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ABHAYA DNA CENTRO DI CULTURA YURVEDICA

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SCUOLA TRIENNALE PER OPERATORI YURVEDICI

YOGA & YURVEDA

Massimiliano Mayr

YOGA E YURVEDA _________________________________________________________________________________

La felicit sia con noi La perfetta salute sia con noi Possano tutti vedere ci che buono Possano tutti essere liberi dalla sofferenza

Dio ci protegga entrambi Dio ci nutra insieme Cresca la forza per conoscere la Verit Siano i nostri studi illuminati Non ci sia mai incomprensione tra noi Om, pace, pace, pace

Guidaci dallimmaginario al Reale Guidaci dalle tenebre alla Luce Guidaci dalla paura della morte alla Conoscenza dellImmortalit

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YOGA E YURVEDA _________________________________________________________________________________

SOMMARIO

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.

YOGA E YURVEDA A GA E HA A YOGA

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I SENTIERI DELLO YOGA E LYURVEDA SANA PR YMA FINI E PROPOSITI DI YOGA E YURVEDA CONCLUSIONI

APPENDICE

BIBLIOGRAFIA SANA

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Buddha della Medicina

1. YOGA E YURVEDA

I due sistemi, dello Yoga e dellyurveda, percorrono una strada comune e propongono un modello di vita integrato che affronta ogni aspetto della nostra esistenza al fine di mantenere un corpo sano ed efficiente e una mente lucida ed equilibrata, ovvero conservare salute e benessere. Lo Yoga, attraverso la disciplina e leducazione del corpo, ci insegna (iniziando con la pratica degli sana) a dominare la mente invitando il praticante a seguire regole di igiene personale, alimentazione, gestione delle energie fisiche e psichiche e governo del proprio carattere affinch sia possibile mantenere o recuperare il naturale stato di equilibrio fisico, psichico e spirituale. Lyurveda, a partire dallindividuazione e dalla definizione della

costituzione personale, fornisce le indicazioni per mantenersi in salute e curarsi, fornendo al contempo le informazioni per scegliere il percorso yoga pi adatto e le posizioni da praticare pi appropriate affinch le funzioni del nostro corpo

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siano perfettamente in armonia per consentire una lunga vita equilibrata e sana.

Lo yogin e' uno sperimentatore, uno studioso e un filosofo: la pratica abbraccia attivit diverse e complesse e lesperienza personale che ne deriva aperta. Il praticante che decide di penetrare a fondo nello yoga analizza la realt interiore ed esteriore intorno alla quale - e attraverso la quale - si sviluppa la propria crescita. La storia dello yoga e la sua sintonia con le scienze (in particolar modo con l'antropologia e lyurveda) ci insegna quanto vicino alla realt: lo yoga non legato a magici poteri primitivi, ma allesperienza! Esso una delle guide che accompagnano luomo: ognuno di noi in continuo conflitto con se stesso e gli altri (da qui nasce anche la malattia): viviamo ogni giorno lottando con la nostra quotidianit, allontanandoci dal suo pi profondo significato, rimaniamo incapaci di spingere lo sguardo oltre Lo yoga rappresenta una risposta a questo stato: risponde alle nostre esigenze primarie di benessere fisico e a quelle pi elevate intellettuali e psicologiche. Secondo molti riesce a costruire un bisogno intellettuale in evoluzione che diviene una potente spinta motivazionale alle attivit dellesistenza umana, fino alla realizzazione di se stessi (realizzazione mondana allinizio, poi intellettuale e spirituale). I sistemi yoga di Patajli e Gorak antha rappresentano l'aspetto pratico della filosofia S khya. Lo yoga una scienza e possiede un metodo di analisi e sintesi: esso e' presente in tutti i sistemi filosofici dell'India (e quindi anche nellyurveda). Ogni forma di conoscenza deriva da tre procedimenti:

1. un'accurata sperimentazione, 2. un'osservazione precisa e critica, 3. una teoria funzione dei processi di induzione e deduzione.

I primi due processi sono di natura analitica, mentre il terzo costituisce la sintesi. Lo yoga si concentra proprio sull'analisi e sulla sintesi della _________________________________________________________________________________ 4

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sperimentazione a partire da Patajli, la maggiore autorit sullo yoga. A lui vengono attribuite tre grandi opere:

un commentario sul trattato di grammatica sanscrita di Panini, il Cakra, ovvero uno studio sulla medicina, gli Yoga Stras, o Aforismi sullo Yoga.

Le tre opere sono in relazione: il commentario aiuta a purificare la parola e lespressione, lo studio sulla medicina insegna a curare il corpo e gli Aforismi sullo yoga preparano alla purificazione dell'anima; ritroviamo il latino mens sana in corpore sano, ovvero una personalit coltivata e perfettamente integrata come ci insegna la stessa yurveda: il corpo, la mente e l'anima vengono considerati una sola unit e seguendo rigorosamente questa tradizione, Patajli ha coordinato sistematicamente ogni disciplina dello yoga.

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Yoga Stras. manoscritto

2. A

G E HA A YOGA

Gli yogin nei secoli hanno analizzato (in un modo che oggi potremmo definire, secondo i nostri canoni, scientifico ed oggettivo) gli ostacoli che impediscono alluomo di controllare i propri pensieri e le proprie emozioni. Patajli (II secolo a. C.), cos la tradizione tramanda, descrisse i risultati delle ricerche degli yogin negli Yoga Stras, un testo in cui viene esposto e suggerito un modello di vita da seguire suddiviso in otto livelli (a ga = otto membra) per pacificare e guidare la mente al godimento di uno stato durevole di pace ed equilibrio mentale e fisico. In breve gli otto stadi sono: YAMA: il rispetto e ladesione ai comandamenti morali universali (per esempio la pratica della non violenza e lastensione dalla cupidigia), NIYAMA: lautopurificazione con la disciplina attraverso lausterit, la purezza, lo studio e il superamento dellio, SANA: la pratica di posizioni per fortificare il corpo e la mente, PR YAM: la pratica del controllo ritmico del respiro e quindi dellenergia vitale, PRATYHRA: il controllo e lemancipazione della mente dal dominio dei sensi e degli oggetti esteriori ovvero il distacco dallattivit sensoriale, DHRA A: la concentrazione mentale, _________________________________________________________________________________ 6

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DHYNA: la meditazione, SAMDHI: la condizione di concentrazione supercosciente ottenuta con profonda meditazione in cui laspirante (sdhaka) diviene uno con loggetto della meditazione: Paramtm o Spirito Universale. I primi cinque a ga sono detti bahira ga (o membra esterne) e i successivi tre sono detti antara ga (o membra interne) o anche samyama (concentrazione della mente). Gorak antha (XI, XII secolo d. C.) nellHa a Yoga propone un cammino analogo, sottolineando, in particolare, limportanza della conoscenza del proprio corpo e della pratica fisica. Anche lHa a Yoga prevede una serie di a ga che per risultano essere solo sette essendo dhra a esclusivamente una particolare forma di pratica di meditazione. LHa a Yoga, particolarmente vicino al sistema del tantrismo, crea la sua filosofia a partire da Ku dalin: attraverso gli sana e il lavoro specifico sui cakra (centri di energia che possono essere messi da noi in relazione con i sei plessi) mira a risvegliare Ku dalin e attraverso questesperienza arrivare al samdhi. La regolare applicazione degli a ga e in particolare dei primi cinque (bahira ga o membra esterne) presenta molti aspetti che appartengono anche allyurveda: la corretta respirazione, la corretta alimentazione, il corretto esercizio fisico, fino ad arrivare alla conoscenza del proprio carattere e del proprio corpo (con i suoi limiti e potenzialit) costituisce il punto fondamentale per il benessere mentale e fisico dellindividuo per ambedue i sistemi (yoga e yurveda) che si propongono di realizzare, prima di tutto, una lunga e sana vita.

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I sei Cakra, I , Pi gal e Su umm

3. I SENTIERI DELLO YOGA E LYURVEDA

Lo yoga un cammino che prevede differenti esperienze e attivit, ovvero veri e propri sentieri che possono essere seguiti singolarmente o insieme. Il Rja Yoga o yoga regale, o integrale indica indifferentemente il sistema classico dello yoga (descritto da Patajli) oppure la forma di yoga pi elevata che si propone di arrivare alla realizzazione spirituale attraverso le diverse pratiche yogiche che nei secoli, e a seconda dei maestri, si sono succedute sottolineando aspetti diversi. Allinterno di questo cammino globale vi sono differenti itinerari (possiamo ricordare per esempio il Bhakti Yoga o yoga della devozione, lo Jana Yoga o yoga della conoscenza, il Karma Yoga o yoga del servizio, il Ku dalin Yoga o yoga di Ku dalin (il serpente o lenergia latente che risiede nel primo cakra) il Nidr Yoga o yoga del sonno, lAbhaya Yoga o yoga dellassenza e il Kriy Yoga o yoga delle tecniche) che si propongono di raggiungere risultati che valgono per se stessi o servono da base per una successiva evoluzione della persona che li segue (Sdhaka o praticante) Tutti i tipi di yoga invitano allo studio di s, ovvero alla conoscenza della propria persona anche attraverso la comprensione della propria natura

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yurvedica: lyurveda guarisce e purifica il corpo e la mente, mentre lo yoga, preparato dallyurveda mantiene il corpo efficiente. Lyurveda fa propri alcuni aspetti dello yoga e molti affermano che essa stessa costituisca una forma di Karma Yoga, una forma di servizio per gli esseri umani. Allo stesso modo lo yoga utilizza le conoscenze dellyurveda e chi pratica yoga deve conoscere lyurveda per essere un buon praticante: deve conoscere la visione yurvedica del corpo e della mente, luso della dieta e delle erbe e i metodi di purificazione per preparare se stesso alla pratica degli sana.

Il fondamento dello yoga lyurveda e il frutto dellyurveda lo yoga.

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iva Na arja

4. SANA

Gli sana costituiscono laspetto pi evidente - e conosciuto dello yoga. Lyurveda consiglia la pratica degli sana per fare esercizio fisico e per curare alcune malattie. Naturalmente gli sana sono solo una parte minima e non sempre presente del trattamento terapeutico ma sono in grado da soli in un normale stato di salute di migliorare la circolazione, rimuovere le tossine, rinforzare durante lesercizio fisico la struttura muscolo-scheletrica, sviluppare lequilibrio psicofisico e promuovere la conoscenza e la coscienza del proprio corpo. Gli sana sono utili per tutte le costituzioni (do a) in particolare per i vata e dovrebbero essere praticati, secondo la tradizione, per almeno trenta minuti al giorno. Esistono per serie di sana specifiche per le diverse costituzioni yurvediche che favoriscono il mantenimento e il recupero dellequilibrio naturale.

VATA DO A. Le persone che hanno vata dominante in genere hanno una buona flessibilit, ma, in vecchiaia sviluppano facilmente rigidit muscolare e articolare. Il primo ostacolo che devono affrontare e superare riguarda il giusto atteggiamento nellapproccio allo yoga che richiede calma e concentrazione:

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dovrebbero iniziare con un buon riscaldamento per preparare il corpo alla pratica e impegnarsi a non entrare nelle posizioni prima che la muscolatura sia pronta. In particolare dovrebbero praticare sana ponendo attenzione alla regione pelvica e al colon (regioni dove vata maggiormente presente). In genere sono ottimi gli sana che limitano il movimento per contrastare lattivit eccessiva che contraddistingue i vata (non bisogna per limitare tale attivit esageratamente per non incorrere nel desiderio di abbandonare la pratica per la troppa noia!); sono ottime quindi le posizioni sedute come la posizione del loto (padmsana) e del diamante completo (vajrsana) per creare tranquillit e disciplina. Allo stesso modo i vata tendono a irrigidire il corpo (in particolare la zona delle spalle e delle anche) per assumere posizioni di protezione e/o aggressione: in tal caso necessario praticare posizioni che aumentino lo spazio e il movimento nelle zone rigide. La spina dorsale probabilmente la zona maggiormente interessata da questa rigidit e le posizioni in torsione come la posizione di Matsyendra (matsyendrsana) aiutano a mantenerne la flessibilit, mentre le posizioni di allungamento e inarcamento della schiena come il cobra (bhuja gsana) e la locusta (alabhsana) sono ottime per lequilibrio. Le posizioni in piedi come lalbero (v k sana) sono ottime per sviluppare la calma e la stabilit, mentre le posizioni sedute vegono utilizzate per controllare apna vayu. Ogni posizione per i tipi vata deve essere fatta con molta calma e con grande consapevolezza, con un attento controllo del respiro per aumentare pazienza, concentrazione e diminuire invece il naturale ed eccessivo desiderio di movimento. I vata devono conquistare stabilit, fermezza, calma, dominio e rinforzare il corpo.

PITTA DO A. Gli individui che hanno pitta dominante hanno solitamente buono sviluppo muscolare e buona flessibilit ma caratterialmente amano eccellere e brillare e questo loro atteggiamento li porta spesso a desiderare di raggiungere lobiettivo della posizione, realizzare la performance, dimenticando lautentico significato della pratica ovvero, oltre il mantenimento _________________________________________________________________________________ 11

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dellefficienza del corpo, la costruzione dell sana per la conquista del dominio della mente, indirizzando verso linterno lintelligenza. Come i vata devono controllare il desiderio eccessivo di movimento nella pratica, cos i pitta devono lavorare per raffreddarsi a livello fisico ed emotivo. Anche i pitta devono fare molta attenzione al controllo del respiro. Gli sana migliori sono costituiti dalle posizioni sulle spalle, come laratro (halsana) e dalle posizioni che eliminano la tensione dalladdome arco (dhanursana), cobra (bhuja gsana) e cammello (u rsana) e dagli sana di torsione spinale come matsyendrsana. La sfida maggiore per un pitta, nella pratica degli sana, superare il desiderio di competizione e di eccellenza che lo contraddistingue e conquistare invece, attraverso gli sana, un corpo senza pi tensioni (in particolare nella zona addominale) e una mente chiara e rilassata con una consapevolezza in atteggiamento meditativo rivolta allinterno e non alla conquista di risultati. I pitta devono conquistare relax, abbandono e rinunciare alleccessiva aggressivit.

KAPHA DO A. I soggetti che hanno kapha predominante hanno bisogno di essere spinti oltre quello che pensano essere il loro limite e praticare sana che stimolino il movimento come il Saluto al Sole (Sryanamaskr che costituisce anche la preparazione ideale alla successiva serie di sana perch riscalda la muscolatura e predispone il praticante a spostare la sua attenzione dall'esecuzione materiale dell'esercizio interiorizzando la pratica), larco

(dhanursana), i movimenti allindietro per stimolare la circolazione verso la testa, la posizione di Vrabhadra (Vrabhadrsana). I kapha, alla fine della pratica, dovrebbero sentirsi rinvigoriti e avere la mente e i sensi acuti e chiari per rimuovere la pesantezza emotiva che li contraddistingue. I kapha devono riuscire nella pratica a immettere energia, stimolare e riscaldare il corpo e la mente.

Naturalmente come non ci sono costituzioni esclusivamente pitta, vata o kapha, cos non esistono posizioni che funzionano unicamente per una costituzione e non per unaltra. _________________________________________________________________________________ 12

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Tutti gli asana vanno eseguiti dai praticanti secondo la propria costituzione fisica e psicologica, con coscienza del proprio corpo e dei propri limiti che vanno superati senza essere sfidati.

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Pratica di pr yma

5. PR YMA

Lo yoga insegna a padroneggiare il pr a e trarre i massimi benefici da una corretta respirazione. Pr a significa forza vitale (pi comunemente, ma erroneamente, si fa coincidere questo termine con laria che si respira che invece paragonabile a una parte di questa energia vitale) e yma significa espansione e quindi con pr yma si indica lespansione dellenergia vitale e leducazione a una corretta respirazione. Inoltre pr yma indica lesercizio per equilibrare i due soffi vitali pr e udna, attraverso un ciclo di inspirazione (praka), ritenzione (kumbhaka) e espirazione (recaka) in stretta relazione con i cinque Vayu dell yurveda:

Inspirazione: PR A, Ritenzione piena o espansione: VYNA, Espirazione con espressione UDNA,

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Espirazione con eliminazione: APNA, Ritenzione vuota o contrazione: SAMNA. I cinque Vayu dellyurveda indicano cinque differenti forme di movimento ed energia: PR A: lenergia che si muove verso linterno e governa linspirazione, lingestione del cibo, le sensazioni sensoriali, etc; SAMNA: lenergia che equilibra le forze che vanno verso lalto e verso il basso e opera soprattutto nel tratto gastrointestinale: il suo movimento paragonabile alloscillazione di un pendolo che si muove velocemente da destra a sinistra e da sinistra a destra; VYNA: lenergia che muovendosi dal centro alla periferia e dalla periferia al centro governa la circolazione a tutti i livelli e gli impulsi nervosi; UDNA: lenergia che si muove verso lalto e governa la crescita del corpo, lentusiasmo etc; APNA: lenergia che si muove verso il basso e verso lesterno e governa leliminazione di feci, urine, anidride carbonica, etc Gli stadi del ciclo di respirazione yogica richiamano solo alcuni aspetti particolari dei cinque vayu dellyurveda: i soffi dellyurveda infatti non coincidono con il respiro, ma sono ad essi collegati come parte di un tutto. Il pr yma punto focale dellyurveda e dello yoga perch esercita i polmoni, massaggia gli organi interni, elimina le tensioni muscolari e opera in modo potente sulla mente.

I Veda ci dicono che siamo sotto il controllo del pr : coincide (nellyurveda) con ogni attivit che il nostro corpo esercita e (nello yoga) con lenergia necessaria per praticare.

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Pratica del massaggio

6. FINI E PROPOSITI DI YOGA E YURVEDA

I cinque scopi da raggiungere secondo lo yoga coincidono con quelli dellyurveda e sono: l'efficienza fisica, la purificazione, leliminazione della malattia, la longevit, lelevazione spirituale e morale. Lefficienza fisica dipende in gran parte dal proprio modo di vivere e dalla salute fisica e mentale. Yoga e yurveda legano le abitudini di vita al mantenimento dello stato di salute: conservare e amministrare le energie con una corretta alimentazione che non sia n troppo abbondante, n scarsa, evitare le abitudini che aumentano le tossine del corpo anzich aiutare a diminuirle sono principi che

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vengono insegnati ai praticanti di yoga e consigliati a chi si rivolge alla medicina yurvedica. La purificazione (interna ed esterna) viene consigliata come pratica regolare tanto dallyurveda, quanto dallo yoga e i processi utilizzati per eliminare le sostanze tossiche dal corpo coincidono quasi completamente. Leliminazione della malattia il primo scopo dellyurveda e nello yoga vengono insegnate pratiche e sana per il mantenimento della salute. In relazione alla cura delle malattie parlare separatamente di yoga e yurveda molto difficile: i percorsi indicati e le pratiche adottate dai due sistemi sono strettamente interconnessi: lo yoga si richiama continuamente allyurveda e lyurveda spesso consiglia pratiche ed esercizi propri dello yoga. A tal proposito, prima dellepoca di Caraka, gli yogin si erano occupati specificatamente della malattia ritenendo che la loro scienza e la loro evoluzione sarebbero state disturbate se non avessero attinto a qualche sistema di metodi curativi e di medicina preventiva (si vedano lHa a Yoga Sa hit e la Caraka

Sahmit).
La longevit e i diversi metodi per ottenerla sono continuamente richiamati (sia nella Caraka Sa hit che nellHaha Yoga Pradpik) e costituiscono uno dei punti pi evidenti su cui yoga e yurveda lavorano in sinergia appropriandosi luno delle conoscenze dellaltro. Lelevazione spirituale e morale di un individuo necessita di uno stato di benessere che consenta una corretta attivit fisica, lo studio e la realizzazione dei propri obiettivi. Lyurveda lavora per realizzare questo stato di salute dove corpo, mente e spirito sono in perfetto equilibrio; lo yoga dal canto suo opera affinch attraverso il mantenimento di un buono stato fisico e il contemporaneo dominio della mente sia possibile arrivare a un miglioramento del sentire personale e diffuso.

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iva e Prvat

7. CONCLUSIONI

Per correggere gli squilibri funzionali del nostro corpo o mantenere un buono stato di salute fondamentale seguire un corretto stile di vita che per i sistemi trattati coincide quasi completamente. Il corretto stile di vita da osservare secondo lo yoga e lyurveda riassumibile in pochi punti fondamentali, che richiedono prima di tutto una disciplina da seguire senza eccessi secondo la propria natura: 1. Sveglia: si consiglia di alzarsi presto al mattino per ottenere i

massimi benefici legati alla ciclicit del metabolismo, 2. Sonno: si suggerisce di coricarsi presto la sera per avere un

sufficiente numero di ore di sonno e consentire alla sveglia le pratiche mattutine di igiene, 3. Igiene: viene consigliata la regolare purificazione delle nove

porte (occhi, naso, orecchie, bocca, Brhmarandra, ombelico, genitali e ano); in particolare lo yoga richiede al praticante le abluzioni (a fini igienici e devozionali) sia al mattino sia prima nella pratica, 4. Automassaggio e massaggio: parti integranti dellyurveda,

vengono utilizzati, nello yoga, anche per facilitare lesecuzione di sana e in particolare per raggiungere nuovi e migliori livelli della pratica. 5. sana: la pratica delle posture per mantenere efficienti le

articolazioni, la muscolatura e il corpo nella sua interezza, che

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costituisce, come abbiamo detto, uno degli a ga dello yoga di Patajli, parte fondamentale dello yoga e viene consigliata dallyurveda in molti casi. 6. Dieta: viene suggerita unalimentazione proporzionata alla

propria attivit (non deve essere eccessiva e nemmeno insufficiente), regolare negli orari e realizzata in modo tranquillo e consapevole, 7. Respirazione: il corretto modo di respirare influenza

profondamente la mente e gli stati danimo che viviamo ed in grado di modificare le tensioni del corpo; la pratica del pr yma (esercizi per guidare e regolare la respirazione) e la semplice respirazione consapevole sono in grado di mutare profondamente la qualit della vita.

Le relazioni tra yoga ed yurveda sono numerose ma quello che maggiormente avvicina i due sistemi il loro proposito di migliorare e massimizzare la qualit della vita e far crescere le potenzialit di ogni individuo rendendolo consapevole del proprio corpo e del cammino che sta compiendo. Entrambi i sistemi affondano le loro radici nella Smkhya e anche filosoficamente hanno fini analoghi o confrontabili: lo yoga si propone di riportare il praticante allo stato di Puru a e lyurveda di collegare corpo e mente al Puru a. Non necessario riconoscersi in una particolare religione, filosofia o sistema di credenze, sufficiente provare nella pratica le indicazioni e i consigli di yoga e yurveda per riconoscere i punti comuni e come lavorando in sinergia possano migliorare la vita quotidiana.

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Yoga Stras di Patajli: manoscritto

BIBLIOGRAFIA

KU

ALIN YOGA - Dharan Singh Khalsa, Darryl OKeeffe

Edizioni Red YOGA ivananada Yoga Vedanta Centre Ed Idea Libri IGIENE PERSONALE YOGA r Yogendra Edizioni Istituto di Scienze Umane ANATOMIA E FISIOLOGIA DELLE TECNICHE YOGA M. M. Gore Edizioni Manganelli YOGA E YURVEDA David Frawley Edizioni Lotus CURE YOGA Phulgenda Sinha Edizioni Red TERAPIA YOGA A. G. Mohan, Indra Mohan Edizioni Mediterranee LO SPIRITO DELLO YOGA Y. Tardan, Masquelier Edizioni De Vecchi PR YMA Andre Van Lysebeth Edizioni Astrolabio TEORIA E PRATICA DELLO YOGA B. K. S. Iyengar Edizioni Mediterranee LIGHT ON THE YOGA STRAS OF PATAJLI B. K. S. Iyengar Edizioni Mediterranee THE COMPLETE ILLUSTRATED BOOK OF YOGA Swami Vi u Devananda Edizioni Three rivers Press

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SANA Di seguito vengono mostrati alcuni sana introdotti nei capitoli precedenti a titolo esemplificativo. E necessario entrare in ogni posizione con calma e consapevolezza sotto la guida di un buon maestro che sappia guidare la pratica; la corretta postura della colonna vertebrale, la mancanza di tensioni inutili contribuisce ampiamente a ottenere i risultati ricercati.

Saluto al Sole Sryanamaskr

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Posizione del loto padmsana

Posizione del diamante completo vajrsana

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Posizione di Matsyendra matsyendrsana

Posizione del cobra bhuja gsana

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Variante 1: Posizione della locusta - salabhsana

Variante 2: Posizione della locusta - salabhsana

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Posizione dellalbero - v k sana

Posizione dellaratro halsana

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Posizione dellarco dhanursana

Posizione del cammello u rsana

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Posizione del corvo kaksana

Posizione di Vrabhadra Vrabhadrsana

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