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Produzione piante officinali Il consumo di piante medicinali ed aromatiche da parte dellindustria farmaceutica, alimentare, liquoristica, cosmetica ed erboristica in continuo

o aumento in tutto il mondo. In Italia il consumo annuo di piante medicinali ed aromatiche coltivabili stimato in circa 100-120 milioni di euro. Secondo gli ultimi dati la superficie investita in Italia a piante officinali erbacee rimane modesta (circa 3.000 ha). Infatti circa il 70% delle piante delle piante officinali trasformate e consumate in Italia sono di produzione estera e vengono importate. La produzione di piante officinali influenzata da numerosi fattori: - Condizioni pedoclimatiche: habitat, clima, terreno - Scelta di coltivazioni idonee allambiente naturale circostante - Moltiplicazione e propagazione delle piante coltivate - Lavorazioni e tecniche agronomiche - Concimazione - Controllo infestanti e parassiti

Condizioni PEDOCLIMATICHE Ogni fascia fitoclimatica peculiare per un certo numero di specie che possono adattarsi alla particolare situazione pedologica e climatica. I terreni idonei per le coltivazioni delle piante officinali devono: godere di una buona esposizione, essere al riparo da venti dominanti, facilmente accessibile alle macchine, facilmente lavorabili Per la scelta delle specie da coltivare importante conoscere: la composizione del suolo in nutrienti, pH, e tessitura. landamento climatico annuale, rilevazione dei dati pluviometrici esame della flora spontanea

Scelta delle specie da coltivare Per la scelta delle specie da coltivare, data l'importanza delle condizioni di habitat, di clima, di terreno e di acidit, opportuno rivolgersi verso quelle piante che gi sono presenti nella flora spontanea dell'ambiente naturale circostante (autoctone). Infatti in campo si vogliono riprodurre le condizioni delloptimum ecologico proprio dellambiente naturale in cui si sviluppano le specie spontanee. E auspicabile poter disporre per la coltivazione dellecotipo autoctono, poich utilizzare per la propagazione materiale originari della zona, presenta maggiori garanzie di successo. Inoltre ricorrendo a semi, piantine o talee la cui provenienza non conosciuta c il rischio di incorrere in diversi chemiotipi Sebbene siano piante appartenenti alle stessa specie, possono avere diversi chemiotipi, ossia avere una differente composizione biochimica, e ci comporta delle differenze nella composizione degli oli essenziali. Tale polimorfismo chimico intraspecifico dovuto direttamente a differenze nel corredo genetico indotte da adattamenti ambientali acquisiti. E importante ricordare che le variabilit delle essenze sono imputabili alla latitudine di coltivazione

Moltiplicazione delle piante officinali Ancora oggi problematico il reperimento del materiale (semi, piantine ) per la produzione di piante officinali. Spesso le sementi in commercio sono di produzione extranazionale e ci comporta qualche incognita sulla adattabilit alle condizioni pedoclimatiche. Per evitare problemi di adattabilit, sarebbe opportuno utilizzare materiale di propagazione proveniente dalla stessa zona di coltivazione (ecotipo autoctono). Oggi, una delle principali innovazioni nella tecnica di propagazione vegetativa, rispetto al sistema tradizionale, riguarda la micropropagazione o moltiplicazione in vitro, che consente di ottenere un numero molto elevato di piantine esattamente uguali alla pianta madre.

La riproduzione delle piante officinali pu avvenire per semi o per via vegetativa. Seme: la modalit di moltiplicazione delle piante fertili. La semina pu avvenire direttamente in pieno campo o in un semenzaio. Con la semina in semenzaio si ottengono piantine da trapiantare a primavera avanzata. (Salvia officinale, timo ) Divisione dei rizomi: i rizomi vengono estratti dal terreno durante il riposo vegetativo della coltura e poi diviso in tante porzioni contenenti almeno una o due gemme che verranno poi messe a dimora (Menta piperite, Assenzio pontico ) Divisione dei cespi: le piante tendono a formare degli individui distinti, ognuno con il proprio apparato radicale, attorno al nucleo centrale della pianta madre (Valeriana, Maggiorana, Santoreggia...) Talee: modalit di propagazione utilizzata soprattutto per gli ibridi. Questa operazione viene effettuata in tarda estate. Si utilizzano i getti laterali che non hanno fiorito e vengono posti in un substrato di terra, sabbia e perlite arricchito con un ormone di radicamento per favorire lattecchimento . Dopo l'emissione delle prime radici, le talee vengono ripicchettate, per consentire alla giovane pianta un maggiore sviluppo dell'apparato radicale.

Lavorazioni e tecniche agronomiche Il terreno un importante fattore della produzione, vanno adottate le tecniche capaci di conservarne o migliorarne le sue caratteristiche produttive. I terreni migliori sono ben strutturati, con buona proporzione tra argilla, sabbia e limo, con sufficiente capacit idrica e buona dotazione di sostanza organica. Lavorazioni principali devono essere eseguite in condizioni di tempera, ovvero con un livello di umidit che consenta la massima rottura delle zolle. La meccanizzazione del xx secolo ha permesso: - una riduzione del lavoro - un aumento del raccolto, - un incremento della produzione alimentare - ma anche un incontrollato sfruttamento del suolo. Lutilizzo delle macchine va considerato in relazione all impatto sul terreno che deve essere rispettato Lavorazioni secondarie consistono nellaffinamento delle zolle e appianamento del terreno, queste devono essere effettuate cogliendo i momenti favorevoli in rapporto al grado di umidit del terreno ed alle sue caratteristiche fisiche. In relazione alle zolle prodotte dalla prima lavorazione si utilizzeranno: erpici rotanti o frangizolle a cui pu seguire una lavorazione con estirpatore o con erpici a denti elastici. Il terreno sar poi lasciato allazione degli agenti atmosferici che completeranno lopera di affinamento. In prossimit della semina le lavorazioni vanno limitate ad un passaggio con erpice leggero a denti dritti o a catena al fine di migliorare il contato terreno seme.

Lavorazioni e tecniche agronomiche: aratura Gli aratri operano contemporaneamente il taglio del terreno in senso verticale, orizzontale ed il rovesciamento della "fetta" cos ottenuta. Lo strato pi superficiale del terreno (su cui sono presenti i residui colturali, le infestanti ed i loro semi) viene portato in profondit; conseguentemente gli strati pi profondi vengono portati in superficie ed esposti all'azione degli agenti atmosferici. L'impiego frequente di un'aratura profonda pu distruggere l'equilibrio organico del suolo causando erosione e nel tempo perdita di produttivit Modalit di intervento Laratura pu essere effettuata fuori solco o entro solco. Per causare i minori danni da compattamento del terreno sono consigliabili operazioni di aratura fuori solco. Epoca di intervento Il periodo dell'anno preferibile per concentrare le arature e preparare il terreno, a fine estate e durante l'autunno, per avvalersi a pieno dell'azione prolungata delle piogge e dell'alternarsi di periodi di gelo e disgelo nel periodo invernale. L'aratura estiva, date le alte temperature, provoca marcati processi di ossidazione delle riserve organiche del suolo con conseguente riduzione delle stesse.

Lavorazioni e tecniche agronomiche: estirpatura Lestirpatore effettua dei tagli verticali sul terreno gi lavorato in precedenza, rompendo l'eventuale crosta superficiale formata, riducendo in parte la zollosit e la cavernosit, rendendo omogeneo il profilo del terreno. Con lazione della estirpatura sono portati in superficie i rizomi di piante infestanti, eliminando anche eventuali piante infestanti gi sviluppate in superficie. In determinate condizioni pedologiche (terreni non particolarmente compatti e in tempera) l'estirpatura pu anche sostituire l'erpicatura. Un terreno estirpato presenta una superficie abbastanza regolare, leggermente ondulata per l'azione di taglio eseguito e con scarsa zollosit in superficie. Un particolare ruolo dell'estirpatura l'esecuzione come lavorazione principale in una delle tecniche di minimo impatto. In questo caso l'estirpatura surroga l'aratura eseguendo una lavorazione meno energica e meno profonda. Pu essere una alternativa allaratura nei lavori di preparazione autunnale, quando le condizioni pedoclimatiche sfavorevoli hanno ritardato il momento in cui eseguire l'aratura.

Lavorazioni e tecniche agronomiche: erpicatura L'erpicatura eseguita in genere come lavoro complementare, solitamente dopo l'aratura, per sminuzzare le zolle e pareggiare la superficie, preparando definitivamente il letto di semina L'erpicatura si limita a lavorare uno strato superficiale di 5-15 cm riducendo la dimensione delle zolle e rendendo pi regolare la superficie. Le propriet fisiche del terreno (tessitura e struttura) sono fattori da considerare per la lavorazione: l'erpicatura si esegue con facilit nei terreni poco compatti e asciutti, mentre meno efficace, anche se indispensabile, nei terreni argillosi e, in generale, in quelli mal strutturati. L'erpicatura pi efficace sui terreni in tempera ma tendenti all'asciutto: un terreno troppo secco le zolle vengono spostate senza essere sminuzzarle; mentre con terreno troppo umido le zolle tendono a deformarsi senza essere sminuzzate. L'efficacia aumenta se eseguita a distanza dall'aratura: in questo modo infatti si sfrutta l'azione disgregatrice degli agenti atmosferici sulle zolle.

Concimazioni Organiche e Minerali Naturali Lutilizzo di concimi organici e minerali necessario per mantenere il terreno a buoni livelli di fertilit Le sostanze organiche nel terreno diminuiscono il dilavamento dei nutrenti per mezzo dellazione di adsorbimento esercitata dalle particelle di humus. Per effettuare una corretta ed appropriata concimazione bisogna considerare la parte della pianta che costituisce la droga: - Fiori e sommit fiorite: sono da privilegiare le concimazioni fosfatiche, - Seme e radici: sono utili le concimazioni potassiche. Concimazioni organiche: - Letame: la composizione minerale in N-P-K varia a secondo della matrice di origine; - Compost: preparato con scarti di sostanza organica opportunamente miscelati; - Granulati o pellettati: nuovi prodotti organici concentrati ed integrati con microelementi, torba e farina di alghe marine, - Sovescio: interramento di una coltura a breve ciclo (crucifera, leguminosa) prima della coltura principale. Concimazioni minerali: Si preferisce limpiego di concimi minerali a lenta cessione per prolungare la disponibilit dei nutrienti per le piante. E importante conoscere le percentuali di elementi presenti, la loro reazione e il periodo ottimale di impiego.

Controllo delle infestanti La soluzione pi semplice per la lotta alle delle infestanti il diserbo con fitofarmaci. Nella logica della coltivazione secondo criteri biologici possibile mettere in atto delle misure preventive di tipo agronomico e biologico: - rotazione: con un erbaio intercalare tra colture di piante officinali; - aratura: contribuisce allazione di controllo interrando in profondit i semi delle infestanti e portando in superficie rizomi o semi; -diserbo biologico totale: seminare Senape bianca (Sinapis alba) 30-40 gg prima della entrata in campo della coltura principale, segue lo sfalcio prima della fioritura; -diserbo biologico preventivo: prevede la somministrazione di minerali di natura vegetale (Mn, S, F, Fe, Zn, Mb, Cu), acidi umici, carbonati e silicati; - fresatura: per il controllo delle infestanti quando la coltura gi in atto. Il passaggio tra le file si rende necessario pi volte durante la stagione vegetativa; - pacciamatura interfila: utilizzando paglia, segatura, trucioli, felci distribuiti in stati sottili sullinterfila. Oltre ad inibire le infestanti, si riesce a mantenere umido il suolo e, una volta decomposto, aumentare il contenuto di humus nel terreno; - pacciamatura in plastica: comunemente utilizzato per le orticole, non consente per lidratazione del terreno, n apporto di sostanza organica. -pacciamatura in biofilm: biodegradabile, composto da cellulosa e torba. Utilizzabile per un ciclo vegetativo.

Controllo dei parassiti Le piante officinali solitamente non sono fortemente attaccate da insetti e funghi, poich esse stesse si comportano da repellenti naturali: Afidi: assenzio, tanaceto, aloe, camomilla; Lumache: lavanda, salvia, timo, rosmarino (piante ricche di oli essenziali); Funghi: equiseto, ortica, (soprattutto contro oidio e ruggine) Quando si rende necessario intervenire, opportuno utilizzare insetticidi di origine vegetale a base di piretro, rotenone, quassio, nicotina, reperibili in commercio: Piretro e rotenone: hanno un ampio spettro di azione, sono tossici anche per gli insetti utili. Quassio: utilizzato come decotto di legno ricavato da piante tropicali. E meno tossico delle piretrine ed selettivo verso gli insetti pronubi. Nicotina: un alcaloide estratto dalle foglie di tabacco, ed ha elevata tossicit. Luso deve essere limitato e le operazioni effettuate da personale formato. Si raccomanda di rispettare, come per tutti gli insetticidi, i tempi di carenza.

Raccolta e tempo balsamico E importante valutare lepoca esatta in cui effettuare la raccolta della pianta officinale, cio il periodo in cui massimo il contenuto di principio attivo: TEMPO BALSAMICO La raccolta consigliabile che avvenga in giornate asciutte, nella mattinata dopo la scomparsa della rugiada o al tramonto; infatti i principi attivi presenti nella pianta sono sensibili al calore e allumidit che possono denaturarli. - Foglie e cimette: devono essere raccolte subito prima della fioritura della pianta. Nella maggior parte dei casi il tempo balsamico coincide con il maggior rigoglio vegetativo. - Fiori e sommit: si raccolgono prima della fioritura del bocciolo. - Semi: la raccolta avviene a maturit del ciclo vegetativo mediante trebbiatura. - Parti sotterranee: radici, rizomi, tuberi e bulbi, si raccolgono in periodo di riposo vegetativo, quando si concluso laccumulo delle sostanze di riserva, prima della fioritura della pianta. Nella maggior parte dei casi il tempo balsamico coincide con il maggior rigoglio vegetativo.

Per la produzione di erbe fresche si pu fare riferimento a quelle attrezzature largamente usate dalle aziende orto-floro-vivaistiche: seminatrici, semenzai, serre riscaldate, ecc. Per la produzione di erbe essiccate e di radici, oltre alla attrezzature per la coltivazione, saranno necessarie le seguenti macchine: - raccoglitrici dimensionate alla grandezza delle superfici coltivate - essiccatoio (che l'attrezzatura fondamentale) - taglierina per tagliare le erbe o le radici prima o dopo la essiccazione - selezionatrice per ottenere diversi tipi di assortimenti commerciali - macchine di pressaggio del prodotto secco e di confezionamento in balle - magazzini adeguati per stoccaggio piante medicinali e/o aromatiche prodotte. Per la produzione di semi (anice, finocchio, cardo mariano, coriandolo...) fondamentale disporre della seguente attrezzatura: - seminatrici di precisione - trebbiatrici - aree di essiccazione - magazzino

Per la produzione di olii essenziali (di menta, lavanda...) naturalmente necessario un distillatore

Processi di prima trasformazione Prima di essere lavorato il materiale raccolto subisce una cernita per eliminare i corpi estranei. In particolare le radici e le parti sotterranee vengono mondate e blandamente disinfettate. Segue poi lessicazione allo scopo di: - Bloccare lattivit enzimatica dei processi catabolici con degradazione dei principi attivi; - Evitare modifiche delle caratteristiche organolettiche dei principi attivi; - Fissare i colori naturali e le caratteristiche aromatiche mediante il processo di blanching (soprattutto per le industrie alimentari).

I macchinari per la raccolta e/o trasformazione delle piante officinali (separatrici foglie/fusti, trance per taglio tisana ecc.) sono spesso di produzione straniera e quindi molto costosi e non sempre facili da procurare.

Commercializzazione
Le piante aromatiche per essere commerciabili devono inoltre possedere i seguenti requisiti: residui tossici (diserbanti, pesticidi, ecc.) nei limiti di legge assenza di impurezze e contaminanti sufficiente essiccazione del prodotto carica batterica nei limiti di legge aflatossine nei limiti di legge metalli pesanti nei limiti di legge contenuto di principi attivi secondo farmacopea o monografie relative al prodotto Queste caratteristiche possono essere ottenute solo con unalta specializzazione ed adeguati macchinari di trasformazione ed ambienti di conservazione.

Consumo di piante officinali in Italia


Nel corso dell'industrializzazione della nostra societ, anche l'erboristeria stata coinvolta in un processo di modernizzazione. La raccolta selvatica per eccellenza stata infatti sostituita da coltivazioni agricole specializzate per erbe e medicinali. L'industria li elabora in:

integratori alimentari prodotti salutistici cosmetici prodotti erboristici e fitoterapici farmaci

CODICE DI BUONA PRATICA AGRICOLA Codice Buona Pratica Agricola (CBPA) un insieme di norme di autoregolamentazione sulla coltivazione di piante e prima trasformazione di prodotti agricoli. Esse rappresentano per il coltivatore uno strumento di controllo e verifica del processo produttivo agricolo, in tutte le sue fasi, al fine di ottenere un prodotto di qualit. Tale qualit, che discende da una qualificazione certificabile di tutto il modello produttivo, conferisce valore aggiunto al prodotto, rendendolo maggiormente rispondente alle richieste del mercato in fatto di sicurezza, igiene e compatibilit ambientale. LUnione Europea ha richiesto, attraverso direttive specifiche, lelaborazione da parte degli stati membri di Codici di Buona Pratica Agricola (CBPA o GAP), nellambito di programmi di agricoltura sovvenzionata, marchi pubblici di qualit, o di interventi di tutela in aree a rischio ambientale. Attualmente tali norme non sono vincolanti e possono essere adottate per libera scelta dal produttore o nellambito di un rapporto contrattuale tra privati. Tutti coloro che lavorano nel settore delle piante officinali dovrebbero contribuire nella diffusione, attuazione ed applicazione delle norme di Buona Pratica Agricola da parte di tutti gli operatori.

Ministero delle politiche agricole e forestali Decreto Ministeriale 19 aprile 1999 Approvazione del codice di buona pratica agricola. (Gazzetta Ufficiale n. 102 del 04-05-1999 supplemento ordinario n. 86) IL MINISTRO PER LE POLITICHE AGRICOLE DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLAMBIENTE E IL MINISTRO DELLA SANIT D e c r e t a: In attuazione dell'art. 4 della direttiva del Consiglio 91/676/CEE del 12 dicembre 1991, recepito con la legge n. 146 del 22 febbraio 1994, e' approvato il codice di buona pratica agricola di cui in premessa, recante criteri e indicazioni di validit nazionale, se del caso integrabile da parte delle regioni e province autonome in relazione a esigenze locali, fermi restando i criteri e indicazioni ivi fissati. Tale codice e' allegato al presente decreto e ne costituisce parte integrante. Il presente decreto verr pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 19 aprile 1999 Il Ministro per le politiche agricole, De Castro Il Ministro dell'ambiente, Ronchi Il Ministro della sanit, Bindi

Obiettivo del Codice di Buona Pratica Agricola per i prodotti erboristici Il CBPA si prefigge di stabilire un insieme norme e criteri, che consentano al produttore di attuare un controllo sul processo produttivo della coltivazione e prima trasformazione delle piante ad uso erboristico. Lobiettivo della qualit ha queste finalit: 1) a b c 2) a b c tutela del consumatore finale igiene e sicurezza del prodotto determinazione ed origine del prodotto qualit del prodotto in termini di principi attivi tutela delle risorse naturali fertilit del suolo utilizzo e tutela delle riserve idriche gestione della biodiversit

1) TUTELA DEL CONSUMATORE FINALE 1a Igiene e sicurezza Il prodotto deve ovviamente rispondere ai requisiti digiene e qualit previsti dallo standard UE in termini di carica batterica, ceneri, contaminanti di varia natura, prodotti di alterazione e degradazione. In particolare, essendo le erbe officinali prodotti destinati ad un uso connesso con la salute umana, di fondamentale importanza che tali requisiti siano rispettati con rigore, anzi valori di riferimento interni alle aziende produttrici dovrebbero essere fissati a livelli di sicurezza pi restrittivi rispetto alle varie normative vigenti. Contaminazione batterica Contaminazione in campo : concimazione, irrigazione Contaminazione nelle fasi successive: raccolta, manipolazione e trasporto. Contaminazione chimica inquinanti da combustioni auto-veicolari, industriali, impianti di incenerimento di rifiuti. Nelle aree di coltivazione verificare le perdite di olio, grasso e carburanti sulle macchine e attrezzature utilizzate per la raccolta ed il trasporto. Contaminanti diversi I prodotti non devono contenere materiali estranei provenienti dai campi quali terra, sassi, pezzi di legno, o dai mezzi di raccolta e trasporto.

1b Determinazione ed origine del prodotto Le droghe vegetali derivano da specie tassonomicamente ben determinate delle quali sono state studiati e descritti i principi attivi e le propriet. Il produttore deve essere sempre in grado di assicurare che la denominazione della droga e la specie da lui effettivamente coltivata coincidano. A tal fine necessario che le specie siano botanicamente identificate con il binomio linneiano, nome generico e specifico, e ne sia indicata leventuale variet o chemiotipo. La semente prodotta in azienda deve essere ottenuta in campi di selezione dove il controllo delle caratteristiche fenotipiche pu essere fatto agevolmente I campi di conservazione e mantenimento del germoplasma di una specie allogama devono essere adeguatamente isolati per evitare incroci indesiderati. Se lapprovvigionamento avviene presso ditte sementiere o vivaistiche, richiedere che la denominazione e lorigine del materiale siano certificati. In caso di reperimento in natura determinare le specie in modo rigoroso e indicare sempre la localit di origine e la data di raccolta del materiale. E importante che esista una rintracciabilit fino allorigine del materiale di propagazione.

1c Qualit dei principi e delle sostanze caratteristiche nel prodotto Accorgimenti colturali Una nutrizione ed unirrigazione equilibrata influenzano positivamente il contenuto di principi attivi. Attuare un costante lavoro di selezione genetica allinterno delle popolazioni vegetali utilizzate in azienda in modo da conservare le popolazioni migliorate. Tempo balsamico Per la maggior parte delle officinali noto un dato tempo balsamico ovvero il periodo in cui il valore quali-quantitativo del fitocomplesso risulta massimo. Criteri di post-raccolta Nelle fasi immediatamente successive alla raccolta evitare processi degradativi a carico dei tessuti vegetali, che potrebbero interessare anche i principi attivi di interesse. I primi processi di lavorazione sulla droga grezza devono avvenire con modalit, tempi e temperature, che non alterino le propriet della droga.

2) NORME DI SALVAGUARDIA DELLE RISORSE NATURALI Nel processo produttivo agricolo le risorse coinvolte sono quelle dellambiente naturale: il suolo, lacqua, laria, la biodiversit. La trasformazione in ecosistema agrario comporta lutilizzo e lo sfruttamento di tali risorse naturali. 2a Fertilit del suolo Il conseguimento di una buona fertilit ha una ricaduta enorme sui risultati colturali: in un terreno fertile le colture esplicano il massimo potenziale produttivo, offrono la massima resistenza a malattie e parassiti, ottimizzano lutilizzazione dellacqua. Lavorazioni: devono essere il pi possibile conservative del profilo biologicamente attivo e fertile del terreno agendo solo sugli strati superficiali (30- 35 cm profondit). Evitare lutilizzo massivo di macchine ed attrezzature troppo pesanti (compattazione). Rotazioni ed avvicendamenti: alternare piante con caratteristiche ed esigenze le pi possibili diverse. Quindi piante sfruttanti che utilizzano molto il suolo, necessitano di molta meccanizzazione e lasciano pochi residui devono alternarsi con piante miglioratrici, che fissano lazoto e/o lasciano molti residui colturali ricchi di fibre. Concimazioni : effettuate in quantit tali almeno da reintegrare lhumus annualmente mineralizzato. E importante puntare ad un arricchimento del terreno in sostanza organica indipendentemente dalla dotazione iniziale, tenendo conto anche delle asportazioni di elementi macronutrienti (N, P, K). Copertura del terreno: opportuno mantenere il terreno scoperto il minor tempo possibile. A tal fine possono essere attuate colture non finalizzate alla raccolta.

2b Utilizzo e tutela delle riserve idriche Prevenzione dellinquinamento dellacqua: inquinamento delle acque superficiali e di falda frequentemente causato da irrazionali pratiche agricole (concimazioni, fertilizzazioni, utilizzo di fitofarmaci) Pianificazione irrigua in zone a clima asciutto: la superficie irrigua deve essere proporzionata alleffettiva disponibilit di risorse locali, acqua nei pozzi, fiumi, invasi Quantit dellacqua: ciascuna specie coltivata risponde in modo diverso allirrigazione. Lirrigazione determina un maggiore rigoglio vegetativo ed un incremento della biomassa prodotta, fatto che spesso in controtendenza al contenuto delle sostanze farmacologicamente attive. Eccessi di acqua determinano maggiori attacchi di parassiti fungini, fisiopatie, lisciviazione dei nutrienti del suolo, rallentamento o inibizione dei naturali fenomeni di umificazione e mineralizzazione della sostanza organica del suolo, distruzione della struttura del terreno. Modalit di distribuzione: le irrigazioni abbondanti devono essere evitate nelle prime fasi dello sviluppo dellapparato radicale delle piante poich determinano uno sviluppo superficiale delle radici ed una maggiore sensibilit alla siccit durante le fasi successive E opportuno sospendere le irrigazioni in vicinanza della raccolta poich acqua in eccesso pu essere trattenuta nei tessuti delle piante con conseguenti maggiori rischi di fermentazione del raccolto fresco e maggior onere nellessiccazione. Qualit dellacqua: lacqua di irrigazione non deve superare i limiti di salinit e basicit. Contaminanti pericolosi per la salute, sia di natura microbiologica (coliformi, salmonelle) che chimica (metalli pesanti, fitofarmaci, solventi ecc.), non devono essere presenti.

2c Gestione della biodiversit La eccessiva semplificazione di un ambiente naturale (monocoltura in successione) porta a maggiori squilibri nellecosistema (pullulazioni di insetti, malattie, malerbe) e di conseguenza maggiori sono gli input che luomo deve attuare. E evidente la necessit di mantenere elevata la biodiversit, intervenendo il minimo possibile con input esterni. Biodiversit nel campo coltivato - Lecosistema agrario pu essere diversificato con le consociazioni e le colture intercalari. Evitare appezzamenti monocolturali troppo ampi. La diversit assicurata dalle rotazioni che garantiscono alternanza tra piante diverse, per appartenenza tassonomica, ciclo colturale, esigenze nutrizionali ed ecologiciche. Biodiversit al di fuori del campo coltivato - Le siepi e la vegetazione dei bordi deve essere per quanto possibile salvaguardata o ripristinata. Opportune colture di bordo possono essere effettuate come filtro biologico verso sorgenti di inquinamento o focolai parassitari. Sono anche lhabitat naturale di molte piante officinali e quindi sono preziosa fonte di materiale per la ricerca e per il miglioramento genetico. Squilibri parassitari: funghi ed insetti - Utilizzare variet tolleranti o resistenti a quelle malattie che hanno alta incidenza nellareale di coltivazione. Non coltivare piante fuori dellarea climatica di naturale diffusione o in terreni non adatti. Ricorrere ove possibile alla lotta biologica, tramite introduzione degli antagonisti naturali dei parassiti. Erbe infestanti - Il controllo va effettuato attraverso metodi indiretti di mantenimento degli equilibri e di diversificazione dellambiente coltivato (rotazioni, consociazioni, coperture, combinazioni allelopatiche).