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05 Comunione, Multiproprieta'e Condominio

istituzioni di diritto privato

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LA COMUNIONE, LA MULTIPROPRIETA’ E IL

CONDOMINIO

VL
COMUNIONE
È la situazione giuridica che si instaura tra più soggetti (c.d.
comunisti) quando questi sono contitolari del diritto di proprietà o
di altro diritto reale su di un determinato bene.

Art. 1100 c.c. : La proprietà o altro diritto reale spetta


contemporaneamente a più titolari per quote ideali

Si parla di proprietà per quote ideali: ciascun contitolare ha un diritto che


non può essere individuato materialmente su una determinata parte del
bene bensì ha come oggetto il bene nella sua integrità; ciò che viene
suddiviso è l’insieme delle facoltà di usare e godere della cosa comune.
Solo per i diritti reali si parla di vera e propria comunione;
per i diritti di credito che fanno capo a più soggetti si
VL applica la normativa sulle obbligazioni soggettivamente
TIPI DI COMUNIONE
COMUNIONE VOLONTARIA, LEGALE E INCIDENTALE
Volontaria: quando nasce per effetto di una convenzione stipulata tra i vari partecipanti;
Legale: se il suo titolo è nella legge;
Incidentale: quando sorge per effetto di un atto indipendente dalla volontà dei partecipanti. Es. comunione
ereditaria

COMUNIONE ORDINARIA E FORZOSA


Ordinaria: quando ogni singolo partecipante ha la facoltà di chiedere la divisione (ha ad oggetto una
cosa unica ed indivisibile che appartiene pro quota a ciascun comunista).
Forzosa: quando la suddetta facoltà è negata al partecipante, in quanto i beni altrimenti
cesserebbero di servire all’uso cui sono destinati (es. comunione forzosa del muro artt. 874/875 cc)

VL
DIRITTI E OBBLIGHI DEI COMUNISTI
Ogni comunista può servirsi
A) Uso della cosa della cosa comune nella sua
comune interezza purchè:
Art. 1102 c.c. - non alteri la destinazione
della cosa comune;
- non impedisca agli
comunisti di farne
parimenti uso.
Principio maggioritario:
Le deliberazioni della
maggioranza dei
È esercitata congiuntamente partecipanti sono
B) Gestione della cosa obbligatorie per la
comune art. 1105 c.c. da tutti i comunisti; tutti i
minoranza dissenziente.
partecipanti hanno diritto di
La maggioranza viene
concorrere nell’amministrazione calcolata al valore delle
della cosa comune. quote. (no n.
partecipanti).
VL
- Atti di ordinaria amministrazione, ossia quelli
Maggioranza semplice tendenti a conservare la cosa comune o a
( calcolata secondo il migliorarne il godimento;
valore delle quote) - Per l’approvazione di un regolamento per
l’ordinaria amministrazione e per il miglior
godimento della cosa comune;
- La nomina di un amministratore.

- Atti di straordinaria amministrazione


- Non devono essere mai pregiudizievoli
Maggioranza qualificata all’interesse di alcuno dei partecipanti;
(2/3 del valore complessivo - Se dispongono innovazioni dirette al
della cosa comune) miglioramento della cosa o a rendere più comodo
o redditizio il godimento non debbono importare
una spesa eccessivamente gravosa.

- Atti di alienazione o di costituzione di diritti reali


sulla cosa comune e le locazioni ultranovennali (atti
Approvazione unanime dei
di disposizione della cosa comune e postulano il
comunisti
consenso di tutti i partecipanti).

VL
• Due regole fondamentali:
1) art. 1108 comma 3 cc: prescrive la necessità del consenso unanime
dei partecipanti alla comunione quando venga in considerazione l’intero
diritto comune:
- atti di alienazione, transazioni, atti di rinuncia della cosa comune;
- atti di costituzione di diritti reali sul fondo comune;
- locazioni ultranovennali
- non è necessario per costituire ipoteca qualora abbia lo scopo di
garantire la restituzione delle somme mutuate per la ricostruzione o per il
miglioramento della cosa commune (in tal caso atto di straordinaria

C) Disposizione amministrazione).

2) art. 1103 comma 1 cc: consente al singolo partecipante di disporre di


della cosa quello stesso diritto nei “limiti della sua quota”.
- possibilità di sostituire altri a sè nella posizione di contitolare attraverso

comune una cessione pro quota del diritto comune con subingresso del
cessionario nella contitolarità del diritto senza che a tal fine sia necessario
il consenso degli altri comunisti;
- possibilità di cedere ad altri il godimento della cosa nei limiti della quota;
- possibilità di costituire a favore di terzi un diritto reale di garanzia nei
limiti della quota;
- possibilità di abdicare alla posizione di contitolare mediante rinuncia.

VL
OBBLIGHI DEI
COMUNISTI
Le spese deliberate a maggioranza e quelle
necessarie per la conservazione e godimento
della cosa comune gravano sui partecipanti alla
comunione in proporzione delle rispettive
quote restando salva la facoltà di ciascuno di
essi di liberarsene rinunciando alla propria
posizione di contitolare del diritto comune
(c.d. abbandono liberatorio) art. 1104 cc

Ciascun partecipante deve contribuire nelle spese


necessarie per la conservazione e il godimento
della cosa comune e per le altre deliberate dalla
VL maggioranza dei comunisti.
LO Ciascuno dei partecipanti ha facoltà di chiedere la scioglimento della
comunione senza che gli altri comunisti si possano opporre.
SCIOGLIMENTO
La divisione si verifica:
DELLA a) Per contratto: se tutti i comunisti concordano sul modo di
COMUNIONE procedere;
b) Per sentenza del Tribunale se l’accordo non viene raggiunto

La divisione avviene con la spartizione materiale della cosa se possibile


oppure con una ripartizione della somma ricavata dalla vendita della
cosa.

Decreto del fare: ha introdotto la divisione a domanda congiunta art.


791 bis cpc.
Quando non sussiste controversia sul diritto alla divisione né sulle quote
o altre questioni pregiudiziali, gli eredi o i condomini e gli eventuali
creditori o aventi causa che hanno notificato o trascritto l’opposizione
alla divisione possono, con ricorso congiunto al tribunale competente
per territorio, chiedere la nomina di un notaio al quale affidare le
operazioni di divisione. Se riguarda beni immobili il ricorso deve essere
trascritto.
VL
IL CONDOMINIO NEGLI EDIFICI
Disciplina modificata dalla L.220/2012; la singolarità della figura risiede nel
fatto che il singolo condomino è al contempo:
- proprietario esclusivo del suo appartamento;
- Comproprietario in virtù di comunione forzosa di alcune parti dell’edificio
(il suolo su cui l’edificio poggia, le fondamenta, le scale, i muri perimetrali,
i tetti

Si ha condominio quando in un edificio esistono contemporaneamente più


unità immobiliari di proprietà unitamente a delle parti comuni,
strutturalmente e funzionalmente connesse alle prime.

E’ diverso dalla comunione: le parti comuni del condominio sono strumentali


al godimento delle unità immobiliari in proprietà esclusiva mentre i beni in
comunione costituiscono beni autonomi suscettibili di autonoma utilità.
VL
LE PRINCIPALI NOVITA’ INTRODOTTE DALLA
L.122/2012
- un’indicazione più completa, non tassativa delle parti comuni dell’edificio (che oggi ricomprendono
anche le facciate) art. 1117 c.c.
- L’applicabilità della normativa del condominio anche al supercondominio, ( finora istituto d’elaborazione
dottrinaria e giurisprudenziale).
- La specifica previsione delle condizioni che giustificano il distacco del singolo condomino dall’impianto
centralizzato di riscaldamento;
- La possibilità di introdurre innovazioni con una maggioranza meno elevata di quella prevista dal codice (
innovazioni destinate al miglioramento, salubrità o uso più comodo delle cose comuni, come l’eliminazione
delle barriere architettoniche, installazione di impianti di videosorveglianza sulle parti comuni dell’edificio,
di impianti per la produzione di energia eolica, solare o da fonte rinnovabile);
- La nuova ripartizione delle spese per scale e ascensori;
- La disciplina relativa all’amministratore: sono dettate in misura più stringente le sue attribuzioni e i doveri
amministrativi e contabili in funzione di una maggiore conoscibilità e trasparenza del suo operato da
parte dei condomini (es : l’assemblea può deliberare l’attivazione di un sito internet da cui consultare ed
estrarre copia digitale dei documenti previsti dalla delibera assembleare);
- La previsione che i regolamenti condominiali non potranno vietare il possesso o la detenzione di animali
domestici da parte dei condomini;
- Le nuove regole sulla costituzione dell’assemblea e sulla validità delle deliberazioni di cui sono VL
abbassati i quorum.
Due regole per la ripartizione delle spese
1) Regola di ripartizione proporzionale. art. 1123 cc stabilisce
che:
-le spese necessarie per la conservazione e godimento delle
parti comuni dell’edificio;
- spese per la prestazione dei servizi nell’interesse comune
spese per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono

LA RIPARTIZIONE
sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della
proprietà di ciascuno ( che si determina attraverso tabelle
millesimali) salvo diversa convenzione.

DELLE SPESE N.B. le tabelle millesimali indicano le quote di proprietà nel


condominio espresso come rapporto tra il valore di ogni unità e
il valore dell’intero edificio corrispondente a 1.000)

2) Regola di ripartizione secondo utilizzo che ciascuno può fare:


- Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura
diversa.
Se un edificio ha più scale, cortili, lastrici solari destinati a
servire una parte dell’intero fabbricato, le spese per la loro
manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne
VL trae utilità.
LE PARTI COMUNI 3) I locali per i servizi in comune:
portineria, lavanderia, stenditoi, sottotetti.
4) Le opere, le installazioni e i manufatti di
L’art. 1117 c.c.: sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle
qualunque genere destinati all’uso
singole unità immobiliari dell’edificio:
comune: ascensori, pozzi, cisterne, impianti
1) Tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune: suolo su cui
idrici e fognari, sistemi centralizzati di
sorge l’edificio, le fondazioni, muri maestri, pilastri e travi portanti,
distribuzione del gas, energia elettrica,
tetti e lastrici solari, scale, portoni ingresso, portici, cortili, facciate,
riscaldamento e condizionamento, per la
vestiboli, anditi.
ricezione televisiva etc.
2) Le aree destinate al parcheggio
VL
l’assemblea del condominio
GLI ORGANI (funzioni deliberative)

DEL Gli organi fondamentali del


condominio sono:

CONDOMINIO l’amministratore (organo


esecutivo)

VL
L’assemblea dei condomini è l’organo deliberativo del condominio e permette
ai titolari di un diritto di proprietà su una o più delle unità facenti parte
dell’edificio di esprimere la loro volontà in ordine all’uso dei servizi e delle
parti comuni. Principio maggioritario:
in prima convocazione:
- il quorum costitutivo è dato dall’intervento
di condomini che rappresentano due terzi del
valore dell'intero edificio e la maggioranza
Principio della valida costituzione dei partecipanti al condominio;
dell’assemblea: - il quorum deliberativo è pari al numero di Principio della partecipazione
voti che rappresenti la maggioranza degli
l’assemblea dei condomini per poter intervenuti e almeno la metà del valore dell’inquilino :
deliberare validamente deve essere dell'edificio. Se l’assemblea in prima la legge sulle locazioni (art. 10
regolarmente costituita: convocazione non può deliberare per L.389/78) consente all’inquilino la
mancanza del numero legale, l’assemblea partecipazione e il voto in sede
- Tutti i condomini devono essere
invitati a parteciparvi; in seconda convocazione: d’assemblea condominiale riguardo a
- deve intervenire un numero minimo - il quorum costitutivo è dato dall'intervento specifiche questioni.
di tanti condomini che rappresentino almeno
di condomini che sia espressione di un un terzo del valore dell'intero edificio e un
determinato valore dell’intero edificio terzo dei partecipanti al condominio; Il DL. 14/08/2020 N.104 ha previsto che le
(quorum) deliberazioni dell’assemblea del condominio
- il quorum deliberativo è pari alla
aventi per oggetto l’approvazione degli
maggioranza degli intervenuti con un interventi di cui al Superbonus 110 %sono
numero di voti che rappresenti almeno un valide se approvate con un n. di voti che
terzo del valore dell'edificio rappresenti la maggioranza degli intervenuti
VL e almeno un terzo del valore dell’edificio.
• Determinano la
Quorum regolare costituzione
costitutivi dell’organo
assembleare

• Determinano la
Quorum regolarità della
deliberativi delibera assunta

VL
IMPUGNAZIONI DELLE DELIBERE
DELL’ASSEMBLE ART. 1137 CC
«Le deliberazioni prese dall'assemblea sono obbligatorie per
tutti i condomini».
«Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento
di condominio, ogni condomino assente, dissenziente o
astenuto può adire l'autorità giudiziaria chiedendone
l'annullamento nel termine perentorio di trenta giorni, che
decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o
astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per
gli assenti. delibere impugnabili (o annullabili) che possono essere portate
innanzi all'autorità giudiziaria ordinaria entro 30 giorni (es. delibera
VL
assunta con il voto di un condomino fornito di un numero di deleghe
superiore a quello consentito dal regolamento).
• L'azione di annullamento non sospende l'esecuzione della
deliberazione, salvo che la sospensione sia ordinata dall'autorità
giudiziaria.
ES: La sospensione della delibera viene ordinata dal giudice ove sussista
il pericolo di un danno irreparabile che fa seguito all'esecuzione del
provvedimento.
• L'istanza per ottenere la sospensione proposta prima dell'inizio della
causa di merito non sospende né interrompe il termine per la
proposizione dell'impugnazione della deliberazione.
La disposizione non considera le delibere
La disposizione permette ai condomini che non viziate da nullità, in quanto illecite ovvero
hanno espresso voto favorevole alla delibera mancanti di un elemento essenziale, in
adottata dall'assemblea, oltre che a coloro che non riferimento alle quali è sempre possibile
hanno votato, di impugnare la stessa, se contraria l'impugnazione in ogni tempo e da parte di
alla legge od al regolamento condominiale. chiunque (es.: le delibere adottate
dall'assemblea alla quale non siano stati
invitati tutti i condomini).
VL
L’ assemblea può deliberare anche le modifiche delle tabelle
millesimali ossia delle tabelle che esprimono il rapporto tra il valore di
ciascuna unità e il valore dell’intero edificio.
Le tabelle possono essere rettificate o modificate all’unanimità o con
la maggioranza qualificata art. 1136 II CO cc (maggioranza degli
intervenuti in assemblea che rappresenti almeno la metà del valore
dell’edificio) quando sono:
- Conseguenza di errore;
- Per le mutate condizioni di una parte dell’edificio è alterato per più di
1/5 il valore proporzionale dell’unità immobiliare anche di un solo
condomino. (es. per sopraelevazione).

VL
La nomina è obbligatoria
L’AMMINISTRATORE quando i condomini sono
più di 8.

Ha il compito di:
1) eseguire le deliberazioni dell'assemblea, convocarla annualmente per l'approvazione del rendiconto
condominiale e curare l'osservanza del regolamento di condominio;
2) disciplinare l'uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell'interesse comune, in modo che ne sia assicurato
il miglior godimento a ciascuno dei condomini;
3) riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni
dell'edificio e per l'esercizio dei servizi comuni;
4) compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni dell'edificio;
5) eseguire gli adempimenti fiscali;
6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei
titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento,
7) curare la tenuta del registro dei verbali delle assemblee, del registro di nomina e revoca dell'amministratore e
del registro di contabilità.
8) conservare tutta la documentazione inerente alla propria gestione riferibile sia al rapporto con i condomini sia
allo stato tecnico-amministrativo dell'edificio e del condominio;
9) fornire al condomino che ne faccia richiesta attestazione relativa allo stato dei pagamenti degli oneri
condominiali e delle eventuali liti in corso;
10) redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l'assemblea per la relativa
approvazione entro centottanta giorni. VL
IL REGOLAMENTO
CONDOMINIALE

Quando in un edificio il numero dei


condomini è superiore a 10 deve essere
formato un regolamento contenente:
• Le norme sull’uso delle cose comuni e sulla
ripartizione delle spese secondo i diritti e
obblighi di ciascun condomino;
• Le norme per la tutela del decoro
dell’edificio;
• Le norme relative all’amministrazione del
condominio.

VL
Ciascun condomino può prendere l’iniziativa per la formazione del
regolamento o per la revisione di quello esistente.

Deve essere approvato Può essere impugnato da ciascun


dall’assemblea con maggioranza condomino dissenziente entro 30 gg
degli intervenuti all’assemblea che dalla deliberazione che lo ha
rappresenta almeno la metà del approvato.
valore dell’edificio e allegato al Per gli assenti il termine decorre dal
registro dei verbali delle assemblee. gg in cui è stata loro comunicata la
deliberazione

VL
L’art. 1120 cc contiene la disciplina in materia di innovazioni ossia di opere di
trasformazione che incidono sull’essenza della cosa comune, alterandone
l’originaria funzione e destinazione che si differenziano dalla modificazioni
poiché queste ultime non alterano la cosa ma consentono una più comoda
utilizzazione della cosa .

Le deliberazioni di cui all'articolo 1120, dirette al miglioramento, all’uso più


INNOVAZIONI comodo o al maggior rendimento delle cose comuni devono essere
approvate dall'assemblea con un numero di voti che rappresenti la
maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell'edificio.
(art. 1136 co5 cc)
Vietate:
- Possono arrecare pregiudizio alla Con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e
stabilità e sicurezza del fabbricato; almeno la metà del valore dell’edificio può disporre le innovazioni relative a:
- Alterino il decoro architettonico o - Opere e interventi volti a migliorare la sicurezza e la salubrità degli
si riflettono negativamente edifici e degli impianti;
sull’aspetto armonico di esso,; - Le opere e gli interventi per eliminare le barriere architettoniche, per il
- Rendano talune parti comuni contenimento del consumo energetico, realizzare parcheggi destinati al
inservibili all’uso e al godimento servizio delle unità immobiliari, produzione di energia mediante impianto
anche di un solo condomino. di cogenerazione, fonti eoliche, solari
- Installazione di impianti centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e
per accesso a altro genere di flusso informativo esclusi impianti che non
alterano la destinazione della cosa comune e impediscono ai condomini
VL di farne uso.
ESTINZIONE DEL CONDOMINIO
Il condominio ha durata perpetua.

Si estingue quando viene a mancare la divisione per piani della


proprietà e cioè quando tutto l’edificio diventi proprietà della stessa
persona.

VL
INDIVISIBILITA’:
La comunione si caratterizza per la temporaneità e la divisibilità per cui
ciascun comunista può in ogni momento chiedere lo scioglimento;
Le parti comuni dell’edificio non sono soggette a divisione.
PRESENZA DI UN VINCOLO DI DESTINAZIONE:
Nella comunione le innovazioni possono essere dirette all’impiego più
proficuo.
Nel condominio devono essere indirizzate al miglioramento o all’uso più
DIFFERENZE comodo o al maggior rendimento delle cose comuni. Il vincolo di destinazione
dell’edificio incide sul godimento delle parti di proprietà esclusiva dei singoli
TRA condomini. (il condomino non può eseguire opere che rechino danno alle
CONDOMINIO parti comuni o pregiudizio alla stabilità, sicurezza o decoro dell’edificio.
PRESENZA DI UN’ARTICOLATA E COMPLESSA ORGANIZZAZIONE DI GESTIONE
E DELLE COSE E DEI SERVIZI COMUNI:
La comunione dispone di un modello embroniale di organizzazione;
COMUNIONE Il condominio si caratterizza per una struttura organizzatoria complessa ( se i
condomini sono più di 8 deve nominarsi necessariamente un amministratore e
se sono più di 10 formare un regolamento di condominio)
PREMINENZA DELL’INTERESSE COLLETTIVO SUGLI INTERESSI INDIVIDUALI:
Nella comunione la maggioranza viene calcolata in base al valore delle quote
ed è ammesso l’abbandono liberatorio per sottrarsi ai contributi per la
conservazione della cosa comune;
Nel condominio la maggioranza viene calcolata non solo in relazione alle
VL quote ma anche al n. dei partecipanti e non è ammesso l’abbandono
liberatorio.
L’art. 1117 bis cc afferma che le disposizioni sul condominio, in
quanto compatibili, anche al supercondominio ossia a quell’insieme
IL CONDOMINIO di edifici che abbiano in comune alcuni impianti o servizi ricompresi
TRA PIU’EDIFICI nell’ambito di applicazione dell’art. 1117 cc (es: viale d’ingresso,
(SUPERCONDOMI impianto centrale per il riscaldamento, locali per la portineria,
alloggio portiere).
NIO)
A ciascun condomino di ogni edificio spetta la titolarità pro quota su
tali parti comuni e l’obbligo di contribuire alle spese per la loro
manutenzione.

Si costituisce automaticamente senza delibere assembleari quando


singoli edifici condominiali abbiano in comune cose, impianti e
servizi.

L’art. 1117 bis cc supera la concezione della verticalità del


condominio:
L’ambito di applicazione viene esteso anche a varie tipologie di
VL condomini orizzontali: supercondomini, villaggi residenziali etc.
La disciplina è contenuta negli artt. 69 e ss del DLGS 206/2005 (Codice del
Consumo).
L’art. 69 definisce la multiproprietà come il contratto di durata superiore a un anno
tramite il quale un consumatore acquisisce a titolo oneroso il diritto di godimento
LA su uno o più alloggi per il pernottamento per più di un periodo di occupazione.
MULTIPROPRIETA’ Ai sensi dell’art. 70 : «Se un contratto di multiproprietà viene offerto al consumatore
in persona nell'ambito di una promozione o di un'iniziativa di vendita, l'operatore
indica chiaramente nell'invito lo scopo commerciale e la natura dell'evento.» «In
ogni caso la multiproprietà non può essere commercializzata o venduta come
investimento.»

In tempo utile prima che il consumatore sia vincolato da un contratto o da


un'offerta, l'operatore deve:
- fornire al consumatore, in maniera chiara e comprensibile, informazioni accurate
e sufficienti, tramite il formulario informativo di cui all'allegato II bis e le
informazioni elencate nella parte 3 di detto formulario;
- informare il consumatore sulle clausole contrattuali concernenti l'esistenza del
diritto di recesso, la durata del periodo di recesso e il divieto di versare acconti
durante il periodo di recesso, le quali devono essere sottoscritte separatamente
dal consumatore. Il contratto deve includere un formulario separato di recesso.
Il contratto deve essere redatto per iscritto a pena di nullità e deve indicare
l’identità, luogo residenza e firma delle parti, data e luogo di conclusione del
VL contratto.
Il diritto di recesso nel contratto di
multiproprietà artt.73 e 74
Al consumatore è concesso un periodo di quattordici giorni per recedere, senza
specificare il motivo, dal contratto di multiproprietà.
Il periodo di recesso si calcola:
a) dal giorno della conclusione del contratto definitivo o del contratto preliminare;
b) dal giorno in cui il consumatore riceve il contratto definitivo o il contratto
preliminare, se successivo alla conclusione del contratto.
Il periodo di recesso scade:
a) dopo un anno e quattordici giorni a decorrere dalla data di cui alla lett. A se il
formulario di recesso non è stato compilato dall'operatore e consegnato al
consumatore per iscritto, su carta o altro supporto durevole;
b) dopo tre mesi e quattordici giorni a partire dalla data di cui alla lett. A se le
informazioni incluso il formulario informativo non sono state fornite al
consumatore per iscritto, su carta o altro supporto durevole.
VL
Art. 74 Modalità di esercizio ed effetti del
diritto di recesso
Il diritto di recesso da parte del consumatore si esercita dandone
comunicazione scritta, su carta o altro supporto durevole che assicuri la
prova della spedizione anteriore alla scadenza del periodo di recesso, alla
persona indicata nel contratto o, in mancanza, all'operatore.
L'esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore, nei modi indicati
al comma 1, pone fine all'obbligo delle parti di eseguire il contratto.

Il consumatore che esercita il diritto di recesso, non sostiene alcuna spesa,


non è tenuto a pagare alcuna penalità, né è debitore del valore
corrispondente all'eventuale servizio reso prima del recesso.

VL
Articolo 75 codice del consumo - Divieto di acconti
garanzie o altro riconoscimento di debito prima
della scadenza del termine di recesso
Per i contratti di multiproprietà, è vietato qualunque versamento di
danaro a titolo di acconto, prestazione di garanzie, l'accantonamento di
denaro sotto forma di deposito bancario, il riconoscimento esplicito di
debito od ogni altro onere da parte di un consumatore a favore
dell'operatore o di un terzo prima della fine del periodo di recesso.
L’operatore che viola tali disposizioni è punito, per ogni singola violazione
con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro e con la
sanzione amministrativa accessoria della sospensione dall’esercizio
dell’attività da 30 gg a 6 mesi in caso di violazione reiterata.

VL
ART. 72 BIS OBBLIGO DI FIDEIUSSIONE
L'operatore non avente la forma giuridica di società di capitali ovvero
con un capitale sociale versato inferiore a 5.500.000 euro e non avente
sede legale e sedi secondarie nel territorio dello Stato è obbligato a
prestare idonea fideiussione bancaria o assicurativa a garanzia della
corretta esecuzione del contratto.
L'operatore è in ogni caso obbligato a prestare fideiussione bancaria o
assicurativa allorquando l'alloggio oggetto del contratto di
multiproprietà sia in corso di costruzione, a garanzia dell'ultimazione
dei lavori

VL
DIFFERENZE
MULTIPROPRIETA’ ALBERGHIERA: il bene immobile è compreso in un
complesso alberghiero intestato a più proprietari;
MULTIPROPRIETA’ AZIONARIA: il bene immobile è goduto in virtù del
possesso delle azioni della società titolare del bene.

VL

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