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Francesco Petrarca, Rvf 62 Padre del ciel, dopo i perduti giorni, dopo le notti vaneggiando spese con quel

fero desio ch'al cor s'accese mirando gli atti per mio mal s adorni, piacciati omai, col Tuo lume, ch'io torni ad altra vita et a pi belle imprese, s ch'avendo le reti indarno tese, il mio duro adversario se ne scorni. Or volge, Signor mio, l'undecimo anno ch'i' fui sommesso al dispietato giogo che sopra i pi soggetti pi feroce: miserere del mio non degno affanno; reduci i pensier' vaghi a miglior luogo; ramenta lor come oggi fusti in croce.

PARAFRASI Padre del cielo, dopo i giorni dispersi (consumati invano dietro l'amore colpevole), dopo le notti passate delirando con quella feroce passione che si incendi dentro il mio cuore ammirando (mentre ammiravo/incantato da) quegli atti (moti e tratti del corpo di Laura) cos belli (leggiadri) purtroppo per me (per mia disgrazia), voglia tu (fai che), con il Lume della Tua Grazia (con l'efficacia della Tua illuminazione, della Tua Luce divina) che io ritorni/mi volga ad una vita diversa (quella rivolta alle cose spirituali) e ad azioni/opere pi belle (moralmente), cos che il mio tenace avversario (il Diavolo, Amore), dopo aver teso invano le sue reti (per catturarmi, per ingannarmi attraverso l'attrazione per lei) rimanga vinto e scornato (deluso e ingannato a sua volta). Mio Signore (Mio Dio), ora si compie l'undicesimo anno da quando io fui sottomesso al giogo (trave sul collo dei buoi, dominio) spietato (dell'Amore), il quale (giogo) tanto pi ferocemente opprimente quanto pi sottomessi sono coloro che gli si assoggettano (che pi crudele proprio con i pi ubbidienti, gli innamorati): abbi piet/misericordia ("miserere" formula latina liturgica) del mio tormento indegno (indegno di piet, perch causato da un motivo basso e vergognoso); riconduci i (miei) pensieri erranti (che vagano e vaneggiano) a una mta pi degna, un fine pi alto e nobile; ricorda loro (ai miei pensieri) che oggi il giorno che tu fosti messo in croce ( il Venerd Santo di Passione).

RIASSUNTO Nelle quartine il poeta considera retrospettivamente il proprio tormento: dopo aver speso lungo tempo nella passione amorosa che lo ha sottratto a cose pi degne, invoca la piet di Dio affinch lo liberi dal dominio damore e gli consenta di volgersi ad opere migliori. Nelle terzine misura la durata del tormento che non ancora cessato e rivolge la sua preghiera a Dio: lundicesimo anniversario dellinnamoramento, dunque della sottomissione ad Amore; il Venerd santo di passione, il poeta chiede misericordia e implora Dio di riuscire a volgersi a cose pi degne con lesempio di Cristo in croce. NOTE (NON RICHIESTE) Venerd di passione il giorno dellinnamoramento (1327), ed ugualmente Venerd di passione lundicesimo anniversario (1338) di quel giorno, quando il poeta rivolge la sua preghiera a Dio. una sorta di parafrasi del "Pater noster", di cui riprende lincipit (Padre nostro che sei nei cieli). in voluta antitesi con il componimento precedente (Rvf 61): Benedetto sia l giorno, e l mese e lanno (che benedice e loda il momento dellinnamoramento). A undici anni dalla nascita del suo amore, il Venerd Santo, il poeta medita sulla sua condizione morale ed esistenziale, pregando Dio di liberarlo dalla vanit delle passioni terrene e ricondurlo a pensieri pi degni nella Grazia di Dio. Il sonetto (con schema metrico ABBA, ABBA; CDE, CDE.) ha una struttura simmetrica: quartine e terzine costituiscono due unit sintattiche a s stanti, la prima rivolta al passato e la seconda al presente. Nelle prime tre strofe domina lipotassi (il verbo "Piacciati" -legge Tobler Mussafia- che introduce la richiesta di cambiamento del poeta arriva solo al quinto verso, preceduto da una serie di dipendenti): questo movimento sintattico risponde probabilmente a unesigenza di chiarimento interiore dopo il confuso e tortuoso trascorrere degli anni in una passione vana. Nellultima terzina prevale invece la paratassi, con tre forme verbali imperative in inizio di verso (legate dallallitterazione della liquida). Segno di rinnovamento e insistenza sulla preghiera, in una sorta di climax che culmina nel ricordo della croce. Il cambiamento porter alla sconfitta dellavversario, cio del demonio, ma anche Amore che nel Canzoniere spesso definito avversario e nemico. Lespressione ch'io torni / ad altra vita et a pi belle imprese e miglior luogo forse non vuole solo genericamente indicare opere moralmente pi degne, ma contiene un implicito riferimento allopera letteraria: per esempio tornare ad opere in latino, pi elevate della poesia volgare. In ogni caso le rime amorose, come la passione amorosa, sono condannate in nome di unindefinita migliore altra possibilit fondata su saldi imperativi etici e religiosi. Si badi che anche se il testo si riferisce allanniversario del 1338, stato rielaborato in anni pi tardi, oggi viene comunemente accettata la datazione al 1353.