25-Article Text-151-1-10-20181023
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Doi: 10.19156/abtpn.2016.0015
Disturbo bipolare
e trattamento con sali di litio
Maurizio Pompili
Professore Associato di Psichiatria, Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Andrea, Sapienza Università di Roma
I disturbi bipolari sono disturbi psichiatrici a elevata senza di uno o più episodi maniacali o episodi misti;
prevalenza, diffusi in tutto il mondo, che si presen- spesso i soggetti presentano anche uno o più episodi
tano spesso in forma grave e con esiti a volte fatali. depressivi maggiori. Un episodio maniacale può es-
La prevalenza lifetime del disturbo bipolare I (ca- sere definito come un periodo in cui l’umore del sog-
ratterizzato da episodi maniacali spesso associati a getto è caratterizzato da espansione ed eccitazione,
condizioni psicotiche) è di circa l’1% e la stima della associato o meno a irritabilità, della durata di almeno
prevalenza lifetime dei disturbi bipolari in generale, 1 settimana (o di qualsiasi durata nei casi in cui è
compresi il disturbo bipolare II e la ciclotimia, può necessaria l’ospedalizzazione), in cui il paziente ma-
arrivare fino al 5% [1]. La prevalenza annua di coloro nifesta:
che soffrono di disturbo bipolare e che si rivolgono • autostima ipertrofica o grandiosità;
a esperti per un trattamento psichiatrico può essere • diminuito bisogno di sonno (per es., si sente ripo-
stimata intorno al 17,4% [2]. Si tratta di pazienti che sato dopo solo 3 ore di sonno);
possono presentare importanti comorbilità, oltre a • maggiore loquacità del solito, oppure spinta con-
complicanze dovute all’abuso di sostanze e un tasso tinua a parlare;
di suicidio di oltre 20 volte maggiore rispetto alla po- • fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pen-
polazione generale [3]. sieri si succedano rapidamente;
• distraibilità (cioè uno stato in cui l’attenzione è
troppo facilmente deviata da stimoli esterni non
Lo spettro bipolare importanti o non pertinenti);
• aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorati-
Disturbo bipolare di tipo I va, scolastica o sessuale);
La caratteristica essenziale del disturbo bipolare di • agitazione psicomotoria;
tipo I è un decorso clinico caratterizzato dalla pre- • eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che
hanno un alto potenziale di conseguenze danno-
se (per es., eccessi nel comprare, comportamento
Indirizzo per la corrispondenza: sessuale sconveniente, investimenti in affari av-
Maurizio Pompili
e-mail: [Link]@[Link] ventati).
Accettato: 15/12/16 - Pubblicato online: 20/12/2016
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poraneamente presenti per un periodo di 2 settimane
[Link]/publishing/riviste/aboutopen/ e rappresentano un cambiamento rispetto al prece-
dente livello di funzionamento:
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Disturbo bipolare e trattamento con sali di litio
• umore depresso per la maggior parte del giorno, essenzialmente sovrapponibili a quelli che definisco-
quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto no un episodio maniacale, ma se ne differenziano
(per es., riferisce di sentirsi triste o vuoto) o come presentando una gravità minore: si parla infatti di un
osservato dagli altri (per es., appare lamentoso); periodo definito di umore persistentemente elevato,
• marcata diminuzione di interesse o piacere per espansivo o irritabile, che dura ininterrottamente per
tutte o quasi tutte le attività per la maggior parte almeno 4 giorni, e che è chiaramente diverso dall’u-
del giorno, quasi ogni giorno (come riportato dal more non depresso abituale.
soggetto o come osservato dagli altri); Gli individui con disturbo bipolare II possono consi-
• significativa perdita di peso senza essere a dieta, o derare gli episodi ipomaniacali come non patologici,
aumento di peso (per es., un cambiamento supe- sebbene le altre persone possano essere turbate dal
riore al 5% del peso corporeo in un mese) oppure comportamento imprevedibile dell’individuo.
diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni
giorno; Disturbo ciclotimico
• agitazione o rallentamento psicomotorio quasi Il disturbo ciclotimico è caratterizzato essenzialmen-
ogni giorno (osservabile dagli altri, non sempli- te da un’alterazione dell’umore cronica, fluttuante,
cemente sentimenti soggettivi di irrequietudine o con periodi caratterizzati da sintomi ipomaniacali
rallentamento); e numerosi periodi da sintomi depressivi. I sintomi
• affaticabilità o mancanza di energia quasi ogni ipomaniacali sono insufficienti come numero, gra-
giorno; vità, pervasività o durata per soddisfare pienamente
• sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessi- i criteri indicativi di un episodio ipomaniacale, e i
vi o inappropriati (che possono essere deliranti), sintomi depressivi sono insufficienti come numero,
quasi ogni giorno (non semplicemente definibili gravità, pervasività o durata per soddisfare piena-
come autoaccuse o sentimenti di colpa per essere mente i criteri indicativi di un episodio depressivo
ammalato); maggiore.
• ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o in- Il disturbo bipolare è spesso non diagnosticato e i
decisione, quasi ogni giorno (come impressione pazienti presentano frequentemente stati misti sub-
soggettiva o osservata dagli altri); sindromici. È importante quindi chiedere ai pazienti
• pensieri ricorrenti di morte (che non comprendo- con disturbo depressivo maggiore se hanno sintomi
no solo la paura di morire), ricorrente ideazione maniacali, in quanto questi sintomi hanno importanti
suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo implicazioni diagnostiche e terapeutiche.
di suicidio, o l’ideazione di un piano specifico per Gli “stati misti” del disturbo bipolare sono la chiave
commettere suicidio. psicopatologica di lettura della malattia maniaco-de-
pressiva: essi infatti, insieme alla mania e alla de-
Disturbo bipolare di tipo II pressione, rappresentano le fasi sintomatiche acu-
Il disturbo bipolare di tipo II è caratterizzato da un te del disturbo bipolare, e sono caratterizzati dalla
decorso clinico in cui sono riconoscibili uno o più commistione di sintomi depressivi ed espansivi. Il
episodi depressivi maggiori, accompagnati da alme- concetto moderno di stati misti è stato introdotto da
no un episodio ipomaniacale. La compromissione del Kraepelin per identificare “fasi” caratterizzate dalla
paziente può derivare dalla gravità dei singoli episodi presenza contemporanea di caratteristiche maniaca-
depressivi maggiori o da un andamento cronico con li e depressive, in pazienti affetti da “follia” mania-
episodi imprevedibili di alterazione dell’umore e da co-depressiva. Gli stati misti hanno quindi rappre-
un funzionamento interpersonale e lavorativo flut- sentato, a partire da Kraepelin, il principale elemen-
tuante e non affidabile. to unificatore della malattia maniaco-depressiva,
I criteri per definire un episodio ipomaniacale sono indicando chiaramente come mania e depressione
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Cade (1949). Successivamente, nel 1952, Schou, uno bipolare. I pazienti possono essere a maggiore rischio
psichiatra danese, iniziò a interessarsi al litio condu- se si rilevano fasi disforico-irritabili, se sono presenti
cendo uno studio in doppio cieco controllato con pla- agitazione e ansia e in casi di impulsività e aggressività,
cebo. Lo studio di Schou (1954) confermò l’osserva- e se tali stati si presentano nell’ambito di episodi de-
zione di Cade, sottolineando che il litio apportava un pressivi la terapia antidepressiva è controindicata. I be-
miglioramento sintomatico alla mania e che quando il nefici anti-suicidari del litio sono legati al fatto che esso
paziente interrompeva la terapia si verificava una reci- non solo consente una solida stabilizzazione dell’umo-
diva. Fu allora che il litio fu lanciato nel mondo della re, ma anche una consolidata azione di contrasto nei
psichiatria a livello internazionale. confronti del rischio di suicidio [11]. Tali effetti sembra-
Nei primi anni ‘70 vennero condotti trials clinici atti a no essere nettamente superiori rispetto a qualsiasi altra
definire le proprietà terapeutiche del litio rispetto al pla- terapia indicata per il disturbo bipolare. L’efficacia del
cebo e ad altri farmaci, e si affermò il valore della terapia litio è inoltre correlata alla modalità di sospensione del
profilattica con litio per la malattia maniaco-depressiva. farmaco: sospensioni rapide possono infatti causare
A tali evidenze si aggiunsero quelle dei primi anni ‘80 e un aumentato rischio di nuove fasi depressive o ma-
successivamente il trattamento con litio ha continuato a niacali, oltre a un maggiore rischio di suicidio, rispetto
riservare sorprese nel corso degli anni. Proprio a questo alla sospensione graduale. Pazienti trattati nuovamente
proposito, negli anni ‘90 sono state pubblicate alcune con litio dopo la sospensione sembrano beneficiarne
evidenze cliniche che dimostravano come quest’ultimo in maniera pressoché analoga agli utilizzi precedenti,
fosse l’unico farmaco con evidente azione anti-suicida- manifestando soltanto una lieve riduzione degli effetti
ria nei pazienti con disturbo bipolare. terapeutici [12-14].
In merito agli studi più recenti, Hayes e colleghi hanno L’obiettivo del trattamento è in ogni caso la stabiliz-
condotto una ricerca che si è posta l’obiettivo di valu- zazione dell’umore, che deve essere realizzata attra-
tare quale tra le opzioni terapeutiche disponibili per il verso l’utilizzo di trattamenti ad azione modulante l’u-
paziente con disturbo bipolare avesse comportato un more, diversificati a seconda della fase della malattia:
maggior numero di fallimenti terapeutici in termini di acuta o di mantenimento. È necessario tener presente
interruzione della terapia oppure di aggiunta di un altro che i pazienti affetti da disturbo bipolare manifestano
stabilizzante dell’umore. I risultati dello studio hanno sintomi per buona parte della loro vita e la sintomato-
evidenziato che i pazienti in terapia con litio hanno so- logia depressiva è di gran lunga predominante rispet-
speso meno frequentemente il trattamento rispetto ai to a quella depressiva maniacale [15].
pazienti trattati con stabilizzanti dell’umore, antipsicoti- Studi naturalistici confermano che l’assunzione rego-
ci, antidepressivi o benzodiazepine [9]. lare di litio ha la capacità di modificare il decorso del
I pazienti in trattamento con litio sembrano inoltre disturbo bipolare prevenendo le recidive con un’ef-
non risentire della storia della malattia, infatti, indi- ficacia superiore rispetto agli altri trattamenti, come
pendentemente dal numero di episodi e dalla pro- dimostrato dall’analisi complessiva dei dati disponi-
gnosi meno favorevole rispetto a pazienti che hanno bili a oggi [16]. Il litio appare efficace anche nella de-
risposto più efficacemente, coloro che sono trattati pressione unipolare, proponendosi come agente per
con litio ottengono comunque miglioramenti signifi- la terapia di mantenimento a lungo termine, come
cativi rispetto ad altre opzioni terapeutiche [10]. dimostrano diverse gerarchie di evidenze, sebbene
Il litio ha anche dimostrato di essere il principale agen- l’azione terapeutica appaia più modesta rispetto all’u-
te anti-suicidario. Ciò appare come una caratteristica tilizzo nel disturbo bipolare [17].
terapeutica molto importante, dato che il rischio di sui- Esistono differenti formulazioni di litio. L’utilizzo
cidio è un problema centrale nell’ambito del disturbo di litio solfato a rilascio prolungato* rappresenta
*Nota: Prodotto attualmente non commercializzato in Italia, reperibile presso lo Stato della Città del Vaticano e all’estero.
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un’opzione terapeutica di grande vantaggio per il caratteristiche cliniche dei disturbi bipolari. La for-
clinico, in quanto permette di avere concentrazio- mulazione a rilascio prolungato permette inoltre di
ni plasmatiche di litio costanti, minimizzando al minimizzare gli effetti renali potenzialmente lesivi,
TmPO /eGFR
contempo gli effetti
4
>0,8 mmol/L 0,6-0,8
indesiderati spesso associati aimmol/L legati 0,4-0,59
ai picchimmol/L <0,4 mmol/L
di concentrazione che danneggiano i
picchi di concentrazione tipici delle formulazioni a glomeruli renali. Una concentrazione costante pro-
100%
rilascio standard. Questo facilita l’aderenza alla te- tegge nei confronti di tali danni e dunque facilita la
n=2 (7%)
rapia e consente di ridurre le difficoltà correlate a terapia a lungo termine, evitandon=4 il manifestarsi di
n=3
regimi terapeutici a volte poco compatibili con le insufficienza renale. (29%)
80% (38%)
% pazienti
60% n=22
COMPORTAMENTO (73%) COMPORTAMENTO
n=14 E UMORE
n=8 n=30
E UMORE MANIACALE (100%) n=7
DISFORICO O NEGATIVO
(100%) (100%)
(50%)
40% n=4
• Euforia • Depressione
• Grandiosità (50%) • Ansia
• Logorrea • Irritabilità
• Impulsività20% • Ostilità
• Aumento della libido n=6 n=3
• Violenza o suicidio
• Irrequietezza n=1 (21%)
(20%)
• Intrusività sociale
0% (12%)
• Diminuito bisogno di sonno DISTURBO
Basale Ultima visita Basale Ultima visita Basale Ultima visita
BIPOLARE SINTOMI COGNITIVI
*Nota: Prodotto attualmente non commercializzato in Italia, reperibile presso lo Stato della Città del Vaticano e all’estero.
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Disturbo bipolare e trattamento con sali di litio
una discreta quota di ansia libera; la paziente inoltre migliore riposo notturno e per incidere fin da subito
riferisce insonnia iniziale e terminale. Al momento sui sintomi diurni.
del colloquio nega idee, propositi e intenti suicidari. Al primo dosaggio la litiemia è pari a 0,7 mEq/L. Do-
In anamnesi reca una storia di disturbo bipolare di po circa un mese la paziente presenta un netto mi-
tipo II, trattato con vari cicli di terapia farmacologi- glioramento del quadro clinico. La stabilizzazione
ca prescritti da tre psichiatri diversi. La paziente ha dell’umore è ottimale: le note di irritabilità, disforia e
presentato fasi di elevazione del tono dell’umore con demoralizzazione sono pressoché scomparse. La pa-
irrequietezza, diminuito bisogno di sonno, logorrea, ziente ha iniziato a dormire regolarmente e i momenti
tendenza a spendere cifre superiori alle proprie pos- di agitazione si sono ridimensionati fino a essere as-
sibilità, episodi di agitazione, ansia e incapacità a con- senti in alcune giornate. Il rischio di suicidio valuta-
centrarsi sul lavoro. Nell’anamnesi si rilevano inoltre to con scale ad hoc, come ad esempio la Columbia
almeno altri due episodi depressivi, caratterizzati da Suicide Severity Rating Scale, è praticamente nullo.
tendenza al pianto, sonnolenza, incapacità ad alzar- La paziente è regolarmente seguita con cadenza in
si dal letto, sentimenti di autosvalutazione e idee di media ogni mese e mezzo presentando una litiemia
suicidio. Nell’ultimo episodio depressivo, nella fase sovrapponibile a quella iniziale. Il trattamento con
di miglioramento della sintomatologia la paziente ha quetiapina viene progressivamente ridotto a 50 mg.
iniziato a virare verso un aumentato tono dell’umore Nell’arco di due anni la paziente mostra stabilità del
con ansia, agitazione e irritabilità. Alle prese con ta- tono dell’umore nella maggior parte del tempo, es-
le condizione clinica, ha tentato il suicidio ingerendo sendo esente da episodi di eccitamento o di depres-
numerose compresse di farmaci prescritti dallo psi- sione del tono dell’umore. Gli effetti indesiderati del
chiatra curante e pertanto è stata ricoverata presso un litio sono pressoché assenti. La paziente non riferisce
reparto psichiatrico della sua zona di residenza. Du- sintomi clinicamente osservabili. Si sono notate pic-
rante la degenza la paziente è stata trattata con olan- cole variazioni a carico degli ormoni tiroidei che sono
zapina 5 mg 1 cpr la sera, lamotrigina 200 mg/die, state corrette con successo introducendo, dopo circa
lorazepam 2,5 mg 1 cpr al mattino e una la sera, pro- sei mesi di terapia, una compressa di tiroxina da 50
mazina 20 gocce la sera, ed è stata poi dimessa con mcgr. L’ecografia tiroidea e il consulto con l’endocri-
terapia simile a quella effettuata durante il ricovero. nologo non evidenziano elementi degni di nota.
Non si rilevano malattie degne di nota in anamnesi
tranne le comuni malattie esantematiche dell’infanzia 2. Caso clinico
e non vi è familiarità per disturbi psichiatrici. La storia M.C. è un uomo di 62 anni, divorziato e attualmente
clinica rivela che la paziente, pur avendo ricevuto al- impiegato presso un’azienda privata. Giunge presso
cuni approcci terapeutici per il disturbo bipolare, non il nostro ambulatorio nel 2013, in seguito a un tenta-
ha risposto presentando remissione della sintomato- tivo di suicidio e al conseguente ricovero nel reparto
logia e un discreto numero di sintomi è perdurato nel SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura). Al
tempo. primo colloquio il paziente presenta una sintomato-
La necessità di provvedere a un’adeguata profilassi logia depressiva con tematiche di colpa e fallimento,
per la paziente, a una migliore stabilità del tono dell’u- oltre che ideazione suicidaria.
more e di proteggerla dal ripresentarsi del rischio di La storia psicopatologica del paziente viene fatta ri-
suicidio induce il clinico a prescrivere litio solfato salire all’età di circa 16 anni quando, a seguito della
a rilascio prolungato* al dosaggio di 660 mg 1 cpr fine di una relazione, ha sviluppato una sintomato-
da assumere al mattino e alla sera, a cui associa que- logia di tipo depressivo caratterizzata da deflessione
tiapina 200 mg a rilascio prolungato per ottenere un del tono dell’umore, ansia libera e somatizzata, forte
*Nota: Prodotto attualmente non commercializzato in Italia, reperibile presso lo Stato della Città del Vaticano e all’estero.
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appare normale per ritmo e produttività, mentre si le quadro ha ridotto sempre più il funzionamento del
denota una lieve agitazione sul piano psicomotorio. paziente sul piano lavorativo con crescente demora-
Non emergono alterazioni formali e del contenuto lizzazione e un pervasivo senso di fallimento.
del pensiero, né dispercezioni. Il tono dell’umore La diagnosi assegnata a questo paziente è disturbo
emerge come deflesso con note disforiche e si rileva bipolare di tipo II. La terapia prescritta è litio solfa-
la presenza di una quota d’ansia libera e somatizzata. to compresse a rilascio prolungato* da 660 mg, mat-
Il paziente riferisce alterazioni del ritmo sonno-ve- tina e sera. La prima litiemia dopo 5 giorni è pari a
glia, angoscia e ansia al risveglio e nega idee, intenti 0,6 mEq/L. Al paziente viene anche prescritto valpro-
e propositi suicidari. ato (300 mg/die), olanzapina (2,5 mg/die), promazina
L’esordio psicopatologico viene fatto risalire al 2005 gocce (15 gocce/die), alprazolam (2 mg/die). Succes-
quando, in seguito a problematiche in ambito lavora- sivamente, il paziente mostra un innalzamento del to-
tivo, il paziente avrebbe sviluppato una sintomatolo- no dell’umore con ridotto bisogno di sonno (3-4 ore
gia caratterizzata da astenia, apatia, perdita degli inte- per notte), aumento dell’attività ludica che si manife-
ressi, deflessione del tono dell’umore e ideazione sui- sta soprattutto con un esagerato bisogno di recarsi in
cidaria non strutturata. Per tale motivo è stato seguito palestra, acquisto di attrezzature per lo sport e pianifi-
da uno specialista neurologo che gli avrebbe prescrit- cazione di viaggi in posti esotici. In questa fase viene
to una terapia a base di un antidepressivo (sertralina) prescritto litio solfato a rilascio prolungato* 660 mg alla
e una benzodiazepina (alprazolam), a dosaggi impre- dose di 1+1/2 cpr in un’unica somministrazione serale.
cisati e con solo parziale miglioramento. A giugno del Il paziente dopo circa 10 giorni appare nettamente mi-
2007 il paziente sviluppa un episodio ipomaniacale gliorato; sebbene permangano le difficoltà nel dormi-
caratterizzato dalla presenza di acquisti superiori alle re, l’attività ludica è diminuita e la concentrazione sul
proprie possibilità, ridotta necessità di dormire, mag- lavoro aumentata.
giore loquacità e maggiore interesse sessuale; a segui-
to di quest’ultimo aspetto, sperimenta problematiche 4. Caso clinico
nell’ambito della relazione di coppia. Nel corso di una S.A., anni 43, celibe, dirigente di una grande azienda
crisi di agitazione psicomotoria è ricoverato in regime alberghiera, giunge a visita lamentando la difficoltà
di trattamento sanitario obbligatorio (TSO), presso il di trovare una motivazione per affrontare la vita e di
Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura della zona di poter fare “cose belle”. Comunica di aver avuto un
residenza e poi in una Casa di Cura. Successivamen- contatto con uno psichiatra che gli ha prescritto una
te è seguito presso il Centro di Salute Mentale con terapia con valproato chrono 500 mg 1 cpr/die, que-
una terapia a base di sodio valproato (900 mg/die) tiapina 300 mg RP 1 cpr/die e dosi non meglio pre-
e risperidone (1 mg/die). cisate di benzodiazepine. Riferisce di aver interrotto
Progressivamente, nel corso degli anni, il paziente alcuni mesi prima del nostro incontro la relazione
sviluppa sempre maggiori tensioni emotive soprat- con la propria fidanzata, che durava da alcuni anni.
tutto in ambito lavorativo con deflessione del tono A seguito di questo evento ha sperimentato abbassa-
dell’umore, disforia, crisi di ansia libera e un profon- mento del tono dell’umore e perdita di peso. Più re-
do sentimento di inadeguatezza. Trattato prima della centemente, è stato notato assumere comportamenti
nostra conoscenza con antidepressivi (citalopram 20 incongrui al proprio ruolo dirigenziale: il paziente
mg/die), ha sviluppato progressivamente l’alternanza non rispetta più l’orario lavorativo, l’abbigliamento
di eccitamento e di depressione del tono dell’umore non è consono con il luogo di lavoro e spende l’in-
con maggiore preponderanza della fase depressiva, tero stipendio poco dopo averlo percepito per spe-
pochi intervalli liberi e brevi periodi di ipomania. Ta- se superflue, regalando il denaro oppure nel gioco
*Nota: Prodotto attualmente non commercializzato in Italia, reperibile presso lo Stato della Città del Vaticano e all’estero.
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*Nota: Prodotto attualmente non commercializzato in Italia, reperibile presso lo Stato della Città del Vaticano e all’estero.
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terapia farmacologica a base di antidepressivi (fluo- cui si è resa conto di poter andare incontro in caso
xetina) e stabilizzanti dell’umore (valproato). Lo stu- fallisse il tentativo.
dio diventa sempre più una certezza identitaria che Il nucleo delle problematiche è sempre in relazio-
le dà grandi soddisfazioni e che la fa sentire anche ne alle difficoltà nello studio e alla necessità di po-
diversa dal resto della sua famiglia. A seguito della ter accedere a una scuola di specializzazione. Parla
fine di un rapporto sentimentale, la paziente comin- dell’università come del suo unico problema. Succes-
cia a sviluppare una sintomatologia caratterizzata da sivamente riesce a fare un piano studi e a organiz-
umore depresso associato a insonnia iniziale (per la zare un progetto da presentare ai docenti. Studia a
quale iniziava ad assumere lormetazepam), sensazio- casa da sola perché non riesce a tornare in facoltà
ne di possedere grande energia con ipertrofia dell’au- per il senso di vergogna che questo le provocherebbe
tostima. Presenta inoltre maggiore loquacità e speri- (il fatto che non abbia superato un esame di abili-
menta maggiore desiderio sessuale, con promiscuità tazione per lei è una cosa intollerabile da sostenere
marcata. Inizialmente la paziente non chiede alcun di fronte agli altri). La dipendenza da lormetazepam
tipo di aiuto specialistico e tenta di gestire la sua con- è molto ridotta e la paziente assume una bottigliet-
dizione aumentando l’assunzione di benzodiazepine ta ogni tanto (1 a settimana), sempre la sera, per
fino a dosi notevoli. Un primo contatto con il Centro “interrompere” le giornate. La litiemia è 0,6 mEq/L
di Salute Mentale per tentare di arginare l’abuso di e comincia a prendere peso. Si propone inoltre un
benzodiazepine non consegue una sufficiente ade- approccio di psicoterapia per provare a lavorare sulla
renza da parte della paziente. Lo studio e il rendimen- sua storia e cercare di ridimensionare (almeno mo-
to universitario inevitabilmente continuano a calare, mentaneamente) le sue aspettative in termini di am-
provocandole un senso di scoramento ma soprattutto bizioni lavorative. Quello che ci colpisce ogni volta
di profonda vergogna verso professori e colleghi e di è la sua incapacità di mostrare una seppur minima
sconfitta fino a quando, a novembre 2014, compie un risposta affettiva alla narrazione della sua vita nei
tentativo di suicidio (stato misto; impulsività acritica). suoi aspetti più drammatici. Ascolta la ricostruzione
La diagnosi della paziente è riconducibile alla catego- dei vari eventi della sua vita sempre con una certa
ria degli stati misti con il riconoscimento della depres- distanza interna, dando quasi la sensazione di esse-
sione maggiore ricorrente e sintomi maniacali. re spettatrice. È fredda, lucida e racconta episodi di
Si decide, in base alla storia clinica e alla valutazione binge eating e un peggioramento della dipendenza
psicopatologica attuale, di prescrivere litio carbonato da benzodiazepine in relazione all’avvicinarsi della
(600 mg/die, in due somministrazioni) e olanzapina consegna dei progetti per l’università. Nelle ultime
5 mg/die. La paziente accetta di seguire le nostre in- settimane il peso corporeo peggiora (aumento totale
dicazioni farmacologiche, anche se mostra un certo di 15 kg) e la paziente lamenta inoltre il perdurare di
timore di prendere peso e di non riuscire a concen- tremori, precedentemente insorti, ma di minore enti-
trarsi. È comunque motivata e si affida al nostro am- tà. Le condizioni cliniche suggeriscono l’introduzione
bulatorio. I colloqui nel primo periodo hanno una di quetiapina RP (150 mg/die) e di litio solfato a rila-
cadenza settimanale e avvengono insieme a una psi- scio prolungato* in dosi di 660 mg, mattina e sera. La
cologa clinica del nostro Centro. La paziente sembra paziente presenta buona tollerabilità alla nuova tera-
“razionalizzare” l’ideazione suicidaria e già nel giro di pia, la stabilizzazione dell’umore appare efficace e i
qualche settimana il rischio di suicidio sembra esse- tremori scompaiono. La prima litiemia disponibile è
re basso. Appare progressivamente critica, non tanto di 0,8 mEq/L.
verso le conseguenze definitive che tale atto avrebbe, A distanza di circa un anno la paziente non ha più
quanto per le conseguenze in termini di invalidità a avuto stati misti della gravità descritta e dunque si è
*Nota: Prodotto attualmente non commercializzato in Italia, reperibile presso lo Stato della Città del Vaticano e all’estero.
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notato il venir meno della promiscuità e dei sintomi zapina 2,5 mg 1 cpr la sera. La paziente torna al con-
eccitativi nell’ambito del disturbo depressivo. Il ren- trollo dopo circa due settimane riferendo un lieve mi-
dimento universitario è tornato a un buon livello con glioramento; la litiemia è 0,2 mEq/L. Al colloquio, la
frequenza ai corsi e l’accesso a un corso di perfezio- paziente ammette di aver preso il litio saltuariamente,
namento desiderato da anni. in quanto a suo dire l’assunzione di questo farmaco le
causa malessere gastrico. Viene prescritto litio solfato
6. Caso clinico a rilascio prolungato* 660 mg 1/2 cpr al mattino e 1
La paziente, di anni 39, vive col compagno e svolge la sera. Dopo circa due settimane la paziente riferisce
attività di impiegata in un’azienda di confezioni ali- l’assenza dei disturbi gastrici e una migliore stabili-
mentari al mattino e di cameriera in una pizzeria alla tà del tono dell’umore. La prima litiemia è pari a 0,7
sera. Giunge alla nostra osservazione raccontando mEq/L; il valore si è stabilizzato per i sei mesi di os-
dell’attività lavorativa e di relazione prima dell’insor- servazione permettendole una migliore gestione del-
genza dello stato depressivo. Si descrive come molto la vita quotidiana. La paziente ha iniziato a dormire
efficiente nel proprio lavoro, con un ottimo contatto più regolarmente e ha deciso, dopo circa tre mesi di
con i clienti. Riferisce di dormire dalle 4 alle 5 ore trattamento con litio solfato, di abbandonare il lavoro
per notte; al mattino è sempre energica e ben predi- serale e di dedicarsi dunque a un solo lavoro. Questa
sposta ad affrontare la giornata, tuttavia da qualche scelta si è associata a una migliore consapevolezza
tempo, anche secondo il suo compagno, vi sono stati della malattia che ha anche indotto la paziente a smet-
cambiamenti nel senso di un peggioramento di alcu- tere l’uso di cocaina e a dedicarsi al solo rapporto di
ne attività. La paziente riferisce alcune frequentazioni coppia, con l’intento di tutelare la famiglia gestendo
sessuali con clienti del locale dove presta servizio la in modo più corretto le spese e l’uso del denaro.
sera. La cura dell’aspetto fisico è divenuta esasperata
con abbigliamento provocante e a volte poco adat- 7. Caso clinico
to alle circostanze. Inoltre, proprio in considerazione La paziente A.R., 56 anni, vedova con un figlio, impie-
dell’abbigliamento, la paziente ha affrontato spese gata presso un istituto di produzione cinematografi-
superiori alle proprie possibilità, mettendo in serio ca, giunge alla nostra osservazione nel novembre del
pericolo il budget familiare e ha iniziato a far uso di 2015, dopo molti anni di trattamenti farmacologici
cocaina spesso associata alle frequentazioni fuori dal presso diversi specialisti.
rapporto di coppia. Comunica infine che da alcuni A 24 anni presentava il suo primo episodio depres-
mesi ha sperimentato un senso di grande prostrazio- sivo, caratterizzato da una improvvisa stanchezza,
ne, incapacità ad alzarsi dal letto, tristezza vitale, in- pianto, iperfagia, insonnia centrale, sensazione di
capacità a compiere le proprie mansioni lavorative. inadeguatezza sul lavoro (la paziente si occupava a
Recatasi da uno psichiatra, ha ricevuto una terapia a quel tempo di una neonata di pochi mesi), marcata
base di paroxetina 20 mg/die e alprazolam 0,50 mg ansia libera e pensieri di controllo ossessivo (contava
1 cpr la sera. La paziente non ha tratto beneficio da sempre dei numeri dispari nella sua testa). Per tale
tale terapia e al contempo ha iniziato a sperimentare motivo è stata visitata da uno psichiatra e trattata far-
maggiore irritabilità, un senso di malessere interno macologicamente con paroxetina (AD) ma con scarso
verosimilmente collocabile nell’ambito della disforia, beneficio. La paziente di fatto, ha mostrato frequenti
agitazione, e ansia. Anche l’insonnia è peggiorata. La episodi di irrequietezza, insonnia e tensione interna
paziente viene inquadrata nell’ambito del disturbo bi- con varie modifiche alla terapia farmacologica fino
polare II. La terapia iniziale è litio carbonato 300 mg all’assunzione di amitriptilina e varie benzodiazepi-
mattina e sera, valproato chrono 300 mg 1 cpr; olan- ne. La paziente è andata incontro a un progressivo
*Nota: Prodotto attualmente non commercializzato in Italia, reperibile presso lo Stato della Città del Vaticano e all’estero.
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Disturbo bipolare e trattamento con sali di litio
peggioramento clinico e ha effettuato 3 tentativi di alla formulazione di litio solfato a rilascio prolungato*
suicidio con ingestione di farmaci, di cui almeno uno (660 mg/die in monosomministrazione) che è stata
ad alto rischio che ha comportato il ricovero in clinica. da subito meglio tollerata. Non si sono verificati più
Nel 2006, a seguito di un grave lutto familiare causa- episodi di intolleranza al farmaco e da un punto di vi-
to da un incidente sul lavoro del marito di cui la pa- sta psicopatologico la paziente ha mostrato una mag-
ziente è stata testimone, ha manifestato disturbo post giore stabilizzazione con un solo episodio depressivo
traumatico da stress. Erano presenti immagini e ricor- importante ma senza nessun altro episodio manifor-
di intrusivi dell’accaduto, sogni disturbanti, ipervigi- me. Esegue controlli ematici regolari e ha una buona
lanza, difficoltà di concentrazione, esagerate risposte compliance farmacologica. Attualmente è in psicote-
di allarme, irritabilità, difficoltà di addormentamento. rapia per acquisire gli strumenti idonei ad affrontare
La paziente è stata sostenuta farmacologicamente con il grave lutto.
inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina
(SSRI) e mediante psicoterapia, inizialmente di soste- 8. Caso clinico
gno e poi con una tecnica particolare per affrontare La [Link] O.L. è una paziente di 53 anni, sposata da
l’evento (Eye Movement Desensitization and Repro- circa 20 con due figli di 15 e 19 anni. Lavora come
cessing, EMDR). sarta nella boutique di una nota catena di negozi di
Negli anni la paziente è riuscita ad affrontare l’even- abbigliamento. Al primo colloquio presso il nostro
to cercando di reagire e provando a occuparsi della Servizio, la paziente appare apatica e astenica, il tono
figlia con l’aiuto di parenti e amici. Con il tempo ha dell’umore è deflesso con note disforiche e riferisce
ripresentato una sintomatologia depressiva con forte insonnia intermedia con frequenti risvegli. Critica un
apatia e anedonia, deflessione dell’umore, pensieri di tentato suicidio compiuto a causa della fine di una re-
morte, insonnia centrale, forti vissuti di rovina che si lazione extraconiugale tramite ingestione di farmaci e
alternavano ciclicamente con periodi di aumento del- per il quale è ricoverata nel reparto di terapia intensi-
le energie, riduzione del sonno, innalzamento del to- va e successivamente trasferita nel reparto psichiatri-
no dell’umore e aumento delle attività finalizzate, tale co, dove effettua una farmacoterapia a base di litio a
da configurarsi un quadro di disturbo bipolare di tipo rilascio immediato (900 mg/die; litiemia 0,70 mEq/L),
I. La terapia farmacologica è stata modificata con l’ag- olanzapina (15 mg/die) e lorazepam (2,5 mg/die),
giunta di acido valproico e alti dosaggi di benzodia- sebbene sia ancora presente una sfumata ideazione
zepine, che ha indotto soltanto un parziale benefico suicidaria non strutturata. Nega l’abuso di alcool, la-
sintomatico. Le fasi depressive e quelle ipomaniformi menta xerostomia, tremore marcato agli arti superio-
si alternavano in maniera sempre più ravvicinata fino ri e sedazione diurna. In anamnesi riferisce l’esordio
a una produzione sintomatica mista per la quale ha psicopatologico all’età di 17 anni, quando avrebbe
richiesto un ricovero in clinica. manifestato una sintomatologia caratterizzata da una
Alla dimissione, la paziente è stata presa in carico condotta alimentare restrittiva, preoccupazioni per il
dal nostro ambulatorio e abbiamo iniziato da subito proprio peso, deflessione del tono dell’umore, ansia,
una terapia farmacologica con litio carbonato 300 mg insonnia e abuso di sostanze (alcool e cannabis). Per
nei primi giorni e poi 600 mg/die nel giro di 10 gior- tali sintomi la paziente è stata seguita da uno speciali-
ni. Buoni i risultati ematochimici e una litiemia di sta psichiatra con psicoterapia e farmacoterapia a base
0,7 mEq/L. Da un punto di vista sintomatologico la di antidepressivi (sertralina), stabilizzatori dell’umore
paziente ha mostrato nelle prime settimane nausea (acido valproico) e benzodiazepine (lorazepam) con
ingravescente, oltre a un paio di episodi di diarrea parziale beneficio. Dopo circa 5 anni, la paziente ha
e vomito; per tale motivo abbiamo deciso di passare sospeso la terapia in accordo con il curante e ha con-
*Nota: Prodotto attualmente non commercializzato in Italia, reperibile presso lo Stato della Città del Vaticano e all’estero.
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M. Pompili
servato un certo benessere per circa 10 anni, quando, e il tono di voce flebile, molto teso. Appare evidente
poco dopo il matrimonio, avrebbe presentato una al colloquio la presenza di ideazione delirante per-
deflessione del tono dell’umore, agitazione, vissuti di secutoria e ipocondriaca e di ideazione suicidaria.
perdita di speranza e solitudine, ideazione suicidaria, Buono il riposo notturno; il tono dell’umore appare
ansia, insonnia e abuso alcolico. A causa di tali sin- gravemente deflesso, con perdita di speranza e di
tomi la paziente ha effettuato un ricovero di alcuni prospettive future. Vengono riferite apatia e clinofi-
mesi in una Casa di Cura psichiatrica, durante il quale lia durante tutto il corso della giornata, con peggio-
ha assunto una terapia a base di antipsicotici (quetia- ramento alla sera. Sono presenti inoltre grave ritiro
pina), stabilizzatori dell’umore (oxcarbamazepina) e sociale e grave compromissione delle relazioni e del-
benzodiazepine (delorazepam). Successivamente la le attività lavorative e quotidiane. Il paziente riferisce
paziente ha mantenuto un relativo benessere fino a anche un importante tremore agli arti superiori, dopo
circa un anno fa, quando ha manifestato grave apatia, inizio della terapia farmacologica prescritta nell’ulti-
anedonia e abulia, deflessione del tono dell’umore, mo ricovero. L’anamnesi riporta uno stato di benes-
irritabilità e nervosismo, insonnia, abuso alcolico. La sere fino all’età di 25 anni, quando a seguito di un
diagnosi è stata di disturbo bipolare, episodio misto e trasferimento in Asia per cause lavorative (il paziente
abuso alcolico. Allo scopo di ridurre i sintomi proba- era fotoreporter), avrebbe presentato una sintomato-
bilmente riconducibili agli effetti collaterali della te- logia caratterizzata da ideazione delirante a caratte-
rapia farmacologica (xerostomia, tremore importan- re persecutorio, di influenzamento e ipocondriaco,
te agli arti superiori e sedazione diurna), si propone espansione del tono dell’umore, insonnia, agitazione
il passaggio dal litio carbonato a rilascio immediato psicomotoria e aggressività eterodiretta. Dopo aver
a litio solfato a rilascio prolungato*, al dosaggio di effettuato un ricovero in ambiente psichiatrico con
1 cpr 660 mg al mattino e la sera, con richiesta de- una terapia non meglio precisata, il paziente avreb-
gli esami ematici di routine, litiemia ed elettrocardio- be fatto ritorno in Italia. Successivamente avrebbe
gramma. Viene ridotto lentamente anche il dosaggio effettuato numerosi ricoveri in ambiente psichiatri-
di olanzapina prima a 10 mg/die e poi a 5 mg/die. co a causa della persistenza della sintomatologia;
Dopo circa 2 mesi, la paziente riferisce un importan- ha cessato di lavorare e ha divorziato dalla moglie.
te miglioramento della sedazione e del tremore agli Il paziente ha effettuato numerose terapie farmacolo-
arti superiori, sebbene la xerostomia persista ancora giche a base di antipsicotici (aloperidolo, risperido-
oggi, e un lieve e progressivo miglioramento del to- ne, clozapina, paliperidone, olanzapina, asenapina,
no dell’umore e dell’apatia. Attualmente nega idee, clorpromazina), stabilizzatori dell’umore (acido val-
propositi e intenti suicidari e risultano nella norma gli proico, lamotrigina, carbamazepina) e varie benzo-
esami ematici e l’ECG. Nel caso qui descritto abbiamo diazepine. Circa 2 mesi fa, a causa di una grave recru-
quindi osservato che il passaggio da litio a rilascio im- descenza della sintomatologia ha tentato il suicidio
mediato a litio a rilascio prolungato* ha determinato tramite impiccagione. A seguito di un lungo ricovero
un miglioramento dell’ideazione suicidaria e degli ef- in un reparto di Terapia Intensiva, è stato trasferito
fetti collaterali. presso il reparto di Psichiatria e successivamente in-
viato al nostro Servizio con diagnosi di disturbo bipo-
9. Caso clinico lare di tipo II. Il paziente ha effettuato durante il rico-
S.B. è un paziente di 35 anni, attualmente disoccu- vero una terapia a base di litio a rilascio immediato
pato, divorziato senza figli. Al primo colloquio pres- (300 mg × 2 volte/die; litiemia: 0,55 mEq/L), aripipra-
so il nostro Servizio, il paziente appare poco curato zolo (30 mg/die) e benzodiazepine (delorazepam).
nell’aspetto, cupo in volto, con lo sguardo sfuggente A seguito della prima visita effettuata, consigliamo la
*Nota: Prodotto attualmente non commercializzato in Italia, reperibile presso lo Stato della Città del Vaticano e all’estero.
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Disturbo bipolare e trattamento con sali di litio
sostituzione del litio a rilascio immediato con litio a ratterizzato da incremento ulteriore dell’attività la-
rilascio prolungato*, allo scopo di ridurre gli effetti vorativa, frequenti litigi con i dipendenti, diagnosi
collaterali e determinare un miglioramento del tono di tumore cerebrale del fratello e separazione dalla
dell’umore e della ideazione suicidaria. Viene pre- compagna, egli ha iniziato a manifestare deflessione
scritta 1 cpr da 400 mg di litio a rilascio prolungato* del tono dell’umore con agitazione e ansia, crisi di
la sera per una settimana e successivamente 2 cpr da pianto, perdita di speranza e insonnia totale. Dopo
400 mg/die (una al mattino e una alla sera). Vengono pochi giorni aveva impulsivamente tentato il suici-
prescritti anche gli esami di laboratorio, la litiemia e dio come descritto prima. La diagnosi riconosciuta è
un elettrocardiogramma. Viene inoltre gradualmente stata di disturbo bipolare, stato misto. Durante il rico-
sostituito aripiprazolo con quetiapina e confermato il vero per il tentato suicidio ha effettuato una terapia
dosaggio di delorazepam (2 mg/die). prevalentemente a base di olanzapina (10 mg/die) e
Nei mesi successivi assistiamo a un lieve e progres- acido valproico (600 mg/die). Riferisce di aver sospe-
sivo miglioramento del tono dell’umore, con una so di propria iniziativa olanzapina in quanto troppo
riduzione del tremore agli arti superiori e della se- sedativa e inoltre assumerebbe solo saltuariamente
dazione diurna. Il peggioramento serale della sin- acido valproico, in quanto non percepirebbe alcun
tomatologia è assente e risultano in miglioramento miglioramento con questo farmaco. Data la scarsa
anche gli indici tiroidei. Appaiono nella norma gli aderenza del paziente, miriamo a scegliere un farma-
esami ematici e l’ECG, mentre persiste l’ideazione co che possa permettere una somministrazione uni-
delirante che viene però vissuta con minore par- ca o doppia durante la giornata e che determini una
tecipazione affettiva. Nel caso del sig. S.B. appare stabilizzazione dell’umore e dell’ideazione suicidaria
adatto il passaggio al litio a rilascio prolungato* in senza una eccessiva incidenza di effetti collaterali.
monosomministrazione serale (660 mg 1+1/2 cpr) Viene prescritto litio solfato a rilascio prolungato*,
per una maggiore aderenza, sebbene avessimo in- 660 mg 1 cpr la sera per una settimana e successiva-
crementato il dosaggio giornaliero. mente 660 mg al mattino e 660 mg la sera. Vengono
inoltre prescritti gli esami ematici di routine, la litie-
10. Caso clinico mia e l’elettrocardiogramma. Dopo circa due settima-
Il sig. F.R. è un uomo di 46 anni, di professione fale- ne viene effettuato il colloquio successivo, durante
gname, che convive con una compagna coetanea da il quale il paziente riferisce di non aver manifestato
circa 10 anni, con cui ha un figlio di 8. Al colloquio effetti collaterali come eccessiva sedazione o tremo-
presso il nostro Servizio, il paziente appare lieve- re. Segue correttamente la prescrizione, assumendo
mente agitato sul piano psicomotorio, ansioso e an- ogni giorno il farmaco, poiché non ne avverte alcuna
gosciato. Critica il tentato suicidio effettuato tramite incidenza negativa sulle attività quotidiane. Effettua
defenestrazione, spaventato dall’impulsività che lo ha gli esami di laboratorio richiesti che risultano tutti
caratterizzato, e per il quale era stato ricoverato in Ri- nella norma.
animazione e successivamente in Psichiatria. L’umore
appare lievemente deflesso e vengono riferite irritabi-
lità e nervosismo; buono è invece il riposo notturno. Discussione
L’uomo riferisce di essere sempre stato molto attivo,
con molti amici e tanti interessi. Lavora molte ore I casi clinici presentati permettono di confermare
al giorno, frequenta spesso la palestra, dorme soli- il ruolo centrale dei sali di litio nell’ambito della
tamente 4 ore per notte. In anamnesi racconta che terapia dei disturbi bipolari. Come detto, si tratta
durante un periodo particolarmente stressante, ca- di un disturbo che pone numerosi quesiti al clini-
*Nota: Prodotto attualmente non commercializzato in Italia, reperibile presso lo Stato della Città del Vaticano e all’estero.
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M. Pompili
co circa la terapia. L’azione di stabilizzazione del Tabella 2. Eventi avversi correlati al litio (Modificata da [18]).
tono dell’umore e il ruolo nella profilassi, permet-
Sistema nervoso
tono di identificare nel litio il principale farmaco
• Letargia, debolezza, lieve confusione, tremore*
per la corretta gestione dei disturbi dell’umore. • Delirium da overdose: danno cerebrale
Il monitoraggio terapeutico del farmaco è impor- • potenzialmente irreversibile
tante per un uso ottimale in relazione alla sommi- • Può peggiorare la miastenia
nistrazione di litio. Il dosaggio dovrebbe essere Rene
personalizzato e basato sul livello sierico del litio. • Poliuria precoce e sete
Fondamentale per il clinico è quindi monitorare • Diabete insipido tardivo
la litiemia che deve collocarsi tra 0,6 e 1,2 mEq/L. Tiroide
I campioni per la misurazione dei livelli sierici del litio • Gozzo diffuso occasionale (non precancerosi)
dovrebbero essere acquisiti appena prima della som- • Ipotiroidismo lieve, aumento precoce del TSH
ministrazione della dose e non meno di 12 ore dopo Sviluppo
la somministrazione della dose precedente. La prima • Anomalia di Ebstein (difetto del setto e della
misurazione dovrebbe essere fatta 8 giorni dopo che • tricuspide) circa 1/2500
la terapia con litio è stata iniziata, con un monitorag- • Nessun aumento di spina bifida rispetto
gio ogni settimana per il primo mese di terapia, 1 vol- • all’acido valproico e a carbamazepina
ta al mese nei primi 6 mesi e successivamente ogni 3 Generali
mesi, al fine di verificare se la concentrazione ematica • Aumento di peso*
del farmaco sia diminuita. • Peggioramento dell’acne, alopecia variabile
Altrettanto importante è monitorare gli effetti collate- • Aumento lieve dei globuli bianchi (non
rali correlati al trattamento con litio (Tabella 2 [18]). • precursore di leucemia)
In termini generali, se usato correttamente il litio è Interazioni farmacologiche
efficace, sicuro e ben tollerato. I lievi effetti collaterali • Tiazidi, antinfiammatori non steroidei
gastrointestinali, come la nausea, possono presentar- • aumentano la litiemia
si subito dopo l’inizio della terapia, ma generalmente
*Forte associazione con l’interruzione del trattamento.
scompaiono pochi giorni dopo, mentre eventi av-
versi quali leggeri tremori alle mani, poliuria e lieve
aumento della sete possono persistere. L’esperienza in quanto potrebbe aumentare l’aderenza alla tera-
clinica suggerisce che un aumento più lento della pia senza procurare svantaggi in termini di efficacia
concentrazione di litio nel sangue è associato a una della profilassi o di aumento degli effetti collaterali.
diminuzione della severità degli effetti collaterali co- In uno studio, a 47 pazienti che ricevevano som-
me i tremori, i crampi gastrointestinali, la nausea, il ministrazioni multiple giornaliere di litio a rilascio
rash e i disturbi cognitivi. immediato (con dose media di 719 mg/die), è stata
Diversi studi hanno messo a confronto l’utilizzo del- sostituita la terapia con una sola somministrazione
la formulazione di litio a rilascio immediato (IR) con giornaliera di litio a rilascio prolungato* (con dose
quella di litio a rilascio prolungato (PR)*. General- media di 663 mg/die per un mese). Dopo un mese,
mente il litio a rilascio immediato è somministrato tutti i pazienti hanno riportato una preferenza per
3 volte al giorno, durante i pasti [19]. Tuttavia, l’u- litio a rilascio prolungato* a causa della sua migliore
so di una singola dose giornaliera di litio a rilascio tollerabilità e più facile modalità di somministrazio-
prolungato* (come dose singola serale) è stata rite- ne [20]. I dati provenienti da un altro studio hanno
nuta un’alternativa alla somministrazione multipla, mostrato che il trattamento a lungo termine con litio
*Nota: Prodotto attualmente non commercializzato in Italia, reperibile presso lo Stato della Città del Vaticano e all’estero.
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Disturbo bipolare e trattamento con sali di litio
Tabella 3. Passaggio dalla formulazione di litio a rilascio immediato (standard) a quella di litio a rilascio prolungato1 [25].
Litio carbonato a rilascio immediato Litio solfato a rilascio prolungato*
300 mg (= 8,1 mmol di litio) 660 mg (= 12 mmol di litio), 2 volte/die o qd serale2
mEq di litio = mmol di litio.
1
eseguire prima litiemia dopo una settimana.
2
in caso di unica somministrazione, monitorare la litiemia con maggiore frequenza (per la stessa dose
giornaliera la concentrazione standardizzata delle 12 ore può superare i livelli precedentemente determinati
anche di 0,2 mmol/L).
Esempio: paziente trattato con litio carbonato cpr da 300 mg 3 volte/die (totale = 24,3 mmol di litio) può
passare a litio solfato a rilascio prolungato cpr da 660 mg 2 volte/die (totale = 24 mmol di litio).
N.B. Soggetti in terapia con litio carbonato a rilascio prolungato* 400 mg 1 cpr = 10,8 mmol di litio.
a rilascio prolungato* porta a un minore indeboli- I pazienti già trattati con litio possono passare diret-
mento della capacità renale di concentrare le urine tamente dalla formulazione a rilascio immediato a
rispetto al litio a rilascio immediato [21]. L’uso del li- quella a rilascio prolungato*, in genere con una dose
tio a rilascio prolungato*, con somministrazione uni- di 12 mmol 2 volte/die o, in alternativa, in un’unica
ca giornaliera, è quindi consigliato come strategia somministrazione serale. È opportuno eseguire la pri-
per ridurre la scarsa aderenza e gli effetti collaterali ma misurazione della litiemia dopo una settimana.
[20]. Un confronto diretto tra il litio a rilascio prolun- Ai fini pratici, è opportuno tenere in considerazione
gato* giornaliero, rispetto a somministrazioni multi- lo schema indicato nella Tabella 3 per passare dalla
ple di litio a rilascio immediato, ha confermato come formulazione di litio a rilascio immediato (o stan-
il primo abbia diversi potenziali vantaggi rispetto al dard) a quella di litio a rilascio prolungato*:
secondo, come una maggiore stabilità della concen- • litio carbonato 300 mg = 8,1 mmol di litio
trazione sierica di litio durante gli intervalli tra le do- • litio solfato a rilascio prolungato 660 mg = 12 mmol
si e una maggiore gradualità del suo incremento nel di litio
lungo termine, fatto che potrebbe ridurre il rischio
degli effetti collaterali e aumentare l’aderenza alla Nei soggetti in terapia con litio carbonato a rilascio
terapia [20,22,23]. prolungato* 400 mg, si noti che una compressa equi-
Nonostante l’aumento dell’utilizzo di altre sostanze vale a 10,8 mmol di litio (nota: mEq di litio e mmol
terapeutiche, si può affermare che il litio rimane la di litio si intendono equivalenti).
terapia d’elezione per il disturbo bipolare. Uno stu- In alternativa, la dose giornaliera totale di litio a
dio compiuto presso il nostro reparto su 85 pazienti rilascio prolungato* può essere assunta in un’uni-
affetti da disturbo bipolare e seguiti in media per 31 ca somministrazione la sera prima di coricarsi. Nel
mesi, ha rilevato che i pazienti ai quali era prescrit- passaggio da due somministrazioni a una sommini-
to il litio alle dimissioni presentavano un migliore strazione giornaliera, inizialmente è necessario mo-
funzionamento psicosociale al follow-up rispetto a nitorare la litiemia con maggiore frequenza, tenen-
pazienti assegnati ad altre terapie come antipsicotici do in considerazione il fatto che (per la stessa dose
atipici e anticonvulsivanti. Questo dimostra che la giornaliera) la concentrazione standardizzata delle
terapia con litio restituisce una buona qualità di vita, 12 ore può superare i livelli precedentemente deter-
favorendo attività psicosociali importanti per la quo- minati anche di 0,2 mmol/L.
tidianità dei pazienti [24]. In conclusione, il trattamento del disturbo bipolare
*Nota: Prodotto attualmente non commercializzato in Italia, reperibile presso lo Stato della Città del Vaticano e all’estero.
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M. Pompili
con litio può essere effettuato in monoterapia o in con i sintomi invalidanti del disturbo bipolare che,
combinazione con altri farmaci. È efficace come te- grazie al trattamento con litio, si ridimensiona e per-
rapia di mantenimento nella profilassi delle recidive de molte delle sue caratteristiche negative, permet-
di disturbo bipolare ed episodi depressivi maggiori tendo il buon esito della terapia.
ed è usato ampiamente come stabilizzante dell’umo-
re, dimostrando efficacia in entrambe le polarità. Disclosures
Il litio ha quindi le potenzialità di migliorare la qua- L’autore dichiara di non avere conflitto d’interesse
lità della vita di pazienti altrimenti destinati a vivere inerente all’articolo.
46
Disturbo bipolare e trattamento con sali di litio
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