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UNIVERSITA’ CATTOLICA DEL SACRO CUORE

Facoltà di Medicina e Chirurgia

Corso di Laurea in infermieristica

Presidio Sanitario Ospedale Cottolengo di Torino

TESI DI LAUREA

L’INFERMIERE E L’EDUCAZIONE ALLA SALUTE NELLA SCUOLA

DELL’INFANZIA E PRIMARIA: DALL’ANALISI DEI BISOGNI ALLA

REALIZZAZIONE DI UN PROGETTO FORMATIVO

Relatore Correlatore
Chiar.mo Prof. Chiar.ma Prof.ssa
Riccardo SPERLINGA Chiara BOGGIO GILOT

Studente
Silvia PLATANIA

Anno Accademico
2009/2010
II
INDICE

INTRODUZIONE ………………………………………………………………. 1
Obiettivo .………………………………………………………………… 12
MATERIALI E METODI ………………………………………………………. 13
RISULTATI …………………………………………………………………….. 29
DISCUSSIONE………………………………………………………………….. 53
CONCLUSIONI…………………………………………………………………. 60
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA……………………………………………… 62
ALLEGATI
Allegato 1: diagramma di Gantt………………………………………… 66
Allegato 2: questionario A……………………………………………… 67

Allegato 3: scheda progetto 1…………………………………………… 69


Allegato 4: questionario B……………………………………………… 70
Allegato 5: scheda progetto 2…………………………………………… 73
Allegato 6: questionario C ……………………………………………… 74
Allegato 7: scheda progetto 3 …………………………………………… 77

Allegato 8: articolo ……………………………………………………… 78

III
INTRODUZIONE

Il cambiamento sociosanitario del Novecento

Grazie all'incremento del livello di conoscenze avvenuto attraverso la scolarizzazione, al


miglioramento delle condizioni igienico-alimentari e della qualità di vita, nonché ai
progressi in campo biomedico, lo stato di salute della popolazione italiana ha subito un
importante cambiamento, concretizzatosi in un incremento dell’aspettativa di vita alla
nascita del 18% dal 1960 a oggi (da 69 a 82 anni).1 Conseguenza di questo fenomeno è
stato un progressivo invecchiamento della popolazione, l’adozione di stili di vita diversi e,
dal punto di vista epidemiologico, la predominanza di una nuova tipologia di malattie
curabili ma non guaribili, le cosiddette patologie croniche.2
Nel 1948, inoltre, con l’istituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS),
vennero stabiliti degli obiettivi al fine di garantire a tutta la popolazione il godimento di
«uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello
stato di malattia o di infermità».3

Dalla cura delle malattie alla promozione della salute

Popolazione adulta e anziana


La principale peculiarità delle patologie croniche è il loro carattere degenerativo per cui,
una volta instaurate, non è più possibile la guarigione. Per questo motivo, al fine di
garantire la salute a tutta la popolazione, l’OMS rilevò come non fosse sufficiente investire
risorse solo in campo biomedico e farmacologico: si rendeva necessario, invece, trovare un
modo per agire prima della comparsa della malattia.
Una considerazione determinante è che queste patologie sono legate a fattori di rischio
comuni e modificabili: alimentazione ricca di grassi saturi e carboidrati semplici, consumo

1
Life expectancy at birth, total (years). In: http://data.worldbank.org/indicator/SP.DYN.LE00.IN/countries/I
T?display=graph (Ultimo accesso: 21-10-2010).
2
Pontieri GM. Considerazioni sugli aspetti del progresso biomedico nel XX secolo. In: Bernabeo RA,
Pontieri GM, Scarano GB. Elementi di storia della medicina. Padova: Piccin, 1993, p. 351-352.
3
Constitution of World Health Organization. In: http://www.who.int/governance/eb/who_constitutionen.pdf
(Ultimo accesso: 4-10-10).

1
di tabacco, abuso di alcol e mancanza di attività fisica. Tali condizioni possono generare
fattori di rischio intermedi: ipertensione, glicemia elevata, eccesso di colesterolo e obesità,
la cui concomitanza è responsabile della maggior parte dei decessi per malattie croniche in
entrambi i sessi (35 milioni di persone ogni anno in tutto l’Occidente4).

Secondo l’OMS circa l’80% di queste malattie potrebbe essere prevenuto eliminando
i loro fattori di rischio.5

Bambini e adolescenti
Per bambini e adolescenti la prima causa di morte nei Paesi occidentali sono gli incidenti;
essi sono, inoltre, fonte di disabilità gravi e comportano costi sociali e sanitari rilevanti.6
Dalle fonti dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) risulta che in Italia, nel 2003, 297
bambini (0-14 anni) sul totale della popolazione presente in quella fascia d’età (in media
7,9 su 100.000) sono morti a causa di un incidente.7
Le principali cause di morte e disabilità secondarie a traumi in questa fascia di età sono
cinque: incidente stradale, annegamento, avvelenamento, ustione e caduta.
Il Rapporto europeo sulla prevenzione degli infortuni nei bambini8, redatto dall’OMS,
sintetizza schematicamente l’importanza e l’entità del fenomeno, sottolineando l’enorme
potenziale rivestito dalle attività preventive (vedi tabella 1).

Secondo l'OMS la maggior parte degli infortuni è prevenibile attraverso opportuni


cambiamenti ambientali e comportamentali.9

4
Organizzazione Mondiale della Sanità. Prevenire le malattie croniche: un investimento vitale. Rapporto
globale dell’OMS. In: http://www.who.int/chp/chronic_disease_report/contents/Italian%20full%20report.pdf
(Ultimo accesso: 2-10-10).
5
Malattie non trasmissibili: il Piano d’azione OMS 2008-2013. In: http://www.epicentro.iss.it/temi/croniche/
pianoOms2008-2013.asp (Ultimo accesso 3-10-2010).
6
Infortuni: la prima causa di morte nei bambini europei. In: http://www.onuitalia.it/events/DossierEuropa.pdf
(Ultimo accesso 1-10-2010).
7
ISTAT. Annuario statistico italiano 2008. Roma: ISTAT, 2008.
8
European Report on Child Injury Prevention. In: http://www.euro.who.int/violenceinjury/injuries/20081205
(Ultima visita: 10-10-2010).
9
Action Plan for the Global Strategy for the Prevention and Control of Noncommunicable Diseases. In:
http://apps.who.int/gb/ebwha/pdf_files/A61/A61_8-en.pdf (Ultimo accesso: 2-2-2010).

2
Tabella 1: 10 fatti sugli infortuni accidentali nei bambini in Europa10

Gli infortuni sono la prima causa di morte in bambini e adolescenti tra 5 e 19 anni.
Sono 42.000 le morti nei bambini e adolescenti fino a 19 anni.
Le cause principali delle morti per infortunio sono incidenti stradali, annegamenti,
avvelenamenti, cadute e incendi.
Tre su quattro morti per infortunio coinvolgono ragazzi (fino a 19 anni).
Su 6 bambini che muoiono per infortunio 5 vivevano nei paesi più poveri.
Il tasso di mortalità nei paesi a basso e medio reddito è 3 volte maggiore di quello dei
paesi ricchi.
All’interno dei paesi le differenze nei tassi di mortalità arrivano fino a 9 volte.
Gli infortuni provocano un enorme drenaggio di risorse sanitarie e sociali con una stima
annua di 5 milioni di ricoveri e 70 milioni di visite al pronto soccorso nella regione.
Se tutti i paesi avessero gli stessi tassi di mortalità di quello con i tassi più bassi,
l’Europa potrebbe salvare 3 giovani vite su 4.
Alcuni degli interventi efficaci salvavita hanno un ritorno positivo sugli investimenti
(per esempio per ogni euro speso per gli allarmi antincendio si stima un risparmio
sociale pari a 69!; un euro speso per i seggiolini per le auto o per i caschi da bicicletta
permette di risparmiare rispettivamente 29!; un euro per i centri antiveleno ne fa
guadagnare 7).

Promozione della salute ed educazione alla salute

Permettere alla popolazione di godere di uno stato di salute migliore significa concentrare
la propria azione sulla promozione, educazione e responsabilizzazione alla salute degli
individui fin dalla più tenera età e non solo curarli quando il problema si manifesta.11
Per questo motivo l’educazione alla salute e la sua promozione sono obiettivi di cui l’OMS
ha sottolineato l’importanza in due documenti programmatici: la Carta di Ottawa nel 1984
e la Carta di Bangkok nel 2005. All’interno del primo viene definito “promozione della
salute” «il processo che permette alle persone di aumentare il controllo su di sé e

10
Infortuni: la prima causa di morte nei bambini europei. In: http://www.onuitalia.it/event/DossierEuropa.pdf
(Ultima visita: 10-10-2010).
11
La promozione della salute nelle scuole: obiettivi di insegnamento e competenze comuni. In: http://www.is
s.it/binary/publ/cont/081.pdf (Ultimo accesso: 10-10-2010).

3
migliorare la propria salute» 12 . Nel secondo documento, elaborato vent’anni dopo a
Bangkok13, vengono ribaditi e aggiornati la definizione di promozione della salute e gli
interventi strategici necessari ad attuarla: «La promozione della salute è il processo che
permette alle persone di aumentare il controllo sulla propria salute e sui suoi determinanti,
e dunque di migliorare la salute stessa. È una funzione centrale della sanità pubblica e
contribuisce alla lotta contro le malattie trasmissibili e non trasmissibili e contro altre
minacce per la salute»9.

Per quanto concerne l’educazione alla salute, all’interno del Glossario di Promozione della
Salute dell’OMS, si afferma che «l'educazione alla salute comprende le opportunità di
apprendimento costruite consapevolmente che coinvolgono alcune forme di
comunicazione, ideate per conoscere meglio la salute, per migliorare le cognizioni e per
sviluppare quelle capacità di vita che contribuiscono alla salute del singolo e della
comunità»14.

L’educazione alla salute nelle scuole

L’OMS, mediante la risoluzione di Vilnius15, ha individuato la scuola come luogo più


adatto per l’attività di promozione ed educazione alla salute.
Nel documento si afferma che «le scuole che promuovono salute hanno dimostrato di
essere in grado di migliorare benessere di tutta la comunità scolastica e, facendo parte di
una comunità sociale più ampia, rappresentano uno dei contesti privilegiati per ridurre le
disuguaglianze di salute»16. Già nel 1992 Consiglio d’Europa, Commissione europea e
OMS Europa avevano istituito il network Schools for Health in Europe (SHE), una rete di

12
Ottawa Charter for Health promotion. In: http://www.who.int/hpr/NPH/docs/ottawa_charter_hp.pdf
(Ultimo accesso 1-10-2010).
13
The Bangkok Charter for Health Promotion in a Globalized World. In: http://www.who.int/healthpromotio
n/conferences/6gchp/hpr_050829_%20BCHP.pdf (Ultimo accesso 1-10-2010).
14
Health Promotion Glossary Geneva. In: http://www.who.int/hpr/NPH/docs/hp_glossary_en.pdf (Ultimo
accesso 3-10-2010).
15
Migliorare le scuole attraverso la salute: Risoluzione di Vilnius. In: http://www.schoolsforhealth.eu/upload
/risoluzione%20Vilnius.pdf (Ultimo accesso 1-10-2010).
16
Better school through health: the third European Conference on Health Promoting Schools. In: http://www.
schoolsforhealth.eu/upload/Vilnius_resolution.pdf (Ultimo accesso 2-10-2010).

4
scuole attiva in 43 Paesi dell’Unione Europea (UE) con l’obiettivo di costituire un
background di esperienze a livello nazionale, europeo e globale, che legassero istruzione e
salute. Il piano strategico della rete per il 2008-201217 si pone come obiettivo principale
quello di dare supporto alle organizzazioni e ai professionisti sanitari per lo sviluppo della
promozione della salute nelle scuole.
Ancora l’OMS, nella Dichiarazione di Jakarta18, sottolinea che il settore delle cure sanitarie
è essenziale per realizzare le condizioni corrette per la salute nella società: «I professionisti
delle cure sanitarie possono essere riorientati a divenire promotori di salute e non
esclusivamente membri del servizio curativo»18.
All’interno del glossario di promozione della salute 19 l’OMS dichiara, alla voce
Promozione della salute basata sulle prove, che:

[…] Essendo la promozione della salute un ambito nel quale si può rispondere ai
bisogni di salute con azioni a livello individuale, interpersonale, comunitario,
ambientale e politico, essa trae informazioni da diversi tipi di prove che derivano da
una serie di discipline. Esse comprendono studi epidemiologici sui determinanti di
salute, valutazioni di programmi di promozione della salute, studi etnografici
relativi all’influenza sociale e culturale sui bisogni di salute, ricerche di tipo
sociologico sui modelli e sulle cause delle disuguaglianze, scienze politiche e studi
storici relativi al processo decisionale delle politiche pubbliche e ricerche
economiche di costo-efficacia degli interventi. Tra le tante applicazioni delle prove
alla progettazione in promozione della salute c’è l’identificazione dei risultati finali
di salute e degli impatti intermedi, che potrebbero essere presi in considerazione
per raggiungere gli obiettivi delle azioni di promozione della salute.

Nella tabella 2 vengono riportate in ordine cronologico le tappe più significative per la
sensibilizzazione, lo sviluppo e l’implementazione dell’educazione alla salute nelle
scuole20.

17
SHE strategic plan 2008-2012: Schools for Health in Europe network. In: http://www.schoolsforhealth.eu/
upload/SHEstrategicplan20082012.pdf (Ultimo accesso 2-10-2010).
18
Jakarta Declaration on Leading Health Promotion into the 21st Century. In: http://www.who.int/hpr/NPH/d
ocs/jakarta_declaration_en.pdf (Ultimo accesso 4-10-2010).
19
Who Health Promotion Glossary: new terms. In: http://heapro.oxfordjournals.org/content/early/2006/09/07
/heapro.dal033.full.pdf (Ultimo accesso 3-4-2010).
20
Health promoting School: Support Manual. In: http://www.healthed.govt.nz/uploads/docs/1429.pdf (Ulti-
mo accesso 10-10-2010).

5
Tabella 2: cronologia delle iniziative in materia di educazione alla salute nelle scuole

ORGANO
ANNO TITOLO OBIETTIVO
PROMOTORE

Carta di Sensibilizzare e sottolineare l’importanza


1984 OMS
Ottawa della promozione della salute.

European
network for Creare una rete di scuole che assieme si
1991 OMS Health coordino nell’elaborare e realizzare al loro
Promoting interno interventi di promozione della salute.
Schools (HPS)

Consiglio
d’Europa Schools for Coordinare, progettare e finanziare gli
1992 Commissione Health in interventi di promozione alla salute nella
europea Europe (SHE) scuola.
OMS Europa
Dimostrare l’efficacia degli interventi di
Risoluzione di educazione alla salute nelle scuole e
2007 OMS
Vilnius realizzare un piano strategico per la sua
realizzazione.

Esperienze e normativa di riferimento all’estero

Nei Paesi europei del Nord, specialmente Svezia e Norvegia, è obbligatorio insegnare
educazione alla salute ai bambini nelle scuole elementari e medie.21 In particolare vengono
affrontati argomenti quali manovre di primo soccorso, concetto di pericolo e prevenzione,
igiene dentale e alimentazione sana.22

21
Twelve year follow-up of a school-based health education programme. The Oslo Youth Study. In:
http://eurpub.oxfordjournals.org/content/4/3/195.abstract (Ultimo accesso 2-4-2010).
22
Tjomsland HE, Iversen AC, Wold B. The Norwegian Network of Health Promoting Schools: A Three-Year
Follow-Up Study of Teacher Motivation, Participation and Perceived Outcomes. Scandinavian Journal of
Educational Research Vol. 53, No. 1, February 2009, 89–102.

6
In Francia il Ministero della Sanità, in collaborazione con le Service d'Aide Médicale
d'Urgence (SAMU), ha approvato il programma “Apprendre à porter secours”, per la
scuola primaria, il quale si prefigge di insegnare ai bambini le manovre di primo
soccorso.23
Negli Stati Uniti il programma “Teaching Children to Save Lives Act” 24 è stato
implementato nelle scuole in collaborazione con American Heart Association rendendo
possibile, per gli studenti delle scuole pubbliche, apprendere le manovre di primo soccorso
e di rianimazione cardiopolmonare.

Esperienze e normativa di riferimento in Italia

Nell’ordinamento italiano, l’art.2 della legge n. 833/1978 comprende, tra le finalità


perseguite, la tutela della maternità e dell’infanzia, la promozione della salute nell’età
evolutiva e l’attuazione dei servizi medico-scolastici. L’art.14, lettere d) ed e) della stessa
legge, prevede l’adozione di misure per l’igiene e la medicina scolastica negli istituti di
istruzione pubblica e privata di ogni ordine e grado. I consultori, in particolare, devono
attuare un’azione di orientamento e informazione sulla prevenzione e sulla terapia delle
malattie nel neonato e nel bambino, nonché l’educazione sanitaria in ordine allo sviluppo
fisico, psichico e sociale del bambino nei primi anni di vita, all’igiene e alla dietetica della
prima infanzia, alla prevenzione degli incidenti domestici.
Il DPR 11.2.1961 n. 264 prevede servizi di medicina scolastica e la vigilanza igienica nelle
scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado. L’attività di tali servizi disciplinata dal
DPR 22.12.1967 n. 1518, comprende la profilassi, la medicina preventiva, la vigilanza
igienica, il controllo dello stato di salute di ogni scolaro e si avvale della collaborazione
della scuola nell’educazione igienico-sanitaria.

23
Formation aux premiers secors en milieu scolaire: École primaire. In: http://eduscol.education.fr/cid4753/e
cole-primaire.html (Ultimo accesso 1-10-10).
24
H.R. 4506: Teaching Children to Save Lives Act. In: http://www.govtrack.us/congress/bill.xpd?bill=h106-
4506&tab=related (Ultimo accesso 1-10-10).

7
Nell’attuale piano sanitario nazionale italiano (PSN)14, al punto 12.1 viene ulteriormente
sottolineata l’importanza degli interventi di promozione della salute all’interno della
scuola: «Valorizzare la scuola nella promozione di stili di vita salutari»25.
In tabella 3 è riportata la sintesi della normativa italiana su questo tema.

Tabella 3: normativa in Italia in materia di educazione e promozione della salute

Norma Obiettivo
Legge Promozione della salute nell’età evolutiva e attuazione dei servizi
833/1978 medico-scolastici. Adozione di misure per l’igiene e la medicina
scolastica. Ruolo dei consultori nell’educazione sanitaria, nella
prevenzione e nell’informazione.
Prevede servizi di medicina scolastica e la vigilanza igienica nelle
DPR 264/1961
scuole.
Profilassi, medicina preventiva, vigilanza igienica, controllo dello
DPR 1518/1967
stato di salute di ogni scolaro, educazione igienico-sanitaria.
PSN 2007-2010 Valorizzare la scuola nella promozione di stili di vita sani.
PSR 2007-2010 Promozione di comportamenti preventivi e stili di vita sani.

Il piano sanitario Regionale (PSR) del Piemonte 2007-2010 26 , nel terzo paragrafo,
dichiara che «una delle finalità principali di tale sistema sarà quella di sostenere la
funzione di comunicazione rivolta sia alla promozione di comportamenti preventivi e stili
di vita sani sia alla ricerca di adesione consapevole agli obiettivi di prevenzione, in modo
da potenziare una domanda di prevenzione senza la quale tutto il processo di ri-
orientamento e rafforzamento indicato risulterebbe privo di significato».
Nonostante la presenza di normativa specifica, sia a livello internazionale che nazionale,
nel nostro Paese non esistono ancora progetti formativi di educazione alla salute nella
scuola primaria stabiliti uniformemente a livello nazionale. Le iniziative nascono in seno a
istituzioni quali la Confederazione Italiana per la Promozione della Salute e l’Educazione

25
Documento preliminare informativo sui contenuti del nuovo piano sanitario nazionale 2010-2012. In:
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1252_allegato.pdf (Ultimo accesso 2-10-2010).
26
Piano socio-sanitario regionale 2007-2010. In: http://www.aslbi.piemonte.it/upload/CE/pss_20072010.pdf?
meid=127 (Ultimo accesso 3-10-2010).

8
Sanitaria (CIPES), il Centro di Documentazione per la promozione della Salute (DoRS) e
le singole Aziende Sanitarie Locali (ASL). Esse realizzano progetti nelle singole realtà in
base alla richiesta e all’adesione delle specifiche istituzioni scolastiche.

L’Infermiere come educatore e promotore della salute

Alla luce di quanto affermato finora, diviene necessario evidenziare, all’interno del profilo
dell’infermiere, le caratteristiche che lo rendono un professionista sanitario con la
competenza e la responsabilità necessarie per pianificare, realizzare e valutare un progetto
di promozione della salute all’interno delle scuole, secondo i principi e le direttive indicate
dall’OMS.
La professione infermieristica ha subito un notevole cambiamento negli ultimi vent’anni: il
Profilo professionale (D.M. 739 del 1994), il passaggio della formazione a livello
universitario e la promulgazione della legge 42/1999, hanno delineato un campo specifico
di intervento infermieristico, all’interno del quale «l'infermiere partecipa all'identificazione
dei bisogni di salute della persona e della collettività».
Nel Profilo professionale, al punto 2, si afferma che «L'assistenza infermieristica
preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa è di natura tecnica, relazionale, educativa. Le
principali funzioni sono la prevenzione delle malattie, l'assistenza dei malati e dei disabili
di tutte le età e l'educazione sanitaria».
Promuovere stili di vita sani, educando le persone assistite ad adottare comportamenti
adeguati per il proprio benessere psicofisico, è dunque una competenza e una
responsabilità dell'infermiere.
Per quanto concerne il ruolo dell’infermiere nell’educazione e promozione della salute
all’interno delle scuole è stata condotta una revisione della letteratura la cui sintesi è
riportata in tabella 4.

9
Tabella 4: principali studi scientifici infermieristici sul tema dell’educazione alla salute nelle scuole
Studio Disegno Obiettivo Intervento Risultati Discussione
Olson RK, Revisione Determinare Sono stati Nel 78% degli studi è Genitori e bambini
Heater bs, sistematica l’efficacia presi in presente un sottoposti a
Becjer AM A degli considerazio miglioramento in intervento
meta-analysis of interventi ne 84 studi termini di conoscenze e educativo da parte
the effects of infermieristi nell’arco capacità in materia di di infermieri hanno
nursing ci di temporale di salute. aumentato le
interventions on educazione 8 anni conoscenze e le
children and alla salute (1983-1990). capacità in campo
parents. MCN svolti su sanitario.
Am J Matern genitori e
Child Nurs. bambini.
1990 Mar-Apr;
15(2): 104
Wainwright P, Revisione Definire il Sono stati 37 studi su 51 L’infermiere
Thomas J, sistematica ruolo e considerati evidenziano il ruolo educatore e
Jones M. l’importanza 51 studi fondamentale promotore di salute
Health della figura nell’arco dell’infermiere come nella scuola
promotion and infermieristi temporale di trade union fra il aumenta la
the role of the ca come 10 anni servizio sanitario e consapevolezza e le
school nurse: a promotrice (1990-2000). quello educativo. conoscenze degli
systematic della salute studenti e possiede
review. nelle scuole. le competenze per
J Adv Nurs. progettare ed
2000 erogare questo tipo
Nov;32(5):1083 di servizio.
-91.
Whitehead D. Revisione Accertare il Sono stati In 76 studi la figura È importante che la
The health- sistematica ruolo, la considerati infermieristica soddisfa competenza
promoting competenza 89 studi i requisiti e ha le infermieristica si
school: what e nell’arco competenze idonee per integri all’interno
role for nursing? l’importanza temporale di il ruolo di educatore del contesto
J Clin Nurs. dell’infermie 5 anni nella scuola. In 7 studi scolastico con le
2006 re come (2001-2006). si ritiene che non basti altre figure docenti
Mar;15(3):264- promotore di la sola figura al fine di
71. interventi di infermieristica ma che prolungare più
educazione si debba integrare con possibile la
alla salute altre professionalità promulgazione dei
nella scuola. (medici, assistenti concetti affrontati.
sanitarie). In 6 studi
viene considerato
fondamentale
l’integrazione con il
corpo docenti dei
singoli istituti.

10
La revisione più recente, incentrata sul ruolo infermieristico, risale al 200627 e contiene i
risultati di più studi, nei quali l’infermiere svolge un’attività di promozione alla salute nella
scuola, riguardante specifici argomenti: promozione di un’alimentazione sana e
dell’attività sportiva, prevenzione dei traumi e manovre di primo soccorso, educazione
sessuale. Dallo studio, risulta che nel 78% dei casi (164/211) l’outcome ha soddisfatto
l’ipotesi di esito iniziale, rendendo efficaci gli interventi di promozione all’interno del
contesto scolastico.
In uno studio americano 28 , vengono presi in analisi campagne di educazione a stili
alimentari sani e all’incremento dell’attività sportiva in ragazzi afroamericani (in quanto
più predisposti alle malattie cardiovascolari). L'obiettivo dello studio è quello di dimostrare
che l'intervento educativo è in grado di incrementare la pratica sportiva e migliorare lo stile
alimentare dei ragazzi attraverso l'inserimento, durante la giornata, di spuntini a base di
frutta e verdura e la diminuzione del consumo di merendine e cibi contenenti grassi saturi.
In tutti i casi, nei due anni successivi all’intervento, è stato rilevato un miglioramento dello
stile dietetico e un incremento delle ore settimanali di attività sportiva.
Una revisione sistematica del 200829 dimostra come l'intervento di educazione alla salute
all'interno della scuola, attraverso la rappresentazione teatrale degli insegnamenti, sia
risultato più efficace della classica lezione frontale: gli studi considerati sono stati 8 e in
ognuno di essi veniva evidenziato un aumento dell’efficacia dell’intervento formativo in
termini di cambiamento dei comportamenti e incremento delle conoscenze specifiche.
Un’altra revisione, elaborata nel 200930, aveva l’obiettivo di valutare quale fosse il modo
più efficace per proporre l'intervento educativo nella scuola: attività isolate dalle altre
materie scolastiche oppure interventi formativi integrati con le altre discipline durante
l'anno. Nello studio si dimostra come l'intervento sia più efficace se affiancato alle altre
materie, nel corso di tutto l'anno scolastico, in modo da evitare la frammentazione e
aumentare la qualità e la quantità degli stimoli didattici forniti ai discenti.

27
Whitehead D. The health-promoting school: what role for nursing? Journal of Clinical Nursing. 2006
March;15;(3): 264–271.
28
Hackbarth D, Gall GB. Evaluation of school-based health center programs and services: the whys and
hows of demonstrating program effectiveness. Nurs Clin North Am. 2005 Dec;40(4):711-24.
29
Joronen K, Rankin SH, Astedt-Kurki P. School-based drama interventions in health promotion for
children and adolescents: systematic review. J Adv Nurs. 2008 Jul;63(2):116-31.
30
Peters LW, Kok G, Ten Dam GT, Buijs GJ, Paulussen TG. Effective elements of school health promotion
across behavioral domains: a systematic review of reviews. BMC Public Health. 2009 Jun 12;9:182.

11
In Italia il Ministero della Salute ha cofinanziato una ricerca dal titolo “Scuola promotrice
di salute”:

[…] Obiettivo della ricerca, condotta per circa due anni dalla regione dell’Umbria
in collaborazione con quella Toscana, è stato quello di identificare e sperimentare
un modello organizzativo/gestionale affinché la scuola stessa diventi protagonista
di un processo di promozione della salute. Lo studio […] ha preso spunto dalla
consapevolezza che è proprio nell’età evolutiva che si strutturano i tratti della
personalità che governano i comportamenti, le abitudini e gli stili di vita futuri. […]
La ricerca ha messo in evidenza una carenza di linguaggio comune fra gli operatori
dei servizi sanitari in tema di promozione della salute, e i limiti di una azione
educativa ancora troppo legata alla metodologia informativa-sanitaria. […] Questa
azione richiede dunque uno sforzo culturale e politico che ponga la scuola, la
famiglia, gli adolescenti al centro delle azioni collettive per la promozione della
salute, con interventi rivolti alla prevenzione e non dettati da emergenze e rischi. 31

OBIETTIVO
Promuovere iniziative di educazione alla salute per i bambini e per i genitori della scuola
dell’infanzia e primaria.

Sottobiettivi
1. Analizzare, attraverso un questionario somministrato ai genitori, i comportamenti nei
confronti del pericolo adottati dai bambini della scuola dell’infanzia.
2. Elaborare, realizzare e valutare un progetto di educazione alla salute rivolto ai
bambini della scuola dell’infanzia.
3. Analizzare i bisogni formativi e informativi dei genitori di bambini della scuola
dell’infanzia e primaria, in materia di educazione alla salute, tramite la
somministrazione di un questionario.
4. Effettuare un’analisi pre e post intervento formativo (progettato ad hoc), allo scopo di
valutare l’apprendimento dei genitori dei bambini della scuola dell’infanzia e
primaria.

31
Scuola promotrice di salute. In: http://www.salute.gov.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=112&sub=lang=it
(Ultimo accesso: 10-10-2010).

12
MATERIALI E METODI

Il lavoro è stato condotto in tempi distinti (vedi tabella 5 e diagramma di Gantt allegato 1).

Tabella 5: tempi di suddivisione del lavoro

TEMPO OBIETTIVO STRUMENTI PERIODO LUOGO


Verifica indiretta dei
comportamenti dei Questionario A
I Marzo 2009 Prima cintura
bambini di fronte al (allegato 2)
pericolo.
Progetto formativo per i
Scheda progetto Maggio 2009
II bambini della scuola Prima cintura
(allegato 3) Maggio 2010
dell’infanzia.
Analisi dei bisogni
Settembre 2009 Torino
educativi dei genitori nei Questionario B
III Marzo 2010 Prima cintura
confronti della salute dei (allegato 4)
Settembre 2010 Campagna
bambini.
Scheda progetto
Maggio 2010 Torino
Progetto formativo per i (allegato 5)
IV Luglio 2010 Prima cintura
genitori. Questionario C
Settembre 2010 Campagna
(allegato 6)
Dimostrazione e
laboratorio di primo Scheda progetto
V Settembre 2010 Torino
soccorso in una scuola (allegato 7)
primaria.

TEMPO 1
Verifica dei comportamenti adottati nei confronti del pericolo dai bambini della
scuola dell’infanzia e primaria, attraverso un questionario somministrato ai genitori.

Finalità del questionario A (allegato 2): progettare un intervento formativo basato sulle
necessità del contesto di riferimento, verificando indirettamente (attraverso i genitori),
quale sia il comportamento adottato dai loro bambini nei confronti dei pericoli domestici.

Destinatari: i genitori di tutti i bambini della scuola materna dell’Istituto Flora “Carlo
Lecchio” di Moncalieri (To).

13
Struttura: il questionario A è preceduto da una breve presentazione che illustra ai genitori
la finalità dell’indagine, la motivazione a rispondere, le istruzioni sulle modalità di
risposta, sulla privacy e sulla modalità di trattamento dei dati.
Al suo interno sono presenti 5 sezioni, ognuna delle quali ha lo scopo di indagare quale sia
la risposta del bambino di fronte a una delle seguenti situazioni:
1. rischi domestici generici;
2. pericolo generico;
3. malessere di un genitore;
4. piccolo incendio;
5. momentanea permanenza da solo.

La modalità di risposta è sempre multipla: per ogni domanda sono disponibili dalle tre alle
cinque possibilità di scelta. La prima domanda implica, in caso di risposta affermativa, la
richiesta di indicare quali sono i rischi più frequenti in ambiente domestico; vengono
fornite 7 scelte (basate sulla classificazione dei rischi domestici più comuni32) e un ottavo
campo nel quale specificare eventuali pericoli non presenti nella lista.
La prima bozza di questionario è stata sottoposta a un campione di 5 genitori via e-mail,
con l’obiettivo di valutare la comprensibilità delle domande e la loro pertinenza con lo
scopo dell’indagine. I suggerimenti sono stati integrati all’interno del questionario.

Caratteristiche
Il questionario è stato progettato affinchè corrisponda alle seguenti indicazioni33: anonimo,
adeguato nel lessico ai destinatari, con veste grafica facilitante la lettura e la risposta, con
domande brevi, con tempo necessario alla compilazione inferiore ai 10 minuti.

Procedure di somministrazione: il questionario A è stato distribuito dalla direttrice


dell’Istituto il 2 aprile 2009 a tutti i genitori dei bambini, con la richiesta di compilarne uno

32
Gli incidenti domestici. In: http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20010124_00/testo
integrale.pdf (Ultimo accesso 10-10-2010).
33
Come si costruisce un questionario: alcuni spunti dalla ricerca operativa. In: http://www.dors.it/alleg/0200/
Come_si_costruisce_un_questionario.pdf (Ultimo accesso 10-10-2010).

14
per ogni figlio o figlia, su base volontaria. Entro cinque giorni dalla consegna, era prevista
e richiesta la restituzione.

Report dei risultati per i genitori: i dati e la relativa analisi sono stati restituiti ai genitori
delle scuole, attraverso un articolo pubblicato sul periodico informativo dell’Istituto il 25
ottobre 2009 (allegato 8): in esso sono presenti anche la descrizione e i risultati
dell’intervento formativo effettuato a maggio 2009 con i figli frequentanti l’Istituto.

TEMPO 2
Elaborazione e valutazione di un progetto formativo per i bambini della scuola
dell’infanzia.

La realizzazione di questo obiettivo ha comportato la suddivisione del lavoro in due fasi.

FASE 1: individuazione dei temi da trattare durante l’evento.


In base ai risultati della ricerca bibliografica riguardante gli incidenti più frequenti in età
prescolare e ai risultati dell’indagine svolta grazie alla collaborazione dei genitori dei
bambini, sono stati individuati i seguenti argomenti:
• reazione in seguito a:
o contusioni e ferite;
o inalazione di corpi estranei nelle vie aeree (soffocamento);
o malessere di un genitore (composizione del numero 118);
• consapevolezza del pericolo derivante da:
o fuoco e fornelli;
o prese e circuiti elettrici;
o prodotti tossici (detersivi per la casa e medicinali).

FASE 2: realizzazione dell’evento formativo.


L’intervento rivolto ai bambini di 4-5 anni (su adesione volontaria) è stato condotto in due
sessioni della durata di 40 minuti ciascuna (il tempo è stato stimato sulla base

15
dell’intervallo medio di partecipazione attiva dei bambini34), in due giorni distinti. Per la
progettazione ci si è avvalsi della consulenza di uno psicologo dello sviluppo e di un
chirurgo pediatrico. Le due sessioni sono state tenute a una distanza di 10 giorni tra il
primo e il secondo incontro, per dare ai bambini la possibilità di rielaborare l’esperienza
vissuta. L’incontro, avvenuto all’interno del cortile della scuola, è stato sviluppato da un
gruppo multidisciplinare composto da tre infermieri (un infermiere docente universitario,
un’infermiera che opera nel servizio di emergenza territoriale 118 e un’infermiera
laureanda), secondo i seguenti criteri:
• utilizzo di disegni molto semplici con immagini chiave, che riproducessero le
situazioni di rischio e di pericolo più frequenti35: una pentola con acqua bollente in
cucina, la caduta durante una corsa, l’ingestione di farmaci e detersivi, l’ustione con i
più comuni agenti termici (fuoco, ferro da stiro). La particolarità di questi disegni è di
essere raffigurati come se fossero prodotti da bambini, allo scopo di aumentare il
coinvolgimento, la partecipazione e la comprensione dei discenti (vedi figura 1);
• narrazione di una fiaba a supporto dei disegni presentati, per una maggiore
comprensione e identificazione del bambino6,36,37;
• i formatori, come viene mostrato dalle figure 2 e 3, hanno utilizzato l’abbigliamento
come strumento di stimolo, per catalizzare l’attenzione dei bambini (abiti civili, camice
bianco e divisa del 118)38;
• simulazione delle situazioni di pericolo narrate dai formatori, con utilizzo di oggetti
rappresentativi39 (vedi figure 2 e 3);
• simulazione, effettuata dai bambini, dei comportamenti da adottare in caso di caduta, di
piccola ustione e di soffocamento (figure 2 e 3).

34
Rossi E. Autoregolazione del sistema mente-corpo. I ritmi ultradiani e la pausa di 20 minuti. Roma:
Astrolabio, 1993.
35
Arnold P, Smith J.D, Trayner B. Narrative: Designing for context in virtual settings. In: Figueiredo A.D.,
Afonso A.P. Managing Learning in Virtual Setting: the role of context, pp. 197-218, Hershey PA:
Information Science Publishing, 2006.
36
Creare contesti di apprendimento mediante la narrazione. In: http://www.itd.cnr.it/tdmagazine/PDF42/4_
Dettori_Morselli_TD42.pdf (Ultimo accesso il 10-10-2010).
37
Dettori G., Giannetti T. Ambienti narrativi per l’apprendimento, TD Tecnologie Didattiche, n. 37, pp. 20-
27, 2006.
38
Murdock M. L'immaginazione guidata con bambini e adolescenti, Esercizi e tecniche per l'apprendimento,
la creatività e il rilassamento. Roma: Astrolabio, 1989.
39
Joronen K, Rankin SH, Astedt-Kurki P. School-based drama interventions in health promotion for
children and adolescents: systematic review. J Adv Nurs. 2008 Jul;63(2):116-31.

16
Figura 1: fotografia dei disegni realizzati per il corso destinato ai bambini della scuola dell'infanzia

Nel secondo incontro:


• riepilogo dei concetti affrontati nell’incontro precedente, con domande aperte
riguardanti i comportamenti da adottare in caso di pericolo;
• esplicitazione del concetto di medicazione delle ferite e relativa simulazione di gruppo
e individuale da parte di tutti i bambini;
• chiamata dei soccorsi (quando è opportuno farlo, perché e come);
• visita di un’ambulanza all’interno del cortile della scuola, come momento ludico-
ricreativo (figure 2 e 3): ai bambini viene fornita un’immagine positiva dell’ambulanza,
permettendo loro di visitare il suo interno e interpretare i diversi ruoli dei
professionisti, immaginando quello che succede durante un servizio.

Le maestre, al termine di ogni incontro, hanno proposto ai bambini di rappresentare con un


disegno le esperienze vissute durante l’intervento educativo (figura 4).

17
A coronamento di questa esperienza di apprendimento viene consegnato un diplomino di
“primo soccorritore” a ogni bambino.

Lo stesso progetto è stato ripetuto a distanza di un anno (maggio 2010), nella sede
dell’associazione “Formazione Prevenzione e Primo Soccorso” (FPS) di Dorzano (Biella).
Gli aspetti metodologici e i materiali utilizzati sono stati gli stessi proposti durante il
precedente evento formativo.

Figura 2: foto del corso per i bambini nella scuola materna di Moncalieri

18
Figura 3: foto del corso per i bambini nella scuola materna di Moncalieri

19
Figura 4: disegni effettuati dai bambini della scuola materna di Moncalieri al termine dell'evento formativo

20
Figura 5: disegni effettuati dai bambini della scuola materna di Moncalieri al termine dell'evento formativo

21
TEMPO 3
Analisi dei bisogni educativi dei genitori nei confronti dei problemi di salute dei
bambini della scuola primaria e dell’infanzia, attraverso un questionario.

Finalità del questionario B (allegato 4): in seguito all’evento formativo svolto con i
bambini della scuola materna, un gruppo di genitori e la direttrice dell’Istituto hanno
richiesto di destinare un corso anche agli adulti, su argomenti inerenti la salute dei
bambini. La domanda è stata accolta ed è stato elaborato un questionario per identificare i
bisogni formativi espressi dai destinatari della formazione. Lo scopo di questa indagine è
stato quello di adattare l’intervento educativo alle necessità locali, al fine di fornire risposte
mirate agli interessi dimostrati.

Destinatari: sono state scelte tre diverse aree per distribuire i questionari, presso scuole che
hanno fatto richiesta di poter partecipare (vedi tabella 6).

Tabella 6: scuole nelle quali sono stati distribuiti i questionari

Torino: scuola primaria “Cottolengo”;


CITTA’
scuola dell’infanzia e primaria “Montessori”.

Moncalieri: scuola dell’infanzia “Carlo Lecchio”.


PRIMA
Grugliasco: Scuola primaria “St.Luisa De Marillac”.
CINTURA
Venaria: scuola primaria “Gramsci".

CAMPAGNA Dorzano (Bi): scuola dell’infanzia comunale.

Struttura: dopo aver analizzato i più recenti dati epidemiologici sui problemi prioritari nella
popolazione infantile italiana40, è stato stilato un questionario che comprendesse le diverse
aree riguardanti i problemi di salute più comuni.

40
Annuario ISTAT 2009: sanità e salute in Italia. In: http://www.epicentro.iss.it/temi/politiche_sanitarie/annu
ario_istat_09.asp

22
Le aree indagate dal questionario sono 7, ciascuna di queste suddivisa a sua volta in punti
che andassero a dettagliare l’argomento generale:
1. nozioni generali e cure in caso di malattie del bambino: malattie dell’apparato
respiratorio; malattie dell’apparato digerente; febbre; malattie esantematiche; malattie
della pelle; il dolore nel bambino; accrescimento e sviluppo;
2. prevenzione nei seguenti ambiti: incidenti domestici; incidenti al di fuori dell’ambito
domestico; malnutrizione; dipendenza da sostanze;
3. quando e come rivolgersi alle seguenti figure sanitarie: pediatra; guardia medica;
specialista; infermiere; pronto soccorso; servizio 118;
4. nutrizione: principi di nutrizione nel bambino; disturbi del comportamento alimentare;
sovrappeso e sottopeso;
5. attività extrascolastiche: attività sportiva; attività ricreative non sportive;
6. primo soccorso in caso di: traumi; reazioni allergiche; colpo di calore; avvelenamento;
shock elettrico; asfissia; emorragie; annegamento; perdita di coscienza;
7. disturbi comportamentali: disturbi da deficit dell’attenzione e iperattività; difficoltà di
apprendimento; disturbo da ansia di separazione; disturbo espressivo del linguaggio;
difficoltà nell’integrazione con i coetanei; bullismo.

Infine, è stata inclusa un’ultima sezione per permettere a genitori e docenti che lo
ritenessero necessario, di esprimere ulteriori bisogni formativi:

8. parteciperei volentieri a un corso sui seguenti argomenti: ………………………………


… ……………………………………………………………………………………………

Il questionario pilota è stato testato su 15 persone, per valutare problemi, informazioni


mancanti e comprensibilità delle domande. Le modifiche hanno riguardato
prevalentemente la parte grafica e hanno comportato l’aggiunta di brevi spiegazioni,
relative ad alcuni termini tecnici presenti nelle domande.
La modalità di risposta è chiusa e si avvale di una scala numerica per registrare l’interesse
riguardante i temi di salute presentati (grado d’interesse crescente da 1 a 4).

23
Caratteristiche: il questionario è anonimo, prevede l’uso di domande brevi, di termini
chiari e adotta una veste grafica facilitante la lettura e la risposta.

Procedure di somministrazione: la distribuzione è avvenuta ad aprile 2009 e a settembre


2010 nelle tre aree menzionate. Sono stati consegnati 350 questionari, così ripartiti: 180 in
città, 50 in prima cintura e 120 in campagna.

TEMPO 4
Realizzazione e valutazione tramite un questionario di un progetto formativo per i
genitori dei bambini della scuola dell’infanzia.

In base ai risultati della ricerca bibliografica, riguardanti le necessità educative espresse dai
genitori sul tema dei bisogni di salute dei bambini e ai risultati dell’indagine svolta grazie
ai questionari, sono stati individuati i seguenti argomenti prioritari:
• primo soccorso in caso di:
o asfissia;
o trauma;
o ustione;
o perdita di coscienza;
• prevenzione degli incidenti domestici;
• cura del bambino in caso di sintomi febbrili e malattie da raffreddamento.

L’intervento, rivolto a individui adulti che avessero figli di età compresa fra i 4 e gli 11
anni, è stato condotto in due sessioni distinte della durata di 120 minuti ciascuna. Le due
sessioni sono state effettuate a distanza di due settimane tra il primo e il secondo incontro.
L’evento formativo è stato realizzato in due sedi:
• scuola materna dell’Istituto Flora “Carlo Lecchio”, Moncalieri (To);
• associazione “Formazione Prevenzione e Primo soccorso” (FPS) di Dorzano (Bi).

24
La progettazione è avvenuta tramite un gruppo multidisciplinare composto da un
infermiere (docente universitario), un’infermiera laureanda, una psicologa e un chirurgo
pediatrico, secondo i seguenti criteri:
• proposta di un questionario (C) di valutazione dell’apprendimento, da compilare
prima e dopo l’evento formativo (allegato 6);
• presentazione audiovisiva realizzata ad hoc sui temi dell’urgenza e dell’emergenza
pediatrica;
• rappresentazione da parte dei formatori delle tecniche presentate e possibilità per i
partecipanti di simulazione delle stesse, con l’ausilio di un manichino per
l’esercitazioni di primo soccorso pediatriche;
• predisposizione di uno spazio per le domande durante la lezione.
Nel secondo incontro:
• riepilogo dei concetti affrontati nell’incontro precedente, con domande aperte
riguardanti i comportamenti da adottare in caso sia necessario un intervento di
primo soccorso;
• laboratorio di manovre di disostruzione delle vie aeree del bambino, con relativa
esercitazione sul manichino;
• somministrazione di un questionario di valutazione (C) del possesso di conoscenze
specifiche, al termine dell’evento formativo.

Le domande a risposta chiusa (una risposta esatta e tre alternative errate) sono state
formulate in base al programma affrontato durante il corso e sono in tutto 15.
La somministrazione del questionario è avvenuta all’inizio del primo intervento formativo
e alla fine del secondo (pre e post).
La modalità di somministrazione è stata anonima e l’adesione su base volontaria.

25
TEMPO 5
Dimostrazione e laboratorio di primo soccorso all’interno di una scuola elementare.

Il 17 settembre 2010, all’interno di una manifestazione scolastica presso la scuola primaria


“Cottolengo” di Torino, è stato allestito uno stand sul tema “Prevenzione e primo soccorso:
dimostrazioni e pratica”. Il progetto è stato elaborato da un infermiere docente
universitario e un’infermiera laureanda; l’intervento ha richiesto la presenza, sul posto, di
due infermieri laureandi.

Obiettivo del progetto: sensibilizzare i bambini e i genitori che partecipano alla


manifestazione (in occasione della festa della scuola) sui temi della prevenzione sanitaria e
sugli elementi di primo soccorso.

Destinatari: bambini da 6 a 11 anni, genitori e docenti.

Caratteristiche
Il progetto è stato realizzato all’interno del cortile della scuola, secondo i seguenti criteri:
• presentare l’attività di educazione alla salute in modo avvincente, allo scopo di
richiamare l’attenzione dei bambini;
• proporre attività esperienziale per i bambini e per i genitori, al fine di aumentarne il
coinvolgimento;
• somministrare il questionario di analisi dei bisogni formativi (B) ai partecipanti alle
attività pratiche.

Allestimento dello stand


Per attirare l’attenzione dei partecipanti alla manifestazione scolastica e per rendere
evidente la natura del tema affrontato presso lo stand, è stata utilizzata una croce bianca su
sfondo rosso, che simboleggiasse univocamente l’area del primo soccorso.
Su un supporto orizzontale, sono stati disposti i materiali necessari per medicare una ferita;
una sedia è stata predisposta per ospitare i bambini che volevano imparare a effettuare una
medicazione.

26
Attività proposte
Per i bambini più piccoli (prima e seconda elementare), è stato predisposto un laboratorio
di medicazioni, nel quale insegnare la procedura idonea da adottare in seguito a piccole
escoriazioni o ferite.
Ai genitori e ai docenti è stata offerta la possibilità di assistere, ogni 30 minuti (per tre ore),
a una dimostrazione delle manovre di primo soccorso pediatrico, da effettuare in caso di
ostruzione delle vie respiratorie e/o perdita di coscienza.
Al termine della dimostrazione i partecipanti, su richiesta, potevano provare a riprodurre
sul manichino pediatrico le manovre di disostruzione, assistiti dai formatori.
Alle persone adulte che richiedevano informazioni, è stato proposto di compilare il
questionario di analisi dei bisogni formativi e di esprimere un parere riguardo all’interesse
per questo genere di iniziative.

ANALISI DEI DATI

QUESTIONARIO A
È stata condotta un’analisi statistica descrittiva sul gruppo di genitori dei bambini della
scuola materna “Carlo Lecchio” per determinare indirettamente quali sono i
comportamenti adottati o prevedibili dei bambini nei confronti del pericolo.
Sono state analizzate le frequenze assolute e relative con intervalli di confidenza al 95%.

QUESTIONARIO B
È stata condotta un’analisi statistica descrittiva, per determinare quale sia il bisogno
formativo dei genitori dei bambini della scuola dell’infanzia e primaria in materia sanitaria.
L’analisi ha preso in considerazione:
• i dati personali e demografici dei compilanti (luogo di residenza, sesso, età, grado di
istruzione, nazionalità, numero di figli);
• il grado di interesse (da 1 a 4), espresso in merito ai diversi argomenti proposti, divisi
in 7 aree tematiche. 41

41
1: nozioni generali e cure pediatriche; 2: prevenzione; 3: quando e come rivolgersi alle diverse figure del
Sistema Sanitario; 4: nutrizione; 5: attività extrascolastiche; 6: primo soccorso; 7: disturbi comportamentali.

27
Metodologia
Analisi descrittiva: analisi delle frequenze assolute e relative dei 4 gradi di interesse
espressi per ogni item del questionario, suddividendo i risultati in base alla collocazione
geografica del campione (città, prima cintura, campagna). Per evidenziare quali aree
tematiche abbiano suscitato maggior interesse, è stata calcolata la media dei valori e la
deviazione standard ottenuti in ognuna delle 7 aree tematiche (considerando tutto il
campione).
Analisi della varianza: l'analisi della varianza a una via (1-way ANOVA) è stata impiegata
per il confronto fra i tre gruppi evidenziati, in base alla localizzazione geografica; l'analisi
Post-Hoc è stata condotta al fine di identificare la significatività delle differenze fra i tre
sottogruppi. Il livello di significatività " è stato ottenuto attraverso la correzione di
Bonferroni.
Infine, si è scelto di esautorare dall’analisi inferenziale, riguardante il confronto fra le tre
aree geografiche, le persone di differente nazionalità o provenienti da zone topologiche
diverse rispetto a quella di residenza e che abbiano effettuato tale trasferimento negli ultimi
5 anni. In questo modo è stato possibile evitare di "sporcare" l'analisi con risultati dalla
dubbia correlazione rispetto alla zona di interesse per il campionamento.

QUESTIONARIO C
L’analisi dei questionari pre e post formazione è stata realizzata al fine di valutare la
significatività dell’intervento formativo nel determinare un aumento delle conoscenze dei
genitori. Per il confronto tra la valutazione di base (t0) e il re-test (t1) è stato utilizzato il T-
test di Student per campioni appaiati a due code.

L’elaborazione statistica dei risultati è stata effettuata mediante SPSS Statistic, versione
Mac 19.0.0 (SPSS Inc. 2010)

28
RISULTATI

TEMPO 1
Verifica dei comportamenti adottati nei confronti del pericolo dai bambini della
scuola dell’infanzia e primaria, attraverso un questionario somministrato ai genitori.

Hanno risposto al questionario A 31 genitori sui 50 questionari distribuiti (62%).


Alla prima domanda, nella quale si chiedeva ai genitori se i loro bambini fossero già
incorsi in un incidente domestico, le risposte hanno prodotto i seguenti risultati:
• 3/31 (9,7%) non hanno mai corso il rischio di essere vittime di un incidente domestico
(IC 95%: 2% -25,8%);
• 12/31 (38,7%) non sono mai stati vittime di incidenti domestici ma hanno più volte
corso tale rischio (IC 95%: 21,8%-57,8%);
• 16/31 (51,6%) hanno già avuto incidenti domestici ed è necessaria una continua
vigilanza (IC 95%: 33,1% -69,8%);
I risultati riportati evidenziano che 28 bambini su 31 (90,3%) hanno corso il rischio di
avere un incidente domestico e più della metà del campione (51,6%) ne è stato vittima.

Nel grafico 1 viene rappresentata la distribuzione delle frequenze delle risposte, rispetto
alla tipologia di incidente domestico occorso ai bambini (volutamente non è stato richiesto
il livello di gravità dell’accaduto).

Grafico 1: distribuzione delle frequenze assolute per le diverse tipologie di incidente domestico

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29
Dal grafico si può notare come la tipologia più frequente di incidenti siano cadute e traumi
(26/31, 83,8%), seguita dal pericolo derivante dal forno e dai fornelli (9/31, 29%).
Viene considerato meno significativo il rischio derivante da balconi e finestre (4 risposte
su 31) e dai circuiti elettrici in pari merito con le sostanze tossiche (una risposta su 31).
Nessun genitore ha evidenziato un pericolo derivante da bagno e vasca.

In tabella 7 sono riportati i risultati del questionario (frequenze assolute e relative) inerenti
i diversi comportamenti adottati dai bambini nei confronti del pericolo.

Tabella 7: atteggiamenti reali o presunti dei bambini nei confronti dei pericoli
Piange,
Cerca Cerca di
Passivo Attivo ha crisi TOT
aiuto fuggire
nervose
1 11 13 5 1 31
Atteggiamento nei confronti del pericolo
generico. 3,2% 35,5 41,9 16,1 3,2 100%
0 24 7 0 0 31
Se il bambino assiste a un malessere dell’adulto
di riferimento. 0% 77,4% 22% 0% 0% 100%
2 6 11 10 2 31
Se il bambino assiste ad un incendio.
6,5% 19,4% 35,5% 32,3% 6,5% 100%
Se il bambino rimane per qualche minuto da 3 0 16 0 12 31

solo a casa. 9,7% 0% 51,6% 0% 38,7% 100%

6 41 47 15 15 124
TOTALE FREQUENZE
19 33,1% 37,9% 12,1% 12,1% 100%

Questi valori vengono, di seguito, descritti nel dettaglio.

Alla domanda su quale comportamento adottasse il bambino di fronte a un pericolo


generico, i genitori hanno risposto:
• 11/31 (35,5%) adotta un atteggiamento attivo, tentando di dare aiuto (IC 95%: 19,2%-
54,6%);
• 1/31 (3,2%) ha un atteggiamento passivo (IC 95%: 0,1%-16,7%);
• 13/31 (41,9%) cerca aiuto (IC 95%: 24,5%-60,9%);
• 5/31 (16,1%) cerca di fuggire (IC 95%: 5,5%-33,7%);
• 1/31 (3,2%) piange e ha crisi nervose (IC 95%: 0,1%-16,7%).
I risultati delle risposte evidenziano come 24 genitori su 31 (77,4%) ritengano che i loro
figli, di fronte a un pericolo, tendano a fornire aiuto in prima persona o cercando il

30
supporto di qualcuno. Solo 7 genitori su 31 (22,6%) ritengono che l’atteggiamento del
bambino sia passivo o tenda a non cercare soluzioni al problema.

Alla domanda su quale fosse il comportamento del bambino di fronte a un malessere


dell’adulto di riferimento, le risposte sono state:
• 24/31 (77,4%) dei bambini ha un atteggiamento attivo e tenta di soccorrere la persona
(IC 95%: 58,9%-90,4%);
• 7/31 (22,6%) cerca aiuto (IC 95%: 9,6%-41,1%).
È significativo come la percentuale dei bambini che tenta di fornire aiuto personalmente o
tramite terzi, in questa situazione, sia salito al 100%. Nessun genitore dichiara che il
proprio figlio, in questo caso, adotti un comportamento passivo, pianga o cerchi di fuggire.

Alla domanda su quale fosse il comportamento del bambino di fronte a un piccolo incendio
i risultati sono stati:
• 6/31 (19.4%) adotta un atteggiamento attivo e tenta di limitare i danni (IC 95%: 7,5 %-
37,5%);
• 2/31 (5%) ha un atteggiamento passivo (IC 95%: 0,8 %-21,4%);
• 11/31 (35,5%) cerca aiuto (IC 95%: 19,2 %-54,6%);
• 10/31 (32,3%) cerca di fuggire (IC 95%: 16,7%-51,4%);
• 2/31 (6,5%) piange e ha crisi nervose (IC 95%: 0,8%-21,4%).
In questo caso, la percentuale di bambini che tentano di fornire aiuto personalmente
diminuisce (19,4%), mentre aumenta il numero di bambini che cerca aiuto, piange o fugge.

Alla domanda su quale fosse il comportamento del bambino nel caso fosse rimasto per
qualche minuto da solo, le risposte sono state:
• 3/31 (9,7%) ha un atteggiamento passivo (IC 95%: 2,0 %-25,8%);
• 16/31 (21,6%) cerca aiuto (IC 95%: 33,1 %-69,8%);
• 12/31 (38.7%) piange e ha crisi nervose (IC 95%: 21,8 %-57,8%)
A differenza delle precedenti domande, la frequenza di risposte più alta si concentra
sull’ultima variabile “piange e ha crisi nervose”, attestandosi come la situazione che vede il
bambino nelle condizioni di maggiore difficoltà rispetto alle altre proposte.

31
TEMPO 2
Evento formativo di educazione alla salute su temi di prevenzione e primo soccorso
per i bambini della scuola dell’infanzia.

I bambini che hanno aderito all’evento avevano un’età compresa fra i 4 e i 5 anni.
Durante il primo incontro hanno partecipato 19 bambini. Durante il secondo incontro
hanno partecipato 21 bambini.
I risultati del progetto, per motivi di opportunità (legata al tempo e all’età dei discenti),
sono stati, fino a oggi, misurati esclusivamente durante l’esperienza.

I criteri considerati sono stati: la partecipazione, l'attenzione e l'entusiasmo.


La valutazione delle risposte alle domande proposte in itinere, durante il secondo incontro,
ha permesso un ulteriore accertamento dei concetti esposti; la riproduzione corretta delle
attività gestuali, all'interno degli eventi educativi, è stato un momento nel quale i formatori
hanno potuto accertare la correttezza delle informazioni e degli esempi forniti; la
memorizzazione di alcuni concetti fondamentali, come “l’ambulanza è buona” oppure il
numero dell’urgenza “1-1-8”; il numero e i contenuti dei disegni effettuati dopo gli
incontri, i quali, come si può vedere dalle figure 4 e 5, dimostrano la permanenza, nella
memoria dei bambini, delle esperienze vissute.

32
TEMPO 3
Analisi dei bisogni educativi dei genitori nei confronti dei problemi di salute dei
bambini della scuola primaria e dell’infanzia, attraverso un questionario.

Analisi descrittiva

Hanno risposto 222 persone su 350 (63%) di cui 103 in città, 37 nella prima cintura e 81 in
campagna. In tabella 8 vengono sintetizzate le caratteristiche sociodemografiche principali.

Tabella 8: caratteristiche sociodemografiche del campione di genitori


Numero figli
Età media
Maschi Femmine (media, DS) Nazionalità
(DS)
range 1-5
Città 15 88 1,5 (+-0,8) Italiana: 82
46% (13%) (87 %) Straniera: 21
Prima cintura 9 28 1,8 (+-0,9) Italiana: 29
17% (24%) 76 % Straniera: 8
36,9 (+- 4,27)
Campagna 13 68 2,1 (+-0,7) Italiana: 81
36% (16%) (84%) Straniera: 0
Italiana=192
Tot 37 185 1,8 (+-0,9)
Straniera=29

Viene presentata di seguito la frequenza assoluta e relativa delle risposte ai diversi item,
nonché le medie campionarie e la deviazione standard (DS) per ogni area tematica.
Sono evidenziati gli item che hanno riportato un grado di interesse superiore al 40% delle
risposte e, fra questi, sono in grassetto valori sopra il 50%. È importante rilevare che i
valori 1 e 2 (minor grado di interesse) non hanno mai superato la frequenza relativa del
32% delle risposte totali.

Tabella 9: media delle frequenze assolute e relative del totale delle risposte al questionario

GRADO DI
INDICARE PER OGNI ARGOMENTO IL PROPRIO GRADO DI - INTERESSE +
INTERESSE APPONENDO UNA “X” NELLA RELATIVA CELLA
1 2 3 4

1. NOZIONI GENERALI E CURE IN CASO DI:

71 13 63 75
Malattie dell'apparato respiratorio
32,0% 5,9% 28,4% 33,8%

18 45 100 59
Malattie dell’apparato digerente
8,1% 20,3% 45,0% 26,6%

33
GRADO DI
INDICARE PER OGNI ARGOMENTO IL PROPRIO GRADO DI - INTERESSE +
INTERESSE APPONENDO UNA “X” NELLA RELATIVA CELLA
1 2 3 4

15 63 96 48
Febbre
6,8% 28,4% 43,2% 21,6%

20 82 92 28
Malattie esantematiche
9,0% 36,9% 41,4% 12,6%

21 51 121 29
Malattie della pelle
9,5% 23,0% 54,5% 13,1%

16 48 75 83
Il dolore nel bambino
7,2% 21,6% 33,8% 37,4%

21 9 83 109
Accrescimento e sviluppo
9,5% 4,1% 37,4% 49,1%

Media e DS 2,84 +-0,83

2. PREVENZIONE NEI SEGUENTI AMBITI:

16 23 67 116
Incidenti domestici
7,2% 10,4% 30,2% 52,3%

18 10 101 93
Incidenti al di fuori dell’ambito domestico
8,1% 4,5% 45,5% 41,9%

38 7 107 70
Malnutrizione
17,1% 3,2% 48,2% 31,5%

42 10 116 54
Dipendenza da sostanze
18,9% 4,5% 52,3% 24,3%

Media e DS 3,06 +-0,46

3. QUANDO E COME RIVOLGERSI ALLE SEGUENTI FIGURE SANITARIE:

33 48 119 22
Pediatra
14,9% 21,6% 53,6% 9,9%

42 33 125 22
Guardia medica
18,9% 14,9% 56,3% 9,9%

30 61 101 30
Specialista
13,5% 27,5% 45,5% 13,5%

34
GRADO DI
INDICARE PER OGNI ARGOMENTO IL PROPRIO GRADO DI - INTERESSE +
INTERESSE APPONENDO UNA “X” NELLA RELATIVA CELLA
1 2 3 4

54 35 112 21
Infermiere
24,3% 15,8% 50,5% 9,5%

31 49 107 35
Pronto soccorso
14,0% 22,1% 48,2% 15,8%

45 33 108 36
Servizio 118 20,3% 14,9% 48,6% 16,2%

Media e DS 2,58 +-0,49

4. NUTRIZIONE

26 44 100 52
Principi di nutrizione nel bambino
11,7% 19,8% 45,0% 23,4%

26 92 67 37
Disturbi del comportamento alimentare
11,7% 41,4% 30,2% 16,7%

23 72 85 42
Sovrappeso e sottopeso 10,4% 32,4% 38,3% 18,9%

Media e DS 2,66 +-0,57

5. ATTIVITÀ EXTRASCOLASTICHE

20 65 96 41
Attività sportiva
9,0% 29,3% 43,2% 18,5%

22 16 67 117
Attività ricreative non sportive
9,9% 7,2% 30,2% 52,7%

Media e DS 2,69 +-0,62

6. PRIMO SOCCORSO IN CASO DI:

22 16 67 117
Traumi
9,9% 7,2% 30,2% 52,7%

14 11 84 113
Reazioni allergiche
6,3% 5,0% 37,8% 50,9%

8 28 88 98
Colpo di calore
3,6% 12,6% 39,6% 44,1%

35
GRADO DI
INDICARE PER OGNI ARGOMENTO IL PROPRIO GRADO DI - INTERESSE +
INTERESSE APPONENDO UNA “X” NELLA RELATIVA CELLA
1 2 3 4

9 14 66 133
Avvelenamento
4,1% 6,3% 29,7% 59,9%

6 21 86 109
Shock elettrico
2,7% 9,5% 38,7% 49,1%

7 27 75 113
Asfissia
3,2% 12,2% 33,8% 50,9%

9 16 80 117
Emorragie
4,1% 7,2% 36,0% 52,7%

8 19 74 121
Annegamento
3,6% 8,6% 33,3% 54,5%

7 9 54 152
Perdita di coscienza 3,2% 4,1% 24,3% 68,5%

Media e DS 3,37 +- 0,33

7. DISTURBI COMPORTAMENTALI

26 44 91 61
Disturbo da deficit di attenzione ed iperattività
11,7% 19,8% 41,0% 27,5%

28 34 105 55
Difficoltà di apprendimento
12,6% 15,3% 47,3% 24,8%

28 40 100 54
Disturbo da ansia di separazione
12,6% 18,0% 45,0% 24,3%

19 35 120 48
Disturbo espressivo del linguaggio
8,6% 15,8% 54,1% 21,6%

19 33 109 61
Difficoltà nell’integrazione con i coetanei
8,6% 14,9% 49,1% 27,5%

31 23 111 57
Bullismo
14,0% 10,4% 50,0% 25,7%

Media e DS 2,87 +-0,56

36
Nel grafico 2, per ognuna delle sette aree tematiche, viene presentato l’istogramma dei
valori medi di preferenza espressi dal totale del campione.

Grafico 2: istogramma delle medie relative al grado di interesse espresso in ciascuna area del questionario

B"

&"

%"

$"

!"

AC%%%"

Il grado di interesse più alto si rileva per l’area del primo soccorso (media 3,37, DS+-
0,33), seguita da quella della prevenzione (media 3,06, DS+-0,46), dei disturbi
comportamentali (media 2,87, DS +-0,56) e delle cure pediatriche (media 2,84, DS+-0,83).
All’interno di queste aree preferenziali, si è voluto stabilire se ci fossero significative
differenze fra l’interesse espresso dai tre gruppi geografici a cui è stato somministrato il
questionario. Al fine di comprendere meglio la distribuzione delle risposte, le stesse sono
state aggregate in due modalità:
• modalità A: risposte 1 e 2 della scala numerica (minor grado d’interesse);
• modalità B: risposte 3 e 4 della scala numerica (indice d’interesse maggiore verso
gli argomenti proposti; vedi grafico 3).

37
Grafico 3: frequenze relative dell’insieme dei valori 3 e 4 (modalità B) nelle aree tematiche che hanno
ottenuto un maggior grado di interesse

$!!H"
"
I!H"
" 7,..G"
J!H"
"
'(,:5"+,2.-(5"
B!H"
"
%!H"
75:D5>25"
"
!H"

7-()"D)8,5.(,+=)" '()@)2<,12)" '(,:1"*1++1(*1" E,*.-(F,"


+1:D1(.5:)2.5/," AC"%%%"

Come si può evincere dal grafico 3, il maggior grado d’interesse evidenziato per l’area del
primo soccorso corrisponde all’86% delle risposte in città, il 69% in prima cintura e 87%
in campagna (DS +-10,1). In seconda posizione, l’area della prevenzione, è percepita come
interessante dall’81% dei genitori in città, dal 53% in prima cintura e dall’82% in
campagna. L’analisi della varianza sarà approfondita più avanti.

Analisi descrittiva per ogni singolo item del questionario

Qui di seguito vi è una rappresentazione grafica delle risposte espresse dall’insieme


completo dei genitori, considerando, in ognuna delle 7 aree considerate, i singoli item.

38
1. Nozioni generali e cure nei confronti dei principali argomenti di interesse pediatrico
Come si evince dal grafico, possiamo dire che l’item che desta più interesse riguarda
l’accrescimento e lo sviluppo del bambino (1.7), subito seguito dal tema del dolore (1.6).
Nozioni e cure in caso di:
1.1 malattie dell’apparato
$9$" respiratorio;
$" 1.2 malattie dell’apparato
$9K" $9%" digerente;
%"
1.3 febbre;
&" 1.4 malattie esantematiche;
1.5 malattie della pelle;
$9J" $9&" B" 1.6 dolore nel bambino;
1.7 accrescimento e sviluppo.

$9#" $9B"

2. Prevenzione
L’area della prevenzione, come dimostrato in precedenza, ha suscitato nei genitori un forte
interesse, risultando seconda solo al tema del primo soccorso. All’interno dell’area è da
rilevare come gli item riguardanti gli incidenti domestici (2.1) e gli incidenti al di fuori
dell’ambito domestico (2.2), risultino i più scelti dai genitori, tanto da totalizzare il 52%
delle risposte sul grado 4 di interesse per il primo e il 41% per il secondo.

%9$" Prevenzione nei seguenti


ambiti:

$" 2.1 incidenti domestici;


2.2 incidenti al di fuori
%" dell’ambito domestico;
2.3 malnutrizione;
%9B" %9%" &" 2.4 dipendenza da sostanze.

B"

%9&"

39
3. Quando e come rivolgersi alle figure sanitarie del Sistema Sanitario Nazionale
Quest’area ha destato meno interesse rispetto alle altre, attestandosi su valori inferiori al
15% delle risposte per il maggior grado di interesse (4), seppur abbia raccolto la maggior
frequenza per il grado di interesse 3, in tutti gli item.
&9$"
Quando e come rivolgersi alle
seguenti figure sanitarie:
$"
&9J" &9%" 3.1 pediatra;
3.2 guardia medica;
%"
3.3 specialista;
3.4 infermiere;
&" 3.5 pronto soccorso;
3.6 servizio 118.
B"
&9#" &9&"

&9B"

4. Nutrizione
All’interno di quest’area si attesta un livello di interesse maggiore per il primo item
(principi generali di nutrizione): nella scala numerica, i punti 3 e 4 raccolgono per questo
punto il 66,4% delle risposte totali.

Nutrizione:
B9$"
4.1 principi generali;
4.2 disturbi del
$"
comportamento alimentare;
4.3 sovrappeso e sottopeso.
%"

&"

B"

B9&" B9%"

40
5. Attività extrascolastiche
All’interno di questo gruppo viene espresso un valore molto alto (52,7%) per il secondo
item (attività ricreative non sportive). I genitori che abitano in campagna hanno
manifestato il maggiore interesse per questo tema (56% delle risposte), seguiti dai genitori
della città (55%) e, infine, da quelli della prima cintura (38%).
Il grafico d’area non viene riportato in quanto non realizzabile con due sole variabili.

6. Primo soccorso
Quest’area ha raccolto il maggior numero di frequenze per il grado 4 della scala numerica
utilizzata. Gli item che hanno suscitato più interesse sono il 6.9 (perdita di coscienza),
seguito dal 6.4 (avvelenamento) e dal 6.8 (annegamento).

Primo soccorso in caso di:


J9$"
6.1 traumi;
$" 6.2 reazioni allergiche;
J9L" J9%"
6.3 colpo di calore;
6.4 avvelenamento;
%"
6.5 shock elettrico;
6.6 asfissia;
J9I" J9&"
&" 6.7 emorragie;
6.8 annegamento;
6.9 perdita di coscienza.
B"

J9K" J9B"

J9J" J9#"

7. Disturbi comportamentali
Questo gruppo si attesta in terza posizione per preferenza, dopo l’area del primo soccorso,
e l’area della prevenzione. La più alta frequenza di risposte è stata raccolta dal terzo punto

41
della scala numerica di gradimento, prediligendo l’item 7.4 (disturbo espressivo del
linguaggio), il 7.5 (bullismo) e il 7.1 (deficit dell’attenzione e iperattività).
Disturbi comportamentali:
K9$"
7.1 deficit dell’attenzione e
iperattività;
$" 7.2 difficoltà di apprendimento;
K9J" K9%" 7.3 disturbo da ansia di
separazione;
%" 7.4 disturbo espressivo del
linguaggio;
&" 7.5 difficoltà di integrazione con
i coetanei;
7.6 bullismo.
B"
K9#" K9&"

K9B"

Analisi della varianza a una via (ANOVA oneway)

La varianza rispetto ai valori medi espressi da ciascun gruppo di genitori, per ogni singola
area del questionario, ha l’obiettivo di comprendere se, all’interno dei gruppi, sussistano
bisogni significativamente diversi. Il test accetta o rifiuta l'ipotesi nulla che le medie dei
gruppi siano uguali tra loro. Per questo motivo, per ciascun sottogruppo geografico, è stata
calcolata la media dei valori epressi per ogni item all’interno di ciascuna area tematica
(grado d’interesse da 1 a 4), la deviazione standard, l’errore standard, l’intervallo di
confidenza e i valori minimi e massimi a esso associati.
L’ANOVA permette di dimostrare una differenza significativa fra almeno due gruppi su
tre. Per identificarli e quantificare tale differenza è necessario avvalersi del test Post-Hoc.
La prima colonna confronta i tre gruppi (campagna, prima cintura e città).
La quarta colonna “Sig.” corrisponde al valore “p” (la significatività statistica) con un
livello " del 5% .
L’analisi sarà condotta per ogni area tematica del questionario.

42
1. Nozioni generali e cure pediatriche

Valori medi per i tre gruppi:

Viene mostrato di seguito l’esame della varianza: possiamo notare come il fattore Between
abbia una significatività p<0,001: questo dimostra che, fra almeno due dei gruppi messi a
confronto, esiste una rilevante differenza fra la medie delle risposte fornite per quest’area
tematica, indice di un diverso grado d’interesse.

Alla luce di quanto detto, possiamo notare una differenza rilevante fra i risultati ottenuti da
campagna e prima cintura (p=0,001) e, ancor di più, fra città e prima cintura (p<0,000)
(seconda riga).

43
2. Prevenzione

Valori medi per i tre gruppi:

L’analisi della varianza identifica una differenza significativa (p=0,047, ai limiti quindi dei
valori stabiliti di 0,05) almeno fra due gruppi su tre.
Il Post-Hoc test evidenzia una differenza ai limite della significatività solo fra prima
cintura e città (p=0,053). Poiché quest'area tematica, in linea con quanto riportato
dall'analisi delle medie statistiche e delle deviazioni standard, è di primaria importanza in
relazione alla percezione dei bisogni della popolazione campione, i risultati dei test
dell'ANOVA e Post-Hoc saranno attentamente discussi in seguito in quanto "driver"
principali nella costituzione di un progetto formativo efficace.

44
3. Quando e come rivolgersi alle figure del Sistema Sanitario Nazionale

Valori medi per i tre gruppi:

L’analisi della varianza identifica una differenza significativa (p=0,024) almeno fra due
gruppi su tre. Il Post-Hoc test evidenzia questa differenza fra prima cintura e città.

45
4. Nutrizione

Valori medi per i tre gruppi:

L’analisi della varianza identifica una differenza molto significativa (p<0,000) almeno fra
due gruppi su tre. Il Post-Hoc test evidenzia questa differenza fra campagna e prima
cintura e fra città e prima cintura.

46
5. Attività extrascolastiche

Valori medi per i tre gruppi:

Anche in questo caso l’ANOVA identifica una differenza molto significativa (p<0,000)
almeno in due gruppi su tre. Il Post-Hoc test evidenzia che questa differenza sussiste fra
campagna e città e fra città e prima cintura (p=0,000).

47
6. Primo soccorso

Valori medi per i tre gruppi:

Per l’area del primo soccorso l’esame della varianza identifica una differenza significativa
(p=0,007) fra almeno due gruppi su tre. Il Post-Hoc test mostra che questa differenza
sussiste solo fra campagna e prima cintura.
Come evidenziato anche per il gruppo 2 (prevenzione), quest'area tematica, in linea con
quanto riportato dall'analisi delle medie statistiche e delle deviazioni standard, è di
primaria importanza in relazione alla percezione dei bisogni della popolazione campione: i
risultati dei test dell'ANOVA e Post-Hoc saranno attentamente discussi in seguito in
quanto fondamentali per la costituzione di un piano di formazione efficace.

48
7. Disturbi comportamentali

Valori medi per i tre gruppi:

Non ci sono differenze significative nell’area tematica dei disturbi comportamentali.


Il Post-Hoc test conferma l’ipotesi nulla (nessuna differenza significativa fra i tre gruppi).

49
TEMPO 4
Realizzazione e valutazione tramite un questionario di un progetto formativo per i
genitori dei bambini della scuola dell’infanzia.

Il questionario è stato sottoposto a 75 soggetti di cui 12 in prima cintura e 63 in campagna,


prima e dopo aver frequentato il corso. Tutti i questionari distribuiti sono stati restituiti
compilati (100%).
In tabella 10 sono esposti i risultati del T-Test per campioni appaiati, in modo da
confrontare le medie di risposte esatte ed errate nei due campioni, evidenziandone lo
scostamento al tempo 0 e al tempo 1 (prima e dopo l’intervento formativo).
!
Tabella 10: T-Test per campioni appaiati (pre-post intervento formativo)"

La media e la deviazione standard delle risposte giuste prima dell’intervento sono


perfettamente sovrapponili per tutto il campione: 4, +-1,08 (26% di tutte le domande).
Anche nel post intervento la media e la deviazione standard del campione completo sono
sovrapponibili, attestandosi al valore di 10,4, +- 1,4. (70% di tutte le domande).
I risultati del T-test evidenziano una p <0,001, molto significativa, a dimostrare l’efficacia
dell’intervento formativo, indipendentemente dalla località.

50
Nel grafico 4 si possono confrontare i risultati dei test per i gruppi campagna e città;
il p <0,001 è analogo per i due i campioni; questo valore permette di rifiutare l’ipotesi
nulla (le differenze fra risposte esatte prima e dopo il corso dipendono dal caso) e
affermare che l’intervento è stato determinante nell’aumentare la percentuale di risposte
corrette.
Per motivi di tempo e di opportunità il corso non è stato realizzato nell’area cittadina.

Grafico 4: percentuali di risposte errate ed esatte prima e dopo il corso, nelle due località (N=75)

51
TEMPO 5
Dimostrazione e laboratorio di primo soccorso all’interno di una scuola elementare.

I risultati del progetto, per motivi legati al tempo e al contesto dell’intervento, sono stati
misurati esclusivamente durante l’esperienza.
I criteri presi in considerazione sono stati:
• il numero di bambini che hanno richiesto di partecipare al laboratorio di medicazioni;
• la riproduzione corretta, da parte dei partecipanti, delle attività gestuali all'interno delle
simulazioni, allo scopo di accertare la correttezza delle informazioni e degli esempi
forniti;
• il numero dei genitori che ha chiesto di assistere e partecipare alla simulazione delle
manovre di primo soccorso;
• il numero dei genitori che ha chiesto di essere contattato per poter partecipare al corso
di prevenzione e primo soccorso proposto;
• il numero dei genitori che ha chiesto di essere contattato per far partecipare il figlio al
corso dedicato ai bambini.

Alla manifestazione erano invitati tutti i bambini iscritti alla scuola primaria Cottolengo
(161). Di questi solo una parte era presente nel cortile dove era allestito lo stand di primo
soccorso e prevenzione in quanto erano in corso altre manifestazioni nei cortili adiacenti.
Non è dunque possibile risalire al numero di bambini presenti al momento dell’intervento.
Nonostante ciò, si ritengono indicativi del grado di interesse i valori riportati di seguito;
essi si riferiscono a un arco temporale di tre ore.
• Bambini che hanno partecipato al laboratorio “medicazioni”: 73.
• Genitori che hanno partecipato alla simulazione delle manovre di primo soccorso: 38.
• Genitori che hanno chiesto di essere contattati per partecipare al corso completo: 19.
• Genitori che hanno chiesto di essere contattati per il corso dedicato ai bambini: 14.

52
DISCUSSIONE

Prima di discutere i risultati di ogni singolo tempo del lavoro, è necessario spiegare, alla
luce delle premesse esposte nell’introduzione, quale sia il razionale che ha spinto a
intraprendere tutte le iniziative illustrate.
È stato evidenziato, alla luce del cambiamento sociodemografico degli ultimi 50 anni, il
valore che riveste la prevenzione, al fine di garantire il massimo godimento della salute per
tutti i cittadini. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, a questo proposito, ha sottolineato
l’importanza fondamentale rivestita dagli interventi educativi e ha suggerito la scuola quale
contesto più adatto. Affinché un intervento educativo sia efficace, è necessario che sia
progettato in base alle caratteristiche epidemiologiche della popolazione di riferimento e al
suo bisogno formativo.
La scelta di attuare una strategia multimodale (analisi dei bisogni in/formativi di bambini e
genitori e conseguenti interventi educativi) è basata sulla convinzione che gli interventi di
educazione alla salute rivolti ai bambini non possono che coinvolgere anche i genitori degli
stessi. Gli eventi formativi sono stati condotti separando appositamente i bambini dai
genitori, in modo da poter modulare gli obiettivi e le strategie didattiche a seconda delle
diverse fasce d’età.
Per questo motivo, il lavoro è stato suddiviso in più tempi, analizzando prima i dati
epidemiologici riguardanti i principali problemi di salute nei bambini, elaborando
successivamente un questionario per analizzare i bisogni educativi espressi dalla
popolazione appartenente a diversi contesti geografici (per rilevare possibili differenze) e,
grazie a questi dati, progettando, realizzando e valutando due interventi formativi: uno
destinato ai bambini della scuola dell’infanzia e primaria e uno per i loro genitori.

La figura 6 mostra il percorso progettuale che, a partire dall’obiettivo generale di garantire


il massimo godimento della salute per tutti, ha condotto all’interno della scuola per
intraprendere interventi di educazione alla salute.

53
Figura 6: percorso progettuale

*,-+*-.!
()*+!
/,01+2,-.!
"#$%&'!

+8,2+1,090:,.!

50*1.7,4.!
.5.9,;,!2+,!
/,;0:5,!

<57+*4+57,!
3*+4+56,05+! +2)-.6,05+! =0*1.7,4,! "-)09.!

,57+*4+57,!.1/,+57.9,! 4.9)7.6,05+!!

TEMPO 1

I risultati del questionario A sono in linea con i dati epidemiologici riguardanti i principali
problemi di salute nei bambini: più del 90% dei genitori, infatti, è sensibile al tema degli
incidenti domestici e il 50% di essi dichiara che il proprio figlio ne è già stato vittima,
rendendo sorveglianza e prevenzione fattori indispensabili per la salvaguardia della loro
salute.
Un altro dato importante, emerso da questa indagine, è che, di fronte a un pericolo, la
maggior parte dei bambini assume un atteggiamento attivo o comunque cerca aiuto (71%
del totale delle risposte nei diversi casi). Questo aspetto avvalora la tesi, già riportata in
letteratura, che anche bambini così piccoli (4 e 5 anni) sono in grado di apprendere concetti
basilari di educazione alla salute, quali chiamare il 118 in caso di pericolo, portare le mani
al collo per segnalare la sensazione di soffocamento, nonché i principali e più importanti
concetti di prevenzione dei rischi domestici (riconoscimento delle sostanze tossiche,
comprensione del pericolo derivante da fuoco, fornelli, prese e circuiti elettrici). Non sono
rari i casi di cronaca in cui sono bambini piccoli ad attivare gli aiuti per i genitori, per i
nonni, etc…

54
TEMPO 2

I bambini, nella suddetta fascia d’età, sono facilmente impressionabili (in senso positivo) e,
così come riscontrato in letteratura, memorizzano molti concetti in modo estremamente
efficace, quanto più li hanno potuti concretizzare attraverso un apprendimento
esperienziale. Sebbene non siano stati misurati i risultati in termini di acquisizione delle
conoscenze nel medio lungo termine, il riscontro ottenuto all’esito degli incontri e,
successivamente, dai feedback dei genitori, dimostrano una qualità percepita dell’evento
molto elevata. A questo proposito, è da sottolineare come gli stessi genitori, dopo il primo
intervento formativo tenuto nella scuola di Moncalieri (To), abbiamo mosso la richiesta di
estendere l’iniziativa anche agli adulti, dimostrando in questo modo interesse per
l’argomento e, indirettamente, esprimendo un bisogno formativo.
I limiti di questa iniziativa si possono riscontrare nel suo carattere sporadico e
nell’impossibilità di poter intraprendere un percorso educativo graduale, che permetta una
valutazione ed eventuale ricalibrazione degli obiettivi di apprendimento in base alle
risposte dei discenti. Possibili sviluppi futuri di questo progetto implicherebbero la
proposta di una serie di interventi educativi sviluppati in più incontri durante l’anno: in
questo modo sarebbe possibile considerare la risposta, l’interesse e permettere una precisa
valutazione degli effetti dell’evento.

TEMPO 3

L’analisi dei bisogni formativi dei genitori è stata l’operazione più corposa e interessante
di questo lavoro.
I 222 su 350 questionari restituiti (63%) sono un primo indicatore dell’interesse dimostrato
per tematiche di tipo sanitario.
L’analisi descrittiva ha permesso di individuare, in linea con i dati epidemiologici attuali
del nostro Paese, che i genitori ritengono di avere un bisogno formativo prevalente
nell’area del primo soccorso e della prevenzione; la letteratura ha più volte sottolineato che

55
la prima causa di morte nei bambini è secondaria a incidenti traumatici e, fra questi,
rivestono un’importanza fondamentale quelli in ambito domestico.
La possibilità di realizzare un singolo intervento di educazione alla salute, sulle tre macro-
aree geografiche, è subordinata alla possibilità che gli individui residenti in tali aree
identifichino analoghi bisogni formativi: disamina riconducibile all'inferenza sul grado di
interesse, i cui risultati sono stati ampiamente dimostrati dai dati presentati in precedenza.
Tuttavia, si è deciso di andare a effettuare un controllo più approfondito, tramite test
dell'ANOVA One Way e Post-Hoc, in modo da stabilire, quantificare e spiegare, sotto le
stringenti ipotesi di omoschedasticità del campione (analoga varianza) e di normalità di
distribuzione della funzione "interesse", il grado di significatività dei risultati presentati
(analisi e confronto delle medie, intervallo di confidenza delle stesse).
Focalizzando l'attenzione sulle aree tematiche risultate più interessanti per il campione
(prevenzione e primo soccorso), è stata considerata la varianza dei risultati ottenuti dai tre
gruppi geografici: l’analisi dimostra una differenza significativa solo per l’area tematica
del primo soccorso, con un p=0,007 a fronte di un p=0,047 (ai limiti, quindi, della
significatività) per l’argomento prevenzione.
Come riportato in precedenza, il diverso grado di interesse si esplicita maggiormente fra
campagna e prima cintura, nell’area formativa relativa al primo soccorso: analizzando il
campione totale, sotto l'ipotesi di omoschedasticità, è da notarsi un interesse percentuale
maggiore per la campagna (+3.5%) e minore per la prima cintura (-1.75%); analoghi
risultati si ritrovano per l'area della prevenzione, con un upper bound (limite superiore)
costituito nuovamente dalla campagna.
È consigliabile quindi, perseguendo l'acribia filologica necessaria all'analisi statistica,
vagliare attentamente le ipotesi sotto le quali tale analisi è stata condotta.
L'omoschedasticità del campione è infatti un'ipotesi particolarmente stringente e che soffre
della difficile reperibilità di campioni con adeguata varietà nell'identità geografica, nel
percorso formativo, nel processo di educazione etc... Essendo i risultati perfettamente in
linea con quanto detto e, dimostrando al contempo l'efficacia del piano formativo proposto
attraverso i risultati del test pre e post, verranno ora analizzate le conseguenze
deterministiche (ad azione principale sul valor medio) e stocastiche (ad azione principale
sulla varianza) dei "campanelli d'allarme" imposti dai test ANOVA One Way e Post-Hoc:

56
• differente percezione dei problemi in riferimento a una precisa area geografica.
Problematiche di centrale importanza per la popolazione autoctona di una precisa area
geografica (siti soggetti a rischio frana, annegamento, radioattività etc..) sposteranno la
media di interesse generale tanto più verso il basso quanto più il problema è percepito
come preponderante. Non sono state infatti introdotte funzioni peso, che tengano in
conto adeguato il problema, nè è stato possibile introdurre un controllo o aumentare il
numero delle identità geografiche, in modo da alleviare il problema stesso. Il tutto
consta in una non normalità della distribuzione di probabilità, ipotesi necessaria ai test
condotti;
• mancanza di alcuni punti/non ottimizzazione del questionario in base all'area di
pertinenza. Per quanto detto sopra, la mancanza/non ottimizzazione del questionario in
base all'identità geografica acuisce il problema di spostamento della media. Per fare
fronte al problema, è da proporsi un campione maggiormente diversificato o un’analisi
preliminare in loco tramite strutture sanitarie. Ciò consta nuovamente in una non
normalità della distribuzione di probabilità, che rende necessario prendere le dovute
distanze dai test di basso livello (più rigorosi) condotti in precedenza. La percezione
del questionario è inoltre influenzata dalle righe di presentazione dello stesso: il
riferirsi chiaramente a un piano formativo per la popolazione fa sì che non venga
giudicato effettivamente il grado di interesse, ma piuttosto si tenda a identificare
un'area in cui ci si sente carenti a livello nozionistico/operativo, alzandone
inconsciamente il valor medio;
• distanza dalle strutture ospedaliere/efficacia delle stesse. Analogo problema risulta
nella possibilità o meno di beneficiare efficacemente e in tempi rapidi di un ausilio
medico competente, spostando l'interesse verso quelle problematiche nei confronti
delle quali non ci si sente sufficientemente protetti dall'attuale sistema sanitario locale:
variabile che esula dalla dimostrazione di efficacia di un singolo piano formativo, a
fronte di piani diversificati per area topologica;
• differente livello di formazione specifica. Ai fini di una più semplice inferenza sui dati,
si è deciso di non introdurre funzioni peso che tenessero in debito conto il livello di
formazione sanitaria specifica o della presenza di progetti di formazione pregressi e
attivi nella zona di campionamento. Il grado di conoscenza e formazione, per quanto

57
detto in precedenza, influisce sui dati, creando un "rumore" di difficile stima e
spostando la media di interesse verso il basso, quando presenti e attivi specifici piani
formativi autoctoni (azione prevedibile nel caso di prevenzione e primo soccorso).

TEMPO 4

L’intervento educativo dedicato ai genitori dei bambini è stata un’esperienza che ha


permesso ai formatori di verificare di persona il vivo interesse dei discenti per gli
argomenti trattati. Durante i corsi, sono state poste numerose domande, si sono susseguiti
molteplici interventi e sono state intavolate diverse discussioni. I laboratori gestuali sono
stati momenti molto apprezzati, nonostante l’iniziale timidezza e la difficoltà nel
comprendere e riprodurre le manovre.
Un buon indicatore del contributo positivo che possono aver apportato questi interventi è
senz’altro rappresentato dal questionario C, che, come esposto nei risultati, ha dimostrato
una differenza molto significativa (p<0,000) fra il numero di domande giuste prima e dopo
il corso. A fronte di questo risultato molto positivo, sarebbe interessante, in futuro,
riproporre il test allo stesso campione, al fine di comprendere quali sono i concetti che
hanno impressionato di più la memoria dei discenti e, all’opposto, quali non sono stati
ritenuti. Grazie a questo tipo di analisi, sarebbe possibile riprogettare il corso,
approfondendo maggiormente la trattazione dei temi che hanno ottenuto una percentuale di
risposte corrette inferiore.

TEMPO 5

L’intervento svolto all’interno della scuola primaria “Cottolengo” di Torino, a carattere


divulgativo, aveva come scopo non tanto quello di indurre un aumento delle conoscenze,
come invece è stato per gli interventi formativi realizzati nei tempi 2 e 4, bensì quello di
sondare il livello di interesse dei genitori e dei bambini che partecipavano quel giorno alla
manifestazione scolastica, in merito a temi di carattere sanitario.

58
Questo interesse è stato misurato empiricamente in base all’affluenza dei soggetti alle
iniziative proposte (laboratorio di primo soccorso e di medicazione delle ferite) e in base
alle numerose domande ricevute, sia dai bambini che dagli adulti, riguardo ai problemi
sanitari. Da sottolineare la curiosità dei bambini che più volte hanno chiesto se le figure
presenti fossero medici o infermieri e, alla risposta “infermieri”, hanno posto domande
inerenti all’identificazione del ruolo di questa figura.
È comprensibile che l’interesse dei bambini sia stato mediato anche dall’offerta
esperienziale fornita attraverso l’uso di bende, garze e cerotti, che assumevano per loro i
caratteri di un gioco, portandoli a impersonare la parte del curante e del malato. Una
riflessione importante, avvalorata da un articolo scientifico precedentemente citato [29], è
che il gioco di ruoli faciliti estremamente l’acquisizione di nuovi concetti e contribuisca,
più di altri strumenti didattici, alla ritenzione nel tempo di tali argomenti. Questa
esperienza, quindi, assume valore nel determinare una strada percorribile nell’elaborazione
degli eventi formativi dedicati ai bambini.
Anche per i genitori, si è potuto constatare un grado di interesse rilevante, non solo in base
al livello di partecipazione alle simulazioni, ma, soprattutto, per la successiva richiesta di
poter frequentare un corso completo. Per dare significato a tale ipotesi, sarebbe utile
verificare quanti genitori, a distanza dall’evento, rimangano intenzionati a frequentare il
corso. Un limite di questi eventi divulgativi potrebbe essere, infatti, quello di essere fonte
di interesse solo nell’arco di tempo limitato all’evento stesso.

59
CONCLUSIONI

L’educazione alla salute è un’attività in continua evoluzione, favorevole a proposte e


sviluppi di nuove iniziative da parte di tutti i professionisti che lavorano nell’ambito
sanitario. L’idea iniziale, dalla quale è nato il desiderio di affrontare questo tema, era
quella di approfondire le modalità con cui l’infermiere poteva esprimere la sua competenza
professionale come promotore ed educatore in ambito sanitario. La conclusione e
l’approdo, dopo questa intensa esperienza, hanno portato ad apprezzare alcuni aspetti
rivelatisi determinanti per rendere efficaci gli interventi affrontati.
Prima di tutto, sin dall’inizio, si è dimostrato indispensabile un approccio multidisciplinare
rispetto alle diverse fasi del lavoro: dall’analisi dei bisogni alla vera e propria realizzazione
dei progetti formativi. Grazie agli psicologi consultati è stato possibile, infatti, scegliere la
modalità più idonea per analizzare i bisogni della popolazione di riferimento, procedendo
alla stesura dei questionari e utilizzando una terminologia adeguata al campione; inoltre, il
loro contributo è stato molto prezioso durante la progettazione degli interventi formativi
dedicati ai bambini e ai loro genitori, in quanto ha permesso di individuare le modalità più
idonee per esporre i temi trattati, soprattutto in relazione all’età dei bambini.
All’interno della stessa professione infermieristica, è stato necessario avvalersi di
competenze specifiche ed esperte: le tematiche riguardanti l’area dell’emergenza e
dell’urgenza pediatrica hanno richiesto infatti il contributo di un’infermiera che conoscesse
l’argomento in modo approfondito.
L’analisi dei questionari, invece, ha richiesto il supporto di un epidemiologo e di uno
statistico, al fine di valutare, interpretare, dare un “peso” ai risultati ottenuti e, attraverso
questi dati, procedere correttamente all’elaborazione degli interventi educativi.
Il chirurgo pediatrico ha contribuito, partecipando come formatore ai corsi per i genitori in
campagna, ad arricchire, soddisfare e completare la richiesta formativa evidenziata
dall’analisi dei questionari: è da notare infatti, che, subito dopo il tema del primo soccorso
e della prevenzione, sia risultato un alto grado d’interesse per l’area riguardante nozioni
generali e cure delle principali patologie pediatriche, di competenza specifica medica.
Il progetto non sarebbe stato realizzabile, inoltre, se non avesse incontrato il favore e la
disponibilità dei coordinatori didattici e degli insegnanti delle scuole che hanno ospitato gli

60
interventi: questo dimostra l’interesse e la sensibilità espressi per questo argomento e
sottolinea il valore che ha la scuola come contesto più idoneo ad accogliere e diffondere i
progetti di educazione alla salute. La collaborazione di queste figure è stata, assieme
all’entusiasmo dimostrato dai discenti, uno dei punti di forza del lavoro affrontato.
Nonostante il progetto si sia svolto nell’arco di 24 mesi, non è stato possibile valutare, nel
tempo, l’efficacia degli interventi formativi dedicati ai bambini. Rimangono tuttora senza
risposta domande quali, ad esempio “nei mesi successivi al corso, i genitori hanno notato
un cambiamento nel comportamento adottato dai bambini nei confronti del pericolo?”.
Sarebbe interessante, in futuro, riproporre il questionario A allo stesso campione, al fine di
evidenziare un possibile scostamento dai risultati ottenuti prima dell’intervento educativo e
dopo.
Un possibile sviluppo futuro, potrebbe consistere nella proposta di realizzare più interventi
educativi durante l’anno, in modo da affiancare l’educazione alla salute all’insegnamento
delle altre discipline, estendendo gli argomenti trattati anche alle altre problematiche
sanitarie riguardanti i bambini e gli adolescenti.

Appare evidente, in conclusione, come l’elaborazione e la realizzazione di un progetto


educativo debba avere un carattere interdisciplinare: i diversi professionisti, come gli
strumenti di un’orchestra, si concertano per raggiungere, attraverso l’integrazione e
l’arricchimento reciproco, un comune obiettivo – in questo caso, la promozione e
l’educazione alla salute.
Come dimostrato dal lavoro di questa tesi, l’infermiere può esprimere la sua competenza
professionale elaborando, coordinando e partecipando positivamente alle diverse fasi del
progetto formativo: ciò che contraddistingue e arricchisce la sua professione, infatti, è
porre al centro la Persona, qualsiasi sia l’attività svolta con essa, riconducendola sempre e
in ogni intervento, alla sua complessità e alla sua unicità.

61
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• Documento preliminare informativo sui contenuti del nuovo piano sanitario nazionale
2010-2012. In: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1252_allegato.pdf
(Ultimo accesso 2-10-2010).

64
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http://www.salute.gov.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=112&sub=lang=it (Ultimo
accesso: 10-10-2010).
• Gli incidenti domestici. In:
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20010124_00/testointegrale.
pdf (Ultimo accesso 10-10-2010).
• Come si costruisce un questionario: alcuni spunti dalla ricerca operativa. In:
http://www.dors.it/alleg/0200/Come_si_costruisce_un_questionario.pdf (Ultimo
accesso 10-10-2010).
• Creare contesti di apprendimento mediante la narrazione. In:
http://www.itd.cnr.it/tdmagazine/PDF42/4_Dettori_Morselli_TD42.pdf (Ultimo
accesso il 10-10-2010).
• Annuario ISTAT 2009: sanità e salute in Italia. In:
http://www.epicentro.iss.it/temi/politiche_sanitarie/annuario_istat_09.asp

65
ALLEGATO 1: DIAGRAMMA DI GANTT

66
ALLEGATO 2: QUESTIONARIO A

Gentili genitori,
nell’ambito di un progetto di educazione alla salute all’interno delle scuole, i vostri
bambini saranno invitati a partecipare ad un laboratorio diviso in due incontri sul tema del
primo soccorso sanitario.
L’obiettivo di questi appuntamenti sarà fornire loro le conoscenze adatte per reagire
positivamente e correttamente verso eventuali piccoli incidenti: cadute, ustioni da fuoco e
da liquidi, piccoli sanguinamenti, ingestione di sostanze pericolose.
Nel pieno rispetto della loro età ed impostando la formazione in modo divertente e
costruttivo, i vostri bambini acquisiranno in breve la capacità di comprendere quali
possano essere le situazioni di pericolo per loro.
Allo scopo di identificare l’attuale modello di comportamento nei confronti del pericolo
dei vostri figli, vi chiediamo di compilare questo breve questionario le cui risposte mirano
ad evidenziare i comportamenti adottati o prevedibili.
Vi ringraziamo per la disponibilità.

Sezione 1: rischi domestici generici


Nei confronti dei rischi sotto elencati, in quale delle seguenti affermazioni vi identificate
maggiormente?
1) Mio figlio/a non ha mai avuto nessun incidente in casa e non ha mai rischiato di
incorrerci.
2) Non abbiamo mai avuto incidenti in casa ma più volte c’è stato il rischio (segnare
con una o più crocette quali sono i rischi più frequenti).
3) Abbiamo già avuto incidenti in ambito domestico ed è necessaria un’attenta
vigilanza per evitarne altri (segnare con una o più crocette quali sono i rischi più
frequenti).

□Prese e circuiti elettrici


□Forno e fornelli
□Balconi e finestre
□Cadute, spigoli e schiacciamento delle dita in porte o cassetti
□Detersivi, medicinali e altre sostanze tossiche.
□Bagno, vasca.
□Utensili pericolosi: coltelli, forbici, elettrodomestici ecc.
□Altro: specificare …………………………………………………………………

Sezione 2: Atteggiamento nei confronti del pericolo generico


1) ha un atteggiamento passivo
2) ha un atteggiamento attivo e tenta di fare qualcosa per essere d’aiuto
3) cerca aiuto
4) cerca di fuggire
5) piange ed ha crisi nervose

67
Sezione 3: Se il bambino assiste ad un malessere dell’adulto di riferimento:
1) ha un atteggiamento passivo
2) ha un atteggiamento attivo e tenta di soccorrere la persona
3) cerca aiuto
4) piange ed ha crisi nervose
5) cerca di fuggire

Sezione 4: Se il bambino assiste ad un piccolo incendio (nel caso non fosse mai successo
ipotizzare il possibile atteggiamento):
1) ha un atteggiamento passivo
2) ha un atteggiamento attivo e tenta di limitare i danni (ad es. cerca dell’acqua per
spegnere il fuoco)
3) cerca aiuto
4) piange ed ha crisi nervose
5) cerca di fuggire

Sezione 5: Se il bambino rimane per qualche minuto da solo a casa (o si perde in altro
luogo, es. spiaggia o supermercato):
1) ha un atteggiamento passivo
2) cerca aiuto
3) piange ed ha crisi nervose
4) cerca di fuggire

68
ALLEGATO 3: SCHEDA PROGETTO DEL CORSO DI PREVENZIONE E
PRIMO SOCCORSO PER I BAMBINI DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

Tempi Primo modulo Secondo modulo

15 min Accoglienza e breve presentazione dei Accoglienza e breve ripasso degli argomenti
formatori e dei bambini. trattati nel precedente modulo.

45 min 118 e servizio di emergenza: 118 e servizio di emergenza:


- qual è lo scopo del 118. - quando e come chiamare il 118.

60 min Concetto di pericolo e situazioni di Approccio ai pericoli e alle situazioni di


emergenza: emergenza:
- cos’è un pericolo; - asfissia: segno del soffocamento;
- tipologie di pericolo ed esempi attraverso - puntura di insetto;
il racconto e l’illustrazione animata di - ferita;
fiabe; - trauma (fratture, contusioni, distorsioni,
- riconoscimento del pericolo attraverso la strappi ecc.);
simulazione delle situazioni; - ustione;
precedentemente esposte. - veleni;
- perdita di coscienza del genitore.

60 min Prevenzione: Laboratorio


- interventi ambientali; - simulazione degli interventi proposti.
- interventi comportamentali;
- stili di vita ed educazione.

30 min Spazio per domande, dubbi, Spazio per domande, dubbi,


delucidazioni. delucidazioni.

69
ALLEGATO 4: QUESTIONARIO B

Torino, aprile 2010

Gentili genitori e insegnanti,


i programmi educativi in ambito sanitario hanno l’obiettivo ambizioso di far adottare modelli
di comportamento utili per apprendere un sano stile di vita e per mantenere una buona
salute.
Il nostro intervento ha come scopo quello di rinforzare ed aumentare gli insegnamenti
positivi impartiti dalle famiglie ai loro bambini attraverso l’acquisizione e l'applicazione di
conoscenze specifiche.
Sulla base di questo presupposto Le chiediamo di rispondere alle domande del seguente
questionario che ha la finalità di indagare il bisogno di educazione alla salute dei genitori e
dei docenti nei confronti dei bambini.
Grazie ai risultati di questa indagine sarà possibile progettare programmi di formazione i più
possibile rispondenti ai desideri espressi dalle famiglie e dei docenti destinatari
dell’intervento educativo.
La ringraziamo anticipatamente per il tempo che dedicherà alla compilazione del
questionario.

Cordialità

DATI DEL COMPILANTE


Barrare con una "X" la casella corrispondente e completare i dati richiesti
nell'apposito spazio.
RUOLO
(si possono barrare entrambe) Genitore Docente
SESSO Maschio Femmina
ANNI COMPIUTI
CITTADINANZA Italiana Straniera
PROFESSIONE
(facoltativo)
N° FIGLI MASCHI ETA’
N° FIGLIE FEMMINE ETA’

70
GRADO DI
LE CHIEDIAMO DI INDICARE PER OGNI ARGOMENTO IL SUO GRADO DI - INTERESSE +
INTERESSE APPONENDO UNA “X” NELLA RELATIVA CELLA
1 2 3 4

1. NOZIONI GENERALI E CURE IN CASO DI:

1. Malattie dell'apparato respiratorio (sindrome da raffreddamento, mal di


gola, bronchite, asma)

2. Malattie dell’apparato digerente (reflusso gastroesofageo, mal di pancia,


mal di stomaco, stipsi, diarrea, coliche)

3. Febbre: quando si tratta di febbre, come comportarsi

4. Malattie esantematiche (varicella, morbillo, parotite, pertosse, rosolia,


scarlattina)

5. Malattie della pelle (dermatiti, acne, orticaria, crosta lattea, verruche,


micosi)

6. Il dolore nel bambino: interventi farmacologici e non farmacologici

7. Accrescimento e sviluppo: tappe della crescita, eventuali problemi

2. PREVENZIONE NEI SEGUENTI AMBITI:

1. Incidenti domestici (cadute, ustioni, ferite, soffocamento, shock elettrico,


avvelenamento, annegamento): come rendere l’ambiente più sicuro e quali
strategie adottare per tenere i bambini lontani dal pericolo

2. Incidenti al di fuori dell’ambito domestico: pericoli in auto, bicicletta e nei


luoghi di comune frequentazione in età pediatrica

3. Malnutrizione: sottopeso, sovrappeso, disturbi del comportamento alimentare

4. Dipendenza da sostanze (fumo, alcool e droghe)

3. QUANDO E COME RIVOLGERSI ALLE SEGUENTI FIGURE SANITARIE:

1. Pediatra

2. Guardia medica

3. Specialista

4. Infermiere

5. Pronto soccorso

6. Servizio 118

4. NUTRIZIONE

1. Principi di nutrizione nel bambino: alimentazione durante la crescita

71
GRADO DI
LE CHIEDIAMO DI INDICARE PER OGNI ARGOMENTO IL SUO GRADO DI - INTERESSE +
INTERESSE APPONENDO UNA “X” NELLA RELATIVA CELLA
1 2 3 4

2. Disturbi del comportamento alimentare: identificarli, comprenderne i rischi

3. Sovrappeso e sottopeso: identificarli, comprenderne i rischi

5. ATTIVITÀ EXTRASCOLASTICHE

1. Attività sportiva: criteri di scelta e importanza

2. Attività ricreative non sportive: possibilità e indicazioni

6. PRIMO SOCCORSO IN CASO DI:

1. Traumi: contusioni, fratture, ferite, ustioni

2. Reazioni allergiche

3. Colpo di calore

4. Avvelenamento

5. Shock elettrico

6. Asfissia (soffocamento)

7. Emorragie

8. Annegamento

9. Perdita di coscienza

7. DISTURBI COMPORTAMENTALI

1. Disturbo da deficit di attenzione ed iperattività

2. Difficoltà di apprendimento

3. Disturbo da ansia di separazione

4. Disturbo espressivo del linguaggio

5. Difficoltà nell’integrazione con i coetanei

6. Bullismo

8. PARTECIPEREI VOLENTIERI A UN CORSO SUI SEGUENTI ARGOMENTI:


(è possibile includere soggetti presenti nel precedente elenco e/o altri non menzionati)

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ALLEGATO 5: SCHEDA PROGETTO DEL CORSO PER GLI ADULTI

Tempi Primo modulo Secondo modulo

15 min Accoglienza, breve presentazione degli Accoglienza e predisposizione della


argomenti delle lezioni, compilazione del lezione.
questionario di valutazione iniziale.

45 min 118 e servizio di emergenza: 118 e servizio di emergenza:


-articolazione del 118; - quando e come effettuare
-organizzazione dei servizi di emergenza. correttamente la chiamata al 118;
- simulazione di chiamata al 118.

60 min Concetto di pericolo e situazioni di Approccio ai pericoli e alle situazioni


emergenza: di emergenza:
- differenza fra urgenza ed emergenza; - perdita di coscienza;
- tipologie di pericolo; - asfissia;
- riconoscimento del pericolo (asfissia, - shock anafilattico;
trauma, ustione, avvelenamento, - convulsioni;
disidratazione). - trauma (fratture, contusioni,
distorsioni, strappi ecc.);
- ustione;
- ferite;
- punture di insetto;
- avvelenamento;
- iperpiressia, diarrea;
- reazione allergica.

60 min Prevenzione: Laboratorio


- interventi ambientali; - simulazione degli interventi proposti
- interventi comportamentali;
- stili di vita ed educazione.

30 min Spazio per domande, dubbi, Spazio per domande, dubbi,


delucidazioni. delucidazioni.

10 min Questionario di valutazione delle


competenze acquisite.

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ALLEGATO 6: QUESTIONARIO C

1) Lo scopo del servizio 118 è:


a. trasportare nel più breve tempo possibile la persona malata presso la struttura più
adeguata alla sua cura;
b. permettere all'infortunato di raggiungere rapidamente la struttura dove ha prenotato il
ricovero;
c. valutare la situazione e iniziare il trattamento sul luogo se dovesse essere necessario;
d. apportare un intervento risolutivo di emergenza.

2) Quando si chiama la centrale operativa 118 quale delle seguenti affermazioni è


vera:
a. è fondamentale attuare un primo intervento di soccorso alla vittima prima di chiamare
il 118, in modo da permettere alla stessa di essere più stabile durante la richiesta dei
soccorsi;
b. è fondamentale fornire nome e cognome della vittima, età e nazionalità, in modo da
permettere agli operatori di accedere alle informazioni sanitarie sulla stessa ed erogare
l'assistenza più adeguata;
c. è importante ascoltare le domande che saranno rivolte in quanto da esse dipenderà
l'assegnazione del mezzo di soccorso più adeguato;
d. è importante condurre la telefonata con rapidità per non lasciare la vittima da sola e
senza assistenza.

3) Davanti al bambino infortunato, qual è l'ordine più corretto nel quale analizzare le
sue funzioni vitali?
a. Stato di coscienza, attività respiratoria, attività cardio-circolatoria;
b. attività respiratoria, attività cardio-circolatoria, stato di coscienza;
c. stato di coscienza, attività cardio-circolatoria, attività respiratoria;
d. attività cardio-circolatoria, attività respiratoria, stato di coscienza.

4) In caso di emorragia dal naso si deve:


a. posizionare il bambino con il capo rivolto verso l'alto;
b. sdraiare il bambino;
c. posizionarlo col capo verso il basso e bagnargli la fronte;
d. stringere con due dita la parte alta del naso.

5) In caso di asfissia, dobbiamo:


a. dare subito da bere acqua;
b. praticare respirazione artificiale e massaggio cardiaco;
c. liberare le vie aeree e iniziare immediatamente le manovre di rianimazione;
d. dare quattro colpi sulla schiena all'altezza delle scapole o, nel caso di un lattante, porlo
con la testa verso il basso e assestare qualche colpo leggero sulla schiena.

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6) In caso di ustione è necessario innanzitutto:
a. lavare l'ustione con acqua fredda;
b. applicare cerotti o utilizzare cotone per coprire l'ustione;
c. asportare le vesciche dopo averle perforate;
d. utilizzare un antibiotico, dopo aver disinfettato la ferita.

7) In caso di emorragia, il laccio emostatico è utilizzato correttamente quando:


a. è posizionato a pochi centimetri dalla ferita;
b. viene mantenuto a bloccare l'emorragia sino a quando non arrivano i soccorsi;
c. è stretto in modo da impedire la fuoriuscita di sangue e mantenuto saldamente in sede;
d. è posto a valle della ferita.

8) Il trasporto in auto di un bambino infortunato deve essere effettuato:


a. seduto immobilizzato;
b. comunque, ma il più velocemente possibile;
c. possibilmente sdraiato, senza bruschi movimenti;
d. solo se sono stati esclusi eventuali traumatismi della colonna vertebrale.

9) Se una ferita è causata da un frammento di vetro, coltello, punteruolo, ecc.


dobbiamo:
a. estrarre l’oggetto al più presto, prima che infetti la ferita;
b. medicare, fasciare, lasciando il corpo estraneo dov'è, e ospedalizzare al più presto;
c. estrarre l’oggetto e tamponare l'emorragia;
d. immobilizzare l'arto ferito e applicare un laccio emostatico prima di estrarre l'oggetto.

10) In caso di puntura di insetto, la complicanza immediata più grave è:


a. l'infezione;
b. la reazione allergica;
c. l'emorragia;
d. la sepsi.

11) In presenza di una ferita cosa bisogna fare?


a. Lavare con acqua corrente e applicare disinfettante sulla cute integra intorno alla ferita.
b. Lavare e disinfettare con alcool la superficie della ferita in modo da evitare possibili
infezioni batteriche.
c. Lavare, disinfettare, applicare polvere antibiotica sulla ferita.
d. Coprire subito la ferita con bende e portare il bambino in pronto soccorso.

12) In caso di ustione si deve:


a. mettere olio sulla parte ustionata;
b. raffreddare con acqua corrente;
c. mettere del ghiaccio sulla parte ustionata;
d. applicare immediatamente una crema lenitiva per le ustioni.

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13) Nel caso di un trauma in seguito a caduta, quali delle seguenti affermazioni è
vera?
a. è necessario verificare la tipologia dell'incidente per poter escludere traumi alla
colonna, immobilizzare l'arto infortunato in posizione antalgica e trasportare il
bambino in pronto soccorso;
b. dopo averlo immobilizzato, è necessario in ogni caso chiamare il 118 per evitare la
possibilità di peggiorare le condizioni del bambino;
c. si deve tentare di riavvicinare i due capi ossei in caso di frattura per evitare la possibile
insorgenza di infezioni e le possibili conseguenze settiche;
d. in caso di lussazione (fuoriuscita dell'arto dalla sua sede naturale) è necessario riportare
l'arto nella sua posizione fisiologica.

14) In caso di soffocamento quale delle seguenti manovre non è corrette?


a. Se l'ostruzione non è completa (la vittima è ancora in grado di emettere dei suoni)
bisogna semplicemente invitare il bambino a tossire;
b. se l'ostruzione è completa (la vittima non è in grado di emettere suoni) è necessario
procedere immediatamente alla somministrazione di piccoli sorsi d'acqua gelata,
lentamente;
c. se l'ostruzione è completa (la vittima non è in grado di emettere suoni) è necessario
procedere immediatamente alla manovra di Heimlich;
d. se l'ostruzione non è completa bisogna procedere immediatamente alla
somministrazione dei colpi interscapolari previsti dalla manovra.

15) Per ABC s'intende la valutazione...


a. della lucidità, movimenti volontari e involontari;
b. della pervietà delle vie aeree, respiro e polso;
c. della coscienza, respiro e polso;
d. del circolo, del polso e dello stato di coscienza.

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ALLEGATO 7: SCHEDA PROGETTO DELL’INTERVENTO DIVULGATIVO-
FORMATIVO PRESSO LA SCUOLA PRIMARIA COTTOLENGO

Tempi Attività

30 Laboratorio primo soccorso:


minuti - come disinfettare e medicare le ferite.
(per i più piccoli: simulazione della manovra su una bambola).

30 Dimostrazione delle manovre di primo soccorso:


minuti - disostruzione delle vie respiratorie nel bambino;
- disostruzione delle vie respiratorie nel lattante;
- rianimazione cardio-polmonare pediatrica.

30 Simulazione guidata per i genitori delle manovre di primo soccorso


minuti - disostruzione delle vie respiratorie nel bambino;
- simulazione della sequenza di accertamento dello stato di coscienza nel
bambino.

90 Ripetizione delle precedenti attività


minuti

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1
2

ALLEGATO 8: ARTICOLO PUBBLICATO SULLA RIVISTA DELLA SCUOLA


MATERNA DI MONCALIERI, SEDE DEL PRIMO INTERVENTO FORMATIVO
“L’AMBULANZA È
UN’ESPERIENZA
DI EDUCAZIONE
ALLA SALUTE
BUONA”:

PER I BAMBINI
DELLA SCUOLA
MATERNA
“CARLO
LECCHIO” DI
MONCALIERI

legislativa, un’ importante sezione


INTRODUZIONE
dedicata all’educazione dei bambini,
degli adolescenti e dei genitori.
L'Organizzazione Mondiale della Salute L’educazione può efficacemente
(OMS), nel corso degli ultimi anni, ha aumentare l’utilizzo di pratiche sicure
affrontato con interesse sempre da parte dei soggetti a rischio,
maggiore l'argomento degli incidenti soprattutto quando iniziata e
nei bambini: all'interno di un documento continuata in età precoce. È stato
ufficiale del 2009 ha evidenziato come, provato infatti come la prima infanzia
nella regione europea, essi siano la rappresenti un momento cruciale per lo
principale causa di morte tra gli 0 e i sviluppo cognitivo del bambino, che, con
19 anni. Nello stesso documento l'OMS gli adeguati stimoli e le giuste
afferma che, se le strategie preventive esperienze, è pronto a capire molto del
attualmente conosciute fossero mondo che lo circonda.
applicate in tutte le regioni, il 90%
Obiettivo
degli incidenti potrebbe essere evitato.
Fornire ai bambini della scuola
Viene sottolineata l’importanza
materna un intervento educativo
dell’educazione alla salute e l’efficacia
finalizzato al riconoscimento precoce
degli interventi preventivi. Le strategie
preventive analizzate dalla commissione di situazioni di pericolo a cui più
europea includono, oltre agli interventi frequentemente sono esposti.
ambientali e alla regolamentazione

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1
2

In questa fascia di età, in cui non è ancora bollente in cucina, la caduta durante
stata acquisita la capacità di leggere e una corsa, l’ingestione di farmaci e
scrivere, i bambini imparano ad utilizzare i detersivi, l’ustione con i più comuni
simboli per rappresentare concetti agenti termici (fuoco, ferro da stiro);
astratti: il camice bianco indica
2. racconto di una fiaba a supporto dei
indifferentemente medico o infermiere, il
disegni presentati per una maggiore
cuore indica l’amore e l’affetto, la casa
comprensione e identificazione del
diventa il simbolo della famiglia. Su questi
presupposti, attraverso un progetto bambino;
elaborato da tre Infermieri, un 3. i formatori hanno utilizzato un
pedagogista e uno psicologo dello sviluppo, abbigliamento come strumento di
è stato progettato e realizzato un stimolo per catalizzare l’attenzione dei
intervento educativo per la prevenzione bambini (abiti civili, camice bianco e
dei rischi domestici, rivolto a bambini dai divisa del 118);
4 ai 5 anni, all’interno della scuola 4. simulazione delle situazioni di pericolo
materna.
narrate da parte dei formatori con
utilizzo di oggetti rappresentativi;
MATERIALI E METODI
5. simulazione effettuata dai bambini dei
comportamenti da adottare in caso di
FASE 1 (attività propedeutica)
caduta, di piccola ustione e
Somministrazione di un questionario
soffocamento.
strutturato ai genitori con l’obiettivo di
valutare in modo indiretto i
Nel secondo incontro:
comportamenti adottati o prevedibili dei
1. riepilogo dei concetti affrontati
bambini.
nell’incontro precedente con domande
aperte riguardanti i comportamenti da
FASE 2 (realizzazione evento formativo)
adottare in caso di pericolo;
L’intervento, rivolto ai bambini di 4-5 anni
2. esplicitazione del concetto di
(adesione volontaria) è stato condotto in
medicazione di una ferita e relativa
due diverse sessioni della durata di 40’
simulazione di gruppo e individuale da
ciascuna (il tempo è stato stimato sulla
parte di tutti i bambini;
base del tempo medio di partecipazione
3. chiamata dei soccorsi (quando è
attiva dei bambini). Le due sessioni sono
opportuno farlo, perché e come);
state tenute ad una distanza di 10 giorni
4. visita di un’ambulanza all’interno del
tra il primo ed il secondo incontro per
cortile della scuola, come momento
permettere loro di elaborare l’esperienza
ludico-ricreativo (ai bambini viene
vissuta. L’incontro, avvenuto all’interno del
fornita un’immagine positiva
cortile della scuola, è stato sviluppato
dell’ambulanza permettendo loro di
secondo le seguenti coordinate
visitare il suo interno e di simulare
metodologiche:
interpretando i diversi ruoli dei
1. proposta di disegni molto semplici con
professionisti, quello che succede
immagini chiave che riproducessero le
durante un servizio).
situazioni di rischio e di pericolo più
frequenti: una pentola con acqua

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1
2

Tabella 1: atteggiamenti reali o presunti dei bambini nei confronti dei pericoli

Le maestre dei bambini, al termine di dell’urgenza “1-1-8”; Il numero e la


ogni incontro, hanno proposto loro di “qualità” dei disegni effettuati dopo gli
rappresentare le emozioni vissute incontri.
durante l’incontro attraverso un disegno
libero. DISCUSSIONE E CONCLUSIONI
A coronamento di questa intensa L’esperienza formativa è stata davvero
esperienza di apprendimento ad ogni molto interessante. I bambini in questa
bambino viene consegnato un diplomino fascia di età sono facilmente
di “primo soccorritore”. impressionabili (in senso positivo) e, così
come riscontrato in letteratura,
Fase 2 memorizzano molti concetti in modo
I risultati della fase 2 del progetto per estremamente efficace quanto più li
motivi di opportunità (legata al tempo e hanno potuto concretizzare attraverso
all’età dei discenti) sono stati, ad oggi, un apprendimento esperienziale.
misurati esclusivamente durante Sebbene non siano ancora stati misurati
l’esperienza. Le variabili considerate i risultati in termini di apprendimento
sono state: la partecipazione; nel medio lungo termine il riscontro
l'attenzione e l'entusiasmo; la ottenuto al termine degli incontri e,
valutazione delle risposte poste in successivamente, dai feed back dei
itinere durante il secondo incontro genitori, dimostrano una qualità
hanno permesso un ulteriore percepita dell’evento molto elevata.
accertamento dei concetti esposti; la Inoltre sarebbe interessante (e si sta
riproduzione corretta delle attività già costruendo il progetto) promuovere
gestuali all'interno degli incontri è stato lo stesso progetto di educazione alla
un momento nel quale i formatori hanno salute – con obiettivi modificati ad hoc –
potuto accertare la correttezza delle ai genitori e ai nonni dei bambini che
informazioni e degli esempi forniti; La sono coloro che si trovano a gestire in
memorizzazione di alcuni concetti prima persona le situazioni di pericolo
fondamentali come ad esempio dei bambini.
“l’ambulanza è buona” oppure il numero

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RINGRAZIAMENTI

Questa tesi è il frutto di un lavoro che mi ha accompagnato per due anni e che ha visto il
supporto di numerose persone che voglio ringraziare di cuore: il prof. Riccardo Sperlinga
in primis perché ha creduto e ceduto alle mie idee visionarie, sapendole strategicamente
ridimensionare, permettendomi con il suo supporto e con le sue capacità di realizzare tutto
il percorso senza smettere mai di coordinare e incoraggiare i miei sforzi, la dott.ssa
Vittorina Gallo direttrice dell’Istituto Flora di Torino e la dott.ssa Bianca Borgo direttrice
della scuola dell’infanzia “Carlo Lecchio” di Moncalieri per aver accolto con entusiasmo
e consentito la realizzazione degli eventi dedicati ai bambini e ai loro genitori, la dott.ssa
Carla Rivoira che ha partecipato come formatrice al corso dedicato ai bambini della
scuola materna di Moncalieri, per l'affetto e la generosità che la contraddistinguono, le
dottoresse Roberta e Stefania Macchieraldo per aver partecipato come formatrici al corso
per i bambini e per i genitori di Dorzano (Bi), per aver condiviso il mio percorso e per
avermi aiutato a distribuire e raccogliere i questionari, il dott. Eugenio Novelli il quale si
è dedicato pazientemente all'analisi statistica, ancora più pazientemente alla relativa
spiegazione ed è stato preziosissimo e veramente meraviglioso, la dott.ssa Lucia
Muzzalupo, mia madre, la quale mi ha messo in contatto con l'ing. Andrea Crespi che
ringrazio per la disponibilità e la sollecitudine nell'aiutarmi a leggere e discutere i
risultati, il dott. Giuseppe Platania, mio padre, che ha revisionato le bozze di tutti i
questionari in qualità di esperto e mi ha permesso di organizzare i corsi nel Biellese, l'avv.
Dario Gamba per aver fornito un prezioso contributo nella ricerca e nell'impostazione
della parte normativa e per aver letto e riletto le varie bozze in cerca di errori e refusi, il
mio allievo di musica Amedeo Comoglio che pazientemente mi ha aiutata a imputare tutti i
dati dei questionari, il dott. Fabio Mangia che ha scritto l'incipit musicale della tesi, mi ha
dato consigli preziosi inerenti la parte introduttiva e che, con la sua musica, ha dato voce
anche ai momenti più silenziosi della stesura di questa tesi, il mio allievo Roberto Giai
Meniet che ha fatto sempre il possibile per darmi una mano, Antonio Genova, Infermiere
che, attraverso il suo esempio, ha fatto nascere dentro di me il desiderio di affrontare
questo corso di laurea, la dott.ssa Paola Martino che si è resa immediatamente disponibile
quando ne ho avuto bisogno, il mio collega di studio Alberto Bellomo che ha partecipato
con me all'iniziativa svoltasi al Cottolengo, tutti i miei allievi di pianoforte che hanno
tollerato momentanei addormentamenti durante le lezioni, perpetuando con pazienza, il
loro impegno didattico e, non per ultima, la mia adorata musica senza la quale avrei
assistito in silenzio, dentro e fuori, all’evoluzione di questo progetto.

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