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Ragionpolitica - Orgoglioso di essere occidentale

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di Marco Respinti
respinti@ragionpolitica.it

domenica 06 maggio 2012

Per molti versi, lorgoglio di essere e di dirsi occidentali continua a essere fuori moda. Ma don Gianni Baget Bozzo non se n invece mai vergognato, e in questo stato con altri profeta e maestro. Non se ne vergognava, don Gianni, sin dagli albori degli anni 1960, quando, assieme a un pugno di amici decisi a resistere al clima di quei tempi burrascosi anche guardando al riferimento stabile costituito dal filosofo Augusto del Noce (1910-1989) e fra quegli amici certamente figuravano almeno loperaio-filosofo Mario Marcolla (1929-2003), nonch il futuro fondatore di Alleanza Cattolica, Giovanni Cantoni , simbatt, tra laltro, nel pensiero di quegli analoghi resistenti dOltreoceano che, fra lo scherno livoroso dei pi, avevano da qualche tempo preso a descriversi coraggiosamente come conservatori.

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Si trattava di un nugolo di intellettuali cui gi seguivano le prime organizzazioni della societ civile alternative allo strapotere delle Sinistre e cui con crescente interesse cominciava a guardare anche una certa politica per nulla spaventati dal linguaggio della tradizione, delle realt permanenti, dei princpi non negoziabili e della cultura classica, persino della religione positiva. Fra tutti spiccava, per primazia e sagacia, Russell Kirk (1918-1994), che amava definirsi uomo di lettere indipendente e che gi allora era riconosciuto come il padre della rinascita conservatrice statunitense, a far data dagli anni 1950, nel segno della riscoperta del diritto naturale classico e cristiano. Ebbene, don Gianni, e quel suo pugno di sodali, furono tra i primi a riconoscere nel pensiero del mondo che da Kirk prendeva forma e che in Kirk si riconosceva, le stigmate di un orgoglio occidentale di cui il mondo europeo in decadenza fortemente abbisognava. Chi qui scrive a quel tempo non era nemmeno nato, e solo assai pi tardi simbatter qualcuno, ma non io, direbbe per caso in alcuni di quei pionieri, per primo Cantoni, quindi Marcolla, infine don Gianni. Nel mezzo vi era stata la scoperta della figura e dellopera di Kirk, presto scaturita in discepolato e in amicizia, coltivate sulle due sponde dellOceano Atlantico nuovo Mare Nostrum. Fu cos che matur la traduzione italiana di una delle opere kirkiane pi importanti, originariamente pubblicata negli Stati Uniti dAmerica nel 1974, curata dal sottoscritto con il titolo Le radici dellordine americano. La tradizione europea nei valori del Nuovo Mondo (Mondadori, Milano). Correva il 1996, e quel titolo epitomizzava e simboleggiava al meglio lidea di quellorgoglio occidentale che decenni prima aveva animato il citato gruppo di amici: il titolo essendo traduzione letterale delloriginale inglese, il sottotitolo essendo invece stato ideato e scelto dalleditore italiano con il sottoscritto che storceva il naso (in nome di una purezza filologica rispetto alloriginale inglese che per, con il senno di poi, non praticherei pi). Quando a Milano, in unaula dellUniversit degli Studi, leditore italiano, daccordo con lUSIS che allora ancora esisteva nel capoluogo lombardo , volle organizzare una presentazione pubblica del testo del maestro statunitense e quindi, con altri, invit don Gianni a svolgere relazione, incontrai di persona il sacerdote genovese per la prima volta. Dire adesso che don Gianni fosse un esperto conoscitore dellopera e del pensiero kirkiani sarebbe

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08/05/2012 10:58

Ragionpolitica - Orgoglioso di essere occidentale

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una bugia imperdonabile, ma verit vera il ricordare che lintesa tra il Kirk oramai scomparso da due anni e Baget Bozzo era sul serio perfetta. Don Gianni comprendeva profondamente, e sottoscriveva, il magistero culturale kirkiano contenuto ne Le radici dellordine americano, l dove il libro ripercorre alti e bassi della storia bi millenaria del Vecchio Continente, elencando uno dopo laltro i contributi offerti dal mondo ebraico (il monoteismo), dal mondo greco (la filosofia dellEssere) e dal mondo romano (la certezza del diritto) a quella storia dEuropa che, solo grazie al cristianesimo (autentico ritorno alla Gerusalemme vera), avrebbe fatto dellUrbe cattolicizzata il centro civile e religioso del mondo, lanciando lidea di Occidente. Mentre lamericano Kirk si sentiva figlio legittimo di questa storia e, dopo anni di dimenticanza, tornava a dirlo anzitutto ai propri compatrioti, Baget Bozzo ripeteva che proprio questa la storia da amare di quella parte del globo terrestre dove, pur tra errori e sbagli, lintegralit della persona umana, anzitutto nel suo rapporto libero e amorevole con il Creatore, rispettata ed esaltata. Fu per questo che don Gianni, pochi mesi dopo, volle che il sottoscritto presentasse lOccidente di Kirk al primo e unico congresso romano di formazione dei giovani quadri dirigenti di Forza Italia. Cari amici ex di Forza Italia, ex del cosiddettopolo, ex della Casa delle Libert, quando organizziamo il secondo congresso nazionale di formazione per quadri politici autenticamente dirigenti, noi che non ci vergogniamo di essere e di dirci occidentali, ma che ancora abbiamo da imparare molto sul come e sul quando da maestri quali Augusto del Noce, Mario Marcolla, Giovanni Cantoni, Russell Kirk e don Gianni Baget Bozzo?

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