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Sabato 5 marzo 2005

C ommenti & O pinioni


Secolo d'Italia

PROFONDO NORD

Una patria europea


LUIGI G. DE ANNA

A settimana scorsa sono stato a Upinniemi. una base militare vicino Helsinki. Ottocento reclute in fila, dritti come fusi. Ma non era per il gelo a -20. Era il momento del giuramento. La formula di rito, e poi un canto che si leva da quei ragazzi e da quelle ragazze, dolce e solenne: Ti proteggeremo, o Patria, col nostro sangue. Sii tranquilla. Tuo figlio veglia su di te. Soldati daltri tempi, forse, destinati a proteggere i confini della propria patria. Niente missioni allestero per loro. La Finlandia infatti non fa parte della Nato. Parlare di patria non pi molto di moda da noi. Certo, nessuno pi minaccia i confini dItalia, ma non lEuropa la nostra nuova patria? Si pu sentire per essa lo stesso trasporto che sentiamo per il paese dove siamo nati? Potrebbero morire, questi soldati, per la patria europea? Evito di fare queste domande a mio figlio, che ci accompagna a visitare la caserma. Dormono in una costruzione moderna, ben riscaldata, dieci per camerata. I servizi tirati a lucido, le docce perfettamente funzionanti, una stanza per asciugare i vestiti dopo le esercitazioni. Mio figlio, che, come tutti i ragazzi di oggi, sembra essere a casa il figlio del caos, ci mostra il suo armadietto. Tutto perfettamente piegato e in ordine. Non voleva neppure fare il militare, pensava al servizio civile. Ora entusiasta e gli piacerebbe entrare alla scuola ufficiali. Ma quel test psicologico... andato proprio male, e poi hanno contato male i punti! pazienza se non ci riuscir. Andr comunque su una nave. Dimenticavo, Mikael fa il marinaio. Mi presentai nel febbraio del 1972 al Car di Mondov. Avevo chiesto di andare negli Alpini, anche se ero nato a Giovinazzo in Puglia, in riva al mare e abitavo a Firenze. Nella caserma non cera riscaldamento. Alcuni vetri della camerata erano rotti. Lacqua, la mattina, era gelata. Il vitto era pessimo, passavamo a prenderlo e lo buttavamo direttamente nel bidone della spazzatura, tanto, si diceva, qualcuno in caserma aveva un allevamento di maiali. Mikael ci accompagna a ritirare il rancio. Passato di piselli, il cibo tradizionale dei soldati finlandesi. Veramente ottimo, ne prenderei volentieri unaltra porzione. Mikael sapr questa settimana qual la sua destinazione. Spera di andare nella base della marina a Pansio, vicino casa. Alla fine del Car ci comunicarono le destinazioni. Un po dispiaciuto, il capitano mi disse che andavo a San Candido, in fondo alla Val Pusteria, al confine con lAustria. Ma era esattamente ci che volevo. La mia Fortezza Bastiani. Lamato Alto Adige, le sue montagne che gi conoscevo come alpinista. A Pansio ci sono le navi che proteggono larcipelago di Finlandia. Ai tempi della guerra fredda spesso ci giocavano il gioco del gatto e del topo. I sovietici ci mandavano i loro sottomarini e i finlandesi, educatamente, li allontanavano. Qualche volta, ma era un sollievo, prendevano una foca per un sommozzatore russo. A San Candido mi misero in un ufficio. Per uscirne dovetti comportarmi da lavativo. Finalmente mi mandarono a fare lAlpino, sulle montagne. Campo estivo, corso roccia e poi si dimenticarono di me a Corvara in Val Badia. Il distaccamento di Corvara era comandato dal mitico aiutante di battaglia Mario Andrich. Aveva fatto la campagna di Russia ed era uscito vivo, portando il suo tenente sulle spalle, da Nikolajewska. Bestemmiava come tutti i veneti, anzi di pi. Ma aveva un cuore doro. Il comandante di Upinniemi il commodoro Antero Karumaa, il tipico ufficiale e gentiluomo. Porta anche una onorificenza italiana. Lo incontrai una diecina di anni fa, quando era aiutante del presidente della repubblica finlandese. Alla cena in onore di Scalfaro, allora in visita in Finlandia, eravamo seduti luno di fronte allaltro. Mi chiese di parlargli degli Alpini. Chi stato Alpino non lo dimentica. una famiglia, una grande famiglia. Gli Alpini parlano poco e mugugnano molto. Bevono anche molto. La sera, in libera uscita, i miei commilitoni, molti di lingua tedesca, si ubriacavano. Allora s, diventavano loquaci. Era brava gente. Ragazzi dei masi, che non sapevano neanche litaliano. Mi aiutavano quando nelle marce proprio non ce la facevo pi. Da Alpino non ho imparato ad essere italiano, ma europeo. Eravamo stranieri gli uni agli altri, dialetti, lingue diverse, ma avevamo le stesse mostrine verdi. Un giorno mio figlio mi ha chiesto chi sono i nostri nemici. Pensava ad una eventuale guerra? I nostri nemici, gli ho detto, non so chi sono. Ma i nostri amici sono quelli che sono nati nella nostra patria. Una patria che va da Brest agli Urali. Gli altri, un giorno, potrebbero essere i nostri nemici. Ti proteggeremo, o Patria, col nostro sangue. Sii tranquilla. Tuo figlio veglia su di te. Una canzone come tante altre. Stasera continua il festival di Sanremo. No, non una canzone come tante altre.

ONTINUA giustamente a suscitare sdegno lesclusione dallitaliano dalle lingue ufficiali dellUnione europea. Forse non si tratta proprio di un disconoscimento della profondit e del valore delle nostre radici culturali, com stato detto da pi voci, ma semplicemente di un dispetto ai danni del nostro attuale governo. Sappiamo infatti che colpevole di essere assai distante, soprattutto su temi di politica estera e di pubblica morale, da Germania e Francia. Un chiaro segno a favore di questa tesi la resistenza della lingua spagnola, secondo me da imputare al recente laicismo sfascista e nichilista di Zapatero. Questa avversione, vistasi chiaramente nei casi BerlusconiSchulz e Buttiglione-Cohen Bendit, adesso sta diventando davvero fastidiosa. Per, e qui vorrei accusare gli italiani di superficialit, si sta facendo la figura di chi si accorge dellimportanza di un bene solo quando gli viene sottratto. Va bene lo sdegno per il maltrattamento del nostro idioma, ma come mai, nel nostro territorio si cos tolleranti verso chi lo colpisce assai pi gravemente? Se della mancanza delle relazioni in italiano a Bruxelles i comuni cittadini non si accorgeranno neppure, il danno procurato non lo stesso quando ad essere penoso il modello di linguaggio che si propone ai giovani tramite i media.

Litaliano escluso? S, anche dai nostri tg


MATTEO SIMONETTI

Mi riferisco alla moda che da mesi, forse ormai da qualche anno, ha reso uniforme il parlato televisivo. Sembra quasi che i conduttori seguano lo stesso corso di dizione per quanto si assomigliano nella loro incapacit di dipanare correttamente un periodo. Ed infatti, se si vuole un po di tregua, non resta che rifugiarsi nei telegiornali di qualche piccola emittente locale, dove fortunatamente non hanno abbastanza soldi da permettersi il fantomatico corso unico. Non parlo neanche della povert dei vocaboli e della ricorrenza di frasi fatte, utilizzate come rassicuranti tormentoni che illudono lo spettatore di controllare la realt solo perch ne controlla e anticipa lespressione. Vorrei solo farvi notare quel modo assurdo di scandire le parole come se fossero singoli proclami, di interrompere il ritmo e lintonazione della frase, violentando quel suo incedere verso un normale climax e poi il suo spegnersi. Si fa fatica ormai anche a comprendere il senso del discorso, ad esempio a causa di attributi dinamicamente e agogicamente disgiunti dal sostantivo. Le singole

parole vengono buttate sul prato del tempo come caproni solitari, preziosi per il solo fatto di esserci qui ed ora, senza aver cura del legame semantico che le unisce alla mandria. Come se fossero tutte i nomi di calciatori stranieri nella radiocronaca di una finalissima di Coppa, le parole dei telegiornali sono taglienti, uscite da uno stesso stampo grossolano, tranne lultima che deve ovviamente differenziarsi per far capire allascoltatore che si finito. Visto che labbiamo tirato in ballo, diciamo pure due parole sulle cronache calcistiche. Qualcuno ha la bont di spiegarmi perch mai i cronisti abbiano deciso che occorre pigiare almeno dodici parole in un secondo, possibilmente urlandocele, per essere dei buoni commentatori? E poi: Ecco, la palla va in avanti, il giocatore va indietro e che siamo ciechi che non lo vediamo da soli? Pericolo, pericolo! , sbraita Piccinini quando deve ancora essere battuto un fallo laterale. Pura enfasi. A proposito di enfasi un altro salto: avete mai ascoltato la retorica buonista da poetucolo ispirato che ci propina Broccoli alla ra-

dio? Voi direte che a tutto ci esiste un ottimo rimedio, la manopola della sintonia, o il telecomando. Ebbene, vi sbagliate, perch loro sono tutti daccordo, in una sorta di monopolio della demenza. Cambiare si pu, ma solo in peggio. Ma quali sono i motivi di tale scempio? Innanzitutto la necessit di colorire artificialmente le notizie riportate dai telegiornali, ridotti ormai a rotocalchi di pettegolezzo, bollettini di incidenti automobilistici, lunghi collegamenti con i centri meteorologici, ammasso di stupidaggini senza alcun interesse. E poi la convinzione che la novit sia sempre stimolante, il che comporta la ricerca di un diversivo qualsiasi. Non a caso questa pratica si aggiunge al fascino ormai storico della esterofilia e allutilizzo di termini dallinglese. La decorazione degli pseudomessaggi televisivi viene completata con gesti accuratamente studiati, tanto che oggi davvero si pu riconoscere un gesticolare della razza del meteorologo, uno del presentatore di contenitori musicali per giovani o, addirittura, una movenza tipica delladdetto alla televisiva rassegna serale delle prime pagine dei quotidiani, con stereotipato movimento della matita sul foglio del giornale. Ci mancava solo linquinamento della gestualit italica

Domani la Moldavia alle urne


ROVE di sganciamento dallinfluenza russa anche in Moldavia, paese ex sovietico che si prepara al voto con in mente lesempio della Georgia e dellUcraina, ma senza rivoluzioni liberali, arancione o daltro colore. Anzi, lasciando presagire la conferma al potere dellunico governo dichiaratamente neocomunista del defunto impero rosso. Uno scenario paradossale, ma apparentemente gi scritto. Lultima giornata di campagna elettorale, in vista dello scrutinio di domani per il rinnovo del parlamento destinato a eleggere il prossimo presidente, ieri tramontata senza sussulti particolari. Tensioni e polemiche non sono mancate nelle scorse settimane, ma i sondaggi per buoni che siano convergono su un punto: la vittoria annunciata del partito comunista moldavo del presidente russofono Vladimir Voronin, in carica da quattro anni, accreditato fino al 62% dei voti. Un partito che nel 2001 si era affermato promettendo di riannodare i legami con Mosca, ma che negli ultimi tempi entrato in conflitto con il Cremlino sulla irrisolta questione dello status del Transdniestr, regione secessionista tutelata da una forza dinterposizione russa. E che oggi tende la mano ai nuovi governi filo-occidentali di Ucraina e Georgia, per quanto lontani ideologicamente, quasi a formare un triangolo ex sovietico orientato verso lintegrazione europea. La partita complessa, e non escluso che si tratti di una scelta tattica. Di certo c per il dispera-

Voronin sfida Putin e strizza locchio allUe


to bisogno di aiuto della Moldavia: un piccolo paese agricolo tra i pi impoveriti dalla transizione degli anni 90, poco pi esteso del Piemonte, incuneato tra Russia, Ucraina e Romania e flagellato dalla miseria, dalla criminalit, dal traffico di esseri umani. Un paese dal quale nellultimo decennio si calcola sia emigrato circa un quarto della popolazione stimata: 4,3 milioni di abitanti (in maggioranza di ceppo romeno, ma con forti minoranze russo-slava e zingara). La principale forza dopposizione, Moldavia Democratica, un cartello liberal-nazionalista a maggioranza romenofona, spera di recuperare il potere perduto nel 2001 sullonda del malcontento popolare inneggiando al cambiamento. I sondaggi la confinano tuttavia poco sopra il 20%, malgrado i proclami bellicosi del suo leader: il sindaco della capitale Chisinau, Serafim Urceanu, un uomo seminuovo, non immune da sospetti di corruzione. Urceanu e i suoi, evocando possibili brogli, si sono gi detti pronti a mobilitare la piazza sul modello ucraino, con vessilli gialli, stavolta, invece che arancioni. Gli slogan filo-occidentali e filoeuropei presi in prestito da Kiev (e da Tbilisi) non sono infatti unesclusiva degli oppositori sulla scena moldava. Lo stesso approdo indicato ormai anche dai comunisti del vecchio apparatcik Voronin, che con il loro recente giro di valzer sembrano essersi consolidati e aver spiazzato gli avversari. Le elezioni saranno corrette, ha promesso il presidente, definendo fantasie i sospetti dei suoi rivali. Il futuro della nostra Patria nella democrazia, ha aggiunto Voronin, assicurando di non aver biso-

gno di trucchi n di nostalgie veterosovietiche per ottenere il consenso della maggioranza dei moldavi ai progressi compiuti in questi quattro anni dopo i disastri del precedente potere corrotto e criminale. Quanto alla politica estera, Voronin ha confermato che lintegrazione con lEuropa ora unassoluta priorit, e ha indicato il recente piano dazione comune sottoscritto con lUe come linizio di una nuova era per la Moldavia. Parole che rischiano di suonare come una sfida alle orecchie di Vladimir Putin, tanto pi in quanto pronunciate da un leader di cultura politica sovietica e di etnia russa. Ma che non sorprendono, sullo sfondo delle polemiche antimoscovite che hanno accompagnato la campagna elettorale, sfociate nellaccusa esplicita di interferenze e nellespulsione di una quindicina di cittadini russi dalla Moldavia. Tensioni che la rassicurazione di Voronin di non essere contro il Cremlino non cancella. E che potrebbero indurre la Russia mercato primario per il vino e la frutta moldava, terra dadozione per quasi 350.000 emigrati e fonte di rimesse vitali a usare larma della pressione economica, oltre che quella del Transdniestr, nei rapporti bilaterali. Il governo russo non lo ipotizza ancora, ma la recente risoluzione della Duma di Mosca, favorevole a sanzioni contro Chisinau, gi pi di un segnale.
R. C.

Vladimir Voronin

APPUNTAMENTI
ALEMANNO. Oggi a Tito (Potenza), ore 10 parteciper al convegno Limmigrazione, offrire nuove opportunit. A Picerno (Potenza), ore 11,30 incontrer gli allevatori e i rappresentanti del consorzio Salumi picernesi. GASPARRI. Domani a Catanzaro alle ore 10,30 interverr alla conferenza stampa su E-government (Palazzo della Provincia). Alle ore 12,30 terr una conferenza stampa sulle elezioni regionali (Palazzo della Provincia). A Piane Crati (Cosenza) alle ore 18,00 interverr alla manifestazione elettorale per la candidatura di Gabriele Limido alle elezioni regionali (Sala ricevimenti Or-

chidea Blu in via Francesco Serra). STORACE. Oggi a Roma, ore 9,30, assister allo spettacolo Pasquino 2, realizzato dai detenuti del Carcere circondariale di Regina Coeli (via della Lungara, 29). A Latina, ore 11, parteciper alla manifestazione Agrorum Opera. Seguir linaugurazione degli stand presenti a Piazza del Popolo. A Roccagorga, ore 12,30, inaugurer la strada delleremo di SantErasmo (Piazza 6 Gennaio). BALDASSARRI. Domani alle 10,30 a Osimo (Sala maggiore del Comune) presenter programmi e candidati di An; interverranno Annunziata Brandoni, Alessandro Buccelli, Romano Zenobi e Carlo Ciccioli. Oggi alle 16,30 a Senigallia (Senbhotel - Stazione ferroviaria) presenter il candidato sindaco Lucio Massacesi;

LAGENDA
interverranno Romano Zenobi, Carlo Ciccioli, Paolo Belogi e Nicola Malerba. Alle 18,30 a Cupramontana (Sala convegni - via Roma, 32) inaugurer la nuova sede del partito alla presenza del candidato di zona alle elezioni regionali, Antonio Grassetti; presenzieranno Romano Zenobi e Carlo Ciccioli. MANTOVANO. Luned sar a Vienna per guidare la delegazione italiana alla 48esima sessione dellUfficio per le politiche contro la droga e il crimine delle Nazioni Unite. SAPORITO. Oggi alle 17,30 al castello Odescalchi di Santa Severa aprir la campagna elettorale della Cdl; alle 18,30 parteciper al convegno Limpegno del governo per le Forze armate e di polizia al Centro Mimose della Fie-

ra di Viterbo. Luned incontrer iscritti e simpatizzanti di An alle 18 allhotel Miramare di Ladispoli (via Trieste, 3). MAZZOCCHI. Oggi a Valenza interverr alla Fiera internazionale Valenza gioielli, appuntamento tradizionale del settore orafo-gioielliero. BENEDETTI VALENTINI. Oggi a Todi, ore 15, partecipa allinaugurazione della sede di Piazza Bartolomeo dAlviano. Alle ore 16 interviene alla manifestazione pubblica con Malgieri e Tracchegiani (Salone delle Pietre del Palazzo comunale). A Spoleto, ore 20,30, partecipa alla manifestazione della Cri (Hotel dei Duchi). PEDRIZZI. Oggi a Roccagorga (Latina), alle ore 12, presenzia allinaugurazione della strada delleremo di S. Erasmo. A Maenza, ore 17, inaugura lostello della giovent.

CONVEGNI
MILANO. Oggi a Milano, ore 16, presentazione della candidatura di Carlo Borsani. Intervengono donna Assunta Almirante, Cristiana Muscardini, Altero Matteoli, Franco Servello (Circolo della Stampa, Corso Venezia, 16). VERONA. Oggi, ore 15, convegno sulla sanit sul tema Liste dattesa. Intervengono: Cursi, Danieli e Cerioni (Grand Hotel Corso Porta Nuova). RIMINI. Il ruolo dellItalia a favore delle popolazioni del SudEst asiatico, questo il tema del convegno promosso da Filippo Berselli, che si svolger oggi, alle ore 17 a Montefiore Conca (Rimini). Intervengono Guido Bertolaso e Leonardo Tricarico (Teatro Malatesta).