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L ' A RT E E R O T I C A E L A P O T E N Z A D E L L A V I TA

d i G u a l t i e r o A . N . Va l e r i
valeri@montevenda.net

European Academy of Higth Education and Scientific Research (Lugano)

Convegno sull'Arteterapia, Lugano, 11 novembre 2011


Apertura Anno Accademico 20112012 della Libera Universit di Scienze Umane e Neuroscienze di Bellinzona (LIUM)

Sin dai primordi della storia dell'Umanit, l'Eros stato un importante tema ispiratore degli artisti, tanto nelle arti figurative che nella letteratura e nella poesia. Tali espressioni dell'Eros nell'arte si sono manifestate in una gamma di sfumature che hanno spaziato da rappresentazioni esplicite della vita sessuale ad immagini dove essa era completamente assente, ma in cui nondimeno le imagini erano fortemente impregnate dall'Eros. da sottolinearsi che, nelle epoche antiche e nell'area mediterranea, l'espressione della sessualit non era in alcun modo repressa da un certo tipo di pudore che interverr solo in tempi molto tardi (anche se progressivamente), diciamo solo dopo alcuni secoli che la cultura cristiana si era diffusa nell'intera Europa - in special modo nell'Europa Occidentale, dove aveva prevalso il cattolicesimo - mentre in Europa Orientale la repressione della sessualit era stata molto meno accentuata. Ricordo come gi in epoca recente - ai primi del 900 - il giornalista italiano Concetto Pettinato si meravigli di vedere delle donne russe fare il bagno completamente nude nel Mar Nero, spettacolo inconcepibile nellEuropa Occidentale di allora. Anzi, nel mondo antico l'espressione della sessualit aveva dei caratteri di sacralit, cos pure tutti gli atti della vita (si veda, in tal proposito, il novevole complesso di regole che scandisce la vita dell'ebreo osservante). Possiamo pertanto pensare che, ad esempio, la raffigurazione di atti sessuali (che oggi sarebbero giudicate quantomeno pornografiche) in talune ceramiche dell'Antica Grecia non avesse, a quei tempi, nessun carattere licenzioso, ma fossero raffigurazioni di momenti dell'esistenza alla pari delle scene di giochi sportivi o delle officine degli artigiani. Solo nell'antica cultura israelita sembrerebbe che esistessero dei pudori correlati ai vari aspetti della sessualit; ma nondimeno abbiamo una autorevole espressione artistica (appunto il Cantico dei Cantici di Salomone) che il pi grande capolavoro della poesia erotica della storia della letteratura. Ma vediamo, in maggior dettaglio, come si manifesta l'Eros nell'Arte. Si gi detto che abbiamo manifestazioni artistiche dove la rappresentazione della vita sessuale diretta ed immediata, quali le scene erotiche che decoravano certe ceramiche greche, talune pitture murali etrusche e soprattutto romane, i celebri bassorilievi del Tempio di Lakshman (del IX secolo a.C.) a Sirpur (India), alcune ceramiche della cultura Mochica del Per precolombiano, e via via sino a I Modi di Giulio Romano, alcune opere di Gustave Courbet, le illustrazioni di Edouard Henri Avril (tra cui una serie piacevolissima dedicata ai Sonetti Lussuriosi di Pietro Aretino), certi disegni di Pablo Picasso, solo per elencare alcuni degli esempi pi classici in questo senso. In altre rappresentazioni artistiche, l'Eros non presente come esplicita rappresentazione della vita sessuale, ma impegna ed anima le figure, le fa vibrare e prendere vita, ed - in certi casi addirittura sembra estendersi dal soggetto rappresentato all'ambiente che lo circonda, quale il caso della Leda del Cigno di Leonardo da Vinci (peraltro unico nudo femminile conosciuto seppure solo come una copia dell'originale perduto - dipinto dal grande artista, anche se si parlato di una
Gualtiero A.N. Valeri, LArte Erotica e la Potenza della Vita

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versione nuda perduta della Gioconda). Non solo. Le figure che siano immagini o sculture pi manifestano carica erotica, pi appaiono vive e realistiche. Per contro, minore il loro richiamo erotico, pi appaiono fredde ed artificiali. Vi una marcata correlazione tra l'attrattivit erotica di una figura e la percezione di bellezza che abbiamo di essa. Normalmente percepiamo come bella una figura che esprime salute e giovinezza, e, per l'uomo, forza fisica, per la donna fertilit. Inoltre le proporzioni date ai corpi devono essere armoniose. In certe pitture murali egizie, ad esempio, l'uomo raffigurato con il busto posto frontalmente (per evidenziare la larghezza delle spalle rispetto alla vita, secondo lo schema a triangolo rovesciato), mentre il busto della donna raffigurato di profilo, per evidenziarne il seno; in entrambi i casi le gambe sono raffigurate di profilo e gli occhi guardano direttamente l'osservatore, in una geometria impossibile nella realt. Nella raffigurazione della donna, dall'antichit sino all'epoca moderna, essa rappresentata con proporzioni prossime al rapporto bacino:vita:seno di 90:60:90, ovvero pari a 0,66, vicinissimo alla sezione aurea (0,618). Si noti che una circonferenza del seno pari a 90 cm equivale ad una VI misura, caso abbastanza raro nella realt: siamo cio di fronte ad una supernormalizzazione della figura femminile. Ad esempio, ancora, nel caso del Diadumeno di Policleto (IV secolo a.C.), la figura (maschile) tutta proporzionata sulla base della sezione aurea. Abbiamo accennato alla frequente supernormalizzazione nella rappresentazione della proporzione del seno femminile; ma, analogamente, anche altri attributi che sono correlati ad una percezione di femminilit sono spesso accentuati nelle raffigurazioni rispetto alla realt, come per la lunghezza delle gambe (si veda la nota bambola Barbie). Nel caso, invece, delle Veneri preistoriche (quale la cosidetta Venere di Willendorf) abbiamo s una straordinaria accentuazione delle proporzioni caratteristiche femminili, ma appunto perch esagerata il risultato non gradevole ma bens mostruoso. Un aspetto variabile nella rappresentazione della figura femminile, la corporatura: spesso, nel XVII e XVIII secolo l'ideale di bellezza della donna era orientato verso corpi piuttosto abbondanti, mentre, nell'ultimo mezzo secolo il corpo femminile ideale divenuto sempre pi sottile, addirittura con tratti marcatamente anoressici. Questo da correlarsi al momento storico, in quanto, in epoche di carenza alimentare, un corpo piuttosto abbondante d garanzie che la donna possa sostenere meglio la gravidanza, mentre questa necessit viene meno in epoche di abbondanza. Ancora una volta la percezione di bellezza e di erotismo, nella donna, collegata alla fertilit. L'Eros dunque percepito come Vis Vitalis, attraverso il quale la materia inanimanta diviene vivente. Questo richiama il mito di Pigmalione e Galatea: Pigmalione scolpisce una statua femminile di straordinaria bellezza, e se ne innamora perdutamente, tanto da chiedere alla dea Afrodite di rendere viva la statua. La dea acconsente e la statua di Galatea prende vita, e diviene sposa di Pigmalione. In altri termini, abbiamo la contrapposizione di Eros e Thanatos che Sigmund Freud espone in Al di l del principio di piacere: pi le figure esprimono una carica erotica (percepita anche come bellezza), pi si ha un impulso verso la Vita; meno questo accentuato, pi la figura esprime sofferenza e malattia. Spesso, proprio in periodi di forte repressione della sessualit, gli artisti hanno rappresentato figure dalla forte carica erotica (magari in contesti mitologici, storici, od anche religiosi) come una reazione, un atto liberatorio. La Maja desnuda di Francisco Goya suscit
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scandalo e le ire dellInquisizione - non tanto per il soggetto rappresentato (che comunque aveva precedenti nellarte spagnola), ma per il fatto di non avere alcun cammuffamento di tipo mitologico od altro, di rappresentare una donna qualunque e contemporanea. Troviamo ancora una frequente ricorrenza di temi erotici in epoche in cui l'aspettativa di vita era pi bassa (per carestie, pestilenze o guerre): l'anelito verso la Vita, espresso da scene amorose, si fa fortissimo. Nel basso Medioevo e nel primo Rinascimento, un tema ricorrente quello della Fontana della Giovinezza, dove vediamo persone anziane o malate che vi giungono, vi si immergono e quindi riemergono giovani, spesso ci accompagnato da scene amorose (la giovinezza considerata per eccellenza l'et dell'Amore). Nel XIX secolo i temi erotici nella pittura e nella scultura si moltiplicano (vedasi, ad esempio: Canova, Ingres, Gerome, Renoir), sintomo s di una diminuzione della repressione dei secoli precedenti, ma anche probabilmente di un diffuso ottimismo che permea quellepoca, in cui si ci attendeva che il progresso democratico e tecnologico avrebbe portato ad una societ pi equa ed umana, ed a una maggiore qualit ed aspettativa di vita. In epoca recente avviene un cambiamento, e sempre pi spesso gli artisti insistono nella rappresentazione di figure umane dai tratti inquietanti: deformi, spente, addirittura percepibili come sofferenti o malate. il caso, ad esempio, di molte opere di Egon Schiele, di Herni de Toulouse-Lautrec o di Lucian Freud (recentemente scomparso). Non mancano, naturalmente, altri casi dove continua ad esserci la ricerca della prefezione delle forme, della bellezza e dellEros, magari anche attraverso la fotografia, ma questa tendenza a svilire il corpo umano, a rappresentare dei corpi brutti o ripugnani, compare prepotentemente. In un'epoca di liberazione sessuale (almeno apparente), sembrerebbe che l'Uomo abbia iniziato ad entrare in conflitto con il suo stesso corpo, a rifiutarlo. andata forse in crisi la percezione del s? Nell'uomo psichicamente sano egli riconosce il suo stesso corpo come appartenente a s stesso, mentre in certi stati di malattia psichica il soggetto inizia a perdere la percezione del suo stesso corpo, che gli diviene estraneo, o addirittura lo rifiuta. LArte un termometro sensibile dei sentimenti umani, nonch una espressione del suo inconscio. Il passaggio dallesaltazione della bellezza del corpo umano dunque dellUomo stesso alla rappresentazione di corpi come brutti, malati o decadenti sintomo di un conflitto interiore, o di una perdita di fiducia nella stessa Umanit. Ricordo come spesso l'anoressia (oggi cos frequente, in particolare nelle giovani donne) sia interpretata come un rifiuto della femminilit. Nei casi pi gravi di questa, infatti, ad esempio il seno si riduce marcatamente e si arresta il ciclo femminile. Gli studi di Alexander Lowen - che continuano e sviluppano sul piano scientifico e terapeutico il lavoro e le intuizioni di Wilhem Reich - illustrano dettagliatamente questo rifiuto del proprio corpo sempre pi frequente nella nostra epoca, rifiuto che diviene ed esso stesso malattia; questo appare dunque avere un riscontro nellarte del 900. Lattuale uso, ampio e martellante, di richiami ed immagini erotiche nei media, nella pubblicit e sul Web non appare in contrasto con quanto detto, dato il suo carattere feticistico: ovvero lattenzione si sposta dal soggetto in tutta la sua complessit - di materia pi psiche ad un corpo (o parte di esso) privato dellanima. Dal mito di Pigmalione e Galatea (in cui lAmore riesce a dare vita alla materia morta) si passa allincubo della bambola meccanica costruita da Coppelius narrato da Hoffmann (nel quale invece la materia, animata da diabolici artifici meccanici, distrugge lAmore e lamante stesso).
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Ma, parallelamente alla perdita della percezione del proprio corpo, sembra manifestarsi nell'uomo moderno anche una parallela perdita della percezione dell'ambiente che lo circonda, non solo naturale, ma anche dell'ambiente antropizzato e sociale (le citt diventano sempre pi inumane, aliene ed alienanti: si veda l'analisi che comp Jack London ne Il Popolo dell'Abisso, dove descrive ambiente e societ dei sobborghi di Londra all'inizio del '900). Molto spesso la popolazione urbana oggi sradicata, vive in citt che non conosce e che non gli appartengono. Le persone vivono isolate, reciprocamente diffifenti ed estranee luna dallaltra, quando non anche nemiche. Ma anche, sempre pi frequentemente, gli uomini doggi non sono in grado di distinguere una specie arborea da un'altra, non percepiscono il fluire delle stagioni, e pochi possono realmente affermare di avere mai guardato con attenzione un cielo stellato. Oggi ci si sposta sempre pi spesso in localit remote, ma quanti hanno notato che il cielo che si vede da Lugano assai diverso da quello che possiamo vedere, ad esempio, da unisola dei Caraibi? Accanto allattenzione per lanatomia e per le proporzioni dei corpi, negli artisti del Rinascimento (ed anche in epoche successive), vi era anche una straordinaria attenzione naturalistica (per la geologia come per la botanica): sono esempio i casi di Leonardo da Vinci e di Botticelli. La variazione del tipo e dellintensit dell'espressione erotica nella manifestazioni artistiche pu dunque essere assunta anche come indice della modificazione interventuta, nel trascorrere del tempo, nel rapporto dell'Uomo con il suo stesso corpo e con s stesso, e di riflesso nel rapporto tra l'Uomo e l'ambiente che lo circonda. Per concludere, ricordo una frase di Davide Maria Turoldo in un commento radiofonico all' Antigone di Sofocle, all'inizio degli anni '70: Un epoca che non crede in nulla non produce nulla: al massimo fa della pornografia.

Lugano, 10 novembre 2011

Gualtiero A.N. Valeri

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