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SICUREZZA NEI CANTIERI

 SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO: FIGURE, FUNZIONI E COMPITI

“Il candidato descriva col più ampio dettaglio i principi fondamentali sui quali sono fondate
l’organizzazione e la gestione della sicurezza nelle imprese e nei cantieri edili. Figure, funzioni e
compiti.” (I Prova - I sessione 2011)

Principi generali
La sicurezza è una situazione in cui i rischi sono stati eliminati o ridotti al minimo possibile per
quanto permesso dallo stato dell’arte delle conoscenze tecniche e dall’applicazione delle migliori
tecnologie, compatibilmente con le necessità da svolgere. Se manca, può verificarsi un infortunio
sul lavoro ovvero un evento dannoso occorso al dipendente per una causa violenta verificatasi
anche indirettamente in occasione di una prestazione lavorativa. La sicurezza sul lavoro è intensa
come salvaguardia dello stato di buona salute (benessere psicofisico) del lavoratore, per tale
ragione vengono considerate anche le malattie professionali ovvero eventi dannosi occorsi ai
dipendenti per cause lente e progressive originate direttamente da una prestazione lavorativa che
espone a tale rischio. Nei primi anni della industrializzazione gli infortuni sul lavoro venivano
imputati o a distrazione, o a imprudenza, o a stanchezza o al compimento di una manovra
anomala o scorretta. Che il sinistro fosse esclusivamente imputabile al fattore umano era alla base
dell’ideologia della fatalità, secondo cui non esistesse alcun modo per prevedere e quindi evitare il
verificarsi di incidenti sul lavoro. In questo modo vi era uno spostamento della responsabilità
dell’accaduto sulle stesse vittime e, cioè, sui lavoratori considerati di volta in volta sbadati,
inesperti o imprudenti.
Tramite l’adozione di una lunga serie di direttive europee si andò a costituire un codice legislativo
per la tutela dei lavoratori: il Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro (Dlgs. 9 aprile 2008, n. 81). Il
codice è composto da 306 articoli (suddivisi in 13 titoli) e 51 allegati, ha introdotto numerose
innovazioni pur mantenendo una linea di continuità rispetto alla normativa previgente,
riorganizzando la normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro in un unico “testo”. Inoltre si
applica a tutti i settori delle attività di lavoro pubblici e privati e a tutte le tipologie di rischio,
eccezion fatta per alcune attività (tutori dell’ordine e della sicurezza pubblica, operatori su mezzi di
trasporti aerei e marittimi...). Si applica a tutti i lavoratori e lavoratrici con e senza retribuzione,
subordinati e autonomi, nonché ai soggetti ad essi equiparati: lavoratori somministrati, distaccati,
a progetto, con prestazioni occasionali, collaboratori, lavoratori autonomi, allievi di istituti
professionali, volontari del corpo dei vigili del fuoco e della protezione civile. L’obiettivo del Testo
è quello di responsabilizzare tutte le figure occupate nel processo produttivo, iniziando dal datore
di lavoro che deve progettare la sicurezza e vigilare affinché gli esecutori si attengano al progetto. I
principi cardine del sistema gestionale definito dal datore di lavoro sono: la valutazione dei rischi
per la salute e per la sicurezza nei luoghi di lavoro e della pianificazione della sicurezza e
l’individuazione delle misure preventive e protettive, l’individuazione di collaboratori tecnici situati
nei punti strategici dell’attività produttiva, la formazione di tutti i soggetti aziendali, il confronto
con i lavoratori. Si riportano alcune delle misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei
lavoratori nei luoghi di lavoro: valutazione di tutti i rischi, eliminazione dei rischi o ove non fosse
possibile riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico,
rispetto dei principi ergonomici, riduzione dei rischi alla fonte, limitazione al minimo del numero di
lavoratori esposti al rischio, utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sul luogo di
lavoro, priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale,
controllo sanitario di tutti i lavoratori, informazione e formazione adeguate, partecipazione e
consultazione dei lavoratori, programmazione delle misure di sicurezza, misure di emergenza da
attuare collaudate e ben note a tutti, e infine regolare manutenzione di ambienti, attrezzature e
impianti.

Figure e loro compiti

L’organigramma della sicurezza:


Datore di lavoro: soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto
che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria
attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i
poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai
criteri indicati, il datore di lavoro coincide con l’organo di vertice massimo (è possibile individuare
all’interno della medesima organizzazione più soggetti che possono essere tenuti a rispondere
anche in via solidale tra loro). Il D.Lgs 81/2008 pone il datore di lavoro come perno dell’obbligo
antinfortunistico. Egli deve, qualora lo richieda la dimensione dell’azienda, strutturare
l’organizzazione in modo che i compiti siano distribuiti tra più persone, che incarnano le diverse
funzioni aziendali dei dirigenti e dei preposti, affinché la divisione dei compiti possa rispondere ad
effettive esigenze dell’impresa anche finalizzate alla prevenzione degli infortuni e l’attribuzione
delle funzioni sia accompagnata da poteri reali ed affidata a persona idonea a quella particolare
funzione. Se la persona incaricata di determinati compiti si dimostra incapace di svolgere
adeguatamente l’incarico o il compito strettamente connaturato alla sua funzione, il delegante
(datore di lavoro: presidente, amministratore delegato, ecc.) risponderà direttamente della
mancata esecuzione di quanto delegato, per aver designato una persona inidonea (culpa in
eligendo) o per non aver vigilato sulla corretta esecuzione dei compiti delegati (culpa in vigilando).
Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività: 1) la valutazione di tutti i rischi con la
conseguente elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e di un programma delle
misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; 2) la
designazione del RSPP. La delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al datore di
lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. Ulteriori
obblighi del datore di lavoro sono:

 Nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria.


 Designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di gestione
dell’emergenza (prevenzione incendi e primo soccorso).
 Assegnare i suddetti compiti a lavoratori competenti e in pieno possesso delle condizioni
necessarie al loro svolgimento.
 Fornire ai lavoratori necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il RSPP e il
medico competente.
 Richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle
disposizioni aziendali.
 Inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza
sanitaria.
 Adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento.
 Consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza,
l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute.
 Prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano
causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l’ambiente esterno.
 Consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).
 Nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare la riunione periodica.
 Aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che
hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione
della tecnica della prevenzione e della protezione.
 Vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza non siano adibiti alla
mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità.

Dirigenti e preposti: Il dirigente è una persona che, in ragione delle competenze professionali e nei
limiti dei poteri gerarchici e funzionali (adeguati alla natura dell’incarico) conferitogli: sovraintende
all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute dal datore di lavoro
controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere
di iniziativa. Il preposto è una persona che in ragione delle competenze professionali e nei limiti
dei poteri gerarchici e funzionali (adeguati alla natura dell’incarico) conferitogli: attua le direttive
del datore di lavoro organizzando e vigilando sull’attività lavorativa. La figura del preposto è assai
diversa da quelle di dirigente e datore di lavoro non avendo incarichi relativi alla fase di
programmazione, predisposizione o organizzazione delle misure preventive/protettive e
conseguentemente non avendo poteri a livello finanziario o di intervento sul processo produttivo.
Ciò che compete al preposto è il controllo sulle modalità esecutive della prestazione lavorativa da
parte dei soggetti da lui coordinati sotto il profilo della salute e sicurezza. Attraverso la delega di
funzioni, di responsabilità e per l’espletamento di determinati adempimenti, il datore di lavoro
può incaricare differenti soggetti, tra i quali i Dirigenti, ed i Preposti, al compimento di doveri ed
obblighi riguardanti la salute, la sicurezza e l’igiene negli ambienti di lavoro. La delega quindi è
costituita principalmente da un rapporto di fiducia del delegante verso il delegato. Requisiti di
validità per la delega:
 Risulti da atto scritto recante data certa.
 Il delegato sia in possesso dei requisiti di professionalità ed esperienza.
 Attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla
specifica natura delle funzioni delegate.
 Attribuisca al delegato l’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate
 Sia accettata dal delegato per iscritto.

Da sottolineare che la delega di funzioni non esclude l’OBBLIGO di vigilanza in capo al datore di
lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite.
I dirigenti devono, per quanto di competenza e nell’ambito dell’organizzazione e del mansionario
aziendale, vigilare sulla regolarità antinfortunistica e igienica delle lavorazioni, dare istruzioni
affinché le lavorazioni possano svolgersi nel migliore dei modi, organizzare la produzione con un
ulteriore distribuzione di compiti fra i dipendenti in modo tale ad impedire la violazione della
normativa e garantire un numero adeguato di preposti in grado di vigilare sull’effettiva osservanza
dei compiti prevenzionistici da parte di tutti coloro presenti sul luogo di lavoro, a qualunque titolo.
Obbligo del preposto è sovraintendere e vigilare sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori dei
loro obblighi di legge, delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza, sull’uso dei mezzi
di protezione collettivi e dei DPI messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della
inosservanza, informare i loro superiori diretti. La vigilanza deve consistere in un assiduo controllo
dello svolgimento dell’attività lavorativa, in conformità ai modi, ai tempi e agli obiettivi fissati in via
generale dai superiori gerarchici (datore di lavoro e dirigenti) e sulla base dei criteri di massima,
con i mezzi, le attrezzature e i presidi di sicurezza dagli stessi preordinati. È importante che il
preposto: verifichi che solo i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone
che li espongono ad un rischio grave e specifico; segnali tempestivamente al datore di
lavoro/dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e DPI, sia ogni altra
condizione di pericolo; richieda l’osservanza delle misure per il controllo di situazioni di rischio in
caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e
inevitabile, abbandonino il posto di lavoro. Il preposto in azienda non viene frequentemente
definito tale, ma in modo più confacente all’effettiva organizzazione produttiva: caporeparto,
caposquadra, capocantiere, capoturno, capolinea, caposala, capobarca, responsabile ecc. Il datore
di lavoro deve prevedere un numero sufficiente di responsabili cui affidare il compito di tradurre in
azioni le sue decisioni, la valutazione dei rischi e tutto ciò che ne consegue, e di controllare che i
dipendenti adeguino il loro comportamento alle decisioni tecnico/organizzative prese.
Lavoratori: devono contribuire all’adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e
sicurezza sui luoghi di lavoro, osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro,
dai dirigenti e dai preposti, utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i
preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e i dispositivi di sicurezza, utilizzare in modo appropriato i
dispositivi di protezioni individuale (DPI) messi a loro disposizione, segnalare immediatamente al
datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di protezione,
nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo, adoperandosi direttamente, per quelle che
sono le proprie competenze per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente.
Inoltre è fatto divieto ai lavoratori rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di
sicurezza o di segnalazione o di controllo, compiere operazioni o manovre che non sono di loro
competenza e che possono compromettere la sicurezza propria o degli altri lavoratori. Infine è loro
obbligo/diritto partecipare ai programmi di formazione ed addestramento organizzato dal datore
di lavoro e sottoporsi ai controlli sanitari disposti dal medico competente. I lavoratori hanno il
diritto di essere informati sui pericoli presenti sul posto di lavoro, istruiti sulle misure di sicurezza
dottate e ricevere informazione, formazione ed addestramento adeguati; avere a disposizione i
necessari dispositivi di protezione individuale, attrezzature conformi alle normative in materia di
salute e sicurezza ed in buono stato di manutenzione; allontanarsi dal posto di lavoro o rifiutarsi di
iniziare un’attività lavorativa in caso di pericolo grave ed imminente; richiedere che il datore di
lavoro si attenga a quanto previsto dalle misure generali di tutela.

Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP): persona in possesso di specifiche


capacità e requisiti professionali designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il
servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Può essere il datore di lavoro nelle aziende
artigianali ed industriali fino a 30 dipendenti. Il RSPP deve inoltre occuparsi della gestione delle
emergenze, interventi volti ad evitare che le misure tecniche adottate causino rischi per la
popolazione o deteriorare l’ambiente esterno. La natura consultiva dell’organo non gli permette di
poter adottare le misure di sicurezza, né di disporre di potere di spesa. I compiti del RSPP sono:
individuare i fattori di rischio, valutare i rischi, individuare e verificare le misure di prevenzione e
protezione, elaborare delle procedure di sicurezza, organizzare e svolgere informazione e
formazione, organizzare riunioni periodiche sulla sicurezza. Tale riunione deve essere indetta
almeno una volta l’anno e vi devono partecipare: datore di lavoro, RSPP, medico compente e RLS.
Vengono trattati i seguenti temi: il documento di valutazione dei rischi, l’andamento degli
infortuni, delle malattie professionali e la sorveglianza sanitaria, l’efficacia dei DPI utilizzati e i
programmi di formazione e informazione. Generalmente vengono individuati obiettivi concreti per
il miglioramento della sicurezza complessiva.

Medico Competente (MC): ha come suo compito primario la promozione e la conservazione del
completo benessere fisico e psichico dei lavoratori. Si tratta di un medico che collabora con il
datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la
sorveglianza sanitaria. I lavoratori esposti a rischi derivanti dallo svolgimento di attività lavorative
devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria con le modalità e le periodicità stabilite dal
medico competente in funzione della mansione svolta. La sorveglianza è obbligatoria per tutti i
lavoratori individuati dal medico competente indipendentemente dai problemi di salute. Il medico
effettua una visita e per ogni lavoratore compila la cartella sanitaria di rischio, che aggiorna
periodicamente e custodisce sotto la propria responsabilità. La copia della suddetta cartella è
consegnata al lavoratore alla cessazione del rapporto lavorativo. L’originale è conservata da parte
del datore di lavoro per almeno 10 anni. Il medico è tenuto al segreto professionale e non può in
nessun caso divulgare argomenti espressi nella cartella sanitaria o acquisiti durante i colloqui.
Deve solo comunicare al datore di lavoro e/o al RSPP l’idoneità, la non idoneità del lavoratore o
l’idoneità con prescrizione. Altri compiti del medico competente sono: fornire ai lavoratori
delucidazioni sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e li informa sui risultati;
in caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, indica la necessità di sottoporsi ad
accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività in questione; relaziona al datore di
lavoro, al RSPP e agli RLS sui risultati della sorveglianza sanitaria e sulle precauzioni da adottare
per l’integrità psico-fisica dei lavoratori; collabora alla formazione ed all’organizzazione del primo
soccorso; visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno.

Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS): persona eletta o designata tra i lavoratori per
rappresentarli per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. È
importante che i RLS esprimano la loro opinione circa l’adeguatezza del DVR (e del POS nei
cantieri) predisposto dal datore di lavoro, segnalando eventuali carenze e formulando proposte
migliorative in merito all’attività di prevenzione ed all’organizzazione di cantiere per la sicurezza. I
compiti e gli obblighi del RLS sono: ricevere le informazioni e la documentazione aziendale
inerente alla valutazione dei rischi e le informazioni preventive dai servizi di vigilanza; promuovere
le misure di prevenzione; formulare osservazioni ed avvertire dei rischi individuati; far ricorso alle
autorità competenti. Esistono diverse tipologie di RLS, in base al raggio di competenza: aziendale,
territoriale, di comparto, di sito produttivo. Qualora un’azienda non proceda all’elezione del RLS,
le sue funzioni sono esercitate dal RLS territoriale o di comparto. L’azienda in questo caso verserà
una quota al fondo di sostegno alla piccola e media impresa presso l’INAIL pari a 2 ore
lavorative/anno per ogni dipendente.

Addetto antincendio: si tratta di un addetto alla prevenzione incendi, ovvero alla gestione
dell’emergenza e all’evacuazione e alla lotta antincendio. Viene formalmente incaricato dal
dirigente o dal datore di lavoro e, salvo una comprovata incompatibilità con la mansione
assegnata, non può rifiutare la nomina. Non essendo un vigile del fuoco non è responsabile di
eventuali danni e sicuramente non è tenuto a rischiare la propria vita in caso di emergenza.
L’addetto antincendio deve attenersi al piano di emergenza stabilito, deve avere un numero di
collaboratori sufficiente (in relazione all’area di lavoro), deve essere informato, formato e
addestrato e deve poter disporre di adeguate attrezzature e protezioni. Il suo compito è di gestire
la situazione di emergenza fino all’arrivo delle squadre di soccorso esterne, e nel caso gli fosse
richiesto, collaborare con esse.

Addetto al primo soccorso: si tratta di un addetto che attua le misure di primo soccorso sanitario
alle persone che, durante lo svolgimento delle attività, ne manifestano la necessità. L’addetto al
primo soccorso svolge, altresì, un ruolo essenzialmente operativo durante le emergenze finalizzato
alla somministrazione del primo soccorso sanitario ad eventuali infortunati. Appena viene a
conoscenza di una situazione di emergenza sanitaria: si porta immediatamente sul luogo in cui è
stata segnalata l’emergenza e provvede affinché siano eseguiti i primi interventi sulla persona
infortunata, fa comunicare la segnalazione al responsabile delle emergenze e se necessario
contatta i soccorsi sanitari esterni direttamente o attraverso l’addetto alle comunicazioni esterne.

Lavoratori autonomi: hanno l’obbligo di utilizzare attrezzature di lavoro conformi, di munirsi di


appositi DPI ed utilizzarli correttamente, di essere in possesso di adeguata tessera di
riconoscimento, di rispettare quanto previsto dal PSC, di adeguare la propria attività alle direttive
fornite in campo dal CSE e di collaborare con gli altri lavoratori.
 SICUREZZA NEI CANTIERI: FIGURE, FUNZIONI E COMPITI

“Relativamente agli adempimenti previsti dalla normativa vigente per la sicurezza nei cantieri
temporanei o mobili, il candidato illustri quali sono gli attori del processo, i loro compiti, obblighi e
responsabilità”. (I prova – I sessione 2009)

Introduzione

Si definisce cantiere temporaneo o mobile qualunque luogo in cui si effettuano lavori di


costruzione, manutenzione, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il
rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in
cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali. Per poter garantire la salute e la sicurezza
dei lavoratori nei cantieri è necessario che committente/responsabile dei lavori, CSP, CSE, imprese
affidatarie ed esecutrici e lavoratori autonomi operino correttamente adempiendo a tutti gli
obblighi previsti dalla legge.

Figure e loro compiti

Committente o responsabile dei lavori (RL): il committente è il soggetto per conto del quale l’intera
opera viene realizzata, indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione. Nel
caso di appalto di opera pubblica, il committente è il soggetto titolare del potere decisionale e di
spesa relativo alla gestione dell’appalto. Il committente rappresenta il regista del sistema attorno
al quale ruota il sistema prevenzionistico. Il responsabile dei lavori invece è il soggetto che può
essere delegato dal committente per svolgere i compiti ad esso attribuiti dal decreto legislativo
(81/2008). La delega deve avvenire tramite atto scritto con data in cui si elencano
dettagliatamente tutte le mansione delegate, i requisiti professionali del delegato, il conferimento
di tutti i poteri organizzativi e soprattutto autonomia di spesa. È obbligo del delegante
(committente) verificare le reali capacità e competenze dell’individuo delegato, in caso contrario le
responsabilità civili e penali ricadrebbero sul delegante. Dunque il committente è esonerato dai
propri obblighi qualora abbia incaricato un responsabile dei lavori di comprovata esperienza e
capacità. Inoltre nonostante la designazione dei coordinatori della sicurezza committente/RL dovrà
sempre e comunque verificare l’adempimento degli obblighi del CSP e del CSE.
Il committente/RL ha l’obbligo di designare il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione
e il coordinatore della sicurezza in fase d’esecuzione in cantieri in cui sia prevista la presenza di più
imprese esecutrici, anche non contemporanea. L’obbligo è valido anche nel caso in cui, dopo
l’affidamento dei lavori ad un’unica impresa, l’esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a
una o più imprese; in tal caso il CSE, oltre ai propri compiti, dovrà redigere il piano di sicurezza e
coordinamento (PSC) e predisporre il fascicolo dell’opera. Il committente/RL ha l’obbligo di
verificare l’idoneità tecnico-professionale, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in
relazione alle funzioni o ai lavori da affidare: deve richiedere il certificato di iscrizione alla Camera
di Commercio e il documento unico di regolarità contributiva. Inoltre prima dell’inizio dei lavori
dovrà trasmettere all’ASL ed alla DPL territorialmente competenti la notifica preliminare (natura
dell’opera, committente, coordinatori, data inizio/fine lavori); copia della notifica deve essere
affissa in maniera visibile in cantiere. Il committente risponde penalmente degli eventuali eventi
dannosi subiti dai lavoratori qualora abbia commesso negligenze o inadempienze nel campo dei
propri obblighi, tali da determinare l’insorgere di situazioni di potenziale pericolo per la sicurezza e
la salute.

Coordinatore per la progettazione (CSP): durante la progettazione dell’opera e comunque prima


della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione:
 Redige il piano di sicurezza e di coordinamento.
 Predispone il fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera, contenente informazioni utili ai
fini della prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori durante le fasi di
manutenzione della stessa.
 Coordina l’applicazione di tutti i principi basilari per la sicurezza sui posti di lavoro.
 Collabora coi progettisti per definire le scelte progettuali ed organizzative al fine di garantire
l’eliminazione o la riduzione al minimo dei rischi di lavoro (tecniche costruttive, materiali
impiegati, tecnologie da adottare, pianificazione temporale e spaziale delle lavorazioni).

Coordinatore per l’esecuzione (CSE): durante la realizzazione dell’opera il coordinatore per


l’esecuzione dei lavori:
 Verifica con opportune azioni di coordinamento e controllo l’applicazione, da parte delle
imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel
PSC e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro.
 Verifica l’idoneità dei POS, da considerare come piano complementare di dettaglio del PSC
assicurandone la coerenza con quest’ultimo, adegua il PSC e il fascicolo, in relazione
all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle
imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, verifica che le imprese esecutrici
adeguino, se necessario, i rispettivi POS.
 Organizza tra i datori di lavoro, compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il
coordinamento.
 Verifica l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di organizzare il
coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza
in cantiere.
 Segnala al committente e al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta ad imprese e
lavoratori autonomi, le inosservanze alle disposizioni e propone la sospensione dei lavori,
l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del
contratto. Nel caso in cui il committente/RL non adotti alcun provvedimento senza fornire
idonea motivazione, il CSE dà comunicazione alla ASL e alla DPL.
 Sospende, in caso di pericolo grave e imminente, le singole lavorazioni fino alla verifica degli
adeguamenti.
 Deve redigere il PSC e predisporre il fascicolo dell’opera, nel caso in cui l’opera venga affidata a
più imprese dopo che era stata affidata a una sola.

Inoltre il CSE deve documentare la propria attività con report di sopralluogo e fotografie, richiami
scritti alle imprese, comunicazioni e segnalazioni scritte, evidenza scritta dell’idoneità dei POS
raccolti.

Impresa affidataria: si tratta dell’impresa a cui la committenza ha deciso di affidare la realizzazione


dell’opera; può utilizzare imprese esecutrici o lavoratori autonomi in subappalto, di cui dovrà
verificare preventivamente l’idoneità tecnico-professionale, anche in termini di forza lavoro,
macchine e attrezzature. L’impresa affidataria ha compiti di verifica sulla sicurezza e sul rispetto
dei contenuti del PSC su tutto il cantiere o su tutte le lavorazioni prese in appalto, sia che le esegua
direttamente sia che siano eseguite in subappalto diretto o tramite catena di subappalti. È esclusa
dai compiti dell’impresa affidataria la vigilanza sulle violazioni puntuali ed estemporanee
commesse dai dipendenti delle imprese subappaltatrici che rimane a capo unicamente alla
specifica impresa. L’impresa affidataria deve definire ed attuare idonee procedure organizzative e
gestionali per garantire l’attuazione delle condizioni di sicurezza e delle disposizioni e prescrizioni
del PSC, garantendo una presenza adeguata alle attività connesse ai propri obblighi. In sostanza
l’impresa affidataria dovrà mettere in atto e documentare ogni azione e procedura che dimostri la
propria effettiva attività in termini di verifica, con personale adeguatamente formato, con
sopralluoghi programmati e con disposizioni, ove necessario, opportunamente formalizzate.

Il datore di lavoro dell’impresa affidataria deve:


 Verificare le condizioni di sicurezza dei lavori affidati e l’applicazione delle disposizioni e delle
prescrizioni del PSC.
 Verificare l’idoneità tecnico professionale delle imprese esecutrici scelte.
 Verificare la congruenza dei piano operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto
al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi al CSE.

Lavoratori autonomi: sono lavoratori che esercitano la propria attività nei cantieri e che devono
adeguarsi alle indicazioni fornite dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza.
Non hanno l’obbligo di redigere un POS ma devono ma devono attenersi comunque a quanto
riportato nel PSC.
 DOCUMENTI DELLA SICUREZZA NEI CANTIERI: CONTENUTI MINIMI

“Il candidato descriva in maniera generale i contenuti dei seguenti documenti:


 piano di sicurezza e coordinamento;
 DUVRI – Documento unico di valutazione dei rischi interferenziali;
 DVR – documento valutazione rischi;
 POS – piano operativo sicurezza;
e ne indichi il loro utilizzo”. (I prova – I sessione 2013)

Documenti e loro contenuti minimi

Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC): durante la progettazione dell’opera e comunque non


prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione redige il
piano di sicurezza e coordinamento. In questo modo il coordinatore può collaborare attivamente
alla fase di progettazione dell’opera e dei lavori assicurando il rispetto delle norme sulla sicurezza.
In particolar modo il CSP può intervenire nelle scelte progettuali ed organizzative, nella scelta dei
materiali, delle attrezzature e delle tecnologie da adottare, garantendo l’eliminazione o la
riduzione al minimo dei rischi. Il PSC deve essere specifico per ogni singolo cantiere temporaneo o
mobile e di concreta fattibilità; i suoi contenuti sono il risultato di scelte progettuali e organizzative
conformi alle misure generali di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il PSC deve contenere almeno i seguenti elementi:
 Identificazione e descrizione dell’opera e del contesto in cui è collocata.
 Individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza: nominativi del responsabile dei lavori, del
coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e, qualora già nominato, del coordinatore
per la sicurezza in fase di esecuzione ed a cura dello stesso coordinatore per l’esecuzione con
l’indicazione, prima dell’inizio dei singoli lavori, dei nominativi dei datori di lavoro delle
imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi.
 Una relazione concernente l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi concreti, con
riferimento all’area ed alla organizzazione del cantiere, alle lavorazioni ed alle loro
interferenze.
 Le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive.
 Le prescrizioni operative, le misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione
individuale, in riferimento alle interferenze tra le lavorazioni.
 Le misure di coordinamento relative all’uso comune da parte di più imprese e lavoratori
autonomi di apprestamenti (ad es. ponteggi, trabattelli, scale), attrezzature, infrastrutture,
mezzi e servizi di protezione collettiva.
 Le modalità organizzative della cooperazione e del coordinamento, nonché della reciproca
informazione, fra i datori di lavoro e tra questi ed i lavorator autonomi.
 L’organizzazione per il servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori.
 La durata prevista delle lavorazione e delle fasi di lavoro che costituiscono il cronoprogramma
dei lavori.
 La stima dei costi della sicurezza. I costi riguardano: apprestamenti, misure preventive e
protettive utilizzate, mezzi e servizi di protezione collettiva, misure di coordinamento e
ovviamente retribuzione CSP e CSE. La stima deve essere congrua, analitica per voci singole,
riferita ad elenchi prezzi standard oppure basata su prezziari o listini ufficiali. I costi della
sicurezza così individuati, sono compresi nell’importo totale dei lavori, ed individuano la parte
del costo dell’opera da non assoggettare a ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici.
Il PSC è corredato da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza,
comprendenti almeno una planimetria e, ove la particolarità dell’opera lo richieda, un profilo
altimetrico e una breve descrizione delle caratteristiche idrogeologiche del terreno.

Piano Operative di Sicurezza (POS): è redatto a cura di ciascun datore di lavoro delle imprese
esecutrici in riferimento al singolo cantiere interessato; esso contiene almeno i seguenti
riferimenti:
 I dati identificativi dell’impresa esecutrice: nominativo datore di lavoro, attività da svolgere in
cantiere, nominativi addetti al primo soccorso, antincendio ed evacuazione, del
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), nominativo medico competente,
nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), il numero dei
componenti dell’impresa e loro qualifiche.
 Descrizione delle modalità organizzative dell’attività da svolgere in cantiere.
 Elenco di attrezzature, impianti, materiali potenzialmente pericolosi che si dovranno introdurre
in cantiere.
 Le procedure integrative e di dettaglio richieste dal PSC in relazione a particolari attività da
svolgere.
 Elenco dei dispositivi di protezione individuale che verranno forniti ai lavoratori.
 Documentazione che attesti la formazione dei lavoratori componenti l’impresa.

In sostanza il POS rappresenta la dimostrazione scritta della capacità dell’impresa di eseguire i


lavori affidategli nel pieno rispetto del PSC, e comunque, nel rispetto delle norme in materia di
tutela della salute e sicurezza negli ambiti di lavoro. Si tratta di un vero e proprio documento di
valutazione dei rischi dell’impresa inerente il cantiere in analisi, quindi i contenuti minimi si
differenziano da quelli previsti per la redazione del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi).
Il lavoratore autonomo non ha obbligo di presentare un POS, tuttavia dovrà rispettare il PSC e il
POS dell’eventuale impresa per cui opera in cantiere.

Fascicolo dell’opera: è un documento che raccoglie tutte le informazioni utili ai fini della
prevenzione e della protezione dai rischi a cui sono esposti i lavoratori addetti all’esecuzione di
lavori necessari per la gestione e/o la manutenzione dell’opera realizzata. Il fascicolo dell’opera
deve essere predisposto per tutte le opere che richiedono la nomina del CSP e per tutte le opere
che, pur non richiedendo inizialmente la nomina del CSP, hanno richiesto la successiva nomina del
CSE. Viene predisposto per la prima volta dal CSP contestualmente alla progettazione dell’opera e
se necessario viene aggiornato successivamente dal CSE durante o al termine dell’esecuzione dei
lavori. Ad opera conclusa viene consegnato al committente che ha l’obbligo di aggiornarlo a
seguito di eventuali modifiche intervenute sull’opera durante la sua attività. Il fascicolo dell’opera
deve esser costituito da tre parti:
 Descrizione sintetica dell’opera e individuazione dei soggetti coinvolti: località del cantiere,
durata effettiva dei lavori, nominativo e recapito di tutti i soggetti coinvolti (progettista,
imprese, coordinatori)
 Individuazione dei rischi, delle misure preventive e protettive in dotazione dell’opera e di
quelle ausiliarie, per gli interventi successivi prevedibili sull’opera, quali le manutenzioni
ordinarie e straordinarie, nonché per gli altri interventi successivi già previsti o programmati.
 Informazioni utili al reperimento dei documenti tecnici dell’opera che risultano di particolare
utilità ai fini della sicurezza, siano essi elaborati progettuali o semplici informazioni (contesto in
cui è collocata l’opera, struttura architettonica e statica, impianti installati)
Documento Unico per la Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI): la realizzazione del
documento unico per la valutazione rischi da interferenze (più conosciuto con l'acronimo DUVRI, a
volte DVRI) è un obbligo in materia di sicurezza del lavoro e deve essere elaborato qualora
un'impresa esterna intervenga nell'unità produttiva di un azienda per effettuare lavori di
manutenzione o impiantare cantieri temporanei non soggetti all'obbligo di stesura del piano di
sicurezza e coordinamento PSC). La redazione di tale documento, quindi, è onere dell'azienda
committente, sia essa pubblica o privata; quest'ultima è tenuta a contattare il proprio fornitore
che deve, prima di iniziare l'attività prendere visione dei rischi riportati sul DUVRI e riconsegnarlo
al committente vistato per accettazione. I principali scopi del DUVRI, sono:

 Valutare i rischi derivanti dalle interferenze reciproche dovuti alle due diverse attività (ad
esempio uso di sostanze pericolose, formazione di scintille in ambienti con rischio esplosione,
presenza di rischio chimico, manomissione e intralcio delle via di fuga etc.).
 Indicare le misure adottate per eliminare i rischi da interferenza.
 Indicare le misure adottate per ridurre al minimo i rischi non eliminabili.
 Verificare che le maestranze incaricate dei lavori siano in possesso dei requisiti tecnici
adeguati.
 Accertare che le maestranze incaricate dei lavori siano in regola con le posizioni assicurative
INAIL.
 È strumento per individuare i costi della sicurezza.

Sono esclusi dal campo di applicazione solo gli interventi esterni configurabili come prestazioni
intellettuali e le semplici attività di consegna di merce o beni. Il DUVRI deve essere allegato al
contratto d'appalto o d'opera.

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