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Dott.

Carlo Sciacchitano

MASTER UNIVERSITARIO II LIVELLO ABILITANTE PER LE FUNZIONI DI MEDICO COMPETENTE


FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA DELLUNIVERSITA DEGLI STUDI DI CATANIA

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA


Art. 32: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dellindividuo e interesse della collettivit.

CODICE CIVILE
Art. 2087: Limprenditore tenuto ad adottare nellesercizio dellimpresa le misure che, secondo la particolarit del lavoro, lesperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare lintegrit fisica e la personalit morale dei prestatori di lavoro.
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SALUTE
(Art. 2, comma 1, lettera o)

O.M.S. (W.H.O.) Organizzazione Mondiale della Sanit


Lo stato di salute lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente assenza di malattia.

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PREVENZIONE PRIMARIA
La eliminazione o la riduzione di noti fattori di rischio, intendendo per rischio la probabilit che si verifichi un evento dannoso (infortunio o peggioramento dello stato di salute) che coinvolga uno o pi lavoratori o la collettivit. Due momenti fondamentali: 1. individuazione della causa 2. sua eliminazione, oppure ove ci non sia possibile, attenuazione dei possibili effetti.
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PREVENZIONE PRIMARIA
Interventi tecnici su macchinari ed attrezzature Interventi sullambiente Interventi protettivi individuali Risparmio sui costi dellapplicazione di norme di prevenzione e di tutela della salute (400-500 euro nella Comunit europea). Risvolti positivi sulla produzione.

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PREVENZIONE SECONDARIA
Controllo sanitario dei lavoratori per cogliere la patologia professionale al suo primo manifestarsi.

Questo consente la possibilit di intervenire prima che la patologia diventi irreversibile ripristinando lo stato di salute.

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PREVENZIONE TERZIARIA

Terapia della patologia professionale Possibilit di invalidit permanente Risvolti negativi sulla produzione.

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Il datore di lavoro

I dirigenti

I lavoratori
Ciascuno per le proprie competenze deve rispettare specifici obblighi

Il preposto

Datore di Lavoro

Dirigenti

Preposto

Lavoratori

RLS

Medico competente

Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)

Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)

Addetti alle emergenze

progettisti

installatori

appaltatori

Committente appaltante

Datore di Lavoro

Dirigenti

Preposto

Lavoratori

new
Lavoratore autonomo ditta individuale

RLS

Responsabile del Rappresentante dei Medico Servizio di Prevenzione Lavoratori per la competente e Protezione (RSPP) Sicurezza (RLS)

Addetti alle emergenze

progettisti

installatori

appaltatori

Committente appaltante

Il dirigente e` definito come persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dellincarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando lattivita` lavorativa e vigilando su di essa

datore di lavoro: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e lassetto dellorganizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attivit, ha la responsabilit dellorganizzazione stessa o dellunit produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.

Il preposto e` definito persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dellincarico conferitogli, sovrintende alla attivita` lavorativa e garantisce lattuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori e esercitando un funzionale potere di iniziativa.

Schema del servizio di prevenzione e protezione


Datore di lavoro nomina firma Servizio di Prevenzione e Protezione (S.P.P.) Responsabile del S.P.P. Addetti al S.P.P. Medico competente Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (R.L.S.) strumento operativo

I lavoratori nominano

obbligo del singolo lavoratore di segnalare eventuali problemi legati alla sicurezza a datore di lavoro, dirigente, preposto,

valutazione dei rischi (aggiornamento nel tempo)

Art. 18, comma 1 -Nomina Medico C.


a) Il Datore di lavoro o i Dirigenti nominano il medico competente per leffettuazione della sorveglianza sanitaria;

Art. 50, comma 1 -Nomina Medico C.


i) IL R.L.S. consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attivit di prevenzione incendi, al primo soccorso alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente
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AMBITI DI INTERVENTO
DEL MEDICO COMPETENTE (Art. 25) 1. Sorveglianza sanitaria 2. Collaborazione con DL e RSPP Partecipando alla valutazione rischi : nel DVR va riportato

il nome del Medico competente che vi ha partecipato (art. 28, com. 1, lett.e) Predisponendo misure per la tutela della salute e integrit psico-fisica dei lavoratori Effettuando attivit di info-formazione dei lavoratori, in particolare sui rischi per la salute e sui livelli di esposizione Organizzando il pronto soccorso aziendale Attuando i programmi di promozione della salute secondo i principi della responsabilit sociale

SORVEGLIANZA SANITARIA (SS)


(Artt. 2, lettera a; 25 lettera b; 41)

Insieme degli atti medici finalizzati alla tutela della


salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione allambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali ed alle modalit di svolgimento dellattivit lavorativa

Operativit estrinsecata attraverso:


Valutazione della compatibilit tra condizioni di salute e compiti lavorativi Individuazione degli stati di ipersuscettibilit Verifica dellefficacia delle misure di prevenzione dei rischi

STRUMENTI DELLA SS
(Art. 25)
A.

Protocollo degli accertamenti sanitari (parte integrante del DVR)


Viene stabilito in funzione dei rischi specifici Tenuto conto degli indirizzi scientifici pi avanzati (aggiornamenti, linee guida, etc.)

B.

C.

Partecipazione alla programmazione del controllo dellesposizione: dellesposizione: ai fini dellacquisizione di dati sulle esposizioni ad agenti chimici, fisici, biologici ed inoltre relazionali Espressione del giudizio di idoneit: atto idoneit: preventivo e protettivo, a seconda dei casi

DIVIETI ED OBBLIGHI
(Artt. 25 e 3, comma 2, Allegato XXXIX)
Divieto di effettuare accertamenti sanitari
Per accertare la gravidanza In altri casi, quali ad esempio: Accertamenti sanitari non correlati al rischio (L. 300/1970) Sieropositivit HIV (L. 135/1990, art.6) Invasivit ingiustificata degli accertamenti (ad es., radiologici)

Obbligo di applicare il Monitoraggio biologico nei casi previsti (sul momento: solo per il Piombo) Obbligo di sorveglianza a carico del Datore di lavoro utilizzatore di lavoratori atipici

Art. 29, comma 1 Valutazione del Rischio


Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente.

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Art. 38, comma 1 - Medico competente


a) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica; b) docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro; c) autorizzazione di cui allarticolo 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277; d) specializzazione in igiene e medicina preventiva o in Dr Carlo Sciacchitano medicina legale.

Art. 38, comma 2 - Medico competente


I medici in possesso dei titoli di cui al comma 1, lettera d), sono tenuti a frequentare appositi percorsi formativi universitari da definire con apposito decreto del Ministero dellUniversit e della ricerca di concerto con il Ministero della salute. I soggetti di cui al precedente periodo i quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, svolgano le attivit di medico competente o dimostrino di avere svolto tali attivit per almeno un anno nellarco dei tre anni anteriori allentrata in vigore del presente decreto legislativo, sono abilitati a svolgere le medesime funzioni. A tal fine sono tenuti a produrre alla Regione attestazione del datore di lavoro comprovante lespletamento di tale attivit
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Art. 38 - Medico competente


3. Per lo svolgimento delle funzioni di M.C.

necessario partecipare al programma di ECM, a partire dal programma triennale


successivo allentrata in vigore . I crediti triennali dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70 per cento del totale nella disciplina medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro.
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Art. 39 - Medico competente


Comma 2. Il M.C. svolge la propria opera in qualit di:

a) Dipendente o collaboratore di una struttura esterna; b) Libero professionista; c) Dipendente del datore di lavoro.
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Art. 39 - Medico competente


3.

Il dipendente di una struttura pubblica, assegnato agli uffici che svolgono attivit di vigilanza, non pu prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale, attivit di medico competente.
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Art. 39 - Medico competente


4.

Il Datore di lavoro assicura al M. C. le condizioni necessarie per lo svolgimento di tutti i suoi compiti garantendone lautonomia.

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Art. 39 - Medico competente


6.

Nelle aziende con pi unit produttive, nei gruppi di imprese nonch la valutazione dei rischi ne evidenzi la necessit, il D.D.L. pu nominare pi M.C. individuando il Medico Coordinatore
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LA SORVEGLIANZA SANITARIA Le tipologie di visite (Art. 41, comma 2) a) visita medica preventiva ; b) visita medica periodica, viene stabilita, di norma, in una volta lanno; c) visita medica su richiesta del lavoratore; d) visita medica in occasione del cambio della mansione ; e) Assenza dal lavoro per pi di 60 giorni; f)In fase preassuntiva; g)Visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente

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Visita Preventiva
Lart. 41 comma 2 del D.Lgs. 81/2008, non modificando la precedente normativa prevede lesecuzione da parte del medico competente di accertamenti sanitari preventivi per constatare l'assenza di controindicazioni al lavoro cui i lavoratori sono destinati ai fini della loro idoneit alla mansione specifica. I lavoratori sono quelli definiti dallart. 2 c.1 lettera a) dello stesso decreto (persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge unattivit lavorativa nellambito dellorganizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, unarte o una professione......,).
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Visita Preventiva
Questa tipologia di controllo sanitario definita come VISITA PREVENTIVA e nella sua definizione contiene ben noti limiti.

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Visita Preventiva
Il primo limite, richiama il medico competente a rispettare la presenza di un rapporto di lavoro. In altri termini il datore di lavoro deve richiedere lesecuzione della visita preventiva solo dopo aver posto il lavoratore alle proprie dipendenze, informando il medico e compilando le parti di competenza della cartella sanitaria e di rischio. Il successivo decreto che abroga sino al gennaio 2009 la sola dicitura non possono essere effettuate le visite in fase preassuntiva non entra nel merito di quanto sopraevidenziato e pertanto non rende di fatto possibile questa tipologia di accertamento che si verrebbe a realizzare solo antecedentemente linstaurazione di un rapporto di lavoro.
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Visita Preventiva
Secondo limite delle visite preventive quello di dover essere previste dalla normativa vigente, ovvero dovr essere stata eseguita una corretta valutazione dei rischi che abbia posto in evidenza i rischi residui presenti nello specifico contesto lavorativo e per cui il medico competente sar chiamato ad esprimere il proprio giudizio. Pertanto tali visite non potranno risultare omnicomprensive, cio risultare attinenti a malattie, infortuni, stato di salute non connesso ai rischi professionali, disabilit, gravidanza, ........ ma si limiteranno ai rischi forniti dal datore di lavoro e riportati nei dati occupazionali della cartella sanitaria e di rischio.
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Visita Preventiva
In assenza di questi dati il medico competente provvede ad eseguire gli accertamenti sanitari e la visita medica preventiva sulla base dei rischi da Lui evidenziati nella partecipazione alla realizzazione del documento di valutazione dei rischi e/o rilevati in sede di sopralluogo e comunicati al datore di lavoro e al RLS e, che possono essere discussi nella riunione periodica di cui allart. 35 del D.Lgs. 81/2008, attraverso la consegna del protocollo di sorveglianza sanitaria che costituisce parte integrante del documento di valutazione dei rischi.

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Visita Preventiva
Il terzo limite della visita medica preventiva eseguita dal medico competente dovuto al fatto che questa tipologia di visita nella sua definizione viene limitata ai rischi connessi alla mansione specifica.

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Visita Preventiva
Pertanto il medico competente richiesto dellesecuzione di una visita medica preventiva dovr essere informato dal datore di lavoro circa lesistenza di un rapporto di dipendenza di lavoro, della mansione specifica ovvero della destinazione lavorativa del soggetto e dei rischi ad essa connessi riportati dallo stesso datore nella cartella sanitaria e di rischio per la parte di relativa competenza.

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Cartella sanitaria e di rischio


La Cartella Sanitaria e di Rischio il principale strumento di registrazione dei dati sanitari e dei dati di esposizione dei lavoratori utilizzato dal MC, un documento di valore medicolegale e deve soddisfare i requisiti di: 1.unicit; 2.identit; 3.inalterabilit; 4.conservazione delle modifiche.

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Cartella sanitaria e di rischio


La Cartella Sanitaria e di Rischio pu essere compilata in forma cartacea o, come per tutti i documenti previsti dal D.Lgs. 81/08, in forma elettronica. La Cartella Sanitaria e di Rischio un documento con pieno valore legale e la firma del MC ne rende i contenuti veritieri fino a denuncia di falso. Ulteriori firme, in particolare quella del lavoratore, non indispensabili in forza al principio sopra enunciato ma previste dalla norma, ne aumentano la forza documentale soprattutto per quanto riguarda gli aspetti anamnestici.

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Cartella sanitaria e di rischio


La Cartella Sanitaria e di Rischio (i requisiti minimi sono normati allAllegato 3A) rappresenta quindi il principale strumento di registrazione delle esposizioni del lavoratore e prevede la raccolta dellanamnesi e di tutti i risultati degli accertamenti sanitari effettuati sulla base dei rischi lavorativi. Questi dati rappresentano i presupposti indispensabili per lespressione del giudizio di idoneit alla mansione specifica del lavoratore che deve essere riportato nel certificato di idoneit, che a sua volta ricompreso fra i contenuti minimi della cartella.

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Cartella sanitaria e di rischio


La Cartella Sanitaria costituisce inoltre il documento principale per lestrapolazione ed elaborazione dei dati anonimi e collettivi utili per la Relazione Sanitaria prevista dallart. 25 comma 1 lettera i, da presentare in occasione della riunione periodica. Dalla corretta gestione di questo documento si possono quindi prevedere ricadute sia a livello individuale per il singolo lavoratore, sia a livello collettivo specifico aziendale e pubblico

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Cartella sanitaria e di rischio


L'allegato 3A del suddetto decreto prevede che il MC, nel corso della sorveglianza sanitaria, debba raccogliere e registrare almeno i seguenti elementi: Dati anagrafici Dati relativi all'Azienda, al datore di lavoro, alla data di assunzione, alla sede di lavoro e al medico curante. Dati occupazionali, con l'indicazione della mansione, dei tempi di lavoro e dei fattori di rischio Anamnesi lavorativa;Anamnesi familiare;Anamnesi personale Protocollo sanitario;Esame clinico generale;Esami integrativi Valutazioni conclusive e giudizio di idoneit
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Cartella sanitaria e di rischio


Non vi alcun obbligo di rispettare graficamente il modello previsto dall'allegato 3A, per necessario che la Cartella Sanitaria e di Rischio riporti le informazioni sopra elencate che, a parte alcune rigidit formali, rappresentano i dati che normalmente e da sempre vengono assunti dai medici del lavoro nel corso della loro attivit sanitaria.

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Cartella sanitaria e di rischio


Bisogna anche tenere presenti i modelli specifici di cartella sanitaria previsti dal DM 155/07 e dal D.Lgs. 230/95 (DOSP), rispettivamente per esposizione agli agenti cancerogeni e alle radiazioni ionizzanti e come integrarli con la cartella prevista dal D.Lgs. 81/08. Altre particolari applicazioni di modelli sono quelle indicate dal DPR 1124/65 per lesposizione a silice e ad amianto. Tutte queste normative non sono state abrogate dal D.Lgs. 81/08, venendosi cos a creare una complicazione burocraticoamministrativa e una inutile sovrapposizione di modelli, qualora si verifichino esposizioni a diversi rischi.
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Cartella sanitaria e di rischio


Su questi punti occorrerebbe una effettiva semplificazione delle norme. Infatti, al fine di uniformare gli strumenti si pu pensare che possa essere istituita ununica Cartella Sanitaria e di Rischio che eventualmente ricomprenda tutti gli elementi di specificit se necessari.

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Cartella sanitaria e di rischio


La norma non prevede modalit che permettano la continuit di registrazione sullo stesso strumento o comunque modalit di continuit di registrazione anche per successivi lavori che espongano agli stessi o ad altri fattori di rischio, cos che per un singolo lavoratore possono essere istituite numerose cartelle sanitarie e di rischio, ognuna in una nuova azienda in cui si occupi. Probabilmente si interpreta cos la riservatezza aziendale, non volendosi trasferire informazioni che possono far parte di segreti industriali; tuttavia, da un punto di vista strettamente sanitario ci costituisce una complicazione cui bisognerebbe rimediare.
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Art. 53 (tenuta della documentazione)


1. consentito limpiego di sistemi di elaborazione automatica dei dati per la memorizzazione di qualunque tipo di documentazione prevista dal presente decreto legislativo. 2. Le modalit di memorizzazione dei dati e di accesso al sistema di gestione della predetta documentazione devono essere tali da assicurare che: a) laccesso alle funzioni del sistema sia consentito solo ai soggetti a ci espressamente abilitati dal datore di lavoro; b) la validazione delle informazioni inserite sia consentito solo alle persone responsabili, in funzione della natura dei dati;

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Art. 53 (tenuta della documentazione)


c) le operazioni di validazione dei dati di cui alla lettera b) siano univocamente riconducibili alle persone responsabili che le hanno effettuate mediante la memorizzazione di codice identificativo autogenerato dagli stessi; d) le eventuali informazioni di modifica, ivi comprese quelle inerenti alle generalit e ai dati occupazionali del lavoratore, siano solo aggiuntive a quelle gi memorizzate; e) sia possibile riprodurre su supporti a stampa, sulla base dei singoli documenti, ove previsti dal presente decreto legislativo, le informazioni contenute nei supporti di memoria;

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Art. 53 (tenuta della documentazione)


f) le informazioni siano conservate almeno su due distinti supporti informatici di memoria e siano implementati programmi di protezione e di controllo del sistema da codici virali; g) sia redatta, a cura dellesercente del sistema, una procedura in cui siano dettagliatamente descritte le operazioni necessarie per la gestione del sistema medesimo. Nella procedura non devono essere riportati i codici di accesso. 3. Nel caso in cui le attivit del datore di lavoro siano articolate su vari sedi geografiche o organizzate in distinti settori funzionali, laccesso ai dati pu avvenire mediante reti di comunicazione elettronica, attraverso la trasmissione della password in modalit criptata e fermo restando quanto previsto al comma 2 relativamente alla immissione e validazione dei dati da parte delle persone responsabili.
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Notazioni sulla compilazione della cartella sanitaria e di rischio


Il medico competente pu compilare la cartella nella parte di sua competenza su supporto informatico purch provveda allatto della stessa visita a stampare il contenuto cos come compilato facendo apporre la firma sul cartaceo al lavoratore ove previsto (anamnesi ed idoneit). In questo caso le pagine stampate anche nelle visite mediche successive dovranno essere numerate consecutivamente nella forma cartacea.

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Notazioni sulla compilazione della cartella sanitaria e di rischio


Il punto 5 della cartella sanitaria di vista medica preventiva programma di sorveglianza sanitaria (protocolli-periodicita) pu essere compilato con la dicitura come da programma di sorveglianza sanitaria consegnato al datore di lavoro quale contributo al documento di valutazione del rischio in data ____/___/________

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Notazioni sulla compilazione della cartella sanitaria e di rischio


La parte relativa alla consegna del giudizio di idoneit al lavoratore a al datore di lavoro potr essere: individuale per ogni lavoratore e consegnata identica ad entrambi nella forma prevista per il datore di lavoro; pu essere consegnata al singolo lavoratore mentre al datore di lavoro pu essere inviata una lista di pi lavoratori indicando per ciascuno e per singolo gruppo riportando data prevista per prossima visita (periodicit) ed eventuali accertamenti sanitari che devono essere eseguiti antecedentemente il controllo periodico successivo in quanto non realizzabili allatto del controllo.
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Notazioni sulla compilazione della cartella sanitaria e di rischio


Rimane importante che lidoneit definitiva sia espressa in possesso di tutti gli accertamenti sanitari relativi a quella visita. I referti degli accertamenti sanitari debbono essere allegati a ciascuna visita e numerati in ordine progressivo ovvero indicando il numero della visita medica di riferimento e il numero progressivo del relativo accertamento avendo in tal caso laccortezza di indicare sempre lultimo accertamento.

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Relazione sanitaria periodica


La relazione sanitaria annuale sui risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria deve essere prodotta in forma scritta e presentata nellambito della riunione periodica (25, comma 1, lettera i). Inoltre lart. 40, comma 1, del D.Lgs. 81/08 introduce un nuovo obbligo: entro il primo trimestre dellanno successivo allanno di riferimento il medico competente trasmette, esclusivamente per via telematica, ai servizi competenti per territorio le informazioni, elaborate evidenziando le differenze di genere, relative ai dati collettivi sanitari e di rischio dei lavoratori, sottoposti a sorveglianza sanitaria secondo il modello in allegato 3B.
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Visita Preventiva
Le pi conosciute e discusse sono le VISITE PREASSUNTIVE cio quelle visite, peraltro in molti casi previste dalle altre normative, che devono essere eseguite temporalmente prima dello stabilirsi di un rapporto di lavoro. Nel tempo alcune di queste sono state poste anche a carico del medico competente. Cercando di differenziarle in due grandi gruppi a seconda del sanitario preposto alla loro esecuzione troviamo viste mediche preassuntive:

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Visita Preventiva
poste a carico del Sistema Sanitario Nazionale e come tali non eseguibili da parte del medico competente. Ne sono esempio le visite previste per gli apprendisti minorenni qualora non esposti a rischio, e tutti gli apprendisti maggiorenni. La loro esecuzione viene eseguita prima dellinstaurarsi di un rapporto di lavoro e serve a stabilire il possesso da parte del candidato di unidoneit generica e non specifica alla mansione. Una volta instaurato il rapporto di lavoro sono seguite da una visita medica preventiva condotta, ove dovuta, dal medico competente.

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Visita Preventiva
Discorso a parte meritano le visite mediche per apprendisti minorenni esposti a rischio. In questo caso si ritiene che il medico competente debba procedere in sede preassuntiva e lesecuzione di queste visite esoneri lo stesso medico dal ripetere la visita medica preventiva successivamente allinizio del rapporto di lavoro.

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ART. 5 L. 300/70
Lart. 5 della L. 300/70 che si riporta per esteso considerata la principale norma che limita la possibilit per il datore di lavoro, e dunque per il medico competente che dal datore di lavoro viene nominato, di eseguire accertamenti sanitari. Da unattenta lettura dellarticolato si evince che lo stesso non si limita a vietare gli accertamenti sanitari ma indica la facolt di far eseguire detti accertamenti da parte di enti pubblici e di istituti specializzati di diritto pubblico. In altre parole pone dei limiti al medico competente nelleseguire le viste mediche, limiti che sono stati poi ulteriormente specificati dallo stesso D.Lgs. 81/2008.

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ART. 5 L. 300/70
Art. 5. (Accertamenti sanitari) Sono vietati accertamenti da parte del datore di lavoro sulla idoneit e sulla infermit per malattia o infortunio del lavoratore dipendente. Il controllo delle assenze per infermit pu essere effettuato soltanto attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, i quali sono tenuti a compierlo quando il datore di lavoro lo richieda. Il datore di lavoro ha facolt di far controllare la idoneit fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico.
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ART. 5 L. 300/70
La visita medica svolta ai sensi dellart. 5 L. 300/70, ancorch effettuata in sede preassuntiva, non sostituisce in alcun modo lobbligo di sorveglianza sanitaria previsto dal D.Lgs. 81/2008. Infatti la prima risulta non obbligatoria e riguarda un giudizio di idoneit alla mansione genericamente intesa, mentre la visita medica preventiva effettuata al lavoratore dal medico competente eseguita tramite accertamenti intesi a constatare lassenza di controindicazioni al lavoro cui i lavoratori sono destinati ai fini della valutazione della loro idoneit alla mansione specifica.

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ART. 5 L. 300/70
Si tratta di due ben differenti tipologie di controllo sanitario che risultano tra di loro avere un rapporto non di incompatibilit, ma di complementariet. Questo rapporto ben evidente anche nelle tipologie di ricorso avverso il giudizio espresso che solo nel caso di visite mediche preventive previsto possibile da entrambi i soggetti interessati (datore di lavoro lavoratore) direttamente, per via stragiudiziale, allorgano di vigilanza territorialmente competente.

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L. 68/99 Norme per il diritto al lavoro dei disabili


Il collocamento mirato linsieme di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilit nelle loro capacit lavorative di inserirle nel posto adatto attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione.

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L. 68/99 Norme per il diritto al lavoro dei disabili


Tra i servizi del collocamento obbligatorio espressamente previsto, nellambito della Commissione Medica Legale per il collocamento obbligatorio una specifica presenza di funzionari ed esperti del settore sociale e medico legale. Questa presenza garantita proprio con particolare riferimento alla materia delle inabilit e con compiti relativi alla valutazione delle residue capacit lavorative, alla definizione degli strumenti e delle prestazioni atti allinserimento e alla predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza delle condizioni di inabilit.

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L. 68/99 Norme per il diritto al lavoro dei disabili


Il datore di lavoro provvede allassunzione del disabile solo dopo che questo ha ricevuto le dovute valutazioni, anche nel merito dellinserimento lavorativo, da parte della sopracitata Commissione Medico Legale. E fatto salvo che il datore di lavoro possa chiedere al medico competente una collaborazione nellattuazione delle misure pi opportune a favorire linserimento lavorativo del disabile ricordando che al disabile non possono essere richieste prestazioni non compatibili con le minorazioni da cui risulta affetto. Tale collaborazione pu essere fornita anche sulla base della documentazione pervenuta dal citato comitato ma non pu svolgersi tramite colloqui con il disabile o attraverso lesecuzione di visite mediche mirati a formulare un giudizio di idoneit.
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L. 68/99 Norme per il diritto al lavoro dei disabili


Ricordiamo che qualora lazienda rifiuti lassunzione del lavoratore disabile la Direzione Provinciale del Lavoro rediger un verbale che sar trasmesso agli uffici competenti di legge. Avvenuta lassunzione il medico competente, qualora dovuta a causa dellesposizione a rischi normati, provveder ad eseguire la visita medica preventiva e nel formulare il previsto giudizio di idoneit dovr tener conto delle limitazioni e/o delle prescrizioni gi formulate dal citato Comitato tecnico.

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Lavoratori interinali o atipici


Art. 19 : .lutilizzatore osseva nei confronti del personale in somministrazione tutti gli obblighi di prevenzione e protezione previsti nei confronti dei propri dipendenti, fornendo d.p.i. e garantendone altres la sorveglainza sanitaria, ove prevista.

Lavoratori interinali o atipici


Gli artt.2 e 4 del D.Lgs. 81/2008 prevedono che sia limpresa utilizzatrice nel caso in cui le mansioni cui adibito il prestatore di lavoro temporaneo richiedano una sorveglianza medica a far eseguire i dovuti controlli. In questo caso opportuno sottolineare che il medico competente pu eseguire una visita medica preventiva, ovvero considerati i brevi periodi di effettivo utilizzo che caratterizzano queste tipologie di lavoro, richiedere al lavoratore copia della cartella sanitaria e di rischio delle precedenti lavorazioni svolte e, in caso di valutate esposizioni temporalmente limitate confermare lidoneit in essere anche avvalendosi degli accertamenti sanitari ivi allegati.
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Lavoratori interinali o atipici


Ossia il medico competente di fronte allesposizione ai medesimi rischi pu considerare validi gli accertamenti svolti per precedenti attivit di lavoro temporaneo purch le stesse attivit risultino svolte per periodi temporalmente limitati, tali da rendere, anche in considerazione del previsto utilizzo, non necessario la ripetizione dellaccertamento nel caso il lavoratore fosse stato esposto a quel rischio solo in quella ditta. In tal caso il medico competente compila comunque una cartella sanitaria e di rischio.

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Lavoratori interinali o atipici


Esempio un lavoratore che presenta un accertamento audiometrico svolto pochi mesi prima ed inserito nella nuova ditta utilizzatrice per altri 3 mesi a livelli di rumore inferiore agli 87dB(A) non necessariamente deve ripetere lesame audiometrico considerato che se fosse stato dipendente solo di quella ditta avrebbe eseguito controlli audiometrici di norma annuali. Certamente a questi lavoratori va sempre garantita lattivit di informazione e formazione e le altre forme di tutela di cui alle norme vigenti di tutela della salute della sicurezza dei lavoratori.

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Visite periodiche
1. visita medica periodica, viene stabilita, di norma, in una volta lanno; 2. visita medica su richiesta del lavoratore; 3. visita medica in occasione del cambio della mansione; 4. assenza dal lavoro per pi di 60 giorni.

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Visite periodiche
visita medica su richiesta del lavoratore : I lavoratori vanno informati della possibilit di ricorrere a questa tipologia di controllo sanitario previsto dalla stessa normativa. Il medico competente esegue tali controlli quando la richiesta sia correlata ai rischi professionali.

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Visite periodiche
visita medica in occasione del cambio della mansione.

nel caso di cambio mansione od attivit con conseguente variazione dellesposizione ai singoli fattori di rischio il medico competente viene informato dal datore di lavoro ed esegue una visita medica periodica in occasione del cambio mansione in rapporto alla presenza di diversi fattori di rischio nellattivit svolta dal lavoratore

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Visite periodiche
assenza dal lavoro per pi di 60 giorni: I giorni devono essere continuativi e riduardano sia la malattia INPS che INAIL

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VISITE MEDICHE ALLA CESSAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO


Sono attualmente previste in soli alcuni casi quali lesposizione ad agenti chimici (art. 229 D.Lgs. 81/08), allamianto (art. 259 D.Lgs. 81/08), e/o alle radiazioni ionizzanti (D.Lgs. 230/95 e sm). Ricordiamo che nel caso di esposizione ad agenti chimici, ma anche cancerogeni e/o mutageni dove tale tipologia di visita non obbligatoria, risulta necessario che il medico competente informi il lavoratore sulla necessit di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche successivamente alla cessazione di rapporto di lavoro. Nel caso specifico non appare obbligatoria lemissione di un giudizio di idoneit trattandosi di visita effettuata alla cessazione del rapporto di lavoro.
Dr Carlo Sciacchitano

CESSAZIONE RAPPORTO DI LAVORO


Lart. 25, comma 1 lettera e del D.Lgs. 81/08 : Il medico competente consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di rischio, e gli fornisce le informazioni necessarie relative alla conservazione della medesima; loriginale della cartella sanitaria e di rischio va conservata, nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, da parte del datore di lavoro, per almeno dieci anni.

Dr Carlo Sciacchitano

LUOGO DI CUSTODIA DELLE CARTELLE SANITARIE


Lart. 25, comma 1 lettera c del D.Lgs. 81/08 istituisce, aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilit, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria; tale cartella conservata con salvaguardia del segreto professionale e salvo il tempo strettamente necessario per lesecuzione della sorveglianza sanitaria e la trascrizione dei relativi risultati, presso il luogo di custodia concordato al momento della nomina del medico competente;

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Registro degli esposti


Gi il D.Lgs. 626/94 e ora il D.Lgs. 81/08, prevedono diversi tipi di Registri degli esposti: ad agenti cancerogeni (art. 243 del D.Lgs. 81/08), ad amianto (art. 260) e ad agenti biologici del gruppo 3 e 4 (art. 280). Il Registro degli esposti deve essere obbligatoriamente istituito dal datore di lavoro, che ne cura la tenuta per tramite del medico competente (salvo apparentemente il caso dellamianto) e ne consegna/invia copia allOdV e allISPESL in ogni caso, anche allISS nel caso degli agenti biologici.

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Registro degli esposti


Nel caso dellamianto liscrizione nel registro degli esposti prevede che lesposizione sia superiore al livello di 10 fibre/litro, per gli altri agenti non previsto un livello minimo. Inoltre per quanto riguarda lamianto liscrizione deve intendersi come temporanea, in quanto lesposizione superiore a 10 fibre/litro, se tutte le norme vengono rispettate, pu accadere solo in situazioni impreviste o di emergenza, nel qual caso vanno immediatamente ripristinate le condizioni di sicurezza e quindi va anche attuata la cancellazione dal registro dei soggetti esposti. Per quanto riguarda gli altri agenti cancerogeni esiste anche il riferimento normativo al decreto ministeriale 155 del 2007, che indica un modello di registrazione
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Registro degli esposti


La prima osservazione : compilare un Registro di esposti, in particolare ad agenti cancerogeni, significa di fatto che si mantiene una esposizione dannosa per la salute dei lavoratori. Perci liscrizione in tali registri dovrebbe essere effettuata solo per casi eccezionali, imprevisti o imprevedibili, poich la legge obbliga alla eliminazione del rischio o alla sua riduzione al minimo livello tecnicamente attuabile anche per mezzo dei DPI.

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Registro degli esposti


Per lamianto di fatto si individuato un livello soglia, quello rappresentato dalle lavorazioni cosiddette ESEDI (Esposizione Sporadiche E di Debole Intensit), un livello dazione, pari ad 1/10 del valore limite (10 fibre/litro), il cui superamento indica la necessit di iscrizione nel Registro, e un Valore Limite che non deve mai essere superato (100 fibre/litro). In sostanza quanto ora previsto per lamianto dovrebbe valere anche per gli altri agenti cancerogeni; tuttavia al momento attuale questa possibilit molto limitata poich il Valore Limite di esposizione per agenti cancerogeni previsto soltanto per pochi fattori (Allegato XLIII: benzene, cloruro di vinile monomero, polveri di legno duro)
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Registro degli esposti


Apparentemente pi semplice la definizione degli esposti ad agenti biologici, che sono semplicemente indicati come gli addetti ad attivit comportanti uso di agenti del gruppo 3 ovvero 4 (art. 280 D.Lgs.81/08), indipendentemente da un qualsiasi livello di esposizione, che, osservando le precauzioni suggerite dalle norme, dovrebbe essere pressoch pari a zero, in quanto tese ad eliminare preventivamente un qualsiasi contatto con lagente patogeno.

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MEDICO COMPETENTE E VALUTAZIONE DEL RISCHIO


In linea di principio il medico competente esegue la sorveglianza sanitaria sulla base del documento di valutazione del rischio redatto dal datore di lavoro e alla cui stesura auspicabile che lo stesso sanitario venga chiamato a collaborare per quanto di sua specifica conoscenza e competenza. Ovviamente al medico competente deve essere fornita dal datore di lavoro una corretta e completa valutazione dei rischi.

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MEDICO COMPETENTE E VALUTAZIONE DEL RISCHIO


Nel caso in cui il sanitario rilevi e documenti la mancanza, ovvero lincompletezza di tale documentazione, ne informa per iscritto il datore di lavoro e il rappresentante per la sicurezza dei lavoratori, adoperandosi per quanto di specifica conoscenza alla realizzazione di una corretta valutazione del rischio. In attesa della redazione del citato documento potr, indicandone chiaramente i motivi, eseguire accertamenti o modificarne la periodicit in senso pi restrittivo qualora sulla base dei sopralluoghi effettuati, della disamina del documento di valutazione dei rischi o dellanamnesi raccolta evidenzi lesposizione professionale del lavoratore.
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OBBLIGO DI SORVEGLIANZA SANITARIA


Agenti fisici -> Art. 185 D.Lgs. 81/08 Rumore -> Art. 196 D.Lgs. 81/08; Vibrazioni -> Art. 204 D.Lgs. 201/08 Campi elettromagnetici -> Art. 211 D.Lgs. 81/08 Radiazioni ottiche artificiali -> Art. 218 D.Lgs. 81/08 Amianto -> Art.259 D.Lgs. 81/08; Agenti cancerogeni e mutageni artt. 242-243 D.Lgs. 81/08; Agenti chimici -> Art. 229 D.Lgs 81/08;
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OBBLIGO DI SORVEGLIANZA SANITARIA


Movimentazione manuale dei carichi -> art. 168 c.2 lettera d) D.Lgs. 81/08; Videoterminali -> art. 176 D.Lgs. 81/08; Agenti biologici -> Art. 279-280 D.Lgs. 81/08; Lavoro notturno -> D.Lgs. 25/99 (sm); Silice -> L. 455/1943 e successive modificazioni ed integrazioni; Radiazioni ionizzanti per lavoratori di categoria B -> D.Lgs. 230/95 e sm..
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Privacy e SUL LAVORO PRIVACY E SICUREZZAsicurezza sul lavoro

Tutela della riservatezza dei dati personali sensibili

Interesse alla sicurezza del lavoratore nello svolgimento delle proprie mansioni

Privacy SUL LAVORO PRIVACY E SICUREZZAe sicurezza sul lavoro


Trattamento dati personali in ambito sanitario (D. Lgs. 196/03, Tit. V)

Tutela della riservatezza dei dati personali sensibili

Interesse alla sicurezza del lavoratore nello svolgimento delle proprie mansioni

Norme sulla sorveglianza sanitaria (D.Lgs. 81/08, capo III, Sez. V: art. 38 e ss.)

Privacy e SUL LAVORO PRIVACY E SICUREZZAsicurezza sul lavoro


Lart. 76 del D.Lgs. 196: i dati sanitari possono essere trattati da sanitari e strutture sanitarie pubbliche: con il consenso dellinteressato e anche senza autorizzazione del
garante se il trattamento serve a perseguire una finalit di tutela della salute o della incolumit fisica del soggetto anche senza il consenso e previa autorizzazione del Garante se la finalit riguarda un terzo o la collettivit

Disposizione superata dal provvedimento del Garante n. 2/2008: Autorizzazione al trattamento dei dati idonei a rilevare lo stato di salute e la vita sessuale

Privacy sicurezza sul lavoro PRIVACY E SICUREZZAeSUL LAVORO


Disposizione superata dal provvedimento del Garante n. 2/2008: Autorizzazione al trattamento dei dati idonei a rilevare lo stato di salute e la vita sessuale: gli esercenti professioni sanitarie qualora il trattamento dei dati sia indispensabile per tutelare lincolumit fisica o la salute di un terzo o della collettivit e il consenso non sia dato o non possa essere dato per effettiva impossibilit gli organismi sanitari pubblici quando ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: finalizzazione allincolumit di un terzo o della collettivit manchi il consenso non si tratti di attivit amministrative correlate a quelle sanitarie

Privacy e sicurezza sul lavoro PRIVACY E SICUREZZA SUL LAVORO


Disposizione superata dal provvedimento del Garante n. 2/2008: Autorizzazione al trattamento dei dati idonei a rilevare lo stato di salute e la vita sessuale: in caso di svolgimento delle investigazioni difensive o comunque per motivi di difesa di un diritto in sede giudiziaria per ladempimento di specifici obblighi o compiti previsti dalla normativa comunitaria, da leggi, da regolamenti o contratti collettivi, nonch dalle norme previdenziali, assistenziali e in materia di igiene e sicurezza del lavoro o della popolazione

Privacy e sicurezza sul PRIVACY E SICUREZZA SUL LAVORO lavoro


Fattispecie pi delicate

Conservazione dei dati

Comunicazione dei dati

Soggetti che entrano in relazione: medico competente lavoratore datore di lavoro responsabile per la sicurezza

Privacy e sicurezza sul lavoro PRIVACY E SICUREZZA SUL LAVORO

La conservazione
Cartella sanitaria e di rischio

Medico competente = responsabile del trattamento e della conservazione dei dati contenuti nella cartella N.B. per la raccolta e la conservazione dei dati sanitari dei lavoratori, in deroga alla regola generale sui dati sensibili, non obbligatoria lacquisizione della preventiva autorizzazione del Garante

Privacy e sicurezza sul lavoro PRIVACY E SICUREZZA SUL LAVORO

La comunicazione
Compiti del medico competente: informazione preventiva al lavoratore interessato sul significato degli accertamenti sanitari cui sottoposto comunicazione allinteressato sui risultati degli accertamenti comunicazione dei risultati al datore di lavoro: segreto professionale solo dati correlati con le patologie influenti sullo svolgimento delle mansioni specificatamente assegnate al lavoratore interessato Comunicazione dati in occasione delle riunioni periodiche dei rappresentanti per la sicurezza

LA SORVEGLIANZA SANITARIA
Deve essere mirata ai rischi professionali specifici Deve basarsi quando possibile su indicatori di esposizione o su indicatori di effetto precoce Deve consentire in ogni caso una diagnosi precoce della malattia, prima che determini un danno grave ed irreversibile Deve individuare eventuali patologie extraprofessionali che possono rappresentare una controindicazione allesposizione
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IL GIUDIZIO DI IDONEITA
riguarda la mansione specifica, cio le effettive condizioni di esposizione, il M. C. esprime uno dei seguenti giudizi: a) Idoneit; b) Idoneit parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni; c) Inidoneit temporanea o permanente.
Avverso I GIUDIZI del medico competente ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, allorgano di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso Dr Carlo Sciacchitano

Art. 42 - inidoneit mans. mans.


Provvedimenti in caso di inidoneit alla mansione specifica 1. Il datore di lavoro, , in relazione ai giudizi di cui allarticolo 41, comma 6, attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano uninidoneit alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove

possibile, ad altra mansione compatibile con il suo stato di salute.


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Obblighi degli esercenti professioni sanitarie


Vincolo del segreto professionale (art. 622 CP)

In caso di sospetta malattia professionale:


Denuncia di malattia professionale Primo certificato INAIL Referto allautorit giudiziaria
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IL MEDICO COMPETENTE informazione e formazione fornisce informazioni ai lavoratori e agli RLS sul significato degli accertamenti sanitari informa ogni lavoratore sui risultati dei propri accertamenti sanitari e fornisce a richiesta copia della documentazione sanitaria comunica nelle riunioni di prevenzione e protezione i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria e ne illustra il significato collabora allattivit di formazione e informazione
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IL MEDICO COMPETENTE pronto soccorso collabora con il datore di lavoro alla predisposizione del servizio di pronto soccorso presidi medico chirurgici designazione ed addestramento dei lavoratori incaricati di attuare i provvedimenti di pronto soccorso

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IL MEDICO COMPETENTE minori e lavoratrici madri visita i lavoratori minorenni addetti ad attivit per cui vige lobbligo di sorveglianza sanitaria e valuta lesistenza di controindicazioni allesposizione DI NOTI FATTORI DI RISCHIO

esprime parere vincolante in merito alla flessibilit del congedo di maternit

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CARTELLA SANITARIA E DI RISCHIO [ Art.


25, 41 comma 5, 53 (in conformit col D. 196/03), Allegato 3A Deve soddisfare i requisiti minimi dellAllegato 3A E istituita e aggiornata dal MC (se informatizzata vedi art. 53!) E custodita dal MD-C in luogo concordato (azi >15) E firmata sul frontespizio dal Datore di lavoro E firmata dal Lavoratore per presa visione dei dati clinico-anamnestici, giudizio idoneit, etc.) Su richiesta, va fornita al Lavoratore dal MD-C Per cessazione attivit aziendale o fine rapporto il MD-C la consegna al Lavoratore che firma ricevuta Per cessazione incarico, il MD-C la consegna, secondo privacy, al Datore di lavoro che firma per ricevuta

Rischi particolari e Registro degli Esposti (Art. 25, DM 155/07)


In caso di rischio da Agenti pericolosi CANCEROGENI o MUTAGENI o BIOLOGICI di gruppo III e IV il Datore di Lavoro istituisce il Registro degli Esposti Alla cessazione del rapporto di lavoro (o dellattivit aziendale) il Datore di lavoro invia allISPESL la cartella sanitaria e di rischio, unitamente alle annotazioni individuali contenute nel registro degli Esposti e ne consegna copia al Lavoratore stesso

Infortunio sul lavoro


La definizione di infortunio, ai sensi dellart. 2 del D.P.R. 1124/65 evento avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o inabilit permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero uninabilit temporanea assoluta che comporti lastensione dal lavoro per pi di tre giorni .

Un evento estraneo alla volont di chi lo subisce, che verifica per motivi di lavoro, nell'ambiente di lavoro e che produce un danno alla persona in un breve periodo di tempo.

Malattia professionale (malattie da lavoro)


Un evento estraneo alla volont di chi lo subisce, che si verifica per motivi di lavoro, nell'ambiente di lavoro e che produce un danno alla persona in un periodo di tempo non breve.

I.N.A.I.L.
La tutela assicurativa degli infortuni sul lavoro affidata all'Istituto Nazionale per lAssicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro e le Malattie Professionali (INAIL). La materia regolata dal D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124: Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali ". Tutte le aziende, le industrie, le ditte individuali dove ci siano lavoratori dipendenti sono obbligate ad aprire una posizione assicurativa presso l'INAIL e ad assicurare i lavoratori contro gli infortuni e le malattie professionali .

Il registro degli Infortuni


Fanno
eccezione, ma devono chiedere alla ASL lesonero dalla tenuta: le aziende individuali artigiane che non occupano dipendenti le aziende che si avvalgono solo dellopera di lavoratori occasionali il Registro Infortuni deve essere intestato allazienda, legato e numerato in ogni pagina prima di essere messo in uso deve essere presentato alla ASL territorialmente competente per la vidimazione, con riferimento a ununica PAT Inail ...

Il registro degli Infortuni


deve
essere tenuto senza spazi in bianco, senza abrasioni e scritto con inchiostro indelebile deve essere tenuto in originale sul luogo di lavoro, eccetto i casi di lavori di breve durata o temporanei, svolti in cantieri mobili o dislocazioni precarie, quando pu essere tenuto presso la sede dellimpresa comunque sempre a disposizione per i controlli deve essere conservato per 4 anni dallultima registrazione o dalla data di vidimazione

Il registro degli Infortuni


nel
registro devono essere annotati cronologicamente tutti gli infortuni che comportano lassenza dal lavoro per almeno un giorno, escluso quello dellevento, (D.M. 5.12.96) anche se non comportano astensione dal lavoro, opportuno registrare comunque gli infortuni causati da punture, tagli, abrasioni e contatto con materiali che possono essere anche solo potenzialmente infetti

Il registro degli Infortuni


il
Registro Infortuni deve riportare: il cognome e nome dellinfortunato; la qualifica professionale dellinfortunato; le cause o le circostanze dellinfortunio; la data di abbandono del lavoro; la data di ripresa del lavoro; per la mancata istituzione, lirregolare tenuta e conservazione del Registro Infortuni il datore di lavoro punito con una sanzione amministrativa che va da un minimo di 516 a un massimo di 3.099

Il registro degli Infortuni


competente
a comminare le sanzioni la ASL, fatti salvi i casi di vigilanza integrativa o sostitutiva prevista da leggi speciali e dallart. 23 del D.Lgs. 242/96.

Medico Competente

Datore di lavoro

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PRONTO SOCCORSO Decreto 388/2003


Il 3 Febbraio 2005 ( a seguito di proroga approvata il 27 Luglio 2004) , entra in vigore il Regolamento 388 , recante disposizioni sul Pronto Soccorso aziendale, in attuazione dellarticolo 15 , comma 3, del Dlgs 626/94, che individua le caratteristiche minime delle attrezzature di Pronto Soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione. Sciacchitano Dr Carlo

Classificazione delle aziende


Gruppo A: ( cassetta di ps) I) Centrali termoelettriche, aziende estrattive, lavori in sotterraneo, aziende per la fabbricazione di esplosivi, industrie a rischio di incidente rilevante II) Aziende con oltre 5 lavoratori con indice infortunistico maggiore di 4 (INAIL) III) Aziende agricole con oltre 5 lavoratori a tempo indeterminato
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Classificazione delle aziende


Gruppo B: aziende o unit produttive con 3 o pi lavoratori che non rientrano nel gruppo A ( cassetta di pronto soccorso) Gruppo C: aziende o unit produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A ( pacchetto di medicazione)
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Comunicazione alla ASL


Il datore di lavoro , sentito il Medico Competente , ove previsto, identifica la categoria di appartenenza della propria azienda e , solo nel caso appartenga al Gruppo A , la comunica alla Zona territoriale competente, Dipartimento Emergenza, per la predisposizione degli interventi di emergenza del caso
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Indici di frequenza dinfortunio per gruppo di tariffa INAIL ( g.u. n. 192 del 17/8/2004) > 4 Lavorazioni meccanico-agricole: 10,84 Macellazione-pesca: 6,41 Costruzioni edili : 8,60 Prima lavorazione legname : 7,95 Falegnameria e restauro: 7,18 Metalmeccanica e metallurgia: 5,47 Lavorazione del vetro Facchinaggio : 15,99 Pulizie e nettezza urbana: 5,57
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Organizzazione del Pronto Soccorso


Nelle aziende o unit produttive di Gruppo A e di Gruppo B, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: * cassetta di pronto soccorso, custodita in un luogo facilmente accessibile , contenente la dotazione minima dellallegato I, da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su indicazione del Medico Competente Dr Carlo Sciacchitano

Organizzazione del Pronto Soccorso


Nelle aziende o unit produttive di Gruppo C, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: * pacchetto di medicazione, contenente la dotazione minima indicata nellallegato 2, da integrare sulla base dei rischi presenti sul luogo di lavoro, della quale sia costantemente assicurata, in collaborazione col Medico Competente, la completezza ed il corretto statoDrduso dei presdi ivi Carlo Sciacchitano contenuti;

Organizzazione del Pronto Soccorso


Nelle aziende o unit produttive di gruppo A, anche consorziate, il datore di lavoro, sentito il Medico Competente, ove previsto, tenuto a garantire il raccordo tra il sistema di Pronto Soccorso interno ed il Sistema di emergenza sanitaria
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Formazione degli addetti al P.S.


Gli addetti al pronto soccorso designati, sono formati con istruzione teorica e pratica per lattuazione delle misure di primo intervento La formazione dei lavoratori designati svolta da personale medico + s.s.n. Aziende di gruppo A : corsi di 16 ore Aziende di gruppo B e C : corsi di 12 ore N.B. sono validi i corsi di formazione ultimati entro la data di entrata in vigore del decreto La formazione andrSciacchitano ripetuta ogni 3 anni !!! Dr Carlo

LAVORO NOTTURNO D.Lgs 532 del 26.11.1999


Lavoro notturno: lattivit svolta nel corso di un periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti lintervallo fra la mezzanotte e le cinque del mattino; Lavoratore notturno: 1) qualsiasi lavoratore che durante il periodo notturno svolga, in via non eccezionale, almeno tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero; 2) qualsiasi lavoratore che svolga lavoro notturno per un minimo di ottanta giorni lavorativi allanno.
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Art. 5 - tutela della salute : i lavoratori notturni devono essere sottoposti ,a cura e spese del datore di lavoro, per mezzo del Medico Competente , ad:
Accertamenti preventivi volti a constatare lassenza di controindicazioni al lavoro notturno a cui sono adibiti Accertamenti periodici almeno ogni due anni per controllare il loro stato di salute Accertamenti in caso di evidenti condizioni di salute incompatibili con il lavoro notturno In caso di inidoneit al lavoro notturno, accertata dal Medico Competente, garantita al lavoratore lassegnazione ad altre mansioni (Sanzione al ddl da 1500 a 3000 )
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Categorie di lavoro notturno


Panificatori Addetti alla stampa di quotidiani Addetti ai mercati ittici ed ortofrutticoli Addetti alla distribuzione giornali Guardia notturna Assistenza notturna -infermieri Locali di ritrovo aperti al pubblico ( Dj.) Call center Attivit alberghiera
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Giudizi di idoneita condizioni morbose che possono comportare INIDONEITA al lavoro notturno
Disturbi cronici del sonno; Gravi malattie gastrointestinali; Malattie cardiovascolari; Malattie cerebrali e/o epilessia; Diabete insulino-dipendente; Nefropatie croniche; Importanti alterazioni tiroidee.
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Limitazione al lavoro notturno art. 53 D.Lgs 151/2001


E vietato adibire le donne al lavoro notturno dalle ore 24.00 alle ore 6.00, dallaccertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di et del bambino. Non sono obbligati al lavoro notturno: 1) Lavoratrice madre figlio et < 3 anni 2) Lavoratrice unico genitore affidatario di figlio convivente di et < 12 anni 3) Lavoratrice con soggetto disabile (legge 5 febbraio 1992, n. 104).
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Dlgs. 81 del 9 maggio 2008


Titolo VI Movimentazione manuale dei carichi

Campo di applicazione
In tutte le aziende dove presente la movimentazione manuale dei carichi (M.M.C.) e il conseguente rischio di alterazioni dorso-lombari Si definisce M.M.C. le operazioni di:
trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o pi lavoratori, comprese le azioni:
del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico,

che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari;
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La colonna vertebrale
La colonna vertebrale composta da una serie di snodi posti l'uno sull'altro, le vertebre ed i dischi. La pila di snodi, con i muscoli, sostiene il corpo e permette i movimenti della schiena: piegarsi in avanti, indietro, sul fianco e ruotare.

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Cosa sono le lesioni dorsolombari


Sono lesioni a carico di:
ossa muscoli tendini nervi vasi

a livello dorso lombare


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Quali sono le alterazioni pi frequenti?


alterazioni delle curve della colonna: Lernia del disco: determinata dalla fuoriuscita del

Mal ipercifosi di schiena:disco o latrosi possono comprimere di la sciatica: lernia del alterazioni a carico di vertebre, dischi
disco sciatico determinando irritazione e dolore intervertebrali, nervi. il nervointervertebrale dalla sua sede con formazione di ernie iperlordosi scoliosi Latrosi: una malattia degenerativa delle articolazioni che
determina la riscostruzione irregolare dellosso sotto forma di Vertebra Vertebra Vertebra becchi ossei (detti osteofiti) Nervo

Ernia discale Becco osseo Sciatica


Disco intervertebrale

Disco intervertebrale Disco intervertebrale


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Anatomia del rachide

Funzionalit dei dischi intervertebrali

Aumento pressione Fuoriuscita sostanze nutritive

Diminuzione pressione Ingresso sostanze nutritive

Disturbi alla colonna


Incremento del rischio di contrarre affezioni acute e croniche dell'apparato locomotore ed in particolare del rachide lombare

Colonna vertebrale
Il mal di schiena, o meglio, la lombalgia, che colpisce il tratto lombare della colonna vertebrale, un dolore localizzato all'altezza della vita, che pu farsi sentire pi da un lato che dall'altro e che pu irradiare ai glutei o anche lungo tutta la gamba quando diventa sciatica. A seconda della durata della sintomatologia dolorosa, la lombalgia viene divisa in acuta e cronica. La fase acuta dura in genere una quindicina di giorni ed normalmente dovuta ad una lesione di una o pi delle strutture che compongono la colonna vertebrale. Nella fase cronica subentrano altri problemi che si possono riassumere nel fatto che la colonna non riesce pi a ritrovare il suo delicato equilibrio e dunque si trova in uno stato di sofferenza permanente. importante per dire che qualunque componente della colonna vertebrale (come ogni altro osso, legamento, struttura del nostro corpo), ripara di norma nel giro di 20/25 giorni. Se per questa riparazione non perfettamente funzionale, il dolore pu persistere.

Fattori di rischio
Carico
Pesante Ingombrante Difficile da afferrare Contenuto: Pericoloso o in equilibrio instabile Obbliga movimentazione a distanza, torsione o inclinazione dorso Spazio ristretto Pavimento: scivoloso, irregolare, instabile Soffitto basso Illuminazione Frequente e ripetuta Distanze troppo grandi Ritmo non modulabile Inidoneit fisica Mancata informazione e formazione

Ambiente

Attivit

Lavoratore

Rischio : MOVIMENTAZIONE MANUALE DI CARICHI Riferimenti normativi per la sorveglianza sanitaria: Titolo V I D.Lgs. 81/04 VISITE MEDICHE Allassunzione Alla destinazione alla mansione A richiesta del lavoratore

PERIODICITA: 1-3 anni (da definire in base allentit del rischio e alle condizioni fisiche di ciascun soggetto) ACCERTAMENTI INTEGRATIVI PRIMA VISITA VISITE SUCCESSIVE ACCERTAMENTI Esame clinicofunzionale del rachide Esame clinicofunzionale del rachide PERIODICITA da definire in base allentit del rischio e alle condizioni fisiche di ciascun soggetto

EVENTUALI A GIUDIZIO DEL MEDICO Rx rachide Visita ortopedica TAC o RMN (in caso di sospetta ernia discale)

Possibili soluzioni

La colonna vertebrale: Come sollevare un peso


La movimentazione manuale dei carichi eseguita ripetutamente in modo sbagliato, con la schiena incurvata, danneggia la colonna vertebrale e causa dolore (lombalgia, artrosi, ernia del disco) La movimentazione manuale dei carichi eseguita ripetutamente in modo corretto, con la schiena dritta, come fa l'atleta sollevatore di pesi, risparmia la schiena e non causa dolore. Anche la posizione fissa prolungata deve essere corretta: stare a lungo con la schiena, piegata in avanti o curvata indietro, danneggia la colonna.

Dr Carlo Sciacchitano

Obblighi del datore di lavoro


adotta le misure organizzative necessarie e ricorre ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessit di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori. Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi ricorre ai mezzi appropriati e fornisce ai lavoratori stessi i mezzi adeguati, attraverso
lorganizzazione dei posti di lavoro in modo che detta movimentazione assicuri condizioni di sicurezza e salute; Valuta le condizioni di sicurezza e di salute connesse al lavoro in questione tenendo conto dell'allegato XXXIII;

c) evita o riduce irischi, particolarmente di patologie dorso-lombari, adottando le misure adeguate,tenendo conto in particolare dei fattori individuali di rischio, delle caratteristiche dell'ambiente di lavoro e delle esigenze che tale attivit comporta, in base all'allegato XXXIII; d) sottopone i lavoratori alla sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41,sulla base della valutazione del rischio e dei fattori individuali di rischio di cui all'allegato XXXIII.

Dr Carlo Sciacchitano

Formazione, informazione e addestramento


Il Datore di Lavoro:
fornisce ai lavoratori le informazioni adeguate relativamente al peso ed alle altre caratteristiche del carico movimentato; assicura ad essi la formazione adeguata in relazione ai rischi lavorativi ed alle modalit di corretta esecuzione delle attivit.

Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori l'addestramento adeguato in merito alle corrette manovre e procedure da adottare nella movimentazione manuale dei carichi.

Dr Carlo Sciacchitano

Lallegato XXXIII: Caratteristiche del carico.


La movimentazione manuale di un carico pu costituire un rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari nei seguenti casi:
il carico troppo pesante; ingombrante o difficile da afferrare; in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di spostarsi; collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto o maneggiato a una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco; pu, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza, comportare lesioni per il lavoratore, in particolare in caso di urto.

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Lallegato XXXIII: Sforzo fisico richiesto.


Lo sforzo fisico pu presentare rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari nei seguenti casi:
eccessivo; pu essere effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco; pu comportare un movimento brusco del carico; compiuto col corpo in posizione instabile.

Dr Carlo Sciacchitano

Lallegato XXXIII: Caratteristiche dell'ambiente di lavoro.


Le caratteristiche dell'ambiente di lavoro possono aumentare le possibilit di rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorsolombari nei seguenti casi:
lo spazio libero, in particolare verticale, insufficiente per lo svolgimento dell'attivit richiesta; il pavimento ineguale, quindi presenta rischi di inciampo o scivoloso il posto o l'ambiente di lavoro non consentono al lavoratore la movimentazione manuale di carichi a un'altezza di sicurezza o in buona posizione; il pavimento o il piano di lavoro presenta dislivelli che implicano la manipolazione del carico a livelli diversi; il pavimento o il punto di appoggio sono instabili; la temperatura, l'umidit o la ventilazione sono inadeguate.

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Lallegato XXXIII: Esigenze connesse all'attivit.


L'attivit pu comportare un rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari se comporta una o pi delle seguenti esigenze:
sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo frequenti o troppo prolungati; Pause e periodi di recupero fisiologico insufficienti; distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto; un ritmo imposto da un processo che non pu essere modulato dal lavoratore.

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Lallegato XXXIII: fattori individuali di rischio


La movimentazione manuale dei carichi vietata alle donne durate il periodo della maternit il lavoratore pu correre un rischio nei seguenti casi:
inidoneit fisica a svolgere il compito in questione tenuto altres conto delle differenze di genere e di et; indumenti, calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore; insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione o delladdestramento

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Lallegato XXXIII: RIFERIMENTI A NORME TECNICHE Le norme tecniche della serie ISO 11228 (parti 1-2-3) relative alle attivit di movimentazione manuale (sollevamento, trasporto, traino, spinta, movimentazione di carichi leggeri ad alta frequenza) sono da considerarsi tra quelle previste allarticolo 152, comma 3.
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Rischio Videoterminale

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I VIDEOTERMINALI
Luso di attrezzature munite di videoterminali si esteso rapidamente coinvolgendo un numero elevato di operatori. Come succede spesso quando viene richiesto un cambiamento repentino dei compiti professionali, l'utilizzo crescente di queste macchine accompagnato da diffidenza e qualche volta da apprensione. In particolare per la "minaccia oscura" (perch invisibile e incontrollabile) dei danni da radiazioni. Ma se questo un pericolo da smitizzare, non sono da trascurare i fattori di rischio realmente presenti nelle postazioni di lavoro con videoterminale.
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I VIDEOTERMINALI
I falsi allarmi: Negli anni passati sono state diffuse preoccupazioni per la presenza di radiazioni nei posti di lavoro con VDT e per i conseguenti possibili effetti sulla gravidanza (aborti, parti prematuri, malformazioni congenite):
LA REVISIONE DI TUTTI GLI STUDI QUALIFICATI SULLARGOMENTO NON HA CONFERMATO LA PRESENZA DI TALI RISCHI

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I VIDEOTERMINALI
1.Nei posti con VDT le radiazioni ionizzanti (raggi x) si mantengono allo stesso livello dellambiente esterno 2.Nei posti di lavoro con VDT pi recenti le radiazioni non ionizzanti (campi elettromagnetici) si mantengono al di sotto dei limiti raccomandati 3.Negli operatori ai VDT non stato registrato alcun significativo aumento di danni per la salute e la funzione riproduttiva dovuti alle radiazioni
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FATTORI DI RISCHIO
Sono sostanzialmente tre: 1. l'affaticamento visivo connesso sia all'impegno degli occhi nelle diverse funzioni (fine discriminazione, accomodamento, movimento ecc.), sia dalle caratteristiche dello schermo, sia alle condizioni di illuminazione e microclimatiche; 2. i disturbi da posture incongrue, condizionate dagli arredi, dalla posizione assunta e dalla durata del lavoro; 3. il disagio psichico, che pu essere influenzato dai contenuti della mansione (ripetitivit, motivazione, ecc.), Dr dal software, dal rumore. Carlo Sciacchitano

La gestione della sicurezza al videoterminale si articola nei seguenti momenti: 1. intervento sull'ambiente, le attrezzature, gli arredi; 2. adeguamenti organizzativi, ossia l'articolazione dei tempi di lavoro e di riposo; 3. sorveglianza sanitaria; informazione e formazione del personale.

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I VIDEOTERMINALI
Disturbi legati alluso di videoterminali: 1.Oculo-visivi 2.Muscoloscheletrici 3.Lo stress Questi disturbi non sono linevitabile conseguenza del lavoro al vdt, ma in generale derivano da uninadeguata progettazione dei posti e delle modalit di lavoro
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I VIDEOTERMINALI
Disturbi oculo-visivi
Bruciore Lacrimazione Xeroftalmia Senso di corpo estraneo Ammiccamento frequente Fastidio alla luce Pesantezza Visione annebbiata Visione sdoppiata Astenopia

Questi disturbi sono reversibili !!!


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I VIDEOTERMINALI
1. Le principali cause: Le condizioni sfavorevoli di illuminazione Leccesso o insufficienza di illuminazione generale La presenza di riflessi da superfici lucide La luce diretta proveniente dalle finestre o da fonti artificiali non adeguatamente schermate La scarsa definizione dei caratteri sullo schermo 2. Limpegno visivo statico, ravvicinato e protratto: In questo tipo di visione, in cui gli oggetti sono distanti dagli occhi meno di un metro, i muscoli per la messa a fuoco dellimmagine e per la motilit oculare sono fortemente sollecitati Limpegno aumenta quanto pi loggetto vicino e quanto pi a lungo fissato nel tempo

I VIDEOTERMINALI
3. I difetti visivi non o mai corretti: I principali difetti (presbiopia, miopia, ipermetropia, ecc.) non sono causati dalluso del vdt, ma posono, in talune condizioni, contribuire a far comparire i disturbi astenopici. E importante correggere adeguatamente tali difetti, anche se lievi, per evitare un ulteriore sforzo visivo durante il lavoro. Oltre ai difetti rifrattivi (che riguardano le lenti dellocchio,esistono anche i difetti del coordinamento della motilit dei due occhi. Tale coordinamento consente di vedere il rilievo e la profondit. Nello STRABISMO manca tale coordinamento.

I VIDEOTERMINALI
4. Microclima: Inquinamento dellaria interna: - impianto di condizionamento poco efficiente - affollamento di fotocopiatrici in locali poco areati - fumo di tabacco Leccessiva secchezza dellaria

I VIDEOTERMINALI
Disturbi muscolo-scheletrici : Collo Schiena Spalle Braccia-mani

Senso di peso Senso di fastidio Si manifestano con Dolore Intorpidimento Rigidit

I VIDEOTERMINALI
Disturbi alla colonna
Il disco intervertebrale nelle posizione fisse malnutrito invecchia precocemente

Disturbi muscolari
Nelle contrazioni muscolari statiche (es. digitare a braccia non appoggiate ai muscoli arriva meno sangue del necessario: il muscolo malnutrito si affatica e diventa dolente

Disturbi allavambraccio e alla mano


I nervi e i tendini dellavambraccio e della mano, nei movimenti rapidi, sono sovraccaricati o compressi e possono infiammarsi. Ci pu generare dolore intenso, impaccio ai movimenti e formicolio alle dita.

IL POSTO DI LAVORO
Al momento della progettazione del posto di lavoro, la collocazione delle attrezzature (video, tastiera, foglio, stampante), la dimensione degli spazi e le caratteristiche degli arredi dovranno essere scelte in funzione del tipo di attivit prevista. Essa si distingue essenzialmente in: interattiva con lavoro prevalentemente al video; di trasferimento dati da documento; mista.
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La ricerca della funzionalit operativa deve essere contemperata con il rispetto dell'ergonomia, secondo le indicazioni di seguito esposte:

LA POSTURA
L'operatore deve assestare la propria postura comodamente regolando i vari elementi del posto di lavoro: - il tronco deve essere in posizione tendenzialmente eretta, con appoggio del tratto lombare allo schienale per ridurre la compressione dei dischi intervertebrali; - gli angoli "braccio-avambraccio" e "coscia-gamba" devono essere di circa 90 (retti) per ridurre al minimo l'affaticamento muscolare e permettere una buona circolazione periferica;
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LA POSTURA
- l'angolo "tronco-coscia" deve essere all'incirca di 100 per garantire una adeguata distribuzione dei carichi sull'apparato osteoarticolare ed impedire dannose compressioni pelvicoaddominali; - il bordo superiore dello schermo deve essere posto all'altezza degli occhi, o al di sotto di essa, e a una distanza compresa tra i 50 e 70 cm, per evitare l'affaticamento della muscolatura oculare e contratture dei muscoli del collo; - la tastiera deve essere disposta in modo tale da permettere l'appoggio degli avambracci (a 15 cm circa dal bordo del tavolo) per evitare contratture muscolari.
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IL PIANO DI LAVORO
- II tavolo, preferibilmente con bordi arrotondati, deve avere dimensioni adatte a garantire la comoda disposizione delle attrezzature di lavoro, con possibilit di collegamento ad altri moduli utili; - l'altezza e la profondit del tavolo devono lasciare adeguato spazio per le gambe dell'operatore e consentire comodi aggiustamenti posturali; - per tener conto delle variabili antropometriche degli operatori, si deve intervenire sull'altezza del piano di lavoro (meglio se regolabile) o sull'altezza dell'insieme "piano del sedile e appoggio deiCarlo Sciacchitano Dr piedi".

IL PIANO DI LAVORO
- la superficie del tavolo deve essere di colore neutro e opaca in modo da evitare abbagliamenti e riflessi fastidiosi; - la tastiera deve essere separata dal video, mobile, inclinabile, con i tasti in materiale opaco e con caratteri leggibili; - il video deve essere orientabile e inclinabile, con lo schermo antiriflettente con luminosit e contrasto regolabili, con l'immagine stabile, i caratteri definiti e leggibili; - per il lavoro di videoscrittura necessaria la dotazione di un porta documenti regolabile in altezza e in Dr Carlo Sciacchitano inclinazione.

IL SEDILE
- II sedile deve essere mobile con rotelle in modo da consentire l'accesso alle diverse attrezzature del posto di lavoro e facilitare l'aggiustamento posturale; - la stabilit del sedile deve essere garantita da una base sufficientemente ampia, con cinque razze, tale da impedire ribaltamenti accidentali; - il piano del sedile deve essere di dimensioni idonee, di materiale lavabile e che non ostacoli la traspirazione, con i bordi arrotondati, con imbottitura semirigida, e superficie piana per permettere una corretta distribuzione dei pesi del tronco;
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IL SEDILE
- l'altezza del piano sedile deve essere regolabile tramite comandi facilmente accessibili e azionabili; - lo schienale, con le stesse caratteristiche costruttive del sedile e anatomicamente conformato, deve essere agevolmente regolabile in altezza ed in inclinazione, in modo da permettere un comodo appoggio del tratto lombare della colonna; - i braccioli, se presenti, non devono impedire l'accesso al piano di lavoro e devono essere del tipo chiuso per impedire l'impigliamento; - un poggiapiedi inclinato, meglio se regolabile in altezza e antisdrucciolo, va messo a disposizione su richiesta dell'operatore.
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LILLUMINAZIONE
L'installazione dei posti d lavoro dove si utilizzano videoterminali deve tenere conto della disposizione della illuminazione naturale (finestre o altro); i sistemi di illuminazione artificiale andranno collocati in relazione all'attivit prevista e in modo tale da evitare riflessi e contrasti fastidiosi. In particolare andranno osservati i seguenti criteri: - n davanti n dietro allo schermo video ci devono essere delle finestre, o fonti di luce artificiale non schermata; - la direzione dello sguardo operatore - schermo Carlo finestre; deve trovarsi parallelaDralle Sciacchitano

LILLUMINAZIONE
- i VDT devono essere disposti il pi lontano possibile dalle finestre; - tutte le finestre devono avere tende interne orientabili di colore neutro; - l'illuminazione artificiale generale deve essere schermata e disposta a file parallele alle finestre; l'illuminazione localizzata con lampade da tavolo deve permettere la regolazione dell'intensit; - le pareti, i pavimenti, i soffitti e le porte, come il piano di lavoro, devono essere opachi e di colore chiaro neutro.
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LILLUMINAZIONE
VALORI OTTIMALI (intensit luminosa) - Per un ufficio tradizionale: 500 LUX - Per un ufficio con VDT: se il lavoro prevalentemente di colloquio con VDT: 200 LUX se il lavoro prevalentemente di digitazione sul VDT Dr da testi scritti:Carlo Sciacchitano 400 LUX

RUMORI
Nell'ambiente di lavoro dove si utilizzano Videoterminali difficilmente i livelli di intensit sonora sono tali da provocare un danno all'apparato uditivo, tuttavia possono risultare fastidiosi per un'attivit che pu richiedere anche un'elevata concentrazione mentale e in particolare non devono perturbare l'attenzione e la comunicazione verbale.

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RUMORI
In particolare si consigliano le seguenti misure preventive: - installare i VDT in locali poco disturbati da fonti di rumore esterno e interno; - scegliere strumentazione poco rumorosa; - isolare gli strumenti rumorosi in ambienti separati o con dispositivi fonoisolanti; - negli uffici "open space" pu essere utile ricorrere Dr a pannelli divisori Carlo Sciacchitano fonoassorbenti.

IL MICROCLIMA
E' preferibile che le condizioni microclimatiche siano controllate tramite un impianto di condizionamento che assicuri situazioni di confort sia nella stagione estiva che invernale: - la temperatura, nella stagione calda, non dovrebbe essere inferiore a quella esterna di oltre 7 C; nelle altre stagioni, dovrebbe essere compresa tra 18 e 20 C;

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VISITE MEDICHE
A seguito della visita il lavoratore viene considerato, in base ai protocolli in uso in medicina del lavoro, idoneo, con o senza prescrizioni, o non idoneo. I lavoratori affetti da rilevanti deficit dellaccomodazione, vanno sottoposti a visita periodica con periodicit almeno biennale. I lavoratori classificati esposti con visus normale o che non presentano rilevanti deficit dellaccomodazione devono essere sottoposti a visita con periodicit quinquennale. Oltre i cinquanta anni di et tutti i lavoratori vanno sottoposti a controllo periodico biennale al fine di valutare le eventuali variazioni del visus derivanti dalla presbiopia fisiologica Dr Carlo Sciacchitano compare dopo che di solito questa et

VISITE MEDICHE
Visite mediche periodiche Ogni lavoratore, se sospetta una sopravvenuta alterazione della funzione visiva, pu richiedere al Medico Competente di essere sottoposto controlli. La spesa per gli accertamenti sanitari e per la dotazione di dispositivi speciali di correzione in funzione dell'attivit svolta a carico del datore di lavoro.

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LE PAUSE
II lavoratore addetto in modo continuativo ai videoterminali ha diritto ad una interruzione della sua attivit mediante pause ovvero cambiamento di attivit. Viene stabilito un tempo minimo, ossia una pausa di quindici minuti ogni 2 ore. Condizioni migliorative potranno essere stabilite dalla contrattazione collettiva, anche aziendale. Per alcuni soggetti con problemi il Medico Competente potr dare prescrizioni aggiuntive sulle modalit e sulla durata delle interruzioni. Di seguito viene fatta una proposta per usare alcuni momenti delle pause in modo "intelligente":
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LE PAUSE
se uno dei problemi indotti dal lavoro continuativo al Videoterminale rappresentato dai disturbi alla colonna vertebrale, alle spalle e alle braccia, che possono essere prevenuti con adatti esercizi, perch non eseguirne alcuni durante le interruzioni?

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LE PAUSE
PREMESSA Gli esercizi proposti vanno eseguiti in condizioni di assenza di dolore nelle regioni interessate; se durante l'esecuzione ne dovesse comparire, si consiglia una valutazione medica. Alcuni esercizi sono da fare da seduti, altri in piedi.

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LE PAUSE
Come acquisire una buona posizione di partenza per gli esercizi da seduto: rilascia del tutto la colonna e poi raddrizza lentamente inarcando il pi possibile la schiena; ripeti per 5 volte.

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LE PAUSE
STIRAMENTO DEI MUSCOLI DEL COLLO Esercizio n. 1 Mettiti in questa posizione, intreccia le dita sulla testa e tira lentamente il capo in basso; compi alcuni atti respiratori, lasciando uscire a fondo l'aria. Ripeti pi volte, fino a sentir calare la tensione dietro. Esercizio n. 2 Piega il collo da un lato continuando a guardare diritto davanti a te (non alzare la spalla). L'esercizio pi efficace se ti aiuti con la mano. Compi alcuni atti respiratori, rilasciando l'altra spalla.
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LE PAUSE
MOBILIZZAZIONE DEL COLLO Esercizio n. 3 Ritrai il mento continuando a guardare diritto davanti a te; compi alcuni atti respiratori, poi ritorna nella posizione di partenza. Ti puoi aiutare guidando il mento con la mano.

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RISCHIO CHIMICO

Il RISCHIO CHIMICO in ambiente di lavoro riconducibile allinsieme dei rischi per la Sicurezza e per la Salute, connessi con la presenza, nellambito dello svolgimento delle lavorazioni, di AGENTI CHIMICI PERICOLOSI

RISCHI DA ESPOSIZIONE
ESPOSIZIONE
condizione di lavoro per la quale sussiste la possibilit che agenti chimici pericolosi, tal quali o sottoforma di emissioni (polveri, fumi, nebbie, gas e vapori) possano essere assorbiti dallorganismo attraverso:

INGESTIONE

CONTATTO CUTANEO

INALAZIONE

Assorbimento gastrico

Assorbimento transcutaneo

Assorbimento polmonare

Polveri, nebbie fumi


Tutte le attivit industriali e artigianali producono, durante le lavorazioni, dei microinquinanti (sotto forma di polveri, fumi, vapori, ecc.) che si disperdono negli ambienti di lavoro. Basti pensare alle polveri di legno in una falegnameria, allemissione di solventi nella fase di verniciatura o fumi di metalli in una saldatura. La presenza dellinquinamento da sostanze chimiche nellambiente di lavoro pu divenire, a seconda della concentrazione raggiunta, di notevole rischio nei confronti del personale esposto.

Polveri, nebbie e fumi


Con questi termini si intendono particelle solide sospese nellaria (quello che solitamente viene definito particolato). Siamo in presenza di polveri quando un materiale solido viene scomposto in minuscoli frammenti. Naturalmente pi fine la polvere, maggiore il rischio per loperatore. Le nebbie sono minuscole gocce che si formano partendo da materiali liquidi mediante processi di nebulizzazione e condensazione, come per esempio la verniciatura a spruzzo. I fumi, infine, si formano quando un qualsiasi materiale allo stato solido viene vaporizzato da un elevato calore: il vapore cos formato si raffredda molto velocemente e condensa in particelle finissime. Per proteggersi da polveri nebbie e fumi si utilizzano i facciali filtranti certificati secondo la normativa EN149, dispositivi che utilizzano un metodo di filtrazione simile a quello di una rete che cattura particelle che per la loro dimensione non passano attraverso le maglie della rete stessa.

POLVERI
Costituiscono un elevato rischio per le malattie dell'apparato respiratorio (es. la silicosi). - Per prevenire le malattie polmonari occorre conoscere le variabili che concorrono a definire la gravit del rischio: composizione delle polveri (silice); concentrazione della polvere nell'aria e fazione respirabile - 5-0,5 micron. -Esistono elenchi di polveri classificate secondo le origini , le caratteristiche chimico-fisiche, il loro potere patogeno. -Es. potere patogeno: p. con azione cancerogena. --N.B. le particelle corpuscolari tra i 0,5 e i 5 micron (u) sono quelle trattenute a livello alveolare perci pi dannose (max rischio).

POLVERI
Per il controllo delle polveri in ambienti confinati bisogna intervenire alla fonte: eliminazione del materiale nocivo, modifiche del processo produttivo, adozione dei cicli chiusi, modifiche dell'organizzazione del lavoro, allontanamento del lavoratore.

POLVERI
ATTENZIONE: Mascherine igieniche economiche per polvere grossolana (particelle con diametro maggiore di 5 micron) non conformi alla Norma EN149 non offrono alcuna protezione e, per legge, non permesso utilizzarle come dispositivo di protezione individuale. Non dimentichiamo infatti che la polvere grossolana comunque sempre accompagnata dalla presenza di polvere fine. Le mascherine igieniche economiche non certificate prevengono possibili contaminazioni del prodotto manipolato, viene quindi protetto l'ambiente esterno dall'utilizzatore, e NON chi indossa la mascherina. (esempio: industrie alimentari).

Gas e vapori
In questo caso ci troviamo di fronte ad agenti contaminanti che si comportano esattamente come laria e si vanno a combinare con latmosfera circostante. Gas e vapori sono costituiti da molecole cos piccole da essere in grado di penetrare i filtri dei facciali filtranti, pertanto si rende necessario limpiego di un filtro chimico, come ad es. i filtri a carboni attivi delle semimaschere o delle maschere pieno facciale che agiscono come una spugna nei confronti di gas o vapori. Il tipo di rischio pi comune quello derivante da gas e vapori organici (per esempio solventi, vernici, vernici a spruzzo ed adesivi).

Valori limite (TLV)


I TLV sono i valori limite di esposizione elaborati dallAssociazione degli Igienisti Americani (ACGIH), ed indicano : le concentrazioni massime delle sostanze disperse nellaria alle quali si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa rimanere esposta ripetutamente senza alcun effetto negativo per la salute; pi il TLV basso e pi una sostanza pericolosa, in quanto basta una piccola quantit presente nellambiente di lavoro per creare una situazione di rischio. Esempio: il TLV della cellulosa pari a 10 mg/m. Ci significa che in concentrazioni fino a tale valore il lavoratore non corre rischi. In presenza di polveri e nebbie di rame il valore limite pari a 1 mg/m: da ci intuibile che le polveri di rame sono pi pericolose rispetto a quelle di cellulosa

Valori limite (TLV)


Al fine di semplificare la valutazione degli inquinanti in ambiente di lavoro, gli Igienisti Americani dellACGIH hanno definito i TLV in 3 categorie: TLV-TWA (Threshold Limit Value - Time Weighted Average) TLV-STEL (Threshold Limit Value - Short Term Exposure Limit) TLV-C (Threshold Limit Value - Ceiling)

TLV-TWA
E il valore limite per esposizioni prolungate nel tempo ( il limite pi importante). Rappresenta la concentrazione media, ponderata nel tempo, degli inquinanti presenti nellaria degli ambienti di lavoro nellarco dellintero turno lavorativo ed alle quali si presume che il lavoratore possa trovarsi esposto 8 ore al giorno, per 5 giorni alla settimana, per tutta la durata della vita lavorativa senza risentire effetti dannosi.

TLV-STEL
E il valore limite per esposizioni di breve durata. Rappresenta la concentrazione alla quale i lavoratori possono essere esposti per brevi periodi di tempo (max 15 minuti) senza che insorgano irritazioni, danni cronici o irreversibili dei tessuti, oppure riduzione dello stato di vigilanza che possano aumentare le probabilit di infortuni, o influire sulle capacit di mettersi in salvo in caso di emergenza, o ridurre materialmente lefficienza lavorativa.

TLV-C
E il valore limite di soglia massimo. Rappresenta quella concentrazione che non pu essere mai superata durante tutto il turno lavorativo neanche per un istante. Il TLV-C previsto solo per un insieme di sostanze (che rappresentano quasi un quarto di quelle presenti nella tabella dellACGIH) ad azione immediata, irritante sulle mucose o ad effetto narcotico, tale da interferire rapidamente sullo stato di autocontrollo e di attenzione del lavoratore con possibili dannose conseguenze sulla persona stessa (infortuni) o sulle operazioni tecniche cui preposto.

IL FACCIALE FILTRANTE ADATTO


Il Decreto Ministeriale 2 maggio 2001 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n 209 dell'8 settembre 2001 Supplemento Ordinario n 226) fissa dei criteri ben precisi al fine di determinare il corretto facciale filtrante da utilizzarsi in un determinato ambiente di lavoro. A tale scopo occorre conoscere:

IL FACCIALE FILTRANTE ADATTO


-Il tipo di contaminante Per particelle solide e liquide non volatili (polveri, nebbie e fumi) si consiglia l'uso di facciali filtranti o semimaschere (nel caso in cui sia richiesta l'ermeticit assoluta). Per Gas o Vapori si consiglia invece l'utilizzo di semimaschere o maschere pieno facciale dotate di filtri ai carboni attivi - La concentrazione del contaminante L'analisi dei rischi che l'azienda ha compiuto ai fini della legge 626 ci fornisce la concentrazione della sostanza dispersa in quel particolare ambiente, valore che bisogna confrontare con il valore limite di esposizione (TLV) per quella sostanza, dato che si rileva facilmente da manuali tecnici o dalle schede di sicurezza della sostanza stessa.

IL FACCIALE FILTRANTE ADATTO


Nel caso di particelle solide e liquide non volatili (polveri, nebbie e fumi): Se la concentrazione inferiore al TLV: non necessario adottare alcuna protezione individuale. Se la concentrazione maggiore del TLV e inferiore a 4 volte il TLV: necessario utilizzare un facciale filtrante FFP1. Se la concentrazione compresa tra 4 volte il TLV e 10 volte il TLV: necessario utilizzare un facciale filtrante FFP2. Se la concentrazione compresa tra 10 volte e 30 volte il TLV: necessario utilizzare un facciale filtrante FFP3.

IL FACCIALE FILTRANTE ADATTO


Esempio: Polveri di cellulosa TLV = 10 mg/m

Se la concentrazione inferiore a 10 mg/m: non necessaria alcuna protezione. Se la concentrazione compresa tra 10 mg/m e 40 mg/m: bisogna utilizzare un facciale FFP1 Se la concentrazione compresa tra 40 mg/m e 100 mg/m: bisogna utilizzare un facciale FFP2 Se la concentrazione compresa tra 100 mg/m e 300 mg/m: bisogna utilizzare un facciale FFP3

IL FACCIALE FILTRANTE ADATTO


Quando non si conosce la concentrazione del contaminante, in casi eccezionali, si pu scegliere il facciale in base al valore del TLV della sostanza stessa: FFP1 FFP2 FFP3 per sostanze il cui per sostanze il cui per sostanze il cui TLV > 10 mg/mc 0,1 < TLV < 10 mg/mc TLV < 0,1 mg/mc

Infortuni

Malattie da Lavoro

Le neoplasie polmonari Criticit nel percorso diagnostico!


non differenze istologiche con tumori sporadici difficolt nella identificazione agenti eziologici e a ricostruire lesposizione (lavorazioni non pi esistenti o cambiate nel tempo) lungo periodo di latenza i confondenti: fumo di sigaretta

Quale impatto sociale?


MALATTIE SEGNALATE

Malattie da Lavoro non segnalate

EUROBAROMETER (Stima sugli ultimi anni 90 in Europa) Giovani pi esposti a fattori nocivi degli nocivi anziani: anziani: invece di adeguare il lavoro si spostano gli anziani su attivit a minore rischio! La gravita degli infortuni aumenta con let (ruolo della variabile biologica: biologica: invecchiamento della popolazione lavorativa)) Infortuni ripetuti sono dipendenti lavoro ed indipendenti dalla et dal

DATI INAIL 2007 - SETTORE COSTRUZIONI


IL COMPARTO AL 1 POSTO PER NUMERO DI INFORTUNI CHE CAUSANO

INABILIT TEMPORANEA INABILIT PERMANENTE MORTE

14,7% di tutti gli infortuni 24,2% di tutti gli infortuni 25,4% del totale

IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI, GLOBALMENTE CONSIDERATO, DETERMINA IL 15% DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO Gli infortuni per caduta dallalto rappresentano il: 30% degli infortuni mortali 33% dei casi in cui residua uninvalidit permanente

MORTALIT PER INFORTUNI MESOTELIOMA PLEURICO PATOLOGIA CRONICO-DEGENERATIVA DELLAPPARATO LOCOMOTORE DERMATITI DA CONTATTO

PRINCIPALI MALATTIE PROFESSIONALI IN EDILIZIA


SORDIT DA RUMORE BRONCOPNEUMOPATIE CRONICHE E ASMA PROFESSIONALE DERMATITI DA CONTATTO PATOLOGIA DA MOVIMENTAZIONE MANUALE

DEI CARICHI, DA POSTURA E DA MOVIMENTI RIPETITIVI


PATOLOGIA DA STRUMENTI VIBRANTI PATOLOGIA TUMORALE (MESOTELIOMI, EPITELIOMI)

DALLA PRESUNZIONE DEL RISCHIO ALLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO

CONTROLLO SANITARIO IN FUNZIONE DEI RISCHI SPECIFICI Visita degli ambienti di lavoro Collaborazione alla stesura del documento di valutazione del rischio Esame del Piano di Sicurezza e Coordinamento

Il rischio CHIMICO

Sono il primo strumento per procedere ad una corretta valutazione del rischio e alluso consapevole delle sostanze e preparati pericolosi

COSA SI INTENDE PER

SOSTANZA PERICOLOSA E una sostanza che presenta una o pi di una delle seguenti caratteristiche:
PU PROVOCARE INCENDI O ESPLOSIONI PERICOLOSA PER LA SALUTE PERICOLOSA PER LAMBIENTE

PRODOTTI PERICOLOSI IN QUANTO CAUSA DI INCENDI O ESPLOSIONI POTENZIALE INFIAMMABILI


COMBURENTI ESPLOSIVI

DI DANNO PER LA SALUTE


TOSSICI NOCIVI IRRITANTI CORROSIVI CANCEROGENI MUTAGENI TERATOGENI (causano o aumentano lincidenza di malformazioni congenite)

VIE DI ACCESSO NELLORGANISMO DEI PRODOTTI CHIMICI PERICOLOSI


INGESTIONE PER VIA ORALE (APPARATO DIGESTIVO) ASSORBIMENTO ATTRAVERSO LA PELLE (VIA CUTANEA) INALAZIONE ATTRAVERSO LE VIE RESPIRATORIE

DEFINIZIONE DI CANCEROGENO Categoria 2 Sostanze che dovrebbero considerarsi cancerogene per luomo. Esistono elementi sufficienti per ritenere verosimile che lesposizione delluomo ad una sostanza possa provocare lo sviluppo di tumori, in generale sulla base di adeguati studi a lungo termine effettuati sugli animali o altre informazioni specifiche.

Categoria 1 Sostanze note per gli effetti cancerogeni sulluomo. Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra lesposizione delluomo ad una sostanza e lo sviluppo di tumori.

R 45 R 49 R 40

Pu provocare il cancro Pu provocare il cancro per inalazione Possibilit di effetti irreversibili

DEFINIZIONE DI MUTAGENO Categoria 2 Sostanze che dovrebbero considerarsi mutagene per luomo. Esistono elementi sufficienti per ritenere verosimile che lesposizione delluomo ad una sostanza possa provocare lo sviluppo di aterazioni genetiche ereditarie, in generale sulla base di adeguati studi a lungo termine effettuati sugli animali o altre informazioni specifiche.

Categoria 1 Sostanze note per gli effetti MUTAGENI sulluomo. Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra lesposizione delluomo ad una sostanza e alterazioni genetiche ereditarie.

R 46

Pu provocare alterazioni genetiche ereditarie

I preparati cancerogeni o mutageni


Vengono definiti sulla base della percentuale di presenza delle sostanze Se in Allegato I alla Direttiva 67/548/CEE non sono riportati limiti di concentrazione specifici, valgono le seguenti regole generali: un preparato cancerogeno quando contiene una o pi sostanze cancerogene appartenenti alle categorie 1 o 2 in concentrazione maggiore o uguale a 0,1% un preparato mutageno quando contiene una o pi sostanze mutagene appartenenti alle categorie 1 o 2 in concentrazione maggiore o uguale a 0,1%.

1. Contenimento del rischio

Evitare di accumulare sul luogo di lavoro sostanze chimiche pericolose in quantit superiori alle reali necessit Devono essere conservate all'interno di armadi chiusi e posti lontano da luoghi aperti al pubblico, corridoi, aree di lavoro Deve essere disponibile il materiale per l'assorbimento e la neutralizzazione di eventuali versamenti o imbrattamenti accidentali, cos come indicato nelle schede di sicurezza.

2. Contenimento del rischio

Acidi, basi, sostanze infiammabili e/o tossiche devono essere riposti negli armadi di sicurezza (armadi aspirati/antincendio) dotati di ripiani con bordo rialzato, vasca di raccolta alla base della pila di ripiani, indicazione dei pericoli dei prodotti contenuti e riferimenti su dove trovare le relative schede di sicurezza I prodotti corrosivi, caustici, irritanti devono essere posti al di sotto del livello degli occhi I contenitori non devono essere ammassati uno sopra l'altro I solidi devono essere separati dai liquidi

3. Contenimento del rischio

I liquidi infiammabili devono essere riposti in armadi antincendio ad uso esclusivo I prodotti infiammabili devono essere posti lontano da fiamme libere (zone di saldatura) Una volta l'anno verificare i prodotti chimici ed eliminare quelli deteriorati o molto vecchi

Protezione da agenti cancerogeni e mutageni


Le lavorazioni con gli agenti cancerogeni devono essere evitate, sostituendo detti prodotti con altri meno nocivi per la salute Le sostanze R45, R49, R46 devono essere manipolate utilizzando una maschera filtro FFP3S Le quantit di prodotto da utilizzare non dovr essere superiore a quella necessaria Dovr essere ridotto al minimo il numero dei lavoratori esposti L'operatore dovr provvedere, dopo l'uso, alla sistematica pulizia dei locali, dei banchi da lavoro, delle attrezzature

AGENTI CHIMICI
I rischi di esposizione connessi con limpiego delle sostanze chimiche devono essere valutati in relazione alla possibilit di:
ingestione contatto cutaneo inalazione per presenza di inquinanti aerodispersi sotto forma di:

polveri fumi nebbie vapori gas

POLVERI SCLEROGENE: possono causare gravi ed irreversibili malattie


polmonari anche quando lesposizione sia cessata

SOSTANZA AMIANTO

LAVORAZIONE
Opere di rimozione Opere di demolizione Rischio maggiore per i lavori in galleria Alto contenuto di silice libera (>5%) Modesto contenuto di silice libera (15%) Basso contenuto di silice libera (<1%)

POSSIBILI EFFETTI SULLA SALUTE


Asbestosi

PREVENZIONE TECNICA
Vedere Sostanze Cancerogene

SILICE

Silicosi e Silico/TBC

Perforazione ad umido con sistemi aspiranti

POLVERI MISTE (polveri di silicati)

Broncopneumopatia cronica ostruttiva

Maschere antipolvere

SOSTANZA

LAVORAZIONE

POSSIBILI EFFETTI SULLA SALUTE


Mesotelioma Pleurico Cancro Polmonare Mesotelioma Peritoneale Asbestosi

PREVENZIONE TECNICA
Aspirazione e ricambio dellaria con filtri assoluti Indumenti mono-uso Respiratori personali con casco aerato Locali di decontaminazione Vietarne luso Quando per ragioni di sveltimento del disarmo si devono utilizzare comunque: - Vietare luso degli olii esausti - Usare olii privi di PCB, nitrosammine e a basso contenuto di IPA Maschere con filtro P2 Guanti di gomma Respiratori personali con casco aerato Maschere con filtro P2 Sistemi di aspirazione Mascherina antipolvere

AMIANTO

Opere di rimozione Opere di demolizione

OLII MINERALI

Disarmo dei casseri (possono contenere IPA, PCB e NITROSAMMINE)

Dermatiti Neoplasie Cutanee Neoplasie Polmonari

BITUMI E CATRAME POLVERI DI LEGNO

Asfaltatura strade Imperm. coperture Carpenteria in legno Posa pavimenti in legno

Congiuntiviti Neoplasie Cutanee Neoplasie Polmonari Tumori Naso-Sinusali Asma Bronchiale

SOSTANZA PRODOTTO

LAVORAZIONE

POSSIBILI EFFETTI SULLA SALUTE


Congiuntiviti Irritazione prime vie respiratorie BPCO

PREVENZIONE TECNICA
Luoghi ben ventilati Aspiraz. localizzata D.P.I. (lenti attiniche, casco, grembiuli, guanti, maschere per gas tossici o nocivi)

Lavori di carpenteria in ferro FUMI DI SALDATURA Lavori per impianti idraulici Rischio per presenza di: Solventi (benzolo, stirolo, VERNICI xilolo, toluolo, aldeide IMPREGNANTI formica, eteri, chetoni) SIGILLANTI/PRIMERS Diluenti (acetone, alcool, nitrodiluente) MASTICI Resine (poliuretaniche, COLLANTI/ADESIVI epossidiche) MALTA PER FUGHE Pigmenti (cromati, metalli di piombo, cadmio e zinco) Presenza di sali di cromo e di cobalto

Disturbi S.N.C. (cefalea, vertigini, ecc.) Sensibilizzazione cutanea e respiratoria (isocianati, cromo, cobalto)

Luoghi ben ventilati Aspirazione localizzata Maschere con filtro a carbone attivo

MALTE/CEMENTI

Eczema del muratore

Guanti in crosta con sottoguanti in cotone Creme barriera Guanti Maschere con filtro P3

LANA DI ROCCIA LANA DI VETRO

Dispersione pi elevata nelle operazioni di taglio e nelle demolizioni

Irritazioni cutanee da contatto, con prurito Irritazione prime vie aeree

USO DI QUESTIONARI PER LA RACCOLTA ANAMNESTICA DI SEGNI O


SINTOMI DI PATOLOGIE DA RUMORE, DA STRUMENTI VIBRANTI, MUSCOLO-SCHELETRICHE E BRONCOPNEUMOPATICHE

AUDIOMETRIA PROVE DI FUNZIONALIT RESPIRATORIA COMPLETE DI DLCO ESAME DELLA FUNZIONALIT VISIVA
(TEMPI DI REAZIONE PER GRUISTI E AUTISTI)

RADIOGRAFIA DEL TORACE


(PER CHI PRESENTI PRECEDENTI ESPOSIZIONI A RISCHIO PNEUMOCONIOTICO O PER CHI DOVR SVOLGERE ATTIVIT A RISCHIO) In cantiere generalmente manca un rischio specifico di tipo sclerogeno

ESAME POLSO-OSCILLOGRAFICO O TERMOGRAFIA O COLD TEST


(PER CHI FA UN USO INTENSO DI STRUMENTI VIBRANTI)

ESAMI EMATOCHIMICI + ECG


CONSIGLIATI PER TUTTI

AGGIORNAMENTO DEI RELATIVI QUESTIONARI SINTOMATOLOGICI

TIPO DI ESAME
AUDIOMETRIA SPIROMETRIA CON DLCO FUNZIONE VISIVA EMATOCHIMICI ECG ULTERIORI ACCERTAMENTI UTILI PER

PERIODICIT
SECONDO D.LGS. 81/08 BIENNALE TRIENNALE QUINQUENNALE TRIENNALE DOPO I 40 ANNI DEFINIRE LIDONEIT LAVORATIVA O UNA M.P.

ANTITETANICA Obbligatoria per tutti ANTIEPATITE A e ANTITIFO Per lavoratori impiegati in lavori nei canali o fogne

SORVEGLIANZA SANITARIA IN ESPOSTI AD

ESAME CLINICO ECG PROVE DI FUNZIONALIT RESPIRATORIA - Biennale RX TORACE (art. 160, d.p.r. 1124/65) - Quinquennale In alternativa alla radiografia si possono ricercare almeno 3 dei seguenti indicatori (D.M. del 21.1.1987)

CORPUSCOLI DELLASBESTO NELLESPETTORATO SIDEROCITI NELLESPETTORATO RANTOLINI CREPITANTI BASILARI FINI E PERSISTENTI INSUFFICIENZA VENTILATORIA RESTRITTIVA COMPROMISSIONE DIFFUSIONE ALVEOLO-CAPILLARE DEI GAS

SORVEGLIANZA SANITARIA IN ESPOSTI AD

In presenza di alterazioni radiologiche:

LAVAGGIO BRONCOALVEOLARE TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA AD ALTA RISOLUZIONE

LA QUALIT DEGLI ESAMI PI IMPORTANTE DELLA LORO FREQUENZA ! Tenuta del registro degli esposti Segnalazione allIspesl dei casi di mesotelioma Manufatti che possono contenere amianto bitumi per rivestimenti piani e pavimentazioni coibentazioni termiche ed acustiche impermeabilizzanti materiali isolanti guarnizioni anime di camini

RISCHIO VIBRAZIONI Le vibrazioni in edilizia sono causate sia da strumenti vibranti manuali che da macchine operatrici. Le prime, a frequenza elevata, interessano il segmento manobraccio-spalla; le seconde, a frequenza bassa, interessano il corpo intero. La Malattia da strumenti vibranti causata dal microtrauma ripetuto del segmento mano-braccio. Ci sono concause o fattori scatenanti quali: il freddo, postura e contratture muscolari, peso e forma dello strumento. Le manifestazioni principali sono rappresentate da: fenomeno di Raynaud secondario, artropatie, malattia di Dupuytren. I danni causati dalle vibrazioni trasmesse a tutto il corpo, per la guida di macchine operatrici, sono rappresentati essenzialmente dall artrosi precoce della colonna vertebrale dorso-lombare. Le possibili misure di prevenzione vanno dalla scelta di strumenti meno pesanti e con minor frequenza di colpi, alladozione di sedili ergonomici, alla riduzione del tempo di esposizione avvicendando le lavorazioni fra i vari lavoratori esposti.

Rischio : VIBRAZIONI Riferimenti normativi per la sorveglianza sanitaria: D. Lgs. 187/2005 VISITE MEDICHE Allassunzione Alla destinazione alla mansione A richiesta del lavoratore

PERIODICITA: Di norma annuale, quando lesposizione supera il valore dazione giornaliero: A(8)>2,5m/s2 mano-braccio; A(8)>0,5m/s2 corpo intero ACCERTAMENTI INTEGRATIVI EVENTUALI A GIUDIZIO DEL MEDICO V. Al sistema mano-braccio (Uso di strumenti vibranti): Cold-Test con fotopletismografia digitale Rx arti superiori V. Al corpo intero (Conduzione di mezzi meccanici quali gru, escavatrici, ecc.): Es. clinico-funzionale del rachide Rx rachide, TAC, RMN

RISCHIO POLVERI E FUMI Nei cantieri edili si trovano prevalentemente polveri miste di varia composizione che comprendono polveri di silicati contenute nella sabbia o pietrisco usati per il calcestruzzo e polvere di gesso o di calce. Si tratta di polveri a basso o nullo contenuto di silice libera cristallina. Si producono per azioni meccaniche quali lavori di demolizione, manipolazione di materiali polverulenti o friabili. Lavori di saldatura con produzione di fumi si effettuano in genere nei lavori di carpenteria in ferro e di idraulica. Polveri e fumi determinano patologie acute e croniche di tipo irritativo a carico delle vie respiratorie e dei polmoni. Patologie pi specifiche possono determinarsi in relazione alla presenza nei fumi e nelle polveri di particolari agenti chimici. La presenza di silice cristallina pu essere causa di quadri di fibrosi polmonare (forme iniziali di silicosi). Le misure di prevenzione consistono nellutilizzo di sistemi di aspirazione (saldatura), di utensili a bassa velocit, nella bagnatura dei materiali, e nelladozione di dispositivi di protezione individuale.

Rischio : POLVERI SENZA SILICE Riferimenti normativi per la sorveglianza sanitaria: non previste VISITE MEDICHE CONSIGLIATE Allassunzione Alla A richiesta del destinazione lavoratore alla mansione

PERIODICITA: annuale ACCERTAMENTI INTEGRATIVI CONSIGLIATI PRIMA VISITA Spirometria VISITE SUCCESSIVE ACCERTAMENTI Spirometria PERIODICITA Biennale

EVENTUALI A GIUDIZIO DEL MEDICO Rx Torace

Rischio : POLVERI CONTENENTI SILICE Riferimenti normativi per la sorveglianza sanitaria: D.P.R. 1124/65 VISITE MEDICHE Allassunzione Alla destinazione alla mansione A richiesta del lavoratore

PERIODICITA: annuale ACCERTAMENTI INTEGRATIVI PRIMA VISITA Spirometria Rx Torace VISITE SUCCESSIVE ACCERTAMENTI Spirometria Rx Torace PERIODICITA Annuale Annuale *

EVENTUALI A GIUDIZIO DEL MEDICO TAC - RMN NOTE: * La Periodicit annuale prevista dalla normativa del 1965. Nelle attuali realt lavorative sarebbe sufficiente un controllo quinquennale.

RISCHIO AGENTI CHIMICI E CANCEROGENI Il lavoro in edilizia comporta lutilizzo di svariate sostanze chimiche. Tra queste, oltre allamianto, i possibili agenti cancerogeni sono rappresentati dal catrame, dal bitume e da alcuni tipi di oli minerali utilizzati come disarmanti. Il bitume e catrame sono presenti nei materiali usati per la pavimentazione delle strade, e per limpermeabilizzazione di coperture e fondamenta. Lazione cancerogena dovuta allinalazione di fumi con idrocarburi policiclici aromatici, che si liberano durante lutilizzo a caldo. La cancerogenicit del bitume da solo in realt molto dubbia (nessuno studio epidemiologico condotto su lavoratori esposti a solo bitume ha dimostrato effetti cancerogeni). Gli olii disarmanti hanno la funzione di facilitare la separazione fra il cassero ed il calcestruzzo. Sono miscele di olii che possono contenere residui di zinco e manganese, idrocarburi policiclici aromatici e a volte policlorobifenili.

Azione cancerogena sia per inalazione (quando vengono applicati a spruzzo), sia per contatto (quando vengono applicati con pennelli). Misure di prevenzione: - sostituzione, ove possibile, con prodotti non nocivi; - divieto di applicazione a spruzzo; - uso di dispositivi di prevenzione individuale (respiratori, guanti, indumenti a perdere, ecc.).

Rischio : Agenti chimici pericolosi Riferimenti normativi per la sorveglianza sanitaria: D.Lgs. 81/04 Titolo IX VISITE MEDICHE Allassunzione Periodicamente Alla cessazione del rapporto di lavoro

PERIODICITA: di norma annuale, ma variabile in base a val. Rischi e risultati Sorv. San. e decisa dal MC con adeguata motivazione ACCERTAMENTI INTEGRATIVI PRIMA VISITA Es. Ematochimici Altri acc. mirati al rischio specifico VISITE SUCCESSIVE ACCERTAMENTI Come prima visita +Monitoraggio biologico mirato PERIODICITA Di norma annuale. Alla cessazione c. Sanitarie trasmesse all ISPESL

EVENTUALI A GIUDIZIO DEL MEDICO Rx torace Spirometria Vis. dermatologica NOTE: La Sorv. San. non obbligatoria se la valutazione dimostra solo un rischio moderato. Negli altri casi lo per esposizione ad agenti chimici pericolosi classificati come molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti, irritanti, tossici per il ciclo riproduttivo

Rischio : AGENTI CANCEROGENI MUTAGENI Riferimenti normativi per la sorveglianza sanitaria: D.Lgs. 81/94 Titolo IX VISITE MEDICHE Allassunzione Alla destinazione alla mansione A richiesta del lavoratore

PERIODICITA: non definita dalla Legge ACCERTAMENTI INTEGRATIVI PRIMA VISITA Iscrizione in registro di esposizione Istituzione c. Sanitaria e di rischio VISITE SUCCESSIVE ACCERTAMENTI Mirati al rischio specifico PERIODICITA Non definita

EVENTUALI A GIUDIZIO DEL MEDICO Rx torace, spirometria Altri mirati al rischio specifico NOTE: La Sorv. San. obbligatoria per i lavoratori esposti in cui la valutazione ha evidenziato un rischio per la salute. Alla cessazione del rapporto di lavoro il DDL invia la c. sanitaria e di rischio allISPESL. Alla cessazione dellattivit dellazienda il DDL invia il registro di esposizione e le c. Sanitarie allISPESL e 1 copia del registro allorgano di vigilanza competente

Rischio : AMIANTO Riferimenti normativi per la sorveglianza sanitaria: D.Lgs. 277/91, D.P.R. 1124/65 e s.m.i., DM 21.1.87 VISITE MEDICHE Allassunzione Alla destinazione alla mansione A richiesta del lavoratore

PERIODICITA: annuale ACCERTAMENTI INTEGRATIVI PRIMA VISITA Rx torace Spirometria con trasfert CO Esame citologico escreato VISITE SUCCESSIVE ACCERTAMENTI Esame citologico escreato Spirometria con trasfert CO PERIODICITA Annuale

EVENTUALI A GIUDIZIO DEL MEDICO Rx torace Lavaggio bronchiale con es. citologico escreato NOTE: A norma del DM 21.1.87 nelle visite periodiche les. rx torace sostituito da almeno tre indicatori scelti tra 1) corpuscoli dellasbesto nellespettorato, 2) siderociti nellespettorato, 3) rantolini crepitanti basilari molto fini 4) insufficienza ventilatoria restrittiva, 5) compromissione della diffusione alveolo-capillare dei gas

SOSTANZE NOCIVE PER CONTATTO La seconda causa pi frequente di malattia professionale nei lavoratori edili sono le dermatiti da contatto. Il meccanismo pu essere di tipo irritativo oppure allergico (in questo caso oltre al potere sensibilizzante della sostanza risulta determinante anche la predisposizione individuale del lavoratore). La Dermatite irritativa in genere causata da agenti chimici e il danno sulla cute avviene con meccanismo diretto e nella sede di contatto. Le sostanze acide ed alcaline sono quelle pi spesso implicate in questa malattia professionale. La Dermatite allergica da contatto (DAC) pu essere causata da metalli, quali cromo, cobalto, nichel (molto comuni in edilizia, in quanto questi metalli sono presenti sotto forma di sali nel cemento), oppure da materie plastiche (es.: resine epossidiche). Altre sostanze quali gli oli minerali esercitano lazione dannosa con altri meccanismi (hanno potere cheratogeno) e possono indurre la formazione di acne e comedoni.

La prevenzione per queste patologie cutanee si basa principalmente sulluso costante di guanti adatti o di creme barriera per evitare il contatto con gli agenti in causa. E importante evitare di tenere a lungo a contatto con la pelle stracci o indumenti sporchi e lavarsi accuratamente le mani utilizzando acqua e sapone oppure le apposite paste lavamani (mai solventi).

RISCHI BIOLOGICI - Il rischio biologico nei cantieri edili rappresentato soprattutto dalla presenza nel terriccio o sul materiale sporco della Spora Tetanica che, penetrando nellorganismo, pu provocare il tetano, una grave malattia anche mortale. La semplice vaccinazione con i dovuti richiami (ogni 10 anni) sufficiente per evitare il rischio. In base alla legge 292/63 per i lavoratori edili tale vaccinazione obbligatoria. - Le condizioni climatiche del lavoro allaperto possono concorrere allinsorgenza di malattie infettive sia nei mesi invernali, per il freddo e lumidit, sia nei mesi estivi per lesposizione a calore eccessivo. La prevenzione si attua soprattutto facendo uso di un vestiario idoneo e con una buona organizzazione del lavoro alternando, quando le condizioni climatiche sono sfavorevoli (troppo freddo o troppo caldo), i lavori faticosi con periodi di riposo.

Domande
Quando sei di fronte ad un malato devi chiedergli di che cosa soffre, per quale motivo, da quanti giorni, se va di corpo e cosa mangia (Ippocrate 400 A.C.)

A tutte queste domande bisogna aggiungerne unaltra: che lavoro fa! (Bernardino Ramazzini nel De morbis artificium diatriba 1700 D.C.)

dr Carlo Sciacchitano

Dr Carlo Sciacchitano