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TRIMESTRALE

#3
IL MAGAZINE MANPOWERGROUP DI ECONOMIA E CULTURA DEL LAVORO
CHI
il LAVORO
SE LO CREA
da S
Non possiamo
pretendere
che le cose cambino,
se continuiamo
a fare le stesse cose.
(A. Einstein)
| www.emporioadv.it |
01
di Francesco Maria Gallo
Direttore Responsabile di LinC
francescomaria.gallo@fmgandpartners.com
Ma g a z i n e
LItalia, come e pi di altri Paesi del
mondo occidentale, attraversa una
fase di trasformazione economico-
nanziaria che sta ridenendo tutti
gli asset della societ.
La crisi, nella sua eccezionalit,
prima o poi passer, ma il Paese
che ne uscir non potr mai
essere pi lo stesso. Alcune
attivit saranno out per
sempre, ma nasceranno nuove
aree di studio, nuove opportunit
di sviluppo, nuove chance imprenditoriali: lItalia dovr affrontare
la partita del riposizionamento economico e industriale. Una
partita che spinger il Bel Paese a utilizzare al meglio le risorse
che non solo lo rendono competitivo, ma che lo vedono leader nel
panorama mondiale.
Nellattuale scenario economico, il legame identitario col territorio
rappresenta per le nostre imprese e per le start up che nascono
e nasceranno un valore unico al mondo: il vero asset strategico
dellItalia su scala globale.
Limpegno mostrato da una fascia sempre pi ampia del
tessuto produttivo italiano nel rafforzamento dellidentit e della
riconoscibilit dellofferta di beni e servizi come fattore competitivo
testimonia un graduale ma sempre pi evidente cambio di
paradigma nello sviluppo che porter leconomia del Paese ad un
nuovo rinascimento.
Al centro di tale trasformazione vi un modello imprenditoriale
fondato sulla qualit, sulla creativit, sul giusto connubio tra
innovazione e valorizzazione dei fattori dei saperi e sapori locali,
sul rispetto e sulla riconoscibilit produttiva ed economica dei
luoghi di origine, sulla salvaguardia dei beni culturali e ambientali.
Sono questi gli elementi fondanti
di quel capitale immenso
formato dalle diversit strutturali
dei nostri luoghi, dalle identit
culturali e umane, in grado oggi
di dare una risposta emergente
alle nuove aspettative e sogni
di una clientela/mercato
soprattutto straniera, e non solo
dei Paesi avanzati ma anche
dei nuovi ricchi che chiede
personalit, storia e tradizione
nei prodotti comprati e da
consumare, per rivivere unesperienza sempre unica e irripetibile.
Le connessioni tra economia e cultura hanno peraltro sempre
caratterizzato lofferta del nostro Paese, dove lenorme
patrimonio di saperi, sapori, visioni e creativit ha fatto s che
molte produzioni e servizi a partire da quelle caratteristiche
del made in Italy di successo siano considerate esempi di
qualit non solo intrinseca ma sempre pi anche percepita e
gustata, grazie al contenuto di design che incorporano, alla forza
del marchio con cui sidenticano, alla capacit dimostrata nel
comunicare e diffondere valori e signicati propri della societ,
del modo di vivere e delleconomia italiana e dei suoi luoghi
cos unici agli occhi del mondo per la loro ricca e straordinaria
diversit eterogenea.
Il punto uno solo: riconoscere e coltivare in maniera sostenibile
ci che da sempre ci stato donato. Per la nostra posizione
geograca, per la nostra cultura dei tempi e nei tempi, per la
nostra modernit storica, per il nostro esclusivo fattore umano,
sociale e creativo che mai nessuno potr rinnegarci e che tutti
vorranno comprare.
Come sempre, buona lettura!
IL LEGAME IDENTITARIO COL TERRITORIO
RAPPRESENTA PER LE NOSTRE IMPRESE E PER
LE START UP UN VALORE UNICO AL MONDO: IL
VERO ASSET STRATEGICO DELLITALIA SU SCALA
GLOBALE. UN CAPITALE IMMENSO FORMATO DALLE
DIVERSIT STRUTTURALI DEI NOSTRI LUOGHI,
DALLE IDENTIT CULTURALI E UMANE, IN GRADO
OGGI DI DARE UNA RISPOSTA EMERGENTE.
LITALIA
VA DESTA!
PREFAZIONE
02
32 08 42
PARLIAMO DI:
PREFAZIONE
LITALIA VA DESTA!
di Francesco Maria Gallo
EDITORIALE
RIPARTIRE DALLE IMPRESE, DAI TERRITORI E DAI GIOVANI. NECESSARIO PER RINASCERE
di Stefano Scabbio
CONTROEDITORIALE
QUALE RIPRESA ECONOMICA? UNO STATO A DIETA CON TERRITORI IN FORMA
di Luigi Tivelli
CONTRAPPUNTI
ITALIA, SEI TU LA PI COLTA DEL REAME?
di Eric Lapadula
DA CENERENTOLA A REGINA: LEVOLUZIONE DELLA GRAPPA
di Angelo Frattini
SE IL TERRITORIO LASSET PI IMPORTANTE
di Gianluca Capitanio
TRA PASSATO E FUTURO DEI BORGHI DA RIQUALIFICARE
di Chiara Silvani
LINVESTIMENTO GIUSTO? SERVIZI ALLA CULTURA
di Rocco Marinoni
TECNOLOGIA E IDEE LINSEGNAMENTO PI EFFICACE
di Massimo Frediani
HR ALLO SPECCHIO
LEZIONI PRIVATE DI INNOVAZIONE
di Flora Nascimbeni
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SOCIET E TERRITORI
ECONOMIA E CULTURA, IL FUTURO SI COSTRUISCE INSIEME
di Laura Schellino
INFOGRAFICA
METEO LAVORO 4 TRIMESTRE 2013
PREVISIONI MANPOWER SULLOCCUPAZIONE IN ITALIA
SOCIET E TERRITORI
LA RISCOPERTA DEL GENIUS LOCI
di Claudia Guenzani
LIMPEGNO DEL PRIVATO SOCIALE PER LO SVILUPPO DEL MEZZOGIORNO
di Elena Bellistracci
CONTROTENDENZE
BENVENUTI IN ITALIA
di Teresa Pecoraro
CONSULENZA, SOSTEGNO, FIDUCIA: IL PREMIO MARZOTTO LANCIA GIOVANI IMPRENDITORI
di Stefano Glenzer
WORKSHOP OPINION LEADER
VI SPIEGO PERCH LA CULTURA IL VALORE DELLITALIA
di Stefano Scansani
CHI IL LAVORO SE LO CREA
di Charlotte Rossignol
ALTRO CHE SILICON VALLEY
di Ada Del Castello
IMPRESE IN AZIONE
IN PASSERELLA LA TRANSIZIONE DEL SISTEMA ITALIA
di Serena Scarpello
LETTURE, ASCOLTI & VISIONI
AMORE AI TEMPI DELLO STAGE
a cura della Redazione di Libreriamo
POSTFAZIONE
LA SOVRANIT AI TERRITORI PER UN NUOVO RINASCIMENTO
di Luigi Chiarello
Presidente
Stefano Scabbio
Direttore Responsabile
Francesco Maria Gallo
francescomaria.gallo@fmgandpartners.com
Comitato Tecnico Scientico
Raffaele De Luca Tamajo,
Gabriele Galateri di Genola,
Beniamino Quintieri, Enrico Sassoon,
Giulio Sapelli, Luigi Tivelli
Caporedattore
Elena Bellistracci
Hanno collaborato a questo numero
Gianluca Capitanio, Ada Del Castello, Luigi Chiarello,
Adriano Ireneo, Angelo Frattini, Massimo Frediani,
Stefano Glenzer, Claudia Guenzani, Eric Lapadula,
Rocco Marinoni, Flora Nascimbeni, Teresa Pecoraro,
Charlotte Rossignol, Stefano Scansani, Serena Scarpello,
Laura Schellino, Chiara Silvani, Luigi Tivelli
Segreteria di Redazione
Claudia Guenzani
redazione@fmgandpartners.com
Progetto graco, copertina e impaginazione
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con mezzi graci e meccanici, quali la fotoriproduzione
e la registrazione. Manoscritti e fotograe, su qualsiasi supporto
veicolati, anche se non pubblicati, non saranno restituiti.
TRIMESTRALE
# 3
IL MAGAZINE MANPOWERGROUP DI ECONOMIA E CULTURA DEL LAVORO
Registrazione Tribunale di Milano n. 620 del 16/10/2008
n. 3, Anno VI, Settembre 2013
TRIMESTRALE #3
IL MAGAZINE MANPOWERGROUP DI ECONOMIA E CULTURA DEL LAVORO
CHI
il LAVORO
SE LO CREA
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EDITORIALE
RIPARTIRE DALLE IMPRESE,
DAI TERRITORI E DAI GIOVANI.
NECESSARIO
PER RINASCERE
di Stefano Scabbio
Presidente ManpowerGroup Italia e Iberia
Come noto nella lingua cinese dei segni il medesimo simbolo sta ad indicare sia il termine crisi
che il termine opportunit. Ed vero che da ogni crisi, soprattutto se i decisori e gli operatori
sanno assumere comportamenti adeguati, possono nascere nuove opportunit. E certamente nel
substrato economico del Paese che sono andate nascendo qua e l, in questi durissimi sei anni a
partire dalla crisi iniziata nel 2007, nuove opportunit imprenditoriali.
Per lItalia per la trasformazione della crisi in opportunit pi com-
plessa che per altri Paesi, come emerge da ultimo dal fatto che risulta
essere lultimo dei Paesi Ocse ancora in recessione. Infatti per noi la
crisi non cominciata nel 2007, ma dura
da almeno ventanni. Nellultimo ventennio
la crescita media del Pil del Paese dello sti-
vale stata la pi bassa tra i Paesi Ocse,
collocandosi al di sotto dell1%, e ci siamo
trovati dunque ad affrontare la grande crisi
di questi sei anni gi appesantiti da un gra-
ve fardello che bloccava la nostra crescita.
Ci nonostante molte imprese hanno sapu-
to in questi anni reagire alla crisi, soprattutto
orientandosi ancor pi verso le esportazioni
e ricercando al proprio interno nuovi fattori
di competitivit, rivelando una essibilit del
nostro settore manifatturiero ancora perfet-
tamente vitale, e pi che mai cruciale per
noi che siamo il secondo Paese manifat-
turiero dEuropa. su fattori di questo genere che dobbiamo far leva
per puntare su un nuovo risorgimento, di cui il Paese ha pi che mai
bisogno. Anzi, direi, su un nuovo rinascimento, perch, come fu per il
Rinascimento, abbiamo bisogno di far leva su quella miscela di rafnate
capacit artigianali e di integrazione fra impresa e cultura, utilizzando
quella grande risorsa che sono le nostre citt, soprattutto quelle di me-
dia dimensione, e i nostri territori.
noto che il sistema industriale italiano si
caratterizza per la presenza di tante piccole
e piccolissime imprese, ma stata fatta un
po troppa poesia, e anche un po di facile
mitologia, sul piccolo bello. La vera for-
za del sistema produttivo italiano sta per un
verso nella progressiva evoluzione di tante
imprese dalla piccola alla media dimen-
sione, in modo tale che possano reggere
meglio la sda della competitivit e quella
dei mercati internazionali, per altro verso
lintegrazione tra le piccole imprese in seno
ai distretti industriali, vuoi in quanto promos-
si da organismi di governo territoriale, vuoi
in quanto sorti spontaneamente. in seno
a questi distretti che matura lo scambio di esperienze, la sinergia di
funzioni tra piccole imprese, come ad esempio il marketing o lexport
o la ricerca, e in denitiva il fatto che loperare di tante piccole imprese
IL FORTE LEGAME DELLE NOSTRE
IMPRESE CON LA CULTURA, LA
STORIA E LE TRADIZIONI DEI
TERRITORI LOCALI IL VALORE
AGGIUNTO PER TANTE NOSTRE
PRODUZIONI MADE IN ITALY. SU
QUESTE RISORSE E SU QUESTI
SAPERI CHE DOBBIAMO FAR LEVA
NEL PUNTARE AD UNA RINASCITA.
in sinergia si caratterizza come se si trovasse ad operare in ununica
solida media impresa, col di pi della essibilit e della attivit che
le piccole imprese garantiscono. Il forte legame di queste imprese
con la cultura e la storia, con i saperi e i sapori dei territori locali
ha generato la diffusione a tappeto di quel senso del made in Italy
che il valore aggiunto per tante nostre produzioni, dalla liquirizia
della Calabria al cachemire dellUmbria, allolio della Toscana, alla
meccanica ne dellEmilia, alla grappa del Friuli. Produzioni legate
alla storia e alle tradizioni dei borghi locali ma ben riconosciute an-
che a Manhattan. su queste risorse, su questi saperi e su questi
sapori che dobbiamo far leva nel puntare ad un nuovo rinascimento.
Dal mio osservatorio di presidente di unAgenzia per il lavoro, sento
che i giovani di questa generazione sono tornati ad un legame forte
con questo tipo di identit culturali e produttive, e che sarebbero
pronti ad esserne parte attiva e fattore vitale. Il problema che non
mi sembra altrettanto pronta la scuola. Certo, ci sono le best practi-
ce di alcuni istituti tecnici o professionali collegati in qualche modo
alle imprese del proprio territorio. Ma si tratta un po di ori nel de-
serto, che andrebbero coltivati ed allargati. Soprattutto c il vero e
proprio colabrodo della formazione professionale delegata alle Regio-
ni, che non assolutamente in grado di formare unofferta di lavoro
adeguata alla domanda che proviene dalle aziende. E la funzione
di supplenza che di fatto ci troviamo a svolgere come agenzie per
il lavoro non pu essere certo sufciente, salvo che il settore delli-
struzione pubblica o della formazione regionale ritenga nalmente di
avvalersi delle esperienze che provengono dal mondo privato, in una
sana logica di sussidiariet.
Un nuovo rinascimento signica unintegrazione e una sinergia
virtuosa tra impresa, cultura, istruzione, ambiente, artigianato,
tra saper essere, sapere e saper fare. Sono le risorse su cui si
sempre basato, nelle sue diverse fasi, il modello del made in Italy.
Sono le risorse per le quali il brand Italia ancora vincente nel mondo.
Dipende da noi tutti avviare davvero questo nuovo rinascimento.
Molti di questi distretti sono caratterizzati da
un forte legame con le tradizioni e la cultura
del territorio di riferimento, alimentato anche
da fondazioni bancarie o banche locali. da
questo brodo di coltura, che fa del nostro
panorama industriale un unicum pi volte
studiato e messo sotto osservazione anche
da studiosi stranieri, che bisogna ripartire per
alimentare e sostenere il recupero di compe-
titivit, e la crescita. Ed dentro il brodo di
coltura dei distretti, in cui opera un fertiliz-
zante naturale dello sviluppo imprenditoria-
le, che possono svilupparsi nuove forme di
imprenditorialit, idonee a coinvolgere anche
fasce di imprenditoria giovanile e femminile.
Penso, ad esempio, a imprese che possano
nascere dalla valorizzazione imprenditoriale
di settori sin qui abbandonati o malaugu-
ratamente afdati ad un settore pubblico
sprecone e inefciente, come quelli dei beni
ambientali e dei beni culturali.
E qui veniamo al punto. Quello che distin-
gue lItalia dagli altri grandi Paesi europei,
anche nei territori in cui il tessuto impren-
ditoriale privato dinamico, vitale e com-
petitivo, che limprenditore rischia sem-
pre di cadere in quella sorta di triangolo
delle Bermuda che uno Stato pesante e
oppressivo gli ha messo intorno. I tre lati
di questo triangolo perverso, su cui tan-
te imprese si sono inabissate o rischiano
di inabissarsi, sono: una spesa pubblica
massiccia che supera il 50% del PIL, una
tassazione effettiva che va oltre il 55% del
PIL e una pressione burocratica oppressi-
va per le imprese.
Il piccolo-medio imprenditore pertanto, lun-
gi dal ritrovarsi uno Stato-amico o uno Stato-
facilitatore, si ritrova uno Stato-oppressore.
E non certo che le Regioni e i Comuni,
a parte qualche best practice, diano prove
molto migliori.
06
CONTROEDITORIALE
QUALE RIPRESA ECONOMICA?
UNO STATO A DIETA CON
TERRITORI IN FORMA
di Luigi Tivelli
Editorialista e scrittore
Come noto, lItalia il Paese delle 100 citt, e delle centinaia di distretti
industriali ben radicati nei loro territori, spesso cresciuti e maturati per via
spontanea, pi o meno organizzati, quasi sempre fatti di piccole e medie
imprese, in molti casi con un forte orientamento allesportazione che ne
sostiene la competitivit.
RESTITUIRE AI PRIVATI,
ALLE COOPERATIVE,
ALLASSOCIAZIONISMO, ATTIVIT
ORA SVOLTE DA ENTI PUBBLICI,
GENEREREBBE UN NUOVO
OSSIGENO IMPRENDITORIALE E
FAVORIREBBE LOCCUPAZIONE.
LA BELLEZZA
DELLE COSE FRAGILI
Taiye Selasi
Einaudi, 2013
A questo punto la ricetta per favorire la libe-
razione delle energie imprenditoriali migliori
nei territori e nei distretti (che in questo caso
vale in parte anche per le grandi imprese)
per certi versi pronta. Meno spesa pubbli-
ca, e quindi meno tassazione e, ultimo ma
non meno importante, forte semplicazione
burocratica. Ma questo di per s non pu
bastare. Il territorio italiano non vede solo i
distretti e una ttissima costellazione di ot-
tomila comuni, compresi comunelli di 300
o 400 anime. Accanto a tale costellazione ci
sono pi o meno altrettante municipalizzate
o enti pubblici che non brillano certo per ef-
cienza e qualit del servizio.
Ebbene, di tanto in tanto viene proposta dal
Governo, o addirittura passa in Parlamento,
una legge che prevede la liberalizzazione o
la privatizzazione dei cosiddetti servizi pub-
blici locali, ma poi, per qualche cavillo, tutto
si blocca. E decine di migliaia di lottizzati ri-
mangono impancati nelle poltroncine dei Con-
sigli di Amministrazione di questi enti, spesso
inutili, e fonti di sprechi e di inefcienze.
Eppure, nella nostra Costituzione scolpito il
concetto di sussidiariet orizzontale, che signi-
ca che il settore pubblico deve fare solo quel-
le cose che i privati non possono fare meglio
e a costi minori.
Ebbene, tornando allItalia dei territori e dei
distretti, restituire ai privati, alle cooperative,
allassociazionismo, attivit ora svolte da enti
pubblici o municipalizzate, genererebbe un
nuovo ossigeno imprenditoriale, favorirebbe
soprattutto loccupazione giovanile e femminile
e permetterebbe a tali nuove imprese di inte-
grarsi nel tessuto produttivo esistente, aprireb-
be opportunit interessanti di nuovo sviluppo
imprenditoriale come la cultura e lambiente.
Perch, ad esempio, il piccolo museo di una
cittadina toscana di antiche tradizioni deve
essere gestito burocraticamente dal Comune
con un Presidente e un Consiglio di Ammini-
strazione, 15 dipendenti, e non afdato ad una
cooperativa di giovani qualicati che ne fareb-
bero una gestione molto pi viva e dinamica?
LItalia si trova davanti ad un bivio fondamen-
tale della sua storia. come un paziente molto
obeso per il fatto di avere ingerito troppe pillole
di settore pubblico. E di troppo Stato i paesi
possono anche morire, perch troppo Stato
signica troppa spesa pubblica, troppe tasse,
troppo decit, troppo debito pubblico, ecc..
Pertanto ripartire dai territori, dalla cultura dei
territori, ricostruire nuove liere produttive,
puntare alla valorizzazione dei beni ambien-
tali e culturali, ricercare il recupero di com-
petitivit e il rafforzamento dellorientamento
allesportazione, la via giusta. Ma una via
che pu funzionare solo se contemporanea-
mente, si opera sia al centro che negli stes-
si territori, si mette a severa dieta il settore
pubblico, e si spostano man mano pezzi del
confuso mosaico del settore pubblico verso il
privato. Si congurerebbero cos nuove forme
di integrazione e collaborazione fra pubblico
e privato e nuove opportunit imprenditoriali
soprattutto, ma non solo, per i soggetti insie-
me pi deboli e pi vitali della societ italiana,
i giovani e le donne.
Ma g a z i n e
08
ITALIA,
SEI TU LA PI COLTA
DEL REAME?
DIALOGO CON ERMETE REALACCI
di Eric Lapadula
Mi piace immaginare lItalia come Anteo, il gigante glio di Poseidone
e di Gea che sd Ercole. Anteo era considerato invincibile perch
quando cadeva dopo uno scontro entrava in contatto con la Terra, sua
madre, e riacquistava forza. Ercole, dopo il consiglio di sua madre
Alcmena, riusc a batterlo sollevandolo da terra e soffocandolo.
CONTRAPPUNTI
Ermete Realacci ha sempre respirato
cultura ed da tempo la sua compagna
di viaggio sia in qualit di presidente di
Symbola, la Fondazione per le qualit ita-
liane, che come presidente della Commis-
sione Ambiente Territorio e Lavori Pubbli-
ci della Camera. Quello che intendo dire
che lItalia forte, ma quando perde il
contatto con le radici dei propri territori
si indebolisce. Dal territorio e dalla sua
eredit storica gli italiani hanno succhiato
per centinaia di anni cultura, che rappre-
senta ancora il miglior biglietto da visita
nel mondo. Non ci si pu muovere senza
andare a sbattere in storia, arte, enoga-
stronomia, architettura: questo uno dei
motivi per i quali, in mezzo a tante difcolt e contraddizioni, il no-
stro Paese rimane competitivo in campo industriale e amato dai turisti.
Secondo il Rapporto 2013 Io sono cultura lItalia della qualit e della
bellezza sda la crisi elaborato da Fondazione Symbola e Unionca-
mere, lindustria culturale nel 2012 valsa oltre 80 miliardi di euro, il
5,4% della ricchezza prodotta e ha dato un lavoro a quasi un milione e
400mila persone. Se ampliamo lo sguardo a tutta la liera della cultura
il valore aggiunto quasi triplicato e raggiunge il 15,3% delleconomia
nazionale. Grazie al moltiplicatore pari a 1,7, gli 80,8 miliardi prodotti
nel 2012 hanno attivato 133 miliardi, per una ricaduta complessiva sul
Paese di 214 miliardi.
Quando leggiamo questi dati possiamo essere sviati. Bisogna capire
che idea di Italia abbiamo. Seneca dice non esiste vento favorevole
per il marinaio che non sa dove andare. Dal nostro rapporto, fatto in
collaborazione con Unioncamere, si vede unItalia che fa lItalia, un Pa-
ese che accetta le sde del mondo, sda la cultura, limpresa, Paesi
con oltre un miliardo di abitanti. LItalia lo pu fare, ma deve investire
nei propri talenti; la capacit dellItalia nello stare al mondo sta proprio
nella sua cultura come patrimonio storico.
Una cultura che il retroterra della qua-
lit e della bellezza dei nostri prodotti,
sottolinea il membro della direzione del
Partito Democratico. Tra fondi scongelati
per pagare gli arretrati della pubblica am-
ministrazione alle imprese e risorse per
contrastare la disoccupazione, soprattutto
giovanile, allItalia non rimane molto per la
cultura. Spesso il dibattito sulla cultura
un dibattito giusto ma datato, tutto si risol-
ve alla ne in un dato su quanto si investe
o non si investe. un dato signicativo e il
fatto che si siano ridotti i nanziamenti in
molti settori, dai teatri alla ricerca, non
un segnale positivo. Si sottovaluta per un
elemento che altrettanto importante, che
abbiamo sottolineato con il rapporto, cio quanto la cultura muove
nella capacit di creare valore aggiunto.
Insomma la cultura, quella classica e quella contaminata da de-
signer e artigiani, artisti e contadini, stilisti e imprenditori digitali, a so-
stenere linnovazione. Lo scorso anno, il sistema produttivo culturale
ha visto crescere del 3,3% le proprie unit, mentre il resto del tessuto
italiano rimaneva sostanzialmente immobile. Inoltre il saldo della bilan-
cia commerciale del sistema produttivo culturale nel 2012 ha registrato
un attivo record di 22,7 miliardi di euro. Lo scorso anno, lexport di cul-
tura ha sfondato i 39,4 miliardi di euro, equivalenti al 10,1% dellexport
complessivo nazionale, mentre limport del comparto si attestato sui
16,7 miliardi di euro e costituisce il 4,4% del totale. Quello che trovo
pi innovativo sono le industrie creative perch l che si va a scoprire
lintersezione che c tra cultura, qualit, bellezza e made in Italy. Per
dobbiamo stare attenti, non una dote che ci data per sempre, dob-
biamo sfruttarla e allo stesso tempo nutrirla. La capacit di produrre
bellezza stata il nostro marchio nei secoli, infatti non un caso se
abbiamo intitolato il nostro rapporto Io sono cultura, lItalia cultura.
O forse lo era. Ormai, complici i pesanti tagli allistruzione degli anni
passati e la mancanza di lavoro, i giovani stanno perdendo il con-
tatto con leredit dei propri antenati: nel migliore dei casi (per loro)
studiano nelle nostre universit e poi vanno a lavorare allestero,
rendendo pi difcile tramandare questo retaggio. Servirebbe in-
tervenire in maniera decisa per convincere le nuove generazioni a
puntare ancora sulla cultura nostrana. Innanzitutto, vediamo che il
sistema formativo italiano funziona molto bene, i nostri ragazzi sono
richiesti e inseguiti in tutto il mondo. Per vero, c molto da fare:
da un lato dobbiamo semplicare le procedure per aprire nuove
aziende, dobbiamo svecchiare la burocrazia e dallaltro dobbiamo
anche ridare dignit e senso ad alcuni settori e alcuni mestieri. LIta-
lia cos: la componente estetica da noi fondamentale.
Ma g a z i n e
LA CULTURA, QUELLA CLASSICA E
QUELLA CONTAMINATA DA DESIGNER
E ARTIGIANI, ARTISTI E CONTADINI,
STILISTI E IMPRENDITORI DIGITALI, A
SOSTENERE LINNOVAZIONE. LINDUSTRIA
CULTURALE NEL 2012 VALSA OLTRE
80 MILIARDI DI EURO, IL 5,4% DELLA
RICCHEZZA PRODOTTA E HA DATO UN
LAVORO A QUASI UN MILIONE E 400MILA
PERSONE. SE AMPLIAMO LO SGUARDO
A TUTTA LA FILIERA DELLA CULTURA IL
VALORE AGGIUNTO QUASI
TRIPLICATO E RAGGIUNGE IL 15,3%
DELLECONOMIA NAZIONALE.
09
ERMETE REALACCI
CONTRAPPUNTI
DA CENERENTOLA A REGINA:
LEVOLUZIONE DELLA
GRAPPA
PAROLA DELLIMPRENDITRICE GIANNOLA NONINO
di Angelo Frattini
In una terra dove il vino la nave ammiraglia del comparto enogastronomico non era facile farsi largo con un prodotto
diverso. In patria e, soprattutto, allestero. Lo sforzo della famiglia Nonino si compiuto in una rivoluzione a livello
gestionale, produttivo ma anche culturale. Il 1 dicembre 1973 lidea vincente: io e Benito distilliamo le vinacce separate
di un singolo vitigno contro lusanza che le voleva mescolate ottenendo la prima Grappa Cru Monovitigno

Picolit:
un distillato unico per carattere, profumi e sapori e la grappa, snobbata no ad allora dal consumatore pi esigente perch
ritenuta grezza e poco blasonata, si trasformata da Cenerentola a Regina delle Acqueviti.
Nonino unazienda a conduzione familiare.
un modello che pu essere ancora
competitivo in tempi di concorrenza globale?
S! La Nonino unazienda-famiglia basata
in primis su un forte legame affettivo, sulla
condivisione dei valori che ci permettono di
affrontare positivamente qualsiasi problema.
La prima nalit del nostro impegno non
mai stato il guadagno, ma la ricerca esaspe-
rata per produrre la migliore grappa del mon-
do nel rispetto del territorio e della sua cultu-
ra, caratterizzata dai profumi e dai sapori del
vitigno di origine. Un fatto che agli inizi degli
Anni 70 era ritenuto impossibile!.
Come organizzata la vostra azienda?
Il Consiglio dAmministrazione della Nonino
composto esclusivamente dalla famiglia:
Benito quarta generazione di distillato-
ri Presidente e Giannola, con le tre glie
Cristina, Antonella ed Elisabetta (la quinta
generazione) Amministratore Delegato. La
convivenza lotta continua, una lotta indi-
spensabile per il raggiungimento degli obiet-
tivi che ci siamo proposti. Ciascuno di noi
ha i suoi ruoli specici, ogni progetto, ogni
idea discussa per ore e conquistata con
le unghie e con i denti. Alla ne non c mai
un vincitore: lunico vincitore diventa sempre
la Grappa. Nel rispetto reciproco ciascuno si
sente importante ma nessuno pi impor-
tante dellazienda!.
Che cosa signica per la vostra azienda il
legame con il territorio e le tradizioni locali?
Larte della distillazione uno dei mestieri
pi legati al territorio. Da regione a regione
la distillazione varia sia come materia prima
che come metodo di produzione, ottenendo
distillati con caratteristiche molto speciche
diverse luna dallaltra.
Fare impresa signica anche imprimere
slancio alla cultura. C ancora spazio per
farlo?
Certamente ed basilare, purch sia
fatto mirando alleccellenza di ci che si
produce e alliniziativa culturale stessa. In
caso contrario si rischia di fare lennesima
manifestazione culturale di cui lItalia
IL PREMIO NONINO NATO NEL
1975 CON IL PRECISO PROPOSITO
DI SALVARE ANTICHI VITIGNI
AUTOCTONI FRIULANI ED OGGI
VANTA NELLA GIURIA, COME NEI
PREMIATI NONINO, IL GOTHA DELLA
CULTURA INTERNAZIONALE.
GIANNOLA NONINO
10
prima al mondo
per numero, ma
tra le ultime per la
qualit delle stesse. Il
Premio Nonino nato nel
1975 con il preciso proposito
di salvare antichi vitigni autoctoni
friulani dallottusit dei nostri politici e
burocrati, che ne avevano decretato morte
certa, eliminandoli dallalbo comunitario
delle variet coltivate ed autorizzate.
Abbiamo cos ottenuto prima la coltivazione
in via sperimentale, in seguito, dal 1978,
lautorizzazione alla coltivazione e dal
1983 sono diventati vitigni raccomandati
conosciuti nel mondo intero. Dal Premio
Tecnico Scientico al Premio Letterario il
passaggio stato naturale e dal 1983 si
aggiunta la sezione Internazionale. La
Giuria del Premio Nonino, presieduta
oggi da Sir Vidia Naipaul, Premio Nobel
per la Letteratura del 2001, negli anni
ha anticipato diversi Nobel fra i quali
Rigoberta Mench Tum, Mo Yan, Tomas
Transtrmer e lo stesso Naipaul. La Giuria
ed i Premiati Nonino rappresentano il
Gotha della cultura Internazionale e sono
gli ambasciatori pi prestigiosi della
Grappa Nonino.
Passiamo ai numeri: quanto pesa lexport
per la vostra azienda? Senza aprire allestero
sareste riusciti a restare comunque
competitivi?
Lexport rappresenta oltre il 46% del nostro
fatturato. Siamo presenti in 58 Paesi. In Ita-
lia contiamo su 180 agenti plurimandatari,
allestero 170 importatori/clienti. Il fatturato
2012 stato di 14.714.983 euro. Lestero,
afdato a Cristina, Antonella ed Elisabetta,
con lattuale situazione economica deter-
minante!.
Mancanza di risorse e di motivazione,
lentezza burocratica, ritardo nei pagamenti.
Che cosa la preoccupa di pi per limmediato
futuro dellItalia e delle sue imprese ?
La mancanza di una classe dirigente e po-
litica capace di fare riforme indispensabili
per il rinnovamento civile ed economico del
nostro splendido Paese, crea e trasmette
un senso di smarrimento, sducia e peggio
ancora disimpegno e rabbia. La Nonino non
molla, crede nel proprio progetto, si batte e
continuer a battersi per unItalia migliore.
Che cosa consiglia ai giovani imprenditori?
C ancora spazio in Italia per loro?
Mi auguro che i giovani capaci, preparati
e determinati, decidano una volta per tutte
di alzare la voce e farsi sentire e di seguire
quanto Papa Francesco in Brasile ha detto ai
giovani: Fate casino!!!.
LAMORE GRAFFIA IL MONDO
Ugo Riccarelli
Mondadori, 2012
11
Ma g a z i n e
CONTRAPPUNTI
12
SE IL TERRITORIO
LASSET PI
IMPORTANTE
di Gianluca Capitanio
Territorio non una vuota parola che riguarda soltanto uno spazio
sico. Territorio molto di pi, un insieme di storie, sapori, tradi-
zioni. un calderone di cultura, presa nel suo signicato pi am-
pio, che ribolle da decine, in alcuni casi centinaia, di anni. Tutte le
imprese, soprattutto quelle italiane, partono da l, dal territorio e
dal suo bagaglio di conoscenze ed eredit.
I 151 ecomusei presenti sul suolo nazionale sono un ottimo esem-
pio di questo cocktail, perch salvaguardano e al tempo stesso
valorizzano il folclore, danno risalto al patrimonio naturalistico e
sviluppano la storia e larte del luogo nel quale operano. Un eco-
museo infatti coinvolge chiunque ne entri in contatto, dal visitatore
alle istituzioni locali, passando per gli abitanti e le aziende della
zona. Questa nuova forma museale ha portato a una riessione
che ha ridisegnato lintero concetto di patrimonio: le testimonian-
ze locali si sono allargate no a includere anche ledilizia tradizio-
nale, le tradizioni enogastronomiche, i dialetti, i proverbi. Non a
caso lecomuseo stato denito come un patto con il quale una
comunit si impegna a prendersi cura di un territorio.
Unattenzione che, in un momento di ristrettezze economiche
della pubblica amministrazione, si pu estendere anche grazie
allintervento di privati, oppure ai nanziamenti messi in campo
dagli istituti di credito. il caso dellaccordo tra Deutsche Bank e
RetImpresa, associazione nellorbita di Conndustria che si pone
come portavoce delle reti di impresa. Grazie a questo sodalizio le
Pmi che aderiscono a un contratto di rete avranno sostegno nan-
ziario e logistico per lo sviluppo del proprio business e verranno
incentivate ad aggregarsi con aziende di altri Paesi, per favorire la
collaborazione.
Partecipazione anche la parola dordine dei green shopper, con-
sumatori particolarmente attenti al commercio equo e solidale, ai
prodotti a chilometro zero e allimpatto ambientale sulla produzio-
ne. Imprenditori e acquirenti sono ora pi vicini con i portali web
dove si raccolgono i gruppi dacquisto solidale. Ci sono anche
tante persone che si iscrivono per cercare i Gas territorialmente e
idealmente pi vicini a loro, spiega Bruno Ventre, ideatore di uno
dei siti pi utilizzati, Equalway.org. Alcuni clienti sono attenti al
biologico, altri ai cibi a chilometro zero. Altri ancora guardano alla
natura etica e sociale dellacquisto. Al supermercato si comprano
prodotti che qualcun altro ha gi scelto per te, con i Gas invece
chi acquista pi attento e coinvolto.
GLI ECOMUSEI RIDISEGNANO LINTERO CONCETTO
DI PATRIMONIO NATURALISTICO, SVILUPPANO LA
STORIA E LARTE DEL LUOGO NEL QUALE OPERANO,
COINVOLGONO OGNI REALT PRESENTE. NON A
CASO LECOMUSEO STATO DEFINITO COME UN
PATTO CON IL QUALE UNA COMUNIT SI IMPEGNA A
PRENDERSI CURA DI UN TERRITORIO.
CONTRAPPUNTI
IMPORTANTE
Allinizio del Novecento sorava i 1.500 abitanti, lo scorso anno
si fermato a 109, dei quali soltanto 16 sotto i trentanni. La
storia di Santo Stefano di Sessanio, provincia dellAquila, stra-
na e ci insegna che bastano una visione e la convinzione di un
visionario per cambiare le cose. Nei primi anni 2000 era ormai
considerato un borgo medievale in via di estinzione, ma la pas-
sione imprenditoriale dellitalo-svedese Daniele Kihlgren, unita
alla grande forza di volont di chi rimasto, lo ha resuscitato
puntando sul turismo. Lequilibrio tra uomo, storia e natura
sacro in questo luogo e Kihlgren ha ottenuto documenti ufciali
che impediscono qualsiasi modica al paesaggio e ai villaggi, i
veri valori aggiunti di questo luogo.
Dopo attente ricerche, nel giro di qualche anno, ha visto la luce
lhotel Sextantio, dove il tempo sembra essersi fermato e il valore
aggiunto il respiro della storia di questo antico borgo abruz-
zese. Niente internet n termosifoni, soltanto ricette tradizionali
preparate con prodotti coltivati nei territori vicini. la strategia
dellalbergo diffuso, dove la comunit locale favorisce linseri-
mento degli ospiti nel territorio e promuove la propria cultura a
partire dalle pareti stesse dellhotel, che situato in costruzioni
preesistenti.
Lesempio di Santo Stefano di Sessanio tra i pi noti in Italia,
dove secondo alcuni dati si trovano oltre 200 paesi fantasma che
attendono solo il loro visionario per essere rilanciati e dare nuovo
impulso al tessuto imprenditoriale locale. Soprattutto nei borghi
lucani, toscani, liguri e marchigiani leredit storica, culturale e
paesaggistica un piatto ghiotto per chi crede in queste inizia-
tive. Negli anni sono state messe in campo alcune strategie di
intervento per creare delle reti di collaborazione tra diverse zone,
in modo da valorizzare il turismo consapevole. Tra questi enti tro-
viamo lassociazione Borghi pi belli dItalia, lUNPLI (lunione
delle pro loco) e il Touring Club Italiano. Un ottimo esempio di
come rivitalizzare il tessuto abitativo nelle zone meno abitate ar-
riva dal Rural Resettlemet Ireland, associazione apolitica fondata
in Irlanda da Jim Connolly che ha deciso di non scegliere per
forza lurbanizzazione selvaggia. Pi di 700 famiglie hanno gi
abbracciato questo progetto che si occupa di interventi, restauri,
valorizzazione e sviluppo di comunit rurali, dando tutto il sup-
porto necessario a chi vuole unirsi al programma.
SONO OLTRE 200 I PAESI FANTASMA CHE
ATTENDONO DI ESSERE RILANCIATI E DARE NUOVO
IMPULSO AL TESSUTO IMPRENDITORIALE LOCALE.
LESEMPIO DEL RECUPERO DEL BORGO MEDIEVALE
DI SANTO STEFANO DI SESSANIO TRA I PI NOTI IN
ITALIA: LEQUILIBRIO TRA UOMO, STORIA E NATURA
IN QUESTO LUOGO SACRO.
13
TRA PASSATO E FUTURO DEI BORGHI
DA RIQUALIFICARE
di Chiara Silvani
CONTRAPPUNTI
LINVESTIMENTO GIUSTO?
SERVIZI ALLA CULTURA
di Rocco Marinoni
14
Ci troviamo sopra un enorme giaci-
mento di petrolio, che il nostro patri-
monio artistico e culturale. Il ministro
della Cultura Massimo Bray convinto
del potenziale dellItalia, ci che manca
al momento il know-how per estrarlo e
raffinarlo al meglio.
Per il momento non siamo particolarmente
efcienti, anzi. Secondo il Report Cultura
2013, al quale hanno contribuito Con-
ndustria Servizi Tecnologici e Innovativi,
Confcultura e Federturismo, il settore della
cultura nostrana genera appena 36 miliardi
in termini di PIL, contro gli 81 della Francia
e i 78 del Regno Unito. Inconcepibile per
un Paese che pu vantare ben 47 siti patri-
monio dellUnesco, oltre il 5% dei 936 totali
nel mondo.
La strada per crescere non impraticabile,
servono impegno e buon senso. Conndu-
stria ha gi indicato la direzione: estendere
il modello dei poli museali deccellenza e
quello della tax credit, coinvolgere il settore
privato e rafforzare il management cultura-
le. Sarebbe interessante, secondo Conn-
dustria, cercare di vendere o dare in prestito
oneroso le opere stipate nei magazzini, in
modo da nanziare la gestione dei musei
con il ricavato di tale attivit.
Scelte coraggiose, che allestero hanno gi
preso giganti come il Brooklyn Museum e il
Guggenheim di Bilbao. Tutti puntando forte
sullonline, a partire dagli americani: video
e informazioni su social network, applica-
zioni dedicate e la possibilit per i visitatori
di concorrere sul web alla descrizione delle
collezioni.
Dal canto suo la citt di Bilbao ha saputo
utilizzare al meglio la presenza del Gug-
genheim, ideando un percorso che parte
dal museo e nisce nel Casco Viejo, la citt
vecchia, dove il turista pu sperimentare i
migliori aspetti enogastronomici baschi.
Laltra punta di diamante la promozione a
360 gradi: ogni singola mostra ha il proprio
sito web, un video di un minuto in spagnolo
e francese e unapplicazione riservata. Inol-
tre, a ogni presentazione vengono invitati
25 blogger, che nel complesso signicano
2 milioni di contatti gratis.
Anche se in Italia pi complicato, per via
dei venti contrari, qualcuno che si tuffato
nel settore della cultura c. Come Bmooble,
nata nel 2008 allinterno di I3P, lincubato-
re per le imprese innovative del Politecnico
di Torino. Si occupa di piattaforme ed ero-
gazione di servizi mobile con un occhio di
riguardo per i turisti: Bmooble ha creato un
ecosistema in rete che comprende applica-
zioni nella lingua scelta dallutente, proposte
dei servizi di ogni stakeholder della liera
locale, offerte istantanee di coupon e carte
fedelt, sistemi di pagamento rapidi ed ef-
cienti per i piccoli acquisti di ogni giorno,
integrazione totale con le tecnologie presenti
sul territorio. Qualcosa si muove.
LA PROPOSTA DI CONFINDUSTRIA:
ESTENDERE IL MODELLO DEI POLI
MUSEALI DECCELLENZA E QUELLO
DELLA TAX CREDIT, COINVOLGERE IL
SETTORE PRIVATO E RAFFORZARE IL
MANAGEMENT CULTURALE.
150 ragazzi nelle aziende pi promettenti.
Lobiettivo difendere le classiche attivit ma-
nifatturiere, dare sostegno ai settori che oggi
muovono lo sviluppo come turismo, cultura,
agricoltura e fornire spinta alle nuove forme
imprenditoriali dei giovani, in sinergia con il si-
stema universitario, che si stanno sviluppando
tra domotica, robotica, tecnologie di servizi e
software.
Laltra nave ammiraglia del nostro Paese
la gastronomia e un ottimo esempio sulla
formazione dei giovani fornito da Carpigia-
ni, azienda che commercia macchine per
la produzione artigianale di gelato. Forte di
unesperienza di oltre sessantanni in tutto il
mondo, la ditta bolognese ha creato la Gelato
University per creare una gura professionale
come limprenditore del gelato: oltre trenta
docenti provenienti da tutto il mondo tengono
corsi di gelateria, pasticceria, comunicazione
e marketing per circa 7.000 persone.
C anche chi ha dovuto cercare un appoggio
esterno allItalia per portare avanti il proprio
programma di formazione dei giovani. il
caso della Fondazione Giannino Bassetti, che
ha colto al volo loccasione dellAnno della cul-
tura Italiana negli Stati Uniti: in California ha
avviato il progetto Making in Italy Making
in USA: Artisanship, Technology and Design.
Stiamo parlando di manifattura e artigianato,
altra componente essenziale del bagaglio ita-
liano, molto apprezzato in tutto il mondo. La
collaborazione con il know-how digitale della
Silicon Valley permette di presentare nuove
forme di creativit e innovazione che valoriz-
zano il saper fare italiano, nota Piero Bassetti,
il Presidente della Fondazione. Le nuove tec-
nologie possono migliorare leconomia della
bellezza, della quale gli italiani sono i massimi
esponenti mondiali, e rappresentano un otti-
mo volano occupazionale, perch rendono
pi attraente per i giovani la liera artigianale.
In questo modo non si perde la conoscenza
tramandata dalla tradizione, ma la si aggiorna
e ottimizza.
15
TECNOLOGIA E IDEE
LINSEGNAMENTO
PI EFFICACE
di Massimo Frediani
Largine pi resistente alla crisi stato eretto
dallindustria della moda, lesponente di punta
del made in Italy nel mondo. Secondo i dati di
Movimprese, lanalisi statistica dellalternanza
tra natalit e mortalit delle aziende condotta
da InfoCamere, unimpresa su otto in Italia fa
parte del comparto del lusso. Nel 2012 lex-
port luxury cresciuto del 3,6% stabilendo il
nuovo record di 51,2 miliardi di euro. Per con-
tinuare su questa strada servono forze e menti
fresche, giovani che proseguano sulla strada
dellinnovazione tecnologica. Uno degli arte-
ci di questo successo la regione Marche,
che insieme a Conndustria Marche ha varato
il progetto Adotta un giovane per inserire
LE NUOVE TECNOLOGIE POSSONO
MIGLIORARE LECONOMIA
DELLA BELLEZZA, DELLA QUALE
GLI ITALIANI SONO I MASSIMI
ESPONENTI MONDIALI.
CONTRAPPUNTI
HR ALLO SPECCHIO
LEZIONI PRIVATE
DI INNOVAZIONE
di Flora Nascimbeni
Linnovazione appena sbarcata sui banchi di scuola
con il consueto ritardo allitaliana. Per fortuna
nel frattempo ci sono aziende che la formazione la
mettono al primo posto della loro personalissima
classica dei compiti da fare a casa.
E investono nel futuro e nella crescita.
BUILDING A BETTER WORKING
WORLD: QUESTA LA MISSION
DI EY, AFFERMA IACOVONE.
ATTRAVERSO UN PROCESSO
DINTEGRAZIONE A LIVELLO
MONDIALE CREIAMO TEAM
DI LAVORO ALTAMENTE
INCLUSIVI, CON FORTE IMPATTO
INTERNAZIONALE. TEAM
DIVERSIFICATI REGISTRANO
PERFORMANCE MIGLIORI,
SVILUPPANO SEMPRE MAGGIORE
CREATIVIT E RISULTANO
PI APERTI A NUOVE IDEE E
PROGETTI PER I NOSTRI CLIENTI.
17
Una di queste Ernst & Young. Come mi
racconta Donato Iacovone, Amministratore
Delegato per lItalia e Managing Partner per
il Sud Europa, al ne di evidenziare le azio-
ni prioritarie e sinergiche da parte del mon-
do pubblico e del mondo privato volte alla
ricrescita, EY ha condotto in occasione del
G20 Entrepreneurship Barometer 2013,
una Survey che ha coinvolto 1.500 impren-
ditori operanti nei Paesi del G20 di cui 55
italiani. Emerge chiaramente continua
Iacovone quanto il tema dellinnovazione
sia cruciale soprattutto in termini di ricerca e
sviluppo non solo di nuove tecnologie, ma di
metodi di lavoro innovativi, capaci di attrarre
e far crescere i talenti. Dalla Survey risul-
ta infatti che solo il 27% degli imprenditori
sostiene che esista in Italia una cultura che
supporti il mondo imprenditoriale, sottoline-
ando alcuni elementi quali la mancanza di
sinergie tra pubblico e privato e la scarsit di
investimenti in ricerca e sviluppo. Solo attra-
verso un vero dialogo tra pubblico e privato
si ritrover lo slancio necessario al Paese per
una reale ricrescita.
Le aziende private, ed in particolare le gran-
di imprese globali, hanno, per il ruolo che
giocano nella societ, un livello di respon-
sabilit elevato, perch, come sottolinea
Stefano Venturi, Amministratore Delegato di
Hewlett Packard, rappresentano il motore
dellinnovazione, un fattore centrale per la
trasformazione e crescita del Paese. LIn-
formation Technology un elemento impre-
scindibile di tale processo e pu contribuire
a semplicare la vita quotidiana di consuma-
tori ed aziende, in uno scenario in cui alcuni
trend cloud, big data, it consumerization
stanno cambiando il modo in cui la tecno-
logia viene fruita e quindi gestita, denendo
un nuovo stile dellIT e a volte abilitando
nuovi modelli di business.
Il nostro obiettivo continua Venturi
quello di contribuire allo sviluppo e alla tra-
sformazione innovativa nel Paese, favorendo
da un lato la competitivit delle piccole e
medie imprese, dallaltro valorizzare le com-
petenze e le esperienze per colmare il gap
digitale dellItalia, accelerando il percorso
di innovazione rispetto ad altri Paesi euro-
pei. Questi elementi sono centrali per uno
sviluppo nel medio e lungo periodo e per la
competitivit.
Non sempre per risulta facile mediare la
cultura dimpresa con il territorio, special-
mente a livello globale per societ come EY
che molto radicata sul territorio.
Abbiamo 16 sedi in Italia e 140 al mondo
afferma Iacovone. La nostra presenza capil-
lare sul territorio e la nostra integrazione a
livello globale attraverso team di lavoro in-
ternazionali, ci consentono una conoscenza
approfondita del territorio e una procua
interazione e scambio che favoriscono lac-
crescere di sempre maggiori competenze e
lo sviluppo di servizi sempre pi innovativi
e rispondenti alle esigenze dei nostri Clienti.
Building a better working world: questa
la mission di EY. Attraverso un processo
dintegrazione a livello mondiale creiamo
team di lavoro altamente inclusivi, con forte
impatto internazionale e offriamo ai nostri
professionisti possibilit di fare esperienze
allestero e arricchire il proprio bagaglio di
competenze. Team diversicati registrano
performance migliori, sviluppano sempre
maggiore creativit e risultano pi aperti a
nuove idee e progetti per i nostri Clienti.
Secondo Venturi linterazione con il territo-
rio fondamentale per unimpresa che opera
in nazioni diverse per cultura e struttura eco-
nomica. HP una realt Glocal, cio con
una radice globale, ma con una forte presen-
za sul territorio, sia diretta per la presenza
di migliaia di dipendenti, sia indiretta, grazie
alla capillare rete di partner e rivenditori.
HP ha una visione che si propone di inte-
grare un modello globale nella realt di ogni
singolo paese, cercando di sviluppare una
strategia di lungo periodo che accompagna
e supporta la crescita della nazione in cui
opera a livello economico e sociale.
Ma g a z i n e
La cultura dimpresa si traduce anche in ini-
ziative locali a supporto del territorio. Come
HP Italiana abbiamo creato il Civic Council,
un comitato interno allazienda che decide e
promuove iniziative solidali vicine alla realt
locale, razionalizzando i processi decisionali e
seguendo passo dopo passo le diverse part-
nership attivate.
Tra le molte iniziative promosse, un esempio
la collaborazione con il Banco Alimentare con
il quale, lo scorso giugno, hanno promosso in
azienda una Colletta Alimentare che ha visto
oltre 600 colleghi impegnati nella raccolta di
pi di tre tonnellate di alimenti, distribuiti alle
strutture caritatevoli convenzionate. Attraver-
so la collaborazione con la Rete del Banco inol-
tre, dallo scorso febbraio, tutte le eccedenze
della mensa della sede di Cernusco sono di-
stribuite giornalmente, a kilometri zero, ad una
associazione locale che si occupa di sostenere
bambini e famiglie in difcolt. I talenti sono
alla base di qualsiasi strategia dimpresa che
voglia funzionare. Bisogna attirarli ma soprat-
tutto sapere come trattenerli. EY per i talenti
unopportunit concreta spiega Iacovone.
Crediamo nella crescita e nello sviluppo delle
capacit dei giovani pi talentuosi, siamo atten-
ti allascolto delle loro idee, diamo loro occasio-
ni di dialogo aperto con le risorse pi Senior.
Siamo convinti continua Iacovone che solo
coinvolgendo le risorse pi giovani si possa
contribuire alla loro crescita personale e profes-
sionale. Le nostre risorse perci non sono solo
tecnicamente preparate, ma capaci di ascolto
DONATO IACOVONE
DONATO IACOVONE
HR ALLO SPECCHIO
18
Donato Iacovone gi revisore con-
tabile in Ernst & Young nel 1984,
diventa partner nel 1996. Nel 1997
viene nominato Partner Responsabi-
le del Settore Pubblico. Dal 2000
al 2005 alla guida di Business
Advisory Service (BAS) in Italia e
nel 2005 viene nominato BAS Lea-
der della Central Western European
Area. Dal 2008 al 2010, a seguito
della costituzione dellarea EMEIA
(European, Middle East, India and
Africa) e della Mediterranean Sub-
Area (Italia, Portogallo, Spagna),
Donato Iacovone Mediterranean
Account and Business Development
Leader. Da luglio 2010 Ammini-
stratore Delegato Italia e Managing
Partner EY per il Sud Europa. co-
autore del volume La crescita
possibile - dibattito teorico ed espe-
rienze manageriali a confronto edito
nel 2012 da Il Mulino oltre che do-
cente del corso di Economia e ge-
stione dei servizi di pubblica utilit
presso lUniversit Luiss di Roma.
Dal 2011 ricopre anche la carica di
Segretario Generale di AICEO (Asso-
ciazione Italiana CEO) di cui socio
fondatore.
EY leader mondiale nei servizi profes-
sionali di revisione e organizzazione con-
tabile, scalit, transaction e advisory. Il
network presente in pi di 140 Paesi
con oltre 700 ufci e 167.000 persone.
Dal 1 luglio 2013 Mark Weinberger il
Global Chairman e CEO di EY, il nuovo
marchio con cui - dalla stessa data - ope-
rano tutte le societ e le entit del net-
work globale Ernst & Young. Building a
better working world rappresenta la mis-
sion di EY e il valore centrale del brand. In
Italia EY presente in 16 citt con circa
3.300 persone.
attivo e di comunicazione efcace nel suppor-
to al cliente. Siamo eri dei risultati raggiunti.
Secondo la classica Universum Awards
2013 EY si confermata per il 5 anno con-
secutivo in Italia come datore di lavoro ideale
nellarea auditing e accounting e questanno
ha conquistato la leadership anche nella con-
sulenza, posizionandosi tra le 15 societ in
Italia pi ambite dagli studenti. Inoltre, per il
4 anno consecutivo, EY ha ottenuto la Certi-
cazione Top Employers 2013 per leccellente
gestione delle risorse umane. La crescita dei
talenti obiettivo prioritario anche per Venturi.
HP stata una delle prime garage company
della storia, a cui viene associata la nascita
della Silicon Valley, nonch un esempio di -
losoa manageriale allavanguardia, riassumi-
bile nellespressione HP Way. Innovazione e
trasformazione sono concetti da sempre nel
proprio DNA e rappresentano ancora oggi
un elemento di forte attrazione per i poten-
ziali collaboratori, soprattutto per quelli pi
giovani, cos come il respiro internazionale
dellazienda. La percezione del brand
HP legata ai due concetti continua
Venturi: innovazione e competenza
che sono ancora oggi elementi chiave
per la nostra azienda. HP, in quanto
realt globale, pu essere a ragione
considerata un osservatorio pri-
STEFANO VENTURI
STEFANO VENTURI
19
Ma g a z i n e
INNOVAZIONE E COMPETENZA SONO
ELEMENTI CHIAVE PER HP, AZIENDA
IN CUI VENGONO PROMOSSE
ESPERIENZE, COMPETENZE,
FORMAZIONE E UNA CULTURA
LEGATA ALLA JOB ROTATION: LEVE
FONDAMENTALI ALLA CRESCITA
PROFESSIONALE E ALLO SVILUPPO
DEL TALENTO.
Stefano Venturi Amministratore De-
legato del gruppo Hewlett-Packard in
Italia e Corporate Vice President Hewlett-
Packard Inc. dal dicembre 2011. Forma-
tosi in Olivetti dal 1979 al 1984, torna
in HP come AD dopo essere cresciuto
allinterno dellazienda dal 1984 al 1991.
In seguito, Venturi ha ricoperto il ruolo
di Country Manager di Wyse Technology
Italy, Managing Director EMEA South in
Sun Microsystems e come AD di Cisco
Italia per 15 anni. Come ultimo incarico in
Cisco, Venturi ha ricoperto quello di Vice
President Europe per il Public Sector.
Consigliere di Amministrazione nel CDA
di Italtel dal 2001 al 2004 attualmente
membro del CDA di Cefriel. Dal 2008 al
2011 stato Vice Presidente di Assolom-
barda Terziario Innovativo, dal 2009 al
2013 membro del Consiglio direttivo e
della Giunta con la responsabilit del pro-
getto Semplicazione. Nel 2013 stato
riconfermato nel Consiglio direttivo e nella
Giunta con la responsabilit del progetto
Attrazione Investitori Esteri e Sempli-
cazione. Vice Presidente della Camera
di Commercio Americana in Italia no al
2011, incarico che tornato a ricoprire
dal giugno 2013.
HP la pi grande azienda tecnologica
del mondo e opera in oltre 170 paesi.
HP nasce nel 1939 dalliniziativa di due
studenti di Stanford, Bill Hewlett e Dave
Packard a Palo Alto in California, dove
ancora oggi ha sede. Oggi HP dispone di
un portafoglio di prodotti e servizi dalle
soluzioni di printing, al personal compu-
ting, al software, ai servizi e allinfrastrut-
tura IT - per rispondere ai bisogni dei
clienti (oltre un miliardo in 6 continenti)
ed anticiparne le esigenze. Lazienda gui-
data dal Presidente e CEO Meg Whitman
al numero 10 della Fortune 500, con
un fatturato di 120,4 miliardi di dol-
lari nel scal year 2012 e vanta circa
331.800 dipendenti nel mondo.
vilegiato in cui vengono promosse esperienze,
competenze, formazione e una cultura legata
alla job rotation, tutte leve che contribuiscono
sicuramente alla crescita professionale e allo
sviluppo del talento. Insieme ai talenti ne-
cessario far evolvere la strategia di business
stessa delle aziende.
EY ha intrapreso una nuova sda
con il neo Global Chairman e CEO
Mark Weinberger. Siamo pronti a
metterla in atto per apportare
sempre maggior valore ai
nostri Clienti affer-
ma Iacovone. Viviamo questo momento come
una grande opportunit, attraverso lintegrazio-
ne e la collaborazione su progetti congiunti mi-
riamo ad identicare sempre pi i bisogni dei
nostri Clienti nei mercati di tutto il mondo. Il
nuovo brand e la nuova mission di EY tendono
sempre pi al consolidamento della vocazione
alla consulenza e alla partnership con i clien-
ti. Nellultimo anno EY Italia ha acquisito circa
200 tra Partner e consulenti nelle nostre aree
di consulenza legale, scale, organizzativa e di
corporate nance. Anche HP sta vivendo una
nuova fase: la Ceo Meg Whitman ha festeg-
giato il suo primo anno alla guida del gruppo.
Ultimamente ha dichiarato: Mentre portiamo
avanti il nostro riassetto, traiamo grande bene-
cio dai consigli forniti dal nostro board che
composto da manager esperti e leader tecno-
logici. E come sottolinea lo stesso Venturi: HP
il pi grande fornitore di IT a livello mondiale e
negli ultimi dieci anni ha vissuto una trasforma-
zione signicativa, disponendo oggi di un porta-
foglio diversicato di prodotti, soluzioni e servizi.
Meg Whitman ha ridenito la visione strategica
dellazienda, dando il via nel 2012 ad un piano di
turnaround articolato in cinque anni. Fra i punti
chiave, riaccelerare la crescita dellazienda, dare
nuova linfa agli investimenti in R&D e capitalizza-
re le opportunit di sviluppo legate ai trend quali
cloud, big data, security e mobility. La presenza
nel board di un mix di manager e tecnici con-
clude Venturi sicuramente un altro fattore
critico di successo, per aggregare competenze,
tecnologie e visione del mercato, integrandole
alle best practice a livello globale.
20
SOCIET E TERRITORI
ECONOMIA E CULTURA,
IL FUTURO SI COSTRUISCE INSIEME
di Laura Schellino
"Non la pi forte della specie che sopravvive, n la pi intelligente, ma quella pi reattiva ai cambiamenti".
Laforisma di Charles Darwin rispecchia in pieno la necessit del tessuto culturale italiano, che deve aggiornarsi
e adattarsi ai cambiamenti imposti da agenti esterni, come avviene con lhabitat per gli animali.
Le risorse e la sostanza gi ci sono, basta guardare a quanti percorsi storici, pae-
saggistici e gastronomici abbiamo nel nostro Paese, ma per consentire allindustria
culturale di crescere ed essere competitiva a livello globale necessario allevare
una nuova specie: In Italia manca la gura del manager culturale, che pu dare pi
slancio ad efcienza e produttivit. Ne convinto Beniamino Quintieri, Preside e
Professore di Economia Internazionale nella Facolt di Economia dellUniversit de-
gli Studi di Roma Tor Vergata e capolista alla Camera in Calabria per Scelta Civica.
Cultura e impresa, fatturato e conoscenza. Di rado questi mondi apparentemente
cos lontani si sono sostentati lun laltro, anzi, non sembrano in grado nemmeno
di parlare la stessa lingua.
Sbagliato. Avvicinare imprese e cultura una necessit perch, se sfruttata nel
modo giusto, diventa un fattore potenziale di crescita e occupazione aggiuntiva. La
cultura uno dei pi importanti asset che abbiamo, insieme al turismo che comunque
inuenzato da essa. Il problema grave che non abbiamo saputo sfruttare questo
patrimonio artistico unico al mondo per densit e qualit. La legislazione frutto di
unostilit di fondo verso il mercato e verso le imprese, nei periodi di vacche grasse
arrivavano i fondi alla cultura e non ci si preoccupava di andare a cercare n di valo-
rizzare i vari poli come musei e siti, guriamoci se ci si preoccupava di come venivano
spese le risorse. Ora per tutto diverso. Oggi abbiamo un capitale umano di grande
qualit per quanto riguarda la conoscenza della storia, dellarte, dellItalia in senso
ampio, per la preparazione economica in campo culturale abbastanza scarsa.
Unire le competenze di due aree cos diverse sarebbe molto utile, ma siamo sicuri
che si possa fare?
Ci che fondamentale il capitale umano: nel 2000 ho fondato presso lUniversi-
t di Roma Tor Vergata il Master in Economia dei Beni Culturali partendo dallidea
che servisse un master con unofferta formativa per indirizzare i giovani laureati in
questo settore. In poco tempo si allargato anche ai burocrati pubblici di livello na-
zionale e regionale che, un po per interesse e un po per mancanza di unadeguata
strumentazione economica, non hanno mai valutato con attenzione i vari progetti,
privilegiando gli investimenti a pioggia di stampo clientelare. Lo ripeto, perch que-
sto il perno intorno al quale dobbiamo costruire qualcosa di importante: in Italia
abbiamo esperti e sovrintendenti con ottime conoscenze culturali, ma che sono
digiuni di economia. Garantire loro unadeguata istruzione nel campo economico
AVVICINARE IMPRESE E CULTURA DIVENTA
UN FATTORE POTENZIALE DI CRESCITA E
OCCUPAZIONE AGGIUNTIVA. LA FORMAZIONE
DEL MANAGEMENT FONDAMENTALE PER
FARE DIVENTARE LINDUSTRIA CULTURALE
COMPETITIVA A LIVELLO GLOBALE.
Ma g a z i n e
BENIAMINO QUINTIERI
21
signica attrarre molti pi visitatori grazie a queste competenze, ridurre
la dipendenza dallo Stato e creare una rete interessante.
Certo che anche lo Stato non favorisce le aziende negli investimenti
sulla cultura. emblematico tutto il polverone che si alzato, e che
non ancora del tutto ricaduto a terra, quando Diego Della Valle ha
reso pubblico il suo intento di restaurare il Colosseo.
Bisogna lavorare su molti fronti, non cosa facile. La legislazione deve
essere pi incentivante per il settore privato e le imprese nel rendersi
attive e disponibili. Serve annullare la burocrazia, il tappo pi grosso
che frena lintegrazione tra imprese, universit, mondo della cultura.
Bisogna contrastare al pi presto questa resistenza.
Tutto qui? Non serve altro? Le leggi si possono cambiare, ma se non
esistono le competenze per sviluppare progetti importanti non si va
lontano. difcile che i beni culturali possano evolvere per via na-
turale in fenomeni imprenditoriali. Quintieri, lei ha avuto modo di
confrontarsi con molte realt estere come Coordinatore del progetto
Eccellenze Italiane a Mosca 2012 per la Presidenza del Consiglio
dei Ministri e come Commissario Generale del Governo per lEsposi-
zione Universale di Shanghai 2010. Che idea si fatto durante questi
anni? Siamo gi troppo compromessi oppure ancora possibile pro-
muovere limmagine italiana?
Quando sono stato in Giappone ho trovato grande interesse verso la
cultura italiana. Al di l della immagine negativa che diamo allestero
con tutti i nostri problemi, dobbiamo riuscire a parlare risalendo alle
tradizioni culturali, alle bellezze dei luoghi, alla nostra storia. Su questo
siamo facilitati soprattutto in Asia, perch hanno un debole per le no-
stre ricchezze, apprezzano molto ci che possiamo offrire in cultura,
storia, bellezza.
Ma un potenziale che si sta assottigliando in fretta.
Leconomia fa bene alla cultura perch porta quel capitale di cono-
scenze che fondamentale, tuttavia anche la cultura fa bene alleco-
nomia: al di l dellimpatto diretto su occupazione, c anche limpatto
indiretto perch promuove il nostro Paese allestero.
METEO LAVORO
4 trimestre 2013
PREVISIONI MANPOWER SULLOCCUPAZIONE IN ITALIA
un campione di 1000 datori di lavoro ha partecipato allindagine
22%
72%
6%
PREVISIONE
DEGLI IMPRENDITORI
DIMINUZIONE
DEGLI ORGANICI
NESSUNA
VARIAZIONE
DEGLI ORGANICI
AUMENTO DEGLI
ORGANICI
-15
-10
-5
0
0%
-3% -3%
-6%
-8% -8%
Q4
2007
Q4
2009
Q4
2008
Q4
2010
Q4
2012
Q4
2013
Q4
2011
PREVISIONE ATTUALE
(13%) Q4 2013
-13%
LE PREVISIONI MANPOWER SULLOCCUPAZIONE
NEGLI ULTIMI 6 ANNI
22
Fonte La spesa pubblica in Europa: anni 2000-2011 a cura del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato - Ministero dellEconomia e delle Finanze
PUBBLICO
E SOCIALE
ELETTRICIT, GAS
E ACQUA
RISTORANTI
E HOTEL
TRASPORTI, LOGISTICA
E COMUNICAZIONI
LE PREVISIONI MANPOWER SULLOCCUPAZIONE
PER AREA NEL 4 TRIMESTRE
METEO LAVORO PER SETTORI 4 TRIMESTRE 2013
SETTORI INDUSTRIALI
% di datori di lavoro che prevede di aumentare gli organici; -% di datori di lavoro che prevede di diminuire gli organici; = previsione di occupazione.
-15%
-8%
-6%
-24%
23
SOCIET E TERRITORI
LA RISCOPERTA DEL
GENIUS LOCI
DIALOGO CON ANDREA BARTOLI, FONDATORE DI FARM CULTURAL PARK
di Claudia Guenzani
Luogo. Partiamo da una parola chiave, ma anche dalla sua stessa sicit rappresentata dalla geograa che gli
propria e che per molto tempo non ci pi appartenuta. Oggi punto di partenza e spunto per ripartire, meta da
ritrovare e in cui esprimersi, attraverso percorsi innovativi.
Cos successo per la parte pi antica del Centro Storico di Favara, paese sici-
liano a 6 km dalla Valle dei Templi di Agrigento, in cui si insediato e sviluppato
Farm Cultural Park, che suole denirsi Centro Culturale e Turistico Contempora-
neo Diffuso.
I Sette Cortili al centro di Favara e fulcro della rivalutazione architettonica, una
sorta di Kasba Siciliana, dal 2010 sono diventati il cuore pulsante delle attivit
culturali: arte per tutti e non solo per gli addetti ai lavori, a tutte le ore del giorno
e della notte, in mezzo alla strada e tra la gente comune. Una programmazione
culturale dirompente che gli ha fatto guadagnare nel 2011 il Premio Cultura di
Gestione di Federculture. E il progetto ambizioso di creare un identit nuova ad
un territorio, partendo dalla geograa umana che considera i luoghi come spazi
emotivamente vissuti, riprendendo lesistente, dandogli nuova luce e nuova vita.
Farm Cultural Park nasce da Florinda ed Andrea, una giovane coppia di profes-
sionisti che ha deciso di non trasferirsi allestero e di diventare protagonisti di
un piccolo ma signicativo cambiamento. I Sette Cortili si sono rivelati il punto
di partenza strategico. La sostenibilit del progetto prevedeva sin dallinizio che
lattivit di produzione culturale fosse afancata ad una serie di servizi ricettivo-
Ma g a z i n e
ANDREA BARTOLI
turistici,anche in funzione della sua vicinanza alla Val-
le dei Templi di Agrigento. I Sette Cortili oggi ospitano
un bookshop con opere multiple di giovani artisti ed
oggetti di design, un corner Mot Chandon, una san-
dwicceria, una project room per cuochi, una residen-
za per Artisti, una ludoteca in lingua e una piccola
biblioteca tematica di architettura per studenti del ter-
ritorio. Tanto stato gi fatto racconta Bartoli ma
tantissimo ancora da fare. Allinterno dei Sette Cortili
stiamo completando uno spazio destinato alla forma-
zione, che verr gestito in collaborazione con Fonda-
zione Fitzcarraldo ed avr tra laltro un segmento di
formazione gratuita in ambito di micro-imprenditoria-
lit per i residenti del quartiere, in modo da aiutarli a
costruire il loro futuro professionale ed economico.
La sda di riuscire a dare un boost importante non
solo al centro della cittadina ma a tutta la zona circo-
stante si sta concretizzando. Dopo tre anni, ogni week
end arrivano a Favara pi di tremila persone per par-
tecipare alle ferventi manifestazioni artistiche interna-
zionali. Lindotto su Favara e il territorio circostante
importante e crescer: lo sviluppo dei servizi turistici
dediti allaccoglienza sono in aumento e, di conse-
guenza, il livello di occupazione. Si viene in tal modo
a creare un circolo virtuoso, dove la ducia ritrovata
porta i giovani a credere nelle proprie idee innovative
e a fare di nuovo impresa.
il caso di DettoFatto, un collettivo di professionisti
under 28 che ha trovato limpeto per investire nel proprio
progetto imprenditoriale, occupandosi di costruzione di
microarchitetture, allestimenti, scenograe e organizza-
zione di workshop di costruzione collettiva. Sviluppo ul-
timo non trascurabile di Farm Cultural Park lo spin off
denominato non a caso Fabbricare Fiducia, pro-
getto in collaborazione con la Banca di Credito Coope-
rativo del Nisseno, per valorizzare 8 citt e i loro luoghi,
nanziando con azioni di microcredito esperienze che
prenderanno proprio il Centro Culturale e Turistico Dif-
fuso come modello di impresa sociale e culturale.
IL FOCUS DELLARTE CONTEMPORANEA E
DELLARCHITETTURA URBANA A BASSO COSTO DIVENTA
SOLO UN MEZZO PER RIAPPROPRIARSI DEGLI SPAZI,
PREOCCUPARSI DI ESSI E CREARE SENSO DI COMUNIT,
AFFINCH SI CREINO QUEI PROCESSI VIRTUOSI TALI DA
TRARNE PIACERE E GIUSTO PROFITTO NEL VIVERLI.
IL BACIO DEL PANE
Carmine Abate - Mondadori, 2013
La Cultura pi che mai uno strumento nobile riprende Bartoli
come possono esservene altri, ma assolutamente necessario per ridare
identit ad un posto. Perch ogni luogo ha unidentit precisa, la cui
espressione chiara come la bandiera esprime lessenza dello Stato che
rappresenta.
Il focus dellarte contemporanea e dellarchitettura urbana a basso costo
diventa solo un mezzo per riappropriarsi degli spazi, preoccuparsi di essi
e creare senso di comunit, afnch si creino quei processi virtuosi che
portino le persone a prendersi cura dei propri luoghi, da essi trarne pia-
cere e giusto protto nel viverli.
Attraverso nuove espressioni artistiche, il luogo si carica di una moltitudi-
ne di signicati che concorrono a denirne lesclusivit e il Genius Loci:
lo spirito, il carattere, lanima. A Favara lo si ritrovato e con lui la sua
identit, motore di sviluppo ed entusiasmo dellazione.
Credo che oggi pi che mai, ogni singolo cittadino debba chiedersi cosa
pu fare per la collettivit, senza aspettarsi che la propria vita o il proprio
contesto possa cambiare grazie al Sindaco, al Presidente della Regione
o del Governo. Inoltre, sono convinto che qualunque luogo pu essere il
posto pi bello in cui vivere se solo ci si impegna a farlo diventare tale.
La bellezza di Farm Cultural Park che si tratta di un progetto condiviso.
Io sono semplicemente la punta della piramide di un bel gruppo di gio-
vani imprenditori e professionisti, che non hanno rinunciato al desiderio
di vivere in una Sicilia migliore e di contribuire afnch ci possa acca-
dere. Stiamo cambiando un piccolo pezzo di mondo e crediamo molto
nel lavoro in partenariato. Speriamo che i rapporti con le altre Organizza-
zioni del Contemporaneo Siciliane possa diventare sempre pi stretto e
sinergico. Credo con convinzione che vivere in spazi belli, puliti e ricchi di
stimoli sia salutare e basilare per la formazione e crescita culturale ma
non solo delle nuove generazioni.
Genius Loci e Innovazione Culturale a Favara oggi saranno dunque lop-
portunit per una nuova classe di giovani dalle visioni pi ampie e dalle
nuove capacit di relazionarsi con il mondo. E che arte sia.
25
SOCIET E TERRITORI
LIMPEGNO DEL PRIVATO
SOCIALE PER LO SVILUPPO
DEL MEZZOGIORNO
INTERVISTA A CARLO BORGOMEO,
PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CON IL SUD
di Elena Bellistracci
Caporedattore di LinC
Alla luce dellesperienza derivante dai diversi tentativi effettuati in passato per lo sviluppo del Mezzogiorno, oggi pi
che mai emerge con forza la consapevolezza che per rilanciare lo sviluppo delle regioni meridionali sia indispensabile
una forte cooperazione tra tutti i soggetti della societ civile che, attraverso strumenti e forme innovative, operino in
sinergico rapporto con le istituzioni pubbliche per contribuire alla costruzione del bene comune.
In tal senso, la Fondazione CON IL SUD rappresenta uniniziativa
unica: la prima per il Mezzogiorno realizzata con capitali interamente
privati e che mette in primo piano la priorit della crescita del
capitale sociale quale precondizione per un autonomo e innovativo
processo di sviluppo.
Quando nasce Fondazione CON IL SUD?
nata nel novembre 2006 dallalleanza tra le fondazioni di origine
bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato.
Quale la mission di Fondazione CON IL SUD?
La mission in prima istanza quella di rinforzare le esperienze di
ripresa delle identit culturali rispetto ai territori per promuovere
linfrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, ovvero sostenere e
rafforzare percorsi di coesione sociale volti allo sviluppo. Intervenire
sulla valorizzazione dei beni culturali e ambientali ha per lapproccio
di chi ritiene importante riconoscere la valenza della comunit e la
valorizzazione di un bene in quanto percepito come bene comune.
I casi che noi abbiamo promosso sono casi che rispondono a questa
logica. Basti pensare alla ristrutturazione delle catacombe di San
Gennaro in uno dei quartieri pi difcili di Napoli.
LA PRESERVAZIONE DEI BENI CULTURALI PER
LA FONDAZIONE CON IL SUD SONO PARTE DI UN
PROCESSO DI RAFFORZAMENTO DELLA COMUNIT
LOCALE, CON RICADUTE EVIDENTI E NECESSARIE
SUL TESSUTO SOCIALE ED ECONOMICO DELLA ZONA.
CARLO BORGOMEO
26
In che modo questo progetto di rivalutazione ha avuto una rilevanza
sulleconomia del territorio?
Il progetto stato realizzato allinterno dello storico Rione Sanit
di Napoli restituendo alla comunit e a tutti i possibili visitatori,
dopo due anni di interventi, due bellezze architettoniche dalla forte
valenza storica e religiosa: la Basilica di San Gennaro Extra Moenia
e le adiacenti catacombe, rimaste chiuse per 41 anni. Riaperti a
settembre 2010 grazie alle attivit di restauro e valorizzazione che
hanno coinvolto direttamente i giovani del quartiere, i due siti (le
prime catacombe totalmente accessibili) si sono velocemente
attestati come forte attrattore culturale della citt, offrendo concrete
opportunit professionali e di riscatto ai ragazzi del Rione. Nel primo
anno di attivit le Catacombe, che ospitano la prima tomba di San
Gennaro, hanno registrato un incremento dei visitatori pari al 297%
con una maggioranza di visitatori stranieri (60%) rispetto a quelli
italiani (40%) ed entrate superiori a 180 mila euro. Diverse giovani
realt sono nate attorno alliniziativa: la cooperativa La Paranza,
UN ANNO CRUCIALE
Anne Wiazemsky
Edizioni e/o, 2013
costituita e rafforzata allinterno del
progetto, si occupa ora dellintera
gestione delle Catacombe (
formata da guide turistiche e
addetti al servizio informazioni)
consentendo linserimento
lavorativo di giovani del
quartiere, con diverse modalit
contrattuali. Lindotto generato dai
positivi risultati dellintervento ha
consentito il sostegno e la nascita di
ulteriori due organizzazioni composte da
giovani del quartiere: quella degli elettricisti
e dei tecnici (Ofcina dei Talenti), che si
occupa della manutenzione degli impianti e degli
spazi, e quella dei fabbri-artisti (Iron Angels), che
realizzano opere di arte povera per la valorizzazione
delle catacombe e gli allestimenti degli eventi.
Quale dunque il legame fra comunit, valorizzazione dei beni
culturali e sviluppo economico del territorio?
Rispetto ad altre fondazioni per le quali chiara la missione della
preservazione dei beni culturali tout court, per la Fondazione CON
IL SUD i beni sono da riprendere e valorizzare, purch attraverso il
processo di valorizzazione ci sia un rafforzamento della comunit
locale, con risultati evidenti sul tessuto sociale ed economico della
zona. Se gli obiettivi degli interventi sono rivolti alle comunit,
limpatto sullindotto ben pi ampio e immediato. Lo statuto della
Fondazione ha un punto imprescindibile: non basta dare lavoro ai
giovani, ma bisogna trovare un segno forte sul territorio che certichi
e acceleri il processo di riconoscimento e coesione sociale. Quando
questa presente verr da s lo sviluppo, il lavoro e loccupazione.
La Fondazione ha numeri importanti. Un modello da replicare?
La Fondazione vanta di fatto un sistema di controllo rigoroso e numeri
importanti. Oltre 430 iniziative sostenute di cui 250 in corso e
nel 77% dei casi si proseguono le attivit dopo la conclusione dei
progetti, 96 milioni di euro assegnati, 3 Fondazioni di Comunit, pi
di 5.500 organizzazioni coinvolte nelle partnership (terzo settore e
volontariato, istituzioni, enti pubblici e privati) e centinaia di migliaia
di destinatari diretti coinvolti, soprattutto giovani (41% minori).
Unaltra buona prassi per lo sviluppo sociale, culturale ed economico
del nostro paese.
Ma g a z i n e
27
28
SOCIET E TERRITORI
Il numero af fronta, nella prima parte, alcuni aspet ti
economici del terzo set tore: in uno scenario che conferma il
notevole dinamismo del non-profit anche alla luce dei primi
risultati del 9 Censimento ISTAT si evidenzia ad esempio
la necessit di sviluppare nuove forme di finanziamento,
declinare nuovi modelli innovativi di interazione e di
integrazione tra pubblico e privato.
Nella parte seconda, continua lapprofondimento sulle
Fondazioni di Comunit e il fenomeno immigratorio.
Viene illustrato lo strumento Adot tup, un proget to nato
dalla collaborazione di intesa Sanpaolo e Confindustria
per accompagnare meglio le imprese appena nate. Nella
sezione voce del territorio si raccontano, infine, proget ti e
at tivit che dimostrano limpegno vivo e quotidiano della
comunit nel sociale.
QUADERNI DI
ECONOMIA
SOCIALE
ll terzo numero (3 - luglio 2013) dei Quaderni di
Economia Sociale, dossier semestrale sulle attivit del
terzo settore, realizzato da SRM e Fondazione CON IL
SUD, in collaborazione con Banca Prossima.
30
CONTROTENDENZE
BENVENUTI
IN ITALIA
INTERVISTA A ELENA DAVID AD DI UNA HOTELS
E PRESIDENTE DI AICEO (ASSOCIAZIONE ITALIANA CEO)
di Teresa Pecoraro
Linnovazione pu diventare driver per la crescita della competitivit ma va coniugata con visione, coraggio
e soprattutto con una profonda formazione.
Questi sono gli elementi chiave che secondo
Elena David, Amministratore Delegato di
Una Hotels & Resorts nonch Presidente
dellAssociazione Italiana dei CEO, faranno
tornare lItalia sul podio dei Paesi pi
attraenti dal punto di vista turistico. Il tutto
condito con una buona dose di tradizione
dellospitalit made in Italy e con la
capacit di offrire servizi indispensabili
per il viaggiatore moderno, anticipandone
anche la richiesta.
In che modo UNA Hotels & Resorts
promuove linnovazione?
Abbiamo linnovazione nel DNA. Siamo
stati pionieri del marketing emozionale
proponendo per primi lalbergo come
teatro di vita per gli ospiti e per coloro
che gravitano sul territorio. Innovare per
noi signica migliorare lesperienza di
soggiorno dei nostri ospiti, e lo facciamo
innanzitutto partendo dallosservazione dei
cambiamenti e dei trend della societ e
del mercato. Oggi, in concomitanza con la
crisi che ha portato il comparto alberghiero
a tagliare tutti i servizi aggiuntivi, in
netta controtendenza, il nostro modo di
innovare non perdere di vista la necessit
del cliente e trovare il modo sostenibile
anche da un punto di vista business per
soddisfarla. cos che nata, ad esempio,
la nostra offerta Il cielo in una stanza
che permette, a fronte di un minimo fee
aggiuntivo, di avere accesso illimitato ai
servizi a valore aggiunto come frigobar, wi
- e upgrade di camera. Stesso approccio
ha ispirato la formula beself, un nuovo
concept di ristorazione che d a ogni ospite
la possibilit di servirsi in totale autonomia,
7 giorni su 7 e 24 ore su 24.

Come trovare soluzioni alle problematiche
del sistema Paese?
necessario prima di tutto un dialogo
procuo e costante tra Governo, istituzioni
e soggetti privati, per trasformare
alcune problematiche endemiche di
questo Paese, come lincertezza delle
tempistiche nella realizzazione dei
progetti, le lungaggini burocratiche e
lelevato costo e rigidit del mercato
del lavoro, in opportunit di business.
Una riduzione generale dellincertezza
favorirebbe nuovi investimenti non solo
da parte delle istituzioni pubbliche, ma
soprattutto da parte di soggetti privati,
che potrebbero cos far conuire capitali
propri nei vari settori. Parallelamente,
le aziende stesse devono cominciare a
cambiare la propria cultura, imparando a
cogliere gli stimoli esterni della societ, a
investire nei giovani e a evolvere di pari
passo con il mondo che cambia.
ELENA DAVID
In che modo attirate i talenti? Come
sviluppate le qualit manageriali?
Crediamo che i giovani siano gli attori
principali per lo sviluppo di idee chiave che
possano contribuire al rilancio delleconomia.
Per questo in UNA li consideriamo un vero e
proprio asset strategico da valorizzare durante
tutto il loro percorso di carriera, dando loro la
possibilit di arricchire le proprie competenze
ed esperienze. Investiamo nella loro crescita
attraverso formazione e progetti speciali
come il Talent Sharing di AICEO, che prevede
un meccanismo di job rotation interaziendale
allinterno delle aziende associate sulla base
di un prestito temporaneo con una durata
variabile dai tre ai sei mesi. Si rivolge a gure
junior con alto potenziale, non ancora inserite
in posizioni chiave dellazienda, che attraverso
questa esperienza potranno acquisire nuove
competenze sfruttando il valore della diversit.
In che modo identicate le importanti
potenzialit di business offerte dal mercato
alberghiero italiano, caratterizzato da una
forte frammentazione dellofferta?
Le identichiamo nel fatto che con un livello
ancora cos alto di frammentazione esiste
potenzialmente un'altrettanto alta opportunit
di aggregazione e concentrazione. questa a
mio avviso lunica strada che pu ridisegnare
gli equilibri del comparto contribuendo a dargli
impulso. Ci sono moltissime ottime strutture
indipendenti che nel complesso momento
che viviamo necessitano del supporto di
realt strutturate come le catene.
Le formule di afliazione, in management
o in franchising, possono permettere a tutti
(indipendenti e catene) di dar vita ad attori di
mercato pi solidi e importanti, in grado di far
sentire la propria voce anche alle Istituzioni,
contribuendo a denire le necessarie e pi che
mai urgenti politiche di sviluppo del sistema
turistico italiano. Una Hotels & Resorts, tra le
poche catene alberghiere italiane, sempre
stata in prima linea nelladozione e sviluppo di
formule di afliazione.
Lei anche Presidente di AICEO,
lAssociazione Italiana dei CEO che a ne
settembre si riunir per lannuale Growth
Summit Italia. Titolo: Competitivit del
sistema Italia dopo la crisi. Quale la
mission?
Lobiettivo quello di incentivare lo sviluppo
della competitivit nel mercato italiano,
attraverso idee e azioni concrete che possano
ispirare manovre o riforme. Con questo
progetto si intende valorizzare il lavoro di
eminenti accademici che, coordinando tavoli
di lavoro a cui partecipano le prime linee
delle aziende associate, CFO, CIO, HR ecc.,
possano recuperare i contributi concreti che
chi lavora in azienda pu fornire sulla base
della propria esperienza. In particolare, i
7 tavoli che verranno presentati al Growth
Summit 2013 verteranno su questi temi:
innovazione, pubblica amministrazione,
sistema scale, gestione del rischio, risorse
umane, infrastrutture e trasporti, ruolo del
CFO per la crescita e competitivit aziendale.
Quale la chiave per uscire dalla crisi? Cosa
chiederebbe al governo Letta?
Chiedo di riportare al centro dellattenzione il
tema turismo e farne un business nazionale,
investendo sulle potenzialit e specicit
del Paese. Un obiettivo raggiungibile solo
attraverso una politica coerente e unitaria che
possa limitare la piaga della frammentazione
delle decisioni. Ci vogliono poi una vision
precisa, capacit di organizzazione e una
mentalit orientata allazione e al risultato.
Farraginosit delle leggi, lungaggini
burocratiche, costi e rigidit del mercato
del lavoro sono vizi del nostro sistema sui
quali il governo dovrebbe intervenire il prima
possibile. In sostanza chiedo impegno,
concretezza e rapidit dazione.
INNOVARE NEL SETTORE
TURISTICO, OGGI QUASI
PARADOSSALMENTE SIGNIFICA
RECUPERARE LA TRADIZIONE
DELLOSPITALIT MADE IN
ITALY CONIUGANDOLA CON
LA CAPACIT DI OFFRIRE
SERVIZI INDISPENSABILI PER IL
VIAGGIATORE MODERNO.
Ma g a z i n e
CONTROTENDENZE
Per farlo, lAssociazione Progetto Marzotto ha creato premi diversi per ognuna delle cate-
gorie iscritte, che in totale consistono in un montepremi di 800 mila euro. Ma la vera sda
non si ferma qui, Noi sosteniamo attivamente i vincitori con formazione continua e gli
assicuriamo il tutoring e il mentoring di altri grandi imprenditori. Spiega Matteo Marzotto,
Presidente di Associazione Progetto Marzotto dallottobre dello scorso anno. I grandi im-
prenditori che abbiamo coinvolto hanno un ruolo fondamentale perch, oltre a giudicare i
progetti, condividono e suggeriscono le decisioni da prendere lungo il cammino.
CONSULENZA, SOSTEGNO, FIDUCIA:
IL PREMIO MARZOTTO LANCIA
GIOVANI IMPRENDITORI
di Stefano Glenzer
Cerchiamo i costruttori di futuro, gli imprenditori di domani che
siano in grado di far convivere impresa, societ e cultura. La frase di
presentazione del Premio Gaetano Marzotto, arrivato alla terza edizione,
ne riassume perfettamente lessenza e fa intravedere un progetto di
pi ampio respiro: apparecchiare una piattaforma di innovazione per
spingere lItalia e gli imprenditori italiani con pi forza.
Ma g a z i n e
33
Le idee forti lo sono ancora di pi se si radicano nel territo-
rio, se traggono linfa dal luogo nel quale vengono partorite.
Al tempo stesso, le aziende devono aprirsi al mercato inter-
nazionale e adat tarsi a un cambiamento che negli ultimi anni
stato sempre pi rapido. Non dobbiamo dimenticare la
dif ferenza tra locale e localismo e tra provinciale e provin-
cialismo nota Cristiano Seganfreddo, Diret tore Generale di
Proget to Marzot to e produt tore culturale da sempre molto at-
tento al rapporto con limpresa. In genere un imprenditore
ha due scelte: pu restare con lazienda in provincia, oppure
pu partire a conquistare il mondo, dove c un know-how
esteso. Questo know-how deve essere ricondizionato con
la contemporaneit ed dif ficile farlo in provincia. Il limi-
te italiano il micro-frazionamento perch in una cit t da
100 mila abitanti non si pu pretendere di avere il contesto
culturale, mondano, imprenditoriale di una grande cit t. Poi
pensiamo per un at timo alla dif ferenza tra Londra e Milano,
in Italia viviamo ancora su i fasti degli Anni 80.
Per poter avanzare in un terreno sempre pi impervio e sco-
nosciuto una formazione adeguata indispensabile secondo
Mat teo Marzot to. In questo momento la globalizzazione,
che sembra un termine banale ma mai come ora la stiamo
subendo, impone degli standard che sono molto diversi ri-
spet to a dieci anni fa. Parecchie aziende lhanno capito e i
privati investono sulla propria formazione.
Per esempio nel set tore del turismo, che in Italia sem-
pre una cenerentola perch il comparto pi rilevante ma
spesso frammentato in societ a conduzione familiare, con
la Fondazione Cuoa of friamo una serie di prodot ti che si ri-
volgono a operatori pronti per agire sul campo. La scuola di
management Cuoa ora un importante strumento di siste-
ma territoriale ma vuole diventare internazionale per at trarre
clienti e studenti dallestero.
IL PREMIO GAETANO MARZOTTO PUNTA SU DI
UNIMPRENDITORIALIT GIOVANE CHE UNISCA
INNOVAZIONE, EFFETTO SOCIALE SUL TERRITORIO E
SOSTENIBILIT.
MATTEO MARZOTTO CRISTIANO SEGANFREDDO
34
CONTROTENDENZE
34
Istruzione e innovazione camminano a braccet to, soprat tut to
negli atelier della ricerca italiana: le universit. Per Segan-
freddo arrivato il momento che questi poli prendano in
mano la situazione e si at tivino anche per sostenere imprese
e startup. Se parliamo di idee imprenditoriali, la maggior
parte delle cose interessanti arrivano da luoghi liberi da con-
dizionamenti commerciali.
Molti spunti sono stati spin of f universitari, frut to dellot ti-
ma ricerca delle universit. I nostri atenei sono molto ambiti
allestero, studenti e ricercatori vengono preparati bene e il
loro lavoro ef ficace, soprat tut to
in ingegneria. Per il problema
che c una scarsa at titudine al
trasferimento tecnologico e al tra-
sferimento proget tuale. C ancora
troppa ignoranza su come brevet-
tare i modelli e su come creare
una societ, a mio avviso questa
una delle sacche dove investire e
insegnare.
Gli fa eco Mat teo Marzot to, af fa-
scinato dal mondo degli atenei ita-
liani, a partire dalla Silicon Valley
italiana in Sicilia, che ha potuto
conoscere in prima persona. Il
nucleo universitario mi interessa
molto, girando per lItalia ho avuto conferma di un mondo
vicino allimpresa e alla nuova imprenditorialit, dotato di un
notevole fermento culturale. Un paio di mesi fa ho passato
due giorni in Sicilia, nella Etna Valley che ha come perno
lUniversit di Catania.
Grazie a questa accademia c tut to: un grande scambio con
le universit internazionali, af finamento tecnologico, at ten-
zione a tut ti gli aspet ti del lavoro e della ricerca.
In Italia listruzione di base e listruzione superiore sono ot ti-
me, un segnale di grande speranza perch ora sembra che
vada tut to male ma non cos : lEtna Valley lesempio che
si pu fare innovazione molto bene anche rimanendo qui.
Nella visione di Seganfreddo in questo Paese non abbiamo la
cultura del rischio: spesso si dice che se Bill Gates, Steve Jobs
e Marck Zuckerberg fossero nati in Italia non sarebbero riusciti
a creare Microsoft, Apple e Facebook. Oggi un fondo che vuole
nanziarti per versare 50 mila euro impiega un anno, in questo
modo non si pu iniziare nulla.
Non possibile fare impresa con questi nanziamenti. Laspetto
positivo che intravedo integrare le idee delle startup con tutto il
tessuto che per fortuna c ancora, con le piccole e medie imprese.
A questo punto pi facile fare entrare nel progetto qualcuno della
Pmi piuttosto che investitori esterni. Vi
faccio un esempio: se io creo una star-
tup e mi occupo di meccanica nei
miei interessi lavorare con una azienda
di meccanica perch possiede gi una
rete, ha un know-how gi strutturato
per seguire la mia startup nei primi tre,
quattro, cinque anni di vita. Non si pu
pretendere che un esordiente inizi a
ingranare gi al primo anno. Dobbiamo
dare ducia.
Stima, speranze, novit. Sono solo al-
cuni degli obiettivi perseguiti dal Pre-
mio Gaetano Marzotto, riette Matteo
Marzotto. Il nostro messaggio inizia-
to pi di 80 anni fa con mio nonno Ga-
etano, che ha voluto promuovere grande innovazione sul territorio.
Nei tratti della mia famiglia c un forte senso della creazione di qua-
lit e di ricchezza che non riguarda solo limprenditore ma anche i
fornitori e i clienti, gli stakeholder tutti. Lidea di mio nonno era favori-
re limprenditorialit, a patto che essa abbia tre qualit: innovazione,
effetto sociale sul territorio e sostenibilit. Queste tre caratteristiche
stanno alla base del nostro premio.
NOI SOSTENIAMO ATTIVAMENTE I VINCITORI
CON FORMAZIONE CONTINUA E GLI
ASSICURIAMO IL TUTORING E IL MENTORING
DI ALTRI GRANDI IMPRENDITORI.
MATTEO MARZOTTO, PRESIDENTE DI
ASSOCIAZIONE PROGETTO MARZOTTO
SE POTESSI TORNARE INDIETRO
Marc Levy - Rizzoli, 2013
Ma g a z i n e Ma g a z i n e
35
I FINALISTI
DELLA TERZA EDIZIONE di Adriano Ireneo
I premi della terza edizione vengono assegnati a novembre a Vicenza.
Quest anno sono stati presentati 921 proget ti, ma solo quaranta sono stati selezionati per le finali.
I CINQUE FINALISTI PER IL PREMIO IMPRESA DEL FUTURO SONO:
BILISTICK: Un nuovo sistema portatile per diagnosticare littero neonatale negli infanti, accurato come i test di laboratorio e
utilizzabile anche fuori dagli ospedali.
GREENRAIL: Una traversa ferroviaria innovativa ed ecosostenibile, ricavata in parte da plastica e pneumatici riciclati, stata
progettata per essere utilizzata anche per le linee di alta velocit.
INNOVATIVE PRODUCTS OF CHEMOTHERAPEUTIC DRUG FOR INHALATION ADMINISTRATION: Questo progetto
permette di ridurre le particelle di un farmaco in polvere da inalare. Lobiettivo aumentare la qualit di medicinale che si
deposita direttamente sui polmoni.
NEURON GUARD: Si tratta di una soluzione per ridurre i danni cerebrali, che dopo otto minuti diventano permanenti.
applicabile gi sul luogo dellevento, permette di migliorare la condizione del paziente e abbatte i costi sanitari.
WEARABLE LIGHT EXOSKELETON: Creato dal laboratorio PERCRO della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, un esoscheletro
utilizzabile per supportare nel movimento soggetti disabili e anziani, oppure nello spostamento manuale dei materiali.
I CINQUE FINALISTI PER IL PREMIO PER UNA NUOVA IMPRESA SOCIALE SONO:
B10MOUSE: Sistema di interazione per persone disabili: un sistema che permette di interagire con computer, tv, impianti
hi tech attraverso movimenti della testa, uso della voce e battito degli occhi.
CHARITYSTARS: una piattaforma di fundraising per le non-prot che organizza aste di benecenza mettendo in vendita
oggetti e incontri con personaggi famosi.
ENVITA (ENERGIA NUOVA DA DISCARICHE A FINE VITA): Una tecnologia pensata per sfruttare tutto il biogas prodotto
dalla combustione dei motori delle discariche. Un passo avanti per lindipendenza energetica del nostro Paese.
EPINOVA BIOTECH: Lo scopo di questa spin-off dellUniversit del Piemonte orientale lo sviluppo di substrati polimerici
per sostituti epiteliali ad uso sanitario. I suoi scopi sono lo sviluppo e la differenziazione in vitro e in vivo di tessuti.
GIPSTECH: Sistema che consente la localizzazione in ambienti chiusi simile al Gps. utilizzabile per turismo, servizi culturali
e servizi ai disabili.
Il primo BOOX, incubatore privato che collabora con oltre dieci startup. Collabora con societ gi
avviate e nanzia i progetti pi interessanti. Per il Premio Gaetano Marzotto propone uno spazio di
lavoro per due mesi, mentorship e afancamento su customer acquisition, sviluppo del modello di
business e business planning e inne introduzione a investitori professionali.
Il Secondo LUISS ENLABS, fabbrica delle startup nata a Roma dalla joint venture tra lUniversit
e lacceleratore di impresa, in collaborazione con Wind. Intende fornire agli studenti le migliori
opportunit e trasformare le migliori idee in business di successo. Per il Premio Gaetano Marzotto
offre uno spazio di lavoro all inclusive per tre mesi, lafancamento dei mentor LUISS ENLAB, la
partecipazione allInvestor Day e ad altri eventi di networking. Al termine della collaborazione verr
valutato un ulteriore investimento.
Per il terzo premio, Dallidea allimpresa, presentiamo due dei dieci incubatori di startup che voteranno i vincitori tra
i trenta candidati rimanenti e successivamente met teranno a loro disposizione la propria rete e il proprio know-how.
36
WORKSHOP OPINION LEADER
E lo spiega nellintervista rilasciata alla Nuova
Ferrara proprio nel giorno in cui stato ospite
della citt degli Estensi, la quale ha deciso
di investire denari nel patrimonio darte e
del sapere nonostante la crisi economica,
le ferite del terremoto del 2012, laltalena
politica mortale nazionale di questi giorni e
di quelli passati (troppi). ll Ministro dei Beni
Culturali sostiene la formula tutta contraria a
quella che parecchio troglodita proclama
che con la cultura non si mangia. Bray sta
nellaltro cantone: Si deve lavorare per far
ripartire leconomia. Con il turismo possiamo
creare posti di lavoro sia grazie ai beni culturali
ma anche attraverso percorsi innovativi ed
ecocompatibili. []
Ministro, lei una persona molto
operativa. Dalle cronache al mondo di
twitter vengono ogni giorno documentati i
suoi viaggi, le impressioni, le imprese. Che
Italia della cultura ha visto, sino ad oggi?
Ho incontrato e ascoltato un numero
importante di cittadini che non vogliono
rinunciare alla cultura. Il nostro un Paese
vivo, interessato, sicuramente migliore
di chi lo ha governato dallalto e senza
coinvolgerlo nelle politiche culturali e del
turismo. S fatta molta, moltissima retorica,
no a ieri: cultura, monumenti paesaggio
sono il petrolio dItalia, ma con la cultura
non si mangia; saremo colonizzati, ma la
cultura non ce la porter mai via nessuno,
nostra.
Lei, personalmente, come la vede?
A me non piace la parola petrolio n il
concetto di sfruttamento. I nostri beni
devono essere tutelati e lo Stato deve avere
sempre di pi un ruolo fondamentale in
questazione. Si deve lavorare per far ripartire
leconomia. Con il turismo possiamo creare
posti di lavoro sia grazie ai beni culturali
ma anche attraverso percorsi innovativi ed
ecocompatibili, come la pista per cicloturisti
Vento, che collegher Torino a Venezia.
LItalia del sapere e del bello pu essere
un giacimento occupazionale per i giovani.
Il primo passo il Decreto Valore Cultura.
Spieghi come e perch.
Come dicevo prima, valorizzando un bene,
intorno pu nascere un indotto importante. Il
turismo di qualit pu essere aiutato sia con
il rilancio di Pompei che con il risanamento
delle Fondazioni lirico sinfoniche. Poi ci sono
i tirocini per 500 ragazzi, gli spazi demaniali
che verranno afdati ai giovani artisti, tax
credit per chi promuover il cinema italiano e
i musicisti emergenti.
VI SPIEGO PERCH
LA CULTURA
IL VALORE DELLITALIA
di Stefano Scansani
Direttore de La Nuova Ferrara
Non un tagliatore di nastri. Gira in lungo e in largo per lItalia, vede e interviene, autore del decreto Valore
Cultura. insieme Ministro, esploratore, ciclista, comunicatore via twitter. Ma c dellaltro: Massimo Bray ha la
pretesa di elevare, nalmente, la cultura a valore dItalia.
INTERVISTA AL MINISTRO DEI
BENI CULTURALI MASSIMO BRAY
CHE HA APERTO LA MOSTRA
SU ZURBARN A FERRARA:
UNA RIFORMA DELLO STATO
NECESSARIA SE SI VUOLE
AFFRONTARE LA SFIDA DI FAR
CRESCERE IL NOSTRO PAESE.
37
MASSIMO BRAY
Quali rovine ha trovato, burocrazie ha
incontrato, cantieri fermi ha scoperto? Dicono
che lei fa sul serio, ma bisogna avere
unenorme ducia negli italiani e in Belpaese
stanco.
Ho una grande ducia negli italiani. Ma una
riforma dello Stato necessaria se si vuole
affrontare la sda di far crescere il nostro
Paese.
Fiducia anche nei governanti e nella loro
buona volont e durata. Unaltra crisi di
governo sarebbe devastante per la ripresa
della custodia e promozione dei beni
culturali?
Questo governo, che ha messo insieme due
storie cos diverse, nato proprio con uno
spirito di servizio nei confronti del Paese.
Ci siamo dati degli obiettivi che dobbiamo
realizzare. Altrimenti andremo a casa.
Lei un entusiasta. Mentre fa il Ministro
sembra compiere esplorazioni in unItalia mai
vista o considerata dove tutto potenziale.
Che cosa le servirebbe per far decollare tutta
la macchina?
Scelte politiche che mettano al centro la
cultura, un modello di ministero agile al
centro e molto rafforzato in periferia. E un
indispensabile aumento di personale con
nuove assunzioni.
Ferrara inaugura la mostra dedicata a
Francisco de Zurbarn. un segnale di?
Attenzione verso le radici europee della
nostra arte e consapevolezza dellimportanza
di un momento scientico ed educativo come
quello di una mostra.
*Tratto da La Nuova Ferrara, 13 settembre 2013
Che cosa ne pensa del conitto meno
mostre pi restauri, oppure questo motto
superato dalla crisi che non nisce mai?
Ribadisco limportanza di affermare sempre
nella progettazione di una mostra il momento
di ricerca scientica. Il circuito che dobbiamo
mettere in moto deve essere virtuoso,
dobbiamo cambiare la mentalit di chi pensa
che i beni culturali siano un costo e non un
potenziale di crescita civile per tutto il Paese.
Nella citt di Ferrara e in molte parti di
questa provincia le chiese sono chiuse dai
giorni del terremoto del 2012. Chiese come
luoghi di culto e devozione, ma anche mete
turistiche fondamentali. C un programma
del Ministero per interventi mirati e la
riapertura di questi edici?
Quando sono arrivato al Ministero il fondo
per le emergenze era pressoch pari a zero.
Adesso abbiamo cominciato lentamente a
reintegrare quei nanziamenti. Ho molto a
cuore lEmilia Romagna, Ferrara e i suoi beni
culturali. Mi sono anche premurato che nel
decreto Valore Cultura ci fossero i fondi per il
completamento del Museo Meis.
Lei un esperto dei 140 caratteri di twitter.
Che cosa digiterebbe nellarrivare qui, citt
degli Este, dellAriosto e del Tasso, di Bassani
e della pittura metasica?
Ferrara bella per molti motivi. Ma non
la visiterei con la stessa emozione se non
ricordassi le descrizioni nel Giardino dei Finzi
Contini.
Ma g a z i n e
38
WORKSHOP OPINION LEADER WORKSHOP OPINION LEADER
Come nata l'idea?
Lidea di Jobyourlife nata un anno fa da una vera e propria esigenza:
volevo creare unaltra start up e non riuscivo a trovare persone che
mi aiutassero nellimpresa. Cos decisi di creare una piattaforma dove
gli utenti potevano localizzare geogracamente le loro competenze
e mettersi poi in contatto. Da questa piccola idea nato tutto. Ora
il nostro obiettivo diventato pi ambizioso e importante: cambiare
il modo in cui le persone ricercano lavoro online, rendendo pop
anche una cosa che pu essere frustrante come la ricerca di lavoro.
Quali sono i primi risultati che avete raggiunto?
Abbiamo migliaia di utenti registrati al sito e ci scrivono ogni giorno
messaggi di apprezzamento, creando cos una vera e propria com-
munity di Jobyourlife. Moltissime aziende hanno gi iniziato a contat-
tarci spontaneamente per usare la nostra piattaforma Cloud-based
dedicata alle imprese per la completa gestione del loro processo di
recruiting, aggiungendosi cos a tante altre che gi assumono con noi
come Coin, il gruppo Inditex (Zara, Massimo Dutti ecc.), McDonalds,
Pam supermercati e societ nanziarie come Willis Italia.
Tra i vostri partner c anche McDonalds. Cosa vi distingue dai
vostri principali competitor?
La completezza del servizio offerto: i nostri pacchetti messi a disposizione
delle aziende non mirano al semplice prolo del candidato, ma quello che
diamo una piattaforma Cloud per la completa gestione del recruiting,
creando cos un sistema integrato di Recruiting-Online che permette alle
aziende di velocizzare i processi e abbattere i costi. Inoltre, un grande
vantaggio di Jobyourlife, il fatto che la modalit annunci funziona
come le campagne su Facebook: prima di inviarlo dimmi quante persone
raggiungo, dimmi se sono tutte adatte a quello che sto cercando e invia.
Perch dovrei creare un prolo sul vostro sito?
Ogni prolo su Jobyourlife localizzato geogracamente, ci vuol dire
che tutte le proposte che il candidato ricever dalle aziende saranno
offerte di lavoro nelle zone in cui il candidato vuole effettivamente ri-
cevere offerte di lavoro. Inoltre, in Jobyourlife, abbiamo cambiato pro-
fondamente il modo in cui le persone ricercano lavoro, perch sono
le aziende a trovarti. Questo vuol dire che il candidato non dovr pi
passare nottate a cercare lavoro sui siti di annunci, ma saranno diret-
tamente le aziende, se interessate alle sue esperienze e capacit, a
contattarlo e ssare un colloquio. Jobyourlife un lo diretto e costante
tra la tua carriera e le opportunit lavorative offerte sul mercato.
Quali i vostri obiettivi futuri?
I nostri obiettivi futuri sono quelli di rafforzarci nel mercato mobile, sia
lato utente che aziende, e di espanderci il prima possibile nel mercato
estero: presto toccheremo il Messico e gli USA. Abbiamo comunque
idee da qui ai prossimi cinque anni, tutte volte a rendere la ricerca di la-
voro un processo pi semplice e diverso da quello che si sempre visto.
Siete lesempio di chi in Italia il lavoro se lo crea. Quali consigli
daresti a chi il lavoro se lo vuole creare?
Di pensarci. un lavoro che richiede costanza e dedizione conti-
nua. Bisogna analizzare bene il mercato nel quale ci si va a inserire,
strutturare una strategia, mettere insieme il giusto team che com-
prenda capacit tecniche, economiche-strategiche, e visionarie,
ripensare lidea migliaia di volte, focalizzarla allobiettivo e, se dopo
tutto questo, risulter ancora stupenda, allora giunto il momento
di realizzarla. E sar il lavoro pi bello del mondo.
CHI IL LAVORO
SE LO CREA
di Charlotte Rossignol
In un momento in cui la disoccupazione giovanile in Italia
ha superato il 40% anche il web si organizza. Prendiamo
per esempio Andrea De Spirt, uno dei tre giovani
startupper milanesi che hanno lanciato Jobyourlife, uno
dei siti recruiting pi innovativi del momento.
ANDREA DE SPIRT
39
Ma g a z i n e
Come proseguirai i tuoi studi?
Il mio prossimo importante appuntamento sar liscrizione ad Archi-
tettura Magistrale alla Sapienza di Roma: sono unappassionata di
arte e architettura e ho la fortuna di vivere in una delle citt pi ric-
che dItalia e del mondo da questo punto di vista. Studiare la storia
e comprendere la classicit sono i punti di partenza imprescindibili
per qualsiasi evoluzione innovativa.
Guardando lo scenario attuale, quale futuro lavorativo immagini
per te e la tua generazione?
Oggi la maggior parte dei miei coetanei cosciente che deve trova-
re risorse per reinventarsi, rimboccarsi le maniche e immaginare un
futuro nuovo, costruendolo esattamente come lo vogliamo. Ci sar
pi lavoro se tutti esprimeremo al massimo le nostre idee, i nostri
sogni e il nostro modo di essere. Bisogna avere coraggio e crederci.
Maria Paola 17 anni, iscritta allultimo anno del Liceo
Classico Europeo Convitto Nazionale Vittorio Emanuele
II a Roma rappresenta a tutti gli effetti la generazione
che dovr affrontare il domani e il mondo lavorativo
con un approccio tutto nuovo: scardinato dai modelli
desueti, incerto e essibile, ma anche pi aperto e
creativo, contaminato da visioni di altri mondi e ricco
di opportunit.
MARIA PAOLA CORNELI
Quindi sai gi quale attivit ti creerai?
Metter a frutto la laurea e la passione per larte: la mia gura professio-
nale sar vicina ad un designer di manifestazioni culturali con un occhio
speciale allintegrazione dei beni artistici per renderli parte integrante delle-
vento, istituzionale o privato che sia. Mostrare al meglio le potenzialit dei
luoghi, architettonicamente parlando, e realizzare momenti collettivi che
colgano le suggestioni che da questi provengono, sar il mio compito.
Nel recente Decreto Legge n 91 Valore Cultura il Ministro Bray
ha lanciato messaggi chiari e importanti per dare una svolta al pa-
trimonio culturale italiano. Si parla anche di dare spazi statali in
gestione ai giovani tramite bandi pubblici. Cosa ne pensi?
Rientrerebbe perfettamente nella mia mission e nella visione di cui
parlavamo. La spinta di questo decreto potrebbe portare molto lavoro
ai giovani e dare un impulso alle attivit economiche del territorio. Lo-
biettivo principale deve essere la rivalorizzazione di luoghi ed edici
storici nalizzandoli per ad una loro nuova funzione, integrata con
le esigenze della comunit o a scopi commerciali. Non solo musei a
cielo aperto, ma spazi vivi di condivisione, eventi, manifestazioni cul-
turali purch nel rispetto e nellintegrazione paesaggistica territoriale.
Dopo qualche ritardo partir il restauro del Colosseo nanziato dalla
Tods SpA. Anche la forte interazione del privato con il pubblico
toccher il tuo futuro lavorativo.
positivo il coinvolgimento dei privati. Oggi pi che mai un inter-
vento necessario, senza il quale sarebbe stato difcile un restauro,
nel caso specico del Colosseo. Positivo anche il fatto che vi sia
partecipazione e interesse alla Res Publica, alla salvaguardia dei beni
per restituire loro dignit, valore, vitalit, con tutto quello che potran-
no ospitare e accogliere grazie ad una nuova vita. La vera grande
sda sar trovare i giusti equilibri fra lutilizzo pubblico e linteresse
privato. I Patrimoni dellUmanit devono rimanere tali, ma ben venga
linterazione fra le parti e la condivisione. Tutti ne gioveranno.
Quali consigli daresti a chi il lavoro se lo vuole creare?
Come mi ha insegnato mia madre, architetto e mentore, il lavoro lo
specchio della personalit. Realizzare se stessi porta a realizzarsi nel
lavoro. L importante sar poi avere un progetto chiaro e perseguirlo
no in fondo con impegno duraturo e continuo, unendo alle compe-
tenze acquisite durante gli studi, tanta volont e ducia.
ALTRO CHE
SILICON
VALLEY
INTERVISTA A MARCO GAY
di Ada Del Castello
Una Silicon Valley italiana cos importante? Inizia cos
la riessione di Marco Gay, Presidente dei Giovani di
Conndustria Piemonte sul tema dellinnovazione quale
motore principale della crescita economica.
Quindi non esister mai una Silicon Valley italiana?
La Silicon Valley un ecosistema nato in condizioni e tempi ormai passati
in Italia, ci sono sicuramente territori di eccellenza che favoriscono la na-
scita e lo sviluppo di start up innovative e per il mercato tradizionale, ma
manca ancora quellecosistema che permetterebbe il naturale insedia-
mento non solo di nuove aziende italiane ma anche estere.Non sarebbe
pi importante che lItalia si doti di una Digitalizzazione allaltezza dei
tempi e delle idee e che permetta alle molte eccellenze, ormai distribuite
sul Territorio, di competere nel mercato globale? Io opterei per questa via.
La start up palermitana Wib in 48 ore riuscita a raccogliere nanzia-
menti per oltre 1 milione e mezzo di euro. A suo parere, qual la chiave
di questo successo?
Il progetto sicuramente molto interessante, racchiude innovazione e
tradizione in una sola idea imprenditoriale, dimostrando che fare start up
soprattutto innovazione di prodotto, processo e pensiero. Al anco di
investitori istituzionali hanno partecipato anche investitori privati; sicu-
ramente un bel segno di come anche in Italia, nalmente, la cultura di
investire con capitale di rischio sia riconosciuta come opportunit anche
grazie allinformazione ed al dibattito che esiste attorno a questi argo-
menti; sicuramente un cambiamento culturale in atto. Inoltre bisogna
sottolineare che se esiste unidea imprenditoriale innovativa e questa
accompagnata dalla validit di un business plan valido, abbiamo la con-
ferma che esistono ancora investitori che credono nelle potenzialit del
genio italiano.
PER ECOSISTEMA DELLINNOVAZIONE,
DRIVER FONDAMENTALE PER LO SVILUPPO
DEL PAESE E PER AGGANCIARE LA RIPRESA,
SI INTENDE UN INSIEME PROATTIVO CHE
OPERA IN SINERGIA, IN CUI OGNUNO DEVE
FARE LA SUA PARTE GUARDANDO ALLO
SVILUPPO ED AL FUTURO: LE IMPRESE,
LE ISTITUZIONI, LE UNIVERSIT, GLI
INCUBATORI, GLI INVESTITORI.
Un risultato che conferma limportanza, al ne dello
sviluppo di nuove aziende, di un adeguato ecosistema
dellinnovazione. Cosa si intende con questo termine?
Voglio partire dal concetto che linnovazione vitale
per le nostre Imprese, e noi Giovani Imprenditori siamo
convinti che sia un driver fondamentale per lo svilup-
po del Paese e per agganciare la ripresa, che speriamo
inizi presto. Rendere pi competitivi i nostri prodotti
ed il nostro sistema paese sar un ulteriore modo di
valorizzare il nostro know-how nel mondo. Fino a non
molti anni fa linnovazione era sviluppata dai laboratori
di ricerca e sviluppo di grandi gruppi industriali. Oggi,
seguendo il percorso delle start up tecnologiche negli
Stati Uniti si parte dal basso. Piccoli gruppi di perso-
ne elaborano, sviluppano e collaudano nuovi prodotti e
servizi. Di supporto trovano le universit, gli incubatori,
nanziatori e imprese. Anche le Pmi e le grandi aziende
credono in questo processo e favoriscono la nascita di
spin-off su singoli progetti. Spesso sia start up che spin-
off sono composte da team di giovani, portatori sani di
entusiasmo ed innovazioni ed inoltre preparati e capaci.
Per ecosistema si intende questo insieme che opera in
sinergia con le istituzioni favorendo questa nuova via di
fare innovazione, ognuno deve fare la sua parte guar-
dando allo sviluppo ed al futuro.
Matteo Sulis ha appena lanciato online sardiniastar-
tup.com, la mappa del sistema dellinnovazione del-
la Sardegna. Quanto sar utile a suo parere per fare
un salto nel percorso dellinnovazione?
Questi progetti che aiutano lo sviluppo delle start up
sono certamente utili alla loro espansione. La speran-
za che, come avviene da anni negli Stati Uniti e nei
40
WORKSHOP OPINION LEADER WORKSHOP OPINION LEADER
RILANCIARE LAZIENDA
CON LE PROPRIE RISORSE
Pierpaolo Riva
McGraw - Hill Companies, 2013
MARCO GAY
41
principali Paesi europei, le grandi imprese nazionali acquisiscano
i frutti delle start up, consapevoli che linnovazione si pu creare
anche dal basso. Mettere a fattor comune i risultati crea cultura,
conoscenza e consapevolezza.
Dal suo osservatorio privilegiato, a che punto siamo in Piemonte?
Anche in Piemonte le start up sono oramai una realt. Paghia-
mo la nostra piemontesit perch non diamo il giusto risalto alle
molte iniziative che nascono ma posso assicurarvi, dal mio osser-
vatorio privilegiato, che i dati dei nuovi insediamenti sono decisa-
mente confortanti. Mi permetto di dire che inizia ad esistere un
ecosistema favorevole che vede coinvolti noi Giovani Imprenditori,
gli incubatori, le universit, le istituzioni e gli investitori.
Cosa chiederebbe al Governo oggi in tema start up?
Chiedo semplicemente che anche questo Governo creda nelle start
up e nel fare impresa come in passato si era espresso lallora Mini-
stro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Cor-
rado Passera, con la consapevolezza che sono le imprese esistenti e
nuove che creano sviluppo, benessere, occupazione e crescita.
Quanto pesa la difcolt attuale di accesso al credito delle aziende?
Laccesso al credito e la stretta creditizia sono sicuramente un ul-
teriore delicato problema in un momento economico cos difcile.
Credo per che con convinzione nei propri progetti e prodotti si pos-
sa dare un segnale di inversione di tendenza su questo tema; molti
imprenditori, giovani e non, stanno investendo in maniera determi-
nante nelle loro aziende e nei loro progetti. Questo sforzo e questo
coraggio devono essere riconosciute e premiate anche con la ducia
del sistema del credito. Occorre per dare atto ai pi importanti isti-
tuti bancari che si stanno attrezzando con nuovi strumenti nanziari
di supporto alle start up. Il sogno di fare impresa oltre che dalla pas-
sione e coraggio degli Imprenditori deve essere anche supportato dai
player economici per rendere sempre possibile costruire opportunit
e crescita per il futuro del nostro Paese.
Ma g a z i n e
IMPRESE IN AZIONE
IN PASSERELLA
LA TRANSIZIONE DEL
SISTEMA ITALIA
INTERVISTA A MARIO BOSELLI,
PRESIDENTE CAMERA DELLA MODA
di Serena Scarpello
Giornalista, Class CNBC
Sono ancora i grandi nomi del made in
Italy i migliori ambasciatori del nostro
Paese. A dirlo il regista indiscusso della
trasformazione della Camera della Moda,
Mario Boselli, da cinque anni a capo
dellIstituto italiano.
Dott. Boselli, il sistema Paese Italia
che, come ha affermato pi volte ha
campioni che tutto il mondo ci conti-
nua ad invidiare, si pu dire che oggi
funzioni?
Non pi di tanto, vi molto da fare sia sul
piano strutturale che per quanto riguar-
da la macchina dello Stato che non aiuta
certo a fare impresa in questo Paese.
Come valuta linteresse per il nostro
Paese?
Dipende, se parliamo di turismo, di stile
di vita, linteresse massimo. Se inve-
ce parliamo di propensione ad investi-
re nel nostro Paese, le statistiche non
sono certo incoraggianti, il suo posizio-
namento competitivo imbarazzante.
Ci nonostante le acquisizioni fat te da
alcuni grandi gruppi stranieri dimostra-
no di credere nellItalia.
E una decisione come quella di Loro
Piana?
esat tamente quello a cui mi riferivo
prima, la prova provata che nonostan-
te tut to si ha ancora fiducia nel Paese.
Noi preferiremmo che i marchi italiani
rimanessero tali ma va anche det to che
siamo contenti quando vanno in mani
per esempio francesi, parliamo di PPR,
Kering e LVHM. Le aziende che loro
hanno comprato in Italia hanno con-
tinuato ad essere degli emblemi del
made in Italy e hanno continuato ad
andar bene.
Quale valutazione fa invece dellinte-
resse del nostro Paese verso gli altri?
Limperati vo uno: espor t are, espor-
t are, espor t are, pi che non andare a
produrre all estero, perch cer te del o-
cali zzazi oni hanno fat to il l oro tempo.
MARIO BOSELLI
IL CLIMA NEGLI ULTIMI
TEMPI DAVVERO CAMBIATO,
PER ESEMPIO, PER QUANTO
RIGUARDA I RAPPORTI CON
LAMMINISTRAZIONE COMUNALE
DI MILANO, SI PU PARLARE
DI UNA RITROVATA ARMONIA
E DI UN RAPPORTO DI
PROFICUA COLLABORAZIONE,
NELLINTERESSE COMUNE CHE
QUELLO DI VALORIZZARE LA
CENTRALIT DELLA CITT
COME CAPITALE DEL
PRT PORTER ALTO.
43
Ma g a z i n e
Quale futuro vede per lambiente della
moda? In che modo si pu valorizzare
il rapporto con il territorio?
Il clima negli ultimi tempi davvero
cambiato, per esempio, per quanto ri-
guarda i rapporti con lamministrazione
comunale di Milano, si pu parlare di
una ritrovata armonia e di un rapporto
di proficua collaborazione, nellinteres-
se comune che quello di valorizzare
la centralit della cit t come capitale
del prt porter alto.
Come valuta la gestione del sistema
turistico e culturale italiano oggi?
I margini di miglioramento sono altis-
simi e dato che abbiamo la fortuna di
vivere in un museo a cielo aperto, vale
la pena di valorizzare queste risorse
in modo maggiormente sistematico ri-
spet to a come viene fat to oggi.
Oggi la Camera della Moda ingloba pi
che mai il gotha delle case di moda
e dellabbigliamento made in Italy.
Come si evolver?
In modo assolutamente positivo, per-
ch i protagonisti della moda italiana
sono entrati diret tamente nella gestio-
ne della Camera della Moda e non solo
met tendoci la faccia, ma anche do-
tandola di risorse finanziare importanti,
che permet teranno di fare cose buone
e belle per il Sistema.
Io credo che gli stilisti italiani siano bra-
vi e abbiano fat to molto finora per il
made in Italy. Il problema che sono
stati molto individualisti nel passato. La
Camera della Moda cera ma aveva po-
che risorse e soprat tut to loro non ci la-
voravano diret tamente. Il coinvolgimen-
to diret to degli stilisti il segnale che
44
GLI STILISTI ENTRANO NEL
CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA
CAMERA DELLA MODA CON
LOBIETTIVO DI UN FORTE
RILANCIO PER IL 2014. E CON
UN OCCHIO ATTENTO ALLA
PROMOZIONE DEI GIOVANI
TALENTI, IL VERO FUTURO DEL
MADE IN ITALY.
CRUNE DI AGHI PER
CAMMELLI
Maria Silvia Avanzato
Fazi Editore, 2013
hanno capi to che per quanto bravi,
avevano bi sogno di uni sti tuzi one che
li rappresent asse in modo uni t ari o.
Entrando l oro stessi a far par te del
consi gli o diret ti vo, ma anche met ten-
do a di sposi zi one dell a Camera dell e
ri sorse che prima non cerano. Quindi
dal 2014 soprat tut to i grandi brand
pagheranno mol to di pi ma con un
obi et ti vo di ril anci o.
In che modo supportate i giovani?
La Camera della Moda da sempre at-
tenta alla promozione e alla valorizzazio-
ne dei giovani talenti, che rappresentano
il futuro per il nostro made in Italy, e la
settimana della moda a Milano n sar
la prova: pi case giovani, promettenti,
ben posizionate nel calendario.
La Sala Sfilate di Palazzo Reale ospite-
r tre talenti emergenti e a Palazzo della
Ragione sfileranno le giovani promesse
del Nude. I progetti Nude e Next Gene-
ration, nei quali crediamo molto, rappre-
sentano delle grandi opportunit per i
giovani designer. Tali importanti inizia-
tive hanno consentito, anche in un pe-
riodo non favorevole dal punto di vista
della situazione congiunturale, di por-
tare sul mercato brand che si stanno
distinguendo per lalta qualit creativa
delle collezioni e per il notevole suc-
cesso che riscuotono.
Unultima domanda: da cosa dipende
la decisione di aver accorciato la set-
timana della moda di settembre?
Si presa questa decisione perch si
pensato che sia meglio avere una
set timana della moda forte e competi -
tiva, con sei giorni pieni ed energetici,
piut tosto che un set timo giorno debo-
le, ma ho limpressione che il cambia-
mento del clima ci costringer nelle
prossime edizioni a tornare ad una
set timana di set te giorni pieni, viste le
importanti nuove adesioni al calenda-
rio, ma vedremo
IMPRESE IN AZIONE


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LETTURE ASCOLTI & VISIONI
AMORE AI TEMPI
DELLO STAGE
UNO SQUARCIO DELLA REALT SENTIMENTALE DEI GIOVANI 2.0
a cura della Redazione di Libreriamo
Pubblichiamo la recensione di Vincenzo di Siena per l'entusiasmo
con cui ci consiglia questo libro "scritto con il cuore e con l'anima".
Chiariamo subito una cosa! Amore ai tempi dello stage, autrice le-
sordiente Alessia Bottone, non il classico libro sullamore, non
la storia struggente di un amore impossibile simil soap opera, o lin-
contro tra unumana ed un vampiro, o cose del genere. Il libro della
Bottone , invece, uno squarcio del presente, uno spaccato di una
realt vera, vissuta tutti i giorni dai giovani 2.0.
Le fondamenta di questo libro sono rappresentate dallamore, certo,
ma un amore non idealizzato o immaginato, bens un amore rea-
le, concreto, ed infatti, chi vi scrive ne sicuro, chi avr la fortuna
di leggerlo avr la sensazione di trovarsi di fronte ad uno specchio.
Prima o poi, sfogliando le pagine di questo piacevolissimo libro, ci si
riconoscer in uno dei personaggi-archetipi che lautrice ha messo in
scena. Ed proprio questa la forza che far di Amore ai tempi dello
stage un lavoro di sicuro successo!
Questo libro, che si legge facilmente e scorrevolmente, lideale per
chi ama leggere nel tempo libero senza la paura di trovarsi tra le
mani un mattone. Ha tutti gli ingredienti del successo: attenta os-
servazione della realt, ironia, dolcezza, amarezza, rassegnazione,
speranza. Il tutto mixato e miscelato con una maestria da veterana
da biblioteca dalla brava Alessia, la quale non sembra affatto una
principiante, una alle prime armi.
Evidentemente lautrice ha scritto con il cuore e con lanima, stes-
se cose che servono per leggerlo e capirlo. Perch per un lettore
superciale questinsieme di fogli non rappresenter nientaltro che
lennesimo libro su un tema frivolo, un libro buono per le adolescenti
ai primi amori. Ma ad una lettura pi attenta, ad una lettura con la-
nima appunto, esso apparir per quel che : un capolavoro di sintesi
della realt, una realt che investe dimpatto i giovani doggi, costretti
al precariato, a non sentire in s la possibilit di costruirsi un futuro,
perch senza lavoro non ci sono soldi e senza soldi non si program-
ma nemmeno una partita a bocce, giovani che poi, magari inconscia-
mente, trasferiscono questo senso di precariet anche nei rapporti
amorosi, uninstabilit sociale che investe tutti i campi.
Tra una risata ed una riessione amara, il lettore avr la sensazione di
immedesimarsi in uno spirito che dallalto guarda il mondo, con le sue
contraddizioni, e lagire degli attori principali, in questo caso i giovani.
Un libro consigliato per gli under dunque, ma anche per gli anta
che tanto spesso non riescono a comprendere le dinamiche della
giovent di oggi, perch afitta da problemi di spread, di PIL e di
tanti altre paroline di questo tipo. Insomma, un libro da leggere, che
non pu mancare nelle nostre librerie e, soprattutto, un contenuto
che non pu non toccarci lanima.
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Ma g a z i n e
48
POSTFAZIONE
di Luigi Chiarello
Curatore pagine Diritto e Impresa di Italia Oggi
Bisogna iniettare nel sistema
dosi massicce di sussidiariet.
Vanno liberati i talenti, capaci
di generare economia e oggi
frenati da burocrazia e clientele.
E va restituita sovranit ai decisori
politici pi vicini al cittadino, il cui
potere stato espropriato dallo
spread e da una Unione Europea
ancora carente di legittimazione.
Partiamo dai numeri: nel 2011 il sistema produttivo culturale ha
generato un volume daffari per quasi 76 mld di euro, pari al 5,4%
delleconomia del Paese, dando lavoro a 1 milione e 390 mila persone,
con una proiezione allestero tale da portare, nello stesso anno, a
esportare beni per oltre 38 mld. Nello stesso anno, il settore alimentare
fatturava 246 mld: il 15% del PIL nazionale. Mentre lexport alimentare
toccava quota 30 mld.
Due anni dopo, settembre 2013, secondo il World Economic Forum,
che ha censito 148 economie del mondo, lItalia 49 per competitivit,
mentre lIstat denuncia oltre 3 mln di disoccupati (+13,7% sul 2012).
A fronte di ci, nel primo trimestre di questanno il primario lunico
settore a far segnare un aumento del valore aggiunto in termini
congiunturali (+4,7%). Al contrario, lindustria cala del 4,1%, i servizi
dell1,4% e il PIL complessivamente del 2,4%.
Dunque, evidente come londa lunga della globalizzazione stia
trasformando il Paese. Ci che il mercato mondiale chiede allItalia
non manifattura a basso costo, ma bellezza, natura, gusto, design,
genuinit, stile di vita, qualit. In pratica, la sua cultura coniugata a
soluzioni innovative. Nonostante ci, il sistema Paese non sembra
accorgersene. Nel 2012 il numero complessivo di visitatori dei musei
statali italiani stato di 10 mln di persone (in calo sul 2011); la stessa
cifra di ingressi che ha messo a segno il Louvre di Parigi, da solo. Se
linteresse globale per la cultura aumenta di pari passo con la crescita
delle economie emergenti, lItalia non riesce a catturarlo. come se
beni culturali, territoriali e alimentari non avessero cittadinanza nelle
priorit politiche. A evidenziarlo un
dato che la dice lunga nella patria
di Machiavelli: il peso politico. Nella
logica di spartizione dei partiti,
allatto della formazione dei governi,
i ministeri che contano meno sono
Turismo (che non esiste pi), Beni
culturali, Ambiente e Politiche
alimentari. Esattamente quelli
dei settori che possono dare vie
duscita dalla crisi. Che fare?
La risposta arriva dalla storia: se c un periodo in cui lItalia stata
luce per il mondo, il Rinascimento. I territori in competizione tra loro
hanno portato i comuni a eccellere in arti e mestieri. Ci che oggi
visto come debolezza sistemica dello Stivale, la frammentazione, ha
prodotto il suo periodo pi fertile. Una ricchezza diffusa che trova
inconsapevole espressione nella tendenza tutta italiana a fare piccola
impresa. Dunque, il modello va rafforzato con un sco agevolato che
spinga le Pmi a federarsi e a far rete. E il talento a esportare. Va ribaltato
il tavolo (diceva Neruda), recuperando efcienza ai conti pubblici e
iniettando sussidiariet in un sistema che vede la sovranit dei corpi
intermedi e delle rappresentanze politiche territoriali espropriata.
Asciugata per un verso dalla pressione dei mercati nanziari (di fatto
extraterritoriali) e, per laltro, dalla progressiva devoluzione di poteri verso
unUnione Europea che accusa troppi decit di legittimazione. Solo
ridando ato alluomo motore di economia, i Leonardo del III millennio,
gli Steve Jobs di casa nostra, usciranno dai garage in cui sono costretti
da burocrazia e clientele, come i Prigioni di Michelangelo.
CI CHE IL MERCATO MONDIALE CHIEDE
ALLITALIA BELLEZZA, NATURA, GUSTO, DESIGN,
GENUINIT, STILE DI VITA, QUALIT. IN PRATICA,
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