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rossa

Soli quei forti scesero, onta ai fratelli,in campo

Anno I - n1 - gennaio 2014 quadrimestrale online dinformazione a carattere storico e culturale interno allassociazione reduci 1^ legione cc.nn. m dassalto tagliamento
http://associazionereducitagliamento.blogspot.it

RICORDO DI DON GUGLIELMO BIASUTTI


Indimenticabile CAPPELLANO DELLA 'TAGLIAMENTO'
Nella lettera d'apertura del suo libro 'Nel nostro Cimitero di guerra di Mikailovka', datata Udine, 10 Agosto 1961 e indirizzata 'Ai miei figlioli i Caduti e Dispersi nella Campagna di Russia (1941-1943) ed ai miei carissimi Reduci della Legione Tagliamento' il Cappellano mons. Guglielmo Biasutti, a un tratto, scrive: ' .. Ma per ora ci consentito di ritornare lass saltanta cal pensiero. Ed io mi propongo appunto, in queste pagine, di ripercarrere con voi le strade d allora, di saffermarmi ad agni luogo ove qualcuno dei nostri mor, di entrare - particalarmente - con voi nel nostro Cimitero di Mikailovka e narrare la storia di agni fossa. Non troverete, dunque, qui la storia della Legione, che ci attendiamo dal nostro bravo Avenati. Io nan ho h la campetenza n la documentazione per farla. E non troverete neppure la memoria di tutti i Caduti di Russia. Perch ignoro la sorte, o ne so qualcosa solo per sentito dire, di quanti caddero {o rimasero dispersi dal luglio al dicembre 1942, quando io ero ormai rientrato in Patria. Chiss che il datt. Pappalepore o Margini o Cristofoli o Staffuzza o qualche altro, che abbia vissuto tutto il calvario della Legione, non si senta spronato a completare (e correggere) questi miei appunti!'..' Nella lettera d'apertura della terza ristampa del libro, pubblicato la prima volta nel 1861 e poi nel 1983, datata Forgaria, 23 Febbraio 1992, il dr. Antonio Zuliani Presidente del Circolo Culturale 'Mons. Guglielmo Biasutti' di Forgaria nel Friuli realizzatore della ristampa in ricorrenza del cinquantesimo anno della partenza dei Nostri soldati per il Fronte Russo e nel 7Anniversario della morte dell'autore, a un tratto cos scrive: ' .. Sulla Campagna di Russia sono stati pubblicati numerosi scritti, gli storici hanno lavorato e lavorano tutt'ora alla ricerca della e delle "Verit", con la ripubblicazione del libro noi non vogliamo entrare nel merito di certi fatti, che accaduti in quellepoca sono ora oggetto di alquanto deprecabili strumentalizzazioni politiche; non nostro compito! I motivi che ci hanno indotto a decidere per la ristampa sono essenzialmente questi: rendere omaggio alla figura di Mons. Guglielmo Biasutti, uomo di Dio, testimone fedele della Sua carit e del Suo amore; parlare della tragedia umana che si

Comitato onoranze caduti di rovetta

Cerimonie 2014
Con celebrazione della s.messa in suffragio dei 43 caduti della legione tagliamento : domenica 25 maggio ore 10:30 presso il cimitero di rovetta domenica 21 settembre ore 10:30 presso il cimitero del verano di roma consumata sul fronte Russo senza veli o pregiudizi ideologici che spesso danno una visione distorta della realt senza cogliere quegli aspetti umani che il cappellano don Biasutti coi suoi occhi e con il suo cuore seppe certamente trasfondere nel libro; onorare tutti i Caduti e i Reduci di quellinutile e assurda guerra. Dopo mezzo secolo abbiamo visto lideologia bolscevica crollare con tutti i suoi dogmi e le sue certezze; per qualcuno questo improuviso crollo sar stata una sorpresa ma non per i reduci in quanto, anche dalle pagine di Mons. Biasutti emergono precise alcune testimonianze di come quella dottrina non fosse per luomo ma contro luomo e le stesse povere popolazioni locali ne subivano l'oppressione.'... Nella prefazione della terza ristampa del libro, scritta dal Presidente del Gruppo Reduci dal Fronte Russo 1

della Legione Magg. Dott. BRUNO STAFFUZZA, proprio uno dei nomi auspicati, come sopra riportato, da mons. Biasutti per il completamento dei suoi 'appunti', la figura del Cappellano, guardata attraverso ricordi che rivelano le elevate componenti della sua identit, emerge in tutto il suo ecelso spessore di uomo, di religioso e di illuminato del Signore. Ripercorrendo alcune tra le parole dello Staffuzza, ecco dunque come appare il nostro Cappellano. 'Don Biasutti, laureato in teologia e in filosofia; in PACE, rifiutando gli onori di una brillante carriera ecclesisstica, segue la vocazione che lo spinge alla beneficienza. Negli Anni Trenta fonda la "Piccola casa 'Federico Ozanam'" in Udine, "Il rifugio Giacomo Bearzi" in Planis (UD) che poi doner ai Salesiani. Appena rientrato dalla Russia " L'Ospizio di S.Maria La Longa", che lascer all'Opera di Don Orione. Nel 193738, Lui l'unico ed il solo sacerdote italiano, che interviene con vari scrittie memorie a difesa degli Ebrei, deplorando l'infamia delle leggi razziali... Nellaprile 1945, quale amministratore temporaneo della parrocchia di Lauzacco (UD), schiera i suoi parrocchiani in armi sugli argini del Torre pronti a contrastare le eventuali avanguardie di Tito, che si affermava volessero conquistare Udine e tutto il Friuli sino al Tagliamento... Tutti sanno della Sua opera di riordino dellimportante biblioteca arcivescovile di Udine, dove lavor per quasi trentanni . IN GUERRA: sul Fronte Russo, col Suo coraggio, esaltato dalla profonda dottrina e dalla Sua fede cristallina, Lui Sacerdote e non Uomo d'armi, forgia la Legione, ne crea la POESIA; quindi LA FAMIGLIA. DELLA TAGLLAMENTO. Dice lo storico Carlo Moriondo: '... se difficile fare andare daccordo due orologi, due meccanismi fatti dalle stesse molle, lancette, rotelline, come possibile mettere insieme, in armonia degli uomini di tendenze e provenienze diverse?'. Come pot il nostro cappellano creare la POESIA e LA FAMIGLIA della TAGLIAMENTO, tra 1686 UOMINI di cultura diversa, di tradizioni diverse, di provenienze disparate? ... POTE', perch Lui praticava naturalmente, in modo eroico e continuo, le virt teologali e quelle morali,

sapendo trasmettere a noi fede, speranza, carita, prudenza, giustizia, fortezza, temperanza. Noi, volontari, arditi, ribelli alla disciplina rigida, formale, per noi insopportabile, voluta dal Comandante Nicchiarelli (che proveniva dai Granatieri), trovammo nel cappellano la comprensione del nostro spirito. Egli seppe addolcirlo nel culto dellumilt, come sottomissione ad una volont piu alta, quasi divina, che da Lui proveniva. Quando, perch VOLONTARI DI GUERRA, i Comandi Superiori pretesero da noi l'impossibile, non dandoci il necessario cambio a Woroscilowa, noi esasperati, sfiniti dalla fame, dalla fatica, dai pidocchi, dal sonno, dicemmo: "Mai pi Volontari di Guerra, ma, con te, cappellano, se occorrer, ancora VOLENTIERI!". In Lui avevamo intuito qualcosa di DIVINO. Era, tra l'altro, invulnerabile: tutti volevano uscire con Lui specie di notte per raccogliere i feriti ed i morti nella terra di nessuno, avvicinandosi alle trincee dei russi, che spesso sentivamo parlottare. Sentimmo nel nostro cappellano quel carattere sostanziale dellUNIONE (che i teologi chiamano ipostatica) delle due nature: lumana e la divina. Intuimmo che don Biasutti era in possesso dello STATO eterno ed incancellabile, lo stato dellunione col Cristo, concessogli dallunzione sacerdotale". Da questo Suo stato provenivano i Suoi atti, il Suo

modo di vivere nel sacrificio, "nella preghiera, nella comunione. Cio nella distribuzione delle grazie del Signore: serenit, pace dell'anima, dedizione al dovere sino al sacrificio, amore per la Famiglia e per la Patria, amicizia verso tutti, fraternit, amore che non conosce invidia ed odio. Cap che non c'era in noi odio persino KRUSCEV (intervista del sottosegretario on. Codacci Pisanelli, riportata da tutta la Stampa il 15 novembre 1961). Ci fece tutti santi? NO! Ma ci fece capire cos la SANTITA'. Ci prepar alla VITA ed alla MORTE. Ci insegn a non ribellarsi neppure allidea della MORTE, per non ribellarsi a Cristo, che e IL GIUSTO". Ci diceva "A Cristo bisogna sempre rendere omaggio, come aveva fatto il Centurione di Cafarnao... Ci aveva insegnato a vivere in umilt, in nascondimento", a non usare mai la prepotenza, a trattare umanamente ed amichevolmenle i russi. Ci ricordava che il Battista aveva data questa risposta ad alcuni saldati che lavevano interpellato: "Non abusate della vastra forza e della vostra posiziane per fare angherie... non partate via soldi a nessuno, ma accantentatevi della vostra paga" (Luca: 3,14)... Ci fece capire, o quantameno intuire, il Miracaolo della TRANSU-STANZIAZIONE, per cui il pane ed il vino, nella celebraziane della S. Messa, pur rimanendo gli stessi negli accidenti, nella loro materia, vengono convertiti nel corpo e nel sangue di Cristo. In questa certezza Egli celebrava la S. Messa con suprema devozione, e noi lo seguivamo con trasporto, senza distrarci. Nan ci distraemmo neppure la sera del S. Natale 1941 a Krestovka sotto le bombe. Molti ancora ricordano quella S. Messa came la pi bella della vita!.. Egli, si, scrisse con mirabile felicit espressiva quando ricord la Legione e la morte eroica e veramente cristiana di tanti nostri compagni darme. Leggete ci che il cappellano ha scritto in questo volume dei legionari e dei fanti del LXIII Big. Sassari. Vi segnaler solamente alcuni nomi: Vincenzo Bagnoli, da Udine, Francesco Sbaiz da Codroipo, che canta per non lamentarsi, Mengoli Giuseppe, da Villa Gavazza (Reggio E.) Tagliavini Otello, da Poviglio. Nulla aggiungo a quanto ha detto il cappellano del Centurione Luigi Muti e del suo Ten. Amilcare Mazzocchi. Come sparirono in battaglia Pelati Ezio e Palmieri Giuliano, amici in vita ed abbracciati nellamorte? Di Mario D'Antoni, che morl nellOC 387, il cappellano Enelio Franzoni, medaglia doro al V.M., reduce di 14 anni di prigionia, scrisse a don Biasutti.: E morto un Santo!". E che dire del "toscanaccio Vittorio Zoppi, che spirando balbetta a don Biasutti: "Oh, si,

parler di Voi, cappellano, in Paradiso... Celebrata in Russia la S. Pasqua, il cappellano coslretto a rimpatriare per malattia: ci lascia con dolore e nel dolore. Ancora mal sicuro sulle gambe, lascia laspedale, contro il parere dei medici, ed intraprende un lungo pellegrinaggio in Emilia ed in Friuli, per portare la sua parola di canforto ai familiari dei Caduti. "Eris semper sacerdas", Egli dice. Ed Lui che il 25 dicembre 1942 viene a Tarvisio ad accagliere 306 legianari e 5 ufficiali della prima legione, che miracolosamente, avendo avuto l'avvicendamento sul Don il 14 dicembre (allinizio della disastrasa ritiraia) sano giunti in Patria il d del S. Natale! Quindi, per lunghi anni, partecipa ai nostri raduni, che si svolgono nascostamente, perch vietati da Quelli che camandano. Conforta noi perseguitati ed epurati can le Prediche, che ci invia a corredo del nastro Natiziario. Questo foglio esce regolarmente piu volte allanno, ma sempre nelle ricorrenze del Natale e della Pasqua. E' il foglio che tiene unita la FAMIGLIA della TAGLIAMENTO. E la Legione, anche se le sue file in terra vengono falcidiate, vive intensamente tra i superstiti e con i Familiari... Accogliendo il voto di alcuni reduci, attenuto il permesso dallarciprete di Latisana (mans. Lianello Del Fabbro, gi cappellano della Julia in Russia), fa erigere nel sagrato del duomo il manumento ai Caduti della Legione, dedicandalo alla REGINA PACIS. La Madonnina della Tagliamento ora " venerata da tutto il popolo di Latisana. Il Consiglio Comunale ha intiltolato lo spazio che sorge davanti al monumento: "Campiello della Regina Pacis. Finch le forze glie lo permisero mans. Biasutti venne ogni anno a Calendimaggio a Latisana a celebrare la S. Messa per i Caduti ed a farci pregare ai piedi della nostra Madonna. Con i legionari iniervengono gli Alpini ed altri ex cambattenti di Latisana per porre un fiore ai piedi della Lapide ...'.

P.P. (da 'Nel nostro Cimitero di guerra di Mikailovka', terza ristampa)

La Tagliamento: dalla Legione all'Associazione

Nella Presentazione di Paolo Minucci Teoni del volume di Arturo Conti 'LEGIONE TAGLIAMENTO con gli Esuli in Patria Mariano Renzetti e Fernando Caciolo', edito dalla Fondazione della R.S.I Istituto storico, si legge: 'La pi alta aspirazione della Tagliamento , cos come per ogni altra unit della Repubblica, sarebbe stata quella di poter essere ammessa alla linea del fuoco per contrastare a viso aperto l'invasore angloamericano: ma solo pochi reparti ebbero questo privilegio. Alla Legione fu assegnato l'incarico pi difficile, ingrato e pericoloso: il presidio del territorio a protezione delle bande che, col passare dei mesi, si facevano sempre pi agguerrite e intraprendenti. Ci nonostante essa dette sempre il meglio di s meritandosi la stima dell'alleato, al prezzo di un pesante contributo di sangue. Proprio per la saldezza e la combattivitche le permisero di conseguire risultati positivi in pi occasioni, la Tagliamento ebbe in premio dai tedeschi ci che soltanto poche altre unit della RSI poterono ottenere: l'integrazione del proprio con il pi efficiente armamento tedesco. La fine giunse, come sempre accade, improvvisamente. La Legione aveva distaccamenti sparsi in impervie localit della Val Camonica e della Val di Scalve che, in assenza di validi collegamenti e di ordini per un 'cessate il fuoco', alla notizia che Mussolini non era pi a Milano, si disorientarono. Alcuni si arresero ad improvvisati, ingannevoli, irresponsabili comitati cosiddetti di liberazione. Altri tentarono la via di casa. I pi determinati presero la strada del Passo del Tonale, nel vano tentativo di agganciare le retroguardie tedesche e continuare cos, con esse, una lotta giunta ormai irrimediabilmente all'epilogo. Coloro che ingenuamente avevano pensato che la resa volontaria avrebbe portato pace, furono bruscamente riportati alla realt: per i perdenti la resa si tradusse in un percorso di soprusi e vessazioni in fondo al quale, alla sommit di un altro Calvario, ad attender molti di loro stava la morte. Onore a Voi Legionari di una indimenticabile ed irripetibile stagione vissuta con speranze di vittoria'. E' appunto con l'intento di ricordare i Caduti della Legione 'M' Tagliamento e di conservare la memoria 'inalterata' di una delle pi prestigiose unit combattenti dell'Italia repubblicana, che i suoi Reduci, durante la cena del 21 Settembre 1989, decisero di costituire la loro Associazione d'arma. Gregorio Misciattelli, il giovane sottotenente citato da Giorgio Pisan nel libro 'Lultimo saluto' per un delicato incarico affidatogli dal Comandante della Legione Colonnello Merico Zuccari, fond il nobile Sodalizio inizialmente denominato 'Gruppo Reduci Legione Tagliamento' concretizzando l'idea di esso avuta assieme al Cappellano e legionario Padre Antonio Intreccialagli che fu eletto Presidente Onorario a vita. L'Associazione, come riportato nel suo Statuto, si prefiggeva non solo di conservare la memoria dei Caduti, ma anche di ricercarne le spoglie disperse e di assicurare loro una degna sepoltura; di rinsaldare i vincoli di amicizia e di cameratismo sorti in guerra e di promuovere la solidariet fra gli appartenenti alla Legione. Inoltre, di organ izzare l'assistenza a favore di tali appartenenti detenuti per fatti di guerra, dei Famigliari dei Caduti, dei mutilati ed invalidi per cause di servizio durante la permanenza nella Legione. Infine, di raccogliere e riordinare materiale documentario concernente la Storia della Legione. In questo spirito e in queste direzioni, l'Associazione oper con successo sin dal suo sorgere guidata dal suo fondatore, eletto poi Presidente, che impersonava devozione al Passato, percezione del futuro e trascinante carisma. Il Misciattelli continuava cos a 'combattere', anche dopo la fine del conflitto, una guerra che non considerava 'finita' non avendo la sua Legione definita con orgoglio 'invitta', come asseriva, deposto le armi, alla fine, solo per propria autonoma scelta. L'Associazione, al cui appello risposero i Reduci di molte regioni italiane che in essa si ritrovarono, dette cos vita a Iniziative in Memoria e Onore dei Caduti e nei luoghi sacri del loro 'sacrificio' in varie localit d'Italia. Tra queste, il Raduno dei Reduci della Tagliamento, che ha luogo ogni anno, ad ogni anniversario dell'eccidio, a Rovetta, divenuta punto nodale e di riferimento dell'Associazione stessa. Esso per ragioni climatiche si effettua nel mese di Maggio e la Commemorazione, storica e religiosa, culmina nella celebrazione della Santa Messa sul luogo del locale cimitero dove caddero i 43 Legionari giovanissimi traditi e spietatamente fucilati nella nota Strage la mattina del 28 Aprile 1945.

Il Misciattelli si avvalse, per la sua realizzazione, di un Comitato per le Onoranze di tali Martiri ma da considerarsi 'esteso', come teneva a ricordare, anche alla memoria di tutti gli altri Caduti della Tagliamento e della RSI. Esso fu fondato e oper nel territorio bergamasco grazie all'aiuto generoso di collaboratori come Mirella Bordin Mercandelli, Luigi Cornago e Franco Mandelli che, quando il Cornago dovette assentarsi, ne assunse la coordinazione. Altra iniziativa la fondazione di 'Emmerossa', il notiziario dell'Associazione che reca e diffonde l'immagine del Sodalizio, informa delle sue attivit e dei suoi programmi, rievoca la Storia della Legione, onora di 'ricordo' i Caduti, in una ottica culturale e spirituale. Nel 2007, con lettera dell'8 Gennaio, Gregorio Misciattelli, assegnava l'incarico della organizzazione delle Manifestazioni di Rovetta e di Lovere a Paolo Piovaticci, fratello di un Caduto di Rovetta, al quale aveva il 21 Maggio 2006 concesso l'onore di presentare il suo libro 'Sono morto per l'Italia' dedicato al fratello Guido e agli altri giovani con lui Caduti, ai piedi del muretto del Cimitero dove furono barbaramente abbattuti. L'Associazione si arrich di nuove iniziative, in parte 'riprese con sviluppo' da quelle gi esistenti. Fra le pi significative l'innesto, nelle inaugurazioni dei Raduni, dell'aspetto culturale, con l'apporto di interventi, susseguitisi negli anni, di relatori come Stelvio Dal Piaz, Carlo Viale, Maurizio Canosci, il compianto Giovanni Zanoletti. Altra iniziativa , nel 2006, il 'Riconoscimento Nazionale Alto Morale' da assegnarsi annualmente a chi ha pi contribuito con opere concrete alla Memoria dei Caduti di Rovetta e della RSI. Esso stato conferito, da quell'anno a oggi, al Camerata e studioso della Storia della Tagliamento Giuliano Fiorani, al Presidente Gregorio Misciattelli, allo scultore Pierino Bertocchi, al Legionario Giulio Di Marino, al Presidente di Continuit Ideale Umberto Scaroni, al Legionario Mariano Renzetti ed alla Custode della Tomba dei Caduti del cimitero rovettese Mirella Bordin Mercandelli. Altra istituzione la Visita annua alla Tomba dei Caduti di Rovetta del Verano di Roma dove giacciono le spoglie mortali dei 43 Martiri, ivi translate l'11 Novembre 1947 con solenne cerimonia religiosa e partecipazione di popolo. Nella Cerimonia, religiosa, viene celebrata la Santa Messa in suffragio dei Caduti e impartita la Benedizione. Tale iniziativa, riprende e regola visite gi esistenti, dandogli ritmo annuale in modo che ogni anno i 43 Martiri vengano onorati in ambo i luoghi in Italia a loro sacri: a maggio a Rovetta sul luogo dove caddero, e a Settembre a Roma, dove riposano. L'11 Aprile 2010, all'et di ottantasei anni, veniva meno Gregorio Misciattelli. Sabato 22 Maggio 2010, nel corso della Inaugurazione del XVII Raduno, veniva annunciata la nomina a Presidente del Camerata Reduce Mariano Renzetti che quindi succedeva in tale ruolo al compianto Gregorio. Con il Renzetti, figura d'alto profilo morale e senso militaristico organizzativo, l'Associazione ha fruito di un ulteriore sviluppo migliorativo.. Sotto l'aspetto dell'immagine, ha visto ripresa la stampa della 'Emmerossa', il quotato Notiziario che nel tempo si era dovuta sospendere, mentre, sotto l'aspetto giuridico, ha compiuto un avanzamento 'storico' con la regolarizzazione 'aggiornata' della sua Costituzione e del suo Statuto, esistenti in forma privata dal 1989, effettuata con registrazione pubblica n.754 del 15 Giugno 2012. In questa ufficialit, l'Associazione si muove nel pieno riconoscimento dallo Stato nello scenario delle Realt similari d'Area, e la sua attivit sociale ha sempre pi ampio e notato respiro, intrecciando o rinnovando rapporti con altri prestigiosi Reggruppamenti come ad esempio l'Associazione 'Campo della Memoria' e 'X Mas-RSI', con le quali nata una esemplare cooperazione, al punto che le Manifestazioni di Rovetta e anche di Roma si fanno sempre pi mta di aumentate partecipazioni nazionali specie di giovani. Oggi Rovetta fra i primissimi Appuntamenti d'Italia di 'coloro che non dimenticano': sempre pi ostacolata e minata con indegne 'rotture di lapidi' e 'intimidazioni' che, incredibilmente, sortiscono, al contrario, una pubblicit sempre maggiore fausta alla numerosit delle presenze annuali di essa, ed anche alle Visite in Roma. Paolo Piovaticci 5

LO SPIRITO DELLA 'TAGLIAMEMTO' in un esempio di 'vero' volontario


Riproponiamo il brano di un intervento di Gregorio Misciattelli, Presidente della Legione 'M' Tagliamento, apparso sulla Emme Rossa Anno III n. 8 di Ottobre 1999,pag. 3, che evidenzia lo spirito che animava il Reparto e parificava nel merito di operare per la unica causa ufficiali e legionari. Il brano fa parte di una lettera da lui diretta al Direttore di 'Italia volontaria, gennaio-aprile 1998. Caro direttore, ho letto su 'Italia volontaria, n. 2 del settembre-dicembre 1997, la lettera indirizzata al Dr. Intelisano. Le comunico che il Gruppo Reduci la Legione 'M' Tagliamento, di cui mi onoro essere il presidente, ha iniziato le pratiche per la riapertura del processo contro i partigiani che fecero l'eccidio di Rovetta che non fu un atto di guerra, ma una strage compiuta dopo la fine della guerra da partigiani comandati da ufficiali cosiddetti alleati passibili di aver violato la convenzione di Ginevra. La nostra Legione 44 anni fa, precisamente il 26/04/1954 fu giudicata dal Supremo Tribunale Militare (Predidente Buoncompagni) e fu riconosciuta come reparto combattente. Vorrei fare alcune precisazioni: 'i Martiri di Rovetta facevano parte della Legione 'M' Tagliamento ed era un plotone di formazione costituito da Legionari molto giovani e malati e feriti in convalescenza, che era stato lasciato a Presidio del p.asso della Presolana, lontano dai combattimenti, nei quali era impegnato il resto della Legione. Ci sono errori nei nomi e nelle date di nascita nel vostro elenco, ma sono cose di poca importanza. Altra cosa che invece tengo a far notare che il Legionario Giuseppe Mancini , essendo il figlio di Edvige, sorella di Mussolini, ne era il nipote ma, nessuno di noi lo sapeva, fu scoperto solo quando il Duce nell'Agosto 1944 ci venne ad ispezionare al fronte sulla linea del Foglia e chiese al nostro comandante Console Merico Zuccari di poter parlare con il Legionario Mancini. Il Console, molto meravigliato che il Capo dello Stato volesse parlare con un Legionario, lo fece chiamare ed il Duce notando la sua meraviglia gli disse che era suo nipote. Questo un esempio di vero volontario che non ha voluto parlare della sua parentela per essere trattato come tutti e non avere privilegi. Mi scuso per essere stato lungo ed invio cordiali saluti. Gregorio Misciattelli. E' lo 'spirito', questo di allora, che ha ereditato il Gruppo, ora 'Associazione' dei Reduci della Tagliamento creata da Gregorio, e che il primo fondamento imprescindibile di essa e dei suoi aderenti.

Visita alla Tomba dei Caduti di Rovetta


Roma, 15 Settembre 2013
Imponente, la Visita in ricordo e onore dei 43 Caduti di Rovetta e, con essi, di tutti i Caduti della Repubblica Sociale Italiana, del 15 Settembre 2013, che ha avuto luogo al Verano di Roma davanti alla Tomba che conserva i loro resti mortali. Una Manifestazione cresciuta grazie anche all'intervento di prestigiose Associazioni d'Area che si sono unite all'Associazione Reduci della Legione Tagliamento nell'omaggio annuale da questa istituito con tale Visita per i 43 giovanissimi Legionari brutalmente abbattuti da partigiani traditori e assasini il 28 Aprile 1945 a Rovetta. Queste sono 'Il Campo della Memoria' di Nettuno, la 'Flottiglia X MASR.S.I.', i 'Volontari Reduci di Guerra' di Roma, coordinate dal Presidente di quest'ultima Alberto Indri. Ritrovatisi puntualmente all'ingresso del Verano di Piazza delle Crociate alle ore 9,30 come da programma, i partecipanti, convenuti numerosi pi che mai anche da diverse Regioni d'Italia anche lontane come la Lombardia, hanno formato il tradizionale Corteo: pi di cento persone fra Reduci, parenti di Caduti, simpatizzanti tra cui molti giovani, rappresentative di Associazioni con le loro insegne combattentistiche della RSI verso la Tomba dei Martiri. Il Corteo, guidato da Alberto Indri, s'apriva con il labaro della Legione Tagliamento portato dal suo alfiere Ismaele Mensi, dietro a cui seguiva la corona di fiori portata da Girolamo Misciattelli , e poi da molte insegne di associazioni tra cui i 'Volontari di Guerra Sezione Enrico Toti di Roma', la 'Flottiglia X MAS-RSI di Nettuno', l'Ass. Naz. Volontari di Guerra Federazione dell'Istria Giovanni Grian' , l'Ass. Naz. 'Volontari di Guerra Federazione del Carnaro Annibale Noferi' e l'Ass.ne naz. 'Volontari di Guerra Federazione della Dalmazia Francesco Rismondo'. Giunti alla Tomba, il Corteo si disposto a corona attorno ad essa, e il Presidente Alberto Indri dopo il saluto ai presenti porto anche da parte delle Associazioni aderenti, ha dato la parola al Presidente dell'Associazione Reduci della Tagliamento, il Camerata Veterano della Legione Mariano Renzetti, che ha aperto l'Incontro dedicando parole commemorative di elevata intensit ai Caduti ascoltate con profonda attenzione e anche commozione da parte dei presenti. E' seguta la Commemorazione del Cemerata professor Stelvio Dal Piaz, che ha rievocato il valore e il Sacrificio dei purissimi Martiri Ragazzi della Tagliamento, e dedicato parole e pensieri al messaggio da loro tramandato alle future generazioni, e malgrado lo scroscio d'una pioggia che ha costrello ad aprire molti ombrelli e al riparo sotto ai cipressi del cimitero, le persone sono rimaste al loro posto, come - commemter poi l'oratore - da protocollo militare. Ha quindi avuto la parola il Camerata professor Augusto Sinagra, il cui intervento ha suscitato non solo emozioni per il ricordo dei Martiri, ma anche profondo interesse per gli argomenti di memoria storica trattati con rara logica su un elevato piano culturale. Dopo il saluto dato dal Camerata e Reduce della Tagliamento Fabio Poggio la cui assidua collaborazione preziosa per la realizzazione delle Manifestazioni romane, stato effettuato, da Alberto Indri, il tradizionale Appello ai Caduti. Sull'attenti, tutti i presenti ad ogni Nome da lui scandito, hanno risposto gridando con tutta la loro voce, ed insieme, 'Presente!' alzando il braccio teso nel 'saluto romano'. Dopo l'ultimo nome pronunziato, si udito, suonato dal vivo con la tromba, il 'Silenzio d'ordinanza', che ha concluso la parte commemorativa della Visita, per dare spazio alla cerimonia religiosa. Questa consistita nella celebrazione della Santa Messa davanti alla Tomba, officiata su un piccolo tavolo adibito ad altare, da Don Marco Solimena, di Roma, protetto da qualche ombrello dalla pioggia insistente che per non ha dissuaso i partecipanti dall'assistere fino al termine alla funzione religiosa e alla bella ed elevata Manifestazione. Il sacerdote ha, nel-

la breve omela, ricordato i Ragazzi ingiustamente abbattuti dalla malvagit umana, ed ha poi impartito la Benedizione alla loroTomba. In omaggio ai giovani Caduti ed a chiusura della Cerimonia religiosa stata letta da Gurolamo Misciatteli, figlio di Gregorio, il compianto fondatore dell'Associazione Reduci della Tagliamento, la 'Preghiera del Legionario', ed infine di nuovo risuonato con la tromba, tra i solenni cipressi del Verano, il 'Silenzio', che ha sigillato con le sue note lunghe di saluto e di commiato, l'Evento.Va ricordato che alcune personalit che non hanno potuto, per giustificati motivi, essere presenti, hanno inviato il loro messaggio, che qui riportiamo. Giovanni Rebaudengo, Presidente RNCR-RSI-Continuit Ideale ha scritto:'Cari Camerati, dalleccidio partigiano dei 43 giovani Legionari della Tagliamento sono passati ormai 68 anni. Ma n il tempo n le ingiurie avversarie sono riusciti a cancellare in noi il loro ricordo. Il ricordo di un estremo sacrificio che ha assunto le stigmate della sacralit, e che riafferma ancora una volta, senza se e senza ma, la nostra assoluta fedelt a quellIdea per la quale i Ragazzi della Tagli amento si sono battuti e hanno immolato la vita. Oggi, come vecchio soldato superstite della Repubblica Sociale Italiana, per forza di cose lontano da voi, e come Presidente dei Combattenti repubblicani vi sono spiritualmente accanto nel rendere omaggio e testimonianza ai 43 Martiri caduti nellimmane lotta del sangue contro Giuda e contro loro. E con voi alzo alto il grido: Presente!'. La signora Mirella Bordin Mercandelli ha scritto: 'Oggi 15 settembre un giovane Sacerdote, don Marco Solimena, che condivide i nostri ideali, nel ricordo di suo Padre, si sente onorato di celebrare la Santa Messa per i 43 giovani Legionari trucidati a Rovetta da belve sanguinarie. Lo spirito dei Legionari sar sullAltare di Dio e i n quella atmosfera mistica sar presente anchio con i fedeli camerati , il mio cuore e il mio pensiero sono accanto allavello dei Martiri.Sempre con il cuore appeso a quel muretto intriso di sangue, lascio la custodia di quel lembo di terra e della Tomba al cimitero di Rovetta, allAlfiere della Tagliamento Ismaele Mensi che da provetto giardiniere, metter tutta la sua passione e la sua fede per conservare quel luogo della Gloria e dellOnore nel modo degno del loro sacrificio.Ringrazio don Marco, e saluto tutti nel ricordo dellindimenticabile Gregorio Misciattelli.'. Il dr. Mario Troviso, membro dei probiviri dell'Ass,ne Nazionale V Mas-RSI Genova ha scritto al cav. Paolo Piovaticci Vicepresidente dell'Ass.ne Reduci Tagliamento: 'Caro Paolo, ti invio questo comunicato da leggere domenica 15 settembrep.v. al Verano per la commemorazione dell'eccidio di Rovetta.Ecco il testo:"A settanta anni dalla proclamazione della R.S.I. motivo di orgoglio ricordare le sante battaglie per affermare i principi ispiratori delle regole di vita di ogni popolo oggi,domani e sempre:Patria Repubblica, Socializzazione.Orgoglio e commozione nel ricordo dei camerati caduti combattendo contro le forze armate al servizio dei poteri della finanza internazionale,commozione per i caduti di Rovetta massacrati dalle bande partigiane nella"radiosa primavera"del 1945. Orgoglio commozione e fierezza onorando il comandante Borghese e tuttii caduti della X Mas e Benito Mussolini capo della prima repubblica sociale della storia.' Il Cav. Paolo Piovaticci ha scritto: 'Un saluto ai 43 Caduti di Rovetta, fra i quali il caro mio fratello Guido, i cui resti si conservano in questa Tomba. Un saluto ai Reduci dell'Associazione Reduci della Tagliamento ed alle Associazioni 'Campo della Memoria', X MAS-RSI' e 'Volontari di Guerra di Roma' che sono intervenute per unirsi a loro in questa Visita in memoria e onore dei nostri Martiri.Un saluto a tutti i presenti qui convenuti per partecipare alla cerimonia commemorativa e religiosa in onore di questi Ragazzi che vissero e caddero per l'Italia, e che non sono morti, ma seguitano a vivere in noi che li ricordiamo, pregandoli di perdonarmi se per cause di forza maggiore oggi non posso essere tra qui tra loro.' Malgrado il tempo piovoso, molti dei convenuti alla Visita per i nostri Caduti, si sono ritrovati per l'incontro conviviale in programma al caratteristico e vicino Ristorante 'Le Crociate', dove, dopo il l'ottimo pranzo come al solito animato da uno stare insieme cameratesco e allegro, e non scevro da qualche canto collettivo delle amate canzoni di guerra, la programmata Riunione del Direttivo dell'Associazione Reduci della Tagliamento presieduta con autorevolezza dal Presidente Mariano Renzetti, si conclusa felicemente per il prosieguo della positiva linea direttiva e operativa del prestigioso Sodalizio. Paolo Piovaticci

Ideologia e/o l'utopia marxista


nuove libere condizioni sociali, potr sbarazzarsi di questo stato sociale in rovina". Lenin NikolayVladimir (1870-1924), seguace di Marx e Engels, in conseguenza alla sua attivit nei circoli rivoluzionari di Pietroburgo, nel 1897 verr confinato in Siberia e in seguito costretto all'esilio; rientrer in Russia dopo la rivoluzione del 1905. Lenin era per la rigida organizzazione del partito e della autosufficienza del pensiero marxista, ma dovr emigrare nuovamente. Durante la prima guerra mondiale (1915-1916) era contrario alle tendenze patriottiche della IIa Internazionale, proponendo di sfruttare la guerra in senso rivoluzionario. "Noi non dobbiamo soltanto spaventare i capitalisti, cos che essi sentano la forza del proletariato che prevede ogni cosa... Noi dobbiamo annientare anche la loro resistenza passiva, la quale indubbiamente ancora pi pericolosa e nociva... introdurre il lavoro obbligatorio per i ricchi... distribuire i generi di consumo, il consumo dei ricchi venir commisurato dalle classi pi povere...". Lenin, nel 1917, rientrer in Russia e sosterr la dittatura del proletariato come forma di transizione del capitalismo al comunismo, contro il parlamentarismo borghese dal governo Kerenskiy. Ancor prima che il comunismo conquistasse il potere, reclamava: "E se voi, sfruttatori, tentaste di opporre resistenza alla nostra rivoluzione proletaria, noi vi sopprimeremo senza piet; vi priveremo di ogni diritto; pi ancora, non vi daremo pane... perch noi siamo realmente e seriamente socialisti". Nel novembre 1917, Lenin, dopo la conquista bolscevica del potere, prese la via del governo e iniziarono le uccisioni e le detenzioni contro i contadini benestanti (i gulak), i pope e le guardie bianche, e tracci le linee del nuovo Stato sovietico. A dicembre 1917, nel decreto sulla socializzazione dell'economia nazionale, si apprende che: "il servizio del lavoro obbligatorio introdotto d'ora innanzi: tutti i cittadini di ambo i sessi, nelle et fra i 16 anni e i 55 anni, saranno obbligati ad eseguire il lavoro ad essi assegnato dai locali Sovieti dei rappresentanti degli operai, soldati e contadini o da altri organismi del potere sovietico. Allo scopo di un esatto controllo e di distribuzione di viveri ed altri prodotti necessari, ogni cittadino dello Stato sar obbligato a fare parte di una cooperativa di consumo". L'ideale del marxismo era quello di liberare il lavoratore dalle catene impostegli dal sistema capitalista che lo avrebbe annientato come individuo e ne avrebbe fatto un oggetto produttivo. Il marxismo proponeva una societ senza classi, fatta da persone libere, impegnate alla costruzione di un mondo fondato sulla giustizia sociale. Purtroppo, il comunismo verr imposto con la forza, dove si costrinsero i " proletari", in nome della lotta ai ricchi, a una rigorosa e ubbidiente disciplina, che, senza la possibilit di contraddizione e reazione, si ritrovarono con ben altre pesanti catene. Come dimenticare la fame come mezzo di controllo, i campi di lavoro di Stalin, la Cina di Mao, la Cuba di Fidel Castro. Dove il comunismo si radicato, costato lacrime, sangue, fame e regresso, fallendo in tutti i campi le teorie di Marx. Diversi studiosi hanno paragonato il marxismo ad una religione laica con un suo dio e in Marx il suo profeta; con Engels, Lenin e Stalin i suoi santi; con il partito, il suo clero. Il giorno del Giudizio sarebbe arrivato con la rivoluzione mondiale, dove il proletariato il popolo designato a vivere in un Paradiso terrestre dopo l'applicazione del comunismo, poich una societ senza classi era la Terra promessa. Da quella Terra promessa, chi ha potuto, fuggito.

Due parole sulla dottrina marxista e il rapporto avuto il comunismo, ovvero, vecchie teorie, da Marx a Engels, a Lenin. Una delle pi grandi fabbriche di illusione del '900 stato il comunismo. Quel comunismo teorizzato da Carlo Marx (1818-1883), dove la materia era forza operosa e la religione un prodotto della societ. Per Marx, l'uomo che fa la religione e non la religione che fa l'uomo, ed pura fantasia credere a una ricompensa nell'aldil. Nella sua teoria del "Materialismo", Marx affermava che "... il primo gesto storico dell'uomo la produzione dei mezzi necessari a soddisfare i propri bisogni", cio: mangiare, bere e vestire. Divideva la societ in due categorie: borghesia e proletariato, in antagonismo tra loro, dove il padrone retribuiva l'operaio per una frazione di quello che produceva e la rimanenza del lavoro, non pagata, procurava al padrone la formazione del capitale. Pertanto il padrone era tutto il male; l'operaio invece era tutto il bene e gli si doveva assoluta libert, prevedendo la rivolta del proletariato contro l'oppressione dei capitalisti in nome di questa libert. Marx fonder, nel 1864, l' "Associazione Internazionale dei Lavoratori", poi nota come "Prima Internazionale". Friedrich Engels (1820-1895), coordinatore di Marx, aggiungeva "... finch una nuova generazione, cresciuta in

Giuliano Fiorani

lagonia DEL REGIME


garantire ( neppure in linea teorica, si badi bene ! ), i legittimi interessi del cittadino e, tanto meno, i superiori interessi della Nazione. Basti pensare che questo meccanismo mette in piedi un gioco democratico nel quale possibile cambiare il colore della maglia durante la partita senza che tutto questo porti allinterruzione della partita stessa. Un cittadino elegge un suo rappresentante in un dato schieramento politico e pu ritrovarselo in un altro o, addirittura, in uno costituito in itinere. Questa analisi ci porta ad un altra riflessione conseguenziale. Litaliano medio, che poi il tipico rappresentante della grande maggioranza degli italiani, durante tutti questi anni, ha lavorato, costruito, fatto figli, studiato, risparmiato, nellillusione di vivere in uno stato di diritto, cio in un contesto socio-politico organizzato e finalizzato al bene comune per mezzo di norme di garanzia e di tutela valide per tutti. Questo italiano medio, cresciuto ed educato in un clima di pluralismo ipocrita e formale come abbiamo dimostrato ha progressivamente perduto capacit critica e libert di giudizio e non ha saputo tempestivamente e correttamente decodificare segnali e messaggi che indicavano il consolidarsi al potere di fameliche oligarchie, tra laltro emanazioni di autorit e lobbie sovranazionali. Tra il significante e il significato dei comportamenti di queste oligarchie, si sono inseriti i massmedia di regime, il coro dei cosiddetti intellettuali organici nonch gruppi dellimprenditoria assistita che hanno dato tutti insieme di questa attivit pseudo-politica per non dire criminosa, interpretazioni univoche e rassicuranti, sulle quali stato poi costruito il famoso consenso che ha portato allattuale democrazia senza demos, per di pi imbalsamata e mummificata. Da parte sua, litaliano medio, per quel processo 10

I sintomi clinici ci sono tutti, ma uno in particolare significativo del disfacimento morale e materiale del regime: lemergere della corruzione, non come evento episodico legato alla disonest dei singoli (quello che sta emergendo a livello delle regioni ne la prova ! ), ma come fenomeno strutturale del sistema, come fatto intrinseco ed abitudinario della vita stessa dei partiti che, nella democrazia italiana o, meglio, allitaliana, sono divenuti larchitrave di questa repubblica nata dalla sconfitta, dalla resistenza, dallantifascismo. Si tratta di un fenomeno negativo inarrestabile ed ecco allora che emerge unaltra verit: le tare dellattuale regime sono di natura congenita del sistema. A questo punto si rende necessario introdurre una riflessione intorno alla democrazia. E bene ricordare che la democrazia una prassi di governo attraverso la quale il popolo esercita i propri diritti politici direttamente o, come accade nelle cosiddette democrazie moderne, indirettamente per mezzo di rappresentanze elettive. Questo il meccanismo che abbisogna poi di istituzioni che costituiscono il cosiddetto sistema democratico: suffragio universale, partiti, parlamento, governo, capo dello stato. Le regole che portano alla selezione delle rappresentanze elettive non sono fisse e uguali in tutti i paesi che si reggono sul sistema democratico, ma variano a seconda delle circostanze, delle tradizioni, dei momenti storici, delle

opportunit e necessit contingenti. Questo intanto significa che la democrazia non pu essere di per se classificata come prassi di governo perfetta; il continuo variare delle regole ( e in Italia ne sono state sperimentate di tutti i colori ! ), la costante ricerca di meccanismi correttivi, la critica alla quale storicamente sottoposta da autorevoli esponenti del pensiero, i fallimenti di tipo etico e sociale di cui risultata responsabile nel corso degli anni, dimostrano ampiamente che questa forma di governo non pu assolutamente essere presentata o, peggio ancora, imposta come dogma inviolabile, un dogma nel quale una massa crescente di individui non crede pi, tanto vero che la partecipazione alle liturgie democratiche sta diminuendo e non solo in Italia Tutto questo mi sento di affermare in piena tranquillit di spirito, anche se mi rendo conto che tale impostazione concettuale mi espone agli anatemi di tutti coloro che si arrogano il diritto di dare la patente di democratico soltanto a chi accetta acriticamente e passivamente i sacri principi ideologici del 1789. Io di tutto ci me ne frego perch, anche sullesperienza di quanto accaduto e sta accadendo di negativo in Italia in questo periodo ( e non solo in Italia ! ), sono portato a sostenere che la democrazia di per s non essendo un valore, ma solo una prassi di governo modificabile secondo gli interessi della casta non garantisce e non pu

psicologico definito di rimozione ha cancellato dalla propria memoria storica il peccato originale, il vizio dorigine del sistema, e non ha tenuto conto di vivere in uno stato a sovranit sempre pi limitata con al potere una classe dirigente mercenaria ed asservita ad interessi stranieri. Il disegno mondialista della trilateral sta adesso destabilizzando i vecchi equilibri geo-politici interni ed internazionali con lo scopo di ricercare un assetto che favorisca linstaurazione definitiva ed irreversibile del nuovo ordine mondiale . In questa fase la classe politica mercenaria del paese chiamato Italia, non serve pi, ha fatto quanto doveva fare e cos, la stessa, si ritrova improvvisamente senza coperture, senza la protezione dei padrini. Ecco, quindi, emergere il putridume di un regime che in questi anni riuscito soltanto ad accumulare fallimenti su fallimenti; una classe politica e burocratica sulle cui spalle ricadono responsabilit storiche i cui effetti perversi peseranno alla lunga anche sulle generazioni future. Una classe politica e burocratica che adesso si sente scoperta e che sta passando repentinamente dallarroganza alla paura e al panico, una casta priva di dignit che si sente tallonata, assediata, prossima alla resa dei conti. Questi manigoldi vivono asserragliati nel palazzo, alla ricerca di nuove regole del gioco da spacciare come soluzioni salvifiche; cercano di mimetizzarsi, cambiano il nome dei loro partiti, si scompongono e si ricompongono in un vergognoso ruolo delle parti, ma ormai paradosso dei paradossi i rappresentanti del popolo sono in rotta di collisione col popolo; come pure, gli stessi sindacalisti di regime, vengono sempre pi frequentemente contestati dai lavoratori, dai precari e dai disoccupati. In una recente trasmissione televisiva lattuale presidente della repubblica stato definito un criminale a tutto tondo e questo appellativo stato applaudito dai presenti. I malfattori cominciano ad accorgersi che la fame, la miseria, la precariet, linsicurezza, la mancanza di un futuro, fenomeni che si stanno diffondendo a macchia dolio, potrebbero divenire cattivi consiglieri circa i propositi di una popolazione esasperata e non pi disposta a tollerare le loro inutili chiacchiere. Si tratta, pertanto, di una truffa colossale affermare che con nuove regole del gioco si possa garantire la soluzione di tutti quei problemi morali, sociali ed economici creati proprio dalla democrazia realizzata in Italia in questi ultimi decenni. In tale contesto di palude mefitica e di stupidit intellettuale perfino poco gratificante, per noi SOCIALISTI NAZIONALI, praticare il ruolo di avversari di questo regime in agonia. A loro, a tutti loro, il nostro disprezzo! Stelvio Dal Piaz

DEMOCRAZIA DEL sistema: UN FALSO IN ATTO PUBBLICO !

La loro democrazia, quella importata con linvasione militare di occupazione del suolo europeo per intenderci, una colossale truffa, un vero e proprio falso in atto pubblico direbbero dei magistrati impegnati seriamente nel loro lavoro. Come altro si pu intendere un sistema perverso ed ipocrita che porta i cittadini (ignari o cretini a questo punto !?) ad andare a depositare in unurna una scheda contrassegnata da vari simboli i quali non rappresentano nemmeno pi Idee-forza ma sono agglomerati di comitati di affari in cui si sgomita per avere una poltrona da cui poi vedere cosa ricavare per s e per i propri famigli. Una democrazia,tra laltro, che come avviene nei paesi da cui trae origine ormai rappresentativa si e no solo di un 50% di aventi diritto sempre pi collocati nella fasce sociali che traggono vantaggi dal collegamento spesso di tipo mafioso e lobbistico con la cosiddetta classe dirigente dalla partitocrazia che ormai al suo stesso interno provvede a creare maggioranza ed opposizione in un balletto consumato secondo copioni predeterminati e pronti semmai in caso di emergenze nazionali a divenire sodali complici del malaffare pro domo loro a danno degli interessi della comunit di cui invece dovrebbero rappresentare i bisogni. Una democrazia che genera mostri giuridici di leggi senza regolamenti attuativi, di imposizioni di costume fuorvianti, di deliberazioni amministrative dettate da tecnocrati non eletti che perseguono obiettivi contrari alla giustizia sociale in nome e per conto di una centrale usuraia apolide ed internazionale avvitata sulla propria diabolica avidit. Eppure oggi il 4 novembre, per noi italiani giorno della Vittoria (lunica da poter festeggiare !), giorno che segna in qualche modo anche lavvio di quella resurrezione sfociata nella Rivoluzione Nazionale del 1922, unico momento di ritorno ad una atavica grandezza del nostro Popolo; e vogliamo essere ottimisti nella speranza di saper ritrovare quei valori e quelle forze necessarie a dire una volta ancora: E adesso.. basta !!! In alto i Cuori. Maurizio Canosci

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Foglio informativo gratuito inviato online agli iscritti Anno I - N1 gennaio 2014 Responsabile mariano renzetti via armando diaz 544/a, 03014 fiuggi, fr
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Dedicata ai Caduti, ai Reduci ed alla vita dell Associazione creata dal Tenente della invitta Legione Tagliamento Gregorio Misciattelli per la continuit della memoria e dellomaggio ai purissimi Martiri di Rovetta e a tutti gli altri eroici Caduti della gloriosa Repubblica Sociale Italiana.

Si invitano i Reduci della R.S.I. continuit ideale e le associazioni darma che volessero segnalare episodi, celebrazioni, ricorrenze, ad inviare il materiale a questo indirizzo: Paolo PiovaticcI Via XX Settembre 99, 52037 Sansepolcro, Ar
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Chi

volesse

offrire tramandare

un e

contributo onorare pu la

volontario per lassociazione che opera per conservare, (o per memoria dei Caduti di Rovetta e della rinnovo tesseramento) inviando un versamento a mezzo

R.S.i.

noi reduci viviamo perch voi ci ricordate

farlo

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