Sei sulla pagina 1di 25

C.da Campanotico, 221Sarnano Mc-

339/4335745

Ayurveda Massaggio Abyangam

Cos’è l’ayurveda?

L’Ayurveda e lo Yoga sono strettamente connessi essendo entrambi due aspetti fondamentali della cultura indiana, vasta e ricchissima. L’Ayurveda è la parte medico-terapeutica dello Yoga e come quest’ultimo non può essere circoscritto o identificato con le asana, così l’Ayurveda non può essere considerato solo un insieme di precetti che riguardano la salute, ma essendo la “Scienza della vita” (è questo il significato etimologico di Ayur = vita e Veda = conoscenza) deve essere considerato come un modo diverso (rispetto alla nostra cultura occidentale) di considerare l’essere umano in sé, sul piano fisico e mentale essendo un microcosmo che ha in sé tutti gli elementi del macrocosmo, ed in rapporto con la totalità cosmica. L’obiettivo di ogni tipo di medicina (per inciso l’India è l’unico paese al mondo che accetta e riconosce ufficialmente 7 tipi di medicine: Ayurveda, allopatica, omeopatica, sidda, yunani, cinese e tibetana) è il benessere e la cura delle malattie. Per l’Ayurveda come obiettivo si aggiunge il KAYAKALPA, la longevità, per raggiungere la quale, a partire da una profonda osservazione di noi stessi e dal postulato fondamentale di inscindibilità di corpo e mente, si ricorre a diverse metodologie come le pratiche di purificazione, i massaggi, un modo diverso di concepire l’alimentazione e a tutte le altre pratiche yogiche (la meditazione, la recitazione dei mantra) finalizzate alla crescita della consapevolezza. La straordinarietà dell’Ayurveda è che, pur risalendo a circa 5.000 anni fa (i Veda, gli antichi testi anni sacri indiani, risalgono al 1.500 a. C., ma i principi ayurvedici sono molto più antichi), è riuscita a sopravvivere nei secoli. Per l’Ayurveda per mantenerci in salute dobbiamo allontanarci da tutte le cose nocive, condurre una vita regolare, mangiare correttamente ed avere costantemente pensieri positivi per sé e per gli altri. Nel sistema dell’Ayurveda si possono ritrovare con nomi diversi concetti simili a quelli che sono alla base di altre medicine (i Nadi, in effetti, non sono molti diversi dai Meridiani cinesi) e questo è sicuramente indice dell’universalità della cultura indiana, che ha saputo sempre essere aperta ad ogni istanza, recependo le varie istanze. Le “medicine” ayurvediche sono fatte con radici, fiori e foglie da cui si ricavano infusi e decotti. Il medico ayurvedico è innanzitutto un attento osservatore che “studia” la persona che si rivolge a lui guardandone l’incarnato, gli occhi, le mani ed ascoltandone il battito dai polsi. Questi ed altri elementi lo aiutano ad individuare il tipo di squilibrio che ha causato la malata ed il conseguente rimedio. La malattie è la conseguenza di uno squilibrio energetico dei principi fondamentali, i tre Dosha che sono la forza basilare della vita. Essi corrispondono agli elementi naturali e influenzano il complesso corpo-mente. I modelli costituzionali umani vengono raggruppati in categorie secondo la prevalenza dell’uno e dell’altro Dosha.

Storia dell’ayurveda.

“All'inizio della Creazione c'era Dio, incarnazione del desiderio, pervaso dal desiderio di creare universo. Questo desiderio fu il primo potere creativo dell'Onnisciente. Egli e il suo stesso grande desiderio di creazione erano concentrati nello stesso luogo: l'intera estensione dello spazio”. Atharvaveda 12:2

LE CITTA' STATO DELLA VALLE DELL'INDO L'lndia in cui ebbe origine l'Ayurveda ci è in gran parte sconosciuta. Sappiamo che la fertile valle dell'Indo ospitava molte città stato, tra il tremilacinquecento e il millecinquecento a.C. in quella che oggi è considerata una delle cinque culle della civiltà, insieme con Egitto, Sumeria, Cina, e Perù.

È noto che queste città stato erano solide, raffinate e si estendevano da mille fino a più

di un milione di Km 2 , nella regione che oggi corrisponde all'India nord-occidentale. La

terra, irrigata da un grande sistema fluviale, era molto fertile e permetteva di produrre oltre il fabbisogno.

Ciò portò allo sviluppo del commercio e all'urbanizzazione. Le città erano organizzate

bene, disponevano di un complesso sistema di scrittura pittografica, di uno standard per

i pesi e le misure e di modelli costruttivi molto ben concepiti. Mohenjodaro e Harappa

erano i centri principali di questa grande civiltà e la loro attenta pianificazione rifletteva un ordine politico coerente e ben definito. Disponevano di un avanzato sistema di

fognature e avevano generalmente un livello sanitario particolarmente elevato, che trova

riscontro nell'attenzione riservata dalla letteratura Vedica ai principi d'igiene. Le case di pietra e mattoni erano costruite nel rispetto di un comune progetto urbano e in modo tale

da permettere il flusso di energia vitale nella collettività.

Era una ricca cultura di orientamento naturalistico che praticava il culto della Dea

Madre. Al pari di altre civiltà del tempo, vaste estensioni di terra erano riservate alla coltivazione di cotone, grano e altri cereali. C'erano fiorenti scambi commerciali con il paese di Sumer, attraverso il golfo persico e il mare arabico e sono stati persino ritrovati complessi giocattoli di argilla, che testimoniano ulteriormente la prosperità e la profondità di questa antica cultura. Sembra che questa civiltà cominciasse a vacillare, verso il millesettecento a.C. probabilmente a causa d'invasioni nemiche, mutamenti climatici e deviazioni nel corso del fiume Indo. La conoscenza dell'Ayurveda sorse da questa sofisticata cultura in evoluzione. La tradizione vuole che i Rishi, gli antichi saggi indiani, sentissero la necessità di allontanarsi dalla civiltà per trovare la calma e la chiarezza necessarie a sviluppare quella conoscenza che essi ricercavano con tanto zelo. Così, in un lontano passato, un folto gruppo di Rishi proveniente da questa fiorente cultura si ritrovò ai piedi dell'Himalaya per affrontare il problema della malattia e dei suoi effetti sul genere umano. Il loro obiettivo era l'eliminazione della malattia, non solo nell'uomo ma in tutte

le creature; su questo essi meditarono e da quelle meditazioni hanno avuto origine le

conoscenze dell'Ayurveda. I VEDA

Le origini della tradizione Vedica, da cui proviene l'Ayurveda, sono oscure ma si pensa siano da porsi in relazione con l'emigrazione, avvenuta nel subcontinente indiano,

di un popolo di lingua indoeuropea, proveniente da nord-ovest, che si stabilì nella valle

dell'Indo intorno al duemila a.C. Le scritture indiane li chiamano Ariani un nome che viene variamente tradotto come "itineranti" o "girovaghi". Gli Ariani Vedici portarono con sé concetti religiosi, riti, una pozione che ampliava la coscienza (Soma) e una serie di divinità naturalistiche. Alcune di queste divinità sembrano corrispondere ad altre delle tradizioni greche, romane e persiane, facendo

supporre una possibile origine preistorica comune. La religione che gli Ariani

svilupparono tra il duemila e il millecinquecento a.C. è descritta in una raccolta di inni e canti chiamata Veda, che letteralmente significa "conoscenza". Gli induisti hanno sempre considerato i Veda eterni e di origine divina, ritenendo i Rishi solo dei veggenti che scrivevano ciò che veniva loro trasmesso, per ispirazione divina, direttamente dal Sé supremo.

I testi che formano i Veda sono quattro: il Rigveda, il Samaveda, lo Yajurveda e l'Atharvaveda.

IL RIG VEDA

E il più antico e consta di oltre mille inni. Gli altri Veda si basano su questa opera, che

raccoglie gran parte della conoscenza Vedìca sullo Yoga, la Meditazione, i Mantra, l'Ayurveda e Stapatya Veda. Rig Veda è collegato con Stapatya Veda Scienza

dell'Architettura. In genere gli studiosi lo fanno risalire intorno al millecinquecento a.C. sebbene alcuni osservino che gli scavi archeologici e i riferimenti astronomici indichino un periodo molto precedente. IL SAMA VEDA Il Samaveda riporta vari inni del Rigveda in forma più musicale e rappresenta l'estasi e la beatitudine della Realizzazione. Se il Rigveda è il passo, il Samaveda è la danza; il primo è la parola, il secondo l'intelletto. Il Sama Veda è collegato con Gandarva Veda Scienza della Musica. LO YAJUR VEDA Tratta dei diversi rituali Yogi e dei sacrifici per purificare la mente e risvegliare la coscienza. I rituali si propongono di rappresentare l'universo all'interno dell'individuo, per realizzare l'unione fra le due dimensioni. Yajur Veda è collegato con Dhanur Veda Arti Marziali. L'ATHARVA VEDA Considerato l'ultimo e il meno antico dei Veda, questo testo contiene canti e incantesimi per calmare gli Dei e Mantra per allontanare il male, la sfortuna, i nemici e le malattie. A differenza degli altri Veda, riporta formule magiche usate dai sacerdoti. L'Atharva Veda è collegato con Ayur Veda la Medicina. Ognuno dei quattro Veda è diviso in due parti distinte, Mantra e Brahmana. L'una contiene preghiere e lodi a vari aspetti dell’Assoluto, l'altra istruzioni dettagliate per lo svolgimento delle cerimonie in cui venivano utilizzati i Mantra. Della cosiddetta "letteratura Vedica" fanno anche parte testi che forniscono segrete spiegazioni mistiche dei rituali (Aranyaka), e le Upanishad, massima espressione (della filosofia Vedanta, di cui possiamo dare solo qualche breve cenno. Complessivamente, questi trattati sono noti come Shruti, "conoscenza ricevuta", in contrapposizione a Smirti (come la Bhagavad Gita), che è invece "conoscenza ricordata". LE UPANISHAD Verso la fine del periodo Vedico, le concezioni relative alle funzioni Rituali e Sacrificali vennero interpretate come rappresentazioni simboliche di un insegnamento spirituale. Presso le scuole dell'epoca sorsero varie speculazioni di natura cosmologica, che furono poi raccolte in una serie di trattati denominati Upanishad. In essi si descrive con particolare attenzione il significato spirituale del rituale Vedico e la sua relazione con il genere umano. L' insegnamento fondamentale delle Upanishad può trasparire dall'analisi di sei grandi enunciati:

· 1) Aham Brahmasmi: Io sono Brahma. Così si stabilisce che l'individuo è lo stesso Sé supremo. Le Upanishad insegnano che il proprio Sé è la presenza del Sé supremo nel cuore.

· 2) Ayam Atma Brahma: il è Brahma. Questo afferma l'unità del Sé individuale con l'Assoluto, implicando che "Assoluto" è il in tutti gli esseri.

· 3)Tat Tvam asi: Tu sei Quello. La coscienza è ovunque e in ogni cosa; solo la mente produce l'illusione dell'esistenza di "altro" da .

· 4) Prajnanam Brahma: L'intelligenza è Brahma. Con ciò si afferma che l'intelligenza individuale è la presenza in noi dell'intelligenza divina, per mezzo della quale si può realizzare l'Assoluto.

· 5) Sarvam khalavidam Brahma:Tutto l'universo è Brahma.

L'unico Sé supremo è tutto ciò che è o che non è: nient'altro è, era o sarà mai, eccetto Brahma.

· 6) So ham :Egli sono Io. Così si rivela l'Assoluto nel ciclo naturale della respirazione. So è il suono naturale dell'inspirazione, ham quello dell'espirazione.

LE ORIGINI DELLA MEDICINA AYURVEDICA

Il Comus della letteratura induista sulla medicina e la salute si chiama Ayurveda,

ovvero scienza della lunga vita. Alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che l'Ayurveda fosse un Veda minore, forse supplementare all'Atharvaveda, ma altri contestano questa tesi. A prescindere dalla loro collocazione letteraria, questi testi sono comunque considerati scritture sacre. I più antichi testi vedici, scritti tra il millecinquecento e il milleduecento a.C. trattavano

in modo particolare dell' età avanzata, dì svariate afflizioni e prescrivevano cure che

comprendevano l'uso di preghiere e rimedi erboristici. Ancora più importante è rilevare che le concezioni Vedice antiche sulla formazione dell'essere umano corrispondono alle

più tarde descrizioni Ayurvedice.

L'origine della conoscenza medica Ayurvedica sembra derivare da una combinazione

di quanto appreso per diretta ispirazione divina e della memoria di insegnamenti degli

antichi saggi. Nel Caraka Samhita, il principale e più antico testo Ayurvedico conosciuto, la narrazione inizia proprio con un raduno di grandi sapienti: i più saggi e santi uomini della valle dell'Indo si radunarono ai piedi dell'Himalaya per affrontare il problema della malattia, da cui essi desideravano liberare tutti gli esseri viventi, in modo che il popolo potesse osservare gli obblighi religiosi e procedere verso la realizzazione del Sé.

Il Caraka Samhita prosegue quindi il racconto, dicendo che i saggi incaricarono

Bhardwaja di recarsi da lndra, un dio che era esperto di cure e medicine. Indra aveva

appreso la conoscenza dagli Ashwin (medici celesti), che a loro volta l'avevano ricevuta dallo stesso Brahma. Anche nel Sushruta Samhita, un altro importante testo Ayurvedico che tratta in particolare di chirurgia, l'origine della conoscenza ha natura divina, sebbene in questo caso il messaggero sia Dhanvantari e non Bhardwaja.

Si può notare come i testi Ayurvedici implichino una relazione tra conoscenza medica e

pensiero religioso e filosofico, di cui non escludono che la prima possa rappresentare un'evoluzione.

Tridosha

Tridosha "La persona che ha i costituenti corporei (dosha) e in processi metabolici (agni) in equilibrio,

"La persona che ha i costituenti corporei (dosha) e in processi metabolici (agni) in equilibrio, i cui tessuti (dhatu) ed escreti (mala) funzionano in maniera normale, che ha l'anima, la mente e i sensi stabilizzati nella beatitudine, è considerata una persona in buona salute."

Uno dei concetti più importanti dell'Ayurveda è quello dei Tridosha: Vata, Pitta e Kapha. I tre dosha vengono presi in considerazione nel determinare la costituzione individuale, l'origine delle malattie, i trattamenti, i metodi per mantenere la buona salute, la routine giornaliera e stagionale, le terapie di purificazione (panchakarma), le terapie di tonificazione, il massaggio, il tipo di esercizio fisico, la dieta, ecc. Quindi è molto importante capire il concetto di base dei tre dosha.

I cinque elementi (Panchamahabhuta) quando si aggregano per costituire il corpo degli esseri

viventi, lo fanno secondo certe modalità e si combinano formando tre energie basilari. Queste tre energie di base sono forze vitali primarie e vengono chiamate tre umori biologici oppure costituenti corporei, il termine che si usa in Ayurveda è dosha, poiché sono tre in numero vengono chiamati Tridosha(Tri in sanscrito significa tre). Nei testi ayurvedici dosha viene definito come "ciò che contamina", quindi letteralmente dosha è ciò che contamina i costituenti naturali del corpo, in altri termini si può dire che i dosha sono i fattori patogeni nel corpo.

Oltre ai tre dosha corporei esistono due dosha mentali che sono rajas e tamas, le qualità di energia

e inerzia, esse fanno parte dei tre guna (sattva, rajas e tamas), le qualità della natura. Essendo sattva la qualità della purezza e della luce non ha effetti patogeni sulla mente, mentre rajas e tamas che producono agitazione ed inerzia sono fattori che causano disturbi della mente e quindi vengono considerati dosha mentali.

I dosha hanno una loro identità con qualità caratteristiche, sono presenti in ogni parte del corpo ma in certe parti si trovano con maggiore abbondanza, ognuno di essi ha delle ragioni specifiche di squilibrio, ognuno causa determinate malattie per cui esistono trattamenti specifici.

Panchamahabhuta - I cinque elementi fondamentali

I cinque elementi fondamentali, in ordine di manifestazione, sono:

Panchamahabhuta - I cinque elementi fondamentali I cinque elementi fondamentali , in ordine di manifestazione, sono:
Panchamahabhuta - I cinque elementi fondamentali I cinque elementi fondamentali , in ordine di manifestazione, sono:
Panchamahabhuta - I cinque elementi fondamentali I cinque elementi fondamentali , in ordine di manifestazione, sono:
Panchamahabhuta - I cinque elementi fondamentali I cinque elementi fondamentali , in ordine di manifestazione, sono:
Panchamahabhuta - I cinque elementi fondamentali I cinque elementi fondamentali , in ordine di manifestazione, sono:

Nella filosofia antica e medioevale, è molto prima della scoperta degli atomi e delle molecole, si ritevava che il mondo e tutto quanto in esso contenuto fosse composto da quattro "elementi" o sostanze: Aria, Fuoco, Acqua e Terra. A questi elementi, la dottrina medica indiana (Ayurveda) ne aggiunse un quinto, l'Etere. In sanscrito, i cinque elementi sono conosciuti come mahabhuta.

Oggigiorno, alla luce delle nuove conoscenze scientifiche, gli elementi non sono presi alla lettera, ma sono visti come i principi informativi sulla natura dell'esistenza, metafore che ci aiutano a comprendere la natura e l'universo. L'Aria è movimento, la vita per altri aspetti della creazione; il Fuoco è la forza che produce calore e luce, entrambi questi elementi sono essenziali alla vita; l'Acqua lega tutto assieme; e la Terra è la materia stessa. L'Ayurveda insegna che tali elementi pervadono ogni aspetto del corpo umano, e che in qualsiasi tipo di materia possono essere presenti tutti gli elementi. Secondo l'antica dottrina, in origine il

mondo si componeva di pura coscienza ed era immateriale. Col tempo, l'elemento più leggero l'Etere si formò da vibrazioni cosmiche e iniziò a muoversi e col suo movimento creò l'Aria. L'attrito tra questi due elementi in movimento creò il Fuoco e il calore del Fuoco dissolse e liquefece alcuni elementi, creando l'Acqua. Alcuni elementi, al contrario, si solidificarono e formarono l'elemento più pesante la Terra. L'Ayurveda sostiene che tutta la materia organica-piante-semi-animali è formata dall'elemento Terra, che contiene anche le sostanze inorganiche del mondo minerale. La Terra diede origine, così com'era a tutta l'altra materia. Seconda l'Ayurveda nella materia possono essere presenti tutti e cinque gli elementi: l'Acqua quando è ghiacciata, diventa solida come la Terra; il Fuoco la riscioglie in Acqua, una maggiore quantità di Fuoco tramuta l'Acqua in vapore, il quale scompare nell'Aria e nell'Etere. Gli esseri umani hanno cinque sensi, che corrispondono ai cinque elementi. Il suono è trasmesso attraverso l'Etere. L'Aria che secondo gli insegnamenti Ayurvedici è legata al sistema nervoso, si ritiene corrisponda al tatto.

Il Fuoco, che noi percepiamo sotto forma di luce e colore, è legato alla vista.

L'Acqua è necessaria al gusto, una lingua secca non è in grado di discernere i sapori. La Terra è legata al senso dell'olfatto (il naso è legato agli organi di escrezione e coloro che soffrono di stipsi hanno spesso l'alito pesante e un ridotto senso dell'olfatto). Come succede sempre nell'Ayurveda, tutto è in relazione a tutto; esistono l'armonia e la sincronia, e la disarminia dà origine alla malattia.Scopo delle cure ayurvediche è quindi quello di ricreare l'armonia.

I tre Dosha - Vata - Pitta Kapha Ogni dosha è una combinazione di due elementi, uno dei quali predomina sull'altro. Spesso ci si riferisce ai tre dosha vata, pitta kapha (abbreviato in VPK) chiamandoli umori dell'aria, del fuoco

e dell'acqua.

L'Ayurveda sostanzialmente non è che la scienza dei Dosha", le tre forze vitali primarie che formano il corpo e sono responsabili di tutte le funzioni fisiologiche e psicologiche dell'organismo. Se in equilibrio fra di loro permettono il perfetto funzionamento del corpo e della mente, così come in caso di eccesso di uno di loro, sono responsabili dell'insorgere della malattia. Determinano i processi di crescita, decadimento e morte. I tre Dosha permettono alle dimensioni mentali e spirituali dell'esistenza di esprimersi attraverso il corpo fisico.Gli attributi acquistano grande importanza nel trattamento degli squilibri dei Dosha. Infatti partendo dalla regola generale secondo la quale "il simile accresce il simile", I'Ayurveda tratterà l'eccesso di un Dosha inducendo condizioni opposte alle sue qualità.

La costituzione individuale(prakriti)

Secondo l'Ayurveda tutti gli uomini nascono con una propria costituzione individuale data dalla diversa combinazione dei tre Dosha: Vata, Pitta, Kapha. La costituzione individuale o prakriti è uno strumento molto importante in Ayurveda. Sulla base della costituzione individuale si hanno indicazioni per la diagnosi e il trattamento delle malattie, per

la scelta della dieta, per determinare lo stile di vita più adatto. La prakriti indica in quale

proporzione si trovano i dosha nella costituzione di un individuo. Individuando la prakriti personale,

si possono capire in modo molto approfondito le caratteristiche di un individuo: il tipo fisico, gli

aspetti della mente e della psiche, gli aspetti positivi e negativi del carattere, il tipo di lavoro a cui si è portati, la predisposizione a certe malattie, ecc.

La parola prakriti (o prakruti) significa "natura", più precisamente è la "forma originale", da pra = inizio e kruthi = formare. La malattia compare quando ci si discosta da questa forma originale con un cambiamento a livello psicologico o fisiologico. Nella fisiologia di ogni persona varia la combinazione dei tre Dosha, con una tendenza predominante di uno o più di essi. Si ha quindi la costituzione monodoshica dove prevale uno di essi, bidoshica dove si ha la prevalenza di due Dosha e tridoshica dove troviamo l'equilibrio dei tre Dosha. Questo sistema tiene in considerazione sia gli aspetti psicologici che quelli fisici.LE Combinazioni costituzionali possibili sono sette:

- Prakriti monodoshiche: quando un Dosha predomina sugli altri (più del 60%). Queste sono:

costituzione Vata, costituzione Pitta, costituzione Kapha. - Prakriti bidoshiche: quando vi sono due Dosha predominanti: vata-pitta, pitta-vata, vata-kapha. - Prakriti tridoshica: in cui tutti e tre i Dosha sono presenti in eguale misura.

Fattori responsabili della formazione della prakriti individuale

Quando lo sperma e l'ovocito si uniscono nell'utero della madre per dare luogo allo zigote, i dosha predominanti nello sperma, nell'ovocito e nell'utero materno determinano il tipo di costituzione del

nuovo essere vivente. I dosha rimangono in tale combinazione dal momento del concepimento fino alla morte dell'individuo. Altri fattori basilari per la formazione della prakriti sono la dieta, lo stile

di vita e l'attività della madre durante la gravidanza.

I fattori basilari per la formazione della prakriti sono i seguenti:

la qualità dello sperma del padrebasilari per la formazione della prakriti sono i seguenti: la qualità dell'ovocito materno la condizione

la qualità dell'ovocito maternoprakriti sono i seguenti: la qualità dello sperma del padre la condizione dell'uterola dieta e lo

la condizione dell'uterola dieta e lo stile di vita della madre durante la gravidanzadello sperma del padre la qualità dell'ovocito materno la natura degli elementi dominanti nel feto Molte

la natura degli elementi dominanti nel fetodieta e lo stile di vita della madre durante la gravidanza Molte persone nelle generazioni moderne

Molte persone nelle generazioni moderne hanno una mente debole e soffrono di problemi mentali come stress, ansia, paura, invidia, avidità, ecc., nascono molti bambini con un sistema immunitario debole per cui si osserva una maggiore incidenza dei disturbi dovuti ad allergie e intolleranze alimentari. Tutto ciò è causato anche dalla mancanza di una adeguata conoscenza delle regole basilari che determinano la formazione di una nuova vita. Lo stile di vita moderno è diventato innaturale e stravagante per cui porta facilmente all'assenza di dosha normali e di buona qualità nello sperma e nell'uovo. Anche la medicina moderna afferma che molte malattie presenti nei nuovi

nati sono dovute a una dieta e uno stile di vita improprio da parte della madre. Per esempio, abusare

di

fumo ed alcool e non seguire alcun programma di sviluppo spirituale durante la gravidanza non

fa

certo bene al feto in via di formazione e influenzerà in modo permanente i suoi dosha.

L'Ayurveda descrive dettagliatamente il modo di creare bambini sani, arrivando anche a definire il modo di dar vita a bambini con specifiche qualità. Usando questa conoscenza si possono generare

bambini con una natura psico-fisica ottimale.

Secondo l'Ayurveda ci sono altri fattori responsabili nella formazione della prakriti, questi fattori operano a un livello molto sottile e potrebbero essere comparati a quel che noi chiamiamo fattori ereditari.

Famiglia: soprattutto il carattere e il comportamento dei genitori e dei nonni influenza la natura psico-fisica soprattutto il carattere e il comportamento dei genitori e dei nonni influenza la natura psico-fisica del bambino.

Ambiente culturale: il carattere dell’ambiente culturale, religioso e sociale in cui nasce un bambino influisce sulla sua il carattere dell’ambiente culturale, religioso e sociale in cui nasce un bambino influisce sulla sua natura.

Luogo di nascita: a causa delle differenti condizioni climatiche ed ambientali il bambino assume alcune qualità particolari. Per a causa delle differenti condizioni climatiche ed ambientali il bambino assume alcune qualità particolari. Per esempio le persone nate nei climi caldi hanno la pelle più scura e sopportano meglio il clima caldo.

Età dei genitori: in Ayurveda si dice che i bambini nati da genitori di diverse classi di età in Ayurveda si dice che i bambini nati da genitori di diverse classi di età hanno certe qualità specifiche. In tarda età, per esempio, il seme diventa debole e questo influenza la prakriti del bambino.

Periodo dell'anno: i bambini nati in diversi periodi dell'anno possono avere certe caratteristiche ed abitudini particolari. Questo i bambini nati in diversi periodi dell'anno possono avere certe caratteristiche ed abitudini particolari. Questo concetto viene spiegato bene nella scienza dell'astrologia vedica (lo Jyotish è parte della letteratura vedica ed è uno strumento utile per capire le caratteristiche individuali). Che ci si creda o no, differenti periodi dell'anno sono in relazione a diversi pianeti. Per esempio, un bambino nato in un periodo in cui Saturno è forte avrà caratteristiche diverse da uno nato nel periodo in cui predomina Giove.

Caratteristiche individuali dei genitori: come il tipo di famiglia o la classe sociale influenza la prakriti del bambino, così come il tipo di famiglia o la classe sociale influenza la prakriti del bambino, così le caratteristiche uniche e individuali dei genitori hanno la loro influenza.

Prakriti monodoshiche Vata

genitori hanno la loro influenza. Prakriti monodoshiche Vata ARIA-ETERE "Ciò che muove le cose" Dominato da

ARIA-ETERE "Ciò che muove le cose"

Dominato da vayu(vento) PRODUZIONE DEL DOSHA VATA. Il cibo ingerito viene sottoposto a processi digestivi, il prodotto finale della digestione è il chilo nutritivo. Se viene seguita un'alimentazione corretta la formazione dei prodotti finali della digestione è di qualità appropriata e l'energia richiesta dal corpo per svolgere i movimenti è prodotta adeguatamente. Se una persona non viene nutrita o non assume il cibo di qualità e quantità appropriata essa diviene debole nel corpo e le sue attività quali il movimento e le funzioni del corpo sono ridotte. Una persona che fa più lavoro fisico o lavoro pesante ha bisogno di più cibo ed ha più fame per via delle sue attività extra e dei movimenti del corpo . E' stato osservato che se questo tipo adeguato di cibo ed acqua non vengono assunte il corpo comincia a perdere tutte le sue attività una dopo l' altra: prima il movimento del corpo (camminare, parlare, evacuare) e poi la respirazione, la circolazione e alla fine tutte le attività sono diminuite e bloccate. Tutte queste cose indicano che l'energia derivata dalle attività del corpo e del suo movimento viene presa dal cibo ed il dosha vata è responsabile di tutte le attività. In definitiva il dosha vata è prodotto dopo la digestione del cibo come sottoprodotto del ciclo nutritivo. CARATTERISTICHE DEL CARATTERE VATA Le persone di carattere vata dormono poco, camminano velocemente e parlano troppo. Hanno il corpo secco, tendono ad essere di corporatura leggere, hanno i capelli fini, radi e fragili. Hanno una mente sempre in movimento e il loro sentire spazia da luogo a luogo quasi continuamente, sono privi di solidità, eterei e creativi; possono anche essere inaffidabili e di umore

mutevole. No gradiscono il freddo e le cose fredde, hanno memoria labile e lasciano molte frasi incomplete perché la mente salta di colpo da un pensiero all’altro. Amano i piaceri dei sensi e del sesso e sono ghiotti di cibi dal sapore dolce, acido , caldo e piccante. Mangiano troppo o troppo poco e quando devono fanno rumore. Basilarmente sono imprevedibili e insicuri, spendono il denaro velocemente e tendono a rimanere poveri.La lunghezza della vita dell’individuo è relativamente breve. Da giovani essi sono solitamente molto magri e atletici ed esprimono spesso originalità di pensiero. Il puro tipo Vata è molto alto o molto basso, tendente ad uno dei due estremi, scheletrico e pieno di energia, le ginocchia sono nodose e deboli . Il polso è flebile e si muove come un serpente. Mirano all'ascetismo, e spesso hanno un lato spirituale assai sviluppato che li porta a studiare e a mostrare interesse per argomenti esoterici. Alcuni possono persino avere doti di chiaroveggenza o psichiche.Sognano di trovarsi su montagne , alberi e in aria, volando senza bisogno di mezzi meccanici. PROPRIETA' DEL DOSHA VATA Le proprietà del dosha vata sono derivate dalla sua composizione in aria ed etere presente nello spazio.Ne derivano le seguenti proprietà: leggerezza - circolazione - movimento - secchezza - freschezza.La proprietà più importante di vata è che è invisibile e può essere rivelato dalle funzioni che sottende, quali: il movimento, il trasporto delle molecole e sostanze nutritive, la conducibilità elettrica. LE FUNZIONI DEL DOSHA VATA L'energia Vata si compone di Aria e di Spazio e corrisponde approssimativamente al sistema nervoso del corpo. In termini moderni, si potrebbe dire che le funzioni Vata siano equivalenti alle azioni dei neutrotrasmettitori presenti nel cervello. Vata svolge le funzioni: respirazione, circolazione, movimento delle mani e delle gambe, occhi, movimento dei visceri, escrezione delle sostanze al di fuori del corpo, ingestione e deglutizione.Riempie gli spazi vuoti del corpo sotto forma di gas e penetra anche nei canali più profondi e di minor calibro . Il Vata governa la respirazione e tutto ciò che riguarda il movimento del corpo, si caratterizza come secco, leggero, ruvido e veloce.Il Vata è ritenuto il Dosha più influente che governa tutte le funzioni del corpo ed è il principale motore della nostra mobilità. E' legato all'attività e alla vitalità, controlla gli spazi vuoti all'interno del corpo (i seni paranasali, la cavità addominale, il sistema polmonare e l'orecchio interno), nonchè il sistema nervoso. Vata controlla inoltre la divisione delle cellule, la formazione degli strati cellulari, il funzionamento del cuore, dei polmoni, dello stomaco e dell'intestino, guida le attività del cervello e degli organi motori ed è responsabile delle eliminazione delle scorie. SQUILIBRI DI VATA Un eccesso di influenza di Vata potrebbe causare i sintomi tipo: un colorito più scuro della norma, labbra secche, occhi asciutti, tosse secca, urine giallo scuro e feci dure, asciutte e scure, sete eccessiva, tremori, aridità, asprezza. In breve un eccesso di Vata porta ad una disidratazione dell'intero corpo e problemi connessi come invecchiamento prematuro, pelle secca e arrossata e altri disturbi cutanei, e una lenta cicatrizzazione delle ferite; vi è troppa aria e insufficiente quantità di acqua. Se vata continua ad aumentare da luogo a voce roca, tremore, desiderio di calore e debolezza. Una insufficienza di Vata può causare sensazioni di pesantezza, pigrizia e una cattiva circolazione, crea disagio e a volte perdita di coscienza. PRINCIPALI AREE O DISTRETTI DI LOCALIZZAZIONE DI VATA Esistono cinque tipi di Vata localizzate in determinate parti del corpo:

- Prana (cuore, cervello, torace, orecchie , naso e gola) - Apana (colon, ano, vescica, ombellico, genitali e organi pelvici) - Samana (stomaco, duodeno e intestino tenue)

- Udana (gola, ombellico e polmoni) - Vyana (localizzato in tutto il corpo) Considerando le proprietà del dosha vata esso viene localizzato quasi ovunque nel corpo. I principali distretti o centri dove la sua attività si localizza con prevalenza sono chiamati i siti di vata. Essi includono la parte distale del colon e del retto, la regione sacrale, la regione della vescica , la regione intercosciale, l'apparato uditivo, la struttura ossea, la superficie della pelle .La parte terminale del largo intestino e del retto sono ritenuti essere i siti di produzione di vata. E' stato verificato che un vata squilibrato o sbilanciato è prodotto a questo livello, è qui che bisogna intervenire per correggere il disequilibrio. La regione pelvica ( lombo-sacrale ) o l' area della guaina della regione pelvica è anche un sito prevalente del dosha vata e le sue funzioni principali di movimento ed escrezione delle urine, la liberazione delle feci, i movimenti dell' uovo negli organi riproduttivi, l' escrezione dei fluidi mestruali etc. sono visti in questa regione. La stretta regione mostra la massima struttura muscolare per le maggiori attività di movimento del corpo. L' apparato uditivo nell' orecchio contiene la membrana timpanica che mostra movimenti per il tocco dell' aria trasportando le onde sonore. La struttura delle ossa, dovuta alla sua parte dura, agli spazi vuoti e alla secchezza, forma lo scheletro del corpo. Alla pelle che ricopre tutto il corpo è affidato il senso del tatto dovuto alla diffusione di terminazioni nervose su tutta la sua superficie.

di terminazioni nervose su tutta la sua superficie. Pitta FUOCO-ACQUA "Ciò che digerisce le cose"

Pitta

FUOCO-ACQUA "Ciò che digerisce le cose"

Dominato dalla bile LA PRODUZIONE DEL DOSHA PITTA Durante il processo della digestione ci sono molti succhi digestivi ed enzimi che agiscono sul cibo attraverso l' azione di organi come il fegato il pancreas e cistifellea CARATTERISTICHE DEL CARATTERE PITTA I tipi con Pitta predominante tendono alla via di mezzo, sia fisica sia mentale. Sono predisposte all’ira e sudano abbondantemente, di solito sono persone istruite, temerarie ed orgogliose. Hanno i capelli soffici, untuosi e biondi che tendono a imbiancare quando la persona è ancora giovane, in generale essi presentano una pelle liscia, oleosa e calda che tende presto al grigio, e gli uomini diventano calvi prematuramente. I tipi Pitta hanno un metabolismo attivo e un buon appetito, preferiscono i sapori acri, astringenti e dolci; e le bevande fredde, hanno un'abbondante traspirazione e tendono ad una temperatura corporea calda. Sono abbastanza attivi, ma sono restii ai lavori pesanti, sono acuti, ambiziosi, mostrano qualità leadership, tendono ad essere moderatamente ricchi e amano le cose belle come fiori e profumi. Sono persone di buon carattere con tendenze spirituali, sono gentili, coraggiose e salverebbero anche il loro peggior nemico. Non seguono la religione in voga e il loro attaccamento al sesso opposto è minimo. Sono gelosi di natura e frequentano spesso la stanza da bagno. Hanno carnagione chiara e alta temperatura. I muscoli e le articolazioni sono sciolte e la virilità e il desiderio sessuale non sono forti. Gli occhi sono rossi e lo diventano di più per rabbia, intossicazione o esposizione alla luce del sole. La durata della vita è media .Sono aggressivi ed evitano i disturbi o la frequentazione di luoghi dove potrebbero esserci litigi. Sono sia creativi che stabili, sognano il fuoco, le stelle cadenti, i fulmini, il sole la luna, oggetti splendenti e piante velenose. Spendono soldi in cose lussuose e si creano da soli il modo di guadagnarsi da vivere.

PROPRIETA' DEL DOSHA PITTA Nel corpo è responsabile della digestione, conversione e trasformazione delle sostanze. E' l'energia che lega assieme certe sostanze per la produzione di altre ed inoltre digerisce le sostanze separandole l' una dall' altra e convertendole in altre forme.Pitta è costituito dall' elemento fuoco dell' universo e mostra le sue proprietà che sono responsabili delle sue funzioni di conversione, digestione e trasformazione delle sostanze. 1) Il caldo è la principale proprietà del pitta. Grazie a questo calore il processo di digestione comincia, il cibo viene reso caldo e soffice e il suo colore e sapore e consistenza cambia. Il corpo inoltre diventa caldo e inizia la produzione di energia. La digestione e la trasformazione delle sostanze ha inizio grazie al calore e quando il calore del corpo aumenta viene eliminato sotto forma

di sudore. Il calore dilata le aperture ed i canali interni al corpo permettendo il libero scorrimento e

passaggio delle sostanze. 2) Proprietà forti e penetranti distinguono il dosha pitta grazie al quale vengono rotte, digerite, separate, bruciate e liquidate le sostanze che trasforma. Questo è il processo principale secondo il quale nella digestione vengono separate le sostanze nutrienti da quelle non digeribili. 3) Pitta è leggero. 4) Pitta ha la capacità di pulire e rimuovere che è importante per mantenere le superfici interne dell' intestino pulite e vuote. 5) Pitta ha la proprietà di dare odore alle sostanze prodotto finale della digestione dovuto ad un pitta alterato, l' odore sgradevole o cattivo dato da questi prodotti è dovuto alla fermentazione o alla cattiva digestione o liquefazione eccessiva. 6) Pitta è liquido ed ha la proprietà fluide. 8) Pitta è leggermente oleoso . Questa proprietà è utile nel lubrificare e ripulire l' intestino

LE FUNZIONI DEL DOSHA PITTA 1) La funzione principale di questo dosha è la digestione .Agisce sulle sostanze assunte come cibo e

le converte nelle sostanze richieste dal corpo e trasportate dal sangue.

2) Libera calore ed energia nel corpo, (termogenesi). 3) Rende l' occhio capace della percezione e formazione delle immagini. 4) Nelle attività giornaliere di routine viene utilizzata l' energia conservata. Il corpo ha bisogno di un continuo nuovo apporto di energia sotto forma di acqua e cibo. Questo bisogno o fame di cibo e sete di acqua è regolato dal dosha pitta. 5) Nel processo di escrezione l'acqua contenuta nel corpo viene perduta attraverso il sudore, le urine e le feci. La sete, necessaria per reintegrare i liquidi, è un'impulso regolato dall'attività di pitta. 6) Questo bisogno non riguarda solo l' acqua ma anche altre sostanze liquide per iniziare processi come la digestione o la produzione di ormoni e il mantenimento dei loro livelli. Questa funzione è molto importante dato che il pitta regola i livelli ormonali. 7) Il gusto del cibo che lo rende apprezzabile o meno dipende dal dosha pitta. Se la digestione avviene in modo appropriato c' è un buon gusto nella lingua. 8) Il colore, la struttura e la qualità della pelle dipendono da pitta. Se il processo di digestione è appropriato le sostanze prodotte di seguito sono appropriate ed esse si riflettono sullo stato di salute della pelle, soprattutto sul colore e sulla struttura della pelle del viso. 9) L' intelletto e la memoria di una persona sono controllati dal pitta. L' intelligenza pura e la potenza delle qualità del cervello sono fornite dal pitta. 10) Le proprietà del vigore e della forza in una persona sono dovute alla durevole volontà di intraprendere sfide senza paura. 11) La bellezza e la dolcezza delle proporzioni degli organi del corpo. 12) I processi metabolici in generale, sono governati dal dosha pitta. SQUILIBRI DI PITTA Un eccesso di influenza di pitta da sensazioni di bruciore, acidità, sete, irritabilità, rossore agli occhi, indigestione, calore al petto e nello stomaco, malattie della pelle, vista difettosa, isteria,una temperatura corporea irregolare, eccessiva traspirazione, indebolimento della vista, pelle chiazzata,

intestini irritabili e diarrea, ansia e irritabilità. Se pitta continua ad aumentare produce un aggravamento delle sensazioni di bruciore, una preferenza per cibi freddi e rinfrescanti, occhi e carnagione giallastri, feci e urina gialli, insonnia, pallore e diminuzione delle funzioni degli organi sensoriali. Un’insufficenza di pitta crea un aspetto fiacco e una diminuzione del calore del corpo. Gran parte dei medici ayurvedici ritengono che le malattie causate da un Pitta disturbato siano meno serie di quelle dovute a uno squilibrio di Vata. PRINCIPALI AREE O DISTRETTI DI LOCALIZZAZIONE DI PITTA Esistono cinque tipi di Pitta localizzate in determinate parti del corpo:

Pachaka (stomaco, duodeno, intestino tenue)

- Alochaka (occhi)

- Ranjaka (fegato, milza e stomaco)

- Bhrajaka (pelle)

- Sadhaka (cuore)

Si localizza in prevalenza nella regione addominale, nella regione gastrica nella pelle, nella linfa,

nel sangue, nel plasma, negli occhi. La sua azione e le sue funzioni sono riscontrate in tutto il corpo

e non può essere localizzato in un solo sito. Una trasformazione per mezzo del pitta è riscontrabile in tutto il corpo, in ogni tessuto ed in ogni cellula.

in tutto il corpo, in ogni tessuto ed in ogni cellula. Kapha TERRA-ACQUA "Ciò che tiene

Kapha

TERRA-ACQUA "Ciò che tiene unite le cose”

Dominato dal muco PRODUZIONE DEL DOSHA KAPHA E' il terzo e più importante dei tre . E' composto di acqua e terra elementi base dell' universo .E' responsabile della formazione e della crescita del corpo e agisce come una sostanza che aiuta a tenere insieme i tessuti. E' anche un mezzo che aiuta a legare le sostanze. Ha una struttura e una funzione specifica in tutto il corpo. Dopo i processi di digestione i prodotti finali del ciclo nutritivo (Ahar rasa) sono trasportati al fegato dove sono trasformati in plasma (Rasa Dhatu).Questo plasma viene portato al cuore e distribuito dalla circolazione a tutto il corpo e mentre circola, alcune parti di questo plasma lasciano le loro proprietà di fluidità e liquidità in certi siti per esempio la saliva nella bocca. E' stabilito che il Dosha Kapha è un bi-prodotto del Dathu rasa ed è dipendente del dathu rasa per la sua formazione. CARATTERISTICHE DEL CARATTERE KAPHA

Le persone con Kapha predominante tendono al sovrappeso; prendono peso facilmente e hanno difficoltà a perderlo. Il corpo è ben formato e compatto,sono inclini ad essere a volte lenti e massicci e non è insolito che coloro che all'inizio della vita hanno Vata predominante, tendano con l'invecchiamento a diventare Kapha, rallentando il metabolismo accumolano peso (assumendo più cibo di quanto il loro corpo possa bruciare con facilità). Hanno spesso la pelle spessa e grassa e i capelli fitti e lucenti, forti, oleosi, spessi e ondulati, grandi occhi, forti unghie e mani lunghe.

Il viso assomiglia alla luna e le articolazioni sono ben formate , forti, sciolte e profonde, il petto è

forte. Il corpo ha il colore dell’oro, dell’ottone o di un fiore di loto, sono attraenti, con la fronte

ampia e il corpo tenero. La mente dei kapha è stabile e per natura sono persone sobrie. Saggi e amanti dell’ordine, mantengono la parola. Seguono i principi e la pratica del giusto vivere, parlano dolcemente ma mantengono a lungo l’ostilità verso i nemici. Possono tendere alla pigrizia e a chiedere agli altri fare delle cose per loro, benchè riescano a sopportare il duro lavoro fisico. dormono bene e devono guardarsi dal dormire troppo, non vengono disturbati dalla fame, dalla sete, dal dolore, dalle interruzioni o dal rumore.

Il temperamento dei tipi Kapha può sembrare ottuso, lento e restio ai cambiamenti e a ciò che è poco familiare.Sono industriosi, umili e lenti. Sono inclini a conservare (energia, forza e denaro), piuttosto che a spendere. Sono tolleranti, inclini al perdono, calmi e lenti all'ira, sono spesso brave persone d'affari e ricche; sono tuttavia lenti nell'apprendere le informazioni. Nelle loro relazioni interpersonali essi tendono ad essere possessivi e ingordi. Sono grandi amanti dei piaceri sessuali e trovano la fedeltà una condizione facile da mantenere, hanno una grande virilità. Amano le cose amare, astringenti e piccanti. Non sono propensi alla depressione e sono più materiali che spirituali. Sognano fiumi, specchi d’acqua, oceani, laghi, uccelli acquatici e fiori di loto. PROPRIETA' DEL DOSHA KAPHA 1) Il dosha kapha è principalmente composto di terra e acqua. 2) Esso lega i tessuti e costruisce il corpo. Legare assieme e connettere diverse sostanze è un importante proprietà del dosha kapha nel contesto della crescita cellulare e sviluppo del corpo. 3) La crescita e lo sviluppo della taglia, aspetto esteriore , e quantità viene svolto dalle specifiche proprietà del kapha. 4) Kapha ha la proprietà di lubrificare le articolazioni e umidificare le superfici. E' importante per tenere il corpo morbido e flessibile.Grazie a queste proprietà la struttura del corpo e degli organi rispecchiano una forma e una taglia specifica e dolcezza dei movimenti. Questa proprietà è antagonista alle proprietà di durezza e penetranza e per questo protegge il corpo. 5) Il dosha kapha ha proprietà di freschezza ed idratanti. 6) Il dosha kapha è lento e stabile ed è difficile da essere rimosso dato che ha proprietà di collante. Aiuta il corpo a compiere le sue funzioni dalla nascita alla morte. 7) Esso ha proprietà di dolcezza, forza e rende possibile l'armonia nella mente e nel corpo. 8) Mantiene efficiente il sistema immunitario del corpo. FUNZIONI DEL DOSHA KAPHA Il kapha è l' unico dosha stabile e molto forte e dunque aiuta nella formazione e mantenimento delle strutture del corpo. 1) Lega assieme molte sostanze e mantiene il legame per un funzionamento omogeneo. Mantiene le giunture del corpo in posizione e lubrifica gli spazi tra le articolazioni (liquido sinoviale) per permettere un movimento più dolce. 2) Esso dà forma, dimensione, forza e stabilità agli organi. Il peso specifico e la massa sono dovuti alle proprietà kapha. 3) Quando il corpo soffre per delle ferite esso produce sfaldamento nei tessuti del corpo. Grazie alle proprietà di legare e attaccare, la natura coesiva del dosha kapha aiuta a rigenerare e guarire i tessuti lesionati da ferite costruendo nuovi tessuti. 4) Nel processo metabolico il continuo logorio dei tessuti viene appianato dalla formazione di nuove strutture cellulari (turn-over). 5) L' energia e la vitalità, il vigore e la forza sono aumentate. I prodotti finali del metabolismo gli oja sono sintetizzati dal kapha. 6) Kapha agisce a livello mentale e bilancia le emozioni rendendole stabili. Conferisce qualità di perdono e calma alla mente. SQUILIBRI DI KAPHA Un eccesso di kapha porta pesantezza, sonnolenza, intorpidimento, prurito, nausea, anoressia, dispepsia, perdita della memoria, feci e orina bianche, pesantezza e rigidità delle articolazioni e una sensazione di vecchiaia. Spesso si sperimenta un gusto dolce in bocca. Se kapha continua ad aumentare crea una crescente pesantezza negli arti, sensazioni di freddo, sonno eccessivo, stanchezza nelle articolazioni, sonnolenza e aspetto pallido, un corpo debole e troppo morbido, impotenza, digestione lenta, eccessivo muco, prepotenti sentimenti di gelosia, insicurezza e intolleranza. Una insufficienza di kapha crea secchezza, sensazione interna di bruciore, una sensazione di vuoto allo stomaco e all’intestino, sete, debolezza nelle articolazioni, debolezza generale e insonnia.

PRINCIPALI AREE O DISTRETTI DI LOCALIZZAZIONE DI KAPHA Esistono cinque tipi di Kapha localizzati in determinate parti del corpo:

- Kledaka (stomaco)

- Avalambaka (cuore e torace)

- Bodhaka (lingua)

- Tarpaka (testa, cervello, organi sensoriali)

- Slesaka (articolazioni)

E' distribuito prevalentemente nelle regioni alte del corpo: regione toracica,bocca, palato, articolazioni, stomaco , plasma, lingua, mento e grasso sub-cutaneo.

Prakriti bidoshiche e Prakriti tridoshica

La maggior parte delle persone è una combinazione di due dosha, esse possiedono le caratteristiche

di ambedue i dosha secondo la percentuale della combinazione, mentre estremamente rara è l'ultima

combinazione, che è il tipo migliore di costituzione, perché lo stato equilibrato dei tre dosha neutralizza le loro cattive qualità. Vata Pitta Nei tipi vata-pitta si uniscono la volatilità, la leggerezza e l’intensità dell’aria e del fuoco. Rispetto al vata puro hanno una corporatura snella ma più vicina alla media, una digestione più forte e maggiore tolleranza al freddo. Queste persone uniscono l’originalità e la creatività del vata con la determinazione e l’intraprendenza del pitta. Sono persone di grande intelligenza e quando lo stress li mette sotto pressione possono rispondere con un’alternanza di paura e di rabbia. Hanno bisogno soprattutto di stabilità, la caratteristica del kapha, che equilibra la loro volatilità.

Pitta Kapha In questi tipi si combinano l’energia del fuoco e la stabilità dell’acqua dando luogo a un individuo

di straordinaria forza fisica, dotato di ottima resistenza, buona salute e grande sicurezza anche a

livello psicologico. Hanno una corporatura forte e muscolosa, digestione buona di tipo pitta. Hanno energia stabile unita a grande resistenza quindi sono naturalmente portati all’atletica. La stabilità del kapha e la forza del pitta a volte li porta alla rabbia e alla critica, all’arroganza e all’insensibilità. Hanno bisogno della leggerezza e della flessibilità del vata che equilibra i loro tratti negativi.

Vata Kapha

In questa costituzione convivono le qualità diametralmente opposte dell’aria e dell’acqua che

condividono invece la freddezza. Le caratteristiche fisiche sono generalmente nella norma anche se l’altezza tende a essere superiore alla media. Possono avere la digestione lenta o irregolare e hanno una spiccata avversione per il freddo essendo in questa costituzione carente l’elemento fuoco. Sono persone profondamente sensibili, umili e adattabili, possono essere dotate di buone qualità creative ed artistiche oppure possono essere portati alle attività sportive per la buona resistenza di

cui sono dotati. La freddezza di vata e di kapha si può riflettere nel carattere che può essere carente

di motivazione, passione ed entusiasmo. Hanno bisogno soprattutto di calore, in tutti i sensi.

Vata Pitta Kapha Questo tipo di costituzione è molto raro ed è anche difficile da descrivere perché accomuna le qualità e le caratteristiche di tutti e tre i dosha. Fra tutte è comunque la costituzione più equilibrata, con la tendenza a godere di lunga vita, buona salute, buone difese immunitarie. Malgrado ciò, quando si ammalano, sono i tipi più difficili da curare proprio perché manca nella costituzione la prevalenza di un dosha che aiuta a identificare le predisposizioni naturali alle malattie e il modo di riportare l’equilibrio.

Individuare la propria o altrui costituzione

Per individuare la vostra tipologia costituzionale vi invitiamo ad effettuare il "Test". Per avere il risultato del test, controllare le maggioranze di Dosha per ogni campo.

 

VATA

PITTA

KAPHA

Ossatura:

sottile

media

robusta

   

moderata, buona

 

Corporatura:

magra, ossuta

muscolatura

grande, ben sviluppata

Peso:

scarso, difficoltà a prendere peso

moderato

pesante, difficoltà a perdere peso

Aspetto della pelle:

opaca o scura

rosea, lucente

bianca o pallida

Struttura della

     

pelle:

secca, ruvida, sottile

calda, oleosa

fredda, umida, spessa

Occhi:

piccoli, nervosi

penetranti, si infiammano facilmente

grandi, bianchi

Capelli:

secchi, fini

fini, oleosi

spesso, oleosi, mossi, lucenti

Denti:

storti, poco formati

moderati, gengive

grandi, ben formati

sanguinanti

Unghie:

ruvide, fragili

morbide, rosate

morbide, bianche

Articolazioni:

rigide, schioccano

sciolte

solide, grandi

facilmente

Circolazione:

insufficiente, variabile

buona

moderata

Appetito:

variabile, nervoso

forte, eccessivo

moderato, ma costante

Sete:

scarsa, insufficiente

forte

moderata

Sudorazione:

scarsa

abbondante ma non durevole

poca all'inizio, ma profusa

Eliminazione:

irregolare, costipata

regolare, molle

regolare, lenta

Urina:

 

abbondante, gialla

quantità moderata,

scarsa

chiara

Sensibilità:

freddo, secco, vento

calore, luce del sole, fuoco

freddo, umido

Difese immunitarie:

scarse, variabili

moderate, sensibili al calore

Alte

Tendenza alle

     

malattie:

dolori

febbre, infiammazioni

congestione, edema

Tipo di disturbo:

nervoso

sangue, fegato

accumulo di muco, polmoni

Attività:

alta, irrequieto

moderato

bassa, si muove lentamente

Resistenza:

scarsa, si esaurisce facilmente

moderata, ma focalizzata

Alta

Sonno:

leggero, disturbato

variabile

pesante, eccessivo

Memoria:

veloce ma distratta

acuta, chiara

lenta, ma durevole

Parlata:

veloce, frequente

pungente, tagliente

lenta, melodiosa

Temperamento:

nervoso, mutevole

motivato

contento, conservatore

Emozioni Positive:

adattabilità

coraggio

Amore

Emozioni Negative:

paura

rabbia

attaccamento

Rapporto col

spende impulsivamente

spende moderatamente,

poco per volta, risparmia

denaro:

metodicamente

Interessi:

svago, danza, attività culturali

abiti, ornamenti, sport

Filosofia

Fiducia:

mutevole

forte, determinata

stabile, lenta a cambiare

Tessuti corporei

Dhatu e Ojas

La parola Dhatu viene dalla radice "dha" che significa base o fondamento, la definizione di Dhatu è "ciò che sostiene e nutre il corpo". I Dhatu sono il fondamento dei tessuti corporei. A differenza dei Dosha, i Dhatu sono visibili. Secondo i dettami ayurvedici, i Dhatu seguono una sequenza logica.Il Rasa Dhatu (Plama) è il primo ed è alla base della formazione sanguigna (Rakta Dhatu) che fluisce nei muscoli (Mamsa Dhatu). Questi sono seguiti dal Meda Dhatu (Tessuto adiposo), dall'Asthi Dhatu (Tessuto osseo), dal Majja Dhatu (Midollo Spinale) e dal Shukra Dhatu (Tessuto riproduttivo). "Siamo ciò che mangiamo"

I Dhatu si formano, attraverso il processo del metabolismo, da ciò che mangiamo. Dopo la digestione per opera del fuoco digestivo (jatharagni) il cibo si divide in due parti, una va a formare i mala, gli escreti (feci, urina, sudore ecc.), mentre l'altra parte costituita dalle sostanze nutrienti (ahara rasa) va a formare i sette dhatu. Secondo l'Ayurveda i tessuti corporei o Dhatu, si formano secondo una progressione ordinata e specifica e dipendono uno dall'altro nel senso che il tessuto che si forma prima è la base e contiene il nutrimento per quello successivo. Quando i Dosha agiscono in armonia, il metabolismo e la digestione funzionano anch'essi efficacemente e l'intero organismo sarà sano. Tuttavia , se uno qualsiasi dei Dosha presenta uno squilibrio, il processo sarà difettoso e la malattia si manifesterà in uno o più tessuti. Se il metabolismo è troppo veloce, si verrà a formare troppo poco tessuto. Invece quando è troppo lento si viene ad accumulare troppo tessuto. L'intero meccanismo opera come in un delicato strumento, se si forma una falla nel processo, l'intero meccanismo ne risentirà.

falla nel processo, l'intero meccanismo ne risentirà. Il Rasa Dhatu (Plama) è presente in forma liquida

Il Rasa Dhatu (Plama) è presente in forma liquida legato all'elemento acqua. E' il fluido che seguendo il processo digestivo contiene tutte le sostanze nutritive che saranno assorbite dall'intestino. L'Ayurveda lo considera molto importante perchè fornisce nutrimento a tutti gli altri Dhatu. Quando è elevato esso è promotore di una bella pelle, di vigore, di felicità, di buona memoria e di concentrazione.

vigore, di felicità, di buona memoria e di concentrazione. Il Rakta Dhatu (Sangue) è legato all'elemento

Il Rakta Dhatu (Sangue) è legato all'elemento fuoco. attraverso la circolazione del sangue, fornisce ossigeno ad ogni parte del corpo. Quando viene prodotta la giusta quantità di ossigeno, è presente una sensazione di vitalità, amore e fiducia. Quando l'intero corpo irraggia una buona salute, parti quali le labbra, la lingua i genitali, le orecchie, le mani e i piedi assumono un aspetto rosso e pieno. Se viene prodotta una quantità troppo bassa di Rakta Dhatu, il corpo assume un aspetto pallido, con pelle secca, con bassa pressione sanguigna e un ardente desiderio di alcuni tipo di cibo. Eccesso di Rakta Dhatu causa infiammazioni cutanee e dei vasi sanguigni, nonchè itterizia.

cutanee e dei vasi sanguigni, nonchè itterizia. Il Mamsa Dhatu (Muscolo) è legato all'elemento terra.

Il Mamsa Dhatu (Muscolo) è legato all'elemento terra. Genera il tessuto muscolare ed è responsabile della forza fisica del corpo. Quando ne viene prodotta la corretta quantità, il corpo è forte e in salute e si provano sentimenti di ottimismo e coraggio. se la quantità prodotta è insufficiente, ne risulterà una condizione di debolezza e di deperimento, si percepisce una mancanza di coordinamento e una sensazione di estrema stanchezza. l'eccessiva produzione di questo Dhatu può causare rigonfiamenti e tumori, obesità, irritabilità e aggressione e può causare fibrosi nelle

donne causa di aborti o sterilità.

Il Meda Dhatu (Tessuto adiposo) si lega agli elementi di acqua e terra. E' responsabile della lubrificazione dei muscoli, dei legamenti e delle giunture, La corretta quantità di questo tessuto permette ai muscoli e alle articolazioni di lavorare agevolmente ed efficientemente, e genera una sensazione di essere amati e considerati. Alcuni medici ayurvedici (vaidya) ritengono che la sensazione di non essere amati e considerati a sufficienza sia una potente causa dell'aumento di peso. Nel subcosciente, la persona in sovrappeso ritiene che gli strati di grasso compensino la sensazione di vuoto interiore, rendendo più difficoltosa in soggetti cronicamente obesi la perdita di grasso in eccesso.

soggetti cronicamente obesi la perdita di grasso in eccesso. L' Asthi Dhatu (Tessuto osseo e nervoso)
soggetti cronicamente obesi la perdita di grasso in eccesso. L' Asthi Dhatu (Tessuto osseo e nervoso)

L'Asthi Dhatu (Tessuto osseo e nervoso) è formato da aria e terra. Fornisce la struttura

di tutti gli altri tessuti corporei. Genera sensazione di sicurezza, stabilità e resistenza.

Squilibrio di produzione di Asthi Dhatu può causare dolori alle ossa, malattie dei denti, vari disturbi dei capelli e delle unghie, atrofia delle ossa. Si ritiene che l'energia Vata risiede nel tessuto osseo.

Il Majja Dhatu (Midollo spinale) è legato all'elemento acqua. La funzione principale del midollo osseo è quella di riempire gli spazi, quali l'interno delle ossa, con tessuti che producono cellule sanguigne. Fornisce inoltre un liquido essenziale per inumidire gli occhi, la pelle le defecazione. Quando la quantità di Majja prodotta è corretta, si ha una sensazione di appagamento.

prodotta è corretta, si ha una sensazione di appagamento. Il Shukra Dhatu (Tessuto riproduttivo), la funzione

Il Shukra Dhatu (Tessuto riproduttivo), la funzione principale di questo tessuto è la

creazione di nuova vita. Shukra significa "seme", per estensione moderna con questo termine si intende anche il tessuto riproduttivo femminile. Quando il Shukra Dhatu non viene prodotto efficacemente, possono verificarsi difficoltà di potenza e di eiaculazione, perdina di impulso sessuale, un indebolimento del sistema immunitario e dolori alla schiena. La produzione in eccesso di Shukra Dhatu può portare a iperattività sessuale, eccessiva escrezione, irascibilità e nell'uomo l'ingrossamento della prostata. Questo tessuto controlla anche l'efficacia del sistema immunitario del corpo che protegge contro le infezioni croniche. I medici ayurvedici che un'eccessiva attività sessuale conduce all'esaurimento e alla produzione di sperma di bassa qualità, causa del concepimento di un bambino debole.

bassa qualità, causa del concepimento di un bambino debole. L'Ojas Un prodotto secondario del Shukra Dhatu

L'Ojas Un prodotto secondario del Shukra Dhatu è una sostanza senza forma fisica, ma che spesso viene chiamato "l'ottavo tessuto del corpo". Ojas nella disciplina ayurvedica è considerato come energia vitale. Secondo testi molto antichi il cuore contiene otto gocce di Ojas. E' una sottile sostanza al confine tra la mente e il corpo che conserva la vita ed è strettamente legata all'immunità. La Filosofia Occidentale non possiede il concetto di Ojas. La malattia nasce da un calo di produzione di Ojas. Secondo il Charaka Samhita, Ojas diminuisce a causa di esercizio fisico eccessivo, di digiuno, perdita di sangue e seme, ansia, paura, sofferenza e lesioni. Un'eccessiva attività sessuale riduce Ojas in entrambi i sessi. La diminuzione di Ojas riduce l'immunità dell'organismo, rende impauriti emaciati, provoca disordini agli organi sensoriali e danneggia le capacità mentali.

Norme generali per riequilibrare i dosha

VATA

Un punto essenziale per l’equilibrio di vata è la regolarità. Vata spesso rischia di perdersi in mezzo a tanti stimoli al cambiamento. L’eccitazione eccessiva può portare i soggetti vata facilmente all’esaurimento, alla stanchezza ed al nervosismo.Vata è considerato il sovrano dei dosha, perciò dal mantenimento del suo equilibrio dipende la condizione di Pitta e Kapha. La vita sregolata fa male a tutte le costituzioni, però danneggia maggiormente i tipi Vata. Un riposo adeguato è fondamentale per risolvere i problemi di Vata. Dormire ogni notte è di estrema importanza, ma altrettanto consigliato è il rilassamento profondo della meditazione, che facilita l’integrazione corpo-mente. Essendo freddo, Vata trae giovamento dal calore, però bisogna fare attenzione al tasso di umidità dell’aria giacchè questo dosha è secco.Le correnti d’aria possono aggravare il dosha Vata. Il massaggio con olio, specie quello di sesamo, è parte della routine giornaliera indicata alle persone Vata, da farsi ogni mattina, così come un lungo bagno o una doccia calda, poiché il calore umido dà sollievo ai dolori di Vata. Le sostanza stimolanti come l’alcol,il caffè, il tè e la nicotina sono controindicate per chi soffre di squilibri di Vata. Alimentazione E’ molto importante nutrirsi con regolarità, poiché lo stomaco vuoto provoca una aggravamento di Vata. Anche se i tipi Vata hanno un appetito variabile è consigliabile sedersi a tavola almeno tre volte al giorno. Per stimolare l’appetito e favorire la digestione, lo zenzero fresco è indicato. Le bevande e i cibi caldi vanno preferiti a quelli freddi. Vata è freddo e secco e freddo e trae giovamento da una dieta che di solito viene associata all’inverno. I cibi considerati estivi come le insalate, le verdure e gli ortaggi crudi non sono quelli adatti. Se una persona ha dei leggeri sintomi di Vata sbilanciato (nervosismo, insonnia, preoccupazione)questi suggerimenti le saranno utili. I cibi ideali per Vata sono quelli che contengono il gusto dolce, il più lenitivo per il corpo: latte, burro, panna, cereali caldi e pane. Una ricca colazione è altrettanto utile per questi soggetti. Il cibo caldo e umido stabilizza Vata, perciò sono consigliati cereali cotti. In catodi mancanza d’appetito sono utili le spezie dolci come la cannella, il finocchio e il cardamomo. La frutta dolce fa bene a Vata e i frutti astringenti come le mele e le pere dovrebbero essere mangiati cotti. I cibi freddi e leggeri aumentano Vata e producono un senso di insoddisfazione. E’ meglio evitare l’acqua fredda o ghiacciata scegliendo piuttosto delle tisane. Le minestre sono da preferire alle insalate, la pasta è sempre molto lenitiva e anche il riso con lenticchie costituisce una buona indicazione per mantenere Vata bilanciato. L’idea di base è usare cibi caldi e moderatamente pesanti: burro, gusti acidi, dolci e salati e soprattutto gradevoli e soddisfacenti. PITTA Il segreto dell’equilibrio di Pitta è la moderazione. Essendo il più energico e aggressivo è facile che faccia sforzi eccessivi. I Pitta amano le sfide e a volte compromettono la propria salute nel cercare di raggiungere ostinatamente certi risultati. La vita è fatta di attività e riposo. I tipi Pitta molte volte ignorano questo secondo aspetto e tendono a portare lavoro a casa, ad essere sempre attaccati al telefonino, a non prendere il giusto tempo per ascoltare la quiete interiore. Anche per Pitta la meditazione porta beneficio poiché aiuta a ritrovare la calma e l’equilibrio che risiede nel più profondo di queste persone. La meditazione inoltre ci ricorda che il riposo è la fonte del dinamismo.

Apprezzare la bellezza della natura, il tramonto o la luna piena, fare passeggiate vicino a laghi, fiumi e cascate giova ai Pitta che necessitano di freschezza. Gli spettacoli o libri violenti o polemici aggravano Pitta che invece ha bisogno di passatempi allegri e costruttivi. Siccome le persone Pitta tendono a prendere troppo sul serio le cose, lasciarsi andare a delle risate porterebbe loro beneficio. L’alcol è sconsigliato perché fa aumentare a dismisura il fuoco di Pitta. Anche la caffeina in tè o caffè va evitata. Il freddo controbilancia la tendenza di Pitta all’iperattività. L’acqua troppo fredda però spegne il fuoco della digestione perciò sono più utili le bevande fresche, dolci e non troppo acide come il succo di mela o di uva. ALIMENTAZIONE Il trattamento lassativo è il modo migliore per ridurre l’eccesso di Pitta giacchè lo svuotamento degli intestini per un breve periodo raffredda il fuoco digestivo. Se l’appetito è esagerato si consiglia l’assunzione del gusto amaro: cicoria, radicchio, indivia o bere un po’ di acqua tonica prima dei pasti. Un Pitta ha esigenze molto diverse poiché oltre ad avere una digestione forte ed efficiente per natura è l’unico dosha caldo e perciò gradisce gli alimenti freddi. Nella sua dieta sono importanti i gusti amari e astringenti presenti nelle insalate e nei legumi. La funzione di questi due gusti è frenare l’appetito, asciugare l’eccessiva umidità e mantenere il palato sveglio e attento. In presenza di squilibri di Pitta di lieve entità, come bruciore di stomaco, sete eccessiva o irritabilità, sono da evitare sale, olio e spezie perché riscaldano il corpo. Pitta in eccesso provoca troppa acidità perciò si sconsigliano la panna fermentata e il formaggio, lo yogurt, i sottaceti, l’alcol, il caffè. Il tè alla menta o alla liquirizia calma Pitta e serve a contrastare l’impulsività tipica di questo dosha. I Pitta sono più adatti alla dieta vegetariana. La carne rossa riscalda ulteriormente il corpo e quindi sarebbe da evitare. Allo stesso modo i cibi fritti sono sconsigliati perché la loro natura è pesante, calda, unta e salata e le ultime tre qualità disturbano Pitta. Gli alimenti ricchi di amido come i vegetali, i cereali o i legumi soddisfano Pitta e hanno l’effetto di bloccare il suo eccessivo appetito. E‘ preferibile l’insalata fresca al posto della zuppa calda, cibo poco speziato e acqua non ghiacciata. Ridurre la quantità di sale presente nella dieta è una scelta sana per i soggetti Pitta. Come riassunto sono utili i gusti amari, dolci e astringenti, i cibi freddi o al limite caldi, mai bollenti, con poco burro e grassi aggiunti. KAPHA I soggetti kapha sono lenti e posati, forti e affidabili. La chiave per l’equilibrio è la stimolazione. Se sono sbilanciate tendono all’attaccamento eccessivo alle cose, alle persone, alla routine perciò hanno bisogno di nuove situazioni, nuove prospettive, nuove persone, stimoli vari o rischiano di diventare pigri e apatici. Tutte queste caratteristiche hanno a che fare con la lentezza della digestione di questi soggetti. Quando il cibo non è completamente digerito i residui tossici possono creare blocchi che sono all’origine della malattia. Gli individui Kapha sono più predisposti a questa disfunzione e pertanto devono fare in modo che il loro fuoco interiore fluisca sempre usando a tale scopo sia la dieta variata che l’esercizio fisico regolare. I Kapha sono lenti sia nel perdere l’equilibrio che nel trovarlo e impiegano più tempo degli altri per rendersi conto di uno sbilanciamento e di conseguenza ci vorrà più tempo per riportarlo all’equilibrio. Nei Kapha esiste una tendenza alla stagnazione che li può condurre alla depressione. Tendono ad essere possessivi, ad accumulare tutto ciò che incontrano sulla strada: amore, soldi, persone, posizione sociale, ecc. Imparare a lasciarsi andare ed usare la loro forza e concretezza come motore del cambiamento può rappresentare un grosso elemento di evoluzione nel loro percorso. La meditazione è uno strumento che permette a queste persone la scoperta della vivacità nascosta nella loro natura.

Kapha è di natura fredda, quindi trae giovamento dal caldo, soprattutto quello secco. Anche l’umidità va evitata. L e bevande calde sono consigliate però con moderazione poiché tale umore è già abbastanza umido. L’ayurveda consiglia uno speciale massaggio secco fatto con guanti di seta grezza che serve a stimolare la circolazione. Uno dei migliori modi per evitare l’accumulo di tossine e la stagnazione è il regolare esercizio fisico possibilmente ogni giorno. ALIMENTAZIONE

I soggetti Kapha hanno una soglia del dolore molto alta rispetto agli altri ed una eccellente

resistenza e quindi evitano di fermarsi a letto a meno che non si sentano veramente male. E’ importante per i tipi Kapha la riduzione del consumo di dolci. Alcuni dei tipici problemi legati allo squilibrio di questo umore, ad esempio il naso che cola, allergie, letargie, seni frontali bloccati, possono essere evitati se si ridurranno il latte, i gelati, i dessert, il pane e il burro. Il diabete, una grave malattia tipica dei Kapha, può essere favorita dalla troppa assunzione di dolci. Un’alternativa

allo zucchero è il miele grezzo che aiuta a eliminare l’eccesso di kapha.

I tipi Kapha devono fare attenzione ai cibi troppo ricchi e dolci che a lungo andare possono creare

scompensi. Il sale provoca ritenzione idrica e di conseguenza va anche limitato in questi soggetti. La scelta migliore per Kapha è la leggerezza in tutti i pasti sia per quanto riguarda la quantità, la qualità ma anche il modo di preparare i cibi. I gusti amari e astringenti sono consigliati per ridurre l’appetito e il piccante serve a favorire la digestione aumentando il calore del corpo. Se i piccoli disturbi di Kapha sono presenti: naso chiuso

o gocciolante, sonno eccessivo o difficoltà a cominciare la giornata, sarà utile preferire i cibi caldi a

quelli freddi e la cucina a secco è più adeguata di quella in umido. Prima dei pasti può essere di grande utilità l’uso di gusti piccanti o amari. Il gusto amaro risveglia le papille e non fa mangiare troppo. Allo stesso modo evitare i cibi acidi o salati. Un consiglio semplice è quello di aggiungere un pizzico di radice fresca di zenzero al cibo, oppure bere tè allo zenzero. E’ di fondamentale importanza che i gusti amaro e astringente siano sempre presenti nella dieta di Kapha. Il cumino, la curcuma e i semi di sesamo hanno entrambe le qualità. Per bilanciare Kapha si consiglia l’utilizzo del gusto piccante delle spezie, che è in grado di compensare l’umidità e il freddo tipici di questo dosha. Secondo l’ayurveda la colazione non è necessaria soprattutto per i Kapha. Se un Kapha non riesce a farne a meno l’ideale è che scelga cibi caldi e leggeri. Molti Kapha si sento no congestionati al mattino, in tal caso si può prendere del miele, acqua calda, succo di limone e zenzero. Eliminare i dolci, o almeno ridurli, procurerà un senso di leggerezza e maggiore energia. Evitare i prodotti caseari, il burro il gelato e i formaggi giacchè il loro effetto raffredda e congestiona l’intero sistema. Il latte scremato è preferibile a quello intero. Verdura, insalata e frutta fresca sono consigliate perché la loro fibra può tonificare il tratto intestinale. Il cibo fritto aggrava

Kapha. E’ meglio prendere acqua calda che fredda e insalata invece di minestra,eccezione fatta per l’inverno. Per concludere si può consigliare il piccante, l’amaro e l’astringente, i cibi stimolanti e

secchi cucinati senza eccessiva acqua, gli alimenti caldi e leggeri e quantità ridotte di olio, zucchero

e burro.

IN BREVE

Cibo e costituzioni

Vata:

aumentato o squilibrato dai sapori piccante, amaro e astringente di qualità leggero, secco o freddo. diminuito o equilibrato dai sapori dolce, acido e salato di qualità pesante, oleoso o caldo.

Pitta:

aumentato o squilibrato dai sapori piccante, acido e salato di qualità caldo, leggero o oleoso. diminuito o equilibrato dai sapori dolce, amaro e astringente di qualità freddo pesante o secco. Kapha:

aumentato o squilibrato dai sapori dolce, acido e salato di qualità pesante oleoso o freddo. diminuito o equilibrato dai sapori piccante, amaro e astringente di qualità leggero, secco o caldo.

Principi e regole alimentari generali basilari secondo l’Ayurveda

(Noi siamo ciò che mangiamo) L’Ayurveda approfondisce l’analisi del cibo attraverso la conoscenza dei cinque elementi fondamentali, dei sei gusti esistenti, dell’energia che si sprigiona nella catalizzazione dei cibi in questione, della sua azione su corpo, mente, spirito e per finire della sua azione farmacologica ove ce ne fosse. Il cibo che nutre il corpo, secondo gli antichi testi è derivato dagli stessi 5 elementi di cui il corpo è composto, Panchamahabhuta(grandi elementi allo stato macrocosmico):

Etere, Aria, Fuoco, Acqua e Terra. Questi cinque elementi di base nel cibo li troviamo in cinque principali categorie di cibi, per esempio:

1.

nel riso e nel grano predomina l’elemento terra

2.

nel latte e nei succhi di frutta predomina l’elemento acqua

3.

nelle spezie che stimolano vari enzimi predomina l’elemento fuoco

4.

nei germogli predomina l’elemento aria

5.

il riso soffiato contiene etere

Essi sono digeriti nel corpo dagli enzimi e dopo l’assimilazione vengono trasportati e trasformati,

nei tessuti di costituzione corporea (Dhatu). Per fare, comunque, un esempio semplice sul pensiero ayurvedico applicato direttamente, potremmo dire che: quando il potere digestivo è debole si devono usare le spezie che sono ricche dell’elemento Fuoco, oppure quando la persona soffre di edema, si deve evitare il sale perché l’elemento predominante è l’Acqua, oppure se la persona ha sensazioni di bruciori, deve assumere uva o melone che hanno un effetto calmante rinfrescante dovuto all’elemento Acqua.

A buon proposito viene offerto qui sotto un semplice decalogo di consigli:

- Il cibo dopo che è stato assunto, viene digerito e assimilato nel corpo, e ciò fa aumentare la qualità degli elementi. Per esempio ad una persona sottopeso si somministrano alimenti a base di grano, riso, ghee, ecc. , cibi in cui predominano gli elementi Terra e Acqua, proprietà che fanno aumentare gradualmente il peso.

- Al contrario le sostanze con proprietà opposte, diminuiscono gli elementi di crescita e aiutano a mantenere uno stato di equilibrio.

- Noi siamo ciò che mangiamo! L’alimentazione influenza in modo positivo o negativo la nostra

salute. L’assimilazione delle sostanze dipende dalla capacità del nostro sistema digerente: spesso una cattiva alimentazione lo danneggia.

- Per il buon funzionamento del corpo, della mente e dell’anima, bisogna curare l’alimentazione,

che deve essere equilibrata sia quantitativamente, sia qualitativamente, e nello stesso tempo adatta a ciascun individuo secondo le sue abitudini.

- Contemporaneamente si deve curare la corretta combinazione degli alimenti e la loro

preparazione.

- Il cibo deve essere consumato con calma e in modo regolare.

- Durante ogni pasto bisogna assumere cibo in piccole quantità, cercando di ripartire lo spazio nello

stomaco in questo modo :

½ dello spazio in cibo solido

¼ di liquidi

¼ lasciarlo vuoto.

- La prima fase digestiva avviene nella bocca e nello stomaco, dove il cibo è umidificato. Questa è denominata dal gusto “dolce” che stimola le secrezioni di Kapha, come la saliva, il muco, ecc.

questa fase aumenta Kapha e riduce Vata e Pitta. Pertanto subito dopo mangiato è utile riposarsi e rilassarsi (ma non dormire).

- La seconda fase digestiva avviene nello stomaco e nel piccolo intestino, dove il prodotto della prima digestione viene riscaldato. Questa fase è dominata dal gusto “aspro” che stimola le

secrezioni di Pitta dello stomaco come i succhi gastrici e la bile, e fa aumentare Pitta e Kapha, riducendo Vata.

- A questo punto è avvenuta l’assimilazione del cibo. La terza fase digestiva avviene nel colon,

dove il prodotto ultimo viene asciugato. Questa fase è dominata dal gusto “pungente”, che stimola

la produzione di Vata come gas producendo secchezza. Si ha un aumento di Vata e una riduzione di Kapha.

Il

legame immediato tra le qualità del cibo e il loro impatto sulla salute non è sempre ovvio, in parte

a

causa delle complesse diete occidentali e degli effetti del processo digestivo sul cibo.

Il

Charaka Samhita, antica raccolta di ricerche e trattati medici indiani, elenca otto fattori specifici

dei quali dovreste tener conto nel determinare la dieta a voi più adatta. Valutare la vostra dieta in rapporto a tali fattori, poiché ognuno di essi aiuterà a decidere se il regime alimentare prescelto è

giusto nelle attuali circostanze oppure indicherà i punti da modificare. Gli otto fattori elencati dal Charaka Samhita sono:

1. le qualità in natura dei cibi

2. modo in cui possono essere alterate le qualità naturali dei cibi (es. : il tipo di cottura o di condimento prescelti)

3. gli effetti della combinazione dei cibi dell’intero pasto

(es. : apporti sbilanciati, eccessi, cibi non compatibili che possono rallentare o

danneggiare il processo digestivo

per diverso tempo)

4. la quantità di cibo ingerita (naturalmente importante)

5. il luogo (i luoghi) e il clima dove il cibo è stato coltivato, preparato e mangiato

6. gli effetti delle stagioni e dell’ora del giorno (anch’essi da rispettare)

7. l’orientamento generale sulle abitudini alimentari (riferimento oggettivo)

8. le differenze individuali nel consumo del cibo (soggettivo).

MASSAGGIO ABYANGAM

Sequenza di trattamento

Parte anteriore Arti inferiori Il massaggio inizia dalla pianta del piede, applicare l’olio e frizionare tutta la pianta. Lavorare lungo le linee metatarsali dal tallone verso le dita. Separare le dita e lavorare al centro. Frizionare la parte superiore del piede e lavorare le linee metatarsali superiori. Applicare una manovra a rastrello (di pulizia) dalla caviglia verso le dita del piede. Piegare il ginocchio e massaggiare dal basso verso l’alto la zona tibiale e il polpaccio. Frizionare con movimenti circolari il ginocchio e i collaterali, ruotando e frizionando. Applicare delle manovre ad anello dalla caviglia al ginocchio e delle manovre a rastrello dal ginocchio al piede. Picchiettare il polpaccio con le dita. Accarezzamento. Frizionare la parte superiore della gamba, con le mani affiancate massaggiamo la parte anteriore della coscia dal ginocchio all’inguine. Ripetere sulla parte posteriore. Scuotere i muscoli, piegare la gamba verso l’interno e lavorare il gluteo e l’anca. Infraruotare l’arto flesso e massaggiare la parte interna della coscia dal ginocchio all’inguine frizionando. Effettuare delle manovre a semicerchio sulla coscia, dall’esterno verso l’interno. Distendere l’arto e ripetere una frizione ascendente. Effettuare delle manovre ad anello dal basso verso l’alto distendendo il ginocchio. Effettuare delle percussioni e delle vibrazioni su tutta la gamba e chiudere con uno sfioramento delicato verso i piedi. Ripetere sull’altra gamba. Arti superiori Applicare l’olio e frizionare dal polso al cavo ascellare su tutti i lati. Massaggiare il palmo tirando verso le dita su tutte le linee metatarsali. Lavorare le dita stirandole. Applicare un massaggio a rastrello di pulizia, applicando dei semicerchi verso il basso. Applicare manovre ad anello e fare degli scuotimenti e battiture. Chiudere con uno sfioramento delicato. Addome (Meglio praticare il massaggio con le gambe piegate). Applicare l’olio iniziando dalla parte destra e seguendo la linea del colon, si termina nella parte sinistra. Ripetere varie volte. Massaggiare l’addome con movimenti circolari di entrambe le mani. Mettere dell’olio nell’ombelico e massaggiare ruotando. Effettuare delle manovre a spirale in senso orario dall’ombelico fini a ricoprire l’intera zona dell’addome. Massaggiare le zone laterali dell’addome, il diaframma, le prime coste e le creste iliache. Terminare tambureggiando. Torace Massaggiare ogni costola dal basso all’alto e viceversa, massaggiare le clavicole verso le spalle e lavorare il plesso solare. Piegando il braccio all’indietro lavorare l’ascella (gran dorsale e pettorale). Viso-collo Effettuare movimenti circolari sulle guance col palmo delle mani, frizionare il sottomento.

Frizionare la parte anteriore del collo, gli sternocleido e la parte posteriore dal basso verso l’alto, sollevare la testa e lavorare in profondità i muscoli paravertebrali. Lavorare la zona del mento, le labbra, il naso e la fronte. Fare dei passaggi con le mani aperte sulla fronte verso le orecchie. Inserire le dita nelle orecchie e massaggiare in modo circolare, massaggiare l’intero padiglione auricolare. Ruotare la testa di lato e frizionare su due linee, verso la spalla e verso il torace. Ripetere dall’altra parte. Massaggiare l’orbita oculare, le ciglia,le palpebre e gli zigomi. Effettuare delle rotazioni intorno agli occhi, chiudere gli occhi con le mani e rimanere in ascolto.

Laterale Lavorare frizionando a 8 gluteo, pancia e zona laterale del torace. Lavorare le coste, alzare il braccio e frizionare di lato, impastare il gluteo e scuotere con una mano, l’altra poggia sulla cresta iliaca anteriore. Fare delle battiture e ripetere dall’altra parte.

Parte posteriore Arti inferiori Frizionare ancora gamba, il polpaccio e la coscia verso il gluteo. Effettuare dei passaggi con il pollice su tutto il percorso del nervo sciatico, piegare la gamba e lavorare la zona tibiale. Estendere al gamba, fare manovre ad anello e una pulizia a rastrello. Vibrazione, battiture e chiudere con un tocco delicato. Schiena Lavorare la schiena con manovre delle mani alternate, dal basso verso l’alto e dall’interno all’esterno. Partendo dal coccige con i pollici affiancati, risaliamo verso l’occipite ai lati della colonna e massaggiare le vertebre con i pollici incrociati e con le mani di taglio. Effettuare delle vibrazioni ai lati della colonna. Effettuare una frizione sulla colonna dal sacro all’occipite, massaggiare la zona sacrale con movimenti circolari, massaggiare i glutei, lavorare ogni costola. Sciogliere e impastare i muscoli delle spalle. Effettuare dei movimenti di apertura dal centro della colonna verso i lati e dal basso verso l’alto. Portare il braccio dietro la schiena e massaggiare la scapola. Lavorare i lati del torace partendo da una spalla con una mano che scende verso la zona lombare e l’altra che sale verso il collo. Effettuare delle manovre di scollamento su tutta la schiena. Effettuare una manovra ad anello a mani alternate su tutta la schiena, una manovra di pulizia con le mani ad anello verso il basso. Battiture e chiudere con uno sfioramento delicato.

Seduti Olio sulla testa, frizionare con il palmo della mano l’intera testa, frizionare ed impastare i capelli con entrambe la mani, tirare i capelli verso l’alto. Lavorare il corpo eterico muovendo le mani velocemente sopra la testa. Chiudere con un accarezzamento.