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di Economia e Cultura del Lavoro

Il Magazine ManpowerGroup

laVori in corso

Per unEuropa pi forte


A colloquio con Martin Schulz, Presidente del Parlamento Europeo

Un nuovo welfare. Di tutti, per tutti


Lopinione di Stefano Scabbio AD ManpowerGroup Italia e Iberia

Favorire una cultura dellattivazione


La parola a Carlo DellAringa

Welfare, in gioco il nostro futuro.


I.P.

bimestrale - n. 1 anno V

LItalia sulla via della riforma delle politiche sociali.

prefazione di Francesco Maria Gallo

La nostra mission aiutare le aziende in tutto il mondo a esprimere il proprio potenziale liberando la vera energia delle risorse umane. Dalla ricerca, selezione e formazione dei talenti fino alla gestione delle carriere, siamo strutturati per dare forma alle idee pi ambiziose e sostanza ai business pi innovativi. manpowergroup.it

Lavoro, in (fiduciosa) attesa della riforma


Francesco MarIa GaLLo
External & Internal Relations Manager ManpowerGroup

altrettanto decisiva per le sorti dellItalia, di oggi e di domani. La contingenza, le evoluzioni sociali, i cambiamenti demografici: il Paese esige una profonda revisione del sistema di welfare, che dovr fondarsi su

sagaci osservatori del mercato del lavoro italiano; al Presidente dellInps Antonio Mastrapasqua, mai come oggi centrale la riforma del sistema previdenziale; al professor Francesco Vallacqua, esperto di welfare. Gli interventi portano le firme, tra gli altri, del Presidente di ManpowerGroup Stefano Scabbio, forte della sua expertise in ambito lavoro, e le sapienti penne di Walter Passerini, Giulio Sapelli, Luca Solari e il Presidente del Cnel Antonio Marzano. Senza tralasciare il panorama aziendale, con i contributi di Indesit Company, Nestl, CFT. Istituzioni, mondo accademico, scenario imprenditoriale, stakeholder e player di mercato, lavoratori e gente comune. questo il network relazionale di Lavori in

AbSTRACT / Equit e inclusivit sembrano essere, allunanime, i tratti distintivi delle future politiche sociali, con lassoluta priorit di favorire e difendere loccupazione per tutte le fasce della popolazione.
Il primo numero del 2012 di Lavori

asset che rendano la protezione sociale


pi adeguata ai bisogni di cittadini e lavoratori, e pi sostenibile sul piano finanziario. Equit e inclusivit sembrano essere, allunanime, i tratti distintivi delle future politiche sociali, con lassoluta priorit di favorire e difendere loccupazione per tutte le fasce della popolazione. Il Welfare State assurge quindi con pieno diritto a tema centrale del nostro magazine di economia e cultura del lavoro, quel LinC che vi accingete a leggere e che, nel suo quinto anno di vita, segna unimportante novit. Gli approfondimenti, le riflessioni, i contributi al dibattito e agli avvenimenti che investono il mondo del lavoro, leconomia e la societ, viaggeranno da questanno insieme al Corriere della

Corso. Una pluralit di voci e attori che ogni


giorno costruiscono la cultura del lavoro, discutono e si confrontano alla ricerca di good practice e proposte innovative per meglio vivere la societ contemporanea. Il nuovo linc tra la riflessione e lazione. A tutti i lettori, consueti e nuovi, buona lettura!

in Corso vede la luce in un momento cruciale della storia del lavoro nel nostro Paese.
Mentre la crisi continua a stringere la sua morsa sulloccupazione, lesecutivo ormai alle battute finali del varo di una Riforma mai cos attesa e auspicata, e proprio per questo carica di aspettative e speran 2011 ManpowerGroup. All rights reserved.

Sera, con il quale ogni due mesi LinC sar


diffuso in allegato a IO Donna su tutto il territorio nazionale. Ed proprio ai lettori del Corriere e di IO Donna che va il mio personale, entusiastico, benvenuti!. Analisi, visioni e proposte sono affidate in questo numero a voci autorevoli come il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, che ci ha rilasciato unintervista in esclusiva sul futuro del welfare in Europa; ai professori Andrea Ichino e Carlo DellAringa,

PUbbLICAZIONI
LITALIA COME SOCIET E COME STATO. UNIDENTIT CULTURALE G. Calboli, F. Galgano, G. De Vergottini Compositori, 2012

ze da parte di tutti i cittadini. Dopo aver riconquistato credibilit e leadership in Europa, il Governo ora davanti a una sfida

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POLITICHE SOCIALI / EQUIT / INCLUSIVIT / RELAZIONI / SOCIET CONTEMPORANEA

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LinC
laVori in corso
n. 1 anno V, Marzo 2012 Registrazione Tribunale di Milano n. 620 del 16/10/2008
Presidente Stefano Scabbio Direttore responsabile Francesco Maria Gallo redazione Antonella Guidotti, Silvia Bordiga, Alessandra Rizzuto segreteria di redazione Angelica Durante angelica.durante@manpower.it 02.230037100 Hanno collaborato a questo numero Antonio Angioni, Michele Avitabile, Antonio Barletta, Stefano Basile, Ada Del Castello, Francesco Guidara, Elisabetta Limone, Antonio Marzano, Marco Morganti, Flora Nascimbeni, Walter Passerini, Paolo Preziosi, Giulio Sapelli, Serena Scarpello, Luca Solari, Isidoro Trovato, Francesca Vinacci Progetto grafico, copertina e impaginazione Gramma - agenzia di comunicazione soc. coop. sociale Milano www.grammacomunicazione.it Distribuzione Distribuito in tutte le edicole italiane in allegato a Io Donna - Corriere della Sera - RCS ManpowerGroup Via Rossini 6/8 20122 Milano www.manpowergroup.it

di Economia e Cultura del Lavoro

Il Magazine ManpowerGroup

In questo numero
Prefazione
01 LAVORO, IN (fiduciosa) attesa DELLA RIFORMA
di Francesco Maria Gallo

12 FAVORIRE UNA CULTURA DELLATTIVAZIONE. LA PAROLA A CARLO DELLARINGA


di Paolo Preziosi

24 PER UN MODELLO DI FLESSIbILIT TUTTO ITALIANO: I NODI DA SCIOGLIERE


di Ada Del Castello

Workshop opinion Leader


38 INCLUSIVO ED EQUO. IL WELFARE SECONDO IL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO
di Antonio barletta

42 UN PICCOLO SOGNO: SCUOLE COME CENTRI CIVICI PER UN WELFARE FUORI DAGLI SCHEMI
di Elisabetta Limone

Letture, ascolti & Visioni


46 SE LASCIARE LITALIA SIGNIFICA LASCIARE GLI ITALIANI...
di Alessandra Rizzuto

editoriale
04 UN NUOVO WELFARE. DI TUTTI, PER TUTTI
di Stefano Scabbio

14 AI GIOVANI UN MONDO MIGLIORE DI COME LAbbIAMO TROVATO


di Walter Passerini

28 A TRENTO PROVE DI FLExSECURITy A FAVORE DEI GIOVANI


di Silvia bordiga

controeditoriale
06 DAL bIG STATE ALLA bIG SOCIETy: UNA PROSPETTIVA PER IL NOSTRO PAESE
di Antonio Marzano

16 RIAVVICINARE LE DONNE AL MERCATO DEL LAVORO: ECCO UN MODELLO MADE IN ITALy


di Serena Scarpello

storie dImpresa
30 CFT: AL CENTRO DELLIMPRESA, IL LAVORO E LUOMO
di Antonella Guidotti

40 SENZA TUTELE: NELLA TRAPPOLA DEL SOMMERSO. INCONTRO CON IL PRESIDENTE DELLINPS, ANTONIO MASTRAPASQUA
di Isidoro Trovato

Welfare Talent
43 PER UNIMPRESACOMUNIT E LA RISCOPERTA DEL WELFARE AZIENDALE
di Giulio Sapelli

Postfazione
48 VERSO UN NUOVO PATTO TRA STATO E CITTADINI
di Luca Solari

controtendenze
32 HELP TALk, LUCy, bIG LAUNCHER E LE ALTRE: LA TECNOLOGIA E IL WELFARE DEL FUTURO
di Marco Morganti

contrappunti
08 CASSA INTEGRAZIONE, CONTRATTI DI SOLIDARIET, FORMAZIONE. GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI SECONDO CGIL, CISL E UIL
di Michele Avitabile

Hr allo specchio
18 LE TUTELE DEI LAVORATORI: IL GOLDEN TRIANGLE TRA AZIENDA, SINDACATI E GOVERNO
di Flora Nascimbeni

34 NUOVI STRUMENTI DI WELFARE


di Antonio Angioni

societ e Territori
22 PER UNEUROPA PI FORTE. A COLLOQUIO CON MARTIN SCHULZ, PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO
di Francesco Guidara

Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo periodico pu essere riprodotta con mezzi grafici e meccanici, quali la fotoriproduzione e la registrazione. Manoscritti e fotografie, su qualsiasi supporto veicolati, anche se non pubblicati, non saranno restituiti.

10 LA RIFORMA DEL LAVORO TRA PRIORIT E TAb. bOMbASSEI E SQUINZI: LE POSIZIONI DEI DUE CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DI CONFINDUSTRIA
di Francesca Vinacci

36 IL MODELLO DELLE SMART CITIES: IL SENSO DI FRANCESCO PROFUMO PER LA SCUOLA


di Stefano basile

Welfare, in gioco il nostro futuro.


LItalia sulla via della riforma delle politiche sociali.

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Un nuovo welfare. Di tutti, per tutti


vuole considerarsi avanzato.
sTeFano scabbIo
Amministratore delegato ManpowerGroup Italia e Iberia

eDitoriale di Stefano Scabbio

Proprio la Gran Bretagna ha rappresentato un esempio di Stato sociale spesso iniquo e confuso, a dispetto dellenorme quantit di denaro pubblico speso. In Gran Bretagna - ha ricordato Phillipp Blond, altro teorico della Big Society - abbiamo avuto uno Stato sociale che ha erogato decine di miliardi di euro nel corso degli ultimi trentanni. Se fosse stato un sistema efficiente avrebbe liberato dal dramma della povert milioni di persone. Invece, quella met di popolazione che nel 1976 deteneva il 12% della ricchezza liquida, oggi dispone solo dell1%. Il nuovo welfare sapr imporsi solo se sar sostenuto da un cambio di atteggiamento in ognuno di noi. Saremo chiamati ad assumere, nei confronti del mercato del lavoro, una posizione pi attiva. Non un mistero che lItalia sia rimasto lunico Paese europeo a privilegiare ancora le politiche passive del lavoro. Il nostro un sistema dove restano centrali (anche nel dibattito politico) istituti come la cassa integrazione, la mobilit, la conservazione del posto fisso. Tutte cose che non richiedono alcun impegno attivo da parte del soggetto coinvolto.

C chi come il professor Carlo DellAringa, che leggerete nelle pagine di questo numero di Lavori in Corso, ritiene che inevitabilmente dovr esserci uno spazio importante - allinterno di questa ridefinizione

PUbbLICAZIONI
RAPPORTO SULLO STATO SOCIALE 2011. QUESTIONE GIOVANILE, CRISI E WELFARE STATE a cura di F. R. Pizzuti - Edizioni Giuridiche Simone, 2011
A queste condizioni, il lavoratore in difficolt attende passivamente che qualcuno gli risolva il problema. Non pi tempo di attese che bruciano inutilmente il capitale professionale, soprattutto dei pi giovani. Il futuro di equit ed efficienza passa attraverso un attento mix di pubblico e privato, di famiglie e di imprese sociali. Con laccortezza da parte dei governi di garantire quel minimo di risorse necessarie ad alimentare le migliori energie della societ civile. Faccio mie le riflessioni che Maurizio Ferrera ha speso in merito al nuovo ruolo dello Stato: La condizione necessaria sar la disponibilit di una cultura politica e di un capitale sociale caratterizzati da elevato civismo, diffuso rispetto delle regole e fiducia fra i vari soggetti.

Chi lo disegn, quasi 70 anni fa, lo aveva immaginato dalla culla alla tomba. Un sistema di provvedimenti e garanzie che si ritenevano fossero tutti obiettivi primari dello Stato: loccupazione, lassistenza sanitaria, listruzione di base, la previdenza, labitazione.
Quellidea di welfare, mutata a fondo nel corso degli anni, oggi cerca affannosamente una dimensione nuova, consapevole che in ballo, questa volta, c la sua stessa sopravvivenza. Tutti i governi - non solo quello italiano - sono chiamati a rivedere il proprio sistema di welfare, il costo finanziario e la sostenibilit, contemperando tutto questo con la necessit di mantenere la coesione sociale. Il prossimo welfare dovr essere frutto di unevoluzione culturale, di risposte non scontate, di processi ispirati alle migliori esperienze internazionali. Senza risorse, gli Stati non saranno pi in grado di fornire risposte a una domanda di servizi che inesorabilmente crescer con il passare degli anni. Soprattutto nel nostro Paese, la cui struttura demografica rappresenta un unicum a livello mondiale. Poche settimane fa stata lIstat a definire lItalia il Paese pi anziano al mondo. Un Paese che nel 2050 avr un rapporto di 10 giovani ogni 26 anziani, frutto della congiuntura di due fenomeni: laumento della sopravvivenza e i bassi tassi di natalit. Tutto questo impatta sulla spesa pubblica sanitaria, in molte regioni fuori controllo: oggi rappresenta da sola il 7% del Pil ma cresce talmente rapidamente che vi sono preoccupanti previsioni di raddoppio in pochi anni. Alle porte non bussa una ripresa, ma un decennio in cui la disoccupazione diverr una vera emergenza sociale, come ha evidenziato il rapporto Glorenti a tutto questo. Significa agire in un modo pragmatico per capire cosa resta e cosa evolve di quellinsieme di servizi e di assistenze che tutti abbiamo imparato a conoscere e che naturalmente siamo indotti ad aspettarci a livello di servizio pubblico. Significa anche iniziare ad agire, adesso, cominciando ad affidare alla scuola messaggi chiari e risposte certe nella formazione dei cittadini di domani, e alla cultura lo sviluppo dei cittadini di oggi. L80% degli italiani tra i 16 e 64 anni ha uninsufficiente competenza alfabetica funzionale, non padroneggia cio la lingua. Dato scioccante per un Paese che

- al Terzo settore, a quelluniverso del volontariato che in Italia ha raggiunto punti di eccellenza nel confronto con il resto dEuropa. Credo che la costruzione di questo welfare avr bisogno dellapporto di molti e non potr essere pi prerogativa di un unico centro di potere, politico o economico che sia. Unoperazione di pulizia e di efficienza, per insegnare alle nuove generazioni (ma anche alle vecchie) cosa attendersi

dallo Stato, cosa costruire insieme allo Stato, cosa costruire senza lo Stato.
Lo ha spiegato recentemente Lord Wei, linventore del concetto di Big Society, portato in politica dal premier inglese David Cameron: arrivato il momento di spostare il baricentro del potere dallo Stato alla societ. Non vi sar vera ripresa economica senza ripresa sociale. Abbiamo bisogno di una presenza diffusa di una sana etica pubblica.

bal Employement Trend 2012.


Nei prossimi 10 anni il sistema economico globale dovr creare almeno 400 milioni di nuovi posti di lavoro per assorbire la crescita annua di persone in et di lavoro, stimata in circa 40 milioni di unit per anno. Ripensare il welfare significa provare a dare soluzioni coe-

AbSTRACT / La costruzione di questo welfare avr bisogno dellapporto di molti e non potr essere pi prerogativa di un unico centro di potere, politico o economico che sia.

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GARANZIE / COESIONE SOCIALE / SOSTENIbILIT / CAPITALE PROFESSIONALE / IMPEGNO ATTIVO

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Dal big State alla big Society: una prospettiva per il nostro Paese
anTonIo Marzano
Presidente del Cnel

ControeDitoriale di Antonio Marzano

in Italia si sono concretizzati nel salvataggio delle imprese e banche o nellespansione continua del welfare, considerati necessari per garantire la stabilit sociale. Il cosiddetto Big State ha dei limiti intrinseci: il moltiplicarsi dei compiti assegnati alla sfera pubblica rende pi difficili i controlli di efficienza e di rigore, laumento continuo della pressione fiscale determina evasione e contraccolpi sul reddito, linflazione appare prima o poi connessa alla crescente domanda pubblica di

beni e non certo che i mercati finanziari siano disposti ad assicurare coperture senza limiti alle emissioni di titoli pubblici. Questi fenomeni, attualmente in corso, spingono inevitabilmente a frenare lespansione del Big State. Di conseguenza, se non si attuano le riforme necessarie a surrogare il sostegno pubblico alleconomia, questa entra in un vortice di stasi e recessione che saranno tanto pi gravi quanto pi la svolta delle politiche avviene in una fase di crisi grave come quella iniziata

nel 2008 e che stiamo ancora vivendo. E la crisi, insieme al ridimensionamento del welfare per migliorare saldi e debito pubblici, suscitano tensioni sociali anche gravi. La via di uscita da questo intreccio di negativit non facile ma tra le strade vi la prospettiva di una transizione dal Big State alla Big Society. Lultimo Rapporto Censis sulla societ italiana coglie nel segno. La crisi spinge inizialmente i soggetti economici a cercare adattamenti, a tentare soluzioni individuali. Ma alla

lunga sopravviene la percezione di una inadeguatezza di quei rimedi e della necessit di soluzioni di sistema. E qualsiasi soluzione di sistema, se democratica, presuppone la coesione sociale. La Big Society si basa proprio sullesistenza di un sistema coeso, monito ripetuto in pi occasioni dal Capo dello Stato. Tuttavia, un Pil fermo o in diminuzione rende pi difficile la coesione sociale: per intenderci direi che il prodotto interno lordo come una torta, e se questa non cresce chi ne prende di pi lo fa a scapito degli altri e in genere gli altri sono anche i pi deboli. Dunque, la politica della crescita indispensabile alla stessa coesione sociale. Nel nostro Paese esistono molti presupposti per la coesione: la cultura della famiglia, i valori condivisi di natura culturale e religiosa, lattitudine al risparmio, il desiderio di intraprendere sono fenomeni che

vanno nellinteresse di tutti. Sempre il Censis ci dice che il 26% degli italiani opera nel volontariato gratuito e il 57% si dice disposto a sacrificare il proprio tornaconto nellinteresse generale del Paese. Sono dati importanti, ma il numero o le percentuali di individui non sono necessariamente il dato principale. Le aggregazioni di soggetti, le associazioni, le corporazioni - e le loro rappresentanze - lo sono forse di pi. Voglio dire che in ogni Paese c una parte della societ dinamica in contrapposizione con una pi conservatrice che difende vantaggi, rendite politiche, privilegi e che si oppone al cambiamento. Larticolazione nei due sensi della societ, e la volont politica di dare adeguata voce e rappresentanza alle componenti dinamiche, mi appare determinante. La Big Society si basa su una maggiore fiducia nei cittadini e nella comunit. Fiducia nella loro capacit di provvedere di-

rettamente alle loro esigenze, non solo individuali, ma collettive. Il potere alla gente, pi potere a livello pi basso, incoraggiare il volontariato sono cose che si chiedono per la cura di un parco, di un monumento, per un presidio sanitario o un reparto ospedaliero o di una scuola, per lassistenza di quartiere ai bisognosi, per un campo sportivo per i giovani delle periferie, per il microcredito, con lattenzione per i poveri. Si tratta di esempi che, se condotti a sistema, diventano soluzioni capaci di grande vitalit.

AbSTRACT / La crisi spinge i soggetti economici a tentare soluzioni individuali, ma alla lunga sopravviene linadeguatezza di quei rimedi e la necessit di soluzioni di sistema. E qualsiasi soluzione di sistema, se democratica, presuppone la coesione sociale.
Stiamo assistendo a grandi processi di trasformazione ed evoluzione degli ordinamenti sociali a livello planetario. La stessa storia degli ordinamenti sociali e delle corrispondenti organizzazioni economiche in continua evoluzione. In economia si contano ormai quattro capitalismi: si passati dal New Deal americano al New Labour inglese, dal liberismo al socialismo liberale della Terza Via.
Alcune di queste svolte sono state storicamente favorite da crisi economiche e sociali. Cos la grande crisi del 1929 port alladozione di politiche keynesiane con il risultato di un crescente rapporto sia della spesa pubblica sul prodotto interno lordo, sia di un crescente rapporto del debito pubblico sullo stesso Pil. A queste politiche si sono poi aggiunti gli interventi pubblici. In particolare

PUbbLICAZIONI
VERSO UNA SOCIET SUSSIDIARIA. TEORIE E PRATICHE DELLA SUSSIDIARIET IN EUROPA P. Donati bononia University Press, 2011

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CRISI / VALORI / VOLONTARIATO / SISTEMA / RIFORME

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Cassa Integrazione, contratti di solidariet, formazione


GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI SECONDO CGIL, CISL E UIL
Per chi rischia di perdere o ha gi perso il posto di lavoro rappresentano unimportante protezione sociale. Soprattutto da quando la bufera della crisi economica si abbattuta su molte imprese italiane.
Sono gli ammortizzatori sociali, quel complesso sistema di tutela del reddito indirizzato ai lavoratori dipendenti delle aziende in crisi. Insomma, strumenti come la cassa integrazione guadagni (ordinaria, straordinaria o in deroga), i contratti di solidariet, lindennit di mobilit o di disoccupazione sono utili per aiutare chi vive difficolt lavorative. Ecco perch, mentre le trattative governo-sindacati si fanno serrate, queste tutele sono sempre pi al centro dellattenzione. Certo ogni sigla sindacale ha la sua ricetta da proporre per affrontare la burrasca occupazionale che sta colpendo il Paese. Ma concordano sicuramente su un aspetto: non lasciare solo chi vive il dramma di veder sparire certezze economiche e serenit familiari. La cassa integrazione di fondamentale importanza spiega Fulvio Fammoni, segretario confederale Cgil ed esperto di politiche del lavoro. Quella ordinaria serve alle imprese che vivono temporanee difficolt economiche. La straordinaria, invece, utile in caso di ristrutturazioni. Se questultima non esistesse, passeremmo in un lampo da 2 milioni e 300 mila a oltre 3 milioni di senza lavoro. Saremmo primatisti europei di disoccupazione. Ma quante persone stanno usufruendo degli ammortizzatori sociali? Secondo un rapporto Uil di gennaio, dove si analizza come la crisi ha cambiato gli interventi di tutela negli ultimi anni, i lavoratori che hanno usufruito del sistema sono passati da 2 milioni e 500 mila del 2006 agli oltre 3 milioni e 800 mila del 2011, passando per il picco degli oltre 4,2 milioni del 2009. Come dire che lanno scorso gli ammortizzatori sono stati utilizzati in media da un lavoratore dipendente su quattro. Sfatiamo un luogo comune dice Guglielmo Loy, segretario confederale Uil e responsabile delle politiche del lavoro. A finanziare gli interventi non solo lo Stato. Perch una parte consistente di queste tutele

ContrappUnti di Michele Avitabile

AbSTRACT / Ogni sigla sindacale ha la sua ricetta, ma concordano su un aspetto: non lasciare solo chi vive il dramma di veder sparire certezze economiche e serenit familiari.
pagata da imprese e lavoratori. In sei anni, dal 2006 al 2011, a fronte di una spesa di circa 80 miliardi di euro, lo Stato ha integrato 30 miliardi. Se aumentasse lintervento pubblico non sarebbe affatto uno spreco. Soprattutto se pensiamo a quanto ammontano i costi della politica e gli interventi per sostenere il sistema bancario. Intanto c chi si sofferma sulleffettivo utilizzo di una parte degli ammortizzatori. Gli imprenditori sono cos spaventati dalla crisi - racconta

Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl - che per tutelarsi richiedono pi ore di cassa integrazione rispetto a quelle effettivamente usate. I numeri parlano chiaro. Su circa un miliardo di ore richieste nel 2011, solo il 48% stato effettivamente utilizzato. La paura di fallire gioca un ruolo psicologico importante. Comprendere se questi strumenti di protezione siano da riformare per essere pi efficaci un tema di schiacciante attualit. La cassa straordinaria serve oggi e sar utile anche in futuro continua Fulvio Fammoni della Cgil. Perch contribuir a far ripartire molte aziende quando arriver la ripresa. Inoltre, bisogner creare uno strumento che uniformi indennit di mobilit e indennit di disoccupazione. Questultima dovr avere durata e importi maggiori. Oggi dura 8 mesi per chi ha meno di 50 anni (12 per chi ne ha di pi)

e la riceve solo chi ha lavorato per 52 settimane. Cos, paradossalmente, se lavori per 40 settimane con un contratto a tempo determinato e 15 con un contratto di collaborazione, non ricevi lindennit. Temi caldi ai quali si aggiunge unanalisi sulle prospettive future degli ammortizzatori. La cassa in deroga unanomalia che va rivista spiega Loy della Uil. Andr trasformata prevedendo la compartecipazione delle piccole imprese. Un modello simile a quello praticato delle aziende artigiane, che hanno un fondo dove attingono risorse in caso di calo delle commesse o crisi congiunturale. Cos al costo di 30 euro allanno garantiscono ai lavoratori un salario per tre mesi. Ma c da intervenire anche sul contratto a termine. Se aumentiamo i contributi delle imprese scoraggiamo gli abusi su questi contratti e incrementiamo il valore degli ammortizzatori.

Intanto la Cisl impegnata a sollecitare una maggiore attenzione verso altri tipi di ammortizzatori. Quando finir lemergenza spiega Giorgio Santini della Cisl - bisogner rafforzare i contratti di solidariet. Negli ultimi anni sono stati circa 2000 gli accordi aziendali di questo tipo, ma vanno diffusi ancora di pi. Soprattutto nelle imprese impegnate con le ristrutturazioni. In questo modo abbiamo meno ore lavorate ma teniamo in piedi un pi alto numero di posti di lavoro. Unopportunit di rilancio per le imprese, per, pu arrivare anche dalla formazione. Loccupazione concentrata in qualifiche medio-basse sottolinea Fulvio Fammoni della Cgil, ma da uno studio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale emerge che il lavoro del futuro sar destinato a qualifiche pi alte. La formazione da sola, per, non serve se le attivit produttive non

PUbbLICAZIONI
IL FUTURO DI TUTTI, MA UNO SOLO. V. Fedeli - Ediesse, 2011
credono nel lavoro qualificato. Sul tema, per, c chi pi ottimista. La legge sui fondi interprofessionali ormai matura e sta funzionando molto bene aggiunge Giorgio Santini di Cisl tanto che permette finanziamenti per la formazione continua in ogni settore. Inoltre, proponiamo al governo di inserire una forte componente formativa allinterno del nuovo contratto di apprendistato. Non mancano altre proposte. Negli ultimi cinque anni conclude Guglielmo Loy della Uil - le imprese sono state pi sensibili al tema. Anche grazie alla necessit di adeguarsi allo sviluppo tecnologico. Detassare chi investe in formazione professionale potrebbe essere utile per migliorare la competitivit delle imprese e incrementare loccupazione.

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AMMORTIZZATORI SOCIALI / SINDACATI / MObILIT / CASSA INTEGRAZIONE / FORMAZIONE

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La riforma del lavoro tra priorit e tab


bOMbASSEI E SQUINZI: LE POSIZIONI DEI DUE CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DI CONFINDUSTRIA
Alberto Bombassei un signor imprenditore, ma sullarticolo 18 io non la vedo affatto come lui. Per me la licenziabilit dei dipendenti forse lultimo dei nostri problemi. Con questa frase, Giorgio Squinzi, titolare della Mapei e per 12 anni Presidente di Federchimica, ha demarcato il confine che lo separa dallaltro candidato per la successione di Emma Marcegaglia alla presidenza di Confindustria, Alberto Bombassei.
e degli ammortizzatori sociali e invitando ad andare verso unaccurata revisione delle norme sulle forme di assunzione, per evitare fenomeni di abuso e situazioni di precariet. In linea con quanto fatto recentemente da Confindustria, ha elogiato il potenziamento dellapprendistato, definendolo la forma principale di ingresso al lavoro per i giovani. Bombassei vive come una missione il rinnovamento di Confindustria. Tutti cambiano e il mondo cambia ripete a tutti coloro che incontra. Credo che anche Confindustria abbia necessit di evolversi. Forte dellappoggio di Assolombarda, ufficializzato attraverso unintervista di Diana Bracco sul Corriere, e della volont di continuit rispetto alloperato di Emma Marcegaglia, accusata dai falchi bombasseiani di avere stretto un legame eccessivamente forte con la leader della Cgil Susanna Camusso Bombassei, numero uno di Brembo, luomo che ha dato lendor(troppi incontri segreti fra le due dice un industriale milanese), Squinzi gioca, agevolmente, il ruolo di colomba. Io sono per il dialogo con il sindacato, anche in anni difficili come questi. Non ho mai ridotto il personale, n mai chiesto unora di cassa integrazione, e non ho un precario fra i miei dipendenti. Da Presidente di Federchimica, poi, ho siglato sei contratti nazionali senza unora di sciopero. E nellultimo abbiamo ottenuto anche la possibilit di derogare ai trattamenti minimi economici in caso di giustificati motivi. Bombassei per non ci sta a passare per il falco della contesa, lamico di Marchionne. In unintervista a Dario Di Vico, ha voluto precisare come nemmeno Marchionne sia un falco. E nessun imprenditore con la testa sulle spalle pensa di riproporre il modello del padrone delle ferriere. Si pu condividere o meno loperato di Marchionne, ma dice cose nellinteresse comune con lintento di mantenere i posti di lavoro in Italia. Nonostante sia stato per otto anni vicePresidente di Confindustria, prima con Luca Cordero di Montezemolo e poi con Emma Marcegaglia, Bombassei continua a chiedere una forte discontinuit rispetto al passato, candidandosi a una presidenza rivoluzionaria. Tutto - ha spiegato pi volte - cambiato o sta cambiando e non possiamo star fermi. Se vogliamo che lindustria conservi la centralit dobbiamo muoverci o saremo condannati a subire gli eventi. Il sistema delle imprese una delle grandi infrastrutture del Paese, la componente pi coraggiosa della societ civile. Per Squinzi semplicemente Confindustria non ha alcun bisogno di una rifondazione. Per perfettibile, migliorabile, razionalizzabile. A cominciare, ad esempio, da una struttura organizzativa sclerotizzata e troppo dispersiva. Sui temi caldi del lavoro Squinzi sembra essere in scia alla Marcegaglia. Sullarticolo 18 condivido la posizione che Confindustria ha espresso ufficialmente: mantenere la possibilit del reintegro solo nel caso di licenziamenti discriminatori o nulli. Confermo per che per la crescita delle nostre imprese al momento abbiamo altri importanti problemi da risolvere ha affermato in una recente intervista precisando poi, in merito agli ammortizzatori sociali, che nel tempo abbiamo costruito un sistema, largamente finanziato dalle imprese, che in questi anni ha consentito di dare adeguate risposte ai diffusi problemi occupazionali. Tale sistema prosegue - deve ora essere implementato e razionalizzato in relazione alle nuove esigenze e alla necessit di realizzazione di efficienti ed efficaci politiche di ricollocamento. Una posizione decisamente pi diplomatica di quella di Bombassei che ha spiegato come unadeguata liberalizzazione del mercato del lavoro sia la condizione necessaria perch le azioni per lo sviluppo si traducano in crescita e stabilizzazione delloccupazione. Senza tab ideologici, non pi giustificati in questi tempi di grandi e profonde riforme, si possono affrontare sia i temi della flessibilit in entrata che quelli della flessibilit in uscita. Il possibile anomalo uso di alcuni strumenti legislativi di ingresso al lavoro la conseguenza della pi grave anomalia rappresentata dal vincolo in uscita costituito dallobbligo dei reintegro previsto dallarticolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Oggi - sostiene ancora - giunto il momento di eliminare queste anomalie dal nostro mercato del lavoro per promuovere unoccupazione stabile e di qualit. con questo spirito che Confindustria si rende totalmente disponibile ad affrontare un costruttivo confronto con il Governo.

ContrappUnti di Francesca Vinacci

PUbbLICAZIONI
LA CONFINDUSTRIA E LO SVILUPPO ECONOMICO ITALIANO E. belloni - Il Mulino, 2011

sement alla rottura di Fiat, che ha portato il Lingotto fuori dallAssociazione degli Industriali. In Federmeccanica ha inaugurato la stagione dei contratti senza la Fiom e ha sperimentato la contrariet dei sindacati al cambiamento anche con lo sciopero nella sua stessa fabbrica. La posizione di Bombassei sul mercato del lavoro chiara. Il tema della riforma del mercato urgente e complesso. Per questo va affrontato senza tab come ha ripetuto pi volte nel corso della sua campagna elettorale, auspicando una riforma dellarticolo 18

AbSTRACT / Squinzi: Io sono per il dialogo con il sindacato, anche in anni difficili come questi. Bombassei: Eliminare le anomalie per promuovere unoccupazione stabile e di qualit.

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ARTICOLO 18 / APPRENDISTATO / POLITICHE DI RICOLLOCAMENTO / CRESCITA / FLESSIbILIT

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Favorire una cultura dell attivazione


LA PAROLA A CARLO DELLARINGA
Ordinario di Economia Politica allUniversit Cattolica di Milano, Carlo DellAringa uno dei pi acuti osservatori del mercato del lavoro italiano. Estensore insieme al professor Marco Biagi, ucciso dalle Nuove Brigate Rosse a Bologna esattamente dieci anni fa, di quel Libro Bianco i cui contenuti sono stati poi recepiti nella Legge 30 del 2003 (cosiddetta legge Biagi).
Gi in quel progetto Carlo DellAringa, insieme ad altri giuslavoristi, si interrogava sul futuro del welfare italiano. Quello dello stato sociale e del suo ripensamento - dice DellAringa - un problema che riguarda non solo lItalia, ma anche gli altri Paesi europei che oggi hanno problemi di debito pubblico elevato e che imporr in futuro di contenere e rendere pi efficienti le spese.

ContrappUnti di Paolo Preziosi

AbSTRACT / Come gradualmente si impone una cultura di lotta allevasione fiscale, non dispero che si possa imporre una cultura dellimpegno dellassistito a uscire dallo stato del bisogno.
Personalmente come immagina questo ripensamento?
Vedo inevitabile una razionalizzazione delluso di risorse, che non potranno pi essere aumentate. Tenendo conto che la nostra economia, come molte altre, si svilupper nei prossimi 4-5 anni a ritmi bassi, saremo costretti ad applicare una politica fiscale molto accorta. Alcune voci potranno essere ridotte attraverso razionalizzazioni. Qui mi aspetto che dagli esercizi di spending senza ridurne la qualit. Sembra che questo sia possibile visto che dal confronto fra le varie realt sul territorio si evidenziano situazioni in cui si erogano gli stessi servizi ma a costi minori. Quindi con una operazione di pratiche migliori, di benchmarking, di stretta osservanza dei vincoli di bilancio e dando responsabilit finale maggiore alle regioni si spera che la spesa per la sanit non debba essere semplicemente ridotta.
Carlo Dellaringa

come impatter questo sui contribuenti italiani?


innegabile che ci potr provocare tensioni fra gli utenti e i cittadini: in una prima fase potrebbe essere vissuta e percepita come una semplice riduzione dei servizi. Dipender dalle regioni e dalle strutture sanitarie e dalla capacit di reagire a questo contenimento. A ridosso della sanit ci sono altre voci di rilievo, a cominciare dallassistenza per la quale abbiamo gi una percentuale di spesa molto ridotta. Qui bisogner procedere a una razionalizzazione secondo principi di universalismo selettivo e con-

un reddito minimo garantito hanno prodotto come risultato, in alcune zone del Paese in particolare, che le risorse siano state date alle persone sbagliate, che non ne avevano bisogno. Senza peraltro che ci fosse condizionato al loro impegno ad uscire dal bisogno, per esempio cercando un lavoro. Come faticosamente e gradualmente si impone una cultura di lotta allevasione fiscale, e fino a qualche anno fa non pensavamo che potesse essere possibile, cos io non dispero che si possa anche nel nostro Paese imporre come valore positivo una cultura dellattivazione, un impegno morale dei bisognosi a fare tutto il possibile per uscire dallo stato del bisogno. Certo occorrono premesse che possono facilitare questo imporsi della cultura dellattivazione. Nel campo del lavoro, ad esempio, quello di avere stru-

competenze da parte degli operatori, una migliore conoscenza del mercato del lavoro, ma soprattutto un impegno forte da parte delle istituzioni che devono fare pi sinergia, imparare a parlare di pi fra loro e fare economie di scala. Purtroppo oggi ciascuno va per conto suo e non fa massa critica. In questo Paese c lInps che paga sussidi di disoccupazione, ci sono i centri per limpiego provinciali che dovrebbero fare politiche di accompagnamento al lavoro, ci sono regioni che fanno formazione professionale, c lo Stato che d incentivi alle imprese perch assumano. In altri Paesi tutte queste funzioni sono concentrate in una Agenzia spesso articolata territorialmente in centri che svolgono tutte queste funzioni. Italia che possono essere mobilitate e che non sono motivate esclusivamente dal guadagno e dal profitto. Parlo qui di risorse consistenti che possono essere stimolate da uno Stato amichevole, efficiente e selettivo, in modo da non alimentare - anche in questo caso - opportunismi e sfruttamenti. Un mondo fatto di imprese sociali e volontariato che potrebbe fornire assistenza e welfare ai cittadini bisognosi, certamente a costi pi contenuti, fiscalmente incentivato. Questa una ricchezza che potrebbe essere sfruttata, ot-

PUbbLICAZIONI
GLI SCENARI DEL WELFARE TRA NUOVI bISOGNI E VOGLIA DI FUTURO a cura del Censis Franco Angeli, 2011

dizionato. Selettivo nel senso


che dovr essere data a chi effettivamente ne ha bisogno e condizionato dallimpegno da parte dellassistito a fare tutto il possibile per uscire velocemente dallo stato del bisogno.

review vengano indicazioni


chiare e precise su come si possa controllare la spesa a parit di servizio. La vera sfida sar mantenere la qualit.

c qualche elemento che sfugge alle nostre riflessioni e che potrebbe rappresentare una novit pensando al welfare del futuro?
Dovremo tenere in maggiore considerazione il cosiddetto terzo settore, ci sono risorse in

Torna qui una delle questioni su cui lei spesso ha insistito: le politiche dellattivazione.
Nel nostro Paese mancata negli anni una cultura in questo senso. Tentativi che abbiamo fatto in passato per introdurre

menti di intervento efficaci: accompagnare cassaintegrati e disoccupati a un altro lavoro dando anche qualche incentivo a loro e non solo alle imprese che li assumono. Significa essere molto professionali, avere

Dovremo abituarci a dolorosi tagli?


Non vedremo solo riduzione dei servizi. Nel nostro Paese i tentativi di implementare il federalismo fiscale hanno gi come primo obiettivo quello di contenere i costi della sanit

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RAZIONALIZZAZIONE / SERVIZI / QUALIT / IMPEGNO / SINERGIA

tenendo cos pi welfare, pi qualit, pi lavoro.

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Ai giovani un mondo migliore di come labbiamo trovato


WaLTer PasserInI
Giornalista, La Stampa

ContrappUnti di Walter Passerini

intanto, i giovani, vorrebbero restare e trovare un lavoro in Italia; preferirebbero lavorare in una multinazionale o in una grande azienda italiana, che

vani, unet media di 25,2 anni, tutti laureati in maggioranza in discipline scientifiche, due su tre vivono ancora nella famiglia di origine). aspettative. Un giovane su due alla fine del primo percorso di studi cerca un lavoro in Italia (52,1%), una fetta significativa continua linvestimento in formazione (master, specialistica), ma solo poco pi di uno su dieci orientato a cercare un lavoro allestero (11,8%). Potendo scegliere, un giovane laureato su due sceglierebbe di lavorare in una grande impresa (50,3%), multinazionale (31%) o italiana (19,3%). In seconda posizione, e con unenfasi molto chiara, poco meno di un giovane su quattro sceglierebbe di lavorare in proprio, in unattivit imprenditoriale o in una libera profes-

sione, mentre le altre opzioni si distribuiscono tra settore pubblico (11,7%), piccole imprese (7,3%) e terzo settore (7,2%). evidente lo scarto tra il desiderio di lavorare in una grande impresa e il fatto che ad assumere sono soprattutto le piccole imprese. Gli strumenti. Mentre si rivelano competenti e determinati sulle preferenze professionali, i giovani laureati appaiono pi sperduti e smarriti sugli strumenti da utilizzare nella ricerca del lavoro. Emerge con forza, ma anche con malinconia, linvio diretto e spontaneo del curriculum alle aziende (68,2%), che come sappiamo rischia di finire nel cestino, vista la qualit media delle compilazioni e le quantit che arrivano nelle imprese, spesso senza guizzo e differenziale. Nettamente poco utilizzati i servizi di placement (24,2%), le agenzie per il lavoro (19,4%) e le fiere del lavoro (17%). Questa osservazione una bella sfida I genitori. Il confronto con i genitori offre ulteriori spunti. I giovani pensano di essere pi curiosi (93,2%), pi aperti (92,5%) e pi informati (85,5%) di mamma e pap; pi consumisti, decisamente (67,5%) ma Un patto generazionale. A questo punto, vista lanalisi, sarebbe ora di fare qualche carriera. Per avanzare nella professione e nel lavoro, i giovani ritengono di dover puntare su impegno e volont (53,9%), ma anche su competenza e merito (53,5%). Seguono adattivit e curiosit. Alle raccomandazioni e alla fortuna i giovani assegnano un magro 7%, ma in cuor loro sanno di mentire. anche meno soddisfatti (58,6%) e pi individualisti (68,1%). Sono decisamente pi orientati ai mezzi, ai linguaggi e alle tecnologie, ma hanno problemi di rapporto con le persone e con la realt. Sopra tutti c anche il fatto che non sono disponibili a fare i sacrifici che hanno fatto i loro genitori: fine della vitalit, del successo come sforzo e come impegno? proposta. necessario stringere un nuovo patto generazionale, non in-out, ma winwin, nel quale tutti possano portare a casa qualcosa e tutti siano soddisfatti. La frattura generazionale ormai consumata, bisogna recuperare il baratro. Idealmente si tratta di gestire un passaggio del testimone, una staffetta tra giovani e adulti, culturale, economica, contrattuale. Bisogna ascoltarli e lasciare loro un mondo migliore di come labbiamo trovato. e fonte di riflessione per le imprese che puntano sullemployer branding.

Quant bella giovinezza, che si fugge tuttavia, diceva Lorenzo de Medici qualche anno prima della scoperta dellAmerica, concetto sintetizzato anche da altri scrittori molto pi a noi vicini che, nel dedicare le loro opere al mito della giovinezza, ne tratteggiavano il carattere di attimo sfuggente. La giovinezza una fase della vita, tutti la conosciamo, ma presto la dimentichiamo.
Anche se qualcuno se la ricorda: Avevo ventanni, non permetter a nessuno di dire che la migliore et della vita (Paul Nizan, 1940). forse questo lepitaffio che anche i giovani di oggi potrebbero sottoscrivere: vittime del non lavoro, del dualismo, della precariet, assomigliano a degli esploratori senza bussola, schiacciati da una gerontocrazia di adulti e attempati che si credono eterni. Il paradosso giovanile. I giovani perdono economicamente e socialmente (sono le vere fasce deboli), ma vincono culturalmente, perch i gerontocrati e gli adulti sono preda del giovanilismo dei costumi, delle mode, della chirurgia plastica. La societ divisa in due, ed la prima volta che ai giovani non sembra dischiudersi un futuro migliore di quello dei loro padri. Meno ai padri e pi ai figli?, serpeggia lo slogan. Ma a noi sembra semplice e fuorviante, perch non si capisce come il benessere di alcuni debba per forza avvenire a scapito di altri. I giovani di oggi sono in ogni caso spaesati, disorientati, in debito di comprensione di una realt che non li accetta e valorizza. Abbiamo loro risparmiato ogni ostacolo e ogni fatica, fin quando ci siamo riusciti. Ma oggi la crisi ci lascia tutti nudi. Loro

offrisse loro buone possibilit di carriera; sono disposti a un percorso che prevede impegno e volont, ma non sono disponibili a sacrificarsi come hanno fatto i loro genitori. Generazione Y. questa la loro immagine, come emerge dalla pi importante e recente ricerca realizzata dallIstud sulla cosiddetta Generazione Y. questa la nuova sfida che le imprese dovranno affrontare nel futuro, quando faranno i conti con il generation mix, con la gestione della convivenza nelle aziende di culture e motivazioni diverse a seconda dellet delle persone. Lo confermano i dati del campione (1.200 gio-

PUbbLICAZIONI
MUOVITI! IL PARACADUTE PER I GIOVANI CHE VOGLIONO TROVARE LAVORO E DECIDERE DELLA PROPRIA VITA R. bolles, C. Christen - Sonda, 2011

AbSTRACT / Vittime del non lavoro, del dualismo, della precariet, come esploratori senza bussola, schiacciati da una gerontocrazia di adulti e attempati che si credono eterni: i giovani di oggi.

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GERONTOCRAZIA / GENERATION MIx / LAVORO / RACCOMANDAZIONI / FRATTURA GENERAZIONALE

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Riavvicinare le donne al mercato del lavoro: ecco un modello made in Italy


serena scarPeLLo
Giornalista, Class CNBC

ContrappUnti di Serena Scarpello

PUbbLICAZIONI
CONCILIAZIONE TRA TEMPI DI LAVORO E TEMPI DI VITA AA.VV - Rubbettino, 2011
re ad una significativa detrazione di imposta presentando una certificazione del fatto che luomo ha preso in loro vece il congedo parentale per assistere i familiari. Con questa soluzione (una forma di job sharing intra-familiare), lo scambio tra i sessi generato dallincentivo fiscale avverrebbe interamente allinterno di ciascuna famiglia. Al tempo stesso, comincerebbe a diffondersi lidea, anche tra le imprese, che i compiti familiari possono essere equamente distribuiti tra donne e uomini.

cos che tiene le donne lontane dal mercato del lavoro?


Le donne lavorano in casa il doppio degli uomini. Da una ricerca che ho realizzato recentemente con Alberto Alesina, finanziata da Valore D, emerso che sommando il lavoro in casa e fuori, le donne faticano dai 30 ai 40 minuti in pi al giorno rispetto agli uomini. La peculiarit di questa

ricerca di aver posto le stesse domande a entrambi i membri di un campione rappresentativo di coppie. Ciascun partner ha dovuto rispondere per s e per laltro. Anche gli uomini hanno riconosciuto senza ambiguit il maggior lavoro delle loro compagne. Data questa situazione, come possono le donne esprimere nel mercato del lavoro la stessa energia de-

gli uomini? I comitati per le pari opportunit dovremmo farli in casa, non nelle aziende o negli uffici pubblici.

Ma questa proposta influirebbe anche sul condizionamento storico-culturale che in Italia pesa molto?
Si: nel lungo periodo il condizionamento culturale soccomber di fronte ai mutati incentivi che indurranno le coppie a scegliere liberamente chi star a casa, in modo equilibrato tra i sessi. Quando lattitudine culturale sar cambiata le aliquote potranno tornare ad essere uguali per donne e uomini.

conde per reagire allincentivo. singolare che in Italia lattenzione sia sempre sulla detassazione fiscale delle aziende e mai su quella delle persone. Ed anche singolare che se si propone una detassazione per le donne gli uomini insorgono, mentre una detassazione per le imprese che assumono donne passa senza un battito di ciglia.

AbSTRACT / Nel lungo periodo il condizionamento culturale soccomber di fronte ai mutati incentivi che indurranno le coppie a scegliere liberamente chi star a casa, in modo equilibrato tra i sessi.
Una tassazione differenziata per genere per riequilibrare il mercato del lavoro. questa la proposta che Andrea Ichino ha lanciato insieme ad Alberto Alesina. E che si basa su maggiori incentivi alle persone prima che alle imprese per rompere quei condizionamenti socio-culturali che ancora oggi in Italia tengono le donne lontane dal mercato del lavoro.
Dottor Ichino, perch ritiene utile discutere di questa proposta?
Perch in Italia il lavoro delle donne come una fonte di energia che non stiamo usando nel modo pi efficiente. Cos come quella maschile, peraltro. Quella delle donne la usiamo quasi totalmente in casa; quella degli uomini quasi totalmente nel mercato. Probabilmente ci sono molti maschi che vorrebbero dedicare pi tempo alla famiglia ma non lo fanno perch, nellattuale situazione, i redditi familiari sono tali per cui conviene che luomo lavori e la donna stia a casa, o prenda congedi parentali, il part-time, ecc. Da questo punto di vista gli asili servono poco perch consentono alle donne di lavorare di pi, ma non di fare carriera, perch ci che conta chi deve smettere alle cinque per andare a prendere il bambino allasilo.

nel libro LItalia fatta in casa sottolinea come i ruoli in famiglia siano mal distribuiti tra uomini e donne, e come queste ultime lavorino di pi. In che modo si potrebbe superare questimpasse? In che modo conciliare famiglia e lavoro? su cosa dovrebbe puntare il governo Monti?
Il problema non di dare alle sole donne lo strumento per conciliare la famiglia col lavoro, perch questo vuol dire avere dato per scontato che siano le donne a doversi occupare dei problemi della casa. Per cambiare gli equilibri noi pensiamo che si debbano tassare le donne meno degli uomini. La proposta ha un effetto di breve periodo, che deriva da un principio di ottimalit fiscale noto agli economisti. Cio che, se lo Stato vuole ottenere un certo gettito, conviene tassare di pi i beni con offerta o domanda rigida e meno gli altri.

Tra le ipotesi sul tavolo c anche la possibile introduzione di un congedo parentale obbligatorio. cosa ne pensa?
Penso che sia una buona idea non nella forma di congedo maschile obbligatorio, ma nella forma di congedo maschile incentivato attraverso una tassazione pi favorevole per le donne. Il modo per farlo questo. Consideriamo una famiglia che debba assistere figli piccoli o genitori anziani. Oggi sar tipicamente la donna (madre, figlia o sorella) a rinunciare in tutto o in parte al lavoro dato che il reddito delluomo (padre, figlio o fratello) maggiore. Questa situazione cambierebbe, per, se le donne potessero accede-

che relazione c tra la misura annunciata dal governo Monti di detassazione delle imprese che assumono donne e la vostra proposta?
La detassazione delle imprese prevista dal governo Monti far fatica a risolvere il problema. In primo luogo, la ricerca economica ha dimostrato che se si vuole aumentare loccupazione di una categoria di persone pi efficace, a parit di costo per il bilancio, dare alle persone stesse lincentivo a trovarsi il lavoro, piuttosto che alle aziende. E questo perch le prime hanno motivi pi forti delle se-

saprebbe indicarmi un modello europeo a cui fare riferimento?


No: una volta tanto potremmo essere noi allavanguardia sperimentando la tassazione differenziata per genere! Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i modelli scandinavi non sono un grande successo: moltissime donne lavorano ma sono molto segregate in occupazioni particolari. Non per nulla in Norvegia hanno pensato alle quote rosa nei cda, ma una soluzione che non pu funzionare.

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TASSAZIONE DIFFERENZIATA / CONCILIAZIONE / CULTURA / CONGEDO PARENTALE

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Le tutele dei lavoratori: il golden tra azienda, sindacati e governo


AbSTRACT / Offrono outplacement o dote allesodo, utilizzano i contratti a termine solo per attivit stagionali o limitate nel tempo, adottano forme di part time flessibile e strumenti innovativi di conciliazione, collaborano con le universit, sono prese ad esempio e vincono premi: sono le aziende che hanno scelto modelli strutturati di politiche attive e investono sul sociale.
La partita sulla riforma del mercato del lavoro in pieno svolgimento. Quattro sono i tavoli su cui si aperto il dialogo: le forme contrattuali, la formazione, la flessibilit e gli ammortizzatori sociali. Proprio su questultimo punto governo e parti sociali hanno aperto un confronto serrato che ad ogni modo porter entro la primavera ad un cambiamento radicale del sistema di tutela dei lavoratori cos come lo conosciamo oggi.
Un sistema che secondo Gian Luca Grondona, Direttore Risorse Umane di Indesit Company si rivelato molto utile per tamponare gli effetti della crisi economica in corso. Tuttavia aggiunge occorre lavorare sul versante delle politiche attive per rendere possibile il reimpiego dei lavoratori che sono usciti dalle aziende. Ed proprio questo il principio alla base del modello Indesit di gestione delle ristrutturazioni, che ha ricevuto il plauso anche dallOrganizzazione Internazionale del Lavoro. Noi ci concentriamo su tutto quello che pu aiutare il lavoratore a ricollocarsi e a gestire il cambiamento, al di l dei tradizionali ammortizzatori sociali. Studiamo il territorio e scegliamo un advisor e una societ di outplacement che ci supportino nellindividuare opportunit di reindustrializzazione dellarea, di formazione e di ricollocamento dei lavoratori presso aziende terze. Agli incentivi per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato e oltre ai tradizionali ammortizzatori sociali, Indesit aggiunge una dote allesodo per i lavoratori che preferiscono ricollocarsi autonomamente. Il tutto gestito con il coinvolgimento indispensabile di Istituzioni e parti sociali. Per citare un caso recente, in meno di un anno abbiamo gi trovato soluzioni per oltre il 70% dei lavoratori coinvolti nelle ristrutturazioni degli stabilimenti di Bergamo e Treviso. Secondo Grondona il cosiddetto golden triangle danese (azienda, sindacati e governo) in questo modo funziona molto bene e anche se non tutte le aziende possono permettersi lo stesso livello di investimento sul sociale, un modello cos strutturato pu costituire un valido esempio di politiche non solo assistenzialiste ma anche attive. Al centro della partita tra governo e parti sociali c poi il famigerato contratto unico che, si tratti della versione Boeri/Garibaldi o Ichino, mostra diversi punti di interesse dice Grondona. Penso che sia importante lavorare sulle politiche attive, su questo si pu e si deve fare molto. Ci sono persone che rimangono per tanti anni in cassa integrazione, una vita lavorativa di questo tipo non aiuta la crescita n del Paese n tanto meno del lavoratore. Ma le pulizie di primavera riguarderanno soprattutto la giungla di contratti in cui il mercato del lavoro italiano si ritrova: parliamo di una cinquantina di contratti atipici che secondo alcuni aiuta secondo altri ostacola chi cerca lavoro. Per Fausto Palumbo, Head of HR del Gruppo Nestl, la forma normale di impiego il rapporto a tempo indeterminato, in conformit con gli standard internazionali di i contratti a termine vengono utilizzati solo per attivit stagionali o limitate nel tempo. Alla base di questa decisione c il fatto che Nestl crede fermamente che le persone siano lasset strategico dellazienda: da qui deriva il nostro impegno ad offrire sempre condizioni di lavoro di alta qualit, con imprescindibili contenuti di

Hr allo speCCHio di Flora Nascimbeni

triangle
tamente la flessibilit cattiva va disincentivata, ma ricordiamoci che dopo le riforme che hanno introdotto i contratti flessibili loccupazione in Italia cresciuta notevolmente. Le statistiche dimostrano inoltre che luso dei contratti flessibili in Italia ancora minore che negli altri Paesi europei. E a proposito di altri modelli, spesso economisti e giuslavoristi fanno riferimento al modello danese di flexsecurity. Un modello che, come spiega Palumbo fu introdotto per superare certe rigidit del mercato del lavoro, avendo come obiettivo il far convivere maggiore flessibilit, sia in entrata, sia in uscita, e massima tutela per i lavoratori che perdono il posto o che sono in cerca di un impiego. Di per s si tratta di un modello che sembra reggere bene anche limpatto della crisi. Tuttavia, aggiunge, non bisogna naturalmente dimenticare che Danimarca e Italia sono Paesi che hanno storie molto diverse alle spalle sia dal punto di vista sociale che economico: non quindi pensabile ladozione tout-court di un modello di gestione del mercato del lavoro studiato per essere efficace in un differente contesto socio-economico. Penso che sia giusto guardare quali strumenti vengono adottati allestero per trarne spunti ed idee nuove, ma allo stesso tempo non dobbiamo illuder-

sicurezza e di coinvolgimento delle persone. Semplificare corretto risponde Grondona a patto che per amore della semplificazione non si vada a pregiudicare una corretta flessibilit del lavoro nel nostro Paese. Non dobbiamo mai dimenticare che senza flessibilit il nostro sistema Paese non sarebbe competitivo. Cer-

social accountability, mentre

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DOTE ALLESODO / GOLDEN TRIANGLE / SOCIAL ACCOUNTAbILITy / MATERNITy kIT

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Hr allo speCCHio di Flora Nascimbeni

ci di trovare soluzioni pronte alluso da applicare in Italia. invece sul fronte della collaborazione azienda, sindacati e istituzioni nelle politiche attive per il reimpiego dei lavoratori che Grondona vede gli spunti pi interessanti. Se in Italia riuscissimo a garantire pi efficacia nelle politiche di reintroduzione al lavoro allora forse poi sarebbe pi facile parlare anche di flessibilit in entrata e in uscita.

calizzarsi soprattutto sul lavoro. Aziende, istituzioni e sindacati debbono creare le condizioni. Secondo Palumbo occorre innanzitutto chiarire di quale flessibilit parliamo. Per le nostre attivit, per garantire sempre al consumatore la freschezza e qualit che contraddistingue i nostri prodotti, noi abbiamo bisogno di una grande flessibilit della prestazione lavorativa ma non abbiamo necessit che il rapporto di lavoro sia precario.

produttiva con il superamento della precariet, favorendo coinvolgimento e sicurezza sul lavoro. Le nostre politiche di welfare sono coerenti con lobiettivo di offrire un impiego di qualit. Cos come chiediamo flessibilit operativa per garantire qualit ai consumatori, cos offriamo flessibilit ai nostri collaboratori per favorire un corretto equilibrio tra vita professionale e privata. Proprio per gli strumenti innovativi di conciliazione sviluppati allinterno dellazienda, Nestl ha ricevuto nel 2011 il Premio Famiglia Lavoro assegnato dalla Regione Lombardia e da ALTIS - Alta Scuola Impresa e Societ - dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore. Le nostre iniziative di work life balance sono numerose ed in continua evoluzione, per corrispondere alle esigenze delle nostre persone. Solo per citare alcuni esempi, Nestl va dal supporto alla gestione dei figli, con gli asili nido aziendali e con il Progetto 90 giorni (che permette di ospitare i figli dei dipendenti durante i periodi di chiusura delle scuole presso la Sede aziendale, dove sono coinvolti in attivit ludico-

Da sede a sede, da Paese a Paese variano invece le politiche di welfare aziendale di Indesit Company. Potrei parlare delle convenzioni con asili, palestre, negozi o delle polizze assicurative o di tanti altri servizi, ma dovendo fare una sintesi, partirei dal clima aziendale che da sempre aperto, informale e genuino. Mi sembra poi importante sottolineare limpegno che mettiamo nel cercare di assecondare le inclinazioni delle persone, fornendo molte possibilit di job rotations anche internazionali. Inoltre, il nostro sistema incentivante prevede la partecipazione di tutti, manager e impiegati ma anche operai, ai risultati aziendali. Le persone al centro dellazienda quindi, a partire dalle categorie pi deboli: i giovani, le donne, gli over 50. Proprio a loro sono rivolte con maggiore attenzione le tutele da parte delle aziende, a partire dai giovani per i quali Nestl ha aderito ed certificata da Bollino Ok Stage, liniziativa promossa dalla Repubblica degli Stagisti per rendere immediatamente riconoscibili le aziende che si impegnano a utilizzare lo strumento dello stage secondo una serie di criteri virtuosi, riassunti nella Carta dei diritti dello stagista. Per quanto riguarda le donne, invece, negli ultimi anni

lazienda leader nellalimentare ha deciso di approcciarsi in modo strategico alla maternit con lobiettivo di salvaguardare il benessere delle madri lavoratrici. A livello di Gruppo, infatti, stato sviluppato il Maternity Kit, un progetto di informazione che fornisce alle donne in attesa le linee guida per gestire al meglio il proprio periodo di maternit allinterno dellazienda con benefici per entrambe le parti. In particolare, le aree trattate riguardano la gestione del percorso professionale durante la maternit, i diritti legati alla maternit, i passi amministrativi e i servizi, e infine i benefit che il Gruppo Nestl mette a disposizione alle mamme. Secondo Grondona a livello di sistema Paese che c ancora molta strada da fare. Ad esempio, inserendo un meccanismo di diminuzione progressiva del costo del lavoro per gli over 50. Se si vuole che le persone arrivino a lavorare fino a 70 anni, bisogna rendere sempre pi conveniente alle imprese il fatto di tenerle a bordo. Inoltre per facilitare lingresso nel mondo del lavoro dei giovani credo che vada perseguito il modello tedesco di alternanza scuola lavoro. In questo senso, Indesit ha sviluppato il Progetto Campus impegnandosi insieme allUniversit in un affiancamento didattico finalizzato a preparare giovani ad alto potenziale, gi durante il percorso universitario, ad un ingresso veloce ed efficace nel mondo del lavoro e quindi allinserimento in azienda in posizioni chiave.

INDESIT COMPANy
Indesit company tra i leader in europa nella produzione e commercializzazione di grandi elettrodomestici (lavabiancheria, asciugabiancheria, lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, cucine, cappe, forni e piani cottura). leader assoluta in importanti mercati come lItalia, il Regno Unito e la Russia. Il fatturato del Gruppo nel 2010 stato di 2,9 miliardi di euro. Indesit Company ha 14 stabilimenti produttivi (Italia, Polonia, Regno Unito, Russia e Turchia) e occupa 16.000 persone. Indesit, Hotpoint e Scholts sono i principali marchi del Gruppo.

GIan LUca GronDona


Direttore Risorse Umane di Indesit Company

Gian Luca Grondona, 41 anni, Direttore Risorse Umane di Indesit Company. Dopo una laurea in Scienze politiche ed esperienze nella direzione del personale di Fiat Auto, entra in Indesit Company nel 2001. Nel corso di un decennio ricopre ruoli di crescente responsabilit allinterno delle diverse aree delle risorse umane. Dopo una prima esperienza in stabilimento, nel 2004 diventa Responsabile delle risorse umane per le attivit industriali e poi Direttore delle risorse umane per larea tecnica e industriale, gestendo il personale di tutti i siti produttivi e delle Direzioni di prodotto e innovazione. Dal 2009 completa quindi il suo percorso assumendo la guida del personale per le aree Vendite, Marketing e Service.

GRUPPO NESTL
Il Gruppo nestl presente in Italia dal 1875, quando stata registrata a Milano letichetta Farina Lattea nestl, alimento completo per i bambini lattanti. Occupa circa 5.600 dipendenti suddivisi in 18 stabilimenti produttivi (oltre alla sede centrale di Milano). Oggi opera con diverse realt: Nestl Italiana, Sanpellegrino, Nestl Purina Petcare, Nespresso. leader mondiale nel food & beverage, con sede in pi di 140 Paesi, con una gamma di oltre 10.000 prodotti, frutto della tradizione e della pi avanzata ricerca nutrizionale al mondo. Le dimensioni e la responsabilit di mercati cos ampi e diversi fra loro si traducono nellimpegno a sviluppare e garantire un corretto approccio alla nutrizione e a un corretto stile di vita, che non pu prescindere da unequilibrata alimentazione ed idratazione.

Il tallone dAchille della tanto discussa flessibilit resta il suo rapporto con i diritti dei lavoratori. La competizione globale impone alle aziende di essere rapide nel riorganizzare le proprie attivit quando il mercato lo richiede sottolinea Grondona. Credo che il modo migliore per conciliare i diritti con la flessibilit sia proprio quello di superare una logica esclusivamente assistenzialistica per fo-

Per questo Nestl, in linea con lobiettivo di offrire condizioni di lavoro di qualit, negli ultimi anni ha concordato con il sindacato una forma di part time flessibile che ha permesso a centinaia di lavoratori stagionali di avere unoccupazione a tempo indeterminato. Conciliare diritti e flessibilit possibile: nella nostra esperienza siamo riusciti a conciliare le esigenze di variabilit e flessibilit

educative) sino al telelavoro, che apre nuove possibilit di flessibilit personale e favorisce laffermarsi di una cultura aziendale che valorizza la performance, pi della mera presenza in ufficio.

FaUsTo PaLUMbo
Head of HR Nestl in the Market

PUbbLICAZIONI
VALORE, IMPRESA E SISTEMA PAESE. STRATEGIE DAZIENDA PER LA GENERAZIONE DI VALORE SOSTENIbILE M. Dallocchio, E. Teti - EGEA, 2011

Fausto Palumbo, 46 anni, napoletano, sposato con tre figli, Head of HR Nestl in the Market. Dopo una laurea in Scienze Politiche frequenta un MBA e successivamente si specializza allestero. Inizia la sua professione in consulenza e formazione, seguono otto anni in General Electric in Italia e allestero, due anni in AXA e tre in Wolters Kluwer. in Nestl dal 2008.

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Per unEuropa pi forte


Francesco GUIDara
Caporedattore centrale, Class CNBC

soCiet e territori di Francesco Guidara

A COLLOQUIO CON MARTIN SCHULZ, PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO


AbSTRACT / Siamo la prima generazione a non avere pi la certezza che i nostri figli staranno meglio di noi. Solo unEuropa unita potr difendere il nostro modello socio-economico.
cora pi precari il lavoro e i diritti. Per quanto riguarda le riforme, non ci sono formule La premessa - spiega Schulz, 57 anni, socialdemocratico, nato a Eschweiler in Germania - che non si possono risolvere le crisi tagliando i bilanci. Piuttosto varrebbe la pena di introdurre sui mercati finanziari regole migliori, a cominciare da unimposta sulle transazioni, un intervento deciso contro la speculazione e un ampliamento del numero delle agenzie di rating. valide per tutti: in certi Paesi e in certi settori, il mercato del lavoro pu essere riformato per aumentare la competitivit senza danneggiare i lavoratori, in accordo con le parti sociali. Questa la cosa pi importante: che le riforme non penalizzino le fasce pi deboli. pensando alle loro preoccupazioni che dobbiamo svolgere il nostro lavoro quotidiano. una minoranza accumula profitti, facendo pagare il conto alla collettivit, un sistema in cui cresce il sospetto che anonime agenzie di rating del credito a New York siano pi potenti di governi e parlamenti democraticamente eletti. Per questo essenziale che gli sforzi dei governi per far tornare i conti si concentrino su una lotta senza tregua allevasione fiscale, ai paradisi fiscali, e poi, a livello europeo, sulla creazione di una tassa sulle transazioni finanziarie e sugli eurobond, come il Parlamento chiede da tempo. certa flessibilit nei percorsi professionali, per permettere alle imprese di adeguarsi alla domanda e al mercato in rapida trasformazione. Ma dallaltro lato hanno previsto un accompagnamento del lavoratore nella re-inserzione lavorativa, con sussidi di disoccupazione adeguati, formazione, riqualificazione: un investimento da parte pubblica per affrontare meglio la mobilit nel corso della vita lavorativa. fendere il nostro modello sociale ed economico. Anche la Germania, che il Paese pi grande in Europa, rappresenta in fondo appena l1,2% della popolazione mondiale: come possiamo pensare di farcela da soli nel contesto della globalizzazione?

Da poche settimane Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz accetta volentieri di parlare con

Lavori in Corso e di offrire il suo osservatorio per una


migliore comprensione del futuro del welfare europeo.

come pu leuropa, in sede di Parlamento e di commissione, aiutare i singoli Paesi a contenere la disoccupazione gi nei prossimi mesi?
Si tratta di una competenza principalmente nazionale, ma lEuropa pu sostenere e coordinare gli Stati membri nella creazione di posti di lavoro. A mio avviso, il cosiddetto Patto fiscale monco, perch manca un pilastro che vincoli i governi a raggiungere determinati obiettivi anche in termini di crescita e impiego. Ma liniziativa per la crescita della Commissione va nella buona direzione, il Parlamento cercher di rafforzarla. LEuropa per ora ha focalizzato la sua attenzione pi sulle misure di rigore e disciplina dei bilanci che sulla crescita e loccupazione, e questo a mio avviso un errore. Non si possono ridurre i debiti pubblici senza un rilancio delleconomia, per questo servono investimenti. Negli ultimi tempi i leader europei sembrano essersi resi conto che le misure per loccupazione sono essenziali almeno quanto lausterit. ficiente. Purtroppo non stata ancora promossa nessuna iniziativa che vincoli i governi ad attuare misure per la crescita e loccupazione. Vorrei comunque ricordare che le politiche sociali e del lavoro sono una competenza prima di tutto nazionale, e che lEuropa ha un ruolo di coordinamento e di orientamento.

Qual il suo pensiero sulla questione della precarizzazione che per molti giovani rappresenta la faccia peggiore nellofferta di lavoro? In Italia gli ultimi dati dicono che circa 2,7 milioni di persone sono senza posto fisso e che il 47% dei giovani under 25 ha un contratto a termine.
Siamo la prima generazione a non avere pi la certezza che i nostri figli staranno meglio di noi. Dare speranze ragionevoli e realistiche ai giovani essenziale, ma io sono convinto che solo unEuropa unita e politicamente forte potr di-

LItalia, ma anche molti altri Paesi europei, stanno riformando il mercato del Lavoro in un contesto difficile di spesa pubblica. Lei come immagina il welfare nei prossimi anni in europa?
Una cosa certa: i tagli non devono essere fatti a spese delle fasce sociali pi deboli e dei lavoratori, che non hanno responsabilit nella crisi eppure ne stanno gi pagando le conseguenze. Il rigore fiscale non colpisce i ricchi, che hanno meno bisogno dei servizi sociali. Per questo la crisi non deve rappresentare
MarTin SChulz

Meno risorse significher anche meno servizi e meno qualit per i cittadini. Questo potr mettere a rischio, secondo lei, la coesione sociale?
S, il rischio c. Per questo importante che tutte le riforme siano fatte nel segno dellequit e della giustizia sociale. In diversi Paesi europei i giovani protestano contro un sistema economico in cui

Il Presidente della commissione barroso ha da poco lanciato una serie di iniziative per combattere la disoccupazione giovanile. Qual il suo giudizio?
Si tratta di un passo nella buona direzione, anche se non suf-

Guardando al mercato del lavoro ci sono modelli, in europa, che si sente di consigliare agli altri Paesi? esempi di buone pratiche che potrebbe essere utile condividere?
Un buon esempio quello scandinavo. La Svezia, la Danimarca, hanno s introdotto una

PUbbLICAZIONI
LA COESIONE EUROPEA G. Dabbeni, A. Palmisano Edizioni Goliardiche, 2011

una scusa per rendere an-

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REGOLE / EQUIT / COESIONE SOCIALE / OCCUPAZIONE / RILANCIO ECONOMIA

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Per un modello di flessibilit tutto italiano: i nodi da sciogliere


AbSTRACT / Occorrerebbe prima creare dei seri ammortizzatori sociali in caso di perdita del lavoro e poi procedere con la flessibilit. Questo per un semplice motivo: un mercato flessibile, dove chi perde il lavoro espulso, non serve a nessuno.
La flessibilit non qualcosa che va confrontata o importata da altri Paesi ma va calata nella realt sociale del nostro Stato. A dirlo Francesco Vallacqua, direttore del Master MAPA presso lUniversit Carlo Cattaneo LIUC. Come dire, lerba del vicino non sempre pi verde.
Il sistema di tutela dei lavoratori varia da Paese a Paese, ma la realt che la maggior parte dei Paesi europei ha un sistema che tutela chi momentaneamente fuoriuscito dal mondo del lavoro. Dalla flexsecurity danese al sistema tedesco e al reddito garantito minimo francese, fino allarticolato sistema di aiuti economici inglese, e a molti altri: i welfare prevedono indennit di disoccupazione, coperture di varie tipologie, con requisiti e con regole differenti. Il sistema di indennit fortemente strutturato in tutti questi casi. In Italia il tema degli ammortizzatori sociali al centro del dibattito tra governo e parti sociali. Queste ultime temono che con la scusa di far quadrare i conti vengano limitate le tutele dei lavoratori. Daltra parte il governo Monti indica la riforma del mercato e in particolare la tanto citata flessibilit come antidoto alla stagnazione economica e come calamita per gli investimenti allestero. to un modello di flessibilit che si addica al nostro Paese, alla nostra realt sociale, anche alla nostra cultura.

soCiet e territori di Ada Del Castello

ogni Paese ha le sue regole ma tutti hanno un sistema di tutela per coloro che sono momentaneamente usciti dal mondo del lavoro. possibile introdurlo anche in Italia?
Direi che allo stato attuale non si capisce quale sia la strategia politica definitiva sul mercato del lavoro. La cosa che mi sento di dire che si cercano spesso soluzioni innovative tese a ridurre le garanzia dei lavoratori. Mi riferisco, tra le altre cose, alla messa in discussione dellart. 18 dello Statuto dei lavoratori, quando invece si potrebbero usare meglio strumenti gi esistenti. Faccio un esempio. La Legge 23 dicembre 1996, n. 662, al fine di incentivare lassunzione di nuovo personale, prevede che ai lavoratori in possesso dei requisiti di et e di contribuzione per laccesso al pensionamento di anzianit pu essere riconosciuto il trattamento di pensione e il passaggio al rapporto di lavoro a tempo parziale in misura non inferiore a 18 ore settimanali. La facolt di cui sopra vale a condizione che il datore di lavoro assuma nuovo personale per una durata e per un tempo lavorativo non inferiore a quello ridotto ai lavoratori che si avvalgono della predetta facolt. Questo sarebbe un modo per coniugare pensioni e lavoro e soprattutto a costo zero per le imprese. Leffetto negativo per le finanze pubbliche dellanticipo parziale delle riforme sarebbe a mio avviso compensato da quello positivo legato, oltre che alle entrate fiscali, alleffetto

In che modo la riforma del mercato del lavoro della Ministra Fornero si pone nei confronti degli altri Paesi europei?
Io penso che occorrerebbe procedere con un percorso inverso a quello di cui spesso si parla. A mio avviso occorrerebbe prima creare dei seri ammortizzatori sociali in caso di perdita del lavoro e poi procedere con la flessibilit. Questo per un semplice motivo: un mercato flessibile dove invece chi perde il lavoro espulso, soprattutto se in unet sensibile come quella tra i 40 e 50 anni, non serve a nessuno.

recentemente la Germania si augurata che il governo Monti non si fermi a met strada. Il modello tedesco pu fare da scuola al nostro sistema?
Mi lasci fare una battuta. Ogni volta che la Germania ha voluto fare la prima della classe ne venuta fuori una nuova guerra: come si dice se non impari niente da una sconfitta vuol dire che ne meriti unaltra.

Le proposte del governo Monti a quale Paese europeo si avvicinano di pi?


Se fossi un componente del governo risponderei con le parole usate per spiegare ufficialmente la riforma pensionistica: Linsieme dei

si fa spesso riferimento al modello di flexsecurity danese. Pu fare da scuola per il nostro sistema?
Direi che il sistema re-distributivo e fiscale non rende paragonabili le esperienze. In ogni caso sono tra coloro che ritengono che venuto il momento di guardare un po meno fuori per studiare meglio le nostre peculiarit. Va studia-

provvedimenti relativi alle pensioni abbraccia unottica di lungo periodo, ma orienta nellimmediato lapplicazione di principi di equit, di trasparenza, di semplificazione e di solidariet sociale. Questi
sono principi comuni a tutti!

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FLExSECURITy / REDDITO GARANTITO / INDENNIT / TFR / GIOVANI

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Artwork by Gramma www.grammacomunicazione.it

soCiet e territori di Ada Del Castello


ottimismo che un nuovo posto di lavoro genera soprattutto nelle giovani generazioni.

Quando si parla del mercato del lavoro e del sistema di welfare in particolare, si pu parlare di unanomalia italiana?
Guardi, per me lanomalia non puntare sulla crescita e sulla modifica dei parametri economici usati fino ad oggi. In tempi di cambiamento ci si deve interrogare se i criteri che hanno guidato nel pas-

PUbbLICAZIONI
IL DIRITTO AL LAVORO POSSIbILE. LA RIFORMA DEL SISTEMA DI GESTIONE AMMINISTRATIVA DEL MERCATO DEL LAVORO ED I NUOVI SERVIZI PER LIMPIEGO IN ITALIA M. Ghirotti - Franco Angeli, 2011
gore sociale su cui si basano i trattati europei? il termine schemi di previdenza integrativa con schemi di previdenza complementare perch altrimenti si ricomprendono strumenti che niente hanno a che fare con le tutele esistenti per il settore dei fondi pensione. Spesso in diritto un termine sbagliato ha impatti deleteri e questo a mio avviso il caso. In altri termini la norma scritta male.

Quale dovrebbe essere il rapporto tra i diversi ammortizzatori sociali?


Semplicemente dare un maggiore equilibrio per gli interventi a favore del sostegno dei pi giovani.

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Quali sono a suo parere le idee pi coraggiose di questo governo per riformare il mercato del lavoro?
Forse lidea di forme di decontribuzione dalla previdenza obbligatoria a favore di forme di previdenza integrative. Tuttavia suggerisco a chi ha scritto la norma di correggere

Quali dovrebbero prevalere?


Occorrerebbe un ripensamento di istituti quali quello del TFR. A mio avviso andrebbe esteso anche ai lavoratori parasubordinati per consentire loro cos un possibile accesso concreto alla previdenza complementare.

sato siano validi anche per il futuro. In sostanza la questione questa: il PIL ancora lindicatore pi valido per misurare il benessere sociale e la crescita di una economia e quindi per collegarvi il rendimento delle pensioni ed i parametri di ri-

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A Trento prove di flexsecurity a favore dei giovani


Tra le migliori provincie in Italia per occupazione - vanta addirittura un recente +2% di nuovi posti di lavoro - Trento tuttavia non fa eccezione rispetto al resto dItalia per quanto riguarda lemergenza giovani: per chi ha meno di 30 anni gi nei primi tre trimestri del 2011 si registrato un calo di occupati dell1,3% e una quota crescente di scoraggiati che hanno rinunciato a cercare lavoro.
Ne parliamo con Paolo Mazzalai, Presidente di Confindustria Trento, che ha intrapreso insieme alla Provincia una serie di azioni a sostegno dellinserimento lavorativo dei giovani. gislativa in materia di welfare e quindi abbiamo la possibilit di sperimentare. Come Confindustria Trento abbiamo lanciato il progetto Giovani industriosi, che si articola in alcune azioni a favore dei giovani. Una di queste prevede una sorta di sperimentazione sui contratti di lavoro. Naturalmente noi dobbiamo partire dalle forme contrattuali esistenti e dagli strumenti disponibili. Ad ogni modo abbiamo messo assieme un pacchetto che prevede lutilizzo del contratto di apprendistato professionalizzante abbinato ad unazione di placement iniziale e un eventuale replacement al termine del periodo di apprendistato, se il rapporto di lavoro non prosegue. Inoltre Confindustria Trento, in collaborazione con lAgenzia del Lavoro, progetta un percorso formativo comune per le aziende che aderiscono al progetto. Linsieme di questi strumenti si ispira al modello danese e in Italia sicuramente innovativo.

soCiet e territori di Silvia Bordiga

PUbbLICAZIONI
ESPERIMENTI DI FLExICURITy. AZIONI DI SOSTEGNO AL LAVORO ATIPICO IN PROVINCIA DI TRENTO a cura dellIrs, Universit di Trento, For.Es Franco Angeli, 2011
raccogliendo le domande di adesione delle aziende, con indicazioni sui profili richiesti. Nelle prossime settimane procederemo con il matching di candidati e aziende e quindi partiremo con la formazione.

ze interne, si mette in piedi una task force che assiste il giovane nellelaborazione del progetto dimpresa. Abbiamo esperti in materia di fisco, previdenza, incentivi economici, diritto dimpresa, ricerca, propriet intellettuale e tutto quanto pu servire alla costituzione di una societ. Inoltre lavoriamo a stretto contatto con lAgenzia per lo sviluppo provinciale e con gli incubatori dimpresa, che dispongono di risorse specifiche.

dei genitori, che da un lato spingono i propri figli verso carriere da colletti bianchi e dallaltra li proteggono e li sostengono senza consentire loro di fare esperienze manuali, ad esempio durante lestate. Poi ci si sono messe anche normative che hanno reso il lavoro estivo sempre pi difficile da praticare, per i giovani e per le aziende. Noi stiamo lavorando proprio su questo fronte. Il nostro obiettivo consentire alle nostre imprese di assumere giovani per il periodo estivo. In questo modo le aziende farebbero fronte alla carenza di manodopera che annualmente si presenta in quel periodo, mentre i giovani avrebbero la possibilit di avere unentrata anche durante il periodo di studio e di provare il lavoro manuale, a prescindere dalloccupazione futura.

conta qualche esperienza su questo tema?


Questa la quarta azione del nostro progetto, che abbiamo chiamato Parola ai giovani. Vogliamo offrire loro la possibilit di esprimere opinioni e avanzare proposte. In questo Confindustria Trento si limita a svolgere un ruolo da facilitatore del confronto e da amplificatore delle loro voci. Abbiamo gi organizzato quattro focus group distinti per i giovani, i genitori, gli insegnanti e le associazioni giovanili. Sono emersi spunti interessanti, che ora svilupperemo anche attraverso i new media, a cominciare da una community su Facebook. Le proposte selezionate saranno presentate in autunno nel corso della nostra assemblea generale, che sar interamente dedicata ai giovani e ai risultati del progetto. Il successo finale dipender soprattutto da loro. Noi crediamo che sia una buona occasione per fare la differenza. Mi sembra che anche loro comincino a pensarla nello stesso modo.

Quali step mancano per mettere a punto definitivamente il progetto?


Abbiamo raccolto pi di 130 curricula di giovani under 30. un ottimo primo risultato, tenendo conto che la nostra provincia ha complessivamente mezzo milione di abitanti. Stiamo facendo le selezioni, anche con colloqui motivazionali, e siamo davvero soddisfatti del livello di preparazione dei giovani e dello spirito con cui si presentano. Parallelamente stiamo

Presidente Mazzalai, i dati parlano di giovani sempre pi scoraggiati nella ricerca di un impiego, ma il lavoro non sembra mancare in provincia di Trento: addirittura gli over 54 hanno visto aumentare del 9,8% il numero di assunti. Quali le cause di questo stallo nelloccupazione giovanile in una provincia dove ancora loccupazione sembra tenere nonostante la crisi?
difficile dare uninterpretazione assoluta ai dati, soprattutto in uno scenario in continua evoluzione. Di sicuro c che le imprese trentine cercano lavoratori qualificati e quelli che escono dagli istituti tecnici non riescono a coprire tutti i posti che vengono offerti. Magari hanno pi difficolt i giovani che cercano lavoro con un diploma, ad esempio, di liceo. In generale necessario lavorare sulle famiglie, che troppo spesso snobbano la formazione tecnica, la quale invece pu dare soddisfazioni professionali ed economiche ai giovani.

Pensa che sia possibile una rivalutazione della cultura del lavoro, intesa come il riavvicinamento degli studenti ai lavori manuali?
Io ci credo fermamente. Certo, c da lavorare su un atteggiamento ormai radicato che tende a snobbare il lavoro manuale. Lo dico con una provocazione. Una volta si sudava per guadagnarsi da vivere, oggi invece bisogna guadagnare per poter sudare, perch lunica pagarsi un abbonamento in palestra. La colpa soprattutto

Il progetto prevede anche altri aspetti, ad esempio la promozione dellimprenditorialit giovanile. che tipo di risposta state avendo dai giovani?
In Confindustria Trento abbiamo attivato uno sportello per la nuova imprenditorialit, al quale si possono rivolgere giovani che hanno idee imprenditoriali, ma che non sanno come tradurle in pratica. In Associazione c una persona che presidia il desk ed effettua il primo incontro. Poi, attingendo alle competen-

si parla di una flexsecurity di Trento, di cosa si tratta e in quale modo coinvolta confindustria?
In realt se ne sta parlando tanto anche a livello nazionale. Il vantaggio della nostra Provincia che abbiamo competenza le-

AbSTRACT / C da lavorare su un atteggiamento ormai radicato che tende a snobbare il lavoro manuale. La colpa soprattutto dei genitori, che da un lato spingono i propri figli verso carriere da colletti bianchi e dallaltra li proteggono e li sostengono senza consentire loro di fare esperienze manuali.

nel vostro progetto utilizzate molto le nuove tecnologie, i social network, ogni possibile canale per permettere ai giovani di fare rete: ci rac-

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FORMAZIONE TECNICA / PLACEMENT / REPLACEMENT / RETE

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CFT: al centro dellimpresa, i l lavoro e luomo


AbSTRACT / Parte della crisi dipende dalla sottovalutazione della cultura del lavoro: dobbiamo riposizionare le imprese e le politiche di welfare per ridare certezze a chi investe e chi lavora.
Da facchini del mercato ortofrutticolo di Firenze a leader nazionale nella logistica distributiva. la storia di CFT (abbreviazione di Cooperativa Facchinaggio e Trasporto mercato ortofrutticolo Novoli)
leonarDo CianChi

storie DiMpresa di Antonella Guidotti

La persona al centro del Gruppo, tanto che la produzione di ricchezza diventa il mezzo per migliorare le condizioni di lavoro e accrescere loccupazione. Quanto conta la cura dei lavoratori?
Credo che un pezzo della crisi che stiamo vivendo dipenda dalla sottovalutazione della cultura del lavoro. Rimettere al centro il lavoro e luomo imperativo per uscire positivamente dalla crisi. unopera di lunga lena che ha le sue basi nelleducazione delle nuove generazioni e nei messaggi che la societ manda loro; non possiamo continuare a bombardarli con le illusioni del successo facile e rapido, con lidea che tutto va consumato rapidamente, anche la vita. giusto riaffermare il valore del tempo, dello studio e del lavoro quali strumenti necessari alla propria affermazione. Accanto a questo dobbiamo riposizionare le imprese e le politiche di welfare, perch necessario ridare certezze e tranquillit a chi investe e a chi lavora. Certo, per una cooperativa questo fa parte della sua missione; non a caso CFT, in questi ultimi due mesi, ha confermato a tempo indeterminato 82 soci lavoratori.

ci racconta le vostre principali pratiche di welfare verso i soci lavoratori?


I nostri soci hanno da oltre 10 anni unassistenza sanitaria integrativa che garantisce una serie di prestazioni aggiuntive al servizio sanitario pubblico; poi la cooperativa garantisce, in presenza di malattie lunghe, la copertura dell80% del salario per 24 mesi e il mantenimento del posto di lavoro per un corrispondente periodo; interviene con un contributo economico sulle spese conseguenti al decesso del socio o dei familiari; interviene sulla spesa dei libri scolastici per i figli dei soci. Poi ci sono le forme di solidariet per situazioni e casi particolari, non codificate ma importanti, soprattutto in presenza di interventi chirurgici super specialistici su bambini con costi insostenibili se gravanti esclusivamente sulla famiglia. I soci investono nella societ sapendo di contribuire a costruire un patrimonio intergenerazionale che garantir lavoro e sicurezza a loro e alle generazioni future. Se questo assunto vero - e lo - la cooperativa non pu non tenere presente il benessere dei propri soci che deriva direttamente dallandamento economico e finanziario dellimpresa, e landamento economico conse-

guente alla qualit del servizio che riusciamo a offrire.

approva il bilancio. I soci extracomunitari hanno un peso rilevante, diversi hanno ruoli di responsabilit; attualmente un socio senegalese presente in consiglio di amministrazione. Anche questo richiede investimenti e sforzi particolari: lorganizzazione di corsi di lingua italiana, la traduzione in varie lingue dei comunicati, dei manuali della sicurezza e altri atti della cooperativa; lattenzione ai costumi e ai precetti religiosi nella composizione dei pacchi sociali natalizi. Si tratta di uno sforzo non indifferente ma la

risposta dei soci stranieri generalmente molto positiva, perch comprendono di aver trovato un approdo sicuro per s e per la loro famiglia.

PUbbLICAZIONI
LA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE PER LA SOSTENIbILIT DELLIMPRESA M. Guerci Franco Angeli, 2011
riprendere lidea della formazione permanente per riposizionare a un livello pi alto il mondo del lavoro italiano.

rispetto delle diversit e scambio culturale sono valori centrali in cFT. come li promuovete?
Lintegrazione fra i lavoratori fondamentale, del resto su 1700 soci i non italiani sono circa 570. Chi lavora in CFT socio a tutti gli effetti, sia esso italiano, senegalese, peruviano, filippino... Il socio partecipa alle assemblee, esprime la sua opinione e vota; elegge il consiglio di amministrazione, discute e

La riforma del Welfare in Italia in pieno corso. In quale direzione dovrebbe muoversi?
Il problema che diviene difficile parlare di riforma del welfare scollegata dagli interventi sul rilancio delleconomia. Lelemento centrale su cui necessario intervenire il superamento della precarizzazione del lavoro, cos come si sviluppata in questi ultimi anni. Ma per intervenire sulla precariet obbligatorio rilanciare sviluppo e occupazione. Questo aiuta la discussione sulla riforma, altrimenti c il rischio di uno scontro sociale che non serve al Paese. Non pensabile mantenere una cassa integrazione a vita o dipendente dal rifinanziamento annuale come quella in deroga: la cassa integrazione deve essere uno strumento strutturale di protezione, che vale per tutto il mondo del lavoro, a termine e legata ai processi di formazione e ricollocamento. Dobbiamo

In cFT sono impiegati molti giovani, anche in cariche direttive. Quale la verit sulla Generazione Y?
Leconomia liberista ha precarizzato pi di una generazione, la crisi li ha resi disoccupati. Non si tratta di bamboccioni ma dellimpossibilit di decidere sul proprio futuro. Ma quando le imprese puntano sui giovani e danno loro le opportunit per affermarsi, la risposta entusiasmante. Per CFT la politica del rinnovamento e ringiovanimento costante del gruppo dirigente viene da lontano, tanto che adesso il consiglio di amministrazione ha unet media di 42 anni, che si abbassa se prendiamo in esame lintero gruppo dirigente delle aziende del gruppo. Forse, anche questo uno dei fattori del successo di CFT.

la cui fondazione risale al 1974 dallaggregazione del

vecchio gruppo di facchini che dai primi del 900 scaricavano frutta e verdura nello storico mercato di Firenze a piazza Ghiberti.
Oggi CFT la capofila di un Gruppo logistico tra i pi importanti dItalia che opera in tutto il Paese e offre lavoro a circa 4500 persone tra soci di cooperative e aziende di trasporto. Nessun segreto nel suo successo, ma elementi comuni ai gruppi dirigenti che si sono succeduti spiega a Lavori in Corso il Presidente Leonardo Cianchi, 35 anni, da oltre un anno alla guida del Gruppo: Guardare avanti, oltre il visibile, per capire dove portare limpresa; rinnovare i gruppi dirigenti ma con uno sguardo attento alla continuit; innovare senza perdere di vista la storia e la missione della cooperativa, ovvero mettendo al centro delle scelte il lavoro e luomo.

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INNOVAZIONE / CONTINUIT / POLITICHE DI WELFARE / PATRIMONIO INTERGENERAZIONALE / GIOVANI E FUTURO

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ControtenDenze di Marco Morganti

Help Talk, Lucy, bIG Launcher e le altre: la tecnologia e il welfare del futuro
AbSTRACT / Linvecchiamento della popolazione pone sfide enormi in termini di finanze pubbliche e crescita economica: sono sempre pi necessarie soluzioni tecnologiche per risolvere le problematiche della crescente popolazione di anziani.
In Italia, da qui al 2030, la popolazione tra i 55 e i 75 anni aumenter di circa quattro milioni di unit e la met dei bambini nati oggi probabilmente superer i 100 anni. Laspettativa di vita sar quasi di 90 anni per le donne e di 85 per gli uomini.
Questi numeri non solo ci dicono che linvecchiamento della popolazione pone sfide enormi in termini di finanze pubbliche (pensioni e sanit), crescita economica, ma inducono anche a pensare che siano sempre pi necessarie soluzioni tecnologiche per risolvere le problematiche della crescente popolazione di anziani. Il welfare tecnologico considerato da molti la soluzione del problema. Un numero crescente di cittadini anziani, con ridotta capacit fisica e intellettiva e, spesso, affetti da malattie croniche e degenerative, avranno necessit di aiuto per rimanere autonomi e poter trascorrere la loro anzianit a domicilio nelle rispettive abitazioni. La possibilit di vivere autonomamente un obiettivo importante non solo perch rappresenta un desiderio delle persone anziane ma anche perch comporta una flessione delle responsabilit a carico di ospedali. La anzianit a domicilio un elemento chiave di un nuovo tipo di strategia che compenetra qualit della salute e controllo delle spese. Vodafone ha recentemente premiato alcune applicazioni sviluppate per anziani e disabili. Help Talk, Wheelmap, Zoom Plus Magnifier e BIG Launcher sono tutti programmi premiati alledizione 2011 di Vodafone Foundation Smart Accessibility Awards e riceveranno 50mila euro a testa per il loro impegno nel migliorare la vita degli anziani e dei disabili. Help Talk utilizza una serie di icone per rappresentare frasi-chiave e impiega la tecnologia text-tospeech (dal testo alla voce). Gli utenti possono inoltre utilizzarla per inviare messaggi di emergenza con la loro posizione a un indirizzo predefinito. Wheelmap un database che mostra i punti daccesso per le sedie a rotelle nei luoghi pubblici. Zoom Plus Magnifier consente di ingrandire documenti e simboli, oltre a cambiare il colore e il contrasto per aiutare le persone affette da dislessia, daltonismo e altri impedimenti visivi. BIG Launcher offre una schermata alternativa per gli smartphone Android ottimizzata per gli anziani e gli ipovedenti, utilizzando tasti di grandi dimensioni e dai colori accesi per accedere alle principali funzioni del te-

PUbbLICAZIONI
IL CAMbIAMENTO DEMOGRAFICO. RAPPORTO PROPOSTA SUL FUTURO DELLITALIA CEI. Servizio nazionale progetto culturale - Laterza, 2011
lefono, incluso un tasto SOS per chiedere aiuto in caso di emergenza. Anche programmi nati per ridurre il digital divide si stanno rivelando utili a includere anziani e disabili nel mondo digitale. La tecnologia si chiama Lucy, come uno dei primi ominidi fossili ritrovati in Africa, ed stata creata dalla fondazione svizzera Dominic e dallazienda Aubay, specializzata nella realizzazione di sistemi informativi industriali. Dopo esser stata sperimentata in nazioni come la Tanzania, Lucy arriva in Italia a seguito di una semplice constatazione: lelevata et media della popolazione italiana, associata alla sempre pi bassa natalit. Met allincirca degli anziani non utilizza Internet, a fronte di una media europea di vetero analfabeti digitali del 35%. A questi si aggiungono tutte quelle persone che a causa di lesioni motorie o visive faticano ad adoperare un computer. Un punto fondamentale nello sviluppo della strategia dellanzianit a domicilio incentrato sullincidenza delle disabilit e malattie: gli assistenti devono affrontare una sfida difficile, in cui la salvaguardia di uno stato di salute efficiente necessaria a fare in modo che i cittadini anziani possano vivere autonomamente. Le componenti chiave della struttura organizzativa per i servizi di tele-assistenza domiciliare sono due: il Centro Operativo e lorganizzazione e-health. Il Centro Operativo altro non che un call center in cui vengono costantemente

seguite le persone anziane a casa, offrendo una serie sempre pi completa di servizi. I servizi base sono basatI sulla comunicazione tra il centro ed il cittadino e si possono dividere nella tele-emergenza, ovvero lanziano ha con s un meccanismo che consente il contatto immediato con il centro in caso di emergenze, e Il tele-controllo, con cui gli operatori rintracciano periodicamente la persona al proprio domicilio, monitorando le condizioni generali e identificando i possibili problemi sociali e sanitari. Tra i servizi offerti via teleassistenza vi possono essere lassistenza terapeutica, lassistenza dietetica, lassistenza dei servizi sociali e lorganizzazione dellassistenza per malattie croniche. Tutti questi servizi vengono incentrati su una struttura di tipo ICT, ovvero la cosiddetta soluzione e-health. Si tratta di un sistema che supporta linsieme delle attivit caratteristiche dei Centri

Operativi, le organizzazioni sociali e quelle sanitarie. I dati di tutti i pazienti vengono inseriti in un unico archivio, sono previsti programmi di gestione per le terapie e le malattie. Ma prospetticamente bisogna anche preparare linvecchiamento degli attuali quarantenni. E non a caso il 2012 lAnno europeo dellinvecchiamento attivo e della solidariet tra le generazioni. Welfare tecnologico significa e deve significare anche ladattamento delle nuove tecnologie al nuovo contesto di invecchiamento: le tecnologie devono essere delle specie di protesi, da usare per espandere e permettere le nostre possibilit e funzionalit. I settori trainanti del futuro sono quindi biotech, nanotech, robotica e intelligenza artificiale.

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AUTONOMIA / EMERGENZA / DISAbILIT / TELE-ASSISTENZA / INVECCHIAMENTO ATTIVO

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ControtenDenze di Antonio Angioni

Nuovi strumenti di
anTonIo anGIonI
Country Manager Right Management

welfare
In un recente convegno sono state presentate alcune esperienze di successo che hanno mostrato come spesso i candidati abbiano saputo utilizzare adeguatamente le opportunit offerte dal percorso di outplacement iniziando attivit nuove, valorizzando non solo le proprie competenze ed esperienze, ma anche il potenziale. Accanto al reinserimento in posizioni tradizionali, sono stati presentati casi di nuove attivit imprenditoriali quali piccole aziende di manutenzione elettrica, societ di ricerca per conto terzi per non parlare di nuovi business nel campo alimentare. Percepito inizialmente con diffidenza, listituto si consolidato e le imprese vi stanno facendo un crescente ricorso non solo per casi singoli ma, inserendolo nellambito di accordi con le OO.SS, anche per gestire e ridurre gli impatti delle riorganizzazioni. Questo cambiamento stato favorito sia dai risultati positivi conseguiti nel corso degli anni, consultabili nel sito dellAISO (Associazione Italiana Societ di Outplacement) sia da una crescente attenzione a salvaguardare professionalit ed esperienza, elementi essenziali per la competitivit del sistema Paese. In un momento in cui si stanno ripensando alcuni aspetti strutturali del sistema di welfare e si sta facendo strada la convinzione che si debba tutelare pi la persona che il posto di lavoro, sarebbe utile considerare lopportunit di inserire loutplacement come uno strumento del sistema o attraverso una soluzione normativa, come accade in Francia, o attraverso una soluzione contrattuale, come accade in Belgio. Sono stati gi predisposti dei disegni di legge in sede di commissione parlamentare che sembrano favorire questa soluzione che, collegata anche ad adeguate iniziative nel campo della formazione e della riqualificazione, potrebbe contribuire a migliorare lattuale situazione e favorire la creazione di nuove opportunit di lavoro: la vera emergenza di questi tempi.

Nel corso di questi anni loutplacement si affermato anche in Italia come uno strumento utile per ridurre gli impatti delle riorganizzazioni favorendo il reinserimento nel mondo del lavoro e la ricollocazione professionale. La metodologia stata ideata nel 1981 e si arricchita nel corso degli anni con soluzioni originali che permettono oggi al candidato di usufruire di un percorso personalizzato avente come obiettivo non solo il reinserimento nel mondo del lavoro ma anche di identificare opportunit corrispondenti al proprio potenziale e allesperienza acquisita.
Il programma inizia, infatti, con il bilancio delle competenze e con la definizione dellobiettivo professionale, per poi proseguire con alcune sessioni nel corso delle quali, con laiuto di consulenti specializzati, viene identificato il proprio mercato di riferimento e le aziende target. A questo punto il candidato, sia con il supporto di consulenti che di adeguati tool tecnologici, pu iniziare a selezionare le opportunit maggiormente corrispondenti e a confrontarsi con le aziende interessate sino a negoziare la proposta maggiormente corrispondente ai propri obiettivi. Affrontare un programma di outplacement implica rimettersi in discussione e il successo in larga parte condizionato dalla capacit del candidato di saper affrontare e governare il cambiamento anzich subirlo: non a caso viene posta lenfasi, nella fase iniziale, nella definizione del proprio obiettivo professionale, perch in funzione di questo obiettivo si sviluppa coerentemente il programma. Immaginare di concentrarsi nella ricerca di posizioni analoghe implica precludersi tutta una serie di occasioni spesso ignorate.

AbSTRACT / In un welfare che mira a tutelare pi la persona che il posto di lavoro, loutplacement potrebbe diventare uno strumento del sistema attraverso una soluzione normativa o contrattuale.

NEWS DAL WEb


ASSOCIAZIONE ITALIANA SOCIET DI OUTPLACEMENT www.aiso-outplacement.it

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RICOLLOCAZIONE / COMPETENZE / CAMbIAMENTO / FORMAZIONE / RIQUALIFICAZIONE

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Il modello delle Smart Cities: il senso di Francesco Profumo per la scuola


Trasformare le scuole come primo passo per trasformare le citt. Con lobiettivo di rendere entrambe pi efficienti, pi sicure, pi intelligenti. Sono le considerazioni da cui prende le mosse liniziativa del nuovo ministro dellIstruzione Francesco Profumo che ha posto in agenda il ripensamento di un tassello importante del nostro welfare: la scuola.
Scuola intesa come momento di formazione e di prima socialit, e allo stesso tempo patrimonio edilizio del Paese. Oggi in Italia la superficie complessiva degli edifici destinati allistruzione pubblica sfiora i 65 milioni di metri quadrati. Quasi il 70% risulta costruito prima degli anni 80 ed appena 1.500 edifici hanno subito interventi significativi di manutenzione. Il nostro problema - spiega Francesco Profumo - innanzi tutto quello che noi definiamo il contenitore scuola. Attraverso una serie di processi vogliamo arrivare a ridurre la spesa complessiva da 12,5 miliardi di gestione attuale a 3 miliardi annui. In una recente audizione davanti alla Commissione Cultura della Camera, lex rettore del Politecnico di Torino ha voluto sottolineare la necessaria trasformazione del patrimonio scolastico - e di riflesso delle nostre citt - adeguandosi a quel modello di Smart Cities che da anni riscuote successo a livello mondiale. Smart Cities significa leggere i problemi metropolitani attraverso un approccio pi complessivo, coinvolgendo la rete dei collegamenti, le applicazioni tecnologiche, linnovazione nel rapporto tra pubblico e privato e la profonda riqualificazione del patrimonio edilizio. La nostra azione - aggiunge Profumo - si ispira alla volont di affrontare problemi di grande rilevanza sociale, le infrastrutture intelligenti per la mobilit, la riduzione delle emissioni attraverso le tecnologie pulite, la realizzazione di modelli urbani e di abitazione pi sostenibili. Ma anche una sanit pi efficiente e pi attenta agli sprechi, un welfare equo e tecnologico per la societ che invecchia e per le persone in condizioni di disagio. Questo welfare sar sempre pi legato alla forza della rete e dellonline. Internet - secondo Profumo sar il principale strumento di trasformazione, capace di unire le tante esperienze, positive ma isolate fatte in giro per lItalia, in prototipi per un progetto Paese. Nella scuola il rapporto docente-discente si rovescer e tutti potranno uscire dal microcosmo della classe per incontrare il mondo, proprio attraverso la Rete. Nelle scuole italiane del futuro, ad esempio, studiare sar possibile non pi solo attraverso i libri ma sfruttando la tecnologia dei tablet e molte citt, a cominciare da Roma, Milano e Torino, si stanno muovendo per accelerare il potenziamento e lampliamento della banda larga. Lidea di rendere le citt italiane pi intelligenti e innovative ha trovato sponda anche allinterno dellAnci (lAssociazione dei Comuni italiani) che qualche giorno fa, proprio a Torino, ha messo a confronto, attorno ad un tavolo, i sindaci delle principali citt. Liniziativa dellAnci si ricollega al progetto lanciato dalla Commissione europea che punta a creare una rete di citt europee per la riduzione delle emissioni di Co 2 attraverso limpiego di fonti rinnovabili. Lobiettivo arrivare ad avere in tutta Europa citt pi vivibili, in grado anche di concretizzare quanto stabilito dal Piano sioni di gas serra, del 20 per cento per i consumi di energia e aumento della stessa quota percentuale delle fonti rinnovabili nel complesso della produzione. Entro il 2020 liniziativa Smart Cities coinvolger circa 30 citt europee che dovranno dimostrare un crescente impegno attraverso politiche verdi che puntino alla mobilit e alledilizia sostenibile. Francesco Profumo, attraverso il Ministero dellIstruzione, mira ad accelerare il processo anche attraverso una migliore capacit di spesa dei fondi messi a disposizione a livello nazionale ed europeo. Una cifra intorno ai 500 milioni di euro potrebbe essere convogliata rapidamente verso le Smart Cities, attraverso nuove infrastrutture intelligenti e soluzioni urbane frutto della positiva collaborazione tra pubblico e privato. In questo modo le citt potranno diventare luoghi di innovazione in grado di stimolare a loro volta nuova innovazione, dando cos vita ad un circolo virtuoso capace di coinvolgere - finalmente pi in profondit

ControtenDenze di Stefano Basile

PUbbLICAZIONI
bEyOND SMART CITIES T. Campbell Taylor & Francis Ltd , 2012

- il mondo della scuola e della ricerca. In una recente intervista il ministro Profumo ha spiegato come per trasformare il Paese serva come prima cosa una azione democratica. Tutti devono essere coinvolti - ha detto - anche se le tecnologie non sono ancora ottimali. Quindi va azzerato immediatamente il digital divide che riguarda sei italiani su cento, cominciando a privilegiare maggiormente gli spazi pubblici. Dobbiamo tutti trovare delle idee per risolvere qualsiasi dilemma attraverso le nuove tecnologie, le applicazioni e le interconnessioni che esistono tra pubblico e privato. Parole a cui potrebbero seguire i primi fatti. Il Ministero dellIstruzione pensa infatti di partire con un bando da 200 milioni di euro per le Smart Cities, che coinvolger prima otto regioni del Sud - Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia - e poi il resto dItalia.

AbSTRACT / Le citt potranno diventare luoghi di innovazione in grado di stimolare a loro volta nuova innovazione, dando cos vita ad un circolo virtuoso capace di coinvolgere - finalmente pi in profondit il mondo della scuola e della ricerca.

di azione per lefficienza energetica lanciato dallUnione europea sei anni fa. Lobiettivo noto e ambizioso: riduzione del 20 per cento per le emis-

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INFRASTRUTTURE / TECNOLOGIE PULITE / INTERNET / DIGITAL DIVIDE / INNOVAZIONE

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Inclusivo ed equo.
Ormai da pi di un anno il lavoro e il welfare rappresentano temi ricorrenti negli interventi del Presidente Napolitano. Lo aveva ribadito gi nel discorso di fine anno agli italiani: Vedo che c una necessit, ampiamente riconosciuta come comune, che quella di ripensare tutto il tema degli ammortizzatori sociali e delle forme di sicurezza sociale. Non solo. Il Presidente ben consapevole che due sono gli obiettivi: occupazione ed equit sociale. Ma si tratta di due traguardi che richiedono coesione, sacrifici da parte di molti (se non tutti).
Gi a novembre Napolitano affermava che se lItalia vuole assicurarsi una crescita economica e salvaguardare la coesione sociale, deve saper dare risposte alle aspettative di tanti giovani che vivono una condizione di instabilit e di incertezza nel loro futuro. Un deciso e accresciuto impegno per la salvaguardia e la valorizzazione del capitale umano del nostro Paese e delle sue risorse di creativit e dinnovazione condizione indispensabile per assicurare unequilibrata crescita economica e la stessa tenuta del tessuto civile e sociale. Il primo step di questo lungo percorso di trasformazione del mondo occupazionale e previdenziale stata la riforma delle pensioni che lo stesso Napolitano ha supportato quando sosteneva che lItalia deve definire nuove forme di sicurezza sociale che sono state finora trascurate a favore di una copertura pensionistica pi alta che in altri Paesi. Nuove forme di sicurezza sociale sono state trascurate anche a favore di provvidenze generatrici di sprechi mentre diviene necessario rinnovare le politiche del lavoro anche per la fondamentale ragione che il mondo cambiato,
giorgio naPoliTano

worksHop opinion leaDer di Antonio Barletta

Il welfare secondo il Presidente Giorgio Napolitano


AbSTRACT / LItalia e tutto il continente europeo debbono rivedere il modo di concepire e distribuire il proprio benessere ma senza mettere in causa il rispetto della dignit e dei diritti del lavoro.
che lepicentro della crescita economica - e demografica - si spostato lontano dallEuropa. LItalia e tutto il Continente europeo, quindi, debbono rivedere il modo di concepire e distribuire il proprio benessere ma senza mettere in causa la dimensione sociale del modello europeo, il rispetto della dignit e dei diritti del lavoro. Una presa di posizione forte che ha aperto la strada a una riforma pensionistica richiesta a gran voce (e da tempo) dallEuropa e la cui realizzazione ha rappresentato, finora, uno degli atti pi forti del governo Monti. Il nuovo passaggio verso un nuovo assetto del mondo delloccupazione prevede la modifica dei contratti con annessa battaglia sullarticolo 18. In tema di riforme Napolitano sempre stato chiaro: Oggi pi che mai occorre un diritto del lavoro inclusivo ed equo, attento alla tutela dei diritti della parte pi debole contrattualmente e alla riaffermazione rigorosa dei relativi doveri per salvaguardare insieme crescita economica e coesione sociale. La questione sociale deve essere vista innanzitutto come drammatica carenza di prospettive di occupazione per una parte rilevante dei giovani. Prestare ascolto alle pressanti richieste provenienti dal mondo giovanile e fornire risposte concrete a generazioni di studenti che troppo spesso vedono ostacolato il percorso di crescita personale e professionale e vanificate la fiducia e la speranza che hanno motivato il loro impegno nello studio e nella ricerca. Adesso che per il percorso di riforma sembra delineato verso un contratto unico (o prevalente) e verso un probabilissimo ritocco dellarticolo 18, torna dattualit la tenuta del sistema politico (a sostegno del governo), la solidit del sistema di concertazione e la stessa possibilit di trovare un accordo con le parti sociali (Cgil in primis) in merito a temi tanto sensibili. Anche in tal senso per il Presidente Napolitano sembra essere fiducioso sullesito finale di questi confronti: Mi sembra che, rispetto agli anni scorsi, ci sia un clima pi sereno dal punto di vista politico e dal punto di vista dellopinione pubblica. E, ha aggiunto Napolitano, c anche pi consapevolezza di tutti i problemi che lItalia deve affrontare. evidente che il Capo dello Stato consapevole della delicatezza del passaggio storico: questulteriore fase di turbolenza delleconomia europea pone lItalia nella condizione di non poter rimandare troppo certe scelte profonde e radicali. E non un caso che Napolitano abbia chiesto proprio ai sindacati lo stesso slancio costruttivo e la capacit di fare sacrifici mostrati in altre fasi di emergenza: Non stato forse cos negli anni della ricostruzione industriale, dopo la Liberazione? O in quel terribile 1977, quando cera da debellare uninflazione che galoppava oltre il 20% e da sconfiggere lattacco del terrorismo brigatista?. Probabilmente tra qualche decennio rileggeremo questi anni come una fase determinante per il futuro del nostro Paese. Un futuro ancora da scrivere ma che dipender dalla voglia di ciascuna componente sociale di fare un passo indietro nella speranza di farne fare uno in avanti al Paese. Nessuno ormai annuncia nuove epoche dorate: abbastanza diffusa la convinzione che, per la prima volta dal dopoguerra, i figli avranno un avvenire pi incerto e meno roseo dei padri. Ma in ballo c il futuro e la tenuta dellintero sistema Paese. Eccedere in ideologiche difese di parte, stavolta, potrebbe costare caro. Il Capo dello Stato ne lucidamente consapevole ed per questo che fa appello a coesione politica e sociale. Ma adesso che serpeggia un timido clima di fiducia, ogni riforma sembra meno utopistica.

PUbbLICAZIONI
IL CUSTODE. GIORGIO NAPOLITANO: DAL PCI AL COLLE LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE E LA GUIDA DEL PAESE NELLA CRISI PI DIFFICILE G. Cazzato - Castelvecchi, 2011

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SICUREZZA SOCIALE / COESIONE / DIRITTO DEL LAVORO / GIOVANI / FIDUCIA

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Senza tutele: nella trappo la del sommerso


INCONTRO CON IL PRESIDENTE DELLINPS, ANTONIO MASTRAPASQUA
IsIDoro TroVaTo
Giornalista, Corriere della Sera

worksHop opinion leaDer di Isidoro Trovato

I nostri 1.300 eroici ispettori lavorano a pieno regime ma non si pu pensare di sconfiggere un fenomeno cos diffuso e radicato grazie allazione di un manipolo di persone. Basti pensare che qualche settimana fa a Milano c stato un blitz congiunto dellAgenzia delle entrate, Vigili urbani e Inps: risultato irregolare il 10% delle aziende esaminate. Un valore altissimo se consideriamo che ci trovavamo al centro della nostra capitale economica. Per resto dellidea
anTonio MaSTraPaSQua

care problemi di tenuta sociale. Bisogna distinguere bene i due livelli obietta Mastrapasqua. Il problema delle finte partite iva reale e molto preoccupante, ma non pu essere accreditato al sistema previdenziale. Il sistema di calcolo della gestione separata ormai equiparato e allineato a quello per i dipendenti, il metodo contributivo verr applicato a tutti nello stesso modo. Il nodo non sta nella gestione separata, semplicemente non pi tollerabile che ci sia chi specula sul lavoro e sul futuro della gente. Credo che la riforma del lavoro possa essere utile a fare chiarezza anche in merito a questi fenomeni. La delicata situazione del Paese richiede tagli alle spese e un sistema economico pi sostenibile. Alla luce di simili premesse, si pu ipotizzare un welfare meno costoso per le casse dello Stato senza penalizzare le fasce pi deboli? Il welfare deve essere giusto. N pesante n leggero. In futuro alcune forme di tutela potrebbero essere affidate a sistemi assicurativi, si possono studiare sinergie e risparmi per aggredire quegli sprechi che

rappresentano il vero fardello del nostro debito pubblico. evidente che per ragioni di bilancio non si pu abbandonare la tutela delle fasce pi deboli, per si possono combattere sperperi e abusi. Anche gli ammortizzatori sociali sono destinati a cambiare: durante questa crisi la cassa integrazione, specie quella in deroga, ha tenuto in piedi egregiamente un sistema che altrimenti sarebbe crollato. Per rimangono scoperte da tutela certe fasce di lavoratori per i quali bisogner studiare forme di protezione per dare

un sostegno pi concreto a chi perde il lavoro e per evitare che queste persone finiscano vittime del lavoro nero. Ma c unestrema fiducia nelloperato e nella competenza di questo governo che ha gi dato, anche allestero, ottima prova di s. Pur senza essere in possesso di super poteri.

Essere a capo di una Super Inps presupporrebbe essere in possesso di super poteri. Ma Antonio Mastrapasqua, Presidente dellInps, non si sente un supereroe, semmai un manager in sella a un solidissimo maxi ente che ne ingloba altri due, oltre a mantenere le funzioni e le attivit gi proprie.
Col decreto-manovra approvato dal Consiglio dei Ministri, infatti, sono stati chiusi i battenti di Enpals e Inpdap, e le rispettive funzioni sono state trasferite allIstituto nazionale di previdenza sociale, assieme alle risorse strumentali, umane e finanziarie, ovvero patrimoni, fondi e personale. La parola dordine semplificare, e questo sar possibile eliminando la frammentazione e favorendo la nascita di un gigante delle pensioni la cui dotazione organica aumenter di un numero corrispondente alle unit di personale di ruolo di Inpdap ed Enpals. Non bisogna dimenticare che dal suo insediamento il governo Monti ha individuato nella riforma del sistema previdenziale il primo pilastro per lanciare un messaggio serio e confortante ai partner europei. stata varata una riforma strutturale e definitiva che ha messo in sicurezza lintero sistema - spiega Mastrapasqua - non a caso diversi osservatori esterni considerano il nostro il miglior sistema previdenziale a livello europeo. Ormai rimangono pochi dettagli da limare, ma la riforma Fornero stata attuata con un meccanismo di adeguamento automatico che far scuola. In tempi di crisi si acuiscono gli effetti di fenomeni negativi come quello del sommerso che ha pesantissime ripercussioni sul sistema previdenziale. Lavoro nero ed evasione fiscale sono le due facce della stessa medaglia ricorda il Presidente dellInps. In Italia lIstat stima circa 3 milioni e 700 mila lavoratori in nero che equivalgono a circa 37 miliardi di mancato introito per le casse dello Stato. Ci sono circa 40 miliardi di euro che circolano in maniera illegale e vanno a persone alle quali magari lo Stato paga un sostegno. la schiavit del terzo millennio: lavoratori senza tutela e senza visibilit, ricattati in un contesto economico difficile e che si ritroveranno tra qualche anno senza alcuna protezione previdenziale. Un doppio danno allo Stato e al tessuto sociale. Negli ultimi mesi salita di tono la lotta allevasione fiscale ma di incursioni contro il lavoro nero ci sono meno notizie. Forse perch ha minore impatto mediatico? Non credo. In realt lazione di contrasto c stata ed destinata a crescere anche per quanto riguarda il lavoro.

PUbbLICAZIONI
SOLDI RUbATI N. Penelope Ponte alle Grazie, 2011

che la repressione, da sola, non pu risolvere tutto: serve un cambiamento culturale che noi possiamo aiutare e accelerare. Allinterno di un sistema avvelenato dal sommerso, emergono anche storture sistemiche come quella che riguarda il popolo delle partite iva: lavoratori che spesso operano al servizio di un solo committente con unattivit che, di fatto, lavoro dipendente camuffato da autonomo. Per costoro c una gestione separata dellInps che prospetta una pensione poco superiore a quella sociale e un sistema previdenziale che tra qualche anno rischia di provo-

AbSTRACT / Il sommerso la schiavit del terzo millennio: lavoratori senza tutele e senza visibilit, ricattati in un contesto economico difficile, che si ritroveranno senza alcuna protezione previdenziale.

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PREVIDENZA SOCIALE / LAVORO NERO / CAMbIAMENTO CULTURALE / TUTELE / SOSTENIbILIT

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Per unimpresa-comunit Un piccolo sogno: scuole come centri civici e la riscoperta del
worksHop opinion leaDer di Elisabetta Limone welfare talent di Giulio Sapelli

PER UN WELFARE FUORI DAGLI SCHEMI


AbSTRACT / La scuola come centro civico pu diventare il riferimento per i nostri Comuni, per le Province, per lo stesso ministero, un luogo dove concentrare tutte le risorse.
Strongoli, Calabria, met anni 70. Roma, 2012. Sono le 12:30, suona la campanella, una fiumana di ragazzi si precipita verso luscita, c chi torna a casa, chi resta a mangiare, chi va per poi tornare. Alle 14 riprendono lezioni, laboratori, arte, musica; alle 18 arrivano gli adulti, iniziano i corsi serali, le prove, si riuniscono le associazioni.
Da una parte siamo in fondo allo stivale, un periodo non facile per la scuola e la societ, e il liceo statale di Strongoli aperto tutto il giorno per offrire un luogo, non solo per lo studio, ma per riunirsi e confrontarsi sui problemi sempre pi stringenti, droghe, criminalit, la ndrangheta che sta facendo di questo piccolo centro una delle sue principali roccaforti. Trentadue anni dopo siamo nella capitale, in uno dei rioni pi multietnici, nella scuola elementare Di Donato del polo Manin. La scuola aperta dal mattino alla sera grazie allassociazione genitori che 10 anni fa, con il preside, ha creato un polo interculturale dove si svolgono corsi di lingue, si fa sport, si organizzano incontri e cineforum, e chi vuole pu gratuitamente organizzare una festa. Oggi questi spazi ospitano diverse attivit sportive, ricreative, culturali, e servizi per grandi e bambini: un fondamentale riferimento per il quartiere, in una rete di rapporti con le altre associazioni, i progetti, gli enti. la realizzazione del piccolo sogno, come dichiara il ministro Profumo: che le scuole possano diventare i centri civici delle nostre citt, aperti tutto il giorno per ospitare una concentrazione di attivit. La scuola come centro civico pu diventare il riferimento per i nostri Comuni, per le Province, per lo stesso ministero, un luogo dove concentrare tutte le risorse. Anche questo parte di un welfare pi ampio, poter offrire ai cittadini servizi in un luogo facilmente individuabile ed accessibile, sfruttando al massimo le risorse e gli edifici scolastici. welfare perch offre ai cittadini di tutte le et occasioni di formazione che potranno essere anche finalizzate al lavoro, perch offre ai figli un luogo dove stare anche tutto il giorno, per tutti perch diviene luogo di formazione e cultura. Listituto Manin una delle tante eccezionali esperienze nate nel nostro Paese dallazione spontanea dei cittadini. Come stato il liceo di Strongoli nella seconda met degli anni 70,

dove il fortunato miscuglio di incontri e sinergie, in primis la presenza di docenti illuminati come Aldo Macr, Pino Sabino, Rocco Calarco, Pino Auteritano e molti altri, ha offerto ai suoi studenti unalternativa, un mondo pi ampio, riuscendo a strappare tanti di loro da un destino diverso, un probabile arruolamento nelle fila della malavita organizzata o da un futuro privo di prospettive. Una delle preziose esperienze nate intorno alla scuola che hanno attraversato lItalia negli ultimi decenni con esiti diversi, ma tutte con il comune denominatore di essere creatrici di un universo extrascolastico variegato. La scuola Di Donato una realt viva ed gi pi che un esperimento di centro civico, di quello che potrebbe essere un welfare fuori dagli schemi e che guardi pi in l dello stretto dibattito sugli ammortizzatori sociali.

welfare aziendale
GIULIo saPeLLI
Docente di Storia Economica Universit Statale di Milano

AbSTRACT / Limpresa diviene, con le sue rappresentanze degli interessi e il lavoro dei singoli, un elemento essenziale della nuova societ che si sta costruendo.
Ma questo possibile se si ricostruisce uno sviluppo dellautonomia morale delle persone. Ed essa inizia dalla loro consapevolezza che se i diritti sociali continuano a essere manifesti, mentre le responsabilit si oscurano, essi perdono il loro contenuto associativo e costitutivo del patto che unisce gli attori dellimpresa. E questo pur nella distinzione degli interessi immediati e delle culture antropologiche. Solo ricostituendo questa unit di destino a partire dallimpresa si potr riprendere lo sviluppo economico e civile. tempo di nuovi doveri sociali, di nuove responsabilit sociali: di nuove generazioni del lavoro. Sono esse che debbono scrivere la nuova gerarchia dei diritti e delle compatibilit economiche e civili che da esse derivano. Dobbiamo oggi rifondare un sistema di cittadinanza universalistica che abbia alla sua base non tanto e soltanto i

La legittimazione delluso, e della propriet stessa, delle risorse economiche e personali, si sposta negli ultimi anni sempre pi verso le imprese e la societ civile. Del resto, limpresa progredisce se si sviluppa un ambiente sociale virtuoso, non povero materialmente e moralmente.

PUbbLICAZIONI
INSEGNARE AL PRINCIPE DI DANIMARCA C. Melazzini - Sellerio, 2011

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LUOGHI / ATTIVIT / PUNTI DI RIFERIMENTO / RETE

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welfare talent di Giulio Sapelli


diritti storicamente acquisiti, ma, in primo luogo, i doveri che le comunit e le persone sentono come obbligazione morale per garantire il miglioramento della riproduzione della societ. Dobbiamo sostenere i legami sociali e riformularli continuamente nel capitalismo molecolare e del mercato dispiegato, diffondendo una nuova morale di sostegno del mercato che ci consenta di affrontare la crisi senza cadere nel nichilismo, senza perdere la speranza. Per questo sono decisive le azioni che sempre pi frequentemente le direzioni dimpresa intraprendono per realizzare limpresa-comunit a partire dalla riscoperta del cosiddetto welfare aziendale. Esso altro non che la realizzazione nellimpresa del principio del dono, accanto al sistema di doveri e di diritti. Il dono altro non che una forma di scambio simbolico e materiale fondata sulla reciprocit personalizzata: nel dono non sono le merci o i servizi alla persona nella loro nuda materialit a circondarci, quanto, invece, il calore della persona che mi offre tanto loggetto o il servizio quanto il sentimento. Infatti, non pu essere anonimo, il dono: deve essere allocato dal comportamento umano che si rende manifesto in tutta evidenza. Il dono trasparenza, energia psichica affettiva e non pu essere riconducibile al puro calcolo economico anche se ha una valenza, un valore economico elevato per chi lo riceve e chi lo rende possibile: lazienda. Nella maggior parte delle aziende si pu oggi constatare che le situazioni di disagio e di sofferenza psicologica, i legami tra soggettivit e lavoro, sono diventati preponderanti come causa delle patologie delle organizzazioni (ansia persecutoria e depressiva, per esempio). La concezione meccanicistica ed economicistica su cui troppo spesso poggiano le teorie manageriali fa s che si stabiliscano regole dei rapporti tra gli individui prive di radici storiche e non ci si ponga il problema di concepire la costruzione della realt individuale e organizzativa. Non ci si deve scandalizzare. Questo stato di fatto sostanzialmente un portato dei tempi. Oggi tutti ci sentiamo precari. Impiego a tempo determinato, rapida obsolescenza delle competenze, fusioni, incertezza del posto di lavoro, creano una situazione esistenziale che attenta allidentit personale, pi che allidentit professionale, perch impedisce alla persona di fare esperienza delle sue capacit, dei suoi talenti e della sua utilit sociale. Quindi da un lato la gente si deprime (non sono buono a niente, mi faranno fuori...) o nutre aspirazioni irrealistiche (come fa il manager che si ritiene overskilled e onnipotente); dallaltro limpresa vede indebolita quella legittimazione sociale che, un tempo, era fondata sulla capacit di produrre senso e identit per le persone che vi lavorano. Le persone si deresponsabilizzano nei confronti dellimpresa e dei loro capi. Le patologie relazionali di una organizzazione nascono da una distorsione dei sistemi di senso. Per questo la motivazione individuale diventata cos importante per le organizzazioni. diventata importante perch non deve scomparire il senso del lavoro, con decremento della motivazione collettiva. Le persone si motivano da s, grazie alla capacit di dare un senso a quello che fanno, ma esso, il senso, risiede nellequilibrio delicato tra individuo e ambiente, per cui il sistema ambiente e la sua risposta favoriscono o minacciano questa capacit. Qui la sconvolgente novit dei processi in corso. Nelle regole istituzionali che sovradeterminano la fabbricazione e la produzione, si sta compiendo un decisivo passaggio dalla logica definita come conflittuale alla logica definita come cooperativa. Occorre comprendere perch questo processo si verifichi. Una prima causa senza dubbio il fatto che si sono realizzati, a questo proposito, importanti passi innanzi con la riduzione della fatica e del disagio lavorativo. Ma solo questo non sufficiente per spiegare il fenomeno. Nel contempo, infatti, alloperaio si chiede di partecipare non solo alla gestione della flessibilit a livello micro-sociale, ma anche e soprattutto allestensione dei carichi di lavoro e di responsabilit. E questo nel contesto di una diffusa disoccupazione di massa, con le conseguenze che ci provoca nellorientamento allazione dei soggetti. Si definisce, allora, la contraddizione positiva: il dono si propone come alternativa allunicit, allassolutezza, scambio di mercato in un contesto non di costrizione, ma di libert associativa dei soggetti. Gran parte delle forme di welfare aziendale, infatti, sono state oggetto di pattuizioni sindacali, ossia di accordi anche di categoria e non solo aziendale. Dunque nella piena riproduciblit di un pluralismo che si rinnova e che nulla ha a che vedere con il paternalismo aziendale. Il welfare aziendale un ampliamento dei gradi di libert realizzato a partire dalla libert associativa sindacale. Tanto dei datori quanto dei prestatori dopera. Certo, il dono diviene altres, in questo modo, uno strumento essenziale delle relazioni interne. Del resto, solo il rapporto tra relazioni interne e relazioni sindacali che fonda delle virtuose relazioni industriali. Va, inoltre, sottolineato il fatto che il welfare aziendale sinserisce in quella storia di ricchezza di opere sociali di cui intessuta la storia civile dellItalia: espressione della creativit del suo popolo e della capacit di questo di mettersi insieme per inventare risposte nuove ai diversi bisogni. Esiste una tradizione imprenditoriale e sindacale che ha sempre riconosciuto il primato della persona, delle formazioni sociali e, quindi, della societ rispetto allo Stato; ha infatti individuato nel principio di sussidiariet uno dei cardini delle nuove relazioni tra Stato e mercato. Questo principio sancisce il ruolo delle comunit intermedie, cominciando dalla famiglia fino ai gruppi economici, sociali, politici e culturali, liberamente costituite dai cittadini, la cui esistenza e azione devono essere non solo rispettate dal potere, ma da esso favorite e sollecitate. In aggiunta, la Carta Costituzionale va ben oltre laffermazione dei diritti individuali della persona; larticolo 2 riconosce il ruolo centrale delle formazioni sociali come il luogo per eccellenza in cui si svolge la personalit del singolo. In questo modo i cittadini associandosi liberamente tra loro, possono rispondere con iniziative autonome ai bisogni della societ; per far questo non richiesta alcuna legittimazione preventiva o autorizzazione da parte delle istituzioni statali. Limpresa diviene in tal modo, con le sue rappresentanze degli interessi e il lavoro dei singoli, un elemento essenziale della nuova societ che si sta costruendo nella crisi economica per fuoriuscire dalla stessa con un bagaglio di conquiste civili e sociali.

PUbbLICAZIONI
EMPLOyEE VALUE PROPOSITION & FLExIbLE bENEFIT. POLITICHE RETRIbUTIVE, ATTRATTIVIT E bENEFIT NELLE IMPRESE DEL xxI SECOLO G. Fatali, E. Cesarini, F. Carniol - Franco Angeli, 2011

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CITTADINANZA UNIVERSALISTICA / DONO / MOTIVAZIONE / SENSO / LEGITTIMAZIONE SOCIALE

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se lasciare litalia significa lasciare gli italiani...


Una notifica di sfratto e il conseguente trasloco sono le motivazioni che spingono Luca e Gustav, due giovani italiani che vivono a Roma, a ridisegnare il proprio futuro: rimanere in Italia o trasferirsi, come molti loro amici hanno fatto, in una citt pi ospitale come Berlino?
Gustav, altoatesino molto pragmatico, crede che andarsene sia la cosa migliore da fare, mentre Luca, un romano pi attaccato allimmagine romantica dellItalia, vuole convincerlo che il nostro un Paese pieno di buoni motivi per restare. I due si danno quindi sei mesi di tempo per prendere quella che si prospetta come la decisione pi importante della loro vita. Un viaggio per riscoprire lItalia, alla ricerca di storie, aneddoti e personaggi, per scoprire cos rimasto dellItalia che allestero fa ancora tanto sognare, cercando di capire meglio un Paese dal passato tanto celebrato e dal futuro incerto.

lettUre, asColti & Visioni di Alessandra Rizzuto

AbSTRACT / C unItalia nascosta, che non viene raccontata n dalla televisione n nei telegiornali, che di fatto lItalia migliore, fatta di persone che combattono ogni giorno silenziosamente per rendere questo Paese un posto migliore in cui vivere.
E cos, a bordo di una 500 depoca attraversano tutto lo stivale, esplorando, con un tono ironico e volutamente leggero, il bello e il brutto del nostro Paese. Luca si impegner parecchio per convincere Gustav a rimanere: il buon cibo, il caff, i paesaggi da cartolina della Toscana e del lago di Como, il ritmo lento e contemplativo della vita che si respira al Sud, sono tutte argomentazioni che diventeranno suo malgrado delle armi a doppio taglio. Gustav infatti, col suo sguardo pi distaccato e latteggiamento disincantato che caratterizzano le sue origini altoatesine, mostrer laltro lato di quella stessa medaglia: le aziende del Nord in cassa integrazione, se non addirittura delocalizzate nellEst Europa, la Campania e lemergenza rifiuti, quello stesso lago di Como, tra i pi inquinati dItalia, gli ecomostri siciliani e lo sfruttamento dellemigrazione a Rosarno. Che cosa allora dovrebbe convincere i due a rimanere in quello che appare inequivocabilmente un Paese che non offre alcun futuro ai giovani come loro? Il perch paradossalmente si trova in quegli stessi luoghi e in quelle situazioni, tra le persone che invece hanno deciso di rimanere. I motivi per lasciare lItalia, soprattutto per le persone della nostra generazione, sono molteplici e non vale la pena stare qui a ricordarli, ma anche vero che noi tutti troppo spesso ci lamentiamo di qualcosa senza mai veramente rimboccarci le maniche per far s che le cose possano andare diversamente dichiarano i registi Gustav Hofer e Luca Ragazzi. Tuttavia, proprio portando in giro per lo stivale il nostro primo documentario, ospitati di volta in volta da cinema

dessai, associazioni culturali, circoli arci, biblioteche etc... avevamo avuto limpressione che c unItalia nascosta, che non viene raccontata n dalla televisione n nei telegiornali, che di fatto lItalia migliore, fatta di persone che combattono ogni giorno silenziosamente per rendere questo Paese un posto migliore in cui vivere, nonostante la classe politica che lo (mal)governa. Abbiamo voluto renderle giustizia dandole la possibilit, per una volta, di esprimersi con la propria voce. Ecco quindi Mary, operaia in cassa integrazione, che vuole lavorare, ma con dignit, e ringrazia i genitori, vero ammortizzatore sociale dei nostri tempi, che laiutano a mantenere il figlio. E anche Giuseppe, volontario che a Rosarno presta assistenza agli immigrati, fornendo loro viveri, medicine e sostegno morale. Alla domanda cosa ti fa rimanere qui? risponde: Noi italiani non abbiamo memoria, ci dimentichiamo che siamo un popolo di emigranti. Vorrei che lItalia fosse pi accogliente e pi giusta. Amo la mia terra e vorrei rimanere e

fare la mia parte per difenderla e aiutarla. Luca e Gustav incontrano anche persone che contribuiscono concretamente a migliorare il nostro Paese, come Lorella Zanardo, fiera documentarista che con Il corpo

delle donne combatte latteggiamento passivo del genere femminile alla sua mercificazione. Grazie alla nostra protesta civile negli ultimi mesi sono state ritirate in Italia decine di campagne pubblicitarie. Questo un messaggio forte per le giovani donne: le cose si possono cambiare. Ci siamo affezionati a tutti i personaggi che abbiamo incontrato perch avevano tutti qualcosa da dire e nella nostra aspirazione vorrebbero essere personaggi di ispirazione per lo spettatore commenta Luca. Sono personaggi che ti dimostrano che volendo si pu fare la differenza e che bisogna partire dal basso. Bisogna partire dalla quotidianit per cambiare le cose e non aspettare il miracolo dallalto. Andrea Camilleri, intervistato in occasione del loro viaggio in Sicilia, commenta: Se abbandoni di tua volont il posto in cui vivi e lavori, questo equivale a una diserzione. Se le cose vanno male nel tuo Paese si ha il dovere non di fuggire, ma di restare sul posto e difendere con estrema coerenza le proprie idee. Andandocene via il vuoto che lasciamo viene inevitabilmente occupato da quello da cui noi stiamo scappando. Cosa avranno deciso, alla fine del loro viaggio, Gustav e Luca? Italia: lasciarla o amarla?

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GIOVANI / FUTURO / CASSA INTEGRAZIONE / PROTESTA CIVILE / CAMbIARE

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Verso un nuovo patto tra Stato e cittadini


LUca soLarI
Ordinario di Organizzazione Aziendale, Universit Statale di Milano

AbSTRACT / La rinnovata attenzione ai temi del welfare segna una nuova consapevolezza della necessit di definire obiettivi di sviluppo non solo per laggregato ma anche per il singolo cittadino.
ce, dimostrano come leffetto sia stato quello di polarizzare ulteriormente la societ fino al punto di ridurre i meccanismi di mobilit sociale anche in un Paese tradizionalmente mobile come gli Stati Uniti. La rinnovata attenzione ai temi del welfare segna una nuova consapevolezza della necessit di definire obiettivi di sviluppo che riguardino non solo laggregato (la competitivit del sistema Paese), ma anche (se non principalmente) il singolo cittadino. Se per alcuni esegeti del libero mercato la protezione del cittadino dalle conseguenze negative dei processi economici e sociali viene equiparata a un incentivo perverso a non impegnarsi davvero nel gioco darwinista della societ, vero che non sempre il mercato ha una razionalit decisionale superiore e se la mano invisibile, talvolta locchio cieco, come dimostra il fatto che uno dei pi importanti strumenti di innovazione del nostro tempo nato grazie allinvestimento pubblico: internet. Da qui la necessit di ridefinire il patto tra Stato e cittadini in una logica che affianchi alla cittadinanza come dato politico una cittadinanza economica, ovvero la possibilit di giocare il proprio ruolo nei processi di produzione di valore grazie a una struttura di servizi che abiliti i cittadini a operare pienamente nellattuale sistema economico. Non una riedizione dello stato socialdemocratico, ma un sistema basato sullinterazione tra attore pubblico e attori privati in una logica di sussidiariet e responsabilit. La sfida del welfare in unera di reset non pi quella della sola protezione dalla povert o dalla malattia, ma della costituzione di un

Lo stimolo di scienziati del calibro di Stiglitz, Sen e Fitoussi ad abbandonare una visione riduttiva di benessere ha reso per certi aspetti epocale il lavoro della Commissione sulla misurazione delle performance economiche promossa nel 2008 dal governo francese, evidenziando la necessit di uscire dai limiti auto-imposti da quando si deciso di ricondurre ogni misurazione al solo PIL pro-capite. La definizione di un sistema di misura tuttavia solo un passaggio rispetto allesigenza di un percorso pi profondo di revisione del senso delle politiche di welfare, compresse da un trentennio dominato da una visione negativa dellinvestimento pubblico. La saldatura di questa ideologia con levoluzione dei processi finanziari ed economici nella direzione della globalizzazione ha creato un mix ideale per lo smantellamento progressivo di quello che era stato per anni il welfare dello stato sociale. Tuttavia, si perso di vista il fatto che un sistema competitivo deve definire regole che consentano a tutti di competere allo stesso livello. I drammatici dati sulla distribuzione della ricchezza, inve-

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postfazione di Luca Solari

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