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Promessi sposi

Capitolo XXV
"Intanto, in casa del sarto"
1. Per non approfittare dell'ospitalit del sarto, Lucia e Agnese iniziano subito a lavorare: la ragazza cuce ritirata in una stanza, mentre la madre lavora un po' nei campi e un po' in compagnia della figlia. 2. L'avvenire delle donne oscuro, in particolare quello di Lucia che ancora non ha rivelato niente alla madre a proposito del suo segreto (il voto), trattenuta dalla vergogna e dai timori: ogni volta che cerca di confidarsi con la madre, inizia a piangere 3. Senza speranze n desideri, Lucia si affida alla provvidenza, mentre la madre ripensa a Renzo e alla possibilit di andare a vivere da lui

"La coppia d'alto affare: donna Prassede"


1. In un villaggio sul lago, poco distante da quello dove si trovano Lucia e Agnese viene ad alloggiare per le vacanze una coppia di nobili, don Ferrante e donna Prassede 2. Donna Prassede una gentildonna di grande benevolenza, nonostante ci non conosce cosa significhi fare del bene: ha poche idee al riguardo e quelle poche sono sbagliate 3. Dopo essersi informata sul gran caso di Lucia e dell'Innominato, le viene la curiosit di vederla; cos manda una carrozza a prelevarla, ma Lucia fa di tutto per evitare l'incontro 4. Il sarto per, appoggiato da Agnese, incita Lucia ad incontrare la buona donna dicendole che di una nobile casata e che si pu considerare santa 5. Arrivati alla casa della nobile, questa accoglie le due donne congratulandosi con loro; interroga e consiglia con una certa superiorit, a cui pian piano le due donne si abituano, sentendo crescere il rispetto che provano per lei 6. Dopo essersi ricordato che il cardinale cercava un posto sicuro dove nascondere Lucia, donna Prassede propone a Lucia un ricovero, dove la giovane avrebbe potuto aiutare le altre donne in casa 7. Gi prima di incontrare Lucia, donna Prassede pensava che dovesse avere molte pecche e che tutte le sciagure della giovane fossero una punizione divina. Per questo la nobildonna cerca di aiutare Lucia, per assecondare i voleri del cielo; in realt, si trattavano di idee insensate senza alcuna origine divina, ma provenienti dalla sua testa "chiusa e primitiva" 8. Lucia Agnese accettano la proposta e la gentildonna promette di scrivere una lettera al cardinale per informarlo della decisione 9. Donna Prassede fa stendere la lettera a don Ferrante, che si serve di tutta la sua maestria per stilarla; poi raccomanda la moglie di riscriverla, stando attenta

all'ortografia. Dopo di che la donna spedisce la lettera alla casa del sarto, in modo che Agnese la possa consegnare al vescovo

"Lucia e Agnese tornano al paese"


1. Una volta tornate al paese, le due donne vengono accolte dal cappellano davanti alla casa parrocchiale 2. Dopo essere state introdotte dal cardinale, Agnese tira fuori dal seno la lettera di donna Prassede e l dal cardinale Borromeo 3. Il cardinale riconosce subito lo stile di Don ferrante e capisce che la lettera non stata scritta da donna Prassede; nonostante ci sicuro che la nobildonna abbia buone intenzioni e che l'avrebbe protetta. Il cardinale comunque non l'avrebbe scelta per questo incarico, ma l'unica persona che si offerta 4. Una volta fuori le due donne vengono accolte calorosamente dai paesani mentre si dirigono verso la chiesa

"il colloquio fra il cardinale Don Abbondio"


1. Una volta terminate le funzioni religiose, il cardinale fa chiamare Don Abbondio per un incontro privato 2. Il cardinale chiede al prete come mai non abbia unito in matrimonio Lucia e il suo sposo e questo spiega di essere stato minacciato senza per far nomi, enfatizzando il fatto di aver rischiato la pelle. Questo per, per il cardinale, non un motivo valido, facendo presente al curato che alla sua richiesta di entrare nel clero non mai stata data alcuna assicurazione sulla vita 3. Federico Borromeo inizi a fare diverse domande retoriche, paragonando Don Abbondio a un agnello tra i lupi e spiegandogli che la Chiesa non ha mai detto che sarebbe stato immune da pericoli e che se tutti gli altri preti ragionassero come lui, della chiesa e dei suoi principi non rimarrebbe nulla. Don Abbondio ascolta a capo basso come un pulcino negli artigli del falco 4. Mentre il cardinale continua col suo discorso, Don Abbondio pensa che il santo vescovo sia pi interessato all'amore tra due giovani anzich alla vita di un sacerdote e riferisce al cardinale che non colpa sua se nato vigliacco: contro quel "potente" non si pu vincere 5. Federico Borromeo spiega a Don Abbondio che non necessario nascere coraggiosi, bastava l'amore verso il proprio gregge: se avesse svolto tutti i suoi doveri preoccupandosi dei suoi seguaci come fossero dei figli il coraggio sarebbe nato da solo, dall'amore stesso. Detto ci chiede a Don Abbondio di cosa ha avuto paura, cosa ha predicato e cosa ha fatto per il suo gregge, aspettando una risposta