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()l\PITOLO VU I.

1\ wr. 1, Orecchioniere e sospensione elastica degli orecchioni.


Le on' ('e h ionierl' i lt fl ll:;t! ;3UO) SOIl O j tl bl o('chi
(ii f1l(illa! () il) l'or ni(! nU' ia, p n i'l s,lti snliciamcni p
i n ini': l,- i Il ,;;Ip:ol ll at1!]'n pra fiel1t 2 noi t-i:lIwhi medj flnle
b:1!1(l " UI', pia,,,t J' i' (' i'.lli pdi rl) niiLi . 1,,1 forma (d) sppcialmen f <.\
a,}Jpiic<tta ilt affust i pn im:talLLziolli EKKC lmnno :mperficie
interll:1 Mcmi(' ilindl'iea, (li (li<ll\ll:l tJ'o hdc d a. contelH'l'O e
1'o1'I'('('lliono in Illodo (la da,re il ('onf"af ,h> :-; nLl a ma./,",s illl<1 ,'mperfioi e;
lt al1l111 l'ampiezza eli 1111<1- ';(' l lli-c-.i]'confoI'GlIZa, o il p ian o e \(' l e limi! H,
in avanti , in modo elle la pm'f- o l' i -
"nlt i pi a,l ta, per d, IL) mig1iOl' e ap])oggio aH'or('( c hione.
So nmte k oJ'e{:ehi oniel'e souo ri,' c:-; tite ill tOJ'lllllllont e di bl'ollzO
per di mi Il \li 1'(' l'attrito.
Ll' '; ;)"-0 ('[l e in nl odplli al tiqlll\t i (li g l'o/,;'iO ca
lib]'o. "; OIlO dlill se d:1 8o/uu-o/,('(;cft io'lli, P(']' fT<tttClwI'O soJi(lalll ente
l'on (('lti oll( l'lI P in :-; l'!!.lli(o :1 sobh;tl z i !lp1 fI' a ill O o Il P]
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dnc( ' 1111 aff. l'i to lIloito l'(,rte tnl on'(' (' hi ulle e Ol'('('ehiolli('nl, s i cm'f'.;t (li
l'<lUlT(' 1';\1' / l'i l () facendo :Lyynnin' la l'nf, l ziOll(' (lella !)()('ca (b fuoco
[Wl' il punt ,anll'lIlo al f (; I' IIO a(l :lJlpendi(' eil indr iehe {:o;):-;siclw, ('
agl i o)('('C' hioJli (li llia lllpt 1'0 lllHH(', <Jett i p ier'oli o/'('('(;hioni, a llogat i
i u ,u-i'in(1f t'i in ('oJl\cJlienti a li oggiallll' lit i (lei bl occo
() ]' ((dl d;l lllo11l1, i Il InO( lo da (" 'il <I re elI(' i l gl';\.l ltle ol'ceeh ione
nel ll' (1J.'()('chiolli(n' nl'i l'lll ll <lIllPIll'(), (' (bI llerll wt tel'O in-
\ 1;
- 242 ---
vece il completo appoggio allo i'lparo. quando le molle si compri-
mono per l'azione del rinculo (fig. 361) . Si impieg,wo molle
oppure anche molle a sbarra (fig. 362).
N elle costruzioni recenti si ha sempre il mc7.7.0 di poter rego-
lare la posizione dei grandi orecchioni nelle orccchioniere, <luando,
per avere le molle perso deUa loro il sifltel11a nOll fllllzioni
come previsto e si incontri uua grande ileI moyimento,
Per le molle cliseoidedi (fig. 363) tale mezzo conl'i ste in 1ll l<! "ite,
ma,neggiabile dall'ci'l terno, avvitata in cb ioneiola <lnlla pmete in-
feriore dell'alloggiamell to, c snlla cui plln ta appoggi,wo le molle;
per le molle a, sban';t si 1m illvece una \-ite 1'11 c\t i a.ppog-gia-nll<l dene
estremit della molb.
Per rendere minimo lo I:)forzo per la, rohLziOtH' (lldla boc('<1 da
fuoco, nelle artiglierie di maggiOl- in gl'nera,h' , il ellscinetto
dci piccoli orecchioni sistemato a rulli (fi,'2,. 36.1); () ppllrc il pie!.:oln
oreechione ha la fOI'Ina di nno spiechin di cilindro, poggialltp 1m l
cuscinetto, o dircttall lCnte Rulle J1lolle, mecliu,litnlo spigolo yivo,
corrispondente all' aHse di rotaziOlw (fg, :362).
Tutti questi dispositivi sono normalmente protetti da piastre
fi ssate con 'viti all'esterno del blocco porta-oreeebioniel'H (fig. 362) .
:-\ H l ' . - Congegni .di punteria in elevazione.
Df'bbono alle RegUl'nti eondizioni geJwra1j:
l) Prrcisione (l i pnntamento e stabilit allo Hpnro;
2) Grande ampiez7. <l di Ret tore di pllntament-o;
3) RalJi.i.it (li movimento e scmpliciUL di lllaJ1U\Ta ;
4) SolidH, l'uRtichezza,, () quillCli ,
di costituzione.
Nei congegni di pu Iltel'i a si debboJlo di i'ltinguere gli clement.i
essenziali che ClLl'atterizzrmo il siBtel11a del congegno, tbgli de-
meliti di eomando e di trasmissione, i q unii servollo cL trasmettere
alle parti essenziali lo sforzo del scrvente, e a n,oltipl ica1'(" secondo
i casi, l'intensit dello sforzo o la, velocit.
A riguardo degli elementi essenziali, i congegni di pUlltel'ia
si di stillguono in eongegni:
a ouneo, a vite, (t dentiera., 'idmulioi.
Rispetto agli elementi di comando si potrebbero distiuguere
in eongcgni a 1nCtnov/'a. intennittente o a manovra oonl'tnna; ma
- -
nelle eOfi tru7.ioni oclieme fi i h a soltanto l a l1unovr a eonhnua,
ottenutn. coll'azione del servente o di un motor e meccanieo ,"U di
1m al bel'o di coma.n(10 che con ingr anaggi vari trasmette l o sforzo
cl ementi essenziaJj.
r'orlg('grl/i Il cuneo (fig. :36
L
1). - Vi si accenna solamcnte per
interesse stori('o ; erano (:otl tituiti da nno o pi cunei scorrevoli
su ltn piano dcll' affu fit o, e tl otltenenti l a c ul atta del cannone; lo
scorrimento el'n. o tte.llll to a mano o pe)' mezzo di una. vite f'.on
manuhrio.
.I . - Congegni a vite.
cm.it it niti da,Il a eopp1, meecanicn. vite-ehiocciola" varia -
mente sistema t <L ri s peljj o cLll ' :Lf[u Nt o e a.lla cull a o alla bocca (la,

possono cli:,; ljin).!:twre in eongegni a vite :,;empliei o li yite
multipla.
Congegni a vite semplice. - tSi hanno va]-je sixtema,zioni:
a) clocciola fissa cLll 'aflllf;to (fig. 365); In vi j,e, :,; nlla (,ui
testa, o fi ssa,tn. l a, culla, h a, moyimento ili
sull a ehi ocC'iola e quindi di trafila, zione rispetto li questa,;
11) chiocciola girC1wle 1//n porta chiocciola (fig. :j66), fisso
a II 'affn :,;Lo , e vite sernpl;emellte scorrevol e, collegata, nlla cnl att a .
In quesLi siNtemi Ke la, chiocciola () il porta chiocciola i; OllO
J'i gidamell t {\ all 'a,HuHto, la vite i; i mnove Kemprn in (lire-
zione del proprio a:,; fi 0, ITwntre 1<1 hoeclL (la fuo('o ha nlOyimento
rotato1'io al lOrDO agli orecchioni; ci procln c- e lino Ncorrimeuto
clella, cnlaLf <t sopra hL testa dell a y,it e (ch o pu age\ oht.to
da un 1'1111 0), e l 'irWOIl Yenente che l a pl'es:,;ioJle clell a.
DUna, viI eli mira all' a t,to (Le]lo SlJ L)"() si etlel'cita , in gellenlk, iu
direziOlw ohliqua rispett.o a.I la vite stessa, che soggett.<I acl
inflettcrxi.
Quetlto ineollvenien te evitato, in tutte le (.oHtl'uziolli mo-
derne, coll a, sii'itcma.ziollo a chiocc'iola oscillnntc (fig. hl chioc-
ciola o il pOltaehioceiol a tl ono munit i (Li orecchioni medi;llt,e i
quali sono imperniat i Im r lLlle fi i;fiC <.dl'aHnsto, e hL testa (Iella Yitc
di mlm colkg<lbL, eon una, Rpifla tnLsv ersalc, fL II <L boeea da fnoeo
o alla, culla , i li J1l0do da, risultare tlelllpre in direzione norma, le o
quasi normale a, queste.
,:) Vile girevole su cuscinctti fiss'i all' allusto e chiocC'iola
-
scorrevole lnngo la vite e collegata alla bocca da fuoco. Il collega-
mento tra chiocciola e bocca da fnoco fatto in gencmle mediante
un tirante unito a snodo all'una e (fig. 368) .
I congegni a vit e semplice danno precone e stabilit, quando
non sono reversibili, ossia, quando il pa:-;so della vite Si<1 abba -
sbLmm piccolo per impedire, coll'attrito, la, rot[1zione del sistema
sotto l' azione della pressione culla () (Lella bocca fuoco
all 'atto dello Rparo; ma appunto per que8to mobyo riRultano
lenti llelb manovra Re non vi sono organi di comando moltipli-
catori della, yeloeit; richiedono nlln g:rande lnng:l!('zza di vite per
Rettori di tiro ampi, (a lleno che la vite non sia aPlheata. CII,l1;1
in yjcinanza degli orecchioni, ci che r ichiede llno sforzr, nUl,!.!'giorl');
ci ]Jorta all'inconveniente, spceiaimente lJer CSl a) (', c), di una
maggiore fa('j I i t di inikRRione, qnamlo l'mlgo1o (Ii t h,o piecol0,
e di un:t f'ovel'chia sporgenza deUa "itc di miJ'a. iII lJastio, quando
l'angolo di tiro ,!.!Ta.nde; q ueS 'u l !-iIllO illCOnYCfliellL
pet' gi affusti <lo ruote, Ilei quaJi la vite in hasso
potrebbe danneggiata dnl'<Lllte il tnlino.
Congegni a vite multipla - gli inconvenienti deUa
vite sernpliee. In genel'ale 8 hanno congegni iL vitc doppin , J1lH
3sist;e qua.lche caRO di vite tripla. Nei congog'ni f) , doppia si
tende ad ottenere un[\, minore lentezza di nuutamento, con (livcl';w
s,t2mazioni:
a) fnsto di. vite unico (fig'. 360), con in
inver1:io l'una all'a.ltra, e flue chiocciole, ,l,ll'aIIuti to (
l'altra alla culla; girando la vi.te si ha, lo spostamento di questa
11mb (.hioc('iol a fissa, e lo spostamento della ehi.oeeob mobile,
che Il011 pu g:rare, r'spetto aHa v't e; la nulntta 1:iub'Ree quindi,
per ogni giro di vite, uno spostalllnntc, Il ,Qua 11' alla i'io mnw, dei pasfii
delle due filettature;
b) nhioceio]a lUli ca e gireyole ('011 dll(: IiH'ttatul'e in KeWO
ipycrso (fig. 370), e (111e'iti, non gire"oli, lilla inferiore fiSRi1 al ..
l'affn8to, l'altl'<t. .mperiore fis sa ,tll n C'ull,,; f:wout!(l ginm: L chioc-
ciola si ba, lo st.eKSO ri sult,lto cbe nel (' ai' O a);
c) vite maschio c vite femmina (fig. 371-372). U'la ehioeciob
,\ fissa. alJ'aJIusto; in est:a. avvitata una vite eava, detta v'te
femrnina" foggiaJa, intermLlllellte ,1 chiocc:iola, U ) 1l fil et1,atura in
sellSO inverso a qnella esterna; ili eSS,l :l.Yyitatrr Ja\ite maschio,
non girevole, percb fi ssata. pPl' l,I sna etit.rernit ilJel'a alla eulla ()
- 245 -
bocca da, fuo('o; faeclido g'irarc la vite femmina si provoca il s uo
movimento di traslazione rispetto alla chiocciola c, contempora-
nean1f'ntc, il moYil1lento ili traslazion<'\ rlena \ it e maschio ri spet to
aUa vi te fe mmilla; quilldi per ogni giro di vite ii i ha UIlO s poRta-
mento della vite. masehio pari alla fo mma elci due pa f si. Con r[llOsto
sistema, oUr(' ari a. ce(lcrare il movirnento, si cv it,), a nnhc l'incon-
've niente (lell <l , Hllorg'f' JIZ,1 vite i u b a,sso, p erch , <loll e maiisime
eleva7, ioll, 1(' dne yiti sono contenute una ncll' itltra e ql1ilHli la
l unghe;t,z,l ridotLa ,I llwt. Si h a r er sempre l ' ineonyeni ellte
(li nna gT,IIHle lung'lw;t,;t, ,1 di vite tra la, ehiocciola e l a ('.l1l1a alle pic-
cole clElvn,7.ioni, ma qllORto inconven ie nte nH',no sem,ibill' ehe
colle viti s(ll1lpli(,i ('ogli a ltri di v ite doppia, pereh l'in-
!liti robusto.
l'itr f J'1:p la. - Si 1m qnakhe (,aso particohu'o di vite t.ripla,
111:l U'JlcLellln pi a rl evitm'e lnnghc7.ze di vite ch e ;" d ac-
cclerare il moyinwn to.
Pl' a i ('ongeg'ni ,I vi L(\ quelli gClwl'almellte n::; ati nelle (;ost;l'Il-
zioni mOdel'll(\ " ono cJlwlli <lo vite ma::;cbio e femmina" ('on ehiocc-iob
oseil l<i nte, !) a cOlltaudo continllo; b loJ'o generale
la c (fig . ,172):
La G1t'iocciola fi ,,::;u,ta, in 1111 pOl'la chi occ'iola i mperllin t,o Ille-
cti:mtp bra,ceia. a ,Jne roZZe dell'a-IIu i-lto; ;-;nl porht thioceiola pure
applieata. li n,L n wta dentata con:ica g ireyol!', lI ('Il i i11g:rana nl1 roc-
chetto cuwi('o ('omal1!lato da un yobntino mannbrio di coma. lldo
,t pOJ'taia dd JJIlllta(Ol'e, 1)(H' mezzo di (;r<l i'i llliNK iolii varie a Kceollda
della eolll'Ol'l l<lziOlW (ldl 'al'i'n ::; to; ,'i lllLa, ruota, denl ;1,ta (alettata
la, cile fe1l/1I1illa, lJPI' me7.ZO di UWI o dne chiavrfl c fi ::;satl-l al mozzo
della l'1Io ta (\ impegnat,n in scanalat1lm longitudinale della vite ;
qUef-;ta CJlIi ndi lw1 il movime nLo J'ot atorio (lella l'nota deu-
tata, pu ,w\'clger ::;i o H\'oJgorsi nella, ::; ('C01Hlo il ::;enso
dell a, l'ot,l zioll e ; la, r it i! 11/fl sch'io avvi taLa ml1To la 'v ite fnllllllina,
e ('oli a sua unita, ;t ;-mudo aLla. enlla,.
ln g'enel' e, Cf nest o Civo di cOllg-eg'no di pllll tel'ia sistema to
i;otto la ('lilla e dietro gli oreechioni; qnallllo per gli orecnllioni
SOl l O alTel.ra,t i, Cbr\'l'Ult- H,
Si riS<lOlIt.rano ('a si in cui il ('ong:e,010 sis tenmto late-
ra. lmente ,llla <l ulla.
SovenJ;c la boeca da flloco llOlI appoggia dir!-lt,tamcul;(' ::; ulla
testa ddla -vite (li mira, ma Sl1 una suola d,i pUl1t eria imperniata in
genere sotto or('('('hioui (\ collegata colla testa della vite eli mira,
- 246
J sistemi R vite, eRsendo irreversibili, danno La, massima sLa-
biLit della bocca da fuoco allo S1)arO; per la loro rel ativa lentezza
e per la limitazione del settore di tiro si adattano specialmente
ai materiali che debbono eseguire il tiro normalmente con piccoli
angoli di inclinazione e che nOll richiedollo di essere messi dopo
ogni colpo in una posizione determinata per i caricamento, e cio
SODO adatti per i cannoni campagna e navali eli pi ccolo medio
calibro.
n. - Congegni di punteria a dentiera.
Sono costituiti coppia areo dentato e rocchetto, e si rile-
vano le seguellti disposizioni particolari:
a) l' albero del rocchetto portato da cuscinetti rlell'affnsto,
e l'arco dentato fi ssato all a bocca da fuoco e alla culla, o rigida-
mente per ambedue le estremit (fig. 374) per una sola estremit
(fig. 375), sotto la clllla o culatta, oppnre medi ante vi t i lateralmente
a que::;ta (fig. 376), in modo che il centro dell'arco si troyi snll'assf1
degli orecchioni ; oppure a nche a snodo per una sola, estremit (fi-
gura 377), e in questo caso l' areo dentato sostennto e tenuto
ader ente al rocchetto mediante una girella.
Ta1volta si ha l' ar co df'ntato imperniiLto rnedia,nte braccia
radiali a perni costituenti un asse parallelo all 'asse degli orec-
chioni e fi ssati (fig. 378); in qlle.sto caso una delle estre-
mit dell'arco dentato collegata, alla bocca da fuoco o cu lla
mediante una biella unita a snodo ad ambedue gLi elementi .
b) l' areo dentato rigidamente fissato aLL'a,ffu"to e il roc-
chetto invece portato cull a (fig. 379).
In tutti questi congegni, per diminuire lo sforzo che
fare il servente per bI' la bocca da fuoco sllgli orecchioni,
e per di sporre il comando in posizione comoda per il puntatore,
l'albero del rocchetto mosso da un sisten' a di ruote dentate,
rocchetti e alberi di trasmissione, comandati dn un manubrio (}
volantino (fig. 374-376-378).
I congegni a dentiera convengono pf\r le artig'licl'ic ehe ese-
guono il tiro con grande angolo di inclinazione e che. debbono essere
disposte in posizione determinata per il crl,ricamento, perch sono
r apidi e di facile manovra, ma sono anche largamente impiegati
per i cannoni, speeialmelite di gro::i So calibro, per i quali il siskmw
a vite darebbe lnnghezze di vite ece.cssivc. E ssi presentano per i
seguenti inconvf\llienti:
- 24. -
a) NOli danno 1111<1, ,"L:-;:-;ol llta di pllntamento, in
('a,n"3 .ld g'oco inevitahil e fra. j denti dell a, entiera, e del roechetto,
e che (;01 log'ol'amento; qne;.: to g'ioro per, nellP cOfl t.ru-
:I, io Il i mode!']}p qnm.;i tm;.: cnr<tbile;
v ) l' CCipI'Or-I , e perci il pl'eponderante della, cul a t", hL o
di ,'o!;ILI, PlI fa,r ;.:postHl'(\ il sistema (10])0 fbb b eleyazione; (\
iu O,(l) l i (' <);'; 0 , "c la da fnoC'o eqnilibra,ta sng'li oreechioni ,
f; i h" 11110 ;tl lo :-; pal'o; a Ijll e:-;to inronveniente si rimeilia.
CO] I (l1H'
1 ) con {l' cm: a ppli t'ati ac1 uno (lo!o.di a llwri (leI i'i istema di
tra", mi""ioll C: iil gel}(we qllo:-; ti l'l'cui SUllO ('ostituiJ,j da Ull mannbrio
a f'!1ioc'('iol <I i'luU ' a Ibero (leI vola.ntino ('li comando, e che
pn e,,;,; ('.1'(' :-; ('l'J'ato in 11I0(lo da stJ'i ng'ere il mozzo del vo lantino
sh' s,..: u, () nn fLi s(;() solidaln eoll ' Hlbo]'() (fig. 379) contro una pa,rte
ftl' ,';a. (1(' 11 'a un aMI' ito f; ufIiciente per immobili z-
Z31'1' il l' i l, anno frelli a Il aMro "ul1' albe]'o elel 1'0('-
(']wl t o ., i" a lt ['o pUlito d",ll a tTa;.: mi s,;iuno,
}lp zZ() applicato iII Ill Meriali antiquat i.
2) (;OJl un cinematico nOll reciproco inserito neUa
Ili generale si 1m la f; cgnente dispoiS izion e (fig. 376):
J' albero (lcl J'oechetto pOl't:L una, l'nota clentata elico'idale in cui in-
gl'a na un,l I,-il e tangente ,I piccolo montata su lIn albero co-
manchh' mediante tntf; missioni e ingranaggi dal ,'olantino di
comando; ('Otl l' isl"ermt si ottiene l a, sta,biJit assoluta, del
m;(, Il ,L l'inc,oll yonient c che dello spa,ro la
pil'cola ]'ol";t zioJlc vioJ ont,(J che l a bocca da fuoco attorno
agI i orece hioni pu produrre la 1'0ttUl'l.t dei denti degli il1gra,naggi;
ad e,'itare qneiS to IWl'icolo, b ruota dentata elicoidttle messa
te a fOfzamonto, senza chiavetta, f; U 11'al bero, oppure
f'ollegattL (;on qU0RtO un congegno d'i friz'ione (flg .380)
contenu to nelht l' nota denta ta e costituito da, una serie di
(liiiehi di acciaio w lidali solo ('oJl'albero, a,lternati a dischi di bronzo
solitbli ';0 /0 coll a l'nota, dentata" e serrati gli uni sugli altri con
UII (Lac10; iiO \Tente anch e eoll a interposizione di una molla discoidal e.
Vattrito tnt ruota e a,lbero () fra, i dischi suffi ciente pr trasmettere
il relat ivamente lento dal comando all'arco dentato,
mentre invece vinto da,Il a azione viol enta che produce la bocca
da fuoco all' atto dello sparo.
Qne::;t.a fi istemazione eviden temente assai pi va,ntaggiosa,
248 -
eli quella per ch non richieile alcllua. oper azi onI:'
ciale ed infatti applimt ta in t u tti i ma teriali r ecenti.
In nlOlti ca1' i, invece di una (lcnti er a a,pp]icat a, sot to o
lateralmente a.ll a culla" si ha nno due clent ier e e lla.t nl ';t ll m,ntc
llue roechetti.
lIr. Congegni di punteria idraulici.
Rono em; t itniti da un cilintlro con stantniTo det to anche
torohio idranl-ioo; il cilindro fi sso all'affnsto, r i,!.(' ida lllentl' o im-
pernia,to mc<lia nt e due orecchioni; lo fit a,nt nffo ha l'a,sta
(lal cilindro c su di eSfia appog:g;ia la culatta o la. culla in yari mOdi
(fig. 381). Nel cilindro, post eriormente allo stantuffo giunge, per
mezzo di tuhat um fl esii ibile o con giunti a snodo, acqna sotto
pressione provenient c <la una pompa, a ma. no () me<',eallic,l () da
un accumulatore; immettCJHlo l' aequa., "i sposta lo in
un senw e si il prepondera,nte del pezzo; pc!' far :-; postare lo
"tantuff'o in iienso oppm; to, ii i de\'e l ' ,teC]ll<t; ci l'i ottiene
mediante un l'n bi netto ehe apre lo l dne l' Il hilletti o u d'ole
sono, in genere, coma ndati d,t nJl<l. Ilni ea le nt, in morlo l' he la
inver sione del moviment o ottenuta nOll lllU:b NOia. Op l'l':l zion e
elel sen rente.
IV, - Equilibratori.
H a nno lo scopo di agevolare il lllo \' illlento pe]' il pUl\ LtnH' l1 to
in al tezza, riduC'cndo al minilllo Jo sfono (']10 devp (-'s(' l'ci tare il
servente snl vob1l1t ino (Li coma,ndo, e trovano oLJ port n l\O impiego
speciaJmente neg'li affnsti coll a nl1ll a a \(\llte gli Ol 'ncchiol li :-:lJo :-: 1a ti
indiet r o, e per i quali fortissi mo il pl'epOlHlerall tp in yolata dci
sistema culla-boecl'L cb fn oco. ('of; ti t lli t i da, 11.1I 0 () due clementi,
contenent,i un siRt ema elast. ico, Illolle wetalliche () aria (:0 1111 Jn' :-;:-; a. ,
la cui potenza complessiva al<lnanto ill ferio1'(\ a i pr'pollllel' ll ll te
da v ineer e, e vellg'ollo t. ra l ' a-frll,'.; to p la cnUa in ])l()( Lo a
t ender e a Rollevare la, parte an teri()['(\ di qlwi'lt' nltima .
EquilibTatori a molla. - In genere og' ni element o fOl'ma t o da.
due bOSiiOli (fig. 382) in trodot ti l' uno lInll ' al tl'o e ennt ell l'llli nll: L
o due molle elieoidaLi , cOmpl'OSRe fra i fondi del
normalmente il bORsaIo esterno }lppoggiato f llll 'aill1:-; ti llfl (' il
bossolo interno invece sor regge diret tamente o indiret tallll'lt( la
culla, in modo che le molle, t endendo a, dist endersi, f:wil i1a no
['nzio tw (l!'.! ('o n!!ug'llo di pnnteria Cjnando !S i d cyo ali Tllpllt,a 1'(' liL
irJ('linaziolle, l' , ne,i (' <1;:;0 ('ontrario, sj (,olllprimollo mug'giol'mellt.e
l'az io ll e (lei l)j'epOll(lmHnte.
111 gOllm'alo gli demol ti dog'l i eq llililmt1' Ol'i ,'iono 11111 uiti (li lill a,
s ish' Tnaziolln aHa, a d etennilwl'(' lIl1<\. ('ol\tpres;:;ione inizial e (lell a,
molJa, ('ho ta'! \'olla ([( ' \ ' 0 m;seru ;1 blln ,'ltallz;1 l'i!oyanto), a llo N(,O pO
di fal'i l il al' O 1<1 ('o ll1llu;:; izioue del I 'el(mWllLo () i l l'io<t lllbiu di IIna
Illolla; ll('i matel'iali di 1110(ll'110 s i ha f-i;-;snto a l fon do (fg'. 383)
di lino d lli IIn Inuo guida, iu e tti seOl'l'C'\'ole llll ti)'(t1t!e, il
qmdl', uon pu per eHett-o di (tun e !ti:L\'nLte illllvgll;I,h , in
sC'<lIlahILIll'O d,l!1 t nho g'lli(la, e e he hanllo <lndle l'IIJft('io di li mihll'c
la (,Ol'i,H d ' 11 ;:;(il a d(' 1 I i1'<I.\1 t('. (-lilesto snpel'iormollte lw, una ( ltioc-
('iola, in l'ni :1,,' Yital' o 1111 asficolo '" vite fis;:;o ;tI fondo del
La ('olll]ln\s, iolJl' l' \t.Lta (l ,Lll ' a \'vihllllOUto (lC'll ' a;-;tir:ol o
sul ti1'<lIlI('., ('Iw pne. Illl! go qu:tllt'o O( 'corrc li m it', ;II'\, la
(;0)' ,,;1 di nltcriOl'e (l pl l(' 111011('.
i-i hanno ilJI(.]W ('qllilibnltol'i ;\ dll(', mollc' ad :lzione
(J a tcl c>;('opio (fig.
Ili al{' I'ia li ,,, i 1 11l' f'(\I';-;Hl' io (' Il e
,!odi pqni!iliratol'i I,PllUli llnlLt pu;-;iziolle di
pCI' pot(j'( \ p]'()('('dc\!'( ' ng-o\ ol ment.( \ l', ]';1 pi([;I Il Wlltl'
"Ihl e ;-;eo lllpmiizionc elel JII ateriale Ilel prendere e
ilei la uel tipo ,1(',('C1ln,Lhl (fig . 383) ha
lum chia\' ('I'ta dle iIl11'OdI IC(' iii llna finestm pl'al icata lIell a ('Ntn"
miti! d(II',, ;-; 1 i('(Ilo, qll ;lll d o qll( .. dm \' a ,101 (1iwt(.o (l eI
fOlldo <1(.[ (';-; t (Il" .
l.'q7( ,ilibmlo/,i JI1I ell'YI'I 1(/ ici (tig' . 3H,-,). -- :-)O!J(} ('o,.;ti! uiti d:l Il l
cililldro, con ,.;LI,lll uflo, cOllI' Cll ente aria o ,Llt l' o g'; L'i (azoto)
L'l' mholo dello l' t,l,n I IliTo (' nrga,nizz:lto " tnnnta, d 'al' ia (" "di Al'ti-
eolo 4-, H,i(',I1[w,ralol'i "), n l'm;tre lllt ([ell';1,.., I ;1. dal (i-
liu<!rn, ; ndi(' a ll a 1lI:I ,.;s ilJl(L (olll pressione. TI ci lil!(lro mUlIih) d i
Ull :') C'l'batoio, iII modo elw. la ('or,.;,,, dnLl'emlJolo pOilil <l PKser(' a b b;I'
gTHnd(' ;-;Cll%:I, g'('lInl':ll.'o ceceNsiy('. Gli
SOIiO pi 1 e,!,tg'('r i , 11m pi dl'Lie,lt,i di q nolli :l molla.
:::li 1'<11'0 " )H'opoi' ito 1(' ('on ,-; i(1 0r:lz ion i yaleyoli
per i 1'i(,II))(,I';11 ol'i.
DisjiOsizionr degli MJ1.! ilibmto1'i. - Per evi tal'C In Ii ghe co1';-;o,
(\ quindi il fOlte j!e"o li ni Illal:C'riaIL g li eq uilibratori dCy()l1o esspre
appliC<lti iII \' i(.lIlIII Z<L d eg li on'('ehioni; l a parte ch e appoggia sull\tf-
fn!'to essel'(' oi'cill<lIltl' attorno ad orecchioni o su Hn cn sei-
- 250
netto sferico, in modo da poter seguire i moyimenti della culla
"enza scorrimento.
Gli equilibratori a,giscono snlla culla, diTettamBnte, quando b
(;Una :,\'ppog:giata S11 di essi (fig. 386), o indiretbLJ11ente per mezzo
di bracci fissi alla cull a (fig. 387) o agli orecchioni (fig. 388). Se-
condo l a disposizione gli equilibratori ilpingonn o t,irano la parte
a cui sono direttamen te applicati. In genere gli eq nilihratori ilono
fisllati all 'affnsto; in materiali americani e frallcesi :;; i ha anche
l'equilibratore fisRato lungo la cull a (fig. 389) LI d l P ('Oll lilla dell e
parti appoggia contro un punto fisso (leJl 'aiIull t,o; quei' j-a di sposi
ziolle pu eSi:lere fOl'ilH meno ingombn1nte.
Bracci TC!7olnbili . -- Vequilibratore, specialmente (]u ell o plleu-
nutico, pu eventualmente perdJre dell a sila ed conve-
niente poter regolare la, sua azione snlla CUI!; L per evitarp li no sforzo
troppo g:rande dcI congegno (li elevazione. III artiglierie
ci ottenuto llH-' diall t,e nH dispositi,"o ehe pC'.rmctte di variar e
hl del bnweLo fi sso a,gli dpll:! cnlla (fig:. 385)
e che l' i appo;"gia snll 'equilitm),tol'n. Coll a vite (n) ::l i spostano lungo
13 seanalatnrc obbliqrw (b) del bn),ccio i cnscinetti in eui sono
imperniati dUJ orecehioni (c) fisl'i a.ll' equi libratoJ' c , ehe appog-
giato coll 'estrcmiUL dell 'asta dello stantnffo allo zoccolo
fusj-o.
V. - Manovra rapda.
P er artiglierie che debbono essere (l i l' poRte orizzontali e in
pORiziolW determinata per il ca,l'icamento sempre co nvenien te
che il posizione di ca.r icamento iL q Ucll<l di sparo
e viceverila sia fatto Renza agirp al congegno di pnnteria, e ci allo
scopo di avere maggior nLpidi t eli movimento e anche di poter
aVilre una sistemazione che permetta il p Ulltament-,o anche dura.nte
la carica. (Al zo indipendente. Vedi Cap. IX).
La cull a pu elSsOl'e svincolata da] eongegno di J)l]Il toria, e
fatta ruotare attorno agli orecchioni con un a ltro congegno di
manovra pi rapida, oppure con azione diretta. di leve, o altro
mezzo analogo ; un fl istema di bloceagg:io, sovente comandato dane
:stesse leve di manovra della cull a, fi sRa la culla steSi'H al cong<'gno
di punteria o a ll'affu sto in posizione di caricamento. Quando la
cull a in quest'ultima posizione, si pu agire a] congegno di PUll-
teTh, e di::; porlo ilI posizi ou<:' t ale da faI' Hs;..;umf>re nlla cnlia., quandn
(> ripor t,ata a po:-;t,o dopo il enrk amento, l'indinazionf' vo lu ta.
-- 261 -
g,pll/}Ji: Obicl! da, 30,") 117 (Al'I li strong) (fig, ;{' IO), - 11 congegllo di pnnteri a
a \' ifp SII \In braecio di pllntalll()nto i n, i imperniato ad Ilna m;tl'ellliU\
Sll!..d i ol'eeclt ion i dr,lla cu lla, e portante l'appar ecehio di pnntanl ento ( b \. Per il
tinI 1:1 (>: ,lI :L fi ssata a l l' l' anci,, Illediante Illl chi avi"Lello di lJloccaggio (c) ,
che ptl a volont:\ esscr tolto. La c lllla porLa pII !'!' un rocchetto d, conlandato
da Iln volan ti Il o (c) . e ingranante iII 1111 a dentiera Cf) all'affnRt o. Sbloecata la
cu ll a dal [Il'al'/lio, essa di s pos l'a orizzontal e per il car icamcnto, e bloceata
a ll ':,dIu"to stesso elliavisLelio (cl. '
()l/ice da lfj2113 i1/,qZcsc. - 8 1lgli Ol'(\eehioni dell a culla impf' rni ato un settore
(Ct ), cui :\,gi,,(' p il rocchetto (/)) fisso a l1' afl'ush/. f' che cOlllanda l 'apparecchio di
p\llltall \pnto, La cl d!a porta illll'l'l'lliata, in (C! lilla l eva (d), :\, CIIi si agi8cP diret
t:llll cnte ]lf'1' al <l,re o la \l Il li a,. Nr ll a po,,;izione a lta, caricalll cnto,
la l'lilla hloceata :111'aIYn8to IIl cd ianl.e Ull a lIloll a (c) fisso all a clIlh
llt'11a posizioll C IJloceata a l "ettore ll1elliant ,c U11 a ltro chi :1
vistf' llo <I 111011 ;\ (/). l el ll(' ehi av isJ,c lli S0l10 cOlllanclati dall a leva (cl), cline apparc
dall a fi!!I I l'a.
( 'ili/ I/Olle (lrt I,;); I/,//Lcrir.i/no. - Il c lIll ,1-can110Il c ha, Ull eerl ,o p1'epon -
dcr;\ 1 tl' ili \ -01:11 :1, qualllio inveec, qllando il ]lTOilltto , Il ella, call \Cl' a
s; h;1 i I jli'eplllltll' ranl ,f' i Il Ili! l:1.I', t:\.. :-; vi llCOlallLlo la c' db dal cOll gegllo eli pun teria,
dOJl o I" "paro. il prcp oll (lrran l,r iII volat a fa soll ev:1],(\ la clll a,Ua rillo all a posi-
r.iol l" (li 1 :\'l'iC<l lll lnLo. nclla <l llalo l' IJloccala aut \lnaticalll entc a
nolLI ) :rll'al'fllsl,, ; m,;cguita la eal'i e:1, e svincol aLa la culla dal l'allns1co , il pre
pon':(':' ;l llLe iII ,'ltlaUa porta la c; llla a blocc:lH i a lltoLuaticall lc lIl'e a l eOIlp-cgno
di PlillII'I';a.
VI. - Congegni di punteria a doppi o co mando.
io NCOpO eli l e opera,zioni di T111 1ltflment!o
]1I:'TllllltteJJU di agire snli a culla cont-amporaneamfl nt con due
omanc1i, uno di,i qlUt.J >scrV l' l'l' d u,re l'a,ngolo di sito e l' altro
l'a.n,[: olo di elevazion, ot.tenendo cos la possibilit di apportare
correzioni ad uno qnah;iasi dei due clementi dell' angolo di tiro
senza influire Rull'ultro. (Sistemazione a linm di m'a indipen-
dcntl' (yedi Oap. IX).
ottell1l tn in vari modi:
<''c) a due dentiere (fig. 392). - Rocchetto fisso ad al ero
portato c1all'aJfulito e agente sllll' arco dentato di un settore imper-
niato' sugli orecchioni: questo porta un secondo rocchetto che agisce
FiU un (1['CO den tato fisso alla culla ; oppure si hanno due
dentiere fi llllo stesso arco in cui ingranano due rocchetti, uno di
Rito, fi,,>;o all'affu sto, l' altro di elevazione mobi le colla cullll (fig. 393).
b) d1w viti (fig. 394). - Vite maschio c vite femmina, ma
n,d azione indipendente; La vite femmina non pu l'notare e ruota
l a chiocciola; III yit e ma,schici pu ruotare (\ avvolgersi pi
() meno nell::t vite femmina. Quando si agisce aUa chiocciola si
sposta la vite femmina e quindi tutto l'apparecchio e anche )a
null a ; agendo all a vite maschio si sposta 1::1, rispf'tto all a vite
femmiua (Oannone da 75/27, 1\1od. 906) .
- 262 --
Si pOflwno anche k dm viti l'm/Io fltPkkO fuxt-o (fig. 8H.')),
d;posto in mOllo da nOIl girarc; nlla ch ioccioia i1!fpl"iOl'p,
Tl0I"tata (lall'aITusto, quando L1 j t<l g:irarn, pro{lnce il PY8, -
mento ([ pl fu sto t1211<1 Yitc; una c.llioccio!il sllllet io; f, Cil'HOle ili
una ]'al(a 11011<1, culln, girando, si :\l7.:-L () a hb' lSfa lnn:o il l' l, ,;t!).
(Cannone (la campagna, inglese ).
In aleuni afEn sti dell a Marina (fig. :3fl6) si 1m 1111 br;I ('f' io di
pnnteri:,I. imperniM,o Ull oreechione della C11J1:1 P(\]' la parte di
mcJf,zo; :dl'eRtrnmiti1 antnriore del bmccio ag'i "ce Ull congegno a
vito doppia portato da.ll' a IIu xto, a.l]a fi ,-.:sato
un ;dtro eongngllO a di (']l', ' aziollu cll\'. ag'iscc \liret-
tamente ;,; ulla (mIla..
c) sislc'mi mist'i (fig. :3H7). ---- Un dentato ('011 lll'<wcio
di coJlegamEllto ag:l i orncl'hioll i ('o ll!al1iht,o Ila l'oe(' hetto ti i i' ito
pOl'tato dall'a.:tIusto ed lIlUllito (Li Illl COlli!:eg'Jl() a vite :-;el l}Jlice
ehe Jo eollega. colla enlla. (Ca,llUUllP da, 73 franeese).
(l) s'ist r:rni (I, d'l'f/ercnziale (fil"-'. 3Hg). - La (,111bl 11,1 1:1 dml-
ticl' l. fi sflata eOlIle nei congegni ordillari (' ill,!D'<lTlata con 1111 J'oe-
f'lwtto 11s,-;o ad nn albero pOl'bl to Lall'allll s ro; (plm;to :t11H'ro co-
manda.to, mediante un illgT;\n<l.g'gio llillen'llzia le, (1;1. cl li l' alberi
di comando rliyel'lii. V;dlwl'o (Ld f':tYO (' C'outil'I1P 1111
Reeondo albero ehe tl'l'mina (l;-l nna partp ('O]] \lll ro('('h('tt o cilill-
drico, ill eHi ingranano dei ::i<l,teJl iti , plll'n ('iFllll'ici , jJortati da lilla
piastra fiNsata all'albero (':lYO; (.ogl i satdl i ti illgT:lIl:l 1I1hl eo-
l'ona, dentat:.\' intQl'lla tLi lIll ,\, J'Liola., elle a ll ' l'stprl1o Jl a IUl<!. d('lltiera
elicoidale con vite tangente "li albero di iMpruo,
dalla. parte OppoNta tel'lni ll :t Ulll llllft s('(:o lld;\ ruo t a delll:l! :: eli-
coidale eon la vite tangnllte dI'I ::i ('('Ollel O COIl W11(io. 1,'allH'1'1l (,;),"0
vielle quilltli :1 "nhil'p lIll:, rot<l ziont, JHH'i all:t
l'otazioll i inlpressi-Jgli snjl:ll'atanwll t-e dall a 1'I10t:l d('Ma t,t Cl
d a ll' alh(\ro interno.
A H'I', J. - Congegni di direzione.
I congegni di tlirn7.ion0 ha.nno sP(' oJl(lo ]n.
forma e il genere dell 'affll sto ; mod('],]I!' l' ,-.::-, i "iono
co,.;;titllit.i in lll()(lo dH' il Illovimento di hltta la nJ3.Rf;:1 (l:!
almeno (\)J11'O cert i limiti (lpl di tiro (wizzontnle! ]lJ'0-
dotto dal solo pnntatore, ottenendo e()s Ill!:t l'i':I,uen;l. l' l':l}Jidit
di puntamento molto mug'giore e]w nelll' :llltiqnate
nelle qua li invece Lo spos ljal1lento dell'affusto veniva esegni to
a LITi secono eOlmmdi e cenni del puntatorc.
Affusti a ruote. - Negli a,ffu:-;ti lt ruote i grandi spostamenti
laterali so ilO ag'ondo direttarnente alla coda medi ante
di mira () mediante l eve imbarrate sotto l a coda; qne1l t o
rappre"enht anzi l'unico mezzo (li p Ull tmnen to per gli ,1ffusti
rig:illi senza affu stilJO.
Gli a lt nsh ,I dnfonn,l,ziolle sono t'Il Lh, come si:-;temat i
in mOII() da pernwttcre nll cel'to di tiro or izzontale, sia
m('.lli <lllt .. 1I n al"[ lI ii t,inn <I {) lnediant e la rotazione
dpli <l ('nlb SI!! porhl ('l1LI<I (I modia,n te iicorrillwllto di tnt,to l 'att\l sto
snl1;! ..;ala:
a) al]'lIs/i COi! all'lIsti'/'I o: ]0) dentato fis-
SHl () (fig. (' v it o tang('nLe portata da albero gil'e-
\ ' 01 (' "n t; lI sdm',Lt' i (ieH'afl: lI sto; ill <]1I0f; 1' 0 eaw si r,iievauo anche
i lllpi(' g';de In riti ylohich{' e!w d,uno 1111 mag'giorc (l,ppoggio della
\"i tl ' (' Oi) j 1'0 ];1 dont ,atlll'<Io del sdt,orc c q u indi ton non/;ano meno i
denti; :20) Yitl' 1l'<1 ;; \(, l'" dn ,ltLnlYl'l'I'O l 'afhl f; to e eh ioecioLa impel' -
ni;II':-l un ;,eol' l"(l\fol 0 in una scanalatura
l' acLi;i!n Ilell 'a. llnsti nn () di una. su a ap pp,ndi co (fig. 4(0); 3) vite e
cbio('(',iola, porl"at,t l' una, a UII bracC'o T imperniato col :-; uo
gambo in una ntl la "n 11I1 fianco dell'alIusto ; l'al t ra unit:t a
snodo a nna dciiI' e;,trpmit,'t, di un fianco (fig' . 401).
Il eomando ridIa vit u () tini la, ehi oceiohL dirol;t o o indirc[;I;o
a :-;Pt"onda dr1 lJeso da
h) affu.sti ("on porla culla. -Hanno ;tppli eato in genere il
" il"(I'l ll,l 2 del la ld,lnra Ct) fra del porta-cml! ,1
01 'e,., \]'0 mi t teriorn (le Il a culla.;
c) Ci 8001'1'(1nCnI 0 sulla sala. - L:t sala in generale
r el"ti linca l' " LI di e ;, f; (\, ri C,LY:1ta, vel':-lO La (',ontmle, una filct-
tal"lIJ',[ d i d te a pieeolo w Ua quale ayvitabl nlla chioeeiola
lllUllit<., di UWt l'uota e g'irevole su una l'all a fissa ad una
eoscia u che, fWl' mozzo di ingranaggi, pu ps"ere fatta
rl. a un \"o]antillo (li comallllo (t portata dol puntatore
(fig. 4(2) .
per la. a \' iteanzi ch llircUa,mente sulia
sal;t prati cata, :-; Il Ilna parallel n :tllu i-la];1 l' a ql1estlt
(fig . "10:)) .
.N ci ca"i iII {' Il i la sala al'C'Ull.t ' l si IlCl. um1 dCll t iera appli(;ata,
--- 24 --
sa Jn. in cui ingrana un rocchetto dentato mosso da, illgT'U1a!!.'gi
comallCLat i dal puntatrc (fig. 4(4).
Affusti a cassa con sottaffusto. - CORtl'llzioni di modello an-
tiqnato () quillfLi cou congegno di dire7.ionfl non comanato diret
t amente dal plllltatorc. 8i agisce tlirettall}('nte wl1e rMelh' poste-
dori del sottallusto o mediante manovellp, illlbalTate :-; otto le
l'otell e, o mediante pali (li fprl'o introdotti yolta :L volta in fOl'i pra-
t ica(;i imU,), pm'ifel'ia dell e rot,eJle; oppure atlche Hi hanno 1(> rotell e
postpriori mUll1t0 di una. corona, denta ta. (.oniea, su u lla delle loro
faceie, in cui ingrana un )'occh ptto (ol1ir.o portato da. ll a (',Issa di
rotella e comanda,to (lirettamente COli manllbrio o mediante 1'0-
t isll\i e ingra.naggi pi () meno t'omplicati secomlo il pCbO (ldl'af-
fu sto. Si hanuo aneh e di spobitivi analoghi Cl, qunll i cl " I comma
bg1l(mte.
Affusti a piattaforma. - Tu genere Hi ha 111l a. corona denta ta
fi SS, L al la, pi,ttt,lfol'Jll<l fhi 1i<l" ('. 1I1] rOf'('hetto a perno verticale fi sso
all a piattaforma girevole ; il comando del rocehet.to ottenuto,
in p:eneraLe, median te un yola,ntino il eui (J l bero portato d all ' af-
fu sto o da un f'a,ndolierc sit ua.to sopra. l a, pia ttafor ma in posizione
a porta.ta, del pllntn,t-ofe; l' albero vertical e luug-o il ca. ndeliere rara-
mente ,LJ)( '.h o albero del ro('ehetto, ma '" quei' to (;0110-
gato mediante ingranaggi, in relazione al raggio della deutiera
fi ssa o all a rld caJ1(leliere; f]nHsi semprn fra questi iugra-
naggi es iste un ingTHuaggio eli eoidale ehe la ltHKolnta ,;tnhilit
del sistema llf'lla posizione voluta (fig. 404) . Talvolta, llegli ;dlnsti
<L pia.t.tafoI'IlJa, di p i ('(: o io diametro, la eOl'ona dpll tatll fi ssH pli('oid,lle
e l a piattaforma. mobi l(' porta, un lungo albero eon vite tailgentt'
(fig'. 405).
In qualehe easo si ha l a corona dell ta.ta tlsba (\,Jla pia tta,forlll,l
Inobile e il rOt:t:lIetto :-;LI Ull albero fi.fi w ,II la p iattaforma fi ssa;
di sposizione nOI1 eonveniente quando la manovr;l a mano,
pereh non permette al puntato re (li co mandar e jl rorehet to;
quando invece la rnallovnl ottenuta p<3), mo;;; zo di energia cldtriefl
o di preRKione idranli ea, il puntatore p u ,l g ire fiugLi org'Cl JJi regol a-
tori dei motori elle producoJl o la rotazione del l'ocehett-o (' ottener p
quindi l 'csa:tto punta.mento.
Nf'll c artiglicrifl cost iol' n e nnvali ill genere Ki ha la
di agir/' sul cong'egno (li c1il'(:'7.ion/' (hL ambecI lle le parti deil ' ailn,,:to,
per pel'llw1-tel'P, evelltualmente, il puntamento eon due punta tori,
uno (lei q u ah pUll ta in a.ltezza e l \tltro in direzione, tenendo sempn-'
il pe7.zo in punteria.
Affusti a piedestall o. (fig. 406). - Sulla, testata del pied(,stallo
:1pplieata una corona, (lentata elicoidale in cui ingl'ana una yite
tangcnte calettata su un albero portato daU'affustiuo c cOlnanda,to
diret tamente dal puntatore mediante voh1ntiuo.
Per ottenere con rapidit grandi sposta,menti di dire7.ione
l'albero montato su cuscinetti eccentrici che permettono di
disingranal'8 18, vite t,angente (lalla coroua dentata, oppure, 1ft
corolla dentata non rig:idamente fissata al piedestallo, ma mon-
tatel sn una, ghicra el boecola iIltcrposta fra, l'affll stino e il piede-
stallo, e una vite di prcsr,;ioue, avvitata in uua chiocciola del pie-
destallo, con ma,nnbrio all'esterno e la. punta. sporgente
contro la boccola, pElrmette di rendere solidale la corona dentata
col piedesta,llo, c (li lasciarla. lioer;) di seguire nei movi-
menti che p:li imprime direttamento il puntatol'e; di foioLito qnoi-to
si appoggia eoJht spa.llH Ulla spa,l'iera porhLta Cl:1 11U bnLecio spor-
gente illdLtro e ]>lliJ 1ro\rare pi comodo e rapido
dnrl' la direzione (liL,j.tal1l :' llte in qU3Sto modo 3117.ich colht vitp
perpetua.
;\ l:T. 4. - Freni di sparo.
Cogli affusti ea:-: SH l' Il K;JttafTnsto si l1 sarOllO fr eni
G,d attrito, coslit niti (fig. 407) da staffe investite su eia,senna
li scio del i- ottalTnfoito e con ti elI Cl l ti l1n blocco di legno el l e ])()teva
essere eouveHiolltmnente sorrato contro le liscie i-tesse medi ante
nna. viLe avvitata in una ehiocciola della stafla; le staffe vCHinlllo
dispuste ::\ (1 una certa dj,stanza da 11 in modo da lasciar libero
il rinculo per Ull certo tmtt,o allo scopo di non aumentare il tor-
mento dell'a:ITusto. Questo sistema presentava l'inconveniente eli
mancanza di uniformit ndl'a7.ione dei due freni, e da un colpo
all' altro; lentezza di mano,Ta, eee. Si n sa,rono anche altre modalitit
di a7.ione pi regolre: i freni a pettine (fig. <b08), costitniti da un
certo nunwro di pia stre rettangolari sporgenti in basso da,] sottaf-
fusto e impegnate in altrettante o vani tra. striscie me-
talliche fi ssate al sottaf[usto, hll1go i Cl uali potevano scorrere con
attrito, regolabile variando la distanza fra le striscie.
Attualnwnte tutti i freni di sparo S01l0 idrau1icL
- 2;)6 -
1. Costituzion e.
I freni idmulici :-lono cOfltituiti: d a nn cil,d/'o di metallo Cfl,YO,
con pareti di conveniente sp e;-;sore pcr re;-; istere nll a pre;-;F: ionc che F: i
verifica nell'interno, c chiuso alle due e;-; tl'Ol ui tit; - da uno stantuffo
COll asta sporgente (La nno o i1ntbedne i fondi, () COIl e mbolo l'OH
luci di efflusso e I-listernato in modo dcL produrre la variabi li ti\
dell 'CH'ea di quei-lte i n relaziolle alla y e loeit, (li rineu lo; cla lln<1 cert,l
qna,ntit di liquido che, sotto l 'aziono (ldl'nlllb010, Wi'i tretto :t
pW; ,'i(lre da lHIH, p atte ,:LLl 'aHl'a di que'ito In !twi cl i
g'erwntndo 1: 1, yoluta Il e i 1'1'('110.
Il cilhtd/'o a ll a e:, tromi til. (b cni non ;'pol'g'n 1"L.'d a, (lello stall-
t uff:o dliuso da nn t((PPO a l'il e, (un a tennl' a, di Iiql1i(lo;
a.Ile u:,tl' c mit.'t (hL cui SpOl'l.':t' (;hinso da un h\,pJlo (L( tto premi-
stol' pa, forH to al centro per (h l' pa;-; :mgg-io a ll'a ',bl U ()J'gH 11 izza to
in mueLo da p0I' nlottnrn e 10 ;-;corrimonto sellZ:1 1:t ;';( 'i ,ll' :,fligg'il'o i l
1irlll ido.
I.io stt'nl1(.lfo (bll'clnuolo, (Li forma e r-o:-;titllzioll(,
vari", "ecoudo il por la variabili t df'll e luci (li effi.usso, e
(l ell 'usta, cilindrica, a i-l uperfiei e l(w ig:1ta (tenubt (Lei liquido, attrito)
e terrnimHl te con "ii-;t.omazio no atta an;-.;;-.;arla :. lI a cnlla, o alb bocca
Ila fuoco (av\'i tatura" giunto <t baiolletta, PC( ). I n generale lo
,'iL<\,ntuffo Ci i sfila (la.1 cilindro llel l'in enlo, e riontra n oi ritorno in
bat'tert, p er ch questa la, ;-; i:,temnzion c ell e ri chiede minor spazio
in normale ed evita, infles"ioni dell'asta. Vi so lo
1111".1011e ('oSO in cui ,c.: i ha la dispos izione inye r:->a .
Il prc-mistoppa uo"t.iLlli to da UI1 :,L scatoZa cilindeiciL avvita,ta
internamento all", eslTcmiti. d el cilindro (fig. 4:09), o andw esterna-
me llte mc<lianto un ma,nieo tLo <lo yite (fi;2:. eli O) () a ll ell e J'j';i'lata
0011 bul loni ad nna tl a,ngi:1 d ci 0ili' Hll'o (fig. I ); il fOldo dell a :sca-
t ol a , forato, tst o; il coperehio puri' l'ora,to a v ite; fra il fOlldo (tI
il eoperchio ;-;ono le gucruiturp, di caw.Ljm, di clll'da o di
<moio le g uel'll it,uH; compret;-;u dal tappo a Yite garan-
t iseono l a Lcnnt <L (leL liquido.
Nell e cos tr nzio n i p i r ecell!,l lo g nernit1ll'(\ ;,OIlO co::;tituit e da
ro,.,ette di cuoio,alterIUl t e COl! l'Oiictte mel'al1ieho (fg. -110), (,
qnelb Klia.eeutc al fondo i] 1 modo da, far COll-
eonCl'e il liqnido ;-;o tto !Jl'o;,,,iono a dp1crnlil lan' b loro corn -
lH' c'i::;iol1o eont-ro dell o ,'itantuf[() o le paret i d el a scatola. In
qu<:'sto C, \ ;':O !tJ di cnoi o :-; ono a, ,30Z
i
01H: a lJ (fig. ,Il O), o II TJ
(fig. JOH) e :-iono montate su anelli di brollzo con fori, attraverso i
quali il I i([ui(10 , pas;-;a. ndo per a. ltri fori pratica,t i sul fono della
scatola, g' innge all ' interno degli auelli di cuoio e, qua,ndo com-
da']l' embolo, li fa (lilatare e a,del'ir e maggiorrnente all'asta
e alle pareti ell a ;-; eatola.
Talvolta l'alliono del tappo a ,'-mI le guerniture rafforzata
da robuste molle discoidali o elicoidali (fig. 412), che in molti casi
hanno anche lo l'COpO di c\ttutire gli eventuali urti dell' embolo
COIl(TO il pr cmistoppa ; il fondo , in quest i cal'i, non fa corpo colla
sca-tola, !Il;) Pll l' correre alqu <L lI h ) indietro (fig'. ,11 3).
Per qnest'nl t illlo le moll e possono el'f;ere anche disposte
da ' "all ti aJ fondo fi sso.
III iquh70 eNse!'p: di faeile l'Onsen ' <1ZiOlle, ossia non soggetto
ad alterallioni, ll ll per ejfetto delle elevatp temperature
a ("Il i pu (lnrante un tiro pratica,men te incon-
geL! bile, c non dannoso per i metalli che costituiscono il ciliudro e
lO in g'cn(']'(-' si imJJiega glicerina mes(;olata con acqucb il!
pn)[)orzioni Y<Leiabili secondo la dem;i t, pcr la quale studiato
il freno (in geuere nequa e g' licel'ina in v a ric proporz ioni), o]JpUl'O
au("]w olio minerale.
La glicerina) quando pura, perfflttamente ncn tra Cl llon cor-
rOcll\ i I1lflt,tlli; Ula. in genere n011 pura, contiene una
qnantit di impnl' it che la rcndono col t empo alquanto a,cida,
spccialmente a coi grassi d 311e gUPI"lli t ul"c dei premistoppa,
ci (he dunnONU per i frelli; perci all a miscela glicerina-acqua si
agginnge, di solito, una piccola quantH di i:lostanza basica per
llPll t ndizzare gli ,I("idi che possono forma,re. L'oli o mineral c r i-
spondo belle, ma ha l'illCOIlYcniente di cmulsionarsi ne continni
sbatl imPll t i <lo cont,ttto dell',lria che i:lia contenuta ne] cilindro, e
di quindi pi facilmml tc attraverso le gll erniture; per
(1l1(' :,;t o lIeccSSftrio cho nel cilindro non il i trovi aria.
So non vi sono sii:ltcmazlolll speciali, iL liquido non riempie mai
tlltta la cayit interna libera del cilindro: l) per ch lo stantuffo
OCCUP,1 nel cilindro yo lnme diycrso socondo che il gambo estratto
o introdotto 1I 0L cilindro; 20) perch il liquido si dilata per efIetto
(1 e1 (' "lore sv ilnppat o dnrante il funzioll amellto c quindi neceil"
l'm,i o la sciar e a freddo nna certa camer a d ' aria. Ci porta per con-
seguenza che per 1111 eerto tratto il freno ]]011 offre quasi resi -
stc'nza. Pel' l'illcoll veniente si r icorre a,i seguenti sist emi:
a) In freni la eamera d'aria cOi:l tituita da UJ Ia, t uba-
\01 . Il. - Ar mi rJu fuoco Ilorlulili, ecc.
17
- 2D8
t ura che m3tt e in comunica,zione le due cst remi t del cili ndro,
ci che mppresenta una luce di efflusso in pi, costa,nte (fi g: . 414);
b) in aUri t ipi si h a, l'asta passante, ossi}l sp()rg,mt 3 da mnbJ-
, \
(lue l e parti del cilindro; ci evita l ' in collvcllic t1 te dePa yari azionc
volume occupato dalio stald,uf(o ne,I cilindro In:'\; )101J app ii-
ea,bi1e in tutti i casi (fig. 'lJ 4).
c) in qualche altro ca,so infille si ha u1Io (lei '/'iernpitori auto-
matici (fig. 415) oRsia dei in cornnoi(,,<lJ'.iono col1'i ntf' l'no
del cilindro del fntno, c sul fondo dei quali i; istemat o un pistOl I\:'
lL molla cho compr ime ii liquido v erso il ('il indr o, tenendo questo
3em,pre perfet tamente piell o
1
pnr cf'dcnclo alla pression e del li quido
qua ndo questo si dil a.ta p cr effetto etcJ ea !orc (ca,nJOIJ 3 da '/.")/27
ModeHo 911). Quef;ta sifdielnaziOlle necessaria qu ando :si illlJ)iega
! 'olio minerale,)1 q naIe non (!c:n'e essere t onu t o a conta tto dell ' ari a .
IJ'influenza del ca loro Rulla den Rit, del l i'l nido, f' clf' lla pn>-
sellza o meno el cI ell Rcilwt,to d'aria , ha lln yaloH\ non illllifh'l' Pl 1('
'luI funzionamen to dol freno.
If. - Variabilit delle luci di efflusso ,
variazione dell' area. delle luci ,li efttl1 f;iO (tufallte ilrillf'ulo;
in r elazione all a v ar i aJ'.i Ol le eli y eloei t del l'incnlo, in modo che la
resistenza (l eI frcno si ma ntenga eOi t,lll te, ottelluta e Ull di n ' l' se
sistenmzioni ehe int.er er:;sano le pareti in t<:>J'll e del tili nc1ro L! (' OJ I-
formaziolle dell 'embolo e dell' ar:; ta dello Nt nn tulTo;
a ) Scanalntuyc nelle p areti intenw del eiljfl(lro di ;ll'ca (1;11'-
ghm:za e profonili t;1) :l I tcrmi ne (Iel l'lJlell lo,
l'embolo ci1i ll([r ieo e llie'l o 4H));
b) Nervatn1'e o costole (fi g. 417) l' il py,de :i \lll c pareti del
cilindro, Rull e qu ali No no ill1peg'natl (lcgli in t agli pr aticati
periferi a dell ' embolo; l o nm'n.tul'o h anno NOJ'. ioll e erp:-;cplltp nel
se nso del rincu lo in 11l o d o ch e il n lllO fnl di ( S,.;p e gli
intagli dell 'embolo, e d l P eo:.,titlliscc l a 111 ('e di efflu sso (lcl liquido,
va diminuendo col p eogn lClil'o del rillen l o.
Le lleI'Vatll re iO.!l O in nnmero di l Ul a o pi LI e sono fi ,.; s;l t e llel
cilindr o mediante \'iLi av vi t ate dall'ester no; w, j lllateri,lli Ann-
strong e Vi ck en si ha in gener e ulla sol a, lIPI'V8tura a i'eziOJw l'et. ..
tangolar e di base cOl'itan tc e di al tezza, variahi le;
e) Valcola caricata (fig. JJ8). - Le l nei di efflu:;so ,:;i riu-
nisco11o ili un unico foro a fo1'111<1 1-rOllCO-u)ll iea, hiuo;o da Ulia ...-al
vola, pure tronco-conica, j-. ennta. ill sede d:t una robusta molla:
la pressione (lei liq uido durante il rinculo agii::ice sulla valvola e
la resiNtel17;a (lell a moll a,; la valvola si sposta in misura cor-
rispondente :LUa ]wcs1i ione ehe su di essa esercita il liquido, e quindi
la luce eli effiusfio yari,,, in rebzione a,lla, velociUL del rincnIo.
cl) Valvola 1'otant(' (fig. 419) . - Nell'emuolo sono praticate
delle apertllre in t'orma Ili Rettore di corona circolare; a contatto
dell'embolo, in genere ([:111 a parte opposta a qnelhL del rinculo,
disposto un manicotto, folle Rull'as ta del t'reno e nel qua.le sono
pratica.te ,tLtre aperture; il mauicotto, detto valvola rotante,
munito di alette impegnate in scanalatme elicoidali del 6ilindro,
in modo da, eN:;0re costret.to a J'llotare ,-;ull 'asta durante i l movi-
mento di scorrimento indietro c a,vanh lungo il cilindro; le aperture
dell'embolo e (leI manicotto sono difiposte in modo cb coincidere
n da prC' fi( mtare co" la massima luce di nftlusso al liquido qllando
la bocca (la fuoco in posi7.ioll(\ di Rpnro; n el rinculo la val\'oht
ruota fi IJll'ar; ta, mentre l'emholo fi Rw, c le lnci va.nno deere-
:'icendo fi 1I(h :s i chitlfLollO totalmentc :tI termine del riuelllo. In
alculli lnateria.li di l11Ode110 Skoda, (fig. 420) le luci elell' el1luolo,
in numero eli tre, hanno piccola ampiezza angolare, mentre quelle
del manic.otto hanno ampiezza molto ma larghezza,
r adiale decrescente in 1ienso opposto a quella della rota.zione ])el
rinculo; iII modo che durante questo movimento in corrispoJldenza
delle ddl'embolo fi i trovano larghezze sempre pi piccoln delle
luci della yalvola, ottenendo lo HtesHo risnItato dell a diminuzione
dell e hwi (li efflusf;o del liquido.
c) Contl'Oasta (fig. 421). - Uar;ta dello st.antuffo cavfl, per
UIU lunghezza, uguale a qnella del rinenlo, e neU\ \ pareti, a.]] a,
base dell 'cmbolo, sono pratieMe delle ampj(>. a]Jerture oblique;
liell'asta allogata nna cont1'oasto, la quale nS1i (l al fondo dpl ci-
lindro ed ha HezioHe cl' E':-:cente yerw la Jjbcrn.; il
deve passal'c attra,ven ;o le aperture che e:-::-:endo
ampie no.l1 e poi neUa corona ;t.IJIllare,
esistente h' a, la e l'o)'jn7.io elel cavO elw cm"ti-
tui1ice la lvcll (li duran te il rinenlo la controastn :-:i Hfila
fuori dell' al::t a, e poidl eli (lia,rnetro crel::eonL<:', t'a diminuire
l'area, ([eli:!, corOll a <l lllllare I:: lHldetta, finch al tormine del riHulo,
eSBendo il dia metlo ('r;terno ([ella ugnal e a qnello in-
terno dell la lllee di pfflnsRo ridotta a zero. (Cannone da 65/17,
materiali 8ehneidm'-An:mlt10 ). In ::Llctl LJ i lllateriali (figg. 422)1:1, contro-
asta, cilindrica e di di a metro uguale a qu ello intorno dell'asta; ma
ha due scanalature longitudinaJi di profondi t in cor-
ri spondenza di due aper t ure dell ' embolo; il ]'i sultato lo stesso
come nell' a ltro caso.
f) Oono (fig. 423). - L'embolo presenta aperture ampie
e 'dalla parte oppost a dell' asta un tronco di cono colla base minore
adiacente all'embolo e la base maggiore di clia mctro inferiore a
quello del cilindro; sull a periferia dell ' embolo sono ricavat e delle
filettltture a elica snlle quali avvitato un manicotto che colla sua
superficie est erna ader en te a,[ cilindro; il manicotto a vite porta
anche due cOBtole impegnate in scanalature eLicoidali a luugo
passo delle par eti del cilindro; dmante iL rincul o il manicott o
quindi costret t o a l'uotal' ::l l'iRpet to all 'embolo e quindi anelw,
seg:ueno la filett atura a v it, a spost ar Ri longit udinalmcnte rispotto
a, questo, in mouo che l'orlo rivolto verso il cono si spost a anche
rispet to alla base maggiore del cono; il sonfl O delle scanalature ad
eli ca del cilindro e quell o della filet t atura ell ' el1lholo sono tali
che essendo il manicotto, all'inizio del rinculo, col li uo orlo lontano
dalla base del COllO, va man maTlO avvicina ndosi durante il r inculo,
riducendo cos l'ampiezza della luce attr averso la q naIe pu pas-
sa.re il liquido.
III. - Freni di ritorno in posizione di sparo.
IJo luci di efflusso del liquido durante il ri torno in batteria.
vanno aumentando, in ogni caso, di ampiezza, e per conseguenza
il movimento, sotto l' azione del ricuperatol'e, che deve avere UIla
compressione iniziale notevol e, si effettuerebbe con violenza gene-
r ando una percossa finale che necessario ,avitare. A questo scopo
i fr eni idraulici sono sistema,t i all cho come freni di ritorno in posi -
zione di sparo. Vi sono diver si sistemi di freno di ri torno, alcuni
dei quali sono applicabili a qualsiasi t ipo di freno, altri invece
sono adatti solo ad Ull det erminato sist ema.
E ssi raggiungono lo scopo secondo tre principi diven;i:
l) Introducono una r esistenza nell'ul t imo tratto del ri -
t orno, in modo da evitare un urto;
2) Una parte del liquido, nel rinculo, riempie Ulla cavit
ricavata nell'asta attraver so aperture che non influi scono sul rinculo;
nel ritorno questn parte di liquido obbliga.ta a ul3cire dalla cavit
at traverso luci Il ,olto piccole. IJe luci di efllu,'lso di ri torno devono
- :!GI --
avere ampiezza e regolata sulla vc]odt di ' ritorno, che
normalmente inferiore a quella di rinculo, per ottenere il frena-
mento graclual e e SCllza, scosse.
3) Il liquido, nel ritorno, obbligato a passare attraverso
luci di efflusso prat icate nell' embolo, ma diverfifl da quelle di
rinculo; le In ci di efflusso stesse che hanno funzionato nel
l'incnlo, fi l modifica.JlO convenientemente per il ritorno.
A tre principi corrispondono le sist emazioni seguenti:
l ) Spina (fig'. 416). - L'a,sta, dello stantuffo pre-
senta dall a parte de,ll 'ernbolo un a ca'vit cilindrica" in cui, a riposo,
si a,lloga, una fi pilJa sporgellte dal fonrlo del cilindro; al t ermine
del rinculo la cavit si riempie di liquido che deve venire espulso
poi HPl rltrnc 1::tll a spina ebe ri eutra nella cavit; a spina, di solito
ha qualche sagom:::tura p er rendere gTadu alo hl r esistenza (p:l,rte
t l'oncoconia,-cilindl'ica, a due diametri , ecc.).
In molt i ca,si la spina (> applicata, sporgente dalla testa dell'em-
bolo e la cavit, praticata, nel tappo del cjlindro.
Qnesta :" istcnmzionc usata da sola in artigliorie flon rinculo
molto corto. Nelle a,ltre essa, qna,ndo applicata" sl1 ssidiaria a
qualche altm fi istemnzionc.
2) Le- >i isternazioni secondo il principio 2) sono un p(' rfe
zionamellto (' un,t, <:olllplic()zione di quelli del l) .
Si b,L in ogni caso nna controasta (che Pll essere anche
quella elle fnnziolltL p<ll' il rincnl fl) si sfi la da Ulla cavit del-
l' asta. durante ill'in clIlo; la cavit che si forma l'ii ri empie di liqnido,
aspirato dall a deprel'ifiOll e che vi si Y:?' rifica, attra,yer so aperture
praticate nell a controa,sta (fig. 42]) o anche nell 'a,st <t st(>ssa (fig. 417)
i' da ll! lanlvola (' he SI :lprp soo nel 1110vin1(\nw (li rinc ulo.
ritor no illl<]uido ("110 h,t riempito la tl evo 081'ie1'11 e espnlso,
])oich Lt \' ,t lvob Bi chiude, costretto a pa,:;;sal'e altre
piccole luci Ili efflusso indi pendenti da, quell e di rillcu lo.
Nell e C'ostnlzioni Arrnstrong e Vickers la controa:;;t.a. serve
soltanto per il r itorn o; il liquido lJ('\1 rinculo penet.ra nelle cavit.
dell'n st a attravcl'so la valvola a, sfera (a); nel ritorno deve uscire
dal foro (h), <:he pn essere, in qu alche rna.teriale, regolato '('. 01
r llbinetto a vite (c).
Anche qualche cost l'llzione Krupp (obice da 14-9/12 modo 14)
ha sistemazione di questo genere (colia controa,sta fUllzionante
per il ritorno).
- 2f)2 -
Nell e costruzioni Schneider-Ansaldo, e in qualc11f\ materialr
italiano-(mmnone da 65/17), invece la controasta quella di rinculo;
nel rinculo il liquido passa lungo il canale (a), sollevando la val-
vola a moila (b), e riempie la, cavit dlll'asta; nel ritorno la, valvola
si chiude, e il liquido deve passare per l e scanalature (c) praticate
nell'interno d3ll'asta e che hanno sezionc complessiva decrescent e
nel senso del ritorno.
3) Il sistema applicato specialmente ai freni a valvo1<1
rotallt,(j , con due modalit:
a ) Va11!Ol e a farfall a (Krupp) (fig. 419). - -Due alette in for-
lna di Hettore circolare sono imperniate al l' estremit libera rlell'em-
bolo, dav:mti alla valvol a rotante; nel rinculo si ripie.Qano per
effetto della pressione del liquido, e non ne ostacolano il passaggio;
Ilel ritorno, sollecit;;1,te da una molla, Hi ablmttono sulla, valyola
rotante ; eHi-l2 sono montate in modo da lai-lciare le luci dell a valvola
completamente aperte del ritorno, e di ehinderlc gradata-
mente ll1an mano che valvola, ruota,; cos a,1 termi ne dd ritorno
le In ci rimangono completamente o quasi co mplebmente ehius(' .
bl Valvola ad anello scorrevole (fig. 420) . - Lo stcsso fun-
zionanwnt o ha nn anello scorrevole SH un prolungamento dell' aRta
dell'embolo; nell'anello Rono praticate d('ll e apertnre colle quali,
al termine del rinculo, coinciflono le l\1 ci dell a yalvola rotantf';
nella, posizione normale in batteria, le luci dctt,c i>arebbero chiuse,
ma nel rinculo l' an ello si allon tana, per effetto della prefsione elel
liquido, dalla va,lvola e lasci:L li bero il paHsag:gio; nel ritorno ill-
veca si applica all a, yalvola ste:'sa., e le luci di eftl ll slio di questa
vengono gradatamell te chius3.
In qlU1lche 1T1ateriaie invece di avere l'anello Scol'I'cvole, la
valvol a rotante stessa che anche i>correvole, mentre l'a,nello
fi sso all' asta (fig. '124). In questo embolo, valvola rotante (\
anello elevono a,nwe la, disposizione illvcn;a (.I , qnella del caso pre
cedente.
Nel freno a controasta con scanalature applicato lo stt' i'sn
])rincipio coll a seguente f istemazione (fig. 422) :
c) La, contro asta, ol tre le scanalature eli rinculo, ba altre
due scanalature di ritorno, alle quali corrispondollo altre due lli ci
praticate nell'asta. Sull'estremit dell 'asta scorrevole, entro limiti
stabiliti da due rosette, l'embolo, che 4 conveniente-
mente disposte due a due. Nel rinculo l'embolo spinto verso
l 'estremit dell'aRta, e due delle sue aperture si mettollo in comu-
- 263 -
nicazione coi fori dell'asta corrispondenti alle scanalature di rincuLo,
mentre resbwo chiusi quelli corrispondenti aUe scanaht ure di ri-
torno; nel rit orno l' emboLo spinto all'estremit opposta, dell a sua
c01' i' a, e in questa posizione Le aUre due delle sue aperture si mett ono
in cOlmminazione coi for i corrispondent i all e scanalature di ritorno,
e chinsi quell i dell e di rin culo. Le scanala,tnre
di r itorno ha. nno profolHlit decr escente in senso inverso a quelle
eli rincul o.
:-:li cita,no lt llCOnl, co me casi p:ut,icolari ela ,J,seriversi Ho questo
sis! el1la :
a) la val'l' ola () sa'J' (1r'inesca (fig. 425) (Al'lYI strong) applica ta
ai fl' cui ('on llna sola, nen-atura. : la yalvola si alza nel rillculo, e si
abbass,l, nel ri torno fi no a appoggiare sulla n ervat ura, chiudendo
la luce ([eH'embolo, meno che per una piccola '1per t ura.
b) la sisternaz'ione Vavctss(j'ur (fig. 426) applicata agli affn st-i
a lisci ::> c freni latpTali ; i (Ln ,o> freni sono sistemati in mOflo che nel
rilleulo l'a.sta (Li llJlO eli n.s.-, i si Kfila, dal ciLindro, mentre del-
l' aLtro rientra e viceversa nel ritorno; i du a cilindri w no in comuni-
ca,zione mediante tubatura. contenente una che si
apre iJl un determinato senso. Nel r inculo il liquido deve passar e
dal cilindro nel qua,le rien tra, Cl quello daJ qrmLe l'a,sta, esce;
la. yahola si apre e laficia Libero il al I iquido. N cl ritorno
il liqu ido deve pereorrere tubatnra in Kenso inver so; la valvola
si chinde, e il liflUido dcyc pUf;sare per un alt ro stretto passaggio
ehe J!ll( anche esser e r C,golato.
(I) nel freno cL eotlo si 1m un doppio cono (fig. 427)
e il l1taJlicott;o oltre al movimento di r otazione, ha un
mOYl1l ento di KCOlTimen t o concessogli rLa nn gioco nell a su a avvi-
tatura !:mHa testa dell 'asta, gioco uguale all' a.Ltezza di ciascuno dei
d.llC C'oll i. Nel r inclllo fllnJ"iona Ilno dei due COlli (quello estremo);
all 'inizio del ritorno il manicotto scorre e r iport,a il ,'uo orlo in col"
ri/lpOnellza della giullzione elei due coni, e l'uotando poi in senso
in\' r1' :'; o, ridu ce la l uce (li efflusso ri spet to al secondo cono.
R eljolato'l'i e Mnrnorti zzatori dd Titorno in posizione eli sparo ,
In alcuni mMel'i ali iL gTa,nde .set tore di t,ito per r egolar e la
l'c1' :-; tenza, del freno di r itorno a seconda del divel'w sforzo clte
de\' e eompiere il ricuveratore ai vari ,Lngoli (ti t iro, esso freno
orgmlizzato in modo da aprire, nel rit,orno, una luee supplemcll -
h'll' C-> di efflll sso di ampiezza ere::;cente eol cl'eseero dell' angolo di
- 264-
t,iro. Nei mterlli Skoda con sistemazione a, v::l,I\'ola, "\.Il a nello
seorre\' ole (capo :3
0
- b) obice da 7f)/ 13, obiee la Ince eli
efflusso supplement.are regol ata da tale a,nello.
In altri materiali (fmneeRi) per ottenere 11n ritorno in posi-
z ione di sparo r egolare senza urti finali <:on angolo
di tiro, con "istemazioni di freno di ritorno l,L luci ('o:-tanti
(<:asi I , 2-b), e anell e qllando, in ,-;eguito a IllJl gO !!li ;Ittrit.i
interni dei freni climimliti in modo t,a Ie <131 fm' yarirll'e il re-
gime el frcno, diminllcndone la rcsistf'nza" ,-;ono <1J1,lieat. i
,!!: li arnrnoTtizzo,fori ,del1'o)'no, a li<] ltido ad
a) Gli amnlOrt ,izza,t01'i a liquido cOIl i" istOIlO, iII "o, tllm,a
Ing. 427 bis), in un <:Ol't ,o freno i(lraulieo 11 I r!("i Y11l'ilLhili
tm'c) applicll,to in lll'olungamento cl heno di l'ai' 1';1, dello
slantnJTo dcll'allllllorti7.Zatore, solleeitato chL una !llolla dll]';lll(e 11
J.'ineulo, viene a sjJOl'gel'e ne! nilindro del frcllo per JO-j ;; ('ll!. e
(;ont1'o h wa libera LU'ta l'emholo dello st'alll'llilo l'l'in-
cipal e v er:-> o il terllline dcI ritorno; il mOyillH'JJto (\ ('o:-: fl1ltomuti -
('amentc l'allent ,aLo ill grado maggiore () millore a :-;etonl1a della
velocit,, dcI sistema nel 11l0mellO dell'urto c p oidl (' le lu('i (,el1 llll -
latuI'c) pr e yan no Ilcl 'i CIJ i' O IleI ri-
torno, il termine de lla a \'yiene Ren:m urlo.
h) Gli a.mmOltizzatol'i ad aria, (fig. 427 ta) :-; OIlO ;Lppli(, <l t i ai
l'icn])cratori-frcllo <li CIIi al segucnte Art . " , 111. .Alla l' , trClllit
libera del cilindro et invecc el c i tappo ayyi t ata una ('a-
rnera, d'a.ria (;on un eappello /i('orrcyole e a 1110 Il a, pmta,11tc 11 Il 'asta
('he att raVel'fi:l il fondo d!la eamera e tel'mina eon Illl" t" .,ta
a llargat.a. Nel fondo soJ!o }Jm tie;J,t.(' a,mpi e lnci, Jl('lla te:-> ta im eee
:-:ouo pra,t icate delle lu('j ])i<: t' ol e, LI ('Ili a, tn' l'lei
pi ecole pra ticate nel fo ndo; il (' ;LppPI I () f> pllr(' lJ]'O n' i , l o di ,\lupi
fori . Nel rinenlo lo :-> tall t nffo df'! ri cllper<Jt Ol' c frelw ti' pin! aria, e
il cappello dell'ILmmort l;.o;zatore'cotTe lungo I a talllCl'H" {' L J.Tia
llassa attl'aVeniO le [Lll1pie lnci del fontlo; il e I J'itOl'11 0 (luei' te 'eH-
) :>:ono r:hilu;e dalla cl ell'a,:-> ta, (' l'ari a cle'o nttnl\Cl' :-> o
le piccole luci corrispondenti fra te,hL o fondo. Re il e:\])(lc110
l'Llota ImI suo a'ii-iO secondo l'angolo di tiro, si ]lui) ralll-
delle lnei piccole ReeoJ1flo le neec,siUt.
IV. - Riduzione del rinculo
Per diminuire la IUllghez;.o;a del l'incnlo oecoI'l'C aument ar e a
resisten;.o;a del freno, e perci occorre dimiuuire : 'alllpiezzll, i n'i -
ziale delle luci di effiu sso. La riduzione della lunghc;.o;zll del ril!f'ltlo
p applicaia in ;!1eltni materi a li H ruotp con gr:lt1d() settore eli tiro
\-ertiea le, ppr lwi1-are ehe la Cll l. a.tta. 'l'ada a urtare contro .il terreno,
I[UMldo l'angolo di t iro molto fortc; in questi nmteriali si h a un
lollegamento mcc(',lnieo fra, la culla ed il freno ill modo da otte-
nere ulla prop;resf:' iva r iduzione (lelle luci di efl1u sso col crescere
Itell'ang'olo eli t-irn. 111 geli ere si ha 11n 1'1'0110 a rot,wtp, o a
(' ono, t' l ' ast a el freno fi sslL allo sportello anteriore doll a culla
meutre il cilindro del ["ono rinenla coll a boe'C'a da fuoeo. La ridu-
zione dell' ampiezza iniziale delle luci di efl]lI sRo ottelluta (fi
gnra 428) mediaute nna, rota,zioll O (lell '<tHt, L Hn se Ht(1SSa; ill qne<.; to
mOllo, non potendo il. manieotto l'egol atore o la yaJvola, rotallte
il lllovinlOu10 (l pl l'C'lllhoJo, perell yilleo]ata, all e pareti
IleI cilindro da lle ",10th- impegnato uell e H('n,nalatnro, le luei di
l;fl]II KKo Yellgono ad eI'iKOI'(\ dilli inn it e, p \l' eh le apertu)'(; del nULni-
('otto nOll eo iu eidono ]Ji eon quelle dcii ' embolo, e la riduzione
tanJ.o mag-giol'e, quant.o nmg-giol' e la rotazione elle ha, snbito
del freno.
T/ (\' Kta Ilei freno l'a,tta 1'I101-are da.l. movimento Ili rotazione
dell a (,1111, 1 attorno <l gJi oru('C'hioui in proporzione eOll vcnien te ;
c<.;s a 1Il1l11it,a in proK/:i i mih\ dello l'iport ell o della 0fi t ormmwnte
al eilinuro, di Ull a ruota con settore <tentat o colla, q \l ale es:m. solidale;
e l a. l'Ilo t a ingl'an,l COJl IIn aHr o /:i enoro <leuta,Co illllleJ'IlLto fi uIlo
KteKI'i () o ntOI'i SO da tral'i nlHs i.olli comandat e ili yari modi
dal movimento della culla: l e l'i iKt emazioni che l'i/:ieoJl1"rano nei
materiali in KC I'vizio pl'OSCO di noi Rono le seg uenti:
a) li'n eli eoidalo (fig . 429) contenllto in uno degli
onwehi olli mi eUl' KOrC a ,"poHtal'Ki [\l ngo 1'01'ocehio11e
::;t e1' I'i O qllalH[o qneNto r no1a, orecclilollinnl,; i l eun,ore soli-
dale . <:on un a. lJi(' lla, eolkgat a ,I :- Jlodo ('Oll uua ma novell a, portata
all a l;st.r ellli1il j)o"t orioJ'e fii lIll Inngo a lucro di t rasmissi one por-
t a to clH ell :: <:in et 1-i lllllp;O la eulla, e collega t o, clirottamente mediante
('alettahua, () ill(1l'et1-am en te rnedian to ingranaggi, eol set t ore
(lentato ingranato eol1 a l'llota caletta t a sull ' asta <1el freno. Lo
dd (:nrsOl'U, ehe cOHvelllll1tel1lell t o regolato dal Ri-
;:;tema olicoidalo n ell ' Ol' eeehione l'ioeondo l ' angolo di til'() aSSlllJto
dall a ('ul la, pl'ovoea quillCli per mezzo della, biella e ma.novell a,
(lell'albC'l'o, una rotazioll e de] freno. (Obice da 100/17,
obice a H9/J2 Sk.) .
b) il settore dentato (fig. 430) comandato da una ruota
![ent:1. ta portata. da nn a lboro efl t erno a.lla cull a., e terminante poste
266 -
riormente con un manicotto a chiocciola a lungo passo; il! questo
avvitato il fusto a vite di una stanga scorrevole ma non girevole
lungo la culla, e unita a snodo all'affustino in un punto eccentrico
rispetto agli orecchioni; la rotazione della culla sugli orecchioni
provoca quindinno scorrimento indietro della stanga rispetto alla
cnlla" e quindi la estremit a. vite della i-tanga viene gradatamente
estratta dalla chiocciola a lungo pasi-o, in misura crescente co1-
l'.angolo di tiro as,'lunto dalla cull a; il movimento della Yite provoca
una rotazione del manicotto) e quindi della ruota dentata ad esso
solidale, e per conseguenza anche dell'asta del freno. Invere del
eilindro con scanalature elicoidali si ha, in matorialiinglesi, una
semplice chc comanda 1111 albero con ingranaggio co-
nico (fig. 431) .
In tutte queste RistenuMiot oceoue un dispositi'vo eli rcgoZCt-
;:;ioric atto a permettere una varia,zionc delle luei di efflusso iniziali
sonza variare la posizione della cull a, allo Ileopo di poter facilmente
e prontamente, durante l'azione, regolare la lunghezz,.t del rineulo,
quando aUo sparo ei-sa risulta maggiOlt o minore di qnella che
deve essm'e, in seguit,o H, yal'ia,i\iolw IIltervennta nella resi-
stenza del freno. Tali dispo:o:itivi sono inter,;a,lati nei "istemi ,}, tra-
,:,missione, e provoeano una 'a,sta, tlel fruno itld ipell-
dentementn dai mO"imenti c1n!h euib.
A RT. [l . - Ricuperatori.
Come gi si accenuato, i ricnpera,Loci possono esserI? a molle,
o <1(1 aria compressa con o senza il eoneorso ili 1111 liqniilo (Ricupe-
rutori idropn :mnUltici o pncllmat.ini).
I. - Ricuperatori a molle.
I ricuperatori a l'ono em;titniti cb un sistema di molle
appoggiate da, una parte al fondo di un involucro fisso 1111a cull a
alla bocca da fuoco, t dall'altra premute dalla t<:'sta di uno stan-
tuffo la eni asta unita alla bocca. da fuoeo o alla culla. l,e molle
si deformano durante il rinculo, e a, rinculo ultimato, riprendendo
la loro forma primitiva, riportano la bocca da fuoco nella posi-
zione di spa,ro. Le molle impiegate sono
per in aleuni materiali franrsi si sareb boro applicali
cordoni elastici di g'omma, l;I,genti per distensione, che avr ebbero
rendimento maggiore e ingombro inferiore alle altre specie di
ricnperatori (Challat)
Le molle devono essere montate con una. determinata tensiolH'
- 267 -
inizia.le, c potere accol'cia,rsi di una, quantit alquanto maggiore
della eOl'i\a delle parti mobili l' cl' lasciar e un certo margine. l,e
molle a, ea,rtoccio o Brown e le pile di molle discoidali o Belleville,
sono ottime moll e di percossa, ma offrollo un accorciamento asso-
lutamente deficiente per le necei:ii:iit degli affusti a deformazione.
Si impiegano quindi oggi efi clui:i ivamente molle ad elica cilindrica,
la cui l'eli fitell za e a,ccoreiamento dipendono dal passo, dal raggio
di ,ll 'cli('a, dall e dimenfi ioni del fi lo di cui fi on fatte e dal
numero delle spiro. Il filo pu avere fiezionc circolare o qu adr ata 0,
meglio, rett.;lugolare, col lato maggiore normale all' asse, perch
con buone resistenze si ha minore spazio occnpat,o dopo l' a,ccorcia-
men to tnt-alci tn, hwo ii i vale dell a sezi01l 0 rettangolare con eostola,
pel' l1lmra di sienrezz:-'L allo scopo di il contatto delle spire
nello ,; l'!I i,l(;f' ialllcnt o totale.
L,l eostruzionc di moll e capa,ei di Nn bire frequellti e forti a,c-
coretllI<' ll t i, come i windieati, dapIJl'ima imposl' ibile,ma
onl qn(\"bt diffico lt completamente ii uperata.
Nni nwi :-;i:-;til'.mi di l' icn[ltwatn ri a 1110 1l n finora ideati
fare 11\ cOll 1i iclerazioni:
a) Ylodo d'az ione delle molle. - JJe molle in t utti i modelli
efiistenl"i agiscollo per compre:>fi ione; ili tal modo le molle possono
etlsere ('ornpostc di nnmul'tl Ri elempllti e funziowLIlo anche Re rotte.
11) dell i' molle. - IJa lunghezza delle molle di-
pendo dall a. cOr/m che eSRe devono permettere e
qui n(li (la,l l 'accoreiamclI t o che eSKC pOSSOllO C\ llbire.
QWlI1do non si sapeva llo fab brieare delle moll e capaci di subire
11ll f Ol' te (non pi fli Y4 o di % dell a loro lU11g:hezza
primi t iva) i' i avreuue dovnto avere deUe 1Il011f\ lunghissime per
permettere ulla di m. 1,40, e si quindi all' adozion8
di rtll<l tnt mLi RRiOtw indirctt,L dell a comprei:isione (},lle molle, in modo
ehe f]n e,;te dovessero aecol'ciarsi solo di llua frazione della corsa
di riIWt1lo. Ora I:he :-;i eostruiscono 1no11e capaci di i:i U bire un accor-
ciamento tale che le spire vengono quaRi L non pi ne-
cc",:ario 'i imile ripiego. Le molle non sono per mai composte di
nn pezzo 'iolo, ma fiOno tlivii:ie in pi elementi, in modo da localiz-
zar e gli effett i (Ielle rott ure e eiiRere quindi pi faci lmente ricam-
bia.bili. Ogni elemento di moll a deve avere l'avvol gimen t o in senso
a qnelli coi qual i a contatto, per evitare che i vari ele-
meuti pOSSH10 avvitarsi L' uno fi llll'altro; a meno che non siano
predispoi:i t i dei d iaframmi separatori (fig. 4-33).
268 -
c) Disposizione delle molle rispetto al tTeno. - Lc molle
sono per lo pi disposte parallelanwnte a,] freno, cio all'asse del
cannone. Le disposizioni in uso sono:
l) Molla o molle avvolte estel'l1aInelltc al cilindro del freno
e l'involucro costituito dalla culla ste;.;sa (ftg. 432). Il cilindro del
freno deve eRsere pi lungo di quanto l'ichieRto dal rinculo,
per far luogo alla, molla COmpl'eRsa. In queRto ('aRO, pcr, la molla
ha grande raggio e la lunghezza eomplessiva pu rin:-icire rel ativa-
mente piccola. Con questa sistenmzioue pu m,sere ahha:-:t:lllZa
facile e spedita pm il ricambio dellc mollc.
2) Molla o disposte in cilindri a parte, o latfmtlmente
(fig. 433) o anche anteriormente 434). TJa IUll:hezza dp] freno
pu eRsere quella strettamente prr il rinClllo, ma si ha
. un maggiore ingombro.
3) Molle disposte intel'nnrnente nl cilindro (]('1 frello, e
eompreRRe quindi dallo stantuffo del frcno f.!tusso. Si ha, il minimo
ingombro, ma oltrp l'inl\onvenientn (li cui al caso] 0, si ha allche
quello di dover vuotare il cilindro del freno lwr il ricmnhio (Ielle
molle.
affusti campali si ha in genere la s i" telllaziOJ1(' Ja) o la
sistemazione ::)a), quan(lo oecorrH in Npectl mOllo avere pi c(' (\le
dimenNioni laterali. NegLi afTn sti e illstall az ioni :-i i ha i'c1l1]Jre
la sistemazione 2
a
).
cl) On/iini di molle. - Le molle lWf.!sono dispol' te in
un solo ordino (fig. 432 e 434) oppure :,;u cill O ordini (fig. 433 (' 435).
In quest'ultimo caso :-ii posflono avere dne di\' el'se:
]0) ad azione simultanea (fi g. 1:3;) ): le dne molle sono eom-
presse da un unico stantuffo, :mb-;cOlJO lo 1: te:-: ti o aecorcianwnto,
pari alla corsa di rinculo, e funziona no qUncli come un ' lll1ica
molla di maggior l'esistenza.
2
a
) ad azione telescopica (ftg. 1J3.'1): l a molla ili tenm HOll <I p-
poggia posteriormente sul fondo dell'illyolucro, ma f:i n un gradino
sporgente all'interno di un tubo 'intcrmecZl:o di spof:i to fra le molle,
e che ha preNl1 a sua voI ta anteriormente sulla lllolLI estel'Wl lne-
diante una ghiera f:iporgente all'estemo; la molla esterna appoggia
poi sul fOll(lo dell'involucro; in questo easo le molle possono ngire
successivamente o simultaneamente seeo]Jdo la loro refl i"toIlza.
ma ciascuna di esse snbisee Uli aecorciameJ ,to pari alla della
- :!ti9 -
11111; .. d l t:lIlZa del rin culo, c ri1;ul ta, quindi meno tormentata. dlC nel
di Iln unico ordine di molle ..
c) T rasmi ssione .. - Nell e eostnlzioni attua li :) i ha, sempre la.
diretta (o1;sia la. ma:)f:;a rincuh1nte che agisce diretta-
mell t l\ moll e) oppure si ha la, trasmissione telescopica di cui
all a lctt era d). Nei primi tenta tivi i aJfll sti a deformazione, allo
scopo (li aven\ grandi 11l1li!:Il ezze (li rinculo con piccoli 3,ccorcia-
mellt.i di molle, 1; i impiegaN<lno tr aslllissioni flessibili, con fUlli me-
tall iche (; cal'l'll eole, elle ridn cevl:LIlo l 'accOl' ciament o all a met del
rincu lo, () idrallli ehe, che pprmettevano di ottenere
antl ll\ ClceorCa lllenti pictolis1; irni , e di imllieg:ar e molle ;1 ca,r t occio,
im"('.(' e di (jll elln elieoiflali , e (li. (!i1; porre qneii t e ultimc aJl che in modo
a,fI,;o lll bl lll<mte indipendente dall a direzione del rill eulo. Questi
,;OllO UI'a c0l11pletanwnl'" c ,tbba,lldonati.
f ) rl' ens'lone 'iniziale. - Pel' con facilit e speditezza
Ll ol II IUIILlg:g'iO, e iipecialmnllte (lopo il ricambio di una moll a, la,
co lll]l l'l''; S io 11\\ inizi ale ' llcc\,.1;;; ;\,l'ilL per t ener la bocca da,
fuoco in JHI 1;izi.olle di sparo a l1 <: lw massime inclinazioni, si ha
sempre mta. lung' a Dite lendUI" ice, ftTit,a ta, in UlUL chiocciola rica-
vata lungo l' as1;c dell '<.L:)t<.L; la, te;;ta edla,rgata, della, vit,e t enditrice,
a sec-onda dci si tppOggL aH' a,ppendice della, bocea, d::1 fuoco
(fig. 432 e 433) , oppnre a l rl.i1;co dello st antuffo compressore (fi-
gur;1 4.34-). In questo modo le moll e che, nell a. loro llatu-
ra lc, quando sono allog;1t e inizia lmente contro il punt o d' appoggio
post er iore, sporgono mol t o avant i, vengono a.d OSiier e compl'el-i se
avvi tando la vite t cnditricc nell' ast a. In alcuni mat eriali Skoda
la Yite tendi trice r appresentata cilindro del freno, la ell i
imperfi cie esterna, fil ettata (fig. 435) e su e11i si av \'tn, 1111 t nbo a
chi occiola rl.etto tnbo tendi to?'!'.
II. - Ricuperatori ad aria.
Ricnpemtori idTopnenmatici .
I ricuper a t ori idropnenmat ici sono co,; tituiti cb un cil inrl.ro
(fig. 436) eavo, ehiuso a, d una estremit e in cui 1; colTevole uno
st antuffo la cui ast a, passa, in una, scatola premiii toppa che chiude
il cilindro all ' altra estremit ; ver w quest a st essa estremi t il cilindro
comunicante con un' altra camera; dietro l' embolo, Hel cilindro,
contenuto del liquido che riempie anche in parte la, seconda ca,-
mer a; la quale contiene, per il rest o, aria compressa e prellde
- 270 -
qnincli il nome (li camera d'ar'ia,; nel l'elatiTo del ci-
lindro e dello stantuffo durante il r1ne11 lo, l 'embolo cost ringe il
liquido a passare nella camera e a, comprimere maggiormente
l 'aria" che dilatmldosi poi, qna,l'\(lo lllt,ima to il ri nculo, agi,ce sul
liquido spingendolo di nnovo nel cilindro obbligando quindi lo
l'tantnffo iL riprendere 1;, pO>iizioIlC\ primit-, i\;l,.
In generale (1e110 stantuffo >ii Nfi la (lal eilill(lro (Iman te
il rincnlo, e \" i 1ientn1 n el ritorno in battpri:l, si ha. qll aldw C<1NO
wn t r ar io (affm;to ielro pneumat-,ieo per }\j orta io da, 280/9).
].Ja ('amera, (l' aria , !lnll a. ma,g'gior parI-t' dei materia,li , uri ci-
lin.lm eayo (;on aSNe parallelo :L qlwllo del eilin(lJ'o a. st:lII t ntl o, (\
ri c:tvato per lo pi Iwll o blocco (l 'ac("aio; ma, >ii
a l](',he casi in (:ui eostitlli sce nn involu cro attorllO al
eilindro :l stalltnffo (Hg. /139) (Obi(;(' da 14\)/ 12, Kl'lIpp) o iJl
prolungamento del cilindro, oppure ha diJ' pziolle norml-de a questo;
quest'ultima dispo,-;zione non :-; i rii:Wolltm che in materiali ill
installazioni pin ttosto an I,iq ua.Lp ::mnone 280 n ll :-;t l' iaeo,
:V[o<l . ] 885) (Ag. 1-11).
In molti materia li :-i i hanno (111(\ o pi (all tere (l'<lria per I IIl O
ricnpenLtore (fig'. 442) .
L':-.l,st,.1, fi ssa a.lla cull a e il eilindro albI bo(;e<l ua, 1'110<:0, o \'ic('-
versa, secondo il tipo de l materiale; Heg-li a lTlI sI,i <.L l' Ilo te in gl'llCre
il blocco dei cilindri del rieuperatoJ'e fa .orpo o eoltegat'o al el-
lindro del freno e r incu la (:on questo iw,iemo a.1la. boeea <l a fuoco,
mentre l'asta, fiS>ilL a lla e,'-\ tremi Ut a.nteriore uell a e11II<1 ; Jl ell e
install azioni fiNse invece i cilindri <leI l'i(:uperatnrc ili genere
fi::;s i alla eulla, :mperiorlllente o inferiormente a qne>ihl, p le ;f> te
dei ricuperatori sono fi:-;NlLte posteriormellte a lla hocea da fuoco;
(lUando la bocc:l, d:t f noco r i l1<:ula i-l opra lilla i cili ndri SODO
ricayati nella slitta
Per il rcg'ol are f nnzionamento del 1'i("11 pern.tore neco>i;;ario <:he
la. eomunicazione t,l'a l' il indI'O a ::;t:-ulhtllu e ealllera d ' aria i
in que1-3t'ultima. al la estremit posteriore JI modo (:he l 'orifizio di
r imanga sempre :-;otto il li vello del li quido (fig. LL3G). OH:. ci
IlO II si verifieasse (fi,!?;. 436 a), ad una ecrta inclin azione il liquido :'li
raccogliorebbe s111 fondo della, Cc1,mel'a. <l 'aria e .nel riJlcnl o si <ln'cbbo
un getto di liquido :lttnt\-erso 1':1,pertura , eon fl':LlIlmi:-whia mento di
aria e li quido, non ,,010, m<.t IleI ritorno l'aria verrebbe <td agire
direttamellte :-;u110 sta.ntlIll0 "enza interposizione di liquido: che
l'imarrebbe ra,ccolto fl nl [0)](10 dplla. ea,mera d'aria, Cl JllLI,llChcl'eblJe
-- --
quindi al suo scopo; l 'aria potrebbe sfuggire tra embolo e cilindro
pel' ch la tenuta organizza,ta fiO lo a tenuta di liquido.
Tal e cOllrlizione neccRfl3,ria si yerifica naturalmente qnanrlo i
ci lindri rlel rieuperatore Rono fi SRi alla culla e l' asta, rin cula coll a
bocca da fuoeo (fig. 436) . Nel easo cont rario, ehe in genere si verifica
negli at'fUfiti e inst.allazioni mobili (peso delhL maRsa rin culante),
necessario ricol'l'(\T'p. a qua Iehe di sposizione particol are per otte-
nere lo :iCOpo:
a) embolo l'ibel'o scparatore fra liquido e aril:L nella camera
d' aria, (fiQ:. 437) ;
b) canale (l i cO'lnun'i,cazione t r a l'a,pert nra (an teriore) n('1
cilindro a fitlLl ltl1ff: o e qlldla (posteriore) della J'aria (fig. 438)
op pure, nel caRO di (' amera d'aria a n Tolgente il cilindro (fig. 439)
un t nbo in comnllicazione a njj('l'iormente col cilindro e aperto all a
sua eRtl' emi t pOfiteriore e lungo abbastanzfL perch questa
si trovi sempre immer sa, Hel liquido;
c) crt1n('rc r{'arx rtnteriori , ossia, uisposte anteriol'mente al
cilinul'o a, stant uffo (fig. HO) .
Ricu]J('J'atol'i pneu1natic'i. - f;ono anche, in qualche
materia,le, r icuperatori pnral1.eute pneuma,tici, ossia senza il C011-
corilO del liqnido per la compreilsione dell'aria ; eSf>i sono costituiti
da Ull unico cilindro a stantuffo, con o senza camera d'aria ; oppure
da flue cilindri dei quali uno fiRso all a. cull a e 1'a.1tro uni to all a bocca
da fuoco e scorrevole dentro il primo: nel rinculo i (Lu e eililluri
rientrano 1l1lO ([(mtro l'<Lltro e eomprimono maggior mente l'aria
che in co ntenuta l:l, prpliN ione ini7. iale conveniente (fig. 44:1) .
I ri Cll lJCnI tori pllmmen te pll eu lIla. jjiei richiedono iRposit ivi spe-
ciali Il ei prcll1istoppa, Il egli emboli, e in genere a t utt i i punt i dai
q U<1 li JJU sfnggire l'a,r i: L eOlllpr(' SSa, per ottenere hL perfetta, te li U ta.
p aTlicoZa1'i (lei ricu]JC1"atoTi ad ar i et_
- - lo di qnello ll sato 11 ei freni, miscel a
di gli eeri na e acqua con aggillll t:l di sostanza basica, oppnre olio
mineral e. Coll a Q,'licerina, ].l eI' evi ta,rc ossidazioni negli stant uffi e
dci cilindr i in Frall cia c in Ameriea si usato azoto inveco di aria
eompresi'j a.
t)pecialc aeenratczza cve presentare la costit uzione; dei
pre1nisloppa (' degli cmbo7i por evitare la sfuggi ta dell'aria; special-
mente uri ricupcl'atori puramente pneumatici .
In que,'lti nltimi si ha nell'embolo (fig. 444) o anche nei cilindro
stesfO (fig. 443) una comunicante coll'interno del cilindro e
in cui RCo1'1'ovole un' embolo con un gambo aUravcn:all te Ulm
seconda cavit, separata dalla prima da un eliaframma, in cui fi i
trova del liquido (olio), che mediante canaletti (o tubature) por
tato all'interno delle guerniture che debbono a, stiieurare la tenuta.
La pressione totale a cui wttoposta la bccia aperta dell'embolo
si trasmette integraln1311te all'altra faccia dell 'embolo stesso, e
poieh la superficie di quest'ultima inferiore, data la preRenza
del gambo, il tiq uido sottOpORto a(l una ])le:.;siolle Ull itaria
riore a q nelb ch3 si verifica cilindro, e eon tale prcsRionc :,;ono
compre"se le guerniture, C'he impedi.'icono quindi la Rf ugg'ita del gas.
Controllo lel liq'lddo e della ]J1'esS',one d'ari a.
P er il bnon fnzioname'1to dei ri cnperatori ad aria neccfRario
che il liquido sia contenuto nella quantit prescritta e l'aria abbia
inizialmente la, voluta pI'eRsione; ed quindi cOllveniente aver<'
dei dispol'iitivi per il rapido controllo di quc:-;t i due per
poter giudicare a quale cansa si elebba e-ventualll1ent e l' imperfetto
funzionamento dell'apparecchio.
La pressione non pu essere misura,ta elle con un
manometro che tii applica VOlt,.L per volta ad una valvol a che
sempre eonvenientemente nella camera d'aria.
Contl'ollo della quant'd eli liquido. - Nei l'icuperatori COli
embolo libero f'epar atore si pu avere un organismo (asticell a,
ingranaggio) (fig. 437) che indichi all'esterno la posizione dell' em-
bolo stesfO, il quale natnralmente tenuto premuto cOlltro il li-
quido dalla pressione dell' aria nella camera; nei ricupcratori
embolo di modello Bleoda, si ha alla estremit della camera d' ari a
un robu sto vetro inclLssato nel fondo, attraven;o il qna.le pu vc-
dersi il livello del liquido, che deve COITispomler a,d un segno dI'l
vetro stestio, quando la culla disposta orizzontalmente (fig. 438) .
Rifornimento eli liquido e d'i m'ice - Il rifornimento di liquido
e di aria in genere eseguito valvole et robinetto siste-
mate rispettivamente nel cilindro a stantuffo e nolh camera d'aria
alla opposta. a quella in cui si trova, l'embolo dello stan-
tuffo nel!;t posizione iniziale, mediante pompe a mano, oppure
mediante bombole muicate con l iquido e ar<t compressa oppure
solo con a pressione' molto superiore a quella che
deve avere l' ari a nel ricupenLtore l.t ripotO: la tubolatura pompa
o dell e hombole, (queste ultime provviste di , -alvola a robinetto)
vielle ,I,pplicat,t alla valvola mediante un raecordo, al quale pu
(wcninalmente appliearsi un manometro pcr h" misura della p1'es-
SiOllt' .
L I 11g: . cl4i" rappresrmta "ehernaf,ieamento 11na, valvoJa, a, 1'0-
binett o.
Til I(nalnh :l l1Htteri"k hl. pompa per l'aria sistemata nel corpo
(leI ri!'\lperatore (rall llolle (la 76 francese) (fig. 446).
Confronto 1m 1: riC111Jcratol'i a mollc (' i 'J'ic'UIJcratori idrolJrl c'U-
mat'ici. - Ill'onfronto Ime'> stabilil'i-:i nei l'iguan!i (LeI fmulionamento,
del e dell'ingombro clOYllto aU'apparecchio e ai materiali
di rifo]'nimento.
FII Hzionc(mento. - Kci l'ieuperat.ori ,1 mollo il funzionamento
pu essere alterato dall a rott.ura delle n1011e e dall,), diminuzione
(klla loro ela:s tieit:\ (10])0 un lungo uso; u(l a.mhedll e questi incon-
vnniell t i fl i ripara. w l ricambio delle rot,te o
ei ricuperatol'i idropllenmatini inycee il fnnzionarnen(o pn
e;';1'cro ,lUerato dalle perdite di liquido o di aria, a Glli!-ii r ipara me-
diant n il rifornimento ehe r ichicde l'U80 di lill a pompa o di bom-
bolo, e, in og'ni caso, da.ll'aumento di temperatura ehe fa dii a -
tarei I liqui(lo e au men tare la prossione dell'aria (lllra,llte il tiro;
quest'ultimo inconveniente non h a riscontro nei r icuperatori a
moll c (\ costituisce fluindi uno svantaggio proprio di q nesto siRtmna,.
Il rifornimcnt ,() di liquido e di f1l'ia, pcr, PIl efl sere eompiuto,
quando Ria convon ientemente organizzato, in 1I10do pi rapido del
riml mhi o delle molle.
PI'r eontTo le perdite (li liqnido e di aria possono verifican;i
f:Oll ll; lggiorc facilit della rottura delle molle.
P eso. - Nei rieupel'atOl'i a nlOlle si deve contare il peso , delle
moll e in uso () di qnelle di rieambio; per i riCllpCl'l,ttori ad aria si
deve (: ontare il peso del eilindro e dell a ea.mera d'aria che devollo
a,yeI' O lino spessOl'e relMivamente gra.nde per resistere all ejJresl;ioni
di oltre cento atmofl fel'e ehe 1;[ verifIcano nellol'o interno al termine
cld l'in('ulo. N ci ricuperatori a molle non occorre un inyoluC'l'o esterno
dellc lllolle, IUD in gellel'e si ha sempre, salvo quando la culla a
cm;seu'<I e quindi Ilna protezione sufficiente, un leggero
tu bo di lamiera.
rienperatori ,td a.ria bi sogna tener conto anche del peso
dpll a pompa e dolle bombole, elle per n011 rilevante.
\ ..... - .Armi da ftwCU por l(l li / i , ecc.
\ ;-'
- 274-
II peso delle mollc cresce col crescere del e negli affusti
a r uote che debbono avere rinculo molto lungo, esso diyerrebbe
eccessivo per artiglierie di calibro non piccolo, mentre iny('c(' nell e
irtstallazioni fisse che possono avere r inculo limitato, il peso delle
molle anche per medi calibri pu essm'e contenuto ili limiti lJossi bili.
In complesso per il riruperatol'(' ad aria risulta pi leg-
gero di quello a molle.
I ngombro. - I r ieuperatori <:}, molle pORsono eSsel'(\ per se
stessi meno ingomuranti di quelli aria; ma aCCOlTe teller conto
done molle di ricambio e dell a, pompa.
In generale, si pu ri tenere ehe i r ieupomtol'i a moll a siano
p i ada,tti per artiglierie di piceolo calibro e quelli ad
aria per i grossi calibri; tuttavia i due sistemi sono applicati, in
pnLtica, ad ogni specie di ed ogni castro ttorf' d la pre-
ferenza al sistema che stato tu applicato t' perfe-
zionato nella, casa; cos si vedf' il eanllOlW da. 75 fl'anCf'Sl' con 1'ieu-
peratore ad aria (freno ricuperatore) mentre impianti ll<lyali di
gl'OSSO calibro Armstrong e Vickcl's hanno ri('ll peratori a mol la.
TU. Ricuperatori-freno idropneumatici.
Sono ricuperatori ordinari idropneulliatiei si:-;Lemati anche C'()U1C
freui di rinculo e di ritomo iu posizioue di Rpa,l'o. Il liqllido, 1Jor
pi:iSare dal cilindro a aUa eamera d'aria
i
deyc (lef1uire
attraverso a luci di eftln l'i:io regolate come nei freni ordinari; e 1Je1'
r itornaru dalla ca,mera d'aria al n "talltnf[o (lpi lui"ce at-
t r aver so altre luci di. ,mpiezztL minore.
Le i:iistema,zioni a,pplicate nei materiali pil OIlUi-it:luti :,ono le
seguenti:
a) :;VlaterLli fra,ncei:li: (fig. 446-447) ya.lvoht ricaLl che
('Ilinde i l passaggio fra, eilindro a, i:lt.antu:llo c camera d 'm'1;-1; nel
r inculo la valvola i-i i a,pl'o pi o meno e regola l'ampiezza della
luce di efflusso, secondo la, (li r inenlo; llel1'tOl'JlO "i l'llncle
1. <1, e il li(lLdo deve pa,si:iarc per piccoLi for i lJl'<tica,tj
nella valvoht stcKi:la o nell e pareti di C'omunc;tzioJ1e.
b) .;\ilateriali Skoda: (fig. 441-448); l'asta dello
do! rieupemtore ha sezione variabi le e nel eilindro l'ile\to un
d iaframma, con una, il vano ,Ll1ubrc fra, asta e dia-
fr amma eostituisce hL lnce di efflusso per cui dove pa.i:i:ml'e il liquido
d'Lll 'embolo. Pel' il ritorno ;t,ll'aperLlI ra di eomunicaziolle tra
- !?7f> -
(jlindl'o e c:unen t d'aria, s.,temata ilI 1<\, valvola ('ome nel caso pre-
cedente. La molla non deve eS::lere per di gnmde re.':;istenza (fi!,!;. 449).
c) I Jl ,11C' nni materiaJi Skoda e Armstrong la va,lvola dell a
di comnnicalilione funliliona solt:mto come regolatrice del
r itorno (fig. 449) .
d) In qnalche materiale, le luci di ritorno (fig. 450) sono
chiuse da ull a "ah 'ola a yite e a comando maneggiata dall'esterno.
111 queRto caso, hL boec,L da, fuoeo rimane in pO::lizione di r inculo
quando pu m;sere eonveniente per la ca,rica (Affu::lti a, lis('10.
Vecli Cap. VII), fi nclt ll on vione aperta la, luce in parol a.
R i cnp crator i-trono JJ nenmatic'i.
I l Deport gi (la, molto tempo ha, propoRto un freno ricuper a-
t,ore pueu mat ieo li qnido; es/;o aveva costituzione simile a
quella del freno idrau li co a contrO:1Rta di cui all a lctter a e) del
paragrafo (( Freni idra u liei)) od agiva per effetto della iHerenza
eli presRiolle t-o t,de due dell 'embolo. RiSSO per non ha
,Lvuto app li cazion i.
elci fr eni (' elei 'imrpe}'crto/'i snlla mrlla.
N ell e eu Il o a i eiLi lldri (lei freni e dei ricuperatOl'i l:i OllO
in ...,(' OITOI-oli nell a ('ll lb stei'sa" e coll egati coll a hocca, da
fuoco, e le a:-;te :-; ono all a e:-;tremit ;;mtmiore della culla.
Nell e eull o con Rlitia, eli !:i olito (meno ili qualche materiale 'l0-
Jl1er'giabile ver necNi"it di "istemazione elei pesi), i cil indr i eLei
l'reni (\ (lC' i l'icuperatori "ono ricavat i nella "Iitta ...,toR"a'1 o lo :\l:ite
sono h l ('OJl1(l 11 nI (';I "o preeefiell Lo,
:N(l ll e (' "II(l ;t Ill<llli('ot tu fl'l lni e l'iellpeJ'aLol'i hanno di 'lolito
i eilindr i ,Lpplicati ,tUa C',ulhL e le ,1::lte fir:;sate ,1,11:1> boem1 da fuoco.
J:D conveniente che l' azione dci freni e dei "i,1 simlllt'-
t,r:a; qnilldi si "vedono, qllanclo permesso dall a org:LJlizlila;-; ione
generale dell' affusto, i freni applicati inferiormente e i ricu pnn1tori
superiormente all ,I culb; o yiceversa; oppure anche un freno e
un ricuper<ttore superiormente, e un freno e UH ric11peratoro infe-
riormente, ma in posizione invertita (fig. 451).
IV. - Torchi idraulici.
N egli impianti iclI'<Lulici delle artigli erie di grosso ca libro co-
;stiore e Jl;ndi(fig. 452), soveHte illvece di freni e di ricuperatore
\' la:-; tico, ::l i 1m un sistema llon ela,:-;tico detto torchio 'ielranlico e
,1gente C'Ollle l.tCllpel'atore per eiletto di acqua sotto pressione che
-
vi giunge mediante t ubature dell'accumul atore comune agli altri
macchinari. Sono costituiti da un cilindro in cui scorrevole uno
stantuffo di solito rientrante. Sul fondo del ci lindro sono disposte
delle va,lvole caricate, che chiudono delle aperture di passaggio ad
una camera di scarico. Lo stantuffo tenuto in posizione avano
zata da liquido che riempie il cHindro; la. l' esistenza. dellc molle
delle va,lvole tale da la stabilit della bocca da fuo co
in pOF;izione di sparo a riposo; allo sparo l' energia di rinculo
vince lfI, rcsistenza delle molle, le valvole si aprono il liquido
defiui sce nella camera e quindi in una tubatm'L di s(arico. Per f:u
tornare il pezzo in ba.tteria si immctte aC'fl ua- sOHO pl'eiiSione d,l
umL tuba tura, sbocc,Ln te imI fondo del ci lillrlro, chiusa da ull a
valvoh aprentesi verso l'interno, e, eVC'lltnalmell to da una v::L1yola
a comanrlo. Il lwZZO pu eilserc mwhe fatto TmiraTe immettendo
nel cilindro acqu a sotto pressione all 'embolo dell o
stantuffo e aprendu una valvola. di scarico nel r-ilindl'o.
AH'I'. (i. - Caricamento.
P er HTt"igliel'io di piccolo calibro e medio C'al il>l'o HOII Rono
necessari elisposi ti ii Plwia.li per il caricamell to dell a hOCC'L d,l fuoco:
invece per quelle di grofiso calibro occorrono mezzi eli :.,oll e \amento
dei proietti e cl. ei ca.r tocci fino all 'a. ltezza clel Ia cui " tta n mezzi pf>J"
spingere il proietto nell 'anima.
Sollevamento dei proietti. - Secondo il tipo (li a.ffll Rto hannll
i sog'ueJlti eli :-;po;-;iti \ri:
Gru c c'Ucchiara. - AU'a.ff:nsto piat.tn.fo nlla nna.
gr u girevole armata con pa.ranco e ulla Imeellia ra port', ata da UII
br<Lcelo purc g'irevolo fi n nn perno vert imLle.
La uocea. da. fuoco eve essme cl.isposta in 1111 <1
posiziono affillch la culatta si tl'oY ,dI'altezza d(> ll a cucchiara,
in gcner e oriz:wntalo () con piccola. ineli nazione.
In quaLehe ca:-;o la gr u portata chtl en,rrutt ino dIO :-;urve a l
trasporto del proietto dal (leposito al pezzo.
Getrrettin'i a cucchiara (fig. 453). - I eanettini ehe senono al
t ral':porto dal deposit o a l pczzo sono munLi di Il lIfL cueelliara su
cui appoggia il proietto e pu essere disposta con mezzi ya1"i (mal"
tinelli a vite, paraUelogrmnrni snodati co n moll a, rotaie sull 'af-
fusto )in prolungamen to dell a culatta in posizione di car icamento.
Elevatori . -- "Ncgli impiant i ,L pozzo 11:t\'<lli e cost ieri per arti-
glierie di grossu calihro i proictti f' le cari(',hc Yengollo sollevat.c
:277 --
dal fOJldo del pozzo fino alla cul atta per mezzo di gabbie in cui si
dispon{? ono, su apposite cunette, il proietto e gli elemelJti di carica;
le gabbie sono soll evate per mezzo di verricelli lungo guide sagomate
cbe sboccano nella camera dei pezzi lateralmente alla culatta dei
pezzi stessi; qui le munizioni vengono spinte, ,mediante calcatoi,
simultaneamente entro un'altra gabbia, detta di caricamento,
scorrevole l ateralmente dietro la culatta del cannone, in modo da
potersi diRporre in corrispondenza dell'anima; in altr i casi invece
la gabbia di sollevamento si ferma nella camer a di manovra dove
avviene il pa,ssaggio dplle munizioni nella gabbia di r.aricamento,
che viene poi sollevata, all 'altezza della culatta.
Calcatoi. - Per spingere l e munizioni nell 'anima Ri fa uso di
r.alcat'oi, ch e n311e instalJ azioni rooderne sono in genere meccaniej,
per fae1litare la, manovra e non grande spazio dietro la
come Rarebbe necessario qualora si usasse il calcatoio a
mano costltnito da una, lunga asta.
l c:11catoi meccanif' i sono cIi duf' tipi:
(t tubi. - 8011 0 costi tuiti da diversi tubi scorrevoli uno
deutro l'altro; il t ubo esterno fissato su Ul la armatura della phLt-
tafol'!11,! e quello interuo porta anteriormente la testa; questo tipo di
ealcatoio agisce in genere per pressione idraul clt, cbe viel1t' immeFisa
dentro ii sistema di tubi per ml'lZZO di una va.lvola a comando.
Calcatoio a catena. (fig. 454). - costitnito dlt una h1l1ga
catena alla Galle contenuta ili lill a gabbia o eustodia fissa alla
piattaforma di servizio dci pCilili; la eatena pu eSHere a-v volta su
un :1 1lJe1'o Ol' iilwll tale oppure contenuta in un tubo; alla estremit
superiore dell a custodia si t uato un albero con un rocchetto che
ingramL nella catena e che pu quindi farla uscire o ri entrar e nella
custodia. Gli dell a catena sono fatti in modo da poter
snodarsi Hola mente in un senso, e qualora la testa della catena
appoggi Rn un sostegno, il tratto di essa che sporge orizzontalrnente
dall a custodi a viene a formare un insieme rigido, per effetto del
contrasto su una maglia e l 'al tra che impedii:lce ehe la catena possa
piegarsi in baFiso, e dal peso che impedisee ell e la catena possa
piegarsi in alt(I.
AlJ 'albero del roechetto si pu agire a mano, media nte ingra-
na,ggj comandati da un volante, o con motore elet trico idraulico.
In qualebe ca,so il ealea,totio a catena portato da un braccio
sporgente indietro all a culla, e aHora il caricamento pu
- 278 ---
con qualunque inclinazione dcI pezzo; naturalnwntr anche le
gabbif', di caricamento sono si tcmate in modo da poter disporsi
in corrispondenza dell'anima a qualunque in elina7.ion':l .
In qualche ma,teriale si mmfrui scc dell 'energia di rinculo dell a
bocca da fuoco per accumulare la forza necel:is;uia al caricamento.
Il calcatoio a,zionato da sisticmazioni mOl:ise da, m'in. compressa
in serbatoi durante il rincnlo della bocca, da fnoco .
N ei recenti materiali cOlltl'Oacrci americani, a.nche di piccoio
calibro, l' i ha Ristcmazione di earicamento nW(' ean i("o, che
agevola {l a,ccelcra l'operazione grandi inclilULzioni.
una, cnnetta scorrnvoln lateralm(mte, e
sulla, quale pu C'iRerC fli fiposta b eartuccia; ( ancll o munita di
meccani co (Iella Rpoletta,) . Dopo og-ni eolpo la. cnnetta.
disposta in prolung<111lento (lell'anima" e un ("aleatoio ::; eorrcyole
lungo la cunetta e comandato da, ll11 volant ino in pross i m i t,:), delb
culatta. fipingc a. posto la cm'tuccia; la (' himmra dell 'otturatore
(a cuneo) provoca a,uto mati('amente il ritorno dnlla f"lIlwt (-;1 nell a
posizione laterale, in modo non int.r aleia,l'nil rinc-Illo della
bocca, cla. fuoco .
. \ Wl'. 7. - Manovra idraulica ed elettrica degli impianti
navali e costieri.
Gli impia.llti <li calibro navali (' cO'itieri, e talyolta anche
q nelli di medio calibro, sono manovrati ordinariamente median te
energia elettrica o pressioue l' ::;0 10 eccezional mOli t-e (L mano.
Manovra idraulica. - La prm;sione iclra lll ica p:ellcmta nella
nave o nell 'opel' (\, eIa, pompe che carieano Ull accunmlatore a COl1-
tra,ppeRo o ad aria compreilsa" da, eni fi i derivano ii ntte le condutture
che addllcollO l 'acqua sot-, to pl'c8sione ai vari impi1nti.
In ogni impianto l' acqua sotto pres8iollc gil1nge attraverso
un giunto snoda,to disposto Rull'asRe di rotazione dell 'impia.nto
stesso e le conclntture si di,;Lribuiscono <I i va,l'i motori c dispositivi
che servono pel' la. manovra; i lnotori, a, secona elci caRi, sono
a cilindri oscillauti o obliqui, che imprimono agli albori a cui sono
applicati un movimento di rotazione, oppure (;iLindri fI, stantuffo
(torchi) che generano soltanto movimenti di tras]azione.
Dai motori di ::;ca1'ico vieno raccolta in tubature di
scarico, che attnwerso un giunto snodato vieino a q nello di a.rnmis-
siolle, conducono al serbatoio.
- 279 -
I mtori SOllO coma ndati direttamente dai serventi media,nt e
itwe che regola no l' arnmiss iolle dell 'acqua e sovente auche da,
scr vo,m')tori.
Manovra elettrica, ,- Vcnergia elettrica gener a, tja, da, macchi-
n,11' io ('n mnne a tntti gli impianti (lena nave o dell'opera e giunge
in ein;-;(',Ll Jl impian t o per mezzo di eontatti circolari disposti sul-
l' a,R'Jc (l cll ' i1l1pianto sto"f>O; nella eamera di mnnovr a disposto
un CJl1a( lro di distribuzion e (lal qunl c ptLrtono t nt t e le condut ture
ai mot ori applica,t i ai v(\ri eongegni.
I II gener alo negli impia,J l!ji moderni l' energia non , ' n, diretta-
mente al motorc appliea,t- o all ' lbC'J'o del congegno ma, passn, a, ttra-
ve l' NO 11 11 grnppo traRforma,t ore, eOi:tit u itll da un motore e da un
genera tore :tecoppi n,ti Li il'ett amellt, e ci a,llo Reopo i: i<, di dimi-
nuir e il l' oltag' Q,io della, corrent'e, :;ia di ottenere maggior e prontezza
di eOll wllllo dell e lU:o;-;e ;1, cui l' i devono imprimer e movi -
menti lJi o mellO l' api(l i, LllTei: t i istant anei e inversioni nel ,"' l'l1r-: o
del moyimcuto (vedi i: ehellla fig. 455).
Il mol or \' del t ra Rforlll at or c eccitill o i n deril'azi one, mentn' il gene
ra l ore dci l r as formalor e , G, 'l' .) e il nl ot o1' e final e (\1. F. ) SOti O acl eccita-
zi one i nd i penel l' nt e : i " i rc uil i d i el'c it,u ,i Ol Je eli Cju elS ti ultimi , derivati direl-
l amentI' dn l qll adro di di " triiJ l l zi oll e, per un uni co mallipolatore,
1IJ anOITalo da l sen 'ente. 11 manipol alore organizza t o in modo da poler e:
(t ) aprir E' o chiuder e il eir Cllit o cii ecci t azione del G. T. - b) inycrlire jl
senso cl plla correnl(, Iwl ci rnl lo st esso. vira lido i] ma n i po] a t or e il <l est ra
(J LI da ull a jlosi zi ol1<' ce nll'ill r. (c ircuito chiURO). - c) ill ser irp Il eI
cil'(' lIit o ('l'l' it il zi ol ll' M. F . )'( 'si sll'n ze cr es(' pnli co] creRcer e dello spost amen to
tipi Il Hl Il i pol ,il ol'<' d,di ,l pos i zi on\' celllral e. In qu esto modo per metterE'
in Ili olt) la lIl assa f crllla, Ri aprc il circllito eccitazione G. 'l', con un pi ccol o
sposta ment o del mallipol ll torl ' LI. deslra (o si ni st.ri l '>, l e r esi sl enze nel circuito
eCt; it azio IH' .\1. It'. sono pi ccol e, i l ca mpo int enso , l a l'el oci t (!t>I M. '1<',
pi cl'ola: spos lando lliteriorment e il manipolator e a deslJ'il (o sini stra) si
, in trodu('o no r es i stenzr. mav gi or i , il campo d iminui sce, l a \'t'l ocili! aumenta;
Pt' !' arres tarl' l a rna ""a in movimento ::; i r iporla rapidalllcnte ii Illanipolatore
al ('e ntro: il G. T . non d corr enle; i l M. f<' . , lrascinato dalla massa in
III OI' iment o. di vpnla un gen( 'ratore (i l suo circuit o non ma.i
ehi li SO), (' dcve un l avoro che assorbe rapidamente l a for za viva.
dell a illl mov imen l o; se il niovilll l ' lllo deve essere in vel.,tilo, Ri cl eve
porl il l'C il ma nipolatore da dps tra il (da sinistra il deslra) dell a po-
centra le, (e qllindi il eir('llit o G. 1' . viene moment:JneDJ1w nt e i nter-
l' ollo) ; il senso della. (:ort' enl c motl'i c\' nel M. F. r esta invertita (perch ('
in vertito il l:il l JlpO il ei G. T,), e quindi il M, F . vi ene ancol' pill r apidamente
il l'res t al o, e poi mosso il ei nuol' o senso. 11 M. F. fun zi onI.! quindi come
freno d' arres lo r ap id o (I ell a Jl1 :Jssa in movimenl o.
OAPI'rOLO IX .
.. \ l'l,areeehi di .,unta.neoto
Aln'. 1. - Generalit.
Gli apparecchi di pUlltamento per le artiglicrie possono di-
stiugnel'si in tre categorie:
}a) apparecchi che servono per il Bolo pllnt:unento Hl di-
rezione (diret,to o indiretto);
2
a
) apparecchi che :-:ervono per il solo puntamento in al-
tezza (indiretto);
3
3
) appal'ecchi che servono sia p('r il punhnnento ill dire-
zione che per quello in altezza, e che ven.!!:ono clliamnti
mente alzi.
N egh apparecehi di puntamento si distinguono tre sl'l'ie di
elemcnti:
n) quelli deBtinati a individua.re una. linea o un piano di
mira, o un piano orizzontale di base (parti ottiche o liullo a hollet
a'an:et );
b) quelli destinati a collegare le parti ottiche o il li\'dJo
alla culla o alla bocca da fuoco, e a diBporli e 1:-;Kurli con un certo
spostamento augolare rispetto all 'aRRe dd pezzo (lJar1i 1l1CCCa-
nichel:
c) queii destinati <l, mi suran gli angoli la linea di mira
o il livello fanno coll'asse del ]Jezzo (y}'cul1' ccioni ).
In certe eondizioni possono mancare g-li elementi a) (' h).
Data hL grande distanza dei ber:-;agli in relazionc' alle dimen-
sioni dei materiali, non necesRario ehe la linea di Inira, nd pun-
tamento diretto, passi per il centro del! a. bocca del P('ZZO, e llt' l1l-
meno che essa incontri l'asse del pezzo in un punto pi o meno
vicino all'origine dell a traiettoria,. Nei materiali model'lli quindi
gli apparecchi di puntamento sono disposti lateralmente alI H lHwca
da fuoco, e in posizione conveniente per rendere a.gevole la mira
e il puntamento, c per dare cOlweniente protezione al pUlltatol'P.
- 281
Linea di mira.
l,a linea di mira individuata negli apparecchi di punta-
mento o mediante punti di mira, o mediante commatori, o me-
diante canocchiali, ordinari, prismatici o panoramici. Sovente
nellostesRo apparecchio si ha una linea di mira di impiego normale
et canocchiale, ed un'altra ausiliaria, di impiego eventuale, a colli-
matore o a punti di mira.
Punti di mira. - Mirino (fig. 456) a forma, triangolare o agi-
vale ad angolo diedro, conica, piramidale retta a baRe
quadrata, con alie di protezione lateralmente; semiogivale con
la faccia ogivale rivolta al puntatore, per evitare riflessi pertur-
batori.
Jllira Ct taccct (fig. '157), anticamente ricavata sulla culatta
stessa e cOHtituita da una piastrina rettangolare e con un incavo
sencircolare o con una tacca triangolare, con svasatura in avanti,
per evitare riflessi dannosi alla chiarezza della visione. Si usano
anche mire a forellino o a crlJce traforata, che SOllO alquanto pi
nm hallno l'inconveniente di oeellitare i dintorni d,cl bersaglio.
J[irc (tUa rnar'innYCSCCL (fig. 458) o a iueroeicchio di fili: eosti-
tuita da Ulla armatura metalliea finestra, pi o meno allungata
nella, qnaLe sono sostenuti un filo vertieaJe e un filo orizzontale,
ehe determinano eol loro ineroeieehio il punto di mira: permet-
tono un ampio campo visuale e possono essere impiegate 1.mehe
eoil'ocehio a notpvole distanza; sono speeialmentfj usate per arti-
g'lierip navali () eORtiere.
l'raquctJ'd'i il /il'i pe)' all'ule: "el'vono per iw1ividupre piani di
mira. Sono co,stituiti da due ac;te a lamina, fissate verticalmente
(o ripiegahi li ) di un'alidada; nna di eRse (poRteriore)
h'1 1 na lung'a, finestra ristrett:-t
j
r altra nna finestra alq uantu pi
la,rga con un fi10 ,
lncon1 en,icnti della li1,e('/' il punti <li mira (vedi Parte I, Capi-
tolo VIlI). - Fln ttllHzione dBile vi :mali; piceola fra i
due pnnti di mira impustia dalla sistemazione RU] pezzo, e quindi
maggioro illfluenza degli errori di collimazione: oceultazione di
una palte del ber sag'lio o del tel'rellO adiacente al hersagiio; sopra-
t utt.o fi siologica di distiuguere llettarnente e contem-
poraneam01jte tre og'getti (la.cca di mira, mirino e bersaglio) posti
a di i'tanze molto din:'l'se l'una c1all'a,ltra, \Cl quindi eontinno layoro
-
di a,ccomodamento che a f1'atica. l'ocehio; nece:-;;:; it di :-tttitudine
speeia.le e di buona vista, fli lungo addestrament o e di continuo
eser cizio dci puuhLtOl'i. 5 egli strumeuti di pun t amento moderni
sel'vono solo per impiego aUi'\ iliat'io, nel C'aso di guasto di mezzi
pi perfezionati, o come indici cercatori.
Collimatori. --- I tipi p i usati sono:
l ) ((. lente c diaframma (fl.g. 459) . -- ' l' uhetto con lente bi
convess'1 post eriGre n diafmmma opaco anteriormente, COli due
rette perpendicolari trasparenti incrociate slllFasse ottico della
lente, il quale cost it uisce la linea di mira; effetto dell a, l ente di
dare u na, chiara, visione dej fili. incrociati e di elimi nare i continuo
nC00modamento del.l' occhio per v'i' fl erc distintameute i punti di
mira ; l'impiego si basa sull a propriet delFocchio di ritener e per
qnalche istante l e immagini che hanno impressionat o l a retina
(pcnmtnemm dell e immagini); il puntamento si m;eguisce succes
sivamente in dir-eziono c in alte7,7, a (fig. 4(0) mov1.:l ddo il capo alter
nativametl te in senso orizzontal e e in senso vert icaln in modo elfi
in ist,anti irnmcdjatamente successivi il bersaglio lungo una
genel' atrice esterna dell o e l ' immagine del diaframma,
t.\ disponendo lo st,rumento in modo che il bersaglio eollimi prima
colla retta vert.ieale, e }Joi colla rettf\. oriz7.0ntale.
Invece della lente C del di afranuna si ha :lllClw un r:orpo di eri
Fl tnllo prismatico o eilinclri co racchiuso in un involucro meta lli co, e
avente la base posteriore convessa, (fig. 4(1), chn funziona da lente,
e h. base anteriore opaca con rette incrociat e trasparenti, ehe fun-
ziona da diaframma. Altri modelli (Krupp, fi g. 4(2) hanno il eorpo
cilindrico tagliato con un piano <Fametrale orizzolltale o con
due piani ad a ngolo) in modo da permetter.:' la visione diretta del
ber::aglio anche luugo l' asse e nell a parte sllperiore deilo strumento;
questo sistema elimina il movimpnto alternativo dell:t testa e
permette il puntarnent o eon ul1a sola collimazione.
2) IL pns1ni (fig. 1(3). -- Il bersagl iu visto in parte di-
rettamente, in part-,e per rifrazione e riflessione f1 t"traver'so un
'prisma o un sisteTll a di prismi; il puntamento si ottiene dispo-
neildo lo strumento in modo che le due immagini c riflessa
collimino per simmctIia,. immagini rifl esse rixultano al(]uanto

:1) Si st emi misti a lente e pri sma.
- 283-
Cannocchiali. -- astronomici e terrestri. -- T.Ja, lillO'. di mira,
detrminata, dall' a3se ottico dp,l canocchia le, individuato mediante
incroci('.c11io di rette tracci ate su vetrino a di nframma (micro-
metro o reticol o) fisso pre3so l 'ocular e c snl quale si forma l'im-
mal!'ine l'cale del bcrsa,!4'Uo fOrl11 at[L dall' obbiettivo,
Il cal1nocchia,le climinn tutti gli inconvenienti della linea a
punti di mira (' di pi fa vuri sce ii pllntamenLo da,fido Ullfl. pi
chi ar visiolle' dd hersaglio meiu,nte l'ingralldilt1P,nto.
n ,;uo indipendente dall a ;.;Lbilit o dcLll e qnalit v -
sive dd pn nLatore; facilita l' istl'Llzione; rend pi facile l a i\celta
di runta,tori int.eLJi gent i; d un cont rollo 8ie11ro. Limit), per il
campo yisivo, in mi sura, lIlaggiurl? eol ert' ,;;cnl'O doll' ing,'l' ll,ndiment.o,
e rielliedc' qltindi l' ap[!lic:1zione di indici cef" (;atori all' cstem o.
l ordinari sono i ngombrant.i e sono soggetti a,
defol'lWl7.iolli dpi t ubi, ,;peci;.;d mentp ,-; 0, per ,wel'C un fort,e ingran-
dinwft i l, hL distanza focale dell 'o hi eH iyo grande.
:m:smatico 4tH). --- I r aggi emergellh dall'ob-
al micl'orndro ,dtr averso due prismi, in ciascuno
dei qll ;lii subiscono lma doppia dll o prisrni so no di -
spo:,; !"i "i euoudo pi R. ni nor m:ui l'uno a ll 'a1t.ro (ed orient at.i diagoual -
ment0 l' i:,;pet, to nn p iMlO in modo da l' addrizzar e le
imm:t ,rr ini che l ' obbiett ivo produce l'(JlTP:,; ciate, [ cannocchiali a
prismi, ,l P,11' it, di dist,anza, focale. pprnlet-tono rlimpnsioni lungit u-
dinali ridotte rispetto :-t,d Ul ordina rio, e quindi risul-
tano fti. pi robusta e meno ingombranti.
('(I nllocchialc lJano)'amir:o (fig. 465 ). -- Otti cne lo scopo di poter
vedere o,<?,'g'dti posti ilL direzione rif'!v etto ,111' aBse dell'ocu-
larc: cos :L1 pUlltatore di dirig' er e hL linea di mira a
fa.i si sr,opi situati sul fbnoo a tergo del pl? ZZO sempre r estando
al suo }Josto, copert o i agli selldi, col vantagg-io di poter chiudere
la til1 (\,;t!>:1, di tmutamcnto in qnesti pl'ati \' ata.
(;ostitnzione geneml ('. : t ubo v91'tica.ln fi sso (a) (ti ,e; . 465 A),
con ' I.]tro t nbo (b) girevole super iol'mente; il t ubo girevole porta,
superiormente un lm:srna riflettore (c) che riflet te in basso, lungo
il t ubo ,;te'S'30, i n Lggi provenienti dall'oggettu osservato; il tubo
fisso porta l'ob iettivo (d) a.d asse verticale e un altro prisma (c)
che ri fi ette orizzonta.lmente i raggi l nngo un tnhetto trasversale
che contiene il micrometro (/) e l'oculare (g); l'a.i tezza, del tnbo
ver ti cale tale che la testa del punta,t ore coll'occhio applicato
- 28-1- -
all'ocuhLre non intercctti i ra,ggi provenient.i ::LI prisma titl pj tOl'e
da oggetti posti dietro. Colla, rotazione del tubo porta prisma
riflettore si possono oggC'tLi posti in rlireziollc
rispetto all' a,sRc rlelFocula,r f:', sul fj llftl e le immil,gini "f"ngollo
dai due prismi.
Oon tale si:;;temazion per l e imma,2'ini r1t\gli ogg'cl;j-j po:- t i di
froute risultn,no completameute rovesciate :ml micrometl'o (fig. B)
e colla rota,zione del prisma H' Tcbhero immngini pi
o meno indinate; eSR0 sarebbero rlirittC' W lo per oggptti posti
indietro. Per avere imlTlgini. raddrizzate illterposto tra il prisma
riflettore e l'obbiettivo un ::tltro ]Jrisma, trapewidalc detto rac1driz-
zatvre, che agisce pr]" doppia r ifrazione (' per (fig' . C);
le immagini di og'g'ctti posti daYflllti Vl'ngono raddrizzat e, ma
rimangono invertite nel senRO orizzont',a\(' (ci ch(\. a destl' a ap-
pare a, sinistra) perch l'azione :-: peeula.re del prisma riflettore
soltanto nel senw YC'rtieale, i l'lLl-! ;:d pl'oYeniel1ti da
punti dell'oggetto osservato r-: it ll flti sI111 a stpsRa oriZ7;ol1talf' 1'i111all -
g'ono iuvertiti daL'obieUivo; per raddrizzare le immagini anche
nel f'r I1 SO orizzontale, il Ill',-;nl a illferim'c ha 1<1 fiwcia. l'i fl(t't'pnt,e
a tetto (p1"isma a tetto), in modo da of'te rwre lo );c: opo lue-
rliant,e una doppia r ift ri"sione orizzontalI:' (fig. D).
Colb 3istemazione suesposta le inlmagini risultano raddriz-
zate per oggetti posti di fronte, Tn3 coll a, rotazione del prisma
riflettore, se il prisma raddrizzatore fOSSl:' fi sso, :-: i avrebbl'l'O im-
magini inclinate a sinistr a a destra Rr(;ondo il :-:('nso del In rota-
zione, e roveseiate per. oggetti post i nll e spal]e (fig. E),
Per avere ni sempre rtiritte, in Ci llaJunq ne (\i1' ('zi011O
"ia rivolto il prif-ima r iflcttnI"P, Ri deve h\ l' rnutare aneJw il prisma
l'addrizzaf,ol'l' attorllo all' aRse drl t 11 bo vrrticaJe, ne11 o Rtesso fienso
e di un angolo met di quell o di cui ha ' 1'llOtato il prisma l' iflettorp
dalht posizione iniziale, pereh il prisma r,ddrizzatore, come uno
specchio, colla, rotaZIOne, fa l'notarE' i raggi riflessi di 11 n li ngolo
doppio (fig. F). QueRto moviment.o del pri sni fl T'Jdelrizzatore
ottenn to mediallte lUI ingranag-g:io dillf'renziale (fig . 46('i) ; 1';';,;0
mOlJtato in un tllbetto girevole elltro il t ubo base, e mlllIito eli un
nstirolo orizzonta.!e (et) Sll cui girevole 110 ro(;c: hetto (onico, il
quale ingraua. contemporaneamente in due corone dcntaL' ("o uiehe
dispost e in pi alli orizzontali, e portatf! l'una dal t.ubo Lase (' l'alt r a.
dal tubo prisma r iflpttore: rotazione Cl ili producl:',
1)('1' mezzo del roc(,hetto eonico ehe 8('.01're sulla corona fi s:;; a, lill a
- - 285 -
rotazioll(' dd tnlwtto porta l'addrizy.atore di ampiezza x ,
Ila l'otazione del tllbo porta prisma riflettore ou,enuta me-
diaMe l1n siRte ma di vite tangente, portata d'1l t ubo fi sso, e di
corOlla eli(',oida le, lJOrtat,a, dal t ubo mobile; l:t vite tangente
:rlOl ltara 1m eceentrici a molla, c ilE' medi ante un nafc Uo
PBterno pOfsono t'att i girare in mod0 di singTallare la
vite dalla corona dt' n(;I,La per p erJ1lcr,tcl'P ,li QTandi !" po-
st anw!ll azelldo direttam .. tubo,
I l [)l'i,; ma rif! lttore nOil iLI gellC'i' e fi sso al tuo,
ma moMa to t nho in modo da 11ot('l' ru01 ar e attorno
:td Hll :I""e O!'izzoLLLale, (Wl' permeHen' di tlil'ig'(>,n' bi, di rnira
ad o!!,',c:\' i t,i ])o,.; [i fno i i pur' Huwtcllcndo , ' ort icale
l', LS>;!' ddlo "trn ll e!1 to,
h l, eompl,essi va, dcII o stru mento dal] a fig. 467,
J Il ate nni c<i,nnocehi aLi panoru mici (fig' . 46K) il tubo base, unita-
mentI' porl '. l o(mlar (-' ) ' girende in llll supporto) a l qu,l,le fi ssat,a
la y it l' lwrpetl l<i di di'l Cul JO superiore, e cll e a sua
volta t'h,;,; a to <li jJuntalll\' IlI' o; iu qnesLo modo 1'0-
euhH'(' put't nell a pOR[zioll P pi conveniente per il
pUll tllIO!\' , senza (,Iw sia. ;tl tcl'a.tfL l:t posizIune del t uho superiore
e l a gr adnazione i\'a J'ispdto al tubo snpport o e aL pozzo (C:lD-
llo('clli ;!li a ol'111a1' o mobil e) .
In ,l itr i ca nno('citi,-tli panol'<llniei (fg:. 4(;9) si h a. un cl01J]Jio
comando per 11 tllbo Kuperiore, in modo che la pO:-lizione di
deh'l'I'l ina, t,1 da dne g:radna,zioni.
Parti meccaniche: l:omandi e ingranaggi.
III Ln tt,i gli slrull1ent i Ili pllllL<U1Wido :-I i hanno elementi fis:-; i
(ta,lIVlli, scato\(>, piani , tmnbnri, pcc.) e ('oll egati con \'ari Ristemi
all 'all'll"to o albL bou' H, da fuoco, p elementi mobili (a:-; t e r ettilinep
o ad ,)1'(;0 di ('.[[, (;010, pi atti, t,amulll' i, Ull l'ROri. ece. ), ehe portano i
mezzi (' he inclividnano linee di mira o piani; i moYill1cnti di questi
elementi ai p1'i mi :-; 0110 prodotti diret t amente a ma no,
e gli ele menti mo bili sono fi fisa ti mediante yiti di pressione nell n
posizione c:onvellipuLe; oppure :-; i hanu0 sistellli di ingranaggi:
t,{,) settore clen ta to c l'oechetot o (fig. 'J79) : r apido, m;. richiede sempre
qualche mezzo l)(' l' le pnrti po,<;i i\ione ,' tabilita (viti (I
lULsclli d i o a elieoidal c e vite senza
fine) ; h) yite JWl'JltUH e corona denta.ta (fig', 482) : pill pr eciso
e sensibile; rillttosto lento c r ichiede dispositiyi di svincolo
- 286 -
della, \rite r erpet,na dalla l'llOf.:l dClltata p er poter cOlllli er f' e Oti
rapidit i grandi spo:;;tamenti; dispo:-;itiv i di svincolo n, a::;:-:o eceen-
tl'ico, a spolltamento pant.l lelo della vitf' perpetlla, o a l'otazioue
dell'a sse attorno ad umL nornmhuell tc la vite
tenuta ingranata nel1 a nOrOJHI, dentata da molle che agj,.;eono "u
nn telaiettu w CHi sono imperniate lp cl'tremiL, del i'JUO :11'1\(>, e che
vort:-L un nasello sporQPTlte, sul quale si a,g iscc per La.
vite d,Lll a corona dentata; c) vite perpetu,t e ebioecio!;, s(' olTcvole,
pCI' l e parti ehe i'J i delJhono sl'0stm'(' ill l inea r e10ta (seo,-;ja!1wnto)
(fig, '176),
Graduazioni.
Quando l' areo a e ui si riferisce ];\ graduall ioJlt\ r di raggio
abbastanza, gnmde, le gradnaziolli l' ono l' \'gwlh\
sull'm' o stesso, fiuo alle pi piccoli' divi sioni (decimi o Yelltt' simi
di gl'ado, mill esillli), Quando invf'ec 1'an',o di piccolo l'; \g'g-io, le
graduazioni souo segna,t,(> su di <, SRO solo in gradi o cUog l' ,l di mil-
I et:i imaLi , c I l' trazioni inferiOl'i si llliwnlollO media,nL(' noni i ordinari
(fig, 467), convenientemente portat i dall ' indico, Oppl1l'C da nonii
a taln b111'O (fig', 468), qua,ndo ll el sistcllu\ motOl'e 1111
ing-ra.naggio II vite perpetlHl, e corona d(, llt-, ahl, In (]tl\' st o ef),.;n li))
g iTO esatto dell a, v ij-(, ]) Pl'pet ua 1';1 la p arto( lllOlJile di Ii na
di visiollC dell'arco ; il bottone () il YOlalltino di (;O 1I 1, IUdo del ];t yitl'
pel'petua, p 01'ta, 11 na gbi('l'u, o t,l mlnn'o d i_n t<ln t p jla di ( lO,
20, 60 o 100) quant-,e sono 1( divisioni rleme11t;ni ('On h'l lll tl' in
qnelle S('g'lliLtp sull'a,reo; (' parte ' segn, \to I1 n illd iep ('01
q nalp fa coi!1eiclrl'e l a gT<ldl1<lzionl' in1 (,J'Jlw<l i,! yo ll lt a, l'n' !:nl-
dlllll' O 1'<101'('.0.
f:)OIlO i11 li SO anche 1I/,oltilll;atol"i (I disco, ('I)i filiali \';))'{'() i (' \ii
:-;i voc;1iollO misur:u' c gh i'\ jJosklnwnt.i non porta gmduazioDi' . (,il e
ill 'ec(' scgn;lt:1 SH un di :;('o il eui IWl' 110 <'oll l'gat eoll'lll'CU l 'l'iD-
ei pale da siKt; ('mi cinelliHLiei Illol Liplica tori, in modo <:Iw lo 61-'0-
,.;t amellto dell'arco si t r asmetta, H,I disco moltipliefl Lo C( lllVi' lleJl -
t emente. I si:temi einematici S011 0 costitnitj da ]'( wcl1 etti dentati
d i vario raggio (iig. 472 ), I:' a nch e d a dHP ti pCl'j )ctu e (fig. 464)
sllll o !'4tesso una di esse H, piccolo pa stu agi:-;el' eli-
r eUamen1e o indircHamente sllll 'l u' C'o prini'ipale, l'allr<l, di PlN'(J
molto maggiore (5 li 6 volte) ddb vrim:t e in scuso im-el' ;;o, 'gisce
sul di sc'o graduato, Questa sistemazione u t il mentl' clpplif:ata
per l e graduazioni di elevHzione, per l e fil iali cOIlyenil'lltL' aYt' l'C
- 287 -
diverse graduazioni, ruercntisi a diverse cariche e diversi proietti,
che possono essere comodamente sulla faceia del' disco o
anche sui bordo ('ililldrico: a cui R1 d conveniente l arghezza.
Di solito la moltiplica,zione talp che al completo spostamento
dell'areo ]Jrineipale corriRponde un giro completo del disco gra-
duato : j!alvolta, per queRto deve compiere anche pi giri, e allora
l a (tr adnazione deve eSRcre flegnata. con andamento a spirale sulla.
iacda, o elicoidale sul bordo, e l'indice deve essere scorrevole SH
1m regoletto disposto secondo un raggio o secondo una genera-
del bordo, c guidato da una scanala,tura che segue l'anda -
men to della gradua7.ione.
Ile sistemazioJli a nonio, a tarnbn]'o e a diseo gr'l.duato hanno
l'inconvenient e di cssere soggette, dopo un certo tempo, a dei
giochi dcrivan1i dal jogoramento dci dellti per attrito, c Twr conse-
guenza nOli semprc la. graduazione segnata corrisponde esatta-
mente <llla posizione dell'areo principale; si cerca, di ovviare a
t ale inconvelliente con molle che tengOllO sempre a contatto in
HlJ cert.o senso i deliti degli ingranaggi, o anche col] a vite perpetua
globiea, el(', ingranata con numerosi denti della corona
dentata, dil1linnisne i l 10gol'anwnto ed evita in parte i giochi.
Origine delle gJ'ltduazioni , - Pc!' le gTaduazioni 7.enitali l'ori-
gine dell e gradnu7.iolli, sia. di :t.o che di elevazionc, rwlb
posiz:ione dell'an' o graduato cOlTiRpondente all'asse dol pezzo oriz-
zontale; per la rmmer aziolJe degli angoli di "ito, se in millesimi,
di solito non d, in nOlTi spondcnza dell'origine, lo 0, ma un
numero di ettogradi cOl1venient.e per evitare di dover ellllllciare
cifre 11cgative per gli angoli di sito negativi (in ] O etto-
gTndi ).
Ilu .gr adll az:iolJi azimutali, Re sono complete, hanno sempre
l'origine, colla 1111ll1Cl'llZiollC 0, nclJ a pORizione corri spondente alla
linea di mira par all ela al piallO ver!,icale contenente l'asse del pezzo:
quando sono incompleL(>, limi i ate ad 1m al'CO o ad U11 segmento
r ettilineo (scost amelJto) si fa, corrispondere una nume-
razione, come pcr l' alJgol 0 di sito, conveniente, per evitare di
dover elmnciar e cifre negative, oppure indi cazioni di dest n , )) e
sinistra ll.
AWI '. - Apparecchi per la sola direzione.
Posso uo dititinguersi in due cl assi, sccondo che il punt amento si
ottienc con o senza il conoor;-;o di una linea o pi ano vilmal e di mir a.
a) Apparecchi con visuale. --- Posi'onll HPel'C a piccole
{(Ire rli punt anwllto: opJllue il di [lur,UlJ11Clllo illimi !;lto)
,', ilJ C)lH' i' t O cal"o prendullo il nOll W cl i cl' n h'i Il i 1J1rnirt'l!If1do, ] l
:nc hed ue i casi I:.t liuea di mim pu e;-; ;-; p1'(' a 11l1 nt,i cii nl rn (1 a (' 0 1,
o C<lIIllOc hi ' \I r .
]0) Gli H]Jparecehi 't, pi ccolo settor,' Ro.'l'VOno llC'1' il J.l1Il1-
tarnento diretto: oppuI'e p er il pnn tarnent' o ('011 fal so sC'opo iJ d ire-
zione lJI'ossima a quell LI <1d 1,C'nmglio. II settore di spost alll en to
d(' 11a linea di mira appena ;-: lI ffi( ;ie nLe a (:ol'n'g'gcn' l:t
i l " e11 t,o, il parall elismo, iI il\oY1l11cn(1 tle] l'C(' .
appnl' crchi }t punti di miro-t il mirino \:' !Hirtat'< da una
asta o flost ('gllO ,qlplieato a ll ';lfl' \l i' f' o hl l f .inl (1112' . '(86 b), a t acca,
() ,d ia m,uinareseH, pmkll-a da 1\11;1 s(' ('onda asta :Hl un
dell ',IJTwito; Ila 1111 l'l' g() lo lnl s \'(' I' Sit!(, gTac1u at o,
1i1l\ g' o il quale scorrevole la mira,lIH'diante \In
TJ'n,-:ta della mira fCOlTP, 'ol e 11<' 1 SllO t' <l 110l1<', in modo d a put er
di "posta in pos izioIl<' cO!1\' elliellh', .I, a miTa alLt mar ina-
n'sta, chI' deter min a nn piano (li mira, (> all1)lie,lhl
llel le' artigLi n ie da eosCa in b'JHpl'ie l'l e, a t <" clI P Linlllo ('onll'o ber-
:.;a,gli mobili c cJl(', va,ria,no conhmla lllclte l';mgolo di sit o, (;osicch
il pnlltamcnto ill dirpzione pn conhuu at o , llI Cll P (lnnl ll te
l(' a ltre 0pcl'<z ioni (Ip! SPl'y izio senza " l'osta,l'p l ' ast,1 dell a mira.
Npg-li appan'cehi <l o ;\ (',olJ im,t!:or(' (fig. 4(4)
(J.llPsto applic;J.to ad un i' llppOl't', o fi :-;so a ll 'a llu iito, in morio (]a,
poter O1\1\eI' O spostato angolaI'llll' llte di J-ianco nella mii-iUra volli t' a ,
e ,Indi e in nll p i<l t1 o p cr poter lllinll'f' ,[ pn1l1-j chc (' ,' cntnal -
)11('nt-, o "i trO\-illO 1'1< ori del (;',I.Jllj)O del c,a !1no('( 'hi a,le, qnando questo
Il orizzonta le.
2 ) Cerchi di 111.1 ntu'lI / f1li o (fg. -(G!')). -- alldlt, l'or
il puu t:uncllt,o indirett;o. :-';0110 (la 1111 p i 'lt.to (' ircnlarc
dle pn esspre <l]Jplieato all a \)(we<t da hlOeo, o all'affnsl0 , l' ;tt-
torno a l eu i l'entro g-irl'yole In che dit hl li nf'<l cIi
mim o Que"t,;\ sl ,<;temaziol1c lill a a lidnda '" trag nardi, o lln piatto
pOl' tall te un eo ll illltore o 1111 (i ]'(lill<l 1'i o o a pli sl1l i ,
11 ea nnoechin lr pn llorall1ico (\ lwr ,,(-' ,; Ll''; ,';(j 1111 (',, ' l'I' lti p di punt.a-
fl lt' n Lo.
e<l Uyeniellte ehe la s i,'t dOI)])i a,: llll:ot di din '
ZiOllC, per luisnrm'c l' a,ngo]o di di reziOlH' reht in ( ;tI falso scopo,
l',\ltra di para lI eli sl1l o, pCl' k ('oJTezioll i cl i Il1Pllto , n 'n to,

parq,ll elismo e in geu er e per tuttr' le corrcJlioni individll f! li per
pezzo. Pel'Ci i cerchi di puntarnento ha nno sovente dne ]Jiatti
mobili, ciascuno eon una gl'adna,zione e un indice.
anche cOlLveniente che ,il pi atto disposto in
Ull pi a no orizzontale; per questo negli affll sti mobili e quando il
cerchio di puntameDto applicato alla bocca da fnoco, il l'ollega-
rnento deve esser fatto non un basamento snodato che ]1ermetta
di livella,re il piatto (anche approssimativanwnte), segnf'ndo le
im1il'azioni di u n livello (soventc :;; ferino).
Nei eerchi di pnntamento con nall(1onchialc o l'ollimatore
deve essere spostabile anche in un piano v('rtil' a,ie mediant e
111\ eclimef1'o, per potpr mirare q, lJnuti fuori di'll'orizzontl'.
I ccrclli di punt,anlf'JlhJ pOi'S0110 0:"1'.;('1'e applieHh anche ag li
alzi quadr:1l1te.
JJ) Apparecchi sema visuale. - N (-'lle i Il "tali azioll i fis i"(,
\,ostiibil e det('Tminare una volta p('r sempre nn piallO ili ba s(',
l'ii"retto al qual e si mii"Ura,IlO gli ang-oli di dei her sagli
che si debbono batterl', f ' IWl" ogni IWZZO lJU fi '''"atrl, a l t('!'-
l'l'no o al la p trete del pozzo, llt1a o la/;!rina C'iI'Clilll!',"
("on centro i;nll 'asse di rota,ziono del pezzo: l'origine <klb gTa dua-
zione corrispollde ' d l'u,ggio paru.1It>lo all'allineamento ba!' .:.
L'a.fl'ust.o un indice (fig'. 46G) (S0 occorre applicato aJla
f' titremit di U11 braceio), eht', per il pUfl t:1rnento, si fn, co inciderc
con la gTaduazionc conYl'niente per il bersaglio: t-ntti i ppzzi cOi'
:risultano parall eli. Per poter apportare le COlT('zioni di sem,talllento,
di conYergenzn. e a,Hre eorrezioni lHt<,rali, l'indie(-', anzich e:-;-
l\\' l'e fi ss:1to rigidamente all':1ffll sto, pu (,ss(,1' e sC' OlTeyole lung'o
un arco gradttato portato c1aH'aJlUl:,to stei:iSo.
Questo sistema, c,;el nsiv o del punt:1nwnto indiretto, non pn
f'l".l:iere :1pplicato che al le instnJlazicni fi i"se le qua,li, per il punt,a-
mento diretto in direzionc sono in genere provv iSl e del sistema
<), visuale con i;cttore limitato. Non appl icabile il cerchio di pnn-
tamento alle installazioni fi ss(' in pozzo o in torro, pNeh presen-
tano un campo di vista limitato alla fine:s tra di pllntarrwnto pra-
t,icata nell a cupola o nell a corazzatura; inoltre il sistema a rotaie
graduate pi rapido dell'altro, perch per il punta.mento basta
faI' coincidere l'indice colla graduazione conveniente, mentre col
cerchio di puntamento bisogna prima graduare lo strumento,
e poi dirigere la linea di mira al fal so scopo, muovendo il pezzo.
Vol. II. - .J.rmi CJ t..oco por/a/W, t cc.
19
- 290 -
Apparecchi di direzione con specchio. - Per alcuni materiali
francesi sono in uso apparecch i di dirczione cost ituiti da un cer-
chio di punta,mento, installato anche piccola distanza dal pezzo,
e da uno Rpecchio, installato RU] pezllO. Lo specehio lTlOntato
su un sostegno applicabile l ateralmente alb bocca da fuoco o
all' affusto, in modo da poter ruotarc attorno ad un asse verhcalf';
il goniometro dispQ,';to su un regolo fh;sato a terra a qualche
metro daI pel\zo. Puntato 11 pe;l,zo con al t ri m('z;l,i, per il primo
colpo, si fa RCOITere il cerchio di puntamento eOll una detenni-
nata gradmtzione, sul regolo, in morlo che il piano di mira pa,ssi
per l'asse verticale ddio sppcchio, quindi si fa girare lo specchio,
tencndo fermo il lJezzo, in modo che dal cerchio di ])untamento
si veda la immagine dcllo strmnent o stesiO nello specchio (linea di
fede) collimare col filo yerhcale del microJllet]'o. Per punta,re il
pezzo per i colpi ,'meee,'siyi hi sogmt dispolTC il pCZI\O, tenendo
immutata la posizione dello specchio, in modo ehe si verifichi di
nuovo l a collimaziOlw suddetta. Se il pezzo (materiali rigidi)
non riportato nella posil\ione primitiva, e il cerchio
di puntamcnto non pu vederf' la propria immagine nello spec-
chio, si sposta il goniomelro parallelanwnte a SI' i'3teSi-O lung'o il
regolo (fig. 464 his).
stesso principio pu Pi'3 :,pl'e appli calo nei Jllateriali l'(m
cerchio di sul pel\w, dispOIH"IH]O lo specchio (di con-
veniente larghezza) H, quaI(',he mdro da,] !wzw.
Si po::;sono ap portaJ'(=', lI<Lt IInd mell te', 1(' ('orJ'(';I,ion (' he 0(',(,,01'-
l'ono durante il tiro.
Con questo i'3istemH ,,,i pu ot;tellcl'e il pllllLlllwnto incliretto
esatto anche rieorrere :,t fal.., xeopi IUlI tani p tener conto
degli spostamenti che ,'In bii-ep il PPI\ZO durante il tiro, ci che pn
tornar molto utile in t',('rtl=' nireosta,n;l,p, di nott( , eOIl nebbia, ecc.
ART. 3. - Apparecchi per il puntamento di altezza.
Si possono distinguere in quadranti a li vello (' indicatori dollf:
inclinazioni, o delle eleva.zioni.
a) Quadranti a livello.
Seeondo la loro forma possono eS,'ere a, regolo o a culla; in
a,mbedue i casi possono essero a Rmnplice () Cl doppt graduazione.
Nei li1Jdli a regolo (fig'. 4(7) il livpllo portato da 1111 regolo,
291 --
imperniato ad una, estremit su una piastra con basa, mento di
appogg'io imlla bocca dfl, fuo('o, e munito all'aUra estremit di un
indice scorrevole lung'o una gradua.zione a ngol are, Il movimento
pu e:-;:-;e1'o fatto a, ma,llo, e il nella. voluta essere
ottenuto eon vitp o na,.')e110 di pres:-;iolle, oppure con rit.egno a
molla che si impegna in una delltatm': l della piafitrH; oppure si
ha 1lIl it , 'itp TJCr]wtua, fiSfSa, al regolo ingranata in nua dentahtra
della piastra (fig, 470j.
Nei livelli rt culla il livello contenuto in 111m seatohl col
fondo arcwl to o Ncorrevol (' Inngo gllidp ad flrco di cir('olo che fa,nno
parte del ba,'\amento ed alle qua.li l a scatola yinC'ol ata Corl
hue (fig. 468) . Il lllo\'nwnto ottenu to C011 ingrnnnggio' a vij.p
perpetua., oppure anche a l'()('('lwtLo, ingnU1Hute in dpnLdura del
foudo delb scatola. La se'atola, pu pssere anchl' un di sco completo,
e ;\1101' <1, il basamplli ,o ha una. enstoflia che la contiene intera-
mrll1 e (fig'. 4fj!l) .
Nei qnadranti a livello, in genere, gli '11'chi su cn i l:iono
le l2,T'ldnflzioni i; OIlO di pi('('ulo raggio e si hanno ql1indi nonii ordi-
nari , nonii a t amburo, rnolt.ipli eatori. Una sistemazione
part.ico1arc ai qn:1drall t i a livello a regolo il }' egoZo ((1'C1Jato: il
regolo e}1(' porta il livello per se stesso 1111'1. cuBa ad
a,rcu di cin'olo di gTande lungo la. qual e il livello seorrc-
vole per un ar eo di lIgmde H quell a cOTIlTJresa tra due
divisioni succrfiive della graduazione princi1'ale; (per esempio, un
grado, o un ettogTado mill efiimal c ); una gl'adu:,l.zione segwlta sul
regolo e lungo l a qU'1le :'lcone un indice del live110 pu indicare le
divi:o: ioni i/l trrl1ll'die ('OD qualsiasi approisimaJ\ione (ti!"' . 470).
(J uadJ' anti Z'rello a doppict graduazione. -- Hanno 10 Reopo
di :'iepar'1l'e la :<].Taduazione di sito (hL quplb di elevazioa1e, ehe
sono segn'1te su duo arehi di ven;i, p debbono essere sistemati in
modo ehl', il livello si rit: ])otto aJ ha,samento di un angolo
uguale '1.lla somma d,-,]]p divi Rioni sulle dlle graduazioni.
Nei ii Yl' l1i a l'egolo di solito la pia stra su cui imperniato il
regolo irnpm'niat.a a sua volta. ::lIti ba"amen1() e pu esser mossa
e fissata a quei'ta con un mezzo di quelli su indicati, se-
eondo le indicazioni di una graduazione (fig. 471).
Si pu u,Tere, in generale, la graduazione di elevazione scor-
revole lungo la graduaJ\ione di sito, in modo da poter fi 8sare lo O
dell a elevazione in l'onispondcnz'l. alla divisione di sito voluta:
e si vedono applicate numerose altre sistemazioni
Una, sistemazione particola,r e presellta il quadrante a livello
italiano Mod. Rig-hi che a rull a (fig. 468); la viLe perpetua ca-
lettata sul proprio albero in modo da poter scorrere lungo di esso,
e di a,gire quindi sulla scatol a anche }l, guisa di una cremagliera,
seuza far ruotare l' albero: lo scorrimento ottenuto per mezzo
di un bottone (situato Rul haRamcutQ dalla parte opposta a qnella
in eui si trova il bottone di comando di rota,ziane dell' albero)
foggia.to a chioeeiola, e in cui avyolta una. vjte cava inv estita
Hull 'albero e che COli lH1a :-l ta.ffa un eollare della
vite p erpet ua. Ageudo a eia fl C1lnO du e hottoni :-li :,;posta l a sca-
tola del livello senza influire flull a po:-: izione dell 'HJtTo bottone.
Le due gl'aduazjoni sono portate da nna la:,; trina fi8S'1ta l111 a staffa :
l'indiee di sito nsso al basamento, e le gTaduazioni rela-
tive allo spostanlPnto (lpIla vitf'; l'indice di ele\"fl7.ione portato da
un cursore ingnw ato coll a yite perpetna, e si sposta lungo la
vite stessa, segna.J\do ] f> va,riazioni di qu anclo
fatta l'uotare, mentre la segue nei suoi llloYimenti di tr'tl'lazione.
"Kpj quadraJJti ;1, livello a doppia, gl'ndllazjone la grauazione
di elevazione pu eSRel'e fatta a distanze quando illivrllo impie-
gato da Ilna artiglieria. che faceia uso di una sol a carica e di pro-
ietti poco cliyersi di peso e di forma. T li velli con moltiplicatori :I
dj sco, data l'a.ll1pif>zza. del d iRCO i'lLpI'RO, si [ll'estmlo all e gn.t,duazjoni
llIult ipl e, cio H1Il disco stexso pOXWlIO esser e segnate, oltre ad
lIna graduazione millexilll alc, a nche ,-arie g:rac1ll azioni a dii'l tallze
(fig. 472).
IJ ) Indicatori delle inclinazioni, delle elevazioni e delle distanze.
Qua.ndo possibile stabilil' e lln piallO orizz(lntale di
jnutile valer si del livello, e all'a.flui'lto pn el'seI'P applicat o un
areo gTaduato lung'o il quale scorre un indice porta t,o dalla culla
o dalla bocca da fuoco. AllonL basta, per dare l'inclinazione, far
coincidere l'indice colla graduaziolle comanda t a ..
Apparecchi di questo genere SOltO ";nd'icai01'i dell(; 1:ncl'1wzioni
(fig. 473) e sono sempre applicabili nell e installazioni fi sse, in cui
il piano orizzontale di base dato dal piano d'appoggio dell' affusto;
vermettono UlJa celerit di servizio ma!!'giore cbe coi quadranti
a livello, e trovano utile impiego Rpceialmente per le artiglierie
destinate al tiro con grandi 3ugoli di inelinaziolle, e a, posizionlll
ol'iz7.ontale 1)('1' il earicamellto. La. gTadllHzione pu eSSNe doppia ,
di sito e di elent,ziollr, come pel' i quadrnonti ;1, livell o, e allora la
sistemazione pu chi ama,l' i" i dellc eZc1:a.zionJ.
N egli rnohili ]Josti ibile applicare indicatori dell e in-
clinazioni quando l a loro cOlititl1;.;ione generale oil congeg no di
elevazione permette di di fpolTl' 11n elemento dell'aff nsto seeondo
1111 piano orizzontale elie serva di bafe per l a misnra,zionc degli
angoli. E:-;e mpi: l) Ca,nnone dno 7:)/ 27, :Vlod. 911 (fig. 474) in cui
la cnll a di affu :-;t o pu essere orizzontale mediante un
livello portato da un braccio della, culla : le indimL;.;ioni che l a en11a
del cannOll e as:-;ume ri:-; petto all a culla d'affusto :-; i leggollo :o; ul-
l' arco denta,to di ele:ntzi01W :-;11 CI1 i sono :o; egnati gli angoli di eleva-
zione, e l' indice spo::stabile per tener conto degli <l ll goli di sit o;
2") materia,li eon congegno eli elevazione a doppio wma,lldo!(a
vite doppia e a doppia dentiem o mili ti) : all a parte mOssa dal
comando fi sso all'affu::st o pu essere applicato U11 livellu ehe deter-
mina il piano orizzontale di base; al comando fi fs o alla culla un
::s ist ema mi:o; uratol'e deg'li angoli che l a cull a assnme rispetto al
piano di base, o:-;fia delle inclina;.; ioni. I n generale, per, il livello
non fi sso, ma un quadrante ;-1 livello con graduazione ed ali ora
l' elemento ual'ie si dispone secondo l'angolo di sito E' il li ist ema mi-
suratore applicato all a culla mifmra non pi l' inclinazione della
bocca da fuoco ma la eleva,zione, os sia l a. differenza, fr a l'all golo
di incli na.zione e l 'angolo d i :o;ito, e in <tues to caso, :-;i l la, un inc1'i -
calore dPlle eleraziom:. Cos ne! cannone da 7;) francese (Hg. 47;))
si ha un settore di pl1ntalnento <lo arco dentato, la cnll a unita. al
settoi'e di puntamento per mezzo di un congeRIIo li, vit-.e; il tlett Ol' e
di puntamento porta suIL'ol' ecehiollc sinistro nn supporto del-
l' appar ecchio di puntamE' nto (collimatore e fluadrant c' n, livello)
che determina la, posizione del settore in r elazione all' a,ng'olo di
sito; i l cong'egno a vite la cull a rispetto al e il , "0 -
1;:111tino di comando dell a vite a,nchE' ,'> 11 un quadmnte gr a-
dua,to a distanze.
I ndicatori delle distrt1/ u . --- Quando l a bocca. ela f lloeo f", lI. S0
di nna sola, carica e lall cia proietti di pesi non molto diversi, ad
ogni angolo di eleva,zione corrisponde una, determinata;
ia graduazione degli indic,),tori delle elevazioni in tal raso ]JU
essere fatta di"tanze anzich in miller;imi: si hanno cos i ndica-
tori o qtwdmnti delle (l'ist anze.
Gli indicatori dell c inclina,zioni, delle elevazioni e dell e di-
stanze hanno for ma di arc hi col centro flUlI 'n,;,<;e clp).di orf'c!' hioni;
- 294 -
ta,lvolta, Ro no costituiti dalla stessa dent iera del congegno di pun-
tcl'a. SpeRso intervengono per anche dischi g'' aduati moltipli-
catori, e in questo caso le graduazioni a distanza possono esser e
multiple, o anche complesse a curve per tener conto della influenza
dell 'ang'olo di sito snlla eleva,zione per una, distanza (Vedi
a,rt. 8 ).
A In'. 4. - Alzi.
Servono per il [mutamento simultaneo in direzione e in
tozza e sono applicati alla bocca da fuoco o alla culla e organiz-
zati in modo che la linea di mira d[L essi individua,ta pORs a, assu-
mere rispetto all'asse del pezzo determinate deviazioni verticali
e orizzontali; cos, quando si minL al bersaglio o a un falso scopo,
ag8ndo ai congegni di pUllteria che spostano contemporaneament,e
la bocca da fuoco, questa assume la direzione e la inclinazione
volnh1. l primi t ipi di alllo ser vivano solo per il puntamento di-
retto (/ per q nello indiretto su falso scopo in direzione molto pros-
sima q del bersaglio; gli ailli moderni, colla applicazione di
livplli e di cerchi di puntamento, servono anehe per il pnntame!ltu
indiretto in qualsiaRi condizione.
L - Alzi rettilinei.
La linea di mira di aizi, primitivi, f>. a, kwca di mim
e mirino.
j l mirino " alla Locca da fuoco su un t allone. NeUe
artigiim'ie antiche cm sit uato sopra, l a hoeea di> l vezzo; ma in
quelle pi reeenti disvost. o lateralmente e in vicillanza deg'ii
oreee11ioni; ci per evitaTe spostament i parall eli tl'oppo grandi
della jinca di mira e qnindi iuco!1lodit, Ilei
L'alzo, elI\' porta h1 tacca dii mira" all a, estrelli<1
Clliatta della bocca da fUOCQ. Si hanno dll e forme di alzo rettililleo:
[ l) alzo a ritto f! CI/.TS01C (fig. L176).- Sn conve1liente
stegno si f:-;::;a l'asta delJ 'alzo, in direzione normale all'a.sse del
p8ZZ0; Sll!1 o ritto scorrevole UI1 c1i'/'sore, che Pll esser e
fissato in "arie posizioni secondo una gradllaziolle seg'nata sul-
l' asta. . H elU':-lOl'l' porta. un r egolo trasversal e su cui scorreyole In.
nvi/'Ci" en muwlat a da ing'1'anag'gio. Forma anti quata.
b) . .,1 l.zlJ (td asta. seo}')'c!'ole Lt'/7) . - -- L'(tsla a pOli-
gonale (J'ipidit., 'varie gTaduallioni) e caya infilata
- -
iII 1111 tallone dd Z'al2o Jissa t o ;llia cul att a, ed i', in genen ', llulJita
ct i un cursore con vit(' di pn 'fisiolH' (' he pu l'fifiere fi ssato a vari e
lJ os izioni i'econdo le gr adu azioni , () i' \J l'V t' a sostener e l' asta Il eI t al-
lone. Si ha nno :l,ncll e dr i t ipi I c11i l ' ai'ta lTlIluita d i dent ier a e
11 ('1 tallone un r orrlwttn IleI' far fWOlTPf r l'ast::l . Sull a
sommit df' ll'a,sta (1( sto) fi ssa1- o il r egolo t rasven,'Ile lllngo il
qnale SCOIT('Yo1 0 la llli ra . F or ma pi per feziona,ta dell a precedente,
p(')' ch evita ill t l1l''' <l mell t i aH'atto deiio SI
'
a1'o.
Iie gr acluaziolli ;-:OJ]O or dinar ia.ment e in lllillesimi dell a, liDea
di mira llahlrale, o in millimetri (' d f' Y\'nt ll u, lmente in dist auze
fi llll e fa ece dell ' asla.
Agli ahi l'f'tt ilinf' i 1I 0 li P O,-;"O!lO (',,:-;(' 1" 0 aJi pli eati n livelli ll
ca ulloechiali.
IL - Alzi quadrante
Possono a,Yr l' e liuca di l1li n L a ta,cca di mil'<oL r mirino, o a eol -
lima torc o a eu,lll1oechi,L! c; possono portare un livelio, e funzionar e
quiudi come quadranti a livello ; poich la t ei:i t a. pu esser e sempre
difiposta in un piano orizzontale, e::;i:ia pn porta,r e un eer chio di
puntamento completo, lo Rtrunwnto pu per il p unta-
llwnt o indiretto in direzoll o ('.on qualsiasi falso scopo.
Alzi quadrante a tacca di mira e mirino. L' asta dell' alzo ad
arco di circolo, col centro nel mirino: la linea di mira ha lun-
co "t ante, la te,;ta porta il r egolo trasversale gr aduato,
con tacca. di mira. fieolTPyole (fi g. 478).
Per n Oli an're aRt( trolJpo ln nghe si impiegano anche alzi
eon f/1/ai1W; l[ nesta y\'TW fi sNat a, eon v ilo di pressione, al tallone
() fitsa all a culat t a dell a bOC"a (l a f uoco e contiene l 'asta
"rorrevole e comamht ta da bottone COli r occhetto de ntato ingr a-
nan l-e in dentiera dell 'Htta :-; tps::;a (fig. 479). La gr aduazione se-
fi ull 'asta e guain; L in co nti1l1l azione: in mill esi mi della
linea (li mira l', a,nehe in distanze. In gener e por t ano
l-lllche u n li\"ello) fi :-;so o amo vibile, pCl' il p un tament o indiretto
in altezza ; il ]jycllo, la gr adnazione di si t o si fa seg nar e
all a gnaina, Cjuf' ll a di elpyaziol1C' all 'ast a. Talvol ta si hanno anche
li n' ll i gradn abili , come qu adra nti a, ]iyello, ed allora non pi
m'ct'ssar ia J H gl'ad 11 fl Zi olW di sit o su Il a gu a.i na .
Alzi a sbarra (fi g. - - 11 rnirino non fisso alla bocca da
fuoco, ma portato all a esLremi th a,nteriore di una sbarra t uho-
-
lare di un metro circa di lunghezza, imperniata verso la parte
cent r ale ad un sostegno, che si applica alla culla COli viti a galletto
(a movibilit,). sbarra solidale, alla estremit posteriore, col-
l'asta dell' aZzo, ad arco di circolo C011 centro sul perno, dentata e
passante in una, scatola del l'lOstegllo dove si ingrana con un roc-
chetto dent ato. Quel'lto solidale con un disco graduato su un
albero munito di corona dentata elicoidale, l'lU cni agisce una yit,e
perpet ua montata HU 1111 albero comandato da volantino. IJa t('"ta
dell 'asta port a il r egolo t r asver sale con mira scorrevole.
La sistemazione a sbarra ha il vantaggio, sulla sistemazionI'
ordinart, di poter situa,)' e l' ttpparecchio sul materiale in m.odo
che hL mira, pur dando llna lung'hezza di linea di mira oonvenient e,
si trovi mol t o vicina agli orecchioni, e quindi il puntatore si trovi
in posizione compl etamente protetta dag'li l'l (mdi, di cui provvi:-;to
il materiale; la sbarra ]laRRa attraverso llna finestra praticata nello
::;clldo.
Que::;to t ipo di alzo cosh t uisee un avvicinament o all a siste-
mazione dell' a.lzo con cannoC'chiale, perch i due elementi detel'lni-
nauti l a linea di mira sono portati dal solo alzo.
Alzi con cannocchiale o collimatore. - Ooila applicazione del
cannocchiale e del collimatore all'alzo quadrante, la linea di mira
non vincolata ad un punto dell a boeca da 1'1100.0 e l' apparer,chio
pu esser disposto, ril'l p etto agli orecchioni della culla, nel modo
pi conveniente per la comodit e di servizio c per la pro-
tezione. Gli alzi con cannocchiale o collimatore hanno varie forme
e varie disposizioni:
a) con astCt di grande t'aggio (fig. 48 L). - Sono analoghi a
quelli con t acca di mira ; per la scatola pu essere disposta pi
vicina, agli orecchioni;
b) con asta di piccolo raggio (fig. 482). -- L'asta sempre
comandata da rocchetto con moltiplicatore a disco graduato
sostenuto dalla scatola; una, forma, pi solida e robust a della pre-
cedente, ed evita inflessioni e deformazioni.;
c) con asta anteriore (fig. 483) . -- Il cannocchiale fi ssato
su U11a sba,rra imperniata, posteriormente sostegno, e munita
anteriormente dell' asta ar cnata p assante in Ulla scatol a del so-
stegno e comandata con ingranaggi convenienti;
d) a tamb'uro (fig. 484). - Il cannocchiale o collimatore
applicato ad un tambnro ,dr evolf\ in nna -scatola cilindrica, 0)1-
- 297 -
pure invest ito sulla scatol a cilindrica fi ssa alla cull a. l,e gradua-
zioni sono segna,t e normalmente su 1In multiplicatore a disco o
tamburo graduato;
e) a slitta (fig. 485). - -- Il " ca,mlOcchia,le fissato su una
slitt a scorrevole lungo guide a,l'C'uata colla eonvessit in alto; il
movimento ottellnto mediante ingranaggi \'ari, che comandano
anche nn tamburo graduato moltiplica,t,ore;
f) sbarra e braoC'o 1Urta oo:nnocrhirr,l(: (fig. 186). -- una
forma a,pplicat a recentemente in matl:J' iali della Mnrinn per t o-
;!Jiel'c al puntat,orc la cura di gT<1duare l'alzo e pennetLergli di tener
sempre l a linea di mir'), sul bersaglio: una slmrra imperniata ante-
riormente sull a cull a, cd munita posteriormente di un 'asta arcnata,
passant e in scatola e comandata, coOYen<>lltcmelttc, e anterior-
mente di un braccio sporgente in basso cui estremit fissato
il cannocchiale; il puntatore st a. sedut.o sn un seggiolo e manovra
soltanto i congegni di punteria; le graduazioni a,ll'apparecchio
sono fa,tte segnare da, un altro servl:ntc, :m nn tamburo gTadnato
coll egato all' aRta .
DislJOsizione (tell' alzo sul materiale. - La ;,;c(\,lola d'a.lzo
sempre port at a, da un sostegno che fis iiato o ad un
braccio della culla, o anche ad uno elegl i orecchioni
(fig. 48,1). La Ri;,;t.emazione al!'orecchione ha il vl:wtaggio di non
portare spostament,i in alto e 111 basso della linea d i mira col va-
riare dell a ineiill azione della c11l1a e Clnindi permette di avere negli
Rcudi fif1estre di piccole dimensioni. Analogo risnltato otteuto
quando jl dell'alzo 1111 hra.ec>io, non ddla
culla, 111a dell'affusto o afTnstino (fig .. 487); ill quc:40 caso, che
applicato quando la posi7,ione de.g'li ol'rcchioni non conveniente
per la prote7.ione, necessario un coll egamento tmla cull a e l'alzo,
in modo che gli spostament i della culla Riano trasmessi alb scat ola,
dell 'aho: tale colleg:amellto sempre un par3JiJeiogramma mti-
colato cost,ituito da due manovelle di ug'lutl e lunghezza fi sse ri-
spettintlTHmte a.Jl' orecchione d011 a culla e all a sca.tola,
e da un t irante ell e ne uni sce l e estremit,\ l ibere.
Sistemazione (lei oannocch1' ali 8/lqli aLi . --- Il ea.nnocchiale
ordinario sistemabile su tutte le form8 di alzo, mentre il cannoc-
chiale panoramico appiica,to nelle formI:; a L b)
e d) che sono quelle preferite per g-ii affusti a ruote e insta.llazioni
mobili. Il cannocchiale ordinario non si presta al puntament o
indiret,to: salvo che su falsi Rcopi situati in dire7.ione prossima a.l
- :2\)8 -
b er saglio, perch Focnl are potrebbe in pOl'izione molto
incomoda per il puntatore: perci il suo impiego in g'cnere limi-
tato a lle inl'tallazioni ffise cbe hanno aUri mezzi per il puntamellto
indiretto, e alle artiglierie navali e da cOl:)ta .
LI cannocchiale orilincwio (fig. 485) applicato sulla testa del-
l 'alzo o I:) ulla I:)barra media.ute un porta cannocchiale, con collari
che vengono serrati. s111 cannocchiale stesso; il porta cannocchiale
imperniato con un perno verticale sull a sbarra o sull a slitta, e
posteriormente munito di un ingranagp:io di spOfitamento per
le correzioui laterali.
Il cannocchiule ]Jan01 a'm:o siRtemato sulla tef:ta dell'alto
mediante 11n bossolo (fig. 481 ) in cui si introdnce il t ubo inferiore
base, che vi v iene fermato con un chiavistello semicilindrico, o
altro ritegno, a molla: il bossolo ha Ulla spaccaturl'\, posteriore per
passaggio del tubo porta oculare. Se ii cannocchiale non a doppia
graduazione, il bossolo porta cannocchiale girevole attorno al
proprio assp. eomandato da un ingrana,ggio, e i suoi spostamenti
sono determinati C011 una graduazione; questa sistemazione non
mol to convenient,e perch l 'ocul ar e viene l'poHt,at,o, e pu venire
a trovar si in posizione incomoda per il pnntatore; per questo lo
spostamellto l'empre limi tato, e serve solo per la eorrezioll e dell a
derivazione, del paralleliRmo, ecc.
AZzi d01Jpi. - I,e artiglierie navali eseg'uono il tiro dall a
navI" in movimento e soggetta a oscill azioni di heccheggio e di
rullio, contro bersagli pure in moviment o; quindi necessario
che il IJCZZO sia continuamente puntato. Per questo i ca.nnoni
na,va,li Ro no sempre m1lJ1iti. di un doppio alzo, e il puutamento
(';-;egLlito da due punta tori, nno per l a direzione l'altro per l'ele-
vazione. ] due alzi sono di sposti uno a destra, e a, sinistra
dell' afl'wito, ma so11 11nto quello di RilliRtra (in genera.](') munito
degli organi di cOJ11,mdo e di p:radua.zione; l'aUro collegato col
pl'illlO in modo da subire gli spostament i rispetto all' asse del
pezzo; di destra dispoRto il pnntatoJ' e in direzione, il
qmtle non deve far altro che tellPl" sernprc il pezzo puntato; all'alzo
di Rinistra disposto il puntatol'e in elevazione, il quale gradua.
l'alzo, puuta in eleva,zione e fa partire il colpo a mOl1lpnto oppor-
tuno. T,e forme di alzo pi n Rate per ::: istemazione sono
l a fom m a, sbarra, o quell a a slitta,: in questa lIltimll forma, (figura
48:"')) le slitte dei due alzi SOllO collegate mi al hel'o tra,sver sale
che ]Jassa sopra l a cull a. ed al quale l' ono fi l'l:).i i dl1<' rocchetti che
- 2H9 -
i ngl'anano neHf' dentien' dei sOiiteg;ni; e i due cannocchiali sono
pure collegati da, un'm;t. a trasversale che comunica al cannocchiale
di destra gli sposbtmenti bterali suhiti qnello dI sinistra,. Nella
forma f) (fig. 486) a sbHrra e braccio porta canllocchiale, il perno
della sbarra passa al di sopra, delh cnll a,; e al suo ceutl'O porta
in{perniata una tnlvCl'sa che alle Sll e estremit ha fissati i brac
porta cannoeehiali; <jlw1ita tra;Yel'sa eomandata da volantino con
ingTanaggio, l'hl' l'ennette di spostare gli assi dei cannocchiali
lateralmellte )l('1' lp (,()1Tezioni l aterali. Con quetita ,mehe il
pUlltatorc di sinif.:tl'a non eye far 'l Itro ehe tener punt,ato il pezzo,
pereh le variazioni di alzo, di seostamento, ece. sono apportate
da un terzo ;i('}"vente.
Applicazio1!e drllirdlo (h sito. - Tntti g'li a17;i C011 cannocchiale
I;ono muniti di un li\"ello I,eI' il ]mntal1H'nto iniretto; il li vello
) g:ellerale llll V(,l'O te' Jlroprio qnadrante, con gTadn azione di sito,
ed applieato l at<:' ralnHc'ub'l dell'alzo; per il puntamento
inclirett,o in altE'zza., siQTadna il livello per l'angolo di sito del
lJersaglio, (', i gTadll<L l'alzo per l ' denl,zione; il liYello vien cos
spostato dalla po,;izione iniziale della somma dei due angoli, ossia
flPll 'angolo di liro; cl' ut.rando il liyello, agendo congegllo di
l'llnteria, l'ai':iie dd l'e)',zo as/mme l'angolo di tiro .
4..RT. r) - Correzioni dello sbandamento e della derivazione.
Nei mah'l'iali antiquati queste correzioni si apportavano
la tae("<I, di lIlim di quantit determinate con regole
pratiche llei moderui invece si hanno
dispositiyi che pel'luettollo di dare le correzioni automaticamente
( > ealcoli, (' nllelw con ma,gg'ior esat,tezza, a tutto valltaggio
del la celerit di tiro.
1. - Correzione dello sbandamento.
l/ill clinazione dell' asf.:e degli orecchioni , (j ;,;bandamellto, ha
per eonsegllenz,1 nn enore di puntamento sia in direzione che in
altezza,.
Sia O (fig. -PW) il centro dcll 'asta di un alzo q ua.drante ;
MO, BO, XX tre l'eHp passa,nLi Jwr O e che !'l i ma,ntengono sempre
parall ele alla linea, di mira, all'asse del pezzo e
all'asse degli orecchioni. immagini l a sfera di centro O e raggio
uguale a quello dell'asta dell'alzo. Se l'a,sse degli orecchioni
300 - -
inclinato lateralmente, sul piano w orizzontale, dell)a,ngolo 'I,
XX si porta in X' X', e il piano che contiene l'asse del pez7.0 e
l'asta, dell'alzo assume una posizione parallela al piano normalp
a X/X'; agendo al congegno di punteria la reUa BO si muove
nel SiaSun bersaglio (supposto, per semplicit, sn! piano in
C in prolungamento di MO), a distanza a cui corrisponda l'alzo
(elevazione) h. Si Iaecia astrazione, pure pm' femplicit, dalla
derivazione. Se dopo aver graduat.o l'alzo aUa graduazione h,
si muo've il sistema asse dpl pezzo-alzo tL X'X', per mirare
al fegno ::l, la, lilJea di mira si porta di nuovo in MO, ma l'asse del
pezzo si porta in B'O, e8stmdo TI B' = h. Il piano di mira f1 passa
per il "eguo, ma il piano vertieale 'C paR8ante ]leI' l'asi:e del pezzo
non passa per jl segno, e l'errore di direzione dato dall'angolo
(j = AOM, delle traceip dei piani f1 e 't sul piano w. Ino]tn' l'iIl-
elinazionc effettiva del pezzo B'O rispetto a w data
da iX = AOH' ehe diverRo da, h. Q,uindi Ri ha anche un errore di
elevazione. 11 valore deg'li errori si deduce dal triangolo
rettangolo BE' A, in eui l'angolo in A retto, quello in P. = !lO" _. "
e i lati sono rispettivamente h (ipotenusa) (j e iX.
tang (j = tang h eos (90
0
- y) = tang h sen '(
(per h = e Y = 20, si ha (j = 49' = 1300)
sen !X = sen h sen (90
0
- y ) = sen h eos Y
(per h = :.10
0
e y = 20, 8i ha h - iX =--= ]' = 0
00
,3).
l'er eorreggere questi errori oeeorrc portare la linea di mira
MO nel piano 'C, in modo che M"O = h, e poi mirare di nnoyo
al segno, agendo al eongegllo di punteria, di direzione e di eleva-
zione; poich, per, il movimento non .. wviene 1m un piano oriz-
zontale' quando la linea di mira (h nuovo diretta al seg'no, si ha
ancora un errore ehe in genere per
spmd:mutll1to della linea di mira pu ei'lsel'e ottenuto:
a) spostando il punto posteriore della di mira lungo il
regolo tra,wersale dell'alzO o sulla graduazione eli }Jarallelismo
dei cerchi di puntarnento, ml,leolando lo spostamento da appor-
tarsi eon sempliei regole pratiche in base a h e Y; il punto M
spost.a nel piano illeinato X'jJf X', e quindi, mieando al bersagli o,
s i corregge an ehe l in altezza (che per trascurabil e).
un sistema lento e poco esatto.
h) beendo ruotare l'asta dell'alzo a ttorno ad un asse pa-
rallelo al'asRe del peu,o (R'O), in modo dfl pOJ'larl::l IIp]
- 301 _.
yerticale "; cos il pia no ctJutenentc dell'alzo, e il piano di
mira coineidono tra di loro, c sono pal':1Edi (nella figura coinci-
dono) col piano di tiro; mirando al segno i"i commette un nuovo er-
r ore, pi piccolo, ma che pu essere corretto ripetendo successiva-
mente l'operaziolC'. Tlelevaziilr,c effettiva, che assume il pezzo
qnell a data dall'alzo h, e quindi si corregge :1!lche l'errore in altezza.
C'o ndizilJne essenziale che l'asse di rotazione dell' ast.a dell'alzo
sia parallelo all' 3sse del ppzzo: perch solo in questo caso il piano
di !Idra e qlwllo eontenente l' asta dell'alzo, contenendo lIna retta
parallela all 'asRe del pezzo, risultano paralleli al l)lanO di tiro
qnando Rono disposti vertieali.
In prat ica, si ha il dispositi,o (figg. 489, 482, 484 ed
altre):
l ,a, scat,oht dell'<tlzo non rigidam,mte fi ssatn al RUO sm;tl' gllo
fi f:-\ O a,lla cuiia, ma girevole a,tt Ol'110 ad un perno disposto, per
(:ostrm;ione, pa,tallelo del un ingranaggio (a vite
.' chioccC'Ia, o a vite perpetna. I:' set tor e dentato) collega un punto
delm sea,tola coi IOno un livellu a bolla d' a ria fi ssat o
trasversalmente alla Rcatola dell'aho o ftl"asta del'alzo, in modo
che quando cent r ato, i'asla dell 'alzo si t rovi in un piano verti-
tale; i)nei'l to piano sempre parallelo al piano verticale .lmssante
per del pezzo. Il p nnt atore, durante il pUJltamento, deve
"empre mantenere cent,rato ilI ivello agendo al eongegno
a vite, e il pe'zzo cOfl ri"nl ter Relnpre puntato esa.ttam(mte sia in
direzione clw in a,ltezzn.
Il f istema appl icato in t utt,i i materiali att utI mente in
servizio; p cl;\ riRnl t at.i esatti anche se esiste un angolo di sito,
e ,se i a linea, di mira spostata lateralmente per correggere la
deri vazio ne, o per il ]JU!lt,amento indiretto.
La stessa sistemaziolle pn essere convenientemente applicata,
sia agli appareccbi per il solo puntamento in direzione, diretto o
indiretto, sia ai quadranti a livello (mensole porta livello con perno
p:l,ra.lJelo aH 'asse del pezzo).
II. - Correzione automatica della derivazione.
La derivazione pu essere corretta automaticamente per uoa
data earica e per Ull dato proietto con due siRtemazioni diverse:
a) A.lzo inclinato. - Disponendo la scatola dell'alzo anzich
un piano normale all'asse degli orecchioni, Recondo un
pia no inclinato rispetto al piano stesso di un piccolo angolo
-- :302 -
parte opposta alla derivazione, l'asta dell 'alzo, scol'rendo in detto
piano inclinato, produce una deviazione della linea fii mira, rispetto
alla posizione iniziale parallela all'asRe del pezzo, tanto maggiore
quanto maggiore il braeeio d'al7.o. Ci a,ppare evidente per
alzi con tacca di mira e mirino fisRO alla, boeca d:'\, fuoco perch
il mirino Ri pu ammettere immobile, mentre l a di mira si
sposta lateralmente rispetto al piano eli mira ' natmule (fig:. 490).
Per render si rag'ione del fatto per g:li alzi con o
a collimator

, si eOlmideri (fig. 4nl) la i'lEC'ra a.vente il eentro O lI !;'.!


centro dPll'alzo e raggio ug'nale a qnello dell'asta stessa;
c, eOl1l nd pn\cedpnte, si C'on:-;iderino pnre tro l't\tte 111.0, BO
(coineidenti inizialmente) e XX parallele l'i,cpettivmnente a11<l,
linea di lnira" all'asse (le! pezzo e all'assp degli oreechioni e passanti
per O. Me la scatola dell'alzo e inclinata dil1n angolo , sul piano
verticale "C passante per l';>sse del pezzo p 110r1\1ale a XX,
dell'alzo un areo del circolo nw,ssinlll Zll1Z; dando all ' alzo una
graduazioue h, il punto M si porta in JYl', la linea di mira lvi O si
porta in .M'O; inclinando la bocca (hl fuoeo in modo che JI1.' si porti
:ml piano orizzontale XBX, cutto il ;,; istelllH ruota attorno a XX;
B si porta in B', e l'asse del pezzo aSSUHH' l'pleva,zione effettiva
BOB' cc= !Y.; M, si porta in tale etlP Ji' J1'} = h; la linea di
mira si porta in jJl'} O; il piano "t'e il piano meridiano che cOlltiene
l'asta dell'alzo fanno sempre .tra di loro l'angolo = 111'1 B' B .
Se la linea di mira diretta a nn seg'no B (:mll'orizzoute, per selll-
plieit), il piano di mira Jl1'; Y p il piano di tiro "t' fanno fra di
loro l'angolo s, che pu eRsere talp da (:orreggerp 1(\ derivazione,
dando a ), un valore.
Nei materittli moderni la. correzione autoIllahea della deriv a-
zione sempre combinata colla eOl'I'eZiOlW dello sbandameuto,
sistemando cio la scatola dell'alzo imperniata sul sostegno me-
diante un asse parallelo all'asse dell'anima, e disponendo il livello
trasversale alla scatola dell'alzo o alla tpsta dell'alzo in modo che
il raggio della fialetta normale t,angentp centrale faccia eol
piano contenente l'asta dell'alzo un piceolo a,ngolo; cos mantenendo
centrato il livello trasversale, si manterr l'asta deLL'alzo alla vo-
luta inclinazione. Si realizza cos l'alzo detto a inclinazione co-
stante, che corregge coutemporaneamente lo sbandamento e la
derivazione, quando si mauttmga sempre eentrato il livello tra-
sversale.
Non per indifferente applica,re il livello trasversale alla
- 303-
scatol a o alla testa dell'alzo; se il livello applicato alla scatola si
costante l'inclinazione in B'; se applicato ana testa si
mantiene costante 'inclinazione in ] lf' l' Ora i duf' angoli Z "M '] Y =
= Y ]VI' B' =
I
, e ]1'1 B' B = non sono uguali, e dal triangolo
sferico M'lB'B Ni ha:
tanfo!: 8 = sell IX tang ), e
sen 8 = tang IX / tang (90
0
-
I
) = tang IX tang )'1 '
correzioni 8, quindi, ottenute col livdlo alla scatola variano
col variare di sen IX; riferell(losi a dup assi eoordinati (fig. 492 a)
8, IX, dalldo a vari valori (10,2, ecc.) siotterrebbC'l'o altrettante
curve, aventi la eon\'misit verso l'as:"e 8. Invece le correzioni
othmnt(; col li velo alla testa varialo con taug 'i, (; (fjg. -tn2 bl
le Cll1'\' O ottellllte comp nel (',;tSO precedelltf\, haullo l a concavit
rivolta vorso s. 01":1 gli scostal1leJ JL che sarcblHll'o effettiva-
mpnte necessari ll\W corn>g:gere la deriv:\r,iorw variauu, cuI variare
(li IX, pe,' lIlla data cariea e un dato proidto, i'eeondo una eurva B,
avente appLl ntu lH conc'1V it, riv01t:1 Vl'!,O ]'as;.;o .\, (11 lindi sari , in
genere po:,sibik ott"enel'C', 1>pr 1111 d0torminato valore di , una
curva cho i'i adattJ alla /'3 col li ypllo a,ll a testa, mentre col
liveilo a1b scntob d non si plll', ottenere, e le correzioni possono
essere quindi pi esatte eol prilllo sistema per qua.lunque vaiore
di IX. Il livello quindi applicato all&' testa dell'alzo:
l'au!2:o10 o I in genere di due gradi dI'ca,.
H supporto del C<lllllOCehiale sull'al7.o deyo por sempre ri-
sultare secondo un piallO vertic:J le fJllando il livello centrato.
A rigore l a graduazione dell'alzo dovrebbe essere fatta tenendo
f\OI:to della difft'J'('Ilz,t tra h e IX, u elle per dan' l'ell'vazione dJel -
tiva IX qniudi cl:)] nn :tI zo h = are ser. (s,eli
IX
) oppure
" COS l
r t (tan g IX) d l '1 ' , 11 ' l' t . tt'
It =" arcane; C: os socon, () c: H: l llve o e app lea o l'lspe ,IV[l-
mente a.lLa testa o a.Il a scatola,
1"t evidente che la sisternazitl llo non Pll() dare risultati con Ulla
certa esattezza, che ('on una data carica, ed un dato proietto, e
quindi non convenientemenU' applicabile alie bOCell da fuoco
con cariche multiple.
Esso 1m la stessa efficaeia nel puntamento indiret.to in qua-
lunque posizione sia djsposto il falso scopo.
b) Un altro sistema per correggere automat.icamentp la
derivazione dato da trasmissioni einematiehe che provochino
- - 304 -
una iieviazi0ne della I inea cl i mira (spostamento laterale della tacca di
mir:) , rota,zione del Ca'li!10cchiale) quando gradua o quando
la, bocca da fuuco la, elevazione V0111t3. ln genere si hanno
superfici elicoidali fl siie contro cui Sf'orre una, parte coll egata al can-
nocchiale, e che si sposta nei movimenti dell'alzo o della culla.
In quest'llltimo caso per, in generale, l a correzione avviene in
basso all'angolo di tiro.
Questo sistema pu essere applicato anche per eorreggere auto-
maticamente l a derivazione negli apparecchi per il tolo puntamento
in direzione (per es. , cannone da 75j 27 Mod. 911, nel quale per
l a sistemazione di mI tipo diver so da qudlo gf'lwrale sopra in-
dicato, fig. 4!J3).
Anche queste sistemazioni, per:" sono psatt,\-, solo p"r una
dat;l carica c nn dato proiptto.
Ala. 6. Sistemazioni speciali.
L Linea di mira indipendente.
Sono chiamate a li11ea di mira indipendent
di apparecchi dipullt aml'uto e (li congt'gni dj pUl tcria che per-
mettono di delb, boee9 da fUOCO Senza muo-
ver e la linea di mira., ell e rest :t (l'lindi indipellclent,',:' n,lla PlevazioI\(';
esse hanno ii vankl.ggio di permettere variaziolLi nella elevazione
nel eo1'l'O di un tiro, senza obblig'l,re il pun tat ore, ad ogu i v')j"i::l,zione,
a graduare l' alzo, e quindi a spostare h\, linea di mir:\, e a mirare
di nuovo a.
'
bersag'io per pnutare il il puntatore quindi pu
t,eneri.: costantemente l a linea di mira dirNta, a,' ber,,;aglio (o cen-
trato il livello di sito) ll1entre un altro Renente d le varia,zioni
di elevazione, con maggiore celerit e di operazioni.
Richiedono sempre congegni di punteria a doppio t'o mando
(Cap. VIII, Art . 3), e possono in genero ridursi allo schema della
Hg. 494. U ll orga,no intermedio fra affusto f' euUa (braccio di pun-
tamento, settore di puntamento) porta la linea di mira (collima-
tore o cannocchiale) c un quadnlllte a livello; esso mOS!3O da un
cOltlando fisso aH 'aflusto, e porta un comando per far muovere
la culla: tet la culla e l'organo intermedio sifltemato un
delle elevazioni (o delle distanze). In questo raso non si ha un vero
e proprio alzo.
In qualche materiale Krupp da 75, :Mod. 906) gi
ha invece un alzo a linea di rnira indipendente (Hg . 95); la culla
porta una scatola in cui scorrevole un alzo, che comandato
- :106 -
(indirettamente in ea.;o ([a,uo stesi'O eong:eg'llo C'hp ml1OY(' hl
culla rispetto all'org'ano interrnedio, in modo (lle ai movimenti
della cnlla, eh esso pro\,(JC:l.ti ('orrispondono moyimrnti ug:uali e
eontrari dell 'HJzo riRpetto alla {'nII:1 (' la, linea di mira rimane im-
mobile nello spazio: . .;p non "i agi'ice al c.urnando porta-n ,1:111' :[1'-
fusto. Queste (:on Ull ili 'wi'eolo d":'alzll
dal di elc\ <l zioil", !l0S:"I)110 e'iserp impi ".Q':I.t , ' ('fJl11f' "i ,;t (\-
maziorhl ad ;l,ho ordinarin, (' fi i presta no pi h r'i! I1l
P
Il i v d,d!u jT(\-
c: .:o dellt all(' {', )JT"ziolii :11I1/)ill:i l,ie!w dell o ;.;11:tl1l1-1nWll l 0 p d,]l ;"
del'i'.' ;izi"llll . F'1 ' l'l !'i"nlra"o pi!', {./Implie:dl'.
n - Alzo indipendente.
iinl': di mira jmlip"ndl'nh' iie!) ,,,i SpO;.; j: i Li fi l minI
qll a ndo ,:i 111110\'\' hl }'(1(' (' : ! da fupuo, 11':1 ';1J0;.;tando la, l ill(,:\ di illi]' ,I,
si sllo,,, Ll LL b{J(' (':1 d :l , fIHWO. P:I ",';('1'1; tah'- uF a eOll Q' l1i ruj (' iny\,('p,
ppr a.ccplp]'are 1(' opel'nziolli, l'enrlm'(' la d,1 f:llOtO iml ipnlidpnle
rlalh linea di minI iII modo da. pote']' di;.;porn' p J\lanteJwJ'(' ]" hO('W1
da fuoeo iu p O/iiziollP (;oll\'eniont"l' pt'r LI (': ITi ea, in (p!Tol1qw]'('
]p openlzioni di pllntal1lOn10, (' Yi{'PY"'J'"a. A qn(,,:t o ,,;\'rnJllo
II' ad (/lw il/(Zipendl'l!it, !'IJ(' po.; ,; o n o J' ir1lll',-:j ,dio :;Ch(,ll:!
(1pll a f ig, clfJG, l ' l' i('l li (' (lo no 1111 ('on ;':: l'gno di (,i (' '.: I Zio l l\'
nlpi(]o ."i\i :;, idi al' jn ((' ap. \' !TL ,\rt. :)).
ha a n e he in (' ,l',n !m;i)",!.",: JIO inj pl' l l'd!i o ( l }! 'ii ,'\'i,' d i
pll11ta,mellto ) ,l, ('.lli i fi""al ,t. la-:,'alnLi d"ll';l,[zo ,. j' ;dzu (l'Cll il,, ;"
di !llir", IJ lj yeL!o) r: \w dm!" ('.,',:,; ,. ,,, ll u: ; l\ :d\1l '.' J! i (""I': : <tW. l \i , primi ' di
p nn t, T'(' ; l ' organo inh'1'111pdin " j l11JO\ T pPi' !'\'l,Z\l di ! '. 'Il ':O:'(>J,!Tl l> d i
eLe,yazon(.I p pPf :,, 1I -P PH'ZZO ;.:.1 ini 1'{! <; 1 ic
(o l,i epn tt '; I' il (1'; -':0 Hn (} H l t: i 1
l'i deve 1' <1 1' ('o i\('i<le: '\'. jl "I' d: ,;:: ,' ' d('Hi ,p, ; \)]' llt,!!, O : ud ih' (> {'ili;
11':l ppogg io deii:l (' :lia , (' \ 1\' \' (, J llJOI' , a ('(' Il alno (' uJJ'
g'Pg'110 .d.i di ,-,{ di -!(; raj) id{ :: a<' unc qniJtdi L;
cletvr'Yltnala, d aH\11zn. l i (l i PUI11 (l!;H>n l (: ( t.i j ;
\'olia, di illwn,;inHi l' l'id il I', ' il llll " o . ..; j" :!. JIi) (\(o i
l'alzo; pm'p in Ill'llti mai !'. !'i" l i l nane:l i l l'il pid,' ('
la cnll a ,,, i 1l1nO\'" 1)('1' mezzo di Illi ;:k':a ,; "Pp\li'" ;1 11\'11< : il
dell,L (' Ill l a (' a pp1i('alc :Ll hl'<L(;(jo t)'Wlt01'l ' di
lllzo 1',// u i/I(' /II; /I!I ' f i Nli1 d.im ir' i ind i /)('udent,'.
I 'olk ;.; i"tpmazioni .HI : ).\zu ilHlilwlltklll \' l,
variar.ioni dl.l11'angol0 di t'i eyar.iotw portano lino ,;po"tall lt' ntn dl ,!1a
linea di mira" di modo che ad o,!,!.'ni di ele\'azione oe,c,olTC
r
dopo graduato l'alzo, tornare a dirigere la linea di mira id hersa!! lio,
O a centrare il livello; la seconda operaziOIw evitata colle sist.e-
mazioni di alzo indipendente a lwa eli rnim nell e
quali] e vari azioni di graduazione delle elpy,lzioni non nmoyono b
linea di mira, o il livello, ma spostano Nolt.anto l'indice col quale
deve farsi coincidere l'indice por1jato o comandato dalla culla.
Schematicamente la Kistemazione r avprcNl' nt,aJa dalla fig 497.
L' alzo scorrevole in una scatol a fi ssa al Lraceio di punta-
mento, che, come nel caRO precedente, pu t' Nst'l' e (li p iccol e clinwn-
SiOlli, ed comandato (l,L un comando fiRf;o ;),I1';d'-
fusto (congegno di i-lito), mediante il quale :-; i (liri,g'u la linea (li 1I1i nL
al ber Raglio o si centra il livello, In qupsto mO'inwnto esso' tra-
scina con R il braccio (li puntamento, e.hl l'ang'olo ili
sito, Mediante un altro cong'eg' no fi SRO all';dzo il bra.(,cio di pnnta-
mento si spORta riKpet.to all 'alzo, cll(' vincolato all '<LfTni to (lal
suo congeg'no (li Rit o, e Ri pu far sep:nare (lalla f;eat ola l a gradua-
zione di elevazione Rull 'alzo Rtesso; il brace io "i anche
dall' angolo di eleyazione; agendo poi a I rong'eg'no di punt('ri a
dell a culla fino a che queRta, ha il ;;;no indice in corrisponflC'll7.<1
dell' inilice del braccio o viene a questo hloccata, la C' nlla a"; ,"llme
l'angolo di tiro voluto.
In ambedue queste :s iiS temazioni la dell ' alzo PIl
essere sifl temat,a :-;nl braccio di pnntamento in modo da lJOter
ruot are attorno ad un aR:-;(' al quale si difpone 1mrallplo l'af;;;(, (lei
pezzo quando puntato, e con ci ;;i ]JIl ottplWl'e la eOl'n 'zione
automatica dello :-;bandamento e dell a (lel' iyazione,
Sul principio dell'alzo indipendente a linea, di l\lira indilJen-
dente sono cORtruiti gli appm'ecchi di pl1l11amCll(o dei recPllti
materiali 8koda (fig. 498). Il braccio di pnntamenl' o rappre::; P11-
tato da una piastra circolart', che, mediant e un ;;uo mozzo, lJU
essere inveiStita RU un fuso sporgente da un braccio ARSO all' aflll Rto
(o dall ' orecchione siniRtro della cull a), 81111tL pi a,'i tra, mediante
due orecchiette imperniata la scatola dell'alzo a, ('amburo: at-
torno alla scatola girevole il corpo dell' alzu, che pOl't,a il cannoc-
chiale panoramico, il livello di sito e il livel lo trasversale di sban-
damento. La scatola pu essere disposta in un piano
verticale, (o inclinata di un dato a11golo per correggere la deri-
vazione) secondo le indicazioni del livello trasversa le, mediante
,107 -
UJl (;ongegllo (li vite IWl'pet ll a u de ntiera, (I Ira la " (';l ola
e l1na apP('wli('(\ del I il. lliast ra, elle in l'lIotm'( ' at-
t orno all'u,'<se determillato daJlu ol'eel'hielte. Il ('Ol'l'() ('
c olleg:ato ('oll;l :-;('[Itolll d 'alzo mp(li a nt0 1m (long'(',gno ;\ vitp P('1'-
p etn a, (,111' ('()Jl1;),ll(la aJleJw 111l tamlmro Illoltillli(';l101'(' 'ili I qna('
f' sPgll;ILI la (li ek'l';lzione. II corpo d('!l'alzo, illolt!'( ,
(:oll('g;t1() all'af'l'll.'it,o mediante 1\ Il ('Ollg'l'g' no < v il l'. J\,2J' 1lI1o <I
(.[ll l' l'do C'Oll,Q'l'gliO " j dil'i ,2:(' ]; ! lill P;t, di mira al 1wl' saglio (o si (' ('rI1TlI
il lin' lIo ) 11l1lo" pn(lo il ('or}lo d 'alzo i' qllillfli aUl'IIt la l'i ea.tola d 'alzo
e l a, pi;I"I-r:l l'l11' ,!!,'inl aUorJlo al 1'11,';0. J\ py,wlo alla vilp 1)(')IlPtl1:t (l i
(lp";lz iotw, il ('()]'J )( l d 'a lzo rimaI\(' f('rnlO, (' iuyl'( 'p 1;1
s('alola (l':t1zo e !;lpia"tra (li quindi, (l;t1la
jJO,.;ZiOIH> " j (l pll ' ;Lllgolo di "ilo (' (lpll ' ;1l1golo (li
1' ](,yazi()Jl(' , p l'a,.; ,.;( (Lpl! l' oru('(hi(t-tt' iIW
I
i Ila w 11'0l'izZOlll'(' ap-
l'llllto (lel la ' Ollllll<\. (li /. :di ltlg'oli. l, a
I!lUI ;tP]J l' lldi('\ ;\ ;; ('1,tOI'(' (' Uil Ull llHlic.e fi i';;o (' nn ili(l ie.f' lllol!il,
at t ol'llo ad 1111 J"1'1l0 . CWI (';1 Il llll,i (- g inyol(' :-: 111 fll:-:O ( o fh:,,;tla
a ll '01'('('eliiollP) ('( l eOlllalH\;!t ,I (l a llna lT'I :.; miNsio!H (lall'ol'u('C'lliol1f'
delhl ('n lla ; q\l(.; j' a ('o faHa l'l11J1 a,n' aJ. hlrno ag'li (J)'('(:('hiolli,
la Cal\\lllH ,.;i ,.; post;\ P vie[w ;Hl :lgirp 'inll'indi('(' mobile, d! l' ]'\101 a
" uo ]I ('. rtlo ; I{' ,';01 10 l'ii-: tplll ;IL iiI modo (']w (lnando l'iJi('lie('
moil p YlJl(, iu ('orriNJlOlllle llz<L d ell ' indic(' f-:.;so, l'a . .,so <kJ l'PZZO
1'i"11lt,, l};:r;t!lplo all'a:.;:-;p dell ( Ol((' tlliptl'p, oi''' ia (' pl l\\Lt1n.
I U. - Alzi automatici.
"I r:o IW/UI UII /iN) 1/1( !?II S{'((. - PPI' i \) c' ''; ' lgli pO:.;1 i " lill a :-:lll,,,l'fkil'
. del Ill ;U'P l' angolo di "ilo dipl'll(l(' unieampnte dalla di:-:tanza e da lla
f1nol ,;t, del lJ('zzo, l', ll UI' un,L dat,a /)ocl' a, (la fnoco ehe tiri con 1111':'1.
da'!a, ea,l'lf'\. e lIll da,to proidto, ;lJ1clto LLng'olo (li f il 'O J'ullziolle
nnicamenLp delht [ll'r ('onsegu ellza a d op:l li n golo di ::i ito
llIl (]pl' rTl1liua to ;Ulgol() eli t.iro, e qlliwli llll (](tprmilwJo
a llgolo di el eY<Lz iollP (fili:. Ll99).
Una. i:iiiStema.zione du' colleghi la linea di mira colla oc('a da
fnoeoin modo ch e quando la hoeca da fuoeo h a assunto ])jncJina-
zione COlTispondp llte ad un a data, dii:tanza, l a l jylC<J. di mi ra. riiSu 11 i
inclinata, ,.; otto l ' orizzonte !li nn a ng olu nguale all'angolo di sito
relativo a detta li,tanza: p ennette di puntare il pezzo in altezza
senza dare preven t iva rnellt(' a leuna graduazione all'alzo, p el'ch
f1uando la linea di minL diretta al ber saglio, a n ebe la boeea da
fuoco l'inclinazio1le 1)("r la di "tallza d el hpl'1-iaglio.
lt ('ollegmnento t.ra. I i nea (li min. e hocea da, fuoc(j
Rchematieamentc) come ;;egue 500): hteralme ntl' all a bocca
da, fuoco P fi ;;sato un i'itto di alzo eon cursore che porta la taec;a di
mira, () mira. alla rnar imtreRca (;:1' il mirino fi sRato alla ooeea da
l'noi 'o) a,n che una ;;harra con cannocchiale infil ata ante-
l'iOl'JlH,nte in una canwra fit:;f:\a, alla bocca da fuoco; all a ha'w clpl
r itto (\ un perDO trasversale su cui l.dl'evo e Ulla .. ;tra
,'lolidaJe non 11n roeehet,to dentaJ-o in emi illgralla una dentiNa
:\l'e ua.t ,) fissa.ta l1lJ ' affuRto; quando la. 1)0(:('<1. da fll (l(' () 1'I \(\la attorno
, l,g li oreeehiolli, a nehe la via stra, r llOt,;{, attorno Hl "uo PPlTiO con velo,
(.itit IHllggiorl' in eiipendpnza dpl r:tpporto h l:. i r agr i d I' l l'oeeh d t o
p d\' ,l-t. (lt"lt.iera; il enrso}'e (OH un:1 sun ( f.:tl'emitit ilppog:g ia su illl
li st dln, tTaeeia to n volll1'a , sporgi' l1t ,( dall a, fa(cia. interna ciel!;,
]Jia:-: tl'<l ; l 'a l1(l;-t\llPl1t' o cl elia yoin1a f' tadC\ ehe Il nL/.;'gio vettore che
}mra.lldo l;] rit t o i\l lI.1la qml l , i a:;: i 1losizioJW (l ella lH)(' Cf} ,
d a f not 'l) ugll ale all 'alzo che l' i dovrl'lllw Cl an' 1)('1' h:
('oJ'l'i 'l'Oll dpnte alla. inelinazione dI'l];: bocca da fll oeo.
Poieh aei Ulla, data eorrisp0](1e lina d ata po-
d: ' !l a pinRtrn, "11 q l1c>i' t a, lungo la \'olnta, ]JOtl'iL {' ",,('['l ' ;, '"
gua.h
l
una gradn<lziOJw ili clistlllzP, (l a l egp;er ;.; i l' un ilH[iee
COD \Pl li, .1I1elt1(.ll t(, d isposto; quindi l' '' PP;\ l'I(,('li u pu (" .'cn 11 :-i Hl0
anelle COHll' telernetro, () nome indi(,1tOl'(' (!eli\' l H'1"' l.<, i ;;
,2:l';(.rl n,;zi ntl p ri :mH-i (',hi ara e colIt" di'\' i'don i (Ill ( nt e di4;tll'
zial-; ', (,' eur ri:' !Joldt' ll ( i ,: variazioni di d;-.;taJl)': a il rapporl ('
fra i i 1';\,.S', g lo della d\'l .li it 'f<l P fjllell o tlp] n H'ch ell' o (" i \t' l H' ch' -i:;
grande, il! modo (.lw ,I una pit("LI \; Ll' ia zi olJ\ ' d i ;: ngnn (li t ir o
(:ol'l'ii'ipond:l llU<l allipi a rota,ziu!w (llil :, 1 J>i:I :..;inl ; i ,; \'( 'iIJ1 : . qn iltd i (.
non] ];, lll: "!ll (' ,i pi
L:t di i lli l'a. pro r
'
,' ! o! l':' del'\ ;-
ZiOU{l la \,l oe{;L {ittI ,\ ... \: -
,j t <1n dn l :' . llil' ;,t, () b sharra pori a ('a,lll1oeeh ia!p ! l'as , ' , :':t.1 1"-' l il ." <11
1
Cll r :-;(li '". L:i der i"'-',I;.; iOJl( pn (:orrp/i.:l ;111l.oll ,;-d i(" lJi lell ip,
J,a \ 'ol l1t a e'1,] (,Plal'a, in Il 1t Hlo da teLHl' ('(Ini o (hll,;, CUry, J! l J'"
flel b snpel'!kie l'e, p dlt otttHlcn" (!t,Ile t nli,,! Cori! ' ;dqllant o
pi. i; aU (, (l i quella ('onispOlld(' itle all' alJ;tplo di :' ij( l d a (o dalla, iirt<, a
di !lli!' ,!; pcr poter il t i ro ecntrato ;-;lIl1a li J;i N , (, del lwr Eiu):din
la linea di m ir,\ a lla l illea di
!,',t1zo ltnton w'ci ('() non p u da,l'e huoni l'lsultat,i oitl' UlI. neJ'to
li mite (1.i dippndeute, oltre dw dall a, s]weie Ili linea di n, ira
(a l)tlld i di mi ra (I a ea-liIlOethia-le), dall a qll ota dell a
---
inol t rI' eliso non pu psserl' utilme lit e illlpiega,to ('hl' eoi (: al ll oui
euu car ina 1ssa, pcrch eolle eariehp var iabil i oc('nrrp]'ebJw e:tmhiare
la }Jia"tra a.d ())'D1 camhiamento i Li ea.ri ca; inAlI(' eoll'a,l7.o ft.1!tolllat-ieo
non si pllt'l tener eon10 esatt';lmcnte c!('lla ntria7.iollP (li dif; ta.rlZa,
durante il percor"o (](' I proie1"to tl ell ',u'i: !, Ora, 1(' ))atterie di Can-
lloni 11 0n possono esse]'e molto elmM.p s(' "i '1'1101 sfrut.t al'(' il tiro i Li
lalleio; i cannoni moderni hanno gitl al a e l'ag'gjo c1' a,7.iOlI P moli-o
lill}l Pl' iol'e :11 linJ1-e di impieg'o dpH' alzo a ntollla.ti('n. andw ('on
canno('chialp; l' lp yplocit (l ell e na\ ' i ()(lieflH' SOllO moll o !-!J'lwdi;
}JPl' (, OJlSegLlellza l'aho all tomat.ieo !i il [Jer:.;o ora molt o dl !a
pratica ntilil- .
filza (f1If0rl111t7"CO 1)('/ ' ((/'tiyliNir Il lJol'do dI'ali (/{' l'ci . - :\it'J liro
dag'li aerei si deyotlo J)l'e"edere (l i .;ito, l' c! IH.:' I'('i
Uf:>ce6:-;: tl'io appor lare g-rachwto a (1i"ta. llZ(' , le (:Ill'l'f'ZiOlli cii
el(' \' <IZ i01W (,OJlRl'gnellli . Per al eulli Ca JlllOlWilli anlonlMil'i " OJlO "tal-('
idea.tp delle- "i"lt'l1lazioni l'h(' apport ano t;,.li ('OlTP;t,ioni a ut OJ1:lt-i('a-
nWlltl' lwll'in l'l illare 1'<1,)'111<1 1w]' dirigen' 1;1 1ill(' ;1 di wir<l
l v, - Apparecchi di puntamento per artiglierie controaere.
Per il j)untamento dirptto ('OnlTO Hl'J'C' i ()( 'eOITI:' l (' Il l:' I' ('out()
flelltl ntl'inzioni di di:itall)f,a, (li allgolo di sito (' di dil'e7.iotl(, d\' "i
\' erifi <';; l11 o n I:' I nel tempo che i l proi et t o impiega a llt'j ' ('oj'-
n ' l'l' l,I traipttol' ia; vUJ'i:-tzioni che si (,}tl('ohno 111 1' diant cal('ol;llori
graf-j('i o tll('ce,l lli('i autornat iei, in balie alle ipotp"i ell e si fanno ;.; ul
yolo dell 'aereo J)(>I ' ." j alJi l irE' il punto futuro, oi'f;ia il p llnto ili ('ni
si intende (:olpil' e il Iw l' s:tg I io; a l pez7.() 'i i ('omnnicano l,t
del punto futuro, ele (orn:'7.ioni cii Hll::ud o di "ito c di (\i1' I:'7. iollO da
all a linea di mira.
Gli apparecchi di puntamcuto d"i pez)f,i deLLoJlO il'e:
J U) di segnire eoll a linea di mira il lllo\' imell to dell ' ael'eo; 2") di
apportare a ll a linea di mira alltornati( '<L menil' la eorrezione per La:
e a mallo, per volta, quelle <l i c cii dirl'zioll e
per il mOl'lllll,nln c!el'aerl'(J ; 30) di dare CllJ eelerit:\ pre('i:-: iolll.\
l'mlgojo di l'el evazione pp!' la di;.:I 'HUZll
i Il ku:,e alI 'angulo tl i
lJl g'enel'e si. ha nll altu sto eon congegllo di in altena
a lill ea di mira indipendente; all'ore(('hiOlW dl'1 braccio o settore
di pllntauwnto fi ssato l'apparecchio <jj mira a cannocchial e p1'i-
smat.ico ; subisce ,wtolllatlcanl ('lde la per la deri
Y8zionc ed spostahile pel' le alITI" eorrt'zioni; tla il settore di pun-
- ,"HO -
tallleuto e la cnlla l'inrlicaJo]'(' delle di stallze, clIP
urga nizzato in mOllo particolare.
AZJpareeehio ili mil"ll (fig'. ;"j(1). - l'i; un call1lOc(' hi,de cOIlt e-
llClltc un priRma e assicuraLo ad 1111 sORtegno in modo da ri sultare
coll'a;.;se dell'obiettivo pa,rallC'Jo all 'asse della culla qnando !'eleya-
zioJlC' 0, e eoll'assf' sul prolungamento dcll' asRe deg'li
Ol'l'eehiolli, in modo elle il puntfltorc t'aeendo fronte all' oreeehione
pll rnil'ure eon comodit ql1ahmque i'iia l'angol0 cli sito. Mirando
al segno il set-,tOl'l' (li pllll tamcnto assunw l'ang'olo di sHo, (' tu1ta
la direzione.
lnc1icatoi' (; delle (lisim/zc (Hg. 5U2). - Col mo vimento (Iell a
culla attorno agli O1'('cebioni l'i::;pett u al :settore o di punta,-
mento ::; i fa l'uotare an("lw un di:;eo lllultipliea,tore graduat-o, girevole
Sll llll perno fi "flo a l settore o hraer, io. T..Ia tl'a:smi::;sionc ct'l moyi-
lI11'rJ!o fa.!,t " eOH nll'i lllozzi seeolldo i eongegni. Tl:! l'otn,ziolH' dpl
molto pi ampia della corrispondente rotazione (lclla culla;
,.Il og'ni po::;izione dell" culla rispeUo al settore, oRs ia ad ogni
}111,!.(olo di eleY <-1zio I!C, eorri:sponclc una dal,a posiziOJw del diReo
a'Un jlo"iziollP inizial e di l'll'V'I7.iol1l' o; e (' OD lIn indiee
al ,i pu avere wll'Ol'lo del dif;eo l'indi cftzione Ilr ll a
elpva:l.olle dahl. Poieh per neeessario avere l'indi caziolll' dell a,
eOlTispondenl(' aUa elevaziOlw, a pal'iUt di elevazione
la di:-;1a.nza. YHl' ia eoll'allg'olo di sito, l'indi ce nOli tb .. iOl'gidamellt e
,ti ;.; pttOl'P, ma pu sllo:.;tal':,;i Ull raggio (leI fli ',;co, in modo
(la !l0le]' e';;'wn' c1i ,'>po,slo a varie' di stanze dal cen1',]'o p eOlTiKpondere
quindi CI yaric' gradUlt"ioui, eia,se.nna eorri spondcnt-e H, un dato
angolo di "io ; SII questi' graduazioni, a una data cli:-;t a nza, eorrispon-
dono elenlziolli (liY('l .. C' eollegando emI una el1l'Ya i punt i delle
gradnazioni ('())']'isl'0ndellti alla di stanza si oUengono delle
linee di eg'wtl fliflta,nzH;,c, agendo <1,1 congegno di elentzionc l'i fa.
coineirlere la punta dell'indice, in posizione conyeuientt:
l'i tpetto all'angolo eli Rit o, eon I a el1l'va clella distanZe" comanda ta,
la enlla a:-:flume al Dettore la eleYzione , -oluta.lI movimento
dell'indice in relazione all'angolo di fl ito otte nuto antomatJiea-
mcnLe, ::;ia, con ingl'H,naggi tra il scttore di puntamento e l'affLuito
(fig. 50:3), sia mediante una nta BSa pendo! are, ehe rimane sempre
vel'tieale, anehe qnando il "ettore l'IlOt a attorno agli orecchioni
(fig. ;104). Quest'ultima (li sposizioue adottata, nei complessi contro-
aerei lI avali, nei quali l'alIusto non pu mantener si sempre su un
piano orizzontale, llerclt imovimcnti di beccheggio e di 1'n1]io:
-- 31 L
i l pelldolu sospesu ,ti I ' Ol'ec]1 ione, f' il p erno del Cl i:-; co l: d if; posl-, o
sul lirac:('io di puuta lllento a la, punta dell'indice
pO:": ' clf' sn!' iV21(> n Il :l1'CO (li no
c
dal ef' nt r o :tll a, l'('rileri lL del di:,eo
le li nee cl iu!-,:na l sito, anzicli dei raggi rettilinei, r isult ano
degli archi, e 1l' ( : \1]'\ -(' di ug llal distanza ri snltullo modificat e in
cOlseg'nenza.
( 'u}')'cz iol!c del/II ({N i (U:lO'J1 l'. - l,a deriyazione YDI'ia f'sseIl zial-
menl-e i n l n
l
-; (' alla d11I'<l I;;, ("q ll ; l d i ; <,ppro',:,;i lli<ltivamentl', in b'l,se
a ll i! di stanzfl, e [l ni<'l l(' " tl i,.;h1.llzl' nguali corr bpondnno din::rse (J lc-
\ ' 'lZiOll i l' <\. ll;.!,o lo di :-; ;1',0, l a del'ivaz(m(' dpye essm' ('OlTP1,I ,a
il! n1b elpy,lzio!Jl' :' al l' all golo di siI (I , di('. si dnno a ll a unll a
illdi t>e lldenl'e IlWll l (' l ' ullo (lal!'altro. Il }lOltato da
ll n supporto l ;OJI :t1lwl'O IJO1'1 lIal( <Il piano (Ii "i lo, e y il'll h,tto
1'I1() rarp attorno " q llPot',,1 bno a ll t omatieamente, sia quanclo l a
eull a ruota l o ,d settore ( "lc\<lziOlw) :-iia qn<lllrlo i l s("Hore
l'nota l'i"lwtt o all'"ITuKto (sito),
11 d llplitp 11I(1\"ill l('llio yiell(, ot lellllto l:on si,.;telll azi.oni \"al'i e
:t!!.ellti sull ';t1IIl'j() del ,'i 'l]JllOl.'lo quando si agji'cc a ll a clIl la e al
settOl'P.
COl'l'eziollG di (/l' :iO'/u! e (Ii si/o. - - reI' h' eOl'l'l'z ioni di d ire
ZiOllf' e di sit o il pOl' t a,-eallllocdliale l' "i sl-vl1!ato su] SUPllortl'
in !l10UO da poler ruotare, ::; :.t nttorno a llo", stp;; ;;o asse cL(- II 'a lbprt
del sllpporto stei:5s o, sia aU orllo ad ' \In a-; ,"ie lLn'a ll pl o ti qu ell o deglI
ol'ceehioni dell'affnsto : i lllo\ ' inu' nti sono ol t pl1 ll t i ,I 111 (\ no.
A,: " (i , - Goniometri e telemetri i Cenni)_
1. - Goniometri da campagna o cerchi di direzione
} cr la c! elpl'llli ,lI:1 ziolle (' la misura, (h ang'()li Wl,i llll'
t,lli \; zeniiali Il,,l k ol' er'l7.iolli per la [J' cparazi01k dd
J'e;' il j)l1nta Jl J(>1 lt o JWJ' l a COlltlotta del fno('o dell(' al'tigli (>ric
mobili. D ebbono cOIH'nl ire 111m facile tl'as]Jort abil it il l' lilla Il )('s::;a
in "tazione ,Lhha,,, l allz,\, ntpi(la, lInitaJll cnte ad lIn a
eonYC
l
llentl ;,; ('(,o lldo gli .--copi l', Il' l1\od ali h\ di tiro d(lI p Hrl igliH ie
1)(>1' eni dehlwnn
('c)]lst a no dello sl/"II1!lcnto, pl' Opl'ialllPnU:, dett o, e eli un 11'(' 1)-
lliede, iu genere di legno, UOli gambe allungahili o l'piqnlbili, im-
perniatp ad una ti'Ma del treppiede, su uui si ft sf'a lo i' tl'lllllcnt.
Lo "trulI1elll-o co" j itllito cla II n sostegno, ('hp si a ll a t esta
- ;312 -
del treppied,', e e1 ie 1i :1 llli :1"";P o pPl'lIO 'y('r t icale; 1111 piatto () to'm-
hlll'O !.!,'ircyoh- s nl pl'rlW d el ,.;o,.; ti' g:no t'Oli nn ''l1ID'Cf fis so (oprlll't:' (' on
<ll\iUllh1,ic) (', dlP pu i,,; p ol' si e li s,":m; i in una dctC'r-
liosizioJlt' J'i :,!wt to rd ,,\o,., Lpgno W'l' l ' ol'i,'ltt H 11 1\'111.0 su \III
capo :-;:l ldo di Illl di sco azirtl l.lln71' eOIl !/)'(/(IIIII,:irml' (uIJjiIU' ('
('Oli indi('C' mohiLc), giI" '\'ol e ;.:n L piatto .' t,.;sahil, ' iII (l('j ,(' ]'-
Il I ill:1tn, pPl' IIlml'll deg'li ang'oli d i dil' pz ioIH' : 1111 IJlI8n1!lenlu (l!:
CO'll(!/' fltw er:limet'/"ico ,.;,,1 q uall' f' () i l f' II1I1UJI'l'hitt! f ' (n pri\111i
o ordinario t01'1'<, ,,, tTe) in modo l'h \.' l 'm,l'e ntt i('o t Imi pia llO
<li allwtl'ale deL (]j,'-: ( ',O JJer l ' indi,'c lo lWl' d" Jht
gladua.zioll<' ), I l ('oJli.!'egnn H'.linwtr'l t: /I (a o/,p(:'<',hion i , 0P1JIlH' rt
GIIll a con vite p Pl'P(tWI) h a ulla g'n Jll nHz io!l1' (' S,'l've' fi('l hl IL i ' Il l' :l
di a ll goli zl'llitali,
Il sofltp:no, in gprll'J'ult>, JI<I. t1'1' I / 'di (' 011 l'ili tli lin'lIo ;,0,-,) ,
pO,2;:: ia.ni'. i i'n pia.t.lini ddlL tp" t' a (iPl In'PI/i l 'cl (', (d t,'llld (; 11':",,{0
,1,!La te:;ta "te:-;i;a mediall te g'a.nnio a lIlO!a o al t l'o ]'it.!'g l lo tld
Per aknni g:oninmdl'i con IIl e;';"H i ii ;., faziolll' il ;,; n.;te)! l i ll
(> alla dpl IT('P11i('(l (" l ' on 1111 ,'iPlllpli('(' fii '/Ii/io a sfera
(fig. GOCi) , CO Il Yitl' o ghi f'ra. di [)n.,,, i olW pn illllilO)i lizZHl'l' lo "I nl -
lI ll' nto, La liypll azioue dello 4rlllwllt n l' fai i:t cellIT:'LuL! o Ullu (/
all i.' li Ylli, I) anelI\' llll li ve llo l 'Or( al i ;'; 1lJ)Pl'ioI'me nt (' dal
d azJ: 1U!,a(',
Oli s pol'tampril' i del tamlllU'o ri ,,, petto al s(I :.; Legllo, l l'l tlj ,.: ('U
al tmnbllJ'o, e del (:anuocc:hial e l'i , pd 10 a l ha"ameuio
dell'eclimetro eOlilaudati, in da ingl'allagg) a "il c
p erp et na e set.t.ol'( o (',()l'on a dnn t at;f]. pli('oir!,llf', ('O li Il/ :nio < rUlll -
1>n1'o, che una pi l'Ohm;UL e 1'\1.'.; 1 i 1'<1 (' .li pi l'a(' iJp
Jl'1im'a (}i CtllPllp <I, llOllio ordina.l'i o.
ln gellera,le i g'olliollwl'ri ,-;ono Jl1nn il' i di ()l'il"l/ltlloJ' 1/ I I/ li t/,I/di(o,
Il'' I' d,l']]o ,.;tnnllt'l1t'o,
Le gradnazioni azimutali, fi ss(' o Illobili, halillo "el';'; O eOil-
voni (' nte, in r eh),zioll p a qupll p a'Pllan,('(' !Ji d i jllint'<I)IlWI 110
dei pezzi, pel' (witan' <li d(n'pl' cakolm'(' <tlJg:oli 1',Olllp]P1IH' ni a]'i o
s u pplelllPntrl1'i a (pl elli ]('tti ,
(Jerchio d,i d'czione Bwwrnann (austriaco) (fig, 507), -- al,d,, [)l'I' la
deter minazione automatica dell a del bersaglio dalla batteri a . e del,
l'angolo di Ilirczione in all e mi i'ourazioni faUe dall ' osservatorio: ri -
solve, r appresentato in scala, il t ri angol o pl'('vitt
lIIi surazione dell a distalllla dell a batteri a. dall 'o8servatori o Lo
co:: s ta .li nn basamento COli urac0io ; basalll ento girevole lill a gnida Illll gO
la qm1le lo :iColTf, vol e (colllandato da ingranaggio a vi1 e) IIn snl
- :i --
Ii,6ato un grosRo perno cII I', porta 1111 gon iometro ordinario.
Un' ;!,,, ta gradll at,a imperniata 1' ul perno del cursore (' pa;;s a in una gh iera
gircyol e all 'e;<tTemit del braccio del basa lll ento, Qu(':; to braccio. (li lli nghezza
1111 11. 80, r a ppresenta b distanza osservatorio-ber sagli o. guid a segnata
lilla gradllallione in dcll a lunghellza del braccio, il Cllri\orc Vi Cll fi s,
;;ato all a gradll azione Illllli er ata <lol nUlll ('rO II guaJe all a dell a hatt,pri a
JII i:;lIrata in centesillli de lla di stan;\ a del bersagli o. L' asta gTltdlIat,a r appre::; llnta
la disl":"Hllla hel'i;agli o-battel'i a , nell a scala (variabil e da yolta a volta) data
dnllo Ip gradu azion i si leggono in eorri ;; pondi'nlla della ghi,i'ra, e
cOl'l'i'"ioni percentlIa,li da apport.arsi a ll a di ,tn ll za ORRi'rvator io
ha VAr"o il perno un indicc col qual e PIl IAggeH'
dll aziOlIi' ay,il llliLalp [' allgnlo di direl\ ionc da darsi ai l)e)\zi,
S l! . - Telemetri.
;-)Pl '\ ' 0110 l Wl' l a Il li "I IJ';'L (LplLe lll\
III glWl' l ' l'pl di ('11 i COllO;:('C Illl eah' t o (hai:\e) e si
l'angolo , \('11(0 <I q\ws(() ndiaecn tn, per d(' dlU,],p l' altro caldo ()
J' i p.IJt: t> ul1 'i a. La Il <! 'it> lllH' ) \' '; ;:PI' C una, ln !lglH'zza ll l i sllrata f r a, (Lue
J)\I nti L1pl t (q'J'(' Il O l\pi </na,li si dm'e Ear :-: taz ioll\' ('Oltl PlllP0J'< llW:\ -
ll H'ute l' Oli (goniornet1' i) o con l o
Ntl' l1rnent o (leZemdl' i Il d i i e ::;taz ioni); () ppure pu
111 m lnllg-hpzll3 t! {, t,Pl' 111 i md a Iw llo str nnwnt' o ,'i tp'i NO, ('01 qn,Llv ,'li
pnil quindi Illi.'l nral' c la, (Li..,t"Lll za di 1111 oe:g-(' t t (I d,) nlla Ilnica, " I a-
zione (teZernf tl ' i rnonostal'ici) .
Telemetri a due stazioni. -- (Jo n;:l t a no di Ull sistema. aJ,to a
dan' IlI1 ,L \, j,.ma Ln (eallllocehi ale, t'ra.gmLrdo, ecc.) e di un pri :; n18,
i l qnal e :..; i pos:.,ono Y('(l l'1'I' eolli mare con un oggetto
J)o."to " li 1 1,), \ pl'i 1I (' ip,Ll e, Il' i n lInag- i n i cl i oggetti po::;t,i su l
liaIH' o. 11 pri:; nm gi l't' \' ol,' :o),ttOl'lIO (\,d lln \,el' h('ale (o a,m'he
or i ontale :-eeolldo la forma (' di :;po:-; i zioll(, (l(' ] pr i"llla); iD 1I1l<l
p(l ", i zi oflC' ini ziaLe hl v i::; \la, le di retta all'oggctj o di fianco cli e ('01-
lin ta eOl) q uello di fro nt e fa Il ll a. ngolo retto (:olla, princi-
pale; ;') l' ando il prisrna, detto all goLo varia ;:l eco ndo la po:;iziolll' del
l a rot.azione del p l'ifl nl a pu pssere misurata e da
pnlI rle(l ll l'l'e i L valore dell 'angolo fra, le dne visuali, Pcr
l' impi ego di tal i Ci lnulI(>l t i l' osserntLor e fa stazione in Ull punto
da (' 1Ii Ci r,org',L il Lw r "ag'lio :; lll fiatH:.o, c, eolio st.l'llIne nto nell a ]Joi-:i-
zioue inizia.!(", 1l \:egli e (Li nanzi a N I1 n CiCOpO la, cui imJl la-g inc
l'olli1l 1i GO]) qnell a del ben;a,glioj quiudi si porta in una seconda
,;t'az io ne: 1-! ull 'allincamento fah;o wopo-prima stazione a
di"ta nza nota, (Ill isura t,a) da quest' uU.ima, p fa !1iral'e il pri f: 1UL
- ;;1-! -
ili modo da veder di 11no'\o eollima,r e l'immagine dd ),ersa):':lio e
dd fa lso scopo. La. l'otazione d ell1rlma mis ll ra. t a da, lIna gradua-
zioll(' che, l' ovente, numerata (;oi clelia. eot a,ng' cl1t e dell 'an-
golo misnrato, in lIlc)(lo ehe lJa:-;ta lJ101tipliean ' il numero letto
tiullo strumento per la, base }Jel' HiYOre l a dishtJlza. Oli strumen ti
1' 0110 eompletati da, orga,ni d i l'pt1jjka (Telenwtro Oanth ier).
Al( ;uni st,rnmenti di qllt'st o ge
1
1('1'l' so\ 1:<111 t,o, oltre l ' an-
golu rdto, 11J1 angolo di dptl'l'lllinat.::u' 01 1 (l' l ('sti st1' n-
me nti l a, sC('onda stazioll p nOI) pn es:-;{'re :-; (;elta a (li "t a.nza (jna l-
in ques to ea'O dopo :-; (:elt o il fal <; o seopo
lldln, primn. s taziOl!(', ilisll OIl P io stl'llJnent.o IldhL posizione cllP
dft l 'cw golo aento, t' :-;i sposta. illcli d r o llllLQ'O l ' a,l1iJl( n. me nto fal so
Scopo-llrinm sta,zioJIl' ,"; (' lnprl' tenf'lHlo lo :-; t nllncll to ;. ll ' o(;(']lio,
finell vpde di mlO\'O t:ol li mal'e le dne irlllllagiui: si la. di-
stall za ('lw molti pli eata, lJcr la eOilta,ntp dello :,;trIlJllE'lIt o,
(cotangl'1l te c1eIl ' ang'olo acnto) d la dd
l telemetl'i a dll e st slI eecilsiv(' nOli son o di illlpiegu
molto cOJnodo in tntt k eireostanze, IlO)} r0:-; SOIl O s('lTre pel' l a
ddla, di l;Pl',' i1g'li mobili, non s i p!'l'sta,no 1w r la
mi "nra di gl'aneli (li stanz\' l'oll a yolnkL lll'C'cif< io] H'. 11l geJlerl ' Mono
a l) ban do lI:l ti.
P c)' i l t i)'o controltCl' c;ono in lt,,,U i' istcmaz ioni L, d Lle 8Lazio ni
cJw f unzionallo s iJ1ll!lt :!jll'amente e eollt'gate tde[oni(' <l l ne ll Ll' : il i
eiailelll1<1, delle duo ili dispone di un gOlJionwt l'o eo\ qna le
s i mi sunwo gli a ngoli l1(\ l:ei' sa,r i p er la r;ohlzio rw (/(' i triangoli.
IIlIO orizzolltale (' l'a.ltl'o y erti (' a.le, (la, elli d edn ep la (list a nza,
l'l'ah' del bersaglio (' \n " Ila qllota.
Telcmetri monostatici. -- l'ri1/Ci p'io fjnu: l'li.l c d'i (!
1'11 - t : n t u ho orizzont a,le porta in ('OITispollde1za
di dn e ti nestre prH,ti(a.te allI' :-:; IlP est r emit, due :-:; p ec(:hi riflet t ori
(fig'. ;)0))) inclinati di 4 .\0 all ' a"s(' del tubo, i qll a li rifl e1,tono
lung'o l'asse del tubo i'i t PiiSO ho (lup illl11lagini da IlIl ogg'etto
a v a nti allo strumento; alla pa,rte eelltrale del tuho altl'i due
faeeJlh Era, loro n n anQ'ol o r etto, riflettono indietro ad angolo ret10
1(' immagini provenienti dag li specl'1Ji rifl et tori; l' oggetto
dhpoi'i to a di st,an7.a infinita, i raggi incident i il ngli "pecchi riflettori
sar ebbero paralleli , e i l'Cl,ggi da qnesti rifles"i ver so il (;('nt.ro ,<; are1,-
!wro p111' e parall eli a ll 'asi'c, e dll\' illllli<1gilli wgli :-; pe(;dli (:en t rali
colli lllel'ebbe.ro. Se l'oggetto a (1 istanza tillita, c lo ilt.rume11 to
;315 -
.(. dispoi' to i Il modo il :-; llO n,s"e flia, lIol'lllalc al rap:gjo ineidcnte
UHO (lcgli ,,,pecchi, il raggio incidente sull'aUro "1'eCC1110 fa uo
<:Ill golo acut o coll'aflse del tubo, e il raggio quindi non
lluallelo a detto l1stie, (' l'immagine del fi pecehio
t t'lltl'ale no Il colli 111 a con quella prove
'
1ente dal UrilllO Kpeecl! io
ritlet' t orp. fJ O reIa.tivo delle imma,gin1 f) tanto pi
gr allde quant o minore la distanza delFoggetto, e (lalb grand(' zza
dello suddetto si pu quindi dedllI'rp la di :-; tanza.
] Il pra.t ica, invece di specchi "i hanno dei (fi g. 5(9)
sia all(' t'i'i tremit che al sia por i noti va nt a,1!:!2:i pr' :-; ('J! -
t' ano i pri "llli "ugli fl Jwcchi, ;;i:.t per poter an'T'e k imIl1H,g:ini in
eo]) voninntc c la si"t emazione (' compIei n,t a (1;1 un
doppio si,-;ie llla tdei-ieopic() , per la pi chiara vL,; ione
l ' da urgani di ll1isnra e di rettifica.
Un tnlClllctro monORt at ico composto, in gCllen t! e (5on! c f; ( '; .. :'liC :
H) Corpo del teZemelro (fig. 010). - Tubo met allico compemaio:
all ei' t remit dn o finestr e Joi pri smi pentab0l"lali riflettur i; q nest,i
pr ismi dnno iell1 pre un ragg-io emergente ad ang'olo l' et to con qU('Uo
alla 11al'te centrale il tuho port,a un ocu!::J.fe con vetrino.
b) Canncchi ale tplemetriGo: tnbo eoassico al precedente e in
cOlitennh): all e e:::tremit:\ porta du e ohieltiri e al centro, in
corri spondenza dell'oculare, un gruppo di prismi ehe rifl ettono le
ill1Jl1!1Jgini wl veh'ino del1'o,:nl are.
Secolldo la forrna, c la disposizioll relativa dei j)Oll "
sono an\r e le du e immagini .l ell'oggetto sul vet.rino \arimnente
nel C<1 tl1pO ddl'oculal'c (fig. 511).
1) n t' ampo appar diviso per met da lilla, retta Ol'izzon-
Lale: l'oggetto appare plll'e divi so in due parti, ciai'i <:nna nel campo
corrIspondente; le due p:l,l'ti non coineidono j', nl' di loro; per mi su-
rare la distanza :-: i devono far coineidere (t eZcmdri a dimezza-
?nento o a coincidenza).
2 ) n campo appare come nel caso l'l'l'codont c, ma in
mezzo campo si vede l'immagine intera dell'oggetto; opI
eampo superiore l'immagine rovesciata: in quello iuferiol'n diritta
(o viceversa); prima della mi surazione le due imllla,,2.'ini Ilon 80110
simmetriche (in/;el'sionl!).
3) n campo appare diviso in due met da una verticale;
in eiascuna met le immagini appaiono intere, e prirna della mi
snrazione, :tiSimmd.riche (simmetria).
e) Urgani di mis'/t1'll- e di rettifica. - T,e d ue immfl,Q:ini del -
l 'ogget. t,o o a,ppaiono pi o meno sfa.l sate (l a.:<i1lll ne-
(,ri eh2, :->ecolldo ehe l'oggetto f-i tesso pi o vir ino: la mi sura,
dello :->fal:->amento o \Iella a::;immeLrifL d quimli la ll lii' lIl'a, de' Ha
di i'tn,nza (fj g. il] O l-' !"'d 2). La misura dello f-i fa lsame nto ottennta,
C01l Ul i vrismll cleflr:lil!/' B fra l'obi ettivo e il pri :o; rna l'Wet -
torp di una delle parti dell o strurnento. T ale pri sma (ll,jil, t tol' tc'
conformato e organizzato in modo da fare, col f-i ll O s})Ostamento,
deyiarp i raggi pro\' f' llif'nti da l pri:< ma, rifl etton' e quindi i'}lo'itnre
l' immagi ne f-i llll'ocnla,r e. Lo spost.amento elI(' i:llbi:->cp il prisma
dcfl ettor e (b urm posizione iniziale, in eni 1I0n pfO\"(W(l alcuna
devia zioue, fino a qnd la in eui l ' imma!2;inp (' :S 'IO (lt'yinta (' oin-
enn qnella jH'oveniente dall'altro prif,ma, l'ifl ettol'l' del t ele-
metm quindi ili 1'l:'l az.1one 1Ua distan)l; fI delL' ogget,to, l' ad
po: .. ,jzione del pri'lma deflettore corrisponde una daht dL, tanza.
Il mO\'rrwlI to d('l pr i sma deflettore pu a se('ollda della
fOl'nl l , () di lnngo il t.1Jbo, o di wtftzio ll e ,tl 1cwno
a.ll 'as.'i e del t ubo stesc.; o, o a nche di altr a p (\ (' o mandato
daH'esterno dello strumento mediante ingranaggi ft lUl ,lificat \ l'i ,
c',he eomarH1 allo aIJd1e Trna scala, gr adu ata e IlUJ1l pra.t-a a di stallze,
ili modo ,:he qua,lldo le due immagini :;ia,no pol'1-aLt> a eoin('i dere,
si legger e diret t amente sulla, sc- ala, la di stanza dpll 'oggetto.
Talvo Ita la sealu IwglHLta :m 11 n'asta, che ;.:corre hlJl go il tele'metro
l' hl' appare nel campo dell'oculare, in modo che il 1denlPtrista,
p u lpg:gere dirett amente la distanza; ma Ki ha sell lJll' p, <-11lf' ](:' in
(:a:-; o, una che pu leggersi al-t r a \, cr c: o lIna, JilH' "t r a
praticata nel ("orpo di'l telemetr o, per 1la1'1:P di UII al t ro operatol'l' .
Per rettificare lo strume nto, nel (aso d lC k di un
da.i,o oggetto nou coincidenti qu ano la, scala segna la
di ::; tanza ll(Jta dell' oggetto, nello li t.rume nto, dalla, parte
quella (lei pri:;ma defl et.toTt' di Ki'Jenmto un i'econdo
deflettore di rettifi ca.
Part'i accessuTic . . - Nell'interno dello sono Kiste-
mate m.;tigmatrici ,appa,Tecchi di illuminazione delle scale,
('cr eatori, eol1imatori; 1'0cula.Te pu e::;serc a ingra. ndimento yaria-
bil e (a r evolver o a lente 8COITeyole); talvoHa f; i ha nno d'w oC'n-
lari, disposti cogli a ssi normalment e l'uno all 'altl'(J, in modo da
facilitare e rendprl:' p i comofl a la, visione di bl:'rsagli ael ll ita quota
(eontroae rtc'i ).
8oi>leyuo IfeZ tdcmcll"O. - Ha forma e dimensioni ili r ela zione
- :317
alle Iliml'n"iuni dello per i Vi pi('coli Inl <1nel1(' man-
ca,l'e, Il;, fOl'llla di treppiede, o di colonna (I di pied(stallu, ('on un
j);'i'llU \'ertiealc ehe port' a una, f')l'cella a colla.ri entro i
qnali il corpo f1ello st.l'llmcnt.): pUI e;,;spl' mUllito di Ull
eOllgpg'llo di direziolle (' di ulla gnu]llH,ziOllF azillIUial(' per la mi-
timi! Iii :t'1goli di ,ll'pzione, Lo ,,1"rumento (' "i"kllmto Ilei eollal'i
il! il](\{lo da. polpl' ruotal'P S!l1lu'oprio a.sse, :-;(> lU('diant(' Ull
('ong"!!'ll!) \:olwenil'ntl ' a 'l'ili.: l'erpetlla; llna Il:n,M1wp;io\i (, zenitak
lH'l'Jllt'1 i ',' di mi,-;\ll';,'(' gli allgo)i di "ilo,
II .;o-:j't'!2Il(J pPl'lllettpJ'P di liVlla]'( lo ,'\LJ'lllllel!to;
(',, ;,eH' " , ,lido, \' "tabiJv ;dl,' P]'"'", iOll i (kl \,('111'0, ddla llW,llipl)la-
zw/w, ('l.'(' ,
La PllWi "iou,' dI'Ilo ,4rnnwnl () p1'ojlorziunal(' alla di:;;tHliza
fra d\" .. jll'i ;-:Illi r itkU,ol'L !Id ('
inyel' '; ,lili'llil ' lH'oporzionak ,\lrt'l' I'OH' di o;..:-;(' na.;.;i01l(' (20"illl1wdia,)
(' nl (!uHil]'a! () 11pll,I di ;..:, ali;';;! lo.
L,I (1/';.:1 i -;j,' Il i! :\'1l1 i ':u.ri" da Ili, l a 111. lO (: pi,
,'. ',:COl!I'!(1 ;..:ii .,;('(;pi , \ (' lIi so no cI ,', ( i !l '.l.ti, Yio!1 elli Bai'!' antl Stwlld,
I>i .. , <,. l ; n"I' j'"
Tdenldri "tercosi:t1pic (;i :' ;) Ul. - tolemdri mOllo,,1 u
;i ' i nei quali L. 1': , j';liln d,' !la d i ';( ,liZ<i !l'!I! \ i i)[I,;';;I sulla eoilWid,'lJ?:1
di del 1)l .r';l.: .. ::1 }! ) in \!lt i;:l! \' O rHa snl1a, SUH
1' jcjl :!' (, "teJ'l ' o:,, (' p p' ea CU I) qlldl ;. di pmii i di rill-rin!(, utl"
(,I I ! ;lflP: i!O ! O mi (: t ln!ln di (1 lll ' oC'lI ], ui , (; OH! itllij'j da IHl corpo
1111 ,0 1. , 1'0: ' :dla (' :ii , " ,: rC'lllii "O!lO i. pJi';llli l'ifletio"i (; OI1l I' lH'J'
;d' ri 1,'II' I , H I i i: ('ilI' lidi ' i:i")'ii\' h alllio due ul!idti\' i, l'all'l'i
dii : ' l; i'; 'I, I: <il "L' n: i( ' , (, j, j' ;(" l j ji! (ki q:mli l'i J! ('!\' l ' illl !Cli!'itl\ })l'o\'(' -
lli\ ' lif: ' dal l'i T "il i '. '" ,i ;; : ;:: !dl ,'lhn' :-nil \. (, tl' illu di lIn oeulare
il: dilH' !Hll'n:e d,ll':ii l 'I : , i,; 'l;; !! lil ; " ' ;';; Unito ('01li\' lll !, ill ()(' (,l o,
{ i ', t : ,. ,d:lla fl' :i , j dl l C riic!tlurj , d . ..,t{ ' feO-
.',, 'nr LI..'}i(1 i n ()fJ i ' ht' ; .... ( . di i'\ 1. ,aUZd. dei
\'l ' !. l'ilii dl',,>li 0 c, 1l1al' i ,'.i)]!C ;c'!2' llat i l I:ic('oli t l' attin'l' ti ..
;:::di ; ;: : ',I!1!JO di t,di li,l i !I ;l '"d \" j,riil o In. },osizioJl<: elw a,vl'vbl)('
di Illl ( l' n! ! l del1n P(i s(o Cl lllW data fli:lt'UlIl"j
d<i iP]I ' IlH'tI'O, in illl(io (',Iii' al i t'!('llw{ri ,'i L,t: guardando lwgli ocnlari ,
apparI ' (',Ull;,' l'illllli:li!'ill<' ': il' l ('{J;;copi " :l di un eerto lJIIUl(']'O di punLl
immagi lJ;1l' j a \ari t ' di"tmh\' ; tali pUliti SOllO di:lposti su
una linea. :1 (' a,ppainuo quindi t,ome i paracarri o pali
tel .. u ';lf]('i ! ungo 111](1 s\:' f'jH'!.:giantc in salita. }}irmnag'ine
-- 318 - -
stereoseopica di un ogg'etto posto a una data appare coinei-
de llt:n \1110 dei punt,j segnati e Si' questo punto cOlltra(l(Ustinto
(' olla distanza rrlaMva, il i pu leggere immedia,tanwlltp la di iltanza
tipI hersaglio: ta.] e i'l istema det,to a p'wnti di riferiTi/dito fissi .
In altri t. ipi sn eiaseuno dei vL'tl' ini segnat o un nni('o punto;
ma uno dei vetrilli mobile la,
del vpt,rilJO l' imnmg' inc l'i.qnltante da i d1\(> punti sui ydJ'ini <),ppa1'e
eome quella di un pUll t O del terrellO l'0sto a ([in'l',n difitanze;
per telemetl'are bisogna, quindi i' poiltan \ il vdeino mobil e fino a
ehe l'immagine del punto di riferimento appaia, alla "h."sa, (11::;tanza
dell'ogwtto; dalla pOfi izione del vdrillO "i j)ll (1(>(\111'1' r> la di stallza.,
rnedi a nte una gra.duazione. Qnp!,;1-o ,c; iMpmn, deHn (( 1J/lnto ili '/' ,ife-
l'imento mobile.
I telenwtri i'itel'eol'icopici prPflentallo telell1elTi ;L coinci-
euza, no n tanto il vautagg'io di IlIm magg iOl' P ,'i(, n pli <:i l it (1 i costr u-
zio ne e di Hua lllagg'ion> precis ione, quaHto qndlo (l i nlla maggiore
ntpidit. e cO!11odi t, (li impiego e si Cl" ind i sll el' ialll1entl"
per t elell1etrare og'gdti in rapi(lo Il i cr"im 1m 1: , nomI, gli am'ei, per
i quali l'impic>g o dei lelf'meLri a eoineidenza J'i ,'il1lta lelli,() e dif1i -
cile. E Si:li per richiedono nel telpllwlTi ,'ita, lIna, abili1:'t clw non pn
l'f1,ggiutl ger si -che con lilla :;; p('(' ia] p a1tit1H'liJ: c e co n l ITI eontinuCl
allllpstr a, nwn lo.
l i I. Telemetri da costa.
I telellwlri a eo:-;(-a SCHIO orgallizzati per (la,l'I > ill og' Il is11wt(>
la di :;;tanza del bprsaglio fl a]b lmUI-'['ia, (', ,-; ()Y(,Jl l t ' ,IJlClt V, l'l'l'rile-
vare gli elementi (yeloeit long'itj](linalp (" t.r a-;yer i' ;de), neeei'sari
alla deLel'minazione delle correzioni (] i di "j-a,nza (' Il i "cosl-an1ellj-o
per il movimento dPl lWl' Raglio; iIlO]h'l' dllll O ;\l l(:hl' l'angolo di
dirpziollo pPl' i pezzi nel puntameuto illdireHo.
I teleInetri da costa ,'-i i diro no 'l'n1ani qllalH!o la :-tnzi01H' pl'.iJl-
eipa.le di sposta in estel'n'i qunJ1l1 0 lontall a.
Essi, come t.utti j telemetl'j , ribolHHlo 1l11O o dne triangoli
di cui si conORee un la,to (base) e "i mi:mmno rlne a,ngoli . Quando
il telemetro dispost.o ad una eerta quota, s111 ma,l'p la, ba:,;e pu
essere r appreilentata dalla, quota. Rtessa, e lo strumento detto
a base 1'erticale; negli altri eabi :-; i han uo apparecclll a ase OT:zon-
tale, che r ichiedono sempre il coneorso di UWt sta,eione secondaria
in cui installato 11110 strumento misuratore di angoli azimut ali
detto goniometro.
(,.!uesti a,pparecehi l'ag'(!;inngollo, in g'enerale, il loro seopo
eolla riproduzione in :'inala (lei yari triangoli che si devono risol-
Yen'. Gli strumenti sono eostitniti da un rolnu;to basamento con
tre piedi e yitj di liyello, poggianti, mediante piattini, su piht'trim
in mnratnra, di ('ui ileterrllinata l'::mttamentl" la, (PlO1":l e la posi-
zione topografiea.
Sul basame1l t.o SOtlO le parti per la rillrodnzione
dei triangoli da l''iolverRi, per la misura degli angoli e rer la, mi8111'a
delht distal17;a tra hatteria (' her:'iaglio, (corone fisse, piatti oriz-
zontali, perni, aste "correvoli, e::n.) e il cannocchiale, il
cui usse ut.tino deve eSsere dirotto al hersaglio, e qnindi in ogni
easo du,'e esseno montato su un sostl"gno a orecchioni munito di
,l1n di elevaziolle' spolltare e tener fisso il cannocchiale
ad n n;), data. o vite).
TI cannocebiale in w'nere ordina,l'io (t0l're:-;tre o astronomico);
oe,rll avere un campo abhastamm ampio pereh i bersag'li, anclle
se molto veloci e vieilli, permangano nel campo per il tempo suf -
fieient0 alla misura delle velocit, con eerti proccdimenti; l'ingran-
dimento non pu quindi essere molto forte; per sono in uso anche
caunocclliali a ingrandimento variabile. L'a,sse ottico individuato
mediante fili incrociati segnati su un vetrino o rnicrometro.
La lettura rlelk gra,duazioni angolari fatta mdiante nonio,
sebbene il rag'gio dei piatti si;t, in genere abbastanza grande
(20-23 cm.), ma. di solito si 1m :.;empre un contutm'e nwcc(tnico a
ingranaggi, ehe la lettura delle minime divisioni senza
sforzo c (: 011 grande rapidit. Le graduazioni lineari in dilltanza
sono segnate su a:-; (c o alidade che rappresentano la congiungente
batteria,-bel'sa,g!jo, e v cn,gollo lette direttamente, con o senza il
concol',W di Ull llouio, oppure col eOllcorso di un contatore, come
quelle angolari. Si hauno per allche appa,l'eechi sistemati in
modo che la scala possa essere segna,ta su un trasparentf', e
ossvata, direttamente ' o indirettamente (prismi ), nell'oculare
stesso del cannocchiale; eosl, con conveniente disposizione, si pu
ottenere ehe la graduazione della distanza del bersaglio appaia
in corrispondenza dell'jnnnaginc del bersaglio stesso: questi tipi
di apparecchi sono detti a letti/m <1'iretta.
I telemetri interni a base vertieale (fig. 514) risolvono un trian-
golo rettangolo di cui si conosce un eateto (quota del telemetro)
e si mi::mra l'angolo acuto adiacente. Poieh ad ogni angolo corri-
spondo una data distanza orizzontale, non oeeorrono altre opera-
- 320 -
zioni, e quindi dil'ig'ere il canno('.chia,]p al hm'sa./l:lio per potl' r
lep:gflre 1m nna graduazione eonveniente', hL rliNtanza orizzontali>
del hersap:1io stesso.
I Iclemctri interni a base oriz;;; ontale [i] 5) ripL'()(11H'0lI O in
l'cala un triangolo situato IleI piano orizzontalp paNNante per il
lHH'/la,glio '" i ('ui vertiei sono il bersag:ho st,esso, hL proiezioIlP d, ']
telpmetro, e la proieJ::ione del goniometro della stazione
Sul )Jasamenl0 110110 i-it1'ul1Ipnto p1'illl'ipalC' ii si' ato, ili
riproducente ill sca la, rispetto aLl 'ai'\;';(> y\'rti('<1Je dello i'\ lTII Il Il'n t 0 ,
la pm:izione delhl stazione sC1'ondaria, un lWl'110 ('011 ulla
la cni eFi t1'cl1lit I i1w1'a, Reo1'I'(> lungo nn 12)'<1<1 n,l,t o, "il i q Hap
l'i l'a,nno le gradnaziolli (',Ollnnl'a,!,e tpl pfnnic';ll1lpntr' i n
modo continuo dalht Rtazioll(' TI ('annol' ('l!iav dell e
f\trllJl1cmto !:ennt,() eo:-:ta,nt,emPllte dirpt.to !JprR;wli o: l' illt"P';,;\"
J::iOfl(' del piano \cl't. ical e per il h\,flllo('c hi al(' ('oll':ilid;HLl
rappreRenta., ili ,;('ala, il lwr:-;aRlio, e la di I al !' in!
dello stnunento cOJl\' enient,pJl1('llt-l' l;t ' li
f\t,allza IJrizzontall' del
r tcltrll ctri c8/(m1 (( /;((,81' !' ('/'tical(' (f ,Q'. ;-, J n\ l'iprodllcoDO il i
l'e;I,1n. flll. triange'[i: IlIlO l' rc' tta,llf!'olo, i (' Il i I ('rt il' ; ;'/, ' ,' , ii
'[)c'! ':-; ::glio, lo ::;lTllllwnto p la ":IlH, P'ol,' ziolll' su l pinlie' , q'i :-,/X l ,; :I :
il iH'rsngJjo; l'altTo orizzoll nh', j ' i (' Iii \ :' 1'1 il'] ,-;01IP .il
ben.;aglio, b !,mi ('zioll c dpllo s(rllllH'lll-o /, la Pl'o::--:i ri !',- di'iL) " ;]r _
i l'ri ,i, L{ !' ist,oill: l 'l, ioni :-;0110 \',!l'i, ' tU 'al' i 1l1 o\l elli. :tlI Pl " nt ,i
i-in l }(, <ldt i :mdl(' tl'll'[I onio'/ildri .
[II all'llni t ipI (li t ali ,:tnlll l<.' lIri , in '"!, , , ch,' (' oli:: J'i : , ' ndli"]( ' il ('
il i ,.;c:da. {[,i <111<' tl'ianu'oli. ,.:j :I';": ,c:: illll ,U" 10'; (' (' 1'" ,,; - i !! '
;")17) a,l {' ."' i ! (' u .. :( ql( : T}{.'. "
d(>!l, ' ( ' Ill'\' p l' u } l jln':-;{'.IIt":ud i l:t i lli " li ! :,' ,,': "i n d -; cl, jl,'
sllIHr iit.j a \'l'nti VOi:Hi ! l;) i;, PiiUl(' C.;; ) d. -no
((' (' nt )' o dcll'old)i c'U i l ' o ckl C:t;:lio, dli ;!l t) l' d! : , !
t ri(: l archi di cit\' olo i ',n i i; l . ;: i{i{ 'LvJ l l d,i'" f '( re ,
HP.] di t1t .. Il a, bat,i . ' di \: :vrin.
pi:'l' il pltJl : n j-is:-; o a.l her:;H!2 Ij .,: ; , '! l ;: \,T- , il .. dl' inn , i i i, i"ii_li,
ste":";o (' \- <:al0 in eOl'ri HpOll ([(, llZ;1 <l i u lla .I ; li<' ,' Iin , " :' ( ' ( ' :! "'( ' U I;; :
di ta,li ('l in e l'o ;-; ;'g lla.!a ('o] \',do;'!' (L -l ,1d]':l l' C(I di i'i]'''n:'
l'uni;,pOJlllf'nte', ,:i pu l\'g-;::,'PI' P i ,ll ll " d i:I!<\ilv l l1 ,' ili ( 'o)'") :;,, 1: " !in'
(klb i1Jlllm;_d]]e del 1:1 ,ma di ;-t allza da.IL) ';d t " ri"
T Idl'mdri csl(')'ni a base ori_:,,:01ltul i' (ii.','. rd R) , \Vtti :Ui('l ( (1/), i i)-
st(ldiOlllet1"l:, l'lpro(1neOIlO in sealn, d t1 {' t ri nll!:.'oli (',nni (-I1IJJi li " ! : i:111i)
urizzo Ma le p a,:-;:-;a nte pe r il Iw l.-ap:lio , ('. i c lli , 'or( ici -ono illll-' l' ..;a,g:!io,
la pl'oi('z iono dello str umento principa le, la pl'oi l:' zione elel ;::nJ!o-
met l'O della ;;taziolw soeoJl(laria per nn o eli es;.; i e por l'altro il
l'ic)!.d io, l a, dello st l'llrnollto prineipale, la pn1ipzion e dd
PI'ZZU d i h u'i(, ddl::t h attdi a. , Lo stTnmell to principa le, sul ha 'i,L-
llwnto, ha! fbs[Lti dllP ])(, l'Ili ra,pprc;;('nta nt' i il gonio llwtro l' la, ba.t-
j ('l'iH, eia..,,;cIl Il O (o n l'inter :-;e'l, ione dd pia.llo \'ertiht!l'
Iwr il canl10echiale (l eUo ti tl'UI1H,,'nto princilJa.lc ('olla ali-
ctl da goniometro (ehe i mov irnell t i del p:o niollwtro ::; t ( ' ,;,,0
media nte cnlleg'u lll ento telefo nico) rapJH' cRonta il hel':--;aglio, m,Lll t e-
llmlo l 'ali c1a(l a i n modo cl1(' p asfi i a nch 'e:-;,;n por 1<1 \ 'Cl' h-
eale (hl punto eli inter;-;ezione :-; uddetto, :mlb a li(lada jl ll
misuraJa, in seala., la c1i :-; tanza dall a hat.teria.
In tutt i i telclIletri a 1I a:-;e orizzontale il co llegame ll to (klgn-
n iometro coll o stl'llment-o priJl eipa le Pll efisere fatto, a- nzich tele-
fon icarnent' (', in modo ehf' b1 a!i(hu];) -gnni oll lPl'l' o
dI' ilo :-:trnrnento au to matieampll tp i Illovimc llti, dd
.go Il iOlllctro.
I telelll et ri a vertic:ale hanno un limit o (l' impiego in
d nza (l etcJ'fL'linato dall a loro q nota. J t elellletri
;'1 ba"" Gl' izzo nt ale ha.nno pure 1l'1 li mite d ' iulpiego Ile! :-;et t o re ori z-
w J1 tale, pcnl :t qnando le vi'; lutli dirett e dal gOlliometro li daJlll
st::1l\ione principale al IJclsaglio coll a h a se :-; ono l,roppo -,tLcuti, :;; i
hanno errori molto for1 i di per pi ccoli el'l'nri di ('ollima -
:dollP; per questo di ti ol.to i telelllctli a h1se orizzolltale SUi l( ' orga-
nizi;at i per du e stazioni seconda.rip, 11lm a l' l'atra Cl sinistra.
d<:' llo stI'Ull1e nt,() plilJ (,ipa h' .
\' 01. lI. - ,JI'II/ i do /11(1('(j I )(Jl'f"lili. {' (',', :.li
CAPIT01;O X.
Traino e trasporto.
Trazione auiluale e sonle;:;gio.
ART, 1. - Carreggio in genere.
[ veicoli a trazione animale si difl tjng'uollo in (' arri a c1ue rllote
e carri a quattro ruote. E ssi si compong'ono delle seg: ucnt.i parti:
Ruote, che diminuiscono lo sforzo oceOlTC' Il t e per il trafl porro
dei eal'iehi.
Sale, cho ::;ervono a d unire le l'llOj' l' e :l KOKt('. ll ere il ]WfiO da
tra.sportarsi.
Porta carico, che ha forme (liversl' K(' ('ondo jl g' cnel'e del l'nrro
e ] 0 scopo a cui dest.inato.
Attacco del motoTe; timone, hilalll;a, bila ncini, ecc.
1J'Teni, che servono a in t,rodulTc l' I'l"ii'i tt'llZC a l 1110 \' i mento del
carro tli::;cese e nelle hl'llschc ['('rmate.
La costl'lnione dei can i dc',' ,;odd i"fan' ,1I ip 'H' g illl t i cUlld-
zio n i generali:
OffriTe p iccola rc ... i ... 1', onza ,lI 1l1 0\i ll l<'! ltO. _
Utili zI\ 31' c nel miglior modo lo el1<' pu K\' i!nl' uarc
i l l liOt on' .
fi en1lllil'l' (' pie(' nlo PI '';( , . 1(;], 111:" ,ubl i'ala
al snl''izi o.
La.l'ghclI,;m masfl ima J)l'oporzionat:-l ail l' :-;Lradl' ebe dl'1. ono
percorr on', fa. cilit:\ dj eambiamento d i (li l'eziowl.
Cen t r o eli gr avit, eon carico, tlOIl t roppo <.Llt o per 1ft neecs-
sad a stabilit, , d'aJj-,ra par te, porta earico llon troppo per
evi tare urt,j eont!>o il t errcno; in' Il i di fa,cile.e ec'modo e di
azione
1. - Ruote e sale.
Ruote. - Debbono a.vere contOl'110 circolare perfetto per
qua. nt.o po,", sih ile: percb le del contorno aumentel'Ob-
bero la fa1i ca, del motore e varierebbero ad ()!2:ni lo S1'01'70
clw questo (1('\"0 esoreita,l'p per mantenere in moto bi, vdhll'a.
Denmo l6yyerc, per non rCllfLerc troppo ,Q.Tancie il peso
morto, eh(' non (' onCOlTe alla, rm\stentl e!:tsti;:he
per non ,';o tTr il'l\ troppo (l egli sbattilllenti a ('11 i van ilO sog'gette
11('] eh tl,uOlli ::tteidentatj.
Lp l'Ilote dpi calTi a trazione animalC' qnindi in gl'IleI'('
costituito da un mozzn, di legno o lllcta'}!il"o, da, una coro'l/(( di
ga.ve71i di legno, che ('o:- titniseono la periferia, (le1: e 1'1I0t o l'ono
rinforzat.j e pl'otettj col cerchione di ferro o di p dalle
razze di legno che uni r,ieOllO i g'avelli al mozzo, e costi! Il iscno
pllntel10 yt]"o il ha:<so (> j,il'ant( l'alto .
.110,::0. -- Il moz:w pu Ili Ii'g'no o nw/;allieo. Il 1I10ZZ0
di l" g'llo (\ ol'alll:ti abhu,IHlollalo 1111 mil i-
l arI' .
I IU,,: zi ml'/u1lici (fl!2, . ;-,l !l) da l il tubo tTOll('() -
cOlliell ('ni ,\nal b ('orpo Ilfla pia>: tl': ([i S(',oidale, ('k:-t-,a, PtSl /' (( fissa,
,mI fl ll" }(o (li "po:-: l a n lla ,' Iii/stru. )//obile; h\ razzI' SUllO eOllipl'PS
Ira, le .lu(' pi a:.; t-l'I' iII llw(\o .1" i ;t contai t () fra (li lm'o, l' Ip
(l1W ,-:pl Tnh' l'ulla :t1Faltl'a mcdia.utp chwIJr!le.
L,' ('llia\ ftl' dl' ,-:0110 lh",ale da (ladi, chc, di :-:olito, si tl'on\,Jlo
da lla part (' della pi:L-:iT:!s"a; l":-l,W ,tttl'U'\('ldtUlO Il' 1'<1./;/:(' () , 11 Il 'i.!li 0 ,
sono di :-:l'0f.:te fl' :l. lllla. n)7z;. t ' 1' aI11'<)., t'\ ' itnlldo (-o s di indd)( llil'l'
la, l'azza.
Nello J'\lol 'l' d i ti ro .1Ii1r/n//; (hg. ,-) 20)) (d\'Il'al'tig'UCl'i :L iug1l':,;e)
le l'Iliay<\.rdl' nOl i !C' l'azzp, llIa
dd ]>[(:111' di q lll' ,; tl ' " li:lllllll t l'in.llg' ola,fn in nlOdo da tnttte-
nerle fra. h due pia ,;t 1\' '' l ' ,l llia ( '!tI' ol eOl'.nU1O fori o soa,na1atnre
C\ 1h' illlleholi :';(, ;liIO hl 1'; \1: /\;1.
1I1tl'l'u,t.llll' uk i ; i ioni : lll ' ! :di il' ! "o !lI) !lI Il ti iti di b/' o1tzil/([ f11i--
l:;atu, lIlediaJlk \' ili <L IlletA ;;!w:';:';Ol'll. La I>rotlzina ha intern:llncute
delle ': ana!a.tul'o ili l'orm:t (li 8 por contellere el lubrificante.
Razze (1 ig. In --- t'OIJO Ili leg'W) : frassillo o qucl'da;
iu C'ise :,;i elhtingl w: il piedi; ) za1nlJ(( di forma troneo-piralllidale
adat1<t al mozzo (' al unmi']'() Ili l'azze; il corpo a ::lOzione ovale pi
ttUuugata vorso l'e;';!jl:1'IlO; d(Ulltv pm'l' (rndp, cho pene tra negli uJ1og-
gialll enti dd ga,\'llli, \' ViCll l' forza,i o con una, b'ietta; :111ehe molt()
nsata t.1 pl't'fcl'ihill' l'l1 !liOlW ai ga\ ,' lli ;;cnza ente e con bicch l' c a
statta (fi g. per i'al'liLu,J'(: il ricambio delle razzo. Il bicehiere
pu efiSCI'l: ,'Oll 1) sellza [ollllo; llwglin ('Oll fondo Twr e\'tftl'e ehe le
l ' ,1,ZZI ' PlIll I,ill O (lil'ctta.nwJlk " li i f,wilil alldu la
rlluta.
11 numero (Ielle in l'l'htzione alla n 's i"tl'llza l' ulle luro
di!II\' lhioni; p,'r fJ.1l111,- lltal'e la, J'esi;J-,el1";t ('OIIV' IW HUIlWllfarf' il
llllllil'l'U ddle razzI' anzieli 1(1 g]'(/I': :-;UZ.i\l,: in (In l '! n ] -1 j'nzz(' .
'1':Il-. 'ol1n l e ra,ZZ :-o no l'i 1 ifol'za1 l' da. t-irallt i di 1'('lTO () 'lt't' iaill (Il.-
g' Lll':l ;')2:3).
CII/'l'lli, (li legno noc,-, () olmo, (',(,]k nhl'l ' s('('O]](!o la {' lU'\'atlll':.1
ottelluhl artift(ialme ll t (', :-;eziolll' tr:t p"zio- n' l t a !l!,'! O!Hl'C , ('01 la(o ill-
dinato (dorso) all'intc1'Jlo; l e fa('('(' <!l'] gal' l'II0 jll\'IH!ono il JJOJil '
di 8110111, SCI10, dorso, faccia (fig' . il2J). L' uniol ' \, 1 l'n i !-';),\'clii otll'-
lwht llwdiant e ba,ndd1e snlla fa,l,("ia l' dor ,-,o t 1' ;ttll'llll i t' da dli,l-
v:t rde li ehiodi riba.diti, 0l>pll1'1' t'Oli ),;).uclellp l:o]) 1 i'O il ": 1'110 () audI!'
da 'I/II/.sliuli .:: ilindri ei () pl'i"IlH(l'i ncll'iut,('rno: qll:tlJdo fi i hanno
Li('eli it'ri a l'l'alTa. l'l'l' Il' l ' HZZI' n 1e1l1l i Il i .-; erYOIlO
::1110111' p CI' l'unione cki g,welli; 1l1l1lll'l'O dI'i g'a n ' I! i il llli'lill1o
;; ijlile; nelle runt(' Il lO der lll' in g-Plll'l'l' sono tre .
( ' f1'r7lionf ' . ,-Riehiec1(' pla sj('it l ' (lll n ' z z:\ l'd i, <jllil1Cli di 1'1' 1'1'9 (I
llIeg'lio di H('('ia,io: lo "pesson' \';1 da I ('11,. ';l:<'o nd" bi J'l' ,..;j .. ;!<' lza,
ehI' dcve a,,'e1'p; la la.r,sd1l'zza in ha-w al ('nl'i (,o l' inl'cl:lzioJw ,dIa ('011-
:-;e1'\:1,zioll (' dellC' r; tn1l1e, ,).!lil facilitil ;li p.'1'( ,oj',-;() in ( ell'ellillloll i
(a1Joll::lJ1lpnto); il epJ'(',IJonp t' :tpl'lil';tto ( ' Oll f'OI'Z;\-III\'II(O (:I ('a ldo
o a. per (,oll\pre;-iSiOlll' IIll'11i:\lIh' 1101 ,'Ilt i ]J]' (':"; W i(ll'<tl!lilIIP)
cd assienralo ai gal'elli U()ll ('hiH\'ardl' a ! (' sta ,t<:eeca,t':I, elil' :llt l'<-
\'(,l' ;-; ,LIlO IlItto il ga'\l:' llo, l' ('oi dadi applicati jlo,.; ,..:ibilIllPlltl' ,';lIlk
ba.lldelle o snlle sl-, anl' ei biuhil'l'i Ild ,-;('110 de i g'(\.\'(' Il i (l ;: .
Sala. -- Ora in g: ellel'ah\ di di 1111 ';(l l l' (' u;u ; (antil'a-
lllent{' (,I.'.,L di Icg'T1o, o di tl'lTO il1 dll(' parti )'itlnitt ' dal di
l:i ala, lE l egno).
('01'110, - la, Jl <Lrtc ecnt,rale, a. ,..;pzion, ' ', 1 a I , o
uin;ol ar e piena o yuota (forme '''1Ic('101 l i per g- I i a ('011 ::; pin.lJ -
melJti, intagli, sbtl'fe, ('(:n., 1)(' 1' fj '-; "i<ll'e il j)orla. (';l ri('o, SOI'P!11 ('
ha,J1llo profilo sagolllnto elllTO Il a g'olll ti ( ii,!!,'.
811ullcllc di g'et1jo o battitoi (li riporto, (,olll,J't) l'Ili [Iog!!,iano le
l'liutI'.
Pusi di sala :-o u CIIi ' i ill\ e;-;l .(' il mozzo delle ruot;c; ;-i OllO trOlll:O-
cOllici pf'l' n.yele l1l ag'giol' (' lIza, COli economi;! di metallo
(solido di l1gnal e l h' l' ofll'ire di collC'ca,mento a
,5:i ito dpll(' J'uot.c, l' dill1imiil'l' il la,l or o d i a,t-t rito f) 'a br o nzin e fu so.
Arciarilli (fig. ,:;2G) per le ruote sui fllsi ; po,.;"onu
a ;.:pnLllghetta con anello, a chia\' ptta. ad a1'e11<'1,to, a
di ritegno; a, fOl'c}H'tta, COli o ;.:emm (' o]ll'l'dlietto. In ogni l'aso si
ba un piallino () l'osrile Ilwhdlieht' p di (moio tra Fa('l'i:l ,rino t' la
l'nota , :-:('01:0 di Hf' :-:e;.:tanwnto, facilitil di ,wol'lTilllC'nto, l' fnlt j(,llllta
del Ili hrif('ant" lwlla h1'o nzina.
Campanatura, incavallatura e strapiombo. - l la ('(I IN I!/U/lttut il
(ti!! ;)27) (ll'l1l' l'Ilote ha lo /i (:opo d ! Mtellpl'(' Iltag2,iol' l'p,,j,, j l'tlZn
contro ;l'li e('I: (' ,, :o;i di pTessione o urti clw pl'oclucono ;.:n1 nHJZZO
dnlla parte iTlt!'rtU\ c1plh1 l'uo/'a per .'iuc1l11azion,' laj('raJ e 0[(.
,!rolarit de'Ila, :<tnHla,; di darc nmgl!i Ol effieaeia (li jdlll-
teHo (lalle razzI' sott.o il mozzo, quando per (kila
inclinazione ddJa strada, il pe"o dd veicolo !}TaVa Il1w: p:iOl'lW' 1l 1e
una l'nota; l'ango]" di eampanatnra \' ;"ria tnt .l')n el ,)'<; non Ili pi,
per evit:tre ineonvm,ieJlri nm;:.:giol'i, cleh01C';',zil .ltll'in;; ienw,
l ll('(twllatnra fm:i Ili Nn.la ,j d, Il''\''' : e !hl tll'\O l'olla
gellenllp della ,,,ala.; ] w r (\-itnrc h ('ompone!lte ol'iz-
d.-lh\, reazioIif' tra ln-:u le' bro!l;',ina dw t' wle a far :wOl'rerc
In l'llob "; 111 1!l:i0 l 't'sI el'l1c, (' pn e()J1 '(pgn,'ll t:a anelli Ili
tar,prali (meno dOY'lj(' aH\" o,:"ilhlJliolii jlPl' del
terreno) , l' a illferiori di,ile rnot0 ("Hll)'awd.p il ([il'(' -
Jlione p'o""inm allaverticalo in terreno f' quinrli lHdln
migli01'i conflizioni di resi"tenza: la razza non ,kV(' r isnltaL' l)('l't
prNj;;arnent" Yf'J'ticale, pPl'ch Hlan:'h"J'('hhl' di pla"ii('iUI" p , j 11'0-
ver dJle ili ('ondizioIli sfavorevoli in l'a,o di tplTpnnilidinalo:
(l'lilldi l'all,Q:olo di inei!vallatl1ra dev I' alquante inferiore
a qudlo di carnpall:ltnl'a, p la (lilIerellza detta slntpnnbo.
In genere l'ang'olo di ine<L': allatl1l'a " la del 1'n "o l'OliO
tali elle inferiore' del rlsnlti orizzon1 n t ' !\ll(']IO
alqnanto inclinata in basso; mai indina,ta in aHo.
vetture molto pesanti si l'iCiConh
1
a, andw In nIO) a ('Oli
doppia camrana,tnra, ossia l'Oli l'a:,:ze alterrwt( a (Il!!' ('anl]Jallai \iro
.1 i
IL Carri a due ruote.
Costituzione gencrale.-- lhle 1'l1o{:(', !ltm sala t' nn pO!' i H
enstitnito da dllP sta,nghe, fnl, le quali si dispone il qnacll'UIWIll',
da nll telaio, (lalla impalnatn reggi-ea l'ieo, non fiancate.
Porta carico (fig. 52R.- Le slwnf/lw ROllO ira di Imo
326
mecliallte traYerse, ealastl'plli, emI eh i:l vardl'; haIlllo f;('ziolle l'ct-
massima in (lella Ilala, e arrotondata nella
11(11'te costit,uente timonella dove ;l, cOllta,tto cId
hanllo lnn,g'hezza di <,irca lll. 2 (b porta, ca,rieo, in modo da lasciare
Hl1 C(,l'!O ,..;pazio diell'o la {leI qna,cll'upede, e cliRtanza tra
di loro di nn. 70-80. Sono eolleg-ate alla Rala, direttame1lte mediante
staHa, o eon interposizioue di un gUf'C'io di saltt; e ta.lvolta anche
mediante Cisc'ialoni trapezoidali (fig. 529).
Lo :-;Ianghe e lo traverse eOtititni:-iC.ono un telaio ::iU eui fis-
sata la impaleata reggi carieo, di t.avole di legno eon bandelle di
ferro (Ag'. G:30). l,e fif.Lneat,p BOllO eostituite, per lo pi, da tavole e
correntini, o Ibt stecche (Ticloz.i) fisRatH con ehia,varde a mastaloni
dw infih1no eol loro piede in camorolle di lamiera. fissato h1teral-
Illellte rtlle Ilhtllghe. Sovente si hanno Rportelli a,nterioro e post('-
l''on', a cerniera o ;1, Karacinesea. 'l'alyolt.a impalcata invece
delle ianf'atl' ti ha 1111a cassa.
Attacco del motore (fig. ,531). - lje costituiscono tirno-
nella p sono mediante Hl] rcggista,nghe al bastello del fi ni-
llIento del qmutl'llpede; questo mediante tellc di
corda o a catemL, nnito a,ntoriormente al collare o al petto del
finimento e post.eriormente alle stanghe, ehe sono provvi:,;te a
qllt'Kto scopo di un galleio parte superiore. l,a posizione del
ga,ndo deve essen' che la direzione delle tirelle passi per quanto
pO;'; Kihile alla, "ala, per evitare coppiH che potrebbero in-
fluire dannosamente sulla pressione delle stanghe sul quadrupede.
l/attnceo (I, bilmwinu, che sarebbe vantaggioRo per addolcire
gli t'l'orzi del motore i movimenti delle Rpalle o per com-
pen"a,re la diyorsa lunghezza delle tii'elle neUe volte, non molto
lIRato perchp la direzione delle tirelle non potrebbe ruseire con-
YCllieu te.
Il finimento ckl cavallo preferibilmente a coZZare per avere
1Ul puuto d'atbtceo delle tirelle pi alto e prote;t,one del quadru-
pede degli urti delle Ntanghe. Il finimento eompleta,to, per la
l'itenntlt da una bmect con catene che Ri attaccano a ganci fis-
tiati sotto le stanghe verso l'eRtremit.
1 qUluln;,pedi di TintoTzo possono essore attaccati di punta o
ditianco t'ti quadrupede di Rtanghe (fig. 532).
L'attctcco di puntct ha l'inconveniente di allung'are le colonne
e non Ri presta al trotto. L'attacco (li fianco effettuato con un
- - :\27 -
quadrupede attaccato mediant e lJilaucillo ad un braccio sporgente
lateralmente dal carro all 'alt.ezza delht impalcata.; questo sistema
d' at tacco 11 fL FillCOnypuiente di g:eDerarc una coppia dannosa, e
(li ricllicclf're uua lmtg'giol'e di strada.
Pressione sul motore 533). - Non deve superare un certo
li mitp per non ;,llaticn,rl' troppo il quadrupede, n deve efifiere
1.;rolJpo dehole, per oYta1'l' lo indietro. Essa dipende
dalla posizione del Ct'l1tl'O di graYit, riflpetto alla sala, posizione
che l'pg'olata, in modo 11a (la1'o in teITl'HO piano una
di ]()-]f; Rg. (4I1ando, lJatlll'aJnwnte, il carico sia con
Yl' nieut,emente a,f;Ke:: tato).
E f'se ndo il l"entro (1i pi alto della ;;ala, in di:-;cesa
eS:5O si sposta anlllti H, <jllll;;t-a, c in fialita im' eee si sposta indietro,
alterando qninrli in pi () ili mellO la pressione ::;ul motore. Bi 1'i-
in aleul li ca "i, <I questo inconveniente o lI1edia,ute pesi
l'l'OlTcyoli Inngo l ' imp<I.ka,ta (Francia) , o faeenc10 l'impalcata
1Hirta cari('o slill e s1-a,nglw, 1{1.1u.ndo non i:iia poi'i'ilJile,
mediante H, p:omi1(J, (:ol,;trnil' e il earro in luodo rhp, il centro
di gTa.Vi.tit pa s:-;i ]'er l 'a""e delle l'note.
stabilit. - Dipl'lldf\ dall 'altezza del cent.ro di gravit. e (htlla
t al'reggiat.a; la prima, (> i:i i-i(>l' e piccola, la, seconda grande.
l.Ja CCtl'rcggIla l;:) (list.anza fra le dll(, ruote e 'viene misurata
di solito alla nlf't. dei ecrchioni. Per ill questo modo 0f.;i'a non rap-
prpsenta un dat,o conveniente per dare idea delle larghezze di
st rada per il del ca.rro, pereb, per
occorre ten('l' efllito ddl<.\ intera lnrg-ll czza dei cerchioni, e della
sporgenza del mozzo. dipendn (l alla largllezza il eI porta carico
e den' esser e co mll i Sllrata, a llft larg}wzza delle :;tl'ade ehe il veicolo
dQ"hnato a pel'l'OlT0l'f'.
L\ tlte"za del ct''Ili 1'0 rU fjm,vitt dipende dal diametro delle mot e
e dalla forma della l'ala; per la facilit. t1 i t.raino convenient e ehe
le l'note siano di grande diametro; quando questa condizione porta
ad una altezza, eeeeRR\'lt del centro di gravit, si 1'inwr1i:1, Re si
pn, eon la l'a la. a gomiti.
In genere per non <: eeeesBario: in p)a.tica nelle flostn' ea,l'-
rette si ha diametro delle l'Ilote da m. 1,40 a m. 1,80 e carreggiata
da m. 1,40 a m. l,fiO.
Volta (fig. [,3-1). - r, a minima larghezza di strada che permet.te
il dietro fronte di un carro a dne ruote uguale a li::\' lunghezza
- 328 -
dell a ca.rret. t a l' t,('ssa , comIJl' ei'c Je' st-a,ng1le, a.llllH'nta.t a, dello spazio
di emi il motore l'porge anteriormente ,1 quC' st e ; ci si YCl' il<'a twril
l' o10 l' t' la, r ot a,ziOllc avviene at.te/l'no plllltO di lliezzo della sala.
PCl' evitare la volta, l' i ]JosRono fare l e stanghe amovibi7i
(bI 1'01'1 a. in modo (ht pol erl!' a ppli(' ill'p tln 11ml Il:lrh: Il
da li 'a ltr a, (li (p1(-' sto, seeontl0 la, (li rezione di mar:;ia ; 0Plmre (fi g lII'a,
;-;;): ) :!l! ('he fu(' e lldo lp Idanyhf' ribdltalJ'ili , (' iOt' impc>rni a U> fi l pnnto
di IlWZZO del por ta carico in mo(lo d a ]lotl'r l'O\-p:-: ci al (' [ Wl'
ca]io\ ' olg'inwnto, quan<10 Ai (levp il Rlmf; O (Iella ljl;ll'(,i ;t,
Freno (n' li i 4). - t conVP.llipll l<> nlH' il fr en o ag i;'; l' H S l ;un-
lW(!IIl' lp r uot (' t" i'enza. \' ill(',o]a.r e Il' ruote al port a
cnl' l!' o , ,111 0 8eOj) 0 di cvit'fl n ' eoppie 1<d-, \>n\ol [, lle di st ll rl>fll lo il
qll ll dl'l1jw(le, (' l' li di qwsto.
III ,2'enen> quindi l' i lt amw f!'I' Ul Ho i t-,Rll ga l ' ,' l l l (> d' att ri ti :,
n(' l l,' modpJ'Tl p, <l ll t i (anWl !t. > ,.' (:l l'] < ' , l ' ti a H, '; " i ::11' I1\i.
III. - Carri a quattro ruote.
:-U110 l:-; i ihl i ri da dn,' treni: j"trn! i' I' J/f) (l i \;0 ; 1 i t-n ;r i0 1H>
ail nn (' a lTO <111(> r uote ,,\ PllZa. t ill O lh'lln ; ((((/ 1/ 11'('110 , ('o;- t-i.
hli h l dH 11 11 a, rmla , non due l'norr (j "ulln qll a. l \ i (' os('i; ,Ji
d ll' :-: OI'l'eg'g'o no Idi, or ,'!'ani di a tln,ero del (' 1111 p PI'no Hl <ll l al ('
v il ' lw l1nito il n>1' r otreno.
Unione dei treni. - COI1(lizione imlJOrtant p l'itldipPlltll'nza-
(h' i l. n ni: (l alh :-: nH lJo;.;izi onp l' (' onfonn;\ :t, ;o ll l' (lil'('l1(10110 la 1' ['( ."
SiOll \' !I ("1 tin)(Jl1(\ :-nli ,' a n lll i, ia di \ ' u}t <l, la di
l :,a rn,zion p aei t,r e I ii.
Unione 7ibe1'u - Rctro1 l'(' llo ('(Hl I)c(7I io'l'/ (' ;II (
1111 Ul1 n(;io () ad un 'maschi o dE'll ' avant,I' f' Jl o; SP il y i('il1o
a lhL :,; a ln. permett-e mag'gioJ' :-; t ahilit al J'( tT otT l'll O, il j-i 11l0n l:' sllbi ,(' o
o.., d l a zioni rel a.t.in Hlll'uj( p ief:ol,' , l w' ,2'J',W,L 111a!..!' I.;-iOl'l llC' 11 t F ,,!Il
l: ulbl'f' ; AI:' il ganeio lontano ,o.; i k1flIlO condizioni l' ollt:I':1l'ip 1l0!l l' !l
l1laggioY'(' ffbcil it-, di separazi oJi e' c unione (h' i treni (haKta: Koll(j Y<ll't: il
ti mo nI>, e t en er f ermo il J'f'tl'ot r e no) e di volt a,; i l l gl ' lWI'l ' .., i t PIl(] i> ad
rovere F 'UlI i O'/ Ie (I, lii l1' co, con Icg:('J'o !JrelwnClera.llte ::1 11a punt a ,[t,l
ti rll OfW per Y Cril n Il huon a ppog'gio (lei r et.r otre no; il sistr \1la
gell\;l':lJme'1tc \li'Jatu oggi p el' It> a rti gli ol'i(, (':Impali.
Il gancio od il maschio provvisti di 1111a sistC'mazione
(nottola a molh o ehiaviRtel!o) prr impedi re lo sganeiamento
deil ' oeehione n el trai no.
Fnme (( c()n{/'(lslo ccrtxde (fig . . F,yita, la dd
til! lOe sul mol-nre qna]mHluc sia la. cli"tanza do) punto di nnione
dalia purperJlIdtendo la, )ibPTt, nel ,'it'nso orizzon-
tnl('; nw, nOli " i afl atta. a r,:-;o]ntarnpntp, sl' l'ip:ido, al PCl'(:OI' ''; o ilJ {,(')"-
l' PllO Y:lrio. Q1lin(li, in ql1P,<;to ea "o, oecl)},J'f: k ,yan; il contrasto,
e llllin' i <1H' treni ('on l'OI'On:l, di (',orda (fig. nppllre orga-
nizz:ll'(' l'lllliolw L: modo da, potm>;e.i ridurre, occorrendo, libera., uomo,
ad l'"ielllpio, piastm rnob ilc d(']o\lattei (dd I1lakriale it alia,no i Il la:-
mi\'m (bi J:. R . n ,l't (' da nn. R. Ed, fig. :3U), la statta f/' C'I)()ZC
f' in dlll' poo:izil1lli (Art. am;iTiaea fig. :")!4.()) . la,II])O
andle 8087icns'io/li elastiche del eonw qnella del Cantlli
(rollll st o llollpllP (fg'. ;) -11) che d rigidit dell'uniollP "uftk.ie!lh;
PI']' la st .abilih\ del timone, e lihert. a,nd1/:' snfficipllte nei je)T('ni
fotti, ]l crdij ,H di tl'mpo (hMterie a, (a.ndlo1; wnion(: scm' -
elr(8Iica: al(l'l<1nto pi rigida del precedent.e (fig'. fi40-;'H2) (reggi
ll<lo,d lil) imperni;tfo e sosj,enuto da, "talTa eOll dne molle, oppure
g<lll('io enD tallone, occhione rdrotl'<'!lO ('on
a molla. eon pogg'iante sn l tal101H.' dI,l gancio).
r: niml!! a ('ontFasto orizzonfule o u contl'1I711Wf/yio (ng. ;)4:)-;")44)
(o ((. tondo): ('Oli llla,schio sull a. sala o dietro b , Sfila; l'(' tl'O-
tn' 110 foro ]WT' i l nm;.,ehio; H\' yipIH' 11\}' (,Oll1Ta ;.;to
nna SUIll'.l'ficie annlare (tondo): in qnalnl1(llH' ( ' :,\>;0
si ([<'\'l' a\'(')'(, una y!'('s'ione di eirca, 20 K;::'. alla punta elcl t'iIllOlll', li
ill (:onr ran' illlH, ('Pl't .a, :-:ia nell'alza,re ell(' T1rll'abha:-;,'mn' .il
timO[H'. QlW:-:t o " i "t, 1' l Jl (I, prPRe nfa i nwtn.g::.d di non dan' fl l('lllla,
snl llutUJ'(' , pel'lllPtten' llWl gruwle Huperfieie del porta,
eal'i( 'p; 11" l'note dell' a, n1l1L-rellO R01l0 di piccolo diaJ\lctro, i' ]lo" ..
so no p a.,;sal'e il rt'trntl'f'rto; si pu ayere atlelw la. yoHa ilIi-
mit:tta; per ('ontro d' poca ebst i('i t di 11l1inne (' T)()('H, :'olllodit:\
pl'l' l ' l1Jli ouc (. l a se])ar:tZiOllP ,lei tn'ui.
i".: "i ,tenUI usat.o :-ioln pe)' artiglj!'rit' lw"a,nti e [Wl' i ,'arri da,
t.r'i ,ii)Orto.
Volta. - /ingolo di i,Olto. I1lhUlna (fig'. ;;4;;) l'angolo
che possono forni:tre tra, di loro le (Iue sale. CaJYO (!. volto. ''l1l('1'((
qnello in cui le due ,'i(,l tl formare a,ngolo fnt eli
loro; il I;olta Uma(c[ qUH,ndn le l'not!' .1ell'avantrellO, urtando
.contro il retl'otreno, limitano l'angolo eli H,lt ;.).
Pcr misilm (h,11a facilit d 'l'olt(( dei ('arri !lo qnattl'o ruote
si la minima d1 strada OCCOl'I'('nte per farI'
fronte (senza contare i cavalli); essa dipende dall'angolo di volta
minima (t?), daU'nterasse o passo (p), dalla, ca,rregg'iata (2 c), e si
d
t (fi 246) h Cl 2 1 + (:08 '? . . l f '1" d'
lmos l'a g. . e e !:) = c + p ------ ,OS"Ul, aam Ita l
sen cp
volla cresce col crescere dell'angolo di volta (' ('01 diminuire del
e della narreggiata.
Per avere un grande> angolo di voltl1 Ct) avere il perno '
d'unione dei treni a grande dishwza dalla l'ala ch'Il' avantreno;
b) tene>re piccolo il diametro delle ruote dell'avantreno; 1enere
alto il corpo del retro1re11o, o dargli pieco]a largJwzza nel punto,
in ('Ili le ruote dell'avantreno vpngono a, C'olltnHo nella, yolta;
d) piccola distanza dpl perno d'nnione dalla sab (lPl retro treno.
Equilibrio della vettura. - Il Pf' ;;; o da far gm-vare sn
delle sale dovrebhe eRRere prOI)(H' 7.iomlle al delle ruote,
tua in specialmente neUe yotture IW7.Z0, l'iese pi gravato
il rctrotreno, anebe per da.re maggior faeilit all'avantreno per i
di direzione; in genf',rp :si lill del peso i'mll'n,yantn'no
e 2;8 :-;nl retrotrcno.
Timoni, bilancie, bilancini. - 11 ti mo'ne (fig. 547) dei ('arri a
quattro ruote ordinariamente di legno; :sono stati anehe appli-
cati timoni metalliei tnbolari; ma, non ha,nno dato huoni ri sul-
tati pereh si deformano pi fadlmente di quelli di leg'no e non si
presta,no a, riparazioni di ripiego in ('aso di guasto.
J timoni hanno lungbez7.a da, m. 2,50 a 111. in essi si
<1isting'ne la testata, il fusto, la [l1Inta..
IJa teRtata fissata all'avantreno; eflsa ha sezione rettangolare
od leggermente cuneiforme, e iii alloga tm due lamiere o ferri
a dell'avantreno, detti coseiali, ai quali fi ssata mediante
nna Cl/piglia e sostenuta anteriormente da una traVf>n;a. Talyolta
il timone girevole attorno alla caviglia, e l'eiitremit posteriore
della testata mu niia di un congegno a \'ite per poter regolare
l'inclina7.ione del timone. Il fusto del timone ha :wzione ovale,
allo scopo di non procnrare ferite ai cavalli. La punta. in genere
fenata (fig. 548), oSRia rinforzata da due bandelle longitudinali,
terminanti anteriormente in una camera. eon un occhio al quale
sono assicurate due catene con ganei a molla o a ehe
si applieano ai eollari dei cavalli di timone per la ritenuta.
lJa bilancia (fig. 54H) una traversa di legno o rnet.a,}]ica
applicata all'avantreno ed alle eni eRtremit si agganciano i bilan-
c/i. Essa pu essere fisRa oppllre imperuiata a] suo centro. Nelle
- ;til -
vetture d' artig'liel'iiL e1':-;3, ill l!'cll('nfis:-;a, l\ dalle tira-
Vel'se anteriori dell'avantreno, perth in qUCil to modo risnlta pi
robusta; lwr ha l'incolTnmiente di nOli segnirp le variazioni di
andatura dpi u1i'alli (' le volte.
In molLi c::.I,:;i una bilancia > applica,ta l1nche all a punt'a del
timone (fi g' . rlGI), Bssa 1m cost.ituzio ne simile a quella dei hibneini.
Bilancini (fig. G50). - Sono in genere di legno, talvolta anche
metallici e t ubolari ; hanno le estremit affusola,t,e, a gui sn. di
solido di uniforme resistenza. Alla. parte eentrale SOllO muniti
di un ganeio con cam\\ra, per l'unione bila n ('ia" e estre-
mit i aUri ue g::1Uci con camera, cui si attaccano le maglie delle
catene delle t irclle. I ganci hanno dispositivi specia.li per impe-
dire lo 8ganciamellto; possono e iS:'; e1'<' a spirale, o con ca,mpmwlla.,
o con correggiolo o a doccia..
Attacco del motore. - In genero l'a,ttaeco dei cavalli per
pariglie; pi raramente a ;) o 4 caya.lLi di IIonte.
Attacco Jc}' pal'iyhc. - 1Ja pa.riglia. di timone 1m finimento
collare con braea; t ircllc atta.ccate ::1i bilancini agga ncia.ti
bilancia dell'avantreno; timone uni to anteriormcnte con caLcne
ai collari per la ritenuta che esercitata dai cavalli per mezzo (iella
braca e dellc posole che fanno pa.rte del finimento. Nelle vetture
a unione libera il timone 80stenuto dalla pa,ri!2,lia di timone in
vari modi (per cs" in lllghiltel'l'a lllcdiante timonella, :d <:a.va110
sottomano; in Francia mediante collanc di ai candii 80S/t'-
nenti una crocera del timone (fig. ;)51).
La pariglia, di mez7,O pu essere: l) attacco a ilwwi(i di
timone (fig. 552) (bHancia con bilaneilli sospei,;a alla punta d;') l
timone e unita direttamente anche alla sala mc(liante lungo t,irante
ferro sospeso sotto il timone; presenta incollvellieuti nel traino
a andat ura in terreni rotti. per ch il timone lJOlI pi
111anovrabile dalla i'lola pariglia di timone; 2) attaceo a l'ircZZe 81l
t.irelle: le t irelle della pariglia di mezzo sono unite dircttamelltc ai
bilancini dell'a.vantreno; 3 attacco a tirellc c fals c tircllc (fig. 553)
(italia'lo) :
IJa pa,riglia, di volat.a attaccata con tirelle su tirelleoppure
COli fa. lse tirell e alla pariglia di mezzo.
Attacco di front e (fig' . 554). - Pu dare maggior rendimento
perch possibile una maggiore simultaneit degli sforzi. 4 cava.lli
di fronte sono in genere attaceati a bila.ncini uniti direttamente
-- ;U2 --
al carro, oppure tino alla, bilancia c 2 ai piattini di sala,. :1
il ca,va,no centrale cnn timonella, i eflvalli laterali con lJilallcini.
Condotta delle vetture. - , A redini lunghe si g'nidano co nvenien-
temente al nms:,.:irno 11uo pa,riglin; il eOllducmdc poco sienro.
PN lo vett nrn di C'ombatt imento usata ovunql\e la condotta
H, selht col cavall o li nist l' a montato; per vetture ,10 i sen-izi
' pJ' cl'l\J'ihil( In, {;Ollllnti a, a redini <:Ile richiede cavalli meno robu:s ti.
Rendimento del motore. - - [;0 sl'ono dipcude alla. taglia e
peso del cavallo (a([('rellza), dalla natura del s11010 (fulerellza),
dalla, forma, (1el fininwnto (eollare o petto) e une'ho in part e dalla
inelill aziorH' delI(' 1i1'<,110; si ammette ell e un {'a,va llo [Oj'tl' 110:<:<:1
exen'jtare lo l'forzo massimo J1l0Illcnta,Il CO di HlO Kg. c allche
pi l'O montato o di ,; IHnein; Ili '!' nn medio s i ('aleolHllu
200-210
p{'l' layol'o ('on1"nllatn bi:ml-:'l1:L lo xfurzo nll'llio: cle
!lip(tl<{' dalla di D WJ'(:.i a" dal lann'o p daih fotza,
ddl';ll! im:l 1(: al pa,;.;;.;p (4 K Di al Fora) pcr IO {)l'e, lo ,, [OI'ZO Il!l' dio
C'H-leolato (iO J(( ,; a.l trotto ;{iJ-4(l KI2.
Con l a,li "forzi il quadrupede pu (minare pesi llIag12i0J i in
Td: Lz i one a ll ' andat. ura e a11-, prreno; H el)ptfjcientl' di t,raino al P,) f'f (l
di 1/12 " \1 ,, 1:1':1 <1 <,; I/S,.i al trott.o l'li terr{'no nu'io, l ' {[uindi il
peNu l'iRlwtti vaml'ntp 12 l) 8,3 voUe x11lwriorp allo
del JlOt.OI'(',
-Il l"pndime tlt:o non }ll'opol'zionale ,llllllllicro di nt , -alli al ta{'-
l'Mi, perdJ{> gli sfo!'zi non NOllo silHnltalt eL n indi-
pendenti t l'a Ili 10m; la llerdita <:r('sr.c col (h1 1J1l1lW!'O dei
('avalli, ("" Ila ti iii t il del quad l'UVedc dal earl'O, 'n,Ilda tura,.
Il lllax"irllO nu Illl'l'O di pa,l'igli e ammesso per le Y(-HllI' P mililari
di :1; ma ili geni ' n - ';(' ne h a,l1110 tre sole, an(:he per vdt nn ' ahba-
stanza, SI' d(",'0l10 pot e1' andare a.l trot.to.
IV. Freni.
Hanno lo ;.;eopo di sviluppare resistenze' ,tI 1l10yilll<'nto {]<,l
Cl-tl'l'O, in mo(10 da vincere l' a.zione aeeelerat.r ic{' della. I,!' l'aYit
nell e o la forza viva residua, del l'arro quando <l ey!>
arrestato in hn'\'(' in eoneorso o in sostituzionI' alla azione
di ritennkL ehe pn p-:ercit:1n' il motore. I freni sono fisl'ati al corpo
del ca.rrl) ed agi -';('ono :-: ni een'hioni delle l'uotl'; in oglli caso, quindi,
l' .. Il' ndonu a far L' nolare in u',\lt i il trPI IO a uui ,.., uno appliua.ti
})\'1' d Tetto dcll' attrito ell e si fr a la pa1'tt' fn'l la nt e o l a
1'1101,1 dw Il'11(l. ' ;1 tl' a;,<.: irmrla Ile] SIlO IIlfi\'irnento
di l'o l,\'ziono.
; E' i carri (l11P nlol C', ('0]]1(' giil si (' a('(; ('IlIl<,t o, ( ' i(' ) ha. per
di aUlll clltaT(' la pl' os,,,i Olw d(,1 ('<1 I'J'O ,'i ul Illotore,
.N ci <': <11'l'i a qua,Uro l'Ilote po,, ::; ibill', e Il uindi neces::; n,l'io,
t'yi tan ' tal., ill UOl1ycllipllle. ,L[! plica, ndo il frello al n :tl'otreno: si
ottienl' cO,s il \-a, ntaggio di l'al' ag' il' c il [rcllo w ll,L ptLl'te del ca,l'l'o
l'll t' l' gl'antla dal ('a1'i('o; (li c \ihtl'l' la 1'01 (\,l\iol1p del-
J'aYaUl', I'CIlO ill lmsso i1. \-'lllti. (' lilla, 11I a.gg;iol' ln'l' ssione
:-; nl lllo\ ore. La (UJI(!r-ll za a l'Il o !<I]'(' e1H.' 'i i \ ' e1'i6.(':1 noi rctro(nmo
(> <[ llllnllal a. tota lnH"lIl l' Si' il !'(' l'no d ' llniolH' dei due trcui sulla
..;ala d' aY,IIl(1'l'110; lll a ;\ 1]('1](' fJll<lndo il ]H' rno diel' ro la sala., l\SSfL
IlOI. Il ,1 eh, ' lill a l'ipt' !'( 'Il,.;-;j Oll V sull ' aya,ntl'PJlO, dat a
la l,icc'ohi 11ll!,!..\' i JozZ' l !l el ))1'<[(' (' 10 d i lp\'a, () i l 111'l' vondenwte dell 'a-
\<llIrl'(' 1I0 ,1\' ,1111 i alla ,',ala.
I frell i dolle ' -l' t'tul'e a t l'azio l! l' L nill,!I e 11O"sOIlO a ,-; <.: al'p,t
I) ,ul <lllrito. Il priJllo l' ,Lutiqlla,(O l' non impiegato ('Iw
l'ai'<l ll ]('nt.(, e ill sUfi ,.., idio (ll'1 ft'(' IlO a.d attrito,
freno a scarpa (fig, ;-) ;l,-' ), ,-- La :,ea,l'pa i.' formn,ta cb una suola
\'l'le (' alza il (' (' i'ultiouc i' d;] duO' {, l i,' la ter:l1i che ab l)]'a, cf' i alt o b eorumL.
La .; ('al'pa & eulh':Q:ala a.lIn l1<Lrt e anteriore ctell a da, nna
utt t' Il<i, dlt (' Oli llll'zzi\ari , Pl1 essprl ' a,l Illo muto (l('ll'impiego
ric!o:t a, a Illll g lH'zza t ,11( ' da pm'll1dtpJ'(' alla S[Ll' pa di ('a.ll\al'0 la,
ruota, esseI'(' da (!U(' " I:l ,,",l'anticala. Yoh'ndo l'a,zioll e
llPi l'n' ilO, :-; i allunga \:oll' l' llienl'''JlIPIlt" la ('al' l' l1a e la fiearpa su-
a dalla l'nota (vedi f;,!'llra).
] l frello a scarpa :u' I' l'KI' a eOl11pletatllcntc la 1'1l0fa all a quale
c' appliea.to, e ri sulta, rC'1' f( lI C'stn, sovpn te ow!wl'allip ,tI biw gno ;
quindi non pu eSKcr e appli ('a t () ( , II(' ad lill a MIla l'uota., <.: olla eou-
;..; eg'unlll\u di g01wra.re Ilna h Il (il' IlZ,I. alla rotal\ionu dl'l trollo a.ttorno
alla frcnata; (li pi il t'n'no a ;,ea,rpa. 110n l'('golabilc e p er
n,pll lic::\,to obbliga nrl 'll'l'e"ta.l' e ht YeUIll'a.
Freni ad attrito. - Con (lll.('fi to l,i 1)0 , cont ro il eel'el1iollc di
cinsull na pu (' ;;Sl'l'(' COll sforzo regolabile Ulla :mol a.
d'attl'iLo, di f CITO o (li kgw) , (; olkg,Lta a ll 'irrllJalcata del carro;
r egola ndo convcllientl'lll,' llte lo 'iforzo di pressione si ottieue di
opporre al movimento dell a mota nua reRi;-;tenza. tale che i l uarro
di8eenda sul piano d'appoggio senza ehe il motore alcuno
sforllo di trazione o di ritenuta.
Per <Illesto motivo i freni ad attrito sono og'2,'i generalmente
adottati, ,,,ehhene presentino l'inconveniente di logorare il cer-
chiolle.
Ef:f:i P0:-i';OUO essere lIlessi \ opera in qualsia"i momento, con
azione pi o meno rapida, seeondo il tipo, (' ,wc}](' quando la
vttUl':1 in movimento.
Freni a stanga scorrevole (fig. i,6). - Le suol e (l'attrito WllO
th;,,;ate alht m;tremit di 11 nn. c-:tang' u, :-icornlYol(' entro staffe [l,pph-
('ate wtto l'irnpaleata del carro (o aJfnilto), did l'O () ;l,Yfl.uti a lle
l'note. Jj:J stanga uuita per m('lIzo di ji nult.i ,[(l 1111 ' ist('ma di
eonmndo a leva 0PllUl'U a vite ,L eltioec'Lola, fi""o a ll'impalcata,
in mo,lo da, pot er CN:'\('re H\' vi('iJl:I ht 1'110 le ('o Il "forzo regn-
bbi](', o
O\)i due ;..:isL<rni ,Li uiUwndo, qnnllo ,l [e r ll (' ,li ,Izione pi
pronti1 (fig:. ,-) 1)7), ma poco r egolabile, p ri('hLP(k lUI ;, istema Ili
della leya (m'plIlag'liNa e lm'a a molla l'OIl (h'nk d ' arre;.;! n)
qmll1(lo il freno ,wl'rato, 1)('1' l'yih\,r( ' ('lw il't'n\'ll l .. Ilu!Jha tener,;j
cOlltinuamctltp iII azione a l l'n' IJO; il :1 ni!e (/, r:hioccioZa
( fig. ;");'')8) im' eee p\\rfethtllH'llte llOll t'id \il'(ll' sistema
d'arre,.,;to, p\1r(',h la illdinazioJ\u (Ui filetti dell a ,'iie "ia i nfel'iOl'\;
a ll'allgolo di :Lttrito, ma di a;,i ollc alq\lan to pi lellta. Tnita\ia
il Ki Ktema gl'tWralllll ' uh' lmpi l'g'ato 11\'11,' qjtIU\' d'adiglipJ'ia
qlll'l lo a \'ite (' d,io('('jol:t.
li'1'uwi wl aZbcJ'O Uil' ('l'ule (fig. ;-; ;-;t;). - Le Il' ;lttl'il() SUlI P
I)()r1.atl' alb est l'Plllit. Ili Ihl(' bracc i l'j(,!l1'yj ;111 lll! alhero [la-
1':11k1(1 (lla :';,l la e gin'Yok in l'alle f).: :,, :t.l ('un'o; 1' ,1UJ('l'O l a,nelle
l1lll11ih di l UIa h'\a a fOJ'(hd ta ,'i n ('lIl ('o inq)l'l 'lli "j" \lllit dri()(;t' ioLt,
eOli \"il ',; a'! ('alTO I,O]1i,H](laj a (la \ OLUliillo; b l'oj-azione d el-
] 'al J H:T"O, hn pn's;..:a dal ,'1iNt,mlla yilu-c'lliocr,in}al :l n -[Ii lIa (l :dlonta 1I.:
k dal eel'ubione.
Ji'1'Cn'i a stan,yhe uIip(})u/cut i () a cumpclISI1::: Yl1 C (hg. ;')(i0 P G(51 ).
- );;,}i siBtemi ora pu <t,' nmirp el1 u lla delh: S\1 ole,
per la ()]'t'Benza di detriti di terra () sasi'i, agisca ::mlris}J(j(;tl\:u
UOl'uhionu di ruota mentre l'altra ne :Jncoru, dis tante, e non ha
alcuna aziolle: Ni ha qnindi 11l1il sola ruota fretl<1ta. Ad eyital'u
qUP:-i to inconveniente Bono st ati applicati i freni :et Ntanghe indi -
pewlenti o a co mpewmzione, llei quali le suole d'aUrito sono por-
tato ciascuna una Htanga imperniata :-i n un perno yel'ticale-
fi si' O al ca,n'o, e collegate da tiranti ad u na lE'va impel'niata, lwr il
suo punto di a.l carro; uno dei t iranti rip:irlo, l'altro illnwe
Cl vite p lli [ KSn'I' :Llll1ngat p e ac(',oreiato eo'1 comando a volantillo;
agendo al yolantino :-s i serra la, :.,nola d'attrito relativa al tirante
a vii \, ('.ontro il (wr('hioup e nello tempo s i fa l'notare In, l eva
che per mezzo ddl'altl'o tirantp rigido, sena l'altn1 suola d'attrito,
q11alu'-1q1l (, sia il ]l1lnto in (mi stata, la prima.
Irrvpce Ili dne <Lug'he indillendcllti, si pu avere una
uni ca lihem nell e' ;;ue e le t l'::l smissiol li POS80110 c8sere, anzi-
a tirn llti, sL:hiliti' in modo n1rio, mediantp lcyp e catene.
,\ l ' . 2. - Mezzi per agevolare il traino .
.-;i pOS."OllO di:4illguerc in due eategorie, secondo che ten-
lono a diml1luil'e il t01'I11P1110 del matm'iale, pel'mettendo COi.;tl'lI-
zio li i pi e i Il pitJ'i Umlpd dewl0 lo ;.;forzo del motore
pi ([olce ed llllifol'lll, 0ppll1' 8 l !'lHlono a dimilmire lo
al tnl"illo,
S L - Attacchi e sospensioni elastiche.
Uli (( !tl(('(; /ii (ll/ stici lmllllo lo " ('OllO di t l'Hsn'nml'o l'Ii lieti,
lo 8tra ppat.p, \' :wo:-;se l'hu le yarie l'Psistenze, i ncontrate dalla
"Vett ura t!pl t r a ino, pl'OllU(;OllO ;;11 i n,wa.lli, in pn>ssiolli gl'n,cina li,
che 1Iwno il materiak clw i l'allllO
utilizztl,l' meglio lo (li III t im i.
l J gn lI eio ;\ l'ni ."i atla::: ca il hilaneillO non (' l'igidamolJ (e li nito
alla hila !i (' ia di ,il' ;\ \ ':1 Il [ ,nll1() , lJm a. (l1wsta noll egato JlJed iante
molle (elit;ullali () a cari (I(:eio), elle :-li appogg'ano antoriOl'lllnte
alla, hilall('ia (' ('olltrn l1l1 clsno fi!' fi O ad un H,stinolo
che attrayersa la, mnlla e tormlw allloriol'lllnute (;01 g'cwdo a eui
si attacca il bi laucillO (fig. 5(2).
Si:stellUL analogo pu essere apvli<:ato, ver gli alfm;ti, o all'oc-
chione dell' a ITu:,;to stel\ 80 () al gancio dell' avantreno (fig . 54 O).
rl' ah"oIt a andio il t.imone n on r igidamente unito all'a,vall-
t reno, ma pu i11 nn piano vert icale, colla intcrposizione
di molle.
Sospensioni clasti(;he. -- B anno lo scopo essenziale di ilimi-
nnire il tOl'nlPUt.{) del mater iale, ma il van taggio si rifl ette anche
sul motore. Posf'ono essere disposte:
a) f1'(1 la e ,il telaio dell'avantreno o del retrotrclLoi
- :)36 -
in qnestll ca;;(l sono eostituite da HlOlle a h,tll>tra (fig. 5(;3) o nlO]]o';'
elicoidali (fig. 305) che appoggiano suib, sala, e sostengo [lO il Lea.io;
il s,tema generalmente usato nei c: a.lT i () l:Llit:he ll cll!:'
caneUe; negli affusti a t r aino animale T1 0 ll 1,;: n1]0 applica7.iolle,
ma, negli affust i a tntino meccanico, inn'ce e,c;se si rendono a;":i-'Olll
ta.mente necessarie;
b) nelle ruote ela8tiche. - Numel' osi mo(Ldli (li rnote ,:'la "Lil' he
o uon mozzo cbstico sono :-;tate da molto tel1llJo ma
nessun moddlo ha dato ri snl tati tali da, indUlTO a lla sua.
geneeal\". Col traino , meccanico la questione molto iJuporta,nt c,
Si pm;,,>oI1O avere l'note con ra7.ze ela:;:tiche o eon mozzo elast icu.
Nel primo la defol'mazion(> elasti ca, ,l,\'"iene :-; u molle disposte
nel piallO del cer ch ione della l'nota (fig. 564 a) h) c) cl); questo
i:i i"j'el11fL presenta l'inconveniente di una deJiciente
Rfoni nella direJ\ione del fUfO (li sa.la. Nel i-\ecolldo ca,so l a (lefolTn<L'
ZiOll1\ elastica :;i e::;ereita, per mezzo di :-: uperfid con iche eOl1\'l>-
niputemente disposte (fig. 565) e di part i SCOlT\'01i :-: nl
della. l'nota, su molle che si deformano nella direzione dc']
della i-\ala . Sembra. che cj1wsti siBtemi diano risultati migiiol'i.
l') Cerchioni (li go'rnrna, pneumatiei, j,nhol al'i o pieni. -
Non :-; 0110 usati per il carreggio milita,l'e a tn1ino a,nimale; si rendo!lo
invp<:e !1eeesi:)a.1'i J1(>gli autoc::LlTi, e anche Jlwlti 1I 1oddli
(li ::tllnsto hanno ruotf> con cerchioni di gonnna, sf!mplici o dOlJtli,
pielli o Lnbubri a fort e Kpcc; in,ll1lente per qlldlt, de:-:! i-
al t,l' rtino meccl.wicu. I cerchioni di gomma 1'ichie(lono freno :t
na,Rtro o a espansione 1m un tamburo attorno a l mozzo (Iell a l'not e) ..
II. - Diminuzione delle resistenze al traino.
Le l'l':-; istenzc al traino SOltO COStitll iLe daU 'aUri (' O fra t'n
di :-;ala e bronzina; daJl'attrito di l'otola mento, che dipende da ll a
natura del eerchione della. ruota e eIa quella, della ;,i Upf>rfie' d'ap-
poggio (viRchiosit, cedevolezza del terreno, infill e
da.lle accidentalit de l tm.'l'eno Um,f;f; i, ill eguaglii1Uze, soldi j) {" ! e
richiedono un maggj')rc di traino per sliperate, e
genl,rano perdite di f m::a d n1 per j bruschi a.rrf>sti e 10 ea,dut.e
che le l'UOl O.
l'attrito fra fttso di sala e bronz ina pu essere' llimiuuito,
oltre che colla lllbrificazione, <I, ;-:;[el'e (J a rulli;
questo non molto impiegato ll ell e vettUl'e a Ll'aiDO ani ..
J1lftle, per le Ci uali sufficiente una buona 11lbrificaziouC' a
8olcatlll'c anulari o f>licoida']i nella bronzina. I C'u Snillilt t i n, "fere
o (l , rulli invce(J sono appli('at i normalme nte nelle yct,tlll'P ,L tT<1,ino
]1IPCean
i
,co.
b) l'attrito di l'OtohLlllento della l'not-a snl terrenu JJtl
es;;el'e diminn ito:
l ) limit;,Lllflo l'affoncl"Lmento eon nn cUl'cltiolie di grande
laig:hezza; ei conveniente per i t: er nmi molli e c(levol i.
st rade pi ronvcn ientl' un di larglH'zza nOll
t roppo grande (t,enendo conto per della eonservazione delle i'ltrade).
Per i "ei('oli dep,t inati a pel'eorren' ;;i(L strade i'l ia terreni molli si
hanno tal volta i cerchioni Inolto larghi ma a Rupel'fieie gobha,
in mudo ehc la larg'hezza rlel (',erehioJl p aumellta col diminuire della
re"if;te nza, clel terreno (\ ha quindi sell1IJl'l\ Llua ).lrC' s:-; ione ll11i-
taria in r elazione eedevolezza del terreno.
2) sostit,uendo alLLHr ito , -olvente fra. e)' ehiolH' e tenpIIO
l'attrito 1'1'(\, eel'('hione l' ferro le ro/'ai r (I cinynlo, elw
anche a eOl'tjitnire pia.no inclinat o pC1' :-;0P(,I'<-II'C ]p ac('idi'n-
u dit , (IPi t crre no,
Le rotaie a cingolo sistema Bonagente WlIO il perfezi.onamcnto
di altre "istemaziolli simili idC'ate per il t-ono eOiS titnitl' ,
\c\ ssenL:ialmente, da, un cedo 1lI1111('l'O (li ca,nali di feITo o a,c(:i,Lio
detti segmenti, IInil,i <.L snodo fl'a di 10)'0 in lllOrlo da [orlllan' 111 1
poligono articohLto clip si iII n ';-; tp " li l ei' J'hion(' dc, lla, l'lIO t a e costi-
t uisce una rotaia eonhnua su cu; rot ola la l'uota :.;te;,:sa. 11 peri-
metro del poligono deve eiS;.;Cl'(! Llquall t o maggiore cii qlldlo del
polig'ono regolare' di l111111Cl'O di la.ti t:reos(:l'itto a lla l'nota
st':l Sa, pcrcb, se co:-; non [0;': "'; (', C' tutti i lat,i r est,a:; ;,; el'O :-;c lnpl' e
aderenti al c(' l' chiolW, "i ;-:,LJ'e!,he ;-;ostituito alla l'nota, drcolai',!
una l'nota tJol ig ili a lv.
jYnlllCl'o e lunyh('zzu dei S(' !J 11/ (' lIti, - Il ll11Ill,'rO (ki ;-; egllwnl i
determinato da eOll iS idel'a'l.iolji pra.tiche; IlIl nll111el'O [Jiecolo di
segment i prod1UTPbbe un pel'on;o :,mIt Pllantt', ondnl a,t-,ol'io, ddJa
ruota; un nume ro tl'OppO grandI', si RY\-ieinen' hIH; troppo ::: 1
della nlOta normale; in pratia il nUJlWI'O yaria da ' ([, lO i:l ceolldo
il di a metro clella ruoht.
I,a. IUll glwzza di :; l' g ntent o (lUH' p;-;St'rc mag'giol'e dol
lato del poligono di lIgnal nnnwro di lati iLlla ruota, e
tale da pm'll1ettel' che nlnlf'IlO nno elci KegrnenU a diacellh a quello
appoggiato sul terreno faceia eOIl un piceolissil1lo angolo.
\ \ ! . Il. - Anni (/0 /H() (' () 7JUT!ulili. (' ('\',
- :3;\8 -
Nella posIzlOne di riposo la ruota appoggia sn1 sq,,: mCIi Tu
appoggiato a terra; tutti gli aH'l'i segmenti pendono anteriormeule
e posteriormente (fig. 565); quelli sitnati al di sotto del piallo oriz-
zontale passante per il centro della ruota non sono a contatto de
cerchione. Mettendo in movimento la ruota (fg. [')66) questa rotola
BuI segmento a terra che deve restare fermo; i segmenti snperiri
Bono trasportati in avanti, e tutti i segmenl,i VOi3teriori vengono a
contatto del cerchione, mentr8 qu elli anteriori in basso si allon-
tanano maggiormente, in modo da, (i. ql1pllo pi basso
di adagiarsi sul t,crreno, e costituir l'iano di rotolamento della
ruota, non appena si sollevi t11l('llo su ('lIi alJpog'gin attualnwnte
la ruota stessa. Continuando il movimento lwee;;:-:ario ehe tutti i
segmenti non appoggiati a seguano la rnot,a colla, stessa velo-
cit" perch altrimenti si tra il cerchio!li' t' i :,;egTnemi
ad esso aderenti U11 dannoso attrito di stl'l scio,
Per ottenere (juesto ne,:essario che i fleg lllenti fl iano uniti
tra di loro in modo che eia,seuno di pur ,'e l1enuo a, eOfl htuire,
quando si appoggia a terra, un p.iano di rotolamellto continuo
con quello ebe gi si trova a terra, pOflsa poi a llontana,rsi, quando
sorpasRat o dalla per poter seguire ne SllO mO\nwn t o.
Ci pu essere ottc11nto in cllie modi:
a) i perni che eongiungorlO i segmenti hallllo 1111 eerto g.' ioto
nei loro alloggiamenti (fig', 3()'j a);
b) i perni nOB ;si trovano sni piano di ['oto!anwnio. lllapi
int,lnmmellte riApei(o ;;1 de1h l'nota (fig' , ::W7 l).
Sia s la lnng:hcr.r.a del segmento, r il raggio dell a l'Ilota; nd il
segmento a terra la ruota gira di Ull angolo ngnale ,t r; pen',h nOli :si ,' orifi-
"
chino scol'l'imenti relai'ivi degli altri imI cereIJ iOI1>' , oceol'l'u. ad ul:'elilpio
che, il pomo A si portj al posto del perno B, lIIcntl'C la ruota percorre il
segmento a terra; se l la distanza tra dn e pemi c"/" la distanza da'! centro
dell a ruota della congiungcnto di due perni consecutivi, il perno A per port.arsi
I r
in B descrive un arco dato da 2 f/,)'O tanq ;;)- ohe deve csscre uguale a
'J I S
t; t l :;;, d" l h ' t l' ' t
= are anq T;:; qllll1 l c= ; per e e ques 'a uguag lanza SUSSI8 a
deve esseri" l > 8, ossia l = Il -j- S (caso a, 367 a:, oppurc l" < r
(r' = r - - 1n) (caso b i, fig, 367 b,
In pratica sono alJlJlieati ambedue i mpzzi w,no stesso eillgulo
e i segmenti sono costituiti da un canale (fig, 568) munito H cia-
scuna e:,;tremit di due uno per partfl, con llll occhio; i
bracci ad una delle estremit hanno U1l foro a ehiocdola, in cui
si a,vvi ta e si f-if'siti l rr'J'llo j (!l'l'lli rll'al1ra\'il-rerllil Iln ti ilO 110 1lI,:dli o
o l)lllug;o in e ',1 i il perno del sPg lllUlt,() rontigllo pu Ui C' lt,fI
gioco (r) ddJo cmnpe1?sll zionf?, il (',rli valore yaria s('l' orlflo la i -
(III) d,,] ('l'ntl'() dq::.Ii (hl! piano <li l'IJt nhl1prd'o ciel
cn,nnle.
\'i ;'lOllO dI'i eiu{!t .li iii (',Ili i perni Rono sit-.\lal ,j d;ternalll('n!' p al
piano di rotolamento (fi&: , :3(';9); ci con sigliato da eO]l si<lern,;-;ioni
pratiche, per l'note di piccol o diametro; i Il q I1(' S!' O (';1. S0 la. c om-
pe,nilazione molto forte ,
l/orma c7('i segmemi , - - Hanllo forma, di eallal(' )) 01' llon htf'c iar
sfu,2:gire la. fllot::t, ma non deYOllO oRtaco lal'ne imov irnenLi, per
<;tI i 1( ' pareti U!)]l ';O lO n'l'l'iC';) li , IWI' tlOll c::tg:ionarp lln'nnioJl e
1, },()]JpO rig'i/l;l, ma iJl('li/l a ! e p con ll n cedo g:ioco
1)(']' chi' la. ]"(lI ai;! , Iwlll' \oll' a! l', /lOIi i/l lltt' di at::tnwnte
a l la 1'110 hl ,
:)', S1IW8S(('J/ Ir 'Il{o d('i "('fi ll/l' lIli: <lll(' ('OI!:-wen! ,jvi n01! Ri
tro\' <1,l]() mai eOtl tPllll)()I'UIIP<llilPl tP a, terra, ([\lindi, ili l1n dn,t-,o
11JOlllCll(O, ud VU "l;!!,!.!,'io <1( 11<1 l'nota da, li]) al'altro, ('f-; si
vengollo a fOl'll l<LI'P 1111 a Il!Jolll i l c:li \'vl'I'i ( (' appoggia, a tl'l'J"L (' i cui
lati "O!lO l'tlo!a; TJ('l' P\' iturp 11 11 :-;o hba.lzo d ell a ruohi
in in ,':('gn ito alla l'Ot:IZiOlW di t ntto il :-;iRf', ema
f ul ved if',p <.kll 'tlllg'(, lo , la J'H(' (' ia infl'riol' p dpll n m;(renLt ill'i
menti (lg, ,j(0) s mll',-iaLI ( ' U11 'l Il <l, s l1pertc
i
(' eilindrica avente per
m,Q, gi o il rU,!.!,'Q' io dl'lla l'tlO!;I, pi In '-;1I
p
:-; ;,nr(' dr l f0/1110 (lpi sCg'll1Pllt-i.
, f)iot{lIfoi'/I/I', -- l'l'l' I !l'P l' pg'g'('l'(' i >'l'!l' lllPnli (1 ,1l 1' imhrattall10nto
con letTa ('Il\' al hh l' Pl' ovoc'.IWl'('hlle
Il ll'll Li, le l'ot ai,' (' olll[llltat(' }J'((lf(/,fol'1nc, La\Tole (li legno
I) di tl' no, i llq,' I'l'll ia( {' s llgli. pCl'lli (pi ,;('gllwnti
o/'cGclt ionic}'(' l'ie;1\ ' aJl' ill aloni Ibla. loro 1-' <.l> l'[.e di lIl ezzo.
J,C ,ol'ecehiOlliv.I'1' de 11<:, 1_' i a l lal'()['l1H' lta,1l11() Utl Iliametro a,]qu::Hllo
.lllaggiOl'e do! !wl'lli, ilI Illudo (la peJ'lllett ( '1'(' il libero gio('o dei
n l enti
1
]JlU' loro di appoggial' ,-; i compl e l' amento "uHf':
p ial ,tafol'1lll' /fnamIo d('\' OIJO :-i 01i t. ellcn' il carico.
Le piaU::tfonne risu I Lano q nind i in egual JHllIlPrO d ei :-;egnw,nU,
li debboll o l',;Ser e di lllJl gltez za, talC' (hl poter 1ii liberamente appog-
gia)'e Klll terren \J, SUllZa.
Le piattafonue pPl'Inet,jjOllO anche eli a llargare ma.ggiorrnente
la ba,::;e di u,ppoggio, (' d illliJlllire (',(),:; l'affondamento de] materiale.
Le viattaforme (flg, 67 J) qua,ndo ,-;o nu nella po::;izione hasfl a
al1ter iOl' e t,e Il do ilO a malltt'llel'e l u, loro met infe-
- :-\40 -
riOl'e adel'f'nte ai seglll cll ti, iu lllOd(, da disposte ad adagiarsi
tl'rreno; ci si yerifiea, anzitutto per la posizione del loro
celltro di gravit:\, che eccentrico rispetto alla Iillca dei perni,
poi ]Jerch i perni, ruotando appunto i
'
l senso ugnale aUa ruota,
per attrito, le oreechioniere d(>,lla piattaforma.
Oi rrmlgrado, pu succedere tal"olta, che per effetto di uua
\'doeit troppo forte (contmeeolpo), di un forte attrito tra Ol'ec-
ehioniel'a e perno, o di maJerie il1trodottl:' si t,ra segmento
e piattaforma (ostacolo rotazione), oppure anche della posi-
"ione errata, d perni, che invcC'(' di l' t:;;; el\' difi posti
ai segmenti, fi iano disposti po::; teriormentl ' (ostacolo ddlo
mento del perno cl ella, feml1linelhl), pn n,"H'llilP l'irnp1lntMnentu
delhL piatta,fonna, quando que:..:t.:1 ypng';1 ad m't ar\.' il h'lTf' l!O ('ollo
s}Jigolo, allzich
Perni. - - l perni sono <lyvitati fmi bracci ,"porgellti ad ull a
dellu l'fitremit dei segmell ti, dopo dll' i ,wgmenti e le l'iatt,a,fornw
SOllO si-ate gi distese e dispostf' imI terreno in nlOdo cOll,-eniente;
essi ::; ono tenuti mediante nlla appli ca,ta, alla,
esLrmuit e:,terna e che fi ,,, ..m. con (' llin,,-o.-tl a ad n11ft eal1lPl:ella,
applicta al segmento.
8botlimenti. - Per evi tare il rUlllOl't' <Iond-o :-tgli sJa
1
1inWil h
si interpollgono dl'i el1 fi endti di gomma l ,l'a \e n lrie l'arti ,,'hp
debbono y(mire ad Ill'tar,..:i nel l1l0Yillll:'nto.
(foneltlsione. - Nei tuoi effet ,t i nlla l'ol a,ia a cingolo pui. ('uii .;i-
tlerar"i come una ser' senz,a finl' di tayoloni, di sposti ili au r " j1';11 i,
uno f' uperiore u l'altro infpl'iol'p, MOttoposl"i ad IllJ<l, l'IWLi in 1110-
y i III l'n lo.
I tayoloni dello strato iLI Et' l'i orp (pi:LttafOl'lllP) la i, l' l'!'
lJl'endel'P ampio appoggio sul telTt' II ,, ; qll ('lli !l,' llo "Irato ":llIWri on'
( Sl'g'llIl' llti) ristretti, ricoperti di lamiem rl':wC'i n, io JH' l' dimill ll il' (,
al,triti, di guide pe]' tratt.enere 1::1, l'Il ot a (' di ..:po,-;t i ili
modo ehe le' gillllzioni di eorri :-;Y' ondn,llo alla, lll(' !it Jj qlwlii
l'; ot-tosta,nti.
],e rotaie a cingolo per gli oltre a Lwilihnu il traino
(;osl itniseono 11n appoggio aue}w 3 J tiro, ('Oli ('O)l( ' o r:-;o di llll lJall-
di cocl;t.
A rvcrtenUt da allcrsi con l!' rotaie a C'n!foZo :
l ) andai,tI'ra, non troppo celere. Poich i segmenti q nalldo
a terra si debbono fermare, e poi rimetten,i in l1lovi-
- -
mento quando sono sorpassat.i dalla l'nota, ai;i'lorbono una quantit
notevole di energia, che tanto pi grande' qnanto maggiol'e
la velocit della ruota. Oltre un certo limite di v('locit l'energia
assorbita dai segmenti sarebbe uglla,}e a quella data dal motor0,
e i cingoli verrebhero ad agire coni(' 1Hl freno, e di pi si det.erio-
rerebbero molto, e deteriorerehbero il materiale. Con una ecces-
siva velocit l'i ha anehe eon maggiore facilit l'imp1111tanwnto
dene piattaforme;
2) indiet;l'eggiare rnolto adagio, per Ilon avere l'imp1mt,a-
mento;
:3) ferma,l'si con movimmtto graduale e molto (ulag) llerch
i avalli non vengano trascinati, buttati a terra o per lo meno
inginoechiati;
4) calzo,re le ruote quando, dnrante le la vet;tnra
I:\i
;)0) nelle di:-,eese avere semp1'c alln mano il freno () porre
1lOm{ni in ritenuta se Hono forti (2-3 %); quando occorre, fare il
pan di ruota a met. piattaforma llnit,mnelltc a,} gay elIo e non
semnlieemente a.lla,
6) eguagliaire il terreno, il pi (,hl" Ria pOHl->ibile, IWl pas-
saggi diftieili;
7) tenere pl'CHcnte il disli'vello fra li: l'UOft: >iuffieip))te per
far rihaltare lavet.tu1'a; nelle di,<;eese o i ostfLeoli prendere
Rempre la linea di massima pendenza reI' il
"":' 8'l) per percorrere terreni cedevoli tenerf'. la lJres-
sionr; 1In1:taria, che val'), da 0,75 a 1,;) per em".
9) per hmvi Iratti, si pn il traino con la, bocca
da .fuoco 8ttlle o/'(;t)chiont'cl'e da. 8])a:I'O,
TJn callnone da 149, mUllito di rotaie (\, eingolo, richiedi ', RU
strada buona, uno sfo/'zo di traino di poeo snpel'iol'(' a ql ello (1('-
COl' rente per nn cannone da ea,mpagna
ART, iL - Vetture d'artiglieria.
Le vettm'p d'artiglieria hanno llHTI('olari <1i-
veritc il calibro della bocca (la fuoco per eui ddJhollO
servire, c seeondo lo scopo speciale a etti :;:ono destinat<,.
Artiglieria campale leggera. - La hocca da fuoco trasJ .01'-
tata illeavalcata perma.nentemente sllil'alT:usto, nnito :\d a:,an-
- 342 --
1 l'l'il O a ('o ;.; t.Lllire IH 11 ('::': 0 ; h:L ]Iar(,' di comla,t -
tin,(,llto anelw il cano-'J:lI/!1IizJ/l i, <"1f' (ll''.(' aYl're (:;H'al ti'l'i "ti e he
di llObilit uf;:llali a qlle!lp (1P]le , t' I tu l'< , 1Ie:6zo.
lJo H CTli d c nlllO :-: o(l u i :d'nr,' v e(t\l l\' !')() I!O:
gnl l!dt' ))lobilit. (l' quindi (adli!:'l di , clla, indipl'Il(Jcllza dei treni,
gnUldn dia,nwl1'o de'lI
n
l'note), l'obwd:ezza ])('1' I)Mer s nperal'e
o:-:I' iL(' (lli i il t ('rll:DO \':) rio, fadl it di ricn,lllbio (' l'ifol't1inwllto delle
val'i l' )l al' ti, lnl,k}JoJ'to <li nm nizioni (' di i: l'l'vc n t i.
1'(' 1' :-:o d(1j "f:11' e a ques te (;()Jl(lizinlli, an(']I(' i calTi munizioni
i: ()11O (.o s ti t uiti d a (Iue t,l'(' ni :-: t'pa l'::I,l>ili f a (:ilme ntt', , l h a lllHJ l ' aya n-
t.n' l!o !>('l'l'l'1ta.llH'nh' l1 g nale a !]l1ellu della YeLtlll' a pezzo.
Di pi (' nl!ll1w:-:;-; () ,2:enera lme nt e il trit(']'j{) dellP ruot e Ili gra,llde
(li:Ltllet J'() (rela,li n Hlwnt e ) e della 'llwit di ruot a, o::;::; i a della ugn a-
gl delle l'llOtl' dcg-li <:Lv \.ntrc Il i t' dei rC'tl'OLl' cni; in alcn ne
eo"lT ll z illni l\,' r, l'nUm;t" li;) rnok pi l'olru;-;te, tlla dello
diHllI('ll' o.
L'nni.t, di l'llut a di !!,T .. "ntl(' 1i;l .!llPtl'O PO() ht,-01'C\ ' ol\' all a
bcilil :'! di yn1Lt , Il! :1 PIl i'ill\l'difH't' (\0 11 ;,dlTi ,' ll'llH'llii ,
(' Ollll", l' \ ' i" t o pal'l:).n d" (lella v u]t.a. Ilei ealTi :1 J l'u n1' C'.
L' (l Jlioli P d, i t n ni ::t ga]1(:io, lill Pl' a :I bilie() , OppUI'I.' a l'Ull -
ll'a,:,t o ',d'ti('al ,' .s:w(\;L,ik, Gli :wa,il11'<:' lli jlJ' on' i;-; li
fii 1' , :1':\1 111 pel' 111 ,llli", il lni che sel'\'l' andl\' d a ,,(' dile a i ;';;;l'H' uti.
,A//I/s iG. -- ] Il 110U "'.1 bi ,w(' :ll('una ll1o(lifi ('u-
;t, tIlI(' 11\'1' il t l' a i]]o: iii q na,l('!:(' :-; i ha i ]'ibalhl,llIPll!o del Yome/'o
l'l'a la ('od:l. L' I W!'l l iolll' ddl'allmd,o ili Il nalc1w ('<I l' O
Nn UI! Illng'illldin;!l(' per (1:1],(' Illagg iofe i]ldip('ll(lpllZ:\. lalpl'a le
i li In'ni. (:o.,I l'll z iolli IlIO(kl'll(' " i ]m l'(( nc() }'a.ggio d ella
culla , (J ,., ;.;ia W l si ''i l'(' 111:1 IWI' la l'lilla J'ig'id a lll cll t e all' a ('[n;; 1. o,
p e l' l' " il ;tn ' ('hl' i eong-I'g'ui di lllltlf.\'ria in u,l1 ('zza e il) di]'('zio]I C
VU:-' :'i: HW (''''' t'l' P ;,;og,'.!' ('1 ti a Ul'ti (' :'icn,.;;; (' (lnL':llll e .il l' r a ino ; l ' (l1('I) -
l' (li 1 (' lllil o 1l1l d iallt e tra \'l'l' ,.; e , in llJallipl' e
8\' Hl' in h .';;:'i i 11
1
( ' ; i.ll (l !!' ll i. n,no q Il t' :-: t e s i , tl'll JH.z iOl li dl'l " )Ono )' i:-; polldere
,l,lla ('(Jndiziolle !ldl ;\ ('elPrit;'I di illlp iego . (ili a lln ;-; li suno
pl'Ov\' i . .;1 i di .,t'.!.!.g'inll ) ;';O \ ' Cllt(, a :'iOl:\ pCJI..;iOlI C e];, . .., li,: :1.
HdJ'Oll'nlO }l eI' (' I/I'J' O 'In't/.u-i ::: ioni. ,- , Si ba nDO dne l ijli di l' o :-; ll'Il-
ZiOJ (' dil'dmlrllo; (lll('llo a tehliu c quello li ea S:-; OliC.
Il ) (I tl'i(( io " :'inln (' on l'l101 e - telaiu (fi g. 1 (I,.; i iluit o da
due (' ()s(' i ({7i fi s'ia ti a.ll n "ala alln part e Clltrale di qll c"tn , da, due
s{u. II!Jh r; ii.';":ll e hLlen!llll('1l1 e ;tlla sal:1 , in ([C'nlJ'(J dei b aHitoi, e da
bawlf'l l c (I tra\' el' "e (; lI e (; olll'g'a llo litangh e e e i'etyono a
i<nrreg,!!,crc i I l'ofa 11 u,
l "ono jJl'Olllllg'ati H,ll teeiol'Jl1cu te a formare lill a co d
cm' /)('chio} /I ' pc l ' l'llllione a ll'a','ftHtl'ellO, :-:'0l'ra. il t.claio nei mate-
l'i,\Ii anl-ich i el' a no dll e cof ani di l egnu, dispo!i ti per il Inngo,
pOlpe]' tl'H, \ (']"';(J, Xci Jll iL/(;',l'i a,li Illo(l erni (fig', ,:>7B) si 11 8, ltn eofano
';010, p er lo piLl !lleta lli('o, ('on ('opCt'(;hio a (i;Ll1 eO a ntcriorc (;Ol'az-
za( o, DaYallti al cof all o 1I 11,L p cd(cl/,(( , Jl retl'Oh'cno del
UlIi'() (' cli '.; po,.;I-o in /) ",,11 (;' /' i ,I yi(:illo Hl li epara.t-o cla]l'anlll-
t l'ellll , e '; 0 ,,1 l'II II! () (1;1 1111 pllll tell n alla (;oda" NO\'<.'lIte Clic'O a,IH'lle
11l1lnito (Li lino "(' nd o, iIllPCl'Hi,Ll0 a ll o ,.;pigolo (Lcl (',of'allo
e <-Iil' si :-; 011(',' ; " <:ll<:l-II<!o il 1l1:IJ('l' ia le i.' in bal1 cl'i a, a pl'olezione (l ei
i :dl<- J!III11izi()ll i,
h) Il i\ (',o'i[nlzioll n ('""cJ I;t, iaI IlICJltt' IIJ(H.1el'lh\,; il ('(1-
hllHl lI11i(,o c di gl'll ll(li d i l llenlilon i i, ll !etailic() l' ('() ,'it i(ui 'it'c ( elnio
1)('1' --: l e . ..: ,.; o ; la .; al:! attral-cr,.;a il ('OfallO lT;t..:n>J' li allll lll-e e ,\,1 di
l' o llu (li <l ll e,'(I) <, illlpel'llinla IIl i:1 dlc co,;lill ii ,('c
hl l'Oll:1, o(Tli ioJlo 1JN l'Il11iolie a .Jl',tl'<l,ll'ellO (fig, ;')74),
Qne.-;t () tipo (l i n'lmt l' e llO (' ii I <loto idealo pl' l'
JJI !'(i.(teJ'i ,t \-i('il o al l' Pzzo, "eparat-,o dal :->11() 'I.Y;\ ll tl'ellO (', rilta l tato
indietro; pel' fIUl',to 1:1 ('(1 (\" (' ('() -; liLlli,('(, l' lut!ello del
cofa no; qllCf\ tu :--:i a pn' a ;,llli li; di :il'Jmulill , (i 11 :lnlo (> riJmllal0, e
il '; 110 ('ojlP,n:lii o (' qnindi <I dm' "p(Jl-t' f> lli in'1)erllia1 i " Il i
ti:! Ilclii; il fondo (1(1 ('Oj' ;LIlO p la, 11<11'C'te a llI cl'io l' l' ('ol' azzati.
Qll(-',JO t i po Ili (' <1" :';(111(' (' detJ-o ;-',nd:e ad oZ /,('w' (' ,
,- (;Ii :1 \';Illln-Ili l)() ;" OllO pl1rc n telaio e
a ('a,.;ci('JH ,
'\ell<l (: (,,,lruzinll l':J ldaio (Iig-, ,-,/!",) i CO i' t',il i, 1!l !'H,n' i('illal i
<:l1<: !lei retroj Hllli , (',(I -; tit Il i:-;('(l Il o ,,0,,1 eg:no del I illlOlIC :Intel'ior-
mente, del J'(_2.,!.!: i-guJlcio po,; t eriol'J1l('nte; il ('ura no
di"po-;[o (' ()lljJl dalllpute :n' ;1.111 i a,llH :-; ala; l a, <i ,.; (allza del gancio
dall:1 -', \l a ii) modo da n "c('{) nrla flel ,; i,-;1cnlf\.
(li uilionc (l ei treni, il YOllll ,{) crpli lihrio del (ill](JJ1(', Le :111)_:1IC
e i ('u:-wiali hOIW coll ep,a.l i anteriorll ente da.1la hihlll cia,
{'() ;.; ( r l17;iolll' a ('(),f-;:-;Olle (iig', ;-'10), l a. l'al a <1 111'<10\ pl' ,"a il
(' nfallO I1l cta1j ('(J, il ql:al e ]1111'e at tra,Yeniato longillH1inallll clle
(la llll tlllJo (li h1.Jll ii!'<l al fina lI:' : fi ,' liato all I eri (J]'Jll ell 1-(; il t i mone e
po:-;tcl'iol'lnente il g';),ll eio cl ' nni ()nc, .1\ l (;OfallO n,nh,>l' ior men ( e
fi:::sat a pnre la )Jcdn,na medianI e GOf\ (:.al etti ill eli iodat.i !i n i fialleh i
del cofa,tlO e a,:-;i-' ic.ul'al i (1,1, j irall t i ohlitPli a l):wdell a, () ili a l Ll' u modo.
- - -
Cofani e sistem,(J,zioni dellp, 1WU1i/i;::ioni . - Nei materiali moderni
i cofani semprc dii'posti tra;.;y er i' almente; i>J eS' si di Hting:nono:
il fon(10, le teBt,ate (destra e "in i>t ra), i fian chi (a nt.eriore e })(j ste-
l'im'e); il rOlWTchio.
Possono ei>i'er e cOi>truiti in o in lami era d'aeeiaio. :r ('0-
fani di lami era, ."ebbene fii r iscaldino molto all'interno sotto l' azione
dei rag:gi i>olari , Bono preferibili, pel'ch ;;;ono pi r e:-;'ist enti, f; ia a lle
kco,,:-;e e ag'li urti )l eI traino, ,da, a ll ' azione di i pl'oietl'i
llemi ei e offrono rnag'g'or ('apacit.
TI si stema d'apertura dei ('. ofa,ni (lipelHle dal tipo di nmni-
zionamCll t o ehe debbono eontencre c' da.1 modo ('.011 <.:ni le llmni
zioni sono dispo:-; t e.
1 C(t1"toc(:i a l)J'()1' etto pOfi801l0 e",.; ere dii>])osti \'{'rt iealmente o
ori7,zon talment e. Nel primo "a:-;o sono di}Jost i eoll 'og iya in
1Ias80 (fig . 377), avpoggiata snl fondo del (.oL.I.J1o, <.: he p1'o\'\'i;.;to,
all ' lIopo, (Ii un cll >ir ino di legno con a e0l>lJH. g11ernitn di clloio
(I (li ottolle, in modo che l'a,p poggio aiv"cnga, "ull 'ogi\'<1 e non
:mlIa spol etta,; i cmto(:(i a hOi'isolo sono poi t' e ll1l t i i Il t a,]e po:-; izione
da a,lmeno due tramezzi orizzontali ilwltiodati ,Lile l'areti, ne i
quali sono praf'i eati fori rircolm'i g:nerniti di cuoio e di o11 oll e,
[ ICI' 1 enere a,<.;sesta,t.e le cartncci e.
In queRto caso i cofani si dehhono a prir(' per soll eya l1l ento
del ('(Jperehio ; il prelt:walllento (Il'lle mn!1iziolJi Ti>i \llterehlw p iut-
t osto incomo(lo; lilH nei r etl'otl'cni riha lt .a.hi)i la ciif: pOBizioll e
inveee as,<.;ai comoda, lwrehi" i 0l-11'(.\ )<':(' v(:'ng:OllO a
orizzonta li o il copcrchi o aHora >i istmnato a, due spol't(' lli
li, eerni er'l. I-i ui fil1.11e11i, in modo c11 p li cofa no l'i "nl t:L come IJl1
a rmadio. P er g;li aYH,ntr<:ni l ' inr'oll\,pnient e del eopeec hio
v abil e meno sentito, lWl'ch il preleva,nwnto, ill l:ombaJtinwnto
y
de ll e munizioni cC' h ' ziona,le.
Qua.ndo i cartocci a. proiptto i'i 0t10 di spost i orizzold:almc nt <:,
essi :-; ono I-i istemat i nel cofa,no in modo a nalog'o n, quello lllPC.t' dcllte
(fig. ;7fi) , oppure SOIl O l-111oga.t i in (:a,ss(.ttc scoI'l'evoli in scom-
rmrti rica,vati in pi pia.lli) mediante bandPlh" enc. (fig' ,
l Je CfLsfiPtte eonteng:ono in g'(,lI er c (1ne o pi ca.]'lo('(j a. l'loil' 1
e possono essere di la miera, di l('gno o anche di vimill. I efani ,
in fluesto caso, sono in gPlwrale 1-i 11 a nwtl'eni e r e tl'OlTPni a t(laic:,
non rihaltabili, c "i a prono sul tmwo }lOstNiore: qnC' sto llll{l
abbattibile, girando attorno allo spigolo infl'.rif.llc di'l eofallo, ('P-
pure :-; isLematn a: dli c :-; pol'l' el1 i lai f,: ral i, f' si pl' N:ellta C'o i" t omI' II Il
cassetto ne.
- H45 -
Sulla convenienza, relativa dell'uno o dell'altro sistema si pos-
sono fare le seguenti osserva,zioni;
Colla siRtemazione fii pu trasportare un numero
di f'olpi (col r etrotl'eno per carro munizioni) perch
questo pu fatto lungo quantn fii vuole; mentre colla sistema-
zior}(> orizzontalI' non fii pu sifitemare pi di un proietto nel RPnso
plla lnnghezza, e l'altezza del cofano limitata,.
Colla sistemazione orizzontah, meno da, temeri'i un eventuale
fn llzionamento fortuito delle spolette per effetto delle seOSfie e
urti nel traino: non necI' ssaria la manovra del ribaltamento
del rctl'otreno, ehe, per quanto rapida, richiede i>empre un eerto
tempo e una certa fatica, ilia ileI mettern in ha,1,t;;ria che nel
laeiart> la posizione.
riguardi della protezione i due :-;iRtemi il i equivalgono.
L,I, in ef.h.::set(;e o cestini peJ'mette di disporre nua
eerta quantit di nmnizioni a terra, e Ili eonfinnare il fuoco anche
SCllza il retrotreno del carro munizioni vieino al pezzo Renza peri-
colo di imhrattanwnto o di deformazione, ma, naturalmente,
un mort,o a'! c::\,rico, e diminuisce lo :-;ra,zio (Ii spo-
nhile per le munizioni.
J cC>itini di vimini e le Cal'ifiet,t(\ di legno oecupano pi pOl':to
cassette metallielw, ma sono pi leggere costano meno.
Tnt.te lp sist,emazioni di munizioni debbono in og'ni ea,so
aiiRienrare i ea,rtocei da scuotimenti ehe possono in ql1a.lche modo
S!l1l1
1
) verI", .il lil{,L\t.:-,(J hel bossolo, perch questo si deformerebhe
e s aVl'ebhcI'o npl .
.l11l1v:8ionlttnrmto ti 1J'oiett') 8fpa,/'alo d:Lllr cltriche; si hR, nno in
g>nere ('OfH,'1i a cas..,ettoTle (l sistemazio ne i il eassct.tn, sia dei proietti
el I(' d;> llp ca,l'iehe.
Artiglierie pesanti campali. - - Per le artiglierie pesanti ea.mpali,
non si pr'cscntano condizioni ta,nGO refitl'ittive eome per le al'ti-
g:lierie leggere; in genere si ha, pe!' il pezzo senza muni-
zioni, per manteuere h1 vettnnL pezzo nei limiti dt peso compa-
t ibili con la mohilit, mentl'C quello del carro mnni:,doni provYsto
di cofano per mnilizioui; le ruote degli a\ralltreni hanno diametro
uguale a fldl'affusto, ma sono, in gCllere, pi leggere.
In molti casi previsto il t.raino della, hocca, da fuoco separa-
tament.e dall \Lthnto, e a,llora si ha, un carro speciale; quando la
bocca da fuoeo traina,t,a, sull 'a,ffusto essa disposta in posizione
di \' ia, an'dorata culla, allo scopo di ripartire convenien-
- ;346-
temente il peso della vettura sui due treui, perehi>, se la hoeca da
fuoco rimanesse nella posizione di sparo, la pl'cilsione sulla coda
sul gancio d'unione sarebbe piccoliRsima e l'avantJ'('no ,"l enza muni-
zioni, risulterebbe troppo leggero e potrebh(' facilment e l'ibaltari'i
nell e volte.
Vunione dei treni in gf'nel'e libera a bilieo o a contl'w40
vertieale :'nodabile, ma si d qualche caso anche di IInione a con-
orizzonta.le per le vetture pe7.zo.
Avantreni; hanno tOltfol'mazione analoga a <jnt'lla degli aYan-
treni per artiglierie leggere: qUl1ndo non t>'''lste il eofa.no, si ha
sempre un sedile per f;erH' nti.
Vett1lrc-pezz:o. -- Per mettm-c la hoeea, da fu oeo in posizione
di yia, occorre 1ivincolarf' l'appendice della hocea da, fuoeo dal
freno, e quindi far scorrere la bocea da, fuoco indi etro sulla, culla
fino a, che eSila, poggiare colla culatta f\ll tmVeI','\e o zoeeoli
fissati convenientemente alla coda dell'affrll:ito. la ('ulla
molto a,llunga.ta in(lietro la. culla, stessa dw si fissa all'affnMo
con ehiavistelli di ancoraggio, e la boct'a da fisfat.a alla
(mUa. Data hL grande lnnglwzza (li coda, degli a,ITnsti moderni (\
talvolta conveniente l'unione a, orhzontale, eolla quale
il ma::- ehio pu applicato all'affufto a Ulla epl'ta di stanza
dalla estl'eIuil (leUa (oda.
Carri bocc(t da f'uoco (fig. 577). - l muri bOCCit da, fuoco, de;-; ti-
nati a,l trasporto della bocca (h.L fuoco separata dall'affusto sono
eostit,lIiti da, due treni separahili, eon avant;l'cno a cofano per
contenere attrezzi, (' materiali vari, retrotrcllO eo:4itl!to da
una con ruok, alla quale fissata un eorpo a forma di eulla
a caf\setta, con liseie per riecverc la hocca da fooeo e terminallte
anteriormente con un oeehione, oppure nnmito di foro a hoecola"
per l'unione all'a.vantreno. Per la, manovra d.i paCifiaggio della bocca
da, fnoco da un C.rI'O (fig. f>78), il retrotreno del euno deve
essere disposto rispetto a,ll'atfnsto in modo che il suo corpo si trovi
in oilatto prolungamento d01la 'culla, ddl'affusto; a qUe::itO JH'OY-
veduto eon sistemazioni varie; agganeiamento del corpo alla. clllla,
rotaie di salita del retrotreno sull'affusto, martinelli a vite per
regolare l'indi tl a7;io ne del corpo del retTotrpIlo, eec. ,Alla. ma-
novra di passaggio si provvede con f\ll1i, f!OVeIJt( medianljp
nelli o verricelli, earrncole, ece.
('arri rnllni zrni. - Hanno generalmente avanin'IlO con eo-
- X47
fano per muruzlOni, e a telaio; di costituzIOne aHaloga
a q udii per le artiglierie leggere.
Artiglierie pesanti. -. J.Je bocche da fuoco vengono general-
ment.e trasportate separate dall'affusto, con earri analoghi a quelli
de!:lcritti per le artiglierie leggere, oppure su carri a ruote (sifltema
antiquato, richiede una capra per l'incavalcarnento); talvolta si
applica Ulla sala e un avantreno alla bocca da fnoco stessa, che
viene munita di staffe e stanghe di traino ada.J-j;e (fig. 579).
Gli affusti a ruote sono trainati applicando a,vantl'cni con unione
a contrasto orizzontale.
Gli affusti a caSfla possono essere talvolta tm::;formar.i in retro-
treno di vettura a quattro ruote, con l'applicazione di sala a ruote.
In genere con questi materiali previsto il traino mcccanico. L<>
l'note sono generalmente munite di rotaie a cingolo.
Le munizioni ::;ono trasportate in carri trasporto spceiali.
Avantreni. - Sono attualmente tntti metallini () di eO'1fOl'llla
zione variabile, seeondo le particolarit di eiascu'l materiale: in
genere i;01l0 sh;temati principalmente per il traino meceanieo,
adattabili al tr<.\ino animalc; unione dei treni a contnLHto orizzontale.
Aln. 4. - Tr.ispol'o in montagna.
Per il in montagna i d'arhgli eria, dehllOno
eil:'\Cl'C iJl :l he permettano il ::;omeggio o il traino
sulle 1l1ulattie.i'e.
Traino. '- Il traino !':ii eilcglli::;ce in generale eon earrcHi di
carreggiata molto ridotta, circa 90 em., c con ruote di piccolo
diametro per avere il centro di gravit del carieo molto haslSo, d
che :-;i raggiunge, se occorre, anche con sale a, gomito.
Il matpl'iale (leve essere beilmente e rapidalllcntp. ISCO trlJlO-
nibile in parti di peso limitato (sempre in relazione al cali 1.)1'0 l;
assai conveniente che la, sistemazione dei carrdli per il
traino in montagna potesse farsi con materiali di cui le batterie
pOiisano essere permanentemento dotate senza eeccHsivo ingornbro,
come sale a earreggia,ta ridotta, staffe, ruote del materiale ord-
dinario; ma in genere occorrono carrelli di fOIma l:>peciale.
Per i materiali di medio calibro sono in genere previsti quattro
carichi: bocca da fuoco, culla, affust,o, sala (lrdinaria" scudi e
accessori; per quelli di piccolo ealibro invece si hanno in genere tre
- 348-
carichi, essendo la hocca da fuoco e la culla sistemate insieme.
Per tutti i carichi, meno l'affusto, si debbono avere in genere car-
relli fipeciali per la sistemazione del carico; l'affusto invece costi-
tuisce carrello per se "tesso, colla applicazione di una sala ridotta
in luogo di quella ordinaria.
Le vetture possono essere a due ruote e equilihrate sulla sala
(fig. 580), e allora vpngono trainate a braccia e guidate con stanghe
assicurate al cari oppure al carrello pu essere a,pplicato un
piccolo avantreno a rotella con ganci di traino a cui si applicano
fUlli per il traino a braccia, opvure timonelle, per l'attacco di
quadrupedi di punta (fig. 581).
Per i materiali pi pesanti le ruote dei carrelli sono anebe
munite di rotaie a eingolo.
Someggio.- Il someggio obbliga alla seompo"iziolle del mate-
riale in ,Jariehi ehe nOli superino il peso di 120 Kg., potendsi
eaholare il earieo eomplessivo ehe pu trasportare un buon ml110
a circa] 80 Kg. e dovendosi riservare eirtla 60 Kg. per la bardatura,
gli acepssori, e gli attrezzi, che prendono compleRR\'arrwllte il nome
di carico C01nune (fig. 582).
Il bardo deve essere molto robusto, (Jon ampia superfieie di
appoggio imI dorso e sui fianchi del quadrupede, eOD pettorale e
hraea per impedire spostamenti nelle salite e nelle discese.
lAl parti del materiale possono essere sistemate sul basto
come carico centmle :'\opra il o eome caTichi lateroli. Il carico
cfmtrale il meno vantaggioso perch il centro di gravit del ma-
teriale resta molto alto, e il quadrupede molto tormentato e di-
sturbato dalle eontinlle sco:'\se del carico; i carichi eentrali richie-
dono quadrupedi molto robusti e di grossa taglia, che :;0110 anche
difficili a earicarsi per la loro alta statura (serventi molto aHi),
e non possono ,mperare di molto i 100 Kg. bene quindi che i
earithi eentrali siano in numero minimo; non si possono evitare
in modo (bocche da fuoco).
I earichi laterali sono invece pi equilibra1ji e permettono d
ra:giungere il massimo di carico utile e anche di superarlo (fno
a 140 Kg.) anche eon quadrupedi di taglia non molto grossa;
per questi eariehi per necessario che le parti in cui seomponibile
il materiale non siano di peso superiore a 60-70 Kg., ci rende an-
cora pi difficile la f'1oluzione della dell'affusto.
I carichi non devono avere una, lunghezza superiore a m.
cirea, altrimenti rim;eirebbero squilibrati e distJlrberebbero
- 349-
il qlladruped<> colle forti oscillazioni, oltre ad essere, eventlla,l-
mente, pericolosi. sulle mulattiere a mezza costa. Per quest'ultimo
motiyo i carichi, specialmente quelli laterali, non debbono avere
parti molto sporgenti lateralmente o ili alto.
I carichi centra.Ii sono sistemati sul basto mediante una
armatu'l'a a cav31letto di. ferro, fissata al basto, e con sagomature
in cui pu assestarsi il carico, che dj solito munito anche di tal-
loni, pioli o bottoni che si adattano in fori, camerelle dell'armatura
Ile impediscono lo spostamento. Di pi il carico sempre assi-
!;urato al basto o mediante cot'regge con fibbia, infilate in campa-
nelle del bal'.ito e avvolte (' affibbiate l'.iopi'a il carico; oppure mediante
timnt'i (t doppiacite che si dispongono tra il basto e il carico che
mn Ilito all'uopo di ganei o bottoni. Questo secondo sistema pu
forse di pi rapido impiego del primo, ma soggettio a rot-
tnrt' che non Hi pOKsono fa, ;ilmente riparare in batteria e che ob-
bligano a ricorrere, per ripiego, }l,Ile eorregge.
l cariehi laterali sono Hospesi al bal'.ito mediante catenelle o
corregge di sospensione fisKate al ctrico ti agganciate a ganci del
ba>ito (o v ieeversa) , e sono assicurati mediante o01'regge d"imbra-
olltllJ'a, tra, il fianco del basto e la parte inferiore del carico, che
apposite campanelle per ricevere le corregge.
Di fi olito sono someggiati come carico centrale: le bocche
da, fuoco, la testata dell'affuHto, la coda.; talvolta anche la culla
i frcni di sparo; sono invece sempre sistemate come
cal'i(c) I a,terale , le ruote, gli scudi, i eofalli per munizioni.
Le munizioni per il someggio sono sistemate in cofani per
Tllullizioui, di legno o di lamiera di ferro, muniti internamente di
ta";";I.'Ui, listelli o altro mezzo per tenerle bene assestate ed evita.re
gli :-:;hattimenti, ed esternamente di ma,niyZie per il maneggio.
Talvolta, si utilizzano per il someggio anche le cassette d'1:mballo,
eontenenti ciascuna due o tre eolpj, e che si a.ssicurano mediante
corregge su armature sospese ai lati del ba.sto.
CAPITOID XI.
Traino lueeeallieo delle artiglierie
A H.T. 1. - Generalit.
I vantaggi ehe si possono ottenere, nei ri,!.nmrdi
delle dal traino meceallico in confronto del traino
animale si riassumono nei Reguenti punti:
a) posRihilit di trasportare peRi aBsai maggiori, e quindi
di concorso nelle 11,zioni campali anche delle al'tiglierie
pesanti e di gmndf' potenza;'
b) po>!>!ibilit i maggiorI') velocit di marein.;
c) possibiliti1 di lunghezze di mareia a8Siti maggiori, in fa-
VOl'e degli sposta.menti strategiei di grandi maSi'le d'artiglieria;
(l) minor lunghezza delle colonne;
e) minor vnlnembilit dei mezzi di t.mino, sia per la
stenza all'azione dei piccoli proietti e di piccole :whegge, sia pel'
la minore superficie eSpOfita;
f) maggiore fadlit:'t, lIei riguardi del peso e del volume,
del rifornimento dei mezzi di manutenzione e di esercizio dei
motori automobili, iu confrol\to dei mez7.i di sllssi:4eny,a dei qll.-
drupedi;
g) economia di personale.
l, condizioni che si riehiedono al tn1ino meccanico per le
artiglif'rie' SOllO le seguenti:
attitudine al percorflO sia sulle strade sia in t.errello vario
e accidentato e attitudine a superare ostacoli almeno in grado
uguale a quello dei mezzi animali;
adattamento alle piccole velocit di marcia su strada in
colonna colla fanteria;
capacit di attraverRu.re falde acquifel'e di almeno un
metro di profondit;
movimento silenzioflO.
Quest,e condizioni sono completamente i'l oddisfatte dalle re-
centissime costruzioni.
La questione el traino meccanico in confronto di quello ani-
male deve per eS'lere coni'liderata a,nehe sotto altri punti di vista
molto imporhtnti riguardanti:
a) le riserve e la produzione del carburante, in confronto
delle riserve e della produzione dei quadrupedi e dei foraggi.
b) la ntilizzazione di mezzi meccanici di uso corrente nella
vi ta del tempo Ili pace;
o) h1 viahilit e la natura del terreno nei probahili teatri
di guerra;
tl) l' economia nell'impianto e nell'esercizio;
e) l'i :-;trllzione del personale.
f) l'organizzazione del servizio di esplorazione, ricognizione
e coUegamellto nelle batterie, i'lpecialmente quelle leggere.
I mezlf,i aut,omobili possono essere utilizzati per il traino o
trasporto di artiglierie llei seguenti modi:
al Rimorohio di aJlusti, o di uno o pi carri su cui caricato
il mat et'iale; sistema utilizzabile per qualsinsi specie e ealibro;
b) Porto di affusti ordinari a l'note sul porta,-ea,rico del
veicolo, ma.novra di carico e scarico nel prendere o lasciare la
posizione: sistema. applieabile ai soli piccoli calihri (Artiglierie
a1tto portatA) ;
e) Affusto scrrWlicnt c, oss ia a[uxt,o sistemato permanente-
mente sul veicolo: sistema adattahile a qualunque calibro e specie
COl) veicoli speciali;
fi) Treno benzoelettrioo, oHsi.a alIllsto o materiale caricato su
11110 () pi carrelli o veicoli m"ssi da motori elettrici alimentati
da energia genera.ta <la un gruppo ben''.oelettJ'ico sistemato su u n
veicolo diverso da quelli portanti e a questi collegato mediante
un cavo fle ssihile.
i \Xl'. 2. - Veicoli automobili,
T. - Veicoli a ruote.
leggeri e medi (Tipi Fiat 15 ter e 18 P). - Oapacit
di andatllra molto eelere e di lunghi percorsi; difficolt di adatta-
mento alla velocit di ma'Lc1a delle colonne di fanteria; deficiente
- 352 -
potenzialit di trasporto e di traino; nessuna a,ttitudine al percorso
in terreno vario. Non sono da prendersi in considenwione per il
trasport.o e il traino di artiglierie.
Autocarri pesanti ('ripi Fiat 18 B. L. e 18 B. L. R.). - Capa-
cit ili celere andatura e di lunghi percorsi; difficolt di marcia,
lenta ; notevole cRipacit di trasporto (3.5-40 quintali) e di rimorchio
(200 qui ntali in piano, ma solo 60 in salita al 6 %l su "trade o S1]
terreno buono; in terreno umido o Tnt)lle la loro attitudine al ri-
morchio diviene quasi nulla, in com;eguenza della fiCal'Sa aderenza
dell e ruote sul terreno. A ci per si pu porre riparo con mC'T,zi
che possono essf're, oltre }Lle catene avvolto e assi-
curate sulla ruota:
a) p(tlette o arpion1: o amoyibili, e ehe possono
essere fissati lungo i raggi della ruo1 a, per il percorso su strade,
oppure pssel'e fissat i in modo da sporgere in fnori e far presa sul
terreno, nel percol"so su t erreno molle (fig. 583);
b) c'ingoli antislittanti (fig. 584) proposti e spei'imentat i cun
suecesso dall'Arsenale R. B. di 'l'orino: SOllO c08tituiti da una ca-
tena di 8egmenti che si avvolge att,orno alla ruot a, alla quale
resta fissata: i segmenti hanno 8ezione a doccia per contenere i
cerchioni della ruota, e una suola che diminuisce alquant o l'affon-
damento, con due lame disposte ad angolo e sporgenti per far
presa sul terreno; i segmenti sono collegati tra di loro mediante
ti ,flt'nti imperniati al eentro di ciascun :-;egmento, per mezzo di nn
aRticolo; uno dei tiranti costituito da due viti collegate da una
chiocciola, in modo da poter eRsere accorciato per tendere il cin-
golo attorno alla ruota, e permettere la separazione dei due seg-
menti per togliere il cingolo della ruota, e la sua applicazione rapida.
Anche coll'applicazione dei cingoli antislittanti e degli altri
mezzi, per, gli autocarri non acquistano attitudine a wperal'e
ostacoli, o a percorrere terreno molto accidentato da buehe,
fosse, ecc.
Trattrici a ruote ordinarie (tipo Fiat 20, Fiat Pavesi-Tolotti
:Mod. 15 e 16, autocarri Soller, Dormann, ecc.).
Hanno in genere marcia lenta, ma una notevole potenzialit
di trasporto (25-30 quintali) e grande potenza di rimorchi.o (da
250 a 400 quintali in piano e 150 quintali con pendenze del 7-10%),
in conseguenza della forte aderenza alla quale concorrono il peso
e la conformazione delle ruote motrici, che sono di grande dia-
metro, con cerchioni larghi e muniti di cOf;tole; alle ruote f;ono
applicabili anche cingoli fi s'li, che posRono aumentare l' aderenza
e allargare la base cl 'appoggio per impedire l'a,ffonda mento in
terreno molle.
Quest i veicoli hanno qnindi capacit di rimor0hio anehl! iII
terreno molle e cedevole quelle impiegate per l'aratura,con
aratri polivomeri), mi1 pianeggiante e non accidentato.
Per evitare il percorf\o saltellante delle l'note colle
que,-;te (come anche nei cingoli anti"littanti degli autocarri pesanti)
non hanno andamento normale al piano della ruota, ma iiono
oblique rispetto al cerchione oppnre hanno tra,cciato angohtre.
Veicoli a quattro ruote motrici. - Ha nno natura,lmente J1wg'-
giore aderenza di quelle dne ruote motrici, e possono
anche <1tt i al pOl'eor:-:o in terreno quando le rllof-e :-:iano
di diamotro gmnde, eol eOl'ehione convenientemellte org'i1llizzafo,
per e\rent,lmlmente aggrapll(ll'e terl'(']1O fortemente illdi-
nat o, e ii i abhia una grande itHlipell(lenza ilei due treni. A questa
eat e,!!.'Ol'iiL il trattore Pan lsi (1i cni i l'atbt piLt'te,
Veicoli a pi di 4 ruote. - l-)OHO iII Ijll P4i
ultimi anni in Gel'llU111ia e illlnghiltcna, a.llo i-;(;O PO di poLer ,Wl llt'lI-
t,are i cartelli senza, ,Hlmental'e tropl'o la, pre:-;sione unita,ria :-: lrl tel'-
l'eno; il t-eI.aio (qlllog'p:i a anteriorlllente :-; u una sala- a dtw l'110j ('
dirctt(;i, e pCHieri m'lllenu'';u un earl'cllo a pento VO li qllattro
l'Ilot e l1lotriei.
In i ,..; ,ime le ,-; a le delle l'llot () iilOiTi{'i de ( ' ;\1'-
rello ,';(1)0 " i ;J clllate in !llodo cb e>; ;.;erc illdiVClld(' lJ l: i, meliiallfe
tl'H;i'i1:l1-: ::;; " " ; :-; l\odal0 o da l ', tppoggio d i tuit<:' e Ijlu tl 11'i.I
le " Il !j U,tbilL'i j t erreno a n <; 11 (" l" il Lo e <1. eeide11 fa,Lo; (; i p ermel ,te
a i vei(:olo il lILll T Ol' ;";O :t i1 \5he in t etTP1\1l var i o (fig . :'iK l.
Trattore Pave"i P. 4 a t reni indipemient.
Jl trattore Pave"i P . .J (tig. lla eo tH:I.)zililie
nllova, ehe r isolve il }H'ohle!llH della attitudine Jei
veicoli (\,utolllobili percorrere eon uguale bcilikt le stme e i
terreni aeeidentati. ]Je l'o Il dalll Cll ta.li de] v\,j colo
sono le segnenti:
a) quattro ruote mo t ri ci e d i grand,e d.iall1etroj
Voi, j r. - A'rmi da / w.l('() por/ali/i. 1'( ' 1. ' ,
b) indipendenza fra la sab anteriore e la sab
snodatura completa nel senso Ol'izzontale e nel SWI SO trasversalp,
in modo che le due sale possono diNporsi eomunque l'una rispetto
all'altra, ci che assicura la costaHte adCl'CnZ1 totale (fig. 586);
c) volta ossi9J le ruote posteriori seguono esatta-
mente la strada fatta dalle ruote anteriori, ci elle l_' el'lllette la
sterzatura
cl) grande a,ltezza da terra di tuUi gli ol'galli meccanici;
e) cerchione delle mote metallico II di grande larghezza,
che impedisce l'affolLdamento in terncni molli, rnunito di 1111 cer-
chione di gomma di larghezza millore, ehe verrnette yeoei
andature sulle strade ordillarie, e con sistenuvolle di palette
l'ipiegabili per evitare lo slittamento delle l' note, e as:,;ienral'e l'ade-
renza e l'aggrappamento quando necc8sario in terreno nuio.
Il trattore, nelle sue linee generali (fig. ;)87), costituito da
due treni collegati da Ull tubo longitndinale; il treno Hllt(>l'iol'e
portia il motore, il eambio e il differenziale per le l'Ilote allteriori,
il treno posteriore porta il differenziale per le l'note po:,t el'lo]'j.
Ciaflcun treno composto da lilla piattaforma alla quale colle-
gata una sala lllediaute la porta le ruote
che S0110 mosse eiasclllU1 da un semi albero del djlterellziale mediant.e
rocchetto ehe ingrana iu una e.onma dentata della l'nota. l dne
treni sono uguali e simmetriea,mell t e dispo:,;ti l'iNpetto al pnnto
di mezzo del tuho principale. IJtc piattaforma anteriore lrnpel'-
niata, mediante ma:-;ehio vel'tieale, alla e;,tl'elllit:'t anteriore del
tubo; quella p<>Hteriore imperninta pure su 1111 maschio fac(, Jlte
eorpo eon un m:1nieotto ginwo}f\ sulla e6tTllllli1":\ del
tubo principale, e per cOllseg'llCnZa la. fl ala. Pl1 indillal's;
lateralmente rispetto alla 8ala e le quattro ,lplJ02'-
giano :,;empre sul terreny.
Le due piattafoI'me hanno i lati eontigui foggiati ad a.reu di
cireolo, e che rimangono, quando le due piattaforme l'uotano attul'llo
ai rh;pettivi ma8chi, sempre tangent.i l'unu all'altro, in Ull punto
corrispondente al pnllto di mezzo del tubo; etti lati delle piatta-
forme SOIlO muniti inferiormente eia8cuno di una. entiera: le
due deutiere ingra.nano in un l'oechetto doppio folle sul tubo
principale nel suo punto di mezzo. tie le due ph1ttafonne SOllO
inizialmente disposte in modo che le 8ale risultino parallele, qua-
lunque rotazione della piattaforma anteriore attorno al suo llU1scllio
provoea una rotazione uguale e in senso contrario della piattaforma
posteriore anelw se qlle4iL (\ inelinata hLteralmelltc alla
prima. relLlizzi1 ('os la volta, eorretta.
h ,L guida Cl ,stemata piattaforma e agendo
al VObLllt,), ('011 ,\",1ri, si ]Jl'ovoea la rot,azioue di questa
ri:,;petto al tn])(). Sulla piattaforma anteriore "ono 1>111'e :s i;,temati
i eOJl1all<li (leI (,lImhio, (hH", frizione e dei freni. La tra"mis::;ione dal
hio il l I lillel'ellz iale }los tel'.ol'e il fatta mediante 1111 ,.11>01'0
tele;;eopi('o e a doppio !,!,'unL( , (',a,['danic'o, per permettere i tno\"-
Hll'll1i rl'l:l.tLvi dei rlne tl'eni,
Il 11'1'110 ant ,t'l'io:.' !' (' ('(\'l'1'ozzaf () pet dlle lIolilini e porta i se]'-
lwJoi di !lPllzilla" olio, <lttl'ezzi c ,U'Il,lollWllli; qnello pOil tel'iore pOl'ht
il lJiano di ('aj'ie(); il I,aho p1'il1l\ipale.;i ]Jrolunga iltdietro oH,re la
eal'l'ozl:el'ia ed ('o. Illlillito Ili g'nneio (li traino.
fI t ,raf ,(,(H'P (' IIIlluito di n:l'l'itello di ,daggio, nwdiallt e il qnale
l'IL e,.;t',!.!,'ilin il trai ilO (li "el('oli t,n1wwlo il trnH,ol'e fel'IIIo p illl-
lllO!Ji1izza,f'o (la calzHt oiu doppi(. PIH') anello el-:,ere mnnito (li gl'Ile.
La ellmziofl(' g'(\lIel'all' del ll'ltttol'C permet.te di i:iali.re e (li-
IH'l' l'alllpe :L-:"a,i ripidI' Il ,mvel'iH'e oi-it.a,coli in l'ilieyo llloltO
i (pa,l'apetf;i (li i'J'iIl (',e<l , al'g'illi) e P i ('.('0 l i fo,: ,.:i eOIl mol1,a
faej[it :\ t' "'ellza ,'wO,'; ,';P.
l L ., Veicoli a rotaie continue.
LJO,';';OlH I I lellO illi Il:1,1'( ' i, il rut;e ( ',ollti 1I1t( quei \'ei(:oli
che, tl'auecn(]o 1('1 il !lOIrW lol'o (lato do-
vl'ehhero ("lli:Ll1uH',..,i veeoli:(, !J/'UCO (entl'I '/ll/h!', 1; /leliiU,', U 1I!(i1'1I J.
Es,.;i pn;,.;putallo, per IlufLul',o riguarda il 1Il0Vilnellto, (',q,-:I' itll-
ziol\(.' g'tlI.cmh e l'llllzioWlIuento eOllle (fig. !,8i:l):
.!l (',01'1'0 del \ei('olo appoggia, per lllCZ",O di 1111 (',erto llumero
di 1'lIul-e o l'lllli htlendi, dotI i l 'al li lo pi a i'Oi'PCU"iOlLC
i'Ll ue rntnie (t ,t ic, )!',l l ,' Il j](J,..;..;ibili, elle appogg;.iano ;\,lht
lol'o \'olt;a "nl tel'l'eliO. Ci,, :.;eHIW l'otaia. (> tLV \'olta atto1'lW a ue
l'uote c:,;treme, ehe OUiiW1I'i,tlllcllt;e " O!lO di iamet,ro maggiore ei
rulli o l'note pol'tunti, e ha le <iu c e"tremit rLllnit,c illl11eriol'lnellte
in modo da, formare un eingolo eOllbnno. Una, delle eoppe delle
ruote e.-;tl'ellle, ili genere q nelle pORteriori, messa in movimento
(la un motore port.ato al veicolo, e t.ende quindi a rotolare e a
spingere a nUlti il veicolo sul l':W10 inferiore delle rotttie, il quale
l'eRta fsi:io al tel'l'l'eno, "ia. pc!' il del veieolo, sia per effetto dei
mezzi di a,l terreno applieati anc rotaie. Nello
stei-;SO tempo le stesi"C ruote, dett-e ruol e motrici, avvolgono la 1'0-
- - iloti --
taia, che, col suo ramo :->llperiore 8corre rispetto al veieolo eolla
ste13sa velocit con cui qnesto si spol';ta, rispetto al r alllo inferiore
fisso della rotaia, e ripiegandosi poi in basso attorno anc ruote
anteriori, che sono folli, e dette lHllegge o 1'1wte di rimando, vengono
ad appoggiarsi di nuovo sul terreno e a dare alla loro volta appoggio
ai rulli portanti. Per assicura,re il movimento ed evitar e slit,ta,menti,
le ruot.e motrici si aggrappano alla rotaia mediante enti o a ltro
lnezzo. ottiene cos un ::;i;;;tema di trazione analogo a quello (le1l0
ferrovie a eremagliera. Le rotaie restano ll teusione nel l'amo ill-
feriore fisso; il ramo superiore mobile il1yeee aUelltato e fii di:-iJ)(llle
in catenaria, e in genere :-;ostclInto da a ltri l'lllli ('Oll -:istcmaziollc
ehlst.iea.
TI motore agisce sulle l'note motl'.ei eolla. intcl'jJo'dziol}( di
cambio di velocit, di ingl'ulll1ggi demoltiplicato)'i n di differenziale;
i cambiiLlllenti di direzione :-ionu eseguit,i faeeudo lIlUO\"(-'l'C le ruote
l1lotri(j con yelocit. (liv('l':-:e 1'l1l1a dall' altTa, llledialte dlw fl'('ni
indipendent i agenti <:ia;-; (:lIno >;u 1111 i'ielllialbel'o del di :1'(')'(' i1j;i al l'.
1.(1 volta pi I>lreLta. l' i ha, arrci'italHlo ('olllplelltillPllh' lIn;t delle
ruot.e lllotrici; l '<tltra l'\loia si lI1UOYC quindi (olla \('!o-
eit, 1)(:\1' elletto del diHerellztle. }; cIII' \(:11 (' 1(' Il ('(,( , , ' ;ll' ia-
mente, i'tIi,eiano l ateralment e wl telTellO, sp(wi:dlllenl' (' /:\1ella
interna alla yolta. b: anche otl UII(;.)'I-' il diet ro 1'1'Ont( :'111
pO'f:o, facendo llUO\' el'e lp 1'01:;\ i(. in iJ1Yel' ''; (l l "tllla a Il'al t I; , ;
ma l,ef queil to oeeorrerchbero dllP lllot' oJ'i (I (1110 ('Hlt l hi illdippn<lp:i1 i,
Nono l-\.IH:he tpplicati a. :l l'ohl,il' (;ont inl1(-, Illot ori ('iv!-
t,ri( i a,g'cn(j indipcJl(lenLemelltl' slllll-' nlOt lllolr' i"i , {d iiZi/ : ll:t1 i
e1eUri( 'a general a da llll g)'IlPPO henzo(.> ]!'t j)'ic(j i l, l:dl:t Il ,
Mul veicolo; ('011 tale NiBtfnna la I1IRliOVI'H rie;..;(p pi ft pla.:-J .. a ; ;
ha, Ill1'ZZO di \,uia,le pi gl'a.daLllH'nt (" le \'{'IO('jl i" III,: ;.: li " i )..:;: Ji
ri;..; u!t,ano Vi li LI 0 ht.O delie,lti c pesa 11 1 i,
NOllO ,,, tati ])]'U]lr,;-;1i 1i1Ohli' i i (l!';nili ('i ;), oli n d(>! i

In qtlald:e <:a:-;o (fi g. ;:;8\.1) li<l (tra!'1ri((' H(,ll , 'O( ' i<' (;}i \ ('-
gl'esllo) olI l' e la Ilitlt.elllu/t,ioue a l'Otaie (' ontillI1e, am' lH' PIla (:oppia
di l'Ill't e tlireUriei a,uLel'i( )ulWIil (e () jlo;-;l.el'iol'lllelltl' (:\kni ,-, Ill g' l il-
term), :1110 tlUUliO di faciliU1t'e bi !!: ni(la del YCl('ol.o, (-'!l (',.;i i \'ci l" cli
potreubel'c ch ia.marl>i l' ciwli 'iii isti o a J ilU7..Ze l'ot aie (I)' . Au Lo-Clic-
n iUe; illglesc: led.: l::l a llil\etkn).
Coi y(>:.: oli a rota.ie continlw ;-; j mgi,:ulgono i
1) pOl:\sibilit i percorso 1:\11 qualunque tel'l'eno, perch le
ruote del carro :,;i muovono lungo lotaie continue flessibili, che Ri
appoggiano completamente anche I:\U terreno inllgnale;
2) piccola presioiione unitaria sul terreno (al massimo Kg:. ]
per em
2
, ma anche riducibile a Kg. 0,;300) pereh il carro appoggia
sul terreno mediante le rotaie che possono avere larga Ruperncie
di appoggio, ed in ogni caso appoggiano per una lnng'hezza llguaJe
alla distanza fra le due ruote estreme; in conseguenza delht piccola
preRsiolle unitaria, diminuito l'affondamellto, e si ha la pORRibi-
lit di in terreni molli anche con vetture molto pe>;anti;
:3) di ::;alire e di::;eendere lungo rampe molto in-
elinate, come avviene nelle ferrovie a crmnaglierH, quando i Reg-
menti posRono trovare suffieiente aggTitppamento al terreno;
,1) possibilit di Ruperare fORRi e trincee a lmreti ripide di
larghezza anche uguale alla met della lnnghezza della 1'ot aia,
se il centro di gravit elel veieolo nel eentl'O di ngnm, senza ehe
la parte anteriore caela nel fm; ,'io, io t'Ollsegllenza ap}lllnto della
continuit dell'appoggio del carro :-i 11 l terreno dal il dalle rotaie
continue.
Ai hanno per contro i seguenti Vi o meno sen-
titi seeondo il :'l.';tema di rotaia, e le altn' part,i(ola.ritil di ('OstTIl-
ziorw del veieolo:
1) forte consumo eli energia per vil}(.{\re gli attriti ('Ile si
sviluppano tra le rotaie e le ruote e fra della rotaia;
2) grande peflO delle rotaie, e del veicolo;
:1) possibilit eli slittamento di una (Ielle rotaie;
i) infine attitudine quasi nulla al sn stra.de, in
eam;a elel logoramento ehe si verifiea nei meceallisllli colla
su terreno duro e del logoramento delle strade.
lu genere per queRti veieoli, se non hanno ,"'pe-
eiale (vedi Veicoli trasformabili ), il trai'lporto sulle strade pl'e-
per mezzo di autoearri su eui vengono fatti :,m]jre, (l di
earrelli ordinari, rimorchiati da trattriei.
Particolari. - !lot(liie. - tlono iII tre di rotaie:
a) (t segmcnt'i metnllici articolati; la rotaia costituita da
numerosi segmenti uniti a snodo fra, di loro. 11 tipo pi uRato il
tipo Holl (fig. 590), nel quale ogni segmento C'Of;titnito da nna
piattaforma di conveniente lunghezza (' larghezza nervature
e muniI a all'iutenlo di \1110 o lll11' p'o,,:,;i lislelli c11<.o l'el' -
VOllO di appoggio ai rulli o rotelle (lei \"cicolo, (' "Ollfl collegati a
qnclli dei adia(:cnti mediante gl'ossi perni ('OH manicotto;
Jl genere in questi verni gj(wano dei dent i della. l'1!ol a llJO/ l'ice
p!'l' ]ll'f)(lllrre il mOyill1Cllt.O.
Alt l'O tipo Il:;;ato il tipo Plwcll (Hg. r.!H), in le piattaforme
sOIlO unite (lirettalllcnte a imodo tra di loro c portano nell'interILo
dei talloni o denti sporgellti, in cni fanno presa, degli incast.ri
]'rati(,a,t,i slIl eOll/or'JlO della rnot.a motriec.
Kono state all<:lle applicf1te, in Inghilterra p in America, delle
rotaie eOll HO,Q'menti mdti tra di loro lllediante Illl g'innto sferico
elLe rellde i ;segmenti indipendenti, iiia nel piano ori;",zonlaJe,
in 1111 piano vp,rtieale e trasver8ale; eOll d si lo 8COpO
(li (\he le rota,ie terreno nelle fivolte, e ellC i
seg-Ilwn/ i adattare eomuTllllw all'andamento del terreno,
pcr la totale aderenza. della rotaia Cl serpe).
l'l'l' evitan' la g'l'andis8im), l'esistenza al moviJ\wllt-c) che of-
frOllO le 1'ot a,ie come sopra, esposto in akulli tipi (Orion,
f:enllClliia) (fig. i rulli o rotelle, HIZich efisel'C al corpo
del vpeolo, sono girevoli sui venti <:Ile le piattaJOrllle,
e ii('(I/TOIlO lltllg'o guide fissate sni fianchi del vei(\olo, rnediante
Il' qnali guide ii i ha del veicolo snlla rotaia mobi le: le
1'0 t a,i(' mobi! i risulta,uo per lllOltO pesa,nti.
Sono sta.te anche illeate flelle rotai e (I ntoj)u/'t(mti (fig. ;)!J3), t.ali
<:iop dn cyitare la neee';siU1 11011e rotolle o rulli portanti <lei veicolo;
appoggia l'otaht soltanto per mezzo delle due l'note
eiitrellH:', llloLl'iee e ili rima,nilo, e i 8egmenti sono (:.ollegati fra loro
il1 modo ehe la l'otaia pOHSa. piegarsi 8010 nel voluto per adat-
alle l'l\otp; nel trat,to (1, terra, per conseguenza, In, rotai? non
potelHltlsi piega,re in dentro, eostituisce eome una 8barra rigida,
il appoggia alle due
Di tntti questi tipi il pi usato il tipo Holt; il tipo Pid\\'ell
i pceialmentc nei veieol i tra.fiformabili.
h) mia il:. a funi metalliche; le piattaforme, anzieh e8tlel'e
l)ollegate fra loro da perui, /iono aStliCluate, con conveniente inter-
yallo, a dne o pi funi o nastri di aeeiaio (tipi Chase, America;
Kal'da;",ewi<:, Polonia) ed altri. Questo 8ii'itema presenta il van-
taggio di ulla eer'f,a leggcl'ez;",a, di una bnona adattabilit al terreno
e infine, in confronto delle rotaie articolate, di una minore sentli-
bilit all' infinenza del fango, della polvere, eee.
c) rotm:e di gomma,. Rono state ideate in Francia (Citrocn,
Kegr('sse) essenzialmente allo scopo di permettere il percorso dei
-reieoli sulle fltrade, senza eccessivo logoramento del materiale e
della, fltrada.
Le rotaie KegTe,iie (fig. i'in4) Hono costituite da una robuRtft
st,t'.'\cia continua. di eauei, eon nervature e sporgenze all'esterno
pCl' far presa slll terreno, e munite all'interno di talloni troncopi-
ralllidali :), ha'ie rettangolare, ,'\ll eui fallno presa, per presHione e
1)('1' attrito le l'note motriei.
Vickel':; appliea alle l'ota,ie di gomma delle gllemitul'e di i<C'-
eia io esterne C'ome di aggrappamento ed interne come
organo di preH<1 per le ruote motrici.
T;e rotai(' di g'omma avrebbero dato ottimi risultati come re<;i-
stellza (traversata del Rahara, 2000 Km); per "i pu dubitare della
lo!'o re,;;istenza in telTeno sassoso o scheggioso, e della loro "nlne-
per effetto di schegge o proietti che sarebbero inotfen;;jvi
per organi metalliei.
R1/.Ote moll';i l! pnlef,!!Jt di /'imancZo . -- In molti qne,;1e
"lloi,e non mllO portanti c restallo l'>ollevate dal terreno tenenrlo
sollevata anche la rotaia, e hanno sempre raggio maggiore (meno
qualehe eceezione) dei rulli, in relazione alla lunghezza dei segmenti.
Le ruote motrici hanno conformazione varia seconlo il si-
stema di rotaia; in genere sono l'note d.;coidali, con largo cerchione
() doppie, pel''\oRtenere bene la rotaia e eOfJ denti o inca, i di
l'Cl' i perni. Q.nelledel Kegrc,,,,.,e SOIlO cOl'>tituite due diRchi
di uni uno s(',orrevole rispetto (' che Rtl'ingono fra rli loro
i talloni dclh rotaia; il mo",zo ha un dispositivo a superficie eli-
coidale mediante il q naIe i talloni sono compressi fra i due dischi
con intensit ereseente col momento l'esistente, e quindi in l'alitai
si evitano gli slitta,rnenti.
Le pulegge di rimando non sono ad alcuno
nella marcia in avanti; invece nella marcia indietro trasmettono
lo delle ruote motrici: sono semplici tamburi, montati su
fissati a tenditori, ossia a sbarre scorrevoli longitudinalmente
rispetto al carro e fissabili in posizione per dare alla
rotaia una conveniente tensione superiormente.
Sospensione' del veicolo. - Pu CSflel'e rigida o ela8tica:
])rimo enso il telaio del veicolo, che p eflsere costituit,o anche da
un caRsone metallico eorazzato, eome IleI mtso dci carri armati
inglesi, munito inferiorment,e di rotelle che appoggiano sulle eo-
- ;360 -
Atole dei segmenti; la catena, superiormente appog'gia su aH,ri rulli.
Colla sospensione elastica (figg. 588, ?l94, 595) il telaio appoggia
per mezzo di molle a elica o a balestra su carrelli che le
rotelle; i carrelli sono in genere dlle rel' parte e collegati fra di loro
e al tela,io in modo da poter spostar,'\i l'uno l'8pett.o all'altro per
adattarili alle ineguaglianze del terreno, ottenendo ('os il com-
pleto appoggio della catena ilul terreno stcSiW. In qnt='sto sistem'a
la, ea,tena superiormente ROf'tenut,a, da mlli a l:ioflpensiollc elailt,ica,
allo scol'o di mantenere sempre la voluta tensione.
17 II :'iistemn parLicolare di sospensione ",la::;tiea applicato il1
America la sospensione a, ca1JO metallico (fig. ;'96), che ha il l,regio
di l'l'esentare una ilola molla" per IUl numero qualsia,si di rulli c
canelli, e di un glandc ada,ttamcltto al tenellO.
gli scopi :1 cni defltinato il veicolo (trasporto, l'i-
lnorchio, ea,rro armato) il porta-carico (> variamente sistemato
l'ispetto ane rotaie: eo,'\ si hanno veicoli in cui le rotaie SOIlO di-
sposte sotto il porta-carico, c altri in cui esse SOIlO dispost,e late-
ralmcllt,c.
n I. - Veicoli trasformabili.
HanllO sistemazione complessa in modo da permettere il per-
("ordO sia su strada che in terreno vario; su stra(la f; i fa uso di ruote
llormali; in terreno va,rio di sistemazione a rotaia. Il pa$saggio
a nna sistemazione all'altra deve eSflere rapido, e non richiedere
il concorso di altro personale all'infuori dell'eqniraggio del yeicolo,
utilizzando lULtUl'a.lrnente, se occorre. la potenza del motore.
La trasformazione pu essere fatta secondo due principi
diversi:
l) il veicolo permanentemente sistemltto con rotaie, ma
lllunito anche di ruote che poS,'lono alzarsi od a,bbassarsi in modo,
sia da permettere che le rota,ie appoggino a terra, sia di tenerle
l:lollevate (tipo St. Cha.mond, applicato in Inghilterra e in
Pl)lonia per carri armati);
il veicolo montato su l" .lOte ordinarie alle qua.li pos-
sono eRsere applicate, quando occorre, le rota.ie, amovibili, e ehe
(luando non scrvono si trasportano ripieg,lte !'ul veicolo (si:-:tcma
americano Chri"tie).
Sistema Sto Chamond (fig. iJn). -- n veicolo a rotaie continue
munito di ruote anteriori direttriei e di ruote psteriori motrici.
- 361 - -
JC ruote allrerim'i mnn '" a.te sn una sala a cui sono llJ1ite me-
diante sospeHRione due robusti hracei a gomi(jo, che sono
iUlr erniati snl corpo del veicolo; l'irsieme pu assumere (he posi-
zioni: sollevata per hl mmcia ;ll rotaie; per la marcia
S1l ruot(;; nella p(If;iziolle i braeei sono tenuti vincolati
mediante robusti ehiavil-;telli; le ruote sono montate su fusi di
sa!;, a snodo e la g'uida ,.,i ei,egniRce come nelle vettlU'e 11orr.l<,li;
le pc!' la guida pure ripiegabili.
Le l'note posteriln'i I-; ono pnre montate su una sala, la, quale
eollegata al corpo del v eicolo mediante due braC'ci imperniati 1'i ll
un asse coincidente eon quello dei semi alberi del differenziale;
la trasmisRione del movimento alle rnote a catena, contenuta in
nna wstodia applicata ai bracci porta sala: tutto questo insieme
pu ('Rsere abb:-."Ls:mto o sollevato ruotando <'Lttorno all'tLsl' efil'so;
e as:mmere quindi le due posizioni di marcia su ruote () lllarcia :m
l'otaie, in eiaseulla delle quali mediante robm,ti
1n a ltre costruzioni dello st esso tipo, la sala anteriure, anzith
essere girevole su ia, scorrevole verticalmente (Vollmer,
Polonia); le l'note posteriori sono collegate dirett.amente a.i semi
a.lbel'i del differenzi ale mediante un eccentrico (fig' , 598) che pCl'-
mt4t c loro di al-;:>umere le due posizioni volute (autoca,l'ro :::;t. Cha-
llIond). Infine :>i Ila pure l'e"empio di una yettura inglese to:>titnita
da una yeUura ol'dinHria a ruote, l'ot.to la quale dispol'ta la i'i-
stemazione a rota.ia, ehe coll'aiuto del motore, pu estel'e fatra
:sporgere in basso in lll(ido da sul terreno tener ,'<oUe-
vate le l'uote, oppme e1isere ripiegata sotto la vettura ili modo
che le ruote appoggino sul terreno.
Sistema Christie (fig. ;)99). -- Il veicolo ordinario
ha .le ruote a doppio eerchione di gomma e nello spazio tra le due
{o:'omme nel cerchione meta llico sono ricavati dagli inca,stri in
(mi fa,nno presa i denti della rotaia del tipo Pidwell. Per la
:;11 rotaia, tra le ruote anteriori e quelle posteriori si applicano alla
vett ura delle pulegge folli di ugual diametro delle altre ruote e
ugualmeme conformate, 0Ilpure dei telai elastici a rulli portanti.
E sperienze eompiute in America avrebbero dato risultati
poco soddisfacenti per que1i to tipo di veicolo, che, tra l'altro,
per la applicazione delle rotaie, richiede un tempo abbastanza lllngo
e nn terreno piallO e sodo.
::;nl principio dei veieoli trasformabili sono stati e08truiti in
-- -
Franeia, in Ameriea, in Inghiltel'l'u, e anehe in a1tl'i tmttori
d 'artig'lieria" flcmoyenti e tani armati, uhf' nelle esperiel;ze
e nelle manovre dato buoni risultati. Per il sil'tema
Chri;;;tie pare che non a,bbia ri"po,;;to a, tutte le perch i
primi modelli di aiTn'to semo"ente per cannone !la 155 non sono
stati riprodotti.
AUT. :1. - I sistemi di traino e trasporto.
S L - Rimorchio.
C(t)'atteristiche general'i, - Il rimordtio :-;i compie i11 cOll<1i-
zioni tanto pi favorevoli quanto maggiore la, aderenza. al
l'eno del veicolo rimol'ehiatore o tratto)'e e minori le re;;istenze al
traino di quello com' iene quindi avere il trattore rela-
tivamente pesante e :'le. oceor1'e munito di organi. di aggrappamento
al terrello, ma. con bf1fle d'appoggio larga per evitare l'affonda-
mento, e rimorchio IU'oy"bto di tntti i mez'l,i atti a facilitare il
traino (cerchioni larghi, diminuzione di a,t t,l'i t i, a cingolo
per le picnole velocit) . 11 vejeolo rimorchiato deve ayere ruote
molto rolHlflte perch possano resistm-e al tormento del traino a
forte andat ura, e sospensionI' elal:; tiea )lcr sot.trarre ' il materiale
(speeialmente gli a,ffusti, eongegni di p'lllteria) agli urti ed alle
SCOflse del traino che lo danneggerebbero in milmJ'a rnolto forte.
Si usano come t.ratt.ori veicoli di ql1a,lsiasi speeie, per quelli
a rotaie continue non tru:-.formahili si dilllo:-.trano poco (;ollyenienti
peT lu. loro scarsa attitudine rnareia 1m strada : iII America ver
artiglierie leggere rimorchiate con tali veieoli si adottarono, per
la marcia su stl'adu., autocu.rri flpech11i slli quali si 1:,1 l'alire il trat-
tore, e che rimorchiano il 11ezllo,
Ga1'alteristiche di questo ;;istenm (li traino di materiale d 'm'-
tiglieria:
in confronto del porto e deg'li allusti scmoventi: lllaggior
lunghezza delle colonne; minore nt.ilizzazione del peso dei mate-
riali; ma per contro disponihilit, del trattore per trasporto di per-
sonale e di munizioni; disponibilit del veieolo per t.rasporto e
rifornimento munizioni nei periodi di possibilit
di impiego dei veicoli di uso industriale e agrieolo del tempo di
pace al :;ervizio al quale qlle:;ti SOIlO adatti, o l:;U
strade su terreno vario).
In confronto del tmino a cavalli :;i dubitava, che il traino a
rimorchio pote>lse superare certe diffic:olt di terreno va.rio! elle,
- ;W3 -
pure con q ualehe sforzo, superavano coi li uadru vedi; llla le ul-
time ellllericllze col trattore Pavesi hanno dimm,trato
come questo duhbio Ria inlluRsistente; anzi il ma Lerhdo rinlOrchiato
supera gli osi aeoli (tossi, rialzi) in condizioni rl1olt;o migliori sotto
l'azione gTuduale lellta e continua del motore mcceanico, che Rotto
l'azione di a fitrappi, inevitabile col traino animale.
Rimo/'Ghio di a/tttsti a 't'1Jolc. - Gli affm;ti a l'Ilote
attaeeati direttamente al veicolo rimorchiatore per mezzu
dell'occhione di coda, oppure colla interposizione di nn a;vantJ'HlO;
questa ultima, (lisposizione necessaria, per il percorso di terreni
l'o( t i, l)er dare 'ma magg'iore indipendenza trasversale tra. tl'a1,(,ore
ed affusto, e per evitare vhe la lllnga coda deU'uffw:ito in-
ceppare il pa::lRiLggio di ostacoli in rilievo (fig. (;00), appoggiando
sull'ostaeolo Ii (esso; essa anche conveniente per il traino fl lllle
4mde, pereh rende tntto il sistema analogo ad un treno a \'nHa
curretta (vedi: Volta corrett(t).
Gli l1ffufi ti a ruote debbono essere a dll,-; ti ca. o
avere ruote elastiche, 0, quanto rneno, avere le rllotp montate
eel'ehiolli rli gonmm; la, cerchiatura di gomma (dopri tel'chiolli)
gi largamellte adottata, nelle artiglierie ed arneri('alle
anche di meio calibro.
Un'altra neem:sit. che si rrel5enta per gli a traino mec-
canico quella di a,yere ruote molto robnste e COli cerchione molto
largo, quest'nltima condizione specialmente p el' il pereorw di ter-
reni molli. La robustezza delle l'note si ottiene colle costl'1JZiOJli
interalJlente mehLlliche, oppure con l'note a l'azze di legno con
doppia campauatnra, e contjiranti di metallo, di l'infon\O tra il
mozzo e i gavelli.
C(wrellt: el(tstiei (fig. (01). -, Per rendere gli nOI] C(} -
stI;uiti appositamente per il traino meccanico, at ti alle veloei all-
dature su strade, si sono adottati in Italia i carrelli elafltici, che
vengono applica,ti sotto l'affu::;to; per evita,r e l'inconvenient e di
doverli trasrortare poi separatamente durante il pereorl';o su ter-
reni vari, in cui eflsi non potrebbero essere di alcuna utilit, dato
che le andature sono sempre necessariamente lente, essi sono stati
{ll'ganizzati in fllOdo da, servire come avantreni intermedi fra
trattore ed affusto. Bssi sono costituiti (fig. 602) da una sala ro-
busta d'acciaio, oecorrendo a gomiti, con due ruote montate RU
cerchioni di gomma pieni, e applicate ai fusi della sal:1 mediante
cuscinetti a sfere; sulla sala sono a,pplicate fisse due molle ' .L balestra,
- :)64 -
collegate fra di loro da due traverse unite a snodo, mediante mano-
velle ane eRtremit fLnteriore e pORteriore delle due molle; l'affuRto
fatto appoggiare sulle balestre per mezzo delle traVeI'Re, che si
allogano in :-;taffe fissate inferiormente alle coscie verso la testata.
Vappliea,zione del earrello si fa sollevando molto la coda
dell'a1Tusto, e abha1tendoht poi di nuovo dopo ehe il carrello
stato dispoRto e assicurato sotto l'affusto.
Quando l'affusto appoggia sul carrello le ruote ordinarie
rimangono sollevate dal terreno; la posizione relativa dell'affusto
tale da presentare un leggero preponderante venw la coda, per
assicurare l'unione al trattore; poich in tale posizione le ruote del
carrello vengono a trovarsi quasi alla stessa altezza delle l'uote dd-
l'affusto, il carrello deve avere carreggiata maggiore o minore di
quella dell'atIm;to. Questo viene attaccato direttamente al trattore.
Per il traino in terreno vario il carrello viene levato dalla te-
:-;f,ata dell'rd'fusto e applicato invece alla coda, a guisa di ayun-
treno; esso a questo scopo munito di sistemazioni atte a. costi-
tuire Ktanga di traino per l'unione al trattore, nonch di quelle
atte a costituire appoggio aUa coda dell'affusto, colla yolnta in-
dipendenza trasversale.
Data la grande lunghezza di coda degli at'fm;ti odierni eOll-
veniente che coda non appoggi sul carrello per la sua efitremit,
ma che l'occhione o la boccola siano praticat.e una certa di-
8tanza, per quanto permesso dalla distanza, del cH,rl'ello dal trat-
t.ore, e ci allo :-;copo di evitare gli inconvenienti della lunga coda
nelle volte.
La sala del in genere bassa, e l'appoggio dell'affn:-;to
carrello ottelluto mediante un cavalletto che sosteng:a la coda
in posizione presso che orizzontale o alquanto sollevata.: il cunli-
letto costituito da puntelli che si riuniscono in un giunto, a gnii"a,
degli I-ipigoli di una piramide: i puntelli pOtlsono essere collegati
a11e coscie dell'affusto e riunirsi in basso (fig. 603) per appoggiarsi
col loro giunt.o alla sala, oppure essere uniti alle del car-
re110, e presentare il loro ginnto in alto (fig. 604), per dare ap-
poggio alla coda dell'affusto. Ija prima dispo:;izione d maggiore
indipendenza fra avantreno e affusto, ma tormenta molto i puntelli
stessi e la coda per lo sforzo di flessione a cui questa sottoposta
dal traino; la, seconda disposizione ha l'inconveniente di ripeI'cno-
tere in deviazioni laterali continue della coda gli sbandamenti che
suhisee l'anwtreno per effetto delle ineguaglianze del terreno .
-- ----
Gli inconvenienti :,;ono limitati bcendo l'appoggio costitnito
da due cavalletti, uno fi sso all'affusto, l'altro a caucHo, e collegati
tra di loro mediante giunto (fig. (05) .
11 cava,lletto deve eSRere nat uralmente, facihllente amovibile
dall'affnsto o dal carrello, q \lando non (' neceRsario il suo impiego.
Rimorchio di installazioni (L piattaforma.
Le inRtallaziolli a piattaforma, debbono in g:e ll ere eRs erc :-> \1<1-
divise in pi pl1rti per il trasporto: boeca da fuoco, a.f1us1.,o,
taforma in uno o pi cariehi.
Le yarie parti posi;ono esseJ'e caricate RU earri op]!llre
co,'ititnire esse stesse il retrotreno di una vettura, e allora sono si-
stl' lll,l tp i n l'nodo da potel' rieevere una sala eon ruote, ed essere
tra.-.forJll;,.te in <:a1'ro a quattro l'Ilote eon l'applicazione di Hll a,\' a n-
l'rel1o.
Lp l da flloeo pos'iono eK,; el'e adattate direttamente
(TailO colla applicazione di eollari e Ntalle elle portano um1 sa.la eOll
r uote, iII posizione alquanto "e1'::;o la volata rispetto a,]
(.el1l l'n di g'l'a, \il , e di Il I) collare a boceola o a maNchio alla cnlat.ta,
])('1 l'lillione ad un (lVIftte)'iali Schneidel' francesi, Mor-
taio da %0); (fig. fjQ6) inveee dcI colla)'e a boccol a si nsa una
"t an1lD (ti traino: tl'ave di fe]']'o sag:omata, che si assicura ad una
e,;Lremiiil a ll <l (:nlaUa e a lLtltl'a lllllnita di fLttaeco aU'a.van tre I) o.
Gl i aniisti j: Oi"<0I10 pUI'(-' e,,:,;ere adattati di,Tettamente al traino:
('( ,]] a a)lpli eazione di sala () ruote e eoll' unione all' avanlTeno.
TJe e i lol'o elementi lJONsono eS!lel'C lHiattati diret-
talllcnte al (raino, COllI C' gli afl'Il ,,, 1; i; ma ;.;peNso "i impiegano efllTi
!lpeeiali \:Olilpusti (la Ull a,vH,lltrell o e da Ull retrotl'eno il cui corpo
1lI!:1 t.l'a.v e cell 1.ill ata. lltllllita di YCl'l'ieelli e paranehi ehe serVO[l U
a wlle val' e il carico e ;), tell el'lo durante il t r a ino (fig. 6(7).
Quando !li fa uw d i ('alTi, ':1 1;11 ; YM'ie parti del materiale
dC'\'ono el;HCI'C caricate, conveniell te elle essi siano uguali (,1'<1 di
101'0 e r icambilLbi li , per faeilita,r e i rifofnimenti; efis i devono ei-;s el'e
allora. provvisti di at.trezzatura per poter essere ada.ttati
al carieo che devono porI are.
l/alTll;,Lo e anche la piattaforma (quando pu un
t)olo ca,rieo) possono }1Vere anche le pel'mallentement,e un:ite,
e Ncorrevoli in guide verhcali, azionate da martinelli H, h cra
u idraulici; in batteria le "aIe si trOvttno in posizwne ioiollevata, e
la piattafonmL o l'afIm;t; o appoggiano a terra; per per il
traino alla tlala si applicano le rnoLe e si agisce ai martinelli; la
fluh :-ii ahbafl fl it fino a che le ruot,e poggiano terra poi si solleva
l'affn' to o la piattaforma rifl petto :tlla I;a manona l'eRta cos
molto semplifie:tta (Materiale francese, eannoni da220) (fig 607 bis).
Volta corl'ctta,. - Per il percorRO di strade :-itrette con volte,
eOllveniente che le l'uote <1el rimorchio ('Nat.tamente per
quanto pm\tlibile la, via pereorfla dane ruole pORtnl'ioJ'i del trattore,
o dw almeno le ruote pOFlteriOl'i del carro seguano hl \'ia delle ruote
anteriori, ci che non a",yiene nel carregg;io e Ilei \"eieoli ordinari
(fig. (08). provvede a questo scopo eoll e fl i.4enlall iuni a volta
cOI'retta che pu eRsere ottenuta:
a) nello :-itesso carro: la sala anteriore t' In "ala posteriore
(fig. (jOB), :-iono imperuia,te sot.t,() il del cnn'o e ;.;0110 eollegat'e
tra di loro medi:wte due j,iranj ,i (li:1gona.\i, ill modo che quando
h1 ,,,ala ant,miore, :-ieguendo il moviment.o del trattOl'e si dispone
ohliquament.e rispetto al\a. dil'ettriee (leI e:HTO, all('he la :-;ala poste-
riore una rotallnoe uguale nm in cont l'ario (Carri
rimorchio .Nlangiapau) (o anche eol i'i!-ilellla fig'. filO).
b) tnL carri diversi (fig. (';(9): la (leI Cl1l'ro
a,ntel'iore e quella ant,el' ioro dPl ('.alTO ]lo:-; tel'iol'o ,';OJlO nnlllite
(;iaseuna di una fl tanga e le dne hanllo ligI/ai e lunghezza
(\ flOllO eollcgate il 1'\110<10 per la loro C; tl'Olllitil Iibpnl,; iu questo
modo i lmnti di mezzo (101le due fla.1e re.fl tf11l0 :'\ omrl'e neeessaria-
Illeut.e (eome Ver il (',a;,;o preeodente) di tl t (lal pn nlo
d'ilH:olltro dei proh1l1gamenh (1 ('11 e <l11e \'Ile il
(:entiI'O delhL volta,
l,a volta eorrotta fnuzioll<l belle pel' treni 11011 11lolto lunghi
e per eambimnenti di direzione non ])lolto /'01'1 i, <I 111\' 111l che tntte
le ruote non lllot'.riei.
Attacco dcl1noTchi o. - 11 l'inlOrdlio i:. llnito al trattore me-
diante 1111 o(:chione della l'\ ta,llga di tl'aino dell ' avant,reno, clw :-;i
a,gga,neia nn a,t.t,aeeo del Lrat,t,ore; lJll Ce;fl el'C eotltitnito
da un ga.neio, eon siiit.erm1zioni per impedire l'I1:.; eit.<lo (lell'oeehiollc
durante il tmino, oppure due alie fra le qua.li :-; i impeglla l'oc-
chione del rimorchio, che viene :lRsieu]'ato ('on \111 chiavistello
fissato negli oechi delle alie; conveniente ('he il ganeio o le alie
siano girevoli attorno ad Uli aRse orizzont.ale lOllgitndiJlale, in modo
da permettere la maflsima indipendenza, del rimorchio rispetto al
trattore, costituelldo una specie di giunto earda,nico.
pure conveniente che l'unione tra rimorehio e t.rattore sia
elastica, ci ehe pu ottenersi con svariate disposizioni.
.'lGI-
e il ganciu o la IoreheUa, ad alic sono protette dal faul!:o
per di una eamvana di lamiera.
Gli avantreni dei riJrJoI'ehi }mnno fltr lltt nra analoga a quella
delle vetture a t ]' aillo ani male, e sono in genere a, contrasto ori7.-
zOlltale, ]ll'eferihihuente eon maRchio snll a. sala. Invece dell'at-
taeeo rer il timone :.;j ha 11 na, sha,rra il i traino, eORtit.llittt da due
tiranti eolleg'ah il ,-modo verso le cRemit delle Ra,le e nniti ante-
riormente (la UlUt piaRtra (.he porta 1'oeohione.
JD con\'elliente che la sbarra, di traino ahbia lungheu:a uguale
alhl del p;an('o del trattore da,lla f;ala pORteriore di qneRto,
per ottenere la volta corretta. l'e]' le ruote dell'a.vantreno.
R1wl e dCi: rimorchi. - _. Devono g]'u,nde e
facilit a,l'c il tl'ailJo, diminuendo le resiRl'enze: esse ROno quindi in
genere metaliclle, o con raZ7.e di legno a doppht campana,tura,
80no mont.ate sui fusi di sala con a sfere o a hanno
cerchione .largo, e p01;sorw essere convenientemente J1Iunite di
rotaie a cingolo: qll3,ndo hanno i cer chioni moJt.o la,rghi ehe aumen-
tano la. al 11' nlO i: lli terreni nri , Iwssono eonveniente-
mente aYere Ull eerdl ione pi stretto e pi sporgente.
Le r noLc metalliehe possono e:-; scre di vario tipo di -costru-
zione: mozzo a due pi astre fi sRe, sulle quali sono inchioda,te razze
di lamiera che l' i uni"cono al eerchione, e i;0110 rillfol'zate da altre
lami"re traRversali; raggi di tOJ1dino di a,ccia,io fi ssati tallg'ell7.ial-
mente all e del mozzo, e l'ibadi1i al err ehione in corrispou-
denza, del piano medi ano di qnesto; ruote mOl1oblocco; l'note
discoidali , eee.; le 1'uol;e elastiche non sono molto applicate.
Il. - Artiglierie autoportate.
Questo sistcnltt non ; applicabile ehe per artiglierie di piccolo
calibro, o al pi per obici di medio calibro non molto pesanti con
affm;to a, ruot.e; possono essere impiegati autocarri pesanti ordina,ri,
e veicoli pi perfc'/'iona,t] H, rotaie continue o trasformabili; ma
per la manovra di carico e scarico i veicoli dabbono natu-
ralmente essere organizzati in modo conveniente, ossia essere mu-
niti di rotaie irlClinate ripiegabili, di ecc.; il piano di ca-
rico non deve essere troppo alto e sistemato per tener bene aS8,3-
stato il pezzo; h1 mallovra riesce sempre alqua,nto lunga e fa,tieosa
e pu eSllere anelle difficile in vicinanz..a della posizione.
11 peso riesce molto concent .rato, e talvolta incompatibile
colla resistenza dei pont i di equipaggio, o dei pieeoli ponti ordi-
- 368
nari, per il cui passaggio occorre quindi scaricare il materiale e
trainarlo temporaneamente a rimorchio; il centro di gravit ri-
sulta, molto alto, compromettendo la, stabilit dci sistoma, e ren-
dendo relativamente difficile il percorso in terreno vario. In con-
fronto del rimorchio ha il vantaggio di una minore
della vettura, e la possibilit di una maggiore velocit, anelle con
affusti ordinari, ma richiede per un alt,ro autocarro per il tra-
sporto delle munizioni ehe invece, nel sistema a rimorchio, pos-
!:lono trovar posto sul trattore stesso.
I..Ja easa St. Chamolld ha present ato un anto(:arro trasfol'llIa-
bile su cui pu eS!:lere caricato un cannone da 7;' con al1'm;to a
ruoto, il quale pu anche eReguire il tiro senza essere seal'iC':ato.
III. - Affusti se moventi.
Vaffusto propriamente detto, a pi edestallo () a cassa, 1)1 1' -
manentemento fis sato al porta-tarieo del veieolo o ne Ia parte
integrante. Il sistema, quindi, ha earatteristieho alluloglw a quelle
del porto, ma presenta rispet.to a questo diver si inconvenielll i
derivanti dal fatto che il veicolo mot ore l'imane ili batteria durant e
l'azione; eHilO esposto quindi a gIlH,,(i che, pnr eSfiendo li c\ i,
pO!:lsono immobilizzare tBmporaneamente o penna,nent.emeltp il
veicolo; non pn dmante l' azione, e in periodi di stabilizzazioll ll,
eSHCI' C utilizzato per fi ervizio rifornimento llmnizioni; la enlH-
zio ne H,ssai pi voluminosa e vi"ibile eli un ,-; 010 ftffll',; j \) poggiatl l
a terra; il (:entro di gravit e l'as.;o degli oreeehiolli l'on o 1110110
alti dal piano d 'appoggio, ei elLe CO mpl'Ollletto la ,-; tahiJitil in
ma,l'eia e al tiro; per ottenere la stabilit. a l tiro :.,lW lpro
sario i.1 veicolo di pUlltelli; il peso molt o (',OlleCli ll"alO,
e non , come nel porto, ticpar abile per l'onder po:-;sihile ilj)(t 'isag!.>: io
di ponti di piecola rOtii"tollza,.
Per, quando l'affm;lo parte integranl,e 'del <:01'1>0 del vcieulc. ,
os:-;ia nel tipo a.d alfui;to semovcnte VrOpl'Llllentc detLo, il 1:(\;0
meglio ut ilizzato; esso rappresenta quindi una :'i olli zione tecui-
camente forse pi con:'cniente del r imOl'chio o del Yol'10, lllH l:1t,-
ticamente a,Rsai diseut;ibile.
::\OllO da considerarsi nome l), t'fusti Dellluvollti gli anI (1-
carri ordinari su cui sono fi ssati atIu:-;ti a piedestallo; quesL-1. solu-
zione non ammissibile che per al'tigliefie di piccolo ealibro, e
presenta aI grado tutti gli incunvenienti antecedentemente
enumerati; non H()fiO, di pi, impiegahili c, Ile sulle strade El in l er-
-- 369 -
rcno ottimo; il settore ,li tiro piecolo, e richiede in questo
caw dei lunghi puntelli nel senso della direzione del tano; quando
l'angolo di tiro molto gmnde, eome ordinariamente per i eOlltro-
aerei, il settnre di tiro orizzontale pn anche essere illimitato, ma
OCe01'r6 pnr sempre il puntellamento laterale, e, se le sospensioni
sono elastiehe, occorrollo a.nehe sistemazioni per fare appoggiare
il l:arieo direttamente :-;ulle Rale e le ruote, che debbono essere
partieolarmellte l'ohuste, oppure :'mi puntelli. Quest.o tipo quiudi
soltanto per artiglierie eont.roaerei.
Gli affusti semovellti propriamel)te detti SOllO sistemati su
veicolo a rotaie continue, t.rasformabili o no, e presentauo condi-
zinni di impiego pi favorevole, pereh hanno pi ampio appoggio
f;lll terreno e sono stati C'ostruiti anehe per artiglierie di gl'OSSO
ea1ihro (Vedi Cap. VIII: Affll:-;ti semoventi).
. IV. - Treno benzoelettrico.
Qlle:-;to si::;!elll}L di trasporto dei materiali mira allo seopo eli
avere nn treno ad aderenza, 1"otae, ossia con tutte le ruote mo-
trici, e quindi di permettere il tra:-;p0J'io di grandisilinli anche
su terl'enonrio (\ i Jl forte pendenza. I carri portanti hanno le l'note
da motori eletirid alimentati da energia elet.trica prodotta
da 1:11 g'l'llppO genera.tOl'e bellzoolettrico situato FiU un calTO di
detto CaI'I'O (j f? n{'/'((toJ'(: trasnle"sa motori dei eal'ri porta,nti per
mezzo di Hl) (lavo tie""ihile. Sn principio Rono state appli-
<'ate due disposizioni per il tra,sporto deHe art.iglierie.
Il calTO portante pn essere un affui"to semovente (tipo S. Cha-
lllond ), e il eal'ro generatore ::;erv1re anche per il tl'iU;porto muni-
zioni: 01>1n11'e il materiale pu eRFiere scompo:,;to ili pi e <},l'iehi
(tipo am;J.rill<:o), o i cani portan ti non ser'VOIlO che per il trasporto.
SeI primo Cll,.;O il pUl'tcc-ipa delle ea.ratteristiehe dell'allnst.o
illl.tomotore o nel seeolldo ca,::;/) di q nelle (le1 rilllOI'<:hio,
eolla differenza elle eSRendo il treno alI a.derenza. totale, poich
tutte le ruote 111Otl'iei, si possono superare velldenze noteyoli,
e) C'on l'note eonvenient.emente organizza.te, pCl'eorrere anelle ter-
reni Inolli ;,enza diffieolt.
Tipo Iwstl'iw;o (fig. OL1), eOi"truito per il tra:;llorto di ohici
da ;JHO e da 120. Carro generatorc eOll motore a seoJlpio
di J ;")0 HP aeeoppiato eon dinamo: l'note posteriori Jllotl'iei eun
motori elett:riei. il vettllre porta, earieo (ohi<'e, affu:,;to, per ht
piat tafol'ma) formate ciascluut cln 2 ta.J'I'elli a <1 l'\\Otn.
V -I l. II. - Anni da iuoco portatili, ecc.
l
- 370-
earrello da un eorpo eon due fiale indi-'
pendenti fra i 10)'0 e a volta eOl'retta; le l'tlote sono azionate da
motori elettriei di 15 HP e sono munite ciaseuwl di frcno a mmw
e di freno a vuoto. IJe l'note sono l'note fel'l'ovim'ie, per pel'IllettNe
la cjl'l'oh1zione sulle ferrovie, ma a e,,;e si pn(', <lPl,lieHl'e un 1;:1',; 0
cCl'thione di ferro, per il percorso :-:\1 strade (' in terreno 111011(,.
Per hL vettnra boeea da fuoco i dne (.<ll'relli sono ('o11l',,,alj da
nna, lunga armatura iitl cni si lli,spnJle la hile('" d,l. l'tlO('O, e ..Ile
appog'gin, :-:ni cH,l'l'eHi mediante snpl")rti :I . .;npel'f-jcic,fel'i(;[ in
modo tLa. la,sciare hL massinw, il1dipelldcllza, Ira i dlle r.:uTdli. La
vettura altusto costihlita dall'aITuf-l to stesso che ap]log-!.!'ia me-
diante dne eoppie di lunghi bratei alltpl'ol'i e t'm;t('ri('ri ad p -, so
permanelltemel1t,e uniti, su oseillallti impel'niate slli ('<I-l'-
relli. l,e llarti in cui 8i divide la piaMn,fornm ;,;ono in
modo analogo a.ll'affustu.
Tipo St. Charnond. - per J!lOl't"io da 220 (l!!
in rl'Ogetto per mortaio da 30:,) e cann. d:t 19!. - ('<lITO generatore:
a rotaie continue (detto veicolo ('a"OlJe), (Oll grl1ppo bl"llzoekt-
trico a/lionante elettricamente le l'\LOI:t' 1l1Ohi(i delle rotaie ('olltillue
del eaSi5 one. Veieolo p ez:" o : pure ,t ]'otai\ (' 011 ti llno, azionllto d ,I ! 110-
tori elettrici aliment.ati dnl cano Il}(\(lia.nl e tan, det -
tTico fleflflit1ile, di grande lung-hezzlt, in m(l/lo da poter tenere il
cassone rela.tivamente lonta,Ho da.l pezzo in batteria.
pl'eviRto trasporto per ferl'ovia, non SI1 strada, oldill :lria;
carri a due carrelli e piattaforma molto !la.:,;sa e gil'enlle
per eonsentire il rapido carico e :';tarieo del lliateriale. Pt>RO di
cia;;:cun veieolo ,10 tonnellate.
CAPI'l'OLO XII.
I Dlateriali
delle varie sl)eeialit d'artiglieria.
In l'l'lazione alle opera,doni militari a eui possono prender
pa,rte, ai bersagli da battere, ai modi di sistemazione (Iti materiali,
di organizzazione generale e di i mpieg:o , si p08sono diitingnere le
seguenti specialit generali di artiglieria:
artiglieria cl1lnpale o mobile (che per la molt('p1ieit dei
cOl\1piti e delle ('ondiziolli di impiego si snddiYille in altre sotto
speeialit,) ;
artiglieria in insta.Ila,zione fissa;
art.iglieria controaerei, (mobile, fissa, nanlle);
:lrt ig'lieria. {la, t'osta;
artiglh'l'j[L lwyale.
ART. 1. -- Artiglieria mobile.
J"'.J destinata a prendel' parte alle operazioni del-
l'B8cn:ito in CiLmpagTIa, e(l a,ssegnata alle gTnndi unit dI vano
ordine per l 'appoggio della, fanteria nell'attacco e per la i:lna. prote-
zione nella difesa.. Potrebbe esser convenientement.e chiamaLa
ari'igl'icria cMnZJale, se questa denominazione non ingenel'aS8e COll-
fusione con fJuella gHt in IlS0 da noi per la (lesignazione di una sotto-
(artiglieria, pesante campale). I materiali di questa spe-
cialit, d'artiglieria debb"no tutti possedere un certo grado di
1noMlit, in misura ma,g'giol'e o nnore secondo i compiti principali
che pOSi:lono e:,;st'r 101'0 assegnati, e quindi secondo l'intimit del
collegamento ehe i l'epa,rt,i d'artiglieria. devono a,vere con la fanteria
da appogg'itre o da proteggere e secondo la potenza che si richiede
per le azioni di ftloeo.
L'ltrliglic/'ia ll-ivisiona,lc destinata compiere, in sostanza,
le se,Q;nellti azioni di fuo co, che possono essere ntggruppate in
azioni eomplesse COli \' aria. denominazione secondo vari concetti
tatticj pmt.ieolal'j (appoggio, spianamento, protezione eec.):
372 -
nell'attacco (preparazione e fivolgimento);
distruggere o lWU trn.lizzare I 'oRtacolo o l'i paro d('1 nemico, l't'l'
diminuire la ea,pacit reattiya della fanteria nemC'a, per eliminare
o neutralizzare le hatterie nemiche, i comandi, i scn 'izi, eCf', ;
battere preventinunente punti che saranllO in seg'uito attae-
cati; battere fanteria nemica, in attesa. o in 1lI0Yimento per inter-
venire nell'azione; neutralizzare batterie (lle osl;wolano il proeedt'Te
dell'attiweo: Iwntralizzare ('omandi, osse1'\'atori, ece. ; neutralizzare
le successin' reiiistellze attiye incontrate dalla fanteria attaccantc:
fino a ('hp q l1Cf;ta. possa prenderle f;Otto il 8UO fuoco o procedere
all ' a:>salto:
nella difesa (eontl'opn'}larazione e s\ 'olgiment,o): ha.ttere
tl'llppe, senizi disloeati o in mo,'illlet1to ('lItro
di gittata, effieace): arn'stare il 1lemico, o diminuirne l'impeto
offensiyo, hattendolo sul terreno imnH.'diatamente , al
margine Cl'5tel'110 della, pOi'\izionr rlifensiva ; ha.ttt'l'e illlemi('O che sia
riuscito a, lll('tter pi('(lr 1'51111a pOi'\iziont" prindpalP di dife:;;a., !lPl'
impedirgli di i di e di l'ieen'l'('
rinforzi e rifornimenti.
azi.oni, q Il f';,;t(', dle ri chipdono la dipendellza diretta dal
Cmando di Diyii'\ione ]lc']' il C'ool'dinamento d('llp ,l,zioni delle dne
armi nel qna(ll'o tatti('o della Diyisiollt' di fanteria.
AlCHile <li dettI' azioni, n('\lo ii\'olgilllt'llto (h'll'attae(:o, pOi'iSOIlO
richieder(' nn eollegarnento pi intimo cd immediato ('on quakhe
reparto dplla fanteria attacelnte, per']lOtel' pl'o\' n"(kl'e ('OIl pron-
tezza, non ragginngibik per il tralnite del cOlllallc1o (tell 'artiglieria
divisionale, ad climinlll't' l'cflii'\tellze slll'e]'i>titi alle ,tzioni prece-
dent.i, ohiet ti\'i locali int('l'('ssanti soltanto qllakhe punto del fronte
ma ehe l'iehipdo!1o tuttavia una azione pi energiea di
quella (li ('lIi t'HjJ(\ei i mezzi propri Ildla fantel'ia. A tale eOIll-
pito si pron' pde ('olla arfiylif' i'ia di aCC011/]i(/!II/(/'mento, i eui
l'ali, dOYCIHlo:si ft'pqlH:'nt,emene e portarsi ili zone pi
avanzate di qndle oU\lpat.( daI r('sto (]l'lI ' al'tiglieria, richiedono
una mobilit maggiol'(>.
Allo scopo, d pot.('r vineere attive di nun
grande elltit , ma elw rivebndosi all'nltimo moment.o possono
ostacolare gra,nmwllte Fazione dei reparti Vi avanzati della
fanteria (Ilidi di mitragli atrici) . la. fanti 'l'ia dotat.a di
pezzi d<' <; tinati ad agil\' i., IJlatlUlkllt,e ('. colla rna:;fiima
dalle linee pi anmzaLe, e dle (' (l stituissOlO l ' u1'tiyl-icl'ia di fanteria.
- 37:) -
:FJ evidente il vantaggio ehe si potrebbe avere qualora queste
dne uitime speeialit ]tote:,;sero essere annate (,O! \ln unico
materiale.
In tutte queste di artiglieria, la earatteristica
essenzh11c la ehe impone i limiti di peso in eui deve
eS8ere contenuta, in eiaseun caso speciale, la potenza. Queste spe-
dalit possono designan;i col nome complessivo di artiglierie leggere,
Le artiglierie assegnate ai Oorpi d'Annetta e lle Armctte hanno
per eompiti essenziali (oltre al concorso nella preparazione e n ella
contropreparazione) la controbatteria (neutralizzare o tl;truggere
le batterie nemiche in azione o in potenza) e la interdizione lontanc(
(in senso estensivo di inibizione di vita e di funzionamento di
qualsiasi elemento di agire indirett11mente o in tempi su c-
eessivi sul settore di azione) pi profondmnente che Hi<t possibile
nell'interno dolle linee nemiche. Queste azioni riehiedono una prepa-
razione (infornmzioni) e nna orga,nizzH,zione ehe non possono essere
effettuate nell'ambito della Divisione, e potenza di materiali supe-
riore a q nella consentita dalla mobilit imposta, alle a,rti,glierie legger e.
Ijtt controlmtteria richiede l'intervento relativamente pronto
nel combattimento, e d'a,ltra parte deve syolg'ersi RH una, zona
nemica non eccessi VfLmente profonda, ; perci ta.le eompito, aif-
dato alla artiglieria (li eorpo d'armata, rkhiede materiali che
ad una notevole potenza eongiungallo anehe un suifl'iente grado
di mobilit per intervenire con prontezza. nel C'ombaHilllento.
Questa artig'lieria da noi chiamata pesante cctmpale.
All'artiglieria di Armata spetta quindi principalmente l'azione
di interdizione lontana, l'on materiali a grande ai quali si
dovranno aggiungere quelli neeessari per agire eyentllalmente contro
elemeIJti nemiei attivi o passi" i di particolare gmnde resistenza
(opere di fortificazione permanente).
<J evidente che per questi matel'ia']i, pUl' la potenza
la caratteristiea essenziale, POSS}1 essere di grande vantaggio la
mobilit relativamente grande, pereh quanto pi prontamente
essi potranno entrare in azione nella battaglia eam pale, tanto
nnor tempo il nemieo ehe stia sulla difesa avr a per
il rafforzamento delle slle posizioni.
All'artiglieria di Armata appartengono le artiglierie ])esanti
e le artiglierie di yrande poten.za,
- in4-
Artiglieria divisionale - Per i materiali dell'artiglieria di vi-
siona.le, a Cl\i dato fili o <.ul ora e nneora og'gi il nOIll(' di
art'igNeria da ea'lllJWfllia, si mallifestn nel morto pi e\"ic1ente l'a.nta-
gonismo fra potenza p mobilit. Si pu, fino ad un teJ'to limiti>.
ccrrare di au mentaTe la potenza senza ili finire su I In. mohilit ?
coli 'impipgn di ottimi materiali (li eostrm;iolle, p ('01 migliora Illellto
dena fornm dei proietti. L'anIllento del pexo an('he del solo proietto,
gi:\ per s st<'xso illljlorta una diminnzjollp di mohilit, (' richiede
un aumento di P('KO (li horea da fuoco, e IUla rexist ellz:t ll1<.tg'gionl
d el fJ'ello di sparo, :'J(' 1l01l si \'\lol :wIlH:nta.re la. h.lllghezz'L (li rilJ('nlo.
;:)nll'auta.goni:mlO fra potellza e se('()l1clo din'l'si
a,s petti, si possono fan' 1(' segl1l'nti dle si adaH,ulo
1
in parte, a x peC'ialit il di art.iglipria mobilI':
a) p/'OUff,z,za d'int el'an.to nel wmbattimcllfo." l' l'a\'ol'ita l't'l'-
tanH'n da.lla mobilit; ma una gl'a nde g"ittata, tOIU;entc di iniziare
l'azione ('fli(,<l('t' da Ilist.lllzP Jnng!:dori p rende l'artiglieria pi indi-
lH:ndeut.e rl;t.l t PITl-' n o ;
b) ('ml/b/me}lti ili 'liOsi znlc : SOIiO f,1\ 'oJ'iti da,lb mobilitil',
mH la gral\(h' potellza li pu rendere nOli lIe<:e:-;sari, ti ("he l'n]lJ)l'(>-
senta, un nllltaggio, perrh dm'a.nte i lJlo\-iJl1('llti l'artigliel'ia
non agistp (' presenta il massimo di \' nlnembiliUI;
c) 11U11WCl'lI del fuoco (' aZl.onc a. 'ma.sso." sono fa\' orite dalla
gumde potenza, e!te perml'tte eli otteJlerle senza eoneentrare i mezzi,
che de\' ono esse.J'(> selll]Jl'P per <llUtnto posibile disseminati, allo
seopo di obbliga.re l'u\'\'l.'l'sHrio li <lispel'<lel'(, il suo tiro.
ii) CO{lC!I((1IH"II!O ('o/III fmlft/'ill: l> c\-identp])I(>lIp f<wilitat(J
dalla
c) e/lctti 'YIIOJ'((li. - neJlli('o gli ('f\'etti 1Il0ra.li dipenollo
spl:'tiallllellte dalla llot(>nzn, mentre snlla. PJ'op1'ja, fallteria
<.lat.i prill<:ipalmentl' dalla \'(:illanza dell 'artig:liel'ia., e q \lindi !lnlla
inohilit.
J/obilitr. r: 1//;1:,<: ,:0 di t}'(lino. - Il traino ani rrwlc dd materiale
di divisionalI:', per permettere, con attaeeo a t.re pal'ig'lie,
gli spostaml:'nti al trotto in terreno vario, eolla di supe-
rare ostacoli di piecola entit., impone un rnai'simo di peso
delle vettun'> (pezzo e ('ano per nUlllizioui), ('OIl sCl'YCIlt.i montati,
di qlliIltali; a ta.11:' peso eOl'l'ifpOIHle un IH'SO dellwzzo
iu batteria di ('il'('a 1000-1 100 Kg., peiio (,Ile garantisc(' auelle HlI<),
eOllYellil'lltl' mH lll'l!.'geyolezza })N il jJllTltamento, p('r i pi('('oli sposta-
- 375 -
Ilil'llti a In'a(,('ia, pCI' l'unione dei treni, eee. Su qnesta base SOll
,,[Mi ideati e ("ostruiti tutti i materiali dp]l::l, arUglieria, da. eampa,gna
di li n1p,QlIpl'I'H. Dmante la gm'rra si adottarono, da,gli Imperi cen-
tl',tli, Illatel'i<di alqua.nto pi pesant.i, ma ll(,ilo stesso tempo si
la di altri materiali per l'accompagnamento, ('he
ilm('Y<l.lIO eBSeI'(' }li legg:cl'.
Il lo/inu 1W'cclfllino perrnett:e senza dubbio di aumentare
"i:i il !)('''O <1('1 vezzo in batteria Bi:t il pe"o del proietto, per fino
al lilllitp illljl()sto dalla lllalleggevo]ezza. dci pezzo in batteria,
.Lllia celerit di tiro (' dalla possihilit di un <'onyeniente riforni-
tll'nl0 di 11llll1izlllli, A <flICNtO riguardo va anehe considemto il
(,]1(' si adot ta J)('1' il tl'aillO o trasporto meccanieo.
L'I/./fusto 8CJnO/'I.Jme con rotaie continue potrebbe pel'mettere
qll<llsiMi allmellto <li llew, ma gli ineonyenienti inerenti a tale si-
st('IIHt (lllOtOl't' ili batteria in po"izioni relativamente antllzate,
yisihilit) nOli BOllO per consigliarne l'adoziolH'. Ll! progetto
(Idla i). ChalllO)H11lt'l' Ull cannone da 7;-; mm, darebhe un peiJo
d<>ln'i<'o]o di lO tonnellate, ('Ompn' f,;j ;')0 <,o] !li, ('. una. del
Ill;tl'gim' SI'lwl'i()J'(' ((el1o s('IHlo di oltre 2 metri.
11 sistelll<t d('ll\t./'fusto (\, l'lJote autol'0l'tato non sembrerebhe
llcllIllH'110 cOllsig"liahilt',IH:')' la ne('('ssit dello scarico e carico fiulla
posiziolle; qlH'sta ('oll(liziollt', inoltre, non permett('l'ebbe un ttllIllento
di petio molto gl'amlc>,
11 fii"tellla Il rimo/'chio sembra il pi ada.tto,
1-:: d,L llota.l'L' v(; r che il traino mee<'ani<:o, se penllettt' una
gT,\ll(le potenza e :-)P pl'esclIta aneho il grande yantaggio della P08-
(li lunghi (' rapi(Ii s})ofitamenti, inammissibili col traillo
allimale, riehiede mezzi meeeaniei anehe per i servizi di esplol'a-
ziolw, l'i<'ognizione, l'ollegament o; IlIa studi fino a,d ora compiuti
a ljlle8to scopo nOIl hanno portato a 111m fioluzione pienamente
soddisfa.cente (yettlll'e (la rieogllizione). Per questi seryizi il (:ayuHo
([uindi per ora e d'altra parte, esso rappresente-
rehbe un incepp.t1llellto ai movimenti della batteria automobile.
qllindi li Ila soluzione pos::;ibile, fino a che non
sia, risolto il j)l'ohlelll1t del mezzo di rieognizione meceallico, quella
di Inante nere il t.mino animale, anche C011 peso di vetture supe-
riore a quello di anteguerra fino ai 1300-1-100 Kg. in batteria, por
le batterie di artiglieria divisionale perrnanentemente assegnate
alle divisioni, riservando il rimorchio meccanico alle batterie della
- 376-
riserva generale che debbono essere spostate eon rapidit da un
settore all'altro della fronte come rinforzo nei punti pm llnpor-
tanti, rieorrendo al trasporto dei cavalli necessari con meZ7:O
automobile, come gi si praticato talvolta anche durante la
grande guerra. Recentemente in America per esperimento fii
sarebbe traspol'tato con mezzi automobili anche un plotone di
eavalleria.
In ogni modo, per ora, tutti gli Eserciti si attengono al traino
animale, e anche negli Stati Uniti d'America, dove si d grande
impulso allo studio dei mezzi meccanici, regna om una cor1'on te
favorevole al traino al!imale
Calib1'i e spec'ie (li boccrt da fuoco. - Prima della grande
guerra l'armamento principale em costituito dal cannone, ehe, nei
limiti di peso imposti dalla, mobilit, risultava del calibro 7;)
(lunghezza da 27 a 30 calibri), capace di imprimere ad un proidto
(li 6-7 Kg. una iniziale di circa 500 metri (un dina,modo
per ogni 12 Kg. di peso in batteria), con gittate massime di 8 Km.
circa; secondariamente entrava nell'armamento della artiglieria da
campagna l'obice leggero, con mobHit dello stesso ordine o di pOtO
inferiore, di calibro 100-105, proietto di 13-16 Kg., gittata 6-8 Km.
T.Ja neeossit dell'obiee leggero em ovunque giunta a farsi ricono-
scere come indiscutibile (contrariamente al principio della unit di
calibro che poco prima aveva avuto la preferenza dopo lung'hi
dibattiti e discussioni), in conseguenza della maggiore cOpCl'tmH
e defilamento che si sarebbe ricercata nel combattimento e (lella
necessit di azione distruttiva su osta,coli di lieve entit, contro i
quali il cannone, per cui era dog'matica la carica unica (in
omaggio al principio della celerit di tiro), non avrebbe potuto
a,vere efficacia, data la tensione della sua traiettoria, la, difficolt.
e la insufficienza del tiro a granata a tempo, e la scarsissima pre-
cisione dei ripieghi escogitati per incurvare h1 traiettoria (rosf'tte
ritardatrici).
Durante la guerra si ebbe a rilevare che la carica unica per il
eannone dava una tensione eccessiva alla traiettoria e logora.va
molto la bocca da fuoco, specie nel tiro rapido; e d'altra parte si
manifest l'insufficienza della gittata massima sia del cannone che
dell'obice, in dipendenza dello scaglionamento in profondit delle
forze proprie e di quelle nemiche. Si venne, per conseguenza, alle
seguenti modificazioni, attuate gi durante la guerra e proseguite
anche colle costruzioni successive:
377
]0) Aumento del raggio d'azione del cannone fino a 11-12
Km., e attualmente anche fino a 13-14 Km., co] perfezionamento
della forma dei proietti, ma anche con un notevole aumento del
peso del pezzo in batteria (Cannone tedesco 1\10d. 1916, da 77,
lungo 3;) calibri, peso in batteria] 400 Kg., gittata massima metri
11.500. Cannone americano 75, :Mod. 1921, lungo 42 calibri
in totale, peso in batteria Kg. 1270, gittata m,1ssima Km. 14;
ambedue a traino animale).
2) Adozione delle cariche multiple anche per il cannone:
la carica normale inferiore a quella unica precedentemente in
uso, c la carica ma,ssima di impiego eccezionale per i tiri alle
maRRimc distanze. -
3) Aumento del raggio d'azione dell'obice, che acquista una
importanza sempre maggiore, sia pel' la, maggiore possibilit di
tiro curvo, sia per la maggiore efficacia del suo proietto eontro osta-
coli di qualche resiRtenza.
Non si rileva, nelle nuove costruzioni e proposte, in genere,
alcuna variazione dei ca,libri delle due bocche da. del resto
le azioni di fnoco prineipali di questa richiedono una
grande quantit di proietti anche a l'aggio d'l1ziol1e non molto
grande, eoneentrati o distl'ibuit.i su determinati punti o zone del
terreno, concetto a cui rispondono benissi rno i ealibri gi in lUiO
<tnehe prima della guerra.
da notare la recente pl'opost.a della Charnond di
un materiale speciale di'calihro 85 mm. con bocea fuoco atta al
tiro teso e al tiro curvo (Cannone-obice. Verli Cap. I). Questa
proposta. risponde ai seguenti concetti (Col. H,imailho):
L'al'lmt prindpale per l'appoggio diretto oramai l'obice e
nOI) il cannone, il quale non servir che a prolungare l'azione oltre
la gittata dell'obice: in questo C'.fLIO il peRO dei proietti
dell'obice da 100-]05, in Kg. 13-16, risulta eecei:sivo pel'eh riduce a
meno della met, in confronto del peso dei proietti del cannone,
la potenzialit. di trasporto di un dato mezzo, ed quindi da rite-
nersi conveniente una riduzione del calibro; d'altra. parte il cannone,
per avere grandi gittate con velocit iniziali non eccessive dovrebbe
invece aumenta,re il calibro, anche con aU.mento del peso (trotto in
terreno vario assai raramente impiegato; possibilit del traino mec-
canico); i due materiali tenderebbero quindi ad un limite comune
di calibro, e pu quindi eonsegnirsi l'unit di calibro, che certa-
- 378-
mente di g'l'ulHk qmtaggio per il rifornimellto delll' Illunizioui.
La realizzaziolw d i CL materiale importa. Il Il j)(>so ill hatteria,
di Kg. 1970, lW1' l'ag'g:illngel'l', con proietti da Kg:. lO e Yl'lol'iUl
iniziali di 67;) mi;;, g:ittata Hl,li'iSima di l ij Km. eil'ea.
Azione contj'I)(( (' j'ci. - Sarehhe utile <'Ile l'ar-
tiglieria divisiollal e potesse l'ol sno proprio materiale csplil'm'e a.Jl(he
l'azione controac1'l'i; ma quei'ita condizione a rClld('l'l' b
solnzione del pl'ohlellla della eo:-;tl'uzione dell 'affllsto (' spetial tllente
del fnnzionam(>ltto del frello di sparo ancor pi difficile di quanto
si presenta attnatllwnte ('011 settori yerti('ali di tiro fino a + ,1;)0.
Anche la qnestioll(> del lmntamellto in direzione, sebbene non
manchino proposjt' (li allusti atti allo seopo, nOll flteilmellte
risolvi bile. da lIotarl' la adoziOlH', fatta in Germania dlll'antt,
guerra, di pic('ok l' piattafOl'lllP in dotazicnlP alle batterie,
Su eui si Jlll il pezzo.
Affusto. --- L'allll :-:i to a ruote Ile\"e ri:-:ipondere alla lIeep[-; i; it
a8soluta di non rithipden' aleuna lYllHlOpera di forza. o alcun layol'o
per essere lIlC[-;i;O ill hatt('l'b, (' della. illllllobilil allo sparo,
tendo anche una gTande rapidit di tiro, (' gran(li :-;ettol'i (li tiro
Sil1 orizzollta,le ehe Yl'ltieale, per pt'rmettere il rapido cambia-
mento di obietti,-o e lo sfruttamento di tutta, 1:1 potenza del (' an-
none. Lo stesso affusto dOYJ'ebbe poter servire per il eallllOlle e per
l'obice (artigliNia ameritana). Queste condizioni pOiisono ('siiPl't'
soddisfatte (:oIl\"enientc:' lllent(' soltanto coll'a11:11 sto :1 doppia C'oda
che per riesce alquanto jJi pesant l' di quello a l'oda unita.
Artiglieria dici8io'l1a7e ll/' /' grandi 'unit celeri -- Den' pni\"-
vedere ad alellllP delle previi'ite per l'artiglieria dh-isionnlt',
e potrebbe qllilllli ra.ppn>;;entata dagli stes;;i matl'T'iali ('011-
siderati per la t\iyj i-) iollP di fanteria, ma eon Ulla lllttg'giol'e IllObiliUl,
per eonsentirt' gli spostamenti aHe stesse andature della ea;ntlleria.
Per il pas;;ato si lo st;esso materiale dell'artiglieria. da ca m-
pagna, alleg:gel'ito sOlH'atntto dal fatto t:lH' i serventi non erano
montati snl lIlateriale ma lo seg:ninHlO a t'ayallo; in qualehe esercito
si aveva, un matel'ia.le particolare pi leggero e di minore potenza.
Jiuniz'iona1llf'nto. - Dati i compiti prilleipali, si richiedono:
1) Granata torped iue eOll spolet ta, a do p]>io effetto ('Oll
azione a pcrcus;;;ioue eon ritardo eOl1landato); ('011 forma anteriOl'l'
di faeile penetraziolle, speejalmente per l'obi('e;
- 379 --
2) con illlolptta a doppio e/Ietto fnur,iouaute
il h t' a r,Pl"O.
La slloktta a doppio effetto quindi potl'ebbe esser e comune
allI' dnp sper-il' Ili proietti, coll'impiego (li g:mduatori a utomatici.
Cari('ho Illllltiph' IWl' alllhNlno i nalibri.
Proietti a;t,io11P tosi;ic-a potrebbero fUlehe essere aSilai utili;
IIlH dMo il l[llant itati\'o dw ne occorrerebbe per ottenere,
('olia p(-("olt,;t,;t,H (/pi ('alibri
J
l'/Ietti ;;od(li sfaeenti, non s;webbe <:011-
Yl'llit'llt'P (lolH1"IH' ili lWrlll,L1H,'Jj ;t,;t, l e batterie, ma si dO\ 'l' eb be p1'O\-
\"( 'dl'l'p ('011 l'i i' Ol'lli11ll:'llti :-i pe('iali , qnanclo ne 0('('01' 1':1, l'impiegO.
Artiglieria per l'accompagnamento. Le caratteristiche
di illl}>i ego di (jlu',da a,l'tiglil'l'i a t nggerirebbero, per 11n a1Tn:o: to a.
l'llotp, Ull ppsn ili lmttpria a.tsai pi limi tato del nmtt'ria le
t iglieria. di\'i siolmIe; llla SOpl'atlltto si richiede 11ll materiale fa.eil-
ll wntp o('elllfal)ilp, (' qllill(li di pi('( 'ol(' (limensionl. Nei l'igwLJ'di de li n,
pntl'llz<I , Ull ohn' di (',dilll'O j ,-) !lllli. li l'eLriche PO('o nnJllel'otc, llIa
:-mfl i ('ielll" JH'I' ottplIt'],(', traiettorie (;\11'\'0, anehe n,) di
:'01 lo di 1000 lll., St'lllhn>l'eh1>e rispondere allo Il(:OpO. La p.-itta.ta
potJ'phlw a nlI1e non mol t o gr a nde, 3-4 Km., ma
fOI'IlC pl'efpribile potI')' ott('lWn' p.-i tta,te cLIl ('hc superiori per l'l'nell'n>
\,o""ibih' il ('OIl('On() Il dI:I fa,;\" preliminare del eomlmttinwnto.
Il peso d(>1 proietto I 1O1'l\lah> <1o\"reb1>e CIlSCl'e l'datinl,ml'nt e
pii 'colo per atl'\i('IIl'<ln' \Ili abbol1(laute rifornimento dlll'ante l'azione,
Illa dovl' nhlw essel'(' possihile l ' impitp.-o dei proiet!.i di ugual
tu.JiiJl'O di\'siollale: nna gra,nata a gl'alide capaeit,
('( Hl efli.eH((' azione 1'\11 piccoli l'ipari proietto pi
adatto di UlIO SIll'CI,PII('1.
Il1lpor1"allt is;;illo pl>l' Il lI esto materiale il mezzo di loeomo-
zI)\le. da. eli( ln(l l' l,;i il traiuo a nillUl.,le, per la gntnde
Y1:i ihili Ul elle pl'esPllta iII nut}'(' ia, e la di percorso in un
t t'lTeno gi rotto e S('OIl\'olto dalla preeedente azione dell'artiglieria.
Il :-lomcggio si prester ebbe hene per la possibilitdell 'a dattamento
,li terreno p dell\nanzata illdi\'icluale, ma relat.ivamente lento;
inoltre la IlteSt; :-womponilJilit del materiale pu rendere inutiliz-
zato un pezzo per la llUHlCallZa. (li una soht tLlTeftata. ehL una
C::WS,L (ltUdi':i ia,IlL nella. martia . L'a/lui'io semo vente a rotaie coutinue
o il rimor('hio mec('anieo pot rebhero esser molto convenienti, purell
i materi ali risultino di dimensioni molto ridot.te per lnuoYer si l'
restare in posizione senr,H o ffril'e u n bersaglio troppo visibil e.
-- -
Fino ad ora non risulta che siano stati adottati o anche C'ostruiti
materiali unicamente per questo impiego. Durante la guerra Ri
usufru delle batterie normali da campagna, o someggiate, le quali
ultime rappresentano la soluzione da noi adottata dopo la guerra..
In Germania si ebbe un cannone da 77, il emi peso in batteria era
ridotto a, 700 Kg.
La Casa St. Chamond propone un obice da 75 mm., con pro-
ietto di 3 Kg., tdttata massima 5000 m., su affusto semovcnte
corazzato, del peso di 7 tonno circa, compreso un mu-
nizionamento di 50 colpi, e con un rimorchio per il trasporto di
150 colpi, del peso di 1800 Kg.; altezza del materiale circa m. 1,80.
Artiglieria da fanteria. - I .. 'azione di questa artiglieria si svolge
principalmente alle brevi e brevissime distanze, in una zona inten-
samente battuta dall'artiglieria e dalle mitragliatrici nemiche, e
consiste in tiri brevi, ma intensi e di sorpresa) di pezzi isolati,
Occorre quindi un materiale estremamente maneggevole e rustico,
per permettere gli spostamenti a braccia, strisciando quasi come
una mitragliatriee, sia in parti separate, quando necessario,
sia col pezzo composto, quando possibile; dimensioni piceole per
sfruttare tutti i pi piccoli ripari nel movimento e in pOiiizione; il
fuoco di sorpresa richiederebbe una traiettoria molto tesa, per ('Ii-
minare la necessit della, stima delle distanze e dell'aggiu-
stamento, e quindi il puntamento diretto; ma d'altra parte anche
necessario il tiro CUlTO sia per poter occupare posizioni coperte
se possibile, sia per poter tirare al di sopra delle proprie truppe [Ji
a.vanza,te. La dotazione di munizimi col pezzo dovrebbe essere ah-
bondante, perch difficili sono i rifornimenti, e poich il trasporto
delle munizioni deve pure esse ce fatto dall'uomo, occorrono proietti
leggeri e di piccolo volume. }j anche necessario che il tiro posi'a
avere precisione sufficiente a distanze superiori del raggio d'aziolle
efficace delle mitragliatrici nemiehe, quindi a circa 1000-1500 m.;
una gittata abbastanza grande anche necessaria perch il pezzo
possa avere azione su tutto il fronte del reparto a cui assegna,to,
senza spostarsi, e ci sia per la necessit della prontezza d'inter-
vento, sia per la difficolt degli spostamenti.
Quindi: materiale scomponibile in parti robuste di peso non
superiore ai 20-25 Kg.; peso complessivo non superiore a, 100 Kg.;
affusto di piecolo ginocchiello, ma, eapace di grandi settori di tiro;
il proietto costituito da una granata di grande capacit, effica(e
- 381 -
contro leggeri ripari; se si vuoI avere effcacia anche ('ontro i cani
d'assalto sarebbe necessaria una granata perforante, ma da
evitarsi un doppio mnnizionamento; il tiro cun-o richiederebbe
{'Hl'iche multiple, ehe complicano la costruzione del materiale,
il servizio e il tiro anche se in piccolo numero (2 o 3). Una SOluzione
piena.mentp soddiilfacente per questo materia,le quindi molto
difficile.
Fino ad ora si lutnno costruzioni di due tipi diveri:\i :
a) cannoncino (o meglio obice) da 37 mm. di calibro (Austria,
Frallcia, America) a carica uniea, tiro teso, con affusto a deforma-
zione, a ruote o a cavalletto (ruote amovibili), seompoQ.ibile in
p81'ti trafiportabili da un uomo e traimtbil(' da 2 serventi o da un
quadrupede eon piceolo a,vantreno; proietti di circa 700 gl'. essen-
zialmente perforanti; gittata utile fino a 1000-1500 metri.
b) mortaio da 75, a,tto anche al tiro te:so (Germania, verso la
fine della grande gu erra.; proposte varie :mcee:-;sive), cventll al mente
:,('omponibile, ma normalmente trainato eomposto per parte dei
:>el'yenti, perch i pesi indivisibili sono troppo forti: proietto di
cin'a 3 Kg.; in genere si propone l'ayaneal'i(;t, alnwllo per il proietto,
Iwr maggior sf'lllplieit; allll:,;ti 11 a due ginocchielli,
41 anelle atTn:,;to rig'ido.
Artiglieria da montagna. - Lp eiiigenze della mohilit in
terreno lllOntuoso non possono essere soddisfatte, allo stato attuale
di preyisiollP, ehe col SO Jlleggio , oppure col traiuo del materiale
;scomposto in eal'idli di peso limitato, ehe consentano il transito
>ulle mulattiere.
Il 8omeggio impone un limite di peso (' di dimensioni di eia-
earieo; ,l'altra parte non conveniente un numero molto
di curidli per non allungare ecce,.:sivanwllto le eolonne, o
pcr rendere llleno numerosi i easi di in utilizzazione di 1m pellzo per
la mancanza di una sola parte; da questo deriya una limitazione al
('alibro. anche da, (:onsiderare ehe un (;alibro troppo grande
limita molto il lllHltero di eolpi che pOSSOIlO (';,;:se1'O trasportati da
un quadrupede.
Colla. boc(:a da fuoto I:ostitnellte un solo e:ll'il:o, del pe:so di
t'l'('lt 100 Kg., f;i f;ono eostruiti degli ol>i('i di notevole potenza;
(calibro 7 [j mtn., lllng hezza 13-U ealibl'i), tapaei di illlprilllere al
proietto del pe:so di Kg. ('irta, "e\o('it illiziali anche fino a
3,iO m/s, l'aggiungendo gittate di Hl. G.JOO
- 382 -
Danlis), ci che rappresenta gi un ottimo sfruttamento del peliO
della bocca da fuoco. Per si riehiede in o.!mi taso una slitta per
aumentare il peso della massa rinculante, slitta che sovente deyc
avere un peso quasi uguale a quello della, bo(:ea da fuoeo, e
quindi riehiede un quadrupede per il t1'a:,;porto.
Colla bocca da, fuoco scomponihile in due parti, dopo la gnenH,
si sono costruite artiglierie di calibro 7;) 1lI1l1., lung'he 20 calibri,
eon proietti da Kg. 6,5 e velocit iniziali fno H, 12;) In/p.; nm con un
pep.o in batteria di 730 Kg. eireu" ehe riehiede i:\ (Luadrupedi lW1' il
someggio. Si sono pure eostruiti obiei da 100-105 lnnghi ] 2-13 ca-
libri, velocit iniziale di 330 metri per proietti di ] 2 Kg. e con peso
in batteria pl'ess'a poco nguale a quello degli da 73 mm. (le
forze vive aUa bocca sono qWL"i uglUtli 1wi dlH' (,asi). Si pu
ritcnere che le potenze l'aggiunte ra,ppl'escntano nn massimo Ilei
limiti di peso del materiale.
Il trcdno in carichi sepamti perlllettp pel'ii IInitari di Ila
parte molto maggiori dei wmeggio, (' i posl'iono raggin ng'el'e
anello 700 Kg. al t,raino; il lIUf\lNO delle parti llIinorc, ma la
nleSS!L in llon lle l'imlt,a, j)('1' qnel'ito pi 1)(:']'(11i.
i pesi sono lllagg'Ol'i. C'olla :';COlll pOKiziOlW j Il tre ('al'ie Il i
gli scudi) llL C'asa avrebbe ot.t,ennto Ull obi(,l' da 100 COli g'it-
tata massima di lO Km. e pe:,;o in batteria (li soli ] 280 Kg:.
(V = :395); C'olia seompo:,;izione in f; earieJli eli !)f>KO massimo II-t
(carrello ohiee), costruito un obiee da (:Oll proietto di
Kg., V = 340 m/s, e gittftta, ma,l'i;;ima di 8000 metri.
In eomplesso quindi per l' art,iglieria da Illontllg'na pn di-
sporre:
a) (lj 11Tl obice da 75 someggin.bile ili G eal'iehi, senza le J1UlIli-
zioni, ('011 gittate fino a 6fiOO-7000 ili.; e proietti (li Kg. (i,;"'>; IH't' jp
azioni in regioni pi elevatc; le nmnizioni ,i(hi((lo[lo U[l(LUadrnppde
ogni 12 colpi eirea;
h) di un obiee lnngo (ht 7:) o di un ohi(' c da, 100 ('011 hoeea
da fuoco :,;eomponibile, sOlllcgg'iahili in 8-9 (:Hiehi, COlltlWC
le munizioni, pCI' le quali si l'i(:hiede un quadl'npedo ogni 10 colpi
o 6 eolpi, secondo il calihro;
c) di obiei da, 100 e lLnche di (a,lihl'o i'lllpel'iOl'c tl'ainahili in
cH,riehi sc:pa.ra,ti sulle mula,uiere e in ('ondizioni bvorevoli di ter-
rcno per le operazioni in zone di viabilit snllkiellte, frequenti nella
media. montagna, c ehe oHl'ono posizioni da, (mi si pn [al' sentire
- 38,3 -
l'i 11ft neny,a di Il Ila artiglieria d i Il na cert.a potenza, anelle su zone
ell e IlOll pOSWllO CHspre n te elle ('01 sOIllf'ggio.
1-': ipfine da osserva,re ehe (' i1lOlto eOl1Yeniente e in t(l,1 uni ca,pj
che q nah;iaiii ma,teri l1le di q nal"ia,Ri calibro delle altre
specialit, meno <llwlli di grande potenza, iiano organizzati in )11odo
da potersi seomporre faeil mente e fa<:ilmente es:-;ere si';temati sn
o llIateriali Rpoc'iali C'he eOl1ientltllO, l)llf con qualehe
d iiticoltil" il tmino 1m]]!' mnlattiern, in modo da poterE fare inter-
venire m-Ile y,one di montagna, qnando la situazione eoneeda il
tempo snr-ticiente.
Artiglieria pesante campale (di corpo d'armata). - lhti i l'om-
pii i ]Jrincipa,li di Cl neBta ltrtig;lieria, si riehiede lUl,,1 lIotevole potenza
nnitamente ad una discreta mobilit, tenendo eonto elle le eondi-
zioni (li impiego consentiranno in linea generale il traino nw('eanieo,
('01 qnale i limiti di l'etio possono essere llotevolmente superiori a.
(llwl1i Iwr il traino anim,de. Come 1)('1' le artiglierie leg-
gere fi i ,li II III et te in generale la lI oeeiBiU.L di un cannone e di un obiee;
il primo per la controbatteria fL dif,tanza, e evenualmente per l'in-
terdiziOll(' lontana, il ;.;eeon<1o per la controbatteria a distanze mi-
IlOT'i contro hersagli defilati e }Jer la di struzione di oi:itl1l'oli per i
q1lali nOIl ri::ll iti snHi eionte l'obiee leggero : per qnesto impiego
potrebbe (:on\'elliente l 'assegnazione de]] ' ohice peBallte eam-
pale all e divisioni, in aggiunta all'ohice leggero. "
Col traino animale, per quefiti materiali ehe non sono destinati
a freqnenti rapidi e lltnghi spostamenti in terreno vario, ammis-
ilibile un peKo di yeUltra, a;) pariglie, di circa 3000 Kg.; e, coll'avan-
tl'ellO Bonza 11I11l1izi0l1i, pu g,'llngere ad nn peso in batteria di
2GOO leg., ci l'hl', permet te nna t'ona viva hoeea di 300 dina-
l1lodi;in qllPsti limiti 1'\ i 1m lin eannOlle da JOO-IO[), (:on peso di
proietto di \,l-Hi !Cg. e illiy,i ali ai 600 metri colle q\Ul,li si
pu l1vere, (:on proietto (li bnomL forma, ,gittnta, :wche di 10-] 2 Km.
Per I.'ol,ice con un elLlihro prossimo .1 30 mm. e nll peso di proietto
eli 4;"; Kg. l'rea. hanllo g'iUate fino iL circa 8000 lnetri.
Qucste gittate per wno ritenute in:mffieiellti per le
attuali (tenuto conto anehe delle maggiori gittate delle artiglierie
divi sionali), e si vorrebbe:
per il eaunone, una gi ttat.a massima (li l;) Km. per t1yere
ay,iol1e efficace di eontl'Obatteria fillo a 10-12 !Cm., e di interdizione
a J 2-1:) !Cm., in l'ela,zione alla posizione delle hatterie nelle colonne
- 384-
e alla necesf;it di obbligare il nemico ad uno schieramento pre-
maturo:
per l'obice, una, gittata massima, di Km. per poter
ayere azione di tontrobaHeria e di distnlzioll( eflkace a 8-9 Km.,
su tutto il fronte della Divisiolle' a cHi le batterie essere
eventualmellte distaccate.
Gli aumenti di il1i7.ia,le occorrenti per (lUeste git-
. ta.te non possono esscre ottenuti ehp C011 1In alimento del peso,
e quindi occorre o dividere il materiale per il traino :separando la
bocca da fuoco dall'affusto o ricorrere al traino meceanico.
La separazione della bocca da fuoco dall 'af[usto per il traino
ha per conseguenza una maggior lunghezza delle colonn, Hll
maggior tempo per la pref;a. di posizione, anche ammettendo ('he la.
maggiore indipendenza del terreno deriviHlte da.11a nJU.ggio1'e git-
tata consenta sempre di scegliere posizioni in eli i la l1Ianovra
della trasposizione della bocea da fuoco dal ea1'ro trasporto all'af-
fusto non presenti speeiali diffieolt. Con questo sif;tema fi i pu
approfittare della vettura ehe viene aggiunta. per traspo1't-al'P mu-
nizioni, attrpzzi, rii'lel'H' p IH:'rsOIUtle clw eOJltOlTOllO certamente
in ogni caso ad anlllclltare l'etfi eienza delllIaU'l'iale; eos l 'auIllento
di peso non (' elw 1pparentc. Per es. : obiee daLHJ!J2 tkoda, Nlo-
dello 914: peso in batteria Kg. 276;"); al traino, le due ypttUl'e
rispettivalllellte di :W40 p Kg., st'l'Vono ':111<' 1l(' al tra:-;porto di
qualche i::olJJO (' di materiali di ri81:'1'\'a per Ull C'ornph'sso di 890Kg-.
e di J2 uomini, ehe dovrebbero essere, qualora il materiale fOi'ltie
:su una sola vettura (molto pesante) trasportati eOll altro yei<:olo.
Col traino lllt'c('anico il problema pu eSi'lere COll \'enieutelllente
impostato parh'udo dalla potenza allzich dalla 111Obilit. C'il'ea
il genere di traino llleeeanieo, a]\<:01'a llon si sono a.yuti esempi
numerosi su cui. l.asanii: per ]l porto ;;ti veieolo automobile, il
materiale risulta eeee,-:;:,;ivamentc pesante, ed il sistema pi ('0]] ve-
niente sembrerebbe aneora il rimorchio, i:-olle donl1:e llliRlll'e per la
eonservazione del materiale nel traino (sospensiolle elastint, canelli
elastiei). L'affusto ql1iucli a ruote, senza llecessitlt di byori per
la messa in e pOi'8ihilrnente l gr:uldi i'lettori lli tiro sia
orizzontale dIO \ertl'ale .
. Nei riguardi del lllllniziolla.l\Iento da pre\'cder:si:
per il eaUllOl1e: ht gralla.ta. torpclline t' lo shl'apuel;
lJet' l'obi('e: la milla, la gTallat.a bomba, lo :-;hrapnel.
- 385-
Per tntti e due sarebbe convenientissimo, per la controbat-
teria" il proietto ad azione tossiea, ma questo munizionamento
non potrebbe eRRere trasportato ('oi mezzi di riforninlPnto imme-
diato, perchc' per avere una ccrta eftcatia riehiede, anche le]' i Ul-
libri ('onsiderat.i, 11n numero troppo grane di colpi.
Artiglieria pesante e di grande potenza.
J'if;ti('a essenziale (' la ]:otenza, alla qmde la mobilit de,e essere
sllbonlinata. Per IleI' nrm ('erta, pm-te di qnesta artiglieria
('s;:;ere (;onsentito ahlJH.stanza ]Jronto, senza, grandi
lavori, noneh una sufficient<:' ('clerit di tiro assoluta, e una
discreta manovrabilit per poter ('seguire l'interdizione sn bersagli
mobili, e la eontrobattel'ia iII aiuto alla artiglieria pesante ('ampalc,
Quindi si hanno due gradazioni: l'a,rtiglieria pesante e l 'artiglieria
di grande potenza.
Per l'artiglieria j>cswnte o(:(;orre ('oIH,idemre:
o) "Cn ('<lI IIlOIlP del ('alibJ'o 1;-;0 ('il'{'a, COll llll proietto di
Kg. !-:i YOl'l'ebhe f'll(' <jllesto ('a,nnone a.vesse gitta.tp massi.me
di 18-20 KIll. per poter aH're pr(>('isiollC' per la contro-
batteria a ] ,l-Hi in profonditit e tiri ohliq1li), e
1)('1' poter teJlN il fuoe'o, senza fl])oitarsi, 1IWl seronda.
lllazione ifpl1f;i nL pi arretrata di qnella, m-entual melltl' ('011 q ni-
stata, mentre a\'a.nzano le artiglicJ'i<, minori. Per gittate di q
p:enel'c oeeOlTono "cloeit inizia,li 800-900 rnetri e peso iII hat-
I el'ia di 12 Tonn. ('jl'('a, ('he fol'sf' (b ritenersi un po' forte. l'l'l' 01'<1,
le eostrlllliolli in li SO non dnno che gitta.te di 16 Klll. al massimo
con pe:-;o il} batt<'ria di Tonn.;
b) FII ohi('(' dello stC'sso grado di mobilit del cannone,
e capace di :,!'it-tate fllli 14-1[, KJll.; il ealibro risulta di 210 ll1il-
lluetri con pefio di proietto di 100 Kg. ehe sarebbe aSf;ai
efficacc per la distruzione di ostae'oli abbastanza lci'listenti. Andw
per questo per le costruzioni non giungono ancora a.i desiderata;
e i mortai e obici di questo ealihro hanno gittate che non supemno
11 ehilollwtl'i.
Comp artig:lieria. pesante sono da, (:onsiderarsi notevoli
t:ostl'UZiOlli di eannoni da 120 (Allleri<.:a) elle eon peso in battelia. di
soli 4800 [(g. gitta.te di J 8 Km., e ohiei da, 1;>;),
pure ameri('a.ni.
Per l'arLigli eria pesante da, <'.0 n sidera,l'si prin(jpalmellte
l'aHusto a ruote, malgrado delle dillieolt. di costl'lIziol1e, e pJ'e-

- 386-
feribilmente a doppia coda, per permettere ampi spostamenti di
direzione senza muovere la coda, manovra che Harehbe ostaf'olat,a,
dal vomero di grandi dimensioni che neeeHsario.
Traino esclusivamente meceallieo.
Per l'artiglieria di gmnde potenza possono p;';Rere pl'eHj in eOll"i-
derazione cannoni di calibro 190-220 per la intcnliziollw 1l10ltO
lontana, fino a 25-30 Klll.; obiei e mortai di gTOSSO alihl'O l'l'], la
distruzione di opere permanenti, eCt. Tali artiglierie pOH:-;ono ,..;cuza,
inconvenienti essere Histematc per il traino meceanieo in due o
pi vetture, e richiedere lavori di qualchp entit per la 1ll1'''"U in
batteria (una giornata); affusti a piattaforma ridotta o intera, ('on
esclusione di affusti a ruote di costrnzione e manovra troppo, dif-
ficile. La necessit di sea,'i pu essere evitata colla sistemazione
a rinculo combinato.
Per tali artiglierie, non esposte ,leI offese troppo "idne, pOi',,0!10
essere convenienti affusti semovcnti.
Per il traino, esclusivamente meeeanieo, pu essere di grande
utilit il treno benzo-elettrieo, ehe eOIlHente parti indiY:,;ihil di
grande peso.
Attualmente CiOme al'tig'liprie di grande l'otellza sono a IlI.'01'a
da considerarHi:
Cannoni da 152 e 153 con pew in batteria di 12-16 'fOHD.,
gittate di 20-23 Km.; taluni di qllesti su affusto a t'\lote (Cannoni
da 155 G. P. F. francese e amerieano).
Obiei e mortai da 280-305 con pesi in oltn' le 20
e anche fino a 120 Tonn. e gittate massirne di 11-14 !Cm.: in
generale su affusto a piattaforma intera o ridotta, Un obice da 380
tedeseo aveva anche affusto a l'Ilote, e em l'me un mortaio da
260 di costruzione Schneidel'.
scomponibilit del materiale, spef'ialmente qnello eli millor
potenza, per il traino in montagna, in cllriehi non superiori li ('('l'ti
limiti di peso e di dimensioni (3-4 tonn., -1-6 metri) condizione da,
ricercarsi; le artiglierie di maggior potendosi attell Cl'e,
anche in montagna, alle strade di grande cOllnmicazione, non ri-
chiedono questa condizione limitat,iva.
ll'In nizion amento : granata. ad azione proietti \'a,
e perforante, anehe azione tossica; lo shrapnel (con spoletta
graduabile a tempo per le massime distanze) per i cannoni di ('011-
trobatteria.
Per l'azione di interdizione in genere potran no essen' ,,,,,;,,ai
-- 387 -
convenienti i proietti sopraogivati, che permettono di ottenere
gittate molto grandi anche senza impiegare la carica massima.
T-,e ctrtiglierie ferrovinrie, legate alla rete esistente e ehe richie-
dono impianto di tronchi speciali, potranno costituire una riserva
8trategica di artiglieria di grandissima potenza, (gittate oltre 30 chi-
lometri, supercannoni) ma evidentemente non possono en1,rare nel
qnadro dell'armamento campale, salvo che nel caso di lunghi periodi
di stabilizzazione e anche allora in condizioni particolari della rete
ferroviaria. In Francia, specialmente, l'artiglieria ferroviaria ha,
trovato notevole sviluppo, e durante la guerra numerose arti-
glierie di modello antiquato e materiali moderni sono stati siste-
mati su affusti ferroviari dei vari tipi; cannoni dal calibro 190 a
370, e obici e mortai fino al calibro di 520 mm.
Tra le artiglierie pesanti sono pnre da prevedersi quelle desti-
nate alla distruzione dei reticolati e delle difese accessorie, sui tratti
di fronte eventualmente stabilizzati; la necessit della massima,
azione esplosiva alla superficie (granate bomba) e quindi della
grandissima capacit interna del proietto, impone piccole velocit
iniziali, grandi angoli di caduta. Queste artiglierie, rappresentate
durante la grande guerra dalle bombnrd, possono essere previste
sotto la forma di mortai di grosso calibro, che, per, date le pic-
cole velocit, potranno essere di un ordine di mobilit superiore
a quello degli altri mortai dello stesso calibro e potranno essere
spinti, analogamente a quanto stato fatto per le bombarde, in
posizioni anche molto avanzate, colle necessarie misnre di prote-
zione.
AUT. 2. ~ - Artiglierie controaerei. (c. a.)
Rappresenteranno una parte molto importante e Ilumerosa
della massa dell 'artiglieria. Per quanto si possa a,mrYlettere che
anche l'artiglieria leggera possa concorrere all'azione eontroaerei,
predisponendo ad esempio per ogni batteria una, sezione c. a. (un
carro attrezzamento e. a., rimorchiante due piatta,forme spe-
ciali per disporre due pezzi della batteria in posizione e. a. con
settore orizzontale di tiro illimitato (Germania. Proposta del
001. Rimail ho), pure condizioni di velocit iniziali, e bene spesso
di disponibilit di mezzi (poich se impegnate in altre azioni le
artiglierie leggere non possono provvedere alla difesa c. a..), impon-
- 38H --
gono un<1 I1Ulnel'OSa l'ipeciale c. a. anche nell'esercito
operante e dotata quilllli di un noteyole gl'ado di mobilit, oltre
quella per la difesa c. <1. nell'interno del ehe nornmlmentl'
pu essere sist.emata ia installazione fhlsa.
Le artiglierie c. a. richiedono il massimo ealibro e la massima
velocit inizial( compatibili colla celerit di tin), pcl essenzialmente
colla l1laneggeyolezza della tart\wcia, che, a,llehe ('01 earicamento
meccanico, illlp01W 1111 limite al suo peso e a lle f\ue dilllt'l1sioni.
In genemle sono com;iderati yari calibri tIno a un massimo di lO;,
millimetri, e si tende ad tn-ere velocit iniziale prossima ai
1000 metri_ Pt'r le eondiziol1i di mobilit fanno abbassaI'p qUt'sti
limiti (da appli<:arsi solo in installazioni fisse) a 7;::;-80 mDI. di ealihro.
In Ameriul.- li.) in stndio un ca,nuone c. a . da 120.
In c-onsiflcl'aziolH:' del rapido logoramento a ('ui sarebel'o
sottoposte le hocdw .la fuoeo ('OH forti grosse ('arichc e
tiro rapido, tt, yelo('til iniziali, per ora, si tCllgOllO sngli 800 metri_
Si ill1poll(' In manO\Tl :1Iltomatiea dell'ottnl'atore, p possibil-
mente anche il (-a,rit<lJ\lento antomati(o o Illc('c,lnieo delle lunghe
::\,llC!it' a-Ile llIa,.;:;;il1le ele' -a;r,ioni. ;\letodi di tiro e appareedli
di puntamento molto l)cl'feziollati per il plllltamento diretto:
potrebbe ei;:,:ere eOllvelliente anche il puntamento ottenuto per
trasmissione f'lpttriea da una ktazione cpntrale di l'ilieyo e di co-
mando o direttamente ai congegni di pl\ntcria dei pezzi, oppure
a indici mobili su quadranti applicati ai pezzi, coi quali i serventi
devono tener eo:-;tantemellte eoineidenti nltri indic'i comandati dai
eongegni di pUl1 tcria. Questf' nltime sistemazioni molto ('on-
venienti l'ereh non l'i .. lli('o[OIlO personnh' slw<'alizzato ehe al posto
di comando.
JJl'/1lii :io'liamcnlo. - Lo 8hrap1lel <: da ('olJ:;iclerarsi inetfi('acc
per la limitazione del suo ("ono di flispersiolle e pcr il pericolo che
presenta la cadnta del eorpo del proietto per le truppe o popola-
zioni amiche: sono preferite le granate COll gn1Jlde raggio d'azione
a frattura prestabilita () le gl'anato a grande eapa<:it.
Installazioni mobil-i. - La di a piedestallo
su lUI -veicolo :-wtolllohile da perch,
data 1:1 g-rande altl';r,z, deg-li ol'c.hioni, non permette
l' adozione di artig-liorie molto potenti, ,111('he tol plliltellamento late-
- 389-
l'aIe del "eicolo: inoltre quei'lti materiali non sarebbero atti al tiro
eontro hersag'li a, terra. Pi conyellienti presentano le installa-
zioni a rimorebio, con piattnJorrrm fissa a g'ambe ripiegabili, oppure
snoch1ta e parti Rollevabili, eoll e tI uali si pur') ottenere 11 n affusto
sufficientemente stabile e011 quah;ia;,;i a,ngolo (li tiro e in qualsiasi
direzione e faeilmcnte e rapidamente trur,;formabile per il trai no.
In Germania si Rt udiati a.l'fnsti l'note con un piede-
staHo sistemato a circa mettt (lella (:oda" e a battibile "erso la
t<,stata. per il traino.
[ ltst(dlaz ioni fisse. - Ammettono Il ualsiasi t ipo di <1 !fusto a
piattaforma o a piedestallo.
ART. 3. - Artiglierie in installazioni fisse.
AlllllWSSO il prineipio di imrnobilizza,re dci mat eria li eli arti-
glif'l'ia in opere permtllenti, neeeR8aria la loro protezione spinta
al ma,silimo grado, ei ehe pu ottener8i solo con installazioni in
pozzo a eopertnl'a, pesante oppure in ('a\'erna; per quest' ul t ima
sistemazione rimane pnr sempre la difficolt cl ell a eannoniera mi-
nima. Qualnnque sia, lo scopo a eHi siallo destinate a,rtig'licrie cos
sistemate, risulta in ogni caso la, con ve nienza Il ella azione alle mag-
gior i distanze e quindi la prefel'CnZ1 da, diLl' si ai c:,tllnoni lunghi
che serviranno per la, interdizione e la, (:ontrolmtter-ia; per in
montagna necessari essenzialmente gli obiei pcr batter e
mort.i, dove non possono agire i eannoni, andw impiegando ca-
ri e 11e ridotte.
Poich i bersa.gli souo iu genere a,nimati, oppnre co::;t it uiti da
di pl'cola resh;tenza, sono in genere "utl'il:'nti a.rti-
gJi ie di medio e pieeolo ealibro, nelle quali ('P1'(';(I'"j la mas-
sima eelerit di tiro, per potere a nehe con po(']w ho('('l1o da fnoeo
ottenere dIotti importa nt i.
Il mUllizionamento quello delle a.rtiglierie pesa,uti e leggere;
pu avere parte importante il mnnizionamento ad azione tossiea.
Le installazioni debbono naturalmente permettere angoli di
elevazione tali da poter sfruttare tutta h1 potenza, della, boeea da
fnoco anche sn beri'lagli a notevole angolo di sito; dato l 'ambiente
chiuso dovranno essere predisposte eon cura le provvidenze per
la sicurezza del personale contro i gas dannosi emessi da.lla propl'a
bocca da fnoeo nel tiw, e l'azione a. gas tossici del nemico
-- 390--
(apparecchi scacciafumo, pressione d'aria interna lmperiore alla
normale, prodotta da compressori nell'opera, eec.).
Si impongono le minime dimensioni del materiale, specialmente
nel1'affm;to, rinculo molto corto per rendere molto pkcolo il di-
metro delle cupole e le dimensoni della caverna, e dimilltlirc quindi
la vulnerabilit.
AHT. 4. - Artiglieria da costa.
Le artiglierie da cOllta devono provvedere, a integrazione
della difei" mobile data dalle navi e di q uella aerea, ad opporsi
sia all'azione di navi di superficie, che tentano il bombar-
damento delle basi navali difese da,Ile artiglierie stesse, sii) a quella
di naviglio leg-gero e di sommergibili (armati con cannoni di
pie<:olo, medio e an<:he grosso calibro) che tentino bombardamenti
o protegga,no operazioni di sbarco.
Per la difesa costiera occorrono quindi:
Caunoni di grandissima, potenza, superiore Cl quella delle arti-
glierie di maggior calibro installate sulle navi;
Cannoni di medio e piccolo calibro a tiro rapido per l'azione
eontro naviglio leggero o sommergibili;
Obici di grosso calibro, adatti specialmente alFarma.Jllelito
di batterie costiere elevate, dalle quali i cannoni non potrebbero
convenientementc svolgere la loro azione di tiro di lancio, mentre
cogli obici pu sfruUarsi maggiormente il tiro CUlTO per agire
contro le parti meno protette delle nayi.
J.,e artig-lierie da costa possono essere sistemate in in!';tallazioni
fisse o in installazioni mobili.
Per le installazioni mobili si preycdono le installazioni ferro-
viarie delle varie specie e i materiali semovellti di grande potenza,
che permettono, . colla rapidit del movimento e la prontezza di
entrata in azione, di provvedere alla difesa di tratti abba:stanza
estesi di costa senza immobilizzare i mezzi in dei punti
di possibile offesa nemica.
Per le installazioni ferroviarie possono, fin dal tempo di pace,
essere pred;poste le postazioni opportune (binari di tiro o grandi
piattaforme gircvoli) eon convenienti dispositivi di segretezza,
occultamento e mascheramento; anche treni armati con ('annoni
di medio calibro possono, come per il passato, s\-olgel'e azione
utile lungo le linee ferroviarie litoranee.
Le artiglierie fisse sono sistemate in installazioni a piattaforma
allo sf'operto o in impianti in pozzo, corazzati, per i maggiori can-
noni; preferibilmente a pezzi isolati, anzich riuniti in impianti
(lopjJi o tripli, non eRi-Iendo limitato n lo spazio, n il peso; le arti-
glierie eli medio e piccolo calibro su affusto corazzato a piattaforma
o a piede::;tallo. In ogni ea,so si deve mirare alla massima libert di
::;ettore di tiro orizzontale e facilit di puntamento. Furono anche
lIsati <dim;ti articolati a scomparsa.
Per gli obiei non tii presenta grande necessit di protezione,
e ~ ~ e l l d o etisi in genere sistemati su batterie elevate.
Jlllnizionauwnlo. - Per i ('a,nlloni di tutti i calibri: proietto ad
azione essenzialmente perforante, accresciuta col cappuccio, lan-
ciato colla massima veloeit iniziaJe consentita dalla artiglieria;
in ~ ' e l l e r e i medi e i piceoli ealibri hanno anche lo shrapnel per
azioni contro truppe da ::;ban'o lall('iato ('on carica inferiore; la
quale pu allellP servire ]leI' il proietto perforante alle minori di-
stallze (eonsel'\'azione),
Pu essere conveniente anche un munizionamento ad azione
tos:Sta, pureh non sia diminuita la potenza di perforazione. Spo-
letta a pereussione ad azione ritardata.
Per gli obiei di gl'OSi:lO calibro: proietti semiperforanti, lanciati
C011 una serie, spesso munerosa, di cariche che permettano di bat-
tere zone laTgamente compenetrantisi con angoli di arrivo molto
forti; per questo eonvelliente che gli affusti siano organizzati per
il hm con angoli wperiori a 4;-).
AUT. 5. - Artiglieria navale.
, destinata ad agl'e' essenzialmente contro navi in movimento,
ed eventualmente contro bersagli a terra. Le condizioni particolari
in eni si svolge l'azione dell'aTtigIieria navale sono:
bersaglio ordinariamente visibile, e possibilit di puntamento
diretto;
bersaglio in movimento a grande velocit;
bersaglio corazzato, e elle. deve essere colpito direttamente
dai lJl'oietti per essere danneggiato o messo fuori combattimento;
piattaforma di tiro pure in mo\'imento a gTande velocit, e
soggetta a continue oscillazioni;
distanze di tiro variabili con grande rapidit, e quindi
difficilmente misurabili;
difficolt grandissima di rilievo delle deviazioni in gittata.
- 392-
Dalle artiglierie navali si richiede quindi:
grande velocit iniziale, per avere grandi gittate, trai.ettorie
tese, precisione, grande potere perforante; grande di tiro;
sistemazione sulla nave che permetta l'azione contempo-
ranea del massimo numero di artiglierie sullo stesso bersaglio;
protezione e minima vulnerabilit, ottenibile solo con di-
mensioni relativamente piccole degli impianti.
Le artiglierie navali sono quindi esclusivamente cnnnoni di
grande lunghezza e di vario calibro secondo lo scopo e il genere
dena nave:
cannoni di grosso caUbro: armamento principale delle mtvi
di linea (o incrociatori corazzati), per agire a grandissime dist,anze
su na,vi similari fortemente protette;
cannoni (li medio cnlibro: costituenti l'armamento socon-
da,l'io delle navi di linea e incrociatori corazzati e l'armamento prin-
cipale di incrociatori leggeri, esploratori, caceiatorpediniere, can-
noniere, ece., per l'azione contro naviglio leggero (}1rtiglierie anti-
siluranti);
c(tnnoni di piccolo calibro: armamento secondario di nayi
di qualsiasi genere e armamento sussidiario o complementare di
sommergibili, motoscafi anti-sommergibili,eee., e per eontroaerei.
Per i cannoni di grosso calibro (superiore a 210 mm.) si gillBse,
sino dai primi tempi delle navi corazzate, fino al calibro ;)O con
lunghezza di 25-30 calibri: in segujto si and< diminuendo il calibro
e aumentando la lunghezza fino a giungere ai 305/50; gli inCollYC-
, nienti del grande logoramento, prima, e poi il desiderio di potenza
sempre maggiore fecero di nuovo aumentare il ealibro a 381'40
e ora fino a, 406 (Navi di linea inglesi e ameriealle). Cannoni da 280
e 2.34 armano incrociatori corazzati.
I cannoni di medio calibro per l'armamento seeondario sono
quasi esclusivamente del calibro 152; in qualche caso si ha ealibro
120 e 190. Cannoni da 203/60 costituiscono l'armamento princ'ipale
di incrociatori leggeri, di nuova costruzione.
Per i cannoni di piccolo calibro si USH,rono quasi
cannoni da 76; oltre a cannoni di calibro anche minore; ma ora
si ha, la tendenza ad impiegare il calibro 102-105, anche per l'azione
controaerei.
La installazione delle artiglierie di grosso calibro e di quelli
di medio calibro di armamento principale fatta in impianti
elettrici od idraulici, sistemati in modo da. permettere l'azione
:;;imultanea in tra, erso di tntti i pezzi della nave sul medesimo
bersaglio; le altre artiglierie sono sistema.te in complessi eon affusto
a piedestallo o a piattaforma di piceolo diametro, convenien-
temente protette da seudi, paraseheg'ge, garitte, e('.(',
La necessit di occupare il minimo spazio e di avere il minimo
peso obbliga alla sistemazione di impianti e complessi binati o
anche tripli; anzi, in molte costruzioni moderne ~ i hanno le eulle
multiple, e i pezzi dello stesso impianto riiiulta.no perfettamente
solidali in ogni loro Spoiitamento e debhono eSi'ere :;;parati simul-
tane:wwnte. Il rinculo, iiempre per diminuire lo spazio oeeorrente,
cortissimo; per per il naviglio leggero pu essere conveniente il
lungo rinculo per non avere freno di resistenza troppo forte ehe
farebbe sbandare la nave nei tiri in tntYerso.
Impianti e complessi di costruzione non l't'l'ellte permettevano
soltanto angoli di elevazione piccoli, poieh il tiro ('l'a contenuto nei
limiti di gittata permessi dalla yisibilit del tH'rsaglio e dalla osser-
vazione del tiro da. bordo (lO-Ll Km.), Oggi(l, ('01 t,oncorso della
osservazione aerea il tiro pu essere reso effica(:e fino ane massime
gittate di cui sono capaei le bocche da fnoeo (2:-1-30 Km.), e quindi
tutte le im;tallazioni permettono angoli di tiro (lilO-i).
L'installazione delle artiglierie principali a bordo delle navi
completata e integrata da una rete di trasmissioni e segnalazioni
dalla camera di tiro e dal posto di com:-1ndo ai pezzi , in modo che
il puntamento pu avvenire o per trasmissione telefonica dei eo-
mandi ai sClTenti dei pezzi, o per spostamento di indicj S11 quadranti
indicatori, o infine per azione diretta sui ('onp:egni dei pezzi delle
trasmissioni eomandate dal posto di comando (pnnteria asservita).
Il munizionamenlo delle artiglierie Il a ndi uonsiste principal-
mente in palle e in granate perforanti. Lo shra.!Juel usato dai ean-
noni di medio e piccolo calibro per l'azione C'ontro il personale o
nelle azioni di sbarco o a terra,. Contro i sommergibili si usano
dei proietti a grande azione esplosiva e con fOl'lIUt ad ogiva mozzata
per evitare de\'iazioni nel pereorso i n :H'q Ha.
OAPITOT .. O XIII
Fabbricazione dei Dlateriali
S\ tratter brevemente solo deUe operazioni e lavorazioni
pi caratteristiche delle bocche da fuoco, dei proietti e delle spolette.
Fabbricazione delle bocche da fuoco d'acciaio.
La fabbricazione delle bocche da fuoco d'acciaio passa per
le seguenti fasi:
l) Fusione e preparazione dei vari elementi: tubo anima o
corpo dell'artiglieria, manicotti, cerchi, ecc.;
2) Oomposizione e cerchiatura, per le artiglierie composte;
autoforzamellto per le artiglierie semplici compresse;
3) IJavoraziolle della bocca da fuoco, ossia riduzione alle
esatte dimensioni interne ed esterne, con varie operazioni, tra cui
la rigatura;
4) Operazioni completive.
Fusione e preparazione degli elementi.
Per gli elementi lunghi, siano essi destinati a costituire il tubo
anima, il corpo d'artiglieria o manicotti di cerchiatura, il proce-
dimento sempre lo stesso
L'acciaio ottenuto, in generale, col forno Martin, per i grossi
getti, o al forno elettrico o al crogiolo per quelli piccoli. Il conver-
titore Bessemer non molto usato perch d prodotti non assolu-
tamente puri.
l) Fusione e preparazione dei t1lbi. - L'af'ciaio colato nelle
lingottiere, e formato in lingotti, che vengono sottoposti succes-
sivamente alla fucinatura, ricottura, foratura, tempera e rinveni-
mento di tempera.
Colata dei lingotti fig. (612-613). - Le lingottiere sono legger-
mente coniche o pirandali, per lo pi a base ottagonale; il peso
del lingotto (> molto superiore (eirea il doppio) di quello dei pezzi
ridotti in i:tato da poter ei:i'iere lavorati, ossia dopo la fucinatura
II lingotto si la,seia raffreddare parzialmente nella lingottiera.,
q 11 i ])(li fii dalla ling:ottiera. e si ra.ffredare eomple-
11 ling:otto i.' eohLto eoUa, parte conispondente alla cu-
latta in basKo, in modo da rinsC'rc compresso dal peso della massa
sopr<tKtant<', p fl('qnista.l'e q \.lindi maggior densit e omogeneit.
In qualehe ('a,:-;o il ling'otto, mentre nella lingottiera,
vie Il l' a ga:-; o (:on pressione idraulica C\Vhitworth),
allo ;;('opo <li ot,tclwn' mug'giol'e omogeneit e di evi t,are le soffla-
tlll'P (' le porm;it. L .. p1'e:-;);ione di -1- ,-) Rg. per mm'.
Del lingotto xi u:-;a la. parte di le ei:ltremit.
superiore (mote)'()zzo) e illferiore (piede) vengono asportate, perch
in (',<se );i raeeolgono le ililpurit. e le soffiature. La materozza ri-
in massinu1 dal 2,-) al 30 % del. peso del lingotto, il piede
il .-)
Il lingotto raffreddato viellc :sottopm;to ad ulla a,(:'('luaht vi-
sita per ricono/-werc eyentuali imperfezioni del getto (paglie, sof-
fiature) ('he\'eng-ol1o asportate ('01 burino se piccole, colla pialla o
(-01 tOl'llio Ke profonde.
Da ogni lingotto si irae mi solo elemento per le artiglierie di
grosso calibro, du!' o tre pe)' quelle di piceolo (:.alibro.
E5empio di grosso lingotto: lingotti era di 50 tonnellate, lingotto di 120 ton-
m-Ila te, materozza 25, piede 5, parte utile 90 tonnellate.
Per poter maneggiaI'<' il liugotto esso viene munito, mentre
,t!lcora allo KtlLtO fIlSO, di un <"Lnello, le eui estremit si annegano
nella sommWt della materozza,; al piede esso presenta una spor-
genza detta picciolo aUa quale :si applica poi, qua,ndo il lingotto
Ol:izzontale pc)' hl fncimLtul'a" una lunga stanga cilindrica.
Tagl'io della rnaterozza. - Il lingotto viene disposto su un
gl'O",;O tornio ordina,l'io; pi rapidamente oggi si usano, per i grossi
lingotti, grandi seghe a disto girevole, contro le quali viene fatto
a,yanzare il lingotto, disposto sn un banco scorrevole lateralmente,
e anche seghe fh;sc ehe avanzano lungo il lingotto ehe viene fatto
l'notare.
Di solito la materozza non viene segata totalmente, e si
lasc:ia in corritpondenza dell'asse del lingotto un nocciolo di piccolo
diametro, chc viene poi rotto, per asportare totalmente la mate-
rozza allo tCOpO di esaminare la sezione di rottura al centro, e
trame indicazioni sulla qualit del getto.
- 396-
Fucinatura del lingotto. - I.la fucinatura serve a dare una forma
conveniente al lingotto e a migliorare la struttura del metallo.
[.le operazioni si fanno oggi alla pressa, anzieh al maglio, pen'h
si ottiene una minore alterazione delle fibre (fig. 614).
La fucinatura comprende l'allnngamento del lingotto fino
alla lunghezza -voluta e lo stampo. Tanto l'una che l'altra delle
operazioni si eseguiscono in pi riprese, riscaldando ogni volta. il
lingotto a temperatura ha 700
0
e 1000 in forni a earbone o a !-t'a,,;
per i pi grossi lingotti, alle volte, non si tlltto il pezzo, ma
soltanto la parte che deve essere sottoposta alla fueinatura.
Le presse idrauliche per la fucinatura dei ling'otti sono n"rti-
eali e di gnmde potenza: Ansaldo ne ha lIna da Li.noo tOlllH'lIate
con (01'se utili anche fino a due metri.
Le presse sono servite da gl'ne a ponte, il cui eCll'rello ('olltiell
anche dispositivi per poter far l'notare i lingotti t\\l t\e (io(
un roechetto (comandato da motori elettrici o idraulici), ('he agi,.;te
su una grossa catena continua, alla quale t\i flospende il lingotto;
questo \'iene munito di una stanga di maneg'gio e di eontrap-
peflo; l'insieme del lingotto e della stanga l"t'f-ita f-iospe:-;o in (-qui-
librio alla catena, e pu subire movimenti di trasiaziolle long:itll-
dinale e lateralc', per mezzo della gru, e di rotazione attorno ;11
proprio per mezzo della eatena, in modo da poter ('ssel'(> por-
tato da,} forno alla pressa e vieeversa, e poter ef-if-i(>rc disposto (.
fMto l'uotare sotto la pressa.
I forni per le ealde sono orizzontali, e in vciwHlza della !lJ't''';';<I.
L'allungamento e lo stampo vengono eseguiti applicando
alla pref-iS stampi piani o eilindriei di eonH.ni(nte diallwtro;
cos il lingotto yienc ad assumere una forma )Jl'ot\t\ima Cl q nella
che deve a.vere definitivamente, e prende il nome
Talvolta i lingotti, prima di eSt\ere sottoposti alhL fucinatura
vengono forati mediante tmpanatura o lmrenatllra, o per
pnnzonatul'a, lungo l'asf-ie, asportando cos la parte centrale dOV
pi facilmente si le soffiature e le inlperfeziolli del
get,to; e la fucinatura si fa, investendo il lingotto sn una J'OhU;-;l<t
a.sta cilindrica, ehe serTe da ineudine, appog'giata alle we ('f-ijre-
mit sporgenti dal lingotto sn sostegni della pressa; (l'testo ln'oce-
dimento serve per tubi di non grande lunghezza.
Durante lo stampo fli forma una erost dura, eostitnita da
ossido di ferro, e ehc viene me(1iante getti d'acqua f;ul
tratto wttoposto alla l'ressa.
- ;)97 -
Ricotturn. -Le successive (alde e la fueinatura tolgono omo-
g'cllcit al meta.ilo, dando luogo iL daunOfle tensioni interne, che
'vengono eorrette colla ricottura, ossia col riscaldamento seguito
da lento ralfreddmnento. Per i pi grossi calibri eonyeniente
f a,l' precedere alla 1'icottnra la foratura o trapanatura, allo scopo
,li ottenere una maggiore efficacia della. ricottura., essendo minorI:'
lo "1W1';801'e del metallo. La temperatura di ricottura di ci)'(:H 1100,
L durata yaria spcondo le diJllpni'lioni; il mffreddal1lent,o lent o l'i
('()Jllpie nel fomo stesso di ricottum, tenendone le porte chimi\:'.
Dopo la rieott1ll'a si preleva,no i saggi (1)anti tempera tagliando
due estremit del massello dei disehi, dai quali si ri('avano le
"barn'ttp C!W Yengono sottoposte ane pr(l"ve meccaniche e all'esame
lllPtallografieo, ehe Rer'vono, oltre che il riconoscere le qualit dp\
l\letaHo, a determinare le modalit di tempera. a cui devI:' essere
in seguito ROttOposto il maRsello.
Lnvorazionf' dtel rIIll88Cllo. - Comprende la tl'<lpanatlll'H, (,hl'
pu precede'l'C la l'('oltul'a, e la tOl'nitul'a.
La tmpanatura o barenatura (fig. 61:) si compie flU 1I.11 hlllgo
napallo orizzont:tle. Il masflello viene fissato per la eula.t.ta a un
detto C()PI)(l'ia c girevole su Uli' aSRe ol'izZonta.1e, nwdiullte
!.!:anaseie SI'Ol'l'cvoli in scanalature radiali e conJa.nda.te da Yiti; la
\'olata, sulla quale :'itato prcventivamente tornito un {'ollare di
registro, appoggiata sn un I:llflcinetto a rulli. L'utensile (:. portato
da una lunga asta che avanza in direzione dell'asse.
Se il foro ha gmnde diametro, la tl'apanatm'a, :-:i esegue aR])Or-
tcUHlo un nocciolo cilindrico; si allarga poi il foro, con allargatoi,
,,;cmpre meno mordenti fino a portare il foro a diametro di un mil-
limetro cirta inferiore al calibro.
I .. a tornitum eonsiRte nel portare il massello alle giuste di-
mensioni esterne, e :-:i fa. in due tempi, prima la difigrossaJul'a,
quindi la tornitura esatta.
'1'emlJCra del t'u!J(). - La tempera del tubo ha lo scopo di con-
ferire al metallo le ('aratteristiche di durezza e di resistenza. nef'es ..
:'l arie, e si fa dopo liL la.vorazioi1c del massello per non avere un llle-
tallo troppo difficile da lavorare in questa operallionc (fig. () Hi) .
I tubi vengono riscaldati in forni a gas verticali, disposti;Jl
\icinanza della fossa o pozzo contenente il bagno di tempera;
il pozzo ha grande (',apacit e profondit in relazione alle dimen-
sioni del tubo: le Otlicinc' Ansaldo hanno un forno vertieale del-
l'altezza di 24 met.ri allllt'Si>O ad un pozzo di 2;') metri di
- -
serviti da una gru a ponte della portata di 60 tonnellate, per bi
tempera dei tubi dei pi grossi eannoni.
Taluno pratica il raffreddamento solo alla parte interna con
con olio eorrente.
La tempera viene eseguita tenendo il pezzo \'erticale, perch
se fosse disposto orizzontalmente potrebhe degli inellrv;t-
menti.
La temperatura della tempera e la qualit del bagno (!'aVi-
dit di raffreddamento) dipendono naturalmente dalla eostitn-
zione chimica dell'acciaio e dagli effetti che si vogliono ottent're.
Alla tempera, viene fatto seguire un conveniente rinvenimento
di tempera.
Oollaudazione. - Si esamina se il tubo diritto (proeedi-
menti meccanici e procedimenti ottici), !'lenza (lifetti interni ed
esterni, e delle prescritte dimensioni; si riconoscono le qualit del
metallo, prelevando saggi dalle estremit del tubo, e Rottopollen-
doli alle prove meeeaniehe di trazione, di nrto e di flessione; in
qualche officina !'li eseg'uiscono anche prove di llreRsione interna,
sottoponendo il tubo a pressione idraulica.
Lavorazione del tubo col lIu:fodo JiJhmhanlt c Schollel' (Dis-
seldorf). - Il metodo consiste nel perforare longitndinalmente,
con spina un blocco di acciaio a sezione quadrata,
scaldato al calore rosso ciliegia chiaro, disposto dentro una ma-
trice cilindrica. La diagonale del quadrato flezione uguale al dia-
metro della matrice, e le dimensioni della spina sono tali dH' il
metallo da essa flpostato riempie i v,lni fra matrice e blocco, il
quale viene cos a prendere esattamente hL forma di quella,
Tja perforazione pu essere t'seguita da una sola parte o da
ambedue. I-Ia spina fatta agire da potenti presse. Per evitare
che il blocco si infletta sotto l'azione della lipina, qualora es"O
fosse semplieemente appoggiato al fondo della matrice, esso viene
poggiato preventivamente con una specie di eollaTe alla estrt'lllitil
superiore, che viene ad appoggiare sull'orlo della matriee; si tra-
sforma cos l'azione di pressione in na azione di trazione.
Oon questo procedimento si ottiene un miglioramento del
metallo, che viene a subire una specie di trafllatura, e ad aumen-
tare la densit, speeialmente negli strati interni. Il metodo molto
pi rapido di quello ordinario, pereh con una grossolana fueilla-
tura e con una sola operazione di trafilatura si d la forma esterna
al tubo e lo si fora, evitando la barenatura.
- ,399 -
Lcwo/,a,zione (le/: cerchi di piccolct altezza. - I cerchi vengono
ieavati in numero di cl o .) da un 8010 lingotto, che viene fucinato
Ireventivamente, e quindi tagliato, con lo steSRQ procedimento
'isto per il taglio della ml1terozza.
Ogni elemento "iene poi forato per pnnzonatura a ca.ldo, o
)er barenatura a freddo. t)i procede poi ltlla foggiatum del cerchio
:on varie modalit: con mrtndrini conici di dimensioni snccessi-
Tamente crescenti, ehe allargano il foro esiRtente, Rotto l'azione
Iella pressa; con maglio c incudine a corno cilindrico obliquo;
~ o n sbarra d'acciaio su cavalletti, o infine ( ~ o n laminatoio a rulli
~ h e il metodo preferibile, perch si ha un miglioramento del
netallo per stiramento delle fibre; per cerchi di gmnde diametro
nterno si usano anche dei settori di disco mobili, spinti in fuori
'adialmente mediante un mandrino conico su eui agisce una
)ressa. I cerehi a orecehione o eon appendice o con zampe di
wida si ottengono con sistemi analoghi per fucinatura.
Dopo h1 fog:giatnra i eerehi si lavorano alle (Iimensoni quasi
lefinitive, si temperano e si nltimano a'! tornio, con proeedimenti
1Daloghi a quelli (lei tn hi.
Cerchiatura.
CERCHIATURA A ELE!\1ElN'l'I. - l vari elementi vengono pre-
ITentivamente misurati internamente ed esternamente mediante
:ltrnmenti esattissimi (misuratori dei diametri esterni e dei dia-
metri interni), e se occorre vengono rettificati, adattando la super-
fieie esterna dell'elemento da cerchiare a quella interm1 dell'ele-
mento da sovrapporsi, perch l'operazione riesce pi esatta.
Il forzamento, ossia la differenza fra il diametro interno del-
l'elemento esterno e il diametro esterno di quello interno, deve
essere dato colla massima esattezza, e la tolleranza assoluta,
ossia non pll essere aecresciuta per l'esistenza di (lltre tollemnze.
I diametri si misurano sulle faecie estrerne e su varie sezioni
intermedie secondo la lunghezza del tubo, e per ogni sezione si
eseguiscono due o quattro misurazioni secono il diametro; hL media
delle misurazioni per ogni sezione quella che ::;erve di base.
Riscaldamento degli elementi. - fatto in forni verticali, per
i tubi lunghi, in forni ordinari per i cerchi; la. temperatura
di circa 300
0
(colorazione azzurra); si misunt la dilatazione subita
eon un'asta della voluta lunghezza; il gioco ehe si deve ottenere
- 400
fra l'elemento da ('errhiare e quello da BOvra vponi varia da quakhe
decimo di mm. a J mm. secondo il calibro.
('olZocal1wnto dei manicotti (' elci cerchi (fip:. 617). - La borca
da fuoco da ('e1'('111are difipofita verticalmente colla culatta o
la volata in alto fiecondo i ca fii ; BOpra il terreno o, se molto
lunga, in un pozzo in vicinanza immediata del forno di
mento dei cerchi; tenuta vertiealmente da un'asta,
al BUlla quale>
Il manicotto o ('('l'chio, per mezzo di una gru, (\ tolto dal forno
e sollevato, verticale sopya la hoeca da fuoeo
e quindi ealato a sito, e fie oeeone forzato ('011 un peso laseiato ca-
dere sulla estremit fiuperiore.
Per evitare un refitringimellto (h,] tubo (,m'chiante esBO nmn-
tenuto caldo mediante fiammelle di gas prodotte da una tnbatnra
elieoidale ehe avyolge il tu bo e ne segue i moyimenti, e in
cui iI gas arriva per mezzo eli un tubo fiessibile.
Appena il tubo a posto, fii raffredda internamente il tuI)o
anima ed csterllamelltf' il manieotto ('on d'aequa, a
cominciare <lal basw H'l'SO l'alto, aflineh il lllanicotto non Ri s(,o:'lti
dalla sua di appog'):!io.
N on si proeede alla applieazione di un tnbo o cerchio il pre-
cedente non l' perft'ttanwnte freddo :'lenza traceia di dilatazione
lon/tudinale.
Cerchiatura (( 1/118tl'O ';'(/criaio, - Il nastro d'acc-iaio di
zione rettangolare, di dimensioni yariabili ('01 calibro fino a mil-
limetri 1,G x ti.
spessore di cerchiatura a nastro pu ottenuto tutto
con un solo mLNtro ininterrotto, oppure anche con naNtri in pi
pezzi; si impiega anche, per ogni strato, Ull llast l'O indipendente
dagli a,ltri.
Per procedere alla eerehiatnra, il tubo orizzontal-
mente su u Ila maf'f'hina rotativa e il nastro l' HTYOltO a spire sOJ)Ta
eilindri di l'aggio uguale e di lunghezza alq nanto maggiore del
tubo da cerchiare, oppure su grosse bobine scorrevoli sn Uli asse
parallelo dell'anima, e del filo nastro "ielle col-
legata poi alla bocca da fuoco, alla quale viene impl'c:'lso 1111 lllovi-
mento di rotazione attorno al proprio asse. La, temione voluta
viene data al llu,;tl'O ('on varie modalit o appendendo
pesi adeguati al tratto di 1110 U:so fra il tnho e la bohina oppure
- 401-
facendo passare il nastro fra. le ganascie di una srede di mOIsa,
che serra il nastro con pressione regolabile meiante !eye e
pe;:i.
Il na:;tro filsato alla bocca, da fuoco con Tarie modalit, delle
quali la pi semplice consiste nell'introdurre Festremitt del filo
in un pie eolo intaglio della bocea da fnoco e tellendoyelo fissato
con un cuneo (Vickers).
Le eventuali rotture del filo si riparano mediante saldatura
autogena o mediante chiodatura delle parti rotte tagliate a becco
di flauto e sonapposte.
Autocc/'chiatura. - J,'impianto per l'autocerchi1tnra, consiste
in una serie di pompe, mediante le quali si pu generare una pres-
sione idraulica elevatissima (fino a J 0.000 Kg.); la boeea da fuoco
da, autoeerchial'e disposta orizzontale su com' enienti sostegni e
investita su una :;barra cilindrica di diametro qnalehe centimetro
inferiore al diametro del tubo; la sbarra unita, a.lle estremit
sporgenti fuori del tuho, a dne grosse piastre quadrate, che sono
collegate fra di loro da robu:;ti tiranti a vite, mediante i quali es:;e
possono essere serrate eontro il vivo di cuhtta e di yolata; scopo
della sbarra. interna (juello di diminuire il H>lunw di acqua da.
immettersi nell'anima della bocca da fnoco. Ad una delle estre-
mW! della sbarra si immettono le condutture proY<mienti dalle
pompe, e l'a,(fJ IUL giunge nel vano tra sbarra e cannone attraverso
piecoli eondotti praticati nella sbarra, e vi trattenuta da gllerni-
ture applicate alla estremit della
l,a hocea da fuoco, per l'autoforzamcnto, ha, il diametro interno
alquanto infpriore al ealibro finale, sia pereh es/'iO dcn" C/'isere dila-
tato, sin peI'th il metallo non tutto perft'ttamente omogeneo
e t:otto la pressione interna :;i producono delle ddOl'llIa7,ioni non
perfettamente uniformi per tutta la superficie interna e ('Oll tale
sovm-metallo si mezzo, con una suceessiva lavorazione, di
portare la superfi cie interna al calibro esatto. Anche le dimen-
sioni esterne sono alquanto maggiori delle definitin', ossia il pezzo
soltanto sbozzato.
Vantoforzamcnto si fa eontempomnea.meute per tlltt:1 la
lunghezz;1 del t ubo, l':e questo di pieeole dimemioni, o succes-
sivamente per zone se il t.ubo lungo, o deve e::isere aSi'oggettato
a prest:ioni iverse lungo la sua lunghezza in ba,se aDo spessore re-
lativo del t.ubo; ill q llesto caso le guerniture , 'engono spostate volta
per volta, in eorrispondenza delle zone da antocel'ehiare.
VoI. n. - ,/nni du fuoco TJ01'/al-il'i. ccc, 26
- 402 --
In ogni zona la pressione definitiva raggiunta in pi ripl'h"e,
con pressioni gradatamente crescenti, e searieando ad ogni volta
l'a equa per ottenere un graduale a:-;sestamento delle fibre del
metallo.
La pressione massima ealeolata in morto <la ottenere nlla
determinata deformazione all'esterno, et eui, secondo i calcoli,
corrisponde la determinata deformazione interna che si YllOle
ottenere: la deformazione e:-;terna misurata costantemente da
un misuratore idraulico, con moltiplicatore disposto al centro
tubo, e da una serie di segnalatori elettrici disposti in telai lungo
il tubo stesso, e sistemati in modo che quando la deformazipne
ha raggiunto il valore prefisso, si chiudono dei contatti, e fa 11 no
agire delle segnalazioni a lampadina o ('amjJa.nelli.
Lavorazione delle artiglierie.
Li8ciat'tU'lt c cameratura. - Con coltello liseiatoio (pi('(:()lo
mordente) si porta il diametro dell'anima al calibro. La Camel'il-
tura si eseguisce con coltelli varia,mente :mgomati, fissati sopra
un cilindro di bronzo la cui parte anteriore, addentrandosi nel-
l'anima, guida del movimento.
Alloggiamento per il vitone. - Nelle artiglierie con sistema (l'ot-
turazione a cuneo si traceia e :-;i disgrossa l'apertura
di eulatta, eseguendo un foro col trapano vert!icale e allarg'andolo
poscia alla pialla.
Nelle artiglierie eon vitone cilindrico l'alloggiamento l'iua-
vato con adatto tornio a filettare. L'avvitamento viene poi aspOl'-
alla pialla, per i segmenti ehe debbono rimwire lisci.
operazione talvolta si eseguisce dopo la rigatura.
N elle artiglierie con sistema di otturazione a vite tronco-conica,
1'avvitamento per essa eseguito, mentre la bocca da fuoco. ruota
con utensile triangolare isoscele, portato da un supporto che muove
secondo la generatrice del cono, con velocit uniforme (passo co-
stante); colla stessa macchimt si fa pure la C1mera del bossolo
metallico e, se c', l'incavo circolare dell'estrattore. Alla pialla
si asportano, come di consueto, i filetti nei segmenti li:-;ei dell'al-
loggiamento dell'otturatore.
RigMIlI'a. - Ila rigatura eseguita con appo:site nmechine,
dette maeehine a rigare (fig. 618) sulle quali la, hoeea da fuoeo
disposta orizzontalmente e girevole su lunette, e eolla culatta assi-
- 40;; --
enl'ata ad nua ('oppaia; i coltelli destinati ad l'anima
portati da ll11a t!'flfa, Il n:garr fiRsata alh,L e;;tremiti! di n na ]ulIga
;'\,Rta, perfettamente l'cntrata l'olla da fuoco e portata, da un
l'arrello seorrc\'()!p lnngo il basamento della nmr('hina, in modo
ehe la tCRta intro(lursi nell'anima dalla \' olata c ,,('Ol'1'ere poi
fino alla enlatta della bocca da fuo(:o.
nel movinwnto di avanzata, subisce '111(,1Ie un movi-
mento di rota.zione sul earrello e cos i coltelli ineiitollo ,.; nlle pareti
dell'anima delle linee elicoidali.
Il C'anello porta-asta fatto 8eorre1'e lungo il ha,fiamento
della maeehina per mezzo di una "ite fiU ('ni (' ill\"efitita una
chiocciola del carrello stesso.
L'asta. sostenuta ad una estremit dal c an'ell o , e \' icino a.l1a
volata da un altro cllReinetto; il movimento rli rotazione dell'asta
rispetto al ea,nello ottenuto in due modi:
n) Regolo s/liluppo (fig. 61!l). - Una guida lloppia, o Tegolo
sciluppo, che rappresentai il tracciato, o sviluppo su un piano
della rigatura, fissHlta rigidamente lungo il basanlPnto della
macchina RerY da guida ad un cursore con dentiera. mobile col
ea.nello scorrevole lateralmente rispetto al carrello stesso; colla
denti('ra. ing:rana un rocchetto portato dalla estremit dell'asta il.
rigare; in qllPiito modo, mettendo in movimento il earrello, i col--
telli ,;;eguollo Illla. linea elicoidale. Il regolo sviluppo la copia
esatta dello iiyilnppo di una delle righe se il diametro del roc-
chetto uguale al calibro della bocca da fuoco; in caso diveri'!o le
ordinate del regolo SYihlppo rispetto all'asse delle ascisse rappre-
sentate dalla proiezione del l'asse dell'asta, dovranno essere mol-
t iplicate 'per il rapporto fra il diametro del rorchetto e il calibro.
Questo Ristema impiegato generalmente per la rigatura di
materiali sperimentali, e per la. costruzione delle aRte a rigare, di
cui al capover8o lieguente; anehe per le piccole artiglierie in genere
si impiega questo sistema;
b) rigata (fig. 618). - ricavata una scana-
bt1ll'a, elicoidale di passo uguale a quello della rigatura, e nella
scwalatura impegnata una ehiavetta fissa al sostegno guida
vicino Hlla volata della bocca da fuoco in modo che facendo scor-
rere il (':tl'rello i coltelli deserivono la elica della rigatura. Questo
il sistema pi usato per h1 lavorazione eorrente.
La, testa (I, l'i!lare Uht'. 620) eostituita da un eilindro cavo, con
un gambo Ill edia,llte il quale ossa fiRRata rigidamente aUa estre-
- 404-
mit dell'asta; nel cilindro sono pratieate due finestre, dalle quali
sporgono i eoltelli, assicurati a due portaeoltelli elle hanno la loro
base a coda di rondine impegnata in foleallalature longitudinali
di un ('ono situato nell'interno del nilindl'o; facendo fworrere il
cono ;tvanti o indi etro i coltelli possono e,,;;('n' fatti rientrare o
sporgere in eonveniente misul'a.
Il rono ha una chiocciola assiale in (:ni infilato il tratto a vite
di uno stelo sporgente anteriormente dal eoperehio clla testa, e
dalh1 parte opposta nel cavo del g'ambo del cilindro;
una molla, agente tra il fondo del gambo e un colla,re dello stelo,
obbliga il ('ono a stare nena posizione pi avanzata e quindi i
eoltelli a, sporp:ere nella misum ma,ssima eon;;entita. dalla posizione
del cono lungo il (ilindro.
I eolteUi la,yomno solo nell'andata" ossia inei(lo110 il HlPtallo solo
quando il 1ll0\' imento ha luogo d<111a yolata della hocea da fuoco
verso b. (l1lat.ta; gillnto al1:1nlle della (ol';:;a l' m, t,relllit anteriore
dello foltelO, la ('lIi lung:hezza ('oTlYellientelllente regolata, urta
contro 1<1 ('oppa.ia, di deJhL boeea da fuol"o e rientra nel
cili ndro ('ompl'inwnclo la molla, e tras<:inalldo con fol t:' il cono, il
qnale fa rientrare i l)()Jt,l eoltelli, qllindi nel movimellto di ritorno,
f'll e si esegni i;ee (:on yelotit superiore (;he ll ell'anda,ta, i coltelli
non toceuno l'anima perc-h lo trattenuto in pmnzwne
rientrata da Ull a lllolla di spORto alla estrcul.it anteriore
del tilindro ('a ' "o.
Facendo girare lo stelo, ('i l'hl' fii pu ottenere ('on una ehi ave
ag'ente sulla estn'.Illit (Ielio stesso, Ri ::; po;:; ta il cono lung-o
lo stelo, p quindi :-;i fanllo sporg('l'(> pi o meno i jolt<>lli.
r pOlta coltelli Imlllio 11no o due coltelli (due per i
gI'OSf.: ealibri), eo;.;ic(hi .. ad og'ui andata si inta('('uno dlle (o quatt.ro)
rigll('; giunti al fi.ne (lelln i coltplli rielltrano e il carrello
vie n fatto r('tl'oeecIprc; si fa l'llotarp la ])(){"(' a. da flloco (oppme
l'aRta) di Iln angolo ('OlTipOlldelltt> al numero delI(' righe (:::l60ojn),
e si iniziano altre due (o rig:llP ; ('os di seguito fineh
tu tte le righe SOIlO state iniziat'e; COlli ]li.uta cOf.: i la prima j!08sal a,
si fL'wno sporg'ere i coltelli, allo st\'lo, di Illl altro decilllil-
lillwtro, e :-i i fa IllH1 i'ieeolHla passata; (' ('osi di segnito lilH"h le righe
hanno la voluta.
Per far r llotare la ])0(;('<1 (la flloco di Ull a ngolo ("ollyeniellte,
la periferia della ('Opp<liH ha l'itwat i dei fori ill 1l1111Wl'O uguale a
quello delle ri g he, t' la ('ovpai ,1 \' il')1(: ad oglli , "olta fi ssata in posi-
40f:) -
zione conveniente (Wl' mezzo di un ('hiavistello portato da un
sost.egno fisso alla ll1;\(('hina, e che si introduce sneeessivamente
nei fori della e(ll'pa.ia.
Quando "i l'asta, seanalata, per le grosse artiglierie, si fa
l'notare l'ast.a ste:,;"a: fii,;"alH1ola in posizione conveniente con siste-
mazione ,l qu(Ila. lWl' la, botta da, fnoeo, applicata al so-
stegno f]Si;O.
Operazioni completive.
Adattamento del <:ong'('g'110 di ehinsura; nlr.imazione della
volata e del \ ' j,"O di t'lIlatta.; applicazione dei tnJloni dell'alzo e
di mira; delle mire, delle piastre per le dentierf' di pllnt,eria, delle
casse per le menflole; dei bottoni di maneggio degli orecchioni,
dei g:anei ed anelli, esecnzione del piano per il IJ nailmnte,
dei y,tri fori, incisione delle preseritte in,,('rizioni. Tntti questi
layo1'i si ('seg:llis('ono ('on trapani, torni, frel'e, eec.
Ve/'niciatl/n/. - Si l'seguiste alla snperfi('ie P": H'l'l la, dei (' a.nnoni
e alla Ioi uperfil'ie eloitel'll<L Ili alcune pal'ti: pel' pl'e.-,t'rva,rle dalla
o:-;sidazione.
TuhatuJ'{t e ritllblttnm sislrmw Pittoni per le arti;.!:li erie l'on tubo
anima di Vit("olo spessore.
prepara in ant('('edenza, un tubo <lllilllH
ident.ico a quello da. cambial'e, g:i,\ rig,ato l' C'ompl(j () i n ogni sua
parte. Vartig'lieria da ritnbare disposta tolla ('l1lana in hasso
pprfettanwnte eputrata e yert.ieale entro un pozzo cii ('Oln' pniente
profondit.; entl'o l'art,ig'lieria si fa pafl:'iare mediant e tlltmlature
e pompe dal ba:-;so a,u' alt:o, UIHL corrente (li paraffina ehe mantiene
la temperatura a 320
0
ti1'<:<1 . intl'o(lott.a dall ' alto
un' asta d'acciaio con alette ehe hl, perfettanwllte ( ent.rata,
munita di nna testa IleI peso di ('i1'ca Kg'. c ('011 una. cavit ci-
lindrica inferiormente, in eui impegnata nlla eontl'oast.a, filoisata.
a un tappo a \'ite che chiude inferiormente la cnla.tta. L'a.:-;ta
t.enuta Ioiospesa, per mezzo di un ganeio a (,]'()(' ('o. :-itaJdata l'arti-
glieria, si raffred(h1 rapidament.e il tubo interllo, the ;;i
dal resto della cCl'l'hiat.nra; allora si lascia ru(lpre <:hc per
mezzo della eontJ'ouloita e del tappo, el:ipelle il tubo anima,.
Per }1pplicare nn llUOVO tnbo di:<p08tH colla, eu-
lattai in alto e perfettament e centrata; "ealdata in modo ana.logo
entro il pozzo ('on r:OlTente di paraffina. Il nnovo tnho investito
- 40{-i-
sopra un'asta analoga a quella yedua, lJelJettamente tentrata
mediante le alette di bronzo, e munita rli tappo, ma non
a vite, ('OH cont.roasta.
'Il tubo, mediante gl'ue, infilato entro l'artiglieria riscaldaHt,
e bsciato seendere naturalmente; per assestarlo poi si lasc'ia t'a-
dere l'asta C)W battendo col suo peso contro l'orlo superiore del tuho,
lo forza a po;;;to. Poi si raffredda in elilatta subito, per dare appoggio
stabile al tuho nei rispettivi gradini praticati pel' il collegamento
coi manicotti; qnindi il ra-ffreddamento procede mano ma,no "('l'i'O
la volata in modo ehe l'artig'lieria, ftceortiandosi, Yeuga ad appog-
giare sueeessi"amente i suoi gTadilli eontro i gradini del tubo:
evita cos il peritolo ehe il tnbo possa sporgere dalla culatta.
T1/batl//'a f Titl/bah/m a t/'Nido. - La tnhatura e la ritllhatura
delle artiglierie f;i eseguisee oggi ane]w a fredo, ('011 metodo
analogo a quello dell'autoforzamento; il tubo fodera layorato
esternamente a diametro leggermente inferiorp in lllodo da poter
essere introdotto li freddo nella hoeca da fuoto; poi Yene forzato
contro le pareti di (pwf;ta Illeiante pref;sione idnwliul.
Fabbricazione delle parti di chiusura.
I vitoni si rieayano per tornitura, piallatuJ'a, fresatura da
m assell di acciaio fuw, e fucinato.
I cunei si ricavano mediante stanlpaggio (. i;u('(:esiiYH layora-
zione con pialle, frese, lllortasatriei, pnre da Ilw;;;;;;elli di 1l('('aio
fuso e fucinato.
Laromzione degli anelli pla8tici. - n panello fii ottiene con
tre parti di amianto, puro e macinato, impastato a ealdo con una
parte di sego scelto; il tutto compresso al torchio idraulico, entro
stampi il 100 (sot,to pressione fino a raffreddamento) e ricoperto
a 'Cucitura con tela di olona opportunamente ritagliata.
eoppe sono di stagno puro colato a stampo o di rame,
rivestite coi cerchietti e terminate al tornio con gl'a nde a('('ul'a-
tezza (incavi interni di presa sul paneUo).
I cel'ehietti si ricavano da verghe di ottone o i acciaio tra-
filato, scene di ogni difetto, tagliate in isbieeo, piegate a circonfe-
renza (saldatura provvisoria di stagno) e finite al tornio.
L'anello plastieo si forma infine eompl'imento allo strettoio,
entro stampi ct 100, il panello tra le eoppe ('omplete, las('iando-
velo fino ;:t ralredamento (da C'in'a !) ore, per gli anelli del e<111nOll-
- 407 -
('ino da 7;-;' a ]2 per quelli da 210) e rjnchiudendolo quindi tosto
Il elI a sua custodia a pressione. Per evitare eccedenze o deficenze
di altezza nell'anello, occorre mantenere, durante l'operazione,
];l telllperat1ll'a ambiente a 1;")0 dI'ca.
LOiOomzione dei b08801i metallici. - J.}[ etodo Lorenz. - I bossoli
( ' 01'1 i per artiglieri C' di piccolo calibro sono ricavati da bandelle di
4)tfo11(' di ott.ima qualit, ricotto, dello spessore eonveniente, da
("Ili si t.agliano i dhwhi, e allo strettoio idraulico 200 atmo-
i<fel"t') si eseguisC"ono alternatiyamente: tre compressioni a stampo,
pe']' porta.re il Inefallo del fondello verso l'orlo, cinque trafila.ture
('fin jJ Il n Z01'/e (' tl/((triCf' per formare il bossolo, e parecchie altre
operHzioni di pal'eggianlf'nto e finimento (in totale 25); ogni ("0111-
lH't",.;ione e trafilatlln1 l' f;C'g:nihL da rieotture in forno a muffola, c
e (la raffreddamento in acqua aeidulata eon a,cido solforico.
JJetodo Polt('. - }/(,cchina,rio poco voluminoso ed assai per-
feziona,lo. Col precedente metodo si stira il metallo nel senso
longitudina.le, sn tutta la tireonferenza; quindi si ha necessit dI
C'onsiderevole forza mcccani('a (cl'escen te col calibro); inoltre le
fibre :si dispongono "eC'ondo le generatriei, Ilentre sarebbe assai
pi ('ollyeniente ('he fii sviluppassero in senso trasversale.
('01 metodo Polte i prineipaJi organi di lavoro sono sfere di
{lu'iaio, ('he Vl't.>ndono contatto eon snceessivi punti" del metallo,
rotolando, si s"'illlppuno le fibre ad eliea, oppure a spira,le piana.
Per i hossoli da 7;\ a.d esempio, si parte da disehi di ottone delle
\"olnte dimensioni, in ('lli, a Rtampo, si inizia l'ingrossamento del
fontlf'1I0 per l'innes("o c di <:ui si assotiglia la, periferia con lal1lina-
toio a capocehia; ('inqll e passate nelle macchine forma-coppe a
sfere d'acciaio riducono i (Ii sehi in bossolo; se ne pareggia la bocca,
;;i rende uniforme lo Hpe:ssore del metallo, con leggera azione di
lllatl'ite, si forma, l'orlo del fondello eon altra ingegnosa macchina
'" nna sola sfera d'aceiaio; si nltima, il bossolo con le consuete ope-
razioni di finimento - ricotture a t empo debito.
metodo offre il yantaggio di dare al fondello
del hossolo notevole durezza ili tutta la sua est.ensione.
Collaudazione delle artiglierie.
Le art.iglierie sono scrupolosamente verificate in lavorazione,
I:ontrollate e collaudate, prima della loro ammissione in servizio.
:x l'Ile offieine di costruzione govel'l1atiye, la eollaudazione
- 408-
comprende due distinte serie di operazioni: prima serie: verifica-
zione nei vari stadi della lavorazione, per accertare la buona con-
dotta del lavoro; seconda serie: verificazioni di controllo e funzio-
namento, sui materiali ultimati, e talvolta prove di sparo (collauda-
zione definitiva).
Per le verificazioni si hanno a disposizione: trombe aspiranti
e prementi, per la prova dell'acqua; una o due serie complete di
materiali-tipo e di strumenti verificatori coi relativi riscontri;
altra seri completa di campione o controllo delle prime. Le sezioni
lavoratriei inoltre fanno uso, in lavorazione, di attrezzi e
menti speciali.
Collaudazione delle bocche da fuoco durante il lavoro.
Oomprendc:
a,) Esame dei vizi e difetti di fusione (puli<:he, eaverne,
porosit e punture, venti, sfaldature;
b) Verifieazionc delle dimensioni pi importa,nti mentrE'
la bocca da fnoco si trova sulle macchine (sorveglianza continua
sui tracciamenti, sulle operazioni di centramcnto,
tornitnra, ecc., i::lnlla durata del metallo, ec.);
c) Verifieazione della cerchiatura. Le qualit del metallo
dei cerchi e manicotti si riconoscono alla macchina a provar me-
talli; gli altri accertamenti si fanno cogli strumenti appositi,
(l'asse comune degli orecchioni incontri normalmente l'asse del
cerchio; simmetria del cerchio, simmetria del cerehio rispetto
all'asse; parallelismo delle faccc; diametri; grossezze, ecc.;
d) Verificazione di tutte le parti della boeca da fuoco e
del suo congegno di chiusura, cogli strumenti appositi (vizi di getto
e di lavoro, forme e dimensioni esterne, esame della parte d'anima
destinata all'applicazione del congegno di ehiusura (mneo, eon
anello otturatore, <:on anello plastico e aecessori).
Collaudazione definitiva - Consiste nell'esame dei vizi e
difetti, nella verificazione delle prineipali forme e dimensioni
specialmente per quanto riguarda l'anima e lc parti relative al
puntamento, e nella prova del congegno di chiusura. Comprende:
l) Operazioni preliminari (accurata pulitura interna ed
esterna; rivista preliminare).
- 409-
2) Rieerca dei YIZI difetti, sia, di getto che di lavora-
zione (impronta delle eamcre e dei vizi e difetti riscontrati mediante
improntatoi a guttaperea-cera; difetti, cio colpi di trapano o di
tornio, onde, righe);
3) Verificazione dclla traeeia dei pia,ni orizzontale e verti-
cale contenenti (l<'lla, bocca, da fuoeo; un banco di ghisa
per tracciare c eollaudare, oppure :m cavalletti per le grosse arti-
i!lierie; con talponi, compassi a verga, graffietti, regoli per livellare,
livelli a crociera, liquadre doppie, cee.
,lO) Verifieazione dell':u1ma, con lllisuratori della h111-
i!hezza, lnisuratori della camera, verificatori del-
l'a,nima" del passo delle righe, stelle mobili, eec. (rieonoseimento
dei diametri, curvatura (eon eilindro luugo ;; ealibri), e lunghezza
dell'anima, della forma, p paliiio delle righe; delle
eamere e loro ra("(,ol'damenti, cee.
;)0) Verifica.zione del funzionamento (lel congegno di chiusura,
mediante slazp, calibratoi , misuratori, vel'ifieatori, parti-
tipo, otturatori-tipo, nwnsole-tipo, proietti-tipo: ('te. (:Lceertare
il cambiamento degli anelli otturatori e plastif-i) il funzionamento
del percnSIlOl'e con bossoli innetlcati, eee.);
nO) Verifi(azione (Ielle aecpssorie, (on v erifi catori ,
staffe-tipo, eec. (posizione dei perni delle denti(re di mira) delle
piastre d'attacco, dei fori per le staffe a denti, dplle incisioni varie;
preponderante, t ubi di ('(Lrieamento, tappi di \"olata, e di eulatta;
7) V cl'ifieazioni relative alla pel"lllUtabilit (hHe parti amo-
vibili. deve sempre procurare di ottenere questa permutabilit
Iwlle boeehe da fuoeo d'llmL stessa lipceie.
8) Prova aUo sparo (se ne approfitta, g(nera.lmente per
collaudare anche affusti), onde il perfetto funzionamento
anche sotto l'a,zione dei ga,s della (Due colpi eon ciascun
anello plastico; carica di fazione, proietto pi pesa,me, o economico
di peso e forzamento uguali a questo - col sistpma di (.hi11sura, a
bossolo, dne colpi e poi altri due per Il' parti 11i rieal1lbio; ma,j
sfuggite di gas; a.1 cali o , cer('an1e le
!)O) Opcrazioni dopo lo sparo (abbl'unl1tura, nuova. visita
per misurare i dimnetri dell'cm ima e l'i nH'rno) .
Deliberazione liull'aeeettazione (non si attettallo lt' artiglierie
ehe hanno difetti oltn' lp tolleranze, o 1In ('olllplefis o di piecoli vizi
- 410-
di getto o di la.vorazione) . Le rifilltate rOlllpono; le a,C:ettate si
bollano col man'hio di tOllauc1azione, f;i lWf;lHlO e immatricolano.
Foglio U/(dricollm' delle boeche da fuoeo (tre topie); Yi l'ODO
inseritte le mif;Ul'(-', i guasti, le riparazioni, i colpi spamti , i movi-
menti amll1illi:,;tl'H tiYi, CCt.
Visita delle artiglierie in servizio. -- c::;(glliscc qna ndo
dnno luogo a rluhitare che, per lungo 1180 o guasti, non possano
pi presta,rc hllOll :;;cryizio, e, norma.lnwnte ogni q llalyolta f;iano
state adopera tf' in tiri a proietto (dopo la di tiro, le eser-
citazioni, C'("(,. l. ('olllmissine nominata prf'f;f;O i RC'ggimcnti. e le
Direzioni.
CENNO DI VISiTA. - E';,Hlle dell'anima
(ingrandimenti di talibro; Rgl'anamenti, crepature, corrosioni, c[t-
yerne, martellamenti, ,;("alfiUm'C', solehi, bayc, strombatl1ra, :;;hoc-
catura).
Esame dell',,;;terno (crepature, rigonfiallwnti, piegamento del-
l'asse degli e loro consumo), Esmnp delle parti relat\'e
al puntamento. Esame del congegno ili d1ill ::; ura rot-
ture, ammaccature, laYt\, corrosioni).
I risultati sono riepilogati in un p1'oeesso "erhaIe che ae('om-
pagna gli appositi specehi e note. La eOl1unissione giudica quali
bocche da fuoeo debbano essere riformate o riparate (talmw ripa-
razioni possono anche essC're f'ffC'Hua.te sul sito, dal ('a,po operaio
o dall'operaio dell'offidua).
Breve yisita yiene anche pasiiata prima delle scuole di tim,
o di altro periodo qualsiasi di tiro a proietto (stato delle p,uti
i nterne, funzionamento dei congegni di ehili'illra).
Materiali-tipo e strumenti verificatori. - .LlIate/'iali-tipo. - Se
sono dotati gli stahilimenti costruttori; sono il modello esatto
dei materiali da costruire, oppure, per oggetti di grossa mole,
parti essenziali di e::;si; bollo speciale.
Strurneni'i ve1"//icatori. - Pe1' la laTot'azione C01'J'ente (in massima
costruiti dalle offidne di produzione). PI'I' la coll ((1u7azon l' definitira
( regolamentari ).
Si suddividono in due categorie: di gnlppo e di dettaglio, se ..
e ondoch misurano contemporaneamente pi dimensioni per ac-
e ertare l'attitudine dell'oggetto aU'impiego, oppure dimensioni
parziali per accertare le tolleranze. Nella eolhJ..Udazione definit.iva
411
adoperano quelli di gruppo per tutti i materiali da verificare,
altri, :;;010 per un dato per eento dei medesimi. Sono "trumenti
di l "telle mobili, le culatte-tipo, i maschi yerificatori di
,l,,\itamenti, ecc'.; WllO strumenti di dettaglio quelli che servono
<l ('ollaudare singole pm'ti: :sagome, tente, ca.Iibratoi sempliei,
l'ppure passft. (' non pa""a, miSllratori semplici, verificatori di
ee( .
tollel'allze di fa.hbrit(:\.zione si stabili"cono in relazione eon
un esatto fmlzionamento e una eonvcnicnte lavora.zione; talune
(l't'l'es. Il uelle dd pew, della den:sit, ece.) non si possono :sta-
hilire <:Iw dopo 1Ina. :'>ul'fkiente layorazione eorrentc.
t.olleranze (appl'onl.te cla.ll'Ispettomto delle co"truzioni)
,i flefiniscono gli stn/1neni'i /'l'golauwntar'i, nel minor numcro pos-
Il laboratorio di precisione ne forniste due serie (bollo del
Iii horatol'io e parola til)()) a.gli ;,;tabilimenti costruttori. Logora la
d'uso, si rjyupiazza. ('on quella di campione e questa viene
'!oiititllita da altra. 11110\' a.
Brcte descrizione di '11/ alche attrezzo d'i collandaz'iollc e (Ii qualche
'l'e'}i/icaiol'l'. - (latto a trc punte. - Serve per cel'l'are
(' H'd'me, c:orrosioni, pnlil'he, nell 'interno della bocca da fuoco,
illu minata mediante C'crino, o lampadina elettrica.
I mpl'onlatoio. - Doc' ('ia, ehe :si pu allontanare da un appog-
mediant e sistelll a snodato a due viti con passo C'ontrario
(gl'ossi calibri); oppUl'e leggenL doec'ia, che si fa aderire colla bocca
da fuoco a forza di bracda (piccoli o med calibri). Serve per pren-
,hm: impronte Ili ('annone, ntccordamenti, vizi, l'igature, ecc.
8q'lIadra C01'8olt (I noro. - D'acciaio; braccio fi sso e braccio
moGiIe con nonio. :-ierve per misurare lo scostamento d('gli zoccoli
,lE-gli orecehioni, i diamet.ri esterni delle artiglierie, ece. (Si livella
"I m lh-ello a bolla d'aria).
Ol'ctlfietto (f, 'Honio, - Regolo d'acciaio con base, e cursore a
doppia punta e 11onio. SelTe per misurare quote sul banco d
:;;hisa, per segna.re rette ad esso parallele, el;c.
Btella mobile. - Asta cava di ottone con testa di bronzo,
(,htlla quale sporgono quattro punte d'aeciaio, a croce, due fisse
e due mobili di dentro in fuori, azionate da un cono d'acciaio
temperato, avvitato su una verga cava girevole dentro l'asta.
Graduazione presso l'impugnatura della Yerga, che segna lo spo-
stanwnto in fuori delle dette punte. Graduazione lungo l'asta,
- 412-
che indica la distanza daU'origine a cui vien fatta la misurazione
trasversale eolle punt.e mobili. Serve per misurare i diametri del-
l'anima e delle camere. Vene sono di varie dimensioni secondo
i calibri.
Gl'i strument' ]JeT la lavomzione corrente possono anche essere
allestiti dall'indust.ria privat.a,.
Fabbricazione di proietti.
Proietti di ghisa.
I proietti di ghisa si fabbricano per fusione in forme di terra
magra, ottenut.e pigiando la terra ent.ro staffe in cui stato disposto
preventivamente il modello; per la cavit si costruisce preventi-
vamente un'anima, costituita da un fuso avvolto con canapa o
eon cordami, rivestito di terra pigiata, a cui si d la forma esterna
pigiandola entro forme di ghisa.
L'anima applicata. perfettament.e centrata alla forma del
proietto.
Il getto si compie colla ogiva in basso a sifone; con o senza
materozza, secondo il ealibro.
La, lavorazione consiste, nel togliere il fuso d'anima, ripulin-
dalla terra dentro e fuori, sbayare allo scalpello o alla lima, tagliare
la mat.erozza, ultimare al tornio, ecc.
l,e solcatnre per le corone risultano di fondita.
Le operazioni di finirnent.o consistono in: spianamento ed
avvitamento del bocchino, tornitura esterna, se occorre; impianto
e tornitura delle corone.
Colla./ulnzione. - Oltre le eonsuete verificazioni e misurazioni,
si fa la prov(t Ct prlsio'nr d'a,equa nell'interno mediante pompa
premente: ,,;i al'riya alla pressione st.abilita e si d subit.o esito
,111'acqua, :'>ulvo che per proietti perforanti in cui l'acqua deye
permanere 30" senza tra,,;udare; si fa, in genere, una sola prova,
dopo messe le corone; a pretisione d ~ L 20 atm. a 100, tieeondo i
calibri.
N ella visita (martellatura, punzonat.ura, nei siti ov' ghisa
spugnosa" ecc.) si tollereranno caverne di determinate dimensioni
e ubicazionc.
Prima della spalmatura con vernice o ( ~ o n catrame si otturano
con ma,stice ]e caycrne tollerate per m'itare l'ossidazione.
- -
Con akuni proietti di ogni lotto e8eguiseansi prore di tiro e
ili debbono riscontrare queste condizioni:
granate perforanti di ghisa indurita, scariche, devono pas-
sare con tutti i pezzi al di l d'una corazza di ferro dello spessore
di l calibro.
Proletti d'acciaio.
La fabbricazione dei proietti d'acciaio pu essere fatta o a
freddo per tornitura di un massello o di una sbarra, oppure a
caldo per fucinatura. Il primo sistema offre il vantaggio di poter
utilizzare macchine ordinarie, e di ottenere prodotti perfettamente
rispondenti al disegno, mentre il secondo richiede impianti speciali
di presse e d prodotti talvolta di dimensioni difettose, ma ha il
grande vantaggio di migliorare le qualit del metallo mediante la
trafil;1tum, e di realizzare, oltre una noteyoh' economia del mate-
riale, una note'vole economia di tempo. A qneM'ultimo proposito
si pu citare il seguente dato: tempo impiegato IWl' la fahbrica-
zione di una granata da 75 (francCi;e): a freddo con ogint ayvitata
ore 4,10; a freddo monobloc('o ore 3,30; a caldo per fucinatura
ore 2,15.
N OH tratteremo la lavorazione a freddo, che i'li cOlnpie con
torni ordinari e non presenta. caratteristkhe i'lpeeia,li; i proietti di
grosso e medio ealibro vengono tratti da un massello fucinato;
quelli di piccolo pOi'lSOIlO andw essere rieavati da una lunga
sbarra ottenuta per trafilatura.
L((1)orazione dei proietti a c(J,ldo. - Il kstema pi rapido e
perfezionato risultato dalla esperienza della fn hbl'l('clzione sn vasta
scala in tempo di guerra, il seguente:
;La lavorazione passa per le seguenti fasi:
- Fucinatura, che comprende la punzonatnl'a e la trafi-
latura, e la ogi vazione (eventualmente) per le grallate lllono-
blocco, ed e\'entualmente sgrossatura al tornio.
- Trattamenti termiei: tempm'U:, rinvenimento
di tempera e dcapage; eollandazione della durezza, della eapaeit
interna, eeL.
- Finitura, a freddo; torni tura della zona <li centramento,
delle scanalature per le corone, avvitatura del bocchino, ritocehi, eee.
Cinturazione; applieazione delle corone di rame.
Collaudazione della forma, della resistenza.
Carieamento.
- 414-
Modalit diyerse :'lono seguite nei diversi stabilimenti per jo
varie operazioni, di cui si d quindi solo un cenno generale.
Fucinatura (fig. 621). - Il massello, a sezione quadrata , di-
sposto in una matrice cilindrica, e leggermente tronco-con<'a,
disposta sul banco fisso di una pressa" e quindi pllnzonato con u n
mandrino che ha forma di dimensioni minori di quelle
definitive della cavit interna. Se il proietto deve avere l'ogiva
massiccia la matrice ha la forma ogivale, altrimenti ha fondo piallo
con un piccolo foro in cui si forma un risalto cilindrico del fonddlo
che serve di centramento per le successive operazioni.
La tro;filatura (fig. 622) consiste nel forzare il blocco punzoIat.o
a passare in una serie di anelli di diametro decrescente, dei quali
l'ultimo ha il diametro definitivo del proietto, sotto l'azione di
una spina che ha la forma uguale a quella; che deve avere definiti-
vamente la cavit interna; il proietto esce dalla trafilatura qllillfli
con forma esterna ed ihterna quasi uguali f111e definit,iye. I..Je pn\sse
ehe servono per queste operazioni sono in genere verticali per i
piccoli calibri, orizzontali o vert<'ali per i medi e grosFli ealibri.
(fig.
La sgrossatttra avviene al tornio, a, freddo, e mira a dare al
bossolo ottenuto dalla fucinatura le dimensioni flefillitive all'in-
terno e all'esterno, nella parte eilindrica.
Vogiva.zione (fig. 625) si fa per i proietti monoblocco a boechinfl
anteriore; si riscalda soltanto la parte anteriore del bosFlolo, il
quale viene poi introdotto colla apertura in basso in una matrice
a forma ogivale, avente al fondo un eodolo destinato a dar forma
al bocchino; il bossolo quindi viene pressato nella matrice e ne
sume la forma. I.a ogivaziolle era anche ottenuta mediante un
ricalcamento in matrice e con maglio e con una fucinazione laterale
al maglio con stampi adatti, ma l'operazione l\ pi lunga, c meno
perfetta.
Collauclazione del yolurne interno, per aeeert1rsi della buona.
riuscita della ogivazione; si fa assai rc1pidamente introducendo nel
proietto un dato volume di acqua leggermente inferiore alla capacit
che deve avere il proietto, e quindi immergendo nel proietto una
asticciola cilindrica graduata, fino a che il livello dell'acqua giunge
all'orlo del bocchino; dalla lunghezza di asticciola introdotta si
pu dedurre se la capacit interna del proietto contenuta nei
limiti di tolleranza prescritti.
Yi :sono ll<ltlll'lilmente <1tHhe altri sistemi pi o meno complicati.
RitoecatuN(,: ,se oceOl'l'e, della parte interna, dell'ogiva con
tomi "'peciali, se la cayitit. troppo piccola, oppnre sottoponendo
ad nlla. i>econc1a ogiyazione qnelle la cui cavit troppo grande;
ritoecatura del ])o(:chino a fredllo o nwcliante iltampo a caldo.
Trattamento termico. - Ricottnra avanti tempera con riscal-
damento a 8;')0
0
entro fomi, seguito da lento raffreddamento.
T('}npera. - Temperatura di riscaldamento secondo il genere
di <1 lTiaio; il raffreddamento, regolare, simultaneo sn tutta la su-
perficie interna ed esterna, pu essere f1tto all'acqua per asper-
sione o per immersione; nel primo caso (fig. 627) il proietto di-
sposto verticalmente in un recipiente cilindrieo pi ampio, con
('amicia esterna, e munito di tanti forellini. camera tra i cl ue
l'eeipienti acqua sotto pressione per mezzo eli una nondnt-
tura da cui parte anche un altro tubo aHHiale plll'e forato e che
}wnetra nel proietto; co" "i ha l'aspersione a']l'interno e all'e"terno;
Faequa elw ha seryito alla tempera sfugg'e 1)('1' IIn tubo di scarico
dal fondo del reeipil'nte illterno
sistcm,L per immel'i'>ione (fig. 628) l'apparecchio a,nalogo
al prccedente, ma l'aeql.U1 all/lieh essere :'iIH'l1/1/1a.ta sul proietto,
entm dall'alto nel vano tra proietto e recipiente e nell'interno del
Jll'oit'tto este dalla Honnnit el tu bo; cos l'acqua l'i"este comple-
tamente il proietto all'interno e all'esterno e si l'innova conti-
nnanwnte.
Rinl'r,ninu:n/o. - otitiene Hcaldando tra ;100 e 600 per un
tempo pi o mCDO lnug'o, secondo il calibL'O, e ra.ffreddando lenta-
mente; il rii>('aJdamellto per si fa generalmente in bagni di stagno
o piombo fUHo (piombo ela eHelndel'si se il caricamento deve essere
fatto con pCl'tite) o al forno elettrico.
fJ tlenpnye ,;et'Ve ad aSpOl'ti.tl'e lo strato di ossido che si
forma aUa sllpedicie nei tmttamenti termici e si fa immergendo
il pmietto in bagno di l.Lequa con addo solforico al 5 % tenuta a
temperatnm di 60
0
-80 per :30, 40 minuti; hwaggio in acqua cor-
rente, e quindi secondo bagno (li acqua di ealrc; quindi essiea-
ziolw in eamenl en,lda (GOO-fiOO).
Per i pl'oiet,ti perfora.nti si ha una tempera speciale per otte-
nere una, grande durell)l;a d'ogiva; il proietto l'iH(;a,ldato disposto
con l'ogiva in h[LS;;o entro un l'peipiente con U Il diafl'a.nuym su eni
viene appunt.o a(l appogg'ial'e base dell'ogiva.; nella parte supe-
- 416-
riore si fa giungere olio minerale corrente (immersione) mentre
nella c..:amera inferiore si fa giungere, attraverso forellini del reci-
piente, aeq ua fredda sotto pressione, ottenendo cos il raffredda-
mento per sprllzzatnra ed as persione; l'interno del proietto non
viene artifieialmente; si ottiene cos l'ogiva fortemente
temprata e t[uindi indurita all'esterno, ('. t'ogli strati mano mano
meno duri e pi plast,ici verso l'interno con vantaggio della tena-
cit del metaUo; la parte cilindriea temperata (lolcemente.
La finitura si fa ('OB torni, mac(hine a fil ettare, eu'.
La cinturazione (fig. 628). - Le ('orone possono esseno' costituite
da cordoncini o sbanette della neeessaria lunghezza piegate e
gradatamente incastrate; oppure da cer<' hietti od anelli del Toln to
diametro da ineastrarsi in una sola operazi.one. Le sbarrette si
acquistano dal c:ommereio gi sa,gomate; i eerc:hietti si tagliano
alla preseritta, a.ltezza da tu bi di rame senza i:!aldatllra. La sagoma
della sezion<:> della soarretta deve esser e tale c:he essa possa imboc-
care nell'alloggiamento a eoda di l'ondine del proietto e il metallo
riempirnp ogni vano, plaRmano-\ i in morto com pl(to.
Uimpiallt.o dclk eOl'one pu far;;;i nei -\l'g'lIenti modi:
1) CQn{onein': il proietto ruota rapillamente inlorno al
proprio asse, lllentre 1In appoggiat.oio a rotella incn"lra la ('01'011 <1.
nella stana,lat.nra;
2) (Jorone o faseie (I sba/'/'ctta: a mano ('on lllal'tellatlll'{, a
freddo; generalmente per medi e grossi <:alibl'i; oppure Il 1//((('('lIi'l/((
ad azione intermittl'nle ; con martello idraulico, mentre il proiptto,
appoggiato orizzontalmente, l'nota a gl'ado a grado intorno a
stesso; oppure COH punzone o sa.liscendi, ili modo <lnalog'o al IU't-
cedente;
C01'01IC (I jasc: ad alwllo: a '/'III/CohllI, ('ON '//1/11 operazione
pel"ijericCt; anello, d' aeeiaio a segmenti, estt'J'Il<ll1ltnte coni('o,
stretto verso il C'entro, f;ulla. eorona, da Ull manicotto di eeiaio
conico fLll'interno, mediante st.l'ettoio idm1l!ico; oLJPlll'e il cerchietto
di rame so:,;tcnnto (la una eamiel1 incastrato lIella setl-
nal at ura durante il paRsaggio forzato del proietto dl e ::; i solLl,ya,
spinto da -\tant;uIJo idn.llllieo, entro lll malli( 'otto d ' <\t('aio, fis::io ;
si ha una. aziolle di t nLfil a.
IJe corone ;-; j ultilllano ('OH ogni (tI1'a al t omio.
- 417-
Collaudazione. - Verifica del centro di gravit. Per verificare
la posizione longitudina,le si dispone il proietto in posizione ben
definita su una culla a bilico, munita di un'asta orizzontale con
un contrappeso scorrevole, mediante il quale il sistema pu essere
disposto perfettamente orizzontale; dalla, posizione del contrappeso
sull'asta si pu dedurre la posizione longitudinale; per verificare
la posizione trasversale si dispone il proietto su due regoli perfetta-
mente orizzontali: se il centro di gravit non sull'asse del proietto,
questo rotola sui due regoli; si applica allora al fondello del proietto
una staffa con un piccolo contrappeso, determinato in modo che
il suo momento rispetto all'asse uguagli quello della, massa del
proietto rispetto allo stesso asse, nel caso che la eccentricit sia
la massima ammissibile; la staffa viene fissata al fondello col con-
trappeso in alto; se questo riesce a far ruotare il proietto e a disporsi
in basso, la eccent,ricit nei limiti delle tolleranze; altrimenti
il proietto va scartato.
Prova alla pressione idraulica,. - Ile granate d'aeciaio devono
l'esistere, senza trasudamenti, a pressione da, ] 50 atmosfere a fi OO,
secondo i caHbri. Prove di dttrezza colla ma,cehina Brinell.
Pmva di t-o. - ~ i fa ('011 alcuni proietti per ogni lotto; si
debbono riseoJlt.ra re, fra, altre, queste condizioni:
palle: perforare eompletamente, a breve distanza, l calibro
di corazza di recente tipo; tutti i pezzi debbono passare a,l di l;
granate d'a,ciaio: contro recenti corazze penetrare almeno
l calibro prima di rompersi;
granate-mina: pelletrazione nella sabbia senza rompersi .
Per i bOSflOli dei nostri shrapnels si fa: la, prova rneccanica con
saggi, alla Kirkaldy o alla macchina Rrinell: la proca dell'acqua
a 100 atmosfere almeno e una prova di tiro con alcuni shrapnels
per ogni lot.to (non si devono verificare rigonfiamenti o rotture
del bossolo).
Lavorazione delle spolette.
LAVOltAZLONE ;iT.EUCANICA DELLE PAR'!,I. - Ile parti pl'ineipali
essendo per lo pi solidi di rivoluzione all'esterno e all'interno
(con avvitament,i, risalti, sgusci, ecc.) richiedono per hL lavorazione
loro torni ordinari, torni a copia, o meglio torni a revolver, per
operazioni di tornitllra e trapanatura. I fori oblunghi, gli sfogatoi
per i gas, ecc., si ottengono con fresa,trici o macehine ad accecarci
VoI. II. - Armi da fuoco portatili, ecc.
27
- 418-
i fori cilindrici, i foconi, le aececature, i fori ayyitati, cee. mediaMe
saette da trapani, maflchi a vite, eec.; i bossoletti, le g-hiere, le eClS-
l'mlette, i dischi, gli anelli, per taglio a punzone, stozzatura, im-
hottitura; le molle ad alette, per taglio a stampo e piegatura al
ece. I canali per le miecie delle spolette }fod. 90 (> 900
e simili, sono ottenuti con speciale fresatrice; e speciale pure la
nmeehina che imprime la graduazione sulla corona del corpo delle
spolette Cl doppio effetto (sviluppo forzato della superficie conica
del mode]]o portante in rilievo numeri e tratti sulla
sn perfieie da, gradlU\'re).
Delle altre layorazioni, le pi eara,ttcrifltic-he sono le seg'llpnti :
Lavorazione delle miccie a involucro di stagno.
Stagno di ottima qualit (privo di ferro, nmw, piombo o
ar:-;enieo); molto buono quello ottenut.o dalle ('assitel'iti indiane
e (\a, quelle dette di :\1alacea; meno convenienti quelle iuglesi.
Proolt ch'imica; pyo/)(t fisica per verifica.re se il tnbo eilindrieo;
se la retta circolare, se hl, g-rOllseZZ:,L uniforme, se ben
pulito dentro e fuori; la, oecentrieihl del foro (li IlUll. 0,:30 dil luogo
<t scarto; 1'1"0/)(/ 'YI'/,cccanica: si fa la, lavorazione <li lIIief"e e :-;i deye
avere un numero (ti seart,i non snJwriol'c a Ili) ('erto limite.
11 crnieiat'ura .. della lJOlocre. -- La polvere ha gTanitma lti mil-
limetl;i 0,,1 iL 0,7. La vernice che le d lentezza e )'('g'olarWL di com-
hustione di 80[i parti Ili etere, CI;; di alcool, 1,10 di ma-
stiee in hterime, e viene lneseo}a,ta a. titolo diverso colla polvere
sneonclo la spoletta (in media 2['; gl'. per Kg. di polvere).
La vernif'iatura si fa, agita,ndo vivamente, ("on movimenti
rota,tori elicoidali, ] Kg. di polvere colla relatj va verniee entro un
paJlone (li yetro a lungo collo, della capaeit di pi litri; seguono
dne ore di essieamento dell(l polvere, steslL SII ealti1, al Ilole (vola,-
tilizzazioll(' dell'etere e alcool); poi una breve esposizione all'ombra,
per riaiiHorhil'p parte della perdutll umidit. IJlL polyere verniciata
si conserva in alberelle di vetro con custodia di leg'no.
J[escolarncnlo ilelle polveri. - Siccome la durata di combu-
stione varhl colla temperatura e colla pressione ('l'abella
}wr ogni modello di spolet.ta), si verniciano polveri a pi forte e a
pi debole titolo e si mescolano opportunamente, sceonda del
bisogno, per una data spoletta, in base ai risultt1ti di prove esegnite
nelle esperiI' nze.
- 419-
A.llest imt:'lt to rni cc(' . - Il tubo (li stagno tagliato in ])ez;I,i
rli eonvenientc Innghezza, e raddrizzato alla t ra.fila a
dentiera, con una f\pina nell'interno del tubo; si con sega
arl archetto le estremit difettose; f\egue una pulitura interna eon
segat ura (li legno, la al martello di nmL <Idl(' pstrelllit,
il ('a,)ieamento colla preseriljta quantit di polvpre Hwseoh1ta,
che si intasa per traballamento 'vertieale (dato numero Ili eolpi,
con data la ehimmra dell'altra, estremit. poi
le operazioni di trafila che per la spoletta 1\1od. 99, per psempio,
richiedono 42 filiere circola,l'i e 2!) filiere q lladmngolari; i (,api
della miccia Ycngono alternati nel passare da una f lit'jn. all a, S11("-
cessiva.; l'involucro (' spalmato di grasso di bue. Le micep vengono
quindi tagliate in pezzi, da ciaseuno dei quali, <:on opport,une
operazioni di ehiusul'a delle estremiti1, eon tanagliettl1, di
piegatura ad areo di dI'eolo e di stampo al bilanei ere, si trn-l' la
mie eia per il di una spoletta.
Lavorazione delle micce senza involucro. '- mo-
dello nOO). - I, e operazioni prineipali sono: Verniciatu ra dei ea,na,li
degli anelli con verniee eolo!" oro, ci'lsieeamento alla, ehinsnm
degli a nelli negli appositi stampi d'accia,io (con spine per i fori
delle mieee), introduzione e uniforme distribnzione plhL prescritt.a
qnantit di polvere nel eanal e; applieazione del nontro- stam]lo
d'aeciaio e eonl]Jresf-iione sotto il bila neiere ,L ginocchiera (pl'ef-i-
sione di Kg' . ;")000 per emq., [)"), o meglio sotto 8trettoi idranliei
capa(:j (li sYilnpp:1re pressioni di 30.000 Kg. per emq .
Pi forte hL eompressiolw e minori sono le di
combustione delllt mieeL.
.;lrI-isocfa f1llminante ] PY Clt8Snle. - Si prepara, sernplc in pi{'-
cole quant,it (gr. 12;" ). Opemzioni: ridnzione in fin i8sima poI vere
del clorato e (lei solfllro, rimescolalllen to al foglio
di carta per J /4 d'ora el-ca, ltggiu llta. del fulminato, J' illl eseolamcnto
per un alt ro qllarto d'ont con apposi.to a,pplLl'ecchio eostituito da
boeeia elittielL di eartone, con diaframma interno e (:opereltio,
messa in rotazione (la rotismo, dietro una I"obusta. corazza, e eon
altre preeallzioni. l.1,t mis(:cht si di vide e 8i eOll8el'Va, i II Plceole
seatole di
Caricamento delle cl/,8sule f'lIlminanti. - La cassuletta di
si riempie in due tempi, non a. peso, ma volume. 8i lmnno p:.tlmelle
d'acciaio con due piastre moili l1 seonimcllto, la superiore delle
- 420-
quali provveduta di numerosi alveoli per contenere le cassulette
(vedi VoI. I, Caricamento delle cassule).
La cassuletta di stagno ripiena, si introduce a mano e poi
si comprime in quella di rame, entro apposita matrice. Se la cas-
sula tripla, si unisce alle due precedenti la cassula esterna e la
si ultima con un colpo secco, al bilanciere.
Collaudazione delle spoIette. - Oltre le consuete misurazioni
e verificazioni di tutte le parti durante la lavorazione e a lavo-
razione ultimata, si debbono eseguire le seguenti prove:
a) PTOva di 1'esistenza delle molle (a spirale, ad alette), con
pressione a mano;
b) Prora di sensibilit delle casstlle tulm'inant'i all(( lJi((stra.
- Urto di uno speciale proietto con euffia, appeso a pendolo di
punta, contro una piastra metallica verticale; l'urto deve produrre
la deflagrazione della cassula e, se occorre, anche l'accensione
del ritardo a miccia della spoletta;
c) PTOVO, al pendolo per le spolette a tempo. - La, spoletta
viene disposta in un apparecchio contenente un congegno di ac-
censione a pereussione, che agisce sulla cassula della spoletta, e
di una leva ehe si sposta sotto l'azione della earica di polvere con-
tenuta nella spoletta ed alla quale d fuoco la miccia; l'appa-
recchio per la prova consta di un pendolo della durata di l";
l' estremit inferiore del pendolo scorre lungo un arco graduato
in eentesimi di seeondo, corrispondentemente alla oscillazione di
una data ampiezza. La, estremit superiore del pendolo porta, al
di sopra della sospensione, una punta, su cui pu venire ad ab-
battersi l'estremit di IIna leya rivestita inferiormente di piombo
e collegata con una 1m-a 1m cui agisce la spoletta. Il pendolo viene
disposto inizialment e ad una e>:;tremit della corsa e vi trattenuto
da un ganeio collegato al congegno di percussione, in modo che
nello stesso istante ehe si provoca l'accensione della miccia, si
libera il pendolo, il quale comincia ad oscillare; quando la miccia
comunic,a, il fuoco alla carica di polvere questa agisce sulla leva
suddetta, elle, per mezzo di tl'awlissione fa abbattere sulla punta
superiore del pendolo la estremitil rivestita di piombo, che in
questo modo arresta il pendolo in qualunque lllluto esso si trovi
della corsa; contando il lllUne!'o delle oscillazioni compiute e leg-
gendo la graduazione segllMa (laH'pslrelllt d(l penolo si ha la
- 421 -
dllrata esatta della combustione della mieeia con approssimazione
da 1/100 di secondo.
Poich le oscillazioni vanno diminuendo grada.ramente di
ampiezza, il pendolo non disposto inizialmente allo l) della gra-
(Inazione, ma spostato di un certo angolo in base a,l numero delle
oscillazioni che si prevede esso debba compiere, in modo che
l'ultima oscillazione sia appunto queUa che ha l'ampiezza, su cui
fatta la graduazione dell'arco.
Apposite tabelle stabiliscono la durata che si deve avere per
ogni tipo di spoletta, tenuto conto della temperatura e della pres-
sione barometrica del momento della prova, e i limiti di tolleranza
ammessi per durata della miccia prossima alla m a s ~ i m a ; l'errore
medio di un certo numero di spolette prelevate da un lotto non
deve superare un certo limite (per spolette di artiglierie leggere
= 0",10). Si fanno prove anche con graduazione o.
d) Prova di tiro. - Si eseguisce per grossi lotti. Non si
debbono mai avere scoppi prematuri; nei tiri a percussione
tollerata una determinata, piccolissima percentuale (li scoppi
mancati (al caso rieel'ca delle cause).
CAPITOLO XIV.
ApPENDICE I.
Uarri arlnati.
T carri armati fioltanto al su stntde sono da noi
ehiama.ti alltoblindo'l'fI'itragliatrici. Gli altri , atti al percorfo su ter-
rellO vario sono chiamati car'ti d'assalto destinati all'assalto
di po::,iziolli fortificate, o fank dalla, denominazione loro data
orig'inariamente in Inghilterra (1).
Alle antohlindomitrag'liatl'iei pOi-;l'ono tutte le con-
siderazioni l'he seguono Bni ca.ni meno qllelle sulla mo-
bilit.
1.le autoblindo mitragliatrici erano in uso !i!,' da qualche anno
prima della grande guerra per l'impi()go in unione a grandi unit
celeri; i d'assalto comparvero dnrani e la guerra, e furono
B udiati quasi eontemporanearnente in FraJl('ia (' in lng:hiltcrra; il
primo ilnpieg:o ne fu fatto da,gli Ing'lesi alla battaglia della
1f, settemhre 1916.
Risulterebbe (Hcigl - Ta,schenb1lch dcI' Tank8, 1927) che un
primo tipo di carro d' assalto fu studiato e proposto nel 1911 dal
Ten . Rurst,yn dd Genio-feITOyieri aUl't,riaeo-
Conformazione generale - l calTi d'assalto sono yeieoli
automobili a, rota,ie continue, misti e talyolta., nelle
costruzioni pi moderne e non molto pesanti, anehe trasformabili.
Il telaio del carro porta un cassone COl'H,zzat.o (ed talvolta costi-
tuito dal cassone stesso) nel quale sono sistemati i motori e le armi.
Le rotaie sono sistemate sotto il eassone o lateralmente ad esso:
caratteristica la. conformazione dei carri d' assa,]to inglesi e di quelli
da. essi derivati (fig. 3), nei quali il cassone munito di due fiancate
a forma di parallelogrammo, sui cui lat,i sono sistemate le rotaie.
Queste sono in genere metalliche, ma in Prancia e in InghiltelTa
sono anche applicate rotaie di go mma in alculle eostmzioni di peso
non molto eleva.to.
(l) Tank=se1'batoio. Fu usata questa denominazione a scopo di segre-
tezza dut'ante il periodo di allestimento,
423 -
Il mo\"Jtlellto t' ottenuto motori a seoppio, c solo
eccezionalmente tli hanno gruppi benzoelcttriei, che f.ii dimostrano
troppo deliea,t,i nelle, trasmissioni. In genere si hanno due motori,
uno per rotaia, iu modo da poter ottcnere il dietro fronte sul
posto. Sclle eostl'llzioni in uso i motori hanno potenza variabile
da :) al2 HP. per tonnellata di peso del carro, a seeonda della
yeloeitit chp pn eSSPl'e raggiunta, ma [Wl' la 1l1:lSfiima partp la
potenza (\ di (,in'(\. ;-)-0 HP. per tonnellata.
Peso e velocit. - ""'OliO gli elementi essenziali dw caratte-
rizzano il calTO d'assalto e ne determiw1ll0 l'impiego. ln origine
si ebbero l'ani d'assalto leggeri, da 6000 Kg. cil'l'a (Renanlt) (fig. 2)
e earri d'assalto peKanti da 20 a :3;) 'l'OllIl.; i primi destinati
aU 'aerompagnamento delle fanterie, i secondi allo sfondamcnto
di lince fortifi('ate (fig. :3), praticando i paKsu,ggi 1)(>1' i carri leggeri
(carri di rottnra); questi carri avevano velocit limit.ata a 4-8 Km.
ora, e non permet.tevano quindi lo sfruttamento del SUCCC8S0
ottenuto nell'assalt,o; si aggiunsero quindi i tUoni veloei (VLediulll
Tank- Whippet) (fig. 8), eli 14- 'l'onn. ('. con velocit di l4 Km.-ora
cirea.
Attualmente pel' si cerca di ottenere grandi velocit, spedal-
ment.e coi C'arri leggeri, e anehe una tendenza alla ereazione di
carri molto leggeri, di 2-;) 'l'onn. eon un solo uomo di equipa,gg'io.
Si possono quindi ora distinguere carri di accompagn(l/mento leggeri,
capaei di piecolc e graneLi velocit; carri di 'l'ottura, pesanti e eOll
velocit limitata .
.selle costruzioni attualmente in uso si trovano pesi diyorsi
compresi fra Tonn. 2,[) ('arri leggeri francesi e inglesi, fig. lO,
11, 12) e 'l'Ollll. 4;) (carro pesante Vickers, inglese, fg. 13); vi sono
per ancora il carro francese 2 C di Tonn. 68; un nuovo carro russo
di 80 TOllIl., e un progetto Schneider di carro pesantissimo di
tonnellate.
N ei riguardi della. veloeit si giunge attualmente pei carri
leggeri a 33-,10 Km. ora; il nuovo carro francese leggero (2 'ii Ton-
nellate) avrebbe anche 60 Km.-ora. Per i earri pesanti di costru-
zione recente la velocit si aggira attorno a lO Km. (massimo 11);
ma un carro amerieano di 2;') Tonn. (fig. H) 21-22) ha una
velocit di 25 Km.
Dimensioni. - Elemento importantissilllo, pcreh determina
oltre che la capacit a superare ostacoli, anche la sUllcrficic esposta
- 424-
al tiro nemico e la vulnerabilit. Il col. Crompton in Inghilterra
e l'ing. Heigl in Austria propongono anzi di caratterizzare i carri
V
2
d'assa,lto con un C'Jeffiai ente di effir:ienza tatticn =11 (Crompton)
Vt
o con una caratteristica = F (Heigl) (in cui V la, velocit oraria,
h l'altezza, :B' la superficie laterale), in base alla velocit e alla di-
mensioni.
Valtezza del corpo del carro in genere di m. 2 a, 2,50, ma in
qualche costruzione si giunge colle parti pi alte (torrette) anche
a 4 m. La larghezza varia da m. 1,75 a m. 4; la lunghezza totale
da m. 4,50 a m. 11; per i carri leggeri inglesi a un solo uomo
hanno altezza m. 1,50-1,70, lunghezza m. 3,2; larghezza metri
1,40-1,50.
Qualit tattiche. - Riguardano la mobilit sul terreno vario,
l'armamento, la protezione, la visione e il collegamento, l'auto-
nomia; e si possono anche includere l'abitabilit e la sicurezza
dell'equipaggio; sono pure da considerarsi la possibilit e i mezzi
di trasporto per via ordinaria.
Mobilit. - Come elementi della mobilit sono da considerarsi:
a) capacit di superare fossi e trincee;
b) capacit di superare ostacoli verticali (muri o :i:.Hpate
ripidissime) ;
c) capacit di rovesciare e abbattere ostacoli (muri, al-
beri, ecc);
d) capacit di superare rampe inclinate;
c) capacit di attraversare falde acquee.
a) Questa capacit si misura colla larghezza del fosso
che il carro capace di superare, e dipende dalla lunghezza della
base d'appoggio e dalla posizione del centro di gravit rispetto agli
estremi della base: per una data lunghezza di base, la massima
capacit si ha quando il centro di gravit in corrispondenza
del punto di mezzo della base; ma in genere, per necessit di costru-
zione e di protezione (motori e serbatoi indietro), il centro di gra-
vit spostato indietro e in questo caso diminuisce la capacit
considerata. Nel progetto del primo carro d'assalto (Burstyn,
fig. 1) si cerc di aumentare tale capacit coll'applicazione di
425 -
puntelli snodati manovrabi1i dall'interno; attualmente ancora
molti carri tipo Renault (fig. 2) sono provvisti a questo stesso scopo
di una coda.
~ f a nelle costruzioni recentissime non si osserva pi alcup
dispositivo speciale, salvo che nel carro Fiat russo (fig. 14) e nel
nuovo carro leggero francese (fig. lO) che hanno dei bracci sporgenti
in avanti con ruote o rulli.
stato studiato anche, in Inghilterra) un ponte trasportabile
dal carro stesso, e da abbassare sul fosso automa.tieamente per
manovra dall'interno (fig. 3).
b) Si misura coll'altezza di muro ehe pu essere superato
dal carro, e dipende essenzialmente dal profilo della parte an-
teriore delle due rotaie. La massima capacit fino ad oggi raggiunta
con le forme a parallelogrammo di m. 1,7 (Carro 2 C francese,
fig. 17);
c) si misura col diametro di un albero iflOlato che il carro
capace di rovesciare; dipende dalla massa del carro, dalla potenza
del motore c dell'aderenza delle rotaie. I grossi calTi americani
hanno capacit di rovesciamento fino a 70 cm; il carro 2 C francese
fino ad 80 cm. I piccoli carri in media 2.)-30 cm.
d) si misura colla pendenza della rampa superabile; in ge-
nere si superano pendenze da 35 a 45; ma in costruzioni recentis-
sime americane si giunge fino a ;-;0 e nel carro eecm:lovacco K. H. 50
(fig. 16), anche fino a 54.
e) la massima profondit d'acqua fino ad ora at,traversabile
di m. 1,20; ma si studiano in America ed altrove carri natanti,
o anfibii, che possono attraversare acque di qualsiasi profondit
(Christie, fig. 18).
Armamento. - Occorre considerare la specie di armi, il loro
numero e la loro disposizione, nonch la dotazione di munizioni.
Cannoni. - Fino ad ora si sono impiegati soltanto cannoni
di piccolo calibro per poter avere munizionamento relativamente
abbondante, e perch non si ritiene necessario, per lo scopo in
genere dei carri armati, una potenza maggiore che eomplicherebbe,
inoltre, di molto la costruzione del veicolo; bocea da fuoco corta,
per diminuire l'ingombro ed il rinculo; non sono necessarie grandi
gittate. I proietti, in genere, sono ad azione esplosiva o proiettiva,
per avere ragione dei nidi di mitragliatrici, (sono snffieienti anche
,- 4::!6-
contro carri al'mati a brevi distanza), Tiro rapido; il tiro di preci-
sione poco ('ouveniente pel'eh di diffieile ese('uzione durante il
movilnento elw Citrat,tel'istica essenziale del calTo; calibro massimo
fino (l ora impieg'ato 'ifl mm.; ma in g'enerf' inferiore. Tuttavia, in
Francia un tipo di carro 2 (' (Mod. Hl22) sarebbe armato di un can-
none da 153; e in Inghilterra si a,yrebbe nn carro ('OH un eannonc
da] 20, ma qlH'st'ultimo sarebbe da, cOllsideTU'si pi come lUI mate-
riale ad aiIusto semovente, pen:h non esistp pl"otezione.
JI itl'agl'iatriC'i. - Le mitragliatrici fhw ad ora impiegate
S0110 Jp stesse <kll 'annalllento della fanteria; sarpbbe per forse
conveniente nn calibro magp:iore. Grande celerit di tiro, raffred-
damento ad aria ..
1. carri pesanti sono in gellere armati con un eanllone e con
pi lIlit.ragIiatriei; q neIli leggeri llon h:ulllo 11 na o dnemitra-
gliatriei; in .Fl'an<.:ia si hanno anche cani leggeri ('Oll un <.:allIlone
da :37, in luogo delle ma sono impiegati in sezioni
miste (( 'arri musehio e ('arri ft'll1mina).
DislJM!'i,zi01/c dell'a.rrnarncnto. - J earl'i eon lilla sola arma
hanllO in genere una torretta gil'p\-ole <:h<: ]Wl'lllette il tiro in tutte
le direzioni; p<:r, i piccoli carri ingleRi e011 un solo Homo di equi-
paggio, l'arma disposta in ea,ecia, e montata allo scoperto
su un sostegno a forchetta munito eli sendo.
J carri ad armamento multiplo hanno l' anna principale
(<:annone) in tOJ'l'etta gireyole o in cHetia, le altre sui fianchi e
in ritirata. In qualehe em,truzio1le moderna inglese il
disposto in mod da poter e::wgllire il tiro tontroael'ei (fig. 19).
noteyole la disposizione del carro svedese xl. 91 (fi-
gura 1;3), e specialmente quella del carro pesante Vickel's inglese
(fig. 13), in eui si ha li n cannone in torrctti1 gire\'ole eentrale e 4
rnitragliatriei in altrettante tonette gireyoli attorno a quella
prin<.:ipale .
.l.Je arllli non di::;poste in torretta girevole sono sistemate in
feritoie o eannoniel'e ehillse da uno ehe nelle <:o::;truzioni
moderne ha forma eilindriea (fig. 20), e talvolta sporgente dalle
parti del carro per avere un maggior settore di tiro orizzontale;
e costituisce a.uehe il sostegno dell'arma. Si usano anehe scudi a
superfiec sferica. (n , earri pesanti illglesi l'a.rmamcnto laterale,
eostituito da canuoni da 47, disposto in torrette sporgenti e
gircvoli in modo da poter ageyohnente essere impiegati anehe in
- 427 -
caccia o in ritirata (flp:. :3). Le torrette possono andw pSflerp fatte
rientran'.
Protezione. - La corazzatura llOll plli> ltYen' ('hl' lo scopo di
proteggerp l'equipaggio, le armi, i motori nOIlch i flerhatoi di car-
burante dal tiro di fncileria e (li lnitragliatriei allehe e
dalle pallette perforanti di Shl'apllel, speciallllentt' sulla parete an-
teriore. In g'enerale si hanno piastre di dello SpeflWl'e
da 15 a 22 111m. sul fronte e sulle torrette, e alquanto inferiore i'lli
fianchi, pOf;teriormente e snperiormcllte. Per c'l'una tendenza ad
impiegare corazzature Vi resistenti, e il carro francesp 2 C ayreblH'
piastre di 4;) H1111. sulla fronte e di 22 llllll. nelle altre parti. Pl'1'
non aumentare di troppo il pCHO, la ('orazzatnra, di solito, nOll
eopre gli organi di movimento (' le rotaie, sebhene possa questa
ritenersi una disposizio/lP !llolto utik. anche cOl1\'eniente la coraz-
zatura del fondo del l'alTO ver llro(eziolle (laUe :-;chegge di b( llllw (I
di mine, che costituiscono nna delle (life:-;(' contro i earri.
Le esigenze della protezione impongollo feritoie di Ilininw
dimensioni, costituite di solito da feswre di piccola altezza prati-
cate nella corazzatura. La yisio ne del terreno eireostante risulta
quindi molto impaeeiata. I ('arri di maggori dimensioni :,lono
111uniti di una torretta girevole per il comandante, tlporgente iu
alto sopra la torretta dell'arllla principale. In qualelw costruzione
applicato un periscopio; in qualche altra invece si ha uno
strobo8copio (fig. 21), dispositiyo basato i'ulla propriet dell'ol'chio
umano di ritenere per qualche tempo le immagini: esso eostituito
da una torretta di gl'ossa lamiera, ehiu:m superiormente (fig. 21),
con numerose feritoie verticali della larghezza di 2-3 mm., tali
cio da non permettere il passaggio del nocciolo d'aeeiaio dei pro-
ietti perforanti delle armi di minor calibro; la tOI'I'('tta gire-
vole, su conveniente corona di sfere o di rulli, mediante motorino
elettrico, con velocit di 300-400 giri per minuto, e coni'ente quindi
la visione in qualsiasi direzione; per arrestare le piccole sl'hegge
di piombo o di inl'amil'iatura dei proietti ehe si frangano appunto
in una delle feritoie, all'interno della torretta girevole sistemata
una seconda torretta con ampie finestre ehiuse con grosse lastre di
vetro infrangibile.
Equipaggio. - Dipende dal numero delle armi, dal tipo di
motore: l'Ingbilterraha sperimentato pi('coli carri armati l'OH un
solo uomo; i carri pi leggeri hanno un ('onduttore e un mitragliere;
- 428-
i carri pi grandi hanno il comandante, ufficiale, e un certo numero
di uomini, conduttore, motoristi, mitraglieri, cannonirri, ecc.
Abitabilit, sicurezza. - del carro si ha sempre
una temperatura elevata, un rumore assordante; durante l'azione
si sviluppano dalle armi gas nocivi; il personale sog'getto a con-
tinue scosse per i traballamenti del eal'l'o. Il carro quindi munito
di sistemi di ventilazione, senza diminuire la protezione; le armi
sono munite di involueri che impediseono la diffusione dei gas
nocivi nell'interno; nei carri pi gTandi sono sistemati portavoce,
specialmente tra comandante e eonduttorre, per la trasmissione
degli ordini.
Per evitare conseguenze disastrose derivanti dall'incendio del
carburante, i serbatoi sono sempre separati con robuste lamiere
dal locale occupato dal personale; sulle pareti sono aperte, quando
possibile, porte d'uscita di sicurezza per assicurare il salvataggio
del personale in easo di incendio o di arresto del carro.
Autonomia. - Dipende dalla capacit dei serbatoi e dal
consumo di carburante; la autonomia pu essere considerata in
base al raggio d'azione in Km., oppure anche in base alle ore di
combattimento che il carro pu compiere !'lenza rifornimenti, e
in questo caso entra anche come elemento la dotazione di muni-
zioni delle varie armi, che ha influenza notevole sul peso.
Trasporto per strade ordinarie. - I carri a rota,ie continue
metalliche e non trasformabili per il percorso su strade ordinarie
debbono essere caricati su veicoli automobili, oppure su carrelli
elastici che si attaccano a rimorchio ad un trattore. I carri di
maggior peso per non possono essere trasportati che per ferrovia.
Il caricamento sui veicoli compiuto, naturalmente, coi mezzi
propri del carro mediante rotaie e piani inelinati.
- 429 -
Dati principali su altulli carri d'assalto
TIPO Stato
] I
CI = 8 i calibro
[
: ::: - .
tonn o Km.-ora N. "-' mm. H. P. ID mm.
- - - I--F-ra-nc-;a-I -1-9-1-7 -8-1-:- 1-37 -1- 39
, I 1 / - stati costruiti num,-
l\1ark V* (fig. 3)
Mark V**
Schneider (fig. 4)
Sl Chamond (fig.5)
Fiat 2000 (fig. 6)
Elfriede (fig. 7)
l\1ediull1 A Whip-
pet (fig. 8)
Medium (tig. !:li
Nuovo carro leg-
gero Ci lroi;n
(fig. 10) .
Moris-M arlt' I
(fig. 11)
Garden Lloyd
(tig. 12)
Vickers pesantt'
(fig. 13)
Fiat (fig. 14)
Fiat (fig. 15)
K H 50 (fig. 16).
C (tig. 17)
Christie a nfibio
(fig. 18)
Vickers leggero
M. Il. (tig. 1\1)
I
Inghilterra
t'rancis
Italia
Germania
Inghilterra
S. V. A.
Franeia
Inghilterra
I rosi altri tipi Ca quasi
I tutti gli Stati con vari
32 I - 6 perfeziooamenti.
1918 33 7,5 8 2/'1-7 4 15 150 (
Anch. Russia
34 ! I America
1918 35 8,3 i 8 I (c. s.) 15 225
1917 15 6,75
1
6 11/751 2 16 60
1917 23 12 i 8 11/7514 16 92
191840 7,5 11 11/6517 200
1918 30 12 18 l /57 6 30 'ilOO Anch, Polonia
; I
1918 14 12,51 3 ! - 3 14 !)O Anch. Russia
25 40 4 11/37 25 'l!50 Sporimentato
I
l
1!)26 2,5 50 3 11/75 - - -
2,5 20 1 I - 1 1016
1921) 2,5 50
1
2
1 10 16
2
circa
30 10 1/47 4 25 '1
25 1 5 1 - 'il 83'il
20 51
li37
1 15 55
'!!
l'il 2 ,1/37 -
! _ t 13 50
Id.
Id.
Id.
Id.
(lrasformazion. da
a.toblinda)
Su ruote velocil!
35 km.
Franria 1!H2 68 8 14 1/75 12 45 600
8. li. A. 19'!l36,8 30 4 1/ 37 - 6 90
I
H 35 5 147, (i 14 1401
In ac eua veloclta
8 km.
ApPENDICE II.
Bombe.
l .. e bombe e i proietti di caduta dagli aerei sono mezzi bellici
costituiti essenzialmente da un proietto che lanciato
o abhandonato (mollato) eontro il bersag'lio con piccole velocit
iniziali e con mezzi ehe in genere non hnpiegano Ulm carica di
lancio di esplosivo.
Da ci derivano le earatteristiehe comuni a tali mezzi: Resi-
stenza delle pareti cakolate solamente in base agli effetti ehe f;i
yogliono produrre e q nindi ridotte tal volta al minimo necessario
Il!'!' assicurare la detonazione completa della eariea di seoppio.
- Grande rendimento in earica di scoppio;
- ASRenza del movimento di rotazione durante il percorso
nell'<Lria, ci elw obblig';l alla RistenUl;t;ione (li inlpennaggi per deter-
minare la caduta di punti1, o alla, adozione di inneRcamenti spe-
ciali eselm,i V'amento a tempo, oppure a percussione C'on spo1ette
RPw;ihili agli urti laterali.
-- La forma che non deve estleI'l' adatta al percorso del
}H'oietto lungo l'anima di Ultrma da fuoco, e ehe quindi pu essere
stndiata nel modo pi favorevole al percorso nell'aria, o al sistema,
di lancio, o agli effetti da ottenersi sul hersaglio.
Si deve notare per ehe alcuni di questi proietti sono lanciati
anel!e con \"ere e proprie bocche da fuoeo, e che in questo caso,
tlehhene minime tliano 1(' veloeit iniziali ehe si ottengono, rien-
trerebbero nella eategol'ia g'ellPrale delle artiglieTie.
SEZIONE I.
Bonlbe a InDno e da Cucile
Lanciabolnbe
./1 ) Bombe a mano.
Le bombe n, ma,no fUl'ono gi. Il f\ate ti, comill cia.l'e dal 1:;(\(:010 xv
guerra d' al':il':iedio, e in fiegnito a nell<' guerm <:ampa,}e
(granatieri); palle cave di argilla, di vetro, (li ghisa o di
piombo, contenenti polvere nera o innescate media,a te nWl
che veniva accefia al momento del lancio. Furono abha,ndorw.te
nel I:;ecolo XIX, in i:\egnito ai perfezionamenti delle ,1l'mi portat,ili
da flloeo. Ritornarono in favore nella russo-gia. PPollese
(19(H), nelht qna,h' ht fOl t ifi(, tziOll(' eampal e chtw larghissillla parte,
e durante la g'l'H,nde guerra furono usate in gran (:opia, ed ehhero
molti cd effi ead pprf'pzionament i.
Le bombe ,l nta.no debhono ei:\sel'e atte a,l lcwl'io fiJlo (1, llil':itanza
dl1 ,t 40 metri I:on t,iro :treato; avere pOfifiibiJib't di grande potenza.
offemliva nella guerra vicina, perieolo per il lanciatol"e;
sicurezza di funzionamento, in qua,lungue modo 'venga, eseguito
il Jancio (con braccio dei:ltro o i:l inii:ltl'o, a IJlanO o con fion(ht, ecc.)
e in qualunque posizi one di eaduh1; i:licml'ezza. nei tra,i:lpOl'ti, nel
maneggi e nel lall eio; facilit. di
Molti furono i tipi di bombe a mallO llImti (lnranto la, guorra;
tutti per pi o meno pJ'esentaY<1no qll ule!le difetto, specialmente
nell:, di l'n nzionamcnto, (' he dipende esscnzia,lmente dal
modo di innetica,lIlcnto; sono tutt'ora in corso i:l tjndi ed esperienze
per n,vere un tipo ehe r il:; pol1(!a perfettamente aEo seopo nei vari
casi ehe si pOi:li:lono presentare.
N ei riguardi degJ i effetti le a ma,no possono ela,ssifi-
ea,I'i:li in of/(;nsivc e difcns('.; le pl'ilne, da, nsm'si neIl'attacto, devono
avere raggio d'azione e inferiore aUa distanza di !aneio,
per non offendere il Ianci<1t.ore che llC(:esFia,l'ia,mente deve resta,re
f\coperto; le seconde, invece, da nsarFi i difesa, che in ge-
nerale permette al la neiat ol'e di r ipararsi (trincea) dopo il lancio,
432 -
possono ayere raggio d'azione maggiore. Queste diyerse propriet
sono date alla bomba dalla costituzione e dal caricamento.
La distanza di lancio dipende dalla maneggevolezza delle
bombe, quindi dal peso, dalla forma, dalla presenza o meno di
manico ehe permetta una, pi facile presa, e quindi una pi effi-
cace azione di lancio.
La sicurezza di funzionamento e quella di maneggio dipen-
dono essenzialmente dall'innescamento.
Forma e dimensioni - Devono prestarsi a far buona presa
alla mano: sono preferibili le forme ovoidali o sferiche; sono per
in uso anehe bombe cilindriche, lenticolari, (fig. 1, 2 ecc.) . Il manico
facilita il maneggio e il lancio, permette dimensioni maggiori e
costituisce anche una specie di impennaggio ehe assicura la caduta
della bomba sempre nella stessa posizione, ci che facilita la siste-
mazione di una spoletta a percussione per l'inneseamento. Detto
impen'lwgg'io fu anehe ('ostitllito da un gonnellino conico di tela,
(fig. ] e) in aggiunta o non al manie o (ballerine); oppure da un
cordone eon una nappa alla estremit (fig'. l d), o anche da un
sottile ("ono di latta o da alette seeondo piani meridiani.
Ai yantaggi dell'impennaggio si eontmppone l'inconveniente
di un maggiore ingombro nel trasporto. In aleuni tipi di bomba
il manico costituito da Ull toudino di ferro ripiegato elle costi-
tuis('l' glllleio per appendere la bomba al einturino (fig. 1 b).
Una forma speeiale di bomba lo spezzone; tubo di ferro del
diametro di 4 cm. e lungo 40 C'ili. ebini;O ane estremit da due tappi
di legno o metalliei (fig. 4).
Peso. - Il peso normale di lilla bomba per permettere il
lancio a mano alla distanza indieata, i: IlHl,ntenllto attorno a
grammi 500.
:Sono state impieg:Me anche bombe di 1 Kg. ma il 101'0 lan('io
stanca il laneiatore; di pi si limita il numero di bOlllbe che il
soldato pll trasportfl,l'e.
Costituzione e caricamento. - Le b0111be SOIlO eostitll iLe dtt
un illVollWl'O, daUa cal'ie,\' di scoppio, dal siste/ll<t di illllesea-
mento e di SiClll'eZz,\'.
L'''iwolucJ'o ha eostit.nzi01w di ' N.-';lL seeondo lo scopo della
Olllba; uelle bombe o ffen si n' esso (' un leggero reeipiente di
lamiera sottile, le eui scheggie nOll pOSSOllO avpl'(' 1lI1 l'aggio frazione
- 433-
che di 7 od 8 metri; quelle difensive hanno invece un involucro di
ghisa a frattura prestabilita, oppure un doppio involucro di la-
miera sottile, contenente fra le due pareti pallette di piombo, o
di acciaio o anelli di ghisa sezionati. L'involucro presenta sempre
una avvitatura per il sistema di innescamento e una cavit interna
per la carica.
La carica costituita da alto esplosivo: si usata la dinamite,
la gelatina esplosiva; sono stati preferiti per gli esplosivi al nitrato
di ammonio, per la loro maggiore sicurezza e facilit di produzione
e caricamento (Echo, Siperite, ecc.).
Il peso della carica dipende dallo seopo e dalla eostituzione
dell'involucro; la bomba offensiva deve avere una fortissima carica
per supplire colla scossa della detonazione alla deficenza delle
seheggie, e a ei si adatta appunto la sottigliezza delle pareti;
inveee le bombe difensive non possono avere ehe una earica limi-
tata dallo spessore e dal peso dell'involucro.
Delle bombe usate fino ad ora, quelle offensive hanno carica
da 100 a 250 grammi; quelle difensive da 50 a 75 grammi.
La carica, in genere, introdotta direttamente nella cavit
dell'involucro.
Innescamento. - Come per i proietti d'artiglieria l'innesca-
mento elemento essenziale di funzionamento, di efficacia e di
sicurezza.
Sono usati due sistemi: con mie eia tempo e con spoletta a
percussione; talvolta ambedue i sistemi sono applicati nella stessa.
bomba, per maggior gamnzia di funzionamento (Bomba univer-
sale austriaca).
- il sistema pi semplice e meno costoso; ma pu
essere pericoloso per il lanciatore inesperto che tardi alquanto a
lanciare la bomba dopo aver acceso la miccia, e pu anche far
mancare l'eflieacia pereh pu dare, eventualmente, al nemico,
tempo di ripararsi, se la dumta della miccia troppo lunga, o
determinare lo scoppio in aria se troppo corta. Una durata di miccia
convenicnte, secondo le esperienze fat t e, . da ti ad 8 secondi.
1-1a miceia una ordinaria miccia rivestita, a lenta <: ombustione,
assicurata alla bomba mediante un tappetto avvitato.
Vacccrl sionc Clella miccia del lancio pu essere fatt a
per sfregamento, per stmppo oppure per percussione.
v .. 1. Il. - Armi da fuoco porlatili. ecc. 28
-- 434 --
(t) per sfregamento (fig. 3). - La estremit
della micwia sporgente dalla bomba coperta eolla miseela usata
per i fiammiferi svedesi (50% KCIO'\ 5%K Cl' O" S;i5% S; 15%
gomma; gesso, polvere di vetro, eee.), e deve essere quindi sfro-
gata contro una piastrina rieoperta di 'una patina composta
i:lolfuro d'antimonio, fosforo rosso e visehio.
Ci eostituisee una sicurezza; la piastrina preparata portata
dal i:loldato al polso sinistro con un braccia,letto di te;.;suto elastico;
b) accensione per strappo (fig. 4). - Un (',OI'do11cino termina
con una scghetta o piccola spirale metaLLica immersa in un tubetto
contenente una miscela di K CIO: e 8b t, a contatto eoLLa estre-
mit libera della miccia. ti hanno anche mezzi con misce1e pre-
parate, come nel caso precedente. 8i pu ottenere l'aceensione anche
nell'atto stesso del lancio, mediante un aneLLo unito alla seghetta
e in cui il laneiatore infila un dito nell'impngnare la bomba;
c) accensione pC!' percussione (fiQ.'. ;)). - r,a termina,
a conttttto con una inclldinetta o luminello munito di nna ('assula,
contro la quale disposta una punt}1 sporgente a,]]'interno di un
coperehietto, ehe battuto e deforITltto !'ontro ilI! corpo solido,
produce l'accensione.
Tutti questi sistemi di aeeensione Hi equintlgono, forse, per,
preferibile il primo perch d maggior Hieurezza; tutti per
devono essere muniti di un robnsto c;appelletto dj protezione per
la sicurezza nei trasporti.
Spolette a percussione. - Danno maggior per il la11-
ciatore, ma possono far maneare il funziormmento per molte cause:
interramento, direzione d'urto, deformazione della spoletta, ece.
Svariatissimi tipi di spoletta furono per quelli che
diedero migliori risultati furono:
et) Spolette con funzionamento per urti laterali Olergo 11 ,
Allways (fig. 6-7), il cui funzionamento appare e\ridente dalle
figure) per le bombe senza impennaggio, ('he possono eadere snl
terreno in qualsiasi posizione;
b) Spolette con percotitoio a molla o L urto diretto, e a
concussione, con sicurezza elica e vite, 'che libera il percotitoio
dopo un certo percorso nell'a,ria; per le bombe con impenna,ggio
che garantbee la "tduta di punta (fig. 8).
Ambedue questi tipi di spolette riehiedollo spine o traversin i
di sicurezza ehe immohilizza,no le rntrti mobili e (:he debbono essere
- 435-
tolte H,l momento dd laneio, oppure l'he si 81:'parano dalla bomta
lnngo la traiettoria. [n alcnni tipi ('fhf'venot) hanno tutte e <1ue
qneste i\icurezze appli<,ate a}ht st,e:,;sa homba.
efficaci na::;tri di tessuto cbe nna spina di sicurezza e
(he sono a,y\'olti a pi giri a,ttorllo alla, bomba, da cui si svolgono
<1umnte il percorso nell'al'il1 per effetto (li nm1 1ll<1i'lSa pesante alla
estremit libera (fig. 9).
J}azione della spolett<l o della, miceia, deve in ogni U1SO e::;sel'e
completata da un tletonatore ("om-eniente per l'esplosivo che costi-
tuisce la emica di scoppio.
In molte bombe il si8tema d'nnescamento a,nzich essere
eOi'ltitllito (la una spoletta amovibile e indipendente d,LlhL bomlm
parte integrante delFinyoluC:fo (fig. lO bis).
Norme per l'uso delle bombe a mano. - Per ei .. Rmm tipo
di bomba :1 mano, naturalmente, sono necessarie norme i'lpeciali;
per in genere si possono dare i seguenti criteri.
Il tiro delle bombe deve essere arcato, specialmente di quelle
con spoletta a percussione, sia per favorire la eadllta di punta,
sia per dar tempo alle sicurezze di liberare le ma,sse b;lttenti.
n lancio (leve eSfiere eseguito con forza e senza titubanza,
speeialmente per qnelle eon innescamento a, micci:i, ad accensione
prima del lancio. L'addestramento deve rnirare ad ottenere ques to
risultato oltre qnello (li saper regolare il lan('io contro un deter-
minato bersaglio.
Il lancio pu essere eseg'uito, per tipi di homhe, anehe
per mezzo di una funicella a guisa di fionda; per questo si richiede
un addestramento specia.le, e uno spazio molto pi ampio di
quanto non sia necessm'io per il laneio a braccio, ma si possono
per ottenere lanci a notevolmente superiori.
:.
B) - Bombe da fucile.
Il lancio delle bombe col fueile permette di raggiungere di-
stanze notevolmente pi grandi (anche fino a, 300 met.ri) che col
laneio a mano, ed anche la possibilit di regolare in certo modo
j) t iro e ottenere, entro certi limiti, una azione coneomita.nt:.e
di pi tiratori, con una eerta precisione di tiro.
I sistemi di lancio noI fneile devono per soddisfare a due con-
dizioni essenziali:
- 436-
semplicit; non richiedere parti ingombranti o pesanti n
nell'arma n nella bomba; non richiedere adattamenti e compli-
cazioni nel fucile, n un munizionamento speciale (all'infuori
della bomba);
evitare guasti al fucile per effetto della maggior forza viva
di rinculo che gli imprime il lancio di un proietto molto pi pesante
della pallottola ordinaria, qualora si faccia uso della stessa carica
(come deve avvenire, per soddisfare alla prima condizione).
Infine pure condizione conveniente che le stesse bombe
possano usarsi indifferentemente per il lancio a mano e col fucile.
Il lancio delle bombe col fucile usato secondo dne sistemi:
ad asta o governale, e a tubo di lancio.
Sistema ad asta o governale. (fig. 11). - La bomba mu-
nita di una asta o bacchetta cilindrica, detta anche gove'rnale, di
dii1metro leggermente inferiore al calibro dell'arma; la bacchetta
introdotta dalla bocca nella canna fino a ehe la bomba viene ad
appoggiare sulla bocca; il fucile caricato con una cartuccia
ordinaria, o speciale, ma priva di La velocitb iniziale,
e quindi la gittata, che pu mggiungersi, dipende dallo spazio
lasciato libero dall'asta nella canna, e quindi dalla lunghezza rela-
tiva dell'asta e della canna.
La forma della bomba pu essere quah;iai'i, per sono prefe-
ribili quelle cilindro-ogivali, in relazione aUa resistenza dell'aria;
la bacchetta o asta funziona da governale e assicura la caduta della
bomba sulla punta; per si vedono modelli in eni oltre all'asta
si hanno delle alette secondo piani meridiani o U Il ('ono di latta
(Bombe Benaglia).
Il peso non pu essere molto grande, sia in relazione alla viva-
cit della pO,lve1'e della cartueeh, sia per non illUlI(-'ntare troppo la
ve10cit di rinculo dell'arma e quindi la possibi li ht di guasti per
il tormcnto. Non eonviene quindi Imperare j ;300-600 grammi di
peso complessivo, ci elle, tenuto eonto del peso dell'asta e della
spoletta, riduce a poco il peso ut.ile.
T.1e dimensioni possono essere, entro i limit,i di peso snindicati,
anehe maggiori di quelle delle bombe .t mano.
e innescam(mto flLlI tipo delle bomlw ;1 Jl1<1no difen-
sive: preferite in genere quelle a frattura, prestabilita.
L'accensione della mieeia a strappo, data la velocit note-
vole con eui parte 1a bomba, pu ltl1ehe essere ot tenuta mediante
- -
una sfera di piombo unita al cordoncino o spago d'accensione
e che ne determina lo iltrappo per inerzia; si pu avere anche
mezzo per aggancia,re lo spago al bocchino dell'arma (Bombe da
fucile austriache) (fig. ] 2).
Colle spolette a percussione preferita in genere la sicurezza
ad elichetta.
Questo sistema presenta i seguenti inconvenienti:
il governale ingombrante e rappresenta un peso morto
ehe non concorre agli effetti;
occorre una cartuccia senza pallottola, che non pu essere
una cartuccia ordinaria a cui si tolga volta per volta la pallottola,
perch in questa operazione si deforma l'orlo del bossolo, e si pu
produrre perdita di polvere; quindi occorre un munizionamento
speciale;
la canna si riscalda molto, e non si possono sparare numerosi
colpi di seguito;
a,nche con peso limitato di bomba la velocit di rinculo
dell'arma piuttoilto forte, e conviene quindi eseguire il lancio
tenendo il calcio appoggiato a terra, su terreno molle, o su un
appoggio non rigido.
Sistema a tubo di lancio. (fig. 13). - un tubo del diametro
di qualche centimetro, liscio internamente, munito di un codolo
cavo e applicato alla volata della eanna del fucile. Sul fondo del
tubo pratieato un foro di diametro leggermente superiore al
calibro, e che viene a costituire come un prolungamento dell'anima.
La bomba ha forma cilindrica o cilindrico-ogivale (anche sferica
con una zona cilindrica) e presenta un foro leggermente
tronco-conico colla parte pi larga al fondello; essa ha diametro
leggermente inferiore al calibro del tubo di lancio per potersi in-
trodurre con facilit per convenientemente centrata,
in modo che il foro assiale riesca in prolungamento dell'anima.
Per il lancio si spara una cartuccia ordinaria con pallottola; questa,
uscendo dalla boeca, penetra nel foro assiale della bomba, vi si
trafila e vi resta fissata in prossimit della punta, trasmettendo
tutta la forza viva da cui era animata alla bomba ehe assume
quindi una notevole velocit, col concorso anche della pressione
dei gas che escono dalla bocea dell'arma dietro al proietto. Si
possono raggiungere cos gittate notevoli di oltre 200 metri.
- 438-
La, bomba ha costituzione come quelle a mano difensive,
colla differenza che lungo l'asse della bomba disposto e fissato
un ti/bo o stelo col fmo assiale.
:L'innescamento in genere a miccia interna, la cui acceIisione
prodotta dalJa pallottola, stessa che nel percorso lungo il canale
assiale agisce su un sistema a frizion(' o a perclIssioll('.
Questo sistemlc1 pi sempliee e pi efficace di quello ad
asta; per:
a) non consente l'uso di impennaggi ehe assicurino la ca-
duta di punta permettendo lo scoppio a percussione, a meno" di
..
non impiegare le spolette sensibili agli urti laterali;
b) non consente, data la presenza del tubo di la,ntio; l'ap-
plicazione della baionetta al fucile.
c) non permette l'uso di bombe di pe:-;o :mperiore a un
certo limite (500 grammi), e la carica anehe limitata dall'esi-
stenza del tubo assiale;
d) il tubo di la,ncio abba,sta,nza pesante e ingombra-nte.
Il tiro si eseguiste appoggiando il f'akio dell'arma a terra,
e anche alla spa,lI a.
Tiro colle bombe da fucile. - Il tiro colle bombe da fucile
si esegue normalmente con angoli di tiro superiori a 45; quindi
per diminuire la gittata occorre amentare l' angolo di tiro.
La dispersione del tiro forte sia in gittata che in direzione:
la deficlenza di precisione compensMa. dal forte raggio d'azione
delle bombe, le cui scheggie hanno efficacia anehe fino a 100 metri
di distanza, seeondo il tiIlo di bomba.
Puntamento in direzione: disporre l'arma in un piano "erb-
cale che passi per il bersaglio; in altezza: dare l'inclinazione
a occhio, in seguito alla pratica acquistata nell'addestramento;
sono stati anche concretati semplici eelimetri a pendolo da appli-
carsi al bocchino dei fucili, con graduazione a distanze segnate
su un arco lungo il quale scorre un indice che fa corpo eol
pendolo.
Le variazioni in gittata, col sistema ad asta, potrebbero
essere anche ottenute, con tiro ad angolo fisso, variando la lunghezza
dell 'asta stessa; per questo mezzo, che sarebbe comeniente per
la semplieit di puntamento, porta nna, complieazione nel rifor-
nimento o nella, costruzione delle bombe.
- 43B -
O) Lanciabombe.
Le bombe da htIlciarsi per mezzo di macchine o armi speciali
hanno le stesse caratteristiche delle bombe a mano difensive e
da fucile, e sovente sono le stesse bombe che possono essere lan-
ciate nelle varie maniere; per possono essere anche di peso e di-
mensioni maggiori. In genere, salvo quakhe eccezione di cui si
far cenno, la forma eilindrico-ogivale, con o senza impennaggio.
I lanciabombe possono distinguerRi in meccanici, pneumatici,
a carica di lancio esplosiva.
Lanciabombe meccanici. - Mono [in generale basati sulla
distensione rapida di lllolle balestra o elicoidali preventiva-
mente compresse; si heL qualche exempio di lanciabombe a forza
(entrifuga (lYlinncciani).
I primi non merit.ano. una trattazione particolareggiata; fu-
rono ereati durante la grande guerra come mezzi di ripiego per
agire a maggiore distanza e con maggiore copertura di quanto
potevasi ottenere col lando a, mano e col fncile.
Particolare menzione pu essere fatta del lanciabombe a
forza centrifuga, tipo (fig. 14): bombe lenticolari con
innescamento a miccia, la cui estremit libera sporge al centro di
una delle due facce della bomba; accensione per sfregamento.
Tubo metallico ricurvo a sezione ellittica analoga a quella
della bomba e svasato a,d una estremit; imperniato alla estremit
opposta su un eavalletto, in modo da, poter assumere, sotto l'azione
di ingranaggi comandat.i da manubrio, un movimento di rotazione in
un piano verticale; in corrispondenza e dalla parte opposta al perno
un foro circolare permet.te l'introduzione rapidissima delle bombe,
che, per effetto della forza centrifuga generata dal movimento
di rotazione vengono spinte verso l'estremit aperta, da cui escono
con una certa velocit, qmLndo fiono lasciate libere da un ritegno
comandato motore e regolabile nel suo funziona-
mento in modo da lasciar useire la bomba in una determinata
posizione del tubo, e quindi sotto un determinato angolo di lancio.
Ad ogni giro compiuto dal tubo pu partire una bomba. L'accen-
sione avviene per sfl'egamento della estremit scoperta della
miccia appositamente preparata contro una superficie interna del
tubo.
Possibilit di una notevole intensit di azione: 30 bombe al
- 440-
minuto, che cadono abbastanza raggruppate. Distanze del lancio
metri 100. Inconvenienti: ingombro, peso.
Questi strumenti rappresentano mezzi di ripiego; hanno tut-
tavia il vantaggio di non consumare esplosivo di lancio t di essere
silenziosi e quindi difficilmente individuabili dal nemico se conve-
nientemente appostati, poich non dnno vampa allo sparo. Pos-
sono rendere utili servizi in guerra di trincea.
Lanciabombe pneumatici. - Si possono eonsiderare come
piccoli mortai lisci, in cui l'azione propulsiva data da aria com-
pressa che giunge da un serbatoio a bombola mediante tuba-
tura chiusa da valvole a comando, in una camera ricavata nella
culatta del lanciabombe e separata dall'anima, in cui allogato il
proietto, da un diaframma con aperture chiuse da otturatori
manovrabili dall'esterno.
Questi lanciabombe si prestano al tro ad angolo fisso, va-
riando, per le varie distanze di tiro, la pressione da l'aggiungersi
nella camera.
Furono usati durante la grande guerra dagli austriaCi lancia-
bombe da 8 e 9 centimetri di calibro, e anche un lanciabombe
rapido per la bomba universale (a mano e da fucile) del peso di
Kg. 1. In Francia in servizio un lanciabombe chiamato O B
(Brandt) 1916 allg con gittata di circa m. 600, di una bomba
del peso di Kg. 1, con una pressione di 20 atmosfere.
I lanciabombe di questo tipo hanno in comune con quelli
meccanici i pregi e gli inconvenienti: possono avere una maggiore
potenza e una maggiore precisione, ma sono incomodi e delicati
nel loro funzionamento; il trasporto e il maneggio delle bombole
(ciascuna delle quali pu servire di massima per 10-20 colpi)
incomodo e difficile; il lanciabombe in s stesso pu essere anche
abbastanza leggero (quello francese pesa Kg. 17), ma il complesso
della installazione riesce sempre pesante.
Anche questi arnesi sono da ascriversi al materiale di ripiego
creato per le esigenze particolari della guerra di trincea.
Lanciabombe con carica di lancio esplosiva. - Sono state
impiegate durante la grande guerra numerose armi di questo
genere che potrebbero essere classificate fra le armi da fuoco pro-
priamente dette, ma che ne differiscono per la varia disposizione
- 441 -
e conformazione delle parti, la cui ragione va ricercata nella ne-
cessit di impiegare materiali di facile produzione e allestimento,
esplosivi poco costosi, o di adottare ripieghi semplici ed economici.
Si possono distinguere: lanciabombe a mano, lanciabombe
con asta, lanciabombe pesanti, tra i quali ultimi sono da com-
prendersi anche le bombarde ad acetilene (Tipo Maggiora) di medio
e grosso calibro.
Lanciabombe a mano detti anche racchette. - Sono costituiti
da una bomba del tipo a mano, di forma cilindrica, contenuta in
un bossolo di ferro o anche di cartone compresso (Poma, fig. 16)
o di lamiera con un doppio fondo nel quale contenuta una carica
di lancio con un apparecchio di accensione a frizione oppure a
percussione con percussore a molla, per lo pi disposto in un
alloggiamento esterno lungo una generatrice del tubo (Thvenot,
fig. 17).
Il tubo di lancio di solito lungo quanto la bomba (Thvenot
Austriaci), ma fu usat.o anche un tipo con tubo di lando notevol-
mente pi lungo (Racchetta granata Poma), che d, naturalmente
gittate maggiori delle ltltre.
La distanza di lancio regolata dalla inclinazione che si d
al tubo al momento dello sparo; per alcuni tipi hanno due cariche
di lancio indipendenti l'una dall'altra (Thevenot); oppure anche
un disco girevole e manovmbile dall'esterno mediante il quale
si possono regolare le aperture di passaggio dal doppio fondo in
emi disposta la carica di lancio, dando luogo cos a diverse velo-
dt iniziali (Austriaca).
Si impiegano appoggiando il fondo del tubo a terra e tene,n-
dolo colla mano alla giusta inclinazione.
. Distanze di lancio da 50 a 200 metri secondo la carica e la
lunghezza del tubo di lancio.
Tubo di lancio ad asta. - Arma ideat.a e proposta per sosti-
tuire il fueile nell'armamento individuale della fanteria. Tipo Pier-
santelli; eostituito da un tubo di lancio analogo a quello per
fucile, montato flU un'asta, che pu portare anche la baionetta.
Il tubo di lancio ha una parte anteriore cilindrica in cui si
introduce ad avanca,rica la bomba; una parte posteriore di diametro
pi piccolo con un sistema di chiusura a retro carica in cui si intro-
duce una cartuccia senza pallottola. Vasta munita di un con-
gegno di sparo a percussione.
- 442
Si eSl'gllisee lo tenendo Ltsta appog-giata a terra, con
varie inelinazioni.
Lanciabombe pesanti. - Per la nUli;"ima parte quelli usati sono
da considerarsi come piccole bombarde, elle rientrano nel (ll1adro
generale delle artiglierie. Fanno eccezione i seguenti tipi.
LanC'iatorpedini a maschio (fig. 18). - La homba ha nn codolo
cavo snl cui fondo dispost.a la arica di lando e che si investe
sul mal(hio deJl'apparecchio di lancio al quale possono essere date
varie inclinazioni. Questo tipo da noi rapprese'ntato dal laneia-
spezzoni Bettiea.
j)i[ortm:o E,ccels'or a tubo di lancio (fig. 19-20). - un t.nh()
eon oreeehioni ineavakato su un a,ffm;to a ehiuso po-
steriormente da uno ;;;portello a (,e'rniera" che pu aprirsi per l'in
troduzione' delhl bomba eilindro og:inl,le con impennaggio; la cariea
di laneio eostituita da una eartnceia di eartone, come per fueile
da caccia, ehe viene introdotta a retroearica in una piccola camera
disposta superiormente al tubo, munita di un otturatore con con-
gegno di sparo a perussione, e elle eOllltmica coll'interno del tubo
mediante una apertura sbocumte d.ietro il fondello della bomba.
Bombarda, ad acetilene (Tipo Maggiora, fig. 21). - Consta
di un tubo di lancio di lallera fissato ana parte anteriore di una
camera di seoppio eilindrica pure di lallliera stampata, in eui si
pu far pervenire, mediante tubature eon rubinetti, una eerta
quantit di gas acetilene (prollotto da un generatore-doflat.ore
allogato in vicinanza dell'arma) che costituil':ce eoll'aria ("hl' g;i
trovasi nella camera una miscela esplodente.
La bomba cilindrica introdott,a dalla yolata ed munita
di anelli e dischi di cartone paraffinato per costituire ehiusnra
ermetiea per h1 tenuta della miscela gasosn detonante.
I.Ja quantit di gas aeetilene introdotta nella camera di seoppio
sempre la stessa, come pure la illelinazione della canna sul sup-
porto; le variazioni di gittata sono ottenute yariando la posizione
della bomba rispetto alla camera di i;("oppio mediante un'asta
assiale scorrevole lnngo l'asse dell'arma, e ehe sporge indietro
dal fondo della camera di scoppio attrayerso un foro con guer-
nitnra.
Lanciabornbc Stokes (fig. 22-2:3). - una wra e propria arti-
glieria di semplice eostrllzione e di faeile impiego a tiro assai rapido.
Tubo saldato, ealibro 80 mm. eirea, lungo nl. l,50 cir(-a; chiuso in
- 44;, -
culatta da tappo con punta sporgente all'interno, sull'asse ileI tubo;
la culatta appoggiata al terreno mediante interposizione di una
piaHt'l'a ad arpioui di aneoraggio, che presenta vari incavi emisfe-
rici per dare al tn bo stabilit in diverse posizioni; la volata so-
stenuta da un ca;valletto a due gambe con congegno di elevazione
a vite ('on forcella. Tiro sempre con angoli superiori a 45. l,a
bomba cilindrica, eon fondi piani o emisferici, o uno piano e
l' alt,ro ogivale; ha, dia,metro leggermente inferiore al calibro del
tubo (76 llln}.). Dal fonllo posteriore sporge un codolo cavo atto
a contenere nna eartuctia di cartone (come per fucile da caccia a
percussione centrale) in cui dispoHta la carica di lancio (circa
7 gr a mmi di polvere infume) ; la bOlnba viene introdotta nell' arma
dalla, e01 codolo in basso e lasciata cadere, in moilo che la .
cassula della cartuccia Yenga a battere sulla punta dello stelo, e
prodne quindi l'accensione della carica; i gas prodotti dall'esplo-
sione passano ael codolo a,ttraverso numerosi fori pra-
ticati sulle pareti del ('odolo stesso.
La carica ordina,rt pu essere rinforzata con una o due ca-
riehe agginnt,iye, contenute in piccoli cartocci di seta anulari
che si investono sul eodolo. J ... a piastra d'appoggio presenta vari
incavi emisferiei in modo da poter variare entro certi limiti l'an-
golo di tiro e la direzione senza smuovere la piastra dalla posizione
iniziale. Peso della bomba (varie specie) pi pesante: Kg. 4,800,
gittata massima cirea 600 metri. Peso del tubo di lancio Kg. 24;
eavalletto pi piastra d' appoggio Kg. 25. Ce.lerit di tiro pratica
U) eolpi al minuto.
SEZIONE II.
Proietti di eadnta.
A) Generalit.
Prendono il nome generale di bombe e costituiscono l'arma-
mento degli aerei per azioni offensive contro bersagli a terra o in
mare. I loro effetti si esplicano essenzialmente colla detonazione
di una forte carica di scoppio, ma si richiedono condizioni speciali
a seconda del genere di bersaglio:
contro bersagli animati a terra: sarebbe conveniente una azione
proietti va di numerose scheggie o pallette per grande raggio
d'azione, prodotte dallo scoppio del proietto alla superficie o meglio
ad una certa altezza da terra; proietti di questo genere per,
per quanto studiati, non hanno dato fino ad ora buoni risultati.
Se lo scoppio avviene a percussione molte scheggie si interrano e
quindi mancano del loro effetto, e d'altra parte il problema di de-
terminare lo scoppio ad una data altczza dal suolo non ha ancora
trovato una soluzione soddisfacente; le spolette a tempo sono di
impiego non troppo conveniente data la celerit con cui si devono
eseguire le operazioni per il lancio, la difficolt della operazione
della graduazione in volo e nella posizione che necessariamente
debbono avere le bombe sull'aereo, le forti variazioni di pressione
nella caduta della bomba; si sono sperimentati proietti a rimbalzo,
ossia costituiti da un involucro contenente la bomba e una piccola
carica di lancio che, fatta deflagrare da un congegno a percussione
alla caduta a terra dovrebbe lanciare la bomba in alto. Sono pure
state sperimentate spolette funzionanti a precessione, ossia spolette
con percussore a molla tenuto arrestato da un ritegno unito ad
una massa pesante mediante un filo di data lunghezza; la massa
pesante precede la bomba nella caduta e quando urta a terra
determina lo scatto del ritegno che libera il pcrcotitoio a molla.
In genere contro bersagli animati a terra si impiegano proietti
forte azione esplosiva, con scoppio a percussione, che agiscono,
- 445-
oltre che colle scheggie di limitata forza viva che possono pro-
durre, colla proiezione di sassi, terra, ecc.; sono pure impiegati
proietti a gas.
contro bersagli non molto resistenti, come fabbricati ordi-
nari, blindamenti campali, ecc., occorre che lo scoppio sia pre-
ceduto da una certa penetrazione;
contro bersagli molto resistenti, come coperture di cemento
armato, ponti corazzati delle navi, l'azione di perforazione deve
essere specialmente efficace, e occorre quindi che il proietto sia
animato all'atto dell'urto da una notevole forza viva e abbia quindi
massa, velocit di caduta e forma conveniente per questo scopo.
contro bersagli in mare, specialmente se subacquei, come
sommergibili in immersione, occorre specialmente una potente
azione esplosiva per poter avere effetti per commozione della massa
acquea anche se non si colpisce direttamente il bersaglio.
contro abitati, depositi munizioni, ecc. sono molto efficaci
anche effetti di incendio.
Si distinguono quindi varie specie di bomba in ordine agli
effetti:
bombe-torpedini, bombe-mina, bombe-mina perforanti,
bombe incendiarie, bombette e spezzoni, le quali ultime vengono
sovente impiegate in bombe multiple.
La nomenclatttra delle bombe vien fatta, presso la nostra Aero-
nautica, indicando il genere della bomba e il peso medio in chilo-
grammi (p. e. bomba mina da ]04).
Si distinguono in bombe di piccolo calibro, peso inferiore a
Kg. 25, di medio calibr-o per pesi da Kg. 25 compresi fino a 100;
grosso calibro per pesi uguali o superiori a 100.
B) Parti costitutive delle bombe.
Le bombe const.ano delle seguenti parti: involucro, carica di
scoppio, spoletta, governale o impennaggio. (fig. 22 e seguenti).-
Involucro. - Costituisce il corpo della bomba, ha grande
cavit interna e forma varia secondo gli 'scopi a cui destinata
la bomba. Poich questo genere di proietti non soggetto ad
urto di partenza, come i proietti delle artiglierie, lo spessore delle
pareti dell'involucro pu essere determinato soltanto in base agli
effetti che si vogliono ottenere e pu qnindi essere anche molto
- 446
piccolo; questo t'eUlle possibile un gL'allde rendimento in eariea
di seoppio, ehe pu raggiungere anche il 60-6r; %.
Carica di scoppio. - Di alto esplosivo, eon l'aggiunta, even-
tnalm:mte, di elementi destinati
Gli esplosivi di snoppio delle bombe, specialmente di quelle
torpedini, debbono rispondere essenzialmente a,lLa condizione fon-
damentale di una grande potenza. N OH necessaria una grande
insensibilit, perch non sono soggetti ad nrto di partenza.
Spoletta. - Avvitata all'involncro in posizione couveniente
(anteriore o posteriore). Le spolette sono sempre a percussione;
per talnni proietti si richiedono anche spolette sensibili agli urti
laterali, che fnnzionino cio in qualnnqne modo la bomba c'ada
sul terreno.
In qualche bomba, la spoletta anteriore molto sporgente
(fig. 23) per provoca,re lo scoppio prima della penetrazione.
Nelle spolette si richiedono due speeie di sicurezza: una sicu-
rezza per ,;, trasport';, e il maneggio, da togliersi a mano quando
la bomba viene applicata prima della partenza; una sic1J-
rcz,za/:n volo che viene tolta automatiearnente a.l m0mento in
cui la bomba mollata, o meglio dopo un certo tempo di eaduta
della bomba, per evitare ehe un accidentale funzionamento della
spoletta in immediata vicinanza dell'aereo possa determinare lo
scoppio della bomba con conseguente danneggiamento dell'aereo
o grave perturbazione del volo.
anche nenessario che quest'1l1timl), sicurezza ga,rantisea
contro il funzionamento accidentale della spoletta, in di
brusco dell'aereo colle bombe a bordo.
Qneste sicurezze sono costituite in genere:
a) sicurezze per trasporti: tmversini o spine o ghiere che
immobilizzano le masse mobili, e che si tlgono quando ::li applira
la bomba all'aereo;
b) sicurezze in volo: traversini, spine, ecc., che si a,ttaccano
con una cordicella agli apparecchi di sospensione delle bombe
agli aerei, e che si quindi, quando la
bomba molla,ta; oopure si::ltemi ad azione aerodinamica (elichette),
o anche a forza centrifuga, quando la bomba ha qualche dispositivo
che le fa assumere un movimento di rotazione.
- -147 -
Le spolette sono natm',dmente lmll1ite di rtetonatori, ed even-
tlu1hnente di shtemazioni per il ritardo,
Presso ht lloiltr.l A!'l'illla!ltiea. in servizio spolett.e ('.on sieurezza. ad
plica (:\fod. 13. T.), ulla spnletta lipo Olergoll , detta univen;al e, un'altra spo-
let.1 a dello tipa nm una speciale (!\fod. P).
Lg, spoleUa H. '1'. (fi\!. 22) (' Ulla. ;<polet.ta a (,o]wHfisio!l e con una
a traversino, e una. sicurezza a elica, COli "pilla (' ,;fer e, elle fUllziona
c.ome seglle: il percotitoio (a 2 gpilli) ha un c.anale assiale in eni penetra una spina
ehe supl\riorlllente port.a. lIna. eli ehet.ta esterna ed avvitat.a in una chiocciola
deI tappo superiore del collo della spoletta; la "]lina. tiene due ::;ferette, allogate
in fori del pereotitoio, spost.ati' in fuori , f' in parte inea.strate ili ineavi pratieati
ne!l' illterno del eorpo della :;poletta, in lIlo(lo da illlpcdi1'e spostamento
(leI pereolitoio ste:;so; urante la l',adut a l'et.iehf)tta fa svitare la spina, che
f!sce quindi diti percotitoio; le sfel'ettf' po:;SO]\O qnindi rientrare eOll\pletamente
nei loro alloggiamenti c a.IJ ' illlbatto il pcrcoj.itoio pUI aJl dare a, ba,ttm'c sulle
cassnle.
Le spolette t.ipo OlM'IO//. (Hg. 2;>(' :10) ,;0110 eo:,;tit.uite da nn involuero o corpo di.
con lilla eavitil eililldrea terlllinat.a a, due superfei (',oniel!e alle ei"tre-
Illit, Ulla delle <jllnli ha. \In foro pcr il paf'saggio della fialllllla.ta della c,aRsnla;
questa situata al fondo di un bo:>;<ol et.to di diallle1.I'O inferiore a qUf'llo
!Iella ea,vita, e IleI qnale il pereotitoio con >,pillo; ulla Illolla tif'lle
!:'empre lo spillo lonl.ano dalla ea8::\ ula e l c due part.i t.enute cos forzate
(\olll\ loro estremit libere, che hau]\o forma conica, slIl fOlldo delle ::\upcl'fiei
della cavitA; Ull dispositivo di sieurez;r,a Ktlthilc (spina, chiavistelli,
assieura questa Il ei t.m"porti e in volo, cd t oto all'atto del
lall('o o tlumllte la ca(luta. ",\lI ' iluiJa,tto_ qualunque sia la dir<'zio!ll'o della ca-
(hJt.a. ri"peHo all' as;;e della spolet.ta, "i v'.J'ifica il ril'llt.ramento <Ici pereotitoio
lleI bo,,!';o\e.tto, o per e, oppure per efl'e1.to dello seorrilll'Ilt,O laff'raIe
(lei complesso pel't>ot itojo-bos",o] E:'tt.o sullo snperfici ('oniohe della. eavit che
lo eOlltiene,
Governale o impennaggio, IWI' gnidare hL bomb a,
dnmntc la tenendone l'a,8se prineipll,le tangente alla traiet-
toria, in modo (la, assicurare la caduta del proietto di punta, e
quindi il funzionamento della spoletta, e, il eafiO, gli effetti di
penetrazione (> di JlNcol'Hzione. 11 gon3rnale eostitnito in genere
dlt q llattl'O alette di hmiem (fig:. 22 e seg,), sporgenti secondo piani
meridiani ad a.llgolo ,'etto, dalla partI:' posteriore del proietto,
([etel'minando em un eentro di resistenza in po:;izione arretrata
rispetto centro di grayit. Le alette sono sovente eollegate tra
loro da cerehi r.ilindrici o t-ronco-eoniei, ehe llla,ggior resi-
st enza e ne amnentano l'effieaeia.
T,c alette, sovente, anzieh essere piane, sono ad andamento
elieoidale (fig, 28), }1UO di imprimere a,lla, homha, un lllOVi-
mento di rotazione attorno [Lll'a,sse prindpale, per assicurare lneglio
la stabilit della bomba sulb traiettoria, e determinare, eventual-
JIlente, il funzionamento di dispositivi di skurezza a forza, celltri-
fnga delle spolette. Il governale pu essere perma,llentemente
muto all'invohwro stesso eOIl disposit.ivi (fascie, bandelle, ecc.).
- 448-
Dispositivi di sospensione: per sospendere la bomba agli ap-
parecchi portabombe applicati agli aerei : variano di forma e
di costituzione secondo il tipo di portabombe, o se la sospensione
verticale o orizzontale.
Per la sospensione verti cale si hanno maniglie con staffe o
orecchiette, che afferrano la bomba; per la sospensione orizzontale
fascie di ferro che si serrano con bullone a dado, e provviste di
un anello per l'agganciamento al porta bombe.
C) Caratteristiche delle varie spcie di bombe in uso.
Bombe torpedini (fig. 22). - L'involucro ha pareti di pic-
colissimo spessore, quanto necessario pereh il proietto non si
sfasci all' atto dell'imbatto prima che avvenga l'esplosione della
carica di scoppio e per avere una resistenza sufficiente per assicu-
rare la perfetta detonazione della carica stessa. Ha in genere
forma cilindrica con due calotte di cui una anteriore in genere ogi-
vale e l'altra posteriore emisferica con bocchino a chiocciola per
la spoletta.
Sono costituite in genere d ~ t un tubo di accia,io senza saldatura
(Mannesmann) strozzato per costituire le due calotte, oppure colle
calotte di riporto e applicate mediante saldatura autogena. Desti-
nate ad azione superficiale, debbono avere spoletta a funzionamento
istantaneo. Oarida eirea il 50% del peso complessi"o. In genere
sono di piccolo e medio calibro (Tipo bomba torpedine da 24) ma
ora si introducono nell'uso anche di grosso calibro fino a 800 Kg. e
pi. Si impiegano anche forme a pera (Bomba inglese da 100
libbre, fig. 24).
Bombe contro imbarcazioni. - Appartengono alla categoria
delle bombe torpedini nei riguardi degli effetti; si preferiste per
la. bomba sferica per evitare possibili forti deviazioni nell'acqua
e anche per evitare la necessit di impennaggio, ehe, da,te le piccole
altezze da cui debbono agire gli aerei per poter scorgere il sommer-
gibile in immersione, non avrebbe forse tempo di f unzionare.
I .. 'involuero (fig. 25) costit uit o da due emisferi saldati illsieme,
con una ampia apertura chiusa da tappo a vite per il ea.rieamento,
e il bocchino a ehioceiola ricavato in 1111 ta.ppo saldato in posizione
diametralmente opposta.. Lo spessol'<' delle ]Jal'eti dcye essere tale
da resistere all'urto contro la snpf'rfkie dell'acqua.
-- 449 -
La spoletta deve essere, naturalment.e, sensibile agli urti
laterali. Nella bomba sferica da 70 in servizio presilo la nOfitra
Aeronautica, del tipo Olergon, e ha un dispositivo di sicurezza
in volo costituito da un asticolo che attraversa longitudinalmente
le due parti mobili, tenendo due sferette allontanate in modo
da impedirne lo scorrimento relativo; l'asticolo sporge superior-
mente dalla spoletta ed assicurato, con l'interposizione di una
leggera molla elicoidale, ad un leggero cono di latta; nella caduta
il cono, per effetto della resistenza dell'aria, ritarda rispetto alla
bomba, sfila l'asticolo e allora le due sferette possono rientrare e
permettono lo scorrimento l'una dentro l'altra delle due parti
mobili all'atto dell'imbatto.
La spoletta munita di ritardo. Il rendimento in ca,rica di
scoppio del 60 %.
Bombe mina ordinarie. (fig. 26). - Vinvolucro di aCCIaIO,
ha forma cilindro-ogivale con punta acuminata" e spesflore di pareti
piuttosto forte in ogiva per poter avere flufficiente penetrazione.
conveniente che abbiano un peso rileva,nte per poter avere
la necessaria forza viva anche da piccola altezza. Il fondello o
l'ogiva sono avvitate aUa parte cilindrica. Spoletta a percusflione
con ritardo. Sono anche usate forme di minima resistenza (a si-
g a r o ) ~ come nelle bombe tedesche da 50 e da 12 (fig. 27), nelle quali
la parte posteriore dell'involucro di lamiera sempliee, fissata con
bnlloni alla ogiva di acciaio. Rendimento 25-30 %.
Bombe mina perforanti. (fig. 2R). - L'involucro di aCCIaIO
tra,fila,to C con pareti di notevole spessore, specialmente in ogiva;
SpSSO :,; ono munite di cappuccio come le palle dei cannoni navali
e da costa (Romha lllina perforante da 164, Cappuccio Firth)
Spoletta con ritardo. Rendimento 8-10%. Dato il maggior peso
della bomba necessario un governale di speciale efficacia, con
alette molto sporgenti e robuste.
Bombe incendiarie (fig. 29). - L'involucro di latta, di
forma, cilindrica ('on fondelli semplicemente saldati e di forma
tronco-conica.
Contengono \Ili certo numero di batuffoli di cascame imbe-
"nti di una miscela liquida incendiaria eiera il 2 ;) % di solfuro di
('arbonio e 75 % di olii di catrame).
La carica di scoppio ha una potenza assai limitata, appena
Volo TI . - Armi da fuoco portatili. ecc.
- 450-
snffieiente per rompere l'involucro e lanciare a distanza i batuffoli
incendiari accesi; in genere di polvere nera c contenuta in un
bossolo applicato alla spoletta a guisa di detonatore. Spoletta con
ritardo.
Bombe minori. - Presso la nostra Aeronautica, sono per ora
rappresentate dagli spezzoni (fig. 30), costituiti da un tubo comune
saldato o trafilato, del diametro esterno di 38 mm., leggermente
iltrozzato ad una estremit ove viene avvitata, la spoletta (sensibile
agli urti laterali, tipo Olergon) e chiuso dall'altra parte da un
tappo di legno forzato o di ferro avvitato. Hanno lunghezza da
35 a 62 centimetri, e peso variabile secondo il tipo di apparecchio
da e\li sono lanciati, e contengono um. carica di trotyl. Essi agi-
scono esclusivamente alla superficie e producono un grande numero
di scheggie. Date le piccole dimensioni possono essere trasportati
in buon numero e lanciati contemporaneamente, battendo cos
una zona, abbastanza ampia; per il lancio si impiegano anche delle
tramogge in cui gli spezzoni sono disposti di piatto c che possono
essere aperte e cbiuse a volont dell'aviatore, che cos pu eseguire
parecchi lanci.
Sono anche impiegati nelle bombe multiple. Ila spoletta del
tipo Olergon ha UlUt sicurezza in volo cos costituita: le due parti
mobili sono tenute normalmente in posizione allonti1nata da pioli
radiali che possono uscire attraverso fori praticati nel corso della
spoletta, ma che sono trattenuti in sito da una ghiera investita
senza forzamento sulla spoletta stessa. Durante i trasporti una
spina trattiene la ghiera; quando si dispongono gli spezzoni nella,
t.ramoggia, si toglie la spina e h. ghiera trattenntt1 in sito dalla
parete della tramoggia, contro la quale viene a contrastare la estre-
mit dello spezzone; dopo il lancio la ghiera si stacca, nei movi-
irregolari dello spezzone e libera i pioli.
Le scheggie vengono lanciate fino a 200 metri ma hanno effi-
eaeia, solt<1Dto fino a GO.
Bombe multiple. (fig. :n). - Presso la nostra Aeronautica
sono costituite da, cassette di legno a forma di prisma esagoniJ;le:
le fa.ccie laterali o listeUi sono unite fra loro medii1l1te faste di tela
forte: due delle facce BOno completamente separate in modo che
hL cassetti. pu aprirsi e svilupparsi completamente; i fondi sono
una delle fa.cce. Gli spezzoni sono disposti in fn.seio
nella che viene ehinsa, e le due fa.ece aflsiclln1te
- 451 -
fra di loro mediante dne occhielli di una di el-ll-le ehe I-li infilano in
due finestre dell'altra, e nei quali si infila una :,;pina che SP1've
per la tlospensione all'appareeehio. Quando la bomba mollata
sfilando la spina, dopo un eerto tempo, roveseiandol-li, "i svolge
laseiando liberi gli "pezzoni., i quali perdono le g'hiere di
D) Sospensione delle bombe.
Per la sospensione delle bombe all'aereo si usano dei por/a-
bombe ehe devono soddisfare alle eondizioni generali di assicnral'c
una sistemazione a bordo semplice e sieura, e nello stesso tempo
di garantire la eaduta della bomba nell'istante voluto.
La sistemazione sempliee e sieura deve ottenere la impossi-
bilit di eaduta aecidentale, la minima resistenza f11 moto del-
l'aereo, la sieurezza contro scoppi aeeidentali negli atterraggi
forzati e bl'usehi eolle bombe a bordo.
IJa seconda condizione soddisfatta con sistemazioni ehe
consentono di mollare il numero voluto di bombe senza elle il plln-
ltatore sia distratto dal puntamento, e ehe liberano istantaneamente
la bomba quando il puntatore agisce su un comando a sua portata.
Le bombe possono essere sospese in posizione vertieale o
orizzontale. N cl primo easo si ha eeonomia di' spazio ;ma se le
bombe sono disposte esternamente alla fusoliera, si ha una eerta
resistenza movimento; di pi tale posizione poco favorevole
alla regolarit della traiettoria della bomba, pereh il proietto
in un primo tempo ha l'asse di simmetria in direzione normale
quella della e perei trova maggiore diffieolt a, stabiliz-
zarsi sulla traiettoria.
In generale q \lindi la sospensione orizzontale, e solo in l'asi
partieolari, per ragioni di spazio, vertieale.
Le bombe in posizione orizzontale sono sospese una di fianeo
all'altra Rotto la fusoliera) oppure una sopra l'altra, e in q \lesto
easo possono essere eonvenientemente anche nell'interno
della fusoliera.
Il tipo di portabombc nsato in generale dalla nostra Aero-
nautica il porta bombe Bailo (fig. 32) ehe pu essere adt1ttato a
qualsiasi tipo di bomba, di ROspensione e a qualunque numero di
bombe, e permette di Illollarne una alla, volta o due o pi contem-
pomneamen te.
li} costituito un telaio eon gli organi di sospensione e di
- 4f>2 -
sgancio per una bomba; due o pi telai possono essere assicurati
ad una intelaiatura convenientemente disposta a bordo. Ogni
telaio o elemento costituito. da due l0l1ghel'011i riuniti da una
piastra a L di collegamento, su cui imperniato un gancio; questo
ha un braceio corto a gancio ed un braccio lungo ed imperniato
verso il punto d'unione dei due bracci; al braccio corto, disposto
inferiormente, si aggancia la bomba che col suo peso tiene il braccio
lungo appoggiato contro il l'ingrosso di un a7bero girel'ole, pure
imperniato sui due longheroni.
Una molla a elica avvolta sull'albero e agente su un braccio
a leva dell'albero stesso mantiene il ringrosso sempre nella, stessa
' posizione, in modo da dare appoggio al braccio lungo del ganGio;
se si fa l'notare l'albero vincendo la resistenza della molla, si porta
in corrispondenza del braccio del gancio un 1:ntaglio del l'ingrosso,
e allora il gando pu ruotare attorno al suo perno sotto l'azione
,del peso della bomba, che in questo modo viene liberata.
La rotazione dell'albero ottenuta mediante il cursore, che
un listello scorrevole lungo l'armatura e i longherolli dei vari
elementi; esso munito di tanti pioli, sporgenti verso l'interno
dell'apparecchio, quanti sono gli clementi porta bombe; ciascuno
dei pioli, eollo scorrimento del cursore pu esseI'(' portato a con-
tatto di un secondo braccio a leva dell'albero (pi corto di quello
. su cui agisce la molla) che sotto l'azione del piolo P cos costretto
.a l'notare.
T..Jo scorrimento del cursore ottenuto mediante una trasrnis-
sione flessibile comanda.ta da una manetta imperniata sn un settore
fissato in posizione conveniente per il bombardiere. I vari pioli
del cursore possono essere fissati sul cursore stesso in varie posi
zioni, inizialmente regolate rispetto ai bracci corti degli alberi
rispettivi, in modo ehe la rotazione della manetta sul settore den-
tato provochi suceessivamente lo sgancia mento delle bombe in
un dato ordine secondo la loro disposizione sull'aereo: per le bombe
disposte orizzontalmente e in traverso sotto la fusoliera, si fanno
sganciare prima le due bombe laterali, poi a mano a mano quelle
pi verso il centro. Per evitare che il hombardiere al momento
del lancio, mentre deve mirare al bersaglio, debba fare attenzione
alla rotazione della manetta per far cadere soltanto quel numero
di bombe che ha prestabilito in base al berRaglio da battere, nel
settoI'(' sono tanti fori quante SOli o le bombe pi uno;
in uno dei fori pu eSReI' ilssato preventivumente nn bottone di
- 453-
arresto, contro il quale urta la limitando cos la corsa del
cursore in modo conv-eniente. Il foro in pi serve per tener fissata
la m'l netta aH 'inizio della corsa determinando COfl una posizione
di flicnrezza.
Per evitare ehe le bombe, negli ondeggiamenti laterali del-
Faereo possano flgancial'si accidentalmente, il gancio e l'occhio
della fascia della bomb}1 in questo infilato, si trovano incastrati in
un intaglio a eroce praticato nella piastra d' unione dei longheroni.
Per evitare sbattimenti delle bombe queste sono anche trat-
tenute da leggere molle a lamina fissate ai longheroni.
Apparecchi di questo sistema, con leggere modificazioni so no
impiegati a nehe per la sospensione di bombe verticalmente, oppure
anche in posizione orizzontale l'una sopra l'altra.
Sono pure impiegati apparecchi di flospensione a braea, oppure
con spine invece di ganci.
Gli di sospensione sono talvolta applieati lateral-
mente alla fUfloliera oppure sotto le ali.
E) Tiro di caduta e apparecchi di puntamento.
Generalit.
La tl'c1iettoria .. nel tiro di caduta dagli aerei, un caso parti-
colare della traiettoria nel tiro di lancio ordinario ed caratte-
rizzata dalla velocit iniziale molto piccola, uguale a quella effet-
tiva dell'aereo, e in direzione orizzontale (per necellsit di punta-
mento) e da un forte angolo di sito negativo; di pi essa conte-
nuta nel piano verticale determinato dalla velocit inizial e, perch
il proietto non animato da movimento di rotazione che gene l'i
una derivazione (fatta astrazione dall'azione del vent o).
Spostamento o gittata (fig. 38). - la distanza B A del punto
di l1t'l' i vo dalla verticale passante per l'origine della traiettoria;
Angolo di puntamento o angolo di mira l'angolo A O B = et;
formato colla verticale dalla congiungente l'origine della traiet-
toria col punto di arrivo; esso dipende dalla velocit dell'aereo o
velocit iniziale e dalla quota dell'aereo sul bersaglio.
A.ngolo di imbatto l'angolo A B C forl'nato colla orizzontale
dalla tangente alla traiettoria nel punto di arrivo: esso sempre
molto grande; val>ia da 75 a 87 secondo la quota e la veloeit
dell'aereo.
- 454-
'l'cmpu di caduta; uguale a quello della bomba lasciata libe-
ramente eadere, anche senza velocit iniziale, dalla quota del
l'aereo: esso dipende quindi dalla qnota, dal peso e dalla forma
della bomba.
Angolo di 1'itardetzione p ; l'angolo formato colla verticale dalla
congillngente aereo-bomba in un dato istante dopo ehe la bomba
stata mollata, supponendo ehe l'aereo continui la sua rotta oriz-
zontale e rettilinea nella direzione che aveva al momento del
lancio. Tale angolo si ritiene eosta,nte per tutta la durata della
eadn tl e indipendente dalla quota (quindi solo funzione della
velocit dell'aereo e del peso e forma della bomba); ma in realt
esso aumenta leg:germente eoll'aumentare della quota dell'aereo.
Puntamento e lancio. - Le operazioni per puntare e ese-
guire il laneio, contro un bersaglio fermo, sono:
1) Determinare la quota dell'aereo rispetto al bersaglio;
2) Determinare la velocit relatiya dell'aereo rispetto al
bersaglio;
:3) Dirigere l'aereo in modo che la rotta effettiva (risultante
dalla rotta propria dell'aereo e della deriva dovuta al vento) sia
eontennta in un piano verticale passante per il bersaglio;
4) Determinare il punto in cui bisogml mollare la bomba
pel'ch questa cada sul bersaglio.
l) La quota si determina per mezzo dell 'altimetro.
2) La velocit dell'aereo si misura in base al tempo elle
impiega l'aereo a percorrere uno spazio sotteso da un a,ngolo fisso
oppure variabile secondo la quota; faeendo UFlO di uno strumento
detto trag1wTClo col susRidio di un contasecondi.
3) La direzione si d a occhio dal pilota, oppure, e con
maggiore precisione, mediante infi'icatori di fi'il'ezione che indicano
automaticamente al pilota la rotta da seguire in base alle osserva-
zioni fatte dal bombardiere mediante il tl'<1guardo.
4) Il punto in cui la bomba deve essere mollata pu essere
determinato in due modi:
a) eol traguardo, in base all'angolo di puntamento, elw
si deduce, dalle determinazioni 1 e 2 e dal tipo di bomba che
si deve lan("iare, sia mediante tabella, sia automaticamente, se-
-=- 455 --
condo il modo con cui det.erminata hl, inizIale (' secondo
il tipo di traguardo che impiegato;
b) oppure in base al tempo di caduta.
I traguarrl'i sono di varia forma e costruzione se('ondo i sistemi
di puntamento, ossia secondo il modo con cui si determina la velo-
cit dell'aereo e il momento di lancio. Tutti quanti per sono atti
a determinare una visuale verticale di base e una visuale incli-
nata rispetto a questa in un qualsivoglia angolo determinabile.
Schematicamellte (fig. 34) pu essere rappresentato da un'asta
che si dispone verticale mediante una livella e con una mira F
alla sommit, e da, un regolo normale all'asta su cui segnata una
graduazione angolare, lungo la quale scorrevole un cursore con
un indice e con una seconda mira jJI; altre mire sono fisse in corri-
spondenza di determinate graduazioni, una di esse, la verticale K,
in corrispondenza dello O, che determina colla mira superiore, quando
la livella centrata.
Determinazione della velocit. - L'aereo sia in rotta oriz-
zontale e rettilinea; il traguardo abbia la mira mobile J.lI, in cor-
rispondenza di un dato angolo; l; il bombardiere sceglie sul terreno
un punto, falso scopo, nel piano che contiene la rotta, fa scattare
il Cnta secondi, quando la visuale inclinata passa sul punto
scelto, e lo arresta quando vi passa invece la yii-iuale verticale:
, T H tangi
si avra , = ----- , essendo t il numero di secondi segnato
t
dalla lancet,ta del contasecondi.
Questo il principio generale su eui hafiata al determina-
zione della velocit, e che trova modalit di applicazione divel'i'le
secondo il metodo con cui viene determinato il momento di lancio.
In generale, per, non si determina lnai V, ma la operazione
si arresta alla determina,zione del t.empo i, allo scopo di evitare
inutili operar.ioni.
Determinazione del momento di lancio.
a) 'in base ({n'angolo di lJ1,tntarnento (fig. 34):
. . , , H tang y
l) rnedw,nte tabelle. - POlche " = - - -- - - dando ad
t
I un valore cOl'\tante, (per es.: 640), si avr ehe ad ogni valore di t,
per una data quota H, si ha un solo valore di V c poicM l'angolo
- 456-
di 'puntamento funzione delle caratteristiche della bomba, eli V
e di H, si pu, per ogni tipo di bomba compilare una tabella come
la seguente:
Bomba ..... ; CI. in millesimi; t in secondi e quiut.i di
secondo: per '( 0= 64000.
100
200 [300 400 500 600
700
mj s
I
I
I
I 7.3
!
I
I
i
1
I
i
20 3,4 57,5
i 50,3
I
1
5
2,5
!
21
i
3,3 60- 7-
22
I
3, 2 62,6 6,4 54,7
i
23
,
i
0,3 56,9
I
I
24
/ 6,1
59,2
I
i
!
I
i
25
I
G- 61,4
I
I
I
26 5,14 G3,G
I
I
/ I I
in emi per ogni quota di 100 metri in 100 metri, sono indicati i
valori di corrispondenti al tempo t, misurato col contasecondi,
ossia corrispondenti ad una data velocit dell'aereo.
_ Naturalmente, variando la quota, ad una data velocit cor-
rispondono tempi diversi, poich Y tenuto costante.
Per seguire questo sistema di iI regolo deve
avere la graduazione angolare collo O in corrispondenza della
mira fissa K, e le opemzioni sono le seguenti:
a) si fissa la mira mobile M, alla gmduazione Y (in
genere le tabelle sono calcolate per Y = 640
0
= .36, oppure
per Y = 150
0
o anche 400 = 26 30');
b) si dirige l'aereo sul bersaglio, e si sceglie nella stessa
db:ezione, un punto, falso scopo, prima del bersaglio e abbastanza
distante da questo per aver tempo di eseguire le operazioni
seguenti;
-- 457 -
c) si St;atta il contas<jcondi quando il f a l : ~ o scopo appare
sulla visuale FM e lo si arresta quando esso appare sulla visuale
verticale F' K';
d) si cerca sulla tabella, nella colonna relativa alla quota,
l'angolo ot corrispondente al tempo t letto sul contasecondi;
c) si fissa la mira M alla graduazione x del regolo, esi molla
la bomba quando il bersaglio appare sulla nuova viimale F" M".
2) Jlcdiante graduaziOni: speciali sul trngnardo (fig. 3.5)
(automcttico ).
Faeendo variare convenientemente l'angolo in relazione alla
quota H, entro certi limiti della velo cita V, si pu avere una ri-
spondenza costante tra il tempo t e l'angolo di puntamento (X;
in questo lilOdo si potrebbero stabilire due tabelle semplici: una
di y in relazione ad H, e ul).a di ot in relazione a t. Invece delle ta-
belle si fa uso di due graduazioni riportate sul regolo del traguardo:
una graduazione d gli angoli l, ma numerata colle quote corri-
spondenti; l'altra d gli angoli 'X, ma numerata coi tempi t. Si
ha in complesso una sola graduazione angolare ma con due nume-
razioni, H e t. Il puntamento si eseguisce eome segue:
a) si dirige l'aereo sul bersaglio, e si sceglie il falso seopo
come nel caso precedente;
b) si fissa la mira mobile M alla gmduazione H
j
relativa alla
quota (ossia si d alla visuale F.M, l'inclinazione '( relativa alla
quota);
c) si scatta il contasecondi quando il falso scopo appare
sulla visuale FM e lo si arresta quando appare sulla visuale verti-
cale F' K';
d) si fissa la mira mobile M alla graduazione t" tempo
dato dal eontasecondi (si d quindi alla FM l'inclinazione (X) ;
c) si molla la bomba quando il bersaglio appare sulla vi-
suale F' ::\1:'.
B) In baf?c al tempo di cadut(t (fig. 36). - ~ i applica il principio
della costanza dell'angolo di ritrdazione.
Il traguardo ha sul regolo una mira L, fissata dietro la mira K)
in modo che l'angolo LFK sia uguale all'angolo di ritardazione
relativo alla bomba; di pi ha altre due mire N e P fisse sul regolo
l'una a distanza doppia dell'altra dalla mira h
- 458-
L'aereo, in rana rettilinea e orizzontale sul bersaglio, deve
mollare la bomba T minuti secondi prima di ginngere nel punto S,
nel quale la visuale FL collimerebbe col bersaglio, perch appunto
ne] tempo T di caduta, impiegato daUa bomba a cadere al suolo,
l'aereo Ri port.erebhp in qualora continuasse colla stessa rotta e
velociHt.
11 puntamento procede ne} seguente Iliodo:
lt) Si dirige l'aereo su] bersaglio;
b) Si misura. il tempo t che l'aereo impiega a passare dal
punto R in cui il hersaglio appare sulla. visuale FN, al punto Z
in CHi il hersaglio stcsso (,ppan>o su]la. visuale FP; in questo tempo
l 'aereo 11l:L percorso lo spazio RZ; ora, essendo per costruzione d-el
traguardo LP = PK, "i ha pure che RZ = ZS, e quindi l'aereo
impiegherebbe lo stesso t.empo t a, percorrere lo spazio ZS;
c) Si fa la dilferenza t - T (T si pu dedurre in base alla
quota e aUa speeie di homba), e si molla la bomba dopo il tempo
t + l - '1', contato a partil'e dalla prima collimazione sul bersaglio.
Vopentzione agevolata da nn conta.second'i speciale detto a.
ritorno (fig. 37), che porta, oltre la gradl1a,zione in secondi, anche
una. graduazione dei tempi di caduta, numerata colle quote rispet-
tive (di 100 in 100 Jnetri) e avente l'originc coincidente coll'ori-
gine della graduazione in secondi.
Vapparccchio in modo che premendo una prima
volta il bottone si _mette in moto la lancetta; premendolo una se-
conda yolta la lancetta ritorna immediatamente indietro; premen-
dolo una terza voUa la lancetta ritorna a zero. Un indice, mano-
vrabile dall'esterno, pu eiiserc fissato sulla graduazione in quote,
in corrispondenza della quota dell'aereo. Lo strumento usato nel
seguente modo: si preme il bottone al momento deUa prima col-
limazione (visuale FJ\), si preme una seconda volta al momento
della seconda collimazione (visuale FP), ossia dopo il tempo t;
la lancetta l'itorna indietro, e impiega il tempo t - T a raggiungere
l'indice delle quote; si molla la bomba quando la la,neetta viene
in eorrispondenza dell'indice delle quote.
Puntamento contro bersaglio mobile.
Contro bersaglio mobile necessario dirigere l'acreo nella
direzione della rotta del bersaglio, o ahneno in modo che la congiun-
gente aereo-bersaglio si mantenga. sempre parallela a se stessa; in
- 459
pi occorre mi,;ul'arc la \-eloeit relati"a dell'aereo l'.'ipetto al
bersaglio RteRiiO. Sono quindi necessari sif\temi di pnntament.o p
strumenti ehe permettano talf' misnrazionf' sellza illlpiego di IlIl
falso scopo.
Strumenti di puntamento.
Come iii detto constano di ('ontai'i!-'f'OlHli, (. indi-
eatori di direzione.
Tmguardi. Dovrebbero soddiRfare ai seguenti l't'llllisiti:
a) semplicit di impieg:ot'd esattezza di risalta ti:
b) permettere la miimra della \'elocit
prima ('be si debba mollare la bomha;
.. c) permettere la correzionf' della deri,'a;
d) possibilit di pu Iltamento ... ia di giorllo dlt, di notte;
e) possibilit di impiego contl'O bel',';agli fissi e hersagli
mobili;
f) eyitarc operazioni speciali e lllllllerost' (b ('Plltl'U Ilwnto
di livelli o rettifiche, eec.;
g) campo di vista ampio e chiaro;
h) non e.'lsere soggetti a errori per efletto del vento;
i) non obbligare il puntatol'E:' il sporgerf\i dalla carlinga.
Nei riguardi della costituziow' LJo.'lsono e;;;;t're l'r'J'i8cOflici (I a
canocchiale con prismi, oppure a 'l'iS1talf' libera.
Traguardi a cannocchiale. - Sono costit\liti da un eall-
nocchiale che mediante liyelli pu e.'lSere disposto e tenuto col
suo asse yertieale; sul vetrino seg-nato un reticolo (circonferenze
con linee longitlldinali c trasversali corrispondenti a yarie misure
angolari).
All'ohiettiyo si trovano due prismi, uno fisso a rifleilsione totale
semplice, l'altro pure a rifLessione totalE:', ma girevole attorno ad
asse tra.wersale; nella posizione normale il raggio uscente paral-
lelo all'asse del cannocchiale; una rotazione del prisma determina
una inclinazione del raggio uscente rispetto all'asfie del cannoc-
chiale pari al doppio dell'angolo di eni l'notato il prisma.
La rotazione pu essere misurat.a all't'sterno eon un (lisco
graduato, collegato al prisma da un ('onveniente (ongegno del
moltiplicatore.
- 460-
Presso la nostra Aeronautica sono i n servizio i seguent.i tipi
di tmguardi periscopici:
Tmgttardo Jlod. E (fig. 38). - t' el've per il puntamento con
l'angolo di mim, impiegando le tabelle e un contasecondi ordinario.
Si impiega a mano. Il cannocchiale a immagine reale diritta;
il livello sferico e inserito nel sistema diottrico, in modo che la
bolla appaia nel centro del campo determinat o dal reticolo, quando
il cannocchiale vert icale.
La massima rotazione del pri sma mobile corrisponde ad un
angolo di 640
00
del raggio uscente colrasse del cannocchiale, angolo
che si assume come a.ngolo '{ fi sso per l'ilevare la velocit. Tale
l'otazione ottenuta con un giro completo del t amburo di co-
mando graduato, sit uato presso FobieHivo del cannocchiale. Il
reticolo costitnito da due rette diametrali perpendicolari e da
4 circonferenze che det erminano angoli visuali di ;')0, 100, 150 e
200 millesimi.
cna delle due rette segnate normale all'asse di rotazione
del prisma mobile.
Una mira. est erna nella, stessa direzione serve per l'orienta-
mento approssimativo dello strument o.
Lo strumento soddisfa soltant o in par te ai requisiti indicati.
T'mguardo (li puntamento mo(lello Goerz (fig. 39). - un per-
fezionamento del Mod. E. Cannocchiale di m. 1 di lunghezza con
oculare adattabile an a vista e alla distanza (campo 500
00
, ingran-
dimento 1,5) munito di un sistema di prismi davanti all'obiet.tivo
come il modo E. Esso imperniato mediante sospensione cardanica,
verso la parte inferiore (obiettivo), sn un anello girevole in una
boccola di sostegno che guernisce un foro dal fondo della carlinga,
dal quale sporge in basso l 'estremit inferiore dello strumento,
in modo da permettere l'impiego senza che il puntatore debba
sporgersi in fuori e di avere il campo visuale perfettamente libero
e non ostacolato da alcuna parte dell' aereo.
La rotazione del prisma mobile ottenuta con il maneggio
di un disco o anello di comando e graduato situato in prossimit
dell'oculare, mediante un albero di trasmissione lungo il cannoc-
chiale e ingranaggi convenienti.
La tabella di puntamento costituita da un sf;tema meccanico
cont.enuto in una cassettina. fissata alla parte superiore del can-
nocchiale; il sist ema meccanico, quando mediante bottoni siano
messi in corrispondenza. di altri indiei, d l 'angolo Ot e la. velocit
- 461 -
dell 'aereo, liberando cos il puntatore dalla, cura di cercare sulle
tabelle i dati occorrenti per il pnntamento.
Lo strumento anche mnnit.o di una sistemazione elett.rica
per la trasmissione automatica al pilota delle indicazioni relative
alla, rotta da tenere perch il piano di tiro (che ha direzione secondo
la risultante della velocit propria e della deriva) f;ia diretto sul
bersaglio.
Traguardi a visuale libera. - Sono l'applicazione diretta
<lell'apparecchio schematico su cui stata basata la trattazione
del puntamento, con varia disposizione del regolo, delle mire, del
sistema per disporre e mantenere verticale l'apparecchio, ecc.
Il modello pi usato nella nostra Aeronautica il:
l'rag1,lardo d-i p1,lntamcnto J.llod. Tarantola (fig. 49). - Applica
il sistema di puntamento della determinazione del momento di
lancio, e anche quello della determinazione automatica (senza
tahelle) dell'angolo di puntamento. Richiede il concorso di un
conta, secondi a ritorno. caratterizzato dal fatto che il regolo
orizzont,ale scorrevole (comandato da una vite perpetua con
hottone in alto) lungo l'asta verticale e porta sporgenti in fuori tre
regoletti ad arco di circolo, costituenti i punti di mira, disposti in
un piano orizzontale ed aveilt,i il centro comune Imlla verticale
abbassata dal punto di mira snperiore fisso; i raggi dei regoletti
sta,nno fra loro come l : 2 : 3.
Vasta verticale (munita di livello con bottone di rettifica)
ha nn braccio sporgente indietro che porta la mira superiore
(costituita, da un anello con fili incrociati ad angolo retto), e porta
sulla fa,cda posteriore lc graduazioni H e t, per l'applicazione
del secondo metodo di puntamento.
Di solito ilpuntamento si eseguisce col priulO:metodo (a, tempo)
e misnrando il tempo t' direttamente sul bersaglio; per questo
regolo orizzontale pu essere disposto in un punto qualunqne
dell 'a.sta ma preferibilmente alla graduazione H relativa alla
qnota del velivolo (per poter passare occorrendo all'altro metodo
di pnntamento); il tempo t viene misnrato, di solito a cominciare
dal pnnto in cui il bersaglio appare sulla visuale determinata dal
regoletto .3, fino a quando appare sulla visuale data da,} regoletto 2;
allora il tempo che impiega l'aereo a portarsi sulla vcrtieale del
bersaglio 2 t; ci per dare maggior tempo aUa preparazione e
per il caso ehe T sia superiore a t. Per questo e per tener conto
- 462-
tlell'ang-olo di ritanlazione ehe non riportato sul traguardo; il
(onta.seeondi ha. una., ('ostruzione speciale. Esso sisternato in modo
che al primo seatto la laneetta. si muove nel senso ordinario con
una certa velocit (30" un giro completo); al secondo scatto
ritorna iIH1ietro con velocit met della precedente (60" un giro
completo); la graduazione H riporta i tempi di caduta, ma ridotti
iL met del loro valore; e di pi diminuiti di una certa quantit
per tener conto dell'angolo di ritardazione.
Il contasecondi munito di un secondo bottone che arresta
in qualsiasi punto la lancetta.
Per l'applicazione del secondo metodo di puntamento il regolo
orizzontale si sposta lungo l'asta e viene fissato alla graduazione H
relativa alla quota; il tempo t viene misurato tra il passaggio del
bersagliu al regoletto 3 e il passaggio al l'ego letto 2 (oppure 2 e l);
quindi si sposta il regolo lungo l'asta fissando alla graduazione t;
si molla la bomba quando il bersaglio passa al regoletto L
Con questo traguardo si pu applicare anche un terzo sistema
sbrigativo, col quale la velocit non viene misurata ma Ili suppone
eonosciuta.
L'allta \'erticale imperniata alla sua estremit inferiore a.a
una pia,stra fissata a.ll'cstel'llodella. carlinga e viene tenuta verti-
cale a. mano seeondo le indicazioni di un livello.
Vi sono altri tipi di traguardi a visuale libera in cui la verti-
ea.liti1 dell'asta determinata da una massa pendolare, che per
essere sottratta all'n,zione del vento, in talun apparecehio, disposta
(lentro la carlinga, mentre il resto dello strumento al di fuori.
Un ~ L 1 t r o traguardo a visuale libera, recentissimo e molto per-
fezionato, il traguardo Mod. J ozzn.
Indica.ton: di direzione. -Sono congegni elettrici o meccanici,
mediante i quali il puntatore pu indicare al pilota la deviazione
,Iella rotta effettiva dell'aereo (veloeit propria e deriva) rispetto
aJ piano verticale aereo-bersaglio.
Tiro.
Da quanto ;;;ta,\'.o esposto sul puntamento nel tiro di caduta,
appare evidente:
l) la neeessit di mantenere una quota costante e una rotta
rettilinea durante il tem po dall'inizio del puntamento al lancio
della bomba;
- 463 - -
2) la neccilsit di la velocit
prima del la,ndo della bomba.
IJc cause rli deviazioni nel tiro (ii eaduta Rono:
a) il vento, che provo(",a la deriva dell 'aereo, va,ria,zioni
nella sua veloeit effettiva" e fa deviare la bomba da,lla lrail:'ttoria
normale;
b) errori di rotta;
c) errori nella determiwtzione della quota;
d) errori nella determinazione della, velocit;
c) differenza di forma e di impennaggio fra bomba c hOlllba.
Le cause di maggiore importa nza sono:
per la deviazione in gitta,ta: g-li errori nella determinaz;ioll e
della velocit; perch la gittata proporzionale alla ve!ocit stef\iia"
mentre proporzionale soltanto alla radiee quadrata, .lella quota;
per le deviazioni in direzione: gli errori di rotta e la deriva.
Le deviazioni in direzione per queste due caUile ehe sono di ditl-
cile eliminazione e determinazione, rif\ultano in geIwrp molto
maggiori che quelle in gitt,ata.
Nel tiro di cadllta, per conf\eguenz;a, la ]'osa di tiro hala,]'ghez;za
maggiore della, profondit; ne deriva quindi ohe s',; ha 1na,ggiore
probab'ilit dl: colpi/re un bel'sagl'io norma,lrnenf e ((lla,
s'ua dhncnsio'ne ma[j[j'iore.
BIBLIOGRAFIA
ELLENA E CLAVARINO, JYlate1'iaU d'aTtiglieria. - Torino, DoyeJ5l, 1872.
MADASCHI, Mate1'iale d' artiglie1ia. - Torino, Pasta, 1916.
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Rivista d'Artiglieria e Genio.
Revue d'ArNllerie.
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RIVISTE
Journal oJ the Coast Artiller1J.
Mmorial d' Artillerie Franaise.
Hecre,lechn ik.
nnd '['echnische J1itteilungen.
lstruzioni e l'egolmnent i it aliani ed e.,leri.
INDICE - SOMMARIO
del Volume Il.
PARTE TERZA
Materiali d'artiglieria.
GAPITOLO 1. . Gencwlit,.
Pagina Ta.vol.
Art. l. - 0araUeril:\ticlIP . Clato\"ifieazioni . Propriet
Art. 2 .

lo
2
u
taUichc . . . . . . . . . . . . . . . . .
- Breve cenno sulla evoluzione dell e artiglierie
. Periodo. Origini . Secolo XVI e XVII . Se
r,olo XVIII n XIX . . . . . .
. 2 pp, rioiln . Hi gat ll nt . Ret,rocariea . Kistellli
Ili COi"tr llzione dell e bocche da fuoco . Affusti
. Muniziofli
3 Periodo ....
I !\ II
17 lI e llI
28
0APITOLO II. . Bocche da fUQ(!o.
Art. l
Art. 2.
Art. 3.

l
2
Art.. 4 .
Art. 5.
Art. 6.
Art. 7.
Calibro . _ .
30
Lunghezza 31
Costituzione 32
Mp,talli per ,LrHglieri" 33
Costituzione Artiglierie "eIllP!iei; artiglierif'
C\olllpre!;se - Artiglierie eOlllposite: cerchiatura
a elementi e a lI astro; eollegalll ento; esten-
~ i n l l O della eerchiatul'a Artiglierie t ubate:
}'o!lnra "filahile. . .. ..... :1 4 l V l V
Spazio !li elLrielL lll ollto ..... 42 VI
. Rigatura - Sistellli lIIudorni <L proi etto guidat.o ,15
- Parti el:\terno - Ol'eCCllioni - Collegalll ollto eoi
freni . . . . . . . . . . . . . . . . .. 48 VI
- Artiglieri e speeiali. - BOlllbarde. - Superean-
none. - Bocche da fuoco scomponi bili. - Freno
di bocca. - Bocche da fuoco a due calibri.
Bocche da fuoco multiple. Turbo cannone.
Cannone-Obice . . .. _ 52 VII
Vol. II. - Armi da /,uoco por/ati l 'i . ecc. ;\0
- 4f56 -
CAPITOLO HL - Gongegni (li "hiuW1UU, ilella cnlaUu"
l'al!ina Tn\'oltl
Ari. 1. - G,'lIcralitit, - C]aKsificazion, - Condi ,doll i \iO
Art. 2. - ermetica. - Sistemi a forzalllPu lo
misto: a coppa; ad anello mlpansivo; a piatto
Art.. 3.

l

2
3.
Art. 4.
cd anello Brmdwcll e Piorkowski. - Ponmmento
automatico per eSl'ansione. - Bossoli metalliei.
- Forzamento automatico per compressione:
anello plastico De Bange e sue rnodificaziolli
- Otturatori a vite.
- Particolarit della filettatura: filettatura in-
terrotta; filettatura a graaini. - Diametro ad
vitone. - Inclinazione, forma dei filetti . .
- Forma del vitone; cilindrica, troncoconica.
li'ol'lne speciali. - Vite eccClltrica
- JVlanovra degli otturatori a vite. -
Manovra ordinaria. - Manovra. rapida. - l\la-
novra continua. - E"trazione del bossolo . .
- .Otturatori a cuneo. - Forma, disposilliOlH',
appoggio, guida e arresto. - ]\[:llIovra: ostra-
zio!w dcI bossolo. - Manovra autolllatiea .
Otturatori a bloeeo: sistollta Nonlcnfe!(it e
Art. 5. - Congegni di ,.;paro. - AeC('.1l8iollP (Iella. eari(\a.
- COllgoglli di "paro a porelU;,.;iOln Ilpr ottura-
i,ori a hos8olo llletallico: eOllgeglli a lIIolla (' a
llIartello: al'lllamento; seatto - Congegni a ripe-
i izione. - Congegni di sparo per otturatori eOll
ti:! VUI
Ul)
VIU
7J IX
H IX
81 Xl e
87 XlI
XII
anello plastico. - Congegni di sparo eletiriei 8\1 XIII e Xl V
Art. li. - Dispo8itivi di simuozlla: eontro l'ap,\l'tura a('-
(\idcntale; contro lo sparo prematuro e fortuito;
per i ritardi di accensione. . . . . . .. V8 Xl V
Ari. 7. - Altri congegni applicati agli otturatori.
Suole di caricamento. - Anesto del plOietto.
Apparecehi scacciafulllo . . . . . . 100 XIV
Art. 8 - Confronto fra i vari tipi di eongegno di ehill-
. . . . . . . . . . . . . . . lO]
CAPITOLO LV. - Muni zioHwncnlo delle arliyl!I';('. - Pm,lti.
Art. l - G(JH'ralit. . . . . . . . . . . . . . . . 1(;:1
Art. 2. - gmwJ'al(': proietti fllO,lOblo('(.o e
Ari. :3.
Art. 4.
Art. 5.
proiett.i e.ompoHti: pOKizione del bccellillo; ca-
viti" interna, Hpessore di pareti. - Metalli. .
Forma. - Sopraogivnzione. - I rnpellnaggio
- Corone. - Corono diforllalllento: pORiz., forma,
nllluero, llIetallo, impianto. - Proietti rigati
- Carica di seoppio: esplosivi di seoppio; siste-
mazione della carica di scoppio . . . _ . .
]04
]08
] 10
115
XV
XV
XV
-- - 4Gj
Al'L. (i. - Lp varit' "ptc.)\' di .l'l'oitd I i:
L
2.
:t
4.
fS,
6.
7.
- Proietti (l' urto. - Palle: eapOUCt,jo. - (;rnnal,p
perforanl i. - f:mIl ate ordinarie. . . . . _ .
- Proietti ad a", io!lo esplo8iva: granate torpo-
dill i, gl'allatc miIla, gl'3,llaic bOlllba. - Granai !>
a l'i III balzo, gr all3,tp )lcr bersagl i l'al bacquei
- Proietti a<l a",i one proictliva. - Granate a
J'mtt,ura pn\r;;f.ahilita. - Shmpnel: "lml,pncl a
.liafr<1ll1lJ1it e s ue parti . . . . .
Proi ett.i ull ici. - Grallate shmpncJ
Proietti ad azione tossica.
l'roiet1,i ilwc!ulim'i
Proietti speciali .
:APITOLO V. - jlf unizi onamenlo. - Spolelte.
Art. 1. - Generalit. - Costitu",iolle generale, posizione,
PugillH.
11 7 XY
122 XVI
124 XV]
131 XVII
]33 XVU
134 XV]T
135
XV]]
forma estel'll<1 . . . . . . . . . . . . . . 137 XVTI
Art;. 2. - Spokt,te a percussione. - Spolette ad url,o
diretto. - Spolette a cOllclIssionc. - Dispositivi
di siellrez",a. - Rit,ardi. - Sen;;ibilitit. c i"tan-
l <1JJCitiL .. . ... . . . . . .. . .... 137 XVIl - XXVI Il
Art.. 3. - Spolntte a tf\Jnpo a miccia. - Miccia a un solo
giro. - Miccia a piil giri a elica e ad anel l i.
Ae(\cnsiolle centrale e periferica
:-\polette a doppio effetto . . . .
Spolettc ad azione differita . . .
Ari ,. 4. Partieo] ari del eariWlucnt,o dell e spolet.ln
n) Caprmlt' . - lo) Miecia. - c) Detonil.1.ori.
Art. 5, - Spolet,tp m oecanie1J(' . - Pri ll cipio (\ e05tH.lI zioll o
gOIlPTa.le: agenfe lIlotore, t.rasmi""ioni, H\gola-
Zill ll B, graduazione. - Tipi di ;.tpolMk lJJeeea-
Il ie]l(l ........ . ..... . . . .
Ar1;. (i. - (hatlnatori di "poleHe. - Uradllatori a foratura.
- Gratlllatori per f' pol e1. t.e ad a.Jwll i; a. mano,
I,,>;i. antomal ici
Art. I.
Art , 2.
Art.
..,
.,.
Art . 4.
Polveri: cen ni gellera.1i .
Cariche: earien. eariehe ridotto; "i-
di earid lt' ....
- Cartocci. - Carl oeei :1 sae .. hft.to; eartoeci a
bo,,;wlo; cartoeei a proiet.to . . . _ .. . .
- IlJl1cseamt'nto delle (,a,l'ieIte. - Cannelli a fri-
",iolJ. - Call nell i a pel'ellssione: inneschi per
bossoli. - llllle"w!ti e eallnc.Jli e1ettriei. pp-
148 XIX
153 XIX
154- XIX
]55 XTX
ItiO XX
I (i ti XX p XXI
In
174
174 2XXIl
lardetti e earieholtn di inei;camPllto . . 181 XXll
- 468 --
CAPITOLO VII. - Affusti.
Art. I. - Affusti in generale: condizioni generali. -
Forme di affusto e sistemazioni nelle installa-
zioni _ . _ .............. .
Art. 2. - Affusti rigidi e affusti a deformazione
A) Affusti rigidi: rinculo, irnpennamento, tor-
mento.
B) Affusti a deformazione: principio generale;
organo elastico: affusti a liscie: affusti a culla. -
Resistenza costante del freno. - Affusti a lan-
ciata.
Art. 3. - Affusti a ruote.
Paginn. '1':'\'01"
181i
188 XXlII
I. - Conformazione generale. . . . . . . . . . 198 XXIII
A) Affusti a ruote rigidi: angolo di coda; altezza
delle orecchioniere; diametro delle ruote, car-
reggiata; limitazione del rinculo.
R) Affusti a ruote a deformazione. - Affusti a
liscie. - Affusti a culla; conformazione per
il punta mento in direzione: grande settore di
tiro verticale. - Scudi . . . . . . . . . . . 201 XXIII
2. - Gli affusti a ruote rispetto al servizio . . . 210
8. - Particolari di costruzione. - Corpo di affusto;
Art. 4.
1.
2.
3.
profilo, tracciato e sezione delle coscie: costru-
zione a cassetta e tubolare. - Sala. - Affustino.
- Culle e slitte. - Vomeri . . . . . ... .
- Affusti a cassa.
- Affusti rigidi con sottaffusto: costruzioni spe-
ciali. . . . . . . . . . . . . . . . . . .
- Affusti a liscic. - Tipi particolari . . . . .
- Affusti a culla. - Installazioni fisse: allo sco-
perto e in pozzo. - Installazioni mobili. -
Installazioni ferroviarie. -
Installazioni semoventi . . . . . . . . . .
4. - Particolari. - Affusti. - Culle c Hlii-t,( .. - Piatta.-
forme . . . . . . . . . . . .
Art. Ii. Affusti a piedest.allo. - Tonettt . torH,zza1 ..
Art. (i. - Afflll'ti al'tieolati. . . . . . . . . .
CAPITOLO VIII. - Oongegni 'Vari ftpplica.t i agli affI/sii.
Art. I.
Art,.
2.
1.
2.
3.
4.
- Oreeehioniere c ;;ol>pensione .
- Congegni di pllllteria in t'lcvaziollt .
- Congegni a vite: vite sempliec; vitle multipb;
ehioeeiola fissa e o;;eillantt.
Congeglli a dentiera: freni (l :tITt'sti
Congegni idraulici . . . . . . . .
Equilibratori a molla e pnenmatiei
XXVI
. 219 XXVI
22:\ XXVII
XXVIII
221i XXXIX
234 XXXI
2:17 XXX
240 XXX
241 XXXII
242 XXXII
246 XXXIII
248 XXXII
248 XXXIII
5.
(l.
Art. il.
,H)\I ---
J'lallovra rapida "
Congegni a doppio COllll1!U[O
Congegni di direzione: per affusti a ruote,
per affusti a piattafol'llla; per affusti a piede-
stallo
Art. 4. - Freni di Freni ad attrito c freni
l'agina 'l'avo I;\.
250
251
252
XXXIV
XXXIV
XXXV
idraulici 255 XXXV
1.
2.
8.
4.
Art. 5.
1.
2.
8.
4.
Art. 6.
Art. 7.
Freni idrauliei: cOtltituziolle; cilindri; pl'emi-
stoppa, liquido: asta e stantuffi
Variabilit delle luci di efflusso: scanalature
nervature; valvola rotante, contro asta, ecc.
Frcni di ritorno: val'ic llIoilalit.. - AmmOltiz-
zatori del ritorno
Riduzionc del rill(',ulo.
Ricuperatori.
Ricuperatori li moll e : Illodo d'azione, hlll-
ghezza e disposizione delle molle. Ordini di
molle. Tensione iniziale
Rieuperatori ad aria. Ricuperatori idro-
pneumatici: camere d'aria. Ricuperatori
pneumatici. Particolari dei ricupcratori ad
aria.
Ricupcratori . Fl'eno idropneumatico
'l'orchi idl'aulici
Caricamcnto. - Sollevamento dei pl'oietti.
Calcatoi a tubi e a catena
Manovra idraulica, eil elettrica
JAPI' I'OLO IX. - Apparecch'i di: p 'ltntmnwnto.
Art. l . . - Linec ai mira: punti di mira;
eollillt:1tori; cannocchiali; cannocchiali pano-
ramic,i. - Comandi a ingranaggi. - nraduazioni
Art. 2. - Appareeehi per la Hola dimzio/le: apparecchi
eO/l vi,,"ale Il fiellza visll al!'. . . C(\l'ehi <li punta,-
Art.
.)
".
Art. 4.
I.
2.
IIl ellj.o. - Rot,aie gmcluato .. a speeC',hio
- Appa,l'(',eehi 1)('1' il pllllt.a,lll ellto iII a.lt-ez:r.<t:
Il) a livc' ''o, - l,) Illdic'Mori cl ellee in-
c,lill a:r.i olli. c[n"p elnv:1:r.iolli, cl 1'11 l' c1i Hl-alli7,C' . .
. AI",i ......... .. ... . .. .
- Alzi )'C't-t ,ilillei Il- l'it.t.o c', CII1"O)', C' ali fl;.1 a "l'or
1'I.'-vo[c,.
- Alzi qllaclmnt.C': (',011 1.:lC'-CJfl, di lllira (l mirino
Alzo :L ;;barnt. - .Alzi C',Oll eannoeehiale: varie
formo c disposi:r.iolli. - Alzi doppi . . . . .
Art.. 5. - CorreziOlw rlC'lIn "banclamellto e dell :t deri-
vaziolle.
25H
258
260
264
2 (i (l
26n
274
275
27f;
271!
280

2UO
2\H
XXXV
XXXVI
XXXVII
xxxvn
XXXV1T[
XXXVIlICl
XXXIX
XXXIX
XXXIX
XXXIX
XL-XLI
XLI
XLI-XLll
XLI!
XLlII
, - 470
Pagina 'l'avula
1. . Correzione dcllo "lJamlaJJwJI(ot . 2\Hl XLIV
2 .. Correzione automatica della derivaziollc: alzo
inclinato e altri mezzi BOI XLV
Art,. ti. Sistemazioni speciali.
1.
2.
3.
4.
Art. 7.
1.
2.
3.
Linea di mira indipendcllte
. Alzo indipendent e : alzo in(lipell!l('.)Itl' a. linl'<l
di mira indipendente
Alzi automatici
Appareechi di puntalllento controaeroi
GoniolllCtri o telelllCtri (Co}mi).
Goniometri da call1pagna .
Telellletri: a due stazioni: monost.at.ici a coin-
cidenza e stereoscopici
Telemetri da costa.
CAPITOLO X. . 'l'ra'ino e trasporto. - Trazione animale e
8omeggio.
304
:105
:lO 7
:109
3]]
313
318
Art. 1. . Carreggio in genere . . . . . . . . . . . 322
1. . Ruote e sale . . Ruota .. Sala . . Call1panat,1ll'a.;
XL\'
XLV
XLVI
XLV]
XLVlT
XLVII
XLVII
incavallatura; strapiombo . . . . . . . . :122 XI,VT11
2. . Carri a due ruote. - Costituzione generale.
Attacco fle! lllotore. - PreKsione rml motol'P.
Rtabilit. - Volta .. },'reno. . . . . . .. :\2ii XLVnI-1:
3. - Carri a quattro ruote .. Unione dei treni .
Volta .. Timoni, bilancc, bilancini .. At.tacco
dCl mot ore. . Con(lot,1.a. . RendilllPlI1.o ,1,1
motoJ'e
4. - ]l'reni ai via. -l''l'l'lIi a ,,(.arpa .. . Freni a(l :ll.-
Art.


Art.
trito . . . . . . . . . . . . . .
2. M(\l':zi per a.gevola;J'( il trai 110,
Atta.',('hi " sospeniSioni cla,,; t,id)(' 1.
2.
:1.
DililiIlUl':ioll(\ dolle J' osii<toIlZf'. al tra.illo. Uo -
t,a ie :lo eingolo BOllagclll ,(' .
. V,,1.1.\I1(\ di :1,J'I;igl iMia..
Artiglieria ctLlI11',de leggma; vctt.Ill'P ]lezzo ('
(',alTi per 1II11I1il':iolii. - AViLlltJ'(\ni. - Cofa.ni (' " i
,; klllaziono ddl o 1llllllzioni .
Al'tigLi('J'ia pesanl't\ ea.lIl1ml"
j \ rtigliel'ia peRlI.n 1.(\
Art. 4. - iII Inont.agna..
Traino ..
SOlncggj(J
C APITOLO XL - 'l ' mi'no 'I/ W(; m/,:o tlel1e (t,I'f.iqUe'l"ie.
Art. 1.
Art. 2.
Geueralit. .
Voieoli automobili.
:1 2H IL-L
:\:12 L
:13:, LI

LI
:141 LI
:14"
:1,j.7
LII
847 LIIl
B48
35u
- 471 -
Pap;i IU\ Tavola
S 1. - Yl'eoJi a 1'110/,(-. - ,\lIt."(.:I,l'l'i l'-gg,-ri . - Anlo-
"arri - Tra(,j,rit\i onlill:l,rie. - VoieoJi 11
4 mote. Motrici. - Veieoli a piil di 4 rnoLo.-
TraUore l'avesi . . . . . . . . .
2. - Veicoli a rotaie eontinue .. Costituziolle gelle-
m! e. - Partieolari. . 35[)
LII
LIlJ
LIV
UV
L1V - LV
;Veieoli trasformabili. - Sistema St. ChalllOlld.
- Sistema Christie ............ 3tiO 'L V
Art. 3. -: Sistemi di traino e di trasporto.
1. -:' RiIllOTehio: earattmistiche genmali: rimorchio
di affusti a ruote; carrelli elastici; rimorehio di
installazioni a piattaforma. Volta eorretta.
Attaeco del rimorchio . :Hi2 L V - L VI
2. _'" A rliglierie alltoportato :lG7
3 . . !Affw;J,i illllllOVfllll.i :ltiH
4. - Trono L V l
APlTOLO XIJ. - T mntIJrinli ddlt, u((,/', 8j}(wiali.t d'wrl iylieriu ..
Art. 1. - Artiglim-ia llI"hil<- . . . . . . . . . . . . :no
1I10hiJiUIt'IIit':.I:.Ii di Iraillo.
Art. 2.
Art.
Art. 4.
Art. 5.
- Calibri e "pl'('io di ho(," .a <la [uoe". - -
\lunir.iOltalllf'lIt .n ..... .
Art.iglieria por aeeOllljJaIl:lllll-lIto . .
ArtigliPTia pe!' J'antt'J'ia . . . . . .
Art .igli"Tia da IIwtaglla. - SOllleggio . . Traino
ArtigJiel'ia ealllpal, -
A rtiglif'!'ia pel':mte 'o. di potenza.
Artiglierie eout.nHwro
Al'tigli(wie in installazionn fi ksa
Artiglipria da costa
Artiglieria llaval,-
A.PITOLO XlI r. - !f' U,[,lI/''(wiorw dri materiali d' ltTt'if/lJ/'ia.
Fabhriea:.liolll' a .. lle hoe(-.]w fla fUlwo d' a,(w.iaio ..
() propara;r,inJle degli nle!1lol11.i .. Cel'-
,-hiatura. - Lavoraziolle: rignt.ul'a. - Operazioni
eOtn]lldi VI' ... l<'abhl'ieazioJlp ,lel1p 1l,u1..i di ".bili ,
l'a. - ('"llall,la;r,iolle d..tlo artig.1inri"
dei : proidli. -l'roie1.1i di ghi"a. -
Proiet.ti rl'aeeiaio . . . . . . . . . . .
Lavoraz. delle "polet,to .. Mieeie. -
APITOLU Xl\'. - Appendi" .. I. - (farri Uil'mati.
COllfol'llliLZiollO gellPral .. . - 1'1'''0 veJo(.it .iJ.. - Di
- taj(,icho: mobilit, anlla-
ment.o; protezione; equipaggio; i1bitahilit.,siell
rezza; altlOllOlil ia; tra,., porto pm' via ordinaria
Dat i prineipali per aleuJli l'alTi d'a""alto
;;' .(
;)85
:387

:390

:)\)4
4J2
i17
422
42\1
LVlI
LVIII
LIX
LX
LXI
- 472 -
CAPITOLO XV. - Appml ieo Il. - Rom/I(! . _
:::)oziolle L - llo/ll be a lIlano c da fueile; lal\ciabo/ll bo
A) Bombe 11 mano: forilia c dilllell :; iolli ; peso;
CO:;titllzione ; innescamento. - Norme per l'uso
B) Bombc da fucile: sistema ad asta; sistema a
tubo di lancio. - Tiro colle bombe da fueil e
C) Lanciabolllhe; lanciabombc lII eceallici; lall-
eiaholllbe pneulIlatici; lallei abolllbe ('.011 carica
di esplosivo: a llJa.llO; ad asta.; petiallti
:::)ozioll(', IL - Proidti !li c,tduta thtgli acn,i.
il) <;UIIBmli til, .....
B) Part.i (,oi'l Lit.ul,ivt\. - Illvohwro. - t !a.I'e;.t, (li
, , ( ~ o p p i o . - ::;polet.ta. - Uovel'lla,le - So"pmH;iollc
O) Carat.tori :;j,idw cldlo varil\ i'llweil\ . . . . .
HOIIJlJC torpedini. - COlltTO illilmreazioll i. -
BOlli hl', lllilllt orilina,rie c perfOl'ltllti. - BOli Il)(,
iW,(Jlldiari p.. - HOllJhe minori. - Bombe IIl1lltipl e.
Pagi na Ta.vol a
4:30
431
431 XLII
435 XLIII
43!J LXIII
4H
445 XLIV
448
D) i:o"'pen:;ioIlB dell o bOIll be: ap]lu,]'()(Jehi di lall(io 451 XL V-
E) Tiro di ('"t(luLa o apparecchi di pUlltltlll tl llt.O. -
GellenLiit. - PllntalJlellto ('. laudo. - Del,p. r-
lIIillazioJle (Iolla vl'.locit: de(,erlllll azioll fl del
llIomento di laueio . . . . . . . . .
:::)trulllcnti i pllntl1mento. - Traguardi a eall-
nocchialc : traguardi a vi sualo liber a
Tiro.
BmUOGRAFIA
453 LXV
459
462
463
LXVI