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Abstract Esteso

La tesi analizza il condominio come istituto giuridico, evidenziando la sua evoluzione storica e normativa, in particolare il Codice Civile del 1942 e la riforma del 2012. Si approfondiscono i diritti e doveri dei condòmini, la figura dell'amministratore e l'importanza dell'assemblea condominiale nella gestione delle parti comuni. Inoltre, si discute la natura giuridica del condominio e le recenti tendenze verso l'estensione delle tutele consumeristiche ai condomini.
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La tesi analizza il condominio come istituto giuridico, evidenziando la sua evoluzione storica e normativa, in particolare il Codice Civile del 1942 e la riforma del 2012. Si approfondiscono i diritti e doveri dei condòmini, la figura dell'amministratore e l'importanza dell'assemblea condominiale nella gestione delle parti comuni. Inoltre, si discute la natura giuridica del condominio e le recenti tendenze verso l'estensione delle tutele consumeristiche ai condomini.
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Facoltà di Giurisprudenza

Corso di laurea in Giurisprudenza


Titolo tesi: Il condominio tra struttura e funzionamento
Laureando: Pierfrancesco Peluso – matricola: 002377291

Abstract

Il condominio è un istituto giuridico che, con il tempo, si è adattato per rispondere a

un’esigenza fondamentale della vita in comune: regolare le proprietà condivise in edifici

abitati da diversi proprietari. Questo studio parte dal percorso evolutivo del concetto di

condominio, dalle sue origini nelle pratiche di condivisione romane fino alla normativa

italiana attuale, sancita dal Codice Civile del 1942 e ampliata dalla riforma del 2012. In

tale evoluzione, il condominio ha assunto una sua identità come "comunione forzosa",

con una struttura che bilancia proprietà individuali e parti comuni, mantenendo un

rapporto collaborativo e regolato tra condomini.

La disciplina del condominio, regolata dagli articoli 1117-1139 del Codice Civile,

rappresenta un elemento centrale del diritto civile italiano, progettato per regolare la

convivenza in edifici con proprietà distinte ma spazi comuni. Questa normativa si è resa

necessaria con lo sviluppo urbanistico e l’aumento della densità abitativa, dove la

coesistenza di proprietà private e beni comuni richiede regole certe per evitare conflitti e

garantire una gestione ordinata. La Legge n. 220/2012 ha modernizzato la disciplina,

introducendo strumenti volti a migliorare la trasparenza, a promuovere una

partecipazione più attiva dei condòmini e a rafforzare la tutela dei diritti individuali

all'interno del contesto collettivo.

Il condominio si distingue dalla comunione semplice, che è regolata dagli articoli 1100-

1116 del Codice Civile, per la sua natura di comunione forzosa. Mentre nella
comunione i comproprietari possono scegliere di sciogliere il vincolo e dividere il bene

comune, nel condominio le parti comuni sono inscindibili dalle unità immobiliari

private e non possono essere alienate separatamente. Questa particolarità deriva dalla

funzione delle parti comuni, come scale, tetti e cortili, che servono l’intero edificio o

gruppi di unità immobiliari. L’articolo 1117 del Codice Civile definisce queste parti

comuni, attribuendo loro un uso collettivo e funzionale. Questa configurazione giuridica

riconosce la necessità di una gestione condivisa ma regolata, per bilanciare l’uso

individuale e collettivo.

La normativa sul condominio si occupa di regolare non solo i diritti e i doveri dei

condòmini, ma anche gli strumenti per la gestione e l’amministrazione delle parti

comuni. L’articolo 1120 del Codice Civile disciplina le innovazioni, consentendo

modifiche che migliorano l’efficienza o il valore dell’edificio, purché non

compromettano la sicurezza, la stabilità o il decoro architettonico. In tema di

ripartizione delle spese, l’articolo 1123 stabilisce che i costi relativi alla manutenzione e

alla gestione delle parti comuni devono essere suddivisi proporzionalmente ai millesimi

di proprietà. Tuttavia, per impianti o servizi utilizzati solo da alcuni condòmini, le spese

sono a carico esclusivamente di chi ne trae beneficio. L’amministrazione delle parti

comuni è ulteriormente regolata dall’articolo 1129, che rende obbligatoria la nomina di

un amministratore nei condomini con più di otto unità immobiliari. Questa figura

assume un ruolo fondamentale nella gestione contabile e operativa dell’intero edificio.

La Legge n. 220/2012 ha introdotto una serie di innovazioni che hanno reso il sistema

condominiale più trasparente ed efficiente. Una delle novità più rilevanti riguarda

l’obbligo per l’amministratore di aprire un conto corrente intestato al condominio,

separando in modo chiaro i fondi personali da quelli comuni. Sono state inoltre
semplificate le procedure per l’adozione di innovazioni tecniche, come l’installazione di

impianti per il risparmio energetico e le energie rinnovabili. La riforma ha anche

rafforzato i diritti di informazione dei condòmini, prevedendo che l’amministratore

debba conservare e rendere accessibili i documenti contabili, e ha introdotto la

possibilità di convocare assemblee in modalità telematica, per favorire una

partecipazione più ampia.

L’amministratore è una figura centrale nella gestione del condominio, con compiti e

responsabilità dettagliatamente regolati dagli articoli 1129-1131 del Codice Civile. Egli

rappresenta il condominio nei rapporti con i terzi e sovrintende alla manutenzione delle

parti comuni, assicurandone la sicurezza e l’efficienza. Dal punto di vista contabile,

l’amministratore è responsabile della riscossione delle quote condominiali, del

pagamento delle spese e della redazione del bilancio annuale, che deve essere sottoposto

all’approvazione dell’assemblea. La sua funzione di rappresentanza si estende anche

alle controversie giudiziarie, dove agisce come rappresentante legale del condominio.

La nomina di un amministratore è obbligatoria per i condomini con più di otto unità, ma

può essere revocata dall’assemblea in caso di gravi inadempienze o su richiesta del

tribunale.

L’assemblea condominiale è l’organo sovrano del condominio, disciplinata dagli articoli

1135-1136 del Codice Civile. Essa è composta da tutti i condòmini e si riunisce almeno

una volta all’anno per approvare il bilancio, deliberare sulle spese straordinarie e

decidere la nomina o la revoca dell’amministratore. Le deliberazioni sono vincolanti per

tutti i condòmini, purché siano adottate con le maggioranze previste dalla legge. Per le

questioni ordinarie è sufficiente una maggioranza semplice, mentre per le innovazioni o

le modifiche strutturali sono richieste maggioranze qualificate. La trascrizione delle


delibere nei verbali dell’assemblea è fondamentale per garantire la trasparenza e la loro

opponibilità nei confronti di terzi.

Questa trattazione mette in evidenza i principali aspetti normativi e gestionali del

condominio, con un focus sui meccanismi che garantiscono il funzionamento ordinato

della vita condominiale e la tutela dei diritti dei singoli.

Un tema centrale è la figura dell’amministratore di condominio, che svolge il delicato

ruolo di garante dell'equilibrio tra i diversi interessi condominiali e di interlocutore nei

confronti dei terzi. L’amministratore, pur privo di un'autonomia assoluta, rappresenta i

condomini sia nelle questioni gestionali sia nelle eventuali controversie legali, e deve

rispettare il quadro normativo contenuto negli articoli 1117 e seguenti del Codice Civile.

La sua è una posizione complessa, che richiede competenze tecniche e umane, poiché si

occupa di tutto, dalla manutenzione delle strutture comuni alla gestione dei fondi, fino

alla mediazione di eventuali conflitti tra proprietari.

Un’altra importante questione esplorata nel testo riguarda la natura giuridica del

condominio, che in Italia è privo di personalità giuridica autonoma, ma è dotato di una

"soggettività giuridica limitata". Questo concetto, sviluppato dalla giurisprudenza

italiana, consente al condominio di essere riconosciuto come una sorta di "ente di

gestione", senza tuttavia separare la responsabilità patrimoniale dai singoli proprietari.

Tale impostazione, sebbene consolidata, ha portato a una serie di riflessioni su come il

condominio possa e debba operare nelle relazioni con i fornitori e le autorità.

Un ultimo punto di rilievo trattato nello studio è il dibattito sull’estensione delle tutele

consumeristiche al condominio, un argomento che ha guadagnato spazio con le recenti

decisioni della Corte di Giustizia Europea. La possibilità che il condominio venga

trattato come un “consumatore collettivo” nelle relazioni con i fornitori di beni e servizi,
pur non conferendogli personalità giuridica, estende alcune garanzie a tutela dei

condomini. Questo riconoscimento, seppur ancora parziale, rappresenta un passo avanti

verso una maggiore equità nelle relazioni contrattuali condominiali.

In conclusione, l’analisi delinea un quadro delle dinamiche legali, economiche e sociali

che rendono il condominio non solo un luogo di coabitazione, ma anche una struttura

gestionale complessa. L’istituto del condominio, per rispondere meglio alle esigenze

contemporanee, necessita di ulteriori riforme che possano rendere la gestione più equa,

sostenibile e in grado di rispondere alla crescente attenzione per la trasparenza e la

sostenibilità ambientale.

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