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fondamenti di medicina

AYURVEDICA
trattamenti
diagnosi e
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mediterranee
Vaidya Bhagwan Dash

Fondamenti
di medicina q)urvedica
Diagnosi e trattamenti

Edizione riveduta e ampliata

Traduzione di Bruno Romano

@
EDIZIA\I
IVIFDIIWRAII,Iffi

I
Indice

Pag.

kesentazione di Bruno Romano 12

kefazione all'edizione riveduta e ampliata 15

hefazione alla prima edizione t7

Introduzione 22
Definizione di Ayurveda, 23 - Svasthyao buona salute,24 - Scopo prin-
cipale dell'esistenza umana, 24 - Scopo dell'Ayurveda,25 - Le otto
branche dell'Ayurveda, 25

1. Caratteristiche uniche dell'Ayurveda 27


Enfasi sulla salute e sulla prevenzione delle malattie,2T - Concetto
olistico di salute, 27 - Concetto psicosomatico di salute, 28, Credenza
rrcl korma e nella vita dopo la morte, 28 - Relazione tra microcosmo e
macrocosmo, 29 - Cura del paziente e non solo della malattia, 29 -llter-
reno è più importante del seme, 30 - Promozione del sistema immuni-
tario, 30 -Utilizzo di prodotti naturali, 31 - Semplicità dei metodi di dia-
gnosi e cura, 3 I - La natura atossica delle terapie, 32 - Effetti benefici
senza effetti collaterali tossici, 32 - Importanza di una dieta appropriata,
33 - Approccio universale, 33

ICINE I) Z L:Ayurveda nella storia 35


lhi,India Origini mitologiche dell'Ayurveda, 35- L Ayurveda nell'era vedica, 35
- L Ayurveda nel periodo della civiltà della Valle dell'Indo, 36 - UAyur-
Flaminia,
veda nel periodo post-vedico, 37 - L Ayurveda durante la prima parte
il Roma. del periodo medievale, 37 - Aneddoti su Jivaka, 38 - La storia di
7

Bhoja, 39 - Arresto del progresso nel periodo medievale, 40 - Rina- 1.1. tr sonn(
scita dell'Ayurveda, 40
l-1- I soeni
3. Creazione dell'universo 41,
Coscienza negli oggetti senzienti e insenzienti, 42
11- Pancha
4. Il concetto dipancha-mahabhuta 44

5. Il concetto di tri^dosha 46
Condizioni dei dosha nelle diverse stagioni,4T - Fattori responsabili del-
1'alterazione dei dosha,47 - Segni e sintomi dell'aggravamento dei
dosha,50 - Cura dei disturbi causati dall'aggravamento dei dosha,50 -
Terapie di eliminazione per la correzione dei dosha aggravati, 50 -
Malattie causate dai dosha,5l - Malattie causate da vayu,5l - Malauie
causate da pitta,53 - Malattie causate dakapha,54

6. Il concetto di dathu 55
Malattie dovute all'aggravamento dei diversi dathu,56

7. Il concetto di mala 58

8. Srota: i canali di circolazione 59


Cause che viziano gli srota,60 - Luoghi di origine degli srora e sin-
tomi che si verificano quando questi sono viziati, 6l - Metodo di trat-
tamento,63

9. Digestione e metabolismo 64
J atharagni, 66 - Mahabhutagni, 66 - Dhatvagni, 66

10. Prakritf o costituzione fisica 69


Vata-p rakriti, 7 0, P itta-prakriti, 7 0 - Kapha-p rakriti, 7 0 - Fattori re-
sponsabili per la determinazione della Prakriti,Tl - 1. Casta,Tl - 2.
Trattifamiliari,T2 - 3. Località,l2 - 4. Tempo,1z - 5. Età,72 - 6. Aspetti
caratteristici dell'individuo,72 - Caratteristiche di un individuo con
vata-prakriti, 75 - Caratteristiche di un individlo conpitta-prakriti,76
- Caratteristiche di un individuo con kapha-prakriti,74 - Trattamento di
una persona con vata-prakriti,75 - Cura di una persona con pitta-pra-
krili,76 - Cura di una persona con kapha-prakriti,76

11. il concetto di mente 78


Sinonimi e loro implicazioni, 78 - Mente e manos,79 - Sviluppo del
concetto, T9 -Tre diversi punti di vista,79 - Esseri senzienti e insen-
zienti, 80 - Antah-karana o mezzi di percezione interna, 8l - Localiz-
zazione,82 - Dimensioni e numero, 82 - Funzioni, 82 - Diversi livelli
mentali, 82 - Classificazione delle facoltà mentali (manasa-prakriti), 83
- I quattro stati della mente, 86

6
l:. n sonno 88

1.3. I sogni 89
4t
11. Pancha-kosha: i cinque involucri 9l
44
15. Descrizioni anatomiche 93
.:-':r.:'' o parti del corpo,93 - Pr«tyangas o parti sussidiarie del corpo,
46 .-ì - Organi motori e sensori, 94 - Orifizi principali, 94 - Pelle, 94 - Ossa,
:-: - Giunture, 94 - Muscoli (mamsa-pesis), 95 - Legamenti (snayLrs) e
:::.:ini (kandoras),95 - Vene (sirrz) e artei,e (dlumani),9S - Plessi (7ala),
,-< - \ervi Qrudi),95 - Viscere (asaya),96 - Kostln,96 - Kala,96 - Punti
..'.'."'.:
'nrunrrct),96 - Misurazioni dei tessuti e delle parti del corpo,97

16. Concetti relativi alla composizione dei rimedi e del loro


55 meccanismo d'azione 98
l:::rminazione della composizione mahabhutica di un rimedio sulla
:'.e ,lelle sue proprietà,99 - Classificazione dei rimedi, 99 - Rasao
ì::..ì:.. 100 - Sapori e tlosha, 100 - Gwm o attributi, 101 - Virya o po-
58
:=:.:.. 101 - l/ipaka o sapore post-digestivo, 102 - Prabhavq o azione
-.:.:-':llca. 102
59
1-. La medicina preventiva 1,04
- .,'.-:-'ii.it-t'u'. il regime diumo, 104 - Pulizia del viso, 104 - Protezione

-:....:;,2 clei denti,105 - Raschiamento della lingua,106 - Uso di gocce


64 ::.-:. j. 106 - Uso di sostanze rittfrescanti per la bocca, 106 - Garga-
-. ''::. 107 - Applicazione di olio sulla testa, 107 - Applicazione di gocce
: . . , ttel ttuso e trclle orecchie, 101 - Massaggio cott l'olio, 101 - Eser-
69 -.:. . 10E - ll bagno, 108 - Vestiti,109 - Uso di profumi e glirlande di
-. '.. 109 - Uso tli onrumenti e gemme, 109 - Cur« di capelli e wtghie,
- .: - L'sc,t rli c'ulzature e turbanti, 109 - Il cibo, 109 - Uso del collirio,
-'-- - I!.futtto. 110 - Regole getterali di comportamento, lll - Lo
:..-::.,. l12 - Cotdotta generale, 112 - Anicizie adotte, 113 - Persone
". '. ,ìLiLttte per I'anicizia, lL3 - Ratricarya: comportamento notturno,
'-'-: - I! sonno, ll4 - Ilsesso, 116 - Rtucan,a: comportamento nelle di-
. ::s: stagioni, I 17 - I due solstizi, 117 - Effetti di adanakala stil corpo,

-'-! - Ettetti r/i visarga kala sal corpo, ll8 - Dieta e regime in invento,
'-.->
- Dieta e regine in primaver«, ll9 - Dieta e regitrte itt estate,l19
t8 - -l'...'.: e reginte ttella stagione delle piogge,l20 - Dieta e regime in ou-
j.- :r:ii di defecare,122 - 3. Bisogno di rapporto sessuale, l22 - 4.
i., flati,122 - 5. Bisogno cli vonitare,123 - 6. Bisogno
. --,:., di espellere
-. .:.:-'::trire. 122 - 7. Bisogrto cli nrtture, 123 - 8. Bisogtto di sbadigliare,
--: - t. Sritnolo dellafante, 123 - 10. Stimolo della sete, 123 - 11. Sti-
- .. -;:i /rr lucrinta.iotte, l23 - 12. Bisogno di dornire, 123 - 13. Bi-

7
sogno di respirare, 124 - Stimoli che si possono sopprimere, 124 - Te-
rapia di ringiovanimento, 124 - Scopo dellarasayana, 125 - Durata della
vita, 125 - Tempo di somministrazione,126 - Persone adatte al rasayana,
127 - M et odo di s omminist razione, 127 - P rodott i rasay ana, 127 - Il Cy a-
vana-prasa,128

L8. L'esame del paziente 129


l. Esame del polso, 129 - Metodo di esame del polso descritto nel testo
di Jivaka, 130 - 2. Esame dell'urina, 134 - 3. Esame delle feci, 134 - 4.
Esame della lingua, 135 - 5. Esame della voce, 135 - 6. Esame della pelle
al tatto, 135 -7. Esame degli occhi, 135 - 8. Esame delle caratteristiche
fisiche generali, 136 - Esame dell'età del paziente, 136 - Esame della
forza del paziente,l3T - Esame del sattva, 139 - Esame degli aspetti sa-
lutari,139

19. L'esame della malattia t42


Nidana o fattori causali, 142 - Purvarupa o sintomi premonitori, 143 -
Rupa o segni e sintomi manifesti, 144 - Upasaya o terapie esplorative,
144 - Samprapri o patogenesi, 145 - Diversi tipi di samprapti, 146

20. Eziologia e patogenesi delle malattie r47


I.La blasfemia intellettuale (Prajnaparadha), 147 - 2. Contatto non sa-
lutare degli organi di senso con i loro oggetti (Asatmyendriyartha-
samyoga), 148 - 3. Variazioni meteorologiche e temporali (Kala-pari-
nama), 148 - Tre tipi di malattie del corpo, 149 - Malanie del sistema
periferico, 149 - Malattie del sistema mediano, 149 - Malattie del si-
stema centrale, 149 - Luogo di origine della malattia, 150 - Modalità
di diffusione della malattia, 150 - Luogo di manifestazione della ma-
lania, 151 - Kriya-kala (fasi di sviluppo della malattia), 151

21. Laclassificazione delle malattie r54


1. Malattie Adhyatmika, 154 - 2. Malattie Adhibhautika, 155 - 3. Ma-
lattie A d hi d aiv i ka, I 5 5 - C las si fi c azi one s eco ndo la lo calizzazione,
156 - Classificazione secondo le modalità di trasmissione, 156 - Clas-
sificazione secondo la prognosi, 157 - Classificazione secondo il
luogo di origine, 157 - Classificazione secondo le azioni compiute nella
vita presente o passata, 157 - Classificazione secondo la natura delle ma-
lattie, 157

22. Le diverse varietà di malattie 158

23. Le terapie r62


Differenti tipi di terapia, 163 - Langhana: terapia di alleggerimento,164
- Brmhana.' terapia di nutrimento, 165 - Ruksana.' terapia di asciuga-
mento,165 - Snehana: terapia di oliazione,166 - Svedana: terapia di
fomentazione,166 - Stambhana.' terapia astringente, 167
:-1. Pancha-karmaz le cinque terapie specialistiche 168
Terapie preparatorie, 169 - Vamana-karma (terapia con emetici), 170 -
lirecana-karma (terapia con purghe), 17 I - Niruha e Anuvasana basti
(due tipi di clistere medicato), 172 - Nasya-karma (terapia di inalazione),
173 - Rakta-moksana (terapia con salassi), 174

l,a dieta 176


Quattro modi di alimentarsi, 177 - Assorbimento e assimilazione del ci-
b- 177 - Fattori determinanti I'utilità del cibo, 177 - Regole dieteti-
che. 178 - Anu-pana o bevande coadiuvanti post prandiali, 180 - Bere
rcqua. 180 - Effetto ringiovanente dell'acqua, 180 - Classificazione degli
in_uedienti del cibo e delle bevande, 18l - /. Sukadhanya(grano con ji-
l^anenti), l8l - 2. Samidhanya (legumi),181 - .r. Mamsa (carne),182 -
{. Sakavarga ( dive rsi tipi di ve ge tali), 186 - 5. Phalavarg a ( diversi tipi
di frutti), 187 - 6. Haritavarga (vegetali da usare crudi), 187 - 7. },4a-
dh1'avarga (bevande alcoliche),188 - 8. Halavarga (tipologie diverse
di acquo), 188 - 9. Gorasavarga (derivati del lane),188 - /0. Iksuvar-
ga prodotti della canna da zucchero), 188 - 11. Krtanna (preparazioni
Cimentari), 188 - 12. Aharayoginvarga(alimenti complementari), 188

I rimedi 189
Proprietà dei rimedi dell' Ayurveda, I 89 - Azione del sapore dolc e, 189
- -tione del sapore aspro, 190 - Azione del sapore salato,lg} - Azione
ùl sapore piccante, l9l - Azione del sapore amaro, l9l - Azione del
:"i?ore astringente, l9l - Classificazione dei prodotti ayurvedici, 192 -
l. Prodotti studiati scientfficamente,l92 - 2. Prodoui atossici più noti,
191 - 3. Prodotti efficaci ma tossici, 192 - 4. Prodoui di uso poco fre-
ttente,193 - 5. Prodoui che sono stati tramandati e brevettati,193 -
Preparazione dei composti, 193 - l. Azione sinergica, 193 - 2. Azione
;qnbinata, 193 - 3. Neutraliaazione della tossicità, 194 - 4. Azione spe-
i-ica.l94 - Nomi dei farmaci, 194 - l. Denominazione dellaformula,
191 - 2. Inventore, 194 - 3. Proprietà terapeutica, 194 - 4. Prtmo in-
zrcdiente dellaformula, 195 - 5. Quantità del prodotto, 195 - 6. Parte
riclla pianta,l95 - Processi farmaceutici, 195 - Sodhana o purificazione,
19-i - I rimedi, le diete e i regimi di vita
migliori, 196 - I rimedi mi-
'liori per alcuni disturbi, 199 - Azione delle piante, 201 - Vamana
Dravva, 201 - Virecana Dravya,201 - Sangrahi Dravya,202 -
tsrmhana Dravya, 202 -BalyaDravya, 202 - Samana Dravya, 202 - Anu-
isoana Dravya, 202 - Sramsana Dravya, 202 - BhedanaDravya,2l3 -
tfirna Dralya 203 - Pacana Dravya,2l3 - Chedana Dravya,2l3 - Grahi
Drarl'a. 203 - Stambhana Dravya, 203 - Rasayana Dravya, 204 - Yajt-
iaz Dravya, 2M - Suksma Dravya, 204 -Yyavayi Dravya, 204 - Vikasi
Dren'a- 2G4 - Madakari Dravya, 204 - Pramathi Dravya, 205 - Yoga-
r--hi Drar')'a, 205 - Abhisyandi Dravya, 205

9
27. Metodi di preparazione dei rimedi dell'Ayurveda 206
l. Succo (svarasa),206-2. Polvere (curna),207 -3. Decotto (kvatha),
207 - 4.Pasta (kalka),207 - 5. Infusione (phanta),207 - 6. Infusione
fredda (sira kasaya),208 - 7 . Preparazione a base di latte (ksira paka),
208 - 8. Sciroppo o conserva (avaleha, lehya, paka, prasa o khanda),
208 - 9. Olio medicato e ghee (taila e ghrta),208 - 10. Preparazioni al-
coliche (asava e arista),209 - ll. Pillole o pasticche di grosse dimen-
sioni (gutika, vati e modaka),210 - 12. Preparazioni a scaglie Qtar-
pati),210 - 13. Rimedi preparati per sublimazione (kupipakva rasayana),
2lO - 14. Pisti,2ll - 15. Collirio (anjana),211 - 16. Polvere calcinata
di metalli, minerali, gemme ecc. (bhasma),211

28. La pianta Terminalin chebula nell'Ayurveda e nella


letteratura medica tibetana 213
Storie mitologiche,2l4 - Sinonimi, 214 -Ya-rietìt, 215 - Identificazione
dei vari tipi,216 - Habitat, 217 - Caratteristiche botaniche, 217 - Para-
goni,2l7 - Rasa,virya,vipakae guna,2l8 - Attributi terapeutici,2l9
- Note e riferimenti, 219 ,i,J- -

29. L'aglio negli antichi testi indiani 222


Origine mitologica del lasuna,223 -Yaietà,224 - Sinonimi,224 - Rasa Er
o sapore della pianta, 225 - Attributi e azione farmacologica,226 -
Uso terapeutico,22S - Coadiuvante in diverse malattie, 230 - Rasona
kalpa,230 - Persone adatte alla somministrazione del Rasona kalpa,
231 - Persone non adatte al Rasona kalpa, 231 - Stagione appropriata,
231 - Raccolta dell'aglio, 232 -Trattamento,232 - Dosaggio, 233 -Pre-
parazione del paziente, 233 - Metodo di somministrazione dell'aglio,
233 - Complicazioni e loro gestione,234 - Anupana,234 - Dopo la cura,
234 - Durata della terapia, 234 - Pathya o dieta adatta, 235 - Cibo e re-
gimi insalubri,235 - Complicazioni causate da regimi non salutari,
235 - Trattamento delle complicazioni,236 - Dopo la cura, 236 - For-
mulazione dei composti, 236 - Note e riferimenti, 238

30. La cannabis negli antichi testi medici 239


Cenni sulla letteratura in merito, 239 - Sinonimi,240 - Mitologia sul-
1'origine della cannabis, 241 - Descrizione morfologica nei testi antichi,
241 - Sesso della pianta, 241 - Consumatori autorizzati,24l - Processi
farmaceutici, 242 - Formule,242 - Indicazioni terapeutiche, 243 - Tos-
sicità,244 - Cura degli effetti tossici, 244 - Vjaya-Kalpa opreparazione
speciale di cannabis per il ringiovanimento, 244 - Coltivazione,244 -
Trattamento, 245 - Somministrazione della terapia, 246 - Discussione,
246 - Note enfeimenti,24T

31. Morte ed epidemie 253


Morte al momento opportuno o prematura, 253 - Segni premonitori di
morte, 253 - Processo di morte, 254 - Epidemie Qanapadodhvamsa),
254

10
t6 IL h studio e Ia pratica 256
Selezione dei testi medici, 256 - Selezione di un insegnante medico, 257
- Selezione di uno studente di medicina, 257 - Iniziazione allo studio,
58 - Qualità del buon medico, 259 - Caratteristiche degli pseudo-me-
dici e dei simulatori, 261

3& Altri sistemi tradizionali di medicina 262


II sistema di medicina UnaniTibb,262 - I principifondamentali del si-
scna di medicina Unani, 263 - Arkan (elementi),263 -Mizaj (tempe-
rorvnto),264 - ltkùlat (umort),264 -ll sistema di medicina Siddha,264
- llitologia sull'origine del sistema Siddha, 264 - Divulgatori del si-
sema di medicina Siddha, 265 - Principifondamentali,zis - Classifi-
cqione dei rimedi, 266 - Diagnosi delle malattie,266 - Kalpa Cikitsa,
267 - Emchi o sistema di medicina tibetana, 267 - Classificazione
&lla conoscenza,26T - Relazioni indo+ibetane,268 - Praknika Cikitsa
r\aturopatia), 269 - S c enario s to rico, 269 - P rinc ipi fondamentali,
É9 - Pratica della Naturopatia,2T0 - Yoga, 270 - Principifondamen-
bli-271 - Cinque livellimentali,2Tl - Ashtanga-Yoga,272 - lsei chakra,
Tl - Significato del termine "Yoga" ,27 5 - Tantra,276

H[ce analitico 277

11
gron al
Presentazione di Bruno Romano coloro
corso c
Set
mine ir
propric
I'arco c
applica
Que
e filoso
Nonèr
compre
dologie
Que
loro chr
I libri hanno una vita propria, indipendente dalla volontà del loro autore, da
perché i
quella dell'editore o del traduttore. Che vi piaccia o no, la versione italiana di questo
testo è I'unica possibile, perché è quella che mi è stata concessa di fare.
Adi
contrari
Coloro che amano I'Ayurveda e la filosofia Hindu, sanno che tutta la materia,
salute. I
senziente o insenziente, possiede un'anima che, quando si verificano le circostanze
opportune, diviene in grado di esprimersi.
LAI
care la s
Per una ragione sconosciuta, questo libro ha scelto me come traduttore e mi ha
La "Scit
inseguito nell'arco di molti anni, nonostante la mia reticenza a questo lavoro. Come
staziont
tutte le cose che hanno un'anima, questo scritto è stato in grado di generare senti-
rende sc
menti ed emozioni che mi hanno accompagnato nel tempo, fino a divenire il più
infallibi
costante compagno di viaggio dei miei studi di Ayurveda.
e solo s
Senza alcun dubbio, il rapporto confidenziale con I'autore, vaidya Bhagwan
§GtiG
Dash, mi ha facilitato nella stesura italiana del testo, alle volte non facile. A la-
voro finito, sono fiero di presentare al pubblico italiano quello che ritengo il più bel
libro sui principi della scienza dell'Ayurveda.
Oggi, a distanza di tanto tempo dalla prima volta in cui questo libro mi fu dato,
voglio scusarmi con l'autore per la caparbietà con la quale ne ho rimandato la tra-
duzione, causando un ritardo di anni della sua pubblicazione. Lo ingrazio inoltre
per la pazienza,la fiducia e l'amicizia che non mi ha fatto mai mancare.
Un altro ringraziamento va a tutti coloro che hanno gioito e sofferto con me nella
traduzione e nella revisione del testo.
Questo, per quanto concerne il mio rapporto soggettivo con il libro. Auguro a
tutti voi lettori di averne uno altrettanto intenso, man mano che vi addentrerete nella
lettura.
Per quanto riguarda invece il piano oggettivo dell'opera, questo è un testo fon-
damentale per tutti coloro che si avvicinano o vogliono approfondire lo studio
dell'Ayurveda. Uintenzione dell'autore infatti non è stata quella di esprimere un
proprio punto di vista, ma bensì di riunire insieme i principi salienti di tutti i mag-

t2
ti ùfri classici. Sotto questo aspetto, il testo è un'opera insostituibile per tutti
bo che affrontano o perfezionano lo studio di questa scienza, senza fare ri-
m dreno alla versione originale in sanscrito dei classici.
Sc si
-euarda
sull'enciclopedia alla voce "scienza" troviamo che questo ter-
idica "un tipo di conoscenza che contiene in sé il metodo di verifica delle
- cdanciazioni
4tb [...] i significati del termine variano profondamente lungo
rud,la stoia del pensiero umano e secondo I'oggetto al quale la scienzaviene
lfua'-
Qeso significa che ogni scienza è valida e veritiera secondo i principi logici
hofici che ne sono alla base e che ne determinano la metodologia di verifica.
r è ùmque possibile apprezzare o confutare una scienza, senza prima averne
+cso i presupposti filosofici, pensando di poter applicare parametri e meto-
hliÈ di indagine basati su schemi diversi.
Qr'<{o enunciato così semplice, deve essere tenuto bene a mente da tutti co-
autore, da D.ì. ritengono di poter fondere insieme Ayurveda e medicina moderna, solo
a di questo È in ambedue i casi si tratta di una scienza che studia le malattie.
A&e il vero, 1'Ayurveda, che letteralmente significa "Scienza della Vita", al
a materia,
Eio della medicina moderna, non si occupa della malattia, ma dello stato di
visione è dunque opposta a quella della medicina del giorno d'oggi.
ircostanze
da, in quanto rivelazione divina, non avverte il bisogno di giustifi-
istenza attraverso la sperimentazione sull'efficacia dei propri prodotti.
reemiha
della Vita" trae la sua forza da una imprescindibile e profonda impo-
rro. Come
sofica Vtlg
JJV!t9C non la
che llvlt tvlruw suscettibile
lq rende ùuùvvllrurrw alcun wqrlrulorllwrllv,
ad qlvurr
qu cambiamento, rrv la
né 14
rare senti-
ma a costanti mutamenti, a seguito di verifiche sperimentali. La sua
nire il più
Ì-rcacia è nella struttura logica delle regole di vita che la compongono
rdariamente, nella bontà dei suoi rimedi per il ripristino della salute.
Bhagwan
plicare l'Ayurveda non significa solamente curare le proprie malattie,
;ile. A la-
to usare metodi di prevenzione e stili di vita che rendano impossibile
r il più bel

da è il più antico sistema al mondo per il mantenimento e la cura


ri fu dato,
re che ci sia stato tramandato, non come archeologia della scienza medica,
ato la tra-
pratica ancora in uso ed in piena vitalità ed espansione.
,io inoltre
F sienza non è solamente un insieme di rimedi per la guarigione di malattie
Fifrcbe. come nella medicina moderna e nella maggior parte delle pratiche er-
me nella
piuttosto un sistema codificato, documentato, classificato e strut-
-**cbe. ma è
Auguro a
m in modo sistematico e scientifico. Una scienza del vivere che previene
rete nella
Frrbre l'Ayurveda significa indagare in quella stessa unica realtà che lega in-
i- h mareria organica e quella inorganica, I'universo infinito e le particelle in-
esto fon- E*irnali-minerali, metalli, piante ed animali. Questa Anima Mundi rende ogni
lo studio [lls's-sema alle stesse leggi di natura, perché conferisce a tutta la materia le
imere un qualità, assemblate però in modo diverso, affinché ogni possibile ma-
:ti i mag- -Èsim dell'Universo possa godere della propria unicità.
Écrrione

13
Questa sostanza di base, così sottile da essere mente e anima e così
grossolana Pr
da divenire forma, è parte essenziale di qualsiasi possibile manifestazione del creato.
Ecco, in breve, i preiupposti per potersi accostare ai fondamenti della scienza ve-
dica, dalla quale àerivàògni altra scienza, e comprendere le leggi immutabili che
regolano l'equilibrio della salute, racchiuse nell'Ayurveda.

BnuNo RoueNo

t4
llana
eato.
Prefazione all'edizione riveduta e ampliata
a ve-
i che

{ANO

Dall' incapacità di lasciar perdere,


dall'eccessivo zelo per il nuovo
e dal disdegno per il vecchio,
dal mettere la conoscenza davanti alla saggezza,
la scienza davanti all'arte, e I'abilità davanti al buon senso,
dal trattare i pazienti come casi
e dal rendere la cura più grave
della sua sopportazione,
Buon dio, liberaci.

Sn RrcHaRo HurcHIsoN (1871-1960)

[-a pre_ehiera profetica di Sir Hutchison, l'illustre autore del rinomato testo
rÉ'cal Methods, acquista oggi un significato maggiore rispetto al passato. Divi-
ùrG il corpo in particelle finissime, penetrare sempre più in profondità nelle loro
kini e trovare rimedi per correggere le loro alterazioni: sono questi gli obiet-
iri primari della ricerca medica moderna. In questo processo si perde di vista
l-driduo nel suo complesso. Una scienza antica come I'Ayurveda rivolta alla sa-
b. protettrice del benessere dell'umanità nel corso di migliaia di anni e deposi-
ch dello scibile umano per ciò che riguarda la salute, necessita uno studio attento,
r qsrrne scientifico e un impiego diligente per lo sviluppo del benessere dell'in-
Iriùn e della società nel suo complesso.
L'a;cessiva dipendenza dai laboratori piuttosto che dall'acume clinico ha creato
nel rapporto tra medico e paziente. Nell'Ayurveda vengono impie-
= berriera
!ili dÈi metodi semplici per la diagnosi delle malattie che lo rendono un sistema
'rrorrnig6. Inoltre, grazie al fatto di essere accessibile, di facile comprensione,
*rrhile e affidabile, sia l'élite di medici e scienziati che l'uomo comune nu-
Exl un vivo e sincero desiderio di conoscere maggiormente l'Ayurveda. Per un

15
giusto apprezzamento e una corretta applicazione dell'Ayurveda nella cura del
benessere quotidiano, la conoscenza dei suoi principi fondamentali è davvero es-
senziale. Ecco il motivo per cui si presenta ora all'esimio lettore una nuova edi-
zione di questo lavoro con la revisione dei capitoli, I'aggiunta di nuove informa-
zioni e spiegazioni chiare.
Ku. Kanchan Gupta, M.A., M.Ed. ha dato un importante contributo alla ste-
sura di questo lavoro, e mia figlia Ku. Pratima Dash ha contribuito alla prepara-
zione della copia per la stampa. Possa Iddio accordare loro buona salute, felicità e
prosperità nella vita.

BHacweN Dasu

16
el
S-
Prefazione alla prima edizione
i-
a-

a-
e

;H

:-'i 3r:e parti del mondo si sta prendendo in seria considerazione l'utilizzo dei
-- -::dizionali di medicina per i servizi di promozione, prevenzione e cura
e. L'Organizzaz\one Mondiale della Sanità, in una sua risoluzione, ha
r I'utilizzo di questi sistemi terapeutici da parte dei paesi sottosviluppati
in via di sviluppo. Man mano che aumenta l'apprezzamento dei meriti
istemi tradizionali di medicina, si avverte una crescente necessità di
iuncino i principi fondamentali che sono alla base di questi sistemi.
di queste pratiche sono solo folklore, mentre altre erano originariamente
in lingue come il sanscrito, il cinese, il tibetano, il mongolo, l'arabo, il
=
il tamil e il simhali. Negli ultimi decenni si è sviluppata la tendenza a
rimedi di questi sistemi tradizionali, senza tenere in alcun conto i loro
rndamentali. L'uso di questi rimedi non è meramente empirico come al-
rne credono, anzi per alcuni di questi sistemi tradizionali esistono prin-
mentali scientifici e razionali per spiegare la composizione dei rimedi, la
e. la causa delle malattie, la loro prevenzione e cura, il mantenimento di
suto di salute. È perciò necessario che gli scienziati e i ricercatori cono-
n grsti principi fondamentali prima di imbarcarsi nell'esplorazione di nuovi
{ e di potenti terapie.
tgimipi fondamentali di questi sistemi tradizionali nei testi sono spesso mi-
a e filosofia, religione e ad aspetti applicativi. Imparare il linguaggio origi-
: c studiare questi principi fondamentali costituisce un problema persino per
fusatore di buona volontà. Al tempo in cui questi testi vennero redatti non
a frcilità di stampa o questa non era ancora ben sviluppata. Per questo mo-
r di autori si sforzarono di scrivere testi brevi e criptici. La maggior parte dei
i Eiginali sull'Ayurveda sono scritti in forma di versi, spesso concisi e diffi-
dt r-o{nprendere. A causa delle vicissitudini storiche, molti di questi testi sono
ri perduti e sono stati successivamente ricostruiti con l'aiuto delle diverse fonti
a esisrenti. Spesso si sono verificate delle aggiunte al testo o delle interpreta-

17
zioni ingannevoli durante il processo di ricostruzione e di stesura. Quindi, la pre-
parazione di un libro sui principi fondamentali dell'Ayurveda in un linguaggio sem-
plice, attraverso I'estrapolazione del materiale autentico da questi testi è sempre
stata un'esigenza lungamente sentita, allo scopo di aiutare i ricercatori e gli studenti
in questo settore.
Letti in termini di scienze moderne di base come la fisica e la chimica, alcuni
principi dei sistemi di medicina tradizionali possono apparire irrazionali e poco
scientifici. Una persona con un approccio scientifico non dovrebbe affrettarsi a
trarre conclusioni al primo sguardo. I limiti delle scienze moderne, specialmente
quando si riferiscono ad argomenti come la medicina, sono ben conosciuti. L in-
dividuo non è solo un insieme di pelle, carne e ossa, ma possiede anche una
mente, un intelletto, un ego e un'anima. In questi campi la scienza moderna ha avuto
scarso effetto. Gli scienziati di tutto il mondo si interessano molto a questi argo- 'Tutto
menti ma occorrerà un tempo considerevole prima di ottenere risultati sufficienti rcn è nece
in questa direzione. Perciò, prima di trarre alcuna conclusione sui principi fonda- strperano I

mentali dell'Ayurveda occorre prestare la dovuta considerazione a queste lacune dell'opinit


della conoscenza attuale.
L'Ayur
In ogni cultura, la tradizione ha sempre giocato un ruolo importante e spesso
raneristicl
l'individuo vi si avvicina con una fede cieca, senza verificare la veridicità di queste
lute positi'
pratiche tradizionali. Al contrario, nel nome della civilizzazione e della moderniz-
nella caus
zazione, per alcuni queste pratiche tradizionali sono detestabili. Essi infatti consi-
ed elabora
derano tutto ciò che è tradizionale come dogmatico e permeato di superstizione e prescrini I
perciò invocano il loro totale rigetto. La verità è forse in qualche modo nel mezzo hanno lo r
tra questi due approcci. Se da una parte non è né desiderabile né scientifico accet- sere batte
tare tutto ciò che appartiene alla tradizione come vero senza una adeguata veri- lavora in
fica, dall'altra è altrettanto poco scientifico rigettarlo completamente solo perché sul "seme
tradizionale o vecchio. .A,llo stess
Molti eventi trattati come miti hanno ora acquisito un valore scientifico. La causare u
circolazione del sangue, descritta nel Sushruta Samhita (prima del700 a.C.) era accettarli
un mito fino ad Harvey. La secrezione o succo gastrico e il suo ruolo nel processo nali non
di digestione come descritto nel Caraka Samhita (prima del 700 a.C.) era un mito sollievo i
fino a Pavlov. La pratica tradizionale del vaccino contro il vaiolo (masurika) è sviluppat
sempre stata un mito fino ad Edward Jenner. Anche ora, eminenti personalità si ri- turi. L uc
fiutano di credere che si sia potuto adottare un rimedio simile per la prevenzione cerca di a
di una malattia così terribile in India, prima della sua verifica scientifica. Questa essere fal
pratica antica è in uso ancora oggi (quando il vaiolo è stato ormai debellato in India) In questc
presso i Malis, nei villaggi del Bihar. La descrizione della chirurgia plastica nel dizionati
Sushruta Samhita sarebbe rimasta un mito se non fosse stato per la sua ampia dif- qualsivo
fusione e odierna accettazione da parte dei chirurghi occidentali. Il trapianto della sopravvl
testa descritto nei Veda, a cui si fa riferimento in questo testo e il ringiovanimento cluse le I
del corpo, descritto nella letteratura vedica e nei testi classici dell'Ayurveda, i tessuti
gono usi
come il Caraka Samhita e il Sushruta Samhita, continueranno a essere conside-

18
rati mitologia fino a quando non veffanno dimostrati praticamente. Il poeta Kali-
dasa, nell'introduzione al suo memorabile testo Malavikagnimitra, ha detto:

I
5{rurnrà{ Hrt F+(
T qrfr mq «qd) reFtr€(l
wa: vfrFs=rrr( $5qà

{F: vararqlq

"Tutto ciò che è vecchio non è necessariamente vero; tutto ciò che è nuovo
non è necessariamente senza fallo. L'uomo saggio deve accettare entrambi solo se
superano la prova. Lo stolto, tuttavia, viene trascinato barcollante dalla corrente
dell'opinione altrui".

UAyurveda, come gli altri sistemi di medicina tradizionale, presenta delle ca-
ratteristiche uniche. Il suo obiettivo principale è l'ottenimento di uno stato di sa-
lute positivo e la prevenzione delle malattie. L'esistenza di organismi e il loro ruolo
nella causa di numerose malattie infettive nel corpo sono stati studiati, riconosciuti
ed elaborati. Ma per la prevenzione e la cura di queste malattie, i rimedi e le terapie
prescritti nei testi classici dell'Ayurveda e somministrati dai medici ayurvedici non
hanno lo scopo di uccidere questi organismi. Alcuni di questi rimedi possono es-
sere batteriostatici o avere un effetto battericida. Ma la maggior parte di essi non
Iavora in questo modo. Nell'Ayurveda si pone maggiore enfasi sul "terreno" che
sul "seme". Quando il terreno è sterile, neanche il seme più potente può germinare.
Allo stesso modo, per quanto potenti siano i germi o i batteri, questi non possono
causare una malattia nel corpo umano se i tessuti non sono abbastanza fertili da
accettarli e aiutarli a crescere e moltiplicarsi. Uccidere questi germi con i medici-
nali non risolve il problema in maniera permanente. Al massimo potrà dare un
sollievo immediato e forse la resistenza del corpo in questo periodo sarà abbastanza
sviluppata, come reazione all'infezione di questi germi, da prevenire attacchi fu-
turi. L'uomo non può vivere in una atmosfera totalmente priva di germi anche se
cerca di avvicinarsi il più possibile a una condizione simile. L'unica azione che può
essere fatta è quella di tenere i tessuti del corpo sterili e non ricettivi a questi germi.
In questo modo, una volta che il corpo è attaccato, i tessuti saranno talmente con-
dizionati dai rimedi, dalla dieta e dagli altri regimi, che questi germi o batteri, con
qualsivoglia nome li vogliamo chiamare, troveranno un'atmosfera ostile per la loro
sopravvivenza, moltiplicazione e crescita. Infatti, tutti i rimedi e le terapie, in-
cluse le misure preventive prescritte dall'Ayurveda, hanno lo scopo di condizionare
i tessuti e non di uccidere gli organismi invasori. Al contrario, i farmaci che ven-
gono usati per uccidere questi organismi producono lo stesso effetto o uno simile

l9
sui tessuti del corpo, uccidendo simultaneamente anche gli organismi amici nel For
corpo e danneggiando il normale funzionamento dei tessuti. In questo modo si pro- ricerce
ducono effetti collaterali tossici, mentre si curano le malattie. I rimedi ayurvedici, princil
invece, da una parte condizionano i tessuti del corpo contro gli organismi, dall'altra I'azior
li nutrono e li rigenerano. Così, mentre viene curata la malattia, I'individuo ot- Il suo r

tiene numerosi eifetti collaterali benefici. È per questo che tutte le medicine ayur- libro d
vediche sono toniche. Fatta eccezione per alcuni prodotti moderni come i mine- corTer(
rali e le vitamine, tutti gli altri sono esclusivamente concepiti per i malati. I ri- garli ir
medi ayurvedici, invece, possono essere somministrati sia alle persone malate che Det
agli individui sani poiché prevengono le malattie e promuovono la salute posi- conten
Ho ser
tiva. Ad esempio: il Vasa (Adhatoda vasica, Nees) viene spesso prescritto dai me-
sul Cc
dici ayurvedici ai pazienti che soffrono di bronchiti, laringiti, faringiti e persino
zioni e
tubercolosi. Forse qualche frazione di questa pianta ha delle proprietà utili a ucci-
dere alcuni degli organismi che causano queste malattie. Ma questa non è la prin-
I'inizi,
uno sc
cipale considerazione che spinge il medico a prescriverle. Questi organismi pro-
traprer
sperano e si moltiplicano producendo uno stato di malattia nel tratto respiratorio e
Tut
nella gola solo quando i tessuti di queste zone sono affetti da un eccesso di kapha
ruolo s
dosha.Il Vasa contrasta questo kapha dosha e aiuta a mantenere uno stato di
della s
equilibrio nel corpo, rendendo questi organismi incapaci di causare malattie.
I'autor
Nell'Ayurveda la prescrizione di un trattamento non è fana solo allo scopo di
guarire la parte malata. Nel processo di manifestazione della malattia sono coin- $€rAIIlr
eviden
volti molti organi. La malattia nasce in un punto particolare. Si muove attraverso sitivi c
un canale particolare e poi si manifesta in un organo particolare. Perciò il tratta- spettat
mento si prefiggerà sempre di guarire il luogo di origine, i canali di circolazione e l'Ayur
il luogo di manifestazione della malattia, curando simultaneamente tutti questi contral
aspetti. Facciamo I'esempio di una cura per l'asma bronchiale che in termini diana.
ayurvedici è conosciuta come tamaka svasa. La difficoltà respiratoria di questa pa-
tologia è causata dallo spasmo dell'albero bronchiale e, ai fini della cura, la medi-
cina moderna generalmente prescrive degli antispastici. Ma lo scopo della cura
ayurvedica di questa malattia è differente. Può darsi che alcuni rimedi ayurvedici,
usati per la cura di questa malattia abbiano anche un effetto antispastico dimostra-
bile con esperimenti su animali. Ma la maggior parte dei prodotti che vengono
impiegati in questa cura non producono alcun effetto antispastico e un farmacologo
si sentirà in dovere di rigettarli come inutili per il trattamento dell'asma bronchiale. ,.t'

Lo specialista invece ne apprezzerà gli effetti sui suoi pazienti anche se probabil-
mente non sarà in grado di darne una spiegazione in termini di psicologia e pato-
logia moderne. Questa malattia ha origine nello stomaco e nell'intestino tenue.
L'obiettivo primario del medico ayurvedico è di intervenire su questi due organi
con una terapia emetica o prescrivendo rimedi in grado di tenere I'intestino pu-
lito. Haritaki (Terminalia chebula, Retz.), assieme ad altri medicinali, è utile per la
cura di questi due organi del corpo e perciò tutte le preparazioni indicate nella
cura dell'asma bronchiale contengono haritaki e altre sostanze che hanno proprietà
identiche.

20
rel Fornisco tutti questi dettagli solo per attirare I'attenzione degli scienziati e dei
to- ricercatori che non conoscono l'Ayurveda, sull'assoluta necessità di conoscere i
ci, principi fondamentali di questo sistema, per capire e apprezzare scientificamente
tra l'azione dei rimedi e delle terapie. Questo è l'obiettivo che si prefigge questo libro.
rt- Il suo contenuto servirà solo a stimolare l'interesse nel proseguire lo studio. In un
rr- Iibro di dimensioni ridotte come questo, non si può essere esaustivi. Infatti, oc-
te- correrebbe scrivere singoli testi su ciascuno degli argomenti qui esposti per spie-
ri- garli in maniera esauriente ai lettori.
he Desidero fare una nota di avvertimento. Il lettore non deve pensare che quanto
si- contenuto in questo libro sia tutto quanto si possa dire dell'Ayurveda. Non è così.
re-
Ho semplicemente fornito il profilo di questi principi basandomi principalmente
no
stl Caraka Samhita.Intenzionalmente, ho evitato dettagli e differenti interpreta-
:i- zioni e punti di vista, così da non confondere il lettore con troppe informazioni al-
n- I'inizio del suo studio. Questo libro è indirizzato soprattutto a un principiante,
uno scienziato e un dottore che non conoscono l'Ayurveda e che non possono in-
o-
traprendere lo studio dei testi classici sanscriti.
)e
,IQ Tutti i sistemi di medicina tradizionale, popolare o moderna ricoprono un
ruolo significativo per quanto riguarda i servizi di informazione, prevenzione e cura
di
della salute nei paesi sottosviluppati e in via di sviluppo. Non è intenzione del-
I'autore minimizzare o negare l'importanza di alcun sistema di medicina o di esa-
di
gerarne I'importanza rispetto a un altro. Se apriamo i capitoli della storia risulterà
n-
evidente che nessuna civiltà o cultura si sia sviluppata in isolamento. Gli aspetti po-
ìo
sitivi della propria tradizione e quelli della tradizione altrui sono stati sempre ri-
a-
spettati e utilizzati senza riserve per continuare il cammino dello sviluppo. Perciò,
e
l'Ayurveda non racchiude tutto ciò che è vero e utile. Questa nozione è davvero
ti ;ontraria ai veri principi fondamentali dell'Ayurveda ed è estranea alla cultura in-
:ri
diana. Secondo il Caraka:
t-
i-
:a q-ffiù. È ffi §R'rrflqrql{: {rqrfl§lkf,f,r{t ar«rqrFr-
i, qfrqqsnra s1frtt sruqfffi wr: eùilqrd|qeTmai ùfrt
l-
o (Caraka, Vimana 8:14)
o
"Il saggio considera l'intero universo come il suo precettore. Solo lo stolto vi
trova nemici. Si dovrebbe, perciò, accettare senza esitazioni il consiglio giusto da
qualsiasi parte venga, anche dal nemico, e seguirlo".

Tenendo a mente questo consiglio del Caraka, tutti i sistemi di medicina, tra-
dizionali o moderni, dovrebbero agire in complementarità, al fine di alleviare le
a pene e dare conforto all'umanità sofferente.
a
à
tribali dell'
Introduzione zione per q
un valore t
Tra tutt
prevale in
Lanka, il B
dicina grec
musulmanr
diffuso prt
centi degli
comuneme
fine dell'Ir
luoghi che
dello Yoga
del Paese. .

L'uomo ha sempre cercato di allontanare da sé tre tipi di sofferenze: la soffe- le foreste <
renza fisica, la sofferenza mentale e quella spirituale. Per questo motivo, la storia sthan, prat
della medicina è antica come quella dell'umanità. Secondo la tradizione indiana, I divers
gli scopi principali della vita dell'uomo sono quattro: sia a livell
sendo quet
Dharma, I' osservanza dei riti religiosi anche dai
Art ha, I' acquisizione delle icchezze medicina 1
Kama, il soddisfacimento dei desideri terreni
Moksha, il raggiungimento della salvezza
Definizio
Una buona salute era considerata la condizione sine qua non per ottenere tali
scopi. La part
I sistemi tradizionali di medicina si sono sviluppati in varie parti del mondo in "vita" g "!
epoche diverse, assumendo una forma sistematica a seconda della diversa cultura il signific
di ciascuna civiltà. Secondo Caraka,l'Ayurveda, o "scienza della vita", è da sempre stretto, talr
esistito e ci sono sempre state persone in grado di interpretarne il messaggio a definisce l
proprio modo. noscenza (

Alcuni di tali sistemi tradizionali si fondano su basi razionali e concrete, altri e ahita ay
invece si basano su conoscenze empiriche.Inoltre, mentre alcuni di questi sistemi ferenza e
tradizionali non sono sopravvissuti e sono entrati a far parte della storia della me- della vita,
dicina, come la medicina greca o quella egiziana, altri, come il sistema tradizionale zione appi
di medicina dell'India e quello della Cina non solo sono giunti a noi attraverso i se- di una viti
coli, ma si sono evoluti grazie al sostegno dello Stato. anche all'i
L Ayurveda, la medicina Unani, il Siddha,l'Emchi (la medicina tibetana) e la sere socia
Prakritika Cikitsa (la Naturopatia), costituiscono i vari sistemi di medicina tradi- viduo otte
zionale, ancora prevalenti in India. Anche lo Yoga e il Tantra, il cui scopo princi- cietà. Segr
pale è il raggiungimento spirituale, forniscono alcune prescrizioni per la preven- al bene de
zione e la cura di disturbi mentali, fisici e psicosomatici. Inoltre, in numerose aree La medici

22
tribali dell'India prevalgono diversi tipi di medicina popolare, con una ricca tradi-
zione per quanto riguarda I'utilizzo di piante, minerali e prodotti animali che hanno
un valore terapeutico.
Tra tutti i sistemi di medicina tradizionale dell'India, la pratica dell'Ayurveda
prevale in quasi tutte le parti del paese e nei paesi limitrofi come il Nepal, lo Sri
Lanka, il Bangladesh e il Pakistan.U Unani Tibb, che letteralmente significa "me-
dicina greca", è diffusa in alcune regioni del Paese con prevalenza di popolazione
musulmana. Il sistema di medicina Siddha, identificato con la cultura dravidica, è
diffuso prevalentemente nello stato del Tamil Nadu e in alcune delle aree adia-
centi degli Stati del sud dell'India, presso i quali si parla il Tamil. U Emchi, noto
comunemente come sistema di medicina tibetana, è diffuso in alcune zone di con-
t-rne dell'India settentrionale, quali il Ladakh, Lahul, Spiti, Darjeeling e il Sikkim,
luoghi che hanno tutti confini comuni con il Tibet e la Cina. Centri per la pratica
dello Yoga, del Tantra e della Prakritika Cikitsa, sono localizzatiin diverse parti
del Paese. Infine, le popolazioni tribali degli Adivasi, che occupano principalmente
rffe- Ie foreste degli stati dell'Orissa, Bihar, Madhya Pradesh, Andhra Pradesh e Raja-
toria sthan, praticano prevalentemente alcuni tipi di medicina popolare.
.ana, I diversi sistemi di medicina tradizionale dell'India hanno molte cose in comune,
sia a livello teorico che pratico, perché ciascuno ha preso e dato agli altri. Es-
sendo questi dei sistemi aperti, i rimedi di un sistema sono stati liberamente usati
anche dai terapeuti degli altri sistemi. Tuttavia, I'Ayurveda, che è il sistema di
medicina più noto presso le popolazioni dell'India, gode di una posizione unica.

Definizione di Ayurveda
tali
La parola Ayurveda è composta da due termini sanscriti: "ajlts" che significa
oin "\'ita" e "veda" che significa "conoscenza", parole che, messe insieme, prendono
Iura iI significato di "Scienzadella Vita". Tuttavia, secondo un significato più ri-
rpre stretto, tale termine è spesso usato per indicare la scienza della medicina. Caraka
ioa definisce l'Ayurveda quella scienza con I'aiuto della quale si può ottenere la co-
noscenza di quali siano gli stili di vita utili e quali quelli dannosi per la vita (hita
lltri e ahita ayus), distinguendo tra ciò che determina una vita di felicità e una di sof-
lmi ferenza e quali cose siano utili o dannose per la vita di ciascuno, per la durata
Ie- della vita, così come per la conoscenza della vera natura della vita. Da tale defini-
rale zione appare chiaro come I'Ayurveda dia importanza non solo al raggiungimento
se- di una vita piena di felicità, il che implica un atteggiamento individualistico, ma
anche all'importanzadi condurre una vita che sia utile alla società. L'uomo è un es-
sere sociale e non può non interagire con la società. Non è possibile per un indi-
viduo ottenere e mantenere il proprio stato di felicità senza che lo sia anche la so-
cietà. Seguendo tale finalità il singolo individuo dovrebbe sforzarsi di contribuire
al bene dell'intera società. I testi ayurvedici sono ricchi di riferimenti in tal senso.
La medicina sociale, trattata come un nuovo concetto nell'ambito del sistema me-

23
dico moderno, è solo un vago ricordo di ciò che è stato affermato e proposto dall'
Ayurveda più di 2500 anni fa.

Svasthya o buona salute

Secondo I'Ayurveda, il fatto che una persona non sia ammalata, non è un pre-
supposto sufficiente per definirla sana o svastha.I requisiti per tale definizione com-
prendono inoltre il perfetto funzionamento dei sensi (prasanna indriya), la feli-
cità mentale Qtrasanna manas) e uno stato di elevazione spirituale Qtrasanna atma).
Solo allora una persona può essere definita sana o svastha nel vero senso della pa-
rola. Grazie al progresso scientifico l'uomo ha debellato molte malattie infettive,
aumentando la durata della vita. Nonostante tutto ciò, in età avanzata I'uomo è però
soggetto a infelicità e a numerose patologie invalidanti. Quindi, anziché mettere
al servizio della società I'esperienza accumulata negli anni e mantenersi attive, le
persone anziane finiscono per diventare un peso per la famiglia, la società e lo Stato
che spendono risorse economiche e numerose energie per prendersi cura di loro.
La morte è una verità eterna e nessuno può sfuggire a essa, ma fino a quando non
sia sopraggiunta, bisognerebbe essere nel pieno possesso delle facoltà fisiche e men-
tali e a servizio della società. Questo è lo scopo principale delle prescrizioni e
delle proibizioni descritte in Ayurveda per preservare e promuovere lo stato di sa-
lute, per prevenire e curare le malattie.

Scopo principale dell'esistenza umana

Uuomo ha quattro obiettivi nella vita:

(1) Dharma (il compimento dei doveri secondo le leggi di natura): tali doveri
sono descritti nelle differenti religioni come atti virtuosi. L'osservanza sin-
cera dei comandamenti religiosi, secondo la propria fede d'appartenenza, è
la condizione sine qua non per il raggiungimento della felicità e della sa-
lute.
(2) Artha (l'accumulare ricchezze): è necessario accumulare e guadagnare ric-
chezze per il sostentamento della vita. Anche per la realizzazione di tutte le
altre finalità, un individuo deve avere un sostentamento finanziario che va ac-
quisito osservando principi legali, etici e morali.
(3) Kama (l'appagamento dei desideri terreni): I'Ayurveda crede nell'esistenza
di vite passate e future oltre a quella attuale. I desideri insoddisfatti sono causa
di infelicità nella vita presente e possono diventarlo anche in quella futura.
Tuttavia è necessario che tali desideri vengano soddisfatti in accordo con le
regole e le proibizioni familiari, sociali, culturali e religiose.

24
to dall' (4) Moksha (la salvezza): una persona libera dai desideri ottiene il Nirvana ola
salvezza.

Questi quattro obiettivi dell'uomo sono riassuntinel Caraka Samhita come tre
esanas (desideri eterni e istintivi): pranaisana, il desiderio di avere una vita lunga
e in salute, dhanaisana, il desiderio di acquisire icchezze e paralokaisana, il de-
un pre- siderio di raggiungere la felicità nella vita successiva.
te com-
la feli-
tatma). Scopo dell'Ayurveda.
ella pa-
Lfettive, I- Ayurveda non si occupa esclusivamente della cura degli esseri umani ma anche
> è però di quella degli animali e persino delle piante. Nell'antica India santi come Na-
mettere kula, Salihotra e Parasara, composero trattati su Asvauyrveda, Gajauyrveda, Ga-
[tive, le vauyrveda e Vrksauyrveda per il trattamento delle patologie rispettivamente dei ca-
lo Stato valli, degli elefanti, del bestiame e degli alberi. UAyurveda fornisce indicazioni ra-
di loro. zionali per il trattamento di numerose patologie interne considerate acute e incu-
Ldo non rabili da altri sistemi di medicina diffusi ai giorni nostri. Allo stesso tempo
e men- I'Ayurveda sottolinea I'importanza del mantenimento dello stato di buona salute
zioni e raggiunto da una persona sana, in modo da contemplare sia la prevenzione che la
o di sa- cura delle malattie. Al fine di prevenire le malattie, sono descritti in dettaglio i re-
gimi da adottare durante il giorno, durante la notte e secondo le diverse stagioni.
Luomo è soggetto alla malattia a causa di numerosi fattori esterni, ma vi sono al-
cune affezioni che possono colpirlo nel corso naturale della sua esistenza quali la
fame, la sete, la vecchiaia ecc. UAyurveda fornisce misure anche per la preven-
zione e la cura di tali disturbi naturali.

doveri Le otto branche dell'Ayurveda


za sin-
enza, è Le branche importanti dell'Ayurveda sono otto:
:lla sa-
Kaya-cikitsa - la medicina interna
re ric- Salya-tantra - la chirurgia
tutte le Salalcya-tantra - il trattamento delle malattie della testa e del collo
) va ac- - Agada-tantra - la tossicologia
Bhuta-vidya - il trattamento di possessioni da parte di spiriti maligni e altri
istenza disturbi mentali
) causa 6. - Bala-tantra - la pediatria
futura. 7-- Rasayana-tantra - la geriatria incluse le terapie di ringiovanimento
con le 8. - Vajikarana-tantra - la scienza degli afrodisiaci

25
Alcuni studiosi di Ayurveda ritengono che il Panchakarma-cikitsa (le cinque
terapie eliminatorie) sia una branca specialistica a parte.
In alcune opere medievali il Dravya-guna (la materia medica) è descritto
come branca specialistica. Nell Trz rta-hrdaya-astanga-guhyopadesa-tantra di Ii-
vaka, il Matr-roga-cikitsa (il trattamento dei disturbi della gravidanza) è descritto
come sezione specialistica.
Sono state scritte numerose opere classiche sulle otto branche dell'Ayurveda
precedentemente menzionate, le quali erano tutte praticate. Successivamente, a
causa di vicissitudini storiche, la pratica di alcune di esse fu scoraggiata e il loro
sviluppo si fermò.
La chirurgia, Salya-Tantra, fu quella che risentì maggiormente di tali conse-
guenze, mentre le rimanenti branche, in particolar modo il kaya-cikitsa (la medi-
cina interna), continuarono a fiorire e sono tuttora al servizio della salute delle
persone da migliaia di anni, grazie alle loro caratteristiche che le rendono uniche
e incomparabili. \onostar
-::lpre cres(
-:-:utto il mc
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Enfasi sull

La scien.
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Contrari
:::lattie de.

26
nque
7. Caratteristiche uniche dell' Ayurv eda
)ritto
di Ji-
sritto

'veda
Ite, a
loro

)nse-
nedi-
delle
riche
Nonostante l'eccezionale progresso della medicina moderna c'è una richiesta
s€mpre crescente di conoscenza dell'Ayurveda e dell'opera dei medici ayurvedici
in tutto il mondo, grazie alle caratteristiche uniche di questa scienza della salute che
sono descritte di seguito.

Enfasi sulla salute e sulla prevenzione delle malattie

La scienza medica dei giorni nostri è molto più orientata verso la compren-
sione della malattia che della salute. Vengono costantemente compiuti sforzi per
Eovare terapie per il trattamento di varie malattie, mentre le misure di preven-
zione sono soprattutto rivolte nei confronti delle malattie infettive e delle patologie
allergiche. Tuttavia, l'efficacia di tali misure è spesso assai incerta, come nel caso
di alcune vaccinazioni risultate inefficaci a contenere le epidemie. L'Ayurveda in-
yece pone l'accento sulla conservazioire e sulla promozione della salute, nonché
sulla prevenzione delle malattie. Questi sono i suoi scopi principali. Il suo scopo
secondario è invece quello del trattamento delle malattie manifeste. lnoltre, I'Ayur-
veda è ricco di consigli relativi all'assunzione di cibi e bevande, alle prescrizioni
e alle proibizioni nelle diverse ore della giornata (dina-carya) e della notte (ratri-
carya), nelle diverse stagioni (rtu-carya) e alla condotta sociale (acara-
rasayana); tutte cose che aiutano a conservare un buono stato di salute e a preve-
nire le malattie.

Concetto olistico di salute

Contrariamente all'attuale tendenza a creare specializzazioni nella cura delle


malattie delle differenti parti del corpo, concepite come isolate dall'unità fisica,

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l'Ayurveda ritiene che il corpo umano sia un'unica unità funzionale e che le diverse
parti del corpo siano tra loro funzionalmente interconnesse. Se una malattia si
manifesta in un particolare organo, bisogna esaminare e trattare non solo l'organo
colpito, ma anche le condizioni delle altre parti del corpo. Ad esempio, un buon
funzionamento intestinale è il presupposto indispensabile per promuovere la
vista. Nel caso di errori di rifrazione della vista, le medicine somministrate hanno
lo scopo di eliminare la costipazione, oltre a coreggere la malattia degli occhi. Allo
stesso modo, purgare l'organismo serve a prevenire e curare l'asma bronchiale, i
disturbi cardiaci, I'artrite, le manifestazioni allergiche e le patologie cutanee.

Concetto psicosomatico di salute

Oltre all'unità funzionale delle diverse parti del corpo, l'Ayurveda crede nella
stretta corelazione tra mente e corpo. I fattori mentali influenzano il funzionamento
delle varie parti del corpo e viceversa. L'uso scorretto dell'intelletto Qtrajnapa-
radha), il contatto malsano tra i sensi e i loro oggetti (asatmyendriyartha-samyoga)
e le vicissitudini temporali (kala-parinama) sono i tre fattori considerati respon-
sabili delle manifestazioni delle malattie sia fisiche che mentali. Invece, la cor-
retta comprensione intellettuale, il salutare contatto tra i sensi e i loro oggetti e la
proprietà temporale, conducono al raggiungimento della felicità fisica e mentale.
In relazione a questo concetto psicosomatico, I'Ayurveda prescrive numerose re-
gole di comportamento per il mantenimento della salute fisica e il trattamento delle
malattie del corpo. Allo stesso modo, lapurezzadel cibo e la pulizia del corpo sono
condizioni necessarie per I'equilibrio della mente e la cura delle malattie fisiche.
Oltre al corpo e alla mente, anche lo stato (empirico) dell'anima è preso in
considerazione per determinare la salute e il trattamento della malattia. Secondo
I'Ayurveda una persona che commetta peccati non può essere in salute e una per-
sona sana è sempre priva di peccati. UAyurveda fornisce indicazioni per la crescita
spirituale degli individui e prescrive molti riti religiosi e pratiche spirituali per la
cura delle malattie. Per questo motivo viene data importanza all'osservanza della
religione secondo la fede di appartenenza (non a una religione in particolare né ai
dogmi superstiziosi di qualsiasi religione).

Credenza nelkarma e nella vita dopo la morte

L'Ayurveda crede fermamente nell'esistenza di vite passate e future, fino a


quando la persona non raggiunga lo stato di salvezza o di liberazione. Le buone o
cattive azioni della vita passata determinano la nascita in una particolare famiglia.
Gli effetti delle azioni della vita passata sono chiamati karma(n) o daiva.Unkarma
cattivo della vita passata dà origine a molte malattie nella vita attuale che non
possono essere trattate con misure terapeutiche ordinarie. Queste malattie pos-

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lVerse sono essere attenuate dal compimento di buone azioni nella vita attuale, oppure
ttia si da riti religiosi e pratiche spirituali.
rgano ll karma è l'impressione della merite (samskara). L accumulo di karma nega-
buon tivo stimola gli attributi del rajas e del tamas nella mente. Dopo la morte dell'in-
ere la dividuo, la mente così condizionata, affetta dal rajas e dai quattro elementi sottili
lanno r.bhuta), trasmigra al momento della fecondazione nel grembo della futura madre.
..Allo I samskara o impressioni della vita passata, sia buoni che cattivi, vengono così
iale, i trasportati nel feto appena concepito. Quando la mente del feto si manifesta in modo
completo, essa esercita un'influenza sulla mente della madre portandola ad avere
differenti tipi di desideri, talvolta innaturali e inusuali. Questa impronta mentale
continua anche dopo la nascita del bambino e dà origine a temperamenti caratteri-
stici. Così I'Ayurveda sottolinea l'importanza delle buone azioni nella vita attuale
per la felicità della vita futura.
nella
nento
Tapa- Relazione tra microcosmo e macrocosmo
voSa)
spon- Secondo l'Ayurveda, l'individuo (microcosmo) è una replica in miniatura del-
t cor- i'universo (macrocosmo). Ogni aspetto dell'universo è rappresentato nell'individuo.
tiela -{lo stesso modo, qualsiasi cambiamento ambientale influisce sul corpo, sulla mente
ntale. e sull'anima dell'essere umano. D'altro canto tutte le attività dell'individuo, che
se re- si manifestano attraverso il corpo, la mente e le parole hanno una influenza buona
delle o cattiva sull'ambiente. L'Ayurveda afferma che un fisico sano, una mente sana, un
sono linguaggio benevolo e la pratica di riti religiosi, siano il presupposto per creare un
.che. ambiente salutare e armonioso privo di inquinamento fisico, chimico e microbio-
so in logico (impurità) e non affetto da vibrazioni spirituali negative.
ondo Tutte le parole appartenenti ai testi religiosi sono dei mantra, poiché rese sacre
r per- da saggi, profeti e divulgatori della religione. La recitazione di questi mantra con
:scita --uore sincero e I'attuazione delle procedure indicate, ha effetti non solo sullo stesso
rcr la individuo e sull'ambiente circostante, ma anche sull'intero universo (macrocosmo).
della In questo modo l'energia cosmica può essere incanalata per il benessere di tutti
né ai gli esseri viventi. Per questa ragione nell'Ayurveda viene sottolineata la necessità
della pratica di tali mantra.

Cura del paziente e non solo della malattia

ino a Secondo l'Ayurveda prima di iniziare un trattamento, si devono prendere at-


)ne o Ientamente in esame, oltre ai sintomi caratteristici delle malattie, anche numerosi
iglia. altri dati riguardanti iI paziente: le condizioni fisiche (satira-prakriti),1'atteggia-
TrTna mento mentale (manasa-prakriti),la condizione dei tessuti corporei (sara),la
non loro compattezza (samhanana),le dimensioni del corpo e dei tessuti corporei Qtro-
pos- mana),laforzadi volontà $atna),1'idoneità del cibo e i regimi alimentari (satmya)

29
3 l) H rddrava (tachicmdia)
32) Vaksa-udgharsa (dolori da irritazione nel petto)
33) Vaksa-uparodha (movimenti inegolari del torace)
34) Vaksastoda (fittè al torace)
35) Bahusosa (atrofia del braccio)
36) Grivastambha (igidità del collo)
37) M any as t ambha (torcicollo)
38) Kanthoddhvamsa (voce roca)
39) Hanubheda (dolori della mascella)
40) Osthabheda (dolori alle labbra) Sicc
4l) Aksibheda (dolon oculari)
42) Danthabheda (mal di denti)
43) Dantasaithilya (denti che ballano)
44) Muka»a (afasia)
45) Vaks anga (balbuzie)
46) Kasayasyata (sapore astringente in bocca)
47) Mukhasosa (secchezza della bocca)
48) Aras aj nat a (ageusia)
49) Ghrananasa (anosmia)
50) Karnasula (mal d'orecchio)
5l) Asabdasravana (ronzio nelle orecchie)
52) U c caihsruti (diffrcoltà uditiva)
53) Badhirya (sordità)
54) Vartmastambha (ptosi della palpebra)
5 5) Vartmas anko c a (entropion)
56) Timira (cataratta)
57) Aksisula (dolori pizzicanti agli occhi)
58) Aksivyudasa (ptosi del globo oculare)
59) Sankhabheda (dolori della regione temporale)
60) Bhruvyudasa (ptosi del sopracciglio)
6l) Inlatabheda (dolore della regione frontale)
62) Siroruk (mal di testa)
63) K e s ab humi s phut ana (forfora)
64) Ardita (paralisi facciale)
65) Ekan g aro g a (monoplegia)
66) S arv an garo I a (poliplegia)
67 ) P aks av adha (emiplegia)
68) Aksepaka (convulsioni cloniche)
69) Dandaka (convulsioni toniche)
70) Tama (svenimento)
7l) Bhrama (vertigini)
72) Vapathu (tremori)
73) Jrmbha (sbadigli)

52
-: Hikka(singhiozzo)
-: llsada (astenia)
-: .\nt ip ralapa (delirio)
-- Rauksa-parusya (secchezza e durezza)
-: Svavarunavabhasata (colorito rosso-brunastro)
-: .\svapna (insonnia)
:- .{nasvashitacittatva (instabilità mentale)

llalattie causate da pitta


'- Osa (calore)
) F!osa (sensazione di estremo bruciore esterno)
: Daha (bruciore)
: Davathu (bollore)
I Dlruntaka (sensazione di esalare vapore)
: -l,nlaka (eruttazioni acide)
- ',idaha (sensazione di bruciore al torace)
Antardaha (sensazione di bruciore nel corpo)
Amsadaha (sensazione di bruciore sulle spalle)
L-smadhilcya (temperatura corporea eccessiva)
Ati sv e da (sudore eccessivo)
' .lngagandha (odore fetido del corpo)
3 -lngavardarzc (dolore lacerante al corpo)
) *atta*teda (ispessimento del sangue)
)Xamsakleda (grasso che fuoriesce dal muscolo)
(sensazione di bruciore della pelle)
lj)Twgdaha
Tvagavardana (screpolature della pelle)
)Carmadalana (pruito della pelle)
a Doba ko t ha lorticaria)
s

I hlo av i sph ot a (v escicole rosse)


)khapitta (tendenza a emorragie)
) Bobamandal a (pustoleI
) furitatva (colorito verdastro)
orito gi a,astro)
|ffi; t::(cor
fffiri:'.-""3
)fuasyara (sapore amaro in bocca)
)tohitagandhasyata (odore di sangue dalla bocca)
) Ibinukhara (odore fetido dell' alito)
SffitH:*:;fffi:ì"""'
53
33) Asy av ipaka (stomatite)
34) Galapaka (faringite)
35) Aks ip aka (congiuntivite)
36) Gudapaka (proctite)
37) Medhrapaka (infiammazione del pene)
38) Jivadana (emorragia)
39) Tamahp rav e s a (svenimento)
40) Haritaharidra-neta-mutra-varcastva(colorazione giallastra o verdastra di occhi,
urine e feci)

M alattie c sus ate da kaplaa

l) Trpti (anoressia nervosa)


2) Tandra (torpore)
3) Nidradhikya (sonno eccessivo)
4) Staimitya (timidezza)
5) Gurugatrata (pesantezza del corpo)
6) Alasya (pigrizia)
7) Mukhamadhurya (sapore dolce in bocca)
8) M ukhasraua (salivazione)
9) Slesmadgirana (espettorazione di muco)
I0) Maladhikya (eccessiva emissione di escreati)
Il) Balasada (perdita della forza)
12) Apakti (indigestione)
13) Hrdayopalepa (fTemma aderente nella vicinanza del cuore)
14) Kanthopalepa (fTemma aderente in gola)
15) Dhamanipraticaya (ispessimento dei vasi sanguigni)
16) Galaganda (gozzo)
l7) Atisthaulyc (obesità)
18) Sitagnirua (soppressione del potere digestivo)
19) Udarda (orticaria)
20) Svetavabhasatae sveta-rnutra-netra-varcasfua (pallore ebiatchezzadelle urine,
occhi e feci)

54
6. Il concetto di datha

:a di occhi,

§ell'Ayurveda i tessuti principali che compongono il corpo sono chiamati dathu.


I umine dathu etimologicamente significa "ciò che sostiene il corpo o ciò che
wa nellaformazione della struttura di base dell'intero organismo".
q!Èsd dothu sono sette di numero e sono:

ìasa, o il chilo, compresa la linfa


ìaba, o la frazione di pmoglobina del sangue
Yonsa, o il tessuto muscolare
Yedas, o il tessuto adiposo
llrrài, o il tessuto osseo
lajja, o il midollo osseo
saba,lo sperma nel maschio e l'ovulo nella femmina

Questi sette dathu sono composti dai cinque mahabhuta.Il prithvi-mahabhuta


pJomina nella composizione del tessuto muscolare e adiposo. Il jala-maha-
boa predomina nella linfa e nel chilo.
la frazione di emoglobina del sangue è principalmente costituita dal tejas-ma-
Celle urine,
Y*ata.Il tessuto osseo è composto dalvayu-mahabhuta, mentre le porosità del-
[msr: sono dominate dall'akasha-mahabhuta. Desidero nuovamente sottolineare
I
ù i sette dathu sono composti da tutti e cinque i mahabhuta ma sono solo quelli
ù prevalgono a essere menzionati. I dathu rimangono nella composizione del
rgo umano secondo una specifica proporzione e qualsiasi variazione nel loro equi-
Irir provoca malattia e decadenza.

I disrurbi causati dai dathu viziati sono elencati qui di seguito:

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Malattie dovute all'aggravamento dei diversi dathu

DATHU MALATTIE

Rasa as raddha (anoressia), aruc i (disgusto), asyav airasy a (cattivo sapore


in bocc a), a r a s aj nat a (ageusia), hrll a s a (nausea), aiurav a (pesantezza),
tandra (torpore), angamarda (dolori del corpo),7vara (febbre), tamas
(svenimento), pandutva (pallore), sroto roda (ostruzione dei canali),
klaybya (impotenza) , sada (astenia), rsangata (deterioramento fisico),
a gnin as a (perdita della capacità di gestiva), ay at hakal a -v ali (rughe pre-
coci) e ay athakala-val-p ality i (incanutimento precoce dei capelli).

Rakta kustha (malattie della pelle), visarpa (erisipela), pidaka (brufoli), rak-
tapitta (emorragia dai diversi canali del corpo), asrgdara (menorragia),
medhrapaka (infiammazione del nervo pudendo), asyapaka (stoma-
tite), pliha (ingrossamento della milza), gulma (tumore fantasma),
vidradhi (ascesso), nilika (neo bht), kamala (ittero), vyanga (lentig-
gini), piplu (macchia cutanea rosso bordeaux), tilakalaka (neo nero),
dadru (tigna), carmadala (un tipo di patologia cutanea), svitra (leu-
coderma), pama (scabbia), kotha (rash cutanei), asramandala (mac-
chie rosse cutanee di forma circolare).

Mamsa adhimamsa (granuloma), arbuda (tumore), kila (veruche), galasa-


luka (malattia dell' orofaringe), gal as undika (tonsillite), putimams a
(cancrena), alaji (un tipo di patologia cutanea), ganda (gozzo), gan-
damala (adenite cervicale) e upajihvika (uvulite).

Medas kesa-jatilibhava (opacità dei capelli), asyamadhurya (sapore dolce


in bocca), karapadadalza (sensazione di bruciore di mani epiedi),mu-
khasosa (secchezza della bocca) , talusosa (secchezza del palato), kan-
thasosa (secchezza della gola), pipasa (sete), alasya (oziosità), ta-
yamala (aumento delle sostanze di scarto del corpo), kayachidra-upa-
dheha (aumento degli escreati dai vari orifizi corporei), angadha (sen-
sazione di bruciore del corpo), angasuptata (insensibilità del corpo).

Asthi adhyasthi (ipertrofia ossea), adhidanta (ipertrofia dei denti), dantab-


heda (mal di denti), dantasula (dolori lancinanti dei denti), asthi-
beda (dolori ossei), asthisula (dolori ossei lancinanti), vivaranata (pal-
lore), kesaloma e smasrudosha (condizioni patologiche dei diversi tipi
di capelli) enakhadosha (condizioni patologiche delle unghie).

56
ffi

parvaruk (dolori delle articolazioni delle dita), bhrama (vertigini),


murccha (svenimenti), tamas (perdita di coscienza) e sthulamula-par-
vaja arumsiÈa (ascesso profondo delle giunture delle dita).

sapore klaiby a (sterilità), ahars ana (impotenza), ro gi-p raj anana (generare
ttezza), progenie ammalata), kliba-prajanana (generare progenie impo-
, tamas tente), alpayu-prajanana (generare un figlio con vita breve), dirupa-
:anali), praj anana (generare progenie deforme).
fisico),
;he pre-
elli).

t.i), rak-
rragia),
stoma-
.asma),
.lentig-
l nero),
z (leu-
r (mac-

Talasa-
mamsa
), gan-

: dolce
.i),mu-
t), kan-
à), ka-
a-upa-
a (sen-
:orpo).

antab-
asthi-
'a (pal-
:rsi tipi
).

57
7. Il concetto di mala

Feci, urine e sudore: questi sono i tre mala più importanti' Essi sono i prodotti
di rifiuto del corpo e la loro corretta eliminazione è essenziale per il manteni-
mento della salute delf individuo. Le feci non sono solo il prodotto di scarto pro-
veniente dal cibo assunto, come si pensa comunemente, ma contengono anche so-
stanze eliminate dalle cellule dei tessuti del corpo. Una adeguata evacuazione delle
feci è dunque essenziale per mantenere le cellule dei tessuti nel loro stato di salute
migliore. Se I'evacuazione è insufficente, le persone sono più soggette a malattie
non solo nel tratto gastro-intestinale, ma anche in altre parti del corpo. Nelle ma-
lattie come la lombalgia, i reumatismi, la sciatica, la paralisi, la bronchite e
l'asma, bisogna prendere le precauzioni necessarie per assicurare l'adeguata eva-
cuazione deùe féci prima di iniziare un qualsiasi trattamento ayurvedico. Quando
I'evacuazione non è adeguata si creano le condizioni favorevoli per 1o sviluppo di
diversi vermi intestinali e questo, a sua volta, impedisce la crescita di batteri
amici nel colon i quali normalmente aiutano nella sintesi delle sostanze utili al-
I'organismo.
Ùurina è un altro prodotto di scarto attraverso il quale molte sostanze di ri-
fiuto dell'organismo vengono eliminate. Anche se un'eliminazione eccessiva di
urina viene ipe..o considerata una condizione patologica, l'Ayurveda consiglia
sempre di assumere adeguate quantità di acqua, sia durante la stagione estiva che
invernale, per assicurare una frequenza urinaria di almeno sei volte al giorno.
La trasplrazione cutanea, sotto forma di sudore, è essenziale per il mantenimento
della salute della pelle stessa. Opportuni esercizi fisici, terapie di fomentazione e
alcuni rimedi che stimolano la sudorazione, sono utilizzati come forma di elimi-
nazione dei prodotti di scarto. Anche i dathu o elementi tissutali corporei produ-
cono mala (prodotti di scarto), durante il processo metabolico.
Normalmente feci, urine e sudore hanno un odore sgradevole ma in alcune cir-
costanze esso diviene intollerabile e questo induce l'individuo ad assumere alcuni
rimedi per colreggerne il cattivo odore.

58
8. Srota: i canali di circolazione

,rodotti
L intero organismo è composto da numerosi canali di circolazione, attraverso i
li gli elementi tissutali di base, i dosha e alcuni prodotti di rifiuto, "circolano"
lnteni-
to pro-
r § spostano da un punto all'altro del corpo, costantemente e continuamente. Per
grantire il corretto svolgimento delle funzioni biologiche, è necessario che tali ca-
che so-
re delle
di di circolazione rimangano pervi, in modo che la circolazione venga effettuata
i salute -aza alcuna intemrzione. Una delle funzioni più importanti di questi canali è quella
nalattie
- crasportare il nutrimento del cibo dal tratto gastrointestinale e renderlo disponi-
lle ma-
tle agli elementi tissutali di base, aiutandoli in questo modo ad assumere il nutri-
chite e
Eoto. Questo processo interessa sia i canali più grandi del corpo come il tratto ga-
t-ointestinale, le arterie, le vene, i vasi linfatici e il tratto genito-urinario che
Ita eva-
@ macroscopici sia i capillari sottili che sono invece microscopici. Tutti questi
)uando cer*rli pg5ssno essere classificati nelle seguenti tredici categorie:
rppo di
batteri
Pranavaha srota: o canali che trasportano l'aria vitale Qtrana vayu) dall'ester-
"rtili al- no al flusso del sangue
Udakavaha srota: o canali di trasporto dell'acqua (udaka) compresi il plasma
e di ri-
e la linfa
;siva di
Annavaha srota: o canali che trasportano gli ingredienti del cibo e delle be-
rnsiglia
vande (anna)
iva che
Rasavaha sroto: o canali che trasportano il sangue (rasa)
no.
Raktavaha srotai o canali di trasporto della frazione emoglobinica del sangue
rimento
(rakta)
zione e
Mamsavaha srotai o canali di trasporto dei nutrienti pet i tessuti muscolari
i elimi-
(mamsa)
produ-
Medovaha srota; o canali di trasporto di nutrienti per il tessuto grasso (medas)
Asthivaha srotai o canali di trasporto dei nutrienti per il tessuto osseo
rne cir-
(asthi)
: alcuni
Majjavaha srotai o canali di trasporto dei nutrienti per il midollo osseo (majja)

59
e I'età (vayas). Per questo motivo due pazienti affetti dalla stessa malattia pos-
sono ricevere terapie diverse. L'Ayurveda infatti sottolinea l'importanza dell'esame
di ogni aspetto di ciascun singolo individuo (Purusham Purushamviksya).
Alcune malattie come il jvara (la febbre) e il raja-yaksma (la tubercolosi)
sono indicate per nome. I testi ayurvedici descrivono il loro trattamento a seconda
dello stadio di manifestazione e dei sintomi caratteristici del paziente. Questo
però non deve indurci a pensare che esse siano le uniche malattie che possono es-
sere curate dall'Ayurveda. Queste malattie "con un nome" sono descritte solo per
illustrare la situazione, ma anche le altre malattie "senzanome" vengono curate se-
guendo i medesimi principi. Le malattie sono innumerevoli a causa dei muta-
menti e delle combinazioni dei loro fattori scatenanti che rendono praticamente im-
possibile, e quindi non necessario, descriverle tutte in un testo. Infatti l'Ayurveda
afferma molto chiaramente che il medico prima di intraprendere un trattamento non
deve preoccuparsi della denominazione di quella particolare patologia.

Il terreno è più importante del seme


Nell'Ayurveda i microbi sono considerati i fattori scatenanti di numerose ma-
lanie. I testi contengono la descrizione di venti categorie diverse di microbi e paras-
siti ed è evidenziato il fatto che alcuni di questi non possono essere osservati a oc-
chio nudo a causa della loro natura sottile. Viene descritta anche la natura non pa-
togena di alcuni di essi (avaikarika), ma i microbi patogeni sono considerati solo
una causa secondaria della malattia, mentre il fattore principale è considerato la di-
sarmonia tra i dosha (vayu, pitta e kapha).
Se il terreno è fertile, i semi piantati in esso cresceranno e si moltiplicheranno.
Allo stesso modo se c'è uno squilibrio dei dosha (rappresentato dalla fertilità del
terreno, ovvero del corpo), soltanto allora i microbi potranno crescere e moltipli-
carsi fino a causare la malattia. Se i dosha e i dathu (gli elementi tessutali) del corpo
si trovano in stato di equilibrio (il che implica la sterilità del terreno, cioè del corpo),
i microbi, per quanto potenti possano essere, non saranno in grado di moltiplicarsi
e crescere fino a generare una malattia. Infatti, i microbi invasivi muoiono per man-
canza di nutrimento in un ambiente ostile. Nell'Ayurveda quando si cura una ma-
lattia, si dà molta più importanza alla promozione dell'equilibrio dei dosha e dei
dathu che non alla distruzione dei microbi.

Promozione del sistema immunitario

I microrganismi sono più potenti delle cellule del corpo che essi attaccano per
causare la malattia, mentre gli antibiotici usati per distruggerli sono talmente forti
da causare un danno cellulare che può dar luogo a reazioni tossiche collaterali.

30
lalattia pos- Le terapie ayurvediche ripristinano I'equilibrio tra dosha e dathu (elementi
a dell'esame tessutali), favorendo la crescita di vyadhi-sahatva o vyadhi-ksamana (l'immunità).
csya). L immunità ha due aspetti diversi: vyadhi-bala-virodhina (l'immunità contro la vi-
:ubercolosi) rulenza della malattia) e vyadhi-utpadaka-pratibandhatva (l'immunità contro la
to a seconda manifestazione della malattia).Il paziente grazie all'aumento dell'immunità, non
rnte. Questo :olo evita gli attacchi riconenti della stessa malattia ma diviene resistente anche
possono es- nei confronti di altre malattie. Le terapie ayurvediche, anche se agiscono lenta-
itte solo per mente, conferiscono tuttavia alpaziente effetti benefici e nessun effetto collate-
10curate se- rale tossico.
a dei muta-
;amente im-
l'Ayurveda f tilizzo di prodotti naturali
[amento non
l. Nelle terapie dell'Ayurveda vengono utilizzati solo prodotti naturali come piante,
netalli e prodotti animali. Tra le piante vengono preferite quelle che crescono nelle
foreste, nel loro habitat naturale. A causa però della grande richiesta e della loro in-
sufficiente disponibilità, non sempre tutte queste piante vengono coltivate natu-
ralmente senza I'utilizzo difertilizzanti chimici o insetticidi. Le sostanze chi-
merose ma- miche sono infatti proibite nei trattamenti ayurvedici. Questi prodotti naturali sono
'obi e paras- relativamente omologhi ai tessuti che compongono il corpo e quindi sono facil-
;ervati a oc- rnente digeriti, assorbiti e assimilati dai tessuti per produrre i loro effetti terapeu-
ura non pa- tici. Nel caso in cui non siano reperibili o non accessibili a causa del loro costo
iderati solo elevato, vengono prescritti dei sostituti naturali più economici.
lerato la di- I rimedi sintetici e non naturali anche se a volte possono aiutare la persona a
§up€rare in fretta il dolore, tuttavia, a lungo termine, quando vengono neutraliz-
licheranno.
nti 6 slirninati, danneggiano gli organi vitali del corpo.I prodotti naturali usati nel-
fertilità del .'Avurveda non creano questi danni e per la loro natura omologa essi tonificano
e moltipli- lii organi.
i) del corpo
del corpo),
Sempticità dei metodi di diagnosi e cura
.oltiplicarsi
ro perman-
I laboratori d'analisi sono utili per la diagnosi delle patologie. L'Ayurveda in-
ra una ma-
rece non dipende così strettamente da essi, ma dà importanza alla capacità clinica
losha e dei
del medico e quest'ultimo fa ricorso a metodi semplici e non dispendiosi come
i'same del polso, delle urine ecc. per la diagnosi della malattia e per la scelta del
;anamento. Per la preparazione delle medicine ayurvediche non sono essenziali
&ezzature sofisticate e tecniche di laboratorio: acqua, olio o ghee (burro chiari-
§cato, NdT) sono utilizzati per estrarre dalle piante le parti terapeuticamente effi-
ci che vengono poi utilizzate sotto forma di polvere o compresse. Non vengono
rccano per milizzate sostanze chimiche per l'estrazione dei principi attivi. Per questo mo-
nente forti mto. nel caso delle medicine ayurvediche, non c'è la possibilità che residui chimici
laterali.
FÈrmangano dopo il processo di estrazione finale e che i loro effetti tossici si ma-

3l
nifestino nel paziente. Alcuni ingredienti utilizzati nell'Ayurveda possiedono ef-
fetti tossici solo se usati allo stato grezzo. Essi vengono privati della tossicità at-
traverso processi in cui si utilizzano succhi o decotti di erbe per la preparazione dei
rimedi. Fondare una clinica o un ospedale ayurvedico richiede quindi un investi-
mento di capitale molto minore rispetto alle strutture tradizionali.

La natura atossica delle terapie

Secondo I'Ayurveda, gli alimenti e le sostanze usate come rimedi, possiedono


proprietà quasi identiche. Esse sono:
EC
rasc (sapore)
§È
guna (attributi)
rrlff
virya (potenza)
vipaka (sapore che emerge dopo la digestione)
p rabhav a (azione specifica)

L'unica differenza è che negli alimenti prevale il rasa (sapore), mentre nelle so- --
hd
stanze usate come rimedi predomina il virya (potenza).
Per tale motivo gli ingredienti alimentari possono essere utilizzati come ri- 5&
medi e viceversa. In virtù dei loro effetti non tossici e tonificanti, tutti i preparati II
ayurvedici possono essere usati sia da persone malate che da soggetti sani. Nel nt
primo caso essi curano le malattie, nel secondo invece promuovono il sistema im- 5-
munitario e agiscono come tonici. Come gli ingredienti alimentari, che quando ven-
gono usati in modo appropriato non fanno male, così anche i prodotti ayurvedici, -{
se usati con giudizio da persone sane, non possiedono effetti collaterali e agi-
scono come tonici. Alcuni ingredienti comunemente usati nelle preparazioni E
ayurvediche, come la curcuma, il pepe nero, lo zenzero e I'aglio, sono solita-
mente impiegati in cucina per la preparazione dei cibi. Il loro utilizzo quotidiano
da migliaia di anni è sufficiente a dimostrare la loro natura non tossica. I rimedi
ayurvedici in alcuni paesi sono continuamente usati da migliaia di anni. Essi non
presentano tossicità acuta, subacuta o cronica, né effetti teratogeni, come ben di-
mostra la crescita della popolazione in questi paesi. In questi paesi le malattie
prevalenti sono principalmente causate dall'arretratezza economica a dispetto della
fede della popolazione nell'Ayurveda.

Effetti benefici senza effetti collaterali tossici


Come abbiamo già detto, i rimedi ayurvedici possono essere assunti sia da
persone malate, sia da persone sane, poiché essi promuovono lo stato di salute e
I'immunità. I prodotti ayurvedici non sopprimono la sintomatologia dolorosa né

32
ono ef- eliminano la patologia causata dai microrganismi, ma curano invece la malattia cor-
icità at- reg_eendo lo stato patologico nel sito di origine della malattia stessa (udbhava-
one dei shana), ripulendo i canali di circolazione attraverso i quali le tossine circolano
investi- tvmcare-marga) e stimolando il sistema immunitario nel luogo di manifestazione
ùella malatti a (adhisthana).
Attraverso tali procedimenti la malattia viene estirpata per sempre e viene sti-
oolato il sistema immunitario affinché la patologia non possa più ripresentarsi in
foturo. Questi sono gli effetti "collaterali" benefici delle terapie ayurvediche.
;iedono
lmportanza di una dieta appropriata

Nel trattamento di una malattia, oltre alle indicazioni terapeutiche, un ruolo


Lnportante viene svolto dall'assunzione di una dieta appropriata. A seconda della
patologia, i testi dell'Ayurveda indicano quali alimenti o bevande assumere o evi-
are. Si afferma infatti che "se il paziente segue una dieta appropriata non ha bi-
rcsno di ricorrere ad alcun rimedio, se invece non segue una dieta appropriata,
relle so- rehe in questo caso non ha bisogno di ricorrere ad alcun rimedio". Questo vuol
&e che se il paziente segue un'alimentazione corretta potrà guarire senza l'utilizzo
ome ri- ù alcuna medicina, in caso contrario anche la somministrazione di terapie potenti
reparati m sortirà alcun effetto. Ecco perché il medico ayurvedico prescrive sempre di-
rni. Nel wrsi tipi di dieta per ogni fase della malattia e anche dopo la guarigione dalla ma-
:ma im- kria, in modo da eliminare il materiale patogeno residuo e ripristinare il normale
do ven- rero di salute.
rvedici,
i e agi-
razioni lpproccio uniYersale
solita-
rtidiano ll fine dell'Ayurveda non è confinato nell'ambito di una particolare religione,
rimedi rea geografica, gruppo politico o etnico. I suoi principi basilari sono applicabili a
,ssi non mi indistintamente, indipendentemente dalle differenze alimentari, climatiche,
ben di- ù tradizione e cultura. Secondo Caraka, "un saggio considera l'intero universo
ralattie come suo maestro. Solo un folle può scorgervi un nemico". Bisognerebbe,
to della lmque, accettare senza esitazione qualsiasi buon consiglio (riguardo il manteni-
Ento della salute e le cure delle malattie), da qualsiasi parte esso giunga, persino
- proviene da un nemico.
In alcune parti del mondo esistono proibizioni religiose riguardanti l'uso di al-
eool, di carne in generale, o più specificamente di quella suina e vaccina. Coloro
cùe assumono invece questi tipi di cibi e bevande dovrebbero conoscerne sia le qua-
i sia da tà che gli effetti negativi. È per questo che le caratteristiche di questi alimenti sono
;alute e riportate in dettaglio nei testi classici dell'Ayurveda. Nelle varie culture esistono
rosa né lÉtudini sessuali differenti. Non è necessario che tutti siano dei brahmacari e os-

JJ
servino il celibato. Per le persone comuni infatti vengono descritti nei testi ayur-
vedici metodi per ottenere il massimo piacere sessuale.
Grazie a questo suo atteggiamento di apertura e all'approccio universale, oltre
all'utilità terapeutica, I'Ayurveda
è riconosciuto e adottato in diverse parti del mondo
(nonostante le barriere geografiche, politiche, etniche e religiose) per la preserva-
zione e la promozione della salute, la prevenzione e la cura delle malattie.
L'Ayurveda è considerato una branca (angas) dei Veda. I mantra nei Veda non
sono stati composti da individui (apauruseya). Essi furono percepiti da saggi in uno
stato di meditazione profonda (samadhi) e rappresentano differenti forme di vi-
brazione cosmica. I Veda furono percepiti e codificati molto prima che gli Ariani
entrassero nell'attuale area geografica dell'India. Secondo l'opinione di autorevoli
studiosi, la razza ariana è migrata in India dall'Europa del nord. L'Ayurveda,
come parte sussidiaria dei Veda, esisteva molto prima che gli Ariani entrassero in
India. UAyurveda si prese cura della salute di queste popolazioni durante la loro
permanenza nella loro terra di origine, durante le migrazioni e nel loro attuale in- TE
sediamento in India. Così le tradizioni locali e le piante originarie del nord Eu-
ropa sono state incorporate e sono diventate parte dell'Ayurveda. Nel successivo
trascorrere di migliaia d'anni questo collegamento è andato perduto. Così, come
le popolazioni dell'India, anche gli abitanti dell'Europa e coloro che sono migrati
-:
in altri paesi possono rivendicare lo stesso diritto sull'Ayurveda e sul suo pos-
sesso ancestrale. E dovere di tutti gli uomini di scienza, indagare scientificamente
sulle potenzialità di tale sapere dagli aspetti ancora inesplorati e sfruttare questa an-
tica conoscenza accumulata nei secoli, che ha come finalità il mantenimento della
salute, la prevenzione e la cura delle malattie.

I
r

34
testi ayur-
2. L'Ayuryeda nella storia
:rsale, oltre
del mondo
a preserva-
tie.
i Veda non
aggi in uno
rrme di vi-
: gli Ariani
autorevoli
Ayurveda,
trassero in
.nte la loro
attuale in- (higini mitologiche dell'Ayurveda
I nord Eu-
;uccessivo Secondo la mitologia indiana, I'Ayurveda fu rivelato (e non composto) da
)osì, come Brahma che trasmise questa scienza a Daksa-Prajapati che a sua volta lo insegnò
no migrati
I suo pos-
€li Asvini-Cumara i quali, a loro volta, lo insegnarono a Indra. La successiva ge-
rarchia che si instaura tra i propagatori dell'Ayurveda vede il sorgere di diverse
ificamente snole con opinioni differenti. Secondo il Sushruta Samhita, il Signore Dhanvan-
questa an-
ri apprese I'Ayurveda da Indra e lo insegnò a Divodasa che a sua volta impartì
rento della qEsta conoscenza a Sushruta, Aupadhenava, Aurabhra, PauskalaVata, Gopurarak-
rira e Bhoja. Secondo il Caraka Samhita, Bharadvaja lo apprese da Indra e lo in-
sgnò ad Atreya Punarvasu. Quest'ultimo a sua volta lo insegnò adAgnivesa, Bheda,
rrrrk4113, Parasara, Harita, Ksarapani ecc... Secondoil Kasyapa Samhita,lndra
rse-enò I'Ayurveda a Kasyapa, Vasistha, Atreya e Bhrgu. Numerose opere ayur-
rcdiche furono composte da questi saggi del passato e oggi sono raggruppate in due
srcle principali: la scuola di Atreya, che si occupa soprattutto di medicina, e la
srola di Dhanvantari che invece si occupa di chirurgia. Molti di questi testi sono
dati perduti.

L'Alurveda nell'era vedica


lDhanurveda(lascienzadeltiroconl'arco), ilGandharvaveda(lascienzadelle
Hle arti), lo Sthapatyaveda (la scienza dell'architettura) e l'Ayurveda (la scienza
&Ila medicina), sono considerati i quattro Upaveda o argomenti sussidiari rispet-
tramente del Rk, Yajur, Saman e Atharva Vedc. Sushruta ha chiaramente affermato
ù l'Ayurveda è un Upaveda dell'Atharva Veda. Secondo Caranavyuha, l'Ayur-
rcda è un Upaveda del Rk Veda. Secondo un'altra opinione I'Ayurveda è un
Fto Veda indipendente dagli altri quattro.

35
Uno studio sul materiale contenuto nei Veda rivela che i quattro Veda sono pieni
di riferimenti ai vari aspetti della medicina. Divinità come Rudra, Agni, Varuna,
Indra e Marut, sono designate con il titolo di medici celesti. I più famosi medici a
quel tempo erano gli Asvin. Nei Veda molte guarigioni miracolose nel campo
della medicina e della chirurgia sono state attribuite a loro, come l'aver riportato
in vita individui e santi, la correzione della sterilità, la longevità e la cura di gravi
malattie come lo Yaksma (la tubercolosi). Nei testi troviamo in più parti riferimenti
a operazioni chirurgiche, come il trapianto di una testa equina su un corpo umano
e la sua successiva sostituzione con una testa umana, I'applicazione di arti artifi-
ciali, il reinserimento della testa di Yagna sul suo corpo ecc.
NeiVeda si possono ritrovare i principi fondamentali della scienza medica, com-
preso il concetto di tridosha e di sapta-dathu, il conceno di digestione e di meta-
bolismo, le descrizioni anatomiche e di numerose patologie. Esistono inoltre de-
scrizioni dettagliate dei batteri responsabili della manifestazione di molte ma-
lattie. A questo riguardo si afferma che molti di questi batteri non sono visibili a oc-
chio nudo. Vengono inoltre descritti il parto, la cauterizzazione, le tossine, la gua-
rigione dalle possessioni di spiriti maligni,le terapie di ringiovanimento, gli afro-
disiaci. Vengono anche descritte le piante medicinali, con le loro diverse parti e i
loro effetti terapeutici. Troviamo inoltre la descrizione di circa ventotto malattie
con i loro relativi rimedi. Invece, il metodo di preparazione delle medicine è de-
scritto soltanto in breve. Nel Rt Vedac'è la descrizione di sessantasette piante
medicinali. Nello lajzr Veda,ne sono riportate ottantuno, mentre nell'AtharvaVeda
ben duecentonovanta. Inoltre, nei Brahmana, troviamo la descrizione di centotrenta
piante medicinali. Nel RÈ Veda, si narra la storia di Vispala, moglie del re Khela,
la quale perse le gambe durante una guerra. Per questo motivo le vennero appli-
cati degli arti artificiali, con un intervento di chirurgia protesica.
La più delicata operazione descritta è probabilmente quella dell'applicazione di
una sonda all'uretra di un paziente che soffriva di ritenzione urinaria. E riportata
inoltre l'applicazione di sanguisughe per il trattamento delle ulcere.

L'Ayurveda nel periodo della civiltà della Valle dell'Indo

L India ha rivestito un ruolo importante nel processo di sviluppo della tecno-


logia e della scienza. Secondo gli attuali riferimenti archeologici, la storia della tec-
nologia e della scienza in India risale alla Civiltà della Valle dell'Indo, alla quale
spesso ci si riferisce come "Cultura di Harappa". Harappa e Mohenjo-daro rap-
presentano i due più importanti siti archeologici della Valle dell'Indo. Harappa sta-
bilì sia rapporti commerciali che culturali con i paesi confinanti nelle regioni del-
l'Asia centrale e occidentale. Questa civiltà fiorì nel nord e nell'est dell'India, tra
il 2500 a.C. e il 1500 a.C. Lo studio dei crani rinvenuti a Mohenjo-daro e Harappa
dimostra che gli abitanti dell'epoca appartenevano alla tipologia aborigena proto-
australoide. Sui sigilli rinvenuti a Mohenjo-daro e Harappa, vi sono molte rappre-

36
no pieni rotazioni di una divinità maschile dotata di corna e dal triplice volto, seduta in po-
Varuna, sizione Yoga, con le gambe incrociate e circondata da animali. Questa figura
nedici a forse era il prototipo di Shiva, tuttora venerato come la divinità dello Yoga e della
campo nedicina.
lportato Gli scavi archeologici di Harappa e Mohenjo-daro costituiscono un'ampia te-
di gravi sdmonianza dell'abilità raggiunta dalla popolazione della Valle dell'Indo in campo
:rimenti sanitario e nelle r ealizzazioni architettoniche.
umano Appare evidente che entrambe le città furono costruite secondo un attento piano
:i artifi- urbanistico. Le abitazioni erano provviste di moderne comodità come bagni, la-
rztoi, fognature, cisterne per l'acqua potabile, cortili e camere da letto. Le fogna-
a, com-
ur:e principali potevano essere pulite attraverso il sollevamento di un tombino in
[i meta-
Itre de- '.nnoni. Il concepimento di un progetto architettonico di tale portata dimostra l'abi-
Età raggiunta in ambito sanitario e urbanistico, forse senza confronto per quei tempi.
Ite ma-
Gli scavi dei siti archeologici hanno messo in luce la presenza di numerose so-
ili a oc-
sfiurze terapeutiche come lo Silajatu, rimedio usato per il diabete, i reumatisrni e
la gua-
alri disturbi, le foglie dell'albero di Neem (Azadirachta indica) e le corna del cervo
;li afro-
rmso. Tra i reperti, sono stati rinvenuti teschi su cui furono praticati interventi di
)arti e i
cùirurgia. Tutte queste testimonianze dimostrano il progresso raggiunto dalla scienza
ralattie
redica in India a quell'epoca.
eède-
piante
,aVeda.
otrenta L'-{yurveda nel periodo post-vedico
Khela,
appli- LAyurveda del periodo post-vedico ha occupato un ruolo d'onore come un in-
sieme razionale di concetti metodologici e di pratiche terapeutiche sistematiche.
ione di Anche se i più famosi testi classici dell'Ayurveda, il Caraka e il Sushruta Sam-
portata ftira. pervenuti fino ai nostri giorni, hanno assunto la loro forma attuale con la re-
rhzione fatta prima del VII secolo a.C., gli insegnamenti e le pratiche che in essi
si trovano, risalgono senza dubbio a un periodo molto precedente. Nel suo approccio
Emico, la scienza della vita pone molta importanza alle filosofie del Sankhya, dello
ì-qa e delVaisesika adottando i principi di quest'ultimo che ritroviamo nel dravya
guna vijnana (materia medica), nel concetto di tridosha e nella teoria dei sapta-
tecno- dzthu. Dal primo invece si ricava Ia concezione panchamahabhutica del corpo e
lla tec- La sua evoluzione dal Purusha-prakriti.
rquale
'o rap-
pa sta- LAJrrrveda durante la prima parte del periodo medievale
ni del-
lia, tra Nei testi classici dell'Ayurveda c'è la descrizione della maggior parte delle so-
ìrappa suurze di origine vegetale e animale. Inoltre, durante il periodo medievale nasce
proto- le iatrochimica (rasa-shasta).In questo periodo il mercurio e-numerosi altri mi-
eppre- mali e metalli furono incorporati nella farmacopea dell'Ayurveda. Nagarjuna è

3t
considerato il padre della iatrochimica. Egli infatti, attraverso la lavorazione del
mercurio, si adoperò al fine di rendere I'intero universo libero dalle sofferenze.
Con l'avvento dei metalli e dei minerali usati in piccole dosi ma capaci di pro-
durre un effetto-istantaneo, le forme tradizionali di terapia come gli emetici, le
purghe e i clisteri, persero il loro ruolo primario e iniziarono un lento declino. Tali
terapie tradizionali richiedevano sicuramente dei tempi lunghi di attuazione, ma
avevano degli'effetti benefici molto vasti nella prevenzione e nella cura delle ma-
lattie.

Aneddoti su Jivaka

Nello stesso periodo in cui visse Buddha, ci fu un famoso medico di nome Ji-
vaka. Per la sua abilità nell'arte di curare, venne incoronato per ben tre volte re
dei medici e dei chirurghi. Egli era un esperto di pediatria ed eccelleva nel campo
della chirurgia cerebrale. Eseguì inoltre con successo numerosi interventi di chi-
rurgia addominale. Jivaka era discepolo di Atreya, il rinomato insegnante di Taxila
che fu un pioniere della medicina dell'India. Atreya ammirava profondamente Ji-
vaka per I'intelligenza, I'ingegno, lo spirito di osservazione e l'acutezza. Di tutto
ciò abbiamo ampia documentazione nelle scritture tibetane. Atreya era solito
chiedere a Jivaka, che era suo discepolo, di accompagnarlo a casa dei pazienti per
aiutarlo nei trattamenti. Un giorno Atreya prescrisse una medicina a un paziente
che, secondo il parere di Jivaka, non era corretta. Egli uscì dunque dalla casa del
paziente insieme al suo precettore per poi farvi ritorno poco dopo, da solo, per cam-
biare la prescrizione. La medicina sostituita guarì il paziente e quando Atreya venne
a conoscenza dell'accaduto ne rimase profondamente colpito. L ammirazione e l'af-
fetto che Atreya nutriva nei confronti di Jivaka non erano sicuramente graditi agli
altri studenti i quali dubitavano spesso dell'imparzialità del loro insegnante. Un
giorno Atreya chiese a tutti i suoi studenti di sottoporsi a un esame per mettere
alla prova la loro saggezza e chiese loro, Jivaka compreso, di andare al mercato a
informarsi sul prezzo di alcuni prodotti a uso medico. Una volta raccolte le infor-
EE
mazioni tutti fecero ritorno. Atreya allora chiese a ciascuno di loro quale fosse il
prezzo di altri prodotti, completamente diversi da quelli di cui avevano preso in-
t]3l
formazioni. Nessuno, tranne Jivaka, fu in grado di rispondere correttamente a
tutte le domande. Questa fu una dimostrazione della capacità di immaginazione e I
lungimiranza di Jivaka, considerati attributi necessari di un buon medico. J
Il terzo aneddoto è il seguente: un giorno Atreya domandò a tutti i suoi stu-
denti di recarsi sulla collina vicina e raccogliere tutto ciò che non avesse valore me-
dicinale. Tutti gli studenti, eccetto Jivaka, fecero ritorno con vari prodotti che, a
loro avviso, erano privi di valore terapeutico. Jivaka invece tornò indietro a mani
vuote e disse al suo insegnante che non era riuscito a trovare nulla che non avesse
valore medicinale. Questo dimostra la profondità degli studi di Jivaka.

38
La quarta storia riguarda un elefante. Una volta Jivaka e i suoi compagni sta-
'.:no facendo ritorno dal fiume dopo aver fatto il bagno.I suoi amici si stavano
)- ''r'ertendo a discutere sulle orme di un elefante. Chiesero a Jivaka cosa ne pensasse
e : quelle impronte ed egli rispose che appartenevano a un elefante femmina, cieca
1i :.,1'occhio destro che, quel giorno stesso, avrebbe partorito un elefantino maschio.
a i:'.'alia proseguì affermando che sulla groppa dell'elefante viaggiava una donna, an-
t- ::'essa cieca dall'occhio destro, la quale, a sua volta, avrebbe dato alla luce un fi-
;:-:o maschio nello stesso giorno. Tutto ciò venne riferito, tra le risa dei compagni,
:tme esempio della follia di Jivaka al loro maestro Atreya. I fatti vennero tutti
.:ificati e si scoprì che le affermazioni di Jivaka erano tutte corrispondenti a ve-
:--:i. Quando chiesero a Jivaka come facesse a sapere tutte queste cose, egli ri-
;r:se che le orme di un elefante maschio sono rotonde, mentre quelle di una fem-
i- ::::ra sono leggermente ovali. Poiché essa aveva mangiato solo I'erba che cresceva
'e .;. lato sinistro del sentiero, ne aveva dedotto che fosse cieca dell'occhio destro.
o -:--.itre, le impronte delle zampe posteriori erano più profonde e da ciò ne aveva de-
i- :::io che fosse gravida. Delle due impronte delle zampe posteriori la destra era più
a :i.,tonda e da ciò aveva tratto la conclusione che il nascituro sarebbe stato un ma-
i- ---io. Dalle urine lasciate al suo passaggio aveva capito che il parto sarebbe stato
o -::::rinente. Allo stesso modo spiegò le sue affermazioni a proposito della donna
o ::-: r'iaggiava sull' elefante.
)r Esistono ancora molte altre storie interessanti tra le scritture tibetane che ri-
:e
.:'-:rdano I'abilità di Jivaka come medico e come chirurgo.
:l
t-
IE
La storii di Bhoja
f-
Il Bhoja-Prabanddha contiene una descrizione degli interventi di chirurgia cra-
li
nica eseguiti da due medici sul re Bhoja che regnò tra il 1010 e il 1056 d.C.
n
'e Questo re soffriva di un tipo di mal di testa molto serio e i medici aprirono il suo
;ranio per coreggere il disturbo. La cosa più straordinaria di tale intervento è che
a
ssi usarono una polvere anestetica chiamata "Moha curna" che rese il re inco-
r-
siente. Una volta terminata l'operazione, somministrarono al re un'altra polvere
il --hiamata "Sanjivani" per farlo ritornare cosciente. Sfortunatamente i dettagli che
ì- § riferiscono a queste due piante non sono più reperibili.
a
Questi aneddoti sono stati riportati qui come esempio per dimostrare che du-
e nate il periodo post-vedico, specialmente tra il 500 a.C. e il 1000 d.C., l'Ayur-
reda aveva raggiunto l'apice del suo sviluppo.
l-

a
ri

39
Arresto del progresso nel periodo medievale

La scienza per sua natura è progressiva e ciò è ancora più vero nel caso di una
scienza medica. Qualsiasi arresto del suo progresso conduce a dogmi, pregiudizi
e a un accumulo di idee superstiziose.
Durante il periodo riredievale, l'India fu esposta frequentemente a invasioni stra-
niere e la pace interna ne fu completamente turbata. C'era dunque assai poco tempo
per dedicarsi alla scienza in quanto la popolazione era impegnata a combattere
per la sicurezzadel paese. Tutto ciò portò il progresso scientifico a un punto morto.
I testi di Ayurveda scritti durante questo periodo sono più che altro delle compila-
zioni tratte da svariati testi. Durante le invasioni straniere e gli scontri interni, molti
testi originari andarono perduti, tutto ciò che rimase dovette essere conservato e
spiegato alla gente tramite cornmentari. I commentari furono redatti da studiosi di
bassa levatura e ciò determinò interpretazioni errate, modificazioni non autorizzate
e redazioni inesatte. ldarsan,
iisi in dur
Ttsna e q
Rinascita dell'Ayurveda mle filos
ria ment
Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo, in India venne dato un nuovo
impulso allo sviluppo dell'Ayurveda. Il movimento nazionale per l'indipendenza
del paese diede la spinta a tale rivoluzione. I governi dei vari stati e quello cen-
trale istituirono numerose commissioni di esperti per suggerire misure di sviluppo
dell'Ayurvedaeutilizzare I'opera di medici ayurvedici nei programmi di sviluppo
del paese.
LlOrganizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l'importanza dell'Ayur-
veda e ha raccomandato l'utilizzazione dei servizi offerti dai sistemi tradizionali
per provvedere alla salute della società.

40
3. Creazione dell' universo
o nel caso di una
logmi, pregiudizi

ea invasioni stra-
assai poco tempo
ata a combattere
r un punto morto.
ro delle compila-
ntri interni, molti
ere conservato e
rtti da studiosi di
i non autorizzate
I darsana racchiudono diverse concezioni filosofiche dell'India. I darsana sono
ùrisi in due gruppi: quelliche riconoscono l'autorità dei Veda noti come Astika-
&rsana e quelli che non ne riconoscono l'autorità noti come Nastia-darsana,Le
suole filosofiche Bauddha, Jaina e quella Carvaka appartengono all'ultima cate-
!ria, mentre della prima fanno parte le seguenti scuole filosofiche:
re dato un nuovo
r l'indipendenza ll Nyaya-darsana di Gautama
ati e quello cen-
2l l'aisesika-darsana di Kanada
sure di sviluppo
mmi di sviluppo
lt Sankhya-darsana di Kapila
lt Yoga-darsana di Patanjali
5) Purva-mimamsa di Jaimini
tanza dell'Ayur-
6l U ttara-mimamsa o Vedanta-darsana
emi tradizionali
Il
nome che raggruppa tutte queste scuole è Sad-darsana.Tutte le scienze an-
iùe dell'India, come la medicina, l'astrologia, l'astronomia, la poesia e l'archi-
Elurra, si basano sli darsana. Per spiegare le attività fisiche e chimiche, l'Ayur-
nda fa riferimento al Nyaya e al Vaisesika-darsana; per spiegare invece certi fe-
meni, fa riferimento al Bauddha-darsana, mentre per spiegare il processo di crea-
ùme dell'universo e dell'uomo, I'Ayurveda attinge principalmente dal Sankhya-
bnana. Naturalmente tutto ciò non è stato accettato in toto, ma con alcune mo-
iEcazioni.
Secondo l'Ayurveda, I'universo è sorto dall'Avyakta che letteralmente significa
'il non manifesto". Il concetto di Aviakta comprende siail Purusha (l'Elemento Co-
ri:nte) che la Prakriti (la Materia Primordiale) del Sankhya-darsana.Dall'Aviak-
rh origine I'universo intero che si manifesta secondo il seguente schema:

41
s{

Avyakta
I

Mahan (inteletto) r-Y


I
Ahankara (ego)
t.
I I I
Sattvika Rajasika Tamasika

5
di

Sabda Sparsa Rupa Rasa Gandha


tanmatra tanmatra tanmatr0 tanmatra tanmatra
I i I I I

Akasha Vayu Tejo Jala Prithvi


mahabhuta mahabhuta mahabhuta mahabhuta mahabhuta

Dall'Avyakta si sviluppano consecutivamente il Mahan (intelletto) el' Ahanknra


(Ego). L Ego ha tre caratteristiche differenti: sattvika, rajasika e tamasika.ll satna
è l'aspetto di maggiore psrezza, il rajas rappresenta il dinamismo e il tamas l'e-
nergia potenziale. Quando le caratteristiche satnika e rajasika dell'Ahankara si
combinano insieme producono undici Indrya. Le caratteristiche tamasika e raja-
sika dell' Ahanknra combinate insieme producono cinque tanmatra. Da questi cinque
tanmatra derivano cinque mahabhuta. Da questi cinque mahabhuta ha origine I'in-
tero mondo materiale, sia animato che inanimato. Il mondo inanimato è costituito
solo dai mahabhuta, mentre gli esseri viventi, comprese le piante e gli animali, sono
costituiti dai cinque mahabhuta più gli undici Indrya che comprendono sia le fa-
coltà sensoriali che gli organi motori e la mente.

Coscienza negli oggetti senzienti e insenzienti

ll Purusha è la sorgente originaria della coscienza. Ogni cosa, sia nel micro-
cosmo (l'individuo) che nel macrocosmo (l'universo), è creata dall'interazione di
questo Purusha-cosciente con la Prakriti o Materia Primordiale. Per questo motivo
ogni oggetto della creazione è dotato di coscienza. Anche le cose non senzienti o
senza vita possiedono una coscienza, che è presente in forma latente. Pietre e me-
talli sono dunque dotati di coscienza allo stato latente. Questo è il segreto che si

l
42
",t
fr

cela dietro il culto degli idoli. La coscienza latente di una statua di una divinità ma-
schile o femminile, di pietra o metallo, può essere attivata dalla recitazione, secondo
le procedure prescritte, di mantra vibranti. L idolo così diviene un deposito di co-
scienza e un devoto sincero può trarre benefici dalla statua del dio o della dea
con la recitazione di preghiere o mantra.
'emplicemente
Le piante, secondo I'Ayurveda, sono dotate di vita e di coscienza ma in forma
sub-latente, a causa della loro mente e dei loro sensi non completamente sviluppati.
Negli animali i sensi sono totalmente sviluppati ma la mente è sottosviluppata. Negli
§sere umani la coscienza è pienamente manifesta grazie al completo sviluppo sia
della mente che dei sensi. I grandi scienziati e i santi sono dotati di una super co-
x-ienza grazie alla predominanza dell'intelletto e della saggezza.
Quindi, la differenza sostanziale tra una pietra, una pianta, un animale e un essere
urnano, consiste nella natura non sviluppata (latente) o sottosviluppata (sublatente)
dei sensi e della mente, e non nelf'assenza o nella presenza della coscienza.

nknra
sattva
zs I'e-
ara si
raja-
:inque
e l'in-
tituito
, sollo
le fa-

nicro-
cne di
rotivo
enti o
e me-
che si

43
4. Il concetto di pancha-mahabhuta

Uuomo è dotato di cinque sensi attraverso i quali percepisce l'intero universo


che lo circonda in cinque modi diversi: questi sensi (organi) hanno facoltà audi-
tiva (orecchie), tattile (pelle), visiva (occhi), gustativa (lingua) e olfattiva (naso).
Attraverso questi sensi e gli organi di senso a essi collegati, gli oggetti esterni non
sono solo percepiti ma anche "assorbiti e assimilati" sotto forma di quanti di energia.
Questi cinque tipi di percezione sensoriale costituiscono la base che consente di
suddividere, raggruppare o classificare l'intero universo in cinque categorie note
come mahabhuta: akasha (etere?), vayu (aria?), agni (finco?), jala (acqua?) e
prithvi (terra?). I termini equivalenti posti tra parentesi non connotano la piena
implicazione dei termini originali sanscriti. Ad esempio, la semplice acqua non con-
tiene soltanto 1l jala-mahabhuta, ma è composta di tutti e cinque i mahabhuta.La
forza di coesione o potere di attrazione insito nelT2la o acqua, costituisce la carat-
teristica saliente del jala-mahabhuta. Allo stesso modo l'aria non è soltanto ilvayu-
mahabhuta, ma contiene anche gli elementi che appartengono agli altimahabhuta.
Per esempio, l'ossigeno sarà più vicino all'agni-mahabhuta, mentre l'idrogeno al
jala-mahabhuta.La fisica e la chimica moderne hanno suddiviso la materia che
compone I'universo in alcuni elementi di base. Tali elementi differiscono gli uni
dagli altri per certe caratteristiche. Tutti questi elementi possono essere classifi-
cati nelle cinque categorie dimahabhuta.D'altraparte ogni atomo ha le caratteri-
stiche proprie di tutti e cinque i mahabhuta: gli elettroni, i protoni e i neutroni
presenti nell'atomo rappresentano il prithvi-mahabhuta;laforza di coesione per
la quale rimangono attratti gli uni agli altri è l'attributo caratteristico del jala-ma-
habhuta; l'energia che si produce in un atomo durante la scissione e quella che ri-
mane latente quando è nella sua forma intatta è rappresentata dagli attributi del-
I'agni-mahabhuta;laforzadi movimento degli elettroni è rappresentata dalla strut-
tura caratteristica del vayu-mahabhuta e lo spazio nel quale essi si muovono è
l' attributo primario dell' aka s ha- mahab hut a.

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Secondo l'Ayurveda il corpo di un individuo è composto di cinque mahab-
h"'a, proprio come ogni altra cosa del mondo è anche composta di cinque mahab-
lqra. Nel corpo umano questi cinque mahabhuta sono spiegati in termini di
kha, dathu e mala e quando si parla di rimedi essi rappresentano il rasa (sapore),
il gna (qualità), il virya (potenza) e il vipaka (il sapore che emerge dopo la dige-
riroe e la metabolizzazione di una sostanza).
\el corpo di un essere vivente in condizioni normali, tali sostanze si manten-
gnoo in una proporzione specifica. Tuttavia, a causa dell'azione enzimatica all'in-
:rm dell'organismo, questo rapporto proporzionale dei cinque mahabhuta o il loro
:f;li[rio nel corpo viene disturbato. L'organismo ha tuttavia una tendenza natu-
ole a mantenere lo stato di equilibrio. Elimina i mahabhuta in eccesso e assume
furi dei mahabhuta mancanti.La carenza dei mahabhuta viene reintegrata con
g§ alimenti, le bevande, I'aria, il calore, il sole ecc.l pancha-mahabhuta esogeni
m convertiti in pancha-mahabhuta endogeni attraverso il processo di digestione
unrverso e È metabolismo.

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