Introduzione alla
Psicopatologia
L'ipnosi come tecnica fondata
sull'autosuggestione
L'ipnosi è una tecnica che ha suscitato molte
ipotesi riguardo alla sua efficacia e al suo
funzionamento. Secondo alcuni, essa si basa
sull'autosuggestione, ovvero sulla capacità del
soggetto di autoindursi in uno stato di trance e di
accettare suggerimenti provenienti
dall'ipnotizzatore. Questa teoria è stata sostenuta
soprattutto all'epoca della scoperta dell'ipnosi,
quando si credeva fortemente nel paradigma
psico-genetico, secondo il quale le patologie
psichiche sono causate principalmente da fattori
ambientali e psicologici. L'ipnosi, infatti, sembrava
confermare questa teoria poiché permetteva di
alterare lo stato di coscienza e di richiamare alla
mente del soggetto contenuti rimossi, rafforzando
così l'idea che le patologie mentali fossero
principalmente di origine ambientale e psicologica.
Le basi delle patologie mentali
Le patologie mentali sono caratterizzate da un
insieme di sintomi e segni che possono influire
sulla vita di relazione del soggetto. L'io, ovvero
l'attore principale nella vita di relazione, si avvale
di diverse funzioni psichiche come la coscienza, il
senso di percezione, il pensiero, l'affettività, il
comportamento psico-motorio, la memoria,
l'attenzione e l'intelligenza. La psicopatologia si
occupa di studiare le principali patologie che
riguardano queste funzioni psichiche. Secondo il
modello di Kraepelin, è importante considerare le
modalità di insorgenza, l'evoluzione e l'esito della
patologia per poterla classificare e comprendere
meglio il suo sviluppo. Tuttavia, a differenza della
medicina, in psichiatria mancano spesso elementi
oggettivi come esami di laboratorio o strumentali
per confermare la diagnosi. Inoltre, le patologie
mentali sono spesso di origine multifattoriale, il che
rende più difficile individuare una causa specifica e
prevedere l'evoluzione della patologia nel tempo.
L'esame clinico in psichiatria
L'esame clinico è fondamentale in psichiatria per
riconoscere e valutare i sintomi e i segni della
malattia. Durante l'esame, il clinico deve prestare
attenzione sia al contatto verbale che a quello non
verbale con il paziente, poiché spesso i malati
comunicano in maniera non verbale. La diagnosi in
psichiatria si basa principalmente sulla descrizione
dei sintomi e dei segni osservati durante l'esame
clinico, poiché mancano spesso elementi oggettivi
come esami di laboratorio o strumentali. Inoltre, è
importante avere un approccio empatico nei
confronti del paziente, cercando di immedesimarsi
nella sua esperienza soggettiva per comprendere
meglio la sua situazione. Il DSM, manuale
diagnostico e statistico dei disturbi mentali, utilizza
spesso il termine "disturbo" invece di "malattia"
per indicare le patologie psichiche, poiché spesso
mancano elementi oggettivi per confermare una
diagnosi medica.
Aspetto del paziente in psichiatria
In psichiatria, l'aspetto del paziente è un elemento
importante da osservare durante la visita.
Attraverso l'aspetto del paziente è possibile
comprendere alcune caratteristiche del suo stato
emotivo e mentale. Ad esempio, un paziente
trascurato può indicare un possibile disturbo
depressivo. L'espressione del volto, la mimica e
l'atteggiamento del paziente possono fornire
ulteriori informazioni sul suo stato emotivo, come
ad esempio una fase persecutoria caratterizzata da
sospetto e diffidenza. Anche il comportamento e
l'attività psicomotoria del paziente possono essere
osservati durante la visita per rilevare eventuali
disturbi.
Comportamenti rilevabili durante
il colloquio in psichiatria
Durante il colloquio in psichiatria, è possibile
osservare alcuni comportamenti del paziente che
possono fornire importanti informazioni sul suo
stato mentale. L'eloquio, ad esempio, può essere
fluido e spontaneo o fortemente ridotto, indicando
possibili disturbi. Anche la coscienza può essere
alterata, sia dal punto di vista qualitativo che
quantitativo. L'orientamento del paziente nel
tempo, nello spazio e rispetto alle persone può
essere valutato durante il colloquio, così come
l'affettività, l'ideazione, l'attenzione, la memoria,
l'intelligenza, la volontà e la capacità di critica e di
giudizio. In particolare, l'assenza di questa capacità
può indicare la presenza di un delirio o di una
psicosi, che alterano l'esame di realtà del paziente.
Pseudoallucinazione
La pseudoallucinazione è un fenomeno patologico
che si manifesta con la percezione di voci o suoni
provenienti dall'interno della propria mente. A
differenza delle allucinazioni, che sono percezioni
sensoriali esterne, le pseudoallucinazioni sono
percezioni interne che non dipendono dalla volontà
del soggetto. Questo fenomeno è considerato un
disturbo del pensiero e può essere presente in
diverse patologie psichiatriche, come la
schizofrenia.
Rappresentazione
La rappresentazione è un processo mentale che
permette al soggetto di richiamare alla mente
determinate idee o concetti. È una delle attività
fondamentali del pensiero e si basa sulla capacità
di associazione, correlazione, astrazione e
simbolizzazione. A differenza della
pseudoallucinazione, nella rappresentazione il
soggetto ha il controllo e la volontà di richiamare
determinate voci o pensieri nella propria mente.
Allucinosi
L'allucinosi è un disturbo del pensiero in cui il
soggetto ha delle allucinazioni, ma è in grado di
riconoscere la loro natura patologica e non le
accetta come reali. Questo fenomeno può essere
presente in alcune patologie, come la sindrome
alcolica, in cui il soggetto ha delle allucinazioni di
tipo microzootico. A differenza delle
pseudoallucinazioni, l'allucinosi è accompagnata da
una consapevolezza della malattia e della natura
patologica delle percezioni.
Attività di pensiero
L'attività di pensiero è un processo mentale
complesso che permette al soggetto di elaborare
concetti e relazionarsi con la realtà. Si basa sulla
capacità di associazione, correlazione, astrazione e
simbolizzazione e si avvale del linguaggio come
mezzo di comunicazione. Grazie al pensiero, il
soggetto è in grado di produrre giudizi validi sulla
realtà e di possedere una capacità critica e di
giudizio.
Disturbi del pensiero
I disturbi del pensiero sono presenti nella maggior
parte delle patologie psichiatriche e possono
manifestarsi in diverse forme. Tra i disturbi formali
del pensiero si possono trovare l'accelerazione o il
rallentamento del pensiero, la prolissità, la
circostanziazione, la perseveranza, la
dissociazione, le fusioni, le iperinclusioni, i
deragliamenti, l'intoppo e il pensiero incoerente o
autistico. Questi disturbi possono alterare la forma
del pensiero e influire sulla capacità di astrazione e
di giudizio del soggetto.
Disturbi del contenuto del
pensiero
Oltre ai disturbi formali, possono essere presenti
anche disturbi del contenuto del pensiero. Tra
questi, si possono trovare l'idea prevalente, l'idea
ossessiva e l'idea delirante. L'idea prevalente è un
pensiero che domina la mente del soggetto e viene
sostenuto con un forte coinvolgimento emotivo.
L'idea ossessiva, invece, è un pensiero ripetitivo e
incoercibile che limita l'espressione della
personalità del soggetto. Infine, l'idea delirante è
una convinzione falsa e incorreggibile, sostenuta
con una certezza incontestabile dal soggetto e
impermeabile alla critica esterna.