Andrea Caruso 5* C/ Storia
Fascismo
Il fascismo in Italia, con la sua ascesa negli anni Venti, rappresenta uno dei capitoli più signi cativi
della storia europea del Novecento. La sua costruzione ha trasformato profondamente la politica,
la società e l'economia del paese, instaurando un regime totalitario che ha avuto ripercussioni
durature sulla storia italiana e mondiale. Per comprendere come si è giunti a questa
trasformazione, è necessario analizzare diversi aspetti chiave degli anni Venti, dal contesto
politico-sociale alla strutturazione dello Stato fascista.
1. Il contesto storico e politico prima del fascismo
Nel periodo che precede la nascita del fascismo, l'Italia vive una situazione di grande instabilità
politica e sociale. Dopo la ne della Prima Guerra Mondiale, l’Italia si trova ad a rontare una serie
di s de: una forte crisi economica, il malcontento per la "vittoria mutilata" (perché, secondo
alcuni, il paese non aveva ottenuto i territori promessi nei trattati di pace), l'insoddisfazione per il
sistema politico liberale e l’emergere di tensioni sociali tra il mondo del lavoro (soprattutto
sindacati e movimenti operaisti) e le classi più alte, che spaventate da questi movimenti tendono a
cercare un forte potere centralizzato.
Nel 1919, nel clima di agitazioni sociali e politiche, nasce il Partito Nazionale Fascista (PNF) di
Benito Mussolini, un ex socialista che si distacca dalle posizioni marxiste per sposare idee
nazionaliste e autoritarie. Il movimento fascista si fonda su un’ideologia che promuove l’azione,
l'ordine e la centralizzazione del potere sotto un leader carismatico, che si oppone
all’individualismo e al parlamentarismo, accusati di essere deboli e incapaci di risolvere i problemi
dell’Italia.
2. La Marcia su Roma e l’ascesa al potere (1922)
Nel 1922, Mussolini e i suoi fascisti compiono un'azione simbolica, ma anche decisiva: la Marcia
su Roma, che segna il passaggio dal movimento di protesta a un’azione politica concreta per
arrivare al potere. Sebbene la marcia non fosse un tentativo di colpo di Stato vero e proprio, il
governo italiano, di fronte alla minaccia di violenze di use e al crescente sostegno fascista tra
l'opinione pubblica e le forze conservatrici, decide di a dare la leadership del paese a Mussolini.
Il 28 ottobre 1922, Mussolini diventa Primo Ministro con l’appoggio della monarchia e delle forze
politiche di destra.
3. La costruzione dello Stato fascista
A partire dalla sua ascesa al potere, Mussolini inizia un’opera di costruzione di un nuovo Stato,
che si caratterizza per una serie di misure autoritarie e per il consolidamento della sua gura di
leader carismatico. Questo processo si sviluppa in vari passaggi fondamentali:
a) La centralizzazione del potere e l’eliminazione delle opposizioni
Nel giro di pochi anni, Mussolini si adoperò per ridurre la pluralità politica e le libertà civili,
trasformando l’Italia in uno Stato totalitario. Nel 1925 e nel 1926 vengono approvate le leggi
fascistissime, che mettono ne alla democrazia parlamentare. L’opposizione viene soppressa, i
partiti non fascisti sono messi fuorilegge e le libertà individuali sono fortemente limitate.
L’organizzazione statale diventa sempre più accentrata: il Parlamento perde la sua autonomia, i
sindacati sono sostituiti dalle corporazioni fasciste e il sistema giudiziario diventa strumento di
repressione.
b) Il culto della personalità e la propaganda
Il fascismo si basa su un culto della personalità attorno alla gura di Mussolini, che viene
presentato come il "Duce", il salvatore della patria e il rappresentante dell'unità nazionale. La
fi
fi
fi
ff
ffi
fi
ff
fi
fi
propaganda gioca un ruolo centrale in questo processo. Mussolini sfrutta i media (giornali, radio,
cinema) per di ondere il messaggio fascista, per costruire l’immagine di un’Italia forte e rispettata
a livello internazionale, e per glori care l’azione fascista come la vera via per risolvere i problemi
del paese.
c) L’organizzazione sociale e l'educazione fascista
Il fascismo cerca di controllare ogni aspetto della vita sociale, dalla scuola alla cultura, dalla
famiglia alla vita lavorativa. Le Gioventù Italiane Fasciste vengono istituite per educare i giovani
all’obbedienza e all’amore per la patria. Le scuole sono permeate dalla dottrina fascista, che
esalta il militarismo, il nazionalismo e l'ideale di una società gerarchica.
d) Le politiche economiche e sociali
Il fascismo attua anche una serie di interventi sull’economia e sulla società. Mussolini cerca di
raggiungere una sorta di "corporativismo", in cui i con itti tra lavoratori e datori di lavoro vengono
mediati dallo Stato. Le **corporazioni fasciste** sono istituzioni che rappresentano le diverse
categorie professionali (industriali, agricoltori, lavoratori) e che dovrebbero evitare le lotte di classe
attraverso un'alleanza tra le diverse componenti della società. Questo modello economico, però,
non riesce a risolvere le contraddizioni interne e l’Italia continua a so rire di una crisi economica
persistente.
4. Il fascismo e la politica estera negli anni Venti
Dal punto di vista internazionale, Mussolini punta a ridare prestigio all’Italia, cercando di ra orzare
la sua posizione nella scena mondiale. Sebbene inizialmente Mussolini adotti una politica di non
interventismo in Europa, il fascismo si caratterizzerà presto per un crescente interventismo. Nel
1923, Mussolini ottiene dalla Grecia un risarcimento per il bombardamento della città di Corfù
(l’incidente di Corfù), e nel 1929 sigla i Patti Lateranensi con la Chiesa cattolica, risolvendo la
questione romana e riconoscendo lo Stato della Città del Vaticano.
5. Il consolidamento del regime ( ne anni Venti e inizio anni Trenta)
Nel corso degli anni Venti, Mussolini continua a consolidare il suo potere. L’Italia entra in una fase
di **rinnovamento fascista**, con il ra orzamento delle istituzioni del regime, l’espansione della
propaganda e il controllo di ogni settore della vita pubblica. Tuttavia, il regime fascista non è privo
di contraddizioni interne e di resistenze, soprattutto da parte di alcuni settori della classe dirigente
e dell’intellighenzia. Nonostante ciò, Mussolini riesce a mantenere il potere attraverso il ricorso
alla repressione, alla manipolazione dell’opinione pubblica e alla creazione di una rete di alleanze
internazionali che lo supportano.
La costruzione dello Stato fascista negli anni Venti rappresenta un processo complesso, che si
sviluppa in un contesto di crisi e instabilità, ma che si caratterizza per una crescente
centralizzazione del potere, l’eliminazione delle opposizioni e la creazione di un forte culto della
personalità attorno a Mussolini. La gura del Duce diventa centrale, e il regime fascista riesce a
trasformare l’Italia in uno Stato autoritario e totalitario, che avrà un impatto devastante sulla storia
del paese e dell’Europa intera, culminando nella Seconda Guerra Mondiale.
I rapporti tra fascismo e Chiesa. I Patti Lateranensi
Il fascismo, sin dal suo avvento al potere, si trovò di fronte alla necessità di risolvere il con itto
che esisteva tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, con itto che era emerso in seguito alla
Questione Romana. Dopo l'unità d'Italia nel 1870, la Chiesa aveva ri utato il nuovo Stato italiano,
considerando la perdita dello Stato Ponti cio un a ronto. I papi si erano dichiarati prigionieri nel
Vaticano, non riconoscendo l'autorità del governo italiano.
Mussolini, consapevole dell'importanza del clero nella vita sociale e culturale italiana, sapeva che
per stabilizzare de nitivamente il suo regime e ra orzare il consenso popolare, doveva risolvere
ff
fi
fi
fi
fi
ff
fi
ff
ff
fl
fl
fi
ff
fl
ff
questa questione. Dunque, una delle sue priorità fu la normalizzazione dei rapporti con la Chiesa,
attraverso una serie di negoziati che portarono alla rma dei Patti Lateranensi il 11 febbraio 1929.
I Patti Lateranensi furono un accordo tra lo Stato italiano e la Santa Sede che risolse la
questione della sovranità ponti cia e stabilì le basi per una nuova relazione tra Chiesa e Stato. Gli
elementi principali dell'accordo furono:
1. Riconoscimento del Vaticano come Stato indipendente: Lo Stato italiano riconobbe la
**Città del Vaticano** come un'entità sovrana, ponendo ne al con itto che durava dal 1870.
2. Indennizzo economico alla Chiesa: L'Italia pagò un risarcimento economico alla Chiesa per la
perdita dei territori dello Stato Ponti cio, con un indennizzo di circa 750 milioni di lire e la
concessione di ampie agevolazioni scali.
3. Riconoscimento della religione cattolica come religione u ciale: Il fascismo riconobbe
u cialmente il cattolicesimo come religione di Stato, mentre la Chiesa ottenne la possibilità di
insegnare la religione nelle scuole pubbliche e il diritto di in uenzare la legislazione in ambito
matrimoniale e familiare.
4. Libertà di culto: Pur mantenendo una posizione preminente, lo Stato garantì la libertà di culto
e la protezione delle proprietà ecclesiastiche.
I Patti Lateranensi segnarono un punto di svolta nei rapporti tra lo Stato fascista e la Chiesa
cattolica, creando un'alleanza che ra orzò il regime fascista, o rendo al contempo alla Chiesa
un'autonomia parziale e il riconoscimento di un ruolo preminente nella vita religiosa e sociale
italiana.
La politica economica e sociale del fascismo
Il fascismo si presentò come un movimento che voleva superare le contraddizioni del capitalismo
liberale e del socialismo, proponendo una "terza via" che avrebbe dovuto garantire ordine,
produttività e benessere per la nazione. Mussolini e il Partito Nazionale Fascista, pur mantenendo
una retorica nazionalista e autoritaria, cercarono di integrare diversi aspetti del sistema
economico per ottenere il massimo controllo. Questo si tradusse in un complesso programma di
*corporativismo.
1. Il corporativismo fascista: Il regime fascista cercò di risolvere i con itti sociali e le tensioni tra
lavoratori e datori di lavoro con un sistema corporativo che aveva l'obiettivo di superare la lotta di
classe. Le **corporazioni** erano organizzazioni che raggruppavano le diverse categorie
produttive (agricoltori, industriali, commercianti, lavoratori) sotto il controllo dello Stato. Sebbene
questo sistema dovesse teorizzare un equilibrio tra le diverse classi sociali, nella pratica le
corporazioni divennero uno strumento per consolidare il potere dello Stato e per limitare la libertà
sindacale.
2. Interventi statali nell'economia: Lo Stato fascista intervenne direttamente nell'economia, sia
con politiche di autarchia (auto-su cienza economica), sia con la **riforma agraria** e il controllo
della grande industria. Mussolini promosse politiche di espansione dell’industria bellica e di
interventismo statale in settori chiave come le infrastrutture, l'energia e i trasporti. Nonostante ciò,
il modello corporativista non riuscì a risolvere tutti i problemi strutturali dell’economia italiana, e i
con itti sociali e le disuguaglianze continuarono a essere rilevanti.
3. *lPolitiche sociali: Mussolini cercò anche di ottenere il consenso popolare attraverso un
controllo stretto sulle condizioni di vita dei cittadini, cercando di minimizzare le disuguaglianze
sociali attraverso politiche di welfare e programmi di benessere collettivo. L'assistenza sanitaria,
la pensione e la sicurezza sociale vennero parzialmente sviluppati, ma sempre sotto un controllo
autoritario che subordinava i diritti individuali all'interesse della collettività fascista.
L'organizzazione del consenso e l'educazione della gioventù
ffi
fl
fi
ffi
fi
fi
ff
fi
fi
fl
ff
ffi
fl
fl
Uno degli aspetti fondamentali della costruzione dello Stato fascista fu l'organizzazione del
consenso. Mussolini non si limitò a consolidare il suo potere tramite la repressione, ma cercò di
creare un consenso popolare che potesse sostenere il regime nel lungo periodo. La
manipolazione dell'opinione pubblica e l'educazione della gioventù divennero strumenti cruciali
per il fascismo.
1. La propaganda fascista: Mussolini e il regime fascista usarono in maniera innovativa i mezzi di
comunicazione per creare una narrativa che glori casse il fascismo e il suo leader. I giornali, la
radio, il cinema e la fotogra a venivano usati per di ondere l'immagine di un’Italia forte, moderna
e in crescita. La propaganda si concentrava sul culto della personalità di Mussolini, che veniva
rappresentato come l’unico capace di risolvere i problemi del paese.
2. L'educazione della gioventù: Una delle priorità del regime fu formare una gioventù fedele e
disciplinata, pronta a servire lo Stato fascista. Mussolini creò le **Gioventù Italiane Fasciste**,
un’organizzazione che radunava i giovani in strutture paramilitari, dove venivano educati ai valori
del fascismo, del militarismo e del nazionalismo. La scuola divenne un luogo cruciale per
l’indottrinamento fascista, e gli insegnanti dovevano seguire una linea ideologica u ciale.
3. Il controllo delle donne e della famiglia: Il regime fascista promosse un ideale di famiglia
patriarcale, in cui la donna era vista come madre e moglie, e la sua missione principale era quella
di produrre nuovi cittadini per lo Stato. Le politiche nataliste furono fortemente promosse
attraverso incentivi scali, premi per le famiglie numerose e programmi di educazione alla
maternità.
L'antifascismo
L’antifascismo si sviluppò come una reazione al regime, che limitava le libertà individuali e
politiche, sopprimeva l’opposizione e instaurava un sistema totalitario. Fin dai primi anni di
governo fascista, gruppi di intellettuali, politici e lavoratori cominciarono a organizzare resistenza
contro il regime. L’antifascismo italiano fu variegato, comprendendo socialisti, comunisti, liberali,
cattolici e intellettuali che vedevano nel fascismo una minaccia per la libertà e la democrazia.
1. Le prime forme di resistenza All'inizio, l'antifascismo era prevalentemente intellettuale e
culturale. Molti ex-socialisti, come **Giacomo Matteotti**, che sarà poi assassinato nel 1924,
cercarono di denunciare la repressione fascista. La resistenza cominciò a crescere, anche se in
forma frammentata e non strutturata, all’interno delle classi sociali più povere e tra i movimenti di
sinistra.
2. L'antifascismo clandestino: Con l'instaurarsi della dittatura fascista, la resistenza si spostò
sempre più verso l'illegalità e la clandestinità, no a diventare una vera e propria guerra di
liberazione durante la Seconda Guerra Mondiale, con la nascita dei partigiani. La resistenza
antifascista coinvolse anche il clero cattolico, che pur rimanendo formalmente neutrale, appoggiò
moralmente i movimenti di opposizione al fascismo.
Gli Stati Uniti negli anni Venti. Il crollo di Wall Street e la crisi economica internazionale
Negli anni Venti, gli Stati Uniti vissero un periodo di grande prosperità, spesso de nito Anni
Ruggenti" (Roaring Twenties). Fu un decennio caratterizzato da un boom economico, in cui
l'industria, la nanza e la cultura popolare conobbero un'espansione senza precedenti. Tuttavia,
dietro questa facciata di crescita e prosperità,
fi
fi
fi
fi
fi
ff
fi
ffi