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Obama schiaffeggiato a destra, vilipeso a sinistra, bacchettato dai preti

http://www.loccidentale.it/print/node/110281

Published on l'Occidentale (http://www.loccidentale.it) Tea Party - Cronache del mondo conservatore

di Marco Respinti

To guarda: anche la Sinistra si accorta che Barack Obama una bufala, che il suo promesso cambiamento peggiore di qualsiasi conservazione, che le sue ricette per la salvezza sono un disastro pi grande del male che vorrebbero curare. Occupando Wall Street, la Sinistra ha cos deciso di rompere gli indugi ma soprattutto quellidillio con la Casa Bianca che per quattro troppo lunghi anni ne ha blindato le forze in un abbraccio mortale con il suo presidente. Perch la cosa vera che se negli Stati Uniti oggi sei di sinistra, magari di quelli che si son spellati le mani per applaudire larrivo al 1600 di Pennsylvania Avenue di uno dei nostri, adesso non sai pi dove andare a nasconderti... E questa la buona notizia. La notizia triste invece che questi Tea Party di sinistra, che in verit ricordano tanto il popolo di Seattle e dintorni, sono - lo dice bene Richard A. Lowry direttore di National Review - patetici. Schiamazzano, urlano, sporcano, imprecano, magari sfasciano pure un po - perch la tentazione di darsi un tono alla social forum grande -, ma non portano a niente. E lo dicono anche: la loro filosofia - da sempre - solo protestare bello. Bastano del resto quattro slogan e una t-shirt alla moda, e il gioco fatto. Del resto cos non da oggi. Erano cos i loro genitori - o i loro nonni? - nellera degli hippie, cos anche la Sinistra odierna: in piazza per non saper dove andare, ma limportante andare. Si obietter che per allepoca le proteste contro la Guerra in Vietnam erano cosa seria, diffusa e sentita. Verissimo. Tant che le proteste pi serie le fece la Destra, che una idea precisa di cosa un governo debba e non debba fare ce lha. Magari non sempre condivisibile, ma ce lha. Magari proprio sulla Guerra in Vietnam non accettabile, ma ce lha. La Sinistra, invece, allora bruciava le cartoline di chiamata alle armi, oggi le bandiere, ma quel che ha da mostrare al mondo quando apre le mani solo un pugno di cenere. Prendi i Tea Party - osserva bene Lowry -, quelli veri, quelli di destra. Sono la protesta antica quanto gli Stati Uniti, ordinata anche quando vociante, disciplinata pure se colorata, e rispettosa del diritto, dei diritti e della Costituzione, che - proprio in nome di questi ultimi - migliaia e migliaia di cittadini, di borghesi, di lavoratori e di piccoli proprietari inscenano per riprendersi ci che loro e di cui le tasse esagerate, la spesa pubblica faraonica, la burocrazia senza volto e troppe mani nelle tasche dei contribuenti cerca di espropriarli. Perch, questi dei Tea Party veri, dei Tea Party di destra, loro tengono famiglia. Gli okkupanti di Wall Street invece no, al limite paga pap (i danni ai beni degli altri) come accadeva da noi nel Sessantotto con i proletari in spider. Loro la famiglia non ce lhanno, non hanno realt preziose da garantire, tutelare, difendere, mantenere. Loro il commercialista da pagare profumatamente affinch,

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07/10/2011 09:18

Obama schiaffeggiato a destra, vilipeso a sinistra, bacchettato dai preti

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come una guida scout, di conduca ogni anno sano e salvo alla fine dei tunnel labirintici del fisco non ce lhanno. Niente rate del mutuo puntuali come la morte. Niente gabelle a mille che rendono quotidianamente insicura la strada che esce di casa, arriva in ufficio e poi torna allovile. Niente dazi assurdi su quello che ti sei comprato con i risparmi di una vita di lavoro, convinto che la qualit della vita sia un principio irrinunciabile delluomo - il quale che e resta un essere vivente diverso dalla bestia da soma, dalla mucca da latte, dalla giumenta da monta, dalla formica da falansterio, dal pecoronismo dei servi - e un tesoro prezioso, rinunciabile come lo sono tutti gli in pi ma non per questo dannato, da trasmettere ai tuoi figli. Niente di niente. I social forum, i popoli di Seattle e gli okkupanti di Wall Street la vita reale non sanno nemmeno cosa sia. cosa buona e giusta che finalmente portino anchessi il proprio contributo alla demolizione dellidolo Obama, ma si fermeranno l. E mentre i netturbini ancora levano le cartacce che la Sinistra anarcoide ha lasciato sui marciapiedi di Wall Street nella Grande Mela, i Tea Party veri, quelli che hanno a che fare con la vita reale dei cittadini statunitensi, avanzano inesorabili verso la meta in un clima che non permette pi indugi. Perch di Tea Party ora negli Stati Uniti ne in azione un terzo. Tosto. Quello della Chiesa Cattolica, che con Obama - nonostante ci che pu avere pensato qualcuno - non ha di per s mai flirtato, ma che oggi ha deciso di picchiare i pugni sul tavolo. Praticamente silenziato dai media nostrani, larcivescovo di New York Timothy M. Dolan ha infatti preso carta e penna per scrivere allinquilino della Casa Bianca chiedendo di azzerare completamente linsana politica seguita fin qui dalla sua Amministrazione e di ricominciare al pi presto daccapo. Con due notazioni di assoluto rilievo. La prima che Dolan la sua lettera lha scrive a Obama nelle vesti di presidente della Conferenza episcopale cattolica statunitense, ovvero impegnando tutta la Chiesa che negli Stati Uniti. La seconda che a detta lettera ne seguita dopo pochi giorni unaltra ancora pi decisiva. La prima lettera, datata 20 settembre, ha per oggetto il DOMA, la legge federale che protegge come unico compatibile con lordinamento giuridico statunitense il matrimonio monogamico ed eterosessuale, una legge che vige dal 1996, che la Linea Maginot del mondo pro-family e che invece Obama ha in odio frontale da che ha messo per la prima volta piede nello Studio Ovale. La seconda lettera, datata 29 settembre, d notizia di un comitato ad hoc per vigliare sulle violazioni delle libert religiosa istituito dai vescovi statunitensi non per monitorare qualche oscuro angolo del mondo, ma per sorvegliare la vita degli Stati Uniti, minacciata (lavversione del presidente al DOMA e le sue ricadute ne sono solo una delle molte fattispecie) dalle mille azioni di Obama e dei suoi, quelli che, lo si ricorder, appena eletti nel 2008, e ancora prima di entrare formalmente in carica, promisero di cancellare con un tratto di penna centinaia di provvisioni di legge varate dallAmministrazione precedente un numero enorme delle quali riguardava proprio princpi non negoziabili e questioni eticamente sensibili. Dolan, a capo dei vescovi cattolici statunitensi, sostiene che oltre gli USA non posso pi andare. Che non solo una questione di scelte politiche diverse, ma che la Casa Bianca di Obama un

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Obama schiaffeggiato a destra, vilipeso a sinistra, bacchettato dai preti

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nemico pubblico numero uno per gli Stati Uniti: per gli Stati Uniti dei cattolici, certo, ma pure per gli Stati Uniti di tutti gli altri, visto che minacciati sono libert, diritti basilari e fondamenti imprescindibili della societ statunitense di sempre e da sempre. Cita, Dolan, benissimo la Dichiarazione dindipendenza, cita i fondamenti della civilt statunitense, si mostra pi patriottico lui di Obama, ed evoca lo spettro dello scontro diretto fra istituzioni e Chiesa. Di queste cose cos, di cui la nostra stampa non ama parlare, probabile si vedr sempre pi aumentare il numero di qui allo scontro elettorale del novembre 2012. Obama oramai un re nudo, schiaffeggiato a destra, vilipeso a sinistra, bacchettato dai preti. Questo autunno per lui tutto da dimenticare probabile segni linizio della sua fine. Marco Respinti presidente del Columbia Institute, direttore del Centro Studi Russell Kirk e autore di Lora dei Tea Party. Diario di una rivolta americana.

6 Ottobre 2011

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