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Sentiero 220: Valcanale - Rifugio Alpe Corte

Zona orobie: Valcanale

Difficoltà escursionistica: E: Escursionistico

Tempo andata: 00:50

Tempo ritorno: 00:35

Da Valcanale si prosegue per circa un chilometro lungo la strada che sale nella valle. Poco prima del ponte sul T. Acqualina, si stacca sulla destra la carrareccia (chiusa al traffico privato) che sale nel bosco di abeti (1117 m). Sempre percorrendo lo sterrato si arriva alle prime radure ed al rifugio Alpe Corte (1410 m - poco prima del rifugio si stacca sulla sinistra il sentiero 218A che sale all'Alpe di Neel). Tale tratto di sentiero - unitamente al sentiero 218 fino al passo di Branchino ed al sentiero 219 fino alle baite di Mezzeno - è denominato SENTIERO DELLE FARFALLE e presenta lungo il percorso apposite bacheche illustranti le peculiarità naturalistiche della zona.

Sentiero 220: Valcanale - Rifugio Alpe Corte Zona orobie: <a href=Valcanale Difficoltà escursionistica: E: Escursionistico Tempo andata: 00:50 Tempo ritorno: 00:35 Da Valcanale si prosegue per circa un chilometro lungo la strada che sale nella valle. Poco prima del ponte sul T. Acqualina, si stacca sulla destra la carrareccia (chiusa al traffico privato) che sale nel bosco di abeti (1117 m). Sempre percorrendo lo sterrato si arriva alle prime radure ed al rifugio Alpe Corte (1410 m - poco prima del rifugio si stacca sulla sinistra il sentiero 218A che sale all'Alpe di Neel). Tale tratto di sentiero - unitamente al sentiero 218 fino al passo di Branchino ed al sentiero 219 fino alle baite di Mezzeno - è denominato SENTIERO DELLE FARFALLE e presenta lungo il percorso apposite bacheche illustranti le peculiarità naturalistiche della zona. Profilo altimetrico Informazioni topografiche Lunghezza: circa 1.800 metri Dislivello in salita: circa 300 metri Dislivello in discesa: circa 0 metri " id="pdf-obj-0-28" src="pdf-obj-0-28.jpg">

Lunghezza: circa 1.800 metri

Dislivello in salita: circa 300 metri

Dislivello in discesa: circa 0 metri

Sentiero 216: Rifugio Alpe Corte - Rifugio Laghi Gemelli

Difficoltà escursionistica: E: Escursionistico

Tempo andata: 03:00

Tempo ritorno: 02:10

Dal rifugio Alpe Corte (1410 m) si risale la valle attraversando dopo poco il torrente (incrocio con sentiero 270Ache conduce al passo della Marogella e alle baite di Mezzeno e con sentiero 265A che conduce alla baita di Campagano). Si toccano gli alpeggi con la baita Corte di mezzo (1669 m) e la baita Corte alta (1885 m). Si continua sempre per pascoli e roccette per imboccare la valletta in direzione del passo dei laghi Gemelli (2139 m), che si raggiunge con regolare salita. Si scende quindi diagonalmente tenendo la sinistra (nord-ovest) verso i Laghi Gemelli, che si costeggiano poi lungo la sponda ovest. Dopo aver incrociato il sentiero 215, in breve si è al rifugio Laghi Gemelli (1969 m).

Sentiero 216: Rifugio Alpe Corte - Rifugio Laghi Gemelli Zona orobie: <a href=Alta Valle Brembana , Valcanale Difficoltà escursionistica: E: Escursionistico Tempo andata: 03:00 Tempo ritorno: 02:10 Dal rifugio Alpe Corte (1410 m) si risale la valle attraversando dopo poco il torrente (incrocio con sentiero 270A c he conduce al passo della Marogella e alle baite di Mezzeno e con sentiero 265A che conduce alla baita di Campagano). Si toccano gli alpeggi con la baita Corte di mezzo (1669 m) e la baita Corte alta (1885 m). Si continua sempre per pascoli e roccette per imboccare la valletta in direzione del passo dei laghi Gemelli (2139 m), che si raggiunge con regolare salita. Si scende quindi diagonalmente tenendo la sinistra (nord-ovest) verso i Laghi Gemelli, che si coste gg iano poi lungo la sponda ovest. Dopo aver incrociato il sentiero 215 , in breve si è al rifugio Laghi Gemelli (1969 m). Profilo altimetrico Informazioni topografiche Lunghezza: circa 5.500 metri Dislivello in salita: circa 750 metri Dislivello in discesa: circa 200 metri " id="pdf-obj-1-36" src="pdf-obj-1-36.jpg">

Lunghezza: circa 5.500 metri

Dislivello in salita: circa 750 metri

Dislivello in discesa: circa 200 metri

Sentiero 213: Rifugio Laghi Gemelli - Rifugio Calvi

Zona orobie: Alta Valle Brembana

Difficoltà escursionistica: E: Escursionistico

Tempo andata: 03:30

Tempo ritorno: 03:00

Dal rifugio Laghi Gemelli (1961 m) si scende verso il lago delle Casere, si scavalca un ponticello e si risale velocemente al lago Marcio che si costeggia sulla riva ovest fino alla diga. Si scende al di sotto dello sbarramento e dopo alcuni tornanti si arriva ad un bivio con il sentiero 211 che scende a Carona presso un manufatto dell'ENEL per la captazione delle acque. Si tiene il sentiero di destra che punta verso una fascia rocciosa verticale che si attraversa senza difficoltà con tratti aerei scavati nella roccia e con ponticelli. Di seguito si entra nel bosco e dopo aver passato una valletta si è al lago di Sardegnana (1735 m). Si percorre la diga e si risale la costa boscosa verso la casa dei guardiani e poi ancora più in alto con tornanti (fino a quota 1900 m circa). Si procede ora con percorso quasi pianeggiante oltrepassando il Dosso dei Signori (incrocio con il sentiero 247 che scende a Pagliari), la valle dei Frati (sentiero 236 che la risale fino al Passo d'Aviasco) fino ad arrivare al torrente. Lo si attraversa e si risale fino ad incontrare la carrareccia che sale da Carona e che conduce in breve al lago di Fregabolgia. Saliti alla sommità della diga si procede sempre per comodo sentiero, costeggiando il lago fino al rifugio Calvi (2050 m) ormai in vista.

Sentiero 213: Rifugio Laghi Gemelli - Rifugio Calvi Zona orobie: <a href=Alta Valle Brembana Difficoltà escursionistica: E: Escursionistico Tempo andata: 03:30 Tempo ritorno: 03:00 Dal rifugio Laghi Gemelli (1961 m) si scende verso il lago delle Casere, si scavalca un ponticello e si risale velocemente al lago Marcio che si costeggia sulla riva ovest fino alla diga. Si scende al di sotto dello sbarramento e dopo alcuni tornanti si arriva ad un bivio con il sentiero 211 che scende a Carona presso un manufatto dell'ENEL per la captazione delle acque. Si tiene il sentiero di destra che punta verso una fascia rocciosa verticale che si attraversa senza difficoltà con tratti aerei scavati nella roccia e con ponticelli. Di seguito si entra nel bosco e dopo aver passato una valletta si è al lago di Sardegnana (1735 m). Si percorre la diga e si risale la costa boscosa verso la casa dei guardiani e poi ancora più in alto con tornanti (fino a quota 1900 m circa). Si procede ora con percorso quasi pianeggiante oltrepassando il Dosso dei Signori (incrocio con il sentiero 247 che scende a Pagliari), la valle dei Frati ( sentiero 236 che la risale fino al Passo d'Aviasco) fino ad arrivare al torrente. Lo si attraversa e si risale fino ad incontrare la carrareccia che sale da Carona e che conduce in breve al lago di Fre g abol g ia. Saliti alla sommità della diga si procede sempre per comodo sentiero, costeggiando il lago fino al rifugio Calvi (2050 m) ormai in vista. Profilo altimetrico Informazioni topografiche Lunghezza: circa 12.000 metri Dislivello in salita: circa 400 metri Dislivello in discesa: circa 350 metri " id="pdf-obj-2-35" src="pdf-obj-2-35.jpg">

Lunghezza: circa 12.000 metri

Dislivello in salita: circa 400 metri

Dislivello in discesa: circa 350 metri

Sentiero 225: Rifugio Calvi - Rifugio Brunone

Difficoltà escursionistica: E: Escursionistico

Tempo andata: 04:30

Tempo ritorno: 04:30

Dal rifugio Calvi (2050 m) si scende al lago Rotondo, si attraversa il suo emissario e ci si porta sul versante boscoso della valle del F. Brembo, che si percorre in leggera discesa fino alla Baite del Poris (1956 m). Si sale ora nella valle, si incrocia il sentiero 246, si attraversa il fiume a quota 2030 m circa e, continuando, si arriva al pianoro posto tra le cime del pizzo del Diavolo e del pizzo Poris (incrocio con sentiero 248). Si punta al vallone che conduce al passo di Valsecca (2496 m), che si sale con qualche tornante. Dal passo ci si abbassa sul versante della Valsecca su roccette ed erba e si punta al crinale (che scende dal pizzo Tendina) che conduce in breve al bivacco Frattini (2125 m). Dal bivacco si scende ancora con qualche curva ai pascoli sottostanti e, ancora in discesa con moderata pendenza, fino alla valle del Salto (1900 m circa). Superata detta valle si sale prima con pendenza più decisa, poi più lieve, per attraversare tutta la costa che scende dal pizzo Gro e dalla Cima Soliva per arrivare infine all'incrocio col sentiero 227 che sale da Fiumenero e, poco avanti, al rifugio Baroni al Brunone (2295 m).

Sentiero 225: Rifugio Calvi - Rifugio Brunone Zona orobie: <a href=Alta Valle Brembana , Alta Val Seriana Difficoltà escursionistica: E: Escursionistico Tempo andata: 04:30 Tempo ritorno: 04:30 Dal rifugio Calvi (2050 m) si scende al lago Rotondo, si attraversa il suo emissario e ci si porta sul versante boscoso della valle del F. Brembo, che si percorre in leggera discesa fino alla Baite del Poris (1956 m). Si sale ora nella valle, si incrocia il sentiero 246 , si attraversa il fiume a quota 2030 m circa e, continuando, si arriva al pianoro posto tra le cime del pizzo del Diavolo e del pizzo Poris (incrocio con sentiero 248 ) . Si punta al vallone che conduce al passo di Valsecca (2496 m), che si sale con qualche tornante. Dal passo ci si abbassa sul versante della Valsecca su roccette ed erba e si punta al crinale (che scende dal pizzo Tendina) che conduce in breve al bivacco Frattini (2125 m). Dal bivacco si scende ancora con qualche curva ai pascoli sottostanti e, ancora in discesa con moderata pendenza, fino alla valle del Salto (1900 m circa). Superata detta valle si sale prima con pendenza più decisa, poi più lieve, per attraversare tutta la costa che scende dal pizzo Gro e dalla Cima Soliva per arrivare infine all'incrocio col sentiero 227 che sale da Fiumenero e, poco avanti, al rifugio Baroni al Brunone (2295 m). Profilo altimetrico Informazioni topografiche Lunghezza: circa 11.000 metri Dislivello in salita: circa 1.000 metri Dislivello in discesa: circa 700 metri " id="pdf-obj-3-36" src="pdf-obj-3-36.jpg">

Lunghezza: circa 11.000 metri

Dislivello in salita: circa 1.000 metri

Dislivello in discesa: circa 700 metri

Sentiero 302: Rifugio Brunone - Rifugio Coca (alto)

Zona orobie: Alta Val Seriana

Difficoltà escursionistica: EE: Escursionisti Esperti

Tempo andata: 03:00

Tempo ritorno: 03:30

Dal rifugio Brunone (2295 m) si procede in direzione est con percorso abbastanza pianeggiante, lasciando prima sulla destra il sentiero 330 (sentiero delle Orobie variante bassa) e, poco dopo, sulla sinistra il sentiero 252 (verso il Pizzo Redorta). Si inizia a salire ora verso le pareti del Pizzo Redorta, versante che sembra inaccessibile visto da questa parte. Con ripida salita a tornanti si rimonta il ghiaione e si attraversa in alto sulla destra, lungo una cengia rocciosa, fino a scavalcare una facile bocchetta che immette nell'alto circo della vedretta dei Secreti. Lo si attraversa per salire alla sella dei Secreti e poi scendere sul versante opposto. Dopo un tratto pianeggiante (sulla destra scende il sentiero 334) si risale fino ad una forcella denominata "Ol Simàl", (2712 m) il punto più elevato di tutto il Sentiero delle Orobie. Si scende ora un ripido canalino franoso per attraversare poi la testata della val di Foga e proseguire verso est fino all'intaglio del Forcellino. Si scende poi per un canale roccioso e poi per un malagevole pendio di ghiaie ed erba. Con una serie di saliscendi e con tratti attrezzati si sbuca alti sopra la conca del lago di Coca. Si scende al lago (2108 m) e in breve, percorrendo la valle, si giunge al rifugio Coca (1892 m).

Sentiero 302: Rifugio Brunone - Rifugio Coca (alto) Zona orobie: <a href=Alta Val Seriana Difficoltà escursionistica: EE: Escursionisti Esperti Tempo andata: 03:00 Tempo ritorno: 03:30 Dal rifugio Brunone (2295 m) si procede in direzione est con percorso abbastanza pianeggiante, lasciando prima sulla destra il sentiero 330 (sentiero delle Orobie variante bassa) e, poco dopo, sulla sinistra il sentiero 252 (verso il Pizzo Redorta). Si inizia a salire ora verso le pareti del Pizzo Redorta, versante che sembra inaccessibile visto da questa parte. Con ripida salita a tornanti si rimonta il ghiaione e si attraversa in alto sulla destra, lungo una cengia rocciosa, fino a scavalcare una facile bocchetta che immette nell'alto circo della vedretta dei Secreti. Lo si attraversa per salire alla sella dei Secreti e poi scendere sul versante opposto. Dopo un tratto pianeggiante (sulla destra scende il sentiero 334 ) si risale fino ad una forcella denominata "Ol Simàl", (2712 m) il punto più elevato di tutto il Sentiero delle Orobie. Si scende ora un ripido canalino franoso per attraversare poi la testata della val di Foga e proseguire verso est fino all'intaglio del Forcellino. Si scende poi per un canale roccioso e poi per un malagevole pendio di ghiaie ed erba. Con una serie di saliscendi e con tratti attrezzati si sbuca alti sopra la conca del lago di Coca. Si scende al lago (2108 m) e in breve, percorrendo la valle, si giunge al rifugio Coca (1892 m). Profilo altimetrico Informazioni topografiche Lunghezza: circa 6.000 metri Dislivello in salita: circa 850 metri Dislivello in discesa: circa 450 metri " id="pdf-obj-4-27" src="pdf-obj-4-27.jpg">

Lunghezza: circa 6.000 metri

Dislivello in salita: circa 850 metri

Dislivello in discesa: circa 450 metri

Sentiero 330: Rifugio Baroni al Brunone - Rifugio Coca (basso)

Zona orobie: Val Seriana

Difficoltà escursionistica: EE: Escursionisti Esperti

Tempo andata: 06:00

Tempo ritorno: 06:00

Dal rifugio Brunone (2295 m) si segue per pochi minuti il sentiero 302 per poi deviare a destra e perdere quota. Si attraversa la valle dei Secreti e si riprende la salita che porta a un colle a quota 2002 m e, dopo un altro tratto a mezzacosta, ad affacciarsi infine sulla Val Seriana (2125 m al colle della Giraffa). Si prosegue, passando presso i ruderi della cascina Ecla (1900 m) e per colle Cavallo (1930 m), per arrivare all'incrocio con il sentiero 334 e il sentiero 331 presso il pozzo ENEL (qui arrivano tutti i canali di raccolta che alimentano la condotta forzata che scende alla centrale dei Dossi). Da questo punto si lascia il tracciato "storico" in quanto poco avanti è stato compromesso irrimediabilmente da una grossa frana. Salire quindi verso il lago di Avert per circa 200 m di quota (sentiero 334) per piegare poi sulla destra (est) fino a raggiungere l'intaglio posto a nord del Pizzo Castello a quota 2050 m circa. Scendere il ripido canale (solo per escursionisti esperti !!! attenzione !!!) fino a raggiungere il tracciato originale che, con percorso ancora aereo a mezzacosta, conduce sotto al rifugio Merelli al Coca (1892 m), raggiungendolo infine con un'ultima breve salita.

Sentiero 330: Rifugio Baroni al Brunone - Rifugio Coca (basso) Zona orobie: <a href=Val Seriana Difficoltà escursionistica: EE: Escursionisti Esperti Tempo andata: 06:00 Tempo ritorno: 06:00 Dal rifugio Brunone (2295 m) si segue per pochi minuti il sentiero 302 per poi deviare a destra e perdere quota. Si attraversa la valle dei Secreti e si riprende la salita che porta a un colle a quota 2002 m e, dopo un altro tratto a mezzacosta, ad affacciarsi infine sulla Val Seriana (2125 m al colle della Giraffa). Si prosegue, passando presso i ruderi della cascina Ecla (1900 m) e per colle Cavallo (1930 m), per arrivare all'incrocio con il sentiero 334 e il sentiero 331 presso il pozzo ENEL (qui arrivano tutti i canali di raccolta che alimentano la condotta forzata che scende alla centrale dei Dossi). Da questo punto si lascia il tracciato "storico" in quanto poco avanti è stato compromesso irrimediabilmente da una grossa frana . Salire quindi verso il lago di Avert per circa 200 m di quota (sentiero 334) per piegare poi sulla destra (est) fino a raggiungere l'intaglio posto a nord del Pizzo Castello a quota 2050 m circa. Scendere il ripido canale (solo per escursionisti esperti !!! attenzione !!!) fino a raggiungere il tracciato originale che, con percorso ancora aereo a mezzacosta, conduce sotto al rifugio Merelli al Coca (1892 m), raggiungendolo infine con un'ultima breve salita. Profilo altimetrico Informazioni topografiche Lunghezza: circa 9.700 metri Dislivello in salita: circa 800 metri Dislivello in discesa: circa 1.300 metri " id="pdf-obj-5-22" src="pdf-obj-5-22.jpg">

Lunghezza: circa 9.700 metri

Dislivello in salita: circa 800 metri

Dislivello in discesa: circa 1.300 metri

Sentiero 303: Rifugio Coca - Rifugio Curò

Zona orobie: Alta Val Seriana

Difficoltà escursionistica: EE: Escursionisti Esperti

Tempo andata: 02:45

Tempo ritorno: 03:00

Dal rifugio (1892 m) si scende per breve tratto verso Valbondione fino al ponticello e si attraversa il torrente (una volta si attraversava - quando possibile - il torrente più in alto, oltrepassata la baita di Coca). Si abbandona il sentiero 301 che scende a valle, per salire sulla sinistra, rimontando la costa erbosa e guadagnando quota fino ad intercettare la valle del Polledrino (2150 m circa). Il sentiero ora procede a mezzacosta, attraversa alcune vallette e, dopo alcuni saliscendi, arriva al passo del Corno (2220 m). Si scende ora leggermente e, attraversando pendii molto ripidi, ci si porta alla base di un canale di sfasciumi che si supera (tratto attrezzato) per salire al soprastante piccolo pianoro. Si prosegue a mezzacosta fino alla Sponda Arsena (2350 m circa) per affacciarsi sulla Valmorta e, con una serie di tornanti, perdere velocemente quota fino al piccolo bacino artificiale (bacino di modulazione di Valmorta - 1798 m) sottostante la grande diga del Bacino Barbellino. Si risale alla casa dei guardiani e, costeggiando per un breve tratto il Bacino del Barbellino, si arriva infine al rifugio Curò (1915 m).

Sentiero 303: Rifugio Coca - Rifugio Curò Zona orobie: <a href=Alta Val Seriana Difficoltà escursionistica: EE: Escursionisti Esperti Tempo andata: 02:45 Tempo ritorno: 03:00 Dal rifugio (1892 m) si scende per breve tratto verso Valbondione fino al ponticello e si attraversa il torrente (una volta si attraversava - quando possibile - il torrente più in alto, oltrepassata la baita di Coca). Si abbandona il sentiero 301 che scende a valle, per salire sulla sinistra, rimontando la costa erbosa e guadagnando quota fino ad intercettare la valle del Polledrino (2150 m circa). Il sentiero ora procede a mezzacosta, attraversa alcune vallette e, dopo alcuni saliscendi, arriva al passo del Corno (2220 m). Si scende ora leggermente e, attraversando pendii molto ripidi, ci si porta alla base di un canale di sfasciumi che si supera (tratto attrezzato) per salire al soprastante piccolo pianoro. Si prosegue a mezzacosta fino alla Sponda Arsena (2350 m circa) per affacciarsi sulla Valmorta e, con una serie di tornanti, perdere velocemente quota fino al piccolo bacino artificiale (bacino di modulazione di Valmorta - 1798 m) sottostante la grande diga del Bacino Barbellino. Si risale alla casa dei guardiani e, costeggiando per un breve tratto il Bacino del Barbellino, si arriva infine al rifugio Curò (1915 m). Profilo altimetrico Informazioni topografiche Lunghezza: circa 6.000 metri Dislivello in salita: circa 600 metri Dislivello in discesa: circa 550 metri " id="pdf-obj-6-22" src="pdf-obj-6-22.jpg">

Lunghezza: circa 6.000 metri

Dislivello in salita: circa 600 metri

Dislivello in discesa: circa 550 metri

Sentiero 321: Rifugio Curò - Rifugio Tagliaferri

Zona orobie: Alta Val Seriana

Difficoltà escursionistica: EE: Escursionisti Esperti

Tempo andata: 04:30

Tempo ritorno: 03:30

Dal rifugio Antonio Curò si costeggia il lago Barbellino per pochi minuti fino ad incontrare sulla destra il torrente che scende dalla val Cerviera (ponte in legno). Si risale costeggiando le cascate e si percorre poi un tratto di valle che conduce ad un altro tratto più ripido che permette di superare un salto di roccia allietato da una cascata. Ora ci si trova in un ampio pianoro (2234 m - deviazione sulla destra per i laghi della val Cerviera). Si affronta invece sulla sinistra (est) un altro tratto ripido e, di seguito, si prosegue fino allo spartiacque con la val Bondione. Si attraversa la testata di questa (incrocio con sentiero 322 che sale da Lizzola) fino al passo Bondione (2633 m) e si scende un poco nell'alta valle del Gleno. Si risale fino al passo di Belviso (2518 m) incontrando il sentiero 410 che proviene da Bueggio e, scendendo prima sul versante valtellinese e poi tornando su quello scalvino, si incrocia il sentiero 413 e in pochi minuti si è al rifugio Nani Tagliaferri (2328 m).

Sentiero 321: Rifugio Curò - Rifugio Tagliaferri Zona orobie: <a href=Alta Val Seriana Difficoltà escursionistica: EE: Escursionisti Esperti Tempo andata: 04:30 Tempo ritorno: 03:30 Dal rifugio Antonio Curò si costeggia il lago Barbellino per pochi minuti fino ad incontrare sulla destra il torrente che scende dalla val Cerviera (ponte in legno). Si risale costeggiando le cascate e si percorre poi un tratto di valle che conduce ad un altro tratto più ripido che permette di superare un salto di roccia allietato da una cascata. Ora ci si trova in un ampio pianoro (2234 m - deviazione sulla destra per i laghi della val Cerviera). Si affronta invece sulla sinistra (est) un altro tratto ripido e, di seguito, si prose g ue fino allo spartiacque con la val Bondione. Si attraversa la testata di questa (incrocio con sentiero 322 che sale da Lizzola) fino al passo Bondione (2633 m) e si scende un poco nell'alta valle del Gleno. Si risale fino al passo di Belviso (2518 m) incontrando il sentiero 410 che proviene da Bueggio e, scendendo prima sul versante valtellinese e poi tornando su quello scalvino, si incrocia il sentiero 413 e in pochi minuti si è al rifugio Nani Tagliaferri (2328 m). Profilo altimetrico Informazioni topografiche Lunghezza: circa 8.500 metri Dislivello in salita: circa 800 metri Dislivello in discesa: circa 400 metri " id="pdf-obj-7-32" src="pdf-obj-7-32.jpg">

Lunghezza: circa 8.500 metri

Dislivello in salita: circa 800 metri

Dislivello in discesa: circa 400 metri

Sentiero 413: Schilpario - Rifugio Tagliaferri

Zona orobie: Val di Scalve

Difficoltà escursionistica: E: Escursionistico

Tempo andata: 04:00

Tempo ritorno: 03:00

Dalla località Ronco di Schilpario (1075 m) si prende la mulattiera che sale in modo regolare lungo la valle del Vo. In prossimità delle cascate (deviazione sulla destra) il sentiero sale con svolte nel bosco e prosegue sempre lungo il lato sinistro (orografico destro). A quota 1650 (Venano di Mezzo) si attraversa il torrente (ponte di legno) e si sale con più decisione alla conca di Venano di Sopra (1850 m), che si attraversa per riprendere la salita sulla mulattiera, con pendenza costante e con ampi tornanti fino a quota 2202 m. Da qui si svolta in direzione nord e, con percorso più dolce, si arriva al rifugio Nani Tagliaferri (2328 m).

Note:

E' possibile anche partire da Paghera (1102 m) e seguire il sentiero 414 per un breve tratto, poi tenere la sinistra verso le cascate del Vo e ricollegarsi al sentiero 413.

Sentiero 413: Schilpario - Rifugio Tagliaferri Zona orobie: <a href=Val di Scalve Difficoltà escursionistica: E: Escursionistico Tempo andata: 04:00 Tempo ritorno: 03:00 Dalla località Ronco di Schilpario (1075 m) si prende la mulattiera che sale in modo regolare lungo la valle del Vo. In prossimità delle cascate (deviazione sulla destra) il sentiero sale con svolte nel bosco e prosegue sempre lungo il lato sinistro (orografico destro). A quota 1650 (Venano di Mezzo) si attraversa il torrente (ponte di legno) e si sale con più decisione alla conca di Venano di Sopra (1850 m), che si attraversa per riprendere la salita sulla mulattiera, con pendenza costante e con ampi tornanti fino a quota 2202 m. Da qui si svolta in direzione nord e, con percorso più dolce, si arriva al rifugio Nani Tagliaferri (2328 m). Note: E' possibile anche partire da Paghera (1102 m) e seguire il sentiero 414 per un breve tratto, poi tenere la sinistra verso le cascate del Vo e ricollegarsi al sentiero 413. Profilo altimetrico Informazioni topografiche Lunghezza: circa 11.500 metri Dislivello in salita: circa 1.300 metri Dislivello in discesa: circa 0 metri " id="pdf-obj-8-26" src="pdf-obj-8-26.jpg">

Lunghezza: circa 11.500 metri

Dislivello in salita: circa 1.300 metri

Dislivello in discesa: circa 0 metri

Sentiero 416: Passo Vivione - Laghi del Venerocolo - Rif Tagliaferri

Zona orobie: Val di Scalve

Difficoltà escursionistica: EE: Escursionisti Esperti

Tempo andata: 05:00

Tempo ritorno: 04:00

Dal passo del Vivione (1828 m - raggiungibile in auto da Schilpario) poco prima del rifugio si prende a sinistra una strada sterrata (bacheca e cartelli segnavia) che conduce alla Malga Gaffione (1825 m). Prima di raggiungere la baita si prende il sentiero a destra e si inizia a salire nella valle che scende dal lago di Valbona (2055 m). Si supera il lago e, sempre con pendenza costante e con ampi tornanti, si sale la costa di Valbona e si arriva al passo del Gatto (2416 m). Superato il passo del Gatto si scende e si passa a destra dei laghetti di San Carlo, oltre i quali si arriva alla piana dei laghetti del Venerocolo e all'omonimo passo (2314 m - sentiero 414). Di seguito si incontra il tratto più impegnativo del sentiero: si sale al passo del Demignone (2485 m) e poi, per un tratto particolarmente esposto (presenza - a tratti - di catene corrimano), si comincia a scendere e si arriva al passo del Vo (2368 m). Proseguendo si giunge infine al passo di Venano, a pochi metri dal rifugio Nani Tagliaferri (2328 m).

Sentiero 416: Passo Vivione - Laghi del Venerocolo - Rif Tagliaferri Zona orobie: <a href=Val di Scalve Difficoltà escursionistica: EE: Escursionisti Esperti Tempo andata: 05:00 Tempo ritorno: 04:00 Dal passo del Vivione (1828 m - raggiungibile in auto da Schilpario) poco prima del rifugio si prende a sinistra una strada sterrata (bacheca e cartelli segnavia) che conduce alla Malga Gaffione (1825 m). Prima di raggiungere la baita si prende il sentiero a destra e si inizia a salire nella valle che scende dal lago di Valbona (2055 m). Si supera il lago e, sempre con pendenza costante e con ampi tornanti, si sale la costa di Valbona e si arriva al passo del Gatto (2416 m). Superato il passo del Gatto si scende e si passa a destra dei laghetti di San Carlo, oltre i quali si arriva alla piana dei laghetti del Venerocolo e all'omonimo passo (2314 m - sentiero 414 ) . Di seguito si incontra il tratto più impegnativo del sentiero: si sale al passo del Demignone (2485 m) e poi, per un tratto particolarmente esposto (presenza - a tratti - di catene corrimano), si comincia a scendere e si arriva al passo del Vo (2368 m). Proseguendo si giunge infine al passo di Venano, a pochi metri dal rifugio Nani Tagliaferri (2328 m). Profilo altimetrico Informazioni topografiche Lunghezza: circa 14.000 metri Dislivello in salita: circa 1.100 metri Dislivello in discesa: circa 600 metri " id="pdf-obj-9-25" src="pdf-obj-9-25.jpg">

Lunghezza: circa 14.000 metri

Dislivello in salita: circa 1.100 metri

Dislivello in discesa: circa 600 metri