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1)Roberto Speranza, Lei stato uno dei principali artefici della trionfale marcia per le primarie di Bersani.

. In quelloccasione siete riusciti ad averla vinta sui rottamatori di Matteo Renzi, dimostrando che il rinnovamento pu anche affermarsi nella continuit, senza ricorrere agli arrembaggi. E stata una buona prova ma giocavate in casa. Ora, per, siamo in tuttaltra fase, nel vivo di una campagna elettorale dai toni accesi e dalle schermaglie infuocate. Come pensa che stia procedendo per la vostra coalizione? Quella delle primarie stata lunica occasione per gli italiani di partecipare democraticamente alla scelta dei candidati per queste elezioni, e, ancor prima, alla scelta del candidato premier. Gli altri hanno scelto i loro candidati al chiuso delle stanze dei bottoni; Bersani, che aveva il diritto a essere candidato premier per il centrosinistra in qualit di segretario del maggior partito della coalizione, ha deciso di cambiare lo statuto per permettere questo esercizio di democrazia con il doppio risultato di essere legittimato fino in fondo a svolgere il ruolo che sta svolgendo e riavvicinando la gente alla politica, in un periodo in cui la stessa ha una bassissima considerazione nel popolo. Sulla base di queste premesse adesso stiamo facendo una campagna elettorale sobria e responsabile in cui, come si vede, Matteo Renzi sta lealmente e meritoriamente svolgendo il suo ruolo di personalit di spicco del Partito Democratico, a dimostrazione che gli esercizi di democrazia interna rafforzano e non indeboliscono. Per noi la variet delle offerte politiche una ricchezza: un partito che discute al suo interno e trova una sintesi pi forte rispetto ai partiti persona, vive la campagna elettorale con un ruolo di guida salda ma non egemone allinterno della propria coalizione, si propone autorevolmente come interlocutore di quelle forze costituzionali, europeiste e non populiste che vogliano valutare la condivisione di un programma equo e di sviluppo. 2)Berlusconi, indietro nei sondaggi, ha adottato una strategia aggressiva. Il Cav. Per recuperare consensi sta parlando alla pancia e al portafogli dei connazionali, con

argomenti ai quali questi sono sensibilissimi. Bersani, invece, sembra avere difficolt a far passare il suo messaggio politico, almeno mediaticamente. Non forse arrivato il momento, per il vostro candidato Premier, di smettere il loden e di rivolgersi al cuore degli italiani, dispensando un po' di fiducia nel futuro? Il messaggio di Bersani finora stato chiaro: ha chiesto agli italiani di credergli, non di piacere lui agli italiani. La tattica dellinseguire i desideri pi istintivi dellelettorato pu pagare in termini di periodo brevissimo, per ore o pochi giorni successivi a bordate ad effetto che la stragrande maggioranza degli italiani ha capito non essere credibili. Noi siamo una forza responsabile e la responsabilit si declina innanzitutto raccontando la verit sullanalisi del presente (non nascondendo mai il livello della crisi) e proiettandosi non sul futuro immediato, quasi un presente esclusivo, come fa il nostro competitor, ma su una prospettiva medio/lunga, parlando di lavoro, di equit sociale, di pari possibilit per i figli di tutti gli italiani, di diritto allo studio cercando di arginare lemorragia di iscrizioni nelle universit italiane, di diritto al lavoro per una generazione che ancora tagliata fuori dallo svolgere un ruolo attivo nella societ e che angoscia i genitori ed i nonni che non vedono futuro per i loro figli e nipoti. La campagna elettorale sta per entrare nella sua fase decisiva: sono fiducioso che quella di Bersani sar anche incisiva. 3)Il governo Monti, appoggiato da una larga maggioranza trasversale in Parlamento, ha approvato una serie di misure economiche d'austerit che hanno impoverito la nazione, soprattutto nei suoi strati pi deboli. All'opinione pubblica veniva raccontato che si trattava di provvedimenti necessari per risanare i conti. Poi, invece, i soldi dell'IMU, solo per citare un esempio, secondo Berlusconi e Tremonti, sarebbero finiti al Montepaschi, mentre per Bersani sarebbero serviti a pagare le multe europee, comminate per lo sforamento delle quote-latte degli allevatori del Nord.

In ogni caso, a quanto pare, si trattato di una presa in giro per i contribuenti. Se il Pd dovesse vincere le elezioni segner una rottura con le politiche economiche del precedente Governo tecnico oppure continuer sulla scia dell'agenda Monti? Innanzitutto non dimentichiamo perch il governo Monti si insediato: Berlusconi ed i suoi governi, protagonisti di 9 degli ultimi 12 anni della vita di questo Paese, e per questa ragione di gran lunga i maggiori responsabili della situazione di difficolt con la quale lItalia si trovata ad affrontare la crisi mondiale, erano diventati un problema insostenibile non solo per noi, ma per lassetto politico internazionale. LItalia, che per storia e per forza economica rappresenta un Paese cardine degli equilibri mondiali, non poteva permettersi neanche un giorno di pi che Berlusconi continuasse nella sua incapacit di governare una fase cos difficoltosa. Detto questo, lanalisi dei provvedimenti del governo Monti stata, da parte del Partito Democratico, sempre puntuale, critica quando era giusto farlo, pervasa da onest intellettuale e, non dimentichiamolo, frutto di un grande senso di responsabilit: allepoca della caduta del governo Berlusconi, il Partito Democratico aveva la vittoria elettorale in tasca ma ha anteposto il bene dellItalia al proprio interesse. Quello che mancato nellagenda del governo Monti, a mio avviso, stato un maggiore senso di equit nelle scelte strategiche ed una contestuale spinta allo sviluppo, che poteva essere incoraggiato contemporaneamente al rigore dei conti. Per questa ragione Bersani anche in questi giorni mantiene una rete di rapporti internazionali con le cancellerie dei paesi europei principali, non solo quelli governati da forze progressiste, avanzando, tra le altre proposte, anche quella di poter derogare al patto di stabilit per gli enti locali; questo solo un esempio che posso portarle di tutta una serie di proposte che il Partito Democratico fa nel suo programma di governo: proposte serie, di investimenti costruttivi (e non di rimborsi a pioggia) di risorse economiche, di cambi strutturali, di liberalizzazioni e di riforme, che

Bersani ha sempre dimostrato di attuare quando ha avuto la possibilit di operare al governo, che sia stato a livello regionale come Presidente della regione Emilia Romagna o a livello nazionale come Ministro della Repubblica. 4)Centro-destra e Centro-sinistra hanno votato congiuntamente sia la riforma delle pensioni che quella sul lavoro dell'Esecutivo guidato dal Professore Bocconiano. Due interventi pieni di contraddizioni e di risvolti negativi sui quali occorrer rimettere mano. Che priorit hanno questi temi nel vostro programma politico? Il primo nodo da affrontare quello degli esodati: a questa vera e propria emergenza sociale va trovata una soluzione immediata perch impensabile che per alcuni cittadini non vi sia pi il rispetto da parte dello stato di un patto stipulato nel corso di una vita lavorativa con i cittadini stessi. Per quanto riguarda la riforma delle pensioni e il mercato del lavoro, il discorso va tenuto presente nel suo insieme: il lavoro e la pensione sono due fasi della vita di una persona che deve trovare la sua realizzazione dignitosa sia nel momento in cui pu sentirsi utile e produttivo per la comunit, sia quando deve beneficiare di quanto ha maturato come diritto. Le riforme strutturali e le liberalizzazioni di cui parlavo prima sono occasione, direi strumento necessario ormai indifferibile per rendere il mercato del lavoro pi competitivo senza dimenticare gli ultimi, i livelli occupazionali maggiori senza dimenticare aree geografiche pi sofferenti da questo punto di vista. Se si riesce con coraggio a rimettere in positivo il sistema produttivo dellItalia, la riforma delle pensioni ha certamente la possibilit di essere ottimizzata verso una rimodulazione pi equa e meno traumatica. 5)Lei un politico di caratura nazionale e, prossimamente, anche futuro membro del Parlamento. Ma anche un figlio del Sud e della Basilicata in particolare. In che maniera si far portatore delle istanze del territorio e delle aspirazioni del Meridione nei consessi romani?

Come lei sa ho avuto la fortuna di essere il coordinatore della campagna per le primarie di Bersani. Il nostro segretario nazionale dice che la Basilicata la sua seconda casa; ne conosce alcune debolezze storiche e strutturali (basti pensare alla distribuzione demografica ed alle caratteristiche orografiche della nostra regione per comprendere quanto sia difficile il mantenimento di servizi essenziali da noi rispetto a regioni in cui la popolazione ben superiore, concentrata in centri urbani facilmente raggiungibili e messi a sistema con le infrastrutture ed i servizi locali e nazionali molto meno dispendiosamente). Questa conoscenza, ed i rapporti di stima ed intesa politica con la classe dirigente locale, saranno fondamentali per riavere, dopo molti anni, un governo che non abbia comportamenti discriminatori nei confronti del sud (come stato quello di Berlusconi in cui i fondi per le aree disagiate sono stati utilizzati per pagare le multe delle quote latte). Al contrario, avremo il conforto del governo nelle scelte strategiche che ci riguardano. Come esempio concreto potrei citarle 2 criticit che stanno molto a cuore a noi lucani: 1) riguardo il petrolio, avere un governo nazionale che dialoga in maniera costruttiva con il nostro governo regionale pu aiutare la nostra regione ad avere una voce pi forte ed autorevole al tavolo con le multinazionali che operano le estrazioni sul nostro territorio, magari imponendo vincoli che le rendano il pi sostenibili possibile; inoltre, lincremento delle royalties va investito o, come stiamo facendo, ripianando alcuni conti della sanit lucana, evitandone il commissariamento, con chiari benefici per tutti i cittadini, o in interventi infrastrutturali e produttivi, e penso, per esempio, al completamento di alcune vie di collegamento e comunicazione. 2) la vicenda della Fiat anchessa di vitale importanza per la nostra regione: ancora una volta il nostro interlocutore non una controparte qualunque ma lazienda pi importante del Paese. Essere affiancati dal governo nazionale nella dialettica che la nostra

regione mantiene con la Fiat certamente un chiaro vantaggio che la Basilicata pu avere circa il mantenimento dei suoi livelli occupazionali dove gi esistono.

6) La Basilicata terra di grandi risorse umane e di materie prime. Le une e le altre spesso risultano non abbastanza valorizzate o, persino, sottoutilizzate. Quali sono le sue proposte per rilanciare l'occupazione nel mezzogiorno e per sfruttare i tesori del sottosuolo lucano? Credo di aver ampiamente risposto a questa domanda al punto precedente. Mi preme soltanto rispondere alla questione delle risorse umane: io credo che oltre alle piccole imprese, alle grandi industrie, allo sfruttamento sostenibile delle materie prime, uno dei punti su cui investire per loccupazione la ricerca e lo sviluppo tecnologico. Il Partito Democratico ha fatto della difesa della scuola pubblica, dellUniversit libera e della ricerca scientifica uno dei punti cardine della sua strategia politica nazionale: questi punti vanno rafforzati, attuati con maggiore decisione e per questo in Basilicata, oltre al fondamentale investimento di 10 milioni di euro che la Regione fa ogni anno nella nostra Universit, permettendole nei fatti di continuare ad esistere, immagino si possa ipotizzare di creare una rete di relazioni con istituti internazionali per la formazione di molti dei nostri giovani per poterli poi capitalizzare, una volta formati, nei quadri dirigenziali locali. Sostenere economicamente e burocraticamente alcuni dei nostri giovani laureati a completare ed approfondire la loro preparazione dove nel mondo questo possibile ad alto livello un nostro dovere morale, riuscire a rappresentare per una parte di loro unappetibile futura opportunit di applicazione del sapere maturato, un nostro obiettivo.