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22/01/13

Rivista Didattica - Maggioli Editore

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PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE VALUTAZIONE DEL PROCESSO EDUCATIVO di C.Cutolo Fortunata 1. La valutazione: i fondamenti Limportanza della valutazione oggi riconosciuta da tutti i protagonisti impegnati nel processo di insegnamentoapprendimento. significativo, infatti, considerare, a tal proposito, che la legge 4 agosto 1977, n. 517 -intitolata Norme sulla valutazione degli alunni e sulla abolizione degli esami di riparazione- abbia in realt introdotto delle importanti modifiche nella prassi scolastica, con lobiettivo di agevolare lattuazione del diritto allo studio e la piena formazione della personalit degli alunni, e quindi di migliorare la qualit dellistruzione.(1) Il riferimento considera: la programmazione educativa; le attivit integrative organizzate per gruppi di alunni della stessa classe o di classi diverse; le attivit di sostegno, in relazione alle esigenze dei singoli allievi, tra cui gli allievi in situazioni da handicap; la collaborazione interistituzionale per realizzare gli interventi specialistici; la verifica periodica dellattivit educativa e didattica.(2) Sorge dunque il bisogno di comprendere il concetto stesso di valutazione, al fine di poter migliorare la qualit del sistema formativo a vantaggio di tutti gli alunni. 2. La valutazione del processo educativo Con il concetto di valutazione si fa riferimento ad una serie di attivit assai articolate che pur fondate sulla base dei dati quantitativi assunti con la verifica (3) e la misurazione, coinvolgono una gamma assai ampia di operazioni di analisi, di considerazioni e di interpretazioni qualitative dei fattori che hanno contribuito a produrre gli esiti registrati con gli strumenti di rilevazione usati.(4) Come osserva Moretti e Quagliata la valutazione rimanda a processi eminentemente qualitativi anche con una valenza (non esclusiva) soggettiva. Se consideriamo i momenti decisionali pi importanti nel processo di insegnamento-apprendimento (trasmissione dei saperi e controllo degli apprendimenti), e i contesti entro i quali le differenti decisioni devono strutturarsi, allora diviene pi semplice identificare quali siano le principali funzioni valutative del processo educativo. La valutazione del processo educativo unazione volta a determinare in termini di efficacia, di efficienza e di pertinenza il percorso formativo messo in atto. Valutare lefficacia significa individuare il grado di conseguimento degli obiettivi prefissati attraverso il confronto tra i risultati previsti e i risultati effettivi; valutare lefficienza vuol dire mettere in relazione i risultati raggiunti con le risorse impiegate per realizzarli (rapporto costi\benefici, risorse\risultati, coerenza risorse\obiettivi); valutare la pertinenza significa individuare quanto e come, in seguito alla valutazione, si sono attivate le opportune correzioni.(5) Come osserva Coggi e Notti, linsieme delle azioni dei docenti sono strettamente connesse da una parte alla
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programmazione didattico-educativa e dallaltra alla valutazione degli esiti e delle prestazioni indotte negli alunni a livello di comportamento e di prestazioni. Questo legame esistente tra programmazione e processo di valutazione(6) fa identificare diverse funzioni della valutazione a supporto dellazione dellinsegnante: una funzione diagnostica atta ad accertare la conoscenza delle potenzialit e dei bisogni degli alunni (valutazione dei prerequisiti) in vista della determinazione dellazione didattica da progettare,(7) consentendo, cos, laccertamento della situazione iniziale; come osserva Domenici la valutazione dei prerequisiti ha lo scopo non tanto di discriminare gli allievi, quanto invece di facilitare a ognuno di loro la padronanza di quelle conoscenze, abilit e competenze che consentano loro di procedere con successo nelle successive fasi della proposta di istruzione.(8) Una funzione di verifica in itinere tendente ad accertare lo scostamento tra obiettivi programmati e obiettivi raggiunti (valutazione formativa) sia per favorire eventuali modifiche nella programmazione (attivit di recupero e/o di consolidamento delle conoscenze acquisite), sia per verificare lefficacia del proprio metodo di lavoro (autovalutazione);(9) Con la valutazione formativa, linsegnante deve rilevare il grado di adeguatezza dei prerequisiti cognitivi, motori percettivi, affettivi, relazionali e comunicativi posseduti dallalunno con lo scopo di assumere opportune decisioni, derivanti dagli esiti valutativi, in ordine alla modificazione della programmazione didattica.(10) Come osserva Chiappetta Cajola proprio questo tipo di valutazione che consente lattivit di programmazione e di disporre delle necessarie informazioni per assumere decisioni e progettare percorsi individualizzati di insegnamentoapprendimento che possano consentire lacquisizione delle abilit-prerequisito; una valutazione di verifica finale, di carattere consuntivo (valutazione sommativa), per lattribuzione di un giudizio complessivo in ordine al valore delliter formativo realizzato.(11) BIBLIOGRAFIA 1. NOTTI ACHILLE MARIA, La valutazione nella scuola dellautonomia, Edisud, Salerno, 2000. 2. COGGI CRISTINA, NOTTI ACHILLE MARIA, Docimologia, Ed. Pensa Multimedia, Lecce, 2002. 3. DOMENICI GAETANO, La valutazione come risorsa. analisi degli apprendimenti e autovalutazione di istituto, Tecnodid, Napoli, 2000. 4. MORETTI GIOVANNI, QUAGLIATA ALBERTO, Strumenti per la valutazione degli apprendimenti. le prove di verifica strutturate e semistrutturate, Monolite, Roma, 1999. 5. CHIAPPETTA CAJOLA LUCIA, Handicap e valutazione. La funzione di controllo e di regolazione nel processo formativo degli allievi disabili, Anicia, Roma, 1998. 6. Marisa Pavone, Valutare gli alunni in situazione di Handicap. Aspetti formali e individuazione, Erickson, Trento, 1997. ----(1) Cfr., PavoneMarisa, Valutare gli alunni in situazione di Handicap. Aspetti formali e individuazione, Erickson, Trento, 1997. (2) 2Ivi, p.17. (3) Insieme delle operazioni di rilevazione e di misurazione di un certo evento, che nel caso in questione rappresentato dallapprendimento promosso intenzionalmente, cio insegnato, oppure dalle conoscenze, abilit e competenze comunque possedute individualmente e\o dal gruppo, dal campione o dalluniverso dei soggetti considerati. La dimensione quantitativa risulta per questo aspetto fondamentale anche se essa una derivazione di aspetti qualitativi precedentemente identificati, pi precisamente al momento della scelta degli obiettivi della verifica, delle prove e dei suoi elementi costitutivi. (MorettiGiovanni, QuagliataAlberto, Strumenti per la valutazione degli apprendimenti. le prove di verifica strutturate e semistrutturate, Monolite, Roma, 1999, p. 13). (4) Ibidem. (5) CoggiCristina, NottiAchille Maria, Docimologia, Ed. Pensa Multimedia, Lecce, 2002, p. 89. (6) Il processo di valutazione consiste nella verifica della rispondenza di fini allinterno del contesto dato, dellefficienza dei percorsi proposti, della positivit della propria professionalit di insegnante e della risposta che il ragazzo d al cammino educativo proposto(Achille Maria Notti, La valutazione nella scuola dellautonomia, Edisud, Salerno, 2000, p. 115). (7) Coggi Cristina, NottiAchille Maria, 2002, op. cit., p. 90.
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(8) Gaetano Domenici, La valutazione come risorsa. analisi degli apprendimenti e autovalutazione di istituto, Tecnodid, Napoli, 2000, p. 29. (9) Cristina Coggi, Achille Maria Notti, 2002, op. cit., p. 90. (10) Lucia ChiappettaCajola, Handicap e valutazione. La funzione di controllo e di regolazione nel processo formativo degli allievi disabili, Anicia, Roma, 1998, p. 101. (11) Cristina Coggi, Achille Maria Notti, 2002, op. cit., p. 90.
2 marzo 2010

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