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Per una societ a misura di uomo


e secondo il piano di Dio

In questo numero:
o Cristo, Re del mondo e Re della storia. Ges di Nazaret. Seconda parte di Papa Benedetto XVI o La tutela penale della persona e le ricadute giuridiche dellideologia del genere o 1861-2011. A centocinquantanni dallUnit dItalia. Quale identit?. Roma, 12 febbraio 2011 o 1861-2011. Unit e Risorgimento. La verit anzitutto o Le minacce alla libert religiosa nel secolo XXI o Tempo di scegliere

rivista trimestrale - anno XXXIX

gennaio-marzo 2011 5,00

Cristianit
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Cristo, Re del mondo e Re della storia Ges di Nazaret. Seconda parte di Papa Benedetto XVI
Massimo Introvigne
Esegesi storico-critica ed esegesi della fede Quattro anni dopo il primo volume1, Joseph Ratzinger-Benedetto XVI completa ancorch prometta ancora un piccolo testo sullinfanzia di Ges la sua grande opera su Ges Cristo con la seconda parte di Ges di Nazaret2. Come aveva chiarito nella prima parte, non si tratta di un atto magisteriale, ancorch molti temi trovino puntuali consonanze in testi del Magistero del regnante Pontefice. La consonanza riguarda, anzitutto, il metodo con cui lillustre autore si accosta alla Scrittura. Una cosa scrive in un brano della Premessa (pp. 510), non breve ma che vale la pena di citare integralmente perch definisce metodologicamente tutta lopera mi sembra ovvia: in 200 anni di lavoro esegetico, linterpretazione storico-critica ha ormai dato ci che di essenziale aveva da dare. Se lesegesi biblica scientifica non vuole esaurirsi in sempre nuove ipotesi diventando teologicamente insignificante, deve fare un passo metodologicamente nuovo e riconoscersi nuovamente come disciplina teologica, senza rinunciare al suo carattere storico. Deve imparare che lermeneutica positivistica da cui essa prende le mosse non espressione della ragione esclusivamente valida che ha definitivamente trovato se stessa, ma costituisce una determinata specie di ragionevolezza storicamente condizionata, capace di correzione e di integrazioni e bisognosa di esse. Tale esegesi deve riconoscere che unermeneutica della fede, sviluppata in modo giusto, conforme al testo e pu congiungersi con unermeneutica storica consapevole dei propri limiti per formare uninterezza metodologica. Naturalmente, questa congiunzione di due generi di ermeneutica molto differenti tra loro un compito da realizzare sempre di nuovo. Ma tale congiunzione possibile, e attraverso di essa le grandi intuizioni dellesegesi patristica potranno in un contesto nuovo tornare a portar frutto [...]. Non pretendo di asserire che nel mio libro questa congiunzione delle due ermeneutiche sia ormai cosa compiuta fino in fondo. Spero per di aver gi fat1 2

Cfr. Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, Ges di Nazaret, trad. it., Rizzoli, Milano 2007. Cfr. Idem, Ges di Nazaret. Seconda Parte. Dallingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione, trad. it., Libreria Editrice Vaticana, Citt del Vaticano 2011; a questopera rimandano tutti i successivi riferimenti fra parentesi nel testo.

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 to un buon passo in tale direzione. In ultima analisi si tratta di riprendere finalmente i principi metodologici per lesegesi formulati dal Concilio Vaticano II (in Dei Verbum 12) un compito finora purtroppo quasi per nulla affrontato (pp. 6-7). Bench lopera sia stata completata prima dellesortazione apostolica postsinodale Verbum Domini3, il brano che ho appena citato sia riassume il tema centrale di tale documento del Pontefice sia annuncia che il testo si propone di farne puntuale applicazione. La Verbum Domini , in larga parte, una spiegazione e uninterpretazione della Costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione Dei Verbum4 del Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965), e in particolare proprio del suo numero 12, richiamato anche nella seconda parte di Ges di Nazaret. Lesortazione, interpretando il documento conciliare, chiarisce che lesegesi storico-critica pu dare contributi validi purch non pretenda di essere lunica o lultima chiave di lettura del testo biblico, che va sempre letto nel contesto della fede della Chiesa la cui definizione spetta al Magistero. La Verbum Domini afferma precisamente che se si rispettano queste premesse congiungere unermeneutica scientifica e una della fede possibile, e corrisponde sia allo spirito dellimpresa gi avviata dai Padri della Chiesa sia alle vere intenzioni del Concilio Ecumenico Vaticano II, purtroppo quasi per nulla rispettate nella crisi postconciliare. Qui in quello che, ripetiamolo, non un documento del Magistero il Papa ribadisce la stessa prospettiva, ma insieme fa qualcosa di pi: mostra come in concreto possibile la congiunzione delle due ermeneutiche a proposito di aspetti centrali per la nostra fede della vicenda di Ges Cristo. Riassumere tutti i temi di questo ricchissimo volume impossibile. Mi limiter dunque, seguendo lordine dei capitoli, a segnalarne alcuni fra i principali. Lingresso in Gerusalemme Il primo capitolo dellopera presenta lIngresso in Gerusalemme e purificazione del tempio (pp. 11-34) con la cacciata dei mercanti. Emerge gi qui il tema centrale del libro: Cristo Re, e la sua regalit che ha anche una dimensione sociale non stata capita dai suoi contemporanei e talora non compresa neppure da noi. Ges entra in citt su un asino preso in prestito, che subito dopo far riportare al suo padrone (p. 13). La scelta dellasino sottolinea lumilt di Ges, ma insieme il Signore [...] rivendica il diritto regale della requisizione di mezzi di trasporto, un diritto noto in tutta lantichit (ibidem). Anche il fatto che si tratti di un animale, sul quale non ancora salito nessu3

Cfr. Benedetto XVI, Esortazione Apostolica Postsinodale Verbum Domini allEpiscopato, al Clero, alle Persone Consacrate e ai Fedeli Laici sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa, del 30-9-2010. 4 Cfr. Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione Dei Verbum, del 18-11-1965. 2

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 no, rimanda a un diritto regale (ibidem). Pubblicamente, Ges rivendica, di fatto, un diritto regale (p. 15). La cacciata dei mercanti dal tempio sar imputata a Ges nel processo, e sar decisiva per la sua condanna, anche se secondo Papa Benedetto XVI [...] giusta la tesi, motivata minuziosamente soprattutto da Vittorio Messori, secondo cui Ges nella purificazione del tempio agiva in sintonia con la legge impedendo un abuso nei confronti del tempio (p. 23). Contro la falsa interpretazione delle teologie della rivoluzione (p. 25), il Papa sottolinea che Ges [...] non viene con la spada del rivoluzionario (p. 34) n viola la legge. Ma Ges sar condannato non per le sue azioni nel tempio ma per la giustificazione che ne d, dove rivendica una regalit messianica, per quanto si tratti di una regalit che non fa appello alla violenza ma alla verit e alla giustizia. Si tratta di un aspetto della regalit di Ges che opportuno richiamare oggi, quando i risultati terribili di una violenza motivata religiosamente stanno in modo troppo drastico davanti agli occhi di tutti noi. La violenza non instaura il regno di Dio, il regno dellumanesimo. , al contrario, uno strumento preferito dallanticristo per quanto possa essere motivata in chiave religioso-idealistica. Non serve allumanesimo, bens alla disumanit (p. 25). Nello stesso tempo, il fatto che Ges sinteressi, cacciandone i mercanti, di quel cortile dei gentili che era riservato ai non ebrei interessati a conoscere qualcosa delle cerimonie del tempio un tema che Papa Benedetto XVI ha trattato in modo approfondito nel Discorso alla Curia Romana per la presentazione degli auguri natalizi del 21 dicembre 20095 , e che i Vangeli ci ricordino la presenza in quella sede di greci, sottolinea il carattere universale della sua regalit. Questa non limitata ai soli ebrei, cos che sintende subito che cosa diversa da quella restaurazione della monarchia dIsraele che alcuni attendevano. Il discorso escatologico Il secondo capitolo si concentra su Il discorso escatologico di Ges (pp. 35-64) sulla distruzione del tempio, il testo pi difficile in assoluto dei Vangeli (p. 37). Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco: la vostra casa vi sar lasciata deserta (Mt. 23, 37-38). Lavvento di Cristo Re comporta la fine del vecchio sistema religioso incentrato sul tempio: Dio se ne va. Il tempio non pi il luogo dove Egli ha posto il suo nome. Sar vuoto; ora soltanto la vostra casa (p. 36).
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Cfr. Benedetto XVI, Discorso ai Cardinali, agli Arcivescovi e ai Prelati della Curia Romana per la presentazione degli auguri natalizi, del 21-12-2009, in Insegnamenti di Benedetto XVI, vol. V, 2, 2009. (Luglio-Dicembre), Libreria Editrice Vaticana, Citt del Vaticano 2010, pp. 774-783 (p. 782). 3

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 In questo discorso il Pontefice distingue tre temi. Il primo la profezia della distruzione del tempio nel 70 d.C. Non si tratta solo di un grande eccidio qualche storico antico parla di un milione di morti, anche se la storiografia moderna ritiene pi realisticamente che le vittime siano state circa ottantamila ma di un fatto teologico. Per il giudaismo, la cessazione del sacrificio, la distruzione del tempio dovette essere uno shock tremendo. Tempio e sacrificio stanno al centro della Tor. Ora non cera pi nessuna espiazione nel mondo, niente che potesse far da contrappeso al suo crescente inquinamento in conseguenza del male. E ancora: Dio, che su questo tempio aveva posto il suo nome e quindi, in modo misterioso, abitava in esso, ora aveva perso questa sua dimora sulla terra. Dove era lalleanza? Dove la promessa? Una cosa chiara: la Bibbia lAntico Testamento doveva essere letta in un modo nuovo (p. 44). Naturalmente, questa lettura nuova prende due strade molto diverse: quella rabbinica, per cui il ruolo del tempio preso almeno provvisoriamente dalla scrupolosa osservanza della Legge, e quella cristiana, per cui del tempio non c pi bisogno perch il vero tempio ormai la persona regale di Ges Cristo. [...] la cristianit nascente, molto prima della distruzione materiale del tempio, era convinta che il ruolo di esso nella storia della salvezza era giunto al termine come Ges aveva preannunciato con la parola sulla casa lasciata deserta e con il discorso sul nuovo tempio (p. 49). [...] Ges stesso ha preso il posto del tempio, Lui il nuovo tempio (p. 50). Il secondo tema del discorso lannuncio dei tempi dei pagani, in cui il Vangelo deve arrivare non solo agli ebrei ma a tutti i popoli. A questo serve il tempo intermedio fra la distruzione del tempio e la fine del mondo. Quanto durer oggetto di speculazioni infinite, ai tempi dei primi cristiani come oggi, ma secondo il Pontefice [...] in fin dei conti secondario (p. 55). Quello che conta che [...] il Vangelo deve essere portato in tutto il mondo e a tutti gli uomini: solo dopo, la storia pu raggiungere la sua meta (p. 58). Nel frattempo Israele conserva la propria missione. Sta nelle mani di Dio, che al tempo giusto lo salver interamente, quando il numero dei pagani sar completo (ibidem). Il terzo [...] elemento essenziale del discorso escatologico di Ges lavvertimento contro gli pseudo messia e contro le fantasticherie apocalittiche (p. 60). Il discorso della fine si concentra in Ges: [...] il contesto cosmico diventa secondario e anche la questione cronologica perde di importanza (p. 62). Quasi condannando in anticipo le tante speculazioni millenaristiche di cui sar ricca la storia del cristianesimo, Ges vuole distoglierci dalla curiosit superficiale (p. 64) su quando e come sar la fine del mondo. Date e ore non sono pi cos importanti, se la Parola definitiva di Dio gi stata detta in Ges Cristo. In questa persona lavvenire ora presente. Il futuro, in fin dei conti, non ci porr in una situazione diversa da quella che nellincontro con Ges gi realizzata (p. 62).
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 Sono cos negate le speculazioni cosmiche di tipo pi o meno esoterico o astrologico. Questa relativizzazione dellelemento cosmico, o meglio: la sua centratura nella sfera personale, si mostra con particolare chiarezza nella parola finale della parte apocalittica: Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno (Mc 13,31). La parola, quasi un nulla a confronto col potere enorme dellimmenso cosmo materiale, un soffio del momento nella grandezza silenziosa delluniverso la parola pi reale e pi durevole che lintero mondo materiale. la realt vera ed affidabile: il terreno solido sul quale possiamo appoggiarci e che regge anche nelloscurarsi del sole e nel crollo del firmamento. Gli elementi cosmici passano; la parola di Ges il vero firmamento, sotto il quale luomo pu stare e restare (p. 63). La lavanda dei piedi Il terzo capitolo entra in quella che lautore chiama lora di Ges (p. 66), cominciando dai testi che precedono e accompagnano lepisodio de La lavanda dei piedi (pp. 65-90). Ges qui, come anche altre volte nel Vangelo di Giovanni, parla del suo essere uscito dal Padre e del suo ritorno a Lui (p. 67). Vi stato certo il rischio di uninterpretazione neo-platonica, in quanto la coppia uscita-ritorno [...] potrebbe suscitare il ricordo dellantico schema dellexitus e reditus, delluscita e del ritorno, come stato elaborato specialmente nella filosofia di Plotino [203 o 205-270] (ibidem). molto importante per il Papa mostrare che non cos, perch la posta in gioco una corretta valutazione dellumanit e della carne, contro ogni disprezzo neoplatonico o gnostico. Luscire e tornare illustrato da Giovanni, per, totalmente diverso da ci che pensato nello schema filosofico. Poich in Plotino come nei suoi seguaci, luscire, che l prende il posto dellatto divino della creazione, una discesa che alla fine diventa un declino: dallelevatezza dellunico in gi verso zone sempre pi basse dellessere. Il ritorno consiste poi nella purificazione dalla sfera materiale, in una graduale risalita e in purificazioni che tolgono ci che inferiore e infine riconducono nellunit del divino. Luscire di Ges invece presuppone innanzitutto la creazione non come declino, ma come atto positivo della volont di Dio. poi un processo dellamore che, proprio nella discesa, dimostra la sua vera natura per amore verso la creatura, per amore verso la pecorella smarrita rivelando cos nel discendere ci che veramente divino. E il Ges di ritorno non si sbarazza affatto della sua umanit come se fosse una cosa contaminante. Lo scopo della sua discesa era di accettare e di accogliere lumanit intera, il ritorno insieme con tutti gli uomini il ritorno di ogni carne. In questo ritorno si realizza una novit: Ges non ritorna da solo. Non abbandona la carne, ma attira tutti a s (pp. 67-68). Nello stesso episodio della lavanda dei piedi ritorna il contrasto con le prospettive neoplatoniche e gnostiche che svalutano il corpo. Per Plotino diven5

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 ta puro chi [...] si purifica dalla componente materiale (p. 72). Al contrario Ges purifica la (ibidem) componente materiale, cos che non giustificato nessun sospetto nei confronti della sfera materiale, del corpo (p. 73). Sulla lavanda dei piedi il richiamo comune nellesegesi quello allimportanza dei rituali di purificazione nel mondo ebraico. vero che a questi rituali Ges d un senso nuovo, ma occorre insiste il Papa essere attenti a non leggere la novit in un senso semplicemente moralistico. Lesegesi liberale ha detto che Ges avrebbe sostituito la concezione rituale della purit con quella morale: al posto del culto e del suo mondo subentrerebbe la morale. Allora il cristianesimo sarebbe essenzialmente una morale, una specie di riarmo etico. Ma con ci non si rende giustizia alla novit del Nuovo Testamento (p. 70). Non sarebbe neppure corretto dire che il Signore ha sostituito alla morale della Legge una morale pi elevata e nuova. Al posto della purezza rituale non semplicemente subentrata la morale, ma il dono dellincontro con Dio in Ges Cristo (p. 72). La lavanda dei piedi pure, rileva il Papa, unallusione certo ancora velata alla confessione sacramentale: ci siamo gi lavati, nel Battesimo, ma dobbiamo sempre lavarci di nuovo, nella confessione. Sullo sfondo, comincia pure a emergere la figura inquietante di Giuda, cos come si mostrano le reticenze e le incomprensioni di Pietro. I Vangeli vogliono mostrarci, profeticamente, che la rottura dellamicizia giunge fin nella comunit sacramentale della Chiesa, dove sempre di nuovo ci sono persone che prendono il suo pane e lo tradiscono (p. 81). Vediamo come Giuda [...] attraverso una serie di forme apparentemente minute di infedelt, decada spiritualmente e cos alla fine, uscendo dalla luce, entri nella notte e non sia pi capace di conversione. In Pietro vediamo unaltra specie di minaccia, anzi di caduta, che per non diventa diserzione e pu quindi essere risanata mediante la conversione (p. 83). La preghiera sacerdotale Il quarto capitolo commenta La preghiera sacerdotale di Ges (pp. 91118), espressione, come ci ricorda il Pontefice, oggi comune coniata nel secolo XVI dal teologo luterano David Chytraeus (1530-1600). Fra gli esegeti contemporanei, nota il Papa, stato soprattutto padre Andr Feuillet P.S.S. (19091998) a offrire la chiave per la giusta comprensione di questo grande testo [...]. Egli dimostra che questa preghiera comprensibile solo sullo sfondo della liturgia della festa giudaica dellEspiazione (Yom kippr) (p. 91). Nella vicenda di Ges il rito dello Yom Kippr diventa reale: avviene realmente, non pi soltanto in modo simbolico. In questa festa dellEspiazione ogni anno il Sommo Sacerdote pronuncia il nome di Dio normalmente indicibile e rid a Israele, dopo un anno di trasgressioni, il suo carattere di popolo santo. Cos,
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 restaura larmonia del mondo perch per lebraismo il mondo esiste non per se stesso ma come spazio per lalleanza fra Dio e il suo popolo, Israele. Ges insieme Re e Sommo Sacerdote. La preghiera di Ges Lo manifesta come il sommo sacerdote del grande giorno dellEspiazione. La sua croce e il suo innalzamento costituiscono il giorno dellEspiazione del mondo, in cui lintera storia del mondo, contro tutta la colpa umana e tutte le sue distruzioni, trova il suo senso, viene introdotta nel suo vero perch e dove (pp. 93-94). Il Papa sottolinea qui [...] il tema della consacrazione e del consacrare il tema che indica nel modo pi forte la connessione con levento della riconciliazione e col sommo sacerdozio (p. 100). Nella preghiera sacerdotale c una triplice consacrazione: il Padre ha consacrato il Figlio e lo ha mandato nel mondo; il Figlio consacra se stesso e chiede che, a partire dalla sua consacrazione, i discepoli siano consacrati nella verit (p. 101). La consacrazione nella verit porta allunit per cui Ges prega. Ma lunit invisibile della comunit non basta (p. 113). Il Pontefice critica in particolare il teologo luterano Rudolf Bultmann (1884-1976), secondo cui lunit della preghiera sacerdotale si riferirebbe a ununit invisibile e morale fra i cristiani che prescinde da una struttura o da una Chiesa. Si tratta invece dellunit visibile nellunica Chiesa di Ges Cristo. Perch [...] la tradizione venga mantenuta (p. 115), scrive il Papa, sono necessarie tre cose: la Scrittura, il Simbolo della fede e la successione apostolica. In questa preghiera dunque veramente [...] si compie listituzione della Chiesa, anche se la parola Chiesa non viene usata (p. 117). LUltima Cena Per il Papa, in questo libro, sempre importante una rivendicazione [...] della reale storicit degli avvenimenti essenziali. Il messaggio neotestamentario non soltanto unidea; per esso determinante proprio lessere accaduto nella storia reale di questo mondo: la fede biblica non racconta storie come simboli di verit meta-storiche, ma si fonda sulla storia che accaduta sulla superficie di questa terra (p. 119). Se Ges non ha dato ai discepoli pane e vino come suo corpo e suo sangue, allora la Celebrazione eucaristica vuota una devota finzione, non una realt che fonda la comunione con Dio e degli uomini tra loro (pp. 119-120). Utilizzando il metodo proposto allinizio dellopera possiamo essere certi che LUltima Cena cui dedicato il quinto capitolo (pp. 119-163) un evento storico realmente accaduto, e [...] guardare tranquillamente le ipotesi esegetiche che, da parte loro, troppo spesso si presentano con un pathos di certezza che viene confutato gi dal fatto che posizioni contrarie vengono proposte continuamente con lo stesso atteggiamento di certezza scientifica (p. 121). Questo non significa che non rimangano problemi ermeneutici aperti. Il primo e il pi discusso dagli esegeti riguarda la data: fu davvero una cena pasquale o no? I tre Vangeli sinottici collocano lUltima Cena al gioved, vigilia
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 della Pasqua che quellanno cadeva di venerd. Per san Giovanni lUltima Cena accade invece prima della vigilia di Pasqua. Nel giorno della vigilia si celebra il processo, cos che Ges per san Giovanni muore nel momento in cui gli agnelli pasquali sono immolati. Questa coincidenza teologicamente importante, che Ges muoia contemporaneamente con limmolazione degli agnelli pasquali, ha indotto molti studiosi a liquidare la versione giovannea come cronologia teologica. Giovanni avrebbe cambiato la cronologia per creare questa connessione teologica che, tuttavia, nel Vangelo non viene manifestata esplicitamente. Oggi, per, si vede sempre pi chiaramente che la cronologia giovannea storicamente pi probabile di quella sinottica (p. 125). In effetti, improbabile che un processo complesso come quello di Ges sia stato celebrato dalle autorit ebraiche e romane nel giorno di festa della Pasqua. E tuttavia lUltima Cena sembra proprio una cena pasquale. Come conciliare le due prospettive? Il Papa ricorda i lavori della storica francese Annie Jaubert (1912-1980), secondo cui erano qui allopera due diversi calendari. I discepoli ne seguivano uno arcaico adottato dagli Esseni di Qumran per cui Pasqua cadeva al mercoled e non al venerd. Dunque per loro il giorno dellUltima Cena era la vigilia di Pasqua come ci dicono i sinottici ma per le autorit, che seguivano il calendario nuovo, non lo era, come lascia intendere san Giovanni. Ma secondo il Papa le tracce, pure esistenti, secondo cui gli apostoli sarebbero stati vetero-calendaristi [...] sono troppo deboli per poter convincere (p. 127) totalmente. Il Papa espone la tesi della Jaubert perch la giudica suggestiva e non impossibile. Ma ultimamente preferisce linterpretazione dello storico statunitense don John Paul Meier, secondo il quale bisogna scegliere fra la cronologia sinottica e quella giovannea, e la pi probabile delle due quella di Giovanni. Ma perch allora lUltima Cena ha un carattere pasquale? La risposta di Meier sorprendentemente semplice e sotto molti aspetti convincente. Ges era consapevole della sua morte imminente. Egli sapeva che non avrebbe pi potuto mangiare la Pasqua. In questa chiara consapevolezza invit i suoi ad unultima cena di carattere molto particolare, una cena che non apparteneva a nessun determinato rito giudaico, ma era il suo congedo, in cui Egli dava qualcosa di nuovo, donava se stesso come il vero Agnello, istituendo cos la sua Pasqua (p. 130). LUltima Cena ha unimportanza decisiva nella nostra vita di cristiani perch il momento dellistituzione dellEucarestia. Di questa abbiamo vari resoconti, di cui il pi antico cronologicamente quello di san Paolo, in quanto la Prima Lettera ai Corinzi fu scritta nellanno 56 circa (p. 132) ed pi antica dei Vangeli. Le differenze testuali fra le versioni sono interessanti, ma non cruciali. La questione pi grave lobiezione di molti teologi moderni secondo cui [...] ci sarebbe una contraddizione irrisolvibile tra il messaggio di Ges circa il regno di Dio e lidea della sua morte espiatoria in funzione vicaria (p. 135).
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 Per il Papa importante rendersi conto che la ragione di questo non sta nei dati storici: come abbiamo visto, i testi eucaristici appartengono alla tradizione pi antica. In base ai dati storici niente pu esservi di pi originale che proprio la tradizione della cena. Ma lidea di unespiazione cosa inconcepibile per la sensibilit moderna (p. 136). In realt dunque [...] la discussione solo apparentemente un dibattito storico (ibidem): non si crede allEucarestia non perch manchino i riferimenti testuali che sono, al contrario, certissimi ma perch urta contro il razionalismo moderno. Per capire le parole e i gesti di Ges occorre dunque [...] la disponibilit di non semplicemente contrapporre al Nuovo Testamento in modo critico-razionale la nostra saccenteria, ma di imparare e di lasciarci guidare: la disponibilit a non travisare i testi secondo i nostri concetti, ma a lasciar purificare ed approfondire i nostri concetti dalla sua parola (p. 137). A urtare la mentalit moderna non solo il miracolo del pane e del vino. lidea stessa che per salvarci il Figlio di Dio abbia dovuto morire sulla croce. Si sono dunque elaborate spiegazioni secondo cui Dio avrebbe offerto a Israele la fede nel Signore e, se questa offerta non fosse stata rifiutata, si sarebbe entrati subito nel regno messianico di Ges Cristo senza passare per la croce. Nel 1929, Erik Peterson [1890-1960], nel suo articolo sulla Chiesa un articolo che ancora oggi vale assolutamente la pena di leggere ha sostenuto la tesi che la Chiesa esiste solo sulla base del presupposto che gli Ebrei come popolo eletto di Dio non hanno accolto la fede nel Signore. Se avessero accettato Ges, il Figlio delluomo sarebbe ritornato e il regno messianico, in cui gli Ebrei avrebbero occupato il posto pi importante, avrebbe preso inizio (Theologische Traktate, p. 247). Romano Guardini [1885-1968] nelle sue opere su Ges ha accolto e modificato questa tesi. Per lui il messaggio di Ges comincia chiaramente con lofferta del regno; il no di Israele avrebbe suscitato la nuova fase della storia della salvezza, di cui fanno parte morte e risurrezione del Signore e la Chiesa delle genti (p. 139). Che cosa pensare di queste tesi? Per quanto frutto dellingegno di autori illustri e bene intenzionati, secondo il Papa esse non possono essere accolte. Al contrario, il gi citato don John Paul Meier la cui opinione Benedetto XVI approva e fa sua ha mostrato che una distinzione cronologica in questo senso impossibile e che la Croce presente fin dallinizio. Non esiste una contraddizione tra il lieto messaggio di Ges e la sua accettazione della croce quale morte per i molti, al contrario: solo nellaccettazione e trasformazione della morte, il lieto annuncio raggiunge tutta la sua profondit (p. 142). Dalle interpretazioni di Peterson e di Guardini vanno poi distinte le tesi meramente razionaliste secondo cui lEucarestia sarebbe uninvenzione dei primi cristiani. Queste tesi, spiega il Pontefice, sono semplicemente assurde. [...] lidea del formarsi dellEucaristia nellambito della comunit anche dal punto di vista storico assolutamente assurda. Chi avrebbe potuto permettersi di
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 concepire un tale pensiero, di creare una tale realt? Come avrebbe potuto essere che i primi cristiani evidentemente gi negli anni 30 accettassero una simile invenzione senza fare obiezioni? (ibidem). Quando parler della morte di Ges, il Papa noter ancora la stessa obiezione. Sempre di nuovo si dice: Non forse un Dio crudele colui che richiede unespiazione infinita? Non questa unidea indegna di Dio? Non dobbiamo forse, a difesa della purezza dellimmagine di Dio, rinunciare allidea di espiazione? (p. 258). Ma la sporcizia c nel mondo, e c per colpa nostra, per colpa del peccato degli uomini. Non pu essere semplicemente ignorata, deve essere smaltita. Ora, tuttavia, non che da un Dio crudele venga richiesto qualcosa di infinito. proprio il contrario: Dio stesso si pone come luogo di riconciliazione e, nel suo Figlio, prende la sofferenza su di s. Dio stesso introduce nel mondo come dono la sua infinita purezza. Dio stesso beve il calice di tutto ci che terribile e ristabilisce cos il diritto mediante la grandezza del suo amore, che attraverso la sofferenza trasforma il buio (pp. 258-259). Ulteriormente approfondito e compreso dalla comunit cristiana attraverso la riflessione sul sacrificio dei martiri, anche oggi il mistero dellespiazione non deve essere sacrificato a nessun razionalismo saccente (p. 267) Nel capitolo quinto, il Pontefice affronta quindi la dibattuta questione del pro multis, che ha preoccupato soprattutto i liturgisti: il sangue di Ges Cristo stato versato per molti come risulta da Matteo 26, 28 e da Marco 14, 24, o per tutti, come sentiamo dire in Italia nella versione in lingua italiana della formula della consacrazione nella Messa? Il Papa cita il teologo luterano tedesco Joachim Jeremias (1900-1979), il quale [...] ha cercato di mostrare che la parola molti nei racconti sullistituzione sarebbe un semitismo e che quindi dovrebbe essere letta non a partire dal significato della parola greca, ma in base ai corrispondenti testi veterotestamentarii. Egli cerca di dimostrare che la parola molti nellAntico Testamento significa la totalit e quindi in realt sarebbe da tradurre con tutti (p. 153), sulla base soprattutto di un parallelo con Isaia 53. La tesi di Jeremias, ricorda il Papa, [...] si allora presto affermata ed divenuta una comune convinzione teologica. In base ad essa, nelle parole della consacrazione, il molti stato tradotto in diverse lingue con tutti. Versato per voi e per tutti, cos in vari Paesi i fedeli durante la Celebrazione eucaristica sentono oggi le parole di Ges (ibidem). Senonch, mentre i liturgisti facevano il loro lavoro, [...] questo consenso tra gli esegeti si nuovamente frantumato. Lopinione prevalente tende oggi verso la spiegazione che molti in Isaia 53 e anche in altri punti, pur significando una totalit, non possa essere semplicemente equiparato con tutti (ibidem). Pi recentemente si affermata la tesi dello storico cattolico della liturgia Joseph Paschler (1893-1979) secondo cui il versato si riferisce non al sangue di Ges Cristo, in effetti versato per tutti, ma al calice, che raggiunger i molti che
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 parteciperanno allEucarestia ma non tutti gli uomini. Per quanto questa spiegazione, nota il Papa, sia pi persuasiva per il Vangelo di Marco che per quello di Matteo, nel contesto generale dei Vangeli e della Chiesa primitiva [...] si rende sempre pi evidente che Egli [Ges] di fatto morto per tutti (p. 156), cos com chiaro che non tutti accettano o accetteranno la chiamata nella Chiesa. certo che Ges abbia chiesto ai suoi discepoli di ripetere il gesto dellUltima Cena: ma qual precisamente la cosa che il Signore ha ordinato di ripetere? (p. 157). Non solo il banchetto o la cena, ma il sacrificio. A fronte di equivoci o incertezze, questo punto secondo il Papa va sistematicamente ribadito. Il Pontefice cita unespressione di padre Josef Andreas Jungmann S.J. (1889-1975), che definisce grande studioso della storia della Celebrazione eucaristica e uno degli architetti della riforma liturgica (p. 160), secondo cui ci che la Chiesa celebra nella Messa non lultima cena, ma ci che il Signore, durante lultima cena, ha istituito ed affidato alla Chiesa: la memoria della sua morte sacrificale (Messe im Gottesvolk, p. 24) (ibidem). Lo stesso liturgista nota, ricorda il Papa, che nella Chiesa fino alla Riforma del secolo XVI, per la celebrazione dellEucaristia non viene mai usato un nome che significhi convito (p. 23, nota 73) (p. 161). No, la Messa cattolica non una semplice cena. Il Getsemani Il sesto capitolo dedicato al Getsmani (pp. 165-187). Il nome Getsemani, spiega il Papa, indicava [...] una fattoria con un frantoio in cui le olive venivano spremute (p. 168). Ma san Giovanni nel suo Vangelo (18, 1 e 19, 41) usa ripetutamente la parola giardino, e non lo fa per caso. evidente che Giovanni con la parola giardino allude al racconto del Paradiso e del peccato originale. Vuole dirci che qui quella storia viene ripresa. Nel giardino avviene il tradimento, ma il giardino anche il luogo della risurrezione. Nel giardino, infatti, Ges ha accettato fino in fondo la volont del Padre, lha fatta sua e cos ha capovolto la storia (p. 169). A questa volont hanno per difficolt a conformarsi perfino i discepoli pi vicini. Si pu dire di Pietro che [...] il suo atteggiamento rispecchi la tentazione continua dei cristiani, anzi anche della Chiesa: senza la croce arrivare al successo (p. 171). Lappello, poi inascoltato , ai discepoli perch veglino e preghino per non cadere in tentazione [...] pur riferendosi proprio a quellora [...] rimanda in anticipo alla storia futura della cristianit. La sonnolenza dei discepoli rimane lungo i secoli loccasione favorevole per il potere del male. Questa sonnolenza un intorpidimento dellanima, che non si lascia scuotere dal potere del male nel mondo, da tutta lingiustizia e da tutta la sofferenza che devastano la terra. uninsensibilit che preferisce non percepire tutto ci; si tranquillizza col pensiero che tutto, in fondo, non poi tanto grave, per poter cos continuare nellautocompiacimento della propria esistenza soddisfatta. Ma
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 questa insensibilit delle anime, questa mancanza di vigilanza sia per la vicinanza di Dio che per la potenza incombente del male conferisce al maligno un potere nel mondo (pp. 172-173). Si molto insistito sullangoscia di Ges nel Getsemani, ma secondo il Papa importante non perdere mai di vista chi Ges, il Re del mondo e della storia, in modo da contrastare ogni interpretazione meramente psicologica. Nel Getsemani Egli vede con estrema chiarezza lintera marea sporca del male, tutto il potere della menzogna e della superbia, tutta lastuzia e latrocit del male, che si mette la maschera della vita e serve continuamente la distruzione dellessere, la deturpazione e lannientamento della vita. Proprio perch il Figlio, Egli sente profondamente lorrore, tutta la sporcizia e la perfidia che deve bere in quel calice a Lui destinato: tutto il potere del peccato e della morte. Tutto questo Egli deve accogliere dentro di s, affinch in Lui sia privato di potere e superato (p. 175). Siamo dunque su un piano diverso da quello della semplice paura della morte. Langoscia di Ges una cosa molto pi radicale di quellangoscia che assale ogni uomo di fronte alla morte: lo scontro stesso tra luce e tenebre, tra vita e morte il vero dramma della scelta che caratterizza la storia umana. In questo senso possiamo con [Blaise] Pascal [1623-1662] in modo tutto personale applicare lavvenimento del Monte degli ulivi anche a noi: anche il mio peccato era presente in quel calice spaventoso. Quelle gocce di sangue, le ho versate per te, sono le parole che Pascal sente rivolte a s dal Signore in agonia sul Monte degli ulivi (cfr Penses, VII 553) (p. 176). Lepisodio del Getsemani sempre stato considerato dalla Chiesa una finestra privilegiata per guardare allinterno del mistero di Ges e della sua natura insieme umana e divina, e nello stesso tempo unica e indivisa. In nessunaltra parte della Sacra Scrittura guardiamo cos profondamente dentro il mistero interiore di Ges come nella preghiera sul Monte degli ulivi. Non per caso, quindi, la ricerca appassionata della Chiesa antica per la comprensione della figura di Ges Cristo ha trovato la sua forma conclusiva nella riflessione, guidata dalla fede, sulla preghiera del Monte degli ulivi (pp. 177-178). Com noto, questa lunga riflessione sfocia nel Concilio di Calcedonia (451) e nella formula definitiva secondo cui Ges Cristo ununica persona con una duplice natura, umana e divina. Ma [...] la recezione di Calcedonia nota il Papa avanzata in modo molto intricato e tra accaniti litigi (p. 179), determinando gli scismi dellEgitto e della Siria, che sono ancora il centro di Chiese separate da Roma chiamate, anche se letichetta contestata, precalcedoniane. La Chiesa, nota il Papa, ha percepito nei secoli successivi a Calcedonia come eresia particolarmente insidiosa quella del monotelismo dal greco monos telos, una sola volont secondo cui in Ges vi sarebbe ununica volont, quella divina. Ma un uomo senza volont umana rischia di non essere ve12

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 ramente uomo. Fu san Massimo il Confessore (579 o 580-662), ricorda Papa Benedetto XVI, a dare un contributo decisivo alla confutazione delleresia, mostrando che nelluomo Ges non vi sono due volont giustapposte, ma quella perfetta sinergia fra volont umana e volont di Dio che si sarebbe realizzata in ogni uomo creato a immagine e somiglianza di Dio se non fosse intervenuto il peccato originale. Il processo di Ges Il settimo capitolo presenta Il processo a Ges (pp. 189-225). Il Pontefice affronta qui una questione molto delicata, che quella del rapporto fra religione e politica. Si tentati di dire che il motivo per il procedere contro Ges sia stata una preoccupazione politica in cui, da punti di partenza diversi, si sono incontrati laristocrazia sacerdotale e i farisei (p. 191), gruppi in contrasto tra loro ma entrambi preoccupati che Ges realizzasse, con il suo movimento di sempre maggiore successo, il distacco della dimensione religiosa da quella politica (ibidem) che nella mentalit ebraica erano invece assolutamente inseparabili luna dallaltra (ibidem). Si tentati, appunto. Ma le cose sono pi complicate. Secondo il Papa, [...] bisogna guardarsi da una frettolosa condanna della prospettiva puramente politica, propria degli avversari di Ges (ibidem), i quali avevano a cuore il fondamento religioso della politica e le conseguenze religiose di essa (ibidem), cose di per s non negative e da cui bisogna distinguere rigorosamente [...] lo specifico interesse per il potere della dinastia di Anna e Caifa, interesse che poi di fatto condusse alla catastrofe dellanno 70, provocando cos proprio ci che, secondo il loro vero compito, essi avrebbero dovuto evitare (p. 192). Questa smania di potere del gruppo dominante (ibidem) non va confusa con una preoccupazione (ibidem) di non separare la politica dal suo fondamento nella religione che era in s legittima (ibidem). Bisogna guardarsi, afferma il Papa, dal trarre argomento dal processo di Ges per sostenere la tesi secondo cui solo unassoluta separazione tra religione e politica sarebbe conforme al messaggio cristiano e al regno del Signore, in quanto non di questo mondo. Al contrario, la regalit di Ges Cristo che pure tanto diversa da quella del mondo si estende alla societ e, in questo senso, al mondo, anche se talora mondo usato nei Vangeli come sinonimo di una sfera del peccato che, quella s, rimane estranea al regno. Ges non veniva a negare un modello in cui ultimamente [...] Dio domina nel mondo (p. 193), ma a portare un modo nuovo (ibidem) di questo dominio, che i suoi avversari non comprendevano. Quanto ai dettagli giuridici del processo, anzitutto corretto dire che non siamo in grado di conoscerli fino in fondo. Il Papa cita lo storico e teologo luterano Martin Hengel (1926-2009), il quale afferma che [...] non conosciamo [...] dettagli sul diritto criminale sadduceo (p. 198), che sarebbero cruciali per comprendere il caso di Ges.
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 Una cosa per sappiamo con certezza, e qui Papa Benedetto XVI ritorna sul tema che ha voluto mettere al centro dellopera: al cuore del processo sta la rivendicazione della regalit (p. 200) da parte di Ges. La rivendicazione della regalit messianica era un reato politico, che dalla giustizia romana doveva essere punito (p. 206). Il Papa cita, approvandole, le parole dello studioso di esegesi biblica britannico Charles K. Barrett secondo cui san Giovanni con massima sagacia ha individuato la chiave interpretativa per la storia della passione nella regalit di Ges e ha messo in risalto il suo significato forse pi chiaramente di qualunque altro autore neotestamentario (p. 208). Le prime anticipazioni del libro hanno attirato lattenzione sulla questione della responsabilit del popolo ebraico nelluccisione di Ges, cui per la verit non sono dedicate pi di tre pagine. Secondo il Papa lespressione evangelica ochlos parola che non di rado [...] ha un sapore negativo nel senso di plebaglia (p. 209) non indica il popolo degli Ebrei come tale (ibidem). N lespressione di Matteo (27, 25), tutto il popolo, pu essere intesa in senso letterale: certamente non tutti gli ebrei erano presenti a quel drammatico episodio. Anzi, nota il Papa, si pu forse in ci dare ragione a[l teologo cattolico contemporaneo] Joachim Gnilka, secondo cui Matteo andando oltre i fatti storici ha voluto formulare uneziologia teologica, con cui spiegarsi il terribile destino di Israele nella guerra giudeo-romana, nella quale vennero tolti al popolo la Terra, la citt e il tempio (p. 210). In ogni caso, contro qualunque tentazione antisemita, [...] il cristiano ricorder che il sangue di Ges parla unaltra lingua rispetto a quello di Abele (cfr Eb 12,24): non chiede vendetta e punizione, ma riconciliazione. Non viene versato contro qualcuno, ma sangue versato per molti, per tutti (p. 211). La questione degli ebrei richiama quella, parallela, di Ponzio Pilato. Al suo proposito si dice spesso che i Vangeli, in base ad una tendenza filo-romana motivata politicamente, lo avrebbero presentato in modo sempre pi positivo, caricando progressivamente sugli Ebrei la responsabilit per la morte di Ges. A sostegno di una tale tendenza, per, non cera alcuna ragione nella situazione storica degli evangelisti: quando furono redatti i Vangeli, la persecuzione di Nerone [37-68 d.C.] aveva ormai mostrato il lato crudele dello Stato romano e tutta larbitrariet del potere imperiale (pp. 211-212). Pilato, funzionario secondo il Papa pavido e rinchiuso nel cerchio del calcolo pragmatico e utilitarista, [...] sapeva anche che Roma doveva il suo dominio sul mondo non da ultimo alla tolleranza di fronte a divinit straniere e alla forza pacificatrice del diritto romano (p. 212). Cercava dunque di non discostarsene troppo. Ma anche Pilato si trova di fronte alla questione centrale: la rivendicazione da parte di Ges Cristo della sua regalit. vero che Roma poteva effettivamente riconoscere dei re regionali come Erode [Antipa, 20 a.C.-dopo il 39 d.C.] , ma essi dovevano essere legittimati da Roma ed ottenere da Roma la descrizione e la delimitazione dei loro diritti di sovranit. Un re senza tale le14

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 gittimazione era un ribelle che minacciava la pax romana e di conseguenza si rendeva reo di morte (ibid.). Nello stesso tempo, Ges ha creato un concetto assolutamente nuovo di regalit e di regno mettendo Pilato, il rappresentante del classico potere terreno, di fronte ad esso (p. 214). Siamo qui nel cuore dellopera del Papa, in quanto siamo arrivati a una questione che riguarda noi uomini del secolo XXI e non solo Pilato. Che cosa deve pensare Pilato, che cosa dobbiamo pensare noi di tale concetto di regno e di regalit? una cosa irreale, una fantasticheria della quale ci si pu disinteressare? O forse in qualche modo ci riguarda? (ibidem). Nel dialogo con il funzionario romano scopriamo un dato decisivo: Ges [...] basa il suo concetto di regalit e di regno sulla verit come categoria fondamentale (p. 215). La domanda di Pilato, Che cos la verit? (Gv. 18, 38), non solo di Pilato. la domanda che pone anche la moderna dottrina dello Stato: pu la politica assumere la verit come categoria per la sua struttura? O deve lasciare la verit, come dimensione inaccessibile, alla soggettivit e invece cercare di riuscire a stabilire la pace e la giustizia con gli strumenti disponibili nellambito del potere? Vista limpossibilit di un consenso sulla verit, la politica puntando su di essa non si rende forse strumento di certe tradizioni che, in realt, non sono che forme di conservazione del potere? Ma, dallaltra parte che cosa succede se la verit non conta nulla? Quale giustizia allora sar possibile? Non devono forse esserci criteri comuni che garantiscano veramente la giustizia per tutti criteri sottratti allarbitrariet delle opinioni mutevoli ed alle concentrazioni del potere? Non forse vero che le grandi dittature sono vissute in virt della menzogna ideologica e che soltanto la verit pot portare la liberazione? (p. 215). Qui avverte il Papa non solo si gioca il significato ultimo della politica, ma addirittura [...] in gioco il destino dellumanit (ibidem). Delle due luna: o si accetta come terreno comune per gli uomini un diritto naturale che il diritto della verit (p. 217), oppure la non-redenzione del mondo consiste, appunto, nella non-decifrabilit della creazione, nella non-riconoscibilit della verit, una situazione che poi conduce inevitabilmente al dominio del pragmatismo, e in questo modo fa s che il potere dei forti diventi il dio di questo mondo (ibidem). Anche oggi, nella disputa politica come nella discussione circa la formazione del diritto, per lo pi si prova fastidio per essa [verit]. Ma senza la verit luomo non coglie il senso della sua vita, lascia, in fin dei conti, il campo ai pi forti (p. 218). Ma ci rendiamo conto qui anche di qualcosa che Papa Benedetto XVI nel suo Magistero ha spesso ricordato. La ragione pu riconoscere lesistenza della verit e di molte verit a prescindere dalla fede, e questo fonda il diritto naturale come insieme di verit che simpongono anche ai non credenti. Ma in pratica, a causa del peccato, riconoscere queste verit prescindendo totalmente da Dio difficile. Verit ed opinione errata, verit e menzogna nel mondo so15

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 no continuamente mescolate in modo quasi inestricabile. La verit in tutta la sua grandezza e purezza non appare. Il mondo vero nella misura in cui rispecchia Dio, il senso della creazione, la Ragione eterna da cui scaturito. E diventa tanto pi vero quanto pi si avvicina a Dio. Luomo diventa vero, diventa se stesso se diventa conforme a Dio. Allora egli raggiunge la sua vera natura. Dio la realt che dona lessere e il senso. Dare testimonianza alla verit significa mettere in risalto Dio e la sua volont di fronte agli interessi del mondo e alle sue potenze. Dio la misura dellessere. In questo senso, la verit il vero re che a tutte le cose d la loro luce e la loro grandezza (pp. 216-217). Redenzione nel senso pieno della parola pu consistere solo nel fatto che la verit diventi riconoscibile. Ed essa diventa riconoscibile, se Dio diventa riconoscibile (p. 218). Si dice oggi che non abbiamo bisogno di Dio, e neppure del diritto naturale, perch arrivata la scienza a rivelarci la verit sulluomo. Quella della scienza per una verit funzionale sulluomo (p. 217). Ma la verit su lui stesso su chi egli sia, di dove venga, per quale scopo esista, che cosa sia il bene o il male quella, purtroppo, non si pu leggere in tal modo. Con la crescente conoscenza della verit funzionale sembra piuttosto andare di pari passo una crescente cecit per la verit stessa per la domanda su ci che la nostra vera realt e ci che il nostro vero scopo (p. 218). Comunque sia, verit e regalit sono strettamente connesse. Ges egli stesso la verit, e Ges il Re. Si supera cos lartificiosa contrapposizione creata da alcuni esegeti fra lannuncio del regno in Galilea e la passione e morte a Gerusalemme. Proprio nel colloquio di Ges con Pilato si rende evidente che non esiste alcuna rottura tra lannuncio di Ges in Galilea il regno di Dio e i suoi discorsi in Gerusalemme. Il centro del messaggio fino alla croce fino alliscrizione sulla croce il regno di Dio, la nuova regalit che Ges rappresenta. Il centro di ci , per, la verit (pp. 218-219). La crocifissione Lottavo capitolo (pp. 227-267) accompagna Ges dalla crocifissione alla deposizione nel sepolcro. I discepoli, per quanto Ges li avesse preparati, non hanno capito come un Re potesse regnare dalla croce dei malfattori. Sono riusciti gradualmente a comprenderlo grazie ai testi veterotestamentari che conoscevano, due dei quali di fondamentale importanza: il Salmo 22 e Isaia 53, [...] due testi, che sono fondamentali per lunit tra parola della Scrittura (Antico Testamento) ed evento di Cristo (Nuovo Testamento) (p. 229). Da questa riflessione nasce [...] lo stupore della prima cristianit per il fatto che il cammino di Ges Cristo sia stato predetto passo passo (p. 231). E lesegesi moderna dovrebbe condividere questo stesso stupore: Il profeta letto ora con tutti i mezzi della moderna analisi critica del testo parla da evangelista (ibidem).
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 Il Papa affronta quindi alcuni aspetti del racconto della crocifissione, a partire dalle parole di Ges: Padre, perdona loro perch non sanno quello che fanno (Lc. 23, 34). Parole, afferma, molto attuali ancora oggi. Lignoranza riduce la colpa lascia aperta la via verso la conversione. Ma non semplicemente una scusante, perch rivela al tempo stesso unottusit del cuore, unottusit che resiste allappello della verit (p. 233). Lo squarciarsi del velo del tempio attira particolarmente lattenzione del Pontefice perch mostra, ancora una volta, la fine di unepoca e linaugurazione di un nuovo regno: [...] da una parte, diventa evidente che lepoca del vecchio tempio e dei suoi sacrifici finita; al posto dei simboli e dei riti, che rimandavano al futuro, subentra ora la realt stessa, il Ges crocifisso che riconcilia tutti noi col Padre. Ma al contempo, lo squarciarsi del velo del tempio significa che ora aperto laccesso a Dio. Fino a quel momento il volto di Dio era stato velato. Solo mediante segni e una volta allanno il sommo sacerdote poteva comparire davanti a Lui. Ora Dio stesso ha tolto il velo, nel Crocifisso si manifestato come Colui che ama fino alla morte. Laccesso a Dio libero (p. 234). Conoscendo la vivacit dei dibattiti [...] nella Chiesa nascente circa la questione se la legge mosaica conservasse anche per i cristiani la sua forza vincolante [...] tanto pi sorprendente il fatto che su una cosa come s detto ci fosse concordia fin dallinizio: i sacrifici del tempio il centro cultuale della Tor erano superati. Cristo aveva preso il loro posto. Il tempio rimaneva un luogo venerabile di preghiera e di annuncio. I suoi sacrifici, invece, non erano pi validi per i cristiani (p. 257). La regalit di Cristo ancora questo tema ricompare sulliscrizione posta sulla croce. Ora il titolo di re pu apparire davanti a tutti. Nelle tre grandi lingue di allora Ges viene pubblicamente proclamato re. comprensibile che i membri del sinedrio si urtino per questo titolo in cui Pilato sicuramente vuole anche esprimere il suo cinismo contro le autorit giudaiche e, se pur in ritardo, vendicarsi di loro. Ma tale iscrizione che equivale ad una proclamazione a re sta ora davanti alla storia del mondo. Ges stato elevato. La croce il suo trono, dal quale attira il mondo a s (p. 236). Il buon ladrone, che la devozione popolare ha spesso interpretato come semplice criminale, era con ogni probabilit secondo il Papa un brigante nel senso politico del termine, un ribelle politico contro Roma. Ma il senso dellepisodio non cambia, e la piet popolare qui non si ingannata. Alla fine, il ladrone comprende che Ges Cristo, e non un qualche capo militare o di partito, [...] il vero re Colui del quale Israele in attesa (p. 237). Il grido di angoscia dellora nona Dio mio, Dio mio, perch mi hai abbandonato? (Mt. 27, 46; Mc. 15, 34) rimanda al Getsemani. Anche questo grido non va interpretato con un approccio troppo limitato e individualistico (p. 240) come vorrebbe per esempio il gi citato teologo protestante razionalista Bultmann, per il quale non ci si deve nascondere la possibilit che Egli
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 sia crollato (p. 238). Affermando che si tratta di una passione messianica (p. 241) in cui la dialettica dellabbandono e della stretta unione con Dio rimanda alle profezie veterotestamentarie [...] non viene cancellato niente dellorrore della passione di Ges (ibidem), ma si evitano i facili psicologismi mantenendo fisso lo sguardo sulla regalit del Signore. A proposito della deposizione il Papa dichiara che la questione circa la concordanza con la sindone di Torino non deve qui occuparci (p. 254) specificamente. Tuttavia, agli oppositori della Sindone non manca di ricordare come [...] in ogni caso, laspetto di tale reliquia in linea di massima conciliabile con ambedue i rapporti dei sinottici e di Giovanni (ibidem). Ma anche qui attira particolarmente lattenzione del Papa il fatto che la quantit degli aromi straordinaria e supera ogni misura comune: una sepoltura regale (ibidem); [...] il genere della sua sepoltura lo manifesta come re (ibidem). La Risurrezione Lessere cristiani significa essenzialmente la fede nel Risorto (p. 289). Se Ges sia soltanto esistito nel passato o invece esista anche nel presente ci dipende dalla risurrezione. Nel s o no a questo interrogativo non ci si pronuncia su di un singolo avvenimento accanto ad altri, ma sulla figura di Ges come tale (p. 270). Il nono capitolo consacrato a La Risurrezione di Ges dalla morte (pp. 269-307), cio spiega il Papa a quellelemento cruciale che consente di rispondere con certezza alla domanda se qualcuno cristiano o non lo . La fede cristiana sta o cade con la verit della testimonianza secondo cui Cristo risorto dai morti. Se si toglie questo, si pu, certo, raccogliere dalla tradizione cristiana ancora una serie di idee degne di nota su Dio e sulluomo, sullessere delluomo e sul suo dover essere una sorta di concezione religiosa del mondo , ma la fede cristiana morta. Ges in tal caso una personalit religiosa fallita; una personalit che nonostante il suo fallimento rimane grande e pu imporsi alla nostra riflessione, ma rimane in una dimensione puramente umana e la sua autorit valida nella misura in cui il suo messaggio ci convince. Egli non pi il criterio di misura; criterio allora soltanto la nostra valutazione personale che sceglie dal suo patrimonio ci che sembra utile. E questo significa che siamo abbandonati a noi stessi. La nostra valutazione personale lultima istanza. Solo se Ges risorto, avvenuto qualcosa di veramente nuovo che cambia il mondo e la situazione delluomo. Allora Egli, Ges, diventa il criterio, del quale ci possiamo fidare. Poich allora Dio si veramente manifestato (pp. 269-270). Occorre, per, avere le idee chiare su che cosa sintenda per risurrezione, evitando i giochi di parole in cui si cimenta una certa esegesi moderna. Anzitutto, non si tratta soltanto del miracolo di un cadavere rianimato (p. 271), per
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 quanto si tratti di grandi miracoli come nei casi di Lazzaro, del giovane di Nain o della figlia di Giairo: [...] questi ritornarono nella loro vita di prima per poi pi tardi, a un certo punto, morire definitivamente (ibidem). Ges non morir pi. Siamo dunque di fronte a [...] qualcosa di totalmente diverso. La risurrezione di Ges stata levasione verso un genere di vita totalmente nuovo, verso una vita non pi soggetta alla legge del morire e del divenire, ma posta al di l di ci una vita che ha inaugurato una nuova dimensione dellessere uomini (p. 272). I discepoli non erano preparati a capire una resurrezione in questo senso, e non si aspettavano nulla di simile: sono stati sopraffatti dalla realt (p. 274). Ci rendiamo conto di come i discepoli [...] dopo tutta la titubanza e la meraviglia iniziali non potessero pi opporsi alla realt: veramente Lui; Egli vive e ci ha parlato, ci ha concesso di toccarlo, anche se non appartiene pi al mondo di ci che normalmente toccabile (ibidem). Ma noi persone moderne (ibidem) possiamo credere alla Resurrezione? Il pensiero illuminato dice di no (ibidem): afferma che nellepoca della scienza non possiamo pi crederci. Lappello alla scienza sembra per qui al Papa fuori posto. Nel mistero, infatti, non vi [...] alcun contrasto con ci che costituisce un chiaro dato scientifico (p. 275). Non si contesta la realt esistente. Ci viene detto piuttosto: esiste unulteriore dimensione (ibidem). Il testo distingue fra due diverse categorie di testimonianze della Risurrezione, le prime presentate in forma di professione una forma quasi scheletrica, che sintetizza in brevi formule il nucleo della futura professione di fede cristiana e le seconde in forma di narrazione, attraverso un testo che si diffonde e narra specifici episodi. Le prime testimonianze sono tutte di uomini, forse perch solo la testimonianza maschile aveva allepoca un pieno valore giuridico. Le seconde sono spesso di donne. Nelle testimonianze in forma di professione emerge linsistenza sul tema del sepolcro vuoto. Alcuni esegeti moderni hanno osservato sia che il sepolcro vuoto non a rigore una prova della Resurrezione, sia che il sepolcro poteva non essere vuoto e nello stesso tempo Ges essere risorto in una qualche forma spirituale nella mente e nel cuore dei discepoli. Dichiarare la questione del sepolcro vuoto irrilevante (p. 282) presso questi esegeti [...] implica poi spesso la supposizione che il sepolcro probabilmente non era vuoto e che cos si pu almeno evitare una controversia con la scienza moderna circa la possibilit di una risurrezione corporea (ibidem). Siamo cio di fronte presso certi teologi a [...] idee di risurrezione per le quali il destino del cadavere irrilevante. In tale ipotesi, per, anche il senso di risurrezione diventa cos vago da costringere a chiedersi con quale genere di realt si abbia a che fare in un tale cristianesimo (p. 283). Certo, il sepolcro vuoto come tale non pu essere una prova della resurrezione (pp. 282-283). Ma resta per un presupposto necessario per la fede nella risurrezione (p. 283): nella Gerusalemme di allora lannuncio della ri19

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 surrezione sarebbe stato assolutamente impossibile se si fosse potuto far riferimento al cadavere giacente nel sepolcro (ibid.). Il sepolcro vuoto non prova la risurrezione. Ma il sepolcro con il corpo di Ges sarebbe stato considerato a Gerusalemme la prova del fatto che non cera stata nessuna risurrezione. La questione per, secondo il Papa, pi complessa, e il sepolcro vuoto ha anche una sua dimensione teologica. Non subire la corruzione questa proprio la definizione di risurrezione. Solo la corruzione era vista come la fase in cui la morte diventava definitiva. Con la decomposizione del corpo che si disgrega nei suoi elementi un processo che dissolve luomo e lo riconsegna alluniverso la morte ha vinto. Ora quelluomo non esiste pi come uomo pu forse rimanerne soltanto unombra negli inferi. In base a tale prospettiva era fondamentale per la Chiesa antica che il corpo di Ges non avesse subito la corruzione. Solo in quel caso era chiaro che Egli non era rimasto nella morte, che in Lui effettivamente la vita aveva vinto la morte (p. 285). Invece, speculazioni teologiche secondo cui la corruzione e la risurrezione di Ges sarebbero compatibili luna con laltra appartengono al pensiero moderno e stanno in chiaro contrasto con la visione biblica (p. 286). Questultima testimonia la straordinariet della Risurrezione attraverso la sostituzione del sabato con la domenica come Giorno del Signore, la cui importanza non va affatto sottovalutata. Se si considera quale importanza, in base al racconto della creazione e al Decalogo, il Sabato ha nella tradizione veterotestamentaria, allora evidente che solo un evento di un potere sconvolgente poteva provocare la rinuncia al Sabato e la sua sostituzione mediante il primo giorno della settimana. Solo un evento che si fosse impresso nelle anime con forza straordinaria poteva suscitare un cambiamento cos centrale nella cultura religiosa della settimana. Semplici speculazioni teologiche non sarebbero bastate per questo. Per me, la celebrazione del Giorno del Signore, che fin dallinizio distingue la comunit cristiana, una delle prove pi forti del fatto che in quel giorno successa una cosa straordinaria la scoperta del sepolcro vuoto e lincontro con il Signore risorto (p. 288). Nelle testimonianze in forma di narrazione distinte da quelle in forma di professione ci colpisce subito la dialettica del riconoscere e non riconoscere (p. 295). Allinizio i discepoli non riconoscono Ges, il che lascia perplessi tanti buoni cristiani e per gli esegeti razionalisti diventa un argomento per negare la realt fisica e corporea della Resurrezione. Ma piuttosto il contrario. La dialettica che fa parte dellessenza del Risorto presentata nei racconti in modo veramente poco abile, e proprio cos emerge la sua veridicit. Se si fosse dovuta inventare la risurrezione, tutta linsistenza si sarebbe concentrata sulla piena corporeit, sullimmediata riconoscibilit e in pi si sarebbe forse ideato un potere particolare come segno distintivo del Risorto. Ma nella contraddittoriet dello sperimentato che caratterizza tutti i testi, nel misterioso insieme di alterit e identit si rispecchia un nuovo modo dellincontro, che apologetica20

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 mente appare piuttosto sconcertante, ma che proprio per questo si rivela anche maggiormente come autentica descrizione dellesperienza fatta (p. 296). Se gli evangelisti avessero voluto inventare la storia della Risurrezione, lavrebbero inventata meglio e descritta senza fare riferimento a quelle incertezze degli apostoli e dei discepoli che sono invece una prova dellautenticit del resoconto. Il Signore risorto non un uomo cui stata prolungata la vita per qualche anno come Lazzaro. Non neppure un fantasma o unapparizione. Infatti mangia e beve, il che ancora una volta infastidisce certi esegeti ma oltre a sottolineare la realt tuttaltro che solo simbolica della Risurrezione ha pure un significato teologico. In Atti 1, 4 leggiamo nella traduzione della CEI che il Risorto mentre si trovava a tavola con essi [discepoli], ordin loro di non allontanarsi da Gerusalemme. Per il Papa la traduzione mentre si trovava a tavola non del tutto soddisfacente. In realt, [...] di importanza essenziale la parola usata da Luca: synalizmenos. Tradotta letteralmente, essa significa: mangiando con loro del sale (p. 300). Il sale considerato come garante di durevolezza. rimedio contro la putrefazione, contro la corruzione che fa parte della natura della morte. Ogni prender cibo un combattere contro la morte un modo di conservare la vita (ibidem). Naturalmente, dopo tutte queste considerazioni possiamo ancora chiederci, con san Giuda Taddeo nel Cenacolo: Signore, come accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo? (Gv. 14, 22). Perch non ti sei fatto vedere da tutti e li hai, per cos dire, obbligati a credere? Ma in realt, nota il Papa, questa domanda va al di l della Resurrezione, [...] riguarda, per, non soltanto la risurrezione, ma lintero modo in cui Dio si rivela al mondo. Perch solo ad Abramo perch non ai potenti del mondo? Perch solo a Israele e non in modo indiscutibile a tutti i popoli della terra? proprio del mistero di Dio agire in modo sommesso. Solo pian piano Egli costruisce nella grande storia dellumanit la sua storia (p. 306). Dio non ci vuole mai sopraffare con la potenza esteriore (ibidem) ma chiede la nostra adesione sulla base di una scelta libera e per questo meritoria. LAscensione Un capitolo finale non numerato, intitolato Prospettive (pp. 309-324), che precede limportante Bibliografia commentata (pp. 325-342), dedicato allAscensione. Il capitolo occasione per commentare la tesi diffusa secondo cui lattesa millenarista di un imminente ritorno di Ges sarebbe stata il vero centro della predicazione dei primi cristiani. Una grande corrente della teologia moderna ha dichiarato questo annuncio il contenuto principale, se non addirittura lunico nucleo del messaggio (p. 310). Ma se questo fosse vero ci si interroga come avrebbe potuto persistere la fede cristiana quando lattesa immediata non si comp? Di fatto, una tale teoria in contrasto con i testi come anche con la realt del cristianesimo nascente (ibidem).
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 Il racconto dellAscensione [...] ci stupisce. Luca ci dice che i discepoli erano pieni di gioia dopo che il Signore si era allontanato definitivamente da loro. Noi ci aspetteremmo il contrario. Ci aspetteremmo che essi fossero rimasti sconcertati e tristi (p. 311). In realt e la questione di grande rilievo per noi i discepoli comprendono che con lAscensione il Signore non si fa meno, ma pi presente. Lascensione non un andarsene in una zona lontana del cosmo, ma la vicinanza permanente che i discepoli sperimentano in modo cos forte da trarne una gioia durevole (p. 312). Torna ancora, alla fine del volume, il tema della regalit: con lAscensione Ges non va a occupare uno spazio remoto e distante ma rivendica la sovranit propria di Dio su ogni spazio (p. 314). Questo ora il suo trono (ibidem) di Re. Il Ges che si congeda non va da qualche parte su un astro lontano. Egli entra nella comunione di vita e di potere con il Dio vivente, nella situazione di superiorit di Dio su ogni spazialit. Per questo non andato via, ma, in virt dello stesso potere di Dio, ora sempre presente accanto a noi e per noi (ibidem). Ma, riguardo allattesa del ritorno del Signore, come stanno le cose nellesistenza cristiana? Lo aspettiamo volentieri, oppure no? Gi Cipriano di Cartagine ( 258) doveva esortare i suoi lettori a non tralasciare la preghiera per il ritorno di Cristo a motivo della paura di grandi catastrofi o per la paura della morte. Dovrebbe forse il mondo che sta declinando esserci pi caro del Signore che tuttavia aspettiamo? (p. 319). Il Papa cita san Cirillo di Gerusalemme (313/ 315-387), il quale afferma che quasi sempre nel nostro Signore Ges Cristo ogni evento duplice. Duplice la generazione, una volta da Dio Padre, prima del tempo, e laltra, la nascita umana da una vergine nella pienezza dei tempi. Due sono anche le sue discese nella storia. Una prima volta venuto in modo oscuro e silenzioso una seconda volta verr nel futuro davanti agli occhi di tutti (p. 321). Questo discorso, afferma Papa Benedetto XVI, [...] corretto, ma insufficiente (ibidem). Devessere integrato dal brano di san Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) che parla non di due ma di tre venute. Fra la prima venuta del Signore e quella alla fine dei tempi c un adventus medius: Anche se lespressione adventus medius prima di Bernardo era ignota, il contenuto presente fin dal principio in varie forme nellintera tradizione cristiana (p. 322). Venuta intermedia (ibidem) non significa per, come pensa un certo millenarismo protestante, che a un certo punto nella storia prima della fine del mondo il Signore verr a inaugurare un tempo finale o un Millennio. No: ladventus medius qui tra noi, il tempo della Chiesa. I modi di questa venuta intermedia sono molteplici: il Signore viene mediante la sua parola; viene nei sacramenti, specialmente nella santissima Eucaristia; entra nella mia vita mediante parole o avvenimenti (ibidem), cos come viene nella storia della Chiesa mediante i santi. questa speciale qualit del tempo il vero dono di Ges Cristo a ciascuno di noi: il segreto del Re dei Re, che rende ragione della gioia in cui vive il cristiano.
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La tutela penale della persona e le ricadute giuridiche dellideologia del genere


Mauro Ronco*
1. Il nuovo paradigma dei diritti umani e la distruzione giuridica della persona Lideologia postmoderna dei diritti umani sta distruggendo la persona umana. Questaffermazione sembra paradossale. Eppure esprime una drammatica verit dei tempi attuali. Il fondamento dei diritti umani nelle correnti relativistiche che hanno imposto la loro agenda ai governi di tutto il mondo dopo la Conferenza Internazionale del Cairo sulla Popolazione e lo Sviluppo del 19941 e la IV Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne, tenutasi a Pechino nel 1995, sta esclusivamente nella libert di scelta del soggetto, nellautodeterminazione assoluta, nella trasformazione in diritto umano di ogni atto libero del soggetto o di ogni atto al cui compimento il soggetto presta il consenso. Secondo questa impostazione, che potenti lobby cercano dintrodurre nelle leggi degli Stati e che, in larga misura, si guadagnata ladesione delle Corti di giustizia poste ai vertici degli apparati giurisdizionali2, il diritto non pi una fa* Intervento, riveduto e annotato, tenuto il 10-12-2010 durante il Convegno Nazionale di Studio sul tema Identit sessuale e identit della persona, organizzato dallUGCI, lUnione Giuristi Cattolici Italiani, a Palermo, nel Palazzo dei Normanni e nella sede della LUMSA, la Libera Universit Maria SS. Assunta, dal 9 all11-12-2010. 1 Cfr. Lorenzo Cantoni, Il problema della popolazione mondiale e le politiche demografiche. Aspetti etici, Cristianit, Piacenza 1994, pp. 87-102. 2 in corso lopera di smontaggio da parte delle autorit giudiziarie, a vari livelli di competenza, delle leggi nazionali che pongono limiti oggettivi alle pretese soggettive di autodeterminazione assoluta di trasformarsi in diritti fondamentali. Vanno al riguardo menzionate la sentenza 1-4-2010 della CEDU, la Corte Europea dei Diritti dellUomo, I Sezione, SH e altri contro Austria, che ha dichiarato la contrariet ai diritti umani fondamentali di cui agli artt. 8 e 14 CEDU diritto al rispetto della vita privata e familiare e divieto di discriminazione delle limitazioni previste dalla legge austriaca alla fecondazione eterologa; la sentenza della Corte Costituzionale italiana n. 151 del 2009, che ha dichiarato lillegittimit costituzionale dellart. 14, comma 2, della legge italiana n. 40 del 2004, limitatamente alle parole ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre, nonch del medesimo art. 14, comma 3, nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile, come stabilisce tale norma, debba essere effettuato senza pregiudizio della salute del-

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 colt morale pertinente intrinsecamente al soggetto, che lo Stato non costituisce, ma riconosce, fornendole protezione coattiva, facolt pertinente al soggetto per il solo fatto di essere persona, affinch esso realizzi il bene consentaneo alla sua natura di ente razionale capace di conoscere il vero e di attuare il buono e il giusto. Alla stregua di siffatta concezione la persona e la libert di cui dotata non sono ordinate alla verit. Su questo punto intervenuto ancora una volta Papa Benedetto XVI nel Messaggio per la XLIV Giornata Mondiale della Pace sul tema Libert religiosa, via per la pace, spiegando che una libert non orientata alla verit erode il suo stesso fondamento: Una libert nemica o indifferente verso Dio finisce col negare se stessa e non garantisce il pieno rispetto dellaltro. Una volont che si crede radicalmente incapace di ricercare la verit e il bene non ha ragioni oggettive n motivi per agire, se non quelli imposti dai suoi interessi momentanei e contingenti, non ha una identit da custodire e costruire attraverso scelte veramente libere e consapevoli. Non pu dunque reclamare il rispetto da parte di altre volont, anchesse sganciate dal proprio essere pi profondo, che quindi possono far valere altre ragioni o addirittura nessuna ragione. Lillusione di trovare nel relativismo morale la chiave per una pacifica convivenza, in realt lorigine della divisione e della negazione della dignit degli esseri umani3. Il diritto consisterebbe, invece, nellimpulso del soggetto a scegliere qualsiasi oggetto che egli di fatto sia capace di raggiungere o di produrre, senza alcun limite che non sia costituito dal medesimo impulso di altri soggetti, capaci fattualmente di compiere scelte spontanee. Alla base del diritto starebbe lautodeterminazione assoluta, come spontaneit incoercibile che sorge non coercita daglimpulsi dellio a soddisfare i propri desideri. Il diritto starebbe nel moto spontaneo del soggetto che
la donna, per violazione degli artt. 2, 3, 13 e 32 della Costituzione; la sentenza TAR Lazio, Sezione III quater, 21-1-2008, n. 398, che ha annullato le Linee Guida di cui al D.M. 21-7-2004 nella parte contenuta nelle misure di tutela dellembrione laddove si statuisce che ogni indagine relativa allo stato di salute degli embrioni creati in vitro dovr essere di tipo osservazionale, sollevando al contempo la questione di legittimit costituzionale dellart. 14, commi 2 e 3, dellanzidetta legge n. 40 per contrasto con gli artt. 3 e 32 della Costituzione. I giudici di merito italiani stanno sollevando a ripetizione questioni dillegittimit costituzionale contro la legge n. 40 nella parte in cui vieta la fecondazione artificiale eterologa (cfr. Trib. Firenze, ordinanza n. 1 del 13-9-2010; Trib. Catania, 21-10-2010, per asserito contrasto con gli artt. 117, 2, 3, 31 e 32 della Costituzione, nonch 8 e 14 CEDU come interpretato dalla citata sentenza CEDU 1-4-2010). Si tratta diniziative che si rincorrono le une con le altre e che puntano a smembrare le normative interne protettive, per un verso, dellembrione e, per un altro verso, della famiglia. 3 Benedetto XVI, Messaggio per la XLIV Giornata Mondiale della Pace, del 1 gennaio 2011 Libert religiosa, via per la pace, dell8-12-2010, in LOsservatore Romano. Giornale quotidiano politico religioso, Citt del Vaticano 17-12-2010, n. 6. 24

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 si distende senza conoscere il tenore del suo distendersi e che si attua senza una direzione e un termine preciso. In questo modo la spontaneit sarebbe il fondamento e allo stesso tempo loggetto del diritto, che non pretende altro che lautorealizzazione, lautonomia o laumento del proprio potere4. Questa concezione dei diritti umani ha una ricaduta immediata sul concetto di persona umana. La desostanzializzazione di tale concetto cosa antica, che risale gi aglinflussi del nominalismo neglincunaboli della modernit. La persona, come natur rationalis individua substantia, sostanza individuata di natura razionale, secondo la celebre definizione di san Severino Boezio (480-524/526)5, ha mantenuto comunque, anche nella modernit, nonostante la negazione della fondazione ontologica, un significato etico e giuridico cruciale. La persona, nella filosofia pratica come nel diritto, rimasta, fino ad anni recenti, persino lungo il corso plurisecolare del positivismo giuridico, il valore centrale dellordinamento, come soggetto che sussiste in s, non inerendo ad altro, che costituisce il referente unitario e permanente di una serie di funzioni e di atti che si distendono nel tempo6. Anche se negato sul piano metafisico, il concetto di sostanza individuale ha continuato a essere il fondamento della centralit della persona nel diritto. Questo asserto non sembri giustificare il positivismo giuridico, che ha guastato per secoli la retta comprensione del diritto e ha eroso progressivamente le basi della giustizia. Valga soltanto per ribadire come la lotta contro i valori inscritti nella natura umana un processo lungo e accidentato. Il positivismo giuridico servito per distruggere la naturalit del diritto e il suo
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Cfr. una chiarificazione filosofica fondamentale, in Francesco DAgostino, Autodeterminazione: le paranoie della modernit, Prolusione al 61 Convegno nazionale dellUnione Giuristi Cattolici Italiani su Autodeterminazione. Un diritto di spessore costituzionale?, tenutosi a Roma dal 5 al 7-12-2009, in Medicina e Morale. Rivista internazionale bimestrale di Bioetica, anno 59, n. 6, Milano novembre-dicembre 2009, pp. 1055-1064. 5 Cfr. Anicio Manlio Torquato Severino Boezio, Liber de persona et duabus naturis contra Eutychen et Nestorium, III, 1-6, in don Jacques Paul Migne (1800-1875) (a cura di), Patrologia latina, vol. LXIV, Garnier, Parigi 1882-1891, coll. 1337-1354 (col. 1345). Per approfondire la definizione nellambito della dottrina tomista e per le implicazioni del concetto di persona, cfr. Laura Palazzani, I significati del concetto filosofico di persona ed implicazioni nel dibattito bioetico e biogiuridico attuale sullo statuto dellembrione umano, in Pontificia Academia Pro Vita, Identit e statuto dellembrione umano, Libreria Editrice Vaticana, Citt del Vaticano 1998, pp. 53-74, cui rinvio per lapparato bibliografico. 6 Per la frantumazione del soggetto nelle attuali tendenze del naturalismo, cfr. Edmund Runggaldier, Aktuelle naturalistische Tendenzen in der Deutung des Menschen, Le attuali tendenze naturalistiche nellinterpretazione delluomo, in Josef Quitterer ed E. Runggaldier (a cura di), Der neue Naturalismus - eine Herausforderung an das christliche Menschenbild, Il nuovo naturalismo. Una sfida alla concezione cristiana delluomo, Kohlhammer, Stuttgart Berlin Kln, 1999, pp. 15-29. 25

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 legame con la virt della giustizia nelle sue tre forme tradizionali, distributiva, commutativa e legale. Il compito di sradicare del tutto il contenuto del diritto soggettivo dal bene oggettivo spetterebbe alle lite intellettuali di oggi, che occupano le cattedre e le Corti di giustizia, alimentate dalle concezioni postmoderne, antipositivistiche e costituzionalistiche della normativit. A ci va aggiunta la seconda nota della definizione di persona, la natura razionale. Non si negato, invero, fino ad anni recenti, nel campo del diritto, che la persona , in virt della sua nascita, e, dunque, per il semplice fatto di esistere, qualitativamente diversa dalle cose, perch fornita di ragione e dintelligenza, perch capace di comunicazione e di relazione, perch dotata dintenzionalit, di libert, dinteriorit e di trascendentalit verso il futuro e verso lAlto. Persona, dunque, non un continuum materiale rispetto al mondo; persona non un evento che si esaurisce nellattimo del presente; persona non una qualit trascurabile nel divenire del mondo; persona , per il diritto ancora oggi vigente, una sostanza individuale appartenente alla natura razionale per il solo fatto di esistere. In quanto tale alla persona spetta una tutela giuridica incondizionata da parte della legge. La nozione postmoderna dei diritti umani distrugge la persona umana sul piano pratico e su quello della considerazione giuridica. La persona, infatti, nel nuovo paradigma giuridico, ridotta alla spontaneit della scelta, allautodeterminazione afinalistica e irrazionale, alla soddisfazione dellappetizione sensibile, merita protezione da parte della legge non in quanto valore in s e per s, per il semplice fatto di esistere, per la sua dignit di ente razionale irripetibile e distinto da ogni altro, per essere un valore inalienabile, ma nella misura in cui capace di esprimersi nel mondo come impulso cosciente rivolto alla soddisfazione di un io ripiegato e chiuso in se stesso7.

Cfr. Marguerite A. Peeters, La nouvelle thique mondiale: dfis pour lglise, Institut pour une Dynamique de Dialogue Interculturel, Bruxelles 2006, pp. 14-15: I diritti umani universali si sono resi autonomi da ogni ambito morale oggettivo e trascendente. Il principio puramente immanente del diritto di scelta il risultato di questo divorzio. La postmodernit rivendica il diritto di esercitare la propria libert individuale contro la legge di natura, contro le tradizioni e contro la rivelazione divina. Essa rifonda lo stato cosiddetto di diritto e la democrazia sul diritto di scelta, nel quale essa include il diritto di fare delle scelte intrinsecamente malvage: aborto, omosessualit, amore libero, eutanasia, suicidio assisitito, rigetto di ogni forma di autorit o di gerarchia legittima, tolleranza obbligatoria di tutte le opinioni, spirito di disobbedienza che si manifesta nelle forme pi numerose e pi varie. Il diritto di scelta arbitraria divenuto la norma fondamentale dellinterpretazione attuale dei diritti e il termine di riferimento fondamentale della nuova etica mondiale. Esso sostituisce e trascende il concetto tradizionale di universalit, si colloca a un livello meta, simpone e reclama per s stesso unautorit normativa mondiale. 26

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 2. La trasformazione dei diritti umani nella seconda met del secolo XX La trasformazione dei diritti umani avvenuta allinterno della cultura occidentale nel corso di un lungo processo, che ha conosciuto i passaggi pi importanti nella seconda met del secolo XX. Non possibile in questa sede approfondire le gravi aporie teoretiche che caratterizzano i diritti umani proclamati nelle carte dei diritti, dalla Rivoluzione Francese in avanti, aporie compendiabili, per un verso, nellidea riduzionistica di uomo che ne sta alla base8 e, per un altro verso, nellidea positivistica del legame inscindibile fra diritto e legge dello Stato. Conta piuttosto prendere atto del fatto che, dopo le tremende aberrazioni prodotte nella prima met del secolo XX dallo scientismo, dalleugenismo e dal materialismo, che sfociarono nelle stragi del secondo conflitto mondiale (1939-1945), i Governi intesero darsi una regola comune, oggettiva e universale, nella Dichiarazione universale dei diritti delluomo9. Quando le Nazioni Unite decisero, nel 1947, di redigere una Dichiarazione dei diritti che potesse definirsi universale lattenzione si diresse a un modello che avesse a fondamento la dignit incomprimibile di ogni essere umano, per il fatto solo della sua esistenza biologica. Su questa piattaforma, che potremmo definire basata sul principio di dignit, piattaforma filosoficamente indeterminata10, che, per, aveva guadagnato lappoggio del senso comune dei popoli
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Cfr. la lucida analisi svolta da Xavier Martin in varie opere fra cui, in particolare, Idem, Lhomme des droits de lhomme et sa compagne (1750-1850). Sur le quotient intellectuel et affectif du bon sauvage, Dominique Martin Morin, Boure en Mayenne 2001; e Idem, Nature humaine et Rvolution franaise. Du Sicle des lumires au Code Napolon, Dominique Martin Morin, Boure en Mayenne 2002. 9 Cfr. per tutti Mary Ann Glendon, La visione dignitaria dei diritti sotto assalto, in Luca Antonini (a cura di), Il traffico dei diritti insaziabili, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ) 2007, pp. 59-80. La visione dignitaria dei diritti umani, fondata, cio, sullinalienabile dignit di ogni persona umana, in quanto creata a immagine e somiglianza di Dio, oggetto costante del Magistero della Chiesa. Valga al proposito ricordare due fondamentali testi di Papa Benedetto XVI, il Discorso ai Cardinali, agli Arcivescovi, ai Vescovi e ai Prelati della Curia Romana per la presentazione degli auguri natalizi, del 22-12-2005, in Insegnamenti di Benedetto XVI, vol. I, 2005. (Aprile-Dicembre), Libreria Editrice Vaticana, Citt del Vaticano 2006, pp. 1018-1032; e la Lettera enciclica Spe salvi sulla speranza cristiana, del 30-11-2007, nei quali sono focalizzati due diversi modelli di modernit e, conseguentemente, di fondamento dei diritti umani. Sul tema, con particolare riferimento ai discorsi tenuti dal Pontefice negli Stati Uniti dAmerica, nellaprile del 2008, cfr. Massimo Introvigne, Lultimo viaggio di Tocqueville. Lenciclica itinerante di Papa Benedetto XVI sugli Stati Uniti dAmerica, in Cristianit, anno XXXVI, n. 347-348, maggio-agosto 2008, pp. 3-16. 10 Cfr. Francesco Gentile (1936-2009), Intelligenza politica e ragion di Stato, Giuffr, Milano 1984, che mette in luce lassenza di un fondamento filosofico certo nella Dichiarazione Universale dei Diritti, citando lintroduzione di Jacques Maritain (1882-1973) 27

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 stremati dalle guerre, si form un consenso amplissimo, comprendente Paesi con culture molto diversificate. La Dichiarazione del 1948, pur risentendo di alcuni compromessi fra le varie culture, caratterizzata dal privilegio accordato a una struttura normativa statale che rispetti la dignit della persona umana; dallintreccio fra le proclamazioni di libert civili e politiche di prima generazione e il riconoscimento di diritti sociali ed economici di seconda generazione; dalla limitazione dei diritti attraverso la previsione di corrispondenti doveri; dallattenzione prestata ai problemi del nutrimento, dellalimentazione, della salute e delleducazione. Senonch questa visione dignitaria dei diritti umani stata completamente rovesciata attraverso un lungo lavorio compiuto da varie potenti correnti culturali, dimpronta relativistica e libertaria, che hanno goduto dellappoggio, fin dagli anni 1950, dellOMS, lOrganizzazione Mondiale della Sanit, e della Banca Mondiale11. Tale lavorio confluito nella formulazione di un nuovo paradigma etico e giuridico, che si propone come normativo per i governi di tutto il mondo, avvalendosi delle risoluzioni della Conferenza Internazionale del Cairo sulla Popolazione e lo Sviluppo e della IV Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne del 1995. Gli esiti concettuali e pratici delle due Conferenze sono rispettivamente lerezione di un nuovo diritto, definito come il diritto

alle risposte vagliate da una Commissione di esperti al questionario inviato dallUNESCO, lOrganizzazione delle Nazioni Unite per lEducazione, la Scienza e la Cultura, agli intellettuali pi noti dei diversi Paesi membri dellorganizzazione internazionale: Si racconta che in una riunione di una Commissione nazionale dellUNESCO, in cui si discuteva dei diritti delluomo, qualcuno si meravigliasse che si fossero trovati tutti daccordo, nel formulare una lista di Diritti, vari campioni di ideologie violentemente avverse. S, risposero, noi siamo daccordo su questi Diritti, ma a condizione che non ci si domandi il perch. Col perch comincia la disputa (Jacques Maritain, Introduzione a Dei diritti delluomo. Testi raccolti dallUnesco, trad. it., Edizioni di Comunit, Milano 1952, pp. 11-23 [p. 12]). Per un esame critico della Dichiarazione del 1948, condotto alla stregua della tradizione filosofica classica e cristiana sul concetto di diritto, cfr. Victorino Rodrguez y Rodrguez O.P. (1926-1997), La Dichiarazione universale dei diritti delluomo di fronte alla morale cattolica, in Cristianit, anno XXVI, n. 283-284, novembre-dicembre 1998, pp. 15-27, nonch Alberto Caturelli, I diritti delluomo e il futuro dellumanit, in ibid., anno XXIX, n. 307, settembre-ottobre 2001, pp. 11-18). 11 Cfr. M. A. Peeters, La mondialisation de la rvolution culturelle occidentale, Institute for Intercultural Dialogue Dynamics, Bruxelles 2007, soprattutto pp. 111-196, che descrive magistralmente questo processo e lappoggio a esso fornito dagli organismi internazionali facenti capo allONU. Cfr. anche Dale OLeary, Maschi o femmine? La guerra del genere, ed. it. a cura di Dina Nerozzi, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ) 2006; e Agns Villi, Origines et consquences de la ngation de la diffrence sexuelle. tude critique de la gender theory, con Prefazione di mons. Robert Sarah, IF Press, Morolo (Frosinone) 2007. 28

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 alla salute riproduttiva12, proclamato al Cairo, e il diritto al genere, che vuole sostituire la realt della differenza sessuale fra luomo e la donna, proclamato a Pechino nel 199513. La dimensione concettuale e le ricadute pratiche di questi due pretesi diritti sconvolgono il quadro tradizionale dei diritti umani e pongono in dubbio la stabilit etica e giuridica, nonch lesistenza stessa della societ. Di essi occorre in particolare interessarsi, al fine di verificare le conseguenze relative alla tutela giuridica della vita e della persona14, minacciate con sempre maggiore violenza da una cultura che il Magistero della Chiesa ha denunciato per essere promotrice di morte invece che custode della vita15. 3. Il diritto alla salute riproduttiva: la Conferenza del Cairo del 1994 Lodio contro la generazione umana, sempre affiorante nel corso della storia, si radicalizzato nellepoca contemporanea, almeno a partire dalla seconda met del secolo XIX, avvalendosi dellapplicazione materialistica delle scoperte scientifiche e del nuovo paradigma dei diritti umani. La separazione fra sessualit e procreazione, attraverso sistemi di controllo delle nascite, fu il motivo centrale del paradigma femminista rappresentato nella prima met del secolo XX dalla figura carismatica di Margaret Sanger (1879-1966)16. Essa propo12

Cfr. una sintetica ricostruzione storica dei diritti riproduttivi, in Paolo Iagulli, Diritti riproduttivi e riproduzione artificiale. Verso un nuovo diritto umano? Profili ricostruttivi e valutazioni biogiuridiche, Giappichelli, Torino 2001; nonch Eugenia Roccella e Lucetta Scaraffia, Contro il Cristianesimo, Piemme, Casale Monferrato (AL) 2005. 13 Cfr. monsignor Michel Schooyans, Nuovo disordine mondiale. La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dellumanit, trad. it., con Prefazione del card. Joseph Ratzinger, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2000, in particolare pp. 35-48. 14 Cfr. fondamentali riflessioni in F. DAgostino, Il rispetto della vita e il diritto, in Pontificia Academia Pro Vita, La cultura della vita: fondamenti e dimensioni. Atti della settima assemblea generale della Pontificia Accademia per la vita (Citt del Vaticano, 1-4 marzo 2001), a cura di Juan De Dios Vial Correa e Elio Sgreccia, Libreria Editrice Vaticana, Citt del Vaticano 2002, pp. 207-213; Idem, La vita e il diritto: lEvangelium vitae letta da un giurista, in Idem, Bioetica nella prospettiva della filosofia del diritto, Giappichelli, Torino 1998, pp. 107-119; e Idem, Diritto e eutanasia, ibid., pp. 223-240. 15 Cfr. la fondazione filosofica del tema costituito dalla lotta tra la cultura della vita e la cultura della morte, in Gonzalo Miranda L.C., Cultura della morte: analisi di un concetto e di un dramma, in Commento interdisciplinare alla Evangelium Vitae, cit., pp. 225-243, che ricostruisce anche filologicamente il crescente riferimento al tema nel magistero di Papa Giovanni Paolo II e nellinsegnamento della Chiesa. Lo scontro fra Vangelo della vita e cultura della morte mirabilmente descritto da mons. Carlo Caffarra, Vangelo della vita e cultura della morte, Comitato per la Libert di Educazione, Torino-Di Giovanni Editore, San Giuliano Milanese (Milano) 1992, pp. 31-35. 16 Cfr. Margaret Sanger, Woman, Morality, and Birth Control, New York Publishing Company, New York 1922; ed Eadem, An Autobiography, Elmsford, New York 1970; 29

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 neva una sessualit senza implicazioni generative, a uso delle classi elevate, mediante il controllo delle nascite volontario, con il duplice vantaggio di realizzare la liberazione sessuale e di soddisfare le esigenze eugenetiche di miglioramento della razza. Per le donne unfit, inidonee, povere, deboli di mente, malate, incapaci di associare la sessualit alla contraccezione, i rimedi sarebbero stati la segregazione e la sterilizzazione, come risulta nel Programma ideato dalla Sanger e comparso sulla rivista Birth Control Review del 193217. Lincontro fra eugenismo18 e femminismo, avvenuto nei primi decenni del secolo XX grazie allopera della Sanger, fu un fattore decisivo di successo del movimento, perch coniug il momento scientistico con quello individualistico, delineando il percorso che il femminismo radicale dellultima parte del secolo avrebbe intrapreso e dando vita a una seconda fase del processo rivoluzionario. Invero, la separazione fra sessualit e generativit non risponde soltanto a unistanza eugenistica, riservando la generazione ai soggetti fit, idonei, ma altres a unistanza individualistica ed edonistica, assolutizzando nella sessualit la dimensione del piacere e dilatando lattitudine a usare del sesso come mero strumento per la soddisfazione carnale e psicologica, indipendentemente da responsabilit generative. Come gi accennato, la figura e lopera della Sanger sono cruciali per spiegare il passaggio da un eugenismo scientista, a suo
su di lei, cfr. Angela Franks, Margaret Sangers Eugenic Legacy. The Control of Female Fertility, Jefferson, McFarland and Co. 2005. 17 [...] applicare una severa e rigida politica di sterilizzazione e segregazione verso coloro la cui progenie potrebbe nascere tarata o potrebbe essere tarata. [...] salvaguardare il Paese contro future spese di mantenimento di numerosi figli nati da genitori tarati, pensionando tutte le persone con patologie trasmissibili che volontariamente acconsentono alla sterilizzazione. [...] dare la possibilit a certi gruppi disgenici della nostra popolazione di scegliere fra la segregazione e la sterilizzazione. [...] creare delle fattorie dove segregare e far lavorare tutta la vita queste persone (M. Sanger, A Plan for Peace, in Birth Control Review, anno XVI, n. 4, New York aprile 1932, pp. 107-108). Sul tema, cfr. anche Giorgia Brambilla, Il mito delluomo perfetto. Le origini culturali della mentalit eugenetica, IF Press, Morolo (Frosinone) 2009, soprattutto pp. 23-42. 18 Sullideologia eugenistica e sui pregiudizi pseudoscientifici da essa indotti nella vita sociale del secolo XX, cfr. per tutti Daniel J. Kevles, In the Name of Eugenics. Genetics and the uses of human heredity, Harvard University Press, Cambridge (Massachusetts) 2004. Il programma eugenistico fu realizzato negli Stati Uniti, sotto lazione potente di Harry Hamilton Laughlin (1880-1943), successore di Charles Benedict Davenport (1866-1944) alla guida dellEugenic Record Office, convinto che lintroduzione nei vari Stati federali di leggi di sterilizzazione obbligatoria degli unfit fosse lunico mezzo efficace per migliorare la razza umana. Laughlin elabor un modello di legge sulla sterilizzazione idoneo a superare i dubbi di costituzionalit espressi dalle Corti di giustizia e lo espose nellopera Eugenical Sterilization in The United States (Psychopathic Laboratory of the Municipal Court of Chicago, Chicago 1922), modello poi variamente accolto in numerosi Stati. 30

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 modo autoritario, a un eugenismo libertario, basato sulla libert di scelta, come diritto assoluto della donna di liberarsi dalla schiavit della riproduzione. La donna, in quanto proprietaria del suo corpo e della sua sessualit, dovrebbe godere del piacere fornito dal corpo come un diritto assoluto. Ella non sarebbe libera se non nella misura in cui pu decidere liberamente se essere madre o non esserlo: laccesso alla contraccezione e laborto sarebbero diritti individuali strumentali alla realizzazione del suo diritto di scelta e di libert. Dallincontro fra il diritto di scelta assoluto e il diritto alla salute nato il post-moderno diritto fondamentale alla salute riproduttiva19, proclamato nella Conferenza Internazionale del Cairo sulla Popolazione e lo Sviluppo. Le risoluzioni di questa Conferenza, frutto di un consenso internazionale artificiosamente suscitato, sono state presentate come aventi carattere normativo e non soltanto tecnico per i Governi, onde sia lazione internazionale degli organismi facenti capo alle Nazioni Unite, sia dei singoli Stati stata dettata, de facto, da princpi e da regole che mai sono state sottoposte al controllo democratico dei Parlamenti dei singoli Paesi. La Conferenza del Cairo non dimentica lobiettivo del contenimento demografico, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, ma cerca di realizzarlo partendo dal basso, introducendo il concetto del diritto alla salute riproduttiva e dei diritti riproduttivi dellindividuo. In cosa consista esattamente tale diritto non emerge chiaramente dal testo normativo. Il paragrafo 7.2 del documento della Conferenza del Cairo contiene non tanto una definizione, quanto una descrizione, che pone sullo stesso piano le possibilit di scelta pi contraddittorie, come laborto e la maternit, la sterilizzazione volontaria e la fecondazione in vitro, il libertinaggio e la famiglia20. Al di l, tuttavia, dellapparente confusione, il principio che regge il concetto della salute riproduttiva il diritto assoluto della donna alla scelta individuale in funzione del benessere e della soddisfazione fisica e psichica relativa allesercizio della sessualit, indipendentemente dalla valenza riproduttiva dellatto sessuale, con la completa indifferenza per la vita degli embrioni e dei soggetti ancora non nati nel grembo materno, come se essi fossero una quantit ngligeable. Il legame fra la massimizzazione delle chance ricollegate al piacere carnale e lobiettivo eugenistico strettamente inerente al concetto di salute ripro19

Programma dazione della Conferenza Internazionale del Cairo sulla Popolazione e lo Sviluppo, trad. it., in Il Regno. Quindicinale di documenti e attualit, anno XL, n. 3, Bologna 1-2-1995, pp. 83-126 (p. 97). Cfr. la documentazione completa della Conferenza sul sito Internet delle Nazioni Unite allindirizzo <http://www.un.org/popin/icpd/con ference/offeng/poa.html> (glindirizzi Internet dellintero articolo sono stati consultati il 31-3-2011). Il Programma dazione un testo dedicato allo sviluppo e alla crescita economica, che si presenta come una Carta dei diritti delluomo in quanto il raggiungimento degli obiettivi sociali inquadrato in unottica di tutela dei diritti del singolo. 20 Cfr. M. A. Peeters, La mondialisation de la rvolution culturelle occidentale, cit., p. 54. 31

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 duttiva, che costituisce, in ultima analisi, la vera ratio e il fondamento dellistituto. Ci che caratterizza il nuovo modello eugenistico rispetto allantico la sostituzione del protagonista del processo, che passa dal potere scientista incarnato nelle istituzioni sanitarie alla donna che rivendica il diritto a divenire oggetto e vittima della manipolazione tendente a privarla del dono della maternit. Invero, dentro la salute riproduttiva sta inscritto un numero tendenzialmente illimitato di diritti, suscettibili di continuo accrescimento in funzione della dilatazione delle tecnologie artificiali riproduttive e antiriproduttive. Lorizzonte concettuale segnato da tre fondamentali elementi: la negazione del diritto alla vita del concepito, vuoi nellutero vuoi in provetta; la separazione totale fra la sessualit, vista esclusivamente nel momento ludico e di soddisfazione fisio-psichica, e la fecondit; lindirizzo favorevole a modalit di riproduzione selettiva, sia nel caso in cui il processo inizi nel corpo della donna, sia che inizi allesterno di esso. Si considerino i diritti particolari che germinano logicamente dal diritto alla salute riproduttiva, alcuni scritti espressamente nel documento del Cairo, altri sviluppati successivamente. Anzitutto il diritto allinformazione e allaccesso gratuito alla gamma completa di contraccettivi, ivi compresi gli abortivi precoci, come sono quelli riconducibili alla contraccezione durgenza, alla pillola del giorno dopo, alla RU 486; il diritto alla sterilizzazione; il diritto allaborto senza rischi praticato a spese della collettivit; il diritto alla fecondazione in vitro; il diritto allinformazione e alla fornitura di tutto ci che concerne i diritti sessuali e riproduttivi; il diritto, perfino ad avere un figlio sano. Diritto, questultimo che postula il diritto alla selezione prenatale, se la fecondazione avviene nel corpo della donna; ovvero alla distruzione degli embrioni unfit, se la fecondazione in vitro. Traspare con chiarezza dal documento del Cairo che il concetto di salute riproduttiva presenta due facce: luna, fondata sullutopia postmoderna del diritto di scegliere e dellassoluta autonomia dellindividuo; laltra, fondata sulla pratica postmoderna del dominio scientistico delle tecnologie sulle varie sequenze relative al sorgere e allo svilupparsi della vita. Il controllo tecnologico sulla vita lorizzonte finalistico della salute riproduttiva; il diritto arbitrario di scelta individuale, alimentato dalla sensualit e dallorgoglio, lo strumento di cui lo scientismo si avvale per ottenere il controllo potestativo sulla vita umana, che si arroga il diritto di giudicare quale vita meriti e quale non meriti di vivere21. Il
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Questo diritto di scelta, peraltro, presenta un corrispettivo oscuro, che raramente viene sottolineato, al fine di occultare le implicazioni pregiudizievoli per la donna ricollegabili al cambiamento del paradigma etico, che monsignor Schooyans ha chiaramente individuato, sulla falsariga di uno scritto di Max Weber (1864-1920), nel passaggio dalletica della convinzione, basata sul giudizio in ordine a ci che bene e ci che male, alletica della responsabilit, per cui si pu fare quello che si vuole, ma ci si deve fare carico delle conseguenze prevedibili dei propri atti (cfr. op. cit., p. 16 e p. 76). Peter Singer, nel riscrivere i comandamenti, ha sostenuto che il secondo comandamento della 32

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 diritto alla salute riproduttiva costituisce lespressione giuridica di sintesi del nuovo paradigma etico: linteresse al piacere, declinato secondo la misura della libera scelta individuale, nonch linteresse ad avere o a non avere un figlio, fondano il diritto a ogni forma di contraccezione, anche abortiva, nonch alla sterilizzazione, allaborto sicuro, cio privo di rischi per la salute di chi lo richiede. Linteresse alla salute, intesa come condizione di pieno benessere fisico e psicologico della donna, fonda analogamente il diritto allaborto; linteresse ad avere un figlio, come e quando si vuole e con chi si vuole, fonda il diritto alla riproduzione artificiale; linteresse individuale ad avere un figlio sano e linteresse sociale a evitare i costi per la cura dei soggetti fisicamente e psichicamente inadeguati fondano il diritto alla selezione prenatale, nonch alla distruzione degli embrioni dotati di qualit inferiori. Linteresse della scienza al progresso scientifico fonda il diritto alla sperimentazione sugli embrioni, alla loro utilizzazione e alla loro distruzione. 4. Il diritto al genere: la Conferenza di Pechino del 1995 Poste nella Conferenza del Cairo le basi del nuovo modello etico del diritto alla salute riproduttiva, la conferenza di Pechino del 1995 ha compiuto un passo ulteriore nella stessa direzione, di carattere pressoch ultimativo, erigendo il concetto di genere come pilastro normativo, politico, sociale ed economico, del nuovo ordine mondiale ed elaborando una Piattaforma di Azione, contenente linvito ai governi a diffondere lAgenda di Genere22 in ogni programma politico e in ogni istituzione sia pubblica che privata. Da allora molti governi fin dallinizio, con grande dispendio di risorse economiche, lamministrazione Clinton, il governo canadese e lUnione Europea nonch la gran parte delle agenzie dellONU si sono impegnate a infondere nelle istituzioni la prospettiva di genere23. Nelle parole dellINSTRAW, lIstituto Internazionale di Ricerca e di Formazione per lAvanzamento delle Donne, che fa parte dellONU, la prospettiva di genere definita come lazione volta a [...] distinguere tra quello che naturale e biologico da quello che costruito socialmente e culturalmen-

nuova etica : assumiti la responsabilit delle conseguenze delle tue decisioni (Ripensare la vita, trad. it., Il Saggiatore, Milano 2000, p. 198). evidente che, nella logica del diritto alla scelta, la donna pu anche decidere di non abortire il figlio affetto dalla sindrome di Down; ella dovr per essere consapevole della responsabilit di tale scelta, assumendo su di s il peso delle conseguenze che essa implica, senza poter previamente contare su alcun sostegno da parte della collettivit. 22 Cit. in La Piattaforma dazione sul sito Internet delle Nazioni Unite allindirizzo <http: //www.un.org/womenwatch/daw/beijing/platform/index.html>; cfr. una traduzione italiana della Dichiarazione della Conferenza, in Il Regno. Quindicinale di documenti e attualit, anno XL, n. 21, Bologna 1-12-1995, pp. 693-695. 23 Cit. in La Piattaforma dazione, cit.. 33

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 te, e nel processo rinegoziare i confini tra il naturale e la sua relativa inflessibilit e il sociale e la sua relativa modificabilit24. Oggi siamo sotto gli effetti ricollegabili allattuazione dellAgenda di Genere dettata a Pechino nel 1995, mai sottoposta allesame del Parlamento e quasi sconosciuta ai vari popoli del mondo, che subiscono, di tanto in tanto, gli effetti dei mutamenti normativi settoriali, rispondenti alla strategia di un piano globale ignoto. Monsignor Schooyans, membro onorario della Pontificia Accademia Pro Vita, ha descritto con lucidit, gi nel 1997, la coalizione ideologica del gender, ovvero il complesso delle istanze filosofiche e culturali che, in unottica di ostilit alla vita, hanno fornito i temi cruciali concorrenti alla formazione del concetto di genere. Egli ha messo in evidenza che in tale ideologia sono coalizzate, secondo una moderna rivisitazione, frammenti del socialismo e del liberalismo, volti a giustificare la decostruzione dei fondamenti della vita sociale nel disprezzo della vita umana: Le due ideologie in oggetto sono coalizzate verso questo scopo; e ci spiega la violenza, senza precedente nella storia, che si scatena contro la vita umana25. Riprendendo i temi svolti da Friedrich Engels (1820-1895), con listanza socialistica viene posto al centro della dinamica sociale il nucleo originario della lotta di classe, che sarebbe costituita dallantagonismo fra luomo e la donna, espresso nel matrimonio monogamico e nelloppressione della donna da parte delluomo26. Le correnti neomalthusiane dimpronta utilitaristica insistono sul diritto delluomo di esercitare il potere sulla trasmissione della vita, nonch sul diritto al piacere come bene per eccellenza. Va aggiunta a ci linfluenza dello strutturalismo, che rifiuta di ragionare in termini di natura umana e vede in essa una semplice struttura, oggetto di scienza, costruita attualmente su elementi che debbono essere decostruiti per ricondurre luomo alle forme di vita animale e vegetale e, in ultima analisi, alla materia. Passaggio decisivo che lumanit post-moderna deve compiere nellopera di decostruzione eliminare le differenze fra i sessi, che non sarebbero inscritte nella natura, ma sarebbero frutto esclusivo dello sviluppo culturale nella storia. Secondo lideologia del genere spetta alla donna condurre in prima fila la lotta di liberazione, non soltanto con leliminazione dei privilegi maschili, ma, soprattutto, con labolizione di tutte le differenze fra uomini e donne. La donna, in particolare, dovrebbe rifiutare la sua vocazione di madre, perch in ci si radica lingiustizia sociale che le impedisce di essere uguale alluomo in termini di funzione sociale. Come dice monsignor Schooyans, n leterosessualit n la procreazione che vi legata possono
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UN-INSTRAW (United Nations International Research and Training Institute for the Advancement of Women), Gender Concepts in Development Planning. Basic Approach, 1995, p. 11. 25 Monsignor M. Schooyans, op. cit., p. 40. 26 Cfr. Friedrich Engels, Lorigine della famiglia, della propriet privata e dello Stato, trad. it., a cura di Fausto Codino, Editori Riuniti, Roma 2005. 34

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 pretendere di essere naturali; essi sono prodotti culturali biologizzati. la societ che ha inventato i ruoli maschile e femminile e la famiglia, che ne conseguenza. Occorre dunque instaurare una cultura che nega una qualsivoglia importanza alle differenze genitali. Con la scomparsa di queste differenze spariranno il matrimonio, la maternit, la famiglia biologica radicata. Questa cultura ammetter tutti i tipi di pratica sessuale, correlativamente, rifiuter ogni forma di repressione sessuale27. 5. Il diritto al genere: la distruzione della persona La prospettiva di genere ancora pi profonda e radicale di quanto possa apparire alla luce dellesposizione precedente. Dato per acquisito, sul piano filosofico e giuridico, che il diritto non sia una facolt morale intrinsecamente inerente al soggetto per conseguire il bene conosciuto con la ragione, bens lautodeterminazione assoluta del soggetto, senza alcun limite che non sia costituito dalla medesima libert di scelta degli altri uomini, discende in modo logicamente necessario che i soggetti umani vanno distinti in due categorie, quelli pleno iure, in quanto capaci di esprimere e di attuare delle scelte, e quelli con diritti limitati, in quanto incapaci attualmente di compierle. Agli appartenenti a questa seconda categoria possono essere riconosciuti deglinteressi, mai per tali da implicare la protezione assoluta della legge. Questi interessi sono, perci, suscettibili di risultare subvalenti rispetto ai diritti di cui sono portatori i soggetti pleno iure. Essi non godono della protezione della legge in quanto titolari di una dignit inalienabile ricollegata alla loro natura umana, bens di una protezione relativa e condizionata, quella che si riserva alle cose socialmente apprezzabili fintanto che non urtano i diritti dei soggetti forti. Si apre cos un processo volto alla distruzione della persona umana e alla relativizzazione utilitaristica ed edonistica della tutela giuridica. La prospettiva di genere mira, invero, alla decostruzione integrale delluomo e alla sua riduzione alla materia prima, facendo svanire lesigenza etica della protezione giuridica della persona umana in quanto tale, come soggetto dotato di dignit inalienabile e non negoziabile. Ammissibile nel nuovo paradigma giuridico la protezione non del soggetto, come suppositum o persona, bens, esclusivamente, della sua libert di scelta e di autodeterminazione, che quanto empiricamente affiora alla superficie della storia, essendo vietato ogni discorso e, conseguentemente, ogni fondazione metafisica, ontologica, etica e giuridica, dei diritti della persona umana. Il paradosso consiste in ci che, attraverso la promozione del diritto alla scelta, viene negata la tutela della stessa persona umana. Il processo che conduce alla scomparsa della tutela della persona perfettamente analogo al processo che porta, con lideologia del genere, alla scomparsa del sesso. Il con27

Monsignor M. Schooyans, op. cit., p. 44. 35

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 cetto di genere non pu essere spiegato se non per opposizione al concetto di sesso. A tale opposizione va ricondotta, nel linguaggio scientifico degli ambienti ristretti della gender identity research, lorigine di tale ideologia. Come dice Reimut Reiche, sociologo e psicoanalista tedesco di formazione marxista, [...] dove si parla di gender viene rimosso il sex28. Leliminazione del sesso va di pari passo con leliminazione della generazione eterosessuale, in forza della convinzione che per distruggere il primato delleterosessualit che ineludibilmente indica luomo essere maschio e femmina29 occorre distruggere qualsiasi legame fra il sesso e la generazione. Il percorso svolto allinterno dei gender movement non tanto e non soltanto per il riconoscimento dei diritti delle minoranze sessuali, quanto soprattutto per realizzare lobiettivo della dissoluzione dellidentit delluomo e della donna. La lotta per la distruzione della persona. Per le correnti di pensiero che si caratterizzano come costruttivistiche o come decostruttivistiche, tutta la realt, sia essa psichica o fisica, non riconducibile a fatti oggettivi o a cose che possono rivendicare lo statuto della conoscibilit. Non esiste il sesso, come sesso del corpo, n il genere, come avente radice nel sesso; esiste soltanto il genere, come sesso costruito socialmente. Occorre lottare, allinterno del gender constructivism, contro la priorit della natura, e, quindi, del sesso rispetto al genere. Il sesso, purtroppo, ritorna permanentemente, come qualcosa di essenzialistico, che si ripresenta continuamente, come una materia che si stabilizza nel tempo producendo leffetto di fissit, di delimitazione e di superficie. Va allora individuato e sconfitto lagente della protezione forzata della materialit. Avvalendosi delle teorie del potere di Michel Foucault (19261984)30, il femminismo radicale individua il generatore del potere, della costrizione e della materia nella forma etero. Sarebbe questa la forma a priori del potere, che produce disagio, svolgendo una funzione coattiva, repressiva e limitativa della illimitata libert di scelta dellindividuo. Contro la forma strutturante etero che rappresenta il male, alla maniera degli gnostici antichi gli agenti della dissoluzione sono i corpi che si muovono al di fuori della norma, che Judith Butler individua con le espressioni dello slang in drag, trave28

Reimut Reiche, Genere senza sesso. Societ e mutamenti della psiche, trad. it., Meltemi, Roma 2007, p. 131. 29 Ribadendo le parole del Genesi, ad alcuni farisei che gli si erano avvicinati per metterlo alla prova sulla liceit del ripudio della moglie, Ges aveva risposto: Non avete letto che il Creatore da principio li cre maschio e femmina e disse: Per questo luomo lascer suo padre e sua madre e si unir a sua moglie e i due saranno una carne sola? Cos che non sono pi due, ma una carne sola (Mt. 19, 4-5). 30 Cfr. Michel Foucault, Le parole e le cose. Unarcheologia delle scienze umane, trad. it., con un saggio critico di Georges Canguilhem (1904-1995), Rizzoli, Milano 2007; Idem, La volont di sapere, trad. it., Feltrinelli, Milano 2007; e Idem, La cura di s, trad. it., Feltrinelli, Milano 2009. 36

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 stito, fag, checca, e queer, deviante31. La lotta del femminismo radicale non si limita a indurre la societ al riconoscimento giuridico dei diritti delle minoranze sessuali, ma va oltre, fino a mostrare che lidentit non pi il maschio o la femmina, bens il genere, come incessante decostruzione e ricostruzione, come qualcosa di sempre nuovo, come indefinitamente plurale, come qualcosa che va al di l del 2 delluomo e della donna. Il genere, dunque, senza base nel sesso, come molti generi, in continua evoluzione, nel tempo, durante la medesima esistenza, in cui lindividuo via via si riconosce, senza riconoscersi in un sesso, essendo la sua identit nullaltro che continua mutazione. Il genere non un genere, ma molti generi. Molti generi significa che qualsiasi attuale condizione sessuale [...] cancella da s il sessuale e si presenta a nome proprio e, in definitiva, solo come io-per me stesso32. Lesito lio-per me stesso, la totale chiusura di ogni singolo individuo agli altri individui; la chiusura, soprattutto, dellorizzonte nel quale la persona come maschio e la persona come femmina sincontrano nellatto generativo. 6. La costruzione dellambiente per la cosificazione delluomo e della donna Per la decostruzione dellindividuo separato dal sesso e la ricostruzione dellindividuo secondo il genere occorre creare un ambiente sociale adatto, a cui si perviene attraverso una serie di dispositivi che Reiche ha definito di omosessualizzazione della sessualit33, consistente tanto nelluniformazione dei sessi fra loro, quanto nellavvicinamento del mondo e della cultura eterosessuale al mondo e alla cultura omosessuale. Lomosessualit, dunque, deve costituire, avvalendosi della forma giuridica e con il potente aiuto della comunicazione massmediatica, il motore per lattuazione dei modelli omosessuali di vita, per la costruzione del nuovo dis-ordine etico mondiale34. La cultura della mag31

Cfr. Judith Butler, Corpi che contano. I limiti discorsivi del sesso, trad. it., con Prefazione di Adriana Cavarero, Feltrinelli, Milano 1996, p. 106. Della stessa autrice cfr. anche Trouble dans le genre, La Dcouverte, Parigi 2005; e Dfaire le genre, Editions Amsterdam, Parigi 2006; sullavvenuta dissoluzione dellindividuo nei generi, cfr. Kate Bornstein, Gender Outlaw. On Men, Women, and the Rest of Us, Random House, New York 1994. Pionieri dellideologia del genere sarebbero stati Robert Jesse Stoller (1924-1991), Sex and Gender, Science House, New York 1968; e John Money (19212006), Gender: History, Theory and Usage of the Term in Sexology and Its Relationship with Nature/Nurture, in Journal of Sexual & Marital Therapy, anno 11, n. 2, Filadelfia (Pennsylvania) marzo-aprile 1985, pp. 71-79. Fondamentale nella diffusione dellideologia del genere stata Shulamith Firestone, La dialettica dei sessi. Autoritarismo maschile e societ tardo-capitalistica, trad. it., Guaraldi, Rimini 1976. 32 R. Reiche, op. cit., p. 159. 33 Ibid., p. 197. 34 Cfr. Agostino Carloni, Il Nuovo Disordine Mondiale e i suoi agenti, in Cristianit, anno XXXI, n. 320, novembre-dicembre 2003, pp. 7-13. 37

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 gioranza eterosessuale e il suo stile di vita devono allinearsi a quelli della minoranza omosessuale: le norme giuridiche che introducono il divieto della cosiddetta omofobia vanno in questa direzione, sostanzialmente persecutoria nei confronti dello stile di vita delle maggioranze. Le modalit di vita pioneristicamente adottate nella cultura omosessuale vengono promosse come modello della vita eterosessuale, per propiziare un allineamento culturale, prodromico allomosessualizzazione della sessualit. I segnali di questa omosessualizzazione sono evidenti nella societ contemporanea per chiunque abbia conservato uno sguardo libero dalla fascinazione massmediatica. Il primo segnale, data per scontata la sostituzione del concetto di famiglia con quello di convivenza, il passaggio dal rapporto tendenzialmente monogamico, segnato dalleccezione del divorzio, alla sequenzialit ininterrotta di rapporti diversi. Varie costellazioni semantiche designano questa nuova configurazione del rapporto di coppia: famiglia del fine settimana, genitori single, rapporto di coppia a tempo determinato, concubinato fra pensionati, biografia a catena. Il diritto avrebbe il compito di riconoscere le nuove configurazioni sociologiche, adattando glistituti giuridici allattuazione dei diritti delle coppie, in funzione del consenso reciproco alla convivenza fin tanto che glinteressi comuni sono condivisi. In questo quadro si comprendono le spinte verso la parificazione delle convivenze registrate alla famiglia; la riduzione dei termini e delle formalit per accedere al divorzio; la semplificazione delle procedure e dei requisiti per ottenere i sussidi pubblici e la reversibilit delle pensioni. Il modello la coppia omosessuale. Come in questultima, anche nella coppia eterosessuale vanno rideterminate, di volta in volta, in base allo scambio dei consensi, le condizioni della convivenza, soprattutto con riferimento alle pratiche sessuali in quale luogo, con chi e quanto spesso che sono compatibili con la permanenza del rapporto. Il secondo segnale il passaggio della coppia alla mancanza di figli. Come la coppia omosessuale sterile, cos devessere la coppia eterosessuale. Poich il figlio dipende dal sesso e poich il genere sostituisce il sesso, la procreazione non pi lopportunit precipua della coppia. Il figlio, se il soggetto lo desidera, verr fatto al di fuori del rapporto di coppia, attraverso la riproduzione con strumenti tecnologici. Il diritto dovrebbe rincorrere questo desiderio, inteso come diritto del singolo ad avere un figlio, riconoscendo laccesso alla riproduzione artificiale non soltanto alla coppia eterosessuale, ma altres alla coppia omosessuale e al single. Il terzo segnale il passaggio dalla stabilit alla mobilit. Il fenomeno visibile particolarmente nelle classi elevate, per ovvie ragioni economiche. La sfera della circolazione, sia per ragioni professionali che per ragioni di svago, prevale sulla stabilit, distruggendo la coppia stabile non soltanto in senso diacronico, ma anche in senso spaziale. La coppia si automodifica continuamente, avvalendosi dellautosufficienza del reddito di ciascun single, sul modello del
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 potenziale di mobilit degli omosessuali, la cui biografia empirica rivela una circolazione orizzontale assai spiccata. Il quarto segnale il passaggio da una sessualit che vede al suo centro il rapporto genitale, come espressione della coniugalit, a una sessualit pandemica, che si esprime in una pluralit di pratiche paracoitali, che vanno sotto la guida della pornografia dallonanismo alle comunicazioni sessuali designate come cybersex e sesso virtuale, fino alle esperienze di gruppo di tipo sadomasochistico. Il quinto segnale la femminilizzazione delluomo e la mascolinizzazione della donna, sempre pi dipendenti, nelle pratiche dei fitness-center e nelle attivit sportive, da un identico modello androgino. Luomo, in questa prospettiva, deve proporsi, come la donna, in modo sessualmente attraente, dando risalto sessuale al corpo e portando sul proprio corpo attributi-feticcio, come gioielli, anelli e orecchini, allo stesso modo della donna. Questultima, allinverso, deve riscrivere il proprio corpo secondo strutture muscolari e articolazioni fisiche che lavvicinano al corpo maschile. Il processo descrive una lotta contro luomo in quanto creato a immagine e somiglianza di Dio. Il processo ha un evidente significato, oltre che antropologico e filosofico, anche teologico, che ripete, con modalit e strumenti scientistici, la lotta contro la famiglia e la generazione che impervers nei primi secoli dellera cristiana. Sorsero, invero, fin dal secondo secolo della nuova era, dottrine, variamente articolate sul piano filosofico, che focalizzavano nella fecondit della relazione coniugale fra luomo e la donna la fonte di ogni male. Queste dottrine non rifiutavano il piacere e la soddisfazione carnale, ma dichiaravano malvagio il coniugio e la fecondit inerente al matrimonio. Leretico Marcione (85 ca.-seconda met del II secolo) vietava la generazione, affinch il genere umano non concorresse con lopera dal demiurgo maligno nel moltiplicare il genere umano stesso. Altri eretici, come Basilide (fine sec. I-met sec. II), al dire di Clemente Alessandrino (met sec. II-211 c.a.) 35, predicavano un rigorismo e ascetismo estremo, con lastinenza dalle nozze, condannando il matrimonio come cosa immonda. Pur nella radicale opposizione, identico era lobiettivo cui le varie dottrine miravano, condannare le nozze come intrinsecamente malvagie, ferendole nella loro fondamentale vocazione e nel loro presupposto morale dessere, cio, aperte alla procreazione di nuove vite. La fecondit era negata ora in forza della massimizzazione del piacere carnale, ora in ragione del pi cupo ascetismo; ci che a tutti importava era che il sesso fosse comunque sterile e snaturato36. Lodio contro la generazione, che si espresse nei primi secoli del cristianesimo come motivo comune alle varie eresie gnostiche, rivela una particolare
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Cfr. Clemente di Alessandria, Gli Stromati. Note di vera filosofia, l. III, n. 3, trad. it., con Introduzione di Marco Rizzi, Paoline, Milano 2006, pp. 310-317. 36 Cfr. Emiliano Avogadro della Motta (1798-1865), Teorica dellistituzione del matrimonio e della guerra moltiforme cui soggiace, Tip. Speirani, Torino 1854, pp. 51-82. 39

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 malizia. Rifiutando, invero, il dono fatto da Dio agli uomini, di essere stati creati maschio e femmina, respinge in radice il bene della complementariet sessuale e del sostegno spirituale fra i sessi in vista della pro-creazione, cio della vocazione, inscritta nella biologia, nella psicologia e nellanima spirituale delluomo e della donna, a collaborare con Dio nella moltiplicazione del genere umano e nella partecipazione degli uomini alla vita divina. Nella generativit umana, dipendente dalla fusione in unum dei corpi, v un segno finito dellinfinita generativit di Dio, che Amore infinito che genera dalleternit il Figlio. Amore reciproco tanto grande che dal Padre e dal Figlio procede una terza persona, lo Spirito Santo. Dio avrebbe potuto creare luomo tutto intero, e non soltanto lanima, in modo diretto, senza bisogno del suo apporto, facendolo gemmare dai fiori o spuntare dalle pietre. Egli ha voluto, invece, nella sua eterna sapienza, limitare la sua infinita potenza creativa ricollegandola allatto generativo delluomo e della donna, affinch essi potessero, grazie a questo dono immenso, collaborare con lui nel dare la vita a nuovi uomini e donne, partecipando cos alla sua opera creativa. 7. La relativizzazione della vita: le conseguenze sul piano della tutela giuridica Come gi osservato, la concezione postmoderna dei diritti fondamentali relativizza la tutela della vita. La protezione pi ampia assicurata ai soggetti fit, titolari di diritti, in quanto capaci di atti spontanei di autodeterminazione. Agli altri soggetti, incapaci di tali atti, non garantita la piena tutela da parte del diritto. Mi preme qui disegnare, in conclusione, lo scenario attuale di relativizzazione della tutela della vita e della riduzione della persona a cosa, con particolare riferimento alla condizione giuridica della Repubblica Italiana. 7.1. Le minacce alla vita Gli obbiettivi della rivoluzione antiumana si muovono in due direzioni. In primo luogo, assistiamo allapprofondimento e allattuazione, fino alle estreme conseguenze logiche, del concetto di diritto come espressione di autodeterminazione assoluta. Chi non in grado di esprimere atti di coscienza fuori dal circuito della protezione giuridica; simmetricamente, ogni evento che sorge da un atto spontaneo della coscienza sveglia giuridicamente consentito, in quanto espressione di un diritto fondamentale del soggetto. A questa stregua, laborto deve diventare, anche normativamente, un diritto della donna, indipendentemente dalla sussistenza di indicazioni o dalla limitazione della sua praticabilit in funzione di termini. Le limitazioni previste attualmente dalla legge n. 194 del 1978 debbono essere rimosse o, comunque, aggirate attraverso il tendenziale passaggio allaborto precoce e allaborto chimico, in ottemperanza alla direttiva sullaborto sicuro di cui alla risoluzione del Cairo del 1994. Qualcuno si stupito della particolare acrimonia con cui gli esponenti della cultura ra40

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 dicale hanno aggredito le autorit politiche che hanno inteso recentemente garantire il rispetto dei requisiti della legge n. 194 anche con riferimento alluso dellabortivo chimico denominato RU 486. Lo stupore nasce dallignoranza dello stato di avanzamento del processo rivoluzionario e dallattribuzione di un carattere normativo alle risoluzioni delle Conferenze del Cairo e di Pechino. Ogni atto contrario allintronizzazione dellaborto come diritto fondamentale , allo stato, eroico atto di resistenza allingiustizia immanente ai falsi princpi viventi nello pseudodiritto internazionale delle organizzazioni che si ispirano alle agenzie dellONU. Sul versante del termine della vita umana, forti pressioni massmediatiche, alimentate da una parte cospicua degli scienziati e dei giuristi, inducono a iscrivere come diritto fondamentale il diritto a mettere fine alla propria vita, con la correlativa previsione dellobbligo dei terzi, in particolare, dei medici e del personale sanitario, di aiutare il soggetto, liberamente autodeterminatosi alla morte, ovvero autonomamente candidatosi a essere ucciso attraverso lespressione di un consenso anticipato alla propria morte, a morire in attuazione del suo diritto fondamentale. Le resistenze a una simile progettualit, che si sono concretizzate in atti legislativi di un ramo del Parlamento, sono presentate pubblicamente dai sostenitori dellideologia radicale come contrarie agli obblighi internazionali dellItalia ovvero come contrarie alle decisioni giurisdizionali asseritamente assunte alla luce del diritto costituzionale vigente, in virt del rilievo che lart. 32 della Costituzione, contrariamente alla sua lettera, alla sua storia e alla sua ratio, costituirebbe la fonte del diritto assoluto allautodeterminazione. Sul fronte degli unfit, sempre pi periclitante la condizione dei bambini anencefalici e dei soggetti decorticati, la cui esistenza in vita, ancora garantita dalla legge, contestata in forza di un concetto di morte che dovrebbe ricomprendere tutte le situazioni in cui persistentemente assente la funzione della coscienza. 7.2. Le minacce allumanit La seconda direzione in cui si muove la rivoluzione antiumana lattuazione di tutte le pretese discendenti dal diritto al genere. Lorizzonte giuridico ultimo di queste pretese la separazione fra la generazione e lincontro unitivo dei corpi sessuati come maschio e come femmina. Glindividui, come genere, rectius, come molti generi, non debbono pensare e agire in vista della procreazione. Essa non affar loro. Tale compito spetta alla scienza e alle tecnologie che ne derivano. Certo, lidea trascendentale etero, che ritorna, quasi come anamnesi incancellabile della legge inscritta nella natura delluomo, costituisce un ostacolo allo sviluppo integrale dellideologia radicale. Essa ritorna sempre a imbrogliare le carte e a eterosessualizzare la sessualit, con linconveniente di una possibile generazione causata dallincontro unitivo del maschio e della femmina. Per evitare ci occorre, come supra si visto, omo41

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 sessualizzare la sessualit con dispositivi sempre pi invasivi, che condizionano psicologicamente, economicamente e culturalmente le maggioranze ancora eterosessuali. Ma ci non basta. Contro la minaccia incombente proveniente dallidea trascendentale etero occorre lintervento della scienza, che alimenta il timore per il rischio che, con la procreazione per via unitiva dei sessi, gli uomini diano lesistenza a soggetti unfit, consentendo cos a una razza umana geneticamente imperfetta di perpetuarsi indefinitamente. Affinch la scienza possa svolgere appieno il suo compito purificatore dei difetti della natura si ricordi sempre che, in questa prospettiva, la natura malvagia, perch creata dal demiurgo cattivo , affinch possa attuare la liberazione dellindividuo dal giogo della natura, occorre guadagnare una condizione giuridica di libera produzione e di piena disponibilit degli embrioni umani. Su questa base elementare e minimale di materia umana la scienza ricercher i dispositivi tecnici migliori grazie ai quali la tecnologia provveder alla generazione di soggetti fit. Lindividuo, ridotto nella sua soggettivit di genere, di molti generi, potr pensare a soddisfare ludicamente le proprie fantasie di genere, senza alcuna preoccupazione per i problemi implicati dalla generazione. Com evidente, il nuovo fronte di lotta e, correlativamente, di protezione della persona si sposta sul piano dellembrione. La condizione degli embrioni umani anchessa a rischio sotto la minaccia della scienza e della giurisprudenza. La legge n. 40 del 2004, che detta norme in materia di procreazione medicalmente assistita, pur avendo superato indenne la prova di un referendum abrogativo, sottoposta a colpi di scure da parte di giudici, ordinari e costituzionali, che vedono impedito dalle sue norme il pieno espletamento dei diritti fondamentali. Questa legge particolarmente odiata dalla rivoluzione radicale per una serie di ragioni, che enumero sinteticamente: 1. perch assicura i diritti del concepito, dunque, dellembrione; 2. perch limita il ricorso alla procreazione medicalmente assistita ai casi in cui non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilit o dinfertilit; 3. perch vieta la procreazione medicalmente assistita eterologa, preservando in qualche modo il significato procreativo alla coppia unita da un vincolo stabile; 4. perch vieta la procreazione medicalmente assistita ai single, nonch alle coppie i cui componenti non siano entrambi viventi, alle coppie composte da soggetti dello stesso sesso, alle coppie che non siano unite da coniugio o da una convivenza accertata; 5. perch vieta lorganizzazione, la pubblicizzazione e la commercializzazione di gameti o di embrioni e la surrogazione di maternit; 6. perch vieta i processi volti a realizzare la clonazione; 7. perch vieta la sperimentazione su ciascun embrione umano; 8. perch limita la ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano al perseguimento di finalit esclusivamente terapeutiche e diagnostiche volte alla salute e allo sviluppo dellembrione stesso; 9. perch vieta la produzione di embrioni umani a fini di ricerca o di sperimentazione; 10. perch vieta ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei game42

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 ti, nonch interventi che, attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali, siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dellembrione o del gamete ovvero a predeterminare caratteristiche genetiche. Le disposizioni della legge n. 40 costituiscono lo sbarramento estremo contro le pretese ultimative provenienti dalla proclamazione del diritto alla salute riproduttiva e del diritto al genere. Lobbiettivo delle correnti culturali che hanno imposto la loro agenda ai Governi consiste nella riduzione dellumano a res e nella separazione normativa, e non solo fattuale, fra generazione e unione sessuale, privando la donna e luomo della loro maternit e paternit. Il passaggio pi urgente che ora deve essere compiuto, secondo queste correnti, la libera produzione, manipolazione e distruzione degli embrioni. Il secondo passaggio sar la colpevolizzazione, per motivi eugenici, di coloro che oseranno continuare a generare attraverso lunione sessuale o, almeno, di coloro che si rifiuteranno di sottoporre gli embrioni alla selezione preventiva, per il rischio che consentano la nascita a soggetti unfit. Un passaggio ulteriore, che si intravede in lontananza, la clonazione umana, che sancirebbe definitivamente lappropriazione della generazione da parte della scienza. Il Magistero della Chiesa, con mirabile preveggenza, che costituisce il segno evidente della permanente assistenza dello Spirito alla sua Chiesa, ha profetizzato, con un insegnamento integrante uno splendente mosaico doro zecchino, che lunione dei sessi, inscritta nellordine della creazione come dono di Dio alluomo, deve restare aperta alla fecondit37 e che la generazione dei figli deve realizzarsi attraverso lunione dei corpi38, come frutto di un amore fra luo-

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[...] richiamando gli uomini allosservanza delle norme della legge naturale, interpretata dalla sua costante dottrina, la Chiesa insegna che qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita. Tale dottrina, pi volte esposta dal magistero della Chiesa, fondata sulla connessione inscindibile, che Dio ha voluto e che luomo non pu rompere di sua iniziativa, tra i due significati dellatto coniugale: il significato unitivo e il significato procreativo. Infatti, per la sua intima struttura, latto coniugale, mentre unisce con profondissimo vincolo gli sposi, li rende atti alla generazione di nuove vite, secondo leggi iscritte nellessere stesso delluomo e della donna. Salvaguardando ambedue questi aspetti essenziali, unitivo e procreativo, latto coniugale conserva integralmente il senso di mutuo e vero amore ed il suo ordinamento allaltissima vocazione delluomo alla paternit. Noi pensiamo che gli uomini del nostro tempo sono particolarmente in grado di afferrare quanto questa dottrina sia consentanea alla ragione umana (Paolo VI [19631978+, Litt. enc. Humanae vitae de propagatione humanae prolis ordinanda, del 257-1968, in Enchiridion delle Encicliche, vol. 7, Giovanni XXIII. Paolo VI. (1958-1978), cit., pp. 804-845 [pp. 817 e 819]). 38 Cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione Donum Vitae su il rispetto della vita umana nascente e la dignit della procreazione (22 febbraio 1987), con 43

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 mo e la donna che costituisce simbolo del mistero grande dellamore di Cristo per la sua Chiesa39, mistero rimasto per lunghi secoli nascosto e rivelato nei tempi ultimi come il mistero della salvezza delle nazioni.

Presentazione di S. Em. Card. Joseph Ratzinger e Commenti, Libreria Editrice Vaticana, Citt del Vaticano 1990. 39 Cos anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perch chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poich siamo membra del suo corpo. Per questo luomo lascer suo padre e sua madre e si unir alla sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo mistero grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito (Ef. 5, 28-33). 44

1861-2011 A centocinquantanni dallUnit dItalia Quale identit? Roma, 12 febbraio 2011


Il 12 febbraio 2011, a Roma, nella cornice prestigiosa della Sala della Protomoteca in Campidoglio, organizzato da Alleanza Cattolica, si tenuto un convegno dal titolo 1861-2011. A centocinquantanni dallUnit dItalia. Quale identit?. Il convegno si articolato in due sessioni. Ha aperto i lavori e presieduto la prima sessione, dal titolo Lunificazione che ha diviso lItalia, Attilio Tamburrini, dellassociazione promotrice, che ha ricordato come solo una ricostruzione storica veritiera del processo di unificazione statuale permetta di affrontare consapevolmente i problemi che ancora affliggono lItalia, mettendo in evidenza, di contro, come le celebrazioni ufficiali del centocinquantenario continuino a ispirarsi in modo acritico e stucchevole alla favola risorgimentale. quindi intervenuto su La questione cattolica il dottor Marco Invernizzi, della medesima associazione, storico del movimento cattolico, operando una distinzione fra la questione romana di natura politica, nata con la breccia di Porta Pia, del 1870, e conclusasi con i Patti Lateranensi, nel 1929 e la questione cattolica. Sorta nel 1796 con linvasione della penisola italiana da parte degli eserciti rivoluzionari e napoleonici, cui si contrapposero le reazioni popolari note con il nome dinsorgenze, motivate dallostilit non allo straniero ma allideologia di cui era portatore, tale questione soprattutto di natura culturale e, come tale, rimasta aperta durante tutti i regimi politici succedutisi in Italia. Il professor Mauro Ronco, pure di Alleanza Cattolica, ordinario di Diritto Penale alluniversit di Padova, si soffermato su La questione istituzionale, trattando innanzitutto della separazione fra Stato e Chiesa e della conseguente legislazione anticattolica, mirante a sopprimere numerosi ordini religiosi, regolari e secolari, e a incamerarne i beni, quindi dellimposizione alla nazione italiana di uno Stato rigidamente accentrato e omogeneizzante. Il centralismo e laffermazione di nuove ideologie, estranee alla gran parte degli italiani, sono stati poi mitigati dalle iniziative di natura culturale e sociale dei cattolici, i quali si sono gradualmente inseriti anche nella vita politica, contribuendo a ridimensionare gli aspetti pi iniqui del processo unitario, che aveva causato la distruzione di corpi intermedi vitali e il parziale assorbimento della societ civile da parte del nuovo Stato. Il dottor Francesco Pappalardo, direttore editoriale di Cristianit e presidente dellIstituto per la Dottrina e lInformazione Sociale, ha illustrato la nasci-

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 ta de La questione meridionale, descrivendo la forzata annessione del Regno delle Due Sicilie, cui segu una lunga guerra civile, e il processo di distruzione delle radici culturali e religiose del Mezzogiorno dItalia, che non si presentava n come unarea arretrata o sottosviluppata n come portatore di una cultura subalterna o arcaica. La religiosit e la grande socialit delle popolazioni meridionali sono elementi identitari che si stanno dissolvendo, pur rimanendo lunica speranza per la rinascita del Mezzogiorno, che sar religiosa o non sar. La dottoressa Marina Valensise, giornalista de Il Foglio quotidiano, intervenuta su La memoria ritrovata, compiendo una breve rassegna della recente produzione saggistica, con particolare attenzione alle opere tendenti a ricostruire con obbiettivit la storia del Mezzogiorno e del cosiddetto brigantaggio postunitario. Altre pubblicazioni hanno messo in luce il sostanziale equilibrio fra Nord e Sud nel periodo preunitario e analizzato il divario creatosi fra il Meridione, che ha visto lemigrazione delle sue forze migliori, e il resto del Paese a causa delle modalit dellannessione. La dottoressa Valensise ha quindi individuato nel processo rivoluzionario avviatosi nel 1789 lorigine dellunificazione politica italiana. La sessione antimeridiana si conclusa con lintervento del sindaco di Roma, on. Gianni Alemanno, che ha indicato alcuni possibili itinerari per il superamento dei problemi nati dallunificazione italiana: un federalismo a matrice comunitaria; una ritrovata concordia fra le innumerevoli identit locali; una riforma dello Stato che ne riduca linvadenza e attui una vera sussidiariet; una soluzione della questione meridionale grazie anche alliniziativa delle popolazioni locali, che dovranno assumersi la responsabilit di valorizzare le proprie potenzialit; la centralit della citt di Roma, legata innanzitutto alla sua dimensione religiosa. Lon. Alemanno ha inoltre sottolineato la necessit di ricomporre lunit nazionale sulla base di valori identitari comuni. Durante la sessione pomeridiana, intitolata Quale identit? e presieduta dallavvocato Giovanni Formicola, di Alleanza Cattolica, si svolta una tavola rotonda cui hanno partecipato mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, lon. Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato allInterno, lon. Massimo Polledri e lon. Alessandro Pagano. Lavvocato Formicola ha introdotto la tavola rotonda con il discorso rivolto da Benedetto XVI allambasciatore della Repubblica italiana il 17 dicembre 2010, in cui il Pontefice ha fatto riferimento al plurisecolare patrimonio storico e culturale dellItalia, profondamente segnato dalla Chiesa cattolica, e ai tentativi di negarne o emarginarne le caratteristiche principali, producendo pericolosi squilibri e dolorose fratture nella vita sociale del Paese. Lon. Polledri, sviluppando le considerazioni introduttive, si soffermato sullidentit nazionale italiana e sulle sue caratteristiche salienti, illustrando quindi le ferite di natura militare, amministrativa e culturale inferte dal processo unitario alle radici della nazione italiana, che non possono essere altro
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 che quelle cristiane. Lon. Pagano ha evidenziato il rischio di possibili errori nellattuazione del federalismo, che potrebbero essere evitati ricuperando le radici del Paese e difendendo quanto resta dellidentit nazionale, nella consapevolezza di un perdurante ethos cristiano. Lon. Mantovano ha lamentato la povert del dibattito in merito al 150 anniversario dellunit statale e ha indicato gli elementi che danno stabilit al Paese: il rispetto per la vita, limportanza della famiglia, la libert da aggressioni interne, soprattutto la criminalit organizzata, ed esterne, in particolare il terrorismo. Ha infine auspicato il rafforzamento dei legami fra le varie aree geografiche della Penisola e la nascita di un nuovo meridionalismo, che porti le popolazioni interessate a riprendere in mano il proprio destino partendo da un corretto utilizzo delle ingenti risorse a disposizione. La tavola rotonda stata conclusa da mons. Negri che ha ricordato come lidentit italiana sia stata difesa e trasmessa dalle famiglie e soprattutto dalla Chiesa, che attraverso leducazione ha contribuito prima allinculturazione della fede nella Penisola, quindi alla resistenza contro unideologia che una ristretta minoranza ha tentato dimporre al Paese. Il popolo italiano ha potuto sopportare non solo le ideologie risorgimentali, ma anche le inutili stragi delle due guerre mondiali solamente grazie alleducazione cristiana ricevuta nei secoli. Oggi, ha concluso il presule, lidentit italiana aggredita da altre e pi insidiose ideologie, di fronte alle quali la Chiesa ha una responsabilit ancora pi grande: ritrovare la sua capacit educativa affinch il vero dialogo veda confrontarsi posizioni diverse ma consapevoli della loro identit. Il dottor Massimo Introvigne, di Alleanza Cattolica, direttore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, ha trattato il tema dellIdentit cattolica e unit degli italiani, confutando le tesi di quanti ritengono che il rifiuto del protestantesimo sia stato una delle cause della presunta arretratezza del Paese, da sanare appunto tramite il Risorgimento. Si quindi soffermato sullethos italiano, basato sul realismo, cio sulla diffidenza verso sistemi politici o sociali in grado di risolvere una volta per tutte i problemi umani; sulla libert dallesito, che libera dalla paura della predestinazione e ricorda che ci si santifica rispondendo alla propria vocazione a prescindere appunto dallesito; sulluniversalismo, dovuto soprattutto alla presenza in Italia del centro visibile della Chiesa romana, che ha evitato la diffusione di un nazionalismo aggressivo. Il partito anti-italiano ha egemonizzato la forma che lUnit prese con il Risorgimento e contro di esso la fedelt allethos nazionale una bussola che pu sempre indicare la via e tenere unita lItalia in momenti storici particolarmente difficili. Giovanni Cantoni, reggente nazionale di Alleanza Cattolica, ha chiuso il convegno con un intervento il cui titolo, Unit s, Risorgimento no, pu essere considerato per molti versi la sintesi di tutte le altre relazioni. Cantoni ha sottolineato la differenza fra lUnit dItalia, un fatto politico-istituzionale, e il Risorgimento, un processo socio-culturale frutto di unideologia diametralmente
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 opposta a quella, naturale e cristiana, di cui avevano vissuto e continuavano a vivere gli abitanti della Penisola. Citando, quindi, un paragrafo particolarmente significativo del discorso su I cattolici soci fondatori dellItalia tenuto dal card. Angelo Bagnasco al X forum del Progetto culturale della Chiesa italiana, ha sottolineato limportanza di superare la vuota retorica per procedere sulla strada della verit, dalla quale soltanto pu nascere un vero processo di unificazione. Dal convegno scaturito un Manifesto-appello per lidentit nazionale, intitolato 1861-2011. Unit e Risorgimento. La verit anzitutto1, con cui Alleanza Cattolica si rivolge alle istituzioni nazionali e locali, alle forze politiche, agli intellettuali e agli educatori, lanciando delle proposte per sanare le ferite ancora presenti nel tessuto sociale e culturale italiano. Nelloccasione stata presentata lopera 1861-2011. A centocinquantanni dallUnit dItalia. Quale identit?2, edita da Cantagalli, che raccoglie la maggior parte degli interventi al convegno e alcuni articoli aggiuntivi. Fra i presenti, quasi quattrocento persone, il sen. Oreste Tofani, il dottor Mario Cicala, consigliere di Corte di Cassazione, il dottor Salvatore Rebecchini, componente dellAutorit Garante della Concorrenza e del Mercato, Juan Miguel Montes Cousio, direttore dellUfficio Tradizione Famiglia Propriet di Roma, don Pietro Cantoni, moderatore dellOMME, lOpus Mariae Matris Ecclesiae, e don Michele Aramini, docente di Bioetica e assistente spirituale allUniversit Carlo Cattaneo di Castellanza, in provincia di Varese. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali e nazionali e su molti siti Internet.

Andrea Bartelloni

Cfr. Alleanza Cattolica, 1861-2011. Unit e Risorgimento. La verit anzitutto, in questo numero, del 12-2-2011, pp. 49-50. 2 Cfr. Francesco Pappalardo e Oscar Sanguinetti (a cura di), 1861-2011. A centocinquantanni dallUnit dItalia. Quale identit?, Cantagalli, Siena 2011. 48

1861-2011 Unit e Risorgimento La verit anzitutto


Un manifesto-appello per lidentit nazionale
LItalia non nasce con lUnit politica realizzata nel 1861. Fu invece leredit preziosa della civilt romana e di quella medioevale, animata dalla fede cristiana, a spingere gli italiani a modellare il paesaggio, a costruire cattedrali, a fondare universit, a raggiungere i vertici nelle diverse arti e a servire la Cristianit con politici, diplomatici, militari e uomini di cultura. Formando cos quella nazione che annovera nei secoli Dante Alighieri, santa Caterina da Siena, san Francesco dAssisi, Cristoforo Colombo e i molti altri che nelle arti, nella fede, nella cultura lhanno popolata e resa grande. Non si pone in questione lUnit riflettendo sulle molte ferite ancora oggi aperte, nate in conseguenza delle scelte di quanti, in nome dellideologia risorgimentale, vollero sostituire lethos tradizionale italiano e cattolico, cos evidente nella misconosciuta epopea delle insorgenze antigiacobine e antinapoleoniche, con un laicismo del piccolo o grande patriottismo e dei buoni sentimenti, senza peraltro riuscire a trovare un qualche significativo consenso popolare costruire uno Stato centralista, sconvolgendo lItalia dei campanili caratterizzata da una grande variet di forme politiche e da significative forme di autonomia rifare gli italiani, disperdendo una parte rilevante delle inestimabili ricchezze spirituali e culturali della nazione e colpendo con particolare violenza il Mezzogiorno, che tanto aveva dato alla storia e alla cultura cattolica italiana ed europea. In occasione del 150 anniversario della nascita dello Stato italiano, Alleanza Cattolica per perorare anzitutto la causa della verit di fatto e, quindi, per contribuire a sanare tali ferite chiede alle istituzioni nazionali e locali, alle forze politiche, agli intellettuali e agli educatori: di promuovere la riscoperta e la difesa delle radici storiche italiane e dellidentit nazionale nel rispetto delle autonomie locali garantito da un vero federalismo, applicazione conseguente del principio di sussidiariet

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 di favorire il raggiungimento di una effettiva memoria condivisa, per esempio riconoscendo esemplarit ai cattolici che subirono la Rivoluzione italiana, come il beato Pontefice Pio IX, e ai cosiddetti vinti del Risorgimento, e dignit di luoghi di memoria dove si consumarono eccidi e violenze che non sarebbe giusto dimenticare. Il tutto allinsegna di uno slogan, privo certamente dindispensabili sfumature ma felicemente indicativo di un percorso da imboccare: Unit s, Risorgimento no. Roma, 12 febbraio 2011 Alleanza Cattolica

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Il resto della Verit


La verit non mai tutta (proverbio)

Le minacce alla libert religiosa nel secolo XXI


Massimo Introvigne*
Dal Messaggio per la XLIV Giornata Mondiale della Pace allannuncio di un nuovo incontro interreligioso ad Assisi, Papa Benedetto XVI ha ripetutamente indicato la sua intenzione di fare del 2011 un anno internazionale della libert religiosa. Un dettagliato inventario dei temi sul tappeto stato offerto dallannuale discorso al Corpo Diplomatico del 10 gennaio 20111. Dal 5 gennaio 2011 ho assunto le funzioni di Rappresentante dellOSCE, lOrganizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, per la lotta contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione e lintolleranza contro i cristiani e i membri di altre religioni. In questa veste, sono molto grato al Papa per avere indicato anche alle organizzazioni internazionali fra cui dunque lOSCE, definita nel recente rapporto annuale dellAiuto alla Chiesa che Soffre sulla libert religiosa come lorganizzazione pi importante al mondo dopo le Nazioni Unite nel campo dei diritti umani unagenda precisa. Nei limiti delle mie possibilit e capacit, sto cercando di fare mia questa agenda, che naturalmente non rivolta ai soli cattolici e neppure ai soli cristiani ma sulla base dei diritti universali della persona umana si rivolge a tutte le persone di buona volont. Il Papa ha indicato nel suo discorso cinque rischi per la libert religiosa. Il primo riguarda un possibile equivoco su che cosa la libert religiosa esattamente sia. La libert religiosa stata spesso confusa con il relativismo, cio con la tesi che non esista una verit religiosa e che la scelta di una religione o di unaltra sia pi o meno indifferente. Mentre, come Papa Benedetto XVI ha richiamato nellenciclica Caritas in veritate, la libert religiosa non significa

Traduzione italiana, riveduta e annotata, dellintervento tenuto in inglese, in qualit di rappresentante dellOSCE, lOrganizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, per la lotta contro il razzismo, la xenofobia, la discriminazione e lintolleranza contro i cristiani e i membri di altre religioni, alla riunione annuale del Comitato Congiunto del CCEE, il Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, cattoliche, e della KEK, la Conferenza delle Chiese Europee anglicane, ortodosse e protestanti, tenutasi presso larcivescovado cattolico di Belgrado, in Serbia, il 18-2-2011. 1 Cfr. Benedetto XVI, Discorso ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, del 10-1-2011, in LOsservatore Romano. Giornale quotidiano politico religioso, Citt del Vaticano 10/11-1-2011.

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 indifferentismo religioso e non comporta che tutte le religioni siano uguali2. Ma che cos la libert religiosa? Conviene qui rileggere il Messaggio per la XLIV Giornata Mondiale della Pace3 di Papa Benedetto XVI, che offre spunti molto importanti. Interpretando la dichiarazione Dignitatis humanae4 del Concilio Ecumenico Vaticano II, lo stesso Pontefice ha spiegato pi volte che, dal punto di vista giuridico, non si tratta di un diritto positivo il quale dovrebbe comprendere anche un diritto allerrore5 che, come ribadisce il Catechismo della Chiesa Cattolica, la Chiesa non ha mai riconosciuto ma di un diritto negativo, che anche questo Messaggio chiama immunit dalla coercizione (n. 3). Questa immunit acquista certo un profilo specifico negli Stati moderni, per definizione incompetenti in materia di religione, ma corrisponde al principio antico secondo cui come recita il Messaggio la professione di una religione non pu essere [...] imposta con la forza (n. 7). Se si pu parlare di diritto, in senso giuridico, si tratta del diritto a non essere turbati da unintromissione dello Stato moderno nella formazione delle proprie convinzioni in materia di religione. Rispetto a interventi precedenti, vi per nel Messaggio per la XLIV Giornata Mondiale della Pace un secondo elemento, certamente non nuovo ma il cui collegamento inscindibile con il primo ribadito con particolare forza. La libert religiosa che la Chiesa proclama [...] va intesa non solo come immunit dalla coercizione, ma prima ancora come capacit di ordinare le proprie scelte secondo la verit (n. 3). Da un punto di vista filosofico, unanalisi di che cos la persona viene prima delle soluzioni giuridiche. La persona ordinata alla verit ed dotata di libert per la verit. Il libero arbitrio consente certamente il cattivo uso della libert, contro la verit e addirittura contro Dio. Ma in questo caso, spiega Papa Benedetto XVI, la libert erode il suo stesso fondamento. Una libert nemica o indifferente verso Dio finisce col negare se stessa e non garantisce il pieno rispetto dellaltro. Una volont che si crede radicalmente incapace di ricercare la verit e il bene non ha ragioni oggettive n motivi per agire, se non quelli imposti dai suoi interessi momentanei e contingenti, non ha una identit da custodire e costruire attraverso scelte veramente libere e consapevoli. Non pu dunque reclamare il rispetto da parte di altre volont, anchesse sganciate dal proprio essere pi profondo, che quindi possono far
2

Idem, Lettera enciclica Caritas in veritate sullo sviluppo umano integrale nella carit e nella verit, del 29-6-2009, n. 55. 3 Cfr. Idem, Messaggio per la XLIV Giornata Mondiale della Pace, del 1 gennaio 2011 Libert religiosa, via per la pace, dell8-12-2010, in LOsservatore Romano. Giornale quotidiano politico religioso, Citt del Vaticano 17-12-2010. I riferimenti fra parentesi nel testo rimandano a questo documento. 4 Cfr. Concilio Ecumenico Vaticano II, Dichiarazione sulla libert religiosa Dignitatis humanae, del 7-12-1965. 5 Catechismo della Chiesa Cattolica, dell11-10-1992, n. 2108. 54

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 valere altre ragioni o addirittura nessuna ragione. Lillusione di trovare nel relativismo morale la chiave per una pacifica convivenza in realt lorigine della divisione e della negazione della dignit degli esseri umani (ibidem). Un altro equivoco, indotto da una lettura secondo il Papa errata della nozione di libert religiosa e della Dignitatis humanae, quello che vorrebbe confinare la religione in una dimensione meramente privata, quasi che quando la Chiesa chiede leggi conformi alle verit naturali che fanno parte del suo insegnamento consueto anzitutto nelle materie, specificamente richiamate nel Messaggio, della vita, della famiglia e della libert delleducazione, i famosi valori [...] non negoziabili6 di Papa Benedetto XVI stia negando la libert religiosa dei non cattolici attraverso unindebita ingerenza nella vita politica. Non solo i princpi della morale naturale valgono per tutti, credenti e non credenti. Ma, sia pure nel rispetto della laicit positiva delle istituzioni statali (n. 9), lorientamento della libert alla verit non pu rinunciare a una dimensione politica. [...] la dimensione pubblica della religione deve essere sempre riconosciuta (ibidem) e [...] le leggi e le istituzioni di una societ non possono essere configurate ignorando la dimensione religiosa dei cittadini o in modo da prescinderne del tutto (n. 8). Non essendo questa [dimensione religiosa della persona] una creazione dello Stato, non pu esserne manipolata, dovendo piuttosto riceverne riconoscimento e rispetto (ibidem). Tutto questo riassunto in unespressione molto forte sul ruolo della societ per la salvezza delle anime, che ricorda analoghe e celebri espressioni del venerabile Papa Pio XII (19391958): Anche la societ, dunque, in quanto espressione della persona e dellinsieme delle sue dimensioni costitutive, deve vivere ed organizzarsi in modo da favorirne lapertura alla trascendenza (ibidem). Questa ricostruzione della vera nozione di libert religiosa esclude dunque anzitutto la strada del relativismo, o del sincretismo religioso (n. 11) cose diverse, spiega il Papa, dal dialogo fra le religioni condotto nella chiarezza e nella verit e consente di evitare i due errori opposti del fondamentalismo e del laicismo, anchessi pi volte richiamati nel Magistero di Papa Benedetto XVI. Non si pu dimenticare scrive ora il Papa che il fondamentalismo religioso e il laicismo sono forme speculari (n. 8) fra loro. Entrambe infatti negano il corretto rapporto fra fede e ragione. Nel fondamentalismo la fede nega la ragione. Nel laicismo la ragione, o meglio il razionalismo, nega la fede. Entrambi sono nemici della libert religiosa: il fondamentalismo vuole imporre la religione con la forza, il laicismo con la forza vuole imporre lirreligione. Mentre solo lequilibrio fra fede e ragione senza confusione, ma anche senza separazione garantisce la libert
6

Cfr., per esempio, Benedetto XVI, Discorso ai membri del Movimento per la Vita italiano, del 12-5-2008, in Insegnamenti di Benedetto XVI. IV, 1. 2008. Gennaio-giugno, Libreria Editrice Vaticana, Citt del Vaticano 2009, pp. 777-780 (p. 779). 55

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 religiosa che, ci assicura il Papa, [...] allorigine della libert morale (n. 3) e dunque di ogni vera libert. Si tratta di una questione soltanto teorica? No di certo. Infatti, il timore che la libert di religione porti con s un relativismo e una sottovalutazione del ruolo delle religioni tipici dellOccidente moderno la prima ragione per cui Paesi con una forte identit religiosa islamica, ind o buddhista resistono allapplicazione delle convenzioni internazionali in materia di libert religiosa. Essi temono che accettare la libert religiosa significhi necessariamente cedere al relativismo e allindifferentismo tipici di una certa cultura occidentale moderna. Vanno convinti che non cos, e che libert religiosa e denuncia di quella che il Papa chiama dittatura del relativismo7 possono e devono coesistere, come illustra appunto il Messaggio per la XLIV Giornata Mondiale della Pace. Il secondo rischio richiamato nel discorso del 10 gennaio 2011, cui ora torno come indice dei temi allordine del giorno in materia di libert religiosa, quello del tentativo dellislam ultra-fondamentalista, che certo non va confuso con lislam in genere, di porre fine allesistenza bimillenaria di comunit cristiane nel Vicino Oriente, ricorrendo anche al terrorismo. In alcuni Paesi il tentativo di una pulizia etnica che elimini definitivamente i cristiani ormai del tutto evidente. I governi, vero, prendono le distanze dagli ultra-fondamentalisti. Ma il tempo delle parole non seguite dai fatti scaduto. Occorrono, afferma, il Papa, misure efficaci per la protezione delle minoranze religiose8. N si tratta solo di un problema di polizia, la cui azione in Paesi come lEgitto peraltro molto importante e deve compiere un salto di qualit, nonostante le recenti difficolt, se vuole raggiungere risultati non fittizi. Si tratta anche delle leggi, che in molti Paesi a maggioranza islamica riducono la libert religiosa alla sola libert di culto. I cristiani non ovunque possono liberamente celebrare i loro riti chiusi in chiesa, ma dalle chiese e dalle sacrestie non possono uscire per annunciare il Vangelo. Se poi qualcuno si converte dallislam al cristianesimo, punito dalle leggi contro lapostasia e dove queste leggi sono state abrogate su pressione occidentale da norme contro la blasfemia, che spesso sono solo leggi contro le conversioni mascherate. Il Papa ricorda [...] che la libert religiosa non pienamente applicata l dove garantita solamente la libert di culto, per di pi con delle limitazioni9. In modo molto esplicito, afferma pure che tra le norme che ledono il diritto delle persone alla libert religiosa, una menzione particolare devessere fatta della legge contro la blasfemia in Pakistan: incoraggio di nuovo le Autorit di quel Paese a com7

Idem, Omelia durante la Messa nel Bellahouston Park a Glasgow, del 16-9-2010, in LOsservatore Romano. Giornale quotidiano politico religioso, Citt del Vaticano 18-92010. 8 Idem, Discorso ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, del 10-1-2011, cit. 9 Ibidem. 56

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 piere gli sforzi necessari per abrogarla, tanto pi che evidente che essa serve da pretesto per provocare ingiustizie e violenze contro le minoranze religiose10. Il terzo rischio spesso poco conosciuto o sottovalutato costituito dalle aggressioni nei confronti dei cristiani da parte di fondamentalisti ind o buddhisti, che identificano lidentit nazionale dei loro Paesi con unidentit religiosa, difesa in modi talora violenti contro il cristianesimo. Sono quelle che il Papa chiama situazioni preoccupanti, talvolta con atti di violenza, [che] possono essere menzionate nel Sud e nel Sud-Est del continente asiatico, in Paesi che hanno peraltro una tradizione di rapporti sociali pacifici. Il peso particolare di una determinata religione in una nazione non dovrebbe mai implicare che i cittadini appartenenti ad unaltra confessione siano discriminati nella vita sociale o, peggio ancora, che sia tollerata la violenza contro di essi11. Il quarto rischio costituito dal fatto che, anche se molti vorrebbero dimenticarlo, vi sono ancora regimi comunisti nel senso pi stretto e duro del termini. In diversi Paesi afferma il Papa con evidenti allusioni a questi regimi [...] la Costituzione riconosce una certa libert religiosa, ma, di fatto, la vita delle comunit religiose resa difficile e talvolta anche precaria (cfr Conc. Vat. II, Dich. Dignitatis humanae, 15), perch lordinamento giuridico o sociale si ispira a sistemi filosofici e politici che postulano uno stretto controllo, per non dire un monopolio, dello Stato sulla societ12. Il pensiero del Papa, cos, [...] si volge di nuovo verso la comunit cattolica della Cina continentale e i suoi Pastori, che vivono un momento di difficolt e di prova13. N si tratta dellunico caso, se solo pensiamo per esempio al dramma ampiamente dimenticato dei cristiani nella Corea del Nord, un Paese che vince ogni anno la medaglia doro dellorganizzazione protestante Porte Aperte come il luogo dove in assoluto pi pericoloso essere cristiani. Il quinto rischio rappresentato da quella che il Papa nel discorso alla Curia Romana del 20 dicembre 2010, facendo sua unespressione coniata dallillustre giurista ebreo statunitense di origine sudafricana Joseph Weiler, aveva chiamato la cristianofobia dellOccidente14. Spostando il nostro sguardo dallOriente allOccidente ha detto il Papa , ci troviamo di fronte ad altri tipi di minacce contro il pieno esercizio della libert religiosa. Penso, in primo luogo, a Paesi nei quali si accorda una grande importanza al pluralismo e alla tolleranza, ma dove la religione subisce una crescente emarginazione. Si tende a considerare la religione, ogni religione, come un fattore senza importanza,
10 11

Ibidem. Ibidem. 12 Ibidem. 13 Ibidem. 14 Cfr. Idem, Discorso ai Cardinali, agli Arcivescovi, ai Vescovi e ai Prelati della Curia Romana per la presentazione degli auguri natalizi, del 20-12-2010, ibid. 21-12-2010. 57

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 estraneo alla societ moderna o addirittura destabilizzante, e si cerca con diversi mezzi di impedirne ogni influenza nella vita sociale15. Si arriva cos a pretendere che i cristiani agiscano nellesercizio della loro professione senza riferimento alle proprie convinzioni religiose e morali, e persino in contraddizione con esse, come, per esempio, l dove sono in vigore leggi che limitano il diritto allobiezione di coscienza degli operatori sanitari o di certi operatori del diritto, particolarmente in tema di aborto. Unaltra manifestazione dellemarginazione della religione e, in particolare, del cristianesimo ha aggiunto il Papa , consiste nel bandire dalla vita pubblica feste e simboli religiosi, in nome del rispetto nei confronti di quanti appartengono ad altre religioni o di coloro che non credono. Agendo cos, non soltanto si limita il diritto dei credenti allespressione pubblica della loro fede, ma si tagliano anche radici culturali che alimentano lidentit profonda e la coesione sociale di numerose nazioni16. Anche qui il Papa non si limitato ai principi generali, ma ha fatto un preciso riferimento alla sentenza Lautsi della Corte Europea dei Diritti dellUomo che vorrebbe vietare lesposizione del crocifisso nelle scuole italiane, lodando chi si batte perch siano rimossi gli infausti e ingiusti effetti di quella sentenza. Lanno scorso ha detto Benedetto XVI , alcuni Paesi europei si sono associati al ricorso del Governo italiano nella ben nota causa concernente lesposizione del crocifisso nei luoghi pubblici. Desidero esprimere la mia gratitudine alle Autorit di queste nazioni, come pure a tutti coloro che si sono impegnati in tal senso17. La cristianofobia si manifesta anche nelle minacce alla libert di educazione e nellavversione amministrativa alle scuole cristiane. N si pu, ha detto il Papa, [...] passare sotto silenzio unaltra minaccia alla libert religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei, l dove imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realt riflettono unantropologia contraria alla fede e alla retta ragione18. Il fatto che lOSCE abbia istituito lufficio di un Rappresentante per la lotta alla discriminazione contro i cristiani rappresenta un successo della diplomazia della Santa Sede e di quei governi che lhanno intelligentemente affiancata. Le difficolt e le opposizioni, naturalmente, non mancano, e in tempi di crisi economica le risorse delle organizzazioni internazionali sono severamente limitate. Sul versante dellazione concreta per la libert dei cristiani, lazione del mio ufficio allOSCE si svolge attraverso unazione diplomatica presso gli Stati partecipanti e country visit, talora condotte insieme agli altri due Rappresentan15

Idem, Discorso ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, del 10-1-2011, cit. 16 Ibidem. 17 Ibidem. 18 Ibidem. 58

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 ti, rispettivamente per la lotta allantisemitismo e allislamofobia. Questazione peraltro istituzionalmente limitata agli Stati partecipanti allOSCE. Sul piano della consapevolezza delle discriminazioni contro i cristiani possiamo fare di pi. Stiamo organizzando un incontro dellOSCE a Roma sul tema Intolleranza e discriminazione contro i cristiani. Ho proposto anche agli Stati che vorranno aderirvi la celebrazione di una Giornata dei Martiri Cristiani del nostro tempo, da celebrarsi non o non solo nelle chiese, dove vi sono gi iniziative analoghe, ma nelle scuole, nelle citt, nelle istituzioni pubbliche perch la persecuzione dei cristiani non riguarda solo i cristiani, ma tutti. Ho proposto la data del 7 maggio ricordando il grande evento ecumenico che il venerabile Papa Giovanni Paolo II (1978-2005) organizz al Colosseo il 7 maggio 2000, con otto stazioni che ricordavano i principali gruppi di martiri cristiani del nostro tempo: le vittime del totalitarismo sovietico, del comunismo in altri Paesi, del nazismo, dei conflitti fra religioni, dei nazionalismi religiosi violenti in Asia, dellodio tribale e anti-missionario, del laicismo aggressivo e della criminalit organizzata. Questa giornata potrebbe essere occasione ogni anno per un esame di coscienza collettivo e per un accostamento esigente dellEuropa al problema della tutela delle minoranze cristiane in diversi Paesi. Vale sempre la pena di rileggere lappello che Giovanni Paolo II lanci al Colosseo il 7 maggio 2000 al nuovo secolo XXI che allora iniziava: Resti viva, nel secolo e nel millennio appena avviati, la memoria di questi nostri fratelli e sorelle. Anzi, cresca! Sia trasmessa di generazione in generazione, perch da essa germini un profondo rinnovamento cristiano!19. Listituzione di una Giornata dei Martiri Cristiani del nostro tempo sarebbe una bella risposta a questo appello oggi pi che mai attuale.

19

Giovanni Paolo II, La commemorazione ecumenica dei Testimoni della Fede del XX secolo al Colosseo. I martiri: lievito della storia del Novecento, del 7-5-2000, in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. XXIII, 1, 2000 (Gennaio-Giugno), Libreria Editrice Vaticana, Citt del Vaticano 2002, pp. 772-776 (p. 776). 59

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Tempo di scegliere*
Ronald Wilson Reagan
1. Grazie, grazie molte e buonasera. Si capito chi lo sponsor della serata1, ma, a differenza di molti programmi della TV, a chi stasera di scena non stato dato un copione. In realt, mi hanno concesso di scegliere da me le parole da pronunciare e i temi da trattare circa la scelta che ci attende nelle prossime settimane. Per gran parte della mia vita sono stato un sostenitore del Partito Democratico. Negli ultimi tempi, per, ho ritenuto opportuno seguire unaltra via. Credo, infatti, che le questioni da affrontare vadano oltre le linee di partito. Ora, nel corso di questa campagna, da una delle parti ci viene raccontato che la questione principale di questa elezione il mantenimento della pace e della prospe* Cento anni fa, il 6 febbraio 1911, nasce a Tampico, in Illinois, Ronald Wilson Reagan (1911-2004), futuro quarantesimo presidente degli Stati Uniti dAmerica. Cresciuto e battezzato allinterno della denominazione cui apparteneva la madre, i Discepoli di Cristo, Reagan diventa cristiano presbiteriano nel 1963, pur conservando una spiritualit tendenzialmente restituzionista basata sulla convinzione che, ponendo al centro del proprio credo esclusivamente la Bibbia, sarebbe possibile una riunione di tutte le denominazioni cristiane. Il testo la prima traduzione italiana del discorso A Time for choosing, registrato a Los Angeles e mandato in onda il 27 ottobre 1964, noto anche come The Speech, Il Discorso. Se vero che, prima di quella data, Reagan si era gi impegnato, come attore, in unintensa attivit sindacale, tuttavia questo discorso in appoggio del candidato alla Presidenza Barry Morris Goldwater (1909-1998) a segnare lesordio di Reagan e la sua ascesa come astro politico: impressionati dallabilit delloratore e dal successo mediatico che si era tradotto in una raccolta di svariati milioni di dollari a sostegno della campagna elettorale di Goldwater, i maggiorenti del Partito Repubblicano in California decidono, nel 1966, di scommettere vincendo su Reagan per la carica di governatore del loro Stato. Ronald Reagan sar eletto presidente degli Stati Uniti dAmerica nel 1980 e riconfermato nel 1984. La sua politica interna, fondata sulla riduzione della pressione fiscale, porter a sette anni di crescita economica ininterrotta. Quella estera e sugli armamenti contribuir, forse in maniera determinante, al crollo dellUnione Sovietica. Il testo inglese raccolto in Frederick J. Ryan Jr. (a cura di), Ronald Reagan, The Great Communicator, Perennial-HarperCollins, New York 2001, pp. 136-149. La registrazione televisiva del discorso sul sito Internet <http://www.you tube.com/watch?v=qXBswFfh6AY> (consultato il 31-3-2011). Le note, le inserzioni in parentesi quadre e la divisione in paragrafi sono redazionali. 1 Il relatore era stato presentato come segue da una voce fuori campo: Il programma politico pre-registrato che seguir sponsorizzato da TV per Goldwater-Miller a beneficio di Barry Goldwater, candidato Repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti dAmerica. Signore e signori, abbiamo lonore di annunciare un autorevole discorso di Ronald Reagan.

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 rit. La frase che stata usata : Le cose, da questo punto di vista, non ci sono mai andate cos bene. Tuttavia, ho la spiacevole sensazione che questa prosperit non qualcosa su cui poter fondare le nostre speranze per il futuro. Nessuna nazione nella storia sopravvissuta a un gettito fiscale oneroso che raggiunge un terzo del suo reddito nazionale. Oggi, 37 centesimi di ogni dollaro guadagnato in questo Paese sono la parte che lesattore pretende per s; ci nonostante il nostro governo continua a spendere 17 milioni di dollari al giorno in pi di quanto incameri. Per ventotto degli ultimi trentaquattro anni non siamo riusciti a pareggiare il bilancio preventivo di spesa. Negli ultimi dodici mesi, abbiamo innalzato per tre volte il tetto del nostro debito e, ora, il debito nazionale di una volta e mezzo pi alto di quello di tutte le nazioni del mondo messe assieme. Il nostro Tesoro custodisce quindici miliardi in oro, ma, in realt, non ne possediamo neanche un grammo. Siamo indebitati per 27,3 miliardi di dollari e ci stato appena annunciato che un dollaro del 1939 vale ora in tutto 45 centesimi. 2. A proposito della pace che dovremmo preservare, mi chiedo chi se la sentirebbe, fra noi, di avvicinare una madre o una moglie il cui figlio o il cui marito morto nel Vietnam del Sud per chiederle se questo il tipo di pace che, secondo loro, andrebbe preservato a tempo indeterminato. Chi parla di pace, intende forse che, semplicemente, vuol essere lasciato in pace? Non ci pu essere vera pace se, nel contempo, un americano sta morendo in qualche parte del mondo per il bene di tutti noialtri. Noi siamo in guerra con il nemico pi pericoloso che lumanit abbia mai dovuto affrontare nel corso della sua lunga ascesa dalle paludi alle stelle; vi chi ha detto che, ove mai noi perdessimo questa guerra e, con essa, questo nostro modo di vivere la libert, la storia ricorder con il pi grande stupore che chi pi aveva da perdere meno fece per evitarlo. Bene, penso sia venuto il momento di chiederci se ancora godiamo delle libert che hanno inteso garantirci i nostri Padri Fondatori. Non molto tempo fa due miei amici stavano parlando con un rifugiato cubano, un uomo daffari che era dovuto scappare dal regime di [Fidel] Castro [Ruz] e, mentre costui raccontava la sua storia, uno dei due miei amici dice, rivolto allaltro: Ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati?. Il cubano lo interrompe, dicendo: Quanto fortunati siete voi?!? Sono io che ho avuto un posto dove fuggire. In quella frase vi veramente tutta la storia. Quando perderemo la libert qui da noi, non vi sar pi un posto dove fuggire2. Questo lultimo baluardo che ancora resiste sulla Terra.
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Largomento , per cos dire, classico. Qualche anno prima il filosofo tedesco Josef Pieper (1904-1997) aveva notato: Il diventare [...] totalitario il pericolo implicito nella sua struttura, di uno stato [sic] mondiale, di uno stato cio cui mancano per definizione i vicini e il quale, per questo, finisce inavvedutamente per coincidere con le isole politiche delle utopie. In considerazione di ci il liberale [Edward] Gibbon [173764

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 E lidea che il governo sia soggetto al popolo, che non abbia altra fonte di potere che non sia il popolo sovrano, ancor oggi lidea pi nuova e originale che sia mai apparsa nella lunga storia delle relazioni delluomo con luomo. Ed proprio il problema che si pone con questa elezione: se noi crediamo nella nostra capacit di autogovernarci o se invece intendiamo abbandonare la Rivoluzione Americana e confessare che una piccola lite intellettuale di una capitale lontana sia in grado di pianificare le nostre vite al posto nostro meglio di quanto sappiamo fare noi stessi. A voi e a me viene detto, con sempre maggiore insistenza, che dovremo scegliere fra destra e sinistra, ma vorrei suggerire che, in questo caso, non ci sono una destra e una sinistra. Vi solo un alto e un basso. Si pu salire verso lalto, elevandosi allantichissimo sogno delluomo di coniugare il massimo della libert personale con un ordine legittimo. Oppure cadere in basso, nel formicaio del totalitarismo. A dispetto della loro sincerit e delle loro motivazioni umanitarie, coloro che sacrificherebbero la libert per la sicurezza si sono incamminati lungo questo percorso che porta in basso. In questi tempi di caccia al voto usano espressioni come Great Society o sostengono, come ha fatto qualche giorno fa il nostro Presidente, che dovremmo accettare unattivit pi intensa del Governo negli affari del popolo3. In passato e fra di loro sono stati anche un po pi espliciti e tutte le cose che dir sono state pubblicate. Non si tratta di illazioni di Repubblicani. Per esempio, vanno insinuando che la guerra fredda finirebbe se accogliessimo un socialismo non antidemocratico. Unaltra voce che circola sostiene che la logica del profitto sia passata di moda e che vada rimpiazzata dagli incentivi dello Stato assistenziale; e che il nostro sistema tradizionale basato sulla libert individuale non sia capace di risolvere i problemi complessi del ventesimo secolo.
1794] ha detto dellimpero romano che, anche per questo, sera in tale impero potuto strappare dalle radici la libert, perch non cera possibilit di fuggire (Josef Pieper, Sulla fine del tempo. Meditazione filosofica sulla storia, 1950, trad. it., Morcelliana, Brescia 1959, p. 123). La stessa pagina ospita lopinione del saggista Gerhard Nebel (1903-1974): allorganizzazione mondiale unitaria che per Pieper era sicuramente in formazione (cfr. ibidem) si potrebbe obiettare, dal punto di vista della libert, che, quando quella sar realizzata, nessun luogo ci sar pi nel quale sia possibile emigrare (Gerhard Nebel, Bei der nrdlichen Hesperiden. Tagebuch aus dem Jahre 1942, Marees Verlag, Wuppertal 1948, p. 258). 3 In seguito allassassinio del presidente eletto John Fitzgerald Kennedy (1917-1963), avvenuto il 22 novembre 1963, alla Presidenza era subentrato il vicepresidente in carica Lyndon Baines Johnson (1908-1973). Great Society il nome con il quale Johnson, in un suo discorso allUniversit del Michigan del 22 maggio 1964, aveva battezzato la politica che intendeva adottare, consistente in vasti programmi di spesa federale finalizzati alleliminazione della povert e delle ingiustizie sociali: cfr. Lawson Bowling, Shapers of the great debate. A Biographical Dictionary, Greenwood Press, Westport (CT) 2005. 65

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 Parlando alla Stanford University, il senatore Fulbright [James William (1905-1995)] ha detto che la Costituzione ormai passata di moda. Ha usato la frase nostro educatore morale e nostro leader per alludere al Presidente, e ha detto che se questi procede a fatica verso la realizzazione dei suoi obiettivi a causa delle restrizioni al suo potere imposte da quel documento antiquato. E che il Presidente dovrebbe avere mano libera in modo da poter fare per noi ci che egli sa essere il meglio4. E il senatore Clark [Joseph S. (1901-1990)] della Pennsylvania, un altro fine oratore, ha definito il progressismo come landare incontro alle esigenze materiali delle masse mediante i pieni poteri di un governo centralizzato. Per quel che mi riguarda, mi irrita che un rappresentante del popolo decida di riferirsi a voi e a me donne e uomini liberi di questo Paese usando lespressione le masse. un termine che in America, in passato, non avremmo mai adoperato per alludere a noi stessi. Ma, a parte quello, i pieni poteri di un governo centralizzato furono esattamente la cosa che i nostri Padri Fondatori volevano evitare il pi possibile. Essi sapevano che i governi non controllano le cose. Un governo non pu controllare leconomia se non controllando le persone. E sapevano che, quando un governo si dispone a farlo, deve usare la forza e la coercizione per ottenere quanto si propone. Quei Padri Fondatori sapevano anche che, al di fuori delle funzioni che legittimamente competono a esso, uno Stato non riesce a fare nulla bene o con uguale parsimonia quanto il settore privato delleconomia al suo posto. 3. Il coinvolgimento statale degli ultimi trentanni nelle politiche agricole costituisce, da questo punto di vista, lesempio migliore. Dal 1955 il costo di questo programma si pressoch duplicato. Dell85 per cento dei prodotti agricoli invenduti responsabile solo un quarto degli operatori nel settore. Tre quarti del settore vive in un regime di libero mercato e ha conosciuto un aumento pari al 21 per cento del consumo pro capite di ci che viene prodotto. Capite, allora, che il primo quarto di cui parlavamo quello soggetto ai regolamenti e ai controlli del Governo federale. Negli ultimi tre anni abbiamo speso 43 dollari nel feed grain program5 per ogni staio di grano che non coltiviamo. Il senatore Humphrey [Hubert Horatio jr. (1911-1978)], la settimana scorsa, ha sostenuto che Barry Goldwater, se eletto Presidente, cercher di far diminuire il numero di agricoltori.
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Il discorso risale allagosto del 1961. I passi cui Reagan si riferisce sono citati in G. Edward Griffin, The Fearful Master. A second look at the United Nations, Western Islands Publisher, Appleton (Wisconsin) 1964, p. 192. 5 Nel 1961 il neo-eletto presidente Kennedy e il suo Segretario dellAgricoltura Orville Freeman (1918-2003) erano riusciti a far approvare al Congresso un programma dincentivi governativi tesi a far diminuire la produzione di grano, orzo e sorgo al fine di preservarne il prezzo di mercato. Ai coltivatori che accettavano di non coltivare il 20 per cento dei loro campi di grano, lo Stato garantiva il 60 per cento deglimporti lordi che unannata normale avrebbe assicurato. 66

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 Avrebbe dovuto fare un po meglio i suoi compiti a casa: avrebbe scoperto che il popolo delle fattorie ha vissuto un decremento di cinque milioni di unit mentre erano vigenti gli attuali programmi governativi. Avrebbe anche scoperto che lamministrazione Democratica ha cercato di ottenere dal Congresso unestensione dei programmi governativi a quei tre quarti che sono ora liberi; nonch il diritto di mandare in prigione quegli agricoltori che non compilano i registri come prescritto dal Governo federale. Il Segretario dellAgricoltura aveva chiesto il diritto di confiscare le fattorie deglincriminati e di riassegnarle ad altri. Nello stesso programma era previsto un provvedimento che avrebbe autorizzato il Governo federale ad allontanare dalla terra due milioni di agricoltori. Nello stesso periodo vi stato un aumento del numero deglimpiegati al Dipartimento dellAgricoltura. Attualmente ve n uno per ogni trenta agricoltori negli Stati Uniti, pur tuttavia nessuno ancora in grado di dirci che fine abbiano fatto quei 66 carichi di merci che dovevano raggiungere lAustria via mare scomparendo senza lasciare traccia e come mai Billie Sol Estes non sia mai salpato6 [Risate e applausi]. Ogni fattore responsabile e ogni organizzazione del settore agricolo ha chiesto ripetutamente al Governo di liberalizzare leconomia agricola, ma chi sono gli agricoltori per sapere ci che meglio per loro? Gli operatori nel settore dei cereali hanno votato contro il programma dintervento che li riguardava, ma il Governo lo ha approvato lo stesso. Ora il prezzo del pane aumenta e il prezzo del grano pagato al produttore scende. 4. Nel frattempo, gi in citt, la libert continua a essere presa dassalto in nome dellUrban Renewal7. I diritti di propriet privata sono cos diluiti che si d corso a quasi tutto quello che uno sparuto gruppo di urbanisti governativi decide in nome dellinteresse pubblico. In un programma che toglie ai poveri per dare ai ricchi, assistiamo a episodi simili a quello successo a Cleveland, in Ohio: un edificio completato solo tre anni fa e costato un milione e mezzo di dollari devessere demolito per fare strada a ci che i funzionari del Governo
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Reagan si riferisce alla truffa gigantesca attuata dal magnate texano Billie Sol Estes. Dichiarando di coltivare e immagazzinare quantit di grano in realt inesistenti, questi se nera servito come garanzia per ottenere prestiti bancari e per entrare nel novero degli agricoltori che beneficiavano della politica federale di supporto ai prezzi. Accusato di aver accumulato almeno 24 milioni di dollari in maniera fraudolenta, e di essere coinvolto in alcune morti sospette, era stato condannato a quindici anni di prigione nel 1962, ma ne era uscito solo tre anni dopo in seguito a una revisione del processo. Fra i finanziatori del senatore L. B. Johnson, nel 1984 si era dichiarato pronto a esibire allFBI, il Federal Bureau of Investigation, in cambio dellimmunit, le prove che inchiodavano Johnson come mandante di molti omicidi, fra cui quello di J. F. Kennedy. 7 Lespressione Urban Renewal, Rinnovamento Urbano, fu usata negli Stati Uniti dAmerica a partire dallapprovazione, avvenuta nel 1949, dellHousing Act, in base al quale, per riqualificare gli slum, i quartieri identificati come bassifondi, il Governo federale metteva a disposizione dei comuni i due terzi del prezzo di acquisizione dei siti su cui costruire nuovi fabbricati o far passare autostrade. 67

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 definiscono un uso del territorio pi compatibile. Il Presidente ci dice che sta per iniziare un progetto di costruzione di migliaia di unit immobiliari destinate alledilizia popolare, laddove, fino a ora, ne abbiamo costruite solo centinaia. Eppure lFHA, la Federal Housing Authority, e la Veteran Administration ci dicono di possedere gi 120.000 unit immobiliari che si sono riprese indietro per la mancata cancellazione dipoteche. Per trentanni abbiamo cercato di risolvere il problema della disoccupazione tramite programmi governativi e pi i progetti falliscono, pi i pianificatori progettano. Lultima arrivata lArea Redevelopment Agency. Hanno appena inserito Rice County nel Kansas fra le aree depresse. Rice County ha duecento pozzi di petrolio e le quattordicimila persone che vi abitano hanno tre milioni di dollari nei loro depositi bancari [Applausi]. Quando, per, lo Stato dice che sei depresso, rimani gi e fai il depresso [Risate]. Vi sono troppe persone che, quando vedono un uomo grasso accanto a uno magro, pensano che il primo abbia acquisito la sua prosperit necessariamente ai danni del secondo. Ecco allora che sperano di risolvere il problema dellindigenza tramite lintervento dello Stato e di programmi governativi. Ora, se la risposta da dare al problema fosse effettivamente intervento governativo e Stato assistenziale e ne abbiamo fatto esperienza per quasi trentanni non sarebbe stato lecito aspettarsi che, almeno una volta in tutto questo tempo, il Governo ci avesse fatto il punto della situazione? Ogni anno ci avrebbero comunicato i dati relativi al declino dei numeri relativi ai bisognosi e al fabbisogno di case popolari. In realt vero il contrario. Ogni anno il fabbisogno aumenta e aumenta ancora di pi il costo deglinterventi. Quattro anni fa ci avevano detto che 17 milioni di persone andavano a letto ancora affamate. Probabilmente era vero: erano tutti a dieta. Ora, per, ci raccontano che il numero di famiglie sulla soglia della povert con un reddito annuo che non supera i 3.000 dollari ammonta a 9,3 milioni. La spesa dello Stato assistenziale ora dieci volte maggiore a quella degli anni oscuri della Depressione. Le spese dovute al welfare hanno raggiunto i 45 miliardi di dollari. Con un po di aritmetica scopriremo che, dividendo equamente 45 miliardi di dollari fra nove milioni di famiglie povere dovremmo essere in grado di dare a ciascuna 4.600 dollari lanno. Addizionando questa somma al reddito che gi hanno, la povert si potrebbe ben dire eliminata [Applausi]. Eppure dellaiuto statale ai bisognosi solo 600 dollari arrivano nelle tasche delle famiglie. Sembrerebbe che da qualche parte vi sia stata qualche spesa di troppo non contabilizzata [Risate e applausi]. Stiamo, allora, dichiarando guerra alla povert o dicendo alla gente: Coraggio, puoi diventare anche tu un Bobby Baker8 [Risate]? Onestamente, come
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Figlio di un direttore di ufficio postale, Robert Gene Baker fece una carriera politica sfolgorante di politico dietro le quinte, diventando uno dei pi stretti collaboratori di L. B. Johnson. Fu coinvolto in molti scandali a sfondo affaristico-sessuale ad alcuni dei 68

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 possono aspettarsi il nostro consenso quando intendono aggiungere un altro miliardo ai 45 che gi spendono, o attivare lennesimo programma dintervento a quelli gi vecchi di trentanni che abbiamo? Ricordatelo: questo nuovo programma non andrebbe a sostituire uno di quelli gi esistenti, semplicemente il duplicato di uno di essi. Credono, forse, che la povert sia destinata a scomparire improvvisamente, come per magia? In tutta franchezza, devo precisare che vi in questo nuovo programma una parte che non il duplicato di alcunch. quella che riguarda la giovent. Ci accingiamo, ora, a risolvere il problema dellemarginazione e della delinquenza giovanile istituendo qualcosa di molto simile ai vecchi campi CCC, dei Civilian Conservation Corps,9 al fine di collocarvi i nostri giovani. Facendo ancora appello allaritmetica, scopriamo che per le sole spese di vitto e di alloggio sono previsti 4.700 dollari lanno per ogni giovane che ospiteremo, quando ne servono solo 2700 per mandarli ad Harvard [Applausi]! Non mi fraintendete: non sto suggerendo, per risolvere il problema, di mandare tutti i giovani delinquenti ad Harvard [Risate e applausi]. 5. Ma, tornando seri, che cosa stiamo facendo a costoro nella speranza di aiutarli? Non molto tempo fa un giudice mi ha chiamato qui, a Los Angeles. Mi ha raccontato di una donna che era andata dinanzi a lui per un divorzio. Aveva sei bambini ed era incinta del settimo. A domanda, gli rivel che il marito guadagnava 250 dollari al mese ma che, divorziando, avrebbe ottenuto 80 dollari in pi. Sarebbe, infatti, potuta entrare nellAid to Dependent Children Program e ricevere 330 dollari ogni mese. Lidea le era venuta da due donne del quartiere che avevano fatto proprio la stessa cosa. Eppure, ogni volta che voi e io osiamo dubitare degli schemi proposti dai benefattori veniamo accusati di essere contrari ai loro intenti umanitari. Dicono che siamo sempre contro e mai per qualcosa. Beh, il guaio dei nostri amici progressisti non che sono ignoranti, ma che sono troppo convinti di non esserlo [Applausi]. Noi siamo a favore di un provvedimento in base al quale alla sospensione dallimpiego non debba seguire la disoccupazione per motivi di et avanzata, e per assicurarci che questo non accada abbiamo accettato la previdenza sociale come una misura adatta a risolvere il problema.

quali non furono estranei n J. F. Kennedy n il fratello Robert (1925-1968). Accusato di corruzione, Baker diede le dimissioni da Segretario della Maggioranza il 7 ottobre 1963. 9 I Civilian Conservation Corps erano stati istituiti dallamministrazione Roosevelt [Franklin Delano (1933-1945)] nel 1933. Essi impiegavano giovani disoccupati di et compresa fra i diciotto e i venticinque anni in una sorta di lavori socialmente utili rivolti alla tutela e alla valorizzazione delle risorse naturali. Questo tipo di programma assistenziale era cessato nel 1942. 69

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 Tuttavia, siamo contrari ai promotori di questo programma quando essi mentono circa le sue difficolt di attuazione dal punto di vista fiscale, quando attribuiscono a chi rivolge una sia pur minima critica al programma la volont di voler far cessare i sussidi a quelle persone che su questi fanno affidamento per sopravvivere. Potrei citare le migliaia e migliaia di volte che dinanzi a noi lhanno chiamata assicurazione. Quando poi sono comparsi dinanzi alla Corte Suprema, vi hanno fatto riferimento chiamandolo programma assistenziale. Usano la parola assicurazione solo per smerciarla al popolo. E ci hanno detto che i tributi per finanziare la Previdenza Sociale erano tasse che lo Stato poteva destinare a usi generici, cosa che effettivamente ha fatto. Non esiste alcun fondo: Robert Byers, il responsabile attuariale, comparso dinanzi a una commissione voluta dal Congresso e ha ammesso che la Previdenza Sociale presenta al momento un ammanco di 298 miliardi di dollari. In quella stessa occasione, Byers disse anche che non vi era di che preoccuparsi: nella misura in cui avevano il potere dimporre tasse, potevano sempre spillare al popolo il necessario per togliersi fuori dai guai. Ed quello che stanno facendo giusto ora. Consideriamo un giovane di ventun anni che percepisca un salario medio. Con i contributi previdenziali che obbligatoriamente versa, potrebbe invece sottoscrivere una polizza assicurativa sul libero mercato che, a 65 anni, gli frutterebbe 220 dollari al mese. A parit di condizioni, lo Stato gliene promette, invece, solo 127. Il giovane potrebbe fare la bella vita fino a 31 anni e solo allora sottoscrivere una polizza che si rivelerebbe comunque pi vantaggiosa della previdenza sociale. mai possibile che la nostra capacit negli affari sia a tal punto scadente che non siamo capaci di porre questo programma su una base solida e fare in modo che le persone che esigono quei versamenti in anticipo possano constatare che li ritroveranno quando saranno loro dovuti, invece di scoprire che larmadio ormai vuoto? Barry Goldwater pensa che ne siamo capaci. Nel frattempo non potremmo anche introdurre modalit di contribuzione a base volontaria? Cos, un cittadino che crede di poter far meglio da s potrebbe essere esentato dallobbligo dei contributi previdenziali pubblici, ove certifichi di stare provvedendo in altro modo agli anni in cui non percepir pi uno stipendio. Certamente potremo introdurre, per ognuna di queste forme alternative di contribuzione, la regola che una vedova con figli possa lavorare senza perdere quanto il defunto marito aveva fino allora versato. O pensate che voi e io non saremo liberi di poter indicare i beneficiari di questo tipo di programmi? Tutti noi, credo, vorremmo poter dire ai pensionati che a nessuno, in questo paese, verranno mai negate cure mediche per mancanza di fondi. Tuttavia, penso anche che siamo contrari a costringere, incuranti dei suoi bisogni, ogni singolo cittadino in un programma di governo obbligatorio, specialmente ora che abbiamo dinanzi esempi come quello della Francia la notizia della settimana
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 scorsa , il cui programma di assistenza sanitaria, per sua stessa ammissione, ha fatto bancarotta. Loro sono gi giunti alla fine della strada. E, inoltre, veramente cos tanto incosciente Barry Goldwater quando propone che il nostro governo rinunci al suo programma dinflazione deliberata, pianificata, in modo da far s che, al momento della pensione, un dollaro a suo tempo versato valga ancora un dollaro e non 45 centesimi? 6. Siamo tutti favorevoli, credo, a unorganizzazione internazionale dove sincontrino le nazioni al fine di favorire la pace. Ma siamo contrari a subordinare glinteressi dellAmerica a quelli di unorganizzazione che diventata cos strutturalmente imperfetta che il consenso di un gruppo di nazioni che ospita meno del dieci per cento della popolazione mondiale ti garantisce i due terzi dei voti dellintera Assemblea Generale. Siamo, credo, anche contrari allipocrisia dimportunare i nostri alleati per il fatto che da qualche parte si tengono ben stretta una colonia, mentre, allo stesso tempo, cooperiamo a una congiura del silenzio non aprendo mai bocca per denunciare lo stato di schiavit in cui versano milioni di uomini nelle colonie sovietiche note come nazioni satelliti [Applausi]. Noi siamo favorevoli ad aiutare i nostri alleati facendo partecipi delle nostre benedizioni materiali quelle nazioni che condividono i nostri princpi fondamentali, ma siamo contrari a distribuire un po dappertutto denaro da governo a governo, creando burocrazia, se non addirittura socialismo, in tutto il mondo. Ci eravamo ripromessi di aiutare diciannove paesi. Ne stiamo aiutando centosette. Abbiamo speso 146 miliardi di dollari. Con quel denaro, abbiamo acquistato uno yacht di due milioni di dollari per Hail Selassi [1892-1975]. Abbiamo acquistato abiti da sera per imprenditori greci e mogli extra per funzionari governativi del Kenia. Abbiamo acquistato televisori per posti dove non vi ancora lelettricit. Negli ultimi sei anni, cinquantadue nazioni hanno acquistato nostro oro per un valore di 7 miliardi di dollari, e tutte e cinquantadue ricevevano aiuti esteri dal nostro paese. Nessun governo ha mai deciso volontariamente di auto-ridursi. E cos, una volta varati, i programmi governativi non scompaiono mai pi. Di fatto, non si mai visto su questa terra qualcosa di pi vicino alla vita eterna di un dipartimento governativo [Risate e Applausi]. Fra funzionari e impiegati federali si raggiunge il numero di due milioni e mezzo di persone; ove poi sincluda il numero di quelli che operano a livello comunale e di Stato, si scopre che il Governo impiega un sesto dellintera forza lavoro della nazione. Questi bureau che proliferano con le loro migliaia di regolamenti ci sono gi costati molte delle nostre salvaguardie costituzionali. Quanti di noi si rendono conto che, oggi, gli agenti federali possono invadere una propriet privata senza un mandato? Possono imporre contravvenzioni senza bisogno di unudienza formale o, figuriamoci, di un processo dinanzi a una giuria. E hanno il diritto di confiscare una propriet e venderla allasta perch quella contravvenzio71

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 ne venga sicuramente pagata. A Chico County, in Arkansas, James Wier aveva piantato oltre la misura consentita nella porzione di terreno destinata alla coltivazione di riso. Il Governo riuscito a ottenere una condanna al pagamento di 17.600 dollari e uno sceriffo degli Stati Uniti ha venduto allasta la sua fattoria di 960 acri. Il Governo ha detto che era necessario: sarebbe servito da ammonimento agli altri e avrebbe fatto funzionare il sistema [Applausi]. Il 19 febbraio scorso, allUniversit del Minnesota, Norman Thomas [1884-1968], sei volte candidato alla presidenza per il Partito Socialista, ha detto: Se Barry Goldwater diventasse Presidente, metterebbe fine allavanzata del socialismo negli Stati Uniti. Credo che si tratti esattamente di quello che intende fare [Applausi e altri segni di entusiasmo]. Ma, come ex Democratico, posso dirvi che Norman Thomas non il solo uomo che abbia tracciato questo parallelismo fra il socialismo e la presente amministrazione; gi nel 1936, infatti, Mister-Democratico in persona, Al Smith [Alfred Emanuel Al (1873-1944)], il grande americano, aveva sostenuto pubblicamente, dinanzi a tutti gli americani, che la leadership del suo partito stava conducendo il partito che era stato di Jefferson [Thomas (1743-1826)], di Jackson [Andrew (1767-1837)] e di Cleveland [Grover (1837-1908)] lungo la discesa che porta alle bandiere di Marx [Karl Heinrich (1818-1883)], di Lenin [Vladimir Ili Uljanov (1870-1924)] e di Stalin [Josif Vissarionovi Dugavili (1878-1953)]. E, perci, si era allontanato dal suo partito e non vi aveva fatto mai pi ritorno finch visse: fino a tuttoggi la leadership di quel partito non ha fatto altro che provare a trasformarlo nel sosia delloperaio Partito Socialista Inglese. Ora, non sono necessari lesproprio o la confisca della propriet privata per imporre a un popolo il socialismo. Che importanza volete che abbia il titolo di possesso di unazienda o di una propriet se lo Stato detiene un potere di vita e di morte su quellazienda o su quella propriet? Un tale apparato gi in vigore. Lo Stato , infatti, in grado di addossare un capo daccusa su qualunque societ esso scelga di perseguire. Ogni uomo daffari ha la sua storia di molestie da raccontare. Da qualche parte si insinuata una qualche forma di perversione. I nostri diritti naturali e inalienabili sono considerati alla stregua di unelargizione dello Stato, e la libert non mai stata cos fragile, cos vicina allo sfuggirci di mano come in questo momento. 7. I nostri avversari Democratici sembra non abbiano intenzione di discutere su questi problemi. Vorrebbero far credere a voi e a me che questa una sfida fra due uomini e che noi dobbiamo giusto scegliere uno dei due personaggi. Bene, che cosa vorrebbero annientare di Goldwater? Di questuomo vorrebbero annientare quello che rappresenta, le idee che sono care a voi e a me. veramente luomo avventato, superficiale e dal grilletto facile che ci descrivono? Ho avuto il privilegio di conoscerlo in tempi non sospetti. Lho conosciuto
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Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 molto prima che una candidatura alla Presidenza divenisse per lui realistica e posso dirvi che, personalmente, mai, nel corso della mia vita, ho conosciuto un uomo che ritenga cos tanto incapace di fare una cosa disonesta o disonorevole [Applausi]. Questo un uomo che, nella sua stessa azienda prima di entrare in politica, aveva istituito un piano di partecipazione agli utili prima che la cosa venisse in mente ad alcun sindacato. Aveva introdotto una polizza medico-sanitaria per tutti i suoi dipendenti. Aveva preso il 50 per cento dei profitti al netto delle tasse e, con questo, aveva avviato un programma di collocamento a riposo, un piano pensionistico per tutti i suoi dipendenti. Aveva assicurato un vitalizio mensile a un dipendente che era ammalato e non poteva lavorare. Aveva fornito assistenza per la cura dei bambini le cui mamme lavorano nei negozi. Quando il Messico stato devastato dalle inondazioni del Rio Grande, saltato sul suo aeroplano e ha paracadutato laggi viveri e medicine. Un ex soldato mi ha raccontato come lo ha conosciuto. Era stato durante la settimana prima di Natale ai tempi della guerra di Corea [1950-1953]; lui si trovava allaeroporto di Los Angeles e cercava un modo per tornare a casa in Arizona. Ma il numero di militari di leva in giro era enorme e non vi era alcun posto disponibile sugli aerei. Si era sentita allora una voce dallaltoparlante: Tutti i militari che intendono raggiungere lArizona si presentino alla tale uscita. Arrivati l, trovavano un certo Barry Goldwater con il suo aeroplano. Ogni giorno, nelle settimane che precedevano il Natale, e per tutto il giorno, caricava laereo di persone, volava in Arizona, le portava a casa e tornava indietro per un altro carico. Nel corso del febbrile secondo tempo di una campagna, questo un uomo che si ritagliato il tempo di sedere accanto al letto di una vecchia amica che stava morendo di cancro. I manager della sua campagna erano comprensibilmente impazienti, ma lui aveva detto: Non sono rimasti in molti cui importa ci che le sta capitando. Mi farebbe piacere che lei sapesse che a me importa. Questo un uomo che al figlio di diciannove anni ha detto: Non vi sono fondamenta paragonabili alla roccia dellonest e della bont; se inizierai a costruire la tua vita su quella roccia, usando il cemento della fede in Dio che tu hai, allora acquisirai un reale vantaggio. Questo non un uomo che, a cuor leggero, manderebbe i figli degli altri in guerra. E questo il tema politico che rende tutti gli altri che ho esaminato accademici, a meno che non ci renderemo conto di essere coinvolti in una guerra che deve essere vinta. 8. Quelli che ci chiedono di scambiare la nostra libert con la mensa per poveracci promessa dallo Stato sociale ci hanno detto di avere una soluzione utopistica di pace senza vittoria. Chiamano la loro una politica di compromesso. E dicono che se solo eviteremo qualsivoglia confronto diretto con il nemico, questo abbandoner le sue strade malvagie e imparer ad amarci. Tutti coloro che li ostacolano sono bollati come guerrafondai. Dicono che offriamo rispo73

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 ste troppo semplici per problemi complessi. Bene, forse vi una risposta semplice, che non una risposta facile. Se solo avessimo, voi e io, il coraggio di dire ai nostri rappresentanti che la politica nazionale che vogliamo deve essere basata su ci che nei nostri cuori sappiamo essere moralmente giusto! Non possiamo comprare la nostra sicurezza e liberarci dalla minaccia della Bomba con un atto cos gravemente immorale come quello di dire al miliardo di persone che oggi vive in condizioni di schiavit al di l della Cortina di Ferro: Rinunciate ai vostri sogni di libert, poich noi, per salvare la nostra pelle, intendiamo accordarci con i vostri padroni. Alexander Hamilton [1755/1757-1804] disse: Una nazione che preferisce il disonore al pericolo pronta per un padrone ed ci che si merita10. Diciamocela tutta. Sulla scelta fra la pace e la guerra non vi da discutere; tuttavia ci sarebbe solo un modo garantito per avere la pace, e immediatamente: la resa senza condizioni. vero, seguire una qualunque altra via comporta rischi, ma vi una lezione che la storia insegna costantemente: lappeasement, la pacificazione a mezzo di concessioni, la via che comporta i rischi maggiori. Questo lo spettro che i nostri amici liberal, pur animati da buone intenzioni, si rifiutano di riconoscere. La loro politica di accomodamento , in realt, appeasement: non ti fa scegliere fra la pace e la guerra, ma solo fra la lotta e la resa. Se continueremo a essere accomodanti, a indietreggiare e a battere in ritirata, alla fine ci troveremo a dover fronteggiare lintimazione finale: lultimatum. Che succeder allora? Nikita [Sergeevi] Krusciov [1894-1971] ha gi detto al suo popolo di sapere quale sar la nostra risposta. Ha detto loro che, subendo la pressione della Guerra Fredda, stiamo battendo in ritirata, e quando verr il giorno in cui ci intimeranno lultimatum, la nostra resa sar volontaria, poich per quella data saranno riusciti a indebolirci spiritualmente, moralmente ed economicamente dallinterno. Lui lo crede, perch da questa nostra parte ha sentito le voci che invocano una pace a tutti i costi, che dicono Meglio rossi che morti o che si esprimono come quel tale cronista che preferirebbe vivere in ginocchio, piuttosto che morire in piedi11. E in ci sta la strada che porta alla guerra, poich quelli voci non parlano anche per noi. Voi e io lo sappiamo e non riteniamo che la vita sia cos cara e la pace cos dolce da dover essere acquistata al prezzo di catene e di schiavit. Da quan10

Americus (Alexander Hamilton), The Warning no. 3, del 21 febbraio 1797, in The Works of Alexander Hamilton, Haskell House Publishers, New York 1904, p. 245. 11 Lautore e critico teatrale inglese Kenneth Peacock Tynan (1927-1980) ha scritto: Meglio rossi che morti sembra una dottrina ovvia per chiunque non sia ossessionato da un desiderio di morte. Preferirei vivere in ginocchio, piuttosto che morire in ginocchio, cit. in William Buckley jr. (1925-2008), An Island of Hope, discorso del 21 settembre 1961, raccolto in Idem, Let Us Talk of Many Things: The Collected Speeches, Basic Books, New York 2000, pp. 42-48 (p. 47). 74

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011 do sarebbe vero che non vi nulla, nella vita, per cui vale la pena morire? Solo da quando abbiamo di fronte questo nemico? O, forse, Mos avrebbe dovuto dire ai figli dIsraele di vivere contenti nella schiavit imposta dai faraoni, Cristo rifiutare la croce e i patrioti di Concord Bridge gettare le armi e rifiutarsi di sparare il colpo che si sent in tutto il mondo?12 I martiri nel corso della storia non sono stati dei pazzi, e quei morti onorati che hanno dato la propria vita per fermare lavanzata dei nazisti non sono morti invano. Ma, allora, dov la strada che porta alla pace? La risposta, dopotutto, semplice. Voi e io abbiamo il coraggio di dire ai nostri nemici: Vi un prezzo che non siamo disposti a pagare. Vi un punto oltre il quale non dovranno avanzare [Lunghi applausi]. Questo ci che significa lo slogan di Barry Goldwater Pace attraverso la forza. Winston [Leonard Spencer] Churchill [1874-1965] disse che [...] il destino delluomo non misurabile con calcoli materiali. Quando nel mondo sono in moto grandi forze, noi impariamo che siamo spiriti, non animali. E disse pure che sta accadendo qualcosa, nel tempo e nello spazio, e anche oltre il tempo e oltre lo spazio, che, ci piaccia o no, sta vergando le lettere della parola dovere. Voi e io abbiamo un appuntamento con il destino. O preserveremo per i nostri figli questa che lultima e pi grande speranza delluomo sulla terra, oppure li condanneremo a compiere lultimo passo verso unoscurit destinata a durare migliaia di anni. Noi ricorderemo, tenendolo bene in mente, che Barry Goldwater ha fiducia in noi. Egli ha fiducia nel fatto che voi e io possediamo la capacit, la dignit e il diritto di prendere da soli le nostre decisioni e di determinare il nostro destino. Molte grazie.

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La battaglia, avvenuta il 19 aprile 1775, nei pressi del ponte settentrionale di Concord, nel Massachusetts, fra i minutemen, le squadre speciali delle milizie coloniali, e lesercito inglese, segna linizio della Guerra dIndipendenza Americana (1776-1783). 75

La buona battaglia
Ho combattuto la buona battaglia (2 Timoteo 4, 7)

Unit e Risorgimento
Caltanissetta, 22 ottobre 2010. NellAuditorium della Biblioteca Comunale, organizzato dagli assessorati alla Cultura del Comune e della Provincia Regionale, da Alleanza Cattolica e dallOfficina del Libro Luciano Scarabelli, si tenuto un incontro dal titolo Garibaldi e il Plebiscito per lunit dItalia: fu vera gloria?. Presentati dal professor Sergio Mangiavillano, scrittore e condirettore della rivista Archivio Nisseno, sono intervenuti il dottor Francesco Pappalardo, di Alleanza Cattolica e direttore editoriale di Cristianit, larchitetto Luigi Santagati e il professor Antonio Vitellaro, storico e condirettore della rivista Archivio Nisseno. Ha introdotto i lavori lassessore comunale alla Cultura dottor Giuseppe DAnna, che ha anche portato i saluti del sindaco dottor Michele Campisi e dellon. Alessandro Pagano. Fra i presenti, intervenuti nel dibattito, lavvocato Pietro Milano, assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, e il deputato regionale on. Raimondo Torregrossa. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Patti (Messina), 10 novembre 2010. Nella rubrica La verit vi far liberi, in onda su Radio Tindari, il dottor Daniele Fazio ha intervistato il dottor Francesco Pappalardo, di Alleanza Cattolica, su Risorgimento e identit italiana. Succivo (Caserta), 15 novembre 2010. NellAuditorium Paolo VI della parrocchia della Trasfigurazione, organizzato dal Centro Culturale Lofficina dello sguardo, si tenuto un incontro su Il mito di Garibaldi. Presentato dal maestro Gianni Aversano, coordinatore artistico e culturale del Centro promotore, ha trattato largomento il dottor Francesco Pappalardo, direttore editoriale di Cristianit, di cui stata anche presentata lopera Il mito di Garibaldi. Una religione civile per una nuova Italia, edita da Sugarco. Fra i presenti il vice parroco don Torquato De Cesare. Liniziativa stata annunciata con laffissione di locandine e dai mass media locali, sui quali ha pure avuto eco. Potenza, 27 novembre 2010. Nella Sala Conferenze dellIstituto Principe di Piemonte, organizzato dal Movimento Generazionale Lucano, in collaborazione con Alleanza Cattolica e le associazioni Il Sentiero e Spina nel Fianco, si tenuto un incontro dal titolo Garibaldi. Al di l del mito. Moderati dal dottor Alessandro Galella, dirigente del Movimento promotore, sono intervenuti il dottor Giammaria Petrone, del medesimo sodalizio, lavvocato Giuseppe Pergola, di Alleanza Cattolica, e il dottor Francesco Pappalardo, direttore editoriale di Cristianit. Nelloccasione stata anche presentata lopera del dottor Pappalardo Il mito di Garibaldi. Una religione civile per una nuova Italia, edita da Sugarco. Fra i presenti, il consigliere regionale Franco Mollica e il consigliere provinciale avvocato Aurelio Pace. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Moliterno (Potenza), 28 novembre 2010. Nellaula magna dellIstituto Tecnico Ferdinando Petruccelli della Gattina, organizzato da Alleanza Cattolica e dallassociazione Cronoscout, si tenuto un incontro di presentazione dellopera di Francesco Pappalardo, Il mito di Garibaldi. Una religione civile per una nuova Italia, edita da Sugarco. Presentati dal dirigente scolastico professor Natale Straface, sono intervenuti il sindaco ingegner Giuseppe Tancredi, la professoressa Maria Teresa Lapadula, dellistituto ospitante e Guida dellassociazione Cronoscout, che ha illustrato un lavoro audio-visivo degli alunni delle quinte classi sulla nascita dellidentit nazionale italiana, e lo stesso dot-

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tor Pappalardo, di Alleanza Cattolica. Nel corso della manifestazione stata consegnata allavvocato Giuseppe Pergola, pure di Alleanza Cattolica, una targa come segno di amicizia con lassociazione Cronoscout. Roma, 3 dicembre 2010. Nellaula magna dellUniversit Europea, organizzato dal settimanale LOttimista, si tenuto un incontro di presentazione dellopera di Francesco Pappalardo, Il mito di Garibaldi. Una religione civile per una nuova Italia, edita da Sugarco. Presentato dal dottor Antonio Gaspari, del periodico promotore, intervenuto lo stesso dottor Pappalardo, di Alleanza Cattolica. Torino, 9 dicembre 2010. Nella Sala conferenze dellHotel Genova, organizzato dallAssociazione Noi per il Piemonte, si tenuto un convegno dal titolo Risorgimento in controluce. Introdotto dal giornalista dottor Ezio Ercole, il dottor Massimo Introvigne, di Alleanza Cattolica, direttore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, ha presentato una relazione su Risorgimento e massoneria. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Erba (Como), 26 dicembre 2010. Presso lemittente Radio Maria si tenuta una tavola rotonda, moderata dal dottor Marco Invernizzi, sul tema 150 anni dallUnit dItalia. Una riflessione. intervenuto il dottor Francesco Pappalardo, di Alleanza Cattolica, autore dellopera Il mito di Garibaldi. Una religione civile per una nuova Italia, edita da Sugarco. Torino, 20 gennaio 2011. Presso il Teatro Giulia di Barolo, organizzato dallAssociazione Culturale Carlo Tancredi e Giulia di Barolo, si tenuto un incontro dal titolo I marchesi di Barolo e Silvio Pellico: dalla Restaurazione alla deriva del Risorgimento. Presentato dal professor Luca Finatti, di Alleanza Cattolica, ha trattato largomento larchitetto Marco Albera, della stessa associazione. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Cosenza, 28 gennaio 2011. Organizzato dalla Fondazione Antonio Guarasci nella propria sede, si tenuto un incontro di presentazione dellopera di Francesco Pappalardo Il mito di Garibaldi. Una religione civile per lItalia, edita da Sugarco. Dopo i saluti del professor Giuseppe Trebisacce, presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione promotrice, ordinario di Storia della Pedagogia nellUniversit della Calabria, sono intervenuti il professor Francesco Saverio Sesti, della facolt di Giurisprudenza dellUniversit Roma 2, componente del CdA della Fondazione promotrice, Filippo Salatino, di Alleanza Cattolica, e lo stesso dottor Pappalardo, direttore editoriale di Cristianit. Fra i presenti il dottor Domenico Airoma, procuratore della Repubblica aggiunto presso il Tribunale, Geltrude Guarasci, presidente della Fondazione promotrice, i presidenti regionali delle ACLI, le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, dottor Saverio Sergi, e dellUnione Sportiva ACLI, Carmelo Campolo, i consiglieri circoscrizionali avvocato Pio Micieli e Sergio Strazzulli. Hanno inviato messaggi il professor Mario Caligiuri, assessore regionale alla Cultura, il consigliere regionale Fausto Orsomarso, delegato ai Trasporti della Regione, la professoressa Maria Francesca Corigliano, assessore alla Cultura della Provincia. Lincontro stato annunziato sui mass media locali. 80

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Crotone, 28 gennaio 2011. Organizzato dalla Fondazione DEttoris, da Alleanza Cattolica e dalla DEttoris Editori, nei locali della biblioteca Pier Giorgio Frassati della Fondazione promotrice, si tenuto un incontro di presentazione dellopera di Francesco Pappalardo LUnit dItalia e il Risorgimento, edita da DEttoris. Dopo i saluti di Giuseppe DEttoris, presidente della casa editrice omonima, dellavvocato Giancarlo Cerrelli, di Alleanza Cattolica, e del dottor Antonio DEttoris, presidente della Fondazione promotrice, ha trattato largomento lo stesso dottor Pappalardo, direttore editoriale di Cristianit. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Crotone, 29 gennaio 2011. Organizzato da Alleanza Cattolica e dal Liceo Classico Pitagora nella propria Aula Magna, si tenuto un incontro di presentazione dellopera di Francesco Pappalardo LUnit dItalia e il Risorgimento, edita da DEttoris. Dopo un saluto del dirigente scolastico, Maria Luigia Giovinazzi, e la presentazione dellavvocato Giancarlo Cerrelli, di Alleanza Cattolica, intervenuto lautore, direttore editoriale di Cristianit. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Lamezia Terme (Catanzaro), 29 gennaio 2011. Nella Sala della Biblioteca Comunale, in Palazzo Nicotera, organizzato da Alleanza Cattolica e dallAssociazione Culturale Cantiere Laboratorio, si tenuto un incontro dal titolo A centocinquantanni dallUnit dItalia. Quale identit?. Dopo un saluto di Vittorio Gigliotti, dellAssociazione Culturale promotrice, e lintroduzione del dottor Elia Sgromo, di Alleanza Cattolica, ha trattato largomento il dottor Francesco Pappalardo, della medesima associazione. Fra i presenti il consigliere regionale Mario Magno e il consigliere comunale Raffaele Mazzei. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Caserta, 3 febbraio 2011. Nellaula magna dellIstituto Statale dIstruzione Secondaria Superiore Alessandro Manzoni, organizzato dallIstituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie, con il patrocinio della Regione, della Provincia e del Comune, in collaborazione con lArchivio di Stato, lAssociazione Culturale Capitano De Mollot Eroe del Volturno e i Comitati Due Sicilie, si tenuto un incontro dal titolo La caduta del regno: ragioni ideologiche e cause politiche. Presentati dalla professoressa Francesca DErrico, dellIstituto ospitante, di fronte a un pubblico di circa centocinquanta alunni e docenti, sono intervenuti, coadiuvati dalla proiezione di diapositive, il giornalista dottor Roberto Della Rocca, dellIstituto promotore, e lavvocato Giovanni Formicola, di Alleanza Cattolica. Fra i presenti, il presidente dellIstituto promotore, cav. Giovanni Salemi.

Categorie e attualit politico-culturali


Crotone, 25 ottobre 2010. Nella Sala SantAgostino della parrocchia di Santa Rita, organizzata dallUGCI, lUnione Giuristi Cattolici Italiani, si tenuta linaugurazione dellanno sociale, dal tema Chi semina legalit raccoglie giustizia. Limportanza di educare. Dopo un saluto dellavvocato Raffaele Campagna, di Alleanza Cattolica, vicepresidente dellUGCI, e introdotto dallavvocato Giancarlo Cerrelli, pure di Alleanza Cattolica, presidente dellUnione locale e consigliere nazionale dellUGCI, ha trattato largomento lon. Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato allInterno. Sono intervenuti con propri contributi il dottor Raffaele Mazzotta, procuratore della Repubblica presso il Tribunale, il dottor Massimo Forciniti, presidente della sezione penale del medesimo Tribunale, lavvocato 81

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Salvatore Iannotta, presidente del Consiglio dellOrdine, e il magistrato Raffaele Lucente. Ha concluso larcivescovo diocesano S. E. mons. Domenico Graziani. Fra i presenti, il sindaco, avvocato Giuseppe Vallone, lassistente spirituale dellUGCI, monsignor Giuseppe Covelli, e il parroco ospitante, don Francesco Lonetti. Liniziativa stata annunciata con laffissione di locandine e sui mass media locali, su cui ha pure avuto eco. Rivarolo Canavese (Torino), 5 novembre 2010. Nella Sala Conferenze, organizzato da Alleanza Cattolica in collaborazione con LOfficina delle Idee, la parrocchia di San Michele Arcangelo e il Centro Culturale Amici del Timone, si tenuto un incontro con lon. Magdi Cristiano Allam su Laicit dello Stato e politiche della Famiglia. Un confronto tra Italia ed Europa. Moderati dal dottor Giuseppe Fossati, direttore di CronacaQui-Torino, di fronte a un pubblico di circa trecento persone, sono intervenuti il sindaco dottor Fabrizio Bertot e S. E. mons. Arrigo Miglio, vescovo dIvrea. Liniziativa stata annunciata con manifesti e locandine e ha avuto eco sui mass media locali. Ferrara, 12 novembre 2010. Nella sala conferenze della parrocchia di San Benedetto, organizzato dalla Scuola di Educazione Civile di Alleanza Cattolica, da Scienza & Vita Ferrara e dallAMCI, lAssociazione Medici Cattolici Italiani, si tenuto un incontro dal titolo La tecnoetica, coscienza della tecnologia. Presentato dal professor Leonardo Gallotta, direttore della Scuola promotrice, e dalla dottoressa Chiara Mantovani, presidente di Scienza & Vita Ferrara e vice presidente nazionale dellAMCI, ha trattato largomento il professor don Jos Maria Galvan Casas, docente di Teologia Dogmatica e di Morale Teologale presso la Pontificia Universit della Santa Croce di Roma, nonch collaboratore di ARTS Lab della Scuola Superiore SantAnna di Pisa su temi legati alle implicazioni antropologiche della ricerca sulla robotica e sulla tecnologia. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Lecce, 19 novembre 2010. Organizzato nei propri locali dalla Libreria Edizioni Paoline, in collaborazione con Alleanza Cattolica, si tenuto un incontro di presentazione dellopera di Karl Giberson e Mariano Artigas Profeti senza Dio. Anche la scienza ha i suoi sacerdoti, edita dalle Edizioni San Paolo. Dopo unintroduzione di Vincenzo Pitotti, di Alleanza Cattolica, il dottor Roberto Cavallo ha intervistato Cosimo Galasso, entrambi pure di Alleanza Cattolica. Fra i presenti il consigliere regionale dottor Saverio Congedo, il dottor Giuseppe Capoccia, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica del Tribunale, e il presidente del consiglio comunale di Surbo, Domenico Bianco. Ha inviato un messaggio il prefetto dottor Mario Tafaro. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Piacenza, 26 novembre 2010. Nella Sala Didattica della Galleria dArte Moderna Ricci Oddi, organizzato dal Convegno di Cultura Maria Cristina di Savoia, si tenuto un incontro su La qualit dei valori femminili: nella vita della Chiesa e della societ. Presentata da Rossella Beoni Bigli, presidente del Convegno, ha trattato largomento la professoressa Laura Boccenti, di Alleanza Cattolica, preside del Liceo Classico Monforte di Milano. Fra i presenti, lassistente ecclesiastico monsignor Carlo Tarli. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. 82

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Iglesias, 27 novembre 2010. Nel Seminario Vescovile, organizzato dallUfficio Diocesano Insegnamento della Religione Cattolica, si tenuto per glinsegnanti di religione un corso su Le radici cristiane dellEuropa. Presentati da don Paolo Salis, responsabile dellUfficio promotore, sono intervenuti Giovanni Cantoni e il dottor Massimo Introvigne, entrambi di Alleanza Cattolica. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Centallo (Cuneo), 2 dicembre 2010. Nella Sala delle Mappe della Biblioteca Comunale, organizzato dalla Lega Nord di Centallo-Tarantasca e dal Movimento Giovani Padani, si tenuto un incontro dal titolo Immigrazione: risorsa o problema? Contro il mito secondo cui limmigrazione fa sempre bene. Presentato da Umberto Giorgis, coordinatore del Movimento promotore, e dopo i saluti dei consiglieri comunali Alessandro Allione, di Centallo, e Alberto Brignone, di Tarantasca, e dellassessore regionale alle Politiche Agricole, dottor Claudio Sacchetto, ha trattato largomento il dottor Massimo Introvigne, di Alleanza Cattolica, direttore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni. Fra i presenti, i consiglieri provinciali avvocato Anna Mantini e dottor Paolo Demarchi. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Cinisello Balsamo (Milano), 3 dicembre 2010. Nella Villa Casati Stampa, organizzato dallAssociazione Culturale Il Ponte, si tenuto un incontro sul tema La presenza dei cattolici in politica. Presentati dal presidente dellAssociazione promotrice, dottor Stefano Gandini, sono intervenuti il dottor Andrea Gallo, studioso del movimento cattolico, il dottor Beppe del Colle, giornalista di Famiglia Cristiana, il dottor Luigi Amicone, direttore di Tempi. Settimanale di cronaca, giudizio, libera circolazione di idee, e il dottor Marco Invernizzi, di Alleanza Cattolica, redattore de il Timone. Mensile di informazione e formazione apologetica. Napoli, 3 dicembre 2010. Organizzato nei propri locali dalla parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio in collaborazione con il movimento Regnum Christi, si tenuto un incontro su Martiri cristiani di ieri e di oggi. Presentati e moderati dallavvocato Pasquale Onorati, responsabile campano del sodalizio promotore, sono intervenuti lavvocato Giovanni Formicola, di Alleanza Cattolica, il dottor Carlo Pelliccia e il dottor Francesco Grauso, di Regnum Christi. Fra i presenti, il parroco don Vincenzo Berlingieri. Liniziativa stata annunciata con laffissione di locandine. Alessandria, 9 dicembre 2010. NellIstituto Angelo Custode, organizzato da Alleanza Cattolica, si tenuto un incontro dal titolo Radici e ali nella storia della famiglia italiana. Presentato da suor Carmen Libera, direttrice dellIstituto ospitante, ha trattato il tema il dottor Marco Invernizzi, di Alleanza Cattolica, conduttore di Radio Maria. Bergamo, 11 dicembre 2010. Organizzato dalla Galleria del Libro nella propria sede e dallAssociazione Alle radici della Comunit, si tenuto un incontro di presentazione dellopera di Marco Cimmino Da Yalta all11 settembre, edita da Il Cerchio. Presentati dal dottor Luca Urbani, dellAssociazione promotrice, sono intervenuti il professor Giuseppe Parlato, ordinario di Storia contemporanea presso la Libera Universit degli Studi San Pio V di Roma, il dottor Marco Invernizzi, di Alleanza Cattolica e presidente dellIstituto Storico dellInsorgenza e dellIdentit Nazionale, e lo stesso professor Cimmino. Liniziativa stata annunciata sui mass media locali. 83

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Portici (Napoli), 13 dicembre 2010. Nella sala del chiostro del convento di santAntonio dei Frati Minori Conventuali, organizzato da Alleanza Cattolica e da Cristianit, si tenuto un convegno su Persona, Vita, Famiglia, Educazione. Una politica per il Bene Comune. Dopo un saluto del sindaco, dottor Vincenzo Cuomo, di fronte a un pubblico di circa centocinquanta persone, intervenuto lon. Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato allInterno, in dialogo con lavvocato Giovanni Formicola, di Alleanza Cattolica. Al termine il maestro Gianni Aversano, del gruppo Napolincanto, ha eseguito alcune canzoni della tradizione napoletana. Fra i presenti, il parroco, padre Claudio Joris, e padre Luigi Carillo O.F.M.Conv., lassessore comunale avvocato Aniello Pignalosa, il sostituto procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli dottor Salvatore Sbrizzi, il sindaco di Santa Maria la Carit, in provincia di Napoli, dottor Francesco Cascone, il presidente della municipalit napoletana di Chiaia-Posillipo-San Ferdinando Fabio Chiosi, il dirigente del commissariato della Polizia di Stato di PorticiErcolano dottor Michele Spina e quello di Nola dottor Pietro Caserta, il comandante della stazione dei carabinieri luogotenente Michele Scarati, lex consigliere regionale Pietro Diodato, il consigliere comunale di Napoli Andrea Santoro. Liniziativa stata annunciata con laffissione di locandine. Ponsacco (Pisa) 14 dicembre 2010. NellAuditorium della Mostra del Mobilio, organizzato dal Gruppo Giovani per Un Pensiero Forte e dal Gruppo Consiliare Uniti per Ponsacco, si tenuto un incontro dal titolo Lora dei Tea Party. La Rivolta dellAmerica profonda contro lo statalismo e lattacco alla morale dellamministrazione Obama. Introdotto dal consigliere comunale architetto Stefano Giobbi e da Samuele Chiassoni, del Gruppo Giovani per Un Pensiero Forte, ha trattato largomento il giornalista e saggista Marco Respinti, di Alleanza Cattolica. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Napoli, 18 dicembre 2010. Nel Teatro Augusteo si tenuto un incontro di presentazione dellassociazione Napoliviva. Presentato dal segretario generale dottor Tiberio Brunetti, fra gli altri intervenuto, in rappresentanza dellassociazionismo culturale, lavvocato Giovanni Formicola, di Alleanza Cattolica. Fra i presenti, circa mille persone, numerosi esponenti della politica, della cultura, delle associazioni e delle professioni. Liniziativa stata annunciata con laffissione di manifesti e dai mass media locali, sui quali ha pure avuto eco. Portici (Napoli), 18 dicembre 2010. Nella sala riunioni del Liceo Classico Quinto Orazio Flacco, organizzato dalla professoressa Lucia Menichelli, di Alleanza Cattolica, si tenuto un incontro sul tema della legalit, destinato ad alunni delle classi del secondo e terzo anno. Presentato dalla professoressa Luisa Carrese, vicaria del dirigente scolastico, ha trattato largomento il magistrato Domenico Aroma, di Alleanza Cattolica. Fra i presenti, le professoresse Vanda Coppola e Rina Gigliotti. Copertino (Lecce) 15 gennaio 2011. Organizzato nei propri locali dalla parrocchia di Santa Maria ad Nives, si tenuto un incontro su La via italiana alla scristianizzazione. Presentato dal parroco, monsignor Giuseppe Sacino, e introdotto dal dottor Salvatore Calasso, di Alleanza Cattolica, ha trattato largomento il dottor Omar Ebrahime, della stessa associazione. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. 84

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Torino, 28 gennaio 2011. Organizzato dal Centro Michele Pellegrino nella propria sede, si tenuto un incontro dal titolo Verso la mentalit di una giustizia secondo il modello riconciliativo. Presentato da Giuseppe Giordano S.J., direttore del Centro promotore, ha trattato largomento il professor Mauro Ronco, di Alleanza Cattolica, ordinario di Diritto Penale nelluniversit di Padova. Liniziativa stata annunciata sui mass media locali. Brindisi, 15 febbraio 2011. Nellambito dello spazio di approfondimento culturale della testata giornalistica dellemittente televisiva Studio 100, la giornalista dottoressa Rosalba De Giorgi ha intervistato sul tema Famiglia il dottor Ettore Zantonini, di Alleanza Cattolica.

Sociologia della religione


Viareggio (Lucca), 31 ottobre 2010. Presso il Centro Congressi Principe di Piemonte, organizzato dallAssociazione Culturale Accademia Valtortiana, la Fondazione Maria Valtorta e il Centro Culturale Amici del Timone, con il patrocinio del Comune, si tenuto un convegno di studi valtortiani su La persona del Diavolo nella cultura cattolica e in Maria Valtorta. Nel corso della prima sessione, introdotta da don Ernesto Zucchini, del clero di Massa Carrara-Pontremoli, presentato dal dottor Federico Bonuccelli a nome degli organizzatori, il dottor Massimo Introvigne, di Alleanza Cattolica, direttore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, intervenuto su La figura del Diavolo nei gruppi satanisti. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Milano, 1 novembre 2010. Nel corso della trasmissione Linfedele in onda su La7, il dottor Massimo Introvigne, di Alleanza Cattolica, direttore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, ha preso parte, con altri, a un dibattito, condotto dal giornalista Gad Lerner e con la partecipazione dellautore, sul romanzo di Umberto Eco Il cimitero di Praga, edito da Bompiani. Roma, 4 novembre 2010. Il programma Fai Notizia, in onda su Radio Radicale, ha trasmesso unintervista della giornalista dottoressa Bibi David al dottor Massimo Introvigne, di Alleanza Cattolica, direttore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, sul tema della comunit detta degli ebrei di Bukhara, in relazione a notizie di cronaca. Bergamo, 11 dicembre 2010. Nel Monastero San Benedetto, in occasione dellincontro del gruppo oblati, PierLuigi Zoccatelli, di Alleanza Cattolica e del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, ha tenuto una conferenza sulla situazione socio-religiosa italiana e sullimpegno degli oblati benedettini per la nuova evangelizzazione. Allincontro ha partecipato, oltre al gruppo oblati del monastero, lintera comunit di claustrate, presente la badessa suor Maria Tarcisia Pezzoli O.S.B. Madrid (Spagna), 11 dicembre 2010. Organizzato dalla Scuola Diplomatica del ministero degli Esteri spagnolo presso la propria sede, si tenuto un simposio internazionale dal titolo Educando en el respeto a las religiones: anlisis de las fobias y de los estereotipos antirreligiosos. Presentato dal professor Alberto de la Hera, ordinario di Storia presso lUniversit Complutense, il dottor Massimo Introvigne, di Alleanza Cattolica, direttore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, ha svolto una relazione su 85

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Manifestaciones del discurso cristianofbico dentro y fuera del mbito occidental. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Madrid (Spagna), 13 dicembre 2010. Organizzato dal Dipartimento di Diritto Ecclesiastico dellUniversit Complutense per i professori e gli alunni della stessa universit, si tenuto un seminario su Sectas y derechos humanos. Presentato dalla professoressa Irene Briones Martinez, ordinario di Diritto Ecclesiastico presso lateneo promotore, intervenuto il dottor Massimo Introvigne, di Alleanza Cattolica, direttore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni. Catania, 17 dicembre 2010. Lemittente televisiva Antenna Sicilia ha dedicato alla magia, alle superstizioni e alle credenze una puntata della rubrica Prima Pagina dal titolo Non vero ma ci credo. Guidata in studio dal direttore Rino Lodato, hanno partecipato in collegamento da Palermo la professoressa Elsa Guggino, docente di Storia delle Tradizioni popolari presso luniversit, da Siracusa la professoressa e regista Dora Peluso, da Caltanissetta, presentato dal giornalista Enrico De Cristoforo, il professor Alberto Maira, di Alleanza Cattolica, coordinatore in Sicilia di ricerche di Sociologia della Religione condotte dal CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni. In studio sono intervenuti il vignettista Tot Cal, lo psicoterapeuta Roberto Cafiso, padre Giovanni Calcara O.P., lattrice Raffaella Esposito, Luisa Spampinato e Desire Ferlito della Luca Napoli Management, e lanimatrice Loredana Arcidiacono. Borgomanero (Novara), 14 gennaio 2011. Nella Sala Conferenze delloratorio della parrocchia di San Bartolomeo, organizzato dal Gruppo Cultura e dallamministrazione comunale, si tenuto un incontro dal titolo 2012 infinito presente. Millenarismi, previsioni nel tempo. Presentato da Matteo Della Vecchia a nome del Gruppo promotore, di fronte a un pubblico di oltre trecento persone, ha trattato largomento il dottor Massimo Introvigne, di Alleanza Cattolica, direttore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Strasburgo (Francia), 25 gennaio 2011. Presso il Consiglio dEuropa, su iniziativa del Centro Europeo sulla Legge e la Giustizia, si svolta unaudizione sul tema La persecuzione dei cristiani orientali. Quale risposta dallEuropa?. Presentati dal dottor Grgor Puppinck, direttore del Centro promotore, hanno svolto relazioni, fra gli altri, S. E. mons. Antoine Audo, vescovo caldeo-cattolico di Aleppo in Siria, e il dottor Massimo Introvigne, di Alleanza Cattolica, rappresentante dellOSCE, lOrganizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, per la lotta al razzismo, alla xenofobia, e alla discriminazione e intolleranza contro i cristiani e i seguaci di altre religioni. Liniziativa, cui hanno partecipato numerosi membri dellAssemblea Parlamentare del Consiglio dEuropa, fra cui lon. Luca Volont, che ha presentato le conclusioni dellaudizione, ha avuto eco sui mass media internazionali. Il dottor Introvigne, nelloccasione, ha proposto che il 7 maggio, in memoria dellevento ecumenico organizzato dal venerabile Giovanni Paolo II al Colosseo il 7 maggio 2000, sia proclamata Giornata europea dei martiri cristiani del nostro tempo, ed poi stato intervistato da mass edia internazionali, fra cui Radio Vaticana. Roma, 1 febbraio 2011. Nel corso della trasmissione Baobab. Lalbero delle notizie, in onda su Radio 1, la giornalista dottoressa Tiziana Ribichesu ha intervistato PierLuigi 86

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Zoccatelli, di Alleanza Cattolica e del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, sul fenomeno delle Chiese etniche pentecostali in Italia. Mondov (Cuneo), 4 febbraio 2011. Nella Sala Don Bellisio delloratorio della parrocchia del Sacro Cuore di Ges, organizzato dallUnit Pastorale diocesana, si tenuto un incontro dal titolo Sette e nuovi movimenti religiosi. Una sfida per noi cristiani. Presentato dal parroco, don Giampaolo Laugero, ha trattato largomento PierLuigi Zoccatelli, di Alleanza Cattolica e del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni. Liniziativa stata annunciata sui mass media locali.

Massoneria
Succivo (Caserta), 2 novembre 2010. NellAuditorium Paolo VI della parrocchia della Trasfigurazione, organizzato dal Centro Culturale Lofficina dello sguardo, si tenuto un incontro dal titolo Massoneria e rivoluzioni. Presentato dal maestro Gianni Aversano, coordinatore artistico e culturale del Centro promotore, ha trattato largomento lavvocato Giovanni Formicola, di Alleanza Cattolica. Fra i presenti il parroco don Crescenzo Abbate, il vice parroco don Torquato De Cesare, il sindaco dottor Francesco Papa e lassessore alle Politiche Sociali e alla Scuola dottor Antonio Marsilio. Liniziativa stata annunciata ha avuto eco sui mass media locali.

Bioetica
Pistoia, 5 novembre 2010. Nella Sala sinodale del Palazzo dei Vescovi, organizzato dallAssociazione SantIgnazio di Loyola e dal Comitato per il Centenario della nascita di Augusto del Noce, in collaborazione con Alleanza Cattolica, Associazione John Locke e Associazione Madonna dellumilt, si tenuto un incontro dal titolo La procreazione finita: dalla legge 194 allaborto fai-da-te. Introdotti da Carlotta Segoni e moderati dallavvocato Alessio Biagioni, entrambi dellAssociazione promotrice, sono intervenuti largomento il dottor Renzo Puccetti, di Scienza & Vita Pisa e Livorno, e lavvocato Aldo Ciappi, di Alleanza Cattolica. Liniziativa stata annunciata sui mass media locali. Capaci (Palermo), 26 novembre 2010. Organizzato nel proprio oratorio dalla parrocchia di San Rocco, si tenuto un incontro sullaccoglienza, dedicato al tema dellaborto. Presentati dal parroco, don Davide Chinnici, e moderati dalloncologo Giacomo Rondello, di Medicina e Persona, hanno svolto relazioni il dottor Giuseppe Canzone, primario di Ostetricia e Ginecologia allospedale di Termini Imerese, in provincia di Palermo, e lavvocato Maria Letizia Russo, di Alleanza Cattolica. Bergamo, 27 novembre 2010. Nella Sala degli Angeli della Casa del Giovane, organizzato dallAssociazione Scienza & Vita Bergamo, si tenuto un convegno dal titolo Lidentit di genere: essere ci che si o diventare ci che si vuole?. Dopo il saluto del dottor Giambattista Guizzetti, presidente dellAssociazione promotrice, introdotti dal dottor Franco Ciccarello, presidente dellAssociazione Scienza & Vita Mantova, sono intervenuti la professoressa Laura Boccenti, di Alleanza Cattolica, su Natura e sessualit: la crisi dellidentit personale, e il dottor Roberto Marchesini, psicologo e psicoterapeuta, su Come si forma lidentit di genere. 87

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Palermo 9-11 dicembre 2010. Organizzato dallUGCI, lUnione Giuristi Cattolici Italiani, si tenuto un Convegno Nazionale su Identit sessuale e identit della persona. Ha introdotto il professor Francesco DAgostino, presidente centrale dellUGCI. Nella prima sessione, presieduta dal professor Giuseppe Dalla Torre, rettore della LUMSA, la Libera Universit Maria SS. Assunta, intervenuta la professoressa Laura Palazzani, del medesimo ateneo, su Lidentit di genere come problema biogiuridico. Nella seconda sessione, presieduta dalla professoressa Marialaura Basso, delluniversit di Bari, sono intervenuti il professor Pasquale Stanzione, delluniversit di Palermo, su Sesso e genere nellidentit della persona, e la professoressa Marta Cartabia, dellUniversit degli Studi di Milano-Bicocca, su Avventure giuridiche della differenza sessuale. Nella terza sessione, tenutasi nella sede della LUMSA il 10, presieduta dal professor Dalla Torre, sono intervenuti il professor Mauro Ronco, delluniversit di Padova, di Alleanza Cattolica, su La tutela penale della persona e le ricadute giuridiche dellideologia del genere, e il professor Salvatore Amato delluniversit di Catania, su Orientamenti sessuali e diritti soggettivi. Nella quarta sessione, preceduta dalla celebrazione della Messa e presieduta dallavvocato Benito Perrone, direttore della rivista Iustitia, ha svolto una meditazione S. E. mons. Francesco Coccopalmerio, consulente ecclesiastico centrale dellUGCI, e ha tenuto la relazione conclusiva il professor Dalla Torre, su Identit sessuale e diritto canonico. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali e nazionali. Capodrise (Caserta), 11 dicembre 2010. Nella chiesa dellImmacolata Concezione, organizzato dal parroco don Antonio Piccirillo, in collaborazione con Alleanza Cattolica, si tenuto un convegno su Laborto e la vita umana. Presentati e moderati da Tommaso Tartaglione, dopo la proiezione di un filmato tratto da Lurlo silenzioso di Bernard Nathanson (1926-2011), sono intervenuti don Pasquale Lunato, docente di bioetica nellIstituto Superiore di Scienze Religiose di Caserta, la dottoressa Laura Bucchero, ostetrica nel consultorio familiare di Marcianise, in provincia di Caserta, lavvocato Fabio Russo, docente nella Scuola Superiore di economia e finanza di Roma, e lavvocato Giovanni Formicola, di Alleanza Cattolica. Ha concluso il parroco. Liniziativa stata annunciata con laffissione di locandine. Bolgare (Bergamo), 11 gennaio 2011. Nelloratorio della parrocchia di San Pietro, organizzato dal Centro Giovanile Vivi loratorio, in collaborazione con lUfficio Pastorale della Salute e della Sofferenza della diocesi, si tenuto un incontro sul tema Aborto: diritto e conquista?. Presentati dal parroco don Francesco Bigatti, sono intervenuti la dottoressa Sara Bonomi, di Alleanza Cattolica, e il dottor Orlando Caruso, direttore dellUnit Operativa di Ostetricia e Ginecologia dellospedale di Calcinate, in provincia di Bergamo. Ferrara, 27 gennaio 2011. Organizzato da Alleanza Cattolica e dal Circolo di Cristianit nella propria sede, si tenuto un incontro di preghiera con meditazioni e recita del Rosario in preparazione della Giornata per la Vita. Capaci (Palermo), 28 gennaio 2011. Organizzato dalla parrocchia di San Rocco nel proprio oratorio, si tenuto un incontro dal titolo Fabbricare la vita? La procreazione fra Libert e Responsabilit. Introdotto dallavvocato Letizia Russo Gallo, di Alleanza Cattolica, ha trattato largomento il professor Luciano Sesta, docente di Bioetica alluniversit di Palermo. Fra i presenti il parroco, don Davide Chinnici, e il sindaco, dottor Benedetto Salvino. 88

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Milano, 31 gennaio 2011. Organizzato da Alleanza Cattolica nella propria sede e da LAltra Faccia della Medaglia Club, si tenuto un incontro sul tema Sessualit tra ideologia e realt. Presentata dal dottor Marco Invernizzi, di Alleanza Cattolica, ha trattato largomento la dottoressa Chiara Atzori, delle associazioni Obiettivo Chaire e Scienza & Vita Milano. Nelloccasione stata presentata lopera della dottoressa Atzori Il binario indifferente. Uomo e donna o GLBTQ?, edita da Sugarco. San Cataldo (Caltanissetta), 3 febbraio 2011. Nella Sala Borsellino del Comune, organizzato dallAssociazione Culturale San Giorgio, si tenuto un incontro di sensibilizzazione in vista della Giornata per la Vita. Introdotto dal presidente del sodalizio promotore, professor Francesco Lo Valvo, di fronte a un pubblico di circa cento persone, ha trattato largomento il professor Alberto Maira, di Alleanza Cattolica. seguita la proiezione del film Bella, del regista messicano Alejandro Monteverde. Liniziativa ha avuto eco sui mass media locali. Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), 5 febbraio 2011. Organizzato dalla parrocchia di Santa Maria Assunta nei propri locali in collaborazione con Alleanza Cattolica, si tenuto un incontro in preparazione alla Giornata Nazionale per la Vita dal titolo Educare alla pienezza della vita. Dopo la recita del Rosario, il parroco, monsignor Domenico Siracusa, ha celebrato la Messa in suffragio di tutte le vittime degli attacchi alla vita. Quindi, presentato dal viceparroco, padre Armando Tovalin Chaidez, della Congregazione dei Missionari dello Spirito Santo, il dottor Luca Basilio Bucca, di Alleanza Cattolica, ha tenuto una riflessione su Nuova Evangelizzazione ed educazione alla vita. stato quindi proiettato il filmato La vita umana: prima meraviglia!. Fra i presenti il dottor Roberto Molino, responsabile operativo delloratorio, e don Vito Spada, del clero diocesano. Liniziativa stata annunciata con laffissione di locandine e la diffusione di volantini. Portici (Napoli), 6 febbraio 2011. Nella Cappella Reale, su richiesta del rettore don Michele Borriello, in occasione della Giornata per la Vita, al termine della Messa il dottor Carmine Napolitano, di Alleanza Cattolica, ha svolto una catechesi sul tema della tutela del diritto alla vita.

Apologetica
Milano, 15 novembre 2010. Organizzato da Alleanza Cattolica nella propria sede, in collaborazione con lAltra Faccia della Medaglia Club, si tenuto un incontro dal titolo Antoni Gaud: larchitetto santo. Presentato dal dottor Marco Invernizzi, di Alleanza Cattolica, ha trattato largomento larchitetto Marco Albera, della medesima associazione, presidente dellAccademia Albertina di Belle Arti di Torino. Cosenza, 21 novembre 2010. Nella Cattedrale, al termine della Messa, su invito di don Luca Perri, direttore dellUfficio Liturgico dellarcidiocesi e vicerettore della Cattedrale, Vittorio Morrone, di Alleanza Cattolica, ha illustrato un volantino, preparato dalla medesima associazione e dalle ACLI, le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, per inquadrare storicamente la festivit liturgica di Cristo Re e richiamare lattenzione sullattuale fase di persecuzione dei cristiani. 89

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Brindisi, 15 dicembre 2010. Organizzato nei propri locali dalla parrocchia di San Leucio, si tenuto un incontro per operatori pastorali sul tema I Vangeli dellInfanzia. Introdotto dal parroco don Claudio Macchitella, intervenuto Cosimo Galasso, di Alleanza Cattolica. Brindisi, 7 febbraio 2011. Organizzato nei propri locali dalla parrocchia della Santissima Resurrezione, si tenuto un incontro dal titolo Le apparizioni mariane nella storia. Introdotto dal parroco, don Cosimo Macilletti, vicario episcopale per la Pastorale della Cultura, ha trattato largomento Cosimo Galasso, di Alleanza Cattolica. Brindisi, 8 febbraio 2011. Organizzato nei propri locali dalla parrocchia della Santissima Resurrezione, si tenuto un incontro dal titolo Ipotesi su Maria. Presentato dallavvocato Pantaleo Binetti, della parrocchia promotrice, ha trattato largomento Cosimo Galasso, di Alleanza Cattolica. Ha concluso il parroco, don Cosimo Macilletti, vicario episcopale per la Pastorale della Cultura. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Pieve Cesato (Ravenna), 10 febbraio 2011. Organizzato dalla parrocchia di San Giovanni Battista nella propria sala conferenze, si tenuto un incontro dal titolo Don Giovanni Bosco, un Santo missionario nellepoca del secolarismo anti-cattolico: la risposta della Dottrina Sociale. Presentato dal parroco, monsignor Vittorio Santandrea, ha trattato largomento Renato Cirelli, di Alleanza Cattolica. Liniziativa stata annunciata con laffissione di locandine e sui mass media locali.

Pie pratiche
Ferrara, 17 novembre 2010. Nella parrocchia di Santo Spirito, promossa da Alleanza Cattolica e dal Circolo di Cristianit, si tenuta unora di adorazione per i cristiani delle Chiese orientali perseguitati. Portici (Napoli), 21 novembre 2010. Nella Cappella Reale, su richiesta del rettore don Michele Borriello, al termine della Messa il dottor Carmine Napolitano, di Alleanza Cattolica, ha svolto una catechesi sulla Regalit di Nostro Signore Ges Cristo. Liniziativa ha avuto eco sui mass media locali. Cosenza, 9 dicembre 2010. Nella cappella della Madonna del Pilerio della cattedrale, organizzata da Alleanza Cattolica e dalle ACLI, le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, si tenuta unora di adorazione guidata da don Luca Perri, direttore dellUfficio Liturgico delarcidiocesi di Cosenza-Bisignano, vicerettore della Cattedrale. Ferrara, 17 dicembre 2010. Nella parrocchia dello Spirito Santo, organizzata da Alleanza Cattolica e dal Circolo di Cristianit, si tenuta unora di adorazione in preparazione del Natale. Portici (Napoli), 19 dicembre 2010. Nella Cappella Reale, in occasione del Natale, su richiesta del rettore don Michele Borriello, al termine della Messa il dottor Carmine Napolitano, di Alleanza Cattolica, ha svolto una catechesi sullIncarnazione del Verbo e il rapporto tra fede e ragione. 90

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Caserta, 3-5 gennaio 2011. Nella cattedrale, in occasione delladorazione eucaristica delle Quarantore, su richiesta del vicario generale monsignor Antonio Pasquariello, soci e amici di Alleanza Cattolica hanno animato unora di adorazione con la recita del Rosario e brevi meditazioni. Il 4, lavvocato Giovanni Formicola, di Alleanza Cattolica, ha svolto una meditazione sullEucaristia. Liniziativa ha avuto eco sui mass media locali.

Magistero
Fiorano Modenese (Modena), 5 dicembre 2010. Nella Casa di esercizi del Buon Pastore, organizzata da Alleanza Cattolica e dallassociazione studentesca Tertio Millennio, si tenuta una giornata di studio dal titolo Tu sei Pietro: Benedetto XVI contro la dittatura del relativismo. Presentato dallavvocato Paride Casini, di Alleanza Cattolica, che ha pure concluso, ha trattato largomento il dottor Massimo Introvigne, della medesima associazione. Brindisi, 7 dicembre 2010. Organizzato nei propri locali dalla parrocchia di San Leucio, si tenuto un incontro per operatori pastorali sullesortazione apostolica postsinodale Verbum Domini di Papa Benedetto XVI, del 30-9-2010. Introdotto dal parroco don Claudio Macchitella, ha trattato largomento il dottor Ettore Zantonini, di Alleanza Cattolica. Caltanissetta, 12 dicembre 2010. Presso lIstituto Testasecca, organizzata da Alleanza Cattolica, si tenuta una giornata in preparazione del Natale per soci, famiglie e amici. Dopo un saluto del professor Alberto Maira, dellorganismo promotore, di fronte a un pubblico di circa cento persone, don Alberto Jos Gonzalez Chaves, officiale presso la Sacra Congregazione per i Vescovi, che ha pure celebrato la Messa, ha svolto una meditazione sullAvvento e una su San Pio X, il Cardinale Rafael Merry del Val e gli errori del modernismo. Liniziativa ha avuto eco sui mass media locali. Perugia, 18 dicembre 2010. Nella Sala del Dottorato delle Logge della cattedrale di San Lorenzo, organizzato dallAssociazione Centro Culturale Leone XIII, si tenuto un incontro su La dottrina sociale di Leone XIII, inteso a concludere le celebrazioni per il secondo centenario della nascita di Papa Leone XIII e a presentare lomonima opera di Massimo Introvigne, edita da Fede & Cultura. Presentato dal professor Marco Moschini, presidente dellassociazione promotrice, e dopo unintroduzione di monsignor Fausto Sciurra, presidente del Capitolo della Cattedrale, ha trattato largomento lo stesso dottor Introvigne, di Alleanza Cattolica, direttore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni. Liniziativa stata annunciata e ha avuto eco sui mass media locali. Milazzo (Messina), 27 dicembre 2010. Presso il convento di San Papino, organizzato da Alleanza Cattolica e da Amicizia Cattolica, si tenuto un ritiro natalizio su La Nuova Evangelizzazione. Dopo la recita del Rosario e lintroduzione di Umberto Bringheli, di Alleanza Cattolica, sono intervenuti don Giuseppe Zangh, parroco di Rod Milici, in provincia di Messina, su La Chiesa e la nuova evangelizzazione: spiritualit e formazione catechistica; il dottor Daniele Fazio, di Alleanza Cattolica, su La cultura cattolica per la nuova evangelizzazione; il dottor Luca Basilio Bucca, della medesima associazione, su Nuova evangelizzazione e civilt cristiana nel terzo millennio. Dopo la proiezione di tre video 91

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apologetici su Dio ed il male, La differenza tra il cristianesimo e le altre religioni e Noi siamo Cattolici nella Chiesa Cattolica, i presenti hanno preso parte a laboratori sui temi trattati, guidati da Antonino Teramo, dellAssociazione Cristianit-Centro dInformazione e Formazione Cattolica, dalla dottoressa Salvatora Zangh e dalla dottoressa Antonina Mirabile, entrambe di Amicizia Cattolica. Nelloccasione stato allestito uno stand librario. Fra i presenti il dottor Valentino Colosi, assessore alle Politiche ambientali, attivit produttive, accertamento e riscossione tributi del comune di Gualtieri Sicamin, in provincia di Messina. Liniziativa stata annunciata con laffissione di locandine. Ferrara, 16 gennaio 2011. Nella chiesa di Santa Maria della Piet, detta dei Teatini, organizzato dal Coordinamento Pro Summorum Pontificum, si tenuto un incontro dal titolo La questione liturgica prima e dopo il Motu Proprio Summorum Pontificum. Presentato dal dottor Massimo Martinucci, dellorganismo promotore, ha trattato largomento il dottor Luigi Casalini, di Alleanza Cattolica. Liniziativa stata annunciata sui mass media locali. Neviano (Lecce), 22 gennaio 2011. Organizzato dal Comune nella propria Sala Polifunzionale in collaborazione con Alleanza Cattolica, si tenuto un incontro dal titolo Carit contro avidit. La crisi economica e lenciclica Caritas in Veritate. Dopo i saluti del sindaco, Silvana Cafaro, e dellassessore alla Cultura avvocato Antonio Megha, presentato da Vincenzo Pitotti, di Alleanza Cattolica, ha trattato largomento il professor Pier Marco Ferraresi, della medesima associazione. Fra i presenti don Giuseppe De Simone, parroco di San Michele Arcangelo. Liniziativa stata annunciata con laffissione di manifesti e sui mass media locali. Messina, 22 gennaio 2011. Nella chiesa di SantElia, organizzato da Alleanza Cattolica, si tenuto un incontro dal titolo Laggiornamento della Caritas in Veritate alla Dottrina Sociale della Chiesa. Dopo la recita del Rosario, introdotto da Umberto Bringheli, di Alleanza Cattolica, ha trattato largomento il dottor Daniele Fazio, del medesimo organismo. Fra i presenti don Giuseppe Zangh, parroco di Rod Milici, in provincia di Messina, il dottor Giuseppe Pracanica, coordinatore provinciale di CittadinanzAttiva e presidente della locale Associazione Scienza & Vita, e il dottor Marco Grassi, del Consiglio Direttivo della Nobile Arciconfraternita della SS. Annunziata dei Catalani e segretario dellAssociazione Amici del Museo di Messina. Nelloccasione stato allestito uno stand librario. Liniziativa stata annunciata con laffissione di locandine.

Buona stampa
Ferrara, 9 dicembre 2010. Organizzato dal Circolo di Cristianit nella propria sede, si tenuto un incontro di presentazione della rivista Cristianit. Dopo lillustrazione del fascicolo da parte del coordinatore del Circolo, professor Leonardo Gallotta, Renato Cirelli, di Alleanza Cattolica, ha trattato de Il federalismo italico nel secolo XIX.

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Pubblicazioni delle Edizioni Cristianit


MAGISTERO PONTIFICIO

1. GIOVANNI PAOLO II, Per iscrivere la verit cristiana sulluomo nella realt della nazione italiana. Loreto, 11 aprile 1985, 1985, 1,55 2. PAOLO VI, La societ democratica. Lettera Les prochaines assises, 1990, 1,03 3. GIOVANNI PAOLO II, Annunciare il valore religioso della vita umana. Discorso Sono lieto, 2a ed. accresciuta, 1993, 1,55 4. PIO XII, I sommi postulati morali di un retto e sano ordinamento democratico. Radiomessaggio natalizio Benignitas et humanitas, 1991, 2,07 5. SAN PIO X, La concezione secolarizzata della democrazia. Lettera agli Arcivescovi e ai Vescovi francesi Notre charge apostolique, 1993, 2,07
MAGISTERO EPISCOPALE

2. MONS.HANS LUDVIG MARTENSEN S.J., Vescovo di Copenaghen Danimarca, Reincarnazione e dottrina cattolica. La Chiesa di fronte alla dottrina della reincarnazione, 1a ristampa, 1994, 3,10
IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

2. PLINIO CORRA DE OLIVEIRA, Via Crucis. Due meditazioni, con 14 tavole di Giorgio Fanzini, 1991, 5,16
LABATTAGLIADELLEIDEE

Dottrina e teoria dellazione 1. PLINIO CORRA DE OLIVEIRA, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, con lettere di encomio di S. E. mons. Romolo Carboni, arcivescovo titolare di Sidone e nunzio apostolico, e con LItalia tra Rivoluzione e Contro-Rivoluzione. Saggio introduttivo di Giovanni Cantoni, 3a ed. it. accresciuta, 1977, 10,33 2. PLINIO CORRA DE OLIVEIRA, La libert della Chiesa nello Stato comunista. La Chiesa, il decalogo e il diritto di propriet, con una lettera di encomio della Sacra Congregazione dei Seminari e delle Universit, 1978, 3,62 3. GIOVANNI CANTONI e MASSIMO INTROVIGNE, Libert religiosa, sette e diritto di persecuzione. Con appendici, 1996, 7,75 Panorami e documenti 1. FABIO VIDIGAL XAVIER DA SILVEIRA, Frei, il Kerensky cileno, con lettere di encomio delle LL. EE. mons. Alfonso Maria Buteler, arcivescovo di Mendoza, in Argentina, mons. Antonio de Castro Mayer, vescovo di Campos, in Brasile, e mons. Antonio Corso, vescovo di Maldonado-Punta del Este, in Uruguay, e con prefazione di Plinio Corra de Oliveira, 1973, 7,75

Cristianit n. 359, gennaio-marzo 2011


2. PLINIO CORRA DE OLIVEIRA E SOCIEDAD CHILENA DE DEFENSA DE LA TRADICIN, FAMILIA Y PROPIEDAD, Il crepuscolo artificiale del Cile cattolico, 1973, 10,33 3. GIOVANNI CANTONI, La lezione italiana. Premesse, manovre e riflessi della politica di compromesso storico sulla soglia dellItalia rossa, con in appendice lAtto di consacrazione dellItalia al Cuore Immacolato di Maria, 1980, 12,91 4. ALFREDO MANTOVANO, La giustizia negata. Lesplosione della criminalit fra crisi dei valori ed emergenza istituzionale, con presentazione di Mauro Ronco, 1992, 7,75 5. GIULIO DANTE GUERRA, La Madonna di Guadalupe. Un caso di inculturazione miracolosa. In appendice Preghiera per la Vergine di Guadalupe di Papa Giovanni Paolo II, 1992, 1,55 7. MARCO INVERNIZZI, LUnione Elettorale Cattolica Italiana. 1906-1919. Un modello di impegno politico unitario dei cattolici. Con unappendice documentaria, 1993, 4,13 8. ALFREDO MANTOVANO, Giustizia a una svolta. Verso il ricupero o verso il tramonto della legalit?, con prefazione di Mario Cicala, 1993, 10,33 10. LORENZO CANTONI, Il problema della popolazione mondiale e le politiche demografiche. Aspetti etici, 1994, 5,16 11. OSCAR SANGUINETTI, Le insorgenze contro-rivoluzionarie in Lombardia nel primo anno della dominazione napoleonica. 1796, con prefazione di Marco Tangheroni, 1996, 10,33 12. IDIS. ISTITUTO PER LA DOTTRINA E LINFORMAZIONE SOCIALE, Voci per un Dizionario del Pensiero Forte, a cura di Giovanni Cantoni e con presentazione di Gennaro Malgieri, 1997, 12,91 13. ERMANNO PAVESI, Follia della Croce o nevrosi? Funzionari di Dio. Psicogramma di un ideale di Eugen Drewermann e la critica della psicologia del profondo alla religione, con presentazione di S. E. mons. Wolfgang Haas, arcivescovo di Vaduz, in Liechtenstein, e amministratore apostolico di Coira, in Svizzera, e con prefazione di don Pietro Cantoni, 1998, 9,30 Quaderni di Cristianit, serie quadrimestrale 1985-1986, disponibili il numero 3 (Paolo Calliari O.M.V., Itinerario dalle cose a Dio ovvero la dialettica degli Esercizi secondo padre Pio Bruno Lanteri [1759-1830]; Estanislao Cantero Nez, Evoluzione del concetto di democrazia; Francesco Pappalardo, 1799: la crociata della Santa Fede; e documenti), e il numero 5 (Enzo Peserico, Gli anni del desiderio e del piombo. Dal Sessantotto al terrorismo; documenti, recensioni e segnalazioni), 5,16 ciascuno Distributore esclusivo nelle librerie: Mescat s. r. l. viale Bacchiglione, 20/A I-20139 Milano tel. 02-55.21.08.00 fax 02-55.21.13.15 Ordinazioni: (a) per posta: Cristianit, C.P. 185, I-29100 Piacenza; (b) per e-mail: info@ alleanzacattolica.org; (c) tramite versamento sul c.c.p. 12837290; (d) per telefono, alle sedi di Alleanza Cattolica in Torino: 011-53.44. 54 Milano: 02-73.05.14 Bergamo: 03524.90.73 Modena: 340-54.82.252 Roma: 06-68.76.738 Napoli: 081-47.03.57 Palermo: 091-6788289 Caltanissetta: 333-5768518

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ABRUZZO Chieti Libreria De Luca via Cesare De Lollis 12-14 LAquila Libreria Colacchi via Andrea Bafile 17 BASILICATA Matera Libreria Di Giulio via Dante 61 Potenza Edicola Arcangela Rondella piazza Vittorio Emanuele II CALABRIA Lamezia Terme (Catanzaro) Libreria Gioacchino Tavella via Crati 15/17 CAMPANIA Avellino Libreria Guida corso Vittorio Emanuele II 101 Caserta Libreria Guida via Caduti sul Lavoro 29/33 Napoli Libreria Guida via PortAlba 20/23 Salerno Libreria Guida corso Garibaldi 142/b EMILIA-ROMAGNA Ferrara Libreria Edizioni Paoline via San Romano 35 Modena Galleria Incontro Dehoniana corso Canalchiaro 159 Parma Libreria Fiaccadori strada Duomo 8/a Piacenza Libreria Berti via Legnano 1 Reggio Emilia Libreria S. Paolo via Emilia Santo Stefano 3/B Sassuolo (Modena) Libreria Cefa Galleria via C. Stazione 30-35 LAZIO Frosinone Libreria Il Sagrato via Mastroianni Roma Libreria Coletti a San Pietro via della Conciliazione 3/A Libreria Edizioni Paoline via della Conciliazione 22 Libreria ncora via della Conciliazione 63 LIGURIA Genova Libreria Ed. San Paolo piazza Matteotti 31/33r LOMBARDIA Bergamo Libreria S. Paolo via Paglia 2/H Chiavenna (Sondrio) Cartolibreria Paiarola piazza Bertacchi 8 Cremona Libreria S. Paolo via Decia 1 Mantova Libreria S. Paolo viale Rimembranze 1/A Milano Libreria S. Paolo piazza Duomo 18 Libreria ncora Artigianelli via Larga 7 Pavia Libreria S. Paolo via Menocchio 8 Varese Libreria Ambrosiana galleria Manzoni 3 Varese Libreria Don Bosco Elledici via Cesare Battisti 6 Voghera (Pavia) Libreria Bottazzi via Cavour 59 MARCHE San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) Libreria Nuovi Orizzonti via Montebello 61

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PIEMONTE Biella Libreria Paoline via Seminari 9/a Cuneo Libreria Stella Maris via Statuto 6 Torino Libreria San Paolo via Consolata 1 bis Tortona (Alessandria) Cartolibreria E. Balbi corso Montebello 45 PUGLIA Lecce Libreria Edizioni Paoline via S. Lazzaro 19 SICILIA Acireale (Catania) Libreria Cattolica Veritas via Genuardi 1 Agrigento Libreria Edizioni Paoline via Atenea 143 Caltanissetta Libreria San Paolo corso Umberto 125 Catania Libreria C. Bonaccorso & A. Di Stefano via Etnea 20/22 Enna Libreria San Paolo di Enrico Di Venti - Via Roma 244 Gela (Caltanissetta) Cartolibreria Miriam via Cappuccini 26 Messina Libreria Figlie di S. Paolo via Garibaldi 59/61 Palermo Libreria Lombardo-LDC via Autonomia Siciliana 16/D TOSCANA Massa Libreria Marzocco Paoline via S. Sebastiano 2 Pisa Libreria Edizioni Paoline via Capponi 6 Lucca Lucca Libri corso Garibaldi 56 VENETO Padova Libreria San Paolo Gregoriana via Vandelli 8-9 Verona Libreria Editrice Salesiana via Rigaste San Zeno 13

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ARGENTINA Buenos Aires Club del Libro Cvico M. T. de Alvear 1348-Local 147 Buenos Aires Librera Huemul Avenida Santa Fe 2237 Villa Mara (Cordova) Expolibro San Martn 85 FRANCIA Parigi Duquesne Diffusion 27 avenue Duquesne SPAGNA Barcellona Librera Balmes Durn i Bas 11

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Indice del numero 359, gennaio-marzo 2011:


1 Cristo, Re del mondo e Re della storia. Ges di Nazaret. Seconda parte di Papa Benedetto XVI
Massimo Introvigne

23

La tutela penale della persona e le ricadute giuridiche dellideologia del genere


Mauro Ronco

45

1861-2011. A centocinquantanni dallUnit dItalia. Quale identit?. Roma, 12 febbraio 2011


Andrea Bartelloni

49

1861-2011. Unit e Risorgimento. La verit anzitutto


Alleanza Cattolica

IL RESTO DELLA V ERIT

53

Le minacce alla libert religiosa nel secolo XXI


Massimo Introvigne

OS PRUDENTIS

63 77

Tempo di scegliere
LA BUONA BATTAGLIA

Ronald Wilson Reagan

Fascicolo chiuso in redazione il 31 marzo 2011 Festa di san Beniamino (conv. in 27/02/2004 n. 46) art. 1, Cristianit - c.p. 185 - I- 29100 Piacenza comma 1, DCB Piacenza spedizione in a.p. d.l. 353/2003