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Master di II livello abilitante per le funzioni di medico competente.

PROBLEMATICHE AMBIENTALI E RISCHI DELLE TECNOLOGIE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

Problematiche connesse allinquinamento atmosferico Giuseppe Mancini


Responsabile Gruppo Rifiuti e Bonifiche AIAT SICILIA gmancini@dica.unict.it

Struttura
Per atmosfera si intende la zona gassosa che circonda la superficie terrestre. Il miscuglio di gas, le cui propriet chimico-fisiche variano con la quota, si estende fino a circa 1000 km, anche se il 90% della massa gassosa si ritrova nei primi 15 km. In figura 1 riportato landamento della temperatura con la quota; tale andamento, legato a processi fluidodinamici, chimici e radioattivi, presenta dei punti con derivata nulla che sono utilizzati per dividere latmosfera stessa in varie zone. Troposfera: la regione pi vicina alla superficie terrestre delimitata superiormente dalla tropopausa ove la temperatura presenta un minimo di circa -50 C (ad una quota fra i 6 km e i 12 km pi alta all'equatore); in tale regione la temperatura decresce di circa 6,5 C/km; la zona pi prossima alla superficie terrestre, dove si risentono delle escursioni di temperatura dovute al ciclo giornaliero detta strato limite atmosferico. Stratosfera: regione compresa tra la tropopausa e la stratopausa (ad una quota di circa 25-30 km) dove la temperatura ha un minimo di circa 0 C; in tale zona molto importante la formazione di ozono (O3) ottenuto mediante riduzione e successiva ossidazione dellossigeno molecolare (O2).

Struttura
Mesosfera: regione compresa tra la stratopausa e la mesopausa (ad una
quota di circa 70-85 Km) ove si ha un secondo minimo della temperatura di circa -80 C; il luogo ove scompaiono la maggior parte delle meteoriti. Termosfera: la regione al di sopra della quota di 80 km ove si ha un costante aumento della temperatura. Sono possibili altre classificazioni della atmosfera basate su: omogeneit di composizione: la zona al di sotto dei 100 km, ove il gas ben mescolato detta omosfera, la zona al di sopra detta eterosfera; presenza di ozono: la zona ove si verifica (stratosfera e mesosfera) detta ozonosfera; presenza di fenomeni di ionizzazione: la zona ove si verificano detta ionosfera; lunghezza del libero cammino medio: la zona ove la lunghezza molto grande da consentire la fuga delle particelle detta esosfera.

Struttura
Figura 1 Suddivisione e struttura dellatmosfera

Scale di valutazione dei meccanismi di dispersione di inquinanti in atmosfera

Schema di circolazione dellaria in estate nellemisfero nord della troposfera

Composizione dell'atmosfera
I principali componenti dell'atmosfera sono : l'azoto (N2), peso molecolare 28, presente con percentuali del 78% in volume e del 75% in massa; l'ossigeno (O2), peso molecolare 32, presente con percentuali del 21% in volume e del 23% in massa. Questi due elementi costituiscono il 99% in volume del totale. Il restante 1% costituito da molti altri gas, che hanno un contenuto in massa modesto ma la cui presenza importante per l'instaurarsi di fenomeni chimici e termodinamici. Questi gas sono il frutto in genere di relazioni di tipo chimico e fotochimico. Per quei gas che presentano una caratteristica di transitoriet della loro presenza l'andamento della concentrazione nel tempo segue una t legge del tipo: C = C0e (1) dove , tempo di residenza, il tempo necessario per portare la concentrazione ad un valore 1/e di quella iniziale.

Composizione dell'atmosfera
I composti atmosferici possono quindi essere caratterizzati in base al valore di : gas variabili: dell'ordine di giorni o settimane; gas lentamente variabili: dell'ordine dell'anno; gas permanenti: maggiore di qualche anno.

Inquinamento atmosferico: definizioni


Stato dellaria atmosferica conseguente allimmissione nella stessa di sostanze di qualsiasi natura in misura e condizioni tali da alterare la salubrit dellaria e da costituire pregiudizio diretto o indiretto per la salute dei cittadini o danno ai beni pubblici e privati. Inquinamento atmosferico diffuso Inquinamento atmosferico di origine urbana (diffuso) Inquinamento atmosferico di origine industriale (diffuso) Inquinamento atmosferico negli ambienti di lavoro (localizzato) Inquinamento atmosferico negli ambienti civili confinati (localizzato)

Tale distinzione rispecchia i criteri con cui vengono fissati i differenti standard di qualit dellaria. Fonti di inquinamento Effetti cronici Effetti acuti Campione degli esposti

Trasferimento delle sostanze inquinanti dallaria agli altri comparti

Meccanismo di azione degli inquinanti atmosferici

Caratteristiche fisiche e chimiche degli inquinanti atmosferici


Caratteristiche fisiche Gas Seguono la legge dei gas ideali Vapori Areosols (miscele di particelle in sospensione nellaria, caratterizzate da parametri statistici) Caratteristiche chimiche Inquinanti primari: vengono immessi direttamente in atmosfera per effetto di attivit antropiche o naturali. Inquinanti secondari: si formano per trasformazione e interazione degli inquinanti primari, spesso sotto leffetto della radiazione solare (reazioni fotochimiche). Molecole fotoaccettori: NO2 aldeidi, HNO2 O3 Radicali liberi O, H , OH (idrossilico) HO2(idroperossilico) Tensione di vapore (forma in cui si possono ritrovare i composti)

Distribuzione statistica del materiale particolato

Scala lineare

Scala logaritmica

Distribuzione percentile

Origine degli Areosols

Classificazione degli inquinanti dellaria

Reazioni di trasformazione degli inquinanti in atmosfera FGAV/GM Dinamica degli inquinanti Universit di Catania

file: Lucidi ENNA Inquinamento e prot aria.ppt

Fonti di produzione: combustione


La produzione di energia (tramite combustione) lattivit antropica che pi a vasta scala ha influenzato le caratteristiche dellatmosfera a partire dal 1800. Combustibile (carbone, olio combustibile, gas naturale, legno), formato da carbonio e idrogeno:

C + O2 = CO2

Cx H y + ( x +

1 1 y )O2 = xCO2 + yH 2O 4 2

Altri prodotti della combustione: CO (combustione incompleta) SO2, SO3 ceneri, piombo tetraetile (impurit dei combustibili) NOx (processi di ossidazione dellazoto a temperature elevate)

Fonti, concentrazioni e processi di rimozione dei principali inquinanti in atmosfera

Fonti, concentrazioni e processi di rimozione dei principali inquinanti in atmosfera

Fonti di produzione: combustione


Monossido di carbonio Emissione principale dopo la dopo la CO2 (motori freddi, miscele ricche) La concentrazione media in aria non inquinata di 0,1-0,2 ppm, pu raggiungere 100 ppm nelle ore di punta in grandi citt e 295 ppm in gallerie La rimozione di tipo biologico al livello del suolo mentre in atmosfera sia ha la trasformazione in CO2 per attacco di radicali idrossilici e perossidrilici Ossidi di zolfo Derivanti dal contenuto di zolfo nei combustibili. Tipici delle aree urbane ed industriali (condizione peggiore in inverno) La concentrazione media troposferica di 0,2 ppb pu variare nelle aree urbane tra 0,01 e 0,1 ppm nelle aree urbane. La SO2 (stabile) spesso utilizzata come indice globale di inquinamento atmosferico (funzione di tracciante, reti di rilevamento automatico) La SO2 pu essere assorbita al suolo o dai vegetali ma prevalentemente viene ossidata a SO3 per via catalitica o fotolitica (pi lenta) Lidrolisi della SO3 produce H2SO4 che forma aerosols contenenti SO2, NH3, cationi metallici, solfato di ammonio, nitrati (piogge acide)

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Dati di combustione per vari combustibili

Dati di combustione per vari combustibili

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Fonti di produzione: emissioni da fonti mobili

Passaggio dalla benzina con piombo tetraetile (antidetonante ma avvelenatore delle marmitte catalitiche) alla benzina verde. Effetto secondario della marmitta catalitica (migliora lossidazione di CO) di ossidare SO2 a SO3 (0,03% nelle benzine) produzione di H2SO4 irritante in ambienti poco ventilati

Criteri di qualit dellaria: definizioni


Definiscono la relazione tra lesposizione a un inquinante e il rischio di emergenza di effetti indesiderati in determinate condizioni ambientali (WHO) Occorre concetto pi ampio che tenga conto non solo del benessere fisico ma anche sociale e mentale (pi difficile la valutazione) Lesposizione di un organismo a un inquinante la quantificazione della concentrazione di inquinante e della durata dellinterazione organismo inquinante Il rischio identifica la probabilit (frequenza) di emergenza di eventi indesiderati (morte, malattia) a seguito dellesposizione dellorganismo (popolazione) allinquinante. Dose di inquinante Concentrazione nel caso di eventi acuti; Prodotto di concentrazione per tempo nel caso di eventi cronici; Organismo obiettivo, organo obiettivo; bersaglio recettore (misure) Tempo di dimezzamento biologico della sostanza allinterno dellorganismo

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Periodi di dimezzamento biologico (PDB) e fluttuazioni minime (FM) per alcuni inquinanti

Spettro delle risposte biologiche alla esposizione umana di un inquinante


Per garantire la protezione della popolazione i criteri di qualit dellaria si basano sullassunzione di valori soglia di esposizione in termini probabilistici (numero massimo di soggetti esposti per fissata durata), ovvero assumendo un livello minimo di rischio. Si tiene in questo modo in considerazione leterogeneit della popolazione in termini di risposta allesposizione degli inquinanti

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Istogrammi e cumulata delle classi di popolazioni esposte per 8 ore a fissata concentrazione di CO.
Popolazione di 200.000 abitanti Numero di soggetti esposti alla concentrazione media in ascissa

Solo il 65% della popolazione esposta a concentrazioni inferiori allo standard

Criteri di qualit dellaria: livelli di esposizione e possibili effetti sulla salute


Nel processo di definizione dei criteri intervengono metodi sperimentali, clinici ed epidemiologici i cui risultati vengono integrati costruendo uno spettro delle risposte biologiche nelluomo ai fattori in esame. LIVELLI DI ESPOSIZIONE Carico corporeo (body burden) Livello di esposizione che provoca ladattamento Livelli che inducono modificazioni anormali, reversibili, di funzionalit organica, metabolica o di comportamento Livelli che inducono morbosit conclamata Livelli che inducono mortalit indotta EFFETTI ACUTI PIU FREQUENTI Morbosit o mortalit per bronchiti Danni alle funzioni respiratorie Malattie Cardiache Malattie Polmonari
FGAV/GM Dinamica degli inquinanti Universit di Catania file: Lucidi ENNA Inquinamento e prot aria.ppt

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livelli e stati di attenzione e di allarme per gli inquinanti atmosferici nelle aree urbane
Inquinante Biossido di zolfo (media giorn.) livello di allarme (microg/m3) 125 livello di attenzione (microg/m3) 250

Particelle sospese totali (media giorn.)

150

(2) (3)

Biossido di azoto (media oraria) Monossido di carbonio (media oraria) Ozono (media oraria)

200

400

15 (mg/m3) 180

30 (mg/m3) 360

La media giornaliera la media delle medie orarie rilevate nell'arco di ventiquattro ore.

livelli e stati di attenzione e di allarme per gli inquinanti atmosferici nelle aree urbane

Inquinante Biossido di zolfo Particelle sospese totali Biossido di azoto Monossido di carbonio Ozono

Stazioni 50% del totale delle stazioni di tipo A, B, C installate. 50% del totale delle stazioni di tipo A, B, C installate. 50% del totale delle stazioni di tipo A, B installate. 50% del totale delle stazioni di tipo A, C installate. Una qualsiasi stazione del tipo A o D.

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Standard di qualit dell'aria


Tabella 2 - Valori limite di qualit dell'aria.
Inquinante Biossido di zolfo Espresso come SO2 Mediana delle concentrazioni medie di 24 80 g/m3 ore nell'arco di 1 anno o nel semestre invernale 98 percentile delle condizioni medie 250 g/m3 rilevate nell'arco di 1 anno Mediana delle concentrazioni medie di 24 130 g/m3 ore rilevate durante l'inverno Biossido di azoto Espresso come NO2 98 percentile delle condizioni medie di 1 200 g/m3 ora rilevate durante l'anno

Ozono espresso come Concentrazioni medie di 1 ora da non 200 g/m3 O3 raggiungere pi di una volta al mese

Standard di qualit dell'aria


Tabella 2 - Valori limite di qualit dell'aria.
Monossido di Concentrazione media di 8 ore carbonio Concentrazione media di 1 ora Espresso come CO Piombo Fluoro Media aritmetica delle concentrazioni medie di 24 ore rilevate in 1 anno Concentrazione media di 24 ore Media delle concentrazioni medie di 24 ore rilevate in 1 mese 10 mg/m3 40 mg/m3 2 g/m3 20 g/m3 10 g/m3

Particelle sospese

Media aritmetica di tutte le concentrazioni 150 g/m3 medie di 24 ore rilevate nell'arco di 1 anno 300 g/m3 95 percentile di tutte le concentrazioni medie di 24 ore rilevate nell'arco di 1 anno

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Standard di qualit dell'aria


Tabella 3 Valori per le concentrazioni massime nell'aria di precursori di inquinanti contenuti nella tabella 2 da adottarsi subordinatamente alla concorrenza di determinate condizioni. Precursore Valori limite Condizioni per la di concentrazione validit del valore limite Concentrazione media di 3 ore consecutive in periodo del giorno da specificarsi secondo le zone a cura delle autorit regionali competenti: 200 g/m3 Da adottarsi soltanto nelle zone e nei periodi dell'anno nei quali siano verificati superamenti significativi dello standard dell'aria per ozono indicato in Tabella 2

Idrocarburi totali escluso il metano espressi come C

Standard di qualit dell'aria


I significati delle statistiche richiamate nelle tabelle sono i seguenti: a) Mediana delle concentrazioni medie di 24 ore rilevate nell'anno o nel semestre invernale. Si calcolano le concentrazioni medie giornaliere (facendo la media aritmetica dei valori orari dalle ore 0 alle ore 24), i valori ottenuti vengono ordinati in ordine crescente e la mediana il valore centrale della sequenza ordinata. Il valore della mediana conosciuto quando si hanno a disposizione almeno 330 medie giornaliere nel caso della mediana annuale e 165 nel caso della media invernale, nel caso di un numero inferiore di medie a disposizione si pu ottenere solo una stima. b) 98 percentile delle concentrazioni medie di 24 ore rilevate nell'anno. Ottenuta la sequenza ordinata (concentrazioni crescenti) delle N medie giornaliere relative ad un anno, il 98 percentile il valore che occupa il 98N/100 nella sequenza. Tale valore noto quando si hanno a disposizione 365 medie giornaliere; se il numero di medie inferiore si ottiene una stima. Se si vuole valutare in questo caso il rispetto dello standard di qualit dell'aria si pu effettuare un test statistico.

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Standard di qualit dell'aria


Media aritmetica delle concentrazioni medie di 24 ore rilevate nell'anno. Si calcolano le medie giornaliere (dalle ore 0 alle ore 24) e quindi le medie aritmetiche annuali. Il valore della media annuale conosciuto quando si hanno a disposizione almeno 330 medie giornaliere, altrimenti si ottiene una stima della media stessa. d) 95 percentile delle concentrazioni medie di 24 ore rilevate nell'anno. Come per il caso b) ma con il 95N/100 nella sequenza. e) Media aritmetica delle concentrazioni medie di 24 ore rilevate in un mese. Si calcolano le medie come nel caso c) ma relativamente ad un mese. Il valore della media mensile conosciuto quando si hanno a disposizione almeno 20 medie giornaliere. f) Concentrazione media di 24 ore. Si calcolano le medie su di un periodo di 24 ore (dalle 0 alle 24). g) Concentrazione media di 1 ora. Come per f) ma per un tempo di mediazione di 1 ora. h) Concentrazione media di 8 ore. Come per g) ma per periodi di 8 ore (dalle 0 alle 8; dalle 8 alle 16; dalle 16 alle 24).

Stabilit e instabilit atmosferica


Concetto di equilibrio stabile, instabile, indifferente. Instabilit atmosferica Linstabilit favorisce i moti e la dispersione degli inquinanti La stabilit ostacola i moti e la dispersione degli inquinanti Gradiente di temperatura

dT dZ

Gradiente termico delladiabatica secca (-0,98 C/100m), indipendente dalla quota Gradiente termico delladiabatica umida, non costante perch dipendente dal calore latente di condensazione (ovvero della temperatura e quindi della quota) Il confronto tra il gradiente termico delladiabatica secca e il gradiente termico effettivo (misurato) consente di stabilire la tendenza al moto verticale delle particelle daria (gravit, spinta di Archimede)

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Andamento del gradiente adiabatico secco ed umido


A = instabilit assoluta B = stabilit o instabilit relativa C = stabilit assoluta

Stabilit locale
Se il gradiente superadiabatico, a seguito di uno spostamento adiabatico verso lalto di una particella, questa si trova ad una temperatura superiore a quella del fluido circostante; quindi, poich il fluido raggiunge immediatamente l'equilibrio con la pressione, la sua densit sar minore per cui ricever un'ulteriore spinta verso l'alto, allontanandosi ancora di pi dalla condizione iniziale. Lo stesso ragionamento pu essere fatto nel caso in cui lo spostamento iniziale rivolto verso il basso. Se il gradiente subadiabatico, a seguito di uno spostamento verso l'alto la particella si trova con temperatura inferiore a quella che compete all'ambiente circostante, quindi a densit maggiore, per cui riceve una spinta verso il basso e tende quindi a ritornare nella sua posizione originaria. Pertanto l'equilibrio risulta stabile, neutro o instabile a secondo che il gradiente di temperatura verticale sia rispettivamente subadiabatico, adiabatico o superadiabatico.

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Comportamento sub e super adiabatico di una particella in atmosfera


Spostamenti repentini (adiabatici) per azione della turbolenza meccanica Il moto frenato
dT < dZ
dT > dZ Instabilit atmosferica

Il moto esaltato

Stabilit atmosferica

Mobilit di una particella in relazione alle classi di stabilit atmosferica

Instabile

Neutra

Debolmente stabile

Fortemente stabile

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Le inversioni termiche
Definizione: condizione in cui la variazione del gradiente termico positiva con la quota. Effetti La naturale dispersione verticale impedita Seri problemi di concentrazione degli inquinanti in assenza di vento orizzontale Tipologia Al suolo In quota Origine Irraggiamento Subsidenza atmosferica La gravit del fenomeno funzione di spessore e T.

Inversione di temperatura con base al suolo (A) e base in quota (B)

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Struttura termica di un centro urbano in regime di inversione termica

Formazione della bolla che non riesce a bucare lo strato di inversione

Tipologie di inversioni termiche


Inversione da irraggiamento: E determinata da un raffreddamento notturno e repentino degli strati daria a contatto con il suolo Segue landamento orario della temperatura al suolo. Meno critica per linquinamento Facilitata da notti serene con ridotta ventosit Inversione da subsidenza atmosferica Legata a condizioni meteorologiche di mesoscala (tempo stabile, poco vento, cielo limpido) tipiche dellanticiclone (sistema di venti centrifughi circolari). I venti freddi dal centro scendendo si scaldano per compressione adiabatica e generano lo strato di inversione che pu perdurare per diverse settimane. Al di sotto di questo restano bloccati tutti gli inquinanti emessi al suolo.

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Inversioni termiche: (a) per subsidenza, (b) per irraggiamento, (c) combinata;

Fenomeno di fumigazione e sua scomparsa durante il riscaldamento diurno


Concentrazione degli inquinanti

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Cicloni e anticicloni nellemisfero Nord

Venti caldi

Venti freddi

Venti freddi Venti caldi


100-1000 km

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