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Impara a leggere e redigere la busta paga!

INDICE
Prefazione

01/ La busta paga


Cos'è e come è fatta

02/ Com'è composta la busta paga


La struttura del documento

03/ Retribuzione
Struttura e tipologie retributive

04/ Inps e irpef


Calcolo delle imposte in busta paga

05/ Tfr
Trattamento di fine rapporto

06/ Detrazioni e addizionali


Le varie tipologie nel prospetto paga

07/ Tabelle irpef


Modalità di tassazione

08/ Due esempi


Calcolo e sviluppo di una busta paga

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Impara a leggere e redigere la busta paga!

PREFAZIONE
Questo corso ha come obiettivo quello di fornire all'allievo le nozioni
necessarie per essere in grado di compilare e/o controllare una busta paga.
Il corso esamina, con un linguaggio semplice, tutte le principali voci
normalmente riportate sul prospetto paga.
Inoltre, affinché le norme esaminate, siano le più chiare possibili, le
lezioni sono arricchite da molti esempi di compilazione di cedolini paga.
Negli esempi riportati nel corso è stato preso come riferimento, per la
determinazione della retribuzione e degli altri istituti contrattuali, il
contratto collettivo nazionale del commercio.

QUESTO EBOOK TI OFFRE L'OCCASIONE DI IMMERGERTI IN


UNA ESPERIENZA DI LETTURA AUMENTATA. ALCUNE DELLE
IMMAGINI CHE TROVERAI A LATO PAGINA TI CONENTIRANNO
DI ACCEDERE A CONTENUTI EXTRA ED APPROFONDIRE LE
TEMATICHE TRATTATE! BASTA UN CLICK!
Impara a leggere e redigere la busta paga!

01 LA BUSTA PAGA
Cos'è e a cosa serve

La busta paga è il prospetto che indica la retribuzione che il lavoratore


percepisce per un determinato periodo di lavoro. Il datore di Lavoro ha
l’obbligo di consegnare la busta paga ( Legge n° 4 del 1953 ).
La Busta Paga esprime in termini monetari l’insieme dei rapporti che il
lavoratore ha con:

• Il datore di lavoro (La Retribuzione)

• Con lo stato (Le Imposte)

• Con gli enti previdenziali (es. INPS)

La busta paga serve a determinare la retribuzione che spetta al


lavoratore per il periodo di lavoro svolto, per poter rivendicare differenze
sull’applicazione del CCNL e Contratto Integrativo Provinciale, oltre ad
eventuali accordi sindacali aziendali e/o individuali.
Inoltre può essere utile per intraprendere azioni legali, quali decreti
ingiuntivi, ricorsi, insinuazioni nel fallimento.
La busta paga infine è necessaria per poter richiedere un mutuo bancario
o un finanziamento e ai fini pensionistici qualora ci siano differenze
sull’accredito dei contributo INPS.

IL DATORE DI LAVORO HA L'OBBLIGO DI CONSEGNARE


IL PROSPETTO PAGA Legge n°4 del 1953
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02 COM'È COMPOSTA LA BUSTA PAGA


La struttura del documento

INTESTAZIONE

CORPO

ASSEGNI FAMILIARI
PARTE PREVIDENZIALE

PARTE FISCALE

PARTE TFR

RETRIBUZIONE NETTA
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02 Intestazione
Nell’ intestazione della busta paga sono riportati i dati anagrafici del
lavoratore, i dati del datore di lavoro e tutti gli elementi che compongono
la retribuzione lorda mensile:

• Minimo contrattuale (paga base)

• Contingenza introdotta nel 1944: per consentire il recupero della perdita


del potere di acquisto, è stata congelata con l’accordo interconfederale
del 31 luglio 1992 (spesso conglobata nel minimo)

• E.D.R. elemento distinto della retribuzione: pari a 10,33 euro da


corrispondere per 13 mensilità (introdotto dall’accordo interconfederale
del 31 luglio 1992) erogato per 13 mensilità (in alcuni CCNL accorpato
nella contingenza o nel minimo)

• Scatti di Anzianità (solitamente “pluriennali” fino al raggiungimento


di un tetto massimo); possono essere legati all’anzianità di “livello” o
“aziendale”

• Superminimo (eventuale) – può essere assorbibile o meno.

• Altri elementi a carattere continuativo e fisso.


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01 Il corpo
Il corpo della busta paga “fotografa” la concreta situazione lavorativa del
mese. Per comprendere il funzionamento di questa parte della busta è
innanzitutto necessario capire il meccanismo dei c.d. divisori (mensile e
orario) o coefficienti. I divisori vengono fissati dalla contrattazione
collettiva e nel nostro caso sono:

• Divisore orario (esempi): 165; 168; 169; 172; 173 (cioè si suppone che

ogni mese sia composto mediamente da quel numero ore);

• Divisore giornaliero (esempi): 26 o 22 (cioè si suppone che in ogni mese

ci siano quei gg. lavorativi). Il divisore 26 è così strutturato quando nel

settore i gg. teoricamente lavorabili per ogni settimana sono 6.


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02 Per ricavare la paga oraria bisogna dividere la retribuzione lorda mensile


(cioè di tutti gli elementi presenti nella testa della busta paga) per il
divisore orario (165;168;173 ecc).

Analogamente se si deve trovare la paga giornaliera devo dividere la


retribuzione lorda mensile (cioè di tutti gli elementi presenti nella testa
della busta paga) per il divisore giornaliero (22 o 26 ecc).

Il primo elemento indicato nel corpo è la retribuzione mensile:


normalmente, se il lavoratore non ha fatto assenze non retribuite nel mese,
troverà riportata la paga mensile lorda (della testa) e/o verrà evidenziata
la seguente moltiplicazione: 26 gg. X paga giornaliera = retribuzione lorda
mese.

Tradizionalmente gli operai sono/erano retribuiti ad ore e su una settimana


lavorativa di 5 gg: 160 (20 gg); 168 (21 gg); 176 (22 gg); 184 (23 gg) ore.

La busta paga è il prospetto che indica la somma che il lavoratore percepisce


come compenso per un determinato periodo di lavoro. Il datore di lavoro
ha l’obbligo di consegnare, insieme alla retribuzione, un prospetto di paga
in cui devono essere indicati, oltre al periodo lavorativo in questione,
tutti gli elementi che occorrono per determinare la retribuzione lorda e le
detrazioni che portano alla paga netta.
La busta paga deve riportare la firma, sigla o timbrata dal datore di lavoro.

Oltre ai dati anagrafici, quelli dell’inquadramento professionale e al


periodo a cui si riferisce la retribuzione, la busta paga contiene altre voci
che possono essere classificate in elementi fissi ed elementi variabili.

Vediamo nella pagina seguente come sono suddivise tali voci.


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02 ELEMENTI FISSI

• La paga base o minimo contrattuale

• Indennità di contingenza o “scala mobile”

• L’elemento distinto della retribuzione

• Superminimo o assegno ad personam

• Scatti o aumenti periodici di anzianità

• Altre voci retributive fisse

ELEMENTI VARIABILI

• Straordinario

• Buono pasto

• Indennità mensa

• Indennità di trasporto

• Festività

• Tredicesima mensilità

• Mensilità aggiuntiva (14^)

• Ferie e permessi retribuiti

• Permessi personali e sindacali

• Aspettativa sindacale

• Congedo matrimoniale

• Malattia

• Maternità

• Infortunio

• Assegni per il nuclueo familiare

• Altre voci variabili


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03 RETRIBUZIONE
Struttura e tipologie retributive
Il Sistema Retributivo viene determinato dai contratti collettivi oppure
dagli accordi tra le parti e, in mancanza di entrambi, dal giudice, vedi:

• Art. 36 della Costituzione

• Art. 2099 del C.C.

• Accordi Interconfederali

• C.C.N.L.

• Accordi Aziendali

• Contratti Integrativi Territoriali

• Legge n° 4 del 1953 ( norme concernenti l’obbligo di corrispondere la


retribuzione ai lavoratori a mezzo di prospetti paga)

La retribuzione costituisce il corrispettivo della prestazione fornita dal


lavoratore ed è normalmente stabilita dal contratto collettivo applicato
in azienda.
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03 1
Retribuzione netta.
In pratica è quella che va in tasca al lavoratore, in teoria, è ciò
che resta una volta che sono state pagate le tasse, gli oneri
pensionistici e assicurativi. Normalmente è l’ultima cifra in basso
a destra.

Retribuzione lorda
2 E' la somma tra la retribuzione netta, le tasse e i contributi di
varia natura a carico del lavoratore.

Retribuzione diretta
3 E' quella relativa all’effettiva prestazione del lavoratore.

Retribuzione indiretta
4 E' quella che il lavoratore percepisce pur non prestandola sua
opera, es.: malattia, ferie, festività.

Retribuzione differita
5 E' la quota accantonata dal datore di lavoro, in genere
mensilmente, per il trattamento di fine rapporto, per alimentare
gli eventuali fondi pensionistici integrativi, la 13^, la 14^, ecc.. la
retribuzione viene, quindi, accantonata e percepita dal lavoratore
in un momento successivo rispetto alla prestazione.

Retribuzione reale
6 E' la retribuzione depurata dagli effetti dell’inflazione. Per
esempio, se in un dato periodo l’inflazione è cresciuta del 10% e
le retribuzione lorde del 12%, ne consegue che il salario reale è
cresciuto del 2%.

Retribuzione nominale
7 E' quella che non considera l’effetto dell’inflazione sul potere
d’acquisto reale del lavoratore, in altre parole, è l’opposto di
quella reale.
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03 Gli elementi fissi della retribuzione


La paga base o minimo contrattuale
La paga base è detta anche retribuzione base o minimo tabellare.
Essa rappresenta l'elemento prevalente della retribuzione. L’entità della
paga base è determinata dal contratto collettivo applicabile ed è in
funzione del livello attribuito al dipendente.

Indennità di contingenza o “scala mobile”


L'indennità di contingenza, detta più semplicemente contingenza o scala
mobile è nata con lo scopo di adeguare il salario all'andamento del costo
della vita. Il suo importo veniva modificato ogni trimestre, al fine di evitare
la perdita di potere di acquisto dei salari causata dall'inflazione.
A partire dal 1991, gli importi dell'indennità di contingenza sono stati
congelati e non hanno più subito ulteriori adeguamenti.

L’elemento distinto della retribuzione


Con l’ accordo Interconfederale del 31 luglio 1993, fu definito il
pagamento di 10,33€ calcolato per 13 mensilità, a copertura dell’erosione
inflazionistica sui salari nel periodo 1992/1993. 13^, festività, ferie, CIGO
e congedo matrimoniale.
Tuttavia la voce E.D.R. spesso non è presente nel cedolino paga poiché,
molti contratti collettivi, e tra questi anche quello del commercio, hanno
previsto il conglobamento del suo importo nell'indennità di contingenza.

Superminimo o assegno ad personam


L’assegno ad personam è un elemento della retribuzione che può essere
concesso al singolo dipendente in aggiunta al minimo contrattuale, in
modo da garantirgli un trattamento economico più favorevole rispetto a
quello previsto dal contratto collettivo per la categoria cui il lavoratore
appartiene.
La caratteristica fondamentale di tale elemento retributivo è quella di
poter essere assorbito da eventuali successivi incrementi della paga base.
Per evitare che ciò accada è necessario che l'assegno ad personam sia
dichiarato non assorbibile, per iscritto, al momento della sua concessione.
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03 Scatti o aumenti periodici di anzianità


E un riconoscimento acquisito dal lavoratore per la sua permanenza in
azienda o nelle aziende della stesso gruppo, e varia in base alla qualifica
e al livello di inquadramento contrattuale.
Il C.C.N.L. di categoria stabilisce la maturazione temporale (biennale
nell’industria metalmeccanica e edile, triennale nel settore del terziario),
l’entità (in misura fissa o in percentuale) varia da un minimo di 5 scatti ad
un massimo di 12.
Per gli operai edili il contributo relativo agli scatti di anzianità (A.P.E.
anzianità professionale edile) a carico del datore di lavoro viene individuata
una percentuale da computarsi poi sugli elementi della retribuzione di
cui al punto 3) art. 25 del C.C.N.L. 5/07/95 (paga base di fatto, indennità
di contingenza, indennità territoriale di settore ed elemento economico
territoriale).
L’entità dello scatto è sempre in funzione del livello attribuito al dipendente.
Il contratto collettivo può, inoltre, prevedere che esso sia determinato in
misura fissa o come percentuale della paga base.
Il contratto collettivo del commercio prevede una misura fissa per gli scatti
di anzianità, a seconda del livello del dipendente.

Altre voci retributive fisse


Sono costituite dalla tredicesima, dove prevista la quattordicesima, dai
premi annui, ecc., oppure dalla retribuzione in natura (alloggio, autovettura,
polizze assicurative, ecc.), che vengono evidenziate ai fini del calcolo delle
ritenute fiscali e contributive.
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03 Gli elementi variabili della retribuzione


Maggiorazioni e straordinari
L’art. 13 della L. 196/97 con decorrenza, dal 19 luglio 1997 ha fissato,
l’orario normale di lavoro in 40 ore settimanali.
Mentre l’art. 2107 del codice civile sancisce che la durata giornaliera e
settimanale non può superare i limiti stabiliti dalle leggi speciali. I contratti
collettivi possono determinare:

• L’orario massimo senza superare le 40 ore settimanali

• In alcuni periodi il superamento della durata normale, salvo compensare


con la diminuzione dell’orario in altri periodi, facendo sì che la durata
media annua sia sempre di 40 ore settimanali

• Fanno eccezione i discontinui che prestano la loro opera in 50 ore


settimanali

Per orario effettivo di lavoro si intende, il tempo nel quale il lavoratore si


mette a disposizione del datore di lavoro escludendo il tempo impiegato
per recarsi al posto di lavoro.

Il disagio relativo al prolungamento dell’orario di lavoro oltre il limite


previsto dal contratto o derivante dal lavoro su turni viene compensato
con la maggiorazione della paga.

L’entità di tale maggiorazione è definita in modo particolareggiata dai vari


contratti collettivi.
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03 La legge del 27 novembre 1998, n 409 definisce sia il massimo ricorso alle
ore di straordinario e sia i motivi per cui viene richiesto, infatti:
• Il ricorso al lavoro straordinario è ammesso soltanto previo accordo fra
datore di lavoro e lavoratore per un periodo non superiore a 250 ore
annuali e a 80 trimestrali.

• In caso di superamento delle 45 ore settimanali, il datore di lavoro


informa, entro 24 ore dall’inizio delle lavorazioni la Direzione provinciale
del lavoro – Settore ispezione del lavoro competente per territorio.

È inoltre ammesso, salvo diversa previsione del contratto collettivo, in


relazione a:
• casi di eccezionale esigenze tecnico produttive e di impossibilità di
fronteggiarle attraverso l’assunzione di altri lavoratori;

• casi di forza maggiore o casi in cui la cessazione del lavoro a orario


normale costituisca un pericolo o un danno alle persone o alla
produzione.

Ogni CCNL prevede delle maggiorazioni e per il lavoro straordinario e per


compensare una prestazione lavorativa “disagevole”.

Nelle buste paga tali maggiorazioni vengono “visualizzate” (e pagate)


secondo il seguente schema:

• Straordinari: 26gg. X paga giornaliera (o ore mese x paga oraria) +


Numero ore straordinarie X paga oraria maggiorata = Retribuzione
lorda “effettiva” mensile

• Maggiorazioni: 26 gg X paga giornaliera (o ore mese x paga oraria)+


Numero ore X pura maggiorazione (le ore sono già comprese nella
retribuzione mensile) = Retribuzione lorda “effettiva” mensile
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03 Mensa in natura e indennità sostitutiva mensa


A decorrere dall’ 11 luglio 1992, il valore del servizio mensa e l’importo
sostitutivo, percepito da chi non usufruisce del servizio gestito dall’azienda,
non fanno parte della retribuzione a nessun effetto in relazione agli istituti
legali e contrattuali del rapporto di lavoro.

Sono salvi eventuali accordi e contratti collettivi che dispongono


diversamente. La somministrazione da parte del datore di lavoro, nonché
quelle in mense aziendali, sino ad un importo giornaliero stabilito
annualmente e le prestazione e le indennità sostitutive corrisposte agli
addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo
o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi
di ristorazione sono esclusi dal computo del trattamento contributivo e
fiscale.

Indennità di mensa e buoni pasto


Pur non essendo obbligatorio l’allestimento di un servizio di ristoro, alcune
aziende mettono a disposizione dei propri lavoratori un servizio mensa o
dei buoni pasto . In alternativa riconoscono loro una indennità sostitutiva
di mensa. Tale indennità, presente in busta paga, viene erogata in misura
giornaliera fissa forfetaria. I buoni pasto sono personali e dunque incedibili
e non sono convertibili in denaro.

Indennità di trasferta
Alcuni contratti collettivi prescrivono, la corresponsione di un’indennità
di trasferta, che può essere o di importo predeterminato o stabilita in
percentuale sulla retribuzione giornaliera.

La Corte di Cassazione ha stabilito che l’indennità di trasferta è caratterizzata


dalla fissazione di una sede come normale ed abituale luogo di svolgimento
delle mansioni e dal carattere provvisorio e temporaneo dell’invio in una
sede diversa, non riveste pertanto i caratteri di un’indennità, bensì quelli
della normale retribuzione, l’erogazione corrisposta quale corrispettivo
delle particolari modalità della prestazione di lavoro, ai trasfertisti, vale a
dire ai dipendenti che prestano abitualmente la loro opera fuori sede.
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03 Indennità di trasporto
Viene stabilita tra le parti, a livello territoriale, normalmente sulla scorta
del costo medio del viaggio sostenuto dal lavoratore per recarsi sul posto
di lavoro, nell'ambito del medesimo comune.

Detta indennità non è dovuta in caso di istituzione di un servizio aziendale


per il trasporto dei dipendenti o se viene dato in uso al dipendente un
autoveicolo aziendale: in quest'ultimo caso se l'utilizzo dell’autoveicolo
è promiscuo, cioè concesso anche ad uso personale del dipendente, esso
rientrerebbe nel concetto di "retribuzione in natura" o fringe-benefit
imponibile entro i termini di Legge.

L'indennità di trasporto è parte integrante della retribuzione, e quindi


imponibile a tutti gli effetti. Essendo in generale una voce ricorrente della
retribuzione, è anche imponibile ai fini del trattamento di fine rapporto.
Nel settore edile spetta ai contratti integrativi provinciali determinare gli
importi dell’indennità di trasporto.

Mensilità supplementari
• Tredicesima: una mensilità da corrispondere entro il 20/12 (con
retribuzione in vigore nel mese). Periodo di maturazione 1/1 – 31/12

• Quattordicesima (non tutti i CCNL la prevedono): una mensilità da


corrispondere normalmente entro giugno (con esclusione EDR). Per
ogni mese intero lavorato (o per una frazione almeno pari a 15 gg.)
matura un rateo (1/12) delle mensilità supplementari

Congedo matrimoniale
A tutti i dipendenti viene riconosciuto un periodo di 15 giorni consecutivi
di calendario. Resta fermo il diritto dell’azienda di trattenersi i rimborsi
effettuati dall’INPS a tale titolo.
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03 Festività
Durante i giorni festivi il lavoratore ha il diritto di astenersi dal
lavoro percependo però la retribuzione. Per le festività comunque lavorate
(previo accordo tra lavoratore e datore di lavoro), al lavoratore spetta la
retribuzione giornaliera, o quella relativa alle ore effettivamente prestate
(per gli operai) aumentata della maggiorazione per lavoro festivo.
Nei casi di assenza dal lavoro per malattia, infortunio, maternità obbligatoria
o facoltativa, congedo matrimoniale, ferie, permesso o assenza giustificata,
al lavoratore è in ogni modo garantito il diritto al compenso previsto per le
festività. Le giornate festive, sono determinate dalla legge e dai contratti
collettivi.

La legge riconosce come festivi i seguenti giorni: il primo giorno dell’anno,


il 6 gennaio (Epifania), il 25 aprile (Liberazione), il lunedì dopo Pasqua, il
1°Maggio (Festa del Lavoro), il 2 Giugno (Fondazione della Repubblica
Italiana), il 15 Agosto (Assunzione), il 1° Novembre (Ognissanti), l’8 Dicembre
(Immacolata), il 25 Dicembre (Natale) e il 26 Dicembre (S.Stefano).
E’ da ricordare inoltre che ogni Comune ha come festività ulteriore la
giornata coincidente con il santo patrono.

Permessi e aspettative sindacali


I componenti di organi direttivi provinciali e nazionali delle associazioni
sindacali firmatarie di un contratto, hanno diritto a permessi retribuiti per
partecipare alle riunioni degli organi stessi.
E’ la contrattazione collettiva che determina il numero dei permessi fruibili.

Per usufruire dei permessi si deve presentare con congruo anticipo


domanda scritta, questo per non danneggiare l’attività produttiva. I
lavoratori dipendenti distaccati a tempo pieno presso le associazioni
sindacali e di categoria hanno diritto ad un’aspettativa non retribuita per
tutta la durata del loro mandato (art. 31 Legge 300/70). La retribuzione
verrà dunque erogata dall’organizzazione sindacale mentre i contributi
saranno figurativamente accreditati dall’INPS.
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03 Permessi retribuiti
Tutti i lavoratori hanno il diritto di assentarsi dal posto di lavoro, usufruendo
di appositi permessi, sia retribuiti che non. Durante l’assenza i lavoratori
conservano il posto di lavoro e, al termine del periodo, hanno diritto, salvo
rinuncia espressa, di rientrare nella stessa unità produttiva o altra ubicata
nello stesso comune e di essere adibiti alle mansioni da ultimo svolte o a
mansioni equivalenti.
Il lavoratore può usufruire dei permessi per i seguenti motivi:

• Matrimonio

• Servizio militare

• Richiamo alle armi

• Donazione di sangue

• Cariche pubbliche ed elettive

• Per attività sociali

• Motivi medici e sanitari

• Per studio

• Permessi sindacali e assemblea sindacale

• Motivi personali

Permesso per motivi personali


Tali permessi sono concessi nella misura di tre giorni annui (come previsto
dalla L. 53/2000). Il lavoratore deve comunicare al proprio datore di lavoro
la necessità di usufruire del permesso e i giorni nei quali questo sarà
utilizzato. I giorni di permesso devono essere utilizzati entro sette giorni
dall’evento gravoso. Il lavoratore che usufruisce dei permessi per grave
infermità, deve presentare, entro cinque giorni dalla ripresa dell’attività
lavorativa documentazione del medico specialista del servizio sanitario
nazionale o convenzionato.
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03 Assegno familiare
L'assegno è erogato in relazione al reddito del nucleo familiare: Coniuge
(se non legalmente separato) e con figli con meno 18 anni (sono esclusi i
figli disabili), a Giugno di ogni anno va fatta la domanda e possono essere
recuperati eventuali crediti e infine il reddito da lavoro dipendente deve
essere almeno del 70% del reddito complessivo.

Malattia
Solitamente i CCNL garantiscono una integrazione rispetto a quanto
erogato dall’INPS fino al raggiungimento di una certa quota percentuale
della retribuzione “teorica” (solitamente il 100% ma ci sono CCNL con
una disciplina più articolata). I primi 3 gg. sono interamente a carico
dell’azienda (c.d. carenza). L’INPS riconosce per ogni anno solare:

• Il 50% della retribuzione dal 4 al 20 gg (calendario) di malattia

• Il 66,66% dal 21 al 180 gg. (calendario)

Somme erogate:

• INPS: (generalmente) non paga i primi 3 gg carenza dal 4° al 20°gg


50% - dal 21°al 180°gg 2/3

• AZIENDA: dipende dal CCNL

Per calcolare l’integrazione dovuta dall’azienda occorre procedere, quindi,


in questo modo (c.d. lordizzazione):

Malattia INPS (importo) X 100/(100 – 9,19*) = Malattia INPS

Retribuzione lorda mensile – malattia INPS lordizzata = integrazione azienda.

* percentuale di contributi a carico del lavoratore; nelle aziende con CIGS la percentuale è pari al 9,49%.
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03 Infortunio
Per infortunio è da intendersi l’evento occorso al lavoratore per causa
violenta in occasione di lavoro e da cui sia derivata la morte o l’inabilità
permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero un’inabilità temporanea
assoluta che comporti l’astensione dal lavoro per più di 3 giorni.
Il lavoratore, in caso di infortunio sul lavoro, deve comunicare
tempestivamente al datore di lavoro l’evento anche se di lieve entità, pena
la perdita del diritto all’indennità economica. Se la prognosi dell’infortunio
è superiore a 3 giorni il datore di lavoro è tenuto a darne comunicazione
all’INAIL e all’autorità di pubblica sicurezza del comune in cui è avvento
l’infortunio, entro 2 giorni dalla data di ricezione del certificato medico
attestante l’infortunio. Il datore di lavoro deve, inoltre, annotare su un
apposito registro, gli infortuni che comportino l’assenza dal lavoro di
almeno un giorno escluso quello dell’evento.
E’ fatto obbligo al lavoratore in infortunio rendersi reperibile per una
eventuale visita di controllo disposta dal datore di lavoro sempre attraverso
i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti nelle stesse fasce
orarie stabilite per le infermità dovute a malattia.
L’INAIL corrisponde all’infortunato a partire dal 4° giorno d’infortunio:
• Il 60% della retribuzione giornaliera per i primo 90 giorni di assenza
• Il 75% per i successivi giorni di assenza

Per retribuzione giornaliera è da intendersi quella relativa ai 15 giorni


precedenti l’infortunio ed è indicata dal datore di lavoro nella denuncia di
infortunio. I giorni indennizzabili sono tutti quelli di calendario compreso
i festivi. Il datore di lavoro deve corrispondere :
• Il 100% della retribuzione per il giorno in cui si è verificato l’infortunio

• Il 60% per i 3 giorni successivi (carenza)

• Dal 4° giorno successivo all’infortunio, per le sole festività , l’integrazione


a quanto erogato dall’INAIL per raggiungere il 100% della retribuzione
giornaliera
• Per gli operai vi è anche l’accantonamento alla Cassa Edile in base a quanto
riportato nell’art. 28 del CCNL edilizia del 29/01/2000
• Integrare l’indennità a carico dell’INAIL
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03 Ferie e permessi
Come per le mensilità supplementari anche per ferie, rol/PAR ed ex
festività matura un rateo (1/12) del monte ore (o giorni) annuo per ogni
mese intero lavorato (o per una frazione almeno pari a 15 gg.).
- Ferie annue: numero ‘x’ di gg./anno o numero x di ore anno;
- Rol o PAR (o altra voce): n. ‘x’ ore / anno (liquidati a dicembre se non
goduti)
- RIPOSI: ALMENO 11 ORE tra la fine di una giornata lavorativa e l’inizio
della successiva; ALMENO 35 ORE di interruzione lavorativa ogni settimana

Il periodo di ferie è finalizzato al ripristino delle energie psicofisiche del


lavoratore come previsto nell’art. 36 Cost. ed è riconosciuto quale diritto
irrinunciabile.
La malattia insorta durante il periodo feriale sospende il decorso delle ferie
solo se pregiudica il recupero delle energie del lavoratore , che dovranno
essere riprese e completate al termine della malattia.
Tale indennità sostitutiva (per gli impiegati) deve essere erogata entro
6 mesi dopo la data della maturazione delle ferie; trascorsi inutilmente,
l'impiegato ha diritto agli interessi di mora commisurati al tasso ufficiale
di sconto aumentato di 2 punti percentuali (con decorrenza dal 11 giorno
successivo alla scadenza dei 6 mesi).

Nel caso di ferie frazionare, 5 o 6 giorni lavorativi (se l'orario normale


è distribuito su 5 o 6 giorni), fruiti come ferie, corrispondono ad una
settimana (per gli impiegati).

Se il rapporto di lavoro si risolve nel corso dell'anno di lavoro, il lavoratore


ha diritto a percepire 1/12 di ferie per ogni mese intero di anzianità. Se
gli impiegati sono richiamati a lavoro, questi hanno diritto al rimborso
delle spese sostenute per il rientro in sede e per l'eventuale ritorno nella
località dove godevano le ferie.

Se, per esigenze di servizio, l'azienda richieda all'impiegato di rinunciare


alle ferie già concordate, questi ha diritto a percepire il rimborso per
l'eventuale anticipo non recuperabile, pagato per l’alloggio prenotato per il
periodo di ferie, sempreché dia la precisa documentazione del versamento
dell’anticipi stesso.
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03 Sono i contratti collettivi di settore che regolano la durata delle ferie,


anche se questa non può essere inferiore a quella stabilita da specifiche
leggi. Con il D.Lvo n. 66/2003, all’art. 10, viene affermato che il lavoratore
ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite NON inferiore a quattro
settimane.

Quindi, le quattro settimane di ferie non possono più essere sostituite da


una indennità, a meno che non vi sia stata una risoluzione del rapporto.

Nel caso in cui il periodo di ferie sia superiore alle quattro settimane,
l’ulteriore godimento potrà essere monetizzato. Nel settore edile, per
esempio, relativamente all’industria e alla piccola industria è previsto:

- per gli impiegati 4 settimane di calendario o 5 settimane se l’anzianità di


servizio al 31/12/78 è superiore a 14 anni
- per gli operai 4 settimane di calendario (pari a 160 ore)

La maturazione delle ferie avviene in relazione all’effettiva prestazione di


lavoro durante l’anno e la sua fruizione è stabilita dagli accordi integrativi.

In caso di ferie frazionate, cinque giorni lavorativi fruiti come ferie


equivalgono ad una settimana, se l’orario normale settimanale è distribuito
su cinque giorni; nel caso in cui la distribuzione sia effettuata su sei giorni,
sei giorni lavorativi fruiti come ferie equivalgono ad una settimana.

Il diritto alle ferie spetta anche ai lavoratori in prova, apprendisti, minori,


lavoratori a tempo determinato e in formazione-lavoro.
La malattia insorta prima o durante il periodo delle ferie ne interrompe
il decorso e dunque in tale ipotesi il lavoratore ha diritto all’indennità di
malattia per l’intero periodo morboso.

Nel caso in cui al lavoratore non venga successivamente concesso


il godimento del periodo di ferie non fruito a causa della malattia, il
compenso corrisposto per tale periodo deve essere considerato indennità
per mancato godimento delle ferie.
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03 Maternità
Il D.Lgs. 151/2001 raccoglie le norme che tutelano la maternità.
Alla lavoratrice che si assenta per maternità è garantito la conservazione
del posto di lavoro, la retribuzione e la maturazione dell’anzianità di
servizio.
I requisiti per usufruire dell’indennità di maternità sono:

• Accertato stato di gravidanza

• Esistenza di un rapporto di lavoro

L’astensione dal lavoro per maternità è obbligatoria per il periodo compreso


tra i 2 mesi precedenti la data presunta del parto e i 3 mesi successivi al
parto, mentre è facoltativa per un periodo di 6 mesi successivi al termine
dell’astensione obbligatoria, da prendere entro il compimento dell’ottavo
anno del figlio.
E’ previsto inoltre l’astensione obbligatoria anticipata per gravi complicanze
di gravidanza previa autorizzazione della Direzione Provinciale del Lavoro.

E’ altresì possibile distribuire il periodo di astensione obbligatoria (5 mesi),


posticipando di 1 mese l’astensione prima del parto e ritardando il periodo
post-partum per lo stesso periodo nei casi di:

• Morte o grave infermità della madre

• Abbandono del bambino da parte della madre

• Affidamento del bambino al padre in via esclusiva

Il diritto al congedo di maternità si estende al padre per tutta la durata che


sarebbe spettata alla madre.
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03 Nel periodo di astensione obbligatoria la lavoratrice ha diritto ad una


indennità giornaliera, a carico dell’INPS, pari all’80% della retribuzione
media globale giornaliera, percepita nel mese precedente. Per l’astensione
facoltativa la percentuale scende al 30% della retribuzione media globale
giornaliera.

Per usufruire della tutela nel periodo di maternità la lavoratrice deve:

• Presentare una domanda alla sede INPS di residenza, da consegnare in


copia al datore di lavoro

• Certificato medico di gravidanza da un medico del SSN, entro 15 giorni


dalla nascita deve essere consegnato al datore di lavoro il certificato di
assistenza al parto

Durante il periodo di gravidanza e fino al settimo mese di vita del figlio, la


lavoratrice non può svolgere mansioni di trasporto, di sollevamento pesi e
lavoro faticosi, pericolosi ed insalubri, e dalle 24:00 alle 06:00.
E’ vietato il licenziamento della lavoratrice in periodo di maternità e fino
al compimento dell’anno di vita del figlio. E’ altresì vietata la sospensione
della lavoratrice tranne nel caso in cui sia sospesa l’attività dell’azienda o
del reparto cui è addetta.
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04 INPS E IRPEF
Calcolo delle imposte in busta paga

Dobbiamo sapere che la quota che il dipendente riceve in busta paga è


lorda. Ovvero di questa quota una parte viene detratta per essere data
all’INPS ed una parte viene detratta per essere data allo Stato come
imposta IRPEF.

La retribuzione lorda è composta da elementi fissi (che si ripetono in tutte


le buste paghe del dipendente) e in elementi variabili (che sono presenti
nella busta paga del dipendente solamente al verificarsi di determinate
situazioni.
Per esempio lo straordinario appare solamente se il dipendente nel mese fa
delle ore di straordinario. La somma di elementi fissi e variabili costituisce
la quota lorda che verrà data al dipendente, questa quota prende il nome
di retribuzione lorda.

La retribuzione lorda è il punto di partenza per calcolare quali quote


devono rimanere al dipendente e quali essere date ai vari Enti che per
legge o contratto devono ricevere la propria parte.

Prima di tutto si calcola la quota da versare all’INPS.


Questa è una quota in percentuale fissa che varia a seconda del tipo
di inquadramento del dipendente (dunque varia se il lavoratore è un
Impiegato o un Operaio), a seconda del settore nel quale il dipendente
lavora (dunque varia se il dipendente lavora in una impresa commerciale o
in una impresa industriale) ed in base al numero dei dipendenti della ditta
nella quale lavora.

Per il momento useremo, per provare e fare i primi calcoli, la percentuale del
9,19%. Percentuale che viene spesso utilizzata per calcolare la quota INPS
a carico del dipendente impiegato in un' azienda del settore commercio e
terziario.
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04 Per calcorare la quota INPS bisogna prendere la quota di retribuzione lorda


e da questa ricavare quello che viene chiamato imponibile contributivo.

Questo calcolo è molto semplice, basta infatti arrotondare all’euro la


retribuzione lorda. Per esempio se la retribuzione lorda è di 1.452,28 euro
l’imponibile contributivo sarà 1.452,00 euro. Oppure un altro esempio,
se la retribuzione lorda è di 1.625.68 euro l’imponibile contributivo sarà
1.626,00 euro.

Una volta calcolato l'imponibile contributivo si può calcolare la quota INPS


a carico del dipendente applicando in maniera molto semplice l’aliquota
INPS (nel nostro caso l’aliquota è il 9,19%).

Nei due casi appena esemplificati la quota INPS sarà:

1.452,00 x 9,19% ovvero 133,44 e 1.626,00 x 9,19% ovvero 149,43.

Una volta ottenuta la quota INPS a carico del dipendente questa va tolta
dalla sua retribuzione lorda (attenzione a non toglierla dall’imponibile
contributivo, infatti questa quota serve solo per il calcolo).

Vediamo bene l’esempio:


Dipendente con RETRIBUZIONE LORDA di 1.452,28.
La quota INPS da pagare del 9,19% è 133,44 euro.
Pertanto la busta paga procede in tal maniera:

RETRIBUZIONE LORDA 1.452,28€


QUOTA INPS 133,44€
QUOTA AL NETTO INPS 1.318,84€

La quota al netto INPS molto spesso corrisponde anche alla quota


sulla quale verrà calcolata l’imposta IRPEF. Prende pertanto il nome di
imponibile fiscale.
Nel nostro esempio l’imponibile fiscale è di 1.318,84. L’imponibile fiscale
è quindi la quota sulla quale si calcola l’imposta IRPEF.
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04 Ogni mese infatti al dipendente viene tolta in qualità di ritenuta d'acconto


una quota da versare allo stato come IRPEF lorda. Si chiama IRPEF lorda
perché in realtà una parte di questa non viene versata allo stato in quanto
ogni lavoratore dipendente può avere diritto a delle detrazioni di imposta.

Vediamo come si calcola la quota mensile di IRPEF al dipendente. L’IRPEF


è una imposta a scaglioni di aliquote progressive di reddito. Questo è fatto
per fare in modo che ogni contribuente versi una quota proporzionata alla
sua capacità contributiva. Più si guadagna, più si paga. Le aliquote mensili
sono:

1° SCAGLIONE Da 0 euro a 1250 euro 23%


2° SCAGLIONE Da 1250 euro a 2333 euro 27%
3° SCAGLIONE Da 2333 euro a 4580 euro 28%
4° SCAGLIONE Da 4580 euro a 6250 euro 41%
5° SCAGLIONE Oltre 6250 euro 43%

Quindi se una persona ha un imponibile fiscale di 1.000,00 euro la sua


IRPEF LORDA sarà calcolata in modo molto semplice applicando l’aliquota
del 23%. Quindi in questo caso: 1.000,00 x 23% ovvero 230,00.

Se una persona ha un imponibile fiscale di 1.500,00 euro, invece si vede


applicate due diverse aliquote. Infatti il suo imponibile sarà tassato per
1.250,00 euro al 23% e per la parte eccedente (che fa parte del secondo
scaglione) al 27%.

Quindi:

1.250,00 x 23% = 287,50


250,00 x 27% = 67,50
per un totale di IRPEF lorda da pagare di 355,00 (287,50+67,50).
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04 Riepilogando, viene applicata l’aliquota del relativo scaglione fino al


pieno raggiungimento dello stesso. Ancora per esempio se un lavoratore
ha un imponibile fiscale di 2.500,00 euro nel mese l’IRPFEF verrà calcolata
utilizzando tre aliquote in base ai tre scaglioni che il suo reddito va a
toccare.

Esempio:
1.250,00 x 23% = 287,50
1.083,33 x 27% = 292,50
166,67 x 38% = 63,33
per un totale di IRPEF lorda da pagare di 643,33.

Nel nostro esempio precedente il nostro dipendente aveva un imponibile


fiscale DI 1.318,84 quindi la sua IRPEF lorda sarà calcolata nel seguente
modo:
1.250,00 x 23% = 287,50
68,84 x 27% = 18,59
per un totale di IRPEF lorda da pagare di 306,09.
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05 TFR
Trattamento di fine rapporto
Il TFR è l' importo determinato dall’accantonamento di una quota pari al
6,91% del 100% della retribuzione annua erogata e dalle relative
rivalutazioni, per ogni anno di servizio o frazione d’anno. Secondo il regime
fiscale il TFR è un'applicazione dell’aliquota media irpef degli ultimi 5 anni
sulla prestazione lorda (tassazione separata in via provvisoria da parte del
sostituto e poi conguagliata dall’agenzia delle entrate).

Il trattamento di fine rapporto, meglio conosciuto come T.F.R., è la


liquidazione che ogni lavoratore percepisce al termine del rapporto di
lavoro.
Questo istituto contrattuale e regolato dalla Legge 297/82. Ogni anno il
datore di lavoro accantona una quota di denaro, circa uno stipendio, che
dovrà versare al dipendente una volta conclusa l’attività lavorativa presso
la sua azienda.

Il T.F.R. si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari
all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5. La
quota e proporzionalmente ridotta per le frazioni d’anno, considerando
come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.
La retribuzione da prendere in considerazione per il calcolo del T.F.R.
e quella corrisposta a titolo non occasionale con esclusione di quanto
corrisposto a titolo di rimborso spese.

In caso di sospensione della prestazione di lavoro nel corso dell’anno


per una delle cause individuate all’art. 2110 c.c. (infortunio, malattia,
gravidanza, puerperio), nonché in caso di sospensione totale o parziale per
la quale sia previstal’integrazione salariale, deve essere computato nella
retribuzione utile al calcolo del T.F.R. l’equivalente della retribuzione a
cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del
rapporto di lavoro.

La legge dà la possibilità ai CCNL di definire quali sono le voci della


retribuzione da prendere a base per il calcolo del T.F.R.
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06 DETRAZIONI E ADDIZIONALI
Le varie tipologie nel prospetto paga
Per alleggerire il peso fiscale la legge interviene in favore ed a sostegno
del lavoratore, concedendo delle detrazioni d’imposta.

DETRAZIONI OGGETTIVE – legate al reddito percepito e NON cumulabili

• Reddito di lavoro dipendente e assimilato

• Redditi di lavoro autonomo

• Redditi imprese minori legate al reddito percepito

• Redditi diversi (es: attività commerciale non esercitata abitualmente)

• Reddito di pensione

DETRAZIONI SOGGETTIVE - legate alla persona fisica e sono cumulabili

• Detrazioni per lavoro dipendente

• Detrazioni per coniuge a carico

• Detrazioni per figli a carico


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06 ADDIZIONALI COMUNALI
Va versata al Comune di residenza e varia da 0,1% a 0,8% Il versamento
dell’addizionale è effettuato:

• IN SALDO: a dicembre viene calcolata l’imposta e trattenuta in 11 rate


al massimo nell’anno successivo
• IN ACCONTO: a dicembre viene calcolato il 30% dell’imposta e trattenuto
in 9 rate da marzo a dicembre dell’anno successivo

ADDIZIONALI REGIONALI
I lavoratori versano un’ imposta alla Regione in cui hanno la residenza,
a Dicembre viene calcolata l’imposta e trattenuta al massimo in 11 rate
nell’anno successivo.
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07 TABELLE IRPEF
Modalità di tassazione

DETRAZIONI PER IL CONIUGE

Reddito complessivo (al netto


dell’abitazione principale e relative Detrazione annua
pertinenze)

€ 800 –[€
Fino a € 15.000
110x(RC/15.000)]

Oltre € 15.000,00 fino a € 29.000,00 € 690,00

Oltre € 29.000,00 e fino a €29.200,00 690+10= € 700,00

Oltre € 29.200,00 e fino a € 34.700,00 690+20= € 710,00

Oltre € 34.700,00 e fino a € 35.000,00 690 +30=€ 720,00

Oltre € 35.000,00 e fino a € 35.100,00 690+20= € 710,00

Oltre € 35.100,00 e fino a € 35.200,00 690+10= € 700,00

Oltre € 35.200,00 e fino a € 40.000,00 € 690,00

€ 690,00 *[(80.000,00 –
Oltre € 40.000,00 e fino a € 80.000,00
RC)/40.000,00]
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07 DETRAZIONI PER I FIGLI E ALTRI FAMILIARI A CARICO


Maggiorazioni per ogni figlio (cumulabili)
Nuclei con almeno 4 figli
Maggiorazione
Detrazione Minore di 3 Portatore di Maggiorazione
Figli per ciascun
annua anni handicap per il nucleo
figlio

1 € 800,00 € 100,00 € 220,00

2 € 1.600,00 € 100,00 € 220,00

3 € 2.400,00 € 100,00 € 220,00

4 € 3.200,00 € 100,00 € 220,00 € 800,00

Per ogni

figlio € 800,00 € 100,00 € 220,00 € 200,00 € 1.200,00


ulteriore

Altri familiari
€ 750,00
a carico

Sono considerati a carico:


- il coniuge non legalmente ed effettivamente separato e i figli (compresi i figli naturali
riconosciuti, adottivi, affiliati o affidati) senza limiti di età anche se non conviventi con il
dichiarante o residenti all'estero (art. 12 del Tuir modificato dall'art. 47 del D.Lgs. 446/97
- C.M. n. 3/E del 9/1/1998)
- il coniuge legalmente ed effettivamente separato, e ogni altra persona a carico (es.
i nipoti, i genitori compresi quelli naturali e adottivi, generi e nuore, suoceri, fratelli e
sorelle ed i nonni) purchè conviventi con il dichiarante o percettori di assegni alimentari
non stabiliti dall'autorità giudiziaria.
In ambedue le fattispecie, i suddetti familiari sono considerati a carico solo se il loro
reddito complessivo non supera Euro 2.840,51.
La detrazione può essere ripartita fra i coniugi in misura diversa in proporzione alle
spese effettivamente sostenute. Se spetta ad esempio a due contribuenti, la quota non
utilizzata da uno non può essere recuperata dall'altro Le detrazioni sono riportate nella
misura spettante all'anno. Spettano per mesi interi in cui i familiari sono stati a carico
del contribuente comprendendo il mese intero in cui il fatto si è verificato o è venuto a
cessare.
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07 ALIQUOTE IRPEF PER DICHIARAZIONI UNICO


Scaglione reddito
da 0 a 15.000 euro
Aliquota
23%
Irpef lordo
23% del reddito

da 15.000 a 28.000 euro 27% 3.450 + 27% sulla parte eccedente i 15.000 euro

da 28.000 a 55.000 euro 38% 6.960 + 38% sulla parte eccedente i 28.000 euro

da 55.000 a 75.000 euro 41% 17.220 + 41% sulla parte eccedente i 55.000 euro

oltre 75.000 euro 43% 25.420 + 43% sulla parte eccedente i 75.000 euro

Per assicurare la progressività dell'imposta a seguito dell'introduzione delle nuove


aliquote e per creare una cosiddetta "no-tax area" (cioè un imponibile minimo escluso
dall'Irpef) è stato introdotto un meccanismo che complica un poco la possibilità di
effettuare conteggi rapidi dell'imposta.
Dal reddito complessivo aumentato di eventuali crediti d'imposta sui dividendi e al
netto degli oneri deducibili, va dedotto un importo di 3.000 euro.
Tale deduzione è aumentata a:
• 7.500 euro per i redditi di lavoro dipendente;
• 7.000 euro per i redditi di pensione
• 4.500 euro per i redditi d'impresa o derivanti dall'esercizio di professioni.
Tuttavia queste deduzioni (dai 3.000 euro minimi per tutti ai 7.500 euro per i dipendenti)
decrescono in funzione del crescere del reddito, fino ad azzerarsi completamente e
naturalmente non sono cumulabili. Occorre applicare una formula che sostanzialmente
è la seguente:
26.000 euro
+ detrazione di cui sopra (da 3.000 a 7.500 a seconda del tipo di reddito percepito)
+ oneri deducibili
- reddito complessivo
- credito d'imposta sui dividendi
= TOTALE

Se TOTALE diviso 26.000 da un risultato pari ad 1 o maggiore di uno, la deduzione


spetta per intero;
Se TOTALE diviso 26.000 da un risultato di zero o minore di zero, la deduzione non
spetta;
Se TOTALE diviso 26.000 da un risultato tra 0,0001 e 0,9999 la deduzione spetta in
proporzione.
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07 ONERI DEDUCI
Sono oneri direttamente deducibili dal reddito complessivo. Essi
diminuiscono pertanto il reddito imponibile sul quale viene conteggiata
l'imposta lorda. Non possono superare il reddito complessivo.
Esistono altre detrazioni per condizioni particolari.

ONERE DESCRIZIONE % detraibilità


Contributi previdenziali e contributi previdenziali-assistenziali di 100%
assistenziali obbligatori commercianti e artigiani; contributi alle Casse
professionali; quota a carico dei collaboratori
coordinati e continuativi

Contributi per fondi pensioni contributi per previdenza complementare 12% reddito del lav. aut. o
integrative versati da lavoratori autonomi e imprenditori impresa con massimo di €
5.164,57

Contributi ed erogazioni a Ist. Centrale sostentamento Clero cattolico - fino a 1.032,91 euro
istituzioni religiose Unione Ital. Chiese Avventiste - Assemblee di
Dio in Italia - Tavola Valdese - Unione Cristiana
Evangelica Battista d'Italia - Chiesa Evangelica
Luterana in Italia - Comunità ebraiche

Contributi a Paesi in via di contributi ad organizzazioni riconosciute idonee 2% reddito complessivo in


sviluppo dal Ministero degli esteri con Legge 49/1987 alternativa a erogazioni a
ONLUS in oneri detraibili

Contributi per collaboratori contributi versati per i domestici e per gli fino a 1.549,37
domestici e per assistenza addetti ai servizi personali o familiari (es. colf,
personale e familiare baby sitter e assistenza ad anziani

Spese mediche e per spese mediche e per assistenza infermieristica 100%


assistenza specifica a e riabilitativa, per personale con qualifica escluse quelle in oneri
portatori professionale dedicato all'assistenza alla detraibili
di handicap persona, ad attività di animazione o terapia
occupazionale

Assegni periodici al coniuge stabiliti dal giudice per separazione legale 100%
ed effettiva, scioglimento o annullamento di
matrimonio. Sono esclusi gli assegni per il
mantenimento dei figli

Rendite, vitalizi e assegni corrisposti per testamento o donazione o per 100%


periodici e alimentari provvedimento del giudice

Canoni, livelli e censi gravanti sugli immobili inclusi nel reddito 100%
complessivo

Indennità perdita avviamento corrisposta all'inquilino per cessazione di 100%


contratti di locazione ad uso non abitativo

Somme restituite al soggetto erogatore e che hanno concordo a 100%


formare il reddito in anni precedenti

Spese per pratica adozione di minori stranieri 50%

Abitazione principale deduzione annuale per abitazione e relative intera rendita catastale
pertinenze (in proporzione a quota e periodo di
possesso)
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08 DUE ESEMPI
Calcolo e sviluppo di una busta paga

Si ipotizza il calcolo per il mese di Gennaio, relativo ad un operaio qualificato,


senza familiari a carico, con esclusivamente n° 176 ore di lavoro ordinario,
ripartite in 22 giornate lavorative. L'operaio ha percepito l'indennità
sostitutiva del servizio di mensa e di trasporto contrattualmente prevista.

Paga base € 3,37 +


Indennità di contingenza € 2,99 +
Indennità territoriale di settore € 0,57 +
Elemento economico territoriale € 0,37 +
Elemento distinto retribuzione € 0,06 =
-------------
Totale retribuzione oraria € 7,36
Mensa paga oraria* € 0,44
Trasporto paga oraria € 0,16

* esente da ritenute INPS e IRPEF nei limiti di € 5,29 giornaliere (per il personale
di cantiere), pertanto inserita direttamente, ai fini della retribuzione da pagare,
al punto 15.
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08 Sviluppo matematico

1) Lavoro ordinario € 1295,36


2) Eventuali altri elementi retributivi (festività, cottimo, premi prod.) € +0
-----------
Imponibile "A" Cassa Edile € 1295,36

3) Accantonamento Cassa Edile GNF lordo 18,50% € + 239,64


4) Indennità di trasporto (€ 0,16 x 176h) € + 28,16
5) Riposi annui (€ 1295,36 x 4,95% x 176h) € + 64,12
€ -----------
Retribuzione lorda € 1627,28

6) Eventuali altri elementi retributivi


(lavoro straord., integraz. mal/inf. a carico Cassa Edile, ecc.) € +0

7) Contribuzione Cassa Edile da assoggettare in parte a contributi


€ + 21,95
previd.*

8) Contributi Cassa Edile a carico del lavoratore 0,525% € - 6,80


9) Decontribuzione da calcolarsi sull'elemento economico
territoriale maggiorato del 18,50% per le ore ordinarie
lavorate € 0,37 + (0,37 x 18,50%) = € 0,44 x 176 ore = € - 77,44
(Va calcolata anche sulle eventuali ore di lavoro straordinario esclusa la
maggiorazione del 18,50% )

Imponibile previdenziale:
Imponibile previdenziale : € 1565,00 (arrotondato per eccesso) € 1564,9

10) Contributi previdenziali su € 1565,00


(9,19% aliquota prevista per imprese con più di 15dipendenti) € 143,82

11) Eventuali indennità erogate per c/Enti Previd.


(integr. Malatt. a carico INPS, infortuni, ecc.) € +0

-----------
Imponibile fiscale** (retribuzione lorda meno contributi INPS) € 1483,46
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08 12) Imponibile ***

13) Deduzione art.10 bis DPR /86




1483,46
401,29
Imponibile fiscale € 1082,17
Aliquota 29% € 313,83
14) Imposta netta € - 313,83
15) Indennità di mensa ed eventuali altri elementi e/o
amiliari, trasferta, ecc.) € 0,44x176h € + 77,44

16) Recupero accantonamento Cassa Edile GNF netto 14,20% € - 183,94


17) Quote adesione contrattuale lavoratori
Naz. 0,2222% su imponibile A € + 2,88

Prov. 0,950% su imponibile A € 12,31


18) Contributo Cassa Edile a carico del lavoratore 0,525 € - 6,80
Netto a liquidare € 1041,14

NOTE**
Trattamento tributario Cassa Edile
Nell'imponibile fiscale non è stata considerata la quota parte del contributo Cassa
Edile riferita a prestazioni assistenziali.
La Cassa Edile comunicherà a fine anno la percentuale di incidenza destinata a
prestazioni sanitarie. La differenza rispetto al contributo complessivo concorrerà a
formare l'imponibile fiscale.

NOTE***
Imponibile fiscale annuale presunto € 17.000,00 (aliquota corrispondente 29%)
Calcolo per determinazione deduzione annuale
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08 Esempio illustrativo di come è sviluppata una busta paga