UN RITRATTO DI CARLO MAGNO
Sintesi rielaborata di un audioracconto tratto da un manuale di storia Ed. Pearson per la Scuola Secondaria
CARLO MAGNO è stato re dei Franchi dal 768, re dei Longobardi dal 774, e imperatore dei Romani
dall’anno 800; nacque nel 742 da Pipino il Breve e da Berta (Bertrada di Laon) e morì nell’814: gli
successero i figli Carlo, Pipino e Lodovico tra i quali il regno venne spartito, ma per la morte degli
altri due l’impero si concentrò nelle mani di Lodovico detto il Pio.
Carlo Magno era un uomo alto oltre 1,90 con un gran testone,
un vero gigante in un’epoca di piccoletti, e capace di grandi eccessi in tutti i campi.
Eccesso numero 1: quello della tavola.
Era un BUON GUSTAIO, un divoratore di arrosti.
Nonostante gli inviti alla prudenza dei medici di corte, gli eccessi di carne gli provocarono spesso
attacchi di gòtta, una malattia diffusa tra i nobili ingordi di carne, che da vecchio lo rese zoppo.
Era invece un bevitore moderato.
Mentre i Franchi erano noti per le loro grandi bevute.
E si dice anzi che facesse di tutto per scoraggiare un consumo esagerato di vino.
Eccesso numero 2: lo ZELO RELIGIOSO.
In alcune circostanze non andò troppo per il sottile quando qualcuno non voleva convertirsi al
Cristianesimo.
Quando il fervente cattolico Carlo Magno vinse i Sassoni, temibili guerrieri, non esitò a fare
uccidere migliaia di prigionieri che non volevano convertirsi.
Un metodo brutale che suscitò una certa riprovazione da parte dei Vescovi:
sostenevano infatti che convertire i pagani era cosa lodevole; ma non certo in questo modo.
Eccesso numero 3: le DONNE.
Gli storici hanno sempre faticato a stabilire quante mogli, amanti e figli abbia avuto Carlo Magno.
Di certo ebbe una vita famigliare turbolenta.
Una delle sue mogli divenne famosa per una tragedia scritta nel 1800 da Alessandro Manzoni,
l’ADELCHI. Nella tragedia Manzoni racconta la triste storia di ERMENGARDA, figlia del Re
longobardo Desiderio, che Carlo Magno sposò per motivi politici ma la ripudiò poco dopo.
Manzoni la raffigura impazzita d’amore, ma chissà se andò proprio così.
Ermengarda è comunque un nome di fantasia perché nessuno sa come si chiamasse la figlia di
Desiderio.
Carlo Magno ripudiava le mogli e aveva molte concubine; ma fu un padre molto premuroso,
addirittura assillante con le figlie. Si portava sempre loro appresso e non permise che si sposarono.
L’unico figlio che non godette dell’affetto paterno fu PIPINO IL GOBBO, nato prima del matrimonio
tra Carlo e Miltrude mai riconosciuto come figlio legittimo.
Pipino il Gobbo, malgrado maggiore di età rispetto a tutti gli altri figli di Carlo, fu escluso per la sua
deformità dalla successione, e ciò lo indusse a congiurare contro il padre.
Ad un certo punto Pipino fu pure accusato di avere ordito una congiura contro il padre e per
questo fatto fu prima condannato a morte e poi graziato.
Gli fu risparmiata la vita ma fu rinchiuso nel monastero di Plum dove morì nell’811.
Non renderemmo giustizia all’imperatore se non dicessimo che era anche intelligente, un accorto
stratega militare, un uomo colto.
Non era capace di scrivere, non imparò mai nonostante gli sforzi, ma all’epoca l’analfabetismo non
era un fatto raro.
Sapeva leggere, non necessariamente sapeva scrivere.
Parlava perfettamente il latino, capiva il greco.
Durante le cene si faceva leggere brani di autori dell’antichità.
Era un uomo eccessivo e passionale Carlo Magno ma non certo rozzo nei pensieri.