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Venerd 1 luglio 2005

Idee & Immagini

Secolo d'Italia

Scrittori e velocipedi: perch la passione per la bicicletta ha sempre caratterizzato i letterati, specialmente se di destra

Scrivere un po pedalare
Una linea che va da Oriani a Marinetti e da Guareschi a Cioran. Ecco che cosa hanno scritto
MATTEO SIMONETTI

E a sinistra hanno avuto limpudicizia di appropriarsi addirittura dellinfanzia, forzando levidenza fino a fare del bambino un militante anarco-rivoluzionario, penso che possiamo permetterci di arruolare a destra, almeno dal punto di vista letterario, la bicicletta. Senza prenderci troppo sul serio, ovviamente. Il culto per le due ruote ha accomunato importanti figure della destra culturale, occupando spazi importanti non solo nelle pagine, ma anche nelle loro giornate, come vuole limperativo dellaltro intellettuale, quello che tiene ben unite lattivit mentale e quella corporea, il mero sapere con il saper fare. Come protesi meccanica, la bicicletta sostituisce quella biologica del cavallo: latavica simbiosi tra uomo e animale lascia spazio alla sensazione, pi egocentrica e contemporanea, vero, di un autopotenziamento. Si potrebbe pensarla come unimmagine protofuturista, una possibilit realizzata di tecnologia non ancora disumanizzante, ma anzi esteticamente sostenibile o addirittura esaltante. Leggiamolo nelle parole di Marinetti: I paracarri attenti cronometrizzano la corsa. Il mio corpo raccolto e compatto si geometrizza secondo i piani e le forze della bicicletta; ne vive la precisione meccanica di gambe-bielle salire scendere instancabili cocciute [] Tutte le Ombre della Notte raccolte chinate attorno a me si protendono dietro le mie spalle guardando curiose e meravigliate un ciclista che rigonfia di Poesia un nuovo pneumatico-ideale. Si consideri qui che lesaltazione futurista della macchina nasce in unepoca in cui questultima non ancora fenomeno di massa e non si conosce lassurdit della nostra congestione urbana. Nonostante questa parziale modernit, il rapporto del ciclista con la natura che attraversa, il paesaggio antropizzato in cui giunge e da cui riparte, le genti che incontra e oltrepassa, il tempo e lo spazio che lo incorniciano, non cos estremo, alienante e innaturale come quello che caratterizza oggi il viaggiatore nelle rumorose scatole di ferro. Esso si presta invece ad un recupero poetico della tradizione. Nei primi del Novecento, la bicicletta diventa simbolo letterario del viaggio, come poteva esserlo stato un tempo il bastone del pellegrino, e non a caso Quella del ciclista una figura ricorrente nellarte futurista, anche nella Russia sovietica gran parte dei racconti a lei dedicati sono appunto diari, come nella tradizione dei grandi viaggiatori Heine, Goethe, paesaggio visivo, fatto di filari di platani, distese di noci, querce che nel 1907 scrisse La lanterna di Diogene, un diario ciclistico o addirittura San Francesco dAssisi. Nella narrazione delle espe- e olivi, bordure di viti, in un susseguirsi di specie arboree che al- che esalta il paesaggio agreste ed ironizza sulla modernit e sui rienze ciclistiche si ritrovano tutte quelle caratteristiche che ap- tra velocit nellincedere non consentirebbe neanche di distin- suoi campioni. Altra figura di rilievo quella di Giovannino Guapartengono al viaggio nellintera storia della letteratura, da Ome- guere; ce n uno uditivo, dove compaiono melodie popolari, stor- reschi, che nel 1941 simpegn in un giro cicloturistico di millero ai giorni nostri: avventura, eroismo spirituale, esigenza di cam- nellate e canzoni goliardiche, dove da lontano arrivano le note duecento chilometri per il Corriere della Sera. Tra tutti questi biamento, sublimazione dello sforzo e della sofferenza. In parti- di bande cittadine; c infine un paesaggio culturale, dal cui sfon- letterati, che stilano poetici resoconti delle loro rare uscite ciclicolare, nello sforzo fisico, nella fatica, nel dolore, proprio come av- do emergono figure della storia italiana e della letteratura dan- stiche, ce n uno che sulla bicicletta scrisse poco, ma che invece viene in San Francesco, vista una sorta di purificazione dello tesca: Farinata, Pia dei Tolomei, le casate nobiliari di Firenze e la utilizz molto: Emil Cioran. Giunto a Parigi per una borsa di dottorato, gir tutta la Francia sulle due ruote, trascurando lo stuspirito, una liberazione dalle contaminanti insulsaggini della mo- Siena in lotta, San Francesco e Santa Chiara, e via dicendo. Tutto ci reso possibile dalla modalit del viaggio, che oggi dio. Se vero che nei suoi scritti non hanno parte degna di nota dernit. Pi che reale mezzo di trasporto, la bici il tramite per il recupero di una genuinit sempre pi in pericolo, come la vo- ancora appassiona: continuamente si ha lopportunit di decide- le esperienze ciclistiche, possiamo per sostenere che nella sua re se proseguire o fermarsi, se deviare per un attimo il percorso poetica chiara limportanza del viaggio e del rapporto con una cazione cavalleresca per Don Chisciotte. Lesponente principale dei letterati ciclisti senza dubbio Al- per andare a dissetarsi a quella fontana, l nella piccola piazza, natura arcaica, sui quali queste dovettero avere la loro influenza. palese, leggendo Oriani, che la bicicletta s collocabile a defredo Oriani, nelle cui pagine ritroviamo proprio tutti questi ca- o salire sbuffando su quel colle, per godersi il panorama. Nulla ratteri. In La bicicletta, il romanzo dedicato dallo scrittore ro- subto o programmato, ed ci che procura quella strana sensa- stra, ma a patto di prendere in considerazione la versione meno magnolo a questo mezzo, il pi importante racconto Sul pe- zione di libert e avventura. Per Oriani la bicicletta anche stru- conservatrice di questultima, quella baldanzosa, antiborghese, dale, la cronaca di unuscita di qualche giorno sullAppennino to- mento di mistica, di sviluppo interiore: a suo dire si pensa me- giovane, sprezzante delle convenzioni e poco rispettosa di una Chiesa troppo corrotta. Quanti ciclisti vediamo sfrecciare oggi, sulsco-romagnolo. Si rimane sorpresi di fronte a come le sensazio- glio in sella che a tavolino. Accanto alla figura di Oriani, troviamo quella di Alfredo Pan- le strade di una destra colpevolmente sempre meno sul pedani e le esperienze del cicloturista siano le stesse di ottantanni fa. La bicicletta del poeta attraversa paesaggi di vario tipo. C un zini, scrittore dellepoca fascista, membro dellAccademia dItalia, le?

Pillole
DIPINTI E DISEGNI DI SAFET ZEC A VENEZIA
VENEZIA. La Scuola Grande di San Giovanni Evangelista di Venezia ospiter la mostra Dipinti e disegni di Safet Zec. Il percorso espositivo presenta circa 40 opere dellartista di Sarajevo che, giunto in Italia nel 1992, oggi lavora e vive a Venezia. La rassegna sar inaugurata il 3 settembre e rester allestita fino al 30 dello stesso mese. Liter della mostra documenta due distinti periodi dellesperienza italiana di Zec: il primo, difficile e tormentato, va dal 1992 al 1998, anni nei quali lartista realizza grandi chine su carta, che rappresentano alberi con folte chiome, finestre e nature morte per le quali, nel 1994, ha vinto il Gran Prix Alpe Adria; il secondo, dal 1998 ad oggi, caratterizzato, invece, da una rinascita creativa dellartista, parallela a quella politica del suo Paese dove tornato finalmente ad esporre. Ora, ai temi gi consolidati se ne aggiungono di nuovi, come le barche veneziane, latelier e le differenti nature morte. Inoltre, nellesposizione veneziana saranno presenti i grandi temi della sofferenza umana: gli abbracci, le mani sul volto e, in particolare, la grande composizione della Piet, realizzata per questa occasione.

QUANDO LA MUCCA ISPIRA GLI ARTISTI


AOSTA. Alla mucca, animale simbolo della tradizione rurale valdostana Saint Rhemy En Bosses dedica, dall8 luglio al 28 agosto, tre mostre in esposizione al castello di Bosses e due cicli di installazioni nei borghi di Saint-Leonard e Saint-Rhemy, trasformandosi, per lestate, nel Pays de la Vache 2005. La cornice del Castello Saint Leonard ospita (dal marted alla domenica, con orario 15-19) tre modi diversi di interpretare il rapporto della mucca con il territorio. Etto Margueret, il celebre pittore della Trib dei visi lunghi, presenta La nouvelle vache, una galleria di bizzarre bovine dal manto colorato di macchie viola, verdi e rosse.

NORIGINALE interpretazione dei capolavori del teatro greco, con laggiunta di una funambolica abilit di reggere i fili dellanalogia. Nel testo gli accostamenti si susseguono in tutta la loro densit: Prometeo e Beckett, le Baccanti e Levi-Strauss, Sofocle e il teatro dellassurdo. Sono pagine che ci fanno comprendere come i morti chiedano anzitutto di essere seppelliti, ma poi vogliono anche riparazione. Lapparizione dello spettro di Banco al banchetto la pi sconvolgente esperienza di Macbeth. Soltanto allora si capisce, per la prima volta, che ammazzare non basta. I morti ritornano. Nella tragedia greca compaiono solo tre fantasmi: Clitennestra, la madre serpe, che cerca invano nelle Eumenidi di svegliare le Furie addormentate; Dario nei Persiani torna per apprendere la disfatta subita dal figlio e se ne va predicendo altre catastrofi; infine Polidoro, assassinato e incompianto, che chiede nellEcuba di Euripide di essere se-

UN LIBRO AL GIORNO

Il dialogo tra vivi e morti nella tragedia greca


GERARDO PICARDO

polto dalla madre e predice la morte degli ultimi figli di Priamo. Il ritorno dei morti e delle loro caparbie richieste sono la forma pi evidente del destino nella tragedia greca come in quella elisabettiana. Sino alla fine si rifiutano di morire; i vivi sono ancora il loro supremo nutrimento. Le generazioni successive devono dare un significato alla loro sconfitta, eppure questa mediazione attraverso il tempo e la storia pu finire solo in tragedia, con nuovi cadaveri a riempire la scena. Tra i protagonisti della tragedia greca, sono tre i figli di dio: Prometeo, Esacle e Dioniso. Il Prometeo di

Eschilo un titano nato dalla Terra; Eracle e Dioniso sono invece figli che Zeus ha avuto da due donne mortali. Tutti e tre sono personificazioni e strumenti di mediazione in un universo scisso tra un sopra e un sotto. Prometeo ha offerto il fuoco agli uomini e fornito loro una cieca speranza, inculcandogli cos la dolorosa consapevolezza della scissione. Eracle doveva porre riparo agli errori della prima creazione e liberare la terra dai mostri; Dioniso, fatto a pezzi che poi miracolosamente si ricomponevano, assicurava la continuit del ciclo biologico e il germogliare in primavera dei se-

mi piantati in autunno. Ma nel teatro tragico, Prometeo il titano arrivato ad amare troppo gli uomini e viene scaraventato in fondo al Tartaro con laccompagnamento di una celeste orchestra di tuoni e fulmini. Mentre nelle Trachinie di Sofocle, Eracle che ha ucciso lIdra ne porta per il mondo il veleno sulle proprie frecce e muore fra atroci tormenti di quello stesso veleno. LEracle di Euripide, invece, al suo ritorno dallAde uccide la moglie e i figli in un attacco di follia. Dopo di che accetta il proprio destino di uomo, rinuncia al padre divino e sa soltanto una cosa: che de-

ve seppellire i propri figli. Nelle Baccanti di Euripide, Dioniso arriva a Tebe per istituirvi il proprio culto. Ha assunto forma umana e porta una maschera sulla quale impresso un sorriso dolce-amaro. Chiede alle donne di lasciare la citt e in una danza sacra di mangiare la sua carne e bere il suo sangue. I fedeli conosceranno la teodicea; ma quando, nellestasi, una madre fa a pezzi il corpo del figlio, Dioniso lascia la scena con lo stesso sorriso. Rimane allora sulla scena il corpo di Penteo: il solo cadavere della tragedia greca che resti insepolto. Non esiste la tragedia senza mito, ma la tragedia anche, contemporaneamente, la distruzione. Un appello alla mediazione e la dimostrazione della sua impossibilit. Dormiamo in case dove le pareti si muovono.
JEAN KOTT - Divorare gli dei. Uninterpretazione della tragedia greca, Bruno Mondadori, pp. 310, euro 15

MOSTRA DI ARTE CONTEMPORANEA A ISERNIA


ISERNIA. Domani sar inaugurata, presso il museo darte contemporanea di Isernia, la mostra Is Art. Riservata agli artisti residenti in Molise, lesposizione raccoglie le creazioni di 25 autori, scelti fra 90 partecipanti selezionati da critici darte di riconosciuta fama quali: Luca Beatrice, critico darte e docente presso lAccademia di Brera; Fabio Cavallucci, direttore della Galleria civica di arte moderna e contemporanea di Trento; Maurizio Sciaccaluga, redattore della rivista Arte edita da Mondadori.