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Basi bibliche
ri, cio specifici di una cultura, ma- attaverso una conservazione dia-
logica della continuit e dell'unit - solo e sempre in tipi <misti, che
pongono fra loro in relazione e il
contesto culturale via via nuovo (tenendo conto degli altri tipi inter-
medi).
2.4.4' 3 La portata dogmatica
dei diversi modelli di comprensione
Ges aveva annunciato - unico in questo fra gli inviati di Dio in
- il tempo della salvezza, la signoria escatologica di
DIO, era _gia e aveva concepito se stesso come il suo agen-
te: _una Inaudita di una missione, fondata sul rapporto
?lo d1 colui che diceva a questi abb. Il giudeo-cristiane-
simo ter:ne ,conto - sulla base dell'esperienza-chiave di pa-
squa (il Gesu ucc1s? e confermato da Dio, eternamente elevato, pre-
sente e futuro) - de1 due dati, della rivendicazione della missione e del
rapporto filiale (implicito) di Ges con Dio, concependo in senso
escatologico-messianico la sua missione e lui - a partire dalla risurre-
zione o dal battesimo nel Giordano - come il Figlio unico di Dio nel
senso di messia rivestito dello Spirito di Dio. Diverso il caso del
cetto di Figlio di Dio collegato con la preesistenza e l'invio concetto
el_a?orato ellenizzati in area
lemstiCa e s1 Impone m particolare nel vangelo di Giovanni: esso non
pi direttamente dalla intronizzazione pasquale messianica nel-
lo Spmto o dal dono messianico dello Spirito fatto al Ges terreno ma
pretemporale del L6gos-Figlio 'con
DIO, da cui il F1gho proviene (missione, incarnazione), per essere fon-
te della vita nuova e imperitura per altri. Pure questa convinzione del-
reale e permanente del L6gos e Figlio preesistente di
DIO cerca d1 tener conto dei due dati menzionati e reperibili nel Ges
terreno: Ges non semplicemente un rivestimento o una forma fe-
nomenica passeggera di (un) Dio, ma il L6gos-Figlio incarnato del-
l'unico Dio, il Verbo eterno e ora in Ges definitivamente accessibile
di Dio stesso, perch egli il Figlio eterno incarnato proveniente dal
Padre .
. Ai mod_elli dell'elezione-innalzamento e della pree-
_si acc?m_Ragnano' per_c_i)9ue diversi concett_LdLEiglio
d:._DIO. Per espnmerc1 ancora una volta in maniera un po' schematica,
Nascita e sviluppo della cristologia del NT 109
l,
potremmo dire: nel primo caso l'uomo q e0 viene accolt2.,. eletto e in-
nalzato da Dio a Messia o 5glio di ])io, con la conse che l'e-
spressione Figlio di Dio sta a indicare il_
Ges con Dio, a sua comunione intimissima con lui, cui dice abb
(cnstologia ascendente). Nel secondo caso U .fjglio eterno di Dio, giJ
- 'i preesistente prima di tutta la e che non appunto uomo, di-
scen e esi uniScei11clssolubilmente all'uomo Ges di Naz_aret per la
5afvezza di tutti g i a tri uomi_ni (cristologia discendente). ....,_
e ue imo eiJT( i rappresentazione e COncetti di Figlio so-
no fra loro _ss>llegati Nuovo si compenetra-
no, si spiegano e si correggono a vicenda. uttavii" a questione del
orto in cui essi vanno visti fra di loro _!1.2.!2_ viene e rima-
ne pertanto aperta. E tale questione segner la storia della cristologia
per secoli.
Il titolo di Figlio di Dio dato a Ges nel Nuovo Testamento inten-
deva esprimere il suo significato insuperabile per gli uomini. Tale con-
fessione di fede dovette essere modificata e parzialmente approfondi-
ta, perch le condizioni e le categorie culturali degli uomini che la pro-
fessavano erano cambiate, o perch essa era stata comunicata a uomi-
ni che portavano con s in partenza altri presupposti. La
di fede e le sue formulazioni specifiche sono pertanto anche storicaj
mente e culturalmente condizionate. Sono di conseguenza cambiabili
e sostituibili)Potremmo ad esempio rinunciare a enominare Ges
COffie ilFiglio di Dio o a credere in Cristo come nel Figlio preesisten-
te di Dio? In teoria e in linea di principio s, qualora riuscissimo a
esprimere in modo diverso, in misura sufficiente, quanto tali testimo-
nianze neotestamentarie dicono. In pratica significa: i mo-J
del/i cristologici del Nuovo Testamento hanno carattere normativa, tut-
ti i tentativi successivi di professare la propria fede in Cristo in una ma-
niera adeguata a Ges e alla propria situazione devono misurarsi su di
essi. La soluzione non sta n in un abbandono dei modelli presenti nel /
Nuovo Testamento, n in una testarda conservazione di formule dive-
nute vuote, bens nello spiegare in maniera via via nuova e adatta a
ogni cultura, tempo ed epoca il contenuto che il Nuovo Testamento 1
intende esprimere, cio nel dire in maniera diversa la stessa cosa.