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Fulvio Fapanni nato a Palazzolo sullOglio (Brescia) nel settembre del 1957 e scrive poesie dal 1971.

. Nel 1982 ha fondato il Gruppo Letterario Meteora. Nel 1985 ha scritto il poema N uomo n burattino, versione del Pinocchio in chiave esoterica, poi utilizzato per unopera teatrale (Compagnia Il Mazzo, regia di Gian Bianchetti). Nel 1999 ha pubblicato Bagliori nellombra Canti nella luce. Nel 2006 ha partecipato alla prima uscita editoriale di Animus et Anima con la raccolta Erihanna lultima redenzione. A livello amatoriale ha realizzato il film Sogno Lucido nel 1999 ed ora in fase di realizzazione il secondo film, Messaggeri. Dal 1982 al 1985 si dedicato alla scultura in ceramica, prediligendo figure ancestrali di mondi immaginari. Dopo venticinque anni tornato ancora alla scultura per creare nuove forme e nuovi mondi immaginari. Contatto: fulvio.fapanni@virgilio.it

Il demone che, pi di altri, Fulvio Fapanni cerca di lasciarsi alle spalle, quello dellignoranza spirituale. In questo impegno tenacemente sistematico le tracce scritte rivestono una particolare importanza. Quasi quarantanni di scrittura si riversano in questa raccolta dal sapore antico e moderno al tempo stesso, dilatata abbastanza da travalicare i confini temporali. Le figure prendono vita in contesti ben delineati, descritti come pu farlo (e lautore aggiunge un efficace saperlo fare) solo chi li ha ben chiari davanti agli occhi. C una perentoriet di fondo, in questo percorso, un rigore che lautore vive in prima persona, prima ancora di condividerlo: la fermezza della lucidit, qui proposta con immagini particolarmente incisive. Per questo ne diventiamo certi, guardando coraggiosamente il demone dietro la porta: la poesia pu e sa sottrarci alloblio.

nimus et Anima Lo Spirito delle cose e lAnima del mondo Come ci racconta James Hillman, la Bellezza lessenza stessa del mondo, cosa che ormai da tempo abbiamo dimenticato, concentrandoci su manifestazioni pi marginali, che, come tali, ne hanno svilito la sacralit. Partendo da questa che per noi chiara constatazione, nato il progetto Animus et Anima, che si sviluppa in varie direzioni: un sito internet, che non solo vetrina, ma anche agor culturale, animato da dibattiti sulla poesia, larte, la filosofia; una collana cartacea, di cui fa parte il libretto che state stringendo tra le mani, fine lavoro di cesello, volutamente stampato in tiratura limitata e numerata; un progetto editoriale in allestimento che allargher la sua visione, oltre che alla poesia, anche ad altre forme di scrittura e di narrazione. Ci preme manifestare, pi di ogni altra cosa, la convinzione che la Bellezza non sia relegabile alle sole forme darte, ma che ogni forma darte, tuttavia, possa aiutarci a rintracciarla nel mondo intero. Perch ad esso che appartiene, Afrodite. Ogni autore che ha accettato di scrivere per il progetto fa parte di una coralit tesa ad esser voce di una precisa esigenza: lintima necessit di riavvicinarsi al messaggio della Dea. Noi tutti, autori e lettori, siamo chiamati a questa riscoperta. Francesco Sicilia e Maria Luisa Pesce www.animusetanima.com Infoline: 3395876415

edizione speciale per la presentazione Copia di 20

Il demone di fronte a me Finalmente eccoti col rimmel consumato ed il rossetto nero che cola sul mento, ridi con pupille verticali ma non fai paura, sembri un reduce di quelle feste che sembrano di cera. Mhai fatto tremare il sonno ringhiando oltre la porta, nascondendoti al mio sguardo.

Collegati con il sito www.animusetanima.com/09_05_10 per i contenuti aggiuntivi

Si ringrazia il Maestro Antonio Pesce (www.antoniopesce.it) per i disegni gentilmente realizzati per la collana

Progetto grafico di Gerardo De Filippis e WEM (www.maknef.com)

Ora che ne della tua imponenza e dellimprobabile odore di zolfo? Anche tu sembri un mortale e ti agiti per qualche capriccio. Eccoti grottesco di fronte a me proprio adesso che salgo sul trono del mio spirito e vorrei liberarti dal tuo fardello. Ti lascio dove sei, ora ci vado io dietro la porta.

Stampato nel Maggio 2010 presso Arti Grafiche Fragano Agropoli (SA)

Maddormento Un suono vibra nella testa ha lo stupore di un bimbo assonnato e canta una nenia che accarezza le note di un canto proveniente da lontano, le lacrime si sono asciugate tempo fa. Stasera farei a pezzi il cielo urlando nel buio una rabbia feroce ma una mano mi sale per la schiena con carezza inaspettata mescolando il tintinnio dei chakra. Leonard Cohen mi spinge verso lalto con la preghiera pi profonda, un Hallelujah che scuote ogni atomo di questa apparenza che sagita. Maddormento, buona notte mondo buona notte sto salendo la grigia scala fatta di polvere leggera mi porto gli occhi che avevo chiuso nel cassetto in un giorno speciale della mia infanzia e accanto due piume di aquila, una nera ed una grigia che stringo forte per un volo fuori dal mondo normale, morto prima di essere morto e che non tace prima di parlare. Maddormento sui colli della comprensione con sogni lievi sopra le cime di luoghi che dormivano ancora prima del mio sonno. Nessuno toccher questa vetta nessuno voler fino al presente, nessuno si sveglier con me in questo strano paradiso.

Amo laria che mi riempie i polmoni la terra che sorregge i miei passi il fuoco che spinge ogni impulso creativo e lacqua che mescola sensibilit e attenzione. Dedico questa raccolta ad ogni essere cosciente che vive attraverso questi quattro elementi senza affidarsi alla sorte ma edificandola attimo dopo attimo. Fulvio Fapanni

La danza Un tempo le parole avevano un senso ora scorrono come fiumi verso mari confusi, poca terraferma ormai le sostiene. Se penso che in principio era il Verbo e tutto dimorava nella luce, mi vien da dire che ne stato di quel lampo [ abbagliante, ma sono reminiscenze di ricordi diluiti con troppi passi e cadute nel vuoto, dal buio di una grotta fino alla pi lontana [ stella. Portami un sorso dacqua non di fonte, ma della tua intenzione e sar fresca e dissetante da portare vita anche dove tutto sembra [ fermo. Non rido dei capelli che cambiano e non piango se vedo lontano un orizzonte alternativo. Gira tutto in una stanza dove i respiri sono note miste ai sogni, alle speranze, e i passi nascono dalle azioni che in vortice la stessa danza muove. Il tutto per una sola pura vibrazione, il resto sono stelle e poi ancora stelle.

Come tutto iniziato Era il novembre del 1971 quando, tornando a casa da scuola, dopo aver letto alcuni versi che Dante Alighieri aveva dedicato alla sua Beatrice, provai ad emularlo: in fondo stavo vivendo la mia prima storia damore platonico! Lei si chiamava Mara. I versi, a detta di chi li lesse per primo, erano molto belli ed efficaci, con la presenza di alcune rime ed uno stile simile a quello dantesco. Sostenuto dai consensi raccolti, scrissi ancora due composizioni per la ladra del mio cuore, come appunto la definivo nei miei versi, dopodich semplificai il mio stile, lo resi privo di rime e pi minimalista, avvicinandomi a quello di Giuseppe Ungaretti, scrivendo la mia prima poesia propriamente esistenzialista, dal titolo Tramonto. Con il passare del tempo, vista la facilit con cui i miei stati danimo e le mie riflessioni filosofiche riuscivano ad integrarsi e a fondersi in parole, sempre incitato dai consensi di parenti ed amici, ho coltivato questo sistema espressivo e lo sto facendo tuttora. Inizialmente scrivevo piuttosto di getto, senza pensare a nulla, mentre le parole, come musica, uscendo quasi misteriosamente dalle dita che battevano sui tasti della macchina da scrivere che mio padre mi aveva regalato ancor prima che compissi i quattordici anni, si imprimevano sulla carta: prima uno stato danimo particolare, poi la chiara sensazione di avere qualcosa da dire, quasi unimpellenza, mentre ad un tratto la logica e il pensiero razionale venivano messi da parte e le parole, come lacqua che fluisce inevitabilmente da uno spazio ad un altro, si trasformavano in inchiostro.

I tuoi figli nascono stanotte Saprono dietro linganno del cielo sette porte incantate, un lieve calore ne avverte la presenza prima che sia sera e corrono, corrono le speranze con ali di gabbiani, quelli che non stanno a terra ma cercano una corrente pi alta per svanire nellazzurro. Ho tolto le calze dopo un giorno di cammino, lacqua del fiume ha sciolto cinquantanni di fatica e per un attimo mi ha mostrato quellistante [ eterno che molti ancora chiamano Dio a torto o a ragione. Non importa quali cornici mettiamo al mistero, resta il taciturno coperto da un mantello che da sempre tiene al chiodo la verit. Ogni poro della pelle invita al canto e gli occhi scorgono desolazione perfino nei cesti di frutta dei supermercati. Lo stupido occhio sul mondo non mostra la fresca fonte della speranza, eppure sento la gioia, da qualche parte, risalire la colonna vertebrale come una luce che striscia nel buio e vedo in modo chiaro mentre chiudo gli occhi che lillusione attraversa le palpebre. Quindi chiudo le tende, apro solo un poco la porta tuffandomi nel sonno, placenta del passato, antica madre che ha pianto, perch i miei figli nascono stanotte nella nebbia di un sogno e poi di un altro ancora.

Con mia grande gioia, la persona pi importante della mia vita, Maria Augusta Zanardi, la bisnonna materna, ha potuto leggere le mie prime poesie e sostenermi, favorendo, grazie al suo carisma ed affetto, un percorso creativo che da allora mi impegna sempre pi fortemente e che, mi auguro, continuer fino al mio ultimo respiro. Ho sempre pensato che la poesia fosse figlia dell'anima e genitrice del pensiero e non mi possibile concepire la vita senza una continua ricerca dell'eterno che si annida nel pi nascosto spazio dei miei atomi. Coltivare desideri, sogni, una tendenza che pongo in secondo piano, poich tutto ci fa parte delle cose che appaiono e scompaiono. Con la poesia ho provato ad imparare, ad affinare l'intuizione, a tendere l'orecchio verso lo spirito: credo che siamo qui per imparare nell'arco di un breve tempo e che la radice che ci emana sia eterna, ed sottile il confine che separa l'essere da un altro essere. Lautore

Le poesie che cadono dalle mani Queste parole sono per te come il sorso dacqua bevuto poco fa, sono le poesie che cadono dalle mani e accarezzano ogni cosa come fosse la prima e lultima volta recando profumo di rose nella caduta. Sono i seni candidi di un angelo a piegare le mie ginocchia alla preghiera, non sfioro pensieri discendenti, non porto con me pensieri ascendenti, sono un camminatore dello spirito e amo cogliere la viola e il trifoglio per poi godere nel cadere con gli occhi in un tramonto. Ed ora chiudo il recinto delle fate, lascio i giochi dellinfanzia a far polvere in soffitta e corro fuori casa per stringere ogni cosa evitando le ferite profonde delle poesie che cadono dalle mani e se ne perdono tante. Queste parole sono per te nel momento preciso che le accogli perch ho riso, ho pianto, e sto per morire per te. Non hanno confini le nostre strane identit questo essere tanti nasconde lo sgomento di un Io confuso.

Notte di Ottobre Dormiva sulla grigia sabbia Sono di quelle notizie che appagano i clown della burla cogliendo di sorpresa la stanza della speranza. Monna Lisa resa immobile in un altro Louvre dopo essere stata allontanata dal grigio manto lunare dove ha dormito dapprima che luomo mostrasse la sua ombra. Lascio la magia e lincanto a questo rotocalco, grossolana archeologia di intenti. La sento dormire dentro o sui nostri passi, le maree sarebbero state le stesse senza di lei? Una notte come tante, cammino coi piedi che precedono lo sguardo e laria teneramente fresca, niente pu farmi sentire pi in alto del rumore delle macchine, le voci poco lontane ed un silenzio strano in fondo al groviglio dei sensi. Maria riposa tra gli arcani ed ogni cosa cambia, nelle tasche una promessa e tra le mani un tesoro raro, gioca con gli occhi di Gerardo dove le stelle hanno messo un sipario tra le cose che passano dagli occhi e quelle che passano sotto, dove la verit striscia senza muovere nulla. Francesco cammina lungo il viale, non solo a reggere questi cambi di rotta, dodici angeli gli reggono lo sguardo e trentadue ninfe bisbigliano senza essere udite. La notte di Ottobre ci accompagna tutti nel vaporoso sonno e non ci lascia soli, ci precede mentre la precediamo e ci segue mentre la seguiamo. La poesia ha la nebbia densa che tutto confonde con il tormento e la gioia ma non sempre nelle notti di Ottobre, non sempre.

Manifesta Non stata la goccia di rugiada a raffreddarmi i piedi nella corsa verso lalba, solo il sangue ha trovato un sensibile gelo prima di riscaldarmi ancora. Non sono le parole di Insero a spingermi lontano dalle frasi e dai luoghi comuni nel tentativo di migliorare i versi, sono un po tutte queste cose e nessuna a rendermi degno di camminare senza vergogne verso lo specchio. Manifesta la voce che resta portando una casuale rima, inciampando tra lo stomaco e gli occhi senza travolgere il senso delle cose. Resto qui con ali di gabbiano e artigli daquila ed il potere del giorno che mi fissa passando mentre come sempre muore alle mie spalle.