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Dante Alighieri

Canto V dell’Inferno

Dante e Virgilio si dirigono verso il secondo Cerchio, dove ha inizio il vero e proprio Inferno.
Le anime dei dannati si presentano al cospetto di Minosse per essere giudicate: a Minosse basta guardarle
per sapere quale pena infliggere (Minosse arrotola la coda tante volte quanti sono i cerchi dell’Inferno a cui
l’anima è destinata)
Minosse cerca di impedire il viaggio a Dante, ma Virgilio risponde con la formula che riserva ai guardiani
dell’Inferno.
→ I due superano Minosse → Dante si ritrova davanti al primo vero scenario infernale:
→ non c’è luce, l’aria è tenebrosa e scossa da una fortissima bufera dentro la quale sono sbattute e
percosse le anime dei dannati (contrappasso)
Vento rappresenta: - mancanza di lucidità e di ordine
- assenza di razionalità
- abbandono del corpo agli istinti corporali e alla passione sessuale
→ In questo cerchio sono puniti i LUSSURIOSI
Anime nella bufera vagano per schiere, in base al tipo di amore che condussero: schiera che attira
l’attenzione di Dante → dannati che morirono per amore (in questo caso Paolo e Francesca)

Paolo e Francesca → due cognati uccisi dal marito di lei e fratello di lui (Gianciotto Malatesta)
Francesca dice che Gianciotto è ancora vivo e che la zona dell’Inferno detta Caina sta aspettando che lui
muoia per accoglierlo e fargli scontare la sua pena.
Nella Caina vengono puniti i traditori dei parenti (Gianciotto li ha uccisi)
Francesca sposa l’uomo che il padre ha scelto, ma la simpatia e l’attrazione fra lei e Paolo è sempre più
forte e diventeranno amanti, tradendo Gianciotto.
Dante ci parla di un amore tratto dalla letteratura → ai suoi tempi le riflessioni sulla natura e gli effetti
dell’amore sono numerose (temi di queste riflessioni non si limitano alla letteratura ma coinvolgono anche
dei trattati (De Amore di Andrea Cappellano) → l’amore si manifesta in modo immediato e inaspettato, a
partire dal contatto visivo.
Trattato di Andrea Cappellano → esplicita il pensiero medioevale che imponeva che un sentimento
d’amore rivolto a una persona “gentile” non potesse non essere ricambiato → peccato d’amore prendere
origine dalla letteratura (nel primo canto la letteratura aveva salvato Dante dal peccato, in questo caso è la
rovina dei due amanti)
L’amore non è solo un sentimento → visto come un vero e proprio personaggio (infatti Francesca non dice
“l’amore” ma “Amore” → PROSOPOPEA
Storia simile a Paolo e Francesca: Lancillotto e Ginevra → la lettura di questo romanzo fa capire ai due
cognati di non poter più nascondere il loro amore → un giorno mentre leggono la storia si baciano (danno
sfogo al loro profondo amore) → Gianciotto li scopre e li uccide
Paolo e Francesca vengono uccisi insieme perché volevano amarsi e stare insieme: neppure all’Inferno
saranno mai divisi.
Dante, se Dio lo concede, vorrebbe poter parlare con quelle due anime → parlando con le anime
comprende profondamente la natura dei peccati e delle pene e procede il suo percorso di salvazione
Dante si immedesima nei dannati → per Paolo e Francesca prova pietà (sentimento raro nell’Inferno,
solitamente dovrebbe essere una sensazione di condanna) → Dante non perdona i loro peccati, ma allo
stesso tempo sente compassione
L’unica che parla con Dante è Francesca: si rivolge al poeta con parole dolcissime in un luogo cupo e
disgraziato (questo crea una forte tensione)
Contrasto drammatico fra la dolcezza di Francesca, il suo amore per Paolo, le grida, le bestemmie dei
dannati, il vento che ulula in sottofondo → Dante è commosso (capisce quanto amore e sofferenza li abbia
uniti, quanto il desiderio li tenga ancora stretti, in eterno).
Dante talmente scosso dai suoi sentimenti contrastanti e dalla visione del loro dolore che sviene.

Dante ci dice che la letteratura può portarci al peccato, nell’imitazione delle vicende che leggiamo nei libri.
La letteratura è ambivalente: può condurci alla salvezza, al peccato e alla morte

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