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GUIDA PRATICA ALLA SALDATURA

ELETTRODO
ELETTRODO
MIG

MIG

COS'E' LA SALDATURA

La saldatura é, per definizione, l'unione di due parti metalliche ottenuta fondendo insieme i lembi ravvicinati dei pezzi da congiungere. Si ottiene cosi la compenetrazione dei due metalli e la loro saldatura.

L'operazione si puó effettuare senza metallo dí apporto, per fusione dei lembi tramite il procedimento TIG, per frizione, etc. oppure con metallo di apporto in elettrodo, filo MIG, filo per arco sommerso, etc. In questo caso i lembi vengono fusi dall'arco elettrico che scocca tra il materiale base e quello di apporto che, fondendo, contribuisce a sua volta a formare il deposito di saldatura.

TIG

TIG

ARCO SOMMERSO

ARCO SOMMERSO

Puoi saldare in tutte le posizioni, la maggior

parte delle volte ti troverai ad operare in

piano, in questa posizione ogni prodotto

andrà bene. Nella saldatura in posizioni non

piane, per esempio tubazioni in opera, potrai

utilizzare soltanto materiali e tecniche adatte

allo scopo.

Un procedimento strettamente collegato alla

saldatura é la saldobrasatura. In questo caso

si dovrà scaldare a temperatura più o meno

alta il materiale da fusione ma fondendo

solamente la barretta di apporto. La

saldobrasatura, nella gran parte dei casi, é

ottenuta utilizzando cannello e bombole.

Potrai impiegare leghe di bronzo o leghe con percentuali più o meno alte di argento. La resistenza dei giunti saldobrasati è normalmente inferiore a quella che si ottiene nella saldatura con elettrodi, con filo pieno o animato o comunque quando entrano in fusione anche i lembi da unire.

COSA SUCCEDE AL PEZZO QUANDO SI SALDA

Quando si salda, innanzitutto, i pezzi si scaldano e,per effetto del calore, si verificano delle dilatazioni.

Prima della saldatura: pezzo smussato e vincolato

Prima della saldatura: pezzo smussato e vincolato Durante la saldatura: per effetto del calore sia il

Durante la saldatura: per effetto del calore sia il pezzo che il cordone aumentano di volume

del calore sia il pezzo che il cordone aumentano di volume Dopo la saldatura: la zona

Dopo la saldatura: la zona che prima era calda, raffreddandosi si ritira creando delle tensioni

era calda, raffreddandosi si ritira creando delle tensioni Durante il raffreddamento: se la forza delle tensioni

Durante il raffreddamento: se la forza delle tensioni provocate dalla saldatura è superiore alla resistenza del cordone o della zona adiacente, il giunto si spacca

del cordone o della zona adiacente, il giunto si spacca Come puoi vedere dal disegno la

Come puoi vedere dal disegno la dilatazione del materiale caldo è tale che durante il raffreddamento, quando ritorna alla dimensione originaria, la saldatu¬ra tende a rompersi nel punto più debole. Dovrai operare con una tecnica che ti consenta di superare il problema. Saldando due lamiere di spessore sottile dovrai innanzitutto puntarle per evitare che procedendo nella saldatura i due lembi si aprano. Per la congiunzione ti conviene utilizzare elettrodi o filo di dîametro sottile, per apportare il minor calore possibile in quanto più scaldi e più le lamiere si deformano per effetto della dilatazione e del ritiro conseguente. Per grossi spessori, sopratutto se vincolati, la tecnica di saldatura da adottare è la medesima detrimenti si corre il rischio non più di una deformazione dei pezzi ma di una rottura delle saldature. Un utile accorgimento per contenere i ritiri è l'adozione della tecnica detta "Passo del pellegrino”. Questo procedimento, particolarmente utile quando si saldano ghise o acciai legati, consente di distribuire in modo uniforme le sollecitazioni provocate dai ritiri che altrimenti potrebbero tirare fino a rompere la zona fragile al lato della saldatura.

fino a rompere la zona fragile al lato della saldatura. Sequenza dei tratti di saldatura con

Sequenza dei tratti di saldatura con la tecnica del "Passo del pellegrino"

Quando si effettuano dei riporti con materiali tenace è buona norma, quando possibile, predeformare i pezzo da ricaricare.

norma, quando possibile, predeformare i pezzo da ricaricare. Riallineamento causato dal ritiro del cordone depositato 2

Riallineamento causato dal ritiro del cordone depositato

norma, quando possibile, predeformare i pezzo da ricaricare. Riallineamento causato dal ritiro del cordone depositato 2

2

Come si vede dal disegno, l'apporto di materiale provocherà un ritiro che rimetterà in piano la superficie preventivamente

Saldando di testa e in angolo quando vorrai che il pezzo finito sia a posto dovrai puntarlo con una leggera angolazione per compensare la deformazione dovuta al ritiro del cordone.

per compensare la deformazione dovuta al ritiro del cordone. Deformazione preventiva in un giunto di testa

Deformazione preventiva in un giunto di testa

Saldando senza preriscaldo acciai legati, acciai con carbonio superiore a 0,20 oppure ghisa ti troverai in un'altra condizione di rischio, denominata tempra sia del cordone che della zona adiacente, dovuta al forte riscaldo ed al brusco raffreddamento che sono caratteristiche dell'operazione di saldatura.I materiali di apporto che ti vengono forniti, tengono conto di questa situazione e normalmente non infragiliscono.

Il pericolo rimane nelle zone adiacenti che, in particolar modo su acciai e ghisa diventano dure e fragili. In questi casi puoi attenuare il rischio preriscaldando il materiale base allo scopo di avere un raffreddamento lento e quindi elimini una delle due condizioni che provocano la tempra.

ZONA TEMPRATA
ZONA TEMPRATA

SCELTA DELL'IMPIANTO E DEGLI ACCESSORI

A questo punto vediamo quali attrezzature

sono utilizzabili nei vari casi.

Se devi attaccare il piede di un motore elettrico ì, ghisa, le possibilità sono diverse:

potrai adoperare il cannello ossiacetilenico, l'elettrodo o la macchina a filo. In questo caso con l'elettrodo otterrai quasi sempre i migliori risultafi anche dal punto di vista economico. Se dovrai saldare una serie di serbatoi e quindi depositare molti metri di saldatura, la macchina a filo ti darà i migliori risultati economici. Dovrai accontentarti di un'estetica

e di caratteristiche del deposito mediocri

usando il filo pieno, mentre col filo animato

le prestazioni diventano 'similia quelle

ottenibili con l'elettrodo. In questi due casi non utilizzare il cannello che rimane comunque un ottimo metodo per saldobrasare placchette in metallo duro, tubi sottili in acciaio, rame, ottone e per altri lavori

di manutenzione.

Piú in generale con il fílo avrai velocità ed economia, con l'elettrodo sicurezza ed estetica e con il cannello la soluzione di problemi altrimenti irrisolvibili. Per quanto riguarda gli spessori da saldare puoi adottare, entro certi limiti, l'uno o l'altro metodo, purché si utilizzino i diametri in funzione dello spessore. Nei capitoli dedicati ai materiali, troverai alcune tabelle che ti indicheranno, per i vari sistemi di saldatura, i diametri e le preparazioni dei giunti piú adatte in rapporto alle posizioni e allo spessore del materiale da saldare.

La tabella che segue ti dà un'idea della differenza fra i vari procedimenti di saldatura in riferimento a: diluizione (materiale base che viene fuso durante la saldatura); apporto termico (.quantità di calore che si apporta al pezzo); deposito orario (velocità di lavoro).

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PROCEDIMENTO

DILUIZIONE %

APPORTO

DEPOSITO

TERMICO KJ/A

ORARIOKm/h

Elettrodi rivestiti

20÷30

20

1,5÷2,5

T.I.G. (corrente alternata)

15÷25

12

1÷1,5

T.I.G. (corrente continua)

25÷35

15

1÷1,5

M.A.G. (arco corto)

25÷35

14

2,5÷3

M.A.G. (arco lungo)

35÷45

35

6÷8

M.I.G. (arco pulsato)

30÷40

70

3÷5

M.A.G. (filo animato)

20÷35

27

5÷7

Arco sommerso (filo)

30÷50

65

5÷10

Arco sommerso (nastro)

10÷20

60÷100

10÷20

Filo animato "OPEN ARC"

15÷25

30

7÷9

Cannello ossiacetilene

1÷5

variabile

1÷1,5

Plasma arco trasferito

5÷10

15÷20

2÷12

Plasma spray

nessuna

trascurabile

1,5÷5

Polvere al cannello

1

20÷100

0,5÷1

La velocitá di deposito indicata in tabella non tiene conto delle interruzioni Per saldare, oltre all'impianto e ai materiali d'appor to , dovrai usare i seguenti accessori:

maschera a mano o a casco con gradazione del vetro adatta ai vari procedimenti. Per evitare di aspirare fumi nocivi la maschera deve essere chiusa bene sotto il mento. Martelletti per togliere la scoria, con punta arrotondata per evitare incisioni sul cordone. Nel caso di lavori di saldatura in serie é utile uno scalpellino pneumatico. Spazzola per pulire i cordoni e le zone adiacenti al fine di evitare l'innesco di corrosioni dovute al permanere di ossidazioni sui giunti. Nel caso di saldature su acciaio inox la spazzola deve avere i fili di acciaio inox. Se ne adoperi una in ferro troverai dopo della ruggine sui cordoni in quanto particelle piccolissime provenienti dai fili metallici della spazzola rimangono sul pezzo e arrugginiscono:

Pinza porta elettrodo: dovrà essere sempre efficente per consentire un buon contatto elettrico, e con le parti isolate in ordine. Usa guanti da lavoro leggeri ma non consumati,

4

pinze per saldatori tipo Grip sia, per spostare

i pezzi caldi che per unire i lembi di lamiera prima della puntatura. E' consigliabile

corredare la saldatrice ad elettrodo con innesti rapidi al fine di poter cambiare la polarita, in quanto gl elettrodi per ghisa si saldano quasi tutti al polo negativo (-) mentre

i basici esclusivamente al polo positìvo(+).

Se non ti 6 possibile inserire due inneschi rapidi nei morsetti della saldatrice, puoi collegar una normale pinza porta elettrodo come morsetto c massa ed usarla per serrare l'elettrodo quando deve lavorare a polo invertito. Per la saldatura a filo ti servirá la solita spazzola una maschera con vetro a

gradazione pia elevai possibilmente a specchio, ed infine una compie dotazione di pezzi di ricambio: guaine, punte contatto, rullini ecc., che vanno cambiati spesso p tenere in efficienza la torcia ed il traino. Per la saldatura a cannello dovrai avere a portata di mano un accenditore a pietrina ed una serie nettapunte che pochi usano ma che sono molto utili per tenere pulito il beccuccio.

SCELTA DEL MATERIALE DI APPORTO

Nella scelta del materiale di apporto dovrai analizzare tre aspetti:

1) Il procedimento di saldatura: elettrodo, filo Big, etc., che dovrá essere scelto in funzione di:

A Quantitá di lavoro da eseguire

B Attrezzature disponibili

C Capacitá operativa del saldatore

2) La categoria del prodotto: elettrodo basico, rutile o alto rendimento, barretta nuda o rivestita, filo pieno o animato, con gas o senza gas. Questa scelta andrá fatta in relazione a:

A Entitá del lavoro

B Caratteristiche di sicurezza del giunto

controlli richiesti

C Posizioni di saldatura

3) Il fornitore del materiale che:

A Dovrá disporre di una gamma di prodotti

sufficente per darti la possibilitá di scegliere il pia adatto

B Dovrá essere conosciuto e vendere

a prezzi competitivi

C Dovrá garantirti una adeguata

assistenza pre e post vendita.

LA SALDATURA AD ELETTRODO

RIVESTIMENTO ANIMA ATMOSFERA DI GAS TRASFERIMENTO SCORIA PENETRAZIONE
RIVESTIMENTO
ANIMA
ATMOSFERA DI GAS
TRASFERIMENTO
SCORIA
PENETRAZIONE

La saldatura ad elettrodo, per la semplicitá,

la costanza e la qualitá dei risultati ottenibili e

per la versatilitá d'impiego é stata, dopo il

cannello, la tecnica piú utilizzata. Negli ultimi tempi hanno preso il sopravvento metodi piú produttivi a scapito della qualitá.

Le saldatrici utilizzabili per saldare con

elettrodi rivestiti possono essere a corrente

continua, statiche o rotanti, ormai superate, o

a corrente alternata; queste ultime,

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escludendo alcuni impieghi specifici, vengono normalmente costruite per interventi di pronto impiego e sono generalmente portatili. Con le saldatrici a corrente continua si puó collegare la pinza portaelettrodo sia al polo positivo (+) che al polo negativo 0. Il collegamento al polo positivo (+) produce una penetrazione scarsa ed alta velocità di saldatura mentre il polo molta penetrazione e bassa velocità. Con la corrente alternata (qui non c'é polo positivo e negativo) avrai penetrazione e velocitá intermedia come puoi vedere dal disegno che segue. Poiché la maggior parte degli elettrodi é formulata in modo da non lasciarti scelta, per non sbagliare, segui le indicazioni contenute sull'etichetta.

segui le indicazioni contenute sull'etichetta. penetrazione con corrente continua polo negativo 0

penetrazione con corrente continua polo negativo 0 all'elettrodo

con corrente continua polo negativo 0 all'elettrodo penetrazione con corrente continua polo positivo (+)

penetrazione con corrente continua polo positivo (+) all'elettrodo

con corrente continua polo positivo (+) all'elettrodo penetrazione a corrente alternata Gli elettrodi si

penetrazione a corrente alternata

Gli elettrodi si distinguono oltre che per

l'impiego. di cui parleremo piú avanti, anche per il tipo rivestimento, quindi:

1. ELETTRODI BASICI

2. ELETTRODI RUTILI

3. ELETTRODI CELLULOSICI

4. ALTRI (NEUTRI, GRAFITICI, ETC

Ogni tipo di rivestimento é poi suddiviso sottogruppi che si diversificano per variazioni ai formula di base e, in alcuni casi, puó contene metallo in polvere ed avremo elettrodi ad eleva rendimento.

)

La tendenza é quella di costruire elettrodi a rivestimenti misti, per cui le suddivisioni di cui sopra non sono piú del tutto valide. Teniamole peró per buone perché sono tutt'ora in uso.

Senza dilungarci sugli "altri" rivestimenti vediamo la differenza tra gli elettrodi basici e quelli rutili: (i cellulosici si usano solo per tubazioni per la loro forte penetrazione, il raffredamento rapido della scoria e la manegevolezza in tutte le posizioni).

I basici hanno un bagno di saldatura freddo ed una buona penetrazione, hanno una scoria che solidifica velocemente permettendogli di operare in tutte le posizioni. Il bagno é ben visibile e disossidato. Ne consegue un deposito normalmente piú resistente e tenace rispetto ai rutili. Per contro sono di difficile innesco, la scoria si allontana con relativa difficolta e l'estetica del cordone non é sempre eccellente.

Gli elettrodi rutili sono quelli maggiormente usati in quanto forniscono delle prestazioni accettabili dal punto di vista tecnico ed hanno una migliore saldabilita, un miglior innesco ed una migliore estetica del deposito. Il disegno quí di seguito schematizza l'aspetto e la penetrazione tipica dei tipi suddetti.

basico
basico
semibasico
semibasico

6

rutilbasico
rutilbasico
rutile
rutile

SUGGERIMENTI OPERATIVI

Il cavo della pinza porta-elettrodo va fatto passare sull'avambraccio che impugna la pinza stessa. L'elettrodo cosí facendo, si manovra meglio in piano e soprattutto in posizione e ti stancherai meno. Evidentemente i cavi dovranno essere di una dimensione tale da non riscaldarsi.

LA PREPARAZIONE DEGLI SMUSSI

Un'accurata preparazione degli smussi é tanto indispensabile quanto spesso trascurata. Un pezzo solo parzialmente saldato,se sollecitato, non potrà mai avere sufficiente tenuta anche se usi materiali altorcsistenti.

NO

NO

La mancanza di penetrazione al vertice é inoltre un innesco alla rottura.

penetrazione al vertice é inoltre un innesco alla rottura. Lo smusso quindi non solo va sempre

Lo smusso quindi non solo va sempre effettuato, ma va fatto in modo da consentire all'elettrodo' di arrivare a riempirlo.

consentire all'elettrodo' di arrivare a riempirlo. NO SI s m u s s o a v

NO

SI

all'elettrodo' di arrivare a riempirlo. NO SI s m u s s o a v smusso

smusso a v

di arrivare a riempirlo. NO SI s m u s s o a v smusso a

smusso a imbuto

riempirlo. NO SI s m u s s o a v smusso a imbuto s m
riempirlo. NO SI s m u s s o a v smusso a imbuto s m

smusso a u

smusso ad x

v smusso a imbuto s m u s s o a u smusso ad x smusso

smusso a doppia u

Vediamo ora l'accensione, lo spegnimento dell'arco e la ripresa della saldatura. Per l'accensione di un elettrodo scorrevole comportati come se dovessi accendere un fiammifero sfregando sul pezzo la punta (H basico richiede un movimento più brusco). Acceso l'arco, allontanati di circa un centimetro e immediatamente riportati sul pezzo mantenendo poi, per tutta la saldatura la stessa lunghezza d'arco.

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ACCENSIONE

Circa 5cm avanti il punto di

Circa 5cm avanti il punto di

inizio saldatura fai contatto

per accendere l'arco.

Poi riavvicina immediatamente

 
l'elettrodo al pezzo senza

l'elettrodo al pezzo senza

toccarlo in modo che l'arco

rimanga acceso.

Portati con una certa

Portati con una certa

velocità, senza spegnere

l'arco, al punto dove devi

iniziare il cordone.

Inizia la saldatura avanzando lentamente. La distanza fra la punta dell'elettrodo ed il pezzo deve

Inizia la saldatura avanzando lentamente. La distanza fra la punta dell'elettrodo ed il pezzo deve essere circa uguale al diametro dell'elettrodo che stai utilizzando.

SPEGNIMENTO

Va effettuato soffermandosi un attimo sul cratere finale (cioè sulla fine del cordone), ritornanti lentamente sul cordone già depositato per circa due centimetri e, solo a questo punto, allontananti l'elettrodo per spegnere l'arco.

Operando in questo modo non avrai quel cratere caratteristico alla fine della saldatura, che é seme, un innesco alla rottura.

Per la prima passata nei lavori importanti é buona regola prima di staccare, portarsi fuori dalla zona saldare che nel caso di saldatura in uno smusso rappresenta il " punto di massimo spessore". Finito il riempimento dello smusso, sarà sufficiente un colpo di mola per togliere il materiale in eccesso.

Questo accorgimento si attiva nell'esecuzione della prima passata di fondo cianfrino; per le passate; successive saprà sufficiente rimontare sul cordone depositato allungando gradualmente l'arco per avere cricche nel cratere finale.

Una buona regola per evitare le inclusioni, spesso presenti in partenza e in arrivo, è il posizionarne di terminali puntati all'inizio ed alla fine dei giunti questi talloni andranno tolti a lavoro eseguito.

applicazione di un terminale Dopo il cambio dell'elettrodo proseguendo nella saldatura dovrai partire due o

applicazione di un terminale

Dopo il cambio dell'elettrodo proseguendo nella saldatura dovrai partire due o tre centimetri piú avanti del punto in cui hai interrotto il cordone precedente; ritorna poi, velocemente, sul cordone sormontandolo per circa un centimetro e di lî riparti con il tratto di saldatura che ti consente la lunghezza dell'elettrodo comportandotì come sopra.

OSCILLAZIONE DELL'ELETTRODO E SEQUENZA DELLE PASSATE

OSCILLAZIONE DELL'ELETTRODO E SEQUENZA DELLE PASSATE Saldando in piano dovrai depositare la
OSCILLAZIONE DELL'ELETTRODO E SEQUENZA DELLE PASSATE Saldando in piano dovrai depositare la

Saldando

in

piano

dovrai

depositare

la

prima

passata

tirando

l'elettrodo senza

oscillare.

Nelle

passate

successive potrai oscillare fino

volte il

diametro dell'elettrodo.

ad un massimo di

tre

Nel riempimento dello smusso con passate sovrapposte fai attenzione alla sequenza delle passate e alla glorificazione; dovrai pulire ogni cordone con la martellina e la spazzola molto accuratamente prima di procedere come nel disegno qui sotto- evitando di trovarti con gli accavallamenti dei cordoni sulla stessa linea per non avere inneschi di rotture.

sulla stessa linea per non avere inneschi di rotture. sbagliato giusto 8 SALDATURE IN POSIZIONE NON

sbagliato

stessa linea per non avere inneschi di rotture. sbagliato giusto 8 SALDATURE IN POSIZIONE NON PIANA

giusto

8

SALDATURE IN POSIZIONE NON PIANA

In verticale ascendente dovrai usare una intensitá di corrente inferiore rispetto alla posizione piana. L'elettrodo va tenuto leggermente inclinato come illustrato sotto. La penetrazione saprà buona. L'oscillazione va fatta come per la posizione piana.

70°- 80°
70°- 80°

In verticale discendente dovrai usare innanzitutto degli elettrodi adatti (es. Koy 5). L'arco elettrico va tenuto molto corto. Posizione rispetto al piano e oscillazione come nella figura sotto. La penetrazione é limitata per cui vanno saldate in discendente solo lamiere o tubi di spessore non eccessivo.

120°
120°

Nella saldatura frontale, o cordicella posizione dell'elettrodo rispetto al pezzo é illustrata nella figura sotto. Si effettua un primo cordone stretto che serve da appoggio alle passate successive che vanno effettuate con la stessa inclinazione.

60° 90° 90°
60°
90°
90°

Sottotesta dovrai operare con arco molto corto e con l'elettrodo perpendicolare alla lamiera e inclinato di 80 gradi sull'asse di avanzamento. L'oscillazione va effettuata come illustrato sotto con spire molto ravvicinate. Se il metallo tendesse a colare, per permettere che si raffreddi si modifica il movimento dell'elettrodo per brevi istanti come illustrato nella figura successiva. Per unire due cordoni di saldature ed eliminare la scoria tra l'uno e l'altro dovrai effettuare il movimento segnato sotto alla figura.

dovrai effettuare il movimento segnato sotto alla figura. La saldatura ad angolo si effettua con una
dovrai effettuare il movimento segnato sotto alla figura. La saldatura ad angolo si effettua con una

La saldatura ad angolo si effettua con una prima passata al centro della giunzione senza oscillare con l'elettrodo inclinato di 45 gradi nel senso dell'avanzamento. Le passate successive si eseguono oscillando, mantenendo le stesse inclinazioni.

si eseguono oscillando, mantenendo le stesse inclinazioni. 9 I difetti di esecuzione piú frequenti nelle saldature

9

I difetti di esecuzione piú frequenti nelle

saldature ad elettrodo sono schematizzati qui

di seguito.

Incisioni marginali:

sono intaccature laterali al cordone causate da una tecnica errata di saldatura. Si verificano particolarmente nella saldatura d'angolo in piano. Abbassa la corrente.

nella saldatura d'angolo in piano. Abbassa la corrente. Soffiature: si verificano soprattutto nel primo tratto ,(2-3

Soffiature:

si verificano soprattutto nel primo tratto ,(2-3

cm) se gli elettrodi sono umidi, se il materiale base è sporco oppure se contiene elementi che

lo rendono insaldabile (acciai al piombo etc.)

Pretendi dal tuo fornitore delle confezioni

migliori. Fai corto circuito sul pezzo finche l'elettrodo non si arroventa. Asciuga gli elettrodi in forno a 250° C per 1 ora. Smeriglia il materiale base.

in forno a 250° C per 1 ora. Smeriglia il materiale base. Mancanza di penetrazione in

Mancanza di penetrazione in piano:

E' caratterizzata dalla mancanza di fusione al vertice del cianfrino. Prepara meglio lo smusso aprendolo di più sul fondo oppure adopera un elettrodo di diametro ìnferiore. Aumenta la corrente di saldatura.

di diametro ìnferiore. Aumenta la corrente di saldatura. Mancanza di penetrazione in angolo: E' un difetto

Mancanza di penetrazione in angolo:

E' un difetto dovuto all'errata esecuzione della saldatura. Riduce la sezione resistente. Aumenta l'intensità di corrente

Mancanza di metallo: E' dovuta ad inadeguato apporto di materiale. Procedi più lentamente. Usa un

Mancanza di metallo:

E' dovuta ad inadeguato apporto di materiale. Procedi più lentamente. Usa un diametro più grosso. Inclina un po' l'elettrodo

un diametro più grosso. Inclina un po' l'elettrodo Inclusioni di scoria: sono frequenti nelle riprese male

Inclusioni di scoria:

sono frequenti nelle riprese male eseguite e quando si effettuano più passate. Togli meglio la scoria dal cordone sottostante

più passate. Togli meglio la scoria dal cordone sottostante Sovraspessore eccessivo: eccessivo apporto di materiale

Sovraspessore eccessivo:

eccessivo apporto di materiale dovuto ad una tecnica esecutiva errata. Aumenta la velocità di avanzamento. Oscilla leggermente l'elettrodo. Cambiagli l'inclinazione

leggermente l'elettrodo. Cambiagli l'inclinazione Incrinature (cricche): longitudinali in zona fusa: è uno

Incrinature (cricche):

longitudinali in zona fusa: è uno dei più gravi difetti presenti nelle costruzioni saldate. Dipendono da diversi fattori ed in particolare dalla inadatta scelta dell'elettrodo usato. Cambia diametro o qualità di elettrodo. Deposita cordoni più pieni. Procedi più lentamente. Non oscillare.

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più pieni. Procedi più lentamente. Non oscillare. 10 Incrinature (cricche): longitudinali a lato del cordone.

Incrinature (cricche):

longitudinali a lato del cordone. Sono frequenti quando si saldano acciai legati o ghise. Preriscalda il metallo base. Cambia elettrodo. Deposita strati più sottili. Procedi più velocemente.

Deposita strati più sottili. Procedi più velocemente. Aspetto irregolare: è dovuto alla tecnica esecutiva

Aspetto irregolare:

è dovuto alla tecnica esecutiva maldestra dell'operatore inesperto. Riprova! Ti verrà sempre meglio. Usa un elettrodo di diametro più grosso e possibilmente rutile. procedi più lentamente.

più grosso e possibilmente rutile. procedi più lentamente. La regolazione della corrente di saldatura é fondamentale

La regolazione della corrente di saldatura é fondamentale per eseguire un buon lavoro. Nessun problema per il saldatore esperto. Il saldatore meno esperto potrà attenersi alle indicazioni che compaiono sull'etichetta ammesso che la sua saldatrice sia dotata di un amperometro che funzioni bene. Se cosi non fosse c'é un ottimo sistema per regolare in maniera perfetta l'intensità di corrente. Si tratta di aumentare gradualmente la potenza fino a che l'elettrodo si arroventa leggermente negli ultimi cinque centimetri.

A questo punto non si deve fare altro che abbassare un po' la corrente e si ha la regolazione giusta per la saldatura in piano. La saldatura in angolo si effettua con la stessa intensità di quella in piano. In verticale occorre abbassare l'amperaggio.

In generale gli elettrodi basici, rutili e cellulosici hanno un campo di regolazione abbastanza limitato. Molto pia vasto quello degli elettrodi ad alto rendimento.

Nelle tre figure che seguono trovi schematizzati gli effetti di una errata impostazione della corrente di saldatura.

di una errata impostazione della corrente di saldatura. corrente giusta corrente troppo alta SCORIA AI BORDI

corrente giusta

impostazione della corrente di saldatura. corrente giusta corrente troppo alta SCORIA AI BORDI CORDONE ALTO E

corrente troppo alta

SCORIA AI BORDI

corrente giusta corrente troppo alta SCORIA AI BORDI CORDONE ALTO E STRETTO SCARSA PENETRAZIONE 11

CORDONE ALTO E STRETTO

corrente troppo alta SCORIA AI BORDI CORDONE ALTO E STRETTO SCARSA PENETRAZIONE 11 CLASSIFICAZIONE DEGLI ELETTRODI
corrente troppo alta SCORIA AI BORDI CORDONE ALTO E STRETTO SCARSA PENETRAZIONE 11 CLASSIFICAZIONE DEGLI ELETTRODI
corrente troppo alta SCORIA AI BORDI CORDONE ALTO E STRETTO SCARSA PENETRAZIONE 11 CLASSIFICAZIONE DEGLI ELETTRODI

SCARSA PENETRAZIONE

11

CLASSIFICAZIONE DEGLI ELETTRODI

Ogni elettrodo che viene prodotto fa parte di una classe contraddistinta da una serie di numeri e lettere che compaiono sull'etichetta o vengono stampigliati sull'elettrodo stesso.

Paragonando la classificazione degli elettrodi ad una classificazione ipotetica di automobili sarebbe come dire:

- 2000 Benzina 115 cv 6 cil.

- 1600 Diesel 65 cv 4 cil.

- 900 Benzina 45 cv 4 cil.

Abbiamo cosi identificato la cilindrata, il carburante utilizzabile, la potenza ed il numero dei cilindri di tre categorie di automobili cosi come nella pagina che segue vedrai classificati gli elettrodi in base a certe loro caratteristiche.

Fanno eccezione gli elettrodi per manutenzione producendo i quali ogni fabbricante ha in testa la soluzione di un certo problema, il risultato spesso non é classificabile.

L'omologazione é una cosa diversa. E' un riconoscimento che alcuni enti (Rina, Tuv, Bureau Veritas, etc.) danno agli elettrodi dopo averne verificato le caratteristiche.

Per quanto concerne infine la qualità, il prezzo ed altre prestazioni non é detto che, pur appartenendo alla stessa classe siano uguali come non sono uguali le automobili prodotte da fabbriche diverse anche se hanno la stessa cilindrata.

NORMA UNI

Il simbolo completo di un elettrodo è composto di 9 parti secondo l'esempio seguente:

1) lettera distintiva degli elettrodi rivestiti

3) tipo di applicazione

4) classe di qualità

5) tipo di rivestimento

5) tipo di rivestimento

2) resistenza a trazione (kg/mm2) minima dopo distensione

E

44

SL

3

SB

2

0

R09

KV20/KCU45

(UNI 5132-74)

7) condizioni di alimentazione elettrica

7) condizioni di alimentazione elettrica

7) condizioni di alimentazione elettrica 9) simbolo aggiuntivo per caratteristiche di resistenza a bassa temperatura

9) simbolo aggiuntivo per caratteristiche di resistenza a bassa temperatura

7) condizioni di alimentazione elettrica 9) simbolo aggiuntivo per caratteristiche di resistenza a bassa temperatura
9) simbolo aggiuntivo per caratteristiche di resistenza a bassa temperatura 10) riferimento di conformità alla norma

10) riferimento di conformità alla norma

9) simbolo aggiuntivo per caratteristiche di resistenza a bassa temperatura 10) riferimento di conformità alla norma
9) simbolo aggiuntivo per caratteristiche di resistenza a bassa temperatura 10) riferimento di conformità alla norma

6) posizione di saldatura

8) rendimento

1) lettera distîntiva degli elettrodi rivestiti

E = Elettrodo rivestito per saldatura manuale ad arco

2) resistenza a trazione

44 = Gamma di resistenza a trazione (in Kg/mm'-). 1 numeri vengono impiegati come nel prospetto che segue.

Numero

Significato

00

valore di resistenza non garantito

 

resistenza minima garantita dopo trattamento termico di disten-

44

sione di 44 Kg/mm² (resistenza massima garantita, allo stato non ricotto, di 56 kg/mm²

52

resistenza minima garantita dopo trattamento termico di disten- sione di 53 Kg/mm²(resistenza massima garantita, allo stato non ricotto, di 62 Kg/mm²)

12

3) tipo di applicazione

S

L

T

= elettrodi per lamiere sottili

= elettrodi per lamiere medie e grosse

= elettrodi per tubi

4) classe di qualità

0

meccaniche per tali elettrodi.

1 = elettrodi di resistenza a trazione 44 per i

tre tipi di applicazione S, L e T, con valori di

allungamento garantiti ma non troppo elevati.

2 = elettrodi di resistenza a trazione 44 o 52

per i tipi di applicazione L e T, con valori garantiti di allungamento maggiori di quelli di

classe I.

3 = elettrodi di resistenza a trazione 44 o 52

per i tipi di applicazione L e T, con elevati

valori garantiti di allungamento e resilienza.

4 = elettrodi di resistenza a trazione 44 o 52

per i tipi di applicazione L e T, di elevatissime

qualità, con valori garantiti di allungamento e resilienza molto alti. Devono superare prove

di criccabilità su acciai con C circa 0,27% e

prove di microcricche.

= non sono date garanzie di caratteristiche

5) tipo di rivestimento

0= ossidante

A = acido

R= rutile

B = basico

C= cellulosico RC = rutilcellulosico RB = rutilbasico SB = semibasico V= altri tipi

6) posizione di saldatura

1 = elettrodi per la saldatura in tutte le

posizioni

2 = elettrodi per la saldatura in tutte le

posizioni esclusa la verticale discendente

3

= elettrodi per la saldatura solo in piano e

in

piano frontale

4

= elettrodi per la saldatura solo in piano

13

7) Condizioni di alimentazione elettrica

i numeri vengono impiegati come segue:

Numero

Significato

0

Alimentazione in corrente continua, preferibilmente polo positivo

 

Alimentazione sia in corrente continua che altemata

c.c.

c.a.

1

buona su entrambe le polarità

tensione min. = 50 V

2

preferibile sul polo negativo

tensione min. = 50 V

3

preferibile sul polo positivo

tensione min. = 50 V

4

buona su entrambe le polarità

tensione min. = 70 V

5

preferibile sul polo negativo

tensione min. = 70 V

6

preferibile sul polo positivo

tensione min. = 70 V

7

buona su entrambe le polarità

tensione min. = 90 V

8

preferibile sul polo negativo

tensione min. = 90 V

9

preferibile sul polo positivo

tensione min. = 90 V

R

R

R

R

R

R

R

R

08

09

10

11

12

13

14

15

8) rendimento

rendimento uguale o maggiore al 80%

rendimento uguale o maggiore al 90%

rendimento uguale o maggiore al 100%

rendimento uguale o maggiore al 110%

rendimento uguale o maggiore al 120%

rendimento uguale o maggiore al 130%

rendimento uguale o maggiore al 140%

rendimento uguale o maggiore al 150%

9) simbolo aggiuntivo per caratteristiche di resistenza a bassa temperatura

Questo simbolo, composto dalle lettere KV

oppure KCU seguite da un numero di due

cifre che esprimono la temperatura di prova,

indica i comportamento dell'elettrodo nei

riguardi delle resilienza a bassa temperatura;

esso verrà stabilite assieme alle modalità di

prova relative, in altra norma.

Norma AWS

(elettrodì per acciaio dolce)

Esempio - AWS: E 60.10 · la lettera "E" indica "saldatura con elettrodo";

· le prime due cifre indicano il carico di rottura del deposito espresso in migliaia di Psi (libbre per pollice quadro); 1Psi = 0,07Kg/cm²;

· le seconde due cifre indicano il tipo di rivestimento come segue:

10 cellulosici per corrente continua

11 cellulosici per corrente alternata

12 rutile vischioso per corrente continua e

alternata 13 rutile fluido per corrente continua e alternata

14 rutile a medio rendimento (R = 120%)

15 basici per corrente continua

16 basici per corrente alternata

I8 basici a medio rendimento

20

acidi a forte penetrazione

24

rutile ad alto rendimento per corrente

continua e alternata

27 acidi ad alto rendimento per corrente

continua e alternata

28

basici ad alto rendimento

30

ossidanti, adatti solo per saldature in

piano

La sigla E 60.10 di cui sopra rappresenta un elettrodo con rivestimento cellulosico funzionante in corrente continua, polarità inversa con resistenza minima del deposito di: 60.000Psi = 42Kg/mm².

14

Norma NUFE (in disuso, sostituita da UNI)

I

Elettrodi semirivestiti per saldature correnti e riempimenti.

 

Elettrodi scorrevoli solo a rivestimento

II

ossidante per saldature estetiche su

acciai dolci e quando non siano richie-

ste particolari caratteristice di impiego.

 

Elettrodi per saldature di acciai dolci

III

con resistenza fino a 45÷50Kg/mm² per applicazioni prevalentemente in piano quando non siano richieste paticolari caratteristiche di impiego.

IV-A

Elettrodi per saldature di acciai dolci con resistenza 45÷55Kg/mm², per applica- zioni in piano, verticale e sopratesta. Materiale d’apporto: R=45÷55Kg/mm², allungamento >24%, forgiabile.

IV-B

Come per il V-A, ma con rivestimento basico.

V-A

Elettrodi per saldature di acciaio dolce con resistenza 45÷50Kg/mm², allunga- mento 26÷28%.

 

Come per il V-A, ma con rivestimento

V-B

basico.

 

Elettrodi per saldature di acciai con resi-

VI-A

stenza 55÷60Kg/mm² con tenore di car-

bonio superiore a 0,25.

 

Come per il VI-A, ma con rivestimento

VI-B

basico.

VII

Elettrodi per le saldature di lamiere sottili.

LA SALDATURA TIG

LA SALDATURA TIG La saldatura TIG, chiamata anche saldatura in Argon, é un processo che sfrutta

La saldatura TIG, chiamata anche saldatura

in Argon, é un processo che sfrutta il calore

dell'arco voltaico che scocca tra un elettrodo

in

tungsteno infusibile ed il pezzo da saldare.

Il

generatore é simile a quello utilizzato per

saldare con elettrodi rivestiti, avrá quindi l'uscita per il morsetto di massa e quella per l'elettrodo al posto del quale va collegata una torcia che oltre a contenere l'elettrodo infusibile provvede a erogare il gas neutro che ha la funzione di proteggere dall'ossidazione sia la punta che il bagno di saldatura.

Il procedimento TIG nel quale l'apporto di

materiale avviene manualmente con l'ausilio

di una barretta o automaticamente con un filo

bobinato che entra nel bagno dall'esterno é un procedimento adatto ad eseguire saldature di elevata qualitá nei seguenti casi:

- unione di spessori sottili in acciaio inossidabileper fusione dei lembi senza

materiale di apporto o con piccole aggiunte di

materiale

- passata di fondo cianfrino su tutti i metalli

con funzione di sostegno alle passate di riempimento saldatura dell'alluminio

saldatura dal rame, leghe di rame, nichel e sue leghe riporti duri

Il generatore puó essere a corrente continua

o a corrente alternata con sovrapposizione di alta frequenza. L'alta frequenza favorisce l'innesco e si disinserisce automaticamente

a processo avviato. In corrente continua la

torcia puó essere collegata al polo positivo (+) o negativo (-) a seconda del materiale da saldare, degli spessori, etc. Il tipo di generatore e la polarità determinano una diversa penetrazione.

15

e la polarità determinano una diversa penetrazione. 15 penetrazione con corrente continua polo (+) all’elettrodo

penetrazione con corrente continua polo (+) all’elettrodo

penetrazione con corrente continua polo (-) all’elettrodo

In corrente continua con torcia al polo negativo (-) potrai saldare:

- acciaio di tutti i tipi

- acciaio inossidabile di tutti i tipi

- rame e leghe di rame, nichel e sue leghe

- ghisa di tutti i tipi

- riporti duri di tutti i tipi

Con torcia al polo positivo (+) si salda soltanto alluminio e magnesio di spessore sottile e fusioni in magnesio. Disponendo di un impianto in corrente alternata questa polaritá non viene utilizzata.

In corrente alternata con sovrapposizione di

alta frequenza potrai saldare:

- magnesio di ogni tipo e spessore

alluminio di ogni tipo e spessore

- bronzo d'alluminio

- riporti duri di tutti i tipi

- sarà inoltre possibile saldare tutto quanto é indicato sotto "corrente continua polo negativo" ad eccezione del rame puro e dell'acciaio a basso carbonio di spessore sottile.

La soluzione ideale é quella di attrezzarsi con una saldatrice universale che consente

di operare in tutte le condizioni con torcia

raffreddata ad acqua. L'impianto pia attuale é costituito da un generatore a corrente continua e alternata collegato alla corrente trifase della rete, arco pulsato, possibilità _

di programmazione dell'intensità e del tempo in fase di accensione, saldatura e spegnimento dell'arco pro¬grammabili. La saldatrice dovrà essere dotata di un pedale per il comando a distanza.

Il gas protettivo é normalmente Argon Puro. Viene anche utilizzato Ar + 1 % ossigeno per lamiere sottili.

in acciaio al carbonio e Argon 35% - Elio 65% per grossi spessori in Rame e Alluminio. L'Argon-Elio produce un bagno di saldatura più caldo. Il diametro dell'elettrodo così come per la saldatura con elettrodi rivestiti, va scelto in funzione dello spessore e delle dimensioni del materiale base da saldare e in relazione all'intensità di corrente che può sopportare.

INTENSITA' DI CORRENTE APPLICABILE AGLI ELETTRODI PER TORCIE TIG

diametro

corrente

corrente

corrente alternata

(mm)

continua

polo (-)

continua

polo (+)

con alta frequenza

elettrodo

elettrodo

tungsteno

tungsteno

puro

toriato

1

10÷70

-

10÷60

15÷80

1,6

60÷150

10÷20

50÷150

70÷150

2,4

100÷250

15÷30

100÷160

140÷325

3,2

200÷400

25÷40

150÷210

225÷325

4

270÷500

40÷55

200÷275

300÷425

5

350÷600

55÷80

250÷350

400÷525

6

500÷800

80÷125

325÷450

500÷700

Il diametro del bocchello, nella saldatura di testa senza smusso deve essere ben dimensionato per proteggere adeguatamente il bagno di fusione e la zona adiacente. Operando in cianfrino deve essere di dimensione tale da consentire una buona penetrazione sul rovescio senza fondere eccessivamente il materiale base. La regolazione della corrente di saldatura é descritta nei paragrafi relativi ai metalli da

saldatura é descritta nei paragrafi relativi ai metalli da saldare. Qui di seguito viene schematizzata la

saldare. Qui di seguito viene schematizzata la corretta preparazione della punta dell'elettrodo nonché l'effetto dell'intensitá di corrente sul profilo della punta dopo l'uso per darti modo di verificare se hai operato con intensitá di corrente giusta.

ELETTRODO IN TUNGSTENO PURO PREPARAZIONE DOPO L’USO GIUSTA TROPPO TROPPO ALTA BASSA CORRENTE
ELETTRODO IN TUNGSTENO PURO
PREPARAZIONE
DOPO L’USO
GIUSTA
TROPPO
TROPPO
ALTA
BASSA
CORRENTE
ELETTRODO IN TUNGSTENO TORIATO PREPARAZIONE DOPO L’USO GIUSTA TROPPO TROPPO ALTA BASSA CORRENTE
ELETTRODO IN TUNGSTENO TORIATO
PREPARAZIONE
DOPO L’USO
GIUSTA
TROPPO
TROPPO
ALTA
BASSA
CORRENTE

La tecnica operativa Per l'innesco dell'arco con impianti dotati di alta frequenza non é necessario fare contatto. Per partire é sufficiente avvicinare la punta a 3-4 mm dal pezzo, l'arco si innesca automaticamente.

Con impianti in corrente continua senza alta frequenza é invece indispensabile scaldare l'elettrodo su di un tallone di rame a parte poi portarsi sul pezzo da saldare.

Per evitare inquinamenti l'elettrodo di tungsteno non dovrebbe mai toccare il pezzo. Innescato l'arco si imprime alla torcia un movimento circolare finché si forma il bagno fuso, quindi si procede con tecnica "in avanti" come illustrato sotto.

circolare finché si forma il bagno fuso, quindi si procede con tecnica "in avanti" come illustrato

acciaio

acciaio alluminio La barretta di apporto deve muoversi in sincronia con la torcia e deve immergersi
acciaio alluminio La barretta di apporto deve muoversi in sincronia con la torcia e deve immergersi

alluminio

La barretta di apporto deve muoversi in

sincronia con la torcia e deve immergersi con un rapido movimento di va e vieni nel bagno

di saldatura.

un rapido movimento di va e vieni nel bagno di saldatura. La punta della barretta di

La punta della barretta di apporto, nella fase

di allontanamento dall'arco non deve uscire

dalla cappa di gas protettivo. L'interruzione della saldatura si effettua

alzando l'elettrodo con un movimento rapido

e regolare nel senso di inclinazione della

torcia. Per evitare ossidazioni nel cratere finale sarebbe opportuno permanere sullo stesso ad arco spento e con gas aperto.

LA SALDATURA A FILO

Questo argomento, per l'importanza che riveste nel campo della saldatura merita una trattazione appro¬fondita. E' infatti un sistema largamente impiegato in costruzioni

di apparecchiature e, per quanto concerne

l'unione del ferro, ha lentamente ma progressivamente sostituito la tradizionale

saldatura con elettrodi che a sua volta ha sostituito da tempo la saldatura al cannello. L'impianto consiste in una saldatrice a corrente continua piú o meno simile a quella per elettrodi con l'aggiunta di un cofano di comando che regola l'uscita continua, attraverso una torcia di saldatura, del metallo d'apporto in filo, avvolto su bobina di dimensione unificata che viene montata sul portabobina.

Le saldatrici a filo possono essere piú o meno complicate, ma sostanzialmente il sistema consiste nel dare corrente attraverso un ugello di contatto al filo d'apporto che arriva dalla bobina.

di contatto al filo d'apporto che arriva dalla bobina. La protezione del bagno di saldatura dalla

La protezione del bagno di saldatura dalla ossidazione ne, che nell'elettrodo é assicurata dal rivestimento, che diventa scoria, nella saldatura a filo é fornita d un gas che viene fatto uscire contemporaneamente é filo.

Vediamo ora di analizzare il processo partendo da generatore di corrente.

Il generatore, che va collegato alla rete elettrica con cavi ben dimensionati, rende possibile un'uscita di corrente a tensione costante. Vale la pena a questo punto rinfrescarci la memoria sui due valori cl- caratterizzano la corrente elettrica in generale quella fornita dalle saldatrici in particolare.

L'Enel invia alle nostre case della corrente elettrica a 220 Volt di tensione.

17

Poiché tutti i nostri elettrodomestici sono costruiti per funzionare a 220 Volt, noi li colleghiamo alla rete e più ne colleghiamo maggiore saprà la quantitá di corrénte che utilizziamo. Alle industrie per i maggiori fabbisogni manda anche corrente elettrica con tensione 380 Volt. L'arco elettrico, per funzionare, necessita di una tensione piú bassa e quindi la saldatrice trasformerá i 220 o 380 Volt della rete nei 20- 60 Volt necessari all'arco elettrico, peró dovrá far arrivare all'elettrodo o al filo una quantitá o intensitá di corrente molto maggiore di quella che serve per far funzionare un rasoio elettrico.

L'intensîtà di corrente che esce dalla saldatrice si misura in AMPERE, la tensione che esce dalla saldatrice si misura in VOLT. Per fare un esempio colleghiamo un tubo al rubinetto dell'acqua, la tensione o voltaggio fai finta che sia la velocitá di uscita dell'acqua, l'intensitá o Amperaggio che sia il diametro del tubo. Un generatore a tensione costante tiene costante la tensione, per esempio 25 Volt, anche se aumenti l'intensitá di corrente di cui hai bisogno (nel caso del tubo d'acqua é come se aumentassi il diametro del tubo e non ti diminuisse la velocitá d'uscita, per ottenere questo risultato un dispositivo dovrá aprire di piú il rubinetto in relazione all'aumento di diametro del tubo). Questo é, ne piú ne meno, quello che succede con il nostro generatore e queste sono le condizioni necessarie per saldare a

filo continuo.

Le saldatrici ad elettrodo sono invece a tensione cadente. Nel caso del tubo non avrai pertanto la contemporanea apertura del

rubinetto all'aumentare del diametro del tubo. Queste sono infine le condizioni ideali per saldare un elettrodo rivestito.

Ci siamo dilungati sulle caratteristiche in

uscita della corrente Ai una saldatrice a filo perché un buon impianto, pur rispettando questa condizione di base, deve avere la possibilitá di * modificare la curva di corrente per consentirne una buona versatilitá d'impiego nelle condizioni piú diverse di saldatura. In genere una tensione leggermente cadente consente di operare meglio su spessori sottili, l'arco elettrico é meno violento e, a pari intensitá, penetra meno e non sfonda il metallo base.

Per ottenere una curva cadente molte saldatrici dispongono di uno SLOPE o di dispositivi analoghi posti sul davanti del generatore. Questi dispositivi vanno inseriti quando si opera su spessori sottili. Nelle saldatrici dell'ultima generazione questo inserimento avviene automaticamente.

TENSIONE COSTANTE TENSIONE CADENTE
TENSIONE COSTANTE
TENSIONE CADENTE

Un altro dispositivo spesso presente nei generatori a tensione costante é l'induttanza che ha la funzione di stabilizzare l'arco diminuendo di conseguenza gli spruzzi, si usa solo a SLOPE inserito e, poiché rallenta la velocitá di fusione del filo, il bagno di saldatura é reso più caldo, l'induttanza va regolata su valori bassi quando, saldando su spessori molto sottili, c'é bisogno di un bagno freddo per non sfondare. La saldatrice ad arco pulsato é una macchina

che offre ottime prestazioni in modo particolare nella saldatura su spessori sottili

di

metalli a basso punto di fusione.

Si

tratta di un impianto che genera corrente

continua alla quale sovrappone dei picchi di corrente che hanno la funzione di staccare e proiettare sul pezzo da saldare la goccia parzialmente fusa del filo. L'effetto ottenuto é uno SPRAY ARC a basso amperaggio. Questo tipo di impianto serve principalmente per alluminio su spessori inferiori a 3-4 mm e acciaio inox su spessori inferiori a 1,5 mm.

Le saldatrici Mig sinergiche sono macchine alle quali é stato aggiunto un piccolo computer che ti offrono la possibilitá di richiamare, su di una tastiera numerica, spingendo un solo tasto, diversi parametri memorizzati (corrente, avanzamento filo, etc.) facilitandoti così la corretta messa a punto dell'impianto che va in ogni caso completata manualmente.

18

Tornando alla saldatrice a filo tradizionale, abbiamo detto, in relazione al diametro del filo impiegato ed allo spessore da saldare, é necessario regolare:

1)

la tensione di saldatura o Voltaggio

2)

l'intensìtá di corrente o Amperaggio

La tensione di saldatura si regola con la manopola o le due manopole, una per la regolazione grossolana, l'altra per la regolazione fine, poste sul davanti del generatore.

La tensione per dare un'immagine accessibile fa fondere il materiale base.

A pari amperaggio, aumentando la tensione avremo un cordone piú largo, un bagno piú caldo, un cordone piú estetico e, entro certi limiti, meno spruzzi

L'intensità di corrente o Amperaggio é collegata direttamente al trainafilo e, nella maggior parte delle macchine, si regola aumentando o diminuendo la velocità di avanzamento del filo tramite la manopola posta sul cofano di comando.

L'intensità di corrente o Amperaggio é collegata direttamente al trainafilo e, nella maggior parte delle macchine, si regola aumentando o diminuendo la velocità di avanzamento del filo tramite la manopola posta sul cofano di comando.

L' intensitá, in altre parole, fa colare il filo.

A pari voltaggio con piú filo avremo maggior deposito, cordone piú alto, bagno piú freddo minore estetica del cordone e minore deformazione dei pezzi.

Con la saldatrice tradizionale a filo, a seconda come regoliamo la corrente, possiamo avere trasferimento del materiale di apporto in due dive modi piú una fase intermedia che sono:

ARCO CORTO, (SHORT ARC) ARCO INTERMEDIO, (DROOP ARC) ARCO LUNGO, (SPRAY ARCA)

Questi tre diversi sistemi di trasferimento materiale si possono ottenere solo agendo amperaggio e voltaggio.

Con ARCO CORTO potrai saldare lamiere so e avrai un basso apporto di calore al pezzo, la goccia che si stacca dal filo e va sul pezzo sentirai il caratteristico crepitio, non sarà possibile ottenere un cordone piatto e ben raccordato.

Con ARCO LUNGO potrai saldare lamiere grosse, avrai un bagno molto caldo, una ottima estetica cordone e l'arco non crepiterá piú ma sentirai specie di soffio.

Con ARCO INTERMEDIO avrai caratteristi intermedie, sentirai uno scoppiettio lento e regolare pìú accentuato saldando in Argon che non salda in CO²

pìú accentuato saldando in Argon che non salda in CO² arco corto 14÷23V 40÷190A arco intermedio

arco corto

14÷23V

40÷190A

in Argon che non salda in CO² arco corto 14÷23V 40÷190A arco intermedio 23÷26V 190÷300A arco

arco intermedio

23÷26V

190÷300A

Argon che non salda in CO² arco corto 14÷23V 40÷190A arco intermedio 23÷26V 190÷300A arco lungo

arco lungo

26÷40V

150÷500A

19

IL GAS contenuto nella bombola, parte integrante del processo di saldatura a filo continuo, serve a proteggere il bagno di fusione dall'ossidazione atmosferica ed é l'elemento che identifica anche il sistema. Viene infatti denominata SALDATURA MIG (METAL INERT GAS) quella che si effettua sotto protezione di gas inerte come Argon,

Argon-Elio, Argon-Ossigeno. L'Argon puro, viene utilizzato per saldare tutti

i metalli escluso ferro ed acciaio inox, nel

primo caso si usa un gas attivo, nel secondo una miscela Argon + 2% Ossigeno facilmente reperibile, oppure miscele con

piccole percentuali di CO2 che conferiscono una migliore estetica al deposito.

Il gas inerte ha la caratteristica di favorire la formazione di un bagno di saldatura molto caldo, quindi vanno impiegate torce robuste

e punte di contatto con diametro del foro di

una misura superiore a quelle che si usano per il CO, altrimenti la dilatazione causata dal surriscaldamento blocca il filo all'interno della punta di contatto in rame.

L'impiego di gas inerte rende inutile la funzione del preriscaldatore del gas che, se presente, va disinseri¬to. La SALDATURA MAG (METAL ACTIVE

GAS) si effettua sotto protezione di gas attivo come CO2 (anidride carbonica). Il gas attivo si impiega per la saldatura dell'acciaio al carbonio e coi núovi fili per acciaio inox animati serie DW.

Il CO2 é un gas protettivo molto economico,

favorisce la formazione di un bagno freddo,

fa durare piú a lungo le torce e necessita del

preriscaldatore che pertanto va regolarmente

inserito. Causa la relativa mancanza di estetica delle saldature su acciaio al carbonio eseguite sotto protezione di CO2 vengono spesso impiegate miscele Ar-0O2, molto piú costose ma idonee a conferire un migliore aspetto ai cordoni depositati. Per saldature importanti una corretta scelta

del gas di protezione é tanto necessaria quanto la scelta del filo. La tabella che segue

ti fornisce alcune indicazioni:

20

Scelta del gas protettivo nella saldatura spray are (arco lungo)

Metallo

Gas

Vantaggi

Acciaio al

75% Argon

Alta velocità di saldatura, penetrazione perfetta pochi spruzzi e minimo apporto termico

carbonio

25% CO²

(Spessore < 3 mm.)

Acciaio al

75% Argon

Facile controllo del bagno di fusione sia in verticale che soprate- sta.Buona estetica del cordone

carbonio

25% CO²

(Spessore > 3 mm.)

CO²

Alta penetrazione, co- stante ed elevata velo- cità di saldatura

Acciaio Inox

Argon +

Miscela di impiego universale

1÷3% O²

90% elio + 7,5% Argon + 2,5% CO²

Nessun effetto negativo nella resistenza alla cor- rosione, restringe la zona termicamente alterata, minima distorsione dei pezzi edassenza di mi- crocricche

Acciaio basso

60÷70% Elio +

Eccellente tenacità del

legato

giunto e stabilità del-

25÷35% Argon +

l'arco. Cordoni regolari

spruzzi minimi

4÷5% CO²

75% Argon + 25% CO²

Tenacità discreta, stabi- lità dell'arco buona, cor- doni discreti, spruzzi scarsi

Rame, Magne- sio, Nickel e loro leghe

Argon + Elio

L'Argon dà risultati sod-

disfacenti su spessori

 

Argon

sottili.

La miscela

ARGONIELIO è preferi-

bile su spessori supe-

riori a 3 mm.

Metallo

Gas

Vantaggi

Alluminio

Argon

Arco stabile, fusione buona e spruzzi trascurabili

(Spess. < 25 mm.)

Alluminio

65% Elio + 35% Argon

Apporta maggior calore rispetto all'argon puro, migliora la fusione in special modo con leghe alluminio-magnesio. Minore rischio di porosità

(Spess. < 25 mm.)

Magnesio

Argon

Eccellente azione scorificante

Acciaio al carbonio

Argon +

Migliora la stabilità dell'arco, consentendo una buona e stabile fusione del filo, i bordi del cordone di saldatura sono regolari, penetrazione minima, velocità di saldatura maggiore rispetto all'argon puro.

3,5% Ossigeno

CO²

Aumenta ulteriormente la velocità di saldatura, soprattutto in automatico. Bassi costi di saldatura in manuale

Acciai basso legati

Argon +

Favorisce la tenacità e riduce le incisioni marginali

1% Ossigeno

Acciaio Inox

Argon +

Migliora la stabilità dell'arco, consente una regolare fu- sione del filo, cordoni senza incisioni marginali. Elimina o riduce al minimo le microcricche specialmente su spes- sori grossi.

1% Ossigeno

Argon +

Migliora ulteriormente la stabilità dell'arco e la regolarità dei cordoni rispetto alla miscela con ossigeno all'1%. Molto indicato su spessori sottili.

2% Ossigeno

Rame, Nickel e loro leghe

Argon

Diminuisce la fluidità del bagno mantenendo una buona fusione su spessori fino a 3mm

Argon + Elio

Una percentuale tra il 50% e 75% di elio favorirà un bagno caldo, compensando la notevole dispersione di ca- lore, soprattutto sui grossi spessori

Titanio

Argon

Consente buona stabilità dell'arco ed evita l'inquinamento del bagno. E' indispensabile la protezione di gas anche sul rovescio per evitare inquinamenti

Il gas protettivo, oltre alle caratteristiche già

descritte ha anche una notevole importanza

agli effetti della penetrazione. Il rapporto tipo

di gas/penetrazione é illustrato nella figura

che segue

di gas/penetrazione é illustrato nella figura che segue 21 Il cofano dì comando che comprende la

21

Il cofano dì comando che comprende la bobina de filo, il gruppo di traino e la torcia é senz'altro quelle che dovrai tenere piú frequentemente sotto controllo se vorrai eseguire delle buone saldature.

La registrazione della frizione deve essere tale pera cui il filo non fuoriesca dalle spalle della bobina durante le fermate, ma nello stesso tempo non offra eccessiva resistenza al traino.

I due guida-filo all'entrata e all'uscita dei rulli debbono essere il piú vicino possibile ai rulli, per evitare che il filo scorra non guidato ed essere esenti da infossature che potrebbero segnare il filo stesso impedendone un corretto scorrimento attraverso la torcia: è inoltre indispensabile che siano perfettamente allineati alle gole dei rulli.

Vanno sempre utilizzati rulli adeguati alla qualità del filo che si sta utilizzando.

adeguati alla qualità del filo che si sta utilizzando. - A due gole per allumini inox

- A due gole per allumini inox bronzo rame e nichel

- A due gole per allumini inox bronzo rame e nichel - Dentati per fili animati

- Dentati per fili animati rigidi

inox bronzo rame e nichel - Dentati per fili animati rigidi - Zigrinati per fili tubolari

- Zigrinati per fili tubolari

per fili animati rigidi - Zigrinati per fili tubolari - A gola quadra il superiore per

- A gola quadra il superiore per fili animati deboli

- A gola quadra il superiore per fili animati deboli - Liscio il superiore in tutti

- Liscio il superiore in tutti gli altri casi

La pressione dei rulli deve essere tale per cui afferrando saldamente la bobina si riesca a farli slittare con uno sforzo relativo. Ad esclusione dei fili animati dovrai verificare che il filo non venga in alcun modo segnato dai rulli. Il filo animato resterà segnato da tacche ben incise e poco profonde lasciate dai rulli di traino. La torcia contiene una guaina che deve guidare senza impedimenti il filo, ma non deve essere troppo larga per evitare che il filo stesso abbia la possibilitá di incurvarsi durante il tragitto. Piú il filo é grosso e piú si può abbondare nella tolleranza. Le guaine in teflon, servono esclusivamente per fili di alluminio, inutile impiegarle con altri fili, per l'alluminio però sono effettivamente molto utili. Le nuove guaine in teflon "caricato", molto piú resistenti possono essere usate anche con fili in acciaio inossidabile, ma, in questo caso, vanno frequentemente cambiate perché sono soggette ad usura precoce. La lunghezza della guaina deve essere tale da arrivare il più vicino possibile all'ugello di contatto, al fine di evitare di lasciare troppo spazio non guidato al filo stesso. E' opportuno, inoltre, nella saldatura con inox, alluminio, rame e nichel applicare intorno al filo un feltro imbevuto di trielina od altro diluente per asportare eventuali residui di trafila che potrebbero intasare la guaina che va in ogni modo sempre tenuta perfettamente pulita.

L'ugello di contatto in rame deve essere della misura punzonata sullo stesso quando si salda ferro e si impiega CO2; nel caso di saldatura su acciaio inox, alluminio, rame e sue leghe, nichel e sue leghe, poiché è previsto l'impiego di Argon puro o di Argon miscelato che scalda maggiormente, l'ugello

22

va tenuto almeno una misura piú larga del diametro che si usa per il CO, es.:

filo diametro 0,8 Punta di contatto 1=1,2 mm filo diametro 1,0 Punta di contatto 1,24÷1,6 mm filo diametro 1,2 Punta di contatto 1,6÷2,0 mm filo diametro 1,6 Punta di contatto 2,0÷2,4 mm

Uno dei piú frequenti motivi di fermata che si verificano nella saldatura dell'acciaio inox, causati dal filo che non esce con regolarita, é imputabile alla punta di contatto in rame troppo sottile oppure ovalizzata o alla guaina intasata e usurata.

Tieni presente infine che in tutti i casi di saldatura con diametri sottili (O 0.8; 0 1) devi, quanto piú possibile, adoperare torce corte.

Il FILO utilizzabile in saldatura MIG - MAG puó essere pieno, tubolare o animato.

La differenza fra tubolare e animato é che il tubolare é ricavato da un tubo non saldato, riempito e trafilato che all'occhio si presenta come un filo pieno con all'interno gli elementi disossodanti.

Il filo animato é invece ricavato da una reggetta piegata ad U all'interno della quale vengono immessi elementi di lega, una macchina gli fa poi assumere la forma rotonda.

I fili pieni e tubolari debbono essere usati con un gas protettivo; i fili animati possono avere bisogno del gas di protezione, ma possono anche contenere all'interno gli elementi disossidanti per cui alcuni tipi sono impiegabili senza la protezione del gas.

Per la regolazione dell'intensità di corrente di saldatura attieniti ai dati di base indicati piú avanti nel paragrafo dei metalli da saldare, aggiustandoli in funzione delle tue esigenze. In questo capitolo ci limitiamo ad indicarti alcuni criteri operativi.

Direzione di saldatura: per unioni in piano orizzontale si effettua DA DESTRA VERSO SINISTRA con fili pieni e DA SINISTRA VERSO DESTRA con fili animati. Per riporti

si procede nella direzione DESTRA- SINISTRA. Lo schema che illustra penetrazione e forma del cordone segue operando in un senso o nell'altro.

del cordone segue operando in un senso o nell'altro. TORCIA SPINTA PERPENDICOLARMENTE TORCIA TIRATA Regolazione

TORCIA SPINTA PERPENDICOLARMENTE TORCIA TIRATA

TORCIA SPINTA PERPENDICOLARMENTE TORCIA TIRATA Regolazione della macchina Prima di iniziare a saldare

Regolazione della macchina Prima di iniziare a saldare imposta il voltaggio, tramite le manopole sul generatore, secondo le tabelle o in base alla tua esperienza, poi aggiusta il cordone regolando l'amperaggio che, come giá detto, é collegato con l'avanzamento filo (manopola sul cofano portabobina).

Tieni presente che c'é una differenza sostanziale tra le regolazioni per la saldatura del ferro e la saldatura dell'acciaio inox, alluminio e altre leghe. primo caso dovrai avere molto filo in rapporto Nel primo caso dovrai avere molto filo in rapporto al voltaggio ed avrai una saldatura rumorosa con scoppiettii frequenti. Nella saldatura dell'acciaio inox con gas inerte il rumore dovrá essere il píú possibile vicino a un soffio (arco lungo) anche su spessori relativamente sottili. L'arco lungo l'ottieni alzando il voltaggio e mantenendo relativamente bassa la velocitã

di avanzamento del filo. Effettuando questa

operazione ricorda che quando hai troppo avanzamento il filo "punta", tende cioè a spostarti all'indietro la torcia. Se il filo è poco tende a fondere e ad incollarsi sulla punta di contatto.

Il filo fonde nella punta di contatto anche quando l'avanzamento non è regolare. Controlla pertanto: dimensioni della punta di contatto (non deve essere consumata ed il filo deve passare con facilità), condizioni della guaina, state di usura e pressione dei rulli. Durante la saldatura tieni SEMPRE la torcia

il più vicino e il più perpendicolare possibile

al pezzo.

23

Applica con regolarità lo spray distaccante all'interno del bocchello il quale deve avere un diametro interno di circa 20 volte il diametro del filo che stai usando.

Per finire tieni presente che ti troverai a volte di fronte a difetti sulle saldature che possono essere provocati da molti piú fattori rispetto alla saldatura con elettrodi. Questi difetti si evidenziano soprattutto sotto forma di porosità, incollature (mancanza di penetrazione), spruzzi, cordone irregolare, cricche e sono causate da mancanza o insufficienza del flusso di gas, materiale base sporco (il materiale base nella saldatura a filo continuo va pulito con maggior cura che non saldando con elettrodi), torcia troppo lunga, guaine intasate, ugelli non adatti, mancanza del feltrino di pulizia, cattivo allineamento dei rulli con i guidafilo, pressione eccessiva o scarsa dei rulli, etc.

Per quanto concerne i difetti dovuti a cattiva regolazione della macchina l'essenziale é aver sempre presente quanto già detto e cioé che: aumentando la tensione (Volt), regolazione che trovi sul corpo della macchina, aumenti la quantità del materiale base in fusione. Aumentando l'amperaggio

24

(manopola sul cofano portabobina) aumenti

la quantità di filo in fusione.

Ricorda inoltre che il diametro del filo va

scelto in relazione dello spessore da saldare.

La qualità del filo la puoi valutare dal suo

aspetto

e

saldatura

dal

suo

paragonato'

comportamento

in

ad

altri

fili

nelle

identiche condizioni. Se le condizioni non

sono le stesse la prova non é significativa.

La finitura superficiale deve essere LUCIDA

e BRILLANTE ad eccezione dei nuovi fili per

acciaio

inossidabile

presentano

opachi,

"satin

glide"

la

bobinatura

che

si

deve

essere A SPIRE ALLINEATE. Togliendo tre o

quattro spire e posandole su un piano il filo

deve assumere un diametro di 600-800 mm

e deve rimanere perfettamente in piano

senza disporsi ad elica.

L'impiego di fili di qualità, anche se costano

un po' di piú, ti consente di ridurre i costi di

fermo macchina e di depositare cordoni sani

e

ben

raccordati

facendoti

alla

fine

risparmiare

sui

costi

complessivi

delle

saldature.

 

LA METALLIZZAZIONE

Il riporto con metalli pregiati, leghe, carburi

ed ossidi metallici su di un materiale di base poco costoso allo scopo di nobilitarne la parte sottoposta ad usura sta assumendo una sempre maggiore importanza per la sua economicità.Tra i vari procedimenti utilizzabili per apportare metallo mediante saldatura, i principali sono: elettrodo, TIG, MIG, arco

sommerso con filo o nastro, cannello e pistola ossiacetilenica, plasma spray e P.T.A.; questi ultimi, catalogati col termine improprio di "metallizzazione", godono del maggiore interesse da parte dei ricercatori per le possibilità tecniche "innovative" grazie all'impiego di polvere metallica che si ritiene sia il materiale di apporto del futuro.

I riporti a polvere si possono effettuare in due modi tra loro sostanzialmente diversi: a freddo e a caldo. Nel primo caso i pezzi non si deformano in quanto non. raggiungono temperature superiori a 200÷300°C, ma l'ancoraggio al metallo base é poco resistente. Nel secondo. caso l'ancoraggio é perfetto ma il materiale base va portato in superfici a circa 1000°C con rischio di alterazione della struttura e di deformazioni. Procediamo con ordine analizzando tutte le possibilità dei due metodi:

RIPORTO A FREDDO

Quello a freddo é un tipo di riporto che, come detto, non provoca deformazioni e modifiche strutturali al metallo base. Il materiale di

apporto puó essere in filo, ormai in disuso, o

in polvere. Il materiale da riportare viene fuso

da una sorgente di calore autonoma e proiettato da una certa distanza sul pezzo preventivamente preparato. Si ottiene un rivestimento ancorato al metallo per microsaldatura delle particelle, per incastonamento meccanico nelle rugosità superficiali e per cementazione di ossidi. 1

valori di ancoraggio, in funzione del materiale

di base e del materiale di apporto, variano tra

1500 e 28000 N/cm² . Il riporto ottenuto a freddo ha caratteristiche metallurgiche e proprietà meccaniche completamente differenti da quelle di un materiale saldato per fusione rispetto al quale in genere i riporti spruzzati sono più duri, piú fragili e micro¬porosi, possiedono ottime doti di resistenza all'usura per la presenza di ossidi e carburi. La possibilità di saturare con degli olii lubrificanti i microfoni li rende resistenti

alla frizione. La loro struttura e simile a quella

di un sinterizzato.

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Le tecniche utilizzabili per il riporto a freddo sono:

- la metallizzazione a filo

- il processo ad arco elettrico

- la metallizzazione con polvere

- il processo plasma spray

La metalizzazione a filo consiste nella proiezione di particelle metalliche ottenute dalla polverizzazione di un materiale di apporto in filo: il processo viene attivato tramite un'apparecchiatura a combustione o ad arco elettrico. Nel processo a combustione il filo viene introdotto in una fiamma e fonde; un getto coassiale d'aria compressa lo atomizza e lo proietta ad alta velocità sul pezzo; la tenacità di ancoraggio ottenibile é su valori da 15 a 35 N/mm² , la porositc e compresa tra il 5% e il 15%. Si tratta di un processo economico indicato per il ripristino di superfici usurate e il recupero di scarti di lavorazione; lo spessore puó variare da poch centesimi a qualche millimetro. Viene impiegato in produzione per il riporto di molibdeno su particolari automobilistici. Nel processo ad arco elettrico due fili di materiale di apporto originano un arco elettrico e fondono l'aria coassiale li polverizza e li proietta sul pezze da riportare. L'ancoraggio é migliore rispetto al metodo a combustione e la porosità inferiore; minore é l'apporto di calore al pezzo. E' un processo economico per riporti di elevato spessore su grandi pezzi. La metallizzazione a freddo con polvere si effettui utilizzando lo stesso impianto a pistola ossiacetilenica più aria che serve per

il riporto a caldo. Si esegui un primo strato

con polvere autoancorante ed uno o piú strati

successivi con la polvere per il riporto verbo

e proprio. La qualità del deposito si colloca

tra quella ottenibile con il riporto a filo ed il

plasma spray. Come per tutti i riporti a freddo 1, deformazione dei pezzi é nulla, ma lo strato depositato non sopporta sollecitazioni dinamiche Questo processo ha totalmente sostituito, per i lavori piú importanti, la metallizzazione a filo.

Il

plasma spray é un processo che utilizza

la

polvere come materiale di apporto. Questa

viene proiettai; attraverso una pistola dal cui

ugello esce un getto che ha una temperatura compresa tra 7000 20.000°C e con una velocità compresa tra 400 e 82( m/s. Passando nella zona piú calda del fluido plasma. la polvere fonde istàntaneamente e viene proiettata a velocitá elevata contro il pezzo. Il materiale di apporto, nonostante

l'alta temperatura, non si altera in quanto il tempo di permanenza nel fluido plasma é brevissimo. Il rivestimento cosi ottenuto é un riporto a freddo, perché il pezzo preriscaldato tra 100 e 200°C viene mantenuto per tutto il trattamento a tale temperatura. L'ancoraggio mm² sul pezzo ha valori tra 40 e 80 N/mm² , aumenta la densitá e la compattezza rispetto al riporto alla fiamma e la porositá è compresa tra 1% e 5%. La rugositá ridotta permette talvolta di evitare la successiva operazione di rettifica del pezzo riportato. Grazie alla elevata temperatura e velocitá del fluido plasma é possibile riportare materiali ad alto punto di fusione, non applicabili convenientemente con gli altri processi, come ad esempio le ceramiche, sotto il cui nome vengono genericamente indicati vari

ossidi metallici (allumina, biossido di titanio, ossido di cromo), cermets (miscele di ossidi

e polveri metalliche), carburi di tungsteno, di

cromo e di titanio. D'altra parte sono sempre

utilizzabili i materiali a più basso punto di fusione come gli acciai, i bronzi, l'alluminio e le leghe a base cobalto. Negli ultimi tempi si

é affermato un nuovo processo di proiezione

per mezzo del quale si riesce ad imprimere alla polvere una velocit molto piú elevata rispetto a qualsiasi altro sistema a tutto vantaggio della tenacitá di ancoraggio e della densitá dello strato riportato.

Il processo viene denominato in vari modi in

relazione al produttore dell'impianto e cioè:

high energy sprayíng - high velocità fiame spraying - hypersonic flame spraying ed altri ne, nasceranno. In questo caso i materiali di

apporto possono essere metallici ma non ceramici.

RIPORTO A CALDO

Con la tecnica del riporto a spruzzo si possòno proiettare leghe autoscorificanti a base nichel o cobalto. Durante o dopo la proiezione, i riporti vengono portati a fusione per ottenerne la saldobrasatura con la base

e l'unione metallurgica delle particelle tra di

loro e al metallo base. 1 rivestimenti risultano

privi di microporosità e perfettamente ancorati.

Le tecniche utilizzabili per il riporto a caldo con polvere sono:

- metallizzazione al cannello

- proiezione con pistola

- plasma ad arco trasferito (P.T.A.)

26

L'impianto piú semplice utilizzabile per questo scopo é costituito da uno speciale cannello ossiacetileni¬co. Tra l'impugnatura

e la lancia è inserito un miscelatore dotato di

una leva e di un contenitore per la polvere. Azionando la leva la polvere viene aspirata dal flusso di ossigeno ed esce insieme alla fiamma dalla punta del cannello. Passando attraverso la fiamma i grani fondono e vengono proiettati sul pezzo che è posto ad una distanza di circa 20 mm ed è già scaldato a circa 5000C dal cannello stesso (che, con la leva in posizione di riposo si comporta come una normale attrezzatura da riscaldo). La polvere si deposita giá allo stato fuso, non é ossidata perché ha percorso un tratto breve e protetto dai gas della fiamma, il riporto é compatto, uniforme e non richiede successive operazioni di rifusione in quanto giá detto, la polvere viene in questo caso contemporaneamente proiettata e fusa.

Il legamento avviene alla temperatura di BRASATURA della polvere che é compresa tra 900°C e 1100°C in relazione al tipo utilizzato. Con le pistole per metallízzazìone le due operazioni di proiezione e di rifusione vengono invece effettuate separatamente, ma il risultato tecnico é praticamente lo

stesso, la velocitá di lavoro é superiore e l'uniformitá del deposito é tale per cui un buon operatore puó eseguire una ricarica lasciando un sovrametallo inferiore ai 0,2÷0,3 mm.

Il ciclo di lavoro con pistola funzionante ad

ossigeno-acetilene ad aria compressa consiste nel preriscaldo a 400-500°C del pezzo da riportare preventivamente sabbiato utilizzando un grosso cannello ari lancia da riscaldo da 1000-2000 litri. A questo punto si effettua la proiezione vera e propria con la

pistola tenuta ad una distanza di 25-30 cm dal pezzo, lo spessore riportato dovrà essere mediamente compreso fra 0,5 mm e 1 mm. Viene infine effettuata la rifusione, ancora con la lancia da riscaldo dello strato riportato. Quest'ultima operazione è visivamente molto ben controllabile in quanto il metallo di apporto alla giusta temperatura "BRILLA" inconfondibilmente.

Il cannello a caduta é un'attrezzatura con

prestazioni intermedie tra il cannello e la

pistola. La polvere viene fatta cadere sul davanti della fiamma e, sospinta dalla stessa, raggiunge il pezzo. Anche questa

attrezzatura opera in due tempi, proiezione

e rifusione.

Con questi processi si possono eseguire

riporti con leghe a base di nichel di varia durezza e con carburi di tungsteno miscelati

a polveri base nichel in diverse

concentrazioni.

Il processo plasma ad arco trasferito o

semitrasferito unisce tutti i vantaggi della proezione e fusione contemporanea, sia del materiale di apporto che della superfici del

pezzo da riportare.

Ci troviamo quindi finalmente di fronte ad un

vero saldatura con tutto ció che di positivo

comporta. L'ancoraggio é di tipo

metallurgico, il riporto risulta privo di porosità

e con caratteristiche simili, ma

metallurgicamente migliori, rispetto a quelle dei riporti TIG, MIG, etc

I vantaggi del riporto P.T.A. sono cosi

riassumibili:

bassa diluizione nel materiale base con conseguente possibilità di eseguire il riporto

in una sola passata con- minor consumo di

materiale; utilizzo di polveri grosse e quindi

di piú rególare alimentazione; costanza della

durezza, per l'uniforme distribuzione degli

elementi di lega nel riporto;

costanza di spessore dello strato riportato

con conseguente riduzione del sovrarnetallo

di lavorazione. E' inoltre possibile il riporto su

acciai di tipo rischio di cricche.

I materiali utilizzabili con questo processo

sono le leghe base ferro, cobalto e di nichel

di varie durezze, superleghe, etc

Per tutti i motivi sopra esposti unitamente alla velocìtá di esecuzione, all'affidabilitá ed alla costanza dei risultati, il processo P.T.A. é ritenuto quello che in futuro saprà maggiormente utilizzato per il riporto saldato.

27

L’ACCIAIO AL CARBONIO

L'acciaio al carbonio è il materiale da costruzione più diffuso, ed il più facilmente saldabile. Erroneamente lo chiamiamo "ferro", mentre il ferro allo stato puro non viene impiegato se non per particolari applicazioni elettromagnetiche. Quando il ferro è legato con percentuali di carbonio inferiori a 2,1% diventa ACCIAIO. Quando il carbonio nella lega è compreso fra 2.1% e 6.67% diventa GHISA. Il ferro, in ogni caso, rappresenta la quasi totalità della lega di cui stiamo parlando.

La percentuale al carbonio determina la classificazione degli acciai in:

Extradolcí fino a 0,15% di carboni Dolci da 0,15% a 0,25% di carbonio

Semiduri da 0,25% a 0,50% di carboni

Duri

Extradurì oltre 0,75% di carbonio.

da 0,50% a 0,75% di carbonio

Prenderemo in esame gli acciai dolci e gli acciai seminari che sono i soli acciai saldatili. 1 piú usati per costruzioni saldate sono gli acciai dolci che vengono commercializzati con le sigle UNI: Fe 34, Fe 37, Fe 42.

La dualità commerciale Fe 00 puó risultare difficilmente saldabíle in quanto per questo acciaio non é previsto il controllo delle impurità.

Gli acciai semidurí, fra cui il tipo C 40, presentane problemi di fragilità delle saldature sia in zona fus che nelle zone adiacenti se non si usano particolar materiali

di apporto ed accorgimenti adeguati.

Per preventivare le difficoltà di saldatura che incontrerai dovrai tener conto principalmente belle percentuale di carbonio, che quanto piú é elevata tanto maggiori saranno i problemi, nonché delle impurità come zolfo e fosforo che dovranno essere inferiori allo 0,04%.

Elementi di lega come cromo, molibdeno, niche etc., per quanto concerne le difficoltà operative noi debbono preoccupare. Evidentemente se l'acciaio legato con Cr od

altro per esigenze specifiche dovrai scegliere

il materiale di apporto che rispett queste esigenze.

ACCIAI DOLCI

I sistemi di saldatura che potrai adottare sugli acciai dolci sono praticamente tutti quelli elencati in questa guida. Vediamo i principali:

La saldatura ossiacetilenica per fusione dei lembi si effettua con barrette Koy 504 senza l'ausilio di disossidante con fiamma neutra. E' necessario portare a fusione le parti da congiungere. Il sistema, molto lento, si usa ancora su lamiere sottili in assenza di altre attrezzature. In alternativa si possono utilizzare le leghe della serie Koy 911 nude o rivestite di disossidante che consentono una Saldo-brasatura tenace, facile da eseguire e molto veloce. La saldatura ad elettrodo non pone problemi. Su spessori sottili puoi impiegare elettrodi tipo Koy 1 o Koy 5 nelle varie versioni. Quest'ultimo possiede un rivestimento speciale che ne rende agevole l'impiego in tutte le posizioni, compresa la verticale discendente, pur mantenendo eccezionali

doti di saldabilità, facilità di allontanamento

della scoria ed ottime caratteristiche di tenuta

dei giunti. Su acciai impregnati d'olio o corrosi, con elevati tenori d'impuritá, su acciai fusi e su spessori molto grossi dovrai usare elettrodi basici Koy 6, Koy 7 o Koy 1009 che ti garantiscono buona saldabilità e le piú ampie garanzie di tenuta. La saldatura TIG dell'acciaio al carbonio e degli acciai bassolegati é vantaggiosa soprattutto su spessori sottili e per la prima

passata di fondo cianfrino su tubazioni. In questi casi il processo é lento, ma i risultati sono tecnicamente ineccepibili. Dovrai scegliere il materiale d'apporto tra le barrette

Koy serie 500.

Qui di seguito ti vengono indicate le preparazioni e i parametri di saldatura da adottare su lamiere sottili in acciaio al carbonio o bassolegato.

su lamiere sottili in acciaio al carbonio o bassolegato. senza metallo d'apporto - saldatura testa a

senza metallo d'apporto - saldatura testa a

testa con lembi sollevati per spessori fino a

mm 1,5

testa a testa con lembi sollevati per spessori fino a mm 1,5 con metallo d'apporto -

con metallo d'apporto - saldatura testa a

testa con lembi accostati per spessori fino a

mm 2

28

a testa con lembi accostati per spessori fino a mm 2 28 con metallo d'apporto -

con metallo d'apporto - saldatura testa a testa con lembi distanziati di 0,8 1,5mm e preparazione per spessori oltre 2 mm.

spessore

corrente

diametro

velocità di

Argon

lamiera

continua

elettrodo

saldatura

(l/min)

(mm)

polo negativo

tungsteno

(mm/min)

(-)

(mm)

(Ampere)

0,8÷0,9

10÷100

1,6

300÷375

4÷6

1÷1,3

100÷125

1,6

300÷450

4÷6

1,4÷1,6

100÷140

1,6

300÷450

4÷6

2÷2,5

140÷170

1,6÷2,4

300÷450

4÷6

2,5÷3

160÷190

2,4

250

5÷8

La saldatura a filo (MAG) sotto protezione di

CO, o di miscela Ar+CO² é il procedimento piú diffuso per i costi contenuti 'e la buona velocitá di lavoro. Si effettua con fili pieni ramati serie Koy 201 e Koy 205. Le

caratteristilche qualitative dei depositi sono sempre inferiori a quelle ottenibili con elettrodi rivestiti o con fili animati.

I parametri di saldatura su spessori di

lamiera fino a 4 mm e per saldature in verticale, frontale e sopratesta dove si opera

in arco corto (.SHORT ARC) sono i seguenti:

Ø

filo

Tensione

 

Intensità

(mm)

(mm)

di

corrente (mm)

0,8

19÷20

 

60÷110

1,0

19÷20

90÷130

1,2

20÷21

120÷160

1,6

20÷21

150÷200

Quando gli spessori superano i 4 mm viene

di regola adottato il trasferimento in arco

lungo (SPRAY ARC) con i seguenti parametri:

Ø

filo

Tensione

 

Intensità

(mm)

(mm)

di

corrente (mm)

1,0

25÷28

 

150÷250

1,2

25÷30

200÷300

1,6

28÷32

300÷400

In tutti e due i casi si procede verso sinistra

con torcia quasi verticale.

La

saldatura a filo si puó inoltre eseguire con

fili

animati con o senza protezione di gas.

Particolarmente interessante H filo Koy 292 che salda senza protezione gassosa e che permette una elevatissima velocitá di saldatura ed un'ottima estetica dei cordoni. Il filo DW A50, animato, saldabile sotto protezione di CO² é un materiale di nuova formulazione il cui deposito é caratterizzato da elevati valori meccanici. Costanza di qualitá, possibilitá di operare in tutte le posizioni, facile allontanamento della scoria. Questo materiale, sempre piú richiesto dal mercato, consente interessanti risparmi sui costi di saldatura rispetto agli elettrodi rivestiti ai quali é paragonabile per la qualitá del deposito.

Non sono insoliti difetti sulle saldature effettuate con filo pieno MIG. Ti elenco i piú frequenti con a fianco le cause che li determinano:

Spruzzi

- filo di qualitá scadente

- tensione troppo alta

- bocchello sporco

Mancanza di

- tensione troppo bassa

fusione

- torcia troppo inclinata

- torcia groppo distante

Mancanza di

- corrente troppo bassa

penetrazione

- giunti mal preparati

- torcia troppo distante

- filo di qualita scadente

Cordone di forma irregolare

-torcia troppo distante -avanzamento troppo lento

- corrente troppo elevata

Inclusione di

- filo di qualitá scadente

impurità

- corrente groppo alta

torcia troppo inclinata o distante

-

Incisione ai bordi

- avanzamento troppo veloce

del cordone

- torcila troppo inclinata

Cricche

- materiale base sporco

- materiale base con troppe impurità

- filo diqualità scadente

- tensione troppo elevata

Porosità

- filo diqualità scadente

- gas insufficiente

- corrente d'aria

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La saldatura in arco sommerso dell'acciaio al

carbonio é caratterizzata da una elevata

produttivit. L'impianto é descritto nel paragrafo relativo ai sistemi di saldatura. Questo procedimento é adatto per unioni su medi e grossi spessori in acciaio al carbonio dove la velocitá e le buone caratteristiche meccaniche dei giunti saldati rendono molto econo¬mico e sicuro questo procedimento. Per ottenere dei buoni risultati é indispensabile una corretta e precisa regolazione dei parametri di saldatura anche perché, non essendo visibile il deposito durante il suo formarsi, ti accorgi di eventuali

difetti a danno giá provocato. Qui di seguito

ti vengono fornite alcune indicazioni di

carattere operativo. Il materiale di apporto piú

indicato é il filo Koy 404 UP in abbinamento

al flusso Koy 601 oppure Koy 619 in

relazione allo spessore da saldare.

Effetto della posizione della torcia sul profilo

del cordone in saldature circo nfercnzial i

esterne

spessore da saldare. Effetto della posizione della torcia sul profilo del cordone in saldature circo nfercnzial

SALDATURA SEMIAUTOMATICA CON FILO Ø 2.4 mm

tensione 35 V; avanzamento 0.6 m/min; intensità A:

300

500

650

35 V; avanzamento 0.6 m/min; intensità A: 300 500 650 tensione 500 V; avanzamento 0.6 m/min;

tensione 500 V; avanzamento 0.6 m/min; intensità V:

25

35

45

500 V; avanzamento 0.6 m/min; intensità V: 25 35 45 tensione 35 V; intensità 500A; avanzamento

tensione 35 V; intensità 500A; avanzamento m/min

0.300

0.600

1.200

35 V; intensità 500A; avanzamento m/min 0.300 0.600 1.200 30 SALDATURA AUTOMATICA POSIZIONATA CON FILO Ø

30

SALDATURA AUTOMATICA POSIZIONATA CON FILO Ø 5.6 mm

tensione 34 V; avanzamento 0.750 m/min; intensità A:

700

1000

850

34 V; avanzamento 0.750 m/min; intensità A: 700 1000 850 intensità A; avanzamento m/min; tensione V:

intensità A; avanzamento m/min; tensione V:

27

45

34

850 intensità A; avanzamento m/min; tensione V: 27 45 34 intensità 850A; tensione 34V; avanzamento m/min;

intensità 850A; tensione 34V; avanzamento m/min;

1.500 0.375

0.750

850A; tensione 34V; avanzamento m/min; 1.500 0.375 0.750 SALDATURA AUTOMATICA POSIZIONATO CON FILO: intensità 600A;

SALDATURA AUTOMATICA POSIZIONATO CON FILO:

intensità 600A; tensione 34V; avanzamento m/min 0.750

Ø filo

3,2

4

5,6

0.750 SALDATURA AUTOMATICA POSIZIONATO CON FILO: intensità 600A; tensione 34V; avanzamento m/min 0.750 Ø filo 3,2

Di seguito le cause di alcuni difetti nei giunti saldati in arco sommerso

Arco rumoroso

- Flusso troppo scarso

- Velocità troppo elevata

- Intensitá troppo elaevata

- Flusso umido

Arco irregolare e sprazzi

- Flusso molto umido

- Inclusione di scoria

- Alimentazione irregolare del filo

Sfondamento del materiale base

- Intensitá troppo alta

- Supporto al rovescio troppo sottile

- Accostamento dei lembi troppo aperto

- Avanzamento troppo lento

Incollatura

- Preriscaldo troppo basso

- Tensione troppo elevata

- Avanzamento troppo veloce

Spegnimento dell'arco

- Inclusione di scorie

- Alimentazione irregolare del filo

Scoria ondulata

- Intensitá troppo elevata

- Tensione troppo bassa

- Flusso non adatto

Cattivo distacco della scoria

- Tensione troppo elevata

- Filo inadatto

- Materiale base troppo caldo

- Errata preparazione dello smusso

Inclusione di scorie

- Smusso troppo chiuso

- Penetrazione insufficiente

Macchie o incisioni sul deposito

- Flusso umido

- Filo inadatto

- Materiale base sporco

31

Cordone ruvido e irregolare

 

- Tensione troppo bassa

- Torcia troppo distante

- Filo troppo grosso

Incisione ai bordi

 

- Tensione troppo elevata

- Materiale base non pulito

- Filo non ben allineato al giunto

- Avanzamento troppo veloce

Cordone di dimensioni non uniformi

 

- Posizione errata della massa

- Avanzamento troppo veloce

- Irregolare uscita del filo

- Diametro filo troppo sottile

Cricche sul cordone

-

Preriscaldo insufficiente

-

Flusso umido

-

Avanzamento troppo veloce

-

Errata preparazione dello smusso

-

Materiale sporco

-

Materiale con troppe impuritá

-

Filo non adatto

Porosità

-

Materiale base sporco

-

Errata preparazione dello smusso

-

Flusso insufficiente

-

Scarsa penetraiione del cordone

-

Filo non adatto

-

Flusso non adatto

Difetti radiografici

 

-Torcia troppo distante

- Intensitá troppo elevata

- Tensione troppo bassa

- Cattivo contatto della massa

Gli acciai dolci possono infine essere uniti

per saldatura a resistenza o a scintillio,

tagliati con tutti i sistemi e metallizzati con facilitá.

ACCIAI SEMIDURI

Saldando acciai seminari e duri ti troverai ad affrontare problemi ben piú consistenti. Quando infatti il carbonio supera la percentuale dello 0,25% la saldabilità si riduce drasticamente per l'effetto di tempra

che

l'apporto di calore provoca sul materiale

di

base nella zona immediatamente

adiacente al cordone di saldatura. Questa zona che diventa dura e fragile, viene poi sollecitata dal ritiro del cordone depositato che durante il raffreddamento diminuisce di volume.

Questa e la sollecitazione:

diminuisce di volume. Questa e la sollecitazione: questo é il suo effetto se il materiale di

questo é il suo effetto se il materiale di apporto ha una resistenza superiore a quella della zona termicamente alterata.

superiore a quella della zona termicamente alterata. e questo infine é quello che succede quando il

e

questo infine é quello che succede quando

il

materiale di apporto non é adatto come non

lo é un normale elettrodo per acciaio dolce

adatto come non lo é un normale elettrodo per acciaio dolce 32 Si dovrá pertanto usare

32

Si dovrá pertanto usare un materiale di apporto che renda inefficace la migrazione del carbonio prove¬niente dalla zona fusa del materiale base; in caso contrario sussiste il rischio di rotture al centro del cordone. Occorre inoltre adottare tutti gli accorgi¬menti possibili per rendere meno fragile la zona termicamente alterata (Z.T.A).

Per quanto concerne il materiale di apporto, puoi impiegare elettrodi della serie Koy 75, Koy 76, Koy 84, Koy 85, Koy 1351. Ognuno di essi é dotato di un favorevole rapporto resistenza-allunga¬mento e variano l'uno dall'altro per il prevalere dell'una o dell'altra caratteristica. Puoi anche impie¬gare, assumendoti qualche rischio da imputarsi al processo MIG, fili della serie Koy 212 - 229 - 338 egualmente adatti facendo poró attenzione a rispetta¬re scrupolosamente le regole che seguono:

Adottare un ciclo termico "freddo". Dovrai pertanto: impiegare elettrodi sottili, eseguire passate veloci non oscillate e con poca corrente per penetrare poco, usare la tecnica del passo del pellegrino, giá descritta, distribuire in modo unifor¬me il calore al pezzo e, su pezzi piccoli, effettuare frequenti interruzioni.

Tutte le volte che le dimensioni e la forma dei materiali da unire te lo consentono: effettua un preriscaldo.

Preriscaldando rinuncia al "passo del pellegrino" e fai il minor numero possibile di interruzioni. Resta valido l'impiego di diametri non eccessivamente grossi e passate non oscillate.

In ambedue i

raffreddamento delle saldature avvenga il piú

lentamente possibile.

il

casi

fai

in

modo

che

Qualora le condizioni te lo permettessero salda il più possibile a ritiro libero cioè con pezzi non vincolati alle estremità.

Le temperature approssimate di preriscaldo, tenendo conto della percentuale di carbonio, nell'acciaio e degli spessori da saldare sono le seguenti:

ACCIAIO

SPESSORE DA SALDARE

% carbonio

6 mm

12 mm

20 mm

fino a 0,30

--

--

--

0,30

20°

70°

150°

0,35

20°

100°

200°

0,40

100°

200°

250°

0,45

150°

250°

300°

0,50

200°

300°÷350°

300°

0,60

300°

300°÷350°

300°÷350°

0,70

300°

300°÷400°

300°÷400°

0,80

300°

300°÷400°

300°÷400°

Altri sistemi di saldatura, oltre all'elettrodo e al filo MIG, sono sconsigliati su acciai a medio e ad alto tenore di carbonio per i problemi inerenti l'eccessivo apporto termico.

La migrazione del carbonio

Un problema che capita frequentemente ed al quale é difficile dare una spiegazione é la rottura, di saldature anche se eseguite a regola d'arte che si verifica quando una costruzione in acciaio peri-natie eri per lungo tempo ad elevate temperature di lavoro. Il difetto é imputabile alla migrazione del carbonio o di altre impuritá (zolfo, fosforo, alluminio, etc.) che avviene nel tempo, dal materiale base al centro del cordone di saldatura. Le saldature effettuate con gli elettrodi previsti per l'acciaio al carbonio serie Koy 9 - 1002 - 1009 producono i risultati peggiori.

serie Koy 9 - 1002 - 1009 producono i risultati peggiori. Si ha un miglioramento della

Si ha un miglioramento della situazione saldando con elettrodi austeno-ferritici. Il carbonio non entra nel cordone saldato ma si dispone ai lati formando una zona fragile ed estesa.

ma si dispone ai lati formando una zona fragile ed estesa. Un notevole ulteriore miglioramento si

Un notevole ulteriore miglioramento si ottiene saldando con una lega a base nichel austenifica. In questo caso il carbonio si dispone a lato formando una zona meno dura e meno estesa. Rimane il rischio delle cricche a caldo al centro del cordone.

il rischio delle cricche a caldo al centro del cordone. La soluzione ideale è rappresentata da

La soluzione ideale è rappresentata da una

imburra-tura con Koy 1351 e riempimento

con elettrodo Koy 85 per contenere la formazione di cricche a caldo

Nella categoria degli acciai legati c'é dentro

di tutto, qualitá facilmente o difficilmente

dentro di tutto, qualitá facilmente o difficilmente saldabilí, acciai insaldabili. La casistica é molto ampia

saldabilí, acciai insaldabili. La casistica é molto ampia e difficile da catalogare. Ti consiglio di affrontare con i tecnici della Commersald la soluzione di ogni specifico problema. Merita infine un accenno la saldatura dell'acciaio zincato. Per questo materiale l'impiego di elettrodi o fili in acciaio al carbonio richiede la completa asportazione dello strato di zinco dalla zona da saldare e nella zona adiacente. E' poi necessario un nuovo trattamento da effettuare dopo la saldatura per ripristinare lo strato protettivo. Senza asportare lo zinco la saldatura per fusione porta alla volatizzazio, ne di questo elemento con conseguente ossidazione dei cordoni, fragilitít del giunto saldato e disturbi per l'operatore.

Se le lamiere da saldare, come nella maggior parte dei casi, sono sottili, si puó eseguire il lavoro con una lega per brasatura tipo Koy 911 oppure 911 F rivestita di disossidante. Grazie alla bassa temperatu¬ra di lavoro di questa lega, lo zinco non volatilizza ma fonde senza danni per il giunto e per l'operatore (si deve peró fare molta attenzione a non surriscaldare il materiale base). La saldatura 6 perfettamente sana e resistente, la pellicola a pezzo freddo si riforma e l'acciaio rimarra perfettamente protetto sia sul cordone che nella zona adiacente. Per spessori superiori a 2-3 mm si puó saldare direttamente con filo MIG Koy 334 in bronzo sotto protezione di Argon. Si avrà un maggior costo del materiale d'apporto ma un risparmio sui costi di saldatura per le minori lavorazioni accessorie. In questo caso una corretta regolazione dei parametri renderà possibili le condizioni termiche che si hanno brasando i giunti e si otterranno gli stessi risultati.

L'ACCIAIO INOSSIDABILE AL SOLO CROMO

L'acciaio inossidabile é una lega a base di ferro resistente alla corrosione.

L'elemento che rende inossidabile la lega é il CROMO, ma deve essere presente in una percentua¬le di almeno il 13%, se é inferiore, la lega continua a far la ruggine. Se poi l'elemento cromo nella lega arriva al 25% o piú allora l'acciaio oltre a diventare inossidabile resisterà anche alla ossidazione a caldo e non farú piú la scaglia quando verrà ripetutamente portato al color rosso e raffreddato.

Gli acciai al solo cromo appartengono ad una prima categoria di acciai inossidabili a struttura ferritica o martensitica, (magnetici) che si usa identificare con la sigla Americana: "A.I.S.I. serie 400", in quanto le varie qualit portano dei numeri che vanno dal 400 al 450. I tipi piú conosciuti sono:

AISI 410: cromo 12,5%, ferro 87,5%, carbonio <0,15% impiegato quando é necessaria una buona resistenza meccanica ed una modesta resistenza alla corrosione AISI 420: cromo 13% ferro 87% carbonio più eli 0,15% con resistenza meccanica ancora maggiore ma di difficile saldabilita AISI 430: cromo 16% ferro S4% carbonio meno di 0,12% utilizzato generalmente per reggere ad aggressioni di tipo ossidante.

La serie "A.I.S.I. 400" é magnetica e temprabile, le lamiere sono lucide e brillanti con tonalità grigio ghiaccio. Questi acciai possiedono una buona resistenza alla corrosione anche a temperature elevate e in ambienti ricchi di zolfo. Il campo di impiego va dalla costruzione di coltelleria, dove se ne sfrutta la temprabilita, alle camere di combustione dei generatori ad aria calda per la buona resistenza al calore, alla costruzione di cisterne fisse ed altri manufatti, dove non é determinante la resistenza alle sollecitazioni dinamiche ma é preminente il basso costo delle strutture.

La saldatura degli acciai inossidabili al cromo. La saldatura degli acciai inossidabili ferritici al cromo della serie AISI 400 presenta

notevoli difficolt per I'infragilimento della zona termicamen¬te alterata (Z.T.A.) dovuta a un marcato ingrossa¬mento dei grani di cromo

e al formarsi intorno ad elisi di un reticolo

fragile per la presenza di rnartensite. In parole povere é come se saldando rompessimo un vaso in ceramica in tanti pezzetti e lo rimettessimo insieme con della scagliola. I pezzetti rotti sono i grani, la scagliola é il reticolo. La zona tecnicamente alterata dalla saldatura é tanto piú dura e fragile quanto maggiore é il tenore di carbonio nel metallo base e quanto piú lunga é la sua permanenza durante la saldatura alla temperatura compresa tra 400*C e 560°C. La scelta di materiale dia apporto va fatta tenendo conto di questa situazione e delle condizioni di esercizio del manufatto saldato.

1) Saldatura con materiale di apporto

della stessa analisi o simile: in questo caso

si deve fare un trattamento termico dopo la

saldatura ad una temperatura compresa tra 760°C e 840°C con raffreddamento lento; nel caso di grossi spessori la saldatura va iniziata dopo aver effettuato un preriscaldo a 100°C-150°C. Questi trattamenti vanno effettuati in forno oppure con fasce a resistenza o induzione. Richiedono pertanto esperienza, attrezzature costose e-ci officine attrezzate. Il trattamento termico ha la funzione di eliminare i danni provocati dalle saldature conferendo al manufatto continuità strutturale, resistenza alle atmosfere solforose riducenti e altre caratteristiche tipiche degli acciai di questa serie.

34

Si puó operare con elettrodo, TIG, MIG e arco sommerso, saldando a blocchi e adottando tutti gli accorgimenti per evitare

cricche sui cordoni in fase di ritiro. Quando

le specifiche di saldatura non prescrivono il

contrario dare la preferenza a materiali di

apporto con piú alto cromo (16%-17%) e con carbonio il piú basso possibile.

2) Saldature con materiali di apporto di analisi diversa. E' il caso piú frequente in quanto spesso questi acciai vengono scelti per la loro economicitá o per costruire camere di combustione e altri manufatti non molto sollecitati meccanicamente nè aggrediti chimicamente.

Si impiegano materiali di apporto in clettrodo,TIG e MIG di tipo austeno-ferritici tipo Koy della serie 75-76-77-84-212-215- 429 o super leghe a base nichel tipo Koy della serie 29-1351- 338.

In questo caso si dovrá cercare eli contenere

la fragilizzazione della zona adiacente la

saldatura operando come segue:

- evitare ogni preriscaldo

- impiegare elettrodi o fili di diametro sottile e non oscillare per apportare la minor quantità

di calore possibile al materiale base

- saldare a blocchi per distribuire il calore in

modo uniforme eseguire saldature ben penetrate anche alla radice elettrodi a rivestimento basico nei casi piú difficilí acquistare quando possibile lamiere con tenore di carbonio basso. Saldando con materiali austenoferritici il cordone rimane duttile e la resistenza complessiva del giunto accettabile. Non si

esegue il trattamento termico post saldatura.

L'ACCIAIO INOSSIDABILE AUSTENITICO AL CROMO NICHEL

Gli acciai inossidabili al CROMO-NICHEL rappresentano la seconda e piú importante categoria. Rispetto ai f erritico-martensit lei possiedono una più accentuata resistenza alla corrosione da aggressione chimica, una maggiore malleabilità ed una migliore saldabilità.

Gli acciai inossidabili a struttura AUSTENITICA sono parzialmente e in alcuni casi totalmente amagnetici ed appartengono alla categoria "AISI SERIE 300" in quanto le varie qualitá portano numeri che vanno dal 300 al 399.

35

Gli acciai inossidabili A.I.S.I. serie 300 non sono temprabili; al contrario, se portati ad alta temperatu¬ra e raffreddati in acqua, subiscono il trattamento di solubilizzazione che conferisce alla struttura mag¬gior malleabilitá.

Le qualitá classificate secondo A.I.S.I. maggiormente impiegate sono:

A.I.S.I. 304 e 304L di impiego generale. La qualitá a basso carbonio e la corrispondente qualitá stabilizzata A.I.S.I. 321 non sono soggette alla precipitazione dei carburi in fase di saldatura ed alla conseguente corrosione intercristallina.

A.I.S.I. 316 e 316L e analoghi stabilizzati al Titanio e al Niobio (A.I.S.I. 318) vengono impiegati quando i tipi della serie 304 sono soggetti a corrosione da petting, per fatica o ad aggressione da acidi molto severa.

I tipi stabilizzati sono inoltre piú indicati per temperature di esercizio elevate.

E' opportuno rilevare a proposito della resistenza alla corrosione degli acciai inossidabili austenitici che tale condizione é presente in quanto sulla superfice del metallo a contatto con l'atmosfera si forma una pellicola sottile e trasparente eli ossido di cromo. Questa pellicola si Può deteriorare, scalfire o asportare ed occorre un certo periodo di tempo affinché si riformi. Il processo si può accelerare con un trattamento di passivazione ma, se nel frattempo avviene un'aggressione chimica (è sufficiente l'esposizione all'aria salmastra) il metallo si ossida (fa la ruggine).

Non deve pertanto meravigliare se un'operazione violenta come il processo di saldatura dopo il quale non venga effettuata una accurata pulizia dei cordoni e della zona adiacente ed un energico decapaggio, produca una drastica diminuzione della í alla corrosione dell'acciaio inossidabile con fenome¬ni di ossidazione piú o meno accentuati.

La saldatura degli acciai inossidabili austenitici al cromo nichel La saldatura degli acciai inossidabili al cromo-nichel non presenta difficoltà, ma devi tener conto delle loro caratteristiche per non incorrere in errori operativi.

Le differenze di comportamento degli acciai

inossidabili rispetto all'acciaio al carbonio sono ' le seguenti:

• Alto coefficiente di dilatazione

• Bassa conducibilità termica

• Bassa conducibilità elettrica

• Criccabilitá a caldo

• Basso limite di snervamento

• Corrosione intercristallina

Il coefficiente di dilatazione, paragonato a quello dell'acciaio dolce, é di 1,5 volte maggiore, il che significa l'acciaio gnifica che nel passare da 20 a 1000°C l'acciaio inox aumenta maggiormente di volume, ha un conseguente maggior ritiro e c'é un maggior rischio di deformazione. Questa sua caratteristica ti obbliga ad effettuare una puntatura delle lamiere più robusta e ravvicinata e ad adottare accorgimenti che apportino una minor quantità di calore ai pezzi.

La bassa conducibilità termica produce una minor dispersione del calore apportato dalla saldatura, quindi un riscaldo piú

concentrato e, di conseguenza, la necessità

di usare diametri sottili eli elettrodo o di filo

per evitare deformazioni ed ingrossamento

del grano in Z.T.A.

La bassa conducíbílitá elettrica comporta

un surriscaldamento dell'elettrodo di saldatura che se usato con corrente alta si arroventa e sfarfalla. Dovrai quindi scegliere molto accuratamente il diametro in funzione dello spessore da saldare. Per questo motivo

si dimostrano molto versatili elettrodi come

Koy 54 HL - Koy 66 HL e Koy 77 costituiti

da un'anima in acciaio dolce a basso carbonio ed elementi eli lega Cr-Ni (Mo) pressati nel rivestimento.

La crìccabitìtá a caldo produce delle rotture, piú o meno visibili, nominalmente in senso longitudinale al centro del cordone. Sono molto soggetti a questo tipo di cricca gli acciai inossidabili stabilizzati, AISI 318 e AISI 321 e soprattutto l'AISI 310.

36

Il fenomeno si verifica tanto piú frequentemente quanto piú elevato e l'apporto di calore. In fase di formulazione degli elettrodi e dei fili eli apporto, vengono bilanciate le analisi in modo da ottenere una percentuale di ferrite nel deposito intorno al 6÷10% (.11 deposito diventerá pertanto leggermente magnetico). Questo tipo di struttura lascia pressoché Inalterate le caratteristiche di resistenza alla corrosio¬ne mentre aumenta notevolmente la resistenza alle cricche a caldo dei cordoni depositati.

saldatura dell'AIS1 310,

Per

completamente austenitico, dovrai depositare cordoni ben dimensionati ed usare, di preferenza, elettrodi basici.

Il basso limite di snervamento va tenuto presente nella progettazione dei giunti e nella scelta dei materiali di apporto per prevenire rotture da fatica. Il bilanciamento degli elementi di lega nei prodotti Koy di piú recente formulazione ha consentito di elevare i valori minimi.

la

La corrosione intercristallina é imputabile al calore dell'arco elettrico che provoca una precipitazione di carburi di Cromo nella zona adiacente la saldatura. Il fenomeno é accentuato da un decadimento delle caratteristiche di resistenza alla corrosione dovuta alla cattiva pulizia dei giunti a cui si é accennato in precedenza. La causa di questo fenomeno é da attribuirsi alla presenza di carbonio che, nell'intervallo eli temperatura da 450°C a 850°C, tende a combinarsi con il Cromo contenuto nella lega formando del carburi di Cromo che, posizionandosi nel contorno del grano, dà luogo a una corrosione localizzata nelle zone che hanno subito la suddetta trasformazione.

Zona di ingrossamento del grano in relazione al tipo dì acciaio stilizzato

che hanno subito la suddetta trasformazione. Zona di ingrossamento del grano in relazione al tipo dì

Per evitare l'ingrossamento del grano con il relativo innesco di corrosine intercristallina si può effettuare una solubilizzazione del pezzo per ricreare la struttura originaria o scegliere materiali base e di apporto a basso carbonio o stabilizzati. La solubilizzazione consiste nello scaldare il pezzo a 1000- 1100°C e raffreddarlo in acqua. E' un'operazione che si puó fare solo su piccoli pezzi. La formazione dei carburi di cromo non avviene se si utilizzano materiali di base e di apporto a basso carbonio. In questo caso manca uno dei due elementi che formano i carburi. Non avviene inoltre impiegando materiali di apporto stabilizzati con titanio, niobio, columbio in quanto questi elementi, piú avidi di carbonio rispetto al cromo, si combinano con Io stesso senza provocare danni.

Procedimenti di saldatura

La saldatura al cannello dell'acciaio inossidabile é raramente eseguita se non per saldobrasatura. Si può anche effettuare una brasatura tenera a circa 30U°C di temperatura, in questo ultimo caso la resistenza é molto bassa.

La saldatura ad elettrodo insieme alla saldatura con nuovi fili animati serie DW é quello che i risultati tecnicamente migliori. Per la scelta del tipo di elettrodo devi attenerti alle caratteristiche del metallo base in quanto é ria la continuerà strutturale. Allea fine del paragrafo é inserita una tabella che ti aiuta ad effettuare questa scelta.

Il rivestimento basico, rutile, rutilbasico o speciale dell'elettrodo andrá scelto in relazione all'importanza della struttura che devi saldare ed alle posizioni di saldatura. (Vedi il paragrafo "saldatura ad elettrodo" all'inizio della guida.)

Le caratteristiche che deve avere un buon elettrodo per acciaio inossidabile sono le seguenti:

1) deve essere iiietallizzato sulla punta per favorire l'innesco in quanto, specie tii la saldatrice ha una bassa tensione a vuoto, possono esserci problemi alla partenza 2) sopportare una gamma eli corrente la più amplia possibile 3) avere un rivestimento fine e compatto. L'anima deve essere perfettamente centrata. 4) avere i contrassegni di riconoscimento 5) assorbire poca umiditá ed essere ben protetto dalla confezione

6) l'arco elettrico, durante la saldatura anche con corrente bassa non deve annegarsi nella

Scoria

7) il bagno deve essere ben visibile 8) la scoria deve staccarsi con facilità a

pezzo freddo

A proposito del distacco della scoria ti faccio

notare che su spessori sottili saldati con

elettrodi relativamente grossi, e che pertanto scaldano molto la lamiera soprattutto in angolo, é inutile martellare, basta aspettare (che il peno si raffreddi. Se saldi cori diametri sottili rispetto allo spessore, il raffreddamento é molto veloce e

la scorta, che permane sul cratere finalc,è

poco consistente e tende a saltare via

mirando soprattutto agli occhi. Fai attenzione

o

usa agli occhiali!

Il

colore dei cordone: non Importa che

rimanga bianco, che diventi giallo o che assuma tonalità blu-viola. Questo dipende dalla temperatala del prezzo ai momento del distacco della scorcia. Dopo una tutti i cordoni diventano uguali.

Usa sempre spazzole in acciaio inox altrimenti rimangono tracce eli ruggine dove hai spazzolato.

L'alone scuro ai bordi della saldatura é dovuto all'ossidazione della zona calda non protetta dalla scoria. Questa zona sarà piú o meno estesa e difficile da pulire a seconda degli spessori che stai saldando in relazione

al diametro dell'elettrodo che usi. Se vuoi

fare una prova comparativa con due diversi elettrodi per verificare quello che lascia un alone piú facile da togliere, unisci due pezzi

di lamiera con un elettrodo cd altri due dello

stesso spessore e dimensioni con il secondo elettrodo dello stesso diametro.

Il magnetismo del cordone eli saldatura è in

relazione alla percentuale di ferrite che nel deposito di saldatura dell'AISE 30S L e 316 L viene di proposito contenuta tra il 5% e il per

avere migliori caratteristiche meccaniche senza perdere in resistenza alla corrosione. Questa percentuali di ferrite rende il cordone saldato leggermente magnetico. Per quanto concerne il magnetismo presente nella vergella dell'elettrodo la situazione è diversa. In questo caso il magnetismo è legato al sistema di produzione, esso dipende dal tasso di incrudimento provocato durante la trafilatura (formazione di una pseudo-martensite che è magnetica).

37

Questo fenomeno si verifica su tutti i diametri, ma particolarmente nella produzione di diametri sottili caula i passi di riduzione elevati senza ricotture intermedie resi possibili dai moderni impianti di trafilatura dell'acciaio inossidabile. L’effetto di magnetismo perció non dipende

in questo caso dalla natura o dall'analisi della

vergella, ma esclusivamente dal sistema di trafilatura adottato. Il cordone depositato avrà un magnetismo contenuto nei limiti propri di ogni tipo di elettrodo i cui valori sono quantificabili esattamente tramite il diagramma CHAFFLER o DELONG (5%÷10% come giá detto per le qualitá piú correnti).

Sono sempre maggiormente diffusi gli elettrodi Koy ad alto rendimento per acciaio inossidabile nelle qualitá Koy 54 HL, 66 HL,

e 77. Questa crescente inchiesta é dovuta

alla notevole riduzione dei costi di saldatura ottenibile grazie alla elevata velocitá di deposíto, alla perfetta saldabilità, alla costanza di qualità ed alle ottime caratteristiche meccaniche dei punti nonché alla versatilitá d'impiego.

Questa serie é costituita da un'anima in acciaio dolce basso carbonio . Il cromo, il nichel e gli altri eleménti ,sono in polvere fine uniformemente miscelata nel rivestímento dell'elettrodo stesso.

La composizione della lega di acciaio inossidabile scritta all'inizio del capitolo (ferro

= 74%, cromo 18%, nichel = 8%) in questo

caso avviene durante la saldatura quando entrano in fusione contemporaneamente sia l'anima che il rivestimento. Si ottiene il deposito di acciaio inossidabile a struttura stenitica con il 6÷9% di ferrite prescritto per

inferire al giunto resistenza alle cricche a caldo fittamente come impiegando elettrodi tradizionali a anima di lega. A volte rimangono imprigionati i residui di ferrolega nella scoria che a contatto con il cordone durante il raffreddamento lasciano residui di ferro sulla superfice dello stesso.

38

In particolari condizioni di umiditá atmosferica il cordone 'fa la ruggine" cosi come quando l'acciaio inox viene limato (tracce di acciaio proveniente dalla lima), pulito con spazzola di ferro (residui di acciaio dolce proveniente dalla spazzola), smerigliato con dischi inquinanti per avere lavorato dell'acciaio al borio, etc.

In tutti questi casi é sufficente effettuare la

normale pulizia prevista per l'acciaio inossidabile (spazzolatura e decapaggio); il difetto sparisce e non si presenta piú.

Vediamo ora i più ricorrenti difetti nelle saldature ad elettrodo su acciaio inno con i relativi rimedi:

Porosità

- pezzo sporco

- elettrodo umido

Incisione al bordi del cordone

- corrente troppo alta

- arco troppo lungo

 

- elettrodo troppo inclinato

- diametro troppo grosso

Inclusioni di scoria nel depositi sovrapposti

cattiva scorificazione dei cordoni sottostanti

-

-

preparazione con angolo

 

troppo stretto

- passate troppo oscillale

- elettrodo troppo inclinato

- errata sequenza dei cordoni

Scarsa penetrazione

- corrente troppo bassa

- elettrodo troppo grosso in

relazione all'apertura d'angolo dello smusso sul

fondo cianfrino

insufficiente distanza frea i lembi

-

- elettrodo troppo inclinato

- errata sequenza dei cordoni

Di seguito alcune tabelle che ti indicano le

corrette preparazioni, il diametro da usare e la corrente adatta in relazione degli spessori

SALDATURA IN PIANO

A CORDONI SOVRAPPOSTI

SALDATURA IN PIANO A CORDONI SOVRAPPOSTI Spessore Diametro Distanza Passate Intensità di Velocità

Spessore

Diametro

Distanza

Passate

Intensità di

Velocità

Elettrodi per metro di

Tempo min.

da saldare

dell'elettrodo

lembi

corrente

di saldatura

(mm)

(mm)

(mm)

(A)

(cm/min)

saldatura N°

2,0

2,5

0,8÷1,0

1

55÷70

32

 

6,4

 

6,3

2

   

2,5

3,25

1,0÷1,2

1

85÷105

36

 

5,4

 

5,6

2

   

3,0

3,25

1,0÷1,5

1

90÷110

35

 

5,7

 

5,7

2

   

4,0

4,0

1,5÷2,0

1

115÷140

33

2,2

3,1

3,25

2

90÷110

2,8

} 5,0

3,0

} 6,1

5,0

5,0

0,8÷1,0

1

150÷175

32

2,1

3,1

4,0

2

110÷135

2,4

} 4,5

3,2

} 6,3

SALDATURA IN PIANO

A LEMBI RETTI

} 4,5 3,2 } 6,3 SALDATURA IN PIANO A LEMBI RETTI Spessore Diametro Distanza Intensità di

Spessore

Diametro

Distanza

Intensità di

Velocità

Elettrodi per metro di

Tempo min.

da saldare

dell'elettrodo