GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE – CORSO AVANZATO – ANDREA ADDESSE
PROGRAMMA:
1- CRISI ECOLOGICA E SOSTENIBILITA
2- AGENDA 2030 E GREEN ECONOMY
3- TRANSIZIONE GREEN IN ITALIA
4- ECONOMIA CIRCOLARE
5- GREEN DEAL EUROPEO E PACCHETTO ECONOMIA CIRCOLARE
6- GESTIONE DEI RIFIUTI E RIFIUTI DA IMBALLAGGIO
7- TRANSIZIONE ENERGETICA
8- TRASFORMAZIONE DIGITALE E SMART CITY
9- TURISMO SOSTENIBILE
Il concetto di sostenibilità si palesa dal 1970.
Si prevede che nei prossimi 40 anni il consumo complessivo di materiali come biomassa,
combustibili fossili, metalli e minerali raddoppierà e la produzione annuale di rifiuti aumenterà del
70% entro il 2050. L’esperienza Covid 19 può essere un “catalizzatore sociale”; inoltre, il quinto
problema che ha assunto dimensione globale è relativo alla crisi intergenerazionale.
Antropocene: periodo geologico definito nel 2000 in cui ci sono gli impatti delle attività umane.
1972: rapporto sui limiti dello sviluppo (Club di Roma), il quale è un’associazione non governativa
di scienziati che ha svolto un’opera pioneristica.
Earth overshoot day: giorno del superamento, indica il giorno nel quale l’umanità consuma
interamente le risorse prodotte dal pianeta nell’intero anno. Si calcola come BIO/HEF x 365; BIO
sta per biocapacità annuale del pianeta e HEF sta per impronta ecologica annuale dell’umanità.
Brown Economy: economia che consuma a discapito della natura, dell’umanità e dei beni comuni
senza tener conto del debito che genera.
Green Economy: Mezzo per raggiungere lo sviluppo sostenibile 2008 nel protocollo di Kyoto.
Basata su tre pilastri: tutela clima e biosfera, circolarità delle risorse, benessere inclusivo e di
migliore qualità.
1. CRISI ECOLOGICA E SOSTENIBILITA
Impronta ecologica: superficie di cui ogni essere umano ha bisogno per poter esercitare le proprie
attività, come prelevare risorse e smaltire gli scarti. Consumo umano di risorse rispetto alla
capacità della terra di rigenerarle.
Biocapacità: superficie di territorio effettivamente disponibile per ogni essere umano.
4 problemi rilevanti: perdita di biodiversità, alterazione dei cicli di azoto e fosforo, perdita di suolo e
cambiamento climatico. Indice di Gini: misura la diseguaglianza nella distribuzione di reddito
Protocollo di Montreal: messa al bando di sostanze come propellenti e refrigeranti per ripristinare
lo strato di ozono. Fonti di energia: 80% fossile e 20% rinnovabile.
Effetto serra: surriscaldamento globale dovuto alla combustione di idrocarburi, a cui si
aggiungono cause come disboscamento forzato, incendi e allevamento intensivo.
Avoid-shift-improved: strategia per la mobilità sostenibile da parte dell’UNEP. Avoid (riduzione
della domanda di mobilità), Shift (spostamenti con modalità meno inquinanti) e Improved
(migliorare la qualità ecologica dei mezzi di trasporto):
2. AGENDA 2030 E GREEN ECONOMY
Obiettivo globale: accelerare sviluppo della green economy per azzerare le emissioni nette al 2050.
COP26: Glasgow – Cina ha intenzione di raggiungere la neutralità climatica entro il 2060, mentre
l’USA nel 2050
Agenda 2030: adottata dall’assemblea generale delle nazioni unite, propone 17 obiettivi comuni e
oltre 240 indicatori per verificarne il raggiungimento. Sono impegni assunti dai 193 Paesi membri
da raggiungere entro il 2030.
Sviluppo sostenibile: introduce le 5 P, persone, pianeta, prosperità, pace e partneship.
SDG Index: consente a ciascun paese di valutare il proprio stato di avanzamento. In Italia possiamo
vedere l’avanzamento grazie al rapporto ASviS. In Italia, la declinazione dei 17 goal della
sostenibilità restituisce un quadro variegato e difficilmente generalizzabile.
Goal 7: energia da fonti rinnovabili
Goal 8: lavoro dignitoso e crescita economica
Goal 11: condizioni abitative e inquinamento atmosferico
Goal 12: gestione dei rifiuti
Goal 13: emissioni di gas serra
HDI: indicatore composito costituito da variabili economiche (pil pro capite) e sociali (istruzione e
salute).
3. TRANSIZIONE GREEN IN ITALIA
BES: Benessere Equo Sostenibile avviato dall’ ISTAT nel 2010 che individua 12 domini rilevanti per il
benessere e 130 indicatori. Aggiornamento 2020 con 152 indicatori attuali.
Italia: emissioni non calano da 5 anni, i consumi di energia sono tornati a salire, la crescita delle
rinnovabili si è quasi fermata. Bisogna investire nella rigenerazione urbana sviluppando le “green
city”. Deep renovation: ristrutturazione di un edificio che riduce il consumo finale di energia
rispetto a prima di esso. ICR: rapporto sul clima in Italia che avviene ogni quattro anni.
Roadmap climatica 2020: definisce il percorso per la neutralità carbonica del paese
Roadmap 2030: introduzione della “carbon pricing” (tassa sul carbonio) e di una “border adjusted
tax (tassa sul carbonio alla frontiera).
CADM: carbon border adjustment mechanism: introdotto nel 2021 dal parlamento europeo e
consiste in un meccanismo da applicare alla frontiera europea che adegui il prezzo dei prodotti
importati alle emissioni di CO2 incorporate in essi. Il suo obiettivo è quello di instaurare una
collaborazione con i partner internazionali per migliorare i parametri climatici mondiali.
Dumping climatico: imprese che eludono le norme sul clima spostando la produzione in stati più
permissivi.
Certificati bianchi: meccanismo entrato in vigore nel 2005, strumento di promozione
dell’efficienza energetica in Italia. Sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di
risparmi di energia. Un certificato equivale al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio e
valgono circa 250 euro l’uno. GSE: gestore servizi energetici, ente che riconosce i certificali bianchi
In italia le emissioni dal 1990 al 2020 si sono ridotte del 19%. L’idrogeno si pensa che darà un
contributo significativo dopo il 2030 fino a raggiungere il 10% dei consumi finali al 2050.
Green New Deal: richiede la definizione di obiettivi strategici al 2030 e un percorso di
partecipazione e di dibattito pubblico.
4. ECONOMIA CIRCOLARE
Mira a dissociare lo sviluppo economico dal degrado ambientale e dal consumo di risorse naturali.
È un’economia in grado di auto rigenerarsi e in cui i flussi di materiali possono essere biologici
(destinati a essere reintegrati nella biosfera) e tecnici (progettati per essere riciclati).
L’attenzione riguarda tutta la catena del valore.
La “Simbiosi Industriale” è uno degli strumenti più importanti per la transizione verso l’economia
circolare: è un approccio integrato che coinvolge industrie tradizionalmente separate finalizzato a
promuovere vantaggi competitivi nello scambio di materia, energia, acqua e/o sottoprodotti.
Esempio più conosciuto: Kalundborg in Danimarca
La simbiosi si può realizzare attraverso distretti di simbiosi industriale (approccio bottom up) e
parchi eco-industriali (approccio top down).
Il NISP costituisce la prima iniziativa al mondo di simbiosi industriale, è stato implementato nel
2003 dal Regno Unito e rappresenta uno strumento operativo per la pianificazione sostenibile
industriale. GPP: Green Public Procurement, piano d’azione nazionale sugli acquisti verdi e di
criteri ambientali minimi che indirizza l’acquisto di prodotti realizzati con processi produttivi più
sostenibili e meno inquinanti. Sono rivolti maggiormente alle Pubbliche Amministrazioni, le quali
grazie a esso possono influenzare il mercato e favorire l’acquisizione di una maggiore
consapevolezza ambientale da parte dei consumatori.
Italia: leader nel GPP e nei brevetti, parsimoniosi nel consumo di risorse, ha intrapreso un percorso
di miglioramento sulla produzione di rifiuti urbani, bene ma non benissimo riguardo il riuso
circolare.
Lo studio OCSE identifica gli strumenti necessari alla circolarità dei processi economici:
- Strumenti regolativi: restrizioni/divieti di estrazione e consumo, standard tecnologici
- Strumenti economici: tasse e sostegno pubblico per creare processi di simbiosi industriale
- Strumenti volontari: sistemi di certificazione ed etichettatura, sistemi di gestione ambientale
5. GREEN DEAL EUROPEO E PACCHETTO ECONOMIA CIRCOLARE
Nel 2020, la nuova presidente della commissione europea, presenta il Green New Deal.
Il Green Deal si prefigge di rispondere alla crisi climatica, proteggere e conservare il capitale
naturale dell’UE, indirizzare l’economia verso percorsi più sostenibili e proteggere la salute e
benessere dei cittadini. L’UE vuole diventare climaticamente neutra entro il 2050.
L’economia circolare inizia nelle primissime fasi del ciclo di vita del prodotto.
• Produzione: azioni di eco design e schemi REP (responsabilità del produttore).
• Consumo: le scelte dei consumatori possono influire sull’economia circolare
• Rifiuti: aumentare riciclaggio e collaborazione con gli stati membri
• Materie prime-seconde: incertezza sulla loro qualità
PLASTICHE
Materiale centrale nella nostra economia, usato in moltissimi settori.
Le più usate sono il polipropilene e il polietilene. Europa secondo produttore di materie plastiche
dopo la Cina. Le criticità globali relative alla plastica riguardano i bassi livelli di riutilizzo e
riciclaggio, le percentuali di smaltimento in discarica e incenerimento ancora elevate, scarsa
domanda sul mercato di plastiche riciclate. Sono state rilevate 9 tipologie di materie plastiche.
Ogni anno in Europa si producono 26 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica e meno del 30% è
raccolta per essere riciclata. 8 milioni l’anno finiscono negli oceani. La plastica negli oceani deriva
da una cattiva gestione dei rifiuti. La direttiva 2008/56 stima la prima base di riferimento sulla
quantità dei rifiuti marini. Pacchetto UE: interviene sulla direttiva per riduzione del Marine Litter.
Macroplastiche >25mm, Mesoplastiche < 25mm, Microplastiche <5mm, Nanoplastiche < 1um.
Il piano d’azione dell’Unione Europea individua le misure da intraprendere a diversi livelli al fine di
trasformare le sfide globali in opportunità e riguardo il pacchetto rifiuti, aggiunge nuovi target di
riciclaggio come quello rappresentato dagli imballaggi.
Entro il 2030 tutti gli imballaggi di plastica devono essere riutilizzabili o riciclabili, mentre entro il
2050, 10 tonnellate di plastica riciclata devono essere utilizzati per produrre nuovi prodotti.
Per raggiungere questi obiettivi, il riciclaggio per gli imballaggi di plastica deve essere fissato al 55%
entro il 2030, deve esserci l’obbligo di raccolta differenziata e devono esserci miglioramenti
riguardo la responsabilità estesa del produttore.
Per le plastiche monouso, la Direttiva 2019/904 dice che saranno vietate dal 2021.
Inoltre, le bottiglie di plastica dovranno contenere almeno il 25% di riciclato entro il 2025.
Bioplastiche: biodegradabili e biocompostabili, ottenute da amidi, cellulose e oli vegetali.
SPRECO ALIMENTARE
1,3 miliardi di tonnellate di cibo sprecato ogni anno.
La Direttiva Europea 2008/98 relativa ai rifiuti impone come priorità per la gestione dei rifiuti, la
prevenzione. Tra gli ostacoli di ordine giuridico sullo spreco alimentare troviamo l’assenza di una
definizione legale di “rifiuto alimentare”. Food losses: perdite che avvengono a monte della filiera
alimentare. Food waste: sprechi che si verificano nella parte finale della filiera alimentare.
Definizione Prof italiani: prodotti scartati dalla catena agroalimentare che hanno perso valore
commerciale che possono essere destinati ancora al consumo umano.
Le perdite scaturiscono principalmente da limiti logistici e fattori infrastrutturali, mentre gli sprechi
derivano maggiormente da fattori comportamentali.
Scadenza: da consumarsi entro (giorno, mese, anno)
Termine minimo di conservazione: da consumarsi preferibilmente entro (mese e anno).
La legge sugli sprechi alimentari 166/2016 prevede la possibilità di donare il cibo anche dopo la
data del termine minimo di conservazione.
From farm to fork: accordo tra agricoltori e aziende alimentari per garantire prodotti alimentari
sostenibili
CRITICAL RAW MATERIALS
CRM: materie prime critiche che hanno importanza economica per l’industria europea e
presentano rischio di approvvigionamento. Italia: importazioni da paesi con instabilità politica.
Approccio dell’economia circolare sulle CRM: riduci, ricicla e sostituisci.
REE: sono le terre rare usate per fabbricare dispositivi elettronici e realizzare tecnologie green.
BIOMASSE E BIOMATERIALI
Sono materiali a base di risorse biologiche come legni, colture e fibre e possono essere usati come
fonti di energie alternative a meno impatti come i biocarburanti.
Bioeconomia: sistema socioeconomico che comprende e interconnette le attività economiche
che utilizzano biomasse rinnovabili per produrre cibo, materiali ed energia. Rappresenta una
declinazione fondamentale dell’economia circolare.
Polimeri: composti chimici ad alto peso molecolare costituiti da unità chimiche ripetute e si
dividono in sintetici (ottenuti da polimerizzazione di materiali derivanti dal petrolio) e naturali.
Biopolimeri: si ottengono da materie prime naturali come microorganismi, animali e piante.
Bioplastica: plastica riciclabile che deriva da materie prime rinnovabili e sono biodegradabili. In
Italia ci sono le Mater-Bi: ovvero realizzate a partire dall’amido.
6. GESTIONE DEI RIFIUTI E RIFIUTI DI IMBALLAGGIO
I rifiuti sono rappresentati da qualsiasi oggetto o sostanza di cui il detentore si disfi o abbia
l’intenzione o obbligo di disfarsi. Si dividono in base alla loro provenienza in rifiuti urbani e rifiuti
speciali, mentre in base alla loro pericolosità in pericolosi e non pericolosi.
La Green Economy considera i rifiuti una soluzione e non più un problema.
Un rifiuto smette di essere tale quando è stato sottoposto a un’operazione di recupero, incluso il
riciclaggio e il riutilizzo. La cessazione della qualifica di rifiuto costituisce un premio per chi
effettua riciclo e recupero dei rifiuti, trasformandoli nelle materie prime-seconde. Inoltre,
rappresenta lo strumento per l’attuazione della società del riciclo.
Gli stati devono cercare in tutti i modi di impedire ai sottoprodotti di trasformarsi in rifiuti.
A livello europeo non esistono target di raccolta differenziata dei rifiuti urbani ma solo target di
riciclaggio.
Ecodesign: identificazione degli aspetti ambientali di un prodotto nel suo intero ciclo di vita. Il suo
obiettivo è quello di minimizzare l’impatto ambientale di un prodotto durante il suo ciclo di vita
senza comprometterne funzionalità, prestazioni e qualità.
Wrad livind: startup di moda che ha usato la polvere di grafite di scarto per la tintura dei tessuti
Orange fiber: tessuto proveniente dalla buccia delle arance.
RAAE: rifiuti tecnologici come apparecchiature elettriche elettroniche e batterie. Sono eterogenei
fra loro e complessi strutturalmente e chimicamente.
Le direttive stabiliscono i tassi di riciclo ma non dicono come effettuarli.
Upcycling: forma di riutilizzo che recupera la % più alta di materiale trascurando qualità di output.
I processi idrometallurgici rappresentano un’alternativa ambientale più sostenibile per i rifiuti
tecnologici
CONAI: consorzio nata col decreto legislativo 22/1997 che ha segnato il passaggio da un sistema
di gestione basato sulla discarica ad un sistema integrato incentrato sulla prevenzione, recupero e
riciclo degli imballaggi. A esso aderiscono produttori e consumatori, i quali versando il CAC
(Contributo ambientale Conai), si fanno carico degli oneri relativi alla raccolta, recupero e riciclo
degli imballaggi. il CAC serve per finanziare le attività del CONAI. 2018: circa 800 mila consorziati.
L’accordo è volontario e i produttori di imballaggi non sono obbligati e parteciparvi.
Contribuisce a perseguire 9 dei 17 goal dello sviluppo sostenibile.
Life Cycle Costing (LCC): metodologia che consente di quantificare i benefici ambientali ed
economici generati dall’attività di riciclo dei rifiuti da imballaggio.
7. LA TRANSIZIONE ENERGETICA
I GHG (green house gases) sono I responsabili dell’effetto serra dovuto all’attività umana. La CO2 è
considerata il principale gas a effetto serra e provoca circa 2 watt per m2 di radiazioni: Anidride
carbonica 80%, seguono metano 10%, protossido di azoto 4% e idrofluorocarburi 3,4%.
L’indicatore GWP (global warming potential) consente I confronti dell’impatto dei diversi gas sul
riscaldamento globale. Corrisponde all’energia assorbita da 1 tonnellata di gas in un periodo di
tempo rispetto a 1 tonnellata di CO2. Periodo di tempo tipicamente usato: 100 anni.
Il GWP di un gas è determinato da due effetti: la capacità di assorbire radiazioni (radiative
efficiency) e quanto tempo rimane nell’atmosfera (lifetime). CO2= GWP uguale a 1.
Dal 2016, la concentrazione di CO2 in atmosfera è di circa 400 parti per milione, una ppm
corrisponde a 2 miliardi di tonnellate di carbone equivalente.
Carbon pricing: stabilisce un prezzo esplicito per le emissioni di gas serra: si cerca di dare un
prezzo a una tonnellata di CO2.
Protocollo di Kyoto entro il 2030: ridurre 40% emissioni gas serra, ridurre del 32% consumi di
energia e portare al 32% il consumo di energia da fonti rinnovabili.
Quadro strategico UE: decarbonizzazione totale delle economie europee entro il 2050.
Riguardo l’agenda 2030, l’energia si ramifica nei goal 7 e 13, in generale dal 6 al 15.
L’energia si misura in Joule, mentre per i combustibili fossili si usa la TEP, ovvero la tonnellata
equivalente di petrolio, cioè l’energia rilasciata dalla combustione di 1000 litri di petrolio grezzo.
1 TEP corrisponde a 42 giga joule. Si usa anche il BEP (barile equivalente di petrolio), fissato
convenzionalmente a 0,146 TEP. Per il carbone si utilizza la tonnellata, per i gas naturali metri cubi.
L’energia elettrica si misura in wattora (Wh).
Energia aerotermica, geotermica e idrotermica sono energie immagazzinate sotto forma di calore.
Le FER sono risorse naturali che si rinnovano nel tempo: la rinnovabilità di una fonte, però, non
comporta automaticamente la sostenibilità ambientale. Esse sono sostenibili se il tasso di
rigenerazione è uguale o superiore al tasso di utilizzo.
Le FER sono trasformate in energia elettrica e/o energia termica mediante appositi impianti
tecnologici. Le più promettenti sono il geotermico, bioenergie ed oceanica. Paese migliore: Cina.
Quote di FER: Italia 17,8% nel 2018.
Biocarburanti 2 generazione: prodotti da materiali che non comportano sottrazione di terreno
agricolo alla produzione alimentare: usano biomasse.
Biocarburanti 4 generazione: basati su processi di bioingegneria realizzati in biofabbriche.
Digitalizzazione delle filiere energetiche
Consente di ottimizzare le curve di domanda energetica. Smart Grid: insieme di reti di informazioni
e di reti di distribuzione dell’energia elettrica che permettono di gestire e bilanciare in modo
efficiente il sistema elettrico. Elementi di base: smart meter, ovvero contatori intelligenti.
La digitalizzazione abilita servizi come demand response e la domotica: si crea la figura del
prosumer, ovvero clienti che sono allo stesso tempo producer e consumer.
Sistemi di accumulo
Permettono di immagazzinare energia elettrica in batterie riciclabili che fungono da bilancia tra
domanda e offerta e stabilizzano la rete. L’energy storage avviene in due modi: energy intensive
(alleggeriscono le congestioni di rete) o power intensive (assorbono/erogano in tempi rapidissimi
una grande quantità di potenza). Esempi: batteria tesla in Australia o parco solare a Catania.
Diffusione dell’idrogeno come combustibile
L’idrogeno non è un combustibile primario ma è un vettore energetico. È una fonte di energia
secondaria prodotta usando fonti di energia primarie.
Problema: raramente si trova nella sua forma pura H2 ed è sempre legato ad altri elementi.
Per produrlo deve essere estratto dal suo composto originario. Può generare energia attraverso
combustione o in “fuel cells”. L’idrogeno produce energia senza emettere CO2.
Le tecnologie di produzione dell’idrogeno sono lo steam reforming (combinazione di gas naturale,
di solito metano e vapore acqueo ad elevate temperature) oppure l’elettrolisi dell’acqua
(passaggio di corrente elettrica nell’acqua che scompone la molecola in idrogeno e ossigeno).
Se le emissioni di CO2 sono immesse in atmosfera senza essere stoccate si chiama “Grey
hydrogen” mentre se le emissioni sono catturate e stoccate si chiama “Blue hydrogen). Se invece
viene utilizzata una fonte energetica rinnovabile nell’elettrolisi si chiamerà “Green hydrogen”.
PNRR: piani nazionali di ripresa e resilienza che mirano a sostenere la doppia transizione – green e
digitale. La strategia energetica nazionale promuove la diffusione delle FER prevendendo il 28% di
utilizzo entro il 2030. Per il settore elettrico 55%.
PNIEC: piano nazionale integrato per l’energia e clima che definisce obiettivi, traiettorie e misure
per la decarbonizzazione, efficienza e sicurezza energetica, mercato interno e ricerca.
Prospetta il phase-out del carbone entro il 2025, ovvero spegnimento delle centrali a carbone.
8. TRASFORMAZIONE DIGITALE
Società verticale: decisioni in mano a una o poche persone. Es. grande fabbrica fordista
Società orizzontale: tutti sono partecipi e nessuno è più importante degli altri
Green economy: Pulita, Rigenerativa, Circolare e Bio based (non è sinonimo però di sostenibile e
circolare)
Economia aperta: considerata l’economia del cowboy.
Economia chiusa: considerata l’economia dell’astronauta
Carrying capacity: numero di individui che il territorio può ospitare senza entrare in crisi.
Sviluppo: concetto che contempla il benessere economico, sociale, ambientale e culturale.
Crescita: misura economica e quantitativa della ricchezza misurabile attraverso il PIL.
Sharing Economy
Nuovo modello di consumo complementare all’economia tradizionale, figlia dell’avvento di
internet. I quattro pilastri sono: consumo collaborativo, produzione collaborativa, apprendimento
collaborativo e finanza collaborativa. Si basa sulla condivisione e sul riutilizzo
Si caratterizza per quattro tipologie di scambio: condivisione, affitto (beni e servizi forniti da altri),
scambio e vendita.
Smart city: città del futuro basata sull’uso di meno risorse a fronte di una maggiore produzione di
servizi per cittadini e imprese. Gestione dell’acqua ottimizzata come risorsa essenziale.
Resilienza urbana: capacità di individui, comunità e imprese all’interno di una città a sopravvivere,
adattarsi e crescere a prescindere da quali stress e shock acuti subiscano.
Capacità di carico turistico: numero massimo di persone che possono visitare
contemporaneamente una destinazione turistica, senza causare la distruzione dell’ambiente
fisico, economico e culturale e la diminuzione della qualità della soddisfazione dei visitatori.
Complessa da misurare, non è fissa e non è espressa da formula.
Il turismo ricopre un ruolo di facilitatore all’interno della transizione circolare.
Termini Turismo 4.0: Big Data, tecnologia, digitalizzazione, chatbot.
Tecnologie digitali Turismo 4.0: realtà aumentata, tecnologia mobile, intelligenza artificiale,
assistenti virtuali, blockchain.