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Parte terza

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Noj con l'argjJJa fa/Jbrjchjamo un vaso, ma jl vuoto all'jnterno che conUenc quel che vogJjamo. Tao Te Ching

Capitolo

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DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI PROTEZIONE DELLA SICUREZZA DEI LAVORATORI

I concetti

LE PRINCIPALI NORME SULLA SICUREZZA DEL LAVORATORE


._" ~_._~

Lenorme che per prime hanno regolamentato la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori risalgono alla seconda met degli anni Cinquanta. Si tratta di due D.P.R.; il 54 7/55, che legifera per quanto attiene la prevenzione degli infortuni sul lavoro, e il 303/56, che detta le norme per l'igiene sul lavoro. Dall'emanazione delle norme citate a oggi sono stati diversi i provvedimenti normativi che si sono susseguiti con la finalit di regolamentare aspetti sia di carattere generale che specifici di tutela del lavoratore e del luogo di lavoro. Tra questi provvedimenti da ricordare per l'importanza dei contenuti in tema di sicurezza e tutela del lavoratore sul luogo di lavoro vi sicuramente il Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626 "Attuazione delle direttive 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 901270/CEE

e90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro", recentemente modificato in alcune parti dal D.Lgs. 3 agosto 2007, n. 123.
rezza.

Questa norma ha introdotto importanti e sostanziali cambiamenti nella gestione della sicuDa una prevenzione di carattere oggettivo per la quale la sicurezza legata dall'ado-

zione di disposi tivi tecnici e misure il cui scopo quello di salvaguardare il lavoratore a prescindere dal suo livello di partecipazione e collaborazione alla realizzazzione della stessa sicurezza l'attenzione si sposta verso una protezione di carattere soggettivo contraddistinta da una modalitdi azione che privilegia l'analisi preventiva e la valutazione del rischio.! In questa ottica il datore di lavoro non "impone" l'osservazione di norme precise bensi pia-

nifica e gestisce la sicurezza - con il supporto di strutture specifiche- in modo programmato e


nonprescindendo dall'informazione e dalla formazione dei lavoratori relativamente ai rischi conhesSi alle attivit svolte.
LATUTELADELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA DEI LAVORATORI IN AMBITO SANITARIO

Lafinalit dei sistemi di gestione di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori in ambito sanitario ha lo scopo, peraltro sovrapponibile a quello di altri ambiti anche se diversi, di migliorare salute e sicurezza in ogni luogo di lavoro attraverso l'implementazione di modalit di programmazione, organizzazione, formazione/informazione e partecipazione che riguardano
tutti i lavoratori.

Giuliari c., Bertoli A., La sicurezza


Milano, 2002, p. 4.

sul luogo di lavoro

QUOSS, Quaderni dell'operatore socio-sanitario,

McGraw-Hill,

PARtl'i tE~A.. Area jgi~nic;o.sanitarta e tecnko.p:rativa -------.

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I I

Dirigenti

RlS

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Figura 6.1 Le persone coinvolte nell'organizzazione della prevenzione.

Pi nello specifico, nell'organizzazione della prevenzione le persone coinvolte sono rappresentate graficamente nella figura 6.1.2
IL DATORE DI LAVORO

colui che titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o il soggetto che ha la responsabIlit dell'impresa in quanto titolare dei poteri decisionali e di spesa. Nell'ambito sanitario quesl figura rappresentata dal DjyettoreGeneraledell'Azienda Sanitana AIdatare di lavoro sono attribuite le seguenti funzioni:

. . .

la valutazione dei rischi e l'identificazione delle misure di prevenzione e protezione; la stesura del programma di attuazione delle misure di prevenzione e protezione; la designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP),del medico competente, degli addetti alle emergenze;
indire la "riunione periodica di prevenzione"3 con le figure designate coinvolte nell'organiz-

zazione della prevenzione;

2 Nell'organizzazione

della prevenzione,

accanto ai soggetti citati e descritti nel dettaglio, vanno ricordati

anche organismi esterni rappresentati dagli organi di vigilanza (Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza Alli-. bienti di Lavoro - SPISAL - per le aziende ULS, l'Ispettorato del lavoro, i vigili del fuoco) e gli organismi paritetici (organizzazioni sindacali e organizzazioni datoriali). 3 La riunione periodica di prevenzione secondo quanto disposto dall'art Il D.Lgs. n. 626/94, nelle aziende che occupano pi di 15 dipendenti, deve essere indetta dal datore di lavoro almeno una volta all'anno. Alla riunione devono partecipare il datore di lavoro o un suo rappresentante, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, il medico competente ove previsto e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

6 Disposizioni generali in materia di protezione CAPliOLO

Dirigenti

. . formaree informare i lavorator!; consultare il rappresentante del lavoratori per la sICurezza (RLS); n.or~e di sicurezza; . farCrispettare l.e. fornirei dispoSltlVIdi protezIOne mdlvlduale (OPI); consegnare al lavoratore copia della cartella sanitaria al momento della cessazione del rapp~rodi lavoro.
ILJ)I~GENTE

Preposti

i I

'
.1

referente del datore di lavoro che deve: la ~ura predisporre misure di sicurezza; fornireistruzioni finalizzate a una migliore effettuazione delle attivit lavorative; vigilaresul rispetto delle norme di sicurezza; incaricare preposti per mansioni di vigilanza e controllo.
IL PREpOSTO

....

\,.,

una figura che per funzione sovrintende un'attivit, capo sala, capotecnico e che ha il compito di:
fa~osservare specifiche misure di prevenzione e protezione; vigilare sul rispetto delle norme di sicurezza; segnalare eventuali carenze o inefficienze relativamente alla sicurezza
IL REs,PONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

J
e.

(RSPP)

e le persone coinvolte sono rappre-

~o il soggetto che ha la responsabispesa. Nell'ambito sanitario questa 1jtarja.

una persona nominata dal datore di lavoro in possesso di attitudini e capacit adeguate. responsabile del serviziodi prevenzione e protezione (RSPP) che una struttura che rappresenta l'insiemedelle persone, dei sistemi e dei mezzi interni ed esterni all'azienda mirati all'attivit di prevenzionee protezione dai rischi professionali all'interno della stessa azienda. Inrelazione alla caratteristiche e alle dimensioni dell'azienda la responsabilit del servizio di prevenzionee protezione pu essere attribuita a una o pi persone interne alla struttura e quindi dipendenti,a personale esterno all'azienda o addirittura assunta dal datore di lavoro stesso. Lefunzioni attribuite al servizio sono: f'individuazione e la valutazione dei fattori di rischio; l'individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrit degli ambienti; l'elaborazione delle misure di prevenzione e protezione e la verifica della loro efficacia; ,.tJ.:~lqboT-azione di procedure di sicurezza per le diverse attivit aziendali; . la predisposizione e la proposta di programmi di informazione e formazione; la partecipazione alla riunione periodica con le figure designate coinvolte nell'organizzazione della prevenzione; l'informazione ai lavoratori sui rischi e sulle misure di prevenzione e sicurezza. Leinformazioni di cui deve disporre l'SPP per poter adempiere con efficacia alle funzioni descrittesono fornite dal datore di lavoro e, nello specifico, riguardano:
I temi che, come stabilito dal legislatore, devono essere discussi nel corso della riunione riguardano il docu~~nto di valutazione dei rischi, ['idoneit dei dispositivi e dei mezzi di protezione individuale e i programmi di InfQrmazione e formazione dei lavoratori ai fini della sicurezza e della protezione della loro salute,

ii prevenzione e protezione; Irevenzione e protezione; one e Protezione (RSPP),del medico


re designate coinvolte nell'organiz-

e descritti nel dettaglio, vanno ricordati izio Prevenzione Igiene e Sicurezza Am)ro, i vigili del fuoco) e gli organismi patll'art. Il D.Lgs. n. 626/94, nelle aziende li lavoro almeno una volta all'anno. Alla tante, il responsabile del servizio di preesentante dei lavoratori per la sicurezza.

PARTE TERZA. Area

igienico-sanitaria

e tecnico-operativa

" i

l
'

. .

la natura dei rischi; l'organizzazione del lavoro; la descrizione degli impianti; i dati del registro infortuni e malattie professionali; le pre;scrizioni degli organi di vigilanza.

IL MEDICO COMPETENTE

un professionista specializzato, in genere, in medicina del lavoro e ha un'autorizzazione della regione (rilasciata dopo almeno quattro anni di attivit). Pu essere un libero professionista, un dipendente di una struttura pubblica o del datore di lavoro. ' Il medico competente esplica attivit di sorveglianza sanitaria obbligatoria per alcune cate. gorie di lavoratori, in particolare:

le persone le persone le persone le persone

esposte a rumore, amianto, piombo; addette alla movimentazione manuale dei carichi; che utilizzano agenti biologici o cancerogeni; che utilizzano videoterminali.

Inoltre, collabora con il datare di lavoro e "con il responsabile del servizio di prevenzione e,' protezione alla valutazione dei rischi, alla programmazione delle misure di prevenzione e tutela, all'organizzazione del servizio di pronto soccorso oltre che all'informazione e alla formazione dei lavoratori. Accanto alle attivit citate sono attribuite al medico competente anche:

. .

la redazione e l'aggiornamento di una cartella sanitaria e di rischio, conservata in azienda, per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza; la comunicazione dei risultati anonimi collettivi nell'ambito della "riunione periodica"; l'effettuazione di visite mediche, oltre a quelle previste, su richiesta del lavoratore e se correlate a rischi professionali; la visita degli ambienti di lavoro almeno due volte all'anno.
DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA

IL RAPPRESENTANTE

(RLS)

eletto dai lavoratori alloro interno o nominato dalla rappresentanze sindacali (RSU)4 Il numero dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza varia in relazione al numero dei dipen-

denti presenti nella struttura considerata - l fino a 200 dipendenti;3 tra 200 e 1000dipendenti;
6 oltre 1000 dipendenti. prerogativa del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza:

. .
4

la verifica dell'applicazione

delle misure di sicurezza;

la proposta di attivit preventive e formative; la segnalazione al responsabile aziendale per quanto attiene ai rischi individuati; il ricorso alle autorit competenti nelle circostanze in cui le misure di prevenzione e protezione siano inidonee.

Il numero, le modalit di elezione, i permessi retribuiti, la formazione e gli strumenti per l'espletamento
sede di contrattazione collettiva.

delle funzioni previste vengonolefinitLin

Disposizioni generali in matenadi

6 protezione CAPITOLO

J;J\voRATORl

un rapporto di .lavoro subordinato che godono di diritti specifici ma ~n,O le persone che hanno ?s~erv.are anc he ~reClsl d oven.
"

che d~von~ sono dmttI del lavoraton:

n diritto alla sa iute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro; n'diritto all'informazione e alla formazione;

woro e ha un'autorizzazione della essere un libero professionista, un


,taria obbligatoria per alcune cate-

diritto alla tutela e quindi alla non sanzionabilit nei casi in cui si allontana di fronte a pead av-

riOlograve e se ad?tta iniziative in presenza di pericoli gravi qualora impossibilitato visare un suo supenore. RIentrano, invece, tra i doveri dei lavoratori:

chi;

abile del servizio di prevenzione e elle misure di prevenzione e tutela, Jll'informazione e alla formazione
>etente anche: ~di rischio, conservata in azienda,

l'assunzione di responsabilit nella cura della propria e dell'altrui salute e sicurezza; l'osservazione delle norme di sicurezza definite dalla legge e dal datore di lavoro; la segnalazione di possibili fattori di rischio al datore di lavoro, al dirigente o al preposto; l'desione ai controlli sanitari; la partecipazione ai corsi di formazione e addestramento; .. l'accetrazione dell'incarico di addetto alle emergenze; l'impiego corretto e sistematico dei DPI: ai dispositivi di protezione individuale non devono esSere apportate modifiche e devono essere tempestivamente segnalati i1riscontro di difetti e l'utilizzo corretto e sistematico delle attrezzature di lavoro: questo signitica che dalle macchine e/o dalle apparecchiature non devono essere rimossi i sistemi di protezione, che eventuali dife~H di funzionamento riscontrati devono essere segnalati immediatamente e che interventi di cui al lavoratore non riconosciuta la competenza devono essere rigorosamente evitati.

to della "riunione periodica"; u richiesta del lavoratore e se cor-

Lamancanza negli adempimenti da parte del lavoratore pu essere sanzionata con provvedimenti disciplinarifino al licenziamento, con arnmende variabilida 207,00a 620,00 o con l'arrestofino a un mese. L'INFORTUNIO E LA MALATTIA PROFESSIONALE
Dueeventi che possono verificarsi ed essere in qualche modo correlati alle attivit lavorative e

o. 'LS) resentanze sindacali (RSU).4Il nuin relazione al numero dei dipenldenti; 3 tra 200 e 1000 dipendenti; Irezza:

al luogo di lavoro e alla loro sicurezza, e per questo da trattare, seppur sinteticamente, in questocontesto sono l'infortunio e la malattia professionale,
. ,,'~::~';',V':,. <ii"J'!:;,,,:~ 'l'INFORTUNIO ~ SUL LAVOR05

L'infortunio un evento dannoso, che si verifica per una causa violenta6, accidentale ~ne ai rischi individuati; i le misure di prevenzione

e esterna.

e prote-

ione e gli strumenti letti va.

per l'espletamento

5 www.sicurweb.it. 6 www.sicurweb.it - La causa violenta si configura: ogni volta che un'azione determinata e concentrata nel tempo, sebbene non imprevedibile, straordinaria o accidentale, arreca danno all'organismo del lavoratore; quando il requisito della causa violenta sussiste anche in caso di sforzo del lavoratore compiuto in condizioni di normale svolgimento dell'attivit lavorativa e l'infortunio non conseguenza di una forza esterna al lavoratore o non determinato da un atto abnorme compiuto dal lavoratore nel corso della sua attivit lavPMluva; .

da considerarsi infortunio sul lavoro quello che si verifica in occasione di lavoro.7 In altri termini, l'infortunio sul lavoro un evento che consegue all'esposizione del lavoratore a un rischio specifico. specifico quel rischio al quale il lavoratore stesso esposto per l'attivit svolta o perch ascrivibile alla tipologia e alle caratteristiche dell'ambiente di lavoro. Ogni volta che si verifica un infortunio, ne deve essere data immediata comunicazione al datore di lavoro, il quale ha l'obbligo di denunciare l'accaduto all'INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sulLavoro) entro due giorni da quello in cui avvenuto l'evento Va precisato che l'obbligo di denUhcia - quest'ultima deve essere accompagnata da certificat~

medico

decorre per gli infortuni che determinano un'impossibilit di lavorare per un periodo

superiore a tre giorni. Tutti gli inf()rtuni la cui prognosi risulta essere superiore a tre giorni devono essere comunicati all'autorit di pubblica sicurezza o, in mancanza di questa, al sindaco.
LA MALATTIA PROFESSIONALE

Viene definita malattia professionale quel processo morboso che si manifesta per esposizione a rischi che agiscono in modo protratto nel tempo e sono connessi alla tipologia di lavoro svolto. Le malattie professionali possono essere distinte in:

. .

generiche, quelle consegenti a qUalsiasi tipo di attivit svolta; specifiche, quelle derivanti dall'effettuazione di attivit specifiche.

Nelle circostanze in cui, o per gli esiti dell'infortunio o per manifestazione di malattia professionale, il lavoratore non pu pi essere ritenuto idoneo all'attivit/lavorazione attribuita, vi l'obbligo per il datore di lavoro di assegnare lo stesso, per quanto possibile, ad altra attivit. Se la nuova attivit configura mansioni inferiori rispetto alla precedente al lavoratore deve essere comunque garantito il mantenimento sia della retribuzione che della qualifica originaria.8

I concetti

PERICOLI E RISCHI

Per entrare pi nello specifico e approfondire le modalit di prevenzione dei rischi presenti sia nell'ambito sanitario che in quello sociale, necessario considerare i concetti di perlcolo e di rischio. pericolo: considerato tale un fattore (pratiche di lavoro, attrezzature, sostanze ecc.) che ha una propriet intrinseca di poter rappresentare causa di danno. Il pericolo pu essere attinente all'attivit lavorativa. svolta o al contesto in cui il lavoratore opera per svolgere le atti.",
vit lavorative.

Rischio: rappresenta la probabilit che un pericolo possa produrre un danno.

quando vi l'azione di fattori microbi ci o virali che, posti in rapporto causa-effetto vorativa, danno luogo ad invalidit.
7

con la prestazione

la.

www.sicurweb.it - Per completezzadi esposizioneva ricordatoche consideratoinfortuniosul lavaTo


dannoso che si verifica durante il percorso di andata
dal luogo di residenza a quello di lavoro.

anche quello che avviene in itinere e cio quell'evento


e ritorno
8

D.Lgs. n. 277/91, articolo 8.

n occasione di lavoro.? In altri ter. sizione del lavoratore a un rischio )osto per l'attivit svolta o perch . lavoro. I immediata comunicazione alda'INAIL (Istituto Nazionale per l'As-

Leattivit di prevenzione dei rischi che si traducono anche nell'adozione di comportamenti de a uati da parte del lavoratore oltre che, laddove indicato come necessario, in interventi orda parte del datore di lavoro, non possono prescindere dalla valutazione gailfzzativo-strutturali .
. , , . . ., . . . . d el rISCh 1espnme I1tentatIvo d I preve d ere e stImare I d lnnl c h e possono povalutazIOne. 'La litzialmente conseguire in presenza di uno specifico pericolo. dei' medesimI.

~~sonotre le variabili che vengono sistematicamente .~l\a probabiJjt

considerate

nella valutazione

del rischio:

quello in cui avvenuto l'evento. ;sere accompagnata da certificato' sibilit di lavorare per un periodo ) essere superiore a tre giorni de. l mancanza di questa, al sindaco.
l

che dal pericolo derivi l'evento dannoso;

't'l'entit del danno;

la quantit delle persone esposte.

In ambito sanitario i rischi identificabili sono raggruppabili in quattro grandi tipologie: il rischio biologico,

il rischio fisico, il rischio chimico, il rischio organizzativo-procedurale.

:he si manifesta per esposizione a ~ssi alla tipologia di lavoro svolto.

I concetti

IL RISCHIO BIOLOGICO

volta; lecifiche.
~r manifestazione di malattia prol'attivit/lavorazione attribuita, vi tanto possibile, ad altra attivit. Se cedente al lavoratore deve essere le della qualifica originaria.8

.Ntlont~st9 sanitario,.ir particolare, questo rischio pu essere messo in relazione all'attivit assistenziale in generale e pi specificatamente all'attuazione di procedure diagno~tico-terapeutiehedurante le quali pu avvenire la trasmissione da una persona a un'altra, di agenti biologici responsabilidi patologie di carattere infettivo. il fattori di rischio infettivo sono diversi; tra questi meritano particolare attenzione: la continuit del rapporto con le persone assistite; attivit quali, per esempio, il lavaggio degli strumenti chirurgici, di padelle, di storte (pappagalli),il conteggio della biancheria sporca ecc.; le apparecchiature e gli strumenti dedicati alla cura e all'assistenza; . la carenza di pulizia nella raccolta e nel trattamento dei rifiuti; il contatto con materiale biologico infetto (saliva, urine, sangue ecc.). Agente biologico: tale qualsiasi microrganismo, anche quando modificato geneticamente,

Jrevenzione dei rischi presenti sia 'are i concetti di pericolo e di rischio.

I capace di riprodursi, crescere e trasferire materiale genetico.


In relazione al livello di pericolosit gli agenti biologici possono essere classificati in quattrogruppi: gruppo 1, gruppo 2, gruppo 3 e gruppo 49
;\"btuppOl: gli agenti biologici che vi 'apparlcngoho hanno poche probabilit'licausare malattia. Rientrano tra questi i microrganismi saprofiti ambientali. Ne costituiscono un esempio alcuni virus, ebola, vaiolo, alcuni prioni. Gruppo 2: gli agenti biologici di questo gruppo possono dare origine a malattia. Il rischio per i lavoratori concreto ma sono poche le probabilit di una diffusione alla comunit perch sono disponibili misure profilattiche e terapeutiche efficaci. Tra gli agenti biologici di questo

lttrezzature, sostanze ecc.) che ha lanno. Il pericolo pu essere atti'oratore opera per svolgere le produrre un danno.

to causa-effetto

con la prestazione

la-

le considerato infortunio sul lavoro i verifica durante il percorso di andata

D.Lgs. 19 settembre
90/270/CEE

1994, n. 626 "Attuazione


e 90/679/CEE, molo

delle direttive
VIlI.

89/654/CEE,

89/655/CEE,

89/656/CEE,

99t269/CEE,

PARTE TERZA

iO

Area igienico-sanitaria

etecnico7operativa
aureus, il C!ostrjdium tetani, il bacillo per-

gru~po. P?sson.o essere ricordati: lo StapMococcus tUSSIS, l nhnovlrus.

Gruppo 3: le malattie che possono conseguire all'azione degli agenti biologici di questo gruppo sono gravi ed importante il rischio per i lavoratori. Vi pu essere una diffusione nella comunit ma in genere sono colfcrete sia le possibilit di interventi profilattici che terapeutici. Gli agenti biologici che possono essere citati ad esempio sono quelli responsabili della tubercolosi,della febbre gialla,~ell'epatite B,dell'epatite C, dell'AIDS,del tifo.
Gruppo 4: gli agenti biologicidi questo gruppo sono responsabili di patologie gravi e il risc!)io sia per i lavoratori che per la comunit elevato. Per le malattie causate da questi agenti biologici non ci sono n misure profilattiche n misure terapeutiche. Ne costituiscono un esempio alcuni virus, ebola, vaiolo, alcuni prioni.

A definire la pericolosit biologica concorrono quattro signitcativi elementi: l'infettMt, la


patogenicjt, la trasmissibjJjt e la neutraljzzabj]jt.

Infettivit: esprime la quantit dei microrganismi necessari a determinare un'infezione nel 50%nelle cavie animali. Patogenicit: la capacit dell'agente biologico di causare malattia dopo essere venuto a contatto con l'organismo. Trasmissibilit: rappresenta la trasferibilit dell'agente biologico. Gli agenti biologici pos-.
sono essere trasmessi attraverso veicoli
Il
lO

(l'aria, l'acqua, il sangue, le secrezioni,

i liquidi bio-

logici infetti, oggetti infetti) e vettori Le modaJjt dj trasmjssjone12 degli agenti biologici possono essere sostanzialmente distinte
come sintetizzato nella tabella 6.1.13

Neutralizzabilit: esprime la possibilit di contare sull'impiego di strumenti preventivi quali ad esempio i vaccini, nonch terapeutici

l'operativit

0&

LA PREVENZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO

La prevenzione del rischio bi61gie z.irealizzaattfaverso l'adozione di misure comportamenrnli"


che prevedono il rispetto di quelle che sono pi comunemente versali e, quindi, nello specifico: conosciute come precauzioni uni-

IO I veicoli sono mezzi inanimati il cui ruolo solamente quelIo di "veicolare" il microrganismo dalIa fonte dell'infezione alI'oggetto delI'infezione. Il I vettori sono esseri viventi che danno ospitalit ai microrganismi e contribuiscono al compimento del ciclo biologico degli stessi. La zanzara ne costituisce un esempio. 12 Le modalit di trasmissione possono essere indicate anche come vie di trasmissione.
13

Giuliari c., Bertoli A., La sicurezza sul luogo di lavoro, cit., p. 34.

DisposiZioni gel1era}iin materia di protezione"

CAi"lTOLO 6

il Clostridium tetani, il bacillo per.


Modalit di trasmissione
~--~~

l'.,.. il(l

TRASMISSIBILI

:li agenti biologici di questo gruppo l essere una diffusione nella co. erventi profilattici che terapeutici. sono quelli responsabili della tujell' AIDS, del tifo. lsabili di patologie gravi e il rischio lattie causate da questi agenti bioutiche. Ne costituiscono un esem-

<'~JJ1atica: sangue

e Hquidi

contaminati

da sangue

Virus dell'epatite Micobatterio pneumophila,


~

B, C, HIV.ecc.
~~

\~:;.--

l}",' ,t:-:_~
:,~

'J.Respiratoria:

aerea

della tubercolosi, Legionella brucella, cytolllcgalovirus ecc.


--~--

i-': Muco-cutanea:
oculari)

" Orale: introduzione

di alimenti

contaminati

Virus dell'epatite Virus dell'epatite

A, salmonella

ecc.

cute, mucose (bocca,

genitali,

B, C, HIV, herpes virus ecc.

gnificativi elementi: l'infettivit, la

lri a determinare un'infezione nel

I. lavare le mani: le mani costituiscono il veicolo di trasmissione di agenti biologici da una perL'organizzazione mondiale della sanit (OMS)14identifica 5 momenti per !'igiene . 1,_, )?naall'altra. :ddle
mani: prima del contatto con il paziente, prima di una manovra asettica, dopo rischio/esposizione a un liquido biologico, dopo il contatto con il paziente,

re malattia dopo essere venuto a iologico. Gli agenti biologici possangue, le secrezioni, i liquidibioo essere sostanzialmente distinte

dopo il contatto con ci che sta attorno al paziente;

15

2: considerare tutte le persone assistite potenzialmente infette; 3. non abbandonare aghi e siringhe all'esterno dei contenitori dedicati; 4. non reincappucciare aghi e siringhe e/o inserire aghi nella camera di gocciolamento dei deJ1ussori; 5. smaltire aghi e taglienti nei contenitori dedicati e con chiusura ermetica. Per ridurre al minimo il

>iego di strumenti preventivi quali

II
. :.

, I

rischio, opportuno che i contenitori siano sempre posizionati nei luoghi o nelle postazioni in cui taglienti e aghi vengono utilizzati e smaltiti;
6. maneggiare con attenzione gli strumenti chirurgici.

" !;
I
fl

Allo scopo di evitare punture accidentali

di

taglientie aghiva usata molta cautela anche durante ilmomentoin cui ilmaterialeviene riordinato;
.

BIOLOGICO
ozione di misure compOrtamentali onosciute come precauzioni uni-

~,
R
..

"

7. calzare i guanti in tutte le circostanze in cui vengono effettuate attivit iJJ cui c' o ci pu essere .... . ,...c;Ol}tatto con il materiale organico (sangue o altro materiale); S', 'd'asportare i campioni biologici 'all'interno di cntenitori dediCati. Si tratta di contenitOri con chiu-

l.
.

sura ermetica il cui interno provvisto di adeguati supporti per flaconi, provette ecc.. La do-

i.
..,. ,.

cumentazioneche solitamente accompagnai campionibiologicinon deve essere trasportata


all'interno della valigetta bens all'esterno o sull'apposito rpiano (Fig 6.2)

t
~icolare" il microrganismo dalla fonte

li i

e contribuiscono al compimento del


ie di trasmissione.

14 Organizzazione Mondiale della Sanit, Clean Care is Safer Care, Cure pulite sono cure pi sicure, l versione ottobre 2006. www.who.int - CCMCentro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie del Ministero della Salute. I,S ,Per un maggiore approf0~dimento sul lavaggio delle mani si rimanda alCapitolo 7, Elementi di igiene.

Figura

6.2 I contenitori

per

j] trasporto del materiale biologico.

9.

indossare occhiaJj e visiera in tutte le drcostanze in cui potenziale il rischio di spruzzi di materiale biologico (sangue o altro materiale); lO. smaltire come rifiuti spedaJj tutti i presidi di tipo sanitario utiJjua/ per lo svolgimento di attivit in cui la contaminazione anche soltanto sospetta; Il. raccogJjere in appositi sacchi di smaltimento la biancheria contaminata con materiale potenzialmente infetto; 12. decontaminare tutti i presidi riutiJjzzabiJj prima di effettuare la pulizia, la disinfezione e la sterilizzazione.

Nel caso di infortunio a rischio infettivo...16


Infortunio da taglio o puntura
c::::>

Aumentare il sanguinamento e lavare con


acqua e sapone disinfettante e amuchina al 10%

Contaminazione

della

cute con materale

c::::>

Lavare con acqua e sapone disinfettante

biologico
Contaminazione con materiale della biologico mucosa orale
c::::>

Lavare abbondantemente con acqua e


soluzione fisiologica e amuchina al.1 0%

Schizzo

in congiuntiva

con materiale

c::::>

Lavare abbondantemente ecc.)

con acqua corrente

biologico

.
c::::>

Avvisare

il preposto (primario,

caposala, capotecnico per il follow-up

Recarsi al pronto soccorso per redigere la denuncia di infortunio


Recarsi presso il servizio dedicato post-esposizione

16 Giuliari

c., Bertoli A., La sicurezZQsulluogo

di lavoro, cit.,p. 36.

general in materia di prptezione CAPITOLO

I concetti

uestatipologia di rischio sono riconducibili tutti i possibili danni per l'organismo conseguenti ~lt~espoSizio~ea radiazioni ionizzanU, radiazioni non ionizzanU, ali 'eletthcjt , al rumore, al microlima e alle vibraziOni. ,.

:=-----

il

IL RISCHIO FISICO

Sono radiazioni ionizzanti quelle particelle elettromagnetiche e/o onde che posseggono la iacit di penetrare la materia e che sono largamente conosciute come raggiX. I lavoratori ~$~sti SODO quelli che sv~l~o~o le I~ro attivit pres~o .i laborator~ di radiologia medica, servizi end~scopla ecc. ( medicina nucleare, servl~1~I e~odmaml~a, ser~~zl ?I \ per meglio controllare II fischiO da radlaZiom lomzzantl e le loro conseguenze sono state
qantificate e classificate in classi le dosi massime assorbjbijj dai lavoratori e, in relazione a questo definite anche misure specij1che di radiOproteziOne fisica.

~nziale il hschio di spruzzi di mazzaU per lo svolgimento di attivit

Sono,invece, comprese tra le radiazioni non ionizzanti raggi infrarossi, i raggi ultravioletti, ilaser e le radiofrequenze e microonde. Leconseguenze dell'esposizione dell'organismo a una fonte di elettricit sono strettamente legatead alcuni fattori quali la tipologia e l'intensit della corrente elettrica, la durata del con. tattoe, infine, ma non ultimo per importanza, le caratteristiche elettriche dei tessuti interessati 'd~lpassaggiodella corrente e dal suo percorso all'interno del corpo.
.Anche per quanto attiene al rumore sono stati definiti dei livelli di accettabilit per il lavoratre cos come sono stati misurati i fattori ambientali che concorrono a caratterizzare un ambiente confinato, cio il microclima. Questi fattori comprendono la temperatura, la velocit, l'umidit relativa dell'aria e l'irraggiamento da superfici calde. La loro misurazione e il loro contre\llosistematico consentono di valutare se le condizioni climatiche in cui il lavoratore svolge la sua attivit rientrano in quelle che configurano il benessere termico e che, se non presenti, possonocreare i presupposti per la condizione definita stress termico.

Jntaminata con materiale poten, pulizia, la disinfezione e la steri-

anguinamento e disinfettante

e lavare con e amuchina al 10%

L'operativit

.,

LA PREVENZIONE

DEL RISCHIO FISICO

~-

Laprevenzione del rischio fisico si realizza con:


lua e sapone disinfettante

antemente con acqua e


logica e amuchina al 10%
antemente ) ecc.) di infortunio )st-esposizione

l. il hspetto sistemaUcodelle norme di radioprotezione tra le quali vanno menzionate: la verifica della dose assorbita dal lavoratore; l'uso di schermi protettivi; ... l'uso di indumenti protettivi; l'allontanamento dalla sorgente;

17

.
. .

con acqua corrente

il controllo periodico dell'idoneit

fisica;
quali, per esempio:

2. il hspetto di alcune regole fondamentali

la valutazione dell'idoneit degli impianti: presenza dell'impianto di terra e dell'interruttore differenziale (salvavita); non improvvisare ed effettuare riparazioni sugli impianti elettrici; non ricorrere all'impiego di apparecchiature elettriche nelle circostanze in cui il rischio elettrico accresciuto;

; l] 1Op. cit., p. 36.

PARTE

TERZA

Area igienko-$anitaria e tecnico-operativa

non sovraccaricare le prese; non lasciare accese apparecchiature che potrebbero dar luogo a incendi; 3. l'uso di dispositivi di protezione individuale (DPI) a protezione dell'udito; 4. la misura e il controllo sistematico dei fattori ambientali che caratterizzano il microclima.

I concetti

_.

IL RISCHIO':CHIMICO

Il rischio chimico esprime la proqabilit che dall'esposizione ad agenti chimici possa derivare un danno per il lavoratore. A determinare la tipologia del danno sono i seguenti fattori: il tempo di esposizione alla sostanza considerata, la quantit e la concentrazione della medesima. Per contenere le probabilit che il danno da rischio chimico si verifichi sono fondamentali la conoscenza della pericolosit delle sostanze e il rispetto di corrette misure di impiego e di deposito. In relazione alla pericolosit, le sostanze chimiche sono state classificate in quattro categorie:18

.
.

sostanze non pericolose, non richiedonol'assunzione di specificheprecauzioni;


sostanze nonpericolose ma impiegate)n condizioni tali da poter rappresentare un perico!o: l'pc-,

qua ad alte temperature e l'aria compressa ne costituiscono un esempio. La condizione di pericolosit in questo caso ascrivibile alla modificazione degli elementi fisici, pressione, temperatura ecc. oltre che delle condizioni in cui vengono utili7zati; sostanze pericolose ma non cla5$ificate dalle norme sulla classificazione, imballaggio e etichettatura dei prodotti chimici pericolosi; sostanze pericolose come classificate dalle norme sulla classifiCCI/ione, imballaggio e etichettatura dei prodotti chimici pericolosi: vi rientra la maggiorparte dellesostanze chimicheimpiegate presso i laboratori.

Le modalit attraverso le quali gli agenti chimici possono agire sull'organismo determinandone un danno sono:

. . . .
18

l'inalazione: quando l'agente chimico presente nell'aria e entra in contatto con l'organismo attraverso l'aria insipirata; l'ingestione: quando invecel'agente chimicopenetra nel cavo orale in quanto contaminante oggetti portati alla bocca o alimenti assunti; il contatto: in tutti i casi in cui l'agente chimico entra in contatto con cute e mucose ed esercita un'azione che pu defi!1!rsi)oc;al~o,q~a!1do viene assorhito dalle componen~i adipose dell'epidermide.

I momenti dell'attivit lavorativa in cui maggiore la possibilit di contaminazione con gli agenti chimici sono in genere riconducibili: all'immagazzinamento dei prodotti; alla preparazione per l'impiego; all'impiego; allo smaltimento dei prodotti residui;

Op. cit, pp. 18-19.

6 generali in materia di protezione CAPITOLO

lar luogo a incendi; me dell'udito; ~caratterizzano il microclima.

di escreti.e sec:eti d~lIe perso.ne a~sistite .(nel caso in cui vengono, per esemallo smaltimento somministrati farmaCi partlcolan quaiI giI antlblastlCI); '0 dei dispositivi di protezione individuali (DPI) impiegati per l'uso degli agenti P:I~smaltimento . a . tl. d conSI era chimici

-------------e ad agenti chimic.i possa derivare mo sono I seguentllattori: il ~ntrazjone della medesima. :0 si verifi~hi son? fondamentali la :orrette misure di Iffipiego e di de.
)

LA PREVENZIONE DEL RISCHIO CHIMICO concretamente il rischio chimico si pu prevenire con il rispetto rigoroso di alcune regole che, in modo sia una prima lettura, possono apparire banali ma che, invece, sono basilari, seguite 19 per favorire la riduzione e il contenimento significativi di questo rischio. stematico, Leggere sempre le schede di sicurezza e le etichette prima di utilizzare gli agenti chimici.

state classificate in quattrocate_


Le schede di sicurezza: sono solitamente strutturate in 16 punti: I. elementi identificativi del preparato h.i.,!e della societ produttrice 2. composizione e informazione sui componenti 3. identificazione dei pericoli 4. misure di primo soccorso 5. misure antincendio 6. misure in caso di fuoriuscita accidentale 7. manipolazione e stoccaggio 8. 9: lO. Il. 12. 13. 14. 15. controllo dell'esposizione/protezione propriet chimiche e tsiche " stabilit e reattivit informazioni tossicologiche informazioni ecologiche considerazioni sullo smaltimento informazioni sul trasporto informazioni sulla regolamentazione individuale

)ecifiche precauzioni;
Jter rappresentare un perjcolo:i'ac-'"

mo un esempio. La condizione di 1e degli elementi fisici, pressione ,


) utilizzati;

lSsijJcazjone, jmballaggjo e elichet,ijJcazjone, jmballaggjo e elichetta-

te delle sostanze chimiche impieagire sull'organismo determinanentra in contatto con l'organismo IVOorale in quanto contaminante ltatto con cute e mucose ed eser;orbito dalle componenti adipose

16. altre informazioni

Le etichette: apposte sul contenitore contengono informazioni identifcative sul prodotto, i principali rischi per l'uomo e per l'ambiente connessi al suo impiego e in particolare: I. il simbolo di rischio pi grave 2. il Il simbolo di rischio pi grave 3. il nome commerciale 4. il volume contenuto 5. il produttore responsabile 6. le frasi di rischio R e le frasi di sicurezza S

sibilit di contaminazione con gli

. Verificare sempre lo stato di conservazione e di imballaggio dei contenitori. '~7.!III.Eyitar~il contatto con la bocca, di mangiare, bere e fumare quando ci si trova in luoghi dove gli agenti chimici vengono impiegati /O durante la loro manipolazione e Impiego. I Conservare gli agenti chimici nei contenitori originali e, se possibile, in luoghi chiudibili a chiave. . Rispettare sempre le pi comuni norme di igiene personale: il lavaggio delle mani, il cambio degli indumenti da lavoro contaminati, la protezione e la medicazione delle ferite anche se piccole ecc. . Utilizzare sempre e nel modo corretto i dispositivi di protezione individuale (DPI).
'C".

""I? op. cit., pp. 19-23.

.
.

Attivare le misure di primo soccorso come indicato dalla scheda di sicurezza nel caso
di esposizione. Consultare i responsabili della sicurezza ogni qualvolta vi sia qualche dubbio sulla gestione dei prodotti.

I concetti

il

IL RISCHIO ORGANIZZATIVO-PROCEDURALE

I fattori che delineano questo tipo di rischio riguardano la movimentazione manuale dei carichi le posture assunte durante le attivit lavorative, il lavoro a turni e notturno, l'impegno visivo ele: vato e, infine, lo stress di tipo psichico. Le condizioni in cui i fattori citati possono provocare un danno sono rappresentate dall'attivit assistenziale, dalle attivit lavorative svolte presso magazzini, cucine, lavanderie o, ancora ' dal lavoro con i videoterminali. Nella movimentazione manuale dei carichi rientrano tutte le attivit e tutti i movimenti (portare, spingere, tirare, spostare, sollevare) che implicano il trasporto e il sostegno di un carico da parte di una o pi persone. Nel contesto sanitario in particolare il carico pu essere sia animato la persona assistita' sia inanimato (oggetti, contenitori, apparecchiature ecc.) e gli elementi che possono concorrere al danno conseguente alla movimentazione manuale dei carichi sono rappresentate:20

. .

dalle caratteristiche

dell'ambiente

di lavoro;

dalle caratteristiche del carico: ingombrante, pesante ecc.; dalle caratteristiche dello sforzo fisico compiuto: posizione deJ corpo, posizione spetto al corpo ecc.;

del carico ri-

Le conseguenze pi frequenti di una movimentazione manuale dei carichi non adeguata o poco adeguata si riflettono sul rachide, sulle articolazioni degli arti inferiori, il ginocchio in particolare, e sulla spalla.

AlI
L'operativit

LA PREVENZIONE DEL RISCHIO ORGANIZZATIVO-PROCEDURALE

-~-~-

Il rischio organizzativo-procedurale nella movimentazione manuale dei carichi si previene attuando alcune precauzioni: l.
Limitare le azioni che richiedono il sollevamento e il deposito Jioggetti sopra l'altezza della testa oppure a terra.

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18 Op. cit., p. 78,

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protezione

CPITOLO

Ha scheda di sicurezza nel caso


il vi sia qualche dubbio sulla ge-

2, Non

trasportare carichi sulle scale manualmente


.

ruotare la 3. Non schiena con un carico e tenere lo stesso il pi possibile vicino


/

NO

Cl
/~
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)
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OCEDURALE
Ivimentazione manuale dd carichi 'li e notturno, l'impegno visivo ele:

al bacino.

mno sono rappresentate dall'attizini, cucine, lavanderie o, ancora, utte le attivit e tutti i movimenti I trasporto e il sostegno di un ca. a animato la persona assistita'sia ~menti che possono concorrere al l sono rappresentate:20

4. Mantenere sempre i piani di lavoro a una altezza adeguata; in altri tennini, che non costril1gaa piegare o iperestendere la schiena.

SI

jel corpo, posizione del carico ri-

5. Piegare le gambe non la schiena quando si deposita

e o

NO

muale dei carichi non adeguata o li arti inferiori, il ginocchio in par-

si soIleva un carico.

SI

:'E

Il tratto lombare deve essere sempre tenuto in asse e la base di appoggio deve essere la pi ampia possibile.

l
J---"

):;; o ''k1l

1\

I concetti

I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) 8,


di protezione individuale qualsiasi attrezzatura indossata e tenuta contro uno o pi rischi oltre che ogm complemento o acces-

~
I

da considerarsI dispositivo

dal lavoratore allo scopo di proteggerlo sorio dedicato a tale scopo.2I

! I
i I

r-l--:

.
21 D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 "Attuazione delle diretti ve 89/654/C, 9O/269/CI':, 90/270/C e 90/679/C, Articolo 40. 89/655/C, 89/656/C,

PARTE TERZA. Area igienica-sardiaria

e tecnico-operativi;l

. .
.

Tra i dispositivi pi frequentemente impiegati nell'ambito sanitario sono da ricordare: i guanti: costituiscono il sistema di barriera pi comunemente impiegato;
gli occhiaJj e le visiere protetUve: hanno lo scopo di proteggere gli occhi dagli schizzi di mal. e riale biologico e da agenti chimici; gli indumenti di protezione: divise, grembiuli, calzature; le protezioni respiratorie: i presidi per la protezione respiratoria sono distinguibili nelle ma. scherine chirurgiche e nei respiratori. Le prime filtrano le partice!1e di saliva che possono con. tenere micorganismi e che vengono e?pulse all'esterno attraverso lo starnuto e la tosse. La loro resistenza ai liquidi cos come il loro potere filtrante dipendono dalla tipologia e dalle ca. ratteristiche specifiche. I secondi, fanno riferimento in particolare ai facciali filtranti che nel contesto sanitario vengono impiegati per la prevenzione del rischio di trasmissione di agenu'

biologici e il rischio di contatto con agenti chimici. L'efficienza filtrante di questi presidi va.
ria in relazione alle loro caratteristiche e alla loro destinazione d'uso.

L'operativit

..
AlI

L'IMPIEGO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI): ALCUNE REGOLE_

l. l disposjtM di protezione indMduali (DPl) sono fomW dal datore di lavoro allavoratJre. 2. Il lavoratore deve seguire laformazione flnaJjzzata ad apprendere le corrette modaht di impiego dei DPI. 3. l DPI sono personali. 4. l DPI non devono essere modificati. 5. l DPI devono essere Impiegati solo per l'uso per cui sono previsti. 6. l DPI devono essere correttamente mantenuti. 7. Devono essere tempestivamente segnalate al datore di lavoro (o al dirigente o al preposto) even. tuali difetU o diflicoIt hscontrate nelI'uso dei DPI assegnati.

6 DisPb$izibnigeneraIi in materia di protezione CAPITOLO

sanitario sono da ricordare: ente impiegato; :ere gli occhi dagli schizzi di mate-

--

,.L'AMBITO

SANITARIO

'atoria sono distinguibili nelle maarticelle di saliva che possono conttraverso lo starnuto e la tosse. la ipendono dalla tipologia e dalle ca-

~..

IL CASO DI FABIANO
,', .

rticolare ai [acciali filtranti che nel leI rischio di trasmissione di agenti ienza filtrante di questi presidi vazione d'uso.
[

che solo da qualche mese ha concluso il percorso formativo. Da poco fJbiano~>.m iniziat~ a lavorare presso l'unit operativa di Ortopedia.. ha primdettimane sono state per lui ricche di stimoli, di informazioni e, per certi aspetti, un po' faticose perle ch il livello di attenzione che ha dovuto mantenere per apprendere pi cose possihili in breve tempo stato abbastanza alto. Ma lui contento e si impegna molto perch vuole raggiungere un buon livello di autonomia. Il carico di lavoro sempre elevato cos come lo il turnover; i posti letto sono quasi 60 e ogni giorno ci sono diverse persone che vengono dimesse e quindi sempre nuovi ingressi per interventi programmati. Una mattina che in turno insieme a un suo collega Fabiano si sta occupando del cambio della biancheria e del rifacimento dei letti delle persone che quella mattina devono essere sottoposte a intervento. Mentre sta riassettando l'ultimo letto viene chiamato dall'infermiere che sta accogliendo le persone programmate per quel gior~,?, .L'infe~miere ~Ii chiede se pu provvedere al trasporto dei,campioni. biologici presso il laboratorio; sono ormailenove,l'orano oltre il quale I campioni non vengono PIU accettati a meno che non SI tratti di prelievI eseguiti inurgenza. fabiano, come al solito pieno di zelo, si affretta a concludere ci che sta facendo e pui va nell'ambulatorio infermieristico a prendere i campioni e la documentazione che li accompagna. In ambulatorio trova i supporti con le provette e gli altri contenitori su un carrello, si guarda intorno e non vede giuste per contenere i supporti che ha davant. Ha a diil contenit{)[e dedicato al trasporto delle dimensioni sposizione solo quello di dimensioni pi piccole. Sono le nove e cinque minuti, Fabi.lno non pu pi ritardare e, senza indossare i guanti, prende il supporto pi .piccolo e lo inserisce nel contenitore chiudendolo poi correttamente. Mette poi gli altri supporti su un vassoio che li pu contenere tutti, infila i documenti di accompagnamento dei campioni sul fondo de) vassoio sotto i supporti, prende contenitore e vassoio e si reca in laboratorio per consegnare e far accettare i campioni.

operatore

socio-sanitario

PROTEZIONE

EGOLE
rtore dj lavoro al lavoratore. ldere le corrette modaht dj jmpjego

:J (o al djrjgente

o al preposto)

even.

Domande per l'approfondimento

e la discussione

1. Qual stato l'errore


2. 3. 4. 5.

di Fabiano? Perch Fabiano ha sbagliato? Che cosa avrebbe dovuto/potuto fare Fabiano? Quali sono le situazioni che favoriscono il verificarsi di errori di questo tipo? Che cosa si potrebbe fare per evitare che errori simili si verifichino? ...