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Basi bzbliche
dei peccatori e abbia donato loro il perdono di Dio (Le 5,32; 7,47-49
15; 19,8-10; 23,41-43 ); nessuna parola collega per il perdono dei
cati con la morte di Ges (bens piuttosto con la sua glorificazione: Le
24,46s.; At 2,36-38 ecc.). La qi Ges obbligato
verso la loria (Le 9,31; 13,32s.; 17,25; 24,7.26). Ma pure lungo questo
cammino doloroso Ges rimane colui che guarisce (Le 22,51) e colui
che intercede vicariamente per i peccatori (Le 22,32; 23,34.42s.) . Lu-
ca mostra perci in maniera diversa dalla tradizione prepaolina, in
maniera diversa da Paolo e Marco come il cammino di Ges sia salvi-
fico. Tutta la storia di Ges ha Clal suo
amore per i perduti alla sua passione e fino al compimento mediante
l'innalzamento alla destra di Dio (Le 9,51; At 2,32-36; 3,20-26), grazie
a cui egli diventato permanentemente l' autore della vita e il sal-
vatore (At 3,15; 5,30s.), per donare il perdono dei peccati e lo Spiri-
to (Le 24,47.49; At 2,38 e passim) e dischiudere l'accesso al regno di
Dio, cio alla salvezza definitiva (Le 13,23.29). ora il
Cristo e il Kyrios innalzato (At 2,36), la salvezza una pe-
rennemente aperta: <n nessun altro c' salvezza (At 4,12). Questa
viene per comunicata a guanti ad essa si aprono, cio a guanti atten-
dono con mani vuote che Dio vada a loro.
Ma il cammino terreno di Ges attraverso la passione per arrivare al-
la gloria non solo il cammino fondamentale e costitutivo per la salvez-
za di tutti gli uominz; bens nel medesimo tempo anche il cammi?J.Q.[!A:_
radigmatico. Nel cammino di Ges Luca sco re come i cristiani devo-
no necessario attraversare molte tribolazioni
trare nel regno di Dio (At 14,22). Ges quindi anche il modello del
discepolo, che deve percorrere con gioia dietro al suo Signore la via -
dellapredicazione, della guarigione, del perdono - che passa attraver-
so la sofferenza per arrivare alla gloria (cfr. At 5,12-16; 6,8; 8,6s.12;
14,3; 19,8.13 ecc.). Possiamo perci dire che Ges apre la via alla vi-
ta e mette in grado di percorrerla tutti coloro che, muniti dello Spiri-
to Santo, si uniscono a lui (R. Schnackenburg, Christologie, 299
[trad. it., 380]).
SJ( vangelo di Matteo. - Di 1tipo giudeo-cristiano (verso 1'85 d.C.),
esso s1 colloca nel contesto del confronto con il giudaismo contempo-
raneo di stampo farisaico, ma si apre nel medesimo tempo universali-
sticamente al mondo dei pagani e a un cristianesimo della grande
Chiesa. Il segreto messianico marciano (e l'incomprensione dei disce-
poli) passano completamente in secondo piano. La questione del Mes-
Nascita e sviluppo della cristologia del NT 89
balza al centro: Matteo fin dall'inizio estremamente _a
ostrare la messianicit di Ges in senso ebraico (anche se modtft-
in senso cristiano). A questo scopo_ si serve pr_ova
strutturata in maniera tale da far nsultare gh eventi della v1ta d1
su ca - . ff. h, .
Ges un ademQimen!Q del.la_S__r.mura (Questo a Sl
adempisse ... : Mt 1,22s. e passim). _II e titolo mess1amco
il Cristo balza ora decisamente m pnmo plano (M_t
11,2 e passim), cos come in piar:o. titolo Flgho
di Davide (nel titolo, nel racconti d1 guang1om e m occasiOne del-
l'ingresso a Gerusalemme). La storia di, tende a Ges (cos la ge-
nealogia premessa in Mt 1,1-17): Gesu e zl compzmento delle attese
messianiche d)Israele; lui e nessun altro il promesso _Messza re della
stirpe di Davide) per egli lo - conformemente alle mzglzorz
d) Israele - come il servo isaiano di Dio) che porta la salvezza aglz
ti e ai pagani (M t 8) 16s.; 12) 15-21)) e come il re paczJ:"co e non
di Zaccaria (Mt 21)5). In sintonia con questo, la cormce della figholan-
za davidica viene ampliata in partenza dalla menzione della figliolanza
abramitica di Ges (Mt 1,1; cfr. 3,9; 8,11), cos che tutti i popoli pos-
sono trovare attraverso di lui la salvezza al di l del prediletto Israele
(cfr. Gen 12,3; 22,18; 26,4) e con la conseguenza che, alla fine, i disce-
poli sono inviati ai popoli (Mt 28,18-20).
Per Matteo il Messia Ges nello stesso tempo l'interprete
zato e definitivo della volont di Dio (M t 5 ,21-48). Di pi ancora: in
tutta la sua vita, nel suo insegnamento e nella sua attivit, dal momen-
to che in essi viene fatta la volont di Dio (Mt 6,10; 26,39.42; 5,18),
ha luogo il compimento definitivo della legg_e (M t 5, 17). Di conse-
guenza egli non solo il maestro della nuo_va giustizia:. ma nel mede-
simo tempo la sua incarnazione (E. Schwe1zer, f!-atthaus, 54_). S_e per
Q Ges era l'ultimo messaggero della sapienza, il personaggiO nvela-
tore della volont di Dio (cfr. Le 7 ,31-35; 10,21s.; 11,49-51 sempre par
Mt), Matteo si spinto un passo pi avanti di questo e ha addiritt';-1-
ra identificato Ges con la sapienza (E. Schweizer, Matthdus, 54) . Ct
naturalmente solo in maniera indiretta e guanto alla sostanza: le ope-
re di Cristo (Mt 11,2) sono per lui le opere della sapienza (Mt
11,19), la parola della sapienza (Le 11,49) la !?arola ?i <?es (Mt
23,34). In Ges divenuta presente la stessa sapienza d1 D10 (da Szr
24,23; Bar 4, l in poi identificata con la legge). Perci il suo io vi
dico non una bestemmia, bens la manifestazione escatologica del-
la volont di Dio; in lui la sapienza chiama tutti gli affaticati e op-
pressi a liberarsi del pesante giogo dei comandamenti (imposto dai