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L’ intento di questo manuale è di fornire le basi per chi si avvicina per la prima

volta alla calligrafia con il pennino. Le prime tracce di scrittura risalgono a 5000
anni fa, quando gli egizi scrivevano su rotoli di papiro utilizzando inchiostri fatti
con fuliggine e minio. Gli strumenti di scrittura erano allora di materiale organico,
dal pennello alla canna di bamboo (calamo) della quale si sfruttava la cavità
naturale. La penna d’oca compare per la prima volta intorno al VI secolo, quando
alla fine di tramandare le dottrine cristiane, i monaci inglesi impararono a tagliare
la parte terminale della penna d’oca.

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La bella scrittura

Penna e calamaio danno vita ai primi manoscritti della civiltà occidentale. La


calligrafia, cioè l’arte della bella scrittura, nasce in seguito a questa eccezionale
ideazione; l’ineguagliabile morbidezza della penna d’oca, consentiva infatti una
scrittura fluida e sinuosa, aveva però un inconveniente: necessitava di una
continua opera di taglio e immersione. Solo nel 1830 a Birmingham vennero
prodotti i primi pennini in acciaio per il consumo di massa, dando vita ad una
nuova epoca: quella del pennino e calamaio.

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Gli strumenti

La forma dei pennini metallici deriva dal modo in qui veniva anticamente lavorata
la penna d’oca. Due tagli fondamentali caratterizzano tutt’oggi la sua struttura: uno
verticale per consentire la riserva di inchiostro e uno orizzontale che determina la
forma della punta. La squadratura della punta è di importanza fondamentale
perché è ciò che conferisce caratteristiche molto diverse ai tratti di scrittura.

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I pennini d’epoca

Alla fine del 1800 in Inghilterra si moltiplicarono le fabbriche raggiungendo una


lavorazione di 10 tonnellate di acciaio alla settimana. Le maggiori aziende inglesi
erano: Mitchell, Perry, Gillot e Myers. La richiesta era talmente alta che ben presto
altri paesi come la Francia, Germania e Stati Uniti iniziarono le loro produzione. Le
principali marche italiane nate dopo il 1920 erano: Ruspi, Presbitero, Locati,
Legnani.

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Imparare a scrivere

Ecco i cenni principali su come prepararsi alla scrittura con pennino e


inchiostro. Il tavolo e la sedia devono essere proporzionati in modo che,
mentre riposate le gambe, vi permetta di appoggiare sul tavolo l’avambraccio
destro con il gomito fuori dal margine del tavolo senza obbligarvi a curvare
la persona che deve rimanere ben dritta e distaccata dal tavolino.
L’avambraccio sinistro disponetelo tra il tavolino e il fianco in modo che la
mano sinistra sia libera nei suoi movimenti per tenere e guidare la carta.

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Come tenere la penna

L’incavo della mano accoglie la penna, che viene tenuta con le tre dita, pollice,
indice e medio. L’impugnatura della penna deve essere vicina al pennino e
leggermente inclinata in direzione della spalla destra. Preparare un tavolo di lavoro
comodo e piacevole, fate che la luce provenga dalla vostra sinistra. Per la calligrafia
si utilizzano pennini metallici, al primo utilizzo passate il pennino sulla fiamma di
una candela per rimuovere la lacca protettiva poi lavatelo con acqua distillata e
asciugatelo.

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Stili calligrafici

1 2 Grado
one
azi

Principali stili calligrafici:


lin

Foundational: il + recente, creato in Inghilterra nel XX sec.


Inc

6 Italico, Onciale: prende nome da uncino per la sua forma. Nacque in Africa
1 2 1 2
nel III sec d.c. e si diffuse con il cristianesimo.
Corsivo Inglese, Gotico: Nasce nelle regioni normanne nel XI sec d.c. e
viene usato per opere importanti.

1 2 3 1 2 3 12 34 5 67 12 34 5 67
Grado

Scrittura italiana.

Scrittura Tonda.

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La preparazione del foglio

Prima di iniziare a scrivere si devono tracciare con una matita le linee guida che
stabiliscono l’altezza delle lettere. Per il corsivo inglese le proporzioni hanno un
rapporto di 3-2-3. Il grado calligrafico corrisponde alla larghezza del pennino,
quindi con un pennino abbastanza largo fate due segni per il corpo, tre segni per
le ascendenti e le discendenti, come nel disegno.

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La scrittura inglese

La pendenza è determinata, in via generale, dalla diagonale del quadrato e deve


essere costantemente mantenuta nella direzione di tutte le aste. Inclinate l’asse del
foglio di 45° a sinistra. Usate un pennino a punta sottile, osservate che esercitando
una leggera pressione vi permette di variare lo spessore del tratto, scendete verso
il basso mantenendo una pressione costante poi risalite allentando la pressione.
I segni che servono a formare l’alfabeto si dividono in:
- segni principali che formano direttamente le lettere o costituiscono la parte
principale di esse;
- segni secondari che servono a completarle.

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I segni principali e secondari

Le lettere dell’alfabeto si dividono in due gruppi: lettere minori e lettere maggiori.


Le minori (vedi tavola 1 e 2) costituiscono il corpo del carattere, le lettere maggiori
sporgono al disopra o al disotto del corpo del carattere (vedi tavola 3). La
larghezza delle lettere è determinata dalla metà dell’altezza delle lettere minori e
la distanza fra lettera e lettera è uguale alla larghezza di esse.

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TAV. n. 1

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TAV. n. 2

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La rigatura e i numeri segnati in principio di ciascun rigo basteranno a indicarvi le
proporzioni da dare alle lettere maggiori siano esse con asta semplice o asta
anelata.

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TAV. n. 3

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TAV. n. 4

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TAV. n. 5

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Le lettere maiuscole sono della medesima altezza delle delle lettere minuscole
maggiori con asta anelata. La pendenza delle aste principali deve mantenersi
uguale a quella delle lettere minuscole ad eccezione delle lettere V, N, che è
minore. I numeri devono essere sempre più alti delle lettere minuscole e non mai
meno di un corpo e mezzo.

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TAV. n. 6

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TAV. n. 7

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TAV. n. 8

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TAV. n. 10

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TAV. n. 11

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