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ing.

Domenico Mannelli
www.mannelli.info

Il nuovo D.Lgs.81/2008, modificato dal D. Lgs. 106/09, nella scuola;


- Benessere fisico e mentale nella nuova idea di salute: la scelta delle
figure sensibili;
- Confronto tra il nuovo testo unico e la precedente normativa con
riferimento specifico allanalisi del rischio: i contenuti del Testo
unico (lorganigramma di sicurezza; la mappatura mansionale dei rischi
specifici);
- La data certa;
- Dal datore al lavoratore: i nuovi obblighi generali per le figure della
prevenzione; obblighi e responsabilit di dirigenti e preposti;
- La nuova comunicazione degli infortuni sul lavoro;
- Tenuta, comunicazione e trasmissione della documentazione aziendale;
- La formazione, linformazione e laddestramento del personale

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DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81


Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in
materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di
lavoro.
La legge 123 del 3 agosto 2007 d delega al governo di emanare un
testo unico sulla sicurezza.
Il governo rinuncia alla dizione di testo unico ed emana un D. Lgs. per
evitare il parere del Consiglio di Stato che avrebbe comportato un
allungamento dei tempi di emanazione.
Il D. Lgs. esce sulla GU del 30 aprile 2008 in concomitanza con la festa
del 1 maggio. Entra in vigore il 15 maggio 2008
Sul Supplemento Ordinario n. 142 alla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 05
agosto 2009 il decreto legislativo 3 agosto 2009 n. 106 che
integra e corregge il decreto legislativo 81/08 in materia di salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro.

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Lo schema
TITOLO I

TITOLO II
Luoghi di lavoro

CAPO I
DISPOSIZIONI
GENERALI

TITOLO III
Uso delle attrezzature
di lavoro e dei dispositivi di
Protezione individuale

CAPO II
SISTEMA
ISTITUZIONALE

TITOLO IV: Cantieri


temporanei o mobili

Titolo VIII
Agenti Fisici
Titolo IX
Sostanze pericolose
Titolo X
Esposizione ad Agenti
biologici

CAPO III
GESTIONE DELLA
PREVENZIONE
NEI LUOGHI DI
LAVORO

TITOLO V
Segnaletica di salute e sicurezza
sul lavoro

Protezione atmosfere
esplosive

CAPO IV
DISPOSIZIONI PENALI

TITOLO VI:
Movimentazione Manuale dei
Carichi

Titolo XII
Disposizioni diverse in
materia penale

TITOLO VII
Attrezzature munite
di Video Terminale
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Titolo XI

Allegati dal I al LI
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CAMPO DI APPLICAZIONE D. Lgs. 81/08

IN
IN TUTTI
TUTTI II SETTORI
SETTORI DI
DI ATTIVITA
ATTIVITA
PRIVATI
PRIVATI O
O PUBBLICI:
PUBBLICI:

TUTELA
TUTELA DELLA
DELLA SALUTE
SALUTE EE PER
PER LA
LA SICUREZZA
SICUREZZA DEI
DEI
LAVORATORI
LAVORATORI DURANTE
DURANTE IL
IL LAVORO
LAVORO
SI
SI APPLICA
APPLICA tenendo
tenendo
conto
conto delle
delle particolari
particolari
esigenze
esigenze connesse
connesse al
al
servizio
servizio espletato
espletato
Universit
Universit
Istituti
Istituti di
di istruzione
istruzione ee di
di educazione
educazione
di
di ogni
ogni ordine
ordine ee grado
grado

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DEFINIZIONE PREVENZIONE SALUTE


prevenzione: il complesso delle disposizioni o
misure necessarie per evitare o diminuire i rischi
professionali nel rispetto della salute della
popolazione e dellintegrit dellambiente esterno;
salute: stato di completo benessere fisico,
mentale e sociale, non consistente solo in
unassenza di malattia o dinfermit;

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DEFINIZIONI -

DATORE
DATORE DI
DI LAVORO
LAVORO

(Art. 2)

scuola
scuola

Datore di lavoro pubblico si intende il dirigente


..individuato dallorgano di vertice delle singole
amministrazioni

DIRIGENTE
DIRIGENTE SCOLASTICO
SCOLASTICO

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DEFINIZIONI LAVORATORE
LAVORATORE

(Art. 2)

persona che, indipendentemente dalla tipologia


contrattuale, svolge unattivit lavorativa
nellambito dellorganizzazione di un datore di
lavoro pubblico o privato, con o senza
retribuzione, anche al solo fine di apprendere
un mestiere, unarte o una professione, esclusi
gli addetti ai servizi domestici e familiari

Equiparati a lavoratori:
- Utenti dei serv. di orientam. o di formaz. scolastica, universit., prof.le avviati
presso DDL
- Allievi di istituti di istruzione ed universitari e partecipanti a corsi di formaz.
prof.le nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere,
agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di
videoterminali limitatamente ai periodi in cui lallievo sia effettivamente
applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione (non concorrono alla
determinazione
del numero di lavoratori)
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ATTREZZATURA DI LAVORO: art. 69


qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto,
inteso come il complesso di macchine,
attrezzature e componenti e necessari allo
svolgimento di unattivit o allattuazione di un
processo produttivo, destinato ad essere usato
durante il lavoro;

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DIRIGENTE : definizione
dirigente: persona che, in ragione delle
competenze professionali e di poteri gerarchici e
funzionali adeguati alla natura dellincarico
conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro
organizzando lattivit lavorativa e vigilando su di
essa;

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PREPOSTO : definizione

preposto: persona che, in ragione delle competenze


professionali e nei limiti di poteri gerarchici e
funzionali adeguati alla natura dellincarico
conferitogli, sovrintende alla attivit lavorativa e
garantisce lattuazione delle direttive ricevute,
controllandone la corretta esecuzione da parte dei
lavoratori ed esercitando un funzionale potere di
iniziativa;

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Articolo 17
Obblighi del datore di lavoro non delegabili
Il datore di lavoro non pu delegare le seguenti
attivit:
a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente
adozione dei relativi documenti
b) la designazione del responsabile del servizio di
prevenzione e protezione dai rischi;

QUINDI TUTTO IL RESTO E DELEGABILE

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OBBLIGHI DELEGABILI AL DIRIGENTE


Il datore di lavoro e i dirigenti secondo le attribuzioni e
competenze ad essi conferite, devono:
a) nominare il medico competente per leffettuazione della
sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal presente decreto
legislativo.
b) designare preventivamente i lavoratori incaricati
dellattuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta
antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di
pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso
e, comunque, di gestione dellemergenza;
c) nellaffidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle
capacit e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro
salute e alla sicurezza;
d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di
protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di
prevenzione e protezione e il medico competente, ove
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presente;
segue

OBBLIGHI DELEGABILI AL DIRIGENTE


e) prendere le misure appropriate affinch soltanto i lavoratori
che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico
addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio
grave e specifico;
f) richiedere losservanza da parte dei singoli lavoratori delle
norme vigenti, nonch delle disposizioni aziendali in materia di
sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione
collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro
disposizione;
g) inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze
previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere
al medico competente losservanza degli obblighi previsti a
suo carico nel presente decreto;
g-bis) nei casi di sorveglianza sanitaria comunicare
tempestivamente al medico competente la cessazione del
rapporto di lavoro;
2010

segue

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OBBLIGHI DELEGABILI AL DIRIGENTE


h.

i.
j.
k.

l.

adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso


di emergenza e dare istruzioni affinch i lavoratori, in caso di
pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di
lavoro o la zona pericolosa;
informare il pi presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un
pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni
prese o da prendere in materia di protezione;
adempiere agli obblighi di informazione, formazione e
addestramento;
astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di
tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di
riprendere la loro attivit in una situazione di lavoro in cui persiste
un pericolo grave e immediato;
consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza, lapplicazione delle misure di sicurezza e
di protezione della salute;

2010

segue

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OBBLIGHI DELEGABILI AL DIRIGENTE


o)

consegnare tempestivamente al rappresentante dei


lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per
l'espletamento della sua funzione, copia del documento
del rischio, anche su supporto informatico, nonch
consentire al medesimo rappresentante di accedere ai
dati di cui alla lettera r); il documento consultato
esclusivamente in azienda;
p) elaborare il DUVRI anche su supporto informatico , e, su
richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione,
consegnarne tempestivamente copia ai rappresentanti dei
lavoratori per la sicurezza; Il documento consultato
esclusivamente in azienda

2010

segue

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OBBLIGHI DELEGABILI AL DIRIGENTE


q) prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure
tecniche adottate possano causare rischi per la salute della
popolazione o deteriorare lambiente esterno verificando
periodicamente la perdurante assenza di rischio;

2010

segue

17/87

OBBLIGHI DELEGABILI AL DIRIGENTE


s) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione
incendi e dellevacuazione dei luoghi di lavoro, nonch per il
caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni
di cui allarticolo 43. Tali misure devono essere adeguate
alla natura dellattivit, alle dimensioni dellazienda o
dellunit produttiva, e al numero delle persone presenti;

2010

segue

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OBBLIGHI DELEGABILI AL DIRIGENTE


v) convocare la riunione periodica con RSPP, RLS,MC;
z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai
mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai
fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al
grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della
protezione;
aa) vigilare affinch i lavoratori per i quali vige lobbligo di
sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione
lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneit

2010

segue

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Art 18 new
3-bis. Il datore di lavoro e i dirigenti sono tenuti
altres a vigilare in ordine alladempimento degli
obblighi dei preposti, dei lavoratori, progettisti,
fabbricanti,fornitori, installatori,medico
competente ferma restando lesclusiva
responsabilit dei soggetti obbligati ai sensi dei
medesimi articoli qualora la mancata attuazione
dei predetti obblighi sia addebitabile unicamente
agli stessi e non sia riscontrabile un difetto di
vigilanza del datore di lavoro e dei dirigenti

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OBBLIGHI DEL PREPOSTO


I preposti, secondo le loro attribuzioni e competenze, devono:
a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli
lavoratori dei loro obblighi di legge, nonch delle disposizioni
aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei
mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione
individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza
della inosservanza, informare i loro superiori diretti;
b) verificare affinch soltanto i lavoratori che hanno ricevuto
adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un
rischio grave e specifico;
c) richiedere losservanza delle misure per il controllo delle
situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni
affinch i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e
inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;

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segue

21/87

OBBLIGHI DEL PREPOSTO


d) informare il pi presto possibile i lavoratori esposti al rischio
di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le
disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal
richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attivit in una
situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed
immediato;
f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente
sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e
dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra
condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle
quali venga a conoscenza sulla base della formazione
ricevuta;
g) frequentare appositi corsi di formazione
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Articolo 20
Obblighi dei lavoratori
Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria
salute e sicurezza e di quella delle altre persone
presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli
effetti delle sue azioni o omissioni,
conformemente alla sua formazione, alle istruzioni
e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.

2010

23/87

Articolo 20
Obblighi dei lavoratori
I lavoratori devono in particolare:
a) contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai
preposti, alladempimento degli obblighi previsti a tutela
della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore
di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione
collettiva ed individuale;
c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le
sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e,
nonch i dispositivi di sicurezza;
d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione
messi a loro disposizione;
segue
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24/87

Articolo 20
Obblighi dei lavoratori
e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al
preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere
c) e d), nonch qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui
vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di
urgenza, nellambito delle proprie competenze e possibilit e fatto
salvo lobbligo di cui alla successiva lettera f) per eliminare o ridurre
le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di
sicurezza o di segnalazione o di controllo;
g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono
di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza
propria o di altri lavoratori;
h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento
organizzati dal datore di lavoro;
i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto
legislativo o comunque disposti dal medico competente.
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VARIATI
Articolo 26
Obblighi connessi ai contratti dappalto o dopera o di
somministrazione

1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi


e forniture allimpresa appaltatrice o a lavoratori autonomi
allinterno della propria azienda, o di una singola unit
produttiva della stessa, nonch nellambito dellintero ciclo
produttivo dellazienda medesima, sempre che abbia la
disponibilit giuridica dei luoghi in cui si svolge lappalto o
la prestazione di lavoro autonomo:
a) verifica, con le modalit previste da apposito emanando
decreto , lidoneit tecnico professionale delle imprese
appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori, ai
servizi e alle forniture da affidare in appalto o mediante
contratto dopera o di somministrazione.

2010

26/87

Articolo 26

VARIATI

Obblighi connessi ai contratti dappalto o dopera o di


somministrazione

Fino alla emanazione del decreto , la verifica


eseguita attraverso le seguenti modalit:
1) acquisizione del certificato di iscrizione alla
camera di commercio, industria e artigianato;
2) acquisizione dellautocertificazione dellimpresa
appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso
dei requisiti di idoneit tecnico professionale;
b) fornitura agli stessi soggetti di dettagliate
informazioni sui rischi specifici esistenti
nellambiente in cui sono destinati ad operare e
sulle misure di prevenzione e di emergenza
adottate in relazione alla propria attivit.

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27/87

NOVITA

Articolo 26
Obblighi connessi ai contratti dappalto o dopera o di
somministrazione
Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il
coordinamento con gli appaltatori elaborando un unico
documento di valutazione dei rischi (DUVRI) che indichi le
misure adottate per eliminare o, ove ci non possibile,
ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento
allegato al contratto di appalto o di opera e va adeguato in
funzione dellevoluzione dei lavori, servizi e forniture.
. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi
specifici propri dellattivit delle imprese appaltatrici o dei
singoli lavoratori autonomi.

2010

28/87

STAZIONI APPALTANTI 1
3. Nel campo di applicazione del decreto
legislativo 12 aprile 2006 n. 163, (LAVORI
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE) e
successive modificazioni, il DUVRI
redatto, ai fini dellaffidamento del
contratto, dal soggetto titolare del potere
decisionale e di spesa relativo alla gestione
dello specifico appalto.

2010

29/87

Esclusioni del DVR


Lobbligo del DUVRI non si applica
ai servizi di natura intellettuale,
alle mere forniture di materiali o attrezzature
ai lavori o servizi la cui durata non sia superiore
ai due giorni, sempre che essi non comportino
rischi derivanti dalla presenza di agenti
cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o
dalla presenza dei rischi particolari di cui
allallegato XI. (ELENCO DEI LAVORI COMPORTANTI RISCHI
PARTICOLARI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI)
3-bis.

2010

30/87

ALLEGATO XI
ELENCO DEI LAVORI COMPORTANTI RISCHI PARTICOLARI
PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI

1. Lavori che espongono i lavoratori a rischi di seppellimento o di sprofondamento a profondit

superiore a m 1,5 o di caduta dall'alto da altezza superiore a m 2, se particolarmente aggravati


dalla natura dell'attivit o dei procedimenti attuati oppure dalle condizioni ambientali del posto di
lavoro o dell'opera.(possibili nella scuola)
2. Lavori che espongono i lavoratori a sostanze chimiche o biologiche che presentano rischi
particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori oppure comportano un'esigenza legale di
sorveglianza sanitaria.
3. Lavori con radiazioni ionizzanti che esigono la designazione di zone controllate o sorvegliate, quali
definite dalla vigente normativa in materia di protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti.
4. Lavori in prossimit di linee elettriche aree a conduttori nudi in tensione.
5. Lavori che espongono ad un rischio di annegamento.
6. Lavori in pozzi, sterri sotterranei e gallerie.
7. Lavori subacquei con respiratori
8. Lavori in cassoni ad aria compressa.
9. Lavori comportanti l'impiego di esplosivi.
10. Lavori di montaggio o smontaggio di elementi prefabbricati pesanti.

2010

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LAVORI DA ESEGUIRE NELLA SCUOLA


APPALTATI DALLENTE PROPRIETARIO
DUVRI

recante una valutazione ricognitiva dei


rischi standard relativi alla tipologia della
prestazione che potrebbero potenzialmente
derivare dallesecuzione del contratto

DIRIGENTE COMUNE
DIRIGENTE PROVINCIA DUVRI

DIRIGENTE
SCOLASTICO

Integrato PER RIFERIRLO


ai rischi specifici da
interferenza presenti nei
luoghi in cui verr espletato
lappalto

DUVRI

DUVRI

sottoscritto
per accettazione

ESECUTORE
2010

INIZIO LAVORI
32/87

LAVORI DA ESEGUIRE NELLA SCUOLA


APPALTATI DAL DIRGENTE SCOLSATICO
Comunica i rischi derivanti
Dalla proria attivit

DIRIGENTE
SCOLASTICO

DUVRI

ESECUTORE

Il DUVRI deve essere allegato


al contratto di affidamento lavori e
deve essere citato nello stesso
2010

33/87

NOVITA
Articolo 26
Obblighi connessi ai contratti dappalto o dopera o di
somministrazione determinazione costi

Nei singoli contratti di subappalto, di appalto


e di somministrazione,, devono essere
specificamente indicati a pena di nullit ai
sensi dellarticolo 1418 del codice civile i
costi delle misure adottate per eliminare
o, ove ci non sia possibile, ridurre al
minimo i rischi in materia di salute e
sicurezza sul lavoro derivanti dalle
interferenze delle lavorazioni. I costi di
cui al precedente capoverso non sono
soggetti a ribasso.
2010

34/87

NOVITA

Articolo 26
Obblighi connessi ai contratti dappalto o dopera o di
somministrazione - verifica congruit
Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione
dell'anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di
appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti
aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico
sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al
costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere
specificamente indicato e risultare congruo rispetto
all'entit e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle
forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro e'
determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro
del lavoro .

2010

35/87

Art. 37.
Formazione dei lavoratori e dei loro
rappresentanti: dirigenti e preposti

7. I dirigenti e i preposti ricevono a cura del datore di lavoro,


unadeguata e specifica formazione e un aggiornamento
periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e
sicurezza del lavoro.
I contenuti della formazione di cui al presente comma
comprendono:
a) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
b) definizione e individuazione dei fattori di rischio;
c) valutazione dei rischi;
d) individuazione delle misure tecniche, organizzative e
procedurali di prevenzione e protezione.

2010

36/87

ARTICOLO 28 - OGGETTO DELLA VALUTAZIONE


DEI RISCHI
1. La valutazione di cui allarticolo 17, comma 1,
lettera a), . deve riguardare tutti i rischi per la
sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi
quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a
rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo
stress lavoro-correlato, .e quelli riguardanti le
lavoratrici in stato di gravidanza, ..nonch quelli
connessi alle differenze di genere, allet, alla
provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla
specifica tipologia contrattuale attraverso cui
viene resa la prestazione di lavoro.

2010
2009

37/46

DVR Articolo 28 comma 2


NOVITA

Il documento redatto a conclusione della valutazione,


deve avere data certa e contenere:
a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la
sicurezza e la salute durante allattivit lavorativa,
nella quale siano specificati i criteri adottati per la
valutazione stessa;
b) lindicazione delle misure di prevenzione e di
protezione attuate e dei dispositivi di protezione
individuali adottati, a seguito della valutazione di cui
allarticolo 17, comma 1, lettera a);
c) il programma delle misure ritenute opportune per
garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di
sicurezza;
2009

38/102

DATA CERTA : Garante per la protezione dei dati personali


Provvedimento del 5 dicembre 2000
Chiarimenti sulla data certa
senza pretesa di indicare in modo esauriente tutti i possibili strumenti
idonei ad assegnare al documento una data certa, il Garante
propone:
a) ricorso alla c.d. "autoprestazione" presso uffici postali prevista
dall'art. 8 del d.lg. 22 luglio 1999, n. 261, con apposizione del timbro
direttamente sul documento avente corpo unico, anzich
sull'involucro che lo contiene;
b) in particolare per le amministrazioni pubbliche, adozione di un atto
deliberativo di cui sia certa la data in base alla disciplina della
formazione, numerazione e pubblicazione dell'atto;
c) apposizione della c.d. marca temporale sui documenti informatici
(art. 15, comma 2, legge 15 marzo 1997, n. 59; d.P.R. 10 novembre
1997, n. 513; artt. 52 ss. d.P.C.M. 8 febbraio 1999);
d) apposizione di autentica, deposito del documento o vidimazione di un
verbale, in conformit alla legge notarile; formazione di un atto
pubblico;
e) registrazione o produzione del documento a norma di legge presso un
2010 ufficio pubblico.
39/57

Art. 28.
Oggetto della valutazione dei rischi
Il documento (del rischio), redatto a conclusione della
valutazione , pu essere tenuto, nel rispetto delle previsioni
di cui allarticolo 53 del decreto, su supporto informatico
e, deve essere munito anche tramite le procedure
applicabili ai supporti informatici di cui allarticolo 53, di
data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento
medesimo da parte del datore di lavoro nonch, ai soli fini
della prova della data, dalla sottoscrizione del responsabile
del servizio di prevenzione e protezione, del
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o del
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale
e del medico competente, ove nominato
2010

40/57

DVR art. 28 comma 2


Il documento deve contenere:

d) lindividuazione delle procedure per lattuazione delle misure da


realizzare nonch dei ruoli dellorganizzazione aziendale che vi
debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente
soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;
e) lindicazione del nominativo del responsabile del servizio di
prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha
partecipato alla valutazione del rischio;
f) lindividuazione delle mansioni che eventualmente espongono i
lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta
capacit professionale, specifica esperienza, adeguata
formazione e addestramento.

2009

41/102

Articolo 29 Modalit di effettuazione della


valutazione dei rischi (rif.: art 4 d.lgs. n. 626/1994)
Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il
documento di cui allarticolo 17, comma1, lettera a), in
collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione
e protezione e il medico competente, nei casi di cui
allarticolo 41, previa consultazione del rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza.
La valutazione e il documento debbono essere rielaborati in
occasione di modifiche del processo produttivo o
dellorganizzazione del lavoro significative ai fini della salute
e della sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di
evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione
o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della
sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessit.
2009

42/102

ARTICOLO 28 - OGGETTO DELLA VALUTAZIONE


DEI RISCHI
1-bis. La valutazione dello stress lavoro-correlato di
cui al comma 1 effettuata nel rispetto delle
indicazioni di cui allarticolo 6, comma 8, lettera mquater), e il relativo obbligo decorre dalla
elaborazione delle predette indicazioni e
comunque, anche in difetto di tale elaborazione, a
fare data dal 1 agosto 2010

2010

43/46

SINDROMI DELLO STRESS

2010

il burn out,
lo stress negativo
il mobbing
la sindrome corridoio

44/46

IL BURN OUT,
Secondo Maslach, autrice anglo-americana:
Una sindrome da esaurimento emotivo, da
spersonalizzazione e riduzione delle capacit
personali che pu presentarsi in soggetti che per
professione si occupano della gente.
Conseguenze: perdita dei sentimenti positivi verso
lutenza e la professione, perdita della motivazione,
dellentusiasmo e del senso di responsabilit,
impoverimento delle relazioni, utilizzo di un modello
lavorativo stereotipato con procedure
standardizzate e rigide, cinismo verso la sofferenza,
difficolt ad attivare processi di cambiamento.
2010

45/46

LA SINDROME DA STRESS NEGATIVO


Si verifica quando la nostra capacit di risposta viene
superato da uno stimolo negativo.
prima fase di allarme, di reazione agli stressors,
seconda fase, detta di resistenza, in cui le difese
allertate nella prima sono in precario equilibrio;
terza fase in cui, perdurando gli stressors, si pu
sviluppare uno stato di esaurimento funzionale;

2010

46/46

FATTORI DI STRESS
rumore;

vibrazioni;
vapori e sostanze pericolose (polveri, gas);
temperature elevate o basse;
trasporto di carichi pesanti;
posture scomode o stancanti;
affidabilit, idoneit e manutenzione delle attrezzature di lavoro;
orari di lavoro: turni, orari troppo lunghi o imprevedibili;
carico di lavoro eccessivo o ridotto;
monotonia o frammentariet;
incertezza;
mancanza di attenzioni.

2010

47/46

TIPI DI MOBBING PI COMUNI


Mobbing emozionale, scatenato tra singole persone,
pi frequentemente tra capo e collaboratore
(bossing) ma anche tra colleghi (mobbing
orizzontale)
Mobbing strategico, attuato intenzionalmente
dall'impresa.

2010

48/46

SINDROME DEL CORRIDOIO


La sindrome da corridoio e' la non capacit di distinguere
tra la sfera lavorativa e la sfera della vita privata.
Si verificano situazioni in cui la famiglia genera o
amplifica le tensioni fisiche, emotive, comportamentali,
restituendole nel contesto lavorativo.
Allo stesso modo, le tensioni lavorative vengono
trasportate nella vita privata, non strutturata per
compensarle, e quando tali tensioni assumono
carattere di cronicit e di eccesso possono provocare
rotture comunicative e quindi incomprensioni,
frustrazioni, solitudine ed aggressivit, ricadendo
nell'ambiente lavorativo.

2010

49/46

SESSO = GENERE?
Sesso
determinato dalla specificit nei
caratteri preposti alla funzione riproduttiva.
Riguarda le differenze biologiche e fisiche fra
femmine e maschi
Genere
segnala le differenze socialmente
costruite fra i due sessi e i rapporti che si instaurano tra
essi.

2010
2009

50/46

I RUOLI DI GENERE
Modelli che includono comportamenti, doveri,
responsabilit e aspettative connessi alla
condizione femminile e maschile e oggetto di
aspettative sociali.
Dagli studi empirici emerge che la societ tollera
maggiormente la deviazione dal ruolo di genere
nelle donne piuttosto che negli uomini; questo
atteggiamento visibile nelleducazione da parte
dei genitori in cui un bambino femminuccia pi
rimproverato rispetto ad una bambina che fa il
maschiaccio
2010

51/46

RISCHIO PROVENIENZA DA ALTRI PAESI


La valutazione dei rischi deve essere effettuata con
riferimento ai rischi particolari cui sono esposti i
lavoratori provenienti da altri Paesi.
In tale caso, le problematiche sono legate alle
difficolt linguistiche, culturali,conoscitive.
Tali difficolt possono essere affrontate mediante
modelli di informazione, formazione,
addestramento che consentano lacquisizione di
comportamenti sicuri.

2010

52/46

RISCHIO COLLEGATO ALLET


Occorre individuare e valutare i rischi cui sono
soggetti i giovani (15- 24 anni)e i lavoratori maturi
(oltre i 55anni).

2010

53/46

RISCHIO COLLEGATO ALLET


Con riguardo ai lavoratori pi maturi, la misura su cui
insistere e` sicuramente la formazione,in modo da
garantire un pieno recupero e aggiornamento delle
competenze.
A tali misure devono affiancarsi interventi sugli
aspetti di adattamento ergonomico dei luoghi di
lavoro alle esigenze e alle possibilit del
lavoratore, nonch sugli orari e ritmi di lavoro in
modo da rispondere alle diverse esigenze del
lavoratore.

2010

54/46

Rischi connessi alla specifica tipologia


contrattuale attraverso cui viene resa la
prestazione di lavoro
Lavoratori atipici
Contratto a termine (o tempo determinato)
Contratto di formazione lavoro
Il lavoro temporaneo (o interinale)
Contratto a tempo parziale (o part - time)
Lavoratori a contratto di lavoro a progetto
(co.pro.)

2010

55/46

I lavoratori atipici
Fattori di rischio:
formazione non adeguata per la propria professionalit
scarsa autonomia decisionale
assunzione di ruoli marginali
caratteristiche del lavoro (pericolosit, scomodit degli orari, carico fisico
o
mentale e carattere routinario dellattivit)
debole supporto sociale da parte dei lavoratori a tempo indeterminato
(minor percezione gruppale del rischio)
carenza di tutela sindacale
precariet della prestazione - breve durata del rapporto di lavoro
difficolt di integrazione nel sistema di sicurezza aziendale
prevalente occupazione in settori a maggior rischio
rilevante presenza di immigrati con problemi di inserimento e integrazione
ridotte esperienze lavorative .

2010

56/46

LAVORATORI A PROGETTO
articolo 3, comma 7
Nei confronti dei lavoratori a progetto di cui agli articoli 61 e seguenti
del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive
modificazioni e integrazioni, e dei collaboratori coordinati e
continuativi di cui allarticolo 409, n. 3, del codice di procedura
civile, le disposizioni di cui al presente decreto si applicano ove la
prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente.
La disciplina del T.U. si applica, quindi:
a) a tutte le collaborazioni coordinate e continuative (non solo a
progetto);
b) ma solo ove la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro
del committente.

2010

57/46

DECRETO LEGISLATIVO 81/08


In vari Articoli si fa riferimento allimportanza
della piena efficienza psico-fisica dei lavoratori.
Art. 15 Misure generali di tutela della salute
Art. 18 Obblighi del D.d.L. e del Dirigente
Art. 19 Obblighi del preposto
Art. 20 Obblighi dei lavoratori
Art. 25 Obblighi del M.Comp

LUSO DELL ALCOL NELLE


ATTIVITA LAVORATIVE E UN
FATTORE DI RISCHIO
AGGIUNTIVO e
TRASVERSALE
.

LEGGE 125/01
E LA LEGGE QUADRO in MATERIA DI ALCOL E DI
PROBLEMI ALCOL CORRELATI, per la TUTELA
della SALUTE e della SICUREZZA dell
INDIVIDUO e per la SALVAGUARDIA degli
ALTRI.

LEGGE 125/01
ART.15
Lart.15 dice:
Nelle attivit lavorative che
comportano un elevato rischio di infortuni
sul lavoro ovvero per la sicurezza , l
incolumit o la salute dei terzi fatto
divieto di assunzione e di somministrazione
di bevande alcoliche e superalcoliche

LART. 15 PREVEDE INOLTRE :


La possibilit di essere sottoposti a controlli
alcolimetrici da parte del medico
competente aziendale o dei medici del
lavoro della USL.
Nei casi di dipendenza da alcol, la possibilit
per il lavoratore di usufruire di un
programma terapeutico e di riabilitazione e
di mantenere il posto di lavoro per tutta la
durata del trattamento per un periodo fino
a tre anni.

ALLEGATO alla L. 125/01 lELENCO


delle ATTIVITA LAVORATIVE che
COMPORTANO un ELEVATO RISCHIO
di INFORTUNI

Nelle ATTIVITA
LAVORATIVE
Questa espressione significa la condizione di
essere sobri durante lattivit lavorativa, quindi
di non bere alcolici non solo durante il lavoro ma
neppure prima di entrare al lavoro.

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE


REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E
BOLZANO
Attivit lavorative a rischio, divieto di assunzione e di
somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.
PROVVEDIMENTO 16 marzo 2006 (G.U. numero 75 del
30.3.2006)
Intesa in materia di individuazione delle attivit lavorative che
comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la
sicurezza, lincolumit o la salute dei terzi, ai fini del divieto di
assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e
superalcoliche, ai sensi dellarticolo 15 della legge 30 marzo 2001,
numero 125. Intesa ai sensi dellarticolo 8, comma 6, della legge 5
giugno 2003, numero 131. (Repertorio atti numero 2540).

2010

65/46

Allegato I al provvedimento 16.3.2006


ATTIVITA LAVORATIVE CHE COMPORTANO UN ELEVATO
RISCHIO DI INFORTUNI SUL LAVORO OVVERO PER LA
SICUREZZA, LINCOLUMITA O LA SALUTE DEI TERZI

6) attivit di insegnamento nelle scuole pubbliche e


private di ogni ordine e grado;

2010

66/46

ALCOLDIPENDENZA
Allo stato della normativa la sorveglianza sanitaria
comprensiva degli accertamenti per
lidentificazione dellalcoldipendenza non prevista
in quanto lart. 41 comma 4 del D.Lgs. 81/08
prevede tali accertamenti Nei casi ed alle
condizioni previste dallordinamento ....
Lart. 41. c. 4-bis del D.Lgs. 81/08 dispone Entro il
31 dicembre 2009, con accordo in Conferenza
Stato-Regioni, adottato previa consultazione delle
parti sociali, vengono rivisitate le condizioni e le
modalit per laccertamento della
tossicodipendenza e della alcol dipendenza.
2010

67/46

CONTROLLI ALCOLIMETRICI
nellart. 15 delle legge 125/01 i si prevede
esclusivamente la possibilit per il Medico
competente ed i medici dei Servizi di Vigilanza
delle ASL (Servizio PSAL) di verificare,
attraverso i controlli alcolimetrici, il rispetto del
divieto di assunzione e somministrazione di
bevande alcoliche durante lo svolgimento
dellattivit lavorativa. Pertanto non risulta al
momento possibile verificare lassenza di alcol
dipendenza, ma possibile invece verificare in
acuto la sola assunzione o meno di sostanze
alcoliche e superalcoliche durante il lavoro
2010

68/46

COME PU ESSERE GESTITO IL CASO SPECIFICO


DI LAVORATORI CON PROBLEMI ALCOLCORRELATI?
La norma di riferimento prevede leffettuazione di
test alcolimetrici che consentono laccertamento
immediato di unintossicazione alcolica acuta, che
possono essere effettuati indifferentemente dal
medico competente o dalla struttura di vigilanza.

2010

69/46

COME PU ESSERE GESTITO IL CASO SPECIFICO


DI LAVORATORI CON PROBLEMI ALCOLCORRELATI?
A fronte del riscontro di una positivit dei test
alcolimetrici, a seconda che si tratti di assunzione
per autonoma volont da parte del lavoratore o di
somministrazione, pertanto con una potenziale
correlazione con lorganizzazione aziendale nel
caso siano messe a disposizione bevande alcoliche,
si applicano le sanzioni amministrative previste
dalla normativa (art.15 comma 4, sanzione da 516 a
2582 Euro).

2010

70/46

ORGANIZZAZIONE SICUREZZA
1) valutare gli specifici rischi dell'attivit svolta nell'istituzione scolastica di riferimento;
2) elaborare un documento conseguente alla valutazione dei rischi, indicante, tra
laltro i criteri adottati ai fini della valutazione; nonch le opportune misure di
prevenzione e protezione, custodendolo agli atti;
3) designare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione;
4) designare gli addetti al servizio di prevenzione e protezione;
5) designare il medico competente, qualora ne ricorra la necessit secondo quanto
indicato alla successiva lettera E;
6) designare i lavoratori addetti alle misure di prevenzione incendi, evacuazione e di
pronto - soccorso ("figure sensibili"); nonch la figura del preposto ove necessaria (es.
laboratori , officine ecc.);
7) fornire ai lavoratori, ed agli allievi equiparati ove necessario, dispositivi di
protezione individuale;
8) adottare, con comportamenti e provvedimenti adeguati, ogni altra forma di
protezione eventualmente necessaria, prevista dal citato articolo 4 della normativa di
riferimento;
9) assicurare un'idonea attivit di formazione ed informazione degli interessati,
personale ed alunni in ragione delle attivit svolte da ciascuno e delle relative
responsabilit;
10) consultare il RLS (e in sua assenza le RSA distituto).

2010

71/87

D.Lgs.81/08 applicato alla scuola

Datore di lavoro = Dirigente scolastico


Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
Addetti al Servizio di prevenzione e protezione (SPP)
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)
Medico competente = se necessario
Lavoratori = insegnanti e studenti
Documento di valutazione dei rischi DUVRI

2010

72/18

NORMATIVA ANTE D. LGS. 81/08


D.M. 21 giugno 1996 n. 292
D.M. 28/09/1998 n 382 emanato/a da : Ministro
della Pubblica Istruzione e pubblicato/a su :
Gazzetta Ufficiale Italiana n 258 del 04/11/1998
Circolare Ministeriale 29 aprile 1999, n. 119

2010

73/18

D. Lgs. 81/08 art. 18 comma 3


Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione
necessari per assicurare, ai sensi del presente decreto
legislativo, la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in
uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi
comprese le istituzioni scolastiche ed educative, restano a
carico dellamministrazione tenuta, per effetto di norme o
convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. In tale caso
gli obblighi previsti dal presente decreto legislativo,
relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da
parte dei dirigenti o funzionari preposti agli uffici
interessati, con la richiesta del loro adempimento
allamministrazione competente o al soggetto che ne ha
lobbligo giuridico.
2010

74/18

CIRCOLARE 119/99: CENNI AD UN SGS


Nell'organizzazione del servizio di prevenzione e protezione,
cos come nella designazione delle cosi dette "figure
sensibili" - lavoratori, cio, incaricati dell'attuazione delle
misure prevenzione incendi e lotta antincendio, di
evacuazione del personale in caso di pericolo grave ed
immediato, di salvataggio di pronto soccorso e, comunque, di
gestione dell'emergenza - le figure scolastiche potrebbero
essere individuate, a titolo esemplificativo ed in rapporto
alle attivit istituzionali, anche nel Collaboratore,
nell'Assistente Tecnico per i laboratori e nel Docente di
educazione fisica, comunque in possesso di attitudini e
capacit adeguate, previa consultazione del RLS (o RSA in
sua assenza).
2010

75/18

CIRCOLARE 119: CENNI AD UN SGS


Sorveglianza sanitaria
il "medico competente" figura ben diversa
dall'eventuale medico scolastico
destinatari della SS sono esclusivamente il personale
scolastico e gli allievi di alcune tipologie di
istituzioni nelle quali si faccia uso di laboratori,
macchine, apparecchi ed attrezzature di
lavoro, comportanti specifici elementi di rischio della
salute, ovviamente, limitatamente al tempo
dedicato alle relative esercitazioni.
2010

76/18

CIRCOLARE 119: CENNI AD UN SGS


il Dirigente Scolastico procede all'individuazione del
medico competente, d'intesa, ove possibile con le
ASSLL ovvero rivolgendosi ad una struttura
-'pubblica (per es.: lNAIL) dotata di
personale sanitario in possesso dei prescritti
requisiti.

2010

77/18

CIRCOLARE 119: CENNI AD UN SGS


Formazione ed informazione
Tutti i lavoratori e le figure ad essi equiparati devono
essere informati e formati.
La formazione dei lavoratori e quella dei rispettivi
rappresentanti deve avvenire durante lorario di lavoro e
non pu comportare alcun onere economico a loro carico.
La formazione, costituisce un obbligo per il dirigente
scolastico, il quale predisporr, a tal fine, un piano
organico nell'ambito delle attivit formative programmate
dall'istituto secondo la vigente normativa Contrattuale.
2010

78/18

BOZZA NUOVO DECRETO: CENNI AD UN SGS

Scelta ASPP
Obbligo di organizzazione del servizio con un numero
di addetti adeguato alla complessit dellistiuzione
scolastica ed ai relativi punti di erogazione del
servizio
Eventuale ricorso a persone o servizi esterni non
esonera dalle responsabilit

2010

79/18

BOZZA NUOVO DECRETO: CENNI AD UN SGS

Redazione DVR
Redazione con RSPP ed eventuale MC
Collaborazione con esperti Enti locali o con Enti
istituzionalmente preposti alla tutela e alla
sicurezza
Data certa tramite firme congiunte

2010

80/18

SISTEMA SGS ESIMENTE


Sistema aziendale per ladempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi:
a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a
attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici;
b) alle attivit di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di
prevenzione e protezione conseguenti;
c) alle attivit di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso,
gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
d) alle attivit di sorveglianza sanitaria;
e) alle attivit di informazione e formazione dei lavoratori;
f) alle attivit di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e
delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori;
g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge;
h) alle periodiche verifiche dellapplicazione e dellefficacia delle
procedure adottate.

2010

81/18

SISTEMA SGS ESIMENTE


Il modello organizzativo e gestionale deve prevedere
idonei sistemi di registrazione dellavvenuta effettuazione
delle attivit
unarticolazione di funzioni che assicuri le competenze
tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione,
gestione e controllo del rischio, nonch un sistema
disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle
misure indicate nel modello.
un idoneo sistema di controllo sullattuazione del medesimo
modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di
idoneit delle misure adottate.
Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della
salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001

2010

82/18

UN TIPO DI STRUTTURA SGS


DIRIGENTE SCOLASTICO CON FUNZIONE REFERENTE RSSP E DIALOGO CON RLS
RSPP CON FUNZIONI DI CONTROLLO SISTEMA

SEDE CENTRALE
VICARIO DELEGATO ALLA GESTIONE SICUREZZA
ASPP CON FUNZIONE DI CONTROLLO SISTEMA
SE SA SPS CON FUNZIONI DI CONTROLLO ESECUTIVO

SUCCURSALE 1
VICARIO DELEGATO ALLA GESTIONE SICUREZZA
ASPP CON FUNZIONE DI CONTROLLO SISTEMA
SE SA SPS CON FUNZIONI DI CONTROLLO ESECUTIVO
2010

83/18

Elenco documentazione e certificazioni tecniche


Tipologia documentazione
Identificazione e riferimenti della Scuola/Istituto
Planimetria della Scuola/Istituto
Nomina del Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.)
Nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.)
Nomina degli Addetti designati alla gestione dellemergenza
Nomina Medico competente ( se necessario)
Agibilit delledificio (Scuola/Istituto)
Documento di Valutazione dei rischi
Verbali delle riunioni periodiche
Verbali di sopralluogo
Documentazione dellavvenuta attivit Informativa Formativa
Documento di valutazione rumore
Certificato Prevenzione Incendi o Nulla Osta Provvisorio
Piano per la gestione dellemergenza
Elenco dei presidi antincendio e loro ubicazione (Registro Antincendio)
Registro Infortuni
Dichiarazione di conformit dellimpianto elettrico
Denuncia degli impianti di messa a terra e verbali delle verifiche biennali da parte della
A.S.L.
Denuncia delle installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche e
verbali delle verifiche biennali da parte della A.S.L. o relazione tecnica di autoprotezione
Impianto di riscaldamento centralizzato >34.8 kW o >30.000 kcal/h
Schede di sicurezza ed elenco di sostanze e preparati pericolosi
Documentazione di avvenuta consegna dei Dispositivi di Protezione Individuali
Dichiarazione di conformit dei macchinari, marcatura CE , manuale di uso e manutenzione
Libretto/i ascensore/i
o montacarichi
2010

Pertinenza propriet
Scuola
Ente

84/18

Art. 53.
Tenuta della documentazione
1. consentito limpiego di sistemi di
elaborazione automatica dei dati per la
memorizzazione di qualunque tipo di
documentazione prevista dal presente decreto
legislativo.

2010

85/57

Art. 53.
Tenuta della documentazione
2. Le modalit di memorizzazione dei dati e di accesso al sistema di gestione della predetta
documentazione devono essere tali da assicurare che:
a. laccesso alle funzioni del sistema sia consentito solo ai soggetti a ci espressamente abilitati
dal datore di lavoro;
b. la validazione delle informazioni inserite sia consentito solo alle persone responsabili, in
funzione della natura dei dati;
c. le operazioni di validazione dei dati di cui alla lettera b) siano univocamente riconducibili alle
persone responsabili che le hanno effettuate mediante la memorizzazione di codice
identificativo autogenerato dagli stessi;
d. le eventuali informazioni di modifica, ivi comprese quelle inerenti alle generalit e ai dati
occupazionali del lavoratore, siano solo aggiuntive a quelle gi memorizzate;
e. sia possibile riprodurre su supporti a stampa, sulla base dei singoli documenti, ove previsti dal
presente decreto legislativo, le informazioni contenute nei supporti di memoria;
f. le informazioni siano conservate almeno su due distinti supporti informatici di memoria e siano
implementati programmi di protezione e di controllo del sistema da codici virali;
g. sia redatta, a cura dellesercente del sistema, una procedura in cui siano dettagliatamente
descritte le operazioni necessarie per la gestione del sistema medesimo. Nella procedura non
devono essere riportati i codici di accesso.
2010

86/57

2010

87/87