acconsentire a un divorzio, in m odo che possiam o
organizzare il resto delle nostre vite in modo indipendente. L'accordo
di separazione che avevano messo a punto con l'aiuto di Fritz Haber
avrebbe potuto costituire la base del divorzio. Sara di certo possibile
fare in modo che i particolari siano sistemati in maniera soddisfacente
per te promise. La lettera conteneva anche istruzioni sul modo per
preservare i ragazzi dalla carenza di calcio.9
Di fronte all'opposizione di Mileva, Einstein divenne piu insistente.
Per te si tratta di una pura formalita disse. Per me, invece, e un

224

Einstein

dovere imperative). E informo Mileva che Elsa aveva due figlie le


cui reputazioni e possibility di matrimonio erano compromesse dalle
voci che circolavano sulla relazione illecita che la loro madre aveva
con lui. Cio mi pesa, e si dovrebbe porvi rimedio con un formale
matrimonio disse alia Marie. Prova a immaginare di essere al mio
posto, per una volta.
Come incentivo, offri una m aggior quantita di denaro. Guadagneresti da questo cambiamento le disse. Sono disposto a fare piu
di quello a cui mi ero impegnato in precedenza. Avrebbe trasferito
seimila marchi in un fondo destinato ai ragazzi e aumentato i versamenti a 5600 marchi all'anno. Accontentandomi di un letto di paglia
cosi frugale, sto dimostrando che il benessere dei miei ragazzi mi sta
a cuore, al di sopra di ogni altra cosa al m ondo.
In cam bio voleva il diritto di far venire i figli a trovarlo a Ber
lino. Non sarebbero entrati in contatto con Elsa, prometteva solennemente. E aggiungeva perfino un impegno alquanto sorprendente:
non avrebbe vissuto con Elsa anche se si fossero sposati. Avrebbe
invece conservato il suo appartamento. Perche non rinuncero mai
all'abitudine di vivere da solo, che si e dim ostrata un vantaggio
indescrivibile.
La Marie non voile concedergli il diritto di avere i ragazzi in visita
a Berlino. Ma acconsenti in linea di massima - o almeno cosi penso
Einstein - a dare inizio alle trattative di divorzio.10
Come aveva promesso a Hans Albert, Einstein arrivo in Svizzera
all'inizio di aprile del 1916 per una vacanza pasquale di tre settimane,
e si stabili in un albergo vicino alia stazione ferroviaria di Zurigo.
All'inizio le cose andarono benissimo. I ragazzi vennero a trovarlo e
lo accolsero festosamente. Dall'albergo mando a Mileva un biglietto
di ringraziamento:
I miei complimenti per le buone condizioni dei nostri ragazzi. Sono
in una forma fisica e mentale cosi eccellente che non avrei potuto desiderare di meglio. E so che questo e dovuto in gran parte alia corretta
educazione che dai loro. Ti sono grato anche di non avermi allontanato
da loro. Sono venuti da me spontaneamente e affettuosamente.
Mileva gli fece sapere che anche lei voleva vederlo. II suo scopo era
accertarsi che lui volesse veramente il divorzio e non fosse soltanto
sottoposto alle pressioni di Elsa. Sia Besso che Zangger cercarono di
combinare l'incontro, ma Einstein rifiuto. Una conversazione tra
noi non avrebbe alcuno scopo e potrebbe servire soltanto a riaprire
vecchie ferite scrisse in un biglietto alia M arie.11

Divorzio

225

Einstein portd con se Hans Albert da solo, come voleva il ragazzo,


per quella che doveva essere un'escursione a piedi di dieci giorni
in una localita di m ontagna che si affacciava sul lago di Lucerna.
Furono sorpresi da una bufera di neve fuori stagione che li confino
nel rifugio, il che all'inizio piacque a tutti e due. Siam o bloccati
dalla neve a Seelisberg ma ci stiam o divertendo im m ensam ente
scrisse Einstein a Elsa. I1 ragazzo mi incanta, specialmente con le sue
domande intelligent e il suo modo di fare accomodante. Non ci sono
contrasti tra noi. Purtroppo ben presto il maltempo, e forse anche la
vicinanza forzata, divennero opprimenti, e tornarono a Zurigo con
qualche giorno di anticipo.12
Di nuovo a Zurigo, le tensioni si riacuirono. Una m attina Hans
Albert ando a trovare suo padre all'istituto di fisica per assistere a un
esperimento. Fu abbastanza piacevole, ma al momento di andarsene
per il pranzo il ragazzo insistette perche il padre passasse da casa a
fare almeno una visita di cortesia a Mileva.
Einstein rifiuto. Hans Albert, che stava per compiere dodici anni,
si arrabbid e disse che non sarebbe tomato nel pomeriggio per la fine
delTesperimento a meno che suo padre non assumesse un atteggia
mento piu conciliante. Einstein non cedette. Questo e il punto a cui sono
rimaste le cose riferi a Elsa una settimana dopo, il giorno in cui parti da
Zurigo. E da allora non ho piu visto nessuno dei due bambini.13
In seguito a questo episodio la Marie entro in una crisi emotiva e fisica.
Nel luglio 1916 ebbe una serie di piccoli problemi cardiaci, accompagnati
da grave angoscia, e il suo medico le consiglio di rimanere a letto. I
bambini andarono ad abitare dai Besso, e poi a Losanna dall'amica di
Mileva Helene Savic, che stava passando li gli anni di guerra.
Besso e Zangger cercarono di convincere Einstein a venire da Ber
lino a trovare i figli. Ma Einstein fece resistenza. Se vado a Zurigo,
mia moglie pretendera di vedermi scrisse a Besso. Questo dovrei
rifiutarlo, in parte per una decisione irrevocabile e in parte anche
per risparmiarle l'agitazione. Inoltre sai che i rapporti personali tra
i bambini e me si sono talmente deteriorati durante la mia visita di
Pasqua (dopo un inizio molto promettente) che non so assolutamente
se la mia presenza sarebbe rassicurante per loro.
Einstein suppose che la malattia della moglie fosse in gran parte
di natura psicologica e forse anche un po' simulata. Non e possibile
che sia tutta una questione di nervi? chiese a Zangger. Con Besso
fu piu schietto: Ho il sospetto che vi stia menando entrambi per il
naso, approfittando della vostra bonta d'anim o. Non ha paura di
usare tutti i mezzi quando vuole ottenere qualcosa. Non avete idea

226

Einstein

dell'astuzia congenita di quella donna.14 La madre di Einstein era


d'accordo. Mileva non e mai stata cosi malata come tu sembri credere disse a Elsa.15
Einstein chiese a Besso di tenerlo informato sulla situazione e fece
un tentativo di umorismo scientifico dicendo che i suoi rapporti non
dovevano necessariamente avere continuita logica visto che cid
e ammissibile nell'era della teoria quantistica. Besso non stette al
gioco, e scrisse ad Einstein una lettera severa in cui diceva che la
condizione di Mileva non era un inganno, ma era invece causata
dalla tensione emotiva. La moglie di Besso, Anna, fu ancora piu dura
e aggiunse alia lettera un poscritto in cui si rivolgeva ad Einstein con
il pronome formale Sie.16
Einstein ritiro l'insinuazione che la Marie stesse simulando la malattia, ma protestd che la sua sofferenza era ingiustificata. Conduce una
vita senza preoccupazioni, ha con se i suoi due adorati ragazzi, vive
in un quartiere favoloso, fa quello che le pare del suo tempo, e passa
innocentemente per la parte senza colpe scrisse a Besso.
Fu com unque particolarm ente colpito dal gelido poscritto, che
erroneamente pensava venisse da Michele invece che da Anna Besso.
Cosi aggiunse a sua volta un poscritto: Ci siamo capiti bene per
vent'anni. E adesso vedo che stai maturando del rancore nei miei
confronti per una donna che non ha nulla a che fare con te. Resisti a
questo sentimento!. Piu tardi quello stesso giorno si rese conto di
aver scambiato il duro poscritto di Anna per una cosa scritta da suo
marito, e subito spedi un altro biglietto scusandosi con lui.17
Su consiglio di Zangger, Mileva si ricovero in una casa di cura.
Einstein era ancora restio ad andare a Zurigo, sebbene i ragazzi fossero a casa da soli con una cameriera, ma disse a Zangger che avrebbe
cambiato idea, se tu pensi che sia il caso. Zangger non era del parere.
La tensione da entrambe le parti e troppo grande spiego a Besso,
che fu d'accordo.18
Nonostante ratteggiam ento distaccato, Einstein amava i suoi figli
e si sarebbe sempre preso cura di loro. Chiese a Zangger di far loro
sapere che li avrebbe presi con se se la loro madre fosse morta. Alleverei io stesso i due ragazzi disse. Li farei studiare a casa, per
quanto possibile sotto la mia personale guida. In diverse lettere dei
mesi successivi Einstein descrisse le sue varie idee e fantasie per far
studiare a casa i figli, quello che avrebbe insegnato loro, e perfino
il tipo di passeggiate che avrebbero fatto. Scrisse a Hans Albert per
assicurargli che pensava continuamente a loro due.19
Ma Hans Albert era cosi arrabbiato, o cosi ferito, che aveva smesso

Divorzio

227

di rispondere alle lettere del padre. Credo che i sentimenti che ha per
me siano scesi sotto il punto di congelamento lamentava Einstein
con Besso. Nella stessa situazione, avrei reagito nello stesso modo.
Dopo che tre lettere al figlio rimasero senza risposta in tre mesi, Ein
stein gli scrisse in tono sconsolato: Non ti ricordi piu di tuo padre?
Non ci vedremo mai piu?.20
Alla fine il ragazzo rispose inviandogli un disegno di una barca che
stava costruendo con del legno da intaglio. Descrisse anche il ritom o
di sua madre dalla casa di cura. Quando la mamma e tom ata a casa,
abbiamo fatto una festa. Io mi ero esercitato in una sonata di Mozart,
e Tete aveva imparato una canzone. 21
Einstein fece una concessione alia tristezza delle circostanze: decise
di rinunciare a chiedere il divorzio alia Marie, almeno per il momento.
Cio parve contribuire alia guarigione della donna. Faro in modo
che non abbia piu alcun problema da parte mia disse a Besso. Ho
rinunciato a procedere con il divorzio. E adesso tom iam o alle questioni scientifiche!22
In effetti, ogni volta che i problemi personali cominciavano a pesargli
trovava rifugio nel lavoro, che gli faceva da scudo e gli consentiva di
evadere. Come disse a Helene Savic, probabilmente con lo scopo che
la notizia arrivasse alia sua arnica Mileva, aveva intenzione di ritirarsi
nella riflessione scientifica. Sono un po' come un uomo lungimirante
che e affascinato dall'orizzonte sconfinato e che si preoccupa di cio
che c'e in primo piano soltanto quando un corpo opaco gli impedisce
di guardare lontano.23
Cosi anche mentre la battaglia personale infuriava, la scienza gli
dava conforto. Nel 1916 ricomincio a occuparsi del quanto. Scrisse
anche un'esposizione formale della teoria della relativita generale,
che era assai piu esauriente, e un po' piu comprensibile, di cio che
era sgorgato nelle conferenze settimanali durante la gara con Hilbert
il novembre precedente.24
In aggiunta diede alle stampe una versione ancora piu comprensi
bile: un libro per il lettore profano, Relativita. Esposizione divulgativa,
che ha ancora oggi vasta diffusione. Per essere sicuro che l'uom o
comime potesse comprenderlo, lo lesse ad alta voce pagina per pagina
alia figlia di Elsa, M argot, sofferm andosi spesso per chiederle se
effettivamente aveva capito. Si, Albert rispondeva invariabilmente
la ragazza, anche se (come confido ad altri) trovava l'intera faccenda
assolutamente frustrante.25
La capacita della scienza di servire come rifugio dalle emozioni
dolorose fu uno dei temi di una conferenza che Einstein tenne per la

228

Einstein

celebrazione del sessantesimo compleanno di Max Planck. Apparentemente riferite a Planck, le sue parole parvero rivelare piuttosto qual
cosa su lui stesso. Una delle ragioni che spingono gli uomini all'arte
e alia scienza e il desiderio di sfuggire alia desolata tristezza e alle
sofferenze della vita quotidiana disse Einstein. Simili uomini fanno
di questo cosmo e della sua intima struttura il pemo della propria
vita emotiva, alia ricerca di quel genere di sicurezza e di pace che non
e possibile trovare nell'angusto vortice dell'esperienza personale.26
La trattativa
All'inizio del 1917 tocco ad Einstein cadere malato. Gli vennero dei
dolori di stomaco, che inizialmente credette fossero causati dal cancro.
Ora che la sua missione era compiuta, la morte non lo spaventava.
Disse all'astronomo Freundlich che non era preoccupato di morire
poiche ormai aveva portato a termine la sua teoria della relativita.
Freundlich invece si preoccupo per l'amico, che aveva ancora sol
tanto trentotto anni. Mando Einstein da un dottore, il quale diagnostico una malattia cronica dello stomaco, che veniva aggravata dalla
penuria di cibo dovuta alia guerra, e gli prescrisse una dieta a base di
riso, pasta e pane biscottato, della durata di quattro settimane.
I disturbi di stomaco lo avrebbero debilitato per i quattro anni suc
cessive e poi si sarebbero protratti per il resto della sua vita. Viveva
da solo e aveva difficolta a prepararsi pasti adeguati. Da Zurigo
Zangger gli mandava dei pacchi per permettergli di seguire la dieta
prescritta, ma nel giro di due mesi Einstein aveva perso oltre venti
chili. Alla fine, nell'estate del 1917, Elsa riusci ad affittare un secondo
appartamento nell'edificio in cui abitava, e lo fece trasferire li in modo
da averlo come vicino e compagno di cui prendersi cura.27
Elsa era felice di andare in cerca del cibo che dava conforto a Ein
stein. Era piena di risorse e abbastanza ricca da potersi procurare
le uova, il burro e il pane che voleva, anche se la guerra rendeva
questi prodotti difficili da rinvenire. Cucinava per lui ogni giom o,
lo adorava, gli trovava perfino i sigari. I suoi genitori contribuivano
invitandoli entrambi a casa loro per dei pasti sostanziosi.28
Anche la salute del figlio minore di Einstein, Eduard, era peggiorata. Ancora una volta soffriva di febbri e all'inizio del 1917 ebbe una
polmonite. Dopo aver ricevuto una prognosi medica pessimistica,
Einstein si lamento con Besso: La condizione di mio figlio minore
mi deprime profondamente. E impossibile che diventi una persona

Divorzio

229

pienamente sviluppata. Chissa se non sarebbe meglio per lui andarsene prima di conoscere a fondo la vita.
Con Zangger rimugino sul metodo spartano - abbandonare i
bambini malaticci su una m ontagna in modo che morissero - ma poi
disse che non poteva accettarlo. Promise invece che avrebbe pagato
qualimque cifra si fosse resa necessaria per far curare Eduard, e incarico Zangger di m andarlo in qualsiasi struttura sanitaria gli sembrasse meglio. Anche se in cuor tuo pensi che ogni sforzo sia inutile,
mandacelo lo stesso, in modo che mia moglie e il mio Albert pensino
che si sta facendo qualcosa.29
Q uell'estate torno in Svizzera per portare Eduard in un sanatorio
nel villaggio alpino di Arosa. La sua capacita di servirsi della scienza
per elevarsi al di sopra dei travagli personali e testimoniata da una
lettera che invio all'am ico fisico Paul Ehrenfest: I1 piccolo e di salute
molto cagionevole e deve andare ad Arosa per un anno. Anche mia
moglie e malaticcia. Preoccupazioni e ancora preoccupazioni. Pero
ho scoperto una bella generalizzazione della legge quantistica di
Sommerfeld-Epstein.30
Hans Albert accompagno il padre nel viaggio per portare Eduard
ad Arosa, e poi lo raggiunse a Lucem a, dove il padre era ospite della
sorella Maja e del cognato Paul Winteler. Li trovo suo padre costretto
a letto dai dolori di stom aco, ma lo zio Paul lo porto a fare delle
escursioni. Gradualmente, pur con qualche momento burrascoso, il
rapporto di Einstein con suo figlio maggiore si stava ristabilendo. La
lettera del mio Albert e stata la gioia piu grande che ho avuto nell'ultimo anno disse Einstein a Zangger. Avverto con grande felicita il
legame inti mo che c'e tra noi. Anche le preoccupazioni economiche
si stavano attenuando. Ho ricevuto dall'Accademia di Vienna un
premio di 1500 corone, che possiamo usare per le cure di Tete.31
Adesso che si era trasferito nello stesso edifico dove abitava Elsa e
che lei lo assisteva rimettendolo in salute, era inevitabile che la questione del divorzio dalla Marie tom asse in primo piano. Fu quanto
accadde all'inizio del 1918. I1 desiderio di fare un certo ordine nei
miei affari privati mi spinge a proporti per la seconda volta il divorzio
scrisse a Mileva. Sono risoluto a fare di tutto per rendere possibile
tale passo. Questa volta l'offerta economica era ancora piu generosa.
Le avrebbe versato 9000 marchi in luogo di quello che nel frattempo
era diventato un sussidio annuale di 6000 marchi, con la condizione
che 2000 marchi sarebbero andati in un fondo per i figli.32
Quindi aggiunse un nuovo e sorprendente incentivo. Era convinto,
non senza buone ragioni, che prima o poi avrebbe ottenuto il premio

230

Einstein

Nobel. Anche se la comunita scientifica non aveva ancora acquistato


piena dimestichezza con la relativita ristretta, e ancor meno con la
recente teoria della relativita generale, che era priva di riscontri, alia
fine quei risultati sarebbero stati accettati. Oppure avrebbero ottenuto
il riconoscimento le sue pionieristiche intuizioni sui quanti di luce e
l'effetto fotoelettrico. E cosi fece alia Marie un'offerta sorprendente:
I1 premio Nobel - nel caso del divorzio e nel caso che mi venga
attribuito - verrebbe ceduto totalmente a te.33
Era una scommessa finanziariamente allettante. II premio Nobel
era allora, come oggi, assai consistente, anzi enorme. Nel 1918 era
di circa 135.000 corone svedesi, pari a 225.000 marchi tedeschi: oltre
37 volte quanto la Marie percepiva annualmente. Inoltre il marco
tedesco stava cominciando a crollare, mentre il premio Nobel sarebbe
stato pagato in stabile valuta svedese. Ma la cosa che piu colpiva
era che ci sarebbe stata una specie di riparazione simbolica: Mileva
aveva aiutato Einstein per gli articoli del 1905 con la matematica, la
correzione delle bozze e il sostegno domestico, e ora avrebbe potuto
ricevere parte della ricompensa.
Al primo momento Mileva si infurio. Esattamente due anni fa,
lettere come questa mi fecero piombare nello sconforto, da cui ancora
non riesco a uscire rispose. Perche non smetti mai di tormentarmi
cosi? Davvero non merito questo da te.34
Ma nel giro di qualche giomo comincio a valutare la situazione piu
freddamente. Era in un momento molto difficile della sua vita. Soffriva
di dolori, di stati ansiosi e di depressione. Suo figlio minore era in un
sanatorio. La sorella che era venuta ad aiutarla era caduta a sua volta in
depressione ed era stata ricoverata in una casa di cura. E suo fratello, che
prestava servizio come medico nelTesercito austriaco, era stato catturato
dai russi. Forse la fine dei conflitti con suo marito e la possibility della
sicurezza finanziaria sarebbero state la cosa migliore per lei. Cosi ne parlo
con il suo vicino Emil Ziircher, che era un aw ocato oltre che un amico.
A lcuni giorni dopo decise di accettare l'accordo. Fai in modo
che il tuo aw ocato scriva al dottor Ziircher come vede la cosa, come
dovrebbe essere il contratto rispose. Io devo lasciare le cose che mi
turbano a persone obiettive. Non voglio essere un ostacolo alia tua
felicita, se sei cosi deciso.35
I
negoziati proseguirono tramite lettere e tramite terzi per tutto il
mese di aprile. Sono curioso di vedere che cosa durera piu a lungo,
se la guerra mondiale o il nostro procedimento di divorzio si lagno
m oderatamente Einstein a un certo punto. Ma visto che le cose sta
vano andando nel modo voluto, aggiunse in tono gaio: A1 confronto,

Divorzio

231

questa nostra piccola faccenda e ancora di gran lunga la piu piacevole.


Cari saluti a te e baci ai ragazzi.
La questione principale era il denaro. La Marie si lam ento con
un'am ica che Einstein si com portava da tirchio (in realta non era
cosi) a causa di Elsa. Elsa e molto avida accusava Mileva. Le sue
due sorelle sono molto ricche, e lei e sempre invidiosa di loro. Ci fu
uno scambio di lettere sul modo esatto in cui sarebbe stato pagato il
denaro del futuro premio Nobel, sui diritti che sarebbero spettati ai
bambini, su cosa sarebbe accaduto se lei si fosse risposata, e anche su
quale compensazione Einstein avrebbe offerto nel caso improbabile
che il premio non gli fosse assegnato.36
Un altro punto controverso era se i suoi figli avrebbero potuto
fargli visita a Berlino. Sull'opposizione a questo Mileva non cedette.37
Infine, al termine del mese di aprile, fu Einstein ad arrendersi su que
sto punto. Sto cedendo sui bam bini perche ora credo che tu voglia
trattare le questioni in m odo conciliante disse. Forse in seguito
accetterai l'idea che i ragazzi possano venire qui senza restrizioni.
Per il momento li vedro in Svizzera.38
Date le cattive condizioni di salute di Mileva, Einstein aveva tentato di proporre un'altra opzione per i due ragazzi: che venissero a
vivere nella vicina Lucerna con sua sorella Maja e il marito di lei, Paul
Winteler. I Winteler erano disposti a prendersi cura dei nipoti, e un
giorno andarono in treno a Berna per verificare se si poteva organizzare la cosa. Ma quando arrivarono Zangger era assente, e siccome
volevano assicurarsi il suo aiuto prima di discutere la questione con
Mileva, Paul decise di andare a trovare la sua irascibile sorella Anna,
che era sposata con Michele Besso, per vedere se potesse offrire loro
una stanza per la notte.
Aveva pensato di non parlarle dello scopo della loro missione,
dato che Anna aveva un atteggiamento protettivo verso Mileva e una
forte tendenza ad accendersi d'indignazione per le cause giuste. Ma
indovino subito lo scopo della nostra venuta, riferi Maja al fratello
e quando Paul confermd i suoi sospetti riverso su di noi un torrente
di accuse, rimproveri e minacce.39
Cosi Einstein scrisse una lettera ad Anna cercando di ottenem e
l'appoggio. La Marie, sostenne, non era in grado di mandare avanti
una famiglia, date le sue condizioni. La cosa migliore sarebbe stata,
a suo dire, che Hans Albert andasse a vivere con Maja e Paul. Eduard
avrebbe potuto fare lo stesso oppure rimanere in una clinica dove si
respirasse aria di montagna finche le sue condizioni di salute non
fossero migliorate. Einstein si sarebbe accollato la spesa di tutto, com-

232

Einstein

presi i costi della permanenza di Mileva in un sanatorio di Lucerna,


dove avrebbe potuto vedere i figli ogni giorno.
Purtroppo Einstein commise l'errore di concludere la lettera supplicando Anna di aiutarlo a risolvere la situazione in modo che potesse
sposare Elsa e porre termine alia vergogna che la loro relazione stava
causando alle figlie di lei. Pensa alle due ragazze, le cui prospettive
di trovare marito vengono frustrate scrisse. Una volta metti una
buona parola per me con Miza [la Marie] e falle capire come sia crudele complicare la vita degli altri senza ragione. 40
Anna rispose immediatamente che era Elsa l'egoista. Se Elsa non
voleva rendersi cosi v ulnerable, non avrebbe dovuto correrti dietro
tanto ostentatamente.41
In verita Anna aveva un carattere piuttosto difficile, e presto ebbe un
dissidio anche con la Marie. Ha tentato di intromettersi nei miei affari
in un modo che rivela una potenziale malevolenza sul piano umano
lamentd Mileva con Einstein. Se non altro, l'incidente contribui a migliorare i rapporti tra gli Einstein. Vedo dalla tua lettera che anche tu hai
avuto problemi con Anna Besso scrisse Albert alia Marie subito dopo
che si furono accordati sui termini del divorzio. Mi ha scritto lettere
cosi impertinenti che ho interrotto ogni corrispondenza con lei.42
Ci sarebbero voluti ancora alcuni mesi prima che la sentenza di
divorzio potesse diventare definitiva, ma ora che le trattative erano
concluse tutti sem bravano sollevati dalla prospettiva di una fine
della vicenda. La salute della Marie miglioro quanto bastava perche
i bambini rimanessero con lei,43 e le lettere che venivano scambiate
tra Berlino e Zurigo divennero piu amichevoli. Tra me e mia moglie,
tramite la corrispondenza sul divorzio, si e stabilito un rapporto soddisfacente! disse Einstein a Zangger. Un/occasione davvero strana
per una riconciliazione.44
La distensione significava che Einstein aveva una scelta per le
vacanze estive del 1918: andare a trovare i figli a Zurigo, oppure godersi
una vacanza meno stressante con Elsa. Scelse la seconda altemativa,
anche perche il suo medico gli aveva sconsigliato un soggiomo in altitudine, e per sette settimane rimase con Elsa nella stazione climatica
di Aarenshoop sul mar Baltico. Porto con se qualche lettura leggera
da spiaggia e i Prolegomeni di Immanuel Kant, passo innumerevoli
ore a riflettere sul problema dei quanti e se la godette rilassandosi e
riprendendosi dai disturbi di stomaco. Niente telefono, niente impegni, tranquillita assoluta scrisse a un amico. Me ne sto disteso sulla
spiaggia come un coccodrillo, mi lascio arrostire dal sole, non guardo
nemmeno i giornali e me ne infischio del cosiddetto mondo.45

Divorzio

233

Da questa improbabile vacanza cerco di rabbonire Hans Albert,


il quale gli aveva scritto che sentiva la mancanza di suo padre. Per
piacere, dimmi almeno perche non vieni gli chiedeva.46 La spiega
zione di Einstein era inconsistente e sulla difensiva:
Puoi facilmente immaginare perche non sono potuto venire. Quest'invemo sono stato talmente malato che sono dovuto rimanere a letto per piu
di due mesi. Ogni pasto deve essere cucinato a parte per me. Non posso
fare movimenti bruschi. Cosi non avrei potuto ne fare una passeggiata
con te ne mangiare in albergo... Oltre a questo avevo bisticciato con Anna
Besso, e non volevo essere un'altra volta di peso per il signor Zangger, e
infine dubitavo che la mia venuta ti importasse molto.47
II
figlio fu comprensivo. Gli scrisse lettere piene di notizie e di idee,
tra cui una descrizione e uno schizzo di un treno monorotaia in cui
era inserito un pendolo che, oscillando, avrebbe interrotto il circuito
elettrico ogniqualvolta il treno si fosse inclinato troppo.
Einstein aveva ingiustam ente rimproverato Hans Albert per non
aver trovato il modo di andarlo a trovare in Germania durante le
vacanze. La visita avrebbe richiesto che la Marie derogasse alia clausola dell'accordo di separazione che escludeva viaggi simili, e comportava problemi pratici insormontabili. La mia venuta in Germania
sarebbe quasi piu im possibile della tua venuta qui, scrisse Hans
Albert perche dopotutto sono l'unico della fam iglia in grado di
andare in giro a fare acquisti.48
Cosi Einstein, desideroso di essere piu vicino ai figli, fu brevemente tentato di tornare a Zurigo. Durante la vacanza sul Baltico di
quell'estate del 1918 prese in considerazione un'offerta congiunta
dell'U niversita di Zurigo e del suo vecchio Politecnico. Lei puo
definire il suo incarico qui esattamente come vuole gli scrisse il fisico
Edgar Meyer. E lui commento scherzosamente con Besso: Come sarei
stato felice diciotto anni fa di un miserabile posto di assistente!.49
Einstein ammise di essere tormentato dalla scelta. Zurigo era la
sua vera patria, e la Svizzera era l'unico paese per il quale sentisse
una certa affinita. Inoltre sarebbe stato vicino ai suoi figli.
Ma c'era una difficolta. Se si fosse trasferito vicino ai figli sarebbe
stato vicino pure alia loro madre. Anche per Einstein, che sapeva
mettersi al riparo dalle emozioni, sarebbe stato difficile mettere su
famiglia con Elsa nella stessa citta dove c'era la sua prima moglie.
Le mie piu grandi difficolta personali persisterebbero se piantassi le
tende di nuovo a Zurigo, disse a Besso anche se sembra allettante
essere vicino ai miei bam bini.50

234

Einstein

Elsa si oppose risolutam ente al progetto, addirittura inorridita.


Chiese ad Einstein di prometterle che non sarebbe accaduto. Lui si
preoccupava molto dei desideri di Elsa, e quindi abbandono l'idea
di un trasferimento a tempo pieno a Zurigo.
Si risolse invece a qualcosa che solitamente evitava: un compromesso. Mantenne il posto a Berlino e accetto rincarico di professore
ospite a Zurigo, dove avrebbe fatto visite della durata di un mese due
volte all'anno. Questa soluzione, pensava, avrebbe potuto assicurargli
il meglio di entrambi i mondi.
In quello che parve un eccesso di cautela tipicam ente svizzero,
le autorita di Zurigo approvarono il contratto per le lezioni, che
prevedeva il rim borso delle spese di Einstein, ma non una retribuzione, a titolo di prova. In realta si dim ostrarono avvedute:
le lezioni di Einstein all'in izio richiam arono un vasto u ditorio,
ma alia fine la frequenza scem o e in capo a due anni sarebbero
state sospese.
II socialdemocratico
Che cosa sarebbe finito prima, aveva chiesto semischerzosamente
Einstein alia M arie, la guerra m ondiale o il loro procedim ento di
divorzio? Ando a finire che entram bi giunsero a una caotica conclu sione n eg li ultim i m esi del 1918. M entre il R eich tedesco si
sgretolava nel novem bre di quell'anno, una rivolta dei m arinai di
Kiel dilago in uno sciopero generale e in un'insurrezione popolare.
Lezione cancellata a causa della rivoluzione annoto Einstein nel
suo registro il 9 novembre, il giorno in cui i dim ostranti occuparono
il Reichstag e il Kaiser abdico. Quattro giorni piu tardi un consiglio
rivoluzionario operai-studenti prese il controllo dell'U niversita di
Berlino e incarcero i presidi di facolta e il rettore.
Con lo scoppio della guerra Einstein era diventato, per la prima
volta, un personaggio dichiaratamente pubblico impegnato a favore
deH'intemazionalismo, del federalismo europeo e della resistenza al
militarismo. Ora l'aw en to della pace indirizzo il suo pensiero politico
verso questioni di carattere piu interno e sociale.
Fin dalla giovinezza, come ammiratore di Jost Winteler e amico di
Friedrich Adler, Einstein era stato attratto dall'ideale del socialismo
oltre che da quello della liberta individuale. La rivoluzione berlinese
- capeggiata da un'accolita di socialisti, consigli operai, comunisti e
altri personaggi di sinistra - lo pose di fronte a casi in cui i due ideali
entravano in conflitto.

Divorzio

235

Per il resto della sua vita Einstein avrebbe professato un socialismo


democratico con una base liberale e antiautoritaria. Era un fautore
dell'uguaglianza, della giustizia sociale e dell'um anizzazione del
capitalismo. Ed era un ardente difensore degli oppressi. Ma allorche un rivoluzionario qualsiasi mostrava una tendenza alia volonta
bolscevica di imporre un controllo centralizzato, o quando un regime
come quello della Russia gli appariva autoritario, il suo amore istintivo per la liberta individuale provocava regolarmente una reazione
sdegnata.
I1 socialismo per lui riflette il desiderio etico di eliminare l'abisso
spaventoso tra le classi e di costruire un sistema economico piu giusto scrisse il marito di una delle sue due figliastre a proposito delle
posizioni di Einstein negli anni '20. E tuttavia non puo accettare un
programma socialista. Apprezza troppo l'avventura della solitudine
e la felicita della liberta per accogliere un sistema che m inaccia di
eliminare completamente l'individuo.51
Fu un atteggiam ento che rim ase costante. La filosofia politica
fondamentale di Einstein non subi alcun mutamento significativo nel
corso della sua vita disse Otto Nathan, un socialista, che divenne
amico intimo di Einstein e poi curatore delle sue opere dopo il suo tra
sferimento in America. Accolse con favore gli sviluppi rivoluzionari
nella Germania del 1918 a causa del suo interesse per il socialismo e
in particolare a causa della sua profonda e incondizionata devozione
alia democrazia. Alla base del suo pensiero politico c'era il riconoscimento della dignita dell'individuo e la salvaguardia della liberta
politica e intellettuale.52
Quando gli studenti rivoluzionari di Berlino arrestarono il rettore
e i presidi di facolta, Einstein ebbe occasione di mettere in pratica
questa filosofia. II fisico Max Born quel giorno era a letto con l'influenza quando il suo telefono squillo. Era Einstein che stava andando
all'universita a vedere che cosa poteva fare per ottenere il rilascio
del rettore e dei presidi, e insistette che Born si alzasse dal letto e lo
accompagnasse. Arruolarono anche un terzo amico, il pioniere della
psicologia della Gestalt, M ax Wertheimer, forse nella convinzione
che il suo settore di competenza potesse essere piu utile della fisica
teorica ai fini della loro missione.
I tre presero il tram dalla casa di Einstein al Reichstag, dove erano
riuniti gli studenti. Sulle prime furono bloccati da una fitta ressa, ma la
folia si apri quando Einstein fu riconosciuto, ed essi furono introdotti
in una sala di riunione dove si adunava il soviet degli studenti.
II presidente li saluto e li prego di attendere mentre il gruppo finiva

236

Einstein

di mettere a punto i nuovi statuti per il governo dell'universita. Poi


si rivolse ad Einstein. Prima di dare seguito alia sua richiesta di
parlare, professor Einstein, mi consente di chiederle che cosa pensa
dei nuovi regolamenti?
Einstein tacque per un momento. Certe persone sono istintivamente portate a evitare di compromettersi con le parole, a cercare di
compiacere i loro ascoltatori e a godersi l'agio del conformismo. Non
era cosi per Einstein, che infatti rispose in tono critico: Ho sempre
pensato che il maggior pregio dell'ordinamento universitario tede
sco consista nella liberta accademica, per cui al docente non viene
prescritto in alcun modo che cosa debba insegnare, e lo studente
pud scegliere, senza troppi controlli e vigilanze, i corsi che intende
seguire. A quanto sembra i vostri nuovi statuti aboliscono tutto cio
... Mi dispiacerebbe se l'antica liberta venisse meno. A quel punto,
secondo il racconto di Born, segui un silenzio im barazzato tra i
giovani detentori del potere.
Che non facilito la sua missione. Dopo qualche discussione gli
studenti decisero che non avevano l'autorita per rilasciare il rettore
e i presidi. Cosi Einstein e gli altri andarono al palazzo della Cancelleria del Reich a cercare qualcuno che l'avesse. Riuscirono a trovare
il neoeletto presidente della Repubblica, che sembrava assillato da
altre questioni e sconcertato, e si mostro perfettamente disposto a
scribacchiare un appunto in cui ordinava il rilascio.
Funziono. I tre riuscirono a liberare i colleghi, e, come racconto
Bom , lasciarono il palazzo della Cancelleria di ottimo umore, con la
sensazione di aver preso parte a un evento storico e con la fiducia che
il regno dell'arroganza prussiana ... fosse terminato per sempre.53
Einstein poi raggiunse una riunione di massa della rinata Bund
Neues Vaterland, dove lesse un discorso di due pagine che aveva
portato con se all'incontro con gli studenti. Definendosi un sostenitore di vecchia data della democrazia, ribadi che i suoi sentimenti
socialisti non lo rendevano favorevole ai controlli di stile sovietico.
Tutti i veri democratici devono stare in guardia perche la vecchia
tirannia di classe della destra non sia sostituita da una nuova tirannia
di classe della sinistra disse.
Qualcuno a sinistra insistette che la democrazia, o almeno la democrazia liberale multipartitica, doveva essere messa da parte finche le
masse non fossero state istruite e una nuova coscienza rivoluzionaria
si fosse affermata. Einstein dissenti. Non fatevi sedurre dall'idea
che sia temporaneamente necessaria una dittatura del proletariate
per inculcare il concetto di liberta nelle teste dei vostri compatrioti

Divorzio

237

disse all'uditorio. Denuncid invece il nuovo govem o di sinistra della


Germania come dittatoriale, e chiese che convocasse imm ediata
mente libere elezioni, cosi eliminando al piu presto possibile tutti i
timori di una nuova tirannia.54
Anni dopo, quando Adolf Hitler e i suoi nazisti erano al potere,
Einstein avrebbe ricordato con ram m arico quel giorno a Berlino.
Ti ricordi ancora di quella volta, circa venticinque anni fa, che ci
recammo insieme in tram al Reichstag, convinti di poter effettiva
mente contribuire a fare di quella brava gente degli onesti democratici? scrisse a Bom . Per essere dei quarantenni, eravamo dei begli
ingenui!55
Matrimonio con Elsa
Subito dopo la fine della guerra ebbe termine anche il procedimento
di divorzio di Einstein. Nel corso di tale procedimento dovette fornire
una deposizione in cui ammetteva l'adulterio. II 23 dicembre 1918
comparve di fronte a una corte a Berlino, si alzo davanti a un m agi
strate e dichiaro: Vivo da circa quattro anni e mezzo insieme a mia
cugina, la vedova Elsa Einstein divorziata dal defunto signor Lowenthal, e da allora ho avuto con lei rapporti intimi continuativi.56
Quasi a dam e dimostrazione, porto con se Elsa quando ando a
Zurigo il mese successivo per tenervi la prima serie di conferenze. La
sua prolusione, a differenza delle lezioni successive, era cosi affollata
che, con fastidio di Einstein, un funzionario fu posto alia porta per
impedire l'accesso ad ascoltatori non autorizzati. Hans Albert venne a
fargli visita in albergo, presumibilmente in assenza di Elsa, e Einstein
passo qualche giorno ad Arosa, dove Eduard era ancora convalescente
in un sanatorio.57
Rimase a Zurigo fino al 14 febbraio, quando comparve di fronte
a tre m agistrati locali che emisero il decreto di divorzio definitivo.
Esso comprendeva le clausole relative all'eventuale premio Nobel.
Nella sua deposizione Einstein aveva definito la propria appartenenza religiosa con la parola dissidente, ma nel decreto l'impiegato
lo designo come mosaico. Anche la Marie fu definita mosaica,
sebbene fosse nata e rimasta cristiana ortodossa serba.
Com 'era consuetudine, il decreto conteneva l'ingiunzione che al
convenuto [Einstein] e fatto divieto di contrarre un nuovo matrimonio
per un periodo di due anni.58 Einstein non aveva nessuna intenzione
di rispettare tale clausola. Aveva deciso che avrebbe sposato Elsa, e
cosi fece dopo quattro mesi.

238

Einstein

La decisione di risposarsi fu accompagnata da un episodio che,


se vero, risulterebbe singolare anche con i criteri della sua insolita
dinamica familiare. Protagonisti la figlia di Elsa Einstein, Ilse, e lo
spregiudicato Georg Nicolai.
Ilse, che allora aveva ventun anni, era la maggiore delle due figlie di
Elsa. Einstein l'aveva assunta come segretaria del costituendo Kaiser
Wilhelm-Institut fur Physik che avrebbe dovuto creare (l'unico scienziato che era stato reclutato fino ad allora era il suo fedele astronomo
Freundlich). Di un'ardente, idealistica bellezza da cigno, Ilse aveva
un fascino straordinario, cui la perdita parziale della vista per un
incidente a un occhio subito da bambina aveva aggiunto maggiore
grazia. Era attratta, come una falena dalla fiamma, dall'estremismo
politico e dagli uomini carismatici.
Cosi non parve sorprendente che si innamorasse di Georg Nicolai,
che aveva collaborate con Einstein nel 1914 per la risposta all'Appello al mondo colto degli intellettuali tedeschi. Tra le altre cose,
Nicolai era un medico specializzato in elettrocardiogrammi, che aveva
occasionalmente curato Elsa. Brillante e sommamente egocentrico,
dotato di un forte appetito sessuale, era nato in Germania ed era vissuto a Parigi e in Russia. Durante una visita in Russia aveva tenuto
un elenco delle donne con cui aveva avuto rapporti sessuali, il cui
numero ammontava a sedici, comprese due coppie madre-figlia.
Ilse si innamord di Nicolai e delle sue idee politiche. Oltre a essere,
almeno per breve tempo, sua amante, lo aiuto a dattiloscrivere e a diffondere le sue lettere di protesta. Contribui anche a convincere Einstein
a sostenere la pubblicazione del volume pacifista di Nicolai, La biologia
della guerra, che comprendeva il loro sfortunato appello del 1914 e una
raccolta di scritti libera li di Kant e di altri autori classici tedeschi.59
Da principio Einstein aveva sostenuto il progetto di pubblicazione,
ma airin izio del 1917 aveva definite l'idea del tutto disperata.
N icolai, che era stato arruolato com e sem plice aiutante di sanita
nell'esercito tedesco, in qualche modo pensava che Einstein avrebbe
finanziato l'impresa, e continuava a tormentarlo. Nulla e piu difficile
che dire di no a Nicolai gli scrisse Einstein, rivolgendoglisi in terza
persona. L'uomo, che in altre cose e talmente sensibile che perfino
l'erba che cresce e un gran baccano per lui, sembra quasi sordo quando
il suono comporta un rifiuto.60
In una delle sue visite a Nicolai, Ilse gli aveva detto che Einstein
aveva in animo di sposare sua madre. Nicolai, un esperto nell'arte
di frequentare madre e figlia, disse a Ilse che Einstein si sbagliava.
Avrebbe dovuto sposare Ilse invece di sua madre.

Divorzio

239

Non e chiaro a quale gioco psicologico stesse giocando con la mente


della sua giovane amante. E parimenti non e chiaro a quale gioco
psicologico lei stesse giocando con la mente di lui, o con la propria,
quando gli scrisse una lettera in cui riferiva con molti particolari
come la questione Ilse-o-Elsa fosse improvvisamente diventata un
problema reale per Einstein. La lettera e talm ente sorprendente e
strana che vale la pena di citarla per esteso:
Sei la sola persona a cui posso confidare cio che segue e l'unica che
possa darmi consiglio ... Ricordi che di recente abbiamo parlato del
matrimonio di Albert e mamma, e che tu mi hai detto che ritenevi piu
appropriato un matrimonio tra Albert e me. Non ci ho mai pensato
seriamente fino a ieri. Ieri la questione se Albert volesse sposare la
mamma o me e stata sollevata d'improwiso. Da principio era emersa
in modo semischerzoso, ma nel giro di qualche minuto e diventata un
problema serio che ora deve essere esaminato e discusso ampiamente
e a fondo. Albert rifiuta di prendere qualsiasi decisione, ed e pronto
a sposare sia me che la mamma. Io so che Albert mi ama moltissimo,
forse piu di quanto fara mai qualsiasi altro uomo. Me l'ha detto lui
stesso ieri. D'altra parte, potrebbe anche preferire me come moglie,
dato che sono giovane e potrebbe avere dei bambini da me, il che
naturalmente non vale certo nel caso della mamma; ma e di gran lunga
troppo corretto e ama troppo la mamma anche solo per parlame. Tu
conosci i miei rapporti con Albert. Gli voglio un bene grandissimo;
ho il massimo rispetto per lui come persona. Se mai sono esistiti vera
amicizia e cameratismo tra due esseri di tipo diverso, quelli sono con
assoluta certezza i miei sentimenti verso Albert. Ma non ho mai sentito
il minimo desiderio di stargli vicino fisicamente. Cio non vale nel suo
caso, almeno in tempi recenti. Una volta mi ha confessato quanto gli
sia difficile controllarsi. Ma ora credo che i miei sentimenti nei suoi
confronti non siano sufficienti per la vita coniugale... La terza persona
ancora da menzionare in questa faccenda strana e di certo altamente
comica sarebbe mia madre. Per il momento, siccome ancora non crede
fino in fondo che io faccia dawero sul serio, mi ha consentito di scegliere del tutto liberamente. Se si rendesse conto che io potrei essere
veramente felice soltanto con Albert, di sicuro si farebbe da parte per
amore mio. Ma sarebbe certamente duro e penoso per lei. E allora
non so se sarebbe dawero giusto che io - dopo tutti gli anni in cui
ha lottato - dovessi entrare in competizione con lei sul posto che si
e guadagnata, ora che finalmente e alia meta. I filistei come i nonni
naturalmente inorridiscono di questi nuovi progetti. Mia madre sarebbe
presumibilmente disonorata e altre cose sgradevoli di questo tipo ...
Anche Albert pensava che se non volessi avere un figlio da lui sarebbe
meglio per me non sposarlo. E io dawero non ho questo desiderio. Ti

240

Einstein

sembrera strano che io, una sciocchina di vent'anni, debba decidere su


una questione cosi seria; quasi non ci credo io stessa e mi sento anche
molto infelice di doverlo fare. Aiutami! Tua Ilse.61
In cima alia prima pagina Ilse scrisse in grande: Per piacere, distruggi
questa lettera subito dopo averla letta!. Ma Nicolai non lo fece.
Era tutto vero? Era vero a meta? La verita era relativa all'osservatore? L'unica prova che abbiamo di un'incertezza di Einstein tra madre
e figlia e questa lettera. Nessun altro, ne allora ne in ricordi successivi,
menziond mai la questione. La lettera fu scritta da una giovane donna
appassionata e innamorata a un seducente casanova di cui desiderava
le attenzioni. Forse fu solo una sua fantasia, oppure un sotterfugio per
suscitare la gelosia di Nicolai. Come accade per gran parte della natura,
e specialmente della natura umana, la realta sottostante, ammesso che
esista qualcosa di simile, non sempre e conoscibile.
Ando a finire che Einstein sposo Elsa nel giugno 1919, e Ilse rimase
in intimita con entrambi.
1 rapporti familiari di Einstein parvero m igliorare su tutti i fronti.
II mese immediatamente successivo ando a Zurigo a trovare i figli, e
rim ase con Hans Albert nell'appartam ento della prim a m oglie, che
era temporaneam ente assente. Elsa sembrava preoccupata di quella
sistem azione, ma lui la rassicuro in alm eno due lettere che la Marie
non sarebbe stata granche presente. Aver messo la tenda nella tana
della leonessa si sta dim ostrando molto utile, diceva in una di esse
e non c'e da aver paura che capiti qualche incidente. Insiem e
Einstein e H ans A lbert andarono in barca a vela, fecero m usica
e costruirono un m odellino di aereo. I1 ragazzo mi da una gioia
indescrivibile scrisse Einstein a Elsa. E assai diligente e tenace in
tutto quello che fa. E suona anche il piano m olto bene.62
I rapporti con la sua prima famiglia adesso erano cosi tranquilli
che, durante la visita del luglio 1919, penso ancora una volta che
forse avrebbe dovuto trasferirsi li con Elsa e le sue figlie. Cio mise
in grande agitazione Elsa, che non fece mistero dei suoi sentimenti.
Einstein batte in ritirata. Va bene, rimarremo a Berlino la rassicuro.
Quindi tranquillizzati e non avere paura !63
II secondo matrimonio di Einstein era diverso dal primo. Non era
un rapporto romantico o appassionato. Fin dall'inizio Albert ed Elsa
ebbero camere da letto separate, alle estremita opposte del loro ampio
appartamento berlinese. E non era neppure un rapporto intellettuale.
Comprendere la relativita, disse Elsa piu tardi, non e necessario per
la mia felicita.64

Divorzio

241

D'altro canto Elsa aveva doti di carattere pratico che spesso mancavano a suo marito. Parlava bene il francese e l'inglese, il che le
consentiva di fare da interprete oltre che da responsabile organizzativo durante i viaggi. Non ho talenti di alcun tipo se non forse come
moglie e madre disse. I1 mio interesse per la matematica si limita
sostanzialmente ai conti di casa.65
Questa osservazione riflette la sua umilta e una sottile insicurezza,
ma le fa torto. Non era compito facile fare da moglie e da madre ad
Einstein, che aveva bisogno di entrambe, e neppure gestire le loro
finanze e la logistica. Elsa lo faceva con buon senso e calore. Anche
se, di tanto in tanto, indulgeva a qualche finzione che era connessa
alia loro posizione, in generale mostrava maniere non affettate e un
umorismo consapevole di se, e in questo modo contribuiva a garantire
che anche suo marito m antenesse quei tratti.
II
matrim onio era, in effetti, una solida simbiosi e soddisfaceva in
gran parte le esigenze e i desideri di entrambi. Elsa era una donna
efficiente e vivace che non chiedeva di meglio che servire e proteggere
il marito. Le piaceva la sua fama, e (a differenza di lui) non cercava
di nasconderlo. Inoltre apprezzava la posizione sociale che essa conferiva loro, anche se significava che doveva allegramente cacciar via
cronisti e altri invasori della vita privata di suo marito.
Einstein era contento di essere accudito quanto Elsa lo era di
accudirlo. Lei gli diceva quando mangiare e dove andare. Gli faceva
le valigie e gli dava il denaro per le piccole spese. In pubblico si
mostrava protettiva nei confronti dell'uom o che chiamava il professore o anche semplicemente Einstein.
Cio consentiva a lui di passare ore in uno stato quasi onirico, concentrandosi piu sul cosmo che sul mondo che lo circondava. E tutto
questo dava a lei soddisfazione ed entusiasmo. I1 Signore ha posto
in lui tante qualita bellissime, e io lo trovo meraviglioso, anche se la
vita al suo fianco e snervante e difficile disse una volta.66
Quando Einstein era in uno dei suoi periodi di intenso lavoro,
come accadeva spesso, Elsa si rendeva conto della necessita di tenere
lontano da lui tutti gli elementi di disturbo osservo un parente. Gli
preparava il suo piatto preferito a base di zuppa di lenticchie e salsicce, lo faceva scendere dallo studio, e poi lo lasciava solo a consumare meccanicam ente il pasto. Ma quando brontolava o protestava,
gli ricordava che era importante che mangiasse. La gente ha secoli
per scoprire le cose, diceva ma il tuo stomaco no, non aspettera
per secoli.67
Aveva im parato a capire, guardandolo da lontano negli occhi,

242

Einstein

quando era preso da un problema, come diceva lei, e quindi non


doveva essere disturbato. Einstein camminava avanti e indietro nel
suo studio, e lei gli faceva portare il pasto di sopra. Quando la fase
di intensa concentrazione era finita, scendeva finalmente a mangiare
a tavola e, a volte, chiedeva a Elsa e alle figlie di andare a fare una
passeggiata. Loro acconsentivano, ma la richiesta non partiva mai da
loro. E lui che deve fare la richiesta, riferi un giom ale dopo aver
intervistato Elsa e quando propone una passeggiata loro sanno che
la sua mente non e piu impegnata dal lavoro.68
Delle figlie di Elsa, la m aggiore, Ilse, alia fine avrebbe sposato
Rudolf Kayser, direttore della principale rivista letteraria tedesca,
e con lui avrebbe messo in piedi una casa piena di opere d'arte e
frequentata da artisti e scrittori. Margot, a cui piaceva la scultura, era
cosi timida che a volte si nascondeva sotto il tavolo quando arrivavano gli ospiti di suo padre. Visse a casa anche dopo aver sposato,
nel 1930, un russo di nom e Dim itri Marianoff. Entram bi i generi
avrebbero finito per scrivere libri pomposi ma mediocri sulla fami
glia Einstein.
Per il m omento Einstein, Elsa e le sue due figlie vivevano insieme
in uno spazioso appartamento arredato in modo un po' tetro, vicino
al centro di Berlino. La tappezzeria era verde scuro, le tovaglie di lino
bianco ricamato. Si capiva che Einstein sarebbe sempre rimasto un
estraneo in una casa sim ile, scrisse l'am ico e collega Philipp Frank
un bohem ien ospite in una casa borghese.
Sfidando i regolamenti edilizi, convertirono tre stanze sottotetto
in una soffitta-studio con una nuova grande finestra. L'am biente
veniva spolverato di tanto in tanto, ma mai rassettato, e le carte vi
si ammucchiavano sotto gli sguardi benevoli di Newton, Maxwell e
Faraday. La Einstein sedeva su una vecchia sedia a braccioli, con il
blocco di carta sulle ginocchia. Ogni tanto si alzava e passeggiava,
poi tom ava a sedersi per scarabocchiare le equazioni che, nelle sue
speranze, avrebbero esteso la teoria della relativita facendone una
spiegazione del cosmo.69

XI
L'UNIVERSO DI EINSTEIN
1916-1919

Cosmologia e buchi neri, 1917


La cosmologia e lo studio dell'universo nel suo insieme, delle sue
dimensioni e della sua forma, della sua storia e del suo destino, da
un estremo all'altro, dall'inizio alia fine del tempo. E una materia
immensa. E non semplice. Non e semplice neppure definire il significato di questi concetti, o anche solo stabilire se hanno significato. Con
le equazioni di campo della teoria della relativita generale, Einstein
getto le basi dello studio della natura dell'universo, cosi divenendo
il principale fondatore della cosmologia modema.
Ad aiutarlo in questa impresa, almeno nelle prime fasi, fu un eccellente m atem atico e ancor piu em inente astrofisico, Karl Schwarzschild, direttore dell'Osservatorio di Potsdam. Schwarzschild lesse la
nuova formulazione di Einstein della relativita generale e, all'inizio
del 1916, intraprese il tentativo di applicarla ai corpi nello spazio.
A rendere assai difficile il suo lavoro era la circostanza che si era
arruolato come volontario nell'esercito tedesco durante la guerra, e
quando lesse le memorie di Einstein era di stanza in Russia, dove
calcolava le traiettorie dei proiettili di artiglieria. Cio nonostante
riusci a trovare il tempo per calcolare quale sarebbe stato, secondo
la teoria di Einstein, il campo gravitazionale intorno a un corpo nello
spazio. Fu l'equivalente in tempo di guerra della capacita di Einstein
di creare la teoria della relativita ristretta mentre esaminava richieste
di brevetti per la sincronizzazione degli orologi.
Nel gennaio 1916 Schwarzschild spedi il suo risultato ad Einstein,
accom pagnandolo con l'afferm azione che esso consentiva alia sua
teoria di risplendere di accresciuta purezza. Tra le altre cose riconfermava, con maggior rigore, il successo delle equazioni di Einstein
nella spiegazione dell'orbita di Mercurio. Einstein era entusiasta.
Non mi sarei aspettato che la soluzione esatta del problema potesse

244

Einstein

essere formulata in modo cosi semplice rispose. II giovedi successivo


lesse personalmente la memoria alia riunione settimanale dell'Accademia prussiana.1
I
primi calcoli di Schwarzschild si concentravano sulla curvatura
dello spaziotempo all'estem o di una stella sferica non rotante. Qual
che settimana dopo invio ad Einstein un'altra memoria su che cosa
sarebbe accaduto all'intem o della stella.
In entrambi i casi sembrava possibile, anzi in ev itable, qualcosa
di singolare. Se tutta la massa di una stella (o di un qualsiasi corpo)
veniva compressa in una regione di spazio sufficientemente piccola
- definita da quello che divenne noto come raggio di Schwarzschild tutti i calcoli sembravano perdere di senso. Al centro lo spaziotempo
si sarebbe incurvato su se stesso in misura infinita. Nel caso del nostro
Sole, accadrebbe se tutta la sua massa fosse compressa entro un raggio
di meno di tre chilometri. Nel caso della Terra, accadrebbe se tutta
la sua massa fosse concentrata entro un raggio di poco meno di un
centimetro.
Che cosa significherebbe? Nei casi descritti, nulla che si trovasse
entro il raggio di Schwarzschild potrebbe sfuggire all'attrazione gra
vitazionale, neppure la luce o una qualsiasi altra forma di radiazione.
Anche il tempo parteciperebbe della curvatura dilatandosi fino ad
arrestarsi. In altre parole, un viaggiatore che si avvicinasse al raggio
di Schwarzschild sembrerebbe, a chi lo osservasse dall'estem o, irrigidirsi fino a un arresto totale.
Einstein non credette mai, ne allora ne in seguito, che questi risultati corrispondessero effettivamente a qualcosa di reale. Nel 1939,
per esempio, scrisse un articolo che forniva, come disse, una chiara
spiegazione del perche le "singolarita di Schwarzschild" non esistono
nella realta fisica. Qualche mese piu tardi, pero, J. Robert Oppenheimer e il suo studente Hartland Snyder sostennero il contrario, predicendo che le stelle potevano subire un collasso gravitazionale.2
Quanto a Schwarzschild, non ebbe mai la possibility di studiare
ulteriorm ente il problem a. Qualche settim ana dopo aver scritto i
suoi articoli, contrasse m entre era al fronte u n'orribile m alattia
autoimmune, che gli divorava le cellule della pelle, e m ori nel m ag
gio 1916 all'eta di quarantadue anni.
Come gli scienziati avrebbero scoperto dopo la morte di Einstein, la
strana teoria di Schwarzschild era corretta. Le stelle potevano subire il
collasso e generare tale fenomeno, e in realta lo facevano spesso. Negli
anni successivi al 1960, fisici come Stephen Hawking, Roger Penrose,
John Wheeler, Freeman Dyson e Kip Thom e dimostrarono che questa

Vunwerso di Einstein

245

era effettivamente una proprieta della teoria della relativita generale


di Einstein, una proprieta assolutamente reale. Wheeler chiamd quegli
oggetti buchi neri, e da allora essi sono diventati una branca della
cosmologia, oltre a comparire negli episodi di Star Trek.3
Oggi sono stati scoperti buchi neri in tutto runiverso, e ce n'e uno
anche al centro della nostra galassia, con una massa qualche milione
di volte maggiore di quella del Sole. I buchi neri non sono rari, e
non sono un om am ento casuale del nostro universo afferma Dyson.
Sono gli unici luoghi dell'universo in cui la teoria della relativita di
Einstein mostra tutta la sua potenza e il suo splendore. Qui, e in nessun altro posto, lo spazio e il tempo perdono la loro individuality e si
fondono in una struttura quadridimensionale fortemente incurvata,
delineata con precisione dalle equazioni di Einstein.4
Einstein credeva che la teoria della relativita generale risolvesse
il problema del secchio di Newton in un modo che sarebbe piaciuto
a Mach: l'inerzia (o le forze centrifughe) non sarebbero esistite per
qualcuno che girasse in un universo completamente vuoto.5 L'inerzia
era causata invece soltanto dalla rotazione relativa a tutti gli alti corpi
dell'universo. Secondo la mia teoria, l'inerzia e semplicemente un'interazione tra le masse, non un effetto in cui sia implicato lo "spazio"
in se, distinto dalle masse osservate disse Einstein a Schwarzschild.
Si pud metterla in questi termini. Se immagino di far svanire tutte le
cose, secondo N ewton lo spazio inerziale galileiano rimane; secondo
la mia interpretazione, invece, non rimane nulla.6
La questione dell'inerzia provocd un dibattito tra Einstein e uno
dei grandi astronomi dell'epoca, Willem de Sitter di Leida. Per tutto
il 1916 Einstein si batte per difendere la relativita dell'inerzia e il
principio di Mach ricorrendo a mezzi di tutti i tipi, disposto anche ad
ammettere condizioni al contomo quali masse lontane lungo i bordi
dello spazio, di necessita inosservabili. Come rilevo de Sitter, sarebbe
stato di per se inam m issibile per M ach, che considerava assurdo
postulare cose che non potevano essere in alcun modo osservate.7
Verso il febbraio 1917 Einstein era pervenuto a una nuova impostazione. Ho completamente abbandonato le mie concezioni precedenti,
giustamente contestate da lei scrisse a de Sitter. Sono curioso di
sentire che cosa avra da dire sull'idea un po' folle a cui sto pensando
ora.8 Era un'idea che inizialmente gli era parsa talmente stravagante
da fargli dire all'am ico Paul Ehrenfest a Leida: Mi espone al pericolo di essere rinchiuso in un manicomio. E scherzosamente aveva
chiesto a Ehrenfest, prima di venire in visita, garanzie che a Leida
non vi fossero istituti del genere.9

246

Einstein

La sua nuova idea fu pubblicata quello stesso m ese in un arti


colo destinato a esercitare, com e altri di Einstein, una vastissim a
influenza: Considerazioni cosm ologiche sulla teoria della relativita gene
rate.10 A prim a vista sembrava effettivam ente basato su un concetto
folle: lo spazio non ha bordi perche la gravita lo fa incurvare su se
stesso.
Einstein cominciava osservando che un universo assolutamente
infinito pieno di stelle e di altri oggetti non era plausibile. In ogni
punto avrebbe agito una forza di gravita infinita e da ogni direzione
sarebbe pervenuta una quantita infinita di luce. D 'altra parte, un
universo finito che fluttuasse in una posizione casuale nello spazio
era anch'esso inconcepibile. Tra Taltro, che cosa avrebbe impedito
alle stelle e all'energia di volare via, allontanandosi e svuotando
l'universo?
Cosi Einstein escogito una terza opzione: un universo finito, ma
privo di contorni. Le masse presenti nell'universo fanno incurvare lo
spazio e, su scala cosmica, fanno in modo che lo spazio (anzi, l'intera
struttura quadridimensionale dello spaziotempo) si curvi completa
mente richiudendosi su se stesso. II sistema e chiuso e finito, ma non
ha un confine ne un margine.
Per aiutare i suoi lettori a farsi un'idea intuitiva di questo con
cetto, Einstein chiedeva di com inciare a im m aginare degli esseri
bidim ensionali che esplorino un universo a due dimensioni, come
una superficie piana. Questi esseri piatti possono muoversi in ogni
direzione su tale superficie, ma l'idea di andare su o giu non ha alcun
significato per loro.
Ora immaginiamo di modificare la situazione: che cosa accadrebbe
se le due dimensioni di questi esseri fossero sempre su una super
ficie, ma questa fosse (in modo del tutto impercettibile a loro) leggerm ente incurvata? Che cosa accadrebbe se essi e il loro mondo
fossero ancora confinati nelle due dimensioni, ma la loro superficie
invece di essere piatta fosse simile a quella di un globo? Per dirla
con le parole di Einstein, consideriamo ora una seconda forma di
esistenza bidimensionale, questa volta pero su una superficie sferica
anziche piana. Una freccia scagliata da questi esseri piatti sembrerebbe ancora muoversi in linea retta, ma alia fine descriverebbe una
circonferenza e tornerebbe al punto di partenza, proprio come un
navigatore sulla superficie del nostro pianeta, muovendosi sempre
nella stessa direzione attraverso i mari, alia fine tornerebbe al punto
di partenza arrivandoci dalla parte opposta dell'orizzonte.
La curvatura dello spazio bidimensionale degli esseri piatti rende

L'universo di Einstein

247

la loro superficie finita, senza che pero essi possano trovare dei contorni. In qualunque direzione si muovano, non raggiungono mai un
confine o un margine del loro universo, ma alia fine ritornano nello
stesso punto. Per dirla di nuovo con le parole di Einstein, il grande
fascino che emana da questa considerazione proviene dal seguente
riconoscimento: Vuniverso di questi esseri e finito e tuttavia illimitato. E
se la loro superficie fosse simile a quella di un pallone che si gonfia,
il loro intero universo potrebbe essere in espansione, eppure continuerebbe a non avere alcun contorno.11
Per estensione, possiamo cercare di immaginare, come ci chiede
Einstein, che lo spazio tridimensionale sia analogamente incurvato
a creare un sistema chiuso e finito che non ha margini. N o n e facile
per noi, creature tridimensionali, farcene un'idea intuitiva, ma tale
sistema viene descritto senza difficolta in termini matematici dalle
geom etrie non euclidee, di cui Gauss e Riem ann erano stati pionieri. E l'idea puo funzionare anche per le quattro dimensioni dello
spaziotempo.
In un sim ile universo curvo, un raggio di luce che com incia a
propagarsi in una qualsiasi direzione potrebbe percorrere quella che
sembra una linea retta eppure curvare tom ando al punto di partenza.
L'idea d'uno spazio finito ma illimitato e una delle idee piu grandiose
che siano mai state concepite sulla natura del mondo ha dichiarato
il fisico Max B om .12
Si, ma che cosa c'e fuori da questo universo curvo? Che cosa c'e
dall'altra parte delle curva? Questa non e soltanto una domanda a
cui non si puo dare risposta, e una domanda priva di senso, proprio
come sarebbe privo di senso per un abitante delle due dimensioni
chiedersi che cosa c'e al di fuori della sua superficie. Si potrebbero
fare delle congetture, di tipo fantastico oppure matematico, su come
si presentino le cose in una quarta dimensione spaziale, ma, salvo
che nella fantascienza, non ha molto significato chiedersi che cosa ci
sia in un mondo che esiste al di fuori delle tre dimensioni spaziali
del nostro universo curvo.13
Questa concezione del cosm o che Einstein dedusse dalla teoria
della relativita generale era elegante e magica. Ma sembrava esserci
una difficolta, un difetto cui si doveva porre rimedio o che si doveva
trovare il modo di eludere. La sua teoria indicava che l'universo non
sarebbe rimasto statico, ma avrebbe dovuto o espandersi o contrarsi.
Secondo le sue equazioni di campo, un universo statico era impossibile perche le forze gravitazionali avrebbero raggrumato insieme
tutta la materia.

248

Einstein

Cio non si accordava con quello che, a parere della maggior parte
degli astronomi, suggerivano le osservazioni. Per quanto si sapeva,
runiverso era formato soltanto dalla nostra galassia, la Via Lattea, e
sembrava piuttosto stabile e statico. Le stelle parevano vagare tranquillamente, ma non allontanarsi rapidamente come accadrebbe in un
universo in espansione. Le altre galassie, come quella di Andromeda,
erano soltanto delle macchie indistinte e senza spiegazione nel cielo.
(Alcuni astronomi americani che lavoravano airO sservatorio Lowell
in Arizona avevano notato che gli spettri di alcune misteriose nebulose a spirale erano spostati verso l'estremita rossa, m a gli scienziati
non avevano ancora stabilito che si trattava di galassie lontane che
si allontanavano tutte velocemente dalla nostra.)
Quando le cognizioni com unem ente accettate della fisica sembravano entrare in conflitto con una sua elegante teoria, Einstein era
propenso a mettere in discussione quelle cognizioni piuttosto che la
sua teoria, spesso venendo ricompensato per la sua ostinazione. In
questo caso, le sue equazioni del campo gravitazionale sembravano
implicare - anzi urlare - che l'idea corrente di un universo stabile era
sbagliata e andava messa da parte, proprio come il concetto newtoniano di tempo assoluto.14
Invece questa volta Einstein apporto quella che defini una leggera
modifica alia sua teoria. Per impedire alia materia dell'universo di
implodere, introdusse una forza repulsiva: una piccola aggiunta
alle sue equazioni della relativita generale per controbilanciare la
gravita nell'ordine complessivo.
Nelle sue equazioni rivedute, questa modifica era indicata con la
lettera greca lambda, X, che veniva moltiplicata per il tensore metrico
in un modo che produceva un universo stabile e statico. Nel suo
articolo del 1917 aveva quasi l'aria di scusarsene: Abbiamo dovuto,
a dire il vero, introdurre un'estensione delle equazioni del campo
gravitazionale che non e giustificata dalla presente conoscenza della
gravitazione.
Einstein chiam o il term ine aggiunto elem ento cosm ologico
(kosm ologisches Glied era l'espressione di cui si servi) o costante
cosmologica. In seguito,15 quando si scopri che in realta l'universo
si stava espandendo, Einstein l'avrebbe definito il suo piu grosso
sbaglio. E oggi, in base all'evidenza che l'espansione dell'universo
sta accelerando, e considerato un concetto utile, anzi nonostante
tutto necessario.16
Nel 1905, nell'arco di cinque mesi, Einstein aveva rivoluzionato la
fisica concependo i quanti di luce, la relativita ristretta e dei metodi

L'universo di Einstein

249

statistici per dimostrare l'esistenza degli atomi. Ora aveva appena


concluso uno sforzo creativo piu prolungato, dall'autunno del 1915
alia primavera del 1917, che Dennis Overbye ha definito forse il piu
prodigioso sforzo di elevata ingegnosita da parte di un singolo nella
storia della fisica. La sua prima esplosione di creativita ai tempi
dell'Ufficio brevetti sembrava aver comportato ben poca sofferenza.
Ma questo fu uno sforzo titanico che lo lascio esausto e afflitto da
dolori di stom aco.17
Durante questo periodo aveva generalizzato la relativita, aveva
formulato le equazioni del campo gravitazionale, aveva trovato una
spiegazione fisica dei quanti di luce, aveva introdotto l'idea che i
quanti implicassero la probability piuttosto che la certezza,18 e aveva
proposto una concezione della struttura globale deiruniverso. Dalla
piu piccola cosa concepibile, il quanto, alia piu grande, il cosmo,
Einstein si era dimostrato un maestro.
L'eclissi, 1919
Per la relativita generale era possibile una verifica sperimentale
spettacolare, che aveva la potenzialita di abbagliare il pubblico e di
contribuire a rimarginare le ferite di un mondo spossato dalla guerra.
Era una verifica basata su un concetto cosi semplice che chiunque
poteva capirlo: la gravita incurva la traiettoria della luce. Piu precisamente, Einstein predisse la m isura della deflessione osservabile
nella luce proveniente da una Stella lontana quando passa attraverso
l'intenso campo gravitazionale presente nelle vicinanze del Sole.
Per effettuare questa verifica gli astronomi dovevano rilevare con
precisione la posizione di una Stella in condizioni normali. Poi avreb
bero atteso finche gli allineamenti non fossero tali che il percorso della
luce proveniente dalla stella passasse nelle immediate vicinanze del
Sole. La posizione della stella appariva mutata?
Era una sfida eccitante. L'osservazione richiedeva un'eclissi totale,
in modo che le stelle fossero visibili e potessero essere fotografate.
Per fortuna la natura ha casualmente fatto si che le dimensioni del
Sole e della Luna abbiano la giusta proporzione perche una volta ogni
qualche anno vi siano eclissi totali osservabili in momenti e luoghi
che le rendono ideali per un simile esperimento.
L'articolo di Einstein del 1911, L'effetto della gravitazione sulla pro
pagazione della luce, e le equazioni d elY E n tw u rf del 1913 avevano
perm esso di calcolare che la luce avrebbe subito una deflessione
(tenendo conto di alcune correzioni dei dati apportate in seguito)

250

Einstein

di circa 0,85 secondi d'arco nel passaggio in prossimita del Sole, un


valore che coincideva con quello che sarebbe stato predetto da una
teoria dell'em issione come quella di Newton, che trattava la luce alia
stregua di particelle. Come si e gia detto, il tentativo di verificarlo
durante l'eclissi dell'agosto 1914 in Crimea era stato vanificato dalla
guerra, con il che Einstein era stato salvato dal possibile imbarazzo
di essere colto in errore.
Ora, utilizzando le equazioni di campo che aveva formulato alia
fine del 1915, che rendevano conto della curvatura dello spaziotempo
causata dalla gravita, aveva ottenuto una deflessione doppia di quella
calcolata in precedenza. La luce che passava in prossimita del Sole
doveva, secondo Einstein, subire una deflessione di circa 1,7 secondi
di grado.
Nel suo libro divulgativo del 1916 sulla relativita, Einstein rivolse
un altro appello agli scienziati perche verificassero la sua conclusione.
Le stelle ... dovrebbero ... apparire piu lontane dal Sole di un angolo
pari al valore sopra indicato [1,7 secondi], rispetto alia posizione che
hanno per noi nel cielo quando il Sole e situato in un'altra parte del
firmamento disse. L'esame della correttezza o no di questa deduzione e un problema della m assim a im portanza, di cui ci si deve
attendere dagli astronomi la prossima soluzione.19
Willem de Sitter, l'astronomo olandese, era riuscito a spedire una
copia della memoria di Einstein sulla relativita generale al di la della
Manica nel 1916, nel bel mezzo della guerra, e l'aveva fatta avere ad
Arthur Eddington, che era il direttore dell'Osservatorio di Cambridge.
Einstein non era molto conosciuto in Inghilterra, dove gli scienziati
in quel periodo si facevano un vanto di ignorare o di denigrare i loro
colleghi tedeschi. Eddington divenne un'eccezione. Abbraccio con
entusiasmo la relativita e ne scrisse un'esposizione in inglese che fece
conoscere la teoria, almeno tra gli studiosi.
Dopo essersi consultato con l'astronom o reale, Sir Frank Watson
Dyson, Eddington fece l'audace proposta che un gruppo di scienziati
inglesi fom isse la prova della teoria di un tedesco, proprio mentre
le due nazioni erano in guerra. L'impresa avrebbe per di piu risolto
un suo problema personale. Eddington era quacchero e, a causa del
suo credo pacifista, rischiava la prigione perche rifiutava di prestare
servizio militare in Inghilterra. (Nel 1918 aveva trentacinque anni, ed
era quindi ancora soggetto alia coscrizione.) Dyson riusci a convincere
l'A m m iragliato britannico che Eddington avrebbe potuto servire
meglio il suo paese guidando una spedizione volta a verificare la
teoria della relativita durante la successiva eclissi solare totale.

L 'universo di Einstein

251

L'eclissi era prevista per il 29 m aggio 1919, e Dyson sottolineo


che sarebbe stata un'opportunita unica. II Sole si sarebbe trovato
in m ezzo al popoloso am m asso stellare delle Iadi, che noi dilettanti
dell'osservazione celeste riconosciam o com e centro della costellazione del Toro. Ma non sarebbe stato comodo. L'eclissi sarebbe
stata visibile al m eglio in una striscia che si estendeva attraverso
l'A tlan tico in prossim ita d ell'equ atore, tra la costa del Brasile e
1'Africa equatoriale. E non sarebbe stato facile. Mentre si discuteva
della spedizione, nel 1918, nella zona c'erano gli U-boot tedeschi, i
cui com andanti erano piu interessati al controllo dei m ari che alia
curvatura del cosmo.
Per fortuna la guerra ebbe termine prima dell'inizio della spedizione. Al principio di marzo del 1919 Eddington salpo da Liverpool
con due gruppi di scienziati. Un gruppo ando a disporre gli apparecchi
fotografici nell'isolata citta di Sobral, nella giungla amazzonica del
Brasile settentrionale. II secondo gruppo, di cui faceva parte Edding
ton, fece rotta verso la piccola isola di Principe, una colonia portoghese
un grado a nord dell'equatore al largo della costa atlantica dell'Africa.
Eddington dispose le sue apparecchiature su un promontorio alto 150
metri sulla punta settentrionale dell'isola.20
L'eclissi doveva iniziare poco dopo le 15 e 13, ora locale di Principe,
e durare circa cinque minuti. Quella mattina piovve intensamente. Ma
con l'avvicinarsi dell'ora dell'eclissi, il cielo comincio a rischiararsi.
Poi continuo a illudere e a tenere sulle spine Eddington che vedeva
approssimarsi i m inuti piu im portanti della sua carriera mentre le
nuvole rimaste ora coprivano e ora lasciavano vedere il Sole.
Io, indaffarato com 'ero a cambiare le lastre, non vidi l'eclissi, a
parte un'occhiata per sincerarm i che fosse iniziata, e una seconda
occhiata quand'era a meta per vedere se c'erano molte nuvole annoto
Eddington nel suo diario. Scatto sedici fotografie. Sono tutte buone
per quanto riguarda il Sole, e m ostrano una protuberanza molto
marcata; ma la copertura nuvolosa ha interferito con le immagini
delle stelle. Nel telegramma che invio a Londra quel giom o fu piu
laconico: Attraverso le nuvole. Speriamo. Eddington.21
II gruppo di Sobral ebbe tempo piu favorevole, ma per i risultati
finali si dovette attendere che tutte le lastre fotografiche di entrambe
le postazioni fossero rispedite in Inghilterra, sviluppate, misurate e
confrontate. Tutto cio non pote essere condotto a termine prima di set
tembre, mentre negli ambienti scientifici di tutta Europa si restava in
ansiosa attesa. Per alcuni spettatori la vicenda assunse la colorazione
politica di una sfida postbellica tra la teoria inglese di Newton, che

252

Einstein

prediceva una deflessione di 0,85 secondi d'arco, e la teoria tedesca


di Einstein, che prediceva una deflessione di 1,7 secondi d'arco.
II fotofin ish non produsse un responso im m ediatam ente chiaro.
Un gruppo di fotografie particolarm ente buone scattate in Brasile
mostrava una deflessione di 1,98 secondi d'arco. Un altro strumento,
anch'esso adoperato in Brasile, produsse fotografie che erano un
po' piu sfocate, perche il calore ne aveva alterato lo specchio; esse
indicavano una deflessione di 0,86 secondi, ma con un m argine
d'errore piu elevato. E poi c'erano le lastre di Eddington impressionate a Principe. Q ueste m ostravano m eno stelle, cosicche per
ricavarne alcuni dati fu eseguita una serie di com plessi calcoli.
Sem brava com unque che indicassero una deflessione di circa 1,6
secondi d'arco.
II potere predittivo della teoria di Einstein - il fatto che essa proponesse una predizione controllabile - forse esercito una certa influenza
su Eddington, la cui ammirazione per 1'eleganza matematica della
teoria lo portava a credervi con profonda convinzione. Scarto il valore
piu basso proveniente dal Brasile, affermando che l'apparecchiatura
era difettosa e, con un po' di parzialita nei confronti dei suoi stessi
risultati non nettissimi provenienti dall'Africa, ottenne una media
poco superiore a 1,7 secondi d'arco, in accordo con le predizioni di
Einstein. Non era la conferma piu limpida, ma era sufficiente per
Eddington, e in seguito si rivelo valida. Piu tardi parlo di quando
aveva ottenuto questi risultati come del piu grande momento della
sua vita.22
A Berlino Einstein assunse un atteggiamento di noncuranza, senza
poter pero nascondere completamente l'ansia mentre attendeva notizie. La spirale discendente dell'econom ia tedesca nel 1919 aveva
comportato che nel suo palazzo l'ascensore fosse messo fuori servizio,
e lui si stava preparando a un inverno con scarso riscaldamento. Ci
sara molto da tremare quest'inverno scrisse alia madre malata il 5
settembre. Ancora nessuna notizia dell'eclissi. Una settimana piu
tardi Einstein concluse una lettera all'amico Paul Ehrenfest in Olanda
con una domanda che voleva sembrare noncurante: Per caso, laggiu hai avuto qualche notizia delle osservazioni inglesi sull'eclissi
solare?.23
Con il solo fatto di porre la domanda Einstein dim ostrava di non
essere assolutam ente cosi tranquillo come cercava di sembrare, dal
momento che i suoi amici in Olanda, se avessero avute notizie, gliele
avrebbero di certo gia mandate. Infine lo fecero. I I 22 settembre 1919
Lorentz gli invio un cablogram m a basato su cio che aveva appena

Vuniverso di Einstein

253

appreso da un collega astronom o che aveva parlato con Eddington


a una riunione: Eddington ha trovato uno spostam ento stellare
al bordo del Sole di un'entita provvisoriam ente stim ata tra nove
decim i di secondo e il doppio di tale valore. Era un capolavoro di
am biguita. Si trattava di uno spostam ento di 0,85 secondi d'arco,
com e avrebbero voluto la teoria d ell'em ission e di N ew ton e la
teoria di Einstein del 1912, orm ai abbandonata? O ppure di uno
spostam ento doppio, com e ora prediceva la teoria della relativita
generale?
Einstein non ebbe dubbi. Oggi buone notizie scrisse alia madre.
Lorentz mi ha telegrafato che le spedizioni britanniche hanno verificato la deflessione della luce da parte del Sole.24 Forse la sua sicurezza era in parte un tentativo di tirare su di morale sua madre, che
soffriva di un cancro alio stomaco. Ma e piu probabile che alia base
vi fosse la consapevolezza che la teoria era corretta.
Poco dopo l'arrivo delle notizie da parte di Lorentz, Einstein era
insieme a una studentessa di dottorato, Ilse Schneider. Interruppe
improvvisamente la discussione, racconto piu tardi la Schneider, e
allungo la mano per prendere il cablogramma che era appoggiato
sul davanzale di una finestra. Forse questo le interessera disse
porgendoglielo.
Naturalmente la donna si mostro felicissima ed eccitata, ma Ein
stein era assolutamente calmo. Io sapevo che la teoria era giusta le
disse.
Ma, chiese lei, che cosa avrebbe fatto se gli esperimenti avessero
mostrato che la sua teoria era sbagliata?
Einstein rispose: In quel caso mi sarebbe dispiaciuto per il buon
Dio; la teoria e giusta.25
Quando si diffusero notizie piu precise sui risultati relativi all'eclissi,
Max Planck fu tra coloro che fecero gentilmente osservare ad Einstein
che era un bene che la sua sicurezza fosse confermata da qualche
fatto reale. Lei ha gia detto molte volte di non aver mai dubitato
personalmente di quale sarebbe stato il risultato, scrisse Planck ma e
nondimeno utile che ora questo fatto sia stabilito in modo indubitabile
anche per gli altri. Per il flemmatico protettore di Einstein, il trionfo
aveva un aspetto trascendente. L'intima unione tra il bello, il vero
e il reale ha avuto un'ulteriore prova. Einstein rispose a Planck con
una parvenza di umilta: E un dono del destino benigno che mi sia
stato consentito di fare questa esperienza.26
Lo scambio epistolare con gli amici piu intimi di Zurigo fu piu
frivolo. II seminario di fisica gli invio dei versi un po' scadenti:

254

Einstein
Tutti i dubbi or son fugati
alia fine si e scoperto:
la luce di natura vien curvata
per gran gloria di Einstein!27

Einstein rispose qualche giorno dopo, riferendosi all'eclissi:


Luce e calore il signor Sole ci offre
ma non ama chi medita e riflette.
Cosi molti anni escogita
come tener seco il suo segreto!
Or ch'e venuto cortese il visitator lunare,
per la gioia, quasi si e dimenticato di brillare.
E anche i segreti piu riposti ha rivelato
Eddington, sapete, una foto gli ha scattato.28
A difesa delle virtu poetiche di Einstein, andrebbe detto che i suoi
versi suonano meglio in tedesco, dove gli ultimi due terminano con
gekommen e aufgenommen.
II primo annuncio ufficioso si ebbe a una riunione dell'Accademia
reale olandese. Einstein sedeva orgogliosamente al centro della scena
mentre Lorentz descriveva i risultati di Eddington a un uditorio plaudente di quasi mille tra studenti e studiosi. Ma era una riunione chiusa
senza la stampa, e cosi le notizie trapelate in merito ai risultati non
fecero che accrescere la grande aspettativa pubblica in vista dell'annuncio ufficiale in programma due settimane dopo a Londra.
Gli illustri membri della Royal Society, la piu autorevole istituzione scientifica britannica, si riunirono insiem e ai colleghi della
Royal Astronomical Society il pomeriggio del 6 novembre 1919 alia
Burlington House in Piccadilly, per quello che sapevano sarebbe stato
con ogni probability un evento storico. C'era un solo punto all'ordine
del giorno: la relazione sulle osservazioni relative all'eclissi.
Presiedeva Sir Joseph John Thomson, presidente della Royal Society
e scopritore dell'elettrone. II filosofo Alfred North W hitehead era
venuto da Cambridge e sedeva tra il pubblico, prendendo appunti.
Dall'alto di un imponente ritratto sulla parete del grande salone li
guardava Isaac Newton. L'atmosfera di interesse teso e palpitante
era esattamente quella del dramma greco ha raccontato Whitehead.
Noi eravamo il coro che commentava i decreti del d estin o ... e, sullo
sfondo, il ritratto di Newton, a ricordarci che la piu grande delle
generalizzazioni scientifiche riceveva ora, dopo piu di due secoli, la
sua prima m odificazione.29
L'astronomo reale, Sir Frank Dyson, ebbe l'onore di presentare i

L 'universo di Einstein

255

risultati. Descrisse nei particolari le apparecchiature, le fotografie


e le complessita dei calcoli. La sua conclusione, pero, fu semplice.
Dopo un attento studio delle lastre, sono pronto a dichiarare che
esse confermano al di la di qualsiasi dubbio la previsione di Einstein
annuncio. I risultati delle spedizioni a Sobral e a Principe lasciano
ben pochi dubbi in merito al fatto che una deflessione della luce abbia
luogo nelle vicinanze del Sole e che essa sia dell'entita richiesta dalla
teoria generalizzata della relativita di Einstein. 30
Ci fu dello scetticismo in sala. E un dovere verso quel grand'uomo
procedere con molta cautela nel modificare o nel ritoccare la sua legge
di gravitazione ammoni Ludwig Silberstein, indicando il ritratto di
Newton. Ma fu il grande J.J. Thomson, che presiedeva la riunione, a
definire il clima. I1 risultato e una delle conquiste piu alte del pen
siero umano dichiaro.31
Einstein era tom ato a Berlino, e quindi non partecipo all'entusiasmo. Festeggid comprando un nuovo violino. Ma era ben consapevole
della portata storica deH'annuncio che le leggi di Sir Isaac Newton non
govemavano piu pienamente tutti gli aspetti dell'universo. Newton,
perdonami scrisse in seguito Einstein, ricordando quel momento.
Tu hai trovato la sola via che, ai tuoi tempi, fosse possibile per un
uomo di altissimo intelletto e potere creativo.32
Fu un trionfo grandioso, ma non di facile comprensione. Lo scettico Silberstein si presento da Eddington e gli riferi che era opinione
diffusa che soltanto tre scienziati al m ondo capissero la relativita
generale. Gli avevano detto che Eddington era uno di loro.
II tim ido quacchero non rispose nulla. Non faccia il modesto,
Eddington! insistette Silberstein.
A1 contrario. Mi sto chiedendo chi e il terzo ribatte Eddington 33

XII
FAMA
1919

La luce va tutta storta


La teoria della relativita di Einstein irruppe nella coscienza di un
m ondo che era stanco della guerra e vagheggiava il trionfo della
trascendenza umana. Quasi esattamente un anno dopo la fine del
brutale conflitto, ecco rannuncio che la teoria di un ebreo tedesco era
stata confermata da un quacchero inglese. Scienziati appartenenti a
due nazioni nemiche avevano ripreso a collaborare! esulto il fisico
Leopold Infeld. Pareva l'avvento di un'era nuova.x
Sul Times di Londra del 7 novembre comparivano articoli sui
tedeschi sconfitti convocati a Parigi per far fronte alle condizioni
imposte da britannici e francesi nelle trattative di pace. Ma compariva
anche il seguente titolo su tre livelli:

RIVOLUZIONE NELLA SCIENZA


Nuova teoria delluniverso

LA CONCEZIONE NEWT ONI ANA DEMOLITA

La concezione scientifica della struttura dell'universo deve essere


modificata proclamava il giornale. La teoria di Einstein appena con
fermata richiedera una nuova filosofia dell'universo, una filosofia
che spazzera via quasi tutto cio che e stato finora accettato.2
II New York Times diede la notizia due giorni piu tardi.3 Non
avendo un corrispondente scientifico da Londra, il giornale assegno il servizio al suo esperto di golf, H enry Crouch, il quale in un

Fama

257

prim o m om ento decise di non andare ad ascoltare l'annuncio della


Royal Society, poi cambio idea, ma a quel punto non riusci a entrare.
Cosi telefond a Eddington per farsi fare un riassunto e, alquanto
sconcertato, chiese di ripeterglielo in parole piu sem plici.4
Forse a causa dell'entusiasm o di Eddington nel riassumere, o a
causa dell'entusiasm o di Crouch nel riferire, l'elogio della teoria di
Einstein da parte di Eddington risulto am plificato, assum endo la
forma: una delle piu grandi - forse la piu grande - delle conquiste
nella storia del pensiero umano.5 Ma a paragone della frenesia che
stava per scatenarsi, il titolo era abbastanza misurato:

LECLISSE HA DIMOSTRATO
DNA MODIFICAZIONE DELLA GRAVITA
Si ammette che la deviazione
dei raggi di luce
intacca i principi di Newton
SALUTATA

COME
SVOLTA
CALE

EPO-

Scienziato britannico definisce


la scoperta una delle piu grandi
conquiste dellumanita

II giom o dopo il New York Times, a quanto pare, decise che era
stato troppo misurato. Cosi sparo un articolo piu esultante, il cui titolo
su sei livelli, come si puo vedere nella pagina seguente, e un classico
dei tempi in cui i giom ali sapevano fare dei titoli classici.
Per giorni il New York Times, con un tocco di gaio populism o
d'altri tem pi, esalto la com plessita della teoria com e un affronto al
senso comune. E una notizia sconvolgente, che fara sorgere dubbi
perfino sull'affid abilita della tavola pitagorica com m entava I 'l l
novembre. L'idea che lo spazio abbia limiti era con tutta certezza
una stupidaggine, decise il giornale. Sem plicem ente non ne ha,
per definizione, e la cosa finisce li... alm eno per la gente com une,
quale che possa essere l'op inion e degli specialisti di alta m ate-

258

Einstein

m atica. Cinque giorni piu tardi il giornale torno sul tema: Gli
scienziati che proclam ano che lo spazio ha un term ine da qualche
parte sono tenuti a dirci che cosa c'e al di la.

LA LUCE VA TUTTA STORTA


NEI CIELI
Gli uomini di scienza in gran subbuglio
per i risultati dellosservazione
delleclissi

LA T E O R I A DI E I N S T E I N T R I O N F A
Le stelle non sono dove sembrava
o si era calcolato che fossero,
ma nessuno deve preoccuparsi
UN

LIBRO

PER

12 S A G G I

Poche persone al mondo potranno


comprenderlo ha detto Einstein quando
Iaudace editore ha deciso di pubblicarlo

Infine, una settimana dopo il suo primo articolo, il giornale decise


che poteva essere utile qualche parola tranquilla, piu divertita che
perplessa. Sembra che gli scienziati britannlci siano stati presi da
qualcosa di simile a un'ondata di panico intellettuale, quando sono
venuti a sapere della verifica fotografica della teoria di Einstein,
osservava il giornale ma si stanno lentamente riprendendo nel rendersi conto che il Sole sorge ancora - a quanto pare - a est e continuera
a farlo per qualche tempo a venire.6
Un intrepido corrispondente del giornale da Berlino riusci a otte
nere un'intervista con Einstein nel suo appartamento per il 2 dicembre, e intanto mise in circolazione uno dei racconti apocrifi sulla
relativita. Dopo aver descritto lo studio di Einstein all'ultim o piano,
il cronista affermava: Fu dall'alto di questa biblioteca che anni fa
osservo un uomo che cadeva dal tetto di una casa vicina - fortunatamente su un mucchio di morbida spazzatura - e se la cavava quasi
senza danni. L'uomo aveva detto al dottor Einstein che cadendo non

Fama

259

aveva provato nessuna sensazione di quelle comunemente conside


rate come effetto della gravita. Era stato cosi, secondo l'articolo, che
Einstein aveva sviluppato una sublimazione o un ampliamento
della legge di gravitazione di Newton. Per dirla con le parole di
uno dei titoli sovrapposti dell'articolo, Ispirato come era accaduto
a Newton, ma dalla caduta di un uomo da un tetto invece che dalla
caduta di una m ela.7
Si trattava in realta, come avrebbe detto il giornale, di un mucchio
di morbida spazzatura. Einstein aveva compiuto il suo esperimento
mentale nel 1907 mentre lavorava all'Ufficio brevetti di Bema, e non a
Berlino, e nessun uomo era realmente caduto. Le ciance del giornale
sul mio conto sono ridicole scrisse a Zangger quando l'articolo usci.
Ma comprendeva, e accettava, il modo in cui funzionava il giornalismo. Questo genere di esagerazione va incontro a una certa esigenza
presente nel pubblico. 8
In effetti, nel pubblico c'era un sorprendente desiderio di capire
la relativita. Perche? La teoria appariva piuttosto sconcertante, e
vero, ma anche molto seducente nel suo mistero. Spazio incurvato?
Deflessione dei raggi di luce? Tempo e spazio non piu assoluti? La
teoria proponeva la mirabile miscela di oscuro e di stupefacente che
puo conquistare l'im m aginazione del pubblico.
Tutto cio fu messo in caricatura in una vignetta di Rea Irvin sul
New Yorker, in cui si vedevano un portinaio con aria perplessa,
una matrona in pelliccia, un usciere, dei ragazzi e altre persone che si
grattavano la testa con grande sconcerto camminando per la strada.
La didascalia era una citazione di Einstein: La gente si abituava len
tamente all'idea che gli stati fisici dello spazio fossero la realta fisica
ultima. Come disse Einstein a Grossmann, adesso non c'e cocchiere
o cameriere che non discuta se la teoria della relativita e giusta.9
Gli amici di Einstein si ritrovarono sotto assedio ogniqualvolta tenevano una conferenza sull'argomento. Leopold Infeld, che in seguito
lavoro con Einstein, allora era un giovane insegnante in una piccola
citta polacca. All'epoca feci quello che centinaia di altri fecero in tutto
il mondo racconto. Tenni una pubblica conferenza sulla teoria della
relativita, e la folia che si mise in fila in una fredda sera d'inverno fu
cosi numerosa che non trovo posto sufficiente nella sala piu grande
della citta.10
La stessa cosa accadde a Eddington quando parlo al Trinity Col
lege di Cambridge. Centinaia di persone affollavano la sala, e altre
centinaia non trovarono posto. Nel tentativo di rendere l'argomento
comprensibile, Eddington disse che se si fosse mosso a una velocita

260

Einstein

prossima a quella della luce sarebbe stato alto meno di un metro.


L'affermazione fini nei titoli dei giornali. Anche Lorentz tenne una
conferenza a un pubblico straripante. Per illustrare con alcuni esempi
la relativita, paragond la Terra a un veicolo in m oto.11
Presto molti dei maggiori fisici e pensatori cominciarono a scrivere libri in cui spiegavano la teoria, e tra questi Eddington, von
Laue, Freundlich, Lorentz, Planck, Born, Pauli e perfino il filosofo
e m atem atico Bertrand Russell. In totale, nei prim i sei anni dopo
le osservazioni sull'eclissi furono pubblicati piu di seicento libri e
articoli sulla relativita.
Anche Einstein ebbe l'opportunita di spiegare la teoria con le sue
parole sul Times di Londra, che gli commissiono la stesura di un
articolo intitolato Che cos'e la teoria della relativita?u II risultato fu
decisamente comprensibile. II suo libro divulgativo sull'argomento,
Relativita, era apparso in edizione tedesca nel 1916. Ora, sull'onda
delle osservazioni relative all'eclissi, Einstein lo pubblico anche in
inglese. Ricco di numerosi esperimenti mentali di cui era facile farsi
un'idea intuitiva, divenne un successo editoriale che ebbe numerose
edizioni aggiom ate negli anni seguenti.
II paradosso della pubblicita
Nella figura di Einstein c'erano gli ingredienti giusti per fam e una
stella. I cronisti, sapendo che il pubblico avrebbe gradito una celebrita
intem azionale che colpisse per la sua novita, erano entusiasti che il
genio appena scoperto non fosse un accademico scialbo o riservato.
Era invece un affascinante quarantenne, il cui aspetto da piacente
stava divenlando caratteristico, con una massa di capelli arruffati, un
modo di fare disordinatamente informale, occhi ammiccanti e una
propensione a dispensare saggezza in battute e sentenze lapidarie.
II suo amico Paul Ehrenfest trovava l'attenzione della stampa ridicola.
Le anitre spaventate dei giornali svolazzano con grande schiamazzo
celiava. La sorella di Einstein, Maja, che era cresciuta in un'epoca in
cui ancora alia gente non piaceva sul serio la pubblicita, trovava tale
attenzione sorprendente, e supponeva che per il fratello fosse assolutamente disgustosa. Su un giomaie di Lucema e stato pubblicato
un articolo su di te! si meravigliava, non rendendosi ben conto che il
fratello era stato sulle prime pagine di tutto il mondo. Immagino ti
causi un gran disagio che si scriva tanto su di te.13
Einstein in effetti deprecava di continuo la sua recente fama. Era
perseguitato dalla stampa e da altra gentaglia, si lamentava con

Fama

261

Max Bom. Va cosi male che riesco appena a tirare il fiato, tanto meno
a portare avanti un lavoro ragionevole. A un altro amico dipinse un
quadro ancor piu vivido degli inconvenienti della pubblicita: Da
quando c'e stato quel profluvio di articoli di giornale, sono a tal punto
sommerso da domande, inviti e richieste che sogno di bruciare all'inferno mentre il postino e il diavolo che mi urla dietro senza posa,
tirandomi in testa sempre nuovi fasci di lettere perche non ho ancora
risposto alle vecchie.14
L'avversione di Einstein per la pubblicita, pero, esisteva un po'
piu in teoria che in realta. Gli sarebbe stato possibile, e anzi facile,
evitare tutte le interviste, le dichiarazioni, le fotografie e le apparizioni
pubbliche. Quelli che veramente non amano le luci della ribalta non
si fanno vedere, com e sarebbe accaduto agli Einstein, con Charlie
Chaplin su un tappeto rosso a una delle prime di un suo film.
C'era in lu i ... una punta di compiacenza per i fotografi e le folle
afferm o lo scrittore Charles Percy Snow dopo averlo conosciuto.
Aveva qualcosa dell'esibizionista e del gigione. Senza di questo,
non ci sarebbero stati ne i fotografi ne le folle. Niente e piu facile da
evitare della pubblicita. Chi ne rifugge sul serio non l'ottiene.15
La reazione di Einstein all'adulazione era altrettanto complessa
quanto quella del cosm o alia gravita. Era attratto e respinto dalle
macchine fotografiche, amava la pubblicita e amava lamentarsene. II
suo rapporto di amore-odio con la fama e i cronisti potrebbe apparire
strano, finche non si riflette su quanto fosse simile al miscuglio di
piacere, divertimento, avversione e fastidio che tante altre persone
famose hanno provato.
Una delle ragioni per cui Einstein - a differenza di Planck o Lorentz
o Bohr - divenne a tal punto un'icona e che aveva il physique du role, e
inoltre poteva, e voleva, svolgere quel ruolo. Gli scienziati che diventano icone non devono essere soltanto dei geni ma anche degli attori,
che recitano per la folia e godono del pubblico plauso ha osservato
il fisico Freeman Dyson16 (nessuna parentela con l'astronomo reale
Sir Frank Dyson). Einstein recitava. Concedeva facilmente intervi
ste, le condiva con deliziosi aforismi, e sapeva esattamente che cosa
occorreva per fare un bell'articolo.
Anche a Elsa, o forse soprattutto a Elsa, piaceva essere al centro
dell'attenzione. Svolgeva la funzione di protettrice del marito, terri
bile con il suo latrato e fulminante con il suo sguardo miope quando
intrusi indesiderati entravano nella sua orbita. Ma ancora piu di suo
marito si beava del prestigio e della deferenza che accompagnavano
la fama. Cosi comincio a far pagare un contributo per ogni foto di

262

Einstein

Einstein, devolvendo il denaro a enti benefici che davano da mangiare


ai bambini affamati a Vienna e altrove.17
N ell'epoca attuale inebriata di celebrita, e difficile ricordare fino a
che punto, un secolo fa, la gente rispettabile rifuggisse dalla pubblicita
e disprezzasse coloro che la ricercavano. Specialmente nel mondo
della scienza, mettere in risalto gli aspetti personali sembrava una
stonatura. Quando l'amico di Einstein Max Bom pubblico un libro
sulla relativita, subito dopo le osservazioni dell'eclissi, incluse nella
prima edizione una fotografia di Einstein nell'antiporta, insieme a
una sua breve biografia, Max von Laue e altri amici comuni ne furono
scandalizzati. Cose simili erano fuori luogo in un libro scientifico, sia
pur destinato a un vasto pubblico, scrisse von Laue a Born. Avvilito,
Born elimino questi riferimenti di carattere personale nell'edizione
successiva.18
Di conseguenza rimase costernato quando, nel 1920, si venne a
sapere che Einstein aveva collaborate a una biografia di prossima
uscita curata da un giornalista ebreo, Alexander Moszkowski, che
in precedenza aveva scritto prevalentem ente libri umoristici e di
occultismo. II libro si reclamizzava, nel titolo, definendosi basato su
conversazioni con Einstein, e in effetti era cosi. Durante la guerra,
il socievole Moszkowski si era comportato da amico con Einstein,
attento alle sue esigenze, e lo aveva introdotto in un circolo semiletterario che ruotava intorno a un caffe di Berlino.
Bom era un ebreo non praticante, ansioso di assimilarsi nella societa
tedesca, e temeva che il libro attizzasse il latente antisemitismo. Le
teorie di Einstein erano state gia bollate con il marchio di "fisica giudaica" dai colleghi che non le capivano ha raccontato Bom, riferendosi
al numero crescente di nazionalisti tedeschi che avevano cominciato a
criticare il carattere astratto e il presunto relativismo morale sottinteso nelle teorie di Einstein. A questo punto, si fa avanti uno scrittore
ebreo che ha gia al suo attivo parecchi titoli scandalistici e imprende
a scrivere su Einstein un libro dello stesso genere. Cosi Bom e sua
moglie Hedwig, che non esito mai a rimproverare Einstein, lanciarono
una crociata con i loro amici per bloccam e la pubblicazione.
Lei deve revocare il permesso, ingiungeva Hedwig ad Einstein
subito e per lettera raccomandata. E lo avvertiva che la stampa
scandalistica se ne sarebbe servita per offuscare la sua immagine e
presentarlo come un ebreo che si faceva propaganda. Una nuova e
peggiore provocazione le si scatenera contro. II peccato, sottolineava
la donna, non era cio che lui aveva detto ma che permettesse della
pubblicita in favore di se stesso:

Fama

263

Se non conoscessi lei, non crederei mai che una persona coinvolta in
una faccenda del genere possa essere in buona fede: penserei senz'altro
a un atto di vanita. Questo libro equivarrebbe per tutti, tranne che per
quattro o cinque amici, alia sua condanna morale e sarebbe per di piu
la migliore conferma dell'accusa di farsi reclame da se.19
Suo marito insistette una settimana piu tardi con l'avvertimento che
tutti gli avversari antisemiti di Einstein avrebbero trionfato se non
avesse bloccato la pubblicazione. Cio che la consorteria antisemita
non e riuscita a fare, l'avranno fatto i tuoi "am ici" ebrei.
Se M oszkow ski si fosse rifiutato di fare m arcia indietro, Born
consigliava ad Einstein di chiedere all'ufficio della pubblica accusa
un'ordinanza che vietasse la pubblicazione. Fa' in modo che essa
appaia nei giornali suggeriva. Ti faro sapere quale sia la procedura
esatta da seguire per la richiesta. Al pari di molti dei loro amici, Bom
temeva che fosse Elsa la piu sensibile alle lusinghe della pubblicita.
Come disse ad Einstein, in queste faccende sei come un bambino: ma
noi ti vogliamo bene, e devi ubbidire: ubbidire alle persone accorte
(non a tua moglie).20
Einstein accolse il consiglio degli am ici fino a un certo punto,
inviando a Moszkowski una lettera raccomandata in cui gli chiedeva
che la sua splendida opera non venisse pubblicata. Ma quando
Moszkowski si rifiuto di recedere, Einstein non richiese misure legali.
Sia Ehrenfest che Lorentz convenivano che ricorrere alia giustizia
sarebbe servito soltanto ad aggravare il problema e a peggiorare le
cose, ma Born non era d'accordo. A te basta rifugiarti in Olanda,
gli scrisse, riferendosi agli sforzi che Ehrenfest e Lorentz stavano
facendo per attrarlo la, ma gli amici ebrei che rimanevano in Germania
sarebbero stati avvolti dagli stessi miasmi.21
II suo distacco consentiva ad Einstein di ostentare un'aria divertita
in luogo dell'apprensione. A me l'intera faccenda e indifferente,
come lo sono il chiasso e le opinioni di tutti disse. Subird tutto cio
che ancora mi aspetta come uno spettatore distaccato.22
Quando il libro usci, fece di Einstein un bersaglio piu facile per gli
antisemiti, i quali se ne servirono per sostenere la loro tesi che fosse
uno che si faceva propaganda e cercava di trasformare la propria
scienza in un affare.23 Ma la cosa non causo grande agitazione tra il
pubblico. Non ci furono, come Einstein fece notare a Born, scosse
di terremoto.
A posteriori, la controversia sulla pubblicita appare bizzarra e il
libro un'innocua gaffe. L'ho scorso un po' e l'ho trovato meno sea-

264

Einstein

dente di quanto mi aspettassi ammise piu tardi Born. Vi sono ...


molte descrizioni e molti aneddoti davvero divertenti e caratteristici
di Einstein.24
Einstein riusci comunque a evitare che la fama distruggesse il suo
semplice modo di vivere. Durante una breve visita a Praga, temendo
che autorita o cacciatori di curiosita volessero festeggiarlo, decise di
dormire dall'am ico Philipp Frank. II problema era che Frank e sua
moglie vivevano nell'appartam ento annesso alio studio di Frank al
laboratorio di fisica, dove Einstein stesso un tempo aveva lavorato.
Cosi Einstein dormi sul divano, che forse non era abbastanza conveniente per un uomo tanto famoso, racconto poi Frank ma si adattava
molto bene al suo gusto per la vita semplice e per le situazioni che
fossero in contrasto con le convenzioni sociali.
M entre erano di ritorno da un caffe, Einstein insistette perche
com prassero qualche cosa da m angiare per la cena in m odo che la
m oglie di Frank non dovesse andare a fare la spesa. Scelsero del
fegato di vitello, che la signora Frank si mise a cucinare sul becco
Bunsen del laboratorio. D 'im provviso Einstein scatto in piedi e
chiese: Che cosa sta facendo? Sta bollendo il fegato in acqua?. La
signora Frank ammise che era effettivam ente quanto stava facendo.
I1 punto di ebollizione dell'acqua e troppo basso dichiaro Ein
stein. Deve usare una sostanza con un punto di ebollizione piu
alto, come burro o grasso. Da allora in poi la signora Frank si riferi
alia necessita di friggere il fegato come alia teoria di Einstein.
Al termine della conferenza di Einstein, quella sera ci fu un piccolo
ricevimento offerto dal dipartimento di fisica, durante il quale furono
pronunciati diversi calorosi discorsi. Quando tocco a lui, Einstein
dichiaro invece: Sara forse piu piacevole e comprensibile se, anziche fare un discorso, suonero per voi un pezzo al violino. E passo
a eseguire una sonata di M ozart con il suo stile, a detta di Frank,
semplice, preciso e percio doppiamente commovente.
II mattino successivo, prima che riuscisse ad allontanarsi, un gio
vane lo insegui nello studio di Frank e insistette per mostrargli un
manoscritto. In base all'equazione E = me2, sosteneva l'uomo, sarebbe
stato possibile usare l'energia contenuta all'intem o dell'atomo per la
produzione di spaventosi esplosivi. Einstein taglio corto, definendo
l'idea una sciocchezza.25
Da Praga prese il treno per Vienna, dove trem ila tra scienziati e
spettatori entusiasti aspettavano di sentirlo parlare. Alla stazione,
il suo ospite attese che scendesse dal vagone di prim a classe, ma
non lo vide. Guardo allora lungo la banchina verso il vagone di

Fama

265

seconda classe, e non lo vide neppure li. Alla fine, dall'estrem ita
piu lontana della banchina, dove c'erano i vagoni di terza classe,
arriv o E in stein , cam m in an d o tran q u illam en te con in m ano la
custodia del suo violino, com e un m usicista am bulante. Sa, mi
piace viaggiare in prim a, ma il m io viso sta diventando troppo
con osciuto disse all'o sp ite. M i danno m eno fastidio in terza
classe. 26
Con il crescere della fama divento sempre piu stupido, il che natu
ralmente e un fenomeno assai comune disse Einstein a Zangger.27
Ma presto escogito una teoria secondo la quale la sua fama, malgrado
tutti i fastidi che com portava, se non altro era un segno positivo
dell'im portanza che la societa attribuiva a persone come lui:
II culto dell'individuo e sempre apparso ai miei occhi come qualcosa
di ingiustificato ... Non mi pare giusto, ne di buon gusto, che alcuni...
vengano ammirati oltre misura, attribuendo loro qualita eccezionali
di spirito e di carattere. E precisamente il mio caso, e v'e un contrasto
grottesco tra le capacita e i poteri che gli uomini mi attribuiscono e cio
che io sono e posso nella realta. La coscienza di questa singolare circostanza risulterebbe insopportabile, se essa non comportasse anche una
bella consolazione: e un indizio rallegrante per la nostra epoca, giudicata
come materialista, che essa elevi al grado di eroi semplici mortali, i cui
fini appartengono esclusivamente alia sfera intellettuale e morale.28
Uno dei problem i della fama e che puo generare risentimento.
Soprattutto negli ambienti accademici e scientifici, la promozione di
se stessi era considerata un peccato. Per coloro che perseguivano la
fama personale c'era una vera e propria aw ersione, un sentimento
che potrebbe essere stato esacerbato, nel caso di Einstein, dal fatto
che era un ebreo.
N ell'articolo che aveva scritto per il Times di Londra per spie
gare la relativita, Einstein accennava ironicamente ai problemi che
sarebbero potuti sorgere. Secondo un'applicazione della teoria della
relativita, oggi in Germania sono uno scienziato tedesco, e in Inghilterra sono dipinto come un ebreo svizzero scriveva. Se dovessi
diventare una bestia nera, le descrizioni sarebbero invertite, e io
diventerei un ebreo svizzero per i tedeschi e uno scienziato tedesco
per gli inglesi!29
N on si trattava di una sem plice facezia. Pochi m esi dopo che
ebbe acquistato una fama mondiale, il fenomeno si verified puntualmente. All'inizio del 1920 gli fu comunicato il prossimo conferimento
della prestigiosa medaglia d'oro della britannica Royal Astronom i

266

Einstein

cal Society, ma la rivolta di un gruppo sciovinista di puristi inglesi


impose il ritiro dell'onorificenza.30 In modo di gran lunga piu sinistro,
nel suo paese natale un piccolo ma crescente gruppo di persone
presto com incio a descriverlo apertamente come un ebreo piuttosto
che come un tedesco.
Viaggiatore solitario
Einstein amava fare la parte del solitario. La sua risata, simile al
latrato di una foca, pur essendo contagiosa, poteva a volte essere
piu urtante che cordiale. Gli piaceva stare in gruppo a fare musica,
a discutere di idee, a bere caffe forte e fumare sigari dall'odore acre.
Eppure c'era una parete quasi invisibile che lo separava perfino dai
familiari e dagli amici intimi.31 Cominciando dall'Akademie Olympia,
frequento molti salotti della mente. Ma evitava le stanze piu intime
del cuore.
Non gli piaceva subire costrizioni, e poteva essere freddo anche
con i suoi familiari. Ma amava la comunanza con coloro che gli erano
intellettualmente vicini ed ebbe amicizie che durarono per tutta la
vita. Era gentile con le persone di tutte le eta e le classi sociali che
entravano in rapporto con lui, andava d'accordo con collaboratori
e colleghi, e tendeva a essere cordiale verso l'um anita in generale.
Purche non gli si chiedesse troppo e non gli si imponessero pesanti
fardelli emotivi, Einstein poteva stringere senza difficolta amicizie e
anche legami affettivi.
Questa mescolanza di freddezza e di calore faceva si che vivesse
con ironico distacco gli aspetti umani del suo mondo. I1 mio ardente
senso di giustizia e di responsabilita sociale si e sempre trovato a
contrastare singolarmente con il mio scarso bisogno di contatti diretti
con gli altri esseri umani e con la societa scriveva. Sono davvero un
"viaggiatore solitario", non mi sono mai dato con tutto il cuore ne al
paese che mi ha visto nascere, ne alia casa, ne ai miei amici e neppure
ai congiunti piu prossimi; verso tutti questi legami mai mi e avvenuto
di perdere un certo senso di distacco e un bisogno di solitudine.32
Anche i suoi colleghi scienziati si stupivano dell'incongruenza tra
i sorrisi cordiali che accordava all'umanita in generale e il distacco
che mostrava alle persone a lui vicine. Non conosco nessuno cosi
solitario e distaccato come Einstein disse il suo collaboratore Leopold
Infeld. I1 suo cuore non sanguina mai, e lui si muove attraverso la vita
quasi del tutto indifferente alle gioie e alle emozioni. La sua estrema

Fama

267

gentilezza e il suo pudore sono totalmente impersonali e sembrano


provenire da un altro pianeta.33
Max Born, anche lui collega e am ico personale, rilevo lo stesso
tratto, che sembrava spiegare la capacita di Einstein di rimanere in
una certa m isura inconsapevole delle tribolazioni che affliggevano
l'Europa durante la prima guerra mondiale. Con tutta la sua genti
lezza, la sua socievolezza e il suo amore per l'umanita, era nondimeno
totalmente distaccato dal suo ambiente e dagli esseri umani che vi
si trovavano.34
Tra il distacco personale di Einstein e la sua creativita scientifica
sembrava esserci un sottile legame. Secondo il suo collega Abraham
Pais, il distacco rientrava nel tratto saliente di Einstein: quel suo stare
in disparte, che lo condusse a respingere la conoscenza scientifica
comunemente accettata cosi come le intimita affettive. E piu facile
essere un nonconformista e un ribelle, sia nella scienza che in una
cultura militaristica come quella della Germania, se si e in grado di
isolarsi senza difficolta dagli altri. I1 suo distacco ... gli consentiva
di attraversare la vita stando immerso nei propri pensieri ha detto
Pais. Gli consentiva anche di elaborare le sue teorie in modo coerente
e solitario.35
Einstein era consapevole delle forze in conflitto nel suo animo, e
sembrava pensare che lo stesso accadesse a tutti. L'uomo e, nello
stesso tempo, un essere solitario e sociale diceva.36 II suo desiderio
di distacco era in contrasto con il desiderio di compagnia, in una
sorta di rispecchiamento della lotta che c'era in lui tra l'attrazione e
l'aw ersion e per la fama. Servendosi del gergo della sua disciplina,
il pioniere della terapia psicanalitica Erik Erikson una volta disse di
Einstein: Una certa altemanza di isolamento ed estroversione sembra
aver mantenuto il carattere di una polarizzazione dinamica.37
II desiderio di distacco di Einstein si rifletteva anche nelle sue
relazioni extraconiugali. A condizione che le donne non avanzassero
pretese su di lui e che si sentisse libero di frequentarle o no a seconda
dei suoi umori, era disposto a prolungare un'avventura sentimentale.
Ma il timore di essere costretto a rinunciare a parte della sua indipendenza lo induceva a erigere uno schermo protettivo.38
Cio era ancor piu evidente nel rapporto con la famiglia. Non sempre
era semplicemente freddo, perche c'erano volte, soprattutto quando si
trattava di Mileva Marie, in cui le forze sia di attrazione sia di repulsione si scatenavano in lui con ardore estremo. II suo problema, specialmente con la famiglia, era che non ammetteva sentimenti cosi forti
negli altri. Non aveva nessuna propensione all'empatia, scrive lo

268

Einstein

storico Thomas Levenson nessuna capacita di immedesimarsi nella


vita emotiva di chiunque altro.39 Quando si trovava di fronte le esigenze emotive degli altri, Einstein tendeva a ritirarsi nell'oggettivita
della sua scienza.
II crollo della moneta tedesca lo aveva indotto a chiedere alia Marie
di trasferirsi in Germania, poiche era diventato difficile per lui mantenerla in Svizzera utilizzando gli svalutati marchi tedeschi. Ma quando
le osservazioni dell'eclissi lo resero famoso e piu sicuro dal punto
di vista economico, si mostro disposto a lasciare la sua famiglia a
Zurigo.
Per mantenerli disponeva degli onorari derivanti dai suoi giri di
conferenze in Europa, che venivano inviati direttamente a Ehrenfest
in Olanda, in modo che non fossero convertiti nella valuta tedesca
in caduta libera. Einstein scriveva a Ehrenfest lettere criptiche in cui
si riferiva alle sue riserve di denaro contante come ai risultati che
abbiamo ottenuto qui tu e io sugli ioni Au (doe sull'oro) 40 II denaro
veniva poi trasmesso da Ehrenfest alia Marie e ai ragazzi.
Poco tempo dopo il secondo matrimonio, Einstein ando a Zurigo
per vedere i figli. Hans Albert, che aveva quindici anni, gli comunico
che aveva deciso di fare l'ingegnere.
La considero un'idea disgustosa reagi Einstein, che aveva avuto
un padre e uno zio ingegneri.
E io faro lo stesso l'ingegnere replied il ragazzo.
Einstein se ne ando infuriato, e ancora una volta il loro rapporto
ando in crisi, specialmente dopo che ebbe ricevuto una sgradevole
lettera da Hans Albert. Mi ha scritto in un tono che nessuna persona
corretta ha mai usato con il proprio padre spiego in una lettera addolorata al figlio minore Eduard. Non so se riusciro mai a ristabilire
un rapporto con lui.41
Ma a quell'epoca la Marie si prodigava per migliorare invece che
per minare il rapporto del padre con i figli. Cosi spiego ai ragazzi che
Einstein era un uomo per molti aspetti strano, ma era sempre loro
padre e aveva bisogno del loro amore. Poteva essere freddo, disse
loro, ma anche buono e gentile. Secondo una versione fom ita da
Hans Albert, Mileva capiva che, nonostante la sua baldanza, Albert
era vulnerable... molto vulnerabile.42
Prima della fine di quell'anno Einstein e suo figlio maggiore erano
tom ati a corrispondere regolarm ente su tutti gli argom enti, dalla
politica alia scienza. Albert espresse anche il suo apprezzamento alia
Marie, affermando scherzosamente che avrebbe dovuto essere piu
felice ora che non era costretta a sopportarlo. Ho in mente di venire

Fama

269

presto a Zurigo, e dovremmo lasciarci alle spalle tutte le cose brutte.


Tu dovresti goderti quello che la vita ti ha dato, come i meravigliosi
ragazzi, la casa, e il fatto che non sei piu sposata con me.43
Hans Albert si iscrisse all'alm a mater dei suoi genitori, il Politec
nico di Zurigo, e divenne ingegnere. Trovo un impiego presso una
compagnia che produceva acciaio e poi come assistente di ricerca al
Politecnico, dove studio l'idraulica e i fiumi. Specialmente quando si
classified primo agli esami, suo padre non solo si riconcilio con lui,
ma ne fu anche fiero. I1 mio Albert e diventato un ragazzo solido e
forte scrisse a Besso nel 1924. Ha l'aspetto di un uomo fatto, e un
velista di prim 'ordine, e m odesto e affidabile. '
Alla fine Einstein disse le stesse cose a Hans Albert, aggiungendo
che forse aveva avuto ragione a fare l'ingegnere. La scienza e un
mestiere difficile gli scrisse. A volte sono contento che tu abbia
scelto un campo di attivita pratico, in cui non si devono cercare quadrifogli.44
Una persona che suscito in Einstein forti sentimenti fu sua madre.
Prossima alia morte per un cancro alio stomaco, era andata a stare
da lui e da Elsa alia fine del 1919, e lo spettacolo della sua sofferenza
sopraffece qualunque distacco umano Einstein normalmente sentisse
o simulasse. Quando m ori nel febbraio 1920, Einstein era spossato
dalle emozioni. Si sente fin dentro le ossa che cosa significhino i
legami di sangue scrisse a Zangger. Kathe Freundlich lo aveva sentito vantarsi con suo marito, l'astronom o, che nessuna morte avrebbe
potuto turbarlo, e fu sollevata che la morte di sua madre avesse dimostrato il contrario. Einstein pianse, come gli altri uomini, disse e
io capii che poteva veramente stargli a cuore qualcuno.45
Le onde prodotte dalla relativita
Per quasi trecento anni, l'universo m eccanico di Isaac Newton,
basato su leggi e certezze assolute, con la sua fede nelle cause e negli
effetti, nell'ordine e perfino nel dovere, aveva costituito il fondamento
psicologico deirillum inism o e dell'ordine sociale. Ora si affermava
una concezione dell'universo, nota come relativita, in cui spazio e
tempo dipendevano dai sistemi di riferimento. L'apparente rifiuto
delle certezze, un abbandono della fede nell'assoluto, pareva ad alcuni
vagamente eretico, forse perfino empio. Esso costitui un coltello
ha scritto lo storico Paul Johnson nella sua vasta opera sul XX secolo,
Modern Times, che contribui a liber are la societa dai suoi ormeggi
tradizionali.46

270

Einstein

Gli orrori della grande guerra, il crollo delle gerarchie sociali, l'avvento della relativita e il suo apparente attacco alia fisica classica
sembravano tutti congiurare a produrre incertezza. Per alcuni anni
il mondo intero e rimasto in uno stato di agitazione, mentale oltre che
fisica dichiaro al New York Times un astronomo della Columbia
University, Charles Poor, la settimana dopo l'annuncio della conferma
della teoria di Einstein. Puo ben darsi che gli aspetti fisici dell'agitazione, la guerra, gli scioperi, le sommosse bolsceviche siano in realta
le manifestazioni visibili di qualche disordine di portata mondiale sito
a un livello piu profondo. Questo medesimo spirito di inquietudine
ha invaso la scienza.47
Indirettamente, piu sulla spinta dei fraintendimenti dei profani
che sulla base del pensiero di Einstein, la relativita venne associata
a un nuovo relativismo nei campi della morale, dell'arte e della poli
tica. C'era meno fede nel carattere assoluto, non solo del tempo e
dello spazio, ma anche della verita e della morale. In un editoriale
del dicembre 1919 sulla teoria della relativita di Einstein, intitolato
Assalto all'assoluto, il New York Times si crucciava del fatto che le
fondamenta di tutto il pensiero umano sono state minate.48
Einstein si sarebbe scandalizzato, e piu tardi lo fu, della sovrapposizione di relativita e relativismo. Come si e detto, aveva pensato di
chiamare la sua creazione teoria deH'invarianza, perche le leggi fisiche dello spaziotempo unificato, secondo la sua teoria, erano appunto
invarianti piuttosto che relative.
Inoltre non era un relativista in fatto di moralita e neppure in fatto
di gusto. La parola relativita e stata am piam ente fraintesa com e
relativismo, la negazione cioe, o la revoca in dubbio, dell'oggettivita
della verita o dei valori morali ha lamentato in seguito il filosofo
Isaiah Berlin. Questo era l'opposto di cio che pensava Einstein, il
quale era un uomo di convinzioni morali semplici e assolute, che si
esprimevano in tutto quanto era e faceva.49
Sia nell'attivita scientifica sia nella filosofia morale Einstein era
motivato dalla ricerca della certezza e di leggi deterministiche. Se la
sua teoria della relativita produsse onde che turbarono i mondi della
morale e della cultura, dipese non da quello in cui Einstein credeva
ma dal modo in cui fu interpretato a livello popolare.
Uno di questi interpreti profani, per esempio, fu lo statista britannico Lord Haldane, che amava considerarsi un filosofo e uno studioso
di scienze. Nel 1921 questi pubblico un libro intitolato The Reign o f
Relativity, che arruolava la teoria di Einstein a sostegno delle sue idee
politiche avverse al dogmatismo in vista di una societa dinamica. I1

Fama

271

principio di Einstein della relativita delle nostre misure dello spazio


e del tempo non puo essere preso isolatamente scriveva. Quando
se ne consideri il significato, si puo ben giungere alia conclusione
che esso abbia il suo analogo in altri dom ini della natura e della
conoscenza in generale. 50
La teoria della relativita avrebbe avuto profonde conseguenze
per la teologia, segnalo Haldane all'arcivescovo di Canterbury, il
quale immediatamente tento di comprendere la teoria con un successo non piu che modesto. L'arcivescovo riferi un ecclesiastico al
decano della scienza inglese, J.J. Thomson, non capisce un'acca di
Einstein, e afferma che piu ascolta Haldane, piu articoli di giornale
legge sull'argomento, e meno capisce.
Haldane persuase Einstein a andare in Inghilterra nel 1921. II fisico
e la moglie furono ospitati nelTimponente residenza di Haldane a
Londra, dove si sentirono profondamente intimiditi dal valletto e dal
maggiordomo loro assegnati. La cena offerta dallo statista in onore di
Einstein riuni una schiera di intellettuali inglesi tanto prestigiosi da
mettere in soggezione l'ambiente piu colto. Tra i presenti c'erano George
Bernard Shaw, Arthur Eddington, J.J. Thomson, Harold Laski, e natu
ralmente lo sconcertato arcivescovo di Canterbury, che in preparazione
dell'evento aveva ricevuto una lezione privata da Thomson.
Haldane fece sedere l'arcivescovo accanto ad Einstein, in modo
che potesse porre la sua scottante domanda direttamente alia fonte.
Quali conseguenze, voleva sapere Sua Grazia, aveva la teoria della
relativita per la religione?
La risposta probabilmente deluse sia l'arcivescovo che il loro ospite.
Nessuna disse Einstein. La relativita e un argomento puramente
scientifico e non ha nulla a che vedere con la religione.51
Questo era indubbiamente vero. Tuttavia, c'era una relazione piu
complessa tra le teorie di Einstein e l'intruglio stregonesco delle idee
e delle emozioni che all'inizio del XX secolo traboccava ribollendo dal
calderone della modernita. Nel romanzo Balthazar, Lawrence Durrell
fa dire al suo personaggio: Dalla relativita discendono direttamente
la pittura astratta, la musica atonale e la letteratura informale.
Dalla relativita, con ogni evidenza, non discende direttam ente
nessuna di queste cose. Tuttavia il suo rapporto con il modernismo
fu di un genere piu m isteriosamente interattivo. Vi sono momenti
storici in cui un allineam ento di forze causa un m utam ento della
prospettiva dell'umanita. Accadde per l'arte, la filosofia e la scienza
all'inizio del Rinascimento, e di nuovo al principio dellTlluminismo.
Ora, all'inizio del XX secolo, il modernismo nasceva grazie alia rottura

272

Einstein

dei vecchi vincoli e al crollo delle vecchie verita. Si verified un processo di autocombustione che coinvolse le opere di Einstein, Picasso,
Matisse, Stravinskij, Schonberg, Joyce, Eliot, Proust, Djaghilev, Freud,
W ittgenstein, e dozzine di altri innovatori che sembravano spezzare
i legami del pensiero classico.52
Nel gia citato libro Einstein, Picasso. Space, Time and the Beauty That
Causes H avoc (Einstein, Picasso. Spazio, tempo e la bellezza che causa
rovina), lo storico della scienza e della filosofia Arthur I. Miller indago
le sorgenti comuni da cui sgorgarono, per esempio, la teoria della rela
tivita ristretta del 1905 e il capolavoro cubista di Picasso, Les Demoi
selles d'Avignon, del 1907. Miller osservava che entrambi gli autori
erano uom ini di grande fascino che pero preferivano il distacco
emotivo. Ciascuno di loro avvertiva a suo modo che c'era qualcosa
di sbagliato nelle limitazioni che definivano le rispettive discipline,
ed entrambi erano affascinati dalle discussioni sulla simultaneity, lo
spazio, il tempo, e in particolare sugli scritti di Poincare.53
Einstein fu fonte di ispirazione per molti artisti e pensatori modernisti, anche quando questi non lo comprendevano e specialmente
quando celebravano concetti quale quello di essere affrancati dall'ordine del tempo, come disse Proust nell'ultima parte di Alla ricerca del
tempo perduto. Come mi piacerebbe parlarti di Einstein scrisse Proust
a un amico fisico nel 1921. Non capisco una sola parola delle sue
teorie, non conoscendo l'algebra. [Nondimeno] sembra che abbiamo
modi analoghi di deformare il Tempo.54
Un m om ento culm inante della rivoluzione m odem ista si ebbe
nel 1922, l'anno in cui fu armunciato il premio Nobel di Einstein.
L'Ulisse di James Joyce fu pubblicato in quello stesso anno, cosi come
La terra desolata di Thomas Steam s Eliot. In maggio ci fu una cena
di mezzanotte all'H otel M ajestic di Parigi per l'esordio di Renard,
composto da Stravinskij ed eseguito dai Ballets Russes di Djaghilev.
Stravinskij e Djaghilev erano entrambi presenti, cosi come Picasso. E
c'erano anche Joyce e Proust, che stavano distruggendo le certezze
letterarie del XIX secolo con la stessa determinazione con cui Ein
stein stava rivoluzionando la fisica. L'ordine meccanico e le leggi
di Newton che avevano definito la fisica, la musica e l'arte classiche
non vigevano piu.55
Quali che fossero le cause del nuovo relativismo e m odem ism o, il
distacco del mondo dai suoi ormeggi classici avrebbe presto prodotto
echi e reazioni inquietanti. E in nessun altro luogo quel clima fu piu
problematico che nella Germania degli anni '20.

XIII
IL SIONISTA ERRANTE
1920-1921

Consanguineita
Nell'articolo che scrisse per il Times di Londra dopo la conferma
della teoria della relativita, Einstein dichiaro scherzosamente che se le
cose si fossero messe male i tedeschi non lo avrebbero piu considerato
un compatriota ma un ebreo svizzero.1 Era un'osservazione acuta,
tanto piu che, come Einstein gia allora sapeva, conteneva un terribile
fondo di verita. Quella stessa settimana, in una lettera all'am ico Paul
Ehrenfest, descrisse il clim a in Germ ania. L'antisem itism o qui e
fortissimo diceva. Dove ci portera?
L'avanzata deU'antisemitismo in Germania dopo la prima guerra
m ondiale produsse una reazione di segno opposto in Einstein: lo
indusse a identificarsi piu vigorosam ente con la tradizione e la
com unita ebraiche. Da una parte, c'erano gli ebrei tedeschi come
Fritz Haber, che facevano tutto quanto potevano, fino a convertirsi
al cristianesimo, per assimilarsi, e costoro esortavano Einstein a fare
altrettanto. Ma Einstein fece la scelta opposta. Proprio quando stava
diventando famoso, abbraccio la causa sionista. Non entro ufficialmente in nessuna organizzazione sionista, e neppure era iscritto in
alcuna sinagoga, o vi si recava per i servizi religiosi. Ma si schiero a
favore degli insediamenti ebraici in Palestina, di un'identita nazionale
tra gli ebrei di ogni parte del mondo e del rifiuto delle aspirazioni
assimilazioniste.
Fu reclutato dal pioniere e leader del sionismo Kurt Blumenfeld,
che gli fece visita a Berlino all'inizio del 1919. Faceva domande con
estrema ingenuita racconto Blumenfeld. Tra le domande di Einstein:
perche, con le loro doti spirituali e intellettuali, gli ebrei avrebbero
dovuto essere chiamati a creare una nazione-stato agricola? e il nazionalismo non era forse il problema, piuttosto che la soluzione?
Alla fine Einstein aderi alia causa. Come essere umano, sono un

274

Einstein

aw ersario del nazionalismo dichiaro. Ma come ebreo, da oggi sono


un sostenitore dello sforzo sionista.2 Divenne anche, piu specificamente, un fautore della creazione di una nuova universita in Palestina,
che sarebbe poi diventata l'Universita ebraica di Gerusalemme.
Una volta deciso di abbandonare il postulato che tutte le forme di
nazionalismo fossero da respingere, gli fu facile abbracciare la causa
del sionismo con maggiore entusiasmo. Si puo essere internazionalisti senza essere indifferenti ai membri della propria tribu scrisse
a un amico nell'ottobre del 1919. La causa sionista mi sta molto a
cuore ... Sono felice che ci sia un piccolo fazzoletto di terra sul quale
i nostri confratelli non siano considerati stranieri.3
II suo sostegno al sionismo mise Einstein in contrasto con gli assimilazionisti. N ell'aprile 1920 fu invitato a parlare a una riunione di
un gruppo di quell'area, che protestava la sua lealta alia Germania, i
Cittadini tedeschi di fede giudaica. Rispose accusandoli di tentare
di distinguersi dagli ebrei piu poveri e meno raffinati provenienti
dall'Europa dell'Est. Possono gli "ariani" rispettare gente simile che
non vuole compromettersi? li rimprovero.4
Ma un rifiuto privato dell'invito non era sufficiente. Einstein si senti
anche in dovere di sferrare un attacco pubblico a coloro che tentavano di inserirsi parlando di fede religiosa invece che di affiliazione
tribale.5 In particolare, schem i la posizione che chiamava assimilatoria, la quale cercava di vincere l'antisemitismo rinunciando a
quasi tutto cio che era ebraico. Questo non funzionava mai; anzi,
sembra piuttosto comico a un non ebreo, perche gli ebrei sono un
popolo distinto dagli altri. La radice psicologica dell'antisem itismo
sta nel fatto che gli ebrei sono un gruppo di persone a se scrisse. I1
loro essere ebrei e visibile nell'aspetto fisico, e la loro discendenza
ebraica si riconosce nel loro lavoro intellettuale.6
Gli ebrei che praticavano e predicavano l'assim ilazione erano
prevalentem ente quelli che si gloriavano della loro tradizione tede
sca o dell'Europa occidentale. A quell'epoca (e per buona parte del
XX secolo) essi tendevano a guardare dall'alto in basso gli ebrei
provenienti dall'Europa orientale, e particolarm ente dalla Russia
e dalla Polonia, che sembravano meno distinti, raffinati e assim ilati. Sebbene Einstein fosse un ebreo tedesco, lo scandalizzavano
quelli del suo am biente che volevano tracciare una netta linea di
demarcazione tra gli ebrei dell'Europa orientale e quelli dell'Europa
occidentale. Questa concezione era destinata a ritorcersi contro tutti
gli ebrei, sosteneva, e non era basata su alcuna distinzione reale.
La com unita ebraica est-europea dispone di un ricco potenziale di

II sionista errante

275

talenti um ani e di forze produttive che possono benissim o reggere


il confronto con il superiore grado di civilta degli ebrei dell'Europa
occidentale.7
Einstein era profondamente consapevole, piu degli assimilazionisti,
del fatto che l'antisem itism o non era il prodotto di cause razionali.
In Germ ania oggi l'odio per gli ebrei ha assunto form e orribili
scrisse agli inizi del 1920. Contribuiva al problema la circostanza che
l'inflazione fosse fuori controllo. II marco tedesco nei primi mesi del
1919 aveva avuto un valore di 12 centesimi di dollaro, che era meta
del valore d'anteguerra, ma era ancora tollerabile. Ma al principio del
1920 valeva soltanto 2 centesimi, e il crollo si aggravava ogni mese.
Inoltre la sconfitta nella guerra era stata umiliante. La Germania
aveva perduto 6 milioni di uomini ed era stata costretta a cedere territori dove erano presenti meta delle sue risorse naturali, oltre a tutte
le colonie d'oltremare. Molti tedeschi orgogliosi erano convinti che
tutto cio fosse il risultato di un tradimento. La Repubblica di Weimar
che era sorta dopo la guerra, benche sostenuta dai progressisti, dai
pacifisti e dagli ebrei come Einstein, era disprezzata da molti esponenti del vecchio ordine e anche dal ceto medio.
C'era un gruppo che poteva facilmente essere identificato con la
forza aliena e oscura, principale responsabile dell'um iliazione imposta a un cultura fiera. La gente ha bisogno di un capro espiatorio e
da la colpa agli ebrei osservava Einstein. Essi sono bersaglio di un
rancore istintivo perche sono di una diversa tribu.8
Weyland, Lenard e gli antirelativisti
L'esplosione di grande arte e grandi idee nella Germania dell'epoca,
come ha scritto Amos Elon nel suo libro Requiem tedesco, era in gran
parte dovuta a mecenati e pionieri ebrei in molti campi, soprattutto
nell'ambito della scienza. Come osservo Sigmund Freud, il successo
degli scienziati ebrei era in parte dovuto al loro scetticismo creativo,
che derivava dalla loro natura di outsider, intrusi.9 Cio che gli ebrei
assimilazionisti sottovalutavano era la virulenza con cui molti tedeschi,
che essi consideravano compatrioti, li vedevano invece come intrusi
o, per dirla con le parole di Einstein, come una diversa tribii.
II primo scontro pubblico di Einstein con questo antisemitismo si
ebbe nell'estate del 1920. Un Iosco nazionalista tedesco di nome Paul
Weyland, ingegnere di formazione, si era trasformato in un polemista
con aspirazioni politiche. Era un membro attivo di un partito nazio
nalista di destra che si impegnava, nel suo programma ufficiale del

276

Einstein

1920, a ridurre 1'influenza ebraica dominante che si manifesta in


misura crescente nel governo e nella vita pubblica.10
W eyland si rese conto che Einstein, com e ebreo che godeva di
grande pubblicita, aveva suscitato risentimenti e gelosie. In modo
analogo, la sua teoria della relativita poteva facilm ente diventare
un bersaglio, dal m om ento che m olti, com presi alcuni scienziati,
erano infastiditi dal fatto che sembrava minare gli assoluti, oltre che
essere costruita su ipotesi astratte piuttosto che fondata su una solida
base sperimentale. Cosi Weyland si mise a pubblicare articoli in cui
denunciava la relativita come una grossa truffa, e costitui un'or
gan lzzazione formata da feccia (ma misteriosamente ben dotata di
fondi), chiamata pomposamente Gruppo di studio degli scienziati
tedeschi per la difesa di una scienza pura.
In combutta con Weyland c'era un fisico sperimentale di modesta
reputazione, Ernst Gehrcke, che da anni attaccava la relativita con
tanta piu rabbia quanto minore era la sua comprensione. II gruppo
lancio diversi attacchi personali contro Einstein e il carattere giudaico della teoria della relativita, poi convoco una serie di riunioni in
tutta la Germania, nonche una grande manifestazione alia Filarmonica
di Berlino il 24 agosto.
Weyland parlo per primo e, con l'ampollosa retorica di un demagogo, accuso Einstein di essere impegnato in una promozione affaristica della sua teoria e del suo nome. L'esposizione di Einstein alia
pubblicita, voluta o subita, veniva usata contro di lui, come avevano
paventato i suoi amici assimilazionisti. La relativita era una truffa,
disse Weyland, e per di piu frutto di un plagio. Gehrcke disse piu o
meno le stesse cose con una parvenza di linguaggio piu tecnico, leggendo un testo scritto. La riunione, stando a quanto riferito dal New
York Times, aveva un connotato decisamente antisem ita.11
A meta del discorso di Gehrcke, dal pubblico si levo un mormorio
sommesso: Einstein, Einstein. Lo scienziato era venuto ad assistere
alio spettacolo e, tutt'altro che alieno tanto dalla pubblicita quanto
dalla polemica, se la rideva bellamente. Come ha osservato il suo
amico Philipp Frank, amd sempre considerare gli eventi del mondo
intomo a lui come spettatore in un teatro. Seduto tra il pubblico con il
chimico suo amico Walther Nemst, a tratti commentava e ridacchiava
ad alta voce e alia fine defini l'intero evento divertentissim o.12
Ma non era veramente divertito, e prese perfino in considerazione
per breve tempo l'idea di andarsene da Berlino.13 Ando in collera e
commise l'errore tattico di rispondere con una violenta diatriba che
fu pubblicata tre giorni piu tardi sulla prima pagina del Berliner

II sionista errante

T il

Tageblatt, un quotidiano progressista di proprieta di amici ebrei.


Sono ben cosciente che i due oratori non meritano una risposta dalla
mia penna scrisse, ma poi procedette senza farsi frenare da quella
consapevolezza. Gehrcke e Weyland non erano stati esplicitamente
antisem iti, e non avevano criticato apertam ente gli ebrei nei loro
discorsi. Ma Einstein sostenne che non avrebbero attaccato la sua
teoria se io fossi stato un nazionalista tedesco, con o senza svastica,
invece di un ebreo.14
Einstein dedico gran parte dell'articolo a confutare Weyland e
Gehrcke. Ma attacco anche un fisico piu rispettabile che non era pre
sente alia manifestazione ma aveva dato sostegno alia causa dell'antirelativita: Philipp Lenard.
Vincitore del premio Nobel nel 1905, Lenard era stato un pioniere in
campo sperimentale e aveva descritto l'effetto fotoelettrico. Un tempo
Einstein lo aveva ammirato. Ho appena letto un m agnifico articolo
di Lenard aveva decantato alia Marie nel lontano 1901. Sotto 1'influenza di questo bellissimo contributo sono pieno di una tale felicita
e gioia che devo dividerne un po' con te. Dopo che Einstein ebbe
pubblicato la prima ondata di fondamentali memorie nel 1905, citando
Lenard per nome in quella sui quanti di luce, tra i due scienziati c'era
stato uno scambio di lettere piene di com plim enti.15
Ma, ardente nazionalista tedesco qual era, Lenard era divenuto
sempre piu ostile ai britannici e agli ebrei, sprezzante nei confronti
del clamore che circondava la teoria di Einstein, ed esplicito nei suoi
attacchi agli aspetti assurdi della relativita. Aveva consentito che
il suo nome fosse utilizzato in opuscoli che venivano distribuiti alia
manifestazione di Weyland, e come premio N obel si era dato da fare
dietro le quinte per assicurarsi che ad Einstein non fosse assegnato
il premio.
Dal momento che Lenard non si era fatto vedere al comizio della
Filarmonica, e dato che le critiche alia relativita che aveva pubblicato
erano di tono accademico, Einstein avrebbe potuto fare a meno di
attaccarlo nel suo articolo sul giornale. Ma lo fece. Ammiro Lenard
come maestro di fisica sperimentale, ma non ha ancora prodotto nulla
di rilevante nel campo della fisica teorica, e le sue obiezioni alia teoria
della relativita generale sono di una tale superficiality che, fino a que
sto momento, non ho ritenuto necessario dare loro risposta scrisse.
Ho intenzione di rimediare a questa mia mancanza.16
Gli amici di Einstein lo appoggiarono pubblicamente. Un gruppo
di cui facevano parte von Laue e N ernst pubblico una lettera che
dichiarava, in modo non del tutto veritiero: Chiunque abbia avuto la

278

Einstein

fortuna di conoscere da vicino Einstein sa che non sara mai superato


... in fatto di avversione a ogni pubblicita.17
In privato, perd, gli amici erano scandalizzati. Si era lasciato trascinare a una manifestazione pubblica di risentimento contro personaggi
che avrebbe dovuto continuare a considerare indegni di una risposta
da parte sua, e cosi aveva suscitato un clamore ancora piu increscioso.
La moglie di Max Born, Hedwig, che lo aveva rimproverato senza
peli sulla lingua per il modo in cui trattava la famiglia, ora gli fece
una patem ale: non avrebbe dovuto lasciarsi andare a una risposta
sul giornale, purtroppo assai poco felice. Avrebbe dovuto mostrare
piu rispetto, disse, per il tempio sereno della scienza.18
Paul Ehrenfest fu ancora piu severo. Mia moglie e io non riusciamo assolutamente a credere che proprio tu abbia scritto alcune
delle frasi dell'articolo disse. Se veram ente le hai scritte di tuo
pugno, cio dimostra che questi dannati maiali alia fine sono riusciti
a toccare il tuo animo. Ti esorto con quanta forza ho a non gettare su
questo argomento una sola parola in piu a quella bestia vorace che
e il pubblico.19
Einstein era piuttosto contrito. Non siate severi con me rispose
ai Bom. Ognuno deve recare di quando in quando la propria offerta
sacrificale all'altare della stupidita, per compiacere la divinita e gli
uomini, e io l'ho fatto a dovere col mio articolo.20 Ma non si scuso
per essere venuto meno ai loro canoni di riservatezza. Dovevo farlo
se volevo rimanere a Berlino, dove ogni ragazzino mi riconosce dalle
fotografie disse a Ehrenfest. Se si crede nella democrazia, si deve
dare al pubblico anche questo.21
Com 'era prevedibile, Lenard si senti insultato dall'articolo di Ein
stein. Insistette per avere delle scuse, dato che non aveva neppure
partecipato alia manifestazione contro la relativita. Arnold Sommerfeld, presidente della Societa tedesca di fisica, tento di mediare, ed
esorto Einstein a scrivere qualche parola conciliante a Lenard.22
Ma le cose non dovevano andare cosi. Einstein rifiuto di fare marcia
indietro, e Lenard fini per avvicinarsi sempre piu a posizioni apertamente antisemite fino ad abbracciare il nazismo.
(Questa vicenda ebbe uno strano seguito. Nel 1953, secondo i
documenti del dossier dell'Fbi su Einstein, recentemente divenuti
accessibili, un tedesco ben vestito entro nella direzione locale dell'Fbi
a M iami e disse all'addetto alia ricezione di disporre di informazioni
secondo le quali Einstein aveva ammesso di essere un comunista
in un articolo sul Berliner Tageblatt dell'agosto 1920. L'aspirante
informatore non era altri che Paul Weyland, il quale era approdato

II sionista errante

279

a Miami e stava tentando di immigrare dopo aver fatto per anni il


truffatore e l'im broglione in tutto il mondo. L'Fbi di Edgar Hoover
stava cercando in tutti i m odi, senza successo, di dim ostrare che
Einstein era un comunista, e sposo la causa. Dopo tre mesi, il Bureau
finalmente trovo l'articolo e lo tradusse. Non c'era nulla in quello
scritto che avesse a che fare con l'essere comunista. A Weyland fu
nondimeno concessa la cittadinanza americana.)23
II pubblico fuoco incrociato derivato dalla manifestazione antirelativista accrebbe l'interesse per l'im m inente assemblea annuale degli
scienziati tedeschi, prevista per la fine di settembre nella localita termale di Bad Nauheim. Sia Einstein che Lenard dovevano partecipare,
e Einstein aveva concluso la sua risposta sul giornale proclamando
che, su suo suggerim ento, in quell'occasione vi sarebbe stata una
pubblica discussione sulla relativita. Chiunque abbia il coraggio di
affrontare una discussione scientifica potra presentare le sue obiezioni in quella sede disse, gettando un guanto di sfida in direzione
di Lenard.
Durante la riunione di Bad Nauheim, della durata di una settimana,
Einstein era ospite di Max Bom a Francoforte, a trenta chilometri di
distanza, e i due amici andavano quotidianamente avanti e indietro
dalla localita di soggiomo in treno. La grande resa dei conti sulla rela
tivita, a cui era attesa la partecipazione sia di Einstein sia di Lenard,
fu nel pomeriggio del 23 settembre. Einstein aveva dimenticato di
portarsi qualcosa con cui scrivere, e cosi si fece prestare la matita
dalla persona che gli sedeva accanto per prendere appunti mentre
parlava Lenard.
Presiedeva Planck, il quale con il suo grande carisma e con le sue
parole rasserenanti riusci a impedire qualsiasi attacco personale. Le
obiezioni di Lenard alia relativita erano analoghe a quelle di molti non
teorici. La teoria si basava su equazioni piuttosto che su osservazioni,
disse, e contrastava con il sem plice buonsenso dello scienziato.
Einstein rispose che cio che appare ovvio cam bia con il tempo.
Questo era vero anche per la meccanica di Galileo.
Era la prima volta che Einstein e Lenard si incontravano di per
sona, ma non si strinsero la mano ne si parlarono. E sebbene i verbali
ufficiali della riunione non lo registrino, Einstein a quanto pare a
un certo punto perse la sua serenita d'anim o. Si lascio andare a
un'aspra replica racconto Born. Qualche settimana dopo, Einstein
scrisse a Born assicurandogli che non si sarebbe lasciato prendere
dall'eccitazione come a Nauheim.24
Infine Planck riusci a concludere la sessione, prima che fosse ver-

280

Einstein

sato sangue, con una battuta un po' infelice. Siccome la teoria della
relativita purtroppo non e riuscita finora a dilatare il tempo assoluto
disponibile per questa riunione/ disse ora dobbiamo aggiomarci.
I quotidiani del giorno successivo non ebbero di che fare titoli, e il
movimento antirelativita per il momento si calmo.25
Quanto a Lenard, prese le distanze da quello strano gruppo di
stravaganti antirelativisti. Purtroppo Weyland si rivelo un imbroglione disse piu tardi. Ma non venne meno la sua personale antipatia
per Einstein. Dopo la riunione di Bad Nauheim i suoi attacchi ad
Einstein e alia scienza giudaica diventarono sempre piu corrosivi e
connotati di antisemitismo. Divenne un fautore della creazione di una
fisica tedesca che depurasse la scienza del suo paese dalle influenze
ebraiche, le quali ai suoi occhi erano esemplificate proprio dalla teoria
della relativita di Einstein, con la sua impostazione astratta, teorica
e non sperimentale, e l'odore (almeno per lui) di un relativismo che
respingeva gli assoluti, l'ordine e le certezze.
Qualche mese piu tardi, all'inizio del 1921, un oscuro funzionario
di partito di Monaco riprese il tema. La scienza, un tempo nostro
massimo vanto, oggi viene insegnata da ebrei scrisse Adolf Hitler
in un polemico articolo di giornale.26 Ci furono perfino dei rigurgiti
che attraversarono l'Atlantico. Nell'aprile di quell'anno il Dearborn
Independent^ un settimanale di proprieta del costruttore di automobili Henry Ford, che era un deciso antisemita, sparo un titolone in
copertina che chiedeva in tono accusatorio: Einstein e un plagiario?27
Einstein in America, 1921
La fama m ondiale di Albert Einstein in crescita vertiginosa e il suo
nascente sionismo concorsero nella primavera del 1921 a determinare
un evento che rimase unico nella storia della scienza, e comunque
eccezionale per qualsiasi campo: un grandioso tour della durata di due
mesi in corteo attraverso gli Stati Uniti orientali e centro-occidentali,
che anticipava il genere di frenesia di massa e di adulazione da parte
della stampa che piu tardi avrebbe suscitato una rock star in tournee.
II mondo non aveva mai visto prima, e forse non rivedra piu, una
simile celebrita scientifica, un divo che era al tempo stesso una mite
icona dei valori umanistici e un santo patrono vivente degli ebrei.
Inizialmente Einstein aveva pensato alia sua prima visita in Am e
rica com e a un modo per raggranellare del denaro in una valuta
stabile con cui provvedere alia sua famiglia in Svizzera. Ho richiesto 15.000 dollari a Princeton e all'Universita del Wisconsin disse

II sionista errante

281

a Ehrenfest. Probabilmente la cosa li scoraggera. Ma se abboccano,


mi procurero l'indipendenza economica... e questa non e una cosa
da disprezzare.
Le universita americane non abboccarono. Le mie richieste erano
troppo elevate riferi a Ehrenfest.28 Cosi verso il febbraio 1921 aveva
fatto altri piani per la primavera: avrebbe presentato una memoria
al Terzo Congresso Solvay a Bruxelles e tenuto alcune conferenze a
Leida su richiesta di Ehrenfest.
Fu allora che Kurt Blumenfeld, il leader del movimento sionista
in Germania, torno a fargli visita nel suo appartamento. Esattamente
due anni prima Blumenfeld era andato a trovare Einstein e aveva
ottenuto il suo appoggio alia causa della creazione di un insediamento ebraico in Palestina. Ora era venuto con un invito - o forse si
trattava di istruzioni - sotto forma di un telegramma del presidente
dell'Organizzazione sionista mondiale, Chaim Weizmann.
Weizmann era un brillante biochimico che era emigrato dalla Russia
in Inghilterra, dove aveva reso i suoi servigi al paese di adozione nella
prima guerra mondiale mettendo a punto un metodo che utilizzava i
batteri per una produzione piu efficiente della cordite, un esplosivo.
Durante la guerra aveva lavorato alle dipendenze dell'ex primo ministro Arthur Balfour, che allora era primo lord dell'Ammiragliato. In
seguito aveva contribuito a persuadere Balfour, che nel frattempo era
divenuto ministro degli Esteri, a rilasciare la famosa dichiarazione del
1917 in cui la Gran Bretagna si impegnava a sostenere ristituzione
di uno stato nazionale per il popolo ebraico in Palestina.
II telegramma di Weizmann invitava Einstein ad accompagnarlo
in un viaggio in America con lo scopo di raccogliere fondi per con
trib u te alia fondazione di insediamenti in Palestina e, in particolare,
per creare l'Universita ebraica a Gerusalemme. Quando Blumenfeld
glielo lesse, Einstein in un primo momento si mostro titubante. Non
era un oratore, disse, e il ruolo di chi semplicemente si serviva della
celebrita per attirare folle alia causa era disdicevole.
Blumenfeld non si mise a discutere. Si liinito a rileggere ad alta voce
il telegramma di Weizmann. E il presidente della nostra organizzazione disse Blumenfeld e, se lei prende sul serio la sua conversione
al sionismo, ho il diritto di chiederle, a nome del dottor Weizmann,
di andare con lui negli Stati Uniti.
Quello che dice e giusto e convincente rispose Einstein, suscitando lo sconfinato stupore di Blumenfeld. Mi rendo conto che ora
io stesso sono parte della questione e che devo accettare l'invito.29
C'era davvero di che stupirsi della risposta di Einstein. Si era gia

282

Einstein

impegnato per il Congresso Solvay e per altre conferenze in Europa,


sosteneva di non amare la ribalta pubblica, e il suo stomaco delicato
lo aveva reso riluttante a viaggiare. Non era un ebreo osservante, e la
sua allergia al nazionalismo gli impediva di essere un sionista puro
e senza riserve.
Eppure ora stava facendo una cosa che era contraria alia sua natura:
accettare un ordine implicito da un personaggio autorevole, un ordine
che si basava sui suoi presunti legami e impegni con altre persone.
Come mai?
La decisione di Einstein rifletteva una trasformazione fondam en
tale in corso nella sua vita. Fino al completamento e alia conferma
della teoria della relativita generale, si era dedicato quasi com ple
tamente alia scienza, a detrimento perfino dei suoi rapporti personali, familiari e sociali. Ma gli anni passati a Berlino lo avevano reso
sempre piu consapevole della sua identita di ebreo. La sua reazione
aironnipresenza dell'antisem itism o fu di sentirsi ancora piu legato
- anzi, inestricabilmente legato - alia cultura e alia comunita del suo
popolo.
Cosi nel 1921 a compiere un salto non fu la sua fede ma il suo
impegno. Sto veramente facendo tutto quanto e in mio potere per i
fratelli della mia razza che sono trattati cosi male dappertutto scrisse
a Maurice Solovine.30 Accanto alia scienza, questo sarebbe diventato il
legame piu importante nella definizione della sua personality. Come
avrebbe osservato verso la fine della sua vita, dopo aver rifiutato la
presidenza di Israele, il mio rapporto con il popolo ebraico e diven
tato il mio legame umano piu forte.31
Una persona che rimase non solo stupita ma anche costem ata per
la decisione di Einstein fu il suo amico e collega di Berlino, il chimico
Fritz Haber, che si era convertito al cristianesimo e tenacemente assim ilato per sembrare un vero prussiano. Come altri assimilazionisti,
Haber era (comprensibilmente) preoccupato che una visita di Einstein
al grande nemico della guerra trascorsa su richiesta di un'organizzazione sionista potesse rafforzare la convinzione che gli ebrei avessero
due facce e non fossero buoni tedeschi.
Inoltre Haber aveva accolto con entusiasmo il proposito di Einstein
di presenziare al Congresso Solvay a Bruxelles, il prim o dopo la
guerra. Nessun altro tedesco era stato invitato, e la sua partecipazione
era vista come un passo cruciale per il ritorno della Germania nella
piu ampia comunita scientifica.
La gente di questo paese vi vedra una prova della slealta degli
ebrei scrisse Haber quando venne a sapere della decisione di Ein

II sionista errante

283

stein di visitare l'Am erica. Di certo sacrificherai la base ristretta su


cui poggia l'esistenza di professori e studenti di fede ebraica nelle
universita tedesche.32
A quanto pare Haber fece recapitare la lettera a mano, e Einstein
rispose lo stesso giomo. Mise in discussione l'idea di Haber che gli
ebrei andassero considerati come un popolo di fede ebraica, e ancora
una volta, invece, defini l'identita come una questione di imprescindibile consanguineita etnica. Nonostante le mie nette convinzioni
intemazionaliste, ho sempre sentito il dovere di stare dalla parte dei
miei perseguitati e moralmente oppressi compagni di tribu disse. La
prospettiva di fondare un'universita ebraica mi riempie di particolare
gioia, avendo di recente visto innumerevoli esempi di trattamento
sleale e ingeneroso di splendidi giovani ebrei, con tentativi di negare
loro la possibility di istruirsi.33
E fu cosi che gli Einstein il 21 marzo 1921 partirono in nave dalTOlanda
per la loro prima visita in America. Per fare in modo che il viaggio avesse
un tono modesto e fosse poco dispendioso, Einstein si era detto disposto
a compiere la traversata in terza classe. La richiesta non fu accolta, e gli
fu assegnata una bella cabina privata. Chiese anche che per lui ed Elsa
ci fossero stanze separate, sia a bordo della nave che negli alberghi, in
modo da poter lavorare durante il viaggio. La richiesta fu accolta.
Fu, secondo tutti i resoconti, una piacevole traversata atlantica,
durante la quale Einstein cerco di spiegare la relativita a Weizmann.
Al loro arrivo, quando gli chiesero se avesse compreso la teoria, Weiz
mann diede una risposta deliziosa: Durante la traversata non passo
giorno che Einstein non mi spiegasse la sua teoria, e quando arrivammo ero convintissimo che lui la comprendeva.34
Quando la nave attracco al Battery nella Lower Manhattan il pomeriggio del 2 aprile, Einstein era in piedi sul ponte con indosso un
cappotto di lana grigia sbiadita e un cappello di feltro nero che nascondeva solo in parte la folta chioma che cominciava a ingrigire. In una
mano aveva una lucida pipa di radica; l'altra stringeva una consunta
custodia di violino. Sembrava un artista riferi il New York Times.
Ma sotto i capelli arruffati c'era una mente scientifica le cui deduzioni
hanno sbalordito i migliori intelletti d'Europa.35
Appena fu loro consentito, decine di cronisti e fotografi si precipitarono a bordo. L'addetto stampa dell'organizzazione sionista disse
ad Einstein che avrebbe dovuto partecipare a una conferenza stampa.
Non posso farlo protesto il fisico. E come spogliarsi in pubblico.36
Ma poteva, naturalmente, e lo fece.
Per prima cosa segui obbedientemente per quasi mezz'ora le istru-

284

Einstein

zioni dei fotografi e degli operatori dei cinegiornali che chiedevano


a lui e a Elsa di assumere le pose piu svariate. Poi, nella cabina del
capitano, mostro piu gioia che riluttanza nel condurre la sua prima
inform ativa stampa con tutto lo spirito e il fascino di un am abile
sindaco di grande citta. Dal suo ridacchiare, scrisse il cronista del
Philadelphia Public Ledger, si potrebbe dire che gli piacesse.37
Piacque anche a quelli che gli facevano le domande. L'intera prestazione, costellata di battute e di risposte brillanti, chiari perche
Einstein era destinato a diventare una celebrita cosi im mensamente
popolare.
Parlando tramite un interprete, Einstein comincio esprimendo la
speranza di assicurare il sostegno, materiale e morale, della comu
nita ebraica americana all'Universita ebraica di Gerusalemme. Ma
i cronisti erano piu interessati alia relativita, e il primo a porre una
dom anda gli chiese una descrizione in una frase della teoria, una
richiesta che Einstein si sarebbe sentito fare quasi a ogni sosta del suo
viaggio. E tutta la vita che cerco di farla stare in un libro, rispose
e lui vuole che la faccia stare in una frase! Ma siccome i giom alisti
insistevano che ci provasse, form una semplice descrizione d'insieme:
E una teoria dello spazio e del tempo dal punto di vista fisico, che
conduce a una teoria della gravitazione.
E che aveva da dire su coloro che, specialmente in Germania, attaccavano la sua teoria? Nessuna persona competente si oppone alia
mia teoria rispose. I fisici che lo fanno sono animati da motivazioni
politiche.
Quali motivazioni politiche? I1 loro atteggiamento e dovuto in
larga misura all/antisemitismo rispose.
Alla fine Tinterprete dichiaro chiusa la seduta. Bene, spero di aver
superato l'esam e concluse Einstein con un sorriso.
Mentre se ne stavano andando, a Elsa fu chiesto se capiva la rela
tivita. Oh, no, benche me l'abbia spiegata molte volte rispose. Ma
non e necessaria per la mia felicita.38
Migliaia di spettatori, insieme alia banda di pifferi e tamburi della
Jewish Legion, erano in attesa nel Battery Park quando il sindaco e
altre autorita condussero Einstein a riva su un rimorchiatore della
polizia. Agitando le bandiere blu e bianche, la folia intono l'inno
americano Star-Spangled Banner e poi quello sionista Hatikvah.
Gli Einstein e i W eizmann volevano andare direttamente all'Hotel
Com m odore in M idtown. Invece il corteo di automobili percorse
serpeggiando i quartieri ebraici del Lower East Side fino a tarda
sera. Ogni automobile aveva il suo clacson, e ogni clacson fu messo

II sionista errante

285

in azione ha raccontato Weizmann. Arrivammo al Commodore


alle undid e mezzo circa, stanchi affamati, assetati e completamente
mtontiti.39
II giorno seguente Einstein ricevette una processione ininterrotta
di visitatori e, dando quella che il Times defini un'insolita impressione di giovialita, ebbe perfino un altro incontro con la stampa. Per
che, gli fu chiesto, aveva suscitato una simile ondata senza precedenti
di interesse pubblico? Rispose di essere lui stesso sconcertato. Forse
uno psicologo avrebbe potuto stabilire perche persone che in genere
non si occupavano di scienza si interessassero tanto a lui. Sembra
qualcosa di psicopatologico disse con una risata.40
Piu avanti in quella settimana Weizmann e Einstein furono ricevuti
ufficialm ente alia City H all, dove diecim ila spettatori elettrizzati
si riunirono nel parco per ascoltare i discorsi. W eizmann ottenne
un applauso di cortesia. Ma Einstein, che non disse nulla, ricevette
una calorosa accoglienza quando fu presentato. A1 momento di
andarsene, il dottor Einstein riferi l'Evening Post di New York
fu sollevato sulle spalle dai colleghi e portato fino all'automobile,
che passo in corteo trionfale attraverso un imponente sventolio di
bandiere e un boa to di voci acclamanti.41
Tra coloro che fecero visita ad Einstein al Commodore Hotel c'era
un medico tedesco immigrato di nome Max Talmey, che si era chiamato Max Talmud ai tempi in cui era uno studente povero a Monaco.
Era l'am ico di famiglia che per primo aveva parlato al giovane Ein
stein di matem atica e di filosofia, e che ora si chiedeva se l'ormai
famoso scienziato si sarebbe ricordato di lui.
Einstein lo riconobbe subito. Non mi vedeva ne corrispondeva
con me da diciannove anni, osservo poi Talmey eppure, appena
entrai nella sua stanza d'albergo, esclamd: "Ti distingui sempre per
l'etem a giovinezza!"42 Chiacchierarono dei tempi di Monaco e delle
loro vite negli anni trascorsi. Einstein invito Talmey diverse volte
durante il suo soggiorno e prima di partire ando perfino a casa sua
a fare la conoscenza delle sue giovani figlie.
Sebbene parlasse in tedesco di astruse teorie o stesse in silenzio
mentre Weizmann cercava di convincere la gente a sostenere con il
denaro gli insediamenti ebraici in Palestina, Einstein attirava grandi
folle dovunque andasse a New York. Ogni posto a sedere al Metro
politan Opera House, dalla platea fino all'ultima fila sotto il soffitto,
era occupato, e centiriaia di persone sono rim aste in piedi riferi
il Times un giorno. Un'altra conferenza tenuta quella settimana
fu descritta in term ini analoghi: Parlava in tedesco, ma persone

286

Einstein

ansiose di vedere e ascoltare l'uom o che aveva contribuito alle concezioni scientifiche dell'universo con una nuova teoria dello spazio,
del tempo e del moto occupavano ogni posto a sedere e stavano in
piedi nei corridoi.43
Dopo tre settimane di conferenze e ricevimenti a New York, Ein
stein ando in visita a Washington. Per ragioni comprensibili soltanto
a coloro che vivono nella capitale, il Senato decise di discutere della
teoria della relativita. Tra i leader che la dichiararono incomprensibile
c'erano il repubblicano della Pennsylvania Boies Penrose, famoso per
aver detto una volta che le cariche pubbliche sono l'ultim o rifugio
dei mascalzoni, e il democratico del Mississippi John Sharp Williams,
che si ritiro dalla vita politica l'anno successivo, dicendo: Preferirei
essere un cane e abbaiare alia luna piuttosto che restare altri sei anni
in Senato.
N ell'altro ramo del Congresso, la Camera dei rappresentanti, il
deputato J.J. Kindred di New York propose di mettere una spiegazione
delle teorie di Einstein agli atti del Congresso. Si alzo David Walsh
del Massachusetts e obietto: ma Kindred capiva qualcosa della teoria?
Mi sono occupato seriamente di questa teoria per tre settim ane,
rispose il newyorkese e sto cominciando a scorgere un po' di luce.
Ma che cosa c'entrava, gli fu chiesto, con i compiti del Congresso?
Potrebbe avere qualche rapporto con la legislazione del futuro in
merito alle relazioni generali con il cosm o.
La conseguenza in ev itab le fu che, quando Einstein ando con un
gruppo alia Casa Bianca il 25 aprile, al presidente Warren G. Harding
venne rivolta la domanda se lui comprendesse la relativita. Mentre
il gruppo posava per i fotografi, il presidente Harding confesso sorridendo che non capiva niente della teoria. Sul Washington Post
apparve una vignetta in cui si vedeva il presidente che si scervellava
su un articolo intitolato Teoria della relativita, mentre Einstein faceva
altrettanto su uno intitolato Teoria della normalita, che era il nome
dato da Harding alia sua filosofia di governo. II New York Times
recava in prima pagina il titolo Harding ammette: l'idea di Einstein lo
sconcerta.
A un ricevimento alia National Academy of Sciences in Constitution
Avenue (che ora vanta la piu interessante statua di Einstein al mondo,
una figura intera in bronzo, alta tre metri e mezzo, v. inserto),44 il
celebre fisico ascolto i lunghi discorsi dei vari premiati, tra i quali il
principe Alberto I di Monaco, che era un appassionato oceanografo,
uno studioso di vermi anchilostomi del North Carolina e un tizio
che aveva inventato una stufa solare. Quando tra discorsi monotoni

II sionista errante

287

comincio a calare la sera, Einstein si rivolse a un diplomatico olandese


che gli sedeva accanto e gli disse: Ho appena elaborato una nuova
teoria dell'etem ita.45
Q uando Einstein giunse a Chicago, dove tenne tre conferenze
e suono il violino durante un banchetto, era diventato piu esperto
nell'arte di rispondere alle dom ande moleste, e in particolare alia
piu frequerite, che traeva origine dal fantasioso titolo del New York
Times dopo l'eclissi del 1919, secondo il quale soltanto dodici per
sone erano in grado di capire la sua teoria.
E vero che soltanto dodici grandi menti possono comprendere la
sua teoria? chiese il cronista del Chicago Herald and E xam iners
No, no rispose Einstein con un sorriso. Credo che la maggior
parte degli scienziati che l'hanno studiata possano comprenderla.
Si mise poi a cercare di spiegarla al cronista servendosi della sua
metafora della creatura bidimensionale che passa la vita muovendosi
sulla superficie di quello che in realta e un globo: come si presenterebbe Tuniverso a un simile osservatore? Potrebbe continuare a
muoversi per milioni di anni e tornerebbe sempre al punto di partenza disse Einstein. E non sarebbe mai consapevole di quanto vi
fosse sopra o sotto di lui.
II cronista, che era un bravo giom alista di Chicago, riusci a trarne
uno splendido articolo, scritto in terza persona, sulla propria pro
fonda confusione. Quando il cronista torno in se stava vanamente
tentando di accendersi una sigaretta tridimensionale con un fiammifero tridimensionale concludeva l'articolo. Comincio a insinuarglisi
nel cervello l'idea di essere lui l'organism o bidimensionale di cui si
parlava, e di essere non certo la tredicesima grande mente capace di
comprendere la teoria, ma uno condannato da allora in poi a far parte
dell'immensa maggioranza formata da coloro che vivono sulla Main
Street e circolano su una Ford.46
Quando un cronista del rivale Tribune gli pose la medesima
domanda sulle dodici persone in grado di comprendere la teoria,
Einstein lo nego. Dovunque vada qualcuno mi fa questa domanda
disse. E assurdo. Chiunque abbia avuto un'adeguata formazione
scientifica puo facilmente capire la teoria. Ma questa volta Einstein
non fece alcun tentativo di spiegarla, e neppure il cronista ne fece.
I1 "Tribune" si duole di inform are i suoi lettori di non essere in
grado di presentare loro la teoria della relativita di Einstein iniziava
l'articolo. Dopo che il professore ha spiegato che la piu sommaria
discussione della questione richiederebbe da tre a quattro ore, si e
deciso di limitare l'intervista ad altri temi.47

288

Einstein

Einstein prosegui per Princeton, dove tenne una serie di conferenze


scientifiche della durata di una settimana e ricevette una laurea ad
honorem per i suoi viaggi attraverso strani mari del pensiero. Non
soltanto ottenne un discreto compenso per le conferenze (sebbene, a
quanto pare, non i 15.000 dollari che aveva richiesto in origine), ma
durante la sua permanenza la concluse anche un accordo secondo
il quale Princeton avrebbe potuto pubblicare le sue conferenze sotto
forma di libro, mentre a lui sarebbe spettato il 15 per cento dei proventi
a titolo di diritti d'autore.48
Su richiesta del rettore di Princeton, tutte le conferenze di Einstein
furono decisam ente tecniche. Vi comparivano oltre 125 complesse
equazioni, che il fisico scarabocchiava sulla lavagna mentre parlava
in tedesco. Come ammise uno studente parlando con un cronista,
ero seduto in galleria, ma ugualmente le sue parole mi passavano
sopra la testa.49
A un ricevimento seguito a una di queste conferenze, Einstein pro
nuncio una delle sue frasi piu memorabili e rivelatrici. Qualcuno lo
informo in tono eccitato che si era appena avuta notizia di una nuova
serie di esperimenti effettuati con la tecnica di Michelson-Morley, ma
migliorata, e che sembravano mostrare che l'etere esisteva e la velocita
della luce era variabile. Einstein semplicemente rifiuto di credervi.
Sapeva che la sua teoria era corretta. E quindi rispose tranquillamente:
Sottile e il Signore, ma non malizioso.50
II professore di matematica Oswald Veblen, che era presente, senti
la frase e, quando fu costruito tin nuovo istituto di matematica un
decennio piu tardi, chiese ad Einstein il permesso di incidere le parole
sulla mensola in pietra del camino nella sala comune. Einstein fu ben
lieto di dare il suo consenso e inoltre spiego a Veblen che cosa aveva
voluto dire: La natura nasconde i suoi segreti non perche ci inganni,
ma perche e essenzialmente sublime.51
L'edificio, abbastanza opportunam ente, divenne piu tardi sede
provvisoria dell'Institute for Advanced Study, e Einstein vi ebbe uno
studio quando si trasferi a Princeton nel 1933. Una volta, nei suoi
ultimi anni, si trovava di fronte al caminetto durante la festa per il
pensionamento del matematico Hermann Weyl, un amico che lo aveva
seguito dalla Germania a Princeton quando i nazisti avevano preso il
potere. Alludendo alia propria frustrazione per le indeterminazioni
della meccanica quantistica, Einstein accenno con il capo alia frase e
si lamento con Weyl: Chissa, forse Lui e un po' malizioso.52
Princeton parve piacere ad Einstein. Giovane e fresca la defini.
Una pipa che nessuno ha ancora fum ato.53 Per un uomo che carez-

II sionista errante

289

zava continuamente pipe di radica nuove, era un complimento. Non


sarebbe stata una sorpresa, una dozzina d'anni dopo, che decidesse
di trasferirvisi in modo permanente.
La Harvard University, dove Einstein si reed dopo, non si fece altrettanto benvolere. Forse fu perche il rettore di Princeton, John Hibben, lo
aveva presentato in tedesco, mentre il rettore della Harvard, A. Law
rence Lowell, gli si rivolse in francese. Inoltre la Harvard lo aveva invitato per una visita, ma non gli aveva chiesto di tenere conferenze.
Alcuni attribuirono questa mancanza di riguardo all'influenza in
America di un gruppo sionista rivale, guidato da Louis Brandeis, che
aveva studiato legge a Harvard ed era diventato il primo giudice ebreo
della Corte Suprema. L'accusa ebbe una circolazione cosi ampia che il
protetto di Brandeis, Felix Frankfurter, dovette dam e pubblica smentita. Segui una divertita lettera di Einstein a Frankfurter sui pericoli
dell'assimilazionismo. Era una debolezza ebraica, scrisse, cercare
sempre e ansiosamente di mantenere di buon umore i gentili.54
L'assimilatissimo Brandeis, che era nato nel Kentucky e si era trasformato in un perfetto bostoniano, era un esempio di quegli ebrei di
origine tedesca le cui famiglie erano arrivate nel XIX secolo e tendevano a guardare dall'alto in basso gli immigrati piu recenti dall'Europa orientale e dalla Russia. Per ragioni sia politiche sia personali,
Brandeis si era scontrato con Weizmann, un ebreo russo che aveva un
atteggiamento piu risoluto e politico nei confronti del sionismo.55 Le
folle entusiaste che salutavano Einstein e Weizmann durante il loro
viaggio erano formate principalmente da ebrei dell'Europa orientale,
mentre Brandeis e i suoi simili si mantenevano piu distaccati.
Gran parte del tempo durante i due giorni che Einstein passo a
Boston fu dedicato alle apparizioni in pubblico, a manifestazioni e
pranzi (com preso un banchetto kosher per cinquecento persone)
con W eizmann, per raccogliere contributi per la causa sionista. II
Boston Herald riferi della partecipazione alia raccolta di fondi in
una sinagoga di Roxbury:
La risposta fu elettrizzante. Ragazzine che facevano da maschere si
aprivano con difficolta un varco nei corridoi affollati, portando lunghe
scatole. Banconote di vario taglio venivano lasciate cadere in questi
ricettacoli. Un'ebrea di un'importante famiglia grido estaticamente che
aveva otto figli che erano stati nell'esercito e che voleva fare una donazione proporzionale ai loro sacrifici. Prese il suo orologio, un prezioso
articolo di importazione, e si sfilo dalle dita gli anelli. Altri seguirono il
suo esempio, e in un attimo cesti e scatole si riempirono di diamanti e
altri preziosi ornamenti 56

290

Einstein

Mentre era a Boston, Einstein fu sottoposto a un quiz noto come


test di Edison. L'inventore Thomas Edison era un uomo pratico che
stava diventando piu eccentrico con l'eta (aveva allora settantaquattro
anni), e che accusava i college americani di essere troppo teorici e
pensava lo stesso di Einstein. Edison aveva escogitato un test che sottoponeva a chi faceva domanda di lavoro, e che conteneva, a seconda
del posto richiesto, circa 150 domande di carattere pratico. Come si
concia il cuoio? Quale paese consuma piu te? Di che cosa erano fatti
i caratteri di Gutenberg?57
II Times ne parlo com e della controversia d eiron n ip resen te
question ario di Edison, e natu ralm ente E instein non fu risparm iato. Un cronista gli pose una dom anda tratta dal test. Q ual
e la velocita del suono? Se c'era qualcuno che com prendeva la
propagazione d elle onde sonore, quello era Einstein. Ma il fisico
am m ise che non teneva a m ente una sim ile in form azion e dato
che era facilm ente rep eribile sui libri. Poi fece un d iscorso piu
am pio con l'in ten z io n e di scred itare la co n cezio n e d e ll'istru zione di Edison. Cid che ha valore n ell'ed u cazion e in un college
non e apprendere m olti fatti m a addestrare la m ente a pensare
d isse.58
Una cerimonia sorprendente di gran parte delle tappe del grand tour
di Einstein fu una rumorosa sfilata, il che era piuttosto insolito per
un fisico teorico. A Hartford nel Connecticut, per esempio, il corteo
era formato da piu di cento automobili con in testa una banda, un
gruppo di veterani di guerra e gli alfieri con il vessillo americano e
quello sionista. Piu di quindicimila spettatori si allinearono lungo il
percorso. La North Main Street era bloccata da una folia che si sforzava di avvicinarsi per stringere le mani riferiva il giornale locale.
La folia applaudiva freneticamente quando il dottor Weizmann e il
professor Einstein si alzavano in piedi nell'autom obile per prendere
i fiori che venivano offerti.59
Era una scena sbalorditiva, ma fu superata a Cleveland. Parecchie
migliaia di persone si accalcarono nella stazione ferroviaria della
Union per accogliere la delegazione in visita, e la sfilata com pren
deva duecento autom obili strom bazzanti e im bandierate. Einstein
e Weizmann viaggiavano su una vettura scoperta preceduta da una
banda della Guardia nazionale che avanzava a passo di marcia e
da un gruppo di veterani di guerra ebrei in uniforme. Gli ammiratori lungo la strada cercavano di aggrapparsi all'autom obile di
Einstein e saltavano sul predellino, m entre la polizia tentava di
allontanarli.60

II sionista errante

291

A Cleveland Einstein parlo alia Case School of Applied Science


(oggi Case W estern Reserve), dove erano stati effettuati i fam osi
esperimenti di Michelson-Morley. La si incontro in privato, per oltre
un'ora, con il professor D ayton Miller, la cui versione aggiornata
dell'esperim ento aveva suscitato cosi poco entusiasmo in Einstein al
ricevimento di Princeton. Einstein disegno degli schizzi dei modelli
di M iller del vento d'etere e lo esorto a continuare a perfezionare
i suoi esperim enti. M iller rim ase incerto sulla relativita e favorevole all'etere, m a altri esperim enti alia fine diedero ragione alia
fede di Einstein che il Signore fosse effettivam ente piu sottile che
m alizioso.61
L'agitazione, l'effusione del pubblico e l'esaltante ruolo di divo
conferito ad Einstein erano senza precedenti. Ma in termini finanziari
il giro fu un successo alquanto modesto per il m ovimento sionista.
Gli ebrei piu poveri e di recente immigrazione si erano riversati nelle
strade per vederlo e avevano fatto donazioni con entusiasmo. Ma
pochi degli ebrei eminenti e di antica immigrazione con grandi for
tune personali si erano lasciati andare alia frenesia. Costoro erano, nel
complesso, piu assim ilati e meno ardentemente sionisti. Weizmann
aveva sperato di procurarsi almeno 4 milioni di dollari. Ma alia fine
dell'anno si era arrivati soltanto a 750.000.62
A nche dopo il viaggio in A m erica, E instein non divenne un
mem bro a pieno titolo del m ovim ento sionista. Era favorevole in
generale all'id ea di insed iam enti ebraici in Palestina, e specialm ente all'U niversita ebraica di G erusalem m e, ma non ebbe m ai il
desiderio di trasferirsi la in prim a persona e neppure di spingere
per la creazione di uno stato-nazione ebraico. II suo rapporto con
il m ovim ento era invece di tipo piu affettivo. Si sentiva sempre
piu legato al popolo ebraico e provava una m aggiore irritazione
nei confronti di coloro che rinunziavano alle proprie radici per
assim ilarsi.
Sotto questo profilo, si allineava a una massiccia tendenza che stava
rimodellando l'identita ebraica, volente o nolente, in Europa. Fino
a una generazione fa, gli ebrei in Germ ania non si consideravano
membri del popolo ebraico disse a un cronista il giorno della sua
partenza dall7America. Si consideravano semplicem ente membri
di una comunita religiosa. Ma l'antisem itism o aveva modificato la
situazione, portando con se, secondo lui, anche un risvolto positivo.
La poco dignitosa mania di cercare di adattarsi, di conformarsi e di
assimilarsi, che e presente in molti del mio ceto sociale, mi e sempre
parsa decisamente ripugnante disse.63

II cattivo tedesco
II viaggio in America conferi ad Einstein in modo indelebile l'identita che voleva avere: quella di cittadino del mondo, di intemazionalista, e non di tedesco. Tale immagine fu rafforzata dai suoi viaggi in altri
due paesi nemici della Germania nella grande guerra. Durante una
visita in Inghilterra, parlo alia Royal Society e depose fiori sulla tomba
di Isaac Newton nell'Abbazia di Westminster. In Francia conquisto il
pubblico tenendo le sue conferenze in francese e compiendo un triste
giro dei sacrari dei caduti sui piu famosi campi di battaglia.
Fu anche un periodo di riconciliazione con la sua famiglia. Quell'estate
del 1921 fece una vacanza sul Baltico con i suoi due ragazzi, instillando
nel giovane Eduard l 'amore per la matematica, e poi porto Hans Albert
a Firenze. La compagnia dei suoi figli fu talmente piacevole che con
tribui a rasserenare i suoi rapporti con la Marie. Ti sono grato perche
li hai educati ad avere un rapporto di amichevole rispetto con me le
scrisse. In effetti hai fatto un lavoro in tutti i sensi esemplare. La cosa
piu sorprendente fu che, di ritomo dallTtalia, passo da Zurigo e non
solo fece visita a Mileva ma prese perfino in considerazione la possi
bility di fermarsi in casa sua, nella stanzetta al piano di sopra, come
la chiamo. E si riunirono tutti con la famiglia Hurwitz per una serata
musicale, come ai vecchi tempi.64
Ma il clima fu ben presto offuscato dall'inarrestabile caduta del
marco tedesco, che rendeva piu difficile per Einstein mantenere la
famiglia con il cambio in valuta svizzera. Prima della guerra, come
si e accennato, il marco valeva 24 centesimi di dollaro, ma all'inizio
del 1920 era crollato a 2 centesimi. A quell'epoca con un m arco si
poteva comp rare una pagnotta. Ma poi la situazione precipito vertiginosamente. All'inizio del 1923 il prezzo di una pagnotta sali a 700
marchi e prima della fine dell'anno raggiunse un miliardo di marchi.
Si, proprio un miliardo. Nel novembre 1923 fu introdotta una nuova
moneta, la Rentenmark, garantita dalle proprieta del governo; un
trilione di vecchi marchi equivaleva a una nuova Rentenmark.
II popolo tedesco sempre piu si guardava in giro alia ricerca di capri
espiatori. La colpa fu addossata agli internazionalisti e ai pacifisti
che avevano imposto la resa nella guerra. Fu data ai francesi e agli
inglesi che avevano imposto quella che era effettivamente una pace
gravosa. E - non c'e da sorprendersene - fu addossata agli ebrei. Cosi
la Germania degli anni '20 non era un buon posto ne l'epoca giusta
per essere un intellettuale ebreo intem azionalista e pacifista.
II punto di svolta che segno la trasformazione dell'antisem itismo

II sionista errante

293

tedesco da incresciosa corrente sotterranea a pericolo pubblico fu l'assassinio di Walther Rathenau. Di facoltosa famiglia ebraica berlinese
(suo padre aveva fondato l'AEG, un'azienda elettrica che era stata in
competizione con quella del padre di Einstein e poi era diventata una
grandissima impresa), Rathenau aveva prestato servizio come alto
funzionario del ministero della Guerra, poi era diventato ministro
della Ricostruzione e infine ministro degli Esteri.
Einstein aveva letto nel 1917 un libro di argom ento politico di
Rathenau e durante un pranzo gli aveva detto: Ho constatato con
stupore quale ampia convergenza vi sia tra le nostre visioni della
vita. Rathenau restitui la cortesia leggendo l'esposizione divulgativa di Einstein della relativita. Non dico che mi risulti facile, ma di
certo relativamente facile celio. Poi bersaglio Einstein con domande
estremamente acute: Come fa un giroscopio a sapere di essere in
rotazione? Come fa a distinguere la direzione spaziale verso la quale
non vuole essere inclinato?.65
Sebbene i due diventassero amici intimi, c'era una questione che
li divideva. Rathenau era contrario al sionismo e pensava, a torto,
che gli ebrei com e lui potessero porre un freno all'antisem itism o
assimilandosi completamente come buoni tedeschi.
Nella speranza che Rathenau potesse avvicinarsi alia causa sioni
sta, Einstein lo presento a Weizmann e a Blumenfeld. Si incontrarono
per discutere sia nell'appartam ento di Einstein sia nella grande pro
prieta di Rathenau al Grunewald di Berlino, ma l'uom o politico fu
irremovibile.66 La linea migliore, secondo lui, era che gli ebrei assumessero ruoli pubblici e divenissero parte della struttura di potere
della Germania.
Blumenfeld sosteneva che era sbagl