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Rapporto Energia 2010

Dati sullenergia in Sicilia


Redazione a cura di:
Domenico Santacolomba Domenico Calandra Giuseppe Di Francesca Elena Di Cesare
collaborazioni:
Francesca Marcen - Servizio I - Pianificazione e programmazione energetica
Francesco Cappello ENEA
Luca Eufrate TERNA
Vittorio Pettonati e Giuseppe Mirelli per il Progetto LIFE+ FACTOR20
Ringraziamenti:
TERNA Agenzia delle Dogane - SNAM Rete Gas
Fonte dati:
GSE AEEG GME ENEA CESI - Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia
- ISTAT - URIG Regione Siciliana - Unione Petrolifera - TERNA Agenzia delle Dogane - SNAM
Rete Gas

PREFAZIONE

Negli anni si registrato un continuo aumento del ricorso ai dati statistici per rappresentare lo stato di
sviluppo di un determinato settore. La raccolta e lutilizzo dei dati investe la Pubblica Amministrazione di un
compito di particolare responsabilit sia per ci che riguarda lutilizzo delle fonti sia per la interpretazione dei dati
raccolti al fine di poter fornire un quadro consapevole della realt.
Scopo del presente lavoro quello di costruire una griglia di informazioni di base - focalizzata soprattutto alla
scala regionale - necessarie alla valutazione, alla pianificazione ed alla programmazione degli interventi nel
settore dellenergia.
Con il presente Rapporto Annuale 2010, redatto a cura del Dipartimento Regionale dellEnergia, ci si
proposto il compito di valutare lo stato attuale del settore energetico nellambito di questa regione e lesame della
possibile evoluzione del settore in relazione alle tendenze rilevate nazionali ed internazionali.
I dati raccolti consentono anche un raffronto con le altre realt regionali, fornendo spunti in relazione alle
valutazioni circa i punti di forza o di debolezza rilevati, mentre per quanto riguarda landamento dei flussi
energetici possibile rilevare la persistente dipendenza dai combustibili fossili. Le singole opzioni energetiche ed il
tema degli approvvigionamenti si pongono quindi sicuramente in primo piano per le scelte strategiche nel settore
energetico.
Mentre da un lato,su scala mondiale, risulta ancora prevalente luso delle fonti di energia di origine fossile
(carbone, petrolio, gas naturale), dallaltro, si registrano effetti negativi sulla biosfera (inquinamento,
cambiamenti climatici). Pertanto appare cruciale mettere a punto politiche innovative nel settore energetico, al
fine di spezzare la spirale che lega, con sempre maggiore evidenza e frequenza, la produzione e il consumo di
combustibili fossili con le conseguenze negative per luomo e lambiente.
Le politiche internazionali hanno individuato nella riduzione della CO2 la scelta prioritaria da adottare da
parte dei singoli Paesi, al fine di poter controllare gli effetti di alterazione del clima entro limiti accettabili. Per le
stesse finalit le indicazioni provenienti dalle maggiori autorit scientifiche e politiche internazionali convergono
sulla necessit di adottare entro i prossimi anni efficaci azioni sostenibili per lambiente miranti allo sviluppo del
settore delle fonti rinnovabili ed allo sviluppo dellefficienza energetica.
LUnione Europea, coerentemente a questi indirizzi internazionali, si data degli obiettivi certamente
ambiziosi: la riduzione delle emissioni di CO2 del 20% rispetto ai livelli del 1990; un incremento del risparmio
energetico del 20% entro il 2020, rispetto ai consumi previsti; un aumento della quota di fonti rinnovabili del 20%
entro il 2020. Inoltre lUE si data lobiettivo del raggiungimento di una quota del 10% di biocombustibili (entro il
2020) nel settore dei trasporti, rispetto agli attuali livelli di consumo di benzina e gasolio.
In ambito regionale, il perseguimento di tali politiche comunitarie e nazionali si basa sul vigente Piano
Energetico Ambientale Regionale (P.E.A.R.S.) Il mantenimento di tali impegni, passa comunque attraverso un
affidabile sistema di monitoraggio che consenta la puntuale rilevazione del progressivo grado di conseguimento
degli obiettivi fissati su scala europea e nazionale, di prossima ripartizione a livello regionale (burden sharing).
Questo rapporto espone in particolare i dati di bilancio relativi alla produzione e allapprovvigionamento
delle fonti energetiche primarie, nonch quelli relativi alla evoluzione e alle dinamiche del sistema energetico
regionale, considerando uno scenario temporale fino al 2012.
Un doveroso ringraziamento per questo lavoro va agli Enti e agli organismi che hanno collaborato con il
Dipartimento Regionale dellEnergia ai fini della individuazione ed elaborazione dei dati.

Dr. Giosu Marino


Assessore allEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit
della Regione Siciliana

INDICE
INTRODUZIONE

1 - LO SCENARIO MONDIALE
1.1 -- Lo scenario al 2020
1.2 - Scenari energia elettrica al 2020 Terna
1.2.1 - Previsioni per la Sicilia

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2 - GLI OBIETTIVI DEL PEARS DELLA REGIONE SICILIANA


2.1 - Gli scenari tendenziali al 2012
2.2 Confronto tra gli scenari presi in considerazione dal PEARS (IAP ed AAP)

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3. - PRODOTTI PETROLIFERI
3.1 - La produzione regionale di petrolio
3.2 - La produzione regionale di gasolina naturale
3.3 - Le riserve di petrolio greggio
3.4 - La raffinazione
3.5 - Le importazioni di greggio e di prodotti petroliferi
3.6 - Le esportazioni di prodotti petroliferi
3.7 - Il consumo lordo
3.7.1 Le vendite nel settore dei trasporti
3.7.2 - Le vendite nel settore dellagricoltura
3.7.3 - Le vendite nel settore civile
3.7.4 - Le vendite nel settore industriale
3.8 - IL costo del greggio e dei prodotti petroliferi

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4. COMBUSTIBILI GASSOSI
4.1 - La produzione regionale di gas naturale
4.2 - Le riserve di gas naturale
4.3 - Limportazione di gas naturale
4.4 - Il consumo di gas naturale
4.4.1 - I consumi per settore dal 2007 al 2009
4.5 -Il costo di fornitura del gas naturale per uso civile

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5 ENERGIA ELETTRICA
5.1 -La rete elettrica italiana
5.2 - Sviluppo e gestione della rete elettrica - il piano di sviluppo 2010
5.3 La produzione
5.4 - Localizzazione e potenza delle centrali di produzione in Sicilia
5.5 I consumi finali
5.6 Consumi per settore
5.7 Il costo dellenergia elettrica

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5.8 - Dati statistici quadro generale Terna

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6 FONTI RINNOVABILI
6.1 - Lapporto delle rinnovabili al raggiungimento dellobiettivo 17/20/20 (ENEA Agenzia per le Nuove Tecnologie, lEnergia e lo Sviluppo economico sostenibile
Centro di Consulenza Energetica della Sicilia)
6.1.1 - Le ricadute economiche locali
6.1.2 - La fragilit regionale
6.1.3 - La criticit
6.2 - Produzione e distribuzione degli impianti a fonte rinnovabile
6.3 Produzione e distribuzione regionale degli impianti a fonte rinnovabile
6.4 - Produzione e distribuzione nella Regione Siciliana degli impianti a fonte rinnovabile

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7. - LE ISOLE MINORI
7.1 - Aspetti territoriali e sociali delle isole minori
7.2 - Lapprovvigionamento energetico
7.3 - La centrale di Vulcano
7.4 - La centrale di Ginostra
7.5 - Le potenzialit dellenergia geotermica nelle isole minori

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8 - BILANCIO ENERGETICO REGIONALE


8.1 - La struttura generale del BER-Sicilia

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9 EMISSIONE DI ANIDRIDE CARBONICA (CO2)


9.1 - Impegni di riduzione per lItalia (fonte ENEA)
9.2 - Emissioni regionali di anidride carbonica storiche rispetto allanno di riferimento (1990)
9.3 - Le assegnazioni di emissioni di anidride carbonica per il triennio 2005-2007 nella Regione
Siciliana (da PEARS)

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INTRODUZIONE
Il presente rapporto costituisce una sintesi del lavoro svolto nel 2010 dallOsservatorio Regionale e Ufficio
Statistico dellEnergia per il settore energetico della Sicilia.
LOsservatorio stato istituto con decreto n. 1921 del 30 novembre 2007 dell'Assessore regionale per l'Industria
(Costituzione, presso l'Assessorato dellOsservatorio Regionale dellEnergia). Lattivit dellOsservatorio si
estrinsecata nella ricerca delle fonti istituzionali alle quali attingere i dati, nella stipula di accordi di collaborazione
con enti pubblici e privati e nella costituzione di un sistema informativo territoriale dellenergia. Attraverso la propria
funzione, ha inteso quindi rafforzare il proprio ruolo di supporto tecnico dellattivit di monitoraggio e controllo dei
principali dati che attengono al settore energetico, tenendo conto dello scenario internazionale, europeo e nazionale
Inoltre lOsservatorio ha curato la pubblicazione periodica dei dati raccolti e dei rapporti periodici su singoli
settori energetici sul sito web del Dipartimento Regionale dellEnergia.
La contabilizzazione ed il monitoraggio dei dati in materia di energia ha assunto particolare rilevanza in
relazione agli indirizzi comunitari e nazionali, che a fronte di impegni comuni in materia ambientale ed in
particolare di limitazione dei gas serra, assegnano alle singole regioni compiti specifici di attuazione, a partire dal
rispetto dei limiti alle singole quote di emissioni attribuite.
Non appare superfluo ricordare a tal proposito che in questa materia il Dipartimento Regionale dellEnergia
impegnato, in collaborazione con la regione Lombardia e la Regione Basilicata nel progetto dellUnione Europea
LIFE+/Factor20 sulla Definizione di un quadro sperimentale di burden sharing (suddivisione regionale) degli
obiettivi della politica europea 20/20/20 ed in particolare per lo sviluppo di una metodologia comune di
contabilizzazione delle emissioni di CO2.
Per la raccolta delle informazioni in materia di energia, si attinto ai dati nazionali e regionali disponibili
provenienti da fonti ufficiali quali il Ministero dello Sviluppo Economico, la societ TERNA S.p.A., il GSE, lURIG
(Ufficio Regionale Idrocarburi e Geotermia), lAgenzia delle Dogane, la SNAM Rete Gas ed altri.
Il rapporto comprende oltre ai dati statistici (dati, tabelle, grafici, rappresentazioni cartografiche) anche le
corrispondenti rielaborazioni effettuate da parte dellOsservatorio regionale. E opportuno precisare che le
rielaborazioni sono state basate sulle metodologie di analisi correntemente utilizzate e sono state finalizzate a
focalizzare le specificit della realt regionale ed al raffronto con altre realt regionali.
I dati relativi alle strategie ed agli scenari internazionali si sono basati soprattutto su fonti e pubblicazioni
dellUnione europea e dellIEA (International Energy Agency).
Particolare attenzione stata posta nel valutare i numeri relativi agli obiettivi fissati dallUE in materia di
quota di energia da fonti rinnovabili, riduzione dei consumi ed aumento dellefficienza energetica entro il 2020
(riassunta solitamente nella formula 20-20-20) che con l'emanazione della Direttiva n. 2009/28/CE ha portato
allattribuzione di specifici obiettivi nazionali (burden sharing).
Inoltre, si stilato un bilancio energetico regionale di sintesi ( non definitivo) per lanno 2009, basato su una
metodologia utilizzata dalla Regione Lombardia, con la quale, come si detto, la Regione Siciliana collabora
nellambito della partecipazione al progetto europeo Life+/Factor20.
Per la realizzazione del BER (Bilancio Energetico Regionale) si scelto, in particolare, di utilizzare il medesimo
approccio metodologico utilizzato dalla Regione Lombardia, di un sistema semplificato basato sulla
contabilizzazione dellofferta di energia (produzione interna e importazioni dallestero/da altre regioni), delle
trasformazioni energetiche (fonti primarie trasformate in energia destinata agli usi finali) e della domanda negli usi
finali (civile, industria, agricoltura e trasporti).

Arch. Pietro Tolomeo


Dirigente Generale del Dipartimento dellEnergia
della Regione Siciliana

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1 - LO SCENARIO MONDIALE
Il rapporto World Energy Outlook (WEO 2010) presentato recentemente dall'Agenzia internazionale
dellenergia (IEA) nel prendere atto che in corso un forte mutamento del sistema energetico globale, evidenzia che
le prospettive energetiche future dipenderanno essenzialmente dalla velocit di ripresa delleconomia globale.
Tuttavia tali prospettive di ripresa saranno fortemente influenzate dal modo in cui i governi risponderanno alla
doppia sfida del cambiamento climatico e dalla sicurezza energetica
Il mondo dell'energia si trova infatti ad affrontare una fase di incertezza senza precedenti, conteso tra la
necessit di soddisfare una crescente domanda di energia e quella di disporre di energia prodotta con tecnologie a
bassa emissione di gas serra per limitare gli effetti negativi sul clima. Se significativi investimenti sono stati fatti da
parte dei governi in materia di incentivi alle nuove tecnologie a basse emissioni e per un uso efficiente dellenergia,
tuttavia il rapporto dellIEA indica la necessit di maggiori sforzi affinch la riconversione energetica possa avvenire
in tempi relativamente rapidi.
Nel Dicembre 2009 la 15 conferenza di Copenhagen si chiusa nella delusione generale, con un nonaccordo. Le parti si sono limitate a prendere nota di un accordo presentato da Usa, Brasile, Cina, India e Sud Africa.
In questo accordo si chiede ai paesi di impegnarsi a limitare l'innalzamento delle temperature entro i 2 gradi rispetto
ai livelli precedenti l'industrializzazione senza per dare indicazioni precise su tempi e modi attraverso cui realizzare
questo obiettivo.
Si chiusa in questi giorni (Dicembre 2010) La sedicesima Conferenza delle Parti (COP) a Cancun. La COP
16 sui cambiamenti climatici pu rappresentare un nuovo punto di partenza rispetto al nulla di fatto della
precedente, svoltasi un anno fa con tante aspettative a Copenhagen. A Cancun sono stati ribaditi alcuni principi e in
particolare si riconosce la necessit di ridurre le emissioni di gas a effetto serra dal 25 al 40% al 2020, come
raccomandato dal Gruppo intergovernativo di esperti sul riscaldamento globale (Ipcc), per fare in modo che la
temperatura globale non aumenti oltre i 2 gradi.
Secondo lo scenario previsto dall'IEA la domanda mondiale di energia primaria crescer del 36% tra il 2008
e il 2035, cio dell'1.2% per anno, ovvero in misura minore di quanto sia cresciuta nel corso dei precedenti 27 anni (la
crescita media registrata nel periodo stata dell ordine del 2% per anno). Il rapporto valuta che i Paesi non-OCSE
rappresentano il 93% dell'aumento della domanda mondiale di energia primaria e che la Cina nel 2009 contribuir
per il 36% alla prevista crescita del consumo energetico mondiale. Le previsioni al 2035 vede in cima ai Paesi
consumatori di energia la Cina (22%), gli Stati Uniti (al secondo posto) e lIndia (18%).
Tuttavia, entro il 2035, i combustibili fossili rimarranno prevalenti a livello mondiale, anche se la loro quota
allinterno del mix energetico tender a diminuire a favore delle fonti energetiche rinnovabili e dell'energia nucleare.
Tra i combustibili fossili il petrolio - si legge nel WEO 2010 - rimarr comunque quello principale, seguito dal carbone
e dal gas. Dei tre combustibili fossili, questultimo registra una quota di consumo crescente, e raggiunger quasi
quella del carbone.
L'IEA conferma che il prezzo del petrolio destinato a salire, riflettendo la crescente insensibilit della
domanda e dell'offerta alle variazioni del prezzo. Il New Policies Scenario stima che il prezzo medio del petrolio
passer da poco pi di 60 dollari al barile registrato nel 2009 ai 113 dollari al barile previsti nel 2035. La domanda di
petrolio continuer a crescere costantemente, raggiungendo entro il 2035 circa 99 milioni di barili al giorno (mb/g),
ovvero 15 mb/g in pi rispetto al 2009.
Il WEO 2010 prevede che l'intervento dei governi a sostegno delle fonti rinnovabili (energia elettrica e
biocombustibili) passer dai 57 miliardi di dollari registrati nel 2009 ai 205 miliardi di dollari previsti entro il 2035.
La domanda mondiale di energia elettrica secondo lIEA destinata ad aumentare in misura
considerevolmente superiore alle altre forme di energia, con un tasso di crescita annuo di circa il 2,2% tra il 2008 e il
2035.
La quota di energia da fonte rinnovabile risulta in crescita, sebbene il livello di incremento non risulti
sufficientemente veloce per coprire la crescita della domanda globale. Nel periodo considerato il ritmo di crescita
dellenergia prodotta da fonti rinnovabili dipender dal livello di sostegno accordato dai singoli governi alle
tecnologie rinnovabili e dallandamento dei prezzi dei combustibili fossili. La generazione di elettrit da fonti di
energia rinnovabile, passer dal 19% a circa un terzo del totale. Tale aumento sar legato soprattutto alleolico ed
allidroelettrico, mentre nel 2035 il fotovoltaico, nonostante gli elevati tassi di crescita, rappresenter ancora circa il
2%.
Per quanto riguarda le emissioni il rapporto IEA prevede che la continua crescita della domanda di
combustibili fossili far aumentare ancora le emissioni di CO2, rendendo quasi impossibile raggiungere l'obiettivo di
contenere laumento delle temperature del pianeta entro i 2 gradi centigradi, come previsto nellAccordo di
Copenaghen. Secondo il rapporto, le tendenze in atto permettono di prevedere una possibile stabilizzazione dei gas
serra in atmosfera ad un livello superiore a 650 parti per milione (ppm) di CO 2 equivalente con un conseguente
probabile aumento della temperatura superiore ai 3,5 C nel lungo termine. Il raggiungimento dellobiettivo fissato
nel vertice di Copenaghen richiederebbe il contenimento del livello di CO2 non superiore a 450 ppm con conseguente
assunzione di impegni aggiuntivi rispetto a quelli attualmente previsti. A tal fine occorrerebbe mettere in atto da
parte dei Governi obiettivi pi ambiziosi rispetto a quelli assunti con l'Accordo di Copenhagen, a partire dalla
rimozione delle sovvenzioni ai combustibili fossili, e ad una maggiore diffusione delle nuove tecnologie gi disponibili.

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LIEA auspica quindi nel rapporto lurgenza di unazione immediata ed efficace per garantire che gli impegni gi
assunti sul clima vengano rispettati o meglio vengano anticipati al fine di scongiurare gli scenari pi catastrofici sul
clima.

1.1

- Lo scenario al 2020

Il 10 gennaio 2007 la Commissione Europea ha adottato un pacchetto su energia e cambiamenti climatici,


invitando il Consiglio e il Parlamento europeo ad approvare:
- un impegno unilaterale dellUE a ridurre di almeno il 20% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990
entro il 2020, e lobiettivo di ridurre le emissioni del 30% entro il 2020 a condizione che venga concluso un accordo
internazionale sui cambiamenti climatici;
- un obiettivo vincolante per lUE del 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020, compreso un obiettivo
del 10% per i biocarburanti.
La strategia stata approvata dal Parlamento europeo e dai capi di Stato e di governo europei in occasione
del Consiglio europeo del marzo 2007. Il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a presentare proposte
concrete, in particolare sulle modalit di ripartizione dello sforzo tra gli Stati membri per il conseguimento degli
obiettivi.
Con la Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione
delluso dellenergia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e
2003/30/CE sono stati stabiliti gli obiettivi nazionali generali per la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo
finale di energia al 2020 (vedi tabella 1.1).
Con la Decisione n. 406/2009/ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 concernente gli sforzi
degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunit in
materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020, sono stati fissati i limiti di riduzione delle
emissioni per gli stati membri rispetto al livello del 2005 (vedi tabella 1.2)

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Tab.. 1.1

Fonte: Tabella allegata alla Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione delluso
dellenergia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE

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Tab. 1.2

Fonte: Decisione n. 406/2009/ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 concernente gli sforzi degli Stati membri per
ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunit in materia di riduzione delle emissioni di gas a
effetto serra entro il 2020.

Il pacchetto clima-energia stato adottato a seguito della pubblicazione di unanalisi di impatto ( Modelbased Analysis of the 2008 EU Policy Package on Climate Change and Renewables, elaborato con il modello PRIMES).

Il Modello PRIMES ha permesso lelaborazione di uno scenario tendenziale ( Baseline scenario) che descrive
quale sarebbe il livello di emissioni, la domanda finale di energia e la percentuale di tale domanda che sarebbe
possibile soddisfare facendo ricorso alle fonti rinnovabili nel 2020, in assenza del pacchetto clima-energia.
Il modello ha ipotizzato una crescita annua del PIL pari al 2,2-2,4% per lEuropa, e pari all1,2-1,9% per
lItalia (valori riferiti agli intervalli temporali 2000-2010 e 2010-2020).

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Secondo lo scenario tendenziale baseline preso a riferimento dalla Commissione Europea, nel 2020 il
consumo finale lordo di energia dellItalia potrebbe raggiungere il valore di 166,50 Mtep, a fronte di un valore di
134,61 Mtep registrato nel 2005. Laggiornamento 2009 dello studio PRIMES, che tiene conto anche delleffetto della
crisi economica, ha stimato per lItalia, al 2020, un consumo finale lordo di 145,6 Mtep.
In uno scenario pi virtuoso, che tiene conto di ulteriori misure nel settore dellefficienza energetica rispetto
allo scenario base, i consumi finali lordi del nostro Paese nel 2020 potrebbero mantenersi entro un valore di 133,0
Mtep.
Non appare superfluo ricordare a tal proposito che in questa materia il Dipartimento Regionale
dellEnergia impegnato, in collaborazione con la Regione Lombardia e la Regione Basilicata nel progetto
dellUnione Europea LIFE+/Factor20 sulla Definizione di un quadro sperimentale di burden sharing (suddivisione
regionale) degli obiettivi della politica europea 20/20/20 ed in particolare per lo sviluppo di una metodologia
comune di contabilizzazione delle emissioni di CO2.

Consumo finale lordo di energia atteso per l'Italia al 2020

Fonte: Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili di cui alla Direttiva 2009/28/CE

Fig. 1.1

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1.2 - Scenari energia elettrica al 2020 Terna


La presente sezione mostra le previsioni di medio - lungo termine della domanda di energia Elettrica della
Sicilia. Tali previsioni sono coerenti a quelle contenute nel documento PREVISIONI DELLA DOMANDA ELETTRICA
IN ITALIA E DEL FABBISOGNO DI POTENZA NECESSARIO Anni 2010-2020 ed elaborate da Terna ai fini della
Delibera 48/2004 dellAutorit per lenergia elettrica ed il gas.
Le previsioni di medio - lungo termine della domanda nel settore elettrico italiano che Terna opera sono
finalizzate a fornire:
le informazioni di base per lelaborazione del Piano di Sviluppo della Rete elettrica di Trasmissione Nazionale,
disposto da Terna su decreto Ministeriale in qualit di Gestore della Rete di trasmissione nazionale;
le valutazioni della capacit di produzione complessivamente necessaria alla copertura della domanda
prevista;
i dati in risposta ai quesiti formulati da Organismi nazionali ed internazionali per quanto nella loro pertinenza;
le informazioni richieste per lattivit di programmazione energetica degli Enti Locali.
Per elaborare la previsione di lungo termine della domanda di energia elettrica vengono presi in considerazione
gli andamenti della domanda elettrica e delle variabili macroeconomiche quali il Prodotto Interno Lordo e il Valore
Aggiunto settoriale. Ci perch levoluzione storica della domanda elettrica nazionale e quella del PIL sono legate
da una relazione funzionale.
Lindicatore macroeconomico che mette in relazione domanda elettrica e grandezze economiche lintensit
elettrica. L'intensit elettrica globale si ottiene come rapporto tra la richiesta elettrica ed il PIL mentre a livello
settoriale lintensit elettrica data dal rapporto tra la quantit di elettricit consumata da ciascun settore ed il
valore aggiunto dello stesso settore e quindi esprime il contenuto di elettricit necessario per ottenere un certo
ammontare di valore aggiunto.
A partire dai dati di input relativi a informazioni e tendenze per settori e per aree territoriali, la procedura di
previsione richiede di stimare dapprima i valori a livello nazionale e quindi quelli regionali, utilizzando i primi come
vincolo in algoritmi di quadratura a livello territoriale e settoriale.
In tale procedimento, in input vengono utilizzati risultati di modelli macroeconomici, elaborati da Istituti
specializzati (es. Prometeia), che forniscono le previsioni delle principali grandezze economiche a livello nazionale e
regionale. Una volta determinati i consumi, la richiesta elettrica regionale si ottiene sommando ad essi una
opportuna stima delle perdite di energia.
Come si detto, le previsioni qui illustrate rappresentano lulteriore elaborazione di quelle raccolte nel citato
documento sulle Previsioni del settembre 2010 e precisamente si tratta delle previsioni della domanda elettrica in
energia coerenti con lo scenario di sviluppo ivi compreso.
1.2.1 - Previsioni per la Sicilia
Di seguito vengono analizzati i possibili scenari di sviluppo della richiesta di energia elettrica, del PIL,
dellintensit elettrica in Italia ed in Sicilia.
Nel 2009 in Italia stata richiesta energia elettrica per circa 0,265 kWh per ogni euro di Prodotto Interno Lordo.
Nel corso degli anni tale valore andato progressivamente crescendo confermando cos il sempre pi sostenuto
impiego della risorsa elettrica alla formazione del PIL nazionale.
In previsione, lo scenario qui preso in considerazione (detto di sviluppo) assume una crescita del PIL per lItalia
pari a +1,6% medio annuo nel periodo 2009-2020. Tale valore sconta, una volta superata la fase recessiva, una
progressiva accelerazione della crescita economica, che si porterebbe al +1,3% medio annuo nel periodo 2009-2015, e
poi al +1,9% medio annuo nel quinquennio successivo. In questo scenario, anche la domanda elettrica recupera una
maggiore dinamicit con il 2,5% medio annuo del secondo periodo contro 2,1% del primo, crescendo ad un tasso
medio annuo del 2,3% nellintero periodo 2009-2020.
Leffetto combinato di tali evoluzioni il proseguimento della crescita dellintensit elettrica, che nel decennio di
previsione aumenterebbe ad un tasso dello 0,7% medio annuo, come quello realizzatosi nellultimo ventennio. A fine
periodo, la domanda elettrica in Italia giunge a 409.997 GWh e lintensit elettrica del PIL a 0,286 kWh per euro.
Passando alle previsioni per la Sicilia, landamento medio atteso del PIL nei due Sottoperiodo positivo anche se
nel complesso la crescita leggermente inferiore a quella media nazionale (+1,2% contro +1,6%); la domanda elettrica
regionale, che nei venti anni precedenti cresciuta meno velocemente di quella nazionale, ora invece prevista
crescere ad un tasso medio annuo pari a quello nazionale (2,3%). In conclusione, si stima che nel 2020 la Sicilia avr
una domanda elettrica di 27.712 GWh ed una intensit del PIL pari a 0,357 kWh per euro.
Infine, la Tabella 1.3 mostra levoluzione a lungo termine dei consumi settoriali regionali.
Agricoltura, Industria, Domestico e Terziario continuano a crescere, anche se, mentre i primi tre crescono ad un
tasso superiore rispetto al periodo 1989-2009, il Terziario cresce ad un tasso inferiore rispetto a quello di tale periodo
(4% contro 4,2%). Nellintero periodo 2009-2020 i consumi regionali crescono pi rapidamente di quelli nazionali
(+2,4% contro +2,3% medio annuo).
I consumi per abitante sono stimati per il 2020 pari a 4.897 kWh in Sicilia contro 6.227 kWh in Italia.

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Tab. 1.3 - Richiesta di energia elettrica - PIL - Intensit elettrica - Scenario di sviluppo Italia

Fig. 1.2 Confronto tra la crescita annuale della richiesta elettrica e del PIL Italia

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Tab 1.4 - Richiesta di energia elettrica - PIL - Intensit elettrica - Scenario di sviluppo Sicilia

Fig. 1.3 Confronto tra la crescita annuale della richiesta e del PIL Sicilia

Tab. 1.5 Previsione dei consumi settoriali di energia elettrica Sicilia

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Fig. 1.4

Tab. 1.6

Previsione dei consumi settoriali e consumi per abitante - Sicilia

Previsione dei consumi nelle province della Sicilia

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2 - GLI OBIETTIVI DEL PIANO ENERGETICO AMBIENTALE DELLA REGIONE SICILIANA


Il Piano Energetico Ambientale della Regione Siciliana (PEARS) stato approvato con delibera della Giunta
regionale n. 1 del 3 febbraio 2009. Il PEARS espone i dati relativi alla produzione e allapprovvigionamento delle
fonti energetiche primarie, nonch quelli relativi alla evoluzione e alle dinamiche del sistema energetico regionale
considerando uno scenario temporale sino al 2012.
Le linee di indirizzo proposte dal PEARS, entro il medesimo arco temporale del 2012, costituiscono il quadro di
riferimento per lazione amministrativa della Regione, seppure con la flessibilit dovuta ai nuovi dati disponibili ed
agli scenari internazionali nel frattempo maturati, nonch con la flessibilit richiesta dalle singole e specifiche
congiunture e condizioni operative previste nella delibera di approvazione.
Gli obiettivi individuati dal PEARS sono perseguiti attraverso la pianificazione e lindividuazione delle aree di
possibile intervento in ambito regionale, lindividuazione delle fonti energetiche attualmente disponibili e quelle da
promuovere, una attenta analisi della struttura dei consumi territoriali e settoriali e la predisposizione di piani
dazione che possano garantire adeguati ritorni economici e sociali, nel rispetto dei principi di sostenibilit
ambientale e della salvaguardia della salute pubblica.
Il Piano Energetico della Regione Siciliana focalizza in particolare la propria attenzione sul perseguimento dei
seguenti obiettivi:

1. Contribuire ad uno sviluppo sostenibile del territorio regionale attraverso ladozione di sistemi efficienti di
conversione ed uso dellenergia nelle attivit produttive, nei servizi e nei sistemi residenziali;
2. promuovere una forte politica di risparmio energetico in tutti i settori, in particolare in quello edilizio,
organizzando un coinvolgimento attivo di enti, imprese, e cittadini;
3. promuovere una diversificazione delle fonti energetiche, in particolare nel comparto elettrico, con la produzione
decentrata e la decarbonizzazione;
4. promuovere lo sviluppo delle Fonti Energetiche Rinnovabili ed assimilate, tanto nellisola di Sicilia che nelle isole
minori, sviluppare le tecnologie energetiche per il loro sfruttamento;
5. favorire il decollo di filiere industriali, linsediamento di industrie di produzione delle nuove tecnologie energetiche
e la crescita competitiva;
6. favorire le condizioni per una sicurezza degli approvvigionamenti e per lo sviluppo di un mercato libero
dellenergia;
7. promuovere linnovazione tecnologica con lintroduzione di Tecnologie pi pulite (Clean Technologies - Best
Available), nelle industrie ad elevata intensit energetica e supportandone la diffusione nelle PMI;
8. assicurare la valorizzazione delle risorse regionali degli idrocarburi, favorendone la ricerca, la produzione e lutilizzo
con modalit compatibili con lambiente, in armonia con gli obiettivi di politica energetica nazionale contenuti nella
L. 23.08.2004, n. 239 e garantendo adeguati ritorni economici per il territorio siciliano;
9. favorire la ristrutturazione delle Centrali termoelettriche di base, tenendo presenti i programmi coordinati a livello
nazionale, in modo che rispettino i limiti di impatto ambientale compatibili con le normative conseguenti al
Protocollo di Kyoto ed emanate dalla UE e recepite dallItalia;
10. favorire una implementazione delle infrastrutture energetiche, con particolare riguardo alle grandi reti di
trasporto elettrico;
11. sostenere il completamento delle opere per la metanizzazione per i grandi centri urbani, le aree industriali ed i
comparti serricoli di rilievo;
12. creare, in accordo con le strategie dellU.E, le condizioni per un prossimo sviluppo delluso dellIdrogeno e delle sue
applicazioni nelle Celle a Combustibile, oggi in corso di ricerca e sviluppo, per la loro diffusione, anche mediante la
realizzazione di sistemi ibridi rinnovabili/idrogeno;
13. realizzare forti interventi nel settore dei trasporti (biocombustibili, metano negli autobus pubblici, riduzione del
traffico autoveicolare nelle citt, potenziamento del trasporto merci su rotaia e mediante cabotaggio).
Tra gli strumenti politico-organizzativi per lattuazione del PEARS (Formazione e diffusione della figura di
Energy Manager, predisposizione di piani dazione per la costituzione di una filiera per produzione di biocarburanti
e lo sviluppo del fotovoltaico, ecc.) stato individuato anche listituzione di un Osservatorio Regionale dellenergia e
Sistema Informativo Territoriale (SIT).
2.1 - Gli scenari tendenziali al 2012
Nel Piano Energetico Ambientale della Regione Siciliana sono stati formulati tre differenti scenari
tendenziali che si spingono allorizzonte del 2012:

1. B - Scenario tendenziale Basso (caratterizzato da una situazione con un profilo di crescita negativo nei primi anni
e prossimo a zero per il restante periodo).
2. I - Scenario tendenziale Intermedio (caratterizzato da attese maggiormente favorevoli sullevoluzione per il
contesto socio - economico nel territorio regionale);
3. A - Scenario tendenziale Alto (caratterizzato da una ipotesi di evoluzione socio economica del sistema regionale in
linea con il profilo programmatico del Dpef regionale e coerente con gli andamenti del Pil osservati negli
ultimi anni).

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La programmazione dellofferta di energia nella Regione Siciliana allorizzonte del 2012 deriva da previsioni
basate su possibili scenari di crescita socioeconomica e dei corrispondenti fabbisogni provenienti dai diversi settori di
utilizzazione. I diversi scenari tengono conto dei principali obiettivi di politica regionale e delle linee indicate nel
Documento di Programmazione Economico Finanziaria per gli anni 2007-2011 della Regione Siciliana.
Negli scenari tendenziali, partendo dalle serie storiche regionali, stato valutato lazione dei possibili input
esterni extra-regionali derivanti dallUnione Europea, dalleffetto della globalizzazione dei mercati mondiali, dalle
nuove leggi e disposizioni intervenute in ambito energetico ed ambientale, da possibili situazioni congiunturali con
effetti sui costi dellenergia in ambito regionale.
Il PEARS, escludendo lo scenario definito Basso, valutato non in linea con le attese di sviluppo della
regione, ha preso in considerazione gli altri possibili Scenari

1. Scenario Intermedio con azioni di piano - IAP


2. Scenario Alto con azioni di piano - AAP
Il raggiungimento degli obiettivi esposti negli scenari presi in considerazione nel PEARS strettamente
dipendente dallattuazione delle azioni previste nel piano. Le azioni prevedono interventi nel settore dellIndustria
energetica, il completamento della metanizzazione nelle ASI, NI e PIP, della razionalizzazione e lo sviluppo della
rete elettrica, dellincentivazione e dello sviluppo delle fonti rinnovabili, della promozione delluso del vettore
Idrogeno, della promozione della razionalizzazione delluso dellenergia nel Settore Industriale e dellincremento del
risparmio e dellefficienza nel settore Civile, della promozione dei possibili ammodernamenti nel Settore Primario,
della trasformazione nel Settore Trasporti per migliorarne lefficienza energetico-ambientale.
Tutte le azioni hanno come riferimento comune lo sviluppo sostenibile del territorio regionale e
lottenimento di adeguati ritorni, economici e sociali, rispetto agli investimenti programmati, oltre che al rispetto dei
principi di sostenibilit ambientale e di salvaguardia della salute pubblica.

2.2 Confronto tra gli scenari presi in considerazione dal PEARS (IAP ed AAP)
Dal confronto tra gli elementi principali che contraddistinguono i due scenari probabili nel PEARS
(Intermedio con Azioni di Piano ed Alto con Azioni di Piano), lamministrazione regionale ha scelto,
prudenzialmente, lo scenario Intermedio con Azioni di Piano per la pianificazione regionale, allorizzonte del 2012.
Tale scelta implica comunque un notevole impegno, sia politico che finanziario, per lattuazione delle strategie
previste nella proposta di Piano dazione.
Tab. 2.1 - Dati relativi alla produzione dellenergia elettrica nella Regione Siciliana negli scenari proposti e confronto
con i dati Terna 2007

Tab.2.2 - Dati relativi allutilizzazione del gas naturale negli scenari nella Regione Siciliana e confronto con i dati

2004

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Tab. 2.3 - Scenario IAP della Regione Siciliana allorizzonte del 2012.Riepilogo consumi per tipo di fonte energetica

Tab. 2.4 Scenario IAP della Regione Siciliana allorizzonte del 2012. Riepilogo emissioni di CO2 per tipo di fonte
energetica

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3. PRODOTTI PETROLIFERI
Il petrolio, alla temperatura ambiente, essendo costituito da una miscela di numerosi idrocarburi liquidi,
alcuni solidi e altri gassosi, non utilizzabile nella forma in cui si presenta, ma attraverso operazioni di separazione,
effettuate per distillazioni successive, da questa possono essere separate diverse frazioni omogenee ed utilizzabili.
Sotto la voce prodotti petroliferi sono compresi, oltre che il petrolio greggio, che la materia prima, lolio
combustibile, il gasolio, i distillati leggeri, il petrolio da riscaldamento, il GPL, il gas di raffineria ed altri prodotti.
La Regione Siciliana, in attuazione dellarticolo 14 del proprio Statuto, approvato con R.D.L. 15 maggio 1946,
n. 455, convertito in legge costituzionale con la legge 26 febbraio 1948, n. 2, ha competenza esclusiva per lo
sfruttamento delle risorse del sottosuolo di propria pertinenza, ivi compresa lattivit di ricerca ed estrazione degli
idrocarburi
La legge regionale n. 14 del 03-07-2000 (GURS n. 32 del 7 luglio 2000), ha recepito la direttiva 94/22/CE e
disciplinato la prospezione, la ricerca, la coltivazione, il trasporto e lo stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi e delle
risorse geotermiche nella Regione siciliana.
Le raffinerie presenti sul territorio regionale raffinano la materia prima dando origine alla produzione delle
numerose frazioni omogenee che saranno successivamente utilizzate.

3.1 - La produzione regionale di petrolio


La produzione di greggio in Sicilia nel corso degli anni, dopo aver raggiunto il massimo nel 1964 ha subito un
continuo trend negativo, anche se con oscillazioni meno marcate a partire dal 1980.
Nel corso del 2009 la produzione sulla terra ferma di petrolio in Sicilia stata di circa 556.084 tonnellate, pari
al 12% circa del totale nazionale, in leggera crescita rispetto allanno 2007, anno in cui la produzione era stata di
543.694 tonnellate e rispetto al 2008, anno in cui la produzione si attestata a 529.965 tonnellate.
Fig. 3.1
SICILIA
PRODUZIONE DI OLIO GREGGIO
ANNI 2007 - 2009
Tonnellate
556.084

543.694

529.965

560.000
540.000
520.000
500.000
2007

2008

2009

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi
energetiche e minerarie

Limitatamente alla produzione sulla terraferma, la Sicilia si pone al secondo posto tra regioni italiane dopo
la Basilicata.
Fig. 3.2
PRODUZIONE NAZIONALE DI OLIO GREGGIO
REGIONI - ZONE MARINE
Tonnellate
ANNO 2009
Totale
4.550.816

Zona C
Zona B
Sicilia
Piemonte
Molise
Lazio
Emilia
Basilicata

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

15

5.000.000

4.750.000

4.500.000

4.250.000

4.000.000

3.750.000

3.500.000

3.250.000

3.000.000

2.750.000

2.500.000

2.250.000

2.000.000

1.750.000

1.500.000

1.250.000

1.000.000

750.000

500.000

250.000

556.084

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Fig. 3.3
PRODUZIONE PERCENTUALE DI OLIO GREGGIO
SICILIA -ALTRE REGIONI E ZONE MARINE
(Aggiornamento ad agosto 2010)

14,2%
11,8%

74,0%

Zone marine

Sicilia

Altre regioni

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Tale tendenza confermata dalle produzioni dei primi otto mesi del 2010 come mostrato dai grafici
seguenti.

4.550.816

Totale

525.904
474.144

Totale
Mare

Sicilia

Totale
Terra

263.382
189.675

556.084
395.488

2.866.219

4.024.912

Anno 2009

Piemonte

20.819

Molise 9.986

Lazio

225

111

2.251.790
28.870
Emilia
Romagna 19.169

Basilicata

3.155.531

PRODUZIONE NAZIONALE DI OLIO GREGGIO


Gennaio 2009 - Agosto 2010
Tonnellate

3.340.363

Fig. 3.4

Aggiiornamento agosto 2010

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Le produzioni del 2009 e 2010 di olio greggio in Sicilia, provengono dalle concessioni minerarie denominate
Giaurone, Gela, Ragusa, S. Anna e Irminio.
Il campo di Gela fornisce il maggior contributo alla produzione.
Fig. 3.5
SICILIA
PRODUZIONE DI OLIO GREGGIO PER CONCESSIONE
Tonnellate
ANNO 2009

S. ANNA

RAGUSA

IRMINIO

GIAURON
E

GELA

TOTALE

556.084

600.000
400.000
200.000
0

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi
energetiche e minerarie

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Il grafico seguente mostra come landamento delle produzioni nel 2009 e nel 2010.

Aggiornamento agosto 2010

395.488

TOTALE

26.970

12.226

S. ANNA

73.041

44.178

RAGUSA

50.891

24.590

IRMINIO

115.531

71.702

GIAURONE

304.395

GELA

600.000
500.000
400.000
300.000
200.000
100.000
0

228.048

SICILIA
PRODUZIONE DI OLIO GREGGIO PER CONCESSIONE
Gennaio 2009 - Agosto 2010
Tonnellate

556.084

Fig. 3.6

Anno 2009

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi
energetiche e minerarie

Per quanto riguarda la produzione a mare, il grafico seguente evidenzia invce la produzione dal 2007 al
2009 del giacimento di Gela a mare (concessione AG 1 rilasciata per competenza dallo Stato e sulla quale la Regione
Siciliana esercita il controllo a norma dellart. 43 della legge 21 luglio 1967, n. 613).
Fig.3.7
PRODUZIONE GELA MARE
ANNI 2007 - 2009
Tonnellate

50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
0

46.702

40.754

2007

2008

35.688

2009

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi
energetiche e minerarie

In Sicilia sono presenti cinque centrali di raccolta e trattamento olio proveniente dai pozzi produttivi, di
queste, una centrale collegata con i pozzi provenienti dalle concessioni a mare Perla e Prezioso.
Fig. 3.8

Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

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Tab. 3.1

Minerale
Comune
Provincia
Area occupata
Operatore

CENTRO RACCOLTA
OLIO
PERLA E PREZIOSO

CENTRO
OLIO
IRMINIO

RAGUSA

TERZO CENTRO
OLIO GELA

NUOVO CENTRO OLIO


GELA

OLIO
GELA
Caltanissetta
20561 (mq)
ENI - MEDITERRANEA
IDROCARBURI
12

OLIO
RAGUSA
Ragusa
5913 (mq)
IRMINIO

OLIO
RAGUSA
Ragusa
20561 (mq)
ENI MEDITERRANEA
IDROCARBURI
12

OLIO
GELA
Caltanissetta
19280 (mq)
ENI MEDITERRANEA
IDROCARBURI
23

OLIO
GELA
Caltanissetta
120640 (mq)
ENI MEDITERRANEA
IDROCARBURI
64

3
N. pozzi
produttivi
allacciati
Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

La figura seguente mostra il collegamento delle piattaforme marine dei pozzi Perla e Prezioso al Centro di
raccolta olio Perla e Prezioso.
Fig. 3.9

Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

La produzione complessiva dei pozzi Perla e Prezioso (C.C. 3 AG rilasciata per competenza dallo Stato) dal
2004 al 30 settembre 2010 sintetizzata dalla tabela seguente.
Tab. 3.2
ANNI

Tonnellate

2004

97.385

2005

104.214

2006

108.783

2007

120.506

2008

116.593

2009

126.344

2010

106.057

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

3.2 - La produzione regionale di gasolina naturale


La produzione di gasolina nei giacimenti siciliani solitamente associata alla produzione di gas naturale.
Infatti il gas naturale in Sicilia si presenta spesso con piccole percentuali di altri idrocarburi leggeri (soprattutto
etano, propano e butano) e minime quantit di acqua, azoto, biossido di carbonio ed idrogeno solforato.
Prima di essere avviato al consumo, quindi, il gas naturale viene ridotto a gas secco con un processo di
estrazione dei gas liquefacibili, propano e butano, e della cosiddetta gasolina, una benzina leggerissima (composta
da butano, pentano, esano, eptano e ottano).
Durante il processo di distillazione del greggio, la frazione contenente da 6 a 7 atomi di carbonio, con punto di
ebollizione compreso tra i 60 e i 100C, da origine ad una benzina leggera, mentre la frazione contenente tra 7 e 12
atomi di carbonio, con un punto di ebollizione tra 100 e 180C, da invece origine ad una benzina pesante.
La gasolina viene usata come solvente o anche in miscela con benzine pesanti.

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La Sicilia la prima regione italiana produttrice di gasolina naturale con circa 22.279 tonnellate nel 2009
pari al 75,8 % del totale nazionale, in leggera crescita rispetto 2007, anno in cui la produzione stata di circa 15.539
tonnellate e rispetto al 2008, anno in cui la produzione si attestata a circa 16.830 tonnellate.
Al mese di agosto 2010 la produzione stata di 12.832 tonnellate rispetto ad una produzione nazionale
complessiva di 16.620 tonnellate.
I campi principali di gasolina naturale in Sicilia sono: Fiumetto, Gagliano-Fiume Salso, Bronte-S.Nicola,
Samperi, Roccacavallo, Comiso II e Noto.
Fig. 3.10
SICILIA
PRODUZIONE DI GASOLINA
ANNI 2007 - 2009
Tonnellate

22.279
25.000
20.000
15.000
10.000
5.000
0

16.830

15.539

2007

2008

2009

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi
energetiche e minerarie

3.3 - Le riserve di petrolio greggio


Ogni giacimento contiene una certa quantit di idrocarburi, ma non tutta pu essere estratta per essere
commercializzata ed utilizzata.
La riserva di idrocarburi la quantit di petrolio recuperabile.
Nei giacimenti, sufficientemente conosciuti, possibile determinare con una certa sicurezza la quantit ancora
estraibile.
Il calcolo la prima volta si basa su parametri stimati pi o meno attendibili, come la dimensione della
trappola, lestensione, lo spessore del giacimento ed il tipo di petrolio in esso contenuto.
Valutazioni successive vengono eseguite durante la produzione.
Il grafico che segue mostra la valutazione sulla riserva di olio greggio stimata nel corso degli ultimi anni in
Sicilia, evidenziandone la continua riduzione nei giacimenti rinvenuti.

Fig. 3.11
SICILIA
VALUTAZIONE DELLE RISERVE DI OLIO GREGGIO
Migliaia di tonnellate
ANNI 2002 - 2009
14.000

5.551

10.000
8.000
6.000
4.000
2.000
0
2002

2003

2004
CERTE

2005

PROBABILI

2006

POSSIBILI

2007

2008

2009

RECUPERABILI

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

19

7.098

12.000

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3.4 La raffinazione
Al 1 gennaio 2009, secondo i dati dellUnione Petrolifera (relazioni annuali) la capacit di raffinazione
delle raffinerie siciliane stata di 43,1 milioni di tonnellate/anno, mentre le lavorazioni relative a greggio,
semilavorati, ossigenati e metano sono risultate complessivamente pari a 36.517 migliaia di tonnellate, su un totale
delle lavorazioni delle raffinerie italiane, pari a 99.696, in diminuzione rispetto a quelle riferite al 1 gennaio 2008,
anno in cui le lavorazioni sono state di 36.517 migliaia di tonnellate, in diminuizione rispetto allanno precedente.
Tab. 3.3
Raffinerie

Localit

Capacit
effettiva di
raffinazione
1 gennaio 2008
Milioni di t/anno

LAVORAZIONI
Migliaia di
tonnellate

Capacit
effettiva di
raffinazione
1 gennaio 2009
Milioni di t/anno

LAVORAZIONI
Migliaia di
tonnellate

ERG Raffinerie Mediterranee


ISAB

Priolo Gargallo
(SR)

16,0

16.729

19,4

13.947

Raffineria di Augusta (Esso)

Augusta (SR)

8,8

9.240

8,9

9.093

5,0

5.534

5,0

5.304

9,8

8.861

9,8

8.173

SICILIA

39,6

40.364

43,1

36.517

TOTALE RAFFINERIE IN ITALIA

102,95

105.384

106,5

99.696

% SICILIA

38,4

38,3

40,4

36,6

Gela (CL)

Raffineria di Gela
Raffineria di Milazzo

Milazzo (ME)

Elaborazione su dati Unione Petrolifera Relazioni anuali 2009 2010

Nel 2007, secondo i dati forniti dallAgenzia delle Dogane, la produzione di greggio, semilavorati e prodotti
petroliferi in Sicilia, viene riassunta dalla tabella che segue.
Tab. 3.4
PRODUZIONE DI GREGGIO E PRODOTTI DELLA RAFFINAZIONE IN SICILIA
ANNO 2007 (tonnellate)
Greggio

605.640

Semilavorati

375.420

Gas residui di raffineria, coke da petrolio

3.035.182

Benzine, gasolio, carboturbo, GPL, distillati leggeri

29.218.669

Petrolio, olio combustibile

5.743.568

Altri idrocarburi energetici

807.760

Semilavorati non energetici

53.714

Altri prodotti petroliferi non energetici

2.816.561

TOTALE PRODOTTI ENERGETICI

42.656.514

Elaborazione ed aggregazione su dati forniti dallAgenzia delle Dogane

Da tale tabella si pu notare come abbastanza consistente sia la produzione dellaggregato benzine, gasolio,
carboturbo, GPL, distillati leggeri) in Sicilia.

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3.5 - Le importazioni di greggio e di prodotti petroliferi


Il petrolio greggio destinato alla lavorazione, arrivato nei porti della Sicilia nel corso del 2009, si stima in circa
26.415 migliaia di tonnellate.
Tab. 3.5

migliaia di tonnellate
ANNO

2005

2006

2007

2008

2009

AUGUSTA (Siracusa)

14.530

14.020

14.650

14.090

9.990

GELA (Caltanissetta)

2.050

2.255

2.480

2.710

1.645

MILAZZO (Messina)

7.385

7.450

7.590

6.680

6740

PRIOLO MELILLI (Siracusa)

11.145

8.285

8.345

5.805

8.040

SICILIA

35.110

32.010

33.065

29.285

26.415

TOTALE NAZIONALE

128.400

126.120

124.350

120.610

112.600

% SICILIA

27,3

25,4

26,6

24,3

23,4

Elaborazione su dati Unione Petrolifera Relaziono annuale 2010

Rispetto al totale nazionale degli arrivi di greggio nel 2009 sono risultati circa il 23,4% degli arrivi nei porti
italiani.
Tale valore in ribasso rispetto agli ultimi anni. Nel 2007 tale percentuale era del 26,6 % mentre nel 2008
stata del 24,3 %.
Nel 2007, secondo i dati forniti dallAgenzia delle Dogane, il greggio proveniente da importazioni stato di
33.871.213 tonnellate.
l trend delle importazioni di greggio sembra essere in diminuzione sulla scorta dei dati dellUnione
Petrolifera.
Oltre che il greggio le importazioni hanno riguardato anche semilavorati e prodotti petroliferi.
Tab. 3.6
IMPORTAZIONE DI GREGGIO, SEMILAVORATI E PRODOTTI FINITI SICILIA

QUANTITA

ANNO 2007

(Tonnellate)

Greggio

33.871.214

Semilavorati

7.552.548

Coke da petrolio

266.541

Benzine, gasolio, carboturbo, GPL, distillati leggeri

329.043

Petrolio, olio combustibile

320.790

Altri idrocarburi energetici

87.375

Semilavorati non energetici

5.345

Altri prodotti petroliferi non energetici

Totale prodotti Petroliferi

42.432.856

Elaborazione ed aggregazione su dati forniti dallAgenzia delle Dogane

Da tale tabella chiaramente emerge la forte introduzione sul territorio regionale di greggio e semilavorati
destinati alla lavorazione.
I porti della Sicilia interessati sono quelli prossimi alle raffinerie, ed in particolare Augusta, Gela, Milazzo e
Priolo-Melilli.
Sempre nel 2007 sono stati importati nelle raffinerie semilavorati per 7.552.549 tonnellate e 5.344 tonnellate
semilavorati non energetici, oltre prodotti finiti, come evidenziato dal grafico seguente.

21

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Fig. 3.12

PORTI DELLA SICILIA DIMPORTAZIONE PRODOTTI PETROLIFERI

MILAZZO

AUGUSTA

GELA

PRIOLO-MELILLI
Elaborazione su dati Unione petrolifera

3.6 Le esportazioni di prodotti petroliferi


La Sicilia, con le sue raffinerie, fornisce un contributo importante alla lavorazione di prodotti petroliferi, con
una media del 40% circa sul totale nazionale della lavorazione di materie prime (greggio, semilavorati, additivi,
etc.), destinato perlopi allesportazione.
Tab. 3.7
ESPORTAZIONE DI SEMILAVORATI E PRODOTTI FINITI DALLA SICILIA

QUANTITA

ANNO 2007

(Tonnellate)

Semilavorati

465.034

Gas residui di raffineria, coke di petrolio

478.447

Benzine, gasolio, carboturbo, GPL, distillati leggeri

23.797.104

Petrolio, olio combustibile

2.766.708

Altri idrocarburi energetici

180.308

Semilavorati non energetici

Altri prodotti petroliferi non energetici

340.706

TOTALE PRODOTTI PETROLIFERI

28.028.309

Elaborazione ed aggregazione su dati forniti dallAgenzia delle Dogane

Da tale tabella si rileva come abbastanza consistente sia la quantit di prodotti destinati allesportazione,
sia in Italia che nei paesi dellUnione Europea.

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Tab. 3.8
ESPORTAZIONE

ITALIA

U.E.

Extra U.E.

TOTALE

4.989.878

7.766.113

7.680.246

20.436.237

Coke di petrolio

88.475

70.418

319.553

478.446

Petrolio, olio combustibile

104.454

185.178

2.477.076

2.766.708

Altri idrocarburi energetici

----

33.144

147.164

180.308

5.182.807

8.054.853

10.624.039

23.861.699

(Tonnellate)
Benzine, gasolio, carboturbo, GPL, distillati leggeri

TOTALE PRODOTTI ENERGETICI DA PETROLIO

Elaborazione ed aggregazione su dati forniti dallAgenzia delle Dogane

3.7 - Il consumo lordo


Dai dati del 2007 il consumo interno lordo del greggio, semilavorati e prodotti finiti comprese le variazioni
delle scorte sintetizzato dalla tabella che segue.
Tab. 3.9
CONSUMO INTERNO DI GREGGIO,
SEMILAVORATI E PRODOTTI FINITI

CONSUMO INTERNO LORDO DI GREGGIO,


SEMILAVORATI E PRODOTTI FINITI

Consumo e perdite nella


produzione di fonti secondarie

ANNO 2007

(comprensivo delle varazioni scorte)

(tonnellate)

34.677.890

---

Semilavorati

7.488.958

---

TOTALE GREGGIO-SEMILAVORATI

42.166.848

Gas residui di raffineria, coke da petrolio

2.823.276

2.691.229

12.050.033

128.572

Petrolio, olio combustibile

3.243.767

1.138.803

Altri idrocarburi energetici

647.198

4.656

Semilavorati non energetici

69.195

---

2.447.351

1.016.547

TOTALE PRODOTTI PETROLIFERI

21.280.820

4.979.547

TOTALE

63.447.668

4.979.807

Greggio

Benzine, gasolio, carboturbo, GPL, distillati


leggeri

Altri prodotti petroliferi non energetici

Elaborazione ed aggregazione su dati forniti dallAgenzia delle Dogane

3.7.1 Le vendite nel settore dei trasporti


Le tabelle che seguono riassumono il consumo dei principali prodotti petroliferi nel settore dei trasporti dal
2007 al 2009.
Negli ultimi tre anni, mentre i consumi di benzina e del GPL tendono a diminuire, quelli di gasolio e
lubrificanti mostrano la tendenza ad aumentare

23

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Tab. 3.10
TRASPORTI VENDITA BENZINA tonnellate
ANNO

RETE ORDINARIA

RETE AUTOSTRADALE

EXTRA RETE

TOTALE

2007

914.104

25.030

23.152

962.286

2008

856.221

20.652

21.631

898.504

2009

817.075

19.933

21.290

858.298

Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Tab. 3.11
TRASPORTI VENDITA GASOLIO tonnellate
ANNO

RETE ORDINARIA

RETE AUTOSTRADALE

EXTRA RETE

TOTALE

2007

1.088.742

79.130

428.508

1.596.380

2008

1.065.913

79.648

488.640

1.634.201

2009

1.028.795

85.723

547.859

1.662.377

Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Tab. 3.12
TRASPORTI - VENDITA GPL tonnellate
ANNO
TOTALE
2007
252.996
2008
248.125
2009
237.985
Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Tab. 3.13
TRASPORTI VENDITA LUBRIFICANTI tonnellate
ANNO
RETE
EXTRA RETE
TOTALE
2007
668
14.619
15.287
2008
764
15.551
16.316
2009
990
16.529
17.518
Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

I grafici seguenti illustrano la situazione delle vendite a livello provinciale e lestensione del numero di
impianti di distribuzione sul territorio provinciale e sui capoluoghi di provincia.
Fig. 3.13
IMPIANTI DISTRIBUZIONE BENZINA
PROVINCE - CAPOLUOGHI
ANNO 2009

399

450
400

TOTALE COMPLESSIVO EROGATO


Migliaia di litri
1.130.325

431

500

165

41

47

38

60

64

101

14

50

26

100

28

91

150

139

200

153

250

211

238

300

216

350

0
AG

CL

CT

EN

ME
Provincia

Elaborazione ed aggregazione su dati forniti dallAgenzia delle Dogane

24

PA
Capoluogo

RG

SR

TP

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
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Fig. 3.14

GASOLIO MOTORI RETE ORD.

GASOLIO MOTORI RETE AUTOSTR.

1.596.380

GASOLIO MOTORI EXTRA RETE

TRAPANI

TOTALE

111.550

136.151
SIRACUSA

RAGUSA

MESSINA

PALERMO

178.907

263.295

185.548

49.092
ENNA

CATANIA

AGRIGENTO

CALTANISSETTA

62.304

119.611

1.800.000
1.600.000
1.400.000
1.200.000
1.000.000
800.000
600.000
400.000
200.000

489.922

SICILIA
VENDITA GASOLIO NEI TRASPORTI
Tonnellate
ANNO 2009

GASOLIO TOTALE

Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Fig. 3.15
IMPIANTI DISTRIBUZIONE GASOLIO
PROVINCE - CAPOLUOGHI
ANNO 2009

378

412

450
400

TOTALE COMPLESSIVO
EROGATO
Migliaia di litri
1.356.341

350

207

16

36

46

58

61
26

24

35

89

100
50

92

138

150

148

200

163

250

200

228

300

0
AG

CL

CT

EN

ME

Provincia

PA

RG

SR

TP

Capoluogo

Elaborazione ed aggregazione su dati forniti dallAgenzia delle Dogane

Fig. 3.16

AUTOTRAZIONE

AUTOTRAZIONE RETE

252.996

TOTALE

Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

25

TOTALE

TRAPANI

12.958

58.643
SIRACUSA

RAGUSA

21.750

39.412
PALERMO

MESSINA

16.804

23.077
ENNA

CATANIA

3.592
CALTANISSETTA

AGRIGENTO

9.963

300.000
250.000
200.000
150.000
100.000
50.000

66.797

SICILIA
VENDITA GPL
Tonnellate
ANNO2009

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
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Fig. 3.17
IMPIANTI DISTRIBUZIONE GPL
PROVINCE - CAPOLUOGHI
ANNO 2009

TOTALE COMPLESSIVO
EROGATO
Migliaia di litri
90.500

50
45
40
35
30
22

25

21

20

20
14

13

15
9

10
3

12

8
3

0
AG

CL

CT

EN

ME

Provincia

PA

RG

SR

TP

Capoluogo

Elaborazione ed aggregazione su dati forniti dallAgenzia delle Dogane

Fig. 3.18

Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

3.7.2 - Le vendite nel settore dellagricoltura


Tab. 3.14
ANNO

SICILIA VENDITA GASOLIO IN AGRICOLTURA Tonnellate

2009

135.755

2008

130.658

2007

132.282

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

3.7.3 - Le vendite nel settore civile


Tab. 3.15
ANNO

SICILIA VENDITA GASOLIO RISCALDAMENTO Tonnellate

2009

23.900

2008

36.506

2007

38.949

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

26

TOTALE

2.016
TRAPANI

1.936

1.414

SIRACUSA

MESSINA

RAGUSA

2.414

RETE

PALERMO

1.682

TOTALE

662

EXTRA

ENNA

CATANIA

1.014
CALTANISSETTA

AGRIGENTO

1.162

18.000
16.000
14.000
12.000
10.000
8.000
6.000
4.000
2.000

2.986

15.287

SICILIA
VENDITA LUBRIFICANTI
Tonnellate
ANNO 2009

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3.7.4 - Le vendite nel settore industriale


Tab. 3.16
SICILIA VENDITA OLIO COMBUSTIBILE Tonnellate

ANNO

OLIO TOTALE

DENSO

2009

946.415

521.132

2008

877.504

433.068

2007

1.369.753

802.203

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Il grafico seguente emerge con evidenza il notevole consumo di olio combustibile in provincia di messina, da
mettere in relazione allutilizzo
Fig. 3.19

TOTALE

Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

3.8 - IL Costo del greggio e dei prodotti petroliferi


Tab. 3.17

Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

27

TOTALE

193
TRAPANI

3.928

25.871
SIRACUSA

PALERMO

MESSINA

DENSO BTZ

RAGUSA

3.773

804.905
1.135
ENNA

CATANIA

CALTANISSETTA

14.796

91.814
AGRIGENTO

1.000.000
800.000
600.000
400.000
200.000

946.415

SICILIA
VENDITA OLIO COMBUSTIBILE BTZ
Tonnellate
ANNO 2009

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
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Fig. 3.20
COSTO MEDIO MENSILE DEL GREGGIO
Gennaio 2008 - agosto 2010
/ barile
140,00

131,38

120,00

77,31

100,00
80,00
60,00
40,00
20,00

PREZZO CIF

Il prezzo FOB (Free On Board) copre solo il costo del greggio, del suo carico sulla nave o su un oleodotto.
Il prezzo CIF (Cost, Insurance and Freight) copre anche la spedizione e l'assicurazione per il trasporto del greggio.
Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Fig. 3.21

Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

28

Luglio

Agosto

Giugno

Maggio

Aprile

Marzo

Febbraio

Dicembre

2010 Gennaio

Novembre

Ottobre

Settembre

Luglio

Agosto

Giugno

Aprile

PREZZO FOB

Maggio

Marzo

Febbraio

2009 Gennaio

Dicembre

Novembre

Ottobre

Agosto

Settembre

Luglio

Giugno

Aprile

Maggio

Marzo

Febbraio

2008 Gennaio

0,00

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
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Fig. 3.22

Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Fig. 3.23

Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

29

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Fig. 3.24

Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Fig. 3.25

Elaborazione da dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

30

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4 - COMBUSTIBILI GASSOSI
Il gas naturale il gas che si forma nel sottosuolo, costituito prevalentemente da metano, oltre a quantit
variabili di idrocarburi, dai quali viene depurato, con conseguente produzione di gasolina e gas liquido, prima di
essere utilizzato, principalmente come combustibile industriale o domestico.
Tra i combustibili gassosi abbiamo anche i gas artificiali, cio i gas di distillazione proveniente da combustibili
solidi. In particolare il gas illuminante o gas di citt ottenuto per distillazione secca del carbone.
La Regione Siciliana, in attuazione dellarticolo 14 del proprio Statuto, approvato con R.D.L. 15 maggio 1946,
n. 455, convertito in legge costituzionale con la legge 26 febbraio 1948, n. 2, ha competenza esclusiva lattivit di
ricerca ed estrazione del gas naturale dal sottosuolo della Siicilia.
La legge regionale n. 14 del 03-07-2000 ne disciplina la prospezione, la ricerca, la coltivazione nella Regione
siciliana.
La filiera del gas naturale strutturata in una serie di attivit che alla fine consentono al consumatore di
utilizzare con continuit questa fonte di energia.

4.1 - La produzione regionale di gas naturale


La Sicilia si pone, tra le regioni italiane, al 3 posto nella produzione nazionale di gas naturale sulla
terraferma preceduta dalla Basilicata e dalla Puglia.
I giacimenti di gas naturale in Sicilia sono localizzati nellambito delle concessioni Bronte-S-Nicola, Gagliano,
Fiumetto, Rocca Cavallo, Noto, Gela, Comiso II, Ragusa, Samperi, Lippone-Mazara del Vallo, Giaurone e Case
Schillaci.
Nel corso del 2009 la produzione di gas naturale in Sicilia stata di circa 325.180 migliaia di Smc tonnellate,
pari al 4% circa del totale nazionale, in crescita rispetto allanno 2007, anno in cui la produzione era stata di 285.635
migliaia di Smc e in leggera diminuzione rispetto al 2008, anno in cui la produzione si attestata a 340.534 migliaia
di Smc.
Fig. 4.1
SICILIA
PRODUZIONE DI GAS METANO
ANNI 2007 - 2009
Migliaia di Smc

350.000
340.000
330.000
320.000
310.000
300.000
290.000
280.000
270.000
260.000
250.000

340.534

325.180

285.635

2007

2008

2009

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi
energetiche e minerarie

Limitatamente alla produzione sulla terraferma, la Sicilia si pone al terzo posto tra regioni italiane
preceduta dalla Puglia e dalla Basilicata
La maggior parte della produzione nazionale proviene sostanzialmente dai giacimenti offshore con circa il 75
% del totale.
Nel 2009 , tale produzione, compresa quella off-shore, stata di 7.909.056 migliaia di Sm 3, con un aumento
rispetto al 2008, anno in cui stata di 9.070.048 migliaia di Sm3.

31

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Fig. 4.2
SICILIA
PRODUZIONE NAZIONALE DI GAS NATURALE
REGIONI - ZONE MARINE
Migliaia di Smc
ANNO 2009

Totale

7.909.056

8.000.000

7.500.000

7.000.000

6.500.000

6.000.000

5.500.000

5.000.000

4.500.000

4.000.000

3.500.000

3.000.000

2.500.000

2.000.000

1.500.000

1.000.000

325.180

500.000

Zona D
Zona C
Zona B
Zona A
Veneto
Toscana
Sicilia
Puglia
Piemonte
Molise
Marche
Lombardia
Emilia
Calabria
Basilicata
Abruzzo

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Fig. 4.3
PRODUZIONE PERCENTUALE DI GAS NATURALE
SICILIA - ZONE MARINE E ATRE REGIONI
ANNO 2009

4,1%

21,1%
74,8%

Zone marine

Sicilia

Altre regioni

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Le produzioni del 2009 di gas naturale in Sicilia, provengono dalle concessioni minerarie denominate
Bronte-S-Nicola, Gagliano, Fiumetto, Rocca Cavallo, Noto, Gela, Comiso II, Ragusa, Samperi, Lippone-Mazara del
Vallo, Giaurone e Case Schillaci.
Il campo di Fiumetto fornisce il maggior contributo.

32

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
____________________________________________________________________________________________________________

Fig. 4.4
SICILIA
PRODUZIONE DI GAS NATURALE PER CONCESSIONE
Migliaia di Smc
ANNO 2009

350.000
300.000
250.000
200.000
150.000
100.000
50.000
0

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per
analisi energetiche e minerarie

TOTALE

SAMPERI

ROCCA
CAVALLO

RAGUSA

LIPPONE MAZARA

GIAURONE

GELA

GAGLIANO

FIUMETTO

COMISO II

CASE
SCHILLACI

BRONTE S.NICOLA

325.180

l'Energia - Statistiche ed

Nel 2010 entrato in produzione anche il campo di S.Anna.


Fig. 4.5
SICILIA
PRODUZIONE DI GAS NATURALE PER CONCESSIONE
Migliaia di Smc
(Aggiornamento agosto 2010)

350.000
300.000
250.000
200.000
150.000
100.000
50.000
0

TOTALE

SAMPERI

S. ANNA

ROCCA
CAVALLO

RAGUSA

LIPPONE MAZARA

IRMINIO

GIAURONE

GELA

GAGLIANO

FIUMETTO

COMISO II

CASE
SCHILLACI

BRONTE S.NICOLA

216.256

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi
energetiche e minerarie

Il grafico seguente mostra come landamento mensile della produzione da gennaio 2009 ad agosto 2010 sia
senza evidenti oscillazioni.
Fig. 4.6

Anno 2009

Aggiornamento agosto 2010

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per

33

216.256

Totale

26.257

Dicembre

25.618

Novembre

27.201

Ottobre

Settembre

26.511

29.611

28.079

Agosto

Luglio

29.745

27.996

26.873

26.166

Giugno

28.489

27.173

Maggio

26.901

26.861

Aprile

24.294

Marzo

28.934

23.351

Febbraio

25.749

26.992

Gennaio

350.000
300.000
250.000
200.000
150.000
100.000
50.000
0

28.634

325.180

SICILIA
PRODUZIONE MENSILE DI GAS NATURALE
Gennaio 2009 - Agosto 2010
Migliaia di Smc

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
____________________________________________________________________________________________________________

l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Per quanto riguarda la produzione di gas naturale, il grafico seguente evidenzia invce la produzione del
giacimento di Gela mare (concessione C.C. 1 AG rilasciata per competenza dallo Stato e sulla quale la Regione
Siciliana esercita il controllo a norma dellart. 43 della legge 21 luglio 1967, n. 613) dal 2007 al 2009.
Fig. 4.7
PRODUZIONE GAS NATURALE GELA MARE
ANNI 2007 - 2009
Migliaia di Smc

800

721,6

721,9

721,6

2007

2008

2009

600
400
200
0

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per
l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

In Sicilia sono presenti quattro centrali di raccolta e trattamento del gas naturale proveniente dai pozzi
produttivi.
Tab. 4.1
Centrale

Numero di
pozzi

Comune

Provincia

Operatore

BRONTE

25

BRONTE

CT

ENI MEDITERRANEA
IDROCARBURI

COMISO

RAGUSA

RG

EDISON

GAGLIANO

22

GAGLIANO CASTELFERRATO

EN

ENI MEDITERRANEA
IDROCARBURI

MAZARA DEL VALLO

MAZARA DEL VALLO

TP

ENI MEDITERRANEA
IDROCARBURI

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

I centri di racolta e trattamento del gas naturale in Sicilia sono localizzati nella figura seguente

34

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
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____________________________________________________________________________________________________________

Fig.4.8

Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

4.2 - Le riserve di gas naturale


Ogni giacimento contiene una certa quantit di idrocarburi, ma non tutta pu essere estratta per essere
commercializzata ed utilizzata.
La riserva di gas naturale la quantit di recuperabile dal sottosuolo.
Tale quantit, nei giacimenti, sufficientemente conosciuti, possibile determinarla con una certa sicurezza.
Il calcolo la prima volta si basa su parametri stimati pi o meno attendibili, come la dimensione della
trappola, lestensione, lo spessore del giacimento ed il tipo di petrolio in esso contenuto.
Valutazioni successive vengono eseguite durante la produzione.
Dal grafico seguente molto evidente la riduzione sulla valutazione delle riserve nel corso degli anni.
Fig. 4.9
SICILIA
VALUTAZIONI DELLE RISERVE DI GAS
Milioni di Smc
15.000
10.000
5.000
0
2002

2003
CERTE

2004
PROBABILI

2005

2006

POSSIBILI

35

2007

2008

RECUPERABILI

2009

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Elaborazione su dati Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

4.3 - Limportazione di gas naturale


Lattivit di importazione libera, restando per soggetta ad autorizzazione del Ministero dello Sviluppo
economico limportazione di gas prodotto nei paesi extra europei.
La dipendenza dellItalia dalle importazioni sensibilmente elevata.
Nel 2009 il gas naturale importato a livello nazionale stato 69.251 milioni di Smc con una diminuzione
rispetto al 2008, anno in cui le importazioni sono state di 76.857 milioni di Smc.
Il gas naturale di importazione proviene principalmente dallAlgeria, Russia, Libia, Paesi Bassi e Norvegia.
Fig. 4.10

ALTRI

TOTALE

48

1.549

PANIGAL
LIA

GORIZIA

1.344

12.022
PASSO
GRIES

22.917
TARVISI
O

GELA

9.168

21.371
MAZARA
DEL
VALLO

80.000
70.000
60.000
50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
-

68.419

IMPORTAZIONE DI GAS NATURALE


PER PUNTO D'INGRSSO
Milioni di Smc
Anno 2009

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Fig. 4.11
QUOTA PERCENTUALE DI GAS NATURALE
IMPORTATO PER PUNTO D'INGRESSO
Anno 2009

2% 0%
2%
18%

31%

34%
13%

MAZARA DEL VALLO

GELA

TARVISIO

PASSO GRIES

PANIGALLIA

GORIZIA

ALTRI

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

In Sicilia la copertura del fabbisogno avviene grazie alle importazioni e solo in minima parte alla produzione
interna.
Il gas naturale arriva in Sicilia dallAlgeria, attraverso il punto di ingresso della Rete Nazionale Gasdotti di
Mazara del Vallo e dalla Libia, attraverso il punto di ingresso di Gela.
Attraverso tali punti il gas viene immesso e trasportato mediante la rete nazionale di trasporto.
Nel 2009 il gas importato dalla Libia e dallAlgeria stato rispettivamente circa il 13 % ed il 31 % del totale
nazionale importato.

36

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Fig. 4.12

MAZARA DEL VALLO

GELA

2009

2008

9.168

9.872

21371

30539

34.309

24.437

31.393
9.240

22.153

32.149

2007

2005

2006

4.598

7.692

24.457

25.228

24.431
2004

523

23.808

40.000
35.000
30.000
25.000
20.000
15.000
10.000
5.000
0

29826

IMPORTAZIONE NAZIONALE DI GAS NATURALE


ATTRAVERSO I PUNTI D'INGRESSO PRESENTI IN SICILIA
Milioni di Smc

TOTALE

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Per limportazione a mezzo navi, in Sicilia non sono presenti terminali di rigassificazione del GNL.
Per favorire limportazione del gas naturale attraverso navi sono in corso di valutazione due progetti di
rigassificazione del GNL, di cui uno nellarea di Augusta-Priolo-Melilli e laltro a Porto Empedocle,
I progetti prevedono un volume annuo di gas naturale da rigassificare pari a 12 miliardi di m3 ciascuno.
Limpianto della Societ Nuove Energie (ENI 90%) previsto a Porto Empedocle ha avuto parere positivo
nellaprile 2008 dalla Commissione VIA con prescrizioni e nel mese di settembre del 2008 ha ottenuto il decreto
favorevole di compatibilit ambientale. La Conferenza dei Servizi della Regione Siciliana ha dato il via libera alla
costruzione del rigassificatore nel mese di gennaio 2009.
Limpianto previsto invece nella Rada di Augusta, della societ ERG Power Gas-Shell Energy Italia, nel maggio
del 2008 ha ottenuto parere positivo dalla Commissione VIA con prescrizioni, mentre a settembre del 2008 ha
ottenuto il decreto favorevole di compatibilit ambientale con prescrizioni.

4.4 - Il consumo di gas naturale


Per essere consumato il gas viene trasportato attraverso la Rete Nazionale di Gasdotti e la Rete Regionale.
La Rete Nazionale di Gasdotti gestita per circa il 97% da Snam Rete Gas ed costituita essenzialmente di
tubazioni di grande diametro, la cui funzione quella di veicolare il gas naturale dai punti di ingresso (importazioni
e produzioni nazionali) ai punti di interconnessione con la Rete Regionale e con le strutture di stoccaggio.
Tab. 4.2

LUNGHEZZA DELLA RETE NAZIONALE DI TRASPORTO DEL GAS Km

RETE GASDOTTI

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

Rete Nazionale Gasdotti

7.943

7.993

8.196

8.392

8.479

8.548

8.779

Rete Regionale Gasdotti

21.852

22.127

22.349

22.320

22.410

22.533

22.695

Totale

29.795

30.120

30.545

30.712

30.889

31.081

31.474

Elaborazione su dati Snam Rete Gas

Tab. 4.3

ATTIVITA DI TRASPORTO IN SICILIA Anno 2009


Volumi riconsegnati in M(m3)

Trasportatori presenti in
Sicilia

Rete
nazionale
(km)

Rete
regionale
(km)

A impianti di
distribuzione

A clienti
finali
industriali

A clienti finali
termoelettrici

Totale

1.047

1.515

699

851

2546

4.099

Elaborazione AEEG su dichiarazione degli operatori

37

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Tab. 4.4
ESTENSIONE DELLA RETE DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NATURALE IN SICILIA ANNO 2009 (Km)
Alta pressione

Media pressione

Bassa pressione

Quota % esercente

Propriet % del comune

60,3

4.82,3

7.814,8

95,8

1,7

Elaborazione su dati Snam Rete Gas

Nella Rete Nazionale dei Gasdotti viene immesso il gas importato dalla Libia e dallAlgeria e il gas di
produzione regionale delle aree di Bronte, Gagliano, Mazara-Lippone, Chiaramonte Gulfi, Comiso e Noto.
In Sicilia sono presenti anche due centrali di compressione, rispettivamente ad Enna e a Messina.
La distribuzione del gas naturale avviene tramite le reti locali fino agli impianti dei clienti finali. Il gas
distribuito in Sicilia stato di 4,1 milioni di Smc rispetto ai circa 74,4 miliardi di Sm 3 di quello distribuito in Italia.
GAS NATURALE DISTRIBUITO IN ITALIA (Milioni di Smc)
Tab. 4.5
GAS DISTRIBUITO
2003
2004
2005
2006

ITALIA
SICILIA

74.788
3.451

77.545
3.718

82.935
3.913

84.483
3.0628

2007
81.683
4.058

2008
81.412
4.075

2009
74.764
4.085

I dati si riferiscono alle quantit distribuite dalla rete di SNAM rete Gas, che rappresentano circa il 98% del totale consumato in Italia Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

Tra settore industriale, termoelettrico e reti secondarie la distribuzione si mantenuta ai livelli del 207 e
2008.
Fig. 4.13

4.075

4.058

2009

2008

2006

2007

3.628

3.914

2004

2005

3.718

4.200
4.000
3.800
3.600
3.400
3.200

4.085

SICILIA
GAS NATURALE CONSUMATO
Milioni di Smc

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi
energetiche e minerarie

Il settore di massimo consumo risultato quello termoelettrico come viene evidenziato dal seguente grafico
Fig. 4.14

INDUSTRIALE

TERMOELETTRICO

RETI DI DISTRIBUZIONE (*)

TOTALE GENERALE

Elaborazione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie

38

696
TOTALE

TRAPANI

SIRACUSA

RAGUSA

PALERMO

MESSINA

ENNA

CATANIA

CALTANISSETTA

AGRIGENTO

843

2546

4.500,00
4.000,00
3.500,00
3.000,00
2.500,00
2.000,00
1.500,00
1.000,00
500,00
0,00

4085

GAS NATURALE DISTRIBUITO PER PROVINCIA


Anno 2009
Milioni di Smc

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La carta seguente indica i comuni in cui al 31 dicembre 2008 erano presenti imprese di distribuzione del gas.
Fig. 4.15

Elaborazione su dati AEEG

39

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Tab. 4.6
DETTAGLIO ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE IN SICILIA ANNO 2009
Numero operatori

Clienti
(Migliaia)
917

12

Comuni serviti

Volumi erogati

315

596

M(m3)

Elaborazione AEEG su dichiarazione degli operatori

La vendita di gas naturale una attivit libera, dove limpresa acquista il gas da un importatore o da un
grossista per rivenderlo ai clienti finali.
Il venditore, una volta acquistato il gas allingrosso ha la necessit di farlo trasportare sulle reti di trasporto
nazionale, regionale e locale, sostenendo quindi oltre che il prezzo per lacquisto del gas, il costo del trasporto secondo
una tariffa approvata dallAEEG.
Il venditore di gas al cliente finale deve necessariamente essere un soggetto diverso da chi distribuisce.
Lofferta dei prezzi viene monitorata dallAutorit per lenergia elettrica e il gas.
Il prezzo di fornitura comprende il costo della materia prima, il costo delle infrastrutture (stoccaggio,
trasporto e distribuzione), il costo della commercializzazione allingrosso ed al dettaglio, e le imposte.
Al fine di tutelare i clienti con consumi medio bassi dal rischio di forti sbalzi di prezzo, lAEEG definisce per ciascuna
localit le condizioni economiche di riferimento.

Tab. 4.7
SICILIA - MERCATO FINALE AL DETTAGLIO - SETTORE DOMESTICO E NON DOMESTICO
ANNO 2009 (Clienti in migliaia e volumi in Mm3)
DOMESTICO

COMMERCIO E SERVIZI

INDUSTRIA

GENERAZIONE
ELETTRICA

OPERATORI

VOLUMI

CLIENTI

VOLUMI

CLIENTI

VOLUMI

VOLUMI

36

492

24

79

961

2434

Elaborazione da dati AEEG su dichiarazione degli operatori Relazione annuale 2010

Una minima parte della distribuzione a livello nazionale riguarda anche i gas diversi dal naturale,
generalmente GPL, aria propanata e in minima parte altri gas, attraverso le reti secondarie di distribuzione.

Tab. 4.8
DISTRIBUZIONE IN SICILIA A MEZZO RETE DI GAS DIVERSI DAL GAS NATURALE
(Volumi in Milioni di Sm3, operatori, clienti e comuni serviti)

ANNO 2008
ANNO 2009
VOLUMI EROGATI

OPERATORI

CLIENTI

227

COMUNI
SERVITI
4

VOLUMI
EROGATI
0.06

0.05
Elaborazione da dati AEEG su dichiarazione degli operatori Relazione annuale 2010

40

OPERATORI

CLIENTI

237

COMUNI
SERVITI
4

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4.4.1- I consumi per settore dal 2007 al 2009


Milioni di mc

Tab. 4.9
INDUSTRIA
AGRIGENTO
CALTANISSETTA
CATANIA
ENNA
MESSINA
PALERMO
RAGUSA
SIRACUSA
TRAPANI
TOTALE

2007

2008

7,2
3,3
237,7
172,4
49,4
46,4
3
3,7
66,6
70,3
11,2
9,1
6
5,4
567,7
581,5
67,8
64,7
1.016,9
956,8
Elaborazione su dati SNAM Rete Gas

2009
2,8
142,4
42,5
2,9
52
6,9
7,4
513,7
85,7
856,3

Milioni di mc

Tab. 4.10
TERMOELETTRICO

2007

2008

2009

AGRIGENTO
CALTANISSETTA
CATANIA
ENNA
MESSINA
PALERMO
RAGUSA
SIRACUSA
TRAPANI
TOTALE

0
0
0
0
307,4
879,1
0
1.141,4
66,4
2.394,3

0
0
0
0
253,7
1.108,9
0
1.062,3
45,7
2470,6

0
0
153,6
0
294,2
1.043,9
0
1.156,3
51,3
2.699,3

Elaborazione su dati SNAM Rete Gas

Milioni di mc

Tab. 4.11
IMPIANTI DISTRIBUZIONE
AGRIGENTO
CALTANISSETTA
CATANIA
ENNA
MESSINA
PALERMO
RAGUSA
SIRACUSA
TRAPANI
TOTALE

2007

2008

59,1
59,8
50,4
49,6
138,6
139,6
52,9
51,5
90,2
90,3
124,1
126,2
39,7
40,2
24,6
25,6
52,3
50,5
635,9
633,3
Elaborazione su dati SNAM Rete Gas

2009
64,1
53,5
153,6
57,8
97,8
139,8
41,4
26,5
56,4
690,9

Milioni di mc

Tab. 4.12
AUTOTRAZIONE
AGRIGENTO
CALTANISSETTA
CATANIA
ENNA
MESSINA
PALERMO
RAGUSA
SIRACUSA
TRAPANI
TOTALE

2007

2008

0
0
4,4
4,2
1,6
2,2
0
0
1,6
2,1
0
0
0,6
0,8
0,2
0,3
0
0
8,4
7,6
Elaborazione su dati SNAM Rete Gas

41

2009
0
4,1
3,3
0
2,6
0
1,0
0,5
0
11,5

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4.5 -Il costo di fornitura del gas naturale per uso civile
Con la bolletta i clienti finali pagano le diverse componenti del costo di fornitura.
La commercializzazione allingrosso la componente che copre i costi relativi all'acquisto della "materia
prima" gas che rappresentano circa il 35% della bolletta ed sensibilmente influenzata dalle quotazioni
internazionali degli idrocarburi alle quali legato il suo aggiornamento trimestrale da parte dell'Autorit per
l'energia.
La componente relativa alla commercializzazione della vendita al dettaglio (QVD) rappresenta circa il
4,5% della bolletta ed costituita da un valore fisso per ogni forniture (il cosiddetto "punto di riconsegna") e da un
valore variabile legato ai consumi del cliente finale. Tale componente copre i costi relativi alla vendita al dettaglio,
come ad esempio la gestione commerciale, i servizi al cliente etc.
La componente per il trasporto copre i costi per l'utilizzo dei gasdotti della rete nazionale e rappresenta circa
il 5% della bolletta gas.
La componente per lo stoccaggio copre i costi per il servizio di "immagazzinamento" del gas, conservato in
depositi sotterranei da dove viene poi prelevato per soddisfare le richieste del mercato nei diversi momenti o per far
fronte a eventuali emergenze. Tale componente (QS) rappresenta circa l'1,5% della bolletta.
La distribuzione copre i costi per il servizio di distribuzione del gas naturale al cliente finale, nonch il servizio
di misura, che consiste nelle funzioni di istallazione e manutenzione dei contatori, oltre che di rilevazione, registrazione
dei dati di misura e interventi di natura commerciale.
La componente relativa agli oneri aggiuntivi copre la contribuzione al contenimento dei consumi gas, la
compensazione degli oneri non recuperabili sostenuti dalle imprese, la compensazione degli oneri derivanti
dall'attivit svolta dai fornitori grossisti.
Le imposte comprendono l'accisa, l'addizionale regionale e l'IVA.
L'accisa, diversificata gi per le due macro zone Centro Nord e Centro Sud (territori ex CASMEZ territori
indicati nel DPR n. 218/78) - ai sensi del D.Lgs n. 26 del 2 febbraio 2007 - varia poi anche sulla base di 4 scaglioni di
consumo: 0-120 ( 0,044/mc), 120-480 ( 0,175/mc), 480-1560 ( 0,170/mc), oltre 1560 metri cubi ( 0,186/mc);
L'addizionale regionale determinata autonomamente da ciascuna regione con proprio provvedimento, tenuto
conto dei limiti imposti dalla normativa generale sulle imposte.
Nelle Regioni a Statuto speciale tale addizionale assume il valore pari a 0,00.
La tabella seguente sintetizza lincidenza dei costi infrastrutturali, di vendita, della materia prima e le
imposte nel costo di fornitura pagato, per metro cubo, dal consumatore tipo su un consumo annuo di 1.400 mc.
Mentre il costo di fornitura, per 1.400 mc, per esempio nel III trimestre 2010, incide per 646,8, le imposte
incidono per ben 390,6.
Fig. 4.16
Condizioni economiche di fornitura per una famiglia
con riscaldamento autonomo e consumo di 1.400 mc (c/mc)

Fonte AEEG

Il costo pagato variabile anche in funzione dellambito di appartenenza ed in funzione del potere
energetico del gas distribuito.
La tabella seguente, elaborata per il III trimestre 2010, riporta oltre il costo della componente della tariffa,
anche il provvedimento di riferimento emesso dallAEEG.
Sulla scorta di tale tabella, il calcolo totale della tariffa, escluse le imposte, considerando lo stesso potere
calorifico per ciascun ambito e per un consumo di 1.400 mc.

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Fig. 4.17
Condizioni economiche di fornitura nel mercato tutelato imposte escluse
/1400 mc per ambito tariffario
PCS 36,99 MJ

1000,00
900,00
800,00
700,00
600,00
500,00
400,00
300,00
200,00
100,00
0,00

Ambito nord
occidentale

Ambito nord
orientale

Ambit centrale

Ambito sud orientale

Ambito sud
occidentale

Ambito meridionale

Per la trasformazione in /mc delle componenti variabili delle tariffe in /GJ stato utilizzato un PCS convenzionale (PCS = 36,99 MJ/mc), ovvero
PCS*GJ/mc.

I sei ambiti tariffari aggregano le singole regioni italiane secondo quanto riportato nella tabella 4.13.
Tab. 4.13
Ambito nord occidentale
(Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria
Ambito nord orientale
(Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli V. Giulia, Emilia Romagna)
Ambito centrale
(Toscana, Umbria, Marche)
Ambito centro-sud orientale
(Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata)
Ambito sud occidentale Ambito sud-occidentale
(Lazio, Campania)
Ambito meridionale
(Calabria, Sicilia)
AEEG

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5 ENERGIA ELETTRICA
Il sistema elettrico italiano regolato dal Decreto Legislativo 16 marzo 1999 n. 79, in base al quale lattivit
di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita dellenergia elettrica libera, quella di trasmissione e
dispacciamento dellenergia appartiene allo Stato che lha affidata in concessione a TERNA S.p.A., ed infine lattivit
di distribuzione svolta in regime di concessione rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Gli Enti che operano nellambito del sistema elettrico italiano e ne determinano e regolano il funzionamento
sono lAutorit per lEnergia Elettrica ed il Gas, il Gestore del Mercato Elettrico, il Gestore dei Servizi Elettrici, TERNA
S.p.A. Rete Elettrica Nazionale e lAcquirente Unico.
Dal 2001 i soggetti che producono o importano energia elettrica da fonti non rinnovabili hanno lobbligo di
immettere nel sistema elettrico nazionale, lanno successivo, una quota di energia prodotta da fonti rinnovabili
inizialmente fissata nel 2% della produzione eccedente i 100 GWh, al netto degli autoconsumi, della cogenerazione e
delle esportazioni. Si pu adempiere allobbligo anche acquistando la quota equivalente o i relativi diritti (i
cosiddetti certificati verdi) da altri produttori, consegnando al GSE i certificati verdi equivalenti alla quota da
rispettare.
I diritti sono attribuiti al Gestore che, al fine di compensare eventuali fluttuazioni, pu comunque acquistarli
e venderli a prescindere dalla loro effettiva disponibilit.
Per gli impianti di potenza nominale superiore ad 1 MW e, per gli impianti eolici, di potenza elettrica
superiore a 0,2 MW, il GSE rilascia i CV per 15 anni, moltiplicando la produzione netta di energia elettrica per alcuni
coefficienti costanti, variabili a secondo della tipologia dimpianto.
Nel corso degli ultimi anni aumentata significativamente la produzione di energia elettrica da fonti
rinnovabili di unit di produzione a cui sono riconosciuti i CV e lofferta di CV ha superato, a partire dal 2006 la
domanda dei soggetti allobbligo.
Questo ha portato a un sensibile allontanamento del prezzo di mercato dal prezzo di vendita del GSE, a
partire dagli scambi avvenuti nellanno 2007.
La discesa dei prezzi continuata anche nel corso della prima parte del 2008 sulla base di unaspettativa
che vedeva permanere leccesso di offerta fino al 2010-2011. Per non scoraggiare nuovi investimenti nel campo della
produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, il Ministero dello Sviluppo economico ha approvato il D.M. 18
dicembre 2008 che prevede, tra laltro, che gli operatori in possesso di CV possano richiedere il rimborso a un prezzo
prestabilito, pari alla media dei prezzi registrati sul mercato del GME nel triennio precedente, dei titoli in loro
possesso, ogni anno e fino a giugno 2011, presentando richiesta al GSE.
Con Decreto 5 giugno 1999 del Ministero dellIndustria del Commercio e dellArtigianato stata individuata
la Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) gestita dal GRTN - Gestore Rete Trasmissione Nazionale sino al 31 ottobre
2005, ora da TERNA, che ora ne anche la principale proprietaria.
La pianificazione degli interventi di sviluppo della rete di trasmissione nazionale finalizzata alla sicurezza,
allaffidabilit, allefficienza, alla continuit del servizio di trasmissione e al minor costo del servizio di
dispacciamento.
Secondo quanto stabilito allart. 3 del DM la rete composta da:
o reti elettriche di tensione nominale uguale o superiore a 220 kV;
o reti o parti di reti elettriche aventi tensioni nominali comprese tra 120 e 220 kV che risultano funzionali alla
rete elettrica di trasmissione nazionale in quanto rispondenti ad almeno uno dei seguenti criteri:
linee di trasporto che collegano la parte di rete di cui alla lettera a) a centrali di
produzione aventi potenza nominale pari o superiore a 10 MVA, incluse le linee di riserva e quelle
necessarie per l'alimentazione dei servizi ausiliari delle medesime centrali, scelte con il criterio della minima
distanza dalla rete di trasmissione nazionale;
linee di trasporto che sono necessariamente utilizzate in condizioni di manutenzione ordinaria o
straordinaria di altre linee della rete elettrica di trasmissione o in situazioni critiche per la sicurezza o di
emergenza del sistema elettrico nazionale;
reti o parti di reti di interconnessione con l'estero, con esclusione delle linee dirette;
stazioni di trasformazione e di smistamento che costituiscono nodi delle reti o delle parti di reti individuate
alle precedenti lettere a) e b), con esclusione delle stazioni che hanno funzione di interconnessione con reti di
distribuzione, con centrali di produzione o con altre utenze;
tutta l'impiantistica necessaria per la corretta conduzione ed esercizio della rete di trasmissione, nazionale,
ivi inclusi i posti di teleconduzione; tali posti di teleconduzione sono elencati nell'allegato 6; sono invece
esclusi gli impianti che, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, devono
essere conferiti al gestore della rete di trasmissione nazionale;
reti o parti di reti di cui alle lettere a), b), c) e d) che risultano attualmente in costruzione o per le quali sono
state ottenute le necessarie autorizzazioni.
Le reti elettriche a tensione superiore a 120 kV, non comprese nell'ambito della rete di trasmissione
nazionale e non costituenti linea diretta ai sensi dell'articolo 2, comma 16, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79,
sono considerate a tutti gli effetti reti di distribuzione, e come tali sono soggette alle norme di cui all'articolo 9 del
medesimo decreto legislativo.

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Con decreto 27 febbraio 2009 del Ministro dello sviluppo economico stato disposto il trasferimento a
TERNA SpA dellintera partecipazione detenuta da ENEL Distribuzione nella societ ENEL Linee Alta Tensione
(ELAT).

5.1 -La rete elettrica italiana


Con lentrata in funzione a dicembre 2009 del SA.PE.I., il nuovo cavo a corrente continua da 500 MW che
collega la Sardegna con il Centro Sud, la rete elettrica nazionale di propriet TERNA al 31 dicembre 2009 risultava
composta da 10.694 km di linee a 380 kV e 11.350 a 220 kV, per un totale di circa 22.044 km, oltre a circa 494 a 500
kV, 466 km a 400 kV, 431 km a 200 kV e 45.589 a 150-120 kV appartenenti a Terna e ad altre societ.

Lunghezza delle linee elettriche a 380 e 220 kv della rete italiana di propriet di TERNA
al 31 dicembre 2009 per regione e tensione di esercizio

Tab. 5.1

Piemonte
Valle d'Aosta
Lombardia
Trentino Alto Adige
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Liguria
Emilia Romagna
Italia
Settentrionale
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Italia Centrale
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
Italia Meridionale
e Insulare
ITALIA

380 kV

220 kV

totale

superficie
kmq

densit
m/kmq

808
127
1.511
603
172
194
951

1.094
241
2.144
1.151
1.269
244
397
316

1.902
369
3.655
1.151
1.872
416
590
1.267

25.399
3.263
23.861
13.607
18.392
7.855
5.421
22.124

75
113
153
85
102
53
109
57

densit
m(380 kV)
/kmq
32
40
63
33
22
36
43

4.366

6.857

11.223

119.922

94

36

1.078
88
217
1.392
2.774
253
61
687
1.089
297
607
253
306

378
162
64
355
959
261
46
698
163
141
142
1.531
552

1.456
250
282
1.747
3.735
514
107
1.385
1.252
438
749
1.783
858

22.997
8.456
9.694
17.207
58.354
10.798
4.438
13.595
19.362
9.992
15.080
25.708
24.090

63
30
29
102
64
48
24
102
65
44
50
69
36

47
10
22
77
48
23
14
50
56
30
40
10
13

3.553

3.534

7.087

123.063

58

29

10.694

11.350

22.044

301.338

73

35

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA

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Fig. 5.1

RETE ITALIANA A 380 KV AL 31 DICEMBRE 2009

TERNA "Dati statistici sullenergia elettrica in Italia - 2009"

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Fig. 5.2

RETE ITALIANA A 220 KV AL 31 DICEMBRE 2009

TERNA "Dati statistici sullenergia elettrica in Italia - 2009"

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5.2 - Sviluppo e gestione della rete elettrica - il piano di sviluppo 2010


La crescita dellapporto da fonti energetiche rinnovabili nel settore elettrico per il raggiungimento degli
obiettivi europei dovr essere accompagnato da un significativo ammodernamento e potenziamento della rete
elettrica di trasmissione e distribuzione che consenta:
- il collegamento degli impianti, in particolare fotovoltaici ed eolici, per i quali il potenziale rinvenibile
prevalentemente nelle regioni meridionali e insulari, le quali non sono attualmente dotate dinfrastrutture di rete
adeguate agli sviluppi attesi e auspicati;
- il dispacciamento dellenergia, in particolare per i parchi eolici di notevole dimensione collegati alla rete elettrica;
- la diffusione della generazione distribuita;
- linterconnessione dellItalia, con nuove infrastrutture elettriche, con i paesi dellAfrica settentrionale e dei Balcani.
Lo stato della rete elettrica regionale sintetizzabile in pochi punti fondamentali che aiutano a
comprendere le ragioni del Piano di Sviluppo del 2010.
La produzione regionale costituita per oltre il 90% da impianti termoelettrici e per circa il 7% da impianti
da fonte rinnovabile.
Essendoci una sola interconnessione con il continente, la sicurezza del sistema elettrico siciliano viene
mantenuta gestendo di norma lisola in esportazione (nel 2008 lexport stato pari a 848 GWh).
Lenergia totale richiesta nellanno 2008 in Sicilia stata di 21.789 GWh, di poco inferiore rispetto al
corrispondente valore del 2007 a causa della crisi economica che ha interessato lItalia nella seconda met del 2008,
mentre la ripartizione del fabbisogno nei diversi settori merceologici evidenzia la prevalenza di quello industriale
(38%), dei consumi domestici (31%), del settore terziario (28%) e dellagricoltura (2%).
Tale situazione nel complesso rende efficiente il sistema di trasmissione dellenergia elettrica ma sono pur
sempre presenti alcune criticit che vanno risolte o per le quali bisogna prevederne possibili evoluzioni future.
In particolare:
Il collegamento con il continente sempre pi debole (forzatura in export prevalente);

Il parco di generazione insufficiente e non pienamente adeguato;

La rete interna non adeguata per gli scambi di energia tra tre poli di produzione.
Inoltre risulta necessario intervenire per implementare la sicurezza nellalimentazione nelle aree metropolitane di
Palermo e Catania, migliorare la qualit del servizio a Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Siracusa e Messina e
ottimizzare le sezioni critiche per il trasporto dellenergia.
A tale scopo sono previste nuove opere che coinvolgeranno diversi ambiti territoriali e che vengono elencate di
seguito (tali opere sono previste nel PdS 2010 o vengono gi indicate in Piani di Sviluppo precedenti):
- Elettrodotto 380 kV Sorgente - Rizziconi
- Elettrodotto 380 kV Patern - Pantano - Priolo
- Elettrodotto 380 kV Chiaramonte Gulfi - Ciminna
- Elettrodotto 380 kV Sorgente - Ciminna
- Stazione 380/150 kV di Sorgente
- Elettrodotto 220kV (in classe 380kV) Partinico Fulgatore
- Elettrodotto 380 kV Partanna - Ciminna

48

Fig. 5.3

49

Principali interventi di sviluppo previsti nel PDS 2010

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Elettrodotto 380 kV Sorgente Rizziconi - Il raddoppio della interconnessione tra la Sicilia e la Calabria garantisce
un maggiore mutuo soccorso tra le reti delle due Regioni riducendo il rischio di separazione e isolamento dellisola.
Pertanto tale opera si rende necessaria al fine di incrementare la sicurezza di esercizio e la qualit/continuit del
servizio.
Lesigenza di un incremento della continuit del servizio evidenziata anche dallanalisi delle varie disalimentazioni
verificatesi sulla rete negli anni passati. Oltre il 70% dellenergia non fornita (ENF) per disservizi riguarda le regioni
del Mezzogiorno e le Isole, dove le disalimentazioni in rapporto ai consumi, pesano maggiormente rispetto ad altre
aree del Paese. Dalle analisi effettuate e in base alla esperienza si stima che con la realizzazione del nuovo
collegamento Sorgente Rizziconi si possa avere una riduzione dellenergia non fornita di circa 45 MWh/anno.
La realizzazione del nuovo elettrodotto consentir al contempo di razionalizzare le reti elettriche nelle suddette
aree, con una importante riduzione sul territorio di elettrodotti di alta tensione.
Stato ed avanzamento: A Luglio 2010 stata ottenuta con decreto N. 239/EL-76/113/2010, lautorizzazione alla
costruzione e allesercizio dei tratti aerei Sorgente - Villafranca Tirrena e Scilla Rizziconi dellelettrodotto a 380
kV Sorgente Rizziconinonch delle relative opere connesse.
A febbraio 2009 invece era stata ottenuta, con decreto N. 239/EL-76/82/2009, lautorizzazione alla costruzione e
allesercizio dei tratti in cavo e delle stazioni di Villafranca e di Scilla non oggetto di VIA.
Il 25 Gennaio 2007 stato firmato il Protocollo dIntesa per la realizzazione dellelettrodotto tra la Provincia di
Messina, i Comuni interessati e Terna. Ad oggi, tre dei dodici Comuni hanno gi firmato le convenzioni con Terna, gli
altri sono in attesa della delibera o stanno affrontando le ultime problematicit.
Elettrodotto 380 kV Patern - Pantano - Priolo - Il collegamento si inserisce nel programma di sviluppo della rete a
380 kV della Sicilia, al fine di consentire il miglioramento dellalimentazione dellarea di Catania e, al tempo stesso,
eliminare le congestioni di rete attualmente esistenti nellarea di Priolo. Con il nuovo collegamento, sar inoltre
possibile razionalizzare le reti AT delle Province di Siracusa e Catania. Lelettrodotto nel complesso migliorer la
sicurezza dellapprovvigionamento e assicurer maggiore continuit alla fornitura elettrica nella Sicilia orientale.
Stato ed avanzamento: Nel Luglio 2008 stato stipulato il Protocollo dIntesa tra Regione, Province, EE.LL. e Terna.
Seguiranno a breve le stipule delle convenzioni con gli EE. LL.
stato gi avviato liter autorizzativo del progetto dellopera.
Elettrodotto 380 kV Chiaramonte Gulfi Ciminna - Lintervento finalizzato a creare migliori condizioni di mercato
elettrico e a migliorare la qualit e la continuit della fornitura. Con la nuova linea a 380 kV nella stazione di
Ciminna si installer un autotrasformatore 380/220 kV da 400 MVA con relativi stalli. Il nuovo elettrodotto
consentir di ridurre gli attuali vincoli di esercizio delle centrali presenti nella parte orientale dellisola migliorando
laffidabilit e la sicurezza della fornitura di energia elettrica nella Sicilia Occidentale ed in particolare nella citt di
Palermo. Inoltre, anche in relazione al previsto nuovo collegamento a 380 kV Sorgente - Rizziconi, permetter di
sfruttare maggiormente lenergia messa a disposizione dalle centrali previste in Calabria, garantendo in tal modo gli
assetti produttivi pi convenienti.
Stato ed avanzamento: La fase concertativa da Chiaramonte Gulfi fino a Caltanissetta (Santa Caterina Villarmosa)
si conclusa con la condivisione della fascia di fattibilit di tracciato con EE.LL delle Province di Ragusa, Catania,
Enna e Caltanissetta. Nel mese di Ottobre 2010 stata condivisa la localizzazione della nuova SE 380/150 kV di S.ta
Caterina Villarmosa in localit Ponte 5 archi. La concertazione per il tratto che si estende da Santa Caterina
Villarmosa fino a Ciminna stata avviata con il Tavolo tecnico provinciale tenutosi in data 1 dicembre 2010 presso
lAssessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica utilit.
A partire da Gennaio 2010 seguiranno le presentazioni degli schemi di Protocollo dIntesa per i due tratti
Chiaramonte Gulfi S. Caterina Villarmosa e S.Caterina Villarmosa Ciminna.
Elettrodotto 380 kV Sorgente Ciminna - Lelettrodotto sar parte integrante dellanello a 380kV che chiuder il
territorio siciliano rendendo stabile ed efficiente tutto il sistema elettrico.
Stato ed avanzamento: Sono in fase di studio e valutazione le alternative per la localizzazione della nuova stazione
elettrica prevista presso Sorgente e le alternative di corridoio preferenziale. La fase concertativa deve essere avviata.
Nuova Stazione 380/220/150 kV di Sorgente 2 - La nuova stazione elettrica di Sorgente 2 permetter di intercettare
alcune linee attualmente confluenti nellattuale stazione di Sorgente e sar possibile razionalizzare diversi chilometri
di linee esistenti.
In questo modo la fascia costiera risulter maggiormente alleggerita dalla presenza degli attuali elettrodotti.
Stato ed avanzamento: stato effettuato nel mese di novembre 2010 lo studio per lindividuazione dellarea idonea
ad ospitare limpianto. A questa prima fase seguiranno dei sopralluoghi di verifica.

Elettrodotto 220kV (in classe 380kV) Partinico Fulgatore - Lelettrodotto in oggetto implementer lo stato della
rete nella Sicilia occidentale e permetter di razionalizzare vecchie linee elettriche esistenti.

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Stato ed avanzamento: E stato realizzato il corridoio mediante procedura GIS, successivamente stato sottoposto a
verifica interna presso la struttura SRI-STV. La fase progettuale e la fase concertativa non sono state ancora avviate.

Elettrodotto 380 kV Partanna Ciminna - Lelettrodotto rafforzer il collegamento tra Nord e Sud della Sicilia in
previsione del collegamento elettrico con la Tunisia.
Stato ed avanzamento: E stato realizzato il corridoio mediante procedura GIS. La fase progettuale e la fase
concertativa non sono state ancora avviate.
Altre opere:Oltre le opere descritte sopra sono previste, con lobiettivo di realizzarle nei prossimi anni, anche altre
opere comprendenti stazioni, elettrodotti e riassetti: Stazione 220 kV di Agrigento - Stazione 220 kV Noto - Stazione
220/150 kV Corriolo (ME) - HVDC Italia Tunisia - Riassetto area metropolitana di Palermo - Interventi nellarea a
nord di Catania - Elettrodotto 150 kV Mineo SE Mineo CP - Elettrodotto 150 kV Vittoria Gela der. Dirillo Stazione 150 kV Castel di Lucio (ME)
5.3 La produzione
Nel corso del 2009 in Italia sono entrati in servizio circa 2.822 MW di nuova potenza installata. La potenza
efficiente di generazione netta alla fine del 2009 era pertanto di 101.447 MW (lorda 105.186).
Tab. 5.2
ITALIA - POTENZA EFFICIENTE LORDA (dati in MW)
ANNO

2009

2008

2007

IDRICA

21.739

21.640

21.476

TERMICA

77.407

76.730

72.950

737

711

711

EOLICA E FOTOVOLTAICA*

6.040

3.969

2.801

TOTALE

105.186

102.339

97.227

DI CUI GEOTERMICA

* Compresi gli impianti fotovoltaici incentivati in conto energia. Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati
TERNA "Dati statistici sullenergia elettrica in Italia anno 2009

La produzione totale lorda stata quantificata da TERNA in 292.641,7,9 GWh, in diminuzione del 9,2 %
rispetto al 2008.
La produzione nazionale destinata al consumo ha coperto circa l86% del fabbisogno complessivo dellanno
2009 (contro l88,2% del 2008).
La produzione lorda da fonti rinnovabili aumentata del 19,2 % rispetto al 2008 raggiungendo i 69.329,9
GWh (57.666 GWh nel 2008), con un forte incremento della produzione da fonte eolica (+ 25,2 %) e fotovoltaica
(quasi tre volte superiore a quello dellanno precedente).
La produzione termoelettrica (che rappresenta il 76,9 della produzione netta totale) ha subito un calo del
13,6 %.
Tab. 5.3

PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA IN ITALIA (dati in GWh)


2009

2008

2007

PRODUZIONE LORDA

292.641,7

319.129,6

313.888,0

PRODUZIONE NETTA

281.107,3

307.064,5

301.299,0

RICHIESTA

320.268,4

339.480,9

339.928,2

SALDO ESTERO

44.959,3

40.034

46.283

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA "Dati statistici sullenergia elettrica in Italia anno 2009

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Da gennaio ad agosto 2010 la produzione netta, secondo dati provvisori di Terna, stata di 189.536 GWh a
fronte di una richiesta di energia di 216.615 GWh.
Tab. 5.4

ITALIA - PRODUZIONE NETTA - anno 2009 per settori produzione (dati in GWh)
2009

2008

2007

2006

TERMOELETTRICA

216.087

250.149

254.022,7

250.170

IDROELETTRICA

52.844

46.673

37.962,3

42.883

GEOTERMOELETTRICA

5.015

5.198

5.242,8

5.208

EOLICA

6.484

4.852

4.032,3

2.964

677

193*

39*

281.107

307.064

301.299

301.256

FOTOVOLTAICA
TOTALE

* Compresi gli impianti fotovoltaici incentivati in conto energia. Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati
TERNA "Dati statistici sullenergia elettrica in Italia anno 2009

Per quanto concerne i combustibili utilizzati per la produzione termoelettrica, il gas naturale rappresenta
circa il 66,2 % (era il 65,8 % nel 2008).
Tab. 5.5

PRODUZIONE TERMOELETTRICA PER FONTE (anni 2008-2009) GWh


2008
LORDA

2009
NETTA

LORDA

NETTA

SOLIDI

43.073,8

39.241,6

39.745,1

35.904,4

GAS NATURALE

172.697,2

168.042,4

147.270,1

143.051,4

GAS DERIVATI

5.542,9

5.390,8

3.700,8

3.596,5

PETROLIFERI

19.195,0

17.426,0

15.878,1

14.328,1

ALTRI COMBUSTIBILI (SOLIDI)

18.230,5

17.560,5

17.626,7

16.892,7

1.672,7

1.602,9

1.814,8

1.731,8

5.520,3

5.197,6

5.341,8

5.015,8

916,3

884,9

602,3

581,9

266.848,7

255.346,7

231.979,7

221.102,7

ALTRI COMBUSTIBILI (GASSOSI)


VAPORE ENDOGENO
ALTRE FONTI DI ENERGIA
Totale

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA "Dati statistici sullenergia elettrica in Italia anno 20082009

Tra le regioni che hanno maggiormente prodotto energia elettrica destinata al consumo, nel corso del 2009
ci sono la Lombardia con 44.223,0 GWh, che per ha una richiesta di 65.305,3 GWh, e la Puglia, che con una
produzione di 32.616,7 GWh ed una richiesta di 18.126,5 GWh ha avuto un surplus di produzione di 14.490,2,6 GWh.

52

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DEFICIT / SUPERI DI ENERGIA NELLE REGIONI ITALIANE ANNO 2009

Tab. 5.6
Regione

Deficit/superi della produzione sulla richiesta in GWh

Deficit/superi della produzione


sulla richiesta in percentuale

PIEMONTE

- 2.601,0

- 10,1 %

VALLE D'AOSTA

+ 2.124,7

+ 213,1 %

LOMBARDIA

- 21.082,2

- 32,3 %

TRENTINO ALTO ADIGE

+ 4.1192,4

+64,0 %

VENETO

- 15.275,3

- 50,5 %

FRIULI VENEZIA GIULIA

+ 574,9

+ 6,1 %

LIGURIA

+ 3.273,3

+ 48,6 %

EMILIA ROMAGNA

- 5.712,4

- 20,6 %

TOSCANA

- 5.224,3

- 25,1 %

UMBRIA

- 1.608,6

- 28,1 %

MARCHE

- 4.063,9

- 50,9 %

LAZIO

- 13.154,2

- 52,5 %

ABRUZZO

+ 1.030,5

+ 15,6 %

MOLISE

+2.830,0

+ 184,8 %

CAMPANIA

- 9.003,6

- 48,1 %

PUGLIA

+ 14.490,2

+ 79,9 %

BASILICATA

- 1.192,6

- 38,8 %

CALABRIA

+ 4.193,2

+ 63,6 %

SICILIA

+ 353,3

+ 1,6 %

SARDEGNA

+ 896,4

+ 7,6 %

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA "Dati statistici sullenergia elettrica in Italia anno 2009

Il sistema elettrico regionale siciliano, sempre caratterizzato dalla presenza di numerose centrali
termoelettriche, da alcuni impianti idroelettrici di piccola taglia (lunico di una certa dimensione quello
dellAnapo), da cinque impianti di autoproduzione siti nellambito di complessi industriali e petrolchimici, registra
una continua in espansione del settore delleolico e di quello del fotovoltaico.
La produzione di energia elettrica in Sicilia nel 2009 (lorda 23.732 GWh e netta 22.595 GWh), risulta ancora
diminuzione rispetto a quella del 2008 (lorda 25.171 GWh e netta 24.116 GWh). Ancora una volta dallanalisi dei dati
elaborati da Terna si evidenzia come la produzione, sebbene sempre superiore al fabbisogno regionale, abbia fatto
registrare una notevole diminuzione che associata anche alla diminuzione della richiesta, abbia determinato
unulteriore diminuzione degli esuberi destinati allesportazione.
Fig. 5.4

PRODUZIONE E RICHIESTA DI ENERGIA ELETTRICA IN SICILIA ANNI 1973-2009 (GWh)

TERNA "Dati statistici sull energia elettrica in Italia - anno 2009"

53

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5.4 - Localizzazione e potenza delle centrali termoelettriche di produzione in Sicilia


Centrali termoelettriche

Tab. 5.7

TIPO

UNIT

Potenza
efficiente
MW

vapore

TIM 3

110

vapore
gas
combinato

TIM 4.1
TIM 6
PRG 1

320
760
385

combinato
vapore
vapore
vapore
vapore

PRG 2
AUG 1
AUG 2
AUG 3
PEC 1

385
70
70
70
70

vapore
vapore
vapore
vapore
vapore
vapore
vapore
gas
gas
gas

PEC 2
SFM 1
SFM 2
SFM 3
SFM 4
SFM 5
SFM 6
TPT 1
TPT 2
TEM 1

70
160
160
160
160
320
320
84
84
170

CENTRALI TERMOELETTRICHE

Termini Imerese
(ENEL Produzione) Termini Imerese (Palermo)

Priolo Gargallo
(ENEL Produzione) Priolo Gargallo (Siracusa)
Augusta
(ENEL Produzione) Augusta (Siracusa)
Porto Empedocle
(ENEL Produzione) Porto Empedocle (Agrigento)
S. Filippo del Mela
(EDIPOWER) S. Filippo del Mela (Messina)

Trapani
(ENDESA)
Termica Milazzo CIP 6
(EDISON) Milazzo (Messina)
ISAB Energy
(ISAB Energy) Priolo Gargallo (Siracusa)

vapore
STG 1
syngas
GT 1
vapore
STG 2
syngas
GT 2
Produzione destinata
turbugas
1-12 GG

ERG Nuce Nord Priolo


ERG Nuce Nord Priolo
(ERG Petroli)
TOTALE
Tab. 5.8

122
170
122
170
20
93
4622

Centrali termoelettriche autoproduttori

IMPIANTO
Erg Nuce Nord (Priolo)
Agip Gela
Erg Nuce Sud (Melilli)
Esso (Augusta)

Potenza efficiente MW
359
262
72
29

Raffineria Milazzo

43

54

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Tab 5.9

Produzione da impianti termoelettrici per tipologia di impianto e tipo di combustibile


Sicilia - 2009

Fonte Terna

5.5 I consumi finali


La rete elettrica regionale composta quasi esclusivamente da linee a 220 e 150 kV. Le uniche linee a 380
kV sono situate nella Sicilia orientale, e connettono Sorgente con Patern, Chiaramonte Gulfi e Priolo, per un totale
di 245,3 Km.
Il raddoppio dellelettrodotto a 380 kV Sorgente Rizziconi, parte in cavo sottomarino attraverso lo
stretto di Messina e parte in linea aerea, consentir di migliorare la sicurezza di esercizio e fornir la necessaria riserva
allinterconnessione tra Sicilia e Calabria.
Tab. 5.10

TERNA - LINEE A 380 kV IN SICILIA PER PROVINCE Km

SICILIA

AG

CL

CT

EN

ME

PA

RG

SR

TP

252,9

94,8

11,2

73,7

18,2

55,0

TERNA "Dati statistici sullenergia elettrica in Italia anno 2009

Tab. 5.11

TERNA - LINEE A 220 kV IN SICILIA PER PROVINCE Km

SICILIA

AG

CL

CT

EN

ME

PA

RG

SR

TP

1530,5

233,3

79,4

161,8

292,5

42

103,3

141,0

97,1

TERNA "Dati statistici sullenergia elettrica in Italia anno 2009

La distribuzione il trasporto e la trasformazione di energia elettrica su reti di distribuzione a media e


bassa tensione per le consegne ai clienti finali.
Lattivit di distribuzione, come il resto del sistema elettrico, regolata dal Decreto Legislativo 79/1999 ed
svolta in regime di concessione previa autorizzazione rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico.

55

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Fig. 5.5

Fonte Acquirente Unico

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Tab. 5.12

Lunghezza delle reti di distribuzione al 31 dicembre 2009

I consumi di energia elettrica in Italia nel 2009 sono stati di 299,9 GWh (in diminuzione del 6,0 % rispetto al
2008), con diminuzioni rispetto allanno precedente in tutti i settori manifatturieri ed edilizio ed lievi aumenti nei
settori terziario e domestico.
Il consumo medio di energia elettrica per abitante in Italia nel 2009 stato di 4.983 kWh. Le regioni con i
maggiori consumi pro capite sono il Friuli Venezia Giulia (7.306 kWh/ab) e la Sardegna (6.726 kWh/ab), le regioni
con i consumi pro capite pi bassi sono la Calabria (2.763 kWh/ab), la Campania (2.945 kWh/ab) e la Sicilia (3.685
kWh/ab).

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Consumi di energia elettrica per abitante in italia nel 1999 e 2009 secondo
regione (kWh/ab)

Tab. 5.13

TERNA. Dati statistici sullenergia elettrica in Italia 2009

58

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I consumi complessivi in Sicilia nel 2009 sono stati di 18.571,4 GWh (erano19.066,6 nel 2008 e 18.942,4 nel
2007). Rispetto al 2008, si riscontrato un lieve aumento nel settore terziario ed in quello domestico, e contrazioni di
consumi nellindustria e nellagricoltura.

Consumi in Sicilia distinti per provincia e per tipologia anno 2009 (GWh)

Tab. 5.14
TOTALE*
2008

2009**

AGRIGENTO

1.166,6

1.143,6

CALTANISSETTA

1.505,3

1.469,6

CATANIA

3.701,3

3.578,1

394,8

395,0

MESSINA

2.556,1

2.571,4

PALERMO

3.326,5

3.296,8

RAGUSA

1.354,9

1.318,9

SIRACUSA

3.626,3

3.395,5

TRAPANI

1.288,0

1.253,8

SICILIA

18.919,8

18.422,6

ENNA

* Al netto dei consumi FS per trazione. **Al netto dei consumi FS per trazione pari a 148,8 GWh.
Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA "Dati statistici sullenergia elettrica in Italia anno 2009

Fig. 5.6

Sicilia 2009 consumi totali per provincia (GWh)

1.253,8

Trapani

3.395,5

Siracusa
1.318,9

Ragusa
Palermo

3.296,8

Messina
Enna

2.571,4
395,0
3.578,1

Catania
Caltanissetta
Agrigento

1.469,6
1.143,6

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA "Dati statistici sullenergia elettrica in Italia anno 2009

Le Province che hanno fatto registrare i maggiori consumi nel 2009 sono state ancora Catania e Siracusa.
Il consumo medio di energia elettrica per abitante in Sicilia nel 2009 stato di 3.685 kWh (3.788 nel 2008)
contro i 4.983 kWh di media nazionale.

59

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Tab. 5.15

CONSUMI IN SICILIA PER ABITANTE PER PROVINCIA ANNI 2008 2009


CONSUMI PER ABITANTE (KWH) **
2008*
2.563

AGRIGENTO

2009*
2.513

CALTANISSETTA

5.516

5.397

CATANIA

3.437

3.298

ENNA

2.273

2.276

MESSINA

3.909

3.928

PALERMO

2.680

2.649

RAGUSA

4.381

4.202

SIRACUSA

9.090

8.429

TRAPANI

2.963

2.876

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA e dati ISTAT *popolazione al 31.12.2006
** al netto dei consumi FS per trazione

5.6 Consumi per settore


Fig. 5.7
SICILIA CONSUMI DISTINTI PER SETTORE ANNO 2009 (GWh)

406,7
5.874,9

6.724,9

5.416,1

agricoltura

industria

terziario

domestico

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA.

Tab. 5.16

SICILIA CONSUMI PER SETTORE IN PERCENTUALE ANNI 2008 - 2009


2008
AGRICOLTURA
2,36 %
INDUSTRIA
38,34 %
TERZIARIO
28,30 %
DOMESTICO
31,00 %
Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA.

60

2009
2,21 %
36,50 %
29,40 %
31,89 %

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Tab. 5.17

SETTORE AGRICOLTURA
AGRICOLTURA
2008

2009

AGRIGENTO

27,5

24,4

CALTANISSETTA

17,5

15,2

104,4

92,9

ENNA

12,5

11,2

MESSINA

25,1

21,8

PALERMO

30,4

30,1

RAGUSA

112,7

103,6

SIRACUSA

86,7

80,6

TRAPANI

29,1

26,7

445,9

406,7

CATANIA

SICILIA

Tab. 5.18

SETTORE INDUSTRIA
INDUSTRIA
2008

2009

AGRIGENTO

265,2

231,4

CALTANISSETTA

953,2

887,6

CATANIA

1.113,4

993,5

ENNA

69,0

68,6

MESSINA

943,3

953,6

PALERMO

518,0

472,1

RAGUSA

513,2

487,4

SIRACUSA

2.609,7

2.372,4

TRAPANI

268,3

258,4

7.253,3

6.724,9

SICILIA

Tab. 5.19

SETTORE TERZIARIO
TERZIARIO*
2008*

2009**

AGRIGENTO

376,1

384,6

CALTANISSETTA

240,8

271,1

CATANIA

1.269,9

1.281,6

ENNA

142,2

141,8

MESSINA

793,8

800,8

PALERMO

1.302,3

1.310,8

RAGUSA

352,3

348,0

SIRACUSA

433,4

445,8

TRAPANI

443,8

431,6

5.354,7

5.416,1

SICILIA

*Al netto dei consumi FS per trazione. **Al netto dei consumi FS per trazione pari a 148,8 GWh.

61

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Tab. 5.20

SETTORE DOMESTICO
DOMESTICO
2008

2009

AGRIGENTO

497,8

503,2

CALTANISSETTA

293,7

295,7

CATANIA

1.213,7

1.210,1

ENNA

171,0

173,3

MESSINA

793,9

795,2

PALERMO

1.475,8

1.483,7

RAGUSA

376,8

379,9

SIRACUSA

496,5

496,6

TRAPANI

546,8

537,1

5.865,9

5.874,9

SICILIA

Tab. 5.21
SICILIA CONSUMI NEL SETTORE RESIDENZIALE PER ABITANTE PER PROVINCIA
ANNI 2008-2009
SETTORE TERZIARIO + DOMESTICO PER ABITANTE (KWh) **
2008*

2009*

AGRIGENTO

1.920

1.951

CALTANISSETTA

1.958

2.082

CATANIA

2.306

2.297

ENNA

1.803

1.816

MESSINA

2.428

2.438

PALERMO

2.238

2.245

RAGUSA

2.357

2.319

SIRACUSA

2.331

2.339

TRAPANI

2.279

2.222

SICILIA

2.237

2.241

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA e dati ISTAT *popolazione al 31.12.2006 ** al netto dei

consumi FS per trazione

Tab. 5.22

RIEPILOGO CONSUMI FINALI IN SICILIA 2009 GWh

AUTOCONSUMI
MERCATO LIBERO2
MERCATO TUTELATO
TOTALI

OPERATORI DEL MERCATO


ELETTRICO1
13,1
9.269,7
6.965,4
16.248,3

1) Produttori, distributori e grossisti 2) Compreso il servizio di salvaguardia


Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA.

62

AUTOPRODUTTORI

REGIONE

2.323,2
2.323,2

2.336,3
9.269,7
6.965,4
18.571,4

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5.7 Il costo dellenergia elettrica


Nel corso del 2009 il prezzo di acquisto dellenergia elettrica, sia a causa della riduzione dei consumi e del
ridimensionamento del prezzo del Brent che allinstallazione di nuova capacit produttiva, si riportato ai valori del
2005 assestandosi su un prezzo medio annuale di 63,72 /MWh.
Il Nord stato in media la zona meno costosa (60,82 /MWh), mentre la Sicilia sempre stata la zona di
mercato con il pi alto prezzo di acquisto dellelettricit con una media di 88,09 /MWh, seguita solo dalla Sardegna
(82,01 /MWh).
Con la delibera 29 dicembre 2009, lAutorit dellEnergia Elettrica e il Gas ha disposto laggiornamento
annuale delle tariffe elettriche a copertura dei costi relativi alle infrastrutture di rete e misura (servizi di trasmissione
sulle reti in altissima tensione, distribuzione locale e misura). Le tariffe relative a tali servizi sono state riviste su base
annuale, prevedendo:
la riduzione, in termini reali, della parte di tariffa che remunera i costi operativi, secondo il meccanismo
del price cap;
ladeguamento della restante parte della tariffa, a copertura di ammortamenti e remunerazione del
capitale investito, per tener conto dei nuovi investimenti realizzati, a favore della sicurezza, della concorrenza e della
qualit dei servizi.
La tariffa media nazionale a copertura dei costi di trasmissione, distribuzione e misura per lanno 2010 ha
subito, complessivamente, un aumento rispetto allanno 2009 pari al 3,0%, passando da 2,188 c/kWh a 2,253
c/kWh.
Tav. 5.23

TARIFFE MEDIE ANNUALI PER I SERVIZI DI TRASMISSIONE, DISTRIBUZIONE E MISURA (c/kWh)

AEEG Relazione annuale sullo stato dei servizi e sullattivit svolta 2009

Fig. 5.8

PREZZO DI ACQUISTO SU MGP IN ITALIA 2008 2010 MWh


110
100
90
80
70
60
50
40

genn.

febbr.

mar.

apr.

magg.

giu.

lugl.

ago.

sett.

ott.

nov.

dic.

2008

86,24

81,49

74,54

80,62

80,09

83,49

97,32

90,95

97,23

99,07

87,65

84,87

2009

83,45

76,95

69,10

58,36

58,51

51,82

60,50

71,07

69,49

57,63

53,93

57,39

2010

63,45

62,55

62,82

61,31

59,36

60,20

70,90

69,91

66,55

65,78

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati del Gestore del Mercato Elettrico S.p.A.

63

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
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____________________________________________________________________________________________________________

Fig. 5.9

PREZZI MEDI DI VENDITA ZONALI IN SICILIA GENNAIO DICEMBRE 2009


E CONFRONTO CON IL PUN /MWh
120,00
110,00
100,00
90,00
80,00
70,00
60,00
50,00

genn.

SICILIA 112,57
PUN

83,45

febbr.

mar.

apr.

magg.

giu.

lugl.

ago.

sett.

ott.

nov.

dic.

86,69

78,09

78,21

88,42

78,68

89,49

97,13

99,89

75,47

82,66

89,25

76,95

69,10

58,36

58,51

51,82

60,50

71,07

66,49

57,63

53,93

57,39

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati del Gestore del Mercato Elettrico S.p.A

In Sicilia per tutto il 2009 si sono avuti prezzi medi mensili dellelettricit decisamente superiori al PUN,
partendo nel mese di gennaio da i 112,57 /MWh contro gli 83,45 /MWh del Pun e mantenendo, durante lanno, una
media di 25 /MWh pi del PUN.
Fig. 5.10

PREZZI MEDI DI VENDITA ZONALI IN SICILIA GENNAIO 2009OTTOBRE 2010


E CONFRONTO CON IL PUN - /MWh

120
110
100
90
80
70
60
50

-10
ott
0
t-1
se
0
o-1
ag
-1 0
lu g
-1 0
gi u
0
g-1
ma
0
r-1
ap
0
r-1
ma
-10
feb
0
n-1
ge
-09
di c
9
v -0
no
-09
ott
9
t-0
se
9
o-0
ag
-0 9
lu g
-0 9
gi u
9
g-0
ma
9
r-0
ap
9
r-0
ma
-09
feb
9
n-0
ge

SICILIA

PUN

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati del Gestore del Mercato Elettrico S.p.A

Fig. 5.11

PREZZI MEDI DI VENDITA ZONALI IN SICILIA ANNI 2007-2010 - /MWh

64

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
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160
150
140
130
120
110
100
90
80
70
60
50

genn.

febbr.

mar.

apr.

magg.

giu.

lugl.

ago.

sett.

ott.

nov.

dic.

2007

82,23

75,13

65,27

58,55

68,40

77,73

88,76

73,77

77,91

79,47

114,37

92,42

2008

102,80

99,40

74,54

103,08

132,13

117,98

153,77

156,21

145,64

132,53

109,49

105,91

2009

102,80

86,69

78,09

78,21

88,42

78,68

89,49

97,12

99,89

75,47

82,66

89,25

2010

97,73

106,14

78,26

78,34

110,70

97,40

88,96

91,16

83,18

93,03

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati del Gestore del Mercato Elettrico S.p.A.

5.8 - Dati statistici quadro generale - Terna


I consumi finali di energia elettrica della Sicilia sono stati nel 2009 pari a 18.571 GWh, rappresentando
rispetto allItalia una quota pari a circa il 6%, a fronte di un 8% in termini di popolazione. La Regione presenta valori
inferiori a quelli nazionali sia in termini di livello di reddito medio sia in termini di consumi totali per abitante,
diversamente risulta non lontano da quello medio nazionale il valore del consumo domestico pro capite, mentre
pi elevato quello
dellintensit elettrica del PIL.
Fig. 5.12
Andamento annuale degli indici della richiesta di energia elettrica e del PIL in Sicilia

65

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Tab. 5.24
Indicatori socio economici - 2009

Lintensit elettrica del PIL regionale superiore a quella dellItalia (250 contro 211 kWh/1000 ) e ci
dovuto al valore dellintensit del settore industriale il cui dato regionale superiore del 44% rispetto a quello
nazionale. Assai pi bassa della media nazionale risulta invece lintensit del settore agricolo e leggermente inferiore
anche quella del Terziario.
Tab. 5.25

Intensit elettrica - 2009

I dati precedenti mostrano che la Sicilia ha comunque una situazione, dal punto di vista dei consumi
elettrici, non troppo diversa da quella dellItalia. Lanalisi dellevoluzione delle grandezze di interesse nellultimo
decennio consente, per, di approfondire ulteriormente gli elementi di diversit.
Nel periodo 1999-2009 la richiesta elettrica regionale cresciuta ad un tasso superiore a quello nazionale (tasso
medio annuo di crescita4 +1,3% contro +1,1%). Mentre i consumi regionali nel settore industriale sono diminuiti pi
lentamente rispetto a quelli nazionali (-0,6% contro -0,7%), i consumi del terziario in Sicilia sono cresciuti pi
lentamente rispetto allItalia (+4,1% contro +4,3%). Inoltre la riduzione regionale dei consumi del settore agricolo (0,6%) in disaccordo con quello che invece il tasso di crescita nazionale (+1,9%).
Considerando le variabili economiche nello stesso periodo, iI PIL regionale cresciuto ad un tasso medio annuo
equivalente a quello nazionale (+0,5%). Tale variazione risulta dallaumento del valore aggiunto del Terziario
(+0,8% medio annuo per la Sicilia e +1,1% per lItalia); mentre si ha una riduzione sia per il valor aggiunto
dellAgricoltura (-0,7% medio annuo, valore prossimo a quello nazionale -0,8%) sia per il valor aggiunto
dellIndustria (-1,2% contro -0,9%).

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Fig. 5.13

Tasso medio annuo di crescita 1999-2009

Fig. 5.14

Bilancio elettrico - Sicilia - 2009

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Fig 5.15

Fig. 5.16

Consumi industriali per classi merceologiche - Sicilia - 2009

Consumi del settore terziario per classi merceologiche - Sicilia - 2009

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6 FONTI RINNOVABILI
Le fonti energetiche rinnovabili sono le fonti energetiche non fossili: eolica, solare, geotermica, del moto
ondoso, maremotrice, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas (Art. 2
Direttiva 2001/77/CE)
Il decreto legislativo del 29 dicembre 2003, n. 387 d attuazione alla direttiva comunitaria n. 77/2001 sulla
promozione dellenergia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dellenergia.
Lart. 12 del decreto estende alle fonti rinnovabili il principio dellautorizzazione unica e del procedimento
unificato gi introdotto per gli impianti termoelettrici e per le linee di trasmissione elettriche rispettivamente dalla
legge n. 55/2002 e dalla legge n. 290/2003.
Tale articolo razionalizza e semplifica le procedure autorizzative per la costruzione e per la gestione di
impianti per la generazione di energia elettrica alimentati da fonti energetiche rinnovabili.
Per quanto riguarda il settore elettrico, i principali meccanismi di sostegno in vigore per la produzione di
elettricit da fonti rinnovabili sono i seguenti:
- incentivazione dellenergia elettrica prodotta da impianti a fonti rinnovabili con il sistema dei certificati verdi,
basato su una quota dobbligo di nuova produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili;
- incentivazione con tariffe fisse omnicomprensive dellenergia elettrica immessa in rete dagli impianti a fonti
rinnovabili fino a 1 MW di potenza (0,2 MW per leolico), in alternativa ai certificati verdi;
- incentivazione degli impianti fotovoltaici e solari termodinamici con il meccanismo del conto energia;
- modalit di vendita semplificata dellenergia prodotta e immessa in rete a prezzi di mercato prestabiliti;
- possibilit di valorizzare lenergia prodotta con il meccanismo dello scambio sul posto per gli impianti di potenza
sino a 200 kW;
- priorit di dispacciamento per le fonti rinnovabili;
- collegamento alla rete elettrica in tempi predeterminati ed a condizioni vantaggiose per i soggetti responsabili
degli impianti.
In base a quanto previsto dal PEARS, adottando lo scenario intermedio con azioni di Piano, i risultati
ottenibili nel breve periodo in termini di risparmio di fonti primarie, corrisponderebbero al 3,3% circa del consumo
interno lordo totale della Regione Sicilia nel 2004.
Per quanto attiene alla potenza elettrica efficiente ottenibile sfruttando fonti rinnovabili nel breve periodo
si pu indicare un totale di un 1.800 MWe, di cui un 950 MW eolici; un 730 MW idroelettrici; un 55 MW fotovoltaici.
La produzione elettrica annua attesa di circa 1.700 GWh. Considerato il totale della produzione derivante
dallo sfruttamento delle fonti rinnovabili si arriverebbe alla quota del 8,1% rispetto al 2004.
Nel medio periodo la quota complessiva di risparmio di fonti primarie salirebbe al 5,6% rispetto ai consumi
attesi nel 2012. Se si considera anche il contributo derivante dalla termovalorizzazione dei rifiuti tale percentuale
salirebbe al 6,7%.
La potenza elettrica installata risulterebbe di circa 2.345 MWe, di cui un 1.500 MW eolici; un 735 MW idroelettrici; un
60 MW fotovoltaici; un 50 MW biomasse.
La produzione attesa di 2.750 GWhe corrispondenti all11,2% dei consumi di energia elettrica al 2012.
Tab. 6.1

PEARS - Contributo delle energie rinnovabili al conseguimento degli obiettivi di riduzione del consumo
interno lordo di energia primaria ed di emissioni con azioni di piano*

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La tabella sotto riportata mostra i valori a livello regionale della produzione effettiva dellanno 2009 e di
quella calcolata considerando la normalizzazione della produzione idroelettrica e eolica per le singole Regioni. Dei
63.422 GWh, il 62% riconducibili alle Regioni del Nord Italia con in testa la Lombardia che rappresenta il 17,9%.
Come conseguenza, il rapporto fra la produzione rinnovabile normalizzata e il CIL, riportato in tabella,
rappresenta il parametro preso come riferimento dalla stessa direttiva per fissare il target del settore elettricit.
Per ogni Regione italiana stato calcolato il Consumo Interno Lordo, che per lanno 2009 pari a 333.296
GWh. Le Regioni con i valori pi elevati sono Lombardia (66.958 GWh) e Veneto (31.108 GWh). Nelle Regioni della
Valle dAosta e del Trentino Alto Adige, a causa della grande produzione idroelettrica la quota rinnovabile
superiore al 100%.
Nellultima colonna stato riportato il rapporto tra il valore della produzione rinnovabile normalizzata e il
CIL regionale, denominato Quota rinnovabile regionale valutato secondo quanto previsto dalla Direttiva
28/2009/CE .
Tali valori rappresentano una indicazione utile nellottica futura di burden sharing regionale delle
rinnovabili nel settore elettrico in particolare in attuazione del cosiddetto pacchetto clima-energia 20-20-20.
il pacchetto clima-energia si propone di conseguire i seguenti obiettivi per il 2020: ridurre del 20% le
emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti
rinnovabili. Il pacchetto comprende provvedimenti sul sistema di scambio di quote di emissione e sui limiti alle
emissioni delle automobili.
Tab. 6.2

Rapporto produzione FER/CIL per Regione nel 2009

Fonte GSE

6.1 - Lapporto delle rinnovabili in Sicilia al raggiungimento dellobiettivo 17/20/20 (ENEA - Agenzia
per le Nuove Tecnologie, lEnergia e lo Sviluppo economico sostenibile - Centro di Consulenza Energetica della Sicilia)
La Sicilia, come visto, presenta un sistema energetico relativamente articolato, considerata la presenza di
risorse primarie estrattive e di impianti di trasformazione energetica e raffinazione. In particolare si produce in Sicilia
il 15% circa degli idrocarburi nazionali (petrolio greggio circa il 13% e Gas circa il 1,6 %) e si raffina il 40% dei prodotti
petroliferi nazionali, con il carico e limpatto ambientale che ne derivano. Il quadro di ripartizione, relativo alla
produzione di Fonti energetiche primarie, nella seconda meta del decennio 2000-2010, vede una produzione di
Greggio di circa 0,7 Mtep e quella di Gas di 0,35 Mtep, e una produzione endogena idroelettrica ed eolica che
raggiunge 0,5 MTep per un totale di circa 1,5 Mtep, corrispondente al 10% circa del fabbisogno siciliano per usi
energetici.
Di contro, il Consumo interno lordo risulta fra i 18 e i 20 MTep/anno, dovuto, anche alla significativa
presenza di raffinerie e di industrie petrolchimiche. Rilevante lincidenza dei prodotti petroliferi (46%) sullenergia
elettrica (36%) e sul gas naturale (14,5%) (in crescita) e unimportazione di prodotti petroliferi ancora superiore al

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93%. I Consumi lordi per usi energetici ammontano mediamente a circa 14-15 dei 18-20 MTep complessivi prima
indicati.
In campo elettrico, nel 2009, la voce consumi finali, al lordo di perdite in rete e pompaggi (2.904 + 766,6
GWh), segna 22.595,3 GWh, 5.875 dei quali nel domestico (32%), poco meno (5.416) nel terziario (29%), 6.724
nellindustria (36%) (in leggera flessione rispetto ai 7.253 GWh del 2008), solo 406 GWh in campo agricolo e
unesportazione verso il continente di 353,3 GWh, veicolata attraverso il collegamento di Messina.
Alla voce produzione elettrica, nellanno 2009, risultato ancora in aumento il contributo, non pi
marginale, delle fonti rinnovabili sulla produzione lorda (al netto dellesportazione 23.732,5 - 353,3 = 23.739,2 GWh).
Si hanno infatti rispettivamente eolico 1.444 GWh (6,2%), idroelettrico 687,3 GWh (3%) e fotovoltaico 33,3 GWh
(0,15%).
Dal punto di vista della potenza elettrica netta installata, a fine 2009 risultavano 4.566 MW termoelettrici
(in calo rispetto ai 5.348 MW del 2008), 721,2 idroelettrici, 1.147,9 MW eolici e circa 44,4 MW fotovoltaici. Nel 2010, la
potenza eolica (autorizzazioni fino al 2008 ante e post art. 12 DLgs 387/2003) ancora da realizzare o connettere, si
pu stimare in altri 500 MW. A fine 2010, in aggiunta, in considerazione dello sforzo organizzativo del competente
Ufficio regionale, La potenza autorizzata di fotovoltaico, biomassa, cogenerazione e della centrale Archimede di
ENEA ed ENEL, si pu stimare in ulteriori 600 MW.
Gi con una quota di tali impianti, allacciati entro il 2012, che portasse a 2300 MW la potenza in esercizio,
la produttivit complessiva sarebbe cautelativamente valutabile in circa 3,5 TWh/anno, approssimativamente, il 1516% del fabbisogno elettrico siciliano; superiore a quanto previsto, ove si ricordi che il PEARS indica in circa 2,75 GWh
lapporto delle rinnovabili al 2012 nello scenario IAP, circa l11,5% sul fabbisogno di elettricit.
Dal punto di vista dellobiettivo del 17% al 2020 da fonti rinnovabili sul consumo interno lordo energetico,
trascurando, al momento, eventuali impegni sovraregionali della Sicilia, la quantit di energia anzidetta (circa 0,8
Mtep) nella credibile ipotesi di una costanza del fabbisogno lordo energetico (si ipotizza un incremento di circa 1-2
Mtep al 2020 passando dai circa 15 Mtep/anno del 2009 a 16-17 Mtep/anno) rappresenterebbe, da sola, una quota
compresa tra i 4,5 e il 5%.
Andranno, in effetti, considerati, lobbligo a seguire una traiettoria di avvicinamento al 2020 ma anche il
contributo che daranno le altre fonti rinnovabili denergia in altri settori (es. Trasporti) e lapporto che dovr dar
lincremento di efficienza (20%) che
sempre
la
stessa
Direttiva
2009/28/CE impone.
Qualora, cautelativamente, non si
considerassero apporti come quello
delleolico off-shore o quello dei
biocombustibili nel settore dei
trasporti, una prima stima indica in
circa 7.000 MW la potenza
complessiva (si ipotizzato da
fotovoltaico e/o eolico) necessaria al
raggiungimento dellobiettivo del
17% su fabbisogno lordo energetico,
con un incremento, quindi, di circa
4.500-5.000 MW, rispetto a quella
fin qui autorizzata.
Per quanto riguarda le
emissioni di CO2eq, queste, come
visto, si stimavano nel 1990 in circa
42 Mton/anno mentre nel 2004 in
circa 46 Mton/anno, considerata,
come detto, la presenza di molte
industrie ad elevata intensit
energetica, fra cui cinque raffinerie
attive che incidono per il 40% sulla capacit di raffinazione nazionale, nonch di stabilimenti petrolchimici, nel
complesso, tipologie industriali primarie ed Energy intensive, al servizio del Paese. La stima del PEARS nello scenario
IAP, indica in 2,6 MtCO2 lobiettivo al 2012.
Tab. 6.3

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Si consideri, per semplicit, come in precedenza, il contributo dei soli grandi impianti a FER autorizzati al
2010 e presumibilmente realizzati entro il 2011 o il 2012, e si prendano a riferimento le emissioni totali del 1990 e
anche quelle dellanno 2004 prima riportate.
Tab. 6.4
Anno di
riferimento

Emissione complessiva
CO2 Sicilia [Mton/anno]

20% in meno
(rispetto ai valori
2004 o 1990)
[Mton/anno]

Riduzione con
impianti
autorizzati
[Mton/anno]

% sull'obiettivo del 20 % in
meno

2004

45,7

9,14

1,775

19,42%

1990

42,5

11,7

1,775

15,17%

Come di vede dalla tabella, in tali ipotesi, lanalisi, seppure approssimata, indica una riduzione di circa 1,8
Mton di emissioni di CO2, valore, naturalmente, inferiore a quello indicato dal PEARS (il Piano fa riferimento anche
ad altre Azioni per la riduzione delle emissioni) e che rappresenterebbe il 19% circa rispetto allobiettivo di 9,14 Mton
(20% del valore 2004) ma rappresenta il 15% delleffettivo, obbligatorio, obiettivo di riduzione fino ad un valore pari
allo 80% delle emissioni registrate nel 1990.
6.1.1 - Le ricadute economiche locali
Le considerazioni sulle ricadute economiche locale e sulla sostenibilit dello sviluppo, portano,
inevitabilmente, a una riflessione sulla programmazione energetica e, quindi, sui termini di recepimento delle
indicazioni contenute nelle recenti Linee guida nazionali allautorizzazione degli impianti. Come detto, il 3 febbraio
del 2009, dopo unattesa di 18 anni (vedi art. 5 della Legge 9 gennaio 1991 n. 10 Legge 10/91) e grazie, in primo
luogo, allimpegno dei tecnici della Regione e delle Universit siciliane ha visto la luce il Piano Energetico Ambientale
Regionale Siciliano (PEARS).
Il Piano e la Delibera dapprovazione contengono importanti indicazioni e vincoli operativi e prestano la
massima attenzione allo sviluppo delle fonti rinnovabili. Fotovoltaico, eolico, produzione da biomassa,
cogenerazione, un Polo industriale mediterraneo per la ricerca e lo sviluppo, una filiera sul solare, sono tutti termini
che ricorrono con insistenza nel PEAR e nelle linee dazione. Il Piano dedica, inoltre, una particolare attenzione al
vettore e alla tecnologia dellIdrogeno e traguarda una corretta democrazia energetica. Il modello energetico cui
mira , infatti, quello decentrato e interattivo, basato sul passaggio ad apparati di produzione convenzionale pi
efficienti ed ecocompatibili e sul sostanziale sviluppo delle fonti rinnovabili di piccola taglia e della cosiddetta
edilizia a energia positiva, con un sistema a reti intelligenti e smart grid, per la gestione dei flussi di elettricit e di
idrogeno.
Ma lobiettivo politico non pu che essere la sostenibilit delleconomia e della socialit locali con il
contributo dellindustria delle rinnovabili e di quella dellefficienza energetica.
Il giovane Piano Energetico, tuttavia, pur prefigurando una giusta, migliorabile, visione di sviluppo, fatta di
intelligenti scenari e importanti, democratici, indirizzi, rischia di essere vanificato, in buona parte, da norme ed
indicazioni, in alcuni casi poco condivisibili e, da scelte operative, per forza di cose, effettuate in precedenza, in
assenza di analisi e di una vera programmazione e, soprattutto, prima dello sviluppo tumultuoso e speculativo, che
incentivi e grid-parity forzata, hanno fatto registrare, in Sicilia, al mercato delle fonti alternative e, in particolare, in
quello degli impianti eolici e fotovoltaici di grande taglia.
Occorre pure precisare come la Sicilia, nel campo delle autorizzazioni alla realizzazione dei grandi impianti
eolici, sia allineata a regioni come la Puglia
I MW fin qui autorizzati, buona parte dei quali gi in esercizio, hanno gi prodotto e produrranno, nellisola,
investimenti per quasi 3,5 miliardi di euro e comporteranno un ritorno economico lordo almeno triplo, nei 15 o 20
anni di validit di Certificati Verdi e di Conto Energia.

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6.1.2 - La fragilit regionale


La carenza, tuttavia, di capitali e investitori siciliani, di industrie locali di produzione di macchine ed
impianti, e in presenza di uno sperequato, grado di partecipazione a utili e guadagni dimpresa, da parte dei
detentori primi della risorsa energetica, siano essi i proprietari dei terreni o i comuni e la Regione, il ritorno economico
territoriale risulta davvero irrisorio se non addirittura nullo, se si considerano le richieste di risarcimento per ritardi
nellautorizzazione alla realizzazione dellimpianto.
Si pensi, ad esempio, che per la installazione di una macchina eolica da 1.000 kW, dal costo di 1,0 - 1,3
Milioni di euro, intervento che, fra vendita dellenergia e Certificati Verdi, comporta un incasso lordo mediamente
non inferiore ai 300.00-350.000 /anno per 15 anni, viene riconosciuto un canone daffitto del terreno di circa 3.500
- 4.500 /anno ed un comparabile benefit per le casse comunali.
Nel caso del fotovoltaico, al canone annuale di 5.000 euro per ettaro, riconosciuto al proprietario del
terreno e a fronte di una spesa di circa 3.2 Milioni di euro per la realizzazione di un impianto da 1.000 kW di picco
(circa 1-1,5 ettari di superficie), corrisponde un incasso lordo che supera i 700.000 euro/anno, fra vendita dellenergia
e incentivazione del conto energia, per 20 anni.
Tutto ci con, naturalmente, lammortamento fiscale del costo degli impianti, scontabile in circa 10 anni e, in
alcuni casi, con, addirittura, lacquisto del terreno a cifre corrispondenti a tre canoni annuali (15.000 /ettaro).
Le richieste di Autorizzazione presentate alla Regione in Sicilia, cos come quelle in Puglia, sommano numeri
impressionanti: 14.000 MW di potenza elettrica 7-8 GW di impianti eolici e circa 5-6 GW di fotovoltaici, soltanto in
Sicilia. La produzione teoricamente connessa alle domande e, purtroppo, ipotetica, stanti gli attuali limiti di
immissione in rete e di gestione delle fonti non programmabili, ammonterebbe a pi di 20.000 GWh/anno,
bastevole, in altre parole, alla copertura del fabbisogno elettrico dellisola. I connessi investimenti, ipotetici anchessi
per i motivi anzidetti e per i forti interessi speculativi derivanti e legati, esclusivamente, alla presenza degli incentivi
del Conto Energia e dei Certificati Verdi, potrebbero ammontare a pi di 20-25 Miliardi di Euro, anche alla luce
della riduzione del costo degli impianti.
6.1.3 - La criticit
In questo senso, la situazione attuale appare certamente delicata.
I Bacini di energia rinnovabile, per chiamarli con la dicitura della Legge 10 del lontano 1991, i pozzi di
petrolio bianco ancora disponibili, non sono grandi. Per rispettare, come visto, il cosiddetto Burden sharing (la
suddivisione regionale dei quantitativi nazionali di efficienza energetica, di fonti rinnovabili e di quote di riduzione
delle emissioni di CO2) potrebbe risultare necessario installare una quantit di eolico da 5 a 6 volte superiore a
quella gi in esercizio al 2009. Come pure anticipato, ci sono, tuttavia, ostacoli di varia natura alla realizzazione.
Un primo ostacolo rappresentato dallimpossibilit attuale di connettere alle reti elettriche una
significativa potenza non programmabile, aleatoria, come quella eolica o fotovoltaica. La potenza convenzionale,
idro e termoelettrica, complessiva siciliana, utile ai fini del bilanciamento della rete, ammonta a circa 5.000 MW, a
parte la ormai insufficiente connessione di Messina con la rete nazionale. Nel prossimo futuro, il miglioramento delle
connessioni trans regionali, reti intelligenti e sistemi di generazione smart grid e accumuli e bilanciamenti ad
idrogeno, aiuteranno a superare i limiti attuali.
Altri ostacoli potrebbero essere quelli, di ordine finanziario, legati alla durata dei programmi
dincentivazione e ai meccanismi daiuto che, come abbiamo visto, rendono conveniente e speculativo linvestimento.
Non vanno dimenticati, infine, i problemi, normativi, legislativi e di autorizzazione, legati allindubbio
impatto ambientale che impianti eolici e fotovoltaici, di grande dimensione, presentano, in un territorio, quello
siciliano, in cui ricchezze ambientali, architettoniche ed archeologiche sono anchesse di assoluto rilievo ed interesse
storico, culturale, economico, turistico e, quindi, occupazionale.
Nel perdurare, allora, nelle future realizzazioni impiantistiche, dellattuale, scarso, non etico, grado di
partecipazione di industria e finanza siciliane al business delle rinnovabili, verrebbe a mancare quella dimensione
sociale locale, essenziale presupposto per uno sviluppo sostenibile. Sono a rischio, quindi, obiettivi e ricadute
economiche auspicate dal PEARS e i poli e le filiere industriali, per sviluppare i quali sono previste e attestate,
significative risorse finanziarie dalla Programmazione POR Sicilia 2007-2015 e il cui decollo necessario per
capitalizzare, localmente, anche attivit e occupazione, utilizzando al meglio i bacini territoriali di energia
rinnovabile e quelli di efficienza energetica dei quali parlavano gi Piano Energetico Nazionale del 1989 e Legge
10/91.

6.2 Produzione e distribuzione degli impianti a fonte rinnovabile


Il 54% della produzione rinnovabile nellEuropa dei 15 idroelettrica, seguita dalleolico con il 24%, le
biomasse e rifiuti con il 19%, il solare fotovoltaico con il 3% ed il geotermico con l1%.
Lidroelettrico presente per oltre l80% del mix rinnovabile del paese in Austria, Svezia e Francia, mentre
leolico si presenta in Danimarca e Irlanda con punte rispettivamente del 67% e 73%. La Spagna e la Germania, pur
essendo i paesi con maggior produzione da eolico, si assestano sul 51 e 40%.

73

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Gli impianti a biomasse e rifiuti sono principalmente utilizzati nei paesi come il Belgio (70%), lOlanda (56%)
ed Regno Unito (44%). Germania e Spagna superano i 6 TWh di fotovoltaico, mentre il Geotermico rilevante solo
in Italia con oltre 5 TWh.
LItalia con i suoi 69 TWh si pone al 5 posto tra i paesi dellUE15 per produzione lorda di energia elettrica
rinnovabile, dopo la Germania, la Svezia, la Spagna e la Francia. Gran parte della crescita italiana (67%) spiegata
dallaumento della produzione idroelettrica che raggiunge i 49 TWh (+18% rispetto al 2008) grazie alle favorevoli
condizioni di idraulicit registrate nellultimo anno.

Fig. 6.1

Produzione lorda di energia elettrica da FER dellUE15 per fonte nel 2009

Fonte GSE

A dicembre 2009, la potenza installata in Italia in impianti alimentati da fonti rinnovabili pari a 26.519
MW, pi 11 % rispetto al 2008.
Nel 2009 la produzione lorda di energia elettrica degli impianti da fonti rinnovabili in Italia stata di
69.329,9 GWh, + 19 % rispetto ai 59.720,0 del 2008, portando al 20,8%, dal 16,5% dellanno precedente, lincidenza
della produzione da fonti energetiche rinnovabili rispetto al consumo interno lordo.
Come gli anni precedenti, si registrato un aumento in tutti i settori di produzione tranne in quello
geotermico.
La Sicilia ha contribuito con 1.695,1 GWh, (erano stati 1.200,5 nel 2008) prodotti prevalentemente da fonte
eolica 1.444,4 GWh (1.044,0 nel 2008).

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Tab. 6.5

IMPIANTI DA FONTI RINNOVABILI IN ITALIA

Fonte GSE

Tab. 6.6

Produzione degli impianti da fonte rinnovabile in Italia

Fonte GSE

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6.3 - Produzione e distribuzione regionale degli impianti a fonte rinnovabile


La distribuzione regionale del numero di impianti rinnovabili presenti sul territorio nazionale evidenzia che
dei 74.282 impianti presenti in Italia alla fine del 2009, ben 71.288 (il 96%) sono fotovoltaici.
In particolare in Lombardia (15,2%) c il numero maggiore di impianti, seguita dal Veneto (9,6%) e
dallEmilia Romagna (9,2%). NellItalia centrale Toscana e Lazio presentano i valori pi alti, rispettivamente 6,9% e
5,9%. Tra le Regioni meridionali la Puglia detiene il primato con 7,3%. Sicilia e Sardegna mostrano valori affini,
rispettivamente del 5,7% e del 5,2%.
In termini di potenza la Lombardia continua a detenere il primato tra tutte le Regioni con il 20,9% del dato
nazionale; a seguire il Trentino Alto Adige con il 12,1% ed il Piemonte con il 9,9% di potenza istallata. La Toscana
rimane la Regione con maggior potenza istallata nel Centro Italia, mentre nel Sud Italia e sulle Isole il dato
abbastanza uniforme (intorno al 5% per ogni Regione). Uniche eccezioni sono la Basilicata ed il Molise con 1,6 e 1,4%
di potenza.
La distribuzione regionale della produzione rinnovabile totale presenta una demarcazione piuttosto netta
tra le Regioni dellItalia settentrionale ed il resto delle Regioni peninsulari ed insulari. Il 63% della produzione
rinnovabile proviene infatti dal Nord. In particolare si segnalano le alte quote della Lombardia (17,4%) e del Trentino
(14,6), a cui fanno seguito Piemonte e Toscana. LItalia centrale, tranne leccezione della Toscana con 9,3%, presenta
un quadro abbastanza omogeneo: i valori sono analoghi ed al disotto del 3%.Tra le Regioni meridionali la Calabria
a spiccare sulle altre con il 4,5%. Sicilia e Sardegna mostrano valori affini, rispettivamente del 2,4% e del 2,2%.
La ripartizione percentuale della potenza degli impianti eolici mostra che nellItalia settentrionale gli
impianti sono scarsi e di potenza molto limitata rispetto al totale nazionale. La Puglia detiene il primato con 23,5%,
seguita dalla Sicilia con 23,4%. Le Regioni meridionali rappresentano oltre il 98% del totale nazionale, con un balzo
in avanti della Calabria che rispetto al 2008 ha pi che raddoppiato la potenza installata. Sicilia e Sardegna
assieme costituiscono circa il 36% del totale nazionale.
La ripartizione regionale della produzione eolica presenta valori molto elevati nelle Regioni meridionali e
nelle Isole, mentre nelle Regioni settentrionali i valori sono molto bassi o assenti. Il motivo, come gi descritto in
precedenza, da ricondursi allassenza di potenza installata in molte Regioni del Nord e, ove presente, alla limitata
dimensione degli impianti dislocati sul territorio. La Puglia detiene il primato di produzione superando quota 25,8%
e insieme alla Sicilia totalizza quasi il 50% di produzione eolica in Italia. La Campania e la Sardegna seguono, con
quote rispettivamente del 18,0% e dell10,9%.
Sempre in evidenza il valore percentuale di produzione della Calabria che quasi triplicato rispetto a quello del
2008.
Per quanto quanto riguarda la distribuzione regionale della produzione idroelettrica, essa presenta valori
molto elevati nelle Regioni settentrionali, mentre nelle Regioni meridionali e nelle Isole i valori sono molto bassi. Il
motivo, come gi descritto in precedenza, da ricondursi alla limitata dimensione degli impianti dislocati sul
territorio.
Tra le Regioni del Nord si segnalano la Lombardia, il Trentino Alto Adige ed il Piemonte, che assieme
totalizzano il 57% della produzione idroelettrica nazionale rispetto al 61% dellanno precedente.
Tra le Regioni meridionali, lAbruzzo detiene il primato di produzione con quota 4,4%. La Sicilia e la
Sardegna presentano valori molto ridotti.
Gli impianti ad acqua fluente sono quelli che maggiormente contribuiscono alla produzione
totaleidroelettrica da apporti naturali. Nel 2009 ben il 42% dei 49.137 GWh prodotti in Italia provengono da questi
impianti sebbene rappresentino solo il 27% della potenza complessiva. Il fenomeno facilmente comprensibile grazie
al confronto delle ore di utilizzazione: 4.373 per gli impianti ad acqua fluente, 2.966 per gli impianti a bacino ed
infine 1.708 per quelli a serbatoio.
Gli impianti a bacino rappresentano il 30% della produzione e il 28% della potenza installata, mentre quelli
a serbatoio, con la maggiore dimensione media per impianto, il 28% della produzione e ben il 45% della potenza.
La Regione con maggior numero di impianti a biomasse (B.Rb.B.B.: Biomasse, Rifiuti solidi urbani
biodegradabili, Biogas e Bioliquidi).risulta essere la Lombardia (21,4%), seguita dallEmilia Romagna (15,2%) e dal
Veneto (11,2%), Regioni tutte del Nord Italia. Toscana e Lazio nel Centro Italia presentano valori rispettivamente del
6,9 e 4,3%; mentre nel Sud Italia la Puglia e la Campania presentano valori del 5,5 e 4,3%. Sardegna e Sicilia
riportano valori del 2,1 e 1,4%, la Valle dAosta lo 0,2% di impianti.
La distribuzione regionale della potenza da impianti a biomasse mostra che la Lombardia e lEmilia
Romagna, come per la numerosit, sono le Regioni con maggior potenza istallata, per un totale di 41,2% del dato
nazionale. La Toscana detiene il primato nellItalia centrale con il 5,9% mentre nel Sud Italia Campania, Puglia e
Calabria raggiungono insieme il 25% del totale Italia. Sardegna e Sicilia rappresentano rispettivamente il 3,5 e l1,3%
del dato nazionale.
In termini di produzione rinnovabile il Nord Italia presenta sempre le Regioni con i valori pi alti: Lombardia
18,6% ed Emilia Romagna 19,3%, seguono poi la Puglia (11,9%) e la Calabria (10,2%). Tutte le altre Regioni

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presentano un contributo variabile dallo 0,1% della Valle dAosta al 5,5% del Piemonte. La Sicilia contribuisce con un
percentuale pari all1,5 %.
La produzione totale nellultimo decennio aumentata del 410%. La spinta si evidenzia in special modo
sulle biomasse e nel periodo temporale compreso tra il 2001 e il 2005, in concomitanza con lavvento dei meccanismi
di incentivazione.
La produzione corrispondente alla quota biodegradabile dei rifiuti calcolata come il 50% della produzione
totale dellimpianto secondo gli accordi Eurostat.
Dal 2008 i Bioliquidi e biocarburanti hanno iniziato ad avere rilevanza statistica, contribuendo con il 19%
alla produzione totale nel 2009.
Il principale strumento previsto dalla legislazione italiana per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili nel
settore dei trasporti costituito dallobbligo, imposto ai soggetti che immettono in consumo carburanti per
autotrazione, di immettere in consumo anche una determinata quota di biocarburanti (il biodiesel, il bioetanolo e i
suoi derivati, l'ETBE e il bioidrogeno, sulla base della vigente legislazione). Tale quota di immissione calcolata come
percentuale del tenore energetico totale del carburante tradizionale immesso in rete lanno precedente.
La percentuale aumentata nel tempo. Nel 2010, i soggetti Piano di azione nazionale per le energie
rinnovabili di cui alla Direttiva 2009/28/CE allobbligo sono tenuti a immettere in rete una quantit di biocarburanti
pari al 3,5% del tenore energetico totale del carburante immesso in rete nel 2009.
Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali certifica annualmente ladempimento dellobbligo.

77

Tab. 6.7 Impianti da fonte rinnovabile nelle Regioni nel 2009 (GSE)

78

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Tab. 6.8 Produzione degli impianti da fonte rinnovabile nelle Regioni nel 2009 (GSE)

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6.4 - Produzione e distribuzione degli impianti a fonte rinnovabile - Sicilia


Nel 2004, anno preso come base di riferimento per la costruzione degli scenari al 2012 del PEARS la Regione
Siciliana aveva la seguente situazione:
- idroelettrica: potenza efficiente lorda 152,2 MW (17 impianti), 117,3 GWh (25,81 ktep, 0,3% della produzione
nazionale),
- eolica potenza efficiente lorda 151,8 MW (9 impianti), 152,2 GWh (33,48 ktep, 8,2% della produzione nazionale),
- fotovoltaica potenza efficiente lorda 0,2 MW (3 impianti) - da biomasse potenza efficiente lorda 9,8 MW (4
impianti), 62,00 GWh (13,64 ktep, 1,1% della produzione nazionale),
- complessivo potenza efficiente lorda 314,0 MW (33 impianti), 331,5 GWh (72,93 ktep, 0,6% della produzione
nazionale).
Le tabelle di seguito riportate mostrano le potenze richieste elaborate sulla base delle istanze, per impianti a
fonte rinnovabile, presentate al Dipartimento dellEnergia , nonch le potenze gi autorizzate ai sensi del Decreto
Legislativo 387/03.
Tab. 6.9

IMPIANTI A FONTE RINNOVABILE - POTENZE RICHIESTE (Art. 12 D.Lgs 387/03)


TIPOLOGIA
POTENZA TOTALE (MW)

EOLICO OFFSHORE

228,00

TERMODINAMICO FOTOVOLTAICO

120,00

SOLARE TERMODINAMICO

50,00

BIOMASSE

75,99

EOLICO

8.052,52

FOTOVOLTAICO

4.871,44

TOTALE
Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia (DB aggiornato al 01.02.10)

Tab. 6.10
TIPOLOGIA
BIOMASSA

IMPIANTI A FONTE RINNOVABILE POTENZE AUTORIZZATE (Art. 12 D.Lgs 387/03)


ANNO
POTENZA (MW)
2005

5,47

Totale 2005
FOTOVOLTAICO

5,47
2006

5,09

EOLICO

403,55

BIOMASSE

25,6

totale 2006
FOTOVOLTAICO

434,24
2007

4,01

EOLICO

373,75

BIOMASSE

63,82

totale 2007
BIOGAS

441,58
2008

3,19

FOTOVOLTAICO

13,6

EOLICO

184,5

SOLARE TERMODINAMICO

BIOMASSE

5,21

totale 2008
COGENERAZIONE

212,5
2009

13,2

FOTOVOLTAICO

135,6

EOLICO

82,5

BIOMASSE

44,1

totale 2009
FOTOVOLTAICO

13.397,95

275,4
2010

317,09

BIOMASSE

26,54

BIOGAS

1,67

FOTOVOLTAICO-EOLICO

2,32

totale gen.-nov. 2010

347,62

TOTALE
Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia

1.716,81

80

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Le elaborazioni sottostanti sono relative alla produzione di energia elettrica in Sicilia mettendo a confronto le
diverse fonti di produzione e le variazioni negli anni.
DATI DI PRODUZIONE NETTA IN SICILIA ANNO 2009 GWh
Tab. 6.11
Produzione idroelettrica*
687,3

Produzione termoelettrica
Produzione eolica
Produzione fotovoltaica
TOTALE PRODUZIONE NETTA
Energia destinata ai pompaggi
Perdite
Produzione netta destinata al consumo
Fabbisogno
Esportazione verso altre regioni

20.455,6
1.432,0
33,3
22.595,3
766,6
2.904,0
21.827,7
21.475,4
353,3

* La produzione idroelettrica comprensiva di apporti da pompaggio. Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su
dati TERNA. "Dati statistici sullenergia elettrica in Italia anno 2009

Tab. 6.12
FABBISOGNO SICILIA (GWh)

PRODUZIONE NETTA SICILIA (GWh)

2003

20.571

2003

24.387

2004

20.972

2004

24.618

2005

21.406

2005

24.796

2006

21.470

2006

23.522

2007

21.858

2007

24.098

2008

21.789

2008

23.438

2009

21.475

2009

22.595,3

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA.

Fig. 6.2
COMPOSIZIONE PERCENTUALE DELLA PRODUZIONE LORDA DI ENERGIA ELETTRICA IN SICILIA NEL 2009

6,09%

0,14%
2,90%

90,88%
idroelettrica

termoelettrica

eolica

fotovoltaica

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA

81

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Fig. 6.3
PRODUZIONE LORDA SICILIA 2002-2009 (GWh)
30.000
25.000
20.000
15.000
10.000
5.000
0

2002

2004

2005

2006

2007

2008

2009

31,8

48,5

152,2

382,4

488,7

856,2

1.054,7

1.477,7

25.315,6

24.830,2

24.853,1

25.002,8

23.641,2

23.888,8

22.948,1

21.567,5

640,2

824,5

842,0

822,1

732,3

716,7

679,1

687,3

eolica e fotovoltaica
termoelettrica

2003

idroelettrica

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati TERNA

La sola produzione da fonte eolica in Sicilia nel corso del 2009 stata di 1.444,392 GWh rispetto ai 21.567
GWh di produzione termoelettrica.
Di seguito vengono riportate le potenze richieste elaborate sulla base delle istanze, per impianti eolici,
presentate al Dipartimento dellEnergia , nonch le potenze gi autorizzate ai sensi del Decreto Legislativo 387/03.
Tab. 6.13

IMPIANTI EOLICI - POTENZE RICHIESTE (Art. 12 D.Lgs 387/03)

PROVINCIA

TIPOLOGIA

POTENZA TOTALE (MW)

MESSINA

EOLICO

174,6

RAGUSA

EOLICO

551,4

SIRACUSA

EOLICO

236

PALERMO

EOLICO

1.414,95

CATANIA

EOLICO

446,1

TRAPANI

EOLICO

1.268,09

ENNA

EOLICO

737,8

AGRIGENTO

EOLICO

2.156,71

CALTANISSETTA

EOLICO

1.066,87

Totale

8.052,52

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia (DB aggiornato al 01.02.10)

Fig. 6.4

IMPIANTI EOLICI POTENZE AUTORIZZATE


Eolico impianti autorizzati art. 12 D.lgs. 387/03

450

300
250

373,75

350

403,55

400

MW

184,5

200
150

82,5

100
50
0
2006

2007

2008

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia

82

2009

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Di seguito sono stati elaborati i dati, aggiornati a dicembre 2009, relativi agli impianti eolici connessi alla
rete.
Fig. 6.5
PERCENTUALE REGIONALE DEL NUMERO DI IMPIANTI EOLICI AL DICEMBRE 2009

16,66%

83,34%

Sicilia

Altre regioni

Fig. 6.6
DISTRIBUZIONE PROVINCIALE PERCENTUALE DEL NUMERO DEGLI IMPIANTI EOLICI A DICEMBRE 2009

1,02%

Enna

3,06%

Trapani
2,04%

Agrigento

6,12%

Palermo
Caltanissetta

0,00%

Messina

0,34%
2,04%

Siracusa
Ragusa

0,68%

Catania
0,00%

1,36%
1,00%

2,00%

3,00%

4,00%

5,00%

Fig. 6.7 - DISTRIBUZIONE REGIONALE PERCENTUALE DELLA POTENZA EOLICA A DICEMBRE 2009

23,44%

76,56%

Sicilia

Altre regioni

83

6,00%

7,00%

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Tab. 6.14
PRODUZIONE DEGLI IMPIANTI EOLICI IN SICILIA DAL 2004 AL 2009 GWh
2004
2005
2006
2007
2008

152,2

382,3

488,7

854,7

1.044,0

2009
1.444,4

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia su dati GSE

Fig. 6.8
DISTRIBUZIONE PROVINCIALE PERCENTUALE DELLA PRODUZIONE DA FONTE EOLICA NEL 2009

Enna

2,62%

Trapani

3,85%
3,03%

Agrigento
Palermo

5,81%

Caltanissetta

0,00%

Messina

0,00%

Siracusa
Ragusa

3,40%
0,55%

Catania
0,00%

2,81%
1,00%

2,00%

3,00%

4,00%

5,00%

6,00%

7,00%

CENTRALI EOLICHE IN ESERCIZIO A SETTEMBRE 2010

Tab. 6.15

IMPIANTO
Centrale eolica di Caltabellotta (AG) Localit Gran Montagna

Centrale eolica Agrigento-Realmonte Localit Contrada Monte Mele

Centrale eolica di Naro Agrigento (AG)


Monte Malvizzo

Centrale eolica di Naro (AG)


Monte Petrasi

Centrale eolica di Agrigento


Monte Narbone

Centrale eolica di Licata (AG)


Monte Durr

Centrale eolica di Sclafani Bagni 1 (PA)


Contrade Incatena-Cugno

Centrale eolica di Sclafani Bagni 2 (PA)


Localit Succhiecchi e Coscacino

Centrale eolica di Valledolmo (PA)


Localit Cozzo da Miturro

UNIT

Potenza efficiente
MW
7,5

Impianto composto da 10 aerogeneratori


del tipo Neg Micon NM 750/48 a tre pale
da 750 kW cadauna.

10 x 750 kW

Impianto costituito da 10 aerogeneratori


da 850 kW ciascuno e da un
aerogeneratore da 750 kW
Entrato in funzione nel dicembre 2005
Impianto costituito da 19 aerogeneratori
da 850 kW
Entrato in esercizio nel gennaio 2007

10 x 850 kW
1 x 750 kW

9,25

19 x 850 kW

16,15

Impianto
costituito
da
40
aerogeneratori da 850 kW
Entrato in esercizio nel gennaio 2007

40 x 850 kW

34,0

Impianto
costituito
da
24
aerogeneratori da 850 kW
Entrato in esercizio nel gennaio 2007

24 x 850 kW

20,4

Impianto
costituito
da
30
aerogeneratori da 850 kW
Entrato in esercizio nel gennaio 2007

30 x 850 kW

25,5

Impianto composto da 11 aerogeneratori


Vestas V47 da 660 kW - Inaugurato nel
2001

11 x 660 kW

7,26

Impianto composto da 10 aerogeneratori


da 850 kW

10 x 850 kW

8,5

Impianto composto da 9 aerogeneratori


del tipo Vestas V52 da 850 kW

9 x 850 kW

7,65

84

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Centrale eolica di Caltavuturo (Pa) -

Impianto composto da 36 aerogeneratori


da 850 kW ciascuno

36 x 850 kW

30,6

Impianto composto da 32 aerogeneratori


del tipo Gamesa G52 da 850 kW ciascuno

32 x 850 kW

27,2

Centrale eolica di Monreale e Partinico


(PA)

Impianto costituito da 19 aerogeneratori


da 850 kW ciascuno
Impianto attivato nel maggio 2005

19 x 850 kW

16,15

Centrale eolica di Camporeale (PA)

Impianto
costituito
da
24
aerogeneratori VEstas V52 da 850 kW
ciascuno
Impianto attivato nel maggio 2005
Impianto costituito da 18 aerogeneratori
da 850 kW
Inaugurato nel maggio 2006

24 x 850 kW

20,4

18 x 850 kW

15,3

Impianto
costituito
da
20
aerogeneratori da 850 kW
Collegato alla rete elettrica nel gennaio
2007
Collegato alla rete elettrica nel gennaio
2007

20 x 850 kW

17

5 x 850 kW

4,3

Centrale eolica di Vicari


Loc. La Montagnola, Monte Lanzone

Impianto costituito da 18 aerogeneratori


da 2,5 MW
Collegato alla rete nel marzo 2008

18 x 2,5 MW

45

Parco Eolica Siciliana


Comuni di Campofelice di Fitalia - Pizzo
, e Villafrati.- Contrada Capezzone

Impianto
costituito
da
n
35
aerogeneratori, 24 nel comune di
Campofelice di Fitalia e 11 nel comune di
Villafrati, ciascuno avente una potenza
di 0.85 MW, per una potenza
complessiva di 29,75 MW.
Entrato in esercizio il 29 dicembre 2008
Impianto
costituito
da
30
aerogeneratori, 11 nel comune di Alia e
19 nel comune di Scafani Bagnia,
ciascuno avente una potenza di 0.85
MW, per una potenza complessiva di
25,5 MW.
Entrato in esercizio il 6 aprile 2009
Impianto
costituito
da
26
aerogeneratori asincroni trifas, ciascuno
avente una potenza di 0,85 MW, per una
potenza complessiva di 22,1 MW.
Entrato in esercizio l8 ottobre 2009
Impianto
costituito
da
30
aerogeneratori, 10 nel comune di
Corleone e 20 nel comune di Prizzi,
ciascuno avente una potenza di 2 MW,
per una potenza complessiva di 60 MW.
Entrato in esercizio il 30 dicembre 2009
Impianto composto da 55 aerogeneratori
del tipo Gamesa G52 da 850 kW

35 x 850 kW

29,75

30 x 850 kW

25,5

26 x 850 kW

22,1

30 x 2 MW

60

55 x 850 kW

46,8

Impianto
costituito
da
20
aerogeneratori ciascuno avente una
potenza di 2,5 MW, per una potenza
complessiva di 50 MW.
Entrato in esercizio l1 dicembre 2009
3 impianti (Mineo 11 aerogeneratori,
Militello 18, Vizzini 30) per un totale di
59 aerogeneratori Vestas V52 da 850 kV
attivati nel marzo 2005
Impianto costituito da 28 aerogeneratori
da 850 kW
Inaugurato il 25 settembre 2006

20 x 2,5 MW

50

59 x 850 kW

50,15

28 x 850 kW

23,8

Contrada Gangitani

Centrale eolica di Gangi (PA) - Localit


monte Zimmara

Centrale eolica di Sclafani Bagni Montemaggiore Belsito (PA)


Loc. Cozzo Vallefondi Contrade
Fontanazze - Carpinello

Centrale eolica di Caltavuturo (PA)Contrada Colla

Centrale eolica di Sclafani Bagni 3 (PA)

Parco Eolico di Alia


Comuni di Alia e Sclafani Bagni

Centrale eolica Meridiana


Comuni di Marineo e Cefal Diana

Parco Eolico di Energia Fiore


Comuni di Corleone e Prizzi

Centrale eolica di Nicosia (EN)


C.da Serra Marrocco

Parco Eolico di Regalbuto


Comune di Regalbuto

Centrale eolica di Mineo (CT)


Comuni di Mineo, Militello e Vizzini (CT)

Centrale eolica di Vizzini (CT)

85

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
____________________________________________________________________________________________________________

Parco eolico ennese


Comuni di Ramacca, Raddusa, Castel di
Iudica (CT) e sottostazione ad Assoro (EN)

Impianto costituito da due parchi eolici


situati nei Comuni di Ramacca, Raddusa
e Castel di Judica (CT) composti
complessivamente da 47 aerogeneratori
Ecotcnica 80 da 1,5 MW ciascuno.
Ramacca: 20 aerogeneratori = 30 MW
Raddusa: 18 aerogeneratori = 27 MW
Castel di Judica: 9 aerogeneratori = 13,5
MW
Collegato alla rete il 21 dicembre 2007
Impianto composto da 11 aerogeneratori
del tipo Vestas V47 a tre pale da 660 kW
caduano.

47 x 1,5 MW

70,5

11 x 660 kW

7,26

Centrale eolica di Carlentini 2 (SR)

Collegato alla rete elettrica nel gennaio


2007, entrato in esercizio nellottobre
2008

17 x 850 kW

14,5

Centrale eolica di Carlentini (SR)


IVPC srl

Impianti composti da un totale di 57


aerogeneratori del tipo Vestas da
850kW ciascuno

57 x 850 kW

48,45

Centrale eolica Aerofonte


Comune di Francofonte (SR)

Impianto
costituito
da
aerogeneratori da 3 MW
Collegato alla rete nel marzo 2007

24 x 3 MW

Centrale eolica di Marsala (TP)- Localit

Impianto costituito da 11 aerogeneratori


Vestas V52 da 850 kW

11 x 850 kW

9,35

Impianto costituito da 38 aerogeneratori


da 850 kW
S. Ninfa 12
Gibellina 22
Salaparuta 4
Collegato alla rete elettrica nel gennaio
2007, inaugurato maggio 2007
Impianto costituito da due parchi eolici
situati nei Comuni di Salemi e
Castelvetrano
(TP)
composti
complessivamente da 44 aerogeneratori
Vestas V52 da 0,85 MW ciascuno per una
potenza complessiva di 37,4 MW
Collegato alla rete il 2 gennaio 2008
Impianto costituito da 31 aerogeneratori
asincroni trifasi da 2 MW ciascuno e 5
aerogeneratori asincroni trifasi da 0,85
MW ciascuno
per una potenza
complessiva di 66,25 MW
Entrato in esercizio il 1 ottobre 2009
Impianto
costituito
da
18
aerogeneratori: 7 da 1,8 MW ciascuno e 11
da 3 MW ciascuno per una potenza
complessiva di 45,6 MW
Connesso alla stazione a 150 kV di
Vizzini
di
propriet
di
Brulli
Trasmissione s.r.l.
Primo parallelo il 1 luglio 2009
Impianto costituito da 21 aerogeneratori
asincroni trifasi ciascuno avente una
potenza di 2,3 MW, per una potenza
complessiva di 48,3 MW.
Entrato in esercizio il 22 gennaio 2010
Impianto costituito da 27 aerogeneratori
asincroni trifasi ciascuno avente una
potenza di 0,85 MW, per una potenza
complessiva di 22,95 MW.
Entrato in esercizio il 26 aprile 2010

38 x 850 kW

32,3

44 x 850 kW

37,4

31 x 2 MW
5 x 0,85 MW

66,25

7 x 1,8 MW
11 x 3 MW

45,6

21 x 2,3 MW

48,3

27 x 850 kW

22,95

Impianto
costituito
da
aerogeneratori da 850 kW
Entrato in esercizio nel maggio 2010

26 x 852 kW

22,1

Centrale eolica di Carlentini (SR) Contrada S. Venera

Baglio Nasco

Centrale eolica di S. Ninfa (TP)


S. Ninfa, Gibellina e Salaparuta.

Parco eolico di Salemi


Comuni di Salemi e Castelvetrano (TP)

Parco Eolico Trapani Salemi

Parco eolico di Giarratana

Parco eolico Minerva Messina


Comuni di Basic, Montalbano Elicona,
Roccella Valdemone, Patti e San Piero
Patti (ME)
Parco eolico di Castel di Lucio
Comune di Castel di Lucio (ME)

Parco eolico di Rocca Ficuzza


Comune di Cartabellotta (AG)

86

24

26

72

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
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Ci sono inoltre alcuni impianti di piccola taglia, da 0,6 a meno di 10 MW, non collegati alla RTN, che portano
ad un totale complessivo che il GSE quantifica in 49 impianti e 1.147,9 MW di potenza (fonte GSE - anno 2009) .
Di seguito vengono riportate le potenze richieste elaborate sulla base delle istanze, per impianti fotovoltaici,
presentate al Dipartimento dellEnergia , nonch le potenze gi autorizzate ai sensi del Decreto Legislativo 387/03.

Tab. 6.16

IMPIANTI FOTOVOLTAICI POTENZE RICHIESTE (Art. 12 D.Lgs 387/03)


PROVINCIA

TIPOLOGIA

POTENZA TOTALE (MW)

RAGUSA

FOTOVOLTAICO

384,851

SIRACUSA

FOTOVOLTAICO

635

PALERMO

FOTOVOLTAICO

284,4644

CATANIA

FOTOVOLTAICO

707,0665

TRAPANI

FOTOVOLTAICO

978

ENNA

FOTOVOLTAICO

340

AGRIGENTO

FOTOVOLTAICO

347,178

CALTANISSETTA

FOTOVOLTAICO

1.125,9734

MESSINA

FOTOVOLTAICO

69,4155

Totale
Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia (DB aggiornato al 01.02.10)

Fig. 6.9

4.871,4384

IMPIANTI FOTOVOLTAICI POTENZE AUTORIZZATE


Fotovoltaico impianti autorizzati art. 12 D.lgs. 387/03

350,00
300,00

317,09

250,00
200,00

MW

135,60

50,00

4,01

5,09

100,00

13,60

150,00

0,00
2006

2007

2008

2009

nov. 2010

Elaborazione Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dellEnergia

Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, al 31 dicembre 2009 il GSE censiva 3.800 impianti (141 % in pi
rispetto al 2008) per una potenza complessiva di 44.357,9 kW (+ 160%) ed una dimensione media di 12,0 kW.
Per numerosit la Sicilia ospita il 5,3% degli impianti italiani con il 4,0 % della potenza totale installata nel
territorio nazionale (l1,16 % nella sola provincia di Ragusa).
A dicembre 2009 il GSE censiva in Sicilia 51 impianti incentivati con il c.d. Conto Energia con potenza
superiore a 50 kW, per un totale di 21.536,5 kW.
Al 30 settembre 2010 gli impianti censiti in Sicilia dal GSE erano 5.692 per una potenza complessiva 75.658,7
kW; di questi 41 impianti di potenza superiore a 50 kW entrati in esercizio dal gennaio a settembre 2010 hanno una
potenza complessiva di 20.750 kW, per una media di 506 kW.

87

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
____________________________________________________________________________________________________________

Fig. 6.10
PERCENTUALE REGIONALE DEL NUMERO DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI AL DICEMBRE 2009

5,28%

94,72%

Sicilia

Altre regioni

Fig. 6.11 DISTRIBUZIONE PROVINCIALE PERCENTUALE DEL NUMERO DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI RISPETTO AL TOTALE
NAZIONALE AL DICEMBRE 2009
0,22%

Enna

0,39%

Trapani

0,46%

Agrigento
Palermo

0,58%

Caltanissetta

0,59%

Messina

0,65%
0,68%

Siracusa
Ragusa

0,83%

Catania
0,00%

Fig. 6.12

0,88%
0,20%

0,40%

0,60%

0,80%

1,00%

DISTRIBUZIONE PROVINCIALE PERCENTUALE DELLA POTENZA FOTOVOLTAICA RISPETTO AL TOTALE NAZIONALE


AL DICEMBRE 2009

Enna

0,16%

Trapani

0,29%
0,64%

Agrigento
Palermo
Caltanissetta

0,35%
0,23%
0,38%

Messina

0,36%

Siracusa

1,16%

Ragusa
0,39%

Catania
0,00%

0,20%

0,40%

0,60%

88

0,80%

1,00%

1,20%

1,40%

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
____________________________________________________________________________________________________________

Fig. 6.13 PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTE FOTOVOLTAICA PERCENTUALE PER PROVINCIA RISPETTO AL
TOTALE NAZIONALE AL DICEMBRE 2009

Enna

0,30%

Trapani

0,37%
0,56%

Agrigento
Palermo

0,49%

Caltanissetta

0,25%

Messina

0,56%

Siracusa

0,56%

Ragusa

1,24%

Catania

0,59%

0,00%

Tab. 6.17

0,20%

0,40%

0,60%

0,80%

1,00%

1,20%

1,40%

CENTRALI FOTOVOLTAICHE con potenza uguale o superiore a 60 kW


(Anno 2009)

Centrale fotovoltaica di Adrano (CT)

Impianto da 70 kW connesso alla rete a bassa tensione La centrale si trova in


un'area adiacente alla dismessa centrale Eurelios.

Centrali fotovoltaiche di Vulcano


Localit Il Cardo (ME)

Impianti fotovoltaici denominati "Vulcano" da 80 kW (entrato in servizio nel


1984) e "Vulcano Plug" da 100 kW.

Centrale fotovoltaica di Ginostra


Stromboli (Lipari) (ME)

Impianto fotovoltaico da 100 kW con una rete di distribuzione in bassa tensione,


interamente interrata, che si estende per 5000 metri ed alimenta
complessivamente le 140 utenze dellisola. Un gruppo diesel entra in funzione solo
in caso di prolungata assenza di sole. Completato nel 2004.

Centrale fotovoltaica di Ustica (PA)

Impianto fotovoltaico da 60 kW ubicato in contrada Tramontana e che alimenta il


comune e le scuole dellisola, oltre a fornire parte dellenergia per lilluminazione pubblica.

Contrada Mostringiano - Priolo (SR)

Impianto fotovoltaico da 213 kW di potenza, composto da 107 moduli con doppio


allineamento sia in azimut che in elevazione, Connesso alla rete dal 7 luglio
2006. Produzione annua stimata 600.000 kWh.

Impianto fotovoltaico - Mirto (ME)

Impianto fotovoltaico da 223,08 kW di potenza.

Centrale

fotovoltaica

Impianto
fotovoltaico
Caprileone (ME)

Lentisco

Rocca

di

Impianto fotovoltaico da 126,50 kW di potenza.

Impianto fotovoltaico Marsala (TP)

Impianto fotovoltaico da 204,12 kW di potenza.

Centrale fotovoltaica San Michele Santa Croce Camerina (RG).

Impianto fotovoltaico da 999,8 kW di potenza costituito da 4.650 moduli


montati su 155 inseguitori. Entrato in esercizio nel settembre 2007.

Centrale fotovoltaica Ausonia Solar


Marsala (TP)

Impianto fotovoltaico da 360 kW di potenza costituito da 1.600 moduli. Entrato


in esercizio nellottobre 2007.

Centrale fotovoltaica di Enna

Impianto fotovoltaico da 983 kW di potenza. Entrato in esercizio nel novembre


2007.

Centrale fotovoltaica di Acate (RG)

Impianto fotovoltaico da 740,1 kW di potenza. Entrato in esercizio nel gennaio


2008.

89

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
____________________________________________________________________________________________________________

Centrale fotovoltaica di Belpasso (CT)

Impianto fotovoltaico da 398,8 kW di potenza., costituito da 2346 pannelli da 170


watt. Entrato in esercizio nel maggio 2008

Centrale
fotovoltaica
Vigliatore (ME)

Terme

Impianto fotovoltaico da 63,0 kW di potenza. Entrato in esercizio nel luglio 2008

Centrale fotovoltaica di Casteldaccia


(PA)

Impianto fotovoltaico da 81,9 kW di potenza. Entrato in esercizio nel luglio 2008

Centrale fotovoltaica di Francofonte


(SR)

Impianto fotovoltaico da 302,4 kW di potenza. Entrato in esercizio nel giugno


2008

Centrale fotovoltaica di Trapani (TP)

Impianto fotovoltaico da 153,0 kW di potenza. Entrato in esercizio nel giugno


2008

Centrale fotovoltaica di Modica (RG)

Impianto fotovoltaico da 61,5 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2008

Centrale fotovoltaica di Modica (RG)

Impianto fotovoltaico da 556,2 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2008

Centrale fotovoltaica di Ragusa (RG)

Impianto fotovoltaico da 213,8 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2008

Centrale fotovoltaica di Licata (AG)

Impianto fotovoltaico da 101,2 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2008

Centrale fotovoltaica
Montechiaro (AG)

di

di

Palma

di

Impianto fotovoltaico da 999,0 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2008

Centrale fotovoltaica di Sciacca (AG)

Impianto fotovoltaico da 75,2 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2008

Centrale fotovoltaica di Patti (ME)

Impianto fotovoltaico da 73,5 kW di potenza. Entrato in esercizio nel marzo 2009

Centrale fotovoltaica di Partinico (PA)

Impianto fotovoltaico da 770,0 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2008

Centrale fotovoltaica di Torrenova (ME)

Impianto fotovoltaico da 394,8 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2008

Centrale fotovoltaica di Carlentini (SR)

Impianto fotovoltaico da 100 kW di potenza. Entrato in esercizio nel febbraio


2009

Centrale fotovoltaica di Melilli (SR)

Impianto fotovoltaico da 997,9 kW di potenza. Entrato in esercizio nel febbraio


2009

Centrale fotovoltaica
Pozzo di Gotto (ME))

Impianto fotovoltaico da 186,3 kW di potenza. Entrato in esercizio nel giugno


2009

di

Barcellona

Centrale fotovoltaica di Trapani (TP)

Impianto fotovoltaico da 150 kW di potenza. Entrato in esercizio nel maggio


2009

Centrale fotovoltaica di Palermo (PA)

Impianto fotovoltaico da 256,4 kW di potenza. Entrato in esercizio nel luglio


2009

Centrale fotovoltaica di Catania (CT)

Impianto fotovoltaico da 155,6 kW di potenza. Entrato in esercizio nel maggio


2009

Centrale fotovoltaica di Misterbianco


(CT)

Impianto fotovoltaico da 150 kW di potenza. Entrato in esercizio nel giugno 2009

Centrale fotovoltaica di Trapani (TP)

Impianto fotovoltaico da 153 kW di potenza. Entrato in esercizio nel giugno 2009

90

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
____________________________________________________________________________________________________________

Centrale fotovoltaica di Carini (PA)

Impianto fotovoltaico da 81,6 kW di potenza. Entrato in esercizio nellagosto


2009

Centrale fotovoltaica di Petrosino (TP)

Impianto fotovoltaico da 144,3 kW di potenza. Entrato in esercizio nellagosto


2009

Centrale fotovoltaica di Petrosino (TP)

Impianto fotovoltaico da 52,8 kW di potenza. Entrato in esercizio nellagosto


2009

Centrale fotovoltaica di Casteltermini


(AG)

Impianto fotovoltaico da 2.997,0 kW di potenza. Entrato in esercizio nel


dicembre 2009

Centrale
fotovoltaica
Empedocle (AG)

Impianto fotovoltaico da 928,5 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

di

Porto

Centrale fotovoltaica di Mazzarino (CL)

Impianto fotovoltaico da 200,0 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Centrale fotovoltaica di Riesi (CL)

Impianto fotovoltaico da 192,1 kW di potenza. Entrato in esercizio nel settembre


2009

Centrale fotovoltaica di Riposto (CT)

Impianto fotovoltaico da 198,7 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Centrale fotovoltaica di Reitano (ME)

Impianto fotovoltaico da 86,0 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Centrale fotovoltaica di Comiso (RG)

Impianto fotovoltaico da 324,9 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Centrale fotovoltaica
Almo (RG)

Monterosso

Impianto fotovoltaico da 996,4 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Palazzolo

Impianto fotovoltaico da 100,8 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Centrale fotovoltaica di Buseto Palizzolo


(TP)

Impianto fotovoltaico da 62,6 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Centrale fotovoltaica di Salaparuta (TP)

Impianto fotovoltaico da 92,0 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Centrale fotovoltaica di Messina

Impianto fotovoltaico da 99,4 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Centrale fotovoltaica di Palermo

Impianto fotovoltaico da 70,1 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Centrale fotovoltaica di Palermo

Impianto fotovoltaico da 70,6 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Centrale fotovoltaica di Monreale (PA)

Impianto fotovoltaico da 79,8 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Centrale fotovoltaica di Ragusa

Impianto fotovoltaico da
dicembre 2009

Centrale fotovoltaica
Acreide (SR)

di

di

91

4.003,0 kW di potenza. Entrato in esercizio nel

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
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Centrale fotovoltaica di Ragusa

Impianto fotovoltaico da 59,3 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Centrale fotovoltaica di Ragusa

Impianto fotovoltaico da 997,3 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

Centrale fotovoltaica di Carini (PA)

Impianto fotovoltaico da 199,3 kW di potenza. Entrato in esercizio nel dicembre


2009

IMPIANTI DI PRODUZIONE A BIOGAS

Tab. 6.18

Impianto di Bellolampo

Palermo

Impianto realizzato presso la discarica di Palermo in


localit Bellolampo. Entrato in funzione nel luglio 2000
Impianto costituito da 5 gruppi di 1,048 MW e 2 da 1,064
MW

Potenza installata
7.336 kWe

Relativamente alla geotermia, nella Regione Siciliana include le sorgenti di acqua calda, fumarole,
vulcanelli di fango, e molti altri fenomeni che sono la testimonianza diretta in superficie del calore endogeno della
Terra.
In Sicilia, popoli, come gli Arabi e i Romani, utilizzavano gi tali acque sia per la balneoterapia e che per il
riscaldamento degli ambienti o anche per le propriet medicamentose.
Il primo tentativo in Italia, effettuato con successo, di produrre energia elettrica sfruttando le risorse
geotermiche avvenne nel 1904 a Larderello in Toscana, dove tale esperimento ha posto le basi per lo sviluppo
dellutilizzo di tale risorsa, non solo in Italia ma nel mondo.
Attualmente in varie parti del mondo l'energia geotermica viene impiegata principalmente per il
riscaldamento civile (in Islanda ad esempio lacqua per il riscaldamento urbano proviene quasi totalmente da fonti
geotermiche) e per le colture agricole in ambienti artificiali come le serre.
Nel territorio della Sicilia numerose sono le manifestazioni geotermiche di superficie, soprattutto di tipo termale.
Pur essendo presenti in Sicilia manifestazioni di vulcanismo attivo e manifestazioni idrotermali di superficie
(Isole Eolie, Pantelleria, Castellammare del Golfo, Calatafimi, Acireale, Sciacca, Etna, Montevago, Terme Vigliatore,
Termini Imprese, Al Terme, Trabia, Cefal Diana, etc,) queste non costituiscono di per se una condizione sufficiente
per la individuazione di serbatoi geotermici di rilievo ed il potenziale geotermico, ancora oggi non definito e si
presenta, almeno in superficie con caratteristiche di bassa entalpia poco adatto per la produzione di energia
elettrica.
Tali manifestazioni mostrano temperature comprese tra i 20 C ed i 95 C.
In atto in Sicilia, dove, in virt dello statuto speciale della Regione, la competenza normativa e
amministrativa completamente autonoma. vi un solo permesso di ricerca e tre istanze di Permesso di Ricerca di
Risorse Geotermiche in Terraferma.
Tab. 6.19

Permesso di Ricerca di Risorse Geotermiche - PANTELLERIA

Nome permesso di ricerca

PANTELLERIA

Superficie

6,5 Kmq

Scadenza

22/02/2011

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi
energetiche e minerarie

Tab. 6.20 Istanza di Permesso di Ricerca di Risorse Geotermiche in Terraferma


CAMPO GEOTERMICO EOLIANO
Nome istanza

CAMPO GEOTERMICO EOLIANO

Tipo di istanza

Permesso di Ricerca di Risorse Geotermiche in Terraferma

Data di presentazione

25/05/2009

Superficie

102,4 Kmq

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi
energetiche e minerarie

92

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
____________________________________________________________________________________________________________

Tab. 6.21

Istanza di Permesso di Ricerca di Risorse Geotermiche in Terraferma


CAMPO GEOTERMICO GERBINI

Nome istanza

CAMPO GEOTERMICO GERBINI

Tipo di istanza
Data di presentazione
Superficie

Permesso di Ricerca di Risorse Geotermiche in Terraferma


25/05/2009
165 Kmq

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi
energetiche e minerarie

Tab. 6.22

Istanza di Permesso di Ricerca di Risorse Geotermiche in Terraferma


CAMPO GEOTERMICO PANTELLERIA

Nome istanza
Tipo di istanza
Data di presentazione
Superficie

CAMPO GEOTERMICO PANTELLERIA

Permesso di Ricerca di Risorse Geotermiche in Terraferma


25/05/2009
2,5 Kmq

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi
energetiche e minerarie

Tab. 6.23

Istanza di Permesso di Ricerca di Risorse Geotermiche in Terraferma


CAMPO GEOTERMICO SCIACCA

Nome istanza
Tipo di istanza
Data di presentazione
Superficie

CAMPO GEOTERMICO SCIACCA

Permesso di Ricerca di Risorse Geotermiche in Terraferma


25/05/2009
0 Kmq

Elaborazione su dati forniti dallURIG Regione Siciliana al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l'Energia - Statistiche ed analisi
energetiche e minerarie

Fig. 6.14

93

94

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
____________________________________________________________________________________________________________

Regione Siciliana - Assessorato dellEnergia e dei Servizi di Pubblica Utilit - Dipartimento dellEnergia
Servizio II -Osservatorio Regionale e Ufficio Statistico per lEnergia
__________________________________________________________________________________________________________
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7. - LE ISOLE MINORI
Escludendo i diversi isolotti, le isole minori della Sicilia sono quattordici. generalmente raggruppate in
arcipelaghi:
o Arcipelago delle Eolie, che comprende le isole di Lipari (la pi grande), Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi,
Panarea, Salina, oltre che da diversi isolotti;
o Arcipelago delle Egadi, situato che comprende principalmente le isole di Favignana, Marettimo e Levanzo;
o Arcipelago delle Pelagie, che comprende Lampedusa (la pi estesa) e Linosa;
o Isola di Pantelleria;
o Isola di Ustica.
Il numero di abitanti, distribuiti principalmente tra le isole di Lipari, Pantelleria e Lampedusa, costituisce lo
0,61% dellintera popolazione regionale.
7.1 - Aspetti territoriali e sociali delle isole minori
La composizione media del nucleo familiare molto simile a quella della Sicilia.
Il rapporto medio tra nuclei familiari, pari a 2,01, evidenzia lesistenza di seconde case o abitazioni utilizzate
per turisti.
Le isole minori sono delle comunit caratterizzate generalmente da una serie di aspetti comuni, quali lalta
variazione stagionale nel numero di abitanti, lincremento annuo della domanda di energia, risorse idriche molto
limitate e problematiche connesse alla gestione dei rifiuti.
La Regione Siciliana interviene a sostegno delle isole minori con contributi per agevolare il trasporto via
mare di acqua potabile o con agevolazioni economiche per il trasporto dei residenti sulle tratte aeree o con la
concessione di un contributo annuale per l'allineamento del prezzo del gasolio in favore degli operatori nel settore
della pesca nelle isole minori di cui all'art. 14 della legge regionale n. 15 del 5 novembre 2004.
Le sedi comunali delle isole sono Favignana, Lipari, Malfa, Leni, S.Marina di Salina, Pantelleria,
Lampedusa e Ustica.
Il numero di abitanti, che al 2001 era di 29.760 unit, distribuita principalmente tra le isole di Lipari,
Pantelleria e Lampedusa, costituisce lo 0,61% dellintera popolazione regionale.
In linea di massima le isole, con popolazione residente tra i 5.000 e gli 8.000 abitanti (alta densit
demografica), sono caratterizzate da una struttura economica che si spinge verso uno sviluppo dattivit
produttive locali, seppur fortemente influenzate dal turismo stagionale.
In quelle dove la popolazione residente invece scarsa, le isole sono orientate quasi esclusivamente
allattivit turistica e marinara.
A Marettimo, la pi distante delle isole appartenenti allarcipelago delle Egadi, la locale comunit di
pescatori mantiene ancora inalterate le antiche tradizioni, resistendo, in qualche modo, alla moderna economia
del turismo.
Le isole minori sono tuttavia delle comunit caratterizzate generalmente da una serie di aspetti comuni,
quali:
- alta variazione stagionale nel numero di abitanti;
- incremento annuo della domanda di energia;
- alto costo del combustibile, per la necessit di trasporto a mezzo navi;
- utilizzo di fonti energetiche rinnovabili molto scarso.
- risorse idriche molto limitate;
- problematiche connesse alla gestione dei rifiuti.

95

Fonte: ISTAT

7.484
1.188

83
8,7

Pantelleria
Ustica

Pantelleria
Ustica

5.624

463

5.161

220
4.335

656

320

TOTALE

5,5

20,2

Lampedusa

Lampedusa e Linosa

Linosa

12

Levanzo
TOTALE

3.459

19

TOTALE

Favignana

Marettimo

10.388

3,5

Favignana

106

5,2

Alicudi

Panarea

415
303

9,5

Filicudi

729

21

12,6

Vulcano

Stromboli

8.515

37

2.401

27

Lipari

Lipari

6.044
1.330

5.741

4.106

10.240

2.299

807

S.Marina di Salina

TOTALE

851

Abitanti
2001

641

Abitanti 1991

Leni

Salina

Superficie Kmq

Malfa

Comune

Isola

Tab. 7.1

96

73
164

225

110

116

88

93

75

96

Densit

2.534
541

1.899

1.715

4.092

1.069

370

263

436

Famiglie

2.530
540

1.892

1.692

4.008

1.050

362

263

434

Alloggi
residenti

2.463
202

2.628

1.648

4.401

866

454

238

174

Alloggi non
residenti

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4.993
742

4.520

3.340

8.409

1.925

816

501

608

Totale
alloggi

0,83
0,56

0,79

0,81

0,82

0,81

1,01

0,78

0,63

Alloggi per
abitanti

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7.2 - Lapprovvigionamento energetico


La fornitura denergia elettrica, non essendo presente alcun collegamento diretto con il continente, ad
eccezione di qualche esempio di integrazione di centrali fotovoltaiche, avviene attraverso piccole centrali
termoelettriche alimentate a gasolio, quasi sempre localizzate nelle immediate vicinanze dei porti, in ragione della
necessaria fornitura del combustibile tramite navi cisterna, con un costo notevolmente pi alto rispetto al
continente anche se tale differenza non grava sullutente finale.
Ad eccezione delle isole di Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi, Panarea e Salina, dellarcipelago delle Eolie,
servite da ENEL Distribuzione SpA, tutte le altre isole sono servite da piccole imprese che operano a livello locale.
I costi effettivi sostenuti per la produzione di energia elettrica sono abbastanza elevati rispetto al costo di
produzione dellenergia elettrica nel resto del territorio nazionale.
Al costo possono influire vari fattori ed in particolare, la posizione ed il costo del gasolio, da cui ci si
approvvigiona con il trasporto via mare per la trasformazione in energia elettrica.
Le alte richieste di energia elettrica, in alcuni periodi dellanno, possono determinare possibili disservizi sulla
fornitura denergia elettrica.
Un primo esempio di impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile dato dalla centrale
fotovoltaica di Vulcano realizzato da ENEL tra il 1981 ed il 1984.
Una seconda esperienza di alimentazione di un centro abitato con fonti energetiche rinnovabili quella
realizzata a Ginostra, nellisola di Stromboli, dove sempre lENEL ha realizzato un impianto fotovoltaico entrato in
funzione nel 2004.
Altre esperienze parziali sono legate soprattutto allinstallazione di piccoli impianti a servizio di abitazioni
isolate nelle diverse isole o alla illuminazione pubblica, come per esempio per una piccola parte del centro abitato
di Marittimo.
Nel comune e nelle scuole di Ustica, sono state realizzate alcune esperienze legate allutilizzo per fini
energetici delle fonti rinnovabili.
In assenza di una rete di distribuzione del gas, un altro problema rappresentato dalla fornitura del gas da
cucina e per il riscaldamento delle abitazioni.
Il funzionamento degli impianti di dissalazione di Lampedusa e Lipari avviene grazie allutilizzo anche di
fonti energetiche rinnovabili.
La fattibilit degli impianti alimentati da fonti rinnovabili evidenzia, spesso come anche queste tecnologie
spesso configgono con il territorio con difficolt di inserimento nel contesto ambientale. La tabella seguente mostra
la situazione relativa alle aziende produttrici di energia elettrica operanti nelle isole minori siciliane.

Tab. 7.2
Isola
Lampedusa
Linosa
Lipari
Vulcano
Stromboli
Filicudi
Alicudi
Panarea
Salina
Ustica
Favignana
Marettimo
Isola di Formica
Levanzo
Pantelleria
Elaborazione da dati AEEG

Azienda elettrica
S.EL.I.S. Lampedusa SpA Concessione MAP 2/8/02
S.EL.I.S. Linosa SpA Concessione MAP 2/8/02
S.E.L. Societ Elettrica Liparese Concessione MAP 2/8/02
ENEL
ENEL
ENEL
ENEL
ENEL
ENEL
Impresa elettrica D'Anna & Bonaccorsi Snc
SEA Societ Elettrica di Favignana SpA Concessione MAP 2/8/02
S.EL.I.S. Marittimo SpA Concessione MAP 2/8/02
PRIVATO
I.C.EL Srl Impresa Campo Elettricit Concessione MAP 2/8/02
S.M.E.D.E. Pantelleria SpA

Il mercato dellenergia elettrica, nelle isole minori, un mercato assistito, in quanto il costo sostenuto per la
produzione di energia elettrica, per ovvie ragioni, notevolmente pi elevato, ed alquanto variabile rispetto a
quello del resto del territorio nazionale.
Con la legge 14 novembre 1995, n. 481, le competenze della CCSE sono state trasferite allAutorit per
lEnergia Elettrica ed il Gas (AEEG).

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Il meccanismo della integrazione del costo di produzione assicura agli utenti delle isole minori le stesse
condizioni tariffarie in vigore sul continente, compensando i maggiori oneri per il produttore denergia elettrica
locale derivanti da una posizione chiaramente di svantaggio rispetto al resto del territorio nazionale.
Le tabelle seguenti riportano lintegrazione in centesimi di euro per kWh, nei vari anni, spettanti ad
alcune imprese elettriche minori che gestiscono il sistema elettrico, non gestito da ENEL.
Il meccanismo di sostegno, o meglio dintegrazione della tariffa pagata dallutente, assicura allazienda che
gestisce il servizio di energia elettrica locale la remunerazione dei costi sostenuti per la produzione, trasmissione,
distribuzione, manutenzione e fornitura.
Di seguito sono riportati gli importi integrativi per kWh che sono stati pagati alle imprese minori per la
produzione di energia elettrica, che come si pu notare sono molto variabili da unisola allaltra.
Aliquote definitive di integrazione tariffaria spettanti alle imprese elettriche minori SELIS Lampedusa
S.p.A., SELIS Linosa S.p.A. e SMEDE Pantelleria S.p.A. per gli anni 1999-2008 (importi in centesimi di euro per
kWh).

Tab. 7.3
Anno

SELIS
Lampedusa
16,04
23,66
19,45
16,03
14,15
18,65
20,67
21,32
22,18
27,42

1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008

SELIS
Linosa
35,79
45,02
38,75
30,07
23,67
23,45
27,89
23,61
23,07
27,41

SMEDE
Pantelleria
15,27
23,81
20,65
18,45
15,02
16,43
19,25
21,46
19,92
24,39

SEA di Favignana
40,00
55,32
45,16
62,22
67,96
45,50
47,97
48,38
41,82
39,26

Fonte: AEEG
Tab. 7.4 Aliquote di integrazione spettanti alle imprese elettriche minori per lanno 2008 (importi
in centesimi di europer kWh)

IMPRESA

2008
. 130,55
39,26
27,42
27,42
42,35
40,18
24,39

Impresa Campo Elettricit I.C.EL. S.r.l - Levanzo (TP)


SEA Societ Elettrica di Favignana S.p.A. Favignana (TP)
S.EL.I.S. Lampedusa S.p.A. Lampedusa (AG)
S.EL.I.S. Linosa S.p.A. Linosa (AG)
S.EL.I.S. Marettimo S.p.A. Marettivo (TP)
SIE Societ Impianti Elettrici S.r.l. S.MED.E. Pantelleria S.p.A.

Fonte: AEEG
Nelle isole minori siciliane si hanno solo alcuni piccoli esempi di sfruttamento dellenergia solare,
generalmente con caratteristiche di tipo sperimentale.
La tabella seguente indica lenergia prodotta dai vari generatori diesel nelle altre isole minori oltre che lo
sviluppo e le caratteristiche della rete di distribuzione e il numero di utenze servite
Parco di generazione e linee di distribuzione su alcune delle isole minori (aggiornamento 2002 tranne Enel 2001)
Sviluppo
Energia
%
Potenza
linea di
Utenze
Isola/Societ
Tipo
prodotta
di rete
totale
distribuzione
servite
gruppo
(MWh)
interrata/aerea
kVA
(MT/bt)
Tab. 7.5

LIPARI
Soc. Elettrica liparese

DIESEL

24.515

PANTELLERIA
S.MED.E Pantelleria

DIESEL

23.043

DIESEL

14.544

DIESEL

1.824

LAMPEDUSA
SELIS
Lampedusa
MARETTIMO
SELIS Marettimo

30.849

36/133

MT 10%
Bt 10%

6773

35.221

93/250

MT 27%
Bt 44%

6392

28.297

26/150

MT 39%
Bt 52%

3600

1.629

2/16,5

MT 100%
Bt 57%

633

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LINOSA
SELIS Linosa
FAVIGNANA
SEA Favignana

DIESEL

2.014

DIESEL

8.490

USTICA
Imp. Elettrica DAnna e
Bonaccorsi

DIESEL

5.660

LEVANZO
ICEL

DIESEL

500

Alicudi
ENEL Distr.

DIESEL

625

Filicudi
ENEL Distr

DIESEL

925

Panarea
ENEL Distr

DIESEL

2900

Salina
ENEL Di

DIESEL

3600

Stromboli
ENEL Distr.

DIESEL

2750

Vulcano
ENEL Distr.

DIESEL

7825

2.770

7,9/21,6

MT 68%
Bt 34%

433

10.033

22/73

MT 25%
Bt 50%

3042

5543

15/15

MT 75%
Bt 50%

1020

576

0/7

MT 0%
Bt 100%

256

CESI Rapporto RdS (2003): Sostenibilit ambientale nelle Isole Minori Parte II

Tab. 7.6
Isola

Esempi di impianti a fonte rinnovabile sulle isole minori siciliane


Tipologia impianto

Potenza FV
installata
[kW]

Produzione annua (stimata) [MWh]

In esercizio

Marettimo

faro

18

23

SI

Vulcano 1

Centrale ibrida

80

104

SI

Vulcano 2

feeder MT

100

120

SI

Stromboli

off-grid

0,35 kW x n 30

15,6

SI

Alicudi

off-grid

1,5 kWx n 12

20

SI

Lampedusa

desalinizzazione

100

120

SI

Lipari

desalinizzazione

63

82

SI

CESI Rapporto RdS (2003): Sostenibilit ambientale nelle Isole Minori Parte II

7.3 - La centrale di Vulcano


Uno dei primi esempi a livello internazionale dintegrazione della rete con energia da fonte rinnovabile
sulle isole minori, stato il progetto Vulcano, realizzato da ENEL Ricerca tra il 1981 al 1984.
Al tempo in cui fu realizzato limpianto, lisola contava circa 450 abitanti residenti ed una popolazione che
arrivava a 7500 abitanti nel periodo estivo.
La rete locale poteva contare su una potenza elettrica totale installata corrispondente a 3250 kVA,
trasmessa da una rete a 20 kV di circa 14 km.
Limpianto fotovoltaico collegato alla linea di media tensione esistente.
La centrale fotovoltaica di Vulcano costituita dagli impianti di produzione denominati Vulcano e Vulcano
Plug, siti in localit Il Cardo.
La centrale di Vulcano in servizio dal 1984 ed immette energia elettrica direttamente nella rete dellIsola.
Anche la Centrale Fotovoltaica di Vulcano PLUG da 100 kW immette energia elettrica direttamente nella
rete dellIsola.

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7.4 - La centrale di Ginostra


Lelettrificazione della frazione di Ginostra stata realizzata da Enel con una centrale fotovoltaica da
100kWp, entrata in funzione nel 2004, collegata alla rete di distribuzione locale.
Limpianto composto da circa 868 moduli per un totale di 104 kW, dimensionato per garantire
lalimentazione della frazione. Inoltre la centrale dotata di un sistema di accumulo (costituito da 200 elementi
con capacit di 3000 Ah, equivalenti a oltre 2000 batterie di unautovettura di media cilindrata
Un gruppo elettrogeno ha invece la funzione di emergenza in caso di guasto della centrale o in caso di
periodi lunghi di produzione insufficiente.
La rete di distribuzione che parte dalla centrale totalmente interrata ed esclusivamente a bassa tensione.
7.5 - Le potenzialit dellenergia geotermica nelle isole minori
Le isole minori della Sicilia, fatta eccezione per larcipelago delle Egadi e lisola di Lampedusa, sono tutte di
natura vulcanica, con fenomeni geotermici pi o meno evidenti.
Nellisola di Pantelleria, le manifestazioni geotermiche possono essere suddivise in due gruppi, vale a dire un
primo gruppo costituito dalle sorgenti idrotermali ed un secondo da manifestazioni fumaroliche.
Alcune trivellazioni eseguite tra il 1968 ed il 1969 dal CNR in quattro diversi posti (Bagno dellacqua, Gadir,
Kazen e Nic) ha accertato la presenza di acque calde e, precisamente, nelle localit Bagno dellacqua e Nic.
Nella prima localit, il pozzo profondo 72 m, ha dato una portata di 100 l/s ed una temperatura di 68 C,
mentre nella seconda localit, il pozzo profondo 144 m ha mostrato una temperatura di 95 C.
Lisola di Linosa presenta deboli attivit di tipo fumaroliche.
Nelle Isole Eolie sono visibili varie manifestazioni di tipo geotermico, la pi importante delle quali data
dalla sorgente San Calogero, nella parte occidentale dellisola di Lipari, sorgente questa che sgorga, con una
temperatura di circa 57 C, in una piccola vallata rocciosa, sede dellomonimo stabilimento termale Terme di San
Calogero, in questo periodo chiuso per restauro.
A nord ovest dellisola, sotto il Castiddaru, nella Contrada di bagno secco, sgorga unaltra sorgente termale
dalla cui localit prende il nome e che porta una temperatura di 58C.
Nella contrada di Pignataru si trova invece la sorgente termale di Bagno a mare con una temperatura di
42C, sgorgante direttamente presso il mare.
Nellisola di Panarea, si ha una piccola sorgente termale ad una cinquantina di metri dal porticciolo.
NellIsola di Vulcano, presso il Porto di Levante, sgorga la sorgente Acque calde con una temperatura di
quasi 55 C, in vicinanza del Faraglione Piccolo.
Le acque dello stabilimento termale denominato Terme di Vulcano, sono classificate come sulfuree, salsobromo-iodiche e radioattive e sono utilizzate per la cura delle malattie del ricambio, reumatiche e
dermatologiche.
Tutta la zona, anche nel tratto di mare vicino alla spiaggia, ricca di fumarole, dalle quali fuoriescono
vapori sulfurei caldi, creando molte zone di gorgogliamento con riscaldamento delle stesse acque marine.
Nell'entroterra abbiamo un caldo laghetto detto "Pozza dei Fanghi", dove la presenza dellacqua data
dall'apporto delle fumarole ivi presenti.
La Societ Vulcano (AGIP) tra il 1951 1956 aveva individuato nellIsola di Vulcano ad una profondit di
180 m dal piano di campagna, un campo geotermico con temperature oltre i 194 C.
Per quanto concerne la ricerca di fonti energetiche geotermiche nelle Isole Minori si hanno ad oggi due
istanze per permesso di ricerca di risorse geotermiche sulla terraferma, una che riguarda lIsola di Pantelleria e
laltra le Isole eolie, mentre in atto vigente un solo permesso di ricerca di risorse geotermiche nellIsola di
Pantelleria.
In base al Piano di Sviluppo della Rete Elettrica di 2009 della societ TERNA tra le esigenze di sviluppo

negli scenari futuri si rileva la necessit di migliorare la qualit e la congruit del servizio di alcune isole minori
della Sicilia, caratterizzate da assenza di alimentazione dalla rete del continente e dalla scarsa affidabilit dei
sistemi di generazione isolana. Sono in corso studi per valutare lopportunit di interconnettere all RTN del
continente alcune isole minori, in particolare della Regione Siciliana, per le quali le caratteristiche morfologiche, la
presenza di un sistema di distribuzione locale e la vicinanza al continente permettono una fattibilit tecnica del
collegamento sottomarino.

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8 - BILANCIO ENERGETICO REGIONALE


Lassegnazione della competenza dei Piani Energetici Regionali prevista dalla legge 10/91, nel frattempo
ridisegnati come Piani Energetici Ambientali Regionali (PEAR), un passo fondamentale del trasferimento di
parte delle funzioni dello Stato alle Regioni.
Il Bilancio Energetico costituisce una fotografia del sistema energetico di un determinato territorio, in
questo caso la regione Sicilia, e rappresenta uno strumento conoscitivo attraverso il quale vengono descritti i flussi
energetici dei diversi vettori, relativamente alle attivit di importazione, esportazione, trasformazione e utilizzo
finale.
Il Bilancio Energetico Regionale (B.E.R.) costituito, da un modello di contabilit energetica che descrive
la formazione delle disponibilit (offerta di energia) e degli impieghi (domanda) di fonti energetiche che si realizza
in un dato periodo di tempo (anno) nel sistema economico e sociale osservato (regione). In particolare, il B.E.R.
consente:
la descrizione completa e omogenea di tutte le operazioni di trasformazione dell'energia;
il calcolo di alcuni coefficienti tecnici, specie quelli relativi alle trasformazioni di energia;
una base per l'analisi dei consumi e per lo studio del risparmio energetico;
un valido collegamento con i dati macroeconomici;
un collegamento con le statistiche economiche in cui i prezzi si riferiscono sempre a quantit reali.
Il patrimonio informativo che un B.E.R. fornisce, permette di effettuare due tipologie di analisi, note
comunemente in letteratura come analisi strutturali e analisi di impatto o previsionali.
Nelle analisi di impatto, questo modello, si presta ad essere utilizzato per valutare l'effetto prodotto da
manovre di politica economica, che operano facendo variare direttamente le componenti dei consumi finali
energetici o per effettuare esercizi di simulazione a scopo previsivo.
Il B.E.R. compilato nel rispetto delle equivalenze tra lenergia immessa e lenergia ricavata, questultima
integrata con le perdite e i consumi avvenuti nella fase di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione ed
utilizzo della stessa, cercando, inoltre, di rimanere il pi possibile aderente ai propri obiettivi fondamentali, che
nellambito della programmazione energetica regionale (PEARS) possono riassumersi in:
obiettivo conoscitivo (conoscenza dei dati): sotto il profilo quantitativo e di individuazione dei flussi
energetici in trasformazione ed in trasferimento;
obiettivo interpretativo (elaborazione ed analisi): consentendo lo studio delle correlazioni esistenti tra le
variabili energetiche e socio-economiche tali da documentare eventuali analisi e supportare scelte di intervento.
Tra i due obiettivi si pu individuare un verso di utilizzazione, essendo il primo funzionale al secondo nel
supportare le successive decisioni politiche che, per trovare ambito di applicazione a livello territoriale, le autorit
responsabili hanno la necessit di poggiare sulla pi ampia disaggregazione delle poste, in modo da poter
analizzare in maggior dettaglio i vari settori in entrata e di impiego finale.
8.1 - La struttura generale del BER-Sicilia
Il bilancio energetico regionale (non definitivo) di sintesi (per gli anni 2007 e 2009), stato costruito
adottando la stessa metodologia utilizzata dalla Regione Lombardia, con la quale, come si detto, la Regione
Siciliana collabora nellambito della partecipazione al progetto europeo Life+/Factor20.
Pertanto nella realizzazione del Bilancio Energetico Regionale stato adottato un sistema semplificato basato
sulla contabilizzazione dellofferta di energia (produzione interna e importazioni dallestero/da altre regioni), delle
trasformazioni energetiche (fonti primarie trasformate in energia destinata agli usi finali) e della domanda negli
usi finali (civile, industria, agricoltura e trasporti).
Tale sistema semplificato, si discosta dalla metodologia ENEA cui fa riferimento il PEARS-Sicilia per il bilancio
energetico regionale dellanno 2004.
Da un punto di visto pratico, il bilancio energetico regionale costituito da una matrice composta da tre
sezioni.
La prima sezione (in cui riportata lofferta delle fonti energetiche primarie e derivate) evidenzia la
disponibilit di fonti energetiche per il territorio considerato.
Una seconda sezione costituita dal sistema della trasformazione delle fonti primarie in prodotti
energetici e non energetici; qui si computano le trasformazioni, gli usi non energetici, i bunkeraggi e le perdite di
trasformazione e i consumi dei processi.
La terza sezione costituita dal sistema dei consumi finali; qui confluiscono tutte le forme di prodotti
energetici (primarie e derivate) che vanno ad essere impiegate nei settori Agricoltura, Industria, Civile, Trasporti.
Seconda e terza sezione fanno parte della macro sezione Impieghi.
Allinterno di tale matrice vengono costruite cinque sottomatrici rettangolari riferite alle seguenti classi
omogenee di fonti energetiche:
Combustibili solidi;
Prodotti petroliferi;
Combustibili gassosi;
Fonti energetiche rinnovabili;

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Energia elettrica.
Nel B.E.R. viene confrontata per ogni fonte energetica la rispettiva disponibilit (poste attive al netto delle
trasformazioni) con i relativi impieghi (poste passive), in modo tale da ottenere l'identit fondamentale di un
bilancio energetico caratterizzata dalluguaglianza tra consumo interno netto e consumi finali.
Le poste attive (disponibilit) sono individuate da:
produzione;
importazioni;
esportazioni;
variazione delle scorte a livello primario.
Le poste passive (impieghi) sono individuate da:
trasformazioni;
usi non energetici (consumi finali non energetici);
bunkeraggi;
consumi e perdite del settore energetico;
usi energetici (consumi finali energetici).
Nel modello preso a riferimento ogni fonte energetica aggregata comprende vettori energetici primari e
secondari.
La voce "combustibili solidi" comprende: carbone fossile, lignite, coke di cokeria, gas di cokeria, gas
d'altoforno e altri prodotti solidi; in analogia con il BEAR Lombardia i consumi di legna non sono stati considerati
tra i combustibili solidi ma come usi di biomassa tra le fonti rinnovabili.
I "prodotti petroliferi" comprendono: il petrolio greggio, semilavorati, olio combustibile, gasolio, distillati
leggeri, benzine, carboturbo, petrolio da riscaldamento, G.P.L., gas di raffineria e altri prodotti petroliferi.
I "combustibili gassosi" sono costituiti dal gas naturale e dal gas d'officina.
La voce "rinnovabili" comprende: le biomasse, il carbone da legna, eolico, solare, fotovoltaico, RSU, biogas,
produzione idroelettrica e geotermoelettrica;
La voce "energia elettrica" riguarda la produzione derivante dalla trasformazione termoelettrica.
Nel preparare questo capitolo stata effettuato un confronto di dati di bilancio riferibili agli anni 2004 - 2005
2007 - 2009 per lenergia elettrica e per il gas naturale, nonch per gli altri dati relativi alla produzione di fonti
primarie ed al loro approvvigionamento.
Le verifiche effettuate hanno confermato la congruit dei dati. Del resto, va posto in rilievo che il grosso del
sistema energetico regionale dal 2004 (data di riferimento per il PEARS) ad oggi va ormai incontro a dinamiche
stabili che denotano trend piuttosto regolari e prevedibili in modo affidabile, perch la maggior parte delle
ristrutturazioni in programma nelle centrali elettriche, nelle raffinerie, nellindustria petrolchimica e nelle altre
significative realt industriali presenti nellIsola si avviano a compimento. C una certa evoluzione in aumento del
trend dei consumi elettrici trend non confermato in queti ultimi due anni a causa della crisi economica che ha
investito anche la regione Sicilia, maggior parte dei consumi nellIsola da attribuire agli usi termoelettrici che dal
2004 appaiono ragionevolmente stabili e lo stesso avviene per i consumi industriali su cui incidono,
sostanzialmente, quelli dellindustria petrolchimica mentre qualche variazione si ha per il contingente erogato con
il servizio a rete. Le variazioni sono da attribuire per tale voce sia alla variazione delle condizioni meteo climatiche,
sia alla ulteriore penetrazione della metanizzazione in centri di secondaria importanza, mentre il sistema delle
Piccole e Medie Imprese (PMI), in assenza delle infrastrutture in molti agglomerati industriali, non usufruisce ancora
significativamente della risorsa.

102

Tab. 8.2

Tab.8.1

103

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Fonte Enea

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disponibilita' / risorse

esportazioni

variazioni scorte

124,42

industria

agricoltura

trasporti

124,42

consumi
finali

124,42

consumo interno netto

civile

consumi/perdite settore
energia

356,62

usi non energetici

trasformazioni

481,04

481,04

importazioni

consumo interno
lordo

produzione

Combustibili
solidi

2.814,91

38,17

1.144,97

132,28

4.130,34

4.130,34

4.021,80

694,55

2.872,89

2.883,25

14.602,84

205,06

20.768,61

34.548,63

617,75

Prodotti petroliferi

105

6,88

518,15

833,61

348,31

1.706,96

1.706,96

59,75

4,49

1.963,32

3.734,53

455,99

22.698,00

25.742,32

234,22

Combustibili gassosi

Fonti energetiche
FER

0,62

50,20

33,75

1,97

86,56

86,55

211,36

297,92

17,52

315,45

Bilancio di sintesi dellenergia della Sicilia nel 2007 (non definitivo)


(Ktep migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio)

25,25

2.019,24

1.357,56

79,48

3.481,54

3.481,54

737,44

4.218,98

248,21

4.467,20

Energia elettrica

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bunkeraggi

domanda

impieghi

offerta

Tav.8.3

usi energetici

5.634,62

2.847,68

2.625,78

3.494,32

562,04

9.529,84

9.529,82

5.030,36

694,55

3.234,00

4.846,57

23.335,33

661,06

43.732,36

60.772,00

Totale

esportazioni

variazioni scorte

124,42

industria

2.220,75

23,42

1.975,94

135,75

4.355,87

4.355,87

4.113,21

710,37

2.872,89

2.883,25

14.935,61

209,74

21.241,90

35.335,95

632,83

Prodotti petroliferi

le celle evidenziate in grigio riportano valori di stima

agricoltura

trasporti

124,42

consumi
finali

124,42

consumo interno netto

civile

consumi/perdite settore
energia

356,62

usi non energetici

trasformazioni

481,04

481,04

importazioni

consumo interno
lordo

produzione

Combustibili
solidi

106

9,43

565,80

702,16

36,01

1.313,40

1.313,40

55,37

4,55

2.087,47

3.460,80

320,27

22.168,00

25.041,89

266,64

Combustibili gassosi

Fonti energetiche aggregate


FER

1,59

120,71

71,89

4,34

198,55

198,55

221,30

419,85

6,31

426,17

Bilancio di sintesi dellenergia della Sicilia nel 2009 (non definitivo)


(Ktep migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio)

26,23

1.990,69

1.185,65

71,70

3.274,29

3.274,29

699,07

3.973,36

59,75

4.033,12

Energia elettrica

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bunkeraggi

domanda

disponibilita' / risorse

impieghi

offerta

Tav.8.4

usi energetici

5.357,77

2.258.013

2.700.639

4.060.084

247.821

9.266.558

9.266.557

5.088.968

710,37

3.234,06

4.970,72

23.270,69

530,01

43.475,97

60.858,88

Totale

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Assumendo come riferimento gli anni 2004 2005 - 2007 - 2009 e analizzando i trend di crescita si traggono
alcune considerazioni relativamente alla domanda energetica
sono aumentati i consumi finali nel settore industriale con un conseguente e proporzionale aumento del
consumo di prodotti petroliferi (storicamente quota parte principale del fabbisogno energetico industriale
siciliano)
il calo dei consumi finali del settore trasporti congiuntamente ad un aumento del consumo di prodotti
petroliferi nello stesso settore sottintende una pu dare evidenza di una eventuale diminuzione del flusso
veicolare.
si evidenzia una diminuzione nei consumi di energia elettrica e un proporzionale aumento di quelli
riconducibili alle FER, il tutto in diretta conseguenza di un aumento della quota produzione di energia
elettrica da FER (entrata in esercizio di parchi eolici e impianti fotovoltaici su conto energia 2010)
i consumi finali di combustibili gassosi sono diminuiti come diretta conseguenza della diminuzione del
relativo consumo nel settore industriale
Con riferimento invece allofferta energetica si evidenzia :
aumentata la produzione di energia da FER
produzioni e importazioni si mantengono pressoch costanti

Fig 8.3

Consumi finali per settori (tep)


5.000.000
4.000.000
2004
2005
2007
2009

3.000.000
2.000.000
1.000.000
Industri a

Trasporti

Ci vi l e

Agri col tura

Fig. 8.4

Consumi finali per fonti energetiche (tep)


5.000.000
4.000.000
3.000.000
2004
2005
2007
2009

2.000.000
1.000.000
Combusti bi l i
sol i di

Prodotti
petrol i feri

Combusti bi l i
gassosi

FER

Energi a El ettri ca

Fig. 8.5

Consumi finali Prodotti Petroliferi per settore (tep)


3.500.000
3.000.000
2.500.000
2.000.000

2004
2005
2007
2009

1.500.000
1.000.000
500.000
Indus tri a

Tras porti

Ci vi l e

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Agri col tura

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Fig. 8.6

Consumi finali Combustibili Gassosi per settore (tep)

1.600.000
1.400.000
1.200.000
1.000.000
800.000
600.000
400.000
200.000

2004
2005
2007
2009

Industri a

Trasporti

Ci vi l e

Agri col tura

Fig. 8.1

Produzione per fonti energetiche (tep)


5.000.000
4.500.000
4.000.000
3.500.000
3.000.000
2.500.000
2.000.000
1.500.000
1.000.000
500.000
-

2004
2005
2007
2009

Combus ti bi l i
s ol i di

Prodotti
petrol i feri

Combus ti bi l i
gas s os i

FER

Energi a El ettri ca

Lesito delle elaborazioni relative al 2009 per i singoli vettori energetici evidenzia una netta predominanza
dei prodotti petroliferi (46%) sul totale. Seguono energia elettrica (36%), combustibili gassosi (14,5%), ed infine fonti
energetiche rinnovabili che ancora incidono solo per il 2%.
Le elaborazioni per singolo settore evidenziano come nel settore civile ci sia ancora netta predominanza
dellenergia elettrica (73,7%) e dei combustibili gassosi (21%) ed una piccola quota relativa elle fonti energetiche
rinnovabili (4,5%). Il settore trasporti vede per la quasi totalit impegnati prodotti petroliferi (98,3%). Il settore
industriale, trainante nei consumi vede la stessa ripartizione dei consumi finali e quindi prevalenza di prodotti
petroliferi su energia elettrica, combustibili gassosi (metano), combustibili solidi e fonti energetiche rinnovabili.
La ripartizione dei consumi finali per singolo settore evidenzia come lindustria utilizzi il 43% delle risorse ed il
restante 54% sia quasi equamente ripartito tra settore civile e trasporti.

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9 EMISSIONE DI ANIDRIDE CARBONICA (CO2)


Nel 1988 nasce l'IPCC, Intergovernamental Panel on Climate Change, costituito all'interno delle Nazioni
unite per studiare gli effetti del riscaldamento globale. Nel Febbraio 1991, si avvia lattivit del Comitato
intergovernativo che porta avanti i negoziati per redigere la United Nations Framework Convention on Climate
Change (UNFCCC), convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici.
A livello internazionale, pertanto, la tematica della contabilizzazione dei gas serra si traduce in termini di
riduzione degli stessi e diviene materia di acceso interesse da parte della Convenzione Quadro sui Cambiamenti
Climatici.
Nellambito del Protocollo di Kyoto e dei successivi accordi internazionali (Burden Sharing Agreement
1998), lItalia ha assunto limpegno di abbattere le emissioni di gas serra entro il periodo 2008-2012 del 6,5%
rispetto al livello accertato per il 1990.
Dopo Kyoto, lUnione Europea, ribadisce limpegno ad una riduzione entro il 2020 del 20% delle emissioni
rispetto al 1990, e del 30% per la stessa data, se altri Paesi faranno tagli consistenti.
Il Parlamento ha, infatti, approvato il cosiddetto pacchetto clima 20/20/20, che impegna i Paesi UE a
ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, ad accrescere lefficienza energetica del 20% e ad aumentare le
rinnovabili del 20% entro il 2020.
La direttiva 2003/87/CE Emissions Trading ha istituito un sistema europeo per lo scambio di quote di
emissione dei gas ad effetto serra. La direttiva si applica a tutte le installazioni dei settori industriali a maggiori
emissioni di CO2: produzione di energia elettrica, raffinazione, siderurgia, cemento, calce, vetro, laterizi, carta e ad
impianti di combustione.
Ciascuna installazione industriale riceve per un dato anno un determinato quantitativo di quote di CO2 (1
quota = 1 tonnellata di CO2) e nellanno successivo deve restituire quote pari alle emissioni di CO2 che ha
effettivamente prodotto: se le tonnellate emesse sono maggiori delle quote che linstallazione ha ricevuto dovr
approvvigionarsi sul mercato delle quote mancanti, se minori potr vendere sul mercato le quote in surplus

9.1 - Impegni di riduzione per lItalia (fonte ENEA)


Le emissioni italiane di gas serra, contrariamente allobiettivo di riduzione fissato al 2012, del 6,5% rispetto
al 1990, aumentano al 2007 del 7,3.
Il trend emissivo fuori target di Kyoto, motivo per cui allo stato attuale si sposta lattenzione delle
possibili politiche da attuare per un periodo cosi chiamato post- Kyoto, allorizzonte temporale del 2020.
Il trend delle emissioni di gas serra che parte da 516,9 MtCO2 eq.nel 1990, passa per 550,4 MtCO2 eq. nel
2000, registrando un picco nel 2005 con 573,6 MtCO2 eq., per poi scendere, complice il momento economico in
forte decrescita, fino a 544 MtCO2 eq. nel 2008.
Lobiettivo da raggiungere in ottemperanza al Protocollo di Kyoto fissato con un valore medio, nel
periodo 2008-2012, a 483,3 MtCO2 eq. al 2012, il gap sugli scenari previsionali di riferimento di 58,5 MtCO2 eq..

9.2 Emissioni regionali di anidride carbonica storiche rispetto allanno di riferimento


(1990)
Nel Bilancio Energetico Ambientale la valutazione delle emissioni non ha lo scopo di costruire un
inventario delle emissioni, bens di associare unemissione di gas climalteranti al consumo energetico annuo di uno
specifico incrocio vettore-settore.
Alla luce di questa finalit, il metodo utilizzato nei Bilanci Energetici risulta semplificato rispetto
allapproccio seguito negli inventari delle emissioni. Linquinante-indicatore scelto per lelaborazione del Bilancio
Ambientale regionale la CO2 equivalente, sintomatica dellimpatto globale degli usi energetici e utilizzato come
parametro chiave nella pianificazione europea e internazionale.
Nel 1990 le emissioni di anidride carbonica pro-capite in Italia erano stimate in media in 8,3 t/abitante
mentre nella Regione Siciliana le emissioni medie di anidride carbonica pro-capite attribuibili al solo sistema
energetico si stimavano in 8,24 t/abitante.

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Tab. 9.1

Regioni. Emissioni di CO2 per quota parte su totale

Fonte ENEA Inventario annuale delle emissioni di gas serra su scala regionale

Fig. 9.1
Variazione complessiva per CO2 emessa nel 2006 rispetto lanno base

Fonte ENEA Inventario annuale delle emissioni di gas serra su scala regionale

La pressione ambientale nella Regione Siciliana, che ospita industrie ad elevata intensit energetica,
forte, ci principalmente si deve, come gi detto, alla presenza di cinque raffinerie attive nella regione - che
incidono per il 40% sulla capacit di raffinazione effettiva nazionale - di stabilimenti petrolchimici, distillerie di
alcool, cementifici e di altre industrie per materiali da costruzione.

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La Regione Siciliana, malgrado la modesta entit e diffusione del suo tessuto industriale ordinario, uno
fra i territori del Paese con maggiori impatti ambientali.
Per avere una cognizione pi precisa delle emissioni di gas climalteranti dovute allindustria energetica,
ma anche al rimanente tessuto industriale, occorre considerare che, oltre alle emissioni dirette dei loro impianti, esse
inducono le emissioni dovute allenergia elettrica prodotta dalle centrali elettriche e dagli autoproduttori (in gran
parte operanti presso le raffinerie) per soddisfare la relativa domanda.
A seguito dellentrata in esercizio delle centrali a ciclo combinato alimentate a gas naturale in alcune
centrali dellENEL Pro. (nei poli di Priolo Gargallo, SR, e Termini Imerese, PA) si pu stimare, relativamente
allanno 2005, unaliquota di emissioni di anidride carbonica da attribuire alla sola produzione elettrica in 14,4 Mt.
Le emissioni dovute allautoproduzione fanno invece parte di quelle attribuibili al comparto della raffinazione.
Le emissioni complessive di anidride carbonica nel 1990 nel territorio della Regione Siciliana si stimavano in
42,53 Mt, suddivise come mostrato nella figura seguente.
Fig. 9.2

Le emissioni complessive di anidride carbonica nel 2004 nel territorio della Regione Siciliana possono
stimarsi in 45,75 Mt. La seguente figura indica il contributo delle varie attivit.
Fig. 9.3

In sintesi dunque le emissioni totali di anidride carbonica stimate in Sicilia nel 2004 erano di 45,75
Mt/anno, di cui 13,2 attribuibili agli impianti di raffinazione e 14,4 agli impianti di produzione energetica, talch per
questi comparti si ha un totale di 27,6 Mt/anno equivalenti al 60% delle emissioni totali.
A fronte di questa condizione di pesante vincolo, imposta in larga parte da attivit di interesse sovra regionale, il
Piano Nazionale di Assegnazione delle emissioni di anidride carbonica per il Protocollo di Kyoto attribuisce alla

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Regione Siciliana, per il 2007, un limite complessivo di 24,3 milioni di tonnellate di emissioni (di cui 20,76 Mt per
raffinerie e produzione di energia elettrica).
9.3 - Le assegnazioni di emissioni di anidride carbonica per il triennio 2005-2007 nella Regione
Siciliana (da PEARS)
Nello Schema di Decisione di assegnazione delle quote di emissione di anidride carbonica per il periodo
2005-2007 preparato ai sensi dellarticolo 11, par. 1 della direttiva 2003/87/CE, le assegnazioni nella Regione
Siciliana sono quelle indicate .
Tab.9.2

Assegnazioni delle emissioni di anidride carbonica per categoria di impanto nella Regione Siciliana

Nella tabella, per il comparto della raffinazione, sono riportate le emissioni di anidride carbonica
assegnate dal Piano Nazionale in Italia per il periodo 2005-2007 e la indicazione delle percentuali di assegnazione
attribuite alle singole raffinerie siciliane (Totale Italia 37,6 Mt/a - Sicilia 13,1 Mt/a).
A fronte di una capacit di raffinazione pari al 40% di quella nazionale, le assegnazioni delle emissioni di
CO2eq ammontano per la sola raffinazione ad un 55% di quelle nazionali, mentre il totale delle assegnazioni per le
emissioni di CO2eq pari all11% di quello previsto per il Paese.
Il Gruppo di lavoro del PEARS ha effettuato delle verifiche utilizzando dati dellUPI, del MAP e dellENEASIER, riscontrando che, in relazione alle produzioni storiche, le assegnazioni del Governo italiano al comparto della
raffinazione del greggio rispecchiano uno scenario plausibile in ordine alle emissioni di anidride carbonica attese
con lattuale assetto tecnologico e produttivo (includendovi lautoproduzione di energia elettrica).
Fig. 9.4

Il PNA 2008 - 2012 dellItalia, concretizzatosi nella Decisione di assegnazione delle quote di CO2 per il
periodo 2008 2012 (v. Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 291 del 13
dicembre 2008), costituisce l'atto conclusivo di un procedimento amministrativo iniziato nel mese di agosto 2006.
Con decreto 28 febbraio 2008 i Ministri dellambiente, della tutela del territorio e del mare e dello
sviluppo economico approvavano la Decisione di assegnazione delle quote di CO2 per il periodo 2008-2012,
pubblicata nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 291 del 13 dicembre 2008.

112





















































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