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IIS OLIVETTI

LA TIPOGRAFIA

Laboratori tecnici
Grafica
La Tipografia è l’arte di
comporre e stampare libri
o altri lavori per mezzo di
tipi, cioè di caratteri mobili
Nasce a partire dalla metà del Quattrocento con l’invenzione dei caratteri
mobili da parte di J. Gutenberg.
I caratteri mobili sono il sistema che ha originato l’industria grafica. In esso
gli elementi stampanti (chiamati grafismi) sono in rilievo, i contrografismi,
invece, risultano incavati.
Attraverso dei “tipi” alfabetici accostati e ordinati specularmente, venivano
composte le pagine che poi, poste sotto un torchio e inchiostrate,
venivano pressate su dei fogli di carta inumidita.
Già alla fine del Quattrocento,
Questi primi anni di il mercato dell’editoria era
rivoluzione portarono così in espansione da
garantire lo sviluppo di un
alla creazione iniziale commercio di sole matrici per
di una grande varietà fabbricare i tipi.
Dal 1530 cominciano a
di tipi. sorgere delle piccole fonderie
indipendenti che
“contaminano” l’Europa con le
loro creazioni.
Font creati in Italia vengono
poi rielaborati e utilizzati
oltralpe.
Con la nascita
dell’arte tipografica,
comincia a formarsi
anche un dibattito
sulla teoria della
progettazione dei
tipi da parte di artisti,
matematici e orafi. Nasce un dibattito sulla costruzione
geometrica delle lettere sulla base
di rapporti matematici tra altezza,
larghezza e spessore delle lettere e,
al loro interno, delle aste.
Tipometria Tradizionalmente, le unità di misura per le
dimensioni (di corpi e spaziature) sono
espresse in frazioni di pollici e le unità più
La tipometria è il sistema di usate sono:
misurazione dei caratteri
Pica (pc) corrispondente ad 1/6 di
tipografici e di tutti gli pollice;
elementi che formano la Punto tipografico (pt)
corrispondente ad 1/72 di pollice (è
composizione e
detto anche punto francese)
l’impaginazione di un testo.
12 punti costituiscono una riga, detta
anche Cicero.
Con l’avvento di internet e delle pagine HTML sono
entrate in uso unità di misura più adatte per una
presentazione a video:
pixel (px) corrispondente alla dimensione di 1
pixel del dispositivo video usato;
em corrispondente alla larghezza media del tipo
di caratteri correntemente visualizzati;
en corrispondente alla metà di un em.
La giustezza è la lunghezza di una linea di composizione; stabilisce la
lunghezza massima delle righe tipografiche.

La spaziatura è la distanza orizzontale fra una parola e l'altra (è detta


anche "bianco tipografico").

L'interlinea è lo spazio libero, verticale, fra le righe.


Qui, il testo poggia idealmente su una linea di base che coincide col margine
inferiore della parte mediana, che viene occupata per intero.
I tratti ascendenti e discendenti si estendono ad occupare, rispettivamente,
le parti superiore ed inferiore.
Per garantire una interlinea minima, vi sono due aree libere: la spalla
superiore e la spalla inferiore.
Parti ascendenti + discendenti + mediana = l'occhio tipografico
Anatomia di un
carattere
Il tipo di carattere, o typeface o
carattere tipografico, in tipografia e Font ≠ tipo di carattere
in informatica, è un insieme di Font = raccolta di file di
caratteri tipografici caratterizzati e quel tipo di carattere
accomunati da un certo stile grafico
Le aste (tratti essenziali): sono gli
elementi costitutivi della lettera,
Per la costruzione “essenziali” per definirne struttura e forma.

di una lettera
Le grazie: sono elementi “aggiunti”,
alfabetica, posti in funzione decorativa alle estremità
di testa o di piede delle lettere.
dobbiamo tenere Non sempre presenti
presente tre
elementi. Il raccordo: è il punto di congiunzione tra
un’asta e una grazia.

Un carattere si definisce “graziato” se dotato di grazie,


“lineare” se invece ne è privo.
Parti tipografiche dei caratteri
1. altezza della minuscola (x) · 2. altezza massima · 3. apice · 4. linea di
base · 5. tratto ascendente · 6. incrocio · 7. asta verticale · 8. grazia ·
9. gamba · 10. occhiello · 11. spaziatura · 12. collo · 13. occhiello · 14.
orecchio · 15. cravatta · 16. asta orizzontale · 17. braccio · 18. asta
verticale · 19. altezza della maiuscola (E) · 20. tratto discendente.
Dimensione
La maggior parte dei modi di scrittura condivide la
nozione di una linea di base: una linea orizzontale
immaginaria su cui si appoggiano i caratteri.

Similmente, la distanza tra la linea


La parte discendente cresce al
base e la cima del glifo più alto è
di sotto della linea base
chiamata parte ascendente.
L'altezza dell'ascendente può avere un effetto
sostanziale sulla leggibilità e l'aspetto di un carattere
Nelle scritture latina, greca e cirillica, la distanza fra la
linea base e la cima di un normale carattere minuscolo
è chiamata occhio medio. Il rapporto fra l'occhio
medio e l'ascesa è spesso utilizzata per classificare i
caratteri tipografici:

Minuscole: l'altezza delle minuscole, è Allineamento: è la somma della


misurata sulla lettera x. distanza tra la linea
dell'ascendente e la linea di
Maiuscole: l'altezza misurata sulle lettere
delimitazione del corpo superiore
maiuscole, sulla lettera E
e la linea del discendente e la linea
Ascendenti: l'altezza delle lettere di delimitazione del corpo
minuscole quali l e f ad esempio, che è inferiore. In pratica è la distanza
più grande di quella delle altre minuscole verticale minima dei caratteri.
Apertura
L'andamento delle aste curve aperte di caratteri come la C, c, S, s, a, e e
così via, è definito apertura.

Crenatura
La crenatura, in inglese kerning, indica la riduzione dello spazio in
eccesso tra le due lettere, allo scopo di eliminare spazi bianchi
antiestetici e dare un aspetto più omogeneo al testo. Es. avvicinare le
due lettere A e V (per via dei loro bracci obliqui).
Peso
Il peso è il rapporto tra area inchiostrata e area in bianco della serie di
caratteri, o meglio lo spessore dei tratti che lo compongono
indipendentemente dalla sua dimensione.

Stile
Lo stile dei caratteri tipografici che andiamo a utilizzare. La suddivisione
più semplice è tra caratteri con grazie e caratteri senza grazie (bastoni,
lineari, sans-serif), ma esiste un terzo stile, chiamato informale.
Dato che è stata creata una quantità immensa di caratteri nei secoli,
vengono comunemente categorizzati in famiglie, in base alla loro
apparenza.
Suddividere I font o tipi di carattere tipografico si
possono raggruppare in tre grandi tipologie
e classificare – serif, sans-serif e decorativo – che, nelle
differenti variazioni (grassetto e corsivo)
i caratteri sono anche note come famiglia di caratteri.

A fare la differenza è l’aspetto estetico del


singolo carattere e, in particolare, la
presenza delle cosiddette grazie.
L’uso delle grazie deriva dai caratteri lapidari romani, dove si
resero necessari per la difficoltà di scalpellare a mano nel
marmo angoli di novanta gradi necessari a terminare le aste.
I font con le grazie (anche serif, roman) più diffusi sono
Times New Roman, Cambria, Garamond, Georgia e Bodoni.

Vari gruppi:

I serif old style (come EB Garamond)


che somigliano alla scrittura con
l’inchiostro
I serif di transizione (come Libre
Baskerville)
Didone o serif neoclassici (come Libre
Bodoni)
Gli slab serif (come Bitter)
I caratteri “sans-serif” sono diventati i più diffusi per la
visualizzazione del testo sugli schermi digitali anche per
un motivo pratico: sui display a bassa risoluzione, le
grazie potrebbero scomparire o apparire troppo grandi.

3 gruppi principali:

Grottesco (grotesque, come Work


Sans)
Umanista (humanist, come
Alegreya Sans)
Geometrico (geometric, come
Quicksand)
I tipi di carattere informali (o script) simulano la calligrafia:
Zapfino e Zapf Chancery ne sono esempi. Non si prestano
molto bene a grandi quantità di corpo di testo, poiché
l'occhio umano li trova più difficili da leggere.
Gotico
I primi caratteri tipografici utilizzati con l'invenzione della
pressa da stampa somigliano alla calligrafia maiuscola
dell'epoca.
Esempi ne sono il Textura, il Schwabacher e il Fraktur che
divenne la più nota fra le famiglie di caratteri maiuscoli.
Esercitazione
Il calligramma
Il calligramma o carme figurato è un tipo di componimento
poetico fatto per essere guardato e contemplato oltre che
per essere letto (poesia visuale). Nei calligrammi, solitamente
il poeta disegna un oggetto collegato al tema principale della
poesia.
L'estensione del procedimento alla
I primi calligrammi conosciuti
modernità si ebbe con le avanguardie ai
appartengono ai poeti greci del periodo
principi del XX secolo e più
ellenistico (secolo IV-III a. C.)
concretamente con il cubismo letterario

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