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FERIE E PERMESSI

A cura di inforza.it

Novembre 2008

Sommario
1. Introduzione ............................................................................................................. 3 2. Le ferie ...................................................................................................................... 3 3. I permessi annui retribuiti (PAR) .......................................................................... 7 4. I permessi non retribuiti ......................................................................................... 9 5. Conclusioni ............................................................................................................... 9

Novembre 2008

1.

Introduzione

In questo manuale tratteremo di quei periodi di tempo che spettano ai lavoratori, per legge e/o per contratto, per il recupero psicofisico, il riposo o semplicemente per farsi gli affari propri! Nei prossimi capitoli si parler quindi solamente delle ferie, dei permessi annui retribuiti e di istituti affini: per quanto riguarda permessi e congedi legati a particolari motivazioni, quali i congedi parentali, i permessi per assistenza a disabili, i permessi per motivi di studio, ecc. sono esaminati in altri manuali, per non appesantire troppo la trattazione. La conquista delle ferie pagate stato frutto di lunghe lotte da parte del movimento dei lavoratori, cos come del resto le 8 ore giornaliere e i riposi settimanali: si sempre ritenuto, infatti, che il diritto a un tempo di riposo in cui ciascuno potesse dedicarsi alla propria vita, costituisse parte integrante della dignit della persona, affinch non si riducessero i lavoratori a bestie da soma, semplici servitori della macchina e del capitale. per questo che la nostra Costituzione afferma lirrinunciabilit delle ferie e del riposo settimanale, proprio per evitare che si riduca a semplice merce di scambio una delle cose che ogni essere umano ha di pi preziose: il tempo.

2.

Le ferie

Listituto delle ferie trova le sue basi normative nella Costituzione della nostra Repubblica (Cost. art. 36, c. 3: Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite e non pu rinunziarvi). Le ferie, quindi, come il riposo settimanale e la retribuzione sono un diritto indisponibile, proprio perch costitutivo della comunit nazionale; non quindi possibile n al datore di lavoro negarle, n al lavoratore non goderle o monetizzarle. Naturalmente, la quantit e le modalit di fruizione delle ferie devono essere stabilite da leggi e contratti. Le prime normalmente
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fissano una soglia minima, sia nel numero di giorni sia nei modi di utilizzo, mentre i secondi possono fissare quantit e modalit diverse, ovviamente derogando in meglio rispetto a quanto fissato dalla legge. Attualmente, il regime legale delle ferie regolato dal D. Lgs. 66 del 2003 (art. 10), successivamente modificato dal d. lgs. 213/2004; dalla l. 244/2007; dal d. l. 248/2007 convertito con l. 31/2008; dal d. l. 112/2008, convertito con l. 133/2008. Inoltre, il Ministero del Lavoro intervenuto a precisare lapplicazione delle normative suddette con la circolare n. 8 del 2005. Al lavoratore spettano almeno quattro settimane di ferie retribuite allanno; la contrattazione collettiva pu prevederne una quantit maggiore. La collocazione delle ferie (che di norma assumono carattere collettivo) spetta al datore di lavoro, tenendo conto dei desideri e delle esigenze dei lavoratori, eventualmente secondo quando disposto dai contratti collettivi. Il datore di lavoro comunque obbligato dalla legge a far godere almeno due settimane di ferie al lavoratore nellanno di maturazione; altres obbligato a concedere le due settimane consecutivamente, se cos richiesto dal lavoratore. Rimane sempre la derogabilit in melius, sia nella quantit complessiva, sia nel periodo di ferie consecutive, a livello individuale come a livello collettivo. Le ferie residue dopo lanno di maturazione vanno godute, anche individualmente, entro diciotto mesi dalla fine dellanno stesso: per esempio, le ferie maturate nel 2007 e non godute entro lanno dovranno essere fruite entro il 30 giugno 2009. Di norma, le ferie residue non possono essere monetizzate (ossia convertite in retribuzione) se non quando si risolve il rapporto di lavoro, oppure nel caso che vedremo sotto. Cosa succede allora se le ferie residue non sono godute entro i diciotto mesi? Possono darsi diversi casi: 1. le ferie non sono state godute per mancata concessione del datore di lavoro, pur essendo state richieste dal lavoratore. In tal caso, il lavoratore pu denunciare il fatto alla Direzione Provinciale del Lavoro, in quanto stato illegittimamente privato di un proprio diritto. Il datore di lavoro viene sanzionato amministrativamente a termini di legge, mentre il lavoratore potr godere delle sue ferie; 2. se invece le ferie non sono state fruite per volont del lavoratore e comunque di comune accordo col datore di lavoro, esse rimarranno accantonate se il periodo annuo di ferie previsto dal contratto collettivo non supera le quattro settimane; se il periodo di ferie risulta invece pi lungo, possono essere paga-

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te soltanto le giornate eccedenti le quattro settimane minime di legge. Per meglio capire quanto appena detto faremo un esempio. Supponiamo che un lavoratore abbia un CCNL che prevede sei settimane di ferie allanno; di queste, il lavoratore ne goda due nellanno di maturazione e ne chieda poi una nellarco dei diciotto mesi successivi. Scaduti questi, si trover dunque ad avere disponibili tre settimane residue. Di queste, potr richiedere il pagamento di due settimane, che sono appunto quelle eccedenti le quattro minime di legge. La terza rimarr a sua disposizione. Ricordiamo che: - lazienda non pu imporre, a nessun titolo, il godimento di ferie che non rientrino nei giorni di sua prerogativa secondo CCNL o in eventuali accordi aziendali; se quindi legittimo da parte aziendale concordare coi propri dipendenti dei piani ferie, anche per avere i riscontri organizzativi necessari al buon andamento dellattivit, illegale il forzare il lavoratore a non godere le ferie, mentre forzare il lavoratore a pianificare le ferie comunque assai scorretto, anche se non si viola la legge; - si tenga poi ben presente che illegittima qualsiasi richiesta di pagamento delle ferie residue che rientrano nelle quattro settimane previste dalla legge, da qualunque parte venga, azienda o lavoratore. In ogni caso la controparte tenuta a rifiutarla. vero che il decreto 66 non prevede sanzioni specifiche, a meno che, come detto sopra, non vi sia stata intenzione dolosa da parte del datore di lavoro nel non far godere le ferie al dipendente; tuttavia, il pagamento delle ferie dovute introduce una prassi pericolosa di mercificazione del diritto. Visto infatti il carattere di recupero delle energie e dellequilibrio psicofisico che le ferie assumono, in sostanza si compie una monetizzazione della salute. Gi nel passato si constatato che accettare questi scambi dannoso per il benessere fisico e psicologico e, talvolta, per la vita stessa delle persone. In ogni caso, le ferie non godute entro i diciotto mesi dallanno di maturazione vanno soggette al pagamento dei contributi INPS sia da parte dellazienda, sia da parte dei lavoratori. Infatti, i contributi per i periodi di ferie effettivamente svolti entro il limite dei diciotto mesi dallanno di maturazione non vengono versati, anche se conteggiati sia come anzianit sia come quantit ai fini pensionistici.

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Per quanto riguarda il CCNL dei metalmeccanici, esso prevede quattro settimane di ferie. Fino a tre settimane sono normalmente a disposizione del datore di lavoro per chiusure collettive, mentre almeno una settimana rimane al lavoratore per utilizzo proprio. Le suddette settimane di chiusura collettiva sono stabilite dalla direzione aziendale, previo esame congiunto con le rappresentanze sindacali e tenendo conto delle esigenze dei lavoratori. Non serve quindi laccordo sindacale se i giorni di ferie previsti dallazienda rientrano nelle tre settimane, mentre invece esso necessario se si intenda superare il limite delle tre settimane. Questo avviene di solito in particolari condizioni dellazienda, quali ad esempio cali di produzione o di commesse, in cui si voglia evitare il ricorso ad istituti come la Cassa che penalizzerebbero i lavoratori dal punto di vista retributivo. Il CCNL ribadisce poi, in accordo con la legge, la non sostituibilit delle ferie con qualsivoglia indennit retributiva; la fruizione delle ferie residue, che rimangono quindi in disponibilit del lavoratore, avverr quando possibile. Il CCNL prevedeva, fino allultimo rinnovo del 2008, una diversit di trattamento nella maturazione delle ferie tra operai e impiegati. Mentre i primi maturavano sempre quattro settimane di ferie allanno indipendentemente dallanzianit aziendale, gli impiegati avevano diritto a un giorno di ferie in pi rispetto alle quattro settimane quando raggiungevano i 10 anni di anzianit aziendale, e a 6 giorni in pi rispetto alle quattro settimane quando si raggiungevano i 18 anni di anzianit aziendale. Ora, con laccordo di rinnovo del 20 gennaio 2008, le normative sono state unificate riportandole entrambe a quella degli impiegati. Per gli operai, il computo dei 10 e dei 18 anni viene fatto a partire dal 1 gennaio 2008, indipendentemente dallanzianit aziendale pregressa, con lunica eccezione degli operai che al 31 dicembre 2007 avevano compiuto i 55 anni di et e almeno 10 anni di anzianit aziendale. A questi viene riconosciuto, a partire dal 1 gennaio 2008, un giorno aggiuntivo di ferie. Per quanto riguarda il computo delle ferie, per gli operai veniva fatto in ore (quindi le 4 settimane diventavano 160 ore): ora, con la mensilizzazione della paga prevista dal nuovo CCNL, le ferie vengono calcolate in giorni per tutti. Attenzione! A norma di contratto, se la settimana di 5 giorni lavorativi anzich di 6, i giorni di ferie verranno calcolati per 1,2 ciascuno: pertanto la maturazione normale sar di 24 giorni annui,mentre quelle maggiorate per anzianit saranno rispettivamente di 25,2 e 31,2 giorni annui. Naturalmente, anche ogni giorno goduto sar computato per 1,2. Pertanto, se si godranno per esempio 3 giorni verranno detratti 3,6 giorni dal monte ferie.
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Le ferie sono maturate progressivamente nel corso dellanno a ratei mensili di 2 giorni (o rispettivamente 2,1 e 2,6 giorni per i lavoratori con le anzianit aziendali di 10 o 18 anni). Di norma, il godimento delle ferie avviene per scaglioni minimi di un giorno (8 ore): vi possono essere comunque norme, usi o accordi pi favorevoli che consentano lutilizzo delle ferie anche a scaglioni pi ridotti come mezza giornata o addirittura a ore.

3.

I permessi annui retribuiti (PAR)

A differenza delle ferie, che come abbiamo visto sono un istituto legale (anzi addirittura un diritto costituzionale), i permessi annui retribuiti (PAR) sono un istituto contrattuale (CCNL, Disciplina Generale, sez. III, art. 5). Essi trovano cio fondamento non in una fonte formativa del diritto ma in un libero accordo tra le parti. Ci significa che, mentre le ferie saranno sempre (a meno di un cambio di Costituzione) un diritto del lavoratore col corrispettivo dovere di concederle da parte del datore di lavoro, i PAR potrebbero un domani anche non esserci pi se cos disporr un nuovo contratto di lavoro. La dicitura PAR apparsa per la prima volta col CCNL del 1999. In precedenza i permessi si distinguevano in permessi individuali retribuiti (PIR) e permessi per riduzione orario di lavoro (ROL). Cosa significa questo? I PIR erano pari a 32 ore, derivanti dalle festivit soppresse, ed erano permessi da usufruire individualmente per necessit del lavoratore. I ROL invece, pari a 72 ore, derivavano dalle riduzioni settimanali dellorario di lavoro ottenute col succedersi dei vari rinnovi contrattuali: tali riduzioni, anzich essere distribuite a ridurre le 40 ore settimanali, erano state accorpate. Il rinnovo contrattuale del 1999 ha portato a unificare i regimi dorario, con un orario base di 40 ore settimanali (eventualmente calcolate come media su pi settimane, secondo eventuali accordi aziendali) e 104 ore di permessi annui retribuiti, eliminando cos la vecchia distinNovembre 2008 7

zione. Il rateo mensile di maturazione dei PAR per tutti, impiegati e operai, di 8,66 ore. I PAR prevedono due tipi di utilizzo: collettivo e individuale. Il CCNL prevede che lazienda abbia disponibilit di 56 ore, pari a 7 giorni, per lutilizzo collettivo previo esame congiunto con le rappresentanze sindacali aziendali. Tale esame e la conseguente definizione devono effettuarsi entro il mese di maggio di ogni anno. I rimanenti 6 giorni (48 ore), a cui vanno aggiunti i PAR eventualmente non utilizzati per uso collettivo, rimangono a disposizione del singolo lavoratore per luso individuale. I permessi non utilizzati nellarco dellanno di maturazione confluiscono a norma di contratto nel cosiddetto conto ore, rimanendo a disposizione del lavoratore per i due anni successivi allanno di maturazione. Se non vengono utilizzati durante questo periodo, sono trasformati in retribuzione e vengono corrisposti con la prima busta paga utile (di solito, quella di gennaio). Ogni inizio anno, quindi, verranno pagati i PAR eccedenti le 208 ore (che corrispondono ai PAR di due anni). Lutilizzo individuale dei PAR deve essere richiesto con almeno 15 giorni di preavviso (erano 25 nella vecchia formulazione del CCNL): in tal caso, lazienda deve concedere il permesso, a meno che il totale delle assenze contemporanee solo per PAR (e quindi non si contano quelle per ferie o altre motivazioni) nel periodo in questione non superi il 5% della forza lavoro complessiva dellazienda. Se il permesso viene richiesto con preavviso inferiore ai 15 giorni, lazienda pu concederlo in funzione delle esigenze aziendali e comunque entro un massimo di assenze contemporanee solo per PAR compreso tra il 9,5% e l11,5% dei lavoratori addetti al turno, con priorit in caso di lutti familiari e di malattie di familiari entro il primo grado debitamente certificati. I PAR, a norma di contratto, possono essere utilizzati per scaglioni di 4 o 8 ore, ferme restando condizioni pi vantaggiose previste da accordi collettivi o normative aziendali. Ad esempio, la normativa Piaggio prevede la possibilit di utilizzare i PAR a scaglioni di unora per un totale di 24 ore nellanno. Laccordo aziendale Aprilia del 28 ottobre 1999 prevede poi che la festivit del Santo Patrono, la cui collocazione temporale a norma di CCNL dovrebbe essere concordata di anno in anno, venga aggiunta al contatore dei permessi individuali. La fruizione collettiva per i lavoratori dello stabilimento di Scorz, individuale per i lavoratori dello stabilimento di Noale.

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4.

I permessi non retribuiti

Oltre agli istituti che prevedono la retribuzione del lavoratore assente, il CCNL prevede, solo per gli impiegati, la possibilit di brevi permessi, normalmente non retribuiti (CCNL, Disciplina Speciale, parte III, art. 17) che vengono concessi su giustificato motivo. In effetti, le normative aziendali prevedono in genere la possibilit di assenze giustificate non retribuite, ferma restando la possibilit dellazienda di non concedere i suddetti permessi, sia per gli operai sia per gli impiegati. Nella normativa Piaggio, sono i cosiddetti permessi per conto proprio.

5.

Conclusioni

Complessivamente, lavoratrici e lavoratori metalmeccanici maturano per contratto nazionale almeno 33 giorni (effettivi) di ferie e permessi allanno. Di questi, fino a 22 giorni (effettivi) possono utilizzati dallazienda per chiusure collettive, mentre gli altri rimangono a disposizione di ciascuno, con le regole e i limiti temporali che abbiamo visto. Ricordiamo che i tempi di riposo sono un diritto dei lavoratori: se lazienda pone in atto comportamenti tali da limitare questo diritto o da pregiudicarne il libero godimento, invitiamo lavoratrici e lavoratori a denunciare questi fatti ai delegati sindacali, che possono poi intervenire nelle sedi opportune.

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