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L'ITALIA del SUD ogni giorno un bollettino di GUERRA

se le sedi dei principali quotidiani fossero al sud lItalia sarebbe raccontata diversamente ha esordito cos Roberto Saviano, presentandosi sul palco del Festival della Tv e dei nuovi Media di Dogliani. Il giornalista campano ha tenuto col fiato sospeso migliaia di persone, accorse nella citt delle langhe piemontesi per ascoltarlo. L'incontro stato annunciato solo quattro giorni prima, per ragioni di sicurezza; Saviano sempre stato circondato dalla scorta di carabinieri con la quale siamo ormai abituati a pensarlo. L'autore di Gomorra e di ZeroZeroZero continua la sua riflessione: Le notizie che si leggono sui quotidiani locali non arrivano sulle pagine dei giornali nazionali, o arrivano quando c una strage o quando viene uccisa una persona chiaramente innocente. Se la notizia esce nessuno se ne accorge: questa la cosa pi grave perch spesso proprio i piccoli fatti nascondono fatti complessi, notizie apparentemente lontane dalla realt che pi vicina di quello che sembra. Passa quindi a citare fatti e nomi, per noi settentrionali assolutamente sconosciuti, per poi proseguire verso la loro interpretazione: ecco che dietro una sparatoria a Scampia si nasconde un mandante famoso, a monte di una seria di furti di Rolex si scopre un parlamentare importante, tra le righe di dichiarazioni di boss si intravedono piani intrecciati con la politica nazionale. Pi che di mera denuncia, con il suo intervento Saviano si occupa di ermeneutica giornalistica; cerca di fornire, cio, a noi lettori del nord gli strumenti critici per analizzare i titoli, spesso criptici o ambigui, di quotidiani come Cronache di Napoli e il Corriere di Caserta. proprio su queste pagine che si legge un'Italia diversa, unItalia in guerra su cui non si presta alcuna attenzione, per usare le parole di Saviano. E questi giornali, continua lo scrittore, sono quelli pi acquistati dai ragazzini, perch attraverso queste testate si riesce a capire chi comanda nella zona. Aggiunge: Guardare i giornali locali della mia terra, significa vedere unaltra Italia fatta di crimini. Purtroppo queste notizie non attirano lattenzione dei Media che si sono abituati e non informano pi lopinione pubblica nazionale. un bollettino di guerra. Dopo i fatti, Saviano comincia a parlare di chi compie i fatti, della criminalit organizza che ha un volto sempre pi variegato. i criminali si sentono imprenditori e, per loro, gli omicidi sono solo un fatto culturale. Ecco come spiega la Mafia (intesa nelle varie sfaccettature di Camorra, 'Ndrangheta, Sacra Corona Unita) e la sua trasformazione. Il giornalista non si risparmiato una stoccata al nuovo Governo: Mi dispiaciuto molto che nei dieci punti del Governo in carica non si sia mai pronunciata la parola Mafia, che la principale economia italiana. Non si parla di Mafia perch si ritiene che questi fatti riguardano un territorio che conta poco e che porta pochi voti. Ma chi che sta comprando le aziende in crisi? Chi d credito a quelle aziende che non ricevono pi finanziamenti dalle Banche? Sono loro. E la Mafia. Lo scrittore si avvicina alla conclusione dicendo che l'attacco pi violento alla Mafia parlare di ci che fa, che l'omert il silenzio il disinteresse sono i favori pi grandi che possiamo farle, perch proprio questo lobiettivo della mafia, far s che le cose loro non sembrino nostre. Saviano ha concluso sostenendo che le Organizzazioni criminali condannano allinfelicit i proprio membri.

Per combattere le Mafie, bisogna far capire ai ragazzi che la realt non cos brutta come la Mafia vuole mostrarla. Danilo Dolci affermava che ciascuno cresce solo se sognato. Bisogna insegnare la ricerca della felicit Una lunga standing ovation ha accolto Saviano che ha ringraziato il pubblico: I piemontesi sono pieni di passione allora, ha ironizzato prima di focalizzare la propria attenzione sul Meridione e su quanto accade nel giornalismo locale di quei territori: . Ogni termine sui quotidiani locali studiato; le parole non sono lasciate al caso. Messaggi in codice, che descrivono unaltra Italia. I titoli dei giornali raccontano una realt dove la vera paura la totale delegittimazione; ti denigrano. Ti distruggono. La Criminalit Organizzata conosce alla perfezione la macchina mediatica ed terrorizzata dalla condivisione dellinformazione. Lo scrittore di Gomorra e ZeroZeroZero ha inoltre spiegato che http://www.youtube.com/watch?v=WP-xYcXGTho C'e' un' Italia in guerra che viene sistematicamente ignorata ". A Dogliani, nelle Langhe piemontesi, Roberto Saviano, intervenuto, questa sera, al Festival della Tv e dei nuovi media, richiama "questa parte di Italia a riflettere su alcune storie che con difficolta' arrivano qui. Storie lontanissime - dice eppure vicinissime". E lo fa mostrando le prime pagine di alcuni quotidiani campani, mostrando notizie che, afferma, "non arrivano sulla stampa nazionale". "Ogni giorno - racconta Saviano - ci sono notizie del genere e ogni giorno vengono ignorate perche' il Paese, i media si sono abituati. La notizia arriva solo quando c'e' una strage, una faida, quando qualcuno innocente viene ammazzato". E ancora, "da questo meccanismo e' molto difficile uscire, io - osserva - sono in qualche modo una cellula impazzita". Per Saviano, "l'errore piu' grave e' considerare queste storie, storie di margine mentre sono il cuore pulsante di un'economia spietatissima, che sta con la crisi diventando molto potente" Standing ovation per Roberto Saviano a Dogliani. Il giornalista ha raccontato la mafia e la 'ndrangheta attraverso i titoli dei giornali locali del Napoletano. L'incredibile rassegna stampa di un territorio che finisce per giustificare la violenza mafiosa. "Non dobbiamo assuefarci - dice Saviano - o considerarle questioni locali e lontane. E invece determinano anche il lato quotidiano in regioni apparentemene lontane come il Piemonte. Mi dispiace dunque che nei dieci punti del programma del nuovo governo non ci sia la lotta alla mafia". "C'e un'Italia in guerra in alcune zone del sud che voi qui al nord, anche qui nel Cuneese, non sapete, ad opera di gruppi criminali che hanno in mano l'economia di quelle zone e un denaro che poi viene riversato qui da voi, nei cantieri, nei rifiuti, nelle imprese in crisi e acquistate da mafia e camorra". "I camorristi ancora oggi, e soprattutto oggi, si credono e si raccontano come imprenditori che danno lavoro, bonificano territori rovinati - dice Saviano - e nei processi spiegano che gli omicidi di cui sono protagonisti sono un fattore culturale. Per loro la galera un onore, un passaggio da uomo, da imprenditore. Non la patiscono come gli imprenditori non mafiosi, per esempio quelli arrestati per lo scandalo Parmalat o molti altri. Questi crollano e vengono abbandonati dalle famiglie, loro invece sono ancora pi' amati dai loro famigliari e dai loro uomini". "E' un fatto culturale e io cerco il modo di raccontarlo. Loro - ha concluso Saviano - conoscono benissimo i meccanismi della stampa locale e di quella nazionale. Accettano benissimo

si parli di morti ammazzati, ma non di certi meccanismi di potere. E quando un giornale nazionale o internazionale si sofferma su di loro patiscono ma lo hanno in conto, sanno che potrebbe accadere e si preparano". Al termine del suo intervento, si formata una coda di circa trecento persone in attesa di farsi firmare l'autografo sul nuovo libro "ZeroZeroZero". Saviano protetto dalle guardie del corpo e riceve uno a uno i lettori del reportage.