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Relazione dellesperienza di laboratorio:

Oscillazioni accoppiate

Autori: Gianfranco Cordella, Francesco Ficara, Francesco Serra


Data: 18/02/2015

Obiettivo dellesperimento.
Studio del moto armonico e smorzato di un pendolo singolo e analisi delle oscillazioni, in fase
e controfase, e battimenti di due pendoli accoppiati.
Materiale dell esperimento

Due pendoli accoppiati attraverso una molla;


Smorzatore (galleggiante da pesca);
Sistema di acquisizione per registrare la posizione di ciascun pendolo in funzione del
tempo;
Metro a nastro (risoluzione 0.1 cm);
Calibro centesimale (risoluzione 0.05 cm).

Introduzione teorica
Nel caso di un oscillatore armonico la teoria prevede, in assenza di attrito, che il parametro
della pulsazione dipenda unicamente dal periodo di oscillazione, e che quindi esso rimanga
costante nel tempo. Il valore teorico della pulsazione

0 =

dato dallequazione:

mgl
I

Inserendo nel sistema una forza di attrito viscoso si osserva uno smorzamento nel moto del
pendolo e il decadimento dellampiezza di oscillazione, durante l intervallo di tempo , il
quale pu essere stimato dalla soluzione dell equazione omogenea associata del moto

0 (t)=0 (0) et /
Collegando i due pendoli con una molla, si hanno due configurazioni iniziali del sistema per cui
il moto dei due pendoli armonico, si possono ottenere oscillazioni in fase e in controfase, con
le rispettive pulsazioni

f e

La teoria prevede

f =0

c > 0

Se nel sistema si sposta uno dei due pendoli, lasciando l altro fermo nella posizione di
equilibrio, e si lascia oscillare il sistema, il moto risultante sar dato dalla somma dei moti dei
due pendoli:

x ( t )= A0 [cos ( f t + 1) + cos ( c t + 2 ) ]

Si ottiene una oscillazione risultante di pulsazione angolare:

p =

f + c
2

Acquisizione dati
Per prima cosa si sono misurati i periodi e le ampiezze di oscillazione di un pendolo
n

E stato poi effettuato il test del 2 , utilizzando la formula

=
2

i=1

( o ie i )
ei

per poter

determinare se il dado fosse truccato o meno.


2

=4.4

( d.o.f. = 5 )

P ( 4.4 )=0.49

La simulazione successiva stata quella del lancio di un dado 100000 volte e sono stati
ricavati i seguenti dati:
m = 3.49 ; = 1.706

2=3.56

( d.o.f. = 5 )

P ( 2 3.56 ) =0.61
Dai dati ottenuti e dal valore del 2 possiamo concludere che il dado non sia truccato

In seguito sono stati simulati 10000 lanci di 2, 5 e 10 dadi, ottenendo i dati:


2 dadi:
m = 7.0 ; = 2.4
2

=110.9

( d.o.f. = 10 )

P ( 2 110.9 ) =3.4 1019

5 dadi
m = 17.40 ;

= 3.8

=58.9

( d.o.f. = 25 )

P ( 2 58.9 ) =1.4 104

10 dadi:
m = 34.9, = 5.4

2=45.07 ( d.o.f. = 50 )
P ( 2 45.07 )=0.67
I test del 2 effettuati dimostrano mantenendo fisso il numero di lanci e aumentando il numero

di dadi la curva ottenuta tende sempre pi ad una gaussiana, in accordo con quanto
affermato dal teorema del limite centrale.
Con 10000 lanci di 10 dadi la distribuzione ottenuta con buona approssimazione gaussiana,
sar necessario aumentare il numero di lanci per evidenziare che la curva non assume un
comportamento gaussiano.

L ultima simulazione stata la ripetizione di 30 volte di mille lanci di un dado. In tabella sono
riportate la media e la deviazione standard di ogni gruppo di mille lanci:
Gruppo
Lanci (Li)

Media
Campione
(mi)

Deviazione
standard (i)

L1

3.61
3.54

1.7
1.7

3.47
3.44

1.6
1.6

3.53
3.46
3.49

1.6
1.6
1.7

3.42
3.54
3.51
3.50
3.54
3.54
3.41
3.57
3.51
3.52
3.51
3.47
3.58

1.7
1.7
1.6
1.7
1.7
1.6
1.7
1.6
1.7
1.6
1.7
1.7
1.7

L2
L3
L4
L5
L6
L7
L8
L9
L10
L11
L12
L13
L14
L15
L16
L17
L18
L19
L20

L21
L22
L23
L24
L25
L26
L27
L28
L29
L30

3.41
3.40

1.6
1.7

3.60
3.45
3.54
3.50
3.46
3.51
3.45
3.45

1.6
1.7
1.6
1.6
1.7
1.7
1.6
1.6

E stata poi calcolata la media dei valori delle mi di ogni gruppo di lanci e si scelta la
deviazione standard come errore associato.
mtot = 3.501 ;

tot = 0.2573613590241824

Confrontando la distribuzione delle medie con il valore atteso dalla teoria (3.5),
questultimo rientra nell intervallo di centro mtot e larghezza tot .

Analisi dati
Dalle misurazioni effettuate possibile ricavare i valori medi

m Di

del tempo impiegato a

compiere 10 oscillazioni a ognuna delle differenti distanze dal centro di massa Di, utilizzando
la formula:
5

m Di =
k =1

( Di )k
5

Si pu inoltre calcolare la deviazione standard

s =
Di

2
1
( Di) k m Di )

(
5( 51) k=1

ottenendo pertanto i seguenti valori:

Di

di ogni media tramite la formula:

m D1

m D 2

m D3

m D 4

m D5

m D6

m D 7

m D8

m D9

m Di 0

38,21

38,21

38,21

38,21

38,21

38,21

38,21

38,21

38,21

38,21

D1

0,076

D2

0,076

D3

0,076

D4

0,076

D5

0,076

D6

0,076

D7

0,076

D8

0,076

D9

0,076

D 10

0,076

Dividendo poi sia i valori medi (e gli errori strumentali ad essi associati) sia le relative
deviazioni standard per il numero di periodi osservati in una misurazione (dieci), possibile
ottenere i valori riguardanti i singoli periodi medi TDi , come di seguito mostrato.

Periodi medi
[s]
TD1
TD2
TD3
TD4
TD5
TD6
TD7
TD8
TD9
TD10

Deviazioni
Standard [s]

3,82
2,29
1,87
1,68
1,60
1,57
1,57
1,59
1,61
1,65

0,076
0,046
0,020
0,009
0,018
0,027
0,021
0,032
0,022
0,017

Nella valutazione degli errori per


ogni misura sono stati confrontati
gli errori strumentali con le
fluttuazioni statistiche, tenendo
conto volta per volta solamente
del maggiore tra essi, che stato
riportato come errore associato
alla misura. Nel caso presentato
dunque i valori delle deviazioni
standard coincideranno con gli
errori assunti in definitiva in
quanto mai minori dellerrore
derivante dalla precisione del

Grafici
I grafici allegati illustrano la relazione che lega la variazione del periodo di oscillazione T alla
distanza D tra centro di massa e il punto di sospensione. Sul grafico a carta millimetrata
risultato impossibile eseguire il fit della miglior curva tramite il metodo dei minimo 2 poich
le incertezze sulle misure alle ascisse, se propagate sul periodo T(d) eccedono gli errori
presenti sulle misure di tempo. Il grafico disegnato per mezzo del calcolatore (con fit
automatico) mette a confronto la curva ottenuta dai dati sperimentali con quella relativa ai
risultati previsti teoricamente, ovvero ricavati assumendo il valore di g come noto (g
=9,80665 m/s2) e fissando dei valori per i vari Di. Per distinguere le due curve non sono stati
riportati errori sulla curva teorica. di minimo tra D6 e D7 . Entrambi i grafici mettono in
evidenza un comportamento simile a quello previsto.

Estrazione parametri
A partire dalla formula del periodo di un moto armonico di pulsazione angolare si pu ricavare
un valore dell accelerazione di gravit dai valori sperimentali ottenuti, attraverso la relazione:

12+ D2
l 2 /

4 2
g=
I valori di g ottenuti dai diversi valori di periodi e distanze tra centro di massa e punto di
sospensione sono:
g1

g2

10,86

g3

10,03

10,08

Calcolando un valore medio

g4

g5

g6

g7

g8

g9

9,79

9,86

9,79

9,68

9,72

9,72

g=9,92 0,36 m/s

g10
9,64

Il valore della deviazione standard stato assunto come errore di

g.

Conclusioni
I dati raccolti mostrano una dipendenza non lineare del periodo dalla distanza del centro di
massa dal punto di sospensione del pendolo.
Lerrore sui periodi singoli teorici stato calcolato con la formula

( D 2
t=
g D2

l2
)
12

l2
+ D2
12
gD

D i

I risultati, riportati di seguito, sono stati confrontati con i valori ottenuti sperimentalmente,
ottenendo lo scarto tra gli uni e gli altri, espresso in termini di

T
sperimental
e [s]

T teorico
[s]

scarto [s]

[s]

TD1

3,82

4,02

0.4

TD1

TD2

2,29

2,31

0.07

TD2

TD3

1,87

1,81

0.08

TD3

TD4

1,68

1,68

0.03

TD4

0,3

TD5

1,60

1,59

0.02

TD5

TD6

1,57

1,57

0.01

TD6

TD7

1,57

1,56

0.01

TD7

TD8

1,59

1,57

0.01

TD8

TD9

1,61

1,60

0.02

TD9

TD10

1,65

1,63

0.03

TD10

Il grafico ottenuto conferma le previsioni teoriche, essendo sperimentalmente il punto di


minimo T = 1,57 s, valore a quello teorico (T = 1,56 s).